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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
venerd 30 settembre 2011

Unicuique suum
Anno CLI n. 225 (45.870)
.

Citt del Vaticano

Qual la crisi pi grave


GINEVRA, 29. Ogni secondo nel mondo muoiono 14 bambini che non hanno compiuto i cinque anni di et. Eppure, ridurre sensibilmente questa tragedia possibile ed una questione di mera volont. Lo sostiene lUnicef, lagenzia delle Nazioni Unite per linfanzia, che ha lanciato ieri una campagna denominata Vogliamo zero, per indirizzare la comunit internazionale a intensificare la lotta alla mortalit infantile. A una comunit internazionale che sembra oggi incapace di trovare soluzioni alle sue crisi finanziarie ma anche di sistema liniziativa dellOnu viene a ricordare come pochi interventi semplici ed efficaci possano dare soluzione ad altre crisi e incidere sulla vita reale e sul futuro. Detto che le situazioni di conflitto aggravano tale tragedia, come dimostrano i dati di Paesi quali Somalia o Afghanistan, dai rapporti dellOnu emerge infatti che nella maggioranza dei casi i bambini muoiono non per mali incurabili, ma per malattie tipiche del degrado sociale e che sarebbero facilmente prevenibili con interventi del costo di pochi centesimi. Non spendere quei pochi centesimi rende il dato della mortalit infantile ancora inaccettabile, anche se per fortuna in calo. Negli ultimi anni, infatti, risultati importanti sono stati ottenuti grazie alle campagne di vaccinazione di massa contro le principali malattie dellinfanzia: morbillo, poliomielite, tetano, pertosse, difterite e tubercolosi. Questi risultati dimostrano lefficacia di una strategia integrata di interventi, molti dei quali sono semplici ed economici: lallattamento al seno; luso di zanzariere trattate con insetticida contro la malaria; luso preventivo di integratori di zinco (e sali reidratanti con zinco in caso di diarrea); i vaccini contro tubercolosi, tetano neonatale e morbillo; la disponibilit di acqua potabile.

Nei discorsi di Benedetto

XVI

in Germania

Antidoti contro la disumanit


di FERDINAND O CANCELLI

Proteste davanti al Parlamento greco (Ansa)

Mentre la Grecia attende con il fiato sospeso lesito della missione della troika

S della Germania al fondo salva-Stati


BERLINO, 29. La crisi del debito fa paura e lEuropa decide di serrare i ranghi per evitare il peggio. Dopo il s, ieri, del Parlamento finlandese al rafforzamento del fondo salva-Stati, oggi arrivato anche il benestare della Germania, e a grande maggioranza (i s sono stati 523, i voti contrari 85, tre le astensioni). Un voto, quello del Bundestag, in linea dunque con la decisione presa, lo scorso luglio, dal vertice dei Paesi delleuro. Ad appoggiare la modifica del fondo sono stati anche i principali partiti dellopposizione, i socialdemocratici della Spd e i Verdi. Con il voto odierno, la Germania, ricorda lagenzia Adnkronos, diventa il decimo Paese ad approvare la proposta formulata dal vertice Ue di luglio. Il voto tedesco, sottolineano gli analisti, rappresenta un momento fondamentale per decidere il futuro delleurozona. E nelle stesse ore in cui si registra il s del Bundestag, ad Atene di nuovo al lavoro la troika (Fmi, Ue e Bce), in missione per riprendere le trattative con il Governo ellenico sulle riforme strutturali necessarie per il risanamento delleconomia del Paese. E la Grecia attende con il fiato sospeso lesito di tale missione. Le trattative fra i rappresentanti della troika e del Governo ellenico si erano interrotte un mese fa perch, secondo quanto aveva detto il commissario europeo per gli Affari economici, Olli Rehn, il Governo non aveva rispettato il programma deciso di comune accordo con la troika stessa. I tre componenti di questo organismo, Paul Tomsen, Matthias Mors e Claus Mazuch, metteranno sotto la lente dingrandimento, rilevano gli osservatori, le tre parti del programma di risanamento per concludere il loro rapporto, e dare cos leventuale via libera alla concessione della sesta tranche del primo prestito da 110 miliardi di euro concesso alla Grecia. La missione della troika ha luogo in un contesto molto teso. Stamane pi di duecento dipendenti statali hanno bloccato gli accessi di alcuni ministeri, tra i quali quelli dellInterno e delle Finanze. Mentre gli scioperi continuano a condizionare il regolare funzionamento dei trasporti pubblici. Ieri, intanto, il presidente della Commissione europea, Jos Manuel Duro Barroso, aveva annunciato lintroduzione di un sistema comune di tassazione sulle transazioni finanziarie (la cosiddetta Tobin tax) specificando che il sistema, se adottato dal 2104, potr dare un gettito annuo di 55 miliardi. Nello stesso tempo Duro Barroso ha respinto lidea di un governo economico, proposta da Parigi e da Berlino. In un contesto in cui linfluenza degli Stati sta avendo il sopravvento nella gestione dellUnione, il presidente della Commissione Ue ha rilanciato il metodo comunitario. Al riguardo, ha dichiarato: Abbiamo bisogno pi che in qualsiasi altro momento dellautorit indipendente della Commissione. Da soli i Governi non possono farcela. Sempre riguardo alla Tobin tax, Duro Barroso ha spiegato che dallimposta sulle transazioni effettuate sui mercati finanziari saranno esclusi i contratti sul mercato primario. Non la prima volta, ricordano gli analisti, che lEsecutivo comunitario si lancia in questa direzione: una proposta simile si era arenata nel 2010. E ieri Londra ha subito espresso la propria opposizione. Da rilevare poi che il presidente della Commissione Ue ha ribadito che le autorit comunitarie presenteranno, a breve, un rapporto sulle diverse vie da percorrere per creare obbligazioni europee. Lex premier portoghese ha quindi richiamato la necessit di una maggiore integrazione tra i Paesi della zona euro, anche attraverso uneventuale modifica dei trattati, utilizzando come base dappoggio la riforma del patto di stabilit, che ieri il Parlamento ha approvato e che permetter di comminare sanzioni pi rapide ed efficaci.

discorsi di Benedetto XVI si prestano sempre a una lettura su molti piani e offrono spunti concreti a chi si trova ad affrontare la sfera della sofferenza umana e le problematiche bioetiche a essa connesse. Non hanno fatto eccezione gli interventi durante il viaggio in Germania, in particolare quelli al Bundestag e al convento degli agostiniani di Erfurt durante la celebrazione ecumenica. Solo chi conosce Dio, conosce luomo ha ribadito il Papa citando Romano Guardini per ricordare come senza la conoscenza di Dio luomo diventa manipolabile e come la fede debba concretizzarsi nel nostro comune impegno per luomo: saremo giudicati secondo come ci siamo comportati nei confronti (...) dei pi piccoli. Il compito che Benedetto XVI ha delineato ancora una volta con fermezza consiste nel difendere la dignit inviolabile delluomo dal concepimento fino alla morte, nelle questioni della diagnosi pre-impiantatoria fino alleutanasia. Questa proposta del Papa, chiara ai nostri occhi, poggia sulle basi evidenziate il giorno precedente al Bundestag in un discorso storico e articolato. Due sono gli elementi che aiutano concretamente chiunque voglia guardare alluomo senza lo scuro filtro di un riduttivismo che comprende la natura in modo puramente funzionale: secondo Benedetto XVI bisogna ricostruire un ponte e inaugurare una nuova ecologia. Allinizio degli anni settanta del secolo scorso la bioetica veniva al

mondo proprio con limmagine del ponte: un oncologo, Van Rensselaer Potter, la vedeva infatti in una celebre opera come bridge to the future (ponte verso il futuro), un ponte tra dati biologici e valori etici (biological facts ed ethical values). Negli anni successivi ci si accorse per di come quel ponte nulla avrebbe messo in comunicazione se non fosse passato per limmagine di uomo, di natura umana, che ognuno di noi, nello svolgere il proprio lavoro e nella vita, non dovrebbe mai perdere. Il Papa ci aiuta in un certo senso a ricostruire quel ponte in modo corretto ricordandoci che solo passando attraverso una natura umana non pi compresa in modo puramente funzionale le due rive delluomo e dellethos torneranno a essere unite. Daltra parte, partendo dal dato oggettivo che luomo non soltanto una libert che si crea da s e che luomo non crea se stesso, Benedetto XVI ci invita a fare nostro lo stesso zelo del movimento ecologista comparso in Germania anchesso negli anni settanta del Novecento. Questa volta per dice il Papa la natura da rispettare e da non manipolare , accanto a quella di terra, acqua e aria, quella della persona umana. Ricostruire un ponte e diventare fautori dellecologia delluomo mediante uno sguardo nuovo sulla natura umana alla luce della vera ragione che non rinuncia a guardare in alto: semplici, saggi antidoti contro la disumanit proposti da chi, umilmente, lavora davvero sodo nella vigna del Signore.

I saluti del Pontefice a Castel Gandolfo

Per i ripetuti incidenti ai valichi di frontiera

Sospesi i colloqui tra Serbia e Kosovo


BRUXELLES, 29. Allindomani dei gravi incidenti al posto di frontiera serbo-kosovaro di Jarinje, con un bilancio di undici feriti (sette manifestanti serbi e quattro militari della Kfor, la forza Nato in Kosovo), il mediatore dellUe, Robert Cooper, ha annunciato la sospensione a Bruxelles del settimo round di colloqui tra Pristina e Belgrado. La situazione resta, dunque, molto tesa. Cooper informa lagenzia Ansa ha confermato che il dialogo stato interrotto poich la delegazione serba non pronta ad andare avanti nelle trattative. La situazione ai posti di confine nel nord del Kosovo non fa parte del dialogo, n di negoziati separati con la Serbia, ha aggiunto il mediatore dei Ventisette, secondo il quale il dialogo continuer quando la parte serba sar pronta a riprendere. Lobiettivo principale, ha sottolineato Cooper, resta quello di discutere questioni che servono a migliorare la vita quotidiana delle popolazioni e ad avvicinare le parti alla integrazione nellUe. La replica della Serbia non si fatta attendere. Il capo negoziatore di Belgrado, Borislav Stefanovi, ha detto che il dialogo riprender solo dopo la soluzione della crisi ai due valichi di frontiera di Jarinje e Brnjak, bloccati da giorni dalle proteste e dalle barricate della popolazione serba, contraria alla presa di controllo delle due postazioni da parte di poliziotti e doganieri kosovari albanesi, con lappoggio della missione europea Eulex e della Kfor. La crisi avr con tutta probabilit ripercussioni sul processo di avvicinamento della Serbia alla Unione europea. Tra gli esperti internazionali, infatti, si rafforza sempre pi lipotesi che lEsecutivo comunitario conceda il mese prossimo alla Serbia solo lo status di Paese candidato, senza per indicare una data dinizio del negoziato di adesione vero e proprio, che verrebbe fissata solo dopo un netto miglioramento dei rapporti con Pristina.

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Gli auguri del Papa alla comunit ebraica di Roma


In occasione dellannuale ricorrenza di Rosh Ha-Shanah, di Yom Kippur e di Sukkot, Benedetto XVI ha inviato al rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, il seguente telegramma. Nella ricorrenza di Rosh Ha-Shanah, di Yom Kippur e di Sukkot, mi gradito estendere i miei pi cordiali e sentiti auguri a Lei, stimato Dottor Riccardo Di Segni, e allintera comunit ebraica di Roma, affinch queste feste cos significative possano essere occasione di tante benedizioni dallEterno e fonte di infinita grazia. Cresca in tutti noi la volont di promuovere la giustizia e la pace in un mondo che ha tanto bisogno di autentici testimoni della verit. Dio, nella sua bont, protegga la comunit ebraica e ci conceda di approfondire lamicizia tra noi, in questa citt di Roma e ovunque nel mondo. BENEDICTUS
PP. XVI

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Martinus Dogma Situmorang, Vescovo di Padang (Indonesia); Presidente della Conferenza Episcopale di Indonesia in visita ad limina Apostolorum.

La vicenda del voto alle donne

Come ribaltare la storia


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Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eminenza Hilarion, Metropolita di Volokolamsk, Presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca, e Seguito.

GIULIA GALEOTTI

A PAGINA

Il primo editoriale del nuovo direttore della Civilt Cattolica

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ANTONIO SPADARO
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La costosa prigione del debito


5 Unanziana nei pressi di una barricata a Jarinje (Reuters) LUCA M. POSSATI
A PAGINA

Messa del cardinale Bertone per lemittente vaticana

La radio del Papa


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LOSSERVATORE ROMANO
I rischi della crisi in Europa Il presidente statunitense teme una recessione globale

venerd 30 settembre 2011

La costosa prigione del debito


di LUCA M. POSSATI Che il futuro delleuro passi per Berlino cosa ormai scontata. Non altrettanto scontato per come la moneta unica uscir dallattuale impasse. Non lo perch i nodi da sciogliere sono ancora tanti e, dopo il recente battibecco tra Washington e Bruxelles sulle misure di rilancio, una strategia condivisa tra le due sponde dellAtlantico pare ormai lontana. vero, Angela Merkel ha garantito pieno sostegno ad Atene se questa riuscir a realizzare le riforme promesse nei tempi stabiliti, e le Borse ci hanno creduto. Ma levolversi della situazione potrebbe vanificare le buone intenzioni e richiedere mosse drastiche: il legame tra gli Stati e il settore bancario si sta rivelando sempre pi pericoloso e ingovernabile dalla politica, e le misure appena approvate dal Parlamento di Strasburgo sembrano essere soltanto un abbozzo di soluzione. Il punto pi delicato riguarda il fondo salva-Stati, il cui rafforzamento (nella dotazione e nelle competenze) stato deciso al termine del Consiglio europeo del 21 luglio scorso. LFmi e gli Stati Uniti chiedono a Bruxelles di intraprendere subito e con maggiore incisivit una credibile ricapitalizzazione delle banche e un rilancio del mercato del credito. Per farlo ci vuole uno strumento potente (1.000-3.000 miliardi di euro) e, ad oggi, con i suoi 440 miliardi, il fondo salvaStati non lo . Il presidente dellEurogruppo, Jean-Claude Juncker, e altri leader europei hanno gi espresso il loro scetticismo sullipotesi di un super-salvagente finanziario. E a confermare i dubbi arrivata anche Standard&Poors, secondo cui un ulteriore ampliamento del fondo potrebbe avere conseguenze negative sul rating di Paesi solidi come la Germania e la Francia. Oltre a questo, restano aperti numerosi interrogativi sulle modalit di funzionamento del fondo (a chi spetter dare limpulso per lacquisto dei titoli di Stato?) e soprattutto le garanzie: se la crisi continuer ad allargarsi, contagiando anche Paesi come lItalia o la Francia o la Gran Bretagna, chi potr onorare i debiti? Sbarrata la strada del super-fondo, lunica soluzione sembra quella del rigore e delle tasse. Soluzione inevitabile, secondo gli esperti, perch i costi di un fallimento del progetto europeo e di una dissoluzione dellUnione sarebbero troppo grandi: lipotesi di una marcia indietro non nemmeno contemplabile. Ma laltro rischio, parallelo al primo, che lUnione finisca per diventare una costosissima prigione del debito senza vie di uscita. Una prigione in cui nessuno vorr pi investire. La partita del fondo salva-Stati legata a quella della Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. Nonostante laccordo a Bruxelles, i tecnici sono ancora al lavoro. I commissari sembrano daccordo sulla proposta di un tasso dello 0,1 per cento sulle transazioni finanziarie che riguardano bond e azioni, e di un tasso dello 0,05 per quelle relative ai derivati. Se questi numeri fossero confermati, si tratterebbe dellaumento del tasso sui derivati inizialmente discusso a Bruxelles. In ogni caso, il metodo di calcolo della tassa e della base su cui applicarla, nonch la determinazione di chi effettivamente debba pagarla, sono tutti argomenti ancora in discussione. Laccordo tra gli Stati membri vicino, ma i malumori restano. Gran Bretagna e Svezia si sono dette contrarie. La Germania invece approva. Gli analisti dicono che la tassa potrebbe rivelarsi un deterrente per i mercati europei provocando una fuga degli investitori. Ma per la Commissione Ue porter un gettito di 57 miliardi di euro allanno a partire dallentrata in vigore prevista nel 2014. C infine un terzo punto fondamentale: gli eurobond. Barroso ha detto che la Commissione presenter gi nelle prossime settimane un progetto. Gli eurobond ha spiegato non saranno la panacea per tutti i problemi, ma uno degli elementi di un approccio pi vasto per favorire lintegrazione economica. Berlino ha gi detto no: le obbligazione comunitarie (cio garantite da tutta lUe e non dai singoli Stati) potrebbero diventare un alibi dietro cui i Paesi meno virtuosi troverebbero un nascondiglio ideale, finendo per pesare sui conti di quelli che stanno meglio. Anche perch come ha spiegato Merkel se tutti i debiti venissero messi in un solo contenitore non capiremmo da dove vengono. Economisti, tra cui Joseph Stiglitz, caldeggiano lopzione, affermando che gli eurobond gi funzionano, anche se in maniera poco trasparente. La posizione della Bce resta ambigua. La somma di tutte queste variabili dimostra che lUnione europea sta attraversando una fase cruciale della sua breve storia. La crisi economica ha soltanto posto con maggior urgenza unalternativa inevitabile: andare avanti verso ununificazione sempre pi totale, con la conseguente auto-limitazione del potere economico e politico dei Governi nazionali, oppure fare un passo indietro verso unUnione pi ristretta.

