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XIX CONVEGNO NAZIONALE ILSA L'ACQUISIZIONE DEL LESSICO NELL'APPRENDIMENTO DELL'ITALIANO L2 Firenze, 27 novembre 2010 Istituto Italiano di Scienze

Umane. Sala Altana di Palazzo Strozzi. Piazza Strozzi

ABSTRACT RELAZIONI DELLA MATTINA Lapprendimento del lessico dellitaliano L2 tra quantit e qualit Maria Emanuela Piemontese*, Universit La Sapienza di Roma La centralit del lessico nellapprendimento delle lingue sempre pi ampiamente riconosciuta. Ci nonostante gli studi sul lessico sono tuttora relativamente scarsi per vari motivi e, prevalentemente, pi descrittivi che teorici. Quando si affronta il tema del lessico delle lingue sempre opportuno partire dalla considerazione teorica della natura estremamente aperta del suo sistema. Ci serve a mettere a fuoco non solo gli aspetti quantitativi e qualitativi che entrano in gioco nellapprendimento del lessico di una lingua, in generale, ma anche le difficolt pi specifiche degli apprendenti di una L2 nella gestione di un sistema, quale quello delle parole di una lingua, che difficilmente si presta alla regolarizzazione. In tale prospettiva il possesso innanzitutto del vocabolario di base dellitaliano , nello stesso tempo, il punto di partenza e lobiettivo cui tendere per lapprendimento, il consolidamento e il potenziamento del lessico e, pi in generale, della competenza linguistica.
Indicazioni bibliografiche Barni, M. Troncarelli, D., Bagna, C. (a cura di). 2008. Lessico e apprendimenti. Il ruolo del lessico nella linguistica educativa. Milano. Franco Angeli. Bazzanella, C. 2005. Linguistica e pragmatica del linguaggio. Roma-Bari. Laterza. Benucci, A., 2007. Sillabo di italiano per stranieri. Perugia. Guerra Edizioni. Bettoni, C. 2001. Imparare unaltra lingua. Roma-Bari. Laterza. Bettoni, C. 2006. Usare unaltra lingua. Roma-Bari. Laterza. Byrnes, H. 1998. Learning Foreign and Second Langauges. Perspectives in Research and Scholaship. New York. MLAA Council of Europe 2001/2002. Common European Framework for Languages: Learning, Teaching, Assessment. Council for Cultural Co-operation, Modern Languages Division. Strasbourg. Cambridge University Press (trad. it. a cura di D. Bertocchi, F. Quartapelle. Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento insegnamento valutazione. Milano-Firenze. RCS Scuola-La Nuova Italia.). De Mauro, T. 2003. Guida alluso delle parole. Roma. Editori Riuniti. De Mauro, T. 2005. La fabbrica delle parole. Il lessico e problemi di lessicologia. Torino. Utet De Mauro, T., Chiari, I. (a cura di) 2005. Parole e numeri. Analisi quantitative dei fatti di lingua. Roma. Aracne. De Renzo, F. Nuove rilevazioni sul vocabolario di base e di alta disponibilit. In De Mauro, Chiari (a cura di) 2005. Ferreri, S. 2005. Lalfabetizzazione lessicale. Studi di linguistica educativa. Roma. Aracne. Lugarini, E. (a cura di) 2010. Valutare le competenze linguistiche. Milano. GiscelFrancoAngeli Pallotti, G. 1998. La seconda lingua. Milano. Bompiani. Piemontese, M. E. 1996. Scrivere farsi capire. Teorie e tecniche della scrittura controllata. Napoli. Tecnodid. Vedovelli, M. 201o. Guida allitaliano per stranieri. La prospettiva del Quadro comune europeo per le lingue. Roma. Carocci. *M. Emanuela Piemontese professore ordinario di Didattica delle lingue presso lUniversit di Roma La Sapienza. Dal 2007 al 2010 stata Direttore del Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari. I temi di ricerca principali della sua attivit scientifica e didattica riguardano il tema della comprensione e della scrittura controllata, della leggibilit e

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della comprensibilit dei testi diretti a destinatari specifici, della semplificazione del linguaggio amministrativo. Ha coordinato dal 1989 in poi la redazione di due parole. Mensile di facile lettura, utilizzato soprattutto allestero per linsegnamento e lapprendimento dellitaliano come L2.

