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Newsletter

Editoriale

N 51 Settembre 2011

Trifir & Partners Avvocati

Al giro di boa dei cinquanta numeri (oltre quatto anni!) ed allinizio di una nuova stagione di lavoro troviamo, puntuale, la nostra newsletter mensile che Vi augura una buona ripresa! Il nostro Studio, nelle sue diverse sedi, continua ad essere al Vostro anco, ribadendo limpegno di unassistenza allinsegna della tempestivit e qualit, che costituiscono per noi un costante riferimento. Delle ultime novit legislative in materia di lavoro (manovra di ferragosto) abbiamo trattato nel precedente numero. Sullart. 8 e sulle materie demandate alla contrattazione collettiva di secondo livello si aperto un ampio dibattito. In questo contesto vogliamo portare un contributo particolarmente signicativo: il nostro Studio ha fatto parte del collegio difensivo di Fiat nella nota causa promossa da FIOM per le altrettanto note vicende di Pomigliano dArco. NellAttualit di Diritto del Lavoro, trattiamo della sentenza emessa dal Tribunale di Torino nel luglio 2011 che, anche sulla scorta del risultato del referendum (oltre il 63% dei voti favorevoli su un numero di votanti pari al 93% della forza lavoro) ha ritenuto la piena validit ed operativit degli accordi sindacali di primo e secondo livello applicati presso lo stabilimento di Pomigliano, dopo il passaggio del personale dalla vecchia alla nuova societ che gestisce lo stabilimento. La vicenda di basilare importanza ed apre nuovi scenari nelle relazioni industriali future. E veniamo alle Nostre Sentenze. Quella del mese concerne un caso di licenziamento, deciso dalla Corte dAppello di Roma, che ribadisce importanti principi in tema di investigazioni private e di rapporto tra giudizio di impugnazione del licenziamento in sede civile e procedimento penale. Sempre in tema di licenziamento riportiamo unaltra sentenza della Corte dAppello di Roma, focalizzando il momento dellimpugnativa e di soggetti abilitati. Seguono due sentenze in tema di ricorso in via durgenza a cui spesso si ricorre per evitare le lungaggini del procedimento ordinario. quindi, bene ribadire che il procedimento durgenza sorretto da peculiari requisiti che non lo congurano come alternativa al giudizio ordinario. Una sentenza in tema di premio di fedelt ed una in tema di rapporti di agenzia chiudono la sezione di Diritto del Lavoro. E veniamo alla sezione di Diritto Civile che si apre con un commento ad una recente sentenza del Tribunale di Milano in tema di derivati conclusi da operatori qualicati. Si prosegue con il settore delle Assicurazioni. Il punto su commenta una decisione dellAutorit garante della concorrenza e del mercato pubblicata in data 4 agosto in tema di violazione delle norme in materia di tutela del commercio fra gli Stati membri: un tema di respiro internazionale che completa, con la rassegna stampa e gli eventi, una newsletter particolarmente interessante.
Stefano Beretta e il Comitato di Redazione composto da: Stefano Trir, Marina Tona, Francesco Autelitano, Luca DArco, Teresa Cofano, Claudio Ponari, Tommaso Targa e Diego Meucci

Diritto del Lavoro Attualit 2 Le Nostre Sentenze 4 Diritto Civile, Commerciale, Assicurativo Attualit 7 Assicurazioni 8 Il punto su 9
Eventi

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Rassegna Stampa 12 Contatti 13

N51 Settembre 2011

Diritto del Lavoro


Causa curata da Giacinto Favalli

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IL CASO FIAT DI POMIGLIANO DARCO


