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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
luned-marted 3-4 ottobre 2011

Unicuique suum
Anno CLI n. 228 (45.873)
.

Citt del Vaticano

La recessione si aggrava, i conti peggiorano e il Governo intende tagliare trentamila statali

AllAngelus il Papa ricorda la parabola dei vignaioli infedeli

Ottobre greco
I mercati attendono risposte dal vertice dellEurogruppo in Lussemburgo
ATENE, 3. Il prezzo da pagare per la Grecia sar altissimo. Il responso arrivato ieri, al termine dellultima riunione del Governo Papandreou con lormai tristemente nota troika (la delegazione composta da Bce, Fmi e Ue). Il dossier greco sar sul tavolo dei ministri che oggi si riuniscono a Lussemburgo per il nuovo vertice dellEurogruppo. Ma i temi scottanti saranno anche altri. Atene ha incassato il via libera della troika al piano che prevede, oltre al taglio del venti per cento dei salari e dei dipendenti della pubblica amministrazione entro il 2015, il licenziamento di trentamila statali, condizione fondamentale per lo sblocco della sesta tranche di aiuti: un pacchetto da otto miliardi di euro senza i quali la Grecia si sarebbe trovata senza i fondi per pagare gli stipendi gi da ottobre. Arrivato il via libera formale del Consiglio dei ministri, le misure approdano oggi in Parlamento. Il piano prevede il collocamento in un fondo di riserva per il lavoro (una sorta di cassa integrazione) di circa trentamila lavoratori, che rimarrebbero in tale fondo entro la fine del 2011, pagati al sessanta per cento dello stipendio per un anno e quindi licenziati. Ma quanto emerge dal Consiglio dei ministri non altrettanto positivo: il nuovo bilancio per il 2011-2012 mostra come la Grecia sia ancora molto lontana dal raggiungimento dei target fissati lo scorso luglio nellambito del piano di salvataggio. Per lanno in corso, secondo quanto riferiscono alcune fonti, si prevede ora un deficit dell8,5 per cento, contro la stima precedente del 7,6 per cento. Il pil atteso in calo del 5,5 per cento, molto al di sotto delle previsioni precedenti. Per il 2012, mentre laccordo con la troika parlava di un rapporto deficit/pil al 6,5 per cento, la nuova bozza stima un deficit al 6,8 per cento del pil. Per il prossimo anno, la contrazione della crescita attesa al due per cento, in linea con le previsioni del Fmi, ma nettamente peggiore rispetto alle stime utilizzate per laccordo sul salvataggio dello scorso luglio, nel quale si prevedeva che leconomia della Grecia sarebbe tornata a crescere nel 2012. Colpa della recessione molto peggiore del previsto, ma pesa la mancanza di riforme strutturali. sicuro che una crisi cos profonda, anche a livello internazionale, rende molto pi difficile per la Grecia raccogliere il denaro necessario a rispettare i target, ma altrettanto vero che il costante rischio di proteste sociali ha evidentemente frenato il Governo dal varare riforme ancora pi dolorose. E intanto, sul fronte sociale, proseguono gli scioperi dei dipendenti del settore dei trasporti pubblici che protestano contro le riduzioni del personale e degli stipendi. Il caso greco preoccupa il mondo intero, e soprattutto la Gran Bretagna. Leurozona una minaccia non solo per se stessa, ma anche per leconomia britannica e per quella mondiale ha detto ieri il premier David Cameron, sollecitando i leader europei a rimboccarsi le maniche e ad adottare subito misure per fronteggiare la crisi del debito. In unintervista alla Bbc nel giorno del congresso dei conservatori a Manchester, Cameron si appellato ai dirigenti europei e ha chiesto loro di adottare azioni nelle prossime settimane per rafforzare le banche europee, per costruire le difese che leurozona possiede e per fronteggiare il problema del debito; devono farlo ora, anticipando i mercati. Vorrei vedere ha aggiunto i dirigenti europei rimboccarsi le maniche e far funzionare il mercato unico. Il premier britannico ha anche sottolineato che la scomparsa delleuro sarebbe molto sbagliata per la Gran Bretagna, che non appartiene in senso stretto allUe ma realizza comunque il quaranta per cento delle proprie esportazioni in Europa. Secondo Cameron, Londra pu fare poco per assicurare se stessa contro quello che sta accadendo nel continente. Il problema per lEuropa ora affrontare il problema delleurozona ha detto il premier in questo che dovrebbero essere messe tutte le nostre energie perch dobbiamo risolvere questo problema per portare leconomia mondiale a tornare nuovamente a crescere. Sul fronte borsistico, la settimana non si aperta nel migliore dei modi. Le piazze asiatiche hanno fatto segnare pesanti cali con Hong Kong che ha lasciato sul terreno fino a quasi il cinque per cento. Pesano i timori di recessione: Sony ha perso il 6,2 per cento, Toyota e Bhp Billiton circa il due. Le banche non stanno meglio con Hsbc che ha ceduto il 3,7, Mitsubishi Ufj Financial il 2,8, Commonwealth Bank of Australia, la pi grande banca del Paese, il 3,7 per cento. Le piazze europee hanno aperto tutte in forte calo.

Gli angeli segno della premura di Dio

Secondo la Croce Rossa oltre allacqua e al cibo scarseggiano anche le medicine

Sirte stremata
Annunciati due giorni di tregua per permettere alla popolazione di lasciare la citt

William Blake, When the Morning Stars Sang Together (1826, da The Book of Job)

La singolare presenza degli angeli rappresenta il segno della premura divina per ogni uomo. Lo ha ricordato Benedetto XVI ai fedeli riuniti in piazza San Pietro per la recita dellAngelus di domenica 2 ottobre, festa dei santi angeli custodi. Cari fratelli e sorelle! Il Vangelo di questa domenica si chiude con un monito di Ges, particolarmente severo, rivolto ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: A voi sar tolto il Regno di Dio e sar dato ad un popolo che ne produca i frutti (Mt 21, 43). Sono parole che fanno pensare alla grande responsabilit di chi, in ogni epoca, chiamato a lavorare nella vigna del Signore, specialmente con ruolo di autorit, e spingono a rinnovare la piena fedelt a Cristo. Egli la pietra che i costruttori hanno scartato (cfr. Mt 21, 42), perch lhanno giudicato nemico della legge e pericoloso per lordine pubblico; ma Lui stesso, rifiutato e crocifisso, risorto, diventando la pietra dangolo su cui possono poggiare con assoluta sicurezza le fondamenta di ogni esistenza umana e del mondo intero. Di tale verit parla la parabola dei vignaioli infedeli, ai quali un uomo ha affidato la propria vigna, perch la coltivino e ne raccolgano i frutti. Il proprietario della vigna rappresenta Dio stesso, mentre la vigna simboleggia il suo popolo, come pure la vita che Egli ci dona affinch, con la sua grazia e il nostro impegno, operiamo il bene. SantAgostino commenta che Dio ci coltiva come un campo per renderci migliori (Sermo 87, 1, 2: PL 38, 531). Dio ha un progetto per i suoi amici, ma purtroppo la risposta delluomo spesso orientata allinfedelt, che si traduce in rifiuto. Lorgoglio e legoismo impediscono di riconoscere e di accogliere persino il dono pi prezioso di

Bambini intrappolati in unabitazione di Sirte (Afp)

TRIPOLI, 3. File di macchine, autobus e camionette stracariche di valigie e suppellettili, incolonnate ai check-point in attesa di poter fuggire da una situazione divenuta ormai insostenibile. Gli abitanti di Sirte, citt natale di Muammar Gheddafi e insieme con Bani Walid una delle ultime roccaforti dei sostenitori del colonnello, lasciano le loro case, stremati da settimane di assedio e circondati dal doppio fuoco dei bombardamenti della Nato e degli attacchi delle forze del Consiglio nazionale di transizione che sabato hanno annunciato due giorni di tregua per permettere alla popolazio-

ne di abbandonare la citt prima di lanciare lassalto finale. E la Croce Rossa Internazionale definisce la situazione disperata: oltre ad acqua, luce e cibo, nella citt cominciano a scarseggiare le medicine. Secondo lorganismo che ha sede a Ginevra, fino a oggi circa diecimila persone hanno lasciato Sirte, citt con settantamila abitanti, con almeno un terzo di loro che ha deciso di allestire accampamenti

Missione di Panetta in Israele


TEL AVIV, 3. Il segretario alla Difesa americano, Leon Panetta, giunto oggi in Israele per una missione tesa a rilanciare il dialogo. Panetta ha ribadito limpegno statunitense a favore della sicurezza israeliana. Ieri il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha aperto alla richiesta del Quartetto (Onu, Ue, Stati Uniti e Russia) di riprendere al pi presto negoziati bilaterali di pace con lAutorit palestinese per raggiungere un accordo definitivo entro il 2012. Ma intanto si fa sempre pi alta la tensione in Cisgiordania. Un incendio scoppiato oggi nella moschea del villaggio di Tuba Zangaria, a nord del lago di Tiberiade. Secondo le prime ricostruzioni della stampa, si tratterebbe di un gesto di rappresaglia compiuto da un gruppo di coloni israeliani in seguito alla morte, avvenuta a Hebron dieci giorni fa, di un rabbino e di suo figlio.

nellaree desertiche a pochi chilometri dalla citt cos da non allontanarsi troppo dalle proprie case. Intanto, si aggrava la situazione negli ospedali dove i malati continuano a morire per mancanza di ossigeno e carburante per i gruppi elettrogeni. Un team della Croce rossa internazionale che riuscito a entrare nellospedale di Sima ha raccontato alla Bbc che la struttura sta ricevendo un ingente afflusso di pazienti, non ci sono medicine e sta finendo anche lossigeno. In pi il deposito di acqua stato danneggiato. Diversi razzi hanno colpito gli edifici dellospedale mentre eravamo l, ha detto il capo del team Hichem Khadhraoui che ha anche parlato di fuoco indiscriminato. Assediati da oltre due settimane, i lealisti di Sirte, citt costiera a trecentosessanta chilometri da Tripoli, hanno opposto una strenua resistenza alle forze del Cnt che controllano per ora il porto e laeroporto e il 95 per cento di Bohadi, una zona dove abitano numerosi membri della trib di Gheddafi.

Dio: il suo Figlio unigenito. Quando, infatti, mand loro il proprio figlio scrive levangelista Matteo ... [i vignaioli] lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero (Mt 21, 37.39). Dio consegna se stesso nelle nostre mani, accetta di farsi mistero insondabile di debolezza e manifesta la sua onnipotenza nella fedelt ad un disegno damore che, alla fine, prevede per anche la giusta punizione per i malvagi (cfr. Mt 21, 41). Saldamente ancorati nella fede alla pietra angolare che Cristo, rimaniamo in Lui come il tralcio che non pu portare frutto da se stesso se non rimane nella vite. Solamente in Lui, per Lui e con Lui si edifica la Chiesa, popolo della nuova Alleanza. Ha scritto in proposito il Servo di Dio Paolo VI: Il primo frutto dellapprofondita coscienza della Chiesa su se stessa la rinnovata scoperta del suo vitale rapporto con Cristo. Notissima cosa, ma fondamentale, ma indispensabile, ma non mai abbastanza conosciuta, meditata, celebrata (Enc. Ecclesiam suam, 6 agosto 1964: AAS 56 [1964], 622). Cari amici, il Signore sempre vicino e operante nella storia dellumanit, e ci accompagna anche con la singolare presenza dei suoi Angeli, che oggi la Chiesa venera quali Custodi, cio ministri della divina premura per ogni uomo. Dallinizio fino allora della morte, la vita umana circondata dalla loro incessante protezione. E gli Angeli fanno corona allAugusta Regina delle Vittorie, la Beata Vergine Maria del Rosario, che nella prima domenica di ottobre, proprio a questora, dal Santuario di Pompei e dal mondo intero, accoglie la fervida Supplica, affinch sia sconfitto il male e si riveli, in pienezza, la bont di Dio.
I
SALUTI DEL

Nel centocinquantesimo anniversario dellUnit del Paese

PAPA

AI FEDELI A PAGINA

San Francesco e lItalia


E

FRANCESCO SANTUCCI GIUSEPPE BUFFON ALLE PAGINE 4 E 5

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: Aloysius Sudarso, Arcivescovo di Palembang (Indonesia), in visita ad limina Apostolorum; Hieronymus Herculanus Bumbun, Arcivescovo di Pontianak (Indonesia), in visita ad limina Apostolorum; Hilarius Moa Nurak, Vescovo di Pangkal-Pinang (Indonesia), in visita ad limina Apostolorum; Andreas Henrisusanta, Vescovo di Tanjungkarang (Indonesia), in visita ad limina Apostolorum; Blasius Pujaraharja, Vescovo di Ketapang (Indonesia), in visita ad limina Apostolorum; Giulio Mencuccini, Vescovo di Sanggau (Indonesia), in visita ad limina Apostolorum; Agustinus Agus, Vescovo di Sintang (Indonesia), in visita ad limina Apostolorum.

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Il cardinale Bertone a Ivrea per la beatificazione di madre Verna

Il ruolo della scuola libera per la crescita di una nazione


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LOSSERVATORE ROMANO
Settecento arresti tra i dimostranti anti-finanza

luned-marted 3-4 ottobre 2011

La protesta di Brooklyn
Bloccato per ore il traffico nella Grande Mela
NEW YORK, 3. Sinasprisce la protesta a Wall Street: oltre settecento manifestanti del movimento che protesta contro lalta finanza sono stati arrestati ieri dalla polizia di New York per aver bloccato per alcune ore il ponte di Brooklyn. ancora una protesta dai contorni sfumati, incerti, che si autoalimenta utilizzando i social network, ma che rischia di degenerare. I disordini sono cominciati quando i manifestanti hanno iniziato a marciare lungo le corsie destinate alle auto, abbandonando i marciapiedi laterali e bloccando cos il traffico. La polizia ha riferito di aver ammonito ripetutamente i manifestanti a rimanere sui marciapiedi, ma invano, ed stata pertanto costretta a intervenire. Opposta la versione dei fatti da parte dei manifestanti, secondo cui gli agenti avrebbero teso loro una sorta di trappola: scortarli verso il ponte solo per poterli circondare con una rete di plastica arancione e procedere agli arresti. Ogni fermato dovr pagare trecento dollari di multa perch come spiega il portavoce della polizia Paul Browne li avevamo avvertiti che non dovevano invadere le corsie ma lo hanno fatto lo stesso. Nella serata di sabato, comunque, il celebre ponte, uno dei simboli della Grande Mela, stato riaperto al traffico, sia automobilistico che pedonale, dopo essere stato chiuso per diverse ore. La marcia verso Brooklyn era stata annunciata alcuni giorni fa dal movimento di protesta, giunto ormai alla sua seconda settimana con un presidio nello Zuccotti Park, nel distretto finanziario di Manhattan. Doveva essere il momento culmine della contestazione e ha raggiunto il suo scopo, ottenendo unampia eco nei media. La stragrande maggioranza dei manifestanti che sono stati arrestati, dopo essersi presi una denuncia per disordini, sono stati tutti rilasciati a piede libero. Ma stando ai leader del movimento il messaggio passato. Hanno partecipato studenti, insegnanti, organizzazioni sindacali, veterani, disoccupati, famiglie, gente comune che si dice stanca dello strapotere della finanza negli Stati Uniti. I manifestanti pubblicano anche un giornale, The Occupied Wall Street Journal: in prima pagina si legge La rivoluzione inizia a casa e allinterno riferiscono i testimoni sono riportate le cinque parole chiave della rivolta: Occupare, Passare parola, Donare, Seguire on line loccupazione, Istruirsi. I richiami alle altre proteste nel mondo sono costanti. Dopo la Tunisia e lEgitto abbiamo capito che toccava a noi, ma il modello Londra perch anche qui siamo pronti a batterci hanno detto alla stampa alcuni manifestanti. Siamo la maggioranza, siamo il 99 per cento e non staremo pi zitti ha fatto sapere il movimento in un comunicato, descrivendosi come unorganizzazione di resistenza pacifica ispirato alla primavera araba. Nelle altre citt americane la musica la stessa. A Boston sono state arrestate 24 persone, mentre una vasta folla (circa tremila persone, secondo gli organizzatori) si era assiepata dinanzi agli uffici di Bank of America, la pi grande banca degli Stati Uniti. A San Francisco centinaia di persone si sono riunite davanti a una succursale di Chase Bank, a Market Street e la polizia ha arrestato sei manifestanti. Chiediamo larresto di Ben Bernanke, il presidente della Federal Reserve, per tutto il denaro dei cittadini usato per salvare le banche hanno detto rappresentanti del movimento. La settimana scorsa, il primo tentativo di marcia di protesta verso la Quinta strada di New York era finito con la carica da parte della polizia e con decine di arresti. Poteva essere lultima tappa di un movimento molto ambizioso, invece ha fatto da volano e lindignazione dilagata. Tanto che la protesta si sta espandendo molto velocemente dicono gli analisti. La settimana prossima previsto anche un salto di qualit: i manifestanti di Wall Street intendono recarsi a Washington. Il 6 ottobre, in occasione del decennale della guerra in Afghanistan, cercheranno di far sentire la loro voce a Barack Obama, che accusano di essere troppo debole, troppo moderato e di aver tradito i suoi ideali e le sue promesse di cambiamento radicale. In programma c un sit-in a Freedom Plaza, lungo Pennsylvania Avenue, a met strada tra la Casa Bianca e Capitol Hill.

