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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
luned-marted 26-27 settembre 2011

Unicuique suum
Anno CLI n. 222 (45.867)
.

Citt del Vaticano

Un momento della veglia di preghiera con i giovani presieduta da Benedetto

XVI

sabato sera nellarea della Fiera di Friburgo

Per diventare luce del mondo


La consegna dal Papa ai cattolici per una fede rinnovata conclude il viaggio in Germania

Il terzo figlio
Ai giornalisti in volo verso Berlino il Papa aveva annunciato lo scopo del suo terzo ritorno in patria da quando stato eletto successore dellapostolo Pietro: incontrare la gente e parlare di Dio. Ed stato cos, in uno dei viaggi pi intensi e importanti del pontificato, durante il quale Benedetto XVI, parlando appunto di Dio, ha saputo farsi capire e ha toccato il cuore di moltissime persone, non soltanto cattoliche. Soffiando via stereotipi che da decenni gli sono stati cuciti addosso e confermandosi uomo dalla fede trasparente e profonda, intellettuale di primissimo ordine che ha il dono di gesti e parole che chiunque pu comprendere. Una visita riuscita, dunque, grazie anche a unospitalit cordiale e allimpeccabile organizzazione assicurata dalle istituzioni civili e dalla Chiesa, in ognuno dei suoi momenti. Innanzi tutto negli incontri con molte decine di migliaia di cattolici nelle diverse tappe dellitinerario, concluso liturgicamente davanti a oltre centomila fedeli nella messa di Friburgo, una celebrazione inondata dal sole durante la quale sontuose musiche del barocco tedesco si sono alternate a composizioni contemporanee felici. E importanti sono stati gli appuntamenti con esponenti delle Chiese orientali e ortodosse, con gli evangelici, i musulmani, gli ebrei. Nulla di scontato o prevedibile vi stato infatti nei discorsi papali, anche se poi, soprattutto in Italia, alcuni media, pur prestigiosi, non si sono dimostrati allaltezza del viaggio, preferendo correre dietro a notizie davvero marginali (o addirittura inesistenti) e non dando conto dei fatti, magari anche criticamente. Eppure Benedetto XVI agli evangelici ha proposto di tornare insieme alla causa di Cristo. Con un elogio non scontato di Lutero, unanalisi franca del protestantesimo contemporaneo e la richiesta, certo non diplomatica ma esigente, di una testimonianza cristiana comune in un mondo che si allontana sempre pi da Dio. E a orientali e ortodossi il Papa di Roma ha ripetuto la sua vicinanza, rallegrandosi per il dialogo nellortodossia, tornando sulla questione cruciale del primato del successore di Pietro, ribadendo la speranza in ununione non lontana. E se Benedetto XVI nel discorso al Bundestag un contributo al dibattito pubblico rivolto al mondo occidentale nel suo complesso ha posto ancora una volta la questione dei fondamenti della politica, parlando ai cattolici il Papa ha trovato parole che chiedono un esame di coscienza collettivo, non soltanto in Germania. In un occidente ricco materialmente ma sempre pi povero e smarrito per il diffondersi di un relativismo subliminale che devasta, anche nella Chiesa leccesso delle strutture rischia infatti di soffocare la fede, proprio mentre la desertificazione spirituale avanza e non vengono colti gli effetti purificatori della secolarizzazione. Come cambiare allora? Nel modo dei santi, e cio nella conversione di ogni giorno a Cristo, nonostante le cadute e gli scandali che rischiano di oscurare lo scandalo della croce. Per questo i cristiani tiepidi sono pi dannosi per la Chiesa dei suoi avversari, per questo gli agnostici e quanti soffrono per i peccati dei cristiani sono pi vicini al regno di Dio dei fedeli di routine. Come nella parabola dei due figli a cui il padre chiede di lavorare nella vigna, contano i fatti pi delle parole. Sono solo i comportamenti infatti che possono avvicinare al terzo figlio che in modo misterioso risponde al Padre: il suo unigenito Ges, lunico Signore, venuto nel mondo per salvarlo. g. m. v.

Il Papa ha fiducia nel futuro della Chiesa e del cristianesimo, ma chiede ai cattolici di liberarsi dai fardelli e dai privilegi materiali e politici per dare al mondo una testimonianza pi autentica e credibile. La terza visita di Benedetto XVI in Germania si chiusa domenica 25 settembre nel segno della speranza. Gli ultimi incontri della giornata con i laici impegnati, nel Konzerthaus di Friburgo, e poi con le autorit religiose e civili allaeroporto di Lahr in occasione del congedo hanno offerto al Pontefice loccasione per ribadire che la fede pu essere una forza trasformante nel mondo e aprire prospettive nuove e spesso insospettate. A patto che ha precisato i credenti abbandonino compromessi e accomodamenti, ritrovando cos il coraggio di deporre tutto ci che soltanto tattica e di cercare la piena sincerit, che non trascura n reprime alcunch della verit del nostro oggi, ma realizza la fede pienamente nelloggi vivendola, appunto totalmente nella

sobriet delloggi, portandola alla sua piena identit, togliendo da essa ci che solo apparentemente fede, ma in verit sono convenzioni e abitudini. Solo una Chiesa distaccata dalla mondanit, libera cio dal peso di legami e ricchezze materiali, pu

dedicarsi meglio e in modo veramente cristiano al mondo intero, pu essere veramente aperta al mondo. In questo senso, anche le diverse forme di secolarizzazione si sono rivelate storicamente unopportunit preziosa, perch hanno consentito alla Chiesa una liberazione da forme

Ma solo tra quattro anni

Voto alle donne in Arabia Saudita


RIAD, 26. La monarchia saudita ha annunciato il riconoscimento di alcuni diritti politici alle donne. Non cambia nulla per le elezioni di gioved prossimo, ma il re Abdullah bin Abdul Aziz, in un discorso tenuto ieri davanti alla Shura, lassemblea consultiva, ha detto che le donne potranno votare e candidarsi ai consigli municipali dalle prossime elezioni, previste nel 2015. Le municipali in Arabia Saudita sono le uniche aperte al voto popolare che per pu scegliere la prima volta accadde nel 2005 solo la met dei membri dei consigli municipali in quanto laltra met viene assegnata con nomina governativa. La stessa Shura in giugno, con 81 voti contro 37, aveva dato il suo assenso al voto delle donne, ma non alla possibilit di candidarsi. Abbiamo anche deciso ha aggiunto Abdullah bin Abdul Aziz che potranno far parte della Shura, a partire dal prossimo mandato, nel 2013. La Shura, peraltro, un consiglio solo consultivo e i cui membri sono scelti dal re. Anche la designazione del Governo, in Arabia Saudita, esclusiva pertinenza del sovrano. Il divieto di voto per le donne, completamente sottoposte allautorit dei loro familiari maschi, era stato finora motivato con linterpretazione prevalente in Arabia Saudita della sharia, la legge islamica.

Il Papa passeggia con monsignor Gnswein in un giardino del seminario di Friburgo. Sullo sfondo la cattedrale gotica con limponente torre campanaria

di mondanit e un ritorno alla scelta radicale della povert terrena. Gi nel discorso rivolto sabato pomeriggio al Comitato centrale dei cattolici tedeschi il Papa aveva sottolineato che per una testimonianza cristiana incisiva non bastano soltanto strutture organizzative efficienti. La vera crisi della Chiesa nel mondo occidentale una crisi di fede aveva affermato, aggiungendo: Se non arriveremo a un vero rinnovamento nella fede, tutta la riforma strutturale rester inefficace. Anche ai giovani, riuniti in serata nella Fiera di Friburgo per una veglia di preghiera, Benedetto XVI ha ricordato che la luce di Ges risorto pi forte del buio del male e della sofferenza. Gli occhi di chi crede in Cristo ha assicurato scorgono anche nella notte pi buia una luce e vedono gi il chiarore di un nuovo giorno. Da qui linvito alla conversione interiore e al cambiamento di vita: cristiani tiepidi e deboli, inclini alla pigrizia e alla lentezza nel volere e nel fare il bene ha ammonito sono un danno per la Chiesa. A questi fedeli di routine, che nella Chiesa vedono ormai soltanto lapparato, senza che il loro cuore sia toccato dalla fede, il Pontefice ha fatto poi riferimento nellomelia della messa celebrata domenica mattina a Friburgo. Commentando la parabola evangelica dei due figli inviati dal padre a lavorare nella vigna, il Papa ha espresso apprezzamento per limpegno dei cattolici nelle istituzioni parrocchiali, sociali e caritative, ma ha anche esortato a un pi intenso rapporto personale con Dio. Perch ha ricordato il rinnovamento della Chiesa, in ultima analisi, pu realizzarsi soltanto attraverso la disponibilit alla conversione e attraverso una fede rinnovata.
PAGINE 3-12

Il

G20

studia un piano per rilanciare leconomia europea

Tremila miliardi contro la crisi del debito


WASHINGTON, 26. Un maxi piano da tremila miliardi per salvare leuro. Questa la carta che il G20 sarebbe pronto a giocare per arginare la crisi dei debiti sovrani in Europa. Una crisi che rischia di estendersi al resto del mondo con una serie di default a cascata, come ha avvertito il segretario al Tesoro statunitense Timothy Geithner. A Bruxelles e a Washington (dove ieri si sono chiusi i lavori del vertice annuale del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale) non c alcuna conferma ufficiale. Ma non ci sono nemmeno smentite. Il piano servirebbe soprattutto a rafforzare il capitale delle banche europee pi in difficolt, almeno sedici. Centrale, in questo schema, il rafforzamento del fondo salva-Stati, attualmente dotato di appena 440 miliardi di euro. Ancora tensione sulla Grecia: il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha detto che la decisione sulla prossima tranche di aiuti ad Atene, attesa per lEcofin del prossimo 3-4 ottobre, slitter. Intanto, la reazione dei mercati al nuovo piano del G20 non sembra essere positiva: la Borsa di Tokyo ha chiuso registrando perdite per 2,71 per cento, seguita a ruota dagli altri mercati asiatici. Partenza negativa per le piazze europee: in apertura Milano cede l1,67 per cento, Parigi l1,73, Francoforte l1,23 e Londra l1,90. Successivamente, per, Piazza Affari trascinata dal rialzo dei bancari ha riguadagnato terreno ed passata in positivo. Lindice Ifo, che registra il clima di fiducia delle imprese tedesche, a settembre si posizionato a quota 107,5, sopra le attese degli analisti. Intanto, a New York la tensione alle stelle: ottanta manifestanti che da alcuni giorni protestavano a Wall Street sono stati arrestati. Negli Stati Uniti cresce lattesa per il dato sul pil nel secondo trimestre, che verr pubblicato gioved. Nel periodo tra aprile e giugno, il pil ha evidenziato una crescita rispetto al trimestre precedente pari all1,0, a fronte della prima stima che indicava un rialzo pari all1,3 e contro le attese che erano per un incremento pari all1,1. Su base annua, il pil ha riportato una variazione pari al pi 1,5, nettamente inferiore rispetto al primo trimestre.

NOSTRE INFORMAZIONI
Provvista di Chiesa
Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo di Lublin (Polonia) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Stanisaw Budzik, finora Vescovo titolare di Hlar e Ausiliare di Tarnw, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Polacca.

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Giovani saudite (Reuters)

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LOSSERVATORE ROMANO
Ma non si ferma la violenza nelle citt dello Yemen Dopo oltre mezzo secolo

luned-marted 26-27 settembre 2011

Il presidente Saleh promette dialogo ed elezioni


SANA, 26. Il presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh, in un discorso alla Nazione trasmesso ieri sera in diretta televisiva, si detto pronto a una transizione del potere che passi attraverso elezioni anticipate e ha promesso che avrebbe intenzione di non restare pi al potere. Dialoghiamo, cerchiamo la comprensione e un cambiamento politico pacifico attraverso elezioni legislative ed elezioni presidenziali anticipate, ha detto Saleh nel suo primo discorso televisivo da quando rientrato nello Yemen dopo tre mesi trascorsi in un ospedale di Riad, in Arabia Saudita, a causa delle ferite riportate durante lattacco del 3 giugno scorso al palazzo presidenziale di Sana. Lopposizione ha per oggi respinto le proposte di Saleh affermando che nno c pi la possibilit di arrivare a una soluzione politica della grave crisi. Poco prima del discorso del presidente due manifestanti antigovernativi sono stati uccisi ieri nella capitale dalle forze di sicurezza. Altre diciotto persone sono rimaste ferite. Altre tre persone sono invece rimaste uccise negli scontri a Taiz, la seconda citt del Paese. Queste ultime vittime si vanno ad aggiungere alle oltre quaranta che si sono registrate sabato a Sana. Nelle violenze sono stati dati alle fiamme molti negozi del centro, nella zona di via Hil. Gli scontri armati di sabato sono avvenuti prevalentemente nella piazza delluniversit, ribattezzata dagli oppositori piazza del cambiamento. Il ministero degli Interni ha smentito che la Guardia repubblicana e la polizia abbiano attaccato il presidio dei manifestanti accusando invece non meglio precisati estremisti. Gli Stati Uniti hanno chiesto di nuovo alle autorit dello Yemen di mettere immediatamente in moto un processo per una transizione democratica esortando le parti in causa a porre fine alle violenze che nellultima settimana hanno provocato decine di morti. Chiediamo di fermare le violenze e di dare prova della massima moderazione, ha detto la portavoce del dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, esprimendo profonda inquietudine per la situazione nel Paese.

La sinistra francese conquista il Senato


PARIGI, 26. Dopo oltre mezzo secolo, la sinistra francese i socialisti e i loro alleati ha conquistato la maggioranza in Senato. Nella consultazione di ieri, la gauche ha infatti vinto i ventitr seggi che le servivano per controllare la Camera alta, assemblea eletta a suffragio indiretto (partecipano solo i circa 150.000 eletti in tutte le istituzioni politiche francesi) a differenza della Camera bassa, lAssemblea nazionale. Lo scrutinio per il rinnovo di 170 senatori su 348 della Camera alta, organo di rappresentanza delle regioni e delle collettivit, si rivelato meno combattuto del previsto. Contrariamente a quanto pronosticavano molti commentatori, la gauche ha potuto proclamare la vittoria gi in serata, raggiungendo la certezza matematica dei ventitr seggi necessari, senza attendere i risultati delle consultazioni nelle regioni dOltremare. Che il vento fosse pronto a cambiare lo si era capito gi nel pomeriggio, con lufficializzazione dei risultati di Parigi. Nella capitale, dove il centrodestra si presentava spaccato (con una lista ufficiale guidata dal ministro dello Sport, Chantal Jouanno, e unaltra capeggiata dallex consigliere dellEliseo, Pierre Charon), la maggioranza di Governo ha mantenuto solo due seggi sui dodici assegnati. Il centrosinistra secondo quanto informano le agenzie di stampa ha invece conquistato cinque deputati con il Partito socialista, due con i verdi di Europe cologie e uno con il Partito comunista. Per i commentatori internazionali si tratta di un importante sorpasso, che potrebbe rappresentare un problema per Nicolas Sarkozy e il suo Governo, a soli sette mesi dalle elezioni presidenziali del maggio 2012. Laffermazione del centro sinistra al Senato, infatti, potrebbe, ritardare o in alcuni casi anche bloccare liter legislativo. Di tuttaltro tenore le dichiarazione del portavoce del Governo, Valrie Pcresse. Dopo aver espresso rammarico per la sconfitta, Pcresse ha detto alla stampa che lesito del voto al Senato non comporter problemi o ritardi per lEsecutivo, che dispone della maggioranza allAssemblea nazionale, cui la Costituzione francese attribuisce comunque un ruolo di preminenza rispetto al Senato.

Il cardinale Bagnasco al Consiglio permanente della Cei

Responsabilit di fronte alla storia


di MARCO BELLIZI Un deciso appello alla classe dirigente del Paese, perch si prendano le misure necessarie a fronteggiare congiunture oggettivamente gravi, quali sono quelle politiche, economiche, morali e culturali che sta affrontando lItalia. Perch, in tali condizioni, che mettono in pericolo seriamente il bene generale, non ci sono n vincitori n vinti: ognuno chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne dar atto. in gran parte dedicata alla difficile fase che sta attraversando il Paese, la prolusione con la quale il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) ha aperto i lavori del Consiglio permanente, che si concluderanno gioved. La Chiesa in Italia ha spiegato il cardinale testimone del diffondersi di un senso di insicurezza nel corpo sociale, rafforzato da un attonito sbigottimento a livello culturale e morale. Non si era capito, o forse non avevamo voluto capire, ha aggiunto il porporato, che la crisi economica e sociale era in realt pi vasta e potenzialmente pi devastante di quanto potesse di primo acchito apparire. E avrebbe presentato un costo ineludibile per tutti i cittadini di questo Paese. Da qui lapprensione anche per gli effetti interiori di questa crisi che, a tratti, sembra produrre un oscuramento della speranza collettiva. Circola infatti limmagine di un Paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dellineluttabile. Del resto, ha osservato ancora il presidente della Cei, lItalia non si era mai trovata tanto chiaramente dinanzi alla verit della propria situazione. Il che significa, tra laltro, correggere abitudini e stili di vita. Se la Chiesa in Italia riconosce quanto si tentato di fare e ancora si sta tentando, tuttavia limpressione che, stando a quel che s visto, ci non sia purtroppo ancora sufficiente. Colpisce la riluttanza a riconoscere lesatta seriet della situazione al di l di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando limpressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerit. Rattrista ha continuato il porporato il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonch la reciproca, sistematica denigrazione, poich cos il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Si rincorrono infatti, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignit delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica. Di fronte a questa realt la Chiesa non ha mancato di far sentire la sua voce, chiedendo orizzonti di vita buona, libera dal pansessualismo e dal relativismo amorale. A colpire, a questo proposito, anche lindugio nella esibizione, cos come colpisce lingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ci dedicate. Nessun equivoco tuttavia ha avvertito il porporato pu qui annidarsi. La responsabilit morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da s, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notoriet. Ammorbano laria e appesantiscono il cammino comune. La questione morale ha sottolineato il cardinale ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di unesistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della seriet e del sacrificio, ecco perch si tratta non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c da purificare laria, perch le nuove generazioni crescendo non restino avvelenate. E anche rispetto al cancro sociale dellevasione fiscale, ha rilevato il cardinale Bagnasco, difficile sottrarsi allimpressione che non tutto sia stato finora messo in campo. Di fronte a questo scenario, la Chiesa non intende sottrarsi alle attese e alle responsabilit che le competono ed ha perci accresciuto il suo impegno sociale, nonostante la discussione, non sempre garbata e informata, che c stata negli ultimi tempi circa le risorse della Chiesa e la gestione degli enti dipendenti dalle diocesi, che si ispira ai criteri della trasparenza. Riguardo alla presenza dei cattolici nella societ civile e nella politica, il cardinale ha osservato come stia lievitando una partecipazione che si farebbe fatica a non registrare: Sembra rapidamente stagliarsi allorizzonte ha osservato la possibilit di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie n ingenue illusioni.

Un militare osserva le foto delle persone ferite o uccise durante i disordini (Ansa)

Il Cnt annuncia il ritrovamento di una fossa comune vicino a un carcere a Tripoli

Slitta la formazione del Governo in Libia


TRIPOLI, 26. Si allungano ulteriormente i tempi per la formazione del Governo provvisorio del Consiglio nazionale di transizione per le divisioni sugli incarichi ministeriali da attribuire. Lo ha riferito allagenzia Reuters, dietro condizione di anonimato, un esponente di primo piano del Cnt. Al momento lipotesi pi concreta quella di estendere il mandato del Cnt, con alcuni cambiamenti al suo interno, mentre proseguono le trattative per dare vista allEsecutivo provvisorio, ha spiegato la fonte. Il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, aveva promesso, parlando al Palazzo di Vetro una settimana fa, la formazione di un nuovo Governo entro dieci giorni. Intanto, una fossa comune contenente i corpi di oltre mille persone tra i 1.270 e i 1.700 secondo fonti diverse stata scoperta a Tripoli, nei pressi della prigione di Abu Salim, che lautorit provvisoria libica ritiene appartengano agli oppositori del regime di Muammar Gheddafi, fatti trucidare nel 1996. Ci troviamo di fronte ha spiegato il dottor Abdul Jalil, ufficiale medico ai resti di oltre 1.270 persone che dobbiamo adesso identificare attraverso le prove del dna. Potrebbero essere necessari degli anni. E mentre si combatte ancora nella citt di Sirte invece in una fase di stallo la situazione a Bani Walid, altra roccaforte dei lealisti di Gheddafi almeno cinque combattenti del Consiglio nazionale di transizione sono stati uccisi a Gadames, nel sud, in un attacco condotto dalle forze fedeli a Gheddafi. Lo affermano fonti concordanti secondo le quali lattacco, seguito da scontri, avvenuto allalba a circa seicento chilometri a sud ovest di Tripoli. Fonti del Cnt hanno da parte loro affermato di aver respinto lattacco, avvenuto quasi al confine con lAlgeria. Hanno attaccato il nostro popolo ha detto un portavoce militare del Cnt e lunica informazione che abbiamo su questa gente che il gruppo legato al figlio di Gheddafi, Khamis.

Secondo turno delle legislative nel Bahrein


MANAMA, 26. Gli elettori del Bahrein torneranno alle urne il prossimo 1 ottobre in nove delle 18 circoscrizioni in cui si votato ieri per assegnare i seggi lasciati vacanti da altrettanti deputati di Al Wefaq, partito di opposizione sciita, che si sono dimessi per protestare contro le autorit sunnite dopo le manifestazioni antigovernative. Ieri sono risultati eletti cinque deputati, che vanno ad aggiungersi ai quattro designati dufficio in mancanza di candidati.

Lesito del voto negli Emirati Arabi Uniti


ABU DABHI, 26. Affluenza alle urne del 54 per cento contro una media nazionale del 27,8 per cento e prima donna eletta in Parlamento nella storia degli Emirati Arabi Uniti: cos Umm Al Qwain, sceiccato pi povero e secondo pi piccolo degli Emirati Arabi Uniti, si guadagna i riflettori nel giorno dei risultati delle elezioni che si sono svolte sabato per il rinnovo del Consiglio nazionale Federale. Shaika Elisa Ghanem, quarantanni, preside, lunica candidata tra le 85 in lista nazionale a varcare la soglia del Parlamento grazie alle preferenze degli elettori, il 46 per cento dei quali donna. Composto da quaranta membri in carica per cinque anni, per met eletto da una rosa di votanti (6.600 nel 2006, 129.200 questanno) e per met nominato dal Consiglio dei sette emiri. Durante la scorsa legislatura furono gli sceicchi a garantire lingresso in Parlamento di deputati donna attraverso il meccanismo della nomina, nessuna candidata avendo ottenuto successi elettorali. La giornata elettorale trascorsa senza incidenti tranne alcuni guai elettronici in alcuni seggi.

Dopo lo scambio di ruoli prefigurato da Putin e Medvedev

Washington conferma il nuovo corso con Mosca


WASHINGTON, 26. La Casa Bianca dopo che il premier russo, Vladimir Putin, ha espresso la volont di candidarsi al Cremlino, mentre il presidente Dmitri Medvedev ha accettato di essere capolista alle elezioni legislative del prossimo 4 dicembre ha affermato che la scelta su chi debba essere il prossimo presidente della Russia spetta al popolo russo, ma in ogni caso, il reset dei rapporti tra Stati Uniti e Russia avviato dal presidente americano, Barack Obama, andr avanti. Abbiamo un forte rapporto con il presidente Medvedev, ma bisogno ricordare che Putin stato premier durante il reset, ha detto il portavoce Tommy Vietor. Lespressione reset, stata introdotta dal vice presidente statunitense, Joe Biden, quando due anni anni fa il presidente Obama ha prefigurato un nuovo inizio delle relazioni fra i due Paesi. Chiunque ci sia al Cremlino, continueremo su questa strada, perch riteniamo che sia nellinteresse degli Stati Uniti, della Russia e del mondo, ha detto ancora Vietor. Dal canto suo, il ministro delle Finanze russo, Alexei Kudrin, ha escluso un suo ruolo nel futuro Governo adducendo inconciliabili differenze politiche con il presidente Medvedev che, con tutta probabilit, diventer il prossimo premier in seguito allannunciato scambio di ruoli con il premier Vladimir Putin.