Insegnamento/apprendimento/espansione del lessico attraverso la ludolinguistica Anthony Mollica*, Professor emeritus, Faculty of Education, Brock University, St. Catharines (ON), Canada La voce ludolinguistica appare per la prima volta nel vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli. Secondo lo Zingarelli. la ludolinguistica una branca della linguistica che si occupa di giochi di parole e combinazioni lessicali. La voce ludolinguistica non per da tutti condivisa e non sempre presente nei vari dizionari. La voce presente in Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana 2010 (2009), nel Grande Dizionario Hoepli Italiano (2008), in Il Sabatini Coletti. Dizionario della lingua italiana (2008), ma assente dal Dizionario Garzanti di Italiano (2007) e dal Vocabolario della Lingua Italiana Treccani (2009); questultimi due, curiosamente, includono ludologo ma non ludolinguistica. LItalia pu giustamente essere orgogliosa di avere dei grandi ludolinguisti Bartezzaghi, Dossena, Francipane, Peres, Rossi solo per indicarne alcuni, ma nessuno di loro si avventurato finora a preparare delle attivit per linsegnamento dellitaliano come lingua straniera. Solo Bartezzaghi (2009) ha recentemente pubblicato un Libro dei giochi per le vacanze. Anagrammi, rebus, cruciverba, refusi, indovinelli, ma il libro indirizzato al pubblico italiano di lingua madre piuttosto che al discente ditaliano come lingua straniera. Luso dellenigmistica e dei giochi nelle lezioni di lingua straniera ormai diventato un elemento intrinseco a numerosi approcci ed , di fatto, la scelta di molti docenti per quanto riguarda le attivit di revisione e di rinforzo di grammatica, lessico e abilit comunicative, a un punto tale che diventa difficile ipotizzare un programma di formazione per docenti senza un seminario o un laboratorio che tratti largomento. Si tratta di tecniche molto versatili, che possono essere utilizzate sia per compiti specifici che coprono punti discreti (quali il rinforzo strutturale e la conoscenza lessicale), sia per compiti di tipo interattivo (comunicazione e funzioni). Numerosi sono gli autori che hanno scritto saggi e volumi sullimportanza del gioco come attivit fisica nella glottodidattica (didattica ludica), ma pochi quelli che hanno posto laccento sui giochi con carta e matita ed questultimo che noi prendiamo in considerazione e valorizziamo con la ludolinguistica. Lautore presenter una ampia gamma di esempi per lapprendimento/insegnamento del lessico attraverso la ludolinguistica per motivare lo studente allespansione del suo bagaglio lessicale e per promuovere linterazione verbale. Lintervento si basa sullultima pubblicazione dellautore. Ludolinguistica e Glottodidattica (Perugia, Guerra Edizioni, 2010).
Indicazioni bibliografiche Aveline, Claude (avec la collaboration de) Defosse, M., Boll, M., Galey, L.-E., Laurent, C.-M., Martin-Chauffier, S. Seguin, . Sesmero, O. 1961. Le code des jeux. Paris. Hachette. Bartezzaghi, S. 2009. Il libro dei giochi per le vacanze. Anagrammi. rebus. cruciverba. refusi. indovinelli. Milano. Arnoldo Mondadori Editore. S.p.A. Bartezzaghi, S. 2001. Lezioni di Enigmistica. Torino. Giulio Einaudi Editore.

