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Corso Allievo Allenatore

Roma 15maggio 9 Giugno 2009

Elenco docenti
Formatore C.N.A.: Tiziano Carradore (Formatore territoriale C.N.A.) Direttore organizzativo: Fausto Cipriani (Formatore nazionale C.N.A.) Docente della Scuola dello Sport del CONI : Stefania Nicotra Formatore provinciale C.I.A.: Luca Ferri Preparatore fisico del C.N.A.: Federico Pannoncini

Elenco partecipanti:
1. Biondini 2. Blasi 3. Bonafede 4. Camardella 5. Cesanetti 6. Danesi 7. De Martino 8. Deodati 9. Di Cagno 10. Di Giacomo 11. Galati 12. Grossi 13. Iacoangeli 14. Iacoboni 15. La Schiazza 16. Lorenzin 17. Maestri 18. Mastrobuoni 19. Maviglia 20. Panunzio 21. Romagnoli 22. Rossi 23. Santucci 24. Scatola 25. Spinella 26. Tizi Daniele Alessandro Giulio Antonio Corrado Marco Filippo Davide Daniele Patrizio Luca Leonardo Alessio Luca Jacopo Marco Claudio Enzo Danilo Vincenzo Dario Daniele Giacomo Gianfranco Ugo Emiliano

INDICE 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Strutturazione corso Storia della pallacanestro Simbologia Elementi di didattica Fondamentali senza palla Ball handling Arresti e partenze Fondamentali individuali di Difesa Palleggio Passaggio Tiro Regolamento tecnico Aspetti psicologici Preparazione fisica Bibliografia Schede di osservazione

1) Strutturazione del corso


Il corso di allievo allenatore prevede 40 ore di lezione, suddivise in 13 moduli, compreso il modulo esame. Al termine del corso, i corsisti ritenuti idonei in base allesame sostenuto, devono arbitrare 15 partite e partecipare a 4 incontri formativi che si terranno nel corso dellanno seguente. Una volta soddisfatti questi requisiti lallievo allenatore pu iscriversi al corso di allenatore di base, che da diritto ad allenare tutti i campionati regionali (fino alla c maschile e alla b femminile). La tessera di allievo allenatore, che viene rilasciata al termine del corso, qualora venga superato lesame, da invece diritto esclusivamente a sedere in panchina nei campionati regionali accanto ad un tesserato CNA. La tessera ha validit annuale, ma da la possibilit di iscriversi al successivo corso di allenatore di base per i due anni seguenti.

2) Storia della pallacanestro

La Pallacanestro o, meglio, basket, uno degli sport pi popolari e diffusi nel mondo, ha, a differenza di altri sport noti e blasonati, unorigine e un inventore certi. La pallacanestro nasce a Springfield (Massachussets), nel dicembre 1891 dalla fertile mente di James Naismith un insegnante di educazione fisica.

LA NASCITA
Dicembre 1891 Springfield Massachussetts YMCA College James Naismith A new game 9c9 7c7 8c8 5c5 20 gennaio 1892 prima partita ufficiale Chicago Iowa 15-12 prima partita tra college 1936 disciplina olimpica Berlino

Il gioco del basket nasce perch serviva uno sport da fare al chiuso durante i mesi invernali. Unico vincolo, che si potesse praticare nella palestra del college e che non potesse determinare episodi di violenza. Il basket come tutti gli sport americani ha il principio di difendere i propri territori e di conquistare i territori altrui, esattamente come tutto il pensiero americano, difendere la propria patria e cercare di difendere tutto il resto. Naismith fisso due ceste di frutta ai bordi pi alti della palestra, determinando cosi laltezza dellanello (3,05 m) e giocando con un vecchi pallone da calcio. I tabelloni ancora non esistevano, ma per motivi di praticit vennero introdotti solo dopo lunghe trattative, venne aggiunta anche la retina perch visto che i canestri erano ceste di frutta con un fondo ogni volta che si realizzava un cesto bisognava salire con una scala e recuperare il pallone. Attraverso la sperimentazione, regole e tecniche si perfezionarono rapidamente, ed ancora oggi si modificano con discreta frequenza. Naismith ide la pallacanestro prendendo spunto da un vecchio gioco che lui faceva da piccolo, le basi rimanevano le stesse, il gesto atletico della parabola e il gioco era fatto. Lui inser 5 semplici principi e appena 13 regole. PRINCIPI FONDAMENTALI 1. Il gioco viene praticato con un pallone rotondo che pu essere trattato solo con le mani. 2. Non e consentito camminare con il pallone in mano 3. I giocatori possono prendere una posizione in campo in qualsiasi momento e dovunque preferiscono. 4. Non permesso il contatto fisico tra i giocatori. 5. Il goal e collocato orizzontalmente in alto.

Le 13 regole originali di James Naismith: 1. La palla pu essere lanciata in qualsiasi direzione con una o entrambe le mani. 2. La palla pu essere colpita in qualsiasi direzione con una o entrambe le mani, ma mai con un pugno. 3. Un giocatore non pu correre con il pallone, deve lanciarlo dal punto in cui lo ha preso. 4. La palla deve essere tenuta in una mano o tra le mani; le braccia o il corpo non possono essere usate per tenerla. 5. Non possibile colpire con le spalle, trattenere, spingere, colpire o scalciare in qualsiasi modo un avversario; la prima infrazione da parte di qualsiasi giocatore di questa regola contata come un fallo, la seconda squalifica il giocatore fino alla realizzazione del punto seguente o, se stata commessa con il chiaro intento di infortunare l'avversario, per l'intera partita; non sono ammesse sostituzioni. 6. Un fallo consiste nel colpire la palla con il pugno, nella violazione delle regole tre e quattro e nel caso descritto dalla regola 5. 7. Se una squadra commette tre falli consecutivi, conter come un punto per gli avversari; consecutivi significa senza che gli avversari ne commettano uno tra di essi. 8. Un punto viene realizzato quando la palla tirata o colpita dal campo nel canestro e rimane dentro, a meno che i difensori non tocchino o disturbino la palla; se la palla resta sul bordo e l'avversario muove il canestro, conta come un punto. 9. Quando la palla va fuori dalle linee del campo, deve essere rimessa in gioco dalla persona che per prima l'ha toccata; nei casi dubbi, l'umpire deve tirarla dentro il campo; chi rimette in campo la palla ha cinque secondi: se la tiene pi a lungo, la palla viene consegnata agli avversari; se una squadra continua a perdere tempo, l'arbitro dar loro un fallo. 10. L'umpire il giudice dei giocatori e prende nota dei falli, comunicando all'arbitro quando ne sono commessi tre consecutivi; ha il potere di squalificare un giocatore secondo la regola 5. 11. L'arbitro il giudice della palla e decide quando la palla in gioco, all'interno del campo o fuori, a chi appartiene e tiene il tempo; decide quando un punto segnato e tiene il conto dei punti con tutte le altre responsabilit solitamente appartenenti ad un arbitro. 12. La durata della gara di due tempi da quindici minuti, con cinque minuti di riposo tra di essi. 13. La squadra che segna il maggior numero di punti nel tempo utile dichiarata la vincitrice dell'incontro. Nel caso di pareggio, il gioco pu continuare, se i capitani sono d'accordo, fin quando non viene segnato un altro punto.

Il 15 gennaio 1892 Naismith pubblic le regole del gioco: la data di nascita ufficiale della pallacanestro. Lo sport divenne popolare negli Usa in brevissimo tempo, cominciando subito dopo a diffondersi in tutto il mondo, attraverso la rete YMCA; gli allievi di Naismith divennero missionari, nel vero senso della parola, e mentre viaggiavano nel mondo per portare il messaggio cristiano, riuscivano a coinvolgere i giovani nel nuovo gioco. Fu aggiunto al programma olimpico in occasione delle Olimpiadi estive di Berlino 1936 (anche se vi era stato precedentemente un torneo di basket in contemporanea alle Olimpiadi di St. Louis 1904, non riconosciuto ufficialmente dal CIO). In quella occasione, Naismith consegn la medaglia d'oro agli Stati Uniti, che sconfissero in finale il Canada.

La pallacanestro in Italia
Ecco le date pi importanti da ricordare : 1907 : In Italia si comincia a giocare al basket con la traduzione delle regole del gioco ad opera di Ida Nomi (membro della commissione tecnica della Federginnastica) con il nome di "Palla al cesto". 1919 : si ebbe il primo incontro, nei giardini della Villa Reale di Monza 1920 : lo sport venne ammesso nella Federginnastica e si svolse il primo campionato di pallacanestro italiano (vinse la Forza e Costanza Brescia). 1921 : fondazione della Federazione Italiana Pallacanestro. 1922 : venne approvato lo statuto costitutivo della Federazione Italiana BasketBall. 1930 : la Federazione venne riconosciuta dal CONI e si trasfer a Roma sempre nell'ambito della Federginnastica. Primo campionato femminile. 1931 : la Federazione divenne autonoma. 1932 : venne costituita a Roma la Federazione Internazionale (AIBA). Negli anni Trenta quindi divenne sport con diffusione nazionale. Una diffusione pi capillare dello sport si ebbe per solo dopo la seconda guerra mondiale in seguito all'arrivo delle truppe di liberazione.

Storia delle squadre italiane


Adolfo Bogoncelli nel 1936 fond la Pallacanestro Olimpia, con la sponsorizzazione del marchio Borletti. Diventarono famosi, giocatori come Castelli, Paganelli e Canetta, e dieci anni dopo esord un altro campione Cesare Rubini. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Virtus Bologna diventa la protagonista del basket italiano. Squadra gi fondata nel 1922, vinse il suo primo scudetto nel 1946, contrastata solo dall'Olimpia Milano. E per vari anni lo scudetto fu solo di queste due squadre.

Negli anni Sessanta esordisce lIgnis Varese Una piccola cittadina lombarda a nord di Milano vinse lo scudetto e nei Campionati 1962 e 1963 Milano, che in quel periodo era sponsorizzata dalla Simmenthal, ottenne la rivincita, ma il Varese rivinse nel 1964. I tre scudetti consecutivi della Simmenthal consacrarono la squadra milanese nell'Olimpo del Basket. La squadra che nel 1966 vinse anche la Coppa dei Campioni aveva giocatori come Riminucci e Bill Bradley, campione dell'Nba americana che per un anno aveva deciso di giocare in Italia. Dieci anni dopo la pallacanestro uno sport di grande diffusione e la squadra del Varese diventa la protagonista assoluta. Vinse sette scudetti e cinque Coppe dei Campioni. Nel1966 esordisce Dino Meneghin, il pi grande giocatore italiano di tutti i tempi, Insieme a lui nella Ignis gioca il messicano Manuel Raga Navarro. Nel 1972 arriv il famoso Bob Morse, campione indiscusso. Nel 1976 lo scudetto torn a Bologna dopo 21 anni. Il primo campionato degli anni Ottanta fu vinto dalla Squibb Cant Il 1983 l'anno del Bancoroma con Valerio Bianchini che vinse a Milano. Nellanno successivo la squadra conquistava la prestigiosa Coppa Intercontinentale. La Granarolo Bologna vinse invece il campionato del 1984, chiudendo il ciclo della squadra vittoriosa negli anni Settanta. Successivamente Milano e Pesaro furono le protagoniste indiscusse, negli anni Ottanta. Nella squadra milanese cerano giocatori come Bob McAdoo, Joe Barry Carroll e Russ Shoene, insieme a Roberto Premier e Dino Meneghin. Nel 1987 la Tracer si aggiudic il Grande Slam del basket, la Coppa Italia e Coppa dei Campioni. Mentre la Scavolini Pesaro, vinse gli scudetti 1988 e 1990. Dopo lo scudetto di Pesaro, nel 1991 si impose la Phonola Caserta di Nando Gentile e Vincenzo Esposito, vittoria importante, che per la prima volta consegn il campionato di basket a una squadra del Sud Italia. L'anno successivo trionf la Benetton Treviso. Negli anni Novanta nel campionato italiano la squadra di Bologna, dal 1993 al 1995 si aggiudic tre scudetti consecutivi. Successivamente, altre quattro edizioni del Campionato Italiano di Basket sono state ancora caratterizzate dal dominio bolognese. Se escludiamo lo scudetto di Varese del 1999, gli altri tre sono rimasti al Bologna. Nel 2000 si afferma anche la Fortitudo Bologna. Forti investimenti delle due formazioni bolognesi hanno messo in crisi le vecchie grandi squadre del campionato italiano. Nelle stagioni 2001/2002 e 2002/2003, i bolognesi della Skipper hanno dovuto cedere in finale alla squadra di Treviso.

3) Simbologia
Per quanto riguarda i primi due punti degli elementi di didattica, disegnare la pallacanestro e preparare un piano di allenamento, entrambi necessitano di una precisa simbologia. La simbologia riportata sotto quella utilizzata a livello internazionale da chiunque si occupi di pallacanestro.

Esercitazione in aula sulla simbologia

Ogni allievo dovr riprodurre (disegnare) i seguenti esercizi: 1 es.: una fila di giocatori con la palla sul fondo del campo fuori campo, una seconda fila di giocatori senza palla in ala a destra, unaltra fila senza palla in ala a sinistra. Il primo giocatore con la palla passa al primo giocatore della fila alla sua destra. Il primo giocatore della fila opposta (fila di destra) effettua un taglio verso la linea del tiro libero, riceve palla si arresta e tira. Si cambia lato in senso antiorario. (per la soluzione vedi cap. Es. 1 :) 2 es.: una fila di giocatori con la palla al centro fuori dalla linea dei 3 punti, rivolti verso il canestro. Unaltra fila senza palla in ala destra. Il primo giocatore con la palla passa al primo giocatore in ala, effettua un taglio profondo (dai e vai) ed esce sul lato opposto (ala sinistra), il giocatore che ha ricevuto in ala destra palleggia verso il

centro si arresta e passa al giocatore che ha ultimato il taglio il quale riceve in posizione di ala e tira. (per la soluzione vedi cap. Es. 2:) 3 es.: una fila di giocatori con la palla in angolo a sinistra, unaltra senza palla in angolo a destra. Il primo giocatore con la palla palleggia lungo la linea laterale, arrivato a centrocampo effettua un cambio di senso e si accentra. Contemporaneamente il primo giocatore senza palla corre verso il centrocampo lungo la linea laterale di destra, arrivato a centrocampo effettua un cambio di senso e si accentra. Il primo giocatore passa la palla al compagno che riceve, palleggia e tira in corsa (terzo tempo) da destra. Al termine chi tira prende il rimbalzo, si cambia fila. (per la soluzione vedi cap. Es. 3:.) 4 es.: due file di giocatori disposti in ala destra e sinistra. Tutti i giocatori con la palla tranne il primo della fila di destra. Il primo giocatore di destra effettua un accenno di taglio verso il canestro, poi taglia verso la linea del tiro libero, riceve palla dal primo giocatore con la palla della fila di sinistra si arresta, effettua una partenza incrociata dal lato opposto rispetto al passatore e tira in corsa (terzo tempo) prende il proprio rimbalzo e cambia fila. Il giocatore che ha passato la palla effettua a sua volta lesercizio. Si cambia fila al termine. (per la soluzione vedi cap. Es. 4:) 5 es.:dato il disegno dellesercizio riportato di seguito si descriva lesercizio medesimo:

(per la soluzione vedi cap. Es. 5: )

Esercitazioni in aula sulla simbologia: soluzioni

Es. 1 : es.1: una fila di giocatori con la palla sul fondo del campo fuori campo, una seconda fila di giocatori senza palla in ala a destra, unaltra fila senza palla in ala a sinistra. Il primo giocatore con la palla passa al primo giocatore della fila alla sua destra. Il primo giocatore della fila opposta (fila di destra) effettua un taglio verso la linea del tiro libero, riceve palla si arresta e tira. Si cambia lato in senso antiorario.

