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VAS QUAS “XANTIS”

Ambientazione Ufficiale – La Storia


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CAPITOLO PRIMO
LA GUERRA DEI SECOLI
“Sangue!” Esultò la vecchia…”..e ancora e ancora e ancora!” ridacchio gracchiando, “Caos, distruzione
e morte!” continuò.

“Quando tutto sarà compiuto non ci sarà più niente qui, non ci saranno più le vostre belle torri!
Nessuno vi seguirà più! I popoli vagheranno come greggi nel deserto, insanguinati dalle fruste
assassine dei demoni!”. La vecchia cambiò espressione; i capelli bianchi facevano da macabra cornice
al viso isterico e scavato ed i suoi stracci luridi e malconci riempivano ora la stanza con il loro
fetore. “Deve credermi.” Lo supplicò, ora in preda ad una malinconia angosciante. “Sarà la fine, io
l’ho visto!”, e detto questo si buttò ai piedi del letto, piangendo, più per il dolore che per altro. Le
sue lacrime lo commossero, ed egli fece per alzarsi. Poi, di colpo, la faccia della vecchia si tramutò
in un espressione di panico puro: le orbite vennero scavate dal fuoco e dalla sua bocca uscirono due
serpenti. Egli indietreggiò per la paura, andando a finire dall’altra parte del letto, sudato ed
impaurito. Si accasciò contro il muro, attonito attese. E mentre la vecchia si svuotava sempre di
più, consumata dal di dentro da un dolore indicibile, vide i due serpenti unirsi in una sinuosa danza.
Lentamente essi si intrecciarono, e si librarono nell’aria fino a trovarsi proprio di fronte la sua
faccia. D’un tratto l’uno mangiò l’altro, e dopo qualche secondo, la sua bocca si spalancò di nuovo e
da essa uscirono visioni, sibili confusi, urla e silenzi divini.

E vide.

Vide la sua terra martoriata da bestie immani, alte a volte fino a due metri, con corazze ed armi di
pura terra. Gli occhi assassini, gli artigli sporchi del sangue dei suoi soldati. Li vide arrampicarsi
per le mura delle città, squartare la carne dei difensori, divenire i loro più potenti incubi. Vide i

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loro poteri e le mani nere dietro il loro operato; vide le sue belle città, le sue meravigliose
costruzioni, ed i loro meravigliosi abitanti ridotti in cenere. Vide Celestia la bella, vide Comantis
la Verdeggiante, vide i labirinti di Dedalus B, e vide, in ogni angolo delle strade, le mostruose
creature. Un lampo, un rombo, un tremendo fragore, ed un gigantesco martello si abbatté su di
loro. Egli si dimenò, si strinse la testa tra le mani. Le sue carni ora sembravano lacerate da quel
tremendo colpo, la sua testa, trapassata da mille spade infuocate. Sputò sangue e si distese a
terra, ai piedi del letto, in preda al dolore. Poi, un attimo dopo, la stanza dell’Imperatore ridivenne
buia e la pace del silenziò torno ad aleggiare sopra quei terribili segreti!

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LA GUERRA DEI SECOLI zone in cui scompariva o partiva il mana. Una
1006 DAA prima risposta venne dal Tempio dei templari di
Nalis, i cui ministri, erano stati in grado di
Tempo di grande pace per l’Impero di Axantis; scoprire le tracce di un antichissimo culto,
sul trono siede l’imperatore Solfami, Elfo Noble esistente agli albori delle due ere e poi
appartenente ad un'importante dinastia. Dopo i scomparso. Corrupto, la divinità venerata da
tumulti per la divisione del Granducato di questo arcaico culto, era raffigurato come un
Dedalus, niente sembra minacciare la vita occhio violaceo, spesso nascosto da nuvole di
dell’Emisfero Est. Tuttavia, sogni irrequieti sangue o da altre strane figure. I saggi
dell’imperatore ed altri strani presagi, inducono dell’emisfero si limitano all’arresto dei
le alte cariche del Consiglio degli Elementi a vagabondi e al controllo ferratissimo della
cercarne la causa. In particolare viene mobilitato Magia, senza riuscire a risolvere il problema
il Tempio Bianco gestito dal potetene mago dell'alteramento del Magicka. In realtà, il culto
Uran, mezz’elfo delle zone della Grande di Corrupto aveva ripreso vita nell’Isola di
Quercia. Molto tempo, trascorre, un anno, due, Mamorik, in cui, il Gran Sacerdote Hermion,
fino a quando si scopre che il Mana presente su preparava la Grande Guerra ai danni dei popoli.
tutta la superficie dell’Emisfero Est, risultava Corruzione ed inganno, erano di fatto i pilastri
molto alterato. Nessuno ha la benchè minima della cultura dell’Occhio Viola, che, grazie ai
idea di come ciò fosse potuto accadere. suoi poteri, era in grado di elargire, e non solo ai
Addirittura la Zona Interdetta arriva a coprire la suoi fedeli, una sorta di scambio di favori, con
cittadina evacuata di Husier. La spiegazione conseguente presa di possesso del potere della
ufficiale, data dal Gran Consigliere Malak, persona, nel momento in cui ella veniva
membro del tempio di Dodger, è che ciò sia richiamata per pagare il suo debito con il Dio.
stato provocato dalla costruzione di altri templi Chissà, in una guerra, quante persone avrebbero
attorno alla zona, ma questo non convince invocato il suo diabolico aiuto!
l’opinione pubblica, che resta dubbiosa.
Riprendono, quindi, con gran foga, le ricerche e Hermion aveva scoperto, da libri appartenenti
le indagini dei due Templi sulle alterazioni del addirittura a Mamorik il Diavolo, di un antico
Magicka. Si erano osservati, inoltre, grandi portale situato vicino la città di Celestia,
spostamenti di mana: temporali venuti dal nulla, specchio tra il nostro mondo ed un pianeta
enormi tempeste che spazzavano il mare e le chiamato “delle Bestie”, in cui abitavano feroci
Isole Siael, catalizzatore dell’Impero. Venivano e selvagge creature autoctone ed il gran
a crearsi, addirittura, fiumi di Mana, ovvero Sacerdote nutriva la speranza di usare tali
grandi correnti di energia che attraversavano creature come tremende macchine da Guerra.
l’Impero da parte a parte. Facile pensare di poter Cercava quindi di acquisire sempre più potere
scoprire la fonte e la foce di codesti movimenti, per il portale (ecco spiegati gli ingenti
in quanto essi erano affiancati da identiche spostamenti del mana), tramite i suoi Sacerdoti,
correnti, di colore violaceo, che seguivano e che, da vagabondi, giravano in tutto il mondo di
deviavano a lor piacimento il loro corso. Xantis, e nello stesso tempo, bramava di
Spostamenti senza senso, nuovi movimenti nel impossessarsi del segreto che conteneva
grande cerchio della magia, inducono i saggi di l’ubicazione della chiave per il portale.
tutto l’emisfero a cercare spiegazioni riguardo a
loschi figuri che, simili a viandanti ed a
vagabondi, venivano trovati a volte vicino le