Il 14 settembre 2011 stata depositata dal Tribunale di Torino (est. Dott. Ciocchetti) la motivazione integrale della nota sentenza emessa il 16 luglio 2011 nella causa promossa dalla FIOM Nazionale contro alcune societ del Gruppo Fiat, nel cui collegio di difesa era rappresentato anche il nostro Studio, ed avente ad oggetto le vicende sindacali relative al passaggio di personale dello Stabilimento di Pomigliano dArco dalla vecchia societ (Fiat Group Automobiles S.p.A.) ad una Newco (Fabbrica Italia Pomigliano S.p.A.). Dalla lettura della motivazione della sentenza, argomentata in modo approfondito, si trae conferma della piena validit ed operativit dei nuovi accordi sindacali di primo e secondo livello applicati presso lo Stabilimento di Pomigliano, ritenuti idonei a sostituire integralmente il CCNL metalmeccanico e ci anche nellipotesi, peraltro esclusa, di operativit dellart. 2112 cod. civ. in tema di trasferimento dazienda. Come si ricorder, la contrattazione collettiva sopra richiamata non stata sottoscritta dalla FIOM e contiene discipline altamente innovative, quali le nuove misure nalizzate a contrastare efcacemente lassenteismo fraudolento e lintroduzione di clausole di responsabilit a carico dei sindacati rmatari nel caso di mancato rispetto delle pattuizioni rinvenibili negli accordi. Nella prospettiva sopra delineata, il Tribunale ha sottolineato che quando si verica la rottura dellunit sindacale, (il Giudice n.d.r.) non pu far altro che prenderne atto, limitandosi nel contempo a vericare che il nuovo assetto contrattuale promani da parti sociali realmente rappresentative e non da organizzazioni meramente di comodo e ha attribuito, ai ni della valutazione della legittimit delloperato aziendale, una particolare rilevanza allesito del referendum condotto tra i lavoratori di Pomigliano, nel quale si riscontrata una percentuale di votanti, rispetto agli aventi diritto, pari a circa il 93% e che si concluso con il 63,3% dei voti a favore dellaccordo sindacale. Lapproccio del Tribunale , del resto, in linea con le previsioni dellAccordo Interconfederale 28 giugno 2011 e dellart. 8, terzo comma, D.L. n.138/2011 (Manovra economica bis). In questa parte, dunque, la sentenza rappresenta un valido contributo al tentativo di superamento dellattuale sistema di relazioni industriali, sulla via di un maggior riconoscimento dei problemi derivanti da un mondo industriale sempre pi globalizzato e competitivo che impone una pi elevata essibilit contrattuale, per meglio rispondere alle peculiari esigenze delle singole aziende. Perplessit suscita, invece, la sentenza nella parte in cui, pur riconoscendo, come abbiamo visto, la piena legittimit delloperato aziendale e dei nuovi accordi aziendali attualmente vigenti presso lo Stabilimento di Pomigliano, ha dichiarato, sotto il prolo dellabuso del diritto di negoziazione, lantisindacalit della condotta aziendale poich determina, quale effetto conseguente, lestromissione di FIOM-CGIL dal sito produttivo di Pomigliano dArco (Napoli) conseguentemente ordinando a Fabbrica Italia Pomigliano S.p.A. di riconoscere in favore di FIOM-CGIL la disciplina giuridica contenuta nel titolo III dello Statuto dei Lavoratori.

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Tale conclusione, contraddittoria con la prima parte della sentenza, non ci sembra che poggi su una solida base giuridica perch, da un lato, nella vicenda in esame non pu ritenersi sussistente un abuso del diritto, bens un semplice esercizio dei propri diritti; dallaltro, perch la sentenza si pone in aperto contrasto con lart.19 dello Statuto dei Lavoratori che, com noto, attribuisce la titolarit alla costituzione di rappresentanze sindacali aziendali solo ai sindacati che abbiano sottoscritto contratti collettivi applicabili in azienda, il che per il momento non si vericato per la FIOM.

