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PRIMO PIANO

23 SETTEMBRE 2011

VITA

Tra tweet e fan alla scoperta del lato social del non pro t

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Sono strumenti perfetti per promuovere campagne e fare fundraising. Singoli utenti fanno pi opinione di grandi organizzazioni. Per le ong mondiali Facebook e Twitter sono canali sfruttatissimi di comunicazione, mentre il non pro t italiano rimasto a lungo prigioniero di uno stile istituzionale. Ma c gi chi, anche da noi, sta cavalcando la rivoluzione
di Antonio Sgobba

ONG MONDIALI
& SOCIAL NETWORK
In questo gra co abbiamo messo a confronto l'attivit di 10 grandi ong internazionali svolta attraverso i due principali social network, Facebook (l'unit di misura il numero di "like") e Twitter (numero di followers). Per valutare la loro e ettiva in uenza sul web abbiamo utilizzato Klout (klout.com), lo strumento che, combinando fattori come la quantit di "amici", di followers, il numero di tweet e di retweet, i commenti e la quantit di aggiornamenti, indica quanto ciascuna realt (o singolo individuo) riesce a in uenzare la rete. Questo valore espresso su una scala numerica che va da zero a 100.

FOLLOWER

social di suo? Nel resto del mondo la questione non si pone: associazioni e ong sono giganti del settore, e tra Facebook, Twitter e altri network di settore hanno dimostrato in pi occasioni di saper elaborare soluzioni allavanguardia. E in Italia? Nel nostro Paese la situazione ha richiesto un periodo di incubazione un po pi lungo. Tra gli esperti del settore non nota nessuna case history di successo che riguardi non pro t italiane, ammette senza scrupoli Marco Montemagno, storico guru del mondo 2.0 e tra gli organizzatori del Social Media Week
di Milano, ma qualcosa di buono sta cominciando a vedersi anche da noi. Certo, sono ancora tanti gli assenti, o le associazioni che utilizzano i social network secondo logiche eccessivamente istituzionali. Per cominciare, per, sarebbe utile avere chiaro quali sono le potenzialit di un pro lo Facebook o Twitter per unassociazione: Ricover story ducendo il discorso al minimo, si possono fare due cose, spiega Montemagno, la prima fare promozione delle campagne in corso. Se no a qualche anno fa lunico mezzo per raggiungere il grande pubblico era la tv, oggi con questi strumenti si possono raggiungere direttamente milioni di persone, senza mediazioni. La seconda attivit riguarda il fundraising. Le raccolte fondi possono essere pi e caci se e ettuare donazioni pi facile, con transazioni online e via mobile. mento. A quel punto, a chi a dare la gestione di uno strumento cos delicato? Ci sono due strade, spiega il fondatore di Augmendy, si pu creare una task force interna o dare il servizio in outsourcing. Non detto che un sistema sia meglio dellaltro. Limportante valutare le competenze prima

HE BISOGNO HA IL NON PROFIT DEI SOCIAL NETWORK? Non gia abbastanza

LIKE

SECONDO KLOUT.COM

INFLUENZA

Social Media Week Gli appuntamenti


Pi di cento eventi gratuiti in cinque giornate. la Social Media Week, a Milano dal 19 al 23 settembre. La rassegna stata portata in Italia nel 2010 dalla societ Augmendy e si svolge in contemporanea in venti metropoli nel mondo, tra cui Buenos Aires, Citt del Messico, Los Angeles, New York, San Francisco, Parigi, Toronto, San Paolo, Londra, Hong Kong, Istanbul, Berlino, Barcellona. Nata a New York nel 2009 e giunta alla quinta edizione, la settimana fa parte dellE-festival, rassegna pi ampia con incontri rivolti anche al grande pubblico.

di partire. Nel corso della settimana milanese le non pro t avranno diverse opportunit per farsi unidea. Il nostro slogan democratizing technology, perch sappiamo che necessario avvicinare la tecnologia a tutti. E per realizzare questo obiettivo lapporto del non pro t imprescindibile, dice Paola Pandol , event manager di E-festival, la rassegna che ospita la settimana milanese.