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De Mauro, T. 2002. Prima lezione sul linguaggio. Laterza. Roma-Bari. Devoto, G., Oli, G. C. 2009. Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana 2010. L. Serianni, M. Trifone (a cura di). Milano. Mondadori Education. Dossena, G. 2004. Il dado e lalfabeto. Nuovo dizionario dei giochi con le parole. Bologna. Zanichelli. Dossena, G. 2004. Dizionario dei giochi con le parole. Milano. A. Vallardi. Garzanti Editore. Fixx, J. F. 1983. Solve It!. London. Muller. Freddi, G. 1990. Azione. gioco. lingua. Fondamenti di una glottodidattica per bambini. Padova. Liviana. Gabrielli, A. 2008. Grande Dizionario Hoepli Italiano. Milano. Hoepli Editore. Garfer, J.-L., Fernndez, C. 2009. Juegos de palabras. Ludolingstica. Madrid. Edimat Libros. Arganda del Rey. Garzanti 2007. Il Grande Dizionario Garzanti Italiano 2008. Novara. De Agostini Scuola-Garzanti linguistica. Mollica, A. 1971. The Reading Program and Oral Practice. Italica. 48 : 422-541. Mollica, A. 1979. Games and Activities in the Italian High School Classroom. Foreign Language Annals, 12: 347-354. Mollica, A. 1981. Visual Puzzles in the Second Language Classroom. The Canadian Modern Language Review/La Revue canadienne des langues vivantes, 37: 583-622. Mollica, A. 2003. Attivit lessicali 1. Elementare-Pre-Intermedio. Recanati. ELI (ristampa per lAmerica del Nord: Welland (Ontario). ditions Soleil Publishing Inc.). Mollica, A. 2004. Attivit lessicali 2. Intermedio-Avanzato. Recanati. ELI (ristampa per lAmerica del Nord: Welland (Ontario). ditions Soleil Publishing Inc.). Mollica, A. 2008. Teaching and Learning Languages. Perugia. Guerra Edizioni. Mollica, A. 2010. Ludolinguistica e Glottodidattica. Perugia. Guerra Edizioni. Omaggio, A. 1982. Using Games and Interactional Activities for the Development of Functional Proficiency in a Second Language. The Canadian Modern Language Review/La Revue canadienne des langues vivantes, 38: 515-546. Palmer, A., Rodgers, T. S. 1983. Games in Language Teaching. Language Teaching, 16. pp. 2-21. Rixon, S. 1981. How to Use Games in Language Teaching. London. Macmillan. Rodgers, T. S. 1981. A Framework for Making and Using Language Teaching Games. In Guidelines for Language Games. Singapore: RELC: 1-7. Rossi, G. A. 2002. Dizionario Enciclopedico di Enigmistica e Ludolinguistica. Bologna. Zanichelli. Sabatini, F., Coletti, V. 2007. Il Sabatini Coletti. Dizionario della lingua italiana 2008 (con CD-ROM). Milano. RCS Libri. Divisione Education. Sansoni. Treccani. 2009. Vocabolario della Lingua Italiana. Edizione speciale per le librerie. Roma. Istituto della Enciclopedia Treccani. Vedovelli, M. 2002. Guida allitaliano per stranieri. La prospettiva del Quadro comune europeo per le lingue. Roma. Carocci. Wright, A., Betteridge, D., Buckby, M. 1979. Games for Language Learning. Cambridge. Cambridge University Press. Zingarelli, N. 2004. Lo Zingarelli. Vocabolario della lingua italiana (CD-ROM). Bologna. Zanichelli. *Anthony Mollica professor emeritus, Faculty of Education, Brock University, St. Catharines, Ontario, Canada. Nato a Motticella (RC), emigrato allet di undici anni in Canada, dove ha conseguito la laurea in Lingue moderne presso lUniversit di Toronto. stato per anni consulente del Ministero della Pubblica Istruzione dellOntario, poi ha coordinato il settore lingue del Provvedorato agli studi di Wentworth e nel 1984 divenuto professore di Didattica delle lingue moderne alla Brock University. Ha pubblicato numerosi libri e saggi e dirige per la casa editrice Guerra Edizioni di Perugia una collana di Biblioteca di Glottodidattica. Le sue due recenti pubblicazioni sono Teaching and Learning Languages, di cui curatore (2008) e Ludolinguistica e Glottodidattica (2010).

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La competenza lessicale: un viaggio tra libri di testo e parlato del docente Andrea Villarini*, Universit per Stranieri di Siena La mia proposta di relazione vuole trattare un argomento molto importante, ma meno dibattuto del prevedibile: le strategie di sviluppo del lessico nei contesti guidati di apprendimento dellitaliano come lingua straniera. In che modo la competenza lessicale viene promossa nei manuali di italiano per stranieri adulti? Quali sono le parole pi presenti nei materiali didattici? Esistono delle attivit didattiche rivolte allo sviluppo della competenza lessicale pi utilizzate di altre? Ed esistono delle modalit tipiche di sviluppo di questa competenza messe in atto dal docente di lingua? La mia relazione cercher proprio di rispondere a questi quesiti, presentando i risultati principali di una vasta indagine compiuta sul lessico nei suoi tre versanti: parole presenti nei materiali, attivit didattiche e parlato dellinsegnante. Essa sar suddivisa appunto in tre blocchi. Nella prima parte presenter i dati relativi alle parole pi presenti nei manuali di italiano a stranieri. Far riferimento a un corpus di 300.000 occorrenze tratte dai pi diffusi manuali di italiano per stranieri. I dati che fornir saranno in grado di dare un quadro generale sulle aree semantiche maggiormente rappresentate nei libri di testo e sulla loro distribuzione allinterno delle diverse sezioni nelle quali vengono generalmente suddivisi i testi didattici (titoli, input testuali, esercizi ecc.). Nella seconda parte passer ad analizzare le attivit didattiche presenti nei manuali pensate esplicitamente per lo sviluppo del lessico. Il totale delle attivit analizzate quasi 900. I dati sono stati raccolti attraverso lapplicazione per ogni libro di testo facente parte del corpus di una griglia di analisi composta da due schede. La prima servita per un inquadramento generale dellopera. Queste informazioni sono state utili soprattutto per inquadrare meglio le indicazioni che sono emerse dai risultati ottenuti dalla seconda scheda, quella dedicata proprio alla fotografia delle singole attivit. Questa seconda una scheda con 116 voci (14 le categorie di contenuto e 100 le sottocategorizzazoni, oltre ai due campi iniziale e finale riservati al codice e al commento) utili per inquadrare da diversi punti di vista le attivit. Si va dallindicazione su quale tipo di lessico incentrata lattivit (sono parole piene? Sono parole metalinguistiche? Sono polirematiche? Ecc.), sulla tipologia adottata ( un cloze? Un riordino? Ecc.) e sulle abilit sviluppate (produttive? Ricettive? Ecc.); alle indicazioni sulle modalit di svolgimento ( unattivit da svolgere in proprio o con laiuto del compagno?) e sul ruolo dellinsegnante. Nella terza e ultima parte dellintervento, cercheremo di mostrare come abitualmente il docente di lingua opera per sviluppare la competenza lessicale attraverso lanalisi di 20 ore di parlato del docente in classi di italiano a stranieri adulti: su quali parole orienta maggiormente lattenzione della classe? Con quali mezzi didattici ne promuove la conoscenza? Con quali modalit didattiche?
Indicazioni bibliografiche Villarini, A. 2008. Analisi del lessico presente nei materiali didattici di italiano L2: i dati di LAICO (Lessico per Apprendere lItaliano-Corpus di Occorrenze). In E. Cresti (a cura di) 2008. Prospettive nello studio del lessico italiano. Firenze. Florence University Press: 675-680.