Obama chiede azioni efficaci allEuropa


WASHINGTON, 29. La risposta dellEuropa alla crisi del debito sovrano continua a non piacere al presidente statunitense, Barack Obama, che teme una recessione globale per il prossimo anno. In Europa ha affermato ieri Obama non stanno affrontando la crisi del sistema finanziario e bancario con lefficacia che sarebbe necessaria. Il capo della Casa Bianca, rilevano le agenzie di stampa, non ha comunque specificato quali misure lEuropa dovrebbe varare per risolvere la crisi dei debiti sovrani. Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha aggiunto successivamente, nel corso di una conferenza stampa, che lamministrazione Obama stata in contatto con i Governi Ue a livello presidenziale e ministeriale per sollecitare unazione vigorosa per trovare una via duscita dalla crisi. Nello stesso tempo il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha riesumato una frase che aveva usato pi di dieci anni fa rivolto alleurozona. State bruciando una casa che non ha uscite di sicurezza ha detto. Il ministro, uno dei pi euroscettici del Governo di David Cameron, sostiene che i Paesi che hanno adottato leuro risentiranno degli strascichi di questa crisi per almeno altri dieci anni. Avevo descritto leuro come una casa che brucia e che non ha uscite di sicurezza, e questo si sta dimostrando vero per alcuni dei Paesi membri ha affermato il capo della diplomazia britannica. A sostegno della sua tesi, Hague ha precisato che si possono avere case in fiamme dove si pu cercare di spegnere lincendio, o comunque cercare di fare qualcosa. Quindi il ministro degli Esteri britannico ha aggiunto: Forse ho portato questa analogia troppo lontano, ma vedo che leurozona stata costruita senza uscite di sicurezza, per cui difficile lasciare una moneta senza avere alcun piano predisposto in questo senso.

Cuba autorizza la compravendita di automobili


LAVANA, 29. La legalizzazione della compravendita di auto a Cuba, a partire dal primo di ottobre, non solo costituisce una misura attesa da mezzo secolo, ma una conseguenza del processo di cambiamento in atto nel Paese, noto nel mondo anche per le sue coloratissime e caratteristiche macchine che risalgono agli anni precedenti alla rivoluzione del 1959, le uniche a poter essere comprate e vendute sullisola fino a oggi. Il decreto firmato dal presidente Ral Castro e pubblicato dalla Gazzetta ufficiale permette dallinizio del mese prossimo la donazione e la compravendita di veicoli a motore a cubani o a stranieri con residenza permanente. Tuttavia lacquisto di veicoli nuovi sar soggetto a unautorizzazione statale, che per ragioni di regolamentazione del mercato, sar rilasciata solo ogni cinque anni. Viene cos dato seguito alla misura proposta da una forte maggioranza di cubani durante le assemblee popolari che hanno preceduto il sesto congresso del Partito comunista. In realt gli acquisti e le vendite di auto fabbricate prima del 1960, principalmente quelle uscite dagli stabilimenti di Detroit erano gi permesse. Proprio questi veicoli sono stati per decenni una delle cartoline dallisola, grazie alla sapiente pazienza dei meccanici cubani che nei decenni hanno saputo creare i pezzi di ricambio. Negli anni Settanta il Governo aveva permesso lacquisto di veicoli a cittadini a seconda della loro professione e dei loro incarichi. Di solito erano importate dallallora Unione sovietica, ed erano principalmente Lada. Tuttavia queste macchine fino ad ora non potevano essere n vendute n donate. Il grande cambiamento stato reso possibile dal fatto che la Costituzione cubana permette la propriet personale su beni che risolvano necessit materiali e culturali individuali. Il Governo sostiene che questi cambiamenti sono per rafforzare e aggiornare il sistema socialista nel Paese e negano per, nel modo pi assoluto, che possano aprire la strada al capitalismo.

Barack Obama (Ansa)

Studio della Banca mondiale

LAfrica dovr triplicare i raccolti per sfamare le sue popolazioni


CITT DEL CAPO, 29. Per il rapido aumento della sua popolazione lAfrica sar costretta a triplicare la produzione alimentare. Una stima in merito messa a punto dalla Banca mondiale stata resa pubblica durante i lavori preparatori della Conferenza sul clima, prevista per dicembre a Durban, in Sud Africa. Intervenendo a una riunione di ministri e alti funzionari ministeriali, Andrew Steer, un analista dei cambiamenti climatici che lavora per la Banca mondiale, ha detto che lobiettivo della triplicazione dei raccolti una sfida eccezionale, resa ancora pi difficile da un ambiente sempre pi ostile a causa delle mutazioni del clima. Nei prossimi quarantanni, ha aggiunto Steer, si stima che la popolazione del continente raddoppi e senza ladozione di misure forti i raccolti potrebbero diminuire di circa il 28 per cento nei prossimi sei o otto decenni. Secondo i rapporti delle Nazioni Unite lultimo stato presentato questo mese a una conferenza internazionale sul contrasto alla desertificazione tenuta ad Algeri almeno il 43 per cento dei territori coltivabili in Africa a rischio appunto desertificazione, il che implica una grave minaccia per il 70 per cento delle attivit economiche nel continente. Dalle analisi dellOnu emerge che alcune cause della penuria globale di cibo, cio la perdita di risorse naturali, il degrado dei terreni e la desertificazione, sono affrontate con scarsi risultati e con non adeguato impegno. Pi in generale, peraltro, tutti i dati internazionali confermano come lo sforzo di sfamare lAfrica sia ostacolato pi dal contesto macropolitico che dai pur rilevanti fattori ambientali, compreso quello del cambiamento climatico. La gran parte degli osservatori internazionali, infatti, si dice ormai convinta che se si vuole davvero cercare di garantire sicurezza alimentare alle popolazioni africane necessario modificare profondamente il modello di agricoltura applicato in gran parte del continente. In moltissimi Paesi africani, infatti, si pratica ancora lagricoltura imposta in epoca coloniale e basata sulle monocolture destinate ai consumi del nord ricco, invece che sulle necessit di sussistenza locali.

I mutamenti climatici e il respiro delle foreste


BRUXELLES, 29. Appare pi fragile il modello di previsione legato ai mutamenti climatici. Lo dimostrano i nuovi dati secondo i quali il ciclo dellanidride carbonica, uno dei maggiori gas responsabili delleffetto serra, potrebbe essere pi rapido del previsto e che fissano a 150-175 miliardi di tonnellate di carbonio annuali la quantit assorbita dalle piante per mezzo della fotosintesi, rispetto alle stime attuali di 120 miliardi di tonnellate di carbonio per anno. Da questo studio, rilevano gli esperti del Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici (Cmcc), si evince, dunque, come il ruolo delle foreste sia ancora pi importante di quello riconosciuto oggi. I nuovi risultati, infatti, dimostrano inequivocabilmente che la capacit di assorbimento delle terre ancora pi alto. Ma hanno ammonito sempre gli esperti internazionali pi fotosintesi e pi capacit di assorbimento non deve significare che si autorizzati a sporcare di pi latmosfera. Secondo il Cmcc, infatti, ci che inconfutabile che lanidride carbonica presente nellatmosfera aumenta inesorabilmente. Attualmente informa lAnsa si giunti a una concentrazione di circa 390 parti per milione (450 parti per milione il valore fissato per rispettare lobiettivo degli scienziati di tenere laumento della febbre del Pianeta sotto i due gradi oltre i quali si prevedono effetti irreversibili).

Accordo tra Francia e Tanzania


D OD OMA, 29. Il Governo francese ha cancellato un debito di oltre quaranta milioni di euro della Tanzania, in cambio della promessa, da parte delle autorit di Dodoma, che il bilancio pubblico stanzi una somma di pari entit nel settore dellistruzione. In una dichiarazione alla stampa locale, il ministro ad interim tanzaniano per lIstruzione, Servacius Likwelile, ha confermato che il suo Governo varer entro lanno una serie di progetti che prevedono la costruzione di scuole primarie e secondarie. Likwelile ha anche ricordato come dal 2007 siano state costruite in tutto il Paese 555 nuove scuole di ogni ordine e grado. Il ministro, comunque, ha rivendicato come nel decennio scorso le iscrizioni alle scuole primarie siano aumentate del 90 per cento rispetto ai dati registrati nel 2000. La campagna di scolarizzazione, tra laltro, pu risultare anche un mezzo per promuovere iniziative di tutela della salute pubblica. Il contatto con le famiglie mantenuto dai responsabili della scuola, per esempio, pu favorire lo sforzo di contrastare la malaria avviato dal Governo tanzaniano che ha deciso la distribuzione gratuita di zanzariere trattate con insetticida a quattordici milioni di famiglie in tutto il Paese.

La Cina alla conquista dello spazio


PECHINO, 29. La Cina lancer oggi il prototipo della sua prima stazione orbitale, la Tiangong1 (Palazzo celeste). Lo scrive lagenzia di stampa Nuova Cina, confermando che, di fatto, Pechino entrata ufficialmente nellera delle stazioni spaziali internazionali. Il razzo partir dalla base di Jiuquan, nella provincia di Gansu, nel deserto del Gobi. I tecnici dellEnte spaziale cinese hanno confermato che tutti i serbatoi sono stati riempiti per il lancio del missile Long March-2FT1, il razzo che porter in orbita la stazione orbitale, nella quale saranno organizzati di volta in volta degli esperimenti scientifici. Il vettore orbiter intorno alla Terra senza equipaggio. Un nuovo modulo con personale a bordo verr lanciato a novembre ed effettuer test di attracco con il Tiangong-1. Il lancio di Tiangong 1 una tappa importante nel programma di lancio nello spazio di Pechino per il 2011. Secondo il piano, entro due anni dal lancio di Tiangong 1, la Cina far partire una serie di navicelle spaziali chiamate Shenzhou 8, Shenzhou 9 e Shenzhou 10. Nel 2020, gli esperti prevedono che la Cina avr una sua stazione spaziale. Il lancio del Tiangong 1 anche accompagnato da sviluppi paralleli nel settore spaziale russo. I lanci spaziali della Cina sono abbastanza recenti. Il primo astronauta andato in orbita con la missione Shenzhou 5, nel 2003, e la prima passeggiata spaziale risale al 2008, con lo Shenzhou 7. I primi razzi cinesi si basavano su vecchi disegni e progetti russi.

Il centro di lancio di Jiuquan (Reuters)

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venerd 30 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 3

Nella capitale dello Yemen la Guardia repubblicana affronta le forze del generale Al Ahmar passato con lopposizione

La ripresa delle violenze compromette la normalizzazione

Civili in fuga dalla battaglia di Sana


SANA, 29. Pesanti scontri si sono verificati nei sobborghi della capitale yemenita tra i militari dellesercito fedeli al presidente Ali Abdullah Saleh e i sostenitori del generale Ali Mohsen Al Ahmar, fratellastro del presidente che lo scorso marzo ha deciso di passare con lopposizione. Molti residenti si sono dati alla fuga, con lintensificarsi dei combattimenti che pongono di fatto termine alla tregua annunciata qualche giorno fa da Saleh ritornato, a sorpresa, in patria dopo tre mesi passati a curarsi le ferite a Riad, in Arabia Saudita, a seguito dellattentato del 23 giugno scorso avvenuto nel palazzo presidenziale. Sul campo si fronteggiano i soldati di Al Ahmar che comanda il primo reggimento corazzato e la Guardia repubblicana, guidata dal figlio del presidente, Ahmed Ali Saleh. La battaglia, anche con armi pesanti, si svolge tra le strade di Amran dove c la base della Guardia repubblicana e la via Thalathine vicino alla piazza delluniversit ribattezzata dallopposizione piazza del cambiamento che conduce alla sede della prima divisione blindata del generale dissidente. Il vice presidente yemenita, Abdel Rabbo Mansour Hadi, ha intanto annuncianto lavvio di un negoziato preliminare con le opposizioni per attuare liniziativa dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo Persico per il trasferimento dei poteil trasferimento dei poteri dopo colloqui con le opposizioni. Liniziativa, che risale ad aprile, stata sottoscritta a maggio dalle opposizioni e mai da Saleh. Il testo prevede che il presidente lasci il potere al suo vice e che venga formato un Governo incaricato di organizzare elezioni presidenziali entro sessanta giorni dallassunzione dellincarico. Nel frattempo, lambasciata degli Stati Uniti a Riad avvisa i cittadini statunitensi nel regno di Arabia Saudita che abbiamo ricevuto informazioni secondo cui un gruppo terrorista in Arabia Saudita starebbe pianificando il rapimento di occidentali a Riad. Questo il testo di un monito con cui la rappresentanza diplomatica statunitense a Riad esorta i cittadini americani, ma non solo visto che parla di occidentali a esercitare prudenza nei loro spostamenti in Arabia Saudita, e a elevare la propria sicurezza. Nel messaggio non vengono forniti dettagli sul gruppo terrorista, ma possibile che si faccia riferimento ad Al Qaeda nella penisola araba, che ha la sua base nel vicino Yemen, ma che si ritiene sia operativa anche nel regno saudita. Da alcuni giorni peraltro iniziato proprio a Riad il processo a 41 presunti militanti di Al Qaeda, 38 sauditi, un qatariota, un afghano e uno yemenita. Facevano parte di una cellula della rete terroristica smantellata nel 2006.