Es. 2: es. 2: una fila di giocatori con la palla al centro fuori dalla linea dei 3 punti, rivolti verso il canestro. Unaltra fila senza palla in ala destra. Il primo giocatore con la palla passa al primo giocatore in ala, effettua un taglio profondo (dai e vai) ed esce sul lato opposto (ala sinistra), il giocatore che ha ricevuto in ala destra palleggia verso il centro si arresta e passa al giocatore che ha ultimato il taglio il quale riceve in posizione di ala e tira.

Es. 3: es. 3: una fila di giocatori con la palla in angolo a sinistra, unaltra senza palla in angolo a destra. Il primo giocatore con la palla palleggia lungo la linea laterale, arrivato a centrocampo effettua un cambio di senso e si accentra. Contemporaneamente il primo giocatore senza palla corre verso il centrocampo lungo la linea laterale di destra, arrivato a centrocampo effettua un cambio di senso e si accentra. Il primo giocatore passa la palla al compagno che riceve, palleggia e tira in corsa (terzo tempo) da destra. Al termine chi tira prende il rimbalzo, si cambia fila

Es. 4: es. 4: due file di giocatori disposti in ala destra e sinistra. Tutti i giocatori con la palla tranne il primo della fila di destra. Il primo giocatore di destra effettua un accenno di taglio verso il canestro, poi taglia verso la linea del tiro libero, riceve palla dal primo giocatore con la palla della fila di sinistra si arresta, effettua una partenza incrociata dal lato opposto rispetto al passatore e tira in corsa (terzo tempo) prende il proprio rimbalzo e cambia fila. Il giocatore che ha passato la palla effettua a sua volta lesercizio. Si cambia fila al termine.

Es. 5: Una fila di giocatori con la palla sulla linea del centrocampo lato sinistro del campo. Il primo palleggia verso linterno (mano destra) e posto un ostacolo sul gomito della linea tiro libero effettua un cambio di direzione e di mano, palleggia e va a concludere in corsa (terzo tempo) e prende il proprio rimbalzo. Si ritorna sulla stessa linea.

4) Elementi di didattica
- Disegnare la pallacanestro. - Preparare un piano di allenamento. - Osservare i giocatori. - Osservare le esercitazioni. Lallenatore pu osservare i proprio giocatori con 2 metodi: Naturale: il metodo pi impreciso, e consiste nellanalizzare i movimenti e i comportamenti durante lallenamento, senza lutilizzo di alcun tipo di test. Sistematico: in questo metodo vengono utilizzate delle griglie di valutazione che periodicamente verranno sottoposte al giocatore; in questo modo possiamo osservare in maniera precisa e dettagliata, levoluzione del giocatore Lallenatore prima di tutto un insegnante, il suo compito quello di far apprendere le tecniche, i movimenti ed altro in funzione della disciplina che si propone di insegnare. in questa ottica deve essere visto il suo ruolo, ed indipendente dalla disciplina, dallo sport che si vuole insegnare. In particolare un allenatore si prefigge il compito di insegnare uno sport, e per questo deve focalizzare la sua attenzione al compito di verificare le abilit di ogni singolo atleta con cui lavori, migliorare le abilit, perfezionarle. Labilit di ogni singolo atleta variabile in funzione di molte, troppe variabili: let, da quanto tempo ha approcciato lo sport, proviene da altre discipline, corporatura, attitudine allo sport. Lallenatore deve distinguere le varie condizioni personali e progettare un lavoro di insieme volto a migliorare sia il gruppo (tutti gli atleti del gruppo: la pallacanestro un gioco di squadra!), che il singolo. Solo attraverso questo mix, lallenatore riuscir ad elevare il livello dei propri atleti. Ogni singolo atleta, ancor pi se giovane o alle prime esperienze, dovr essere sufficientemente motivato, stimolato. Molto importante lambiente che si crea in palestra: deve essere divertente innanzitutto; gli atleti giovani si avvicinano ad uno sport prima di tutto con lo scopo di divertirsi, magari insieme ad amici. In questo modo si crea il gruppo, ogni atleta si deve identificare nel gruppo di cui fa parte. Se

unatleta non trova, non sente questo feeling difficilmente rester a far parte del gruppo. Perch si sentir escluso, perch non verr considerato alla pari. Altro! risaputo che se un atleta giovane abbandona una disciplina sportiva spesso pi per colpa dellambiente che lo circonda che non per motivi tecnici. Comunque sia labbandono da parte di un atleta va sempre visto come una nota negativa per lAllenatore: o perch non ha saputo creare o integrare un atleta nel gruppo, o per motivi pi prettamente tecnici. Su questo deve soffermarsi a riflettere. Lallenamento deve essere principalmente visto come un divertimento, e questo sar possibile soprattutto se gli esercizi che dovr effettuare saranno diversificati e particolari. I bambini possono trovare divertente, molto divertente effettuare esercizi di ball handling, laddove un atleta adolescente invece avr bisogno di eseguire altro. Lallenatore dovr trovare modo di far divertire i propri atleti proponendo esercizi che siano soddisfacenti per loro senza dimenticare che questi devono essere di ausilio alla crescita tecnica dei propri atleti, devono essere strumenti per aumentare le abilit tecniche di ognuno! Insegnare tali abilit, aumentare il grado di abilit di un atleta significa far effettuare allenamenti con esercizi adeguati. Il tipo, il numero di ripetizioni, la durata degli esercizi dipendono dal gruppo atleti che si sta allenando, la loro maturazione tecnico\fisica, la confidenza con il mondo della pallacanestro del gruppo. Lallenatore deve basarsi su questi indici per costruire il singolo allenamento allinterno del set di allenamenti programmato per lintera stagione o per un periodo di tempo medio\lungo. Lallenatore deve sapersi adattare anche alle infrastrutture che la societ per cui opera pu permettersi. Inutile illustrare un esercizio che prevede luso di 6 canestri quando se ne hanno a disposizione solo due; oppure esercizi con 2 palloni per ogni atleta quando esiste una scarsit di palloni. Inoltre, gli esercizi devono essere anche commisurati in funzione del numero di atleti che si stanno allenando in quel momento. Un utile preambolo consiste nello spiegare agli atleti la differenza tra esercizi con distribuzione dei giocatori in fila o riga. Serve per capirsi al volo, non perdere troppo tempo per la dislocazione degli atleti. Per certi versi utile spiegare il programma di ogni allenamento prima di iniziare, lasciando a disposizione lo schema degli esercizi che si vogliono attuare (magari evitando di dare risalto agli esercizi pi faticosi). I programmi di allenamento devono seguire uno schema, il quale relativo agli obiettivi che si vogliono ottenere. In questo campo limprovvisazione gioca brutti scherzi. Programmare significa sapere effettuare esercizi differenti ma che abbiano uno scopo ben individuato. Lasciare il giusto tempo al singolo atleta cos come al gruppo di digerire i vari movimenti, aumentando la difficolt nel tempo ed inserendo cose nuove man mano che si sono consolidate le abilit in quelle gi incamerate. Prima di ogni esercizio di fondamentale importanza la dimostrazione che pu essere di tre tipi:

1. diretta: lallenatore mostra i movimenti dellesercizio (tipico per gli esercizi relativi ai fondamentali con la palla); 2. indiretta: lallenatore utilizza un giocatore (normalmente il pi dotato nel movimento che si vuole spiegare) come dimostratore; 3. mista, diretta e indiretta: lallenatore ed un atleta, o pi di uno eseguono i movimenti dellesercizio. Durante la fase degli esercizi, soprattutto quelli relativi ai fondamentali con la palla, pu essere opportuno sottolineare, con il giusto metodo, i diversi livelli di abilit tecnica del gruppo. Questo deve servire a far comprendere agli atleti, soprattutto se giovani o alle prime armi, che determinati movimenti devono essere perfezionati, mentre altri nel gruppo sono gi in grado di svolgerli senza difficolt. Tutto questo che non diventi, per, oggetto di scherno da parte di chi possiede le abilit a discapito di chi meno preparato. importante che latleta che effettua un errore durante un movimento abbia la consapevolezza di averlo commesso. Questo aiuta lallenatore a poter correggere lerrore, aiuta latleta a comprendere dove si commette lerrore e come apprendere le correzioni che lallenatore suggerisce. Le correzioni vanno assolutamente effettuate! Si pu scegliere il modo di attuarle: si ferma lallenamento e tutti in silenzio ascoltano lallenatore in merito; lallenatore fa continuare lesercizio al resto del gruppo, portando con se latleta per correggere il movimento (soprattutto se si ha disposizione un assistente). Entrambe le condizioni vanno bene, dipende dalla situazione, dal tipo di errore, dal livello dellatleta rispetto al gruppo e dal gruppo stesso. La correzione va fatta proponendo il modo corretto di svolgere lesercizio, il movimento; bisogna indicare, spiegare dove e come si commette lerrore per poi indicare la soluzione. In alcune situazioni, soprattutto nello spiegare i giochi, un allenatore pu ascoltare il parere degli atleti del gruppo, della squadra. Soprattutto nello svolgimento di un determinato gioco, ascoltare il parere di un atleta pu rappresentare il modo di conoscere quanto il gruppo, la squadra ha assimilato le filosofie di gioco dellallenatore. Questo discorso pu valere solo per atleti e gruppi evoluti, mai per giocatori principianti o giovani. Deve essere per assolutamente chiaro che la decisione va presa dal solo allenatore, il quale si assume tutte le responsabilit: rispetto dei ruoli! Se allenare significa aver a che fare con uomini, persone, allora fondamentale il modo con cui un allenatore si relaziona con i propri atleti. Il modo, il tipo di linguaggio deve essere consono al livello degli atleti a disposizione. Anche luso della voce gioca un ruolo importante: variare il timbro della voce, enfatizzare certi movimenti, urlare in alcuni casi (mai in faccia a qualcuno!!!), sono espedienti di riscontro che un atleta impara a recepire. bene sottolineare se un atleta, o lintera squadra ha fatto qualcosa di cui essere contenti! Fare i complimenti perch un atleta ha eseguito un buon movimento bene, cos come se la squadra ha fatto qualcosa di importante. Per i pi giovani si pu

accompagnare questo gesto con il regalare un gadget, anche una piccola cosa rende il giovane giocatore orgoglioso e magari spinge gli altri a migliorarsi sempre pi. Laltra faccia della medaglia costituita dalle i punizioni. Bisogna usarle con tatto ed opportunamente. Deve essere un modo per evidenziare i comportamenti non corretti sia del singolo atleta che del gruppo. Strillare o umiliare non solo non aiuta ma controproducente. necessario sottolineare che un allenatore anche un educatore, non pu permettersi di utilizzare in modo errato le punizioni; queste servono, ma a patto di renderle efficaci e non strumentali! Lasciare fuori dal campo i propri problemi, mai utilizzare le punizioni come una vendetta nei confronti di qualcuno, mai personalizzare la faccenda. Deve essere uno strumento di aiuto alla crescita tecnica della squadra, del singolo atleta. Il grado di miglioramento nel tempo si pu misurare attraverso losservazione dei comportamenti. I comportamenti vanno osservati sia nel contesto naturale (in campo e fuori) sia in modo sistematico attraverso schemi, test di valutazione. I giocatori, soprattutto se atleti evoluti, vanno sistematicamente valutati attraverso test specifici. Ad esempio ogni due mesi, o 3 volte lanno si possono valutare le percentuali di tiro in varie condizioni, cos da misurare eventuali miglioramenti, o comunque saggiare cosa\quanto cambiato durante la stagione. Per le squadre di pi alto livello, e per giocatori evoluti, queste valutazioni andrebbero effettuate anche dal punto di vista fisico\atletico, al fine di migliore, saggiare le condizioni di ogni atleta durante la stagione agonistica. Anche lapprendimento va saggiato durante la singola stagione, ma soprattutto durante le stagioni seguenti. Si dice che un atleta inizia ad apprendere quando inizia ad approcciare lo sport, ma poi questo apprendimento pu continuare anche per 10-12 anni a seguire. Lallenatore deve prendere in considerazione il livello di maturazione di ogni singolo atleta e saggiarne, possibilmente, le capacit residue di apprendimento, per valutare fino a che punto spingersi oltre. Esiste la possibilit che un set di movimenti non riescano ad un atleta in determinate occasioni, mentre saltuariamente questi stessi movimenti trovano unesecuzione corretta. In questi casi possibile che latleta sia in fase di maturazione fisica e\o tecnica. Continuare a lavorare significa poter vedere questo movimento eseguito perfettamente in ogni situazione (apice dellapprendimento, almeno per il singolo movimento). In altri casi, questa dicotomia si evidenzia sistematicamente: in questo caso il problema pu essere di altra natura (psichica) latleta durante le fasi agonistiche non riesce ad esprimere tutto il proprio bagaglio tecnico. In questo caso il problema di altro genere, la fase di apprendimento comunque arrivata al limite fisiologico! Le fasi dellapprendimento possono essere distinte in tre macro aree: coordinazione grezza: latleta si sta avvicinando al gioco e sta iniziando ad apprendere i movimenti, i fondamentali; in questo deve essere consapevole dei propri limiti, derivati per lo pi dalla sua scarsa pratica al gioco; coordinazione fine: latleta sa effettuare i movimenti, alcuni anche in maniera ottima, ma ha bisogno ancora di apprendere meglio come utilizzarli in tutte le possibili situazioni;

coordinazione avanzata: latleta padrone dellesecuzione dei movimenti, ha conseguito unottima abilit tecnica. Lallenatore deve essere sensibile a tutti questi aspetti. Avere il polso costante della situazione. Avere il giusto feedback, conoscere le varie situazioni di ogni singolo atleta, parlare con loro per appianare dissapori, soprattutto se dio ordine tecnico\sportivo inerente lambiente. Il talento influisce molto sullapprendimento, sia in termini positivi che negativi. Positivamente, quando un atleta ha qualcosa di innato che gli permette di imparare, apprendere meglio, pi facilmente, pi velocemente i movimenti che gli vengono insegnati. In questo gioca molto anche lattitudine mentale ad essere umili. Senza un adeguato insegnamento anche latleta pi talentuoso finir con per non raggiungere quella maturit che le sue potenzialit gli permetterebbero. Negativamente, quando un atleta ha facilit nel fare le cose, ne ha consapevolezza, e proprio per questo motivo, non si impegna nel giusto modo; lallenatore deve trovare il modo di far nascere gli stimoli per far capire quanto importante sia che lapprendimento viene anche a seguito di un continuo lavoro un palestra. Lapprendimento pu essere anche una questione di maturit fisica: non si possono chiedere ad atleti molto giovani di compiere movimenti non adeguati alla propria condizione fisica, magari per carenze muscolari, tipico degli adolescenti nel periodo di sviluppo. Lallenatore visto quale insegnante ha come compito quello di far apprendere, di insegnare ai propri allievi. Questo un aspetto allinterno di una gestione corretta dei rapporti che egli stesso deve avere nei confronti di: giocatori (tutti); genitori (nel caso di atleti giovani, giovanissimi); societ; colleghi. Un allenatore al servizio della societ per cui opera e ne deve condividere gli obiettivi e la filosofia di vita, rischia altrimenti di essere un pesce fuor dacqua. Ci non vuol dire sminuirsi, o, peggio, tentare di essere la fotocopia di qualcun altro. Imparare da tutti, atleti compresi, ma personalizzare le proprie competenze. Essere se stessi, dare un imprinting personale a tutto ci che si fa. Un elemento importante la collaborazione con tutto lo staff tecnico. Nel caso di societ con squadre ai pi diversi livelli, cosa buona che le squadre giochino in maniera analoga, pur con il rispetto della differenza di et delle varie squadra, e, inevitabilmente, con la differenza di qualit tecnico\tattiche. In questo modo si creano giocatori versatili, capaci, cio, di accettare e i poter giocare con gruppi diversi. Lallenatore deve insegnare agli atleti come essere autonomi, ma saper far loro gestire questa autonomia. Nel caso di giocatori giovani dotati, lesperienza con gruppi di et maggiore pu servire a far capire come determinati adattare alcuni movimenti: in alcune situazioni si possono effettuare, in altre no!.

