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Che cosa è il “SILENZIO ASSENSO” ?

Il Consiglio dei ministri ha approvato in data 24 no-


vembre 2005 la Riforma della Previdenza com-
plementare. Con queste disposizioni si disciplina la
destinazione del Tfr ai fondi pensione complementa-
ri, attraverso il meccanismo del silenzio-assenso. Questa pubblicazione curata dal Coordinamento Personale
La novità partirà dal 1° gennaio 2007. Viaggiante del trasporto regionale Lazio , ha tratto il materiale in-
Da questa data scatterà il decorso dei sei mesi ( ul- formativo dai siti internet :
timo giorno utile il 30 giugno 2007 ) entro i quali il
lavoratore, dovrà scegliere attraverso una comu- Http :\\ italia.attac.org (mandiamo i fondi in pensione ) ;
nicazione scritta al datore di lavoro , se destinare www.controloscippodeltfr.org ;
o meno il Tfr ai fondi per la pensione integrativa. www.rdbcub.it/2005_tfr.htm ;
In mancanza di comunicazione, scatta il meccani- www.tfr.gov.it/tfr/hometfr.htm ;
smo di silenzio-assenso e il Tfr finisce automatica- www.pane-rose.it ;
mente nei fondi per la pensione integrativa. www.cobas.it ;
www.adusbef.it ( la rubrica curata da Mauro Novelli );
www.sult.it ;
Che cosa deve fare chi già ha aderito ad un “ FONDO www.report.rai.it ,
PER LA PENSIONE INTEGRATIVA” ?
Come abbiamo già detto, con l'entrata in vigore della nuova normativa le modalità di Ringraziamo le mailing list :
accesso alla previdenza complementare cambieranno, nel senso che i lavoratori che Ferrovieriinlotta@yahoo.it ;Obzudi@googlegroups.it ; Slai Cobas ALFA ROMEO ;
attualmente non sono iscritti a un fondo pensione e che non intenderanno aderirvi lo
dovranno dire esplicitamente (entro 6 mesi dall'assunzione oppure dall'entrata in vi- Per i materiali che hanno inserito nelle loro liste di discussioni , soprattutto per quanto ha scritto
gore del decreto, se già assunti) altrimenti la loro non scelta -il silenzio- sarà "per
Asterisco sulla previdenza integrativa .
legge" interpretata come implicito assenso e si troveranno automaticamente iscritti a
un fondo per la pensione integrativa.
Il Coordinamento Personale Viaggiante del trasporto regionale Lazio ha solo messo insieme tutto il
Questa nuova normativa ha conseguenze anche per i lavoratori che già partecipano
ai fondi pensione e che erano già assunti antecedentemente la data del 29 a-
materiale per proporlo ai lavoratori , realizzando così un’opera di controinformazione .
prile 1993 (gli aderenti ai fondi pensione assunti dopo la data indicata versano già
tutto il TFR maturando). Le moltitudini che vivono in questo paese , dimostrano in continuazione di avere fantasia e idee ,
soprattutto hanno capito quanto le lobby politico – affaristico le stiano raggirando con questa enne-
Questi (assunti antecedentemente la data del 29 aprile 1993) sima trovata . Il tutto in nome di un MODERNISMO che leva i diritti , mettendo in competizione le
versano al fondo solo una parte del TFR maturando cioè 25% lavora- persone uccidendo così il concetto di solidarietà e rendendo tutti più deboli.
tori con 18 anni di servizio al 31/12/1995, 33% lavoratori con meno E’ nostra convinzione che :
di 18 anni di servizio al 31/12/1995, mentre il residuo viene accumu-
lato in azienda. “la vita delle persone vale più dei profitti delle

Questi lavoratori, entro 6 mesi dal 1 gennaio 2007( ultimo giorno


imprese e degli equilibri contabili delle teorie
utile il 30 giugno 2007 ), dovranno dire esplicitamente attraverso neoliberiste”.
una comunicazione scritta al datore di lavoro , se vogliono che la
parte residua del TFR maturando continui ad essere accumulata pres-
so l'azienda, in caso di "silenzio", verrà automaticamente versata al Diciamo no al TFR
fondo pensione a cui già partecipano.
nei fondi pensione !

2 19
Stralcio del documento del :
Comitato Nazionale per la difesa della pensione pubblica e del TFR IL RENDIMENTO DEL TFR E’ SICURO
Il sistema previdenziale italiano deve rispondere a quanto stabilito dall’articolo 38 della Costituzione Repubbli- QUELLO DEI FONDI PER LA PENSIONE INTEGRATIVA E’ A RISCHIO
cana che garantisce ai lavoratori mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invali-
dità, vecchiaia e disoccupazione involontaria. Questo non può essere assicurato attraverso le forme incerte,
aleatorie e rischiose del sistema di finanziamento a capitalizzazione proprio della cosiddetta previdenza com-
plementare privata.Le ipotetiche e niente affatto probabili speranze di alti rendimenti, che i fondi stessi cercano
di attribuirsi nella speranza di attirare i lavoratori, sono legate alla capacità dei mercati finanziari di lucrare sullo E’ bene qui precisare che i due regimi
sfruttamento degli stessi lavoratori e dei paesi poveri del mondo . (TFR –Fondi Pensione ) differiscono so-
pratutto per la modalità di determinazio-
Affermare che bisogna tornare a tagliare le pensioni è ora, come lo era ieri, tanto suggestivo quanto infondato.
Garantire il soddisfacimento dei bisogni dei pensionati del futuro è cosa che riguarda il lavoro e niente affatto le ne della rivalutazione (o rendimento).
disponibilità di denaro.Ridurre la spesa previdenziale non è una necessità oggettiva, ma è un dictat imposto
dalle politiche economiche neoliberiste, che in questi anni hanno trasferito gran parte del reddito dal lavoro alla
speculazione finanziaria.Su un tema come questo, come su qualunque altra questione che riguarda le condi- I. Il Tfr in azienda è remunerato a un tasso pre-
zioni di vita dei lavoratori, nessun accordo, patto o memorandum può essere sottoscritto senza la preventiva determinato che offre una parziale garanzia di
consultazione dei lavoratori stessi.Consultazione che deve essere realizzata attraverso forme che garantisca- rendimento reale, dal momento che gli accantona-
no la democraticità della stessa, sia nell’informazione plurale fornita ai lavoratori e sia attraverso le procedure menti sono remunerati all’1.5% più il 75% del
adottate, a partire dalla partecipazione delle diverse opzioni in campo al controllo e alla verifica delle operazio- tasso di variazione dei prezzi.
ni di voto e di scrutinio. II. Nel caso dei fondi pensione e delle polizze previdenziali, la remune-
razione dipende dall’esito dell’investimento nei mercati finanziari con il
Ciò premesso, il Comitato nazionale per la difesa della pensione pubblica e per il diritto dei lavoratori a dispor- rischio che grava sui partecipanti. Non vi è nessuna certezza circa il li-
re liberamente del proprio TFR, è promotore di una iniziativa per:
vello di rendimento conseguibile .
