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Lezione 1

Soluzioni:

1mole= quantità di una sostanza pari al PM della sostanza espresso in grammi


PM= somma dei singoli pesi atomici espresso in grammi

ESEMPIO:
C6H12O6 (glucosio)-> PM= 180
1mole di glucosio= 180 gr di glucosio
soluzione 1 molare-> soluzione in cui sciogliamo 1mole di sostanza in 1litro di solvente (liquidi
biologici= H2O)

1)MOLARITA = numero di n° numero fisso di molecole moli presenti in un litro mol/l


perché usiamo le moli e non i grammi?
La mole è caratterizzata dall’avere un numero fisso di molecole
(180 gr di glucosio ->1mole di glucosio contiene sempre, in qualsiasi condizione, un numero di
Avogadro di molecole) ciò é importante dal punto di vista osmotico.
LEGGE di AVOGADRO, alla stessa temperatura e pressione, volumi uguali di gas
contengono lo stesso numero di molecole (pesi diversi).
Se prendiamo 1mole di glucosio possiamo ottenere una soluzione 1 molare; vediamo perché è
importante, dal punto di vista osmotico, utilizzare 1mole e non 180gr di C6H12O6.
LEGGE DEI GAS
PV=nRT dove R=costante=0,082 lxatm/gradoxmole
N=n°moli del gas
P=pressione del gas
T=temperatura assoluta
V=volume del gas

Anche per le soluzioni è valida tale legge, a patto che, esse siano molto diluite. Queste
soluzioni, dove la concentrazione del soluto nel solvente è molto bassa, si comportano come
gas dal punto di vista termodinamico.
Tutte le soluzioni biologiche (liquidi biologici) sono considerate soluzioni in cui la
concentrazione di soluto è molto bassa.

LEGGE DELLA DILUIZIONE


Q=CV
La quantità è uguale alla concentrazione per il volume.
Es: Q=180gr
V=1litro
C=? Q/V C=180/1=180g/l=[1]->concentrazione 1molare
Q diverso da C-> Q=grandezza fisica espressa in peso
C=quantità sciolta in un volume
Possiamo avere concentrazioni diverse per una stessa quantità, perché possiamo discioglierla
in volumi diversi.

Ma se P= n/V x RT dove, n/V=quantità/volume, allora n/V=Q/V=C


LEGGE DI VON’T HOFF
π=csRT dove, π=concentrazione=PRESSIONE OSMOTICA
data una certa T(temperatura corporea media –37°C) la pressione osmotica di un
compartimento sarà direttamente proporzionale alla concentrazione dei soluti (se aumenta la
concentrazione dei soluti aumenta la pressione osmotica).
Che importanza può avere π?
Se pesiamo 1mole di NaCl, invece di 1mole di C6H12O6,
PMNa=23
PMCl=35
->PMNaCl=58->1moleNaCl=58g
disciogliamo la mole di NaCl in 1litro di H2O, osserviamo che i 58g NON rimangono
sottoforma di NaCl (il glucosio è una molecola inerte, mentre il cloruro di sodio è un sale)
NaCl si scinde
 Na+
 Cl-
Abbiamo riversato 1mole di NaCl, ma in soluzione avremo 1mole di Na+ e 1mole di Cl-
Non possiamo parlare di una soluzione, come per il glucosio 1molare, ma di una soluzione
1osmolare (abbiamo2moli, quindi 1osmol di NaCl).
Si ha una soluzione 1osmolare quando sciogliamo in un solvente (H2O)una quantità di una
sostanza dissociabile, tale per cui il n°delle osmoli è uguale alla molarità della soluzione che ho
pesato, moltiplicata il n° delle specie ioniche.
Quindi, se prendo 1mole di NaCl e la pongo in 1litro di H2O, non ottengo una soluzione
1molare, ma 2osmolare, perché la mia mole si è scissa in 2moli, ognuna delle quali esercita
una pressione osmotica.

2)OSMOLARITA’ = concentrazione della soluzione espressa in osmoli


π dipende dalla concentrazione di soluto, π=csRT,
SE il soluto è indissociabile come il glucosio non ha senso parlare di osmoli, si parlerà di moli,
perché le osmoli e le moli sono la medesima cosa
*n°moli=peso solvente/PM
SE il soluto è dissociabile come il sale il n°delle osmoli=*n°delle moli x n°delle specie ioniche
che si dissociano. Le specie ioniche in genere sono due, ma potrebbero essere più di due,
Es: Na2HPO4 bifosfato di sodio ->3specie ioniche:
 Na+
 PO4-
 H+
In una soluzione molare 1 mole equivarrà a 1000mmol come 1osmol equivarrà a 1000mosmol.

