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Universit degli Studi di Bologna Facolt di Lettere e Filosofia Corso di laurea in Scienze della Comunicazione TESINA PER LESAME

E DI COMUNICAZIONE GIORNALISTICA

Il GIORNALISMO di OGGI fra OMOLOGAZIONE delle FONTI e TELEDIPENDENZA

Di Elena Trentini Numero di matricola 0000232488

INDICE

UN MOMENTO DI EVOLUZIONE 3 LA CRISI IL PRIMO ANELLO DELLA CATENA: LE FONTI LE AGENZIE DI STAMPA I FORZATI DEL DESK IL GIORNALISMO: CANE DA GUARDIA O CANE DA COMPAGNIA? TELEDIPENDENZA DELLA CARTA STAMPATA GIORNALISMO: INDIPENDENZA A RISCHIO BIBLIOGRAFIA 14 6 8 9 4

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UN MOMENTO DI EVOLUZIONE Sembrano lontani i tempi in cui esisteva una popolazione di lavoratori dediti a svolgere la seconda professione pi antica del mondo: il giornalista. Essi vivevano grazie ad un sistema molto costoso in termini di risorse: la produzione, il confezionamento e la distribuzione delle notizie. Questo sistema prevedeva costi elevati di produzione (reporting, inviati, copertura delle notizie nel mondo), cos come di distribuzione (stampa e diffusione). Tuttavia il lavoro di confezionamento produceva un bene a cui altri soggetti attribuivano un valore economico diretto (acquisto dei giornali, abbonamenti) o indiretto (raccolta pubblicitaria). Erano i tempi in cui il compito del giornalista professionista era quello di battere strade e piazze, uffici pubblici, commissariati di polizia, aule giudiziarie, sedi di partito, club privati a caccia di notizie. Anche agli apprendisti si chiedeva soprattutto di consumare le suole delle scarpe sui marciapiedi per accumulare pi informazioni possibili. In unepoca in cui i caporedattori erano preoccupati di reperire sufficiente materiale per riempire le pagine, quei ragazzi in giro per la citt con un taccuino in mano erano piuttosto rassicuranti. In questo ambiente tutto sommato semplice, con scarse contaminazioni fra carta, televisione e radio, la principale fonte dinformazione era rappresentata dal rapporto con gli altri. Non c giornalismo possibile fuori dalla relazione con gli altri esseri umani. La relazione con gli altri lelemento imprescindibile del nostro lavoro (Kapuscinski 2002). Questo modello ha retto per molto tempo. In seguito molte cose sono successe. Linnovazione tecnologica ha comportato diverse modifiche e ha messo a punto una forma di distribuzione molto pi economica. In particolare si verificato un notevole incremento nel flusso delle informazioni, che giungono ormai, in virt del computer e in particolare di Internet, da ogni angolo della Terra in tempo reale. Il pubblico cresciuto culturalmente, ha avuto accesso alla rete di distribuzione delle informazioni e a molte delle fonti tradizionali del giornalismo. Inoltre una schiera di nuove figure professionali del settore ha cominciato a farsi strada 3

nel territorio tradizionalmente occupato dai giornalisti. La disponibilit di informazione gratuita ha cominciato a mettere in crisi il concetto di valore economico dellinformazione.

LA CRISI Oggi il sistema produttivo, molto costoso, non pi in grado di far vivere la popolazione di giornalisti, il cui numero molto cresciuto nel tempo. A discapito della qualit dellinformazione sono sempre di pi i provvedimenti tesi a snellire ed eliminare le voci di costo delle redazioni giornalistiche. Si va dalla riduzione della paga, alla minaccia di mobilit, passando ai prepensionamenti massicci e ai facili licenziamenti. E cosa dire della tendenza sempre pi ingombrante di inondare le redazioni di praticanti delle scuole riconosciute, falsi stagisti, ma redattori di fatto? Personale non pienamente qualificato che dovrebbe venir seguito da figure professionali superiori, i tutor, ma che nella realt adempie a mansioni redazionali. Stiamo assistendo alla precarizzazione della professione: sono sempre pi scarsi i contratti stabili e sempre pi diffusa la pratica di appoggiarsi a collaboratori esterni, retribuiti magari con pochi euro. I giornalisti allinterno delle redazioni vengono considerati come un costo e non pi come una risorsa. Oggi il direttore pi un manager che deve dar conto alleditore; una volta il direttore era il primo della redazione, oggi, in moltissimi casi, l'ultimo dell'azienda, intesa come struttura manageriale. Il giornale considerato come una qualsiasi attivit commerciale e si preoccupa quasi esclusivamente degli utili. Quaranta, cinquantanni fa un giovane giornalista poteva confrontarsi col proprio capo e sottoporre a lui i propri dilemmi professionali; il capo gli avrebbe parlato della propria esperienza e dato buoni consigli. Oggi, purtroppo, il direttore non fornisce alcun consiglio o se capita molto raro, perch anche nel suo lavoro quotidiano l'attenzione rivolta a un'attivit manageriale e di pr. Il suo scopo infatti creare un prodotto vendibile. 4

