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Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com venerd, 11 novembre 2005 Ma quanto mi costi?!? Ni Hao!

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Se dovessi giudicare il successo di questo blog dalle critiche e dai commenti negativi, negli ultmi giorni dovrei considerarmi fortunato, ne piovono in quantit. A dire il vero in buona parte arrivano dalla stessa tastiera, quella che mi chiede se ho amici, ma non specifica di averne lei (al femminile essendo laureatA). Beh, qui a Shanghai qualche amico direi che c'. Erano parecchi venerd scorso, a festeggiare il mio compleanno al Mural bar, una quarantina. Prima della festa avevo pensato di farvi un resoconto completo e corredato di immagini. Alla fine della festa ho pensato bene di desistere. Come ormai saprete al Mural il venerd si bev senza pagare (a parte i 10 Euro di ingresso) e quindi immaginatevi come gi di solito si concia la gente. Certo, che le performance pi audaci arrivassero per opera della mia insegnante di cinese, questo non me lo aspettavo. Resta il fatto che tutti hanno sostenuto che le torta, 5kg di cioccolata e crema cacao, era buonissima. Sono estremamente felice per questo. Mi scuso con Eli, Marco e gli altri che mi hanno fatto notare che un altro salame non sarebbe risultato sgradito. E' nel frigo, alla prossima... E' venerd anche oggi, quindi questa sera andremo a vedere se al Mural ci fanno ancora entrare 8-o ... vi far sapere. Oggi invece voglio riprendere in mano con voi le mie esperienze di consumatore. Non pi di un paio di giorni orsono parlavo al telefono con il mio avvocato in Italia. A lui in particolare spiegavo che quando vai al supermercato per fare la spesa, quella grossa, quella della settimana, arrivato alla cassa ci rimani male perch alla fine non sei riuscito a spendere pi di una ventina di Euro. Ci rimani male per modo di dire, ovviamente. In realt gli ho anche detto che venire a vivere qui in Cina stata l'unica soluzione possibile per far fronte ai costi che lo riguardano e che assorbono il 98% delle mie capacit finanziarie. A proposito, 13 minuti di telefonata dal mio cellulare cinese (China Mobile) al numero di Milano dell'avvocato mi sono costati 13 Euro, 1 Euro al minuto. Tanto, certo, ma provate a chiedere agli operatori mobili italiani quanto costerebbe fare altrettanto al contrario, cio dal vostro cellulare chiamare me in Cina. Ve lo anticipo io, dai 40 ai 70 Euro a seconda dell'operatore. Alla faccia!!! Ma torniamo all'esperienza di acquisto. Vi anticipo che sto preparando una puntata sulle automobili, ci vuole solo tempo per decifrare le riviste di settore in Cinese e individuare i corrispondenti modelli italiani, compresi quelli di casa FIAT. La missione di oggi il Rag alla bolognese! Sono infatti appena tornato dal supermercato dove, oltre alla versione cinese dell'idraulico liquido che mi indispensabile se voglio fare la doccia, ho comprato tutti gli ingredienti necesari per produrre un bel piatto di penne al rag. Diciamo subito che la cosa pi difficile stato comprare la merce a peso. Non vi dico poi per trovare il sedano, che si era mimetizzato il bastardo e ho girato come un cretino per mezz'ora.

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Non avevo idea di come chiederlo e a descriverlo a gesti temevo l'arresto. Ma d'altronde chi potrebbe accettare di fare un soffritto per il rag senza il sedano?!? Ecco la lista della spesa:

Cipolla gialla fresca (gi sbucciata): 400 grammi - costo al kg: 0,42 Euro - costo sostenuto: 0,17 Euro Carote giganti (da sbucciare): 250 grammi - costo al kg: 1,69 Euro (care ma sono il modello di qualit pi alta) - costo sostenuto: 0,42 Euro Sedano a gambo lungo (da pulire): 280 grammi - costo al kg: 0,95 Euro - costo sostenuto: 0,27 Euro Pomodori maturi: 1,5 kg - costo al kg: 0,32 Ero - costo sostenuto: 0,48 Euro Macinato di manzo scelto (non quello da sugo): 500 grammi - costo al kg 2,75 Euro - costo sostenuto: 1,37 Euro Macinato di maiale normale: 500 grammi - costo al kg: 1,81 Euro - costo sostenuto: 0,90 Euro Pasta Voiello (penne rigate): 500 grammi - costo della confezione: 1 Euro

L'olio di oliva lo avevo portato da casa quindi non lo conto. Qui una bottiglia da un litro di Dante costa intorno ai 7 Euro, che credo siano quasi il doppio del prezzo in Italia. Anche il parmigiano (rigorosamente Parmigiano Reggiano e mai Grana Padano) lo avevo portato dall'Italia, qui introvabile! La pentola di terracotta (bella grande) nella quale cuocer per almeno 3 ore il mio rag (vera ricetta bolognese s'intende) l'avevo comprata la settimana scorsa e pagata la bellezza di 1 Euro, al Carrefour. Il totale della spesa per produrre una quantit di penne al rag sufficiente per 4 persone stato pari a: 4,61 Euro. Di rag fra l'altro ne avanzer per altre due o tre volte. Detta cos sembra caro ma vorrei invitare qualche anima pia domani, durante la spesa al supermercato in Italia, a guardare i prezzi degli stessi ingredienti e riportare il risultato nei commenti. Se non consideriamo la pasta, infatti, che di importazione e quindi incide con un costo alto, i 3,61 Euro di costo delle materie prime elencate in Italia potrebbero aggirarsi al minimo intorno ai 6/7 Euro, il doppio circa. Detta cos sembra che non ci sia tutto questo risparmio, ma secondo me bisogna considerare alcuni fattori chiave:

Per prima cosa ho scelto i prodotti di migliore qualit, avrei potuto risparmiare un ulteriore 30/40% scegliendo cipolle da sbucciare pi piccole, carote striminzite tipo quelle della coop, macinato di manzo pi grasso e pasta di marca meno nota della Voiello, ma con sconosciute modalit di resistenza alla cottura. Ricordiamo poi che siamo a Shanghai che, se non consideriamo Shenzhen dove l'economia condizionata dal confine con Hong Kong, a detta di tutti la citt pi cara di tutta la Cina. Consideriamo anche che abito in centro, in una zona dove sicuramente la spesa ha costi maggiori. Se invece che al supermarket fossi andato al mercato, che proprio di fronte a casa, avrei probabilmente speso la met, anche perch l si pu contrattare. Le mie capacit di acquisto in cinese con gli operatori del mercato rionale, per, non hanno ancora raggiunto il necessario livello minimo.

Ne deriva quindi che con maggiore oculatezza potr arrivare a produrre un buon mezzo chilo di penne al rag come dico io, cio con un bel soffritto, tantissima carne e pomodoro fresco, con una spesa inferiore ai 3 Euro tutto incluso.

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Che ve ne pare? Ne emenrge che comprare in Cina i generi alimentari certamente meno conveniente dei prodotti industriali. Infatti qui il 20% della popolazione mondiale pu disporre solo del 7% delle superfici coltivabili del pianeta. L'importazione quindi all'ordine del giorno e il basso costo di manodopera e trasporto non riesce a incidere cos tanto come sulla produzione industriale. In ogni caso, anche nella citt pi cara, comunque possibile sfamare la famiglia per un mese con i 100 Euro o poco pi, il sogno degli operai italiani! Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com luned, 07 novembre 2005 Ormai ci siamo Ni hao!

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Comprare in Cina orologi falsi, insieme a finte polo Lacoste, occhiali Rayban e riproduzioni di scarpe Nike un must per tutti i turisti. Io mi interesso all'argomento per motivi diversi. Vi ho gi raccontato a pi riprese delle avventure al cosiddetto "Fake Market", il mercatino delle riproduzioni di marchi famosi. Fra le bancarelle, che poi in realt sono veri e propri negozzietti dotati di tutto, anche dell'aria condizionata per l'estate, si trova sfacciatamente di tutto. Vuoi una borsetta di Gucci? Un paio di occhiali di Armani? Le scarpe della linea Vela di Prada? Non devi cercare a fatica, tutto esposto in bella mostra sugli scaffali. Qualche giorno fa ho sentito due italiani che, dopo aver lasciato un negoziante senza soddisfazione, commentavano dicendo " troppo nuovo per trovarlo qui". Parlavano di un orologio di un marchio famoso. Per curiosit li ho fermati e ho chiesto loro "cosa" fosse troppo nuovo. Mi hanno fatto vedere la pagina strappata da un giornale e li ho invitati a scommettere che lo avremmo trovato in 10 minuti. Ovviamente sapevo come muovermi e ho vinto la scommessa. Non ci ho guadagnato nulla, se non la soddisfazione di vederli contrattare e alla fine pagare 50 Euro un orologio che io avrei potuto portare a casa per 10. Questa stato il premio per aver vinto la scommessa. E non sono neanche stato tanto cattivo, avrei potuto chiedere al negoziante cinese una percentuale. Nulla troppo nuovo per i falsari cinesi. Nello stesso giorno mi sono imbattuto in un cartello che mi ha fatto sobbalzare. Lungo la strada per il mercatino, dove vado all'incirca ogni due giorni, anche se non compro mai niente, c'erano numerosi poliziotti. Erano quelli in divisa grigia, che ho nel tempo inquadrato come l'equivalente della nostra finanza (che solo a nominarla mi viene la pelle d'oca, a prescindere). Una decina tutti in fila che si guardavono intorno e, di fianco all'ultimo, vedo il cartello che mi sono fermato a leggere. Pi o meno diceva questo: La Municipalit di Shanghai combatte costantemente contro la falsificazione degli oggetti di marca. Abbiamo messo in campo tutte le forze per combattere questo crimine. Chiunque metta in vendita oggetti di queste 40 marche famose: - segue elenco dei marchi fra cui molti italiani verr perseguito ecc. ecc. Io ho riassunto velocemente, il cartello molto grande. Mi sono ripromesso di fotografarlo per voi uno dei prossimi giorni. Ci sono due cose che mi hanno fatto semplicemente ridere una volta letto quel cartello: la prima che di fianco allo stesso, c'era una signorina che con in mano un catalogo di orologi ti diceva "watch, bag, dvd, look, look, wanna buy?"; la seconda che la data riportata sul cartello stesso era il 24 ottobre... 2004!!! A dire il vero un minimo di affetto questo cartello lo ha avuto. Ci sono due marche in particolare che non troverete esposte. Le borse di Luis Vuitton e gli orologi Rolex. Questo non vuol dire che non siano disponibili ma semplicemente che vanno cercati nei posti giusti. Negli

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stanzini segreti, nei doppi fondi dei negozi, dietro gli specchi dove si celano i magazzini del proibito. Basta lasciarsi andare. Ma torniamo ai motivi che rendono per me interessante il mercato dei falsi. Gli orologi di marca. Non una marca a caso, ma una marca specifica: ROLEX. Non mi interesso ai Rolex falsi perch da grande voglio fare il contrabbandiere. Ce ne fosse poi bisgono. Chi di voi non ha trovato quest'estate in spiaggia il marocchino o il cinese con i Rolex tarocchi? Prezzo medio fra i 30 e i 50 Euro. Buono, anzi, buonissimo, se l'orologio fatto bene. Al mercatino in Cina ovviamente si compra per 10 euro. Ma come dicevo non la compravendita di questi orologi quello che mi interessa, bens la qualit. Gi, perch sono convinto che la qualit nella riproduzione di un oggetto sofisticato come un cronografo Rolex, possa essere un buon indice dello stato di avanzamento tecnologico dell'industria meccanica cinese. Come dite? Di solito per questo tipo di analisi vi affidate alle ricerche di mercato dei vari istituti che poi ne fanno pubblicazioni e convegni? Beh, lasciatemi dire che se aspettate che, per esempio l'ICE, faccia una ricerca, la pubblichi e ne organizzi un convegno, nel frattempo i cinesi avranno sviluppato le tecnologie per impiantare l'orologio nella cornea. Qui si corre, non si va al ritmo dei carrozzoni istituzionali. Quelli vanno avanti da se, come diceva Renato Zero. Ma se noi vogliamo dei dati certi sull'avanzamento tecnologico dell'industria cinese, permettetemi, il mercato dei falsi quello che dobbiamo analizzare. Ci sono pi o meno 3 livelli di qualit per i falsi Rolex. Prendiamo a modello di riferimento il Daytona, cronografo che pu offrire un certo livello di sofisticazione. Il modello originale, infatti, ha funzioni di cronometro con utilizzo di tre piccoli quadranti sul principale. Aggiunge quindi al movimento delle lancette segna tempo, quello di indicatori per i secondi e per il tempo cronometrato. E' sicuramente un orologio automatico di notevole complessit. Questo intuibile dal fatto che i falsi cinesi non offrono queste funzionalit avanzate (o almeno per il momento prendiamo questo dato come veritiero, poi vi spiegher meglio). Probabilmente gli orologiai svizzeri hanno impiegato 100 anni a sviluppare le capacit per ottenere meccanismi di precisione che garantiscono questo tipo di sofisticazioni. La qualit dei falsi Rolex quindi abbiamo detto che si misura su tre livelli, che sono legati pi che altro alla fattura e non tanto alla meccanica. Al livello pi basso ci sono quegli orologi che trovate anche sulle spiagge italiane, o nei mercatini. Si contraddistinguono al volo dal fatto che le maglie del cinturino sono trattenute fra loro con dei perni, i classici pernetti da bracciale d'orologio che si schiacciano per staccare le maglie e, ad esempio, stringere il bracciale. Le probabilit che questo si rompa in pochi giorni sono molto alte. Il meccanismo di regolazione poi non preciso la meccanica da evidenti segnali di scarsit. I modelli in (finto) oro avranno sicuramente colorazioni disomogenee dei vari pezzi e tenderanno a rovinarsi facilmente. Il livello intermedio quello che prevede il cinturino con le maglie regolabili attraverso perni a vite. Le 3 o 4 maglie quindi pi vicine all'apertura avranno su un lato delle piccole viti a taglio. La robustezza del bracciale sicuramente migliore. Anche la meccanica di qualit superiore. Questi orologi potrebbero avere, a differenza dei precedenti, anche una finta etichetta olografica sulla cassa, simile a quelle applicate recentemente dalla Rolex. La doratura, sui modelli che la prevedono, dovrebbe essere pi brillante, fatta con vernici migliori, in alcuni casi a probabile trasferimento chimico. Il livello di qualit alto di distingue, oltre che per le maglie con viti, anche per la chiusura, che decisamente pi sofisticata e prevede il sistema a pressione tipico dei Rolex autentici. La

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meccanica chiaramente di precisione maggiore e si pu vedere chiaramente che le lancette sono ben allineate, portandole sulle ore 6:00 e 12:00. Questi modelli non dovrebbero dare segni di scarsa colorazione delle dorature e i pulsanti dovrebbero apparire come fluidi. Quasi certamente questi prodotti avranno un vetro al quarzo vero, che vi verr dimostrato come antigraffio passandoci sopra qualcosa di abrasivo. Ottimo prodotto davvero. Abbiamo detto che il nostro termine di paragone il Daytona. A quadrante bianco o nero che sia, i pulsanti serviranno per regolare il datario, che sostituisce le funzioni originali di cronografo nei piccoli quadranti. Quanto costano sul mercato cinese questi (semi) gioiellini? Si va dai 7 Euro di un bassa qualit ai 10 di un medio per arrivare fino a 15 per le riproduzioni migliori. In tutto questo, abbiamo visto che le differenze sono perlopi di finitura, lasciando alla meccanica un ruolo marginale. Gi, ma lasciatemi dire che avremmo dovuto parlare al passato. Si perch negli ultimi periodi nuovi prodotti si sono affacciati sul mercato, e qui si comincia a fare sul serio. I nuovi modelli di cronografo cinese hanno infatti raggiunto le stesse funzionalit dei Rolex veri!!! Pi difficile che per le borse LV, una volta trovati questi oggetti capirete che avete per le mani un prodotto di tecnologia assolutamente paragonabile a quella occidentale. Le funzioni di cronografo del Daytona sono riprodotte in modo impeccabile e la precisione sembra essere totale. Questo non pu che significare il raggiungimento di un grado superiore nella capacit tecnologica di produzione meccanica di precisione. Anche un semplice "Ghiera Verde" tanto di moda nella Milano da bere denota notevole superiorit nella qualit. Nelle produzioni normali ad esempio la data cambia in modo non uniforme, nell'arco di svariati minuti a cavallo della mezzanotte. Nei nuovi modelli invece il cambio di data a scatto, come nell'originale, al passare della mezzanotte. Questo significa che il meccanismo interno non pi preso da orologi di basso costo e infilato dentro carcasse finte Rolex ma che un meccanismo progettato e costruito appositamente. La difficolt con cui si trovano questi modelli praticamente perfetti fa pensare che per adesso siano poche le aziende in grado di produrli, magari solo una o due. Ma il passo stato fatto e non escludo che nei prossimi mesi questo livello qualitativo diventi lo standard alto, di fatto buttando fuori dal mercato i prodotti di fascia pi bassa, che sono destinati a sparire con il crescere della capacit produttiva di qualit. Oggi come oggi, quindi, se la Rolex comprasse in Cina i falsi e poi li infilasse dentro le sue scatole originali con garanzia ecc, sarebbe praticamente impossibile per chiunque carpirne le differenze. Ormai ci siamo, quindi. La capacit tecnologica nella meccanica di precisione sta allineando i laboratori cinesi ai nostri occidentali, con tanta buona pace per chi confidava ancora sul fatto che almeno nelle produzioni di nicchia ad elevata qualit, potevamo stare tranquilli. E adesso? Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com gioved, 03 novembre 2005 tsuni tsuni tsuni tsuni scianru scianru scianru scianru quaire, quaire, quaire, cen long quaire,

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Oggi compio 33 anni, se avrete letto le poche righe qui sopra mi avrete cantato tanti auguri. (sci sci = grazie) Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com mercoled, 02 novembre 2005 Carrefour, IKEA e l'Arte della guerra Ni Hao! Ho individuato tre modi principali di fare un blog.

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Il primo quello prettamente personale, dove le persone raccontano i fattacci loro, anche i pi intimi, come una volta si faceva con il diario in stile "piccole donne". Questi blog hanno molto spesso un'aggiornamento quotidiano o anche pi volte al giorno, che va da piccoli pensieri (tipo "oggi ho le mie cose") a ore di racconti su come "quella bastarda sta cercando di soffiarmi il tipo" (che di solito non la considera di pezza, lei non l'amica). Questo tipo di blog non ha come scopo ultimo quello dell'interazione, che gradita quando limitata a commenti di supporto e/o (soprattutto) commiserazione, del tipo: "lascia perdere, sono tutti uguali". Il secondo genere quello dei pensatori, diciamo dei provocatori. Sono quelli che amano lanciare la prima pietra. Sono blog dove, con cadenza giornaliera, in pochissime righe il proprietario scrive un commento su qualcosa di accaduto o che accadra, il pi possibile (si spera) attinente al tema del blog. Scopo ultimo di questi la generazione di partecipazione da parte dei lettori, quindi la sezione commenti punta a dimensioni esponenziali rispetto al contenuto vero e proprio. Il terzo genere quello che racconta cose e pensieri, molto spesso in composizioni corpose, che possono essere pi o meno condivise. Di solito non vanno pi di un tot fuori tema e lo scopo quello di cercare un'interazione pi intima con il lettore, senza per forza spingerlo alla convulsione del "commento obbligatorio". L'aggiornamento non quasi mai quotidiano, ma i temi sono di solito trattati in profondit. E' inutile dire che in questo terzo "tipo" che identifico questo blog. Prima di tutto per la incostanza e la lunghezza dei miei interventi. In secondo luogo per il tipo di interazione che cerco con voi. I commenti sono certamente piacevoli. Le e-mail alla mia casella (che indicata qui a sinistra, ricordo) sono apprezzatissimi. Lo sapete in molti, visto che ogni giorno ricevo delle e-mail che, nella maggiorparte dei casi, sono piacevoli spunti per far crescere la mente e, in molti, sono anche diventate occasioni per nuove amicizie. Un esempio (e un ringraziamento) la festa di Halloween a cui mi hanno gentilmente invitato Eli & Marco (il link al loro blog e alle loro foto lo trovate a sinistra) che da ottimi PR hanno riempito l'appartamento con vista su People Square di almeno 100 persone. Il fatto che l'appartamento non fosse il loro ma di Dani e Ale poco conta no? Grazie anche a loro quindi. Mi sono veramente divertito e poi, finalmente, ho scoperto che anche a Shanghai ci sono gli italiani. Mi rimane il dubbio che fossero tutti li sabato sera, una cinquantina in tutto, per... io la mia parte l'ho fatta, presentandomi oltre che con qualche litro di birra, con un bel salame cremonese da mezzo chilo, che ha per un po' trasformato la cucina nel posto pi cool di tutta Shanghai. A proposito, grazie Eli & Marco per aver citato la cosa indicando solo l'inziale del mio nome italiano ;-) Queste sono le piccole (grandi) cose che nascono da un blog e da un semplice messaggio o una e-mail. Allora, cosa aspettate? Per l'ennesima volta esorto chi magari si sia tirato indietro perch "magari disturbo" a non fare il pollo (che fra l'altro rischia l'influenza) e a scrivermi a: chen.long.sh@gmail.com. Nel frattempo mi sto riambientando nella vita shanghainese, e magari ve ne racconto un po'... S.P.Q.C. - Sono Pazzi Questi Cinesi!!! Luned avevo un appuntamento di lavoro a HuZhou, ridente cittadina industriale a circa 150Km da Shanghai, che potremmo paragonare a una versione impoverita di Melfi, dove per le

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com fabbriche aprono invece che chiudere.

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L'unico mezzo per raggiungere Huzhou la corriera, la ferrovia l non arriva. Non perch le ferrovie cinesi non siano valide, anzi, sono forse la rete pi estesa al mondo, ma semplicemente perch, come anche da noi, molte localit non hanno la stazione ferroviaria. La corriera per Huzhou non ha nulla da invidiare ai nostri mezzi turistici occidentali, anzi. Il pullman era un ottimo mezzo, decisamente nuovo, confortevole, con aria condizionata, tv e distributore dell'acqua fresca. Altro che le gite delle medie. A parte i VideoCD di karaoke che per tutto il viaggio hanno popolato la televisione e l'impianto di diffusione audio del mezzo, il viaggio presentava tutti i presupposti per essere confortevole. Una sola cosa manca ai pullman cinesi rispetto ai nostri. Un autista con la testa sulle spalle! Non ho mai approfondito il tema della guida cinese, lo far in parte oggi. Sono dei pazzi criminali. In realt mi chiedo come sia possibile che non si verifichino montagne di incidenti. Faccio qualche esempio. Huzhou si trova a ovest di Shanghai, nell'entroterra. Il percorso per arrivarvi prevede una prima parte di Autostrada a due corsie pi emergenza di circa 60km. Diciamo che un'autostrada a 3 corsie, perch quella di emergenza viene regolarmente usata dai mezzi pi veloci per la marcia in regolare sorpasso a destra di chi viaggia sulle corsie normali. Non poi raro trovare dei cammion stracarichi che viaggiano sulla corsia di sorpasso a 50 all'ora, incuranti di lampeggiate e clacson. Gi, i clacson. Ormai ho capito che per avere la patente in Cina non devi andare a scuola guida, ma bens al conservatorio. L'autista cinese, infatti, dedica il 70% del suo tempo a suonare il clacson. Ogni scusa buona. Anche se sei in corsia di sorpasso, 3km di strada vuota davanti, se vedi un contadino che ara il campo ben lontano dal ciglio della strada, comunque suoni il clacson. Non si sa mai. Anche in questo momento, sono le 10 del mattino, sono in casa con le finenstre ben chiuse. Il palazzo il terzo del cortile e la strada pi vicina a non meno di 200 metri con una buona quantit di edifici nel mezzo. Sento comunque un continuo e incessante concerto in mi be molle settima crescente e andante (dove, fate voi). Ma i pazzi non sono loro, gli autisti. C' di peggio. Gi perch dopo i primi 60 km di autostrada, i restanti 100 sono composti da una statale a due corsie per senso di marcia (con spartitraffico centrale) che secondo me la Salerno ReggioCalabria dovrebbe un po' invidiare. Ma almeno sulla tanto contestata autostrada italiana non ci sono incroci a ogni metro e fabbriche su tutto il percorso. Cosa succede a questi incroci? Molto semplicemente, zelanti cinesini dal cervello fino (nel senso di piccolo) fanno cose tipo attraversare senza guardare conducendo mezzi di ogni genere, dal carretto tirato a mano, alla bicicletta a tre posti, dal motorino usato come cucina mobile al carretto, motorizzato adattando una motozzappa, caricato come un tir Iveco Turbostar da 480 cavalli. Immaginatevi due ore (per fare 100km) di viaggio in modalit "burrasca vento forza 7" con il pullman che arriva a 80 all'ora e poi inchioda bruscamente con i piedi sul clacson per uno di questi scavezzacollo ambulanti, per poi ripartire, arrivare a 80 all'ora e rinchiodare... e via cos per 100km. Al ritorno, con il buio, il clacson stato in parte sostituito dagli abbaglianti, costantemente accesi. Io se fossi uno che arriva in senso contrario, vorrei avere un bazooka a bordo per far saltare in aria tutti quei cretini che mi sparano gli abbaglianti in faccia, ovvero il 97% dei mezzi che circolano. La spesa francese Dopo ormai qualche mese di vita e sperimentazione a Shanghai, ho deciso. Si v a vedere il

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com Carrefour.

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Partiamo dal principio che il Carrefour in Italia non mi piace. Non mi piace proprio la sensazione che ti offre girando fra gli scaffali. Non cool come la Esselunga e non neanche massiccio come l'Iper Coop. Non accattivante, insomma non trasmette un buon feeling. Ma francese e quindi a Shanghai il sabato e la domenica fai la fila ore, anche solo per entrare. Tanto per non fare il pirla, ci sono andato di venerd sera, ed era vuoto. Non mi piace neanche il Carrefour di Shanghai. Certo, grande. Certo, l'assortimento vasto. A parte il fatto che mediamente caro, anche per i prodotti prettamente cinesi, non mi ha trasmesso grandi entusiasmi. Non mi fermer qui e mi sono ripromesso la prossima settimana di visitare il Wall Mart. Gi in partenza ho la sensazione che trover qualcosa di molto diverso dagli originali americani, che sono catene del basso prezzo, quasi come i nostri hard discount tipo LD, Penny market ecc. Vi far sapere. E quella svedese Ah! L'IKEA... Ho fatto il calcolo. Sono 10 anni che arredo case esclusivamente IKEA. Dovrebbero darmi quasi il premio fedelt. Le IKEA del nord Italia le ho girate tutte. Di alcune come quella di Carugate (alle porte di Milano, a 3 minuti dagli studi di Canale 5) conosco anche gli acari per nome. Ma ho comprato all'IKEA di Londra, a due passi dallo stadio di Wimbledon, e in quella di Parigi. Insomma, sono IKEA dipendente. Ho 5 tavolini LACK perch due li ho buttati, dato che era caduta sopra della cera dalle candele INDEVIT (il nome delle candele inventato, non quello dei tavolini). Ammiro la genialit del Sig. IKEA. So che non si chiama cos, ma non ho voglia di cercare su google il nome vero. Per un Signor IKEA, di questo sono certo, non si tratta di una conglomerata nata pubblica e diventata di propriet delle banche ma di un vero genio del marketing applicato ai mobili. Talmente genio che riuscito a fare la cosa sognata da tutti gli imprenditori del mondo: metterlo in quel posto ai cinesi!!! Perch dico questo? Ora ve lo spiego. Dovete sapere che farsi l'arredamento da IKEA quasi la cosa pi figa che le nuove donne manager rampanti di Shanghai possano fare. Le nostre ragazze vanno a letto sognando Omar, il nuovo tronista della De Filippi (il marito di Costanzo) che si sta allenando per partecipare alla prossima edizione dell'"isola dei pirla". Le ragazze di Shanghai vanno a letto sognando OMAR, che il nuovo divano a tre posti in tinte cangianti dell'IKEA!!! Sono ammirato da come l'IKEA sia riuscita a mantenere la sua identit ovunque, anche in Cina. Se siete capaci di raggiungere il ristorante svedese al secondo piano di una qualsiasi IKEA italiana, senza farvi fregare dal percorso a ostacoli in mezzo a orde di mobili e suppellettili, beh ci riuscirete anche a Shanghai. I magazzini IKEA sono proprio uguali ovunque. Anche nel men. Infatti anche all'IKEA di Shanghai il piatto fort sono le polpette svedesi con salsa ai funghi e annessa composta di mirtilli (che schifo). Unica differenza: da noi il contorno di patate lesse, qui di patatine fritte. Ma quello che il Signor IKEA, dicevo, ha avuto la genialit di fare, di invertire i ruoli.

