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PROGETTARE IL MIO ABRUZZO (E MAGARI IL MOLISE POSSIBILMENTE) - equilibrio tra il mare ed i monti La montagna abruzzese e quella del sannio

molisano, sono oggi in forte fermento a causa di una protesta in atto ed una richiesta, partita dallAssociazione BiRegionale Majella Madre di Agnone, di riunificazione delle due regioni Abruzzo e Molise. La proposta, alla quale hanno aderito diversi consiglieri regionali abruzzesi, sembra perfettamente rispondente alla necessit di ammodernare il Paese e di rendere pi efficente il sistema amministrativo attraverso lottimizzazione della gestione per ridurne i costi. La creazione di macro regioni sono, a dire il vero, obiettivi chiari e dichiarati di numerosi esponenti della politica nazionale. La Provincia di Isernia, sembrerebbe prossima alla soppressione a causa del numero davvero esiguo di abitanti (88.000) e la stessa Regione Molise, che conta circa 320.000 abitanti, potrebbe seguire lo stesso destino considerando che la volont dichiarata dallazione di Governo tendente a razionalizzare e riorganizzare mirando alla funzionalit, efficienza con conseguente auspicabile abbattimento dei costi. Secondo il parere dellassociazione, confermata dai fatti visti i 1533 euro circa che lo Stato spende annualmente pro capite in questa regione (notizia data il 23 Luglio 2010 da Radio 1 ore 17,30 circa), e che la collocano nellimbarazzante posizione di cenerentola dItalia il Molise sistematiamente additato e portato quotidianamente ad esempio di negativit, il che produce in molti cittadini preoccupazione e rabbia. Credo comunque che certe statistiche ed analisi vadano viste con estrema cautela poich mi pare ovvio che confronti tra regioni quali la Lombardia e il Molise, sono da evitare poich lampante che dove sussiste una densit abitativa molto alta le spese si riducono notevolmete, mentre salgono in modo esponenziale se il territorio ampio, frazionato e la densit abitativa bassa. Nonostrante questa doverosa nota giustificativa, le cifre appaiono davvero troppo rivelanti. Mentre i costi gestionali continuano a rimanere troppo alti per le casse vuote del Molise, i tagli si sono gi abbattuti, come sempre avviene in una italia povera di idee, sulla periferia politica e territoriale molisana ovvero sullAlto Molise e su Agnone, e la chiusura dellOspedale Caracciolo ne levidente, aim tragico riscontro. Il tutto lascia intravvedere un prossimo forte regresso di questi territori, sempre eccessivamente trascurati dalla centralit del capoluogo Campobasso, almeno questo si comprende dalle voci della crescente protesta. Il presidente Chiodi (Abruzzo), intervistato, ha citato studi/analisi recenti, che effettivamente definiscono un numero minimo di abitanti per organizzare una ideale ed efficiente amministrazione del territorio; non si poi voluto esprimere, per ragioni di opportunit, sulla possibile riunificazione. Il numero complessivo di abitanti delle due regioni messe assieme, comunque non raggiungerebbe quel minimo ideale sopracitato

Il vespaio sollevato induce gli esponenti ed autorit politiche a riflessioni profonde sul futuro da assicurare ad una zona profondamente colpita da tutti i problemi di cui soffre oggi la montagna. La spinosa questione molisana non passa inosservata ai cittadini dellAlto Vastese e del Medio Sangro e crea interesse e fermento. Anche queste zone, altrettanto trascurate, sono alle prese con una desertificazione del territorio causata da mille motivi primo fra tutti lestrema difficolt di accedere ai servizi essenziali. Lintuito e la lungimiranza suggeruiscono che il focolaio di protesta possa segnare la svolta, la presa di coscienza e lesplosione di una forte volont di riscatto dopo aver raschiato il fondo del barile che acceleri verso la costituzione di una macro regione. Lipotesi che qualcuno colga lopportunit di organizzare il dissenso facendo sua la disperazione di questi martoriati cittadini quanto mai realistica, poich essi rappresentano un potenziale esercito con la efficace arma del voto. Pensate a quante preferenze potrebbero confluire in una lista organizzata, partito o movimento che si ponesse lobiettivo di invertire, legittimato del voto di protesta popolare, la tendenza che continua a privilegiare la centralit, i capoluoghi ed i grossi centri. La chiamata a raccolta dei poveri per combattere i ricchi divenuti sanguisughe sulla pelle della povera gente. Una evoluzione in tal senso, e lidea della discesa in campo di uno o pi scaltri condottieri, un po rudi alla Bossi per intenderci, ed in grado di far pesare quel carico enorme di preferenze come un macigno certamente, a mio parere, nemmeno del tutto deprecabile se si ha a cuore, la sopravvivenza di questi territori ricchi di storia e tradizioni. Un Bossi in pianura (Padania) ed un suo antagoista in montagna, sugli Appennini! Camandante coraggioso alla testa una schiera di cittadini sotto una nuova bandiera che molli un calcio, ripudiando decisamente, le ideologie (spesso palle ai piedi per chi ambisce al progresso), e strategie di Partito; un movimento che potrebbe essere facilmente estendibile, con la spinta mediatica resa disponibile da Internet e Social Networks (di cui potenzalit molti si sono accorti, vista la presenza massiccia di Politici riscontrabile), una facile estensione