Questo quadro dinsieme porta inevitabilmente a sostenere che, se diminuisce il pubblico dei lettori, sempre pi autonomo grazie ad Internet, e diminuisce la capacit dei quotidiani di fare da cornice sociale, si ridimensiona lattrattiva nei confronti degli inserzionisti pubblicitari. E se diminuiscono i soldi in ingresso, diminuiscono i soldi per coprire quanto accade nel mondo e per pagare i giornalisti a livello professionale; ne risente quindi linformazione organizzata, che non pu essere sostituita in maniera autorganizzata dallinformazione dal basso, il cosiddetto sistema del reporter diffuso (che ne un complemento importante ma non un sostituto, e comunque andrebbe valutato e verificato dal giornalista).

IL PRIMO ANELLO DELLA CATENA: LE FONTI Che cos il giornalismo? Potremmo rispondere a questa domanda dicendo che il giornalismo consiste in una mediazione tra la fonte e il destinatario dellinformazione. Sono quindi tre gli attori della negoziazione giornalistica: la fonte; il mediatore (giornalista) e lorgano di mediazione (giornale); il pubblico dei riceventi. Non c giornalismo se manca la mediazione; non c giornalismo se il destinatario viene ignorato, considerato come mezzo e non come fine, come entit astratta e non come persona; non c giornalismo, chiaramente, se manca la fonte. La logica suggerirebbe che la fonte dellinformazione il mondo, la realt che ci circonda, la vita di tutti i giorni nel suo incessante corso di avvenimenti. In teoria chiunque - dal nostro portinaio allinsegnante, dallo sconosciuto incontrato nella sala daspetto di un medico al bagnino in spiaggia - pu essere unutile fonte dinformazioni. Le fonti dellinformazione sono costituite dai fatti, dagli avvenimenti e dagli episodi con cui la vita si manifesta quotidianamente (Lepri 1986).

Il giornalismo consiste proprio nella ricerca, fra gli accadimenti, dellevento meritevole di diventare notizia; ossia nellindividuazione di quale di tutti gli accadimenti che si verificano e di che cosa di quellaccadimento in particolare, pu interessare e incuriosire il lettore, soddisfare i suoi interessi e la sua curiosit. E evidente per che, se vengono sempre meno le risorse economiche che consentono ai giornalisti di reperire le notizie sul campo, le imprese dellinformazione, soprattutto nella fase di raccolta delle notizie, si vedono costrette a riorganizzare il proprio lavoro in funzione delle nuove esigenze, restando sempre conformi alla loro natura imprenditoriale, che punta ad una riduzione dei costi ed alla massimizzazione dei profitti. Oggi infatti sono sempre pi scarsi i casi in cui il fatto la fonte diretta della notizia. La conseguenza pi naturale di questo quadro generale tanto critico consiste nel fatto che oggi si investe meno nellattivit di newsmaking (reperimento delle notizie), caratterizzata da un massiccio impiego delle informazioni distribuite dalle agenzia di stampa (o agenzie di informazione poich non si rivolgono solo alla stampa, ma anche a un pi largo e non giornalistico mercato di consumatori), dalle fonti istituzionali, dagli uffici stampa, dalle pubbliche relazioni e si concentrano, invece, maggiori risorse nelle fasi di newsgathering (selezione) e di presentazione degli eventi. Vengono quindi favorite le fonti indirette, che si auto propongono e si auto organizzano per diffondere notizie, a scapito delle fonti dirette, che compito del giornalista cercare, scoprire, rintracciare, conservare. Queste fonti indirette gestiscono le informazioni in loro possesso secondo convenienze e opportunit. La loro forza e il loro peso scaturiscono dallautorevolezza, dal livello di ufficialit, dalla pressione che possono esercitare sul singolo medium, ma anche dalla loro affidabilit, cio dal grado di credibilit che riconosciuto alle informazioni diffuse, e dalla ricchezza del materiale distribuito. Grazie alle moderne tecnologie digitali, queste fonti secondarie sono in grado di distribuire continuativamente una enorme quantit di materiali semilavorati, che spesso necessitano solo di qualche piccola modifica per essere pubblicati. La notizia, quindi, ancora prima di giungere ai 6

