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C'era un giardino molto

bello. Il suo Signore ne era


orgoglioso. Il più bello degli alberi, e anche il più caro al Signore, era un
prezioso bambù. E lo stesso sapeva di essere l'albero prediletto del Signore.
Il Signore un giorno con faccia seria si avvicinò al bambù e disse: “Caro
bambù, io ho bisogno di te”.
Per il bambù sembrava venuto il giorno più bello della sua vita e con
gioia rispose: “Eccomi, Signore! Prendimi e fa' di me quello che vuoi!”.
“Caro bambù – il Signore rispose – ti devo tagliare,”
“Tagliare? No! Signore. Vedi che sono il più bello dei tuoi alberi – e tu mi
vuoi tagliare?”.
“Caro bambù, se non ti posso tagliare non ho bisogno di te”.
Dopo un lungo silenzio l'albero disse: “Se non ti posso servire senza essere
tagliato, allora, tagliami”.
Ma il Signore gli rispose con la stessa faccia seria: “Devo tagliare anche i tuoi
rami e le tue foglie”.
“No, Signore! Sai bene che la mia unica bellezza sono i rami e le foglie.
Tagliami, ma non togliermi i rami e le foglie”.
“Caro bambù, se non ti posso tagliare i rami e le foglie, non ho bisogno di te”.
“Signore, – disse il bambù a bassa voce – prendi i miei rami e le mie foglie”.
“Caro bambù io ti devo ancora dividere in due parti e devo strappare il tuo cuore!".
Dopo un lungo silenzio il bambù si inclinò davanti al Signore e disse: “Tagliami e
dividimi”.
Così il Signore del giardino tagliò il bambù, tirò via i rami, strappò le sue foglie,
lo divise in due parti e gli strappò il cuore.
Poi lo prese e lo portò dove acqua fresca da una sorgente sgorgava verso
campi aridi. Là il Signore posò il suo bambù e collegò un capo del tronco
tagliato con la sorgente e incanalò l'altro capo verso il campo.
La sorgente cantò un benvenuto e le chiare scintillanti acque si
riversarono attraverso il corpo straziato del bambù verso il canale che
correva sui campi inariditi che ne avevano tanto bisogno.
Così quello che era un magnifico bambù diventò una grande
benedizione in tutta la sua fragilità e umiltà.
Quando era ancora grande e bello egli cresceva solo per se stesso e
gioiva per la propria bellezza, invece per mezzo della sua
distruzione diventò un canale
che il Signore poteva usare
per rendere il suo regno più
fruttuoso.

(Da un racconto popolare cinese)

2 Il Bambù - settembre 2008


E' l'amore di Dio che ci rinnova
Questo numero del gior- questo anno dedicato a cono-
nalino è dedicato alle attivi- scere meglio gli insegnamen-
tà estive del CVS ed in ti di San Paolo. Vi è poi la
particolare agli Esercizi Spi- rubrica sui temi della cate-
rituali di Valleluogo. Essi chesi, che in questo numero
sono un momento fortissimo ci prepara ad affrontare il
nell'anno, che dà ai civuessi- nuovo cammino di catechesi
ni quella “carica” interiore dei Gruppi d'Avanguardia
necessaria a riprendere con per l'anno associativo
entusiasmo la vita ordinaria 2008/2009. E' molto bello no-
ed anche la vita as- tare come, in auten-
sociativa. E, in fon- tico spirito cattolico
do, che cosa ci (che evidenzia, cioè,
rigenera se non la la dimensione uni-
consapevolezza che versale della
Dio ci ama? E' pro- Chiesa), il CVS na-
prio ciò che emerge zionale ha deciso di
dai racconti che i no- approfondire que-
stri associati e sim- st'anno uno dei più
patizzanti hanno importanti testi pao-
voluto condividere lini, la Lettera ai Ro-
con tutti su queste pagine. mani.
Non mancano, poi, le or- In questo cammino, guida-
mai consuete rubriche di ap- ti dallo Spirito Santo e sotto
profondimento sui contenuti. lo sguardo materno di Ma-
Lo spazio dell'assistente dio- ria, potremo trarre insegna-
cesano, dedicato ai temi di mento, incoraggiamento e
“attualità spirituale”, ritorna speranza per corrispondere
sull'anno paolino, argomento sempre meglio all'amore che
già introdotto nel numero di Dio ha per noi.
giugno. E' infatti importante Floriano Scioscia
per tutti i cristiani sfruttare (GdA Buon Pastore)
al massimo l'occasione di
Il Bambù - settembre 2008 3
L'Assistente€interrompe€eccezionalmente€il€dialogo€con
il€Sig.€Rossi...

TUTTI A DAMASCO sulle orme di Paolo!