Una terza forma di espressione è lo


3)EQUIVALENTE = peso di un soluto diviso la valenza, quindi si applicherà alle specie
ioniche.
1eq=PMdi un soluto/valenza-> #Equivalenti=peso solvente x valenza/PM.
In genere, si utilizza
L’equivalente quando si vuole far riferimento solo alla concentrazione
Le mosmoli quando si vuole dare il significato in termini di pressione osmotica.
Solitamente gli ioni di importanza fisiologica hanno valenza=1
Es:
 Na+ >
 K+ > Monovalenti
 Cl- >
Ma, vi sono anche importanti Ioni Bivalenti come il Ca++, Mg++
Es: Peso Equivalente Na+ ->PM/1; Peso EquivalenteCl- ->PM/-1
Tutti i LIQUIDI CORPOREI (circa 70% della massa tot o più) occupano i
COMPARTIMENTI
 INTRACELLULARE
 EXTRACELLULARE ->INTRAVASCOLARE
->EXTRAVASCOLARE

In tutti questi 3 compartimenti ci sono strutture (cell, fibre..) sospese in H2O (più del
70%del peso tot di queste strutture). C’è un equilibrio regolato finemente tra il volume di
H2O e la concentrazione dei soluti in tutti questi compartimenti.
Se cambia la concentrazione dei soluti in uno dei 3 compartimenti,
_ si è ridotto il volume di H2O
_ è aumentata la concentrazione
allora, le conseguenze (che possono essere anche gravissime) si ripercuotono anche sugli
altri compartimenti.
E importante capire come sia la concentrazione dei soluti in tutti questi compartimenti e
come queste concentrazioni generino la pressione osmotica dei compartimenti, perché poi
l’H2O si sposterà da un compartimento all’altro seguendo le differenze di concentrazione,
quindi di pressione osmotica tra i vari compartimenti.
Es: Sete= diminuzione del volume di H2O nel compartimento vascolare come risultato
della disidratazione dei tessuti.
>campanello di allarme che arriva all’ipotalamo per comunicare al SNC la condizione di
disidratazione e quindi la sete.
>comportamenti fisiologici del rene> riassorbimentoH2O
>risposta comportamentale: si beve acqua-e ciò ha una base fisiologica-

PRESSIONE OSMOTICA

Membrana con porosità permette il passaggio di soluto. Il soluto permea attraverso le


porosità della membrana. Si instaura un gradiente di concentrazione AC(1-2),
siccome in natura si tende alla conservazione dell’energia e al mantenimento della minore
energia libera, il soluto tenderà a spostarsi da 1 a 2 fino a che non venga raggiunta la
stessa concentrazione nell’ambiente 1 e 2.
*Gradiente= differenza ∆
-di pressione
-di concentrazione
-di temperatura (termico)
->differenza di energia
-chimica
-elettrica
-termica

EQUILIBRIO
C1=C2
Condizione di energia libera minima del sistema.

Se ripetessimo lo stesso esperimento, utilizzando però una membrana semipermeabile


(attraverso la quale il soluto non permea),ossia permeabile al solvente e impermeabile al
soluto, cosa succederebbe?

Le molecole di soluto hanno ancora la stessa energia chimica per spostarsi, lo stesso
desiderio di spostarsi dall’ambiente 1 all’ambiente 2, ma vengono riflesse dalla membrana
semipermeabile
Quindi, siccome C1=Q/V(perché Q=CV)
Per far variare la quantità, faremo variare il volume

H2O si sposta da 2 a 1, viene aumentata la concentrazione di H2O nell’ambiente1, non


potendo ridurre la concentrazione di soluto. Entrando H2O la Q presente nell’ambiente1
si diluirà in un maggior volume.
Si arriverà teoricamente alla stessa concentrazione.