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sorprendere.
IL PATTO CON GLI SCRECH Con l’agilità tipica della sua razza, balzò in
“BAM!!”. aria aggrappandosi al soffitto.
Le pesanti assi del tavolaccio di legno Il secondò adepto, allora, con la mano protesa
risentirono del possente colpo, crepandosi sotto in avanti, si sbilanciò, e venne subito fatto preda
il massiccio pugno, e l’eco del colpo si propagò della lingua di terra misteriosamente comparsa
all’unisono in tutta la caverna. sopra di lui.
Gli aguzzi artigli si contrassero subito dopo, ed Poi, lasciandosi cadere, l’animale roteò giù, e
il legno scricchiolò sotto quella tagliente presa. diede una tremenda zampata all’uomo, che
La cartina sotto di esso si tagliò e si cadde a terra tramortito, con i detriti di roccia a
accartocciò, come impaurita ed impotente di fargli dolorosa coperta.
fronte a tale energia. “Ferma i tuoi uomini generale”, disse sottovoce
Il ringhio dell’animale si fece più poderoso, ed i il sacerdote. “Nemmeno nuove conquiste
suoi occhi si socchiusero per concentrarsi bene interessano più la tua brama di potere, nemmeno
sull’unico loro obbiettivo, sull’unico loro una nuova libertà?”.
desiderio assassino. Fece un gesto con la mano, e ne uscirono
“Cosa c’è generale?”, disse la figura finemente sprazzi di natura, rigogliosa e fertile.
incappucciata, rompendo l’attonito silenzio che “Libera!” Penso tra se e se il generale.
si era creato nella grotta. Allentò la presa, e da sotto il cappuccio l’uomo
“Forse c’è qualcosa che la turba?”. sorrise.
Ironica e pungente, la frase fu tutto quello che “Vedo che sei ragionevole Generale. Io potrei
desiderava lo Screch. darti tutto ciò!”.
In un attimo il braccio destro gli fù addosso, “Ed i demoni?” Esclamò quasi preoccupato
I muscoli si tesero compatti, ed il suo gesto, l’enorme Screch.
rapido come un dardo scagliato, non lasciò “A quelli penseremo noi!”, disse ridendo il
scampo al Sacerdote. sacerdote.
In un attimo la sua gola fù serrata in una solida Il generale lo fissò.
presa, fatta di scaglie ed artigli, di odio e Strinse ancor di più la sua mano attorno alla
disperazione. fragile gola dell’uomo, poi, lo lasciò.
Gli esseri incappucciati reagirono con una tale “Parliamone.”, esclamò.
rapidità che il primo screch si fermò
imbambolato al solo tocco della mano del 1009 DAA
primo. Le minacce del nascente culto si facevano
Essa si era fermata proprio sopra la fronte sempre più dirette, così come si faceva sempre
dell’essere, ed i suoi occhi furono più fitta la rete di misteri attorno ad esso. Il
immediatamente appannati da una intermittente Consiglio degli Elementi, indeciso sul da farsi e
luce violacea che si propagava ora per tutta la preoccupato per le possibili conseguenze dovute
stanza; e mentre l’abito dell’adepto volteggiava ad un peggioramento della crisi, decise di usare
in preda a chissà quale corrente di follia, la sua il pugno di ferro in materia di giustizia e
bocca sprigionava parole morte, che poco a sicurezza, infliggendo pesantissime pene a chi, a
poco stavano rendendo succube la mente volte anche ingiustamente, veniva accusato di
dell’animale. far parte o di favorire il culto dell’Occhio Viola,
Il secondo Screch invece, non si fece utilizzando, inoltre, metodi di indagine
disordinati e sbrigativi. Venne così a crearsi una

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sorta di clima di terrore, in cui la paura Tempo, i Sacerdoti di Corrupto riuscirono ad
dell’ignoto e la giustizia repressiva dell’Impero ottenere il potere di teletrasportare il Secondo
la facevano da padroni. Nel frattempo, Specchio da qualunque luogo esso fosse sepolto,
all’interno del Culto, che ora contava poco più a condizione, però, che non fossero loro stessi ad
di mille unità, la soddisfazione aumentava di attivare il collegamento tra i due mondi.
giorno in giorno: era infatti stata recuperata la Quindi, tramite patti divini che obbligavano
chiave del portale. alcuni Dei all’uso di poteri in nome di Corrupto,
Quest’ultimo si trovava nelle vicinanze di i suoi adepti, una volta arrivati sul Pianeta delle
Celestia ed era stato originariamente usato dal Bestie tramite lo Specchio di Celestia, presi i
famoso Demone Supremo per trasportare primi contatti, poterono facilmente evocare il
agilmente ed in sicurezza le sue truppe nel seno secondo specchio.
del territorio nemico. Consisteva in una sorta di Mentre i preparativi sulla terra volgevano al
specchio, in cui si rifletteva il luogo che il termine, il Sacerdote Supremo dell’Occhio
sacerdote, o chi per esso, voleva raggiungere. incontrava il capo delle mille tribù Screch:
Necessitava di un secondo specchio, che Schrakazan che, inizialmente riluttante, decise,
costituiva l’uscita, creando così una sorta di poi, di accettare il compito di combattere per
teletrasporto con un unico…”senso di marcia”. Hermion e Corrupto, a patto che essi rendessero
Recuperata la chiave il Culto era pronto alla sua razza la libertà perduta e che una parte
all’azione: antiche formule e conoscenze arcane del pianeta fosse data loro. Gli Screch erano
vennero usate nei vari rituali dell’Occhio Viola, infatti, prigionieri dei Demoni Oscuri che
in cui, i sacerdoti venivano guidati addirittura avevano conquistato il loro mondo e Schrakazan
dall’Avatar di Corrupto: una certa Nereless. I e le mille tribù videro, nella guerra di conquista
ministri del culto dell’Inganno riuscirono, così, a mercenaria, una possibile soluzione per
osservare il pianeta delle bestie, ed a rifletterlo, riottenere la loro libertà.
tramite i grandiosi poteri dell’Avatar, nello Sul pianeta delle bestie tutto era pronto!
specchio di Celestia. Sulla Terra invece, furono i sacerdoti di Nalis a
Il supremo Hermion, insieme a un organizzato scoprire ed a rivelare il piano dei malvagi. La
gruppo di Sacerdoti, fu mandato sul pianeta per loro divinità era vincolata al silenzio dal patto
stabilire un contatto con la razza animalesca stipulato con Corrupto, ma questovenne infranto
promessa da Corrupto quale nuova armata. Ma, dai sacerdoti dell’Occhio Viola per accelerare la
affinché il malefico piano fosse compiuto, venuta degli Screch su Axantis. Utilizzando al
mancava un secondo portale da poter evocare massimo i poteri concessi essi violarono la
sul pianeta delle Bestie e che consentisse ai Storia ed il Tempo e grazie a ciò Nalis potè
ministri del Culto di far ritorno su Axantis. interrompere il suo silenzio ed annunciare ai
Lo specchio era, però, perso chissà dove fra le suoi fedeli ciò che stava per accadere. Corrupto
rovine di qualche antico sito nel Gran Ducato di intanto, aveva già assoldato tramite un inganno,
Mamorik e per recuperarlo intervenne lo stesso un manipolo di avventurieri per attivare il
Corrupto, utilizzando il suo principale potere: la portale nella grotta di Celestia, ma le guardie
corruzione. Egli è, infatti, in grado di plagiare imperiale, avvisate dai Templari di Nalis, gli
persino le altre divinità grazie a patti dettati da davano la caccia. Negli ultimi giorni del Desex
sporchi ricatti o generosi favori. del 1009 DAA, venne scatenata una gigantesca
Xax, dea del Caos, appoggiò il dio Viola a caccia all’uomo, mirata a catturare gli ignari
condizione che egli le lasciasse usare la sua firmatari della condanna Axantina.
armata anche per i suoi scopi e, da Nalis, Dio del Essa non riuscì nel suo intento, grazie anche ad