1) INTERVISTA IN PARA-
DISO
Anche questo mese il sig.
Rossi è stato spedito dal sot-
toscritto come inviato specia-
le in paradiso ad intervistare
nientepopodimeno che san
Paolo. Questo il risultato:
Sig. Rossi: Vengo forse a di-
di -
sturbarLa, apostolo Paolo, e per
la seconda volta, ma siamo PAOLO: Domanda intelli-
nell’«anno paolino» e Lei com-
com - gente che mi permette di cen-
prende… trare il mistero della mia
PAOLO: Dammi pure del vita: io sono nato più volte!
tu: eccomi a completa dispo- Sig. Rossi: Non capisco…
sizione, per noi di quassù
PAOLO: Anagraficamente
non è mai un disturbo il po-
nacqui a Tarso di Cilicia
ter aiutare voi di laggiù.
(era allora la terza città del-
Sig. Rossi: Nella prima inter-
inter - l’impero romano!), ma i miei
vista siamo rimasti sul generico: poterono permettersi di in-
il perché dell’«anno paolino», viarmi a perfezionare gli stu-
quali i suoi obiettivi, ecc. Vorrei di a Gerusalemme e qui
oggi rivolgerti una domanda ben nacque il Paolo fariseo «be-
precisa per conoscerti meglio: stemmiatore, violento e per-
dove sei nato? secutore» (Tim 1,13). Ma la
nascita più importante fu la
2) «PAOLO È NATO PIÙ
terza, a Damasco (in Siria).
VOLTE» (BRUNOT)
4 Il Bambù - settembre 2008
Sig. Rossi: Perché la definisci
la più importante?
PAOLO: Ma perché fu,
come la definiscono alcuni
esegeti, «l’evento più impor-
tante del Nuovo Testamento
dopo la risurrezione di
Gesù». E doveva esserne con-
vinto anche san Luca, se nel
suo secondo libro, gli Atti de-
gli Apostoli la racconta ben
tre volte. landomi con me stesso, ora
Sig. Rossi: Permettimi di in-
in - ripetevo: «La mia vita è il
sistere: Cosa ha significato Da-
Da- Cristo». Non mi resta che vi-
masco per te? vere “nel” Cristo (Fil 3,7-8: il
PAOLO: Una vera rivolu- mio nuovo tesoro faceva re-
zione copernicana, a 360° trocedere a ‘spazzatura’ i te-
sori precedenti!)
3) UNA VITA TAGLIATA
Sig. Rossi: Ma cosa avvenne
IN DUE
quel giorno a Damasco? Non mi
a) Prima di Damasco ero interessa tanto il fatto esteriore,
il Paolo della storia gloriosa,
naturalmente quanto il suo si- si-
che orgogliosamente ripete-
gnificato profondo.
va: «La mia vita è la Legge
(di Mosè)». Era per zelo reli- 4) L’EVENTO DI DAMA-
gioso che attaccavo a fondo i SCO: DIO USA LA «MANO
discepoli di un Messia croci- SINISTRA»…
fisso: Vedi nella lettera che PAOLO: Non è facilissi-
inviai ai Filippesi: l’elenco mo, neppure per me, raccon-
dei miei «tesori gelosi»! tartelo. Mi sembra, però, che
(3,4-6) abbia felicemente centrato il
b) Dopo Damasco divenni bersaglio padre Cuè con que-
il mercante di perle felice del sta paginetta (originale e in-
tesoro trovato. E, congratu- sieme profonda).
Il Bambù - settembre 2008 5
Per ogni anima Dio ha due mani che impiega in maniera
diversa, perché non tutti gli uomini sono uguali. Alcuni si
lasciano prendere dalla destra, per altri è necessario che
Dio usi un pò l’una e un po’ l'altra mano, ma se non ha esi-
to la destra Egli usa la sinistra. Con la destra, come bianche
colombe o docili pecorelle, Dio prese S. Govanni Evangeli-
sta, S.Giovanni della Croce, San Francesco Saverio, le due
Terese. Ma per conquistare Pietro, Paolo, Agostino, Madda-
lena o Ignazio di Loyola Egli dovette usar la sinistra. Quan-
do Dio usa la "mano sinistra", è ancora e sempre
misericordia: quando l'uomo infatti stupidamente respinge
la mano destra, la mano soave di Dio, Egli non si dà per
vinto, non ci lascia perdere, ma ci sbalza giù da tutte le selle
del nostro io orgoglioso, e finalmente è luce nella nostra
vita. Solo quando un uomo è vuoto, come un vaso pronto a
ricevere, Dio lo può riempire (e Iddio riempie sempre so-
vrabbondantemente, e inonda a benedizione di molti)
Sig. Rossi: Stai affermando atterrato». A proposito, sig.
che, secondo te, fu un dono, Rossi, sai per quanti anni
una grazia grande quell’entrata a Cristo «perseguitò» (cf At 9,4)
valanga di Gesù nella tua vita a S. Agostino? Per diciotto
Damasco? anni! E, per conquistarsi S.
Ignazio, carattere indomabi-
PAOLO: Hai capito perfet-
le bisognò che – addirittura -
tamente. E beati quelli che,
gli “spezzasse” una gamba!
ricevuto lo scappellotto da
Tutto questo lo aveva ben
Dio, reagiscono così: «Che
compreso Emmanuele Fiore,
bella mano sinistra hai, o
l’indimenticabile fondatore
Signore! Meno male che non
del CVS di Bari, che una
ti sei arreso di fronte al mio
volta disse a don Vittorio:
‘recalcitrare’ (At 26,4), ed hai
«Oggi si compiono 25 anni
sfoderato il colpo da K.O.
dal giorno che sono diventa-
Grazie, Signore, grazie. Sono
to paraplegico e non cammi-
felice di essere stato da Te
no più: voglio… festeggiare
6 Il Bambù - settembre 2008
con una Messa di ringrazia- dentemente, ma è amore di
mento a Dio nella mia stan- passione (bene ha fatto Bene-
za». detto XVI a spiazzare anche i
5) IL “VANGELO” DI DA- teologi con la sua prima en-
MASCO PER IL 3° MIL- ciclica nella quale ha chia-
LENNIO mato Dio non solo Agape e
Filia, ma anche Eros! (DCE
Sig. Rossi: Sono completa-
completa -
10.).
mente frastornato: ho sempre
pensato a Dio come a Colui che Sig. Rossi: Caro Paolo, ti rin-
rin -
usa sempre e soltanto la «mano grazio per questo input così…
destra», quella delle carezze, per paolino, che mi hai dato oggi
intenderci… con questa seconda intervista:
riferirò fedelmente ai miei letto-
letto -
PAOLO: Da oggi, però, è ri invitandoli tutti ad «andare a
opportuno che… cambi reli- Damasco» sulle tue orme (non
gione. Anzi è proprio questo
necessariamente con l’EVES o
il contributo fondamentale
l’Opera Romana Pellegrinaggi!)
che vorrei offrire in questo
Mi hai proprio convinto: infatti
«anno paolino». Ricorderai
che nell’intervista precedente «andare a Damasco» (con il cuo-cuo -
davo la colpa del vostro cri- re!) è quello che ci vuole per
stianesimo «inodoro, incolore passare dall’essere cristianelli in-
in -
e insapore» alla scarsa cono- sipiducci a cristiani maturi come
scenza delle mie ‘lettere’, oggi te, capaci anche noi di… ringra-
ringra-
approfondisco: se il vostro es- ziare il Signore quando Egli an- an -
sere cristiani è così insipi- che a noi fa il dono grande di
duccio è proprio perché avete rifilarci - per il nostro bene, na-
na -
il concetto (orribile!) di un turalmente! – qualche suo for- for -
Dio insipiduccio, senza sale e midabile scappellotto…
senza pepe. No! Egli è fuoco,
fuoco ardente! E voi state
ben attenti a definirlo Don Vittorio Borracci
«Amore» (1 Gv 4,16) lo è, evi- (Assistente Diocesano)

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CVS-TG

➔ 6 agosto Nicoletta, tenera madre di Mimmo Lo-


pez, ha raggiunto la Casa del Padre. Preghiamo
per lei unendoci affettuosamente a Mimmo e a suo
fratello.

➔ 7 settembre Accogliamo con


gioia la nascita di Sabrina,
primogenita di Alessandra
Partipilo e Daniele Sgara-
mella. Sabrina, nata al 7°
mese, è ancora in ospedale con
la mamma e sta crescendo. I
più caldi auguri ai genitori da
parte di tutto il CVS.

Rosa Sinisi
(Responsabile Diocesana)

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Lettera di Paolo
apostolo ai Baresi
(Introduzione al cammino
di catechesi dell'anno)

E' opportuno sapere che ai gola Alavacomgetepus, pre-


tempi di Paolo scrivere era fetto delle Gallie, io, Gracco
una cosa molto laboriosa. Si Nengetepus, salute!” Appari-
è calcolato che per scrivere va poi di buon gusto aggiun-
su papiro la Lettera ai Ro- gere una formula di
mani ci volle non meno di un ringraziamento alla divinità
mese! Sila e Timoteo scrive- e una preghiera per il desti-
vano sotto dettatura di Pao- natario. In finale, si saluta-
lo. Forse, talvolta, essi vano destinatario e amici.
redigevano su un tema dato Paolo entrò in questo genere
loro dal maestro. In ogni letterario, ma secondo la sua
caso, il pensiero era di Paolo, formidabile personalità. Il
il quale prese ben presto l'a- banale “salute” divenne “gra-
bitudine di firmare le lettere zia e pace”, e la preghiera
con la sua “grossa scrittura” talvolta molto, molto ampia.
per autenticarle e impedirne Nel finale, così formulava
le falsificazioni. l'augurio ai suoi cristiani:
E' anche opportuno cono- “La grazia del Signore Gesù
scere che il genere epistolare sia con tutti voi.”
aveva le sue regole. L'inizio
era di questo tenore: “A Cali- Don Vittorio

