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IL POPOLO VENETO

n.29/2011 Fondato nel 1921 n.29/2011 www.ilpopoloveneto.it Direttore: Emanuele Bellato

IL GOVERNO UNICO DELLE BANCHE


Lattuale crisi finanziaria affonda le radici nella costruzione sbagliata dellEuropa. Bisognava aggregare gli stati tramite la globalizzazione dei diritti e la diffusione della cultura; al contrario si preferito partire dalla moneta unica. LEuropa si fonda quindi su ragioni prettamente economiche. Agli stati nazionali stata tolta ogni residua forma di sovranit sulleconomia e i margini di manovra restano molto ristretti. In Italia, per esempio, questi margini sono serviti per difendere il patrimonio privato di Berlusconi e grazie alle leggi ad personam ad evitargli diversi problemi giudiziari. Per il resto Bruxelles ordina e Roma esegue. Il rischio non pi solo quello del pensiero unico, ma anche del governo unico, della Banca europea e del Fondo Monetario Internazionale. Limposizione del pareggio di bilancio unaberrazione incostituzionale. Si obbligano gli stati a sposare dottrine economiche liberiste. Preoccupa la disponibilit di una certa parte della sinistra a parlarne. Dopo Marx butteranno a mare anche Keynes? La crisi economica, in particolare nel nostro Paese, coincide con la crisi di una destra inetta, sconcia, malandrina guidata da un presidente del Consiglio impresentabile. Nonostante i colpi di coda di una maggioranza ancora pericolosa per la democrazia, lera berlusconiana giunta al capolinea e bisogna cominciare a pensare al dopo. Confindustria e i poteri forti lo stanno gi facendo. La sinistra ha davanti a s una grande opportunit, ma vincer la sfida solo presentandosi in maniera radicalmente alternativa alla destra. Nella nuova Italia la priorit non dovr essere quella di rassicurare i mercati, ma i lavoratori, gli studenti, i disoccupati, i pensionati, i giovani e le donne, e la Costituzione dovr ritornare ad essere la Bibbia laica degli italiani.

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paese Il declino di un uomo e di un paese

di Ivano Maddalena Un passo avanti. Due passi a destra. Ancora un passo avanti. Fidati. Coraggio! Non temere! Eh si! Un passo lungo e ci siamo. Un passo lungo, come lagonia del governo Berlusconi, e lItalia precipita nel baratro. Non scherziamo, non un gioco quello a cui stiamo assistendo. Ricordate forse da bambini quando si bendava un compagno di giochi e lo si guidava in un percorso ad ostacoli. Dai, a volte si faceva apposta a farlo sbagliare. Un passo ancora e gi nel baratro. Ecco dove finisce il gioco sporco. LItalia bendata, o meglio stata bendata. Gli Italiani stanno vivendo un incubo. Chi guida lItalia bendata, tartassata, imbavagliata, sputtanata sempre lui il grande giocoliere e affabulatore di una situazione che non corrisponde alla realt stessa. Ricordate? Capitava, che il bendato ad un certo punto mangiava la foglia e con uno scatto di orgoglio, mosso se volete anche un po dalla paura, si toglieva la benda. Certo era tacciato da fifone ma almeno non finiva per terra. Basta! Gi la benda signori, guardiamo in faccia alla realt, anche se fa schifo e spaventa. Basta, non possiamo assistere alla caduta nel baratro dellItalia e con essa della maggior parte dei cittadini. Noi non ne possiamo pi. Siamo la maggioranza di certo e dobbiamo combattere contro chi si ostina a dire: Vado avanti. Verso dove? Come? Perch? Sempre e ancora lui. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto chiaramente che andr avanti: Portiamo avanti la nostra attivit di governo fino alla fine della legislatura. Non abbiamo nessuna, nessuna intenzione di fare quello che lopposizione ci chiede ogni giorno come

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un disco rotto, e cio di fare un passo indietro. Noi non faremo un passo indietro, ne faremo molti in avanti. Non resta che il voto di sfiducia, infatti Berlusconi ha affermato che: Se vogliono mandarci a casa devono farci un voto di sfiducia in Parlamento, cosa che non credo sar mai possibile. Impossibile perche il duce di Arcore li ha comprati i voti dei suoi. Pensate che il gruppo dei cosiddetti responsabili sia interessato al bene del paese? Ma va la! Berlusconi non molla: Ci chiedono ogni giorno che si faccia noi un passo indietro. Stiano tranquilli, noi non possiamo dietro alle aspettative dei media, dellopposizione: non ci dimetteremo se non dopo un voto di sfiducia del Parlamento, che ci sentiamo di escludere. Andremo avanti finch avremo in Parlamento una maggioranza solida, coesa, che si confermata dal 14 dicembre in poi. Cavaliere, Onorevole, Presidente sono titoli che sinceramente non gli appartengono, i suoi veri titoli dovrebbero essere integrati in cavaliere dei miei stivali, onorevole illusionista, presidente svuota tasche degli italiani. Un passo verso casa sua o lesilio sarebbe utilissimo. Via subito lei e il suo governo, siete inutili e dannosi per la societ e per il popolo Italiano. Vergogna! Ecco, vergogna e indignazione la proviamo noi di fronte ai vostri misfatti e alla vostra ostinazione ad andare avanti. Berlusconi e sudditi proni un giorno dovranno rendere conto di una simile scelta. Se ne vada! Vada via! A casa! Ci manderete in rovina! Basta via lei e le sue donnine! La sua vita privata non ci interessa, ma il danno che sta facendo a tutta la nazione ci tocca eccome. Lopposizione dovrebbe essere coesa attorno al monito di Pier Luigi Bersani: le dichiarazioni zuccherose di Berlusconi sono a due passi dal delirio. I fatti ci mettono di fronte alla verit, dopo anni di menzogne. Davanti a noi c' il passaggio pi arduo dal dopoguerra a oggi. Di pi, le preoccupazioni degli italiani sono diventate preoccupazioni per il mondo. Ci aspettano scelte difficili e sempre pi difficili per ogni giorno che passa senza un cambiamento Anche laltro compagno di merende del Cavaliere non perde occasione per mostrare che passi in avanti ventila per lItalia. Umberto Bossi ieri sera come un fiume in piena ha parlato ai giornalisti anche arrivando a minacciarli, a margine di un comizio a Somma Lombardo in provincia di Varese. Il leader della Lega ha dichiarato: un somaro chi espone il tricolore. E ai cronisti ha detto, Io ve lo dico, prima o poi prenderete un sacco di botte. Novello profeta padano, scolaretto discolo e indisciplinato, Umberto Bossi, si alzi in piedi, con la mano destra prenda la coda, la alzi e si sieda senza pestarla. Somaro sar lei! (non me ne vogliano gli animalisti). Dunque a che gioco giochiamo? Cari Italiani onesti e lavoratori cerchiamo di toglierci dai piedi chi ci vuole mettere la benda agli occhi e guidare verso il baratro. Siamo ancora in tempo.

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Degrado fare? Degrado della politica: Che fare?


Pubblichiamo un post, molto interessante, di un nostro lettore in riferimento allarticolo di Ivano Maddalena: Il declino di un uomo e di un paese Gentile Ivano Maddalena, sono d'accordo con tutto quello che ha scritto, ma cosa fare? Come reagire? Pensate che contestare nelle diverse piazze serva a qualche cosa? Quelli su al governo se ne fregano altamente di noi che contestiamo e continuano con i loro sporchi giochi di potere e nulla possiamo fare e al governo ne sono consapevoli altrimenti cambierebbero musica. E' questo il problema! Le leggi che regolano la politica impediscono ad un popolo come il nostro, quella sovranit tanto decantata, ma mai esistita, perch noi non siamo sovrani di nulla! E questo ci impedisce di imporre il nostro pensiero e d loro la possibilit di fare tutte le dittature che vogliono e quando vogliono. E le leggi di cui parlo non le ha nemmeno fatte questo esecutivo tanto giustamente disprezzato, ma la precedente DC, che ha governato dalla fine dell'ultima guerra mondiale fino all'epoca di tangentopoli. E' una eredit dell'antico partito dove si formato politicamente Casini, che ora critica Berlusconi, ma non osa mettersi assieme agli altri dell'opposizione per contestarlo e tentare di far uscire l'Italia da questo incubo. Vogliono solo il potere, tutti, senza escludere nessuno. Se abbiamo questo individuo al governo, loro, le opposizioni, hanno collaborato ampiamente. Poveri noi, con questi politici. Mi viene voglia di inneggiare a Beppe Grillo, a Di Pietro, quello giustizialista e a chiunque parli di rimettere in piedi questa societ con in mano la legge, ma una volta tanto a nome di noi cittadini. Meglio un comico vero e un giudice giustizialista che parla un pessimo italiano al governo che questi politici dei miei stivali. Che vadano loro alla malora e non che ci mandino noi italiani. Lo so che non serve a nulla, ma solo uno sfogo, altro per il momento non si pu fare sperando che qualcuno prenda una iniziativa giusta e coraggiosa dietro la quale tutti son sicuro ci fionderemo per cercare di fare qualcosa di concreto, pacificamente, per mandarli tutti a casa definitivamente. E' un sogno!?