Se ponessimo a lato della vaschetta un manometro


*strumento molto semplice: stanghettina di vetro che possiamo inserire in un ambiente per
far passare l’H2O

inizialmente il livello di H2O nel manometro sarebbe pari a quello nella vaschetta (teoria
dei vasi comunicanti) ma, nel momento in cui l’H2O passa dall’ambiente2 all’ambiente1
aumenta la pressione idraulica e l’H2O tende a salire nel tubetto.
EQUILIBRIO: l’H2O smette di salire quando smette di passare da 1 a 2, il liquido smette
di salire nella colonnina quando la variazione di P, che pesa sul compartimento 1, è uguale
e contraria alla tendenza dell’H2O a passare da 2 a 1
Si crea una differenza di altezza (h) che a sua volta genera una differenza di pressione

P=δgh Es: δgh=0 -> pressione atmosferica al velo dell’H2O


δgh= pressione maggiore
cioè, la pressione idraulica che si è generata nell’ambiente1 è uguale e contraria alla
differenza di P osmotica tra l’ambiente1 e l’ambiente2, che ha generato questo richiamo di
H2O.
Se noi abbiamo 2ambienti:
nell’ambiente 1 il soluto ha una concentrazione c1
nell’ambiente 2 il soluto ha una concentrazione c2
cosa succede se la membrana è semipermeabile?

Flusso di H2O va per osmosi da 2 a 1, perché c1>c2, tale flusso è


descritto come flusso netto (stesso significato della risultante fissa); è
come la risultante di due flussi unidirezionali
-flusso unidirezionale di H2O che va da 2 a 1
-flusso unidirezionale di H2O che va da 1 a 2
Siccome la π1>π2, perché π1= C1RT
π2=C2RT
Entrambi i compartimenti esercitano nei confronti dell’altro una pressione osmotica,
quindi entrambi richiamano l’H2O, però la risultante è tale per cui il flusso netto è a
favore di uno spostamento di H2O da 2 a 1.
Quando si raggiungerà l’equilibrio il flusso netto sarà pari a zero, ma i flussi
unidirezionali da 2 a 1 e da 1 a 2 non saranno nulli, ma uguali e contrari.
Il flusso netto è la risultante: affermare che tra due compartimenti c’è flusso netto=0,
significa che ognuno dei due riceve tanta acqua quanta ne cede, non significa che tra i due
compartimenti non c’è scambio di H2O. Tale scambio può essere di estrema
importanza(cellule) , ma V1/2=cost C1/2=cost

Quindi, la concentrazione del soluto determina la pressione osmotica della soluzione che è
molto importante, perché insieme alla pressione osmotica del soluto ci permette di stabilire
qual è il richiamo di H2O che quel compartimento esercita nei confronti dei
compartimenti adiacenti.
Se è vero che la pressione osmotica determina il richiamo di H2O dobbiamo quantificarlo.
Passiamo ora dalle concentrazioni ai numeri reali delle pressioni,
Se stiamo parlando di un gas:
1mole di gas occupa un volume=22,4litri
esercita π=22,4atm
Quindi, una soluzione M=1 di C6H12O6 esercita una π=22,4atm
Capiamo dunque l’importanza della distinzione tra soluzioni molari (delle specie non
dissociabili) dove 1mole, in una soluzione[1], esercita una π=22,4atm e soluzioni osmolari
(delle specie dissociabili) dove 1osmole, in una soluzione 1osmolare, esercita una π
=22,4atm
Es: NaCl ->1mole=58g
->1osmol=58g/2 >>perchè 2 sono le specie dissociabili
=29g/l di NaCl esercitano π=22,4atm
(da 1mole di NaCl in H2O->2osmol->Na+
->Cl-)
La stessa π è esercitata da 29g/l di NaCl e da 180g/l di C6H12O6.
Le due soluzioni avranno la stessa osmolarità, stessa π, e stesso n°di molecole che la
esercitano, sempre in n°di Avogadro.
Perché mettiamo in relazione il n°di Avogadro con la π?
Le molecole di soluto si muovono, collidono contro la parete con una forza totale F che
divisa per la superficie S da una pressione. Se aumenta il n°di molecole aumenta la F,
quindi aumenta π.