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Sydney@home
Abbiamo partecipato alle
iniziative promosse
dall'Ufficio Giovani
dell'Arcidiocesi di
Bari-Bitonto per la XXIII
Giornata Mondiale della
Gioventù

Una tenda. Il sapore del davvero ad incantare tutti:


silenzio. La magia dell'incon- mamme, bambini, frati, fi-
tro. Il CVS. danzati, giovani disabili,
Quando abbiamo organiz- gente del posto e dei dintor-
zato la veglia del 19 luglio a ni, credenti e forse anche chi
Bari vivendola virtualmente non entrava in una chiesa da
con i giovani radunati a Syd- un pezzo. In sette chiese del-
ney per la Giornata Mondia- la città vecchia sono stati
le della Gioventù, non rappresentati i sette doni
potevamo sapere della notte dello Spirito Santo e a noi
meravigliosa che ci stava del CVS toccava raccontare
aspettando. Il cammino del- quello della fortezza, perché
l'intero anno si stava per il dolore e la sofferenza sono
concludere e stanchi, forse forza e tante volte addirittu-
un po' delusi, abbiamo messo ra moneta di conquista,
insieme le poche forze per vi- come dice Mons. Luigi Nova-
vere insieme questo ultimo rese.
momento prima dell'estate e Ai piedi dell'altare della
di Valleluogo. chiesa del Car-
Bari vecchia quella sera mine, discreta e
era inondata di giovani e affascinante,
dell'amore dello Spirito San- c'erano la nostra
to che con la sua forza di- tenda-arcobale-
rompente era riuscito no e l'icona della
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Trinità, simbolo dell'intimità sta. Alcune di queste pre-
della preghiera, della profon- ghiere rimanevano nel silen-
dità dell'incontro con Dio. zio del cuore, altre sono state
“La forza dell'amore è il si- trascritte su foglietti colorati
lenzio della preghiera” dice- e portate dai ragazzi del
va un cartellone giallo “Gruppo Attivo” all'ingresso
affianco all'altare, una verità della tenda, dove era stata
che per molti potrebbe sem- posta anche l'icona di Maria.
brare assurda e insignifican- E' Maria infatti la portavoce
te ma che quella sera era delle nostre preghiere all'o-
viva e visibile a tutti. Centi- recchio di Dio, ma chi più dei
naia di persone hanno visita- ragazzi del “Gruppo Attivo”
to la nostra chiesa e, dopo può conoscere il segreto e il
aver cantato e danzato con il mistero dell'amore di Dio?
“Gruppo Attivo” come solo Nei volti della gente quel-
loro sanno fare, dato uno la sera ho visto sorrisi, lacri-
sguardo allo stand della Coo- me, speranza, fede,
perativa e alla proiezione pentimento e attesa; nei no-
della vita di Mons. Luigi No- stri volti la bellezza dello
varese. Dopo essersi fatti stare insieme ancora una
fare un ritratto dalla mano volta, più di prima, uniti nel
di Mino e Mario, arrivavano CVS.
lì davanti alla tenda... per Grazie Signore per averci
una preghiera, uno sguardo riscaldato ancora il cuore!!!
d'amore, un abbraccio da Enrica Magrino
Dio... un po' di silenzio, un (Settore Giovani)
ringraziamento, una richie-
L'arcobaleno del CVS: la forza dell'amore è...
... offrire la vita (colore rosso)
... sorridere dei limiti (arancione)
... il silenzio della preghiera (giallo)
... creare nella debolezza (verde)
... il segreto del volto (azzurro)
... la musica dell'anima (indaco)
... la sapienza del dolore (violetto)

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Maria madre e
compagna di strada
Pellegrinaggio a Lourdes,
18-25 luglio

Mi capitava spesso di sen-


tire molta gente che afferma-
va con veemente entusiasmo
il beneficio spirituale che si
riceve recandosi a Lourdes,
ma non avendo mai avuto la
possibilità di vivere questa
esperienza non riuscivo a ca-
pire e a condividere questo
trasporto che definivano tra-
volgente. Poi, un anno fa,
una mia cara amica mi chie- instaurato tra i malati e i vo-
se di accompagnarla in que- lontari, sul volto di questi
sto viaggio per ritrovare la traspariva il beneficio del
devozione verso la Madre ce- loro legame d’amore fraterno
leste, fede che aveva perso fatto di scambi di gesti genti-
da ormai otto anni, dopo la li, di sguardi che esprimeva-
perdita improvvisa del figlio. no compiacimento nel
La sua richiesta mi spiaz- momento in cui ci si riuniva
zò e allo stesso tempo mi su- a pregare.
scitò un forte entusiasmo, Ogni giorno ricordo con
così con perplessità accettai. nostalgia il tempo trascorso
Quest’estate sono partita nella grotta dove in alto
e ora mi ritrovo a scrivere emergeva piccola, ma impo-
quanto vissuto in questo pel- nente, la statua della Vergi-
legrinaggio della speranza. ne Immacolata, da cui non
Quello che più mi aveva col- riuscivo a distogliere lo
pito era il rapporto stupendo sguardo mentre instancabile
12 Il Bambù - settembre 2008
grazio Dio per avermi dato la
possibilità, attraverso questo
cammino spirituale, di arric-
chirmi interiormente facen-
do conoscere la mia fede,
avermi resa più sensibile ai
problemi dei miei fratelli e
soprattutto per avermi fatto
recitavo il rosario. E’ stato capire e vedere che la malat-
proprio in uno di questi mo- tia non può togliere il piace-
menti che ho provato come re di vivere ma che se
non mai un forte legame con accolta con un forte credo ci
Maria, l’ho sentita Madre e aiuta ad assaporare il vero
Compagna. dono della vita.
Oggi anche io posso testi-
moniare ciò che prima non Nicla Campanella
potevo comprendere e rin- (Parrocchia Buon Pastore)

