Sei sulla pagina 1di 424

Jr*^

id&v, fc
T*tWv >3I5$

El*
.* ,
* ^ V ,

*4

.Jl
::

-
w

I
\
DE CO S T U M1
D E

PRIMITIVI CRISTIANI
L I B R 1 T R E
C O M p O S T I D A

F. TOMMASO MARIA
M AM A CH I

Dell Ordine de Predicatwi


TEOLOGO CASANATENSE.
T O M O I.

RVMA MDCCLIIL
Preffb gli Ertdi di Gio: LORENZO BARBIELLINI

Stamp atari , g Merc ant i di Libri a Taffjiiino .


CON
-5*
ALI/ALTEZZA RSALE EMINENTISSIMA
D I

ERRICO BENEDETTO
DUG A DI YORCK,
E della. S. R. Cbiefa. Prete CARDINALS .

FR. TOMMASO MARIA MAMACHI DE


Tcologo Cafarutenfc .

SSENDO Hato
fempre digran*
dijjimo pregio ,
^ a ornamento agli uomini^ che
(
ifono applicati alia letteram-
*
2 ra,
(IV)
ra 9 ilporre in front e alleope-
re , che hanno ttdbilito dipub-
b lie are , ilnome di un qualche
perfonaggio i a cui
o
illuflre
o la
per la virtu propria , per
nobilta de natali , epelgrado

fuUime , cheotcupa, eperle


cMariffimegeJle de fuoi mag-
giorijembrajfe convenevol
co-
e avendo
J(a di con/agrarle*
o y
<*s

e
ip 9qucmiunque difapere^
coloro , che
cTingegnd a tutti
Studio delle an-
fonoji dati allo
ticMta dellaCMeja, infer io-
re ,7 determinate d imitare il
*.

todevole loro efempio ; non bo


**s JL -^

lungamente penfato fotto qua-


U .aujpicj dovejje comparire
alia puWica luce ilmio pri*
(V)
mo volume de Cofhimi de,
Primitivi Criftiani, i
per le materie^ che contiene ,

all" ALTEZZA VOSTRA REALE


EMINENTISSIMA piu che ad
,

ogni altro , era certamente


doTUto . Imperciocche trat-
tandojl m effb della fede ,

dellafperanza^ della carit a,


e della religione , le quali vir-

tufurono eccellenti in moltiffi-


ml di queifedeli , chefioriro-
no ne prinufecoli delCriMia-
nefimoi
oJ s
e dimoMrando/ianco-
y

ra , come nonfolamente leper-


Jfone
di ba/Ta , e di mediocre
*J*S *

condizione graviffimi pati-


menti foffrironoper mantene-
re illefa la lorofana credenza,
* ma.
3
ma eziandio akuni de* piu ri-

nomati^ e nobiliuomini , che


degnifurono delPlmpero , a
fine di confervarc illibata la
Religione^che aveano abbrac.
data , volleropiuttoHo abban-
donare gli altiffimi pqfti , che
cccupavano nella Repubbli-
ca ; a Voi fenza dubbio lo
$effo libro apparteneva , i

cui Progenitori in quefto ge-


nere principalmente in mo-
do maravigliofo Ji fegnala-
rano . Eper vero dire , chi
Jarhmai cosi poco informato
delle cofe
,y
awenute verfb
jf
la

fine delpaffato i e fulprinci-


pio di queHofecolo , / / quale
nonfappia , ejjer ella notijji-
(VII)
ma cofa ,
e da piu celebri
Scrittori tramandata alia me-
moria de pqfterifhe il Vo/lro
gloriojiflimo Aw
appena in-
nalzato al trono della Ingbil-
terra ejjendofi ffiudiato con
,

tutta fopra , e diligenza di ri-

fiabilire nejuoijlati il Cattoli-


cifmo,e avendo tirato contro di
fe FodiO) e provata laperftdia
de malcontenti i cFerano al-
levati nella erejia , Himo ejjer
ella tiriazione gloriofa , e de-

gna dije, e della Jua re ale

profapia ilfojfrire in pace di


efferecoffrettopiuttoHo a la-
fciare ilRegno , che commet-
tere alcuna cofa *.*
,
*
che%jfofTe
A/ pre-
JL

giudiziale al culto
*
della vera
4 re-
(VIII)
religione ? E il voHro Real
Qenitore non haforfe con non
minor e coraggio , efortezza di
ammo fatto a Dio della coro
na , che gli e giuftamente do-
vuta^per motiw dipieta , e di

religione un intierofagrifizio \
Ma le virtu di
quejlo Monar-
ca, cbe veggiamo inviolabil*
mente attaccato alia fanta
Cattolica Chiefa^ e fovente
proftrato avanti gli altari of*
jrire alSignore ifuoi voti con
tal raccoglimento di fpirito ,
e con tanta devozione , cbe ne*
riguardanti cagiona compun^
zione , faranno , come quelle
della Regina VoHra glorio-
Jifjimq Madre , celebrate ne\
"
(IX)
fecoli awemre , ne vifara eta
mai , in cuiji cefji dipredicar
lefue lodi Quindi e , che Voi
,

delkpaterne , e delle materne


virtu perfetto imitatore rifiu-
tato co lie pompe , coglijpaffi ,
e co* trattenimenti , che vipa--
reano meno convenient alia
vojlra iftituzionejutto cw^cbe
di grande , e di magnifico il
f
Jecoloi)ipromette va^ abbrac*
ciafte lo rftato EcclejiaHico , e
nioftraffie piu coi fatti , che
co lie parole , ejjcr egli Stato
ilSfgnor Iddio la vqftrafidu*
cia fino dalla *uoBra prima