Si accentua lisolamento internazionale di Khartoum


di PIERLUIGI NATALIA Al riaccendersi delle tensioni e dei combattimenti nelle diverse aree di crisi sudanesi sembra far riscontro un crescente isolamento del Governo di Khartoum nel contesto internazionale e soprattutto continentale, a bilanciare il quale potrebbe non bastare il consolidamento dei rapporti con la Cina. Se ne avuta una riprova la scorsa settimana con il rinvio dellattesa decisione sulla richiesta sudanese di adesione alla Comunit economica dellAfrica orientale (Eac). Lorganismo regionale, fondato dieci anni fa da Burundi, Kenya, Rwanda, Tanzania e Uganda, ha infatti rinviato la discussione al Consiglio dei ministri previsto per il prossimo novembre ad Arusha, in Tanzania. La stampa africana sottolinea che una decisione in un senso o nellaltro non facile. I Paesi dellEac appaiono divisi e la vicenda suscita polemiche, anche in considerazione delle accuse rivolte al Sudan, soprattutto da Tanzania e Uganda, di palese violazione dei diritti umani, intolleranza religiosa e razzismo. A premere affinch lEac accetti la richiesta di adesione di Khartoum invece il Rwanda. Il Governo di Kigali ritiene infatti che lingresso del Sudan, con i suoi 35 milioni di abitanti, farebbe dellEac unarea con oltre 160 milioni di persone, rendendola un mercato accattivante anche per gli investitori esterni, senza dimenticare che il Sudan il terzo esportatore di petrolio in Africa, dopo Nigeria e Angola. Questultimo argomento, comunque, ha meno rilievo dopo la secessione del Sud Sudan da Khartoum, dato che proprio nelle regioni meridionali si concentra la maggior parte delle riserve petrolifere sudanesi. Lindipendenza del Sud Sudan, proclamata lo scorso 9 luglio, impedirebbe, tra laltro, la contiguit geografica tra il Sudan e i Paesi dellEac, il che in Africa non questione di poco conto, dato che ogni progetto di sviluppo non pu prescindere dalla realizzazione di infrastrutture a carattere macroregionale. vero che in teoria nellEac potrebbero entrare sia il Sudan sia il Sud Sudan, ma allo stato attuale i contrasti bilaterali ancora aperti rendono tale eventualit decisamente improbabile e allEac potrebbe prospettarsi una scelta di campo. Molti osservatori, soprattutto in Kenya, sollecitano da tempo unadesione allEac proprio del nuovo Sud Sudan. A giudizio di costoro, Nairobi e lEac in generale avrebbero infatti molto da guadagnare in termini di opportunit economiche. Del resto, gi ora in Sud Sudan buona parte dei servizi gestita da societ kenyane, a conferma di una relazione gi profonda. Legami storici si sono consolidati anche grazie allaccoglienza riservata in Kenya a migliaia di rifugiati sudsudanesi allepoca del conflitto. Molti osservatori, di conseguenza, ricordano che c anche un dovere morale di sostenere il Paese vicino devastato dalla guerra accanto agli interessi in termini sia di sicurezza sia di investimenti economici. Sotto questultima voce rientra in qualche modo anche la questione del petrolio, con il progetto di affrancare il Sud Sudan dalla dipendenza dalle strutture di Khartoum, affiancando un oleodotto alla linea ferroviaria che si intende realizzare per collegare il nuovo Stato allUganda e ai porti kenyani sullOceano Indiano. Ma ogni progetto di questo tipo finirebbe per inserirsi nel contenzioso sudanese, che proprio nella questione del petrolio ha una delle componenti pi rilevanti. A questo si aggiunge, come detto, la questione dei diritti umani. Secondo il settimanale di approfondimento The East African, a peggiorare il quadro ha contribuito latteggiamento ancor pi repressivo assunto di recente dal regime di Khartoum nelle regioni meridionali a ridosso del Sud Sudan, come il Kordofan meridionale e il Nilo Azzurro, poste sotto legge marziale e teatro di sanguinosi scontri. Alla luce delle rivolte che hanno rovesciato gli ex alleati del Nord Africa osserva il giornale le autorit hanno provveduto a operare un giro di vite nella repressione sistematica delle voci critiche e della libert di stampa. Sul piano internazionale, il primo effetto stato quello di dare nuovo fiato alle critiche e di accentuare lisolamento di Khartoum.

Una manifestazione filogovernativa a Sana (Reuters)

ri. Lo riferisce lagenzia di stampa ufficiale Saba, precisando che lannuncio arrivato durante un incontro a Sana, tra Hadi e gli ambasciatori dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna e Cina), dei Paesi dellUnione europea e di quelli del Consiglio di cooperazione del Golfo persico (Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, Qatar, Oman e Bahrain).

Vi incontro oggi per inaugurare un processo che porter il partito al potere e lopposizione a raggiungere un consenso su un meccanismo che porter alla firma delliniziativa del Consiglio di cooperazione del Golfo Persico, ha detto Hadi agli ambasciatori. Lannuncio arrivato dopo che lo scorso 12 settembre il presidente Saleh, al potere da 33 anni, ha autorizzato il suo vice a sottoscrivere liniziativa dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo Persico per

Intensi combattimenti a Sirte e Bani Walid


TRIPOLI, 29. Mentre, protetto dai Tuareg, gli uomini blu del deserto, tra le dune orientali della Libia, al confine con lAlgeria, Muammar Gheddafi, sarebbe nascosto nella zona di Gadames, a cinquecentocinquanta chilometri a sud ovest di Tripoli, proseguono i violenti i combattimenti tra le forze fedeli al colonnello libico e quelle del Consiglio nazionale di transizione, con queste ultime che rivolgono ancora una volta un appello alla Nato affinch intensifichi i suoi bombardamenti per spezzare la resistenza negli ultimi due bastioni gheddafiani dove i miliziani del Cnt non riescono a fare progressi. LAlleanza atlantica, per, rimanda lappello al mittente: i raid non sono diminuiti di intensit, e puntano a mettere al sicuro i civili piuttosto che aprire il terreno ai ribelli. La situazione particolarmente critica a Bani Walid, centosettanta chilometri a sud est di Tripoli: il comandante delle forze del Cnt, Daou Al Salihine Jadak, che guidava il fronte nord, stato ucciso da un razzo mentre si dirigeva a bordo della sua auto verso la zona dei combattimenti. La perdita di Jadak rappresenta un duro colpo per i combattenti del Cnt che dicono di aspettare ingenti rinforzi da Tripoli e Zawiyah. Non migliore la situazione a Sirte, dove incombe il pericolo di un disastro umanitario per carenza di acqua, elettricit, cibo e medicine. E venti chilometri a sud di Misurata, invece, Touarga, che contava circa trecentomila abitanti, oramai una citt fantasma. Gli abitanti se ne sono andati per timore di rappresaglie da parte delle forze del Consiglio nazionale di transizione dopo essere stati accusati dai residenti di Misurata di aver partecipato allassedio della citt costiera, imposto dalle forze fedeli a Gheddafi per un mese e mezzo e che ha provocato 1.400 morti. Intanto, lInterpol ha spiccato un mandato di arresto a carico di Saadi Gheddafi su richiesta delle nuove autorit libiche. E mentre hanno subito una battuta darresto le trattative per cercare di formare un nuovo Governo in Libia, in vista di possibili elezioni e della costituzione di un nuovo Stato dopo la caduta del regime di Gheddafi, continuano a nascere formazioni politiche: lultima in ordine di tempo il Raggruppamento nazionale per la giustizia e la democrazia, la cui fondazione stata annunciata a Bengasi, con lobiettivo di instaurare uno Stato basato sullo stato di diritto e sulla decentralizzazione.

Nellultimo periodo aumentato il numero degli attacchi e delle vittime

In Afghanistan una lunga estate di sangue


Nel 2011 compiuti in media dodici attentati al mese
KABUL, 29. Unestate di sangue per lAfghanistan. Secondo un rapporto dellOnu, presentato ieri dal segretario generale, Ban Ki-moon, al Consiglio di Sicurezza, cresciuto il numero degli attentati, cos come quello delle vittime. Nei primi otto mesi del 2011, gli episodi di violenza sono aumentati di oltre il 39 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010, con una media di 2.108 al mese. Nei soli mesi estivi, fra giugno e agosto, le vittime civili sono state 971, in aumento del 5 per cento rispetto allestate scorsa, per lo pi causate dalle azoni dei talebani. Secondo il rapporto, due terzi degli episodi di violenza si concentrano nel sud e nel sudest dellAfghanistan, in particolare attorno alla citt di Kandahar. Ma i talebani, che nel 2011 hanno compiuto in media dodici attentati suicidi al mese (pi o meno come nel 2010), hanno cominciato a colpire, con attacchi mirati, anche obiettivi sensibili e a forte impatto mediatico, come lhotel Intercontinental di Kabul, il 28 giugno scorso, o il British Council il 19 agosto. E continuano, tra laltro, a condurre una campagna di intimidazione nei confronti di funzionari governativi. In questo scenario ricorda il rapporto, tristemente spicca lassassinio dellex presidente Rabbani, capo dellalto Consiglio per la pace, ritenuto luomo del dialogo con i talebani. Oggi intanto si appreso che quattro soldati dellIsaf sono morti in due incidenti avvenuti nellest e nel sud dellAfghanistan. Segnala poi lAnsa che il segretario di Stato americano, Hillay Clinton, ha affermato che gli Stati Uniti sono vicini a una decisione sullopportunit di iscrivere nella lista nera dei gruppi terroritici la rete Haqqani, affiliata ai talebani e ad Al Qaeda, ritenuta responsabili di numerosi attentati.

Secondo lOnu sempre forte la minaccia del terrorismo


NEW YORK, 29. Il terrorismo una minaccia forte, oggi come dieci anni fa: le Nazioni Unite ricordano il decimo anniversario della risoluzione 1373 approvata dal Consiglio di sicurezza dellOnu dopo i tragici attacchi dell11 settembre, e il messaggio del segretario generale Ban Kimoon di non abbassare la guardia. Decine di migliaia di persone hanno perso la vita, e le stragi compiute in questi anni continuano a minare la stabilit di intere Nazioni, ha detto Ban Ki-moon alla riunione del comitato contro il terrorismo, la commissione dei Quindici creata ad hoc dopo la strage compiuta da Al Qaeda nel 2001. Il segretario generale dellOnu ha ricordato che ladozione della risoluzione 1373, rafforzata cinque anni dopo dallapprovazione di un altro documento dellOnu, rappresenta una pietra miliare nella lotta contro il terrorismo. La minaccia rimane, ma il comitato contro il terrorismo svolge un ruolo fondamentale, ha aggiunto Ban Kimoon. Per lambasciatore Hardeep Singh Puri, rappresentante permanente dellIndia al Palazzo di Vetro e presidente della commissione, necessaria la tolleranza zero contro gli attacchi delle organizzazioni terroristiche, che mietono vittime in tutte le parti del mondo. Singh Puri ha sottolineato anche che fondamentale il coordinamento di organizzazioni internazionali, governi e societ civile. I progressi da dieci anni a questa parte sono stati tanti, tuttavia le organizzazioni terroristiche continuano nellopera di propaganda tra i giovani per creare nuove generazioni di affiliati e continuano a minacciare il mondo intero.

Un marine nella provincia di Helmand (LaPresse/Ap)

Controllo congiunto della frontiera tra Senegal e Guinea Bissau


DAKAR, 29. Il Governo del Senegal e quello della Guinea Bissau hanno deciso che pattuglie miste delle forze armate dei due Paesi assumeranno il compito di controllare la frontiera comune. Lannuncio dellaccordo tra i Governi di Dakar e di Bissau stato dato a Kolda, nel sud del Senegal, dal ministro degli Esteri senegalese, Becaye Diop, a margine di una riunione di dirigenti politici e militari dei due Paesi, durante la quale sono stati definiti gli ultimi dettagli delliniziativa. In un incontro con la stampa, Diop ha spiegato che le pattuglie congiunte opereranno soprattutto nellazione di contrasto alle bande armate e ai contrabbandieri attivi nelle zone di confine. Il controllo delle frontiere e la regolamentazione dei traffici commerciali uno degli aspetti sul quale il Governo del Senegal appare pi impegnato, tra laltro con un programma di digitalizzazione delle procedure doganali del quale stato annunciato proprio in queste ore il completamento della prima fase. Lo ha fatto il direttore delle dogane del porto di Dakar, il colonnello Jean Baptiste Diouf, in una conferenza stampa nella quale ha affermato che come molte altre istituzioni analoghe anche le Dogane di questo Paese hanno imboccato risolutamente la via della digitalizzazione, che il mezzo pi efficace per rendere pi dinamica la nostra attivit. Il nuovo sistema ridurr il tempo medio per la consegna e la registrazione delle dichiarazioni doganali dagli attuali due giorni a soli quindici minuti e le operazioni di sdoganamento delle merci da 18 a tre giorni. Lavviamento del nuovo sistema ha beneficiato di un finanziamento di circa 3,8 milioni di dollari, erogato nel dicembre scorso dal fondo governativo per il miglioramento del clima degli affari.

Sierra Leone, prorogata la missione delle Nazioni Unite


FREETOWN, 29. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato fino al 15 settembre 2012 il mandato dellUfficio integrato dellOnu per il consolidamento della pace nella Sierra Leone. La relativa risoluzione, che stata adottata allunanimit, esorta la missione dellOnu ad aiutare il Governo locale nella preparazione delle elezioni generali previste nel 2012. Da tale elezioni si attende un consolidamento del processo di pace faticosamente avviato dopo il 2002, quando ebbe fine una guerra civile protrattasi per dieci anni e il cui impatto sulle condizioni di vita della popolazione risultato devastante e le cui ferite sono tuttaltro che sanate. A quasi dieci anni di distanza, infatti, la Sierra Leone rimane tra i Paesi al mondo con il pi basso indice di sviluppo umano secondo i parametri fissati dalle Nazioni Unite. In particolare, le donne e i bambini sono le vittime principali della povert in cui versa il Paese, come dimostrano i drammatici tassi di mortalit infantile e materna. Secondo le indicazioni concordi dei rapporti dellOnu e di alcune organizzazioni non governative che operano nel Paese, una donna su otto muore durante il parto e un bambino su quattro non sopravvive oltre il quinto anno di et. Il conflitto in Sierra Leone uno di quelli per i quali lOnu ha istituito un apposito tribunale speciale per giudicare sui crimini di guerra e contro lUmanit. Il principale imputato alla sbarra lex presidente della Liberia, Charles Taylor, il cui processo stato trasferito allAja per motivi di sicurezza. Taylor, che finanzi gruppi armati nel Paese confinante per garantirsi laccesso alle risorse liberiane, soprattutto diamanti, accusato, tra laltro, di sistemati massacri e dellimpiego di bambini soldato.

