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PROTESI DANCA la sostituzione protesica dellanca indicata in tutte le coxartrosi, sia primarie che secondarie, nel momento in cui

i la sintomatologia non pi controllabile e pertanto altamente invalidante. Inoltre indicata nelle fratture mediali del collo femore per il rischio di necrosi cefalica. Vi sono due tipi di impianto: lendoprotesi, che sostituisce solo il capo articolare femorale, e lartroprotesi, che sostituisce entrambi i capi articolari a seconda che sia danneggiato solo il collo femorale o lintera articolazione. (endoprotesi bi articolari) Un corretto approccio riabilitativo inizia con la valutazione delle condizioni generali del paziente: importante prendere visione della cartella clinica per venire a conoscenza di eventuali patologie concomitanti, ricordando che la maggior parte dei pazienti che vanno incontro a questo tipo di intervento sono pazienti anziani. Uscito dalla sala operatoria, il paziente decombe in posizione supina, con larto operato in posizione declive su di un cuscino o in ferula, in flessione di circa 20 ,in lieve abduzione e con la rotula a zenit. Nellimmediato post-intervento gli obiettivi del nostro trattamento sono: Proteggere la protesi, sia informandoci sulla via daccesso utilizzata per limpianto protesico, sia informando il paziente sui movimenti che non pu fare che sono: adduzione dellarto protesizzato oltre la linea mediana, flessione della coscia oltre 60 (primi giorni) e successivamente oltre gli 80, rotazione (extrarotazione per laccesso anteriore o laterale; intrarotazione per accesso posteriore). Prevenire le complicanze secondarie allallettamento e allimmobilit, come decubiti, contratture, retrazioni, rigidit, polmoniti e trombosi venose.

In questa prima fase possiamo proporre: Esercizi di flesso-estensione attiva del piede in modo da attivare la pompa surale e quindi favorire il ritorno linfo-ematico al fine di prevenire stasi venose. Contrazioni isometriche del quadricipite e dei glutei per un rinforzo muscolare e per aiutare il deflusso del sangue. Esercizi attivi degli arti superiori abbinati alla respirazione, caldamente consigliata soprattutto a pazienti anziani. Mobilizzazione passiva che inizia, in modo graduale, dopo la rimozione dei drenaggi. Si comincia con la mobilizzazione della rotula, massaggio decontratturante degli adduttori, mobilizzazione cauta dellanca in flessione e in abduzione. Mobilizzazione attiva assistita.

Una volta raggiunta una buona motilit, quando lanca operata pu arrivare agli 80 di flessione, si passa alla posizione assisa anche in prima settimana (seconda giornata), consigliando di non accavallare mai larto. Questa fase propedeutica alla stazione eretta (anche terza giornata) e alla successiva deambulazione. DA SEDUTO In questa fase importante per il paziente avere un buon controllo posturale in quanto, per timore, egli pu tendere ad assumere posizioni antalgiche di flessione laterale del tronco in modo da non caricare sullanca operata; pertanto possiamo proporre esercizi di tonificazione dei muscoli paravertebrali, esercizi esterocettivi e cinestesici da eseguire con spugne di varia consistenza da discriminare sotto lanca o

sotto il tallone. Questi esercizi sono importanti perch sensibilit e motricit sono strettamente interconnessi. Raggiunti buoni risultati si pu passare alla stazione eretta, ricordando che il carico concesso dallortopedico. Importante istruire il paziente sul modo di alzarsi dalla sedia: inizialmente, durante questo passaggio, il peso deve essere caricato sullarto sano con ginocchio flesso, e con larto operato in estensione. Poi gradualmente il carico passa su entrambe le gambe. STAZIONE ERETTA Nella stazione eretta si propongono esercizi per correggere eventuali alterazioni come la retro posizione dellanca o alterazioni di carico; si comincia con esercizi di verticalizzazione e stabilizzazione delle spalle e del tronco ed esercizi di basculamento del bacino. Ci si pu avvalere anche delluso di bilance stabilometriche. Esercizi di carico alternato, antero-posteriore e latero-laterale, col paziente in appoggio sullarto sano, si lavora per il riconoscimento di varie posizioni. Lattenzione deve essere posta sul controllo dei compensi di inclinazione e/o rotazione del tronco, e risalita dellemibacino. Si eseguono inoltre esercizi isotonici in sospensione danca, con il paziente alla sbarre o alla spalliera del letto. (flessione, abduzione, sollevamento del piede, estensione anca). DEAMBULAZIONE Quando il paziente mantiene la stazione eretta con buona sicurezza e con unadeguata distribuzione di carico, si pu passare alla rieducazione al cammino, con un appoggio graduale: si passa dallutilizzo del deambulatore, alluso delle canadesi, o di due stampelle, di un unico bastone ed infine libero.