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Tout va tres bien, madame la marquise

Berlusconi visto dall'estero

di Emanuele Bellato Indebitati, declassati dalle agenzie di rating, pressati dalle turbolenze dei mercati, tartassati dalle politiche di austerit. Questa lItalia che Berlusconi si ostina a non vedere. Tout va trs bien, Madame la Marquise. Lunico ostacolo sulla strada delle riforme sono sempre loro: i comunisti (ovvero tutti quelli che non si adeguano al pensiero e al padrone unico), notoriamente brutti, sporchi e cattivi. Per il satrapo di Arcore questa unossessione antica ed una scusa buona per celare le inefficienze di governo. Non mancano di destare preoccupazioni i nemici interni, per esempio quel Tremonti ingrato a cui stato salvato dallarresto lex braccio destro Marco Milanese, oppure le gaffe dei ministri Gelmini e Brunetta, ed ancora lansia di protagonismo di Alemanno, Polverini, Formigoni. Comunque a tenere in vita un governo in agonia, aggrappato al potere con le unghie e con i denti, ci pensano gli ultimi giapponesi nella foresta: Scilipoti e Bossi. Una Lega, geneticamente modificata, impegnata anima e core nella strenua difesa della casta sembra aver dimenticato definitivamente i tempi dei cappi in parlamento contro i corrotti e delle domande scomode della Padania al Cavaliere. Insieme alla grave situazione politica preoccupa la crisi finanziaria. Il ripianamento del debito, voluto da Bruxelles, un pretesto per attuare politiche di privatizzazione, di ridimensionamento della spesa per la previdenza e di aggressione ad un insieme di diritti: sociali, civili e democratici. Seguendo la linea Marchionne dellattacco alle conquiste dei

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Copertina del libro di Filippo Astone "Il partito dei padroni " (Longanesi, 2010)

lavoratori si vogliono eliminare regole e sindacati, considerati un ostacolo per la competitivit ed il raggiungimento di maggiori profitti. Si tratta di misure autoritarie che costringeranno a tagliare drasticamente la spesa destinata alla salute, allistruzione, ai servizi sociali. Gli enti locali subiranno pesanti tagli ai bilanci con conseguenti danni alla fornitura di servizi pubblici. Alla crisi del capitalismo si risponde con un capitalismo ancora pi aggressivo. In particolare nellultimo decennio la politica ha rappresentato gli interessi dellimpresa e della grande finanza, per questo risultano grotteschi ed ipocriti i moniti e gli appelli di Confindustria per la salvezza della Patria. Per uscire dalla crisi bisogna slegare la politica dalleconomia, rifiutare la logica del governo unico delle banche, redistribuire la ricchezza, riaffermare la democrazia nei luoghi di lavoro, tagliare le spese militari e di guerra, eliminare completamente i contributi statali alle scuole private, mettere in campo serie misure contro levasione fiscale, in definitiva far pagare a chi ha di pi, non tanto per meriti ma per grazia ricevuta. Solo trasformando la nostra rabbia in lotta politica potremo ottenere quel cambiamento da troppo tempo negato da unoligarchia senza pi pudore e dignit.

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bagnasco scomunica berlusconi

di Ivano Maddalena E alla fine tuon che anche la pioggia cadde a bagnare il capo dei giusti come pure quello degli ingiusti, o degli empi. Cos , cos sia! Quando madre Chiesa si esprime su materie di sua competenza, come pure quando non gli compete, lo fa con la volont di dare un monito a tutti coloro che in essa si riconoscono, ma lesortazione pure per tutti gli uomini di buona volont, o che tali dovrebbero essere sempre nellesercizio delle loro funzioni, dunque per tutti. Qui non vogliamo entrare nel merito del: da che pulpito viene la predica perch sarebbe lungo lelenco dei peccati della Chiesa. Vogliamo per prendere atto che, dopo lopposizione, gli industriali, i sindacati, milioni di italiani, lEuropa, lo stesso Papa Benedetto XVI ha auspicato la scorsa settimana un intenso rinnovamento etico per il bene dellItalia, ecco anche i Vescovi italiani lanciano il loro insegnamento a chi vive il servizio della politica e anche a chi preposto alla giustizia. Non usiamo giri di parole, se da un lato si tratta dellatto formale con cui la chiesa italiana scarica lattuale governo e il suo condottiero il cavaliere Silvio Berlusconi, dallaltro un monito a chiunque gi in politica o voglia entrarvi a titolo pieno come servitore della patria e dei suoi cittadini. I diretti interessati dellintervento del porporato sono tutti i politici di destra, di sinistra, di centro, del nord e del sud Tutti, nessuno si deve chiamare fuori. Le opposizioni non strumentalizzino quanto detto giustamente dallalto prelato.

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La maggioranza non faccia finta di sentirsi nel giusto. Si tratta di una vera e propria lavata di capo. Non sono usciti i nomi, ma i peccati dei rei sono chiari e appunto, i rei, gli sbugiardati sono facilmente identificabili. Suvvia dai! Viene da dire meglio tardi che mai, ma lo sanno tutti che cos non va bene. Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, parla chiaro nella sua prolusione al consiglio della Cei e auspica che vi sia la volont di purificare laria. Riassumendo alcuni passaggi si capisce come vi sia la preoccupazione e lauspicio di vedere attuato: un radicale cambiamento nella composizione della classe politica perch circola limmagine di un Paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dellineluttabile. Gi da tempo vescovi coraggiosi e nella libert della loro coscienza avevano censurato le attitudini private del premier cos come un certo eccesso da parte della magistratura nei suoi confronti. Del privato del premier non siamo interessati, ma quando questo privato sconfina nel pubblico allora si che lo siamo e gi pi volte abbiamo detto che tale governo e il suo capo ci stanno portando diritti dentro il baratro. Non vogliamo essere n pessimisti, n malinconici, ma realisti s. Siamo stanchi di sentir parlare di inchieste che riguardano chi dovrebbe guidare lItalia. Secondo il cardinale chi guida oggi lItalia moralmente indegno, basta cogliere lessenza di questo suo passaggio: La questione morale non uninvenzione mediatica: nella dimensione politica, come in ciascun altro ambito privato o pubblico, essa unevenienza grave, che ha in s un appello urgente. Non una debolezza esclusiva di una parte soltanto e non riguarda semplicemente i singoli, ma gruppi, strutture, ordinamenti. Quando la questione morale intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di unesistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della seriet e del sacrificio. Chiarissimo! Signor Berlusconi non faccia orecchie da mercante, se ha un briciolo di coscienza si faccia un bellesame, per il bene dellItalia se ne vada a casa, dove vuole, ma a casa subito. Sappiamo che ha limbarazzo della scelta essendo lei un super possidente di immobili. Se li goda, ma lasci libera lItalia. Si porti via i suoi compagni di merende in primis Emilio Fede, Lele Mora, Giampi Tarantini, Apicella. Bene ha detto Vendola: Ci fa vergognare il fatto che quattro vecchi, maschi e un po rinc... possano entrare nella politica e sporcarla. Noi, che ricordiamo un periodo storico in cui la politica, con Enrico Berlinguer, era una grande passione e non una piccola miseria, ci vergogniamo. Vergogna, dolore e rabbia sono i tre sentimenti che sempre pi salgono dentro di noi man mano che viene a galla come in Italia viene gestito il potere. Forse che il cardinale Bagnasco si sia reso conto che era vergognoso continuare a sostenere un simile governo? Mi sa di s. Meglio tardi che mai.

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legalita Alla faccia della legalita

Il ministro per le Politiche agricole Saverio Romano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa stato salvato dalla Camera. La mozione di sfiducia stata respinta con 315 voti. Determinanti, come per il salvataggio di Marco Milanese, i voti della Lega. Una scelta, quella del Carroccio, incomprensibile ed aspramente criticata dalla base sempre pi insofferente verso un alleato scomodo e le trame di palazzo. Non hanno placato i mal di pancia nemmeno le indiscrezioni circa uno scambio di favori tra il ministro Romano e la Lega, ovvero la poltrona salva in cambio del rinvio dellesborso delle multe riguardanti le quote latte. I deputati finiani, con dei cartelli, hanno sottolineato lincoerenza dei padani: Alla faccia della Legalit, mentre i dipietristi hanno sventolato manifesti contro la Lega poltrona. L'On. Giorgio Conte, coordinatore regionale FLI del Veneto, presente alla votazione ha dichiarato: Da ieri sera (mercoled 28 settembre ndr) l'Italia vanta un altro primato: l'unico ministro al mondo indagato per mafia. Ma il dato politico rilevante che Saverio Romano rimane al suo posto solo grazie alla copertura della Lega Nord, che rinuncia cos ad ogni battaglia sulla legalit e sulla politica pulita. Cos il partito delle ronde padane, che non ha mai avuto nel DNA il senso e il rispetto per le Istituzioni, perde la faccia e il suo patrimonio politico pur di mantenere in vita il peggior governo della storia d'Italia. Una vergogna per l'Italia nel mondo, rappresentata da una classe politica che rinuncia alla propria identit, alle battaglie storiche e al buon governo, a vantaggio di bancarottieri, faccendieri, latitanti e ora anche politici indagati per mafia". Il deputato veneto dellItalia dei Valori Massimo Donadi, ha scritto sul suo blog: In pochi giorni questo governo ormai allo sfascio ha sferrato un formidabile attacco alla cultura della legalit. Assicurare la fiducia a Romano, accusato di reati gravissimi, e aprire una polemica sullutilit del certificato antimafia son cose che fanno venire i brividi a chi si sempre battuto contro la mafia. Hanno offeso, continuano a offendere e offenderanno ancora la coscienza collettiva del Paese, la memoria delle vittime della mafia, e i loro cari e familiari. Il governo s messo la coppola in testa e non se ne vergogna.