Esprimere il dissenso dei lavoratori al trasferimento del TFR nei fondi,
Si tratta di un aspetto molto importante. Infatti, il Tfr è adatto a svolge-
Ripristinare la pensione pubblica, calcolata con il metodo retributivo, re la funzione di serbatoio di liquidità. In particolari circostanze, come
nel caso di acquisto di una casa, di spese mediche o cambio del posto di
Agganciare le pensioni alle dinamiche salariali, lavoro, il lavoratore può riscuotere il Tfr e grazie alla modalità di rivalu-
tazione è praticamente immune da cattive sorprese circa il suo ammon-
Separare la previdenza dall’assistenza, finanziando quest’ultima attraverso la fiscalità generale, tare.
Al contrario, nel caso di partecipazione a una forma
Prevedere forme di copertura previdenziale per i periodi di non lavoro dei lavoratori precari,
pensionistica complementare, il partecipante sopporta il
Prevedere per il TFR, lo stesso trattamento fiscale riconosciuto ai fondi, , peso del rischio finanziario, conseguentemente si dovrà
prestare particolare attenzione alle modalità di investimento
incrementare il tasso di rivalutazione del TFR, dei contributi versati , tenendo conto dei caricamenti ovvero
delle spese che i “GESTORI” dei Fondi pretendono a
Istituire presso l’INPS un fondo di riserva per le pensioni. ricompensa del servizio prestato.

Vogliono un mese all’anno del tuo salario per giocarlo


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Da Berlusconi a Prodi , a pagare sono sempre i lavoratori ! Riepiloghiamo i motivi per i quali riteniamo il sistema della previdenza
complementare una truffa.

Innanzi tutto il presupposto della legge è un falso.


Le riforme pensionistiche degli ultimi decenni hanno avuto come obiettivo Anche nel nuovo regolamento, approvato il 24 novembre 2005, all’art.1 si affer-
la riduzione delle pensioni pubbliche e l’inasprimento dei requisiti neces- ma che il “fine della legge è di assicurare più elevati livelli di copertura previden-
sari per accedervi. Questo processo è partito con la riforma Amato, pas- ziale”. Si noti la differenza attraverso l’uso del verbo “assicurare” piuttosto di
sato per le riforme Dini, Prodi per arrivare alla riforma Berlusconi ed “garantire.
ai suoi decreti attuativi L’attacco alle pensioni è avvenuto principalmente su due assi Questa menzogna ha le gambe corte, non solo perché lo scopo evidente ed e-
l’innalzamento dell’età a cui si accede alla pensione 65 anni per gli uomini e 60 per le sclusivo della controriforma è di trasferire una parte dei redditi da lavoro dipen-
donne e la riduzione della pensione percepita.In prima battuta, la riforma Amato ve-
dente ai mercati finanziari (altrimenti la previdenza sarebbe garantita), ma anche
niva allargato il periodo lavorativo sul cui livello salariale calcolare la pensione come
perché se si volesse veramente elevare le coperture previdenziali, basterebbe
sua percentuale. Successivamente, dalla riforma Dini, con il passaggio al sistema con-
semplicemente garantire una quota adeguata di pensione, attraverso l’INPS,
tributivo. Questo sistema, che fa dipendere la pensione percepita dai contributi indivi-
duali versati durante la vita lavorativa, determina un notevole abbassamento del
senza la necessità di creare una serie di costosissime strutture che non garanti-
tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra la prima pensione e l’ultimo stipen- scono nemmeno la restituzione dei contributi versati. Non ci sarebbe stato biso-
dio del lavoratore. Con il sistema contributivo a regime le cifre ufficiali ci parlano di gno della scandalosa opera mediatica che coinvolge quasi tutte le istituzioni, sin-
una pensione che, rispetto al 80% garantito dal sistema contributivo, sarà per i lavo- dacato compreso.
ratori dipendenti pari al 50 - 60% dell’ultimo stipendio per i lavoratori dipendenti e del Ma facciamo un altro esempio di come si sarebbe potuta risolvere la questione
30 - 40% per i lavoratori autonomi. Questo senza contare che periodi di disoccupazio- senza dirottare le risorse nei mercati finanziari mondiali, assolutamente inaffida-
ne o di lavoro precario riducono ulteriormente in maniera sensibile l’entità della pen- bili.
sione percepita Non era più semplice e molto meno costoso approfittare del fondo unico nazio-
nale di tutti i lavoratori (L’INPS) già esistente ed investire i contributi in sicuri titoli
Inoltre con la riforma Amato veniva soppressa l’indicizzazione delle pensioni ai salari, di stato del tipo per fare un esempio del:
quindi la loro rivalutazione , lasciando unicamente l’indicizzazione ai prezzi. Questo BTPi scadenza 15/09/2014, cod.IT0003625909, dove lo stato garantisce agli in-
comporta, con il passare del tempo, una ulteriore progressiva perdita del potere vestitori il 2,35 % d’interesse e la rivalutazione al 100% in base all’inflazione eu-
d’acquisto delle pensioni. I risultati sono ormai sotto gli occhi di tutti: una pensione ropea? Più della rivalutazione del TFR!
pubblica che si riduce ad un sussidio di povertà, insufficiente a garantire un La mala fede è evidente.
tenore di vita dignitoso a chi abbandona la vita lavorativa e, per i precari, la
negazione di fatto di una qualsiasi reale prospettiva pensionistica.L’alternativa Le finalità truffaldine sono ancora più evidenti nel comma 2 dell’art. 1 della leg-
che, a partire dalla riforma Dini, viene delineata si fonda sul cosiddetto sistema a tre ge, dove si dichiara che “l’adesione alle forme pensionistiche complementari
pilastri . disciplinate dal presente decreto è libera e volontaria”.
