Sei sulla pagina 1di 5

1.

I PONTI
1.1 Nomenclature e tipologie

Si definisce genericamente con il termine di ponte lopera che permette di realizzare la continuit di un percorso carrabile o pedonale che si interrompe per la presenza di una discontinuit morfologica esistente sul terreno attraversato. In funzione del tipo di percorso e del tipo di discontinuit possiamo indicare con termini specifici le diverse opere: Ponte stradale; Ponte ferroviario; Ponte canale; Cavalcavia; Cavalcavia ferroviario; Viadotto; Passerella pedonale.

In questo elaborato prenderemo in considerazione soltanto i ponti stradali; questa denominazione comunque riferita ad un opera con luce superiore ai 6,00m. Le singole parti che compongono un ponte vengono usualmente indicate con termini specifici il cui significato, chiarito qui di seguito: Impalcato: il complesso strutturale che sostiene la via carrabile, ferroviaria o pedonale; Spalle: sono le opere di sostegno e di vincolo dellimpalcato; con tale termine, nelle opere a pi luci si indicano i sostegni di estremit; Pile: sono le opere intermedie di sostegno e di vincolo dellimpalcato negli schemi a pi luci; Luce: lampiezza dellopera in senso longitudinale; con il termine luce netta si intende la distanza fra i paramenti interni delle spalle o delle pile; con il termine luce teorica o di calcolo si intende la

distanza fra i vincoli dellimpalcato; con il termine luce totale si intende la distanza fra i due appoggi o spalle alle estremit opposte dellopera.

1.2 Geometria dellopera

Il ponte, in generale, dovr essere progettato, per quanto riguarda la geometria del piano viabile, secondo le indicazioni fornite dalla seguente normativa: D. Min. delle Infrastrutture e dei Trasporti 5/11/2001: Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade. Sintende per larghezza della sede stradale sul ponte la distanza misurata ortogonalmente allasse stradale tra i punti pi interni dei parapetti. La sede stradale sul ponte composta, di regola, da una o pi carreggiate eventualmente divise da uno spartitraffico, da banchine o da marciapiedi, secondo limportanza, la funzione e le caratteristiche della strada. I marciapiedi laterali, per opere realizzate fuori dai centri abitati, dovranno essere: Da 0,75m di larghezza minima e con ciglio di tipo insormontabile, per strade senza transito pedonale; Da 2,00m di larghezza minima, su almeno un lato dellopera e protetto da sicurvia, se si prevede unapprezzabile transito pedonale. Laltezza da tenere sotto unopera che supera una strada ordinaria di 5,00m, salvo casi particolari, ovvero di 2,50m per sottopasso solamente pedonale.

Quando il ponte interessa un corso dacqua, il progetto deve essere corredato da una relazione idrologica dalla quale si deve desumere il franco (f) da tenere sotto le travi dal livello di massima piena; questultimo da valutare con un periodo di ritorno di 200 anni (piena di progetto). Il manufatto non potr interessare con le spalle e le pile il corso dacqua attivo ed i corpi dargine; qualora fosse necessario realizzare delle pile in alveo, la loro luce minima, ortogonale alla corrente principale, non potr essere inferiore a 40 metri.

2. Tipologie costruttive dei ponti

Limpalcato assume varie configurazioni strutturali in funzione della luce da superare e del materiale adottato per la costruzione, ugualmente accade per le pile e le spalle. In particolare le principali tipologie per limpalcato sono: a) Impalcato a solettone; b) Impalcato a volta; c) Impalcato a travata. Limpalcato a solettone, tipico per le opere di modesta luce, deriva dallo schema primitivo del trilite nel quale, a due ritti di pietra monolitici o murari si sovrappone un lastrone particolarmente robusto.

Lo schema statico di piastra appoggiata su due bordi, se il solettone e le spalle sono strutturalmente discontinue (A), ovvero a telaio, se i tre elementi risultano solidali (B). Questo tipo di impalcato si realizza in cemento armato ordinario o precompresso a seconda delle luci. Limpalcato a volta, classica soluzione per i ponti struttura muraria, costituito da una volta larga quanto la via percorribile che deve sostenere. Il piano di tale via raggiunto compensando la curvatura della volta mediante un riempimento di calcestruzzo magro e di materiale arido (A); una soluzione pi leggera si ottiene realizzando strutture verticali a soluzione pi leggera si ottiene realizzando strutture verticali a spicco dallarco che sostengono un secondo impalcato orizzontale superiore (B). Questa tipologia si presta al superamento di luci sia di modesta entit che di notevole ampiezza; nel primo caso si hanno esempi di volte in calcestruzzo semplice o debolmente armato; raramente si realizzano oggigiorno volte murarie. Nel secondo caso i materiali usati sono il cemento armato ordinario o precompresso e la volta, confrontando lesigua dimensione della larghezza, rispetto alla luce superata, si confonde strutturalmente con un arco. Limpalcato a travata, la forma pi diffusa di impalcato nelle sue varie modificazioni tipologiche, imposte dallampiezza della luce e dalle possibilit tecnologiche dei materiali. Esso deriva dalla tecnica costruttiva dei ponti in legno ed costituito essenzialmente da una superficie piana superiore su cui passa la via percorribile, sostenuta da un grigliato di travi ortogonali fra loro con funzione portante secondaria e primaria. Le luci che si superano con tale tipo di impalcato vanno dalle medie alle grandi luci, per le travi principali si adotta lo schema strutturale a travata reticolare o a travata a parete piena, che nei casi luci particolarmente elevate, possono anche essere sospese o strallate.

La tipologia di impalcato a travata, offre notevoli possibilit architettoniche e statiche quando si adotti come orditura primaria una sola trave: chiaro che questunica trave dovr essere particolarmente robusta: cio molto rigida sia alle azioni flessionali che torsionali; la sezione si configura in tal caso a cassone e pu presentare anchessa, per il superamento di forti luci, schema statico longitudinale sospeso o strallato.