Sei sulla pagina 1di 2

CAPITOLO XVI LA DURATA DELLA VITA DEL BUDDHA

A quel tempo il Buddha parlò a tutti i grandi Bodhisattva e a tutti i presenti all’assemblea e disse:

“Miei cari discepoli dovete credere alle mie parole perchè quanto dico è la verità.”

I discepoli a questo punto si rivolsero al Buddha dicendo: “Parla Signore, noi abbiamo fede nella tua parola.”

Il Buddha disse: “Quanto vi sto per dire è l’assoluto grande Mistero, è la perfetta conoscenza.

Tutti nel mondo credono che io, Shakyamuni Buddha, abbia lasciato il palazzo reale nel quale vivevo e nella città di Gaya, assorto in profonda meditazione, abbia raggiunto la suprema Illuminazione. In verità figli miei credetemi io sono Illuminato da un’infinità di tempo incalcolabile, molto difficile da comprendere. Immaginate che qualcuno riduca in polvere centinaia di migliaia di mondi. Pensate che il numero di particelle sia quantificabile?” Tutti i credenti guidati dal Bodhisattva Miroku dissero: “No Onorato dal mondo la quantità è incalcolabile.” “Ascoltate a questo punto con attenzione, poiché quanto vi dico corrisponde al vero. Durante tutto questo tempo io ho sempre dimorato in questo mondo di sofferenza e ho addestrato migliaia e milioni di esseri viventi di questo e di mondi al di fuori di questo. Figli miei io sono apparso diverse volte in questo mondo. A volte mi sono presentato con il mio nome, a volte con altri nomi. A volte ho manifestato me stesso, a volte ho manifestato delle mie emanazioni. Ogni volta poi ho parlato della fine di quei Buddha, ma tutto questo fu soltanto un abile stratagemma. Miei cari discepoli, quando gli uomini hanno il desiderio di sentirmi e vengono a me, io vedo con l’occhio della mia saggezza, la loro fede, la loro forza, ed ogni loro altra facoltà. Allora io conoscendoli, parlo in modo che mi possano comprendere, in accordo con le loro capacità e in base al loro stadio evolutivo. Quindi è per questo motivo che, ricorrendo a degli abili stratagemmi, comunico agli esseri viventi il sentiero da seguire. Quando parlo, assumo uno dei miei tanti nomi e manifesto una vita temporale, infine proclamo la mia morte, ponendo la causa affinché ogni essere vivente sperimenti la vera gioia dentro di sé. Il Buddha vede questo mondo così come è. Non è reale né irreale e non è come viene percepito da chi lo abita. Gli esseri viventi sono di diversa natura, nutrono diversi desideri, credono in cose differenti e nelle loro menti abitano diversi pensieri. Sostengono diverse convinzioni, per questo motivo io ricorro a degli stratagemmi per farmi comprendere da tutti, affinché ognuno pianti le radici del bene dentro di sé. La mia vita dura in eterno e sono sempre in questo mondo accanto a voi. Figli miei la suprema pratica è la via della compassione, e la mia vita è scaturita da essa. Abbiate fede nelle mie parole. Se gli esseri viventi mi vedessero sempre presente, diverrebbero pigri ed indolenti, cadendo così inevitabilmente nella miseria dello spirito e non pianterebbero le radici del bene. Se Io mi manifestassi gli uomini non riuscirebbero più a comprendere quanto è difficile sentirmi dentro di loro e non riuscirebbero a rispettarmi. Ora vi narrerò una parabola. C’è un eccellente medico, di grande saggezza. Costui ha molti figli. Un giorno mentre è fuori per svolgere il suo lavoro, i figli bevono inavvertitamente un veleno, il quale si diffonde rapidamente dentro di loro. Presi da atroci dolori si rotolano stremati sul pavimento. A quel tempo il padre ritorna a casa e capisce immediatamente quanto è successo. Alcuni dei suoi figli hanno già smarrito completamente la testa, altri invece non sono ancora perduti. Vedendolo tornare, tutti i figli implorano il padre di aiutarli, urlando che non sapevano di bere del veleno. Vedendo i suoi figli soffrire così atrocemente il padre consulta i suoi trattati di medicina. Individuato l’antidoto lo

prepara con le sue mani, consegnandolo subito ai figli: “Prendete questa medicina perchè curerà le vostre sofferenze.” disse il medico “Bevete questo antidoto e non abbiate dubbio alcuno”. I figli che non hanno ancora smarrito la propria mente, capiscono di dover prendere la medicina preparata per guarire la loro follia e tutte le loro sofferenze. Prendendola, guariscono immediatamente. Anche i figli impazziti implorano il genitore di curarli, ma quando gli viene data la medicina, questi rifiutano di prenderla. Il veleno è penetrato tanto profondamente in loro che non credono che sia la medicina giusta. “Poveri figli miei” si dispera il medico “il veleno li ha talmente storditi che nonostante mi implorino di aiutarli, non prestano attenzione alla mia medicina. Cosa posso inventarmi per fare in modo che guariscano?” Allora il padre si rivolge ai suoi figli dicendo: “Figli miei io sono anziano e non ho ancora molti anni da vivere. Ora vado, ma vi lascio questa medicina che ha la facoltà di curare la vostra malattia. Non temete che non vi guarisca.” Detto questo, parte per un paese lontano, dal quale invia un messaggero ai figli con la notizia della sua morte. I figli trovandosi ormai soli sono colti da grande paura e sconforto. La loro sofferenza è talmente grande che anche a coloro che avevano smarrito la mente, nel momento più buio, causa un’improvvisa presa di coscienza che li porta a comprendere. Capiscono così che la medicina del padre è la giusta medicina a tutte le loro sofferenze e la prendono, guarendo. Il medico sapendo della guarigione dei figli, ritorna dal paese lontano e confessa che in realtà l’annuncio della sua morte è stato soltanto uno stratagemma. Spiega loro la ragione del suo gesto, dicendo che grazie a questo è riuscito ad aiutarli, facendo loro prendere coscienza e guarire. Miei cari discepoli, cosa pensate di tutto questo? Pensate che si possa accusare l’eccellente medico di falsità?” “No Onorato dal mondo”, risposero i discepoli. “Sappiate che io sono proprio come il padre di questa storia. Per salvare tutte le creature, ricorro a degli abili mezzi proclamando la mia morte, ma in realtà sono sempre qui accanto a voi dall’eternità. Sappiate che il mio unico pensiero costante è: “Come posso curare e guarire dalla sofferenza tutti gli esseri viventi?”