media, selezionata e codificata da particolari tipologie di fonti; essa viene impacchettata e girata alle redazioni dei giornali che devono solo provvedere, molto spesso, a copiare / incollare il contenuto e a pubblicarla. I giornalisti hanno cessato di essere al centro del processo di produzione e gestione dellinformazione.

LE AGENZIE DI STAMPA La quota pi larga dellinformazione dei media costituita da quelle speciali fonti che sono le agenzie di stampa (Lepri 1990). Le agenzie di stampa si presentano come imprese specializzate nella creazione e distribuzione di prodotti giornalistici direttamente consumabili dal giornalista; la loro insostituibilit forse, solo ultimamente, minacciata da Internet che sta scalzando la loro esclusivit di strumenti dellinformazione di base. Il primo motivo dellinsostituibilit delle agenzie dellinformazione riguarda la convenienza economica. La ricerca e selezione delle notizie a livello nazionale e mondiale ha costi molto elevati; se questi ultimi vengono ripartiti tra i fruitori, essi si riducono sensibilmente. Il secondo motivo coincide con la garanzia di uninformazione completa e rapida, altrimenti impossibile. La completezza assicurata dalla rete nazionale e internazionale di uffici di corrispondenza, dai collegamenti con altre agenzie e altri organi dinformazione. La rapidit garantita dallutilizzo delle pi moderne tecnologie elettroniche e multimediali. La pi importante agenzia di stampa italiana sicuramente lAnsa (Agenzia Nazionale Stampa Associata) che appartiene a un consorzio di editori. LAnsa trasmette 24 ore su 24. Va per sottolineato che le agenzie dellinformazione non rappresentano la verit assoluta, ma dovrebbero essere uno strumento in mano al giornalista 7

che

poi,

partendo

dal

take e

di

agenzia,

pu

sviluppare sempre

un'intervista, verificare

approfondire

l'argomento

comunque

dovrebbe

l'attendibilit della notizia. Proprio perch le agenzie, esattamente come le altre testate, sono fatte di uomini, redattori, inviati, collaboratori. Spesso nelle citt che non hanno una redazione o un ufficio di corrispondenza, il corrispondente di agenzia il giornalista di una testata locale; capita, non di rado, che abbia pi di una collaborazione (esempio: Ansa, Agi e AdnKronos) e quindi se commette un errore o un imprecisione, questa viene rilanciata su scala nazionale. Un esempio di imprecisione o non-notizia. Gioved 21 Maggio 2009 lattenzione rivolta a una notizia riguardante il recente terremoto in Abruzzo. In mattinata due agenzie riprendono le dichiarazioni di Massimiliano Cordeschi, direttore generale del Comune dellAquila, rilasciate al Gr1 in merito alla situazione dei risarcimenti. Queste le sue parole: Ancora non iniziano perch c' un problema di numeri troppo elevati: considerando chi sta in tenda, chi in albergo e chi chiede l'autonoma sistemazione, siamo a oltre 100mila persone. L'Aquila una citt di 70mila abitanti e quindi palese che ci sia una incongruenza nei numeri. Siamo costretti, per questo motivo a effettuare un minimo di controlli, anche se in tempi rapidi. Specificando poi come: in anagrafe siano registrati un numero 'X' di cittadini e le richieste vedono un numero 'Y' di persone in aggiunta al numero 'X'. Se tutte le richieste attuali dovessero essere accolte, le somme erogate ammonterebbero a 4 milioni e 800mila euro al mese. Al contrario la cifra, secondo le stime dell'amministrazione, non dovrebbe superare i 2 milioni e mezzo. Cordeschi assicura poi che almeno il controllo anagrafico verr attivato ma per quanto riguarda i risarcimenti bisogner aspettare la fine di maggio. Alle 18.49 dello stesso giorno le agenzie lanciano un nuovo take con le dichiarazioni del sindaco dellAquila che smentisce quanto affermato dal suo direttore generale. Le richieste di risarcimento ammontano infatti a 11mila e non a 100mila. Conclude il suo intervento sottolineando che i contributi 8

