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Virgilio Ilari

Il Reggimento Nazionale

di Sardegna
(1744-1852)
Illustrazioni di Italo Cenni (ASCa)

Il Reggimento Nazionale di Sardegna


(1744-1852)
I tercios del conte di Sedilo (1628-31) e del marchese di Cea (1639-1645)

A parte la leggenda dei quattrocento archibugieri sardi a Lepanto [v. Appendice] e un tentativo effettuato nel 1560, non pare che gli spagnoli abbiamo levato truppe in Sardegna anteriormente al 1626, quando il Parlamento straordinario detto della Unin de Armas deliber insieme al donativo la leva di uno o due tercios inquadrati dalla nobilt sarda. Un tercio, detto ufficialmente de Cerdea [e classificato come gli altri in seguito levati in Sardegna nella infanteria espaola], fu levato a proprie spese nel 1628 da Gerolamo Torresani Cervellon, 4 conte di Sedilo, maestro di campo in Fiandra e Milano, il quale fu ricompensato con lelevazione a marchese. Il tercio combatt nella guerra di successione di Mantova e del Monferrato (1628-31) e Paolo Zatrillas, capitano della compagnia levata a proprie spese dal padre G. B., cadde nellassedio di Mantova. Sempre nel quadro dellunion de armas, un tercio di 12 compagnie (1.200 uomini) fu reclutato nel 1639 per le Fiandre: oppresso dai debiti, il procuratore reale Pablo Castelv, secondogenito del marchese di Laconi e visconte di San Luri, non pot sottrarsi allincarico di organizzarlo, col grado di maestro di campo e patente di nominare gli ufficiali nella nobilt sarda: chiese per unadeguata ayuda de costa o, in alternativa, 5 cavalierati, 5 noblezas e un marchesato per s stesso, ottenendo nel 1640 quello di Cea. Sbarcato a Cartagena, il tercio de Cea marci a La Corua, dove Pablo si ammal e rimise il comando al figlio Giorgio, gi paggio di Filippo IV, che aveva servito nella flotta del principe Filiberto [era inoltre fratello di Giacomo Artal, capitano di fanteria per sette anni in Lombardia e per cinque in Fiandra e poi prigioniero a Tunisi per altri quattro.] Nominato sergente maggiore, Giorgio fu promosso maestro di campo il 12 aprile 1641. Tra gli ufficiali cerano il cagliaritano Diego Masones, gi distintosi nel febbraio 1637 a Oristano, Diego Sabrn e Antioco Carcassona. Sbarcato a Dunquerque nellaprile 1640, il tercio prese parte alla difesa del paese di Waas contro gli olandesi e, nel 1641, alla difesa del paese di Lille e poi allassedio di Aire (8 agosto-5 dicembre). Aumentato a 18 compagnie, prese parte alle battaglie di Honnecourt (26 maggio 1642) e di Rocroi (19 maggio 1643), dove fu disfatto dalla riserva francese comandata da Sirot. Pur decimato, il tercio non fu per disciolto, in attesa della liberazione del comandante: Giorgio Castelv rimase prigioniero per ben 40 mesi (e met del tempo alla Bastiglia per aver tentato di fomentare una cospirazione di malcontenti francesi) e fu liberato per scambio solo nellottobre 1646: ridotto a 5 compagnie, con 62 ufficiali e 211 uomini, il tercio fu sciolto in dicembre. Il titolo marchionale di Cea fu estinto nel 1646, ma nel 1647 si ventil di creare per Giorgio la speciale carica di gobernador de las armas del regno di Sardegna: la proposta fu tuttavia stoppata dal vicecancelliere e dal reggente e infine nel 1648 fu nominato reggente di cappa e spada nel consiglio di Aragona, al posto del defunto Francisco Vico. Giorgio fu a lungo incaricato della custodia di due prigionieri eccellenti (i duchi di Guisa e di Lorena, detenuti negli alcazares di Segovia e di Toledo). Il reggimento di cavalleria di Laconi e il tercio di Villasor (1643) Inviato dal vicer duca dAvellano (1640-44) a portare a Madrid le delibere del parlamento sardo, il marchese di Laconi Juan de Castelv (fratello di Paolo e zio di Giorgio) fu incaricato dal re di levare un reggimento di cavalleria. Il marchese acquist ed equipaggi a sue spese i mille migliori cavalli del regno e part per la Catalogna col fratello Agustn, Francisco Nin barone di Senis e molti nobili sardi. Il re destin al comando di una delle compagnie G. B. Amat marchese di Villarios, gi distintosi per la difesa di Alghero attaccata dai francesi il 16 luglio 1640 e volontario in Catalogna

dal 1642. In seguito Juan Castelv rinunci al grado per malattia, mentre Agustn fu fatto prigioniero e poi riscattato. Per rivaleggiare con gli odiati Laconi, don Blasco de Alagn y Arbrea, marchese di Villasor e conte di Montesanto, lev a sua volta un tercio di fanteria, accollandosi anche il nolo dei trasporti, e nel 1644 reclut sempre a sue spese anche una compagnia di 100 cavalli. La rivalit tra le due famiglie esplose nel 1651 col tentativo di assassinare Agustn e con la chiamata alle armi dei rispettivi clienti, a stento separati e disarmati dalla milizia viceregia. Blas mor disperato nel 1652, mentre Agustn fu assassinato nel 1668, un oscuro omicidio depistato in politica e sfociato nellassassinio del vicer Camarassa ordito dai partigiani dei Laconi. I 600 deportati nelle Indie (1645) e le leve del 1647, 1648, 1672 e 1705 Nel reclamare il titolo di grande di Spagna il vicer Luis Guilln de Moncada, duca di Montalto e principe di Patern si vantava di aver assicurato alla monarchia el mayor esfuerzo que hizo Cerdea fuera de Cortes. Oltre ad aver assicurato nel 1646 i rifornimenti dellarmata per lassedio di Orbitello e ad aver spedito a Minorca 13 vascelli di viveri con 20.000 scudi per la leva di mercenari tedeschi, nel settembre 1645 aveva infatti reclutato in un solo giorno 600 fanti e li aveva imbarcati in soli dieci, purgando con ello el Reyno de la gente facinorosa que le estregava. Ricevuto lordine di levare un nuovo tercio per la Catalogna, tenne nascosta la notizia, approvvigion segretamente armi e vestiario a Napoli e sped istruzioni alle autorit locali con ordine di aprirle tutti lo stesso giorno, in presenza di 12 primari cittadini. Contenevano lordine di stendere una lista degli elementi peggiori e di farli immediatamente arrestare e condurre sotto scorta a Cagliari. Nel giro di una settimana arrivarono cos 600 disgraziati, man mano vestiti e imbarcati. Avendo Diego de Aragall rifiutato con vari pretesti il comando del tercio dei discolos sardos, questo tocc a Angel Passino di Bosa, gi capitano maggiore dellesercito insignito il 28 agosto 1641 del cavalierato e della nobilt. In realt, informato della pessima qualit delle reclute, il re destin il tercio en las Indias. Purtroppo non siamo ancora riusciti a reperire notizie sulla destinazione e sulla sorte di questi disgraziati. Due contingenti, uno di 200 e uno di 450 uomini, furono inoltre inviati a Napoli nel 1647 (al comando di Giorgio Castelv) e a Palermo nel 1648, sempre per reprimere le insurrezioni popolari. Nel 1671 un nuovo tercio sardo fu inviato alla guerra di Messina: una compagnia fu levata a proprie spese da don Francisco Blanco, e due da Jos Zatrillas, conte di Villasor e marchese di Villaclara. Nel 1705 il sardo Pedro Vico, nipote dellomonimo arcivescovo, ebbe il comando di un tercio di milizia napoletana, sembra completato con due compagnie sarde. Di presidio a Tarragona, il tercio non pot opporsi al tumulto popolare che aperse le porte aglinglesi e dovette arrendersi. Vico pass poi al comando del Reggimento italiano Sicilia, e fu gravemente ferito nella battaglia di Saragozza del 20 agosto 1710. Nel 1714 il reggimento era in Aragona, ancora al suo comando. Forse includeva altri ufficiali sardi, come il tenente dei granatieri don Giuseppe Delitala, promosso capitano per la presa del bastione Santa Clara del 30 agosto 1714, che determin poi la resa di Barcellona. Le compagnie sarde del Reggimento Sicilia (1731-1751) Lo statuto di autonomia, garantito dal trattato di Londra del 1720, vietava le leve forzose, ma non larruolamento volontario, la commutazione delle condanne penali in servizio militare e limpiego dei forzati anche fuori dellisola: nel 1721 fu ad esempio ordinata una leva di 100 forzati per larsenale di Villafranca. Solo nel 1726 i sardi furono ammessi nei corpi dordinanza, nel limite per di 50 fanti del Reggimento Sicilia (5 per compagnia) e 36 dragoni (12 per compagnia). Nel 1722 il reggimento ammise 2 ufficiali sardi [il capitano Michele Pes, 2 marchese di Villamarina, e lalfiere marchese Manca di Mores].