giovinezza , e talmente vi
efercitqfte e profeguite ad
,

efercitarvi nelh opere di pie-


ta
(X)
fa ,
e di religione ,
cbe non

folamente a* Romani , ma
eziandio agli etferijtete di
efempio^ e di ammirazione .
Perlaqual cofa BENEDET
TO XIV. Pontefice Maffimo,
che per lo *va$o fuo fapere , e
per la Jlngolare facolta , che
ha fempre avuta di diftingue~
re ilfenno ,
e il valore delle

perfone , le quali poffbno effe-


re di particolare vantaggio
alia Chiefa^Je giungano afo-

Jlenere una dellepm ragguar-


dei)oli dignita nel Cattoli-
avendo comprefo qual
)

luHro , e ornamento avrefte


voi recato alpiuAugufloSena-
to delMondO) vi dicbiard Car-
din A-
(XI)
dmale , e poi Arciprete della
rinomatijfima Bq/ilica di S.
Pietro Ne quali po$i in una
.

eta cosi giovanile accoppiando


Voi la gravita dl Principe ,
cuifcorreper k veneilfangue
in lui trasfufe di tanti poten*

tijjlmi Re ,
colla mode$ia , e
colla vita ejemplare , che dee
rHueere nel Sacerdote \ date
e evidentementeadievedere y co
me fteno Hate benfondate le

fperanze , cbe un tanto Ponte--


Jice , e i R omani di Voi aveano
concepute ; e cljefacendo Voi
afllduamente con tantapieta^e
devozione lefacrefunzioni , e
moflrando tanto zeloper la ca-
fa diDio , dobbiamo ^ comel\
am-
(XII)
ammirammo ne VoHriMag-
giori^ co
si ancora ammirare
in Voi medefimo fempre piu
vincitrice la religione ,
EfTendo
JkS
adunque /for nit o
J.

e
Voi di quelle virtu^dellequali
ho io trattato nelprimo libra, e
e do vendojipercio quefto libro
medefimo all ALTEZZA Vo-
STRAREALE EMINENTISSIMA ,
1

a Voi^ qualunque e Jia^ Fojfro^


lo dedico , e lo confacro :
epre
gandovi digradire con quella
benignita, cFeparimenteuno
de* molti pregj , c he adorna-
no ilvojlro animo , quejlo mio
reverentijjimo ojjequio , umil*
mente m inchino al bacio del9

lafacra Porpora .
(XIII)
NOS F.ANTONINUS BREMOND
THEOLOGIZE PROFESSOR
Ac Ord. F. F.
totius Pr<td. Humiih
Magljlcr Generalis >
& Scrvus *

Aritm ferie, noftrique aii$6ritate of-


.

ficij facultatem 5 quantum in no-


bis eft, impartimur tibi Ma- A. R. P.
oiftro F. Thomac Mariae Mamachio
TD

Provinciae noflrae Romanae Theologo


Cafanatenfi 3 ut poffis typis inandare__^
Tres Tom os open s 3 cui ciculus : De
ctftumi de Primitii)i Crijliani a te

compofiti 3 de mandate noftro rcvi-


fi duobus Ordinis Noftri Theologis,
a
videlicet ab Ad R. P. M. f. Thvnt dc
Luc a 3 & ab Ad. R.P.MF.Angelo Mi-
na Sptiftnoccbi 5 fervatis de jure fervan-
dis . In nomine Patris ^ & Filii & Spi-
,

ritus Sanfti Amen.In quor. fid. &c.


Datum Romae in Convenu noftro S.Mariae

ftiper
Minervam die 16. Feb. an. 1755-
i

Fr. Antoninus Bremond


Ordinis y

Reg. ps g. 7 .
Fr. Thomas Ignatius Maria Nttta
Mag, & Socius*
APPRO(XIV)
V A Z I O N I

commifHone
mfo Padre Reverendifii-
del
PFRmo Generale Antonino Bremond ho letta
F.
con piacere opera del Padre Maeftro Fra_j
1

Tommafo Maria Mamachi Teologo Cafanatenfe


intitolata De* coftumi d?* Primitivi Criftiani Li-
bri tre Troppotardo io fare! , fe volefli adeffo
.

pormi ad applaudire all opera e alia perfona ? poL


ch in rapporto alia prima , e ftata quefta molti
anni avanti prevenuta da altre vircuofe fue
ap-
plaudite compofizioni date alia luce ; in quanto
poi alia feconda , lafcio parlare i primi Uomini
non folo d ltalia ma di Europa accreditatifllmijC
virtuofi , che non ceffano di meritamcnte enco-
miare il fuo nome raro fapere . E
pel di lui
J

de^na per tanto h prefente opera d efler data._>


"

alle ftampc , mentre i coftumi de 5 veri antichi


Criitiani ci rappf efenta, onde a chi la legge puo
ciferdigrandefpirituale profitto;e per eflere an*
cora fcritra con chiarezza , e con
ptilizia di ve*
ro (Hie tofcano , puo il
Leggicore giovane pre-
valerfene per ritrarre del giovamento . Sicche
non efcndovi niente n^controla fede, ne contro
ibuoni coftumi , merita d eflfercolle
ftampc al
Mondo pubblicata .

Dato nel Convento della Minerva quefto di 20.


Febbrajo 1753.

