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LE CITT DELLA CALABRIA RICOSTRUITE DOPO IL TERREMOTO DEL 1783 Il 5 febbraio 1783 una terribile scossa di terremoto devasta

la Calabria, provocando forse 30.000 vittime. La notizia del disastro arriva a Napoli nove giorni dopo e subito Francesco Pignatelli, nominato commissario generale da Ferdinando IV per far fronte allemergenza, salpa per la Calabria portando con s materiali e soldi per organizzare i primi soccorsi. Un intero pool di ingegneri militari - gli unici che possiedono le conoscenze necessarie a bonificare i terreni inondati dalle acque deviate dal sisma e in grado di redigere i progetti per quei paesi la cui rovina richieda uno spostamento radicale - viene inviato da Napoli. Trentatr citt ricostruite unopera imponente , alcune, come Reggio, nel medesimo sito, la maggior parte in una localit diversa e pi sicura.

Le baracche in legno di Gerace e Polistena dopo il sisma Le Istruzioni che il re firma tre anni dopo per regolare la ricostruzione saranno molto generiche. Suggeriscono la larghezza delle strade: una strada maestra diritta larga 8 metri per le citt minori, da 10 a 13 per quelle pi importanti; le strade secondarie, larghe da 6 a 8 metri, diritte e ortogonali tra loro; una piazza maggiore per il mercato grande, proporzionata alla popolazione, e piazze minori con le chiese parrocchiali o altri edifici pubblici. Istruzioni generiche: ma il clima culturale napoletano, in quello scorcio del XVIII secolo impregnato di quanto percorre lEuropa, non fatto soltanto di filosofi o di economisti come Gaetano Filangieri o Mario Pagano o di storici come Vincenzo Cuoco, ma anche di chi progetta le citt. La supremazia del disegno simmetrico e la sua priorit, cos cara ai trattatisti rinascimentali e ancora sul tavolo centanni prima, quando erano state ricostruite le citt della Sicilia orientale dopo il terremoto del 1693 - Avola e Grammichele in questo stesso volume - ora incrinata da nuove idee. Da un lato Voltaire nel 1749 e Pierre Patte ventanni dopo hanno insistito nel sottolineare laspetto funzionale delle citt - strade, fontane, fognature, passeggiate pubbliche, e quanto ancora la civilisation suggerisce - dallaltro Laugier nel Saggio sullArchitettura del 1753, introdotto in Italia da Francesco Milizia nel 1781, sostiene che il disegno della citt debba essere confusione e tumulto nellinsieme e variet nel dettaglio, sicch le piazze dei quartieri avranno tutte forme differenti per evitare la monotonia e saranno composte in un disegno di insieme che eviti leccessiva regolarit coltivando larte combinatoria delle forme.

Un atteggiamento che comporter la ricerca di motivi desunti da altre citt: dallInghilterra arriver leco degli square e del piano di Craig per Edimburgo, del naturalismo paesistico di giardini che possono ispirare interi quartieri, come a Bath, la nozione di pittoresco in voga dappertutto.

Il piano di Edimburgo e il Landsdown Crescent a Bath Nelle piante originarie di tutte citt calabresi del 1783 ricorre dunque il medesimo repertorio di strade e piazze tematizzate: la piazza principale per il mercato grande (di solito con la chiesa madre), le piazze di quartiere con le relative chiese parrocchiali, la strada principale spesso via Regia - che attraversa da parte a parte la citt, alcune strade trionfali, una passeggiata spesso cospicua, qualche rara strada monumentale la comunit povera, le famiglie nobili risiedono nella capitale (solo a Filadelfia abbiamo uneccezione) - davanti a una veduta di particolare rilievo, resa preziosa dalle dottrine inglesi sul pittoresco. Fuor delle chiese, rarissimi sono i temi collettivi (solo in un paio di casi il palazzo civico o quello del governatore), mentre assumono maggiore rilievo le fontane; ricordati una volta il carcere, le fognature, la locanda, il monte di piet, il prato della fiera. Soltanto Reggio sar considerata degna di un teatro. Ricorre suggerimento persistente dellarchitetto Ferraresi, forse un consulente generale, che la assume dai precedenti di Cervia e Secondigliano lidea di materializzare la gerarchia sociale della citt riservando il centro a nobili e a civili e disponendo le abitazioni dei contadini alla periferia, in una schiera continua che la circondano senza alcuna pretesa di costituirne il muro di confine.