5) Fondamentali senza palla


I fondamentali senza palla sono importanti nel gioco della pallacanestro perch si gioca pi senza palla che con la palla. Utilizzare bene i fondamentali senza palla significa, tra laltro, scegliere il movimento pi idoneo in funzione della situazione di gioco. Giocare senza palla significa: a) aiutare un compagno a smarcarsi, portare un blocco; b) aiutare il compagno con la palla in mano, creare spazio per lui, fare un taglio in modo da portare fuori dal proprio spazio un difensore che potrebbe portare laiuto al difensore del compagno con la palla; c) muoversi per ricevere, taglio dentro, taglio fuori, cambio di direzione e velocit Per riuscire a gestire correttamente questi fondamentali, il giocatore deve possedere equilibrio, sia statico che dinamico, e rapidit: - equilibrio, ovvero la capacit di compiere un gesto tecnico potendo farne un altro immediatamente senza perdere la stabilit ed il controllo del proprio corpo: mantenere il baricentro basso e le gambe pronte a qualsiasi tipo di spostamento; - rapidit, ovvero la capacit di effettuare alla massima velocit un fondamentale in modo corretto. Per eseguire correttamente i fondamentali senza palla necessario muovere bene i piedi. I fondamentali senza palla principali sono: - Posizione fondamentale - Cambio di direzione - Giro in corsa - Giro - Cambio di senso - Cambio di velocit Posizione fondamentale: prevede che il giocatore pieghi le gambe parallele tra loro ad una larghezza che sia simile o pari a quella delle spalle, i piedi devono essere paralleli tra loro leggermente ruotati verso lesterno, la schiena dritta e leggermente spostata in avanti, fino allaltezza dei piedi. Cambio di velocit: pu essere lento\veloce o veloce\lento. Nel caso di cambio di velocit lento\veloce, il piede posteriore quello che da la spinta, le spalle si muovono in avanti alla ricerca di spazio e per mettere il difensore in posizione di minor contrasto. Cambio di direzione:; il giocatore dovr poggiare il 1 piede prima sul tallone e poi sulle punte, il 2 sulla punta; quindi effettuer il primo passo corto, una torsione del busto, quindi girer il 2 piede nella nuova direzione spostando anche il peso del

corpo, il 2 passo sar lungo con lo scopo di guadagnare pi spazio. quando un giocatore decide di modificare la sua direzione, sempre accompagnato da un cambio di velocit per superare agevolmente il difensore. Cambio di senso: simile al cambio di direzione, ma in questo caso la nuova direzione sar di 180 rispetto alla precedente, ci si ferma con un piede in avanti rispetto allaltro e si effettua un giro. Giro: pu essere sia frontale che dorsale: Giro frontale: dalla posizione fondamentale, scelgo uno dei due piedi come perno (come se fosse la punta di un compasso) mentre laltro si muove in rotazione frontale, giro davanti al mio ostacolo. Giro dorsale: dalla posizione fondamentale, scelgo uno dei due piedi come perno mentre laltro si muove in rotazione dorsale. La scelta del giro dorsale o frontale dipende dalla situazione in cui mi trovo a dovermi muovere, scegliendo il modo che meglio mi permetta di liberarmi o creare spazio Esercizi svolti sul campo: 1. disposti sul fondo in coppia distribuendo le coppie su tutto il lato corto, il primo giocatore corre fino alla linea del tiro libero ed effettua un giro frontale, poi corre verso la linea del centrocampo ed effettua un secondo giro frontale alternando il piede perno, poi corre verso la linea del tiro libero ed effettua un ulteriore giro frontale, infine corre verso il fondo, il secondo giocatore parte quando il primo ha completato il primo giro; 2. dalla posizione fondamentale dondolarsi spostando il peso del corpo dalle punte dei piedi ai talloni e viceversa in continuit; 3. disporsi in fila lungo tutta la linea laterale del campo ad una distanza di almeno 1 metro luno dallaltro; correre girando lungo le linee esterne del campo al fischio effettuare il cambio di senso e riprendere a correre in direzione contraria; 4. sempre in fila disporsi sulla linea di fondo, il primo giocatore corre verso il gomito della lunetta ed effettua un cambio di direzione frontale poi si dirige verso lincrocio della linea del centrocampo con quella laterale ed effettua un secondo cambio di direzione frontale, poi si dirige verso il gomito della lunetta ed effettua lultimo cambio di direzione frontale. Il secondo giocatore parte quando il primo ha effettuato il primo cambio di direzione. Si ripete lesercizio cambiando il senso di rotazione (oraria\antioraria);

6) Ball handling

Il ball handling una dote molto importante per ogni giocatore di basket, a prescindere dal suo ruolo o dalle sue caratteristiche. Con il termine inglese ball handling, la cui traduzione trattamento di palla, si intende la capacit del giocatore di essere padrone della palla in tutti i movimenti tecnici, in particolare nella ricezione, nel passaggio e nel palleggio. Per riuscire ad acquisire e migliorare il trattamento della palla bisogna utilizzare degli esercizi specifici facendo molta attenzione ai dettagli nella modalit di esecuzione da parte dei giocatori. Quasi nessuno degli esercizi che verranno proposti in seguito riproduce una vera e propria situazione di gioco, ma tutti servono per acquisire capacit che permetteranno poi di addomesticare la palla senza problemi in fase di gioco. Gli esercizi possono essere suddivisi, in relazione allobiettivo che si prefiggono, in: - esercizi per la rapidit delle mani; - esercizi per la sensibilit delle dita; - esercizi propedeutici per i gesti tecnici. Tutti questi esercizi possono essere ulteriormente suddivisi in base alle modalit di svolgimento in: - esercizi con palleggio o senza palleggio; - esercizi con un pallone o con due palloni; - esercizi individuali o a coppie; - esercizi da fermo o in movimento. Il miglioramento nel trattamento della palla si ottiene attraverso: laumento della velocit di esecuzione dellesercizio; la combinazione di pi esercizi. laumento progressivo della difficolt dellesercizio; Esercizi svolti sul campo: - pizzicare la palla: il pallone viene toccato solo con le dita e passato da una mano allaltra tenendo le braccia distese in alto, poi distese in avanti, quindi in basso; poi si effettuano tutti questi movimenti in continuit; - ninnananna: si fa passare il pallone da una mano allaltra mentre il braccio della mano che riceve il pallone effettua una sbracciata verso lalto, lallenatore deve verificare che entrambe le braccia vengano sollevate sopra la testa e che il movimento sia armonico e fluido;

- far passare il pallone dal dorso al palmo della mano facendolo roteare, prima con una mano poi con laltra; - far saltellare il pallone sul dorso poi sul palmo, prima con una mano poi con laltra; - far passare il pallone dietro la schiena prima in un verso poi nellaltro; - far passare il pallone dietro la testa prima in un verso poi nellaltro; - far passare il pallone dietro le gambe, tenute unite, prima in un verso poi nellaltro; - svolgere gli esercizi numero 5, 6 e 7 in continuit; - portare una gamba avanti e far passare il pallone dietro la gamba portata avanti, poi invertire la posizione delle gambe; - far passare il pallone dietro una gamba posta in avanti, poi portare le gambe in parallelo, far passare il pallone dietro entrambe le gambe, poi portare in avanti laltra gamba e farci passare il pallone dietro. Lesercizio va svolto in continuit, prima in un verso e poi nellaltro; - otto sotto le gambe; - far passare il pallone tra le gambe, cambiando la posizione delle stesse saltellando (ad es. prima gamba destra avanti, poi gamba sinistra avanti); - lanciare la palla dietro la schiena facendola rimbalzare sotto le gambe, riprenderla da dietro la schiena e rilanciarla davanti, sempre facendola rimbalzare sotto le gambe; - lanciare il pallone in aria e riprenderlo dietro la schiena; - lanciare il pallone in aria e riprenderlo davanti immediatamente dopo che ha rimbalzato, nel punto pi vicino possibile a terra; - palleggio basso sotto le gambe: il pallone rimane in mezzo le gambe e le mani cambiano la posizione davanti\dietro; - in posizione seduta, con le gambe incrociate, palleggiare lateralmente, il palleggio deve essere molto basso; poi alternare il modo di palleggiare: palleggio con il palmo della mano, con il dorso, con il pugno, con il taglio della mano; alternare la mano destra e la mano sinistra; - sdraiati pancia sotto, palleggiare lateralmente; mantenendo vivo il palleggio passare dalla posizione sdraiata a quella seduta, poi sdraiarsi sulla schiena e cambiare mano; - Esercizio da svolgere con due palloni: si palleggia con la mano destra, il pallone tenuto nella mano sinistra viene passato a quella di destra e contemporaneamente il pallone con cui si stava palleggiando si passa alla mano sinistra con un cambio di mano; poi ripetere lesercizio cambindo la mano di partenza; - a coppie, con un pallone per uno: un giocatore fa da guida ed effettua una serie di palleggi liberi variando il pi possibile i movimenti, laltro effettua a specchio i movimenti del compagno; Poi si cambiano i ruoli nella coppia di giocatori.

7) Arresti e partenze
Sia gli arresti che le partenze sono movimenti fondamentali nella pallacanestro. Tali movimenti sono spesso legati tra di loro (es. arresto e partenza, ma anche partenza e arresto), oppure possono essere associati ad altri movimenti (es. arresto e tiro). Gli obiettivi di questi 2 fondamentali sono la gestione dello spazio/tempo attraverso iniziative che garantiscono un vantaggio sulla difesa. Gli arresti e le partenze hanno due elementi base in comune: lequilibrio luso del piede perno Arresti Gli arresti si possono suddividere, in base allesecuzione, tra: arresti a un tempo arresti a due tempi Nel caso dellarresto un tempo i piedi toccano terra contemporaneamente, prima con lavampiede e poi con il tallone, ed il giocatore pu scegliere quale piede usare come perno. Per quanto riguarda larresto a due tempi il piede perno il primo dei due a toccare terra. Quando si esegue questo tipo di arresto bisogna fare attenzione a poggiare prima il tallone e poi lavampiede del piede perno. Gli arresti possono anche distinguersi, rispetto alla situazione, in: arresto dopo il palleggio arresto dopo la ricezione Entrambi questi tipi di arresti possono essere effettuati sia ad uno che a due tempi.

Partenze Le partenze si suddividono in: partenza incrociata partenza diretta La partenza incrociata prevede che si utilizzi la mano destra e la gamba sinistra, e viceversa. La base di partenza la posizione fondamentale: busto dritto, ginocchia piegate, appoggiati in posizione di equilibrio sugli avanpiedi (baricentro basso). Il pallone deve essere mantenuto allaltezza dellinguine in modo saldo, ponendo attenzione a mettere i pollici a T. In base a come si effettuato larresto si sceglie il lato dove partire. Ad esempio se un giocatore vorr partire verso il lato destro con la partenza incrociata dovr mettere palla a terra con la mano destra e contemporaneamente spostare la gamba sinistra. Ovviamente per partire verso il lato sinistro dovr usare la mano sinistra e la gamba destra. Al fine di evitare uninfrazione di passi si deve

sincronizzare il primo palleggio col primo passo facendo toccare il pallone a terra contemporaneamente allappoggio del primo piede che si muove. Il risultato che vogliano ottenere un movimento quasi contemporaneo di spalla, braccia e gamba in modo da essere coordinati, veloci e quindi prendere vantaggio sullavversario tagliandolo fuori col corpo da un repentino recupero difensivo La partenza diretta prevede invece luso di mano e gamba appartenenti alla stesso lato del corpo (ad es. mano destra e gamba destra) ed per questo che viene anche chiamata partenza stessa mano stesso piede. Dunque un giocatore che vorr partire verso destra con la partenza diretta metter la palla a terra con la mano destra e sposter per prima la gamba destra; il primo passo, tendenzialmente verso destra, deve essere breve e contemporaneo al palleggio onde evitare di staccare il piede perno prima che la palla tocchi terra. In questo caso fondamentale che il secondo passo di sinistro sia fatto subito ed abbia la finalit di tagliare fuori lavversario abbinato anche al movimento della spalla sinistra che ruotando il busto va a protendersi nella direzione di partenza. Per partire verso il lato sinistro il procedimento sar ovviamene opposto. Esercizi svolti sul campo: Disporre i giocatori sparsi sul campo: - effettuare un autopassaggio riprendere la palla con arresto ad un tempo, quindi effettuare un giro frontale e ripetere lo stesso esercizio nel verso opposto; - stesso esercizio ma con arresto a due tempi; - stessi esercizi di prima ma con giro dorsale, arresto ad un tempo, arresto a due tempi; - stessi esercizi di prima ma mimando il tiro dopo larresto, arresti ad un tempo e a due tempi; - stesso esercizio di prima ma dopo larresto effettuare una partenza diretta, non si effettua il giro, continuare fino alla fine del campo, dopo la partenza effettuare due\tre palleggi, poi di nuovo autopassaggio; - stesso esercizio di prima ma con partenza incrociata; - giocatori a coppie, un pallone per coppia; si parte uno di fronte allaltro, il giocatore senza palla effettua uno scivolamento laterale verso un lato a scelta, il compagno effettua un passaggio schiacciato terra dallaltro lato, il giocatore deve recuperare il pallone scivolando e facendo larresto quando recupera l palla; recuperato il pallone fa effettuare lo stesso esercizio allaltro giocatore della coppia; - stesso esercizio di prima, ma il giocatore senza palla effettua un passo indietro, uno in avanti, poi uno scivolamento verso un lato, poi recupera il pallone; - sempre a coppie con un pallone, il giocatore senza palla deve posizionarsi davanti al giocatore con la palla a circa 3\4 metri dandogli le spalle, il giocatore con la palla effettua un passaggio (tipo lob) da un lato o dallaltro a scelta purch il pallone rimbalzi davanti al giocatore senza palla, questi deve intercettare il pallone facendogli fare il numero minimo di palleggi , recuperato il pallone effettua un giro frontale e si

dispone per fare lui il passatore, laltro si posizioner spalle a canestro davanti al giocatore con la palla; - giocatori posizionati in fila sulla linea di centro campo rivolti verso un canestro, ognuno con un pallone. Il primo della fila passa la palla allallenatore, posizionato sulla lunetta con gi un pallone in mano, poi correre verso la parte sinistra, riceve una palla sulla linea del tiro libero, facendo arresto ad un tempo, ripassa il pallone allallenatore e corre dal lato opposto a prendere laltro pallone, effettua di nuovo arresto a un tempo, partenza diretta verso canestro e tiro in corsa; - stesso esercizio ma con partenza incrociata dopo larresto; . stesso esercizio ma con arresto a due tempi e partenza incrociata; - stesso esercizio ma con arresto a due tempi e partenza diretta; - stessi esercizi di prima ma cambiando il lato da cui si effettua la partenza verso canestro; - disporre met giocatori in ala sinistra senza palla, laltra met al centro con la palla; il giocatore in ala effettua uno smarcamento, riceve la palla con arresto ad un tempo, facendo attenzione a mettere i piedi rivolti verso il canestro di attacco; dopo la ricezione fa una partenza incrociata verso il fondo e tiro in corsa; - stesso esercizio di prima ma con partenza diretta sul fondo. Lallenatore deve fare attenzione che non si il giocatore non faccia infrazione di passi. - stesso esercizio di prima ma con arresto a due tempi e partenza incrociata sul fondo; - stesso esercizio di prima ma con arresto a due tempi e partenza diretta sul fondo; Lo stesso tipo di esercizio va effettuato facendo le partenze verso il centro, anzich verso il fondo, e facendo arresto e tiro invece che tiro in corsa.

