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WWIII Guerre Puniche 2.x Il teatro italico Edizion “Il cazz@ro 2010” di 6502

WWIII Guerre Puniche 2.x

WWIII Guerre Puniche 2.x Il teatro italico Edizion “Il cazz@ro 2010” di 6502

Il teatro italico

WWIII Guerre Puniche 2.x Il teatro italico Edizion “Il cazz@ro 2010” di 6502

Edizion “Il cazz@ro 2010” di

6502

WWIII Guerre Puniche 2.x Il teatro italico Edizion “Il cazz@ro 2010” di 6502
WWIII Guerre Puniche 2.x Il teatro italico Edizion “Il cazz@ro 2010” di 6502

[ WWIII GUERRE PUNICHE 2.X]

WWIII/Guerre Puniche 2.x

guerra punica 2.1 guerra punica 2.2 guerra punica 2.3
guerra
punica
2.1
guerra
punica
2.2
guerra punica
2.3

Guerre Puniche 2.x è un non_prodotto delle Non_Edizioni “Il Cazz@ro 2010” by 6502 & Terminetor Magnetico, il non prodotto è

coperto da copyleft[B-ND] vedi http://creativecommons.org/licenses/by-nd/3.0/

Terminetor Magnetico, il non prodotto è coperto da copyleft[B-ND] vedi http://creativecommons.org/licenses/by-nd/3.0/ 2
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[ WWIII GUERRE PUNICHE 2.X]

WWIII/Guerre Puniche 2.x

Capitolo 1

-Il racconto letterario guerra punica 2.0, Il solco

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[ WWIII GUERRE PUNICHE 2.X]

WWIII/Guerre Puniche 2.x

<twilight zone mode=on> Le cause che portarono Euroma VS Cartagine furono di natura economica e socio-politico istituzionale. La forte differenza economica causata dalla chiusura di Euroma e da eventi che si addensarono sulle 2 entità, determinò man mano la nascita di un solco che approfondì esponenzialmente le differenze sino a diventare desolatamente incolmabile. La mancanza di materie prime, acqua potabile e fonti di energia, cambiamenti climatici, carenza di prodotti alimentari, pesanti dinamiche di mercato e valutarie ed il diverso livello di benessere di Euroma e Cartagine, con dinamiche demografiche divergenti, determinò uno scontro di civiltà che finì per coinvolgere Euroma e Cartagine.

http://www.geocities.com/crazysuperdud/twilightzone.mid

Nelle prossime puntate della triologia minkiatika "guerre puniche2.x", entrerete in una nuova dimensione ai confini della realtà, dove passato e futuro si mischieranno per dipingere un fosco presente letterario.

*** *guerre puniche2.0, Il solco.

Cartagine era una nazione da qualche parte nell'area del mediterraneo. Euroma era una nazione, una repubblica anch'essa da qualche parte nell'area del mediterraneo.

Le due entità erano abbastanza diverse, per lungo tempo Euroma e Cartagine avevano commerciato, tenendo però un atteggiamento di reciproco rispetto. Anche se dai trattati commerciali stipulati nel corso del tempo, traspariva una certa tendenza di Cartagine a sentirsi "inferiore" mentre Euroma a sentirsi "superiore". Polibio c’informa di vari trattati fra Euroma e Cartagine e del primo cambiamento che iniziò a scavare un solco sempre più profondo sino a diventare ingovernabile.

Proprio la diffusione del sesterzo come moneta di scambio dominante rispetto ad altri valori come oro od argento, fu una delle prime cause alla nascita del solco che divise Euroma da Cartagine. La sua non diffusione in zone prospicienti il mediterraneo inferiore e contemporaneamente la sua tesaurizzazione a moneta internazionale, divenne un grosso problema per Cartagine. Con il sesterzo infatti gradualmente si estendevano i diritti ed i benefici di Euroma. Tesaurizzarlo ma non averlo come moneta corrente determinava la esclusione dal club di Euroma. Il sesterzo e la sua diffusione più che risolvere i problemi finì per far incancrenire dei pregressi problemi socioeconomici ed endemici tra le popolazioni che erano prossime ai confini di Cartagine. Euroma infatti non considerava Cartagine come la parte inferiore di un unico continente, ma tendeva a creare un club ristretto e troppo elitario, selezionando man mano questa o quella popolazione degna di entrare nel suo club. Euroma non aveva alcuna propensione od interesse a diffondere i propri valori culturali di pace e tolleranza (che in realtà internamente erano diffusi nella sua società). Paradossalmente verso l'esterno, Euroma risultava percepita come un club chiuso ed in espansione, che a dire di Cartagine, usava strumentalmente il sesterzo e la sua economia, come arma contundente per sottrarre ricchezza. Forse era vero, forse era falso, di certo Cartagine aveva usi e costumi e consuetudini assai diversi da Euroma. In primis un'organizzazione istituzionale e religiosa diversa, anche se le differenze non erano incolmabili, de facto era pratica comune che in Cartagine i diritti umani fossero "un optional", la divisione

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dei poteri non era proprio così praticata come in Euroma, ed a dire di taluni, Cartagine sembrava socialmente restia ad integrarsi su una piattaforma comune.

Se non c'è interdipendenza reciproca ed una libera diffusione delle idee, poi uno dei due può finire per avere l'interesse dal provare a trarre profitto dall'iniziare a spararsi addosso. Tra Cartagine ed Euroma, a parte emissari politici e scambi commerciali, de facto non c'era nessun altro contatto rilevante meno che mai tra le popolazioni delle due nazioni. Le barriere linguistiche ed il fossato medioevale di Euroma li separava, ed il corpo elettorale delle 2 macro.nazioni era tenuto volutamente ben separato per paura che l'uno potesse influenzare l’altro, spingendo il pendolo del comando in zone non volute dall'oligarchia regnante in Cartagine.

Accadde però che inevitabilmente le materie prime finirono per incendiare la seconda miccia. Furono quotate e scambiate in sesterzi, mentre la domanda spinse i prezzi verso l'alto. La bassa qualità energetica di Cartagine accellerò il solco. Alti prezzi e scarsistà dell'offerta, accadde un pò in tutti i mercati delle materie prime e non, determinò per Cartagine un'inesorabile riduzione di accesso alle fonti primarie e la minore possibilità di creare beni e servizi con lavoro e ricchezza. La crisi colpì anche Euroma, ma essendo questa tecnologicamente più avanzata, riuscì in maggior misura a compensare parte della tensione finanziaria dei mercati causata dalla scarsità delle materie che ormai era mondiale. L'uso del sesterzo e la crescita del prezzo delle materie prime alimentari e non, si riverberò anche in altre zone, ove malnutrizione, guerre civili, disparità di accesso delle risorse, assenza di educazione, mancanza di cibo e sopratutto d'acqua erano problemi cronici ed endemici. Nessuno ne Cartagine ne Euroma erano interessati a trovare una soluzione, così nacquero delle crescenti correnti di emigrazione demografiche che finirono per diventare più o meno ingovernabili per i 2 paesi.

Il cambiamento del clima fu un'altra miccia. Nonostante il polo nord finisse per essere diventato un ricordo, molte zone del nord di Euroma erano diventate estremamente ostili come ambiente. La corrente del golfo si era infatti quasi interrotta ed in Euroma si ebbe una serie di correnti migratorie interne, assieme ad altre correnti migratorie provenienti da Cartagine. Le correnti migratorie cambiano le cose spesso anche in pochi quinquenni, popoli con usi e costumi diversi oltre a portare nuove necessità, portano (se non integrati in un ceppo comune di valori) a moltiplicare esponenzialmente i problemi. E’ certo che i problemi socioeconomici più elevati li ebbe Cartagine. Un pò per caso, un pò per ragioni geografiche, Euroma era a crescita demografica bassissima, mentre Cartagine e zone limitrofe erano in pieno boom demografico con livelli di mortalità infantile elevatissima e speranza di vita molto ridotta. Si andava caricando la successiva miccia, quasi fosse una molla invisibile di bisogni primari insoddisfatti.

I rapporti con Euroma divennero sempre più compliocati, gli aiuti di Euroma a Cartagine furono prima limitati poi ridotti sino al loro totale dissolvimento. Anche perchè Euroma aveva i suoi seri problemi economici interni. Fu così per caso che Cartagine decise d'investire nella produzione di armi da fuoco leggere. Facili da produrre, davano una limitata autonomia militare, dall'altra risolvevano parte dei problemi di ordine pubblico in Cartagine, specie verso le correnti migratorie esterne. L'uso delle armi da fuoco leggere divenne pervasivo anche se l'esercito era tecnicamente più obsoleto rispetto a quello sul quale Euroma poteva contare.

Quando la gente è affamata, spesso capita che diventi violenta e che diabolici pensieri finiscano per

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strisciare rapidamente tra la gente.

Fu però forse per caso, oppure sospinto e favorito dall’impero gengiskano, che un giorno accadde un

cambio di leadership inaspettato proveniente dal basso. Non si sa se fu un flip & flop elettorale oppure se

fu una presa del potere, in ogni caso il flip & flop ai vertici di Cartagine catalizzò tutta la furia repressa dei

bisogni primari dei cartaginesi e neo.cartaginesi (provenienti dalle correnti migratorie. I gengiskani che avevano grandi possedimenti in un area più a sud inviarono supporto logistico ed altro materiale e l’unica cosa che apparve agli osservatori di Euroma, fu che Cartagine entrò in un area d’influenza gengiskana.

Non si conoscono le cause per cui un giorno l’impero gengiskano scatenò un’offensiva inattesa e mai vista contro la CSI, i mass media di Euroma perennemente piegati su se stessi erano da lungo tempo poco attenti a quello che accadeva nel mondo. Così riporta in modo stringato un noto giornale in Euroma poco prima dello scoppio delle Guerre Puniche 2.x

in Euroma poco prima dello scoppio delle Guerre Puniche 2.x “ Le legioni gengiskane avevano attaccato

Le legioni gengiskane avevano attaccato la Siberia, l'ala destra gengiskana aveva fatto rotta verso la kamciakta ma pare che le basi russe là fossero tutte navali, quindi gli invasori avevano vinto facilmente. L’ala destra stava rastrellando la siberia seguendo la transiberiana, probabilmente prima o poi si sarebbe ricongiunta con la forza principale. Questa aveva sfondato al centro della mamertinia, travolgendo facilmente le armate difensive, che erano poche perché a causa di un retaggio della guerra fredda, le forze erano tutte dislocate sui confini. All’inatteso attacco gengiskano l’ONU rilasciò una direttiva a favore dell’attaccato,ma gli USA non entrarono in guerra, de facto si limitarono a varare una legge “affitti & prestiti”. L’impero gengiskano reagì alla direttiva ONU prontamente emessa, con un blitz a Suez ed il blocco inferiore del golfo di Aden. […]”

Di li’ a breve, sarebbero iniziate le Guerre Puniche 2.x ma Euroma non se l’aspettava, infatti il 75% delle

forze militari di OTAN furono mandate in aiuto sul fronte orientale in soccorso della CSI che era stata invasa. Dopo breve tempo anche l’India si affrancò alla cordata di Alleati aderendo alla direttiva ONU, fu così che la WWIII divampò in tutta la sua violenza, in Asia centrale!!.

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Capitolo 2

-Il racconto letterario guerra punica 2.1

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Le cause che portarono Euroma VS Cartagine furono di natura economica e socio-politico istituzionale. La

forte differenza economica causata dalla chiusura di Euroma e da eventi che si addensarono sulle 2 entità, determinò man mano la nascita di un solco che approfondì esponenzialmente le differenze sino a diventare desolatamente incolmabile. La mancanza di materie prime, acqua potabile e fonti di energia, cambiamenti climatici, carenza di prodotti alimentari, pesanti dinamiche di mercato e valutarie ed il diverso livello di benessere di Euroma e Cartagine, con dinamiche demografiche divergenti, determinò uno scontro di civiltà che finì per coinvolgere Euroma e Cartagine.

