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ALMA MATER STUDIORUM-UNIVERSITA' DI BOLOGNA SEDE DI CESENA FACOLTA' DI ARCHITETTURA "ALDO ROSSI" CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA CICLO UNICO

IN ARCHITETTURA

Edoardo Persico e il viaggio.


Le case di un uomo libero.

Studente Francesca Basile

Relatori Giovanni Leoni Sergio Polano Annalisa Trentin

Sessione I Anno Accademico 2008-2009

Edoardo Persico e il viaggio. Le case di un uomo libero

L'Italia del nuovo secolo vive tra molteplici contraddizioni. Emarginazion speranza di riscatto. Dai portici di Genova e Napoli, su carrette pericolo mondo. la crisi, iniziata da tempo, nei confronti dello studio canonic cagionevole salute.

I. Edoardo Persico e il viaggio

il fermo terminato. E' libero di agire, nei limiti deg ad attenderlo quattro mura grigie, a volte ap di fuga, una soluzione nuova al male della v

La casa era gi, per Persico, un lu

II.1 Napoli 1900-1926

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II. Le case

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Premessa Allinizio del 1900 le


quinte si aprono su una scena di pensamenti radicali, di slanci generosi e utopistici, di ricerche spregiudicate, in cui si riflettono le inquietudini e le impazienze della societ occidentale, che la crisi del liberismo, soprattutto in Europa, la crescita industriale e le tensioni imperialistiche serpeggianti fra le grandi potenze acuiscono fino allesasperazione. I problemi che il secolo precedente lascia si presentano con rinnovata forza, da quello sociale, che lespansione del movimento socialista imponeva

come primario, a quello della spartizione delle colonie e dei mercati internazionali; e ben presto tutti si sarebbero riversati nel bollente crogiuolo della prima guerra mondiale e della Rivoluzione russa. Ein questo clima che larte e la letteratura vedono fiorire le cosiddette avanguardie del Novecento, gruppi, correnti, tendenze e movimenti che si accavallano nel primo ventennio del secolo, imponendo con una urgenza fino ad allora ignota il ruolo dellartista e dellarte nella cultura e nella societ.

Introduzione Alla mente di Edoardo


Persico sono stati associati viaggi in terre solo nominate con deferenza dai suoi colleghi: Francia, Russia, America. Egli non cerc mai di smentire le voci, rafforzato da una passione smisurata per lo studio di lingue e terre straniere. I suoi racconti riuscivano a trasportare anche gli ascoltatori, insieme a lui, sulle rive della Senna, o dellHudson, costeggiando le pi degne architetture di quello e di dieci secoli prima, lontani dalla realt di Napoli, Torino, Milano, dove i soldi non bastavano per il pranzo. Ma dai

1.4 Il Baretti, in esilio

1.3 Delitto e castigo

1.2 Sulla soglia

1.1 La culla

ne e miseria connotano la societ italiana. L'emigrazione resta ancora l'unica ose e maleodoranti, si parte per l'America, la terra del sogno, del nuovo

co ed obbligato, porta Persico a entrare nel corpo militare, nonostante la

gli stravolgimenti mondiali e delle intenzioni del padre su di lui. perte da piccoli squarci di luce, attraverso i quali intravedeva una nuova via vita, la schiavit.

uogo senza luce.


2.2 Un uomo di buona volont

II.2 Torino 1927-1929

II.3 Milano 1930-1936

3.2 Profeta d'architettura 3.3 Punto ed a capo

3.1 Asse di un triangolo

2.3 La ricerca dell'oro

2.4 Pittore tra pittori

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viaggi doveva fare ritorno; ad attenderlo quattro mura grigie, a volte aperte da piccoli squarci di luce, attraverso i quali intravedeva una nuova via di fuga, una soluzione nuova al male della vita, la schiavit. ruolo al quale era inetta, un giovane di ventanni, educato nellambito di una tradizione cattolica e monarchica a cui, confortato dalla parallela azione francese, ancora si appigliava un certo pensiero aristocratico italiano, dal Piemonte alla Sicilia, dove mai poteva guardare, se, forte di unintima, incoercibile libert, avvertiva linsufficienza di tale contorno, e di tale precettista, per lanima aperta e curiosa, per lanima assetata di verit.

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Fondatore della rivista I Cattolici in una faticosa gavetta Negli anni intorno al 20
in cui la crisi di un risorgimento incompiuto e deviato, non risolta dalla guerra, si riacutizzava nei conati reazionari di una timida borghesia, perennemente accanita a pretendere per s un

IV. Bibliografia

III. I progetti

2.1 Una luce

3.4 Le case

I. Edoardo Persico e il viaggio

Premessa
LItalia del nuovo secolo vive tra molteplici contraddizioni. Emarginazione e miseria connotano la societ italiana. Lemigrazione resta ancora lunica speranza di riscatto. Dai porti di Genova e Napoli, su carrette pericolose e maleodoranti, si parte per lAmerica, la terra del sogno, del nuovo mondo.
Nel solo 1900 emigrano pi di 350.000 italiani. Molti di essi trovano fortuna in America. LItalia di inizio Novecento un paese prevalentemente agricolo, che comincia a beneficiare dellaccelerazione industriale. Le famiglie censite nel 1901 sono 7.145.000; di esse il 50% sono contadine. La povert e lindigenza continuano ad essere un possibile focolaio di rivolte, specialmente al sud. Anche listruzione difetta: oltre il 42,5% dei maschi italiani totalmente analfabeta. La base culturale, sociale e politica della vita italiana la famiglia borghese. Essa si raccoglie intorno alle donne di casa e si caratterizza per linvadente moralismo di importazione inglese. Nella struttura familiare la donna responsabile dellandamento domestico. Luomo, invece, si preoccupa essenzialmente del lavoro e delle attivit esterne. Nei salotti, regno delleffimero e della frivolezza, non si contano i candelabri di bronzo dorato, i tappeti e gli amorini, le specchiere, i grandi ritratti a olio. E, intanto, laltra faccia della famiglia italiana quella segnata dalle lacrime, dai servizi di assistenza, dalla confusione dei refettori e dei dormitori pubblici. Molti sono i nuclei familiari che si raccolgono intorno al soccorso offerto dalle parrocchie e dalle varie confraternite. Nellarco di dieci anni il Realismo europeo d alcuni tra i suoi segnali pi illuminanti; ma contemporaneamente monta una vigorosa reazione nei confronti della concezione materialistica del mondo espressa dalla cultura positivista, alla quale si contrappone sempre pi il gusto della perfezione formale, lostinato rifiuto dellintellettuale ai miti della societ di massa, la sua tendenza a chiudersi nellinaccessibile torre davorio di unarte apprezzata da pochi, una sensibilit curata fino alla malattia. Questo atteggiamento contribuisce a creare, fra il 1880 e il 1890, latmosfera generale entro cui si svilupp la vasta corrente del Decadentismo europeo, che fu fenomeno per lo pi letterario, ma interess per vari aspetti anche le altre espressioni artistiche. La corrente decadentista vera e propria viene superata poi, verso il 1890, dal movimento simbolista, ma i confini fra le due tendenze rimangono vaghi. Inoltre, Decadentismo e Simbolismo avanzano fino ad estendersi al XX secolo e racchiudono nella loro formula personalit e tendenze disparate. Del resto la supremazia della soggettivit, del sogno, dellirrazionale, dellistintivo o del morboso, che decadenti e simbolisti reclamano nei confronti della piatta razionalit del Positivismo, non un fatto esclusivamente artistico. In campo filosofico e nei settori scientifici pi avanzati matura una diversa coscienza dei problemi, nella quale il malessere degli artisti avrebbe trovato conferme e stimoli intellettuali pi rigorosi. La filosofia europea di questi anni punta ad una rivalutazione dellirrazionale, della volont, inclina verso forme di Neoidealismo, elabora teorie dellazione e genera la scuola storicista. 7

Negli ultimi anni del IXX secolo, Nietzsche pubblica le sue opere maggiori (Umano troppo umano, 1880; La gaia scienza, 1882; Cos parl Zarathustra, 1884; Al di l del bene e del male, 1885): Henri Bergson d alle stampe lEssai sur les donnes immdiates de la conscience(1889); Sigmund Freud pubblica Linterpretazione dei sogni (1889). Inizia il Novecento. Le certezze su cui tutta la precedente cultura si fondava vacillano o si dimostrano illusorie: il senso del vitalismo, la funzione dellinconscio e della vita onirica, il nuovo concetto di tempo e di storia legato alla processualit del divenire, mettono in crisi il modello di razionalit ottocentesco, aprendo la cultura europea a una visione delle cose pi articolata e problematica. La stessa riflessione scientifica, del resto, superava, con gli studi di Planck ed Einstein i vecchi dogmi del meccanicismo, introducendo il concetto di relativit e ponendo in discussione i presupposti stessi della logica scientifica. Allinizio del 1900 le quinte si aprono su una scena di pensamenti radicali, di slanci generosi e utopistici, di ricerche spregiudicate, in cui si riflettono le inquietudini e le impazienze della societ occidentale, che la crisi del liberismo, soprattutto in Europa, la crescita industriale e le tensioni imperialistiche serpeggianti fra le grandi potenze acuiscono fino allesasperazione. I problemi che il secolo precedente lascia si presentano con rinnovata forza, da quello sociale, che lespansione del movimento socialista imponeva come primario, a quello della spartizione delle colonie e dei mercati internazionali; e ben presto tutti si sarebbero riversati nel bollente crogiuolo della prima guerra mondiale e della Rivoluzione russa. Ein questo clima che larte e la letteratura vedono fiorire le cosiddette avanguardie del Novecento, gruppi, correnti, tendenze e movimenti che si accavallano nel primo ventennio del secolo, imponendo con una urgenza fino ad allora ignota il ruolo dellartista e dellarte nella cultura e nella societ.

Il 9 gennaio 1900 nasce Edoardo Persico. Primo figlio della famiglia, mamma insegnante, pap notaio, sottoposto ad attenzioni e aspettative forse eccessive per liberare la propria fantasia. Nellautunno del 1909 gi iscritto al Regio Ginnasio Giuseppe Garibaldi. La salute incostante non permette a Edoardo di diplomarsi nellanno sperato: cambier diversi istituti, com stato dimostrato dalla ricerca nellarchivio della citt. Il diploma arriver solo dopo nove anni al Regio Liceo Vittorio Emanuele, subito dopo liscrizione, probabilmente forzata dal padre, a Giurisprudenza. Il primo esame viene superato col minimo solo a diciannove anni: la crisi, iniziata da tempo, nei confronti dello studio canonico ed obbligato, porta Persico a entrare nel corpo militare, nonostante la cagionevole salute.

la crisi, iniziata da tempo, nei confronti dello studio canonico ed obbligato, porta Persico a entrare nel corpo militare, nonostante la cagionevole
Dal primo di agosto 1914 ha inizio la Prima Guerra Mondiale. Alla politica espansionistica degli Imperi centrali, Germania e Austria-Ungheria, si contrappone la difesa degli interessi strategici delle potenze dellIntesa. LItalia, legata alla Triplice Alleanza con gli Imperi centrali da un patto solo difensivo, rimane neutrale fino al 1915, quando, sullonda dellirredentismo, si schiera al fianco dellIntesa; due anni dopo, al ritiro della Russia, sconvolta dalla Rivoluzione, corrisponde lentrata in guerra degli Stati Uniti.

Il conflitto ottiene come risultato complessivamente otto milioni di morti, un numero impressionante di feriti ed invalidi, distruzione e povert. Le conquiste territoriali sono minime, il volto dellEuropa ormai irriconoscibile. Durante la Guerra e per la Guerra si dispongono tutti i mezzi che la tecnologia moderna mette a disposizione; ma il peso maggiore di quegli anni sostenuto dalle fanterie, consumate in una battaglia di posizione che paga con migliaia di morti ogni metro di terreno conquistato o perduto. Cos, anche gli entusiasmi e le desolazioni che sempre caratterizzano ogni dopoguerra risultano in certi modi diversi dai precedenti. Alla scomparsa dellImpero austro-ungarico e al crollo delleconomia tedesca corrispondono infatti gli enormi problemi finanziari che i paesi vincitori devono affrontare, con i vertiginosi debiti di guerra contratti con le banche statunitensi e i difficili problemi della riconversione dellindustria bellica in industria di pace. n tutta lEuropa i reduci premono per trovare un lavoro che li riporti alla normalit; al tasso di disoccupazione, dovunque altissimo, corrisponde uninflazione che in Germania raggiunge punte assurde, e fulminei arricchimenti a favore di chi nella guerra aveva trovato una non sempre lecita fonte di enormi guadagni. In Italia, dove lo sforzo bellico aveva dato impulso allindustria, senza per risolvere le carenze strutturali del sistema produttivo, la crisi del dopoguerra si trasforma in crisi politica acuta, dalla quale emerge, sullonda di un nazionalismo tradito dalla Conferenza per la pace di Versailles e di conflitti sociali ormai insanabili, il colpo di Stato fascista del 1922, attuato con la complicit della monarchia sabauda e lappoggio dei grandi gruppi industriali e finanziari. Il fascismo cala sulla nazione come tentativo di governare con metodi dittatoriali e antiquati una crisi moderna, fatta di intricati nodi economici ed esasperata dai conflitti di classe che lemergente carattere di massa della societ pone ormai con urgenza. A nulla vale unopposizione divisa fra i tradizionali gruppi del liberalismo italiano e i partiti della sinistra, in contrasto anchessi, del resto, dopo la scissione del 1921 che fa uscire dal PSI il gruppo comunista di Gramsci.

il fermo terminato. libero di agire, nei limiti degli stravolgimenti mondiali e delle intenzioni del padre su di lui.
In questi anni Persico ritorna in patria dalla Jugoslavia: il fermo terminato. libero di agire, nei limiti degli stravolgimenti mondiali e delle intenzioni del padre su di lui. Gli eventi si dimostrano favorevoli: vive per conto suo, si mantiene grazie ad un lavoro alla Biblioteca Nazionale ed alle sovvenzioni familiari e inizia a sognare la fuga. Scrive High Flame, edito a Londra nel 1919 per Arts Editions, e Jardins dautomne, 1921, per la casa editrice Shneiderberg, di Berne. I due romanzi vengono esauriti in poche settimane, dando adito a Persico di speranze di evasione.
Problemi di crisi e ristrutturazione capitalistica si presentano, in forme diverse, in tutti i paesi. La Francia e lInghilterra, uscite stremate dalla guerra, devono fronteggiare conflitti di classe altrettanto gravi, in parte scaricandoli sul loro impero coloniale e in parte rispondendo alla conflittualit sindacale, sempre pi accesa, con atteggiamenti autoritari.

Da questi episodi si sprigiona la carica critica di Edoardo Persico, dal febbraio 1924, mese di inizio della collaborazione epistolare con i giornali di opposizione di Piero Gobetti. Il primo scritto politico, pubblicato il 16 dicembre 1924 su La Rivoluzione Liberale, intitolato Lettera dalla Spagna, contiene, gi nel titolo, unaspirazione allesilio in Spagna non and mai ed una dichiarazione dintenti: la scelta del giornale non proveniva da coincidenze od occasioni fortuite, ma era stata pianificata per almeno un anno da corrispondenza cartacea col direttore. Persico desidera non solo un lavoro come reporter da Napoli, ma un posto di lavoro a Torino, nella stessa citt del coetaneo, ai suoi occhi gi realizzato e combattivo. Sorretto da formali complimenti, tradotti in promesse di successo, nel 1925 Persico lascia Giurisprudenza, la Biblioteca Nazionale e la famiglia, diretto a Torino.

aspirazione all'esilio

lascia Giurisprudenza, la Biblioteca Nazionale e la famiglia

Nel viaggio obbligatoria una sosta nei pressi di Roma, a casa dellamico Carlo Curcio: un punto dappoggio per quegli scritti sporadici di teatro ed arte, come La messinscena, settembre 1925 o Craig, novembre 1925, entrambi pubblicati su Il Baretti. In quellanno, purtroppo, la pubblicazione dei giornali di Piero Gobetti viene interrotta dalla censura fascista, e il direttore costretto allesilio, in Francia, dove si ammaler e spegner due anni pi tardi. Persico viene a conoscenza della notizia solo una volta giunto a Torino. Ormai, nella citt dellindustria, con la moglie, Cesira Oreste, sposata da pochi mesi, con la quale divide una soffitta senza luce n acqua.

Si fanno di carta i soldi per il pane

La Bagnante di Valpincon, Auguste Ingres, 1879, Parigi, Louvre; Odalisca, Luigi Spazzapan, 1930, Milano, Civico Gabinetto dei Disegni.

Decide comunque di affidarsi alla propria penna, ma, eccetto qualche scarno intervento su riviste specialistiche, come larticolo Fiat: operai, pubblicato su Motor Italia nel dicembre del 1927, tale attivit non pu mantenerlo. Diventa indispensabile il lavoro alla Fiat: lavaggio dei pavimenti dalle cinque del mattino alle sette di sera. Si fanno di carta i soldi per il pane, per il caff al Caf Diley, in Piazza Vittorio Emanuele, e per il sogno di una casa editrice che porti il nome di Edoardo Persico. La Libreria Edoardo Persico, in effetti, viene aperta il 14 dicembre del 1928, e chiusa dopo due mesi per mancanza di fondi. Sotto lala di Alberto Sartoris, nello studio dello scrittore, in Corso Vinzaglio 24, a Torino, Persico viene assorbito da pittura ed architettura, fino ad ora relegate ad interessi secondari rispetto alla letteratura e alla politica. Entra nel circolo degli intellettuali di Corso Cavour, distinguendosi, da subito per nitidezza di pensiero, serenit dei modi e originalit delle posizioni ideologiche. Viene presto assunto dal gruppo dei Sei pittori di Torino come grafico ufficiale e giornalista in trasferta per le loro mostre. Il gruppo si propone come sostenitore e diretta conseguenza delle tendenze pittoriche francesi dellOttocento ed inizio Novecento. I cataloghi delle mostre associano alla poesia de La bagnante di Valpincon di Ingres, 1808, al Dorso nudo di Chessa, 1932, la natura morta e sospesa di Carlo Levi nel Paesaggio di frutta, 1930, alle impressioni cubiste di Cezanne tra i suoi monti alla fine del IXX secolo. Con lultima esposizione pubblica del gruppo unito si sfalder in seguito allabbandono di Persico il, cosiddetto, pittore si trasferisce a Milano per dirigere la Galleria darte Il Milione, marzo 1929.

I cataloghi delle mostre associano

alla poesia

la natura

sospesa

; Dorso nudo, Gigi Chessa, 1926, Collezione privata.

Le violon d'Ingres, Man Ray, 1924, Los Angeles, Paul Getty Museum.

24 ottobre 1929. La borsa di New York crolla. Il gioved nero trascina tutto il mondo in una depressione economica senza precedenti. Leuforia del facile arricchimento che, soprattutto negli Stati Uniti, aveva prodotto un aumento artificioso del valore dei titoli industriali, e che aveva dato vita al mito dei ruggenti anni Venti, cede il posto alla sfiducia ed alla povert. Il 1930 si apre allinsegna dellincertezza e del pessimismo.

Per Persico il 1930 anno di svolta. Le abitudini di vita il cappotto marrone, la cravatta e la camicia, a contrastare con le spoglie pareti di casa, letto-scrivaniafinestra in Via XXII Marzo- restano le stesse. Le reazioni dei colleghi di vita cambiano.

casa, letto-scrivania-finestra

Nel 1933 due eventi imprimono al corso della storia un andamento decisivo: la vittoria dei nazionalsocialisti di Hitler alle elezioni politiche tedesche e lascesa di Franklin Delano Roosevelt alla presidenza degli Stati Uniti dAmerica. Contemporaneamente, ai confini orientali dellEuropa, lenorme sforzo dellURSS per accelerare il processo di industrializzazione e far superare al paese il livello di degenerazione del sistema sovietico in regime totalitario. Sono questi gli anni pi drammatici di tutto il ventennio. Sono questi i mesi che precedono lo svelamento dellorrore: intercettazioni, perquisizioni, intimidazioni, minacce, sequestri, violenze. La morsa del totalitarismo stringe ormai lEuropa, con la proliferazione di regimi di stampo fascista, in Ungheria, Polonia, Jugoslavia, Bulgaria, Grecia. Nel frattempo la Spagna proclama la repubblica, sullonda di un forte movimento popolare; di l a poco la sua guerra civile, scatenata dai rivoltosi del generale Franco, avrebbe visto il coinvolgimento diretto o indiretto di molti paesi, a cominciare dallItalia fascista, che con la conquista dellEtiopia, aveva proclamato lImpero, e della Germania nazista.

Forme uniche della continuit nello spazio, Lavorare e combattere. Per la patria, p

La spinta al rinnovamento delle forme saldamente integrate del razionalismo ottocentesco assume toni pi precisi, pur senza trovare una visione unitaria che ne rendesse omogenei gli sviluppi. Anzi, da questo momento che la teoria filosofica rinuncia a darsi un assetto sistematico, tentando, con la crescente attenzione ai problemi del linguaggio e delle relazioni logiche che strutturano il pensiero, di cercare le basi fondanti di una conoscenza non assoluta, ma intimamente rigorosa del mondo; in maniera apparentemente opposta, cercano di sottrarsi, attraverso il recupero dellesistenza individuale contemplata con lucido disincanto, allannullamento della specificit del singolo nellanonima massa. Entrambe le tendenze si traducono, in arte ed in architettura, nelle avanguardie. Le vedette, usate nel passato per assicurarsi un discreto vantaggio dai nemici che provenivano dal fronte, nel Novecento prendono parola, impongono il proprio gusto, modellano ideali di libert nel bronzo, per fuggire da un nemico invadente che li attacca alle spalle: il passato. La rivoluzione auspicata dagli artisti in questo momento un acceso dibattito contro un male figurato.