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referendum, idv raccoglie 32mila firme


Il Segretario Regionale Gennaro Marotta ringrazia tutti i veneti Abbiamo chiuso col botto, superando le 32mila firme. Alla fine del tour de force referendario Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori e segretario veneto IdV, si pu rilassare: Sabato a mezzogiorno racconta sorridendo - le firme autenticate e controllate raccolte dai banchetti IdV erano 25.427. Le ultime ore frenetiche, con i moduli bruciati e le lunghe file dei cittadini veneti, hanno fatto schizzare in avanti il totale. Cos siamo arrivati alla quota finale di 32.357 firme, impacchettate negli scatoloni e gi spedite a Roma. Il porcellum ha le ore contate. Adesso - continua Marotta - si tratta solo di consegnare le firme in Cassazione (accadr venerd) e di aspettare che l'iter prosegua. Il grande successo dei banchetti di Italia dei Valori, la forza politica che, anche in Veneto, per prima e pi a fondo si impegnata ed ha creduto nel referendum, ci ripaga di tutte le fatiche di queste settimane. Nella nostra regione siamo andati ben oltre le previsioni, quasi triplicando le 12mila firme che ci erano state richieste. Punta di diamante stata la provincia di Venezia con 11.650 firme, seguita da Padova e, pi indietro, Vicenza. A tutti i 32.357 cittadini veneti che si sono fermati ai banchetti IdV per cambiare la legge elettorale - dice Marotta - va il nostro ringraziamento. Come ho gi detto, questa fulminea campagna referendaria stata una stupenda, e per certi versi sorprendente, dimostrazione di volont civica. Ogni firma ha raccontato un forte desiderio di democrazia.

IL POPOLO VENETO. Fondato nel 1921 Anno 90 n. 29 / 2011 www.ilpopoloveneto.blogspot.com www.ilpopoloveneto.it e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com Direttore Responsabile: Emanuele Bellato . Reg. Tribunale di Rovigo Numero 16/04 . Stampa in proprio (28/09/2011). Giornale gratuito

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pd: la ripresa riparte dal decalogo anci

Il segretario regionale del PD denuncia lincoerenza della maggioranza di Governo nel rapporto con gli enti locali Padova - La schizofrenia della maggioranza di governo rischia di piantare al palo la ripresa del Nord-Est. Rosanna Filippin, segretario regionale del PD, interviene nel dibattito sulla crisi economica sposando le ricette presentate ieri da ANCI Veneto, ospite del Comune di Vicenza. Sposo in pieno la ricetta elaborata nel decalogo esposto ieri (28 settembre ndr) da ANCI Veneto a conclusione dellincontro ospitato dal Comune di Vicenza. I comuni possono e devono essere il motore di avviamento della ripresa economica - spiega Filippin - e avrebbero le carte e gli strumenti per farlo. DallEuropa ci spronano in questo verso con parole forti e richieste improrogabili che il governo ha prontamente disatteso. La manovra economica propone un approccio confuso che mette in ginocchio gli enti locali e soffoca le imprese che potrebbero invece ripartire grazie alle risorse liberate dai comuni allentando le briglie del patto di stabilit.La Lega a Pontida aveva promesso mari e monti in nome di un federalismo in ritardo sui tempi, ma ironizza Filippin - tutte le ultime decisioni di governo si stanno rivelando il sarcofago dellaagognata rivoluzione federalista. Dice bene il vice presidente ANCI, Borghi, quando paventa un rischio peggioramento per leconomia reale: siamo in una situazione di urgenza, che richiede rapidit e coerenza decisionale; soluzioni continuamente ridiscusse e prese in extremis rischiano di deprimere ancor di pi le gi fragili capacit di un sistema economico in sofferenza.

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Festival delle liberta digitali, 3^ edizione

Come rendere fruibile e gratuita lautostrada digitale. 14 giorni tra Veneto, Bologna, Pisa, Roma e Napoli per rendere fruibile a tutti la conoscenza via web. Le novit e il programma del Festival di Wikimedia Italia, dall'1 al 14 ottobre La libert passa anche attraverso l'espressione digitale: open data, open street map, ebook. Ovvero la libera diffusione via Internet, con annessa possibilit di impiego, della conoscenza, a cominciare dai dati delle pubbliche amministrazioni, delle cartografie del territorio realizzate dagli enti pubblici, dei libri vecchi e nuovi che dal formato cartaceo vengono resi fruibili sul web. Di tutto questo, e molto pi, si parler al Festival delle Libert Digitali, organizzato dallAssociazione Wikimedia Italia, giunto quest'anno alla terza edizione. Per il terzo compleanno la manifestazione si moltiplica: in programma dall'1 al 14 ottobre, il festival sar diffuso sul territorio italiano, policentrico, con eventi sia a Vicenza dove nato che a Padova, Bologna, Pisa, Roma e Napoli. Con il Festival ci proponiamo di sensibilizzare le persone sulle nuove tecnologie della comunicazione, in particolare sugli aspetti che riguardano i principi etici e la libert spiega Luca Menini, di Wikimedia Italia - E' ormai fondamentale iniziare a comprendere i

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temi della privacy, dei dati aperti, del software libero, della condivisione della conoscenza, perch siamo nella societ dell'informazione: questo implica che il valore economico non pi esclusiva di aspetti materiali, come la produzione di oggetti, ma anche nella cultura e nell'informazione, e nella loro diffusione. Questi aspetti oggi devono essere inclusivi, non esclusivi. Noi quindi affermiamo che non deve essere tolta alle persone la possibilit di operare con questi strumenti come lo desiderano. L'obiettivo della manifestazione organizzata da Wikimedia Italia - associazione italiana senza scopo di lucro che supporta l'enciclopedia libera via web pi famosa del mondo, Wikipedia - quindi diffondere i valori positivi dell'open source, i principi etici della condivisione digitale in rete in modo legale di notizie, musica, immagini e programmi che stanno alla base del software libero e della stessa Wikipedia. Condivisione resa possibile anche grazie alla presenza di licenze precise che regolano la diffusione libera, fra cui le Creative Commons. Con l'evento si vuole poi contribuire al rafforzamento della rete di volontari che utilizzano e producono contenuti a scopo sociale, per lavoro o per svago: la manifestazione vuole quindi essere anche luogo di scambio di buone pratiche ed esperienze positive. I temi e i luoghi del Festival 2011 In questa edizione la manifestazione programmata con un canovaccio di argomenti principali, a cui volontariamente e senza necessariamente essere affiliati a Wikimedia Italia altre persone hanno potuto aggiungere e sviluppare ulteriori temi correlati precisa Menini. Fra i temi principali che verranno toccati c' quello degli open data. Le pubbliche amministrazioni hanno a propria disposizione un'enorme mole di informazioni, rilevazioni, dati appunto, che sono fruibili dai cittadini solo in forma cartacea o comunque, anche quando siano gi digitalizzati, spesso solo recandosi nelle sedi dell'ente specifico. Queste informazioni, teoricamente gi fruibili in modo libero, potrebbero essere messe a disposizione sulla rete cos che il cittadino possa impiegarle, per semplici servizi informativi piuttosto che per un'attivit di business. La cittadinanza paga le tasse per avere servizi dalla Pubblica Amministrazione. Mettere a disposizione il proprio patrimonio informativo da parte delle amministrazioni pubbliche uno di questi servizi - osserva Menini - Facciamo un parallelo pratico: la strada che io utilizzo, pubblica, ce l'ho perch pago le tasse. Ed una infrastruttura a disposizione di tutti. I dati della Pubblica Amministrazione devono essere visti come infrastrutture dai cittadini, e deve essere possibile utilizzarle per i propri scopi tra cui anche il fare business: allo stesso modo per il quale impiego la strada davanti casa per andare al lavoro, o per svolgere l'attivit di autotrasportatore. A Padova, il tema degli open data verr declinato in open street map: le cartografie oggi presenti su Internet, ad esempio quelle di Google, sono protette da copyright, dati che non possono essere impiegati per fare business liberamente senza il consenso, a

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pagamento o in forma gratuita, della societ proprietaria. Ma in realt gi oggi ogni citt e Comune dItalia ha a disposizione un proprio stradario, accurato e aggiornato continuamente, con i dati del territorio, vie e numeri civici compresi. Le cartografie del territorio vengono realizzate sin dai primi decenni del Novecento, attraverso voli e fotografie aeree, e sono presenti negli archivi delle amministrazioni. Perch queste informazioni e mappature non possono essere messe a disposizione di ogni cittadino, per semplice servizio informativo o anche con la possibilit di impiegarli per la propria impresa o progetto? si chiedono a Wikimedia Italia. Il progetto degli open data di carattere generale: punta a far s che queste informazioni, soprattutto quelle della Pubblica Amministrazione, vengano messe a disposizione di tutti. Molti di questi dati, del resto, sono gi in forma digitale. A Vicenza si parler soprattutto di e-book. Da anni nella citt di Andrea Palladio la Biblioteca La Vigna, centro internazionale di cultura e civilt contadina, porta avanti l'iniziativa Adotta un libro: un progetto di digitalizzazione dei volumi dell'istituto, che dispone di un archivio di oltre 50mila libri compresi testi cinquecenteschi o seicenteschi molto rari che non possono essere toccati, ma che possono essere fotografati e, tramite scansione digitale, divenire disponibili su web. Quest'anno daremo una mano a La Vigna - dichiara Menini - cercheremo nel loro archivio un libro, lo fotograferemo, faremo la pulizia di ogni foto e la scansione, con un incontro pubblico in cui presenteremo il testo digitalizzato e informeremo della sua disponibilit sulla rete. Precisamente, su Wikisource: uno dei progetti collegati a Wikipedia, una risorsa in cui gi oggi possibile trovare molti volumi in formato e-book e collaborare, volontariamente e dedicando il tempo che si desidera, alla digitalizzazione di altri libri. Per farlo si impiega un software che riconosce i caratteri e le frasi della scansione. Il software tuttavia pu tradurre commettendo qualche errore: il lavoro del volontario sta proprio in questo, collaborando a leggere le parti scansionate ed elaborate per individuare e correggere alcuni errori. In Wikisource sono a disposizione libri di cui non sussistono pi i diritti d'autore. Ad esempio sono gi presenti alcuni volumi del vicentino Antonio Fogazzaro, di cui quest'anno ricorre il centenario della morte; quindi le sue opere sono libere per tutti da 30 anni. Altre iniziative del Festival sono in programma a Roma con un evento dal titolo Cultura online: micro-pagamenti, grandi innovazioni.
Tutti gli aggiornamenti sul Festival delle Libert Digitali saranno pubblicati sul sito dell'evento: www.libertadigitali.it Il Festival anche sul social network Twitter: www.twitter.com/LibertaDigitali Contatti: mail a info@libertagitali.org