Morta a Nairobi il premio Nobel Wangari Maathai


NAIROBI, 26. Wangari Maathai, la militante ambientalista del Kenya che fu la prima donna africana a vincere un premio Nobel quello per la pace del 2004 morta ieri in un ospedale di Nairobi, dove era ricoverata perch malata di cancro. Lidea alla base del Green Belt Movement, lorganizzazione fondata Wangari Maathai, che fu anche vice ministro nel suo Paese, che lazione a tutela della natura sia parte di un impegno pi vasto e difficile di lotta democratica per contrastare abusi di potere, e corruzione.

Putin a Medvedev al congresso del loro partito (Epa)

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luned-marted 26-27 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Lincontro con gli ortodossi nel seminario di Friburgo

pagina 3

Tutti noi siamo Chiesa delle origini


Il lungo pomeriggio di incontri del Papa nel seminario di Friburgo, sabato 24 settembre, iniziato con una quindicina di rappresentanti delle Chiese ortodosse e ortodosse orientali. Presenti anche due rappresentanti della Conferenza episcopale tedesca. Benedetto XVI ha pronunciato il seguente discorso.

Eminenzen, Exzellenzen! Sehr geehrte Vertreter der orthodoxen und orientalischen Kirchen! Es ist mir eine groe Freude, da wir uns heute hier zusammengefunden haben. Von Herzen danke ich Ihnen allen fr Ihr Kommen und fr die Mglichkeit dieses freundschaftlichen Austauschs. Einen besonderen Dank sage ich Ihnen, lieber Metropolit Augoustinos fr Ihre tiefgehenden Worte. Es hat mich vor allem bewegt, was Sie ber die Muttergottes gesagt haben und ber die Heiligen, die alle Jahrhunderte umgreifen und einen. Und gern wiederhole ich in diesem Kreis, was ich an anderer Stelle gesagt habe: Unter den christlichen Kirchen und Gemeinschaften steht uns ohne Zweifel die Orthodoxie theologisch am nchsten; Katholiken und Orthodoxe haben die gleiche altkirchliche Struktur bewahrt; in diesem Sinn sind wir alle alte Kirche, die doch immer gegenwrtig und neu ist. Und so wagen wir zu hoffen, auch wenn menschlich immer wieder Schwierigkeiten auftreten, da der Tag doch nicht zu ferne ist, an dem wir wieder gemeinsam Eucharistie feiern knnen. (vgl. Licht der Welt. Ein Gesprch mit Peter Seewald, S. 111). Mit Interesse und Sympathie verfolgt die katholische Kirche und ich persnlich die Entwicklung der orthodoxen Gemeinden in Westeuropa, die in den letzten Jahrzehnten einen merklichen Zuwachs verzeichnen. In Deutschland so habe ich gelernt leben heute ca. 1,6 Millionen orthodoxe und orientalische Christen. Sie sind ein fester Bestandteil der Gesellschaft geworden, der den Schatz der christlichen Kulturen und des christlichen Glaubens Europas belebt. Ich begre die Intensivierung der panorthodoxen Zusammenarbeit, die in den letzten

Jahren wesentliche Fortschritte erzielt hat. Die Grndung orthodoxer Bischofskonferenzen dort, wo die orthodoxen Kirchen in der Diaspora sind wovon Sie uns gesprochen haben , ist Ausdruck der gefestigten innerorthodoxen Beziehungen. Ich freue mich, da in Deutschland im vergangenen Jahr dieser Schritt vollzogen wurde. Mgen die Erfahrungen, die in diesen Bischofskonferenzen gemacht werden, den Verbund zwischen den orthodoxen Kirchen strken und die Bestrebungen zu einem panorthodoxen Konzil weiter voranschreiten lassen. Seit meiner Zeit als Professor in Bonn und dann besonders als Erzbischof von Mnchen und Freising habe ich durch Freundschaft mit Vertretern der orthodoxen Kirche die Orthodoxie immer tiefer kennen- und liebengelernt. Es begann damals auch die Arbeit der Gemeinsamen Kommission der Deutschen Bischofskonferenz und der Orthodoxen Kirche. Mit ihren Texten zu pastoral-praktischen Fragen frdert sie seither das gegenseitige Verstndnis und trgt zu einer Festigung und Weiterentwicklung der katholisch-orthodoxen Beziehungen in Deutschland bei. Ebenso wichtig bleibt die Weiterarbeit an der Klrung theologischer Differenzen, weil deren berwindung fr die Wiederherstellung der vollen Einheit, die wir erhoffen und um die wir beten, unerllich ist. Wir wissen, da es vor allem die Primatsfrage ist, um deren rechtes Verstndnis wir weiter geduldig und demtig ringen mssen. Ich denke, dabei knnen uns die Gedanken zur Unterscheidung zwischen Wesen und Form der Ausbung des Primates, die Papst Johannes Paul II. in der Enzyklika Ut unum sint (N. 95) vorgenommen hat, weiterhin fruchtbare Anste geben. Dankbar blicke ich auch auf die Arbeit der Gemischten Internationalen Kommission fr den theologischen Dialog zwischen der Katholischen Kirche und den orientalischen Orthodoxen Kirchen. Ich freue mich, verehrte Eminenzen und Vertreter der orientalischen Kirchen, in Ihnen Reprsentanten jener Kirchen

zu treffen, die an diesem Dialog beteiligt sind. Die Ergebnisse, die dort erreicht wurden, lassen das Verstndnis freinander wachsen und uns einander nher kommen. In der gegenwrtigen Zeitstrmung, in der nicht wenige Menschen das ffentliche Leben von Gott sozusagen befreien wollen, gehen die christlichen Kirchen in Deutschland unter ihnen gerade auch die orthodoxen und orientalischen Christen vom Glauben an den einen Gott und Vater aller Menschen her Hand in Hand den Weg eines friedlichen Zeugnisses fr Verstndigung und Vlkergemeinschaft. Dabei lassen sie nicht davon ab, das Wunder der Menschwerdung Gottes in das Zentrum der Verkndigung zu stellen. Im Bewutsein, da auf ihm jede Wrde des Menschen beruht, treten sie gemeinsam fr den Schutz des menschlichen Lebens von seiner Empfngnis bis zu seinem natrlichen Tod ein. Der Glaube an Gott, den Schpfer des Lebens, und das unbedingte Festhalten an der Wrde jedes Menschen bestrken glubige Christen, jedem manipulativen und selektiven Eingriff am menschlichen Leben entschlossen entgegenzutreten. Im Wissen um den Wert von Ehe und Familie ist es uns zudem als Christen ein sehr wichtiges Anliegen, die Integritt und die Einzigartigkeit der Ehe zwischen einem Mann und einer Frau vor jeglicher Mideutung zu schtzen. Hier leistet das gemeinsame Engagement der Christen, darunter der Orthodoxen und der orientalischen Orthodoxen, einen wertvollen Beitrag zum Aufbau einer zukunftsfhigen Gesellschaft, in der der menschlichen Person der ihr geschuldete Respekt entgegengebracht wird. Am Schlu mchte ich den Blick auf Maria richten Sie haben sie uns als die Panagia vorgestellt , auf die Hodegetria, die Wegfhrerin, die auch im Westen unter dem Titel Unsere Liebe Frau vom Weg verehrt wird. Die Allerheiligste Dreifaltigkeit hat der Menschheit die jungfruliche Mutter Maria geschenkt, auf da sie uns Menschen mit ihrer Frbitte durch die Zeiten fhre und

uns den Weg weise in die Vollendung. Ihr wollen wir uns anvertrauen und unser Anliegen vorlegen, eine immer innigere Gemeinschaft in Christus zu werden zum Lob und zur Ehre seines Namens. Gott segne euch alle! Danke. Pubblichiamo qui di seguito una traduzione in italiano del discorso pronunciato dal Papa. Eminenze, Eccellenze, Venerati Rappresentanti delle Chiese ortodosse ed ortodosse orientali, sono molto contento di ritrovarci oggi qui insieme. Ringrazio di cuore tutti Voi per la Vostra presenza e per la possibilit di questo scambio amichevole. Ringrazio in particolare Lei, caro Metropolita Augustinos per le sue profonde parole. Mi ha colpito soprattutto ci che Lei ha detto sulla Madre di Dio e sui Santi che abbracciano e uniscono tutti i secoli. E in questo contesto ripeto volentieri ci che ho detto altrove: senza dubbio, fra le Chiese e le comunit cristiane, lOrtodossia, teologicamente, la pi vicina a noi; cattolici ed ortodossi hanno conservato la medesima struttura della Chiesa delle origini; in questo senso tutti noi siamo Chiesa delle origini, che tuttavia sempre presente e nuova. E cos osiamo sperare, anche se da un punto di vista umano emergono ripetutamente difficolt, che non sia troppo lontano il giorno in cui potremo di nuovo celebrare insieme lEucaristia (cfr. Luce del Mondo. Un colloquio con Peter Seewald, pp. 129s). Con interesse e simpatia la Chiesa cattolica segue e io personalmente lo sviluppo delle comunit ortodosse in Europa occidentale che hanno registrato una notevole crescita. In Germania cos ho appreso vivono oggi circa un milione e seicentomila cristiani ortodossi ed ortodossi orientali. Essi sono diventati parte costitutiva della societ, contribuendo a rendere pi vivo il patrimonio delle culture cristiane e della fede cristiana in Europa. Mi compiaccio dellintensificazione della collaborazione pan ortodossa, che negli ultimi anni ha fatto progressi

Il saluto del metropolita Augustinos

Avviciniamoci gli uni agli altri


Un ringraziamento speciale per aver dato tanto spazio allecumenismo durante la sua visita in Germania stato rivolto al Papa dal presidente della Conferenza episcopale tedesca, arcivescovo Robert Zollitsch, nel breve saluto pronunciato prima di lasciare la parola al metropolita Augustinos, presidente della Conferenza episcopale ortodossa in Germania. La Chiesa Cattolica ha detto sa di essere legata alle Chiese Ortodosse e Orientali per il grande numero di cose in comune su questioni di fede e di etica sulle quali si parlato e discusso durante diversi incontri. Si parlato soprattutto della difficile situazione dei cristiani orientali nei loro Paesi ha spiegato al Papa e sulle possibilit di aiutarli e sostenerli. Anche in questo momento esprimiamo ai cristiani perseguitati la nostra solidariet e la nostra unione nella preghiera. Quindi il metropolita Augustinos ha salutato Benedetto XVI a nome della Conferenza episcopale ortodossa di Germania e a nome dei vescovi delle Chiese ortodosse orientali di Germania, anchesse oggi qui rappresentate, e lo ha ringraziato per lincontro. Questo ringraziamento ha aggiunto il metropolita va esteso naturalmente anche a lei, caro, egregio signor arcivescovo Zollitsch. bello ha proseguito che il nostro incontro avvenga qui a Friburgo; a pochi passi dalla cattedrale di Nostra Signora. Per noi cristiani ortodossi la Madre di Dio sempre presente, ci accompagna sempre sul nostro cammino attraverso il tempo. E ci vale in particolar modo per noi vescovi, legati in maniera speciale allicona della Madre di Dio. Il nome Panagia (la Tutta Santa) lattributo della Madre di Nostro Signore che ha spiegato possiamo portare sempre sul nostro cuore. Per questo viene chiamata Enkolpion. Tutti i vescovi ortodossi indossano perci questa Panagia quale autentico simbolo della nostra venerazione verso la Madre di Dio e di fedelt verso la Chiesa. Quindi il metropolita ha citato una pagina del Ges di Nazareth di Joseph Ratzinger, nella quale lei stesso ha ricordato ha scritto: Fedele al pensiero biblico la Chiesa delle origini non ha trovato nessuna difficolt a riconoscere in questa donna in primo luogo Maria, ma anche a vedere in lei una figura che attraversa i tempi, la Chiesa, Sposa e Madre: in essa si manifesta nella storia il segreto di Maria. Da questo punto di vista siamo ancora la Chiesa delle origini e manteniamo anche nel XXI secolo la particolare venerazione per la nostra amata Signora. Augustinos ha voluto anche informare il Papa su diverse novit nella Chiesa ortodossa, intervenute dopo la sua ultima visita in Germania. A cominciare dallistituzione della Conferenza episcopale ortodossa di Germania, tramite delibera della IV Conferenza preconciliare panortodossa a Chambsy, nel giugno 2009. Per questo tutte le diocesi ortodosse del nostro Paese collaborano ora nella Conferenza episcopale. Soddisfano cos la relativa delibera di Chambsy, la quale stabilisce tra laltro che il lavoro e la responsabilit di queste Conferenze episcopali la preoccupazione per lunit dellortodossia, lo sviluppo di unazione comune di tutti gli ortodossi di ogni regione per affrontare i bisogni pastorali degli ortodossi che vivono nella regione, in una comune rappresentanza di tutti gli ortodossi nei confronti di altre fedi e il resto della societ nella regione. Tuttavia, naturalmente le attuali diocesi continueranno ad esistere e a gestire i propri affari; daltro canto gli interessi comuni saranno gestiti in comune, per esempio sui temi della cooperazione tra le Chiese cristiane, della presenza nei media, dellinsegnamento della religione e della rappresentanza presso la sede del Governo e del Parlamento federale. Infine una nota riguardante il calendario: nella Chiesa greca ha precisato la data di oggi, 24 settembre, dedicata alla commemorazione di un miracolo avvenuto sullisola di Citera per opera della Madre di Dio. Inoltre commemoriamo altri due santi. Da una parte una figura della Chiesa primitiva: santa Tecla, secondo la tradizione una discepola di Paolo, la prima donna che sub il martirio per Cristo. C poi ha concluso una figura dei tempi pi recenti: san Silvano del Monte Athos, un monaco russo del XX secolo. I santi di un unico giorno abbracciano cos tutto larco di tempo della storia della Chiesa. In questa interpretazione di Chiesa e tradizione viviamo noi e vive lei: diacronicamente, ovvero nel tempo e tuttavia oltrepassando i confini del tempo. E in questo modo procederemo, soprattutto qui in Germania: insieme e sempre pi avvicinandoci gli uni agli altri. Continuare questo lavoro degli ultimi decenni sar per me il risultato pi importante del suo viaggio attraverso il nostro Paese e di questa serata.

essenziali. La fondazione delle Conferenze Episcopali Ortodosse di cui Lei ci ha parlato l dove le Chiese ortodosse sono in diaspora, espressione delle salde relazioni allinterno dellortodossia. Sono contento che lo scorso anno in Germania si sia fatto tale passo. Le esperienze che si vivono in queste Conferenze Episcopali rafforzino lunione tra le Chiese ortodosse e facciano progredire gli sforzi per un concilio panortodosso. Fin dal tempo in cui ero professore a Bonn e poi, in particolare, da Arcivescovo di Monaco e Frisinga, attraverso lamicizia personale con rappresentanti delle Chiese ortodosse, ho potuto conoscere e apprezzare lOrtodossia in modo sempre pi profondo. A quel tempo si iniziato anche il lavoro della Commissione congiunta della Conferenza Episcopale Tedesca e della Chiesa ortodossa. Da allora, con i suoi testi in merito a questioni pastorali e pratiche, essa promuove la comprensione reciproca e contribuisce a consolidare e sviluppare le relazioni cattolico-ortodosse in Germania. Rimane altrettanto importante la continuazione del lavoro per chiarire le differenze teologiche, perch il loro superamento indispensabile per il ristabilimento della piena unit, che auspichiamo e per la quale preghiamo. Noi sappiamo che soprattutto sulla questione del primato che dobbiamo continuare, con pazienza e umilt, gli sforzi nel confronto per la sua giusta comprensione. Penso che qui le riflessioni circa il discernimento tra la natura e la forma dellesercizio del primato come le ha fatte Papa Giovanni Paolo II nellEnciclica Ut unum sint (n. 95), possono ancora darci fruttuosi impulsi. Guardo con gratitudine anche al lavoro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali. Sono contento, venerate Eminenze e venerati Rappresentanti delle Chiese ortodosse orientali, di incontrare con Voi i rappresentanti delle Chiese coinvolte in questo dialogo. I risultati ottenuti fanno crescere la comprensione gli uni degli altri e lavvicinarsi gli uni agli altri. Nellattuale tendenza del nostro tempo, in cui non poche persone vogliono, per cos dire, liberare la vita pubblica da Dio, le Chiese cristiane in Germania tra le quali anche i cristiani ortodossi ed ortodossi orientali , sulla base della fede nellunico Dio e Padre di tutti gli uomini, camminano insieme sulla via di una testimonianza pacifica per la comprensione e per la comunione tra i popoli. Facendo questo, non tralasciano di mettere il miracolo dellincarnazione di Dio al centro dellannuncio. Consapevoli che su questo miracolo si fonda ogni dignit della persona, si impegnano insieme per la protezione della vita umana dal suo concepimento fino alla sua morte naturale. La fede in Dio, il Creatore della vita, e il restare assolutamente fedeli alla dignit di ogni persona rafforzano i cristiani nellopporsi decisamente ad ogni intervento manipolatore e selettivo nei confronti della vita umana. Inoltre, conoscendo il valore del matrimonio e della famiglia, in quanto cristiani ci sta molto a cuore, come cosa importante, proteggere lintegrit e la singolarit del matrimonio tra un

uomo e una donna da ogni interpretazione sbagliata. Qui limpegno comune dei cristiani, tra cui i fedeli ortodossi ed ortodossi orientali, d un contributo prezioso per ledificazione di una societ che pu avere un futuro, nella quale si porta il dovuto rispetto alla persona umana. Vorrei, infine, rivolgere lo sguardo a Maria, Lei lha presentata a noi come Panaghia alla Hodegetria, la guida del cammino, che venerata anche in Occidente col titolo Nostra Signora del cammino. La Santissima Trinit ha donato allumanit Maria, la Vergine Madre, affinch Ella, con la sua intercessione, ci guidi attraverso i tempi e ci indichi il cammino verso il compimento. A Lei vogliamo affidarci e presentare la nostra richiesta di diventare, in Cristo, una comunit sempre pi intimamente unita, a lode e gloria del Suo nome. Dio Vi benedica tutti! Grazie.

La Prefettura della Casa Pontificia e lAnticamera Pontificia, esprimono la pi viva partecipazione al dolore di Donna Carla De Angelis per la morte dello sposo

Prof. Dott.

UMBERTO DE ANGELIS
Gentiluomo di Sua Santit
ed assicurano ai Familiari tutti il grato ricordo orante al Signore per il generoso, lungo e qualificato servizio reso al Santo Padre e alla Santa Sede.

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LOSSERVATORE ROMANO
Nellincontro con i seminaristi a Friburgo il Papa ha spiegato il senso del periodo formativo

luned-marted 26-27 settembre 2011

Inviati di Ges per restare con lui


Nella cappella del seminario di Friburgo, dedicata a san Carlo Borromeo, il Papa ha incontrato, nel pomeriggio di sabato 24, una sessantina di seminaristi dellarcidiocesi. Si trattato di un momento particolarmente intenso, durante il quale Benedetto XVI si rivolto ai futuri sacerdoti parlando a braccio. Questo il discorso pronunciato.

Liebe Seminaristen, liebe Schwestern und Brder! Fr mich ist es eine groe Freude, da ich hier mit jungen Menschen zusammenkommen darf, die sich auf den Weg machen, um dem Herrn zu dienen, die auf seinen Ruf horchen und ihm folgen wollen. Besonders herzlich mchte ich danken fr den schnen Brief, den der Herr Regens und die Seminaristen mir geschrieben haben. Es hat mich wirklich im Herzen berhrt, wie Sie meinen Brief bedacht und daraus Ihre Fragen und Ihre Antworten entwickelt haben; mit welchem Ernst Sie aufnehmen, was ich da vorzustellen versucht habe, und von daher Ihren eigenen Weg entwickeln. Das Schnste wre natrlich, wenn wir ein Gesprch miteinander fhren knnten, aber der Reiseplan, unter dem ich stehe und dem ich gehorchen mu, lt leider solche Sachen nicht zu. So kann ich nur versuchen, im Anschlu an das, was Sie geschrieben haben und was ich geschrieben hatte, noch einmal ein paar Gedanken herauszustellen. Bei der Frage: Wozu gehrt das Seminar; was bedeutet diese Zeit?, bewegt mich eigentlich immer wieder am meisten, wie der heilige Markus im Kapitel 3 des Evangeliums das Werden der Apostelgemeinschaft beschreibt. Er sagt: Der Herr machte Zwlf. Er schafft etwas, er tut etwas, es ist ein schpferischer Akt. Und er machte sie, damit sie mit ihm seien und damit er sie sende (vgl. Mk 3,14): Das ist ein doppelter Wille, der in mancher Hinsicht widersprchlich scheint. Damit sie mit ihm seien: Sie sollen bei ihm sein, um ihn kennenzulernen, um von ihm zu hren, von ihm sich formen zu lassen; sie sollen mit ihm gehen, mit ihm auf dem Weg, um ihn herum und hinter ihm. Aber gleichzeitig sollen sie Gesandte sein, die weggehen, die hinaustragen, was sie gelernt haben, die es zu den anderen Menschen bringen, die unterwegs sind in die Peripherie, ins Weite hinein, auch in das, was weit von ihm entfernt ist. Und doch gehrt diese Paradoxie zusammen: Wenn sie wirklich mit ihm sind, dann sind sie immer auch unterwegs zu den anderen, dann sind sie auf der Suche nach dem verlorenen Schaf, dann gehen sie hin, dann mssen sie weitergeben, was sie gefunden haben, dann mssen sie ihn bekannt machen, Gesandte werden. Und umgekehrt, wenn sie rechte Gesandte sein wollen, dann mssen sie immer bei ihm sein. Der heilige Bonaventura hat einmal gesagt: Die Engel, wo immer sie sich auch hinbewegen, wie weit auch, sie bewegen sich immer im Inneren Gottes. So ist es da auch: Als Priester mssen wir hinausgehen in die vielfltigen Straen, an denen Menschen stehen, die wir einladen sollen zu seinem Hochzeitsmahl. Aber wir knnen es nur tun, indem wir dabei immer bei ihm bleiben. Und dies zu lernen, dieses Miteinander von Hinausgehen, von Sendung, und von Mitihm-Sein, von Bleiben-bei-ihm, ist glaube ich das, was wir gerade im Priesterseminar zu erlernen haben. Das rechte Bleiben-mit-ihm, das tief in ihn Eingewurzelt-Werden immer mehr mit ihm sein, immer mehr ihn kennen, immer mehr sich nicht von ihm trennen und zugleich immer mehr hinausgehen, Botschaft bringen, weitergeben, nicht fr sich behalten, sondern das Wort zu denen bringen, die fern sind und die doch alle als Geschpfe Gottes und als von Christus Geliebte die Sehnsucht nach ihm im Herzen tragen. Seminar ist also eine Zeit der Einbung; natrlich auch des Unterscheidens, des Erlernens: Will er mich dafr? Die Sendung mu geprft werden, und dazu gehrt dann das Miteinander und gehrt natrlich das Gesprch mit den geistlichen Fhrern, die Sie haben, um unterscheiden zu lernen, was sein Wille ist. Und dann das Vertrauen zu lernen: Wenn er es wirklich will, dann darf ich mich ihm anvertrauen. In der heutigen Welt, die sich so unerhrt ndert und in der alles immer wieder anders wird, in der menschliche Bindungen zerfallen, weil neue Begegnungen auftreten, wird es immer schwerer zu glauben: Ich werde ein Leben lang standhal-

ten. Es war schon fr uns in unserer Zeit nicht ganz leicht sich vorzustellen, wie viele Jahrzehnte vielleicht Gott mir zudenkt, wie anders die Welt werden wird. Werde ich es durchhalten mit ihm, so wie ich es versprochen habe? ... Es ist eine Frage, die eben das Prfen der Sendung verlangt, aber dann auch je mehr ich erkenne: Ja, er will mich das Vertrauen: Wenn er mich will, dann hlt er mich auch, dann wird er in der Stunde der Verfhrung, in der Stunde der Not da sein und wird mir Menschen geben, wird mir Wege geben, wird mich halten. Und Treue ist mglich, weil er immer da ist, und weil er gestern, heute und morgen ist, weil er nicht nur dieser Zeit zugehrt, sondern Zukunft ist und in jeder Stunde uns tragen kann. Eine Zeit der Unterscheidung, des Erlernens, der Berufung ... Und dann, natrlich, als Zeit des Mitihm-Seins eine Zeit des Betens, des Hrens auf ihn. Hren, wirklich ihn hren lernen im Wort der Heiligen Schrift, im Glauben der Kirche, in der Liturgie der Kirche und das Heute in seinem Wort erlernen. In der Exegese lernen wir viel ber das Gestern: Was da alles war, welche Quellen da sind, welche Gemeinden waren, und so weiter. Dies ist auch wichtig. Aber noch wichtiger ist, da wir in diesem Gestern das Heute erlernen, da er jetzt mit diesen Worten spricht und da sie alle ihr Heute in sich tragen und da sie ber den historischen Anfang hinaus eine Flle in sich tragen, die zu allen Zeiten spricht. Und diese Gegenwrtigkeit seines Redens zu erlernen hren lernen und damit den anderen Menschen sagen zu knnen, ist wichtig. Natrlich, wenn man die