saranno pagati al pi presto a chi ha presentato domanda. Fin qui nulla di strano se non fosse che numerose testate (articoli in allegato) hanno ripreso la notizia affidandosi esclusivamente ai take di agenzia (in allegato). Questo un esempio di come, troppo spesso, il materiale che le agenzie passano non appartiene alla categoria delle notizie ma a quella delle mezze notizie. In questo caso non c stata una sola agenzia che si sia fermata a pensare, a verificare, ad informarsi in merito alle dichiarazioni del direttore generale dellAquila. Sono state pronte a rilanciare a livello nazionale le informazioni anche se, dopo una semplice verifica, si sarebbe potuto capire che qualcosa non andava in quei dati diffusi. Casomai, come stato sottolineato da qualche commentatore, la vera notizia era piuttosto che gli indennizzi mensili ai terremotati non fossero ancora stati erogati a distanza di quasi due mesi dal sisma del 6 Aprile 2009.

I FORZATI DEL DESK Gli ambienti giornalistici si presentano quindi sempre meno come una redazione e sempre di pi come una piattaforma logistica che raccoglie e ridistribuisce linformazione. Il giornalismo di scrittura, le inchieste, i reportage, scarseggiano e il giornalista somiglia a un guardiano dell informazione. Questa evoluzione rischia di cancellare - se non lo ha gi fatto il mito romantico del giornalismo letterario. La modalit prevalente del giornalismo oggi quella del desk. Sono le fonti che hanno il controllo della strategia di comunicazione e il giornalista troppo spesso non va a verificare la notizia, non va a cercarla e non usa gli strumenti autonomi della professione; finisce per essere subordinato alle strategie delle fonti. E necessario sottolineare come le fonti dei giornali si sono, nel tempo, pi o meno istituzionalizzate, creando una rete informativa standard che fa s che

l'informazione

venga

reiterata

su tutti i canali:

televisivi, giornalistici,

radiofonici e online. A definirlo in questi termini, il mestiere del giornalista sembra un lavoro di routine inserito in un ingranaggio superiore che rimane fuori dalla portata del singolo professionista. Poche inchieste, poco approfondimento. Il risultato un'informazione qualitativamente inferiore, ben sintonizzata sul modello della tiv generalista. Verrebbe da dire che tutto ci che si annuncia, che trova spazio sulle pagine dei quotidiani, appartiene al genere della propaganda, mentre tutto ci che si nasconde, a quello della notizia. Oramai pi importante sapere quello che i media tradizionali non dicono piuttosto che quello che dicono.

IL GIORNALISMO: CANE DA GUARDIA O CANE DA COMPAGNIA? La censura, per fortuna, non esiste. Chi vive dall'interno la professione, casomai, parla allarmato di autocensura. Non circolano veline che indicano a giornali e televisioni cosa devono dire o meno su un determinato argomento. Non esiste un unica agenzia di stampa. Allora perch i lettori hanno la sensazione di trovarsi tra le mani lo stesso giornale, o di guardare il medesimo telegiornale, o consultare lo stesso sito Internet? La situazione in cui versa oggi linformazione quella di un universo apparentemente multiforme ma nella sostanza dispotico. Del giornalismo una volta si diceva che era il cane da guardia del potere. La funzione della stampa era, indirettamente, quella di vigilare e denunciare gli eventuali abusi di potere e in generale situazioni rischiose per la collettivit. I giornalisti svolgevano il proprio dovere proprio in questa direzione, non accontentandosi di passare, come si dice in gergo, la notizia. Lo scenario attuale appare invece molto diverso. Linformazione risponde agli interessi politici ed economici degli editori e dei gruppi egemoni.