Pericolo bolla cinese

Subprime a Pechino
PECHINO, 3. Mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla crisi della zona euro e sullandamento delleconomia americana, gli economisti lanciano lallarme in Cina sul debito degli enti pubblici, che qualcuno ha persino definito come i subprime di Pechino. Secondo gli analisti, sul colosso asiatico, che vanta un patrimoniale inattaccabile con riserve in valuta pari a 3100 miliardi di dollari e un debito al venti per cento del pil a livello di Governo centrale, pesa infatti lindebitamento degli enti locali. I debiti contratti dalle amministrazioni periferiche sono saliti a livello tale da rischiare di minacciare la salute del sistema bancario. A pesare sugli enti locali riferiscono gli esperti sono soprattutto i debiti contratti per finanziare i progetti in infrastrutture, che richiedono tempi molto lunghi prima di poter generare liquidit sufficienti per poter rimborsare i prestiti e i relativi interessi. Gli enti, che non possono prendere in prestito capitali direttamente dalle banche ma devono emettere obbligazioni a tasso molto basso per finanziarsi, hanno creato delle strutture ad hoc denominate piattaforme di finanziamento che si sono fortemente indebitate a partire dalla recessione globale del 2009 proprio per gli ambiziosi progetti infrastrutturali e immobiliari. Piani enormi, che in pi vedono le stesse autorit in competizione con il risultato di aggravare ancora di pi il rosso dei conti. E sul totale delle entrate il sessanta per cento va al Governo centrale.

Larresto di un manifestante sul ponte di Brooklyn (LaPresse/Ap)

Dopo lo tsunami torna a crescere la fiducia delle imprese

Dichiarazioni del ministro delle Finanze Schuble

Il Giappone non si arrende


TOKYO, 3. La fiducia delle grandi imprese manifatturiere giapponesi tornata positiva (a pi due da meno nove) per la prima volta dopo il sisma e lo tsunami che l11 marzo scorso hanno colpito il nord est del Paese, e in scia al recupero di produzione ed export. Il miglioramento, secondo il rapporto trimestrale di fine settembre redatto dalla Bank of Japan, maturato malgrado la crisi delleurozona, alle prese col debito sovrano che potrebbe portare a una recessione globale, e malgrado lo yen forte, vicino a nuovi massimi. Bene, infine, il pi tre per cento di spese in conto capitale. Nel frattempo, le vendite di veicoli nuovi hanno registrato, al netto delle minicar, un rialzo dell1,7 per cento a settembre (a 313,790 unit) per la prima volta in tredici mesi. Sulla base dei dati forniti dalla Japan Automobile Dealers Association (Jada), la filiera produttiva in gran parte tornata alla normalit.

Berlino dice no a un aumento del fondo salva-Stati


BERLINO, 3. La Germania esclude un nuovo incremento del fondo di salvataggio europeo. Il ministro delle finanze Wolfgang Schuble non ha usato mezzi termini mettendo in chiaro la posizione di Berlino due giorni dopo che il Bundestag ha approvato il potenziamento del fondo salva-Stati. In Europa la preoccupazione evitare il fallimento di Atene, dove si sono chiuse le trattative tra la troika e il Governo. La situazione di Atene, insieme allintegrazione economica delleurozona e alla crisi del debito sovrano europeo, saranno al centro dellincontro tra il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che, secondo indiscrezioni della stampa, si vedranno il 9 ottobre prossimo. Il fondo salva-Stati ha un limite massimo di 440 miliardi di euro, per il quale la quota della Germania di 211 miliardi, e questo tutto ha detto ieri Schuble, escludendo qualsiasi ulteriore potenziamento del fondo. Solo gli interessi sui pagamenti potranno sforare questa somma. Schuble ha anche sollecitato lEuropa a spingere sulla propria integrazione politica per mettere fine alla crisi del debito, creando una nuova forma di governance politica tra gli Stati sovrani che non sia per la creazione di un super Stato continentale. Senza un coordinamento politico potenziato di questo tipo ha aggiunto il ministro in un intervento la Germania perder la propria influenza. Anche di questo parleranno la prossima settimana Sarkozy e Merkel. Ma il portavoce del cancelliere tedesco non ha fornito alcuna data ufficiale del vertice, limitandosi a spiegare che i due leader prevedono di incontrarsi prima del prossimo Consiglio europeo in programma a met ottobre. Due giorni fa Sarkozy aveva annunciato che sarebbe volato in Germania per parlare con Merkel su come accelerare lintegrazione economica della zona euro e per attuare il pi presto possibile il piano di salvataggio della Grecia deciso lo scorso 21 luglio dai leader delleurozona a Bruxelles.

Manifestazioni contro i tagli in Portogallo


LISBONA, 3. Prima manifestazione contro i tagli in Portogallo. Dipendenti pubblici e privati hanno sfilato a Lisbona e a Porto per protestare contro il piano di austerit deciso dal Governo di Passos Coelho per contrastare gli effetti economici della crisi. Terzo Paese, dopo Grecia e Irlanda, a beneficiare di unassistenza finanziaria, il Portogallo ha concordato con lUnione europea e il Fondo monetario internazionale un rigoroso programma di tagli alla spesa pubblica al fine di ridurre il deficit nel primo trimestre pari all8,3 per cento e rilanciare leconomia. Il Governo del premier Pedro Passos Coelho ha gi attuato una serie di misure drastiche: tra queste, una tassa straordinaria sui redditi, diversi innalzamenti delle imposte, una riduzione dei servizi sociali, un programma di privatizzazioni e il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici.

Addio ufficiale della Fiat a Confindustria


ROMA, 3. Il nostro un addio ufficiale che parte dal primo gennaio 2012: non facciamo entrate e uscite. Cos lamministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, ha risposto oggi a chi gli chiedeva sulla possibilit di un ripensamento sulla scelta di uscire dalla Confindustria dopo le due lettere (una per Fiat e laltra per Fiat Industrial) inviate a Emma Marcegaglia. Inoltre, per il contratto Chrysler larbitrato pu essere unopzione ma spero di evitarla. Sono fiducioso che si trovi una soluzione ha aggiunto Marchionne sulle trattative in corso per il rinnovo del contratto Chrysler con il sindacato americano Uaw, che stato prorogato provvisoriamente fino al 19 ottobre. Per quanto riguarda la possibilit di sviluppo di un accordo tra Fiat e Suzuki, dopo i problemi nati tra la casa giapponese e la Volkswagen, lamministratore delegato della casa torinese ha affermato: continuiamo a parlare con tutti. I titoli del gruppo Fiat sono in netto calo questa mattina in Borsa, in linea con il settore auto in tutta Europa.

La sede della Mitsubishi a Tokyo (Reuters)

C del grasso in Danimarca


COPENHAGEN, 3. In Danimarca anche la bilancia finisce nel mirino del fisco: il Paese infatti il primo al mondo a introdurre una tassa sui cibi grassi per contrastare quei fenomeni dilaganti di sovrappeso e obesit che affliggono ormai anche la popolazione locale. Il consumatore danese infatti deve pagare 16 corone in pi, ovvero 2,15 euro, per chilo di grassi saturi. La tassa gi in vigore e in previsione di ci i consumatori danesi hanno saccheggiato nei giorni scorsi negozi e supermercati per accaparrarsi leccornie varie.

Al congresso di Manchester spunta lipotesi di un Governo senza i LibDem entro il 2015

Sfida dei Tories


LONDRA, 3. Si aperto ieri a Manchester il Congresso dei Tories. La copresidente, Sayeed Warsi, nel suo discorso ha lanciato la sfida: alle elezioni del 2015, il partito guidato da David Cameron dovr riuscire ad andare al Governo senza i LibDem. Per questo motivo, secondo Sayeed Warsi, il partito deve conquistare nuovi elettori promuovendosi come forza compassionevole, che parla a tutti, a tutte le persone, con qualsiasi background. Intanto Cameron ha affermato che non appoggerebbe un referendum sullappartenenza della Gran Bretagna allUnione europea. Il Mail on Sunday ha rivelato ieri che una petizione a favore di una discussione e di un voto dei deputati su un possibile referendum sullargomento, stata sottoscritta da pi di centomila cittadini britannici. Il voto alla Camera che sebbene non vincolante per il Governo, potrebbe mettere Cameron sotto pressione affinch indica un referendum si terr quindi nei prossimi mesi, probabilmente prima di Natale. A Manchester, per linizio del congresso dei conservatori, Cameron ha dichiarato che la priorit di Londra, in questo momento, di contribuire alla soluzione della crisi nelleurozona e alla ripresa delleconomia nel continente. Al congresso dei conservatori intervenuto oggi il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne. Nel suo discorso, Osborne ha illustrato nel dettaglio il piano economico che ha come obiettivo primario il rilancio delleconomia nel territorio, nel momento in cui, rilevano gli analisti, nel Paese sta crescendo il malcontento di coloro che si oppongono alle ultime misure finanziarie decise dalla compagine governativa.

Assegnato il Nobel per la medicina


STO CCOLMA, 3. Il premio Nobel per la medicina 2011 stato assegnato allo statunitense Bruce Beutler, al lussemburghese Jules Hoffmann e al canadese Ralph Steinman per le loro ricerche sul sistema immunitario. Hanno rivoluzionato la nostra comprensione del sistema immunitario scoprendo i principi chiave per la sua attivazione, si legge in una nota della giuria diffusa da Stoccolma. Met del premio di 10 milioni di corone svedesi (un milione 400 mila euro) andato a Beutler e Hoffmann, laltra met a Steinman.

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luned-marted 3-4 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Numerose vittime in unoperazione contro Al Qaeda nella citt di Abyan

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Sempre pi insicure le coste del continente

LAfrica dei pirati


di PIERLUIGI NATALIA La sfida della pirateria una delle emergenze africane persistenti e anzi in crescita continua, nonostante il dispiegamento di imponenti operazioni navali internazionali, soprattutto nelle acque al largo della Somalia e nellOceano Indiano, lungo cruciali rotte per le merci orientali verso lEuropa e verso il continente americano. A queste incominciano ad aggiungersi iniziative degli stessi Paesi africani. Se sul fronte del Corno dAfrica, soprattutto in Somalia, i Governi locali mostrano scarse capacit dintervento, qualcosa incomincia a muoversi invece sulla costa atlantica del continente, dove la sicurezza della navigazione commerciale rischia di essere compromessa dallazione dei pirati, secondo quanto emerge dai rapporti dellInternational Maritime Bureau. La scorsa settimana, per esempio, hanno preso il mare dal porto di Cotonou, la principale citt del Benin, le prime pattuglie congiunte di militari beninesi e nigeriani, che a bordo di una flottiglia di sette imbarcazioni hanno incominciato a controllare il tratto di coste che si affacciano sul golfo di Guinea, sempre pi bersagliato dai pirati. Liniziativa, chiamata Operazione prosperit, durer per sei mesi, durante i quali la marina militare del Benin dovr organizzarsi per provvedere direttamente alla sorveglianza della sua stretta fascia costiera. Il ministro degli Esteri del Benin, Nassirou Bako Arifari, in un intervento allAssemblea generale dellOnu, ha denunciato la nuova minaccia della pirateria marittima che con violenza ha colpito le nostre coste e le acque del Golfo di Guinea, parlandone come di una vera piaga per la regione assieme al traffico di droga e falsi medicinali. Anche il presidente Thomas Boni Yayi ha pi volte espresso timori per danni diretti alleconomia beninese e per il rischio che il porto di Cotonou, dal quale dipende il 90 per cento degli scambi commerciali con lestero, venga boicottato in caso di insicurezza marittima. Il Governo del Benin ha annunciato anche la prossima creazione di un centro di sorveglianza radar a Grand-Popo, la localit sudoccidentale al confine con il Togo, per completare il dispositivo gi operativo a Cotonou, ma che controlla solo il tratto di costa confinante ad est con la Nigeria. Questultimo Paese, primo produttore africano di petrolio, vede da tempo le navi che trasportano greggio prese dassalto dai pirati, mentre dallinizio dellanno ben 19 attacchi sono stati sferrati a largo del Benin. Obiettivo del pattugliamento congiunto, secondo il capo di stato maggiore delle forze navali beninesi, Maxime Ahoyo, bloccare ogni tentativo dassalto delle navi che spesso trasportano petrolio e carburante. Se il fenomeno della pirateria, almeno su vasta scala, relativamente recente nel Golfo di Guinea, ben diversa la situazione in Somalia e negli altri Paesi del Corno dAfrica, dove gli assalti alle navi si sono moltiplicati in questi ultimi anni, creando un giro di affari di milioni di dollari. La moderna pirateria su vasta scala, comunque, in Somalia ha almeno un ventennio. Negli anni 90, infatti, il crollo della dittatura di Siad Barre e la scomparsa di ogni autorit statale in Somalia, resero le acque del Paese una sorta di zona franca per tutti. I grandi pescherecci industriali soprattutto giapponesi e sudcoreani, ma anche occidentali approfittarono della situazione e penetrarono impunemente nelle acque territoriali somale, saccheggiandole e riducendo alla miseria i piccoli pescatori locali. Questi incominciarono cos ad attaccare le navi straniere esigendo una specie di tassa che compensasse il loro mancato guadagno. A questo si aggiunse presto lo scarico di rifiuti tossici nelle acque e sulle coste somale, approfittando dellassenza di controlli e della complicit di clan locali e di gruppi armati. Alla fine questi comportamenti hanno avuto un salto di qualit e la pirateria da principio artigianale si trasformata in un esercito ben armato e dotato di imbarcazioni velocissime. Allinizio le corti islamiche avevano cercato di opporsi nelle aree da loro controllate, ma diverse fonti locali concordano nel riferire che ormai le milizie radicali islamiche si sono di fatto alleate con i clan somali che controllerebbero direttamente alcuni nuclei di pirati. Nel 2008, il Consiglio di sicurezza dellOnu ha autorizzato le navi militari straniere ad intervenire. Al largo della Somalia incrociano da allora flotte che vedono impegnati i Paesi dellUnione europea e della Nato, ma anche Cina, India e altri Stati che cercano di non far diventare la pirateria ancora pi allarmante. Il risultato finora tuttaltro che rilevante. LOnu ha recensito 171 attacchi nel solo primo semestre del 2011 e nelle mani dei pirati ci sono tuttora una cinquantina di navi e oltre 500 ostaggi, in massima parte marinai filippini, thailandesi e pakistani che costituiscono la parte pi rilevante dei lavoratori del mare, una categoria tra le pi esposte ai pericoli che accompagnano la globalizzazione dei commerci lungo i collegamenti vitali delleconomia mondiale.