Nel 1729 il 1 battaglione, di stanza ad Alghero e su 5 compagnie (Colonnella, Maggiora, Fossio, Battaglieri, Requesens), aveva 33 sardi su 498 effettivi: gli altri erano piemontesi, siciliani, italiani e di altre nazionalit. Secondo la rivista, il battaglione era assai ben composto e sufficientemente ben esercitato al maneggio delle armi, bench vari soldati [i sardi?] non fossero di troppo alta statura, tanto che i pi bassi furono congedati [insieme ad alcuni storpi, ad un asmatico e al soldato "Capriccio", radiato a richiesta dei camerati per incontinenza]. Nel 1731 il reggimento fu completato con detenuti graziati, formando 2 compagnie sarde [cavalier Martini e don Giuseppe Carion]. Nella guerra di successione polacca quasi il 40% del battaglione era costituito da sardi. Nel 1736 il reggimento fu contratto a battaglione, reclutato con 450 detenuti graziati. Vari ufficiali sardi servivano sia nel reggimento Sicilia [nel 1732 ancora il capitano Pes e gli alfieri Carlo Lora e Silvestro di Cagliari] sia in altri corpi piemontesi [come lex-paggio conte Carroz, cornetta dei dragoni di S. M., e il marchese Guerra, comandante, nel 1750, della 6a compagnia delle Guardie; negli anni 60 erano subalterni delle Guardie i fratelli Michele e Giambattista Pes di Villamarina]. Nel 1741, come diremo pi avanti, fu respinta lofferta della nobilt di levare un reggimento nazionale, ma nel 1743 fu ricostituito, con le due compagnie sarde e altre tre di nuova leva (Giuseppe Manca dellArca, Girolamo Manca dAlbis e Agostino Carcassona), il 2 battaglione Sicilia (maggiore marchese Vico), per sostituire il 1 inviato a Piacenza. Ridotto nel dopoguerra alla sola componente sarda, nel 1751 il Sicilia fu sciolto e incorporato nel reggimento nazionale, nel frattempo formato nel 1744 (v. infra). Le compagnie franche sarde nella guerra di successione austriaca Le uniche truppe sarde che parteciparono alla guerra di successione austriaca furono 3 compagnie franche di latitanti graziati, reclutate dal vicer de Blonay su proposta di Giambattista Melis di Villasor, che ebbe il comando della 2a. Inizialmente sembr un errore, perch, appena arrivato al fronte, il capitano della 1a (Serra) disert ai francesi; le altre due compagnie (Melis e Mela) furono consegnate nel forte di Ceva, ma in seguito si batterono con valore, tanto che Bogino scrisse a Blonay di graziare i superstiti, in gran parte feriti. Nel 1744 fu inoltre levata una compagnia di micheletti sardi, composta in parte da malviventi graziati e sciolta nel 1746, trasferendo i soldati in altri corpi o al servizio delle torri. Nel 1744 la guarnigione della Sardegna includeva 6 compagnie franche, nel1745 una e nel 1747 ancora sei.
Il Reggimento Nazionale nella guerra di successione austriaca

Come si accennato, nel 1741 il re aveva respinto, ufficialmente per ragioni finanziarie, lofferta di un reggimento nazionale fattagli a nome della nobilt sarda dal cavallerizzo maggiore Bernardino Genovs, duca di San Pietro e marchese della Guardia. Lofferta, articolata in 23 capitolazioni, fu per accolta il 26 luglio 1744 dal campo di Pecetto, a seguito di una missione a Torino del nobile sardo don Saturnino Vico di Soleminis. Il re accett di dare al nuovo corpo [su 10 compagnie di 70 teste, con uniforme bianca e mostre camoscio] il nome di Sardegna, e di nominare Genovs colonnello e Vico [morto nel 1745] tenente colonnello, nonch di riservare al colonnello la nomina di tutti gli ufficiali ad eccezione del maggiore, unico di nomina regia. Il reggimento doveva essere formato col battaglione sardo del Reggimento Sicilia, completato con reclute prese fra i nativi, i loro discendenti trasferiti altrove e i residenti da almeno 10 anni, con facolt di ammettervi fino a 15 spagnoli e 10-15 corsi per compagnia, e con riserva, in caso dinsuccesso, dincorporare le reclute nel Reggimento Sicilia. Il reclutamento and infatti a rilento: le 10 compagnie furono passate in rivista a Cagliari il 26 ottobre, ma il reggimento fu completato solo nel secondo semestre del 1745. Tra i capitani erano Gavino e Raffaele Paliaccio della Planargia, Saturnino Simon di Samassi, Antioco Ripoll, Gabriel Nin del Castiglio, Gavino Pes, Francesco Vico, Alberto Genovs (figlio del colonnello), tra i subalterni Andrea Santuccio, Ignazio Garruccio, G. B. Carroz, Girolamo Manca

dAlbis. Il cappellano era Giovanni Nieri. Il sergente Gavino Giuseppe Carlotto, dato come disertore in una delle prime riviste, fu poi riammesso e congedato nel 1793 col grado di luogotenente. Secondo lHistoire militaire du Pimont del conte Alessandro Saluzzo (Turin, P. Y. Pic, 1818, I, p. 386) il Reggimento Sardegna servit avec honneur ds les premires annes de son existence. Il montra la plus grande fermet l'attaque d'Acqui en 1745; et celles des postes prs de Vintimille la campagne suivante. Il fit ensuite avec distinction la guerre dans le comt de Nice, sous le gnral Leutron. Tuttavia lunico attacco ad Acqui fu quello dei francesi contro il castello, capitolato il 3 maggio 1746 con la perdita di 6 morti, 29 feriti e 145 prigionieri. N i sardi figurano fra i 3 battaglioni entrati a Ventimiglia il 5 ottobre. In realt il 2 battaglione (700 uomini) rimase sempre nellisola, mentre il 1, pur inviato in Piemonte, fu impiegato in compiti di guarnigione: il 6 aprile 1747 era ad Alessandria, in giugno a Torino, dove fu passato in rassegna personalmente dal re, il quale, con dispaccio del 16, attest di averlo trovato composto di un'uffizialit assai ben iscelta, e [contrariamente a quanto si aspettava, trattandosi di sardi!] di uomini di statura ed altezza quanto ragionevole, altrettanto propria per sopportare le militari fatiche. Il Reggimento nazionale dal 1751 al 1792 Nel 1748 il reggimento nazionale fu ridotto a un solo battaglione di 10 compagnie [granatiera, colonnella, tenente colonnella, maggiora e 5a-10a fucilieri] di 49/56 teste, pi un piccolo SM di 16, per un totale di 556, inclusi 24 ufficiali (colonnello, tenente colonnello, maggiore, AM, QM, 8 capitani, 6 tenenti, 5 alfieri), 16 sergenti, 32 caporali, 10 tamburi, 36 granatieri e 393 fucilieri, pi cappellano, chirurgo, tambur maggiore, prevosto, un arciere, due falegnami, un armaiolo e 37 forieri schizzi (domestici degli ufficiali). Il 25 maggio 1751 incorpor i resti (sardi) del Sicilia: ciononostante, nel 1755 fu dimezzato a 284 teste (15 ufficiali) su 5 compagnie. Lentusiasmo per il reggimento nazionale doveva essersi intiepidito, se nelle istruzioni segrete del 1767, Bogino raccomandava al nuovo vicer di convincere la nobilt a servire nei suoi ranghi. Con regio viglietto del 21 ottobre 1774 lorganico fu riportato a 593 teste, su SM di 22, una compagnia di 91 granatieri e 5 di 96 fucilieri:
31 ufficiali (colonnello, tenente colonnello, maggiore, capitano QM, maggiore e AM, 5 capitani, 6 capitani tenenti, 6 tenenti, 6 sottotenenti, 1 e 2 alfiere); 14 del piccolo SM (cappellano, chirurgo, gran prevosto, sergente, caporale e tamburo maggiori, armaiolo, arciere, 5 trabanti e 1 furiere); 23 sottufficiali (6 sergenti di compagnia, 12 di squadra e 5 scrivani); 72 graduati (18 primi e 18 secondi caporali di camerata e 36 appuntati); 47 cariche speciali (3 zappatori, 5 piccoli prevosti, 12 tamburi, 2 pifferi, 5 infermieri, 10 trabanti, 10 furieri); 406 comuni (66 granatieri e 340 fucilieri).