a tutte le comunit che soffrono gli stessi problemi nellItalia tutta dalle Alpi agli Appennini senza escludere le zone interne insulari. Scenari lontani ma non impossibili che potrebbero cambiare e sconvolgere lassetto politico Italiano. La proposta di uomini e donne presenti ed attivi sul territorio, vicini ai problemi della gente cui poca importa delle beghe infinite dei partiti italiani in quanto alle prese con problemi gravi di sopravvivenza, sarebbe convincente per indurre ad una partecipazione attiva nella scelta del proprio destino. Certo che la condivisione della protesta di alcuni esponenti della politica regionale di diversa estrazione, per ora a me piace vederla come una condivisione sincera delle problematiche e non certo dettata da ragioni di opportunismo. La mia convinzione non vacillante, conoscendo Tagliente e il suo attaccamento al Vastese, alla mia Materdomini (penso alla sua oramai sistematica presenza nella annuale ricorrenza), tenendo anche a mente il suo impegno nel recente passato nellassicurare, quando ai vertici della Regione, un pur minimo impegno economico

della Regione stessa nella opera di ristrutturazione del nostro Santuario (a Fraine nelle elezioni, egli aveva avuto una sola preferenza, e lAmministrazione non poteva certo considerarsi di vicino al PdL; per questo limpegno che assunse gli fa maggiormente onore in quanto matur la decisione per la constatata reale necessit della nostra Comunit e non in funzione della sua sudditanza politica). A dire il vero nemmeno nutro dubbi su Palomba in quanto nativo di Schiavi degli Abruzzi e pertanto realmente toccato dal problema. Voglio sperare anche che, per i vertici delle due Regioni, la mancata attenzione verso questi territori sia stata solo una deprecabile svista e niente pi. Desidero continuare a riporre la mia fiducia nellAbruzzo e cosiderarne gli amministratori uomini lungimiranti con progettualit tali da permettere, a breve, un riequilibio, un riassetto e quindi una crescita sinergica di tutto il territorio. Al contrario, in caso di delusione, non esiterei un solo istante a condividere strategie molto pi radicali. Riflessioni devono farle comunque doverosamente anche le Citt costiere; statistiche certe, (cartine riportate sul documento PIT Definitivo zona Vasto pubblicato sul sito della Provincia di Chieti), mostrano chiaramente che la crescita recente della Citt del Vasto e di tutte i Centri costieri avvenua esattamente a spese dellentroterra. (+ 21% la costa e 21% la zona pi interna). Riportiamo invece questi dati relativi alla Crescita di Vasto e di Fraine andando un po indietro nel tempo: VASTO nel 1961 abitanti 20.121 oggi 40.000 FRAINE nel 1961 abitanti 1284 oggi 409 Viene spontaneo gridare un Alt deciso (lesempio riportato quello di Vasto e di Fraine ma pu essere riferito a tutti i centri vicini alla Costa e quelli Montani). La citt che saccheggia il suo interland in fatto di risorse umane, questo il progresso del nostro Abruzzo e direi anche del Molise...Ora il momento di dire basta poich bisogna che abbiano il pudore di fermarsi e non chiedere, per loro, pi alcuno sforzo da parte delle istituzione. Se vogliono risorse le chiedano per i territori montani, poich le Istituzioni devono da subito iniziare ad impegnarsi in modo deciso e finalmente massiccio per le periferie. Ecco perch i cittadini delle zone montane devono mirare allunit e discutere con forza e, se gli interlocutori non vogliono intendere, dichiarare guerra allo strapotere cittadino. Le citt non dovrebbero pretendere, per se, pi nulla e collaborare attivamente affinch la loro futura crescita, sia garantita solo di riflesso dalla crescita della Montagna. Invece mi si deve constatare che persino Cupello, Monteodorisio etc, anchesse cresciute e ora calde vicine al sole rivierasco, sono Comui appartenenti a Comunit Montane e tolgono linfa a chi davvero ne avrebbe bisogno...Scusate ma io la reputo un vergognoso affronto. Meno male che con la riforma delle Comunit Montane centri come Cupello verranno giustamente estromessessi dalla neonascitura Comunit Montana Montagna Sangro Vastese. Forse, dopo decenni di immobilismo e sofferenze, si rende necessario stringersi intorno ad una idea, un sogno allettante per far riassaporare al popolo Abruzzese e Molisano un un trascorso di sviluppo e progresso ormai lontano, certamente molto

pi onorevole della staticit odierna. Un colpo mortale al nostro territorrio certamente fu inflitto nel 1963 con la separazione dellAbruzzo dal Molise tracciando un confine che difatto ha separato popoli storicamente uniti da radici molto profonde riconducibile allepoca dei Sanniti di cui si hanno tracce sia nellAlto Vastese che nel vicino Molise. La separazione ha reso la zona di Agnone periferia e schiava della centralit di Campobasso e deteriorato un Centro importante e di riferimento per la limitrofa montagna abruzzese penalizzando quellarea geografica. Un territorio che si ritrova, oggi, gestito da 2 regioni e 4 provincie. Come si pu pensare che possa procedere a progetti sinergici efficaci? Come si pu credere nella realizzazione di una strada provinciale (fondo valle treste) se sono 4 le provincie interessate? Questa dovrebbe essere una priorit per la provincia di Chieti ma anche per le due regioni e per lo Stato stesso; sarebbe opportuno che divenisse una Statale