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Nelle prossime puntate della triologia minkiatika "guerre puniche2.x", entrerete in una nuova dimensione

ai confini della realtà, dove passato e futuro si mischieranno per dipingere un fosco presente letterario.

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*guerre puniche 2.1

La guerra punica 2.1 fu principalmente una guerra navale e cittadina, fu lunga, molto lunga, almeno così la

percepirono i cittadini Euromani.

Cartagine infatti che era alleata “informale” dell’impero gengiskano prese ad invadere il fianco sud di Euroma. La prima ed unica fonte di notizie rilasciata dal governo di Cartagine fu una generica dichiarazione

formale molto scarna e superficiale, sulla esistenza di guerre civili sul suolo Cartaginese e sulla impossibilità a gestire i flussi migratori. Fu così che gente armata di armi leggere, iniziò a dilagare nel mediterraneo. Gli strateghi Euromani parlarono di diversione strategica mirata ad indebolire lo sforzo Euromano in favore della CSI, ma c’e’ chi dice che queste furono solo speculazioni astratte. Il fatto è che i Cartaginesi non erano miliziani con un'uniforme, ma spesso era povera gente vestita di stracci o predoni o pirati che armati di armi leggere a bordo di centinaia di migliaia di barche veloci approdavano sulle coste italiche e bizantine, scatenando tumulti e violenti scontri a fuoco e vere e proprie battaglie di casa per casa e città per città. L'intensità degli scontri era talmente elevata che si era ben al di là di un semplice problema di ordine pubblico, ma c'era da fronteggiare una vera invasione in massa di donne, uomini, bambini soldato, armati

di armi leggere che non parlavano nemmeno una parola delle lingue parlate in Euroma, che avevano usi e

costumi differenti. Ma sopratutto che erano molto motivati, cioè incazzati, affamati, barbaramente violenti,

abituati ad una violenza gratuita della legge del più forte, a cui l'inedia verso problemi di molti anni aveva probabilmente tolto il futuro e la speranza. Dall'altra Cartagine iniziò così una ben nota guerra navale di “boat people senza uniforme”, verso Euroma, provando con continui e logoranti attacchi sui confini marini di Euroma, nascondendo tali azioni con il paravento di movimenti e flussi d'emigrazione. Molte furono i paesini ma anche città rilevanti prese d'assalto. In modo molto tardo, in Euroma, mentre la democrazia parlava, molte città italiche e bizantine furono date alle fiamme e nonostante si fosse già attivato l'intervento dell'esercito di Euroma usando il restante 25%. A niente servirono i vari inviati di Euroma verso Cartagine che per una ragione o per l'altra continuarono nei loro intenti, usando la pratica del silenzio. Queste orde di pirati, le fonti storiche li definiscono così, si disperdevano per i monti e per le campagne in piccoli gruppuscoli oppure migravano in ordine sparso ma con una linea ben precisa verso nord per puntare al cuore di Euroma. Altri s’installavano

in modo stanziale sul territorio dopo averlo ferocemente depredato e riducendo in schiavitù i cittadini

euromani.

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Fu infine deciso che la potente flotta di Euroma avrebbe preso a cannonate i boat people definiti pirati guerriglieri. E che l'esercito (ormai professionale e solo volontario) di Euroma sarebbe stato impiegato per "ripulire" le zone infestate dai guerriglieri e pirati. -Pulizia etnica!-Cartagine la definì. -Azione di ordine pubblico-la definì Euroma. Quale delle 2 dichiarazioni fosse vera, era ormai impossibile dirlo. L'azione di prevenzione, bloccando i boat people sul fossato era militarmente molto efficace come strategia, dall'altra scatenò un'indignazione ancora più forte nei popoli del sud che guardarono a Cartagine come alla loro leader. Mentre quando si parlava di Euroma, ormai la repubblica era additata come la fonte di tutti i mali. Specularmente, iniziarono a nascere anche tumulti e proteste in Euroma del nord, perchè prendere a cannonate battelli d’immigrati, donne,bambini (ancorchè tutti armati di armi leggere e per niente disposti a farsi disarmare,) sembrava un problema a cui nessuno dei pacifisti sapeva dare una risposta pratica. Dopo l'atto di guerra contro le correnti migratorie, definito atto feroce perpetrato da Euroma simile all'olocausto,fu deciso da Cartagine che i boat people non sarebbero mai stati più affiancati e scortati dalla marina di Cartagine, questo al fine di seminare l'odio ed il dubbio tra i 2 fronti confliggenti. L'unico scontro convenzionale che si ebbe fu nel mare prossimo al teatro bizantino, dove la marina di Euroma fece letteralmente a pezzi in poco tempo alcune delle forze convenzionali di Cartagine che avevano provato a dare supporto alla guerra civile sviluppata sulle coste.

Dopo la palese sconfitta, fu deciso quindi da parte di Cartagine di continuare con la strategia dei boat people ed armi leggere, provando con sbarchi di assalti e guerriglia sperando di muovere all'interno di Euroma dell'indignazione della popolazione onde poterli invadere senza sparare un colpo. I mass media in Euromaalimentavano soppesando i pro ed i contro e le ragioni dell'uno e dell'altro, ma ormai il solco era stato scavato ed era incolmabile.

L'idea di bombardare le fabbriche di armi leggere risultò un successo effimero per Euroma, in quanto, la diffusione, la capillarità della produzione anche a livello artigianale era così permeata nella società di Cartagine, che per avere una qualche efficacia sarebbe stato necessario radere al suolo quasi delle città intere, creando esponenziali danni collaterali. L'assedio a fort Euroma era cominciato, certo il fossato che separava Euroma da Cartagine era profondo, ma la strategia di Cartagine per quanto sanguinaria ed apparentemente ormai poco efficace era lacerante dall'interno e dall'esterno per Euroma. Inoltre, già lunghe code di pirati assaltatori si affollavano su quello che era inteso come il pontile levatoio di fort Euroma. Ossia il luogo ove geograficamente era più vicino, vicinissimo la distanza tra i due fossati. Se da una parte Euroma dall'economia di guerra prese a trarre un certo vantaggio, la scarsità delle materie indubbiamente sui mercati si facevano sentire. Dall'altra per Cartagine non era il supporto militare e logistico che finì per mancare, dato che tutti i paesi del III mondo e buona parte di quelli del secondo mondo (in procinto di scivolare verso il III mondo) si erano coalizzati verso Euroma, oltre a degli aiuti provenienti dall’impero gengiskano che erano stati offerti prima dello scoppio delle guerre puniche. Apparve chiaro al mondo che Euroma per salvare il suo tenore di vita molto snob e ricco con diritti civili che non aveva mai diffuso nelle aree prospicienti, si era pronti a scatenare una guerra totale su un secondo fronte. Fu così che iniziò la seconda fase della guerra punica, l’escalation non convenzionale tra i 2 contendenti. <twilight zone mode=off>

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Capitolo 3

-Il racconto letterario guerra punica 2.2

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Le cause che portarono Euroma VS Cartagine furono di natura economica e socio-politico istituzionale. La

forte differenza economica causata dalla chiusura di Euroma e da eventi che si addensarono sulle 2 entità, determinò man mano la nascita di un solco che approfondì esponenzialmente le differenze sino a diventare desolatamente incolmabile. La mancanza di materie prime, acqua potabile e fonti di energia, cambiamenti climatici, carenza di prodotti alimentari, pesanti dinamiche di mercato e valutarie ed il diverso livello di benessere di Euroma e Cartagine, con dinamiche demografiche divergenti, determinò uno scontro di civiltà che finì per coinvolgere Euroma e Cartagine.

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Nelle prossime puntate della triologia minkiatika "guerre puniche2.x", entrerete in una nuova dimensione

ai confini della realtà, dove passato e futuro si mischieranno per dipingere un fosco presente letterario.

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*guerre puniche 2.2

La guerra punica 2.2 fu più breve rispetto alla guerra punica 2.1 così come le rispettive reazioni dei 2

contendenti che elevarono il livello dello scontro su armi non convenzionali.

Da Cartagine sciami di uomini, donne, bambini guerriglieri pirati armati di armi leggere erano preceduti o

portatori, da quello che fu chiamato “il virus degli elefanti”. Piccoli e letali ceppi di vari virus a cui gli sciami

di guerriglieri pirati erano portatori sani oppure vaccinati. Tipi di virus già conosciuti in Euroma, ma che

erano stati debellati da moltissimo tempo per cui la popolazione di Euroma risultava esposta. Per altro

erano ceppi nefasti di virus, perchè si sospettò che fossero stati mutati geneticamente (per cause artificiali

o naturali) e quindi risultarono ancora più difficili da curare elaborandone un antidoto. Il panico per Euroma era alle stelle, ed in tutta Euroma la leva fu attivta in modo obbligatorio, con

l'applicazione del codice di guerra ed una forte restrizione della circolazione personale e pubblica, al fine di limitare contagi e spostamenti dei guerriglieri nemici. Ma nel frattempo il virus degli elefanti fece il vuoto davanti alle orde di guerriglieri pirati che tramite le tradizionali correnti migratorie ad ondate continuavano a dilagare in varie parti di Euroma attestandosi poi in montagna, in campagna, sulle coste in modo sparso a macchia di leopardo, dirigendosi però man mano verso l'interno. Data la difficoltà dal non avere un fronte

di fuoco tradizionale unico, lo scoppio di “guerre civili e secessioni fecero sprofondare sott’acqua” il teatro

italico. Data la pervicacia dei punti di resistenza nemici composti da guerriglieri, pirati , predoni distribuiti a macchia di leopardo sempre più fitta e contina, sul teatro italico la situazione era ingestibile dal punto di vista militare e sanitario. Sul teatro bizantino che era considerato strategico, la vastità del fronte interno ed esterno, i problemi e rischi di allargare i contagi, e lo sforzo militare OTAN a favore della CSI, stava subendo pericolosi cedimenti simili al tracollo che c’era stato tempo prima sul teatro italico. Accadde che per la prima volta sul territorio di Euroma fu ammesso l'uso delle bombe al neutrino. L'escalation dello scontro aveva ormai superato il livello convenzionale e se il teatro italico e bizantino erano stati attaccati con armi non convenzionali allora una risposta ritenuta proporzionale all'offesa effettuata era legittimata dallo stato

di fatto. Certo, tale reazione mirata “a bonificare” i teatri più a rischio avrebbe permesso di ridurre al

minimo le perdite e la distruzione delle strutture, ma non sarebbe stata priva di danni collaterali. A molti

politici parve l'unica proporzionale risposta di Euroma alla minaccia ed azione non convenzionale posta in essere da Cartagine. I lanci balistici di missili e bombardamenti seguiti dopo qualche settimana da

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rastrellamenti od attacchi con forze convenzionali di Euroma, ebbero luogo e permisero di arginare (non senza perdite elevate come danni collaterali) riconquistando rapidamente le zone perdute del teatro italico. Lo shock per la popolazione di Euroma fu elevatissimo, così come i morti, talchè l'opinione pubblica residua non ebbe difficoltà ad accettare una contro-offensiva diretta non convenzionale su Cartagine.

Ormai il solco che divideva Euroma da Cartagine aveva raggiunto profondità illimitate ed incolmabili, un mare di odio divideva Euroma da Cartagine, a nulla potevano valere i vari tentativi di mediazione che la comunità internazionale provava ad effettuare. Fu deciso da Euroma d'effettuare anche bombardamenti preventivi, ciò al fine di "fiaccare ed annullare" le correnti migratorie di guerriglieri pirati che erano ammassati lungo tutte le coste di provenienza. La flotta di navi e sottomarini di Euroma lanciarono molte bombe e missili al neutrino, manifestando chiaramente l'intenzione che il teatro dello scontro sarebbe passato da Euroma al suolo di Cartagine.