F. Anglok Spannocchi
Maejlro di Sacra
Tcoiogia ,ed Efamlnatore Apojlotico del
Clcro Romano ,

Ho
(XV)
veduto per ordine del P. Rmo F. Antonino
HO Bremond Maeftro Generale del
dine de Predicatori il libro intitolato : De Co-
noflro Or

flunri de Trimitivi Crifliani libri tre comfofti


da F. Tommafo Maria Mamacbi dell Ord. de*
Tred. Teologo Cafanatettfe , nel qual libro non__5
folamcnte non ho io trovato alcuna cofa contra-
ria alia Santa fede cattolica , e a buoni coftumi ;
ma ho ancora offervato unafoda erudizione , e
una gran facilita di efprimere in lingua italiana i
fentimenti degli Antichi Padri della Chiefa, che
riguardano gli ufi , e coftumi de* noflri mag-
giori ; onde per le utilita, che puo apportare a
tuttiqueJli , che avranno comodo di leggerlo 5
giudico, che fla degno della pubblica luce .
Minerva Roma queffodl 21. Febbrajo 1753.

F. Tommafo De Luca di Tredicatori Macftro


facra Teohgia , c Triore del Convento
Minerva .

veduta la prcfente Opera De Coflumi de


HO Triwitivi Crifliaticotapofa molto erudita-
mente dal T. M. F. Tommafo Maria Mamacbi ,
e in efla non ho trovato cofa , che
reptigni alia
noftra S. Fede , e a buoni coilumi, ed in fedc
quefto di 20. Febb. 1753.

Giv Bottari.

Avcn-
(XVI.)
letto percommiffione del Rmo P.Mae-
AVendo ftro delSagro Palazzo il
primo to mo dell
>r

Opera intitolata :De* Coftmni de Primiti tui Cri


flia.nl del M. R. P. Maeftro Toittmafo Maria Ma-
machi Teologo Cafanatenfe , non folamentc_j
non vi ho trovato cofa alcuna ripugnante a Do-
gmi, e verita di noilra fanta Religione ; ma anzi
vi ho con piacere oflfervato una miniera abbon-
dante di aiitorita , di ragioni , e di prove cavatc
da puriflimi fonti della tfadizione Apo/lolica, ed
Ecclefiaftica de primi iecoli della Chiefa, e mol-
to addattate a vieppiu Ihbilire i
dogmi fantif-
flmi della Cattolica Fede ed a iftruire i Fedeli
^

nelle maflime della vera , e foda picta CrilHana :


Onde lo giudico degno della pubblica luce per
mezzo delie fhimpc .

Chiefa Nuova quefto di 21. Fcbraro

Carlo Majfini della Congreg. dell Oratorio di I(owa

IMP
Si videbitur Reverendifllmo Patri Sacri Palati i
Apoftolici Magiftro .

F. M. de Rubeis Tatriar. Canfttntinop. Vicefg.

Fr.Vincentius Elena Rmi PatrisMag.S.P.A.Socius.

PRE-
(XVII)

IN D ICE
DE CAPITOLI, E DE PARAGRAFI
DEL LIBRO I.

DE* COSTUMI Dl PJUMITIVI CRISTIANI .

PREFAZIONE
I. fia utile il defcrivere i co-
CjVanto
^^- flumi de* Primitivi Crifliani .
pag. i.

II. Innocenza loro conofciuta dagli flefji

gentili , che gli aveano prima calunnia.-


ti ,
e perfeguitati .
iij.

III. Le principals calunnie fttrono inven*


tate da* Giudei.
IV. jf quail acconfentirono pareccbi
Gentili .

V. / medeflmi Gentili conobbero finalmen-


te la innocenza Crifliani ; ma ripro-
d<?

varono come fuperfliziofa la noftra fan-


ta religione . vii}.

VI. Dalla diverftta di giudicare i fedell


fi dimoftra , che i Gentili erano pcrfuafi
della loro innocenza . XV.
VII. Da quefta perftf a/tone indotti woltifft-
mi Gentili.altri ammirarono la virtu de*
Crifliani , e altri non foLvnente / am-
mirarono , ma rabbrarciarono ancora. xxij.
VIII. Aon fi /tega , cbe we primi fecoli
del I a Chicfa vifrflero alcuni cattivi Cri
fliani , ma quefii
erano focbijjimi inj>

comparazione de* buovi . xxxviij.


, Si
(XVIII)
Si apportano le ragioni,per le quail
coWandar de* tempi crebbe nella Cbiefa
II numero de* cattivi . XLIJ,

LIB. I.

Dc coftumi de* primitivi Criftiani ,

io .
riguardavano

CAP. I.

Della virtu della Fede de* Trimitivi Cri


.
ftiani
"

5. I.

Come la cognizione delle divine cofe con-


duce a operar bene . Ivi .

Quale fia la virtu della fede . 7.

yf^J $. II.

I. Quanta foffc ne primi Criftiani eccellente


la virtu della fede . 10.
II. *Per quali motivi abbracciafsero i no-

ftri anticbi lafantafede , ed in efsafem-

pre fi confermafsero maggiormente n. .