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una semi divinità corrotta e passata dal servizio dalla parte Sud del paese, e devo andare a
di Nalis ad operare per Corrupto: BetLor, che, vedere. Mi stanno chiamando. Se non ritornerò,
approfittando dei poteri miscelati delle due ed avrete la fortuna di leggere queste pagine,
divinità, riuscì a catapultare il gruppo ingannato, sappiate che abbiamo un disperato bisogno di
una volta nel passato ed una nel futuro, aiuto. Vi prego, fate qualcosa.”
facendone perdere le tracce alle sette guardie “E’ Incredibile, sono entrati! Le mura si sono
imperiali inviate alla loro ricerca e facendoli, accartocciate su se stesse, e le loro fondamenta
infine, giungere proprio dove Corrupto voleva: si sono sbriciolate come se non fossero della più
nella grotta di Celestia per attivare il portale e possente pietra. Stanno bombardando la parte
collegare, così, definitivamente i due mondi. Sud della città con enormi trabucchi e catapulte,
Una ad una, le Armate di Schrakazan e le loro orde scavalcano e distruggono tutto ciò
attraversarono il portale, raggiungendo Axantis. che incontrano. Non li fermerà niente. Anche
Era cominciata l’invasione! questa base non reggerà molto, sarà la prossima
ad essere attaccata. E moriremo tutti. Vi prego,
L’INVASIONE vi rinnovo il mio appello. Se leggerete queste
23 Magiures 1010 D.A.A righe, cercate di fare qualcosa, e non limitatevi a
Celestia, Baronato del GranDucato dei Monti semplici segnalazioni, rivolgetevi direttamente
Freddi alla capitale. Il problema è molto più grande e…
Guardia Scelta Reuck mortale di quanto pensavamo.Non
“Da stamattina non facciamo altro che sentire dimenticateci. Moriremo per questa terra, per
smottamenti al di sotto del terreno. La calma è darvi il tempo di preparare le vostre difese.
apparente, ma sappiamo che prima o poi ci Salvatevi combattendo, salvate i vostri figli, e
attaccheranno. I dispacci dal GranDucato dei salvate anche i miei, che non rivedrò mai più!”
Monti Freddi sono già arrivati.
Gli ordini dalla capitale sono resistere il più Guardia Scelta Reuck Sabinamo.
possibile, in attesa che un distaccamento Terzo Reggimento dei porti.
dell’Armata di Axantis venga in nostro aiuto. Base Centrale.
Ma come è possibile resistere? Il morale dei Padre, e marito.
nostri soldati è a terra. Non riceviamo più
nessuna notizia dalle città vicine, e non 1010 DAA
sappiamo per certo contro chi andremo a Era riuscito il piano di Corrupto che prevedeva
combattere. Alcuni, che hanno parenti l’invasione Screch dell’Emisfero Est e la
all’Ovest, dalle parti di Axantis, parlano di una conseguente guerra contro Axantis. Riuscendo
strana razza di Orchi, alti fino a due metri, ad attivare il portale, le prime avanguardie delle
interamente ricoperti di aculei e spine. mille tribù lasciarono il Pianeta delle Bestie
Combattono con tutte e quattro le loro zampe, dirette alla volta di Xantis, per preparare
aggrappandosi a qualunque cosa con un’agilità l’assalto iniziale. I Sacerdoti del Dio Viola e i
fuori dal comune. Dicono che ci sono anche capi degli Screch, comandati da Schrakazan,
stregoni tra di loro, che piegano la terra al loro avevano già pianificato un piano di attacco
volere. Che sia elementalismo? Non possiamo rapido e letale per mettere in ginocchio uno ad
certo resistere contro bestie del genere. uno i Gran Ducati dell’Est: le tribù erano state
Non sappiamo cosa fare.Eccoli. Stanno precedentemente divise in armate, una per ogni
arrivando.Ho sentito un forte boato proveniente Gran Ducato, ad eccezione di Mamorik, che

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meritava un discorso a parte, vista la sua di numero inferiore rispetto alle Armate,
grandezza e la sua potenza. Vi erano quindi: bastava, però, a sopraffare un Baronato, seppur
l’”Armata delle Rocce”, incaricata di Invadere il potente, come Celestia, e conteneva al suo
Gran Ducato dei Monti Freddi; l’”Armata dei interno, oltre a guerrireri Screch ed elementalisti
Cavalca Lupi”, incaricata di invadere Dedalus della terra del popolo bestiale, rozze catapulte
A; l’”Armata dei Sanguinari”, incaricata di d’osso ed armi d’assedio forgiate da minerali
colpire Moebius; l’”Armata dei Corvi”, vulcanici originari del Pianeta delle Bestie. La
selezionata per abbattere Dedalus B; ed infine l’ battaglia ebbe luogo due giorni dopo l’arrivo
”Armata della Morte”, scelta per Axantis. Ad della tribù, il 23 Magiures del 1010. La sorpresa,
esse si aggiungevano: la “Tribù dell’Inganno”, la ferocia e la rapidità del nemico ebbero la
avanguardia delle mille e prima ad operare in meglio. Celestia cadde in meno di un giorno. Il
territorio nemico; la speciale “Armata Viola”, faro della Città venne distrutto, mentre, la
destinata a Mamorik, immensa e gigantesca; per scogliera che immetteva al grande porto
ultima, l’”Armata delle Sabbie”, scelta per Imperiale, crollata sul fiume Celestia, ora era
prendere il controllo del Deserto dei Sarhal. solo un immenso strapiombo. Chiese, sedi dei
Infine sarebbe stato lo stesso culto, tramite templi di Magia e ogni altro edificio vennero
magie e miracoli dell’Occhio Viola, a prendere rasi al suolo. Solo la torre del Barone restava in
Goladria. Il piano era semplice, ma allo stesso piedi, sfiorata solamente dagli attacchi degli
modo ingegnoso ed astuto. Avrebbe permesso di Screch dell’Inganno. Decimata la popolazione,
attaccare l’Emisfero Est su ogni fronte, con distrutta l’intera guarnigione di stanza nella città
rapidi e letali attacchi. Un aiuto, per l'esercito ed affondate le navi imperiali stanziate nel porto,
invasore, era offerto dalla struttura stessa sulla nulla impediva ora, a questi, di procedere
quale era stato pensato il mondo di Xantis. nell’attivazione del portale, grazie alle
Infatti, ancora oggi, ogni Baronato, riconoscibile conoscenze che i sacerdoti di Corrupto
da una grande torre all’interno della sua città, possedevano. Furono essi, infatti, ad attivare il
contiene in essa un portale, collegato agli altri catalizzatore ed a permettere di stabilire canali
Baronati tramite flussi di Magicka, attivati dal di comunicazione con ogni città dell’Emisfero.
catalizzatore di partenza ed inviati verso il Ora gli Screch avevano una roccaforte
catalizzatore della torre che si deve raggiungere. (Celestia), dalla quale potevano attaccare, grazie
La persona o la cosa da trasportare, viene quindi alla torre del baronato, ogni angolo
scomposta in Magicka ed elemento, tramite la dell’Emisfero. Protetta dalla sicurezza della
magia runica, ed inviata assieme ai flussi di nuova roccaforte, e conscia di poter finalmente
Magicka attivati. Il catalizzatore ricevente, attaccare, L’Armata delle Rocce fece la sua
infine, permette l’esatto opposto, ricomponendo, comparsa, dirigendosi verso il Nord gelido ed
tramite Magicka ed elemento, la persona. Questo arroccato del Gran Ducato dei Monti Freddi,
efficiente sistema di “trasporto”, permetteva, mentre, come un immensa schiera di morte e
quindi, di percorrere ogni distanza nell’Emisfero devastazione, l’Armata Viola e l’Armata delle
in brevissimo tempo. Ed era su questi Sabbie, andarono ad occupare le pianure di
Magitrasporti che la Tribù dell’Inganno puntava. Celestia, aspettando che Corrupto allargasse le
Una volta arrivata sull’Emisfero, grazie ai poteri dimensioni del portale della città, così da
di Corrupto, essa potè risultare invisibile agli permettere il loro spostamento verso l’Isola di
occhi del Consiglio degli Elementi ed alle sue Mamorik. In meno di tre giorni, Xantis,
Spie, riuscendo a marciare indisturbata verso il sembrava già piegato sotto il giogo delle armate
più vicino Baronato: Celestia! La Tribù, seppur dell’Occhio Viola. Non contento, Corrupto

