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VITA

14 OTTOBRE 2011

ITALIA

Facebook e Twitter per fare la rivoluzione? Al massimo, ci trovi le foto dei gattini, smentiscono i pi quotati blogger italiani. Smontando unintera categoria, quella degli indignati online, che sembra esistere solo nei titoli dei tg. Ma qualche eccezione c
di Antonio Sgobba Riparte la mobilitazione del Web. Indignati 2.0: la protesta si crea da s. Il popolo del web contro la casta. Dal web, ai post-it, alla piazza. La protesta contro il bavaglio, Intercettazioni: Il popolo del web protesta. Sono solo alcuni titoli di agenzie, quotidiani e siti di informazione. Da qualche tempo a questa parte pare che i 26 milioni di italiani che usano Internet non facciano altro che protestare e organizzare indignazioni online. E che il popolo del web sia una categoria che piace moltissimo ai notisti dei vari quotidiani. Ma esiste davvero? Lo abbiamo chiesto a chi, di questo popolo, dovrebbe essere il portabandiera: quattro blogger molto attenti allattualit che descrivono uninternet diversa da quella che viene raccontata. In questa fase vanno di moda gli indignados e allora si racconta solo lindignazione, risponde Fabio Chiusi, titolare del blog Il nichilista e autore dei saggi Ti odio su Facebook e Guida minima a Wikileaks (Mimesis edizioni). La tendenza partita dopo le rivoluzioni in Nordafrica: si incominciato ad attribuire una sorta di potere salvi co ai social media, che avrebbero portato la democrazia, aggiunge Chiusi, che di recente ha scritto un post dal titolo eloquente: Perch non ci raccontano la rete che non si rivolta. La retorica della protesta molto cavalcata anche dai giornali progressisti, cos un proliferare di titoli sulla mobilitazione in rete. Sembra che ci siano solo rivolte, poi se uno sta su Facebook ci trova le foto dei gattini o quello che racconta

Flash mob
la formula pi riuscita di attivazione che parte dalla rete. In questa foto, il pillow ght, un ash mob organizzato da studenti a Roma.

Tutta colpa del Nordafrica

Il popolo del web non esiste e non lotta insieme a noi


che ha mangiato la pizza.... mero di iniziative che hanno tellini, invece, la soluzione non passa tormentoni Ma cos il popolo del web? avuto e cacia nella storia dai grandi numeri, ma dalla responsabi unespressione vuota. Podelle rete sono pochissime. lit individuale, le cose che devono esteva avere un qualche senso Forse perch questa indigna- sere fatte, vanno fatte dalle singole perdieci anni fa, quando a usare zione costa zero. Fa numero, sone e non attraverso un usso di dati. internet eravamo in pochi, ma non costa nessuno sfor- Oppure si pu seguire la strada degli Stati Uniti, dove molte delle dinamiche della dice Alessandro Bonino, cofondatore del zo, risponde Mantellini. forum di satira Spinoza.it. Oggi su FaceChe cosa serve allora per essere inci- rete con uiscono in associazioni esterne book ci sono 20 milioni di persone, tutta sivi? Di che cosa hanno bisogno le prote- ai partiti. Sono utenti non utilizzabili, lola popolazione alfabetizzata informati- ste online, quando ci sono, per avere del- ro stessi sono contollori dei contenuti che camente. Non pu essere un solo popolo, le conseguenze o ine? Secondo Fabio producono. In Italia abbiamo la speransono tanti, nota Bonino. Lo crede anche Chiusi la soluzione avere obiettivi spe- za di vedere qualcosa del genere? No, Arianna Ciccone, fondatrice del sito mi- ci ci. Sbraitare dicendo dimettiti, da noi si magari sensibili a certi temi, litante Valigia blu. unetichetta di co- pu essere un segnale forte della societ ma arrivati al dunque non ci vogliamo modo, usata in maniera strumentale. Se civile, ma non porta a niente. Per Man- impegnare pi di tanto. ne serve chi vuole mantenere lo status quo: cos si dipinge il web come un mondo a parte, dice la Ciccone. Fa comodo rappresentare la rete come un posto in Paolo Nori: Internet solo un mezzo. E non pi potente del fax cui si trova solo gente che schiuma rabbia, aggiunge Chiusi. Semplicemente, in rete pi facile che il pensiero si proInternet come una penna, o una macchina per scrivere, o un elenco del tepaghi; pu riguardare lindignazione ma lefono. Ti sembra che la macchina per scrivere, o la penna, o lelenco del teanche la satira. Per noi ad esempio la conlefono possano essere motore di cambiamento? Possono esserlo, ma possodivisione sui social network fondamenno essere anche il contrario, mi sembra. Lo dice Paolo Nori, scrittore, che da tale per la nascita dei nostri contenuti, tempo ha anche un blog personale molto seguito (www.paolonori.it). Difatti dice il fondatore di Spinoza.it. dentro internet, continua Nori, io vedo spinte al cambiamento, spinte alla restaurazione, commenti indignati, commenti comprensivi, commenti rassegnati, rabbiosi, compiaciuti... c di tutto. Se tu hai in mano una penna puoi Ma la piazza resta virtuale scrivere tutto, e quello che scrivi dipende solo in parte dalla penna. Certo, in rete si canalizza disagio autenCome reagisce Nori quando sente parlare di popolo del web e di rivolta del tico, riconosce Massimo Mantellini, popolo del web?. Ci ho pensato poco tempo fa quando si parlato di popolo blogger esperto, in rete da quasi dieci andi Facebook e di popolo di Twitter dopo quel che successo in Egitto e in Tuni. Penso alle lotte contro la casta, ad nisia, e mi tornato in mente di quando, in Italia, con Tangenesempio, continua Mantellini, ma non topoli, se non ricordo male, si parlava del popolo dei fax. Che se vedo mai il passo successivo. Piuttosto, uno prende queste espressioni un po alla lettera, come se Faquelle informazioni vengono utilizzate cebook, e Twitter, e, qualche anno prima, i fax fossero la causa da altri soggetti, media o partiti che se della caduta del governo, mentre i governi, a pensarci, son ne servono per una qualche causa. un sempre caduti, anche quando la gente parlava di persona, nei limite, perch come se non si coagubar, o per telefono, al massimo (e nessuno allora parlava del lasse niente da tutta questa indignaziopopolo dei bar e del popolo dei telefoni); perch il destino dei ne. come un grande serbatoio che viegoverni, in n dei conti, mi sembra, di cadere, cos come il dene utilizzato da altri. stino degli elastici, come ha scritto una volta Ermanno CavazAllora, che ne fanno tutte queste rivolte zoni, di perdere la loro elasticit. partite online? Se dovessi contare il nu-

blog op

Controprova Qui la rete ha trascinato il cambiamento


Referendum acqua. Il giorno della consultazione su Twitter erano trending topic mondiale i messaggi con lhashtag #iohovotato. Il culmine di una campagna iniziata molto tempo prima anche sui social network e che ha portato 29 milioni di italiani al voto. Pisapia sindaco di Milano. Lultimo atto stato il premio come Personalit in rete dellanno alla Blogfest, il festival dei blogger italiani. Una consacrazione venuta dopo il successo in campagna elettorale del tormentone girato su YouTube e FB tutta colpa di Pisapia. Referendum legge elettorale. Per il raggiungimento del milione e 20mila rme un ruolo importante stato giocato dalla di usione delle informazioni online. La campagna, poco sostenuta dai principali partiti, non ha trovato infatti spazio nei tg delle reti generaliste.

Per far cadere il governo basta un bar