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LOSSERVATORE ROMANO
La spiritualit eucaristica del Seicento in un capolavoro del Domenichino

venerd 30 settembre 2011

Un mantello di fuoco per lultimo viaggio di Girolamo


di MARCO AGOSTINI n capo alla navata destra della basilica Vaticana, addossato al lato orientale del pilone di san Longino, si trova laltare di san Girolamo con la settecentesca riproduzione musiva dellUltima comunione di san Girolamo di Domenico Zampieri, detto il Domenichino. Loriginale ora nella Pinacoteca Vaticana, ma il pittore laveva eseguito per laltare maggiore della chiesa romana di san Girolamo della Carit, luogo particolarmente caro alla nascita dellOratorio di san Filippo Neri. La pala fu terminata lanno prima della beatificazione di san Filippo, nel 1614, divenendo un esempio significativo della smagliante decorazione di cui si adornavano i templi della cattolicit dopo il concilio di Trento. Il dipinto, pi che alla storia, si rif alla narrazione artistica ispirata dalla teologia e dalla spiritualit della prima met del Seicento. La Chiesa postridentina aveva fatto ricorso alle risorse della visualit per alimentare sia la vita interiore del credente sia la coscienza collettiva: il concilio aveva assegnato alle immagini il triplice compito di insegnamento, esempio e stimolo. Come loratore anche il pittore cristiano perseguiva il fine di persuadere le persone alla piet et ordinarle a Dio (Gabriele Paleotti). Liconografia medievale e rinascimentale offriva un vasto repertorio di immagini dedicate alleremita sostanzialmente raffigurato secondo tre tipologie. Nella prima Girolamo un anziano anacoreta nel deserto calcidico della Siria, emaciato e con le vesti succinte e circondato dagli strumenti della penitenza. Nella seconda ritratto come un intellettua-

le nello studio, dopo la conversione del 367, occupato ad apprendere e a tradurre in latino i Padri greci. Tale iconografia rende ragione della componente classica della sua formazione giovanile e rivela la stima di Girolamo per quelli che noi oggi chiamiamo i classici. Pur avvertendo il contrasto tra la mentalit pagana e quella cristiana Girolamo narra di una sua visione in cui si vede rampognato perch ciceroniano e non cristiano (Epistula, XXII) alla cultura classica non rinunci

iconografia era efficace a rinfocolare lamore per lEucaristia che accompagna la vita dallinizio al suo tramonto come viatico, forza e sostegno, pane dei piccoli e dei morenti. La pala un unicum nel catalogo di questo artista meditativo e schivo che sembra non risentire delle novit artistiche che agitavano lambiente di Urbano VIII. Nellopera il pittore raggiunge una notevole intensit espressiva e tocca le corde pi tenui del sentimento privato. C consonanza con il gi citato dipinto di Agostino Carracci, ma in Domenichino il racconto La Chiesa postridentina puntava pi semplice e sommesso. Laccadimento ha luogo sul valore educativo delle immagini in una chiesa la cui archiE il santo che riceve la comunione tettura pienamente aderisce al rigore delle norme classiin punto di morte cheggianti ed evoca le antiera un soggetto caro chit raffaellesche. Il temalla Congregazione dellOratorio pio che ospitava la pala sorgeva sulle rovine della casa della matrona Paola mai insegnandola agli allievi fino al- dove il Dalmata, nel 382, trov alloggio allorquando Papa Damaso lo la morte. La terza tipologia lo ritrae in et volle a Roma. Attraverso il fornice veneranda, impropriamente vestito dellarco il pittore si confronta con da cardinale, come dottore della la natura, che alla scuola dei CarracChiesa: amico dei Cappadoci, tra- ci aveva imparato a disegnare dal veduttore in latino dellAntico Testa- ro, e offre una speciale veduta della mento a Betlemme, impetuoso con- campagna romana, nella quale gli futatore degli eretici che attentavano armonici nobili e classici del paesagalla fede e alla tradizione della Chie- gio ideale si fondono alla spontanea sa. A queste tre tipologie, il dipinto osservazione della realt e alla percedi Domenichino e quello di Agosti- zione della bellezza delle parvenze no Carracci in San Girolamo alla naturali del mondo. Il boschivo paeCertosa a Bologna (1592), aggiungo- saggio ha un taglio sicuro, ricco di effetti di luce, costellato dincidenti no lepisodio del viatico. Il santo che riceve la comunione naturali quali colline, dirupi e pianuin punto di morte era un soggetto re e monumenti antichi e moderni. In un simile scenario, lintimo caro alla Congregazione dellO ratorio, ordine in prima linea nella pro- anelito dei viandanti alla bellezza mozione della dottrina eucaristica solenne ed antica rinvia alla bellezza riaffermata a Trento. Nel contesto sovrannaturale ed eterna cui aspira della riforma cattolica la particolare Girolamo nellultimo viaggio. Lar-

boreo paesaggio non un fondale, ma dilata allesterno lintensa visione dellanima dellinterno e simpone come un contrappunto tematico alla sacra rappresentazione e alla sua raffinata sinfonia di colori. Pur asserendo la preminenza del disegno sul colore, Domenichino modella qui in modo pittorico: crea un ritmo interno alle stesse forme con lunghe e dense pennellate che inseguono i contorni delle membra e delle vesti. Innanzi allaltare la concentrazione patetica dei sentimenti prende forma attraverso la luce che colpisce, scolpisce ed anima lazione. Accompagnato alla chiesa dagli amici uno con il copricapo orientale ricorda lambientazione betlemita il santo eremita, vecchissimo ed estenuato dalle penitenze, si inginocchia sulla predella dellaltare, allarga le braccia e, quasi spirando, riceve la comunione per lultima volta. Il corpo nudo disegnato e asciutto dellanacoreta avvolto in un manto porpora, come da una fiamma, rivela leccellente disegnatore che si contraddistinse nella bottega carraccesca. Il tpos della porpora cardinalizia storicamente inattendibile, ma il mantello di fuoco qui ben simboleggia limpetuosit del temperamento e il desiderio ardente dellincontro con Cristo. Accovacciato a fianco linseparabile leone al quale, secondo la leggenda, san Girolamo tolse una spina dalla zampa. La fedele vedova Paola, fondatrice a Betlemme di un monastero poco discosto dal suo, gli bacia la mano in rappresentanza di nobildonne quali Marcella, Asella e Lea che, a Roma e in Terra Santa, avevano seguito Girolamo nella via della perfezione e lo aiutavano nel lavoro di traduzione. Maestro di ordine e decoro, come lo definisce Bellori, Domenichino fissa lazione al momento in cui il

sacerdote e il diacono presentano alleremita la comunione come viatico, e linserviente regge il codice della Vulgata. La comunione al Corpo di Cristo, sotto le specie del pane e del vino, in forma di viatico, un segno speciale di partecipazione al sacrificio della messa, al mistero del-

Allavanguardia per secoli il sistema di comunicazione viaria degli antichi romani

Quella potenza che camminava su quindicimila chilometri di basolato


di UMBERTO BRO CCOLI Il XX secolo ci ha abituati ad annullare sempre di pi le distanze: in sei ore si arriva a New York, in trentasei ore si raggiungono gli antipodi, in qualche giorno si pu sbarcare sulla Luna, dodici anni sono necessari a coprire la distanza dei sette miliardi di chilometri che dividono la Terra da Nettuno. il secolo lungo e breve: il secolo dellaccelerazione della storia. Viaggiare, prima del XX secolo, era simile ai viaggi del mondo antico. Ma nel mondo antico c stata una rivoluzione di portata sostanzialmente analoga a quella dei nostri tempi e si colloca pi o meno a cavallo del I secolo antecedente lera cristiana, quando Roma si avvia a completare la rete stradale necessaria allo sviluppo dei suoi commerci. La lingua italiana, quella inglese e quella tedesca ricordano ancora esplicitamente questa conquista del mondo occidentale nelle parole strada, street e strasse tutte e tre derivate dal latino stratum. Stratum la spianata, la sede nella quale passer la strada vera e propria. Un ricordo che non sopravvive soltanto nelle parole, ma anche e soprattutto nella sostanza: i percorsi, lossatura attuale di buona parte delle strade italiane deriva direttamente dai tracciati mo. Non pot beneficiare di questa opera un celebre viaggiatore della fine del I secolo: il poeta Orazio. Deve andare a Brindisi e necessariamente si mette in cammino lungo la via Appia. Tocca Ariccia e fa sosta in una stazione di posta chiamata Foro Appio. Proviamo a ripercorrere con Orazio parte del cammino. A Foro Appio la piccola carovana del poeta si ferma per recuperare. E qui Orazio ci descrive ogni sorta di comodit: acqua fangosa, palude, una rissa fra servi e barcaioli e zanzare rabbiose e rane di palude ci tolgono il sonno; un barcarolo pieno di vinaccio e un passeggero cantano a gara la morosa lontana. Nonostante tutto riesce ad arrivare a destinazione. Ottocento anni dopo alla fine del Settecento un lord inglese, sir Richard Coalt Hoare, vorr ripercorrere il viaggio del poeta romano. In carrozza, si accompagner a Carlo Labruzzi, pittore di paesaggio, e si metter in cammino facendo ritrarre a Labruzzi immagini della via Appia. Sepolcri, monumenti, basolato e soprattutto tanta campagna vanno a finire sugli acquerelli. Ricordo personalmente buona parte del paesaggio sostanzialmente immutato fino a una trentina di anni fa. La via Appia si conservava praticamente inalterata e tra Orazio, Labruzzi e noi la storia sembrava essersi fermata. Oggi se Orazio o Labruzzi si mettessero in cammino su quel che rimane della via Appia, tra case abusive, industrie, basoli portati via, sepolcri distrutti, campagna inghiottita, insomma fra tutti questi regali degli ultimi trenta anni della storia delluomo, chiederebbero spesso informazioni pensando di aver sbagliato strada.

Carlo Labruzzi, La Via Appia inferiore (1789)

metri era possibile raggiungere la Gran Bretagna, la Spagna, il corso del Reno, la Grecia, lAsia minore, lAfrica, con puntate fino all Asia centrale e all India. Un sistema stradale che permetteva a Cesare di percorrere milletrecento chilometri in otto giorni, che permetteva a un messo di far arrivare al generale Galba la notizia della morte di Nerone in trentasei ore superando una distanza di 540 chilometri. In questo caso la media di otto chilometri lora, soste comprese: nei centri storici di La notizia della morte di Nerone oggi la media di 4 chilometri lora, arriv a Galba in 36 ore soste obbligate. Una distanza di 540 chilometri La costruzione delle strade era aspercorsi a 8 chilometri lora sicurata da un serNei centri storici oggi la media di 4 vizio tecnico, una specie di azienda, studiati e realizzati in epoca roma- impegnata in un lavoro tuttaltro na. che facile. Scelto il tracciato, si Da Roma partono strade in tut- scavavano due solchi corrisponte le direzioni: lAppia, la Salaria, denti alla larghezza voluta: genela Cassia, la Flaminia, lAurelia e ralmente non pi di cinque metri. tutte le altre vie, una volta realiz- Quindi si scavava tra questi due zate, permetteranno comunicazioni solchi, raggiungendo talvolta la dirette e veloci per la prima volta profondit di tre metri e successinella storia dItalia. Non solo, ma vamente si riempiva questo allettaognuna di queste vie ha il suo pro- mento con strati di pietre: questo lungamento nelle regioni europee lo stratum di cui si diceva. Termiconquistate man mano, al punto nata lopera, si sistemavano i basoche senza dubbio la potenza li, corrispondenti alla nostra stridi Roma cammina su quindicimila scia di asfalto. Provate a immagichilometri di basolato steso fino ai nare per un momento il tipo di confini delle regioni pi lontane. impegno necessario, dal trasporto Grazie a questi quindicimila chilo- dei materiali alla manodopera.

Non solo, ma lingegneria stradale romana preferisce strade con percorsi in pianura per facilitare il traffico. Le montagne, quindi, non si scavalcano: o si traforano con gallerie, o si tagliano. Qualche esempio? Il passo del Furlo lungo la via Flaminia un vero e proprio traforo della montagna realizzato al tempo dellimperatore Vespasiano dopo la met del I secolo. Cos per la via Appia a Terracina nel Lazio meridionale. La citt aveva un porto di un certo rilievo dal punto di vista commerciale e, via terra, era servita dall Appia. Per la stessa posizione di Terracina, questa strada passava sulla montagna immediatamente a ridosso del porto con un percorso estremamente scomodo per la pendenza da superare. Limperatore Traiano (98-117) decide di semplificare tutto: si tagli la montagna e si faccia passare la via Appia lungo il mare, accanto al porto. Risultato: la montagna viene sbancata per un altezza di trentasei metri e il nuovo percorso dellAppia sostituisce lantico. E se passate per Terracina potrete ancor oggi rendervi conto di questa grande operazione urbanistica: il taglio voluto da Traiano e l, sulla sinistra andando verso Napoli, sotto la montagna del cosiddetto Tempio di Giove Anxur. Da allora la strada sempre la stessa e potrete notare sulla roccia i numeri romani per indicare a tutti laltezza del taglio e, con quella, il lavoro delluo-

la morte del Signore e del suo passaggio al Padre. Latmosfera di intensa piet. Nella messa il sacerdote dopo essersi comunicato presenta lOstia santa e dice Ecce Agnus Dei. E colui che si comunica, battendosi il petto, recita con il sacerdote: Domine non sum dignus. Il gesto di battersi il petto qui lo compie, per il santo, il sacerdote. Gli sguardi di Girolamo e dellofficiante sono fissi sulla piccola Ostia equidistante dai loro volti: lO stia, la reale presenza di Cristo nella comunione, il vero fulcro della scena. Ecce Panis angelorum factus cibus viatorum cantano gli angeli mentre si affacciano dal cielo, come da una balconata, e si calano in cordata compagni di viaggio. LEucaristia la provvigione per il viaggio data ai morenti in procinto di passare da questa allaltra vita secondo la parola di Ges: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter nellultimo giorno (Giovanni, 6, 54). LUltima comunione di san Girolamo rammenta che la crescita della vita cristiana richiede di essere alimentata dalla comunione, pane del pellegrinaggio terreno, fino alla morte, quando sar data come viatico. Ambrogio di Milano ricorda: Ogni volta che lo riceviamo, annunciamo la morte del Signore. Se annunciamo la morte, annunziamo la remissione dei peccati. Se ogni volta che il suo sangue sparso, sparso per la remissione dei peccati, devo riceverlo sempre (...) Io che pecco sempre, devo sempre disporre della medicina (De mysteriis, IV, 28).

Nuovo museo e un oratorio inedito al Teatro San Carlo di Napoli

Musica e memoria nel centocinquantenario dellItalia unita


Una prima assoluta commissionata per il centocinquantesimo anniversario dellunit dItalia inaugurer nella serata del 30 settembre la stagione sinfonica del Teatro San Carlo di Napoli. loratorio Terra, con musiche del compositore milanese Luca Francesconi e libretto firmato dalla scrittrice napoletana Valeria Parrella. unopera che intende cos unire idealmente il nord e il sud del Paese e che, diretta da Jonathan Webb, prevede la sua prima esecuzione alla presenza del presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Musica, identit, memoria. Tutti elementi che confluiranno anche nel nuovo Museo e Archivio storico del Teatro San Carlo, il MeMus, che sar inaugurato per loccasione. Un luogo che, attraverso la documentazione visiva e sonora della storia del teatro napoletano, si propone come occasione anche di sperimentazione e di incontro. Di commistione fra le arti, di confronto di idee. In tal senso si inaugura contestualmente la mostra Arte allOpera, un percorso di ampio respiro incentrato sul rapporto tra il teatro dopera pi antico dEuropa e gli esponenti del Novecento che hanno firmato per il San Carlo prestigiosi allestimenti scenici. Si va da Romain Ert per Pelleas et Melisande a Giacomo Manz per Macbeth, fino ai pi recenti Mimmo Paladino per Tancredi e Fidelio, o Anselm Kiefer per Elektra.