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stesso, decise di rendere ancora più semplice e diressero verso il sentiero che portava al centro
veloce la conquista alleandosi con il popolo città.
Sarhal. Da tempo, quest’ultimo, covava rancore “Tu credi che saranno arrabbiati con noi?” disse
verso i suoi padroni di Mamorik, che avevano Eveline, la più piccola.
strappato loro il controllo dell’Isola e fu facile, “Non ne ho idea sorellina, ma dopo l’ennesimo
quindi, per il Dio della Corruzione impadronirsi, attacco non potevamo certo restarcene chiuse in
tramite favori e lusinghe, delle menti assetate casa aspettando…” Gli occhi della ragazza si
d’odio e di vendetta dei guerrieri del deserto. tinsero di tristezza, e la sua voce venne interrotta
Essi concessero agli Screch una via di arrivo per da un groppo di malinconia. Poi riprese. “Non
l’isola, mettendo a disposizione tutti i portali dei preoccuparti, vedrai che staranno tutti bene”,
loro accampamenti alle armate invasori e un disse ala piccola che ora a stento tratteneva dai
patto di non belligeranza con essi. L’Armata grandi occhini azzurri le lacrime. L’abbracciò
Viola potè, così, attraversare il portale, seguita forte, cercando di farle sentire tutto l’amore
dall’Armata delle sabbie, che ora dava manforte della famiglia, ora che solo lei e sua madre erano
alla prima. Anche l’intera Isola di Mamorik rimaste. “Sorellina ho tanta paura!”, esclamò
sembrava condannata. Intanto, nel Gran Ducato Eveline singhiozzando. “Lo so sorellina mia, lo
dei Monti Freddi, le altre armate fecero la loro so…” Arrivarono al centro città. In una casa,
comparsa. L’Invasione non solo era cominciata, ormai distrutta, una vecchietta sbirciava dalla
ma era avviata ad una certa e facile vittoria. finestra divelta, andandosi poi a rintanare nella
penombra. Percorsero tutto il viale, poi
LA RESISTENZA DEI POPOLI svoltarono a destra, e successivamente a sinistra,
Lentamente le due ragazze ridiscesero il per ritornare nel vicolo natio.
sentiero che, la notte precedente, avevano La porta era scardinata, e segni di graffi la
percorso per dormire lontano dagli orrori della percorrevano lungo tutta la sua altezza. Le
città. L’ansia di non ritrovare i loro affetti e le finestre avevano i vetri rotti, e dal tetto, una
loro famiglie, le accompagnava dai primi raggi flebile striscia di si andava a ricongiungere al
di quel tiepido e spento sole che ora lottava per grigio temporalesco del cielo.
non esser sopraffatto dai minacciosi nuvolosi “Mamma…” esclamò la piccola, “Mamma
neri, che buttavano sulla cittadina un ombra siamo tornate mamma…”.
grigia e triste. Mentre avanzavano Dalla porta della camera nessun rumore, se non
faticosamente, incalzate dalla voglia di casa e l’angoscioso silenzio dello sconforto.
rallentate subito dopo dalla legittima paura di Poi, d’un tratto, un ghigno le colse di sorpresa.
non ritrovarla, le ragazze cominciarono a Sul soffitto, uno di quegli orrendi mostri stava
riveder il paesaggio esanime della città. Piccole preparandosi a saltare. Un grido di terrore
casupole con i comignoli che fumavano, erano scosse l’apparente calma, poi lo Screch si
affiancate da capanni per gli attrezzi malridotti, mosse. Con un balzo fu subito sopra la più
e gli orti, grandi come francobolli, si grande, e con un enorme zampata la fece
confrontavano giorno per giorno con le erbacce rotolare fino all’angolo opposto della stanza.
ed i ruderi, per conquistarsi nuovi pezzi di Conficcò gli artigli al suolo, ed accucciandosi,
terreno. Tutto sembrava un costante e defunto scattò.Restò fermo con le zampe anteriori, ma
ammasso di disperazione, le case, gli orti, i con quelle posteriori, passandole in mezzo alle
pochi passanti, la natura circostante e gli due ancora arpionate al terreno, sferrò un
inesistenti animali le cui carcasse giacevano tremendo colpo in faccia alla ragazza, che in un
ora tra recinti semidistrutti. Procedendo, si vermiglio getto di sangue, si ritrovò con la testa

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nella parete. Soddisfatto, l’animale si girò verso sull’isola di Mamorik, giungevano confuse e
la bambina, che giaceva terrorizzata in un sgomente nel castello delle Quattro Torri,
angolino della stanza, nell’ombra. Si alzò in dov’era situato in quei giorni il Consiglio degli
piedi, a malapena, si riappese al soffitto e si Elementi permanente.
preparò al lancio. Poi, una tremenda vampata, Minacciati dalla fretta e dal panico che
lo fece ricadere. Rotolandosi per terra la bestia incombeva, l’Imperatore Solfami e tutta la
stette alcuni secondi a grugnire di dolore giunta, decisero di rispondere con rabbia e
tenendosi le mani ormai bruciate, poi si rivolse potenza all’attacco appena avvenuto, gettandosi
uno sguardo furioso verso il nuovo venuto. Una a testa basta nella mischia, contro un nemico
sagoma scura si stagliava contro la debole luce che, purtroppo, non conoscevano ancora. Dai
mattutina, scura ed alata, con due corna vari Gran Ducati, le armate si mossero e le
possenti sul capo “Schiavo!”, disse con velocissime Navi Imperiali fecero continua
disprezzo quest’ultima, “Striscia nel letame dai spola tra il Gran Ducato di Axantis e quello di
tuoi legittimi padroni!”, e con questa frase, Mamorik. Da Moebius venne mosso il più
preso dall’ira e dall’odio, protese la mano, e in grande distaccamento dell’Armata Axantina:
un attimo, contorcendosi, lo Screch si accasciò intere schiere di mantelli azzurri partirono dalle
a terra. La sua faccia divenne un inno al dolore. basi militari e dalle arene del Gran Ducato per
“Cos’è?”, disse il demone, “Non combatti più fronteggiare la minaccia aliena. L’Armata delle
ora?” Lo Screch si piegò su se stesso. Valli si mosse in grandi e compatti blocchi di
“Miserabile, non sei degno di lottare per la tua cavalleria e di fanti, dai torrioni di Dedalus A e
libertà!”, e con un gesto, richiuse la mano in un Dedalus B scesero le più imponenti cariche;
pugno nero. anche i figli delle foglie partirono per Mamorik.
Lo Screch, con un animalesco ruggito, si L’Armata dei Taglia Gola venne assoldata
paralizzò, per poi restare congelato ed dall’Impero per assistere le altre nell’arduo
immobile, contorto in un’inimmaginabile compito di fronteggiare le truppe invasori e,
espressione di puro terrore “Vieni umana”, infine, l’Armata Imperiale lasciò le vie di
disse poi il demone calmandosi. Axantis ed il suo Gran Ducato, alla volta del
“No, non vengo con te!” Disse la bambina fiume Origan, dove si erano fermate le Armate
piangendo, “La mia mamma dice sempre che… Viola e delle Sabbie, comandate da Schrakazan
Sei un Diavolo, sei cattivo!” urlò. Il demone in persona. Tutto l’apparato militare
fisso il cielo, carico di pioggia. “E’ finito quel dell’Emisfero si era, dunque, mosso per salvare
tempo piccola, è finito…” Mamorik da sicura sconfitta. Intanto, nei Monti
Poi, si avvicinò alla bambina, la prese Freddi, il Gran Duca Nano Braugh dell'Est,
dolcemente in braccio, e si librò nel cielo denso discendente delle casate del Granito, aveva
di mistero. organizzato un estenuante difesa delle sue città,
arroccandosi sui centri abitati delle montagne e
1010/1011 DAA formando il “Battaglione degli Spacca Pietre”.
La rapida e sconvolgente invasione delle Armate La strategia usata sembrava portare i suoi frutti,
degli Screch aveva letteralmente piegato il visto che, dopo l’iniziale perdita dei Baronati e
consiglio, svilito dalle ingenti sconfitte militari e delle città costiere, ora gli Screch si erano
dalla perdita sia del consenso popolare che della fermati ai piedi delle montagne. Dall’altra parte
capacità organizzativa della resistenza. dei mari interdetti, invece, sul fiume Origan,
Le richieste dei governanti d’oltremare, l’armata Screch stava avanzando e, nonostante