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14/09/2011-Trib. Torino n. 2583

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LE NOSTRE SENTENZE
La sentenza del Mese

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LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA - LICEIT DELLE INDAGINI SVOLTE TRAMITE INVESTIGATORI - IRRILEVANZA, AI FINI DEL GIUDIZIO DI IMPUGNAZIONE DEL LICENZIAMENTO, DELLA PENDENZA DI UN PROCEDIMENTO PENALE A CARICO DEL LAVORATORE (Corte dAppello di Roma, 12 luglio 2011)

Un datore di lavoro incaricava una societ di sorveglianza di controllare loperato di alcuni dipendenti impiegati in un punto vendita, ove risultava una notevole differenza tra la merce uscita dal magazzino e quella effettivamente fatturata e pagata dai clienti. Dalle indagini, svolte dalla societ di sorveglianza, emergeva che alcuni clienti, due cassieri e laddetto al controllo nale della merce, si erano tra loro organizzati al ne di sottrarre periodicamente ingenti quantitativi di merce dal datore di lavoro. In particolare i cassieri omettevano di fatturare - o fatturavano parzialmente - la merce collocata sul carrello dei clienti, i quali, al momento delluscita dal magazzino, venivano fatti passare dalladdetto al controllo nale, senza che questi vericasse la corrispondenza tra la registrazione di cassa e la merce posta sui carrelli dei clienti. I dipendenti venivano licenziati per giusta causa. La presente controversia concerne limpugnazione del licenziamento, innanzi al Tribunale di Roma, da parte delladdetto al controllo nale; allesito di tale procedimento, il Tribunale di Roma, considerando congruo il licenziamento, respingeva il ricorso del dipendente. La sentenza veniva impugnata innanzi alla Corte dAppello di Roma, rilevandosi - anche - linutilizzabilit delle indagini svolte dalla societ di sorveglianza, per aver il datore di lavoro fatto controllare lattivit dei propri dipendenti senza comunicare i nominativi degli addetti alla vigilanza, in violazione dellart. 3 l. n. 300/70. La Corte dAppello ha respinto il ricorso, ribadendo il principio secondo cui le norme di cui agli artt. 2 e 3 l. n. 300/70, non escludono il potere dell'imprenditore, ai sensi degli art. 2086 e 2104 c.c., di controllare l'adempimento delle prestazioni lavorative, anche senza comunicare ai dipendenti i nominativi degli addetti alla vigilanza, qualora tale controllo sia volto ad accertare la commissione di un illecito, da parte del dipendente, nellesecuzione delle proprie mansioni. La Corte dAppello, inoltre, nel respingere le ulteriori deduzioni dellappellante, ha affermato che i) nel caso di licenziamento comminato a causa di un illecito continuato, la tardivit o meno del provvedimento va valutata con riferimento al momento della cessazione dellillecito, in quanto solo in quel momento il datore di lavoro ha la possibilit di valutare i fatti nel loro insieme; ii) la pendenza di un procedimento penale relativo ai medesimi fatti che hanno causato lillecito disciplinare non impedisce allimpresa di recedere dal rapporto di lavoro, senza dover attendere che gli illeciti addebitati al lavoratore vengano accertati da una sentenza penale passata in giudicato.
(Causa curata da Marina Olgiati)

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Altre sentenze
IMPUGNATIVA DI LICENZIAMENTO E PRESCRIZIONE DEI CREDITI (Corte dAppello di Roma, sentenza n. 3372/2011)