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Capitolo 4

-Il racconto letterario guerra punica 2.3

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<twilight zone mode=on> Le cause che portarono Euroma VS Cartagine furono di natura economica e socio-politico istituzionale. La forte differenza economica causata dalla chiusura di Euroma e da eventi che si addensarono sulle 2 entità, determinò man mano la nascita di un solco che approfondì esponenzialmente le differenze sino a diventare desolatamente incolmabile. La mancanza di materie prime, acqua potabile e fonti di energia, cambiamenti climatici, carenza di prodotti alimentari, pesanti dinamiche di mercato e valutarie ed il diverso livello di benessere di Euroma e Cartagine, con dinamiche demografiche divergenti, determinò uno scontro di civiltà che finì per coinvolgere Euroma e Cartagine.

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Nelle prossime puntate della triologia minkiatika "guerre puniche2.x", entrerete in una nuova dimensione ai confini della realtà, dove passato e futuro si mischieranno per dipingere un fosco presente letterario.

*** *guerre puniche2.3 La flotta di Euroma iniziò un bombardamento non convenzionale con le solite bombe al neutrino, per ridurre l'impatto del fall out e le radiazioni di fondo di lungo periodo sulla costa sud del Mediterraneo. L'attacco pesante fu effettuato lungo tutto il perimetro delle coste cartaginesi ed in buona parte dell'interno. A ruota dopo una settimana seguiva od un'operazione anfibia convenzionale, oppure un'avanzata di truppe, per ultimare le operazioni di "rastrellamento umanitario". La resistenza era minima od inesistente, per lo più si dovette gestire i problemi sanitari di un bombardamento tattico di massa, creando enormi fosse comuni e cimiteri onde evitare problemi sanitari aggiuntivi.

In poche settimane tutta l'armata di Euroma con una potente manovra a tenaglia giunse a Cartagine, la quale fu massicciamente bombardata nello stesso identico modo delle altre zone. La determinazione ed il superiore avanzamento tecnologico e sociosanitario e dei sistemi d'arma, fece la differenza nelle guerre tra Euroma e Cartagine. I paesi residui in sovrappopolamento o non controllori delle proprie correnti migratorie si guardarono bene da riprovare a seguire la politica offensiva dell'allargamento dello spazio vitale tentata da Cartagine oppure di fiancheggiare l’impero gengiskano.

I demografi stimarono che dopo la fine delle guerra punica 2.3 una larga parte del problema sovra popolamento e penuria di risorse nella zona limitrofa ad Euroma e della ex Cartagine, era stato orrendamente risolto.

Fu così che le Guerre Puniche 2.1,2.2,2.3 terminando prima di quanto durò la WWIII in Asia. <twilight zone mode=off>

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Capitolo 5

-Le ipotesi sul teatro letterario delle Cartagine.operazioni

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5] Le ipotesi sul teatro letterario delle Cartagine.operazioni

Ipotesi sciami mas e/o motoscafi light one way, ecco le fonti d'ipotesi di pubblico dominio e dati tecnici:

www.anaim.it/uomini_e_mezzi.htm (ipotesi 300miglia autonomia) a 40nodi http://it.wikipedia.org/wiki/Miglio_nautico = 1851.5m http://it.wikiedia.org/wiki/LS/KM_(motosiluranti) Il che porta l'autonomia a circa 600km di range, ho trovato con google.image una JPG del mediterraneo con tanto di *scala*, ho estratto circa 750 chilometri di autonomia (a 40 nodi) circa tenendo conto grossolanamente delle correnti e del vento con 600+150km sulle rotte con correnti marine favorevoli. La mappa estremamente grezza offre con un colpo d’occhio globale i teatri fanta-letterari delle guerre puniche 2x (ATTENZIONE esiste un errore di stampa sono 750 chilometri non miglia e le stanghette rappresentano "a spanna" l'autonomia possibile dei micro mezzi navali).

l'autonomia possibile dei micro mezzi navali). La diversione strategica delle Guerre Puniche s’incastona

La diversione strategica delle Guerre Puniche s’incastona nella WWIII in questo modo:

dei micro mezzi navali). La diversione strategica delle Guerre Puniche s’incastona nella WWIII in questo modo:
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Capitolo 6

-La sostenibilità di lungo periodo degli “sciami Cartaginesi”.

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6] La sostenibilità di lungo periodo degli “sciami cartaginesi”.

In questa sezione, si discute giocando circa la sostenibilità di lungo periodo degli sciami marittimi. Soluzione povera, semplice ha un costo economico basso e un costo in vite umane altissimo. Poichè il secondo si assume non percepito dai cartaginesi, la strategia di lungo periodo degli sciami marittimi pare facile ed economica.

-non ci vuole una tecnologia molto avanzata per fare barchini, mas, motoscafi veloci -anche accoppiando un paio di motori da auto si raggiunge lo stesso quoziente peso/potenza, specie se si usa vetroresina, gomma, struttura di legno o ferro con l’essenziale in lastre di legno leggero, tanto è un’imbarcazione da usarsi una volta sola. -è relativamente economico e facile localizzarne la produzione senza concentrazione, prestandosi a delle costruzioni artigianali fittissime quindi non legata a un unico luogo di produzione o concentrazione. Oltre al legno si può usare più strati della plastica, la vetroresina, della gomma, insomma mi pare un mezzo di trasporto one way rapido, economicamente sostenibile come spesa nel lungo periodo, facilmente producibile con del low tech senza particolari vicoli di monopsonio/monopolio di materie prime -la complessità tecnologia di un moto-barchino a me pare limitata e facilmente raggiungibile anche da moderati maestri d'ascia e basso livello di conoscenze meccaniche, specie in rapporto alle utilitarie di oggi che costano molto di più giovandosi delle economie di dimensione/di scala.

Giocando a “tirare” una cifra a caso, dai 2 ai 3milioni di moto-barchini l'anno sono una cifra alta o modesta?

raffrontando il costo paritetico rispetto alle auto usate europee che di solito finiscono nei paesi meno sviluppati, oppure anche semplicemente transate come auto usate, a me pare di no. http://snipurl.com/baizx -In africa sono circa 920milioni di persone, http://it.wikipedia.org/wiki/Africa ammettendo che solo la metà emigri verso Cartagine, sono circa 400milioni di persone, pari a circa 460/2.5 = “184 anni di truppe cammellate da gestire”. Nel lungo periodo, la migrazione di 2.5milioni di persone è cosa quantitativamente possibile.

È certo che qualche ipotesi l'avrò cannata non essendo un esperto, e questo è solo un gioco Inoltre in genere gli errori si compensano, quindi tra errori in sovrastima e sottostima, non penso d’aver versato - molti litri di piscia, fuori dal vaso-

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[ WWIII GUERRE PUNICHE 2.X]

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Capitolo 7

-Le reazioni di Euroma agli sciami cartaginesi sull’intero teatro.

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7] Le reazioni di Euroma agli sciami cartaginesi sull’intero teatro.

2.5milioni x [10-15persone] fa circa 25milioni 37milioni di persone ossia 6850 barchini al giorno per 365/365 giorni (dove c'è mare grosso, si passa altrove).

giorni (dove c'è mare grosso, si passa altrove). Azioni Euromane di “prima reazione” immaginate: il

Azioni Euromane di “prima reazione” immaginate:

il filtro di I livello: Blocco navale e aeronavale.

il filtro di II livello, intercettazione aericottera e litoranea.

il filtro di III livello, arginamento d’invasione con truppe terrestri.

Ogni “filtro” abbatte e blocca una parte degli invasori che poi si trovano a fronteggiare la cintura di difesa successiva, scemando ulteriormente di numero prima d’impattare sui civili creando danni collaterali. Dopo il III filtro, i residui cartaginesi si trovano a fronteggiare delle azioni di rastrellamento umanitario.

azioni di debellamento dell’invasione: rastrellamento umanitario.

Utilizzo immaginato letterariamente dei mezzi di Euroma, riclassificato per arma:

[aereonautica] aerei da caccia, non sarebbero impiegati salvo dare la copertura aerea contro eventuali caccia di Cartagine che sporadicamente potrebbero provare l'intrusione proteggendo gli sciami dei barchini. Bombardieri e missili inutilizzati nella 2.1 (usati nella 2.2), aerei E3a sentry, detti BIGEYE che coordinano in varia misura l'ingaggio di questa o quell'altra unità

[marina] Le unità di superficie (d'altura) sarebbero impiegate con missili e cannonate di "filtrare" gli sciami senza avvicinarsi troppo, altrimenti diventerebbero bersagli, pare che i radar delle navi siano facili da distruggere e per mantenere l'unità sempre attiva per la seconda ondata o cmq per il giorno successivo, è bene che l’unità navale non si impegni *mai* in un corpo a corpo con gli sciami cartaginesi anche per l’alto rischio d’assalto kamikazee. I sottomarini e sommergibili sarebbero inutili, troppo lenti, al massimo utilizzati

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per fare ricognizione fantasma sui principali porti da dove salpano gli sciami mas (ma essendo dotati di armi nucleari tattiche, non verranno impiegati in battaglia sino all'avvento delle guerre puniche 2.3 ). Unità navali con aerei ed elicotteri imbarcati effettuerebbero delle intercettazioni dall’aria anche se gli sciami cartaginesi avrebbero missili SAM a spalla e benché poco efficienti se sparati numerosi potrebbero ottenenre buoni risultati. Per altro elicotteri ed aerei sarebbero tutti mezzi costosissimi, non illimitati anzi risorse molto scarse. Occorrerebbe tempo a ricostruirli e quindi sarebbero impiegati in modo abbastanza simile alle navi. Anche se gli elicotteri ne immagino un uso più vicino e prossimo agli sciami, per questo dovrebbero subire elevati perdite ma infliggendone anche di numerose. Unità di superficie veloci e litoranee usate sia supporto delle unità terrestri “sciabola” per evaquare i cartaginesi catturati e feriti trainando chiatte e simili, sia per scontare i traghetti e naviglio civile strapieno di profughi dato che le strade e le vie di comunicazione ordinarie terrestri sarebbero tutte intasate dal traffico del flusso dei profughi Euromani.

[esercito e forze dell’ordine & unità di terra in genere] Rappresentano la III° cintura di difesa, molte volte

la II° cintura di difesa dato che le unità litoranee non interverrebbero quando la densità dello sciame

cartaginese è troppo elevato onde non precludere la missione di evacuazione dei prigionieri. Le truppe di

terra classificate in truppe “di punta” e truppe “di massa” sono le unità che sostanzialmente affrontano l’urto residuo e le azioni di debellamento dell’invasione; la spina dorsale della risposta di Euroma!. Di solito

gli scontri di terra farebbero i ¾ delle perdite totali, per ragioni storiche è stato mantenuto tale approccio.

-Le unità incudine (jeep blindati o meno) dislocate e polverizzate sulla costa od in zone prospicienti a presidio, ricognizione e controllo dei punti di invasione. Alle loro spalle e nell’entroterra:

- le unità sciabola (unità corazzate cingolate o gommate più lente delle unità incudine), diffuse più nell’interno e pronte a trasferirsi sulla costa o rastrellare quando necessario.

- fanterie mobili elitrasportate denominate unità “jumping”, continuamente spostate

nell’entroterra o sulla costa con unità di elicotteri e scortate anche da elicotteri da combattimento,. Tali unità sono coordinate con le unità sciabola ed incudine per tamponare, arginare rastrellare, opererebbero

di concerto e/o in supporto con le unità delle forze dell’ordine le quali avendo un armamento più leggero

sarebbero disseminate sul territorio a macchia di leopardo in gruppi più numerosi rispetto al normale pattugliamento civile in tempi di pace.

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Capitolo 8

-I Dossier “segretissimissimi” sulle analisi dei primi impatti.

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8] I dossier “segretissimissimi” sulle analisi dei primi impatti.