Secondigliano Ma se questo il loro telaio costante, a renderle particolarmente significative del vivace clima culturale napoletano di quegli anni, della sua apertura alla cultura europea, sono le raffinate citazioni che incontriamo dovunque, anche se spesso, tradotte da un originario contesto di grandi citt ai modesti borghi della Calabria, appaiono quasi provocatorie, segni di un sogno di civilt formale di l da venire. Il leit motiv compositivo del progetto rinascimentale delle citt la geometria regolare della pianta, la simmetria delle piazze secondarie non tuttavia del tutto tramontato, sicch queste piante suggeriscono spesso la tensione tra gli strumenti consolidati e la libert espressiva suggerita da Laugier e da Milizia. Rigorosamente desunta dal trattato rinascimentale di Pietro Cataneo la pianta di Bianco, con la piazza principale per la fiera al centro, di dimensioni cospicue, forse proprio per rispettare le proporzioni dei trattati cinquecenteschi, mentre le piazze dei quartieri, tematizzate qualche volta da una chiesa con il compito di garantirne la riconoscibilit e una dignit comparabile a quella della piazza civica, sono destinate al mercato quotidiano.

Pianta di citt di Pietro Cataneo e pianta di Bianco Ma se lascendenza di Bianco tutta nel suo disegno geometrico, gi il progetto di Seminara (con le case periferiche dei contadini e i magazzini, oleari e del grano) presenta qualche singolare scarto le chiese parrocchiali occupano il centro delle piazze secondarie anzich un lato e soprattutto qualche vistosa citazione rispecchia quasi il modello del governo riformista di Ferdinando: a far da controfondale alla chiesa madre un immenso orfanotrofio ricorda puntuale il colossale albergo dei poveri in costruzione a Napoli in quegli anni, la piazza principale contrappuntata da una piazza del mercato dominata da un monte di piet fuori di misura, i tre quartieri futuri - con le loro strade a croce - sono scanditi da una rete di larghi boulevard proprio come quelli tracciati davanti allalbergo dei poveri della capitale, una strada principale attraversa labitato ed resa trionfale da una chiesa parrocchiale, priva della sua piazza, e soprattutto da un immenso ospedale, e infine compare per la prima volta un viale del cimitero verso la collina dei Cappuccini.

Seminara

Mileto a sua volta rispecchia soprattutto la puntuale pretesa di altri trattati - quello di Filarete alla met del Quattrocento e quello di Scamozzi allinizio del Seicento - di indicare puntigliosamente le quattro chiese parrocchiali nelle quattro piazze di quartiere, di sottolineare le diverse strade (qui una strada trionfale e una strada monumentale) oltre ai temi pi recenti (il giardino pubblico e la passeggiata), a una fontana monumentale fuori porta e a un bizzarro borgo ameno per la ricreazione del popolo, di quei contadini schierati torno torno nelle case disegnate dallarchitetto. 4

La citt di Vincenzo Scamozzi (1516)

Mileto La strada trionfale di Mileto diventa a Gallina il braccio di una croce di strade trionfali, e se quella davanti alla chiesa madre va poi verso la carreggiabile per Reggio - dunque luscita maggiore della citt la lunga trasversale tematizzata dal palazzo dl governatore e, con evidenza molto pi modesto, dal palazzo municipale, che forse anche la locanda. Qui le piazze di quartiere, con le loro chiesette, hanno un tono minore, manca del tutto quella vasta gamma di temi collettivi visti a Mileto, e gli isolati sono assegnati per una parte alle persone pi facoltose e distinte quelli affacciati sulla croce di strade e per una parte alla gente popolare