Con regolamento del 3 luglio 1775 il reggimento form la Brigata Sardegna insieme al Reggimento Grigione (di stanza nellisola), e fu aggiunta una compagnia di riserva di 100 teste, distribuita tra i due capoluoghi, in cui erano ammessi anche i rei di delitti leggeri (come porto d'armi proibito o rissa). Con regi viglietti del 1 aprile, 22 maggio e 14 luglio 1775 furono estesi alla Sardegna anche i regolamenti sulle nuove uniformi e gli esercizi della fanteria [da effettuarsi anche durante la parata giornaliera della guardia], e poi quello del 4 ottobre 1777 sui Doveri della fanteria. Nel 1780 il cappellano protestante del Real Alemanno Joseph Fuos pubblic anonime, a Lipsia, delle Lettere della Sardegna [Nachrichten aus Sardinien, von der gegenwrtigen Verfassung diese Insel, Leipzig, Lebrecht Crusius, 1780]. Nella terza lettera ripeteva il luogo comune della scarsa attitudine dei sardi alla disciplina militare e osservava che la gente aveva meno soggezione della guarnigione piemontese da quando i sardi erano stati ammessi nelle truppe dordinanza [non sono pi di gran lunga cos temute dai sardi come per l'addietro Dopoch il re form un reggimento unicamente composto di sardi, qualcuno di essi ritorna qua e l a casa, e dice ai suoi compaesani

che un soldato non punto una cos spaventevole creatura Molti perci sono d'avviso, che sarebbe stato meglio se il governo non avesse mai pensato alla formazione di tale reggimento. Esso sta bens per lo pi in Piemonte, ma viene anche talvolta nell'isola]. Nel giugno 1786 il reggimento fu tuttavia riportato a 2 battaglioni, in contrassegno del conto, in cui [il re teneva] codesta Nazione. Il piano di formazione del 2 battaglione, presentato dal colonnello conte Vivalda di Foresta, proponeva di reclutare detenuti per reati lievi, vagabondi e disertori graziati dello stesso corpo, riservando i posti di ufficiale al ceto nobiliare sardo, come richiesto dal marchese di Laconi, prima voce dello stamento militare. In realt il reggimento assunse lorganico degli altri reggimenti dordinanza, su SM di 33, 2 compagnie di 57 granatieri e 8 di 76 fucilieri, pi due quadri di 29 cacciatori e 43 riservisti, per un totale di 827 teste cos distribuite per gradi:
57 ufficiali (colonnello, tenente colonnello, un maggiore di reggimento e uno di battaglione, un capitano e 2 tenenti AM, 1 alfiere, 2 alfieri, 8 capitani, 11 capitani tenenti, 8 tenenti, 11 sottotenenti effettivi e 9 soprannumerari); 23 del piccolo stato maggiore (cappellano e sottocappellano, uditore, chirurgo, 2 sergenti, 2 caporali e 1 tamburo maggiori, gran prevosto, esecutore di giustizia, 4 arcieri, 4 trabanti e 4 furieri); 41 sottufficiali (8 sergenti di compagnia, 14 di plotone, 11 soprannumerari e 8 scrivani); 79 caporali (44 effettivi, 35 soprannumerari); 50 cariche speciali (8 armaioli o carpentieri, 13 tamburi, 12 pifferi, 1 corno da caccia, 8 infermieri, 8 piccoli prevosti); 577 comuni (86 granatieri, 21 cacciatori, 432 fucilieri, 38 riservisti).

I comandanti del Reggimento dal 1759 al 1783


La carriera del duca di San Pietro fu inversamente proporzionale alle dimensioni del suo reggimento: promosso brigadiere il 5 maggio 1754, era cavaliere di gran croce e maggior generale il 10 aprile 1759, quando fu promosso tenente generale di fanteria, nominato comandante generale dellartiglieria nel regno di Sardegna. Secondo il quadro davanzamento reggimentale, nuovo comandante fu nominato il tenente colonnello, Urbano Antonio Piossasco dAirasca, gravemente ferito nel 1734 alla battaglia di Parma. Maggiore nel 1765, tenente colonnello nel 1768 [al posto del defunto cavaliere del Castiglio], Gavino Paliaccio conte di Tindia e marchese della Planargia divenne colonnello nel 1771, essendo Piossasco passato ad altro incarico.

La tragica fine del terzo comandante Promosso brigadiere nel 1776 mantenendo il comando del reggimento, il 2 giugno 1783 Paliaccio fu promosso maggior generale e nominato comandante delle armi di Sardegna e governatore della citt e castello di Cagliari. Passato nel 1787 al comando della citt e contea di Nizza e promosso tenente generale nel 1789, gi nel 1790 era preoccupato dalle provocazioni controrivoluzionarie degli aristocratici locali. Al momento dellaggressione francese, nel settembre 1792, era a Torino per riferire sulla situazione politica. Inviato in Sardegna dopo il vespro del 1794, col titolo di gran maestro dartiglieria del regno, il comando delle armi e il governo della piazza di Cagliari, tent invano di riprendere il controllo dellisola. Accusato perci di cospirazione contro il governo patriottico, arrestato illegalmente il 5 luglio 1795 con lacquiescenza del vicer Vivalda, fu linciato il 22 da facinorosi della fazione radicale. Il Reggimento Sardegna nella guerra delle Alpi (1792-96) Anche i successivi comandanti erano, come Piossasco, militari di carriera piemontesi. Capitano dei granatieri nel 1772, maggiore nel 1774 e tenente colonnello nel 1780, il conte Giulio Cesare Vivaldi di Foresto comand il reggimento dal 1783 alla morte, avvenuta nel 1789. Gli subentr il cavalier Giuseppe Magliano, che aveva ricoperto gli stessi incarichi nel 1779, 1780 e 1784: proveniva dal Reggimento Sicilia, dove si era arruolato come soldato semplice nel 1747. Al posto di tenente