*Le strategie dei cartaginesi: guerriglia, azioni di brigantaggio invasione del territorio tramite l'uso di armi leggere e pesanti trasportabili a spalla, giunti su Euroma con unità veloci raggruppate in numerosissimi sciami con motobarche molto distanziate tra loro, attaccavano contemporaneamente Euroma da molte direttrici di rotta.

*Le non_tattiche dei cartaginesi: I cartaginesi non erano ne marinai ne militari, ma solo dei guerraffondai ammazzasette senza tattica, che si muoverebbero in modo disomogeneo, caotico, più o meno verso una direttrice (ritenuta l'obiettivo principale). L'assenza di uniformi, di una linea di fronte ben definita che era graficamente mostrata solo da numerosissime macchie di resistenza e punti d'invasione od una maggiore concentrazione di scontri violenti, rendevano difficile per le truppe di Euroma la gestione dell'emergenza. I canoni di un'invasione c’erano tutti, più che patrolling del territorio ci sarebbero state delle missioni di rastrellamento con l'impiego di forze congiunte, in quanto la potenza di fuoco sarebbe stata troppo elevata per le sole forze dell'ordine tradizionali. La prima azione militare di Euroma fu il blocco navale, il quale risultò poco efficace a causa della non_tattica dei cartaginesi, i quali colsero completamente di sorpresa le forze tradizionali di Euroma. Per comprendere la straordinaria efficacia tattica letteraria dei cartaginesi sul mare e su terra si deve analizzare l'inefficacia del "blocco navale posto a retino" dell'invasione.

Fonti d’ispirazione i contenuti dei links presenti su Wikypedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Lotta_antinave

http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Missili_terra-aria

La dinamica letteraria oggettiva, nel primo impatto:

1-La reazione chartaginese al blocco aeronavale.

2-Azioni d’arginamento d'invasione terrestre

3-L’impatto inesistente della logistica dei cartaginesi.

4-Rastrellamenti umanitari terrestri (azioni di debellamento della super.mega.invasione)

1-La reazione chartaginese al blocco aeronavale. Fu difficile anche per le unità navali "filtrare" sciami numerosi di motoscafi, gommoni, mas one-way che zigzagavano, tendevano a defilarsi rapidamente eludendo lo scontro diretto. Sciami che erano troppo numerosi ma scarsamente densi per missili e cannoni ancorché a tiro rapido. I barchini assai piccoli e rapidi erano difficili da inquadrare dai mirini elettronici. Un qualche effetto lo avevano i missili a calore che però erano troppo esigui e quindi inefficaci, inoltre esponevano l'unità navale al rischio di attacchi aerei di qualche caccia cartaginese che provava ad intrufolarsi dando qualche tipo di supporto aereo. I motobarchini appena a tiro tendevano a colpire le sovrastrutture radar i ponti, esponendo a grossi rischi di

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attacco le unità navali che si guardavano bene da usare l’unità come cannoniera per scontri ravvicinati. Era anche frequente il rischio d’annientamento dell'unità causata da motoscafi kamicazee che si sacrificavano per far passare il resto dello sciame indenne. Ragione per cui la prima cintura navale del "retino antimosche" era scarsamente efficace anche perché non ci fu modo di lanciare impulsi EMP per bloccare e fulminare i motori dei barchini, lasciandoli alla deriva in mezzo al mare. Una maggiore efficacia l'avevano le portaerei e portaelicotteri, ammesso che tale unità fossero tenute a distanza per colpire dall'aria gli sciami. Il numero di unità nemiche filtranti era minore rispetto alle unità navali tradizionali, ma anche aerei ed elicotteri subivano danni. Anche se i missili SAM spalleggiabili usati dai cartaginesi erano vecchiotti ed obsoleti, ed il carico utile di bombe era limitato ad armi convenzionali leggere e molto carburante, gli sciami cartaginesi sparando in massa contemporaneamente misero in seria difficoltà gli aerei Euromani. Per altro gli sciami non si trattenevano a lungo nel quadrante e quindi passavano rapidamente puntando verso la costa. L'aereonautica per lo più rimase una forza poco utilizzata, se non per l'uso di elicotteri che ben presto, iniziarono a mancare e furono subito messi in produzione. La III° cintura di difesa erano le azioni terrestri ma spesso era l’unica azione di difesa posta in essere se lo sciame non veniva intercettato con qualche successo dalla marina. Sulla terra vi erano postazioni disperse e mobili, composte essenzialmente di fanteria e supportate da unità elitrasportate le quali erano sempre occupate in operazioni di rastrellamento umanitario nell'interno per arginare e ripulire il territorio. Sciami di barchini arrivano sulle coste scaricando le loro truppe d’invasione e senza tornare indietro. I cartaginesi tendevano a depredare il territorio, rendere in schiavitù le eventuali popolazioni già residenti e poi diffondersi a macchia di leopardo per depredare e spostarsi come nomadi verso nord oppure verso Est. Oppure in rari caso colonizzare con accampamenti più stabili le colline o nelle città depredate sostituendosi alla popolazione residente.

2-Azioni d’arginamento terrestre all’invasione: Avvenivano 24/24 ore al giorno, impiegando le unità militari quasi continuamente, anche se il grosso delle direttrici e dei movimenti di traffico del flusso d'invasione era i notte per avere un minimo di copertura. Ragione per cui anche avendo sistemi di vista notturna, le unità di Euroma avevano non poche difficoltà ad affrontare le unità dei pirati guerriglieri cartaginesi perchè questi tendevano in ogni modo ad eludere gli scontri diretti, preferendo ritirarsi o nascondersi, svicolare via. Era raro che attaccassero accerchiando le unità euromane (salvo i cartaginesi non si fossero resi conto di essere in numero sensibilmente maggiore). Peculiarità dei cartaginesi era che non facevano mai prigionieri delle unità Euromane. Mentre le unità Euromane avevano il problema della gestione di chi si arrendeva e tale problematica dette non pochi problemi causando sanguinose rivolte.

3-L’impatto inesistente della logistica dei cartaginesi. Infatti nei paesi di Euroma dove l'uso delle armi era quasi nullo, l'affondo era molto rapido per poi fermarsi per mancanza di munizioni e "supplies" reperibili sul territorio. Le unità cartaginesi venivano però "rimpiazzate" da ulteriori sbarchi, i così detti nuovi sbarcati si spostavano in avanti, trovando una qualche forma di supporto dai precedenti cartaginesi già arrivati. Nei paesi di Euroma dove l'uso delle armi da fuoco era molto diffuso, l'affondo era meno rapido, accaddero subito scontri violentissimi, ma il problema della logistica e supplies era molto più favorevole per i cartaginesi i quali trovavano così sul territorio armi e munizioni, depredando tali luoghi. Tant'è che spesso le unità di Euroma erano spedite più a difendere questi obiettivi, tralasciando le azioni dette "diversive" che consistevano nel dare alle fiamme interi quartieri per poi raggiungere i punti di "supplies" avendo sviato i difensori. Può apparire strano, ma la tattica di guerriglia urbana, mire predoniche ed invasione del territorio

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tramite l'uso di armi leggere mise subito in ginocchio Euroma, conquistando ampie aree (definite dai cartaginesi colonie). Non erano vere e proprie colonie, ma zone ad altissimo rischio (urbano e montano e mari) a causa delle tribù predoniche che vi si erano insediate. Le attività economiche di Euroma collassarono, enormi masse di gente di Euroma migrarono come sfollati in preda al panico, rendendo l’impatto simile agli effetti della blitz krieg, ossia ammassando gli sfollati e civili indifesi davanti alle forze di opposizione e bloccando per lo più le vie di terra (strade o ferrovie) e massimizzando lo sforzo dei porti nell’uso di traghetti e delle vie d’acqua per andare verso nord.

Gli scontri sul territorio erano per lo più dovuti a tentativi d’arginamento degli sbarchi, azioni di rastrellamento, l'intensità degli scontri era talmente elevata che si era ben al di là di un semplice problema di ordine pubblico, c'era da fronteggiare una vera invasione in massa di donne, uomini, bambini soldato, armati di armi leggere che non parlavano nemmeno una parola delle lingue parlate in Euroma, che avevano usi e costumi differenti. Ma sopratutto che erano estremamente motivati cioè incazzati, affamati, barbaramente violenti, abituati ad una violenza gratuita della legge del più forte, a cui l'inedia verso problemi di molti anni aveva probabilmente tolto il futuro e la speranza.

4-Rastrellamenti umanitari terrestri (azioni di debellamento della super.mega.invasione) Le forze militari professioniste in Euroma erano poche e quantitativamente assai inferiori a quelle di Cartagine. È vero che erano più tecnlogicamente addestrate e ben armate con una maggiore letalità ma avevano contro anche la vastità del territorio da presidiare e ripulire. Il territorio garantiva ampie possibilità di manovra e di fuga oltre che di tendere agguati e trappole nelle zone da loro occupate. I cartaginesi non avevano una logistica, tuttavia presto iniziarono a costruire in modo artigianale delle munizioni ed un minimo supplies anche se l’apporto restç nel complesso modesto. In montagna misero trappole, usavano coltelli, spade, lance e frecce assieme alle armi leggere e convenzionali (che erano loro rimasti dopo il primo scontro nell'invasione). Ragione per cui l'uso dei mezzi corazzati e blindati era studiato per generare la massima dispersione delle unità “sciabola”.

Fu introdotta nuovamente la leva obbligatoria con la guardia nazionale (come arma di massa per rimpinguare le forze “di punta”). La preparazione della NG era inferiore dato che era composta per lo più da gente pacifica che non aveva mai tenuto in mano un fucile e che si chiedeva, se fosse stato possibile fare (e che cosa non fu fatto prima di tale inferno), considerato il fatto che nessuno parlava le lingue di Cartagine. Gli scontri di terra hanno sempre fatto i 3/4 delle perdite in guerra, anche questa volta non c'era ragione perché ciò non accadesse. Morti, feriti, mutilati, choccati con sindrome PTSD. La PTSD logorava più di quanto si pensasse le truppe di Euroma, le quali se da una parte non erano abituate a sparare addosso a dei soldati, sparare contro donne, bambini (ancorchè armati e nasty dato che erano i primi loro ad aprire il fuoco e con il quale non era possibile dialogare) era pesantemente choccante.

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Capitolo 9

-Le logiche d’estrapolazione degli impatti sul teatro italico.

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9] Le logiche d’estrapolazione degli impatti sul teatro italico .

Durante la WWII sul teatro italico accadde più o meno questo:

*repubblica di Salo' -governo fascista niente flip & flop rispetto a posizione iniziale -la popolazione fa resistenza e non segue il governo fascista -dispositivo militare composto da nazy + pochi italiani *centro & sud Italia, regio regno d'Italia -governo regio fa flip&flop rispetto a posizione iniziale -la popolazione segue e fa resistenza contro invasori nazy -dispositivo militare forte composto quasi solo da alleati *Focalizzando sul regio regno d'italia, il dispositivo militare italiano fu dissolto con l'armistizio.

durante le Guerre Puniche 2.x ho immaginato simili punti di frattura con relazioni invertite:

*contea di Polentonia -governo locale fa flip&flop rispetto a posizione iniziale -la popolazione non fa resistenza e segue il governo locale -dispositivo militare composto da polentoni leali a polentonia *contea Romana & Borbonica -il governo locale non fa flip & flop su posizione iniziale -la popolazione scappa verso il nord -dispositivo militare debole composto da truppe "di massa" romane *Focalizzando sulla repubblica federale italiana in seno agli USE, il dispositivo militare NON SI DISSOLVE in quanto in forti mani USE e determinerà la vincita delle guerre puniche 2.x

Aspetti militari delle guerre puniche 1,2,3

Cartagine attacca la Mamertinia, la Mamertinia chiede aiuto alla repubblica romana, scoppia una guerra navale trasformata dai romani in combattimenti di fanteria tramite i “rostri” in quanto i romani erano pessimi marinati mentre i Cartaginesi erano ottimi marinai con una potente flotta. Annibale parte da poi da Cartagine con un esercito e con gli elefanti (arma segreta non convenzionale) varca lo stretto di Gibilterra e poi dilaga in Spagna, in Francia distruggendo legioni romane e chiunque vi si opponga, trova proseliti e rinfoltisce le proprie schiere. Giunge in Italia da nord e dopo varie battaglie s’infila in un “cul de sac” finendo per perdere. Poi Roma sbarca su Cartagine e distrugge la città radendola a zero e spargendoci il sale.