Gallina Tuttavia la grandiosit di questa concezione trova il suo vertice nella pianta di Palmi, con una spettacolosa sequenza trionfale davanti alla chiesa madre verso laprirsi sul paesaggio della passeggiata, tagliata da una croce con una sequenza di tre piazze maggiori contrappuntate da due piazze minori molto allungate e con una tipologia edilizia che le suggerisce entrambe, ma in forma diversa, monumentali, secondo i suggerimenti di Laugier sulla variet. Traspare leco dellesperienza siciliana, di Avola e delle tre piazze di Noto in sequenza sulla strada principale, con le loro tre scenografiche chiese: ma qui le chiese secondarie sono scomparse dalle piazze e sono state relegate, con un evidente presa di distanza tipica degli illuministi, nelle strade secondarie e senza nessun rilievo formale Tuttavia non sono soltanto le chiese a denunciare linfluenza francese, ma anche lattenzione alle fontane e alle fognature (i cui collettori passeranno sotto la croce di strade); e traspare anche il gusto paesistico degli inglesi, nella grande passeggiata disposta, con una lunga palazzata monumentale, a fronteggiare la valle, ispirata al progetto di Craig per Edimburgo, e alla passeggiata/giardino pubblico anchesso digradante sulla valle.

La pianta di Palmi e una veduta della Princess street a Edimburgo Questi suggerimenti di libert compositiva e di disinvolto ricorso ad esempi recenti trova poi esito in alcune citt minori dove la particolare configurazione del terreno renderebbe ardua una simmetria geometrica e dove il ricorso ai medesimi principi e al medesimo lessico d tuttavia luogo a progetti molto diversi tra loro. 6

A Borgia una strada regia, forse monumentale e forse principale, attraversa lintera citt, anima di una sequenza distesa lontano sul territorio, dalla locanda fuori porta, alla porta trionfale presidiata da una chiesetta, alla scalea che scende nella campagna vistoso ricordo del porto di Ripetta a Roma -, con tre palazzi verso la valle alla maniera di Palmi e di Edimburgo, alla piazza con una chiesa parrocchiale, al prato della fiera circondato di botteghe evidente citazione del prato della Valle a Padova e alla passeggiata digradante sulla valle, il pi bel sito del paese. Una sequenza poi ritmata da quelle secondarie che coinvolgono una seconda chiesa parrocchiale e a met della strada regia quasi di fronte alla scalea la chiesa madre alta sulla piazza principale. Sono poi trionfali soltanto le strade con un particolare ed evidente significato: la Y della strada Regia la chiesa sulla piazza lungo la medesima strada, laddove la breve e inconcludente strada di fronte alla chiesa madre non sembra il frutto di una deliberata volont di inserirla in una prospettiva di insieme. Il progettista di unaltra citt, Cortale, sembra invece quasi ossessionato dal principio che tutte le strade debbano avere un fondale, costituito quando possibile da una chiesa e altrimenti da un edifico di incerta destinazione ma comunque reso intrinsecamente prezioso dal suo sito: o, in ogni caso, da una fontana. Questa singolare e diffusa propensione non impedisce che Cortale sia sostenuta da due robuste sequenze: la prima, forse la pi classica, tesa dalla piazza principale, quadrata e destinata al mercato grande, a una piazza esagonale simile a quella di Grammichele, mentre la seconda attraversa questa stessa piazza ed conclusa a monte da una passeggiata/giardino pubblico ispirata nientemeno che a Versailles, mentre a valle si dirama presto in una Y il cui ramo laterale ha un termine vistoso in una piazza semicircolare che somiglia ad alcuni dei progetti presentati al concorso per place Louis XV a Parigi nel 1755 e pubblicati da Pierre Patte.

I giardini di Versailles e alcune delle piazze progettate per place Louis XV a Parigi

Quanto alle case dei contadini che a Borgia, nello spirito progressista dei tempi, saranno corredate di un proprio giardinetto a Cortale il progettista le rinvia a un lontano futuro, sostenendo che il piano consente benissimo di alloggiare, per ora, i duemila abitanti del villaggio distrutto: legittima tuttavia la congettura che gli isolati con le grandi corti quadrate, con la loro giacitura simmetrica, siano destinati ai nobili e quelli compatti ai civili e ai contadini.