Confefsavano i Criftiani , cbe per la


grazia di Dio erano chiamati alia fede . Ivi .
III. 1)no de* motivi , fu euifi fondavano i

noftri maggiori , era ripetuto dalle pro-


fezie . n :

IV. Dell argumento prefo da" miracoli .

V.
L
//
principale argumento prefo da mi-
racoli.per confermare la verita della re.
la di
ligione cri/liana e refurrezione
Crifto . 32
[. Gli
(XIX)
VI. Gli 4p ofloli non furotio ingannati in-
torno a qutftn punto .
3 #.
VII. I difcepoli di Criflo non ingannaro-
no niuno , mentre predicarono la re-
furrezione di lul .
47,
Degli oprati da Gesil
altri prodigj
Criflo , e
fpecialmente della refufcita-
zione di Lazzaro , e del tremuoto , e
delle altre maraviglie fuccedute nella.*
morte di Criflo .
54.
VIII. Confertnazione del Criflianefimo pe
wiracoli opcrati da difcepoli del Si-
gnore .
6%.
IX. tddducevant ancora i noflri maggiori
in confer mazions della vera religions,
i
prodigj , chc da Dio fovente opera-
vanji nelle cbiefe pe fedeli . 69.
X. Veritei della religiwe comprovata col -
le teftimonianze de* Gentili .
87.
XI. vtrgumento ricavato dalla prodigiofa
propagazione del Criflianefimo^per com*
pro vare la veritd della noflra fanta re
ligion e .

XII. Come confermati per quefti motivi


ncllafedc i primitivi Crifliani , volea-
no piuttofto foffrire ogni incomodo , <L^

ferdere qualunque cofa , cbe violarl<L*

in
qualcbe parte , ancorcbe parejse mi*
nima .
114.

. III.

principali do-
I. Quali fienofempre flati i

gmi propofli a credere dalla Chiefa tC


di Gesii Criflo 145-
* 6 I.Del-
(XX)
I. Delia credenza in Dio creatore delleJ
e delle itwifibili cafe . Ivi J
vifibili ,

E dell* unita delta natura , e delta

Tinita delle divine pcrfone .


148.
II. Neceffita di credere
nella Incarnazio-
ne del Verbo , e nella paffione , e_^
morte del noflro Signor Gesu Criftj .

III. We ce (fit a di credere f una vera, , e


la comunione^
fanta Cattolica Chiefa , 9
de* Sami , la remi/fione de peccati , la

refurrezione morti y e la tterntu


dc"

vita.

. IV.

I. Cowe i noflri maggtorifer tencrfi fentpre

prcfentl ,
comt dipinte rf avanti agli
e

occhi le verita della Criftiana religio-


ne , delincavano , o fiolpivano roz~
zamente varie immaginl ,
^ va- per
rie loro figure / ne*
ejprimevaw
fef)l~
cri $
e luoghi dedicati al divin culto . 177-

f. V.

Come per lagiitfla cognizione , che ayea-


no delle divine cofe, i primitivi Criftiani
regol-aflero le loro azhni , e procuraf*
firo di non commettere ale una cofa , cbe
9
difdicefje alia pleta , e alia bonta de
coflumi .

I. Come i primitive Criftiani penfando alia


prcfinza di oio 5 che giuftamente ere-
devano effer immenfo , fi afteneflero dal

peccare e nella virtu fi 201.


,
tfercitaftero .
II. Come per ifibivare / cterno fopplizio
epcr
(XXI)
c per acquiftare vera heatitudine , U
the confiiie nel godere Dio , c w fiprtL*
ogni c<>fa
amavano ,
p+ocuraffero i Cri-

fliani di vivere fecvndo il dettame retto


delta ragione , e le majjiwe del fan-
. 211.
gclo

S. VI.

Tenendo per certo i Crifltanl , cbe Iddio I


il
principle ,
e il fine delT uomo , r//i?-

rivano in lul tutte le loro operazioni. 227.

CAPO II.

Delia ferma fperanza de primitivi Cri-


ftiani in Dio .

fegni , c^e davano i


primitivi Crtftia*
ni delta loro ferma fperanza in Dio. 230.

. II.

I. De* fimboli cbe ufavano i primitivi ,

fedeli per anlmarfi a Jpe rare in Dio. 240.


II. DC nomi di tperato ,
e di Speranza . Ivi.

. III.

Percbe i Criftiani
imponejjero a* luogbi, do*
*ve erano foliti di fepellirc i loro mor-
ti , il nomc di cemetcrj . 242*

I. IV.
(XXII)

*. IV.

Del timore , cbe di Dio aveano i


primiti-
1)1 Crifliani. 244,

-
. V.

Quanta foffero lontani i noftri maggiori


dal prefumcrc di loro medejimi . 245.

CAP O .III.

Delia Car it a de primitivi Crifliani ver


fo Dio .

CAPO IV. ^

Delia virtu delta rtligionc de* Trimitivi


Crifliani . 2 66.

I.

Quanta foffero contrarj alia idolatria i

primitivi Crifliani , e
quali mezzi
ado-
praffero per toglierla , e fradicarla af-
fatto da* cuori degli u&mini , cb erano
dediti alia fuperftizione . 26%.
I. Quanta fofsero i primiti vi Crifliani con
2 6%.
trarj alia idolatria .

II. Quali mezzi adoprafsaro i primitivi


Crifliani per ifradicare ,
e togliere dal
rnondo la idolatria . 2 70.
III. / primiti vi Crifliani non folament^j>
non adoravano le immagini degli Dei ,
ma mtnchc ardivanQ difarle per eferci-
tar/t
pcxiii)
tarfi neir arte della pittura , o
. 2 74.
fcitltura
IV. Scbbenc amrnettevano , cbe dovefsero
efsere veneratigli idngioli , e i Santi,
con tutto do flavano attenti a non pre-
ftar loro II culto di latria , cbe fi dcvc-j
umcamente a Dio . 276.
-V. I(iguardavanfi eziandio i Crifliani di
ntn nominare niunfalfo Dio ne loro di-
fcorfi , e colloquj. 278.
VI. ^ongiuravano pel gcnio 9 nt per ltu>

fortuna di Cefare . 280.