Ma nehmen. Wenn wir sagen: Wir sind Kirche ja, es ist wahr: Wir sind es, nicht irgend jemand. Aber das Wir ist weiter als die Gruppe, die das gerade sagt. Das Wir ist die ganze Gemeinschaft der Glubigen, heute und aller Orte und Zeiten. Und ich sage dann immer: In der Gemeinschaft der Glubigen, ja, da gibt es sozusagen den Spruch der gltigen Mehrheit, aber es kann nie eine Mehrheit gegen die Apostel und gegen die Heiligen geben, das ist dann eine falsche Mehrheit. Wir sind Kirche: Seien wir es, seien wir es gerade dadurch, da wir uns ffnen und hinausgehen ber uns selber und es mit den anderen sind. Ja, ich glaube, von dem Plan her mu ich wahrscheinlich Schlu machen jetzt. Ich mchte Ihnen nur einen Punkt noch sagen. Zum Bereitwerden fr das Priestertum, zum Weg dahin gehrt vor allem auch das Studieren. Das ist nicht eine akademische Zuflligkeit, die sich in der westlichen Kirche ausgebildet hat, sondern wesentlich. Wir alle wissen, da der heilige Petrus gesagt hat: Seid jederzeit bereit, die Vernunft, den Logos eures Glaubens als Antwort denen zu geben, die danach fragen (vgl. 1Petr 3,15). Unsere Welt heute ist eine rationalistische und verwissenschaftlichte Welt, wenn oft auch sehr scheinwissenschaftlich. Aber der Geist der Wissenschaftlichkeit, des Verstehens, des Erklrens, des Wissenknnens, des Ablehnens des Nichtrationalen ist beherrschend in unserer Zeit. Das hat auch sein Groes, wenn sich auch oft viel Anmaung und Verkehrtheit dahinter verbirgt. Der Glaube ist nicht eine Gefhlsnebenwelt, die wir dann uns auch noch

Di seguito una nostra traduzione italiana del discorso del Papa. Cari seminaristi, cari fratelli e sorelle! per me una grande gioia poter incontrarmi qui con i giovani che si incamminano per servire il Signore; che ascoltano la sua chiamata e vogliono seguirlo. Vorrei ringraziare in modo particolarmente caloroso per la bella lettera che il Rettore del seminario e i seminaristi mi hanno scritto. Mi ha veramente toccato il cuore vedere come avete riflettuto sulla mia lettera e su di essa avete sviluppato le vostre domande e risposte; con quale seriet accogliete ci che ho tentato di proporre e, in base a questo, sviluppate la vostra propria via. Certamente la cosa pi bella sarebbe se potessimo avere un dialogo insieme, ma lorario del viaggio, al quale sono obbligato e devo obbedire, purtroppo, non permette cose del genere. Posso quindi soltanto cercare di sottolineare ancora una volta alcuni pensieri alla luce di ci che avete scritto e di ci che io avevo scritto. Nel contesto della domanda: Di che cosa fa parte il seminario; che cosa significa questo periodo? in fondo, mi colpisce sempre pi di tutto il modo in cui san Marco, nel terzo capitolo del suo Vangelo, descrive la costituzione della comunit degli Apostoli: Il Signore fece i Dodici. Egli crea qualcosa, Egli fa qualcosa, si tratta di un atto creativo. Ed Egli li fece, perch stessero con Lui e per mandarli (cfr. Mc 3, 14): questa una duplice volont che, sotto certi aspetti, sembra contraddittoria. Perch stessero con Lui: devono stare con Lui, per arri-

Predigt fr den Sonntag vorbereitet, ist es oft ... mein Gott, so weit weg! Aber wenn ich mit dem Wort lebe, dann sehe ich, es ist gar nicht weit weg, es ist hchst aktuell, es ist jetzt da, es geht mich an und geht die anderen an. Und dann lerne ich auch, es auszulegen. Aber dazu ist ein bestndiger innerer Weg mit dem Wort Gottes ntig. Das persnliche Sein mit Christus, mit dem lebendigen Gott, ist das eine; das andere ist, da wir immer nur im Wir glauben knnen. Ich sage manchmal, der heilige Paulus hat geschrieben: Glaube kommt vom Hren nicht vom Lesen. Er braucht auch das Lesen, aber er kommt vom Hren, das heit vom lebendigen Wort, vom Zuspruch des anderen, den ich hren kann, vom Zuspruch der Kirche durch alle Zeiten, von ihrem jetzigen, durch die Priester, die Bischfe und die Mitmenschen mir gegebenen Wort. Zum Glauben gehrt das Du, und zum Glauben gehrt das Wir. Und gerade das Sich-Ertragen einben ist etwas ganz Wichtiges; das Lernen, den anderen anzunehmen als den anderen in seiner Andersheit, und zu erlernen, da er mich ertragen mu in meiner Andersheit, um wir zu werden, damit wir einmal dann auch in der Pfarrei Gemeinschaft bilden knnen, Menschen in die Gemeinsamkeit des Wortes hineinrufen knnen und miteinander auf dem Weg zum lebendigen Gott sind. Dazu gehrt dieses ganz konkrete Wir, wie es das Seminar ist, wie es dann die Pfarrei ist, aber dann auch immer das Hinausschauen ber das konkrete, beschrnkte Wir ins groe Wir der Kirche aller Orte und Zeiten hinein: da wir uns nicht allein zum

leisten, sondern er ist das, was das Ganze umgreift und ihm Sinn gibt und es deutet und ihm auch die innere ethische Weisung gibt: da es auf Gott hin und von Gott her verstanden und gelebt sei. Deswegen ist es wichtig, Bescheid zu wissen, zu verstehen, die Vernunft geffnet zu haben, zu lernen. Natrlich werden in 20 Jahren schon wieder ganz andere philosophische Theorien Mode sein als heute: Wenn ich denke, was bei uns hchste, modernste philosophische Mode war, und wie vergessen das alles ist ... Trotzdem ist es nicht umsonst, dies zu lernen, denn es sind auch bestndige Erkenntnisse dabei. Und vor allen Dingen lernen wir darin, berhaupt zu urteilen, mitzudenken und kritisch mitzudenken und zu helfen, da in dem Denken das Licht Gottes uns erleuchtet und nicht erlischt. Studieren ist wesentlich: Nur so knnen wir dieser Zeit standhalten und in ihr den Logos unseres Glaubens verknden. Auch kritisch studieren eben in dem Wissen: Morgen wird ein anderer anderes sagen , aber wach und offen und demtig Lernende sein, um immer mit dem Herrn, vor dem Herrn und fr ihn Lernende zu bleiben. Ja, ich knnte noch manches sagen, sollte es vielleicht ... Aber ich danke fr das Zuhren. Und im Gebet sind alle Seminaristen der Welt in meinem Herzen prsent nicht so schn einzelne Namen, wie ich sie jetzt hier empfangen habe, aber doch in dem inneren Hingehen zum Herrn: da er alle segnet, allen Licht gibt und den rechten Weg zeigt, und da er uns schenkt, viele gute Priester zu bekommen. Herzlichen Dank.

vare a conoscerlo, per ascoltarlo, per lasciarsi plasmare da Lui; devono andare con Lui, essere con Lui in cammino, intorno a Lui e dietro di Lui. Ma allo stesso tempo devono essere degli inviati che partono, che portano fuori ci che hanno imparato, lo portano agli altri uomini in cammino verso la periferia, nel vasto ambiente, anche verso ci che molto lontano da Lui. E tuttavia, questi aspetti paradossali vanno insieme: se essi sono veramente con Lui, allora sono sempre anche in cammino verso gli altri, allora sono in ricerca della pecorella smarrita, allora vanno l, devono trasmettere ci che hanno trovato, allora devono farLo conoscere, diventare inviati. E viceversa: se vogliono essere veri inviati, devono stare sempre con Lui. San Bonaventura disse una volta che gli Angeli, ovunque vadano, per quanto lontano, si muovono sempre allinterno di Dio. Cos anche qui: come sacerdoti dobbiamo uscire fuori nelle molteplici strade in cui si trovano gli uomini, per invitarli al suo banchetto nuziale. Ma lo possiamo fare solo rimanendo sempre presso di Lui. Ed imparare ci, questo insieme di uscire fuori, di essere mandati, e di essere con Lui, di rimanere presso di Lui, credo proprio ci che dobbiamo imparare nel seminario. Il modo giusto del rimanere con Lui, il venire profondamente radicati in Lui essere sempre di pi con Lui, conoscerLo sempre di pi, sempre di pi non separarsi da Lui e al contempo uscire sempre di pi, portare il messaggio, trasmetterlo, non tenerlo per s, ma portare la Parola a coloro che sono lontani e che, tuttavia, in quanto creature di Dio e amati da Cristo, portano nel cuore il desiderio di Lui.

Il seminario dunque un tempo dellesercitarsi; certamente anche del discernere e dellimparare: Egli mi vuole per questo? La vocazione deve essere verificata, e di questo fa poi parte la vita comunitaria e fa parte naturalmente il dialogo con le guide spirituali che avete, per imparare a discernere ci che la sua volont. E poi apprendere la fiducia: se Egli lo vuole veramente, allora posso affidarmi a Lui. Nel mondo di oggi, che si trasforma in modo incredibile e in cui tutto cambia continuamente, in cui i legami umani si scindono perch avvengono nuovi incontri, diventa sempre pi difficile credere: io resister per tutta la vita. Gi per noi, ai nostri tempi, non era tanto facile immaginare quanti decenni Dio avrebbe forse inteso darmi, quanto sarebbe cambiato il mondo. Perseverer con Lui cos come Gli lho promesso?... una domanda che, appunto, esige la verifica della vocazione, ma poi pi riconosco: s, Egli mi vuole anche la fiducia: se mi vuole, allora anche mi sorregger; nellora della tentazione, nellora del pericolo sar presente e mi dar persone, mi mostrer vie, mi sosterr. E la fedelt possibile, perch Egli sempre presente, e perch Egli esiste ieri, oggi e domani; perch Egli non appartiene soltanto a questo tempo, ma futuro e pu sorreggerci in ogni momento. Un tempo di discernimento, di apprendimento, di chiamata... E poi, naturalmente, in quanto tempo dellessere con Lui, tempo di preghiera, di ascolto di Lui. Ascoltare, imparare ad ascoltarlo veramente nella Parola della Sacra Scrittura, nella fede della Chiesa, nella liturgia della Chiesa ed apprendere loggi nella sua Parola. Nellesegesi impariamo tante cose sul ieri: tutto ci che cera allora, quali fonti vi sono, quali comunit esistevano e cos via. Anche questo importante. Ma pi importante che in questo ieri noi apprendiamo loggi; che Egli con queste parole parla adesso e che esse portano tutte in s il loro oggi, e che, al di l del loro inizio storico, recano in s una pienezza che parla a tutti i tempi. Ed importante imparare questa attualit del suo parlare imparare ad ascoltare e cos poterne parlare agli altri uomini. Certo, quando si prepara lomelia per la Domenica, questo parlare... o Dio, spesso cos lontano! Se io, per, vivo con la Parola, allora vedo che non affatto lontana, attualissima, presente adesso, riguarda me e riguarda gli altri. E allora imparo anche a spiegarla. Ma per questo occorre un cammino costante con la Parola di Dio. Lo stare personalmente con Cristo, con il Dio vivente, una cosa; laltra cosa che sempre soltanto nel noi possiamo credere. A volte dico: san Paolo ha scritto: La fede viene dallascolto non dal leggere. Ha bisogno anche del leggere, ma viene dallascolto, cio dalla parola vivente, dalle parole che gli altri rivolgono a me e che posso sentire; dalle parole della Chiesa attraverso tutti i tempi, dalla parola attuale che essa mi rivolge mediante i sacerdoti, i Vescovi e i fratelli e le sorelle. Fa parte della fede il tu del prossimo, e fa parte della fede il noi. E proprio lesercitarsi nella sopportazione vicendevole qualcosa di molto importante; imparare ad accogliere laltro come altro nella sua differenza, ed imparare che egli deve sopportare me nella mia differenza, per diventare un noi, affinch un giorno anche nella parrocchia possiamo formare una comunit, chiamare le persone ad entrare nella comunanza della Parola ed essere insieme in cammino verso il Dio vivente. Fa parte di ci il noi molto concreto, come lo il seminario, come lo sar la parrocchia, ma poi sempre anche il guardare oltre il noi concreto e limitato al grande noi della Chiesa di ogni luogo e di ogni tempo, per non fare di noi stessi il criterio assoluto. Quando diciamo: Noi siamo Chiesa s, vero: siamo noi, non qualunque persona. Ma il noi pi ampio del gruppo che lo sta dicendo. Il noi lintera comunit dei fedeli, di oggi e di tutti i luoghi e tutti i tempi. E dico poi sempre: nella comunit dei fedeli, s, l esiste, per cos dire, il giudizio della maggioranza di fatto, ma non pu mai esserci una maggioranza contro gli Apostoli e contro i Santi: ci sarebbe una falsa maggioranza. Noi siamo Chiesa: Siamolo! Siamolo proprio nellaprirci e nellandare al di l di noi stessi e nellesserlo insieme con gli altri! Credo che, in base allorario, dovrei forse concludere. Vorrei soltanto dirvi ancora una cosa. La preparazione al sacerdozio, il cammino ver-

so di esso, richiede anzitutto anche lo studio. Non si tratta di una casualit accademica che si formata nella Chiesa occidentale, ma qualcosa di essenziale. Sappiamo tutti che san Pietro ha detto: Siate sempre pronti ad offrire a chiunque vi domandi, come risposta, la ragione, il logos della vostra fede (cfr. 1Pt 3, 15). Il nostro mondo oggi un mondo razionalistico e condizionato dalla scientificit, anche se molto spesso si tratta di una scientificit solo apparente. Ma lo spirito della scientificit, del comprendere, dello spiegare, del poter sapere, del rifiuto di tutto ci che non razionale, dominante nel nostro tempo. C in questo pure qualcosa di grande, anche se spesso dietro si nasconde molta presunzione ed insensatezza. La fede non un mondo parallelo del sentimento, che poi ci permettiamo come un di pi, ma ci che abbraccia il tutto, gli d senso, lo interpreta e gli d anche le direttive etiche interiori, affinch sia compreso e vissuto in vista di Dio e a partire da Dio. Per questo importante essere informati, comprendere, avere la mente aperta, imparare. Naturalmente, fra ventanni saranno di moda teorie filosofiche totalmente diverse da quelle di oggi: se penso a ci che tra noi era la pi alta e la pi moderna moda filosofica e vedo come tutto ci ormai sia dimenticato... Ciononostante non inutile imparare queste cose, perch in esse ci sono anche elementi durevoli. E soprattutto con ci impariamo a giudicare, a seguire mentalmente un pensiero e a farlo in modo critico ed impariamo a far s che, nel pensare, la luce di Dio ci illumini e non si spenga. Studiare essenziale: soltanto cos possiamo far fronte al nostro tempo ed annunciare ad esso il logos della nostra fede. Studiare anche in modo critico nella consapevolezza, appunto, che domani qualcun altro dir qualcosa di diverso ma essere studenti attenti ed aperti ed umili, per studiare sempre con il Signore, dinanzi al Signore e per Lui. S, potrei dire ancora tante cose, e dovrei forse farlo... Ma ringrazio per lascolto. E nella preghiera tutti i seminaristi del mondo sono presenti nel mio cuore non cos bene, con i singoli nomi, come li ho ricevuti qui, ma tuttavia in un cammino interiore verso il Signore: che Egli benedica tutti, a tutti dia luce ed indichi loro la strada giusta, e ci doni molti buoni sacerdoti. Grazie di cuore.

Il saluto dellarcivescovo

Un contributo al futuro della Chiesa


I propositi di servizio alla Chiesa che animano i sessanta seminaristi dellarcidiocesi di Friburgo sono stati illustrati al Papa dallarcivescovo Robert Zollitsch allinizio dellincontro. Oltre ai quasi 60 seminaristi attualmente presenti nella nostra arcidiocesi ha detto questo pomeriggio sono convenute qui anche persone molto legate a questa casa. Ne fanno parte il convento femminile di San Damiano, che qui vive, nonch i rappresentanti dei centri di formazione dei servizi pastorali, dei diaconi, degli operatori pastorali e delle operatrici parrocchiali. Vediamo con gratitudine che anche oggi Dio chiama persone al suo servizio, quindi assodato che Dove c Dio, l c futuro. Il prossimo autunno undici giovani inizieranno la formazione sacerdotale nella nostra diocesi. Per lanno prossimo prevista lordinazione di nove nuovi sacerdoti. Quindi il presule ha ricordato quanto il Papa ha detto ai seminaristi a Madrid, incoraggiandoli a essere apostoli con Cristo e come Cristo, per essere compagni di viaggio al servizio degli uomini. Spinti da questo spirito apostolico i nostri seminaristi vanno spesso nelle parrocchie per dare testimonianza della loro vocazione. Per molti fedeli di queste parrocchie questa testimonianza si rivelata uno stimolo: molti si sono posti la domanda se avessero la vocazione sacerdotale. Infine ha spiegato il senso della consegna di un libro con molti nomi. Sono i nomi di persone ha detto che danno il loro contributo per il futuro della Chiesa perch credono nella Chiesa.

luned-marted 26-27 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO

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A Friburgo lincontro con il Comitato centrale dei cattolici tedeschi

La vera crisi della Chiesa una crisi di fede


Nellaula del seminario di Friburgo ha avuto luogo, nel pomeriggio di sabato 24 settembre, lincontro con il consiglio del Comitato centrale dei cattolici tedeschi. Benedetto XVI ha pronunciato il seguente discorso.

Verehrte Damen und Herren! Liebe Brder und Schwestern! Ich bin dankbar fr die Gelegenheit, mit Ihnen, den Prsidiumsmitgliedern des Zentralkomitees der deutschen Katholiken, hier in Freiburg zusammenzukommen. Gerne bekunde ich Ihnen meine Wertschtzung fr Ihr Engagement, mit dem Sie die Anliegen der Katholiken in der ffentlichkeit vertreten und Anregungen fr das apostolische Wirken der Kirche und der Katholiken in der Gesellschaft geben. Zugleich mchte ich Ihnen, lieber Herr Prsident Glck, fr Ihre guten Worte danken, in denen Sie viel Wichtiges und Bedenkenswertes gesagt haben. Liebe Freunde! Seit Jahren gibt es in der Entwicklungshilfe die sogenannten exposure-Programme. Verantwortliche aus Politik, Wirtschaft und Kirche leben eine gewisse Zeit in Afrika, Asien oder Lateinamerika mit den Armen und teilen ihren konkreten Alltag. Sie setzen sich der Lebenssituation dieser Menschen aus, um die Welt mit deren Augen zu sehen und daraus fr das eigene solidarische Handeln zu lernen. Stellen wir uns vor, ein solches exposure-Programm fnde hier in Deutschland statt. Experten aus einem fernen Land wrden sich aufmachen, um eine Woche bei einer deutschen Durchschnittsfamilie zu leben. Sie wrden hier vieles bewundern, den Wohlstand, die Ordnung und die Effizienz. Aber sie wrden mit unvoreingenommenen Blick auch viel Armut feststellen: Armut, was die menschlichen Beziehungen betrifft, und Armut im religisen Bereich. Wir leben in einer Zeit, die weithin durch einen unterschwelligen, alle Lebensbereiche durchdringenden Relativismus gekennzeichnet ist. Manchmal wird dieser Relativismus kmpferisch, wenn er sich gegen Menschen wendet, die sagen, sie wten, wo die Wahrheit oder der Sinn des Lebens zu finden ist. Und wir beobachten, wie dieser Relativismus immer mehr Einflu auf die menschlichen Beziehungen und auf die Gesellschaft ausbt.

Dies schlgt sich auch in der Unbestndigkeit und Sprunghaftigkeit vieler Menschen und einem bersteigerten Individualismus nieder. Mancher scheint berhaupt keinen Verzicht mehr leisten oder ein Opfer fr andere auf sich nehmen zu knnen. Auch das selbstlose Engagement fr das Gemeinwohl, im sozialen und kulturellen Bereich oder fr Bedrftige nimmt ab. Andere sind berhaupt nicht mehr in der Lage, sich uneingeschrnkt an einen Partner zu binden. Man findet kaum noch den Mut zu versprechen, ein Leben lang treu zu sein; sich das Herz zu nehmen und zu sagen, ich gehre jetzt ganz dir, oder entschlossen fr Treue und Wahrhaftigkeit einzustehen und aufrichtig die Lsung von Problemen zu suchen. Liebe Freunde! Im exposure-Programm folgt auf die Analyse die gemeinsame Reflexion. Diese Auswertung mu das Ganze der menschlichen Person im Blick haben, und dazu gehrt nicht nur implizit, sondern ganz ausdrcklich ihre Beziehung zum Schpfer. Wir sehen, da in unserer reichen westlichen Welt Mangel herrscht. Vielen Menschen mangelt es an der Erfahrung der Gte Gottes. Zu den etablierten Kirchen mit ihren berkommenen Strukturen finden sie keinen Kontakt. Warum eigentlich? Ich denke, dies ist eine Frage, ber die wir sehr ernsthaft alle nachdenken mssen. Sich um sie zu kmmern, ist die Hauptaufgabe des Ppstlichen Rates fr die Neuevangelisierung. Aber sie geht natrlich uns alle an. Lassen Sie mich hier einen Punkt der spezifischen Situation in Deutschland ansprechen. In Deutschland ist die Kirche bestens organisiert. Aber steht hinter den Strukturen auch die entsprechende geistige Kraft Kraft des Glaubens an den lebendigen Gott? Ich denke, ehrlicherweise mssen wir doch sagen, da es bei uns einen berhang an Strukturen gegenber dem Geist gibt. Und ich fge hinzu: Die eigentliche Krise der Kirche in der westlichen Welt ist eine Krise des Glaubens. Wenn wir nicht zu einer wirklichen Erneuerung des Glaubens finden, werden alle strukturellen Reformen wirkungslos bleiben. Aber kommen wir zurck zu den Menschen, denen die Erfahrung der Gte Gottes fehlt. Sie brauchen Orte, wo sie ihr inneres Heimweh zur Sprache bringen knnen. Und hier

sind wir gerufen, neue Wege der Evangelisierung zu finden. Ein solcher Weg knnen kleine Gemeinschaften sein, wo Freundschaften gelebt und in der regelmigen gemeinsamen Anbetung vor Gott vertieft werden. Da sind Menschen, die an ihrem Arbeitsplatz und im Verbund von Familie und Bekanntenkreis von diesen kleinen Glaubenserfahrungen erzhlen und so eine neue Nhe der Kirche zur Gesellschaft bezeugen. Ihnen zeigt sich dann auch immer deutlicher, da alle dieser Nahrung der Liebe bedrfen, der konkreten Freundschaft untereinander und mit dem Herrn. Wichtig bleibt die Rckbindung an den Kraftstrom der Eucharistie, denn getrennt von Christus knnen wir nichts vollbringen (vgl. Joh 15,5). Liebe Schwestern und Brder, mge der Herr uns stets den Weg weisen, gemeinsam Lichter in der Welt zu sein und unseren Mitmenschen den Weg zur Quelle zu zeigen, wo sie ihr tiefstes Verlangen nach Leben erfllen knnen. Ich danke Ihnen. Pubblichiamo di seguito una traduzione in italiano del discorso del Papa. Illustri Signori e Signore, cari fratelli e sorelle, sono grato per la possibilit di incontrarmi, qui a Friburgo, con voi, Membri del Consiglio del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi. Volentieri vi manifesto il mio apprezzamento per il vostro impegno nel sostenere in pubblico gli interessi dei cattolici e nel dare impulso allopera apostolica della Chiesa e dei cattolici nella societ. Allo stesso tempo, vorrei ringraziarLa, caro signor Presidente Glck, per le sue cortesi parole in cui ha detto molte cose importanti e degne di riflessione. Cari amici, da anni esistono i cosiddetti programmi exposure negli aiuti ai Paesi in via di sviluppo. Persone responsabili della politica, delleconomia e della Chiesa vivono, per un certo tempo, con i poveri in Africa, Asia o America Latina e condividono la loro vita concreta quotidiana. Si mettono nella situazione di vita di queste persone per vedere il mondo con gli occhi di queste persone e per trarre da questa esperienza insegnamenti per il proprio agire solidale.