Una via yemenita nella lotta al terrorismo


SANA, 3. Gli Stati Uniti contano sullo Yemen per continuare a cooperare nelle operazioni antiterrorismo come quella che ha portato alluccisione di Anwar Al Awlaki, un cittadino statunitense divenuto leader di Al Qaeda nella penisola arabica. Lo ha affermato ai giornalisti nella notte tra domenica e luned sullareo che lo portava in Israele il segretario alla Difesa americano, Leon Panetta. Noi abbiamo sviluppato nel corso degli ultimi anni ha precisato il segretario alla Difesa statunitense una relazione che ci permette di lavorare insieme, di scambiarci le informazioni e di concentrarci su alcuni bersagli comuni. E, intanto, tre soldati yemeniti sono stati uccisi e altri dieci sono rimasti feriti nel corso di uno scontro con alcune decine di militanti di al Qaeda nella provincia meridionale di Abyan. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Sana con un comunicato. Nella nota si spiega che le truppe governative sono riuscite a mettere in fuga i terroristi da alcuni quartieri di Zinjibar, capoluogo della provincia, verso altre regioni. Nonostante il Governo di Sana smentisca tutto, sembra che ieri 25 soldati sono rimasti uccisi da un bombardamento operato da velivoli dellaeronautica yemenita contro una scuola a Zinjibar nel sud del Paese. Si tratterebbe di un caso di fuoco amico. La citt controllata dallo scorso maggio da centinaia di miliziani di un gruppo legato ad Al Qaeda. Secondo una fonte militare, almeno 25 soldati sono stati uccisi quando laviazione ha preso di mira una scuola che si pensava essere nella mani dei terroristi. di almeno 1.480 morti il bilancio ufficiale degli scontri tra oppositori e forze fedeli al presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, dallesplodere della rivolta a febbraio. Lo ha reso noto il vice ministro dellInformazione, Abdu Al Janadi, in un incontro con i giornalisti. Il rappresentante del Governo di Sana ha precisato che il bilancio riguarda civili, militari e forze di sicurezza e copre il periodo che va dallinizio di febbraio al 25 settembre. la prima volta che il Governo di Sana traccia un bilancio delle vittime della rivolta nel Paese. Centinaia di manifestanti sono scesi in piazza nel fine settimana nella capitale yemenita per chiedere che lAmministrazione del presidente Saleh sia messa sotto processo a causa della dura repressione delle manifestazioni degli ultimi mesi. I manifestanti hanno scandito slogan contro Saleh, assicurando che non smetteranno di protestare fino alla sua destituzione, dopo 33 anni al potere. La nostra richiesta di cambiamento continuer a essere pacifica, non ci lasceremo condizionare da quanti vogliono trascinarci in una guerra civile, ha detto Ahmed Mahyoub, uno degli attivisti scesi in piazza, citato dallagenzia tedesca Dpa. Dal 18 settembre, quando riesplosa la protesta contro Saleh, almeno 100 persone hanno perso la vita negli scontri tra forze fedeli al presidente e oppositori, tra questi ultimi anche i soldati del generale dissidente Ali Mohsen Al Ahmar.

Soldati schierati a Sana (Ansa)

Nove soldati muoiono in un attentato dinamitardo nel sud est

Afghanistan senza tregua


Il Pakistan smentisce ogni coinvolgimento nellassassinio di Rabbani
KABUL, 3. I talebani non danno tregua e lAfghanistan continua a essere segnato dalle violenze. Nove soldati locali sono rimasti uccisi in un attentato dinamitardo avvenuto nel sudest. Una bomba nascosta sul ciglio della strada ha distrutto un veicolo dellesercito, nove soldati sono morti e quattro sono rimasti feriti ha detto il portavoce delamministrazione della provincia di Paktiya Rohullah Samoon, precisando che lattacco avvenuto nel distretto di Zurmat. Intanto la commissione speciale di inchiesta afghana sullassassinio dellex presidente Rabbani, considerato luomo del dialogo con i talebani, ha affermato che lomicidio stato pianificato nella citt pakistana di Quetta, e che il capo del commando era un pakistano. La commissione ha anche riferito al presidente Hamid Karzai di aver gi passato gli elementi di prova alle autorit pakistane, insieme allelenco di nomi, indirizzi e numeri di telefono delle persone che in Pakistan sono coinvolte nella pianificazione degli attacchi, e precisa di aspettarsi dal Governo pakistano i necessari arresti. Il Pakistan, dal canto suo, smentisce un proprio coinvolgimento nellassassinio di Rabbani. E stamane il premier Yusuf Raza Gilani, riferiscono fonti di stampa, ha avuto un colloquio telefonico con Karzai. Nella circostanza, lo ha avvertito che certe forze sono allopera per destabilizzare lAfghanistan e che non bisogna cadere in questa trappola. Quindi Gilani ha aggiunto: Bisogna piuttosto rimanere uniti per respingere queste oscure trame. Per il premier pakistano, la pace e la sovranit dellAfghanistan sono prioritarie nella politica di Islamabad. Si poi appreso che Sirajuddin Haqqani, leader operativo della rete terroristica Haqqani (ritenuta affiliata ai talebani e ad Al Qaeda) ha smentito qualsiasi coinvolgimento nellomicidio di Rabbani. Non labbiamo ucciso noi ha affermato Sirajud Haqqani. Nel frattempo, dunque, i rapporti fra Pakistan e Afghanistan, anche in relazione allomicidio di Rabbani, rischiano di subire un contraccolpo, in uno scenario gi complesso, considerando la tensione che attualmente caratterizza i rapporti fra Islamabad e Washington.

Lopposizione costituisce un Consiglio nazionale

Decine di civili uccisi nel nord della Nigeria


ABUJA, 3. Almeno 23 abitanti del villaggio di Ligyado, nello Stato settentrionale nigeriano di Zamfara, sono stati uccisi in un attacco armato. Secondo una prima ricostruzione diffusa dal quotidiano locale The Guardian, ad attaccare allalba di sabato sono stati una settantina di uomini armati di mitra e machete. Il quotidiano aggiunge che molte delle vittime sono donne e bambini e che ci sono stati anche diversi feriti, quattro dei quali si trovano ricoverati in gravi condizioni. La polizia ha inviato sul posto rinforzi, finora non stato comunque effettuato alcun arresto, n si conoscono i motivi dellaggressione. Unipotesi, riferita dallo stesso giornale nigeriano, potrebbe essere quella di una rappresaglia per il sostegno dato dagli abitanti del villaggio a un gruppo di difesa locale incaricato di prevenire i furti. Quello di sabato stato il terzo attacco del genere in due mesi nella zona. Prima di Ligyado, infatti, erano stati colpiti i villaggi vicini di Guru e Tungar. Quelle nello Stato di Zamfara sembrano avere una connotazione strettamente locale, ma le violenze sono diffuse in gran parte della Nigeria, mettendo a rischio la convivenza civile della pi popolosa nazione dellAfrica. A ci ha fatto riferimento, proprio sabato, il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, in un discorso tenuto in occasione del 51 anniversario dellindipendenza. Jonathan ha assicurato che londata di violenza registrata in diverse parti del Paese verr certamente superata. Peraltro, le celebrazioni ufficiali dellindipendenza si sono svolte con misure di sicurezza straordinarie, per minacce di attentati.

Lesercito siriano prende il controllo di Rastan


DAMASCO, 3. Ancora alta la tensione in Siria. Almeno tre persone sono state uccise ieri durante i disordini scoppiati in varie localit, secondo quanto segnalato da fonti degli attivisti. Nelle ultime ore riferiscono le stesse fonti lesercito ha ripreso il controllo di Rastan, citt di quarantamila abitanti a 180 chilometri a nord di Damasco, dopo cinque giorni di disordini e di scontri. La zona di Deraa, nel sud del Paese, resta isolata dalle comunicazioni mentre ad Aleppo continua a mancare lenergia elettrica. Sul piano politico, lopposizione siriana ha annunciato di aver creato un Consiglio nazionale che riunisce tutte le correnti politiche allopposizione. Lo riferisce un comunicato emanato al termine di un incontro che si svolto ad Istanbul. Il Consiglio nazionale siriano il quadro entro cui si sono riunite tutte le forze dellopposizione ha detto Burhan Ghalioune, presidente del nuovo organismo. Il Consiglio aperto alla partecipazione di tutti i siriani ha aggiunto Burhan Ghalioune. Si tratta di un consiglio indipendente che incarna la sovranit del popolo siriano nella lotta per la libert.

Con linsediamento della commissione di riconciliazione e con importanti aiuti internazionali

Costa dAvorio verso la ripresa


YAMOUSSOUKRO, 3. Con linsediamento della commissione per la riconciliazione nazionale e con lottenimento di importanti aiuti internazionali, la Costa dAvorio sembra avviata lungo un cammino di pacificazione definitiva. Il Paese ha vissuto quasi un decennio di crisi permanente, culminata allinizio di questanno in una ripresa della guerra civile per il rifiuto dellex presidente Laurent Gbagbo di riconoscere la sconfitta nelle elezioni presidenziali dello scorso novembre contro Alassane Ouattara. In aprile, dopo mesi di scontri che secondo fonti concordi hanno provocato tremila morti, le forze di Ouattara, sostenute da quelle della missione Liocorne dispiegata nel Paese dalla Francia, ex potenza coloniale, hanno avuto ragione della resistenza di Gbagbo, oggi agli arresti e sotto processo. Il Governo di Ouattara, che ha fatto importanti aperture agli ex sostenitori di Gbagbo, ha ottenuto in questi mesi risultati positivi nellazione di rilancio della stremata economia locale, grazie anche al nuovo sostegno internazionale. di queste ore, per esempio, lannuncio della concessione da parte della Banca mondiale di un finanziamento a fondo perduto di duecento milioni di dollari da utilizzare per la ricostruzione del Paese e la formazione giovanile. Sul piano pi propriamente politico e sociale, il Governo punta molto sulla commissione di riconciliazione, insediata con gli stessi scopi dellanaloga esperienza di quella che fu istituita nel Sud Africa del dopo apartheid. Della commissione, presieduta dallex capo di Stato Charles Konan Banny, fanno parte personalit note nel Paese per la loro distanza da ogni settarismo.

Due donne elette nel Parlamento del Bahrein


MANAMA, 3. Per la prima volta nella storia del Bahrein, due donne sono riuscite a ottenere i voti sufficienti per entrare in Parlamento. Lo rende noto lemittente qatariota Al Jazeera. Le due donne saranno le prime deputate elette dalle urne: nel passato cerano gi state donne in Parlamento, ma indicate direttamente dalle autorit. Sabato si svolto il secondo turno delle elezioni parziali in Bahrein, convocate per sostituire i 18 deputati del principale partito sciita di opposizione, Al Wefaq, che il 15 febbraio si erano dimessi per protesta dopo i sanguinosi disordini scoppiati il giorno prima. A differenza del primo turno, svoltosi il 24 settembre, il Governo del sovrano sunnita Hamad bin Isa Al Khalifa non ha rivelato laffluenza alle urne che comunque secondo gli osservatori stata abbastanza bassa.

Uomini di etnia Ebrie ad Abidjan (Reuters)

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LOSSERVATORE ROMANO
Monsignor Placido Nicolini e laffidamento della Nazione a san Francesco

luned-marted 3-4 ottobre 2011

luned-marted 3-4 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO

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Dalla demolizione del convento dellAracoeli nel 1873 alla statua di piazza San Giovanni in Laterano

Un povero per patrono


di FRANCESCO SANTUCCI

eco delle celebrazioni del VII centenario della morte di san Francesco, celebratosi nel 1926, era ancora viva in Assisi e in tutta la Penisola allorch, due anni dopo (l11 novembre 1928) il benedettino monsignor Giuseppe Placido Nicolini faceva ingresso nella diocesi serafica quale nuovo pastore. Nicolini non tard a rendersi conto che la cronaca dellanno di grazia francescano era destinata a rimanere la storia spirituale dun anno senza chiusura e duna citt senza confine, perch svela(va) sentimenti e fissa(va), nei loro caratteri vivi, situazioni interiori che si sarebbero trasmesse di generazione in generazione, come una ininterrotta e sempre aperta esperienza universale. Cos lo stesso Nicolini ricorder levento del 1926 indirizzando al Papa un voto affinch il Santo venisse proclamato Patrono dItalia. I tempi erano ormai maturi per un passo del genere. Nicolini lo aveva bene intuito fin dai primi anni (non facili, per la verit) del suo episcopato. Avvertiva anche che il mon-

do della cultura, sia laica che cattolica, avrebbe accolto con attenzione una proposta del genere. Gli studi francescani, infatti, che vedevano ormai coinvolti studiosi di rango di ogni parte del mondo soprattutto dopo la nuova impostazione storiografica impressa dal protestante francese Paul Sabatier, autore della celebre Vie de Saint Franois dAssise e fondatore nel 1902 della Societ internazionale di studi francescani con sede in Assisi avevano contribuito al superamento dei pregiudizi da parte dei non cattolici nei riguardi del santo e della visione quasi meramente agiografica di Francesco da parte dei cattolici. In tanti, sempre pi numerosi, si accostavano a Francesco e, sempre pi affascinati, vedevano in lui il vero seguace di Cristo. Si pensi a letterati come Antonio Fogazzaro, Giulio Salvadori, Giovanni Papini, Federigo Tozzi, Domenico Giuliotti e al convertito danese Johannes Joergensen, autore di unaltra celebre biografia dellAssisiate. Perfino il mondo politico e civile italiano guardava con crescente interesse a san Francesco. Casa Savoia era legata a rete doppia ad Assisi soprattutto tramite il pode-

La proclamazione insieme a santa Caterina da Siena

E venne lannuncio di Pio


Pubblichiamo il testo in italiano, apparso su LOsservatore Romano del 19-20 giugno 1939 del breve pontificio con cui Pio XII il 18 giugno proclam san Francesco dAssisi e santa Caterina da Siena, patroni primari dItalia.