La grotta di Massabielle, Lourdes

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“Prendi il largo” –
Quattro giorni sulla
barca di San Pietro
Esercizi Spirituali Coppie,
Valleluogo, 4-9 agosto
Casualmente, sono stato
invitato con mia moglie a
partecipare agli esercizi spi- mattina come questa di circa
rituali per le famiglie. La duemila anni fa. Io con mio
traccia sarà la storia di Pie- fratello Andrea ed i miei soci
tro, un pescatore risorto. stavamo lavando le reti.
Avevamo lavorato tutta la
Partiamo da Bari una
notte senza pescare nulla.
mattina di agosto, il 5 preci-
Eravamo lì a borbottare, a
samente. Grande è la sorpre-
chiederci come avremmo po-
sa quando ad accoglierci a
tuto sfamare le nostre fami-
Valleluogo è proprio San Pie-
glie, quando improvvisamen-
tro. “Benvenuti” ci dice “sali-
te è arrivato Lui. Un giovane
te sulla mia barca perché
Rabbi con uno sguardo mai
voglio raccontarvi la storia
visto prima che ti penetrava
della mia vita, la storia di
il cuore e ti leggeva l’anima.
Simone, ciottolo di vetro, che
Mi prega, con infinita corte-
diventerà Simon Pietro pri-
sia, di ospitarlo sulla mia
mo papa della Chiesa.”
barca per ammaestrare la
Siamo circa nove famiglie folla che lo segue e che gli fa
giunte da varie parti del sud ressa intorno. Non sapevo
Italia e tutte, amorevolmen- che quel “Sì!” mi avrebbe
te accolte dai Silenziosi Ope- cambiato la vita. Gesù sale e
rai della Croce, amici di S. predica per ore ed io, inizial-
Pietro, saliamo sulla barca. mente preso dalle mie preoc-
E’ una mattina tersa, lumi- cupazioni, comincio ad
nosa e si sta proprio bene. ascoltare. Non sono le solite
“Pace a voi” dice l’apostolo parole dei tanti predicatori,
“prendiamo il largo”. Si par- sono parole nuove. Alla fine
te. Siamo sul lago di Galilea. quel Rabbi mi guarda con un
“Tutto è cominciato una sorriso e mi dice: prendi il
14 Il Bambù - settembre 2008
largo e calate le reti per la di me mi suggerisce la rispo-
pesca. Ed io conquistato dal sta: il figlio del Dio vivente.
Suo sguardo: “Sì, sulla tua Dovevate vedere la gioia del
parola getterò le reti”. E’ sta- Signore quando mi ascoltò;
to meraviglioso, mai visto era felice che Dio avesse
tanto pesce; finalmente qual- scelto il Suo allievo. Mi fece
cuno che operava concreta- capo degli apostoli. Da oggi
mente nella mia vita. Giunti ti chiamerai Pietro e su que-
a riva un'altra parola: segui- sta pietra fonderò la mia
mi. Una richiesta decisa ma chiesa. Ero fiero di me stes-
dolce. Ero pronto; offrivo a so, contento, orgoglioso.
quel maestro tutta la mia Gesù si fidava di me e mi
energia, l’irruenza, il carat- considerava una roccia; una
tere forte, la decisività. Che roccia che di lì a poco si sa-
sciocco! Credevo di rebbe sgretolata mi-
partire in missione seramente. Gesù si
invece iniziava il è sempre fidato di
mio apprendistato. me; ha fatto il tifo
E che apprendi- per me fino alla fine
stato!! C’era un le- ed è questo che mi
game molto forte fra ha salvato e mi per-
me e Gesù. Egli am- mette di essere qui
mirava i miei slanci con voi a narrare
(come quella notte tutto questo.
sul lago quando cercai di La mia avventura con
raggiungerlo camminando Gesù si era fino ad allora
sulle acque e per alcuni pas- svolta in un crescendo di
si vi sono anche riuscito!) e successi. Certo la gente non
contemporaneamente mi for- sempre capiva, ma io e gli al-
tificava con i suoi decisi rim- tri eravamo sempre più con-
proveri (ricordo, mentre vinti che il nostro Messia
bevevo l’acqua del mare ed avrebbe liberato Israele e noi
egli mi teneva per mano, la avremmo preso parte a que-
sua voce: “Uomo di poca fede sta vittoria. Ecco, invece, la
perché hai dubitato?”) doccia fredda. Gesù dice: a
Poi la svolta. Una sera Gerusalemme il figlio del-
Gesù ci chiede: e voi chi dite l’uomo sarà riprovato dagli
che io sia? Una voce dentro anziani, schernito, tormenta-
Il Bambù - settembre 2008 15
to ed infine ucciso ed aggiun- -Satana!- mi chiamò Gesù,
ge ma il terzo giorno risorge- e il gelo che ho provato per
rà. quel rimprovero è paragona-
Ma come!! Avevamo la- bile soltanto a quella notte
sciato tutto per seguirlo, ave- maledetta – benedetta quan-
vamo creduto in Lui, egli do il terrore ha preso il so-
aveva sfamato intere folle pravvento su di me. Ricordo
con cinque pani e due pesci ancora quei bagliori del fuo-
ed ora ci annunciava che an- co, i volti di coloro che mi in-
davamo tutti verso il falli- terrogavano: anche tu sei
mento della nostra missione? uno di loro, ti abbiamo visto
Che Messia era questo?!” con lui nell’orto. Io confuso,
- Sorride - “Allora ero gio- impaurito, deluso, rinnegavo
vane! La mia mente non ave- non una, non due ma ben tre
va afferrato quel termine io volte il mio Signore; notte
risorgerò; aveva capi- maledetta ma anche
to poco di quello che notte benedetta per-
era avvenuto sul ché nel vortice in cui
monte Tabor quando, ero caduto ho rivisto
in una nube di luce, lo sguardo di quella
Dio stesso aveva indi- prima mattina, uno
cato la via di Gerusa- sguardo già segnato
lemme quale dalla violenza dei sol-
compimento vero della mis- dati che mi tagliava
sione del figlio. Capii poco dentro, mi riconosceva, mi
anche nell’ultima cena del ripeteva: ho fiducia in te
mio Signore quando egli con uomo di poca fede. Ho pianto
il suo fare gentile, ma deciso, amaramente. Capivo final-
mi costrinse a farmi lavare i mente quelle parole che fino
piedi da Lui stesso – Che ad allora mi erano sembrate
abisso di amore!!! Un Dio oscure; ricordavo il Tabor, la
che toglie la sporcizia dai lavanda dei piedi. Il percorso
piedi degli uomini, che vuole fatto fino ad allora non era
morire per salvare me e oggi nulla – Il vero Pietro nasce-
voi e domani tutti gli uomini va in quella notte di tradi-
che verranno. Con la logica mento e di perdono.”
umana come si può capire Il nostro interlocutore
tutto questo!?! piange, dopo duemila anni
16 Il Bambù - settembre 2008
versa ancora lacrime. E noi stra barca e prendete il largo
ascoltatori ci chiediamo: con Lui. In nome di questo
quante volte abbiamo rinne- amore egli è disposto a guar-
gato il Signore per molto darvi e trasformarvi da ciot-
meno? Pietro intuisce i no- toli di fiume in pietre
stri pensieri e riprende: necessarie alla costruzione
“Non temete, Gesù perdo- della Chiesa di Dio. Egli farà
nando me ha perdonato tutti sempre il tifo per voi e non vi
i traditori del futuro, tutti i farà mai fare brutte figure”.
peccatori. E non si è fermato La navigazione è finita.
a questo! Siamo di nuovo a riva. Scen-
Sapete, dopo la resurre- diamo dalla barca “trasfor-
zione il Signore non ha mai mati”. D’ora in poi faremo le
rinfacciato il mio tradimen- stesse cose ma con occhi di-
to; mi ha chiesto però di versi, consapevoli di essere