Lallestimento di Anselm Kiefer per Elektra

venerd 30 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Il primo editoriale del nuovo direttore della Civilt Cattolica

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La vicenda del voto alle donne

Come ribaltare la storia


di GIULIA GALEOTTI he senso ha promettere il diritto di voto a qualcuno che non nemmeno libero di guidare, di viaggiare, di farsi curare o lavorare? Che senso ha contare come individui nellagor (avendo i diritti politici) quando nella domus e dintorni (cio rispetto ai diritti civili) si dipendenti dallautorizzazione e dalla volont altrui? Questa, di fatto, losservazione di fondo che ha commentato, in Occidente almeno, la notizia dellannuncio dato il 25 settembre scorso dal sovrano saudita Abdullah bin Abdul Aziz Al Saud: Poich ci rifiutiamo di marginalizzare le donne nei ruoli sociali permessi dalla sharia, abbiamo deciso che dal prossimo mandato le donne entreranno nellassemblea consultiva. E che avranno il diritto a votare e a candidarsi per le elezioni amministrati-

Condividiamo idee
Dal numero in uscita della rivista La Civilt Cattolica anticipiamo ampi stralci del primo editoriale scritto dal nuovo direttore e, sotto, del saluto del direttore uscente. di ANTONIO SPADARO ssumere la direzione di una rivista che ha oltre centosessantanni di storia significa confrontarsi con una sfida molto impegnativa. La Civilt Cattolica infatti, nata nel 1850, ha vissuto decenni nei quali mutato il significato stesso della comunicazione, oltre alle sue modalit. Nel nostro tempo, segnato profondamente dalle reti sociali e dai nuovi media digitali, comunicare significa sempre meno trasmettere notizie e sempre pi essere testimoni e condividere con altri visioni e idee. Tra le prime conseguenze c la necessit che dalla pagina traspaia con chiarezza un messaggio. Fare cultura oggi significa assumersi le proprie responsabilit e il proprio compito nella conoscenza. Ci che La Civilt Cattolica intende offrire ai suoi lettori proprio questo: la condivisione di unesperienza intellettuale illuminata dalla fede cristiana e profondamente innestata nella vita culturale, sociale, economica, politica dei nostri giorni. Il suo contributo serio, ma non elitario: il suo linguaggio, in genere, piano, comprensibile, non per addetti ai lavori. Soprattutto una rivista che vuole condividere le proprie riflessioni non solamente con il mondo cattolico, ma con ogni persona impegnata seriamente nel mondo e desiderosa di avere fonti di informazione affidabili, capaci di far maturare il giudizio personale. nel suo codice genetico fare da ponte, interpretando il mondo per la Chiesa e la Chiesa per il mondo, contribuendo a un dialogo aperto, pieno, cordiale, rispettoso. Gli scrittori della Civilt Cattolica sono convinti che una rivista culturale non possa essere neutra: pi diventa portatrice di una visione della realt, pi essa ha interesse, senso, utilit. Nei primi anni del Novecento e tra le due guerre mondiali, hanno rappresentato un luogo vivo e in-

ve. Tradotta in pratica, questa dichiarazione comporta che dal 2013 le saudite potranno entrare nel consiglio consultivo della Shura (di esclusiva nomina reale), mentre dal 2015 avranno lelettorato attivo e passivo alle municipali. Nellimmediato, invece, nulla di nuovo: le elezioni amministrative che si sono svolte il 29 settembre, infatti, hanno visto ancora solo maschi allurna. Accanto allentusiasmo di alcuni (lannuncio una porta aperta da cui dovranno necessariamente passare altre riforme secondo il direttore del quotidiano indipendente Arab News, Khaled Al Maeena; ora tempo che altre barriere cadano per noi donne ha detto la nota attivista Wajeha Al Huwaider), molti invece hanno gettato acqua sul fuoco: solo propaganda. Una riforma cosmetica. Lasciateci prima guidare e viaggiare ha chiosato la giornalista Iman Al Qathani, nella sostanza in linea con tanti commentatori e commentatrici stranieri. interessante: anche i quotidiani che commentarono il suffragio per le inglesi (1918), le tedesche (1919), le francesi (1944) e le italiane (1945) furono unanimi. Trovata pubblicitaria, nulla di pi. Che di strategia politica si tratti, non v dubbio. Del resto, nella storia del voto alle donne sempre stato cos. Basti pensare al decreto De Gasperi-Togliatti che il 30 gennaio 1945 accord lelettorato attivo alle italiane: fu una misura arguta voluta dai due segretari nel tentativo di allargare i rispettivi bacini elettorali (il voto che la Gran Bretagna accord alle donne nel 1918, invece, fu indotto dalla forzata gratitudine per limpegno femminile durante i difficili anni della Grande guerra). Cos la misura del sovrano saudita stata letta da alcuni in Occidente come mossa che tenta di prevenire lesplosione della primavera araba nel suo Paese (come ha ricordato Lucia Annunziata su La Stampa, lunica protesta ad aver lambito il Regno stata condotta proprio dalle donne). Oggi come ieri, senza valutazione strettamente politica nessuno ha mai accordato nulla alle donne. Le notizie vanno geograficamente, socialmente e storicamente contestualizzate: occorre ricordare che quelle di gioved 29 settembre sono state le seconde elezioni municipali in Arabia Saudita (le prime sei anni fa), Paese in cui non esistono n consultazioni politiche, n partiti, n parlamentari eletti n libert di stampa. Che le quasi dodici milioni di saudite (su un totale di ventisei milioni di abitanti) difettano dei diritti civili. Che lArabia il solo ordinamento al mondo che alle donne non rilascia nemmeno la patente. N le signore possono viaggiare

(allestero o in patria) senza il permesso del marito (o del tutore maschio che sia), n, senza autorizzazione, possono lavorare o sottoporsi a cure mediche. Solo dal 2006, inoltre, le donne hanno il diritto di richiedere in autonomia la carta didentit (necessaria per sposarsi), e nel maggio scorso ha fatto il giro del mondo la foto delle prime donne autorizzate a esercitare lavvocatura. Del resto, se negli ordinamenti occidentali da fine Ottocento in poi i diritti politici femminili sono stati accordati dopo la concessione di quelli civili, la novit saudita offrir spunti interessanti per giuristi e politologi. Se dunque la storica decisione del Re saudita un gesto riconducibile a valutazioni politiche, lintento, per, non ne sminuisce affatto la portata: la storia delle donne dimostra che dallOttocento in poi esse hanno saputo approfittare delluso propagandistico di cui sono state oggetto. Le celeberrime suffragette inglesi esattamente come le meno note (seppur assolutamente indispensabili) emancipazioniste cattoliche italiane; le borghesi francesi come le antischiaviste statunitensi: tutte hanno compreso che il suffragio poteva essere unarma politica spendibile sul terreno degli equilibri politici. Negare, o anche solo ridimensionare, il senso dellapertura annunciata dal sovrano saudita stante le condizioni generali delle donne nel Paese, significa una volta di pi nutrire scarsa fiducia nel femminile. Approfittando della situazione, siamo infatti certe che le saudite sapranno tradurre al meglio il diritto che finalmente il potere accorda loro. Non solo grazie al tasso di alfabetizzazione muliebre (il 70,8 a fronte dell84,7 per cento di quello maschile), non solo in virt delluso brillantemente spudorato e geniale che queste donne fanno di internet e dei social network, non solo per il fermento attestato che le anima, ma perch la storia degli ultimi due secoli ci racconta di eroine intrepide che, volute come pedine di giochi per soli uomini, sono invece state in grado di trasformare marginali e timide crepe in voragini capaci di allargare gli orizzonti delle comunit di appartenenza. Mia cara Kitty, chiedeva Patrick (uno dei personaggi del romanzo Gli anni di Virginia Woolf uscito nel 1937), queste brave donne stanno forse meglio ora che hanno avuto il voto?. Seppur a fatica, senza fanfare nel breve periodo ma con effetti sudati e preziosi nel lungo, decisamente s. Stanno meglio loro, e le societ tutte.

Le proposte culturali che la rivista offre sono caratterizzate da una sintonia speciale con la Santa Sede sin dalla sua fondazione. Il lettore, che condivida o meno le nostre scelte, potr contare sul fatto che le nostre opzioni non si distanziano da quelle del Magistero della Chiesa. La rivista da sempre intende svolgere un modesto servizio alla Chiesa, in particolare al Papa, nel suo impegno ecclesiale universale. Questo spirito di servizio, del resto, conforme a una testata sulla quale scrivono soltanto gesuiti, che sono legati al Pontefice da un vincolo particolare di amore e di obbedienza. Il nostro tesoro la spiritualit di Ignazio di Loyola, una spiritualit incarnata, umanistica, curiosa e attenta alla ricerca della presenza di Dio nel mondo. Principio ispiratore di questa spiritualit un criterio molto semplice: Cercare e trovare Dio in tutte le cose, come scrive santIgnazio. Nella vita cristiana non si tratta di scegliere o Dio o il mondo; piuttosto, sempre, Dio nel mondo.

vilt cattolica non sarebbe cattolica, cio universale, se non potesse comporsi con qualunque forma di cosa pubblica. Grazie alla molteplicit degli argomenti trattati, il nostro lettore pu familiarizzarsi con una quantit di temi dibattuti e attuali, in vista di unopinione personale.

Villa Malta, sede della rivista

Il nostro messaggio col tempo sar diffuso anche su supporti Per essere pi fruibile e aperto al dibattito
In questo senso La Civilt Cattolica intende testimoniare che vi unarmonia profonda fra fede e ragione, fra spirito evangelico, sete di giustizia e operosit per la pace (Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti alla trentacinquesima Congregazione Generale della Compagnia di Ges). Questo atteggiamento implica un ascolto attento delle esigenze delluomo doggi, delle sue forme di espressione, della sua vita sociale, con grande rispetto e cura. A cinquantanni dallapertura del concilio Vaticano II che la nostra rivista ha seguito con estrema attenzione, lasciandosi plasmare profondamente dal suo spirito, sentiamo che dovere permanente della Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo. Ecco perch scrivere per noi significa avviare un dialogo con luomo del nostro tempo, credente o non credente, riconoscendone le profonde aspirazioni ai valori fondamentali, e le tensioni spirituali dovunque e comunque esse si esprimano. E il dialogo vero nasce dal fatto di riconoscere che laltro ha verit e valori da offrirmi. Soprattutto, la nostra rivista non intende esprimere lamenti per il presente o nostalgie per il passato. In sintonia con la tradizione il suo scopo quello di dare chiavi di lettura per il presente, avendo lo sguardo rivolto al futuro. Per questo motivo crediamo che il concetto stesso di rivista in un tempo come il nostro nel quale la comunicazione culturale resa facile e accessibile, facilmente condivisibile e commentabile, stia mutando. Una conseguenza immediata: La Civilt Cattolica sar sempre pi da identificare per il pensiero che esprime, che trover espressione in vari canali e supporti, tra i quali c innanzitutto ma non esclusivamente quello cartaceo. In tal senso occorre imitare i primi gesuiti della rivista che furono innovatori, immaginando luso della stampa che era il mezzo di cui si servivano i rivoluzionari, i liberali e gli anarchici. E questo per fedelt alla richiesta del Pontefice di allora, riguardo ai loro scritti, di spargerli e diffonderli ampiamente in tutti i Paesi, come si legge nella Gravissimum supremi. Cos il nostro messaggio col tempo sar diffuso anche su supporti digitali per essere maggiormente fruibile e aperto al dibattito. La complessit e la frammentazione della vita moderna richiedono uno sforzo particolare di comprensione e ricomposizione dei frammenti del sapere. Sin dalleditoriale del primo fascicolo del 1850 la nostra rivista ha interpretato cos la propria cattolicit: Una Ci-

Cos intendiamo rispondere allappello che Benedetto XVI ci ha rivolto nel febbraio del 2006, ricevendoci in udienza: In questo nostro tempo in cui il Signore Ges chiama la sua Chiesa ad annunciare con nuovo slancio il Vangelo di salvezza, non ci si pu tuttavia dispensare dalla ricerca di nuovi approcci digitali alla situazione storica in cui oggi vivono gli uomini e le donne, per presentare ad essi in forme efficaci lannuncio della Buona Notizia. La Civilt Cattolica, per essere fedele alla sua natura e al suo compito, non mancher, pertanto, di rinnovarsi continuamente, leggendo correttamente i segni dei tempi. Per quanto sar possibile, non vorremmo semplicemente commentare

riflessioni gi formulate, ma anche tentare di anticipare le tendenze e prevederne limpatto, mirando a tener desta lattenzione dei lettori. Questo lavoro frutto di una redazione tradizionalmente chiamata collegio degli scrittori. La Civilt Cattolica lespressione del lavoro di una quipe, e dunque di una ricerca e di una fatica condivisa. Noi scrittori siamo, come ci scrisse Leone XIII nel Breve Sapienti consilio, uniti in comunanza di vita e di studi. Io stesso come direttore rientro a far parte, con una responsabilit in pi, di un lavoro collegiale che stato guidato con saggezza e liberalit per oltre venticinque anni da padre GianPaolo Salvini, che ringrazio anche a nome di tutta la redazione e dei lettori per il lavoro svolto e per quello che continuer a svolgere tra di noi. Non solo: la rivista espressione di un realt ecclesiale, legata strettamente per sintonia e intendimenti alla Sede Apostolica, e anche attenta in particolare alla Chiesa in Italia, nel cammino della quale la rivista pure si sente inserita. Nellassumere la direzione de La Civilt Cattolica, affidandomi alla generosa fiducia dei lettori, riconfermo un pensiero che la nostra rivista ben formulava esattamente centosessanta anni fa, nel 1851, e che resta attualissimo: Tra chi scrive e chi legge corre una comunicazione di pensieri e di affetti che tiene molto dellamicizia, spesso giunge ad essere quasi una segreta intimit: soprattutto quando la lealt da una parte e la fiducia dallaltra vengono a raffermarla.