La tortura della parola esercitata dal movimento fascista ancora


Persico diventa co-redattore di Casabella assieme a Pagano nel 1930. I suoi accenti polemici trascinano in fretta la rivista alla fama mondiale. La grafica, curata al millimetro, gli articoli impegnati, larredamento dinterni e la pubblicit si armonizzano a creare unopera darte completa, nella quale i Chiaristi possono trovare lo stesso spazio di Le Corbusier e gli espressionisti una copertina attenta quanto quella dei razionalisti. Gli interventi firmati da Persico negli ultimi anni di lavoro guardano avanti, alla sua maniera, gli artisti chiamati modernisti.

considerata un fastidio sopportabile e, soprattutto, facile da eludere: basta una critica allarchitettura o allarchitetto fascista dalle pagine di Casabella o di Domus.

Umberto Boccioni, 1913, New York, Moma; per la vittoria, manifesto fascista, 1936.

Il Manifesto futurista di Marinetti ha gi compiuto ventanni, ma, nonostante let, ancora quello pi assimilabile al pensiero del direttore di Casabella dal 1933. In SantElia, oggi si trova uno slancio positivo assente in Allestremo della modernit: Le Corbusier. Proprio nel momento in cui Persico accusato di internazionalismo e idealismo, dallo stesso compagno di avventure, Pagano, dimostra, invece, unobiettivit solidale ad entrambi i mondi: sia a quello europeo, accelerato e smisurato, sia a quello italiano, bloccato tra le righe dei manifesti fascisti e le linee dei dipinti puristi. Nemmeno le vicende politiche sembrano incarnare i principi della sua filosofia matura: iscritto al partito socialista a ventidue anni, e di una fede cattolica profonda, si trova ad allestire la Galleria Vittorio Emanuele a Milano, in occasione delle elezioni del partito dei fasci. I tubi Innocenti, da lui scelti, predisposti e dipinti, compongono un monumento aereo animato da altoparlanti e pannelli che espongono la gloria della guerra e del lavoro dei campi. Molti critici vedranno un tradimento di ideali; gli amici pi vicini lo definiranno poesia delluomo moderno: Giulia Veronesi in Tutte le Opere. 1923-1935, Comunit, Milano, 1964. Nella stessa raccolta si trova una testimonianza degli ultimi pensieri del poeta. Il 1934 lega lattivit di Persico ad un evento: la Mostra dellAeronautica, dove ha luogo e riceve i complimenti della critica europea la Sala delle Medaglie dOro, episodio architettonico e artistico di unintensit evocativa difficile da descrivere a parole per gli stessi giornalisti dellepoca. Gropius, che visita la sala il 16 di ottobre, scrive su una cartolina: Sono rimasto incantato di fronte alla Sua meravigliosa opera. Nel 1936, alla vigilia dellallestimento che lo intitoler architetto, il Salone dOnore alla VI Triennale, Persico gi arredatore dinterni a Napoli, per abitazioni, e a Milano, per due negozi della Parker, oggi perduti. Gennaio 1936. La Spagna conosce terremoti popolari che si amplieranno in guerra civile. Lalleanza Italia Germania si rafforza, pronta a sostenere la dittatura franchista contro ogni moto di ribellione. Il quattordicesimo anno fascista porta alla frontiera quella porzione darte che non si era ancora arresa e che vedeva alla linea di partenza una dittatura di pensiero che avrebbe messo in pericolo ogni mezzo di comunicazione, anche il pi intimo. Stretto alla propria onest morale, alla povert dei mezzi, che lo saldava ai pensieri pi autentici, e alla fantasia compositiva che lo tormentava e lo accompagnava dallinfanzia, Edoardo Persico cade nellultima imboscata fascista nella notte del 10 gennaio 1936, un giorno dopo aver compiuto i trentasei anni. Alla chiusura della redazione, si incammina verso casa, assieme ad Anna Maria Mazzucchelli e Giulia Veronesi. Pensando a voce alta, ricorda la vita a Torino, la sua prima tappa, di povert e rinascita. Gli amici si separano. Ultimo testimone il collega Marcello Nizzoli, col quale era solito fare le ore piccole sulla pianta di una casa o di un ufficio. I ricordi dellarchitetto ritraggono il volto di uomo livido e impolverato, appena battuto e confuso. Persico non entra nemmeno nello studio dellamico: lo guarda senza dire nulla e lo saluta. stanco. Torna a casa.

Introduzione
Alla mente di Edoardo Persico sono stati associati viaggi in terre solo nominate con deferenza dai suoi colleghi: Francia, Russia, America. Egli non cerc mai di smentire le voci, rafforzato da una passione smisurata per lo studio di lingue e terre straniere. I suoi racconti riuscivano a trasportare anche gli ascoltatori, insieme a lui, sulle rive della Senna, o dellHudson, costeggiando le pi degne architetture di quello e di dieci secoli prima, lontani dalla realt di Napoli, Torino, Milano, dove i soldi non bastavano per il pranzo. Ma dai viaggi doveva fare ritorno; ad attenderlo

quattro mura grigie, a volte aperte da piccoli squarci di luce, attraverso i quali intravedeva una nuova via di fuga, una soluzione nuova al male della vita, la schiavit.

Ecco, lidea di un viaggio: un percorso fatto di tappe, di memorie, di scritti. Le parole, di un secolo fa e di oggi, di Persico e di Pagano, di archivisti e scrittori mi hanno guidato in giro per lItalia, in questa collezione. La prima tappa affrontata Napoli: luogo di nascita, di maturazione, di insoddisfazione. Tra le piazze e le strade del centro cresciuto un ragazzo fragile nel fisico e incorruttibile nello spirito. Scuola primaria cattolica, nella quale ha iniziato a mettere radici una fede indiscussa e una incrollabile coscienza religiosa. Il tragitto verso casa era breve, un paio di isolati; poi, in studio, dal padre avvocato, a sperimentare la vita da patriarca. Il modello paterno rimane autoritario e pesante fino al Liceo, classico, ancora a pochi passi di distanza da una famiglia tanto, troppo, vicina. La carriera notarile lo aspetta inevitabilmente a diciotto anni, quando inizia il servizio militare. In questo periodo non si hanno notizie di lui, solo una data discrizione alla facolt di legge: 17 ottobre 1917. In due anni di studio e lavoro - era impiegato alla Libreria Nazionale - passa tre esami.

La spinta data dal padre alla vita autonoma, le sovvenzioni mensili passategli, non bastano a sanare una curiosit di vita che veniva tradita solo dalle ore interminabili di letture dogni genere proprio sul luogo di lavoro, oltre ogni straordinario, al lume di un banchetto consumato.
Al 1923 risalgono le testimonianze dei suoi primi veri e propri libri: due, uno in inglese ed uno in francese, dimostrazione che la fuga era stata preannunciata, che i titoli autobiografici racchiudevano molto pi che fantasie adolescenziali. The High Flame, la fiamma, il calore che porta alla grandezza, fu esaurito. Jardins dautomne, altro successo, proclam la sua figura come nuovo talento narrativo, senza considerare che, per Persico, la stagione letteraria stava quasi per terminare. Allarrivo dellinverno, infatti, il giovane autore dichiara di avere in tasca altri tre romanzi, dei quali non viene mai pubblicata nemmeno una pagina, ma che gridano le sue intenzioni nella vita, altre rispetto a quelle spergiurate ad editori di tutta Italia: La vita inquieta, Il Bugiardo, Il porto lontano. Il viaggio alle porte: pubblica La citt degli uomini doggi, un libricino intenso, nel quale chiara la passione per larte e la sua rinnovata spinta a conoscere e a far conoscere. Una sosta intermedia nella residenza di campagna del migliore amico napoletano lo porta alle nozze con Cesira Oreste, insegnante di chimica in un liceo di Pesaro.

La casa era gi, per Persico, un luogo senza luce.

Senza calcoli, ma, ancora una volta, mosso da ideali e sicurezza nella propria missione, si dirige nella citt della speranza. A Torino trova, invece, delusione e dura crescita: non abituato

a vivere del proprio mestiere e nutrito di aspettative rosee nei confronti della culla dello sviluppo industriale e culturale italiano, spera per i primi mesi di campare con articoli sporadici per le riviste pi disparate. Purtroppo, le referenze che portava ai quotidiani non erano diverse da quelle di una segretaria dellufficio assunzioni e Gobetti, costretto alla censura, non era pi in grado di garantirgli denaro e successo. Quando i debiti dal panettiere si fanno insostenibili, decide di piegarsi. Dal 1927 al 1929 svolge il mestiere di lustra pavimenti, assicurandosi un po di libert di pensiero, di respiro economico, ma, soprattutto, un altro paio danni di matrimonio. La vita di coppia nella soffitta senza acqua n elettricit, con un solo lucernaio di via Madama Cristina inizia, dalla fine del Ventennio, a separare ununione intellettuale che agli amici sembrava indistruttibile. A Curcio Persico si confida ammettendo crisi professionali e personali, alle quali Sira era costretta ad assistere e a porre rimedio. Non si conosce la data esatta della separazione, che, quasi sicuramente, non si traduce mai in divorzio. sicuro che dal dicembre del 1929 il pittore ricercato e impegnato al pari di Lionello Venturi, critico darte affermato, assieme al quale si occupa di creare unimmagine al gruppo dei Sei pittori di Torino, degna del migliore agente discografico odierno. Durante una di queste mostre viene notato dai fratelli Bardi, che lo invitano nella capitale lombarda alla direzione della galleria darte il Milione.

Milano , finalmente, la citt della creazione, delle possibilit e dei riconoscimenti.


Una maturit artistica che si estende a tutte le filosofie: grafica, critica, pittura, arredamento, architettura. Lamicizia e lo scontro ideologico

con Pagano, la collaborazione fianco a fianco con Nizzoli, le intrusioni in diversi progetti editoriali e le mostre, il suo vero campo di battaglia, il successo da redattore a Casabella. La serie

di eventi politici dellepoca e la salute malferma, che lo portano in ospedale pi volte durante gli ultimi anni di vita, rendono queste vittorie il climax di una vita consacrata allarte e alla conoscenza. Il viaggio un pretesto e una metafora per trattare di attitudine alla verit: la spinta pi profonda a fare dellarchitettura, larte meno immediata ma pi disponibile, uno strumento comunicativo al pari di un cartellone pubblicitario, ma con un livello diverso di complessit grafica e carico simbolico. Il percorso parallelo svolto tra la casa e il viaggio porta ad un medesimo risultato finale: scoprire luomo. Luomo che sta dietro agli scritti e luomo moderno che nascer da questi. Verranno esaminate le pi forti volont e le fievoli brezze della superficialit modaiola, fino ad arrivare alla dichiarazione di identit fra luomo e la propria dimora. La stracitata locuzione sostanza di cose sperate vale per ogni materia:

architettonica, scultorea, spirituale. Un solo motivo: non siamo altro che artefici di ci che siamo. Se la creazione mossa da una volont, la volont trova ragione nella speranza, e la speranza corpo nella materia.

Costruiremo sempre la nostra casa e fabbricheremo sempre le nostre speranze.


Sar pi semplice leggere tra il nero e il bianco di queste pagine e capire il significato delle bugie, della storia, della follia e della critica.

Alle recensioni dellepoca si intrecciano i miei commenti, forti di una ricerca e una condivisione di tempi ed intenti. I profili dei tubi Innocenti, utilizzati nelle sue opere, contribuiranno a tracciare il profilo delluomo, fino alla stanza pi riuscita, dove un corridoio fatto di steli e raggi conducono alla Vittoria di Fontana e spicca quasi il volo tanto agognato da Persico. Quel trionfo, quella vittoria, il viaggio che lo ha

portato a vivere con lancora delle tradizioni al piede e una mente virtuosa e sradicata dalla realt della corrente, dei muri, al di l delle apparenze.

Glossario

Gli oggetti della mia ricerca sono state le case nelle quali Persico ha passato la propria vita: in archivio per ritrovare i fabbricati e in viaggio per comprenderli nelle rispettive citt (Napoli, 1900-26; Torino, 1927-29; Milano, 1930-36). Per affondare tra le pagine delle sue critiche sono state indispensabili almeno tre letture di ogni pezzo, che fosse di critica dotta, un pamphlet giovanile, una lettera ad un amico. Le citazioni sono gli strumenti espressivi maggiormente utilizzati da Persico; nella trascrizione dei brani stato necessario adottare un sistema di note che non interferisse con la fruizione dello scritto e che, allo stesso tempo, fosse facilmente consultabile. Molte note contengono traduzioni, spiegazioni, o riferimenti ad eventi, cose e persone, cos da rendere pi vicino il pensiero dellautore, anche alla sola prima lettura. La tesi risulta oggi composta di cinque sezioni. Nellintroduzione sono contenute le motivazioni della scelta di questa persona. La seconda sezione si presenta divisa in capitoli: ogni capitolo una tappa del viaggio. Ogni tappa descrive le aspirazioni e le azioni, sogni e realt di Persico in un certo lasso temporale. Durante le analisi, due sono state le scoperte vincolanti questa impostazione: per prima, la riproposizione di certe costanti durante ogni soggiorno; per seconda, la variazione di interessi e passioni che contraddistinguono una permanenza dallaltra. Ogni citt ha conosciuto un volto di Persico, ferme restando le sue abitudini e necessit puramente umane. ancora da ventenne che confessa il bisogno di un modello diametralmente opposto a quello offertogli del padre. Quando ancora a Napoli, cerca una connessione con quella realt cos piccola; si interessa di politica locale, frequenta lo studio paterno e cerca di proseguire quella campagna informativa che Gobetti aveva iniziato a Torino. Presto, per, si sente soffocare: cerca di aprirsi, sfogarsi in un libro che non verr capito nella sua citt. Allora fugge, prima da amici, poi verso un altro modello di vita, una uova figura paterna. Il ciclo ricomincia: ricerca di modelli, elaborazione di unideologia, realizzazione in un campo artistico ed infine svolta per unaltra citt e una nuova arte. Da queste analisi nasce anche la divisione dei tre capitoli in paragrafi, quattro, che toccano tutte le mete del viaggio, senza, per, esaurire la curiosit del lettore o imporre una lettura univoca. A questo scopo gli scritti non sono stati stralciati ed una prima introduzione , scevra di giudizi, si contrappone alla lettura pi personale, sempre successiva al brano. Nella terza sezione sono presentate Le case, ovvero, le recensioni di ambienti pi o meno familiari da Persico scritte per quelle che furono le sue vere e proprie abitazioni: le redazioni di Casabella e Domus. Anche in questo caso, i commenti dellautore si limitano a seguito del brano, mentre le notizie, attuali o remote, riguardanti ledificio, sono raccolte subito dopo il titolo. Per meglio seguire il testo, la tesi si aiuta di immagini provenienti dagli archivi delle tre citt toccate, di scansioni, o di fotografie. Spesso le immagini risultano impaginate grazie alla tecnica brevettata da Persico su Casabella della pagina unita: due fogli a comporre una figura orizzontale, altrimenti sacrificata.

In alcuni casi, invece, sono state utilizzate immagini pi piccole, ridotte ad un terzo della pagina; unaltra regola del maestro grafico. La quarta sezione chiude la ricerca storica. Ripercorre tutto il viaggio per guidare il lettore alla conclusione. Infine troviamo il progetto di allestimento museale itinerante. Le strutture indipendenti, facilmente componibili, toccano le mete fondamentali del viaggio. La sezione si compone di una relazione progettuale, descrittiva della nascita ed evoluzione degli elementi espositivi, e di tavole in formato A3. Lo scopo presentare un confronto: le disponibilit reali (la casa) contro il sogno (il viaggio) di un individuo slegato dalle circostanze materiali e volto al futuro. La tesi una scommessa sulla validit del suo metodo progettuale, fatto di immersioni nella vita quotidiana alternate a momenti creativi in isolamento. Qualche parola sul lessico: omaggio inevitabile. I primi scritti rivelano una predisposizione allostentazione del sapere, come se il mestiere dello scrittore si associasse a quello del maestro. Seguono pezzi aperti, che non rivelavano il sottotesto. il caso de La citt degli uomini doggi, che presenta contaminazioni letterarie stratificate nel tempo e nello spazio, dalla Bibbia ad Ernest Hello, di interpretazione tuttaltro che immediata. In questi scritti frequente lutilizzo di una doppia anima scrivente, un colloquio interiore, a volte espresso, come nel Dialogo dellautore e di un lettore, a volte sublimato a cambi repentini di argomento o di stato emotivo, come nellarticolo Fiat: operai. Altro caso , poi, costituito dalle due conferenze, Profezia dellarchitettura e Punto e a capo per larchitettura, riportate per intero in modo da lasciare ininterrotto il filo comunicativo tra il lettore e lautore. Proprio perch poste al termine dellultima tappa, nel percorso di interpretazione e traduzione, risultano quasi prive di sottotesto. Le numerose citazioni presenti appartengono al mondo dellarchitettura. Il lessico passa da elementare a tecnico, ma non mai contorto. I riferimenti letterari o architettonici risultano familiari. La lettura immediata e non esistono significati reconditi, se non il solito spirito ironico di invettiva verso il male del secolo. Per facilitare la lettura della tesi opportuno introdurre letimologia che Persico attribuisce ad alcuni vocaboli ricorrenti. Il significato dei termini stato estratto dalla lettura dei testi compresi allinterno della raccolta Tutte le opere (1923-1935), edizioni Comunit, curata da Giulia Veronesi. ARCHITETTURA: non soltanto una rivoluzione artistica [] ma anche una trasformazione della vita []. Costruire una casa che interpreti liricamente i bisogni del nostro tempo. Una villa di Mendelsohn, Casabella, agosto 1932. pu anche essere arte di Stato, ma prima unaffermazione del cittadino e della sua personalit civile. In Italia bisogner dunque non tanto creare unaltra coscienza la coscienza architettonica ma diffondere talune idee della nuova architettura come altrettanti ideali di vita. Una villa di Elsaesser, Casabella, gennaio 1933.

CITTA: con i palazzi signorili e le abitazioni popolari, gli edifici pubblici e le costruzioni industriali [] che serviranno fra laltro a stabilire una specie di clima della citt nuova in Italia. Il vantaggio di questa insistente esplosione sar chiaro pi tardi, quando, tirando le somme, riusciremo a identificare la vera tendenza del rinnovamento edilizio italiano, in cui si riflette non solo un aspetto dellestetica, ma limportanza delle aspirazioni collettive. La citt che si rinnova, Casabella, gennaio 1931. COMMITTENTE: Due umoristi russi, Ilic Ilf ed Eugenio Petroff, si son fatti unintervista con se stessi, e alla domanda: Qual il vostro lettore preferito, hanno risposto: Il viaggiatore in tram. Crediamo che pochissimi architetti italiani abbiano per ideale di cliente il viaggiatore in tram; eppure a lui che i costruttori italiani debbono pensare, pi che a quello delle automobili e degli sleepings. Viaggiatori in tram: operai, impiegati, povera gente per la quale gli architetti italiani prepareranno le case popolari, gli alloggi minimum, i mobili combinabili. Ecco, veramente, un ideale moderno e non umoristico. Un ideale, Domus, settembre 1933. GUSTO: Chi limitasse il desiderio di un gusto nuovo esclusivamente alle forme architettoniche, senza curare laffermazione dello spirito nuovo in tutte le cose pi minute della vita quotidiana, mostrerebbe di non intendere le ragioni che animano un movimento estetico il quale si afferma ovunque giunga lopera delluomo. Il gusto moderno, come ogni altro, un fatto non soltanto della vita spirituale, ma della pratica e della tecnica.Lopera delluomo, Casabella, marzo 1932. STILE: non la mania dello standard o una semplice bizzarria davanguardia; ma lo specchio stesso del nostro tempo, rivolto ad un ordine estetico nuovo al quale tutti gli artisti e tutti i paesi contribuiscono egualmente. Una mostra internazionale della casa a Colonia, Casabella, gennaio 1932. STORIA: continua conversione dal vecchio al nuovo. Sintende: per gli architetti che hanno una viva coscienza dellarte. Una villa rinnovata. il secolo delle automobili, della seta artificiale, delle case razionali. La casa del duca, Casabella, 1931.

I. Le case

II.1 Napoli, 1900-1926 In lotta


Negli anni intorno al 20 in cui la crisi di un risorgimento incompiuto e deviato, non risolta dalla guerra, si riacutizzava nei conati reazionari di una timida borghesia, perennemente accanita a pretendere per s un ruolo al quale era inetta, un giovane di ventanni, educato nellambito di una tradizione cattolica e monarchica a cui, confortato dalla parallela azione francese, ancora si appigliava un certo pensiero aristocratico italiano, dal Piemonte alla Sicilia, dove mai poteva guardare, se, forte di unintima, incoercibile libert, avvertiva linsufficienza di tale contorno, e di tale precettista, per lanima aperta e curiosa, per lanima assetata di verit.
Neppure le lettere, fra DAnnunzio e Marinetti, poich Svevo era ignoto, ed era ignoto Campana, avevano dato gran che, oltre alla rivelazione degli stati danimo inquieti dei vociani. Restava la politica degli oppositori, di coloro che cercavano fuor dai confini lesempio o laiuto: da Gramsci a Gobetti. Allora quel giovane, che non si aggrega a nessun carro, che non pu essere inserito dentro a una corrente, a un movimento (neo-guelfismo, action francaise o un altro qualsiasi), neppure oggi, sente che lapertura altrove. E sembrando cercare luce per illuminare il proprio spirito, oggi vediamo comegli abbia in realt cercato per tutta la vita, dal suo risveglio ventenne fino alla morte, di poter soltanto liberare luce da s, la luce che dentro lo bruciava.