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Laltra mappa. La geografia al femminile


Marted 4 ottobre 2011, alle ore 18.00, presso gli spazi Bomben di Treviso presentazione pubblica del libro di Luisa Rossi. Con lautrice ne discuter Massimo Rossi Storia della geografia al femminile. questo linedito sguardo sul territorio che la Fondazione Benetton Studi Ricerche proporr marted 4 ottobre 2011 alle ore 18.00 negli spazi Bomben di Treviso (via Cornarotta, 7) con la presentazione del libro Laltra mappa. Esploratrici, viaggiatrici, geografe (Diabasis, 2011), frutto di una lunga e approfondita ricerca della geografa spezzina Luisa Rossi, docente nellUniversit di Parma. La storia della geografia risulta essere fino ad oggi una storia senza donne. Ma dagli interstizi di una storia della geografia, della cartografia e del territorio scritte al maschile, emerge, con Luisa Rossi, un quadro diverso, unaltra mappa del mondo. Altra perch i risultati delle ricerche mettono in luce una partecipazione femminile assai pi ampia di quella conosciuta. Partendo da qui, dalla pratica del viaggio al femminile, il libro Laltra mappa scopre modalit conoscitive proprie delle donne, sguardi differenti in grado di cogliere aspetti inediti della complessit territoriale, e li restituisce attraverso unavvincente ricostruzione di casi biografici di alcune viaggiatrici-esploratrici, tra cui si segnala Sibylla Merian, Mary Montagu, Ida Pfeiffer ed Ellen Semple, partecipi della scoperta e della rappresentazione del mondo sia in spazi esotici che vicini. Il lavoro della docente parmense sar commentato da Massimo Rossi, geografo della Fondazione Benetton, alla presenza dellautrice. Marted 11 ottobre, sempre alle ore 18.00, la Fondazione presenter un altro volume su temi geo-cartografici: Il paesaggio dei tecnici. Attualit della cartografia storica per il governo delle acque (Marsilio Editori, 2010). Il libro, curato dalla ricercatrice dellUniversit di Bologna Lucia Masotti, presenta gli atti dellomonimo convegno internazionale svoltosi nel 2008 tra Bologna e Cremona. Con lingegnere trevigiano Andrea Mori, ne parleranno Luigi Fortunato, direttore dellAIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), Massimo Rossi, Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, e la curatrice.

Per informazioni: tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it

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Governare le acque a padova

Padova - Sar aperta dal 4 al 9 ottobre 2011, presso gli spazi espositivi della Fornace Carotta, in p.zza Napoli a Padova, la mostra Alluvioni e allagamenti: governare le acque a Padova allestita dal Consorzio di Bonifica Bacchiglione. Immagini e parole che condurranno il visitatore alla scoperta dellaffascinante e complesso tema della gestione delle acque in un contesto particolarmente urbanizzato com la citt di Padova. A partire dalla descrizione del nodo idraulico di Padova, dei fiumi, dei canali e degli impianti per il deflusso delle acque interne della citt, la mostra illustra le differenti competenze degli enti preposti alla gestione idraulica, le problematiche legate al cambiamento climatico, l'impatto dell'urbanizzazione sullassetto idrogeologico e gli interventi progettati e in fase di realizzazione per rispondere al problema. Una sezione della mostra dedicata interamente allalluvione dello scorso 2 novembre, che ha coinvolto alcune zone della citt e molti dei comuni afferenti al Bacino Patriarcati (Bovolenta, Casalserugo, Ponte san Nicol). Le immagini esposte mettono in luce in maniera drammatica le fragilit e i rischi presenti e la necessit di pianificare ed investire maggiormente, in unottica di lungo periodo, nella gestione delle acque e nella messa in sicurezza del territorio che abitiamo. Al tema della tutela del territorio dal punto di vista idraulico sar inoltre dedicata la serata di approfondimento Prevenzione del rischio idraulico. Conoscere il territorio per prevenire i rischi e progettare correttamente le infrastrutture, organizzata dal Centro Studi LUomo e lAmbiente, AcegasAps con il patrocinio del Comune di Padova Quartiere 5 Sud, per marted 4 ottobre alle ore 20.45, presso lAuditorium di Fornace Carotta in via Siracusa a Padova. Allincontro interverranno Francesco Pavan, Presidente del Consiglio di Quartiere 5 Sud - Ovest, Gianluca Boso di ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto), Ing. Francesco Veronese, Direttore del Consorzio di bonifica Bacchiglione e Fausto Focaccia, Responsabile dellUfficio Tecnico Divisione Acqua Gas di AcegasAps.
La mostra rimarr aperta fino al 9 ottobre 2011, tutti i pomeriggi dalle ore 16.00 alle ore 20.00.Per visite guidate: tel. 049. 8751133 comunicazione-consorzio@baccbrenta.it

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Palio delle contrade. Rievocare veneto

Le Rievocazioni pi belle del Veneto a Thiene Domenica 2 Ottobre Uno speciale appuntamento con alcune tra le pi belle Rievocazioni del Veneto, tutte insieme in ununica giornata a Thiene Domenica 2 Ottobre. Saranno ben 7 infatti le Rievocazioni protagoniste della prima edizione di Rievocare Veneto, tante quante le province, selezionate per rappresentare la storia e limportanza del territorio, la sua vocazione turistica, la memoria dei fatti che lhanno segnato. Uniniziativa promossa dalla Provincia di Vicenza e dallAssociazione Pedemontana.Vi Turismo che ha trovato in Thiene la citt adatta ad ospitarla, oltre che il patrocinio della Regione Veneto. Il 2 Ottobre quindi Thiene diventer il centro di una delle manifestazioni rievocative pi importanti dellanno, con la presenza delle seguenti rievocazioni: per la provincia di Vicenza La Partita a Scacchi di Marostica, per la provincia di Treviso La Dama Castellana, per la provincia di Verona Le Pasque Veronesi, per la provincia di Padova Voci dal medioevo di Trambaque, per Rovigo Arquata - Musici e sbandieratori arcuatesi, per Venezia il Palio di Noale e per Belluno il Palio di Feltre. Ovviamente non mancher una rappresentanza della rievocazione della citt ospitante, Thiene 1492. Liniziativa coinvolge moltissimi figuranti che presenteranno al pubblico le vicende storiche rievocate, i loro abiti e le loro migliori esibizioni tra sbandieratori, musici, battaglie, danze e sfilate. La manifestazione prender il via alle 15.30 quando tutte le Rievocazioni ospiti si presenteranno al pubblico tramite esibizioni accompagnate dalla narrazione della loro storia, fino alla sfilata rievocativa delle singole rievocazioni che chiuder la manifestazione

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intorno alle 19.00 Durante la giornata ci sar anche la premiazione del Palio delle contrade, che si terr a Thiene Sabato 1 Ottobre. Il Palio, Thiene, e lorigine delle sue sette Contrade Ogni Contrada stata collegata a una delle grandi famiglie presenti a Thiene fin dai primi secoli del secondo millennio a partire dai Thiene, giunti nel XIII secolo, fino ai Cornaggia, abitanti nellomonima villa in Conca. In occasione del Palio, ogni partecipante alle gare, indosser la casacca con i colori di una casata. Non stato facile abbinare tutte le contrade ai nobili signori identificandoli con un determinato territorio, giacch possedevano terreni e case in tutto il territorio thienese. Per esempio, a met del 500, era di propriet dei Porto mezzo migliaio di campi, un quarto dellintera superficie agraria estimata thienese. I possedimenti dei Da Thiene erano anche maggiori. A questi grandi proprietari terrieri si aggiunsero i Pajello, i Macchiavelli, i Berengan. Tutti costruirono bellissime dimore, alcune delle quali ancora testimoniano la ricchezza, il gusto, lo splendore del rinascimento nella Terra di Thiene. Ultima famiglia nobile giunta in citt per abitare uno storico palazzo furono i Cornaggia, che acquistarono nellOttocento la villa fatta erigere da Giacomo di Thiene in Conca negli anni Settanta del XV secolo.