Sarebbe libera e volontaria se lo stato garantisse ai giovani lavoratori una pen-
Il 1° pilastro: pensione pubblica finanziata con il sistema contributivo a ripartizione
sione dignitosa. Ma come abbiamo constatato, la controriforma previdenziale
Il 2° pilastro: pensione complementare. Ricavata dalla gestione dei contributi che i la- garantisce pensioni medie che difficilmente arriveranno al 40% dell’ultimo sti-
voratori conferiscono ai fondi pensione e che vengono amministrati tramite gestori fi- pendio.
nanziari. Con la previsione di una pensione da fame come può essere l’adesione libera e
volontaria?
Il 3° pilastro: pensione integrativa individuale: E’ il risultato degli investimenti dei sin- Con il ricatto dell’estromissione alla pensione complementare e ai contributi a-
goli cittadini destinato a scopi previdenziali simile al secondo pilastro, tranne per il suo ziendali nel caso non si accetti di destinare l’intera indennità di fine rapporto al
carattere esclusivamente individuale fondo pensionistico, come può essere l’adesione libera e volontaria?

La creazione di questo sistema creava un grave problema: per far decollare i Cosa vi consigliamo?
fondi pensione e contemporaneamente continuare a pagare le pensioni pub-
bliche è necessario che l’attuale generazione di lavoratori paghi due volte le Innanzi tutto consigliamo ai lavoratori interessati a non aderire alla previdenza complementare
pensioni: una prima volta per le pensioni pubbliche basate sul sistema a ri- e di tenersi stretto il trattamento di fine rapporto ( tfr ).
partizione degli attuali pensionati; una seconda volta per creare il capitale
della propria pensione integrativa. Per ovviare agli evidenti problemi che In secondo luogo di far sentire la propria voce all'interno di sindacati e partiti politici per
4 avrebbe comportato un rilevante aumento di contributi è stata trovata una so- creare un movimento di pressione tale da assumere rilevanza mediatica . 17
luzione nel trasferimento del TFR nei fondi pensione.
L’origine della grande truffa
Il primo atto porta la data del 21 aprile 1993. E’ il decre-
to legislativo numero 124, preparatorio della cosiddetta
riforma della previdenza complementare o integrativa. Il TFR è parte del salario dei lavoratori che viene nel tempo accantonato pres-
Fino a quella data esistevano limitati esempi di previ- so il datore di lavoro. Alla fine di ogni rapporto lavorativo tale somma viene
denza integrativa. Per lo più sorti da vecchi accordi fra restituita al lavoratore, rivalutata ad un tasso annuo dell’1,5% più il 75%
sindacati e alcuni grandi istituti di credito e aziende a dell’inflazione, e diventa un importante ammortizzatore sociale da utilizzare nei
capitale pubblico che si proponevano l’integrazione ga- passaggi da una occupazione ad un’altra. Questo è diventato sempre più vero
rantita della pensione di vecchiaia a 100% dell'’ultimo negli ultimi anni con l’aumento della precarietà e della flessibilità nel mondo
stipendio percepito prima del pensionamento. del lavoro e della mobilità nella vita dei lavoratori.
Una previdenza garantista che aveva dato soddisfacenti
Nonostante le pressanti campagne messe in atto, con l’appoggio ed il protago-
risultati.
nismo anche dei sindacati concertativi. Nonostante i vari incentivi posti in es-
Il lavoratore versava una quota mensile dello stipendio sere, come un versamento nei fondi di un ulteriore quota da parte del datore
(1-2%) e altrettanto faceva l’azienda. Il trattamento di di lavoro- risorse che tra l’altro saranno ovviamente sottratte da quelle dispo-
fine rapporto era escluso dalla trattativa e rimaneva in- nibili per la contrattazione - solo una minoranza di lavoratori ha conferito vo-
teramente al lavoratore che lo incassava in unica solu- lontariamente il proprio TFR nei fondi pensione.
zione al momento del pensionamento. Bastava questa
quota per garantire, dopo 40 anni di lavoro, il 100% dell’ultimo stipendio. L’80% era Di fronte a queste difficoltà, il governo Berlusconi prima e quello Prodi poi in-
corrisposto dall’INPS e ben il 20% dal fondo aziendale. sieme alle organizzazioni sindacali concertative hanno escogitato una vera e
Il fondo era gestito direttamente dall’azienda secondo la vecchia normativa, che propria truffa ai danni dei lavoratori: la delega sul conferimento, mediante
prevedeva la tassativa esclusione dell’investimento in titoli azionari e speculati- il meccanismo del silenzio-assenso, del TFR ai fondi pensione ed il suc-
vi. Le somme raccolte potevano essere investite solamente in immobili e titoli di stato. cessivo decreto attuativo, Nonostante Berlusconi abbia perso le elezioni ed
La controriforma del 1993 voluta apparentemente per tagliare la spesa previdenziale, al suo posto si sia insediato il Leader del centro-sinistra Prodi nulla è cambia-
attraverso la drastica riduzione delle pensioni future rivelava un altro obiettivo da rag- to , anzi c’è stata un’accellerazione e i lavoratori avranno tempo sei mesi
giungere attraverso il D.M. 21 novembre 1996 dal titolo: “ Regolamento recante norme dall’inizio del 2007 ( anziché dal 2008 ) per esprimere il proprio diniego,
sui criteri e sui limiti d’investimento delle risorse dei fondi pensione e sulle regole in nell’eventualità di una non presa di posizione, il TFR verrà automaticamente
materia di conflitto d’interesse”. inglobato nei fondi di categoria.
