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1.Una crisi economica generale.

I nuovi caratteri del colonialismo.


Agli inizi del '900 un noto economista, Hobson, aveva analizzato quello che riteneva essere il pi importante fenomeno del suo tempo: l'Imperialismo. Questo era basato su imperi coloniali creati dalle grandi potenze europee, le quali utilizzavano queste colonie per creare nuovi mercati (che sarebbero stati al sicuro dalla concorrenza internazionale) e scaricare il capitale accumulato; tale fenomeno venne chiamato cosmopolitismo del capitale. Ci accadde perch si sperava di sfuggire ad una possibile crisi data dalla sovrapproduzione. Il nuovo Imperialismo era di tipo militare, puntava infatti alla conquista militare e al dominio della societ. Ogni colonia era direttamente controllata dalla madrepatria, si stava procedendo con la spartizione del mondo.

Il boom speculativo del 1871-1873 e lo scoppio della crisi economica.


In economia si parla di speculazione quando: Alcuni operatori riescono a prevedere quanto potr aumentare il prezzo di un certo bene, per ricavarne un guadagno. La speculazione diventa abusiva quando: Chi ha interesse al rialzo del prezzo ha anche il potere di influenzarne l'andamento, portando cos il prezzo teorico molto pi in alto rispetto al prezzo reale. L'origine dei fenomeni speculativi in Europa risale alla fine della guerra franco-prussiana (1870-71) : la Francia avrebbe dovuto dare 5 miliardi di franchi-oro e in cambio la Germania avrebbe ritirato le truppe. Entro 18 mesi afflu tutto questo capitale nelle banche tedesche, le quali lo utilizzarono per investire in diversi settori, di conseguenza aument l'attivit economica, la ricchezza complessiva e i profitti. Cos nelle Borse europee la prospettiva di ampliare i profitti con la tendenza speculativa a rialzare il prezzo si diffuse. Ma i rialzi teorici non avevano trovato riscontro negli andamenti dell'economia reale e cos alcune banche austriache fallirono, facendo crollare i titoli tedeschi e austriaci. Tale fallimento port le imprese pi deboli al crollo, ci determin una maggiore disoccupazione, la quale fece diminuire la domanda dei beni di consumo. La crisi divenne generale.

Le cause strutturali della crisi.


La depressione che dur circa 20 anni (1873-1896) ebbe varie cause: Crisi settore ferroviario: il settore delle ferrovie nella prima met dell' 800 aveva sicuramente coinvolto buona parte dell'economia (favoriva il trasporto e la commercializzazione dei beni di consumo, alimentavano la domanda delle industrie meccaniche e siderurgiche). Ma una volta che tutte le nazioni ebbero le proprie linee ferroviarie smisero di investire in questo settore, cos ci fu un rallentamento degli altri investimenti e dello sviluppo economico. Crisi agraria: negli Stati Uniti l'agricoltura aveva raggiunto un ottimo livello tecnologico, produceva tanto e a basso costo. Ci non accadeva in Europa, l'agricoltura era ancora indietro. Quando il grano americano riusc a sbarcare in Europa l'agricoltura europea risent parecchio della concorrenza (dato il prezzo inferiore del prodotto americano). Di conseguenza molte aziende agrarie furono escluse dal mercato. Crisi settore industriale: l'equilibrio del sistema industriale europeo era dato dal fatto che grandi stati come Cina, Russia, India e Stati Uniti del sud fungevano da mercati in cui vendere i manufatti. Nella seconda met dell' 800 per alcuni di questi paesi (Giappone, Stati Uniti) iniziarono a produrre per conto loro spezzando i deboli equilibri del mercato. Lo stesso fece la Germania che si stava industrializzando. La situazione agricola e industriale port ad una crisi generale di sovrapproduzione che fece crollare moltissime imprese.

Il protezionismo e la concentrazione monopolistica.