Il pattern militare delle guerre puniche 2.x è identico ancorché aggiornato con situazioni più moderne:

Guerre Puniche 2 fase 1: sbarchi Cartaginesi con mas veloci, azioni di fanteria marina e d’interdizione terrestre e rastrellamento, con intense guerre cittadine

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WWIII/Guerre Puniche 2.x

Guerre Puniche 2 fase 2: escalation del conflitto con uso di armi non convenzionali, uso di “virus degli elefanti” cui Euroma risponde con armi nucleari tattiche

Guerre Puniche 2 fase 3: bombardamento e sbarco con distruzione di Cartagine

Iter identico nei 2 scenari di guerre puniche GP & WWII/GP esistono delle differenze marginali dovute alla causa scatenante. La principale differenza è che nello scenario WWIII/GP è presente una guerra civile che scoppia nel teatro italico, oltre al fatto che esistono sporadici impieghi di “truppe di punta” degli States mandate contro Cartagine in supporto del teatro Italico e Bizantino, ove si rischi il tracollo imminente (ciò in quanto si è immaginato che formalmente Cartagine non sia alleata dell’impero Gengiskano con un qualche tipo di trattato palese). Nelle GP si è ipotizzato una neutralità degli States e la generazione di una legge “affitti e prestiti” in quanto esistendo gli USE, gli accadimenti sarebbero esterni alla sfera d’influenza degli USA e/o si può immaginare che il conflitto punico venga erroneamente scambiato come problema di ordine pubblico interno agli USE e non come una vera e propria invasione con guerre urbane.

Nelle WWIII/GP si è immaginato una NEUTRALITA’ degli States perché 1)messi K0 da una profonda crisi finanziaria scatenata dall’impero gengiskano che ha sacrificato una parte dei suoi “assets” per far perdere l’uso della valuta agli States facendo collassare il potente dispositivo USA. In alternativa si è immaginato 2)un passaggio involontario ad altre valute/altre attività finanziarie in modo non strategico ma banalmente indotto dalla migliore appetibilità finanziaria di altri “assets” concorrenti. Tale flusso valutario gengiskano avrebbe prodotto indirettamente tensioni inflazionistiche negli USA così grandi da generare la perdita temporanea dell’uso della valuta (una crisi simile a quella del 1929). In alternativa si è immaginato 3)una neutralità degli States causata da missili IRBM/ICBM detenuti dall’impero gengiskano che avrebbero inibito l’uso della potente marina americana rendendo impossibile il soccorso & supporto alle truppe della CSI invase in kamciakta. Dato che gli scontri avvengono per lo più in Asia troppo distanti per essere raggiunti dal mare o dagli States. 4)Analogamente si è immaginato un forte senso di responsabilità americano nel non farsi coinvolgere sul conflitto della WWIII onde evitare l’estinzione di massa del genere umano, dato che sul fronte asiatico lo scontro tra impero gengiksano e suoi alleati VS truppe Alleate (CSI, Euroma e poi India) comporta da ambo le parti un largo uso di armi non convenzionali. In ogni caso, a parte la fervida immaginazione sia nelle dinamiche che nei ruoli dei macro-attori, l’esercizio astratto 5)mirava ad immaginare una serie di scenari what / if che prevedessero in ogni caso un non intervento USA nelle forze OTAN. Sigla OTAN che nell’immaginario è usata per indicare il “Bureau of War” ossia il braccio armato degli USE/United States of Europe (Euroma=USE quale evoluzione futura della UE). La dizione impero Gengiskano e/o Sumerico e del nemico Cartagine, sono da interpretarsi come 3 variabili storiche sconosciute, non attualmente riconoscibili in nazioni attualmente presenti e che potrebbero evolvere in forme di stato o raggruppamenti non noti a priori. La correlazione delle Guerre Puniche 2.x + WWIII è strumentale agli scopi letterari, mentre lo scenario GP mostra l’avvento di tale conflitto per cause endemiche all’Africa, lo scenario WWIII/GP mostra l’avvento di tale scontro per ragioni non endemiche all’Africa ma annesse alla WWIII in quanto le Guerre Puniche potrebbero essere una diversione strategica.

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Capitolo 10

-Chartagometria, la trascrizione quantitativa con info di pubblico dominio.

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10] Chartagometria,la trascrizione quantitativa con info di pubblico dominio!.

L’ipotesi della letalità del filtro I° è di un rateo di affondamento 1:3 cioè 1 unità di Euroma persa per ogni 3 barchini distrutti. http://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_B-17 Il link di wikipedia cita un rapporto di 1:3 ed è

off topic. Si tratta infatti di perdite di b17 durante la WWII, il b17 non è un motobarchino da 40 nodi e

600km di autonomia, riportò tali numeri a fronte dell'antiaerea ed i caccia nazy del 194x. Armi che non

sono i missili e cannoni di un blocco navale tuttavia, il rapporto 1:3 è l’unico dato di pubblico dominio che

mi è riuscito estrarre da google per “stimare” il coefficiente di filtro ipotetico di primo livello 8-) Perchè i

motobarchini andrebbero per ipotesi a 40 nodi (non sono 260km/h di un B17) ma un motobarchino non ha una superficie alare di 142mq, proprio per questa reciprocità inversa potrebbe compensare gli errori possibili dato che il b17 è stato esposto nelle missioni della WWII sia a spari da 11km di distanza dell’antiaerea (cannoni), sia ad attacchi ravvicinati dei caccia ad elica (che poi hanno prestazioni simili alle cannoniere volanti ed elicotteri da battaglia). Data la massa degli sciami ed immaginando un’alta letalità delle unità d'intercettazione Euromane (navi , aerei, elicotteri) rispetto all’antiaerea/caccia ad elica della WWII, resta il fatto che tali unità non dovrebbero avvicinarsi troppo pena la esposizione a dei forti rischi.

E10.0.A-Cartagoemetria, gli impatti degli sciami cartaginesi totali:

il filtro di I° livello (assieme a quello di II livello)

Il numero degli attracchi d’invasione stimato è in media di 0.666*6850 ossia occhio e croce 4562. Ipotizzando [10-15persone di equipaggio sono circa 45'600-68'400 truppe cammellate di cartaginesi sul suolo di Euroma. Da cui estrapolare una massa d’urto media pari a E(x)=57'026 truppe d'impatto medio.

il filtro di III° livello (assieme a quello di II livello)

Ipotizzando un "tasso di logoramento da piana di omaha-beach" negli scontri 5:1 cioè 5 cartaginesi uccisi per ogni Euromano ucciso nelle azioni di arginamento terrestre, la funzione di massa dei residui cartaginesi,

da

catturare con azioni di "rastrellamento umanitario" = azioni di debellamento dell'invasione é circa:

residui

perdite Cartagine

perdite Euroma

p.sanitario

t0

11'405

45'621

11'405

57'026

t1

22'810

91'242

22'810

114'052

t(i)

11'405x

45'621x

11'405x

57'026x

t30

342mila

1.3milioni

342mila

1.7milioni

t365

4.1milioni

16.6milioni

4.1milioni

20.8milioni

per un totale di 20.8milioni al netto (senza contare quindi gli impatti) delle operazioni di debellamento d'invasione per le quali non ho dati o links attuali di pubblico dominio, per provare a simulare a spanna:

-le perdite di Cartagine -le perdite di Euroma -le perdite civili I dati sono relativi a tutto il teatro, ipotizzando però un impatto medio tra i 2 teatri del mediterraneo ed

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indicando con n p.sanitario i rischi sanitari con il numero di morti sviluppati nel conflitto che potrebbero comportare rischi indiretti per la popolazione civile, ecco i dati per lo scenario italico:

la popolazione civile, ecco i dati per lo scenario italico: 10.0.B-Cartagometria, gli impatti degli sciami totali

10.0.B-Cartagometria, gli impatti degli sciami totali le 2 campagne anti_invasione:

I valori di cui sopra sono divisi per 2, equiripartiti per ciascun teatro delle operazioni:

 

residui

perdite.Cartagine

perdite.Euroma

p.sanitario

t0

5’702

22’810

5’702

28’513

t1

11’404

45’621

11’405

57’026

t(i)

5’702x

22’810x

5’702x

28’513x

beh, cosa dopo 30 giorni ceteris paribus i dati e senza tenere conto delle perdite civili e delle perdite sia di Euroma che dei cartaginesi nelle azioni di debellamento dell'invasione?!

t30

171mila

684mila

171mila

855mila

e che cosa, dopo un anno, ammesso di arrivarci ad un anno d'invasione di cartaginesi senza pandemie?!

t365

2milioni

8milioni

2milioni

10milioni

10.1-Il Criterio del probabile rischio sanitario.

Osservando la levitazione della variabile p.sanitario (rischio sanitario) si può supporre che cronologicamente la risposta non convenzionale atta a bonificare i teatri invasi sacrificando le enclaves, avvenne prima dei 365gg ossia timing risposta non_convenzionale < t0+365gg

Poiche le Guerre Puniche 2.x in questo scenario (a differenza dell’inserto precedente relativo alle Guerre Puniche 2.x & Orizzonti Sintetici) sono una diversione strategica all’interno del più ampio conflitto mondiale della WWIII, si deduce che a causa dell’impegno OTAN ad Est (supporto della CSI invasa), il teatro Bizantino sia altamente strategico e tale da convogliare i restanti aiuti OTAN distribuiti tra i paesi di Euroma. Ragione per cui il teatro italico viene ritenuto “marginale” rispetto allo sforzo offensivo verso Est. Non affluirono

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truppe in supporto del teatro italico, anzi prima dello scoppio delle guerre puniche Euroma perse il 75% dei suoi effettivi spedendoli in missione verso Est. Osservando la mappa si può dedurre un’estrema vastità del fronte “interno” (teatro italico + bizantino) inoltre data la presenza di terreno montuoso sia in Turchia che in Grecia, oltre alle molte isole nell’arcipelago ellenico, si può supporre un’estrema polverizzazione di tutte le forze OTAN per tenere il teatro bizantino. Da cui si ricava letterariamente la ragione logica plausibile del perché tutte le richieste di spostamento di truppe in rinforzo al teatro italico andarono a vuoto, dato che ogni singolo fante sarebbe stato necessario per tenere il teatro bizantino (anch’esso sotto attacco, tanto quanto il teatro italico).

10.2-Il Criterio dell’analisi geografico-morfologica.

Entro poco tempo dai primi impatti degli sciami Cartaginesi, è ragionevole supporre:

[sicilia] tumulti e conflitti lungo la costa sud, est,ovest ma nessun impatto dalla costa nord

[sardegna] tumulti e conflitti lungo la costa est, sud ma nessun impatto dalla costa est,nord

[calabria] tumulti e conflitti lungo tutta la costa

[basilicata] tumulti e conflitti solo via terra, dalla calabria

[puglia] tumulti e conflitti via terra dalla calabria e sporadici sbarchi a sud dal teatro bizantino (e viceversa, una volta conquistata la puglia dai cartaginesi)

[campania] NIENTE SBARCHI sulla costa est, ma solo tumulti e conflitti causati da caotici movimenti di truppe cartaginesi da sud

[toscana+lazio] tumulti e conflitti causati da sbarchi sulla costa est (in special modo i lidi con coste basse e/o sabbiose) oltre che da movimenti di truppe cartaginesi verso l'interno delle due regioni.