La forza dello -line

Il non pro t serve alla rete

Se dovessi strutturare ora lattivit social della mia non pro t non avrei il minimo dubbio: il momento di puntare su Twittern

Due buone ragioni, di convenienza, che da sole dovrebbero essere su cienti a convincere chiunque operi nel non pro t ad attivarsi sul web 2.0. Bisogna per ricordare che i social network vanno affrontati con grande professionalit. Il fatto che alcune iniziative siano pi economiche rispetto a operazioni sui media tradizionali non signi ca che internet sia economico: bisogna fare un investi-

La presenza di VITA

Particolarmente consigliato al mondo del non pro t il percorso Crescere con la rete coordinato da Giuseppe Lanzi di Sisifo Comunicazione, che vedr gli interventi di Riccardo Bonacina e Paolo Migliavacca (rispettivamente presidente e ad di Vita spa) e di esponenti di associazioni ambientaliste come Greenpeace e Legambiente. Mentre il 23 settembre nello spazio di Extrabanca in via Pergolesi si terr lincontro La comunicazione delle nuove cittadinanze a cura di Yalla Italia. Il tema? Dare forma digitale a una generazione ad alt(r)a de nizione nei media, nelleconomia e nel sociale. Info: www.socialmediaweek.org

Senza dubbio in Italia il social pi usato Facebook, dove a farla da padrone tra le organizzazioni non pro t Emergency, di gran lunga la pi apprezzata, come dimostra il patrimonio di 640mila fan. Luomo-Facebook della ong fondata da Gino Strada Emanuele Rossini, e lui il successo se lo spiega cos: Partiamo da una grande notoriet ofine, e questo aiuta. Poi, nella nostra pagina cerchiamo di alternare contenuti di informazione umanitaria alla promozione delle nostre campagne. Seguire i commenti e rispondere alle domande degli utenti un lavoro a tempo pieno: Spesso ci fanno domande di servizio, e cerchiamo di dare riscontro a tutti. Per il resto possiamo anche contare su una automoderazione della comunit: se c qualcuno che esagera o o ensivo, parte subito la reazione degli altri utenti, dice Rossini. Ma se sulla piattaforma ideata da Zuckerberg ormai ci sono proprio tutti - al mondo gli utenti sono 700 milioni, in Italia 20 - se fossi una non pro t, ora non avrei il minimo dubbio: il momento di puntare su Twitter, dice Montemagno. Gli utenti sono in aumento in tutto il mondo e solo ad agosto la societ ha investito 400 milioni di dollari per potenziare il proprio strumento. Al momento

VITA

23 SETTEMBRE 2011

PRIMO PIANO
Marco Formenti: attenti il 2.0 unarma a doppio taglio
Parla uno dei massimi esperti italiani

Transparency International

World Vision

Emergency

Msf (Usa)

Save the Children

10.295

129.776

78.653

138.402

271.849

10.335

16.492

640.016

422.240

174.357

60

61

61

64

69

Amnesty

Unicef

Greenpeace

WWF

Oxfam

262.187

555.258

320.320

433.608

190.816

303.765

1.198.146

937.689

711.233

62.030

76

73

73

71

70

Carlo Formenti, storico collaboratore dellinserto Multimedia del Corriere della Sera, uno di quegli esperti che si son sempre mossi in controtendenza, senza cadere peraltro in ingenui ri uti, rispetto a una certa retorica della rete libera, gratuita, regno spontaneo della libert, quasi fosse una riproposizione della catallassi immaginata da von Hayek. Oggi la rete, e in particolare alcuni suoi strumenti, sono de niti senza mezzi termini social. Crede si tratti di un altro abuso semantico? Direi piuttosto che un abile sfruttamento dellambiguit del termine. Il lampo di genio di Zuckerberg - ben raccontato nel lm The Social Network - consistito nel cogliere il vuoto di relazioni sociali che caratterizza una comunit sempre pi frammentaria e individualizzata come la nostra e nello rire una soluzione al senso di isolamento che ne deriva. Naturalmente si tratta di una pseudosoluzione, nel senso che una merce-servizio progettata per realizzare pro tti non pu risolvere problemi sociali. Ci detto innegabile che gli utenti del network siano riusciti a sfruttarlo - sia pure con tutte le ambiguit del caso - per usi alternativi, politici e culturali. Facebook o Twitter possono quindi dar vita a movimenti sociali? Facebook e Twitter non fanno la rivoluzione, come recita giustamente un recente articolo del New Yorker. Per... per possono funzionare come catalizzatori dei movimenti, facilitando certe forme di mobilitazione e di controinformazione. Tuttavia si tratta di armi a doppio taglio nella misura in cui restano sotto il controllo privato e o rono al potere preziose informazioni per studiare e reprimere i movimenti. Cooperazione sociale in rete, economia del dono. Sono davvero possibili? Alleconomia del dono, dopo le ciniche ri essioni dei teorici della wikinomics, credono ormai solo i gonzi. Ma il fatto che lutopia dei guru della new economy si sia rivelata una bufala nulla toglie alla novit delle forme di cooperazione sociale spontanea e gratuita che si sono sperimentate negli ultimi anni. Che scenario per i social network? Lunico scenario un senza scenario. Mai fare previsioni. [Marco Dotti]