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Perch in Europa quelli come me comprano tutto per la casa, dai mobili agli asciugamani, all'IKEA? Semplicemente perch il posto pi economico che c'! E come fa l'IKEA ad essere cos economica? Certo, in parte sfrutta i concetti di self service, logistica ottimizzata dallo studio ossessivo degli imballi ecc. Ma la motivazione principale il fatto che produce in Cina. E quanto poco costano allora le cose IKEA in Cina, che non hanno neanche spese di logistica? Risposta scontata... oppure no... sono PIU' CARE!!! Non sto scherzando e l'esempio ve lo faccio con il tavolino LACK, quello di cui ho la collezione completa. Per chi non l'avesse presente quel tavolino basso di (finto) legno colorato, quadrato di 60cm di lato. Avete presente? Bene, tenetelo a Mente. All'IKEA di Carugate il tavolino LACK costa 9,95 Euro, che convertiti in Renminbi (la moneta cinese) corrispondono a 96RMB... All'IKEA di Shanghai il tavolino LACK costa esattamente 119RMB, ovvero il 24% in pi!!! Questo ha dell'incredibile. In questo paese 119RMB sono il salario di 2 giorni di lavoro per un operaio! Questo significa che in Cina l'IKEA chiede per un tavolino l'equivalente di 2 giorni di salario, contro l'equivalente di 2 ore di salario per un operaio italiano che voglia comprare lo stesso tavolino a Milano. Questo significa che nel paese dei "poveri" la stessa azienda che in tutta europa diventata famosa perch mette a disposizione dei pi poveri oggetti validi, qui destinata esclusivamente agli straricchi!!! Evviva il mercato globale. Ma come gli venuta agli svedesi questa idea fenomenale di essere i primi ad aver avuto la capacit di inchiappettare veramente i cinesi? Secondo me hanno letto i libri giusti. E allora facciamolo anche noi, diamine! Torna quindi, a furor di popolo, la recensione dei libri a tema. Fare affari in Cina una guerra Se si vuole competere nelle trattative con i manager cinesi, necessario e fondamentale entrare nella loro visione del business. Adottare le loro stesse strategie e i loro modelli vincenti pu consentire di ottenere risultati sorprendenti. La scuola di management cinese, per, viene da molto lontano, ha migliaia di anni. Se si vuole capire quali sono i fondamenti su cui si basa il modo di concepire il business da parte dei cinesi necessario partire dalle sue origini, che non sono prettamente legate al mondo degli affari ma fanno pi che altro parte dei concetti filosofici. Ecco perch capire la mentali cinese fondamentale. Per fare questo credo che la cosa migliore sia partire dalla scoperta dei pensieri confuciani. Confucio il nome latinizzato a nostro uso e consumo del mastro Kong, nato nel 550 a.c. e conosciuto come l'artefice della via della saggezza cinese. Vi riporto un breve passo dei dialoghi di confucio (che come forma potremmo paragonare al nostro concetto di Vangelo, cio

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il maestro che racconta a volte storie che necessitano di interpretazione, il tutto tramandato dai discepoli): L'uomo nobile di animo tiene alla benevolenza, luomo mediocre agli agi; l'uomo nobile di animo tiene all'imparzialit, l'uomo mediocre al favore; l'uomo nobile di animo conosce il senso di giustizia, l'uomo mediocre solo il profitto. Questo breve passo dei dialoghi confuciani ci fa capire di colpo la base da cui nasce l'approccio di trattativa cinese, per il quale non importante che una delle due parti ottenga dei benefici, cio vinca, ma bens fondamentale che entrambe abbiano convenienza dal risultato della contrattazione. Perch l'uomo mediocre che punta esclusivamente al proprio profitto e un manager cinese che si inquadrasse in questo contesto potrebbe perdere la fiducia da parte dei suoi conoscenti. Ecco perch il manager occidentale che viene qui per fare profitti a scapito della controparte cinese, farebbe meglio a stare a casa a fare l'uomo mediocre, che nel nostro paese ammirato e riverito (fino a diventare Presidente del Consiglio). Per andare alla scoperta del pensiero confuciano e aprire cos la vostra mente di business man "china ready" potete partire da questo libro: Confucio - Dialoghi A cura di Tiziana Lippiello, Einaudi Editore nella collana I tascabili. Puoi vedere questo libro e saperne di pi facendo click qui: Confucio - dialoghi. Il passo successivo, dopo aver appreso i fondamenti filosofici del pensiero cinese, quello di imparare le strategie. Gi perch oltre ad applicare le filosofie antiche, qui si applicano anche i modelli strategici vecchi di migliaia di anni e nati per fare la guerra. L'arte della guerra il manuale di strategia militare nato dal maestro Sun Tzu e poi esteso dal maestro Sun Pin. I 36 stratagemmi rappresentano invece le tecniche di base per la conduzione delle battaglie, suddivise in strategie per l'attacco, la difesa, il contrattacco ecc. Sono 6 differenti strategie per ognuna delle 6 tipologie di conduzione della guerra che sono state precedentemente teorizzate dal maestro Sun Tzu. Entrambi questi libri risalgono ai secoli antecedenti la nascita di Cristo e per molto tempo sono stati vietati al popolo essendo, contemporaneamente, obbligatori nel percorso di studi militare e di conoscenza fondamentale per i generali degli eserciti cinesi. Oggi le analisi proprie dell'arte della guerra e gli stratagemmi da adottare sui campi di battaglia, sono diventati la materia di studio dei manager cinesi, che prendono spunto dai consigli ai militari per espugnare la fortezza nemica, in questo caso il consiglio di amministrazione dell'azienda partner occidentale. Se vogliamo competere in questo campo, non possiamo fare altro che apprendere le stesse tecniche di combattimento, partendo da questi due volumi: L'arte della guerra - Sun Tzu e Sun Pin Edizione completa adattata da Ralph D. Sawyer e pubblicata da Neri Pozza Editore nella collana Biblioteca

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com Puoi vedere questo libro e saperne di pi facendo click qui: L'arte della guerra. I 36 stratagemmi - A cura di Gianluca Magi

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Edizione particolarmente curata dallo studioso italiano con la prefazione di Franco Battiato, edita da Il Punto d'Incontro. Puoi vedere questo libro e saperne di pi facendo click qui: I 36 stratagemmi. Come avrete notato, ho aggiunto una funzionalit ai miei consigli editoriali, che il collegamento diretto a Internet Book Shop Italia, da dove si possono raccogliere le informazioni, leggere le recensioni dei lettori ed eventualmente anche comprare direttamente i libri. Spero che questo vi faccia piacere e approfitterei per darvi i riferimenti anche dei libri che ho consigliato in precedenza: Federico Rampini - Il secolo cinese Questo quanto per oggi. Domani il mio compleanno. Ho in serbo una piccola chicca, quindi tornate a trovarmi. Se siete a Shanghai, invece, fatemi un fischio che vi do le coordinate per la mia festa di compleanno che sar venerd sera al Mural Bar. Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com gioved, 27 ottobre 2005 Finalmente a... casa?!? Ni Hao! Orpo! Si, avete letto bene... Ni Hao!

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Cosa pu significare questo? Esatto, avete capito bene, finalmente vi sto scrivendo nuovamente dalla Cina. Sono tornato a Shanghai. Era ora! Quanto mi mancavano lo smog, l'aria puzzolente, il traffico infernale, i clacson che non smettono mai di suonare a qualsiasi ora del giorno e della notte. E' facile capire che si arrivati a Shanghai, fin dall'aereoporto. Alzi la mano chi non ha fatto qualche viaggio in aereo. A parte la mamma, credo sarete in pochi. Bene, sapete quindi cosa vuol dire arrivare in un aereoporto, soprattutto internazionale. Prendiamo ad esempio il nostro fantastico e funzionale aereoporto di Milano Malpensa. Quanto di voi hanno provato l'ebrezza di un arrivo a Malpensa? Bene, fate il paragone con un arrivo all'aereoporto internazionale di Pudong (si legge puton) a Shanghai. Volo Alitalia proveniente da Milano Malpensa. Ovviamente, essendo che l'Alitalia tende a risparmiare (anche sul servizio a bordo direi) il gate assegnato l'ultimo degli ultimi, il pi lontano che c' (e quindi probabilmente il pi economico) anche se tutti quelli pi vicini all'uscita sono vuoti. Ma andiamo per ordine, ovvero per orari: ore 08:42 - atterraggio sulla pista dell'aereoporto internazionale ore 08:45 - dopo un trasferimento veloce ed efficace l'aereo parcheggia al gate, "s'intuba" come dico io ore 08:47 - fuori dall'aereo e spediti nel corridoio in direzione immigrazione e dogana ore 08:51 - dopo chilometri di tappeti si arriva finalmente al controllo immigrazione, dove decine di funzionari hanno come unico scopo quello di non farti fare la coda ore 08:53 - ufficialmente immigrato e con il passaporto timbrato si va a prendere il bagaglio, il nastro trasportatore gi assegnato ore 08:55 - bagaglio ritirato senza nessun problema, nonostante i 60kg di mercanzia che mi porto appresso ore 08:57 - passata la dogana senza batter ciglio, nonostante avessi la valigia piena di salami, formaggi ecc, tutte cose vietatissime ore 08:59 - fuori dall'aereoporto ore 09:01 - il taxi ha caricato le valige e parte in direzione centro, anche questa volta ce l'abbiamo fatta. Non un caso, gi la seconda volta che mi succede. Questo l'aereoporto di Shanghai, 19 minuti da quando l'aereo tocca con le ruote sulla pista a quando il taxi parte per portarti in citt. Trattandosi di volo intercontinentale con pratiche di immigrazione annesse, io continuo a definirlo un servizio da record. Bisogna dire il vero, per. Ci sono alcuni elementi che giocano a favore di tutto questo e che sono suscettibili di personalizzazione. La mia particolarmente smart. Volando molto, sono dotato di tessera del Club Ulisse di Alitalia, che offre alcuni interessanti vantaggi. Il primo di questi la possibilit, alla partenza, di effettuare il check in al banco riservato alla business class anche se si vola in economica. Oltre a evitare le file, questo consente di avere il bagaglio etichettato come prioritario. Le valige sono quindi le prime ad essere scaricate e portate di corsa al nastro di riconsegna. Gi questo un bel vantaggio, a cui si aggiunge la possibilit di trasportare 20kg di bagaglio extra, che aggiunti ai 30 previsti diventano 50. Hai voglia a portarne di salami. Ultima piccola gratifica quella di poter scegliere il posto a sedere. Io, se non trovo come in questo caso l'uscita di sicurezza, mi faccio piazzare nella prima fila

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disponibile. Questo significa essere fra i primi a uscire, a differenza di quelli che sono seduti in 34ma fila che devono aspettare tutto l'aereo. Ci significa arrivare prima anche all'immigrazione ed evitare le file. Insomma, ovvio che con un po' di personalizzazioni di questo genere, diventa pi facile stare sotto i 20 minuti. Ma non aggiungerei pi di 10/15 minuti per arrivare alla condizione peggiore. Comunque un ottimo tempo. In compenso so gi che quando torner a casa per Natale, a Malpensa, mi aspetteranno 15 minuti di trasferimento dalla pista al gate. Attesa perch la rampa non pronta. Ben 2 sportelli per l'immigrazione dove sonnolenti poliziotti impiegheranno ore a piazzare quattro timbri sui passaporti. Poi una lunga attesa per i miei bagagli "PRIORITY" che avranno nel frattempo subito un bel tentativo di efrazione (lo capisco dal fatto che la mia combinazione, che numerica, la ritrovo impostata su 000 all'arrivo) con un palmo di naso per quei bastardi che, nonostante ne abbiano arrestati decine, continuano a rubare nelle valige imperterriti. Per finire alla fortunata presenza della mamma perch se dovessi prendere un taxi, dopo ore di fila, spenderei non meno di 120 Euro per arrivare in centro a Milano. Per la cronaca i 50km di corsa in taxi dall'aereoporto al centro di Shanghai sono costati ben 14 Euro, ovviamente e rigorosamente a tassametro! E adesso? Che ci faccio a Shanghai? Sapevo che ve lo sareste chiesto. Ma presto per parlane. Intanto sono tornato per potervi raccontare un po' di cose nuove sulla Cina. Nei prossimi giorni vi parler anche di altre citt, dove ho in programma di andare. Per ora posso solo dire che, non so perche, ma mi sento come "tornato a casa". Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com luned, 17 ottobre 2005 Smettiamola di denigrare la Cina!!! Ciao! Sono decisamente arrabbiato.

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Non facile alle 20:30 smuovermi dal comodo divano per piazzarmi davanti al computer, ma questa sera il TG5 ci riuscito, senza prodigarsi in particolari sforzi. Certo, quando Enrico Mentana lasci e venne sostituito da Carlo Rossella, facevo parte di quella schiera di persone che defin il futuro del tele giornale come il "Nuovo Verissimo". La dimostrazione che avevamo ragione viene dalla nuova conduzione serale del TG che, per chi avesse avuto la fortuna di perdersi la novit, stata affidata a Cristina Parodi, proprio la "reginetta di Verissimo". Questa l'informazione italiana, e noi ci divertiamo a criticare quella cinese succube del regime. Ma veniamo a quello che mi ha fatto imbufalire. L'occasione era quella di parlare di un hotel di lusso aperto alle porte di Pechino che, dietro investimento di 80 milioni di dollari, stato realizzato sullo stile di un castello francese del settecento. Non ho registrato il servizio ma le parole di descrizione le ricordo ed erano pi o meno le seguenti: "stucchi, affreschi, decorazioni e un giardino degno delle migliori regge, chiunque non avrebbe dubbi nel dire che ci troviamo in Francia e invece questo castello in Cina; dopo orologi, borsette e capi di abbigliamento la nuova frontiera dei cinesi copia tutto, i pi bravi al mondo in quest'arte, copiare i castelli francesi nei minimi dettagli" Non mi interessa molto del castello, mi fa decisamente arrabbiare l'approccio che ci inculcano nella testa concetti denigranti come: "i cinesi non sanno fare altro che copiare noi occidentali" Ho gi accennato a quante innovazioni la civilt cinese ha anticipato rispetto a noi, tanto bravi occidentali. Non mi sono invece soffermato su altro. Cominciamo dal castello francese replicato alle porte di Pechino. Secondo voi i reddatori del TG5 hanno mai sentito parlare di una citt che si chiama Las Vegas? Io dico di si e sono convinto che ci siano anche stati, a sperperare il denaro guadagnato, direi immeritatamente. Una finta piazza San Marco non distante dalla Tour Eifell fa da sfondo a una vera piramide egiziana. Il tutto nel deserto del Nevada. Perch gli americani a Las Vegas possono imitare i nostri monumenti, per la felicit dei ricconi occidentali (e anche orientali, basta che siano ricchi), mentre i ricchi cinesi non dovrebbero godere di questi diritti? E poi diciamoci un'altra cosa. Adesso c' questa moda dei cinesi copia tutto, ma qualcuno si ricorda chi sono sempre stati i copioni per eccellenza? Vi aiuto io a ricordare: i napoletani!!! E pi in generale noi italiani.

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Non sono del tutto convinto che tutti i falsi che girano nel nostro paese siano di origine cinese, penso che nel napoletano ci si dia ancora da fare. Ma molto pi facile attaccare qualcuno lontano e pericoloso, perch porta via il lavoro ai nostri compaesani, anche se di lavoro illegale si tratta. Quando cominceremo a trovare dei media italiani che parlano della Cina in modo corretto, ovvero anche dei valori e non solo delle negativit? Spero presto e nel frattempo m'indigno guardando il "TG Verissimo 5". Alla prossima, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com domenica, 16 ottobre 2005 Sfiga cinese Ciao!

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Da Shanghai vi ho abituato a leggermi la domenica, dopo il gran premio. Non sono da quelle parti oggi, anche perch altrimenti sarei stato certamente al circuito per seguire la gara dal vivo. Erano per in Cina la Formula 1 e la mia amata Ferrari. Mamma mia che magone! Meno male che fra pochi giorni sar di nuovo a Shanghai e potr scrivervi iniziando con Ni Hao! Ma non di Ferrari che vi voglio parlare oggi, lo far la prossima settimana al ritorno dal week end rosso che trascorreremo al Mugello per l'annuale festa organizzata dalla casa di Maranello. Ne approfitto per dire che se qualcuno pensa di essere da quelle parti, contattatemi e magari ci beviamo una Red Bull insieme (alla faccia della concorrenza). La gara di oggi mi ha dato lo spunto per parlarvi della superstizione cinese. In particolare della numerologia. Gi, i cinesi sono molto superstiziosi. Forse per questo che mi ci trovo bene, anche io lo sono. Soprattutto sui numeri, proprio come loro. In Cina per le usanze sono diverse. Il numero fortunato l'8 mentre il 4 il numero della sfortuna. Cosa centra tutto questo con il gran premio di oggi? La McLaren si giocata la possibilit di vincere il campionato del mondo costruttori con l'incidente di Montoya, che indovinate in che posizione era in quel momento? Esatto, quarto. Cos come era quarto nella classifica mondiale dei piloti. Il numero 4 in Cina, quindi, ha proprio portato male al colombiano che, giusto dirlo, non mi mai stato simpatico. Ma avrei preferito il titolo in casa McLaren piuttosto che fra le mani dei francesi guidati dal geometra di Cuneo, conosciuto ai pi come Flavione. Giustamente i miei tre lettori mi fanno notare che ho forse dimostrato la validit della superstizione negativa sul numero 4, ma manca la prova della valenza dell'8 fortunato. Nulla di pi facile. Chi ha vinto la gara? E il campionato del mondo? Esatto, Fernando Alonso. Ho pi volte sostenuto che sia stato certo bravo ma soprattutto molto fortunato. Continuate a non capire in tutto questo dove stia il numero 8, quello che in Cina porta fortuna vero? Eppure cos semplice, palese ed evidente. Quante sopracilia ha lo spagnolo? Ma certo, sono 8!!! E di Shumi? Che si dice? No comment. Ma se vogliamo continuare a parlare di superstizioni cinesi, sapevate per esempio che in Cina i palazzi non hanno il pian terreno? O meglio, non hanno il piano zero. Anche questo si pensa porti sfortuna. Oltre a parlare di numeroloia cinese, ho deciso di cominciare a parlarvi, a partire da oggi, di libri.

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Ho gi accennato di recente al fatto che noto sempre pi librerie che dedicano spazi al fenomeno Cina. Ma quali sono i libri su cui merita di investire qualche Euro? Personalmente sono sempre stato un fanatico dei libri, ne compro molti, cos come compro numerose riviste. Anche sull'argomento Cina quindi mi sono documentato molto. Prima di partire, e se ricordano, i miei tre lettori, questo blog nato proprio dalla differenza che ho trovato fra quanto ho letto e cosa la Cina veramente. Ho una ventina di libri sulla Cina, fra guide turistiche, libri di storia cos come di business. Qualcuno ve lo voglio consigliare, altri sicuramente invitarvi a non perdervi tempo. Il libro sconsigliato di oggi : CINA Guida rapida a usi, costumi e tradizioni di Kathy Flower, edito da Morellini Editore nella collana Altre Culture. Un libro semplicemente vecchio. Nonostante l'edizione originale a cura di Kuperard sia datata 2003 e l'edizione italiana sia di quest'anno, 2005. Se proprio volete farvi un'idea di cosa fosse una volta la Cina potete sempre leggere questo libretto, piccolo e leggero, 160 pagine che si divorano in poche ore, diciamo mezza giornata. Il mio parere che non ne vale la pena. A cosa serve capire come pensavano i cinesi anche solo 5 anni fa, quando oggi sono completamente cambiati? E' il caso allora di provare a capire una Cina un po' pi attuale, con il libro consigliato, anzi, consigliatissimo: IL SECOLO CINESE Storie di uomini, citt e denaro dalla fabbrica del mondo di Federico Rampini per Mondadori nella collana Strade Blu. Un ottimo libro, veramente attuale e vero. Uno dei pochi che sono in grado di offrire uno spaccato reale della Cina di oggi, raccontando storie vere. E' anche facile da leggere, composto come se fosse una raccolta di articoli brevi, 3 o 4 pagine, ognuno con il suo tema. 340 pagine davvero piacevoli da leggere e che offrono un vero arricchimento culturale. Eppure fra le tante persone interessate alla Cina che conosco ogni giorno, pochi l'hanno letto. Non si pu certo pensare che sia passato inosservato come libro. La campagna marketing che Mondadori gli ha riservato stata pi che valida. In alcune librerie ho visto pile di centinaia di copie, non solo nelle librerie Mondadori ovviamente. Anche la copertina attira. Il Godzilla rosso con la scritta Made in China che appare in copertina in realt una riproduzione di un'opera molto famosa dell'artista contemporaneo cinese Sui Jianguo, che lavora ed espone le sue opere nell'area denominata 798, una ex area industriale dove le fabbriche dell'industria bellica nate durante la guerra fredda sono state ora occupate dai giovani artisti cinesi, che le hanno trasformate nella versione orientale dei quartieri di cultura delle metropoli occidentali. Federico Rampini un ottimo giornalista, attualmente corrispondente da Pechino per

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Repubblica, gi stato editorialista e vice direttore sia di Repubblica che del Sole 24 ore. Ha quindi una grande esperienza di economia ma anche di cultura e di politica. Ha insegnato nei corsi universitari a Berkeley e a Shanghai. Ma soprattutto, a mio avviso, ha avuto la capacit di raccogliere in questo volume uno spaccato reale della Cina di oggi. Rampini ha un blog che, anche se addirittura meno aggiornato del mio, potete leggere cliccando qui. Ve lo consiglio quindi, e vi aspetto alla prossima puntata per parlare di libri prettamente business. Ora vado a fare il Tiramis, alla prossima. Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com sabato, 08 ottobre 2005 Attacco alla Cina! Ciao!

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Sono tornato in Italia da due settimane, ormai. Per fortuna quasi ora di ripartire, mercoled mi consegnano il nuovo visto e a giorni si torna a Shanghai! Perch tanto entusiasmo? Per prima cosa ho il magone! Ieri pomeriggio, mentre percorrevo annoiato sotto la pioggia la Piacenza-Torino, mi ha chiamato Alfredo da Shanghai per chiedermi l'indirizzo del Mural Bar. Erano le 22:30 di venerd a Shanghai e lui, che arrivato in citt da appena 3 giorni, dopo i miei racconti non vedeva l'ora di andarci. Che invidia!!! E poi diciamoci le cose come stanno. A Shanghai in questo momento (l sono quasi le 5 del pomeriggio) c' il sole e una temperatura intorno ai 25 gradi. E' pure calata l'umidit sotto il 50%. Si sta da matti!!! Lo vogliamo confrontare con questo Piemonte dove alle 10 di mattina sta piovendo e ci sono 10 gradi? E non va neanche meglio in Romagna, dove avranno anche 5 gradi in pi, ma comunque freddo e piove. Due settimane di Italia, dicevamo. Due settimane di confronto con tante persone. Ho gi avuto modo di dire che, da quando sono tornato, tutti mi chiedono "com' questa Cina?". Due settimane in cui ho avuto modo di approfondire ancora di pi i preconcetti che qui in occidente abbiamo nei confronti di quello che non conosciamo. La Cina proprio qualcosa che non conosciamo! La mia teoria che le cause siano almeno due: La prima certamente la scarsa volont del Governo cinese di dare informazioni. Certo negli ultimi anni, e negli ultimi mesi in particolare, le aperture sono state molte. Di poche settimane fa l'annuncio di nuove norme che sono state presentate prima ai giornalisti occidentali e poi al resto del Paese. Qualcosa di impensabile fino a pochi anni fa. I miei tre lettori sanno bene che credo al governo cinese manchi pi che altro un buon ufficio di pubbliche relazioni. Ma vi certamente anche una seconda concausa. Sono fermamente convinto che i nostri governi occidentali (Stati Uniti su tutti, ma anche la Chiesa non disdegna) abbiano forti interessi a mantenere questo stato di ignoranza e, possibilmente, ad alimentarlo con falsi preconcetti e palle varie. D'altronde se sono riusciti a convincervi (non a me) che Saddam aveva le armi chimiche, quando di chimico aveva solo il petrolio, ovvero quello che interessava a loro, perch non dovrebbero convincervi che i maledetti comunisti cinesi mangiano i bambini? In questa nostra beata ignoranza viviamo e prosperiamo, convinti che la Cina sia "peggio". Voglio portarvi un esempio pratico. Come sapete ho frequentato per due mesi una scuola internazionale a Shanghai. Una di quelle scuole dove molti figlioletti di pap occidentali vanno a fare le vacanze studio. Con una delle tornate di nuovi studenti arriva un ragazzo da Torino. Lo chiameremo Paolo, non tanto per rispetto della sua privacy ma pi che altro perch se mai ho sentito il suo vero nome, l'ho completamente rimosso. Descrizione di Paolo: 21 anni, studente universitario, alto 1,90 con fisico normale, quasi

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atletico, faccione da imbecille che si dimostrer tale nella realt. Evinco questo sin dai primi minuti, quando lui non ha idea delle mie origini in quanto sono con un amico italiano con il quale, per principio, parliamo comunque in inglese er far si che tutti ci capiscano. E' la cosa pi corretta in un ambiente internazionale. Non vi potete immaginare le nostre facce quando sentiamo questo soggetto che, parlando con una nuova arrivata anch'essa italiana, dice (riferendosi a segretaria e insegnanti della scuola): "ora vado a chiedere a quella stordita del piano di sotto cosa ha detto quella imbecille che parlava con l'altra rincoglionita... sta banda di deficienti". Ovviamente si riferiva al personale cinese della scuola. Non credo si tratti di xenofobia, sono convinto che questo soggetto dal cervello di gallina si esprima in questo modo anche in patria. Ma il massimo lo ha espresso con me nel pomeriggio. Mi trovavo seduto nel salottino della scuola, quando arrivato e non ho potuto fare a meno di presentarmi in Italiano. Si siede sul divano e si comincia a chiacchierare. Ovviamente mi chiede cosa faccio l in Cina. La mia risposta, semi evasiva, stata una cosa del tipo "studio il cinese e intanto cerco un lavoro". A questa affermazione non potr mai dimenticare la sua risposta, che riporto per intero con testuali parole: "ma puoi cercare lavoro qui in Cina? Pensavo non si potesse..." "perch?" chiedo io, e ottengo la seguente risposta: "ma qui non sono comunisti?" AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Lo ammetto, ho abbandonato per un momento il mio spirito di integrazione cinese, per il quale non si tratta mai male il prossimo per non fargli perdere la faccia, e l'ho ricoperto di insulti. Ci sono molti cinesi che pensano ancora che noi occidentali siamo dei cafoni, se non dei veri e propri barbari. Ho visto persone che mi fanno dire: "non hanno tutti i torti". Ma questo dovuto soprattutto alla nostra "ignoranza", nel senso che ignoriamo spesso la maggiorparte delle cose riguardanti quel paese. Ci ci porta a pensare che l'occidente sia meglio e, di conseguenza, se non ci applichiamo con il massimo della nostra capacit intellettiva, viene naturale avere comportamenti di tipo superiore. E' quindi fin troppo comune che persone occidentali, imprenditori e manager soprattutto, abbiano atteggiamenti ben poco consoni con quello che il modello di pensiero cinese. E quello che i cinesi definiscono: Attacco alla Cina. Una sorta di modo di pensare "superiore" che mette l'occidentale in netta difficolt, perch non gli consente di ottenere il rispetto, e quindi l'amicizia, di molti cinesi. Tutto questo non vi nascondo che comporta molte difficolt di inserimento, soprattutto in ambiente lavorativo. Io stesso mi sono reso conto, con il passare del tempo, che alcuni comportamenti da me tenuti non sono esattamente nel modello ideale cinese. Credo che la fortuna stia nel riconoscere questo e, di conseguenza, nel porvi rimedio per il futuro. Ma resta il fatto che la nostra poca conoscenza ci porta a pensare che i Cinesi siano "in via di sviluppo" e quindi che noi abbiamo solo da insegnare.

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Bene, voglio provare a contribuire a colmare un po' di questa scarsa conoscenza, proponendovi un elenco di innovazioni, che sono certo troverete molto curiose:

intorno al 1.200 a.C. f realizzata in Cina per la prima volta la Seta; in occidente la produzione inizi intorno al 1.400 d.C., oltre 2.500 anni pi tardi; nel 200 a.C. fu prodotta la carta a partire da brandelli di Lino; oltre duemila anni fa fu ideata la prima bussola, nella versione base, che venne poi resa decisamente pi sofisticata intorno all'undicesimo secolo; in occidente la prima bussola venne introdotta intorno al tredicesimo secolo, 1.400 anni dopo che i cinesi la inventarono; nel 132 d.C. fu costruito in Cina il primo sismografo, che permetteva di rilevare i movimenti tellurici con ottima precisione fino a 800 chilometri di distanza; intorno al 250 d.C. fu inventata in Cina la polvere da sparo, che arriv in occidente solo nel Medioevo; nel 1.040 d.C. fu inventata in Cina la stampa a clich; per la stampa a caratteri mobili si dovette aspettare il 1.314; Gutemberg stamp la sua prima Bibbia solo 150 anni dopo; la porcellana fu perfezionata e resa simile a quella attuale durante la dinastia dei Song, intorno al 1.000 d.C. il sistema decimale fu implementato in Cina 1.000 anni prima rispetto all'India, paese dal quale gli occidentali lo appresero; nel 450 a.C. fu effettuato dai matematici cinesi il primo calcolo accurato del Pi greco, giungendo fino alla settima cifra decimale; dimostrato che i navigatori cinesi, dopo essersi spinti su tutte le coste africane, raggiunsero le americhe 200 anni prima di Colombo;

Questi sono solo alcuni interessanti esempi di come la Cina sia sempre stata un Paese molto evoluto e innovativo. Perch allora non abbiamo beneficiato di tutte le loro innovazioni in breve tempo ma, per alcune cose, abbiamo atteso anche migliaia di anni? E' molto semplice. La Cina, nella sua storia, ha avuto uno spirito decisamente meno imperialista e conquistatore del nostro. Difficilmente sentirete parlare di cinesi che si sono comportati come gli spagnoli, gli inglesi, i francesi, e anche noi italiani, nella conquista di nuovi mondi. Non un caso, infatti, che i cinesi il petrolio se lo comprano. Noi lo otteniamo con le bombe. Meditate gente... meditate. Alla prossima, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com gioved, 06 ottobre 2005 Fare affari in Cina... facile o difficile? Ciao! Avete notato? La Cina veramente l'argomento del momento.

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Da cosa deduco tutto questo? Alcuni esempi: luned sera sul canale 109 di SKY daranno un documentario sulla storia della Cina; negli ultimi 3 mesi sono usciti 5 nuovi libri sul fare business in Cina; ogni giorno i principali quotidiani riportano almeno una, se non pi, notizia che parli della Cina; sempre a proposito di Libri, le principali librerie di Milano hanno tutte creato una sezione speciale con scaffale ben in vista che presenta tutti i libri sulla Cina; le guide turistiche aumentano di giorno in giorno, cos come i siti internet a tema. Possiamo parlare di Cina mania? Non ancora, forse. O si, finalmente. Bello o brutto, dipende dai punti di vista. Chi mi legge spesso, sa come la penso (bellissimo!). D'altronde sono ormai tre mesi che ho cominciato a tenere stato per molto tempo un blog su Shanghai. Ho gi spiegato mi abbia portato a interagire con molti di voi. In estate vacanzieri. Avvicinatosi l'autunno i temi si sono spostati sul della "febbre gialla" in arrivo. questo blog sulla Cina, che poi come, nato quasi per caso, il blog si parlava di consigli sui viaggi mondo degli affari. Altro sintomo

Ho trovato persone convinte che comprare o vendere in Cina sia facile. Altre sostengono che fare affari con la Cina sia impossibile. Cosa c' di vero? Tutto niente! Il fatto che in Cina diverso il modo di relazionarsi. La grossa differenza che noi occidentali puntiamo al massimo risultato di efficienza, trascurando gli eventuali rapporti interpersonali. Al contrario i cinesi molto speso scelgono la strada meno efficace, ma che offre maggiore soddisfazione collettiva per le persone coinvolte nell'affare. E' importante che le persone cinesi coinvolte possano utilizzare il metodo relazionale delle Gunaxi, le amicizie (di cui vi ho parlato in passato) cos come fondamentale che non vengano mai messe nella condizione di perdere la faccia (altro argomento affrontato). Non semplice da capire, ma forse con un esempio si pu intuire qualcosa. Girando per il centro di Shanghai, facile imbattersi nella pubblicit di una catena di negozi di abbigliamento chiamata CAPTAINO, vediamo come nasce questa catena. Nei primi anni novanta una catena di negozi di abbigliamento sportivo di Singapore, che utilizza il marchio CROCODILE, decide di aprire a Shanghai e per farlo crea una Joint Venture con una donna cinese, Fan Juanfen. Si da il caso che le regole non fossero aperte e libere come oggi, per gli stranieri che volevano fare affari in Cina. Era vietato possedere punti vendita al dettaglio. La signora Fan, guarda caso, era un ex compagna di scuola dell'allora vice premier. Grazie a questa conoscenza (guanxi) ottenne dei permessi speciali per aprire il primo negozio e in poco tempo la catena crebbe, fino a raggiungere i 19 punti vendita. Tutto andava cos bene che la societ, dopo qualche anno, decise di quotarsi in borsa, e per fare questo affid le operazioni a manager e societ di consulenza. Questi presero poco a poco il pieno controllo della situazione, portando la signora Fan a perdere il potere, cosa che caus frequenti litigi, fino a quando la societ decise di licenziarla. La stessa, che nel frattempo aveva coinvolto in posizioni di rilievo nell'azienda molti amici e parenti, fra cui fratello, sorella,

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com cognati e nipoti, aveva perso la faccia con il licenziamento.