1. Contrada Ca Pajella Gli stendardi con i quali imbandierata la contrada sono verdi e rossi: i colori dello stemma nobiliare della famiglia Pajello, i ricchi possidenti che pure a est di Thiene avevano delle propriet. Di origine bavarese, il primo antenato giunto a Vicenza nella prima met del XII secolo al seguito dellImperatore Lotario II, fu Corrado. La storia del ramo thienese inizi nel 1670 con Alessandro di Scipione. Possedevano campi, broli, palazzi. Le polizze dellestimo forniscono lesatta consistenza di un patrimonio piuttosto cospicuo. I Pajello acquisirono anche dei terreni compresi delle attuali vie Europa, Santa Anastasia, Divisione Julia lungo la quale costruirono la residenza di campagna, chiamata C Pajella e che negli anni 30 divenne propriet della famiglia dellon. Balasso. Scrive A. Rossi ne I Pajello a Thiene. Su un altro documento successivo del 1657 i fratelli Achille e Alessandrodividono tra loro i beni di Thiene e di Grumolo Pedemonte: ecco comparire la C Pajella anche se non chiamata cos. Il pronipote Alessandro fu amico dellagricoltura, la promosse a Thiene ove possedeva et pubblic di spesso le sue osservazioni. In effetti era uno stimato agronomo che diede alle stampe testi di sicuro interesse.

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2. Cappuccini La Contrada Cappuccini viene imbandierata con gli stendardi azzurro e oro: sono i colori della famiglia Porto, le cui propriet di espandevano in gran parte del territorio thienese. I Porto, famiglia vicentina di giudici e di notai, invest, dalla met del 300, somme considerevoli per lacquisto di terre a Thiene. Dopo la demolizione dellantico maniero, nel 1453 Francesco Porto diede avvio ai lavori di costruzione, nel centro di Thiene, della splendida villa, un gioiello architettonico tardo gotico molto simile ai palazzi veneziani, con ampi spazi destinati alla lavorazione dei prodotti della terra. La contrada Cappuccini diventa famosa a partire da quel sabato della primavera del 1530 quando, oltre la contr Castelletto - verso Marano - la Madonna col Bambino in braccio, apparve a tre pastorelle, fra i rami di un olmo. Ben presto si diffusero notizie inerenti i miracoli che si ottenevano per intercessione della Vergine e molte persone affluivano al piccolo santuario. Leggendo il resoconto delle Visite Pastorali della diocesi di Padova apprendiamo che la cappella aveva le pareti coperte di tavolette votive. Lo storico thienese Giovanni Rossi indica il luogo dove presumibilmente potevano abitare le pastorelle: Bisogna ricordare che a met del fossato che da via Castelletto menava al convento, si intersecava (ed esiste ancora) una strada campestre detta le Vianelle [Vianelle di Sotto ora via Pastorelle] . Il nonno ricordava che sul punto di raccordo esisteva un capitello. Dunque Vianelle, appellativo dialettale, pu essere la riduzione di Villanelle: le tre fanciulle che scendevano proprio da quella stradella. Forse si fermavano a recitare preghiere davanti al capitello dellincrocio. La stradella conduce verso lalta Thiene: precisamente al Cortivo, complesso di abitazioni, allora assai rustiche, quasi a ridosso del vecchio mulino. L la mia fantasia ha collocato la casa delle tre pastorelle 3. Contrada del Centro: il cuore dei commerci thienesi Il centro storico imbandierato con i colori della famiglia Machiavelli o Maclavelli: il rosso e lazzurro. La Contrada si svilupp attorno a un primo insediamento romano, una villa rustica costruita dal soldato romano (assegnatario di un terreno che il Senato Romano conferiva ai militari nelle zone conquistate) e dal cui nome deriva quello di Thiene. Oltre ai vari reperti risalenti a quellepoca, ancor oggi si pu individuare limpianto tipico romano del castrum. Si riconoscono facilmente il decumanus (est-ovest) nel Viale Bassani e Via G. Colleoni e il cardocon Via S.M. Maddalena e Via Zanella. Nel medioevo il cuore della Citt era occupato da un castello del quale rimane ununica traccia visibile: la porta maggiore sopra la quale svetta il campanile del Serlio. Demolito dopo varie incursioni degli Ezzelini e di altri eserciti che si contendevano la terra di Thiene, fu sostituito dalla splendida dimora storica fatta costruire da Francesco Porto nel 1453. La superba villa di campagna della ricchissima famiglia vicentina, divenne una vera e propria azienda agricola, centro del potere economico legato allagricoltura e allartigianato. La famiglia Machiavelli giunse a Thiene verso la met del Cinquecento. Il palazzo a rombi, costruito alla fine del XV secolo e che si affaccia nellattuale piazza Chilesotti, tuttora ben conservato. La famiglia possedeva terreni agricoli, oltre che in diverse zone di Thiene, anche verso la periferia est, in zona Bosco dei Pretti (area citata in un documento del 1346), fino agli allora confini con Zugliano. Era in tale zona che si svolgeva la fiera franca del bestiame. Con la dogale del 1640, il Doge Francesco Erizzo aveva decretato che ogni anno, il 24 giugno, festa del patrono, si svolgesse una fiera

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franca di cavalli e bovini. Era un contributo indispensabile per la ripresa delleconomia messa in crisi dalla devastante epidemia di peste del 1630 che caus nella sola Thiene quasi 800 morti. A soli 10 anni di distanza dalla catastrofe, iniziano a sorgere i pi bei palazzi in citta: la loggia Piovene-Parminiom, C Brogliano-Pajello, Salici, Chilesotti Fabris, e tanti altri. 4. Contrada Conca Nel 1284 gi esisteva, anche come denominazione, la Contrada Conca, dove avevano propriet i Montemerlo, i Porto, i Da Marano e altri ricchi possidenti. Era, anche in quei tempi una delle zone pi abitate di Thiene scrive Nicola Scudella. Il nero e loro dei drappi esposti in conca, sono i colori dello stemma dei Cornaggia, famiglia giunta a Thiene alla fine dellOttocento e imparentata con i Mangilli, nobili friulani ai quali cedettero la propriet alcuni decenni dopo. Angelina, la sfortunata figlia di Fedele Lampertico, abit in villa durante il matrimonio con il marchese Fabio Mangilli, sposato nel 1876 (il marchese chiese il divorzio nel 1892). Palazzo Thiene-Cornaggia, storica dimora dei conti Thiene i cui discendenti vivono ancora in Citt, venne fatto erigere verso il 1470 in stile gotico-veneziano-rinascimentale. A lato della villa troviamo la cappella gentilizia di San Girolamo (vulgo San Gaetano) voluta dal conte Giacomo, il capitano che condusse la brigata thienese a Rovereto. La Conca pu essere definita la seconda zona artigianale di Thiene gi a partire dal XIV secolo. La Roggia, uscendo dal centro di Thiene, corre a fianco dellantica via Codalunga, al termine della quale troviamo il Bottonificio Facchinetti che sorse in un precedente insediamento produttivo: ancora ai primi del 600 era un mulino con due ruote, che Alessandro Beregan aveva acquistato dai conti Porto; poco dopo costru accanto un filatoio de seda, sicuramente in funzione nel 1655. Ma la contrada nota anche per aver ospitato il Tezon (nellattuale parco Chilesotti), la fabbrica di salnitro, un sale che, entrando nella composizione della polvere da sparo, era ritenuto particolarmente prezioso. Voluta a Thiene dalla Serenissima, era stata costruita tra il 1579 e il 1580. 5 - 6. Contrade Rozzampia e Santo Le due contrade a sud di Thiene sono identificate con i colori oro e verde: tinte dello stemma araldico dei Berengan che costruirono la splendida villa dopo aver acquistato, nel 1637, il podere denominato C Mazzocca. Vi abitarono pressoch stabilmente i fratelli Giovanni Battista e Alessandro Berengan. I Berengan erano di origini vicentine, ma i notevoli interessi spinsero alcuni membri della famiglia a trasferirsi nelle campagne di loro propriet, terreni acquistati dai Machiavelli, Ghellini, Thiene. Alessandro fu il membro della famiglia che maggiormente contribu allaffermazione del casato a Thiene. Il suo matrimonio con la contessa Faustina Chiericati, nobildonna appartenente a una delle pi influenti famiglie vicentine, rafforz il suo prestigio. Dal matrimonio erano nate Vittoria, Laura e Maria Aurora e il figliolo diletissimo Nicola. Venuto alla luce il21 gennaio 1627, fu un esponente di rilievo nellambiente letterario veneto. Ricevette ambiti riconoscimenti, come il Collare di San Michele in Francia (ed era giovanissimo). Tuttavia un tragico evento segn la sua vita. Era domiciliato a Venezia, dopo il matrimonio con Orsetta Garzadori, e nel 1649 la sua famiglia venne aggregata alla nobilt di Venezia. Ma il 5 febbraio ne fu bandito per aver assassinato in laguna un mercante tedesco di Amburgo al quale doveva mille ducati. Fu graziato il 18 aprile 1660. Nicola Berengan frequent regolarmente la sua

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villa di Thiene dove nacquero tutti i suoi figli. Non trascur gli affari derivanti dalle notevoli propriet, ma si dedic sempre con passione a comporre testi poetici e filosofici. 7. Contr San Vincenzola prima zona artigianale di Thiene Argento e azzurro sono i colori distintivi della famiglia dei conti Thiene (per le bandiere stato utilizzato il bianco in luogo dellargento e il giallo al posto delloro in quanto tinte non reperibile nei tessuti adottati). Thiene d il nome ad una casata la cui origine non annoverata fra le aristocrazie feudali. Il capostipite Vincenzo giunse a Thiene da Arsiero. Il primo atto che lo nomina del 1280. Arricchitosi in tempi brevissimi, la sua discendenza, soprattutto nei secoli XIV e XV influir notevolmente sulleconomia vicentina. Vincenzo, che mor prima del 1304, ricordato dai tre figli, Marco Uguccione e Miglioranza, con una lapide datata 5 maggio 1333, posta sulla facciata della chiesa di S.Vincenzo nella

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contrada Capodivilla (comera chiamato il quartiere nei primi secoli dellanno Mille). Centro dei loro interessi fondiari, i Thiene vi avevano costruito una villa, successivamente demolita per dar luogo allattuale ospedale. La loro ascesa sociale fu rapidissima. Furono sostenitori dei veronesi Della Scala, prima di avviare pi ampi rapporti. Per esempio Simone divenne consigliere del re di Napoli. Giacomo tratt, nel 1404, la dedizione di Vicenza a Venezia. I Thiene, nel 1469, furono insigniti dallimperatore Federico III del titolo di Conte Palatino sopra il Vicariato di Thiene. Per lo sviluppo della contrada e di tutta la Citt, fu fondamentale la costruzione della Roggia, realizzata fra il 1279 e il 1281, nella quale scorrevano le acque deviate del Timonchio. Con lapertura della roggia il commercio ricevette una forte spinta propulsiva. Sorsero lungo il corso dacqua numerose botteghe artigiane. Si lavorava il legno, il ferro, la lana, la canapaLultimo sogaro, ancora in attivit nel secolo scorso, aveva la sua bottega proprio in Contr San Vincenzo. Anche lattivit dei calderai sincrement notevolmente, soprattutto per garantire le attrezzature per i tintori e per la lavorazione della seta, nonch per la produzione dei formaggi. Tre attivit che costituirono la base dello sviluppo dellartigianato thienese.