colonnello gli subentr don Sadoro Samassi, promosso colonnello nel 1790 e sostituito da Saturnino Simon di Samassi, figlio di Giovanni Battista, a sua volta sostituito nel posto di maggiore da Vincenzo Amat di San Filippo. Ordinariamente di stanza a Nizza, nel settembre 1792 il reggimento era in Moriana, nel settore comandato del maggior generale barone Pio Chino: lasciato in retroguardia ad Albigny presso Aiguebelle, preso dal panico per notizie allarmistiche, si sband fuggendo fino alla Chambre. Evitata la corte marziale con le dimissioni dal grado, Magliano si arruol come semplice granatiere nel 3 reggimento misto [marchese Bertrand de Chamousset]. Riorganizzato dal maggiore di battaglione, cavalier Giacomo Pes di Villamarina, il 17 aprile 1793 il 1 battaglione si riscatt, resistendo per quattro ore nella posizione del Perus, e ritirandosi per ordine superiore al campo del Brois, lasciando sul campo 5 morti, 38 feriti e 74 prigionieri, ma salvando i 2 cannoncini e 53 feriti (inclusi 13 ufficiali). Il 30 aprile il comando del corpo fu attribuito al maggior generale don Pietro Luguia, comandante della citt e provincia di Pinerolo, il quale aveva servito trentasei anni nel Reggimento: inoltre il marchese Francesco Bono fu nominato colonnello in 2. Simon di Samassi e Amat di San Filippo furono sostituiti rispettivamente dal maggiore Pes e dal capitano Carlo Amat di Sorso [proveniente dalle guardie del corpo], promossi al grado superiore come i capitani Carlo Cugia (dei granatieri) e Antonio Ravaneda (ferito), i sottotenenti Quesada, Stefano Decandia (ferito e prigioniero) e Diego Maramaldo (ferito) e lalfiere Sanna. L8 e il 12 giugno 1793 il 1 battaglione combatt anche allAuthion, con 9 morti e feriti, pi il sottotenente cavalier Martnez, caduto mentre inseguiva i nemico con un pugno di volontari. I cacciatori e i granatieri del reggimento presero parte alla difesa di Tolone, rinforzati [secondo lo storico G. Manno] da 200 reclute giunte dalla Sardegna [sembra per che si trattasse solo di alcune decine di volontari organizzati dal notaio cagliaritano Emilio Corgiolu e arrivati il 1 ottobre insieme al 2 Piemonte]. Nella difesa della piazza fu ferito il capitano dei cacciatori cavalier Antonio Grondona. Erano sardi 3 dei 6 militari di truppa decorati al valore a Tolone. Il 24 dicembre 1793 Magliano e Amat di S. Filippo furono reintegrati nel grado e trasferiti allo SM delle piazze, il primo comandante della citt di Sassari [la Descrizione dellarciduca lo cita nel 1812 come generale pensionato], laltro comandante in 2 del forte San Vittorio di Tortona [dove fu trasferito pure Cuggia come maggiore in 2 di piazza]. Nel 1794 fu richiamato in servizio a domanda anche Samassi, ufficialmente dimesso per motivi di salute. Diversamente dalla maggior parte degli altri reggimenti dordinanza, il Sardegna form (come Lombardia e Bernese) 2 compagnie cacciatori anzich una sola, inquadrate, nel marzo 1794, nel 1 battaglione (Fabio). Il 4 maggio 1794 il capitano Gabriele Asquer di Flumini fu ferito alla difesa del posto del Carlino, ma il vespro antipiemontese rese sospetta la fedelt del reggimento. I fucilieri non furono infatti pi impiegati in linea ma tenuti di guarnigione a Cuneo, dove furono lasciati liberi di esercitare i loro mestieri, suscitando le proteste degli artigiani locali. In linea rimasero solo le 4 compagnie di cacciatori e granatieri. Queste ultime, inquadrate nell8 battaglione (Caissotti di Chiusano), presero parte alla difesa del campo di Raus. Granatieri e cacciatori combatterono poi nel 1795 alla Cianea e alla Dondella, e nel 1796 sopra Ceva, a San Michele e al Bricchetto di Mondov (dove fu ferito il capitano dei granatieri don Serafino Decandia). Si distinse anche Emanuele Pes, futuro 7 marchese di Villamarina, maggior generale e ministro della guerra e marina (nel marzo 1821 e nel 1832-47). Con 13 decorati al valore (su un totale di 204) il Sardegna si colloc al 4 posto, insieme al Saluzzo, tra i corpi dellArmata, preceduti solo dallartiglieria (16 medaglie) e dai Reggimenti Savoia (15) e Moriana (14).

MILITARI DI TRUPPA DEL REGG. SARDEGNA DECORATI AL VALORE Data Combattimento Decorato (MO = oro. MA = argento) 17.04.1793 Colle del Perus Sergente La Grazia (ripreso un cannone) (Authion) 17.04.1793 Colle del Perus Tamburo Coeur du Roi (ripreso un (Authion) cannone) 17.04.1793 Colle del Perus Soldato Gelsomino (Authion) 12.06.1793 Battaglia dellAuthion Sergente Solinas 01.10.1793 Croix Pharon (Tolone) Cacciatore Scanu La Granata (MO)* (1 entrato) 01.10.1793 Croix Pharon (Tolone) Soldato G. B. Marciandi (MO)* (entrato per 1) 08.10.1793 Ridotta Cap Brun sergente Caneda Bellizia (MO) (entrato per (Tolone) 1) 08.10.1793 Ridotta Cap Brun Cacciatore Dogliani (MA) (Tolone) 21.10.1793 Utelles (Alto Varo) Caporale Cossu (per una sentinella sgozzata) 22.10.1793 Utelles (Alto Varo) Granatiere Piredda (cattura di un tenente) 23.11.1793 Alto Tanaro Granatiere Pompone 14.09.1794 Val Varaita Sergente dei cacciatori Marras 14.09.1794 Val Varaita Cacciatore Deidda Per il combattimento del Perus ebbero la menzione onorevole i soldati Zampini e Girella. * Scanu, cagliaritano, nel reggimento dal 1788, fu promosso sergente nel 1796. Giovanni Battista Marciandi (1773-1834), di Frassinetto (TO), divenne lui pure sergente nel Regg. Lombardia. Riammesso in servizio nel 1814 come sergente dei cacciatori della Regina, fu poi sottotenente trattenuto della Brigata Piemonte (1816) e mor a Strambino (TO). Nel 1816 le loro medaglie furono commutate nellOrdine Militare di Savoia.

Il Reggimento Nazionale di Sardegna dal 1796 al 1810 Non tutti i soldati del Reggimento Sardegna erano partiti per il fronte: negli scontri del 28 dicembre 1795 a Sassari fu infatti ferito un soldato del Reggimento, un cui ufficiale (il cavalier Francesco Aymerich di Laconi) guid il drappello che nellestate 1796 liber la Torre di Osilo, bloccata dai partigiani di Angioi. Sconfitti gli angioini, il 16 settembre 1796 gli stamenti militare ed ecclesiastico richiesero al re linvio di truppe dordinanza per soffocare il moto antifeudale e assicurare la riscossione delle loro rendite. Opponendosi a questi obiettivi, il terzo stamento present invece un contro progetto per riordinare le milizie. A Torino si temeva di impegnarsi, e si scelse una soluzione intermedia, vale a dire il rimpatrio del Reggimento Sardegna che si trovava allora ad Oneglia. Alla fine del 1796 due mercantili comandati dai capitani della reale marina Giambattista Albini e De May riportarono a Cagliari i reclutatori del reggimento nazionale, tornando poi coi magri resti del reggimento Schmidt e le nuove reclute di fanteria, che furono vestite, inquadrate e addestrate a Oneglia. Riordinato come gli altri reggimenti dordinanza su 1.116 teste, il reggimento nazionale torn in Sardegna allinizio del 1797. I nuovi ufficiali superiori, nominati il 1 ottobre 1796, erano Giacomo Pes di Villamarina colonnello e Giovanni Amat di Sorso tenente colonnello. Non potendo acquartierarsi a Cagliari per veto di Sulis e della sua turbolenta milizia, il reggimento rimase ad Alghero, con distaccamenti a Sassari e altri luoghi del Capo di Sopra, che del resto era la base del moto antifeudale. La repressione del giudice Valentino Pilo coinvolse pure un ufficiale del reggimento, il tenente dei cacciatori cavalier Arras, arrestato in quanto parente di Angioi, ma presto scagionato. A Cagliari il reggimento torn solo il 3 marzo 1799, per larrivo della corte, con 1 compagnia granatieri e 2 fucilieri distaccate per la guardia a palazzo reale; il 29 aprile, epurata la milizia cagliaritana, il distaccamento incorpor i resti della centuria leggera [v. infra].