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Altra cosa che la casa madre non aveva valutato attentamente che il successo dell'azienda era dovuto alle condizioni favorevoli che la stessa Fan era riuscita a creare, grazie al suo giro di conoscenze, le sue guanxi. Ecco allora che la signora Fan, pochi mesi dopo, cre un nuovo marchio (Captaino appunto) e rilev tutti e 19 i negozi, compresi i dipendenti, usando stratagemmi legali e amicizie varie e lasciando la Crocodile con un palmo di naso. I pi scettici andranno subito a pensare che questa storia dimostra che non ci si deve fidare dei cinesi. Sbagliato, dico subito. E aggiungo che la societ in questione non era europea o americana, ma di Singapore. Lo scopo di questo breve racconto quello di far capire quanto le relazioni interpersonali, ovvero le conoscenze siano influenti sul mondo degli affari in Cina. Gli imprenditori italiani che hanno difficolt a fare affari con la Cina, incontrano questo problema principalmente per questo motivo. Non hanno delle guanxi. Ecco perch per stare su questo mercato ci vuole un supporto di persone che abbiano le conoscenze. Meglio se persone occidentali. Per gli occidentali, per, molto pi difficile creare delle guanxi. Ma di questo parleremo la prossima volta. Vi racconter come io ho creato alcune delle mie guanxi. Per ora consideriamo che fare affari in cina difficilissimo... ma anche facilissimo! Alla prossima, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com sabato, 01 ottobre 2005 Ma com' questa Cina? Ciao!

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E' quasi una settimana che sono in Italia e quello che mi capita di fare pi spesso, in questi giorni, parlare con la gente. Ho parlato con amici e parenti, sconosciuti e conoscenti, le domande sono sempre le stesse: ma ma ma ma com' questa Cina? cosa ti davano da mangiare? mangiavi con le bacchette? come sono i cinesi?

Queste direi che sono le pi gettonate, con il cibo che la fa da padrone. A proposito di cibo, allora, voglio raccontarvi un piccolo aneddoto. Eravamo in un ristorante cinese, come ce ne sono migliaia. Fra i commensali c'era la persona cinese che aveva organizzato la cena, io ero l'ospite. Come d'usanza, chi invita gli altri a cena ordina per tutti (e paga anche). Molto gentilmente, per, ordinando si rivolge al sottoscritto chiedendo: li mangi i gamberetti crudi? certo rispondo io, aggiungendo: anche ieri sera ho cenato a base di Sashimi, adoro il pesce crudo allora ordino questo piatto tipico, sono gamberetti dentro il vino con le erbe aromatiche e tutto il resto... Una specie di carpione, penso io. Dopo pochi minuti la gentilissima cameriera a noi assegnata (i ristoranti in Cina hanno talmente tanto personale che in pratica ogni tavolo ha un cameriere dedicato, o quasi) porta una ciotola quadrata, alta direi un 5 cm, di vetro trasparente. La ciotola ripiena per due terzi di un liquido che chiaramente vino, e si vedono le varie spezie ed erbe, cos come si vede chiaramente che vi sono immersi i gamberetti. Particolare significante che la ciotola ricoperta da uno strato di pellicola trasparente, quella che noi chiamiamo normalmente cellophane. Il mio pensiero va subito alla cucina, pi o meno in questo modo: che bravi, avranno preparato il tutto questa mattina o magari anche ieri, lasciando i gamberetti a macerare per prendere il gusto, e hanno coperto il tutto con la pellicola per non rovinare il gusto nel frigorifero, anche la mia nonna fa cos con la trota in carpione Sulla parola "carpione" il mio pensiero costretto a fermarsi bruscamente. Si, perch i gamberetti cominciano a saltare. Erano vivi!!! Certo non si pu dire che non si trattasse di pesce fresco. Pi fresco di cos te lo devi andare a pescare di persona. Fatto sta che abbiamo dovuto aspettare che i gamberetti morissero affogati nel vino, letteralmente ubriachi, aiutandoli anche ogni tanto con uno scrollone della ciotola. Dopo qualche minuto la gentile cameriera venuta a sincerarsi che non vi fossero pi animali

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vivi al nostro tavolo (tranne i commensali ovviamente) e ha quindi potuto togliere la copertura, consentendoci di gustare il piatto prelibato. Personalmente ho apprezzato molto, e non vedo l'ora di tornare a Shanghai per andare a gustare i gamberetti morti ubriachi, con la speranza di avere qualche ignaro compare da portare a sperimentare il tutto, senza ovviamente prepararlo in precedenza. Mi diverte molto raccontare questa storiella a tutti quelli che mi chiedono cosa mangiavo in Cina. Ho visto facce di ogni genere, e immagino che anche molti di voi abbiano storto il naso. Lasciatemi dire che si tratta di un piatto delizioso. E poi, diciamoci la verit... qui in Piemonte un piatto tipico prevede il consumo di cervello di cavallo fritto!!! Piatto che fra l'altro io personalmente adoro :-) Ci sono due categorie di persone vogliose di saperne di pi su questa benedetta Cina. I primi sono ovviamente i curiosi. Quelli che quella volta hanno visto quel documentario. Quelli che gli hanno detto che. Quelli che hanno sentito. Quelli che un amico che ci stato. Qualcuno mi fa tornare in mente la canzone "Mio cuggino" di Elio e le storie tese (no, non un errore, proprio cuggino con due gg). A tutti questi spiego subito che se hanno visto un documentario sulla Cina, non lo devono considerare. Dal momento in cui, infatti, viene definito lo story board di un documentario, al momento in cui viene trasmesso in televisione, passa non meno di un anno. Il problema che la Cina evolve cos velocemente, che in un solo anno tutto quello che ci racconta il documentario diventato vecchio, superato. Un'altra domanda favolosa : Com' il tempo in Cina? Questa dura da spiegare, in teoria. In pratica io rispondo alla domanda con una domanda. So che non si dovrebbe fare, ma io dico: Com' il tempo in Italia? L'interlocutore, che per qualche secondo rimane con la mascella mezza pendula, solitamente risponde: non c' un tempo unico, l'Italia lunga da nord a sud, freddo al nord, caldo al sud ecc ecco, in Cina lo stesso, rispondo io prontamente. E poi c' la seconda categoria. Ci sono i business men e le business women. Loro hanno domande molto pi pertinenti il mondo degli affari. La prima domanda che l'uomo di affari, l'imprenditore, ti pone : Ma le cinesi, come sono? D'altronde abbiamo mica tempo da perdere in chiacchiere noi. Cibo, meteo, ma chi se ne frega! Parliamo di cose serie per piacere. Se vado a comprare in Cina, la trovo qualcuna che me la da?

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Ovviamente sto esagerando la cosa, per non crediate che non mi sia capitato di sentire ragionamenti di questo genere. La Cina si sa, fonte di gioie e dolori per tutto il mondo imprenditoriale italiano. Gioie per pochi, dolori per molti. I pochi che godono delle gioie sono quelli che, in qualche modo, gi hanno avuto il piacere di sfruttare il basso costo della manodopera e delle materie prime cinesi. Gli altri, la maggiorparte, sono quelli che vorrebbero farlo e hanno capito che non cos facile. Per l'interesse c' eccome, non a caso se fate un'analisi delle chiavi di ricerca su Internet, che spingono molte persone a venire a leggere le mie scempiaggini, trovate nell'ordine: 28% comprare in Cina 19% lavorare in Cina 14% business in Cina 7% aziende italiane in Cina 5% informazioni su Shanghai 4% viaggio in Cina

Comprare e fare business rappresentano quasi la met di coloro che, cercando su Internet, finiscono col trovare il sottoscritto. D'altronde se si fa una ricerca con GOOGLE, il motore numero uno al mondo, utilizzando la parola chiave "comprare in cina" nelle sole pagine in italiano, questo blog compare fra le prime dieci proposte. Non so se andare davvero orgoglioso di tutto questo. Non per altro ma perch ci significa che chi ha bisogno o voglia di fare degli affari con il mercato cinese, non trova molta offerta nel nostro panorama Internet, se fra le prime 10 soluzioni proposte compare un blog che, certo, talvolta pu far sorridere, a detta di molti (ma non di tutti) dice cose interessanti, ma non ti fa di certo concludere affari (per ora!). Insomma, alla fine: Ma com' questa Cina??? La Cina un Paese grande. Se avessi scritto che un Grande Paese, subito mi avreste preso a male parole. Un po' come quel deputato leghista che in settimana ha detto che la RAI ha fatto male a trasmettere il film per la TV sul "Grande Torino" perch di chiaro stampo comunista. Faceva vedere il malessere degli operai! Nel '49, a Torino, quello c'era! Che dovevano fare, inventarsi che andava tutto bene come volete farci credere oggi? Se mi leggete da un po', sapete che penso sinceramente che la Cina sia un Grande Paese. Ma anche, e soprattutto, una grande opportunit. Per noi italiani lo ancora di pi. Gi, perch i cinesi hanno una grande stima di noi italiani. Pensano che siamo un popolo di persone con delle risorse. Vedono il nostro Paese come quello da scoprire. Noi vediamo il loro come quello da sfruttare. ben venga anche questo, ma bisogna farlo, non solo pensarlo. Io mi sto dando da fare per combinare qualcosa. E voi? Tanti di voi lo stanno facendo, ricevo molte e-mail, ogni giorno di persone nuove. Ma non basta.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com Allora voglio provare ad esortarvi. Parlo con te, si proprio con te... scrivimi!

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Non importa cosa tu abbia da dire, il primo pensiero che ti passa per la mente, ma non stare semplicemente l, dietro monitor e tastiera ad aspettare che un pezzo di Cina ti cada sulla testa. Qualsiasi cosa ti passi per la capoccia, scrivimela. Mi farebbe piacere. Ecco l'indirizzo: chen.long.sh@gmail.com A presto, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com mercoled, 28 settembre 2005 Siamo grassi! Ciao! Sono un po' sconcertato.

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Questi i fatti: dopo un giorno di acclimatamento, ovvero di gran mangiate di cibo italiano con forchetta e coltello, mi sono buttato a capofitto sul lavoro e sono iniziati gli appuntamenti in giro per l'Italia. Ieri avevo un appuntameno a Milano, nel pomeriggio, e quindi mi sono messo in macchina e avviato. Per fortuna ho la buona abitudine di ascoltare Iso Radio, oppure altre stazioni che danno frequenti informazioni sul traffico come Radio 24. Scoperto che tutta la zona nord ovest di Milano era bloccata con code kilometriche per l'ennesimo incidente fra TIR (provenivo dalla direzione Torino), dopo aver gi gioito dei cantieri per l'alta velocit ferroviaria ho deciso di evitare il casino e di uscire con buon anticipo a Boffalora. 30 km di statali mi spaventano meno di soli 300 metri di code in autostrada, che odio! Oggi vado a Prato e Firenze, figuratevi cosa mi aspetta :-( Nel dopo pranzo, quindi, ho attraversato tanti bei paeselli della zona ovest di Milano, per poi entrare in citt da via Gallarate (per chi pratico) e fare il mio percorso preferito fino a Repubblica, dove avevo il mio appuntamento. Per chi non fosse della citt, il quartiere davanti alla stazione ferroviaria. Non avevo fretta, quindi hopotuto dedicarmi contemporaneamente a guidare e guardare. Il paesaggio di Milano e dintorni lo conosco fin troppo bene, dopo anni di vita in quella citt, quindi mi sono dedicato ovviamente a guardare la gente. Che dire. Non ero pi abituato a vedere cos poca gente in giro. Ci pensate? Nel viale che corre in direzione della stazione centrale, denso di uffici, dove si concentrano i palazzi pi alti di Milano (tre palazzoni fra i 25 e i 27 piani pi i 30 del Pirellone, unico grattacielo italiano, se cos si pu chiamare) le persone che passavano a gruppi di massimo 3 potevano essere, diciamo, 10 al minuto. Stiamo parlando del centro di Milano, per di pi durante la settimana della moda. A Shanghai, in una zona simile e nello stesso lasso di tempo, la media probabilmente di 500 persone al minuto! Ed erano le 14:30, business time. A parte questo particolare, la cosa che pi mi ha sconcertato nel mio girovagare per un'ora alle porte di Milano e poi in citt, la visione della gente. Si pu dire una sola cosa: Siamo tremendamente grassi!!! Si. Non vogliatemene male ma purtroppo cos. Se devo fare una media di quello che ho osservato posso dire che le percentuali potrebbero essere: - 20% in forma - 40% fuori forma (soprattutto fianchi e cosce per le donne e pancia per gli uomini) - 40% decisamente grassi Terribile! Sono parametri che fino a dieci anni fa potevamo attribuire all'America, rovinata dai fast food e dallo stress.

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Poi ho incontrato la donna cinese con cui avevo appuntamento. Lo devo dire? Si, lo dico. Nonostante abbia ormai trascorso in Italia un quarto della sua vita, decisamente in forma. Non o potuto fare a meno di ripensare a quanto vi ho scritto l'8 agosto nel post intitolato: I cinesi sono magri, di cui a questo punto vi consiglierei una rilettura (anche perch non ho voglia di ripetermi troppo). E poi mi ancora tornato in mente Bruno Vespa (mi fa proprio male essere tornato in Italia!) che la sera prima ci aveva ammagliati con la sua puntata su: Carne o Pasta? Carne o pasta un piffero!!! Ormai non ho dubbi. Riso, tofu, olio di semi di girasole e soia. Altro che dieta a zona (che posso testimoniare in prima persona, se seguita correttamente e accompagnata da del sano movimento, funziona da matti) cominciamo a pensare alla dieta cinese se vogliamo raggiungere queste medie: 30% 40% 20% 10% decisamente in forma in forma fuori forma grassi

A presto, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 27 settembre 2005 C' Cina e Cina... Ciao!

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Non avrei mai pensto che stare qualche giorno in Italia potesse essere cos istruttivo. Parlare con la gente, rendersi conto, fare anche un po' di sana e sterile polemica qui sul blog (vi rimando ai commenti del mio precedente post intitolato CIAO). Ricordate? Arrivato in Cina ho cominciato a scrivere per voi e a raccontarvi delle persone con cui mi sono confrontato prima della mia partenza. Allora avevo ancora meno della poca conoscenza che ho oggi della realt Cina, e gi pensavo che noi Italiani abbiamo una visione un po' distorta. Se avete letto post e commenti di questi giorni, qualcosa sul mio sino-pensiero la state capendo sempre di pi. Mi viene in contro anche Federico Rampini, inviato di Repubblica in Cina e grande esperto della realt, soprattutto economica, di quel Paese. Ha scritto e pubblicato (purtroppo per Mondadori) all'inizio dell'estate il libro "Il secolo cinese" che personalmente trova fra i pochi (forse perch molto recente) che non dicono ca***te. So che Repubblica un giornale che guarda a sinistra, dove pieno di comunisti mangiatori di bambini dai quali Gigetto ci vorrebbe salvare e che, quindi, lo stesso giornalista che scrive per quel giornale potrebbe essere di parte, ma che volete che vi dica... limitatevi a questa citazione: "Senza dubbio la Cina di oggi irriconoscibile rispetto a quella che Mao lasci in eredit ai suoi successori. Il suo era un paese isolato dal mondo, blindato dalla dittatura, educato alla xenofobia, convinto di essere circondato dalle trame ostili del capitalismo mondiale. Una volta liberata da Mao e dalle sue politiche estremiste, l'economia cinese ha raddoppiato la propria ricchezza ogni cinque anni. Oggi i suoi cittadini sono liberi di creare imprese, comprare automobili, telefonare all'estero, viaggiare in tutto il mondo. La xenofobia ha lasciato il posto a una politica di apertura che fa della Cina la meta prediletta dei manager stranieri." (Federico Rampini - Il secolo cinese - Mondadori 2005 - pp 117-118) E' un po' quello che cerco di dirvi da due mesi, da quando iniziata questa avventura di scribacchino. Esiste una Cina, quella che conosciamo, quella che applica la censura, la pena di morte, la riduzione delle informazioni (soprattutto riguardanti il suo passato) per evitare che il Popolo pensi troppo. Tutti aspetti negativi, evidenziati dai nostri canali di comunicazione controllati dai governi democratici non meno di quanto fa il partito unico nella Cina comunista, che non sono mai affiancati da quelli positivi. Ricordate quale stata una delle prime cose che vi ho scritto? Come mai nessuno mi ha mai detto che in Cina si usano centinaia di migliaia di mezzi elettrici, a emissione zero!?!? C' un'altra Cina. Quella del 2005. Quella che corre a una velocit quadrupla rispetto a noi, come il suo treno Maglev. il pi veloce del mondo. E' una Cina fatta di un miliardo emmezzo di persone che apprendono pi velocemente di noi. E' una cina che sforna 4 milioni di laureati ogni anno. E' una Cina che ha surclassato le altre nazioni nelle gare di matematica e scienze fra i liceali di tutto il mondo. E' una Cina dove una

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citt come Shanghai ha oltre 100.000 palazzi alti pi di 30 piani, contro l'uno che abbiamo in Italia. Mi rendo conto di questa mancanza di visione parlando con la gente, qui in Italia. Deng Xiaoping salito al potere nel 1976 e ha iniziato la politica di rilancio economico che ha fatto smettere ai cinesi di temere il capitalismo. Sono passati solo 30 anni e in tutto questo tempo la Cina ha percorso i passi che abbiamo percorso noi dal secondo dopoguerra, raggiungendo il nostro stesso livello, pi o meno. Pi in alcune cose, meno in altre. La grossa differenza fra la Cina e l'Italia, o l'Europa, che noi siamo un popolo che ormai si abbandonato su se stesso, loro sono vivi, hanno ancora voglia di emergere, come avevamo noi 50 anni f. Lo dimostra il fatto che in met del tempo, 30 anni invece che 60, ci hanno surclassati partendo da delle basi che, nel 1976, erano decisamente peggiori rispetto a quelle del nostro 1946. "Il Mondo" il settimanale di economia del Corriere della Sera. Per molti versi una specie di Novella 2000 della finanza, che per di fatto molto importante per la nostra imprenditoria e finanza. Chiunque si occupi di business auspica di avere un articolo che parla di lui o della sua azienda su "Il Mondo", cos come sul "Sole". Ve lo posso testimoniare in prima persona, ho sempre messo in risalto, nella rassegna stampa, gli articoli che parlavano di me su questi due mezzi d'informazione. Da qualche mese ormai, quasi in sordina, per mano (pardon tastiera) di Sandro Orlando Il Mondo dedicata uan pagina alla Cina. La rubrica si chiama "MILANO-SHANGHAI" e per il momento ancora relegata alla parte centrale del magazine, nella sezione delle imprese, anche se dal mio punto di vista dovrebbe occupare una posizione di tipo Editoriale, subito dopo il GEOBUSINESS di Ennio Caretto. Su MILANO-SHANGHAI di venerd scorso si leggono due notizie interessanti: - Intesa con Bank of China e Simest (finanziaria del nostro Ministero delle Attivit Produttive) ha creato la Sino-Italy Business Advisory Compani (Sibac Ltd), azienda di consulenza destinata a supportare le imprese italiane nel loro sbarco in Cina. Si tratta dell'ennesima conferma che le grandi imprese hanno sempre pi appoggi e aiuti per andare in Cina. - Banche Cooperative, la prima volta a Canton. Oltre 30 banchieri del circuito dei Crediti Cooperativi hanno gi aderito al viaggio della delegazione italiana alla Fiera di Canton, la pi importante per la nostra imprenditoria in Cina, dal 15 al 22 ottobre. Questo pu voler dire che anche la media impresa e parte di quella piccola, potrebbe nel tempo cominciare ad avere i supporti di cui necessita. ERA ORA! Gi, perch quello che penso sempre pi spesso che sia proprio questa la grande lacuna del nostro Paese. Oltre 3 milioni di piccole e medie imprese costituiscono l'assoluta maggioranza del nostro tessuto produttivo e commerciale, sono la spina dorsale della nostra economia. Ma nessuno le aiuta a fare affari con la Cina. I bocconi grossi sono certamente pi interessanti. D'altronde vi ricordate "R", la mia imprenditrice del nord est? (confronta i post della serie: Non abbiamo capito un c***o)

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Pensate che possa permettersi i costi esorbitanti delle grandi firme della consulenza? Con gli stessi soldi che pagherebbe 5 giornate di lavoro di esperti di qualche societ di consulenza, che alla fine produrrebbero 2 o 3 pagine di teoria, pu andare in Cina e starci 6 mesi a trovarselo per conto suo il business. Le piccole e medie imprese italiane sono le prime che hanno la necessit di capire e di avvicinarsi al mondo Cina, perch sono le pi minacciate. Sono loro che devono per primi capire che: c' Cina e Cina... la prima, quella dei libri di storia, non esiste pi! A presto, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com luned, 26 settembre 2005 CIAO! Ciao! Come "Ciao!" ??? Si, Ciao! Che significa? Ma si che avete capito, dai.

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Lo so che dai miei scritti ci si aspetta un "Ni Hao!" come saluto e quindi questo non pu essere altro che un messaggio scritto dall'Italia e non dalla Cina. Gi, da qualche ora sono in italia. Giusto il tempo di mangiare (finalmente) due fette di salame e un po' di gorgonzola e poi qualcosa per voi, contenti? Intanto vi do subito una rassicurazione: la nonna ha ovviamente smesso di piangere, ora che ha visto che sono tornato sano e salvo da quel posto l. Inutile dire che non le ho accennato al fatto che il mio obiettivo ripartire in pochi giorni. Cosa mi ha portato in Italia? Intanto un visto in scadenza. Forse non ve l'ho mai detto ma, se lasci la Cina con un visto scaduto, paghi una multa di 500 dollari per ogni giorno di permanenza senza visto. Costa meno tornare in Italia, fare un nuovo visto e poi ripartire. In secondo luogo, vi ho lasciati diversi giorni privi di mie notizie. Devo dire che il mio ultimo scritto, che parlava di alcune mie visioni su quello che manca alle imprese italiane per far affari con la Cina, ha suscitato diversi interessi. Uno dei motivi per cui non ho scritto molto che l'ho fatto, si, ma in lunghe e-mail di corrispondenza con chi ha risposto al mio appello: "dite la vostra". Siete in tanti e vi ringrazio. Sono tornato in Italia con le idee piuttosto chiare su quello che c' da fare e il mio obiettivo sar mettere in pratica tutto questo. Ci non vuol dire che mancher di darvi altre informazioni sulla Cina, perch ho accumulato diversi argomenti che sono ancora da sviscerare, e posso farlo anche dall'Italia. So che sembrer meno esotico, ma quanto prima tornete a leggermi con il fuso orario, promesso. Appena tornato mi sono ovviamente fiondato a controllare la posta elettronica, da cui faccio fatica a stare lontano per 24 ore. Ho trovato, fra i tanti, un messaggio che ho deciso di riportarvi parzialmente, e poi di commentare. Non riporter i riferimenti dell'amico che lo ha mandato, perch non so se ne possa avere piacere. La lettera: , sono un ragazzo che ha appena finito di dare un'occhiata al tuo blog(dico un'occhiata perche' non ho molto tempo in quanto devo andare a studiare i nostri amati caratteri..). si come avrai dedotto sono anch'io uno studente di , trasferitosi in oriente a questo proposito. Ho trovato il tuop articolo riguardo al lavoro a interessante e veritiero, per quanto scrivi. Il fatto e' che pero' queste, purtroppo, sono le uniche notizie che il governo cinese socialista fa girare. E sono vere, per carita'. Ma riguardano solo un parte dell'intero universo cinese, te l'assicuro. Lo scorso anno seguendo un corso riguadante la societa' cinese nella mia universita' i professori stessi mettevano in guardia dall'ascoltare quello che il governo diffonde. La censura cinese e' talmente accurata che nemmeno un website nella sterminata rete sarebbe in grado di sopravvivere piu' di 2 giorni pubblicando notizie non approvate dal governo. E' per questo che

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sappiamo poco o nulla della cosidetta falung gong, oppure dei crolli di miniere non autorizzate (qualche mese fa ricordo morirono, ricordo, tipo una 60ntina di persone e non si seppe che un paio di mesi dopo) oppure che una percentuale altissima (si dice intorno al 60%) di persone che vivono nelle campagne vive di stenti, oppure ancora delle xiaoping (purtroppo ho dimenticato il carattere cinese e ora sono troppo di fretta per controllare) ossia fabbriche che assumono e cosi' fanno figurare nei registri, ma nn fan lavorare i dipendenti... Sono contento ti piaccia l'universo cinese perche' ha tanto da offrire, ma se vuoi un consiglio fai della critica personale la tua miglior arma se nn vuoi finire a credere quel che vogliono. Se vuoi scrivimi, mi piacerebbe scambiare delle impressioni su quello che per noi nn e' altro che un mondo parallelo. I miei pensieri: Che dire. Sono stupito. Mi sarei aspettato alcuni di questi commenti da una persona che, magari, si interessa del fenomeno Cina ma non lo vive in prima persona. Che so, qualcuno che lo studia dal nostro Paese. Non di certo da qualcuno che l, dove ero io fino a dodici ore di volo orsono. Credo che sia doveroso ricordare che quanto riporto nel mio blog non il frutto di ci che il Governo cinese fa circolare in termine di informazioni, ma il risultato di una analisi critica basata sull'esperienza di vita diretta. E questa la prima cosa importante. Riguardo alla censura, anche su Internet, questo un sito che parla della Cina, senza seguire alcuna direttiva governativa, a volte nel bene altre nel male, eppure sopravvive da ben pi di 2 giorni. Nessuno di noi sapeva che sono morti 60 minatori nel crollo di una miniera. Perbacco ma come pu un Governo essere cos pazzo da reprimere questo genere di informazione? A proposito, volevo chiedere a tutti voi: quanti minatori sono morti oggi nelle miniere di diamanti in Sud Africa? Qualcuno sa darmi il numero dei morti oggi in quelle di carbone russe? E smettiamola di dire che le informazioni non esistono. Le televisioni cinesi (e sono tante) parlano di tutto, anche delle cose brutte. Veniamo al consiglio. Forse deriva dal fatto che l'amico che mi ha scritto, con cui gi so che instaurer un fitto rapporto di corrispondenza in cui passeremo ore a confrontarci sulle materie pi svariate in tema Cina, non ha (come dice chiaramente) avuto il tempo di leggere tutto. Si sa, sono logorroico. In due mesi ho scritto un mezzo libro e meno male che non ho avuto molto tempo nelle ultime settimane. Ma per la miseria mi sembra evidente che la stessa esistenza di questo blog nasce dalla mia critica personale! Solo che io non critico la Cina ma, al contrario, la elogio e critico l'Occidente. Perch faccio questo? Diamine, nelle campagne cinesi la gente vive di stenti, leggo qui sopra, in quelle africane la gente per gli stessi stenti muore. La Cina non riceve aiuto da nessun paese straniero (in termini di soldi regalati) mentre l'Africa si basa quasi esclusivamente su questo. La Cina riesce a far vivere, bench di stenti, il triplo delle persone che noi occidentali, che in teoria controlliamo i soldi che diamo all'Africa, non riusciamo a fare, lasciando che la gente muoia. E il governo cinese talmente stupido che non capace di mettere insieme uno straccio di ufficio marketing che sappia divulgare questa cosa. E' pi facile per il Governo Americano far credere al mondo che Saddam ha le armi di sterminio di massa (cosa falsa) piuttosto che per la Cina far sapere al mondo che la sua gente non muore di fame (cosa vera). Forse il mal di Cina mi ha portato verso la perdita della ragione (non che ne avessi in

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abbondanza) ma qui mi pare che ci siano ancora troppe persone che sono attaccate ai concetti che furono di chi non apprezzava Mao e non della Cina di oggi, quella di Deng. I maledetti cinesi hanno la pena di morte? Ben venga questa ca**o di pena di morte!!! Volete sapere perch? Perch so che posso mandare la mia sorellina quindicenne in giro per i peggiori quartieri di Shanghai nel quore della notte e non le succeder nulla. Perch ho visto con i miei occhi che le pene severe funzionano. Ma che lo dico a fare a gente che si fa governare da un pluripregiudicato, come noi italiani. E scusate se ho scritto governare invece di "prendere per i fondelli". Io non so cosa dirvi. E' difficile accettare che culture che riteniamo inferiori, abbiano la potenzialit di essere in realt superiori. Purtroppo l'ignoranza non ci aiuta. Per ignoranza intendo ovviamente la scarsit di informazioni che abbiamo. E che gli stessi cinesi hanno di noi. Ma lo sapete che ogni cinese a cui dico "wo shi yi da li ren" (sono italiano), mi risponde "ah il paese dell'amore, del divertimeno, della gente felice" certo, loro conoscono solo Venezia, Firenze, Roma e Pisa (tutti i cinesi conoscono la Torre di Pisa). Non sanno come siamo messi male. Una sola cosa vi posso dire. La Cina non pi quella di Piazza Tienanmen. O meglio, quella che ci hanno voluto inculare nella testa con le immagini di quella drammatica vicenda. Oggi il nome di quella piazza una delle prime parole che si imparano sui libri di corso di cinese, che sono prodotti dall'Universit del Governo e autorizzati dallo stesso. Smettetela di pensare alla Cina come il lupo cattivo, perch quel lupo che voi temete non a oriente, abita nel vostro stesso palazzo, e non ha gli occhi a mandorla. A presto, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com venerd, 16 settembre 2005 A. A. A. Cina offresi... Ni hao!

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L'appuntamento sembra ormai essere diventato settimanale, e un po' me ne vergogno. Ormai promesse da marinaio non ne faccio pi... promesso! E' domenica mattina e s' svegliato gi il mercato... ah! no... questo era Baglioni... E' domenica mattina e fuori pioviggina... questa Shanghai! Oggi parliamo di lavoro, di business, di affari. Cose come: comprare in cina, vendere in cina, il mercato cinese, le spedizioni dalla cina e tutte queste amenit. Perch parlo di questo? I motivi sono i seguenti: - uno degli scopi di questo blog, cos come del mio abbandono dell'Italia alla volta di Shanghai - una cosa che sembra interessare sempre pi gli italiani - una vera opportunit per molti e ci tengo a dire la mia La mia esperienza qui a Shanghai, dopo solo 5 settimane, credo di poter dire sia gi piuttosto significativa. Non conosco un singolo luogo turistico della citt. In compenso conosco trader, impiegati di banca, addetti di compagnie di spedizione, consulenti di strategia, un sacco di persone. E' il modo di fare affari qui in Cina, le conoscenze. Il post di oggi sar decisamente lungo, perch parler di molte delle cose che sono venute a galla in queste prime 5 settimane di scoperta del business cinese, quello vero. Ma vi chiedo la pazienza di prendere tempo e arrivare fino in fondo, perch toccher anche a voi una parte... Fare affari con la Cina Questo blog partito all'inizio di agosto. Un mese che per molti, diciamo pure quasi tutti (in Italia ovviamente) transitorio. Si pensa solo al sole, al mare o alla montagna, alla tintarella, a Gigetto che in vacanza e quindi dovrebbe fare meno danni del solito ecc. Infatti nel mese di agosto le tante (grazie) mail che ho ricevuto erano molto vacanziere. Diciamo di cazzeggio. Se vengo a Shanghai che locali mi consigli? Mi conviene pi il treno o il taxi dall'aereoporto? Ma le ragazze cinesi come sono? Ma i ragazzi cinesi come sono? Ma i ragazzi e le ragazze cinesi come sono? Ma cosa ci fai a Shanghai? Insomma tutte queste pataccate (come direbbero nella mia amata Romagna)... A settembre no! A settembre, ricordate, iniziano a spuntare i funghi. Non quelli sotto le ascelle dopo un'estate di sudore! Le prime piogge, l'uva che matura. La consapevolezza che fra pochi mesi si avr l'opportunit di mandare a casa Gigetto. A dire il vero su questo, io spero che non vada a casa ma che rimanga dov'. Con tutti i casini che ha combinato, sarebbe giusto che rimanesse lui altri 5 anni a mettere le pezze, invece che lasciare la patata bollente a qualcun'altro. Tanto noi ce ne veniamo tutti in Cina no? Insieme ai funghi, a settembre, spuntano quelli che "si torna a lavur"... ora di ricominciare e adesso sar lunga, perch a parte la breve pausa natalizia e i pochi giorni di Pasqua e pasquetta, per almeno 11 mesi si deve pensare a mandare avanti la baracca.