Lo scopo è palese, basta leggere l’art.1 che stabilisce la tipologia degli investimenti
E’ del tutto evidente il percorso totalmente antidemocratico e che si
possibili. L’investimento diretto in immobili è escluso e al suo posto entrano tutti
basa sostanzialmente non su una consapevole adesione, ma su un
i possibili investimenti finanziari esistenti, compresi quelli ad altissimo rischio, meccanismo truffaldino che si regge sulla disinformazione (o meglio
che negli articoli successivi sono giustificati come forme assicurative. Quindi il mal’informazione a senso unico), sulla dilatazione dei tempi, sulla di-
gestore autorizzato può investire in obbligazioni private, in azioni, in derivati e strazione dei più, sul coinvolgimento della componente istituzionale a
opzioni, in contratti di scambio pronti contro termini (swaps), in altri fondi aperti favore di tale esito.
e chiusi, cambiali finanziarie, perfino quote di società a responsabilità limitata. In
un modo o nell’altro può investire ovunque, dal Giappone all’America. Da questo punto di vista l’operazione di ribasso delle aliquote di tassazione
Risulta palese lo scopo principale della riforma: lo sviluppo dei mercati finanziari per il TFR che i lavoratori conferiranno nei fondi pensione, oltre a costituire
un’odiosa discriminazione rispetto a quei lavoratori che decideranno di tenersi
internazionali.
il TFR, sottende una logica neoliberista ed individualistica per la quale vengono
Una decisione presa a livello soprannazionale nell’interesse esclusivo delle grandi lob-
tagliate le protezioni dello stato sociale in cambio di qualche soldo ai lavoratori
bie finanziarie mondiali. La dimostrazione evidente è che il cambiamento avviene quasi
con cui si dovranno arrangiare poi da soli.
contemporaneamente in quasi tutti i paesi che si riconoscono nei valori del capitalismo.

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Legato a questo discorso c’è il problema della mancata indicizzazione della
pensione maturata con i fondi rispetto a quella pubblica. Se quest’ultima,
dopo le riforme degli anni ’90 non è più indicizzata con i salari, rimane tut-
Dal 1° gennaio 2006 aumenta ancora la tassazione tavia indicizzata ai prezzi. I fondi pensione invece per loro stessa natura
del TFR di 310 euro; questo perchè viene meno la non prevedono alcuna forma di indicizzazione o di tutela in caso di periodi
detrazione fiscale annuale di 61,97 euro in vigore dal di alta inflazione.
1-1-2001. E chi in futuro ritirerà il Tfr dovrà pagare
61,97 euro di tasse in più per ogni anno lavorato. Da questo punto di vista più che di “pensione integrativa” appare più corretto par-
Questo ultimo aumento delle tasse è una conseguen- lare di investimenti finanziari effettuati con la speranza di rimpolpare almeno un
za dell’art. 11, comma 5 del decreto legislativo 47- po’ una pensione pubblica da fame.
/2000 del Governo D’Alema, e fa seguito a un altro
aumento delle tasse sul Tfr messo in atto dal 1-1- Alla luce delle considerazioni precedenti appare evidente che la
2003, quando il Governo Berlusconi ha portato discussione che si è creata attorno alla delega per la riforma delle
l’aliquota di tassazione del Tfr per i redditi medio- pensioni ed ai suoi decreti attuativi tra la lobby delle assicurazioni e
bassi dal 18 al 23%, con un aumento delle tasse del la lobby dei fondi chiusi non risolve il problema di come assicurare
30% !
una pensione dignitosa ai lavoratori. Aldilà di indirizzi politici di ge-
In questi ultimi anni, in barba alle balle sulle clausole di salvaguardia e sulla dimi- stione più prudenziali da parte dei fondi pensione negoziali e dei
nuzione delle tasse - rese operative solo per i padroni e i redditi alti - sono raddop- minor costi di gestione, i gestori che praticamente operano nei mercati finanziari
piate le tasse sulla liquidazione. sono gli stessi per tutte le tipologie dei fondi, cosi come le condizioni in cui opera-
Questo è stato fatto in modo preordinato da parte di entrambi gli schieramenti poli- no e la necessita di ottenere rendimenti. Tanto più in quanto la necessità di com-
tici, con l’obiettivo di costringere i lavoratori a dare tutto il TFR agli speculatori di petere con gli altri fondi e prodotti assicurativi e finanziari li porta ad assumerne
borsa, ai finanzieri d’assalto, alla Confindustria, ai sindacati di Stato e ai loro Fondi tipologie similari, come si vede con il passaggio ai cosiddetti fondi multicomparto.
Pensione privati.
Di fronte a questa situazione si pone il problema di rompere il circolo vizioso delle politiche
TASSE SUL TFR: CRONACA DI UN COLOSSALE FURTO AI DANNI DEI LAVORATORI neoliberiste e porre in modo chiaro un fondamentale ordine di priorità: la vita delle perso-
ne vale più dei profitti delle imprese e degli equilibri contabili delle teorie neoliberiste. Dob-
1. 1985<. Dopo una sentenza della Corte Costituzionale biamo cominciare a dire che il livello dei profitti non è intangibile Diventa quindi prioritario
che obbligava ad abbassare le tasse sulla liquidazione, assicurare una pensione dignitosa ai futuri pensionati.
fu approvata la legge 482 del 1985 con la quale veniva
stabilito che per ogni anno di lavoro, 500.000 lire di li- Da questo punto di vista l’unica soluzione che garantisca ai lavoratori una pensione certa
quidazione erano esenti dalle tasse. e dignitosa non può che essere una pensione pubblica, fondata sul sistema retributivo a
Con le aliquote di quegli anni, il TFR aveva una tassazio- ripartizione, che garantisca una pensione che sia almeno l’80% del salario percepito pre-
cedentemente e che con contributi figurativi dia una pensione dignitosa anche a coloro
ne del 12-15% circa.
che hanno avuto periodi di lavoro precario o di prolungata disoccupazione. Eventuali costi
2. 1° gennaio 1998. Il governo Prodi cambia gli scaglioni e le aliquote fiscali, dovrebbero essere finanziati tramite un prelievo sulle rendite. Ma perché ciò avvenga dob-
biamo opporci al conferimento del TFR nei fondi pensione.
aumentando notevolmente le tasse sul TFR.
Non solo: dal 1985 al 1998 le 500.000 lire annue esenti da tasse non sono Lanceremo quindi una campagna perché dal 1 gennaio 2007 al 30 giugno 2007 i lavorato-
mai state adeguate all'inflazione. Questo mancato adeguamento si è tradot- ri respingano il conferimento del TFR ai fondi pensione, tramite la loro manifesta volontà
to in milioni di tasse in più che ci sono state sottratte dalla liquidazione. di non aderire ai fondi per la pensione integrativa.