1.1

La culla, 1900-1923
A Napoli, Persico nasce, il 9 gennaio del 1900. Cresce nel cortile di casa, un palazzo in stile neoclassico di fine Settecento. La famiglia Persico, pap Giuseppe, avvocato, mamma Laura, insegnante, laureata in teologia, Edoardo, e Renato, fratello minore, occupavano il piano nobile dello stabile. Nella corte, ancora, i bambini a rincorrersi. Sullo scalone di destra la portinaia passa lo straccio e ricorda vividamente di quando, anche lei, giocava a nascondino tra quelle colonne. Non ricorda nulla della famiglia Persico, che, probabilmente, dopo la scomparsa di Renato, ha cambiato domicilio, come risulta dalle carte catastali. Mi conferma, per, che lunico appartamento in affitto del palazzo in fondo al corridoio del primo piano. Un percorso buio solcato dalla luce plastica proveniente dal rosone che sovrasta lingresso allappartamento. Nessuna pedana di benvenuto, nessuna etichetta al campanello. Restando sospesa, fuori dalla porta, mi chiedo se sia mai successo ad Edoardo adolescente, o ventenne, gi solo, di attendere qualche minuto, per abbandonare i propri pensieri e riconciliarsi alla vita di tutti i giorni, quotidianamente uguale a se stessa. Pi probabilmente, avr valicato la soglia disadorna, severa, come il padre, con superficialit, si sar diretto in salone per un breve saluto ai parenti e, frettoloso, in camera, ad annotare i pensieri insorti nel breve tragitto da scuola a casa. Forse, nella sua camera erano gi un paio gli oggetti non superflui: tra i ninnoli impolverati, le penne regalate ed i libri consigliati dal padre, una scrivania ed un letto. Nessun libro sul comodino, ma una libreria datata e incompleta due stanze pi in l, nella quale rifugiarsi ogni volta che il padre avesse chiesto di lui e del suo futuro.

Come spiegare quello che aveva dentro? Non era chiaro nemmeno nei suoi scritti pi temerari. Come controvertere le regole di un mondo animato da inerzia perfetta? Quali alternative avrebbe proposto ad un teatro incrollabile?
La citt degli uomini doggi il primo scritto di Persico, di cui si conosca il testo; stato pubblicato in volume a Firenze presso leditore A. Quattrini nel 1923. Vi si trovano pure segnalate dello stesso autore due edizioni fuori commercio, in data precedente, che non stato possibile reperire: The High Flame, Arts Editions, 1919, London (esaurito), e Jardins dautomne, ed. C. Shneiderberg, 1921, Berne (esaurito). In preparazione vi annunciato un romanzo: Il carico di sale, uno dei tre romanzi annunciati da Persico dal 1923 al 1929. Un altro, dato come imminente sul Baretti in febbraio 1925, si intitolava: La vita inquieta, ma era stato precedentemente intitolato in qualche annuncio Il porto lontano. Scritto a Napoli nel 1923, rimaneggiato e riscritto pi volte, una notte del 1927, a Torino, egli distrusse lintero manoscritto sotto gli occhi della moglie. Il terzo, annunciato nel catalogo dei Fratelli Ribet Editori a Torino nel 1928, si intitolava Il bugiardo, e verosimilmente non fu mai scritto. La citt degli uomini doggi , in parte, una succinta rielaborazione nel tono di certa letteratura cattolica di quegli anni ancora impregnati, nonostante tutto, di dannunzianesimo di alcune pagine di Ernest Hello, scrittore particolarmente congeniale al giovane Persico: ma questo, ventiduenne appena, sembra sorvolare su certe profondit ( laddove, per esempio, scambia limmaginazione, di cui Hello ragiona, con la fantasia ), mentre, per converso, anima il proprio scritto di unautentica sofferenza. Persico, scrivendo di queste pagine, giudicava cosa non bella , scrivendone ad un amico nel marzo del 1924: risulta, tuttavia, di particolare importanza per intendere lanimo suo, la sua storia spirituale. Basti riflettere sul titolo stesso, cio sul fatto che dal primo allultimo scritto uno sia stato il movente, uno il fulcro, il fine della sua azione polemica, critica, creativa: contribuire alla edificazione della citt nuova, quando i popolo nuovi fonderanno, nella luce, la citt di vita sulle rovine della citt cimitero. Una pagina essenzialmente lirica e nella quale riecheggiano le voci di San Paolo, di Giovanni Evangelista, di qualche mistico, egli dedica, nel libro, allimmagine della citt cubica - la citt di cielo, emblema apocalittico della nuova Gerusalemme : essa la figura, la traduzione poetica della sua passione. Persico non faceva mistero della derivazione di certe sue pagine di questo libro da pagine di Hello (n di altre derivazioni che abbiano dato vita a pagine sue: nelle quali ci che conta sono, naturalmente, le sue modificazioni); ne parl infatti a Ferdinando Ballo nellatto di donargli una copia del rarissimo volume, quella stessa che Ballo rese conosciuta ripetendo lavvertenza dellautore in un articolo del 1930. e ne parl al pittore Renato Birilli, leggendogli nel 1931 qualche brano del suo scritto; su una breve lettera a lui diretta si trova, annotato a matita, il titolo del libro di Hello, LHomme, a cui di frequente si riferisce, oltre che ad una probabile suggestione di Pguy, La citt degli uomini doggi.

A quella lettura accenna Birilli in una lettera del 14 aprile 1933: Non so perch tho scritto: forse pensando a un tuo scritto, per me indimenticabile, dove mi ti sei aperto, e non a me solo: dove luomo ha guardato gli uomini e il proprio destino; dove ti sei appena reclinato sul tuo passato, considerando il tuo stato attuale di pena.

Luomo moderno che si ritrova su una pietra a guardare lesodo della sua gente come un profeta: ricordi? Ti siamo forse passati davanti anche noi giovani? Eravamo anche noi in quel momento le tue genti? Lo vorrei, perch sento che bello camminare cos stretti sotto uno sguardo che comprende .
a Shira Oreste Chiarofonte sorella della mia fedelt PROLOGO Lettore mio caro, fra il momento in cui scrivo e il momento in cui leggerai, che accadr? Un segreto fra la mia penna ed il tuo sguardo. La vita del mondo , oggi, un mistero, e alla soglia di questo mistero io esito a parlare. Quando la gravezza dellaria, quando i turbini della polvere, quando il colore del cielo e della terra, il colore che precede luragano, quando questi segni si rivelano, un silenzio si fa non solo sugli uomini, ma anche sugli animali e le piante. Nessuno ha, da tempo, amato. Tutti hanno scordato che esiste nel mondo lAmore. I morti sono accatastati, gli uni sugli altri, senza pi odio, n bandiera. Nella terra, dove il mondo che muore si unisce sempre al mondo che nasce, i morti stanno faccia a faccia, affratellati. Ormai non v pi che una sola patria ed una sola speranza, come non v che una sola guerra ed una sola vittoria. la gravezza dellaria, quando i turbini Perci oggi tento lArte.

La vita del mondo un mistero e alla soglia di questo mistero io esito a parlare.

della polvere, quando il colore del cielo e della terra, il colore che precede luragano, quando questi segni si rivelano

In un tramonto, lasciai la casa paterna per andare fra gli uomini a creare la mia vita. Bella e disperata, fatta di audacie, ricca di forza, libera. Il mio cuore cantava: lasciatemi andare, io sono come lusignolo, che pi canta e pi triste. Io sono come la vela che va se il vento la gonfia e pi corre con laquilone. Ancora cantava: io sono come la timida cerva che fugge, trepida dellombra. Recai fra gli uomini il mio cuore nel pugno. Lanima diceva: Dio morto! Lamore morto! Sulla terra s fatta la notte e noi pure saremo morti quando nascer lalba. Il corpo diceva: mangiare, bere e dormire, ecco la vita. La vera amicizia il danaro, la parentela serve alleredit, lamore un esercizio fisico. Andavo, andavo come il daino eccitato dalla sete e dicevo, come il pino alluragano: non per me sono addolorato; ma pel nido chera fra i miei rami. Un giorno, sentii quasi un urlo dentro: tutto brucia! In un tempio, i cantori giovanetti melodiavano lenti, lorgano sospirava le voci pi lievi. Larmonia vinse i cuori adolescenti ed i sacerdoti, ritti nelloro delle bianche stole, scorsero negli occhi dei cantori i tristi amori goduti con rosate fanciulle. Le canne modularono cupamente il terrore della morte che regna sulle case. In mezzo alla gente vestita a festa, accidiosa, indifferente, sentii quasi un urlo dentro: tutto brucia!

In un tramonto, lasciai la casa paterna per andare fra gli uomini a creare la mia vita.

Come il vento dautunno, che traversa la selva e giunge al piano gonfio di foglie gialle, di profumo e di gridi duccelli, tornai, in unalba, alla casa paterna, nera e sgretolata, infestata dai topi e dalle zanzare, lestate; nascosta dal gelo, linverno. E mi fu rivelato, miracolosamente, nella bont il senso della vita. Ora, camminer sulle pietre senza ferirmi i piedi, e incontrando la grazia dun fiore, potr fermarmi a intenderne la strana dolcezza. Lettore mio caro, tutto io amo: laridit dei numeri freddi e la magia delle visioni divine. Tutto io ricordo: linferno delle strade popolose ed il profumo dei giardini fioriti. tempo che dica la mia parola. La parola un atto; perci oggi tento l'Arte.

Isacco benedice Giacobbe, Marc Chagall, 1931-1934, Brescia, Museo "Arte e Spiritualit"

il mondo un deserto popolato duomini: vanno, vengono, comprano, vendono, parlano, tacciono, adulano, denigrano, edificano, demoliscono.
Ho guardato nel cuore dei contemporanei come in uno specchio ed ognuno stato il mio fratello ed il mio compagno. Perci, so che il mondo un deserto popolato duomini: vanno, vengono, comprano, vendono, parlano, tacciono, adulano, denigrano, edificano, demoliscono. Si direbbe un esercito in rotta: i fuggiaschi si scontrano corpo a corpo e, nel disordine, si sgozzano fra loro, perch combattono nella notte. Ma che fa questa torma di sbandati? Fugge il volto della verit. Ecco la vita interiore degli uomini, lessenza dei loro profumi; il resto dettaglio, ornamento che varia secondo la moda o il capriccio del personaggio. Il mondo la scimmia della saggezza; se n fabbricata una che somiglia alla vera come il gorilla somiglia alluomo. La vera saggezza trova la pace sui culmini, la saggezza del mondo sacquieta nella fossa dove caduta, perch laggi non distingue il bianco dal nero. La vera saggezza tende ad unire, la saggezza del mondo tende ad amalgamare elementi che non possono unirsi, e, quando li ha sovrapposti, crede di averli fusi. Gli uomini conoscono la convenienza ed ignorano larmonia: amano lodio; ma per accoglierlo al banchetto della vita, dove lerrore trova sempre un posto e la verit non ne trova nessuno, necessario che sia travestito, con talune menzogne, da persona dabbene.

Se un uomo vivo esiste, bisogna che divenga insignificante per essere tollerato.
Se un uomo vivo esiste, bisogna che divenga insignificante per essere tollerato. Nel mondo si mentisce senza interesse, senza paura, per amor proprio, per vanit, per consuetudine.

Si mentisce come si respira

La menzogna la parola stessa.

Si mentisce come si respira, perch la menzogna, in questa citt disabitata, la parola stessa. Anche la verit diventa menzogna, toccando le labbra degli uomini: quando dicono la verit, credono di esprimere unopinione qualunque e vogliono che viva daccordo con loro, disonorata da immondi contatti. Quando lhanno insozzata, la tollerano perch diventata menzogna, utile ad autorizzare le altre, a confondere il bene ed il male. E gli uomini sono contenti. La grandezza lodio del mondo, la mediocrit ne il fascino; le si aprono le porte ed essa entra con la sicurezza che d il senso del diritto. La mediocrit insolente come il mondo cieco: se la grandezza passa, la mediocrit insulta ed il mondo non guarda. Gli uomini vanno, vengono, comprano, vendono, parlano, tacciono, adulano, denigrano, edificano, demoliscono: quale legame li unisce? La coalizione. Lunit lamore, la coalizione lodio che mescola nemici privati contro un nemico comune. Gli uomini hanno un nemico comune: fuggono il volto della verit.

La vita un viaggio, molti lhanno affermato; ma nessun viaggio mostra alluomo la realt delle cose: egli singanna, perch cerca sempre senza trovare mai.
La vita un viaggio, molti lhanno affermato; ma nessun viaggio mostra alluomo la realt delle cose: egli singanna, perch cerca sempre senza trovare mai. Per, in fondo a questo errore una grande verit: il bisogno del flusso e del riflusso. il bisogno del cuore e del sangue, del giorno e della notte, di tutte le armonie che vogliono una pausa fra le loro parole.

Perch, allora, luomo che va e viene obbedisce ad un bisogno e non trova la pace? Perch invece di cercarla nel mondo invisibile, la cerca nel mondo esteriore, che simboleggia laltro ma non lo costituisce. Quello che cerca la verit, lunica cosa necessaria, e linquieto tormento che lo sospinge per tutte le strade la coscienza della sua mancanza. Tutto mendicano gli uomini: il pane del corpo e il pane dellintelligenza. Quando un paese ci ha dato i suoi prodotti, le sue idee, il suo linguaggio, dopo qualche tempo esausto per noi, e andiamo a mendicare altrove. Una nuova contrada sar esausta a sua volta. Noi siamo cos grandi che nulla basta a nutrirci, e cos miserabili da ricorrere a queste cose insufficienti, sempre. Il viaggio d agli sciocchi unistruzione che aumenta la loro stupidit; ma pu dare agli altri una differente istruzione. Ognuno trae dai fatti e dalle cose un succo che non il prodotto dei fatti e delle cose; ma della propria natura. Un uomo in riva al mare, forse, chiner il capo e cercher le piccole conchiglie sparse sul lido. Seguite questo sguardo che fugge il mare e scopre le conchiglie, in cui una piccola eco delloceano: , veramente, lo piccola eco sguardo degli uomini doggi.

locchio delluomo fatto per lo spazio.

dell'oceano

Ma dice lorizzonte: locchio delluomo fatto per lo spazio. Se v un muro a pochi passi dalla tua finestra, il tuo occhio lo distingue; ma saffatica. Va in campagna, il tuo occhio si riposa perch il panorama sallarga. Sali una montagna, il riposo del tuo occhio pi grande. Guarda il mare, il tuo occhio si tranquillizza. la portata dello sguardo che svela la bellezza e la verit. La vista fisica limmagine dellaltra: cos dice lorizzonte. Indovinare: una parola singolare, perch la cosa che esprime pare sia oltre i limiti dellumanit. Tuttavia, essa per luomo duna importanza che fa fremere. La vita mescola le persone con le cose, il bene col male, il sublime con lorrido. La terra, grigia, vela tutto con una cappa di cenere. Un uomo che guardasse una strada popolosa sarebbe spaventato, se riflettesse alle realt che gli passano davanti, coperte, dissimulate. Ma il suo spavento aumenterebbe, se si dicesse: la mia vita dipende, forse, da uno di questi passanti. A qual segno lo riconoscer? La vita degli uomini, quella delle nazioni, listinto, il ricordo del passato, la realt del presente, lattesa dellavvenire, tutto indica alluomo che pu aver bisogno di indovinare. Perci, la sfinge. V sempre nel mondo unincognita da risolvere. La sfinge antica voleva che non vi fosse risposta; ma noi possiamo uccidere la sfinge. Ecco il segreto: amare. Tutti quelli che hanno indovinato, hanno amato. Lintelligenza abbandonata a se stessa arriva in pratica al dubbio, in teoria alla fatalit. La sfinge antica lintelligenza impotente. Lamore conosce meglio la strada: arriva in pratica alla luce ed in teoria alla giustizia. Questa ricompensa, serbata a colui che indovina, contiene una suprema ragione.

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L'amore conosce meglio la strada

Colui che indovina ricompensato perch colui che indovina colui che ama.

la forza che rapida, in

Pastorale n. 46: L'inconveniente di costruirsi una casa in una piana e vicino a un fiume, Honor Daumier, 1846, Milano, Fondazione Mazzotta.

Luomo raramente guidato dal ragionamento;

e lo regge lassociazione didee. Intendo lassociazione incosciente, nevitabile, che governa non solo lintelletto puro; ma soprattutto la fantasia, terribile potenza.
Luomo raramente guidato dal ragionamento; la forza che lo regge lassociazione didee. Intendo lassociazione incosciente, rapida, inevitabile, che governa non solo lintelletto puro; ma soprattutto la fantasia, terribile potenza. Pensate ad un uomo sconvolto da qualche passione profonda: resiste ai consigli degli amici, alle preghiere della famiglia, alle lagrime, alle minacce; ma una parola, un gesto, unassociazione didee potr rompergli il sonno dello spirito. Insegnate a questuomo che bello compiere un delitto, non sarete creduto; ravvivate con la fantasia linfamia e il disgraziato penser che occorra commetterla per essere grande. Evocate le persone che avete conosciuto, interrogate i vostri ricordi, e vaccorgerete che la giustizia non presiede alla loro durata: un uomo vi avr fatto del male e conservate di lui una bella opinione, un altro vi avr beneficato e non ne avrete pi memoria. Perch si crede che il delitto possa essere segno di grandezza: un prodotto dellimmaginazione, niente altro.

delitto

un prodotto dell'immaginazione, niente altro.


Il linguaggio umano , sempre, complice di questa menzogna. Se un giovane ha perduto molto tempo, ha fatto debiti, sciocco, annoiato, si dice che ha molto vissuto. Bisognerebbe dire, invece, che molto morto. Allora, perch affermano che ha molto vissuto? per una falsa associazione didee, per la fantasia, che allidea della vita richiama quella del disordine. Il bello il male: ecco la segreta convinzione dei contemporanei, che hanno dissociato la bellezza dalla bont, per trovarla nei delitti temerari e negli scandali clamorosi; ma queste cose sono il male, che sidentifica sempre col brutto, e luomo, che cerca in esso lincanto della bellezza, finisce per proclamare che il bello il male. La falsa associazione didee, per qualche tempo, non osa svelarsi; ma quando lerrore maturo lassurdo si tradisce nominandosi. Il bello il brutto.

Il bello il brutto. La verit e l'errore due regine che vivono in pace

La verit e lerrore sono, pel mondo, due regine che vivono in pace, ciascuna nel suo regno. In mezzo a loro siede lindifferenza con faccia di donna giusta. Lindifferenza una sorta di odio mascherato di tolleranza, lodio inasprito dalla menzogna. La bestemmia non mi meraviglia, mi stupisce la neutralit. Fra quelli che amano e quelli che odiano necessario scegliere il campo: non si tratta del mondo in generale, ma delluomo in particolare, perch tutte le forze morali e materiali a nostra disposizione sono tante armi nelle nostre mani, e bisogna battersi. A meno che gli uomini non si disinteressino di loro stessi, parteggiare per gli uni o per gli altri necessariamente un sacro dovere.

Pastorale n. 47: Un leggero colpo di vento, Honor Daumier, 1846, Milano, Fondazione Mazzotta.

Se siete vivi, svegliatevi!

Se siete vivi, svegliatevi!

Se siete morti, risuscitate!

Se siete morti, risuscitate!

Prendete le vostre idee, le vostre passioni, le vostre preghiere e gettatele sulla bilancia.

Che pensereste di un medico che si rifiutasse di curarvi per i buoni procedimenti dellindifferenza? Questo medico direbbe: Fra la malattia e la salute, sono imparziale. Io sono un eclettico: bisogna ammettere tutto e tutto provare. Provate la peste, vi dar sensazioni che la salute vi nega. Perch giudicare la peste col criterio degli altri e condannarla? Voi sentite la comicit di questo farnetico, perch si tratta della pratica. Ma la malattia un riflesso del male spirituale e, perci, bandite lindifferenza, che vuole il trionfo dellerrore. Io sono per la verit.

Io sono per la verit.

Il disprezzo del bene ed il rispetto del male un sentimento che esiste; ha un nome assurdo come la cosa, un nome che non significa niente, perch esprime il nulla: rispetto umano. Il sentimento, di cui parlo, ha bisogno di unespressione folle, poich soltanto in un manicomio pu significare qualcosa. Immagino un essere, superiore alluomo ed ignorante delluomo, al quale dovrei insegnare la vita del mondo.

Immagino un essere, superiore all'uomo ed ignorante dell'uomo, al quale dovrei insegnare la vita del

Voi sapete meglio di me, gli direi, che cos la verit e la bellezza; ma quello che ignorate il sentimento degli uomini per la verit e la bellezza. Credete che sia lamore? Lodio? Vi sbagliate: la vergogna. Dovrei ripetere, perch mi crederebbe pazzo, ed aggiungerei: Signore, gli uomini sono fieri dignorare la verit e la bellezza. Hanno inventato che la magnificenza dello spirito, questo diamante ch fuoco e profumo, una povera cosa. Voi non capite e nemmeno io; ma cos! Parlerei ancora, e quanto pi intelligente fosse il mio allievo, tanto meno intenderebbe, perch lintelligenza comprende lessere e linintelligenza comprende il nulla. E se gli dicessi: Gli uomini chiamano rispetto luniversale disprezzo di tutto quello che , vedrei lo spirito errante, stanco dellassurdo, spiegare le sue ali lievi e fiammanti, per andare a trovare nelle regioni superiori la chiarezza e la semplicit delle cose intelligibili.