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La Corte dAppello di Roma, confermando la decisione emessa in primo grado dal Tribunale, ha ritenuto non idoneo - come atto di impugnativa di un licenziamento per giusta causa comminato nellagosto 2005 - una semplice lettera pervenuta entro i sessanta giorni, ma non rmata personalmente dal lavoratore licenziato, bens da due legali. Gli stessi, nella lettera, avevano dichiarato di aver ricevuto mandato dallex dipendente, senza tuttavia che fosse mai stata provata la certezza dellanteriorit del mandato rispetto allimpugnativa o, comunque, che detto mandato fosse intervenuto nel termine di sessanta giorni, previsto a pena di decadenza. Secondo la Corte, i principi giurisprudenziali in materia sono chiari: necessario che il soggetto che impugna il recesso, in nome e per conto del lavoratore, sia munito di procura scritta ovvero - in difetto - che latto di impugnativa sia noticato dal dipendente licenziato per iscritto con atto da comunicarsi al datore di lavoro entro il termine decadenziale imposto dalla Legge (nel caso di specie, la ratica dellimpugnativa era intervenuta dopo il sessantesimo giorno dallintimazione del licenziamento). Irrilevante, secondo la Corte dAppello, sarebbe anche lobiezione secondo cui il rilascio della procura doveva presumersi dal contenuto della lettera di impugnativa rmata dai soli legali, in quanto - riportando i dettagli della vicenda - presupponeva il rilascio del mandato. Nella stessa sentenza si , poi, ritenuto non costituire valido atto di interruzione della prescrizione quinquennale dei crediti del lavoratore, la semplice lettera inviata dal dipendente allazienda di riscontro e ricevuta delle somme erogate, con semplice riserva di vericarne la congruit e, comunque, quale acconto sul maggiore avere (ne specicato e ne adombrato). Tale tipo di lettera non costituisce manifestazione di volont, neppure implicitamente deducibile, di rivendicare crediti per residue competenze e, quindi, non costituisce valido atto di interruzione della prescrizione. (Causa curata da Vittorio Provera e Andrea Beretta) RICORSO IN VIA DI URGENZA (ex art. 700 cpc) - REQUISITI 1) Tribunale di Milano, 16 agosto 2011 Un lavoratore conveniva in giudizio la societ datrice di lavoro, assumendo di essere stato demansionato e chiedendo al Tribunale di ordinare allazienda di provvedere alla sua reintegrazione nelle precedenti mansioni. Si costituiva la societ datrice di lavoro, eccependo che nel ricorso introduttivo non veniva affatto precisato quale lesione irreparabile potesse derivare al ricorrente nel periodo necessario allinstaurazione dellordinario giudizio, ovvero quali aspetti della sua professionalit avrebbero potuto essere persi e non pi recuperati in questo stesso periodo (periculum in mora). Il Tribunale ha rilevato che, con riferimento al requisito del periculum in mora, al ne di evitare che la tutela cautelare assuma una funzione surrogatoria nei confronti del processo del lavoro, per sua natura gi rapido, necessario un accertamento puntuale e preciso circa la sussistenza dei requisiti essenziali a cui subordinato il ricorso alla tutela durgenza, tanto che solo in presenza del periculum pu vagliarsi anche la sussistenza del fumus boni iuris; in particolare, in caso di demansionamento, incombe sul ricorrente lonere di provare in modo concreto e specico il pericolo di una lesione della propria situazione giuridica, indicando quale pregiudizio irreversibile ed irreparabile alla professionalit e/o salute potrebbe derivare da una non immediata reintegrazione nelle mansioni precedentemente svolte. Il Giudice, preso atto del mancato assolvimento di tale onere probatorio, ha rigettato la domanda cautelare. (Causa curata da Giorgio Molteni)
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2) Tribunale di Milano, ordinanza 21 settembre 2011 ammissibile, sotto il profilo del fumus boni iuris, il ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. con cui il lavoratore chiede la propria riammissione in servizio a fronte di un contratto a progetto palesemente invalido per mancanza dei requisiti formali richiesti ex lege (artt. 61 e 69 della legge Biagi). Pertanto, anche in sede cautelare, il giudice pu accertare, senza necessit di istruttoria, lillegittimit del contratto di collaborazione derivante dallomessa specificazione del progetto. Il ricorso ex art. 700 cod. proc. civ deve, per, essere rigettato per insussistenza del periculum in mora, che non pu mai ritenersi in re ipsa, se provato che il lavoratore ha reperito una nuova occupazione a tempo indeterminato dopo la cessazione del rapporto a progetto; ci vale anche se tale nuova occupazione solamente part time e prevede una retribuzione molto pi bassa del compenso percepito a fronte del contratto impugnato, poich il rischio di pregiudizio imminente e irreparabile escluso alla radice quando vi sia percezione di redditi da parte del ricorrente. (Causa curata da Tommaso Targa) PREMIO DI FEDELT: TRASFERIMENTO DAZIENDA. SUSSISTENZA DEL DIRITTO. (Corte dAppello di Brescia, 24 febbraio 2011) Il ricorso aveva ad oggetto lestensione del premio di fedelt riconosciuto dalla societ ai dipendenti dopo almeno 20 anni di ininterrotto servizio a coloro che avessero maturato una pregressa anzianit alle dipendenze dellazienda successivamente trasferita ex art. 2112 c.c.. La Corte dAppello di Brescia ha rigettato il ricorso in appello proposto dai lavoratori affermando che la normativa contrattuale vigente per limpresa cessionaria pu applicarsi al lavoratore passato alle dipendenze di essa solo dal momento del trasferimento dellazienda e che lart. 2112 c.c. serve a stabilire che tale passaggio non rappresenta una soluzione di continuit del rapporto che prosegue con il nuovo imprenditore. Con la conseguenza che al dipendente proveniente dallimpresa cedente spetta un trattamento economico e di carriera uguale a quello goduto dai lavoratori che abbiano raggiunto la stessa qualica ed anzianit alle dipendenze dellimpresa cessionaria, ma non signica certamente che al nuovo dipendente spettino anche tutti i vantaggi (premi o retribuzioni maggiori) propri dei lavoratori dellimpresa cessionaria aventi la sua stessa anzianit. (Causa curata da Giacinto Favalli e Marina Tona) RAPPORTO DI AGENZIA - INDENNIT CESSAZIONE RAPPORTO (Tribunale di Napoli, 4 aprile 2011) Il Giudice del Lavoro di Napoli ha rigettato la domanda di un agente avente ad oggetto lindennit di cessazione del rapporto ex art. 1751 cod. civ., in quanto lagente non ha dedotto di aver procurato nuovi clienti o sensibilmente sviluppato gli affari con quelli esistenti; non ha dedotto circostanze idonee a dimostrare che la preponente continua a ricevere vantaggi dagli affari conclusi, n ha indicato limporto delle provvigioni maturate in tutto il corso di durata del rapporto onde consentire al Tribunale di esprimere il proprio giudizio secondo equit. Per questo il Giudice ha ritenuto inammissibile la domanda per carenza di prova. (Causa curata da Mariapaola Rovetta e Stefano Trir)