VII. Non voleano cbiamare Dio col nome
di Glove . 280.
VIII. Sebbene non fi rhiravano dal con
ferfar co* gentili , con tutto do riguar-
davanfi da quelle loro cenverfazioni ,
nelle quali fi fcorgeva qnalcbe vtftigio
di fuperflizione . 281
IX. *l<[on
andavano a vedere ne anco per
curiofita i templl de* Gentili . 282.
X. T^e intervenivano a loro fagrlfizj . 284-
XI. Won ufavano le corone ,
perche erano
impofle morti da* gentili ,
a"*

287.
XII. Won e pertanto
maraviglia , cbe non
confultafsero mai coloro ^ cbe faceano
profeffion di magi a . 285?.
XIII. Won intervenivano a
9
conviti de*
Gentili .

XIV. Aon andavano al teatro ,


ne agli
altri fpettacoli .

XV. Non ufavano niuna dimoflrazione di


onore agrimperatori , cbe
nonfofse pu-
ramente Civile .
290

. II.
(XXIV)
. II.
/

Delle fregbiere , de templi ,


dc lie feftc
dellc Sacre adunanze de"
primitivi
Criftiani .
^
9
I. Delle pregbiere de primitivi Criftiani. Ivi.
II. Sc ne* primi tempi i Criftiani tbbiano
avuto le Chiefe . 29 6.
III. Delia forma ,
o ftruttura de templi
9
de primitivi Criftiani
, 308.
IV. Delia difpofizionc dellc anticbe Chic-
ff- 3 op-
9
V. DC tuefliboU templi anticbi de Cri- dc"

fliani . 310.
VI. De// atrio dellc Chiefs . 312.
VII. Del T^artecc . 315.
VIII. Dtlla Njvc delleCbicfe. 317.
IX. Del Coro , e del bema, ovc era / 4/-
f^r<? . V 318.
X. adunanze , cbe file anfi fare nellc
f//e

Cbiefe la Domenica . Ivi .

XL Delia Tafyua . 324,


D//e <z/rre Fefte ,
c/;^ celebravanfi
da* primitivi fedeli . 326*
XII. Delle adunanze de* Criftiani , e della

modeflia loro nelle Cbiefe . 327.


XIII. Delle ft azioni de primitivi Criftiani .330,
9
XIV. Delle fupplicazioni de primitivi
Criftiani. 332,
XV. Delle private pregbicre de primitivi
Criftiani . Ivi .
PREFAZIONE.
L L A e cofa. Q tt * fo

ff * mile il

preilo che
tutte le focie-
. initial Cn
ta naziom
e
comune di am-
mirare la vir
tu e narran-
do 3 o fcrivendo celebrate con alte lodi 3
e tramandare alia memoria de i pofteri
ilfenno 5 i\ valore 5 e le illuftri azioni
de loro maggiorire comecche a moltiflime
fliabene 3 cio fenza dubbio alia noftra
Chiefa 3 o focieta y o repubblica 3 chci^
vogliam dire^ malfimamente conviene^ la
quale con approvati documenti y e con-
1

fermati dagl iftefli Gentili puo a eviden-


R za
ij
i RBPAZION H.

2 a dimoftrare i noftri antichi


5 quanto
in ogni genere di virtu furono eccellen-
ti 3 e come non folamente colla veracita

della dottrina 3 ma eziandio colle fante


loro ottennero 3 che la uni-
operazioni
ca vera Religione maravigliofamente fi.
tiuto il mondo . Imper-
propagaiTe per
ciocche fe la fola opinione 5 che mol-
ti anticamente ^veano della fortezza y

della eiuflizia 3 e delle altre virtu desli


w t~>

Eroi che o non viffero mai 3 o fe pur


D

vifleroj non furono certamente tali 3 qua-


li erano riputati 5 tanta
impreflione fa-
ceanegli fpiriti de mortali 3 che non po-

chi di effi 3 a fine di alfomigliar loro 5 a


graviffimi pericoli efponevano ^ e fog-
fi

giacevano a infiniti
travagli , e patimen-
ti s quanto maggior forza avranno pref-
fo i fedeli di Gesu Chrifto gli efempli 5

non dico di alcune 5 ma di un numero in-


numerabile di perfone di ogni feffo 5 di
ogni eta 3 e di ogni condizione 3 che-*
ne primi fecoli della Chiefa 3 come tanti
gigli trale fpine 3 cosi tra gli empj 3 c
malvagi idolatri fi mantennero illibatif-
fimi 3 e da virtu in virtii avanzandofi a 3

si alto grado di perfezione falirono 3 che


non folamcnte recarono a noftri follie-
vo >
P R E F A Z I O N E .
ifj

vo 3 c giovamento 3 ma fovente ancora


ne perfecutori 3 e nemici noftri cagiona-
rono e cotifufione 3 e maraviglia 5 e im
vivo defiderio di efTere loro imitator! ?
E nel vero onde nacque mai 3 che co-
ftoro 3 dopo tante 5 e cosi atroci calim-
nie inventate contro de noftri Maggiori
per ifcreditare il nome giu- Criftiano 5

gneflero finalmente a confeflare 3 che i git


fedeli di Gesu Crifto oneftamente vivea-f ?
/w
-
c ^
l

no 3 e la ofpitalita y e le
e la pudicizia 3 p
tl
virtii morali tutte con incredibile dili-

genza offervavano ^ e fi determinaflero


ad abbracciare quella religione a che^
aveano prima in abbominio 5 e orrore
avuta 3 le non dall aver effi conofcitito
con ammirazione 3 dopo che liberati fu-
rono dalla invidia D la iiinocenza de no
ftri 5 e chiaramente
comprefo 3 che non
altro maggiormente doveano defiderare,
che imitar quelli 3 la vita de quali
d*

tanto era efemplare 3 e perfetta ? Poiche


non pu6 negarfi 3 che prima eglino 3 per
un certo aftio ifpirato loro dal nemico
dell uman genere (il quale per laprodi-
giofa propagazione del Criftianefimo ve-
devairreparabililefueperdite) appellaf-
fero Atti i fervi del vero Dio 5 ejlrego*
a 2 / 5
iv PREFAZIONE
nl 3 e impoftori , c/o/f/// 3 e fedtittori