Tra il 1878 e il 1882 la maggior parte delle nazioni europee adott un modello protezionista per far fronte alla crisi in atto. Abbandonato cos il libero scambio lo stato torn a sostenere direttamente le industrie (soprattutto quella siderurgica). Riguardo l'agricoltura invece gli stati reagirono diversamente: Inghilterra; lasci perdere l'agricoltura dipendendo sempre di pi dalle importazioni alimentari. Danimarca; si orient verso la produzione di beni pi pregiati. Italia; opt per un protezionismo agricolo estremamente elevato, questo fece s che la cerealicoltura non progredisse tecnologicamente. Il sistema industriale a causa della crisi cambi radicalmente: Le industrie maggiori acquistarono a prezzi stracciati le piccole industrie fallite, cos da assicurarsi il controllo in buona parte del territorio. Nascono cos i MONOPOLI, grandi raccolte di industrie dotate di enorme capitale, capaci di produrre ancora pi merci. Data questa elevata produzione era necessario allargare il mercato interno ed estero, cos le principali

potenze europee si lanciarono alla conquista di Asia e Africa.

2.Colonialismo e Imperialismo.
I paesi industrializzati e la corsa alle colonie.
Il primo governo ad attuare la politica espansionistica fu quello britannico, che agli inizi del XX secolo possedeva delle terre emerse. L'Inghilterra possedeva: In Asia: Birmania, Malesia, Hong Kong, territori indiani e pakistani. In Africa: alcuni territori sul golfo di Guinea, ma soprattutto possedimenti che collegavano il Mediterraneo al capo di Buona Speranza. Successivamente occuparono l'Egitto, gi adocchiato dalla Francia, la quale ci aveva investito parecchio (ad es, nella costruzione del canale di Suez). L'Egitto per fu preso dagli inglesi. Nella zona del centro sud (dove c'erano immense ricchezze) stavano i boeri, i quali si scontrarono con gli inglesi, e questi ultimi vinsero prendendosi anche quei territori cos ricchi. Per quanto riguarda la Francia invece: In Asia: aveva annesso ai precedenti territori l'Annam e il Laos. In Africa: possedeva quasi tutta l'Africa nord-occidentale e in seguito fu annesso anche il Madagascar. Le ultime a spartirsi i territori furono: Italia: che dopo una travagliata campagna militare conquist Eritrea e parte della Somalia. Germania: form invece il pi grande impero coloniale, dopo Inghilterra e Francia, occupando diversi territori in Africa posti lontani fra loro.

La spartizione dell'Africa tra le potenze europee.


La conquista dell'Africa fu piuttosto semplice: Gli europei si comportarono come se i territori fossero vuoti dato che le tecniche militari degli africani erano nettamente inferiori. Le potenze europee per assicurarsi un maggiore controllo si servirono di parte delle organizzazioni sociali indigene. Per spartirsi i territori africani le grandi potenze lavorarono solo sulle carte geografiche tenendo conto degli equilibri politici europei, ma non pensando che cos facendo trib venivano separate o unite, creando degli odi e delle fratture di cui si risente ancora oggi. La spartizione avvenne per senza trovare grande resistenza, e la poca che ci fu venne spazzata via dalle tecniche militari superiori degli europei. Movimenti indipendentistici pi forti si formarono solo nel nuovo secolo, e tali movimenti riuscirono a ottenere la decolonizzazione dopo moltissimo tempo, ovvero nel secondo dopoguerra.

La difficile conquista dell'Asia.


