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NEWS 26/3/2007 - PERSONAGGIO INESAURIBILE

San Francesco giullare del cinema

Nel film tv di Fabrizio Costa si raccontano per la prima volta la vicenda parallela di Santa Chiara e la visita al Sultano
SIMONETTA ROBIONY

ROMA Un altro. Un altro San Francesco in tv. Lultimo non molto tempo fa - era stato quello di Michele Soavi con Raul Bova. Prima cera stato quello di Rossellini, indimenticato, di Michael Curtiz, dimenticato, i due di Liliana Cavani, il primo con Lou Castel il secondo con Mickey Rourke, discussi, e in mezzo quello visto e stravisto di Zeffirelli, Fratello Sole, Sorella Luna. Questo, appena finito di girare in Umbria e in Tunisia, prodotto dalla Lux di Matilde e Luca Bernabei per Raifiction, interpretato da Ettore Bassi e Mary Petruolo, pi, tra i tanti, Lando Buzzanca, Angela Molina, Antonella Fattori, Ignazio Oliva, ha una prerogativa evidente fin dal titolo scelto: Chiara e Francesco. Racconta infatti, in parallelo, la storia dei due santi, immaginando un rapporto tra loro pi stretto di quanto non venga affermato dalle testimonianze storiche, assai carenti. Spiega il regista Fabrizio Costa, quello di La cittadella, Cime tempestose, Madre Teresa, che la prima volta che si mettono in unopera filmica le vite dei due santi in parallelo. La vocazione di Chiara fu influenzata da quella di Francesco. Erano entrambi di Assisi, tutti e due di ricca famiglia, lei pi piccola di dieci anni: lesempio di questo giovane uomo che rinunci a tutto per seguire la scelta di farsi povero tra i poveri deve averla per forza convinta a rispondere alla chiamata di Dio. E poi ci piaceva che la vocazione maschile delluno fosse completata da quella femminile

dellaltra. Ma c unaltra novit: contrariamente al solito, qua viene dato molto spazio al viaggio in Terrasanta compiuto da Francesco per incontrare il Sultano e por fine alla guerra tra musulmani e cristiani: Anche se Francesco non riusc a concludere la pace tra due eserciti, il suo dialogo col Sultano ebbe successo: la stima per lui del capo dellesercito dei saraceni un evento storicamente accertato, sottolinea il regista. Come sempre avviene per figure ricche e importanti quali quella di Francesco, ogni filmato che si occupa di lui, a seconda degli anni in cui realizzato, ne accentua uno o un altro aspetto. Solare e acuto il Francesco, giullare di Dio che Rossellini realizz nel 1950, in pieno neorealismo, con attori non professionisti. Mistico e disperato il Francesco della Cavani con Rourke girato alla fine degli anni Ottanta, sullo sfondo di un Medioevo di sangue e fango. Elegiaco, bucolico, con toni che riecheggiano la contestazione giovanile e le scelte del movimento hippy, quello di Zeffirelli del 1971. Illustrativo, quasi laico quello di Raul Bova per Canale 5. Era ovvio che in un periodo qual il nostro, chiarisce Fabrizio Costa, con un conflitto aperto tra loccidente cristiano e il fondamentalismo islamico, lincontro tra Francesco e il Sultano acquistasse un particolare rilievo sottolineando che solo con il dialogo che possono risolversi questioni di tale ampiezza. Francesco, per noi, non solo il santo che parl col lupo: anche luomo che seppe comprendere qualsiasi forma di diversit. Dei molti Francesco del cinema e della tv, il suo preferito qual ? Certamente quello di Rossellini. Per questo nella mia fiction ho esaltato una religiosit legata alla giovent, alla leggerezza, alla letizia. La follia di Francesco e di Chiara simbolo di quella follia necessaria nel mondo a compiere grandi imprese. Quali testimonianze restano della vita di Chiara? Pochissime. Si sa che ha fondato lordine di clausura delle Clarisse e che ha scelto la regola francescana della povert rifiutando ogni dote. Ci siamo permessi perci di inventare. Abbiamo immaginato perfino che sia stata presente ai funerali di Francesco, chiudendo in tal modo lintreccio delle loro esistenze. Soddisfatto del materiale girato? Stavolta s. Mi pare risponda alle mie intenzioni.