Sollievo e nostalgia
periori. Confratelli che, nonostante temperamenti e specializLasciando la direzione della Ci- zazioni differenti, hanno lavorato vilt Cattolica dopo oltre venti- e lavorano con rara competenza sei anni, ho poco da aggiungere a nella redazione. A essi va la mia quanto ha gi espresso il mio riconoscenza e il mio affetto, spesuccessore, padre Antonio Spada- cialmente a quanti vi svolgono o ro. Lavvicendamento, richiesto vi hanno svolto un compito redazionale spesso pi nascosto, ma da me gi da diversi anni, una non per questo meno prezioso. cosa naturale e anche opportuna, La mia nostalgia, e il mio graper evitare che il lavoro quotidia- zie, va anche ai lettori e agli abno alla direzione della rivista si bonati, il nostro bene pi preziosedimenti in unabitudine e renda so, che ci hanno dimostrato fedifficile, per chi chiamato a di- delt e stima, anche nel maniferigerla, lo studio e il continuo ag- stare dissenso da qualche nostra giornamento che un compito cul- opinione, che, come sempre nel turale richiede. C quindi in me lavoro di giornalisti, rimane apun senso di sollievo nel lasciare punto opinabile. Un particolaad altre mani capaci la responsabilit di Ho avuto la possibilit di vivere unopera che occupa un posto qualificato in un osservatorio privilegiato nel panorama cultusulla vita della Chiesa e dellItalia rale cattolico italiano. una rivista che E anche dellaffascinante ha accompagnato tutmondo globalizzato di oggi ta la storia dellunificazione del nostro Paese nei suoi primi centocin- re grazie anche a quanti, impequantanni di vita dallUnit, e gnati nella Santa Sede, mi hanno ha sempre cercato di fornire una consentito con la loro intelligenza visione per quanto possibile og- e pazienza di far s che la rivista gettiva, illuminata dalla fede, sul- esprimesse quella sintonia con la le vicende dellItalia e del mon- Santa Sede che da sempre ne codo, visione frutto di un lavoro di stituisce una caratteristica. Vorrei gruppo e di una riflessione possi- ricordare anche i numerosi conbilmente pacata e ragionata. fratelli qui conosciuti e che hanIl compito affidatomi nella ri- no dedicato la loro vita alla rivivista mi ha consentito di vivere in sta e che il Signore ha gi chiaun osservatorio privilegiato sulla mato a s o che figurano nella cavita della Chiesa e dellItalia e tegoria emeriti (anche se alcuni anche dellaffascinante mondo tuttora molto attivi), senza i quali globalizzato di oggi, reso sempre la rivista non sarebbe mai stata pi piccolo dalla rete imponente ci che . di informazioni, scambi e trasporLa nostra non una rivista ti, che, nel bene e nel male, ma soggetta a grandi cambiamenti, soprattutto nel bene, ci rende in qualche modo cittadini del mon- sia per la sua storia e tradizione, do intero. Ma i compiti organiz- sia perch la continuit assicuzativi e di coordinamento mi rata dalla redazione, che va ben hanno spesso impedito di appro- al di l della persona del singolo fondire tematiche a me pi con- direttore. I cambiamenti della rigeniali e per le quali mi ero pre- vista, di stile, di contenuti, di argomenti, sono piuttosto dovuti ai parato. Al sollievo si unisce per anche mutamenti della realt in cui viuna punta di nostalgia per un viamo, che la rivista riflette, e a compito appassionante, che mi quelli della stessa Chiesa al cui ha consentito di avere contatti servizio la rivista nata e di cui privilegiati e di dirigere unquipe interpreta lo sforzo di dialogo di confratelli interamente dediti con un mondo pluralista e in alla missione loro affidata dai Su- continua trasformazione. di GIANPAOLO SALVINI

nel codice genetico della rivista fare da ponte Interpretando il mondo per la Chiesa E la Chiesa per il mondo
quieto di scambio, incontro e scontro culturale, di valori e di idee. La Civilt Cattolica essendo la rivista culturale pi antica dItalia, non intende venir meno a tale compito. Non si tratta di fare proclami o campagne ideologiche, ma di avere una coscienza critica attiva, capace di dichiarare gusti e prospettive e, soprattutto, capace di aprire scenari, ispirare lazione e la sensibilit.

Claude Lorrain al Teylers Museum di Haarlem

Il maestro della luce dorata

Claude Lorrain, Paesaggio con Apollo e le Muse (1652)

Per loccasione, la National Galleries of Scotland ha acconsentito a privarsi dellopera pi grande e pi ambiziosa di Claude Lorrain, Paesaggio con Apollo e le Muse (1652); la mostra dedicata allartista lorenese, inaugurata il 29 settembre, sar visitabile al Teylers Museum di Haarlem fino all8 gennaio 2012. Lorrain (1600 - 1682) uno dei primi pittori a cogliere ed esprimere il valore della luce in un paesaggio non molto conosciuto in Olanda; con la mostra in corso il Teylers Museum vuole colmare questa lacuna, esponendo anche una ricca collezione di disegni dellartista.

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LOSSERVATORE ROMANO
Incontro in Malaysia su invito della Federazione mondiale luterana

venerd 30 settembre 2011

Rowan Williams ai responsabili degli istituti scolastici anglicani

Cristiani e islamici per uneconomia diversa

Educazione religiosa e societ inglese


LONDRA, 29. Quella delleducazione religiosa, nel senso pi ampio del termine, limpresa con il maggiore significato umano che possiamo intraprendere: lo ha sottolineato il reverendo Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana, durante la riunione dei membri dellAnglican Academy and Secondary School Heads (Aassh) che si svolta nei giorni scorsi nella biblioteca della residenza di Lambeth Palace, a Londra. Rowan Willams, in qualit di patrono dei membri dellAassh, lassociazione che riunisce i responsabili delle accademie e delle scuole secondarie anglicane inglesi, ha pronunciato una relazione intitolata Church, schools and academies: the next 200 years. A Christian response to the world our children will lead, dedicato alle prospettive future delleducazione religiosa. Esaminando la situazione delle scuole religiose in Inghilterra, larcivescovo di Canterbury ha sottolineato che nellattuale ambito educativo del nostro Paese sono evidenti due necessit: la prima la condivisione intelligente delle risorse, includendo anche quelle di carattere morale e spirituale; la seconda lurgenza, da parte degli istituti educativi, di considerare se stessi come una risorsa nei confronti della comunit. Per il presule anglicano importante stabilire con certezza quanto leducazione religiosa in grado di offrire alla societ contemporanea. Secondo Williams, per rimanere fedeli a un elevato livello di qualit dinsegnamento, i docenti delle scuole religiose devono svolgere il loro ruolo con grande professionalit. Ricordando quanto larcivescovo di York, il reverendo John Tucker Mugabi Sentamu, aveva sottolineato nel corso del suo intervento alla Camera dei Lords dopo gli scontri violenti dellestate scorsa, anche il primate della Comunione anglicana ha sottolineato che sarebbe estremamente errato eliminare dai programmi scolastici gli insegnamenti a carattere etico e religioso. Per il presule anglicano, difendere la necessit delleducazione religiosa , nellattuale contesto, estremamente necessario, e certamente i responsabili delle scuole religiose non possono essere accusati di voler mantenere o di chiedere dei privilegi. La comprensione della realt attuale si basa sulla conoscenza della nostra tradizione e i piani di studio delle nostre scuole comprendono, appunto, lapprofondimento di quelle tradizioni che sono necessarie per la corretta comprensione di questa complessa realt attuale. Proseguendo nel discorso, larcivescovo di Canterbury ha posto in rilievo lalto valore della preghiera collettiva. Una scuola ha dichiarato deve essere considerata come una comunit intelligente e in essa costante la forte necessit di avere tempo per riflettere. Un tempo da spendere per decidere quali sono le pi urgenti priorit e per poter ampliare gli orizzonti futuri. Tutto questo per noi possibile raggiungere mediante la preghiera collettiva. Quindi, per Williams, c bisogno che il mondo dellistruzione religiosa si renda maggiormente conto di essere una realt in un contesto di societ quanto mai ampio. Per fare un paragone, ha sottolineato ai suoi ascoltatori che un buon politico qualcuno che ha unesperienza ben pi vasta di quella che il mondo della politica. Altrettanto avviene per un istituto distruzione che, per essere considerato una buona scuola, deve essere un luogo di confronto tra molteplici esperienze. Ai nostri studenti ha detto ancora non bisogna solo impartire una conoscenza nozionistica; essi devono essere invece aiutati a divenire i cittadini del prossimo futuro. Certamente il compito dei loro insegnanti metterli in grado di compiere delle scelte, di usare la loro immaginazione e la loro conoscenza. Quando si agisce in un contesto vasto, quando un istituto lavora in modo quanto mai creativo su obiettivi chiari, allora anche i docenti scolastici possono considerarsi come una parte socialmente attiva di questo vasto mondo. A conclusione del suo intervento davanti ai membri dellAassh, larcivescovo di Canterbury ha affermato che noi tutti siamo profondamente convinti che leducazione che i giovani ricevono nellambito dei nostri istituti distruzione debba seguire un modello ampiamente comprensivo e riferirsi a un vasto panorama di esperienze umane. Questo un traguardo che certo non possiamo mancare.

Prove di dialogo fra il Patriarcato di Kiev e la Chiesa autocefala

di RICCARD O BURIGANA In che modo cristiani e musulmani possono contribuire a superare la crisi, non solo economica, che attraversa il mondo? A questa domanda si propone di dare risposte, con indicazioni pratiche, lincontro internazionale Interfaith Dialogue Engaging Structural Greed Today, convocato dalla Federazione mondiale luterana (Lwf) a Kota Kinabalu, in Malaysia, dal 25 al 30 settembre. Al convegno prendono parte musulmani e cristiani, non solo luterani, in rappresentanza di una pluralit di Chiese e comunit ecclesiali: teologi, filosofi, economisti, responsabili di comunit locali, con una significativa presenza di donne e giovani. Il convegno si propone di affrontare soprattutto le cause strutturali della crisi. Cristiani e musulmani si sono trovati in profonda sintonia nel denunciare il fatto che, in nome del profitto economico, si dato vita a politiche che non hanno tenuto conto del rispetto della creazione. Si sono cos generate nuove condizioni di ingiustizia, in aperto contrasto con quei valori che appartengono alle tradizioni cristiane e islamiche. A Kota Kinabalu questi credenti sono chiamati a proseguire una ri-

S.E.R. Mons. Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, comunica con dolore che nella mattina del 27 settembre deceduto il

Commendatore

flessione comune sulle speranze per un futuro diverso che tenga conto dei valori comuni testimoniati in questi anni, cercando di attivare nuove opportunit per un impegno e unazione sempre pi efficaci. Per gli organizzatori del convegno si tratta di proseguire un cammino verso una sinergia con la quale ripensare la societ. Il convegno vuole sviluppare una posizione condivisa tra cristiani e musulmani nella formulazione di un giudizio sulle cause strutturali della crisi economica in atto, in modo da formulare una comune prospettiva per uscirne eliminando gli elementi legati solo al profitto. Per questo stata sostenuta la necessit di formulare una charta di principi economici che siano ispirati a quei valori del cristianesimo e dellislam in grado di definire uneconomia nuova, che metta al centro luomo; in tale processo si deve tenere conto dei diversi contesti, economici, sociali, ambientali, in cui cristiani e musulmani sono chiamati a testimoniare questi valori. In Malaysia la Federazione mondiale luterana si propone inoltre di promuovere una costante consultazione, a livello globale e locale, tra musulmani e cristiani su questi temi, nella consapevolezza che le dimensioni e la dinamicit della crisi economica si possano affrontare con una continua verifica dei principi e dei valori. Proprio per il carattere del convegno, il programma articolato in dodici sessioni, alcune delle quali dedicate allascolto e alla discussione di un tema presentato da un relatore cristiano e da uno musulmano, mentre in altre si d spazio a gruppi di lavoro che dovranno proporre temi e progetti sui quali elaborare il documento finale. Fra i temi presentati nelle sessioni plenarie vanno ricordati lo stato del

dibattito per la definizione di una comune base tra cristiani e musulmani, alla luce della riflessione teologica delle due comunit, per il superamento della crisi economica e spirituale, e la dimensione etica della ricerca del bene comune nella societ contemporanea. Offerte poi una rilettura delle vicende storiche che hanno segnato il rapporto tra denaro, usura e ricevuta bancaria da una parte e pane quotidiano e zakat dallaltra, nel cristianesimo e nellislam, e una riflessione sui recenti esperimenti di un sistema bancario islamico e sulleconomia di comunione nellambito cristiano, in particolare delle iniziative promosse dal Movimento dei Focolari, con la nascita della formula del micro-credito e delle sue conseguenze nella vita di tante comunit locali. Come ha detto, nel suo intervento, Ulrich Duchrow, a lungo docente di Teologia sistematica allUniversit di Heidelberg, da anni impegnato nel campo del ripensamento di uneconomia ispirata a valori cristiani, i fedeli delle due grandi religioni monoteiste non sono chiamati a proporre semplicemente nuove istituzioni e ricette economiche, ma un nuovo modo di pensare e di vivere, creando un approccio alla vita nella prospettiva di una societ pi giusta, con una nuova visione e una nuova pratica, e sconfiggendo quellavidit che sembra aver guidato il mondo economico negli ultimi decenni. Per questo, secondo il musulmano Chandra Muzaffar, che stato il primo direttore del Centro per il dialogo tra le civilt dellUniversit di Malaya a Kuala Lumpur, cristiani e musulmani devono scrivere, parlare e operare contro lavidit del mondo per costruire una nuova societ.

Alla ricerca dellunit dellortodossia in Ucraina


KIEV, 29. Una dichiarazione congiunta per sottolineare la ripresa del dialogo fra le due denominazioni, con lobiettivo di ricomporre lunit dellortodossia nel Paese: lhanno sottoscritta il primate della Chiesa ortodossa ucraina - Patriarcato di Kiev, Filarete, e il primate della Chiesa ortodossa autocefala ucraina, Metodio, incontratisi nei giorni scorsi riferisce il Religious information service of Ukraine alla presenza dellex capo dello Stato, Viktor Juenko, il quale ha dato il proprio supporto alliniziativa, tesa a superare la divisione fra le comunit ortodosse presenti in Ucraina. Siamo consapevoli della difficolt di questa strada si afferma nel documento ma al tempo stesso i vescovi, il clero e i fedeli delle nostre Chiese hanno sempre compreso e riconosciuto la dannosit della separazione esistente, manifestando il desiderio di trovare un modo per superarla. Filarete e Metodio parlano di una societ divisa, di un dibattito politico nel quale si cerca di creare tensione e discordia sulla base della lingua, della nazionalit, della regione di provenienza. Purtroppo si legge nella dichiarazione una delle ragioni della crescente divisione sociale la mancanza di unit della Chiesa ortodossa in Ucraina. Il nostro desiderio di unire la societ ucraina e di superare la separazione ecclesiale. Per questo, dopo una lunga riflessione, caratterizzata da un costruttivo dialogo, la Chiesa ortodossa - Patriarcato di Kiev e la Chiesa ortodossa autocefala sono giunte a una conclusione comune: Le incomprensioni e i disaccordi del passato non devono chiudere la strada al dialogo, alla riconciliazione e, infine, al raggiungimento dellunit dei cristiani. Filarete e Metodio parlano di un incontro proficuo e reciprocamente vantaggioso, confermano la volont di riprendere il confronto tra le due denominazioni allo scopo di ricomporre lunit della Chiesa ortodossa in Ucraina ed esortano i vescovi, il clero e i fedeli a unire gli sforzi per ottenere la creazione di una Chiesa locale nel Paese. Com noto, in Ucraina convivono tre denominazioni ortodosse: il cosiddetto Patriarcato di Kiev, la Chiesa autocefala, e la Chiesa ortodossa ucraina - Patriarcato di Mosca con a capo il metropolita Vladimiro. Questultima stata creata il 31 gennaio 1990 come diretta emanazione dellesarcato kieviano della Chiesa ortodossa russa. Alla sua guida, il 9 giugno successivo, venne chiamato il metropolita Filarete. Quando, il 24 agosto 1991, lUcraina dichiar lindipendenza, il sinodo locale domand il riconoscimento dellautocefalia ma la Chiesa russa a Mosca respinse la richiesta. Filarete venne costretto a dimettersi e fu sostituito da Vladimiro. Il 25 giugno 1992 Filarete, i suoi seguaci e una parte della Chiesa ortodossa autoproclamatasi autocefala fondarono il Patriarcato di Kiev (entit considerata non canonica a differenza della denominazione guidata da Vladimiro, giuridicamente autonoma e canonicamente legata al Patriarcato di Mosca). Da allora i rapporti fra il Patriarcato di Kiev e la Chiesa ortodossa ucraina - Patriarcato di Mosca sono ridotti ai minimi termini, con posizioni che appaiono al momento inconciliabili.

GINO FALCONETTI
gi scrittore del Dicastero
Ricordandolo con affetto, i superiori e tutto il personale si uniscono alle preghiere di suffragio per leterno riposo del compianto defunto ed esprimono commossa partecipazione al lutto dei suoi familiari.