8) Fondamentali individuali di difesa


La difesa uno degli aspetti principali del gioco della pallacanestro, nonch un mezzo tecnico fondamentale per vincere le partite. Tecnicamente la difesa si pu suddividere in tre settori di applicazione: difesa sul portatore di palla; difesa sul giocatore senza palla; difesa ai rimbalzi. C una differenza molto importante rispetto ai fondamentali offensivi: in difesa gioca un ruolo molto rilevante il fattore psicologico, la voglia di sacrificarsi su ogni pallone favorisce, e di molto, la possibilit di effettuare una buona difesa. Questa volont, si traduce nel fare in modo che gli attaccanti non possano prendere tiri facili, che non possano passare la palla in tranquillit, che debbano faticare per effettuare i loro schemi e movimenti in attacco. Un altro fattore fondamentale la comprensione dellimportanza del lavoro di squadra: un giocatore pu marcare benissimo il proprio avversario, ma se alloccorrenza non aiuta il suo compagno di squadra saltato dal suo avversario, sarebbe stata una difesa inutile e malfatta: tutti i giocatori in campo non hanno fatto una buona difesa.

Il programma del corso prevede di insegnare alcuni aspetti generali riguardanti: la posizione difensiva; luso delle gambe; luso delle mani; gli scivolamenti; il cambio di guardia. Ci occuperemo principalmente della difesa a uomo, uno contro uno, con la massima pressione sulla palla. Partendo dal presupposto che, per quanto bravo possa essere il difensore, non si pu annullare un giocatore, lo si pu al massimo limitare. Il compito della difesa quello di rallentare il portatore di palla se lazione si svolge lontano dal canestro, di stringere gli spazi quando lazione vicino al canestro. Il punto fondamentale di ogni difesa, o quasi, comunque che si deve sempre stare tra il proprio avversario e il canestro che si difende. Gli elementi pi importanti per la difesa sono i seguenti: dati psicologici: voglia di vincere, voglia di non essere battuto dal proprio avversario n dalla squadra avversaria, voglia di soffrire fino allultimo secondo; dati tecnico-fisici: gambe, ma soprattutto piedi, devono essere rapidi e reattivi; mani e braccia devono essere altrettanto rapidi e reattivi, in particolare le mani devono essere rapide per rubare la palla, ma senza perdere lequilibrio, evitando di cadere nei trabocchetti che alcuni palleggiatori fanno ai danni dei difensori; posizione difensiva: simile alla posizione fondamentale, gi vista nei fondamentali individuali offensivi; gambe larghe quanto le spalle e flesse in avanti, piedi paralleli, busto leggermente spostato in avanti e piedi leggermente alzati, il peso grava principalmente sugli avampiedi, braccia flesse mani estese e con i palmi rivolti in avanti. Durante lo scivolamento i piedi devono seguire lo spostamento dellavversario, mentre le mani quello del pallone: una mano dovr stare in basso seguendo il pallone per impedire o limitare i cambi di direzione in palleggio dellavversario, laltra mano sar in alto per coprire le linee di passaggio o comunque per mettere pressione durante i passaggi. importante che i difensori non tentino di rubare la palla, il rischio quello di perdere lequilibrio, di sbilanciarsi, e di permettere allavversario di saltare il difensore. scivolamento: nel caso di scivolamento laterale, la gamba opposta al lato di scivolamento quella che spinge mentre quella dallo stesso lato la gamba guida. Mentre esegue lo scivolamento il difensore dovr rimanere sempre con la gambe piegate, i passi saranno brevi, poich un passo troppo lungo provoca la perdita di equilibrio; i piedi non dovranno mai incrociarsi, sempre per essere sicuri di non perdere lequilibrio. Nel caso di difesa su un attaccante con la palla, il piede di spinta dovr posizionarsi sempre pi o meno in direzione centrale rispetto alle gambe dellavversario, mentre quello di guida dovr superarlo. Se un giocatore viene battuto, non deve pi

scivolare, deve correre. Il cambio di guardia un mezzo giro dorsale, il piede perno inizialmente il piede di guida, concluso il mezzo giro diventer il piede di spinta. Altri concetti di difesa individuale sono: guardia chiusa: difesa sul taglio, il difensore rivolge lo sguardo sempre allattaccante, non lo perde di vista, ma accetta di perdere per un attimo la visione della palla e del gioco; guardia aperta: difesa sul taglio, il difensore non perde mai il contatto visivo con la palla accettando di perdere il contatto con lattaccante nel momento di passaggio del tagliante al centro dellarea. salto verso la palla: si effettua questo movimento normalmente in tutte le condizioni di difesa, ma basilare nella difesa del dai e vai. Si esegue un salto verso la palla per opporre il corpo al taglio dellavversario e costringerlo a tagliare dietro il difensore. Un singolare insegnamento, fondamentale, quello di parlare in difesa: i giocatori in campo devono dare una serie di indicazioni ai compagni di squadra per permettere loro di adeguare i proprio movimenti difensivi. Ultimo elemento, ma comunque uno dei pi importanti il riconoscimento della cosiddetta linea della palla: la linea immaginaria che passa per la posizione in cui si trova il pallone ed parallela alla linea di fondo campo; non bisogna mai difendere sopra la linea della palla.

Esercizi svolti sul campo: 1. Disposti su una met di campo di fronte allallenatore assumere la posizione fondamentale di difesa, seguendo i gesti dellallenatore effettuare 1 scivolamento laterale verso destra, laterale verso sinistra, in avanti, indietro; 2. effettuare lo stesso esercizio ma con 2 scivolamenti; 3. giocatori disposti a coppie sul fondo del campo sul prolungamento della campana; i due giocatori della coppia si dispongono uno di fronte allaltro; i 2 giocatori della prima coppia corrono fino alla linea del tiro libero, poi effettuano scivolamenti fino al centro campo, poi corrono ancora verso laltra linea del tiro libero quindi ancora scivolamenti fino al fondo campo, si rientra correndo lentamente, la seconda coppia parte quando la prima ha superato il centro campo; 4. disporsi a coppie ad uno degli angoli del campo, 1 contro 1 senza palla a mezzo campo, un giocatore corre cambiando direzione spesso, laltro effettua scivolamenti tentando di porsi sempre davanti allaltro giocatore, sulla linea laterale chi scivola deve mettere il piede fuori dal campo o almeno deve toccare la linea, in modo da chiudere la strada allattaccante; 5. disporre i giocatori su una met di campo di fronte allallenatore, questi con i gesti comunica i movimenti di scivolamenti da effettuare, in pi per pu gridare le parole: tiro (in questo caso i giocatori devono effettuare un salto come per prendere un rimbalzo), palla (i giocatori devono buttarsi pancia a terra come per recuperare un pallone), sfondamento (eseguire uno scivolamento allindietro, prendere posizione stando fermi, mimare lo sfondamento, rullare allindietro), tra un movimento e laltro i giocatori devono muovere i piedi facendo hockey step.

9) Il palleggio
Il palleggio il fondamentale che serve a muoversi sul campo insieme al pallone: forse il fondamentale pi utilizzato sul campo da gioco, anche se bisogna ricordarsi di non abusarne; pu essere usato in diverse situazioni, eseguito in diversi modi ed avere diverse finalit. Ogni giocatore deve essere in grado di palleggiare bene ed in egual modo sia con la mano destra, che con la mano sinistra; per questo motivo lallenatore deve lavorare di pi sulla parte debole del giocatore (ad es. la sinistra in caso di giocatore destro), piuttosto che sulla parte forte. Inoltre estremamente importante che il giocato sia in grado di capire in quali situazioni usare il palleggio, ed anche quale tipo di palleggio usare. Il palleggio serve per: 1) Andare in contropiede, ovviamente fino a che non si pu passare la palla ad un compagno in posizione pi avanzata; 2) Trasferirsi sul campo;

3) Battere il diretto avversario e, a volte, anche lavversario in aiuto; 4) Migliorare langolo di passaggio, per aiutare la ricezione del compagno di squadra; 5) Uscire da una situazione di pericolo, come ad esempio un raddoppio; 6) Dare inizio ad un gioco organizzato. Possono distinguersi fondamentalmente due tipi di palleggio: - palleggio veloce - palleggio protetto Il palleggio veloce, che si usa, ad esempio, per andare in contropiede, va eseguito con la mano che spinge la palla da dietro verso avanti, con il giocatore che deve correre dietro alla palla, cercando per di non perderne ai il controllo. Nel caso del palleggio veloce non sar possibile proteggere efficacemente il pallone come nel caso del palleggio protetto; il palleggio dovr essere quindi il pi basso possibile in modo da rendere complicata per il difensore unazione di disturbo. Il palleggio protetto, invece, si esegue con il corpo in posizione fondamentale e leggermente di lato per proteggere la palla con lo stesso. La mano con cui si effettua il palleggio deve spingere la palla dallalto verso il basso, mentre la mano che non palleggia deve essere posizionata in modo da proteggere la palla. Il palleggio va sempre effettuato con le dita ben divaricate ed utilizzando soltanto i polpastrelli della mano, mai con il palmo. Questo tipo di palleggio, di solito, viene eseguito lateralmente, parallelo alla gamba corrispondente alla mano con cui si sta palleggiando (ad es. mano destra e gamba destra). Un altro tipo di palleggio, utilizzato pi raramente, il palleggio in arretramento, che simile al palleggio protetto, ma si esegue con la mano che spinge la palla da davanti verso indietro e si utilizza appunto per indietreggiare quando, ad esempio, si soggetti ad un raddoppio di marcatura. E importantissimo fare attenzione che la mano che palleggia non si trovi mai sotto alla palla, in nessun tipo di palleggio, ma sempre sopra o lateralmente alla stessa. Il palleggio un fondamentale al quale sono legati diversi movimenti, riportati qui di seguito: 1) cambio di velocit; 2) cambio di senso; 3) cambio di direzione; 4) cambio di mano frontale; 5) cambio di mano tra le gambe; 6) cambio di mano dietro la schiena; 7) giro in palleggio, oppure mezzo giro; 8) spostamento laterale in palleggio; 9) finte di cambio di mano; 10) esitazione in palleggio;

Cambio di senso: il giocatore inverte il proprio senso di marcia di 180 mantenendo vivo il palleggio Cambio di mano frontale: si spinge la palla da una mano allaltra, sempre palleggiando, e facendo toccare la palla a terra prima di ripalleggiarla con laltra mano Giro in palleggio: normalmente si effettua il giro dorsale, si spinge il pallone indietro in mezzo alle gambe, il giocatore deve girare velocemente il busto e la testa. Il piede perno quello opposto alla mano con cui si inizia il giro. Potrebbe risultare pericoloso per il fatto che si presta al raddoppio di marcamento, si perde per un attimo la visualizzazione del campo e del gioco. Mezzo giro: il giocatore inizia il movimento come se fosse il giro, poi una volta che il pallone in mezzo e alle gambe lo recupera con la stessa mano e continua a palleggiare rifacendo in senso contrario il mezzo giro che aveva iniziato, in questo caso il cambio di velocit e ancora pi importante. Cambio di mano dietro la schiena: il giocatore palleggia, ad esempio, con la mano destra, passa la palla dietro la schiena facendola rimbalzare a terra una volta, e poi la riprende con la mano opposta, in questo caso la sinistra. Cambio di mano sotto le gambe: si effettua come il frontale, ma il palleggio non avviene davanti al corpo ma in mezzo alle gambe, molto importante stare con le gambe piegate. La gamba che sta in posizione avanzata quella opposta alla mano che palleggia. Spostamento laterale in palleggio: si palleggia lateralmente al corpo mentre con piccoli passi o con scivolamenti il giocatore si sposta dallo stesso lato del palleggio. Finte di cambio di mano: il giocatore finge di cambiare mano, per sbilanciare il difensore, e poi continua a palleggiare con la stessa mano

Esercizi svolti sul campo: 1) palleggio da fermi: i giocatori sono disposti sul campo larghi davanti allistruttore. Si eseguono palleggi laterali (altezza ginocchio, bassi, alti), poi dondolando la palla frontalmente, poi lateralmente. In questa serie di esercizi lallenatore ha anche il ruolo del dimostratore e deve dimostrare come si palleggia. Gli esercizi vanno eseguiti sia con la mano destra che con la mano sinistra.