Solo nel 1998 c’è stato un piccolo adeguamento a 600.000 lire della quota
annua esente. Dobbiamo da subito costruire una legge di iniziativa popolare sulle pensioni. Necessaria
Questo inganno fu fatto nel silenzio generale, con il furto di incredibili cifre per completare in positivo la campagna, necessaria per tutti coloro che con le nuove mo-
ai danni dei lavoratori. dalità di calcolo delle pensioni, necessaria per indicare che un alternativa è non solo ne-
cessaria ma anche possibile.
Costruire una proposta che ci consenta di creare consapevolezza e mobilitazione su
6 questo tema e sugli aspetti paradigmatici che esso sottende. Ponendo al centro i bi- 15
sogni sociali che in questa fase il capitale non soddisfa.
3. 1° gennaio 2001. Il governo D’Alema stabilisce con
una legge che il Tfr maturato fino al 31 dicembre
Potrebbero più convenientemente essere investiti dal proprietario in titoli di Stato. 2001 continuerà ad essere tassato col vecchio mec-
In periodi di tassi di mercato attorno al 2 o 3 per cento, con inflazione conseguen- canismo, senza rivalutare le 600.000 lire di esenzio-
temente bassa, il prestito del TFR è remunerato ad un tasso che non si discosta ne;
molto dai rendimenti dei titoli di Stato. Ma in periodi di alta inflazione quel rendi- per quanto riguarda il Tfr che matura dal 1° gennaio
mento risulta ridicolo. Ad esempio, nel 1982 i Bot rendevano il 18 per cento; 2001 in poi, D’Alema elimina la detassazione di
l’inflazione era di poco superiore. Col dicembre 1983, il monte TFR (1982 e prece- 600.000 lire per ogni anno di lavoro!!
denti) fu rivalutato dell’ 11,064 per cento: semplicemente ridicolo.Abbiamo calcola- Fu provvisoriamente fissata una detrazione d’imposta di 120.000 lire
to la differenza tra il risultato del meccanismo di remunerazione come definito dall’ (91,87 euro) per ogni anno di lavoro, detrazione che sarebbe decaduta
art. 2120 del c.c., e quello che sarebbe accaduto se quelle somme fossero state all’entrata in vigore della “riforma del Tfr, e comunque “entro il 31 di-
investite dal proprietario in titoli di Stato. Abbiamo preso, anno per anno, il rendi- cembre 2005”.
mento dei BOT a 12 mesi definito dall’asta di dicembre di ogni anno. La scelta di Dal 1° gennaio 2006 non solo decade la detrazione di 91,87 euro per
questo titolo è derivata esclusivamente dalla disponibilità dei rendimenti storici de- gli anni futuri, ma -in modo retroattivo- sono azzerate le detrazioni dal
gli ultimi 25 anni. Il calcolo della rivalutazione con tali rendimenti è in realtà netta- 1-1- 2001 in poi !!
mente inferiore a quello che si sarebbe ottenuto valutando i rendimenti di titoli più Una conseguenza di tutto ciò è che coloro i quali si sono licenziati l’ 1-
idonei come i BTP, o prendendo come fattore la media dei rendimenti dei titoli di 1- 2006 pagano 310 euro di tasse in più di coloro che si sono licenziati
Stato. il 31-12-2005.
Partendo da 1.000 euro maturati a fine 1981, i risultati della rivalutazione con i due
parametri, mostrano come il risultato del calcolo ufficiale (art. 2120 - comma 4° 4. 1° gennaio 2003. Il Governo Berlusconi cambia gli scaglioni e le ali-
del codice civile) sia di quasi due volte e mezza inferiore a quello ottenuto rivalu- quote fiscali: con l’eliminazione dell’aliquota del 10% c’è l’ennesima
tando con l’applicazione dei rendimenti lordi dei BOT a 12 mesi (aste di fine di- stangata sul TFR, con le aliquote che passano dal 18 al 23%, aumen-
cembre). Nel caso ufficiale, il risultato dal 1981 al 2005 si attesta a 3.234 euro; nel tando le tasse del 30% per i lavoratori a reddito medio-basso.
caso di un investimento in BOT, il risultato giunge a 7.634 euro.
Non inferiamo colla proposta di prendere come parametro di rivalutazione un tasso
Differenza tra tassazione del TFR e dei Fondi per la pensione in-
di mercato, ad esempio il tasso bancario passivo medio applicato agli affidamenti
tegrativa .
bancari ottenuti dalla aziende. Ci limitiamo ad applicare il Prime rate Abi quale pa-
Le prestazioni pensionistiche erogate in forma di capitale e rendita costituiranno reddito
rametro di rivalutazione. Il risultato è pari a 12.139,13 euro, nonostante non sia imponibile solo per la parte che non è già stata assoggettata a tassazione durante la fa-
stato possibile calcolare la rivalutazione del 2005 poiché Abi ha cessato le rilevazio- se di accumulo (sono esclusi dunque i contribuiti non dedotti e i rendimenti già tassati).
ni col dicembre 2005.
La parte imponibile delle prestazioni pensionistiche in qualsiasi forma erogata sarà tas-
COMPARAZIONE DEI RENDIMENTI sata nella misura del 15%, che si ridurrà di una quota pari allo 0,30% per ogni anno di
partecipazione successivo al quindicesimo, fino ad un massimo del 6%. L’aliquota appli-
Dal 2000 al 2002 il rendimento dei fondi pensione i Italia è stato zero a cata potrà pertanto scendere sino al 9% dopo trentacinque anni di partecipazione.
fronte di un rendimento del TFR del 14%. Piu’ nel lungo periodo i dati di-
sponibili ci dicono che dal 1999 al 2003 il rendimento dei fondi pensione Tali aliquote sono particolarmente favorevoli se confrontate a quelle previste per il TFR
lasciato in azienda. Il TFR infatti è tassato, in linea generale, con l’applicazione
aperti è stato del 10, 6 %, quello dei fondi negoziali del 16.1% a fronte di
dell’aliquota media di tassazione del lavoratore. Attualmente l’aliquota IRPEF più bassa è
una rivalutazione lorda del TFR del 17.7% Questi dati non tengono inoltre del 23% per i redditi fino a 26.000 Euro, quindi l’aliquota applicata al TFR lasciato in a-
conto del fatto che dai rendimenti dei fondi pensione vanno decurtate tut- zienda non potrà essere inferiore a 23%.