Vademecum I cinque consigli (by Luca Conti) per sfruttare al meglio i social network
Primo. Ogni social network ha linguaggio e dinamiche proprie. Automatizzare la di usione dello stesso messaggio su pi network non paga. Secondo. Se sei unassociazione, su Facebook devi aprire una Pagina u ciale e non un Pro lo personale, questultimo riservato solo a persone con nome e cognome. Terzo. Devi pensare i social network come un satellite legato a doppio lo con il tuo sito web, e non qualcosa di separato. Quarto. Su Twitter importantissimo partecipare, rispondendo alle domande degli utenti e rilanciando (retweet) messaggi altrui meritevoli di interesse. Quinto. Il blog non morto, ma anzi un ottimo complemento del sito u ciale, per aggregare e dare visibilit a tutte le attivit sui social network.

Vi spiego come, grazie a un sito, si possono realizzare 4.200 progetti


Le best practices on line segnalate dal fondatore di Pandemia.info
di Luca Conti Il successo internazionale di organizzazioni giovani ma allavanguardia potrebbe insegnare molto rispetto alle potenzialit della relazione online. Charity Water, a cinque anni dalla sua nascita, con un sito web completamente integrato con i social network e grande attenzione a design e contenuti, ha realizzato 4.200 progetti in 19 Paesi, portando acqua potabile a 2 milioni di persone. Tra le organizzazioni pi social svettano Amnesty International e Greenpeace, capaci di coinvolgere, nel mondo e in Italia, milioni di navigatori. Greenpeace lassociazione che pi ha investito in campagne di pressione e strumenti di comunicazione dal basso a disposizione dei cyberattivisti, a cominciare dai blog. Con quasi 200mila fan, Greenpeace Italia ha probabilmente il maggior seguito per una onlus su Facebook, forte della capacit di mobilitazione stimolata attraverso creativit e contenuti pensati per la condivisione. La componente informativa sposa quella divertente o ludica, come per la campagna contro la deforestazione Barbie, ti mollo. Amnesty International, da parte sua, ben ampli ca il suo messaggio partecipando con successo alla comunit di Twitter, seguendo le buone pratiche della sua rete globale. Il passaparola, con una buona causa ben comunicata, pu essere stimolato senza budget rilevanti, come dimostra il progetto Seminiamo per lAfrica promosso da Cefa onlus. Con un semplice sito, composto da un diario/blog del progetto dal Kenya e una galleria di immagini appoggiata su Flickr, i contenuti hanno parlato per il progetto, trovando terreno fertile su Facebook, generando oltre 13mila fan e un buon livello di partecipazione. Sperimentare e perseverare sono le parole chiave per ottenere risultati nel mondo del Web 2.0. Terre des hommes, prima a comprendere le dinamiche del social web, con la campagna Io proteggo i bambini ha reso testimonial migliaia di utenti. Ognuno di questi, adottando nel proprio pro lo online il occo giallo simbolo delliniziativa, ha o erto visibilit e raccolto fondi per lassociazione. Agire, seguendo le orme del World Food Programme, ha organizzato un tweetup sullemergenza relativa alla siccit in Africa Orientale. Con un appuntamento mensile, lanciato ad inizio settembre, gli operatori delle onlus attive sul campo cercano nuova attenzione su Twitter, attraverso il racconto delle proprie esperienze e la risposta in tempo reale alle domande del pubblico, con una conversazione tracciata grazie un tag dedicato allevento: #EAO. Non esistono poi solo Facebook o Twitter. Particolare attenzione richiedono Zoes.it e Shinynote, piattaforme italiane, in cui sostenibilit e solidariet costituiscono i valori fondanti intorno ai quali sviluppare relazioni, nuova economia, positivit e speranza.