Palio DELLE CONTRADE. IL PROGRAMMA


La giornata del Palio sabato 1 ottobre prender il via dalle 10.00 nell'arena di piazza Chilesotti con i giochi per gli adulti: birilli, cerchio, tiro alla fine. Poi pausa di ristoro per tutti, all'Osteria degli Orsi, di fronte al municipio, o alla tradizionale Taverna che sar allestita in piazza Chilesotti: un momento conviviale per assaporare i piatti tipici di un tempo. Dalle 15.00 via nuovamente ai giochi del palio: sar il momento dei bambini, con le sfide dei birilli e del cerchio. E poi tutte le sette contrade in campo contemporaneamente per il gioco collettivo della campana che coinvolger bambini, ragazzi e adulti. Verso le 18.00 atteso uno dei momenti clou dell'evento: la corsa delle uova in corso Garibaldi. Partenza davanti al municipio, staffetta di quattro persone, che dovranno portare un cestino di uova e avranno anche qualche difficolt a sorpresa in pi. Una sfida che richiama la tradizione e le antiche vicende thienesi. Correva l'anno 1500 e si narra che a Thiene la contessina Ginevra Porto, amata sposa di Antonio Thiene, trovandosi nella necessit di preparare una gustosa frittata, di cui il marito andava ghiotto, si accorse che nella madia non c'erano uova. Furono proprio tutte le contrade di Thiene ad aiutare la contessina Ginevra e a portare al Castello, il pi velocemente possibile, le uova necessarie per la frittata. La contessina, grata per aver ottenuto quanto le serviva, promise che in segno di riconoscenza si sarebbe svolto un palio. E alla contrada vincitrice venne assegnata in premio la Gagliarda di Ginevra, ovvero la famosa Porchetta Rovers, preparata secondo l'antica ricetta di maestro Martino da Como. Sar cos anche sabato 1 ottobre e la corsa delle uova sar l'ultima sfida per la conquista del palio. A chiudere la giornata la cena delle contrade in corso Garibaldi: festa a tavola per tutti, con i vincitori che potranno cibarsi del gusto prelibato della Porchetta Rovers. Il palio invece sar consegnato alla contrada vincitrice domenica 2 ottobre nel pomeriggio dal Sindaco di Thiene Maria Rita Busetti nel corso della manifestazione Rievocare Veneto. A fare da cornice ai giochi del palio ci saranno numerosi gruppi che animeranno con musica, colori, fantasia e tradizione, tutti rigorosamente in costume d'epoca: Modi Versus, Convivio dei Giullari, Giullar Cortese Gianluca Foresi, Commenda Maladense, Gruppo Arcieri e il falconiere Franco De Muri. La regia e la direzione artistica dell'evento sono di Alberto Chester Stella.

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A palazzo zabarella: il simbolismo in italia

Federico Bano annuncia "Il Simbolismo in Italia". L'appuntamento, per molti versi imperdibile, dal 1 ottobre di quest'anno al 12 f ebbraio del 2012, a Padova, in Palazzo Zabarella (via degli Zabarella 14). A realizzare questa nuova impresa la Fondazione Bano, qui ancora una volta insieme alla Fondazione Antonveneta, ha chiamato Fernando Mazzocca e Carlo Sisi con Maria Vittoria Marini Clarelli, direttore della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Il tema e l'ambito sono ben noti: a cavallo tra Otto e Novecento, l'inconscio irrompe nell'arte e nulla sar pi come prima. E' la scoperta di un mondo "altro", affascinante, intrigante, di una nuova lente che vira la percezione di ogni realt, si tratti di un paesaggio fisico e di un moto dell'anima. E' la storia di un movimento che si estende velocemente su scala europea ma che qui viene compitamente - ed la prima volta - indagato nella sua fondamentale vicenda italiana. Non senza proporre confronti oltre confine e in particolare con l'ambito austriaco del Simbolismo: valgano tra tutti la Giuditta - Salom, di Gustav Klimt o Il Peccato, celebre capolavoro di Franz von Stuck: due opere che valgono da sole la visita alla mostra. Ma se i raffronti internazionali sono di assoluta qualit, ci che di italiano offrono le otto sezioni di questa mostra, non certo da meno. Sono opere che, nel loro insieme, ricostruiscono quel dibattito sulla missione dell'arte che infuoc quegli anni di decisive mutazioni sociali. Opere che evocano ci che aleggiava negli ambienti letterari e filosofici di Gabriele D'Annunzio o di Angelo Conti o nei cenacoli musicali devoti a Wagner, mentre le Esposizioni portavano in Italia i fermenti dei movimenti europei. Proprio con una esposizione, la Triennale di Brera del 1891, si apre l'itinerario della mostra che presenta affiancate Le due madri di Giovanni Segantini e Maternit di Gaetano Previati, quadri che segnano la sintesi fra divisionismo e contenuti simbolici. Segue una

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sezione dedicata ai 'protagonisti': gli artisti italiani e stranieri che parteciparono direttamente a quell'avventura poetica cresciuta intorno al Manifesto del 1886 di Jean Moras e all' "arte di pensiero" foriera della poetica degli stati d'animo. "Un paesaggio uno stato dell'anima" scriveva Henry-Frdric Amiel e a questo principio ispirata la sezione che, trattando del sentimento panico della natura, espone opere dove prevalgono, nella rappresentazione del paesaggio, la nebbia, i bagliori notturni, la variabilit atmosferica, le situazioni insomma pi facilmente collegabili ai turbamenti psicologici. A prefazione di questo tema l' Isola dei morti di Bcklin nella raffinata ed inedita versione di Otto Vermehren, affiancata dai dipinti di Vittore Grubicy, di Pellizza da Volpedo, di Plinio Nomellini. Il mistero della vita il soggetto della successiva sezione. Qui troviamo la rappresentazione di azioni quotidiane: la processione, le gioie materne, il viatico, la partenza mattutina. Emblemi di quell' "artista veggente" che aveva il compito, secondo le teorie simboliste, di decifrare il mondo dei fenomeni e di cogliere le affinit latenti e misteriose esistenti tra l'uomo e la realt circostante. Alle soglie del Novecento, Angelo Conti affermava che la natura, anche nelle sue calme apparenze, era "tutta uno spasimo, una frenesia di rivelarsi ed esprimere, per mezzo dell'uomo il segreto della sua vita": un segreto che spesso era demandato a rappresentazioni dense di rimandi letterari, di evocazioni mitologiche cariche di sensualit, in cui l'artista esibiva la capacit di trasformarne quei contenuti in immaginazioni rare e coinvolgenti, come nei dipinti di Pellizza da Volpedo, Morbelli e Casorati. L'ispirazione preraffaellita domina la pittura di Giulio Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis realizza le aspirazioni figurative di D'Annunzio, Galileo Chini intesse sontuose e iridescenti allegorie, Leonardo Bistolfi interroga la Sfinge, Gaetano Previati riscopre nella storia il dramma di Cleopatra: le sezioni che illustrano il mito e l'allegoria propongono i capolavori di questi artisti mettendone in evidenza la portata internazionale attraverso il confronto clamoroso per importanza e qualit - con le opere di Gustav Klimt e di Franz von Stuck. E' nella sezione dedicata al 'bianco e nero', cio alla nutrita produzione grafica degli anni fra Otto e Novecento, che meglio si comprende il dialogo degli italiani con la cultura figurativa mitteleuropea, impegnata ad indagare i pi riposti sentimenti dell'uomo, i suoi fantasmi interiori. Spiccano in questa i fogli di Gaetano Previati, di Alberto Martini, di Romolo Romani, di Giovanni Costetti, di Umberto Boccioni, del giovane Ottone Rosai, che variano dall'allegorico, al fiabesco, al fantastico, all'orrido, confermando l'idea allora ricorrente che solo attraverso il disegno si riuscisse a preservare la spiritualit della visione dalle scorie della quotidiana esperienza. Il percorso della mostra si conclude nella 'Sala del Sogno', che alla Biennale di Venezia del 1907 aveva consacrato le istanze e le realizzazioni della generazione simbolista creando una vera e propria scenografia affidata all'ingegno decorativo di Galileo Chini e agli artisti che, con la loro militanza, avevano contribuito ad alimentare le poetiche del 'piacere' e dell'inquietudine, della bellezza e del mito, della spiritualit e degli stati d'animo, sostenendole con tenacia fino alle soglie della rivoluzione futurista cui introducono due capolavori ancora simbolisti di Umberto Boccioni come Il sogno (Paolo e Francesca) e La sorella intenta a cucire. Il Simbolismo in Italia Padova, Palazzo Zabarella, Via degli Zabarella, 14 Padova 1 ottobre 2011 - 12 febbraio 2012 Informazioni, biglietti e prenotazioni: tel. 049.8753100, info@palazzozabarella.it