Ledificio venne dato alle fiamme un anno fa nel corso delle proteste per il rogo del Corano

Musulmani ricostruiscono una scuola protestante in India


SRINAGAR, 29. Un gruppo di fedeli musulmani nello Stato di Jammu e Kashmir, nellIndia nord-occidentale, ha deciso di dare il proprio contributo manuale alla ricostruzione di una scuola appartenente a una comunit cristiana. Ledificio era stato dato alle fiamme il 13 settembre 2010 nel corso delle forti proteste messe in atto dagli integralisti musulmani per il rogo del Corano promosso da un predicatore negli Stati Uniti, il reverendo Terry Jones. Questo episodio, avvenuto nel nono anniversario degli attacchi terroristici a New York e a Washington, aveva ricevuto una condanna unanime. La struttura, ora in ricostruzione, si trova a Pulwama, a pochi chilometri da Srinagar, capoluogo dello Jammu e Kashmir. La scuola, la Tyndale Biscoe School, appartiene alla Church of North India, comunit protestante che conta il maggior numero di fedeli nellIndia settentrionale. Per Munshi Muktar Ahmed, un insegnante che fa parte del gruppo di volontari musulmani che aiuta nella ricostruzione, quanto accaduto lo scorso anno stato certamente un errore. Secondo il di iniziare questanno scolastico in alcuni edifici provvisori in attesa del termine dei lavori. Ci siamo dovuti adattare ha dichiarato a svolgere le lezioni in prefabbricati. Nel 2010, i nostri quattrocentocinquanta studenti hanno dovuto terminare lanno in un vecchio caseggiato messo a disposizione dal dipartimento governativo per la Salute. Ledificio originario bruciato dai manifestanti il 13 settembre 2010 era quasi interamente di legno. Il reverendo Pradeep Kumar Samantroy, vescovo di Amritsar, della Church of North India, ha affermato di essere felice che la comunit musulmana di Pulwama collabori allopera di ricostruzione. Per il religioso, la perdita che abbiamo subito stata grave ma la cosa pi importante che ora siamo in grado di ricostruire ledificio scolastico in un rinnovato clima di pace. Un contributo finanziario per lopera di ricostruzione venuto dal Governo di Jammu e Kashmir ma quel che pi conta laiuto fraterno dei cittadini musulmani che lavorano a fianco dei nostri fedeli cristiani.

docente, lincendio della scuola cristiana stata una grossa perdita per tutti gli abitanti di Pulwama in quanto gran parte dei giovani musulmani di questa citt la frequentavano con profitto. Nella repressione dei disordini del 2010 vi furono ventiquattro vittime e oltre cento feriti e la polizia oper numerosi arresti tra gli estremisti. Quanto accaduto qui a Pulwama continua Muktar Ahmed ha

avuto dei risvolti negativi che, prima dei disordini, molti di noi non potevano neppure immaginare. Credevamo di partecipare a una protesta pacifica ma poi si sono infiltrati gli estremisti che hanno spinto la comunit ad atti di violenza. Ora abbiamo imparato la lezione e i cittadini di Pulwama sono i primi a tenere distanti gli estremisti. Il direttore della Tyndale Biscoe School, Rajinder Kaul, ha deciso

venerd 30 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO

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I lavori dellassemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali

La nuova evangelizzazione in Europa


TIRANA, 29. La nuova evangelizzazione il tema centrale dellassemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali dEuropa (Ccee) che ha aperto i lavori oggi, gioved, a Tirana. Trovo particolarmente significativo che questa nostra assemblea plenaria, nellanno in cui ricorre il 40 anniversario del Ccee, si svolga proprio qui, a Tirana, nella capitale dellAlbania. Questa citt ha detto nella prolusione il cardinale Pter Erd, arcivescovo di Esztergom-Budapest e Presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali dEuropa , in un certo senso, rappresentativa anche della missione del Ccee: quella di sostenere la Chiesa in tutto il continente e di avere una speciale attenzione per le Chiese che nellultimo secolo hanno sofferto molto sotto la dittatura dei regimi atei. Oggi, possiamo affermare con fiducia che la rinascita della Chiesa in questi Paesi prova della Provvidenza divina e della fede in Cristo crocifisso e risorto. Se lEuropa dei popoli sta ancora cercando di imparare a respirare con due polmoni, noi siamo convinti che, sin dalla sua fondazione, il nostro Consiglio ha aggiunto il porporato sia stato uno spazio privilegiato per guardare sempre allintera Europa con le sue difficolt e i suoi problemi, ma anche con i tanti frutti della benedizione di Dio. Non posso nascondere la mia gioia per il fatto di essere qui, in Albania, Paese che ha tanto sofferto a causa di un regime durissimo onde la religione stata totalmente proibita, e che oggi un Paese che, come vediamo, si apre alla fede e anche allEuropa e che quindi sta gi portando il suo contributo alla comunit dei popoli europei e della Chiesa in Europa. Gioia e soddisfazione per questo importante appuntamento stata espressa dallarcivescovo metropolita di Tiran-Durrs e presidente della Conferenza episcopale albanese, monsignor Rrok K. Mirdita. Insieme alla gioia e allemozione ha detto larcivescovo sale, dal profondo del mio cuore, un intenso sentimento di gratitudine. Gratitudine a Dio per aver concesso al nostro popolo questa nuova stagione di libert, dopo il lungo travaglio di una delle dittature pi feroci della storia. Gratitudine al cardinale presidente per avermi incoraggiato a presentare allultima assemblea plenaria della Ccee linvito di trovarci questanno nella nostra Capitale. La storia travagliata della Chiesa in Albania non ha generato nella comunit credente rancori o sentimenti di esclusione. Non ha sviluppato nei suoi membri un senso di inferiorit, a causa della minoranza numerica, e neanche un senso di superiorit, a causa dei tesori nazionali che ha custodito nei confronti della altre comunit religiose. Essa ha proseguito ha partecipato con spirito di serenit alla crescita dellintera nazione in quellarmonia interreligiosa che tipica del nostro popolo e che uno dei pi grandi valori che abbiamo da porgere come modello allEuropa contemporanea e al mondo. Per facilitare i lavori assembleari, il Ccee ha inviato nei giorni scorsi un questionario alle Conferenze episcopali al fine di raccogliere e mettere in luce idee, situazioni e proposte. La riflessione sul tema sar affidata allarcivescovo Salvatore Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, e a Jean Luc Moens, gi coordinatore dellesperienza delle missioni cittadine delle capitali europee, che avr il compito di sintetizzare le risposte giunte in queste settimane. Lincontro di Tirana sar loccasione per un lavoro comune su questo tema di tutte le conferenze episcopali in Europa prima dellassemblea sinodale del 2012. I presidenti delle Conferenze episcopali dEuropa membri del Ccee eleggeranno la nuova presidenza per il quinquennio 2011-2016. La seconda parte dei lavori si concentrer invece sul servizio del Ccee alla Chiesa in Europa con la presentazione delle attivit delle varie commissioni e di quelle nellambito del dialogo ecumenico, con la nomina dei membri del comitato congiunto Ccee-Kek (Conferenza delle Chiese europee). Sar illustrato inoltre il programma del prossimo simposio dei vescovi dAfrica e dEuropa (Roma, 13-17 febbraio 2012) e si discuter anche delle Seconde Giornate Sociali Europee realizzate insieme alla Comece e previste nel 2013 a Granada (Spagna). Nel corso dellassemblea sar presentato Eurocathinfo.eu, il portale dellinformazione istituzionale e lintranet delle Conferenze episcopali in Europa (in rete entro la fine dellanno).

Presentata a Fatima la Giornata delle comunicazioni sociali

Chiesa e cultura digitale in Portogallo


LISBONA, 29. Lattiva partecipazione della Chiesa cattolica ai nuovi mezzi di comunicazione sociale estremamente importante. La presenza digitale in Facebook, in Twitter e nelle altre reti essenziale, e si dimostra particolarmente efficace nel favorire lincontro tra le persone: quanto ha sottolineato il direttore del Segretariato nazionale delle comunicazioni sociali (Sncs) della Conferenza episcopale del Portogallo, don Antnio Pereira Rego, nel presentare alla stampa la Giornata nazionale delle comunicazioni sociali che si aperta, oggi, a Ftima sul tema generale Era digitale: rivoluzione nella cultura e nella societ. Alla Giornata partecipano il presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni sociali, arcivescovo Claudio Maria Celli, e oltre cento esperti di comunicazione sociale, alcuni legati alla Chiesa, altri che seguono temi religiosi nella stampa non specializzata. Scopo della Giornata quello di approfondire la conoscenza del modo con il quale il giornalismo religioso sta utilizzando tutta questa interattivit per meglio comunicare con le persone e diffondere il proprio messaggio. evidente ha detto il direttore del segretariato che la prospettiva cosiddetta moralista sia una tentazione che si possa presentare, tuttavia, molto pi importante la creativit evangelica che pu essere trasmessa mediante questi strumenti di comunicazione. A tale proposito la Chiesa del Portogallo, chiamata a esercitare una diaconia della cultura, intende incoraggiare la loro giusta evoluzione e il loro giusto utilizzo per il bene dello sviluppo umano, della giustizia e della pace, per lelevazione della societ nella dimensione nazionale e comunitaria, alla luce del bene comune e in spirito di solidariet. Proprio in considerazione della grande rilevanza e diffusione dei mezzi di comunicazione sociale, la Chiesa cerca un dialogo onesto e rispettoso con i responsabili dei media, un dialogo che si rivolga in primo luogo allelaborazione della politica che li riguarda. Tale dialogo implica che la Chiesa faccia uno sforzo per comprendere i media i loro obiettivi, i loro metodi, le loro regole di lavoro, le loro strutture interne e le loro modalit e che sostenga e incoraggi coloro che vi lavorano. Basandosi su questa comprensione e su questo sostegno diventa possibile fare delle proposte significative, individuare obbiettivi per superare gli ostacoli che si oppongono alla promozione umana e alla proclamazione del Vangelo. Internet ha rilevato monsignor Rego non semplicemente un nuovo modo di comunicare, come potrebbe pensare chi nato prima della rivoluzione digitale, , invece, una rivoluzione paragonabile allinnovazione della macchina a vapore, al passaggio fra cultura orale e scrittura. Come tutte le esperienze nuove la rivoluzione digitale ha in s aspetti negativi e positivi, e oggi i giovani non hanno grandi riferimenti educativi nella rete, su questo bisogna attrezzarsi. Il discorso riguarda naturalmente anche la Chiesa che, sotto questo profilo, deve tornare a mettersi in discussione. una rivoluzione che sta cambiando il nostro modus vivendi, sarebbe illogico restare alla finestra a guardare. La Chiesa ha rilevato ancora monsignor Rego si preoccupa anche della propria comunicazione e di quella al suo interno. Questa comunicazione qualcosa di pi che un esercizio tecnico perch comincia nella comunione di amore fra le Persone divine e nella loro comunicazione con noi nonch nella comprensione del fatto che la comunicazione trinitaria si estende allumanit: il Figlio il Verbo, eternamente pronunciato dal Padre e, in Ges Cristo e attraverso di Lui, Figlio e Verbo incarnato, Dio comunica se stesso e la sua salvezza alle donne e agli uomini. Questa motivazione, pi di ogni altra, spiega perch la pratica ecclesiale della comunicazione dovrebbe essere esemplare.

Il cardinale Domenico Bartolucci ha preso possesso della diaconia dei Santissimi Nomi di Ges e Maria in Via Lata

Uno studio dellAustralian Catholic Social Justice Council

Il dramma delle donne detenute in Australia


SYDNEY, 29. Lattuale situazione di affollamento delle carceri nel nostro Paese ci impone una seria riflessione sui fattori sociali che condizionano le persone che compiono dei crimini: quanto ha sottolineato monsignor Christopher Alan Saunders, vescovo di Broome e presidente dellAustralian Catholic Social Justice Council (Acsjc) che, per conto della Conferenza episcopale australiana (Acbc), ha curato un documento, intitolato Building Bridges Not Walls sulla popolazione carceraria di questo Paese. In un articolo apparso sul sito in rete dellarcidiocesi di Sydney per la ricorrenza della Social Justice Sunday, che stata celebrata dai cattolici dAustralia domenica 25 settembre, il presule sottolinea che laumento del numero delle persone detenute ci obbliga a guardare la realt delle carceri con maggiore interesse per scoprire, al di l dei singoli casi, le cause sociali che sono alla radice del fenomeno. Spesso i nostri politici e alcuni organi dinformazione invocano maggiore durezza nellapplicazione delle leggi per combattere la criminalit senza per mai indagare sui motivi generali che spingono sempre pi persone a commettere alcuni reati. Nel documento Building Bridges Not Walls, oltre alle statistiche sulla popolazione carceraria, sono pubblicate anche le relazioni inviate dai cappellani che operano allinterno degli istituti di pena. In questi scritti appare evidente come uomini e donne rinchiusi nelle carceri si confrontano con la disperazione, con la mancanza di speranza e con la convinzione di essere ormai diventati persone prive di valore. Tra i testimoni di quanto sia avvilente la situazione dei detenuti vi Margaret Wiseman, lunica donna laica a essere membro dellassociazione dei cappellani delle carceri nellarcidiocesi di Sydney. Wiseman ha trascorso gli ultimi quindici anni dedicando tutto il suo tempo per aiutare le donne recluse nellistituto penale di Silverwater. Nel suo compito non ha mai fatto alcuna distinzione tra le prigioniere che professano una fede religiosa e quante invece dicono di non avere ormai alcuna fede. Molte di queste donne detenute sono cresciute in famiglie povere e spesso disgregate. Nessuna di loro pu essere considerata cos cattiva, cos lontana da Dio e cos posseduta dal male da rendere impossibile lopera redentrice della grazia divina, afferma la volontaria laica australiana, che aggiunge: la giustizia divina non si basa sulla legge degli uomini ma sullamore di Dio. Questa giustizia va al di l di quelle che sono le nostre leggi. Bench le donne detenute siano solo una piccola percentuale del totale della popolazione carceraria australiana, spesso sono pi isolate e pi colpite dal senso di esclusione sociale rispetto ai detenuti uomini. Un uomo in carcere spiega Wiseman nel rapporto ha spesso una moglie e una madre che lo aspettano quando sar rilasciato. Molte donne prigioniere sono, invece, completamente abbandonate e nessuno viene mai a visitarle. Molte di loro non hanno una casa dove tornare e sono state anche private dei diritti di madre nei confronti dei loro bambini. Tante, pur avendo diversi figli, sono state abbandonate dai mariti o dai compagni e alle loro spalle non vi pi alcuna relazione stabile. Passano in prigione una parte della loro vita vivendo in celle anguste che devono condividere con altre detenute. Non possono avere neppure un poco dintimit e devono dividere la loro condizione con altre donne anchesse disperate. Con tutte queste difficolt continua Margaret molte prigioniere sono convinte che Dio non possa essere interessato a loro e che la speranza si fermi al di fuori dei muri della prigione. Tuttavia, la grande maggioranza di loro desidera di essere amata anche se purtroppo si dicono convinte che Dio non possa amarle. Wiseman svolge la sua missione tra le detenute incoraggiando quelle che desiderano rivolgersi direttamente a Dio per mezzo della preghiera e a credere nel suo amore infinito. Tuttavia la missione di questa volontaria cattolica nelle carceri va anche oltre il periodo della detenzione. Oltre ad aiutare le detenute a trovare Dio, la donna, insieme ad altre volontarie, presta assistenza per quelle che, una volta scontata la pena, si trovano completamente sole, senza una alloggio e neppure un lavoro. Per queste, le volontarie cattoliche offrono un posto per dormire gratuito e un aiuto anche nella ricerca di una occupazione onesta. A conclusione della sua relazione, Wiseman sottolinea che con i soldi spesi per la costruzione di nuovi istituti di pena potrebbero essere costruite nuove scuole e nuovi ospedali e potrebbero essere attivati nuovi servizi sociali in grado di offrire assistenza a quelli che sono attualmente esclusi dalla societ.