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Civile, Commerciale, Assicurativo


I DERIVATI CONCLUSI DAGLI OPERATORI QUALIFICATI
(Tribunale di Milano, 19 aprile 2011, n. 5443)

A cura di Francesco Autelitano


Un istituto di credito stipula con un proprio cliente un contratto quadro per operazioni su strumenti nanziari derivati; il cliente una societ per azioni che acquista anche allestero prodotti inerenti alla propria attivit pagando in dollari americani; il legale rappresentante di tale societ dichiara (rmando il modulo alluopo fornito dalla banca per gli effetti dellart. 31 del reg. Consob) di avere una specica competenza in materia di strumenti nanziari derivati; nella stessa data di sottoscrizione del contratto quadro vengono stipulate due speciche operazioni in derivati su valuta, che regolano reciproche opzioni di acquisto e vendita parametrate su determinati rapporti di cambio tra dollaro americano ed euro; per effetto di queste operazioni il cliente, a fronte di una limitata copertura del rischio cambio, risulta aver assunto il rischio di perdite potenzialmente illimitate; dopo soli due mesi dalle suddette operazioni, palesandosi lelevata probabilit di perdite rilevanti per il cliente (il mark to market era negativo di 147.000), la banca suggerisce il compimento di una nuova operazione la quale, sebbene idonea ad elevare le probabilit di usso favorevole al cliente, riduce lentit di tale usso e, peraltro, lascia immutato il rischio di perdite potenzialmente illimitate a carico del contraente medesimo; avvicinatosi il periodo di scadenza dei derivati sottoscritti, con perdite potenziali per il cliente in aumento, vengono realizzate operazioni tese a rinviare al futuro le perdite con lassunzione di rischi via via crescenti e la materializzazione di ulteriori perdite, sempre pi rilevanti, in un contesto di copertura ormai sostanzialmente nullo. Nel contesto della vicenda cos riassunta, il Tribunale di Milano ha affrontato, fra le altre, la questione degli obblighi di comportamento gravanti sullintermediario nanziario nei confronti di un operatore qualicato, rapporto al quale, ai sensi dellart. 31 del regolamento Consob n. 11522 del 1998, non si applicano talune delle ordinarie regole di condotta previste dalla disciplina di settore di fonte secondaria. La sentenza afferma che la disciplina dedicata agli operatori qualicati non priva questi ultimi di ogni tutela, facendo seguire a tale premessa lenunciazione, in particolare, della regola secondo cui lintermediario nanziario ha lobbligo, anche nei confronti di tale categoria di soggetti, di curare linteresse del cliente con diligenza e professionalit.