2) Giocatori posizionati come allesercizio precedente; si esegue il palleggio con cambio di mano in tutte le sue possibilit: in mezzo alle gambe, dietro la schiena, giro in palleggio, mezzo giro. 3) Giocatori distribuiti in riga sulla linea di fondo del campo, si palleggia verso la prima linea del tiro libero con la mano destra, sulla linea del tiro libero si effettua un cambio di mano frontale (accenno di cambio direzione), si continua a correre verso il centrocampo, si effettua un nuovo cambio di mano frontale, si corre verso la linea del tiro libero e si effettua lultimo cambio di mano sempre frontale. Sul fondo si attende che tutti abbiano completato lesercizio e lo si inizia nuovamente cambiando la mano di inizio dellesercizio. 4) Lo stesso esercizio precedente, ma effettuando il cambio di mano dietro la schiena, poi effettuando il giro, poi effettuando il cambio di mano sotto le gambe. 5) Giocatori distribuiti sulla linea perimetrale del campo in fila, palleggiare lungo il perimetro con la mano esterna, al fischio dellallenatore effettuare un cambio di senso, ricominciando poi a correre palleggiando sempre con la mano esterna; 6) Giocatori posizionati a coppie sulle linee laterali ognuno con un pallone; ogni coppia avr un giocatore su un lato del campo e uno sul lato opposto. Si inizia palleggiando con la mano sinistra verso il centro del campo, quando i due compagni si incrociano effettuano entrambi tre palleggi in arretramento e poi un cambio di mano frontale; quando i due compagni si incrociano nuovamente si danno un five basso, poi si continua a palleggiare con la mano destra verso la linea laterale opposta rispetto a quella da cui si partiti; arrivati sulla linea si effettua arresto e giro frontale; poi si riparte cambiando mano rispetto alla precedente partenza. 7) Lo stesso esercizio precedente ma con cambio di mano dietro la schiena, poi sotto le gambe e poi con il giro in palleggio; 8) Due file negli angoli di fondo campo e due file negli angli di met campo; tutti i giocatori con il pallone. Intorno al tiro libero sono posizionati quattro ostacoli, uno corrispondente ad ogni fila. Il primo giocatore di ogni fila parte con la mano destra ed arriva di fronte allostacolo, effettua due palleggi in arretramento e cambio di mano frontale, poi continua a correre e si mette in fila nella fila alla sua destra. Lesercizio va effettuato anche con cambio di mano dietro la schiena, sotto le gambe e giro in palleggio, inoltre si deve partire prima con la mano destra e poi con la mano sinistra; 9) Giocatori posizionati in 4 file ai 4 angoli del campo. A met campo sono posizionati 4 ostacoli, due per ogni lato del campo, ed ogni ostacolo viene assegnato ad una fila; inoltre ogni fila corrisponde ad una squadra. I primi della fila partono e corrono verso lostacolo, effettuano un giro completo intorno allo stesso e vanno a tirare in terzo tempo; poi prendono il rimbalzo e tornano nella loro fila effettuando il percorso al contrario. Vince la squadra che arriva prima a 10 canestri

10) Il passaggio Il passaggio rappresenta la massima espressione della coniugazione dei postulati di base del gioco della pallacanestro: - spazio - tempo - collaborazione - equilibrio Il passaggio pu essere definito come la collaborazione nello spazio e nel tempo in modo vantaggioso. Questo fondamentale si effettua dunque per ottenere un vantaggio oppure per mantenerne uno acquisito, come nel caso del back-door. Il passaggio pu essere anche molto utile in fase di raddoppio sullattaccante il quale, in difficolt, passer ad un suo compagno; altro utilizzo quello di usare il passaggio per far spostare la palla il pi velocemente possibile, poich la palla viaggia mediamente pi velocemente con i passaggi che con i palleggi. Questo fondamentale pu essere esaminato secondo 3 fattori e spesso un cattivo passaggio pu essere dovuto ad una o pi cause inerenti i processi sotto elencati: Psicologici: un giocatore che viene raddoppiato ha difficolt a cedere la palla; oppure un giocatore che ha paura di perdere la palla pi propenso ad effettuare passaggi sbagliati. Fisici: il passatore cerca di compiere passaggi che non sono alla sua portata. Tecnico/tattici: il passatore nel momento del passaggio compie un movimento non corretto, oppure sceglie un tipo di passaggio sbagliato; il ricevitore non segnala con le mani dove farsi passare la palla, o non fa niente per aiutare il passatore cercando di posizionasi nel migliore dei modi. Effettuato il passaggio, il ricevitore deve afferrare il pallone; la presa pu avvenire a una o due mani. Per i giocatori pi giovani si consiglia sempre di allenarli sulla presa a due mani, e con le dita ben distese e i pollici convergenti dietro la palla. Per i giocatori pi esperti, sempre che le loro condizioni psico/fisiche lo permettano, la posizione delle mani sar con i pollici a T, in modo tale da poter compiere nel modo pi veloce possibile lesecuzione dei fondamentali offensivi. Un altro tipo di ricezione, comunque pi adatti per giocatori gi formati, l ricezione ad una mano: utilizza una sola mano che deve essere bene stesa al fine di coprire il pallone; laltra mano dovr immediatamente seguire la precedente in modo da chiudere il pallone tra le due mani. Il ricevitore, prima e durante il passaggio, deve chiamare la palla (con una o due mani), andare incontro al pallone (in modo tale da evitare che lavversario possa intercettare il passaggio stesso), e deve rimanere in equilibrio per poter prendere correttamente il pallone.

Il giocatore che ha intenzione di passare il pallone, deve essere in grado di vedere quello che succede tra lui e il canestro, scegliendo con precisione la zona dove effettuare il passaggio; questa capacit viene detta visione periferica. Molto importante anche la finta di passaggio, utile per creare un vantaggio nei confronti del proprio difensore; la finta per deve essere adeguata alla situazione di gioco e deve avere una giusta velocit di esecuzione ( n troppo veloce n troppo lenta ). Quelli sotto elencati sono i pi frequenti tipi di passaggio, che ogni giocatore dovrebbe padroneggiare: Passaggio a due mani dal petto diretto: il primo dei passaggi ad essere insegnato, lo si esegue dalla posizione fondamentale ed relativamente semplice da apprendere e controllare, ma di improbabile esecuzione durante una partita. Il lancio della palla prevede che le braccia restino distese dopo il lancio, ad accompagnare la palla nella sua traiettoria. Passaggio a due mani dal petto schiacciato a terra: prevede che la palla venga schiacciata a terra a circa 2/3 della linea mediana che separa i due giocatori. La palla deve giungere allaltezza del busto. E buona norma non abusare di questo tipo di passaggio visto che tende a rallentare il gioco. Passaggio a due mani sopra la testa: caratterizzato dal fatto che, chi lo esegue, cerca di sfruttare al massimo la sua altezza ed ovviamente sconsigliato nel caso in cui lattaccante sia pi basso del diretto avversario. Due mani laterale: effettua come il passaggio 2 mani petto, ma lesecuzione porta il passatore a spostarsi su un lato, la gamba dello stesso lato accompagna il movimento. Si usa per rubare spazio al difensore 1 mano baseball: il passaggio delle aperture di contropiede, quando il pallone deve essere lanciato ad una distanza considerevole. Il pallone va portato con la mano che esegue il passaggio accanto allorecchio quindi si effettua la spinta ed il braccio finisce completamente esteso cos come la mano che deve accompagnare il pallone (in questo assomiglia alla tecnica di tiro). Poich il passaggio viene effettuato per lunghe distanze, bisogna prestare molta attenzione alla possibilit che i giocatori, soprattutto se giovani, possano non avere ladeguata forza fisica negli arti superiori per effettuare questo tipo di passaggio. Questo pu portare a ritenere non efficace soprattutto in casi di giocatori ancora non evoluti. 1 mano laterale: si esegue come nel passaggio laterale a due mani, ma in questo caso avendo un solo braccio per completare lesecuzione si ha a disposizione una maggiore apertura. Il pallone viene spostato da un lato e si esegue accompagnando con un passo della gamba dello stesso lato.

passaggio consegnato: lunico passaggio che non crea spazio ma anzi lo diminuisce, quindi da utilizzare solo in determinate situazioni. Il passatore deve compiere un giro dorsale bloccando il pallone con due mani, di cui una sopra e laltra sotto, il ricevente deve effettuare un movimento andando incontro al proprio compagno e strappando letteralmente il pallone dalle mani del compagno. Spesso utilizzato nella fasi di inizio gioco tra guardia e guardia, o tra guardia e pivot, normalmente nella parte superiore della met campo avversaria. Raramente come apertura per il portatore di palla.

Esercizi svolti sul campo: Riscaldamento 1) Disposti sul campo a coppie in riga a distanza di circa 2\3 metri una coppia dallaltra, ogni coppia con un pallone e disposti uno di fronte laltro. Passare il pallone: due mani petto; due mani schiacciato terra; due mani sopra la testa; due mani laterale destra e sinistra alternati; una mano laterale destra e sinistra alternati; una mano dal palleggio. 2) A terzetti o quartetti sempre disposti su tutto il campo un solo pallone per gruppo. Il primo giocatore con la palla viene marcato da un latro giocatore, chi ha il pallone deve lavorare 4\5 secondi ed il difensore deve ostacolare i movimenti, non consentito palleggiare, si pu usare il solo piede perno. Il giocatore con il pallone deve effettuare il passaggio al suo compagno che si trova di fronte. Una volta che ha effettuato il passaggio corre a difendere al giocatore che ha il pallone. Si effettua in continuit, non consentito effettuare due volte lo stesso passaggio

3) Giocatori disposti su 4 angoli di una met campo. Inizialmente un solo pallone in campo. Il giocatore con la palla passa alla sua destra (due mani petto) e corre dietro la fila del giocatore cui ha passato palla. Chi riceve effettua la stessa cosa: passa alla sua destra e corre dietro la fila. Dopo un po si aggiunge un secondo pallone, poi un terzo e possibilmente un quarto. Lesercizio va ripetuto passando alla propria sinistra invertendo cos il senso di rotazione.

4) Giocatori disposti sempre su 4 angoli di una met campo. Inizialmente un solo pallone in campo. Il giocatore con la palla (1) effettua un passaggio due mani petto al giocatore della fila alla sua destra, corre verso il centro in diagonale e riceve palla sulla linea dei tre punti dal giocatore cui aveva passato la palla (2). Questi ricevuto il pallone lo ripassa a (1) il quale lo passa a (3) e corre in diagonale dietro la fila del giocatore a cui ha effettuato il secondo passaggio. Si cambia fila esclusivamente in diagonale. Una volta che (2) ha ricevuto il pallone, corre in diagonale verso la linea dei tre punti e riceve da (3), ricevuta palla la passa a (4) e corre dietro la fila di (4). (3) dopo aver passato a (2) corre in diagonale verso la linea dei tre punti e riceve da (4), quindi passa al primo giocatore della fila dove originariamente era (1).

In questultima figura la conclusione del primo ciclo dellesercizio 4. Dopo un po (e solo quando i giocatori in campo avranno acquistato un ritmo corretto), lallenatore potr aggiungere un secondo pallone, quindi un terzo ed infine un quarto.

5) A terzetti in fila a fondo campo, un pallone per ogni terzetto. Il giocatore con la palla palleggia verso la linea dei tre punti in posizione centrale. Contemporaneamente il secondo giocatore va a difendere sul palleggiatore mentre il terzo giocatore corre in diagonale verso la linea laterale. Arrivati al centro come in figura, chi palleggia effettua un giro e passa al secondo attaccante, il quale dopo aver toccato la linea laterale effettua un taglio verso il canestro riceve dal palleggiatore e tira in corsa senza palleggiare. Il difensore dovr impedire un passaggio facile.

La composizione di questo esercizio deve far intuire come la collaborazione spazio e tempo sia essenziale. Se i due attaccanti non si muovono in corretta sincronia, oppure chi deve ricevere non si muove per avere una buona linea di passaggio, lesercizio non viene completato correttamente, a prescindere dal fatto che si arrivi a concludere oppure no!

11) Il tiro
Si pu definire come la concretizzazione di un vantaggio preso individualmente o di squadra. Spesso questo fondamentale viene trascurato in favore di altri esercizi, come la difesa o lo schema da eseguire. Diverse volte capita che venga elogiato solo il giocatore che ha segnato, non considerando la restante parte della squadra, la quale si pu essere sacrificata per passare la palla al tiratore stesso. Un buon tiro parte dalla presa corretta del pallone: la migliore quella a T cio con il pollice della mano di tiro posizionato in asse verticale, mentre laltra mano con il pollice in asse orizzontale. Altro fattore importante lallineamento: indice, polso, gomito, punta del piede devono essere rivolti a canestro. Di norma, il gomito dovrebbe rimanere vicino al corpo in maniera naturale; a volte alcuni giocatori tendono a tenerlo troppo largo rispetto al normale, ma se il movimento di tiro avviene in maniera fluida bene non correggere limpostazione del gomito, e lasciare al giocatore la propria posizione comoda di tiro. Il discorso cambia quando parliamo di giocatori molto giovani, i quali, disponendo il gomito in maniera errata, tirano usando due mani; in questo caso bene correggere il movimento. Durante il tiro, la mano guida rimarr a lato del pallone, accompagnandolo fino al rilascio del pallone stesso; il giocatore, prima del rilascio, punta il canestro guardando attraverso le braccia alzate in posizione di tiro. In questo modo tutti i dati necessari verranno trasmessi al cervello, il quale attiver i muscoli del corpo, permettendo una giusta spinta da parte delle gambe, una parabola di tiro corretta con la forza adeguata. La corretta impostazione di tiro vuole che il giocatore effettui contemporaneamente questi movimenti: spinta sulle gambe tramite i piedi verso lalto, con le braccia si distendono verso lalto e, quasi alla fine dellesecuzione, la mano guida lascia la presa del pallone per permettere al braccio della mano di spinta di estendersi verso lalto; alla fine del movimento lindice della mano di spinta dovr eseguire la cosiddetta frustata, un movimento rapido che permetter al pallone di ruotare nel verso contrario a quello di spinta, lo spin. Subito dopo il rilascio, le braccia devono rimanere per pochi attimi ancora nella posizione di tiro, in quanto c il rischio che lo spin, cio la rotazione, possa non avvenire, non portando a una possibile realizzazione. Questa serie di movimenti sono quelli consigliati, perch ritenuti perfetti, ma non sempre cos: infatti pu capitare che un giocatore, pur non avendo uno stile di tiro molto elevato, abbia percentuali di canestri di tutto rispetto; proprio per questo lallenatore non deve correggere il suo movimento. Esistono diversi tipi di tiro: Tiro da fermo: quello utilizzato nei tiri liberi; i piedi sono larghi come lampiezza delle spalle, con le punte rivolte verso il canestro, gambe piegate in