Il cardinale Domenico Bartolucci, gi maestro direttore della Cappella Musicale Pontificia, nel pomeriggio di mercoled 28 settembre ha solennemente preso possesso della diaconia dei Santissimi Nomi di Ges e Maria in Via Lata. Nella chiesa romana di via del Corso il porporato stato accolto dal rettore, padre Braz Hoinatz de Andreade dellordine degli agostiniani scalzi cui affidata la ret-

toria che gli ha porto il crocifisso per il bacio e la venerazione; quindi ha asperso i fedeli con lacqua benedetta e si raccolto in preghiera. Successivamente padre Gabriele Ferlisi, priore generale degli agostiniani scalzi, ha rivolto al cardinale Bartolucci parole di saluto. Ha diretto il rito monsignor Franco Camaldo, cerimoniere pontificio.

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LOSSERVATORE ROMANO
Benedetto ringrazia i dipendenti delle Ville Pontificie

venerd 30 settembre 2011

XVI

Messa del cardinale Bertone per lemittente vaticana

Natura e silenzio ci avvicinano a Dio


La natura e il silenzio ci avvicinano a Dio. Lo ha detto il Papa salutando nel pomeriggio di ieri, mercoled 28 settembre, i dipendenti delle Ville Pontificie durante il consueto incontro a conclusione del suo soggiorno estivo a Castel Gandolfo, da dove partir sabato pomeriggio per far rientro in Vaticano. Cari fratelli e sorelle, siamo giunti alla conclusione del soggiorno estivo a Castel Gandolfo. Anche questanno mi gradito incontrarvi, per salutarvi tutti insieme ed esprimervi la mia riconoscenza per il prezioso servizio che avete svolto e per quello che continuerete a compiere con competenza nella custodia di questa dimora. Nella persona del Direttore, il Dottor Saverio Petrillo, che con la consueta cortesia si fatto interprete dei sentimenti di tutti, ringrazio lintera comunit di lavoro che cura il Palazzo e le Ville Pontificie. In questo luogo si vive in continuo contatto con la natura e in un clima di silenzio. Sono lieto di questa circostanza per ricordare che luna e laltro ci avvicinano a Dio: la natura, in quanto capolavoro uscito dalle mani del Creatore; il silenzio, che ci permette di pensare e meditare senza distrazioni lessenziale della nostra esistenza. Romano Guardini affermava: Solo nel silenzio giungo davanti a Dio e solo nel silenzio conosco me stesso. In un ambiente come questo pi facile ritrovare se stessi, ascoltando la voce interiore, direi la presenza di Dio, che d senso profondo alla nostra vita. Abitando qui a Castel Gandolfo, ho vissuto in questi mesi momenti sereni di studio, di preghiera e di riposo. Anche le Udienze generali, nella cornice pi familiare e gioiosa del cortile del Palazzo o della piazza prospiciente, si sono svolte regolarmente grazie alla vostra sempre attenta collaborazione. Il Signore ricompensi ciascuno con labbondanza dei suoi doni e custodisca nella pace voi e le vostre famiglie. In particolare, vi ringrazio perch mi accompagnate col sostegno della vostra preghiera, e questo aiuto non mi verr a mancare dopo la mia partenza da qui. Il cristiano si distingue essenzialmente per la preghiera e la carit. Vi invito, cari amici, a continuare ad esercitare luna e laltra nella vostra vita, dando testimonianza della vostra fede. Tanto la preghiera quanto la carit ci consentono di tenere sempre fisso il nostro sguardo su Dio a vantaggio dei fratelli: il rapporto con il Signore, nella preghiera, alimenta il nostro spirito e ci permette di essere ancora pi generosi e aperti nella carit verso i bisognosi. Mentre anchio vi assicuro il ricordo nelle mie preghiere, vi auguro ogni bene per la vita familiare, per il lavoro quotidiano e per la scuola dei bambini e dei ragazzi. Penso anche alla formazione cristiana: invito i ragazzi a partecipare con impegno al catechismo, e anche gli adulti ad approfittare sempre delle occasioni formative. Vi affido tutti alla protezione della Vergine Maria e di cuore a ciascuno di voi qui presenti e ai vostri cari impartisco una particolare Benedizione Apostolica.

La radio del Papa


Audite caeli quae loquor, audiat terra verba oris mei (Ascoltate, cieli e terra, le parole della mia bocca). Le parole pronunciate da Pio XI, che il 12 febbraio 1931 risuonarono per la prima volta nelletere e poterono essere udite in contemporanea da un capo allaltro del globo terrestre, sono state riproposte gioved mattina, 29 settembre, dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, durante la messa per la festa patronale della Radio Vaticana, celebrata alla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani. Una vera festa di famiglia per gli ottantanni dellemittente, che si riunita attorno allaltare ha detto il porporato. Dopo averne ripercorso brevemente la storia, il cardinale ha espresso lauspicio che essa continui a essere un mezzo di comunicazione tipicamente ecclesiale, legato cio in modo vitale alla Chiesa, allo stesso modo in cui il tralcio un tuttuno con la vite che lo alimenta. Daltra parte, noto come lopinione pubblica ha aggiunto guardi alla nostra emittente come alla Radio del Papa, e consideri quanto essa trasmette come un resoconto quanto mai autorevole. Questo annuncio, per poter essere compreso e accolto, deve essere tradotto nel linguaggio del nostro tempo e nelle varie lingue degli uomini. Opera, questa, non sempre facile, che comporta una mediazione culturale, per cui i concetti elaborati in una lingua devono essere resi in modo comprensibile e fruibile, secondo le diverse mentalit e culture. Per essere in grado di compiere questo servizio ha detto ancora necessaria unadeguata preparazione, ma occorre anche sapersi porre in dialogo con il mondo, imparare a parlare i suoi linguaggi, entrare in empatia con la sete di verit delluomo doggi. Ci non toglie tuttavia che necessario restare fedeli al messaggio evangelico affinch ha avvertito il cardinale in questo dialogo la mediazione non si trasformi in una mondanizzazione, nel senso di un annacquamento, di uno svuotamento del contenuto pi profondo e vero di quel messaggio. Sovente, infatti, nellareopago mediatico accade che predomini una cultura relativista, scettica rispetto alla possibilit di individuare una verit assoluta, attenta piuttosto a dare spazio a tutte le opinioni, considerate alla stregua di molte verit compossibili e ugualmente legittime. Con il segretario di Stato hanno concelebrato il cardinale gesuita Roberto Tucci e i suoi confratelli Federico Lombardi, direttore generale dellemittente, Andrzej Koprowski, direttore dei programmi, Lech Rynkiewicz e Flix Juan Cabass. Presenti Alberto Gasbarri, direttore amministrativo, e Sandro Piervenanzi, direttore tecnico. Allinizio della messa diretta da monsignor Karcher, cerimoniere pontificio stato Lombardi a salutare il segretario di Stato, nella cui persona sentiamo presente il Papa. Anzitutto, ha detto, vogliamo pregare e ringraziare Dio per averci chiamato in questa avventura di annunciare la parola di Dio al servizio della Chiesa. Un pensiero particolare il direttore generale ha avuto per tutti i dipendenti, presenti con i familiari, i pensionati e i collaboratori. Hanno anche concelebrato i monsignori Polvani, della Segreteria di Stato, Tighe e Scotti, segretario e segretario aggiunto del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, i salesiani Migliasso, direttore generale della Tipografia Vaticana Editrice LOsservatore Romano, e Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana, i monsignori Piechota e Lucchini, della segreteria particolare del cardinale Bertone, e una ventina di gesuiti che lavorano o hanno prestato servizio alla Radio Vaticana. Tra i presenti, il vescovo Paolo De Nicol, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, il vescovo eletto Sciacca, segre-

Il saluto del direttore Saverio Petrillo


Un grazie per questo momento privilegiato riservato al personale delle Ville Pontificie stato rivolto a Benedetto XVI allinizio dellincontro dal direttore Saverio Petrillo. Abbiamo trascorso vicino alla Santit Vostra ha ricordato una estate bellissima, intensa, piena di avvenimenti eccezionali, quali la Giornata mondiale della giovent, con la moltitudine di giovani che abbiamo visto, in televisione, a Madrid; e poi il recentissimo viaggio nella sua patria, in Germania, ricco di significati storici e culturali. Purtroppo per ha aggiunto Petrillo i momenti belli passano in fretta e gi siamo alle soglie della sua partenza da Castel Gandolfo. E in tale occasione il direttore delle Ville Pontificie ha ridadito al Pontefice con grande semplicit, ma con grande schiettezza e sincerit laffetto e la devozione filiale di tutto il personale. Accanto alla Santit Vostra ha spiegato ci sentiamo davvero protetti e amorevolmente seguiti.

Il Pontefice alle comunit della cittadina laziale

Sempre cara mi Castel Gandolfo


Profonda riconoscenza per la generosa opera svolta in questi mesi stata espressa dal Papa alle autorit civili e militari, alle comunit religiose e ai dipendenti che hanno assicurato il servizio durante il periodo del suo soggiorno estivo a Castel Gandolfo. Il Pontefice li ha ricevuti nella mattina di gioved 29 settembre, nella sala degli Svizzeri del Palazzo Pontificio. Cari fratelli e sorelle, sta per concludersi anche questanno il periodo estivo che abitualmente trascorro in questa gentile e accogliente localit a me sempre pi cara. Castel Gandolfo, anche questestate, ha aperto le sue porte ai molti pellegrini e visitatori venuti per incontrare il Papa e pregare insieme con Lui, specialmente la domenica per il consueto appuntamento dellAngelus e non poche volte il mercoled per lUdienza Generale. In questi mesi ho potuto ammirare, ancora una volta, la sollecitudine e la generosa opera di tante persone impegnate a garantire la necessaria assistenza a me e ai miei collaboratori, come anche agli ospiti e ai pellegrini che vengono a farmi visita. Per tutto questo desidero esprimere la mia profonda riconoscenza a ciascuno di voi, che avete reso possibile la mia serena permanenza. Saluto con affetto fraterno anzitutto il Vescovo di Albano Laziale, Mons. Marcello Semeraro, e gli sono grato per la premura che sempre ha nei miei confronti. Saluto il Parroco e la comunit parrocchiale di Castel Gandolfo, insieme alle comunit religiose e laicali, maschili e femminili, presenti nel territorio. In questi mesi ho sentito la loro vicinanza spirituale e le ringrazio di cuore, augurando a tutti di corrispondere con rinnovata generosit alla chiamata di Dio, spendendo le proprie energie a servizio del Vangelo. Un deferente saluto rivolgo poi al Signor Sindaco e ai componenti dellAmministrazione Comunale. Grazie per la vostra attenzione e per tutto quello che avete fatto per me e per i miei collaboratori durante questi mesi. Attraverso voi, cari Amministratori pubblici, ringrazio e saluto lintera cittadinanza, con un pensiero speciale per le persone anziane e ammalate, alle quali assicuro con affetto il mio ricordo nella preghiera. Mi rivolgo ora ai dirigenti e agli addetti ai diversi Servizi del Governatorato: il Corpo della Gendarmeria, la Floreria, i Servizi tecnici, i Servizi sanitari, come pure alla Guardia Svizzera Pontificia. Cari amici, esprimo sincera stima e grande apprezzamento per il lavoro che quotidianamente avete svolto, garantendo assistenza e sicurezza allintero Palazzo apostolico e alle Ville Pontificie. Ringrazio poi i funzionari e gli agenti delle diverse Forze dellOrdine italiane, per la loro assidua collaborazione, come pure gli ufficiali ed avieri del 31 Stormo dellAeronautica Militare. Se tutto si svolto nella tranquillit e nella serenit, lo si deve senza dubbio anche alla vostra presenza e al vostro qualificato servizio. Cari fratelli e sorelle, a tutti esprimo la riconoscenza pi sincera. Grazie ancora per la vostra presenza a questincontro, in special modo a coloro che si sono fatti interpreti dei vostri sentimenti. Assicuro da parte mia che non mancher di pregare per ciascuno di voi e per tutte le vostre intenzioni e vi domando di ricordarmi nella preghiera. Il Signore, ricco di bont e di misericordia, che non fa mai mancare il suo aiuto a coloro che confidano in Lui sia sempre il vostro saldo sostegno. Su di voi vegli con materna protezione la Vergine Maria, che nel mese di ottobre invocheremo in modo speciale con la recita del santo Rosario. Sia Lei ad accompagnare voi e le vostre famiglie in ogni momento. Con tali sentimenti, vi benedico con affetto insieme con i vostri familiari e tutte le persone che vi sono care.

tario generale del Governatorato, che ha accolto il segretario di Stato, la principessa Elettra Marconi, figlia dello scienziato, numerose autorit in rappresentanza di tutti gli organismi vaticani e il direttore del nostro giornale. Dopo la messa il cardinale ha conferito onorificenze pontificie a sei dipendenti per il loro fedele servizio al Papa e alla Chiesa. A ricevere il riconoscimento per prima stata lottantenne Maria Tonceva, originaria della Bulgaria. Con lei sono stati premiati Sen Patrick Lovett, Pietro Cocco, Angelo Pacifici, Maurizio Boggio e Giuseppe Miss. Infine il direttore Lombardi ha donato al cardinale Bertone la prima copia dellopera, in due volumi, Ottantanni della Radio del Papa (Citt del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2011) che sar presentata il 4 ottobre.

Il tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali per il 2012


La grande abbondanza di stimoli della societ della comunicazione porta in primo piano un valore che, a prima vista, sembrerebbe addirittura in antitesi a essa. il silenzio, infatti, il tema della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione. Lo annuncia un comunicato del dicastero, sottolineando che nel pensiero di Benedetto XVI il silenzio non presentato semplicemente come una forma di contrapposizione a una societ caratterizzata dal flusso costante e inarrestabile della comunicazione, bens come un necessario elemento di integrazione. Il silenzio, infatti, proprio perch favorisce la dimensione del discernimento e dellapprofondimento, pu esser visto come un primo grado di accoglienza della parola. Nessun dualismo, quindi, ma complementarit fra le due funzioni che, nel loro giusto equilibrio, arricchiscono il valore della comunicazione e la rendono un elemento irrinunciabile al servizio della nuova evangelizzazione. Emerge, poi, con una certa evidenza il desiderio del Papa di sintonizzare il tema della prossima Giornata mondiale con la celebrazione della prossima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che avr luogo dal 7 al 28 ottobre 2012 e sar incentrata appunto sul tema: La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. Quella delle comunicazioni sociali lunica giornata mondiale stabilita dal concilio Vaticano II (con il decreto Inter mirifica del 4 dicembre 1963). Viene celebrata in molti Paesi, su raccomandazione dei vescovi del mondo, la domenica che precede la Pentecoste: nel 2012 sar il 20 maggio. Il messaggio papale viene tradizionalmente pubblicato il 24 gennaio, in occasione della ricorrenza di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.