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la buona resistenza da parte delle truppe Nere di personalmente un armata. Thor, insieme alla
Mamorik (la milizia interna del Gran Ducato), Milizia Nera ed ai suoi seguaci, riuscì a mettere
continuava a conquistare sui campi di Battaglia in fuga entrambe le armate, che, ormai quasi
Lorrin su Lorrin. Le mura nere e dorate completamente annientate, ritornarono nei
dell’antica capitale dell’Emisfero già si Monti Freddi, presso la roccaforte di Celestia,
scorgevano e le Milizie Nere non riuscivano a grazie ai portali del deserto. L’esercito di
nasconderle dalla lunga mano Screch: Mamorik Corrupto era stato mietuto come grano al sole
era sempre più vicina. Ma, anche le quattro dall’immensa forza distruttrice del Caos: Thor.
Armate dell’Impero, erano finalmente riuscite ad Le Imperiali, ormai prossime all’arrivo, non
approdare sul Deserto del Sarhal, dove, la forte e erano, però, a conoscenza dell'accaduto. Ma
squilibrante condizione atmosferica avversa, l’avanzata nel deserto, aveva riservato molte
ebbe la meglio: le truppe Imperiali rallentarono sorprese: nei templi del Sarhal dedicati a
molto sul suolo avverso e desertico, senza Corrupto, erano state apprese varie
neanche riuscire ad entrare in contatto con la informazioni, libri e scritti recenti che parlavano
popolazione Sarhal. Questa, inoltre, grazie al di Intere Armate, otto addirittura. Un numero di
patto con Corrupto, non era stata toccata dalle certo maggiore a quante se ne aspettavano.
armate di Schrakazan, anzi, aveva dato man D’improvviso, il dubbio e il timore di essere
forte alle sue truppe permettendo la costruzione stati ingannati cominciò a camminare a fianco
di insediamenti e templi, dedicati all'Occhio del potente esercito dell’Imperatore.
Viola e ai suoi sacerdoti, che fornissero da base Arrivati all’ormai libero fiume Origan, poterono
militare provvisoria alle due armate. Per rendere constatare, con amarezza e terrore, che solo due
tutto questo possibile, i Sarhal, soggiogarono delle otto schiere di invasori arrivate nell’Est
ancora una volta i Tamuraji, grazie anche erano state sbaragliate dal nuovo Dio. Senza
all'aiuto di Corrupto. Ma più a Est, il fronte sul perdere tempo le navi Imperiali issarono
fiume Origan era sempre più instabile. Gli nuovamente le vele, puntando verso l’altra parte
Screch stavano per sfondare le linee difensive e del continente, che si mostrava ora spoglio e
le truppe mandate dall’Imperatore erano molto nudo di fronte all’Inganno che l’Occhio Viola
lontane. Le due armate invasori giunsero fin aveva teso al Consiglio degli Elementi, ma era
sotto le porte di Mamorik, e, preparati i loro troppo tardi.
elementalisti ad accartocciare le pietre di Portal L’Armata dei Cavalca Lupi, l’Armata dei
di cui queste erano formate, si apprestavano al Sanguinari, l’Armata dei Corvi ed infine
saccheggio della Città Nera. Ed è qui che l’Armata della Morte, erano già in marcia verso
accadde il primo miracolo! Axantis: la capitale era stesa sulla ghigliottina
Un immenso essere, in forma umana, seguito da del Dio dell’Inganno. Il panico si propagò per la
poche centinaia di seguaci in tuniche viola e Nazione, per i Ducati, i Baronati e le Città tutte;
grigie, sbaragliò le due intere armate, colpendo a ogni cosa sembrava prossima alla fine e la morte
destra ed a manca con il suo immenso falcione. rideva beffarda puntando gli occhi verso
Il suo nome era Thor, futuro Dio dell’Illusione. l’Imperatore, conficcando sempre più a fondo il
Macinava intere schiere di nemici, mettendone suo coltello nelle piaghe dell'impero. Ma in
in fuga altrettanti. Thor, figlio di Xax, l’uomo questo clima di terrore e disperazione, due
divenuto Dio. Era stato mandato dalla Dea divinità, Chaleir e Dodger, sorrette da Adelay,
Rossa, Xax, per punire le armate di Corrupto infervorarono i cuori degli Elfi Noble di
venute meno al loro patto: il dio non aveva Esmeralda, Santa città elfica, nascosta tra i
concesso, alla dea del Caos, di comandare monti di Dedalus B, che scesero in aiuto della