Il problema forse pi urgente riguarda il ruolo stesso dell'editore, sempre meno puro e sempre pi contaminato dai gruppi di potere. La conseguenza pu essere il conflitto di interessi che impedisce a tanti giornalisti di affrontare determinati temi con la necessaria indipendenza e obiettivit. C una omologazione delle fonti che approvvigionano i mezzi di informazione e questo riduce sempre pi la ricchezza dei temi trattati e il loro approfondimento. Attualmente vi anche un forte orientamento verso temi considerati per decenni minori e relegati alla stampa specializzata: il gossip forse l'esempio pi paradossale di questa tendenza dell'informazione. Ogni settore del giornale, della tiv o dei portali internet ne fa ampio uso, a corollario della politica, della finanza, dello sport. E cos la sensazione che ha il lettore di leggere sempre le stesse notizie su tutte le testate sempre pi marcata. Anche la concorrenza tra giornali e tra telegiornali in realt soltanto formale, perch sempre pi frequentemente l'informazione scritta appiattita su quella televisiva. Giornali e tiv sembrano fatti in fotocopia e, per paradosso, tutto ci che non riportato dalla televisione e dai quotidiani non esiste. Alla luce di queste considerazioni sarebbe importantissimo, per il bene stesso della nostra democrazia, rilanciare la qualit dellinformazione. E gli esempi positivi non mancano: si pensi alle inchieste del programma settimanale Report, firmato da Milena Gabanelli. Il valore aggiunto sul quale puntare l' informazione che si ricava da indagini approfondite, serie, verificate, che non si esaurisca con gli slogan dei politici, ma che sappia scavare in profondit. Non pu essere sufficiente rimanere al proprio desk in attesa che le notizie giungano via comunicato stampa o dal notiziario Ansa. la qualit del giornalismo che deve migliorare, investendo con convinzione sulle risorse umane; questa necessit collide sempre pi con le politiche aziendali, orientate al contenimento dei costi e alle economie di scala.

TELEDIPENDENZA DELLA CARTA STAMPATA 1

Stiamo andando verso un'informazione unica e massificata? In linea teorica carta stampata e informazione radiotelevisiva dovrebbero essere in concorrenza; rispetto ai giornali, tiv e radio, hanno un vantaggio di partenza: i tempi. Tiv e radio possono dare oggi, in diretta, notizie e informazioni che i quotidiani, per ovvie ragioni, possono fornire soltanto il giorno dopo. Quella sul tempo dunque, per la carta stampata, una guerra persa alle origini. Perch allora, invece di distinguersi nettamente da quello radiotelevisivo, il prodotto informativo che viene offerto ai lettori sempre meno riconoscibile e, al contrario, sempre pi simile? Se lo chiesto anche Umberto Eco. La tiv produce da s le notizie, anzi notizia per una stampa rassegnata a inseguirla e amplificarla. E diventata padrona dellagenda della stampa (Eco, Repubblica 17 maggio 1997). La stampa italiana si caratterizza sempre di pi per la contaminazione degli stili e la rincorsa spasmodica al successo della televisione. Ne dobbiamo dedurre che la stampa si adegui all'essenza del medium vincente sul mercato, alimentando la cosiddetta teledipendenza, nei contenuti e nello stile. Abbiamo assistito ad una trasformazione del quotidiano quando la televisione diventata la prima fonte di diffusione delle notizie. I quotidiani si sono trovati costretti a dedicare uno spazio enorme al variet, alla discussione dei fatti di costume, di pettegolezzi sulla vita politica, di attenzione al mondo dello spettacolo; hanno aumentato le pagine, anche per avere pi pubblicit, e vanno in edicola settimanalmente con prodotti offerti in supplemento. Sono sempre di pi gli interessi che convergono sul giornale, volano di iniziative e prodotti commerciali come mai lo stato nella sua secolare vita. L'informazione popolare sempre pi gridata anche sulla carta stampata, fino al paradosso di fare assurgere non notizie allo status di notizia. I fatti e i personaggi dello schermo televisivo escono dalle pagine degli spettacoli e arrivano alla quinta pagina, poi alla terza e, infine, alla prima. Non c stampa al mondo dove le notizie televisive finiscano in prima pagina (Eco da Il giornale di Paolo Murialdi, ed. Il Mulino). 1