Lungo tutti i fronti i Cartaginesi risalgono caoticamente più o meno verso nord, oppure filtrano nell’interno delle isole conquistandole e creando “enclaves” o sacche di resistenza Euromane che rimangono sganciate dalla linea del fronte.

Enclave temporanee ossia punti di resistenza di breve durata causati dalla loro morfologia che permette loro di resistere in modo assai limitato perché non direttamente esposti agli sbarchi.

Enclaves più durature, perché tali punti di resistenza oltre a non essere direttamente esposti agli sbarchi Cartaginesi, hanno aeroporti e/o porti da cui ricevere supplies oltre ad avere una posizione geografica tali da rendere una possibile una valida difesa da attacchi esterni.

Rispetto alla durata delle guerre puniche 2. I candidati geografici potenzialmente considerati come possibili Enclaves temporanee: Cosenza e zone limitrofe lungo la costa est, e via via risalendo a nord e varie ed eventuali. Enclaves durature: Sassari+ε, Oristano+ε, Palermo+ε, Milazzo+ε, isole Lipari+ε, poi successivamente data la posizione rialzata si formano le enclave si Potenza+ε, Matera+ε, via via che i Cartaginesi risalgano caoticamente la penisola con direzione nord/nord-est

http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale

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rateo di morti/feriti nelle guerre puniche 1 (prima dell'escalation non convenzionale nelle guerre puniche 2 che sono il continuo delle guerre puniche 1, salvo l'introduzione di situazioni non convenzionali) , dato stimato con il numero di morti civili nella WWII, 33/50=0.66 per le zone invase,

rateo di morti e feriti nelle zone non completamente invase nelle guerre puniche 2, l'ho stimato con il dato delle perdite dell'asse nella WWII, 4/12=0.33

stimando la popolazione futura con dati storici assai piu' vecchi meta' anni 198x

sardegna=1'500'000*(1-0.66)=510'000

sicilia=4'700'000*(1-0.66)=1'598'000

calabria=2'000'000*(1-0.66)=680'000

basilicata=610'000*(1-0.66)=207'000

toscana+lazio=3'500'000+4'800'000*(1-0.33)=5'600'000

sarebbero i dati ipotetici dei sopravvissuti all'epoca della presunta ipotesi della mappa (con enclave non evidenziate in quanto marginalizzabili a livello strategico del teatro italico/bizantino)

a livello strategico del teatro italico/bizantino) Considerando appunto una superiorità numerica dei

Considerando appunto una superiorità numerica dei Cartaginesi sulle forze della milizia nazionale si può ipotizzare la stima temporale di tale dato avvenga quando è soddisfatto il

10.3-Criterio statico della superiorità numerica relativa ossia si considera una zona invasa oppure in situazione molto critica, quando il numero dei cartaginesi e' superiore in senso assoluto al numero delle forze militari OTAN presenti sul teatro italico. Infatti il resto della popolazione Euromana è disarmata, non essendo diffuso l'uso delle armi da fuoco, per cui la stragrande massa della popolazione fugge e non si oppone direttamente ai Cartaginesi invasori salvo essere coartata nella milizia nazionale. Per cui, la stima delle forze OTAN sul teatro italico e data dalla reintroduzione della leva coatta, al netto di spostamenti di truppe (che determinano un saldo negatvo dello stock iniziale -75%) in epoca pre-guerre puniche 2.x dovuti sia ad impegni degli USE

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*NON RINVIABILI* nel teatro *bizantino* sia nell’invio di forze per l’armata OTAN in aiuto della CSI. Immaginando un'invio del 75% delle forze salvo poi un'azione di rinforzo delle truppe "di punta" con "truppe di massa" onde spalmare il rischio morte e mantenere un livello d'offesa. Le guerre puniche scoppiano dopo l'invasione della CSI , dopo la dichiarazione ONU in favore della CSI, stimo per ogni regione la percentuale di militari OTAN presenti per ogni regione come la percentuale totale lorda di militari attuali tarato sul totale della popolazione attuale al 2010, tale coefficiente al netto delle forze OTAN impiegate nel filtro di I e II livello porta ad un coefficiente lordo di militari nelle guerre puniche > di quello attuale perché appunto si stima *tutto il numero delle forze di terra* inglobandoci l’attuale numero dei militari di tutte le armi attualmente in servizio nelle 3 armi, d'aria, mare, terra.

http://www.difesa.it/NR/rdonlyres/E006A984-0E90-42F4-A2CA-BDCAACADDFCE/

0/Nota_Aggiuntiva_2010_definitiva_Gaeta_09_04_2010.pdf

(190/60'400)=0.003 per cui a bocce ferme senza trasferimenti di truppe il rapporto di 1.Euromano:1.chartaginese viene superato dopo quanto tempo?

5702/4=1425 (sardegna,sicilia,calabria,toscana+lazio) impatto medio quotidiano.

sardegna=1'500'000*0.003=4500/1425=3.15gg

sicilia=4'700'000*0.003=14100/1425=9.8gg

calabria=2'000'000*0.003=8100/1425=5.7gg

basilicata=610'000*0.003=1830/1425=1.2gg

in media circa 4.9gg ossia *dopo il quinto giorno* si avrebbe un’inferiorità numerica; tale valore e' alquanto aleatorio infatti è dedotto da un’analisi statica a pippero :

i difensori sono calcolati sul bacino demografico dei sopravvissuti post Guerre Puniche e non sul bacino demografico italiano dopo il primo impatto, che avrà un valore sensibilmente più alto, quindi la stima del numero dei rimpiazzi possibili e del numero dei difensori in reazione appare sottodimensionata osservando tale parametro che è statico. Il numero di soldati della Wermach nella WWII diviso per la popolazione tedesca attuale del 2010 (non ho trovato dati del 1939) porta ad un coefficiente del 0.21, considerando anche una leva femminile il coefficiente demografico relativo alle truppe “di massa” potenziali sale al 42% della popolazione.

il numero di rimpiazzi attivabili dipende dalla dotazione di fucili d’assalto e pistole e dalla durata del corso basico e dal numero di forze fresche “di massa” che in breve tempo sarebbe possibile aggiungere ad ogni zona e tale valore non è stimabile con dati di pubblico dominio in nessun modo ed influisce in modo rilevante sul flusso di rimpiazzi che possono aggiungersi alle truppe “di punta” già presenti sul territorio.

la letalità delle truppe “di massa” è sicuramente inversamente proporzionale al tempo di addestramento delle truppe “di massa” e ben difficilmente le truppe di massa sarebbero capaci di tenere un rapporto superiore ad 1:1 mentre le truppe “di punta” potrebbero registrare quozienti di

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letalità ben più efficaci dell’2:1 . Tuttavia in assenza di dati storici che possano essere assimilabili valuto un rapporto di letalit° reciproco per tutti gli attori di 1:1

E’ vero che inizialmente i cartaginesi sarebbero in inferiorità numerica in taluni aree, ma potrebbero contare sull’effetto sorpresa e scontri iniziali con le truppe “di punta potrebbero far valere l’uso di armi da guerra non impiegate normalmente dalle unità delle forze dell’ordine, ragione per cui queste non essendo preparate all’intensità degli scontri con armamenti di guerra si troverebbero a mal partito elevando nei primi tempi il tasso di letalità cartaginese sopra all’1:1 .

Il numero inizialmente basso d’invasori gioca sicuramente a favore dei difensori, i quali però hanno da controllare e rastrellare un territorio molto ampio che favorisce senza ombra di dubbio gli attaccanti che mirano a defilarsi, per cui è difficile trovare dati di pubblico dominio per elaborare una funzione matematica per verificarne la dinamica in una simulazione temporale.

Tale periodo di 5gg potrebbe anche essere anche assai più lungo, semplicemente conteggiando il numero di “cacciatori” presenti in Italia (non armati con fucili d’assalto ma con doppiette e fucili da caccia, tutte armi assai meno efficaci in un conflitto a fuoco guerraffondaico). Forse un periodo di tempo più lungo conteggiando tutte le mutabili e variabili incognite di cui sopra, non facilmente quantificabili, potrebbe essere quello relativo alle popolose regioni centrali:

toscana+lazio=(3'500'000+4'800'000)0.003=24900/1425=17.5gg 20gg

Dopo quanto tempo, nelle WWIII/Guerre Puniche 2.x il comando operazioni deciderebbe la direttiva di bonifica del teatro italico, sacrificando le enclaves, onde riprendere il controllo del territorio, bloccare l’avanzata e predisporsi per le guerre puniche 2 in fase III?

10.4-Un grossolano tentativo di fare un’analisi “dinamica”.

Proviamo ad elaborare un piccolo modello sotto uno spreadsheet applicando questi criteri aggiuntivi di stima, onde cercare di avere una “fotografia dinamica” stimata in termini di azione/reazione.

Ad es: applichiamo la tattica degli “sbarchi di saturazione” ossia dove tutta la massa cartaginese viene concentrata per brevi periodi su un unico teatro delle operazioni oppure un unico obiettivo. Prendiamo a caso la sardegna (come esempio per costruire un modellino poi utilizzabile per gli altri scenari), 1'500'000*0.003*0.25=truppe 'di punta' al primo impatto supponendo uno spostamento del 75% i difensori al t0 sono 1125. Al contrario il bacino demografico potenziale è di 1'500'000*0.42=630'000 unità di truppe "di massa" attivabili, tuttavia l’attivazione di tale stock non è istantanea ma dipende da altre variabili di stock difficilmente stimabili quali equipaggiamenti ed armi e munizioni già disponibili e pronti per essere

distribuiti, oltre ad un breve periodo di corso basico. Se i National Guards americani si esercitano 2gg/7gg si può immaginare un tempo di 3gg come latenza minima per inserire ogni 3gg circa 1125 rimpiazzi (ossia la stessa quantità del 25% trattenuta in loco pari al numero totale dei difensori). Se questo fosse vero allora l'intera massa demografica sarebbe in servizio attivo dopo 630000/1125*3=1680gg *MA* nei primi 20gg di guerra sarebbero inseribili solo 20/3*1125=7500 unità in 6 blocchi da 1125 l'uno. Costruendo una funzione matematica guerrafondaia per stimare il numero di cartaginesi neutralizzati sul territorio, la funzione

potrebbe assomigliare a qualcosa di simile a f(x)=1125+1125*y-1425*x, con x=1,2,3

y=3,6,9,12,15,18,20,22 ecc con il limite del tempo codificato sui danni collaterali ossia morti civili o posti in schiavitù per mano cartaginese pari per definizione a circa dannicollaterali=6*attaccanti sopravvissuti(i-

20 con

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esimo giorno) cioe' ogni cartaginese accopperebbe 6 civili dato che 0.66 e' il valore finale della WWII usato per stimare i danni globali . Supponendo razzie e scontri e pulizia etniche e/o riduzione in schiavitù della popolazione civile catturata,l’unica alternativa per gli Euromani sarebbe la fuga. Per non farla tanto palloccolosa dando formulette il modellino creato sullo spreadsheet, lo espongo così :

il modellino creato sullo spreadsheet, lo espongo così : Ripetendo lo stesso ragionamento cambiando area e

Ripetendo lo stesso ragionamento cambiando area e numero dei difensori iniziali:

la sardegna difensori iniziali 1125, ogni 2gg un nuovo contingente di 1125 unità di militi nazionali distrutti alla fine della giornata, la sardegna si svuota per pulizia etnica cartaginese o per fuga o per riduzione in schiavitù in 6gg, la cumulata dei danni collaterali sulla popolazione in appena 6gg è pari al 90.9%, i cartaginesi alla mattina del VII giorno sono pari a 76'460 unità da rastrellare. la sicilia difensori iniziali 3525, ogni 2gg un nuovo contingente di 3525 unità' di militi nazionali distrutti alla fine della giornata, la sicilia si svuota per pulizia etnica cartaginese o per fuga o per riduzione in schiavitù in 12gg, cumulata dei danni collaterali sulla popolazione in appena 12gg è pari al 98.3%, i cartaginesi alla mattina del XII giorno pari a 119'235 unità da rastrellare. la calabria difensori iniziali 1500, ogni 2gg un nuovo contingente di 1500 unità di militi nazionali distrutti alla fine della giornata, la calabria si svuota per pulizia etnica cartaginese o per fuga o per riduzione in schiavitù in 11gg, la cumulata dei danni collaterali sulla popolazione in appena 11gg è del 90.5%, il numero dei cartaginesi alla mattina del XII giorno sono circa 129'360 unità da rastrellare. la basilicata difensori iniziali 457, ogni 2gg un nuovo contingente di 457 unità' di militi nazionali distrutti alla fine della giornata, la basilicata si svuota per pulizia etnica cartaginese o per fuga o per riduzione in schiavitù in 11gg, la cumulata dei danni collaterali sulla popolazione in appena 11gg è del 94.4%, il numero dei cartaginesi alla mattina del XII giorno sono circa 134'575 unità da rastrellare. la [toscana+lazio] difensori iniziali 6225, ogni 2gg un nuovo contingente di 6225 unità di militi nazionali distrutti alla fine della giornata, la [toscana+lazio] si svuotano per pulizia etnica cartaginese o per fuga o per riduzione in schiavitù in 12gg, la cumulata dei danni collaterali sulla popolazione in appena 12gg è del 86.5%, il numero dei cartaginesi alla mattina del XIII giorno è pari a 117'140 unità da rastrellare.