Immaginiamo che un tale programma exposure abbia luogo qui in Germania. Esperti provenienti da un Paese lontano verrebbero a vivere per una settimana presso una famiglia tedesca media. Qui ammirerebbero tante cose, ad esempio il benessere, lordine e lefficienza. Ma, con uno sguardo non prevenuto, constaterebbero anche tanta povert: povert per quanto riguarda le relazioni umane e povert nellambito religioso. Viviamo in un tempo caratterizzato, in gran parte, da un relativismo subliminale che penetra tutti gli ambiti della vita. A volte, questo relativismo diventa battagliero, rivolgendosi contro persone che dicono di sapere dove si trova la verit o il senso della vita. E notiamo come questo relativismo eserciti sempre di pi un influsso sulle relazioni umane e sulla societ. Ci trova espressione anche nellincostanza e nella discontinuit di tante persone e in un eccessivo individualismo. Qualcuno non sembra affatto capace di rinunciare a qualcosa o di fare un sacrificio per altri. Anche limpegno altruistico per il bene comune, nei campi sociali e culturali, oppure per i bisognosi, sta diminuendo. Altri non sono pi in grado di legarsi in modo incondizionato ad un partner. Quasi non si trova pi il coraggio di promettere di

essere fedele per tutta la vita; il coraggio di decidersi e di dire: io ora appartengo totalmente a te, oppure di impegnarsi con decisione per la fedelt e la veracit, e di cercare con sincerit le soluzioni dei problemi. Cari amici, nel programma exposure, allanalisi segue la riflessione comune. Tale elaborazione deve guardare la persona umana nella sua totalit, e di questa fa parte non solo in modo implicito, ma proprio in modo esplicito la sua relazione con il Creatore. Vediamo che nel nostro mondo ricco occidentale c carenza. Tante persone sono carenti dellesperienza della bont di Dio. Non trovano alcun punto di contatto con le Chiese istituzionali e le loro strutture tradizionali. Ma perch? Penso che questa sia una domanda sulla quale dobbiamo riflettere molto seriamente. Occuparsi di questa domanda il compito principale del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Ma essa, ovviamente, riguarda tutti noi. Permettetemi di affrontare qui un punto della situazione specifica tedesca. In Germania la Chiesa organizzata in modo ottimo. Ma, dietro le strutture, vi si trova anche la relativa forza spirituale, la forza della fede nel Dio vivente? Sinceramente dobbiamo per dire che c uneccedenza delle strutture rispetto allo Spirito. Ag-

giungo: La vera crisi della Chiesa nel mondo occidentale una crisi di fede. Se non arriveremo ad un vero rinnovamento nella fede, tutta la riforma strutturale rester inefficace. Ma torniamo alle persone alle quali manca lesperienza della bont di Dio. Hanno bisogno di luoghi, dove possano parlare della loro nostalgia interiore. E qui siamo chiamati a cercare nuove vie dellevangelizzazione. Una di queste vie potrebbe essere costituita dalle piccole comunit, dove si vivono amicizie, che sono approfondite nella frequente adorazione comunitaria di Dio. Qui ci sono persone che raccontano le loro piccole esperienze di fede nel posto di lavoro e nellambito della famiglia e dei conoscenti, testimoniando, in tal modo, una nuova vicinanza della Chiesa alla societ. A quelle persone appare poi in modo sempre pi chiaro che tutti hanno bisogno di questo cibo dellamore, dellamicizia concreta luno con laltro e con il Signore. Resta importane il collegamento con la linfa vitale dellEucaristia, perch senza Cristo non possiamo far nulla (cfr. Gv 15, 5). Cari fratelli e sorelle, che il Signore ci indichi sempre la via per essere insieme luci nel mondo e per mostrare al nostro prossimo la via verso la sorgente, dove possono soddisfare il loro pi profondo desiderio di vita Vi ringrazio.

Gli interventi dellarcivescovo Zollitsch e del presidente Glck

Laici corresponsabili e non solo collaboratori


Il ruolo dei laici nella Chiesa in Germania stato il punto centrale dei due interventi che hanno aperto lincontro del Papa con il consiglio del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, nel pomeriggio di sabato nel seminario di Friburgo. In Germania esiste una partecipazione istituzionalizzata e ben collaudata di laici alla vita della Chiesa ha detto larcivescovo Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale, che ha rimarcato il comune impegno in importanti questioni e attivit riguardanti la Chiesa e la societ. In particolare, ha ricordato limportanza dei Katholikentag per la presenza della nostra fede nella societ. Ha quindi preso la parola il presidente del consiglio del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, Alois Glck, che ha espresso al Papa particolare gioia e gratitudine per lincontro. Per lui, lincontro con il Pontefice stato anche un riconoscimento per il multiforme impegno dei laici allinterno della nostra Chiesa e nella vita pubblica. Questi uomini e donne impegnati sono elemento portante della vita ecclesiale e della presenza della fede e della Chiesa nella societ e nello Stato. Il Comitato centrale il luogo in cui confluisce la ricchezza della vita ecclesiale e dei percorsi di fede, della spiritualit e dellazione dei laici, come battezzati e cresimati della nostra Chiesa cattolica in Germania. Sono associazioni di tradizione spesso molto antica, la Caritas, i membri dei consigli a tutti i livelli, le comunit e i movimenti spirituali e, quale caratteristica peculiare della Chiesa cattolica in Germania, le opere assistenziali ecclesiali. Glck ha quindi ripreso le parole del Papa allapertura del convegno pastorale della diocesi di Roma, il 26 maggio 2009: necessario un cambiamento di mentalit riguardo ai laici, passando dal considerarli collaboratori del clero a riconoscerli realmente corresponsabili dellessere e dellagire della Chiesa, favorendo il consolidarsi di un laicato maturo e impegnato. Con il nostro impegno ecclesiale non perseguiamo un ammodernamento o un adeguamento superficiale della Chiesa. Siamo invece mossi dalla domanda su come possiamo portare Ges Cristo e il suo annuncio agli uomini di oggi. Lattrattiva e la capacit di irradiazione della nostra Chiesa dipenderanno a lungo termine dalla sua autorevolezza spirituale. Le esperienze scioccanti dellanno 2010 ha detto hanno trasformato la Chiesa cattolica in Germania al suo interno, ma hanno modificato anche la sua posizione nella societ e agli occhi dellopinione pubblica. La grossa perdita di fiducia percepibile in modo persistente. Glck ha ringraziato il Papa per la sua posizione netta e inequivocabile riguardo ai terribili fatti di abuso sessuale allinterno della nostra Chiesa e alle loro necessarie conseguenze. stata ed per noi un orientamento importante, come ho continuato a ricordare in occasione di molte dichiarazioni rilasciate in pubblico. Siamo grati ai nostri vescovi per lazione congiunta e decisa che hanno intrapreso nello spirito di tale orientamento. Allinterno della nostra Chiesa ha proseguito gli scossoni di questo scandalo hanno causato molte discussioni, non attinenti solo a questa situazione contingente, che hanno potuto essere arrestate solo a costo dellulteriore allontanamento e dellabbandono della Chiesa da parte di molti credenti. Per questo siamo molto grati per liniziativa dellarcivescovo Zollitsch e per la decisione della Conferenza episcopale sul processo di dialogo. Per dialogo, ha spiegato, non intendiamo rimessa in questione di tutto. Per dialogo intendiamo attenzione, ascolto e soprattutto disponibilit a cambiare anche se stessi. E sappiamo che dobbiamo applicare questa misura prima di tutto anche a noi stessi. La manifestazione inaugurale del processo di dialogo, tenutasi in luglio a Mannheim, ha costituito un grande incoraggiamento. Lesito dei colloqui ha evidenziato anche che, nella molteplicit delle comunit ed esperienze rappresentate, regna una sintonia molto ampia sullanalisi e sulle necessarie conseguenze. Ci emerge in particolare nellinvocazione di attenzione nei confronti delle persone che nel corso della loro vita hanno conosciuto cedimenti e crisi, nellinvocazione di quella che spesso stata chiamata pastorale misericordiosa. Questo stato indicato come il compito pi impellente. Al momento ha precisato Glck ci inquietano in particolare le conseguenze che si traggono in campo pastorale dalla crescente mancanza di sacerdoti. Temiamo fortemente che alla creazione di unit pastorali sempre pi ampie si associ un ritiro della Chiesa dagli spazi di prossimit sociale, che sia sempre meno possibile vivere la fede e la Chiesa in comunit. Per questo riveste qui particolare importanza la cooperazione e la suddivisione dei compiti tra sacerdoti e laici. Crediamo che per questo compito, per il servizio sacerdotale e laicale comune, possiamo imparare molto dagli sviluppi nella Chiesa universale. Riguardo alla prossima edizione, la novantottesima, del Katholikentag, che si terr a Mannheim nel maggio del prossimo anno, per Glck significativo il tema Osare un nuovo inizio. Infatti per noi equivale a dire: vogliamo un nuovo inizio animato dallo Spirito di Cristo e per arrivare a Lui. Un inizio irrinunciabile, in particolare per la nostra societ, anzi in ultima analisi per la civilt intera. Il nostro modo di vivere odierno non ha futuro. Nel nostro Paese, e nel mondo intero, assistiamo al susseguirsi di una serie sempre pi fitta di crisi, alla cui radice si trova la ricerca unilaterale di valori materiali e una pretesa egoistica di libert senza responsabilit. Fondamento e orientamento del nostro lavoro in questo campo letica sociale cristiana, con i suoi principi di personalit, solidariet, sussidiariet e sostenibilit. Negli ultimi anni ha concluso ci siamo confrontati, in particolare, con la dignit della persona umana e la tutela della vita. Siamo convinti che limmagine cristiana delluomo, la dignit inviolabile e non negoziabile di ogni uomo, sia la bussola irrinunciabile per un futuro umano. Ma abbiamo preso posizione anche sulla protezione del creato, la solidariet internazionale, la politica della famiglia e altre pressanti questioni. Santo Padre, in questi compiti ci vediamo uniti a lei, alla Chiesa universale e ai vescovi.

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LOSSERVATORE ROMANO
La veglia con i giovani nella Fiera di Friburgo

luned-marted 26-27 settembre 2011

Da cristiani tiepidi a luci di speranza


La veglia di preghiera con i giovani, nel piazzale antistante la Fiera di Friburgo, svoltasi nel tardo pomeriggio di sabato 24 settembre, ha concluso gli avvenimenti della terza giornata del viaggio. Il Papa ha pronunciato il seguente discorso.

Liebe junge Freunde! Ich habe mich den ganzen Tag auf diesen Abend gefreut, hier mit euch zusammenzusein und Gemeinschaft im Gebet mit euch zu haben. Einige von euch werden schon beim Weltjugendtag dabeigewesen sein, wo wir die besondere Atmosphre der Ruhe, der tiefen Gemeinschaft und der inneren Freude erleben durften, die ber einer abendlichen Gebetsvigil liegt. Diese Erfahrung wnsche ich uns allen auch fr diesen Moment: da der Herr uns anrhrt und zu frohen Zeugen macht, die miteinander beten und freinander einstehen, nicht nur heute abend, sondern unser ganzes Leben. In allen Kirchen, in den Domen und Klstern, berall wo sich die Glubigen zur Feier der Osternacht versammeln, wird die heiligste aller Nchte mit dem Entznden der Osterkerze erffnet, deren Licht dann an alle Anwesenden weitergereicht wird. Eine winzige Flamme verbreitet sich im Kreis vieler Lichter und erhellt das dunkle Gotteshaus. In diesem wunderbaren liturgischen Ritus, den wir in dieser Gebetsvigil nachgeahmt haben, offenbart sich uns in Zeichen, die mehr sagen als Worte, das Geheimnis unseres christlichen Glaubens. Er, Christus, der von sich sagt: Ich bin das Licht der Welt (Joh 8,12), bringt unser Leben zum Leuchten, damit wahr wird, was wir soeben im Evangelium gehrt haben: Ihr seid das Licht der Welt (Mt 5,14). Es sind nicht unsere menschlichen Anstrengungen oder der technische Fortschritt unserer Zeit, die Licht in diese Welt bringen. Immer wieder erleben wir es ja, da unser Mhen um eine bessere und gerechtere Ordnung an seine Grenzen stt. Das Leiden der Unschuldigen und letztlich der Tod eines jeden Menschen sind ein undurchdringliches Dunkel, das vielleicht von neuen Erfahrungen her fr einen Moment, wie durch einen Blitz in der Nacht, erhellt werden mag. Am Ende bleibt aber doch eine bengstigende Finsternis. Es mag um uns herum dunkel und finster sein, und doch schauen wir ein Licht: eine kleine, winzige Flamme, die strker ist als die so mchtig und unberwindbar scheinende Dunkelheit. Christus, der von den Toten erstanden ist, leuchtet in dieser Welt und gerade dort am hellsten, wo nach menschlichem Ermessen alles dster und hoffnungslos ist. Er hat den Tod besiegt Er lebt und der Glaube an ihn durchbricht wie ein kleines Licht all das, was finster und bedrohlich ist. Wer an Jesus glaubt, hat sicherlich nicht immer Sonnenschein im Leben, so als ob ihm Leiden und Schwierigkeiten erspart bleiben knnten, aber es gibt da immer einen hellen Schein, der ihm einen Weg zeigt, den Weg, der zum Leben in Flle fhrt (vgl. Joh 10,10). Wer an Christus glaubt, dessen Augen sehen auch in der dunkelsten Nacht ein Licht und sehen schon das Leuchten eines neuen Tages. Das Licht bleibt nicht allein. Rings herum flammen weitere Lichter auf. In ihrem Schein erhlt der Raum Konturen, so da man sich orientieren kann. Wir leben nicht allein auf der Welt. Gerade in den wichtigen Dingen des Lebens sind wir auf Mitmenschen angewiesen. So stehen wir besonders im Glauben nicht allein, wir sind Glieder der groen Kette der Glubigen. Niemand kann glauben, wenn er nicht durch den Glauben der anderen gesttzt wird, und durch meinen Glauben trage ich wiederum dazu bei, die anderen in ihrem Glauben zu strken. Wir helfen uns, einander Vorbilder zu sein, lassen die anderen am Unsrigen teilhaben, unseren Gedanken, unseren Taten, unserer Zuneigung. Und wir helfen einander, uns zurechtzufinden, unseres Standpunkts in der Gesellschaft gewahr zu werden. Liebe Freunde, Ich bin das Licht der Welt Ihr seid das Licht der Welt, sagt der Herr. Es ist geheimnisvoll und groartig, da Jesus von sich selbst und von jedem von uns das gleiche sagt, nmlich Licht zu sein. Wenn wir glauben, da Er der Sohn Gottes ist, der Kranke geheilt und Tote erweckt hat, ja selbst

aus dem Grabe erstanden ist und wirklich lebt, so verstehen wir, da er das Licht, die Quelle aller Lichter dieser Welt ist. Wir dagegen erleben doch immer wieder das Scheitern unserer Bemhungen und das persnliche Versagen trotz unserer guten Absichten. Die Welt, in der wir leben, wird trotz des technischen Fortschritts scheinbar letztlich nicht besser. Noch immer gibt es Krieg und Terror, Hunger und Krankheit, bittere Armut und erbarmungslose Unterdrckung. Und auch die, die sich in der Geschichte als Lichtbringer verstanden haben, ohne aber von Christus, dem einzigen, wahren Licht, entzndet zu sein, haben kein irdisches Paradies geschaffen, sondern Diktaturen und totalitre Systeme errichtet, in denen selbst der kleinste Funke wahrer Menschlichkeit erstickt wurde. An diesem Punkt drfen wir nicht darber schweigen, da es das Bse gibt. Wir sehen es an so vielen Orten in dieser Welt; wir sehen es aber

sind das Licht der Welt, wir leuchten, wir strahlen im Dunkel? Liebe Freunde, der heilige Apostel Paulus scheut sich nicht, in vielen seiner Briefe seine Zeitgenossen, die Mitglieder der Ortsgemeinden, Heilige zu nennen. Hier wird deutlich, da jeder Getaufte noch ehe er gute Werke tun kann geheiligt ist von Gott. In der Taufe entzndet der Herr gleichsam ein Licht in unserem Leben, das der Katechismus die heiligmachende Gnade nennt. Wer dieses Licht bewahrt, wer in der Gnade lebt, der ist heilig. Liebe Freunde, immer wieder ist das Bild der Heiligen karikiert und verzerrt worden, so als ob heilig zu sein bedeute, weltfremd, naiv und freudlos zu sein. Nicht selten meint man, ein Heiliger sei nur der, der asketische und moralische Hchstleistungen vollbringe und den man daher wohl verehren, aber im eigenen Leben doch nie nachahmen knne. Wie falsch und entmutigend ist diese Meinung! Es gibt keinen Heili-

liger Lichter, im Glanz so vieler junger Menschen, die an Christus glauben. Eine Kerze kann nur dann Licht spenden, wenn sie sich von der Flamme verzehren lt. Sie bliebe nutzlos, wrde ihr Wachs nicht das Feuer nhren. Lat es zu, da Christus in euch brennt, auch wenn das manchmal Opfer und Verzicht bedeuten kann. Frchtet nicht, ihr knntet etwas verlieren und sozusagen am Ende leer ausgehen. Habt den Mut, eure Talente und Begabungen fr Gottes Reich einzusetzen und euch hinzugeben wie das Wachs einer Kerze damit der Herr durch euch das Dunkel hell macht. Wagt es, glhende Heilige zu sein, in deren Augen und Herzen die Liebe Christi strahlt und die so der Welt Licht bringen. Ich vertraue darauf, da ihr und viele andere junge Menschen hier in Deutschland Leuchten der Hoffnung seid, die nicht verborgen bleiben. Ihr seid das Licht der Welt. Wo Gott ist, da ist Zukunft! Amen.

auch und das erschreckt uns in unserem eigenen Leben. Ja, in unserem eigenen Herzen gibt es die Neigung zum Bsen, den Egoismus, den Neid, die Aggression. Mit einer gewissen Selbstdisziplin lt sich das vielleicht einigermaen kontrollieren. Schwieriger wird es aber mit einem eher verborgenen Schlechtsein, das sich wie ein dumpfer Nebel auf uns legen kann, und das ist die Trgheit, die Schwerflligkeit, das Gute zu wollen und zu tun. Immer wieder in der Geschichte haben aufmerksame Zeitgenossen darauf hingewiesen: Der Schaden der Kirche kommt nicht von ihren Gegnern, sondern von den lauen Christen. Aber wie kann Christus dann sagen, die Christen und damit wohl auch diese schwachen Christen seien das Licht der Welt? Vielleicht verstnden wir, wenn er uns zuriefe: Bekehrt euch! Seid das Licht der Welt! ndert euer Leben, macht es hell und strahlend! Mssen wir nicht staunen, da der Herr keinen Appell an uns richtet, sondern sagt: Wir

gen, mit Ausnahme der seligen Jungfrau Maria, der nicht auch die Snde gekannt und niemals gefallen wre. Liebe Freunde, Christus achtet nicht so sehr darauf, wie oft wir im Leben straucheln, sondern wie oft wir mit seiner Hilfe wieder aufstehn. Er fordert keine Glanzleistungen, sondern mchte, da Sein Licht in euch scheint. Er ruft euch nicht, weil ihr gut und vollkommen seid, sondern weil Er gut ist und euch zu seinen Freunden machen will. Ja, ihr seid das Licht der Welt, weil Jesus euer Licht ist. Ihr seid Christen nicht weil ihr Besonderes und Herausragendes tut, sondern weil Er, Christus, euer, unser Leben ist. Ihr seid heilig, wir sind heilig, wenn wir seine Gnade in uns wirken lassen. Liebe Freunde, an diesem Abend, an dem wir uns im Gebet um den einen Herrn versammeln, ahnen wir die Wahrheit des Wortes Christi, da die Stadt auf dem Berg nicht verborgen bleiben kann. Diese Versammlung leuchtet im mehrfachen Sinn des Wortes im Schein unzh-

Questa una traduzione in italiano del discorso del Papa. Cari giovani amici! Durante tutto il giorno ho pensato con gioia a questa serata in cui sarei potuto stare qui insieme con voi ed essere unito a voi nella preghiera. Alcuni forse saranno gi stati presenti alla Giornata Mondiale della Giovent, dove abbiamo potuto sperimentare la particolare atmosfera di tranquillit, di profonda comunione e di intima gioia che caratterizza una veglia serale di preghiera. Auguro che anche noi tutti possiamo fare tale esperienza in questo momento: che il Signore ci tocca e ci fa testimoni gioiosi, che pregano insieme e si fanno garanti gli uni per gli altri, non soltanto stasera, ma durante tutta la nostra vita. In tutte le chiese, nelle cattedrali e nei conventi, dovunque si radunano i fedeli per la celebrazione della Veglia pasquale, la pi santa di tutte le notti inaugurata con laccensione del cero pasquale, la cui luce viene

poi trasmessa a tutti i presenti. Una minuscola fiamma irradia in tante luci ed illumina la casa di Dio al buio. In tale meraviglioso rito liturgico, che abbiamo imitato in questa veglia di preghiera, si svela a noi, attraverso segni pi eloquenti delle parole, il mistero della nostra fede cristiana. Lui, Cristo, che dice di se stesso: Io sono la luce del mondo (Gv 8, 12), fa brillare la nostra vita, perch sia vero ci che abbiamo appena ascoltato nel Vangelo: Voi siete la luce del mondo (Mt 5, 14). Non sono i nostri sforzi umani o il progresso tecnico del nostro tempo a portare luce in questo mondo. Sempre di nuovo facciamo lesperienza che il nostro impegno per un ordine migliore e pi giusto incontra i suoi limiti. La sofferenza degli innocenti e, infine, la morte di ogni uomo costituiscono un buio impenetrabile che pu forse essere rischiarato per un momento da nuove esperienze, come da un fulmine nella notte. Alla fine, per, rimane unoscurit angosciante. Intorno a noi pu esserci il buio e loscurit, e tuttavia vediamo una luce: una piccola fiamma, minuscola, che pi forte del buio apparentemente tanto potente ed insuperabile. Cristo, che risorto dai morti, brilla in questo mondo, e lo fa nel modo pi chiaro proprio l dove secondo il giudizio umano tutto sembra cupo e privo di speranza. Egli ha vinto la morte Egli vive e la fede in Lui penetra come una piccola luce tutto ci che buio e minaccioso. Chi crede in Ges, certamente non vede sempre soltanto il sole nella vita, quasi che gli possano essere risparmiate sofferenze e difficolt, ma c sempre una luce chiara che gli indica una via, la via che conduce alla vita in abbondanza (cfr. Gv 10, 10). Gli occhi di chi crede in Cristo scorgono anche nella notte pi buia una luce e vedono gi il chiarore di un nuovo giorno. La luce non rimane sola. Tuttintorno si accendono altre luci. Sotto i loro raggi si delineano i contorni dellambiente cos che ci si pu orientare. Non viviamo da soli nel mondo. Proprio nelle cose importanti della vita abbiamo bisogno di altre persone. Cos, in modo particolare, nella fede non siamo soli, siamo anelli della grande catena dei credenti. Nessuno arriva a credere se non sostenuto dalla fede degli altri e, daltra parte, con la mia fede contribuisco a confermare gli altri nella loro fede. Ci aiutiamo a vicenda ad essere esempi gli uni per gli altri, condividiamo con gli altri ci che nostro, i nostri pensieri, le nostre azioni, il nostro affetto. E ci aiutiamo a vicenda ad orientarci, ad individuare il nostro posto nella societ. Cari amici, Io sono la luce del mondo Voi siete la luce del mondo, dice il Signore. una cosa misteriosa e grandiosa che Ges dica di se stesso e di ciascuno di noi la medesima cosa, e cio di essere luce. Se crediamo che Egli il Figlio di Dio che ha guarito i malati e risuscitato i morti, anzi, che Egli stesso risorto dal sepolcro e vive veramente, allora capiamo che Egli la luce, la fonte di tutte le luci di questo mondo. Noi invece sperimentiamo sempre di nuovo il fallimento dei nostri sforzi e lerrore personale nonostante le nostre buone intenzio-