amarlo con tutto l’a- degli apprendisti
more possibile della guidati dalla grazia
creatura verso il di Dio e quindi co-
Suo creatore, un munque vincitori.
amore fragile ma to- Mi giro un'ultima
tale. Dopo quella ri- volta verso Pietro
chiesta Gesù mi ha ed i suoi pescatori e
ordinato di pascere scopro, con meravi-
le Sue pecorelle e di seguirlo. glia, che Pietro ha gli stessi
Il mio apprendistato era tratti somatici di Don Vitto-
finito e l’atleta era pronto. rio Borracci e che i suoi aiu-
Quel nuovo “Seguimi”, con tanti sono Don Tonino,
l’effusione dello Spirito San- Samar, Domenico, Gabriel-
to nel giorno di Pentecoste, la... tutti i Silenziosi Operai
faceva di me un pescatore ri- della Croce.
sorto, pronto a gettare le reti Un grazie speciale a Don
nel mare dell’umanità. Vittorio, alla comunità di
Vi ho raccontato la mia Valleluogo, pescatori d’uomi-
vita affinché anche voi, fami- ni d’oggi, per tutti i doni che
glie di oggi, sappiate che ci hanno trasmesso.
Gesù non guarda tanto alle Vito Calabrese e Maria Valerio
cadute ma all’amore che gli (attualmente a Modena)
offrite. Fatelo salire sulla vo-
Il Bambù - settembre 2008 17
Alla scoperta della
(b)arca perduta
Esercizi Spirituali Giovani e
“Gruppo Attivo”,
Valleluogo 19-24 agosto
“Accendi una luce, un ge-
sto di pace, un suono che fa
novità; // dentro il buio si ciascuno porta nel cuore,
sbaglia, poi vince la noia, la è “vocazione”: «Il sogno di
luce dà un’altra realtà.” Dio sull’uomo, pensiero lu-
Ecco il ritornello dell’inno minoso che il Padre ha su
con cui abbiamo dato avvio ciascuno di noi [A.
agli esercizi spirituali. Ri- Cencini]».
percorrendo la storia di Noè, Ogni ragazzo del Gruppo
ciascun ragazzo del Gruppo Attivo ha ricevuto una casac-
Attivo è stato invitato da ca colorata, come quella di
“Sem” (discendente di Noè, Sem, grazie alla quale poter-
nonché narratore della no- si distinguere dagli “uomini
stra avventura) e dalla “co- grigi”, cattivi, malvagi e ha
lomba” (messaggero divino) messo in campo la propria
a costruire la propria originalità come gli era più
“(b)arca”, scoprendo in cin- congeniale: c’è chi si è esibito
que tappe consecutive il suo in un ballo o canto o con un
significato, oculatamente ba- gesto che nessuno avrebbe
sato su un gioco di contrasti potuto fare meglio di lui; c’è
e analogie (buio = male = chi ha semplicemente cam-
peccato vs luce = bene = ami- minato; chi ha dichiarato la
cizia con Dio; diluvio=allon- sua bravura nel cucito, o la
tanamento da Dio vs sua intraprendenza nel pro-
arcobaleno = alleanza con pagandare il CVS nella sua
Dio). Cos’è l’arca? / Chi è città a chi lo ignora; c’è infi-
l’arca? ne chi ha mostrato il suo af-
I tappa: l‘arca è un so- fetto attraverso il suo
gno speciale, di luce e co- peculiare sorriso, oppure con
lore, un sogno che il suo silenzioso sguardo “di
18 Il Bambù - settembre 2008
luce”, o ancora con la dolcez- adorazione eucaristica: il
za di un bacio… I ragazzi del loro silenzio adorante, il loro
Gruppo Attivo sono veri spe- inginocchiarsi, il loro sguar-
cialisti della semplicità, do, il loro dialogo a tu per tu
quella di cui molte volte ci con Gesù Eucarestia, un dia-
vergognamo perché siamo di- logo sincero che nasce dal
ventati “grandi” o che spesso loro cuore puro e dalla loro
dimentichiamo presi dalla povertà di spirito.
fretta e dai mille impegni III tappa: l’arca sono
che ci travolgono. io, amico di Gesù, che a
II tappa: l’arca è Gesù , mia volta devo portare luce e
amico speciale che ci por- colore. Costruzione dell’arca:
ta luce e colore. Costruzio- sulla base – croce innalzia-
ne dell’arca. mo tre piani
Partiamo dalle (rappresentan-
fondamenta: ti la fede, la
un legno a for- speranza e la
ma di croce. carità) costitui-
Esso ci richia- ti da tre tavole
ma alla croce di legno “qua-
su cui è salito drate”. Perché
Gesù per redimere gli uomi- il quadrato? Esso sarebbe in-
ni dai peccati. La croce, dun- dice di perfezione, stabilità
que, non è “trono tenebroso proprie delle “persone qua-
di morte e sofferenza”, ma drate”, come Gesù, Maria, i
“albero fulgente di vita”, in santi. Allora ogni ragazzo è
quanto «dal dolore è fiorita chiamato a divenire “quadra-
la vita, l’amore [Mons. Nova- to” per essere sostegno a chi
rese]». dispera della vita. Questo è
Gesù dall’alto della croce ciò che ho toccato con mano
lancia ad ogni uomo una “di- in quest’esperienza da “ani-
chiarazione d’amore perso- mata/animatrice”: i ragazzi
nale”, su propria misura. del Gruppo Attivo son davve-
Come risponderGli? Ancora ro “arche” speciali, “tende di
una volta impariamo dai ra- incontro” abitate da Gesù,
gazzi, i veri “piccoli”, ricor- “pronti a dare ragione della
dando il momento di speranza che è in loro”: spe-
Il Bambù - settembre 2008 19
ranza che l’amore si fortifica V tappa: l’arca è sem-
nel dolore, che il dolore non pre aperta sul mondo. Si
costituisce un ostacolo alla tratta del mandato di missio-
perfezione (come direbbe ne, di apostolato: siamo chia-
Mons. Novarese) e che quin- mati ad uscire dallo spazio
di ogni persona può speri- chiuso e angusto dei nostri
mentare la bellezza di un piccoli gruppi, siamo “man-
incontro vero, “forte”, che sa dati” a diffondere l’arcobale-
di sincero affetto, stupore, no di luce e colore che Gesù
candore con chi è “debole”. ci ha donato agli altri. Allo-
IV tappa: l’arca è la ra, come abbiamo cantato
Chiesa, luogo di luce e co- nel nostro inno, “alla gente
lore. Fuori c’è l’oscurità del che vuole mettere la luce nel
diluvio. Come la porta del- sacco, dobbiamo rispondere
l’arca fu spalancata per sal- con un sacco di luce”!
vare gli animali dal Esprimo tutto il
diluvio, così sulla mio grazie ai ragaz-
croce il costato di zi del Gruppo Atti-
Gesù fu squarciato: vo per aver acceso
ne uscirono sangue in me un “sacco di
ed acqua, simboli di luce”; per avermi
salvezza per tutti “colorata” con il
gli uomini e di purificazione loro affetto, la loro attenzio-
dei peccati. ne, la loro presenza; per
Costruzione dell’arca: la avermi dato la possibilità di
cappella viene trasformata imparare a credere nella for-
in una grande arca. È stato za salvifica dell’amore che
bellissimo essere coinvolta scaturisce dal dolore e così
dai ragazzi nel loro solerte vorrei far mie queste parole:
impegno per preparare la «Fammi credere o Signore
cappella. Aiutati da tutti gli che il dolore è forza per por-
animatori, muniti di forbici, tare amore… Voglio allarga-
nastrini, rotoloni di carta, re i miei orizzonti, diventare
hanno sprigionato quella uno strumento del Tuo amo-
fantasia multiforme di cui re [Mons. Novarese] ».
solo loro sono capaci! Angela Moschetta
(Animatrice Gruppo Attivo)
20 Il Bambù - settembre 2008
Testimoni dell'amore di Dio