5 e demon] , c differ at i , e
tfuferftizjofi
titi i e p/e&r/ e dirfo-
cfcimuniti , 5

dell afino, efacrilegbi li chiamaf-

fero 3 e mille alcri obbrobriofi nomi im-


loro 3 e a morte gli odiaffero *
.ponefTero
c ogni opra 3 e diligenza ufaifciu per di-
e torrc loro con fuplizj mai
fcnoprirli 3
ne veduti 5 ne uditi la vita Ma fu-
piu
.

bito 3 che fu loro coaceduto di confide-


rare 5 e di efaminare fenza pafllone i coftu-t
mi de Criftiani medefimi 5 e di offervarc
con quale grandezza di animo le dignita,

e il fafto 3 e tutto cio 3 che queflo mon-


do fallace o da
o promette 3 fpregiaf-
3

0*)S.Giuft. fero D e eon quanta e fortezza 3 e pazien-


2a fopportaffero i pm fieri tormen-
(")

$4. ti 3 che inventar poteffe la crudelta de ti-


ne lodarono la virtu 3 fenza
an. 1747.
pero approvarne la religioae 3 che fu
perftizione empiamente chiamavano , o
infieme e la religione celebra-
virtiij e la

Apofi uTn!
^ono 3 e
corrifpondendo a lumi 5 (^) c
xu. p. ioo. a ll e mozioni della divina grazia 3 e I una 3
e 1 altra abbracciarono^e procurarono di
Le pnnci- , .

^ii calun- coltivare .

furono
vantcttG
quanto alle calunnie appofte a no-
>

Gittdet. ft^i da neaiici del nome crifliano 3 nom


vi ha
PRBFAZIONB. v

vi ha dubbio 3 che alcuni Padri della


Cattolica Chiefa rimproverarono a Giu-
dei d eflferne eglino ftati gli iaventori
delle principali 3 e fpecialmente di quel-
le 3che T ateifmo , la uccifione de fan*

ciulli 3 e le impudiche cene riguardano ,

Mandafte 5 cosi parla Giuftino Martire


(#) nei Dialogo contra Trifone Giudeo,
M
PS
da Geryfalemme degli uomini fcelti a
pofta per tutto il mondo y e fignificaftcs
ch era nata I ateiftica fetta de i Criftiani 3
c fpargefte^ che da noi queile tali fcel-

leratezze fi commettevano 3 le quali da-


gl ignorant! fono facilmente credute
*

Lo fteffo rapporta Origene nel fefto li-


^
1

bro 5 (^) ch
compofe contra Celfo fo-
ei j^. i7 ,

fifta Epicureo Voile 3 dic edi , che


. i
} -
*jy TJ -

i
r . . della ediz.
33 coloro, i quah non ci conolcono , ap-

33 pena letto il fuo libro 5 ci moveffero


33 guerra 5 come chiamaffimo noi ma-
fe
1

33 ledetto I
Onnipotent. Creatore del
33 mondo ;
per la qual cofa fembra 5
ch ei fia fimile a
Giudei 3
33 quali al- i

lorche comincio a effere


33
infegnata la
33 Criftiana Religione 5 fi fludiarono ca-
33 calunniando di pcrfuadere a i morta.
33 che da noftri nelle adunanze era uc-
Ii 3

33 ci& un bambino 5 e le carni di lui fi

a 3 di-
vj PR.EFAZIONE. ]

33 divoravano 5 e fpenti lumi y qucllc i

tenebre fi commettevano*
33 opere delle
33 che non c lecito di nominare *
Le quali cahmnie febbene erano ma-
quaitac- nifeftamente vane 3 e afTurde 3 contut-
tocio piacquero a moltiflimi di coloro ,
1

ch efTendo contro di noi prevenuti 3 fa-


cilmente ne rimanevano perfuafi Onde .

fe i Giudei furono gli autori e del nomc


di Atel 3 e della calunnia della mifcre-
denza dei Criftiani 3 i Gentili , che per-
altro erano loro capitali nemicij con effi
neir accufarci ingiuftamente fi unironoj
e a quefte accufe aggiunfero innumera-
bili altre 3 e i fervi dei fedcli a graviflimi

fupplizi fottopoferojf^) e loro coftrinfe-


MS.Giuft j- -1 r ir r j-
A, IT . ro a dire il fallo.a fine di muovere contro
noi Principi altresi 3 e
xii. pagin. i i e i
loo. eel .bii-
popoli 3
j-/-i i i i* t*
. diftruggere quella religione 5 che odiava-
jib.v. deiia no com empia 3 e perniciofa alia repub-

i
blica . Non
faceano eglino conto dellc
.
teftimonianze dei Prefidi delle Provin-
. /
.
c * /* i 7 i

ii cie ( c nno da prmcipj del iecondo


"e

ft.
fecolo della Chiefa avendo efaminata 1%
z! condotta dei fedeli 3 quanto foffe la fa-
Verona JIia di
quefti lacerata
.
ingiuftamente 3 co*
nobbero ) ancorche tali teftimonianze
foifero da noilri citate nelk loro Apolo*
PREFAZIONE. vij