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Villarini, A. 2008. Il lessico dei materiali didattici usati nei corsi di italiano per immigrati. In M. Barni, D. Troncarelli, C. Bagna (a cura di) 2008. Lessico e apprendimenti. Il ruolo del lessico nella linguistica educativa. Roma. Franco Angeli: 165-177. Villarini, A. 2008. Il lessico dei materiali didattici presenti in LAICO-Lessico per Apprendere lItaliano Corpus di Occorrenze: linee di analisi tra lessicometria e linguistica acquisizionale. In G. Bernini, A. Spreafico, A. Valentini A. (a cura di) 2008. Competenze lessicali e discorsive nell'acquisizione di lingue seconde. Perugia. Guerra Edizioni: 251-264. Villarini, A. 2009. Parole, parole, parole. Unanalisi del lessico presente in testi scritti e parlati prodotti da apprendenti iniziali. In M. Palermo M. (a cura di) 2009. Percorsi e strategie di apprendimento dellitaliano lingua seconda: sondaggi sul corpus ADIL2. Perugia. Guerra Edizioni: 177-200. Villarini, A. 2010. Spazi per insegnare e per apprendere: le attivit didattiche per lo sviluppo della competenza lessicale presenti nei materiali didattici per insegnare italiano a stranieri adulti. In B. Garzelli, A. Giannotti, L. Spera, A. Villarini A. (a cura di) 2010. Idee di Spazio. Perugia. Guerra Edizioni: 193-205. Villarini, A. (a cura di) (in stampa). Lo sviluppo della competenza lessicale: i materiali didattici e il parlato del docente. Peugia. Guerra Edizioni. *Andrea Villarini Professore di Didattica delle Lingue Moderne presso lUniversit per Stranieri di Siena, dove dirige la Scuola di Specializzazione in Didattica dellItaliano come Lingua Straniera. Su questi temi ha coordinato unit di ricerca finanziate dal MIUR e dal CNR. I risultati sono raccolti nelle Indicazioni bibliografiche.

ABSTRACT LABORATORI DEL POMERIGGIO Insegnamento/apprendimento/espansione del lessico attraverso ludolinguistica. Laboratorio *Paola Begotti, Elisabetta Pavan, Universit Ca Foscari di Venezia la