Quando penso agli eserci- stanti domande. Ora lo so e


zi spirituali, quando sfoglio lo posso dire perché è quello
le foto di Valleluogo, quando che è accaduto a me. Non vi
ricordo i momenti vissuti mi nascondo che quando sono
capita sempre di sorridere e partita avevo tanti dubbi,
di emozionarmi. tanti pensieri, diverse preoc-
Forse solo perché in quei 5 cupazioni. La mia testa non
giorni magici, fuori dalla faceva altro che porsi do-
quotidianità e dalla routine mande, una dopo l'altra; il
di ogni giorno, riscopro che mio cuore, dal canto suo, non
esiste il mio IO, il mio io più faceva altro che evitare di
vero, quello più profondo. ascoltarle...
Ed è proprio vero che re- Con gli esercizi però tutto
stando in ascolto è il silenzio è cambiato. Il mio cuore c'e-
a parlare… un silenzio che a ra, l'ho trovato lì, l'ho sentito
tratti fa paura, a volte sor- battere e l'ho capito subito
prende, a volte nutre. Ed è sin dalla prima sera.
grandiosamente capace di Tutto questo grazie innan-
alimentare il cuore… Un si- zitutto a Don Francesco San-
lenzio che può portare alla tomauro, che ho riscoperto
pace interiore tanto deside- nella mia vita come “predica-
rata, a vivere la comunione tore” speciale, amico e fratel-
con chi ci è accanto, a trova- lo. Grazie anche ai volti, alle
re risposte alle ripetute e co- lacrime e ai sorrisi di tutti i
Il Bambù - settembre 2008 21
giovani che con me erano Vivere tutto questo con la
pronti a condividere un cam- presenza gioiosa e insostitui-
mino forte alla ricerca di se bile del Gruppo Attivo non
stessi, della propria vocazio- può che rendere L'Arca più
ne e del proprio servizio. bella e preziosa che mai…
E' l'immagine del discepo- Quest'esperienza mi ha do-
lo amato a farmi sentire la nato più di quanto potessi
prima scossa al cuore, sicu- immaginare, infatti sento
ramente perché mi ero di- che il mio cuore comincia fi-
menticata di essere amata nalmente ad allargare i suoi
così tanto da Dio, un Dio che orizzonti, in maniera del tut-
con la sua bellezza e tenerez- to straordinaria. Due mo-
za riesce continuamente ad menti per me hanno reso
attirarmi a sé, un Dio che mi particolari ed unici questi
– anzi ci ama – smisurata- esercizi: l'Adorazione e il ge-
mente e incondizionatamen- sto del bacio Santo.
te. Termino con il ritornello
Ha conquistato il mio cuo- di una canzone che ha se-
re anche l'immagine dell'ar- gnato passi importanti della
ca nei suoi diversi significati mia vita spirituale: “Tu di-
approfonditi durante i giorni rai: io appartengo al padre
di esercizi. L'arca come so- mio, scrivero' sulla mia
gno speciale, un sogno di mano il nome suo, io sono
luce e colore che Dio ha per del signore dio”.
tutti noi; l'arca che è Dio, Ed oggi più che mai, con
pronto a donarci la luce e il tutti voi sono contenta di gri-
colore e a farci capire che il dare che appartengo a Dio,
nostro sangue di vita è l'A- che voglio essere con voi, in-
more; l'arca intesa come io, sieme a voi testimone del
cristiano, amico di Gesù, ap- Suo amore.
partenente a Lui; l'arca col- Un caloroso abbraccio e
legata all'immagine della un bacio “santo” a tutti voi.
Chiesa, che è corpo di Dio, Rosanna Grandolfo
che ci coinvolge tutti. Che (Settore Giovani)
meraviglia!
22 Il Bambù - settembre 2008
L'apostolato riparte
dagli Esercizi
Esercizi Spirituali Adulti e Giovani,
Valleluogo 25-31 agosto

Anche quest’anno gli eser- deve aver fiducia in Gesù!


cizi spirituali a Valleluogo Infatti, per esempio, se io
mi hanno conquistata! Anzi, fino adesso non mi sono fida-
vi dirò, dopo tante volte che ta di Lui, e cioè ho avuto
ho partecipato, sono stati gli poca fede, ora devo avere
esercizi più belli e più vivi piena fiducia nell’obbedire
per il graditissimo silenzio alla sua Parola e testimo-
che c’è stato... niarla a tutti. Naturalmente,
Sono stata attratta so- per fare questo, dovrei di-
prattutto dal tema di que- staccarmi da tutto e seguire
st’anno (tutto su S. Pietro): soltanto Gesù, non solo a
”Prendi il largo – la storia parole ma con i fatti
di un pescatore risorto”. E così, poi, durante le con-
Anche il predicatore Mons. fessioni che ci sono state, mi
Paolo Auricchio è stato sono rivista veramente nella
straordinario, convincente e figura di Pietro, e cioè pec-
semplice. catrice, ma fiduciosa e si-
Tutte le letture poi parla- cura della misericordia di
vano della chiamata di Pie- Dio. Ora, con l’aiuto dello
tro e della missione Spirito Santo, prometto di
affidatagli da Gesù... e che lasciarmi guidare dalla sua
oggi chiede a noi. Parola ogni giorno, e anche
se dopo si presenteranno cer-
Prendere il largo, infine,
tamente molte difficoltà,
ha significato per me che si
Il Bambù - settembre 2008 23
non avrò più paura di Pietro, pesca altri fratelli e
niente come prima, perché portali a me...”
accanto a me c’è il Signore Allora civuessini avete ca-
Gesù che mi ripete dolce- pito? Venite anche voi l’anno
mente: “Non temere, Giulia, prossimo a Valleluogo per-
Io sono con te; va’, getta an- ché lì s’incontra veramente
che tu le reti della fede e an- Gesù. Ciao.
nuncia a tutti che tu a
Giulia Silvestri
Valleluogo sei 'risorta' come
(Capogruppo GdA S. Cecilia)

"Sulla tua parola getterò le reti"

24 Il Bambù - settembre 2008


Ho scoperto un bel luogo
e delle belle persone!

mato. Ignoravo perfino l'esi-


stenza di un santuario, eret-
to lì in virtù di una
apparizione mariana, im-
merso nel verde, in una pace
mistica e rigenerante.
La lettura di una piccola
locandina posta nella bache-
ca della mia parrocchia ave-
va attratto la mia attenzione
una Domenica mattina: con-
teneva l'invito ad aderire al-
l'iniziativa di un'associazio-
ne denominata "Centro Vo-
lontari della Sofferenza".
Non pensavo di essere accol-
Da sempre nutro partico- ta ed incoraggiata fin dall'i-
lare predilezione per i viaggi, nizio: l'atteggiamento rassi-
le esplorazioni di luoghi qua- curante del mio parroco pri-
si sconosciuti, gli incontri. ma, poi la voce calda ed ami-
Da molti anni, oltre ad in- chevole di Dora – una
teressarmi al volontariato, volontaria – e l'assenso defi-
rifletto su temi teologici an- nitivo della responsabile dio-
che grazie a chiese e santua- cesana R. Sinisi, infine, mi
ri visitati durante le mie hanno consentito di sentirmi
escursioni. Ma quest'anno subito parte di un gruppo
un ritiro spirituale a Valle- molto motivato ed entusia-
luogo non l'avevo program- sta.