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capitale minacciata. In groppa ad un potente futuro, da cavernosi artigli e soffocato da
drago d’Acqua, l’imperatore elfico Endafuinor ignobile terra. Divina schiera di uomini e donne
guidò il suo esercito verso Axantis, sostenendo di ogni razza, che si apprestano a combatter per
la causa della vita contro quella della la loro esistenza, per la loro realtà. Ma la
distruzione, araldo di salvezza in un mondo libertà, oh, la libertà. Essa è la loro bandiera!
ormai perduto. Schiere di arcieri elfici, picchieri,
Avanti allora, rombo di tuoni in un possente
cavalleria alata delle alte montagne, maghi squillar di trombe e corni. Note diverse si
runici, perfino due draghi, vennero a difendere propagan per tutta la vallata, pensieri e lingue
la città imperiale. Anche dai boschi dei Sempre urlano lo stesso desiderio. Svariate le bandiere,
Verdi, dalle duecento torri di guardia degli Elfi diversi i colori, gli stendardi e le Nazioni. Ma
dei Boschi, giunse l’aiuto per l’imminente come un unico corpo, eccoli! Visione maestosa
battaglia: l’Esercito degli Alberi, con Eleaunor è la cavalleria che come fulmine in un temporal
Midae, Re dei Boschi, si schierò a baluardo della s’appresta a scagliar sui fianchi dell’arduo
capitale. Dieci giorni di combattimenti, assalti e nemico tute le sue potenze. In entrambi i lati,
ritirate, conquiste e perdite di terreno: i Dieci Tareb maculati hanno in sella i valorosi delle
giorni di Axantis. La difesa e la vita ebbero la Valli. Spade al sole, cavalcan rivestiti della
meglio, ma ad un caro prezzo: a migliaia semplicità e dell’onore che li distingue.
perirono gli Elfi, Esmeralda non si ripopolò e il Migliaia, son giunti fin qui, per segnar con le
Santo popolo dei Noble non riuscì più a loro gesta la vittoria nel giorno del trionfo.
risollevarsi. Gli Elfi dei Boschi, invece, Insieme, con popoli sconosciuti, essi cavalcan
riuscirono a salvare alcuni dei loro e a rifugiarsifianco a fianco, spalla a spalla, accanto ai
all’interno del Reame della Grande Quercia. Ma, possenti Metzebù. Archi giganti, gestiti
alla fine, il risultato era stato ottenuto:la capitale
sapientemente dagli uomini del Deserto,
era salva.
Tamaruji e Sarahal, forse, per la prima volta
Le armate di Corrupto, però, non erano state insieme. Braccia diverse, braccia che tendono
distrutte, ma ricacciate, con successo, tra la la corda di uno stesso arco. Fischian le loro
Capitale dell’Est e la Zona Interdetta. gigantesche frecce, accompagnate dall’urlo
Venne, in tal modo, recuperato tempo prezioso, agghiacciante dei Garchek delle montagne.
quello di cui necessitavano le grandi Navi Cavalcan feroci, ruggenti, selvaggi.
Imperiali per riportare le truppe verso il nuovo Brandiscono asce, spadoni ed enormi falci, i
fronte: la guerra non era ancora finita. possenti uomini delle montagne. Ma anche
Felinidi, neri in manto ed anima, ed altre
creature, tribù riunite nel loro caotico mondo.
EPILOGO Rozze e pesantissime le loro armature: in esse
“Da quest’alto colle, mirabile è la visione del son rispecchiate le tozze e forzute figure dei
campo di battaglia. nani.
Saliscendi, immense pianure. Pochi i boschetti Gloriosi e fieri, ricoperti da corazze forgiate
che si affacian timidi, a veder la più grande di dalle loro stesse mani esperte; barbe
tutte le schermaglie, la più maestosa di tutte le intrecciate, stan fieri con l’intelligenza e
imprese, la madre di ogni battaglia! l’esperienza della terra al fianco. Enormi barili
Oh, quale stupenda cosa che è il cielo oggi. accesi da fuoco brillante, dilaniano le carni del
Anche l’Ileo par essersi fermato per dar luce ai nemico, creando scompiglio ed enormi vuoti
nostri Santi eserciti, per dar sostegno e conforto nelle loro file. Balliste, Archibugi e catapulte,
a chi è già dilaniato, nel suo passato e nel suo scaglian lontano il loro immenso sapere. Qual

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incanto poi, le truppe che a terra, spada a dorati raggi e di calorosi riflessi, celeste
spada, con muri di lance, sovrastate dal fuoco diviene, fino a tuffarsi nell’oceano del blu più
di esperti arcieri, metton le loro vite a baluardo profondo. Trema la terra, straripano i fiumi,
della salvezza dei popoli. Armate Axantine, fatte gorgoglia il magma sotto le nemiche schiere.
di uomini votati alla salvezza, incatenati alla Nubi di zaffiro ricoprono la volta dell’Est, e
vita dalla loro stessa natura, legame saette van da un estremo all’altro, ferendo a
inscindibile con gli Dei. Contrastano gli destra ed a manca: ribellione di una natura
animaleschi invasori, nel conforto delle loro adirata di fronte a tanta morte.
armature di Portal, sorretti dall’incrollabile Ribellione scatenata da bianche e nere tuniche,
valore di quel simbolo che, orgogliosi, palesano unite in un tempio fatto di incantesimi e di riti,
nei mantelli azzurri. di formule e di suppliche, per scatenar sul
E’ tutto il genere umano a dar forza al braccio nemico in innumerevoli forme l’adirata collera
che colpirà oggi il miserabile nemico. Dalle dei liberi popoli, e per far da scudo ai valorosi
schiere si ergono i troni delle Matrone di che muoion per i loro figli. Si abbattono poi
Mamorik, lunghi gli archi ed i coltelli avvelenati sull’orda animale, le potenti mani degli dei che
di Powel e Rajel. ora generosi dispiegan sulle alte vette miracoli
A terra poi, riflessi d’oro, di diamante, di luce per i loro seguaci. Non vè tempio per l’uno che
pura, stan quieti gli esseri che per primi non sia anche per l’altro, non vi è preghiera per
camminarono in queste terre, calmi e pacati, l’uno che non sia stata recitata assieme ad
aspettando di distruggere, a costo della loro un'altra invocazione. Riuniti, son i due dei sacri
stessa esistenza, coloro che impunemente han opposti, insieme le divinità elementari. Presenti
camminato per troppo tempo sulla loro terra. anche, tempi e bellezze di ere antiche e future,
Armati e non, con nobili tuniche e con in cui, sempre e comunque, un occhio di
paradisiaci spadoni, su carri, in cielo, porpora, uno violaceo ed uno nero come morte
Magickamente già in battaglia nelle menti del e solitudine, combatteranno, or da una or
nemico, ombre di luce, esercito della Santa dall’altra parte. Eccola, la somma potenza della
nazione elfica. Ritti gli stendardi, le bandiere libertà. Ecco il valore degli uomini di speranza,
dei monti e delle pianure, rappresentanze di ecco il compenso per il loro sangue versato,
monti e di fiumi, carri adornati di immense eccola, la vittoria della Vita!
ricchezze, cristalli trasportati sulle schiene di Ed allora avanti di fendente e di punta, di
magnifici animali alati, Aquile dei monti Freddi. carica e di galoppi, di riposo e di invocazioni,
Così, esercito vero e parallelo, le elfiche armate di antiche e di nuove formule, di furia e di pace,
salveranno Xantis. di gioia e di morte, di libertà e di dominio.
Ed ancor minoranze che oggi si ergeranno a Trionfate Sante schiere, sbaragliate colui che
potenze, di fiume e di cava, degli alberi e delle indegno vi ha invaso, colui che animal è venuto
città, Hobbit, Daimani e Nani: le voci si alzano ad uccidere, strisciando nella polvere la vostra
all’unisono nel medesimo canto di vittoria. prole, colui che indegno contrasta il vostro
Nel ciel, dispiegan le ali, i demoni vivere. Ed allora, vincete per voi, popoli tutti,
dell’oltremondo e dell’Est, che adirati lanciano uniti per l’unica volta. Prevalete per i vostri
sullo schiavo le loro fruste di potenza, fatte di figli, in questo giorno che sarà negli annali
lingue di fuoco e di spade di ghiaccio, artigli ricordato, Urlate, liberate la vostra gioia alla
diabolici e picchiate d’inferno. fine di codesto giorno, quando vedrete le vostre
Il cielo allora, nel culmine della battaglia, si case finalmente salve: fatelo per voi, figli di
palesa in tutta la sua potenza. L’Ileo nostro di Xantis!”