Per tentare di rimanere competitivi i giornali rincorrono la tv nei suoi aspetti peggiori, i pi volgari e superficiali, delegando il giornalismo di inchiesta a trasmissioni di intrattenimento come Striscia la Notizia o Le Iene, che hanno avuto il merito di dare origine anche ad importanti inchieste giudiziarie. Il malessere dei giornali nasce anche da questo, dal tentativo di rincorrere la televisione e imitarla, ma alimentato soprattutto dalla mancanza di quell'etica di fondo che dovrebbe animare e guidare il lavoro di ogni giornalista professionista: il dovere di riferire al pubblico cose vere, con obiettivit, nei tempi e nei modi adeguati. Quella che dovrebbe essere una spietata concorrenza fra televisione e carta stampata si rivela in realt una indissolubile coalizione. I giornali si mostrano pronti a riprendere le notizie dei Tg della sera; diventato importante annotarsi a quali fatti i Tg danno risalto per poterli pubblicare il giorno successivo. La televisione diventata la fonte di riferimento per la carta stampata. Il problema per che la tiv non fatta principalmente per produrre informazione, ma anche per creare eventi. Dinnanzi a uninformazione spettacolarizzata con sempre meno informazione, la gente disorientata, perch capisce che fra comunicazione e informazione la differenza enorme. Un esempio di sudditanza dell'informazione rispetto alla televisione. Da quotidiano.net del 21/5/09 STAFFELLI INCONTRA IL CALCIATORE Borriello riceve il tapiro di 'Striscia' "Belen? Non la stimo e non la saluto" All'ex fidanzato della Rodriguez il mitico premio per i seimila euro di multe provenienti dall'auto intestata a lui ma regalata alla showgirl La notizia, se cos possiamo definirla, appare il 21 maggio 2009 sul sito www.quotidiano.net che raggruppa tre testate: Il Resto del Carlino, La 1

Nazione, Il Giorno. E un esempio per dimostrare come, sempre pi frequentemente, i quotidiani siano succubi della televisione. In questo caso viene costruito un articolo a partire da un servizio del programma televisivo di Canale 5 Striscia la notizia in cui Valerio Staffelli, inviato della trasmissione, consegna a Marco Borriello, calciatore, il tapiro doro, premio satirico/polemico del programma. Il motivo della consegna fra i pi futili: deve pagare seimila euro di multe provenienti dallauto a lui intestata ma regalata alla sua ex fidanzata, la showgirl Belen Rodriguez.

GIORNALISMO: INDIPENDENZA A RISCHIO Lindipendenza dei giornali e dei giornalisti a rischio? Il primo serio problema che la figura dell'editore puro si quasi estinta, i giornali appartengono a gruppi industriali e banche; di conseguenza l'attenzione rischia di essere sempre pi rivolta a questi gruppi di potere, economico e finanziario, piuttosto che ai lettori. Se si sfoglia un quotidiano balza all'occhio che gli inserzionisti, principali e seriali su tutte le testate, non sono molti e le loro attivit commerciali sono estremamente concentrate: telefonia mobile, auto, banche. E' inevitabile pensare che possano cercare di condizionare e veicolare l'informazione, essendo i principali finanziatori della stampa quotidiana. I giornalisti, insomma, sono sottoposti oggi a pressioni che negli anni passati erano maggiormente appannaggio della politica, che oggi pare contare di meno nelle redazioni. Si intuisce che la barriera che dovrebbe tenere separate la newsroom, la fabbrica delle notizie, dalleditore, sia sempre pi sottile e non manchino i processi di osmosi. Deve essere il giornalista a difendere la sua indipendenza? Purtroppo, una visione critica, rileva una sorta di mondo che dovrebbero raccontare. torpore che sta lentamente, ma inesorabilmente, aggredendo le redazioni, sempre pi testimoni passive del

Non stupisce, allora, che la condizione in cui versa la carta stampata sia sempre pi critica e la metta in una posizione intermedia tra due media che la soffocano. Da un lato l'utente superficiale preferisce fruire le notizie dalla televisione che, sfruttando il fascino dell'immagine e dell'audio, permette una fruizione passiva e distratta. Dallaltro lutente evoluto e curioso si affida a Internet e alla sua possibilit di approfondire maggiormente le notizie che reputa pi interessanti.

BIBLIOGRAFIA

Alberto Papuzzi, Professione giornalista, Manuali Donzelli Paolo Murialdi, Il giornale, edizioni Il Mulino Le guide del Mulino, Professione giornalista, edizioni Il Mulino Ryszard Kapuscinski , Il cinico non adatto a questo mestiere, edizioni e/o

Agenzie ANSA, APCOM, AGI

SITOGRAFIA

www.corriere.it www.repubblica.it www.quotidianonet.ilsole24ore.com www.agoravox.it www.festivaldelgiornalismo.com www.ilbarbieredellasera.com www.uniurb.it/giornalismo