e completata con il collegamento alla Galleria di Castiglione Messer Marino. La prosecuzione del progetto dovrebbe impegnare, successivamente le istituzioni a migliorare il collegamento con Roma ed il Tirreno, obiettivo stragico quando fu costruito il ponte sul Sente. In realt il profondo malessere della Regione Molise ha fortemente influenzato, inevitabilmente, lAlto Vastese accelerandone la desertificazione. Inevitabilmente viene a mente la storica figura di Remo Gaspari (non le disavventure del tratto finale della vita politica del nostro Zio Remo), ma solo limpegno straordinario, lintelligenza politica e la spinta determinata dal peso della incredibile quantit di voti che il nostro, ora non pi giovanissimo condottiero, poneva sul piatto della bilancia nelle trattative e nei compromessi politici dellepoca che porarono poi ad una straordinaria crescita della nostra Regione. Dun colpo tutto si ferm e nessuno ebbe pi la forza ed il coraggio di prendere decisioni forti che avrebbero potuto scrivere una intelligente programmazione dello sviluppo della nostra Regione; forse necessariamente sarebbero state decisioni impopolari, ma sicuramente quanto mai opportune. In troppi hanno tirato acqua al proprio mulino cercando di spartirsi leredit della veccha DC e PSI ancor prima che spirassero definitivamente ed ora, tutti a riesumare e osannare gli epocali successi di uomini di questi storici partiti apponendo cos, implicitamente, una firma chiara sulla propria incapacit di proseguirne lopera. Capire i Tempi direbbe il Padre della Politica Abruzzese e pochi hanno compreso. Ma che ne della Politica stessa oggi? Chi ha ridotto cos il mio Abruzzo? Possibile che nessuno ha saputo prevedere ed anticipare il futuro? Possibile che i nostri rappresentanti del Popolo, cui si chiede anche di interpretare i momenti storici e porvi quindi rimedio legiferando con intelligenza, non sono riusciti nemmeno ad ascoltare le voci che annunciavano, non troppo velatamente, il futuro? E che dire dei progetti realizzati negli ultimi decenni? Forse, per quel che riguarda le nostre zone, immobilismo il termine pi efficace e meglio rispondente alla scottante realt? La politica Abruzzese non ha pi prodotto esponenti carismatici come quella di Remo Gaspari e Lui, il grande vecchio, non infierisce, e delicatamente oltre che modestamente afferma che il suo successo fu solo dovuto alle circostanze storiche e le fortunate opportunit del momento. Gli interpreti del nostro futuro!....mi viene da sorridere........

Pensavano forse che le famiglie della montagna si sarebbero accontentate di perdere le scuole, di continuare a viaggiare su strade malconcie spendendo pi per la benzina che per i pasti? Pensavano che forse avrebbero scelto come mezzo per i loro quotidiani spostamenti elicotteri e non moto (Honda) o autovetture (Fiat)? Colpa della incapacit progettuale dellindustria italiana e mondiale che non stata in grado di produrre un mezzo ad eliche a costi concorrenziali..........solo un banale errore nel leggere il futuro..............peccato. Forse, superficialmente, hanno pensato che le cose non sarebbero andate davvero cos. O forse hanno avuto larroganza di possedere il controllo della mente dei paesani, sbagliando clamorosamente. Non hanno previsto il profondo senso di responsabilit sempre vivo nei Montanari sfuggito a loro, narcisisti intenti a provvedere a se stessi ed al personale successo, che gli uomini della montagna sono da sempre stati educati dai loro antenati a sacrificare la loro stessa vita per la famiglia e figli. La conseguenza ovvia e prevedibile che nessuno se l sentita di rifilare, (intendo ai figli naturalmente), due ore ed oltre di rumoroso, glaciale autobus prima dellinizio di una lezione importante negli Istituti Superiori del Vasto. Poi lassistenza medica ridotta, la mancanza di tutti i pi elementari e vitali servizi, lassenza di qualsiasi forma di svago e persino i preti, anchessi a mezzo servizio. Di qui la forzata e per certi versi dolorosa decisione di comprare casa a valle. Tutti dimenticarono, nel legiferare decidendo le sorti dellAbruzzo e del Molise, che la ricchezza ed il prestigio di una citt data soprattutto dalloperosit del suo interland, dallequilibrio del proprio territorio, dalla distribuzione equa della ricchezza, della forza lavoro e delle attivit produttive. Le citt sempre pi ricche ed i paesini sui monti tragicamente ancora pi poveri. Pensate che quasi la totalit dei Montanari residenti nel Vasto o San Salvo (termine a me caro montanaro in quanto evoca sentimenti veri e spirito di sacrificio impareggiabili) hanno acquistato una abitazione conservando anche la propriet di quella ereditata sui monti. Ora, quella abitazione in montagna, divenuta seconda abitazione, non stata risparmiata nemmeno dallI.C.I.; risulta scontato che quando si tratta di ristrutturare questultima la questione diventa non pi prioritari. La morale che la eventuale dolorosa scelta di trascurarne una per mancanza di risorse economiche, e di questi tempi non c certo da rallegrarsi, induce certo a risparmiare sulla questa seconda abitazione e di qui laggravarsi della situazione di abbandono del patrimonio immobiliare dei Centri Montani. In realt nessuno ha mai preteso nulla di speciale, solo un impegno forte per far si che le distanze da tutto ci che vitale, divertimenti inclusi, diventassero accettabili, sicure, comode, e percorribili in tempi non esasperanti. Invece Nientelo scarsissimo impegno economico posto in essere dalla Regione e dalla Provincia, sono briciole offerte con sembianze di men prelibato se si considera i fiumi di miliardi investiti altrove. Una cosa che nessuno mai dice che qualche errore part da lontano, con la progettazione e realizzazione dellAutostrada A14; il clamoroso errore fu costruirla troppo a vicina alla costa (e qua una doverosa domada sul perch a Remo Gaspari

