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Filosofia: Modulo VII

1) Aristotele Nacque nel 384 a.C. in una colonia ionica ai confini con la Macedonia e allet di 18 anni si trasfer ad Atene dove entr nellAccademia platonica. Con il tempo assunse posizioni critiche nei confronti della teoria platonica delle idee. Alla morte di Platone, Aristotele lasci Atene per stabilirsi in Asia Minore. Fu chiamato alla corte macedone di Filippo II che gli affid leducazione del figlio Alessandro. Quando questultimo sal al trono, Aristotele torn ad Atene dove fond una scuola chiamata Liceo o Peripato (in cui si usava tenere le lezioni passeggiando in giardino). Dot la scuola di una ricca biblioteca. Nel 323 a.C. abbandon la citt e si ritir a Calcide dove mor nel 322 a.C. Le opere di Aristotele vengono solitamente divise in 2 gruppi:
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Essoteriche (scritte per la pubblicazione), di cui ci sono arrivati solo pochi frammenti; Esoteriche (sotto forma di traccia per lezione), che presentano una notevole frammentariet espositiva.

Tali opere sono state ritrovate nel I secolo a.C. dopo essere state smarrite con la decadenza del Liceo. Esse vengono inoltre divise in: Opere logiche Opere di fisica Opere di metafisica Opere di filosofia morale, politica ed estetica.

Aristotele si differenzia da Platone per quanto riguarda:


1) Lo stile (Platone = dialoghi; Aristotele = frammentariet espositiva) 2) Individuazione delle cause e dei principi primi della realt che P. rintraccia nelle idee

sovrasensibili, staccate dalla realt mentre A. nelle sostanze sensibili individuali, interne alla realt La filosofia viene considerata la scienza teoretica per eccellenza poich ricerca la conoscenza non per qualche utilit pratica ma al solo fine di sapere. Egli distingue le scienze in:
1) Teoretiche (hanno come fine il sapere in se stesso) 2) Pratiche (hanno come fine un sapere indirizzato allagire umano) 3) Poietiche (ricercano il sapere in funzione della produzione di particolari oggetti)

Le pi alte per dignit sono le scienze teoretiche articolate in: metafisica, fisica e matematica.
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La metafisica la scienza delle cause prime. Esistono vari significati del termine causa e, di conseguenza, vari tipi di causa. Per A. esistono 4 tipi fondamentali di cause: 1) Causa formale 2) Causa materiale 3) Causa efficiente 4) Causa finale Tra le scienze pratiche ricorda la politica, ossia la scienza dellagire umano, che divide in: etica (che riguarda la vita dei singoli) e politica vera e propria (che riguarda la vita della comunit, polis). Egli imposta il suo discorso etico partendo da ci che luomo cerca nelle sue azioni: il suo bene, la sua felicit. Il bene delluomo il fine a cui egli tende per sua natura. Il bene sommo delluomo sar il fine ultimo in vista del quale egli vuole ogni altro bene. Il sommo bene delluomo consiste nel vivere secondo ragione nel modo migliore, cio secondo virt. Il massimo bene delluomo si ha nellattivit teoretico-contemplativa e quindi nella sapienza che la virt pi alta e comprensiva. Lideale etico delluomo quindi per A. la ricerca filosofica della verit. Luomo, consapevole di non sapere, ricerca la conoscenza per liberarsi dallignoranza. La filosofia non volta a fini pratici: ricercata per se stessa, come puro amore per il sapere. Conoscere la verit significa conoscere le cause prime della realt. In quanto separate dalle cose, le idee per A. non servono a spiegarne n il divenire, n lessere, n la conoscenza. Egli elabora una nuova concezione della preminenza dellindividuo particolare (sostanza individuale) sullidea universale e concepisce la causa formale come strutturante in modo immanente la sostanza delle cose. La visione aristotelica del mondo fisico naturalistica e finalistica: ogni natura (physis) una realt dotata di movimento interno, finalizzato al proprio pieno sviluppo, secondo un piano in esso inscritto dalla forma sostanziale. La sostanza esiste in se stessa. Essa pu essere considerata materia, forma e sinolo. Esistono vari tipi di sostanza: Sostanze sensibili, dotate di movimento che si distinguono in corruttibili (quelle del mondo terrestre o sublunare) e incorruttibili ed eterne (le sfere celesti con le stelle e i pianeti). Sostanze sovrasensibili, non dotate esse stesse di movimento. Afferma lesistenza di una sostanza sovrasensibile suprema, Dio, quale causa efficiente prima di ogni mutazione e movimento.
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Per A. il fine ultimo delluomo consiste nella contemplazione delle realt sovrasensibili quali cause o spiegazioni ultime della realt.