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modernita Atene, tra storia e modernita

Diario di viaggio, rubrica a cura di Francesca Monti Atene una citt che mi ha sempre affascinato, fin dagli anni della scuola, quando leggevo delle epiche battaglie contro Sparta, delle leggende mitologiche legate alle divinit dellOlimpo, delle affascinanti teorie dei grandi filosofi come Socrate, Platone e Aristotele, delle tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide, delle commedie di Aristofane, delle poesie di Simonide o delle storie di Erodoto, Tucidide e Senofonte, e ammiravo la bellezza delle sculture di Fidia. Era da qualche tempo che desideravo passare un week-end in questa citt, ma gli scontri degli ultimi mesi, causati dalla crisi economica e politica, mi avevano fatto rimandare il viaggio. Poi ho deciso, dopo aver letto su internet le ultime news ed essermi informata sulla situazione, di prenotare un volo ed andare a vedere coi miei occhi comera Atene. Patria di Socrate e Platone, secondo la leggenda fu edificata dalla dea Atena. Un'altra versione del mito spiega che l'origine della citt dovuta alla dea Atena non come fondatrice, ma solo nelle vesti di protettrice. Il mito racconta che, al momento della fondazione della citt, il Fato aveva stabilito che sarebbe diventata ricca, prospera e la pi potente di tutta la Grecia. Atena decise, quindi, di prenderla sotto la sua custodia. Tuttavia, anche Poseidone la voleva sotto la sua protezione, poich la cittadina era molto vicina al mare. Atena e Poseidone entrarono in conflitto, perch nessuno dei due voleva concedere la giovane citt all'altro; neppure Zeus riusc a metterli d'accordo. Cos Atena propose di lasciar decidere ai cittadini chi ne avrebbe preso la custodia. Atena e

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Poseidone riunirono il popolo della citt sull'Acropoli e dissero che ciascuno dei due avrebbe concesso un dono: il regalo giudicato migliore avrebbe fatto vincere la rispettiva divinit. Poseidone fece comparire un magnifico cavallo, mentre Atena fece nascere dal terreno un ulivo. A quel punto dalla folla si fece avanti uno degli anziani pi autorevoli affermando che entrambi i doni erano degni di essere scelti e avevano un significato: il cavallo rappresentava la forza, il coraggio, la guerra, mentre l'ulivo la prudenza, la serenit, la pace. L'anziano disse anche che la guerra poteva portare ricchezze, potere, ma era incerta; invece la pace, anche se i beni che concedeva erano meno vistosi, era pi sicura e duratura. Tutti concordarono con le parole dell'anziano e scelsero il dono di Atena, che diede il suo nome alla citt. Dopo la decisione, i cittadini promisero a Poseidone che avrebbero innalzato un tempio anche per lui e gli avrebbero concesso i sacrifici dovuti, per mantenere il suo favore: infatti, Atene si trovava poco distante dal mare, e quest'ultimo sarebbe divenuto il fulcro della sua civilt. Sotto la protezione di Atena, dea della saggezza, Atene divent una citt fiorente, abile anche nelle guerre, per l'intelligenza e per l'attento uso della tattica dei suoi comandanti. Finch Atene mantenne i valori della prudenza, della diplomazia, della pace, visse senza problemi: quando li abbandon, decadde e venne assoggettata. Secondo unaltra leggenda, la citt sarebbe stata fondata dal leggendario Cecrope, che era mezzo uomo e mezzo serpente. Il mito lo considera primo re di Atene. La capitale della Grecia non solo storia, miti e leggende, anche modernit, venditori ambulanti con i loro vestiti coloratissimi, taverne, night club e teatri allaperto ed stata resa ancora pi bella dalle Olimpiadi del 2004. Arrivata allaeroporto El. Venizelos, ho preso il bus che mi avrebbe portato fino a Piazza Syntagma, cuore della citt. In realt siamo dovuti scendere poco distante dalla piazza perch in quel momento c'era una contestazione pacifica con tanto di striscioni e chitarre, di alcuni gruppi che protestavano contro le decisioni prese dal governo. Ho posato lo zaino all'ostello che avevo prenotato, nel quartiere di Plaka e ho iniziato il mio viaggio alla scoperta della citt. La Plaka abitata da circa 7.000 anni e non stata intaccata e modificata dagli scavi. Proprio per il suo aspetto inalterato, una delle zone pi turistiche della citt con le sue botteghe caratteristiche, i palazzi e le chiese bizantine, i monumenti appena nascosti dalle piccole stradine e i numerosi negozi di souvenir e oggetti particolari. E' piacevole passeggiare tra i vicoli e cenare in uno dei tanti ristorantini all'aperto, ascoltando il sirtaki e la musica degli artisti di strada, in unatmosfera rilassata e coinvolgente. Seconda tappa: La Torre dei Venti, chiamata anche horologion, una torre ottagonale in marmo Pentelico, situata nell'agor romano di Atene. Il costruttore presumibilmente Andronico di Cirro, che l'avrebbe realizzata nel 50 a.C; ma secondo altre fonti sarebbe stata costruita nel II secolo a.C., prima del resto del foro. La struttura alta 12 metri e ha un diametro di circa 8 metri. Nel passato era sormontata da una specie di banderuola a forma di Tritone, indicante la direzione del vento.

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Sotto il fregio raffigurante le otto divinit del venti - Borea (N), Kaikias (NE), Euro (E), Apeliote (SE), Noto (Astreo) (S), Lips (SO), Zefiro (O), e Skiron (NO) - ci sono nove meridiane. All'interno si trova una clessidra, funzionante tramite l'acqua proveniente dall'Acropoli. Nel periodo paleocristiano l'edificio fu usato come campanile per una chiesa bizantina. E' rimasta parzialmente sepolta sotto terra fino al XIX secolo. Esiste una torre simile a Sebastopoli, costruita nel 1849, ed un'altra a Bergamo, costruita nel periodo fascista. La Torre dei Venti si trova allinterno dell'agor, dove pulsava il cuore commerciale, politico e amministrativo di Atene e tutti gli uomini si ritrovavano per prendere decisioni politiche importanti e concludere affari. Proprio nell'agor, nel 399 a.C. , il grande filosofo Socrate fu condannato a morte perch accusato di corruzione nei confronti della giovent e nonostante gli fosse stato offerto un modo per salvarsi, il filosofo volle comunque scontare la sua pena, bevendo la cicuta, dimostrando a tutti l'importanza del rispetto delle leggi. L'Hephaisteion o Tempio di Efesto un tempio greco situato poco sopra l'antica agor. E' uno dei templi dorici meglio conservati al mondo, pur essendo meno noto del vicino Partenone. Il tempio conosciuto anche come Theseion, perch ritenuto erroneamente in epoca bizantina, il luogo di sepoltura di Teseo. E arrivato finalmente il momento pi atteso del viaggio, la visita alla mitica Acropoli. La salita a questo meraviglioso monumento abbastanza faticosa, soprattutto per il gran caldo, ma all'arrivo la vista ripaga lo sforzo. L'Acropoli domina la valle circostante da uno sperone di roccia, caratterizzata da bellissimi monumenti ed il simbolo universale della civilt e dello spirito classico, ricco di fascino e di mistero. E' il pi grande complesso

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architettonico ed artistico lasciato dalla civilt greca a tutto il mondo: una collina rocciosa dove sono sorti importantissimi pensieri filosofici e ambiziose strategie politiche. Durante l'epoca di Pericle fu realizzata la ricostruzione dell'acropoli, con la costruzione del Partenone, dei Propilei ed in seguito dell'Eretteo e del Tempio di Atena Nike. Il Partenone uno dei Templi pi belli di tutta l'umanit. Simbolo di Atene e della sua cultura intellettuale che si contrapponeva alla forza fisica per governare le cose del mondo tipiche della citt avversaria, Sparta, fu eretto nel quinto secolo avanti Cristo sull'acropoli ateniese in onore della dea Atena Parthnos, per volere di Pericle, dagli architetti Ictino e Callicrate. Il Partenone il pi grande esempio di arte dorica, dotato di diciassette colonne sui lati lunghi e otto sui lati corti. Le decorazioni scultoree furono progettate da Fidia, come la statua di Athena Parthnos, andata purtroppo perduta. Nei secoli successivi il Partenone fu trasformato in chiesa cristiana prima e in moschea dopo la conquista ottomana della Grecia. I turchi utilizzarono il tempio come deposito di armi e munizioni. Nel 1687 durante l'assedio veneziano alla citt di Atene, un colpo di mortaio sparato da una nave colp il tempio che fu praticamente distrutto. In seguito si provvide alla ricollocazione delle parti superstiti, ricostruendo solo parzialmente il tempio, al quale tuttavia mancano numerose parti scolpite che nel XVIII secolo gli inglesi acquistarono dai turchi e trasportarono a Londra dove sono conservate nel British Museum. Da visitare il Museo dellAcropoli che ospita molte opere famose tra cui: il Moscoforo, i Quattro delle Cariatidi dell'Eretteo, la Kore del Peplo, l'Atena pensosa, la Metope del Partenone di Fidia. Tra lagor e lAcropoli si trova lArepago ( "Collina di Ares"). Nel periodo monarchico vi si riuniva il collegio delle supreme magistrature dello stato presiedute dal re (governo dei 9 arconti), mentre intorno al 624 a.C. tale termine venne utilizzato per indicare l'assemblea degli anziani (ex arconti). La sua principale funzione era quella di occuparsi della custodia delle leggi contro ogni violazione e della giurisdizione sui delitti di sangue. Il suo orientamento fu del tutto conservatore, e la sua composizione formata da membri provenienti dall'aristocrazia, per anzianit o per principi ereditari, accentua il suo indirizzo moderato e sancisce il suo ruolo decisivo nella custodia delle leggi, della pubblica moralit e dei culti cittadini. L'areopago perdette lentamente il controllo della vita pubblica col sorgere delle prime forme di democrazia, che presero subito piede rispetto alle leggi arcaiche dell'arcontato, i cui membri erano addirittura eletti a vita, senza possibilit di rinnovo del consiglio. A partire dal 487 a.C. ci fu il declino dell'areopago, grazie alla rivoluzione democratica avviata da Clistere, con la fondazione della Boul. Arepago deriva da Ares, dio della guerra greco. Secondo la leggenda il dio sarebbe stato accusato di omicidio da Poseidone, dio del mare greco, e Ares sarebbe stato giudicato da dodici dei, riuniti come giudici del tribunale, proprio in quel luogo. Secondo un'altra versione storicamente sulla collina sorgeva un tempio dedicato ad Ares. Un'altra tappa consigliata il Museo