Nel laboratorio verranno implementati gli stimoli proposti dal Prof. Mollica durante la sua relazione del mattino: verranno ripresi gli input su cui i partecipanti realizzeranno operativamente del materiale ludolinguistico da utilizzare con i propri studenti in classe.
*Paola Begotti insegna italiano a stranieri presso il Centro Linguistico dell'Universit Ca' Foscari di Venezia dal 1995. Formatrice del Laboratorio ITALS fin dalla sua formazione nel 1997, Dottore di Ricerca in linguistica e glottodidattica con una tesi di ricerca sull'uso della glottodidattica Umanistico-Affettiva e Ludica in particolare nell'insegnamento destinato ad adulti. Dal 1998 ad oggi ha ideato, progettato e organizzato corsi di formazione e aggiornamento per docenti delle scuole di ogni ordine e grado in Italia e allestero su diverse tematiche relative all'insegnamento dellitaliano a stranieri. La sua ultima pubblicazione Imparare da adulti, insegnare ad adulti le lingue (2010). *Elisabetta Pavan docente a contratto presso l'Universit di Venezia nei corsi di Comunicazione Interculturale, Teoria e Tecniche delle Comunicazioni di Massa, Lingua Inglese. Alla SSIS Veneto docente di Teoria dell'Educazione Interculturale. All' Universit del Litorale, Faculty of Humanities, Koper, Slovenia, docente nei corsi Intercultural Communication e Mass Media. Referente di Ateneo del progetto Radio Ca' Foscari, coordinatrice del Laboratorio Teoria della Comunicazione, gi coordinatrice per i corsi di formazione dei docenti di italiano all'estero Laboratorio ITALS e per il Master ITALS. Tiene corsi e conferenze in Italia e all'estero, collabora con istituzioni e aziende per ricerche e formazione sui temi della comunicazione interculturale in ambito aziendale.

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Tecniche per lapprendimento del lessico in classi ad abilit differenziate Barbara DAnnunzio*, Universit Ca Foscari di Venezia Gli studi e la ricerca degli ultimi anni hanno sicuramente messo in luce la centralit del lessico nell'apprendimento linguistico. Linput per la riconsiderazione del ruolo del lessico nella didattica dellitaliano L2 giunto da diverse direzioni, dalla linguistica computazionale come dagli studi di psicolinguistica, ci conduce a rinnovate pratiche didattiche. Lintervento si riferisce, in particolare, al contesto dellinsegnamento dellitaliano come L2 nella scuola italiana e in particolare al contesto delle classi ad abilit differenziate. La Classe ad Abilit Differenziate (CAD) da intendersi non tanto come la realt delle classi ma piuttosto come un modo di osservare la realt delle classi. Se, infatti, consideriamo le classi non come una somma di persone differenti, ma come un sistema dinamico che dipende dalla natura e dallapporto di ogni persona che lo compone e che agisce in esso, la CAD si presenta come un sistema aperto nel quale il parametro della differenza, che si pu registrare in pi aspetti e su pi livelli, la chiave di lettura per la gestione efficace dellapprendimento linguistico. In tale contesto, linsegnamento del lessico dovr considerare i diversi bisogni degli studenti riconducibili sia a obiettivi utili allo sviluppo della lingua della comunicazione, sia a quelli pi complessi richiesti in contesto di lingua dello studio. Valorizzare le differenze grazie a una metodologia didattica variata, a unorganizzazione flessibile della classe (gruppi di livello, gruppi eterogenei), a una concezione cooperativa e basata sullaiuto reciproco tra gli studenti lobiettivo di una glottodidattica per la CAD. Nel corso del laboratorio verranno presentate e sperimentate direttamente tecniche didattiche utili per lapprendimento del lessico, coerenti con i principi di riferimento metodologici succitati e adatti a un contesto CAD.
Indicazioni bibliografiche Caon, F. (a cura di) 2006. Insegnare italiano nella classe ad abilit differenziate. Perugia. Guerra. Caon, F. (a cura di) 2008. Educazione linguistica e differenziazione: gestire eccellenze e difficolt. Torino. UTET Universit. Cardona, M. 2004. Apprendere il lessico di una lingua straniera. Aspetti linguistici, psicolinguistici e glottodidattici. Adriatica Editrice. Bari. DAnnunzio, B., Caon, F. 2004. Laboratorio di geometria e matematica per alunni non italofoni, in in AA.VV. Litaliano per studiare. Comune di Venezia. DAnnunzio, B., Della Puppa, F. 2004. Insegnare la storia in italiano L2: il laboratorio, in AA.VV. Litaliano per studiare. Comune di Venezia. DAnnunzio, B., Luise, M. C. 2007. Studiare in lingua seconda. Costruire laccessibilit ai testi disciplinari. Perugia. Guerra. *Barbara DAnnunzio dottore di ricerca in Linguistica e Filologia Moderna (indirizzo didattica delle lingue) e attualmente docente a contratto di Sociolinguistica allUniversit Ca Foscari di Venezia, assegnista di ricerca presso la medesima istituzione e Cultore della Materia per il settore scientifico-disciplinare L-LIN02, sia a Ca Foscari, sia presso lUniversit di Scienze della Formazione di Padova. A partire dal 2000 collabora a vario titolo con lUniversit Ca Foscari, in particolare, per conto del Laboratorio ITALS si occupa anche di formazione docenti in Italia e allestero. Inoltre, dal 1998 si occupa di insegnamento dellitaliano a studenti stranieri in Italia nella scuola pubblica di ogni grado e allUniversit dove stata docente di italiano per la Harvard Ca Foscari Summer School.