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Spuntano quelli che hanno approfittato dell'estate per leggere magari qualche libro sulla Cina o sul mercato cinese. Per non parlare di quelli che hanno trovato alla solita spiaggia dove vanno da trent'anni l'amico di Tortona che ha cominciato a far fare la produzione a una fabbrichetta cinese e adesso ha dimezzato i costi e triplicato gli utili (per poco, povero illuso). Insomma, settembre, siamo nel 2005, e i cinesi stanno arrivando a farci un c**o cos. Dobbiamo fare qualcosa. Questa sembra essere la parola d'ordine da una settimana a questa parte. FINALMENTE!!! Le e-mail che mi arrivano non parlano pi di turismo ma di affari. Mi aiuteresti a trovare un fornitore per questa o quella cosa, meglio se parla italiano? Ho delle idee, mi sai dire come farmele finanziare? Pensavo di fare questo o quello in Cina, che ne pensi? Queste sono le domande che mi piacciono, per la miseria!!! Vi voglio tutti qui con me in Cina, dai! Il sistema Cina La Cina un Paese decisamente grande. Qui puoi trovare tutto. Veramente tutto! E' un Paese fatto di enormi citt e di campagne sconfinate. E' il paese che ospita la vetta pi alta del mondo, l'Everest, cos come uno dei deserti pi aridi e uno dei mari pi pescosi. Il cinese, nelle sue varianti, la lingua pi parlata al mondo, da oltre 1/4 della popolazione del pianeta. La Cina TUTTO! In Cina puoi trovare quello che vuoi. A Shanghai le arance sono importate, ci credereste? E le castagne costano pi care di alcuni tipi di carne. E' il sistema Cina che vincente nei confronti dell'occidente. Qui tutto controllato. Sembra una cosa negativa, in realt i risultati dimostrano il contrario. Molti pensano che i cinesi non siano sufficientemente informati sul mondo esterno. Io credo che se lo fossero di pi, saremmo rovinati. Mi fa ridere leggere i commenti di chi si dice preoccupato perch un ammiraglio cinese ha detto "se gli USA interferiranno su Taiwan useremo l'atomica"... ma secondo voi, a parte Bin Laden, c' sulla Terra qualcuno cos rincoglionito da pensare davvero di usare un'arma atomica??? A me fa pi paura Gigetto che dice "la disoccupazione reale in Italia al 3%"... saremmo l'unico Paese al mondo!!! Dovremmo essere il Paese pi ricco!!! Altro che atomica a Taiwan... "ma mi faccia il piacere" recitava il Principe Antonio de Curtis (Tot) e accompagnava anche la frase cun una bella spinta al gomito. Il controllo qui ha portato ad avere un "sistema paese" efficiente ed organizzato. Avete presente i Distretti Industriali, vanto della nostra cara Italia? La Cina fatta tutta di distretti industriali. Qualsiasi cosa tu voglia, c' il giusto distretto dove andare a cercarla. Fantastico. Ma il vero vantaggio competitivo che ha la Cina il costo del lavoro. Il costo del lavoro in Cina Tutti (quelli che non sono qui) sostengono che il lavoro in Cina costa poco per via dello sfruttamento e della sovra popolazione. A tal proposito sono rimasto esterefatto leggendo questo articolo: http://www.stimmatini.it/missioni/ilmissio/05/07/dalmondo.htm Chi scrive ci svela con tono scandalistico che in Cina le fabbriche impiegano ragazzi fra i 14 e i

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16 anni!!! Vi rendete conto?!?!? A 14 anni a lavorare in fabbrica, robe da matti!!! Scusate un attimo, mi viene un dubbio. Alzi la mano chi sa qual', per la legge italiana, l'et a cui legale iniziare a lavorare. Lo sapevo, siete in pochini... ve lo dico io allora... 14 anni. Gi, anche in Italia si inizia a lavorare a 14 anni. Andando a prendere il mio libretto di lavoro, sapete a che et c' il primo timbro, la cara vecchia "marchetta" per la pensione? Esatto, proprio a 14 anni. A quell'et facevo il fabbro. E non venite a raccontarmi che ero schiavizzato e costretto a farlo, la legge me lo consentiva. Nel 1988 il mio primo stipendio mensile, come apprendista con contratto di formazione lavoro di terzo livello stato 918.916 Lire. Viveo in un paesello di provincia. Costo dell'affitto 250.000 Lire, un quarto delo stipendio. Pizza e birra costavano 5/6.000 Lire (un'ora di lavoro) e, qualche anno dopo, la mia prima macchina, una Fiat 126 di terza mano (ma tenuta bene) color verde pisello 1.500.000. Un operaio cinese, qui a Shanghai, prende per legge un minimo di 8 yuan all'ora. Quando esche dalla fabbrica entra in una delle mille mila locande e compra per 6 yuan un piatto di noodle con carne, verdure e zuppetta. Ovvero il pranzo gli costa l'equivalente di 45 minuti di lavoro. Un operaio di Corsico prende 1.000 Euro al mese. Nella sua pausa pranzo va alla trattoria di Via Leonardo da Vinci dove prende un primo e un secondo, cucinati da un cuoco che pi grasso e unto non si pu, per la modica cifra di 7 Euro. Poco per essere, di fatto, Milano. Un momento... fatemi fare due conti... 8 ore al giorno, per 5 giorni alla settimana, per 4,3 settimane al mese di media sull'anno, fanno... 172 ore lavorative... per... il nostro operaio italiano ha diritto a 30 giorni di ferie, contro i 12 del cinese... quindi sono 16 ore al mese guadagnate nel confronto... aqggiungiamo qualche ora di malattia e diciamo che sono 150 ore al mese, ok? Questo vuol dire che con 1.000 Euro al mese la paga oraria di circa 6,70 Euro. Come come??? Mi state dicendo che in Italia per mangiare un piatto di pasta in trattoria ci vogliono pi di 60 minuti di lavoro, mentre a Shanghai, la citt pi cara della Cina, ne occorrono solo 45?!?!? Forse state cominciando a capire qual' il vero segreto della Cina? Esatto, il controllo della spinta inflazionistica. Un operaio cinese prende un decimo di uno italiano. Ma il costo della vita commisurato e proporzionato. Questo significa che quell'operaio non fa la fame, cosa che invece accade per quello italiano. In Cina un problema come quello dell'Euro non sarebbe mai potuto accadere, perch nessuno avrebbe potuto raddoppiare i prezzi senza essere letteralmente ribaltato. Ecco quindi qual' il vero valore della Cina, quello di aver mantenuto e di sforzarsi nel mantenere il costo della vita allineato con le esigenze dei pi poveri e non con la voglia dei pi ricchi di arricchirsi ancora di pi. Ci non toglie che i ricchi possono arricchirsi senza che nessuno gli rompa le scatole pi di un tot. Anvedi che sti comunisti mangiatori di bambini forse stanno meglio di noi democratizzati che tiriamo le bombe per il petrolio! La competitivit della Cina

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com Certo che se cominci ad avere un paese che ha: un costo della vita commisurato alla popolazione meno abiente una forza lavoro di 800 milioni di individui risorse naturali in abbondanza denaro in gran quantit

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E' ovvio che ci fanno il mazzo tanto. Vedete, solo questione di tempo. Solo che il tempo, qui, scorre pi in fretta che da noi (da voi, per la realt). Prima di venire qui, ero in Egitto. Penso di poter stilare una tabella di paragone del fattore tempo: 1 minuto in Italia = 3 minuti in Egitto 1 minuto in Italia = 20 secondi in Cina Ecco un'altro segreto che attribuisce alla Cina una competitivit pazzesca. Vi faccio un esempio. Ipotizziamo di voler costruire un palazzo di 10 piani a San Donato Milanese e uno a Pudong, area di Shanghai. Qui per 10 piani non si muove nessuno, ma tanto solo un esempio. In Italia, l'impresa che prende l'appalto, probabilmente per 10 piani metter in cantiere 25 operai (10 in nero), che lavoreranno per 8/9 ore al giorno, facendo la pausa per andare in trattoria o mangiarsi la pasta riscaldata. Il palazzo sar finito il 20 mesi (se va bene). In Cina l'impresa prender 100 operai. Costruir per prima cosa una baraccopoli dove gli operai dormiranno in letti a castello, un'area servizi dove si laveranno e una mensa dove i cuochi prepareranno i pasti e li serviranno. Il lavoro sar su turni di 8 ore. 8 ore di lavoro e 8 di riposo, di giorno e di notte alla luce delle fotoelettriche. Il palazzo sar finito in 6 mesi e sar costato la met. Gli operai non saranno sfruttati, semplicemente lavoreranno come da noi si lavorava 100 anni fa. E non mi dite che noi abbiamo il progresso, cazzo, qui un DVD costa come da noi, rapportato al salario locale. Siamo uguali in tutto. Solo che loro si fanno il mazzo, noi ci mettiamo in malattia al primo dolore mestruale o sintomo di raffreddore. Ho visto donne lavorare in cantiere come muratore. Non credo si diano malata una volta ogni 4 settimane. Per questo la Cina competitiva. Cosa cercano gli italiani in Cina Gi, cosa emerge dai tanti contati che ho avuto negli ultimi mesi, a tema Cina? Principalmente (dire quasi solamente) un posto dove comparre a meno per risparmiare o fare maggiori profitti. E' il "laitmotiv" dell'autunno che ci aspetta alla porta. Trovare il modo di comprare o produrre in Cina per risparmiare. Bella l. Certo nel medio breve termine una strategia intelligente. Permette di salvare per un po' la situazione. Abbiamo i nostri bei clienti italiani, che vorremmo soddisfare al meglio ma spendendo meno. Ovviamente dovremo licenziare del personale, ma il mondo degli affari, che diamine.

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Solo che a forza di licenziare, va a finire che anche i clienti dei nostri prodotti potrebbero iniziare a scarseggiare. E per quanto si possano ridurre i costi di produzione, non si possono fare miracoli. Non uno, dico uno, che mi abbia detto: sai, pensavo di andare in Cina a produrre le mie cose per venderle direttamente ai cinesi che sono una barcata di gente. Comprare in Cina Abbiamo detto che l'interesse principale, in questo caldo autunno. Non facile, sapete? O meglio, facilissimo. Pi difficile fare buoni affari. Prendiamo il settore abbigliamento. Che ne dite di un paio di pantaloni di cotone, di buona fattura, di quelli di tipo tecnico con tante tasche come piacciono a me. Diciamo un 10.000 pezzi per colore di 3 colori: grigio, verde militare e beige. 30.000 pezzi in tutto, in cartoni da 48. Un container di quelli piccoli da 10m pieno che in 20 giorni in Italia per 800 Euro. Diciamo che il costo finale di 1 Euro a pezzo. Rivendo tutto a catene di fornitori per banchi da mercato o negozi di stock, a 1,50 Euro a pezzo. Ho fatto 15.000 Euro di guadagno in due mesi, ne pi ne meno. Facile no? Ma ci sono anche i problemi da considerare: - la merce non parte se non pagata, quindi devo anticipare i soldi, che sono pur sempre 30.000 Euro - il bottone si stacca perch cucito male, il cliente s'incazza ed la prima e ultima vendita che faccio - non ho fatto attenzione a come mi sono mosso e il mio container finito negli esuberi da quote di importazione, quindi star fermo un anno Vediamo i punti uno per uno. I pagamenti Perch i cinesi vogliono essere pagati cash prima di spedire la merce? Non mi sembra cos strano. Conoscete qualche impresa italiana che non faccia lo stesso con un nuovo cliente? Tutte fallite. Ma per essere tranquilli sul discorso pagamenti, lettere di credito e quant'altro, bisogna avere qualcuno di cui fidarsi. La qualit Questa una nota dolente. Produrre tanto, con personale non fortemente motivato, non dar mai la qualit. Cosa ha distrutto la FIAT? Le tante voci sulla mancanza di qulit delle rifiniture. Ma chi si occupa delle rifiniture? Le persone. Quindi la scarsa qualit attribuita nel tempo a FIAT solo colpa degli oeprai della stessa casa, che non hanno messo il cuore in quello che facevano. O colpa dell'impresa che non ha usato la frusta (purtroppo in Italia non si pu). Il bottone che si stacca non una metafora. Ho comprato esattamente il prodotto che vi ho descritto, al prezzo che vi ho descritto. E appena estratto dal cellophane, il bottone mi

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com rimasto in mano.

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Quindi ci vuole qualcuno di fiducia che controlli la qualit sul posto, prima della spedizione e del relativo pagamento. Le spedizioni Spedire in giro per il mondo non difficile. Cos come trovarsi bloccati con il cliente che si incazza perch il materiale fermo in dogana e non si riesce a ritirare. Succede sempre sotto Natale. E poi un container da 10 metri cubi avete idea di quanta roba contenga? Se fosse liquida sarebbero non meno di 10.000 litri. Per esempio 10.000 latte di vernice da mezzo chilo. Non sono poche. La soluzione quindi lo sharing, ovvero la condivisione dello spazio con altri clienti che trasportano merci verso l'Italia. Che per vanno trovati. Quindi anche per questo ci vuole la gente giusta. Non poi cos vero che fare le cose in Cina sia pi economico, non tanto quanto ci si aspetta. Prendiamo ad esempio il modello sempre pi standardizzato della produzione "just in time". Delocalizzare la produzione, o l'acquisto delle merci in Cina, potrebbe comportare difficolt che con la produzione in Italia non si conoscevano. Per esempio i tempi di consegna si allungano di un mese almeno, perch ci vogliono non meno di 19 giorni per un passaggio cargo da Shanghai a Livorno, a cui si devono aggiungere il trasporto a destinazione, lo sdoganamento ecc. Questo comporta un diverso modello di gestione del magazzino e, soprattutto, delle scorte. Un mese di magazzino in pi significa maggiore quantit di denaro immobilizzata, minore rapidit nel poter variare la produzione al variare delle esigenze di mercato. E lo stesso vale per l'acquisto diretto in Cina di quello che prima si acquistava da un produttore italiano. Prendiamo per esempio la regalistica aziendale. Il 100% dei prodotti proviene dalla Cina, non c' dubbio. Ma non detto che i fornitori, anche quelli pi importanti, si forniscano direttamente da questo Paese. I grossi magazzini europei, per esempio, sono in Olanda. Le piccole quantit, fino a 5.000 pezzi, solitamente arrivano da l. E la personalizzazione (serigrafie, ricami ecc) vengono fatte in luogo di produzione solo per quantit che partono dalle decine di migliaia di pezzi. Richiedendo molto tempo per la lavorazione ma, soprattutto, per la spedizione personalizzata. Non da soli No, da soli proprio non si riesce a fare facilmente. Vi ho gi parlato di Alibaba (www.alibaba.com) dove trovate tutto quello che si produce in Cina e lo comprate per e-mail. Quelli che erano in grado di farlo, gi lo stanno facendo. E la maggiorparte, dopo i primi affari, hanno capito che bisogna mettere in conto frequenti viaggi in loco. La presenza qui importante. Per tutto. Per carpire gli affari che si sviluppano, per controllare la qualit, per dare una sorta di supporto di fiducia. E noi?

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E noi? Che si fa? Intendo proprio io e voi, cari i miei lettori affezzionati. Io sto cercando lavoro qui in Cina, lo sapete ormai. Anche voi state cercando opportunit? Alcuni si, lo so perch me lo hanno detto. Tocca a voi, vorrei il vostro parere. Da quello che percepisco, sembra esserci una crescente esigenza di avere relazioni con la Cina, ma non proprio con i cinesi, piuttosto con qualcuno che in Cina ma che sentiamo come pi vicino. Cosa ne pensate? Io penso che potrebbe diventare un'opportunit di lavoro. Se sapessi che ci possono essere aziende italiane che necessitano di qualcuno che possa fare da loro "fattore di presenza" su questo mercato, io penso proprio di essere qui per questo. VI svelo la mia idea. Quella di creare una sorta di agenzia che permetta alle aziende pi piccole, quelle che farebbero fatica a sopportare l'investimento di venire qui, cercare, controllare, ecc, ma che sentono il bisogno di fare affari con questo paese. Una sorta di testa di ponte locale che possa occuparsi di cercare i contatti, controllare la qualit, fare da tramite per i pagamenti. Avrei anche le persone adatte per far partire il tutto, ma non sono ancora riuscito a capire se c' il mercato. Mi appello a voi, quindi, per sapere cosa ne pensate. Pu essere questo un possibile mestiere? A. A. A. Cinese offresi... Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com domenica, 04 settembre 2005 Se tutto va bene siamo rovinati! Ni hao!

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Se scrivo di domenica a quest'ora, ormai lo sapete, l'argomento pu essere uno solo. Esatto, il Gran Premio di Formula 1. Non a caso la pagina oggi listata a lutto. Ci speravamo tutti. Oddio non proprio tutti. E non neanche proprio vero che ci speravamo. Ormai avevamo capito che quest'anno l'amata Ferrari proprio non ce la fa. Diciamo che quelle gomme da masticare colorate di nero che ci passa la Bridgestone non ce la fanno!!! Si perch a Maranello la politica viene prima di tutto, e quindi non danno apertamente la colpa e parano il fondo della schiena agli amici giapponesi, che va ammesso negli scorsi anni hanno fatto la loro parte per garantire il successo strepitoso delle rosse. Per dimostrato che per colpa delle gomme che la macchina non va. Se fosse stato un problema di progetto non sarebbe stato riconfermato il team di progettisti, alla Ferrari mica sono fessi. Ma la mia paura non tanto per quello che poteva succedere oggi a Monza. Il fatto che il Gran Premio di Cina si fa sempre pi vicino, mancano meno di 40 giorni, e lo sapete cosa succede qui a chi va piano vero? Per chi non si ricordasse, il ripassino si trova facendo click qui. Pi il tempo passa e pi le gare diventano interessanti. Con sorpassi (negli anni scorsi un miraggio), colpi di scena ecc. Insomma chi sparava a zero sulle regole degli utlimi anni deve ricredersi almeno per quanto riguada lo spettacolo. Vedere una corsa meno noioso anche solo di un anno fa. Anche se mancano i motivi per saltare in piedi sul divano a urlare fino a farsi mancare la voce, purtroppo. Certo anche oggi ho temuto che alla fine quel gran culattone (non nel senso di simpatizzante per l'amore gaio ma semplicemente strafortunato) di Alonso andasse a vincere per una gomma saltata all'ultimo giro. Sarebbe stata la seconda volta quest'anno. E comunque il povero Kimi, che dopo Michelone il pilota che preferisco (ma lo avete visto come guidava inca****o oltre misura oggi? non ci sono altri piloti con tanta grinta in giro), ha avuto la doppia sfiga del motore, prima, e pure della gomma, altrimenti il podio era suo di certo (da matti la strategia di 1 sosta a Monza!). Certo che a lasciare fuori un pilota (certo, in testa) con una gomma belle che andata, ce ne va di pelo sullo stomaco... ma per la miseria, se non deve avere coraggio chi fa il mestiere del pilota o del team manager, lo deve avere chi? Il netturbino??? Ci vuole anche coraggio per a non infilare la testa nella sabbia da parte di uno come Shumi. Oggi stato battuto anche dal suo futuro compagno di squadra Massa, che avr anche un motore Ferrari, ma il resto della macchina svizzera fatto di formaggio coi buchi!!! Insomma, io sono dell'idea che quest'ano meriterebbe la McLaren, ma come sapete loro non hanno la fortuna del geometra di Cuneo (e conoscete anche la mia teoria su dove l'abbia trovata). Come dite? Questo un blog sulla vita in Cina e mi chiedete che centra la Formula 1 con tutto questo? Centra, centra... anche un Gran Premio pu raccontarvi qualcosa della Cina e dei suoi abitanti. Il tema principale di oggi, per la stampa italiana, stato il calo delle vendite di biglietti a

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Monza. Troppo cari? Disaffezzione? Gare noiose? Meglio alla TV? Colpa della Ferrari che non vince? Tutto insieme. Il fatto che noi italiani non ci smentiamo mai. Sempre pronti ad essere appassionati di qualcosa o qualcuno quando alle stelle, per poi dimenticarsene senza tanti problemi quando passa anche solo un momentaccio. Scommetto che siete tutti appassionati di Motociclsmo... vero??? Solo 3 o 4 anni fa un Gran Premio di moto metteva davanti al televisore 4 milioni di persone... siamo arrivati a 12... come possibile? Che ci crediate o no, 4 anni fa quello che vinceva era lo stesso Valentino Rossi (so che per voi semplicemente Vale), il Dottor Rossi, che vince oggi. Ma ci voluto il tartassamento mediatico a base di fenomeno (e per la miseria se lo , un fenomeno) per svegliarvi. Valentino un mito perch domina giusto? Ma quanti di voi sanno che prima di lui dominava il suo mentore Mick Doohan, e lo ha fatto per pi anni del nostro Dott. Rossi? Lo stesso vale per la Ferrari. Una Ferrari che vince incolla allo schermo. Una Ferrari che non va, fa dimenticare che lo spettacolo della Formula 1 composto da 20 macchine che per 300km si dovrebbero cercare di randellare una con l'altra per arrivare prime, e che non il colore del vincente a fare l'appassionato. Si, perch ci si interessa dello sport solo quando pu generare chiacchierata da caff, bar o macchinetta che sia. Non sia mai che domani mattina qualcuno dica "hai visto vale ieri?" e la risposta non possa essere "certo, che fenomeno!"... perch lo sport, per molti di noi, solo ed esclusivamente motivo di posizionamento sociale. Non c' molta passione in tutto questo, ma sicuramente molta paura di fare la figura del pollo. Pensate che i Cinesi siano diversi? E perch mai? Solo la presunzione pu far pensare questo. Certo, la presunzione che noi occidentali siamo di razza superiore, loro solo un paese in via di sviluppo. Vi ricordo, tanto per fare un po' il polemico, che loro hanno una marea di motorini e biciclette elettrici, ovvero a emissione zero, noi abbiamo le targhe alterne!!! Ma quando ora di tirarsela, tutto il mondo paese! Sapete qual' l'unico Gran Premio di Formula 1 che non teme di mancare il tutto esaurito? Ve lo dico io: Monte Carlo. E' il pi caro, quello con i maggiori problemi logistici per raggiungere il posto e per lasciarlo (l'anno scorso ho impiegato 6 ore per uscire da Monaco e arrivare a Cannes, alla fine della gara) ma, quello pi fico di tutti. Poter dire "ieri ero a Monaco per vedere il GP" significa essere parte di quella schiera di meno di 100.000 persone nel mondo che, alla modica cifra di 500 Euro per il biglietto meno caro, erano nel principato per l'evento dell'anno (a parte quest'anno che l'evento principale stato rappresentato dal lutto per Ranieri). Ma ce n' un'altro di GP che non rischia di mancare il sold out. Esatto, quello di Shanghai il prossimo 16 ottobre. Si perch se per noi tirarsela importante, per gli Shanghainesi (e per i cinesi arricchiti di tutte le citt del paese) lo ancora di pi.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com Ostentare il benessere, qui a Shanghai, un must!

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Non c' posto al mondo, a mio dire, dove il classismo sia pi evidente. Lo dimostrano le decine di migliaia di auto vip che girano per la citt. Sotto il mio palazzo, che conta circa 200 appartamenti, ogni mattina potete osservare il movimento di almeno una decina di auto tutte nere, con i vetri oscurati, occupate da un autista in guanti bianchi (t-shirt sgualcita ma guanti bianchi) che aspetta il proprio uomo (o donna) per portarlo al lavoro. E se ne vedono a migliaia, ovunque in citt. Si, perch per un dirigente, ad esempio, pi importante avere il benefit dell'auto con autista, piuttosto che l'assicurazione sulla malattia. L'assicurazione non la vede nessuno, l'auto coi vetri scuri e l'autista la vede tutte le mattine l'intero palazzo. Cos tutti sanno che sei uno che conta. E' ovvio che quando avr un lavoro, rinuncer a una sostanziosa parte dello stipendio, pur di avere l'auto con autista :-) Allo stesso modo si giustifica il fatto che un normale Cornetto Algida costa 3RMB (0,35 Euro) ma se lo compri da Haagen-Dazs lo paghi 30 (3,5 Euro). Tutto giustificato dal fatto che se, alla macchinetta del caff, luned mattina esterni un "ieri abbiamo portato il bambino a mangiare il gelato da Haagen-Dazs" sanno che hai speso almeno 100 RMB (11 Euro) che lo stipendio che un operaio riceve per 3 giorni di lavoro. Quindi sei un fico perch hai soldi da spendere e questo significa che ti pagano bene. Qui a Shanghai sono di moda i warming party per le nuove case. Se sei un fico, compri un appartamento al piano alto in un quartiere come si deve, e poi organizzi una festa dove inviti pi gente possibile per far vedere il tuo bellissimo appartamento arredato con mobili di design italiano. Ricevo questo tipo di inviti almeno una volta alla settimana (lo so che sono qui da solo un mese ma che ci volete fare, sono uno che si sa introdurre come si deve). Vi faccio vedere un esempio: Usually you don't really need a reason to have a party, you just make one up and have a good time with friends and some time even with strangers! Nevertheless when there is a reason (or two), one must have a party. Well turns out that I recently moved to my new place and its one of my friends - Brenda's birthday - so we thought it will be great idea to have a combined "House Warming/Birthday Party". Now, I must admit the concept of "House Warming" (or at least the term House Warming) has been slightly confusing in China as I have received some queries regarding my "House "Heating" and House "Whirling" party. I want to assure everybody that there will be no "heating" or "whirling" going on during the party.
Any how here are the details: ================================== When: Saturday September 3 Time : 9 PM -- ?? (Usually I would say until the COPS show up, but that might be suicidal in China!!) Where: Building Name: Royal Pavilion (Two Tall Towers) Address: ********** (between Wulumuchi Lu and Chang Le Lu). Near Hilton Hotel and Huashan Hospital Manoj's Mobile: ********

Phone:

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What to Bring :

Bring yourself, bring your (fun) friends (Mandatory!) And if possible bring something small (Drinks/Appetizer) to share with friends (and strangers!) What to Expect: I will have Beer, Rum, Vodka, Gin, Whisky, coke, sprite, Soda, water, fruit juices/mixes, Mojito ( if I can find MINT), Variety of Snacks, fruit, and Music. Yes, there will be dancing at some point in the party, so bring your free spirit and dancing shoes!! Dress Code/Theme: "Dress to Impress" ( What does that mean -- you figure it out!!) It can be as formal or informal as you like. It can be your national dress or not (man with Kilts must ware underwear :-) Make it fun, Make it Unique What not to do: Questions: Please don't plan on driving if you are going to Drink Send me an email or Call my mobile ( *************)

Please RSVP at your earliest convenience. Also feel free to bring your (fun) friends. Just let me know how many -- so I may be able to plan accordingly. ==================================

Ho ovviamente oscurato l'indirizzo e il numero di telefono del malcapitato di turno che uso come esempio, ma vorrei farvi notare gli elementi cruciali di questo simpatico invito: - Il concetto di "ho una casa nuova da inaugurare" anche se in modo divertente, ben sottolineato - Il nome del palazzo: Royal Pavilion (Two Tall Towers) semplicemente fantastico - l'indicazione per non confondersi: vicino all'Hilton - La promessa di dedicarsi alla ricerca della menta per offrire un buon Mojito (che qui non lo sanno proprio fare!) Insomma, giusto un assaggio per farvi capire cosa vuol dire qui a Shanghai tirarsela... lo fanno in tanti, tutti quelli che possono permetterselo e anche qualcuno che non pu. E qui entra in gioco la Formula 1... cosa c' di pi spendareccio di un biglietto che costa mediamente lo stipendio di 6 mesi di un operaio? Vogliamo mettere andare al lavoro il 17 ottobre con il cappellino (tarocco) della Renault (che di moda quest'anno grazzie ai pezzi di fondo schiena recuperati chiss dove da Flavione) per poter dire "si, l'ho preso ieri all'uscita del circuito"... e gi a raccontare di quanto bella la F1. Cosa che qui non la possono aver capito veramente, visto che la vedono solo da 2 anni. Bene, con il mio lutto al braccio vado a tirarmela un po' in quel che la mia cameretta... tardi, domani si va a scuola. Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com venerd, 02 settembre 2005 30 giorni a novembre con april... Ni hao!