Il Bambù - settembre 2008 25


Amo la gente semplice e care i volti che mi hanno aiu-
schietta con cui condividere tato ad apprezzare il dono
fede ed interessi culturali della vita e della comunità.
umanizzanti e sentivo che Dai Silenziosi Operai del-
pur dovendo incontrare per- la Croce, che ci hanno ama-
sone con particolari problemi bilmente ospitati, ho
di salute avrei da loro impa- compreso la necessità di un
rato. Così è stato, perché non mio impegno sempre mag-
solo ho apprezzato la località giore e consapevole a favore
amena e disintossicante ma dei più deboli ed indifesi.
anche la gente sensibile e
Credo inoltre che, in que-
simpatica nonostante la sof-
st'epoca di frenetico lavoro di
ferenza fisica e psicologica.
e superficiali rapporti inter-
La condivisione di molti personali, un'esperienza ac-
momenti della giornata nella canto a quella Madonnina
meditazione, nella preghiera del Silenzio che ho incontra-
sotto la direzione di sapienti to a Valleluogo sarebbe rivi-
direttori spirituali, è stata talizzante per tutti.
essenziale a rasserenare gli
Mina Bruno
animi di tutti.
(Parrocchia S. Marco)
E' difficile adesso dimenti-

Il mulino delle apparizioni La casa degli Esercizi

26 Il Bambù - settembre 2008


La posta del Bambù
Pubblichiamo un ampio brano della lunga e calorosa lette-
ra inviata dalla nostra carissima Annalisa Caputo S.O.d.C.
al suo ritorno a casa, dopo l'intervento chirurgico e il relativo
periodo di ospedalizzazione.
Cari amici, sono a casa. Vi ringrazio tutti per la vicinanza e le
preghiere. Sono qui per condividere con voi quella che, come mi ha
detto un collega dell’università, è stata un’avventura. Come tutte le
avventure non sai mai come va a finire, ma se riesci a prenderla così come
si dà, alla fine sei contento di averla vissuta, e pronto a continuarla…
come sicuramente dovrà essere ancora per me. La prima puntata
(dell’operazione e del postoperatorio) si è conclusa. A lieto fine. Con
coraggio e gratitudine siamo pronti per quella che sarà la seconda puntata
della terapia.
Che cosa dirvi? Avrei da raccontarvi tantissime cose, alcune serie, altre
divertenti. Non so da dove cominciare. Faccio finta di farmi
un’intervista…
Il momento più difficile: giovedì notte dopo l’operazione (il mezzo
collasso, non si sa bene ancora dovuto a che…). È stato l’unico momento
che ho avuto veramente paura, anche perché di turno c’era un infermiere
imbranato, che è arrivato dopo dieci minuti che chiamavo con il
campanello (...e poi con le urla) che vedendomi tremare tutta mi ha detto:
“Senti freddo?” E mi ha messo la coperta. No comment.
Il momento più bello: la mattina successiva… quando è passata la
notte ed è venuta l’infermiera che è stata più cara con me. “E’ arrivato il
sole”, le ho detto quando ho visto che era il suo turno. È incredibile quanto
gli infermieri possano cambiare la vita dei degenti.
Ill momento più da ridere: la scoperta dei calcoli. Superate già mille
traversie, penultimo appuntamento: l’eco-fegato. Vado giù con un'altra

Il Bambù - settembre 2008 27


signora, sessantenne, credo, tutta preoccupata e lamentosa. “Signorina…
ho i calcoli… che brutta cosa… l’IGNORANTITA’ del medici, non
l’avevano capito…” E giù avanti così. E io: “Ma su, signora, non si
preoccupi, i calcoli sono un’operazione da niente, vedrà, due giorni e sta in
piedi”… E lei: “No, signorina, è pericoloso, fanno male…” ecc. Alla fine io
ridendo: “Oh… signoraaa… e io che dovrei dire?” La povera signora si è
fatta piccola piccola e mi sa ha rimpicciolito anche la visione del suo male.
Si è interessata a me e l’abbiamo presa a ridere…
Il momento più ‘miracoloso’: forse non tutti sanno che mi sono fatta
un altarino sul comodino, uno di quelli ‘strani’ miei… con mille oggettini
portati da casa, compresi animaletti (pinguini, cani, farfalle...), palloncini,
candeline, bigliettini, ricordini… (bhè, anche preghiere, icone, qualcosa di
serio c’era…). Insomma più un bazar che un altarino. La notte del
collasso, nel girarmi, ho fatto cadere da lì un angioletto di quelli di Natale,
in simil vetro trasparente, a cui tengo moltissimo, perché ce l’ho dalla
consacrazione e rappresenta la mia idea di Amore. È un segno. Ho
pensato. Pensiero pesante per tutta la notte. La mattina successiva,
quando è arrivata la signora delle pulizie, le ho detto di fare attenzione ai
vetri, perché mi era caduto l’angioletto. “Questo?” – ha detto lei. E me l’ha
preso da terra tutto intero. È un segno ho pensato. E l’ho rimesso sul
comodino, in un luogo più ‘protetto’. Quando ho potuto alzarmi e vederlo,
mi sono resa conto che si è incrinato e la campanella che ha nella pancia
fa un suono sordo. Non tornerà più come prima, ho pensato. Anche questo
è un segno.
Il momento più ‘da CVS’: prima mattinata in cui mi posso alzare e
mamma non sta con me. Fame incredibile. Sul comodino c’è una
merendina. Dopo essermi seduta sul letto con grande difficoltà, comincio
con la telepatia (“merendina, merendina…”) sperando che si avvicini da
sola. Niente da fare. Con la mano della parte operata (destra) con piccoli
strattoni finalmente la raggiungo (perché la sinistra era bloccata dalle
flebo). Ahimè… ci separa ancora l’involucro di plastica. Numerosi
28 Il Bambù - settembre 2008
tentativi falliti. Perché li fanno così difficili da aprire questi involucri?
Mani niente. Provo coi denti. Niente. Disperata, mentre continuo la
telepatia (“merendina, merendina…”) un colpo di genio… Come avreste
fatto voi? Lo saprete alla prossima puntata…
Il momento più geniale: …ho preso le forbicine!!!! E il terribile
involucro non ha più separato la mia pancia dalla merendina.
Il momento più intimo: la mattina, dal quinto giorno in poi… Lungo
tempo per la liturgia delle ore e la meditazione
Il momento più stupido: salutando l’infermiera che è stata più ‘cara’
con me ho pianto. Come se paradossalmente mi fossi affezionata a quel
posto (fisico e non), capace di segnare uno squarcio di esperienza più vasto
di quanto sul momento sia stata capace di capire. Sedici giorni che valgono
anni. Esperienze concentrate, da far decantare nel tempo, per riscoprirvi
segni e richiami. Sono venuta con la mia busta carica di oggettini e vado
via con i ricordi e le sensazioni di una novità che sa (paradossalmente) di
vita, dono, amore, ricchezza, senso. Se tornassi indietro… la rifarei così.
Giorno dopo giorno, battaglia dopo battaglia, vittoria per vittoria, sorriso
per sorriso, lacerazione per lacerazione. Un’Annalisa molto più ricca, più
vasta, più fragile. Sì, tanto più fragile. Ma, in fondo, sento, più bella. E,
dentro più forte, di quella forza che solo la Vita può essere e dare.
Le cose da ‘custodire’: La sensazione di rinascita, giorno dopo giorno.
La scoperta della bellezza delle piccole cose. Lavarsi per la prima volta la
faccia da sola. Sentire l’acqua sulle mani. Sfogliare nuovamente le pagine
di un libro. Prendersi cura di sé. Prendermi cura di me.
Le persone ‘più meravigliose’: i miei genitori e mio fratello (…a parte le
stupidaggini che ha scritto; subito dopo l’uscita dalla sala operatoria, gli
avevo detto di mandare un po’ di SMS ad un po’ di numeri, per dire se e
che era andato tutto bene, se e che ero sveglia, ecc. Lui, senza distinguere
tra i vari numeri, ha mandato un SMS dicendo che mi ero svegliata e
sembravo normale, nei limiti in cui si può dire che sono normale… Peccato