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Con la tattica SBARCHI DI SATURAZIONE dopo i 5gg di guerra il modellino “dinamico” stima:

la sardegna=-64% della propria popolazione morta per pulizia etnica o resa schiava se non è fuggita la sicilia=-18.2% della propria popolazione morta per pulizia etnica o resa schiava se non è fuggita la calabria=-20.3% della propria popolazione morta per pulizia etnica o resa schiava se non è fuggita la basilicata=-21.4% della propria popolazione morta per pulizia etnica o resa schiava se non è fuggita toscanalazio=-15.5% della propria popolazione morta per pulizia etnica o resa schiava se non è fuggita.

[Th:] La TATTICA DEGLI SBARCHI DI SATURAZIONE non è efficace!: Ce n’e’ abbastanza per poter dire che dopo 6+12+11+11+12+12=64gg cioè 2 mesi, mezzo teatro italico è perso e quindi con il dilagare della pandemia, la direttiva di bonifica e nuclearizzazione genera lo spostamento del conflitto sulle coste cartaginesi con conseguente rapida sconfitta di cartagine. Il tutto si consumerebbe in meno di 3mesi. Se le guerre puniche sono nelle ipotesi iniziali una diversione strategica che mira a logorare Euroma per lo sforzo ad Oriente, la tattica degli “sbarchi di saturazione” non mi sembra efficace dato che in meno di 3 mesi le guerre puniche 2.x sarebbero concluse!.

Applichiamo la tattica degli “sbarchi di logoramento” ossia 1425 unità per ogni teatro di sbarco.

logoramento” ossia 1425 unità per ogni teatro di sbarco. Dopo 5gg la popolazione “coinvolta” sarebbe attorno

Dopo 5gg la popolazione “coinvolta” sarebbe attorno al 5.4% mentre dopo 12gg la popolazione coinvolta sarebbe attorno al 31% con un rischio sanitario di 473mila morti. Dinamica d’impatto esponenziale che conferma quanto dedotto dai criteri STATICI anche se dinamicamente i tempi sono più lunghi . La formazione di enclave a NW ed a W è plausibile, così come un flusso di profughi per lo più via mare scortati dalle unità litoranee Euromane e tramite via aereo. Molto probabile immaginare che i primi focolai oppure che le prime aree di contagio dei virus degli elefanti, derivino proprio in zone sarde e/o da profughi sardi.

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[ WWIII GUERRE PUNICHE 2.X ] WWIII/Guerre Puniche 2.x Dopo 5gg la popolazione “coinvolta” sarebbe attorno

Dopo 5gg la popolazione “coinvolta” sarebbe attorno al 2.6% mentre dopo 12gg la popolazione coinvolta sarebbe attorno al 13.5% con un rischio sanitario di 230mila morti. L’attivazione dei rimpiazzi avviene 2gg

dopo che le forze di punta ossia la mattina del terzo giorno si dichiara l’attivazione di rimpiazzi. Trend d’impatto sulla popolazione di una retta con basso coefficiente angolare, lo scenario siciliano appare quello

di un’invasione lenta e graduale con intensi scontri a macchia di leopardo, la popolazione siciliana in fuga

via mare o via aereo ma non via terra (a causa del blocco in Calabria), l’arrivo di supplies via mare e via

aereo e la graduale formazione delle enclaves con una tempistica pari a 3 mesi 86gg 13.5%/13x=90%

una tempistica pari a 3 mesi ≅ 86gg ⇒ 13.5%/13x=90% Lo scenario calabrese è molto simile

Lo scenario calabrese è molto simile allo scenario sardo, molto probabile immaginare che i primi focolai

oppure che le prime aree di contagio dei virus degli elefanti, derivino proprio in zone calabresi e/o da profughi calabresi evaquati via mare o fuggiti via terra. Plausibile la formazione di enclaves temporanee!.

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[ WWIII GUERRE PUNICHE 2.X ] WWIII/Guerre Puniche 2.x Lo scenario della basilicata è molto simile

Lo scenario della basilicata è molto simile allo scenario sardo, molto probabile immaginare che i primi focolai oppure che le prime aree di contagio dei virus degli elefanti, derivino proprio in zone della basilicata e/o da profughi evaquati via mare o fuggiti via terra. Plausibile la formazione di enclaves durature!.

via terra. Plausibile la formazione di enclaves durature!. Totalment e errato lo scenario toscano & romano

Totalment e errato lo scenario toscano & romano dove i conteggi dinamici escludono un tracollo dell’area entro i 12gg come invece evidenziato dai criteri statici. Le truppe euromane attivano la milizia nazionale al terzo giorno rendendosi conto della ineluttabilità dei flussi d’invasione e dei primi profughi. Al VI giorno, giusto in tempo per essere introitati +6225 rimpiazzi in sostegno alle forze di punta. Dal breve conteggio superficiale, si evince un basso rischio sanitario, un rischio marginale in termini di coinvolgimento e danni collaterali per la popolazione di Toscana e Lazio; le truppe euromane fermano sulle spiaggie e rastrellano efficacemente gli invasori cartaginesi. Accolgono anche i primi profughi quindi [x] c’e’ da sottolineare che dopo il XII giorno si potrebbero avere nei campi profughi euromani l’insorgenza del virus degli elefanti, proprio per i profughi proveniente da Sardegna, Calabria, Basilicata qualora accolti.

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10.4)La temporizzazione della Guerra Punica 2.1 [4mesi]2.2[3mesi]2.3

A questo punto possiamo chiederci, nell’immaginario scenario, quanto tempo dura la prima fase delle guerre puniche?!

Per il criterio sanitario la risposta non convenzionale di Euroma viene attivata prima di 365g. Per il criterio statico dopo 5gg-20gg si perde la superiorità numerica e si diffonde in modo esponenziale il virus degli elefanti. Per il criteri dinamico la prima guerra punica a tattica di saturazione dura solo 2 mesi poi il conflitto si estingue con la vincita di Euroma. Per il criterio dinamico a sbarchi diffusi la prima fase della guerra punica dura molto più di 12gg-15gg.

Dopo quanto tempo scoppia la guerra civile nella Repubblica Federale Italiana? Sicuramente dopo 12-15gg ma anche prima di un anno e successiva all’avvio della pandemia. Ossia la guerra civile tra la contea di Polentonia e la contea Romana scoppierebbe prima dell’uso di armi atomiche.

Dopo quanto tempo verrebbe scelta la direttiva di bonifica nucleare?!

tempo verrebbe scelta la direttiva di bonifica nucleare?! Sicuramente prima di un anno, l’uso di armi

Sicuramente prima di un anno, l’uso di armi nucleari non convenzionali è la risposta Euroma all’escalation (vera o presunta tale) cartaginese, quindi ciò accade dopo lo scoppio della pandemia nel teatro italico, dopo lo scoppio della guerra civile che complica ancora di più le cose. Talché i militari per riprendere il controllo del territorio ed annientare il rischio sanitario e poter disporre di basi per spostare il conflitto sul suolo cartaginese, propongono la direttiva di bonifica che viene votata dagli USE e poi applicata.

Per investigare meglio sulla temporizzazione astratta tra l’inizio della fase due e l’avvio alla fase tre delle guerre puniche, occorre investigare su delle proiezioni “nasty” del presunto virus (o ceppi di virus) degli elefanti. Non so niente a riguardo, ma immaginando una virulenza simile “alla spagnola” ed una parziale immunità dei cartaginesi a tali ceppi si può supporre quanto segue:

http://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_spagnola

375’000=a^ y con y=7mesi sqr(7,375000)6.255 quindi i contagiati tra il XII giorno ed il XV giorno dal giorno t0 dell’inizio delle guerre puniche sarebbero 6.255^(15/30)=2.5 ossia 2 persone sole e 375'000 i morti dopo 7 mesi. Tra t0+3mesi circa 244 casi mentre in t0+4mesi si avrebbero circa 1530 unità. Quindi le guerre puniche 2.2 sarebbero percepite come escalation BC dopo circa 3.5mesi dall’inizio. Dopo t0+6mesi con 59891 casi è ragionevole supporre lo scoppio del panico e

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si può immaginare il blocco delle vie di terra, d’aria e di mare e lo scoppio della guerra civile prima di giungere al t0+7mese. Prima che si arrivi a quote esponenziali di t0+8mesi con 2.3milioni di contagi si ha la nuclearizzazione. Cronologicamente: 2.1→→→→ [4mesi]→→→→2.2→→→→[3mesi ] 2.3

Perché la situazione del teatro italico è ingestibile? Perché s’immagina:

una guerra civile al nord tra la contea di Polentoia e la contea Romana scoppia una guerra civile, perché la contea di Polentonia ha invocato il diritto di autodeterminazione vaporizzando la pochezza dell'art.117 della costituzione; non essendoci altri vincoli formali all'unita' delle repubblica federale salvo quello blando dell'unita' nazionale, la forte differenza della costituzione materiale in quella circostanza, permetterebbe alla contea di Polentonia (ancorchè inventata di sana pianta, a suon di ripetere balle la gente ci crederebbe) di attaccare i politici della RFI eclissatisi alle isole Baleari (ritenute sicure), di sottoscrivere con Cartagine un trattato di “cessate il fuoco”. I militari degli USE impegnati nelle operazioni prenderebbero di sotto gambe le decisioni politiche della contea di Polentonia, anche perché il comando USE sarebbe poco interessato alla politica. Scoprirebbe così tardivamente che la contea di Polentonia avrebbe firmato un trattato di pace con Cartagine dichiarando la secessione dalla repubblica federale italica, per cui la contea di Polentonia:

a)rifiuterebbe di accogliere i profughi della contea Romana e Borbonica che fuggono verso nord (via terra, mare, via aereo), b)non invierebbe aiuti e truppe e "suplies" alla contea Romana, c)non invierebbe aiuti alle poche enclaves ridotte alla disperazione e sparse nella contea di Borbonia

un vuoto di potere nello stato della Repubblica Federale Italiana, il governo scappato alle Baleari finirebbe inascoltato o dissolto in una sfiducia, per cui i militari OTAN si troverebbero a dover gestire oltre alla crisi militare per le armate in aiuto della CSI, oltre all’invasione nel teatro bizantino ed italico, oltre ad una guerra civile tra la contea di Polentonia e la contea Romana, anche un complicato e caotico vuoto di potere nella RFI per cui gli USE risolverebbero emanando la direttiva di bonifica (suggerita dai militari OTAN con una soluzione militare drastica). Infatti per ragioni strategiche

non si potrebbero mandare truppe in rinforzo del teatro italico, sia perché il teatro bizantino è ritenuto strategico per lo sforzo in favore della CSI è sotto pressione, sia perché anche il teatro bizantino alla lunga mostrerebbe pericolosi segni di cedimento simili a quelli italici.

le enclaves, le zone del teatro italico invase sarebbero a forte rischio pandemico causato dal “virus degli elefantiper cui il comando operazioni decide drasticamente in un botto solo sia d’eradicare le resistenze cartaginesi nuclearizzando e bonificando la situazione. Non è stimabile a priori nell’immaginario delle Guerre Puniche 2.x se la pandemia del “virus degli elefanti” sia un attacco BC dei cartaginesi per accorciare i tempi di colonizzazione del teatro italico. Oppure se è la risposta "povera" alle bombe nucleari tattiche già lanciate numerose sul teatro della WWIII in centro Asia (dato che Cartagine è alleata informale dell’impero gengiskano), oppure se la pandemia fu causata dalla bomba sanitaria scoppiata dall’incredibile numero di morti che le guerre puniche fecero. Ipotesi valida anche la pandemia endemica ed involontaria dei Cartaginesi e verso cui i cittadini di Euroma si trovarono esposti poiché le migliori condizioni di vita e sociosanitarie avevano indotto la scomparsa di tali virus.