Le testimonianze di nove ragazzi e ragazze

Esperienze di fede e di vita


Nove giovani in rappresentanza di diverse associazioni e movimenti ecclesiali hanno raccontato a Benedetto XVI le loro esperienze di fede attraverso delle brevi testimonianze durante la veglia di preghiera. La prima ragazza ha parlato a nome della Schnstattjugend (Giovent di Schnstatt). Il movimento ha detto significa per me fede vissuta insieme. Qui sperimento una comunione autentica e profonda nella quale ognuno viene accolto con la propria personalit. Insieme prendiamo come esempio Maria per poter dire s come lei fece. stato poi il turno di un giovane della Katholischen Studierenden Jugend (Giovent studentesca cattolica). Noi, unione di studenti e di studentesse ha affermato siamo legati a Ignazio di Loyola che, dopo essere stato un soldato per anni, ha scelto la vita contemplativa. Fondati sullesperienza della nostra fede ci rivolgiamo a ogni persona, perch comprenda che Dio lha creata e voluta. Un rappresentante dei Ministranten (chierichetti) ha poi sottolineato come quando svolgiamo il nostro servizio, rendiamo testimonianza che anche noi, come Tarcisio, crediamo in Ges Cristo, gli apparteniamo e vogliamo stargli vicino, non solo con il servizio allaltare. Una ragazza degli Pfadfinderinnenschaft Sankt Georg (Scout San Giorgio) ha ricordato la leggenda del santo che liber una citt da un terribile drago. Come scout ha detto andiamo per il mondo con gli occhi aperti e vi scopriamo draghi moderni, per esempio lansia, il condizionamento del gruppo, lindifferenza, ma anche linquinamento dellambiente e la mancanza della pace. Una giovane della Christlichen Arbeitnehmer Jugend (Giovent lavoratrice cristiana) ricordando il fondatore del movimento, il cardinale Joseph Cardijn, ha evidenziato come nel movimento ci si adoperi per i giovani svantaggiati nel mondo del lavoro per sviluppare con loro prospettive comuni. Il cardinale Cardijn diceva: Ho cominciato tanto spesso e ogni giorno ricomincio. Bisogna ricominciare ogni giorno, dieci, cento, mille volte. Questo mi dona il coraggio e la speranza di non rassegnarmi e di ricominciare sempre con la fiducia in Dio. stato il turno poi di una ragazza della Katholischen Landjugendbewegung (Giovent cattolica dei coltivatori diretti). Mossa dalla fede ha affermato insieme con molti altri giovani e adulti mi batto per una societ pi giusta e che abbia un futuro. Per noi unistanza particolare la tutela del creato. Vogliamo essere esempio di azione continua ed efficace a favore dellambiente. Un giovane della Malteser Jugend (Giovent del Sovrano Militare Ordine di Malta) ha sottolineato come per lui sia importante impegnarsi per i bisognosi. In questo non sono solo. Nelle nostre azioni e nei nostri compiti vivo attimi che mi arricchiscono. Nella fede e nel servizio al prossimo sperimento il senso di comunit e lamicizia. Un giovane della Kolpingjugend (Giovent di Adolph Kolping) ha poi testimoniato come nella comunit impari a utilizzare le mie potenzialit, a impegnarmi per una societ migliore e per gli altri. Lesperienza della comunit mi d fiducia e accresce la mia disponibilit di donarmi al prossimo. Infine, una ragazza della Katholischen Jungen Gemeinde (Comunit giovanile cattolica) ha concluso le testimonianze. Nella comunit ha detto posso confrontarmi con questioni relative alla fede e alla Chiesa e cooperare alla creazione di un mondo migliore.

ni. A quanto appare il mondo in cui viviamo, nonostante il progresso tecnico, in ultima analisi non diventa pi buono. Esistono tuttora guerre, terrore, fame e malattia, povert estrema e repressione senza piet. E anche quelli che nella storia si sono ritenuti portatori di luce, senza per essere stati illuminati da Cristo, lunica vera luce, non hanno creato alcun paradiso terrestre, bens hanno instaurato dittature e sistemi totalitari, in cui anche la pi piccola scintilla di umanesimo stata soffocata. A questo punto non dobbiamo tacere il fatto che il male esiste. Lo vediamo, in tanti luoghi di questo mondo; ma lo vediamo anche e questo ci spaventa nella nostra stessa vita. S, nel nostro stesso cuore esistono linclinazione al male, legoismo, linvidia, laggressivit. Con una certa autodisciplina ci forse , in qualche misura, controllabile. pi difficile, invece, con forme di male piuttosto nascosto, che possono avvolgerci come una nebbia indistinta, e sono la pigrizia, la lentezza nel volere e nel fare il bene. Ripetutamente nella storia, persone attente hanno fatto notare che il danno per la Chiesa non viene dai suoi avversari, ma dai cristiani tiepidi. Come pu allora Cristo dire che i cristiani e con ci forse anche quei cristiani deboli sono la luce del mondo? Forse capiremmo se Egli gridasse: Convertitevi! Siate la luce del mondo! Cambiate la vostra vita, rendetela chiara e splendente! Non dobbiamo forse restare stupiti che il Signore non ci rivolga un appello, ma dica che siamo la luce del mondo, che siamo luminosi, che splendiamo nel buio? Cari amici, lapostolo san Paolo, in molte delle sue lettere, non teme di chiamare santi i suoi contemporanei, i membri delle comunit locali. Qui si rende evidente che ogni battezzato ancor prima di poter compiere opere buone santificato da Dio. Nel Battesimo, il Signore accende, per cos dire, una luce nella nostra vita, una luce che il catechismo chiama la grazia santificante. Chi conserva tale luce, chi vive nella grazia santo. Cari amici, ripetutamente limmagine dei santi stata sottoposta a caricatura e presentata in modo distorto, come se essere santi significasse essere fuori dalla realt, ingenui e senza gioia. Non di rado si pensa che un santo sia soltanto colui che compie azioni ascetiche e morali di altissimo livello e che perci certamente si pu venerare, ma mai imitare nella propria vita. Quanto errata e scoraggiante questa opinione! Non esiste alcun santo, fuorch la beata Vergine Maria, che non abbia conosciuto anche il peccato e che non sia mai caduto. Cari amici, Cristo non si interessa tanto a quante volte nella vita vacilliamo e cadiamo, bens a quante volte noi, con il suo aiuto, ci rialziamo. Non esige azioni straordinarie, ma vuole che la sua luce splenda in voi. Non vi chiama perch siete buoni e perfetti, ma perch Egli buono e vuole rendervi suoi amici. S, voi siete la luce del mondo, perch Ges la vostra luce. Voi siete cristiani non perch realizzate cose particolari e straordinarie bens perch Egli, Cristo, la vostra, nostra vita. Voi siete santi, noi siamo santi, se lasciamo operare la sua Grazia in noi. Cari amici, questa sera, in cui ci raduniamo in preghiera attorno allunico Signore, intuiamo la verit della parola di Cristo secondo la quale non pu restare nascosta una citt collocata sopra un monte. Questa assemblea brilla nei vari significati della parola nel chiarore di innumerevoli lumi, nello splendore di tanti giovani che credono in Cristo. Una candela pu dar luce soltanto se si lascia consumare dalla fiamma. Essa resterebbe inutile se la sua cera non nutrisse il fuoco. Permettete che Cristo arda in voi, anche se questo pu a volte significare sacrificio e rinuncia. Non temete di poter perdere qualcosa e restare, per cos dire, alla fine a mani vuote. Abbiate il coraggio di impegnare i vostri talenti e le vostre doti per il Regno di Dio e di donare voi stessi come la cera della candela affinch per vostro mezzo il Signore illumini il buio. Sappiate osare di essere santi ardenti, nei cui occhi e cuori brilla lamore di Cristo e che, in questo modo, portano luce al mondo. Io confido che voi e tanti altri giovani qui in Germania siate fiaccole di speranza, che non restano nascoste. Voi siete la luce del mondo. Dove c Dio, l c futuro! Amen.

luned-marted 26-27 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO

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Nella spianata dellaeroporto turistico di Friburgo la messa con i fedeli di tutto il Paese

Il potere di Dio misericordia e perdono


Oltre centomila fedeli hanno partecipato alla messa celebrata da Benedetto XVI domenica mattina, 25 settembre, sulla spianata dellaeroporto turistico di Friburgo. Il Papa ha pronunciato la seguente omelia.

Liebe Brder und Schwestern! Es ist fr mich bewegend, hier mit so vielen Menschen aus verschiedenen Teilen Deutschlands und aus seinen Nachbarlndern Eucharistie, Danksagung zu feiern. Wir wollen vor allem Gott Dank sagen, in dem wir leben, uns bewegen und sind (vgl. Apg 17,28). Danken mchte ich aber auch euch allen fr euer Gebet zugunsten des Nachfolgers Petri, da er seinen Dienst weiter in Freude und Zuversicht verrichten und die Geschwister im Glauben strken kann. Groer Gott, du offenbarst deine Macht vor allem im Erbarmen und im Verschonen, so haben wir im Tagesgebet gesprochen. In der ersten Lesung hrten wir, wie Gott in der Geschichte Israels die Macht seines Erbarmens zu erkennen gab. Die Erfahrung des babylonischen Exils hatte das Volk in eine tiefe Glaubenskrise gestrzt: Warum war dieses Unheil hereingebrochen? War Gott vielleicht gar nicht wirklich mchtig? Angesichts alles Schrecklichen, was in der Welt geschieht, gibt es heute Theologen, die sagen, Gott knne gar nicht allmchtig sein. Demgegenber bekennen wir uns zu Gott, dem Allmchtigen, dem Schpfer des Himmels und der Erde. Und wir sind froh und dankbar, da er allmchtig ist. Aber wir mssen zugleich uns bewut werden, da er seine Macht anders ausbt, als wir Menschen es zu tun pflegen. Er hat seiner Macht selbst eine Grenze gesetzt, indem er die Freiheit seiner Geschpfe anerkennt. Wir sind froh und dankbar fr die Gabe der Freiheit. Aber wenn wir das Furchtbare sehen, das durch sie geschieht, dann erschrecken wir doch. Trauen wir Gott, dessen Macht sich vor allem im Erbarmen und Verzeihen zeigt. Und seien wir sicher, liebe Glubige: Gott sehnt sich nach dem Heil seines Volkes. Er sehnt

sich nach unserem, nach meinem Heil, dem Heil eines jeden. Immer, und vor allem in Zeiten der Not und des Umbruchs, ist er uns nahe, und schlgt sein Herz fr uns, wendet er sich uns zu. Damit die Macht seines Erbarmens unsere Herzen anrhren kann, bedarf es der Offenheit fr ihn, bedarf es der freien Bereitschaft, vom Bsen abzulassen, aus der Gleichgltigkeit aufzustehen und seinem Wort Raum zu geben. Gott achtet unsere Freiheit. Er zwingt uns nicht. Er wartet auf unser Ja und bettelt gleichsam darum. Jesus greift dieses Grundthema der prophetischen Predigt im Evangelium auf. Er erzhlt das Gleichnis von den beiden Shnen, die vom Vater eingeladen werden, im Weinberg zu arbeiten. Der eine Sohn antwortete: Ja, Herr!, aber er ging nicht (Mt 21,29). Der andere hingegen sagte zum Vater: Ich will nicht. Spter aber reute es ihn, und er ging doch (Mt 21,30). Auf die Frage Jesu, wer von beiden den Willen des Vaters getan habe, antworten die Zuhrer zu recht: Der zweite (Mt 21,31). Die Botschaft des Gleichnisses ist klar: Nicht auf das Reden, sondern auf das Tun kommt es an, auf die Taten der Umkehr und des Glaubens. Jesus wir haben es gehrt richtet diese Botschaft an die Hohenpriester und die ltesten des Volkes Israel, also an die religisen Experten seines Volkes. Sie sagen zuerst ja zu Gottes Willen. Aber ihre Religiositt wird Routine, und Gott beunruhigt sie nicht mehr. Die Botschaft Johannes des Tufers und die Botschaft Jesu empfinden sie darum als strend. So schliet der Herr mit drastischen Worten sein Gleichnis: Zllner und Dirnen gelangen eher in das Reich Gottes als ihr. Denn Johannes ist gekommen, um euch den Weg der Gerechtigkeit zu zeigen, und ihr habt ihm nicht geglaubt; aber die Zllner und die Dirnen haben ihm geglaubt. Ihr habt es gesehen, und doch habt ihr nicht bereut und ihm nicht geglaubt (Mt 21,31-32). In die Sprache der Gegenwart bersetzt knnte das Wort etwa so lauten: Agnostiker, die von der Frage nach Gott umgetrieben werden; Menschen, die unter ihrer Snde leiden und Sehnsucht

nach dem reinen Herzen haben, sind nher am Reich Gottes als kirchliche Routiniers, die in ihr nur noch den Apparat sehen, ohne da ihr Herz davon berhrt wre, vom Glauben berhrt wre. So mu das Wort uns alle sehr nachdenklich machen, ja, uns erschttern. Dies bedeutet aber wahrhaftig nicht, da alle, die in der Kirche leben und fr sie arbeiten, eher als fern von Jesus und Gottes Reich einzustufen wren. Ganz und gar nicht! Nein, dies ist vielmehr der Augenblick, um den vielen hauptund nebenamtlichen Mitarbeitern, ohne die das Leben in den Pfarreien und in der Kirche als ganzer nicht denkbar wre, ein Wort sehr herzlichen Dankes zu sagen. Die Kirche in Deutschland hat viele soziale und karitative Einrichtungen, in denen die Nchstenliebe in einer auch gesellschaftlich wirksamen Form und bis an die Grenzen der Erde gebt wird. Allen, die sich im Deutschen Caritas-Verband oder in anderen kirchlichen Organisationen engagieren oder die ihre Zeit und Kraft groherzig fr Ehrenmter in der Kirche zur Verfgung stellen, mchte ich in diesem Augenblick meinen Dank und meine Wertschtzung bekunden. Zu diesem Dienst gehrt zunchst sachliche und berufliche Kompetenz. Aber im Sinn der Weisung Jesu gehrt mehr dazu: das offene Herz, das sich von der Liebe Christi treffen lt und so dem Nchsten, der unser bedarf, mehr gibt als technischen Service: die Liebe, in der dem anderen der liebende Gott Christus sichtbar wird. Fragen wir uns darum, auch vom heutigen Evangelium her: Wie steht es mit meiner persnlichen Gottesbeziehung im Gebet, in der sonntglichen Mefeier, in der Vertiefung des Glaubens durch die Betrachtung der Heiligen Schrift und das Studium des Katechismus der Katholischen Kirche? Liebe Freunde! Die Erneuerung der Kirche kann letztlich nur durch die Bereitschaft zur Umkehr und durch einen erneuerten Glauben kommen. Im Evangelium dieses Sonntags wir haben es gesehen ist von zwei Shnen die Rede, hinter ihnen steht

aber geheimnisvoll ein dritter. Der erste Sohn sagt ja, tut aber das Aufgetragene nicht. Der zweite Sohn sagt nein, erfllt jedoch den Willen des Vaters. Der dritte Sohn sagt ja, und tut auch, was ihm aufgetragen wird. Dieser dritte Sohn ist Gottes eingeborener Sohn Jesus Christus, der uns alle hier zusammengefhrt hat. Jesus sprach bei seinem Eintritt in die Welt: Ja, ich komme, ... um deinen Willen zu tun, o Gott (Hebr 10,7). Dieses Ja hat er nicht nur gesagt, sondern getan und durchgelitten bis in den Tod hinein. Es heit im Christushymnus aus der zweiten Lesung: Er war Gott gleich, hielt aber nicht daran fest, wie Gott zu sei, sondern entuerte sich und wurde wie ein Sklave und den Menschen gleich. Sein Leben war das eines Menschen; er erniedrigte sich und war gehorsam bis zum Tod, bis zum Tod am Kreuz (Phil 2,6-8). In Demut und Gehorsam hat Jesus den Willen des Vaters erfllt, ist er fr seine Brder und Schwestern fr uns am Kreuz gestorben, hat uns von unserem Hochmut und Eigensinn erlst. Danken wir ihm fr seine Hingabe, beugen wir die Knie vor seinem Namen und bekennen wir mit den Jngern der ersten Generation: Jesus Christus ist der Herr in der Herrlichkeit Gottes, des Vaters (vgl. Phil 2,10). Christliches Leben mu stets neu an Christus Ma nehmen. Seid untereinander so gesinnt, wie es dem Leben in Christus Jesus entspricht (Phil 2,5), schreibt Paulus in der Einleitung zum Christushymnus. Und einige Verse vorher schon ruft er uns auf: Wenn es Ermahnung in Christus gibt, Zuspruch aus Liebe, eine Gemeinschaft des Geistes, herzliche Zuneigung und Erbarmen, dann macht meine Freude dadurch vollkommen, da ihr eines Sinnes seid, einander in Liebe verbunden, einmtig und eintrchtig (Phil 2,12). Wie Christus ganz dem Vater verbunden und gehorsam war, so sollen seine Jnger Gott gehorchen und untereinander eines Sinnes sein. Liebe Freunde! Mit Paulus wage ich euch zuzurufen: Macht meine Freude dadurch vollkommen, da ihr fest in Christus geeint seid! Die Kirche in Deutschland wird die groen

Herausforderungen der Gegenwart und der Zukunft bestehen und Sauerteig in der Gesellschaft bleiben, wenn Priester, Gottgeweihte und christglubige Laien in Treue zur jeweils spezifischen Berufung in Einheit zusammenarbeiten; wenn Pfarreien, Gemeinschaften und Bewegungen sich gegenseitig sttzen und bereichern; wenn die Getauften und Gefirmten die Fackel des unverflschten Glaubens in Einheit mit dem Bischof hochhalten und ihr reiches Wissen und Knnen davon erleuchten lassen. Die Kirche in Deutschland wird fr die weltweite katholische Gemeinschaft weiterhin ein Segen sein, wenn sie treu mit den Nachfolgern des heiligen Petrus und der Apostel verbunden bleibt, die Zusammenarbeit mit den Missionslndern in vielfltiger Weise pflegt und sich dabei auch von der Glaubensfreude der jungen Kirchen anstecken lt. Mit der Mahnung zur Einheit verbindet Paulus den Ruf zur Demut. Er sagt: Tut nichts aus Ehrgeiz und nichts aus Prahlerei ... Sondern in Demut schtze einer den andern hher ein als sich selbst. Jeder achte nicht nur auf das eigene Wohl, son-

dern auch auf das der anderen (Phil 2,3-4). Christliche Existenz ist Pro-Existenz: Dasein fr den anderen, demtiger Einsatz fr den Nchsten und fr das Gemeinwohl. Liebe Glubige! Demut ist eine Tugend, die in der Welt von heute und berhaupt in der Welt zu allen Zeiten nicht hoch im Kurs steht. Aber die Jnger des Herrn wissen, da diese Tugend gleichsam das l ist, das Gesprchsprozesse fruchtbar, Zusammenarbeit mglich und Einheit herzlich macht. Humilitas, das lateinische Wort fr Demut, hat mit Humus, mit Erdnhe zu tun. Demtige Menschen stehen mit beiden Beinen auf der Erde. Vor allem aber hren sie auf Christus, auf Gottes Wort, das die Kirche und jedes Glied in ihr unaufhrlich erneuert. Bitten wir Gott um den Mut und um die Demut, den Weg des Glaubens zu gehen, aus dem Reichtum seines Erbarmens zu schpfen und den Blick unablssig auf Christus gerichtet zu halten, auf das Wort, das alles neu macht, das fr uns der Weg und die Wahrheit und das Leben (Joh 14,6) und unsere Zukunft ist. Amen.

Gli ultimi appuntamenti a Friburgo

Il saluto al Papa

Fiaccole accese per illuminare la fede di un popolo


dal nostro inviato GIANLUCA BICCINI Le grandi sfide del presente e del futuro per la Chiesa in Germania possono essere superate solo se tutti i componenti della comunit cattolica collaborano nellunit. questo il messaggio lasciato da Benedetto XVI, domenica mattina, 25 settembre, allaeroporto turistico di Friburgo, nellultimo giorno del viaggio in terra tedesca. Alla moltitudine di fedeli accorsi con i loro pastori dalle 27 diocesi del Paese per salutare il loro connazionale divenuto vescovo di Roma, il Papa ha chiesto di non essere cristiani di routine esortandoli ad alzarsi dallindifferenza, perch la Chiesa non pu essere ridotta ad apparato, ma popolo in cammino sulle strade del mondo. Nellassolata area del city-airport il Pontefice, dopo il giro in papamobile tra i fedeli in festa, ha presieduto leucaristia della XXVI domenica del tempo ordinario e guidato la preghiera dellAngelus. Sui paramenti indossava la stola cucita per lui da suor Viola, religiosa 73enne dellordine delle Francescane del sacro cuore di Ges, del convento di Gengenbach, che ha lavorato oltre tre mesi per realizzarla. Da parte sua il Pontefice ha lasciato in dono allarcivescovo di Friburgo una casula. La messa stata anche un po il momento della sosta spirituale, in un fitto calendario di impegni. Basti pensare al sabato pomeriggio scandito dagli incontri con i rappresentanti delle Chiese ortodosse, con i seminaristi e con il Consiglio del comitato centrale dei cattolici tedeschi e con lex cancelliere federale Helmut Kohl. Lanziano statista capo del Governo dal 1 ottobre 1982 al 27 ottobre 1998 ha guidato la riunificazione del Paese. Infermo in seguito a un ictus che lo ha costretto su una sedia a rotelle, stato accolto al seminario di Friburgo dal cardinale Bertone, dallarcivescovo Zollitsch e dal nunzio Prisset. Poi lincontro cordiale e affettuoso con il Papa, durato una ventina di minuti, durante i quali gli interlocutori hanno parlato del significato di questo viaggio del Pontefice in Germania. Successivamente, ai fratelli ortodossi che contano oltre un milione e mezzo di fedeli, per lo pi immigrati dallEst europeo, in particolare serbi e romeni Benedetto XVI ha ricordato come il loro cristianesimo sia teologicamente il pi vicino alla nostra fede; quindi alla comunit del seminario ha rivolto uno dei discorsi pi significativi della visita in Germania. Non un caso che lo abbia pronunciato a braccio: non era stato neanche distribuito un testo, perch il Papa lo ha voluto improvvisare totalmente, lasciandosi ispirare dallatmosfera respirata in questi giorni nella sua patria e soprattutto dal contatto diretto, immediato con i giovani candidati al sacerdozio che lo hanno ospitato a casa loro durante la permanenza nella citt di Friburgo. I seminaristi sono il futuro della Chiesa tedesca e il Papa, che stato professore, ha voluto parlare loro dellimportanza dello studio e della formazione, sottolineando come imparare bene luso della ragione sia fondamentale ai fini della diffusione della fede e della missione dei preti. Ma con la crisi vocazionale che colpisce la Germania, come i Paesi di antica tradizione cristiana, il Papa anche consapevole del ruolo sempre pi importante del laicato nella Chiesa. Per questo nel successivo incontro con il Zentralkomitee der deutschen Katholiken (Zdk), che rappresenta la lunga tradizione dellapostolato dei laici tedeschi politici di entrambi gli schieramenti, intelletttuali e uomini di cultura ha invitato a mantenere viva nelle strutture ben organizzate la forza spirituale della fede. E in proposito ha rilanciato i programmi exposure negli aiuti alle nazioni in via di sviluppo, attraverso i quali i tedeschi vanno a condividere per un certo tempo la vita quotidiana dei poveri in Africa, Asia o America latina. Sono uomini e donne che vivono la fede nella quotidianit, in famiglia, sul posto di lavoro, in ambito sociale e politico, impegnandosi nella vicinanza al prossimo, nella comunit e nella parrocchia, in servizi sociali, come il movimento Hospice per lassistenza agli anziani e ai malati, nelle organizzazioni di soccorso, come il corpo di pompieri volontari, in associazioni di quartiere, in partiti e altre forme di aggregazione politica e sociale. Sono circa cinque milioni di tedeschi, eredi di organizzazioni sorte nel diciannovesimo secolo nellambito del movimento per le libert civili durante il kulturkampf bismarckiano. Pur con diversificate strutture di diritto privato ed ecclesiastico, vivono delladesione e della collaborazione di bambini, giovani e adulti in rappresentanza di ben 120 organismi. Al calare del giorno, infine, il Papa ha partecipato alla veglia di preghiera con i giovani nellarea della Fiera di Friburgo. Ragazzi e ragazze giunti da tutta la Germania hanno partecipato al rito incentrato sulla simbologia della luce, cos come lomelia del Pontefice che ne ha spiegato il significato per poi chiamare le nuove generazioni a una maggiore responsabilit, perch ha ammonito il danno per la Chiesa non viene dai suoi avversari, ma dai cristiani tiepidi. E per farlo ha scelto una citt con trentamila studenti su duecentomila abitanti, che la rendono cosmopolita e vivace, ma non per questo esente da problemi. Lo hanno in qualche modo confermato le intenzioni dei fedeli, quando la festa dellattesa ha lasciato il posto al silenzio. Hanno pregato non solo per i coetanei che in varie parti del mondo soffrono persecuzioni religiose, ma anche per quelli che nelloccidente opulento si lasciano sedurre da droghe e consumismi vari. E in una realt verde come la Germania le pale eoliche incontrate durante i vari spostamenti di questi giorni da Berlino a Erfurt fino qui a Friburgo sono ormai delle vere e proprie pietre miliari del territorio tedesco non poteva mancare una intenzione per la salvaguardia dellambiente, o meglio del creato, come non si stanca di ripetere Benedetto XVI, sempre molto sensibile a questo tema. Al centro della veglia la liturgia aveva messo Cristo luce del mondo: nove giovani in rappresentanza di altrettante realt cattoliche parrocchie, movimenti, associazioni hanno testimoniato davanti al Papa e ai loro coetanei il rapporto che hanno con la fede e con i santi, uomini e donne, questi ultimi, dal cui esempio di vita si sono sviluppate grandi famiglie religiose e comunit per giovani cristiani. A ogni testimonianza, sullo sfondo del palco papale scendeva la gigantografia stilizzata e con colori differenti di ciascuno dei nove santi: al centro la Vergine Maria, che il movimento di Schnstatt venera con il titolo di Madre tre volte ammirabile. Poi alcuni giovani hanno acceso il fuoco in alcune ciotole, attingendo dalla grande fiamma che ardeva sul braciere bianco collocato sullaltare. Con esse hanno trasmesso la luce ai lumi di tutti i presenti con un evidente rimando alla liturgia della notte pasquale trasformando larea in un suggestivo scenario aux flambeaux. Il clima di raccoglimento spirituale ricordava molto quello di nemmeno un mese fa a Madrid, il 20 agosto scorso, durante la veglia che ha preceduto la celebrazione conclusiva della Giornata mondiale della giovent. Anche i giovani tedeschi presenti a Friburgo infatti mentre il Papa tornava al seminario a conclusione di una giornata davvero intensa, durante la quale ha pronunciato ben sei discorsi pubblici hanno pernottato in adorazione per prepararsi alla messa dellindomani nel vicino aeroporto.