XII

st Arnaldo Fortini. La Regina Margherita ai primi del secolo era stata eletta protettrice della menzionata Societ internazionale di studi francescani, grazie ai suoi buoni rapporti con Paul Sabatier. Al Principe di Napoli era stata dedicata prima una via (via Superba, oggi via San Francesco) e poi il Convitto per orfani dei maestri e anche una piazza. Vittorio Emanuele III era stato ad Assisi per il VII centenario francescano, mentre la figlia Giovanna aveva voluto unirsi in matrimonio con Boris, re di Bulgaria, proprio nella citt di san Francesco nellanno 1930. Lo stesso Mussolini aveva indirizzato agli italiani un famoso messaggio nel quale esaltava Francesco come il pi italiano dei Santi e il pi santo degli Italiani. Tutte queste cose erano ben note a monsignor Nicolini. Cos come non doveva sfuggirgli il fatto che (ancora una volta grazie al VII centenario) lo Stato italiano e la Chiesa avevano interrotto il silenzio dei loro rapporti che durava da oltre cinquantanni proprio in quella circostanza assisana. Queste situazioni favorevoli almeno per quanto riguarda i movimenti di opinione nazionali incoraggiavano Nicolini al passo che stava per fare. Semmai, alcuni ostacoli potevano venire (come avverr) proprio da alcuni settori del mondo cattolico. Ma, determinato comera, il vescovo di Assisi, dopo lunga riflessione, fa pervenire il seguente voto proposto agli eccellentissimi ordinari dItalia affinch vogliano inviare supplica al beatissimo Papa nostro Pio XI gloriosamente regnante, per-

Francescani nellItalia unita


di GIUSEPPE BUFFON

I
Giotto, Francesco dona il suo mantello (1295-1299)

a sollecita cura della Chiesa universale che Ci stata commessa dal divino Redentore ci spinge sempre a procurare quanto pi ci possibile il bene di tutti i fedeli sparsi per tutta la terra; ma poich la Divina Provvidenza ha voluto che la cattedra romana di San Pietro fosse stabilita in Italia, la Nostra volont non pu non rivolgersi in modo particolare a promuovere i vantaggi spirituali degli italiani e perci appena ce ne data loccasione, ci disponiamo ad eseguire con solerte cura tutte quelle cose che ci sembrano le pi opportune al fine predetto. Sicch nelle difficolt dei tempi, che da ogni parte premono anche le genti dItalia, nessunaltra cosa pi conforme al Nostro ufficio pastorale, nonch alleffetto che nutriamo verso i Nostri connazionali, quanto lassegnare loro presso il Signore, particolari patroni celesti, i quali ne siano come i custodi e i difensori. Chi di noi invero potrebbe

Vera immagine di Ges Cristo diede insuperabili esempi di vita evangelica ai cittadini di quella sua tanto turbolenta
mai dubitare di non essere aiutato giorno per giorno dal patrocinio dei Santi presso Dio, specialmente quando, trovandosi in angustie si appoggia alla intercessione dei Santi, invoca il Signore e sente subito che il Signore lo esaudisce? E questo tanto pi giustamente pu dirsi di quel patrocinio, col quale i santi proteggono le genti e le nazioni, specie quelle alle quali si sforzarono in tanti modi e in tante particolari circostanze, di portare aiuto, mentre essi ancora erano in terra, spinti dallamor di patria. Senza alcun dubbio ci si deve affermare di San Francesco dAssisi e di Santa Caterina da Siena che, italiani ambedue, in tempi straordinariamente difficili, illustrarono, mentre vivevano, con nitido fulgore di opere e di virt e beneficarono abbondantemente questa loro e nostra Patria, in ogni tempo madre di santi. Difatti San Francesco poverello e umile vera immagine di Ges Cristo, diede insuperabili esempi di vita evangelica ai cittadini di quella sua tanto turbolenta et, e ad essi anzi, con la costituzione del suo triplice ordine apr nuove vie e diede mag-

giori agevolezze, per la correzione dei pubblici e privati costumi e per un pi retto senso dei principi della vita cattolica. N altrimenti si adoper Santa Caterina, la fortissima e piissima vergine, che valse efficacemente a ridurre e a stabilire la concordia degli animi delle citt e contrade della sua Patria e che mossa da continuo amore, con suggerimenti e preghiere, fece tornare alla sede di Pietro in Roma i romani pontefici, che quasi in esilio vivevano in Francia, tanto da essere considerata a buon diritto il decoro e la difesa della Patria e della Religione. Ora poi il Signor Cardinale Carlo Salotti, prefetto della S. Congregazione dei Riti, ci ha detto che gli arcivescovi dItalia, assecondando il comune desiderio dei fedeli, fanno voti e ci rivolgono anzi supplici preci, affinch San Francesco dAssisi e Santa Caterina da Siena, vengano da noi dichiarati e costituiti Patroni Primari dItalia con lintento di riaccendere lavita piet e farla maggiormente crescere. A questi voti si aggiunge anche lamplissima commendatizia dello stesso porporato e perci considerate attentamente tutte le ragioni e le circostanze ben volentieri abbiamo deciso di annuirvi. Pertanto di Nostro Motu proprio di certa scienza e dopo matura deliberazione colla pienezza di nostra apostolica podest, in virt delle presenti lettere, dichiariamo da questo momento e et costituiamo in perpetuo San Francesco dAssisi e Santa Caterina Patroni Primari dItalia. Con la stessa autorit e in forza delle presenti da valere in perpetuo decretiamo che in Italia e nelle isole adiacenti, si celebrino ogni anno, dalluno e dallaltro clero, nei giorni stabiliti, le feste degli stessi Patroni con relativa Messa ed Officio in rito doppio di prima classe, ma senza ottava, nonostante qualsiasi cosa in contrario. Ci benevolmente ordiniamo e decretiamo, comandando che le presenti Lettere rimangano sempre ferme, valide e in tutta la loro efficacia; che ottengano i loro pieni ed interi effetti che se ne possano pienamente valere oggi ed in futuro quelli cui spetta o potr spettare; e cos doversi esattamente giudicare e stabilire, dichiarando fin dora irrita ed inane, qualsiasi cosa che al riguardo, da chiunque o da qualsiasi autorit, scientemente o ignorantemente, possa essere attentata in contrario. Dato a Roma presso San Pietro sotto lanello del Pescatore il XVIII giugno del MD CCCCXXXIX, primo del nostro pontificato.

Monsignor Nicolini vescovo di Assisi dal 1928 al 1973

ch si degni riconoscere e dichiarare San Francesco dAssisi Patrono dItalia. LItalia nostra si appresta a tributare solenni onoranze al pi grande pittore di San Francesco di Assisi, a Giotto. Ma lo spirito di Giotto non pu contentarsi di questa sola ammirazione. Egli, da buon discepolo di San Francesco, vuol dire a ogni italiano che il grande Santo di Assisi, da lui esaltato, fu lautore principale dellarte sua; tanto eloquente e viva gli apparve la sua figura, tanto dolce e soave gli rison nellanima il poema francescano. Il pi grande onore, adunque, che si possa rendere a Giotto, la migliore efficacia che si possa attribuire alle sue pitture, consiste nel cogliere e seguire il richiamo, datoci da lui ad esaltare il Santo di Assisi con la cristiana contemplazione della sua vita, e con limplorazione pi assidua e pi estesa della sua intercessione. Sette secoli di storia hanno confermato la perenne vitale bellezza dellideale francescano, sempre pi splendente di luce confortatrice e ammonitrice. Gli studi hanno messo in rilievo il contenuto profondamente umano ma soprattutto cristiano e spirituale del francescanesimo. Assisi, per lo spirito di distacco e di universale amore che si sprigiona dalla tomba gloriosa del Serafico Santo, brilla anche oggi quale oriente, come lo vide Dante. Il soffio vitale, che ci viene dal Subasio Serafico, lungi dallessere un puro sentimentalismo evanescente, invece soffio di piena e genuina spiritualit. Ce lo dicono le torme di pellegrini, che mai non restano, nemmeno in tempi di crisi. Ce lo dicono tante anime sitibonde di bene, che, in Assisi, attratte dal Serafico Santo, chiedono il battesimo o la riconciliazione. Gli scritti lasciati dal santo, e soprattutto il Cantico delle Creature, mettono San Francesco tra i pi autorevoli rappresentanti della letteratura delle Origini, al principio del secolo XIII. Proprio in vista di questo, e attesa la mirabile ispirazione religiosa del Trovatore di Dio, lassociazione Les amis de Saint Franois,

nel settembre scorso umiliava ai piedi del Sommo Pontefice il voto che San Francesco fosse costituito Patrono di tutti i poeti cattolici. Nel VII centenario lItalia dette luminosa prova di un vero plebiscito di amore verso il Santo con partecipazione di tutte le classi: dalle sfere governative alle masse; dai militari ai civili; dalle classi colte ai nostri buoni popolani. Notevole, tra glinnumerevoli pellegrinaggi venuti da ogni parte dItalia, quello dei ciechi di guerra. Omaggio poi realmente di tutto il popolo italiano, e omaggio duraturo nei secoli, la Campana delle Laudi, che porta in rilievo riprodotto il Cantico delle creature, donata alla Citt Serafica da tutti i Comuni dItalia. Anche nella grande opera della Conciliazione, San Francesco ha pur la sua parte di merito. Linizio delle trattative del Capo del Governo con la Santa Sede porta la data del 4 ottobre 1926, festa e centenario del Santo. Alla luce di tutto ci, dunque, ci sembra ormai giunto il momento in cui sia soddisfatto un voto ardente di tutti i devoti del Santo di Assisi. Il voto giusto, degno e appassionato: che San Francesco di Assisi, da Benedetto XV proclamato Patrono dellAzione Cattolica Italiana, da Pio XI proposto per una pi larga imitazione e venerazione come il pi perfetto esemplare evangelico per tutte le et della storia, sia onorato in una forma perenne, viva e salutare col venire dichiarato e costituito Patrono dItalia. La patria soddisferebbe cos a un debito e a un bisogno verso San Francesco, riconoscendolo plebiscitariamente Santo della stirpe Italica, senza che ci possa recare il minimo pregiudizio alla sua indiscussa universalit di Santo eminentemente cattolico, cio mondiale, in quanto che egli fu il pi adeguato interprete del Vangelo, dettato per tutti gli uomini. Osiamo quindi rivolgere calda preghiera agli Eccellentissimi Ordinari dItalia, perch vogliano indirizzare al Beatissimo Papa lettere postulatorie per ottenere che Egli si degni di dichiarare San Francesco Patrono dItalia. Allappello risposero entusiasticamente ben 166 tra vescovi, arcivescovi e superiori religiosi. Dal convento di San Damiano padre Ambrogio Acciari salutava il voto come un grido di speranza e di amore, in un momento in cui lItalia (...) sentiva il bisogno di un nuovo apporto di vita spirituale. Tra i pochi contrari, labate benedettino di Monte Oliveto Maggiore (Siena): La proposta di Vostra Eccellenza va e non va, perch mi ricordo che a Siena ed a Firenze, gi si era ventilato di domandare alla Santa Sede che proclamasse Patrona dItalia la grande Santa Caterina. Sullonda del successo imprevisto e lusinghiero Nicolini prepar (con laiuto del cappuccino padre Ilarino da Milano) la petizione da presentare al Papa, fatta prima pervenire a quanti avevano risposto favorevolmente allappello per aggiunte e correzioni. Si desidera fervidamente e si chiede umilmente che Vostra Santit si compiaccia di proclamare San Francesco Patrono dItalia. La protezione di San Francesco stringer ancor pi i vincoli dellItalia con la Chiesa, nel nome e nella significazione di quel santo, che in tempi di moti ereticali e di ribellioni allautorit ecclesiastica mise a base di tutta la ricostruzione spirituale da lui propugnata il Vangelo e la sottomissione filiale e incondizionata alla Sede Apostolica. In questa nostra et, turbata da gravi apostasie di varie nazioni dallo spirito cristiano e sconvolta nelle coscienze dal ripudio pratico della divina ed eminente autorit civile sarebbe come un monito solenne ed un richiamo reale ad una totale e indefettibile fedelt, ufficialmente espressa, a quello spirito religioso della stirpe italiana, di cui San

Francesco il pi luminoso e sar lautorizzato e consacrato rappresentante. Di tutti i santi italiani, il pi universalmente amato. E non solamente da parte del popolo sinceramente cristiano, ma anche da parte dei cattolici tiepidi e non praticanti, dei protestanti e degli stessi increduli. un santo bene accetto ad ogni classe di persone; al popolo minuto e lavoratore, come agli uomini della politica e della cultura intellettuale, della scienza e delle arti. Finalmente, il 2 maggio 1939, da Roma il Ministro generale dei frati minori conventuali padre Beda Hess scriveva a Nicolini che con vivissimo piacere e soddisfazione immensa ho appreso oggi che il nostro Serafico Padre stato dichiarato Patrono dItalia. E il 20 giugno 1939 LO sservatore Romano pubblicava in prima pagina il Breve Apostolico che costituisce Patroni Primari dItalia San Francesco dAssisi e Santa Caterina da Siena. Si trattava, quindi, di un compromesso? Bisognerebbe consultare le carte dellArchivio vaticano, per meglio capire ci che era effettivamente avvenuto. Possiamo, per, ricordare quanto, il giorno prima, il cardinale Carlo Salotti aveva comunicato, con una lettera manoscritta informale, a Nicolini: Sono proprio felice di essere stato, nelle mani della Provvidenza, lumile strumento per perorare dinanzi a Pio XII il riconoscimento e la proclamazione di Francesco dAssisi e di Caterina da Siena a Patroni principali dItalia. Se la patria nostra gioisce per questo solenne atto pontificio, Assisi deve esultare in maniera particolare perch il suo Santo, come ha fatto palpitare il cuore del mondo, oggi nel cuore de-

l 20 ottobre 1873 il governo prese possesso del Convento, mandato il Notaro Venuti con due testimoni e lassessore municipale Placido di Scofera, i quali cominciarono subito a fare linventario nel Convento, e nella sacrestia, quanto del continente che del contenuto, e durarono a scrivere quasi mezzo mese. quanto annota il cronista dellAracoeli, narrando le operazioni di inventariazione dei beni, ad opera della Giunta Liquidatrice dellAsse Ecclesiastico, che agiva in conformit alla legge n. 1402, del 19 giugno 1873, la quale sanciva la soppressione degli Ordini religiosi e lincameramento dei loro beni. Nel mese di aprile 1878, venne presentato alla Camera dei Deputati il progetto di legge per innalzare a Roma un monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, liberatore della patria, fondatore della sua unit, progetto approvato il 25 luglio 1880. Il primo ministro Depretis impose come sito il Campidoglio. A nulla valse il parere negativo della commissione archeologica, la quale dopo aver analizzato larea da demolire, concluse che, oltre alle preesistenze romane, sarebbero stati distrutti la torre di Paolo III e i chiostri medievali del convento, nei quali si era svolta la vita amministrativa del Comune di Roma. Inutili si rivelarono anche le proteste del ministro generale dellordine, che scrisse al Ministro di Grazia e giustizia e dei culti, affermando, tra le altre cose, che: A me non si compete, e perci tralascio di far considerare che la Torre di Aracoeli cos per le memorie storiche che vi sono legate, come per la sua maestosa mole e struttura, non avrebbe dovuto mai essere designata alla demolizione per dar luogo ad un monumento moderno, al quale non mancava di certo in Roma altro posto.

Giotto, Il Papa sogna san Francesco che sostiene il Laterano

gli italiani suscita un palpito nuovo e pi possente. Grande fu lesultanza di Nicolini, come risulta anche da un suo appunto manoscritto: La portata dellavvenimento non pu sfuggire a nessuno (...). Nel centenario francescano, che tanta eco lasci nella storia, correva un motto che diceva: Torna San Francesco, perch pareva aleggiasse col suo spirito su tutti i paesi e citt della Patria che facevano a gara per festeggiarlo. Ebbene, oggi possiamo dire con pi ragione che Torna perch invocato dalla suprema autorit della Chiesa a proteggere la Patria.