Il 5 maggio Pes di Villamarina fu promosso brigadiere. Partendo da Cagliari, il re deleg al duca del Genevese le funzioni di Capo del corpo, con facolt di nomina degli ufficiali. Bench il vicer avesse respinto, il 14 ottobre 1800, la richiesta di ripristinare il posto di maggiore di battaglione, lo troviamo tuttavia inserito nellorganico del 31 luglio 1801. A quella data, le compagnie del 1 battaglione (dispari) erano I Fornery, III Natter, V Serra, VII Serra, IX Diego Maramaldo, XI Malliano e XIII Lostini, quelle del 2 (pari) II Gabriele Asquer di Flumini, IV Novaro, VI Luigini, VIII Decandia, X Novaro, XII De Ciz, XIV Grixoni. Lorganico era di 963, su due SM di battaglione (21+9), 2 compagnie di 68 e 67 granatieri e 14 di 57 fucilieri, con:
40 ufficiali (colonnello, tenente colonnello, 2 maggiori, 2 AM, 1 QM, 16 capitani, 16 tenenti e 1 sottotenente); 23 del piccolo SM (1 scrivano, 2 cappellani, 4 chirurghi, 8 musicanti, 1 tambur maggiore, 3 carpentieri, 2 prevosti e 2 arcieri); 46 sergenti (14 di compagnia e 32 di plotone); 124 graduati (68 caporali, 22 tamburi o pifferi, 16 vivandieri, 18 fratres); 730 comuni (100 granatieri e 630 fucilieri).

Al 28 febbraio 1806 il reggimento contava 947 effettivi su un organico di 1.160 (2 SM di 25 e 15, 2 compagnie di 80 granatieri e 12 di 80 fucilieri). Gli effettivi erano 947, di cui 521 del 1 battaglione a Cagliari (24 di SM, 70 granatieri e 427 fucilieri) e 426 del 2 a Sassari e Alghero (15+75+336). Sugli effettivi cerano 601 presenti e 346 assenti (16 ufficiali con 20 trabanti, 208 distaccati, 73 allospedale, 27 in prigione e 2 in congedo). Il 2 battaglione aveva 186 fucilieri comuni distaccati [30 a Cagliari, 21 a Sassari, 7 ad Alghero, 40 ad Oristano, 32 a Castelsardo, 27 a Tempio, 10 a Santo Lussurgiu, 20 a Porto Torres e 11 a Nulvi]. Nel 1808 la forza fu elevata a 1.200 uomini, riunendo tutti i fucilieri ad Alghero e la centuria granatieri a Cagliari. Nel 1801 Pes cumul il comando del reggimento con il comando militare della citt di Cagliari, poi con quello della citt di Sassari unito al governo del Capo e infine con glincarichi di maggior generale dellArmata, generale delle armi e governatore di Cagliari (24 dicembre 1806). Un anno dopo, promosso capitano generale e comandante delle guardie del corpo, lasci il comando del reggimento a Giovanni Amat di Sorso, brigadiere delle R. Armate. Ufficiali del reggimento furono anche altri 4 Pes di Villamarina, figli del marchese di San Vittorio [Giuseppe Maria, poi 2 marchese, Antonio, Gaetano e Francesco Maria, questi ultimi detti il cavaliere di Sorradile e il cavaliere di Bidony]. Durata del vestiario e reclutamento di condannati Sarebbe piaciuto vestire il reggimento allultima moda austriaca, ma il 2 marzo 1805 si decise che non era possibile provvedersi dei caschi (shakot), n era bene, per via del costo eccessivo, acquistare in Sardegna i cappelli a falda rialzata (e sono collale, che devono costare di pi dei rotondi che ora si hanno a provvedere), anche se era possibile farne venire 250 da Roma. Gli ufficiali chiedevano di poter usufruire, fuori servizio, dellabito lungo e dei pantaloni blu, pi resistenti: il 3 maggio si segnalava che ad Alghero la truppa era sprovvista di ogni arnese a dovere e zeppa di rogna. Nel 1808 il rinnovo del vestiario suscit un reclamo degli ufficiali (8 agosto), secondo i quali la durata di tre anni prescritta per labito corto non era realistica: in precedenza ci era stato possibile solo perch nei 4 mesi estivi si faceva indossare alla truppa labito di tela. Si continuava a reclutare condannati anche per gravi reati: nel 1807 una condanna a 20 anni fu commutata il 13 anni di servizio militare, pi lobbligo di fornire 2 reclute. Si riammettevano pure i graziati ripresi o ripresentati dopo aver disertato, anche se recidivi. Il 22 ottobre 1808 i condannati a servire nel corpo franco furono ammessi, per effetto di una nuova grazia, nel reggimento nazionale o nei cavalleggeri, sempre che non fossero condannati a ferme ultraquinquennali. Nel luglio-agosto 1809 il reggimento incorpor 48 condannati, contro 30 del Battaglione Real Marina, 19 del corpo franco e 13 dellartiglieria.

Cinque consigli di guerra (9 giugno 26 dicembre 1806) I frequenti consigli di guerra (cinque, ad esempio, negli ultimi sette mesi del 1806) danno unidea dei reati che questi soldati continuavano a commettere. Due disertori della compagnia De Ciz [Pietro Zaccheddu Buon Grado di Alghero e Domenico Sancis di Sassari] furono giudicati per un omicidio a scopo di rapina [del chirurgo Pietro Umana]; un altro disertore [Bernardino Mannai di Pauli Latino] per vari delitti; un caporale (Antonio Ledda Tulipano] e 3 fucilieri [Salvatore Pala di Bannari, Fedele Cocco La Fierezza di Oristano, Raimondo Chidda Monteraso di Samassi] per furto mentre erano di guardia alla porta di Cagliari; un granatiere [Pasquale Mocci Monreale] per estorsione di 7 scudi a danno di un compaesano; altri 4 granatieri [Francesco Brondo di Sorgono, Francesco Manca Maestoso di Santa Giusta, Agostino Mameli di Cagliari e Giuseppe Casu, figlio di un notaio di Oristano] per un furto di denaro e gioielli presso il parrucchiere nel Regio Palazzo. Le disposizioni del 18 gennaio 1810 Le istruzioni del 18 gennaio 1810 al conte Giuseppe Thaon di Revel, governatore di Sassari, per la rivista dispezione al reggimento gli raccomandavano di far allungare il passo [di marcia], che vogliamo molto pi disteso, di esaminare le armi con lassistenza di un armaiolo, di reprimere gli abusi in materia di congedi (concessioni troppo frequenti e mancato rientro nei termini) e di far rispettare le norme sullaltezza delle reclute (regolamento del 10 marzo 1737), sul divieto dei giochi dazzardo (RV del 26 novembre 1796) e sul congedo disonorevole per viziosi, incorreggibili e vecchi che davano il cattivo esempio (RV del 7 ottobre 1738). Il congedo poteva essere concesso, previo saldo dei debiti da parte del soldato e su certificato dello stato civile, ai capifamiglia e ai figli unici di padre inabile al lavoro, nonch al pi anziano di tre fratelli alle armi con un quarto sposato [Thaon concesse 26 congedi]. Il premio di riforma era di lire 45 per i soldati, 60 per i caporali e 75 per i sergenti con oltre 10 anni di servizio; con oltre 20 si passava neglinvalidi, e i sergenti conservavano il loro grado con 20 anni di anzianit in esso. Gli inabili da ferita per causa di servizio passavano neglinvalidi senzalcuna anzianit e potevano ritirarsi a casa con diaria di 2, 3, 4 o 5 soldi e con ricambio semestrale del vestiario. Il Reggimento nel 1812-13(secondo larciduca Francesco dEste) Al 27 aprile 1812 gli effettivi erano 1.136, pi 20 invalidi, con 35 mancanti (24 granatieri, 10 fucilieri e 1 del PSM) e 5 eccedenti (del PSM). Il piano di riduzione della spesa militare del marchese di Villahermosa, approvato il 19 novembre 1812, prevedeva di collocare 4 compagnie in posizione quadro (1 di riserva e 1 sul piede provinciale per ciascun battaglione), e di elevare la forza delle compagnie a 85 uomini incorporando parte del Battaglione di Real Marina, ridotto a centuria. In tal modo lorganico aumentava da 1.166 a 1.190 unit, ma il costo diminuiva per 340 posti a mezza paga (e a mezzo servizio). Nel 1813 erano a Sassari le compagnie Sini e Fornery e ad Alghero le compagnie Cugia e di riserva (Cau). Il 31 luglio 1813, su 1.004 effettivi, cerano 776 presenti, 68 allospedale e 160 distaccati. Dei 49 ufficiali, erano presenti i sette di SM e 28 di compagnia (12 capitani, 7 tenenti e 9 sottotenenti), con 26 trabanti: erano assenti 14 ufficiali e 8 forieri. Nel 1803 il reggimento costava mensilmente 17.500 lire piemontesi (210.000 su base annua). Il bilancio di previsione del 1807 gliene assegnava 264.288, riportate per a 218.558 nel 1808-09. Larciduca Francesco dEste stimava nel 1813 un costo annuo di 68.000 scudi sardi (256.000 lire piemontesi).