andrebbe posta). Doveva e poteva, invece, scorrere pi a ridosso della dorsale montuosa Appenninica come, per molti tratti avviene, dalle parti del Tirreno. Lautostrada, arteria vitale che fiancheggia il mare, rinunciando ai benefici che avrebbe potuto rappresentare per entrambe le sponde (est ed ovest), insomma un albero cresciuto a ridosso di un muro e che sviluppa i suoi rami solo da un lato. La collocazione poi delle attivit industriali sono state diretta conseguenza anche e soprattutto da questo errore progettuale ed ora siamo alle prese con la necessit di spendere massivamente per la costruzione di nuove strade per porvi rimedio. Tornando al Vasto ed a tutti i Centri straordinariamente cresciuti demograficamente, io penso che Non pu esserci Re se i sudditi saranno tra poco scomparsi o morti;...questa lamara riflessione sulla quale ogni cittadino dovrebbe porre un po della sua attenzione, ed anche i politici forse; se non altro per il rispetto dovuto ai nostri cari emigranti che di quei paesini conservano un ricordo vivace e gioioso nel pi profondo del loro cuore. Molti di questi mi inviano foto bellissime e dimenticate, molti mi domandano notizie di famiglie sparpagliate, mi chiedono di bellezze abbandonate o peggio devastate.....Ho rintracciato, con enorme fatica sul Web e Facebook, una infinita quantit di gente, nelle americhe e nei posti pi remoti del mondo, alcuni i cui bisnonni erano frainesi e, loro, i ragazzi, ne conservano persino i documenti di sbarco, certificati di matrimono e quantaltro il che la dice lunga sul loro orgoglio di essere di origine italiana ed abruzzese. Quegli stessi emigranti che per anni hanno sostenuto e, per quel che so, continuano a sostenere con fiumi di denaro le nostre comunit (penso alla ristrutturazione della nostra Materdomini) sostituendosi al dovuto doveroso intervento delle nostre istituzioni. Ma che diavolo raccontiamo a questa gente? Che il loro paese distrutto dalla stupida mancanza di programmazione e progettualit che avrebbe dovuto anticipare e prevedere il futuro? Limmaginazione della gente comune forse visualizzerebbe una fantomatica veggente con una palla di vetro posta sul tavolo. Ma chi comprenderebbe un discorso cos complicato? Vista la staticit delle cose, proviamo noi a dare qualche utile indicazione, con la premessa di non essere pienamente addentrati nel sistema legislativo ed amministrativo della Provincia e della Regione. Ma esprimiamo considerazioni maledettamente semplici: 1. Il primo fondamentale passo necessario riprendere il progetto di Remo Gaspari per un grande ed omogeneo Abruzzo, concentrando tutti gli sforzi sulla costruzione della SS 86 ferma a Castiglione M.MSu quella strada ed il collegamento con il fondo valle Treste vanno investite massivamente le risorse ed affermo che ogni altro spicciolo speso in Abruzzo sulla viabilit non a favore dei centri in rapida discesa demografica (tutti naturalmente anche quelli della Val di Sangro e di altre comunit altrettanto depresse (mi viene difficile, per la verit, immaginare situazioni peggiori) rappresentano un furto gravissimo perpetrato nei confronti dei fratelli abruzzesi meno fortunati ed anche un gravissimo affronto alla intelligenza amministrativa. In merito alla realizzazione dellopera, le Associazioni Ambientaliste, farebbero bene ad assumere una posizione molto responsabile poich se si permesso nel recente passato, senza batter ciglio, listallazione di impianti di produzione di energia eolica con mega-

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pale davvero obbrobriose e scellerate, non vedo come possano pensare di porre veti (come fatto in passato) per opere meno invasive e certamente vitali. Si vuole quella maledetta strada e raggiungere Vasto (da Fraine) in trenta minuti, Agnone in otto e non ultimo, per ragioni legate ad un fievole ma utile programmazione di turismo sinergico, Capracotta in venti. Aggiungiamo Bomba con il suo bel lago, la vivace e ricca Lanciano che attualmente distano cosi tanto da risultare, ai pi dei miei compaesani, perfetti sconosciuti. E necessario, anche, stravolgere il vecchio modus operandi nella ultimazione della Provinciale del Fondo Valle Treste con un radicale cambio di strategia ovvero procedendo celermente prima a realizzare le varianti ai pericolosi e dispendiosi, in fatto di tempo, tratti a monte (mi riferisco alla zona di San Michele nei pressi di Liscia ed al tratto dal Ponte di Carunchio a Castiglione) per risparmiare ai nostri studenti e lavoratori qualche maledetto quarto dora in eccesso su un pulman....o su una autovettura. Si vuole insomma che lattenzione a questa vitale arteria sia diversa, in breve, giungere ad una veloce scorrevolezza simile a quella della SP 154 (Vasto a Gissi). Le strade non per assecondare lindustria ma per