Una rinnovata speranza


Nel saluto rivolto al Papa allinizio della celebrazione, larcivescovo di Friburgo, Robert Zollitsch, dopo averlo ringraziato per il dono della visita ne ha sottolineato limportanza. Quanto sia importante per noi ha detto lo dimostra gi il numero delle persone che si sono messe in marcia questa notte o allalba, percorrendo volentieri lunghe distanze. Riferendosi poi alla grande festa di rendimento di grazie che si stava celebrando alle porte di Friburgo, ha voluto sottolineare la presenza di tanti fedeli di altre diocesi. Siamo uniti ha detto con le persone in citt, nella diocesi e al di l della stessa e anche con quanti sono giunti da altri Paesi rendendo visibile luniversalit della Chiesa che oggi, Santo Padre, possiamo vivere insieme a lei. Riferendosi poi al motto scelto dal Papa per il viaggio D ove c Dio, l c futuro larcivescovo ha aggiunto: Lei ci indica colui che importante e che d un senso e un fine alla nostra vita: Dio. Solo se facciamo entrare Dio nel mondo, la terra pu essere luminosa e il mondo umano. E Friburgo, ha assicurato il presule al Papa, fa entrare Dio nella storia delluomo attraverso la carit: Non per niente Friburgo viene definita la capitale di Caritas. Caritas non significa solo amore del prossimo, aiuto e solidariet. Caritas rappresenta anche i valori importanti che scaturiscono dalla fede in Ges Cristo e dei quali la nostra societ vive. Qui la Chiesa e noi cristiani diamo un contributo inestimabile per la convivenza. E ha concluso ricordando le parole del Papa: La vera, grande speranza delluomo, che resiste nonostante tutte le delusioni, pu essere solo Dio.

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LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 26-27 settembre 2011

La traduzione italiana dellomelia del Papa a Friburgo

Dio rispetta la nostra libert


Pubblichiamo una nostra traduzione italiana dellomelia pronunciata dal Papa durante la messa di domenica mattina, 25 settembre, a Friburgo. Cari fratelli e sorelle! Per me emozionante celebrare qui lEucaristia, il Ringraziamento, con tanta gente proveniente da diverse parti della Germania e dai Paesi confinanti. Vogliamo rivolgere il nostro ringraziamento soprattutto a Dio, nel quale viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (cfr. At 17, 28). Ma vorrei ringraziare anche voi tutti per la vostra preghiera a favore del Successore di Pietro, affinch egli possa continuare a svolgere il suo ministero con gioia e fiduciosa speranza e confermare i fratelli nella fede. O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono..., abbiamo detto nella colletta del giorno. Nella prima lettura abbiamo ascoltato come Dio nella storia di Israele ha manifestato il potere della sua misericordia. Lesperienza dellesilio babilonese aveva fatto cadere il popolo in una profonda crisi di fede: perch era sopravvenuta questa sciagura? Forse Dio non era veramente potente? Ci sono teologi che, di fronte a tutte le cose terribili che avvengono oggi nel mondo, dicono che Dio non possa essere affatto onnipotente. Di fronte a questo, noi professiamo Dio, lOnnipotente, il Creatore del cielo e della terra. E noi siamo lieti e riconoscenti che Egli sia onnipotente. Ma dobbiamo, al contempo, renderci conto che Egli esercita il suo potere in maniera diversa da come noi uomini siamo soliti fare. Egli stesso ha posto un limite al suo potere, riconoscendo la libert delle sue creature. Noi siamo lieti e riconoscenti per il dono della libert. Tuttavia, quando vediamo le cose tremende, che a causa di essa avvengono, ci spaventiamo. Fidiamoci di Dio, il cui potere si manifesta soprattutto nella misericordia e nel perdono. E siamo certi, cari fedeli: Dio desidera la salvezza del suo popolo. Desidera la nostra salvezza, la mia salvezza, la salvezza di ciascuno. Sempre, e soprattutto in tempi di pericolo e di cambiamento radicale, Egli ci vicino e il suo cuore si commuove per noi, si china su di noi. Affinch il potere della sua misericordia possa toccare i nostri cuori, ci vuole lapertura a Lui, ci vuole la libera disponibilit di abbandonare il male, di alzarsi dallindifferenza e di dare spazio alla sua Parola. Dio rispetta la nostra libert. Egli non ci costringe. Egli attende il nostro s e lo mendica, per cos dire. Ges nel Vangelo riprende questo tema fondamentale della predicazione profetica. Racconta la parabola dei due figli che sono invitati dal padre a lavorare nella vigna. Il primo figlio rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci and (Mt 21, 29). Laltro, invece, disse al padre: S, signore, ma non and (Mt 21, 30). Alla domanda di Ges, chi dei due abbia compiuto la volont del padre, gli ascoltatori giustamente rispondono: Il primo (Mt 21, 31). Il messaggio della parabola chiaro: non contano le parole, ma lagire, le azioni di conversione e di fede. Ges lo abbiamo sentito rivolge questo messaggio ai sommi sacerdoti e agli anziani del popolo di Israele, cio agli esperti di religione del suo popolo. Essi, prima, dicono s alla volont di Dio. Ma la loro religiosit diventa routine, e Dio non li inquieta pi. Per questo avvertono il messaggio di Giovanni Battista e il messaggio di Ges come un disturbo. Cos, il Signore conclude la sua parabola con parole drastiche: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cos da credergli (Mt 21, 31-32). Tradotta nel linguaggio del tempo, laffermazione potrebbe suonare pi o meno cos: agnostici, che a motivo della questione su Dio non trovano pace; persone che soffrono a causa dei loro peccati e hanno desiderio di un cuore puro, sono pi vicini al Regno di Dio di quanto lo siano i fedeli di routine, che nella Chiesa vedono ormai soltanto lapparato, senza che il loro cuore sia toccato da questo, dalla fede. Cos, la parola deve far riflettere molto, anzi, deve scuotere tutti noi. Questo, per, non significa affatto che tutti coloro che vivono nella Chiesa e lavorano per essa siano da valutare come lontani da Ges e dal Regno di Dio. Assolutamente no! No, piuttosto questo il momento per dire una parola di profonda gratitudine ai tanti collaboratori impiegati e volontari, senza i quali la vita nelle parrocchie e nellintera Chiesa sarebbe impensabile. La Chiesa in Germania ha molte istituzioni sociali e caritative, nelle quali lamore per il prossimo viene esercitato in una forma anche socialmente efficace e fino ai confini della terra. A tutti coloro che si impegnano nella Caritas tedesca o in altre organizzazioni, oppure che mettono generosamente a disposizione il loro tempo e le loro forze per incarichi di volontariato nella Chiesa, vorrei esprimere, in questo momento, la mia gratitudine e il mio apprezzamento. Tale servizio richiede innanzitutto una competenza oggettiva e professionale. Ma nello spirito dellinsegnamento di Ges ci vuole di pi: il cuore aperto, che si lascia toccare dallamore di Cristo, e cos d al prossimo, che ha bisogno di noi, pi che un servizio tecnico: lamore, in cui allaltro si rende visibile il Dio che ama, Cristo. Allora interroghiamoci, anche a partire dal Vangelo di oggi: come il mio rapporto personale con Dio, nella preghiera, nella partecipazione alla Messa domenicale, nellapprofondimento della fede mediante la meditazione della Sacra Scrittura e lo studio del Catechismo della Chiesa Cattolica? Cari amici, il rinnovamento della Chiesa, in ultima analisi, pu realizzarsi soltanto attraverso la disponibilit alla conversione e attraverso una fede rinnovata. Nel Vangelo di questa Domenica lo abbiamo visto si parla di due figli, dietro i quali, per, ne sta, in modo misterioso, un terzo. Il primo figlio dice di s, ma non fa ci che gli stato ordinato. Il secondo figlio dice di no, ma compie poi la volont del padre. Il terzo figlio dice di s e fa anche ci che gli viene ordinato. Questo terzo figlio il Figlio unigenito di Dio, Ges Cristo, che ci ha tutti riuniti qui. Ges, entrando nel mondo, ha detto: Ecco, io vengo [...] per fare, o Dio, la tua volont (Eb 10, 7). Questo s, Egli non lha solo pronunciato, ma lha compiuto e sofferto fin dentro la morte. Nellinno cristologico della seconda lettura si dice: Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio lessere come Dio, ma svuot se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dallaspetto riconosciuto come uomo, umili se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce (Fil 2, 6-8). In umilt ed obbedienza, Ges ha compiuto la volont del Padre, morto sulla croce per i suoi fratelli e le sue sorelle per noi e ci ha redenti dalla nostra superbia e caparbiet. Ringraziamolo per il suo sacrificio, pieghiamo le ginocchia davanti al suo Nome e proclamiamo insieme con i discepoli della prima generazione: Ges Cristo il Signore a gloria di Dio Padre (Fil 2, 10). La vita cristiana deve misurarsi continuamente su Cristo: Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Ges (Fil 2, 5), scrive san Paolo nellintroduzione allinno cristologico. E qualche versetto prima, egli gi ci esorta: Se dunque c qualche consolazione in Cristo, se c qualche conforto, frutto della carit, se c qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carit, rimanendo unanimi e concordi (Fil 2, 1-2). Come Cristo era totalmente unito al Padre ed obbediente a Lui, cos i suoi discepoli devono obbedire a Dio ed avere un medesimo sentire tra loro. Cari amici, con Paolo oso esortarvi: rendete piena la mia gioia con lessere saldamente uniti in Cristo! La Chiesa in Germania superer le grandi sfide del presente e del futuro e rimarr lievito nella societ, se i sacerdoti, le persone consacrate e i laici credenti in Cristo, in fedelt alla propria vocazione specifica, collaborano in unit; se le parrocchie, le comunit e i movimenti si sostengono e si arricchiscono a vicenda; se i battezzati e cresimati, in unione con il Vescovo, tengono alta la fiaccola di una fede inalterata e da essa lasciano illuminare le loro ricche conoscenze e capacit. La Chiesa in Germania continuer ad essere una benedizione per la comunit cattolica mondiale, se rimane fedelmente unita con i Successori di san Pietro e degli Apostoli, se cura in molteplici modi la collaborazione con i Paesi di missione e si lascia anche contagiare in questo dalla gioia nella fede delle giovani Chiese. Con lesortazione allunit, Paolo collega il richiamo allumilt. Egli dice: Non fate nulla per rivalit o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umilt, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi linteresse proprio, ma anche quello degli altri (Fil 2, 3-4). Lesistenza cristiana una pro-esistenza: un esserci per laltro, un impegno umile per il prossimo e per il bene comune. Cari fedeli, lumilt una virt che nel mondo di oggi e, in genere, di tutti i tempi, non gode di grande stima. Ma i discepoli del Signore sanno che questa virt , per cos dire, lolio che rende fecondi i processi di dialogo, possibile la collaborazione e cordiale lunit. Humilitas, la parola latina per umilt, ha a che fare con humus, cio con laderenza alla terra, alla realt. Le persone umili stanno con ambedue i piedi sulla terra. Ma soprattutto ascoltano Cristo, la Parola di Dio, la quale rinnova ininterrottamente la Chiesa ed ogni suo membro. Chiediamo a Dio il coraggio e lumilt di camminare sulla via della fede, di attingere alla ricchezza della sua misericordia e di tenere fisso lo sguardo su Cristo, la Parola che fa nuove tutte le cose, che per noi la via, la verit e la vita (Gv 14, 6), che il nostro futuro. Amen.

LAngelus al termine della messa

Quel s alle origini della salvezza delluomo


Al termine della messa a Friburgo il Pontefice ha recitato lAngelus. Prima della preghiera ha pronunciato le seguenti parole.

Liebe Schwestern und Brder! Diese feierliche heilige Messe wollen wir nun gemeinsam mit dem Engel des Herrn beschlieen. Dieses Gebet erinnert uns immer wieder aufs neue an den geschichtlichen Anfang unseres Heils. Der Erzengel Gabriel unterbreitet der Jungfrau Maria den Heilsplan Gottes, nach dem sie Mutter des Erlsers werden soll. Maria erschrickt. Doch der Engel des Herrn spricht ein Wort des Trostes zu ihr: Frchte dich nicht, Maria, denn du hast bei Gott Gnade gefunden. So kann Maria ihr groes Jawort sprechen. Dieses Ja, Magd des Herrn zu sein, ist das vertrauensvolle Ja zum Plan Gottes, zu unserer Erlsung. Und sie spricht das Ja schlielich zu uns allen, die sie unter dem Kreuz als Kinder anvertraut bekommen hat (vgl. Joh 19,27). Nie nimmt sie diese Zusage zurck. Und deshalb ist sie selig, ja glckselig zu preisen, denn sie hat geglaubt, da sich an ihr erfllen wird, was der Herr ihr gesagt hat (vgl. Lk 1,45). Wenn wir nun diesen Engelsgru beten, drfen wir uns mit diesem Jawort Marias verbinden, voller Vertrauen einstimmen in die Schnheit des Planes Gottes und der Vorsehung, die er uns in seiner Huld zugedacht hat. Dann wird die Liebe Gottes auch in unserem Leben sozusagen Fleisch werden, immer mehr Gestalt annehmen. In allen Sorgen brauchen wir keine Angst zu haben. Gott ist gut. Zugleich drfen wir uns getragen wissen von der Gemeinschaft der vielen Glubi-

gen, die jetzt in dieser Stunde auf der ganzen Welt mit uns zusammen ber Fernsehen und Rundfunk den Engel des Herrn beten. Di seguito una nostra traduzione italiana delle parole del Pontefice. Cari fratelli e sorelle, vogliamo concludere ora questa solenne Santa Messa con lAngelus. Questa preghiera ci fa ricordare sempre di nuovo linizio storico della nostra salvezza. LArcangelo Gabriele presenta alla Vergine Maria il piano di salvezza di Dio, se-

condo il quale Ella avrebbe dovuto diventare la Madre del Redentore. Maria rimane turbata. Ma lAngelo del Signore Le dice una parola di consolazione: Non temere, Maria, perch hai trovato grazia presso Dio. Cos Maria pu dire il suo grande s. Questo s allessere serva del Signore laffermazione fiduciosa al piano di Dio e alla nostra salvezza. E, infine, Maria dice questo s a tutti noi, che sotto la croce le siamo stati affidati come figli (cfr. Gv 19, 27). Non revoca mai questa promessa. Ed per questo che Ella deve essere chiamata felice, anzi, beata perch ha creduto nel compimento di ci che Le

era stato detto dal Signore (cfr. Lc 1, 45). Recitando ora questo saluto dellAngelo, possiamo unirci a questo s di Maria e aderire fiduciosamente alla bellezza del piano di Dio e della provvidenza che Egli, nella sua grazia, ha riservato per noi. Allora, anche nella nostra vita lamore di Dio diventer, per cos dire, carne, prender sempre pi forma. Non dobbiamo avere paura in mezzo a tutte le nostre preoccupazioni. Dio buono. Allo stesso tempo, possiamo sentirci sostenuti dalla comunit dei tanti fedeli che in questora pregano lAngelus con noi, in tutto il mondo, attraverso la televisione e la radio.

luned-marted 26-27 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Il discorso ai cattolici impegnati

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Liberi da fardelli e aperti al mondo


Nel pomeriggio di domenica 25 settembre, dopo aver salutato un gruppo di giudici della Corte costituzionale federale, nel seminario di Friburgo, il Papa si recato al Konzerthaus per incontrare una rappresentanza di cattolici tedeschi impegnati nella Chiesa e nella societ. Questo il discorso pronunciato da Benedetto XVI.

Verehrter Herr Bundesprsident, Herr Ministerprsident, Herr Oberbrgermeister, verehrte Damen und Herrn, liebe Mitbrder im Bischofs- und Priesteramt! Ich freue mich ber diese Begegnung mit Ihnen, die Sie sich in vielfltiger Weise fr die Kirche und fr das Gemeinwesen engagieren. Dies gibt mir eine willkommene Gelegenheit, Ihnen hier persnlich fr Ihren Einsatz und Ihr Zeugnis als kraftvolle Boten des Glaubens an die zu erhoffenden Dinge (Lumen gentium, 35) ganz herzlich zu danken: So nennt das II. Vatikanische Konzil Menschen, die wie Sie sich um Gegenwart und Zukunft aus dem Glauben mhen. In Ihrem Arbeitsumfeld treten Sie bereitwillig fr Ihren Glauben und fr die Kirche ein, was wie wir wissen in der heutigen Zeit wahrhaftig nicht immer leicht ist. Seit Jahrzehnten erleben wir einen Rckgang der religisen Praxis, stellen wir eine zunehmende Distanzierung betrchtlicher Teile der Getauften vom kirchlichen Leben fest. Es kommt die Frage auf: Mu die Kirche sich nicht ndern? Mu sie sich nicht in ihren mtern und Strukturen der Gegenwart anpassen, um die suchenden und zweifelnden Menschen von heute zu erreichen? Die selige Mutter Teresa wurde einmal gefragt, was sich ihrer Meinung nach als erstes in der Kirche ndern msse. Ihre Antwort war: Sie und ich! An dieser kleinen Episode wird uns zweierlei deutlich. Einmal will die Ordensfrau dem Gesprchspartner sagen: Kirche sind nicht nur die anderen, nicht nur die Hierarchie, der Papst und die Bischfe; Kirche sind wir alle, wir, die Getauften. Zum anderen geht sie tatschlich davon aus: ja, es gibt Anla zur nderung. Es ist nderungsbedarf vorhanden. Jeder Christ und die Gemeinschaft der Glubigen als Ganzes sind zur stetigen nderung aufgerufen. Wie soll diese nderung konkret aussehen? Geht es um eine Erneuerung, wie sie etwa ein Hausbesitzer durch die Renovierung oder den neuen Anstrich seines Anwesens durchfhrt? Oder geht es hier um eine Korrektur, um wieder auf Kurs zu kommen sowie schneller und geradliniger einen Weg zurckzulegen? Sicher spielen diese und andere Aspekte eine Rolle, und hier kann nicht von alledem die Rede sein. Aber was das grundlegende Motiv der nderung betrifft, so ist es die apostolische Sendung der Jnger und der Kirche selbst. Dieser ihrer Sendung mu die Kirche sich nmlich immer neu vergewissern. Die drei synoptischen Evangelien lassen verschiedene Aspekte des Sendungsauftrags aufleuchten: Die Sendung grndet zunchst in der persnlichen Erfahrung: Ihr seid meine Zeugen (Lk 24,48); sie kommt zum Ausdruck in Beziehungen: Macht alle Menschen zu meinen Jngern (Mt 28,19); und sie gibt eine universelle Botschaft weiter: Verkndet das Evangelium allen Geschpfen (Mk 16,15). Durch die Ansprche und Sachzwnge der Welt aber wird dies Zeugnis immer wieder verdunkelt, werden die Beziehungen entfremdet und wird die Botschaft relativiert. Wenn nun die Kirche, wie Papst Paul VI. sagt, danach trachtet, sich selbst nach dem Typus, den Christus ihr vor Augen stellt, zu bilden, dann wird sie sich von der menschlichen Umgebung tief unterscheiden, in der sie doch lebt oder der sie sich nhert (Enzyklika Ecclesiam Suam, 60). Um ihre Sendung zu verwirklichen, wird sie auch immer wieder Distanz zu ihrer Umgebung nehmen mssen, sich gewissermaen entweltlichen. Die Sendung der Kirche kommt ja vom Geheimnis des Dreieinigen Gottes her, dem Geheimnis seiner schpferischen Liebe. Und die Liebe ist nicht nur irgendwie in Gott, er selbst ist sie, ist vom Wesen her die Liebe. Und die gttliche Liebe will nicht nur fr sich sein, sie will sich ihrem Wesen nach verstrmen. Sie ist in der Menschwerdung und Hingabe des Sohnes Gottes in besonde-

rer Weise auf die Menschheit, auf uns zugekommen, und zwar so, da Christus, der Sohn Gottes, gleichsam aus dem Rahmen seines Gottseins herausgetreten ist, Fleisch angenommen hat, Mensch geworden ist, nicht nur, um die Welt in ihrer Weltlichkeit zu besttigen und ihr Gefhrte zu sein, der sie so lt, wie sie ist, sondern um sie zu verwandeln. Zum Christusgeschehen gehrt das Unfabare, da es wie die Kirchenvter sagen ein sacrum commercium, einen Tausch zwischen Gott und den Menschen gibt. Die Vter legen es so aus: Wir haben Gott nichts zu geben, wir haben ihm nur unsere Snde hinzuhalten. Und er nimmt sie an und macht sie sich zu eigen, gibt uns dafr sich selbst und seine Herrlichkeit. Ein wahrhaft ungleicher Tausch, der sich im Leben und Leiden Christi vollzieht. Er wird Snder, nimmt die Snde auf sich, das Unsrige nimmt er an und gibt uns das Seinige. Aber im Weiterdenken und Weiterleben im Glauben ist dann doch deutlich geworden, da wir ihm nicht nur Snde geben, sondern da er uns ermchtigt hat, von innen her die