Il Bambù - settembre 2008 29


che lo ha mandato anche al Preside dell’Istituto teologico dove insegno…
No comment)
Le preghiere più belle: quelle del Gruppo Attivo. Francesca mi aveva
promesso, quando ci siamo salutati, che avrebbe detto tutti i giorni il
Rosario per me. Mi hanno raccontato che la mamma (che non sapeva
nulla della mia operazione) ha chiesto agli altri animatori che cosa fosse
successo, perché vedeva tutti i giorni Francesca che usciva sul balcone, con
“L'Ancora” e il Rosario… Quando la mamma ha saputo della mia
operazione, ha chiesto spiegazioni a Francesca, e lei ha risposto che prega…
per i sacerdoti, gli ammalati e Annalisa. Ditemi se non è CVS questo!!!!
Le persone più impazienti: sempre i ragazzi del Gruppo Attivo. Mi
hanno raccontato… che molti di loro si sono arrabbiati dopo aver sentito
la mia voce a telefono. Perché… se ho fatto l’operazione e sto bene… perché
non sono ancora tornata con loro?
La sensazione più forte: una strana, continua serenità.
Il motto dei momenti più pesanti: stai lottando con tanti e per tanti…
Lo stile del Signore con me, in questi giorni: quello del vasaio. Mi ha
plasmata, con mani delicatissime, perché ero piena di lividi e non voleva
farmi male. Con dolcezza. Per evitare di spaccarmi e conservare tutto
quello che poteva. E modificare tutto quello che poteva. Le mani del
Padre, nell’affidamento del Figlio (e io figlia)… anche nel magma che
distrugge ogni cosa, capaci di ricreare, e creare il meglio, e nel meglio.
Anche quando è difficile capire e riconoscere... Credere…
La ‘Parola’ che mi porto via: “Io sono la Vita”
La riflessione… sulla Vita: già da prima dell’operazione avevo
cominciato a pensarci, a partire da Fammi credere. “La vita è più di quel
che vedo… voglio allargare i miei orizzonti”. Riflettevo su queste parole di
Novarese, mai così chiare. La malattia ti allarga lo sguardo. La vita non
può essere “ristretta tra queste anguste mura” dell’esistenza e della
frenesia del quotidiano. Quando ti fermi, vedi le cose dall’alto. E capisci
30 Il Bambù - settembre 2008
che è tutto molto più alto… In fondo ho pregato ‘ufficialmente’ non
tantissimo. E ho chiesto ancora meno. Ma tutto il mio essere era lì. Perciò
non ho vacillato (Lui non ha vacillato). Non ho rifiutato. Non ho avuto
paura. Perché devo dire bugie? No. È stato come se sapessi di farcela. In
ogni caso, in ogni maniera. Perché…!? Ero già al di là. Nell’oceano. E qui
nulla può accadere. Perché è già accaduto tutto. Chi ci separerà dall’amore
di Cristo, dalla sua altezza, ampiezza, larghezza, profondità? Nessuno.
Niente. Vita da Risorti, forse, è questo. Nel Risorto. Tutto il resto è di
più. Dono nel dono. Ma anche senza il di più…, basta. È tutto. Io e Tu.
La preghiera del primo giorno che ho potuto prendere la penna in
mano: Ti lodo, Signore, mia forza, perché hai addestrato le mie dita alla
battaglia. Hai lottato con me e in me. E abbiamo vinto. Tu, tu solo hai
vinto, in e per me. Ti lodo, perché sei stato il mio sostegno, il mio sorriso, il
mio coraggio, la mia serenità, la mia certezza, la mia stessa fede. Io sapevo
che tu non eri fuori, ma in me che lottavi, soffrivi, piangevi, sussurravi: ce
la possiamo fare. Ti lodo, perché mi hai fatta come un prodigio. Perché sei
tu in me il mio prodigio. Perché non mi hai lasciata sola nemmeno un
secondo. Mai. E mai fatto sentire sola. Non posso nemmeno dire di aver
avuto ‘speranza’. No. Tu sei stato e sei (ora lo so, lo sento sempre più) il
mio stesso respiro, alle volte tremante, alle volte deciso, ma respiro. Vita. E
ora che respiro di nuovo a pieni polmoni, sono pronta per affrontare con te
le nuove battaglie. E vincere ancora. Ti amo, Signore, mio Dio.
Un saluto finale (per ora): Non è mia abitudine pregare per me. Mi
basta dire: “Come vuoi tu”. E così ho fatto. Ho pregato molto invece per
tutti voi che avete pregato per me. E continuerò a farlo. Valga questo come
il più bel grazie. La vostra vicinanza e il vostro affetto mi hanno sostenuto
e dato forza. Senza tutto questo non so se ce l’avrei fatta. Vi voglio bene.
Tanto.
Annalisa

Il Bambù - settembre 2008 31


Sommario
E' l'amore di Dio che ci rinnova..............................................................3
TUTTI A DAMASCO sulle orme di Paolo!............................................4
CVS-TG....................................................................................................8
Lettera di Paolo apostolo ai Baresi........................................................9
Sydney@home........................................................................................10
Maria madre e compagna di strada.....................................................12
“Prendi il largo” – Quattro giorni sulla barca di San Pietro..............14
Alla scoperta della (b)arca perduta......................................................18
Testimoni dell'amore di Dio..................................................................21
L'apostolato riparte dagli Esercizi.......................................................23
Ho scoperto un bel luogo e delle belle persone!...................................25
La posta del Bambù..............................................................................27

“Il Bambù” è la continuazione di “Cristo Vera Speranza”, il glorioso gior-


nalino che ha raccontato il cammino del CVS di Bari-Bitonto per molti
anni.
La nuova testata si rifà ad una antichissima parabola cinese che
esprime (inconsapevolmente) in termini poetici il carisma della nostra
associazione: così infatti il bambù esclama con termini molto... cristiani:
«Eccomi, Signore! Prendimi e fa' di me quello che vuoi» (cfr. Lc 1,38 e Mc
14,36).

Hanno collaborato a questo numero:


Mina Bruno, Vito Calabrese e Maria Valerio, Nicla Campanella,
Annalisa Caputo, Rosanna Grandolfo, Enrica Magrino, Angela
Moschetta, Giulia Silvestri, Rosa Sinisi

Redazione:
Don Vittorio Borracci, Floriano Scioscia

Indirizzo postale: “Il Bambù”, c/o Scioscia, Via Maranelli 2, 70125 Bari
Indirizzo e-mail: cvsbari@gmail.com
Sito informativo generale del CVS: www.sodcvs.org
Sito a livello locale: cvsbari.altervista.org

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