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Assicurazioni
A cura di Bonaventura Minutolo e Teresa Cofano
ASSICURAZIONE PER
CONTO ALTRUI TERMINE DI PRESCRIZIONE

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In tema di contratto di assicurazione della responsabilit civile stipulato per conto altrui, il termine di prescrizione previsto dal comma 3 dell'art. 2952 c.c. decorre dal giorno in cui il terzo danneggiato rivolge la richiesta di risarcimento al responsabile civile, vale a dire al soggetto assicurato ai sensi dell'art. 1891 c.c. (Cassazione, 13 luglio 2011, n. 15376)

I rapporti tra danneggiante e danneggiato, da una parte, e tra assicuratore e assicurato, dall'altra, anche se dedotti nello stesso giudizio, sono e rimangono distinti e autonomi. Deriva da quanto precede, pertanto, che ASSICURAZIONE DELLA nell'ambito del rapporto tra assicurato e assicuratore la ricostruzione RESPONSABILIT CIVILE - dell'incidente pu portare a negare il diritto del primo a essere manlevato dal GIUDIZIO DI secondo, anche se venga accertato (con efcacia di giudicato) il diritto al RISARCIMENTO DANNI - risarcimento del danno del danneggiato nei confronti del danneggiante, in quanto il giudicato formatosi nel primo rapporto non pu avere efcacia in AUTONOMIA DEI relazione al secondo, diverso rapporto processuale. (Nella specie la societ RAPPORTI TRA assicuratrice denunciava che erroneamente era stata affermata la DANNEGGIATO E responsabilit del proprio assicurato ex art. 2051 c.c., non sussistendone le DANNEGGIANTE E TRA condizioni. Eccependo controparte che la responsabilit dell'assicurato, DANNEGGIANTE E quanto alla causazione del sinistro, era stata accertata gi con sentenza del ASSICURATORE primo giudice avverso la quale l'assicuratore non aveva proposto appello CONSEGUENZE incidentale s che il motivo era inammissibile, in applicazione del principio di cui sopra la Suprema Corte ha disatteso una tale eccezione). (Cassazione, 18 maggio 2011, n. 10919) In materia di rapporti di agenzia, ove lagente abbia organizzato la propria attivit di collaborazione in forma di societ, anche di persone, o, comunque, si avvalga di unautonoma struttura imprenditoriale, non ravvisabile un rapporto di lavoro coordinato e continuativo ai sensi dellart. 409, comma 1, n. 3 c.p.c., con conseguente insussistenza della competenza del giudice del lavoro. (Cassazione, 19 luglio 2011, n. 15535)

AGENZIA - AGENTE
ORGANIZZATO IN FORMA IMPRENDITORIALE ESCLUSIONE DELLA COMPETENZA DEL GIUDICE DEL LAVORO

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IL PUNTO SU
A cura di Vittorio Provera