Costo del Reggimento nazionale nel 1813 secondo larciduca Francesco dEste Voci scudi voci scudi Paga del colonnello (300 750 Prest di 28 tamburi (4 soldi) 817 zecchini) Paga ten. colonnello (250 625 Prest del tambur maggiore (6 43 zecchini) soldi) Paga maggiore (200 zecchini) 500 Prest di 9 pifferi (2 soldi) 117 Paga delluditore (120 zecchini) 300 Prest di 1.000 soldati (2 soldi) 14.600 Paga del medico (120 zecchini) 300 Soprassoldo granatieri (0.5 soldi) 671 Paga dellaiutante 200 Pane per 1.148 uomini (2,5 soldi 20.951 Paga di 14 capitani (150 zecchini) 5.250 Uniforme (6 lire sarde lanno) 2.755 Paga di 14 primi tenenti (80 2.800 Biancheria e calzatura (6 scudi) 6.888 zecch.) Paga di 14 sottotenenti (60 2.100 Ospedale (1 scudo) 1.120 zecchini) Prest di 28 sergenti (6 soldi sardi) 1.226 Quartieri e letti (2 scudi) 2.240 Prest del sergente maggiore (10 73 Riparazioni delle armi e 1.218 soldi) cancelleria Prest di 84 caporali (4 soldi) 2.453 TOTALE (scudi sardi) 68.000

Secondo larciduca, le compagnie erano di 84 teste, in tutto 1176 uomini compresi li uffiziali, uffiziali tutti Sardi. Questo Regimento scriveva ha fatto la guerra, i Capitani la pi parte lhanno fatta, v molto spirito di corpo fra li Uffiziali, uffiziali giovani che promettono, e vi molto ordine e servizio; ma un Regimento pi solido che brillante. Il Regimento Sardegna comandato dal Colonnello Sorso, ed ha anche una banda. Il Reg. Sardegna ha uniforme bleu, calzoni lunghi bleu, abito corto, risvolti neri, ghettes, bajonetta e fucile, e la patrontasca con cinte bianche in croce sulle due spalle. Tutta linfanteria ha cappotti grigi mescolati come gli austriaci. Destate calzoni bianchi di tela, fuori servizio la baionetta. Il Reggimento Cacciatori Guardie (1816-1852) Rimasto nellisola anche dopo il 1814, il Reggimento nazionale non prese parte alla campagna del 1815. Il nuovo ordinamento della fanteria di linea piemontese e savoiarda in Brigate miste di volontari e milizia provinciale comport il trasferimento del reggimento sardo alla fanteria leggera (cacciatori), composta di soli volontari: e, per non dargli laria di un declassamento, con regio viglietto dell11 aprile 1816 il re assunse formalmente il titolo di Capo del corpo, pur delegandone le funzioni (per non separarlo dal Capo che aveva avuto fino ad allora) al duca del Genevese. Gli accord inoltre il nome di Cacciatori Guardie, con un organico di 1.563 teste in pace e 2.291 in guerra, su 2 battaglioni di 7 compagnie (inclusa una scelta di carabinieri) e il reggimento torn dopo un quarto di secolo nella vecchia guarnigione di Nizza. Nel dicembre 1816 Amat di Sorso fu destituito per ragioni ignote, e sostituito dal tenente colonnello Stefano Decandia, promosso colonnello cinque mesi dopo. Sotto pretesto di dover proteggere Vittorio Emanuele e la famiglia reale, rifugiatisi a Nizza dopo labdicazione del 13 marzo 1821, il governatore Annibale Saluzzo rifiut di far partire i cacciatori sardi insieme alle altre truppe richiamate dal governo provvisorio; dal canto suo, a nome degli ufficiali, Decandia gli dichiar che il reggimento non intendeva obbedire ai golpisti. Intanto noleggi di sua iniziativa alcuni bastimenti per rientrare se necessario in Sardegna e sped laiutante maggiore Francesco Roych e il furiere maggiore Viale, con due armaioli, a togliere piastre e baionette dal deposito della vecchia guardia nazionale, per disarmare i potenziali rivoluzionari. Dopo Novara, il consiglio di Nizza decret alla Bandiera del Reggimento una medaglia commemorativa, con la legenda: Aprile 1821. Ai bravi

Cacciatori Guardie di Sardegna comandati dal cav. D. Stefano De Candia la Citt di Nizza Marittima. Militari del Reggimento furono per anche nelle fila dei rivoluzionari. Il nuovo ordinamento del 19 dicembre 1821 mantenne lorganico del corpo a 1.550 uomini (su SM di 20 e 2 battaglioni di 765), ma il 27 giugno 1826 fu ridotto a 1.200, sempre su 14 compagnie. Il 25 ottobre 1831 il reggimento fu riunito insieme ai granatieri Guardie nella nuova Brigata Guardie, con un battaglione a Torino e due in Sardegna. L8 ottobre 1833 fu stabilito a Cagliari anche il battaglione deposito. Il 4 maggio 1839 il reggimento fu designato semplicemente cacciatori, sempre restando inquadrato nella Brigata Guardie, col colonnello e 2 battaglioni (3 attivo e 4 deposito) a Cagliari e il tenente colonnello, col 1 e 2 battaglione, in Terraferma. Rimasto sempre incompleto per mancanza di volontari, tra il dicembre 1847 e il gennaio 1848 il reggimento sardo ne ammise 600. Come previsto dallordinamento di guerra, nel 1848 la Brigata Guardie si mobilit su 2 reggimenti misti di granatieri e cacciatori. Ci non manc di suscitare proteste, testimoniate da una Memoria sulla necessit di nuova organizzazione militare del reggimento Cacciatori Guardie indirizzata da un sardo anonimo ad un Augusto Protettore (sembra il duca dAosta e futuro re Vittorio Emanuele II). Di conseguenza, con decreto del 14 ottobre 1848 il reggimento cacciatori fu reso di nuovo autonomo, e furono invertiti glincarichi del tenente colonnello e del colonnello, destinando questultimo al comando dei 2 battaglioni in Terraferma. Quelli in Sardegna furono per sciolti il 12 ottobre 1849. Il 20 aprile 1850 il Reggimento fu separato dalla Brigata, e i due corpi assunsero i nomi di Brigata Granatieri e di Cacciatori di Sardegna. Infine questultimo fu sciolto il 19 marzo 1852 e incorporato nei Granatieri, che da allora presero il nome di Granatieri di Sardegna, ereditando le tradizioni del Reggimento Sardegna [anche se nel 2004, auspice lex presidente della Repubblica, senatore Francesco Cossiga, la Brigata Sassari, ormai composta di volontari, ha ottenuto le drappelle come erede ideale del Reggimento nazionale].

I CACCIATORI GUARDIE NEL 1817 Stato Maggiore Colonnello Cav. Decandia Aiutante Magg. Ten. Fancello Ten. Col. Cav. Mannu A. M. in 2 Stn cav. Roig Maggiore Cav. Forneris Quartier Mastro Ten. Muscas Maggiore Cav. Orru Cardano Q. M. in 2 Stn Mereu Chirurgo in Nurra Vincenzo Cappellano Airaldo Giacomo 2 teologo Compagnie N. Capitani Tenenti Sottotenenti 1C Belgrano Cav. Angioy Ignazio Cav. Pilo Manca 1 Cav. Pes di S. Vittorio Cav. Giarella Corrias 3 Cav. Nurra dArcais Cav. Canelles Bruscu 5 Cav. Carta Cav. Giraldi Berlinguer 7 Cav. Martinez Cav. Pes di Bidony Serra 9 Cav. Manca Cav. Cugia Deliperi 11 Sini Cav. Cadello di S. Fara Esperate 2C Cav. Misorro Filippo Cav. Solinas Fois 2 Cav. Rapallo Cav. Mannu Carrion 4 Cav. Angioy Efisio Grixoni Mar. Nurra dArcais 6 Cav. Pilo Pes Cav. Arborio Mella Cav. Sussarello 8 Cav. Misorro Cav. Manca Isolero Cav. Boyl Giuseppe 10 Sardo Sebastiano Cav. Ghirisi Cav. Quesada 12 Cav. Solaro Cav. Delitala Sottotenente Cav. Sardo Antonio soprannumerario Alfieri Zirulta Dagostini Mestre Cana.