Kraft gibt, ihm auch Positives zu geben: unsere Liebe ihm die Menschheit im positiven Sinn zu geben. Natrlich, es ist klar, da nur dank der Gromut Gottes der Mensch, der Bettler, der den gttlichen Reichtum empfngt, doch auch Gott etwas geben kann; da Gott uns das Geschenk ertrglich macht, indem er uns fhig macht, auch fr ihn Schenkende zu werden. Die Kirche verdankt sich ganz diesem ungleichen Tausch. Sie hat nichts aus Eigenem gegenber dem, der sie gestiftet hat, so da sie sagen knnte: Dies haben wir groartig gemacht! Ihr Sinn besteht darin, Werkzeug der Erlsung zu sein, sich von Gott her mit seinem Wort durchdringen zu lassen und die Welt in die Einheit der Liebe mit Gott hineinzutragen. Die Kirche taucht ein in die Hinwendung des Erlsers zu den Menschen. Sie ist, wo sie wahrhaft sie selber ist, immer in Bewegung, mu sich fortwhrend in den Dienst der Sendung stellen, die sie vom Herrn empfangen hat. Und deshalb mu sie sich immer neu den Sorgen der Welt ffnen, zu der sie ja selber gehrt, sich ihnen

ausliefern, um den heiligen Tausch, der mit der Menschwerdung begonnen hat, weiterzufhren und gegenwrtig zu machen. In der geschichtlichen Ausformung der Kirche zeigt sich jedoch auch eine gegenlufige Tendenz, da die Kirche zufrieden wird mit sich selbst, sich in dieser Welt einrichtet, selbstgengsam ist und sich den Mastben der Welt angleicht. Sie gibt nicht selten Organisation und Institutionalisierung greres Gewicht als ihrer Berufung zu der Offenheit auf Gott hin, zur ffnung der Welt auf den Anderen hin. Um ihrem eigentlichen Auftrag zu gengen, mu die Kirche immer wieder die Anstrengung unternehmen, sich von dieser ihrer Verweltlichung zu lsen und wieder offen auf Gott hin zu werden. Sie folgt damit den Worten Jesu: Sie sind nicht von der Welt, wie auch ich nicht von der Welt bin (Joh 17,16), und gerade so gibt er sich der Welt. Die Geschichte kommt der Kirche in gewisser Weise durch die verschiedenen Epochen der Skularisierung zur Hilfe, die zu ihrer Luterung

und inneren Reform wesentlich beigetragen haben. Die Skularisierungen sei es die Enteignung von Kirchengtern, sei es die Streichung von Privilegien oder hnliches bedeuteten nmlich jedesmal eine tiefgreifende Entweltlichung der Kirche, die sich dabei gleichsam ihres weltlichen Reichtums entblt und wieder ganz ihre weltliche Armut annimmt. Damit teilt sie das Schicksal des Stammes Levi, der nach dem Bericht des Alten Testamentes als einziger Stamm in Israel kein eigenes Erbland besa, sondern allein Gott selbst, sein Wort und seine Zeichen als seinen Losanteil gezogen hatte. Mit ihm teilte sie in jenen geschichtlichen Momenten den Anspruch einer Armut, die sich zur Welt geffnet hat, um sich von ihren materiellen Bindungen zu lsen, und so wurde auch ihr missionarisches Handeln wieder glaubhaft. Die geschichtlichen Beispiele zeigen: Das missionarische Zeugnis der entweltlichten Kirche tritt klarer zutage. Die von materiellen und politischen Lasten und Privilegien befreite Kirche kann sich besser und auf wahrhaft christliche Weise der

Il saluto dellarcivescovo Robert Zollitsch nel Konzerthaus

Pionieri della nuova evangelizzazione


Un maggiore impegno dei laici cattolici nella Chiesa e nella societ. Lo ha assicurato al Papa larcivescovo di Friburgo in Brisgovia, monsignor Robert Zollitsch, che gli ha rivolto il saluto a nome dei rappresentanti dei diversi gruppi di laici che servono il vangelo nei diversi ambiti ecclesiali e sociali riuniti nel teatro del Konzerthaus di Friburgo. Dopo le giornate emozionanti a Berlino e a Erfurt ha detto il viaggio nella sua patria si conclude qui a Friburgo. Santit, dopo la commovente celebrazione liturgica di stamattina per la quale, approfitto delloccasione, per ringraziarla ancora una volta, molte persone attendono con fervore il suo discorso qui, nel Konzerthaus. A questo incontro ha affermato il presule presentando i gruppi presenti partecipano innumerevoli ospiti provenienti dallarcidiocesi di Friburgo, ma anche dal resto della Germania. Rappresentanti della scienza, della cultura e dei mezzi di comunicazione sociale, delleconomia, dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei sindacati, di vari gruppi sociali dellambito politico si sono riuniti qui insieme con persone impegnate nella Chiesa, vescovi e laici, sacerdoti e religiosi, personalit dei diversi settori di pastorale e di vari servizi della Chiesa, a cominciare dai collaboratori dei consigli e dalle unioni cattoliche passando per i collaboratori della Caritas, i consiglieri delle commissioni episcopali fino a quanti hanno partecipato allinizio del processo di dialogo a Mannheim. Monsignor Zollitsch ha quindi sottolineato come tra persone cos diverse per provenienza, et, condizione sociale e formazione, vi sia una cosa che li accomuna: limpegno continuo per formare la nostra societ a partire dalla fede in Dio per il bene delle persone nella nostra terra. Con il loro impegno la nostra societ diverr pi solidale, pi giusta, pi filantropica. Larcivescovo ha poi ricordato a grandi linee alcuni momenti significativi del viaggio apostolico. Gioved scorso ha detto lei ha espresso con chiarezza nel suo discorso al Parlamento tedesco il fatto che lo Stato ha bisogno della Chiesa e del contributo delle religioni. Per lecumenismo, che qui, nella terra dorigine della riforma ha un grande significato, lei ha lasciato un segno orientativo nel suo incontro con la Chiesa evangelica a Erfurt nonch nellincontro con i rappresentanti delle Chiese ortodosse. Larcivescovo ha poi fatto riferimento al ruolo dei laici. La missione cristiana ha detto ci spinge allimpegno nella societ, alla responsabilit per il nostro prossimo. In numerosi ambiti sociali la nostra Chiesa svolge unopera pionieristica. Ci diviene particolarmente evidente qui a Friburgo, la citt della Caritas. Il contributo di noi cristiani a una collettivit in grado di avere un futuro non questione di volont, ma in quanto compito politico-diaconale, parte integrante della fede cristiana. Infine, il presule ha concluso dicendo: Santo Padre, siamo in attesa delle sue parole, che lei ci doner lungo la via del nostro operato come Chiesa e come cristiani nella societ. Parole, che intendono incoraggiarci e rafforzarci per testimoniare la fede con le parole e con le opere e formare il mondo a partire da essa. Per questo attendiamo il suo incoraggiamento, per questo lei trova in noi cuori e orecchi aperti.

ganzen Welt zuwenden, wirklich weltoffen sein. Sie kann ihre Berufung zum Dienst der Anbetung Gottes und zum Dienst des Nchsten wieder unbefangener leben. Die missionarische Pflicht, die ber der christlichen Anbetung liegt und die ihre Struktur bestimmen sollte, wird deutlicher sichtbar. Sie ffnet sich der Welt, nicht um die Menschen fr eine Institution mit eigenen Machtansprchen zu gewinnen, sondern um sie zu sich selbst zu fhren, indem sie zu dem fhrt, von dem jeder Mensch mit Augustinus sagen kann: Er ist mir innerlicher als ich mir selbst (vgl. Conf. 3, 6, 11). Er, der unendlich ber mir ist, ist doch so in mir, da er meine wahre Innerlichkeit ist. Durch diese Art der ffnung der Kirche zur Welt wird damit auch vorgezeichnet, in welcher Form sich die Weltoffenheit des einzelnen Christen wirksam und angemessen vollziehen kann. Es geht hier nicht darum, eine neue Taktik zu finden, um der Kirche wieder Geltung zu verschaffen. Vielmehr gilt es, jede bloe Taktik abzulegen und nach der totalen Redlichkeit zu suchen, die nichts von der Wahrheit unseres Heute ausklammert oder verdrngt, sondern ganz im Heute den Glauben vollzieht, eben dadurch da sie ihn ganz in der Nchternheit des Heute lebt, ihn ganz zu sich selbst bringt, indem sie das von ihm abstreift, was nur scheinbar Glaube, in Wahrheit aber Konvention und Gewohnheit ist. Sagen wir es noch einmal anders: Der christliche Glaube ist fr den Menschen allezeit und nicht erst in der unsrigen ein Skandal. Da der ewige Gott sich um uns Menschen kmmern, uns kennen soll, da der Unfabare zu einer bestimmten Zeit an einem bestimmten Ort fabar geworden sein soll, da der Unsterbliche am Kreuz gelitten haben und gestorben sein soll, da uns Sterblichen Auferstehung und Ewiges Leben verheien ist das zu glauben ist fr die Menschen allemal eine Zumutung. Dieser Skandal, der unaufhebbar ist, wenn man nicht das Christentum selbst aufheben will, ist leider gerade in jngster Zeit berdeckt worden von den anderen schmerzlichen Skandalen der Verknder des Glaubens. Gefhrlich wird es, wenn diese Skandale an die Stelle des primren skandalon des Kreuzes treten und ihn dadurch unzugnglich machen, also den eigentlichen christlichen Anspruch hinter der Unbotmigkeit seiner Boten verdecken. Um so mehr ist es wieder an der Zeit, die wahre Entweltlichung zu finden, die Weltlichkeit der Kirche beherzt abzulegen. Das heit natrlich nicht, sich aus der Welt zurckzuziehen, sondern das Gegenteil. Eine vom Weltlichen entlastete Kirche vermag gerade auch im sozial-karitativen Bereich den Menschen, den Leidenden wie ihren Helfern, die besondere Lebenskraft des christlichen Glaubens zu vermitteln. Der Liebesdienst ist fr die Kirche nicht eine Art Wohlfahrtsaktivitt, die man auch anderen berlassen knnte, sondern er gehrt zu ihrem Wesen, ist unverzichtbarer Wesensausdruck ihrer selbst (Enzyklika Deus caritas est, 25). Allerdings haben sich auch die karitativen Werke der Kirche immer neu dem Anspruch einer angemessenen Entweltlichung zu stellen, sollen ihr nicht angesichts der zunehmenden Entkirchlichung ihre Wurzeln vertrocknen. Nur die tiefe Beziehung zu Gott ermglicht eine vollwertige Zuwendung zum Mitmenschen, so wie ohne Zuwendung zum Nchsten die Beziehung zu Gott verkmmert. Offensein fr die Anliegen der Welt heit demnach fr die entweltlichte Kirche, die Herrschaft der Liebe Gottes nach dem Evangelium durch Wort und Tat hier und heute zu bezeugen, und dieser Auftrag weist zudem ber die gegenwrtige Welt hinaus; denn das gegenwrtige Leben schliet die Verbundenheit mit dem Ewigen Leben ein. Leben wir als einzelne und als Gemeinschaft der Kirche die Einfachheit einer groen Liebe, die auf der Welt das Einfachste und das Schwerste zugleich ist, weil es nicht mehr und nicht weniger verlangt, als sich selbst zu verschenken. Liebe Freunde! Es bleibt mir, den Segen Gottes und die Kraft des Heiligen Geistes fr uns alle zu erbitten, da wir in unserem jeweiligen Wirkungsbereich immer wieder neu Gottes Liebe und sein Erbarmen erkennen und bezeugen knnen. Ich danke Ihnen fr Ihre Aufmerksamkeit!

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LOSSERVATORE ROMANO
In una traduzione italiana il discorso di Benedetto nel Konzerthaus

luned-marted 26-27 settembre 2011

XVI

Come deve cambiare la Chiesa


Pubblichiamo di seguito una nostra traduzione italiana del discorso rivolto dal Papa ai cattolici tedeschi impegnati nella Chiesa e nella societ, durante lincontro di domenica pomeriggio, 25 settembre, a Friburgo. Illustre Signor Presidente federale, Signor Presidente dei Ministri, Signor Sindaco, Illustri Signori e Signore, Cari Confratelli nel ministero episcopale e sacerdotale! Sono contento di questo incontro con voi, che siete impegnati in molteplici modi per la Chiesa e la societ. Questo mi offre unoccasione gradita di ringraziarvi qui personalmente con tutto il cuore per il vostro servizio e la vostra testimonianza quali efficaci araldi della fede nelle cose sperate (Lumen gentium, 35), come il Concilio Vaticano II definisce le persone che, in base alla fede, si preoccupano come voi del presente e del futuro. Nel vostro ambiente di lavoro difendete volentieri la causa della vostra fede e della Chiesa, cosa come sappiamo davvero non sempre facile nel tempo attuale. Da decenni assistiamo ad una diminuzione della pratica religiosa, constatiamo un crescente distanziarsi di una parte notevole di battezzati dalla vita della Chiesa. Emerge la domanda: la Chiesa non deve forse cambiare? Non deve forse, nei suoi uffici e nelle sue strutture, adattarsi al tempo presente, per raggiungere le persone di oggi che sono alla ricerca e in dubbio? Alla beata Madre Teresa fu richiesto una volta di dire quale fosse, secondo lei, la prima cosa da cambiare nella Chiesa. La sua risposta fu: Lei ed io! Questo piccolo episodio ci rende evidenti due cose: da un lato, la religiosa intende dire allinterlocutore che la Chiesa non sono soltanto gli altri, non soltanto la gerarchia, il Papa e i Vescovi: Chiesa siamo tutti noi, i battezzati. Dallaltro lato, essa parte effettivamente dal presupposto: s, c motivo per un cambiamento. Esiste un bisogno di cambiamento. Ogni cristiano e la comunit dei credenti nel suo insieme sono chiamati ad una continua conversione. Come deve configurarsi concretamente questo cambiamento? Si tratta forse di un rinnovamento come lo realizza ad esempio un proprietario di casa attraverso una ristrutturazione o la tinteggiatura del suo stabile? Oppure si tratta qui di una correzione, per riprendere la rotta e percorrere in modo pi spedito e diretto un cammino? Certamente, questi ed altri aspetti hanno importanza, e qui non possiamo affrontarli tutti. Ma per quanto riguarda il motivo fondamentale del cambiamento: esso la missione apostolica dei discepoli e della Chiesa stessa. Infatti, la Chiesa deve sempre di nuovo verificare la sua fedelt a questa missione. I tre Vangeli sinottici mettono in luce diversi aspetti del mandato di tale missione: la missione si basa anzitutto sullesperienza personale: Voi siete testimoni (Lc 24,48); si esprime in relazioni: Fate discepoli tutti i popoli (Mt 28,19); trasmette un messaggio universale: Proclamate il Vangelo a ogni creatura (Mc 16,15). A causa delle pretese e dei condizionamenti del mondo, per, questa testimonianza viene ripetutamente offuscata, vengono alienate le relazioni e viene relativizzato il messaggio. Se poi la Chiesa, come dice Papa Paolo VI, cerca di modellare se stessa secondo il tipo che Cristo le propone, avviene che la Chiesa si distingue profondamente dallambiente umano, in cui essa pur vive, o a cui essa si avvicina (Lettera enciclica Ecclesiam suam, 60). Per compiere la sua missione, essa dovr anche continuamente prendere le distanze dal suo ambiente, dovr, per cos dire, essere distaccata dal mondo. La missione della Chiesa, infatti, deriva dal mistero del Dio uno e trino, dal mistero del suo amore creatore. E lamore non soltanto presente in qualche modo in Dio: Egli stesso lo , per sua natura amore. E lamore di Dio non vuole essere isolato in s, ma secondo la sua natura vuole diffondersi. Nellincarnazione e nel sacrificio del Figlio di Dio, esso ha raggiunto lumanit cio noi in modo particolare, e questo attraverso il fatto che Cristo, il Figlio di Dio , per cos dire, uscito dalla sfera del suo essere Dio, si fatto carne ed diventato uomo;

non soltanto per confermare il mondo nel suo essere terreno, ed essere il suo compagno che lo lascia cos come , ma per trasformarlo. D ellevento cristologico fa parte il dato incomprensibile che come dicono i Padri della Chiesa esiste un sacrum commercium, uno scambio tra Dio e gli uomini. I Padri lo spiegano cos: noi non abbiamo nulla che potremmo dare a Dio, possiamo solo metterGli davanti il nostro peccato. Ed egli lo accoglie, lo assume come proprio, e in cambio ci d se stesso e la sua gloria. Si tratta di uno scambio davvero disuguale che si compie nella vita e nella passione di Cristo. Egli si fa peccatore, prende il peccato su di s, assume ci che nostro e ci d ci che suo. Ma nello sviluppo del pensiero e della vita alla luce della fede, in seguito, si reso evidente che non Gli diamo solo il peccato, bens Egli ci ha dato la facolt: dallintimo ci dona la forza di darGli anche qualcosa di positivo, il nostro amore, di dargli lumanit in senso positivo. Naturalmente chiaro che solo grazie alla generosit di Dio, luomo, il mendicante che riceve la ricchezza divina, tuttavia, pu anche dare qualcosa a Dio; Dio ci rende sopportabile il dono, rendendoci capaci di diventare donatori nei suoi confronti. La Chiesa deve se stessa totalmente a questo scambio disuguale. Non possiede niente da s stessa di fronte a Colui che lha fondata, in modo

da poter dire: labbiamo fatto molto bene! Il suo senso consiste nellessere strumento della redenzione, nel lasciarsi pervadere dalla parola di Dio e nellintrodurre il mondo nellunione damore con Dio. La Chiesa simmerge nellattenzione condiscendente del Redentore verso gli uomini. Quando davvero se stessa, essa sempre in movimento, deve continuamente mettersi al servizio della missione, che ha ricevuto dal Signore. E per questo deve sempre di nuovo aprirsi alle preoccupazioni del mondo, del quale, appunto, essa stessa fa parte, dedicarsi senza riserve a tali preoccupazioni, per continuare e rendere presente lo scambio sacro che ha preso inizio con lIncarnazione. Nello sviluppo storico della Chiesa si manifesta, per, anche una tendenza contraria: quella cio di una Chiesa soddisfatta di se stessa, che si accomoda in questo mondo, autosufficiente e si adatta ai criteri del mondo. Non di rado d cos allorganizzazione e allistituzionalizzazione unimportanza maggiore che non alla sua chiamata allessere aperta verso Dio e ad un aprire il mondo verso il prossimo. Per corrispondere al suo vero compito, la Chiesa deve sempre di nuovo fare lo sforzo di distaccarsi da questa sua secolarizzazione e diventare nuovamente aperta verso Dio. Con ci essa segue le parole di Ges: Essi non sono del mondo, come

io non sono del mondo (Gv 17,16), ed proprio cos che Lui si dona al mondo. In un certo senso, la storia viene in aiuto alla Chiesa attraverso le diverse epoche di secolarizzazione, che hanno contribuito in modo essenziale alla sua purificazione e riforma interiore. Le secolarizzazioni infatti fossero esse lespropriazione di beni della Chiesa o la cancellazione di privilegi o cose simili significarono ogni volta una profonda liberazione della Chiesa da forme di mondanit: essa si spoglia, per cos dire, della sua ricchezza terrena e torna ad abbracciare pienamente la sua povert terrena. Con ci condivide il destino della trib di Levi che, secondo laffermazione dellAntico Testamento, era la sola trib in Israele che non possedeva un patrimonio terreno, ma, come parte di eredit, aveva preso in sorte esclusivamente Dio stesso, la sua parola e i suoi segni. Con tale trib, la Chiesa condivideva in quei momenti storici lesigenza di una povert che si apriva verso il mondo, per distaccarsi dai suoi legami materiali, e cos anche il suo agire missionario tornava ad essere credibile. Gli esempi storici mostrano che la testimonianza missionaria di una Chiesa distaccata dal mondo emerge in modo pi chiaro. Liberata dai fardelli e dai privilegi materiali e politici, la Chiesa pu dedicarsi meglio e in modo veramente cristiano al mon-

Lincontro del Papa con lex cancelliere federale Kohl

Lincontro del Pontefice con lex cancelliere federale Helmut Kohl, svoltosi nel pomeriggio di sabato al seminario di Friburgo. Lo statista artefice della riunificazione tedesca era accompagnato dalla consorte Maike Richter

do intero, pu essere veramente aperta al mondo. Pu nuovamente vivere con pi scioltezza la sua chiamata al ministero delladorazione di Dio e al servizio del prossimo. Il compito missionario, che legato alladorazione cristiana e dovrebbe determinare la struttura della Chiesa, si rende visibile in modo pi chiaro. La Chiesa si apre al mondo, non per ottenere ladesione degli uomini per unistituzione con le proprie pretese di potere, bens per farli rientrare in se stessi e cos condurli a Colui del quale ogni persona pu dire con Agostino: Egli pi intimo a me di me stesso (cfr Conf. 3,6,11). Egli, che infinitamente al di sopra di me, tuttavia talmente in me stesso da essere la mia vera interiorit. Mediante questo stile di apertura della Chiesa verso il mondo , insieme, tracciata anche la forma in cui lapertura al mondo da parte del singolo cristiano pu realizzarsi in modo efficace e adeguato. Non si tratta qui di trovare una nuova tattica per rilanciare la Chiesa. Si tratta piuttosto di deporre tutto ci che soltanto tattica e di cercare la piena sincerit, che non trascura n reprime alcunch della verit del nostro oggi, ma realizza la fede pienamente nelloggi vivendola, appunto, totalmente nella sobriet delloggi, portandola alla sua piena identit, togliendo da essa ci che solo apparentemente fede, ma in verit convenzione ed abitudine. Diciamolo ancora con altre parole: la fede cristiana per luomo uno scandalo sempre e non soltanto nel nostro tempo. Che il Dio eterno si preoccupi di noi esseri umani, ci conosca; che lInafferrabile sia diventato in un determinato momento in un determinato luogo, afferrabile; che lImmortale abbia patito e sia morto sulla croce; che a noi esseri mortali siano promesse la risurrezione e la vita eterna credere questo per gli uomini senzaltro una vera pretesa. Questo scandalo, che non pu essere abolito se non si vuole abolire il cristianesimo, purtroppo, stato messo in ombra proprio recentemente dagli altri scandali dolorosi degli annunciatori della fede. Si crea una situazione pericolosa, quando questi scandali prendono il posto dello skandalon primario della Croce e cos lo rendono inaccessibile, quando cio nascondono la vera esigenza cristiana dietro linadeguatezza dei suoi messaggeri. Vi una ragione in pi per ritenere che sia nuovamente lora di trovare il vero distacco del mondo, di togliere coraggiosamente ci che vi di mondano nella Chiesa. Questo, naturalmente, non vuol dire ritirarsi dal mondo, anzi, il contrario. Una Chiesa alleggerita degli elementi mondani capace di comunicare agli uomini ai sofferenti come a coloro che li aiutano proprio anche nellambito sociale-caritativo, la particolare forza vitale della fede cristiana. La carit non per la Chiesa una specie di attivit di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua

natura, espressione irrinunciabile della sua stessa essenza (Lettera enciclica Deus caritas est, 25). Certamente, anche le opere caritative della Chiesa devono continuamente prestare attenzione allesigenza di un adeguato distacco dal mondo per evitare che, di fronte ad un crescente allontanamento dalla Chiesa, le loro radici si secchino. Solo il profondo rapporto con Dio rende possibile una piena attenzione alluomo, cos come senza lattenzione al prossimo simpoverisce il rapporto con Dio. Essere aperti alle vicende del mondo significa quindi per la Chiesa distaccata dal mondo testimoniare, secondo il Vangelo, con parole ed opere qui ed oggi la signoria dellamore di Dio. E questo compito, inoltre, rimanda al di l del mondo presente: la vita presente, infatti, include il legame con la vita eterna. Viviamo come singoli e come comunit della Chiesa la semplicit di un grande amore che, nel mondo, insieme la cosa pi facile e pi difficile, perch esige nulla di pi e nulla di meno che il donare se stessi. Cari amici, mi resta di implorare per tutti noi la benedizione di Dio e la forza dello Spirito Santo, affinch possiamo, ciascuno nel proprio campo dazione, sempre nuovamente riconoscere e testimoniare lamore di Dio e la sua misericordia. Vi ringrazio per la vostra attenzione.

Nomina episcopale
La nomina di oggi riguarda larcidiocesi polacca di Lublin.