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VIOLAZIONE DELLE NORME IN M AT E R I A D I T U T E L A D E L COMMERCIO FRA GLI STATI MEMBRI


In data 4 agosto u.s. stata pubblicata una decisione dellAutorit Garante della Concorrenza e del Mercato, assai signicativa sul piano della repressione delle intese poste in essere tra aziende e nalizzate a creare una rilevante restrizione della concorrenza. La fattispecie era rappresentata dalla partecipazione di quattro grandi aziende multinazionali (che rappresentano oltre 70% del settore delle apparecchiature elettromedicali in Italia) ad una gara indetta dalla Societ Regionale di Sanit (SO.RE.SA.) per lapprovvigionamento di apparecchiature di risonanza magnetica e relativa fornitura di assistenza e manutenzione post vendita. Da segnalare che la determinazione di afdare ad un'unica societ la centralizzazione degli acquisti per diverse aziende sanitarie e/o aziende ospedaliere era nalizzata ad impedire distorsioni ed a favorire una maggior competitivit dei prezzi. In tale contesto si accertato, ad opera dellAutorit Garante, la circostanza che le quattro aziende avevano partecipato (tramite proprie qualicate rappresentanze) ad una riunione preventiva, ove le stesse avevano scambiato informazioni sulle reciproche strategie commerciali e concordato le possibili modalit di partecipazione alla gara in unottica ripartitoria della fornitura. In altre parole, era avvenuto uno scambio dinformazioni strategiche sui prodotti e sui servizi, con un accordo nale (a prescindere dalle vicende successive ed allesito della gara) in forza del quale si era convenuta una sorta di ripartizione e abbinamento delle apparecchiature che potevano essere offerte dalle singole societ alle strutture sanitarie coinvolte. Fra laltro, lintesa prevedeva che unazienda presentasse offerte per sostituire macchine obsolete (ma gi con proprio marchio) installate presso una determinata struttura. Ad unaltra, per contro, era riservata la fornitura di apparecchiature in favore di diversa ASL e cos via. Non solo, laccordo prevedeva anche che talune Societ - in Associazione Temporanea dImpresa - si sarebbero occupate dei lavori e delle opere relative allinstallazione delle apparecchiature. Nel complesso, le quattro multinazionali avrebbero effettuato, fra loro, una vera e propria reciproca disclosure delle possibili strategie, in vista della partecipazione alla gara e avrebbero, inoltre, denito la ripartizione delle forniture. In tal modo, forti anche della loro posizione sul mercato, avevano rinunciato alla possibilit di partecipare direttamente ed in modo concorrenziale alla gara (anche offrendo prezzi competitivi), certi di poter pervenire ad un sicuro risultato positivo per le stesse, avendo gi concordato di contribuire pro quota alle forniture, sia di prodotti che di assistenza.