Al religioso faceva eco anche il sindaco di Roma, Leopoldo Torlonia, la giunta municipale, larcheologo Rodolfo Lanciani, e, non ultimo, il deputato Ruggero Bonghi, ardente francescanista e autore di una vita di san Francesco, che il 10 maggio 1883, intervenne con una appassionata interrogazione parlamentare: Avete sentito adunque dove il monumento si deve erigere; e avete inteso quante demolizioni bisogna fare (...) Bisogna demolire il palazzo di Paolo III Farnese: Paolo III vissuto in un tempo

godette della cassa di risonanza propria delle riviste confessionali, che davano risalto al contrasto tra Chiesa e Stato italiano, tra vecchio e nuovo, tra la Roma papale e la Roma capitale. Lopera frutto della concezione dellarchitetto romano Luca Carimini (1830-1890), il quale, alla pari di un Piacentini, Carnevali, Bianchi, Cannevari e Koch, appartiene a quel gruppo ristretto di architetti che, muovendosi nel campo del neoclassico e riferendosi spesso al quattrocento e al cinquecento, seppe conservare il senso romano delle proporzioni e della maestosit delle masse. Mentre la demolizione dellAracoeli stava consumando le sue ultime tappe e la fabbricazione del collegio in via Merulana ormai in procinto di esseDopo la prima guerra mondiale re terminata, il ministo generale, pail santo divenne sempre pi dre Bernardino da un esempio di autentico patriottismo Portogruaro, il cui mandato era gi Difensore del patrimonio prossimo alla fine, spirituale, morale e sociale del Paese avviava lopera di conciliazione con i vento di SantAntonio in via rappresentanti del Governo itaMerulana, presso il Laterano, liano. Egli si indirizzava alle previsto quale sede della nuova loro autorit, chiedendo il ricoCuria generalizia, del Collegio noscimento giuridico della internazionale e della bibliotenuova entit minoritica, quale ca. Il Corriere di Torino, 11 Collegio per la formazione di ottobre 1885, scrive: Il nome missionari, posto sotto la tutedi questo egregio capo di un la della congregazione di ProOrdine religioso tanto benepaganda Fide. Allo scopo di merito e popolare che per la incoraggiare lassegnazione di tristizia di questi tempi, discacun tale riconoscimento espliciciato dallo storico Convento di tando i vantaggi dellatto, riAracoeli, mi ricorda la visita tenne opportuno rendere edotche ho fatta pochi giorni adte le competenti autorit intordietro al nuovo edificio, che no a determinati elementi sullo per questi frati, fanno innalzastato delle missioni francescare in via Merulana alcuni frati ne. Con tale richiamo, egli era stranieri (...) Quelledificio tutsicuro di poter attirare lattento in cortina e travertino, di zione su un tema verso il quale una grandezza e solidit verai nuovi responsabili dello Stato mente romana, stupendo moitaliano si dimostravano sensinumento che fa onore allO rdibili, non immuni da mire nane, che ne dirige i lavori e zionalistiche e interessi coloallarchitetto Carimini che ne niali. I Missionari francescani ha ideato il disegno, severo ed erano tratti una volta per la elegante. maggior parte dallItalia, sicLEco dItalia nel 1886 ch il nome italiano in quelle annota: In tanta mostruosit regioni lontane, dove fiorivano di case e casoni che ha regalale missioni francescane, era coto a Roma il genio dei nuovi nosciuto ed amato, a preferenvenuti, come li chiam lonoreza di qualsivoglia altra naziovole Giovagnoli in una recente nalit. In seguito alle leggi di seduta del Consiglio comunale soppressione diminu grandedi Roma, ci sono voluti i frati mente il numero dei missionari per dare alla citt, latrice delle italiani, i quali essendo stati arti, un solenne monumento necessariamente surrogati da artistico risplendente di eleganmissionari di altre nazioni, ne za e maest (...) Per giudizio avvenne che, dove prima era universale, la prima opera ardiffusa la conoscenza della linchitettonica, tra quante ne sogua italiana, questa si andava no sorte in Roma, dal 1870 in lentamente dimenticando per poi, il grandioso Convento lasciare il posto alla inglese, alinternazionale, che i religiosi la francese, alla tedesca, secondAracoeli stanno facendo codo la nazionalit preponderanstruire presso il Laterano. te degli individui appartenenti LEco di San Francesco alla missione. nel 1887 racconta: Giorni fa Il patriottismo della compacorse per la stampa una notizia gine francescana crebbe nel che ne attrista, cui si affrettarocorso degli anni successivi, fino quelli di parte contraria a no a diventare, allindomani smentire, ma che non ismentidella prima guerra mondiale, rono abbastanza bene: il temun dato incontrovertibile. In pio aracoelitano minaccia ruiquel tempo, infatti, non era rana; perciocch abbattuto il ro individuare in san Francesco Convento e non avanzati i laun sublime esempio di vero vori di fondazione per il famopatriottismo, come manifestaso monumento, com risapuzione di una coscienza nazioto, lacqua filtrata alle fondanale giunta a piena maturit, menta del vetusto tempio, lo senza tuttavia avere come fine minaccia. Contemporaneamenunico la difesa del territorio, te ci giungeva la lieta novella, bens di tutto il patrimonio che il d 4 dicembre seconda spirituale, morale e sociale delDomenica dellAvvento si sala nazione. rebbe solennemente consacraLesempio di Giosu Bensi, ta, la nuova chiesa di S. Antoterziario francescano, che si sanio del Collegio Internazionale crifica volontariamente sul Francescano in via Merulana. fronte dellIsonzo, viene proPoi ci troviamo in prossimit posto come modello di amor del Natale, alla festa del Bamdi patria, cristianamente inteso bino dAracoeli, il Re che bee francescanamente maturato nedice Roma dalla vetta del nella riflessione sulla povert Campidoglio; e tutto questo si come libert spirituale. Il fatto impone talmente che anche che, in periodo post-bellico, si una volta vogliamo scrivere ininsista molto sulla italianit di torno a questo argomento; se san Francesco, parrebbe mettenon per altro che per mettere a re in rilievo la volont di adeririscontro il vecchio col nuovo, re alla sintonia particolare che onde si pare che a dispetto la nazione avvertiva con il sandellempiet, S. Francesco to di Assisi. sempre grande, e Roma semBenito Mussolini stesso, sebpre la Roma del Papa. bene nei moduli di una retoriLimmagine francescana ca, per loccasione delle celeespressa col nuovo edificio di brazioni per il settimo centenavia Merulana, essendo stato inrio della morte, in un messagnalzato contemporaneamente gio rivolto alla nazione, preallabbattimento dellAracoeli, sentava san Francesco come nel quale noi italiani non sapevamo fare una linea che non fosse bella, come purtroppo i nostri nemici potrebbero oggi dire che non sappiamo fare una linea che non sia brutta (...) Bisogna collocare altrove la Biblioteca dAracoeli. Voi farete unopera da Vandali, voi farete unopera che non vi acquister credito; n lEuropa civile, n questa citt ve ne potranno esser grati. Depretis, sentenzioso, rispose: Che si guadagna a lasciare quel rudere che il convento di Aracoeli, dove non vi nulla di artistico, nessuna memoria che meriti di essere conservata? e quanto poi alla Torre di Paolo III, essa non era poi che un accessorio di palazzo Venezia. I giornali nel frattempo pubblicizzavano ledificazione della nuova Aracoeli, il con-

meravigliosa sintesi dei fondamenti della civilt italiana. Parlando di lui, lo proclamava enfaticamente il pi santo dei santi dati dallItalia al cristianesimo e allumanit, perch con laltezza dellingegno e col carattere, sono della nostra gente la semplicit dello spirito, lardore delle conquiste ideali e, ove occorra, le virt della rinunzia e del sacrificio. Sembra che questo proclama mussoliniano fosse stato utilizzato come documento esplorativo per vagliare la possibilit di giungere ad una soluzione della questione romana, di fatto compiutasi qualche anno dopo, con la firma del concordato lateranense (1929). Pio XII, un decennio pi tardi, avrebbe proclamato san Francesco patrono dItalia, definendolo con il distico ormai classico, coniato dal Bonghi: Francesco il piu santo tra gli italiani e il pi italiano tra i santi. In questo clima, il monumento dedicato a san Francesco, collocato al limite della piazza di San Giovanni in Laterano, veniva a costituire una sorta di immagine della conciliazione. Lidea di dedicare a san Francesco un monumento per celebrare il settimo centenario della sua morte (1926), veniva lanciata gi nel 1922 da Domenico Silvestri, un appassionato divulgatore della vicenda francescana. Il Comitato nazionale voleva erigere il monumento in Roma, nelle vicinanze di San Giovanni in Laterano, sotto il cielo di questa Roma, le venerate sembianze di Colui, che ridusse lItalia e il mondo al patto del Vangelo. Il rievocare e glorificare nei giorni nostri san Francesco di Assisi come salutare e necessario richiamo alle sublimi aspirazioni della pace cristiana. Nel corso del 1923, la stampa pubblicizz liniziativa, ricalcandone sostanzialmente la presentazione divulgata da LO sservatore Romano, dal Corriere dItalia, dal Giornale dItalia e dal Messaggero. Lanno successivo venne formato un Comitato esecutivo pro monumento a san Francesco dAssisi nel Piazzale Lateranense, la cui presidenza fu affidata a monsignor Carlo Cremonesi, vescovo titolare di Nicomedia. Per lo studio dellopera venne incaricata invece, nel frattempo, una commissione artistica, la quale, il 15 maggio 1925, giunse ad ottenerne lapprovazione dal Regio commissario di Roma, Filippo Cremonesi. Linaugurazione ebbe luogo nel tardo pomeriggio del 26 maggio 1927. Il gruppo rappresentato dalla scultura in bronzo corrisponde alla scena dellarrivo al palazzo papale del Laterano di san Francesco e dei suoi primi compagni, venuti in visita alla citt dei Papi per chiedere al vicario di Pietro lapprovazione ecclesiastica della loro forma di vita. La figura di san Francesco, con le braccia alzate e lo sguardo rivolto verso la facciata del Laterano, misura quattro metri; collocata sopra un piedistallo formato con blocchi di peperino, raggiunge laltezza totale di dieci metri. La scultura opera di Giuseppe Tonnini (1875-1954), artista che aveva gi collaborato alla realizzazio-

ne del monumento a Vittorio Emanuele II. Nel darne notizia, il bollettino del Comitato organizzatore sembra usare toni assai diversi da quelli della stampa, un tempo agguerrita nel denunciare il piccone demolitore dellantico patrimonio aracelitano. I giornali, che divulgarono il progetto sin dal suo primo apparire nel 1922, avevano mirato a sottolineare il Francesco pacificatore sociale e il terzO rdine (da lui fondato secondo la tradizione nel 1221), quale forza per la ricomposizione dei conflitti tra le classi e tra le nazioni. La celebrazione del settimo centenario della fondazione del terzOrdine, nel 1921, aveva assunto infatti come tema principale quello della pace, in risposta al conflitto bellico appena concluso.

Il cardinale Karol Wojtya ospite delle trasmissioni in lingua polacca

Una pubblicazione per gli ottantanni di Radio Vaticana

Da Guglielmo Marconi ai microblog


di Karol Wojtya il Papa comunicatore per eccellenza abbia lanciato lemittente vaticana nellorbita della comunicazione moderna. Si deve, per esempio, ai continui viaggi internazionali di Giovanni Paolo II la codifica da parte della Radio di un sistema di lavoro altamente professionale sopralluoghi, allestimento di uno o pi studi nelle citt visitate, apertura di collegamenti non-stop implementati con la migliore tecnologia a disposizione prima nemmeno immaginato. Uno sforzo premiato da risultati di importanza epocale, e per lo pi sconosciuti, come quando durante il di ALESSANDRO DE CAROLIS primo viaggio in Polonia del 1979, al diktat di Varsavia di boicottare mediaticaCurioso destino, letto ottantanni dopo, mente il Papa si oppone la Radio Vaticaper una radio pensata e costruita essenna, che ne trasmette in diretta in onda zialmente per dotare il piccolo Stato Vaticorta tutti gli interventi permettendo alle cano, nato dai Patti Lateranensi del 1929, masse di fedeli accorse alle messe di ascoldi linee per il radiotelegrafo e il radioteletare con le radioline le omelie, altrimenti fono e non certo per fare quello per cui oscurate dallinefficace amplificazione preoggi, e da molti decenni, nota e ascoltadisposta dal regime. ta ovunque: trasmettere programmi sul PaO come quando nel 1990 si viene a sapa e sulla Chiesa e leggere in ottica cripere dellesistenza dei cristiani radiofonistiana i fatti del mondo. ci, gruppi di fedeli che nei villaggi del Quando Pio XI, allindomani della ConVietnam comunista non hanno mai visto ciliazione, decide di trasformare il perimeun prete ma sono stati evangelizzati dalla tro interno alle Mura Leonine in un givoce della Radio Vaticana. gantesco cantiere edile per far s che la Tuttavia, quella della Radio del Papa piccola Citt-Stato abbia tutti i servizi nenon solo una storia di sequela del Ponticessari dalla posta alla stazione ferroviaficato, potendo vantare peraltro il privileria lidea di dotarsi di una Statio Radiophonica viene da s: i successi di Guglielgio di aver visto due suoi responsabili mo Marconi avevano lantico direttore genedimostrato la grande rale e oggi cardinale utilit del mezzo per efRoberto Tucci e lattuafettuare collegamenti a le direttore amministragrande distanza e la tivo Alberto Gasbarri possibilit, per esempio, investiti dellonere e di tenersi in contatto dellonore di organizzacon le nunziature agli tori dei viaggi apostoliantipodi di Roma appaci. anche una storia riva uneccellente chandi crescente professioce della modernit. nalit giornalistica e inCos, quando alle ventiva tecnologica, 16.49 del 12 febbraio specie nel campo del 1931 Pio XI pronuncia le web, che in tempi pi parole del primo radiovicini ha ricevuto da messaggio ascoltate Benedetto XVI un ben preciso indirizzo: quello in tempo reale da New di stare nellareopago York a Melbourne della comunicazione esci di cui ci si rallegra sendo allaltezza dei linsoprattutto del fatto che guaggi digitali, dai soora la gittata fisica cial network al microdella voce del Papa ha blogging. prolungato il proprio Un indirizzo che ha raggio dallUrbe allO rfatto dire al direttore be. Nessuno invece ha ancora intuito quali ine- Roberto Piermarini intervista Adriano Celentano generale, padre Federico Lombardi, che la spresse potenzialit abRadio Vaticana non biano quei marchingepi fatta di sole onde e microfoni. piutgni che hanno modificato il panorama alle spalle della Cupola michelangiolesca. tosto una comunit di comunicatori e Saranno i successivi decenni a farlo tecnici che serve la missione del Papa comprendere in modo clamoroso. Lo spieusando tutte le piste mediatiche disponibiga bene Fernando Bea, autore del primo li, fiera del suo passato e ottimista volume dellopera Ottantanni della Radio nellaffrontare il futuro. del Papa, appena pubblicata dalla Libreria Editrice Vaticana. La guerra sul campo prima e la guerra fredda rovesciano la convinzione che la radio del Papa non Convegno ai Musei Vaticani possa dire la sua sui fatti del mondo ed essa imparer presto a porre i propri microfoni non solo a servizio dei messaggi di pace di Pio XII ma anche delle Chiese dellest europeo: per quasi sessantanni lemittente pontificia far giungere pi o meno clandestinamente con le sue onde il respiro del concilio ai polmoni delle comunit cristiane oltre cortina. E, dopo il Marted 4 ottobre si svolger presso 1989, saranno centinaia di migliaia le testii Musei Vaticani un incontro monianze arrivate in redazione che racintitolato Sharing Conservation. conteranno di come una radio posta su Several approaches to the una tavola in casa durante la trasmissione conservation of art made with di una messa, con le persone inginocchiadifferent materials. Lincontro avr te attorno, sia stata uno dei modi per conun taglio decisamente internazionale servare la luce della fede nel buio della mettendo a confronto esperienze persecuzione. dintervento e di formazione nel A questo punto la scena gi largamencampo della conservazione e te dominata dalla figura di Giovanni Paorecupero dei beni artistici. lo II. Per la Radio Vaticana lavvento del Lincontro sar aperto dal direttore Papa venuto da lontano si palesa come dei Musei Vaticani, Antonio uno tsunami che in un attimo spazza via Paolucci, e introdotto da Stefania vecchie consuetudini e costringe a inventaPandozy, responsabile del re nuove strategie tecnico-redazionali per Laboratorio polimaterico dei Musei, stare al passo del suo eccezionale dinamie da Lorenzo Appolonia, presidente smo apostolico. del Gruppo italiano Il secondo volume di Ottantanni della dellInternational Radio del Papa in buona parte dedicato proprio al racconto di come il pontificato Institute for Conservation. Il 4 ottobre a Roma, presso la Libera Universit Maria Santissima Assunta, verr presentata lopera in due volumi O ttantanni della Radio del Papa (Citt del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2011) che comprende la ristampa del libro di Fernando Bea Qui Radio Vaticana. Mezzo secolo della Radio del Papa (Citt del Vaticano, Edizioni Radio Vaticana, 1981) e un altro dedicato allultimo trentennio dellemittente. Lautore del secondo volume ha sintetizzato per il nostro giornale contenuti e significato di questa iniziativa editoriale.

Giuseppe Tonnini, Monumento a san Francesco dAssisi (1927)

Secondo le autorit ecclesiastiche e i responsabili della famiglia fracescana, il messaggio del monumento coincideva con quello della cattolicit e della romanit professata dal fondatore minoritico. La disparit di contenuti, tra queste prime interpretazioni dellopera e quelle che vennero pubblicate qualche anno pi tardi, nellimminenza dellinaugurazione, risulta evidente. Dai contenuti relativi alla pace, alla cattolicit e alla romanit si pass, infatti, a soggetti di attinenza patriottica. La didascalia, ad esempio, incisa sul piedistallo della rappresentazione scultorea, A S. Francesco dAssisi Roma, lItalia, il mondo, veniva interpretata dal frate minore Domenico Franz, nei termini seguenti: San Francesco dAssisi oggi rivolge lo sguardo verso Roma, lItalia, il Mondo, perch il pi santo fra gli Italiani per Roma una stella, per lItalia una gloria, per il mondo una storia. E continua con la spiegazione: per lItalia una gloria. Anello di congiunzione fra due et differenti. Egli prepara per la Patria sua una nuova era, una civilt nuova.