posizione fondamentale, peso sugli avampiedi e le mani si trovano una sotto la palle e laltra a guida del pallone. Il tiro si esegue distendendo completamente gambe, braccia, e mano con il polso che esegue la frustata per far roteare il pallone. Tiro in elevazione: simile al precedente, ma inoltre si esegue un piccolo salto. Normalmente si usa per tirare in controtempo contro un difensore, e si esegue dopo un palleggio o una ricezione. Tiro in sospensione: Uguale a precedente, ma in questo caso si effettua un salto pi in alto e il rilascio del pallone avviene quando il giocatore si trova al punto massimo di elevazione. Tiro in corsa: sono il terzo tempo e il secondo tempo; Il terzo tempo si esegue effettuando in corsa ed in continuit i due appoggi consentiti. Normalmente si insegna che correndo da destra si tira con la mano destra effettuando il primo passo con il destro ed il secondo con il sinistro, da sinistra si fa il contrario. Il primo passo sar pi lungo, per ottenere un maggior vantaggio contro la difesa, mentre il secondo pi corto, in modo tale che la gamba riesca a darci il maggior slancio possibile verso lalto, e laltra gamba piegata seguir il movimento con il ginocchio verso lalto. Si usa nei contropiedi e in caso di 1C1. Il secondo tempo analogo al terzo tempo solo che si effettua solo il primo dei due passi, viene molto usato in penetrazione dal centro, in questo caso si tira con la mano opposta a quella del passo. Tiro ad uncino o gancio: attualmente un po di disuso rispetto agli anni 6070-80. Si parte con il giocatore che da le spalle al canestro, il pallone viene tenuto con entrambe le mani, la mano di spinta sotto il pallone, quella di guida di lato. Si effettua un mezzo giro con il piede di appoggio opposto a quella della mano di spinta, si porta il pallone verso il canestro facendo in modo che la spalla opposta sia perpendicolare al petto dellavversario (si recupera spazio nei confronti del difensore), si distende il braccio facendo partire il movimento con braccio e mano estese verso lesterno, si chiude il movimento con una sbracciata verso il canestro e frustata del polso. Semigancio: simile al precedente, ma non c una distensione completa del braccio e il pallone parte pi vicino al corpo; attualmente tra i due, questo tipo il pi usato. Come per il passaggio, gli errori commessi durante il tiro possono dipendere da diversi fattori: Fisici: il giocatore non ha ancora la forza sufficiente per compiere il tiro da distanze non elevate, come il tiro da 3 punti; in questo caso bene diminuire la

distanza di tiro e parlare col giocatore, spiegandogli che man mano che il suo corpo si svilupper, potr tirare da distanze sempre maggiori. Tecnico/tattici: il giocatore tira in maniera errata, spinge male con le gambe, oppure usa un tipo di tiro sbagliato nella situazione in cui si ritrova; anche in questo caso dovremmo lavorare col giocatore affinch riesca ad acquisire sia una buona meccanica di tiro, sia quale tipo di tiro giusto usare in quella determinata occasione. Psicologici: il giocatore ha paura nel tirare, probabilmente non ha un buon rapporto con la squadra o anche con se stesso. Occorre lavorare sul concetto di gruppo, di squadra. Proporgli maggiori responsabilit in situazione di gioco analoghe. Oltre a questi 3 fattori, ci sono altri motivi per i quali un tiro non va mai a segno. Per esempio, se il nostro tiro risulta essere troppo laterale (nel senso che esce sempre dallo stesso lato) probabilmente un problema di tecnica, cio che si utilizza per tirare anche la mano guida, quindi il pallone acquista una spinta non costante; in questo caso correggere limpostazione facendo tirare il giocatore con un solo braccio, e lavorare sul rilascio della palla. Nel caso di un tiro che gira sul ferro ed esce, la causa pu essere nella mano di spinta, che non centrata e fa toccare il pallone per ultimo con lanulare anzich lindice. Se il tiro lungo, il braccio si estende verso avanti, con le spalle in posizione arretrata, e il tiro risulta Piatto, bisogna far ripetere il tiro senza preoccuparsi del pallone, facendo rilassare le spalle e lavorando in modo tale che il braccio spinga verso lalto. Se invece si vede un giocatore che ha una buona meccanica di tiro, ma il tiro impreciso e lerrore non sistematico, allora possibile che il giocatore non metta ben a fuoco il canestro.

Esercizi eseguiti in campo: 1. Giocatori sparsi in met campo, ognuno con un pallone. Da fermi si effettua il movimento di spinta del braccio utilizzando solo un braccio, senza mano di guida. Si alternano mano destra e mano sinistra. 2. Lo stesso esercizio effettuando il movimento di tiro direttamente dal palleggio senza utilizzare la mano guida. Si alternano mano destra e mano sinistra. 3. Giocatori disposti su 3 file intorno alla campana, una fila in angolo a destra, una in angolo a sinistra, laltra al centro. Ogni giocatore con il pallone. Mettersi in posizione di tiro e tirare da fermo senza luso delle gambe, utilizzare la propria mano. Poi effettuare lo stesso movimento ma dopo 3 saltelli sullo stesso posto. Poi dopo 3

saltelli laterali, poi dopo 3 saltelli uno avanti laltro indietro, poi nuovamente in avanti. Lo stesso movimento da fermo cambiando mano; 4. giocatori disposti su due file, una in ala a destra laltra in ala a sinistra. Tutti i giocatori con la palla tranne il primo della fila di destra. Questo effettua un finta di taglio verso il fondo, cambio di direzione e taglio verso la linea del tiro libero. Riceve palla dal primo giocatore della fila di sinistra, si arresta ad un tempo e tira in elevazione o in sospensione. Il primo giocatore della fila di sinistra dopo aver passato il pallone effettua lo stesso movimento a specchio del primo giocatore andando al tiro; 5. Lo stesso esercizio con arresto a due tempi; 6. due file di giocatori ognuno con la palla disposti sui gomiti della lunetta (una fila sul gomito destro, laltra sul gomito sinistro), con partenza in posizione di tiro, eseguire il terzo tempo da destra con tiro destro, da sinistra con tiro di sinistro; 7. lo stesso esercizio di prima ma dopo aver effettuato 3 saltelli sul posto; 8. analogo al precedente, ma i giocatori effettuano lotto sotto le gambe e poi effettuano il terzo tempo quando lallenatore da il via;

9. giocatori disposti su due file, una in ala a destra laltra in ala a sinistra. Tutti i giocatori con la palla tranne il primo della fila di destra. Questo effettua un finta di taglio verso il fondo, cambio di direzione e taglio verso la linea del tiro libero. Riceve palla dal primo giocatore della fila di sinistra, si arresta, finta il tiro ed effettua una partenza incrociata verso la parte opposta da cui si arrivati. Il primo giocatore della fila di sinistra dopo aver passato il pallone effettua lo stesso movimento a specchio del primo giocatore andando al tiro; arresto ad un tempo; 10. lo stesso esercizio di prima ma con partenza diretta;

11. tutti i giocatori in fila ognuno con il pallone a centrocampo rivolti verso un canestro. Il giocatore passa la palla allallenatore che si trova sulla lunetta, questi la passa (accompagnando il pallone o facendolo rullare) al giocatore che in corsa lo segue ed effettua il tiro in terzo tempo,

destro-sinistro se lallenatore ha passato la palla a destra, sinistro-destro se lallenatore ha passato la palla a sinistra. Una variante consiste nel far rotolare il pallone a terra, serve per insegnare anche a riprendere lequilibrio dopo aver raccolto un pallone vagante; 12. Mikan drill: un giocatore con il pallone quasi sotto canestro (un passo indietro) rivolti verso il canestro, effettuare il passo e tiro in semigancio in continuazione una volta da destra, una volta da sinistra. Poi invertire la posizione, sempre sotto canestro un passo verso il fondo rivolti verso il canestro avversario. Non utilizzare il tabellone.

12) Il regolamento tecnico


Per frequentare il corso di allenatore di base bisogna arbitrare 15 partire, per questo motivo nel corso di allievo allenatore previsto un modulo relativo al regolamento e alle tecniche di arbitraggio. La lezione incentrata su diversi elementi: Comportamento (cosa deve e non deve fare un arbitro prima, durante e dopo una partita). Regolamento (regole del gioco). Decisioni (falli tecnici, antisportivi ed espulsioni). Larbitro tenuto ad arrivare al campo di gioco un ora prima dellorario di inizio della partita. La sua prima attivit quella di verificare che le strutture tecniche siano idonee (tabelloni, cerchi e strutture canestri) e che il campo di gioco sia praticabile. La squadra di casa dovrebbe avere a disposizione una struttura di riserva in caso di rottura di tabellone o cerchio. Se il campo impraticabile la partita pu essere spostata, se invece indisponibile la partita non viene disputata e larbitro deve chiudere il referto. Le decisioni infatti, delle varie sanzioni (partita persa) spettano al giudice sportivo. In ogni caso, se la partita non viene disputata, larbitro deve consegnare in comitato tutte le 4 copie del referto, senza darne copia alle squadre come avviene normalmente. Qualora una delle due squadre riesca ad avvertire del proprio ritardo (causa traffico o incidente) larbitro dovr attendere oltre i 15 minuti previsti dal regolamento. Una volta accertata la possibilit di effettuare la partita, larbitro deve verificare la presenza delle attrezzature da tavolo (referti, cronometro, palette dei falli e freccia per possessi alternati). Il referto lo deve portare lui stesso. E previsto che la squadra ospitante metta a disposizione 2 persone per la gestione del tavolo (una per cronometro, una per referto di gioco); inoltre, al tavolo sono ammessi un dirigente per ogni squadra e leventuale dirigente addetto agli arbitri per la squadra ospitante. Ogni squadra dovr consegnare allarbitro la propria LISTA R che contiene tutti i nominativi delle persone che possono sedersi in panchina o al tavolo

(giocatori, allenatore, aiuto allenatore, addetto statistiche, accompagnatore, medico, massaggiatore, preparatore fisico, secondo dirigente e addetto agli arbitri). Questa lista deve essere firmata dal presidente o dallaccompagnatore o dallallenatore o dal capitano. Laiuto allenatore pu stare in panchina se e soltanto se provvisto della tessera gare e possiede labilitazione minima di allenatore di base; un allievo allenatore non pu rimanere in panchina se non c lallenatore. Qualora nella Lista R sia presente un giocatore che non effettui il riconoscimento, possibile farlo giocare, previo riconoscimento, anche alla fine della partita. Il riconoscimento si effettua prima dellinizio della partita (prima la squadra di casa, poi la squadra ospite); larbitro chiama il cognome di ognuno dei giocatori i quali rispondono con il nome di battesimo ed il numero di maglia. Lallenatore deve esibire la tessera gare. Allinizio della partita larbitro deve annotare i giocatori che entrano scrivendo una x nellapposito riquadro. Dopo ogni quarto di gioco larbitro deve chiudere il referto; deve annotare lora di inizio e di fine del quarto e i punteggi parziali. Alla fine della partita, segnare con una linea tutto ci che nel referto pu essere redatto (falli, sospensioni); indicare la squadra vincente e il punteggio; consegnare la copia alle due squadre e infine eventualmente redigere le parti relative a comportamenti non corretti da parte di pubblico o squadre. Le persone presenti in panchina e in campo sono soggette a vari tipi di fallo che vanno indicati a referto nel seguente modo: P= fallo P2 = fallo su tiro da 2 punti P3 = fallo su tiro da 3 punti U = fallo antisportivo D = espulsione T = tecnico TC = tecnico allallenatore TB = tecnico ai panchinari

Se vengono fischiati 2 tecnici allallenatore questi deve lasciare il campo di gioco perch espulso. Linizio della partita sar effettuato tramite la cosiddetta palla a due ; da questo momento si attiver il possesso alternato per lintera durata dellincontro. Per le infrazioni di gioco il fischio accompagnato dalla mano alzata verso lalto e lindicazione dellinfrazione commessa. Le violazioni possono essere: a tempo : 3 secondi - 5 secondi - 8 secondi - 24 secondi; di campo : palla o piede del giocatore con la palla in mano fuori dal campo; passaggio indietro; ingresso in area dopo il tiro libero; con la palla: passi; doppio palleggio; palla accompagnata;

I 3 secondi vengono fischiati mimando con il braccio basso e la mano con le 3 dita rivolte verso il basso dondolando. I 5 secondi vengono fischiati con il braccio laterale e muovendo la mano verso lesterno. Gli 8 secondi vengono segnalati se il pallone non ha oltrepassato la met campo. I 24 secondi vengono segnalati dallarbitro toccando la propria spalla 2 volte con la mano ripiegata; essi non vengono resettati se il pallone toccato dalla squadra avversaria, ma rimane in possesso di chi attacca e se la palla tocca solo il tabellone. Le infrazioni di campo sono tutte quelle situazioni che comportano la fuoriuscita del pallone e anche nel caso in cui esso tocchi le linee di gioco. Una particolare infrazione di campo si commette nel caso dei tiri liberi, cio: linvasione. Ne esistono 3 tipi: 1. invasione del tiratore: il giocatore che batte il tiro libero entra nellarea dei 3 secondi prima che la palla tocchi il ferro del canestro; larbitro fischia, non convalida leventuale canestro ed assegna una rimessa laterale alla squadra in difesa. 2. invasione dei giocatori a rimbalzo: se un giocatore entra nellarea dei 3 secondi prima che il giocatore abbia lasciato la palla nella fase di tiro. Se linfrazione commessa da un difensore, larbitro convalida leventuale canestro oppure fa ripetere il tiro se non vi stato canestro; viceversa se linfrazione commessa da un giocatore in attacco, larbitro convalida leventuale canestro oppure assegna rimessa laterale alla squadra in difesa nel caso di mancato canestro. 3. invasione dei giocatori fuori dalla linea dei 3 punti: viene sanzionata come nel caso precedente. Le violazioni con la palla sono di 3 tipi: 1. passi: non sono ammessi pi di 2 appoggi in terra in continuit una volta che il pallone stato recuperato dal palleggio ( importante luso del piede perno) 2. doppio palleggio: una volta che il giocatore ha chiuso il palleggio, non pu ripalleggiare. 3. accompagnata: il giocatore non pu prendere il pallone con la mano dal basso mentre palleggia. I falli vengono indicati dallarbitro con braccio teso con pugno serrato, verso lalto se il fallo commesso da un giocatore in difesa, verso avanti nel caso di fallo commesso in attacco. Esistono vari tipi di fallo: 1. tocco sul braccio dellattaccante 2. blocco irregolare 3. spinta 4. sfondamento 5. fallo antisportivo

Dopo 4 falli di squadra per ogni quarto scatta il bonus: ogni volta che la squadra che ha 4 o pi falli ne commette 1 ulteriore, la squadra avversaria batter 2 tiri liberi. Se un giocatore commette il 5 fallo personale deve essere sostituito da uno in panchina; la sostituzione deve essere sempre segnalata dallarbitro (braccia incrociate alte).

Esercizi svolti sul campo: Lesercitazione in aula ha riguardato alcune delle infrazioni classiche di gioco, in particolare il formatore ha focalizzato linteresse circa i seguenti movimenti: arresto ad uno e due tempi ed il rischio di compiere passi al momento dellinizio del palleggio; movimenti di spostamento a seguito di un rimbalzo; infrazioni di passi o doppio palleggio nel caso di giro in corsa con movimento non corretto; spostamenti e leciti e non durante la fase di rimessa. Oltre alle informazioni stato mostrato il corretto uso delle mani e delle dita nella fase di segnalazione dei numeri di maglia dei giocatori nel caso di falli fischiati. Segnalazione dei falli commessi: come si mimano e come devono essere segnalati al tavolo.

13) Aspetti psicologici


Allenare significa innanzitutto insegnare qualcosa. Questo principio primo indipendente dalla disciplina che si vuole insegnare; quindi si pu tranquillamente applicare alla funzione di allenatore di una disciplina sportiva. Al fine di esplicare la funzione di allenatore occorre avere diverse competenze oltre a quelle pi squisitamente tecniche: competenze pedagogiche; competenze gestionali. Le competenze pedagogiche dellallenatore devono essere atte a: 1. riconoscere, sostenere e sviluppare le motivazioni degli allievi; 2. comunicare efficacemente con gli atleti; 3. osservare gli atleti in allenamento ed in gara. Quelle gestionali invece, devono permettere allallenatore di: 1. gestire il rapporto allenatore allievo; 2. gestire i rapporti con staff, dirigenti, etc; 3. gestire il rapporto con i genitori.