DIALOGO DELLAUTORE E DI UN LETTORE

Un lettore: Persico, che male than fatto gli uomini ch li calunni cos? Io: Nessun male. Io scrivo la verit, perch son di quelli che ancora accedono una lampada davanti a certe fedi. Questo un libro desperienza, che ha solo un protagonista: lautore. Non calunnio il mondo, se parlo di me stesso. Un lettore: ma tu critichi tutti! Finirai collirritare i nemici e disgustare gli amici. Io: Non ti ho detto che mi son visto nel cuore degli uomini come in uno specchio? Perci dico male di tutti. N curo il giudizio della gente; vorresti che mimpensierissi della ragazza in fregola di marito, del deputato, dellautore drammatico fischiato, della donna fatale, del marito indulgente, delladulatore molesto, del contorsionista, del ministro speculatore, della canzonettista, dello studente bocciato, del mio portinaio e di chiss quantaltri? Questa zoologia, ch in fondo il pubblico dei lettori, non mi turba una digestione, n mi fa sputare un capello bianco. Un lettore: pure, dovrai fare i conti con la critica.

la critica non esiste

una chiacchierona slombata e compiacente

Io: Amico mio, la critica non esiste, altrimenti la faccia del giorno sarebbe cambiata in sette giorni. La critica, com praticata oggi, una chiacchierona slombata e compiacente: il signor Tizio, critico, conosce il signor Caio, scrittore; bisogna, perci, che gli usi dei riguardi, qualunque cosa faccia o dic. pu darsi che il signor Tizio, che non hai dee, che non ha stile, che non ha orizzonte, sia ammirato dal signor Caio; dunque, il critico trover facile che lo scrittore gli somigli e lo ammirer a sua volta. Ma accade che il signor Tizio abbia letto nella sua infanzia le poesie di Parzanese, i Reali di Francia, il Libro dei sogni, lAlmanacco di Barbanera, e si sia convinto che dopo Parzanese la lirica non abbia pi le bellezze da cantare, che i Reali di Francia siano un modello di prosa, che nel Libro dei sogni sia consacrata la somma del pensiero umano, che con lAlmanacco di Barbanera le possibilit della scienza siano esaurite. Allora al signor Caio non resta niente da dire. Credi che bisogna tacere, perch esistono dei sordi? Non li curo e parlo a dispetto loro. Io non son legato a nessuno, i cenacoli dei letterati non mi hanno accolto n da pontefice n da iniziato, non ho salito le scale dei quotidiani, nemmeno mhai udito litigare nei salotti intellettuali. Ho amato la Natura, che schiude ai devoti il portico della Bellezza, e le buone compagnie su pei poggi del mio paese. Un lettore: Allora, tu sei un estraneo? Io: Perch lamore, come tu lintendi, delitto. La donna un pericolo sociale, cos lhai voluta: il suo primo dovere dessere madre, e ne hai fatto una cosa pel tuo piacere. Perci ama il sangue e spinge gli uomini in guerra! Io non conosco la tua mummia dal lezzo mortale, io conosco soltanto lamore che mi fa andare. Coro dei morti: Luomo appena una forma che passa Tutti i morti hanno la stessa faccia Pure i fiori avvizziscono fra le nostre braccia Un lettore: Ho paura. Dove, dove mi condurrai?

Io: Verso il giorno che nasce, quando accanto a fontane dacqua pura si apriranno fontane di pane. Ma seguimi, ancora, per le strade buie del mondo, incontro alla bufera delle ombre tragiche. Tutti gli atti, anche i pi impotenti, trovano nella comunit Ogni pluralit si risolve, sempre, in unentit qualunque. La passione del male il numero in cui si acquietano tutti i sentimenti contraddittori dei contemporanei. Parlate ad un uomo del piacere di far soffrire o di veder soffrire, egli creder che occorra risalire alle epoche barbariche per trovarne un esempio; eppure lo stesso uomo lha provato molte volte nella vita senzaccorgersene, attribuendolo alla grande sensibilit della sua anima. Per chi non conosce gli uomini, pare impossibile; ma evidente per chi sa leggere. La passione del male fine a se stessa; voi siete disgraziati, vi affacciate alla finestra gridando: guardate la mia miseria! e portate a spasso il vostro male come una porpora. Ecco tutto. Esistono taluni, i quali credono che la loro vita avrebbe maggiore interesse se il male si mischiasse pi spesso al bene nella pratica cotidiana, e quando sastengono dal male, non lo condannano: provano, anzi, una specie di rammarico! Il fascino dellabisso, la guerra del bene e del male, lindulgenza della neutralit, la seduzione della frode che parla ornato, questi abomini dominano non solo gli uomini posseduti dallerrore; ma sguisciano anche nelle anime che vogliono essere oneste. Queste anime ignorano lunit del vero del bello del bene; ma la giustizia mangia il suo pane. Il male, ch un alimento della vanit, serve a far parlare e piangere, malgrado la dignit della parola e delle lagrime. Per, queste stille somigliano a sacrifici umani. Lavorare semplice; ma difficile riposare. Niente pu procurarsi da s, chi solo: tutto lo minaccia col terrore dellimminenza. La realizzazione dun progetto umano esige un numero infinito di movimenti in una folla di esseri; indispensabile la complicit del mondo, che non dipende da nessuno. Imprendere unopera qualunque, confidando nelle proprie forze, come pretendere di far rotare con la forza del mignolo gli astri nel cielo. Ma lazione del solitario pu unirsi al travaglio del mondo. Tutti gli atti, anche i pi impotenti, trovano nella comunit la vita. Noi operiamo col mondo, ed il nostro lavoro si riposa in esso. Chi misurer la propria azione? occorrerebbe inseguirne leco. Il mondo unalchimia di unit. Perci, laltro comandamento della comunione. Il vello doro , nei secoli, il simbolo della maggiore idolatria. Lamore del danaro ha due aspetti: la cupidigia, di cui si parla spesso perch una passione clamorosa, e lavarizia, di cui si parla pi raramente perch una passione silenziosa. La cupidigia vuole avere pi di quello che ha; lavidit di onori o di denaro minaccia gli altri nei loro egoismi e, perci, si manifesta allattenzione degli uomini. Lavarizia ,invece, una passione segreta, nel principio e negli effetti. Tutte le altre svelano il volto agli occhi dei posseduti e di chi le stia a guardare, si nominano sulle rovine che producono; ma essa, come certe virt, ama loscurit, assume il tono e il nome di previdenza, di economia, perfino di saggezza. Luomo che si esamini, pu riconoscersi tutti i vizi pi infami; ma lavarizia no, perch pare chessa conduca ad una durevole prosperit per una strada di pazienza. Non il benessere uno scopo della vita umana? Eppure, questidolo segreto, mostruoso, reclama il sacrificio di tutta la vita: terribile vedere i centesimi, che si mischiano ai bisogni pi volgari dellesistenza fisica, infiltrarsi nel sangue, invadere lanima, riempire i giorni e le notti. Ogni religione domanda il sacrificio. Lavaro offre al suo idolo, oltre i piaceri, la salute, la vita, il sacrificio della ricchezza: pi lama e pi si condanna alla povert. Questoro per lui il cuore del mondo: un cuore spento. Ancora, al danaro sacrifica il danaro stesso: se per guadagnare molto bisogna spendere un poco, vi rinunzia, perch ha lamore fisico del metallo. Perfino il suono delle monete lo fa tremare, come la voce di unamante.

la vita.

Allora, tu sei un estraneo?

Via Toscanella, Ottone Rosai, 1922, Firenze, collezione privata.

Perch lamore, come tu lintendi, delitto. La donna un pericolo sociale, cos lhai voluta: il suo primo dovere dessere madre, e ne hai fatto una cosa pel tuo piacere. Perci ama il sangue e spinge gli uomini in guerra!

Io non conosco la tua mummia dal lezzo mortale, io conosco soltanto lamore che mi fa andare.

I bagnanti, Cristoforo De Amicis, 1933, Milano, collezione De Amicis.

Niente somiglia allavarizia pi della prodigalit: lavaro pu morire nascondendo il segreto del suo tesoro, il prodigo avendo dissipato la sua fortuna. Gli effetti sono identici, perch le cause sono le stesse. Lavaro nega alla vita lespansione, perch la concentrazione la sua mania. Il prodigo nega alla vita la concentrazione, perch lespansione la sua mania. La realt del mistero evidente. Luomo che apre gli occhi lo scorge. Per non vederlo deve chiuderli; perch il mistero sparisce, se manca la luce. Mistero e luce, questi due termini che lignoranza crede contraddittori, sono per la scienza due termini correlativi. Pi si fa luce e pi il mistero singrandisce: mai gli uomini conquisteranno interamente la verit. Le strade non hanno fine, lorizzonte non ha limite; perci, mistero e verit non sono sinonimi per la gente meccanica. Un secolo ha per caratteristica la negazione del mistero. Questo secolo, che rappresenta una sosta negli animali della terra, appartiene alla famiglia dei mostri, ed giustificato dalla storia come questi sono giustificati dalla zoologia. Si chiama il Novecento. Un pregiudizio, molto diffuso, mostra questepoca come lera del coraggio spirituale, delle ardenti novazioni, ed afferma che gli errori sono il prodotto di grandezza danima e di eccesso di pensiero. Niente di pi pernicioso: perch d al Novecento una certaria di magnificenza, che lo rende interessante agli sciocchi. Vi sono stati e vi sono che vogliono dare a bere che i criminali siano anime generose le quali hanno invaso il dominio del male, perch i confini della bont erano troppo angusti per loro. Questo vinello trova facili bevitori nella taverna allinsegna della bestia trionfante; ma la verit diversa: i criminali scivolano nel fango e nel sangue. Il Novecento scivola nel fango e nel sangue. Questo ci vorrebbero far ammirare e credere: che il male sia la bellezza! Quando una generazione ha perduto lequilibrio disarmata, se ne fa quello che si vuole, la si pu rotolare come gli osti spagnoli rotolavano in una coperta il buon Sancho Panza. Si parla deccesso di pensiero, ed i contemporanei, invece di scoppiare dalle risa, fanno la ruota come i tacchini, con due bargigli gonfi di stupidit. Questa vilt intellettuale, uno dei segni del tempo, frutto dellorgoglio; per esso gli uomini rinnegano la verit e si condannano alle tenebre. Ma lora della giustizia vicina: quando i popoli nuovi fonderanno, nella luce, la citt di vita sulle rovine della citt cimitero.

Ecco una citt come tutte le altre: visi conosciu palazzi, botteghe con ciascuna un mercan Insanipoli:

Io scrittore ho teso la mano e dormito sotto il portico col mendicante, mi son cinto di monili con la donna superba; ho nascosto il tesoro con lavaro, ho pianto sullultimo pane col povero; ho vegliato le lunghe notti nel giaciglio con la meretrice, ho mortificato la mia carne con lasceta; ho costrutto, nelle ore di rivolta, la barricata con linsorto, ho serrato la fabbrica col padrone; ho sognato le belle chimere col poeta, ho goduto al convito col ricco; ho vissuto il tedio dei lunghi giorni con laccidioso, mi sono inginocchiato col sacerdote sullaltare. Il cuore del mondo , veramente, il mio cuore; se in esso rivissero gli odi e gli amori, i peccati e le purit, le esaltazioni e gli scoramenti dei contemporanei. Ma non la mia vita che narro: che conta il mio borgo lontano? Tutto quello ch umano e pratico pu essere superato; io vorr aprire la volta di piombo scuro, che pesa sugli uomini dadesso, alla luce, in cui mi sono inginocchiato allalba della rivelazione della bont. La vita del mondo si svolge come sullinvolucro raffreddato di un oceano di fuoco: io ho rapito, forse, una scintilla di questo fuoco distante. Quando guardo intorno, maccorgo che la situazione degli spiriti si riassume in una sola parola: confusione. Ecco una citt come tutte le altre: visi conosciuti, andature note, voci dogni giorno, chiese, palazzi, botteghe con ciascuna un mercante dentro, fondachi bui e vie colorate. Insanipoli: la Citt. Qui, ogni cosa ha un aspetto notturno e gli uomini sono morti come i trapassati; la vita uninfame pallottola di sterco rotolante sulle poche necessit elementari dellesistenza fisica: odio tenace e bestiale, risse di padri e figli, adulterii di mariti e di mogli, foia di maschi e di femmine. Citt con uomini, con passioni, con mercati, con donne attente alla spesa, con giovani in cerca dimpiego, con lascivie negli angoli oscuri. Citt sorda, citt sfaccendata, citt contenta, citt gonfia di ricchezza accumulata da secoli e ondeggiante come unalterna marea. Citt potente come il traboccare dun letamaio, senza la tragedia della coscienza. Gli uomini doggi sviluppano negli affari facolt considerevoli, scrivono giornali, pubblicano libri, amministrano, governano; ma sono privi dellunico sentimento capitale: lamore per la grandezza e lorrore per tutto quello ch basso. Vanno vanno senzaccorgersi che la vita un orto non vasto , dove sono umili fiori; che vano cercare oltre ogni limite un bene prodigioso, se tutti i doni sono accanto a noi e dentro di noi. Vanno, vanno, cadono per le vie della citt morta, insozzata dalle immondizie della loro fornicazione, e non odono attraverso il cuore la voce profonda della terra che dice: Vieni! Vieni a me!

uti, andature note, voci dogni giorno, chiese, nte dentro, fondachi bui e vie colorate. la Citt.

LA CITTA CUBICA Et civitae in quadro posita est et longitudo eius tanta est, quanta et latitudo et longitudo, et altitudo, et latitudo eius, aequalia sunt . Apocalypsis B. Joannis Apostoli, caput XXI: 16.

Et civitae in quadro posita est et

longitudo eius tanta est, quanta et

latitudo et longitudo, et altitudo,

et latitudo eius, aequalia sunt .

Povert serena, Ubaldo Oppi, 1919, collezione privata.

La citt degli uomini da secoli dura e rigurgita come un mostruoso alveare. Ma, un giorno, essa croller con le sue architetture ed i sui idoli, quando tutti avranno inteso il sermone predicato al mondo da Colui che vi fu crocefisso: Il cielo intorno a voi e forma una citt cubica, limpida come cristallo e piena di luce. L la vostra esistenza reale ed immortale. Il mondo che vi sembra cos sostanziale una vana forma che deturpa lo splendore di questo cristallo celeste. Le vostre vite sono tracce evanescenti: come imparerete la strada a questo cielo di luce e la verit di questa esistenza? il racconto Ascoltate la verit! Pel fatto che il mondo vi appare solido, vi riesce difficile comprendere come possa essere la proiezione di un solido superiore. Ma ciascuno di voi ha il suo corpo celeste che sta in relazione al corpo fisico: lindividuo si manifesta in innumerevoli personalit, la somma delle quali la sua vera esistenza. La nascita e la morte sono vanit; per il corpo celeste esse non esistono, poich non cominci la propria esistenza al momento della sua proiezione nel corpo fisico, n cesser di esistere quando pi non si proietter. Il tempo vanit, perch il corpo celeste non conosce aumento, e solo la sua manifestazione, essendo successiva, crea lillusione del tempo. Imparate ora il segreto dellimmortalit. La coscienza del corpo celeste e quella del corpo fisico sono una e divina. Quindi, possibile identificarle e sollevarsi cos fino alla citt cubica. Questo pu essere fatto per mezzo del desiderio, dellazione, della devozione; ma pi di tutto per mezzo dellamore, come vi insegner. Voi villudete che ogni persona sia differente dalle altre, e che alcune siano migliori e altre peggiori; ma queste differenze sono accidentali, esse non esistono nel mondo celeste, dove tutti sono figli di Dio e possono divenire uno col Padre. Amando i vostri simili, voi accumulate tesori in cielo; unitevi luno allaltro: lamore pu questa congiunzione. Quando sarete fusi in vicendevole amore, lindividuo trasceso, le coscienze si fondono in una e si forma la pi grande unit. Questo pu ripetersi a poco a poco da tutti, e, quando lamore fosse divenuto una legge universale della vita, le anime cesserebbero di lasciarsi portare alla deriva dalla corrente ed entrerebbero nella grande pace. Quandesse fossero unite nella citt cubica, la citt degli uomini svanirebbe. Io vi ho detto queste cose perch abbiate la pace, perch tutti siano uno .

deve

COMMIATO Lettore mio caro, se questo libro ti piaciuto come un dono damore, lho scritto per te. Ho sofferto la fatica, la prigione, le fustigazioni; ho provato le veglie, la fame, la sete, il digiuno, il freddo; posso dire col convertito di Damasco: ecco la mia vita! Io sono un viandante; ma, se non mi scaccerai, induger ancora sulla soglia del tuo cuore, per dire la mia canzone. Veramente, sono una di quelle nature inhabiles tout ce qui nest pas louvre divine . Obbedisco alla Poesia; perci tento lArte. Io ti racconter le favole degli uomini doggi, ed necessario che manifesti i miei propositi. Se il Romanzo Moderno potesse parlare, direbbe: Signori, la vita non ha senso, pesante, stupida, noiosa; io vi allieter, studiando le convulsioni della vostra agonia. Voi che andate verso catastrofi spaventose, avrete il conforto dessere seguiti da qualcuno. Il Novecento un secolo che vive triste nel fondo dun abisso, perch gli negata la gioia della Verit. Gli uomini doggi, che hanno perduto il desiderio, come troveranno le soddisfazioni? Come troveranno la parola di vita, se ne ignorano il senso? Come troveranno, se hanno smarrito listinto di cercare? Il romanzo ha voluto colmare labisso con la passione, che vuota il sangue delluomo.

Il romanzo moderno il tentativo di rendere rapida la vita, allinfuori della verit; ma la sua stravaganza pi noiosa della sua frigidit: esso , veramente, il libro noioso per eccellenza. Il cuore umano fatto per essere colmato damore; il romanzo, caratterizzato dallassenza damore, ha un solo amore: quello del male. Detesta la misericordia ed fiero quando ha messo insieme un certo numero dorrori, quando ha abbattuto sotto i vostri occhi le vittime della fatalit, che, invece della giustizia, presiede alla sua invenzione. Il racconto, come la storia, per svelare la luce deve lasciar sentire nei fatti la presenza della verit, laroma che impedisce alla vita umana di putrefarsi. Bisogna rendere allesistenza la sua forma: sostituire alla fatalit, sovrana della morte, la giustizia, ministra della vita. Non tempo che la Verit appaia come la legge della Bellezza e che tutte le cose si trasfigurino in essa? Perci oggi tento lArte.

svelare la luce

La citt degli uomini doggi, ed. Quattrini, Firenze, 1923


La citt degli uomini doggi. La citt: un insieme di case, piazze, municipio e chiesa. La citt degli uomini: un insieme di anime, corpi e cuori, tutti uguali, sotto la mano del destino. Gli uomini doggi: corridori, compratori, mentitori. Oggi: lattimo della scrittura, il momento di cui Persico scrive, il giorno che precede il domani. Nella prima parte del prologo due misteri vengono svelati. Il lettore viene subito messo al corrente della preoccupazione dello scrittore: linterpretazione dellarte, che il messaggio lanciato venga compreso nella sua totalit e che tra i due non si frapponga troppo spazio temporale. La paura di risultare superato, di non rispondere alla necessit del momento, ma, soprattutto, di ritrovarsi solo, con un messaggio in una mano e una lingua incomprensibile attraverso la quale divulgarlo. Si tratta del primo mistero: la comunicazione nellArte. La parola mistero rimanda al vocabolario cattolico e richiama ad un tono di elevatezza quasi sacrale, proprio perch dei pi alti doni di Dio sta scrivendo: arte e vita. Questo il secondo mistero. Persico non ha soluzioni per la vita. Ammette candidamente di avere appena cominciato a camminare solo, ma rende disponibili le proprie piccole verit acquisite. Vorrebbe aiutare, salvare gli uomini: non pu fare a meno di amare. Per questo, oggi, scrive. ancora a Napoli nel 1922. Ha appena terminato il servizio militare e il momento per dichiarare lavversione nei confronti della carriera del padre sembra giunto. costretto da tre anni a studiare giurisprudenza. Nel frattempo, lavora in biblioteca, scrive per la rivista Il Baretti, pubblica due romanzi in lingua inglese e francese, intraprende il sogno di un viaggio. Decide di partire proprio in queste righe: si pu supporre, infatti, che le verit pi grandi le confessasse solo alle pagine dei libri, mentre le parole che laria trasportava racchiudevano lessenza pi giocosa della sua fantasia. In un tramonto, verosimilmente, quello della sua identit dichiarata, costruita, falsa, lascia un tetto non pi suo. La casa dalla quale si allontana definita paterna. Dalle orme del padre,

dalla prigione delle proprie idee di libert, devia.

Da un fallimento inevitabile, dalla prevedibile morte interiore, scappa. Si tratta di un passo. Basta poco per cambiare rotta, per trovarsi al di l di un confine, fino a ieri, invalicabile.
Persico sa che la vita degli uomini disperata. Li ha sempre visti affannarsi, ha conosciuto le fatiche del lavoro, ma, pi di altri, conosce la disperazione pi cocente, di diventare un uomo mancato. Sotto legida del padre il passaggio da ragazzo sognante a uomo che vive di sogni sarebbe risultato evidente, a lui per primo. Decide, allora, di mischiarsi alla folla. consapevole della propria diversit: il canto per il quale la gente lo riconosce non di gioia, ma di dolore, per essere legato alla sua stessa indole. Lincompletezza eterna dei poeti romantici si ritrova, a tratti, tra queste righe: la coscienza di una natura e la negazione della stessa, per laspirazione ad unimmensit irraggiungibile; sulle letterature scolastiche verrebbe definita Sturm und Drang, io preferisco animo artistico. Significativa anche la seconda similitudine. La mollezza di una vela a riposo pari alla forza che sprigiona quando si tende al vento: cos, un artista privo di ispirazione, oppure animato e sollecitato da eventi o esempi, che anela a volare proprio come fa laquilone. Lultimo paragone si riferisce ad una situazione che Persico spera di avere lasciato nel passato. Il cuore cantava, come un aedo, come Francesco Petrarca nel Canzoniere, il coraggio di un uomo che non vive e che, di conseguenza, non ha ragione di temere. Il vero animo trepido quello del cervo che esce dallombra del cespuglio per distrarre lattenzione del predatore dagli elementi pi deboli del branco. Il vero animo trepido quello di un uomo che rifiuta la protezione del padre ed affronta la vita.