Come si tutelano i beni artistici nel mondo

morto Rodolfo Doni


Ho trovato la mia fede in guerra e quindi ha radici profonde era solito dire Rodolfo Doni. Orgoglioso comero da ragazzo, la fede volevo trovarla da solo, non volevo che fosse quella che avevo ricevuto dalla parrocchia o dalla mamma. Lo scrittore pistoiese, fiorentino dadozione, morto domenica 2 ottobre; i funerali saranno celebrati marted 4 a Firenze, nella chiesa dei Santi Chiara e Francesco a Montughi. Collaboratore del nostro giornale dal 1978 fino al 2006, Doni ha scritto il suo ultimo romanzo nel 2008, Con te nella resurrezione (Firenze, Mauro Pagliai Editore), un dialogo tra terra e cielo in cui si rivolge al figlio Lorenzo, scomparso nel 1990 in un incidente dauto. Fra le sue opere pi note Sezione Santo Spirito (1959), Muro dombra (1974), Servo inutile (1982), La doppia vita (1980), Le grandi domande (1987), Un filo di voce (1993), Il presidente e il filosofo (1995).

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LOSSERVATORE ROMANO
I temi allesame di un incontro dei vescovi dellAsia in Thailandia

luned-marted 3-4 ottobre 2011

Una tipografia si rifiutata di stampare immaginette raffiguranti Ges e la Croce

Alleanza pericolosa fra secolarismo ed estremismo


PATTAYA, 3. Sulla secolarizzazione nelle societ asiatiche fioriscono i fondamentalismi che sfruttano le emozioni e i bisogni della gente: lo ha dichiarato monsignor Thomas Menamparampil, arcivescovo di Guwahati, in India, e presidente dellUfficio per levangelizzazione della Federation of Asian Bishops Conferences, nel corso di unintervista rilasciata in occasione dellincontro che lorganismo da lui diretto ha organizzato, nei giorni scorsi, presso il Redemptorist Center di Pattaya, in Thailandia. Durante il convegno, vescovi, teologi ed esperti dei problemi sociali del continente asiatico hanno discusso sul tema Evangelizzazione in Asia nel contesto della secolarizzazione e del fondamentalismo. Per il presule indiano, il fenomeno della secolarizzazione e la crescita del fondamentalismo rappresentano le due maggiori sfide per levangelizzazione dellAsia. Nel riportare la notizia dellincontro in Thailandia, lagenzia Fides sottolinea che per larcivescovo di Guwahati importante che i vescovi asiatici siano in grado di fornire risposte adeguate per comprendere i motivi di questi due fenomeni. Nel corso dei lavori a Pattaya ha spiegato monsignor Menamparampil i presenti hanno cercato di approfondire i contenuti del saggio Secolarization (O xford, 2011) del professor Steve Bruce, docente di sociologia presso lUniversit di Aberdeen, in Inghilterra. In esso si afferma che la secolarizzazione un fenomeno irreversibile dellepoca moderna. I suoi dati ha aggiunto il presule sono basati soprattutto sulla bassa frequentazione delle chiese da parte della gente, ma questo non pu essere lunico criterio. Tuttavia indubbio che la secolarizzazione si faccia sentire anche in Asia specialmente tra i giovani e le famiglie. Oltre alla secolarizzazione, in molti Paesi asiatici si assiste al fenomeno della crescita del fondamentalismo. Per monsignor Menamparampil, nel continente asiatico il pericolo maggiore il fondamentalismo religioso: da un lato, il pentecostalismo, che attira e porta via fedeli alla Chiesa cattolica; dallaltro lato, il fondamentalismo di matrice induista e islamica, che disturba larmonia sociale e religiosa. A questo fenomeno ha aggiunto larcivescovo di Guwahati la Chiesa non pu rispondere con un approccio aggressivo ma indagando e cercando di comprendere le ragioni psicologiche e sociali che ne permettono la fioritura. Menamparampil ha concluso le sue riflessioni affermando che alla secolarizzazione ci si oppone contribuendo a costruire valori laici universalmente validi e che la risposta al fondamentalismo , invece, la religione autentica. Durante i lavori dellincontro di Pattaya vi sono stati interventi di altri esperti che svolgono la loro missione religiosa in Asia. Molti di essi hanno basato le loro relazioni sul valore del dialogo tra i leader religiosi appartenenti a diversi credi. Questo dialogo hanno ribadito risultato utile anche per la pacificazione sociale e per il superamento dei pregiudizi.

Lordinaria discriminazione dei cristiani in Pakistan

Pastore luterano nominato decano di diocesi anglicana in Canada


WINNIPEG, 3. Per la prima volta nella storia, la diocesi anglicana di Ruperts Land ha nominato un pastore luterano, Paul Johnson, come decano e responsabile della cattedrale di San Giovanni a Winnipeg, in Canada. Johnson occupava gi una posizione importante nella diocesi. La Comunione anglicana del Canada e la Comunit evangelica luterana in Canada (Elcic) sono in piena comunione dal 2001, il che significa che i loro sacerdoti possono servire messa sia nel luna che nellaltra comunit religiosa. Il vescovo di Ruperts Land, Donald Phillips, informato della nomina del reverendo Johnson, ha detto che la diocesi attende con gioia questo nuovo inizio nella vita della nostra comunit. Ordinato pastore nel Saskatchewan Synod dellElcic, nel 1987, Paul Johnson inizier il suo nuovo incarico il 16 gennaio 2012. OKARA, 3. Non passa giorno senza che in Pakistan si registrino episodi di intolleranza nei confronti di persone che professano una religione diversa da quella musulmana, seguita dalla stragrande maggioranza della popolazione. Capita anche che una tipografia si rifiuti di stampare immaginette sacre e fotografie raffiguranti il volto di Ges e la Croce. A raccontarlo, allagenzia Fides, stato un diacono camilliano che opera a Okara, capoluogo dellomonimo distretto nella provincia di Punjab. Mushtaq Anjum si sentito rispondere dal personale della tipografia che la loro politica di non stampare quel tipo di raffigurazioni. Pregiudizio e intolleranza, soprattutto verso i cristiani, continuano a dilagare nel Paese: Questa situazione ha osservato il diacono chiama tutti noi cristiani a essere molto pi coraggiosi nel seguire Cristo di fronte alle difficolt, ed anche una sfida per la Chiesa in Pakistan a non cedere alle pressioni e a continuare a professare la propria fede. Il Governo e le autorit competenti dovrebbero entrare nel merito dellistruzione scolastica e rivedere la programmazione che alimenta lintolleranza verso i cristiani e le altre minoranze, ha spiegato Mushtaq Anjum, che il 28 ottobre verr ordinato sacerdote. Commentando il fatto, padre Francis Lazarus, parroco di Chak 6/4-L, a Okara, ha detto che questo particolare episodio rispecchia il crescente clima di intolleranza religiosa che impera nella societ pakistana. I cristiani di tutto il Paese sperimentano quotidianamente questo tipo di agonia e discriminazione. In Pakistan il 75 per cento della popolazione sunnita, il 20 per cento sciita. Per le minoranze (cristiana e induista in particolare) la vita non facile. Negli ultimi trentanni lintolleranza religiosa aumentata in modo drammatico nonostante limpegno della Chiesa cattolica, di altre denominazioni religiose e degli stessi leader musulmani. Le persone di buona volont continuano a lavorare per la pace e larmonia ma questi sforzi rimangono circoscritti. La maggior parte delle volte, in situazioni critiche e difficili, per paura, i leader musulmani rimangono in silenzio, pregiudicando i loro sforzi per larmonia religiosa. I pregiudizi non si limitano ai gruppi fondamentalisti ma sono penetrati nel tessuto sociale: la gente, nei mercati, nei villaggi, ha assunto un atteggiamento radicale e non accetta pi le persone con idee e credo religiosi diversi dai loro. Nei giorni scorsi lagenzia Fides ha reso noto il caso della tredicenne cristiana che, per un errore di pronuncia in un esame scolastico, si vista accusata di blasfemia. Una banale sgrammaticatura in lingua urdu diventata il pretesto per colpire una ragazza, una famiglia, unintera comunit. accaduto a Havelian, villaggio vicino ad Abbottabad, nella provincia di North-West Frontier. Come segnalato dalla Masihi Foundation (organizzazione che si occupa di difendere i diritti dei cristiani in Pakistan, compresa Asia Bibi), la storia rasenta lassurdo: Faryal Bhatti, studentessa dellottava classe nella scuola superiore, durante un esame scolastico con linsegnante musulmana Fareeda Bibi ha pronunciato erroneamente la parola naat (poesia di lode), rivolta al profeta Maometto, mutandola in laanat (che significa maledizione). Un errore comune per i ragazzi ha spiegato la fondazione perch nella forma scritta i termini sono molto simili. Linflessibile docente, invece, ha convocato le autorit scolastiche. Il preside della scuola, Asif Siddiqui, ha espulso la ragazza e chiamato i leader religiosi islamici locali, che hanno depositato alla polizia una denuncia ufficiale per blasfemia ai danni della ragazza e della sua famiglia. Sono seguite proteste pubbliche contro i cristiani. La tredicenne ora traumatizzata e, per paura di ritorsioni, la famiglia stata costretta ad abbandonare la propria casa e a trasferirsi. La Masihi Foundation intervenuta convocando due studiosi e giuristi islamici di Islamabad, Maulana Mehfooz Ali Khan e Hussain Ahmed Malik, i quali si sono recati sul posto, hanno incontrato la ragazza, le autorit scolastiche e la polizia, spiegando levidente fraintendimento e che Faryal non aveva alcuna intenzione di commettere blasfemia.

Documento comune sottoscritto da rappresentanti cattolici, ortodossi ed evangelici

In Argentina a difesa del diritto alla vita


Convegno promosso dal World Council of Churches

Il contributo dei migranti alla missione della Chiesa


GINEVRA, 3. Al fine di riconoscere il contributo delle comunit migranti nella vita della Chiesa e proseguire la ricerca di forme pi autentiche di unit dei cristiani, il Consiglio ecumenico delle Chiese o World Council of Churches (Wcc) ha invitato tutti i membri delle diverse comunit di migranti cristiani a prendere parte a una conferenza svoltasi nei giorni scorsi a Ginevra e intitolata Migration and the Ecclesial Landscapes: an ecumenical response to migration (Migrazione e paesaggi ecclesiali: una risposta ecumenica alla migrazione) presso il locale Centro ecumenico. Levento si svolto in collaborazione con Witnessing Together (Testimoniare insieme) a Ginevra, un programma del John Knox International Reformed Centre, che riunisce una settantina di comunit cristiane di diverse etnie, lingue e nazioni. Partecipando a questo evento le comunit hanno avuto una significativa opportunit per impegnarsi con il Wcc e le sue organizzazioni sorelle. La migrazione un tema di profondo interesse per il World Council of Churches, sostenuto dal suo programma Just and inclusive communities. Il progetto incoraggia il lavoro e lesperienza delle varie comunit di migranti, promuovendo i loro contributi teologici nei riguardi delle Chiese, cos come il sostegno della loro lotta per la giustizia, la pace e la dignit umana. I migranti ha sottolineato Sydia Nduna, responsabile del programma per le migrazioni e la giustizia sociale del Wcc costituiscono una parte del Consiglio ecumenico delle Chiese e delle sue comunit membro. Molti di loro sono attivamente impegnati e coinvolti nella vita ecclesiale. Infatti ha proseguito Sydia Nduna la maggior parte del personale del Wcc e le sue organizzazioni sorelle e ministeri specializzati, che vivono e lavorano a Ginevra, appartengono a una comunit o a una chiesa di migranti. La conferenza ha concluso la responsabile del programma per le migrazioni e la giustizia sociale del Wcc ha focalizzato lattenzione sul progetto Just and inclusive communities, che propone una sfida etica alla ricerca, da parte del World Council of Churches, di unit e missione, sostenendo la sua rilevanza per quei membri delle nostre chiese, e societ, che sono impotenti, discriminati ed esclusi per il solo fatto che sono migranti. Levento ha rappresentato per tutti i delegati che hanno preso parte allincontro un ulteriore passo per andare incontro alle comunit cristiane locali a Ginevra, ribadendo la preoccupazione dei migranti e del movimento ecumenico. Infine, secondo gli organizzatori della conferenza, questa stata anche unopportunit per i delegati di interagire gli uni con gli altri, e per saperne di pi sulle organizzazioni sorelle del Wcc e del centro ecumenico, come lAct Alliance, la Lutheran World Federation e la World Communion of Reformed Churches.

BUENOS AIRES, 3. Coloro che non conoscono Dio o non credono in lui, percepiscono il sacro attraverso il miracolo della vita. La vita propria e quella altrui, la vita nelle sue differenti forme, che permette di intuire la presenza di una realt trascendente. quanto si legge in un documento congiunto sottoscritto e presentato a Buenos Aires da rappresentanti cattolici, ortodossi ed evangelici in Argentina, dal titolo Impegno per la vita, in cui si ribadisce il valore della vita umana, dal suo concepimento fino alla morte naturale. Al documento hanno aderito i responsabili delle comunit cattolica ed evangelica della provincia di San Juan firmatari monsignor Alfonso Rogelio Delgado Evers,

arcivescovo di San Juan de Cuyo, e i pastori evangelici Jos Luis Correa, Jos Luis Romera, Renna di Manuel Antonio e Mario Torrejn i quali hanno ricordato come la vita sia spesso minacciata da mali come la povert, lemarginazione sociale e la violenza. La vita un dono che non si conquista, non si merita e non si compra, ma si riceve da Dio che ce lha consegnata per essere felici. Bisogna allora impegnarsi insieme per difendere il diritto alla vita. In Argentina si stanno esaminando, al Congresso, due progetti di legge sullinterruzione volontaria di gravidanza e cinque sulle modifiche (depenalizzazione dellaborto) allarticolo 86 del Codice penale che riguarda gli aborti legali e ille-

gali. La questione molto sentita nel Paese, dove si calcola che ogni anno ricorrano allaborto mezzo milione di donne. I leader cristiani avvertono che la vita ora altamente minacciata dalla violenza dai mille volti. Questa si manifesta con laborto, il rifiuto della vita nascente, luccisione di una nuova vita. Quando una donna incinta ribadiscono i rappresentanti cristiani non solo una vita che deve essere protetta, ma due, quelle della madre e del bambino. In questo siamo supportati dalla nostra fede in dialogo con la scienza. Invochiamo la protezione di Dio, fonte di vita, perch illumini i legislatori e tutti coloro che hanno la responsabilit di proteggere ogni vita umana. Senza una profonda riflessione sullinnata dignit di ogni vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale concludono i rappresentanti cristiani non possibile comprendere le preoccupazioni per la non violenza, per lo sviluppo sostenibile, per la giustizia e la pace, per la salvaguardia dellambiente. Il nostro cuore e la nostra mente anelano a una visione della vita dove regni lamore e dove lidentit sia trovata in una comunione rispettosa.

luned-marted 3-4 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Unantologia di omelie di Joseph Ratzinger e di Benedetto

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Il cardinale prefetto della Congregazione per il Clero ai sacerdoti di Los Angeles