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Non molto tempo fa, a gennaio, una domenica mattina guidavo sereno fra le strade di New Orleans. Guidavo, insomma, mi facevo trascinare dal traffico. Ma pi che sereno ero affascinato. A differenza di molte altre "leggende metropolitane" (fra cui le tante su Shanghai che mi diverto a sbugiardare) quello che si dice di New Orleans (era) vero. Nulla di pi facile che vedere per la strada anziani di colore, col vestito della festa, che cantano e ballano a ritmo di swing. Colori. Ecco cosa contraddistingue(va) quella citt, i colori. Colori che, a giudicare da quanto si vede nelle foto pubblicate dai vari giornali online, sono stati tutti sopraffatti da uno solo, quello della melma. E' un peccato. So che tutto questo non centra nulla con la Cina e con Shanghai, ma avevo voglia di esprimere il mio dispiacere per quei colori andati (speriamo non irrimediabilmente) perduti. Insomma, un mese che sono a Shanghai!!! Gia, a questo si riferiva il titolo di oggi. Che si fa? Tiriamo qualche somma? Dicamolo subito, se qualcuno mi ponesse che so, la domanda: "dopo un mese a Shanghai, cosa ne pensi?" potrei rispondere con una sola frase: Scusa ma che ci fai ancora l dove sei??? Cosa aspetti a venire qui?!?!?! Quando si tirano le somme, spesso d'uso farlo con i numeri. Ecco allora un po' dei miei (cos avrete motivo per dire che do i numeri): 0 le cose che potrebbero farmi venire voglia di tornare in Italia (a parte la romagna) 1 i mesi che ho passato a Shanghai 2 gli anni che ci vorrebbero per imparare decentemente la lingua cinese 3 il massimo di ore di lezione di cinese che si riescono a sopportare prima di collassare 4 i giorni di pioggia che abbiamo avuto in agosto, contro i 19 di media che segnalano le guide turistiche italiane 5 gli italiani che ho trovato a Shanghai in un mese, di cui 4 nella mia scuola (una volta eravamo ovunque) 6 le ore di differenza di fuso orario fra la Cina e l'Italia 7 il numero che contraddistingue il mio bar preferito qui, il People 7 8 il numero fortunato secondo la tradizione cinese 9 le ore di viaggio minime per raggiungere Shanghai dall'Italia 10 il voto che merita chi ha progettato e gestisce la metropolitana di Shanghai, perfetta 12 i giorni di ferie che matura un cinese in un anno di lavoro 15 gli anni che sono passati dalla costruzione del primo grattacielo alla attuale skyline di Shanghai 30 RMB (3 Euro) il costo di una maglietta Diesel tarocca al mercato dei falsi, cotone 100% e ottima fattura 59 le stazioni della metropolitana, suddivise su 3 linee 100 circa le parole cinesi che sono in grado di riconoscere senza problemi 130 le ore di lezione di cinese che ho seguito fino a questo momento 207 il numero che identifica, sul men del ristorante, la zuppa di noodle e ravioli di gamberetti, il mio piatto preferito per pranzo

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408 il numero dell'appartamento dove abito 628 il numero civico del palazzo dove abito 1.000 le volte che si rischia di essere investiti dai motorini sui marciapiedi, se si cammina per 8 ore a Shanghai 2.000 le nuove offerte di lavoro pubblicate ogni giorno nell'area di Shanghai 5.000 RMB (500 Euro) lo stipendio medio di un impiegato di banca 10.000 gli Euro che sono necessari per vivere un intero anno a Shanghai da benestanti, senza farsi mancare nulla 40.000 abitanti per km quadrato, la densit di popolazione della parte centrale di Shanghai 100.000 i palazzi che a Shanghai superano i 100 metri di altezza, quanto il Pirellone, unico grattacielo italiano 19.000.000 i cinesi che si stima abitino nell'area metropolitana di Shanghai, quanti gli abitanti di Piemonte, Lombardia e Veneto E questi sono solo un po'... i prossimi alla fine del secondo mese, ok? Vado a prepararmi, venerd e quindi questa sera si va al Mural. Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 30 agosto 2005 Esercizi con la lingua... Ni hao!

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Si lo so, mi davate per disperso... ho ricevuto e-mail da "chi l'ha visto"... messaggi su MSN di gente che voleva almeno la scatola nera per analizzare gli ultimi istanti... ma dove cavolo ero finito??? Andiamo per ordine... intanto la tentazione quella di scrivere del pi e del meno per un'oretta, cos intanto vi fate un po' di torbide elucubrazioni sul titolo... eh eh eh Pensavate non vi avessi beccato? Subito a volerne sapere di pi sugli esercizi con la lingua eh? Dovrete aspettare, perch prima credo ci sia qualche spiegazione da dare... Avevo fatto una promessa, e non l'ho mantenuta. Lo so! Il fatto che ho una valanga di cose per la testa. Passo un sacco di tempo a pensare alle cose da scrivervi, e ne ho una marea, ma poi quando mi metto davanti al pc, e come se mi venisse un vuoto di memoria. Perbacco dovrei portarmi il computer in metropolitana! Ma il motivo anche (soprattutto) un'altro... Ha pi o meno a che fare con il lavoro... Gi perch, come sapete, sono qui per imparare il cinese con lo scopo ultimo di lavorare (e quindi di non morire di fame). All'inizio avevo pensato di lanciare una sottoscrizione fra voi lettori per raccogliere fondi che mi permettessero di vivere qui facendo il fannullone, in cambio dei miei scritti, ma poi ho pensato che forse siete un po' pochetti. Allora succede che, guardandomi intorno, o scoperto che c' del possibile business da fare, qui a Shanghai. Non vi posso dire di cosa si tratta, ovviamente. Ma casualmente ho degli amici in Italia che si occupano del settore in questione, esportando in vari paesi esteri. E cos ho fatto due pi due (potenziale mercato pi potenziale mercante) e mi sono dedicato parecchio all'analisi e alla stesura di un business plan. A grandi linee sapete che pi o meno il mio mestiere, anche se non vi ho mai raccontato molto. Fatto sta che nell'ultima settimana ho dedicato molto tempo (anche gran parte di quello che avrei dovuto dedicare allo studio del cinese) per fare analisi di mercato, parlare con la gente, capire per bene le cose, e trasformare il tutto in un ipotetico piano d'azione. Va da se che se gli amici italiani dovessero decidere di infilarsi in questo business, o meglio di fare qui quello che fanno gi da altre parti, allora avrei risolto il mio problema di trovare un lavoro ;-) Ecco perch vi ho trascurato un po' (romagnoli a parte) in questi giorni... posso sperare di essere perdonato? E poi c' questo cavolo di cinese!!! No, non quello del piano di sopra che sciabatta... anzi, al piano di sopra ho scoperto abitano delle ragazze che ieri per poco in ascensore mi violentavano... sono scappato in tempo, per fortuna sono solo al 4 piano di 26... per fortuna? ok, lasciamo perdere... ma la cosa ha ovviamente influito positivamente sul mio piccolo ego :-) Si perch qui il problema si fa serio, l'insegnante dice che dobbiamo fare:

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Esercizi con la lingua! Non voglio neanche sapere quali immonde porcate avete immaginato. Si sta semplicemente parlando di esercitarsi il pi possibile a parlare la lingua cinese. Sembra facile, qui ci sono un miliardo emmezzo di cinesi, ma in realt non cos come sembra. In casa non vedo mai nessuno. Arrivano tardi, vanno a dormire e la mattina a lavorare. Il pazzo americano meglio lasciarlo perdere, come minimo con lui mi gioco pure quel poco che imparo a scuola. E poi diciamocelo, dev'essere frustrante parlare con uno che sta imparando la tua lingua. A meno che tu non abbia una laurea in psicologia, una spiccata attitudine al volontariato, una vocazione per l'assistenza sociale e zero amici, dopo due minuti di dialogo con uno come me ti viene l'istinto omicida! Per farvi capire cosa intendo, ho pensato di riproporvi la cosa al contrario. Immaginate di avere un nuovo amico cinese, al quale avete deciso (bont vostra) di insegnare un po' di italiano. Prima di tutto, auguri! Ora, proviamo ad immaginare il dialogo, che per avere un senso dovreste leggere a voce alta, a rischio di passare per deficienti: Voi: allora, per salutare devi dire "buongiorno" Cinese: puonzolno Voi: no, non puonzolno... buongiorno Cinese: puonciolno Voi: no, buon..gior..no Cinese: buonciolno Voi: ci sei quasi... non buonciolno ma buongioRRRno! Cinese: buonciolllno Voi: no buongioRRRRRno! Cinese: puongioLLLno? Voi: no, non L... R... Cinese: L Voi: R Cinese: LL Voi: RRR Cinese: LLLLL Voi: RRRRRRRR Cinese: LLLLLLLLL Voi: RRRRRRRR prova a fare RRRRRRRRRRRRR Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLR Voi: ci sei quasi!!! RRRRRRRRRRR Cinese: LRLRLRLRLRLRLRLRLRL Voi: prova adesso... BUONGIORNO... Cinese: BUONGIOLNO Voi: nooooo RRRRRRRRR Cinese: LLLLLLLLLL Voi: RRRRRRRRRRR BUONGIORRRRRNO Cinese: LRLRLRLRLRLR BUONGIOLLLNO

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com Voi: senti, per salutare devi dire CIAO! Cinese: ciao? Voi: PERFETTO!!!! CIAO!

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Ecco, questo pi o meno quello che potete immaginare possa essere per un cinese cercare di comunicare con uno straniero che sta imparando la lingua... capite perch difficile fare esercizi? Dicono che la cosa migliore andare al parco e cercare gli anziani, che hanno tanto tempo e gli fa piacere rendersi utili. Bene, oggi l'ho fatto. Sono andato nel parco pi grande della citt (fra l'altro bellissimo). Peccato che gli anziani non ci fossero! Dopo due ore a girovagare, con la tentazione di mettermi a giocare a mini golf o di noleggiare una barchetta per fare un giro sul laghetto, me ne sono tornato a casa, con il mio bel sacco pieno di pive. Per un po' di esericizio l'ho fatto... ho pronuciato la seguente frase: "uo ia i ghe ch l" che vuol dire "vorrei una coca"... ho preso la mia bottiglietta (di Pepsi purtroppo), pagato, ringraziato e me ne sono andato. Anche questo un esercizio con la lingua, no? Un'ultima cosa prima di lasciarvi... vorrei mandare un saluto a Virginia (il suo blog lo trovate nei link a sinistra col titolo "innamorata di Shanghai") che ha suo malgrado dovuto lasciare questa citt nel week end... ci conosciamo poco ma nutriamo la stessa passione per questo posto magnifico, quindi non posso che augurarle "torna presto a casa!!!". Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com domenica, 21 agosto 2005 Chi va piano... fritto!!! Ni hao!

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Lo so, devo scrivere pi spesso... ma se tanto siete tutti in vacanza, cosa scrivo a fare?!?! Ok, questa settimana tornate in tanti al lavoro e quindi avete bisogno di cose che vi facciano passare il tempo. Prometto che ve ne dar occasione tutti i giorni. Ma veniamo al titolo di oggi. Non voglio parlare della mia amata Ferrari, anche se dopo il gran premio appena finito, sarebbe in tema perfetto con l'andare piano. E non voglio neanche commentare Fernando Alonso, che non si capisce veramente come faccia ad entrare in una macchina cos piccola con un fondo della schiena di quelle dimensioni. Se dovesse vincere il mondiale per due punti, saranno quelli che gli sono capottati in testa oggi all'ultimo giro. Ma dove lo trova tutto quel c**0?!? Io un'idea me la sono fatta. Secondo me Flavione (Briatore) che ne ha preso un po' da tutte le modelle che ha trombato e ha trapiantato il tutto nello spagnoletto (che non il maschio dell'arachide). D'altronde si vede anche dove lo ha messo, per poter stare nello stretto sedile, ha dovuto una parte infilarla sotto le sopraciglia, ecco perch sono cos grosse!!! Oggi, per la prima volta da quando sono arrivato a Shanghai, ho provato veramente disgusto! No, non per il gran premio, che stato pure bello e spettacolare. Ci sono cose che mi piacciono di pi, della Cina, altre che mi piacciono di meno. E' ovvio che sia cos. Ma oggi ne ho trovata una che proprio non accetto, non condivido e critico. Andiamo per ordine. Sono andato a comprare un po' di cose al supermercato, e ne ho approfittato per fare un po' di raccolta di dati su un argomento che potrebbe rappresentare in futuro un lavoro, ma non ve ne parlo ora. Giravo per il centro commerciale, insieme ad almeno la met dei 20 milioni di abitanti di Shanghai, a quanti erano, quando mi sono imbattuto in qualcosa di inaspettato. Per la precisione, stavo curiosando il bancone del pesce dove, oltre al pesce fresco e quello surgelato, qui vi anche una buona scelta di pesce ultra fresco, nel senso che vivo. Nulla di male in tutto questo. Da noi al mercato, per esempio, le anguille sono quasi sempre vive. Qui ci sono dei grandi acquari con vari tipi di pesce. Carpe, pesci che assomigliano a dentici ma di acqua dolce, pesci di colore rosso che spero non mi siano mai stati dati da mangiare fino ad ora. In realt qui il pesce non lo sto mangiando, anche quando lo trovo in tavola. Non per altro ma perch non mi piace come lo cucinano. In pratica lo tagliano a strisce e lo friggono. Quindi pieno di lische, che io odio. Solo per questo. Guardo per bene nelle palle degli occhi tutti questi bei pescetti e intanto giro intorno al bancone degli acquari, fino a imbattermi nel disgusto pi totale. Si, perch alla modica cifra di 13 Euro, ho trovato in vendita nella sezione "vivo", degli animali che mai avrei immaginato qualcuno potesse essere cos pazzo da cucinare e mangiare. Tartarughe!

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Non sto scherzando, giuro. Tartarughe vive, della lunghezza (guscio) di una ventina di centimetri o poco pi, vendute direttamente con scatoletta completa di maniglia per il trasporto. Costo cadauna 120 RMB, ovvero poco pi di 13 Euro. Questo veramente no, mi fa schifo e lo voglio dire. Capisco le differenze di cultura. Capisco tutto. Ma le tartarughe proprio no. Sono talmente disgustato che non ho voglia di aggiungere altro. Speriamo solo che per il prossimo 16 ottobre, giorno in cui si correr il gran premio di Formula 1 qui a Shanghai, la mia amata Ferrari abbia ritrovato un po' di competitivit. Non vorrei mai che cos lenta, la friggessero in padella!!! Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com mercoled, 17 agosto 2005 Non abbiamo capito proprio un c***o! (Episodio IV) Ni hao!

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come va? Avete passato un buon ferragosto? Avete fatto gavettoni anche per me? Gi, perch qui il 15 era un giorno lavorativo (scolastico nel mio caso) come gli altri e quindi... altro che spiaggia o grigliata! Basta con le ripetute lamentele sul fatto che sto lesinando un po' nello scribacchiare. Vi ho gi spiegato che sono nel pallone pi totale con la difficilissima lingua cinese. Sto per impostando un po' meglio il metodo, aiutandomi con strumenti didattici che costruisco per conto mio al computer, e poco per volta sto ritornando in pari con il programma scolastico, quindi il tempo per tediarvi torner ad esserci. E poi, diciamocela tutta, non che vi trascuro cos tanto... sapete quanto scrivo? Essendo (fra le altre cose) un po' malato di analisi e statistiche, le faccio anche su questo blog. Non parlo delle statistiche di accessi, pagine ecc, quelle ci sono ma non le guardo neanche. No, quello che faccio contare quanto scrivo. E volete sapere quanto scrivo? In due settimane vi ho propinato circa 150.000 caratteri. La cosa vi dice poco? Lasciate che vi faccia qualche esempio di paragone. Come sapete (o forse non lo sapevate ma vabb, ora lo sapete) ho scritto parecchi articoli per vari giornali, nel tempo. Ho quindi una dimistichezza con il conteggio dei caratteri, che l'unit di misura che il capo redattore ti da per dimensionare la lunghezza del tuo articolo. Un articolo di 3 pagine, come quelli che (maledetti) state leggendo sotto l'ombrellone, corredato di un po' di immagini si estende su circa 10.000 caratteri. Questo significa che, usando come parametro una normale rivista settimanale o mensile, ho messo a disposizione in due settimane 45 pagine, esclusa la pubblicit! Potrei aggiungere che: 1) con un ritmo come questo potrei da solo fare una rivista mensile di 150 pagine, con la pubblicit al 40% che una media normale; 2) un articolo di 3 pagine viene mediamente pagato 100 Euro... a quest'ora avrei guadagnato 1.500 Euro se avessi scritto per denaro; 3) allora sono proprio pirla!!! Non che fra di voi c' qualche editore che necessita di uno scribacchino??? Oggi torniamo a parlare di business! S perch il lavoro e gli affari sono il motivo che mi ha spinto qui a Shanghai e, come vi ho promesso all'inizio di tutto, uno degli scopi di questo blog di dire cose vere e (si spera) qualche volta sensate, sul mondo degli affari qui nel paese dei mangiatori di bambini (perch comunisti) cirropatici (che non so se si dice ma comunque perch hanno la pelle gialla) e monofaccia (no comment). Vi ho gi accennato al fatto che qui gli affari si fanno in particolar modo grazie alle Guanxi, le conoscenze. Da buon furbetto, quindi, sono arrivato da sole due settimane ma mi sono gi messo di gran lena a creare il mio giro di conoscenze.

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Casualmente il vantaggio di un italiano, trentenne, di buona culutura, alto e se non proprio bello almeno senza doppio mento, che le conoscenze arrivano facili facili, quando sono di sesso femminile. Non vi , da parte mia, alcun fine diverso dal lavoro. Chiariamo subito e per benino che voi siete in mood estivo e fra Chi, Novelle varie, Vip, Gossip ecc, chiss che vi passa per la capa. Solo lavoro. Tanto per non sbagliare sono partito da fonti buone. Ho fatto conoscenza con un po' di persone nel settore della consulenza strategica, che ruotano intorno a societ di (alto) livello internazionale molto importanti, quindi consulenti che hanno agganci molto validi. E' importante avere delle buone referenze, non frega a nessuno se hai le Guanxi con il lattaio sotto casa. Ieri sera sono stato invitato a un party di compleanno, che prevedeva cena in un ristorante nepalese, fra l'altro proprio di fianco al People7 di cu vi ho gi parlato e proposto foto. Era il compleanno di Christopher, ragazzo francese responsabile della comunicazione e pr di un gruppo che produce ed esporta moda. Ad occupare un intero piano del ristorante eravamo in 40. Uomini e donne di tutto il mondo, fra i 25 e i 40 anni, pi o meno tutti in carriera nei vari settori che tirano qui a Shanghai. Quindi consulenza, servizi, fashion, c'erano un paio di giornaliste di settimanali locali di quelli alla moda ecc. Inodovinate su 40 quanti italiani? 1, io! Come al solito non ci facciamo scappare occasione per far notare come siamo messi. Vi giuro che c'era gente da tutti i paesi pi sperduti del mondo. Un solo sfigatissimo (si fa per dire) italiano. In teoria siamo sempre dappertutto, ma a quanto pare non qui a Shanghai. Allora si parlava con Linda, che fa la consulente di Strategic Management per una importante societ, e che ha un capo italiano (almeno uno) che a un certo punto (lei cinese) mi fa una domanda di quelle che vorresti magari evitare: "perch voi italiani pensate cos tanto male della Cina?". Non vi dico l'imbarazzo. Passati per quei 76, 77 minuti di completo gelo, mi sono ripreso e le ho risposto con l'unica fraseche poteva avere un senso: "perch siamo il popolo pi stupido che esiste sulla faccia della Terra!" Bene. Risata, situazione salvata, faccia come il c**o messa a dura prova e via... ma tornato a casa, la domanda era ancora l... Facciamo un salto indietro nel tempo... vi ricordate di R.? Per i meno attenti, R. l'imprenditrice del nord-est i cui dilemmi sono in parte stati sviscerati nel primo episodio di questa mini saga. Se vi serve potete rinfrescarvi la memoria cliccando qui. Vi avevo lasciati, a quel tempo, con un commento di R. che, dissi, avrei analizzato in una successiva puntata. Ecco, ora il momento di farlo. Nel mio colloquio con R., pochi giorni prima di partire per Shanghai, le esponevo la mia visione (non ancora validata dall'aver toccato con mano e quindi pi che variabile) sul fatto che per competere con i Cinesi doveva venire qui e allearsi con loro. La frase emblematica di R. era stata "ma chi vuoi che ci vada fino in Cina..." Fino in Cina???

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com Laciate che vi racconti un'altro pezzo di storia (di un'altra storia).

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Lo so che non facile seguirmi se salto da una parte all'altra cos, ma che volete, adoro la regia alla Tarantino (anche se i miei sembrano pi racconti sconnessi alla Lucarelli... paura eh?). Qualche anno fa, diciamo pure pi di 10, lavoravo in una universit italiana. Ok, era il Politecnico di Torino, nella sede di Ivrea. L ad ogni fine anno (didattico) si sfornavano nuovi ingegneri ed era il perido in cui l'Olivetti non era ancora a p*****e e, addirittura, assumeva personale. La storia che vi racconto quella di Piero (nome di fantasia), giovane studente, fra le altre cose (capirete dopo perch lo sottolineo) neanche fidanzato, che, migliore del suo corso e laureato con lode, a soli 24 anni e prima ancora di ritirare il suo pezzo di carta tanto sudato, riceve la seguente proposta: assunzione a tempo indeterminato con contratto quadro di primo livello (e stipendio conseguente) nella divisione stampanti di Olivetti, a una condizione... i primi 2 anni di carriera, per forza di cose orientata alla dirigenza visto il punto di partenza, da effettuarsi nella sede di Pozzuoli, per la quale l'azienda metteva a disposizione appartamento in residence presso la sede remota, ovvie indennit economiche di trasferta e volo andata e ritorno tutti i fine settimana Capodichino-Caselle-Capodichino per stare a casa nel week end. Bene, cosa fece il nostro Piero? Ovviamente... rifiut, in attesa di trovare una sistemazione che gli permettesse di stare vicino a casa... ogni (mio) commento superfluo! Figuriamoci se a Piero avessero proposto di venire in Cina!!! Lasciamo Piero e il passato e torniamo ai giorni nostri. Che gli italiani sono mammoni, lo sappiamo e non facciamo finta di niente. E le mamme degli italiani darebbero il sangue per non farli allontanare a pi di 100 metri da casa. Sappiamo anche questo. Non so la mia, che mi ha lontano da casa da 10 anni, ma diciamo che la media cos. C' un esempio che vi volgio fare che bellissimo, per capire come vanno le cose da noi. Pochi giorni prima di partire ero dalla Nonna a pranzo e a un certo punto si mette a piangere. Le chiedo "che c'?" e lei mi risponde "non sono contenta che vai cos lontano"... Al che le ho detto: "Nonna, vado a Shanghai per 2 mesi. A gennaio sono andato in America per due mesi, stessa distanza, e non hai pianto. Ad Aprile sono andato in Egitto per due mesi, un po' pi vicino, ma non hai comunque pianto." E la serafica risposta stata: "eh ma l diverso"!!! Come?!? In America... si. In Egitto... si. In Cina... no! non stiamo parlando di periodi, quindi di situazioni, diversi. Uno in coppa all'altro, direbbero a Napoli dove si sono presi volentieri il posto lasciato da Piero (forse). Vi propongo una mia personalissima statistica, non basata su alcun numero ma su pura immaginazione (e non sono cos sicuro di sbagliare). Prendiamo a campione 100 neo laureati. 80 di questi non accetterebbero mai di lavorare a tempo pieno all'estero. Vuoi per il/la fidanzato/a. Vuoi perch mammoni. Vuoi perch chisscheccavolo. Ma non lo farebbero.

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Dei restanti 20, alle seguenti proposte di citt dove lavorare, ecco la mia stima: Londra - 20 Parigi - 15 Bruxelles - 8 Altre citt europee - 6/7 New York - 5 Altre citt americane - 3 Shanghai - 1 (forse) Ma perch?!? Che cos'ha questa Cina che mette cos a disagio? La distanza? Non sapete che Alitalia ha un volo diretto andata e ritorno tutti i giorni MalpensaShanghai? La lingua? Perch pensate che a Parigi ve la cavate con l'Inglese? Nell'unico paese al mondo che non dice Computer ma Ordinateur (o come dicono, insomma). La paura? Ma lo sapete che Shanghai probabilmente fra le prima nella lista delle citt con meno crimini al mondo, dove i polizziotti hanno talmente un c**o da fare che ogni giorno si dedicano a multare i ciclisti che non rispettano lo stop? Io davvero non capisco! Ma allora chi ci va in Cina? Quelli come me, ad esempio. Imprenditori, non avete le palle per venire qui? E sfruttate le nostre no? Ritorniamo a Linda, che ha avuto la malaugurata idea di originare questo sproloquio. Dopo averle detto come siamo noi italiani, le ho spiegato perch secondo me c' questo problema. Ritengo che la vera colpa sia del Governo cinese. Non per come governa, anzi, sapete bene (anche chi in privato mi chiama comunista di m****a) che a me piace e che secondo me le cose filano, qui. Ma per i troppi anni di chiusura nei confronti del mondo della comunicazione esterno. Non quello interno. Sapete che qui ci sono oltre 60 canali televisivi? altro che 6 o 7. La totale mancanza di una struttura di comunicazione e di pubbliche relazioni, che invece regge di fatto in piedi i governi occidentali (almeno nei rapporti esterni), ecco cosa ha generato tutto questo. Per anche noi, se volessimo delle informazioni non sarebbe cos difficile trovarle. Vi lascio con un concetto profondo: avete paura della Cina? Il titolo di questo articolo proprio per voi... non avete davvero capito un c**o :-) Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com domenica, 14 agosto 2005 I cinesi sono tutti uguali e hanno la pelle gialla Ni hao!

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Ve lo avevo promesso, ed eccomi di nuovo qui... per la serie oggi non ho proprio niente da fare, starete pensando... ma come? io mi dedico a raccontarvi un sacco di cose intelligenti (ops) e voi mi prendete in giro? Oggi mi sono dedicato allo studio... insomma... sapete com' studiare no? Si comincia... poi la scrivania scomoda e ci si appoggia sul letto... poi si sprofonda sempre di pi... e quando si arriva a pensare "ok tolgo un secondo gli occhiali per riposare gli occhi e ripasso a mente" state gi dormendo da un pezzo. Dopo un paio d'ore di studio profondo, sono rinsavito e ho deciso di andare a studiare fuori, cos almeno non correvo il rischio di addormentarmi. Oggi era una di quelle giornate da dedicare al turismo d'alta quota. Non parlo di andare in montagna, ma di salire in cima a un grattacielo per guardare la citt. La visibilit era molto buona, complice la bassissima percentuale di umidit, che non credo superasse l'80%, valore che qui ha del miracoloso. Io non mi dedico a queste attivit turistiche, non mi piace molto, ma vi mostro qual' un ottimo punto di osservazione. La Jinmao tower, con i suoi 88 piani, l'edificio pi alto di tutta la Cina: la foto sul sito Come vi dicevo, non mi sono dedicato alla scalata in ascensore ma sono andato a cercare un posto dove studiare. Sul lungo fiume ci sono un sacco di posti carini, dove i gitanti della domenica passano a farsi le foto. Sono andato a piazzarmi l, con il mio zainetto colmo di libri, a cercare di memorizzare questi maledettissimi caratteri cinesi e il loro suono. La cosa pi divertente sono i cinesi che ti vengono a salutare per fare un po' di esercizio di inglese. Gi che c'ero, ho approfittato di una pausa riflessiva per accorgermi che al tramonto il cielo non era niente male, aveva un colore spettacolare. Ho cercato di catturarlo per voi: la foto sul sito Quello sullo sfondo il Bund, uno dei quartieri storici di Shanghai. Ve ne parler in una delle prossime puntate. Non della sua componente turistica, per :-) Ma veniamo al tema di oggi. Me lo ha fatto venire in mente Chiara (a proposito, questo il suo blog: esisto.splinder.com) mentre si stava chiacchierando via MSN (potete farlo anche voi, i miei contatti sono qui a sinistra, li avete visti?). La sua domanda fatidica stata "ma i cinesi sono tutti uguali?". Ecco. Grazie Chiara per avermi ricordato di parlare dei luoghi comuni. - I cinesi sono tutti uguali - I cinesi si vestono tutti uguale - I cinesi hanno la pelle gialla Giusto per citare i pi comuni fra i luoghi comuni. Ma mi faccia il piacere... avrebbe detto il Principe Antonio De Curtis!!! (Come chi ? Ma Tot

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com no?!?!) Allora, andiamo per gradi.

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Parliamo di pelle e di vestiti. Vi posso assicurare che se vi trovate sul treno della metropolitana e non guardate i volti, vi sar impossibile distinguere se vi trovate a Shanghai o a Milano. Avrei aggiunto a Londra ma l ci sono tantissimi Pakistani che hanno la pelle pi scura e a New York si trovano molti di colore. Ma fra Milano e Shanghai, mi spiace, nessuna differenza. Il colore della pelle proprio uguale al nostro. Non so da dove arrivi "musi gialli" ma una benemerita c*****a! E la stessa cosa vale per i vestiti. Tutti diversi e molto alla moda. Guardate che sono sparite da un po' le tuniche di Mao! E poi non sono tutti uguali, anzi. Sto cominciando a imparare anche a distinguere (a grandi linee) le diverse etnie. In ogni caso, si fa ben distinzione fra le persone. I caratteri somatici di naso non pronunciato (altro che il mio) e occhi allungati, ovviamente sono presenti, ma con gradi e variazioni molto diverse fra loro. Basta quindi con i luoghi comuni, l'unico che pu rimanere che qui mangiano i bambini, essendo comunisti, altrimenti Gigetto se la prende e gli cadono i capelli appena trapiantati :-( Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com domenica, 14 agosto 2005 Uff! Non sono morto! E' colpa del cinese!!! Ni hao!

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Ne ho ricevute di lamentele, eccome se ne ho ricevute... lo so, sono due giorni che non scrivo :-( Lasciate che vi spieghi, tutta colpa del cinese. No, non sto parlando dell'inquilino cinese dell'appartamento del piano di sopra, che sciabatta e non mi fa dormire, sto parlando della lingua cinese. Anche perch ultimamente dormo, mi sono liberato del bastardo!!! Ricordate? Il bastardo il gatto. No, non l'abbiamo cucinato come pietanza principale del pranzo domenicale, tranquilli. Semplicemente ho finalmente cambiato stanza. Ora ho una camera tutta mia, senza gatto, senza americano, con il condizionatore che regolo come voglio e pure il tavolino per il computer (che ho costruito togliendo un ripiano dall'armadio). Ma torniamo al maledetto cinese (non quello del piano di sopra). Sono qui per studiare il cinese no? O meglio, sono qui per imparare il cinese! Il problema che il cinese una lingua stramaledettamente difficile. Lasciate che vi descriva le caratteristiche principali: - nel cinese non c' un alfabeto, ovvero non c' un elenco di 26 caratteri che hanno un loro suono e che poi, combinati fra loro, producono le parole. Qui si parla di sillabe che sono composte da una parte iniziale e una parte finale. Ad esempio, b, f, x, zh sono delle iniziali. Ce ne sono 23 di iniziali. Mentre a, o, en, iang, sono per esempio finali. Ce ne sono 37. La combinazione di iniziali e finali costituisce le sillabe. Le differenti sillabe che compongono l'alfabeto cinese sono 408!!! - Come se non bastasse, ci sono le tonalit. Si, perch ogni singola sillaba pu essere pronunciata con 4 differenti tonalit e, in alcuni casi, anche con tono neutro che fa 5! Questo significa che le sillabe base diventano oltre 1.600, se si aggiungono le tonalit. Vuol dire che la stessa sillaba "ma" pronunciata con tono differente corrisponde a 5 diversi significati ben distinti, fra cui mamma, lino, cavallo ecc. - Allo stesso modo, sempre in riguardo ai suoni, per esempio z, c ed s sono al nostro orecchio (vista la nostra abitudine a pronunciarle ben diversamente una dall'altra) incomprensibili, perch qui hanno un suono praticamente identico. E quindi immaginate la difficolt di pronunciare una c con un suono simile alla z ma che deve distinguersi dalla z pur essendo praticamente identico. -Per non parlare, ad esempio, di an e ang. Sono due suoni identici, solo che il secondo aspirato. Il problema che noi piemontesi abbiamo il vizziaccio, quando parliamo una lingua straniera, di aspirare qualsiasi parola. Non so perch, ma lo facciamo. E quindi tre quarti dei suoni che emettiamo sono aspirati, senza che ce ne accorgiamo. - Ogni singola parola, composta da 1, 2 o 3 sillabe combinate fra di loro. - A questo potremmo aggiungere le eccezzioni, come quella che se due parole consecutive hanno la stessa tonalit, la prima delle due cambia tonalit. - Ogni parola poi rappresentata da uno o pi simboli, i cosiddetti ideogrammi. Ed ognuno di essi composto da due parti.