te le commissioni a carico del sottoscrittore, gli oneri vari, i caricamenti
delle polizze assicurative, ecc. che il sottoscrittore è tenuto a pagare indi- Anche le somme percepite a titolo di anticipazione e riscatto saranno tassate unicamente
pendentemente dal risultato conseguito, anche in caso di forte perdita, e per la parte già dedotta dal reddito o non tassata.
che non sono ovviamente presenti nel TFR. Le anticipazioni percepite per sostenere spese sanitarie e le somme percepite a titolo di
riscatto, saranno tassate, come le prestazioni, nella misura del 15% con una riduzione
dello 0,30% per ogni anno di partecipazione a forme di previdenza complementare suc-
Esiste poi il problema legato all’inflazione: nel sistema a capitalizzazione un periodo cessivi al quindicesimo, fino ad un massimo di riduzione del 6%.
di elevata inflazione fa sì che il capitale perda rapidamente di valore, come è avve-
nuto in situazioni iper inflattive nel passato, portando al fallimento e alla crisi molti
fondi pensione e moltissimi lavoratori.
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L’ERGASTOLO DEI FONDI PENSIONE Le principali fonti di investimento sui mercati per i FP sono le azioni ( acquisto
di un pezzo di proprietà della società che le emette) o le obbligazioni ( prestito
La Pensione Complementare di certa somma alla società che le emette)- oltre ai prodotti derivati.
Dal 1° gennaio 2007, si ha diritto alla pensione complementare dopo aver maturato i requisiti di acceso alla Se vediamo l’andamento dei fondi nei mercati azionari internazionali sul lungo
pensione obbligatoria, con almeno cinque anni di iscrizione alla previdenza complementare. L’iscritto può periodo (1921-1996) dell’andamento dei fondi nel 50% dei 39 paesi analizzati
scegliere di percepire la prestazione pensionistica: si è verificato un apprezzamento medio dei fondi dello 0,8%, in Italia è stato
interamente in rendita, mediante l’erogazione della pensione complementare ; vicino allo zero, in altri 17 paesi il tasso è stato addirittura negativo (dati tratti
parte in capitale (fino ad un massimo del 50% della posizione maturata) e parte in rendita. da uno studio di due ricercatori dell’università della California e di Yale). Studi
Nel caso in cui, convertendo in rendita almeno il 70% della posizione individuale maturata, l’importo della sui rendimenti obbligazionari nel lungo periodo, in particolare titoli di stato,
pensione complementare sia inferiore alla metà dell’assegno sociale INPS (attualmente pari a Euro 381,72 hanno evidenziato una grossa variabilità tra periodi con rendimenti notevol-
mensili), l’iscritto può scegliere di ricevere l’intera prestazione in capitale.Le prestazioni pensionistiche mente più alti nell’ Ottocento passato, sfatando la leggenda per cui nel lungo
possono essere cedute, sequestrate e pignorate solo nei casi e nella misura previsti per la pensione periodo i rendimenti crescono costantemente. Nel periodo 1967 - 1990 appaio-
obbligatoria. no considerevolmente più bassi rispetto a quelli che caratterizzano il lunghissi-
Anticipazioni mo periodo, non di rado negativi e con forti variabilità tra periodi e Paesi, così
In determinati casi la legge consente di usufruire di anticipazioni. La somma da anticipare è calcolata sulla come estremamente variabile è la rischiosità. Dal 1999 al 2002 il valore dei
posizione individuale maturata presso il fondo per la pensione complementare, formata dai versamenti effet- fondi pensione a livello mondiale si è ridotto di qualcosa come 2.800 miliardi di
tuati e dai rendimenti realizzati fino a quel momento. dollari
L’iscritto può ottenere l’anticipazione della posizione individuale: in qualsiasi momento della partecipazio-
In sintesi i rendimenti sono fortemente variabili e qualsiasi stima di medio lun-
ne alla forma pensionistica: fino al 75 per cento della posizione individuale maturata per sostenere spese
go periodo si presta a facili smentite.
sanitarie ; dopo 8 anni di iscrizione al fondo: fino al 75 per cento della posizione maturata per l’acquisto e
per la ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé e per i figli; fino al 30 per cento della posizione Vediamo comunque che i fondi pensione non riescono a garantire con certezza
individuale, per ulteriori esigenze dell’iscritto. neppure un rendimento superiore a quello, modesto ma certo, del TFR
Trasferimento Della Posizione Individuale
L’iscritto può trasferire la posizione individuale ad altra forma pensionistica complementare nei seguenti ca-
si: perdita dei requisiti di partecipazione (ad esempio per cambiamento di attività lavorativa); volontaria-
Anche i coefficienti di rivalutazione per il TFR
mente: (cd. portabilità della posizione individuale) Decorsi due anni di iscrizione ad una forma pensionistica hanno i loro problemi ma sono certi !
complementare, l’aderente può trasferire l’intera posizione individuale presso un’altra forma pensionistica I coefficienti che riportiamo qui di seguito determinano la rivalutazione del trat-
complementare sia collettiva che individuale. tamento di fine rapporto maturato nel periodo indicato attraverso
Riscatto della posizione individuale l’adeguamento della quota accantonata al 31 dicembre dell’anno precedente.
L’aderente che prima del pensionamento, perde i requisiti di partecipazione alla forma pensionistica comple- Il calcolo sottostante è previsto dall’articolo 2120 del codice civile (comma 4°
mentare, in alternativa al trasferimento della posizione ad un’altra forma pensionistica complementare, può: novellato - 1982): al tasso fisso definito dal codice pari all’1,5% su base annua,
chiedere il riscatto della posizione, vale a dire la restituzione della posizione individuale accumulata; mante- si somma il 75% dell’aumento del costo della vita per gli operai e gli impiegati
nere la posizione individuale accantonata presso il fondo, anche in assenza di contribuzione accertato dall’ISTAT.
Il riscatto può essere chiesto nei seguenti casi e misure: Al 31 dicembre di ogni anno, la somma complessiva delle quote accantonate,
con esclusione della quota relativa all’anno di calcolo, viene rivalutata mediante
· nel caso in cui il periodo di disoccupazione conseguente alla cessazione dell’attività lavorativa sia tale meccanismo di indicizzazione a base composta (nel senso che non solo le
compreso tra 12 e 48 mesi o in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobili- quote, ma anche gli interessi maturati e capitalizzati sono oggetto di rivaluta-
tà, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, è possibile riscattare fino al 50 per cento zione).