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Saper osservare le parole: strategie lessicali dellitaliano L2 Ivana Fratter*, Universit degli Studi di Padova

per linsegnamento

A chi sa osservare, le parole rivelano molti dei loro segreti. proprio alla luce della filosofia che sta dietro a questa citazione, tratta da una recente intervista a Lo Duca, che si intende condurre il lavoro del laboratorio La riflessione che si desidera proporre prender spunto da una ricerca1 sulla competenza lessicale di studenti universitari stranieri, relativamente ad alcuni fenomeni che riguardano la formazione delle parole e gli usi metaforici della lingua (Lo Duca, Fratter 2008), e che ha permesso, in base ai risultati emersi, la creazione di percorsi mirati allapprendimento del lessico. Il gruppo di ricerca2 ha focalizzato il proprio lavoro non tanto sullanalisi di strumenti utili ad ampliare quantitativamente il bagaglio lessicale degli apprendenti, quanto piuttosto sulla ricerca di strumenti in grado di creare, negli apprendenti, una sensibilit lessicale che consenta loro di cogliere la stretta relazione tra la forma e il significato delle parole derivate (Lo Duca 2006). Attraverso lanalisi di corpora di italiano scritto L2 stato possibile indagare alcuni fenomeni riguardanti la derivazione, lalterazione, la composizione e la metafora; successivamente sono state elaborate proposte didattiche che tenessero conto del grado di difficolt dei vari fenomeni in base al livello di competenza linguistico-comunicativa dei destinatari (Lo Duca 2006; Lo Duca, Fratter 2008), secondo il modello proposto nel Quadro comune europeo di riferimento (Council of Europe 2001/2002). Nel laboratorio, dopo una breve sintesi dei principali risultati emersi dalla ricerca premessa necessaria alla presentazione dei percorsi verranno illustrate alcune schede didattiche che presentano proposte operative per i vari livelli di competenza (Duso 2008; Capuzzo 2008; Fratter 2008; Marigo 2008). I partecipanti saranno invitati ad individuare possibili adattamenti dei percorsi presentati nellottica di un trasferimento delle attivit proposte a contesti diversi di insegnamento.
Indicazioni bibliografiche Capuzzo, C. 2008. Insegnare la composizione. In Lo Duca, Fratter (a cura di) 2008: 255-275. Council of Europe 2001/2002 Common European Framework for Languages: Learning, Teaching, Assessment. Council for Cultural Cooperation. Modern Languages Division. Strasbourg. Cambridge University Press. (Trad. it. a cura di D. Bertocchi, F. Quartapelle, Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento insegnamento valutazione. Milano-Firenze. RCS Scuola-La Nuova Italia). Duso, M. E. 2008. Insegnare la derivazione. In Lo Duca, Fratter (a cura di) 2008: 189222. Fratter, I. 2008. Insegnare lalterazione. In Lo Duca, Fratter (a cura di) 2008: 226-275. Lo Duca, M. G. 2006. Sillabo di italiano L2. Roma. Carocci. Lo Duca, M. G., Fratter I. (a cura di) 2008. Il lessico possibile. Strategie lessicali e insegnamento dellitaliano come L2. Roma. Aracne. Marigo, L. 2008. Insegnare il linguaggio metaforico. In Lo Duca, Fratter (a cura di) 2008: 277-312. *Ivana Fratter collaboratrice ed esperta linguistica presso il CLA dellUniversit di Padova, ha partecipato a progetti di ricerca tra i quali la sperimentazione del Sillabo di italiano L2 (Lo Duca
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La ricerca stata coordinata da Lo Duca presso il Centro Linguistico di Ateneo dellUniversit di Padova. Il gruppo di lavoro era composto da Lo Duca, Capuzzo, Duso, Fratter e Marigo.

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2006), e, nellambito del Progetto di Pavia (unit operativa di Padova coordinata da Lo Duca) la ricerca sulla costruzione della competenza lessicale nellinsegnamento dellitaliano L2. autrice di diversi manuali per la didattica dellitaliano a stranieri.