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Archeologico Nazionale di Atene, fra i dieci musei pi importanti al mondo per la vastit e la ricchezza delle sue collezioni, che ripercorrono le origini di questo affascinante Paese e tracciano il percorso di tutte le culture che sono passate da qui. Il patrimonio presente nel Museo Archeologico Nazionale di Atene diviso in vari settori: al pianterreno, la sezione delle sculture e quella preistoria, dove si ripercorrono i primordi della storia della Grecia, mentre al secondo piano si trova la splendida collezione delle ceramiche. Dopo un buon gelato acquistato a Monastiraki, mi incammino per le vie di questo splendido quartiere, che brulica di vita grazie al famoso mercato che si tiene in questa zona. Il mercatino di Monastiraki unesplosione di colori e di vivacit, dove si pu trovare di tutto, dagli strumenti musicali alle scarpe, dai vestiti usati a cellulari, elettrodomestici, cd, video e addirittura caviale. Tantissime le bancarelle immerse nei vicoletti e nelle stradine di Monastiraki che ospita anche bellissime chiese e monumenti da visitare. Sparsi in ogni angolo artisti di strada, bar e caff allaperto, venditori di frutta fresca e scca. Prossima tappa: Piazza Syntagma, il cuore della citt. Il nome "Syntagma" pu essere reso in italiano come piazza dello Statuto o piazza della Costituzione e fa riferimento alla maestosa facciata del parlamento alla cui base situato il monumento al milite ignoto sorvegliato dagli "Evzones", guardie con il caratteristico costume greco. Il parlamento greco monocamerale ed composto da 300 deputati eletti per 4 anni con sistema proporzionale. Il parlamento esercita la funzione legislativa insieme al governo. Si riunisce di diritto il primo luned del mese di ottobre, a meno che il presidente della repubblica non labbia convocato anteriormente. Piazza Syntagma una delle principali mete turistiche di

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Atene per la sua storia tormentata e per la sua vicinanza alle zone pi interessanti e affascinanti della citt. In questi giorni la piazza occupata da alcuni gruppi che protestano contro la manovra di governo per salvare la Grecia dal tracollo economico. In giugno la zona stata al centro degli scontri tra polizia e manifestanti, ora la situazione leggermente pi tranquilla. Da vedere lo Zappeion, una costruzione neoclassica situata nella parte meridionale del centro storico di Atene e progettata dall'architetto danese Theophil Hansen. La realizzazione di questo edificio dovuta ai progetti del commerciante ed organizzatore Evangelos Zappas, che aveva devoluto parte dei suoi beni nell'organizzazione di manifestazioni sportive internazionali. Dopo lapertura avvenuta nel 1888, questo edificio fu utilizzato per i Giochi Olimpici del 1896, quelli della I Olimpiade dell'et moderna. Per l'occasione, lo Zappeion ospit le competizioni di vari sport di combattimento. Zappas, il mecenate, nel frattempo era gi morto. Il trattato per l'entrata della Grecia nella Comunit Europea nel 1981 fu firmato proprio nello Zappeion. Nei pressi del monumento si trovano i bellissimi Giardini nazionali e a circa 700 metri pi a est c il Tempio di Zeus, costruito sulle rovine di un tempio preesistente per volere dei tiranni Pisistratidi nel 515 a.C. Durante gli anni della democrazia ad Atene non si continu a costruire il tempio perch la costruzione era ritenuta un'insolenza verso la divinit, se edificata sulle basi gettate dai Tiranni. I lavori ricominciarono nel 174 a.C. sotto Antioco IV, durante la dominazione macedone. Il tempio venne riprogettato dallarchitetto romano Cossutius, in modo che fosse il pi grande che il mondo avesse mai visto, cos come desiderato dal sovrano macedone. La costruzione fu nuovamente interrotta quando il sovrano mor nel 163 a.C. Il tempio fu completato da Adriano tra il 129 e il 131 d.C. Il sovrano dedic il tempio a Zeus, conosciuto a Roma come Giove, il re degli dei. Fece erigere una statua in oro e avorio di Zeus nella cella e, poco distante da questa, una sua statua grossa quanto quella del dio. Non rimane tuttavia nulla dell'interno del tempio, distrutto dai barbari e usato come cava di pietre. Si pensa che per, come molti altri edifici in Grecia, possa essere stato distrutto da un terremoto durante il Medioevo e che le rovine rimaste furono reimpiegate come materiali da costruzione. Nelle vicinanze si trova anche lo Stadio Panathinaiko (in greco , "stadio di tutti gli Ateniesi"), noto anche come il Kallimarmaron, (cio "dei bei marmi"). E uno storico stadio di Atene, l'unico al mondo costruito interamente con marmo pentelico (quello proveniente dal Monte Pentelico). Lo stadio inoltre famoso per aver ospitato gli eventi principali dei Giochi della I Olimpiade, dei Giochi Olimpici intermedi ed alcuni eventi dei Giochi della XXVIII Olimpiade. Nell'antichit, venne usato per ospitare i Giochi Panatenaici, in onore della dea Atena, protettrice della capitale greca. Durante l'et classica, lo stadio aveva i posti a sedere in legno; venne rinnovato con il marmo del monte Pentelico dall'arconte Licurgo nel

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329 a.C. Nel 140 a.C. venne ampliato da Erode Attico, raggiungendo i 50.000 posti. Rimasto sepolto per diversi secoli, venne riscoperto nel 1870 e restaurato con i fondi di Evangelis Zappas, per i Giochi Olimpici di Zappas, un personale tentativo di rinascita delle antiche Olimpiadi, giochi che si tennero nel 1870 e nel 1875. Venne restaurato una seconda volta nel 1895, in occasione dei primi Giochi Olimpici, grazie al benefattore greco George Averoff. Lo stadio stato costruito molto tempo prima che le dimensioni delle strutture sportive di atletica leggera fossero state standardizzate e per questo la sua pista segue l'antica traccia. Pu contenere circa 80.000 posti su 50 file diverse di gradini in marmo. Nei tempi recenti, questo stadio venne usato spesso come sede di celebrazioni per vittorie sportive, come quella della Nazionale di calcio agli Europei o la cerimonia di apertura dei Mondiali di atletica leggera del 1997, con un concerto del compositore Vangelis. Durante i Giochi Olimpici del 2004, il Panathinaiko ospit il torneo di tiro con larco e l'arrivo della Maratona, vinta dal campione azzurro Stefano Baldini. Infine il Pireo, il porto di Atene, dal quale oggi si possono prendere navi e traghetti per tour in alcune delle pi belle isole della Grecia, come Samo, Chio, Mikonos, Creta, Rodi, Egina, Hydra, solo per citarne alcune. La citt costellata di negozi, botteghe e mercatini sparsi un po ovunque, dove poter fare shopping. Ci sono poi quartieri dove trovare boutique di alta moda, come nelle zone di Glifada, Kifissi e Kolonai. Discoteche, locali alla moda e divertimento sono concentrati principalmente nella zona di Monastiraki, Piazza Syntagma e Piazza Omonia, mentre per una cena tipicamente greca consiglio i ristoranti e le taverne della Plaka. Buona la cucina che propone piatti interessanti come la moussak, un pasticcio di carne e melanzane, i souvlaki, spiedini di carne e verdure, i dolmades, foglie di vite ripieni di riso, cipolle e pomodoro con erbe aromatiche, la tyropitakia, formaggio fuso al forno in piccoli triangoli di pasta sfoglia. Famose sono le insalate come la choriatiki, con pomodoro crudo, olive, peperoni, cipolle e feta, il buonissimo formaggio greco, ottimo anche fritto. Numerosi sono anche i piatti a base di pesce. Un ingrediente che non manca mai sulla tavola greca lo yogurth, servito con frutta secca e miele, o impiegato per preparare salse, come la tzatziki, con cetriolo, aglio e olio. Come bevande ci sono la birra, il caff greco, la retzina, tipico vino bianco locale e louzo, aperitivo a base di anice. Insomma, una citt molto bella, con tante sfaccettature, che unisce storia e modernit, cultura e divertimento.