Borgia e Cortale Se diventata secondaria la composizione geometrica dellinsieme, allora in primo piano la sequenza dei temi e il gioco delle citazioni: Bagnara una citt sul mare con la strada principale preceduta e continuata da due passeggiate - parallela al fronte del porto, un quai pedonale e monumentale che richiama quelli di Bordeaux e di Senigallia seppure poi qui non ci siano traffici portuali internazionali ma soltanto barche di cabotaggio (ma con la dogana) da tirare in secco in sequenza con una piazza simmetrica che richiama la place royale di Bordeaux: seppure qui non aperta sullacqua, per ricordarci che il Mediterraneo non lAtlantico, e che qui i corsari sono ancora allordine del giorno, una piazza conclusa a monte da una Y monumentale, tematizzata al centro da una grande chiesa, forse eco del borgo teresiano a Trieste.

La place royale di Bordeaux Sequenza contrappuntata da unaltra parallela sempre verso il monte e da una trasversale, con due chiese alla periferia dellabitato. Ma a questa sorta di citt religiosa si oppone la nuova citt, dalla parte opposta, dove mancano del tutto le chiese e fa bella 8

mostra di s un quartiere giardino, con corpi di fabbrica aperti sul verde e con uno square centrale di matrice inglese, alla maniera di quelli di Londra e di Edimburgo.

Bagnara Il gioco delle citazioni svagate prosegue poi dovunque, anche in un paesino irrilevante come SantEufemia di Sinopoli dove Ferraresi impone la cerchia delle superflue case per i contadini il progettista non rinuncia a una passeggiata degna di una grande citt e recupera, per la piazza, il disegno ad angoli chiusi che non compare nelle altre citt e che viene qui dalla Sicilia, da Noto e da Palma di Montechiaro.

SantEufemia di Sinopoli Sar in questo clima, e forse anche nelle discussioni seguite ai progetti calabresi del 1783, che sei anni dopo Vincenzo Ruffo mostrer nel suo Saggio sullabbellimento di cui capace al citt di Napoli come i medesimi criteri possano venire applicati anche in una grande citt, creando sequenze di piazze centrali e di quartiere, di strade trionfali, di passeggiate, di boulevard, di viali alberati.

Il progetto di Vincenzo Ruffo per Napoli Che poi questo progetto come molti di quelli concernenti le citt calabre sia stato disatteso, nellordine precario delle cose: il viaggiatore che ci ha seguito fin qui nella rievocazione di questa straordinaria esperienza trover vive tracce di queste piante solo a Bagnara, a Palmi, a Mileto e a parte il caso di Reggio a Filadelfia. FILADELFIA Per affrontare il problema di come assicurare una propria riconoscibilit a tutti quartieri, sulla cui parziale autonomia di contrade riconosciute era fondata nellEuropa dei primi secoli dopo il Mille la gestione militare e fiscale delle citt, e contemporaneamente mantenere intatta limmagine unitaria dellurbs nel suo insieme, lo schema teorico pi consueto fu quello di disegnare una piazza centrale circondata da una costellazione di piazze minori, a loro volta al centro dei singoli quartieri: uno schema realizzabile entro uno schema complessivo sia quadrato sia con stellare.

La citt di Eiximenis (1389), la Sforzinda (1464, Palmanova (1585) e Grammichele (1693). Ma alla met del Seicento, quando occorreva ricostruire Londra dopo il grande incendio del 1666, Newcourt present un progetto concettualmente simile a quello di Palmanova: quattro strade a croce sulle quali sono affacciati grandi isolati destinati alllite (a Palmanova erano tre) e quattro quartieri ciascuno intorno a una sua piazza (a Palmanova erano sei) gli isolati minori aggregati con il modello degli square disposti intorno a un giardino comune, cos diffusi nella Londra secentesca - entro uno schema rettangolare anzich quadrato o circolare: schema ripreso qualche anno dopo da Penn per fondare Philadelphia, nelle colonie americane dellInghilterra 10