Inoltre lallenatore deve conoscere: Il processo dellapprendimento; La dimensione etica dello sport. Si gi detto che un allenatore deve avere competenze tali da: Sapere: cio avere competenze tecniche circa la disciplina che si deve insegnare, ed avere la capacit di comunicare il proprio sapere. Saper fare: lallenatore deve saper applicare quello che conosce. Tutto ci che attiene lallenamento, la programmazione, lorganizzazione, losservazione, la valutazione degli allenamenti rientra in questo principio. Saper far fare: lallenatore deve essere in grado di saper far fare ad un gruppo di atleti ci che si prefigge di insegnare. Un altro aspetto rilevante quello del saper essere. Il ruolo, il compito, gli obiettivi che un allenatore si prefigge devono andare a braccetto con la consapevolezza di ci che si come persona, non solo dal punto di vista prettamente tecnico, ma umano a 360, soprattutto quando lallenatore svolge la propria attivit con atleti molto giovani. Lallenatore assume un ruolo importante in questi casi, una figura che si affianca ad altre di assoluta importanza che sussistono nella vita dei giovani atleti: genitori, familiari, insegnati scolastici, etc. Insegnare un compito complesso perch rivolto ad allievi con caratteristiche individuali, simili ma uniche! Nel caso di insegnamento di discipline sportive, il fulcro del processo deve essere latleta, ognuno dei quali ha proprie caratteristiche peculiari. Le differenze tra i vari atleti riguardano sfere differenti: capacit motorie, fisiche, atletiche, tecniche, psicologiche, comportamentali, etc. Queste differenze devono essere sempre costantemente monitorate dallallenatore. Nel farlo, egli deve considerare che i modelli prestazionali, cio le capacit di ogni singolo atleta di apprendere, sono estremamente differenti da individuo ad individuo. inoltre opportuno verificare subito quali sono gli obiettivi della societ, soprattutto nel caso in cui si deve operare con atleti giovani. Infatti, differente lapproccio che si attua nei confronti di ogni atleta nel caso in cui la societ spinga fortemente verso lagonismo, rispetto ad una societ in cui si pratichi lo sport allargato a tutti senza spingersi fortemente verso lagonismo. In questi casi bene chiarire subito con i genitori prima, e con gli atleti dopo quali sono gli obiettivi della societ e del gruppo. Poi sta al singolo atleta, o ai genitori, decidere se opportuno che si rimanga in quel gruppo, in quella societ, oppure pi opportuno cercare una soluzione alternativa. Una volta che si inizia unattivit sportiva, viene soddisfatto un bisogno; poi occorre verificare se sussistono ancora altri bisogni da soddisfare al fine di indurre latleta a non abbandonare la disciplina intrapresa. La possibilit che un atleta non abbandoni dipende molto dalle motivazioni che latleta trova in s per continuare. In questo lallenatore gioca un ruolo fondamentale, deve solleticare queste motivazioni, far s che latleta trovi sempre un ambiente per lui confortevole, interessante, in sintesi stimolante. Ci sono molte figure che possono essere legate allallenatore:

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Addestratore Biomeccanico\chinesiologo Amico, confidente Padre, guida, educatore, portatore di principi Psicologo Insegnante, maestro Preparatore fisico Medico\terapeuta Tecnologo Progettista e manager di progetti e sistemi di documentazione Intrattenitore, animatore Organizzatore di eventi e attivit Veicolo di immagine ed operatore marketing

Un altro ambito complesso con cui un allenatore si trova a convivere quello della gestione dei rapporti interpersonali. In particolare se lattivit viene svolta con allievi giovani, maggiormente presente la necessit di relazionarsi con i genitori i quali possono, purtroppo molto pi spesso del necessario, influenzare in modo non positivo il rapporto relazionale tra allievo ed allenatore. I casi in cui si innestano condizioni sfavorevoli li possiamo cos elencare: disinteresse, sotto investimento: il ragazzo non seguito durante le fasi tecniche, i genitori non presenziano le gare, latleta non trova i propri genitori a rincuorarlo dopo una sconfitta o a fargli i complimenti dopo una vittoria; onnipresenza: esattamente il caso opposto, la presenza dei genitori fin troppo presente, asfissiante; attivit familiari troppo incentrate nello sport: il giovane atleta vive in una famiglia in cui lo sport troppo presente, aumenta il livello di attesa da parte dei genitori che non fanno vivere lo sport con tranquillit, vengono esercitate troppe pressioni, troppi paragoni allinterno ma anche allesterno della famiglia; valori antisportivi: pur di raggiungere la vittoria, non si considerano valide le regole sportive di rispetto e di competizione sana; proiezioni dei desideri e motivazioni proprie: i genitori proiettano sui figli i propri desideri, le proprie motivazioni, non un caso che la scelta dello sport fatta dai genitori spesso si tramuta in un abbandono perch il figlio non ha la stessa motivazione del\dei genitori; mancanza di ambizioni o ambizioni smisurate: riassume elementi gi presentati, i genitori riversano sul figlio anche proprie frustrazioni, magari per non essere riusciti a raggiungere livelli sportivi prefissati, e normalmente si da la colpa ad un qualche infortunio, vero o presunto che sia, ad un tecnico, o comunque a scusanti pi o meno veritiere; frustrazioni allindipendenza dellallievo: possibile quando i genitori hanno paura della possibilit che il proprio figlio diventi troppo autonomo! (ricordiamo che uno degli obiettivi dello sport quello di creare atleti

autonomi, capaci cio di prendere decisioni in perfetta autonomia, di pensare da soli, estremizzando questo concetto, il genitore pu arrivare a considerarlo negativo per la crescita del proprio figlio); accuse, colpevolizzazioni dette con sarcasmo: il tono di disprezzo usato nuoce allautostima che il ragazzo deve avere per trovare le proprie motivazioni e continuare. analisi negative a fine gara: il figlio viene investito da una serie di critiche solo negative a fine gara su movimenti errati, errori di vario genere comportamenti perturbativi durante la gara: i genitori hanno atteggiamenti offensivi, di minaccia nei confronti degli arbitri, dei giocatori avversari, sovvertendo quel set di regole comportamentali che lo staff tecnico si prodiga ad insegnare agli allievi, rispetto degli avversari, degli arbitri, etc; interferenze con il ruolo dellallenatore: in parte assimilabile alla onnipresenza, il genitore si intromette nelle discussioni tecniche, si spinge oltre,il ragazzo pu confondere i ruoli e non accettare pi gli insegnamenti perch mio padre dice. Tutti questi aspetti possono presentarsi anche in combinazione tra loro, lallenatore deve saper fronteggiare queste situazioni e porre un freno laddove le difficolt di relazioni diventino problematiche. Il compito professionale di ogni allenatore, indipendentemente dal livello della societ in cui lallenatore opera, quello di uniformarsi alle direttive e agli obiettivi della societ. Una volta stabilito lobiettivo societario, e garantita la collaborazione con tutti i rappresentanti dello staff tecnico, lallenatore viene chiamato ad esprimere le proprie competenze tecniche. A queste, se ne affiancano altre di natura differente dal campo tecnico; lallenatore dovr essere in grado di: 1. motivare 2. comunicare; 3. programmare; 4. osservare; 5. valutare. Per quanto riguarda le motivazioni abbiamo gi detto che sono essenziali per procedere nellattivit sportiva. Possono essere di tipo differente: un atleta continua perch si diverte, oppure perch gli piace far parte proprio di quel gruppo anche se non tanto interessato allaspetto agonistico. Qualcun altro invece spinto solo dalla convinzione di poter accrescere le proprie capacit tecniche. Qualsiasi siano le motivazioni, lallenatore deve foraggiarle, senza creare illusioni, ma neanche infrangere i sogni di un atleta. Per quanto riguarda invece la programmazione, si richiama il concetto secondo cui lallenatore dovendo lavorare per obiettivi chiamato ad individuare tutte le fasi propedeutiche per ottenere lobiettivo prefissatosi. La programmazione significa quindi progettare un piano di allenamento che sia a lungo periodo, semestrale, a

medio periodo, mensile\trimestrale, breve periodo, settimanale, brevissimo periodo, giornaliero. Tali programmi vanno ovviamente monitorati, ed qui che entrano in gioco le fasi dellosservazione e della valutazione; ci sono due modi per monitorare il lavoro svolto o in fase di svolgimento:il primo losservazione, in campo per ci che concerne gli aspetti tecnici, fuori per quelli che riguardano gli aspetti di affiliazione. Osservare se esistono i progressi che ci si aspettava, se sono superiori o inferiori. In entrambi i casi occorre saper rimodulare il proprio piano di allenamento; un secondo tipo di controllo pu invece essere effettuato tramite le schede di valutazione, che richiedono quindi unosservazione abbastanza specifica e sistematica

La comunicazione: Un discorso a parte va fatto invece per la comunicazione, che una delle caratteristiche pi importanti di un allenatore, in quanto chi non sa ben comunicare non affatto in grado di insegnare. La comunicazione una dote che sebbene potenzialmente innata, va in qualche modo acquisita. In questa esemplificazione fa gioco lesperienza. Si pu diventare buoni comunicatori espletando le proprie attivit e nel tempo acquisire nuove competenze, osservando il proprio modo di comunicare ed i risultati che si raggiungono con il modo di comunicare di altri. sempre un processo dinamico,si impara solo se si continua ad acquisire competenze. Un errore comune quello di ritenere che la comunicazione sia dettata dalleloquenza. Chi riceve la comunicazione effettua un filtro alla comunicazione stessa. La traduce in elementi per se stesso. Il processo tale per cui il messaggio che partito pu arrivare distorto in qualche parte, quello che il comunicatore aveva intenzione di dire arrivato fatalmente distorto, privo dellefficacia che aveva nelle intenzioni di chi ha inviato il messaggio stesso. da ricordare come la comunicazione non verbale importante quanto quella verbale sia per esprimere veri e proprio concetti che, soprattutto, per trasmettere pi facilmente sentimenti, affetti. Sussistono alcune regole di comunicazione didattica da seguire, il messaggio deve essere: diretto e chiaro: troppi giri di parole fanno perdere efficacia; specifico: inutile effettuare preamboli con esempi e altro che non siano propri del campo relativo; adatto alle capacit di interpretare: il lessico deve essere chiaro, se lallenatore ha a che fare con bambini, bisogna esemplificare, non si pu utilizzare lo stesso linguaggio che si utilizzerebbe con studenti universitari; non contraddittorio rispetto a messaggi precedenti: generano insicurezza negli atleti, generano confusione, se sussiste una contraddizione va spiegata, in modo che latleta comprenda che in una certa situazione va fatta una cosa, un

movimento, in una situazione analoga ma diversa per certi versi, va fatto qualcosaltro; ridondante senza essere monotono: ripetere le cose se necessario, senza per tediare, portare alla noia gli atleti. Cos come ci sono delle regole da rispettate, esistono degli elementi che invece ostacolano una buona comunicazione: o far valere il proprio ruolo\status: tipica la situazione in cui lallenatore si rivolge dicendo stai zitto! oppure cos perch lo dico io; o parlare sopra un altro; o sollecitare soluzioni affrettate: dai dimmi quello che devi dirmi; o utilizzare etichettamenti; o rigettare responsabilit; o negare sentimenti altrui; o contraddire per principio; o rimproverare.

Lapprendimento Il processo dellapprendimento complesso sotto vari punti di vista, ma esistono dei punti fermi, che vale la pena di ricordare: o apprendere significa modificare il proprio comportamento sulla base di ci che stato insegnato; o ci che si apprende dipende dal modo in cui linsegnamento viene comunicato, da cosa viene comunicato, dalle motivazioni che stanno alla base dellinteresse a ci che viene insegnato; o non tutti apprendono allo stesso modo: il grado o la capacit di apprendimento fortemente soggettivo, dipende dallindividuo, e viene influenzato dalle caratteristiche tecniche di base, dal livello di capacit motoria (condizioni antropomorfe), dal livello motivazionale, etc; o teoricamente si pu apprendere sempre, senza limiti di et; nel caso di discipline sportive si pu continuare ad apprendere anche oltre i 10\12 anni dallinizio dellattivit sportiva, ma non un dato scientifico.

Le fasi dellapprendimento Lapprendimento un processo dinamico senza separazioni precise. Gli studiosi sono comunque concordi nel definire il manifestarsi di tre fasi attraverso le quali si manifesta lapprendimento di una abilit: fase di coordinazione grezza; fase di coordinazione fine; fase di disponibilit variabile (coordinazione avanzata, maestria)

1. La fase della coordinazione grezza pu dirsi raggiunta quando laspetto esterno del movimento corrisponde nei tratti generali alla tecnica richiesta, ma viene eseguito solo in condizioni favorevoli (ad es. latleta ha compreso la tecnica del tiro in terzo tempo, ma la effettua solo in allenamento, mai in partita); 2. il ritmo complessivo del gesto stato compreso, ma le contrazioni e le decontrazioni muscolari non si succedono in scansione cronologica adeguata (scarsa capacit a sincronizzare tutte le fase del moto muscolare); 3. la forza usata in modo inappropriato (normalmente si eccede nelluso della forza, perch i movimenti no sono eseguiti correttamente); 4. la fluidit dellesecuzione insufficiente vi sono momenti di stasi fra preparazione ed esecuzione tecnica; 5. lampiezza dei movimenti scarsa o comunque inadeguata, diseconomia del movimento; 6. i movimenti parziali non sono ancora correttamente coordinati fra loro; 7. i segmenti distali non sono controllati; 8. la precisione e la costanza del movimento sono ancora poco sviluppate. Il corretto processo di apprendimento necessit di una continua esercitazione sui movimenti oggetto della disciplina sportiva. Questa continua esercitazione porta il singola allievo a migliorarsi fino ad arrivare alla seconda fase di apprendimento (coordinazione fine), sebbene, occorre ricordarlo, non vi un salto da una condizione allaltra, ma una costante evoluzione. La fase della coordinazione fine pu dirsi raggiunta quando: limmagine esterna del movimento caratterizzata da un decorso armonioso del gesto; la tecnica aderente al modello richiesto, il movimento eseguito quasi senza errori, il livello della prestazione buono; la struttura dinamica corretta, vi unesatta successione temporale di contrazioni e decontrazioni; un buon livello di fluidit caratterizza il gesto anche nei momenti di inversione del movimento; lampiezza dei movimenti adeguata; la forza usata in maniera corretta, scompaiono movimenti sinergici inutili, il gesto pi economico; i movimenti parziali presentano un pi elevato grado di coordinazione; periodi di stasi nellapprendimento possono essere seguiti da rapidi miglioramenti; precisione e costanza nellesecuzione caratterizzano il movimento. Lultima fase del percorso di apprendimento quella della stabilizzazione della coordinazione fine e sviluppo della disponibilit variabile. In questo casi si assiste ai seguenti fatti: laspetto esterno dellesecuzione motoria molto simile a quello della fase precedente; la padronanza del gesto elevatissima;

i movimenti parziali sono estremamente coordinati in ogni parte del movimento; i movimenti sono precisi ed economici, con il minimo indispensabile di dispendio di forza, non si eccede in movimenti inutili alleconomia del gesto nel suo complesso; adattamento a condizioni diverse ed improvvise, con elevati livelli di prestazione; sensazione di piacere legata alla consapevolezza del controllo completo del movimento.