5 lion della coftanza de Santi Marti-


gie
ri 3 che giornalmente eran condotti al
fupplizio 3 non dclla femplicita, della
modeftia 3 e del candor de coftumi , che
in tutti quafi Criftiani fcorgevano .
i

Tutto a quei fcellerati pieni di mal ta- >

lento parea finzione ogni cofa prrnde


-
3

vano in mala parte 5 e quando altro lo-


ro non fovveniva 3 a Criftiani fi oppone-
vano 3 e riprovandone il nome 3 quafic-
che i nomi obuoni fieno per fe medefi-
mi 3 o malvagi ^ la fede loro riprovava-
no come nuova 3 e come vana 5 e per-
niciofa mortale la deteftavano
3 e
Onde avveniva 3 che alctini nel tempo
medefimo e aveflero compaflione di noi 3
perciocche vedevano , ch eravamo da-
pertutco perfeguitati 3 c martirizzati
fenza verun riguardo 3 e mifericordia
con atrociffimi tormenti ; e procuralTe-
ro di fcreditarcj come fuperftizione ab- T

bominevolej e oltremodo grande3 1^ no- g ii* Annaii


ed ca f XLiv *
ftra religione (^2) alcri per adtilare 3
,

poneffero ne pubblici luoghi delle Ifcri- ^


zioni, nelle quali lodavano gl Impprato- i. T. deiie
ic^ cri
113 per avere queiii ufato ogni sforzo , a
"

g^
fine di toglier di mezzo il Criftianefi- $.vn. 3 .

mo ().
a. Ma
vii; PRB FAZIONB.
Ma quefti ftefll Gentili ( la qual cofa
t
uo i abbiamo accennata di fopra ) rien-
>
trando talvolta in loro medefimi ^ dopo
la una feria riflcflione 5 arrivavano final*
ani-y
mentc a comprendere^ c a confeffare an-
ma come fu. cora, ch erano i noftri lontanl da quelle
- quali erano loro attribuite 5 e
***** 3 JG

*.fe buona era , e lodevole la loro con-


v* no.
ver faz j one ^ ma cfoenon aveano altro di
malejfc non fe la
religione 5 come fe cosi
fciocchi foffero ftati 3 e oftinati nella fcioc-
chczza 3 che per una fetta e barbara 3 e
fuperfliziofa^ e pregiudiziale alia repub-
blica voleflero perdere colle facolta 3 e

OOVedi coinodi loro la vita (a) Ed e certamen- .

^rmnonei te a lie fl o
q propofito memorabile il fat;
- to di Plinlo Secondo 5 il
quale avendo
zioni fopra i che ripiena era di Criftiani la
nt efo D
Epit.cap. S. .
1-^.v j- t
Provmcia 3 ch ei reggeva in quanta di
>

pagina4i<>.

deiia Ediz. o piut-


Proconfolo* moflb da falfo zelo 3
deli anno
eM. tofto dalla paura di non
r , ^
ellere
.
riprelo
lll b
^ a ^ Imperatorc 3 perciocche permette-
l "

n f
<\

vita cap. 3. va 5 che foflero i templi degli Dei abban


r
donati 5 numero de Fedeli eiornal-
e il
Ed.deJI. an. f r r .

1707. Ter~ niente crelceile 3 ordmo 3 che citati fol-


27 *
^ero in siudizio i Criftiani , e se erano
"V.f^
deJJ Apo- ,. _ f

iog,c sap.i,
veramente tali 3 rendelfero conto del*
U rdigione ;,
e delle adunanze loro 5 c
pale-
PREFAZIONE. *
alefaflfero gli ufi 5 e i coftumi de Io*
o compagni Aveiidone egli pertanto
.

itrovato una incredibile moltitudine 3


impedire la defolazione della Pro-
>er

r
che farebbe feguita 5 fe incru-
incia 5

leliva la
perfecuzione 3 cosi fcriffe a
Trajano 3 poiche quefti allora governa-
a T Impero . 35 (a) Sono io folito 3 o W
xcvn. del
r .
t. / i r
3 Signore, nfenrvi
di 3 i^ Xt tutte le cole
3 delle qtiali dubito . Imperciocchc
3 chi di voi puo rneglio e reggere la mia
3 perpleflita 3
e iftruire la mia ignoran-
3 za ? Non intervenni io mai alle gin-
3 diziali queftioni dei Criftiani 3 ondc

3 non fo qual cofa in Ioro 3 e quanto fo-


3 gliafipunire30 cercare.Ho io pure non
3 mediocremente dubitato 5 fe debbafi
3 avere qualche riguardo alia eta 3 ov-
y vero abbianfi ugualmente a punire i de-
boli , fienoefli deboli
3 quanto fi voglia >

3 e quei di forte compleffione : fe vi fla


3 luogo di ravvedimentO3O fe a cplui 3 c^
3 e ftato Crift!ano 3 non giovi di aver la-
5 fciato di effcrlo : fe punifcafi il nome
3 ancorche innoccnte 3 o le fcelleratez-
,3 ze 3 che credonfi convenient! allo
3 fteflb nome* Frattanto io mi fono ap-

, pigliato a quefto
X PREFAZIONE.
33 re coloro 5 che mi erano ftati denim-
33 ziati . Dimandai loro 5 fe erano Cri-
33 ftiani. Avendo eglino corifcffato di si,
1 interrogai per la feconda, ed ezian-
%