XVI

In un mondo anemico di Cristo


Pubblichiamo lintervento intitolato Il sacerdote nel secolo XXI che il cardinale prefetto della Congregazione per il Clero tiene a Los Angeles luned 3 ottobre durante un incontro con i sacerdoti dellarcidiocesi. di MAURO PIACENZA Dorothy Thompson, scrittrice americana, decenni addietro, pubblic in un articolo per una rivista i risultati di unaccurata indagine sul famigerato campo di concentramento di Dachau. Una domanda chiave rivolta ai sopravvissuti era questa: Chi in mezzo allinferno di Dachau rimasto pi a lungo in condizioni di equilibrio? Chi ha mantenuto pi a lungo il proprio senso di identit?. La risposta stata corale e sempre la stessa: I preti cattolici. S, i preti cattolici! Essi sono riusciti a mantenersi nel proprio equilibrio, in mezzo a tanta follia, perch erano consapevoli della loro vocazione. Essi avevano la loro scala gerarchica di valori. La loro dedizione allideale era totale. Essi erano consapevoli della loro missione specifica e delle motivazioni profonde che la sorreggevano. In mezzo allinferno terreno, essi portavano la loro testimonianza: quella di Ges Cristo! Viviamo in modo instabile. Esiste una instabilit nella famiglia, nel mondo del lavoro, nelle varie aggregazioni sociali e professionali, nelle scuole e nelle istituzioni. Il prete, per, deve costituzionalmente essere un modello di stabilit e di maturit, di dedizione piena al suo apostolato. Nel cammino inquieto della societ, si affaccia sovente un interrogativo alla mente del cristiano: Chi il sacerdote nel mondo di oggi? un marziano? un alieno? un fossile? Chi ?. La secolarizzazione, lo gnosticismo, lateismo nelle sue varie forme, stanno riducendo sempre pi lo spazio del sacro, stanno succhiando il sangue ai contenuti del messaggio cristiano. Gli uomini delle tecniche e del benessere, la gente caratterizzata dalla febbre dellapparire, avvertono unestrema povert spirituale. Sono vittime di una grave angoscia esistenziale e si rivelano incapaci di risolvere i problemi di fondo della vita spirituale, familiare e sociale. Se volessimo interrogare la cultura pi diffusa, ci accorgeremmo che essa dominata e impregnata dal dubbio sistematico e dal sospetto verso tutto ci che riguarda la fede, la ragione, la religione, la legge naturale. Dio uninutile ipotesi ha scritto Camus e sono perfettamente sicuro che non mi interessa. Nella migliore delle ipotesi, cala un pesante silenzio su Dio; ma si arriva spesso allaffermazione dellinsanabile conflitto delle due esistenze destinate a eliminarsi: o Dio, o luomo. Quando, poi, dovessimo svolgere lo sguardo sul panorama complessivo dei comportamenti morali, non potremmo sfuggire alla constatazione della confusione, del disordine, dellanarchia che regna in questo campo. Luomo si fa il creatore del bene e del male. Concentra egoisticamente lattenzione su di s. Alla norma morale sostituisce il proprio desiderio e ricerca il proprio interesse. In questo contesto, la vita e il ministero del sacerdote diventa dimportanza decisiva e di urgente attualit. Anzi lasciatemi dire che pi marginalizzato pi importante, pi considerato superato e pi attuale. Il sacerdote deve proclamare al mondo il messaggio eterno di Cristo, nella sua purezza e radicalit; non deve abbassare il messaggio, ma deve piuttosto sollevare la gente; deve dare alla societ anestetizzata dai messaggi di taluni registi occulti, deteriori dei poteri che valgono, la forza liberatrice di Cristo. Tutti sentono la necessit di riforme in campo sociale, economico, politico; tutti auspicano che, nelle lotte sindacali, e nella proclamazione economica sia riaffermata e osservata la centralit delluomo e il perseguimento di obiettivi di giustizia, di solidariet, di convergenza al bene comune. Tutto questo rimarr soltanto un desiderio, se non si cambier il cuore delluomo, di tanti uomini, che a loro volta rinnovino le strutture. Vedete, il vero campo di battaglia della Chiesa il paesaggio segreto dello spirito delluomo e in esso non si entra senza molto tatto, molappartiene a se stesso ma agli altri. Non vive per s e non cerca ci che suo. Cerca ci che di Cristo, ci che dei suoi fratelli. Condivide le gioie e i dolori di tutti, senza distinzioni di et, di categoria sociale, di estrazione politica, di pratica religiosa. Egli la guida della porzione di popolo che gli affidata. Certamente, non condottiero di un esercito anonimo, ma pastore di una comunit formata da persone che hanno, ciascuna, il loro nome, la loro storia, il loro destino, il loro segreto. Il sacerdote ha il compito difficile, ma esaltante, di guidare queste persone con la pi religiosa attenzione e con il pi scrupoloso rispetto per la loro dignit umana, il loro lavoro, i loro diritti, con la piena consapevolezza che, alla loro condizione di figli di Dio corrisponde in

Il potere dei segni


Del libro, a cura di padre Leonardo Sapienza, Il potere dei segni (Citt del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2011, pagine 299, euro 12) che nella ricorrenza del sessantesimo anniversario dellordinazione sacerdotale del Santo Padre raccoglie omelie pronunciate fra il 1978 e il 2011 da Joseph Ratzinger e da Benedetto XVI, pubblichiamo stralci della prefazione, scritta dal cardinale presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. di GIANFRANCO RAVASI Nellambito liturgico i segni acquistano una loro specifica potenza di significato. , perci, felice il titolo che stato imposto a questa raccolta, Il potere dei segni. ben nota la locuzione i segni del potere: ebbene come affermava una figura di intensa spiritualit, monsignor Tonino Bello (1935-1993) che fu vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi dal 1982 fino alla morte dai segni del potere noi dobbiamo passare al potere dei segni, perch non abbiamo pi i segni del potere ma c rimasto il potere dei segni. Un po come diceva san Pietro allo storpio della Porta Bella del tempio di Gerusalemme: Non possiedo n argento n oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Ges Cristo, il Nazareno, alzati e cammina! (Atti, 3, 6). Quello del sacerdote, ricorda Papa Benedetto XVI, il potere del perdono che vince il potere del male. Suggestivo lepisodio bellico da lui narrato, della richiesta di confessione di un religioso non cattolico rivolta a un sacerdote: Non voglio essere confortato, bens assolto. Certo, anche il presbitero sente il fascino dei segni del potere e il Pontefice evoca la sottile tentazione di chi vuole soprattutto realizzare una propria ambizione, raggiungere un proprio successo, restando sempre schiavo di se stesso e dellopinione pubblica. Per essere considerato, dovr adulare; dovr dire ci che piace alla gente; dovr adattarsi al mutare delle mode e delle opinioni. Non questa la vera potestas sacra che il sacramento dellO rdine conferisce ai presbiteri. Non con largento e loro o il successo sociale che si compie la missione di sal vezza. Ecco, allora, nelle parole del Papa una lunga lettura interpretativa dei vari segni che reggono la liturgia irradiandola di intelligibilit e sostanziandola con la loro efficacia. Da questa vera e propria grammatica dei segni sacramentali che si intesse nelle pagine che seguiranno, noi vorremmo ora estrarre una sequenza essenziale. Essa si compone di un ideale pentagramma simbolico che verr poi presentato dalle varie omelie in tutte le sue iridescenze tematiche. Iniziamo col gesto antichissimo dellimposizione delle mani. Questa parte fondamentale dellorganismo umano segno della nostra capacit di agire, di donare, di comunicare. Anche il canone eucaristico evoca le mani sante e venerabili di Cristo. Ebbene afferma Benedetto XVI con limposizione delle mani sul sacerdote Dio prende possesso di me dicendomi: Tu mappartieni. Tu stai sotto la protezione delle mie mani... Tu sei custodito nel cavo delle mie mani e proprio cos ti trovi nella vastit del mio amore. Rimani nello spazio delle mie mani e dammi le tue. E continua: Limposizione delle mani esprime plasticamente la modalit dellincontro tra la libert di Dio, operante mediante lo Spirito Santo, e la libert delluomo: la Chiesa, impersonata dal vescovo in piedi con le mani protese, prega lo Spirito Santo di consacrare il candidato; costui, in ginocchio, riceve limposizione delle mani e si affida a tale mediazione. Giungiamo, cos, quasi per contrasto, al secondo simbolo, quello dei piedi che legato a un atto di grande intensit comunicativa, la lavanda che Cristo compie lultima sera della sua vita terrena nei confronti dei suoi discepoli. Illuminante il commento del Santo Padre: Ges depone le vesti della sua gloria divina e indossa le vesti dello schiavo... Si inginocchia davanti a noi e ci rende il servizio dello schiavo; lava i nostri piedi sporchi, affinch noi diventiamo ammissibili alla mensa di Dio, affinch diventiamo degni di prendere posto alla sua tavola. Lapplicazione sallarga anche alla dimensione morale: Giorno dopo giorno siamo come ricoperti di sporcizia multiforme, di parole vuote, di pregiudizi, di sapienza ridotta e alterata. Tutto ci offusca e contamina la nostra anima, ci minaccia con lincapacit per la verit e per il bene. Le vesti sacerdotali sono il terzo segno, per altro ampiamente evocato dalla tradizione biblica. Cristo si spogli del privilegio della sua condizione divina per assumere lo statuto di servo (cfr. Filippesi, 2, 6-7), cos che quanti sono battezzati in Cristo siano rivestiti di Cristo (Galati, 3, 27). Benedetto XVI nel simbolo della veste intravede lintera parabola dellincarnazione e della redenzione: Cristo ha indossato i nostri vestiti: il dolore e la gioia dellessere uomo, la fame, la sete, la stanchezza, le speranze e le delusioni, la paura della morte, tutte le nostre angustie fino alla morte. E ha dato a noi i suoi vestiti. Il quarto segno lolio, nella triplice tipologia liturgica di olio dei catecumeni, di crisma e di olio dellunzione degli infermi. Ben quattro sacramenti saffidano a quel segno: il battesimo, la cresima, lunzione dei malati, lordine. Triplice pure la gamma dei valori simbolici: la pace (lulivo), la fortezza (gli atleti), la gioia (Salmo, 45, 8). Lolio , per, soprattutto emblema di consacrazione, cio di destinazione radicale della creatura a Dio, tant vero che lebraico Messia e il greco Cristo significano appunto Consacrato. per questo che essere consacrati sinonimo di essere sacrificati, cio di essere fatti sacri attraverso una donazione totale come quella di Ges che nella celebre preghiera sacerdotale afferma: Per loro io consacro me stesso, perch anchessi siano consacrati nella verit (Giovanni, 17, 19). E la verit, nel linguaggio giovanneo, la Parola di Cristo nella quale il discepolo si immerge consacrandosi in pienezza. cos che entra in scena il quinto e ultimo segno, capitale nella liturgia e nella vita cristiana e sacerdotale, il pane e il vino dellEucaristia. Non per nulla una delle ideali colonne portanti della Chiesa-madre di Gerusalemme secondo Luca proprio lessere perseveranti nello spezzare il pane (Atti, 2, 42), perch la Chiesa vive dellEucaristia. Nel largo spazio riservato da Benedetto XVI allEucaristia vorremmo far emergere anche una fine applicazione esistenziale e spirituale, legata al segno del vino: Perch possa maturare uva buona, occorre il sole ma anche la pioggia, il giorno e la notte. Perch maturi un vino pregiato, c bisogno della pigiatura, ci vuole la pazienza della fermentazione, la cura attenta che serve ai processi di maturazione. Del vino pregiato caratteristica non soltanto la dolcezza, ma anche la ricchezza delle sfumature, laroma variegato che si sviluppato nei processi della maturazione e della fermentazione. Non forse questa gi unimmagine della vita umana, e in modo del tutto particolare della nostra vita da sacerdoti? Abbiamo bisogno del sole e della pioggia, della serenit e della difficolt, delle fasi di purificazione e di prova come anche dei tempi di cammino gioioso con il Vangelo. Volgendo indietro lo sguardo possiamo ringraziare Dio per entrambe le cose: per le difficolt e per le gioie, per le ore buie e per quelle felici.

ANNIVERSARIO
4 ottobre 2004 In ricordo di 4 ottobre 2011

GIORGIO FILIBECK
Con amore la sua famiglia

ta compunzione, oltre che con la grazia di stato promessa dal sacramento dellordine. giusto che il sacerdote si inserisca nella vita, nella vita comune degli uomini, ma non deve cedere ai conformismi e ai compromessi della societ. La sana dottrina, ma anche la documentazione storica ci dimostrano che la Chiesa in grado di resistere a tutti gli attacchi, a tutti gli assalti che possono essere sferrati contro di essa dalle potenze politiche, economiche e culturali, ma non resiste al pericolo derivante dal dimenticare questa parola di Ges: Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo. Ges stesso indica la conseguenza di questa dimenticanza: Se il sale diventa insipido, come si preserver il mondo dalla corruzione? (cfr. Matteo, 5, 13-14). A che servirebbe un sacerdote cos assimilato al mondo, da diventare prete mimetizzato e non pi fermento trasformatore? Di fronte a un mondo anemico di preghiera e di adorazione, il sacerdote , in primo luogo, luomo della preghiera, delladorazione, del culto, della celebrazione dei santi misteri. Di fronte a un mondo sommerso da messaggi consumistici, pansessualistici, assalito dallerrore, presentato negli aspetti pi seducenti, il sacerdote deve parlare di Dio e delle realt eterne e, per poterlo fare credibilmente, deve essere appassionatamente credente, cos come deve essere pulito! Il prete deve accettare limpressione di essere in mezzo alla gente, come uno che parte da una logica e parla una lingua diversa dagli altri: Non conformatevi alla mentalit di questo mondo (Romani, 12, 2). Egli non come gli altri. Ci che la gente aspetta da lui proprio che non sia come tutti gli altri. Di fronte a un mondo immerso nella violenza e corroso dallegoismo, il prete deve essere luomo della carit. Dalle vette purissime dellamore di Dio, del quale fa una particolarissima esperienza, scende a valle, dove molti vivono la loro vita di solitudine, di incomunicabilit, di violenza, per annunciare loro misericordia, riconciliazione e speranza. Il sacerdote risponde alle esigenze della societ, facendosi voce di chi non ha voce: i piccoli, i poveri, gli anziani, gli oppressi, gli emarginati. Non

essi una vocazione eterna, che si realizza nella piena comunione con Dio. Il sacerdote non esiter a dare la vita, o in una breve ma intensa stagione di dedizione generosa e senza limiti, o in una donazione quotidiana, lunga, nello stillicidio di umili gesti di servizio al suo popolo, proteso sempre alla difesa e formazione della grandezza umana e della crescita cristiana di ogni singolo fedele e dellintero suo popolo. Un prete deve essere contemporaneamente piccolo e grande, nobile di spirito come un re, semplice e naturale come un contadino. Un eroe nella conquista di s, il sovrano dei suoi desideri, un servitore per i piccoli e i deboli; che non si abbassa davanti ai potenti, ma che si curva davanti ai poveri e ai piccoli, discepolo del suo Signore e capo del suo gregge. Nessun dono pi prezioso pu essere elargito a una comunit di un sacerdote secondo il cuore di Cristo. La speranza del mondo consiste nel poter contare, anche per il futuro, sullamore di cuori sacerdotali limpidi, forti e misericordiosi, liberi e miti, generosi e fedeli. Amici, se gli ideali sono alti, la strada difficile, il terreno forse anche minato, le incomprensioni sono molte, ma tutto possiamo in Colui che ci conforta (cfr. Filippesi, 4, 13). Leclisse della luce di Dio e del suo amore non lestinguersi della luce e dellamore di Dio. Gi domani ci che si era frapposto, oscurando la fede, cacciando il mondo in un buio spaventoso, potrebbe diradarsi, e dopo la pausa lunga, troppo lunga delleclisse, ritornare il sole, pieno e splendido. Al di sopra delle inquietudini e contestazioni che agitano il mondo, e si fanno sentire anche dentro la Chiesa, sono in azione forze segrete, nascoste e feconde di santit. Al di l dei fiumi di parole e di discorsi, di programmi e di piani, diniziative e di organizzazioni, ci sono anime sante che pregano, soffrono, espiano adorando il Diocon-noi. Tra esse ci sono bambini e adulti, uomini e donne, giovani e anziani, colti e ignoranti, malati e sani, e ci sono anche tanti sacerdoti, che non solo sono dispensatori dei misteri di Cristo, ma nella babele odierna rimangono segni sicuri di riferimento e di speranza, per quanti cercano la pienezza, il senso, il fine, la felicit.