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Linsieme di tali comportamenti - come detto, indipendentemente dallesito della gara - stato ritenuto in contrasto con i principi normativi e giurisprudenziali in materia di libera concorrenza, secondo i quali ogni operatore economico deve determinare autonomamente la condotta che intende seguire sul mercato comune. vero che tale esigenza di autonomia non esclude il diritto di ogni operatore di reagire efcacemente al comportamento - noto o presunto - dei concorrenti, tuttavia - secondo lAutorit Garante - il principio di autonomia vieta che fra gli operatori stessi abbiano luogo contatti, diretti e indiretti, in grado di inuenzare il comportamento sul mercato di un concorrente attuale o potenziale, oppure di rivelare tale concorrente il comportamento che si intende tenere, o che si prevede tenere sul mercato, qualora detti contatti abbiano lo scopo o producano leffetto di realizzare condizioni di concorrenza diverse da quelle normali nel mercato in questione, tenuto conto della natura dei prodotti o delle prestazioni fornite, dellimportanza e del numero delle imprese e del volume di detto mercato. Nel caso di specie, limportanza delle imprese era pacico rappresentando la quota di assoluta maggioranza nel settore; la gara bandita dalla SO.RE.SA. era oggetto di procedimento di rilevanza europea, e quindi suscettibile di mettere in concorrenza operatori ubicati nei diversi stati dellUnione (tant che anche le aziende coinvolte erano riconducibili a gruppi multinazionali). La conclusione cui pervenuta lAutorit stata, dunque, di riconoscere una violazione della normativa in materia, in quanto le Societ hanno determinato una ripartizione concordata della fornitura oggetto della gara, nonch lalterazione dellequilibrio concorrenziale che si sarebbe determinato in assenza dellaccordo. A seguito di tale infrazione stato applicato lart. 15 comma 1 della legge 287/90, che prevede la comminazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, che pu arrivare no al 10% del fatturato realizzato nellultimo esercizio da ciascuna impresa ritenuta responsabile. La gravit della condotta derivata anche dal fatto che, agendo in tal modo, si sono pregiudicati altres i vantaggi di efcienza ricollegabili al processo di razionalizzazione e centralizzazione degli acquisti. Le sanzioni applicate, sono state signicative posto che, a fronte di un bando di gara per un valore di circa 8.885.000,00 euro oltre IVA sono state comminate sanzioni variabili da un minimo di 141.000,00 euro ad un massimo di 3.953.000,00 euro.

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Eventi
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Palazzina ANMIG - Salone Valente, Via Freguglia 14 10 Ottobre 2011, ore 14.30 18.30 Una nuova stagione delle relazioni industriali: lAccordo Interconfederale 28 giugno e la manovra economica di agosto Relatore: Avv. Giacinto Favalli Programma
Milano,Circolo

del Commercio, Corso Venezia 51

11 Ottobre 2011 La remunerazione del Management: quadro normativo e focus sulle problematiche contrattuali Relatore: Avv. Vittorio Provera Programma
Napoli,Hotel

Royal Continental 29 Ottobre 2011, ore 11.30 Convegno Nazionale AGI 2011 DIRITTO SINDACALE ANNO ZERO? LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA TRA SISTEMA E ATTUALIT Tavola Rotonda: Rappresentanza, rappresentativit e contrattazione collettiva Relatore: Avv. Giacinto Favalli Programma
Milano,Spazio

Chiossetto, Via Chiossetto 20 24 Novembre 2011, ore 15.30 Tavola Rotonda T&P: Dirigenti e Amministratori Relatori: Avv. Giacinto Favalli, Avv. Vittorio Provera, Avv. Giorgio Molteni, Dott. Leonardo Mottolese, Avv. Francesco Autelitano, Avv. Claudio Ponari Programma

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Rassegna Stampa

Il Mondo: 23/09/11 Articolo 8, strada stretta tra eccezioni e dubbi Intervista a Stefano Trir Newsletter - AIDP: N18 Settembre 2011 Il distacco del lavoratore straniero in Italia di Giacinto Favalli Il Sole 24 Ore: 06/09/11 unapertura, non va data una valenza ideologica Intervista a Giacinto Favalli DirittoBancario.it: 08/09/11 twitter @DirittoBancario Modica unilaterale del tasso: il Tribunale blocca la banca di Francesco Autelitano Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 06/09/11 twitter @Diritto24 Lavori usuranti: laccesso anticipato al pensionamento di Vittorio Provera FinanzaEDiritto.it: 07/09/11 - 19/09/11 twitter @editricelefonti Larticolo 8 cancella lo Statuto dei Lavoratori? A che serve il sindacato oggi? Intervista a Stefano Trir JOBtalk - JOB24 - Il Sole 24 Ore: 01/09/11 twitter @24job Tutela delle lavoratrici, licenziamento causa matrimonio e pubblicazioni intempestive: sentenza in Cassazione di Stefano Beretta iContratti: 8-9/2011 I derivati conclusi dagli operatori qualificati: interesse del cliente e contratto unitario di cooperazione Commento di Francesco Autelitano

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Realizzazione Newsletter: Emanuela Zocchi


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