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E tutto questo solo (in parte) la teoria! Si perch la pratica che la via dove abito io, ad esempio, che una via abbastanza importante, si chiama ZhangYang Lu. Bene, la prima parte si dovrebbe pronunciare una specie di "cian" con il finale aspirato e la ci che sembra una zeta. La seconda parte un "ian" a finale aspirato. Il tutto con i toni che troppo complicato spiegare. Sta di fatto che ogni volta che salgo sul taxi, provo 4 o 5 volte a dire il nome della via al tassista. Dopo di che tiro fuori il mio bel bigliettino con l'indirizzo e lui, dopo averlo letto, mi risponde "aaahhh!!! cianian lu!!!" con (secondo me) lo stesso identico accento e tono usato da me. E io che avevo detto?!?! Inutile dire che non esiste un singolo tassista a Shanghai (su oltre 50.000) che parli una parola di inglese. E a me viene da pensare ad 'A' (ricordate? non abbiamo ecc..) che convinto che per fare affari qui basti l'inglese. Seeh, voglio vederti ad arrivarci agli affari, con questi taxi!!! Tornando a noi, capite perch sto impazzendo? Sono giorni difficili perch c' da fare il salto dai semplici saluti a una maggiore comprensione, per poi poter sviluppare l'uso della lingua. E questo mi assorbe tempo ed energie. Se poi aggiungiamo che in classe c'ho gli animali che fanno casino... Vi ho gi parlato dei miei due amici e compari di merende, anzi, avevo promesso che venerd sera al Mural li avrei catturati sull'ubriaco andante e fotografati per voi. Ogni promessa debito e quindi eccoli qui: la foto sul sito Quello di sinistra Taylor, il tedesco. Quello di destra Matthias, lo svizzero. La classe spesso noiosa, perch tutti devono leggere la stessa cosa uno per volta, quindi quando uno comincia, gli altri si possono rompere. Loro cominciano a parlare fra di loro in tedesco e a fare casino, e non vi dico. Se poi nella pausa pranzo bevono birra, il pomeriggio tutto un programma. Ora devo assolutamente studiare. Qui l'una di pomeriggio, ho gi ovviamente mangiato (noodles, che buoni!), ma prometto che prima di andare a dormire torner a scrivere qualche scempiaggine e a postare qualche foto. Anche perch nel pomeriggio, dopo qualche ora di studio, voglio andare a fare un giro e magari stare un po' al parco. Vi far sapere. Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com gioved, 11 agosto 2005 Enjoy Shanghai... Ni hao!

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Buona sera care amiche e cari amici del Bel Paese (sempre quello dei formaggini). Buona sera perch qui a Shanghai sono ormai le 21 e si, come sempre, ho gi mangiato da un pezzo (a proposito, oggi parleremo anche di mangiare). Lo so che non scrivo da due giorni e che sentivate la mia mancanza. Mi scuso ma ieri non sono proprio riuscito a trovare il tempo. Sono in un periodo di lezioni molto difficile. Dopo la prima settimana di insegnanti che parlavano inglese, da questa settimana si passati al cinese puro, comprese le spiegazioni. Un delirio! Se poi aggiungiamo che ieri era mercoled, quindi uno dei due giorni di uscite in gruppo (insieme al venerd) ne risulta che tornato da scuola ho avuto tempo di cenare (sempre pi presto, fra un po' far merenda), docciarmi e uscire. Oggi per non mi stacco dal computer e oltre ad avere tempo ho anche voglia di scrivere quindi, mettetevi comodi perch sar lunga. Ho deciso di parlarvi un po' di cose easy, che ho raccolto in un titolo esemplificativo: Enjoy Shanghai, ovvero posti dove mangiare, da vedere ecc. Partiamo dal cibo Questa sera, mentre divoravo la quinta scodella di noodles, mi sono di colpo reso conto che la dimistichezza con i bastoncini ormai totale. Sapete tutti che qui in cina non si usano le posate, e ne ho gi anche parlato. Io non sono arrivato qui a zero, sull'argomento. Sono anni che uso i bastoncini ai ristoranti cinesi e giapponesi e avevo una buona pratica, anche se non accompagnata a una tecnica impeccabile. Quello che mi ha fatto notare il "passaggio di grado" il fatto che ho sempre dovuto usare due mani per posizionare i bastoncini in modo da riuscire a usarli per "pizzicare" il cibo. Il cibo non si infilza, mai! Ricordatelo. Porta una sfiga tremenda, una cosa che si fa solo ai funerali. Allora, dicevo, la mia tecnica consisteva nell'usare la mano sinistra per posizionare adeguatamente i bastoncini fra le dita della destra. Tutto questo ora non mi serve pi, prendo su i bastoncini con la destra e li uso. Questo specialmente con quelli di casa, che sono pi lunghi e affusolati di quelli usa e getta da ristorante. Insomma, accorgermi di questa cosa mi ha reso felice e volevo dirvelo. Bastano una decina di giorni, quindi, per passare da un imbarazzante e goffo tentativo di mangiare con le bacchette, a una discreta padronanza del mezzo. Ma non con questo che voglio tediarvi. Ho scoperto, grazie ai messaggi che ricevo, che parte dei lettori di cotante nefandezze composta da persone che sono in procinto di venire qui a Shanghai (il che non mi stupisce). Allora vai con i consigli per gli acquisti, ma non quelli da guida turistica. A proposito di guide, quella di Time Out certamente la migliore, cos come sono eccezzionali le guide Time Out di ogni citt, provatele (signor tecniche nuove, editore delle guide time out, la prego di contattarmi per il pagamento di questo spot). Siamo in Cina, giusto? E per la precisione a Shanghai, esatto? Bene allora in tema di cibo e ristoranti, non posso che parlarvi di: CHURRASCHERIA

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Come di churrascheria? Sono scemo dite? Voi venite in Cina e io vi mando alla churrascheria??? Ma va l che siete tutti uguali voi italiani, dopo due giorni che siete fuori di casa cominciate a cercare pizza e spaghetti!!! :-D (a proposito di "ma va l" questa settimana a scuola arrivato Ivan, un bolognese verace, e finalmente di pu parlare un po' in dialetto, sochmel! lo so che sono piemontese e che il mio dialetto sarebbe un'altro, ma che ci volete fare, l'emilia e, soprattutto, la romagna...) Sento delle altre vocine che invece dicono: che caspita una churrascheria?!?! Uff! Ma vi devo sempre dire tutto!!! Le churrascherie sono i ristoranti tipici sud americani dove, per un prezzo fisso, camerieri con enormi spiedi e coltelloni in mano girano fra i tavoli a servire carni alla brace di diverso tipo (salsicce, filetti, arrosti ecc) tagliati direttamente nel piatto dallo spiedo e, soprattutto, a volont. Mangi quanto vuoi (o quanto riesci). Dopo quasi due settimane di cucina cinese, che come sapete adoro, non dispiace fare una mangiata di carne alla brace, che adoro decisamente di pi (chiede alla mamma che ogni volta che sono a casa si becca la grigliata). Churrascheria, dicevamo. A Milano ad esempio sono molto conosciute il Picanas e il Rios, famoso come Porcao prima che cambiasse gestione e nome. Sono posti in cui si mangia bene ma il prezzo, beh, non certo da tutti i giorni. Fra i 70 e i 90 Euro, escluse le bevande, per il giro di carne a volont e il buffet di antipasti e contorni. Questo a Milano, ovviamente, perch qui un'altro paio di maniche. Per voi che state per arrivare, ve ne consiglio una che davvero vale la pena. Si chiama Brasil e si trova sulla Huaihai Road, proprio di fronte alla Shanghai Library. Fermata della metropolitana pi vicina Hengshan Road, pulman 911 e 926. Perch parlo di questo posto? Diciamocelo, una mangiata colossale che costa, incluso soft drink (es. coca), 55 RMB ovvero 6 Euro, non si pu non consigliarla! Non credete? Si si, avete letto bene. In Italia 90 Euro... a Shanghai 6!!! I miei amici tedeschi, che non rinunciano a bere birra, ovviamente non bevono soft drink e quindi arrivano a spendere anche 8 Euro. Nei prossimi giorni vi dar qualche altra segnalazione. Ma ora cambiamo argomento e parliamo di night life. Nuovi locali visitati Vi ho gi parlato del Mural Bar, che ormai stato eletto a locale ufficiale del venerd e quindi vi torneremo anche domani. Del resto quando hai da bere incluso per tutta la sera con 11 Euro, e in pi la musica e la gente sono belle... Ma ho visitato altri locali (e chi l in Italia dice che me la sto spassando, sappia che solo dovere di cronaca, lo faccio per voi). Il primo che vi consiglio assolutamente il PEOPLE7. Locale molto esclusivo, un enorme loft in stile newyorkese decisamente hi-tech, frequentato da occidentali e cinesi vip. Un posto veramente di classe. Si trova all'805 di Julu Road. Per entrare dovete infilare la mano in una delle fessure nel muro, la parete si aprira. Quale fessura usare, sta a voi scoprirlo. Qui sotto invece trovate una foto del bar. La foto sul sito Sempre sulla Julu Road, trovate molti altri bar tutti alla moda. Un solo consiglio, cari maschietti, le numerossissime e bellissime ragazze che fanno drappello fuori dai locali e

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L'unico bar fra questi che non ha davanti il dreappello di signorine di facili costumi il GOODFELLAS. Non stupitevi, il migliore e il padrone non vuole le donnacce, ed un'altro ritrovo tipico della nostra compagnia :-) Il mercoled sera, invece, l'appuntamento fisso per gli occidentali il ZAPATA'S Mexican Cantina. 5 Hengshan Rd. Bella musica, bella gente, avventori che ballano sul bancone del bar piuttosto che gruppi di amici che chiacchierano tranquillamente sul terrazzo o in giardino. Ieri sera, per capirci, ci saranno state 1.000 persone. Questo il mercoled di Shanghai. Ma di giorno? Mi state chiedendo... Scordatevi musei o cose simili, Shanghai una citt praticamente nata 15 anni fa (o meglio, rinata) e di storico c' poco da vedere. Ma c' una cosa che la rende il paradiso degli amanti del genere: LO SHOPPING Fare shopping a Shanghai bellissimo!!! Non parlo ovviamente dei centri commerciali o delle vetrine delle grandi firme. Quelle le abbiamo anche noi e i prezzi sono esattamente uguali. Quando parlo di shopping parlo di quello che piace anche agli uomini. Il posto pi divertente dove passare un pomeriggio il FAKE MARKET!!! Gi il nome dovrebbe essere esplicativo, ma per chi non lo avesse capito, si tratta del mercatino dei falsi!!! Avete presente tutte quelle firme tarocche di occhiali, cinture, penne, orologi, maglie, jeans, che in Italia sono proposte dagli ambulanti extracomunitari per strada, in spiaggia ecc? Beh, che l'origine sia la Cina lo si sa da tempo. Qui a Shanghai, sulla via commerciale Huaihai Road, c' il mercato ufficiale di tutti questi oggetti. Se mercato si pu chiamare uno spazio di qualche migliaia di metri quadrati dove non meno di 3/400 negozietti con tanto di aria condizionata mettono a disposizione di tutto, dalle polo Lacoste agli occhiali Gucci, Dior, ecc. Sia chiaro che la mia esperienza in questo posto dovuta esclusivamente al dovere di cronaca (come nei locali notturni del resto). Non penserei mai di comprare una T-shirt Diesel al prezzo di 2 Euro o un paio di pantaloncini Nike a 3, se non servisse per tenere informati tutti voi. Si, perch il bello di questo mercato non tanto la quantit di prodotti che si trovano, ma la possibilit di fare trattative all'ultimo sangue con abili cinesi, perlopi giovani donne, che fanno quasi ridere quando partono a chiedere una cifra 10 volte superiore a quella che sanno benissimo pagherete per la merce acquistata. Per spendere davvero poco bisogna essere bastardi, lo ammetto. Si perch sono mica male a trattare queste cinesine. Per prima cosa hanno un vocabolario d'inglese che comprende esclusivamente le seguenti frasi: - nornaly cost *** but for you I can made ***, only for you today! - are you kidding me? (quando dite quanto volete pagare) - it's a crazy price!!! (quando alzate la posta) Io che gi di mio sono un maledetto a tirare sui prezzi (trent'anni di formazione leggendo le avventure di Zio Paperone su Topolino), per il fake market ho messo insieme e formato (nel senso di fare formazione sulle tecniche di ribasso del prezzo) una vera task force, cos formata:

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- il sottoscritto, che fa lo scazzato della compagnia che sa solo dire cose del tipo "questi sono pazzi, andiamo avanti che troviamo qualcuno che ci fa di meno"; - Matthias, svizzero che fa la parte di quello che sa tutto di brand e che riconosce i falsi dai veri, anche se in realt non ne sa un piffero e inventa sul momento, ma credibile per il cappello stile australiano che ha sempre calato sulla zucca, e poi facile, sono tutti falsi, qundo cercano di dire che sono veri gli tiro fuori i miei occhiali di Gucci veri e gli mostro le differenze; - Taylor, classico tedesco alto, biondo, molto fico, che fa la parte di quello che comprerebbe tutto ma non lo lasciamo assolutamente perch non sono dei buoni affari. Domani quando saranno ubriachi al Mural li fotografo e poi ve li faccio vedere (no ragazze i numeri di telefono non ve li do, sappiatelo). La tecnica migliore consiste nel lanciare un prezzo molto basso e aspettare 2 o 3 rilanci. Poi prendere, voltare le spalle, esporre un gentile "no, grazie" e allontanarsi. Verrete sicuramente inseguiti da una ragazzina urlante che spara cifre sempre pi basse. Arrivati a un buon punto tornate indietro e alzate, di poco la vostra posta, assistete alla sceneggiata napoletana e quindi rigirate le spalle. Non mancher molto a sentirla urlare OK :-) Un esempio su maglietta di marca: Voi: How much? Lei: tutta la tiritera e poi vi scrive su una calcolatrice 185 V: what? no no no is too much! e fate per allontanarvi L: no no no say you how much V: no no is too much thank you. e fate per andarvene L: ok 120 V: no L: 100 V: no L: 85 V: no is too much. e fate per andarvene L: write how much. e vi allunga la calcolatrice V: scrivete un 10 L: dollars? V: fate una risata e vi girate sui tacchi L: no 10 no, 80 V: 10 L: 75 V: 10 L: ok last price 60 yes or not! V: not, thank you, e ve ne andate veramente. L: 55, 50, 45 urlando e rincorrendovi V: vi fermate e tornate indietro, e ora di alzare la posta L. 45 yes or not V: 15 L: 40 V: 20 not more L: no 20, 40 yes or not V: no thank you. e ve ne andate L: farete 4 o 5 metri e la sentirete urlare OK 20 Avete il vostro prodotto esattamente al prezzo che avevate dall'inizio deciso di pagare, ovvero 1/10 di quanto richiesto. In tutta questa trattativa, che sembra lunga ma vi assicuro divertentissima, si introducono i commenti dei compari che non fanno altro che rincarare la dose con teste che scrollano, domande a voi del tipo "are she crazy?" o frasi del tipo andiamo a cercare un'altro che faccia un prezzo migliore, tanto qui hanno tutti le stesse cose.

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Altra cosa da far presente: durante tutta la trattativa assisterete a una vera e propria sceneggiata napoletana, con la ragazzina che vi spara il primo prezzo sorridendo mentre, man mano che scende, sar sempre pi seria e arrabbiata, come se la stiate derubando. Non ci fate caso, fa tutto parte della messa in scena. Potete star tranquili che se mollano l'oggetto perch ci guadagnano. Abbiamo volutamente sperimentato che se il prezzo sotto costo non cedono. Infatti, per sapere veramente qual' il minimo prezzo che potete pagare, la cosa migliore fare la stessa trattativa in diversi negozietti (hanno tutti le stesse cose e un magazzino in comune) partendo da un prezzo bassissimo per salire di un po' a ogni banchetto. In questo modo, se non riuscite a comprare a 10, 20 o 30, saprete che 40 proprio il prezzo minimo, e che non serve pagare di pi. Per farvi capire, il bottino di oggi stato: - borsa di jeans Diesel pagata 60 RMB (6,5 Euro) per Taylor - pantaloni al ginocchio Nike, costo 30 RMB (3,5 Euro) per me - maglietta Diesel con la stampa in rilievo 20 RMB (2,5 Euro) per me - Occhiali RayBan modello a goccia classico stile Ponciarello 15 RMB (meno di 2 Euro) per Matthias - Pantaloni tecnici di quelli tutti a tasche e che si stacca un pezzo di gamba e diventano corti, non di marca famosa, alla folle cifra di 50RMB (5,5 Euro) perch mi piacevano troppo Totale della spesa odierna in 20 Euro. Per oltre 3 ore di puro divertimento assicurato. Ne vale davvero la pena! Inutile dirvi che torneremo spesso a far scorribande al fake market, anche senza comprare nulla :-) E qui terminiamo per oggi, ho scritto per 2 ore, ma ne ho ancora da raccontarvi... stay tuned! Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 09 agosto 2005 Finalmente le foto!!! Ni hao! Finalmente ce l'abbiamo fatta, sono arrivate le fotografie!!! So che non capite perch la cosa mi rende cos felice, e quindi ve lo spiego.

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Innanzi tutto, con il supporto visivo potr affrontare ancora pi argomenti divertenti, e questo mi stimola. In secondo luogo, la fotografia una mia grandissima passione e quindi non vedevo l'ora di condividere con voi le foto che mi piacciono di pi. Le trovate nell'album. Durante i miei vari viaggi, ho scattato oltre 20.000 fotografie (tutte in digitale). In particolare adoro fotografare fiori, piante, animali e... edifici o costruzioni molto alti... la natura e il contronatura :-) Nell'album vi mostrer quindi un po' delle mie foto. Ho cominciato con una selezione un po' casuale, e man mano ne aggiunger ogni giorno, fino ad arrivare a qualche centinaio (spazio permettendo). Non hanno un ordine preciso e non tutte hanno un titolo, ma i commenti sono come sempre i ben venuti. Tutte le foto hanno caratteristiche comuni: - sono tutte fotografie scattate da me, originali e di mia propriet - nessuna immagine stata elaborata elettronicamente - sono state fatte tutte direttamente in digitale con diverse macchine, pi o meno avanzate Per ovvi motivi di spazio e di impaginazione, ho adattato (ovvero rimpiciolito) tutte le fotografie in modo che stessero giuste nella pagina. Se qualche foto vi piace particolarmente e vorreste, per esempio, metterla sul vostro computer come sfondo, oppure stamparne un poster (io le stampo anche a 50x70cm) potete chiedermi l'originale via mail, nel giro di qualche giorno ve lo mando sicuro. Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com luned, 08 agosto 2005 Il vino in Cina (Episodio II) Ni hao!

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Oggi sono scatenato, un post via l'altro. La verit che avevo un mezzo date con Jessica (ricordate? la ragazza cinese di venerd sera al Mural) ma le sta andando lungo il corso di formazione che sta seguendo da domenica per tre giorni e quindi mi ha paccato e sono a casa... tutto per voi, contenti? Come vedete ho trasformato quello del vino in un argomento degno della sua propria sezione, perch ho visto che interessa e poi perch ormai una questione di principio. Allora, dopo cena sono andato all'ipermercato vicino a casa per fare scorta di bottigliette di the freddo (che bevo a litri) e per comprare le pile del telecomando della TV che si erano esaurite. In realt vado spesso al centro commerciale, perch mi aiuta a fare esercizio con il cinese. Essendo io poco addicted allo studio, adotto il metodo del live learning, quindi non perdo l'occasione per frequentare posti dove posso approfondire e fissare quello che imparo a scuola durante le lezioni. Un altro metodo che uso molto, che per in certe fasi quasi pericoloso, quello di modificare la lingua in cui penso. Ci avete mai provato? Se state in Italia tutto il tempo, non potete riuscirci. Ma se ad esempio siete in un paese dove si parla normalmente inglese, provate i primi giorni a sforzarvi di pensare in inglese. Dopo un po' di giorni vi verr automatico e anche comunicare sar pi facile perch non dovrete pensare in Italiano a cosa dire, poi tradurre a mente e infine esternare, si fa tutto in automatico. Il problema che il mio cinese ancora troppo piccolo per usarlo come lingua principale di pensiero (ecco un esempio di quello che spiego meglio sotto, che ho visto rileggendo e che ho voluto lasciare per far capire lo stato in cui sono messo, in inglese infatti avrebbe senso dire "my chinese is too little" mentre in italiano suona come uno strafalcione, capite ora?). L'inglese la lingua che qui uso per il 95% del tempo, per comunicare con gli altri. Quindi penso in inglese. Per, per esempio quando medito su cosa scrivere sul blog, penso anche spesso in italiano. In tutto questo, cerco di sforzarmi a pensare alcune cose semplici in cinese. Anche perch se vi fanno una domanda in cinese e rispondete NO non capiranno mai, ecco che allora ad esempio cerco di sforzarmi di pensare al "no grazi" in cinese (si pronuncia pi o meno: p scescie). La mia attuale lingua, quindi, la definirei CHINITALISH (chinese+italian+english) il che tutto un programma, e quindi non vi stupite se a volte scrivo strano. Torno ai vini, ok! Sono andato avanti con le mie ricerche e ne ho trovata una talmente bella che non ho resistito al correre a casa per raccontarvela. All'ipermercato c' ovviamente anche la sezione dei vini. A parte il vino Grande Muraglia e tutte le altre case vinicole cinesi (che non sono mica poche) ho contato pi o meno una selezione di un centinaio di bottiglie straniere. Vini californiani alla grande, vini francesi ecc. Non del livello dell'enoteca per fichetti, che di bottiglie ne aveva molte di pi e di qualit superiore. Niente Italia... no no no! Si, avete capito bene, non uno straccio di etichetta italiana, giuro! O quasi, ma dovete proseguire a leggere per il quasi :-)

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Ora, in un commento nel post precedente, anonimo (che segnala l'edizione cinese di vinitaly) sostiene che il vino italiano non piace ai cinesi. Se riuscite a dimostrarmi che gli piace il vino di tutto il resto del mondo e non il nostro, vi faccio il monumento. Voglio proprio approfondire sto fatto del vino. Ma ecco la chicca... Sempre nella zona dei vini, perlustro anche l'angolo delle bazze. Uff! Vi devo proprio spiegare tutto!!! La bazza, tradotto dal bolognese, l'affare o occasione, quindi Angolo delle bazze = scaffale delle promozioni, ok? Nell'angolo delle bazze, dicevo, cosa ti vedo che riempie uno scaffale intero??? A soli 2,25 Euro a cartone, nientepopodimenoch... IL TAVERNELLO!!! Sia bianco che rosso, giuro, in offerta speciale super scontata. Ecco che si cominciano a delineare le cose. Certo che se ci presentiamo con il Tavernello (senza volerne troppo di male, s'intende, io quello bianco per cucinare lo uso, il cartoncino da 25cl cos comodo) allora possibile che il vino italiano lasci perplessi i cinesi... o no? Prosegue l'indagine etilica. Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com luned, 08 agosto 2005 I cinesi sono magri Ni hao! Per la gioia di tutti voi, tornato il bel tempo qui a Shanghai.

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Oggi pomeriggio non avevo lezione e mi sono dilettato a fare un po' di ripasso andando in giro per la citt, a leggere cartelli e insegne e ascoltare la gente parlare. L'ho sempre considerato un ottimo approfondimento, anche quando viveo a Londra facevo cos. Le lunghe camminate e i viaggi in metropolitana sono solitamente i momenti in cui elaboro le boiate che poi scrivo qui per voi. In pratica mentre non ho niente da fare penso a voi che non avete ovviamente niente da fare, se state qui a leggere le mie scelleratezze :-) La riflessione odierna lo sviluppo di un pensiero che ho elaborato fin dal mio arrivo qui: i Cinesi sono magri! E' ovvio che anche qui ci sono quelli un po' pi in carne, pi uomini che donne, mentre di veramente obesi non ne ho ancora visto uno. Diciamo che se in Italia i fuori forma sono, mettiamo, il 40% e in america il 70%, qui siamo abbondantemente sotto la soglia del 10%. Ho elaborato una mia teoria basata sull'esperienza. Personalmente non ho una forma eccezzionale, non sono certo palestrato, ma 65Kg per 1,80 di altezza significano che se tengo un po' in dentro la pancetta entro in una 48, ecco. L'esperienza non quindi vissuta in proprio ma, diciamo, di riflesso. In uno dei periodi milanesi, ho vissuto per tre anni con una ragazza (ovviamente eravamo fidanzati) che direi problemi di linea non ne poteva avere. Di mestiere, infatti, faceva l'insegnante di fitness. Cominciava alle 8 del mattino a fare personal training in casa di riccone della Milano bene e finiva a sera inoltrata nelle palestre, passando la sua giornata fra Step, Acquagym, Aerobica ecc. Diciamo che faceva da 6 a 9 ore al giorno di fitness. Per le ragazze che leggono e hanno capito cosa sto dicendo, non credo ci sia da aggiungere altro. In effetti aveva il suo fisichino. Eppure viveva a dieta! Malata? Direte voi... Malata! Rispondo io, infatti era anoressica. Non nel modo di dire che si usa quando si vede una magrissima e, soprattutto voi ragazze, si esclama "quella anoressica". Credetemi l'anoressia ben altro che essere molto magre, non a caso una malattia mentale. Ma non siamo qui per parlare della sua malattia, non centrerebbe con i cinesi. Ho citato la mia ex fidanzata perch, essendo laureata all'ISEF e avendo studiato alimentazione per lo sport, la sua dieta era piuttosto curata, nel suo non voler ingrassare (come potesse farlo con 8 ore di salti al giorno non so). Fatto sta che i suoi pasti si componevano perlopi di, sentite un po': riso bollito, verdure bollite o al vapore, carni bianche, tofu e come condimento principale la salsa di soia, solo aceto per l'insalata. Questi gli alimenti tipici della mia super esperta di ginnastiche aerobiche ecc.,

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com nonch magrissima, ex fidanzata. Indovinate cosa si mangia in cina? Pollo in quantit (ovvero carni bianche) Riso bianco scondito cotto al vapore a ogni pasto Verdure varie perlopi al vapore o bollite Tofu e altri derivati della soia Condimenti principali: aceto e salsa di soia Sbaglio o tutto combacia alla perfezione?

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Quelle cose schifosissime che vi fanno stare lontane dal ristorante cinese e l'odore di fritto che ne annuncia la presenza a kilometri di distanza, care le mie signorine attente alla linea, pensateci bene perch potrebbero essere la soluzione ai vostri problemi. Se cos non fosse, perch qui sono tutti cos magri? Zaijian, Chen Long Postato da: shanghai a agosto 08, 2005 18:37 | link | commenti (3) cina, questa la cina, shanghai, vita di tutti i giorni domenica, 07 agosto 2005 Il vino in Cina (Episodio I - titolo originale che poi ho cambiato: Non abbiamo capito proprio un c***o! Episodio III) Ni hao! Come promesso prima, ve la racconto sull'esperenza vinicola avuta in serata. Si parla di vino... Prima di tutto una premessa importante! Quanto sto per riportarvi non ancora suffragato da un numero sufficiente di verifiche. Prometto che nei prossimi giorni far delle ricerche approfondite e poi vi dir se quanto sto per dire confermato o meno. Si parla di vini. In particolare, sono stato in una enoteca di quelle diciamo cos "fichette". Quelle per intenderci dove si compra il vino per le occasioni speciali e dove vanno quelli che hanno qualche soldo in pi da mettere in tavola, rispetto alla famigla operaia, oppure sono proprio estimatori. Faccio allora un giro in questa enoteca veramente grande e ben fornita e vi trovo rappresentata la migliore produzione vinicola mondiale. C'erano tutte le cantine californiane, non mancavano ovviamente quelle australiane e anche sudafricane. L'europa era ovviamente rappresentata dai vini francesi, da quelli spagnoli, dai portoghesi. C'erano vini dalla gracia... Come dite? Sto dimenticando qualcosa? Come? L'Italia? Mi state dicendo che il nostro amato Bel Paese (come i formaggini) il produttore dei migliori vini del mondo? In effetti devo ammetterlo, due o tre bottiglie italiane (fra le centinaia) sono riuscito a scovarle. La Toscana era, ovviamente, rappresentata dalla classica casata dei Marchesi Antinori (www.antinori.it). Un Chianti Classico IGT, il rinomato Villa Antinori e l'inmancabile Santa

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Cristina erano a disposizione, a prezzi peraltro poco pi che doppi rispetto ai nostri supermercati. Si perch sapete che Antinori ormai si trova in tutti i supermercati d'Italia vero? A proposito del Santa Cristina, sapevate che attualmente sembra essere uno dei vini preferiti dalle ragazze? Se avete un appuntamento e la portate a cena a base di carne, ordinate tranquilli un Santa Cristina e non dovreste fare brutta figura. Certo non passerete per super sofisticati con un vino che si trova alla coop, ma sarete certi che lo berr volentieri, e questo l'importante. L'altra cantina rappresentata era la veneta MASI (www.masi.it), di un noto appassionato, Sandro Boscaini, che fra l'altro produce anche in Argentina. Qui propone un Valpollicella DOC. Vino fra l'altro molto apprezzato dalla mia famiglia cinese, che ha fatto vaporizzare la bottiglia portata da me in dono dall'Italia (il mio era un Sartori - www.sartorinet.com). E basta. Non c'era altro... fra centinaia di bottiglie, queste quattro. Per la miseria sto parlando del vino italiano!?!?! Come ho premesso, devo verificare altre enoteche prima di dare conferma, ma se la dovessi trovare, sarei davvero sconcertato. Decine di case californiane si contendono scaffali che onorerebbero i migliori vini italiani e noi non facciamo nulla??? La cosa non finisce qui, credetemi! Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com luned, 08 agosto 2005 Giornalisti, che gente! Ni hao!

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A guardare le notizie che vi riportano l in Italia, si direbbe che qui a Shanghai siamo messi male... in una scala da 1 a 10, quanto pensate che sia vero? Sicuramente passato un tifone, e questo si sa, ma da qui alle catastrofi sbandierate dai giornali italiani, secondo i quali Shanghai sarebbe una citt sotto assedio e devastazione beh, ce ne passa, e ogni commento superfluo. E' vero, questa notte abbiamo avuto un black out dalle 24 fino alle 10 di questa mattina. Ma per diana qui passato un tifone! Non vorrei ricordare che in Italia i blackout li fanno per i troppi condizionatori accesi... Avendo smesso di piovere, visto che erano due giorni che stavo barricato in casa a chattare, ho voluto uscire a sgranchirmi le gambe. Gli shanghainesi erano gi tutti fuori, a giudicare dal casino in strada e nei negozi. A proposito, vi ricordo che qui ora sono le 21 e si ovviamente cenato alle 18:30. Fatto sta che sono uscito e avevo voglia di fare almeno 10 kilometri a piedi! Ovviamente dopo 5 minuti che ero in strada, ha ricominciato a piovere!!! Quattro gocce, sia chiaro, ma io odio la pioggia di suo e poi, per stare fuori un paio d'ore a passeggiare fra i viali e i palazzoni, non avevo messo le lenti a contatto e non sopporto che mi si bagnino gli occhiali. Cos mi sono infilato al Time Square, mega centro commerciale in stile occidentale, dove i cinesi si divertono a guardare le vetrine (di comprare non se ne parla) degli stilisti europei e americani. Mi sono divertito a guardare i cinesi che provavano le scarpe GEOX, quelle che respirano, che costano quanto uno stipendio mensile di un operaio, anche se con molta probabilit vengono prodotte in un sobborgo della citt e portate qui in bicicletta, al costo indicativo di un cheese burger. Per la carit, non ho nulla contro le scarpe GEOX, le porto anche io regolamente quando lavoro e quindi indosso abito e cravatta. Ma mi fa ridere ugualmente che negli espositori sia pieno di prodotti molto probabilmente cinesi ma marchiati da aziende occidentali, e quindi ultra costosi. Ho girato per un paio d'ore per il centro commerciale, soffermandomi sull'argomento vini che per vi sviscero pi tardi, e ho realizzato che Shanghai sta vivendo una sua normalissima e tranquillisima domenica sera. Lo immaginavate dalle notizie che arrivano l? Zaijian, Chen Long Postato da: shanghai a agosto 07, 2005 21:20 | link | commenti cina, questa la cina, shanghai, vita di tutti i giorni S.P.Q.C. (Sono Pazzi Questi Cinesi) Ni hao!