I 17 COMANDANTI DEL REGGIMENTO NAZIONALE SARDO (1744-1852) A - REGGIMENTO SARDEGNA (1744-1816) Variazioni Colonnello Tenente Colonnello Maggiore 26.07.1744 Bernardino Genovs Saturnino Vico ( ? 1745) 10.04.1759 Piossasco dAirasca Cav. del Castiglio ? 1765 Gavino Paliaccio 1768 Gavino Paliaccio ? 16.03.1771 Gavino Paliaccio Andrea Santuccio ? 11.10.1774 Vivaldi di Foresto 16.05.1780 Vivaldi di Foresto Giuseppe Magliano 27.12.1783 Vivaldi di Foresto ? 11.03.1784 Giuseppe Magliano ? 11.06.1789 Giuseppe Magliano Sadoro Samassi Sat. Simon di Samassi ??.??.1790 Satur. Simon di Amat di S. Filippo Samassi ??.10.1792 dimissionario dimissionario Pes di Villamarina 30.04.1793 Pietro Luguia G. Pes di Villamarina Gio. Amat di Sorso col. in 2 m. Fr. Bono 01.10.1796 G. Pes di Villamarina Gio. Amat di Sorso ? 10.10.1803 Gabriele Asquer Flum. 17.12.1807 G. Amat di Sorso ? ? 15.03.1816 destituito Stefano Decandia Giuseppe Forneri (com.) GRADI E INCARICHI PRECEDENTI E SUCCESSIVI GENOVES E CERVELLON CASTELVI don Bernardino (1693-1769), 1 duca di San Pietro e marchese della Guardia. Partigiano degli Asburgo ed emigrato a Vienna (1717-20), nel 1737 ottenne in feudo lIsola di San Pietro con limpegno a colonizzarla. Brigadiere (5.5.1754), maggior generale (1757), tenente generale e comandante generale dellartiglieria (10.4.1759). PIOSSASCO dAIRASCA Urbano Antonio. Ferito a Parma (1734). Altro Incarico (1771). PALIACCIO don Gavino (1727-1795), 2 marchese della Planargia. Durante il comando del reggimento fu promosso brigadiere (29.6.1776) e nominato governatore provvisionale di Nizza (1777-1783). Maggior generale governatore di Cagliari e comandante delle armi (1783-87), comandante di Nizza (1787-92), tenente generale (25.3.1789), nel 1794 riassunse il governo di Cagliari e il comando delle armi , pi la carica di gran maestro dellartiglieria in Sardegna. Arrestato nel tumulto popolare del 6 luglio e ucciso il 21 luglio 1795. VIVALDI DI FORESTO conte Giulio Cesare. Gi capitano del reggimento e capitano dei granatieri (1772-74). Promosso brigadiere il 31 marzo 1789, morto due mesi dopo. MAGLIANO cav. Giuseppe. Gi alfiere dei fucilieri, poi dei granatieri (1758), AM (1763), capitano (13.4.1768), capitano dei granatieri (18.1.1779). Dopo le dimissioni, volontario nel 3 granatieri (Chamousset), poi col. comandante la citt di Sassari (24 dicembre 1793). LUGUIA don Pietro. Serv 36 anni nel Reggimento. Alla nomina (1793) era maggior generale e comandante della citt e provincia di Pinerolo. Nel 1796 stesso incarico ad Ivrea. PES DI VILLAMARINA, cav. Giacomo (1750-1827). Sottotenente nel reggimento (1776), maggiore di battaglione (1792), durante il comando del corpo fu promosso brigadiere (1799), comandante militare della citt di Cagliari (1801-03), governatore di Sassari e Logudoro e comandante di piazza (1803-05), maggior generale darmata, generale delle armi e governatore di Cagliari (24.12.1806). Poi fu capitano generale del regno e delle guardie del corpo (1807), ministro di polizia (1810), luogotenente del vicer (1815-16) e poi incaricato di funzioni viceregie (1816-18), gran maestro dartiglieria del regno (1816) e generale dArmata (1818). AMAT DI SORSO cav. Giovanni. Sottotenente nel Reggimento (1774), tenente (26.3.1778), capitano tenente (1.7.1780), capitano (17.6.1786). DECANDIA cav. don Stefano (1770-1842), di Alghero. Sottotenente (3.12.1787), tenente (6.6.1793), capitano (15.5.1799). Il 1 maggio 1821 maggior generale continuando a comandare il reggimento. Il 20 ottobre 1830 comandante la Divisione di Novara. Dal 13.1 al 27.12.1830 fu colonnello in 2 Antonio Pes di Villamarina (1793).

B - REGGIMENTO CACCIATORI GUARDIE (1816-1852) Colonnello Tenente Colonnello Maggiore Stefano Decandia ? Giuseppe Forneri Giuseppe Forneri Pasquale Carta Antonio Pes Pasquale Carta Villamarina 25.09.1827 Pasquale Carta Efisio Angioi 14.01.1829 Sebastiano Sardo 13.01.1830 Antonio Pes (Col. in 2) 19.10.1830 Giovanni A. Paliaccio 17.08.1831 Pasquale Carta ? 01.10.1831 ? Luigi Grixoni 21.11.1831 Sebastiano Sardo ? 27.03.1832 Trasferito 16 fanteria ? 14.07.1835 Sebastiano Sardo ? ? 13.05.1837 ? Ottavio Caccia 05.09.1837 ? Ten. Col. 9 fanteria 02.01.1841 Luigi Grixoni ? ? 05.10.1841 Ottavio Caccia ? 22.07.1845 Ottavio Caccia ? ? 20.04.1846 ? Antonio Cappai 27.11.1847 Marcello Gianotti ? 17.02.1849 Antonio Cappai ? 02.03.1851 Enrico Cerale (com.) GRADI E INCARICHI PRECEDENTI E SUCCESSIVI PALIACCIO don Giovanni Antonio (1793-1860), 5 marchese della Planargia. Figlio di Antonio Ignazio ministro in Portogallo (1803-06) e nipote di Gavino. Gi ufficiale dei dragoni leggeri (1801-14), cortigiano, ufficiale superiore di cavalleria e di SMG (1817-30), poi maggior generale (1831), tenente generale (1839) e comandante e governatore a Torino, Novara, Chambry, Genova e ancora Torino, generale dArmata e senatore del Regno (1848). CARTA cav. don Pasquale (1779). Soldato nel Reggimento (13.9.1797), sottotenente (30.7.1799), tenente (3.8.1806), capitano (21.3.1816). Dal 1835 maggior generale comandante la Brigata Acqui. SARDO cav. don Sebastiano (1789-1848). Cadetto dartiglieria (24.7.1806), sottotenente nel Reggimento (1.2.1807), tenente (17.3.1816), capitano (17.9.1817). Dal 1841 maggior generale in aspettativa, poi ispettore delle milizie e barracellerie del Regno. GRIXONI cav. don Luigi (1795). Soldato del Batt. Real Marina (15.7.1810), sottotenente (31.8.1811), passato al servizio inglese (1.2.1813), tenente inglese (18.5.1814), riammesso nei cacciatori sardi (28.3.1816), capitano (15.2.1823). Dal 1845 a riposo per ragioni di salute. CACCIA Ottavio (1794). Allievo della scuola militare di Pavia (15.11.1813), sottotenente nei Granatieri Guardie (22.6.1815), tenente (10.12.1818), capitano (24.1.1824). Dal 1847 in aspettativa. GIANOTTI conte Marcello (1799-post 1865). Ufficiale del genio dal 1817 al 1847, dopo il comando dei Cacciatori sardi ebbe quelli della 2a Brigata Lombarda (1849), poi delle Brigate Piemonte e Granatieri di Sardegna (1852), e delle Divisioni di Alessandria, di Parma, 1a attiva (1859), di Toscana e di Livorno, senatore dal1861, a riposo nel 1865. CAPPAI Antonio (1800). Cadetto nelle guardie del corpo (8.6.1816), sottotenente (10.7.1820), passato nei Cacciatori Guardie (7.2.1822), tenente (28.2.1823), capitano (31.1.1831), a riposo dal 1 marzo 1851. CERALE Enrico (1804-73). Soldato nella Brigata Saluzzo (30.9.1821), sottotenente nella B. Pinerolo (1.1.1822), tenente (14.5.1831), capitano (10.2.1839), maggiore del 3 fanteria (17.10.1848). Il 1 marzo 1852 trasferito al comando dell8 fanteria (Brigata Cuneo) Variazioni 18.05.1817 16.03.1821 12.01.1825