Ribadiamo che le somme maturate nell’anno verranno rivalutate solo il 31/12
della posizione individuale maturata.
dell’anno successivo a quello di maturazione.
· nel caso in cui il periodo di disoccupazione conseguente alla cessazione dell’attività lavorativa sia In conclusione, oltre al regalo di un anno e mezzo di rivalutazione alle aziende
superiore a 48 mesi o nel caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di (infatti, la quota accantonata a gennaio 2003, verrà remunerata dopo due anni,
al dicembre 2004; quella del dicembre 2003 si rivaluterà dopo un anno, sempre
lavoro a meno di un terzo, è possibile riscattare l’intera posizione.
a dicembre 2004. In media un anno e mezzo di tasso zero.), i dipendenti pre-
Nell’ipotesi di decesso dell’aderente prima della maturazione del diritto alla prestazione pensionistica, l’intera stano soldi al datore di lavoro all’ 1,5 per cento più tre quarti dell’inflazione.
posizione maturata è versata agli eredi o alle altre persone indicate dall’iscritto.
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Nello stesso modo impongono ai paesi più industrializzati politiche di rigore
economico che smantellano lo stato sociale e privatizzano i beni comuni.
Spingono alla deregolazione dei mercati ed alla liberalizzazione dei capitali,
Ma ancora più grave è che, con una semplice circolare, la COVIP
(Commissione di vigilanza sui fondi pensione), ha deciso che tutti i Fondi uni-
Operano una gigantesca redistribuzione dal salario e dai paesi cosiddetti in
formino i loro statuti, rendendo irrevocabile, per il lavoratore che
via di sviluppo verso le rendite e i profitti dei paesi ricchi. dall’1/1/2007 vi aderirà, il conferimento del proprio TFR ai Fondi pen-
sione. Quindi, chi, dall’1/1/2007, verserà il proprio TFR ai Fondi pen-
Essi realizzano l’effetto perverso di costringere i lavoratori a spera- sione, non potrà più uscirne, potrà esclusivamente (dopo due anni) cam-
re, per avere rendimenti che consentano loro di godere di una pen- biare Fondo. In caso di licenziamento il lavoratore recupererà la totalità del
sione dignitosa, nello sfruttamento e nel licenziamento d’altri lavo- TFR versato al Fondo solo dopo 4 anni. L’adesione ai fondi si trasforma
ratori e lavoratrici. Uno dei risultati delle riforme delle pensioni è infatti in un vero e proprio ergastolo.
più in generale quello, grazie all’introduzione del contributivo e al ruolo dei
Cgil-Cisl-Uil sono entusiaste; passa, nella Finanziaria, l'affare del secolo:
fondi per la pensione integrativa , di passaggio in questo campo da una
19/21 miliardi di euro annui da amministrare di concerto con i padroni nei
sfera collettiva, in cui vale il principio della solidarietà , alla sfera individua- Consigli di Gestione dei Fondi.
le, ognuno pensa per sé versa i suoi contributi e come investitore nei fondi
pensione deve sperare in risultati delle imprese che lo danneggiano come I Fondi non hanno nulla del carattere solidaristico ed universalistico della pen-
lavoratore. sione pubblica, sono rendite. Per le donne, che hanno una aspettativa di
vita mediamente più lunga, se supereranno una certa soglia di età, la
Questo disegno, che affida l’aspettativa di una pensione adeguata alla vola- “pensione” integrativa automaticamente diminuirà.
tilità dei mercati finanziari, non offre alcuna certezza sull’entità della rendi- Se nel Cile fascista di Pinochet nel 1980 bastarono due decreti per cancellare
ta futura la previdenza pubblica e rendere obbligatori i fondi pensione (…ma non per i
dipendenti delle FF.AA. e dei corpi di polizia), nell’Italia del centrosinistra 2007,
Nessuno è in grado di prevedere, a distanza di 40 anni ( periodo di contri- con il meccanismo-truffa del silenzio/assenso e l’ergastolo
buzione di un lavoratore) se vi sia, e quale sia, il rendimento degli investi- dell’irrevocabilità delle adesioni ai Fondi, si cerca di ottenere lo stesso ri-
menti finanziari effettuati dai fondi pensione .Il rischio finanziario è intera- sultato per movimentare l’asfittico mercato finanziario per la gioia di specula-
mente a carico del lavoratore. I fondi che operano attualmente in Italia non tori d’ogni risma.
prevedono nessuna forma di garanzia di rendimento minimo. Né è casuale che da gennaio 2007, mentre partirà la campagna finanziata
dal governo con soldi pubblici (17 milioni di euro stanziati in Finanziaria), ol-
Solo alcuni fondi aperti prevedono qualche forma di garanzia. ma le tre che dalle aziende e da Cgil-Cisl-Uil-Ugl, per il conferimento senza ritorno
spese e le commissioni sono molto alte, e tali da dissuadere la mag- del TFR ai Fondi privati, si aprirà all’unisono la trattativa a perdere sulla
gior parte degli investitori. previdenza pubblica che verterà (vedi il memorandum siglato da Cgil-Ciisl-
Uil con Confindustria e governo) sulle due questioni centrali
I fondi a prestazione definita non risolverebbero comunque i problemi per i dell’adeguamento del coefficiente di trasformazione per le pensioni a
futuri pensionati. In una fase di bassi rendimenti degli investimenti finan- sistema contributivo, il che comporterà una loro secca diminuzione, e
ziari i questi fondi si trovano ad avere problemi nel pagare le pensioni ai dell’innalzamento dell’età pensionabile. Intanto in Finanziaria vengono
rendimenti promessi. Per ottenere le risorse sufficienti questi fondi aumen- aumentati dello 0,30% i contributi previdenziali a carico di noi lavo-
tano gli investimenti speculativi a maggior rischio con il pericolo di falli- ratori dipendenti.
mento dei fondi, come accaduto negli USA recentemente. Promuovere la previdenza privata, scippando il TFR ai lavoratori, signifi-
ca sottrarre risorse rilevanti alla previdenza pubblica. Cgill-Cisl-Uil,
Il ricorso ai Fondi pensione è stato presentato come il mezzo taumaturgico grandi sponsorizzatrici dei Fondi, saranno in un flagrante conflitto
che consentirà ai futuri pensionati di salvaguardare il loro livello di vita una d’interessi quando andranno a trattare la futura “riforma” delle pensioni.
volta fuoriusciti dal lavoro attivo. Nulla di tutto ciò risponde al vero.