Il cuore cantava, nel pugno; lanima, invece, diceva che era troppo tardi per lamore, troppo tardi per la vita.

Luomo sarebbe morto.


Il corpo rispondeva che la vita era possibile e limitata a tre azioni: mangiare, bere e dormire. Quanto lanima rimpiange e il cuore rincorre risolto in funzioni:

l'amicizia sta al denaro come i genitori stanno alleredit.


Lurlo che scuote Persico dai suoi pensieri tuona in una mattina che profuma di antichit. Sembra di camminare tra i canneti del Nilo,

proprio dove nella Bibbia si racconta di Mos; oppure, di votare ci che si ha di pi caro alla dea protettrice di un tempio pagano, sotto gli occhi vigili di sacerdoti in stola bianca. In seguito allavvertimento, che da altri non poteva venire, se non dalla sua coscienza, ritorna a casa, che trova diversa, ma costantemente inaccessibile, destate e dinverno. riportando i propri passi allorigine, tornando indietro nel tempo, ripercorrendo i momenti pi scabrosi e quelli pressoch dimenticati, che scopre il senso della vita. Una rivelazione lo riconduce allinterno di s, nel luogo pi remoto e sicuro, dove il viaggio iniziato, e dove non pu essere raggiunto da insidie materiali, come le pietre, ma da dove riuscir a contemplare la bellezza della natura.

La conoscenza di s porta allamore incondizionato per ogni cosa. Per questo motivo si sente pronto a tentare. Gli strumenti non gli
mancano, n prevale in lui un qualunque altro stimolo. In queste righe sta la sua Arte. In queste righe ancora assopita la competenza di un architetto, votato allaridit dei numeri e alla

magia delle visioni divine.

Un minimo cenno alla struttura del libro, ignota probabilmente allo stesso autore, risulta in quelle undici mansioni, dirette allunit di un messaggio fondamentale, che, purtroppo, oggi, non dato conoscere. Lultima invocazione pu essere rivolta allArte stessa, a quel soffio unitario, che viene introdotto nel periodo precedente, oppure, potrebbe essere un richiamo allattenzione del lettore, una richiesta di aprire mente e animo e di dedicarsi devotamente ad un nuovo poema salvifico. Il racconto che segue riguarda il viaggio. I toni e le descrizioni sono gli stessi della prosa teatrale di fine Ottocento. Una prima scena collettiva, ad introdurre la protagonista, lUmanit, e, di seguito, il dialogo della voce narrante. Pare quasi anticipare il teatro dellassurdo. Immaginiamo di trovarci seduti in una poltrona, col biglietto ancora in mano, in attesa: sul palco, le premesse di una commedia che debba rivelare la nostra natura. Una voce narrante ci racconterebbe cosa succede: il disegno puro e ingenuo della vita. Una seconda voce, pi disincantata e pi esperta, aiuterebbe la lettura secondaria. In questa immagine, le due voci starebbero a rappresentare lambivalenza di Persico, diviso tra il ragazzo che vede ancora la

vita dallesterno e una coscienza pi adulta, cresciuta solo in un mondo onirico, fatto di aspirazioni e realizzazioni, e arricchito dalla letteratura.

Personaggi: la Paura, il Narratore, gli uomini, lOdio, la Verit. Atto primo. Scena prima: un deserto; gli uomini si muovono veloci, scontrandosi, in disordine, sfogando la loro ira contro altri uomini, senza luce, senza riconoscersi o vedersi. La paura anima gli uomini senza suggerire loro una direzione: da questo nasce la confusione. Entra il narratore e gli uomini vengono illuminati.

Narratore: Ma che fa questa torma di sbandati?. La Paura: Fugge il volto della verit . Narratore: Ecco la vita interiore degli uomini, lessenza dei loro profumi; il resto dettaglio, ornamento che varia secondo la moda o il capriccio del personaggio.
Scena seconda: gli uomini banchettano. Entra lOdio, che viene invitato alla tavolata. Entra la Verit, che viene respinta, ed esce di scena.

Narratore: Se un uomo vivo esiste, bisogna che divenga insignificante per essere tollerato Paura: Nel mondo si mentisce senza interesse, senza di me, per amor proprio, per vanit, per consuetudine
La Verit rientra, questa volta travestita da menzogna.

Se un uomo vivo esiste, bisogna che divenga insignificante per essere tollerato

I due arlecchini, G

La Verit rientra, questa volta travestita da menzogna.

Gino Severini, 1921, collezione privata; Studio per "ultima cena", Aligi Sassu, 1930, Milano, collezione Vincente Urbina.

Narratore: E gli uomini sono contenti.


Atto secondo. Scena prima: gli uomini si aggirano nel deserto come ciechi mendichi. Entrano il Narratore e la Paura ed osservano gli uomini.

Narratore: La vita un viaggio. Ma nessun viaggio mostra alluomo la realt delle cose: egli singanna, perch cerca sempre, senza trovare mai. Paura: Per, in fondo a questo errore una grande verit: il bisogno del flusso e del riflusso. il bisogno del cuore e del sangue, del giorno e della notte, di tutte le armonie che vogliono una pausa fra le loro parole. Narratore: perch, allora, luomo cha va e viene obbedisce ad un bisogno e non trova la pace? Paura: Perch invece di cercarla nel mondo invisibile, la cerca nel mondo esteriore, che simboleggia laltro ma non lo costituisce. Quello che cerca la verit, lunica cosa necessaria, e linquieto tormento che lo sospinge per tutte le strade la coscienza della sua mancanza. Narratore: Tutto mendicano gli uomini: il pane del corpo e il pane dellintelligenza Paura: Il viaggio d agli sciocchi unistruzione che aumenta la loro stupidit; ma pu dare agli altri una differente istruzione. Ognuno trae dai fatti e dalle cose unistruzione che non il prodotto dei fatti e delle cose; ma della propria natura
Escono i mendicanti. Entra un uomo, illuminato dallocchio di bue. in riva al mare, china il capo e cerca le piccole conchiglie sparse sul lido.

Paura: Seguite questo sguardo che fugge il mare e scopre le conchiglie, in cui una piccola eco delloceano: , veramente, lo sguardo degli uomini doggi Narratore: Ma locchio delluomo fatto per lo spazio. Se v un muro a pochi passi dalla tua finestra, il tuo occhio lo distingue; ma saffatica. Va in campagna, il tuo occhio si riposa perch il panorama sallarga. Sali una montagna, il riposo del tuo occhio pi grande. Guarda il mare, il tuo occhio si tranquillizza Paura: la portata dello sguardo che svela la bellezza e la verit. La vista fisica limmagine dellaltra: cos dice lorizzonte

Scena seconda: luomo ora guarda gli uomini camminare in una colonna. spaventato.

Paura: Il suo spavento aumenterebbe, se si dicesse: la mia vita dipende, forse, da uno di questi passanti Luomo: A qual segno lo riconoscer? Narratore: La vita degli uomini, quella delle nazioni, listinto, il ricordo del passato, la realt del presente, lattesa dellavvenire, tutto indica alluomo che pu aver bisogno di indovinare Paura: Perci, la sfinge. lintelligenza impotente, lintelligenza abbandonata a se stessa, che arriva in pratica al dubbio, in teoria alla fatalit Narratore: Ma noi possiamo uccidere la sfinge? Paura: Ecco il segreto: amare. Lamore conosce meglio la strada: arriva in pratica alla luce ed in teoria alla giustizia. Questa ricompensa, serbata a colui che indovina, contiene una suprema ragione Narratore: Colui che indovina ricompensato perch colui che indovina colui che ama
Ecco, svelato, lo scopo del viaggio: amore. Purtroppo, per arrivare alla conquista della prima verit, essenziale una disposizione ad essa, ed al ragionamento, che la introduce, che sembra mancare agli uomini doggi. Se un uomo avesse un problema, tenterebbe, per la propria, pigra e mendace, natura, di escogitare la soluzione pi rapida: attiverebbe, cio, quel processo mentale che il sedicente autore de Il Bugiardo annovera tra i mali dellumanit. La soluzione del male ancora male, cio menzogna. Lamore che Persico prova per luomo lo spinge, invece, a scoprire la Verit, a sottrarre terreno al regno dellErrore, compagno dellOdio. Per luomo che ama, la sveglia puntata: presto, si accorger che parteggiare per lumanit necessariamente un sacro dovere, che prendere posto solo una spontanea conseguenza dellaccettazione della propria natura sociale. Luomo solo, senza un altro uomo, non nemmeno certo di esistere. Luomo solo non sa che fare, come utilizzare la verit: immutabile. Luomo solo immobile. io conosco soltanto lamore che mi fa andare: questa la risposta dellautore alla domanda tu sei un estraneo? del lettore virtuale. Estraneo. Come poteva la voglia di vivere di Persico ammettere che il profeta della vita autentica era, in realt, un estraneo? Come poteva dispensare elisir di felicit senza aver mai sperimentato la pozione magica?

Perch un lettore avrebbe dovuto credere ad un semplice sogno?

1.2 Sulla soglia, dicembre 1924


La commedia umana potrebbe durare allinfinito: forse, per questo motivo, il primo manoscritto di Persico fatic a trovare una conclusione, nonch un editore. Dopo la pubblicazione, per, il viaggio sembrava gi intrapreso, tanto che il coraggio di un ventenne si trasform in determinazione. Arrivano di seguito alle recensioni entusiastiche di qualche giornale letterario le prime lettere ad altri editori. Inizia, per, il periodo pi intermittente in quanto a motivazioni: la risposta positiva si trasforma in dipendenza. La conferma, mai ricercata ma finalmente ottenuta, da parte della figura paterna, lo spinge a rincorrere un ideale di perfezione che mai gli apparterr. Ricerca modelli anche in campo professionale, lasciandosi andare a dichiarazioni o pezzi di critica probabilmente eccesivi per la sua et ed esperienza del mondo. Fortunatamente, la Stampa, in quel momento, non si abbandona a considerazioni semplicistiche ed ovvie, accettando sempre pi spesso una cronaca acuta ed acerba, dal sapore aspro e rivoluzionario.

questa nazione che all'alba del secolo scorso era un popolo di lavoratori retto da preti e legisti
malizioso costume dei pubblicisti stabilire analogie fra la dittatura del generale Primo de Rivera de Estella e il nuovo regime del signor Mussolini. Veramente, questa comune credenza, tratta ad ingannarsi per talune pose comuni ai due Sancho(1.1), ha fondamento soltanto nella politica tenuta dalle due corone rispetto alle prerogative costituzionali. In Spagna, poi, nessuna seria opposizione sorta a contrastare il prepotere della dittatura, cui buon gioco compilar note sulle responsabilit del passato regime. Il sistema parlamentare, istituito in Spagna per influenza dellestero, fuor di ogni tradizione nazionale, custodendo vizi propri delle monarchie assolute e reggendosi, in mancanza di unopinione pubblica illuminata, col caciquismo(1.2), non riuscito mai a funzionare con dignit. Per cotal situazione, la Spagna, dopo i torbidi dei primi tre quarti del secolo scorso, restaurata la monarchia Alfonsina(1.3), sebbero al modo dInghilterra due partiti alterni al potere. Fu mezzo per ristabilire lordine e consolidare il trono; ma a liberali e conservatori, poco distinti nei programmi e nei metodi e per altro poco solleciti del pubblico bene, venuti meno Canovas del Castillo e Sagosta che li reggevano, accadde di sperdersi in piccoli gruppi, senza coesione, senza principi, messi luno contro laltro per ambizioni e rivalit di caudillos(1.4). Peggiorando questa situazione, il carattere pi significativo degli ultimi anni della vita politica spagnola fu segnato dallassoluta instabilit dei gabinetti che si successero al potere senza aver modo di risolvere quei problemi intitolati al Marocco, agli autonomisti, alle questioni economiche, finanziarie e sociali. Poi: gli scioperi, gli attentati dei pistoleros. Fra mezzo a questa baraonda, il marchese de Estella parso, a taluni politici di gusto grosso, un altro provvido duce , salvatore della nazione e della monarchia spagnola. Il 13 settembre 1923 era atteso: il generale Aquilera, con la sollevazione militare del 1 giugno 1917 rimasta impunita, laveva per cos dire annunziato. Avendo riguardo alla situazione dei partiti politici, lesercito, scaduta la gran fede mistica alla vuota specie della esteriore pratica cattolica, la sola forza

organizzata della Spagna: questa nazione che allalba del secolo scorso era un popolo di lavoratori retto da preti e legisti, in dodici anni dal 1803 al 1815 fiero della guerra dindipendenza contro Napoleone, si mut in paese militare, e fino allavvento di Alfonso XII, nel 1874, le sue vicende politiche sono indicate dal trionfo di qualche generale: Riego, Espartero, Narvaez, ODonnel, Prim, Serrano, Pavia. La sollevazione capeggiata dal Campo parve per alcun tempo restare lultima di tali gesta da basso impero : il pronunciamento di Primo de Rivera, che a guardar nel vivo delle cose la maniera in cui le juntas, mortificate nello spirito soldatesco dalla neutralit spagnola nella guerra mondiale, hanno affermato il loro prepotere, ne riprese lo spirito aggiungendovi, per la mutazione dei tempi, un programma di assestamento nazionale. Fu, perci, un piover dirotto di ordinanze e decreti; ministri, governatori, municipi vennero soppressi con un tratto di penna; dichiarata la guerra al caciquismo, ai separatismi, al sindacalismo Non sono queste, certamente, imprese da pigliar a gabbo: ma da chiedersi se, per avventura, non accada a questi invasati ricostruttori di Spagna di non realizzare nulla di solido. Per dirla breve, il direttorio spagnolo ha molto demolito, ma pur giunta lora che faccia caso della ricostruzione economica e finanziaria, della questione agraria, dellinsegnamento, per le quali bisogne, intanto, non accenno di soluzione.

un piover dirotto di ordinanze e decreti; ministri, governatori, municipi vennero soppressi con un tratto di penna; dichiarata la guerra al caciquismo, ai separatismi, al sindacalismo
Quando i presidenti delle Cortes rimasti in carica secondo la Carta, confidando nella promessa del dittatore, chiesero al re, qualche tempo prima dello scadere dei tre mesi concessi dalla Costituzione, la convocazione dei collegi elettorali, sebbero dal marchese de Estella quel congedo alquanto brusco che fu la destituzione. Maniera di lasciare intendere che il regime parlamentare era aggiornato sine die. Cos, dopo il viaggio in Italia, con unintervista concessa alla stampa il dittatore tenne a manifestare il proposito che agli italiani pu sembrar moderato di restare al potere altri sette, otto anni. Poi, riorganizz il Direttorio, lasciandone integra lultima struttura. I generali conservarono il governo del Paese; soltanto furono aggiunti, per vari offici ministeriali, collaboratori per quanto stato concesso scegliere tecnici, ai quali il dittatore concedendo titolo di sottosegretari di Stato, e voto appena consultivo ha commesso il carico di rimediare alla sua incompetenza, per cui gli fu fatto di denunziare la politica doganale del precedente Governo, e di firmare, poi, un trattato di commercio con lItalia, cui sono conferiti benefici maggiori che ad altri Paesi, per le convenzioni anteriori, non fossero attribuiti. Questo trattato, che doveva preludere a maggiori accordi e che, per chiari motivi indicati dalle statistiche della produzione e dellesportazione dei due Paesi, di poco giovamento alle potenze che lo sottoscrissero, pu spiegarsi con lo spirito antigallico degli spagnoli e con certa politica francofoba, poi dimessa, dal signor Mussolini. Pertanto, nessuna giustificazione, oltre a quella della collera, pu aver ispirato il decreto col quale fatto impedimento ai ministri, ai presidenti delle due Camere, di partecipare ai Consigli di amministrazione delle Societ che hanno affari con lo Stato, e di assumere il patrocinio delle liti. Effetto di questa misura, apparentemente volta al servizio della Spagna, dove sono scarsi gli uomini competenti di affari, stata la sostituzione, nei Consigli delle Societ, degli uomini politici, coi loro figli, nipoti ed amici. Dalla situazione spagnola di cui si sono voluti delineare soltanto alcuni aspetti per amore della misura e perch la passione, che pu suscitare qualche riferimento alla dittatura del signor Mussolini, non ci guadagnasse la mano non trarremo pronostici; ma a giudicare, anche con gli occhi del passato, del corso della questione marocchina e, meglio, delle voci di dissensi sorti nellesercito, potrebbe non essere di molto errata la

la convinzione che una nuova era di pronunciamentos sta per schiudersi. Tuttavia, noi confidiamo che la Spagna si salvi, che i giovani salvino la Spagna. Allora, Primo de Rivera non avr fatto che aprire il cammino allopera di don Miguel de Unamuno, di Marcelino Domingo, di Pablo Iglesias.

Lettera dalla Spagna, La Rivoluzione Liberale, 16 dicembre 1924


La curiosit per gli eventi umani e la necessit di inventare soluzioni salvifiche non nuova. Sorprendente , invece, listinto di spostarsi verso altre realt nella ricerca. Cos sar, prima in Spagna, poi in Francia, quindi in Russia. Toccher ogni lembo dei continenti occidentali con limmaginazione, limitato nelle possibilit economiche e da una fisicit debole. Sono i periodi conseguenti al ricovero in ospedale per problemi non precisati quelli pi produttivi. Legato ad un letto, senza appigli

ad una realt astringente, crea i ritratti di uomini pi vividi della sua carriera. Alla fine del ricovero, i moti di ribellione contro una societ
che penalizza la libert di scrittura, la millantata, ma non provata, prigionia e la fuga.

1.3 Delitto e castigo, 1924-1925

Due ritratti. Insolenti e bizzarri. Veri. Don Ramn Vall-Icln, il primo castigato, si deve difendere da un pubblicista democratico che intender sempre la solidariet allalto livello della fraternit, anche se ancora ignaro dei sostanziali cambiamenti che la vita porter al suo senso critico. Nei primi due articoli lautore attinge largamente a una conferenza, LEspagne, puissance spiritelle, tenuta nel 1926 in Francia da Robert Ricard, il quale, a sua volta, vi riprendeva argomenti e vi ribadiva concetti espressi da Maurice Lgendre nel volume Portrait de lEspagne ( Parigi, 1923) e da Jaques Chevalier nellarticolo Miguel de Umuno et la civilisation moderne, pubblicato nella rivista Les Lettres, giugno 1925. Per don Ramn del Valle-Icln, Toledo una vecchia citt allucinante. Sotto i suoi archi che crollano par di sentire la compattezza dei secoli, il passo della morte, il trascorrere delle ore come la sabbia di una clessidra Simmagina che le cronache, le leggende, i crimini, i canti, tutta una vita millenaria si concluda nella tela di un ragno, nel fuso di una vecchia, nel tremolio di una lampada. Si sente come nel granello di polvere palpiti lenigma del Tempo. Sotto i suoi archi popolati di echi, si prova la vertigine come davanti agli abissi e alle deduzioni della Teologia. Toledo ha un potere mistico: solleva le lastre dei sepolcri, e fa sfilare i fantasmi in una successione pi dolorosa della vita. Nella vertigine di evocazione che esprimono le sue pietre prevale lidea della morte, come nel tragico pennello del suo pi grande pittore: Domenico Theotocopuli(1.5), che intreccia le fantasie del pipistrello alla quiete della Colomba Eucaristica.

Nella notte gotica delle chiese dove stanno le sue pitture, il Greco splende con la luce tremula dei ceri in una processione dincappucciati e di disciplinati. I suoi quadri, nella penombra delle cappelle, danno unimpressione febbricitante: tutte le cose che sono in essi hanno sofferto una trasfigurazione. Sopra i fondi, di una lacca veneziana, i volti pallidi guardano come da una riva assai lontana, e le mani hanno gesti cabalistici, un che dindecifrabile che allaccia un attimo fuggente ad un altro attimo pieno di significato e di magia. Lo stesso senso e lo stesso incanto che tengono il cerchio sepolcrale di Toledo. Dalle sue rovine esala unimpressione di polvere, di vecchiaia e di morte. Citt sordida come tutte le citt castigliane, somiglianti ai pinnacoli di teschi che si sgretolano negli ossari, e che ricordano, tarlate calcinose smagate come sono, la vanit delle cose umane. Citt di mattoni, che evocano il latino barbaro delle vecchie cronache, le lodi dei santi, le gesta dei re, aggiungendo alle emozioni ascetiche una emozione letteraria, senza aggiungere mai la bellezza dellarchitettura fatta di armonia e di potenza, di risonanza e di eterno.

Sotto i suoi archi che crollano par di sentire la compattezza dei secoli, il passo della morte, il trascorrere delle ore come la sabbia di una clessidra...