porre i presupposti di crescita o almento di mantenimento del popolazione sui monti. Ovviamente non basta il solo cambio di strategia ma rimane necessario un impegno finanziario molto pi consistente. Promuovere iniziative per fare delle nuove Livigno, non dellInterland Milanese come vorrebbe la famelica Moratti, ma dei nostri Comuni al di sotto dei mille abitanti che a partire dagli anni 60 hanno perso almeno il 50% della popolazione residente (magari i limiti dei requisiti possono essere variati ed alche il numero dei destinatari della eventuale Legge da proporre. es: dare questa agevolazione anche ad un solo comune, per ciascuna Comunit Montana; ad un comune centrale in relazione alla posizione geografica.....gli altri ne godrebbero di riflesso di indubbi vantaggi). Allora si che in queste zone potrebbero esserci delle attraenti situazioni favorevoli per gli investitori e susseguente nascita di posti di lavoro e, valorizzazione apprezzabile della convenienza a risiedere in quei territori. Detassazione, anzi abolizione di ogni forma di tassazione sul lavoro Rosa nelle zone montane a forte rischio di spopolamento, poich verosimile che, e non ci vogliono scienzati per capirlo, una donna che lavora sui monti difficilmente acconsentir che il proprio nucleo Familiare si trasferisca a valle. Estensione dei benefici fiscali di recente istituzione a tutte le ristrutturazioni delle Abitazioni di questi luoghi, perch i muri di roccia spessi un metro sono molto pi degli innovativi sistemi di isolamento termico (agevolati) figli della moderna tecnologia. Classificare e considerare i Comuni non per numero di abitanti ma per numero di abitazioni perch il territorio che va preservato dallo sfacelo prima ancora che gli abitanti (se si intende salvare questi ultimi naturalmente). Prevedere agevolazioni con criteri nuovi mirati alla ripresa di una piccola economia rurale che aiuti a non morire ad esempio aiutando un associazionismo intercomunale dartigianato che permette di competere con le grandi distribuzioni, che progonga magari solo prodotti di nicchia ad altissimo contenuto qualitativo e fortemente tradizionali. Vedrei bene, esempio che le

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Comunit Montane invece che spartire le esigue risorse, procedessero alla realizzazione di qualche edificio (piccolo centro Commerciale) o addirittura locali riservati a queste piccole aziende consociate nei centri Commerciali gi esistenti. Sarebbe opportuno fare almeno un investimento sperimentale in tal senso. Ma, se si punta sulla inprenditoria locale (esigua ed inconsistente), le istituzioni devono accollarsi il grosso delle spese poich nessuno o quasi dei residenti ha la capacit e la forza economica di procedere ad un tale investimento. Interessare investitori non locali, attraverso conferenze, presentazioni, e convegni con partecipazione attiva delle associazioni dei commercianti e piccoli industriali unaltro necessario intervento (sempre sulla spinta di allettanti condizioni farorevoli agli investimenti). Accelerare la realizzazione delle linee supeveloci per la connettivit ed accesso al Web per sviluppare eventuali mercati virtuali. Creazione di sale multimediali da adibire a videoconferenze e permettere laprendimento senza eccessivi sacrifici. Obbligare Enti ed Organizzazioni molto vicini alle Istituzioni che si occupano di Formazione, sovvenzionati da denaro della Comunit Europea, della Regione o Provincia) a tenere corsi gratuiti, anche on-line, per aggiornare o spingere i giovani ad acquisire conoscenze professionali molto utili in relazione al territorio (i soldi messi a disposizione per la formazione devono essere usati per un fine altamente sociale e non divenire solo bottino da accaparrarsi, altrimenti meglio offrirli a privati che assicurino lo stesso servizio; se non altro, in tal modo, si evita di mantenere una miriade di dipendenti che sono assunti quasi sempre, senza concorsi su spinte familiari, politiche e sindacali, almeno cos funziona dove ora vivo, una vera riserva di spazi da gestire per garantirsi potere). Investire sulla integrazione di alcune Universit, con il territorio. I progetti, siano specificatamente mirati al riassetto del territorio ed alle possibilit di sviluppo delle zone depresse. I sindaci dei piccoli Comuni in collaborazione con le Comunit Montane assicurino alloggio e vitto a qualche minuto gruppo di studenti che possa studiare il territorio e farne oggetto di ricerca e susseguenti progetti. Creazione per ciascun piccolo Comune di un albo dei Tutor. Ovvero garantirsi una voce forte, per dar corpo alla loro voce; cerchino un personaggio in vista, famoso, che sponsorizzi la loro causa e diano a questi gli onori con la concessione della Cittadinanza Onoraria e magari la denominazione di una via cancellando i reali di savoia, non certo meritevoli di tanto onore visto il disastro procurato al mio Mezzogiorno dalla Unificazione dellItalia (il successo sar assicurato dal peso mediatico del Tutor Lonore in cambio dellImpegno) Vendita allasta, dandone rilievo mediatico, delle denominazioni delle altre rimanenti vie (sempre quelle attualmente recanti i nomi dei personaggi della citata Casa Reale il narcisismo dei ricchi potrebbe portare risorse inaspettate). Beh, un paio di proposte provocatorie me le concederete..naturalmente.

