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L'Erbario di Officinaverde

Nome comune: Edera comune


Nome scientifico: Hedera helix L. Classe: Magnoliopsida Sottoclasse: Rosidae Ordine: Apiales Famiglia: Araliaceae

Descrizione
(Da Roberto M. Suozzi : Dizionario delle erbe medicinali-Grandi Tascabili Economici Newton) Inglese:Ivy. Francese:Lierre grimpant. Tedesco:Gemeiner Efeu. Spagnolo:Hiedra comn. L'edera un suffrutice rampicante sempreverde che si attacca a tronchi, muri, rocce con le sue numerosissime radichette avventizie; la si ritrova facilmente in tutta Italia, soprattutto in quelle zone caratterizzate da un clima fresco, a tutte le altitudini. Fiorisce in autunno e fruttifica in primavera; non una pianta parassita. Ha rami fioriferi non radicanti e foglie a contorno ovato, acuminato e romboidale. Presenta fiori giallo-verdastri raccolti in ombrelle, il frutto globuloso e pu essere di colore nero o giallo. Note storiche - Simbolo di amore e di amicizia. Plutarco ci dice che conferiva al "sacerdote" furore profetico. Bacco (vittorioso e profetico) ne cinto; e se ne cinse anche Alessandro dopo la sua spedizione nelle Indie. Posta sulle porte delle caverne scongiura, come la quercia, i mali del vino. Campana consigliava dell'edera arborea, o ellera, le foglie e la gomma resina e affermava che "La gomma resina, che geme dai tronchi delle vecchie Ellere, comunemente chiamata gommoedera; odorosissima, di color giallo rosso, in piccoli grumi untuosi, invecchiando cresce di colore e perde odore. Le foglie pi grandi e giovani, siccome si seccano adagio servono per cuoprire i canterij; si usano anche in decotto, e hanno virt deprimente o controstimolante".

(Da Giorgio De Maria : le nostre Erbe e Piante Medicinali - Fratelli Melita Editori) Nomi dialettali Llusa (Lig.) Brassabosch (Piem.) Lgabosch (Lomb.) Rampighina (Ven.) Elare (Fri.) Irula (Carnia) Edera (Tosc.) Laeddra (Em.) Lndolo (Marc.) Lllera (Abr.) Ellera (Camp.) Arella (Bas.) Chisso (Cal.) Arddara (Sic.) Era de murus (Sard.) L'Edera una pianta rampicante, comunissima sui muriccioli di campagna, sui tronchi di alberi cui si abbarbica tenacemente con minuscole e numerose appendici radiciformi.

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Ha foglie sempreverdi,persistenti durante l'inverno, molto decorative. Nonostante il suo aspetto non pianta parassita perch non sugge la linfa della pianta che la ospita, ma se ne seve soltanto come elemento di sostegno e di base per il suo sviluppo, tutt'al pi con il suo intreccio vigoroso pu nuocere a piante meno resistenti prevalendo su di esse. Le sue bacche sono considerate velenose, anche se in passato venivano usate come energico purgante, mentre le foglie sono terapeuticamente valide per lenire i dolori causati da scottature e piaghe della pelle. Per uso interno sono valide sotto forma di infusi nei casi di tossi ribelli. Habitat: Comune nei luoghi ombrosi di tutta l'Italia, fino a 1000 m.

Propriet
(Da Roberto M. Suozzi : Dizionario delle erbe medicinali-Grandi Tascabili Economici Newton) Parti usate - Foglie e rametti; i frutti (piccole bacche nere) sono velenosi. Componenti principali - Saponine triterpeniche (ederacoside A), rutina (flavonoide), una sostanza ad attivit estrogenica, fitosteroli, zuccheri, carotenoidi, acido caffeico e clorogenico. Indicazioni terapeutiche - Balsamica, espettorante, calmante della tosse. Internamente la si pu utilizzare in estratto fluido o tintura; se ne sconsiglia, per, tale uso, in quanto l'edera presenta problemi di tossicit.Utilizzata esternamente, in pomate, estratti, cataplasmi, la si impiega come analgesico su dolori causati da malattie reumatiche, per favorire la cicatrizzazione di ferite e piaghe. E' stata anche segnalata un'azione anticellulitica. Per preparare un buon aceto da bagno, utile nella cellulite, prendete 30 grammi di foglie, 10 grammi di menta e 10 grammi di betulla. Lasciate macerare il tutto in un litro d'aceto bianco per dieci giorni, quindi filtrate. Aggiungete 200 cc dell'aceto preparato all'acqua del bagno; oppure, se preferite, massaggiate per cinque minuti, con una garzetta imbevuta dell'aceto, i punti che presentano cellulite. Tossicologia - E' velenosa tutta la pianta, e i frutti costituiscono la parte pi velenosa; l'intossicazione si pressenta con nausea e vomito. L'evoluzione pu essere uno stato di coma con depressione respiratoria.

(Da Giorgio De Maria : le nostre Erbe e Piante Medicinali - Fratelli Melita Editori) Propriet: Sedative dello stimolo della tosse, espettoranti, antinevralgiche, anticellulitiche.. Fioritura: Maggio-Novembre. Tempo balsamico: Luglio. Parti usate: Le foglie da essiccare all'ombra. Componenti principali: Saponosidi (ederina), flavonoidi (coloranti gialli e rossi), acido caffeico e clorogenico. Preparazioni Decotto (Tossifugo, antinevralgico):Far bollire per 5 minuti 5 gr. di foglie in un litro d'acqua. Filtrare il liquido e consumarlo a bicchierini (due al giorno) lontano dai pasti. Cataplasma (Scottature e piaghe infette):Far bollire 10 gr. di foglie fresche in due litri di acqua. Lasciare intiepidire la preparazione, poi stendere le foglie su una garza e questa sulla scottatura; il liquido restante, conservato in una bottiglia, servir per lavare la piaga provocata dalla scottatura. Uso cosmetico:Una manciata di foglie infuse nell'acqua calda d un bagno astringente e sedativo valido anche per eliminare la cellulite. L'infuso di foglie ottenuto da una manciata in due litri d'acqua pu essere usato per risciacquare i capelli dopo lo shampoo per renderli pi lucidi e scuri.

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