In Asia l'occupazione fu ben pi difficile, infatti le popolazioni erano pi organizzate ma soprattutto gli europei dovettero scontrarsi anche con: Russia: dopo aver colonizzato la Siberia continu ad espandersi verso il pacifico, e la Cina era una buona preda per lo zar Alessandro III. Stati Uniti: avevano cominciato ad espandersi nel pacifico ottenendo il Guam, le Filippine e le Hawaii. Giappone: anch'esso aveva adocchiato la Cina che appariva come un grande mercato su cui riversare le proprie merci. Dato l'interesse comune per la Cina, nel 1904 scoppi una guerra fra Russia e Giappone, che fin con il decretare il Giappone come maggiore potenza. Oltre a questi conflitti scoppiarono anche delle rivolte interne, la pi nota fu la rivolta dei boxers (boxer era il nome dato dagli europei agli associati di questa societ xenofoba). Questa rivolta spavent gli europei, i quali decisero che non si poteva spartire l'Asia come si era fatto con l'Africa, dunque optarono per la politica delle porte aperte, ovvero riconoscere l'indipendenza della Cina ma mantenerla aperta al libero scambio delle merci europee e americane. XENOFOBIA: (paura dello straniero) un comportamento discriminatorio verso altre persone che non fanno parte della propria comunit di appartenenza e che sono percepite come minacce. Nell'800-900 si possono individuare due tipi di xenofobia: Il primo proprio di chi esercita un potere di sottomissione verso altre popolazioni, gli atteggiamenti di superiorit verso lo straniero sono giustificati dall'ideologia imperialistica, secondo cui l'uomo bianco ha una missione civilizzatrice. Il secondo esprime un atteggiamento di rivolta nazionalistica dei coloni verso gli stranieri che li stanno occupando.

Due differenti modelli di colonialismo.


Il diverso andamento del colonialismo nei continenti asiatico e africano determin una differente struttura coloniale:

Africa: Gli inglesi diedero una certa autonomia amministrativa alle colonie principalmente abitate da bianchi, le colonie dove abitavano in prevalenza africani non godevano invece di alcuna indipendenza. I francesi non fecero distinzioni e subordinarono tutte le colonie a Parigi. I belgi gestirono il bacino del Congo come una grande azienda di propriet del re Leopoldo II. I tedeschi crearono un impero africano in funzione solo degli equilibri militari europei. Asia: qui il tipo di colonie fu meno variegato e si uniform al modello inglese del direct rule (governo diretto). Anche se i modi di colonizzare i due continenti furono diversi produssero lo stesso effetto: Ebbero origine le prime forme di nazionalismo fra i popoli colonizzati.

L'ideologia della conquista.


La politica di conquista doveva per giustificarsi davanti all'opinione pubblica, cos vennero date delle motivazioni: Missione civilizzatrice: gli europei devono portare le tecnologie anche agli indigeni africani e asiatici. L'uomo bianco superiore, questa volta non tanto per la religione, quanto per il progresso. Generalmente la conquista era preceduta da esplorazioni geografiche e scientifiche; gli esploratori stipulavano dei trattati di amicizia con le popolazioni indigene che poi aprivano la strada alla dominazione politica. Crescita della popolazione: tale crescita necessitava di nuovi territori per l'emigrazione degli europei. Questa scusa per non era credibile in quanto la maggior parte degli europei (60 milioni) si diresse verso l'America del Nord, anzich nelle colonie africane o asiatiche.

3.1900-14: un nuovo ciclo di espansione economica.


Le cause della crescita economica mondiale.
Alla fine della crisi si avvi un nuovo ciclo di espansione che dur pi o meno dal 1900 al 1914, le cause di ci sono diverse: Diminuzione del tasso di mortalit; favor un'espansione demografica e un conseguente allargamento del mercato. Inizi un forte sfruttamento delle miniere d'oro in Sudafrica, questo oro messo in circolazione si realizz in una maggiore quantit di moneta. I trasporti, che prima erano stati causa della crisi, si risollevano aprendo nuove strade allo sviluppo economico. Nel settore marittimo furono introdotti scafi in metallo che, grazie alla navigazione a vapore e poi al motore a turbina, resero pi semplici, sicure e veloci le traversate oceaniche. Infrastrutture stradali e trafori; grazie ad essi le merci potevano essere trasportate con pi facilit.

Nuove fonti di energia: l'elettricit e il petrolio.