Toledo, El Greco, 1569, Madrid, Museo El Prado

Toledo , veramente, un teschio che ride con tre denti sopra linfolio di un anacoreta

Toledo un teschio
Tuttavia, ancora per molti le nacchere e i tori rappresentano la Spagna: semplici immaginazioni di romanzieri di appendice e di viaggiatori frettolosi, per i quali Melchor Fernndez Almagro(1.6) ha pur trovato qualche scusa nel saggio sopra la vita e lopera di Angel Ganivet(1.7). Certamente quelle cose esistono, le danze sivigliane e le corride, ma non bastano a spiegare un paese dominato dallidea della morte e del dolore. Lidea spagnola , in effetti, lidea castigliana che si imposta a tutta la penisola. Santiago de Compostela, nel cuore della Galizia, un paese castigliano, come ha notato Miguel Unamuno(1.8). Immobilizzata in un sogno di granito immutabile ed eterno, la citt delle conchiglie affina il suo aroma pio come le rose che nelle stanze chiuse esalano appassendo la loro pi delicata fragranza. Rosa mistica di pietra come al tempo dei pellegrinaggi, conserva, per don Ramn, una grazia ingenua di vecchio latino rimato. Giorno per giorno le orazioni dei millenni rinascono nel tintinnio delle cento campane, nellombra dei portici con santi e mendichi, nel silenzio dei suoi atrii dove spuntano fra le commessure delle pietre i fiori francescani. Santiago, con quelle roveri dal tronco cavo che ricordano le celle degli eremiti, non pare antica ma eterna: ha la solitudine, la tristezza e la forza di una montagna. Citt castigliana nellintimo, piena di unemozione profonda come i suoi antichi pellegrini dalle tempie calve e dalle facce splendenti, pu essere, con le sue pietre immobilizzate nellestasi dei penitenti, e con le sue ore che sono una stessa ora eternamente ripetuta sotto il cielo piovoso, una viva immagine della Spagna dove non si avventurano mai le suole di gomma dei vagabondi novecenteschi. Lo spirito castigliano ha fatto naturalmente della Spagna una potenza soprattutto spirituale. Il castigliano, assorto nellidea della brevit e dellirrealt della vita, si distoglie da quanto gli sembra passeggero e irreale, come la scienza e la natura, per volgersi allanima, che per lui lunica realt permanente. Da questo deriva la concezione spirituale che il castigliano, e possiamo dire lo spagnolo, ha della vita. Dalle coplas(1.9) di Jorge Manrique(1.10) a quella che si canta oggi, la notte di Natale, lidea della morte domina la vita spagnola. Quando lInca Atahualpa, condannato a morte, apprese che lo avrebbero giustiziato, scoppi a piangere: e i cronisti narrano che Pizarro, per confortarlo, gli facesse notare che la morte un fatto naturale e non risparmia nessuno. Questo episodio non , veramente, una prova di ferocia del venturi ero, come potrebbe sembrare a prima vista: in quelle parole lo stesso sentimento di una copla che cantano a Salamanca: tutto si ferma in questo basso mondo e io pure mi fermer. Questa vita cos effimera, cos fragile, in fondo una cosa reale? E i sogni sono soltanto sogni: come dicono Sigismondo di Caldern de la Barca e Santa Teresa, alla quale tutto quello che vedeva con gli occhi corporali faceva leffetto di un sogno? A che servir dunque la scienza? Se deve morire con noi, o sopravvivere per poco tempo nella coscienza di altri uomini, che moriranno alla loro volta e la cui successione non eterna? Lo spagnolo non nemmeno certo che la scienza possa giovare allo sviluppo morale: i grandi santi, infatti, si sono sempre disinteressati degli studi morali, limitandosi a pregare ed agire. La scienza non ha rimediato ancora al male dellamore e al male della morte, che sono i due motivi di don Giovanni e di tutta la Spagna: essa pu contribuire soltanto al progresso materiale. Ma che cosa una progresso il quale non aspiri a che gli uomini muoiano pi in pace? domanda Unamuno nelle Verit Arbitrarie. Un progresso che non svincoli il ricco dalla ricchezza, che non liberi il povero dallindigenza, che non ci consenta di alzare gli occhi al Cielo?

che ride con tre denti

Le maschere vaganti, Renato Birolli, 1938, collezione privata.

per questo che non si deve agli spagnoli nessuna invenzione importante. Una scoperta, generalmente, una cosa che serve a unaltra cosa: ma se questa seconda cosa non serve, perch affaticarsi? Lasciate dunque correre gli altri, ch alla fine si fermeranno, conclude Unamuno. La Santa di Avila ha detto: Dopotutto, per vasta che sia una casa, che vantaggio ne ricaviamo? Noi abbiamo, per quanto basta alla vita, luso di una cella. Che importa se non spaziosa e ben costruita?

Lidea spagnola, Il Popolo di Roma, 3 novembre 1927 la Spagna un paese affidato alla Provvidenza. s'indirizza esclusivamente a Dio
La Spagna un paese affidato alla Provvidenza, dove la povert, non potendo organizzare la vita come vorrebbe, sindirizza esclusivamente a Dio. La ragione dellindolenza spagnola appunto in questo disprezzo della ricchezza, il quale fa la continenza delloperaio e del contadino, che vivono una vita ascetica, di poco sonno e di poco nutrimento. Sipensa al contadino come lo descrisse La Bruyre(1.11), e ci si accorge che quella vita farouche ha pure un grande senso di bellezza spirituale. Le macchiette dello spagnolo grasso e grosso, beone e scialacquatore, vestito tragicamente e carico di anelli, non contano. Anche questo tipo ormai abbastanza raro- esiste: per consolazione degli scrittori di pochades(1.12); ma piuttosto un prodotto dellostentazione, che ha radici nellesuberanza smargiassa di certi temperamenti mediterranei e meridionali. Antonio Maria Segovia(1.13), in un suo manuale del viaggiatore, ha riferito che lo spagnolo sdegna quella raffinatezza di vivere che cara particolarmente aglinglesi. Da noi ha scritto con una punta dironia e con molta intolleranza- pretendere una delicatezza eccessiva e ridicola che il vento non soffi dalle fessure delle porte, che i mobili non siano coperti di polvere, che le sedie e i divani servano per sedere e non abbiano soltanto una funzione decorativa, che le cimici non infestino il letto Lo spagnolo non lavora, quindi, per procurarsi lagiatezza e il lusso; lavora per campare la vita, senza mescolare alla sua fatica il senso anglosassone dellagitazione; intendendo che la calma necessaria a ben condurre unopera. Lo spagnolo , perci, anche povero. Si potrebbe facilmente tessere lelogio di questa miseria: dagli appartamenti del re Filippo II nellEscuriale, al convento scelto da Carlo V; basti, tuttavia, notare che lo spagnolo fiero di essere povero. Per certe ragioni che non sono le solite dello spagnolismo di maniera. Il pordiosero, colui che mendica per amore di Dio, investito di unalta funzione sociale, che consiste nel permettere al prossimo di praticare la carit.

Distribuzione delle elemosine, anonimo spagnolo, XV secolo, Siena.

Questo concetto pu sembrare soltanto spiritoso; ma riceve una singolare illuminazione da una storia narrata da Unamuno: un mendico era solito chiedere, ogni sabato, lelemosina a un borghese; una volta gliela chiese in altro giorno e luomo caritatevole gli diede un soldo, ma accorgendosi che non era il sabato lo fece notare al povero, e gli raccomand di rispettare la consuetudine. A questo, il mendicante gli restitu lobolo dicendo: A che servono tante chiacchiere? Riprendetevi il vostro soldo e cercatevi un altro povero. Volendo intendere: io vi rendo un servizio fornendovi loccasione di fare la carit ed acquistare merito, e voi mi accogliete con delle condizioni e delle osservazioni?

cercatevi un altro povero

Autoritratto, Atanasio Soldati, 1931, Gallarate, Civica Galleria d'Arte Moderna.

Un mendico cos fatto, che ha lo stile di un gran signore decaduto, compie veramente, per quanto lidea possa sembrare strana, un atto di degnazione ad accettar lelemosina. In questo sempre un fatto spirituale; e soltanto lanima interessa lo spagnolo. Se si fosse ben posto mente a questo concetto, si sarebbero risparmiate molte fole sullInquisizione e sui Gesuiti. Un missionario che si recava alle Filippine disse a Borrow che andava a conquistare. Il verbo sta per evangelizzare, e spiega molte cose. Non solo la necessit dellInquisizione, ma tutta la storia spagnola in questo spirito di conquista delle anime. Le infamie della propaganda anticlericale, e le chiacchiere dei pubblicisti democratici, sono cose buone per le dispense da quattro soldi e per i fogli massonici: tutta lordura che sbava, come le lumache, per i muriccioli. La verit diversa, perch il flagello dei conquistadores, e lintolleranza degli inquisitori, sono un grande fatto spirituale. Gli uni e gli altri mi torturano nellintenzione caritatevole di salvare la mia anima (Unamuno) e la mia dignit umana. Questa carit attiva e preveggente sar sempre la pietra angolare della Chiesa, e il compito del potere temporale, anche se dispaccia a quattro straccioni che le hanno trovato un surrogato nella solidariet. Nulla per lo spagnolo , infatti pi alto delluomo morale: nada menos que todo un hombre(1.14), dice un personaggio di Unamuno. In questo individualismo assoluto, tuttavia, come ognun vede, il germe dellanarchia (ogni misticismo anarchico), e la Spagna non vi sempre sfuggita. Per Ganivet, la scienza prima e fondamentale di un uomo sta nel saper vivere con dignit, cio indipendente e padrone di se stesso, potendo fare la propria volont senza render conto a nessuno. Ma pure in questo errore dellindipendenza il segreto di certe grandi azioni: la Spagna prende la vita sul serio, ignora la comoda mediocrit borghese che non sta n con Dio n col diavolo; vive col fondo dellanima, come ha detto Enrico Larreta(1.15). Don Chisciotte sempre il simbolo di questo atteggiamento di fronte al secolo: cio lindividuo che vive per affermare la sua personalit. Sia essa piccola o grande, lo spagnolo afferma con ostinazione senza scorgere in questo atto nulla di ridicolo. Il cavaliere della Mancia, con tutti i suoi attributi comici (ed eroici in lui perch buffi), uno specchio nel quale ogni spagnolo vede riflessa la propria immagine, e segnato il destino della sua razza. La storia di Spagna uno svolgersi di fatti chisciotteschi. Dal Cid Campeor che battaglia col leone, a Cortez che brucia le sue navi; da Francisco Pizarro che va alla conquista del Per con un pugno di uomini, fino a SantIgnazio ed oltre, questo paese come un immenso deserto dal quale si levano le voci di talune grandi idee o le figure solitarie di qualche anima errante(1.16).

vive per affermare la sua personalit.


Lo spagnolo sa che deve vivere solo, e contare sulle proprie forze; donde gli deriva la necessit di realizzare se stesso, di non dovere nulla a nessuno: essere, cio, un uomo, attingere tutto dalla propria natura profonda, dalla propria anima. Lanima leterno motivo spagnolo: sete di veder Dio in Santa Teresa, fame dimmortalit in Unamuno, cupidigia deterno in Riccardo Lon, afferma Robert Ricard. Tutto si confonde e si raccoglie in questo grande fatto dellanima: gli uomini e le cose. Santiago Rusi ol(1.17) dice che nella Mancia i paesi hanno unanima. Louis Bertrand, in una pagina di romanzo, fra molti paesaggi dipinti con pennelli romantici che ricordano la Spagna di Chateaubriand, lha descritta narrando la desolazione di Cordova, che a guardar bene un poco laspetto triste di tutto il paesaggio spagnolo. Nel silenzio e nella solitudine, per il rivale di don Giovanni Cordova assume unaria tragica e grandiosa. Da lontano, antichi palazzi in rovina spiegano la tristezza delle loro facciate con le griglie alle finestre, e le porte sempre chiuse.

senza tregua

Le case intonacate di bianco, con rami di palma benedetta ai balconi, somigliano a candidi sepolcri decorati di fiori e corone funebri. I muri bassi, senza vani, sono lugubri come quelli delle galere. Si pensa a una citt morta, a una rovina formidabile, donde si alza solitaria la nuda architettura della gigantesca cattedrale. Il Guadalquivir scorre silenzioso per quelle terre avare dove regna la steppa con le sue colline calve, senza un albero, senza una pianta. Dovunque trionfa limmagine della morte.

l'aspirazione all'amore che lo trae verso la terra, e il presagio della morte che lo induce ai pensieri del Cielo.
Ma, pure, che frenesie nel cielo di bragia! Che eccitazione per la volont, quel clima torrido! Come debbono sbocciare sotto quel fuoco invernale, in mezzo alla natura desolata, il pazzo eroismo, le fantasie del pensiero, le follie dellastrazione! proprio il paese degli Averroes(1.18) e dei Consalvo(1.19) di Cordova, dei teologi e dei paladini che rovinavano a briglia sciolta verso imprese impossibili. Certamente, fra tanta desolazione e tanta follia, don Chisciotte ricavalca senza tregua la sua rozza. Ma pi che nel pazzo cavaliere, lanima di Spagna nel benefattore di Siviglia: con la sua aspirazione allamore che lo trae verso la terra, e il presagio della morte che lo induce ai pensieri del Cielo. Questa posizione pu sembrare, nellEuropa attuale, molto anacronistica, e gli spagnoli lo sanno; senza scorgervi daltronde un gran male. In fondo la Spagna, non tocca dal Rinascimento, dalla Riforma e dalla Rivoluzione, ha custodito la sua anima medioevale, osserva Unamuno, e proprio in essa egli fa consistere lelevazione morale del Paese. LEuropa propende, senza dubbio, verso una civilt della materia: si tratta allora di definire quale per i nostri tempi il valore spirituale della Penisola. La Spagna, dopo Filippo II, non ha diviso il destino dellEuropa, vissuta in una solitudine sempre pi vasta, e le correnti moderne del pensiero non lhanno nemmeno sfiorata. Star, dunque, logicamente a rappresentare in unEuropa ecumenicale forze primitive ed essenziali delluniverso, cio quel nucleo didee aristocratiche che si oppongono alla vicenda del tempo. Si intendono le idee morali, nellassenza delle quali sta il vuoto dellEuropa inconsistente dei nostri giorni. Il valore della Spagna essenzialmente etico, e la sua civilt avr un compito tanto maggiore quanto pi sar in contrasto con i principi degli altri popoli, volti ormai al polo opposto della sua posizione spirituale. Ogni paese d al genio europeo un contributo particolare, difficile a definire, ma che pu essere almeno indicato sommariamente: lInghilterra con la nozione dellarmonia fra un cielo ideale e una terra concreta, la Francia con lo spirito di geometria per cui nella confusione delle forme si ritrovano le linee immutabili dei principi, la Germania con la sua fucina dove le idee sono saggiate e sistemate nel tutto, lItalia con lumanit della cultura e la tradizione. Il contributo della Spagna nel senso della tragedia, delleterno dialogo fra Dio e luomo, fra la Provvidenza divina e la libert umana. Il movimento di reazione allOttocento, col quale lEuropa tenta di reprimere lindividuo, colui che non si piega di fronte alla legge, pone logicamente la Spagna morale alla testa del secolo; ed significativo che la marcia ideale di questo paese coincida con lagonia dellera del progresso. Vuol dire che noi andiamo verso unepoca inesorabile di restaurazione di principi.

Lanima della Spagna, Il popolo di Roma, 25 novembre 1926

Joseph Caillaux uno dei pi sconcertanti personaggi della scena politica francese: ministro delle finanze con Waldek-Rousseau, con Clmenceau, con Morris, e infine egli stesso presidente del Consiglio e ministro degli Interni, fu compromesso, sul piano politico, dal suo cocciuto pangermanesimo, che, secondo i suoi estimatori, ha lo scopo di porre la Francia al riparo da ogni rischio, mediante trattati di alleanza e scambi commerciali con la Germania: opera sua la convenzione franco-tedesca del 1911, contro la quale per insorse la camera, cosicch il Gabinetto cadde. Nel 1913, con Doumergue, Caillaux ridiventa ministro; ma il 10 marzo 1914 deve ritirarsi perch sua moglie assassina Gaston Calmette, direttore del Figaro, il quale conduce una violenta campagna contro di lui: conoscendo molto bene il ministro e le sue tradizioni familiari. Egli pubblica, tra laltro, lettere intime scambiatesi fra Caillaux e sua moglie prima che fossero sposati: con questo pretesto, che serve a respingere in secondo piano i motivi pi importanti, Madame Caillaux si giustifica, ed assolta. Finisce in carcere, invece, il marito, nel dicembre 1917, accusato di intelligenza col nemico durante la guerra . Condannato a tre anni ed alla privazione dei diritti civili e politici, il rocambolesco ministro torna in scena nel 1925, avendo riacquistato tali diritti grazie ad unamnistia: e con il governo Painlev di nuovo ministro delle Finanze. Solo i socialisti riusciranno, pochi mesi dopo, a farlo mettere definitivamente da parte per molti anni, perch mancato pagamento dellimposta sul capitale. Lincredibile vicenda, e soprattutto lincredibile risurrezione di Caillaux, richiamano su di lui lattenzione generale. adesso in questo momento, nel 1925, che Gobetti pubblica sulla Rivoluzione Liberale larticolo di Persico, il primo di una serie prevista. Ma, nel 1922, il giornale si esprimeva benevolmente nei riguardi di Caillaux, in un articolo di Cesare Spellanzon. In quellanno erano apparsi un libro in Francia, dellillustre ministro, O va la France?O va lEurope?, con un piano di egemonia economica francese che rendeva il Caillaux persona grata ai nazionalisti; e uno in Italia, Le mie prigioni, tradotto dal francese, in cui il ministro segregato narrava,a suo modo, la storia del suo processo, del quale Paul Vergnet aveva gi pubblicato quattro anni prima unampia relazione; lo stesso autore aveva anche tracciato una biografia di Caillaux.

Da questi documenti Persico ha ricavato i dati per i suoi articoli. Il secondo viene pubblicizzato in una sede affatto insolita al gruppo editoriale: Carlo Curcio a collocare il pezzo, verosimilmente rifiutato da Gobetti, sebbene la collaborazione di Persico ai fogli gobettiani continuasse.
Joseph Marie Auguste Caillaux, battezzato col nome del nonno, nato a Mans il 30 marzo 1863. di Joseph Caillaux, lantenato, conviene parlare in principio. Egli nacque il 5 marzo 1756 a Genonville, villaggio del comune di Voves nella contea di Chartres, di famiglia artigiana. Sembrandogli greve il mestiere del falegname, che era tradizione della sua gente, gli fu fatto dapprendere alcun poco di latino da un ecclesiastico e risparmiare sul salario dapprendista e di chierico tanto da poter comprare studio di notaro. A ventidue anni, infatti, era notaro a Sancheville e prevosto, che voleva dire: luogotenente di giustizia del signore del luogo, il marchese di Larochebousseau. Questo notaro di provincia era, in verit, uomo esperiente, di quelli che han tirato il carattere gi dalla sfera dei principi per custodirselo nella pancia, come la plebe italica dei mangiafagioli, della quale ci resta una sciagurata sentenza: Vegna la Franza, vegna la Spagna, a mi non importa, basta che magna.

Si direbbe oggi un opportunista: lui, officiale, fatto pingue dai nobilucci dei dintorni, che vigila la temperie dellordine nuovo e vi aderisce apertamente fino a rappresentare al tempo degli Stati Generali una parte attiva nelle riunioni del terzo. Grandelettore di un suo amico dinfanzia: Jrome Ption, quel Ption che sebbe nome di bello, fu lidolo di Parigi e scomparve nella tragedia della Gironda. La Rivoluzione fu benigna al prevosto signoresco: lindennit per la soppressione dello studio notarile e la dote della moglie, Marie Victoire Mlanie Lefbre, concessero a Joseph Caillaux di speculare sui beni nazionali. Ma viene il Terrore, Ption morto, i sospetto vigila lo Stato: gli affari ormai folti e complessi hanno bisogno, perci, di uno schermo. Ed ecco lantico tabellione fatto speziale nella bottega dei suoceri a Chartres, rue de la Pole-perce. la bandiera copre la merce La bandiera copre la merce: il fondaco che profumano il garofano e la noce muschiata ha un retrobottega, una sorta di deposito, dove fa sacchi dorzo e casse di biscotti si negozia come in una congiura o in un ghetto e si tien registro daffari nobileschi da trattar sottomano. Poi c una cantina, donde un giorno il signor di Labrochebousseau, tediato dal fumo della lucerna, dallumidore, dagli addobbi di ragnateli e di salnitro, esce, come in un romanzo di Gaston Leroux, per farsi prendere e ghigliottinare a Parigi. Joseph Caillaux, antico prevosto, accorre in diligenza da Chartres, e, quasi un dramma darena, gli svelato alla Conciergerie il nascondiglio che custodisce il forziere dei Larochebousseau. Cest pour mes enfants Cest pour mes enfants, esclama il marchese, e alla scena della prigione cala la tela. Comincia, poi, un altro atto: i quadrivi ed i salotti di Chartres, dove le comari e gli incroyables spettegolano della fortuna improvvisa dello speziale. Solite favole e passatempi di piccoli centri: ancora oggi, infatti, i vecchi raccontano a veglia di tesori trafugati al tempo del Quarantotto, che vale per tutto il periodo della rivoluzione italiana. Joseph Caillaux era, certamente, una natura composita di Girella e di Mercadet; ma onestuomo, in fondo. Natura di servo fedele, inchinevole e devoto, anche nella nuova fortuna, agli antichi padroni: come il liberto romano cui, pur sotto la chioma fluente, restavano le orecchie bucate. Dopo il 9 termidoro, il singolare homme daffaire cur di mettere nel pieno possesso delleredit come sesprime il gergo dei curiali i figli del marchese di Larochebousseau. Alla biblioteca di Chartres, in testimonianza, sono conservate tre lettere degli eredi e questa dichiarazione: Les preuves de gratitude mrite que je reois de cette famille et que je place sous les yeux de mes concitoyens suffisent sans doute pour couvrir de mpris publique les ennemis cachs qui me poursuivent et pou me conserver tous les sentiments dhonneur et de probit auxquels jai droit de prtendre et qui me sont dus. JOSEPH CAILLAUX Marchand picier Chartres, Ex-notaire et prvt de Sancheville Pi tardi Joseph Caillaux officier municipal di Chartres: ottiene dalle autorit imperiali una carica davvocato presso il Tribunale della citt e chiude bottega. Poi vende lo studio.