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Emerge quindi che l’obiettivo di queste cosiddette
riforme è quello di operare una redistribuzione so-
Queste controriforme si inseriscono in un panorama interna- ciale di risorse dal salario ai profitti ed alla rendi-
zionale di attacco alle pensioni che ha avuto il suo campo di te - che si presentano fortemente intrecciati - ri-
sperimentazione nella riforma delle pensioni fatta in Cile dal sollevando i margini di profitto in una fase econo-
dittatore golpista Pinocet, con la consulenza dei “Chicago mica che si caratterizza per il permanere di
Boys”, e che è sostenuta dalle principali agenzie neoliberiste un’onda lunga recessiva. E’ evidente d’altronde
internazionali ( FMI, BM, OCSE, Ecc...), dall’Unione Europea e che i mercati finanziari non creano ricchezza, si
da un gran numero di governi, siano essi di destra o social-liberisti Le controriforme limitano a ridistribuirla in maniera fortemente ine-
delle pensioni sono state giustificate con l’argomento delle cosiddette “culle vuote”: guale.
diminuendo la natalità e invecchiando la popolazione sempre più pensionati peseran-
no su meno lavoratori attivi. Esse dunque si inseriscono quindi in un più gene-
Rapporto pensionati/occupati: un falso avvilente! rale processo di attacco al salario - diretto, indiretto e differito - dei lavoratori
e di smantellamento e privatizzazione dello stato sociale. Uno stato in cui le
“Se continua così, tra qualche anno ogni cittadino occupato avrà da mantenere un risorse pubbliche devono andare al sostegno delle imprese e alla realizzazione
pensionato!” E’ la minacciosa previsione di pensionofobi in mala fede, ignoranti o por- delle condizioni migliori perché esse possano realizzare il massimo di profitti,
tavoce di personaggi e poteri interessati. Abbiamo fatto una ricerca, peraltro risultata incluse le politiche repressive e securitarie.
velocissima.
L’Istat e l’Inps pubblicano annualmente una eccellente rilevazione quantitativa sulla E’ in questa logica che si inscrive il rafforzamento del ruolo dei fondi per la
pensioni: “ I beneficiari delle prestazioni pensionistiche”. pensione integrativa
Abbiamo ricavato i dati che seguono dalle pubblicazioni del 2001 e del 2004.
Ebbene, la previsione dei pensionofobi è totalmente infondata. Dal 1997 al 2004 I Fondi per la pensione integrativa, infatti, sono una parte sempre più consi-
(ultimi dati disponibili), il rapporto passa da 78 pensionati ogni 100 occupati, a 72 stente dei cosiddetti “investitori istituzionali”( banche , assicurazioni , sim )
pensionati ogni 100. In otto anni il peso dei cittadini in pensione sugli attivi è diminui- che operano sui mercati finanziari mondiali. Nonostante le speranze di coloro
to dell’8,34 per cento. Il minaccioso rapporto di “uno a uno” è costruito sperando di che vedono in essi una strumento dei lavoratori per incidere nelle scelte delle
avere dei gonzi come astanti. imprese o per orientarle a fini etici, essi non possono non operare con i criteri
Questo ragionamento nasconde gli aspetti reali del problema. Il rapporto tra pensioni di efficienza e le regole che governano tutti gli attori dei mercati finanziari: si
e contributi dei lavoratori attivi è molto più influenzato dal fatto che questi ultimi sono caratterizzano quindi per la ricerca di alti rendimenti a breve termine e per la
ridotti dagli effetti delle politiche neoliberiste: loro necessità di liquidità.
appropriazione da parte delle imprese degli aumenti di produttività, che per-
Perché decidano di investire su un’impresa, questa deve avere livelli di reddi-
metterebbero di pagare pensioni e salari più alti;
tività comparabili ai livelli più alti presenti nei mercati finanziari mondiali.
disoccupazione;
Questo è un ulteriore stimolo per le imprese ad esasperare al massimo i mec-
aumento della precarietà, che determina un minore versamento di contributi ;
canismi che utilizzano per ottenere profitti: intensificazione dello sfrutta-
moderazione salariale, più bassi sono i salari più bassa è la cifra che finisce nelle
mento dei lavoratori, licenziamenti per ridurre costi, sfruttamento di
casse degli enti pensionistici- essendo questa determinata in proporzione al salario;
forme di lavoro precario, distruzione dell’ambiente, evasione ed elu-
riduzione dello stato sociale, che costringe le donne a lavorare meno (o non lavo-
sione delle leggi, delocalizzazione delle imprese in paesi dove le nor-
rare affatto) per accollarsi la cura dei famigliari, diminuendo il tasso di attività;
mative ambientali, fiscali e del lavoro sono più permissive, dove i co-
Le ricette di queste istituzioni e le politiche dei governi negli ultimi decenni non si so- sti del lavoro sono più bassi.
no preoccupate di affrontare questi problemi, ne sono stati anzi le principali respon-
Quando investono nei paesi della periferia, essi concorrono a rafforzare il
sabili Scelgono, dunque, di tagliare le pensioni, riducendo la domanda di beni e la ba-
meccanismo perverso del debito del sud del mondo. Questi paesi, per avere le
se produttiva e, quindi, la possibilità di avere risorse per le pensioni attuali e future
risorse con cui ripagare i creditori vengono costretti dalle istituzioni internazio-
per avere risorse libere per le imprese. In fondo per loro più disoccupazione e preca-
nali alle cosiddette politiche di aggiustamento strutturale: eliminazione di tut-
rietà vogliono anche dire forza lavoro più ricattabile, capacità produttiva in eccesso
te le misure che ostacolino l’apertura totale dei mercati, privatizzazioni sel-
eliminata.
vagge, distruzione dello stato sociale, deregolamentazione, politiche economi-
che che strangolano le fasce di popolazione più povere, distruzione delle

10 economie di quei paesi e ulteriore impoverimento degli stessi . 11