Le parole complesse nella didattica dellitaliano L2: alcune proposte operative Matteo La Grassa*, Universit per Stranieri di Siena Oggetto del laboratorio sar la descrizione delle principali categorie lessicali, in modo particolare delle collocazioni, che costituiscono i cosiddetti chunks lessicali, seguita dalla proposta di spunti di riflessione sulle modalit e le tecniche di insegnamento di questo tipo di lessico rivolte ad apprendenti di italiano L2. I testi presi in esame e le attivit che ci si propone di elaborare nel corso del laboratorio sono rivolti prevalentemente a un pubblico di giovani adulti, tipologia di apprendenti che, come noto, tra le pi consistenti nel panorama di quanti apprendono litaliano come L2. Quando si tentano di descrivere o di indagare aspetti relativi al lessico di una lingua, ormai opinione condivisa quella di non limitarsi a considerare le parole prevalentemente come segmenti isolati tra due spazi vuoti perch [ci] non riflette n la reale organizzazione della lingua, n la competenza che il parlante ne ha (Simone 1997: 156). Oltre che dalla singole parole, infatti, il lessico composto da numerose parole formate da pi di una parola grafica, in questo contesto definite parole complesse2. Tuttavia, nella didattica della L2 non viene in genere dedicato il giusto spazio a questa consistente porzione del lessico, la cui conoscenza, sia passiva sia attiva, si ritiene fondamentale per un pieno sviluppo della competenza lessicale. Allinterno del laboratorio si presenter in primo luogo una possibile categorizzazione delle parole complesse, per poi procedere allelaborazione di proposte didattiche finalizzate allo sviluppo delle abilit ricettive e produttive legate a questo aspetto della competenza lessicale. Particolare attenzione verr attribuita a uno specifico tipo di lessemi complessi, le collocazioni, che saranno descritte sulla base delle loro caratteristiche morfosintattiche e semantiche. Luso adeguato di combinazioni di parole si rivela importante a tutti i livelli di competenza linguistico-comunicativa: le combinazioni pi libere, accessibili anche a livello basico, contribuiscono a sviluppare il patrimonio lessicale dellapprendente; le combinazioni soggette a restrizioni di vario tipo rappresentano uno degli aspetti che discriminano la competenza dei parlanti nativi da quella degli apprendenti di una lingua straniera con un livello di competenza indipendente o competente (Davies 1997; Pawley, Syder 1983). Saper mettere insieme le parole in maniera corretta, capacit che pu essere definita competenza collocazionale, si pone pertanto come uno degli obiettivi da perseguire per uno sviluppo pi efficace e completo della competenza lessicale.
Indicazioni bibliografiche Cardona, M. 2004. Il lexical approach nellinsegnamento dellitaliano. In.it 14: 2-7. Cresti, E. (a cura di) 2008. Prospettive nello studio del lessico italiano. Firenze. Firenze University Press.

Non si intendono proporre ulteriori definizioni per categorie lessicali gi definite in modo diverso da numerosi studiosi. Si scelta lespressione parole complesse come possibile iperonimo di categorie di parole che non rientrano tra quelle semplici.

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Davies, A. 1997. The Native Speaker: Myth and Reality. Clevedon. Multilingual Matters. De Mauro, T., Lo Cascio, V. 1997. Lessico e grammatica. Teorie linguistiche e applicazioni lessicografiche. Roma. Bulzoni. Lewis, M. 1997. The Lexical Approach. Hove England. Language Teaching Publication. Lo Cascio, V. (a cura di) 2007. Parole in rete. Torino. Utet. Pawley, A., Syder, F. H. 1983. Two Puzzles for Linguistic Theory: Nativelike Selection and Nativelike Fluency. In Richard, Schmidt 1983: 191-226. Porcelli, G. 2004. Imparare una lingua straniera. Il lessico. Torino. UTET. Read, J. 2000. Assessing Vocabulary. Cambridge. Cambridge University Press. Richard, J. C., Schmidt, R. W. (Eds.) 1983. Language and Communication. London. Longman. Simone, R. 1997. Esistono i verbi sintagmatici in italiano? In De Mauro, Lo Cascio 1997: 155-170. Villarini, A. 2008. Analisi del lessico presente nei materiali didattici di italiano L2: i dati di LAICO (Lessico per Apprendere lItaliano - Corpus di Occorrenze). In Cresti 2008: 675680. Zilio, M. 2006. Le collocazioni:indagine riassuntiva sullo stato dellarte della ricerca. Tesi di Laurea in Interpretazione. Universit degli Studi di Trieste. URL:http://www.openstarts.units.it/dspace/bitstream/10077/2003/1/ZILIO%20Marianna.pdf (ultimo accesso: 10.10.2010). *Matteo La Grassa ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Linguistica e Didattica della Lingua Italiana a Stranieri presso lUniversit per Stranieri di Siena. Ha partecipato al progetto di Ricerca di Rilevanza Nazionale Il lessico dei materiali, il lessico nei materiali, coordinato per lUniversit per Stranieri di Siena dal Prof. Andrea Villarini. Collabora a vari progetti di ricerca relativi alla didattica dellitaliano a stranieri e alla produzione di materiali didattici. Ha insegnato italiano come L2 presso varie istituzioni pubbliche e private. Attualmente Giovane Ricercatore allUniversit per Stranieri di Siena nellambito di un progetto finanziato dal MIUR finalizzato allo studio del rapporto tra apprendimento dellitaliano lingua scritta e sordit.