E nel 1820, come conviene: suddito fedele dei Borboni, conclude la sua giornata, lasciando ai dieci figli una fortuna enorme e un consiglio: Ne rendez jamais services aux nobles; ce sont des ingrats. Steenheim ritiene che Napoleone sia nato a Waterloo nel 1821. Parimenti, Joseph Caillaux nato allindomani della morte del padre. La sua infanzia, che a Maurice Barrs parve felice e privilegiata, i primi studi, la laurea, i concorsi interesseranno piuttosto gli affossatori. Noi cominceremo il nostro discorso da Algeri. LAfrica: dove sbarcano i naufraghi, gli scontenti, gli uomini liberi e fuorusciti. Quelli che hanno avuto dei rovesci di fortuna. Quelli che hanno puntato tutto sopra una sola carta, quelli che sono stati sconvolti da una passione romantica. Socialisti tedeschi e mistici russi. Piccoli artigiani vittime della grande industria. Spiriti generosi e teste pazze. Contadini calabresi e marinai scandinavi. I sacrificati dai congressi diplomatici. Armeni e comunisti dUngheria. Operai, soldati, mercanti Joseph Caillaux non era di questi spaesati che vanno a morire di fatica, di febbre e di nostalgia per le strade carovaniere: il vasto barnum africano lo teneva come funzionario della Grande Repubblica in Algeri. Egli non fu, cos, il Venturiero che piacque alla fantasia di Ernest Psichari. N conobbe langoscia delluomo che distruttosi come Obermann per gioire, sconta in terra dAfrica i peccati di Don Giovanni, che Marcel Barrire rivest dei panni del principe Baratine. Queste sono invenzioni di romanzieri che han tolto dalle appendici dei giornali di provincia lesploratore malinconico e lo chasseur de Afrique per assumerli alla gloria parigina del libro di colore o ai fasti del libro di propaganda. Letteratura mediocre, in cui lerrante fantme vtu de coton, secondo Pierre Benot tratto a morte dal mistero di donne favolose e il legionario novecentesco reca, in cambio del fucile e della carta topografica, la spada romana e il Vangelo che la storia e Iddio hanno trasmesso alla Francia repubblicana per la salute deglinfedeli. Era scritto che Joseph Caillaux non sarebbe stato n Edipo, n Scipione: il destino gli aveva assegnato, forse, la parte di un personaggio di Pierre Loti. Egli volle, invece, essere uno spahis bordelli ere. La psicologia del cattolico indotto in tentazione e in peccato carnale stata gi narrata troppo diffusamente dagli scrittori fin de sicle, perch tentassimo di spacciarla con poche parole. Noi diremo soltanto come Joseph Caillaux, che educarono i religiosi dellEcole Fnelon e la madre puritana, ebbe un giorno vaghezza di andare alla ricerca della ngresse blonde che fu svelata unicamente alla musa gioconda di Georges Faurest. Il cristiano, gi iniziato alle cose voluttuose dalla goliardia del Quartier Latin, intese di superarla sua scienza e di regalare alla Carte du Tendre, che fu disegnata al tempo dellHotel de Rambouillet, la provincia dellamore negro. Ogni bianco, daltronde, nei paesi del sole compie una dilettosa navigazione alla Citera africana, cos pittoresca in Marinetti e in Ren Moran. Joseph Caillaux, che non era sanza lettera come Leonardo, si sovvenne di Baudelaire cui piacquero le grazie negri canti di Jeanne Duval: Cest ici la case sacre

Qui la sacra capanna,

O cette fille trs pare

qui la fanciulla riccamente ornata, tranquilla, sempre inappuntabile; con una mano si sventaglia il seno, e, il gomito appoggiato ai cuscini, ascolta il pianto delle fontane:

Tranquille et toujours prepare, Dune main ventant ses seins,

Et son coude dans les coussins, Ecoute pleurer les bassins.

Cest ici la case sacre O cette fille trs pare Tranquille et toujours prepare, Dune main ventant ses seins, Et son coude dans les coussins, Ecoute pleurer les bassins.

Fu cos che conobbe un ruffiano. Si chiamava Francois Desclaux. Non era, dunque, il mezzano algerino, mercante dafrodisiaci barbareschi, dalle grandi labbra come lumache gonfie di bava, inchinato a met quasi presentisse la ferula tagliata nella pelle dura dellippopotamo, con le pelli raccolte dal pugno sulla ventraia. Era figlio di una portinaia e di un soldato. Quando la polizia coloniale lo diede a Joseph Caillaux per duca nel viaggio allinferno algerino, viveva del poco pane di un commesso di dogana. Questo bardassone, illetterato e delatore, sera certamente chiesto, come Stendhal, quale fosse la sua meta; ma non sapendo prefiggersi d tre le plus grand pote possible si contentava di rimestare dentro di s le aspirazioni ad una vita che lo traesse dal molo dAlgeri a pi comodo e rimunerato ufficio. Joseph Caillaux assunse di traghettare il gabellotto allaltra riva, dove invece della pi gran gioia che promette il poeta dOriente, gli fu chiusa, come narreremo, la porta della galera. bordelliere

n Edipo, n Scipione

Il singolare Vergilio era uomo dappoco, ma astutissimo ed accorto come quelli che frequentando la gente di malaffare non usi ai pronti infingimenti ed alla subitanee risorse per campare la vita. a Joseph Caillaux, di natura impetuosa, sembr convenisse questa pasta davventuriero scaltro e sottile: cos, quasi un antico faglia, il leone e la volpe andarono insieme per il mondo a gabbare il popolo degli altri animali. Ma Francois Dasclaux, come accade sovente alle bestie della sua specie, capit in una tagliola. Joseph Caillaux, per quindici anni, laveva innalzato a grado a grado: fino a crearlo capo del suo Gabinetto, nel 1911. era ormai ricco e potente, era anche ufficiale della Legion dOnore. E nel 1915: trsorier-payeur gnral dellesercito, con grado di tenente colonnello. Non gli era consentito salire di pi, bisognava che discendesse, cio che lordine fosse ristabilito: per la morale della favola, la quale insegna che non lecito alle volpi sottrarre impunemente i formaggi ai corvi. Francois Desclaux fu, appunto, condannato per furto di derrate alimentari. A questuomo, nato di plebe, sembravano desiderabili ed ottime solo le cose materiali; vissuto sprovvisto, aveva fame di danaro: la semplice storia della sua dannazione, dunque, non cinteressa. Noi lo abbiamo evocato non per straziare in lui un altro uomo, secondo la pratica dei sortilegi e lopinione del conte Bernstorff, ma soltanto perch egli fu il socio e il primo agente elettorale di Joseph Caillaux. Nel 1898, Joseph Caillaux, che i villici dYvre-lEvque avevano con grande scorno bocciato quando sera presentato a raccogliere la successione sindacale del padre, quasi gli spettasse come privilegio signoresco, fece il proposito di porre la sua candidatura al collegio politico di Mamers. Ma il duca di La Rochefoucauld-Doudeauville, deputato uscente di parte monarchica, dichiar che avrebbe tenuto ancora il campo, pur malato comera e stanco; anzi pretese per soprammercato che Joseph Caillaux non si presentasse contro di lui. Francois Desclaux, che rinnovava nelle fatiche del galoppino elettorale il mestiere del ruffiano, aveva cos ottenuto da quel rigido signore appena una patente di nobilt per il suo padrone: infatti quasi poteva ritenersi designato alla successione parlamentare del duca. Un giovane provinciale di quelli che trentanni fa rimavano sonettucci o studiavano leconomi rurale come in certi romanzi russi del secolo scorso, se ne sarebbe tenuto pago ed avrebbe portato con fatuit nei salotti di damasco rosso lalloro di questaltra bella speranza; ma la redingote di Joseph Caillaux non era fatta per consumarsi le falde sulle poltrone tarlate delle pie dame dipartimentali che spartono con molle gesto, un giorno ogni settimana, la dolcezza delle confetture manipolate in casa e versano con usura il languore degli sciroppi melati. Lo stallo del Parlamento conveniva meglio alle natiche dellAfricano.

Francois Desclaux, capitato nel circondario di Mamers come un porco in un campo di trifogli, si diede allora ad organizzare una specie di plebiscito, per cui novanta comuni fecero appello al patriottismo di Joseph Caillaux. Il nostro uomo, devant lintrt gnral come si espresse nel suo latino ritenne che la parola data al duca fosse una questione sentimentale e pubblic un manifesto.

Un giovane provinciale di quelli che trentanni fa rimavano sonettucci o studiavano leconomi rurale come in certi romanzi
Cari concittadini, arrendendomi alle sollecitazioni dei rappresentanti municipali del circondario, mi son deciso a chiedere i vostri liberi suffragi. Io sono profondamente repubblicano, non solo perch la Repubblica il governo legale del paese, ma anche perch essa lespressione pi ampia della libert, del diritto e del progresso. Se voi mi manderete alla Camera, mi dedicher in maniera particolare a seguire e a studiare i problemi finanziari, per la cui discussione credo che lunghi anni di lavoro nellispettorato generale delle Finanze mi diano una speciale competenza. Chieder che si realizzino delle economie nelle pubbliche spese, combatter ogni nuova imposta e, pur essendo propenso ad approvare quelle modificazioni che sono reclamate dal nostro sistema fiscale non sempre equo, vigiler che i ritocchi non importino inquisizioni, arbitri o violazioni del segreto degli affari. Nello stesso ordine di idee, difender alla tribuna, occorrendo, il privilegio o, per dir meglio, i diritti dei bouilleurs de cru. Difender egualmente glinteressi dellagricoltura, che , in Francia, lindustria pi grande e pi utile e che ha bisogno, pi di ogni altra, dessere incoraggiata e sostenuta. Mi adoperer a far rifluire il danaro delle citt nelle campagne votando il progetto di legge Mline per le banche agricole. Nato nella Sarthe, vissuto sempre in mezzo a voi, per quanto me labbia concesso lesercizio delle cariche amministrative, credo di conoscere i vostri bisogni che sono i miei, poich gli interessi che ho, oppure che avr in avvenire, si legano ai vostri. Cari concittadini, votando per me, voterete per un uomo giovane, senza idee vecchie di forme sorpassate e de quale tutto il programma pu riassumersi in poche parole: ordine e progresso della Repubblica. J. CAILLAUX Ispettore delle finanze Proprietario a Mamers

trippaio di Aristofane

Noi non diremo che questo manifesto somigli alle dispute di Cleone e del trippaio di Aristofane; ci meravigliamo anzi chesso non sia, come un modello del genere, nel secondo tomo dellantologia dei prosatori contemporanei di Georges Pellissier, dedicato agli historiens, mmoralistes, crivains et orateurs politiques. A noi interessa notare come i propositi elettorali di Joseph Caillaux siano stati realizzati fuori di Mamers, dove nel 1902, nel 1906, nel 1910, nel 1914, allepoca dei comizi, i buoni cittadini hanno battuto il naso sempre allo stesso manifesto pubblicato per le cantonate. Una tal quale fedelt ai principi potrebbe sembrare un ostinato rigore, degno di finire nei libri di scuola, se Joseph Caillaux non fosse stato opportunista a Mamers e progressista a Parigi: come quei giovani che aspettano dessere fuori dalla porta di casa per correre la cavallina. Nel 1902, egli scriveva: Mon programme se rsume en ces deux phrases:ordre et progrs dans la Republique. Ni raction, ni rvolution ; questa professione di fede moderata, con la quale si concludeva pure il manifesto del 1898. Infatti, a Parigi, Joseph Caillaux si volgeva a poco a poco alla estrema sinistra, dove contava che il concetto dellonore, come quelli del progresso e della propriet non trovassero, per lo meno, interpretazioni eccessivamente ortodosse.

Ma lo stile di Caillaux candidato non in questo vivere secondo i climi e le stagioni, nelle sfumature, nei sottintesi, nelle piccole cose che paion semplici come il pane e sono invece un groviglio di serpi. In fondo a un manifesto si poteva leggere tanto di Joseph Caillaux seguito da uno scampolo di titoli: Deputato, consigliere generale, presidente del Sindacato degli Agricoltori della Sarthe, membro del Consiglio superiore dellagricoltura, ministro delle finanze. Sembra un biglietto da visita, secondo il gusto accademico della borghesia francese, ed piuttosto lavallo di questa cambiale senza data: Je mettrai votre entire disposition linfluence que jai acquise auprs des pouvoirs publics. Quando Gaston Calmette fu ucciso, gli strumenti da fiato del candidato di Mamers miagolarono per un attimo la nenia del dolore poi intonarono il grande corale : Mon crme leurs yeux a t de vouloir la Paix qils dtestent, parce quelle assure la prosprit morale et matrielle de la France rpublicaine. Ecco il vero stile di Joseph Caillaux : la pace ! cio lostinazione. il 1914 e questuomo pensa alla pace, scoppia il conflitto e predica la pace ad ogni costo, finisce la guerra e resta attaccato alla pace. dunque un laico? Un europeo? Hanno detto che fosse soltanto un traditore: noi non crediamo. Joseph Caillaux ci sembra un inglese che abbia scommesso in un club. Il Phileas Fogg della politica francese!

Joseph Caillaux, Rivoluzione Liberale, 18 ottobre 1925


Anche la figura politica, quella pi irriverente ma che obbliga alla riverenza, viene sbugiardata. Luomo perde i suoi segreti per strada. Persico li colleziona e li rende narrativa, materia pubblica. Da questo momento sparisce la paura dellignoto, questo il punto di svolta.

1.4

Il Baretti, in esilio, novembre 1925


Quella che potrebbe sembrare azione politica si svela presto in quanto azione critica, pura e viva. Il talento e lonest, fino a

questo momento richiesti a chi reggeva i fili del potere, finiscono sulle pagine del giornale Il Baretti, a pungolare attori, direttori, scenografi e musicisti. Dalle scarne recensioni dei colleghi di Persico, ad un tratto, redazione e pubblico vengono investiti da un carico di ironia e precisione che obbligano lo stesso autore a riportare, nei testi, stralci di opere o a descrizioni minuziose di allestimenti scenografici.

A testimonianza del fatto che la critica universale, perch il senso critico appartiene ad ogni uomo, deve solo essere allenato,
come gi affermato ne La citt degli uomini doggi, Persico comincia a scrivere recensioni teatrali di seguito a pezzi di economia, di politica, di letteratura, unico campo del giovane agli occhi di un lettore disattento e disilluso. Di seguito, dunque, due pezzi di critica teatrale, che spaziano dalla pittura al canto ed introducono ad un nuovo capitolo del viaggio.

La messinscena deve realizzare una maggiore unit del dramma con lo spettatore, fuggendo gli effetti aneddotici e le ricostruzioni pittoresche per cui vien fatto talvolta di scorgere una decina di scagnozzi timorosi andarsene in processione per il fondo mentre si svolge in primo piano una scena drammatica. I pi grandi effetti si ottengono con i pi semplici mezzi. A che vale nellatto della chiesa, del Faust, la ricerca della profondit di grandi navate, se, come al Knstler-Theater, il plinto di una colonna in ombra basta a dare lillusione di una cattedrale? La scena non pittura di un quadro: una decorazione, in cui, secondo le regole di questarte, sono combinati i tre ritmi: della parola, del gesto, del movimento. Un bosco per Victor Hugo e un bosco per Thodor de Bainville esigono tecniche differenti: Corot dar la scena a Bainville e Delacroix a Victor Hugo

La messinscena,Il Baretti, settembre 1925


Immediata ed indispensabile, come il suo stile richiede, la presentazione dellautore sul giornale, in quella rubrica, arriva come una dichiarazione di intenti: Cinque Punti per la scenografia. 1. Fine ultimo: realizzare ununit del dramma con lo spettatore. Coinvolgere. 2. semplici mezzi. Simbolismo ed evocazione: illusione. 3. Bandite le decorazioni: superflue. 4. Tre i ritmi che scandiscono il lavorio progettuale dello scenografo: parola, gesto e movimento. 5. Attinenza al dramma: ogni autore gi regista della propria opera. Altri, pi apprezzati di Persico dallopinione pubblica, hanno preferito investire sulla propria passione per le scene, facendone mestiere, prima di delineare una personale filosofia dazione. Il pezzo seguente riguarda proprio la reazione di Persico a questa categoria di professionisti.

Un direttore colto, ma non artista, inutile in un teatro quanto un carnefice in un ospedale.


Un direttore colto, ma non artista, inutile in un teatro quanto un carnefice in un ospedale. Egli pretende, nientemeno, che lartista si limiti ai rapporti di altezza e di superficie segnati da lui! Per una scena di porto, a mo desempio, vuol esporre in uno spazio ridevolmente angusto le rocce, le navi, la citt, le case, il ponte di sbarco. Lattore deve, poi, agire in mezzo a tutta questa roba. Un personaggio deve imbarcarsi, un altro sbarcarsene sulla roccia. Questo quadro sar per forza irreale, se si pon mente agli inverosimili rapporti di misura che occorre attribuire ad ogni cosa perch trovi posto in scena. Nel Vascello Fantasma la scala arriva a met della nave che sta dietro. La citt situata a cinquanta centimetri oltre il tetto delle case. La cima delle montagne, alla stessa altezza degli alberi della nave. Cos Edward Gordon Craig(1.20). Ed ancora: Il direttore chiede una foresta: il trovarobe gli porta la foresta, albero per albero, ecco il nostro uomo raggiante. Si scalda la testa e corre la citt con i bozzetti e il solino di celluloide strepitando: Venite, venite a vedere la mia messinscena. Non s mai vista una cosa simile! La natura non potrebbe far meglio!

Il direttore dice, poi, agli attori: Camminate in questa foresta come persone ordinarie, siate naturali applaudisce lartista che cade da una sedia, inciampa in un tappeto, e grida: Che meraviglia di naturalezza! A Londra, se un direttore ha bisogno di soldati, chiede gli uomini a un reggimento e li veste con un costume storico; non gli verrebbe mai lidea di formare il suo corpo di comparse. Perch cercare di meglio di un vero soldato?. Questo realismo non ha nulla di comune con larte. Il realismo finisce nel comico nel music-hall, nellanarchia. Dunque: lo stile. Ed una scuola. Ecco il progetto che vogliamo attuare: noi fonderemo, con capitali di tutti gli amici del teatro riuniti in Societ, una scuola fornita di quanto necessario alla scena e due teatri, di cui uno allaperto. Adopereremo queste due scene per le nostre esperienze; sulluna o sullaltra, talvolta su entrambe, saranno provate tutte le teorie. I risultati di queste esperienze: note, disegni, fotografie, documenti fotografici non verranno pubblicati e serviranno soltanto ai membri della scuola. Avremo strumenti per studiare, e produrre, il suono e la luce, come anche altri per studiare il moto. Vi sar una stamperia, tutti gli utensili da falegname, una biblioteca completa. Noi faremo esperienze nel teatro, come il chirurgo nella sala anatomica. La nostra scuola ci permetter di studiare le tre fonti naturali dellarte: il suono, la luce, il moto: la voce, a scena, lazione. Il direttore del teatro uguale al direttore dorchestra. Tutto dipende dalla sua bacchetta. Perci egli far, prima, eseguire le scene e i costumi. Poi distribuir le parti agli attori che ne impareranno il testo prima di fare anche una sola prova. In seguito, provveder allilluminazione, per creare un legame armonioso fra il costume, la scena e il testo. E soprattutto, non copier la natura: la interpreter. Anche per intendere larte di Gordon Craig giover un saggio di messinscena.

Lo stile, Il Baretti, novembre 1925


La partenza pi vicina sui divanetti di un teatro.

La pubblicazione di un fascicoletto non vale quanto la speranza di una scrivania alla redazione del Baretti, soprattutto perch cos distante dallovvio e dal familiare. Le finanze non gli consentono ancora, per, di avventurarsi in un mondo tanto lontano e privo di appoggi sicuri. La prima sosta, di un paio di mesi, nella casa di campagna, fuori Firenze, di un cosiddetto amico, come Persico scrive a Curcio nellestate del 1926. In seguito, si reca proprio dallamico napoletano, gi sposato e sistemato, gi impegnato in una dura corsa allimpiego fisso allinterno di inufficio editoriale. verosimile che in questi mesi Persico si diriga verso Pescara per coronare un sogno damore: sposare Cesira, la musa dei suoi versi, e sanare quellansia di speranze confessata e pubblicata ne La citt degli uomini doggi. Peccato che, proprio negli anni venti, Torino rappresenti La citt in cui i sogni diventano realt.

La citt degli uomini doggi, ed. Quattrini, Firenze, 1923

La vita del mondo un mistero e alla soglia di questo mis

la gravezza dellaria, quando i turbini della polvere, quando il colore del cielo e della terra, il colore che precede luragano, quando questi segni si rivelan

In un tramonto, lasciai la casa paterna per andare fra gli la mia vita.

il mondo un deserto popolato duomini: vanno, v vendono, parlano, tacciono, adulano, denigrano, e demoliscono.

La vita un viaggio, molti lhanno affer viaggio mostra alluomo la realt delle co perch cerca sempre senza trovare mai.

L'amore cono

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Premessa Allinizio del 1900 le
quinte si aprono su una scena di pensamenti radicali, di slanci generosi e utopistici, di ricerche spregiudicate, in cui si riflettono le inquietudini e le impazienze della societ occidentale, che la crisi del liberismo, soprattutto in Europa, la crescita industriale e le tensioni imperialistiche serpeggianti fra le grandi potenze acuiscono fino allesasperazione. I problemi che il secolo precedente lascia si presentano con rinnovata forza, da quello sociale, che lespansione del movimento socialista imponeva

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come primario, a quello della spartizione delle colonie e dei mercati internazionali; e ben presto tutti si sarebbero riversati nel bollente crogiuolo della prima guerra mondiale e della Rivoluzione russa. Ein questo clima che larte e la letteratura vedono fiorire le cosiddette avanguardie del Novecento, gruppi, correnti, tendenze e movimenti che si accavallano nel primo ventennio del secolo, imponendo con una urgenza fino ad allora ignota il ruolo dellartista e dellarte nella cultura e nella societ.