La festa di san Francesco dAssisi


ASSISI, 3. tutto pronto per la festa di san Francesco. Come ogni anno la citt di Assisi e lItalia intera si preparano a celebrare il 4 ottobre, riconosciuta dal 2005 anche come Giornata della pace, della fraternit e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse. Calendario ricco di appuntamenti per la festa del santo co-patrono dItalia in coincidenza del 150 anniversario dellunit nazionale. La mattina del 4 ottobre solenne concelebrazione presieduta, nella Basilica inferiore di San Francesco, da monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano, con lassistenza del cardinale Attilio Nicora, legato pontificio per la basilica. Dopo la celebrazione eucaristica, nellambito delle celebrazioni per lunit dItalia, ci saranno i discorsi alla nazione dalla loggia del Sacro convento di Assisi: in rappresentanza del Governo italiano parler Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale. Sempre marted, nel pomeriggio, monsignor Gianfranco De Luca, vescovo di Termoli-Larino, celebrer i vespri pontificali. Quindi un corteo raggiunger la piazza antistante la basilica superiore di Assisi, da dove sar impartita la benedizione allItalia e al mondo. Questanno sar, a distanza di ventanni, il Molise a offrire lolio che alimenta la lampada votiva posta nella cripta dove si custodiscono le spoglie mortali di san Francesco. Il programma delle celebrazioni religiose e istituzionali stato illustrato dai due custodi del Sacro convento di Assisi, padre Fabrizio Migliasso e padre Giuseppe Piemontese, i quali hanno ricordato, fra laltro, che la festa avviene a pochi giorni di distanza dallincontro interreligioso promosso per il 27 ottobre ad Assisi da Benedetto XVI, venticinque anni dopo lo storico appuntamento deciso da Giovanni Paolo II. In occasione della ricorrenza di san Francesco, co-patrono dItalia e anche dellAzione cattolica italiana, lassociazione ecclesiale ha diffuso un messaggio dal titolo Un nuovo patto educativo per rilanciare il Paese.

Letta dal cardinale Sgreccia

A Pompei la supplica alla Vergine

POMPEI, 3. Dal 14 ottobre 1883 la supplica, che reciteremo al termine della celebrazione, composta dal beato Bartolo Longo e definita Atto damore alla Vergine, viene a risuonare su questa piazza due volte ogni anno, l8 maggio e nella prima domenica dottobre, come un appuntamento solenne e coinvolgente, lora del mondo come la chiam il

beato. Il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ha salutato cos ieri a Pompei lappuntamento di ottobre con la supplica alla Madonna del Rosario che si svolta sul sagrato della basilica, davanti alla facciata dedicata alla pace universale, dopo lintervento del prelato, arcivescovo Carlo Liberati.

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LOSSERVATORE ROMANO
Nel pomeriggio di sabato 1 ottobre

luned-marted 3-4 ottobre 2011

AllAngelus il Pontefice incoraggia limpegno per labbattimento delle barriere architettoniche

Il rientro di Benedetto XVI in Vaticano


Nel pomeriggio di sabato 1 ottobre Benedetto XVI rientrato in Vaticano da Castel Gandolfo, dove si trovava dallo scorso 7 luglio. Accompagnato dallarcivescovo James Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia, e dai monsignori Georg Gnswein, segretario particolare, e Alfred Xuereb, della segreteria particolare, il Pontefice partito in elicottero intorno alle 17.30 dalla cittadina laziale, dove stato salutato dal vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro, e dal direttore delle Ville Pontificie, Saverio Petrillo. Alleliporto vaticano erano ad attenderlo il cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio Cardinalizio, gli arcivescovi Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, e Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Citt del Vaticano, e dai monsignori Peter Bryan Wells, assessore della Segreteria di Stato, ed Ettore Balestrero, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati.

I professori universitari educhino allamore della verit


Un appello ai professori universitari affinch, attraverso linsegnamento, siano capaci di trasmettere ai giovani lamore del sapere e della verit stato lanciato dal Papa allAngelus di domenica 2 ottobre, in piazza San Pietro. Dopo la riflessione introduttiva (che pubblichiamo in prima pagina), il Pontefice ha rivolto espressioni di saluto nelle varie lingue ai gruppi presenti. Cari fratelli e sorelle, nel pomeriggio di oggi, ad Ivrea, Suor Antonia Maria Verna, Fondatrice dellIstituto delle Suore della Carit dellImmacolata Concezione di Ivrea, verr proclamata Beata. Il Rito sar celebrato dal Cardinale Tarcisio Bertone, mio Segretario di Stato. Rendiamo grazie a Dio per la luminosa figura della nuova Beata, vissuta tra XVIII e XIX secolo, modello di donna consacrata e di educatrice. Anche questanno allinizio di ottobre, mese missionario, il Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma promuove la missione chiamata Ges al Centro. Assicuro la mia preghiera per questa iniziativa, che si rivolger in particolare ai numerosi ragazzi e ragazze che frequentano la zona di Ponte Milvio. Benvenuti! Je salue cordialement les plerins francophones, et plus particulirement les Ivoiriens rsidant en Italie. En ces jours de rentre universitaire, je voudrais inviter les professeurs, travers lenseignement, transmettre lamour du savoir et de la vrit. Le savoir est important, mais plus encore la formation de la personne pour quelle discerne o se trouve la vrit et quelle puisse ainsi faire des choix libres. Eduquez aussi les jeunes aux valeurs morales et spirituelles authentiques pour les aider trouver un sens leur vie. En ce mois doctobre, que la Vierge Marie, Notre Dame du Rosaire, accompagne toutes les personnes engages dans la formation et lducation! Je

vous bnis de grand cur. Bon dimanche vous tous. I greet all the English-speaking pilgrims and visitors present for this Angelus. In particular, I extend cordial greetings to the participants in the Second International Congress on Divine Mercy in Krakow, and to the students from Iona College, Australia. The Gospel of todays liturgy spurs us to pray for all who work in the Lords vineyard, especially where they face violence and threats because of their faith. May God grant them, and all of us, strength in our service to him and to one another. God bless all of you! Von Herzen gre ich alle Pilger und Besucher deutscher Spra-

che, heute besonders die Gste aus Altheim im Bistum RottenburgStuttgart. Gott ldt uns immer wieder ein, geistliche Frucht zu bringen: Davon handeln auch die Bildreden vom Weinberg in den Lesungen des heutigen Sonntags. Es geht dabei nicht um den schnellen Erfolg eigenen Tuns, sondern um die geduldige Verfgbarkeit fr Gottes Handeln. Die Frucht braucht Zeit, um zu reifen, und manchmal sehen wir gar nicht, was Gott mit uns wirken will. Mit unserer Bereitschaft, fr Gottes Willen offen zu sein, nach ihm zu fragen und ihm zu entsprechen, werden wir immer mehr fhig, das Evangelium zu verstehen und Gottes Liebe zu unseren Mitmenschen zu bringen. Der Herr

schenke euch sein Licht und seinen Frieden. Saludo con afecto a los peregrinos de lengua espaola presentes en esta oracin mariana, en particular al Grupo de Carabineros de Chile. En la liturgia de este da, Dios es presentado por el profeta Isaas como un agricultor enamorado de su via, a la cual entrega su corazn, sentimientos, pensamientos, fatigas y desvelos para hacerla ms bella y fecunda. Se nos est invitando as a dar buenos frutos, ya sea como labradores o como via, pues es nuestro deber devolver a Dios Padre todo lo que somos o lo que tenemos, y que l nos ha regalado. Que la intercesin de la Santsima Virgen Mara nos alcance esta bendita gracia. Feliz Domingo. Od srca pozdravljam i blagoslivljam hrvatske hodoasnike, a osobito vjernike Hrvatske katolike zajednice iz Kelkheima. Dragi prijatelji, zapoeli smo mjesec posveen Blaenoj Djevici Mariji. Potiem vas da u svojim obiteljima svakodnevno molite kako bi Boji blagoslov prebivao meu vama. Hvaljen Isus i Marija! [Saluto di cuore e benedico tutti i pellegrini croati, particolarmente i fedeli dalla Missione cattolica croata di Kelkheim. Cari amici, abbiamo iniziato il mese dedicato alla Beata Vergine Maria! Vi esorto a pregarla quotidianamente nelle vostre famiglie affinch la benedizione di Dio resti con voi. Siano lodati Ges e Maria!] Serdecznie pozdrawiam Polakw. Ze szczeglnym pozdrowieniem zwracam si do organizatorw i uczestnikw II Midzynarodowego Kongresu Miosierdzia Boego, ktry w tych dniach odbywa si w Krakowie-agiewnikach. Moi drodzy, przez wspln refleksj i modlitw umacniajcie wasz ufno w Panu, abycie skutecznie nieli wiatu radosn wie, e Miosierdzie jest rdem nadziei. Niech Bg wam bogosawi! [Saluto cordialmente i polacchi. Con un saluto particolare mi rivolgo agli organizzatori e ai partecipanti al II Congresso Internazionale della Divina Misericordia, il quale in questi giorni si svolge a Cracovia-Lagiewniki. Carissimi, attraverso la comune riflessione e la preghiera rafforzate la vostra fiducia nel Signore, affinch efficacemente portiate al mondo il lieto messaggio che La Misericordia fonte della speranza. Dio vi benedica!] Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da Corte Madama in Castelleone e da SantArcangelo di Romagna, come pure gli arcieri della Federazione Italiana Tiro con lArco. Incoraggio limpegno delle istituzioni e delle associazioni di volontariato per labbattimento delle barriere architettoniche. Auguro a tutti una buona domenica! Buona domenica a voi tutti e buona settimana. Grazie.

A Ivrea la beatificazione di Antonia Maria Verna presieduta dal cardinale segretario di Stato

Il ruolo della scuola libera per la crescita di una nazione


il programma educativo del s con scelte controcorrente e impegnative per i giovani, una vera promozione della donna e una scuola libera e paritaria che arricchisce tutti lattualissima proposta di madre Antonia Maria Verna (1773-1838), figlia della terra forte e generosa del Piemonte, beatificata a nome del Papa dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, domenica 2 ottobre nella cattedrale di Ivrea. Educatrice di primissimo livello, la nuova beata richiama oggi lurgenza di una scuola in cui la cura della dimensione religiosa possa manifestare finalmente tutto il suo potenziale positivo per uno sviluppo umano pieno. Questo aspetto ha rilevato il cardinale molto importante anche per il nostro tempo e per il nostro Paese. Troppe volte sembra che si abbia paura di lasciare spazio alla dimensione religiosa della vita, insita nel cuore umano, e si vorrebbe confinarla e nasconderla nel privato dellindividuo. Questo atteggiamento impoverisce enormemente il lavoro educativo. E, allAngelus, il Papa ha voluto indicare madre Verna proprio come modello di donna consacrata e di educatrice. Il segretario di Stato ha trattegiato la figura di madre Verna ricordandone anzitutto lorigine contadina e leducazione cristiana ricevuta in famiglia, che hanno formato una personalit al tempo stesso riflessiva e pratica, attratta dai grandi ideali e insieme concreta. La sua attrazione per il Signore sfoci nella consacrazione verginale, impegno che abbracci privatamente allet di quindici anni. Da allora la sua vita stata tutta un dono, e perci bella, piena di amore e di opere, nonostante le difficolt, le tribolazioni, le ingiustizie subite, le incomprensioni. Una vita impostata interamente sul servizio a Dio e ai fratelli, riflesso della gratuit della carit divina. Una vita da educatrice, spesa occupandosi dei pi piccoli non in un modo qualunque n solamente per intrattenerli, ma per accompagnarli a incontrare il Signore. Una saggezza educativa, frutto dellazione gratuita della grazia, che non ha mortificato ma favorito lo sviluppo della sua intelligenza, della sua preparazione umana e pedagogica, rendendola aperta anche al contributo delle scienze umane del tempo. Un esempio di questo ha evidenziato il segretario di Stato labbiamo nel 1837, quando invi alcune consorelle a Milano perch si preparassero a diventare insegnanti secondo i metodi educativi pi aggiornati. In tal modo ella si pone allinterno di una grande tradizione educativa positiva, fondata soprattutto sul s, il grande s di Dio a noi, che ci chiama a costruire a nostra volta la vita su un profondo s a D io. In questa prospettiva, il cardinale ha messo in rilievo il forte contrasto tra una figura cos ricca di grazia e di virt e i vignaioli infedeli di cui ci parla la parabola nel Vangelo. Se nella nuova beata vediamo il s, nei vignaioli abbiamo invece limmagine del no: riconosciamo in questi personaggi lesito tragico di una mentalit e di una vita che si illudono di avere successo puntando sulla voglia di accaparrare a ogni costo per s e sul rifiuto del servizio. una mentalit purtroppo presente lungo tutta la storia umana, in ogni epoca e luogo: essa continua a insinuarsi, spesso con messaggi suadenti, ma lesito sempre quello della violenza e della morte. Per madre Antonia vigna preziosa del Signore sono, in modo particolare, i piccoli e i giovani. Lo sono oggi come lo erano, in maniera diversa, ma ugualmente urgente, nella prima met dellOttocento; lo sono in Italia e, con problematiche a volte differenti, in altre parti del mondo. I giovani portano nel loro cuore il desiderio della vita pi grande come si esprime Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata mondiale della giovent 2011 e attendono di essere indirizzati e accompagnati lungo la via, certamente ardua ma entusiasmante, del Vangelo e dellincontro con Ges. L trovano la sorgente dellamore che non delude e della carit che ha la forza di trasformare il mondo, anche la societ del nostro tempo e del nostro Paese. Il messaggio di madre Antonia, secondo il segretario di Stato, invita a non avere paura di educare alle scelte impegnative che Ges non cessa di proporre, nella Chiesa, sulle strade delle diverse vocazioni. Senza dubbio ha precorso i tempi, e di molto, preoccupandosi delleducazione e della formazione delle giovani per una vera promozione della donna nella societ del suo tempo. Oggi questa necessit non certo diminuita: il Signore continua a chiamare ragazze e donne a diventare madri e sorelle per i piccoli e per le donne del nostro tempo, perch tutte ritrovino quella piena dignit che il Signore ci mostra nella Vergine Immacolata. Punto focale della sua missione stata la scuola. In collaborazione con le autorit civili del suo tempo ha affermato il cardinale madre Antonia ha lavorato per leducazione e per la scuola, per una scuola che potesse raggiungere il maggior numero di fanciulli e che li aiutasse a sviluppare tutte le dimensioni della loro personalit in modo completo e armonico. Inoltre proprio lesperienza di madre Antonia e della sua congregazione religiosa, con la lunga tradizione di scuole per linfanzia e di scuole superiori, ci interpella oggi pi che mai sul ruolo di una scuola libera e paritaria, come presenza che arricchisce lambito educativo di una nazione, come avvenuto in passato e come avviene oggi, in Italia e nei Paesi dove operano le suore di Ivrea: in Europa, in America, in Medio Oriente, in Africa. Dalle scuole delle figlie di madre Antonia sono uscite generazioni di insegnanti che sono state e sono autentiche educatrici, il cui contributo per lo sviluppo culturale e sociale dei rispettivi Paesi difficilmente valutabile e troppo spesso viene dimenticato. Con il segretario di Stato hanno concelebrato, fra gli altri, i cardinali Poletto, Coppa e De Paolis, il vescovo di Ivrea, monsignor Miglio, numerosi presuli del Piemonte e altri giunti dalle nazioni dove svolgono la loro missione educativa e caritativa le religiose della congregazione delle suore di carit dellImmacolata Concezione, fondata dalla nuova beata. Il rito stato diretto da monsignor Karcher, cerimoniere pontificio. La sera del sabato, il cardinale ha presieduto la celebrazione dei primi vespri a Rivarolo Canavese, il paese dove la beata vissuta. E nellomelia ha indicato nellImmacolata il segno di speranza per quanti si dedicano al servizio educativo, per favorire la crescita della persona non solo sul piano delle conoscenze, ma pi profondamente nel suo centro interiore, nel suo cuore. Il mistero della grazia di Dio alla base della possibilit di uneducazione integrale della persona che, nel rispetto assoluto della sua libert perch questo lo stile di Dio le mostri la strada della piena realizzazione.