Stanisaw Budzik arcivescovo di Lublin (Polonia)


Nato il 25 aprile 1952 a kawica, in diocesi di Tarnw, dopo aver superato gli esami di maturit entrato nel seminario diocesano di Tarnw e il 29 maggio 1977 stato ordinato sacerdote. Ha lavorato come vice parroco in Limanowa e nella chiesa cattedrale. Negli anni 1982-1989 ha studiato teologia dogmatica a Innsbruk, dove ha ottenuto il dottorato. Dal 1989 al 1990 stato direttore della Caritas diocesana e negli anni 1990-1995 direttore della casa editrice diocesana Biblos. Nel 1998 ha conseguito labilitazione presso la Pontificia Accademia Teologica a Cracovia, oggi Pontificia Universit Giovanni Paolo II. Poi ha ottenuto il titolo di professore straordinario. Dal 1999, per cinque anni stato rettore del seminario maggiore di Tarnw. Nominato vescovo ausiliare di Tarnw, ha ricevuto lordinazione episcopale il 3 aprile 2004. Dal 2007 ricopre le funzioni di segretario generale della Conferenza episcopale polacca.

luned-marted 26-27 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO

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Allaeroporto di Lahr nel Baden-Wrttemberg la cerimonia di congedo

Raggi di luce nella societ pluralistica


Nella serata di domenica 25 settembre si svolta la cerimonia di congedo allaeroporto di Lahr, poco distante da Friburgo. Dopo il saluto rivoltogli dal presidente federale, il Papa ha pronunciato il seguente discorso.

Sehr geehrter Herr Bundesprsident! Verehrte Vertreter des Bundes, des Landes Baden-Wrttemberg und der Gemeinden! Liebe Mitbrder im Bischofsamt! Meine sehr geehrten Damen und Herren! Bevor ich nun Deutschland verlasse, drngt es mich, Dank zu sagen fr die vergangenen erlebnisreichen und bewegenden Tage in der Heimat. Mein Dank gilt Ihnen, Herr Bundesprsident Wulff, der Sie mich in Berlin im Namen des deutschen Volkes empfangen und jetzt zum Abschied erneut durch Ihre freundlichen Worte geehrt haben. Ich danke den Vertretern der Bundes- und der Landesregierung, die zur Verabschiedung gekommen sind. Einen

herzlichen Dank sage ich ebenfalls Erzbischof Zollitsch von Freiburg, der mich whrend der ganzen Reise begleitete. Gern schliee ich auch Erzbischof Woelki von Berlin und Bischof Wanke von Erfurt in meinen Dank ein, die mir ebenfalls ihre Gastfreundschaft gezeigt haben, sowie dem gesamten deutschen Episkopat. Besonderer Dank gilt schlielich den vielen, die diese vier Tage im Hintergrund vorbereitet und fr deren reibungslosen Ablauf Sorge getragen haben: den kommunalen Einrichtungen, den Sicherheitskrften, dem rztlichen Dienst, den Verantwortlichen fr die ffentlichen Verkehrsmittel wie auch den zahlreichen freiwilligen Helfern. Allen Menschen danke ich fr die eindrucksvolle Zeit und fr die vielfltigen persnlichen Begegnungen sowie fr die unzhligen Aufmerksamkeiten und Zeichen der Verbundenheit, die mir erwiesen wurden. In der Bundeshauptstadt Berlin hatte ich die besondere Gelegenheit, vor den Abgeordneten des deut-

schen Bundestags zu sprechen und ihnen Gedanken ber die geistigen Fundamente des Staates vorzutragen. Gerne denke ich auch an die fruchtbaren Gesprche mit dem Bundesprsidenten und der Bundeskanzlerin ber die augenblickliche Situation des deutschen Volkes und der Vlkergemeinschaft zurck. Besonders berhrt haben mich die freundliche Aufnahme und die groe Begeisterung so vieler Menschen in Berlin. Im Land der Reformation bildete naturgem die kumene einen Schwerpunkt der Reise. Hier mchte ich die Begegnung mit den Vertretern der Evangelischen Kirche in Deutschland im Augustinerkloster in Erfurt hervorheben. Fr den brderlichen Austausch und das gemeinsame Gebet bin ich von Herzen dankbar. Bedeutungsvoll war aber auch das Zusammentreffen mit orthodoxen und orientalischen Christen sowie mit Juden und Muslimen.

Dieser Besuch galt natrlich besonders den Katholiken in Berlin, in Erfurt, im Eichsfeld und in Freiburg. Gerne erinnere ich mich an die gemeinsamen Gottesdienste, an die Freude, an das gemeinsame Hren des Wortes Gottes und das vereinte Beten vor allem auch in den Teilen des Landes, in denen ber Jahrzehnte hinweg versucht wurde, Religion aus dem Leben der Menschen zu drngen. Dies stimmt mich zuversichtlich fr die Zukunft des Christentums in Deutschland. Wie schon bei den frheren Besuchen war erfahrbar, wie viele Menschen hier ihren Glauben bezeugen und seine gestaltende Kraft in der heutigen Welt gegenwrtig werden lassen. Nicht zuletzt habe ich mich sehr gefreut, nach dem eindrucksvollen Weltjugendtag in Madrid auch in Freiburg bei der gestrigen Jugendvigil wieder mit vielen jungen Menschen zusammenzusein. Ich ermutige die Kirche in Deutschland, mit Kraft und Zuversicht den Weg des Glaubens weiterzugehen, der Menschen dazu fhrt, zu den Wurzeln, zum wesentlichen Kern der Frohbotschaft Christi zurckzukehren. Es wird kleine Gemeinschaften von Glaubenden geben und es gibt sie schon , die in die pluralistische Gesellschaft mit ihrer Begeisterung hineinstrahlen und andere neugierig machen, nach dem Licht zu suchen, das Leben in Flle schenkt. Es gibt nichts Schneres, als Christus zu kennen und den anderen die Freundschaft mit ihm zu schenken (Predigt zur Amtseinfhrung 24. April 2005). Aus dieser Erfahrung wchst schlielich die Gewiheit: Wo Gott ist, da ist Zukunft! Wo Gott zugegen ist, da ist Hoffnung und da erffnen sich neue, oft ungeahnte Perspektiven, die ber den Tag und das nur Kurzlebige hinausreichen. In diesem Sinne begleite ich in Gedanken und im Gebet den Weg der Kirche in D eutschland. Erfllt von den eindrucksvollen Erlebnissen und Erinnerungen an diese Tage in der Heimat kehre ich nun nach Rom zurck. Mit der Zusicherung meines Gebets fr Sie alle und fr eine gute Zukunft unseres Landes in Frieden und Freiheit sage ich zum Abschied ein herzliches Vergelts Gott. Der Herr segne Sie alle!

Inviati durante il rientro a Roma

Telegrammi del Papa a capi di Stato


Laereo con a bordo Benedetto XVI, di ritorno dalla Germania, atterrato allaeroporto di Roma-Ciampino poco prima delle 21 di domenica 25 settembre. Sul volo oltre al seguito papale era anche lambasciatore della Repubblica Federale tedesca presso la Santa Sede, Walter Jrgen Schmid. A ricevere il Pontefice cerano il cardinale Agostino Vallini, suo vicario per la diocesi di Roma; gli arcivescovi James Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia, e Giuseppe Bertello, nunzio apostolico in Italia; i monsignori Peter Bryan Wells, assessore della Segreteria di Stato, Ettore Balestrero, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati, Fortunatus Nwachukwu, capo del Protocollo, e Lech Piechota, della segreteria particolare del cardinale Bertone. Il Governo italiano era rappresentato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, e dallambasciatore presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco. Presente anche il decano del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, lambasciatore di Honduras, Emilio Alejandro Valladares Lanza. Durante il viaggio di rientro il Papa ha inviato i seguenti telegrammi ai capi di Stato tedesco, svizzero e italiano. Seiner Exzellenz Herrn Christian Wulff Prsident der Bundesrepublik D eutschland Berlin Auf meinem Rckflug von Lahr nach Rom kehren meine Gedanken zu den Stationen des Besuches in meiner Heimat Deutschland zurck. In Erinnerung an die schnen Tage entbiete ich Ihnen sehr geehrter Herr Bundesprsident sowie allen Brgerinnen und Mitbrgern fr die herzliche Aufnahme meinen aufrichtigen Dank. Gerne begleite ich Sie und alle Menschen in der Bundesrepublik Deutschland mit meinem Gebet und erbitte Ihnen allen von Herzen Gottes reichen Segen. BENEDICTUS
PP XVI

BENEDICTUS

PP XVI

[A Sua Eccellenza Sig.a Micheline Calmy-Rey Presidente Federale della Confederazione Elvetica Bern Il volo di ritorno dal mio Viaggio Apostolico in Germania mi porta sul territorio sovrano della Confederazione Elvetica e mi offre loccasione di salutare Lei, gentile Signora Presidente Federale, e tutti i cittadini della Svizzera. Il Signore Dio doni a Lei e a quanti vivono nel Suo stimato Paese pace e benessere. BENEDETTO
XVI]

Concluso il viaggio in Germania

Quel bagaglio pieno di ricordi


dal nostro inviato GIANLUCA BICCINI Heimat. Un termine senza un vero e proprio corrispettivo nella lingua italiana, per lo pi tradotto con patria. stato uno dei vocaboli pi usati da Benedetto XVI durante il suo viaggio in Germania, conclusosi domenica sera con il rientro a Ciampino. Heimat per i tedeschi non semplicemente un sostantivo, quanto una vera e propria categoria di pensiero, che al di l dell'accezione negativa conferitagli dalla mitologia nazista, indica semplicemente il territorio in cui ci sente a casa propria perch vi si nati, vi si trascorsa l'infanzia, o vi si parla la lingua degli affetti. E Benedetto XVI non poteva non usare questa parola anche nel discorso di congedo, allaeroporto di Lahr, nel Baden-Wrttemberg, alla presenza del presidente federale e dell'intero episcopato tedesco. Prima di lasciare la sua Germania, il Papa ha quindi ricordato i quattro giorni commoventi, e ricchi di avvenimenti, trascorsi a Berlino, Erfurt e Friburgo, segnati da incontri con persone e con gruppi che hanno dimostrato affetto per lui e attenzione alle sue parole: non solo cattolici, la cui testimonianza lo rende fiducioso ha detto per il futuro del cristianesimo in Germania; ma anche evangelici e ortodossi, ebrei e musulmani, nel mosaico di un humus sempre pi caratterizzato da piccole comunit di credenti che con il proprio entusiasmo diffondono raggi di luce nella societ pluralistica. Parole queste pronunciate da Benedetto XVI mentre si apprestava a rientrare a Castel Gandolfo. La cerimonia di congedo si era svolta poco prima sul piazzale dello scalo aereo di Lahr, dopo che nella sala d'onore Benedetto XVI aveva firmato il libro d'oro della cittadina a pochi chilometri da Friburgo. Ma tutto il pomeriggio era stato ricco di appuntamenti: dopo il pranzo domenicale con i membri della Conferenza episcopale tedesca nel seminario che lo ha ospitato, il Papa ha infatti incontrato, in forma privata e senza discorsi ufficiali, i sedici giudici della Corte costituzionale federale e, successivamente, tre piccoli gruppi: i benefattori che hanno offerto il loro sostegno alla organizzazione della visita, il comitato che ne ha curato ogni aspetto per la sua buona riuscita, i membri della sicurezza che hanno vigilato per lintera durata. Giunti dalla vicina Karlsruhe, dove il tribunale federale ha sede, i giudici tedeschi sono stati ricevuti dal Pontefice che con questo gesto ha voluto ricordare l'importanza della Legge fondamentale datasi dai tedeschi nell'ambito della ricostruzione avvenuta dopo la Seconda Guerra mondiale. Riferimento essenziale per la societ, perch espressione del recupero della libert e del rispetto dei diritti dopo la notte oscura del nazismo, essa all'inizio del preambolo fa riferimento alla responsabilit davanti a Dio e agli uomini. Si inserisce dunque nella storia della rinascita del popolo tedesco, alla quale hanno partecipato in prima linea molti cristiani e cattolici. E nel segno dell'attenzione verso questa tradizione di impegno del laicato nella Chiesa e nella societ, si svolto l'ultimo incontro pubblico di Benedetto XVI a Friburgo. Al Konzerthaus, che con la sua audace architettura uno principali luoghi di ritrovo per gli appuntamenti culturali della citt, il Papa ha assistito all'esecuzione di alcuni brani musicali da parte della locale orchestra sinfonica, quindi ha parlato della necessit di dare un'importanza maggiore all'apertura verso Dio e verso le necessit del mondo, rispetto all'organizzazione e all'istituzionalizzazione. Lunghi, calorosi applausi, tributatigli dai presenti, soprattutto quando ha auspicato una Chiesa meno mondana e un cattolicesimo alla madre Teresa di Calcutta, lo hanno accompagnato nella strada che lo ha portato di nuovo lontano dalla sua amata patria, con un bagaglio pieno di ricordi. E i media sembrano averne preso atto: smentita ad ogni livello la voce, rimbalzata dall'Italia, di possibili dimissioni, giornali e televisioni in una sorta di crescendo hanno dovuto prendere atto di come Benedetto XVI cos era accaduto in precedenti circostanze, soprattutto in Gran Bretagna abbia concluso per l'ennesima volta un viaggio, che alla vigilia si preannunciava irto di difficolt, con uno straordinario successo personale.

[A Sua Eccellenza Sig. Christian Wulff Presidente della Repubblica Federale di Germania Berlino Durante il mio volo di ritorno da Lahr a Roma i miei pensieri tornano alle stazioni della visita nella mia patria Germania. Ricordando i bei giorni esprimo a Lei, illustre Signor Presidente Federale, nonch a tutti i cittadini la mia sincera gratitudine per la cordiale accoglienza. Volentieri accompagno Lei e tutte le persone nella Repubblica Federale di Germania con la mia preghiera ed invoco su tutti Voi labbondante Benedizione di Dio. BENEDETTO
XVI]

A Sua Eccellenza On. Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica Italiana Palazzo del Quirinale 00187 Roma Al rientro dal Viaggio Apostolico in Germania e mentre sorvolo il territorio italiano, invio a Lei, Signor Presidente, e alla cara Italia il mio cordiale e rispettoso saluto unito ad una speciale benedizione affinch lamato popolo italiano sia animato dal vivo desiderio di realizzare una societ sempre pi giusta e solidale. BENEDICTUS
PP XVI

Ihrer Exzellenz Frau Micheline Calmy-Rey Bundesprsidentin der Schweizerischen Eidgenossenschaft Bern Der Rckflug von meiner Apostolischen Reise nach Deutschland fhrt mich ber das Hoheitsgebiet der Schweizerischen Eidgenossenschaft und gibt mir die Gelegenheit Sie, sehr verehrte Frau Bundesprsidentin, sowie alle Brgerinnen und Brger der Schweiz zu grssen. Gott der Herr schenke Ihnen und allen Menschen in Ihrem geschtzten Land Frieden und Wohlergehen.

Al telegramma il presidente Napolitano ha risposto esprimendo al Pontefice gratitudine per la sua fervida opera e rivolgendogli un affettuoso pensiero. Il capo dello Stato afferma, tra laltro, che nei messaggi di singolare ricchezza e profondit che hanno caratterizzato la sua missione in terra tedesca ho colto insegnamenti ai quali mi sento particolarmente vicino, sulla politica come impegno per la giustizia e sulla nascita del patrimonio culturale dellEuropa. Il presidente aggiunge che nel nobile auspicio di un sempre pi intenso rinnovamento etico del nostro paese che ella ha inteso esprimermi riconosco quellaffetto per lItalia che ha sempre caratterizzato il suo magistero. Ne sono profondamente toccato. E conclude: Santit al rientro dal suo viaggio apostolico in Germania desidero rivolgerle il pi cordiale bentornato.

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LOSSERVATORE ROMANO
Il discorso di congedo allaeroporto di Lahr in traduzione italiana

luned-marted 26-27 settembre 2011

Nel saluto del presidente federale Wulff

Fiducioso per il futuro della Chiesa


Pubblichiamo una nostra traduzione italiana del discorso pronunciato dal Pontefice domenica sera, 25 settembre, durante la cerimonia di congedo allaeroporto di Lahr, nei pressi di Friburgo. Illustre e caro Signor Presidente Federale, Distinti Rappresentanti del Governo Federale, del Land Baden Wrttemberg e dei Comuni, Cari Confratelli nellEpiscopato, Gentili Signore e Signori! Prima di lasciare la Germania, mi preme ringraziare per i giorni trascorsi, cos commoventi e ricchi di avvenimenti, nella nostra patria. La mia gratitudine va a Lei, Signor Presidente Federale Wulff, che, a Berlino, mi ha accolto in nome del popolo tedesco ed ora, al momento del congedo, mi ha onorato di nuovo con le sue cortesi parole. Ringrazio i Rappresentanti del Governo Federale e dei Governi dei Lnder che sono venuti alla cerimonia di congedo. Un grazie di cuore allArcivescovo di Friburgo Mons. Zollitsch, che mi ha accompagnato durante tutto il viaggio. Volentieri estendo i miei ringraziamenti anche allArcivescovo di Berlino Mons. Woelki, e al Vescovo di Erfurt Mons. Wanke, che mi hanno altrettanto mostrato la loro ospitalit, nonch allintero Episcopato tedesco. Infine, rivolgo un ringraziamento particolare a quanti hanno preparato, dietro le quinte, questi quattro giorni, assicurando il loro svolgimento, senza intoppi: alle istituzioni comunali, alle forze dellordine, ai servizi sanitari, ai responsabili dei trasporti pubblici nonch ai numerosi volontari. Ringrazio tutti per queste splendide giornate, per i tanti incontri personali e per gli innumerevoli segni di attenzione e di affetto mostratimi. Nella capitale federale Berlino ho avuto loccasione particolare di parlare davanti ai parlamentari al Deutscher Bundestag ed esporre loro alcune riflessioni sui fondamenti intellettuali dello stato di diritto. Volentieri ripenso anche ai colloqui fruttuosi con il Presidente Federale e la Signora Cancelliere sulla situazione attuale del popolo tedesco e della comunit internazionale. Mi ha particolarmente toccato laccoglienza cordiale e lentusiasmo di cos tante persone a Berlino. Nel Paese della Riforma, lecumene ha costituto naturalmente uno dei punti centrali del viaggio. Qui vorrei rilevare lincontro con i rappresentanti della Chiesa Evangelica in Germania nel gi Convento agostiniano a Erfurt. Sono profondamente grato per lo scambio fraterno e la preghiera comune. Molto particolare stato anche lincontro con i cristiani ortodossi e ortodossi orientali, come pure con gli ebrei e i musulmani. Ovviamente, questa visita era rivolta in particolare ai cattolici a Berlino, a Erfurt, nellEichsfeld e a Friburgo. Ricordo con piacere le celebrazioni liturgiche comuni, la gioia, lascoltare insieme la Parola di Dio e il pregare e il cantare uniti soprattutto anche nelle parti del Paese in cui si tentato per decenni di rimuovere la religione dalla vita delle persone. Questo mi rende fiducioso per il futuro della Chiesa in Germania e del cristianesimo in Germania. Come gi durante le visite precedenti, si potuto sperimentare quante persone qui testimoniano la propria fede e rendono presente la sua forza trasformante nel mondo di oggi. Non da ultimo, sono stato molto lieto, dopo limpressionante Giornata Mondiale della Giovent a Madrid, di stare anche a Friburgo, di nuovo insieme con tanti giovani, ieri, alla veglia della giovent. Deside-

Grazie al Papa che sa ascoltare col cuore


Un grazie per la visita e per lo stile con cui lha vissuta: cos ha salutato il Papa il presidente federale, Christian Wulff, nella cerimonia di congedo. Con la sua visita in Germania ha fatto un dono a tante persone. Tutti noi alla radio o davanti al televisore o personalmente abbiamo vissuto con lei momenti emozionanti, indimenticabili. Penso alla commovente messa nello stadio olimpico di Berlino, penso agli intensi vespri nellEichsfeld: migliaia di fedeli hanno percorso strade lunghissime per raggiungere la spianata. E la preghiera comune, con credenti che nei decenni delle dittature hanno tenuto alta la loro fede e la loro coesione e in tal modo si sono opposti a due regimi dellingiustizia atei, stata un importante ringraziamento e un commovente riconoscimento. Penso alle sue parole riflessive al Bundestag. Ci ha mostrato che il diritto e il giusto si alimentano da sorgenti che non sottostanno solo a ci che fattibile umanamente. E lei ha detto: le persone desiderano sempre un vento nuovo. Il cuore sede della vita e dellamore. caratteristico del cuore essere sempre in movimento. E penso alla sua visita nel convento agostiniano a Erfurt, luogo tanto importante per la formazione di Martin Lutero. Lavere, in tal modo, reso omaggio anche alla sua opera stato un segnale importante per i cristiani evangelici. Inoltre c anche quello che lei, Santit, ha appena detto nella Konzerthaus di Friburgo: tutti i cristiani sono Chiesa e ognuno pu portare un cambiamento. Attendo, quindi, con interesse il prossimo Katholikentag in Germania, che avr come tema Osare una nuova partenza. Penso allincontro con i giovani, qui a Friburgo, e lincoraggiamento a tutti ad accettare lamore del prossimo come missione. Con questo viaggio ha detto Wulff al Papa lei ha preso su di s una grande fatica, per incontrare le persone e ascoltarle. Ha cercato il dialogo con i rappresentanti degli ebrei, dei musulmani e dei cristiani ortodossi in Germania. Lunit dei cristiani e il dialogo delle religioni, linsieme della religione e della societ, la contemplazione delluomo e della storia nella loro interezza: sono tutti argomenti che le stanno particolarmente a cuore. E siamo daccordo su quanto sia importante, nel dialogo interreligioso e interculturale, ascoltarsi reciprocamente, conoscersi meglio ed essere solidali. Nel suo viaggio ha dato molti segnali, ha trasmesso orientamenti e parametri che non sono comodi, ma che fanno riflettere tutti noi, cattolici e altri cristiani, come pure i non cristiani. Nel discorso al Bundestag ha aggiunto ci ha augurato un cuore capace di ascoltare, ma anche lei venuto da noi con un cuore che ha ascoltato. Lei ha risposto alla ricerca e alle domande delle persone e ha costruito ponti. Con il suo viaggio ha suscitato speranza. Ci auguriamo che lei prosegua questo cammino con coraggio, che aiuti a unire ci che diviso, che contribuisca a far s che la Chiesa continui a essere vicina alla gente e che porti avanti nel cuore, con la voce, nei fatti e nella vita le domande che le sono state poste in questi giorni. Tutti noi conosciamo la potenza di Dio che, in ogni tempo, continua a sorprendere. La sua visita in Germania ha suscitato lentusiasmo di tante persone e le ha spronate a continuare o avviare il dialogo sulle questioni importanti. Si augurato che le impressioni che porter con s possano rimanere a lungo vive nella sua memoria e la spingano a visitare di nuovo la sua patria, magari anche in privato, se solo ci possibile e fattibile. Noi faremo di tutto per renderlo possibile. Il presidente ha anche ringraziato tutti coloro che hanno collaborato per rendere la visita un successo.

ro incoraggiare la Chiesa in Germania a proseguire con forza e fiducia il cammino della fede, che fa ritornare le persone alle radici, al nucleo essenziale della Buona Novella di Cristo. Ci saranno comunit piccole di credenti e gi esistono che con il proprio entusiasmo diffondono raggi di luce nella societ pluralistica, rendendo altri curiosi di cercare la luce che d vita in abbondanza. Non vi niente di pi bello che conoscere Lui e comunicare agli altri lamicizia con lui (Omelia per linizio solenne del Ministero petrino, 24 aprile 2005). Da questa esperienza cresce infine la certezza: Dove

c Dio, l c futuro. Dove Dio presente, l c speranza e l si aprono prospettive nuove e spesso insospettate che vanno oltre loggi e le cose effimere. In questo senso accompagno, nei pensieri e nelle preghiere, il cammino della Chiesa in Germania. Colmo di esperienze e ricordi, fortemente impressi, di questi giorni nella mia patria, ritorno ora a Roma. Con lassicurazione delle mie preghiere per tutti voi e per un futuro buono per il nostro Paese in pace e libert, mi congedo con un cordiale Vergelts Gott [Dio ve ne renda merito]. Dio vi benedica tutti!