Introduzione Alla mente di Edoardo


Persico sono stati associati viaggi in terre solo nominate con deferenza dai suoi colleghi: Francia, Russia, America. Egli non cerc mai di smentire le voci, rafforzato da una passione smisurata per lo studio di lingue e terre straniere. I suoi racconti riuscivano a trasportare anche gli ascoltatori, insieme a lui, sulle rive della Senna, o dellHudson, costeggiando le pi degne architetture di quello e di dieci secoli prima, lontani dalla realt di Napoli, Torino, Milano, dove i soldi non bastavano per il pranzo. Ma dai

stero io esito a parlare.

no

i uomini a creare

vengono, comprano, edificano,

rmato; ma nessun ose: egli singanna,

osce meglio la strada

Lettera dalla Spagna, La Rivoluzione Liberale, 16 dicembre 1924

questa nazione che all'alba del secolo scorso era un popolo di lavoratori retto da preti e legisti

un piover dirotto di ordinanze e decreti; ministri, governatori, municipi vennero soppressi con un tratto di penna; dichiarata la guerra al caciquismo, ai separatismi, al sindacalismo

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viaggi doveva fare ritorno; ad attenderlo quattro mura grigie, a volte aperte da piccoli squarci di luce, attraverso i quali intravedeva una nuova via di fuga, una soluzione nuova al male della vita, la schiavit.

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ruolo al quale era inetta, un giovane di ventanni, educato nellambito di una tradizione cattolica e monarchica a cui, confortato dalla parallela azione francese, ancora si appigliava un certo pensiero aristocratico italiano, dal Piemonte alla Sicilia, dove mai poteva guardare, se, forte di unintima, incoercibile libert, avvertiva linsufficienza di tale contorno, e di tale precettista, per lanima aperta e curiosa, per lanima assetata di verit.

Fondatore della rivista I Cattolici in una faticosa gavetta Negli anni intorno al 20
in cui la crisi di un risorgimento incompiuto e deviato, non risolta dalla guerra, si riacutizzava nei conati reazionari di una timida borghesia, perennemente accanita a pretendere per s un

ruolo al quale era inetta, un giovane di ventanni, educato nellambito di una tradizione cattolica e monarchica a cui, confortato dalla parallela azione francese, ancora si appigliava un certo pensiero aristocratico italiano, dal Piemonte alla Sicilia, dove mai poteva guardare, se, forte di unintima, incoercibile libert, avvertiva linsufficienza di tale contorno, e di tale precettista, per lanima aperta e curiosa, per lanima assetata di verit.

I. Bibliografia

Di Persico

Riviste e Periodici

Lettera dalla Spagna 1924. I partiti catalani Erler (due note) Fuchs (tre note) La messinscena Appia (due note) Politici doggi Craig (due note) Ritratti contemporanei: Joseph Caillaux La buona stampa Ritratto di Valle-Incln Risposta a Gringoire Lidea spagnola Lanima della Spagna La Fiat: operai Pionieri Giuliotti I sei pittori di Torino I Stampe di Arturo Martini Sullarte straniera La serata con Sommaruga Estremi. Una mostra di Achille Funi Modigliani Federico Zandomeneghi Apparizione di Apollinaire Carnevale di Marinetti Dal libro della memoria. Un modo di essere Di Terlizzi Bardi, via Brera 21 Loris e Parry Ceramiche di Martini Sullarte italiana Arte italiana moderna, I Cose senza contenuto.. Lascensore in miniatura Litografie di Garbari Due orari Coincidenze Stile Per Martini Zandomeneghi contro lOttocento

La rivoluzione liberale, 16 Dicembre, La rivoluzione liberale, 11 Gennaio, 1925. Il Baretti, agosto 1925. Il Baretti, agosto 1925. Il Baretti, settembre 1925. Il Baretti, ottobre 1925. La rivoluzione liberale, 18 Ottobre, 1925. Il Baretti, novembre 1925. Critica Fascista, 1 Settembre, 1926. Il Baretti, Giugno,1927. Il Baretti, 7 Luglio, 1927. Inedito, Torino, Autunno 1927. Il Popolo di Roma, 3 Novembre, 1927. Il Popolo di Roma, 25 Novembre, 1927. Motor Italia, dicembre 1927. Motor Italia, gennaio-febbraio 1928. Lavvenire dItalia, 1 Novembre, 1929. Le Arti Plastiche, 16 Luglio 1929. La Casa Bella, Gennaio 1930. Belvedere, Gennaio 1930. Belvedere, Gennaio 1930. Belvedere, Gennaio 1930. Belvedere, gennaio 1930. Belvedere, febbraio 1930. LIndice, Marzo 1930. Belvedere, Marzo 1930. Belvedere, Marzo 1930. La Casa Bella, aprile 1930. La Casa Bella, maggio 1930. Belvedere, maggio-giugno 1930. Belvedere, maggio-giugno 1930. La Casa Bella, giugno 1930. La Casa Bella, giugno 1930. Il Rosai, Firenze, luglio 1930. La Casa Bella, agosto 1930. La Casa Bella, agosto 1930. La Casa Bella, settembre 1930. La Casa Bella, ottobre 1930. La Casa Bella, ottobre 1930. La Casa Bella, novembre 1930. La Casa Bella, dicembre 1930. La Casa Bella, dicembre 1930. Poligono, gennaio 1931.

Ottocento, di Raffaello Giolli. Poligono, gennaio 1931. Invenzione cristiana di Enea Conferenza, Milano, 29 Gennaio 1931. Unaltra realt La Casa Bella, febbraio 1931. Eugne Atget La Casa Bella, febbraio 1931. Regina La Casa Bella, febbraio e maggio 1931. Fotografia tedesca, I La Casa Bella, marzo 1931. Fotografia tedesca, II La Casa Bella, aprile 1931. Filippo De Pisis La Casa Bella, aprile 1931. Acquafortisti italiani La Casa Bella, maggio 1931. Occhio e fotografia La Casa Bella, maggio 1931. La pittura del Cinquecento La Casa Bella, luglio 1931. Riflessioni sulla scultura La Casa Bella, luglio 1931. Bozzetti e Spazzapan, o lartista solitario. LAmbrosiano,1 Luglio 1931. La scuola di Laethem LAmbrosiano, 9 Luglio 1931. Conferenza di Carr LAmbrosiano, 22 Luglio 1931. Andr Derain La Casa Bella, Agosto 1931. Il lavoro tedesco La Casa Bella, agosto 1931. La biennale di Venezia LAmbrosiano,5 Agosto 1931. I sei pittori di Torino II LAmbrosiano, 12 Agosto 1931. Arte sacra a Padova, I LAmbrosiano,19 Agosto 1931. Spilimbergo LAmbrosiano, 26 Agosto 1931. Arte italiana moderna, II La Casa Bella, agosto 1931. Andrea Mantenga La Casa Bella, settembre 1931. Nicola Galante LAmbrosiano, 2 settembre 1931. Via Solferino LAmbrosiano, 9 settembre 1931. La Sibilla cieca LAmbrosiano, 16 settembre 1931. Fiorenzo Tomea LAmbrosiano, 23 settembre 1931. Il Mokador LAmbrosiano, 23 settembre 1931. Pubblicit e romanit La Casa Bella, ottobre 1931. Arte sacra a Padova, II La Casa Bella, ottobre 1931. Marinetti contro lesterofilia Inedito perLAmbrosiano, Ottobre 1931. Discorsi sulla scultura LAmbrosiano, 19 ottobre 1931. Morte di Garbari LAmbrosiano, 19 ottobre 1931. The studio, I La Casa Bella, novembre 1931. Questi filetti non si adattano Tipografia 1931, n 1, novembre-dicembre 1931. Pascin La Casa Bella, dicembre 1931. Vita di Chagall La Casa Bella, gennaio 1932. Tipografia 1932 La Casa Bella, gennaio 1932. Ottocento La Casa Bella, febbraio 1932. Il canarino La Casa Bella, febbraio 1932. Gebrauchsgraphik, I La Casa Bella, febbraio 1932. Gebrauchsgraphik, II La Casa Bella marzo 1932. Plans La Casa Bella marzo 1932. Soffici screditato La Casa Bella, marzo 1932. Ventanni di storia. La Casa Bella, marzo 1932. Lopera delluomo. La Casa Bella, marzo 1932. Storia naturale La Casa Bella, aprile 1932. Tre del Milione La Casa Bella, aprile 1932. Cartelloni di Mondani (due note) La Casa Bella, dicembre 1931- aprile 1932. Chagall La Casa Bella, maggio 1932. Definizione del moderno La Casa Bella, maggio 1932. Foto e pubblicit La Casa Bella, maggio 1932.

Cento anni di Manet Larchitettura in Parlamento Nuove Poesie di Cocteau Il gusto italiano. Fame a Montparnasse Liberty Severini La Vittoria di Fontana Biblioteca europea Una villa di Mendelsohn. Due riviste spagnole Martin Munkacsi Un catalogo The studio, II Un film di Moholy-Nagy Piero Torriano Il Conte di Savoia Una villa di Elsaesser. Spazzapan Ceramisti Carr e Soffici Un bar a Milano. Una mostra di Gigiotti Zanini Un grattacielo a Filadelfia. Tre concorsi. Un altro bar a Milano. Arturo Martini Alla quarta mostra sindacale lombarda Il gusto antico Per Maccari e Longanesi. Un alloggio a Milano. Per Gino Pancheri Le automobili di oggi. Espressionismo grafico Errori stranieri. Alla Fiera di Milano. Intermezzo La casa del sabato La sala destate Arte sacra alla Triennale Villa-Studio per un pittore. Villa a Mantova. Una villa di citt. Una stanza di soggiorno. Larchitettura mondiale. Gli architetti italiani. Il padiglione della Stampa. Maccarone. Una lezione di stile Due cataloghi per due tempi La torre al Parco Icaro

La Casa Bella, giugno LItalia Letteraria, 9 giugno La Casa Bella, Giugno LItalia Letteraria, 4 giugno La Casa Bella, Luglio La Casa Bella, agosto La Casa Bella, Agosto La Casa Bella, Agosto La Casa Bella, Agosto La Casa Blla, agosto La Casa Bella, settembre La Casa Bella, settembre Tipografia, settembre-dicembre La Casa Bella, ottobre La Casa Bella, ottobre La Casa Bella, novembre Casabella, gennaio Casabella, gennaio La Casa Bella, gennaio La Casa Bella, gennaio La Casa Bella, gennaio La Casa Bella, gennaio Il Brennero, 4 gennaio, Casabella, febbraio La Casa Bella, febbraio Casabella, febbraio La Casa Bella, febbraio La Casa Bella, marzo La Casa Bella, marzo Casabella, aprile Casabella, aprile Il Trentino, aprile Casabella, aprile LItalia Letteraria, 28 maggio LItalia Letteraria, 28 maggio Casabella, maggio LItalia Letteraria, 2 giugno, Casabella, giugno Casabella, giugno LItalia Letteraria, 18 giugno, Casabella, luglio Casabella, luglio Casabella, luglio Casabella, luglio LItalia Letteraria, 2 luglio LItalia Letteraria, 6 agosto Casabella, agosto-settembre Casabella, agosto-settembre La Casa Bella, agosto-settembre La Casa Bella,agosto-settembre Casabella, agosto-settembre Casabella, agosto-settembre

1932. 1932. 1932. 1933. 1932. 1932. 1932. 1932. 1932. 1932. 1932. 1932. 1932. 1932. 1932. 1932. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933. 1933.

La terza mostra sindacale darte a Trento Il Brennero, 5 settembre, 1933. In memoria di Loos. Casabella, ottobre 1933. Una piccola chiesa. Casabella, ottobre 1933. Un negozio a Milano. Casabella, novembre 1933. Per Van de Velde (due note) Casabella, giugno 1933-gennaio 1934. Ruhlmann Inedito. Scritto per Domus in gennaio 1934. Il Koruna di Praga. Casabella, gennaio 1934. Marta pittrice Domus, gennaio 1934. Per Rosai Domus, gennaio 1934. Una casa a Praga. Casabella, febbraio 1934. Case popolari per Bologna. Casabella, marzo 1934. Nuove ville (recensione) Casabella, aprile 1934. Undici opere di Mendelsohn. Casabella, aprile 1934. Ci siamo seduti. Inedito scritto per Casabella in aprile 1934. Un manuale di architettura: la Fiera di Milano. LItalia Letteraria, 22 aprile 1934. Capocronaca dallarchitettura. LItalia Letteraria, 8 aprile 1934. Larchitetto Gio Ponti. LItalia Letteraria, 29 aprile 1934. Un asilo a Vienna. Domus, maggio 1934. Una fabbrica a Rotterdam. Casabella, maggio 1934. Per la VI Triennale. LItalia Letteraria, 26 maggio 1934. Angelo Del Bon LItalia Letteraria, 2 giugno, 1934. Discorso al Parlamento. LItalia Letteraria, 9 giugno 1934. Dopolavoro a Genova. Casabella, luglio 1934. Razionalismo di Muzio. Casabella, agosto 1934. Lucio Fontana LItalia Letteraria, 4 agosto, 1934. Una spiaggia a Paraggi una villa a Livorno. Casabella, settembre 1934. Una critica a Berlino. Casabella, settembre 1934. Bilancio a Roma. LItalia Letteraria, 29 settembre 1934. Fuori concorso. LItalia Letteraria, 29 settembre 1934. Lesempio di SantElia. Casabella, ottobre 1934. Due palazzi a Ginevra e a Mosca. Casabella, ottobre 1934. Punto e a capo per larchitettura. Domus, novembre 1934. LUngheria verso lEuropa. Casabella, novembre 1934. Per una casa. Casabella, novembre 1934. Cantatore al Milione LItalia Letteraria, 15 dicembre, 1934. Il palazzo del Littorio. Il Broletto, gennaio 1935. Nota sul concorso. Casabella, gennaio 1935. Introduzione a Le Corbusier. Casabella, gennaio 1935. Richard J. Neutra architetto. Casabella, gennaio 1935. Primitivi. Casabella, febbraio 1935. Regia della Quadriennale. LEco del mondo, 9 febbraio 1935. Ville di Brinkman e Van der Vlugt. Casabella, marzo 1935. Brinkman e Van der Vlugt. Casabella, marzo 1935. Decadenza di Hoffmann. LEco del mondo, marzo 1935. Un progetto di Ponti. Casabella, aprile 1935. Premessa. Casabella, maggio 1935. Per lAlexanderplatz: un progetto. Casabella, maggio 1935. Per la Postdamerplatz: un grattacielo. Casabella, maggio 1935. La colonia Leipzig-Gohlis. Casabella, maggio 1935. Alla Fiera: tre sale e un padiglione. Casabella, maggio 1935. La colonia Schorlemer Allee. Casabella, maggio 1935. Casa per una famiglia. Casabella, maggio 1935.

Progetto di una villa. Casabella, maggio 1935. Gigi Chessa architetto. Casabella, maggio 1935. Un sanatorio di Aalto. Casabella, giugno 1935. Un teatro a Busto Arsizio. Casabella, giugno 1935. Trentanni dopo il Palazzo Stocler. Casabella, luglio 1935. Una mostra a Bologna. Casabella, luglio 1935. Una torre in piazza del Duomo. Casabella, luglio 1935. La cooperativa Foerbunder. Casabella, agosto 1935. Un negozio a Torino. Casabella, agosto 1935. Lultima opera di Berlage. Casabella, settembre 1935. Un padiglione a Bari. Casabella, ottobre 1935. Una tomba, una cappella a Cervia. Casabella, ottobre 1935. Un asilo nel Comasco. Casabella, ottobre 1935. Lucio Fontana II Inedito, Novembre 1935. Un museo a Bolzano. Casabella, Novembre 1935. Arte romana Dicembre 1935. La casa nuova. Incompiuto e inedito. Scritto in dicembre 1935. Una casa a Milano. Casabella, dicembre 1935. Sulla pubblicit Inedito scritto nel 1935. Dalle riviste di tutto il mondo. Casabella, da febbraio 1933 a dicembre 1935.

Lettere ed editoriali
Lettere a Piero Gobetti Lettere a Carlo Curcio. Napoli, Roma, Pescara Lettere a Lionello Venturi. Torino Persico a Casabella. I Sei di Torino, Casabella. Lettere a Garrone, Ricci e Rosai. Milano Filla e SantElia, Casabella. La Mostra della Rivoluzione Fascista 1923-1926. 1921-1928. 1928-1930. 19 agosto 1930. 1930-1931. 1930-1933. luglio 1933 settembre 1934. novembre 1934.

Conferenze e mostre
Francesco Menzio, Presentazione sul catalogo di una mostra alla Galleria Guglielmi di Torino, Marzo 1929. Francesco Pasi, Presentazione sul catalogo della mostra Pasi alla Galleria Bardi, Milano, gennaio 1930. Il capolavoro sconosciuto, Milano,10 maggio, 1933. Lottocento della pittura europea, Conferenza, Milano,17 febbraio, 1934. Ubaldo Oppi, 1913-1929, Presentazione sul catalogo della mostra Oppi alla Galleria del Milione, Milano, dicembre 1930.

Luigi Bracchi Presentazione sul catalogo della mostra Bracchii alla Galleria del Milione, Milano, febbraio 1930. Mistica dellEuropa Conferenza, Milano,5 giugno, 1934. Nino Strada Presentazione sul catalogo di una mostra personale a Milano, 1934. Profezia dellarchitettura. Conferenza, Torino, 21 gennaio 1935.

Libri
La citt degli uomini d'oggi, edizione Quattrini, Firenze, 1923 The High Flame, Art's Edition, London, 1923 Jardins d'automne, edizione Shneiderbergh, Berne, 1923

Su Persico Libri
Guido Canella, Ignazio Gardella, Marsilio, Venezia, 1992 Carlo Cavallotti, Il Mulino, Una lezione di coerenza, pp. 866-875, settembre 1965 Giovanni Celant, Marcello Nizzoli, Edizioni di Comunit, Milano, 1968 Giorgio Ciucci, Gli architetti del fascismo. Architettura e citt 1922-1944, Einaudi, 2002 Carlo Cresti, Architettura e fascismo, Vallecchi, Firenze, 1986 Angelo DOrsi, Intellettuali del Novecento italiano, Einaudi, 2001 Giovanni Denti, Profezia di Persico, Clup, Milano, 1989 Marcello Del Campo, Edoardo Persico. Scritti di architettura, testo&immagine, 2004 Cesare De Seta, Pagano. Architettura e citt durante il fascismo, Laterza, Bari, 1990 Cesare De Seta, Edoardo Persico, Electa Napoli, 1987 Maurizio di Puolo, Edoardo Persico. 1900-1936 autografi, scritti e disegni dal 1926 al 1936, catalogo della mostra organizzata da Francesco Meschini nella sua Galleria AAM, gennaio 1978 Silvana Editoriale, Anni creativi al Milione 1932-1939, catalogo della mostra tenutasi a Prato nel 1980 Marcello Fagiolo, Ottagono, Lastrattismo magico di Albini, n. 37, giugno 1975 Paolo Fossati, Torino 1920-36. Societ e cultura tra sviluppo industriale e capitalismo, 1986 Alfonso Gatto, Scritti critici e polemici, Rosa e Ballo, Milano, 1947 Fulvio Irace, Giovanni Muzio 1893-1982. Opere, Electa, Milano, 1990 Fulvio Irace, La casa allitaliana, Edoardo Persico e i rapporti con Gio Ponti, allinterno di Gio Ponti, 1988 Maria Luisa Madonna, Il disegno di Persico, Ottagono, pp. 21-29, ottobre 1992 Luisa Mangoni, Linterventismo della cultura. Intellettuali e riviste del fascismo, Laterza, 1974 Riccardo Mariani, Edoardo Persico - autografi, scritti e disegni dal 1926 al 1935, catalogo della mostra organizzata dallomonimo a Milano nel maggio 1978 Riccardo Mariani, Edoardo Persico. Oltre larchitettura Scritti scelti e lettere, Feltrinelli, 1977

Mazzotta, ANNITRENTA - Arte e Cultura in Italia, catalogo della mostra organizzata del Comune di Milano da gennaio ad aprile del 1982 Elena Pontiggia, Edoardo Persico. Destino e modernit, Medusa, 2002 Antonino Saggio, Giuseppe Terragni. Vita e opere, Laterza, Bari, 2004 Vittorio Savi, Figini e Pollini. Architetture 1927-1989, Electa, Milano, 1990 Leonardo Sinisgalli, Furor Mathematicus, Silva editore, Torino, 1967 Manfredo Tafuri, Storia dellarchitettura italiana 1944-1985, Einaudi, 2002 Francesco Tentori, Edoardo Persico, grafico e architetto, Clean, 2006 Vari, Il Razionalismo e larchitettura in Italia durante il fascismo, Electa, Milano, 1976 Giulia Veronesi, La Fiera Letteraria, Edoardo Persico e la sua figura culturale, pp. 12-14, gioved 4 agosto 1966 Giulia Veronesi, Edoardo Persico. Tutte le opere, Edizioni di Comunit, Milano 1964 Giulia Veronesi, Edoardo Persico. Scritti di architettura (1927-1935), Vallecchi editore, Firenze, 1968 Bruno Zevi, Storia dellarchitettura moderna (1950), Torino, 1975

Riviste e periodici