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Buongiorno... qui a Shanghai meggiogiorno passato e il tifone ormai ci ha lasciati. Non il maledetto gatto, che anche questa notte ha fatto un casino infernale giocando con una caramella sul parquet. Non lo sopporto pi, non passa notte che non mi tenga sveglio. Mi hanno promesso che ce ne saremmo liberati presto e, sinceramente, speravo di trovarlo in tavola ben guarnito per il brunch della domenica. Invece li che dorme della bella, il bastardo, pronto a riposarsi tutto il giorno per poi stare sveglio (e tenerci me con lui) tutta la notte. Ma visto che ultimamente il tema il cibo, continuiamo a parlare di questo. Sono Pazzi Questi Cinesi - S.P.Q.C. Una nuova rubrica dove vi racconter qualche stranezza e quella di oggi a tema culinario. Il bastardo (il gatto) come vi dicevo non mi ha fatto dormire e cos ho preso sonno tardi e mi sono svegliato, cosa per me non cos abituale, alle 11 passate. Vi lascio immaginare lo shock che mi ha colpito quando, pochi minuti dopo, alle 11:30, qualcuno ha aperto la porta della camera e, accompagnato da un fetenziale (buonissimo ma appena svegli diventa fetenziale) odore di fritto in soia urlandomi "il pranzo pronoto"!!! AAAAAAHHHHHHH!!!!!! Il pranzo alle 11:30 del mattino dopo che sono sveglio da 10 minuti? No, mi spiace ma non lo reggo! Alla fine, con le caccole agli occhi, per non offendere la famiglia, una mezza ciotola di riso e due gamberetti li ho mangiati, ma che fatica... mi rimarranno qui tutto il giorno. Il gatto nel frattempo salito sulla finestra aperta, e se cadesse gi? Che dite, dal 4 piano sopravviverebbe? Non so perch ma in questo momento rimpiango un po' di non essere su all'ultimo piano, il 26mo. Avrei volentieri aiutato il bastardo a scoprire se la teoria dell'atterraggio sempre in piedi valida anche da 100 metri di altezza!!! Zaijian Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com sabato, 06 agosto 2005 Questa la Cina (Episodio III) Ni hao!

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Con questa storia del tifone sto un po' trascurandovi, lo so... ma sono qui per rimediare, anche perch di uscire non se ne parla, c' addirittura un'ordinanza governativa che dice "uscite di casa solo se necessario" e mi chiedo se sono deficienti quelli che escono per andare al centro commerciale qui di fronte, a vedere le vetrine degli stilisti italiani. Mah! Fra parentesi il tifone gi quasi passato e il vento sta calando, dopo aver raggiunto punte di 130km orari, molto inferiori a quelle attese, ma la pioggia si protrarr ancora per tutto domani. Purtroppo i danni ci sono stati e fuori citt in un cantiere edile il forte vento ha fatto crollare una struttra causando un morto e una quindicina di feriti. Per non rischiare, noi stiamo in casa. Torniamo a parlare di Cina? Mi venuto in mente un bell'argomentino. Come si mangia in Cina? No, adesso non mi metto a fare un elenco di ricette o cose simili. Non voglio neanche parlare di qualit, bont ecc., sono cose che dipendono esclusivamente dai gusti personali. Per quanto mi riguarda devo dire che dopo una settimana di vita a Shanghai, non mi posso proprio lamentare, il cibo qui lo trovo delizioso. Ma allora che vi voglio raccontare? Non di ristoranti o di pranzi e cene d'affari. Su quelli e sul galateo da tenere ne parlano tutte le guide e tutti i libri sulla Cina. Ho voglia di raccontarvi come si mangia in casa, ovvero com' la vita quotidiana a tavola di una normale famiglia cinese, che ne dite? Come mi vengono queste idee? Sono le 7:30 e quindi ho appena finito di mangiare, tutto qui :-) Gi, partiamo dagli orari. Shanghai una grande citt, credo che si collochi fra le 10 maggiori al mondo sia per estensione che per numero di abitanti, eppure le consuetudini di origini contadine non si sono perse. Nonostante la citt sia impostata in modo assolutamente occidentale, con traffico (abbondante, certo, ma non impossibile come sostengono certe guide, ma di questo parleremo un'altra volta), ore di punta e tutto il resto, in casa si cena fra le 6 e le 7, con obbligo di puntualit per l'ora stabilita. Qui da noi ad esempio ho avuto la fortuna di far passare pi o meno le 7 come orario per la cena, rispetto alle 6 proposte in origine. La tavola apparecchiata non esiste, cos come non esistono le posate, che non vedo a cosa possano servire (escluso un cucchiaio mestolino usato per i brodi, quando previsti). La dotazione individuale prevede una ciotolina di riso e le due bacchettine. E basta. In centro alla tavola vengono posti i recipienti delle pietanze. Tutti i cibi sono tagliati prima della cottura e hanno tutti dimensione tale da poter essere mangiati senza necessit di coltello. Ognuno dei commensali, quindi, con le proprie bacchettine in mano, prende dalla tavola quello che vuole e lo porta direttamente alla bocca. Tutto qui. Una semplice ma efficace accortezza prevede che si usi la ciotola di riso come "vassoio" per evitare che il cibo cada mentre lo si porta alla bocca. Il men di solito prevede una portata principale a base di carne, inmancabile, a cui si possono aggiungere altre portate a base di pesce, tofu, soia, oltre a uno o pi tipi di verdure. La presenza di ospiti potrebbe generare la disponibilit di qualche piatto in pi ma altrimenti la base : una pietanza e 2/3 contorni. Pu anche capitare, come ieri a cena, che il men preveda un piatto unico, come ad esempio noodles saltati con carne e verdure. In questo caso, niente

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riso e la ciotolina si usa riempiendola di noodles (per chi non lo sapesse sono tipo spaghetti fatti di pasta all'uovo) per mangiarli pi comodamente. In questi casi non manca mai una zuppa. Quella di ieri per esempio era un brodo con dentro pomodori e uova, squisitissima. Torniamo alle modalit operative. Con tutti il cibo sul tavolo (mi sono ripromesso di docuementare la cosa e presto vi far vedere delle foto) i commensali si siedono e, con la ciotolina di riso nella mano sinistra (almeno per me che sono destrorso) e le bacchettine nella destra, si comincia a piluccare nei piatti e mangiare. Bocconcino di carne, un poco di riso. E via cos finch si ha fame. Se penso alla mia nonna che a ogni pasto apparecchia con doppio piatto, coltello, forchetta e cucchiaio anche se non sono previste minestre, qui tutto un gran risparmi di energie. Una famiglia di 4 persone, come siamo noi, alla fine della cena produce da lavare: 4 piatti fondi (che contenevano le pietanze), 4 ciotoline (tipo quelle da macedonia ma alte), 1 ciotola (conteneva il riso) e 8 bacchettine. Un solo bicchiere perch io sono l'unico che beve durante i pasti. Quand' cos i piatti li laverei anche io! Zaijian Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com sabato, 06 agosto 2005 Alla faccia del tifone Ni hao!

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Facciamo una considerazione veloce veloce: il 6 agosto, qui a Shanghai sono le 2 di pomeriggio (le 8 del mattino in Italia) la temperatura esterna abbondantemente sopra i 30 gradi e io ho appena finito di mangiare una fantastica zuppona bollente e un po' piccante con dentro affogati ravioloni ripieni di maiale e verdure! Sono pazzo? Dite? Lasciate che vi spieghi... Prima di tutto l'aria condizionata a manetta, quindi la temperatura in casa non supera i 22/23 gradi ed perfettamente deumidificata... ah! che bello... e poi se vedeste cosa c' fuori dalla finestra, capireste perch avrei mangiato volentieri polenta e camoscio! Gi, il tifone arrivato. Non sta ancora manifestando tutta la sua violenza, a quanto dice la TV (per quanto riesca a capire io quello che dice la TV cinese, dopo sole 20 ore di scuola dedicate a imparare l'alfabeto), ma gi bello tosto. Per fortuna noi stiamo solo al 4 piano, perch se qui il vento si sente in questo modo, non voglio pensare a quelli che stanno su in alto nel palazzo, al 25mo o 26mo piano. L'acqua abbonda ma non poi cos torrenziale, il vento che tosto. Certo non la prima volta che vedo vento e pioggia, quanti temporali abbiamo noi in Italia... ma un temporale dura un'ora o due al massimo, per un tifone si parla di giorni... per fortuna, come sapete, sono stato previdente e ho fatto scorta di schifezze da mangiare mentre passo il mio tempo davanti al computer o guardando fuori dalla finestra quei pazzi che si avventurano per la strada. Alla faccia del tifone, per, ieri sera siamo usciti comunque! Siccome le previsioni dicevano che avrebbe cominciato a piovere nella notte (il vento era gi iniziato dal pomeriggio) ci siamo dati appuntamento per le 22 all'uscita della metropolitana. Indovinate un po' a che ora iniziato il diluvio universale??? Esatto, alle 21:59!!! Mamma mia quanta acqua... per fortuna c' stato un momento di calma (forse il capo lass stava cambiando l'attacco dell'idrante che gli era finita la scorta) e quindi abbiamo potutto correre fra una pozzanghera e l'altra fino al club. La destinazione della serata era il MURAL BAR. Se venite a Shanghai, il venerd sera del Mural non ve lo dovete perdere assolutamente! Tanta gente, bella musica e, come direbbero i miei amici romagnoli, "pieno cos di gnocca" che non guasta mai. Il locale un disco bar molto bello, di recente costruzione, design piacevole. Per la disarmante cifra di 11 Euro pagati all'ingresso, avrete a disposizione un'orda di baristi pronti a servirvi quello che volete, quando volete e senza nessun limite, perch la serata Open Bar... immaginatevi la felicit dei miei amici tedeschi e inglesi alla sola idea di poter bere senza limiti e senza costi! Il locale frequentato da occidentali, perlopi studenti che vengono qui a imparare il cinese (come il sottoscritto) o dipendenti di aziende occidentali traferiti qui (come spera di essere in futuro il sottoscritto). La popolazione cinese rappresentata solo dal personale e da un buon numero di ragazze che conoscono bene l'inglese. Si perch finalmente un po' di ore passate dove tutti parlano una lingua conosciuta :-) Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare... ho visto un messicano sostenere che dalle sue parti gli shot di tequila sono grossi il doppio e lui pu berne all'infinito, salvo poi vedere lo stesso messicano andare via strisciando sui gomiti alla quindicesima tequila, mentre il ragazzo svizzero che beveva con lui, lucido come una madreperla, si dedicava a tampinare una ragazza svedese... ho visto una minuta segretaria cinese iniziare la

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serata dicendo "io bevo solo aranciata" per poi ritrovarla un'ora dopo stesa sotto un tavolo con in mano una dozzina di bicchieri di tequila vuoti... ho visto un ragazzo tedesco con le lacrime agli occhi alla sola idea di poter davvero bere quanto voleva senza salassarsi, dopo che la sera prima aveva speso 10 volte tanto per ammazzarsi di birra al Roof Bar del Marriot... ho visto un amico italiano dispiacersi perch io avevo il numero della francesina carina e lui no, ma non preoccupatevi, ci siamo messi d'accordo... insomma, ho visto una gran bella serata! Io non sono astemio, non disdegno l'idea di bere, ma non mi ammazzo di alcool per principio, anzi, per due principi: il primo che il giorno dopo poi stai veramente di m***a e la cosa non mi aggrada. In secondo luogo bisogna ricordare che noi italiani abbiamo una certa fama, e non si pu rischiare di far cadere un mito per colpa dell'alcool, non credete? Gi perch da queste parti le dicerie sugli italiani sono ancora di moda, cosa aspettate a venire qui? Ne avrei ancora da raccontare, ma devo dedicare tempo anche a smistare i numeri di telefono raccolti ieri sera e a fare un po' di recall. Sapete, il customer relationship management fondamentale nel nostro mestiere. E poi speriamo che starera la pioggia ci dia un po' di tregua, non mi dispiacerebbe rivedere una certa ragazza cinese, il cui nome occidentale Jessica, e non credo di dover aggiungere altro! Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com venerd, 05 agosto 2005 Un tranquillo week end di ... Ni hao!

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Finalmente venerd... faceva cos il ritornello di una canzone degli Articolo 31 nel periodo in cui lavoravo nella loro casa discografica, quella del mitico Maestro Franco Godi (per intenderci il creatore di musiche pubblicitarie come quella del Fernet Branca, dei Lines Notte che faceva dormi, tranquillo e asciutto, e se non ricordo male anche della mitica Ciccibcibcaff...cicici...sacaff!). Gi, il venerd ser l'inizio del fine settimana, ci si prepara ad uscire, a fare baldoria, visto che qui sono gi le sette di sera e, come d'uso locale, si gi finito di cenare. (questa sera noodles con manzo e zuppetta di pomodori e uova) Cosa ci aspetta questo fine settimana Shanghainese? Men specialissimo, con un piatto forte d'eccezzione: un freschissimo TIFONE devastante con venti a 200km orari, tonnellate di acqua scaricate sulle nostre povere testoline e una bella due giorni da barricati in casa con le spranghe a porte e finestre... che ne dite? Non c' bisogno che mi diciate che, a Milano per esempio, per tutto il week end previsto bel tempo, e non parliamo poi delle localit di mare dove in molti si staranno godendo la meritata (?) vacanza. Come ci si prepara a un Tifone subtropicale che, dopo essersi formato a centinaia di km da qui, nel mezzo del Pacifico, decide di venire a scaricare la sua furia sulle nostre teste? Per quanto mi riguarda ho fatto scorta di patatine ai gusti pi osceni, biscotti danesi al burro e gran quantit di Ice Tea. La citt invece fa cose che forse Bertolaso (per i pochi che non lo sapessero il capo della Protezione Civile in Italia) dovrebbe vedere. Un esempio per tutti: la municipalit ha fatto controllare e per sicurezza spurgare tutti i tombini della citt, cos che la pioggia possa defluire meglio. Se qualcuno dei miei tre lettori (anche se oggi ho ricevuto la candidatura ufficiale di un quarto e quindi dovrei aggiornare la statistica) delle parti di Milano, forse sa cosa succede ai tombini di zone come Zara o Gioia, tanto per citarne un paio, ad ogni acquazzone, figuriamoci se arrivasse un tifone!!! In questi giorni, quindi, preparatevi perch avr molto tempo per scrivere e ho gi un bell'elenco di temi da sviluppare. Zaijian, Chen Long

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com gioved, 04 agosto 2005 Sai Xch? (Episodio V) Ni hao! Ho fatto un ragionamento (strano dite?) che vorrei condividere con tutti voi.

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Qui in Cina esiste un solo partito, il Partito Comunista, a cui sono iscritte circa 50 milioni di persone. Si tratta all'incirca del 3% della popolazione. In Italia esistono molti partiti ma si potrebbe ipotizzare che abbiano pi o meno (non conosco i dati reali) un paio di milioni di tesserati. Si tratterebbe all'incirca del 3% della popolazione. Cavoli che similitudine! In Cina il popolo elegge circa 2.000 rappresentanti locali che compongono una sorta di parlamento. Ovviamente ad essere eletto in sostanza chi ha pi agganci, pi amici che dicono ad altri amici di votare ecc. In Italia fra Deputati e Senatori non ricordo quanti siano, non 2.000 ma oltre 1.000 credo di si. Il concetto di chi viene eletto per sembra lo stesso, ovvero chi ha o sa crearsi pi amicizie. Altra similitudine! Il governo del paese basato su un piano programmatico presentato ogni 5 anni. Come da noi, dove a ogni elezione i due Poli presentano il loro piano. Negli ultimi decenni qui il piano sempre stato rispettato. Ok, qui la similitudine ammetto che non riesco a vederla. Ma andiamo avanti... Chi prende le decisioni un consiglio di 25 elementi, delle specie di ministri. Proprio come in Italia!!! Okkio che ci avviciniamo alla domandona... Qui, a capo del consiglio c' una persona che contemporaneamente il Presidente dello Stato e del Partito. In pratica lui che decide tutto, dalla A alla Z e tutto l'organico sotto serve solo a convalidare le sue decisioni per far credere al Popolo di aver avuto qualche tipo di influenza. Per evitare che il Popolo capisca, oltretutto, questo signore controlla la Stampa e la Televisione per far si che dicano quello che vuole lui. Insomma, qui vero Comunismo, della peggiore delle speci!!! Eccola domanda: Ditemi un po'... in Italia? Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com gioved, 04 agosto 2005 Quanto tempo... Ni hao!

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Sono ben due giorni che non scrivo... certo anche scrivere su un blog dalla Cina mentre si ascolta in cuffia De Andr fa un po' strano, in questo momento la canzone di sottofondo "Il Pescatore" la la la la lalai lala!!! Come mai ben due giorni di silenzio? Beh, dovete sapere che qui ha casa hanno deciso di cambiare operatore per il servizio ADSL, perch il vecchio contratto era pi caro per i 2M che usiamo adesso. Allora successo che marted Chen Lin, la padrona di casa (che c' di strano? qui tutta la famiglia fa Chen di cognome!), ha dato disdetta al vecchio operatore e ha sottoscritto l'abbonamento con quello nuovo. Se non ricordo male il vecchio era China Telecom, la compagnia di stato, il nuovo invece non lo ricordo. Fatto sta che questi comunisti si sono presi qualcosa come due giorni per passarsi la linea fra operatori e attivare il nuovo servizio. Che scandalo!!! Come dite? In Italia se va di "fortuna" ci vogliono due mesi? Ah! Boh... sar che qui mangiano i bambini e allora sono pi veloci. D'altronde un paese in via di sviluppo, siamo solo il 10% degli abitanti connessi a Internet. Si, lo so che vuol dire 150 milioni di persone!!! I miei tre lettori avranno visto la prima novit, vero? Esatto, mi arrivata qualche segnalazione (da uno dei tre, ovvio) che preferite leggere gli ultimi messaggi senza andare ogni volta fino in fondo. Ok, io preferivo la storia dall'inizio per gli eventuali nuovi lettori, il quarto o addirittura il quinto, ma il cliente ha sempre ragione. In compenso in questi giorni mi venuto un "Sai Xch?" che te lo raccomando, lo trovate fra poco (il tempo di scriverlo no?). A dopo, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Alcune precisazioni Ni hao!

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Qui a Shanghai e' pomeriggio inoltrato, sono le 17 e a scuola credo di essere rimasto solo io o quasi. D'altronde qui si cena fra le 6 e le 7 di sera. Venendo qui nel pomeriggio, pero', mentre in metropolitana mi sovvenivano un po' di argomenti per le prossime puntate, mi sono reso conto che ci sono un paio di aspetti che non sono chiari, forse. Primo: sono polemico di natura, e questo mi diverte. Secondo: non posso ovviamente parlare della Cina in senso genrale, non credo esista persona al mondo che possa farlo. Sarebbe come pretendere di parlare dell-Europa, intesa come allargata a 25, come di un unico soggetto. O lo stesso per l'America, non gli Stati Uniti, ma proprio tutto il continente compresi centro e sud America. Io parlo di quello che vedo e vivo, ovvero Shanghai. Ma essendo il mio scopo principale il business, in pratica parlo della Cina, perche' business=Shanghai e viceversa. Terzo: la storia del tre lettori non e' una mia invenzione. L'ho copiata pari pari dagli scritti settimanali di Leo Turrini. Esso, sconosciuto ai piu', e' in realta' il decano dei giornalisti di automobilismo sportivo in Italia, editorialista di Autosprint e amico intimo del Presidente (di quello che preferite, tanto lui lo e') Luca Cordero di Montezemolo. Sono quindi pronto a pagere i diritti per l'usurpazione della battuta, che pero' mi e' sempre piaciuta da matti, cosi' come tutto quello che scrive Turrini. Credo che andro' a casa, prima che mi prendano per secchione, ma non manchero' di aggiornarvi su questa strana e maledetta Cina! Zaijian, Chen Long P.S. quasi quasi provo a scrivervi il mio nome anche in Cinese, chissa' se il vostro browser lo legge?

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Sai Xch? (Episodio IV) Ni hao!

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Ormai l'una di notte, qui a Shanghai, le sette di sera in Italia, e fra 6 ore suona la sveglia per andare a scuola (che fa sempre strano dirlo a 33 anni se non si un insegnante o un bidello). Sarebbe il caso di andare a dormire ma proprio mentre faccio l'ultimo passaggio in bagno mi salta in mente un Sai Xch?, tipo sassolino nella scarpa che mi voglio togliere subito subito. Buttando il naso fuori dalla finestra, infatti, mi si para davanti il cantiere dell'ennesimo grattacielo in costruzione, che qui quasi un palazzetto normale, visto che il normalissimo condominio dove abito io ha 26 piani (ricordo che il palazzo pi alto d'Italia, il Pirellone, ne ha 30). Alla luce delle fotoelettriche, gli operai del turno di notte lavorano alacremente, e come loro tutti quelli degli altri innumerevoli cantieri di Shanghai. E lo stesso era ieri, domenica. L'altro ieri, sabato. Gi, qui si lavora 24 ore su 24. Ecco come hanno fatto in 10 anni a creare una citt di credo oltre 200 palazzi che superano i 100 metri di altezza. La domanda non sulle 35 ore italiane di Faustino (Bertinotti ovviamente), sarebbe troppo scontato. No, guardando gli operai mi viene in mente una compagna di scuola che oggi pomeriggio, eravamo nella Piazza del Popolo, dove il Popolo Cinese (ovviamente) ammira una magnifica fontana sormonata dalla BANDIERA ROSSA (il maiuscolo per far rodere un po' il fegato a Gigetto) e lei osservava: "mi hanno detto che questi qui hanno si un sacco di grattacieli, ma che sono fatti in fretta e male, se viene una scossa di terremoto vanno gi tutti come Torri Gemelle" (ammetto che il riferimento alle torri l'ho aggiunto io, non per mancanza di rispetto alle vittime della strage, ma perch io ci credo alla frase attribuita all'architetto che diceva "questo non vengono gi neanche se ci va contro un aereo"). Insomma, tornando a casa e passando fra i vari grattacieli di Pudong, il quartiere (chiamalo quartire, sono 500 kilometri quadrati) dove vivo ci ho riflettuto e mi venuto un ragionamento del genere: "Pu anche darsi che sia vero, ma se dovesse succedere scommetto che sarebbero milioni quelli che partono da tutta la Cina per venire qui a ricostruire, indipendentemente dal fatto che siano pagati o meno. E scommetto anche che lo rifanno in 5 anni invece che i 10 che ci sono voluti dalla met degli anni 90 ad oggi (notare che, visto con i miei occhi, cantieri immensi usano i ponteggi fatti con canne di bamb, per la felicit della premiata ditta Ponteggi Dalmine)." E ho anche aggiunto (occhio che ci avviciniamo alla domanda del Sai Xch?): "Da noi penso che ci sia ancora gente seduta da qualche parte che aspetta che gli vanno a ricostruire la casa, gi in Irpinia". E qui scatta il domandone (che forse qualcuno dei miei 3 lettori ha gi vagamente intuito): Ma noi, la tassa sull'Irpinia, la stiamo ancora pagando? Secondo me si, ma sarei felice di ricevere smentite. Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Questa la Cina. (Episodio II) Ni hao!

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Oggi parliamo di un aspetto del carattere Cinese che credo debba far riflettere, se si vuole capire fino in fondo quanto difficile pu essere fare affari (quelli veri) qui. Qual' la prima cosa che si insegna ai bambini, da noi? Ovviamente dopo che hanno imparato a camminare e a dire le varie mamma, pap, nonno e nonna, cacca e tutti quei versetti che solo la fase di rincoglionimento che affligge tutti i neo genitori pu creare. Non ne sono ancora stato afflitto ma prima o poi mi toccher, vedrete (non fatemi pensare al fatto che c' chi alla mia et ha una squadra di calcetto in casa, giuro che non provo invidia). "Come si dice? Per favore. Come si dice? Grazie." Queste frasi sono le pi tipiche che sentirete dire a una mamma e un pap che abbiano fra le mani un esserino fra i 18 mesi e i 5 anni, pi o meno a seconda della severit con cui operano. La mamma di Gigetto non ancora riuscita adesso a insegnarlo al figliuolo, per esempio, lui prende le cose e basta. Insomma, ai nostri figli insegnamo quella che definiamo "educazione". Personalmente credo di essere educato all'inverosimile. Un paio di ex fidanzate, quelle con cui ho avuto occasione di convivere, sono arrivate ad odiarmi credo per il mio "grazie" a ogni singola cosa. Credo, nel delirio educazionale pi totale, di essere arrivato a ringraziare per un bacio o per cose di uno scontato da cadere nel ridicolo. Forse una situazione psicologica, credo che derivi dal fatto che di averne ricevuti pochi (di grazie) e magari compenso cos. E non parliamo del "Per favore" che, da innamorato degli Inglesi come sono (vengono al secondo posto, dietro solamente ai Romagnoli, questo ovvio), nel lungo periodo che ho frequentato quel di Londra (un paio d'anni pieni, senza contare i viaggi sporadici) ho assimilato il loro "Please", infilato veramente ovunque. Non ho letto i documenti ufficiali in inglese, ma posso immaginare che il comunicato dopo l'attentato del 7 luglio fosse una cosa del tipo "Please, stay at home..." perch gli inglesi sono cos, e un po' anche io lo sono diventato. Sentite cosa racconta una studiosa americana di norme comportamentali che ha trascorso i suoi ultimi 10 anni qui in Cina: "un po' stupita dall'atteggiamento, per me profana poco consono, della figlia, un giorno ho chiesto a una mia amica ogni quante volte lai le chiedesse le cose per favore o le dicesse grazie. La sua risposta, che mi ha aperto gli occhi, stata: non ha nessun bisogno di farlo, lei mia figlia, perch dovrebbe essere falsa con me?" Gi, avete capito bene. Se usate troppo la nostra cara "educazione" il cinese di turno (se vi va bene in inglese) vi dir "don't be polite with me! Non fare il politicante con me!" modo gentile per non dirvi "non mi prendere per il c**o". Volete un esempio pratico che vi faccia capire cosa loro hanno capito e forse noi no? Mia sorella, adolescente, se ha bisogno di essere portata da un'amica ti chiede "per favore mi porti con la macchina da ...." ma se per andare avete, che so, dimenticato gli occhiali e le chiedete "per favore, me li vai a prendere in casa" aspettatevi un bel "non ho voglia". Ora, secondo voi, quanto il primo "per favore" era vero e quanto invece era dettato dalle regole che per noi sono quelle dell'educazione?

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Volete sapere qual' la prima cosa che i Cinesi insegnano ai propri figli? Il rispetto per chi ti sta sopra. La gerarchia famigliare, prima, e sociale, poi. Perch non c' niente di male nel chiedere a una persona con cui passi tutto il tuo tempo, che so la mamma o la nonna o la moglie, di avere una determinata cosa (un bichiere di latte) senza aggiungere il per favore prima o il grazie dopo. Non c' nulla di male, se questo viene fatto con la consapevolezza di provare rispetto per quella persona e di essere pronta a fare lo stesso per lei, non perch richiesto ma, ancora meglio, anticipando le sue necessit. Credo che i nostri nonni, dai loro nonni, imparassero qualcosa di simile. Poi noi, insieme alla TV (e qui Gigetto la fa da padrone, nel vero senso della parola) e ai grattacieli, abbiamo inventato l'educazione di "per favore" e "grazie" e offuscato quella vera, quella del rispetto, che diventa nascosta anche per chi la ha. E pensa te sti cacchio di cinesini che ce l'hanno corto (sempre si dice, sulle eventuali smentite vi far sapere) e c'hanno la TV e una quantit di grattacieli che il pirellone gli fa na pippa, eppure loro non dicono quasi mai per favore e grazie, ma non ne ho ancora visto uno rivolgersi al proprio capo senza mettere davanti l'equivalente di "Signore" o alla propria madre senza chinare la testa. Il rispetto per gli altri la vera educazione, altro che i salamelecchi. Sembrer scontato, a tutti voi cari miei 3 lettori, e lo , nella teoria. Ma dimostrate a voi stessi la vostra pratica. Grazie Cina per avermi insegnato qualcosa anche oggi. Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Sai Xch? (Episodio III) Ni hao! Ah! Questa che mi venuta una bella domanda, facile facile.

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Perch tantissimi imprenditori italiani non si sono fatti nessuno scrupolo ad andare a piantare le fabbrichette in Romania e in altri paesi dell'Est Europa e invece in Cina nessuno ci vuole venire? Io ho due delle ipotesi plausibili, non certo le uniche possibili e nessuna esclude le altre: La prima che nei paesi ex comunisti non c' controllo, non c' regime, e quindi con poche mazzette in nero si produce in nero, si vende in nero, si guadagna in nero, tutto in barba alle tasse e tutto il resto. Differentemente in Cina, dove il Governo e il controllo ci sono, e le mazzette qualcuno dice di si, altri dicono che sono ritenute un'offesa. Quindi chiaro che qui se ti danno due anni di esenzione fiscale (non sono anni di galera, come quelli che danno ai vari Gigetti tanto non li fanno) e altri tre anni al 50%, poi le tasse le paghi, tutte e per benino, perch qui il controllo c' eccome. La seconda che nei paesi dell'Est ci sono un sacco di gnocche che la danno via aggratis o per poco e quindi con la scusa di controllare la fabbrichetta, un paio di volte al mese, la moglie a casa a fare la calza (voi credete) e in Romania la diciottenne (in alcuni casi temo anche di meno, purtroppo) in albergo. Beh, cari i miei imprenditur (spesso simpatizzanti per il senatur, che se non sono nere facile anche che ve le fa anche portare a casa perch tanto difficile distinguere che sono extracomunitarie) le gnocche se per quello ci sono anche in Romagna (anche se ho sentito dire che non la danno pi via come una volta) ma, credete a me, almeno su questo (solo su questo?) vi sbagliate anche nei confronti della Cina, perch pieno pure qui e non difficile andare in giro per una citt come Shanghai e farsi venire il torcicollo. Certo, non sono in grado di confermare se, come nei paesi dell'Est la diano via a destra e manca (si dice, anche l non ho esperienze, come sulla lunghezza dei cinesi), ma se dovessi avere occasione di saperne di pi (sempre e solo per sentito dire, non pensate male) vi render partecipi delle mie scoperte. Nel frattempo, attendiamo desiderosi altre valutazioni sul perch: Rumene s! Cinesi no! (Parlo delle fabbrichette ovviamente) Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Non abbiamo capito proprio un c***o! (Episodio II) Ni hao!