Come vengono ripartiti fluidi&soluti nell’organismo

Circa 11litri liquido interstiziale 2b


Circa 3,5 litri H2O nel compartimento vascolare 2a
In un soggetto di 70kg liquido interstiziale circa 14litri.
La cellula con soluti all’interno è suscettibile alla concentrazione dei soluti che vi sono nel
liquido extracellulare
Es: globulo rosso –in H2Odistillata (soluzione ipotonica)->scoppia
_in una soluzione molto concentrata (soluzione ipertonica)->raggrinzisce
Devono essere costanti in una cellula:
 PH
 TEMPERATURA
 CONCENTRAZIONI INTRCELL. di H2O e di soluti
Per garantire il corretto funzionamento cellulare devono sussistere scambi di liquido tra
cell&interstizio e interstizio&compartimento vascolare.

Questi 3 compartimenti sono in perfetto equilibrio e il sistema renale, nonchè quello


cardiovascolare, agiscono in modo tale da consentire il mantenimento di questo equilibrio
di volume e di concentrazione.
Come sono ripartiti i vari soluti nei 3 compartimenti
Istogrammi che si riferiscono al

-2a plasma (compartimento liquido, sangue)


-2b liquido interstiziale
-1 liquido intracellulare
Vi sono
circa 5litri di sangue in un soggetto sano di 70kg ,di cui
circa 2litri componente corpuscolata
circa 3litri plasma
Nella cellula possiamo osservare la presenza di molto k+ e poco Na+ e Mg++, associati ai
cationi troviamo anche alcuni anioni. Una gran parte di cationi sono associati a proteine e
ciò è molto importante per quanto riguarda il compartimento delle cellule eccitabili.
Nel liquido extracellulare la situazione si ribalta:
troviamo molto Na+ e poco K+ e anche qui troviamo diversi anioni:
ione bicarbonato e Cl- sia per quanto riguarda il plasma che per quanto riguarda il
liquido interstiziale.
Vi sono poche proteine sia nel plasma 6g%, sia nell’interstizio circa 1-2g%
Gli stessi ioni sono fondamentalmente presenti sia all’int che all’ext della cellula, ma
quantitativamente vi sono grosse differenze:
INT CELL [K+]>[Na+]
EXT CELL [K+]<[Na+]
compartimenti [K+] [Na+] Cl- è sempre associato
1)INTRACELLULARE 150mM 12mM al Na+, in genere le due
(150mE/l) (12mE/l) concentrazioni sono
2)EXTRACELLULARE simili
2a-
INTRAVASCOLARE(plasma) 4mM(4mE/l) 153mM(153mE) TOT
2b- EXTRAVASCOLARE -> circa 300mosmol
4mM(4mE/l) 145mM(145mE)

L’osmolarità dei compartimenti è la stessa (nonostante la distribuzione interna di ioni non


sia la stessa).
Se sommiamo tutti gli anioni e tutti i cationi troviamo la concentrazione totale dei soluti
ionici nelle cellula: nonostante vi siano queste grosse differenze fra INT&EXT, quando poi
andiamo a sommare le varie concentrazioni esprimendole in mM sono uguali.
La somma dei soluti è pressoché la stessa all’interno e all’esterno della cellula, ed ecco
perché il volume dei 3 ambienti rimane simile, perché la pressione osmotica dei 3 ambienti
è simile ed è mantenuta simile.
Ci sono 3 fattori, che possono andare a modificarla, ma la modificazione dell’osmolarità
comporterebbe una modificazione del volume dei due ambienti
(intracellulare/extracellulare)-> interviene sia il sistema cardiovascolare che renale a
tamponarlo.
Problema della reintegrazione dei liquidi corporei
Causa: decorso post-operatorio/riabilitazione dopo grande disidratazione.
Non possiamo iniettare nelle vene del paziente H2O distillata
->soluzione iposmotica- minore osmoticità rispetto a quella dei liquidi corporei
->soluzione iperosmotica –maggiore osmoticità rispetto a quella dei liquidi corporei
ma dobbiamo iniettare una
->soluzione isosmotica –stessa osmoticità rispetto a quella dei liquidi corporei
L’osmoticità dei liquidi corporei che noi dobbiamo rispettare è quella precedentemente
vista, pari a circa 300mosmoli.
Qual è la π di una soluzione che ha un’osmolarità=300mosmoli?
* 1mole->specie che non si scinde
*1osmole : 22,4atm = 0,300osm : x
x = 22,4atmx0,3osm / 1osm -> circa7,4atm
π = 7,4atm circa5000mHg -> pressione osmotica dei liquidi corporei
1atm=760mHg
Come otteniamo una soluzione che abbia la stessa π dei liquidi corporei?