14) La preparazione fisica


La preparazione fisica ha acquisito ormai da diversi anni una parte fondamentale di ogni disciplina sportiva. Grazie allo studio mirato, si sono potute ottenere diverse tecniche per la preparazione fisica nella pallacanestro. Tutto ruota sulla definizione di allenamento: linsieme degli interventi e stimoli di tipo fisico e psicologico finalizzati al miglioramento di una prestazione. Lallenamento quindi porter allaccrescimento del singolo atleta, ed bene che questi allenamenti vengano ripetuti periodicamente nel tempo. Durante ogni esercitazione dobbiamo sempre aver ben presente chi abbiamo davanti a noi e, di conseguenza, il tipo di sforzo da far eseguire in base a caratteristiche quali: Let: un bambino eseguir esercizi del tutto differenti da un adulto. Il livello tecnico: il carico di una squadra dilettante sar ovviamente minore rispetto a una di alto livello. Gli aspetti morfologici: sesso, peso, altezza, ecc.. Gli impegni personali. Le abitudini: in un gruppo ci saranno sempre gli atleti disposti a lavorare di pi altri di meno. Un altro indice di riferimento dato dalla capacit di carico, ovvero la capacit di sostenere un lavoro fisico per un tempo determinato, ed essere poi in grado di ripristinare le energie. I parametri del carico sono: Lintensit: qualit dello sforzo chi si compie. Il volume: quantit di sforzo. La densit: rapporto tra durata e recupero. La progressivit: aumento del carico di lavoro. La continuit: si riferisce allarco di tempo, per esempio una stagione. I tipi di esercizi da compiere durante lallenamento dipendono molto dal contesto in cui si opera; questi fattori sono: Lo spazio; Le attrezzature; Il tempo.

La preparazione fisica ha una storia recente, infatti se ne inizi a parlare agli anni 70-80. I primi preparatori venivano dallatletica leggera, e proprio per questo si gener un problema: i giocatori eseguivano movimenti di corridori, saltatori, quindi nulla a che vedere con la pallacanestro. Negli anni 80- 90 comparve la moda dei body builder , cio il giocatore inizi ad aumentare la propria massa con il solo scopo di essere pi forte, a scapito della loro stessa velocit e agilit. Oggi invece si sta andando incontro alla morfofunzionalit dellatleta: la preparazione terr conto dei movimenti specifici della disciplina, in questo caso della pallacanestro. La teoria moderna sulla preparazione fisica si concentra nel trovare risposta a due domande chiave: Quali caratteristiche funzionali sono coinvolte? Quale il contributo dei singoli fattori implicati nella performance? A queste domande si pu rispondere con una tecnica chiamata match analysis, cio lanalisi delle varie caratteristiche presenti durante le fasi della partita. Grazie a questa analisi, si cerca di individuare e sviluppare quelle caratteristiche che sono maggiormente coinvolte nel gioco. Da uno studio effettuato del 2000, si rilevato che durante le fasi di gioco, lattivit cardiaca si attesta sull89% di quella massima. Questo ci dimostra come lo sforzo che viene effettuato sia molto intenso. Inoltre, altri studi hanno dimostrato che esiste un rapporto tra fasi di gioco e recuperi di circa 1:1 e che sono presenti alle 800 alle 1200 accelerazioni e decelerazioni medie nellarco di una partita. Fattori della prestazione: per il 73% del tempo si gioca senza pause fino a 60 il 78% delle pause dura 60 di cui il 30% sotto i 20 Come abbiamo potuto notare la pallacanestro uno sport che contiene fasi di gioco molto intense, frazionate, ma in cui lo sforzo si mantiene sempre su livelli molto elevati. Alle fasi attive, si susseguono delle fasi di recupero (come i tiri liberi). Lo scopo della preparazione fisica quello di incrementare il sistema energetico pi adatto allo sport che si sta praticando. Per sistema energetico si intendono i muscoli, i quali generano movimento; la loro contrazione pu essere possibile solo grazie alla scissione dellATP. Questa molecola viene distribuita grazie a 3 meccanismi: Sistema aerobico; Sistema anaerobico alattacido; Sistema anaerobico lattacido. Nonostante tutti e 3 i sistemi vengono utilizzati in maniera differente durante lattivit sportiva, i primi due sono quelli maggiormente presenti nei giocatori di pallacanestro. Nel sistema aerobico si verifica unossidazione di zuccheri e grassi, con la quale avviene la risintesi dellATP e la produzione di acqua e anidride carbonica. Questo sistema energetico ha una lunga durata ma una potenza abbastanza bassa e si recupera in tempi lunghi.

Il sistema anaerobico alattacido quello che viene usato per sforzi di breve durata ma di elevata intensit, come salti, arresti, scatti; questenergia ha una durata di 6-7 secondi e si recupera in tempi brevi. Il sistema anaerobico lattacido viene usato per gli sforzi brevi, ma abbastanza lunghi da provocare un respiro affannato; questo porta ad una situazione di crisi che costringe il giocatore a rallentare per ritornare ad una condizione di equilibrio. In questo sistema avviene la glicolisi, con risintesi dellATP e produzione di acido piruvico e lattico. Ha una durata di circa 45 e una potenza alta, ma si recupera in maggior tempo. La strutturazione di un allenamento prevede tre fasi principali: 1. una prima fase detta di attivazione; 2. una parte centrale; 3. unultima fase detta di disattivazione o defaticamento. Lattivazione la fase iniziale dellallenamento e dovrebbe avere una durata compresa tra 8 e 10 minuti. In molti casi ed in funzione del tipo di esercizi effettuati va considerata come una forma di prevenzione dei traumi. Per questa fase si possono utilizzare strumenti come: Elastici Superfici instabili (per esempio i discofit) Segna campo Line step (pezzi di gomma piuma dello spessore di 2\3 cm) La prevenzione dei traumi non riguarda solo i muscoli adibiti al movimento, ma soprattutto le fasce muscolari che sostengono le articolazioni, come caviglie, ginocchia. Come sappiamo, nella pallacanestro sono presenti moltissimi movimenti che rendono instabile lequilibrio, gravando sulle articolazioni. Per questo motivo gli esercizi che si andranno a compiere, renderanno il giocatore in grado di sopportare carichi maggiori, aumentando il cosiddetto range muscolare. Altri esercizi molto utili sono quelli che riguardano il controllo del disequilibrio, cio delle posizioni in cui c un equilibrio instabile. Quando si riesce a potenziare i muscoli stabilizzatori oltre a ridurre il rischio di traumi si permette di esprimere potenza e quindi accelerazione. Alcuni esercizi per la stabilizzazione sono, per esempio, quelli riguardanti il rinforzo della parete addominale sia frontale, dorsale che laterale. Esercizi che servono per aumentare la possibilit, la capacit di un atleta a rientrare nella posizione fondamentale quando si opera in equilibrio precario o disequilibrio. La posizione fondamentale del giocatore prevede: Piedi : leggermente ruotati e distanti quanto la larghezza delle spalle. Ginocchia: semi piegate sulla proiezione dei piedi. Bacino: basso e fissato dalla curva lombare. Spalle: leggermente in avanti non oltre i piedi e scapole addotte. Un giocatore di pallacanestro tende a modificare pi volte la propria posizione di equilibrio a scapito di un disequilibrio continuo; ne sono tipici esempi le situazioni di: Tiro Partenza

Difesa (scivolamenti) Arresti Si dovranno effettuare esercizi per il mantenimento della posizione non in forma statica ma dinamica e per la gestione del disequilibrio: si possono utilizzare superfici instabili in appoggio monopodalico (su un solo piede) o bipodalico (su entrambi i piedi), si tratta di dischi che non garantiscono alcun equilibrio (discofit), latleta dovr pertanto eseguire lesercizio cercando di mantenersi in equilibrio ed in posizione fondamentale. Lattivazione preparatoria allattivit centrale dellallenamento pu consistere in: Spostamenti in avanti, indietro e laterali Cambi di velocit (accelerazioni e decelerazioni) Cambi di direzione Salti Arresti Torsioni Scivolamenti Si possono effettuare singoli esercizi, o esercizi con movimenti susseguenti alternati. Il lavoro di condizionamento metabolico deve essere intervallato. Possiamo distinguere tre tipologie di esercizio intervallato: Ripetute Interval training Intermittente La figura seguente ci mostra landamento delle frequenze cardiache nelle tre diverse tipologie. Occorre evidenziare che il tempo totale di allenamento metabolico dovrebbe essere circa il 20% del tempo totale di allenamento settimanale. Il lavoro da preferire quello che indichiamo con intermittente.

Indichiamo di seguito gli indicatori parametrici che lo caratterizzano: Numero giocatori coinvolti (1c0-5c5) Durata della fase attiva (5-20) Tempo di recupero (10-30) Zona di svolgimento (met campo o tutto campo) Un aspetto che molto sentito per i giocatori quello della capacit di effettuare salti ripetuti, tipiche delle situazioni a rimbalzo. In alcuni giocatori, soprattutto quelli alti e/o non dotati di buona muscolatura, questo tipo di esercizi pu provocare traumi alla schiena. In alcuni casi si possono evitare questo tipo di esercizi, ricorrendo ad esercizi per la rapidit dei piedi, caratterizzati da: Alta intensit Breve durata (max 6- 8) Recuperi completi (20- 25) Come attrezzatura di aiuto si possono utilizzare: Line step (pezzi di gomma piuma dello spessore di 2\3 cm) Percorsi con cinesini Linee del campo Con lutilizzo delle line step bisogna sempre tener sotto controllo sia lo spostamento orizzontale del centro di gravit che va tenuto sempre basso sia il mantenimento di una posizione cestistica durante lesecuzione (braccia e sguardo avanti). Molto importante aumentare, passo dopo passo, la risposta motoria creando esercitazioni sempre pi complesse ma in maniera costante e graduale. Il preparatore fisico deve sempre ricordarsi quali siano i fattori che influenzano la prestazione, deve avere conoscenza di come gestire le informazioni che vengono riversate agli atleti (semplici e non troppe). Inoltre deve sempre considerare che preferibile concentrarsi sulla globalit del movimento piuttosto che sul singolo gesto.

Esercizi pratici proposti di cui alcuni svolti in campo: Attivazione: 1. Mobilit articolare (5 minuti) : statica in cerchio: caviglie, ginocchia, anche, tronco, spalle; dinamica a file: circonduzioni, slanci, torsioni, affondi, aperture, chiusure; 2. Andature - spostamenti (5 minuti) : spostamenti avanti indietro; scivolamenti: andature semplici; cambi di ritmo e direzione; arresti; elevazioni. 3. Propriocettivit (5 minuti) : percorsi su varie superfici, su discofit ball handling individuale, a coppie, a gruppi (anche con line step o cinesini) monopodalico e bipodalico 10- 12 e cambio.

Stabilizzatori: 1. Bouncing (stabilizzatori arti inferiori): blocchi bipodalici e monopodalici frontali e laterali curando la posizione fondamentale: dalla corsa avanti, laterale, dietro dallo skip o dal rimbalzo con gli elastici a coppie dallo scatto. 2. Stabilizzatori spalle: Statica in cerchio con elastici: o scapolate e affondo o mezzo squat e scapolata o arciere Statica in cerchio senza elastici: o lavori di rinforzo per la muscolatura profonda del dorso (back work). 3. Stabilizzazione CORE:

Statica in cerchio: o tenute addominali sui gomiti (frontali, laterali) o tenute glutei o tenute dorso alternate. Dinamica : o con elastici o fit ball

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Lavori di rapidit dei piedi: 1. Linee del campo o nastro (per riscaldamento e per scivolamenti) Con palleggio e stepping laterale o frontale + terzo tempo o tiro in sospensione 2. Line step da 1cm: stepping in tutte le forme 6 max (associato anche con palleggio o passaggio) associati alla propriocettivit associati ai cinesini 3. Scaletta coordinazione e reattivit 2 esecuzioni in skip con toccate fuori e accelerazioni in frequenza 4. Cinesini croce passaggi a 8 percorsi brevi max 6 associati alla propriocettivit associati alle line step Lavori di velocit: 1. Scatti con cambi di direzione e psicocinetica (max 15 metri) 2. A coppie con partenza visiva (anche con il pallone) e cambio cinesino 3. A terzetti con e senza palla (gioco del touch)

Lavori di forza (funzionali): 1. Squat su superfici instabili: anche con palla dietro e manubri con torsioni con palla medica 2. Squat j bipodalico e monopodalico controllato su rialzo

3. Squat j su telo elastico 4. Passaggi sotto al nastro 5. Spinte alternate su rialzo

Lavori metabolici (condizionali) Intermittente: 1. campo in largo (15metri) 2. corsa lenta - veloce- camminare (tot lavoro 18- 20 con i recuperi da 1130): l - v - v c per 3 l v v v - c per 230 x2 l l v v v v - c per 2 3. possesso palla senza palleggio e recupero in tiro libero: 3vs3 4vs4 5vs5 / a met campo - a tutto campo / 6-8-10 passaggi (10- 15- 20) / tiro libero (20-25) 4. passaggio a colore diverso (psicocinetica) senza palleggio: con difesa passiva con triangolazione 5. Con gesti tecnici: Dalla linea di fondo, scatto fino a met campo, cambio direzione e scatto sulla linea da 3, ricevo e tiro in sospensione; recupero in corsa lenta diagonale fino linea da 3 opposta 2 cambi di direzione, ricevo e terzo tempo; recupero camminando sulla linea di fondo

Defaticamento: 1. Posture e scarico colonna a terra (senza e con elastici): flessori, glutei, adduttori, colonna 2. al muro posizioni tenute almeno 2 lasciando agire la forza di gravit

15) Bibliografia
Insegnare il basket Diventare coach Formare formatori Elementi di didattica Il mio credo cestistico Basket Basket essenziale Roberto Di Lorenzo Guido Saibene Ettore Messina Tommaso Biccardi Pietro Mango A.Madella Dan Peterson Ettore Messina Dan Peterson

16) Schede di osservazione

Nome.. Data ..

FONDAMENTALI INDIVIDUALI SENZA PALLA


Osservazioni positive Osservazioni negative

Osservazioni positive

Osservazioni negative

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PALLEGGIO
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PASSAGGIO
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TIRO
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ARRESTI E PARTENZE
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BALL HANDLING
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Osservazioni positive

Osservazioni negative

Osservazioni positive

Osservazioni negative

Un particolare ringraziamento agli allievi allenatori Filippo De Martino e Luca Iacoboni per la preziosa collaborazione nella stesura di questo quaderno tecnico. Tiziano Carradore