Stavano inoltre comparendo nuove forme di energia: Energia elettrica: grazie alle scoperte scientifiche di Thomas Edison e Michael Faraday questa nuova energia si diffuse rapidamente. L'elettricit fu applicata alle industrie per sostituire il vapore, inoltre venne impiegata per usi civili: Le citt erano stabilmente illuminate, e cos anche gli stessi interni delle case, a Londra spuntarono i primi taxi a motore elettrico. Sempre Londra nel 1878 ebbe il primo centralino telefonico, cos l'uso del telefono si diffuse in Europa e USA. Energia idroelettrica: aiut diversi paesi a progredire industrialmente, questa permetteva di trasportare a basso costo l'energia stessa (tramite la costruzione di elettrodi). Le industrie si spostarono vicino a fonti d'acqua e cos la popolazione crebbe ulteriormente. Petrolio: fin per sostituire del tutto il carbone. Fino alla seconda met dell'Ottocento era utilizzato solo per l'illuminazione, con la crescita industriale fu sfruttato per i motori delle navi e di altri macchinari. Petrolio e derivati furono poi impiegati per il riscaldamento domestico, comparirono le prime stufe a cherosene.

I progressi dell'industria chimica e la rivoluzione dell'acciaio.


Anche l'industria chimica realizz un grande balzo: Grazie alle scoperte sulla soda e l'acido solforico vennero applicate le sostanze chimiche all'agricoltura. Con le applicazioni chimiche venne prodotto l'alluminio, merce a basso costo e utilizzato nella produzione di massa. Furono inventati i coloranti artificiali che tingevano sia lana che cotone. L'industria tessile ne ricav grandi benefici.

Un altro importante motore della crescita industriale fu l'acciaio (lega di ferro e carbonio). Questo divenne un materiale di prima importanza, tanto da sostituire il ferro nella costruzione di binari, navi, ponti, torri, case, ecc.

Una nuova divisione mondiale del lavoro.


Questa crescita industriale determin una riorganizzazione mondiale del sistema economico. I legami internazionali si infittirono; inoltre stavano emergendo nuove potenze, Stati Uniti e Giappone. Queste inizialmente ebbero un ruolo secondario negli scambi mondiali, in quanto la maggior parte della produzione nazionale era destinata alla popolazione interna. Continenti come Asia, Africa e America, che erano sempre servite come serbatoi di materie prime, ora erano diventati dei MERCATI, capaci di assorbire l'eccesso di offerta che aveva causato la crisi.

La fabbrica meccanizzata e il taylorismo.


Il nuovo ciclo espansivo determin un cambiamento anche nell'organizzazione del lavoro nelle grandi fabbriche. Il lavoro doveva essere riorganizzato sistematicamente in modo da aumentare la produttivit. Si afferm in questo contesto lo scientific management (organizzazione scientifica del lavoro) introdotto e teorizzato dall'ingegnere americano Frederick W. Taylor (da qui il nome taylorismo per il nuovo sistema di lavoro). Il taylorismo consiste: Aumentare la produttivit con un basso costo della manodopera, cercando comunque di tenere alto il livello dei salari. Per realizzare ci Taylor aveva scomposto le operazioni complesse compiute da un operaio in tante piccole operazioni intermedie, ogni operaio si sarebbe occupato di una micro-operazione. Importante fu studiare alla perfezione i tempi di ogni micro-operazione per migliorare ulteriormente la produttivit. La fabbrica quindi diventa un sistema complesso, che necessita di un controllo della forza lavoro da parte di tecnici selezionati e con determinate competenze. La manodopera allora a buon mercato in quanto le operazioni da svolgere erano cos elementari da non richiedere una qualifica. In questo modo i profitti aumentavano e parallelamente si formava una classe operaia dequalificata e quindi facilmente intercambiabile.

La razionalizzazione della produzione: dal taylorismo al fordismo.


La produzione doveva essere semplificata al massimo, e il compimento di tale razionalizzazione prende il nome di fordismo; Henry Ford applic alla sua azienda automobilistica i principi del taylorismo (scomporre gesti complessi in gesti semplici, ottimizzare i tempi, ecc). Insomma la fabbrica era diventata una catena di montaggio che univa le varie fasi della lavorazione di un prodotto non implicando spostamenti del prodotto e sprechi di energia. Ford era fermamente convinto che il progresso consistesse nel consumo di massa, allora cerc di creare un prodotto che anche i suoi operai potessero acquistare, tramite l'aumento della produttivit e dei salari. Ecco che venne messo in circolazione il modello T, un'utilitaria semplice da costruire e accessibile a tutti.