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fronteggiare le temibili schiere Viola e delle
1011/1012 DAA Sabbie? I morti, i morti avrebbero dato il loro
appoggio, avrebbero servito la causa dell’antica
La vittoria logistica e militare dei Dieci Giorni
Capitale anche nel loro sonno eterno. Questa era
di Axantis aveva ridato forza e vigore all’Impero
l’Idea di Thor: far risvegliare dagli immensi
di Solfami, che ora poteva riordinare le sue
cimiteri, dalle catacombe e da ogni dove, schiere
pedine nell’intero territorio. Le Armate, tornate
armate di non morti e spiriti che combattessero
in fretta da Mamorik, ripresero i loro posti di
al suo fianco. Tutto grazie, anche, all’aiuto della
controllo e di difesa in tutti i Gran Ducati, ma
Morte in persona: Nagrok, ed il suo cultista
restava comunque vivo l’opprimente ed
Jordan. Tutte le cattedrali di Mamorik
estenuante assedio che gli Screch continuavano
risuonarono a lutto per giorni interi, nubi e lampi
a stringere attorno all’intero Est: non era stata,
squarciarono i suoi cieli e litanie di morte
infatti, definitivamente piegata la minaccia
rimbombarono nelle imponenti cattedrali. Ogni
aliena. E’ vero che essa era uscita dalla battaglia
cittadino vestì a lutto, ogni bottega ed attività
Axantina indebolita e disorganizzata, ma aveva
venne chiusa. Funerali con incensi e fiori esotici
presto ripreso forza e, con l’arrivo di nuove
si incontravano per le città e per le vie: tutto era
Tribù dell’Orda delle Mille, si preparava ad una
una gigantesca visione del mondo dei morti.
nuova ed incessante campagna offensiva. A
Nelle Sabbie intanto, il vento spirava forte.
Mamorik la situazione era tornata, più o meno,
Nelle viscere degli accampamenti sotterranei il
sotto controllo e diverse forze difendevano
culto di Corrupto cresceva ed ambiva ad un
l’immenso Gran Ducato, Thor in primis.
potere sempre maggiore. I Sarhal continuavano
Quest’ultimo, dato il grande potere che gli era
a concedere il loro appoggio indiretto alle
stato concesso dopo la Difesa Nera, la battaglia
armate ed ai cultisti e nei cunicoli più profondi
sotto le mura di Mamorik, aveva cercato
fulmini viola palesavano la presenza
consensi sia tra i vari culti del Gran Ducato che
dell’Occhio. Hermion, supremo sacerdote di
tra i ranghi militari dell’emisfero Est. Una buona
Corrupto, si apprestava a guidare le due armate
difesa era quello che serviva al fiaccato e
verso la battaglia finale, cavalcando uno dei più
distrutto territorio del Gran Ducato e Thor trovò
potenti Juxgraugh, i terribili draghi di terra.
il modo di proteggere tutta Mamorik attraverso
Poco lontano, nelle isole Siael, un continuo
una gigantesca e colossale muraglia d’acqua,
sbattere d’ali tra le torri catalizzatrici, rivelava il
che copriva ogni Lorrin costiero e scongiurava,
continuo lavoro dei due templi nel controllo del
quindi, una possibile invasione dalle acque.
Magicka usato. Si era vicini al collasso: già due
Tutto questo grazie ai Sacerdoti Supremi del
delle Sette Lacrime di Xantis, sette dei più
culto di Acquos, la cui cattedrale maggiore
grandi catalizzatori dell’Impero, erano esplose, e
dell’Est si trova proprio a Mamorik, e
se non si fosse trovata una situazione in tempo,
all’inaspettato aiuto dei Daimani dei Mari
anche le altre avrebbero fatto la stessa fine. Nei
Interdetti, giunti, fin dalla loro città segreta
gelidi territori dell’estremo Est, intanto, la
Acquatica, per aiutare gli abitanti del Ducato.
situazione era ancora al punto di partenza: nani e
Dopo un estenuate preghiera, riti e magie, il
fieri uomini dei monti facevano da estremi
colosso d’acqua si alzò, e Mamorik divenne una
torrioni di difesa per il loro Gran Ducato, e la
gigantesca fortezza per i suoi abitanti e per i
devastazione totale delle città costiere non
difensori. Difensori che, presto, sarebbero
bastava più ora alla famelica Armata delle
divenuti assalitori, secondo gli astuti piani di
Rocce, che, con l’aiuto giunto dal Sarhal, un
Thor. Ma dove trovare un’Armata in grado di
Drago di terra, si apprestava a sferrare l’attacco

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finale alle popolazioni dei Monti. riversato sui suoi assalitori e le armate, logorate
La capitale invece, unica città superstite del ed innervosite da una guerra che orma da troppo
Gran Ducato di Axantis, resisteva assieme al tempo era diventato un gigantesco assedio,
Tempio di An Tim ed alla Grande Quercia. I rinsaldavano le file, preparavano zanne e artigli,
Sacerdoti di Dodger, di Nalis, Adelay, Coris e distruggendo tutto ciò che ancora era in piedi,
molti altri, davano fiducia e vigore alle truppe, preparandosi alla grande battaglia. Ed il vaso si
mentre, passando dai territori più sicuri di ruppe.
Moebius, le armate imperiali erano giunte in Tohr era riuscito, dopo un mese intero di rituali
città. Miseria e fierezza, inganno e onestà, e suppliche, a far risvegliare i morti di Axantis,
camminavano al fianco di ogni cittadino nelle guidandoli sotto i suoi stendardi. Gli Screch,
vie dell’assediata città imperiale. allora, attaccarono senza aspettare altro;
E cosa dire di Moebius? Costretta a donare ogni sapevano che erano numericamente e
sua difesa al Gran Ducato Axantino, era potenzialmente superiori, ma dare il tempo
capitolata e si era vista spogliata di ogni dignità; all’Est di riorganizzarsi sarebbe stato un
al suo interno si era creata un piccolo regno del tremendo errore. Così, nel Desex del 1012, la
terrore denominato “Gran Protettorato della battaglià finale si consumò.
Guerra”, guidato dall’Armata Screch dei Scontri ebbero luogo in ogni pianura, valle o
Sanguinari e da alcuni rivoltosi dell’Armata dei deserto, seguendo schemi e fati già prestabiliti e
Tagliagola. Qui, sarebbe stato il popolo ad provati, cavalcando l’entusiasmo di improbabili
insorgere e a liberarsi. Grazie alle Guardie delle eroi. Nel deserto del Sarhal, dove mai si
Valli, giunte a dar manforte a tutto l’emisfero, si sarebbero aspettati un attacco diretto, gli Screch
organizzò un movimento di resistenza, detto dei ebbero l’unica schiacciante e sonora sconfitta.
“Popolani”, che progettava un piano tanto L'attacco arrivò da Mamorik, dalle Milizie Nere
semplice quanto diabolico per rimpossessarsi e dalle Armate dei Morti: le mille tribù non si
della libertà perduta. Una grandissima rivolta aspettavano che la più grande armata di questi
avrebbe costretto gli Screch a rifugiarsi nelle ultimi colpisse proprio alle loro spalle,
Arene di ogni città ed ad asserragliarsi al loro schiacciandoli in una morsa terribile. Ogni
interno. Una volta ottenuto ciò, tramite le varie anima e corpo che era sotto le Gold Tower e le
trappole ed i vari passaggi segreti esistenti nelle Rock Tower, custodi di antichissimi segreti, il
Arene, il popolo avrebbe preteso la propria maggior numero di anime perdute di tutta Xantis
libertà, anche a costo di distruggere ciò che di risorse e seguì lo stendardo di Thor.
più significativo aveva Moebius: le grandi Nei monti intanto, i Nani e i fieri barbari stavano
Arene. Spogli e deserti apparivano, infine, i due per soccombere sotto l’incessante attacco
Gran Ducati di Dedalus A e di Dedalus B: ogni dell’Armata delle Rocce, ma il miracolo venne,
cittadino utile, ogni guardia ed ogni gerarca, ancora una volta, da Esmeralda: gli Elfi Maywir,
esercito o banda, si era diretto verso Axantis, per ultimi difensori della città Santa, abbandonarono
la difesa finale. Tutti e due i Gran Ducati quindi, quest’ultima, per difendere i Monti. Un’enorme
senza difese e impossibilitati nella loro armata di arcieri di fuoco irruppe dalle cime più
organizzazione, divennero preda di rappresaglie alte, lasciando sgomenta la gente dei Monti. Ma
Screch, conquiste e saccheggi da parte di banditi rapidi a riprendersi i Nani, con Braugh dell'Est,
e Rinnegati ribelli: un'immensa terra di e le Orde Gelide degli Umani, con Ivan a
conquista. Gli ultimi attacchi Screch, intanto, guidarli, si lanciarono alla carica da ogni loro
stavano facendo rompere il vaso contenente tutto città, affiancati e sorretti dal popolo elfico.
il vigore dell’Est, che inevitabilmente si sarebbe