->soluzione fisiologica (o salin solution)

58g NaCl non danno una soluzione 1osmolare ma 2osmolare, quindi se vogliamo ottenere una
soluzione 1osmolare utilizzeremo 29g NaCl, in questo caso vogliamo ottenere una soluzione
0,3 osmolare, dunque utilizzeremo 1/3 x 29gNaCl = 9,2gNaCl.
Dobbiamo tener conto del fenomeno per cui alcune molecole di NaCl non si dissociano, perciò
discioglieremo circa 9gNaCl in 1litro di H2O per ottenere 1litro di soluzione fisiologica che, se
sterile, può essere iniettata (non è però ottimale perché formata solo da Na+ e da Cl-).
Altre soluzioni che vanno a rispettare la composizione ionica dei liquidi corporei (più ideali
perché anche con altri ioni) sono:
 Soluzione Ringer oltre NaCl aggiunto in quantità precise KCl, CaCl2 e altri sali
 Soluzione Tyrode glucosio, MgCl2, NaHPO4 (tampone)

Possono essere aggiunti anche degli altri sali in modo da tenere conto delle esigenze delle altre
specie ioniche, però l’osmolarità totale è invariata.
Oppure si può aggiungere anche un tampone NaHPO4 (tampone monobasico di fosfato), del
glucosio e del bicarbonato, ci possono essere delle varianti alla soluzione fisiologica, ma sono
tutte comunque a base di NaCl (che sarà leggermente meno presente in tale forma, perché
presente negli altri composti, come ad es nel bicarbonato nel monofosfato..e quindi in tot la
[Na+] è quella che si è vista).
Nei liquidi corporei vi sono comunque altri elementi (sostanze organiche: amminoacidi,
trigliceridi, colesterolo, ac. Piruvico, fosfolipidi..)

RELAZIONI TRA I VARI COMPARTIMENTI


*problema complesso perché i compartimenti sono molto diversificati

2a) PLASMA
3,0litri
Membrana capillare
2b) FLUIDO INTERSTIZIALE
11,0litri
Membrana cellulare
1)FLUIDO INTRACELLULARE
28,0litri

Plasma: fonte per la cellula di H2O, O2, soluti; fonte di approvvigionamento


Sistema linfatico (tampone): mantiene il volume del liquido interstiziale al suo valore normale
Fluido interstiziale: liquido entro cui sono immerse le cellule e la matrice interstiziale
Membrana cellulare: non è una barriera inerte, ma è fortemente coinvolta negli scambi di
soluti. Vi sono delle proteine canale(carrier) che condizionano in modo consistente la
produzione cellulare. È molto importante perché cellule adiacenti vanno a formare le
membrane che tappezzano ad es i capillari, quindi le proprietà di queste membrane
condizionano gli scambi di liquidi /soluti che si verificano nell’ambito dell’ambiente
extracellulare.
I volumi di liquido variano da soggetto, variano anche in relazione alla composizione organica
(es: distribuzione dei liquidi corporei in un soggetto obeso diversa da quella di un soggetto sano
->t.adiposo povero di H2O).

Vi è uno scambio continuo tra liquido intracellulare & liquido interstiziale. Il liquido
interstiziale riceve liquido dal plasma, perché il plasma è la fonte di ogni substrato che ha la
cellula. La cellula per sopravvivere necessita di H2O, soluti, O2 (il metabolismo cellulare, a
parte qualche condizione di lavoro anaerobio del muscolo, si basa sull’utilizzazione dell’O2
per ottenere ATP e grazie a questo, energia chimica per tutte le funzioni cellulari). Tutto l’O2
che giunto nella cellula viene trasformato in CO2 arriva dal plasma (permea la membrana
cellulare dopo aver attraversato il fluido interstiziale), la CO2 prodotta (e i reagenti di scarto)
nella centrale cellulare farà il percorso inverso. Il sistema circolatorio ci farà capire come il
plasma viene portato fino alla cellula; questo sistema è un sistema di pompe sviluppatosi
perché non siamo organismi unicellulari, perché le sostanze necessarie vengano portate dalla
zona di approvvigionamento alla cellula.