I benefici finali di queste ambiziose (ma non troppo) eventuali realizzazioni verrebbero con il tempo. Mantenendo alcune attivit nei Comuni interessati ed incrementandole puntando sulla capacit dei giovani formati di sfruttare le risorse offerte dal territorio, si darebbe agli stessi la capacit di autosostenersi (questa la filosofia del tanto paventato federalismo) evitando, al contrario, che labbandono totale, altrimenti certamente prossimo, faccia irrimediabilmente perdere lintero patrimonio di questi Comuni, propriet della Provincia, della Regione e dello Stato Italiano. Le Istituzioni non sarebbero, in caso di successo, chiamate ad interrogarsi nuovamente se bene avventurarsi ancora nellinterventismo statale che tanto si vuole scongiurare. Qui non si chiede elemosine, ma solo mezzi per dare la possibilit, altrimenti negata di fatto dallo Stato, di ripartire ed auto sostenersi. Ora mi domando perch nessuno chiede che per la paradisiaca Livigno venga interrotto questo scandaloso regime fiscale ed i benefici di cui gode? (magari con un graduale ridimensionamento e contestuale impiego delle risorse risparmiate in altre zone abbisognevoli). Quello di cui usufruisce ancora oggi quel paradiso fiscale uno schiaffo alla moralit, allintelligenza del Popolo Italiano, pugno ai Poveri dItalia....Non ha pi senso. Fa finanche apparire illogico il fatto che lo stimato e responsabile (dico sul serio), Tremonti parli di tagli ai papaveri della Pubblica Amministrazione dimenticando questo evidente e da tutti menzionato sperpero di denaro pubblico, un ingente fiume di denaro che non viene introitato nelle casse del Fisco. Viene il dubbio che esista una situazione di sudditanza a Bossi da cui tutti appaiono terrorizzati solo al pensiero di chiedere, con convinzione, tali equi provvedimenti. Sono necessari nuovi criteri per la collocazione di eventuali nuove strutture, oggetto di possibili futuribili ammodernamenti, dei servizi essenziali (es: se si desiderasse finanziare la costruzione di un nuovo Edificio della Publica Amministrazione, si dovrebbe intelligentemente procedere a tracciare mappe del territorio, determinarne il baricento geografico del bacino di utenza; poi considerarne la densit degli abitanti e determinarne in funzione di essa un altro (baricentro); la risultante tra i due punti rilevati dovrebbe essere quello ideale per una correta e giusta collocazione. Un perfetto modello matematico che metterebbe tutti daccordo e non arrecherebbe eccessivi disagi a nessuno. Si accapiglia attualmente per mantenere i posti letto agli Ospedali di Vasto e Gissi, rimproverano a noi dellAlto Vastese di far convogliare i soldi dellAbruzzo alla regione Molise poich ci serviamo dei servizi offerti dallOspedale di Agnone, Vasto progetta e propone un nuovo Ospedale e lo fa, scegliendo una zona sempre troppo vicina alle mura cittadine, pensando a se stessa non certo a noi poveri emarginati delle montagne. Ma fatemi capire la Sanit in Abruzzo di tutti o solo per una fetta di privilegiati? Costruire lOspedale che serve a tutti importante ed allora fatelo a Lentella. Vasto non ne patirebbe troppo, anzi ci guadagnerebbe, Gissi a quattro passi e se darebbe la fruibilit adeguata ache allAlto Vastese previo adeguamento della vialibilit; anche nelleventuale ipotesi di riunificazione Abruzzo e Molise sarebbe quanto mai opportuno per le esigenze di una fascia consistente di popolazione molisana.). Fatene una legge in Abruzzo, cambiate in modo semplice ed

innovativo le cose affinch la priorit irrinunciabile, quasi costituzionale, siano i principi di uguaglianza. Si toglierebbe, tra laltro, ogni possibilit (a potenziali scellerati campanilisti) di mettere in atto devastanti strategie per accaparrarsi risorse con effetti velenosi e devastanti per la crescita complessiva dellAbruzzo. Questa strategia dovrebbe essere usata anche nella tanto attuale e travagliata fase di riordino della Sanit Regionale. Non scritto da nessuna parte che lOspedale deve essere collocato nel centro della citt pi importante. Poi notiamo Lanciano, non toccato dal riordino anche se a ridosso delle eccellenze di Chieti e Pescara e si taglia a Gissi e Vasto. Che....splendido equilibrio......Contestualmente si chiude pure il Caracciolo di Agnone centralissimo in un ampio ed aspro territorio (e gi.......quello dipende dal Molise...........non possiamo farci niente). Ma non che uomini politici di zona, stanno facendo il solito giochino? Non sar mica che la riapparizione di Remo Gaspari sia non del tutto casuale e stia tentando di porre in campo tutta la sua influenza per difendere ci che Gissi ed il Vastese negli anni hanno conquistato con grande sforso ed ora stanno perdendo? Verrebbe da chiedersi se la supremazia del Lancianese passa attreverso linfluenza politica? (osservando i vertici della Provincia, specchio forse degli equilibri di potere della Regione, saremmo indotti a dar credito a questa ipotesi, ma io ostinatamente voglio continuare a non crederlo e lasciare intatta la mia stima). Per le decisioni paventate rappresentano u atto finale, lo spegnimento delle aspettative prima dellAlto Molise, dellAlto e Medio Vastese, dellancor pi mortificato storico Medio Sangro e di tutto il Sannio.......... Chiss che linvestitura di Di Giuseppantonio dichiarata dal Remo nazionalee persino lappoggio dato a suo tempo alla canditatura del presidente Chiodi non possano essere ora oggetto di ripensamento conoscendo quando Egli tenga al suo Gissi ed al territorio Vastese. Chiss che persino il suo appoggio al PdL non venga messo in dicussione registrando un eccessivo ed irritante spostamento del baricentro del potere a Nord. Con queste volont espresse, si da pure lopportunit di cavalcare la protesta, regalando il vessillo dei condottieri, a esponenti della opposizione, dellIdV per lesattezza...direbbe forse Gaspari. Se lieve sbilanciamento deve esserci, bene ci sia a favore di chi chiamato a maggiori sacrifici per quanto concerne la fruizione dei servizi stessi, e questo lo si reclama come risarcmento per lincuria ed i sacrifici di molti anni. Questo si chiama progettare lAbruzzo mantenendo gli equilibri e se non si pu fare niente voglio provocare e invito a costruirci un minuscolo eliporto per provvedere alle nostre sigenze; Certo.............perch................la vita di un bambino della mia montagna vale quanto quella di un pi fortunato bambino residente nel comodo Centro. Perch il Caracciolo Chiude? Dove diavolo vanno i malati dellAlto Vastese della Val di Sangro? Voglio essere davvero chiaro affermando, deciso, che a questo albero, al quale si affannano tutti a prestare cure per raccoglierne poi frutti, bisogna pensare una nuova potatura.......e se qualcuno non ne conoscesse la tecnica chieda lumi a noi contadini che saremo lieti di enunciare un principio fondamentale ovvero che, quando i rami (periferici e centrali), son potati in modo omogeneo ed equilibrato lalbero da molti e certamente migliori frutti.