Laboratorio di scrittura controllata: il Vocabolario di base come strumento privilegiato nella riscrittura del testo Manuela Lo Prejato*, Universit La Sapienza di Roma Il presente laboratorio si fonda sulla premessa teorica che la conoscenza e la padronanza del vocabolario di base dellitaliano siano, al contempo, fondamento e obiettivo essenziali nei processi di insegnamento/apprendimento della lingua. Il vocabolario di base, infatti, rappresenta il nucleo dei lessemi pi usati e noti della lingua, grazie ai quali possibile ampliare la conoscenza del lessico comune e tecnico e specialistico, rafforzando la competenza linguistica anche attraverso lallargamento della riflessione alle aree semantiche e/o alle parole complesse (o polirematiche). In questa prospettiva, il laboratorio consiste nella riscrittura di un testo di partenza, applicando criteri di leggibilit e comprensibilit per diversi pubblici di riferimento. In particolare, i partecipanti sono invitati a riformulare il testo proposto semplificandolo (o anche ampliandolo) sulla base della consultazione di fonti specifiche e della redazione di materiale di supporto (le cosiddette schede di tipo enciclopedico). Le scelte compiute nelle fasi di pianificazione e stesura del testo dovranno essere motivate dai partecipanti, con riferimento soprattutto al vocabolario di base, ma anche alla semplicit e chiarezza morfosintattica e, pi in generale, ai principi di coesione e coerenza testuale.

XIX CONVEGNO NAZIONALE ILSA L'ACQUISIZIONE DEL LESSICO NELL'APPRENDIMENTO DELL'ITALIANO L2 Firenze, 27 novembre 2010 Istituto Italiano di Scienze Umane. Sala Altana di Palazzo Strozzi. Piazza Strozzi

Indicazioni bibliografiche Barni, M. Troncarelli, D., Bagna, C. (a cura di). 2008. Lessico e apprendimenti. Il ruolo del lessico nella linguistica educativa. Milano. Franco Angeli. De Mauro, T. 2002. Capire le parole. Roma-Bari. Laterza. De Mauro, T. 2003. Guida alluso delle parole. Roma. Editori Riuniti. De Mauro, T., Chiari, I. (a cura di). 2005. Parole e numeri. Analisi quantitative dei fatti di lingua. Roma. Aracne. De Renzo, F. Nuove rilevazioni sul vocabolario di base e di alta disponibilit. In De Mauro, Chiari (a cura di) 2005. Giscel Calabria, 2008. Livelli di conoscenza del vocabolario comune negli studenti delle elementari e delle superiori. In Barni, Troncarelli, Bagna (a cura di) 2008. Giscel 2007. Educazione linguistica democratica. A trentanni dalle Dieci tesi. Milano. Franco Angeli. Guerriero, A. R. (a cura di). 2002. Laboratorio di scrittura. Non solo temi per lesame di stato. Idee per un curricolo. Scandicci-Firenze. La Nuova Italia. Lucisano, P. 1993. Misurare le parole. Milano. Kepos. Piemontese, M. E. 1996. Capire e farsi capire. Teorie e tecniche della scrittura controllata. Napoli. Tecnodid. Piemontese, M. E. 2000 (a cura di). I bisogni linguistici delle nuove generazioni. Atti del IX Convegno nazionale Giscel (Roma, 26-28 marzo 1998). Firenze. La Nuova Italia. *Manuela Lo Prejato ha conseguito il dottorato di ricerca in Linguistica presso lUniversit di Roma La Sapienza ed abilitata allinsegnamento dellitaliano L2 dalla Universit per Stranieri di Siena. giornalista pubblicista e fa parte della redazione del Bollettino di Italianistica, diretto da Alberto Asor Rosa. Ha esperienze di insegnamento della lingua italiana in corsi dellUniversit La Sapienza; nella scuola secondaria superiore e nei CFP del Comune e della provincia di Roma; in progetti del Comune di Roma rivolti ai migranti. Lavora come ricercatrice per la Fondazione Mondo Digitale, in progetti destinati ai rifugiati politici. Ha collaborato al progetto Formazione e intervento per lapprendimento dellitaliano da parte di alunni stranieri dellUniversit di Roma La Sapienza e della scuola Manin di Roma.

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