Il legato del duca di San Pietro al Reggimento Nazionale Secondo il maggiore Domenico Guerrini, storico dei Granatieri di Sardegna, con disposizioni del 1 agosto 1776 e 25 ottobre 1777 il duca di San Pietro avrebbe legato al reggimento nazionale da lui fondato la rendita (al 4 per cento) di un capitale di 120.000 lire, destinando 800 lire ad opere di piet a beneficio dei militari del corpo, altrettante al costoso vestiario del tambur maggiore e 3.200 al mantenimento della musica nonch ad una messa in suffragio della sua anima, da celebrare annualmente davanti al reggimento. Limpiego della rendita, rivalutata a 5.985 lire, fu modificato con disposizione ministeriale del 25 agosto 1838, ma la tradizione della messa funebre con bandiera e musica stata finora eventi bellici permettendo sempre osservata dai granatieri di Sardegna, eredi del reggimento nazionale. In realt il duca mor a Cagliari il 16 febbraio 1764 e alla sua morte i feudi ottenuti per via giudiziaria (1735) o per contratti pubblici (1737 e 1745) furono temporaneamente confiscati per debiti. Il figlio don Alberto (1728-1812), capitano nel reggimento paterno (1745), li recuper, ma ne fu nuovamente privato il 31 agosto 1768 per gravi reati contro la Corona. Noto per la sua vita scandalosa e dissoluta, pressato dai creditori, nel 1769 fugg a Palermo, tornando nel 1773 e recuperando solo una piccola parte del patrimonio, dilapidato dagli amministratori disonesti e corrotti. Il re gli dette una mano facendolo tenente colonnello (1784), colonnello (1789), brigadiere (28 agosto 1793), capo (settembre 1799) dei dragoni leggeri e addirittura tenente generale (novembre 1808): in compenso, nel 1799 don 36.000 lire piemontesi per potenziare i dragoni leggeri, nel 1804 vendette al demanio la tonnara dellIsola di San Pietro e don i marchesati di Villahermosa e Santa Croce al cugino Stefano Manca, nel 1807 retrocedette alla Corona il feudo conservando il titolo, e alla sua morte il resto dei feudi fu devoluto alla Corona. Non volendo per carit di patria approfondire la maleodorante questione, vogliamo credere che esista effettivamente un atto di Alberto a suffragio dellanima del padre, anche se dubitiamo della sua spontaneit. Risulta invece che la musica del reggimento Sardegna, concessa dal re su istanza degli ufficiali, fu finanziata con la rendita di un patrimonio di 100.000 lire a tal fine ipotecato nel 1775 dal duca Alberto Vico, anchegli ufficiale del reggimento e figlio del primo tenente colonnello (morto nel 1745). Gli archibugieri sardi di DAnnunzio Per tre secoli, nella processione della prima domenica di ottobre per la festa della Beata Vergine del Rosario, istituita da San Pio V (papa Ghislieri) per celebrare la vittoria di Lepanto (7 ottobre 1571), la confraternita cagliaritana del Rosario us sfilare salmodiando dietro una bandiera che si diceva donata alla Vergine dai 400 archibugieri sardi reduci dalla battaglia. La bandiera, esposta nella cappella del Rosario della vecchia chiesa di San Domenico, recava le armi di Aragona (bande rosse e gialle alternate), come ancora si vede dai suoi resti, conservati in una teca nella nuova sacrestia (non dunque linsegna sarda dei Quattro Mori bendati, come si scritto per sentito dire). Nelle Canzoni delle gesta dOltremare (Merope), scritte in occasione della guerra di Libia, Gabriele DAnnunzio ricolleg le recenti gesta dei marinai sardi [con riferimento a Salvatore Marceddu di Teulada e Nicol Grasso di Carloforte, caduti durante lo sbarco alla Giuliana] ai quattrocento archibusieri sardi che don Giovanni dAustria alla battaglia sotto il Vessillo della sua Reale sebbe per incrollabile muraglia (Canzone dei Trofei). Secondo la tradizione, gli archibugieri sardi sarebbero stati imbarcati sulla galera ammiraglia (Real) di don Giovanni dAustria (riprodotta in dimensioni naturali nel museo navale di Barcellona), al comando del maestro di campo Lope de Figueroa, e sarebbe stato uno di loro, durante larrembaggio della capitana nemica (Sultana), a centrare alla testa il giovane e valoroso capudan pasci Al, portandone poi la testa mozzata a don Giovanni. In realt le 39 compagnie imbarcate sulle squadre di Spagna, Napoli e Sicilia erano tutte composte di soldati spagnoli, e le 14 comandate da Lope de Figueroa appartenevano al Tercio de Granada, pi noto come Tercio de la Liga (1569-1584): ne faceva parte anche Miguel de Cervantes, soldato della compagnia di Manuel Ponce de Leon, imbarcata sulla galera Marquesa. Il Tercio combatt poi a Navarino (1572), Corf, Biserta e Tunisi (1573) e fu sciolto nelle Fiandre nel 1584. Figueroa compare nellAlcalde de Zalamea di Pedro Calderon de la Barca. La storia degli archibugieri sardi a Lepanto fu probabilmente originata dalla rivendicazione della conquista della Sultana fatta dai veneziani, intervenuti in sostegno della Real: nella loro versione, il colpo fortunato contro Al era stato sparato infatti da un archibugiere sardo, ma delle truppe veneziane.

Reggimento fanteria d'Ordinanza Sicilia 1744 (171-02 Ufficiale e soldato. 171-03 Bandiere Colonnella e d'Ordinanza)

Reggimento di Fanteria d'Ordinanza Sardegna 1744 (65-01) 1751 (65-03)

Reggimento di Fanteria d'Ordinanza Sardegna 1774 (65-05 e 86-06)

Reggimento Sardegna: Chirurgo maggiore 1794 (171-21). Ufficiale Superiore 1784. Tamburino 1798 (65-07)

Reggimento Sardegna 1803 (229-02) Bandiere 1814 (65-09)

Reggimento di Fanteria d'Ordinanza Sardegna 1814 (65-8 e 229-12).

Reggimento Cacciatori Guardie 1816 (229-10)_ idem, Coll. Vinkhujzen (NYPL)

Reggimento Cacciatori Guardie 1816 (229-10) 1833 (229-21)

Reggimento Cacciatori Guardie 1843 (229-30)

Brigata Granatieri di Sardegna 1852 (300-19) 1860 (300-23)

Brigata Granatieri di Sardegna 1873 (300-26) 1876 (300-27)

Brigata Granatieri di Sardegna 1909 (300-30) 1911-13 in Libia (300-31)

Bandiere Colonnella e d'Ordinanza del Reggimento Sicilia Mod. 1774 (171-03)

Bandiere Colonnella e d'Ordinanza del Reggimento Sardegna Mod. 1775

Bandiere Colonnella e d'Ordinanza del Reggimento Sardegna Mod. 1814 (65-09)

Bandiere di reggimento e di Battaglione del Reggimento Sardegna Mod. 1815 (300-03)

Bandiera del Reggimento Cacciatori Guardie mod. 1832 (300-13)

Bandiera del Reggimento Cacciatori Guardie mod. 1848 (300-17)