Potremmo continuare allinfinito, ma non credo necessario farlo, il concetto non chiaro solo se si sordi o si fa finta di non sentire. Agite, signori, altrimenti per errori della politica lintero Abruzzo e la Nazione si accolleranno, le spese dei piccoli centri rurali; in alternativa sarete costretti a prendere pesantissime decisioni diventando attori principali di una autanasia inevitabile, che porter desolazione e sventura anche alle citt rivierasche; sar il primo atto di una desertificazione graduale che brucer la tanto osannata crescita di tutti, seccando poi le stesse radice di quellalbero, questo certo cari cittadini a valle. Ora qualche parola per Le Comunit Montane intendo spenderle dapprima constatando che non esiste un solo progetto sinergico di pseudo turismo dalle mie parti, eppure un possibile depliant lo si potrebbe facilmente preparare ed includervi le pi significative bellezze e servizi dei vari Paesini. Anche un interessante percorso turistico religioso auspicabile certamente. A me pare per che la strategia continui ad essere quella della spartizione dei fondi in modo proporzionale a non so cosa e poi ognuno che progetta e realizza quel che vuole con sovrapposizioni di strutture simili e quindi irrilevanti ai fini della crescita. Spese che non danno un beneficio proporzionale allimpegno economico sosteuto. Ma perch nessuno vede queste aggregazioni, le Comunit Montane, come fossero un grande condominio in cui tutti si adoperano per raggiungere la massima funzionalit a vantaggio di tutti? Non ben conosco i requisiti e comunque non condivido che alcuni Centri continuino a stare nelle Comunit Montane forse assorbendo linfa vitale che a loro serve a poco ma che per altri forse sarebbero ossigeno e vita. Cito Cupello a ridosso di Vasto, Monteodorisio, Scerni, (dalle statistiche ufficiali non sembra soffrano dei problemi che affliggono la montagna, crescono o sono stabili demograficamente e quindi a mio avviso non abbisognevoli delle generose cure offerte dalle Istituzioni). E poi ancora Archi e la industrializzata Atessa e forse anche Tornareccio. Ripeto non sono un tecnico ma appare molto evidente e facilmente dimostrabile quanto scritto. Ora un gran lavoro di analisi stato effettuato ed il risultato finale davvero sorprendente; mi riferisco al PIT definitivo zona Vasto. Per tante cose mi appaiono, per quel che a noi serve, utopia e mi sembrano davvero sciocchezze per pensare ad un ripresa di questo territorio; solo poche gocce in un immenso mare. Cultura, tradizioni, prodotti della nostra ruralit etc....ma si pensa che con questo ci si pu risollevare? Gli eccellenti politici sono resi tali dalla grandezza del loro pensiero e delle loro idee. Rinuncino, per entrare nella storia e nellanima dei cittadini, allo stupido campanilismo e progettino la loro casa comune molto pi grande. Diano davvero, non risorse, ma convenienza per far si che la gente risalga dalle valli. Lo spazio lascioto vuoto da loro potr essere facilmente occupato, mentre, al contrario, lo spazio nei centri montani rester eternamente vacante. Limmaginazione faccia loro guardare quei paesini ora desolati, come una ulteriore proponibile fonte di reddito, ricchezza culturale, turistica, culinaria, insomma una opportunit utile alle Citt stesse. Immagino Capracotta raggiungibile in meno di 40 minuti, quali vantaggi potrebbe portare ad operatori turistici con basi sulla costa adriatica soprattutto nei

periodi di bassa stagione ed invernali, ma anche la utilit di soddisfare occasionali turisti locali nellAlto Vastese. Diano gli strumenti per poter far ripartire una economia da anni stroncata, facciano passare lidea che impiantare una piccola attivit industriale nel territorio montano conviene molto pi che portarla allestero. Ma forse parlo da solo? Forse dimentico che la politica dei manager, quella dellimmagine e delle alleanze elettorali non parla pi la lingua del cuore e la lingua della intelligenza razionale; quella ormai sembra scordata, ai pi oggi appare incomprensibile e forse nemmeno traducibile. Io comunque vi supplico, non vogliate, voi potenti, vivere con il rimpianto di non averci provato a dare una quantomeno accettabile e dignitosa agonia ad un popolo che ha dato certamente un contributo tangibile affinch la costa e Vasto in particolare diventassero davvero grandi. Non vogliate scegliere lalternativa di farvi divorare dal rimorso per non aver fatto niente. Rileggendo i miei sentiti e struggenti versi (li inserisco alla fine di questo disperato appello) sintetizzo: diamo alla fonte lacqua che inesorabilmente torner poi a valle comunque il mare non avr nulla da perdere. Una ulteriore mia doverosa riflessione la faccio sulla Giunta Provinciale di Chieti e non me ne vogliano. Ho analizzato attentamente i risultati di crescita o mantenimento demografico delle zone di riferimento/influenza degli Assessori della Giunta stessa....davvero entusiamanti; ho notato anche una certa comprensibile fierezza per i risultati conseguiti e dei quali davvero mi compiaccio poich ogni vittoria di qualsiasi Citt o Paesino del mio Abruzzo a me da speranza, orgoglio e profonda sincera soddisfazione. Ma non posso far finta di niente e non accorgermi, che la vittoria di alcuni la sconfitta dellAlto Vastese e dellAlto Molise e delle altre note zone Montane. Non nemmeno del tutto vero, come emerso da qualche riflessione fatta insieme ad amici cari, che al mare non ci sono pi insidie o pirati e per questo la montagna ha perso (tantissimi Comuni in quota, nella Italia intera, non sono cos disastrati e il motivo