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A Moebius i Popolani insorsero: grandi masse di Un anno è trascorso, ma ricordo bene quel
contadini, gente comune, artigiani ed ogni uomo giorno, ricordo…
che calpestava i terreni del Ducato, prese le armi Era un caldo pomeriggio, l’Ileo sembrava voler
in pugno e, comandati dalle Armate delle Valli, martoriare quelle terre che da troppo tempo
costrinse i padroni del Protettorato a rifugiarsi non offrivano più frutti a chi, disperatamente,
nelle Arene. Ma fu nelle pianure di Axantis che cercava di strapparglieli. Intorno a me ancora i
la Guerra dei Secoli ebbe la sua apoteosi. I due segni della guerra, malattie, morte e
immensi schieramenti si scontrarono e tutto il devastazione. Quelli che un tempo erano stati
Gran Ducato divenne un immenso campo di fiorenti campi di grano, adesso non erano altro
battaglia. Ma non durò a lungo: troppo che terra brulla, troppe volte calpestata dagli
soverchiante era la potenza delle armate aliene e zoccoli dei cavalli o dal passo pesante degli
troppo forti i loro colpi. Fu dal Sole che venne, Screch.
allora, l’aiuto e la solidarietà degli emisferi. Al mio passaggio i contadini si voltavano,
Ognuno di essi, infatti, mandò la sua armata chiedendosi cosa mai potesse volere un
imperiale ad aiutare l’Est invaso. Ora le sorti servitore del Tempio Bianco in quelle terre dove
pendevano notevolmente a favore dei difensori. la fame regnava sovrana. L’uomo alzò lo
L’imperatore, grazie ad una sortita in territorio sguardo e, seppur lontano, mi riconobbe.
nemico, riuscì a chiudere ogni portale, serrando Rimase fermo, con la vanga sollevata a
ogni via di scampo agli Screch e, nel pieno delle mezz’aria mentre la mia ombra si avvicinava
sue forze, attaccò. Miracoli e magnificenze alla sua figura. C’era odio nel suo sguardo e
vennero fatte in quella terra benedetta dagli Dei, rabbia e rassegnazione e tristezza: sapeva cosa
fino alla vittoria di Xantis sugli Screch, ottenuta stavo cercando. Si lanciò contro di me
finalmente dopo due anni di lento ed all’improvviso, senza che potessi avere il tempo
agonizzante assedio. Dove vi fu la battaglia di riflettere; le guardie imperiali, che mi
finale tra Thor e Hermion, è oggi presente una accompagnavano, si lanciarono contro di lui.
città a memoria di quanto è stato: Quas In Many. Pareva posseduto da un demone mentre si
Siael, per mesi, brillò di un imponente bagliore batteva, mostrando una forza quasi sovrumana.
azzurro, tanto era il Magicka ancora libero ed in Una delle guardie fu costretta a colpirlo con la
circolazione. Moebius riebbe la sua libertà e, sua spada e il suo sangue disegnò fiori rossi
donando a Dodger un'intera cappella del sulla mia tunica immacolata. Poi cadde al suolo
Santuario dei Beati, ricambiò il favore del ed giacque disteso ai miei piedi. Lo guardai: la
popolo delle Valli aiutandolo a ristabilire fame aveva indebolito i suoi muscoli, un tempo
l’ordine nei suoi territori. I Monti non videro possenti, e aveva scavato profonde rughe sul
mai più tanti Elfi ad Esmeralda e la neve, sciolta suo volto, il ricordo di quanto era stato aveva
dal sangue acido degli Screch, impiegò decenni reso bianchi i suoi capelli e la barba, ma non
a riformare i ghiacciai distrutti. Axantis, infine, era riuscito a portargli via la speranza. La mia
era da ricostruire pietra su pietra, ma era viva, venuta era stata più terribile di tutte le
viva e vittoriosa. Lunga la ricostruzione per sofferenze patite. Volsi lo sguardo e vidi: il
ciascun Gran Ducato, e dura ora la vita per ogni bambino singhiozzava, stretto alla madre,
suo abitante, ma la guerra era stata vinta. guardandomi con lo stesso odio che aveva
provato verso quelli che, mesi prima, avevano
LA RICOSTRUZIONE distrutto la loro terra. La donna al suo fianco
era caduta in ginocchio, ma le lacrime non
solcavano il suo volto rassegnato. Dovetti

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strappargli con la forza il figlio dalle braccia e Oltre le quali, nubi nere più dell’odio, più della
trascinarlo via, non potevo avere pietà e morte, anzi, come la morte stessa avanzano
compassione di quella famiglia, non potevo minacciando apertamente la sovranità di ogni
cedere a quei sentimenti o per Xantis sarebbe cosa esistente e sopravissuta nell’Emisfero.
stata, presto, la fine. La donna rimase lì, ferma, L’uragano passato su queste terre una volta
lo sguardo perso nel vuoto e le braccia protese ospitali e pacifiche, ha il nome di Guerra dei
verso quel bimbo che non avrebbe più potuto Secoli. Fulmine di distruzione che prepotente e
stringere a sé. testardo ha distrutto ogni cosa nelle terre di
Oggi mi chiedo a cosa ci porterà tutto questo, Axantis. Due anni in cui ogni uomo, abile e non,
mentre distolgo lo sguardo dagli occhi pieni di capace, o solamente volenteroso, si è messo al
odio di un bambino che aveva in sé il dono della servizio dell’Impero, in prima linea, morendo
vita e che ora, rinchiuso nel suo pesante per la propria libertà. Antichi equilibri spezzati.
silenzio, disprezza me e ciò che rappresento. Popoli onniscienti e antichi come il l’Ileo ridotti
ad un manipolo di superstiti, costretti a
Lungo il cammino per la ricostruzione. combattere ogni giorno contro l’oblio, antichi
Se si volesse descrivere l’Emisfero Est, nel 1030 odi risvegliati, e la sfiducia ed il sospetto che
DAA, all’incirca venti anni dopo la Guerra con come ingannevole serpente strisciano su ogni
gli Screch, si potrebbe parlare di una bellissima sentiero, arrampicandosi tra le città dimenticate,
giornata di sole, con una leggera brezza marina a iniettando il loro veleno su uomini disperati, e
rallegrar il passare del tempo. Panorama terrorizzando con le loro incantevoli storie
selvaggio di boschi e pianure verdi e rigogliose, bambini e vecchi.
oltre le quali…

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