Il progetto di Newcourt e il piano di Philadelphia. Ed ecco, dopo il terremoto del 1783, il titolare di un vasto feudo nellentroterra calabro, intriso dei principi illuministi che circolavano allora alla corte di Napoli, costruire, per gli abitanti dei suoi villaggi distrutti, una nuova citt, le cui istituzioni avrebbero dovuto ispirarsi a principi liberali e il cui nome e il cui disegno ricordassero la Philadelphia americana. Lassemblea dei cittadini decider concorde di abbandonare le rovine del borgo antico e di fondare una nuova citt, tracciata con vasti isolati quadrati, ciascuno dei quali da assegnare eventualmente tutto intero a un Gentiluomo in un sito appropriato -, diviso in quattro per i Civili, e frantumato in lotti pi piccoli a artigiani e contadini. In realt il piano di Filadelfia Calabra davvero originale, perch anchesso fondato su una croce di strade larghe 12 metri con al centro una immensa piazza rigorosamente laica perch il cuore del comune, proprio come nella piazza di Siena raffigurata da Ambrogio Lorenzetti nel 1338, laico e circondata dal palazzo baronale, dal tribunale, dal carcere, dal caff e dalla locanda, oggi poi da un auditorium, da un giardino e resa solenne dal monumento ai Caduti. Ma soprattutto piazza del mercato e piazza delle assemblee cittadine, con al centro il palazzo municipale, evocato nelle stampe con laspetto di un tempio greco, omaggio alla pretesa ascendenza della democrazia alla Grecia antica che aveva indotto nel decennio precedente i liberi americani degli Stati Uniti ad adottare per la Casa bianca lo stile neoclassico, palazzo qui mai costruito.

La piazza di Siena nellaffresco di Ambrogio Lorenzetti La grandezza e la perentoriet della piazza comporta di voler ricorrere, per tematizzare i quartieri, soltanto a quattro lunghe strade trionfali larghe soltanto sei metri e mezzo, dritte davanti alle loro rispettive chiese con i loro modesti sagrati allora cimiteri - che in questo modo mostrano sulla grande piazza principale la loro parte absidale, dandole cos la schiena quasi a sottolinearne la laicit.

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Filadelfia Calabra Nulla di pi diverso da Noto, quasi centanni prima, dove ogni piazza dominata da un convento e sulla piazza principale, davanti al palazzo civico, campeggia la chiesa madre, e da tutte le altre citt fondate in Calabria dopo il terremoto, dove ogni piazza presidiata aboliti per legge conventi e monasteri da una chiesa parrocchiale. Daltra parte il programma di tematizzare i quartieri con la rispettiva chiesa ma anche di affidare ad altre chiese forse quelle degli ordini mendicanti il compito di rendere trionfali le altre strade era comparso anche nello stesso piano di Palmanova.

Noto e Palmanova La disposizione reale delle strade tematizzate tradir in parte la simmetria del disegno originario: la strada principale verr come di consueto disposta tra la piazza principale e la porta pi cospicua - sottolineata al suo termine da unerma commemorativa e oggi, verso la met, dal palazzo municipale - mentre le case dei Gentiluomini verranno costruite sul lato della piazza principale di fronte al palazzo baronale, connotando il corrispondente tratto minore della croce soprattutto con il risvolto del palazzo pi rappresentativo come strada monumentale, mentre il tratto opposto della strada maestra poi tematizzato al suo termine da un secondo giardino pubblico.

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La piazza principale

Le chiese ai quattro angoli della piazza

Strada principale e palazzo municipale, giardino pubblico al termine della strada maestra

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Il palazzo dangolo della strada monumentale

Le chiese del Carmine, di San Francesco, di Santa Barbara e di San Teodoro

Pianta tematizzata
A questo ritratto la cui prima versione stata pubblicata nel volume Piccole citt, borghi e villaggi edito dal Touring Club Italiano nel 2008 ha collaborato Ludovico Milesi.

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