lo possiamo facilmente analizzare e comprendere). Non posso non vedere che nella Giunta Provinciale che esercita un potere molto rilevante, di un rappresentante del mio Alto Vastese non c nemmeno lombra; eppure la maggiorparte degli Assessori, sono stati prescelti pur avendo conseguito un risultato elettorale non proprio entusiasmante (voti piuttosto bassi....che dire). Non che la presenza di un uomo di zona assicuri con certezza pi attenzione (abbiamo avuto anche qualche esempio molto negativo nel passato) ma almeno per dare una illusione di rappresentanza,di una parvenza che sarebbe stata quanto mai opportuno in questo delicato momento. In realt, a me, poco importerebbe questo aspetto certo irrilevante se chi amministra ha la necessaria competenza, ma ora, CHIEDO A TUTTI, oltre che a godere della crescita demografica delle proprie citt di residenza e di interesse (per ragioni di cuore o anche di opportunismi elettorali certamente comprensibili), di

condividere, per qualche istante, il dolore della mia gente il cui grido ormai monotono si affievolisce lentamente. Invito tutti ad affrontare in bici, oltre che le asperit delle vette della dormiente dea Maja, anche quelle meno irte e dure dei miei cari Colli dellAlto Vastese, del vicino Sannio e Medio Sangro. Se potete fatelo dinverno in un giorno feriale e freddo per meglio comprendere il silenzioso dolore dun popolo decimato ma sempre fiero, ossequioso ed educato. Venite poi anche destate, magari a Fraine dagosto il giorno 17, nella nostra stupenda e sudata festa Medioevale in cui tutti i 409 supestiti collaborano nel preparare, figurare e cucinare per regalare un poco del loro niente, come da secoli hanno sempre fatto, a chi ha gi tanto, tutto gratis naturalmente, (polpette cacio ed uova, zucchine e salsiccia, foje e pizza di granturco, pane casereccio, pizza foglia, spezzatino, formaggi dellunico allevamento in zona in cui le mucche sono libere davvero sui pascoli montani, e poi salumi, vino, zuppa di farro, dolci ed un caloroso fraterno abbraccio); sapremo regalarvi momenti di toccanti verit vestite di un splendido abito nuziale. Verrete a trovarci e saremo felici di farvi partecipi della nostra ora triste ma vi assicuro eterna infinit ed indistruttibile generosit. Io per ci che mi riguarda non dar e non mi dar pace.....per quel che posso lotter per la mia gente, per affermare la necessit di riequilibrare il territorio, per la natura, la storia, larte e larchitettura e, non ultimo, per conservare e lasciare ai posteri la stupende tradizioni della mia cara minuta (per me naturalmente immensa) Citt di Montagna. Scusate la mia forse eccessiva passione e la forma non troppo giornalistica, ma non sono un professionista e potrete certamente concedermi il vostro perdono. Sarei davvero onorato di un parere sulla questione del nostro storico politico nazionale, Remo GASPARI a cui domanderei lumi e suggerimenti su cosa e come fare, considerando che i suoi successori (non tutti naturalmente) non credo abbiano ancora ben compreso da dove cominciare e continuano a congratularsi e sorridere vicendevolmente come vedove allegre in presenza di tanti, ma davvero tanti......morti. Vorrei suggerisse a me, piccolo silenzioso apprendista, se bene che io trasmetta, alle mie deliziose figlie (alle quali ho travasato lamore per la mia terra e ed ora mi spingono a tornarvi per il loro e ovviamnte mio piacere), laffetto e la passione per la nobile arte della Politica, o se forse meglio che racconti loro storie di coraggiosi, indomabili, montanari briganti che, seppur desritti malevoli, forse non erano poi cos brutta gente. Chedo scusa se sono sincero, irriguardoso, a volte duro, spesso pungente e forse anche un po noioso, ma queste eccezionali DOTI, che emergono dal profondo dellanima mia, quando parlo del mio territorio, non mi fanno comunque dimenticare di esprimere il mio pi profondo apprezzamento e rispetto per chiunque, seppur ferito dalla mia irriverente loquacit, lavori davvero sodo, silenzioso, in modo forse non troppo appariscente per dare un futuro allAbruzzo intero ed, in particolare, a quella parte del suo popolo ora sofferente. Sono 35 anni che vivo fuori e puntualmente ritorno sempre per godere di ci che sento fortemente appartenermi ed ora, prossimo alla pensione, ho imparato a spendere

meravigliosamente bene il mio tempo, pertanto desidero parteciparvi alcuni versi, sentiti e sofferti che vogliono gridare la rabbia che abbiamo dentro. Vi saluto, ed a tutti un abbraccio da un semplice cittadino che di politica intende poco o niente e che parla in nome della sofferenza patita da anni, poich costretto dalla vita e dal lavoro a star lontano da Fraine e dal suo amato Abruzzo. Nota: quando dico Fraine intendo i sottocitati comuni; per ovvie ragioni, non posso riportarli e ripeterli tutti nel documento: Carunchio, Castelguidone, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, San Giovanni Lipioni, Schiavi dAbruzzo, Torrebruna, Agnone, Pescopennataro, S. Angelo del Pesco, Castel del Giudice, Capracotta, S. Pietro Avellana, Vastogirardi, Pietrabbondante, Castelverrino, Poggio Sannita, Belmonte del Sannio, Borrello, Civitaluparella, Fallo, Gamberale, Montenerodomo, Pizzoferrato, Quadri, Roio del Sangro, Rosello, Bomba, Colledimezzo, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Pietraferrazzana, Villasantamaria, Carpineto Sinello, Furci, Guilmi, Lentella, Liscia, Palmoli, Roccaspinalveti, San buono, Tufilli. Quelli non elencati delle comunit montane elencate, non labbiano a male, che mi occupo ora dei fratelli pi poveri.