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Ero tentato di riprendere in mano il dialogo avuto con R. (vedi Episodio I) per riportare un'altra frase importante e i relativi commenti, ma poi ho deciso di farlo in una delle prossime puntate. Oggi ho voglia di riportare una parte del dialogo (e relative considerazioni) avuto con A. A un uomo del cosiddetto nord-est, ovviemente imprenditore, in et da pensione ma che non ha voglia di fermarsi, ed anche uno importante, conosciuto in mezzo mondo, ha raggiunto importanti traguardi sia sul lavoro che nell'ambito dello sport, dove uno dei personaggi chiave di uno dei pi importanti sport in Italia. Ma dell'A. "Imprenditore a rischio Cina" che qui vogliamo parlare. Si parlava con A, che conosco da molto tempo, diciamo da sempre, anche se lo vedo poco, a volte ogni tot anni, del fatto che sarei partito a breve (addirittura il giorno dopo se non sbaglio) per la Cina, con lo scopo di imparare la lingua per poi poter lavorare, nella speranza di poter fare da tramite fra aziende italiane e cinesi (non import/export, parlo di lavoro vero e serio, quello che ha obiettivi di sopravvivenza e non di guadagni mordi e fuggi). Il commento di A. stato per me folgorante, pi o meno suonava cos: "ma che c***o te ne frega di imparare il cinese, non serve a niente! Per lavorare devi parlare con gli Ingegneri, che se non sanno l'inglese non lo sono quindi, visto che l'inglese lo sai (non benissimo, mi manca della gran grammatica ma riesco a stare al mondo e sono ancora vivo, diciamo) hai tutto quello che ti serve per fare business con i cinesi". E no caro il mio A., devo proprio dirtelo. Ti stimo e ti rispetto, ma se ragioniamo cos allora... NON ABBIAMO CAPITO UN C***O!!! Urge una precisazione importante. Quando parlo di fare business con la Cina non parlo di comprare a poco prezzo qualcosa che si vende bene in Italia e di farci sopra il marchettone. Per fare business in questo modo, non serve neanche l'inglese. Basta andare sul traduttore gratuito in Internet (al volo mi viene world.altavista.com) e farsi fare le frasine belle fatte, che tanto per come sanno l'inglese molti cinesi va pi che bene anzi, benissimo. Con questo un po' di navigazione sul mitico ALIBABA (www.alibaba.com) si cerca, si trova, si tratta, si compra, si importa e si guadagna. Bene? Non lo so. Tanto? Non lo so. Per quanto ancora? Forse poco, magari anni, anche questo non lo so. E qui mi sa che ci scappa uno dei prossimi Sai Xch? Quando parlo di fare business in Cina parlo proprio di venire qui, a produrre beni prima di tutto per quel miliardo emmezzo di persone che abitano questo sterminato continente (perch non un paese, un continente, secondo me). Qualcuno potrebbe obiettare che ci sono 800 milioni di contadini semi poveri. A me verrebbe da rispondere che ci sono 200 milioni di persone con un potere d'acquisto pari a quello nostro europeo, con l'unica differenza che noi abbiamo gi comprato tutto mentre loro per ora solo il televisore. Questo si che lo hanno tutti e hanno anche decine di canali da guardare, a capirci qualcosa, compresa la Formula 1 senza break pubblicitari, ma purtroppo anche senza i commenti sagaci del prima e dopo GP da parte di Cesare Fiorio (vai Cesarone!!!) e anche senza Autosprint, che quello si che mi manca dell'Italia (ma ogni tanto si capisce qual' la mia passione?). Torniamo al commento di A.: "il cinese non serve a un piffero saperlo!"

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Cari i miei A all'ascolto, mi spiace ma vi sbagliate di grosso, il cinese serve eccome! E non parlo solo della lingua ma di tutto il cinese, compresa la storia della Cina (la pi antica civilt in parte tutt'ora esistente, credo), la cultura della Cina, il modo di essere della Cina. Se non lo avete ancora fatto, andate a leggervi la puntata della serie "Questa la Cina" in cui parlo di "per favore e grazie" (credo sia l'Episodio II) e vi renderete conto di cosa intendo per "dover sapere tutto" se si vuole riuscire a combinare qualcosa in questo paese. Vedete, cari i miei A. all'ascolto (pardon alla lettura) se pensate a quanto farebbe titoli di TG e quotidiani in Italia un Sindaco Albertini che gira con il motorino elettrico invece che con l'auto blu, perch non inquina, (c'ho il chiodo fisso, lo so) e rapportate la cosa alla quantit di scooter elettrici che girano a Shanghai e di cui (probabilmente) prima che vi informassi io non sapevate assolutamente nulla, dovreste capire subito quanto non sapete della Cina. Non potete immaginare, ad esempio, che nella citt cinese pi occidentale, quella in cui mi trovo ovvero Shanghai, le uniche scritte in Inglese sono all'aereoporto internazionale, in metropolitana (poche) e sulle facciate di alcuni centri commerciali (come il Time Square di fianco a casa mia, che tutto un programma gi dal nome e infatti vende le scarpe Geox). Provate a fare una cosa comune, ma veramente la pi comune, che so cercare una mappa stradale che indichi le fermate dei bus principali (ci sono circa 900 linee) e vi renderete conto che non vi una libreria (esagero lo so, un paio ci sono, ma la citt ha un'estensione di milioni di km quadrati) dove ci sia una persona che parli inglese. Siete fortunati a trovare un ristorante (a parte i soliti stralusso per VIPs) con il men tradotto in inglese? Bene, la cameriera non conoscer comunque una sola parola della lingua in cui stato (da un'apposita agenzia) mirabilmente tradotto il men che vi porge. E se pensate di pagare senza leggere sul display del registratore di cassa l'importo, beh, tanti auguri. Ora, cari i miei A., imprenditori del nord-est (per romanzarla un po' come sempre, perch ovvio che potrei dire di quasi tutta Europa) state forse pensando di prendere un vostro uomo di fiducia e di mandarlo qui in Cina a fare il capo della filiale e magari anche il responsabile della qualit? Ostregheta ci mando gi il Brambilla che mi sa 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo e anche russo, pensa te) un veditore pazzesco, con il personale una iena che fa rigar dritti pure quei lavativi dei negher che devo prendere perch il lavoro delle bestie da soma gli italiani non me lo fanno pi, vuoi che non ci faccia il c**o a quei mandarini alti un piffero e che ce l'hanno pure corto (si dice ma anche questo potrebbe rivelarsi un luogo comune che prima o poi vedremo di sfatare, ma non per esperienza personale, sia chiaro!)??? Caro il mio imprenditore, qui i mandarini il c**o ce lo fanno prima al Brambilla e poi a te, e vi va un gran bene se ce l'hanno corto (si dice ma non si verificato, ribadisco) come direbbero in Romagna (ah! La Romagna, terra di sole, di mare e di... fate voi val). Perch la verit che se non sai come si vive in Cina, il business non lo fai mica, anzi, fai ancora pi danno perch questi, che scemi non sono, anzi, prima imparano da te e dal Brambilla a fare il mestiere e poi se lo fanno per conto loro. Esattamente quello che hai fatto tu quando hai cominciato a 15 anni "sotto padrone" e poi ti sei messo in proprio o, se l'azienda l'hai ereditata dal babbo, come ha comunque fatto lui, perch s' cominciato pi o meno tutti cos (ni economi a parte). Vuoi imparare a non farti fottere dai Cinesi? La regola semplice: rispettali come loro rispettano te (anche se non lo hai capito perch credi che non serva a un c***o imparare il cinese) e non pensare di volerli fottere. Solo cos potrete fottere, insieme tu e i cinesi, quelli che ancora non hanno capito che qui non si fa i furbetti. A proposito di furbbetti, chiudo consigliandovi un libro di Dilbert intitolato "La strategia del Furbetto", che uno spasso.

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Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Sai Xch? (Episodio II) Ni hao!

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Qualcuno saprebbe dirmi perch mai (eccheccavolo) i giornali e le televisioni in Italia hanno parlato per un sacco di tempo dell'invasione di prodotti (scarpe e abbigliamento) Cinesi, tanto da pretendere le quote e tutto il resto, ma nessuno ci ha detto che il 70% di tali importazioni ha origine (leggi domanda) da imprenditori italiani? E s, pare proprio che dai dati che ho estrapolato facendo ricerche e incroci di informazioni, venga fuori che fra ordini di furbi trader, sovraproduzione dei fabbricanti italiani per mantenere profittevoli le linee e tutto il resto, oltre due terzi di questa sovrabbondanza di merce sia proprio stata ordinata dagli stessi che poi sono andati a Bruxelles a protestare, volo rigorosamente pagato con i guadagni extra fatti negli anni precedenti, quando la Cina non era nel WTO e loro riuscivano a produrre l ma a marchiare italiano. Pochi, quelli che lo facevano, ne sono certo, ma anche questo male nostrum (si si male, non mare, quello lo lasciamo alla Romagna) che cerchiamo di rigirare (fra politica e media) su quei comunisti mangia bambini (Gigetto docet) che portano via il lavoro alle nostre donne (e una volta questa battuta la faceva qualcuno sui viados, tale cabarettista torinese che non ha mai avuto a mio vedere il successo che meritava). Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Non abbiamo capito proprio un c***o! (Episodio I) Ni hao! Ecco un'altra rubrica di cui troverete nel tempo pi episodi.

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Lo scopo di questa quello di ragionare sui luoghi comuni o sulle idee, potenzialmente malsane, che pervadono noi italiani. Dovrei dire VOI italiani, perch io adesso ho un nome cinese (Chen Long, ricordate?) ma in realt lo sono e mi ci sento pi che mai, italiano, deluso come solo uno di noi pu esserlo. Porter esempi, tratti soprattutto da dialoghi che ho avuto con altre persone del mio stesso paese, spesso persone a me molto vicine, ma anche ragionamenti basati su cose lette o sentite. Cominciamo col parlare di R. Lei una imprenditrice del nord est, Lomabardia nella realt, ma sono convinto che nell'immaginario comune la sua zona sia gi classificata come Nord Est, se non altro perch l si danno un gran da fare e sballano completamente la percentuale di occupazione di cui il nostro Gigetto e i suoi amici spesso si vantano. R., mentre parlavamo di Cina e di Cinesi, mi porta la sua lamentela. Dovete sapere che lei ha una piccola aziendina, 10 operai in tutto, che per nel suo settore fra i leader mondiali, capacit che molti italiani hanno, e quindi ha clienti ovunque, Cina compresa. Ecco che dopo anni di vendite in tutto il pianeta, anche in Cina, uno dei suoi clienti pi importanti si ritrova un cinesino (come lo chiamiamo noi italiani, io direi pi che altro un imprenditore con le cosiddette) che arriva fino a XXXX (cittadina di provincia in Italia famosa per la presenza di un noto produttore di comuni mezzi di trasporto personali) e gli propone il proprio prodotto, di qualit equivalente ma dal costo pi che dimezzato. Direi che siamo davanti al tipico caso di piccola impresa italiana che si ritrova fra le costole il problema: "questa c***o di forza lavoro in Italia costa troppo!". Tutte balle, secondo me. Anche se la manodopera da noi costasse la met, come la mettiamo con il fatto che gli operai cincesi costano 1/20 (un ventesimo)? In una delle prossime puntate vi racconter la strategia che ho suggerito a R. e cosa ne e' scaturito, ci divertiremo. Per adesso voglio ragionare su quella che stata la sua frase pi emblematica: "Devono fermarli! Devono mettere dei dazi, imporre delle quote. Deve pensarci il Governo. Deve pensarci l'Europa." Non fa una piega, ovviamente. E' quello che pensano gli imprenditori, l'opinione pubblica, i governanti (forse loro lo dicono solo, senza pensarlo, ma non del resto normale che non dicano quello che pensano ma ci che vuole qualcuno, che so, Gigetto?) Ma non che per caso, dico per puro caso... NON ABBIAMO CAPITO UN C***O??? Cara la mia R. e cari tutti i miei R. all'ascolto, mi fate venire in mente Flavione Briatore quando, dopo la (fortunata) vittoria del G.P. d'Europa, alla domanda sugli avversari da temere, in cui (credo fosse la mitica inviata RAI Stella Bruno di cui un giorno vi sveler il motivo per cui non mai inquadrata dalle telecamere) si nominava la Ferrari, rispondeva "ma state

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scherzando???" e se ne andava. (piccola parentesi per i profani di Formula 1: si trattava della 6a vittoria di Alonso su 12 gare e la Renault guidava il campionato alla stragrande con qualcosa come 50 punti di vantaggio sulla Ferrari, quest'anno, aim, destinata alla serie B come il povero Toro). Come il buon Flavione (a me sta simpatico, sar per il topaio che gli gira sempre intorno ma a me sta simpatico, e poi io avrei anche dovuto fare il geometra, proprio come lui) insegna, quindi dico alla mia cara R. e a tutti gli R. che mi leggono: fermarli con i dazi? Dico ma stiamo scherzando??? Primo: Qualcuno si reso conto (non fra gli esperti, quelli lo sanno bene ma col cavolo che ce lo dicono, e poi sarebbe quella cinese la stampa imbavagliata dal regime) che il Governo cinese, unico al mondo (credo, ma potrei sbagliarmi) con il bilancio in attivo, ci tiene tutti per le palle con in mano centinaia di miliardi (dollari o euro, poco conta) in titoli di stato occidentali (perlopi americani), che ne fanno il pi grande creditore del mondo nei confronti di noi occidentali? Si, sto proprio dicendo che ogni singolo abitante del pianeta (esclusi i cinesi) deve al governo cinese pi o meno 150 dollari!!! In realt pura statistica, perch probabilmente ogni singolo cittadino degli Stati Uniti deve ai cinesi 1.500/2.000 dollari, mentre noi italiani poche decine e gli africani credo addirittura ne avanzino. Ma non essendo in grado di dare dati confutabili (forse nessuno lo veramente) sul concetto che mi voglio soffermare. Domanda: quando dovete alla vostra banca anche solo 700 Euro, cosa fa? Risposta: nell'ordine, prima vi ricopre di raccomandate (a spese vostre), poi vi mette in mora (a spese vostre) e qui scatta la segnalazione anche alle altre banche che cos vi tengono d'occhio, poi vi rifila un decreto ingiuntivo del tribunale e un bel pignoramento con ufficiale giudiziario (a spese vostre, sia chiaro) e qui scatta la segnalazione su tutte le banche dati italiane e gi siete fritti perch neanche il fruttivendolo sotto casa vi far pi credito, alla fine, se pagate, poi per 5 anni siete comunque cattivi pagatori e trovate lungo che pi lungo non si pu. Insomma per 700 miseri Euro la vostra banca che vi creditrice vi tiene per le, ma si diciamolo, palle. Secondo voi, se una banca, diciamo quella dello Stato Cinese, tanto per fare un esempio, ha qualcuno nei confronti del quale vanta un credito non di 700 Euro, e neanche di 7.000 o di 70.000, ma che dico non sono mica 700.000 ma bens 700.000.000.000 (settecenti miliardi!!!), questo debitore che poi il Mondo, lo tiene o no per le palle??? Secondo: Qualcuno si ricorda che la storia ci insegna che pi o meno tutti quelli (pazzi a parte come Hitler, sia chiaro) che volevano estendere le potenzialit, prima di tutto economiche, del loro paese, di fatto lo facevano con la forza se non vi riuscivano in altro modo (una volta sposandosi fra reali per esempio)? Non dovete scavare nei ricordi della scuola media, tranquilli, basta ricordare che la Cia ha inventato le armi di distruzione di massa di Saddam per avere il suo petrolio! Ora, mi domando io: una paese con un salario medio di 100$, che ha in cassa 700 miliardi di $ (in titoli certo, ma che potrebbe liquidare), quanto pu impiegare a mettere all'incasso tutto quanto e poi offrire 200$ a chi vuol fare il soldato? Pensateci bene, il doppio di uno stipendio medio, chi lo rifiuta? Con 700 miliardi di dollari, si possono pagare 200$ di stipendio per 10 anni a 29.166.666 soldati. Quanti paesi hanno un esercito di 30 milioni di soldati? Nessuno. Quanti se lo possono permettere? Nessuno. Se il nostro amico X (altro che Gigetto) ci leva di tasca 700 miliardi, dobbiamo per caso mettere tutti mano, chi pi chi meno, chi in un modo chi nell'altro, al portafogli, rinunciare quindi a un sacco di cose (almeno 150 Euro a testa tutti gli abitanti del mondo, ma molti non li hanno visti mai neanche pittati sui muri tutti sti soldi)? Dobbiamo quindi ridurre tutte le spese, esatto? Comprese le spese militari, giusto? (che non sarebbe male iniziare a ridurle smettendola di aiutare Bush a impossessarsi illegalmente del petrolio altrui, che poi ci rivende a prezzo pure caro, Gigetto mio) Allora ricapitoliamo. Noi riduciamo le spese per tutto, compresa la difesa. Qualcuno ha di che

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sfamare per 10 anni un esercito di 30 milioni di soldati, che rappresenta comunque solo il 2% della propria popolazione. E noi dovremmo pensare che questo qualcuno lo si ferma con i dazi e le quote di importazione? La risposta a questa domanda la copiamo dal nostro caro Flavione, ok? Allora chiaro che ho un po' esagerato e romanzato la cosa per fare, come direbbero in Romagna (Romagna mia... lontan da te... non si pu star! E chi ha orecchie per intendere intenda), "lo sboorone" ma ho solo fatto due dei tanti esempi che si potrebbero fare, e ne aggiunger altri magari nei prossimi giorni. La realt che non questione di quote o di dazi o che ne so io. La Cina non il diavolo e non il nemico. E solo una nazione con le contro palle che fino a pochi anni fa stava chiusa in se stessa ed era praticamente autosufficiente, poi SIAMO NOI occidentali che abbiamo voluto che si aprisse, perch faceva paura una potenza del genere che non si poteva controllare perch chiusa in se stessa, e ora ne abbiamo paura perch si aperta e occidentalizzata come noi. Adesso anche qui in Cina (ricordo che sono a Shanghai) BUSINESS IS BUSINESS alla faccia di noi che pensavamo di venire qui con le perline colorate come Colombo e i vari Spagnoli che lo seguirono. Come sempre abbiamo creato il nostro incubo e ora non sappiamo come scacciarlo. Eppure in teoria (pura teoria da manualetto di autoaiuto) dovrebbe essere semplice, una paura si scaccia affrontandola e non avendone piu', di conseguenza, paura. A quelli che hanno paura di volare fanno corsi per aiutarli ad affrontare il coraggio di salire su un aereo e non parlano mai loro dei disastri aerei in senso negativo ma con statistiche incoraggianti. A quelli che hanno paura della Cina? Si dimenticano di raccontare che Shanghai la citt (credo io e accetto smentite) con il pi alto numero di mezzi di trasporto privati a energia elettrica. Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Questa la Cina. (Episodio I) Ni hao! Huanying mimen!

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Per prima cosa, come potete vedere cari i miei 3 lettori (due tolta la mamma, quindi) oggi abbiamo aggiunto una nuova frase, che significa Benvenuti! Era d'uopo, prima di tutto perch l'ho imparata oggi a scuola, in secondo luogo perch siamo alla prima puntata di una nuova serie, intitolata "Questa la Cina". L'obiettivo quello di sfatare un po' di miti e magari di crearne un po' di altri. Ad esempio, sar ache vero che i Cinesi fumano tutti come dei forsennati (altro che i Turchi) e sputano in giro ovunque. E' vero che non hanno ministri geniali come i nostri, che per migliorare la vita di tanti (tantissimi, me incluso che posso vantarmi di non aver mai neanche provato a fare un tiro, e trovatemene tanti se ci riuscite) hanno rovinato comunque molti, ovvero gli imprenditori, primi fra tutti quelli dei locali notturni, con una adssurda legge finto proibizionista. In ogni caso, almeno a Shanghai, non si vedono orde di ciminiere, anzi, fuma molta meno gente che in Italia secondo me e per strada di cicche spente non ne vedo. E poi non ho ancora visto uno, che fosse uno, sputare a terra, fatta esclusione per un operaio che spaccava pietre con il martello pneumatico e credo che avesse in gola pi sabbia di quella che mangia Aldo Rock quando si spara la maratona nel deserto. In questo primo episodio parleremo di una cosa importantissima per i cinesi, ovvero la reputazione, "La Faccia". So che siamo abituati male. Penso a Gigetto che praticamente la perde un giorno s e pure l'altro, eppure sembra non abbia proprio vergogna. Non parliamo poi di certi ministri tanto cari ad alcune regioni del nord Italia, quelle che li votano insomma, che a volte non capisco come abbiano il coraggio di sparare certe c*****e. Con tali termini di paragone, pensate a quanto difficile possa essere per noi fare affari (o meglio, non farli in casi del genere) con una persona che disposta a mollare tutto, ma proprio tutto, se solo vi sbagliate di interromperla o contraddirla davanti, ad esempio, a un suo subalterno. Si perch la reputazione, qui in Cina, fondamentale, cos come lo sono il rispetto e la dignit. Gi, proprio la dignit, strano per dei mangiatori di bambini (i comunisti ricordate, o almeno cos come li dipingevano nel dopoguerra e come ancora oggi crede siano Gigetto, ma lui si sa, crede anche a Babbo Natale, solo che lo immagina vestito da Ministro delle Finanze, che ogni anno gli porta in dono qualche mirabolante trovata per far quadrare conti da altro che il falso in bilancio, sia chiaro, depenalizzato eh?!?!) Ci sono quindi alcune regole, semplici ma difficili da mettere in pratica, soprattutto per noi latini calienti (oggi ho fatto conoscenza di ragazze spagnole, lo ammetto, ma si tratta di pura conoscenza scolastica) sempre pronti a combattere. Coi cinesi non si combatte. Mai! Prima di tutto, mai dire no! La regola qui che quello che dici quello che pensi. Allora bisogna sempre fare attenzione a quello che si dice, anche se non lo si pensa. La risposta "negativa" diventa quindi: 'forse', oppure 'vedremo', oppure 'su questa cosa ci ragioniamo'. Un 'no' assolutamente da evitare, soprattutto se l'interlocutore non solo. Non vorrete metterlo in cattiva luce davanti a terzi con una negazione a quanto richiesto, vero?

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Altra regola importante riguarda il dibattito. Durante una riunione, anche se composta da molte persone, parla solo il pi alto in grado. Se questi ha necessit di essere aiutato da uno dei suoi per esporre, che so, un dettaglio tecnico, sar lui a interpellarlo e questi dir la sua ma difficilmente si tratter di opinioni. Anche dall'altra parte, ad esempio della eventuale delegazione dell'azienda italiana con cui si riunita quella cinese, ci si aspetta che parli solo il pi alto in grado. Se ci non accadesse o se, peggio ancora, uno dei partecipanti, lo contraddisse, la faccia andata, e il business insieme a lei. Si ma... Provate a interrompere se vi volete del male veramente! Avete presente le nostre belle discussioni all'italiana? Quelle per cui dedichiamo anni della nostra vita all'allenamento, prima con la fidanazata e poi, ancora di pi con la moglie? Quella che ha ragione chi dice l'ultima parola e ha la vittoria in pugno chi interrompe pi volte l'altro/a mentre sta dicendo la sua? Ecco, questi siamo noi (sottoscritto incluso), esattamente quelli che potrebbero far saltare un bel contratto solo perch qualcuno ha appena detto una boiata e non resistiamo a non interromperlo per correggerlo, prima che qualcuno ci creda. Anche questa la Cina, quella che molti credono non sia cos importante conoscere (ne parleremo in una puntata del Non abbiamo capito...). E molto altro scopriremo, strada facendo, cantava Baglioni, vedrai che non sarai mai solo, soprattutto con un miliardo emmezzo di cinesi in circolazione, aggiungo io!!! Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Sai Xch? (Episodio I) Ni hao! Questa la prima puntata della serie "Sai Xch?".

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Mi sono ispirato, per il titolo, alla trasmissione televisiva magistralmente condotta da Andrea Pellizzari (ma non era bravo a fare i record di apnea, mi domando?) e mirabilmente messa a nostra disposizione dalla magiche frequenze di Rete4 (che per quanto ne so dovrebbero essere utilizzate da un'altra emittente che ha legalmente ottenuto dette frequenze ma non ha mai potuto utilizzarle, il Governo che fa? Ah! Gi! Il Capo del Governo, Gigetto come lo chiama il grande Paolo Rossi, anche il Capo di Rete4... che sciocchino sono a non capire.) perch ho delle domande a cui non so dare risposta. Ecco allora che ogni tanto proporr qualche domanda a cui non so dare, appunto, risposta. Ovviamente un blog fatto anche per interagire, quindi chi avesse o volesse provare a dare delle risposte, il ben venuto. La domanda di oggi (o meglio, le domande di oggi sono): - Perch fra le citt del mondo che ho visitato (non tutte ma neanche poche, molte delle pi importanti), Shanghai quella con la pi alta presenza in assoluto di automobili e ciclomotori con motore elettrico? - E perch di tutti gli articoli di quotidiani, libri, relazioni di esperti economisti, giornalisti pluripremiati ecc, che ho letto non ne ho mai sentito parlare prima? Aggiungo alle domande un paio di mie riflessioni: Possibile che questo incredibile esempio di civilt, proveniente da un Paese che ci ostiniamo a definire come la rovina per inquinamento dell'intero pianeta, non sia stato notato da nessuno? Io me ne sono accorto dopo due ore di vita in citt. Vuoi perch ti sfrecciano di fianco, sul marciapiede e senza casco, ma non ho potuto non notare che uno su tre dei ciclomotori che mi sfiorano ogni minuto, uno non ha la marmitta e non emette alcun rumore ne fumo molesto. Possibile che non ci raccontino queste cose cos banali perch in pochi hanno interesse a farci pensare ai Cinesi, o quantomeno agli abitanti di Shanghai, come persone estremamente civili? Sono poche ore che frequento la citt, ma non ho visto nessuno litigare per una precedenza, prendersi a male parole in pubblico, fare atti osceni, tantomeno mangiare i bambini, anche se si sa che qui sono tutti comunisti e come noto questa una loro pratica comune no? O almeno cos ci dice un certo Gigetto di cui credo di aver gia' parlato. Zaijian, Chen Long.

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com marted, 02 agosto 2005 Ni Hao! Ni hao!

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Che tradotto dal cinese significa: ciao! Ma anche buongiorno, buonasera, salve, saluti, come stai?, hai mangiato?, rivolto indistintamente a tutti, conosciuti e sconosciuti, di qualsiasi classe o appartenenza essi siano. Sembra semplice? Non lo affatto, perch in realt il semplicissimo Ni Hao! si accompagna sempre a qualche elemento che simboleggia il classismo e che cambia un po' le cose. Al momento in cui scrivo, per, l'unica parola di cinese che conosco e che riesco a pronunciare in modo da risultare comprensibile praticamente a tutti. Sono arrivato a Shanghai da poche ore, il tempo di paragonare l'atmosfera che mi ha accolto a quella suggerita dalle prime scene del film Blade Runner, con il suo cielo grigio, la pioggia e i fulmini che si abbattono fra gli avveniristici grattacieli. Mancano solo le macchine volanti. In questo inizio della mia prima notte cinese, pi che altro l'atmosfera ad aver superato le mie aspettative e a farmi decidere di creare un blog. Ammetto di non averci pensato, prima, mentre preparavo il mio viaggio. A dire il vero non stato preparato molto a lungo, in un paio di settimane o poco pi ho deciso di partire ed eccomi qua, in un paese che, insieme all'Australia, siamo abituati a definire "dall'altra parte del Mondo". Ok manca un pezzo... chi sono? Mettiamola cos, non parler degli anni trascorsi a crescere professionalmente in Italia, fra alti e bassi, fra grandi successi e immense catastrofi. Il mio attuale nome, quello assegnatomi dai cinesi perch il mio occidentale troppo lungo, CHEN LONG. Ho quasi 33 anni e ne ho passati oltre la met a lavorare. Si, niente studi mantenuti fino all'inverosimile, un po' per mancanza di voglia, un po' perch rimango dell'idea che i miei genitori non avrebbero mai potuto permetterselo. E allora via, a 16 anni ancora da compiere e partendo dalla manovalanza, per crescere e imparare, troppo spesso a suon di mazzate, fino alla dirigenza, lo stipendio da favola, le interviste sul Sole e Il Mondo e, perch no, anche la Ferrari sotto il ... fondo della schiena. Tutto questo per arrivare a dire "ma non che forse non ho capito un c**o?" Inizia cos il 2005, il periodo delle domande. Il lavoro pu andare a farsi *** (aggiungete pure quello che volete), ho bisogno di staccare. Un po' di tempo negli Stati Uniti a fare fotografie (mia grande passione), un po' di esperimenti pseudo lavorativi in Italia e anche in Egitto, cercando nel frattempo di capire cosa ci fosse di sbagliato. Da anni (non tanti, ma sicuramente anni) andavo dicendo frasi del tipo "bisogna andare in Cina, quello il mercato" oppure "prima o poi i cinesi ci fanno il c**o se non ci muoviamo ad andare a farlo noi a loro" e cose simili. Ecco cosa c'era che non andava! Come tanti, ultimamente sarei pronto a dire "come tutti", facevo la bella e brava cassandra e intanto me ne stavo a regalare soldi agli albergatori di Forte dei Marmi e dintorni, forse tra i pochi che beneficeranno del fatto che i cinesi verranno davvero a farcelo, il famoso c**o. Sveglia ciccio!!! "Res non verba", recitava il motto del mio battaglione quando ero un giovane Alpino delle forze Nato (non certo per mia volont, sia chiaro). E allora eccomi qua, in Cina, a Shanghai, la citt che, ci crediate o no, retorica o meno, convinzione o illusione, pronta a fare un mazzo tanto a New York, Londra e a nessun'altra

Shanghai in Cina il blog di Chen Long: http://shanghaicina.splinder.com pagina 100 di 100 capitale mondiale, perch le ha gi passate di gran lunga tutte quante. Motivo principale della mia presenza qui, inizialmente per due mesi, poi si vedr, il cinese, ovvero la lingua mandarina. Iscritto a una scuola internazionale, come tanti sbarbatelli il pi delle volte figli di pap, per cercare di apprendere un minimo (livello di sopravvivenza base direi) della lingua pi parlata al mondo (gi, non l'inglese, il cinese lo parla normalmente il 25% della popolazione mondiale!). Perch questo blog? Non certo per annoiarvi con le mie storie di vita quotidiana, anzi. Molto pi semplicemente, prima di partire mi sono documentato molto, ho letto molti libri, parlato con persone pi o meno interessate o interessabili alla Cina, e fatto infinite ricerche online. Cominciamo subito col dire che buona parte di quello che si sente, o si sa, sono delle benemerite c*****e! Lo scopo di questo blog proprio parlare di questo. Voglio cercare di raccontare la Cina, o meglio, Shanghai, com' veramente. Non con gli occhi del turista ma, piuttosto, con quelli di una persona che interessata a una sola e unica cosa, il lavoro, il business. Se quindi pensate che la Cina, o almeno Shanghai, sia un potenziale interesse in questo senso, tornate a trovarmi, ne scopriremo delle belle. Zaijian (arrivederci), Chen Long.