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Capitolo 12

-Sintesi storica Guerre Puniche 2.x/WWIII

2.x Capitolo 12 -Sintesi storica Guerre Puniche 2.x/WWIII Tempistica stimata sulla durata delle guerre puniche 2.x

Tempistica stimata sulla durata delle guerre puniche 2.x diversione strategica della WWIII:

[WWIII/Guerre Puniche 2.1] durata cronologica IV° mesi. Dopo il 3gg da t0, è subito chiaro che il problema si è trasformato da una questione di ordine pubblico ad un problema militare, c’è un’invasione in corso. Dopo 12gg gli sbarchi cartaginesi hanno coinvolto in termini di danni collaterali già il 30% della popolazione della Sardegna, Calabria, Basilicata e la Sicilia sta subendo una lenta ma costante invasione con scontri intensi a macchia di leopardo. Il filtro di I° livello ossia il blocco aeronavale non si mostra sufficientemente efficace nel respingere gli “sciami Cartaginesi”, il filtro di III° livello è carente nell’annientare e rastrellare le truppe Cartaginesi, le richieste di far affluire truppe sul teatro italico prelevandole da altri teatri, non sono soddisfatte dagli alti comandi OTAN. Ciò a causa di sbarchi massivi di mas e moto barconi veloci di Cartaginesi lungo le Coste sabbiose di Sicilia, Sardegna, Puglia e Toscana e Lazio. Scontri a fuoco violentissimi, incendi di foreste ed azioni predoniche e saccheggi, terrorizzano la popolazione che corre in fuga verso il nord, generando blocco delle strade ed autostrade, e ferrovie. La Toscana e Lazio resistono bene all’attacco, altre zone invece collassano rapidamente. Il trasporto per mare viene potenziato allo scopo con largo uso di unità litoranee di scorta. Il dispositivo militare è sotto pressione viene attivata la leva coatta. Negli scontri di ordine pubblico si ha un’intesità pari ad una guerra e la creazione di enclaves quali Cosenza e paesi limitrofi verso nord, Palermo, Milazzo e zone limitrofe, oltre a Sassari ed Oristano. Dopo continui e violenti scontri a macchia di leopardo, si ha la caduta delle enclaves temporanee a causa del mancato stock di elicotteri e supporto logistico adeguato. Resistono grazie agli aiuti via mare e via aereo le enclaves Oristano, Sassari, Palermo, quasi contestualmente la Puglia subisce i primi sbarchi di Cartaginesi sulla costa Sud-Est (sin’ora libera) provenienti dal teatro bizantino. Le code di profughi si fanno bibliche il traffico ferroviario è organizzato in rigidi convogli scortati, così come i traghetti. Si moltiplicano i campi profughi nella contea Romana e nella contea di Polentonia ove cresce sempre più l’insoddisfazione e la repulsione per i profughi delle contee Borboniche. Dal golfo di Gaeta in giù

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cresce il rischio di tumulti e scontri con i cartaginesi quasi come se si fosse di fronte ad una maxi enclaves causata dai 2 fronti delle zone di sbarco escludendo la zona di Campania e Molise/Abruzzo come zone dirette d’invasione. In questa macrofascia intermedia la popolazione ha poche ciance a)migra verso Est per poi essere trasferita più a nord via mare, oppure b)risale a suo rischio e pericolo via terra verso nord, c)resta e combattefinendo per trovarsi bloccata in ulteriori enclaves (così come accadde in Sardegna e poi lentamente in Sicilia). La popolazione presa dal panico per lo più crea colonne chilometriche di profughi che cercano di spostarsi al nord o verso est. Le linee di comunicazione in Toscana/Lazio/Marche diventano sempre più difficili anche perché con il tempo le truppe Cartaginesi si stanno infiltrando sempre più nell’interno e/o risalgono da sud. I collegamenti navali dall’Abruzzo/Molise verso le Marche e le zone della contea di Polentonia sono bloccate dai polentoni che rispediscono le navi di profughi perché dicono che le popolazioni delle contee borboniche non combattono per il loro territorio. Le dorsali autostradali bloccate almeno in un senso spesso si trasformano in campi profughi estemporanei che sono oggetto di attacchi di predoni o truppe Cartaginesi. Le strada statali interne sono molto traffica anche se si

cerca di lasciarle libere per far circolare i mezzi militari e l’attività di patroling. Il governo della Repubblica Federale Italiana è scappato alle Baleari (zona lontana dagli sbarchi, ma relativamente facile da difendere e vicina all’Italia), la contea di Polentonia prende ad ignorare le direttive del cancelliere della RFI, de facto il governo politico d’emergenza nazionale inizia a collassare per un’azione politica partita dal Senato Federale che espande con una sfiducia alla camera con l’accusa

di tradimento avendo il governo della RFI acconsentito all’impiego del 75% delle “forze di punta”

su altri teatri operativi (CSI e teatro bizantino). Il comando della milizia nazionale sotto il ministero degli interni della RFI viene esautorato. In Polentonia si alimenta il nascente libero esercito di Polentonia che si ammassa sui confini della contea ed invia sempre meno rinforzi alla contea romana. La milizia nazionale nella contea Romana invece è “lealista” e continua l’arruolamento delle truppe “di massa” per cercare d’arginare l’avanzata dei Cartaginesi. Il dispositivo delle truppe “di punta” rimane fedele alla RFI (poiché in forti mani USE sotto il comando OTAN in centro Europa) e le truppe “di punta” collaborano con le truppe “lealiste di massa” della contea Romana.

[WWIII/Guerre Puniche 2.2] durano circa 3 mesi, ed iniziano formalmente in t0+4mesi+1gg, infatti il processo della guerra punica 2.1 cambierà trasformandosi dopo 3 mesi mostrando i segni di un’escalation che poi culmineranno nelle Guerra Punica 2.3 . Nella Guerra Punica 2.2 il filtro di I° livello è composto dal blocco aeronavale è un colabrodo e non riesce a respingere gli “sciami Cartaginesi” ne a fornire più stabilmente supplies alle enclaves, la carenza di elicotteri è cronica e si paga tatticamente con ampie zone impossibili da rastrellare o l’impossibilità di evaquare le enclaves. Il filtro di III° livello è insufficiente nel bloccare e rastrellare le truppe Cartaginesi, nonostante le truppe “di massa” vadano ingaggiando furiosi conflitti a fuoco con gli invasori. Dagli altri fronti non vengono trasferite dal comando OTAN altre truppe, la pandemia del “virus degli elefanti dilaga” scatenano il panico nella popolazione di Polentonia timorosa dei profughi che ha accolto e dei moltissimi altri che premono ai suoi confini dalla contea Romana. Il conflitto subisce un’escalation non convenzionale, la risposta Euromana sarà proporzionale all’offesa provocata e non tarderà a venire. Dopo il VI mese di guerra la contea di Polentonia con un’azione diplomatica a sorpresa firma un armistizio con Cartagine, in cui la dichiara la secessione dalla RFI, non accoglie i profughi delle contee Romane e Borboniche, non invia più truppe “di massa” verso sud ed in cambio ottiene

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l’assicurazione Cartaginese a non essere invasa. Le truppe della milizia nazionale della libera Polentonia seguono i politici della contea di Polentonia e sparano lungo i confini con la contea Romana per tenere chiusi i confini ed i varchi. Le poche truppe Romane iniziano infiltrazioni e contrattacchi lungo il fronte contro la contea di Polentonia ma il grosso della popolazione della RFI rimane inerme e disarmata e bloccata nel centro Italia. Le supplies sono scarse e non arrivano più nemmeno via mare. Stretta tra 2 fuochi la contea Romana é in grave difficoltà, mentre la contea Borbonica è ormai collassata con la perdita delle sue ultime enclaves. Il virus degli elefanti dilaga per il teatro italico, la Repubblica Federale Italiana è collassata, la guerra civile lungo i bordi della contea Romana/Polentonia imperversa e diventa più accesa con molti morti perché i profughi danno l’assalto a mani nude ai varchi di Polentonia e le truppe di Polentonia non esitano ad aprire il fuoco perché hanno l’ordine di bloccare il contagio con i potenziali appestati. Anche se gli scontri sono a bassa intensità data la strapotenza dei polentoni che sono tutti arroccati in difesa, mentre le scarne truppe romane non riescono a forzare i blocchi a Nord. L’assenza di supplies per armare i profughi non permette di vincere sulle truppe fedeli a Polentonia. I supplies OTAN provenienti dagli altri stati degli USE e s’interrompono drasticamente sia perché a)la contea di Polentonia non li distribuisce e se ne appropria, b)sia perché le vie di mare, di terra e d’aria sono irrimediabilmente chiuse dagli USE per limitare i rischi di contagio della pandemia nel resto di Euroma. Gli USE voteranno a breve la direttiva di bonifica proposta dal comando OTAN perché non c’è modo d’arginare e bonificare la situazione sul teatro italico, mentre anche il teatro bizantino inizia a subire preoccupanti segni di rottura simili a quelli che si sono osservati sul teatro italico .

[WWIII/Guerre Puniche 2.3] scatta formalmente attorno al t0+7mesi+1gg dall’inizio delle guerre puniche 1. Dopo sganci massivi di bombe atomiche, le truppe “di punta” di Euroma sbarcano e rastrellano rapidamente spostando l’offensiva sul suolo Cartaginese. Quasi tutto il teatro italico è stato nuclearizzato, la contea Romana e Borbonica e le unità “jumping jack flash” rastrellano e/o fanno una prima rapida ricognizione, poi riconquistano in poco tempo gli aeroporti militari e civili della Sicilia e ci attestano un perimetro di difesa su cui poggiare il supporto aereo per l’offensiva aeronavale di Euroma contro Cartagine, con lanci massivi di armi nucleari. Obiettivo bloccare il flusso di Cartaginesi prima che questi possano riconquistare il teatro italico appena bonificato. Le residue unità di massa della contea romana scendono gradualmente verso sud rastrellando ed opponendosi ai nuovi pochi cartaginesi sbarcati. Sporadiche unità navali straniere dei “jumping razors” seguono e supportano l’avanzata ed il rastrellamento delle truppe di massa della contea romana che scende verso sud entrando anche nello spazio che una volta fu della contea Borbonica.

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