33

33 dio per la terza volta , minacciando


33 loro la morte, e ficcome perfeveraro-
33 no nella opinione loro , comandai ,
33 che foffero condotti al fupplizio.Poi-
33 che non dubitava gia io 3 che, qualiui-
33 que cofa era cio3 ch eglino profef-
33 favano3 doveffe tuctavolta effer puni-
33 ta la pertinacia 3 e la infleffibile loro

Citcadini Romani, giudicai 3

doveffero eflere rimandati a Roma


33 DifFondendofi pertanto il male 3 mol*
33 te
fpecie di malfattori fi ritrovarono
33 Fummi prefentato un memoriale ch<

33 contenea i nomi di mold 3 i quali ne


33 gavano di effere prefentemente 5 e d i

33 effere ftati per lo paffato Criftiani \

33 mentre feguendomi 3 invocavano gl i

33 Dei 3 e alia voftra immagincj che io or


33 dinato avea , che foffe arrecata co fi
jy molacri de numi, fupplicavano col vi ^

33 no 3 e coirincenfo 3 e inoltre a Crift< i

3>
Hialedicevano^le quali cofe^dic
33 non
3 non poflbno eflfere coftretti a fare colo-

5 ro^che fono veramente Criftiani. Gin-


, dicai io adunque 5 che doveano effcrc
3 rilafciati . Altri dalla fpia nominati y
3 confeflarono di eflere tali, e tofto poi
3
negarono 3 dicendo 3 ch erano ftati 5

3 ma che non erano piii feguaci di Gesu


3 Crifto 3 altri e
da tre 3 altri da piii 3

3 altri da venti anni incirca.Tutti cofto

3 ro venerarono le immagini degli Dei,


3 e lavoftra ancora^e malediffero aCri-
3 fto. Affermavano efll
quefta effere ftata
3 la
colpa.,0 1 inganno lorc^cio^ ch era-
3 no folia di adunarfi in im certo 3 e de-
3 terminato giorno, prima che fpuntaf-
5 fe laluce del Sole , e recitare infieme
3 a Crifto 3 come a Dio 5 degl Inni 5 c
3 obbligarfi con giuramento non a qual-
3 che fcelleraginejma bensi a non com-
3 mettere furti 3 latrocinj , e adulterj 3
3 a non mancar di parola 3 a non nega-
3 re 3 eflendone richiefti 3 di tenere ap-

3 preflb di fe in depofito T altrui roba 3


3 fe
pure Taveano, e che cio finito par-
3 tivano 3 e di nuovo convenivano a
3 prender cibo comune peraltro 5 e in-
3 nocente la qual cofa aveano trala-
>

p fciato di fare dopo i| mio editto 5 per


sit P R E F A Z I O N E .

33 cui avea io ? giufta il comando voftro,


33 proibicofimili
adunanze . Ma io crc-

35 del 3 che neceffairio foffe di ricavarc


33 il vero a forza di tormenti da due an-
33 celle 3 che miniftre erano appellate 3
33 e null altro potei rinvenire , che una

33 cattiva 3 e oltre modo


grande fuper-
33 ftizione per
, qual cofa
la ho differi-
53 to la cognizione della loro caufa 3 c
33 ho giudicato di ricorrere a voi 3 e
33 configliarmene . Poiche parvemi 5 che
fofle cofa
33 degna di confiderazione y
33 malfimamente pel numero de perico-
33 lanti 3 mentre parecchi uomini di o-
33 gni eta 3 di ogni condizione 3 e dell*
33 uno 3 e dell altro feflb corrono 3 e
33 correranno pericolo perciocche : non
33 folamente le Citta, ma ie piccole ter-

33 re ancora, e le campagne ha infettate


33 il
contagio di quefta fuperftizione 3 la
33 quale pare 3 che poffa effere repreffa ;

33 e corretta 53 Somiglianti a quefte fu-


.

rono le lettere di Tiberiano 5 Prefide del-


la Paleftina 3 fcritte 5 come da molti f

crede 3 a Trajano medefimo 3 e riferite

wot
^ ^ u^ a
* 00 quantimquc parecchi an
Trajano - cora fien o gli Scrittori 3 che le annove
rano tra le
opere fpurie . Non era diffe
rente
ente da quello di Plinio il fentimento di
unurrierabili altri, de qualiragionando
antichifTimo Tertulliano ,3 Moltiflimi^
chiufi occhi inciampano nel-
>

dice(cz) 3 a
cap
>
1 odio di
quefta fetta 3 ficche facendo
5 buona teftimonianza qualcuno di di

,
noi aggiungonoilrimprovero delno-
, me della Religi<jne>che proftjfiamo.Egli
, e 3 dicono un uomo dabbene Cajo
5

,
Sejo 5 non ha altro 5 ch egli e Oiftia-
, ftiano . Altri parimente 5mi ma*
io
>

raviglio 5 foggfagnc , che Lucio Ti-


>
zio uomo certamente favio 3 fiafi all*

,
improvifo fatto Criftiano . Niuno ri-

, flette 3 fe Cajo fia buono


e pruden- 3

, teLucio 3 perciocche fono Criftianij


, ovvcro fe abbiano abbracciato il Cri-
>
flianefimo per effere uno di efli pruden-
5 te, e 1 alcro dabbene Lodano eglmo .

3 cio 3 che fanno 3 e biafimano cio 3 che


3 non fanno3 e cio che fanno (non effen-
3
do ben informati del tutto)corrompo-
3 nosfebbene egli e piu giufto dalle cofe
3 manifefte formare giudizio delle oc-
3 culte 3 che per le occulte condannar
3 quelkjche manifeftamente fon buone.
,3 Alcuni poi vituperano quelli3 che avc-
,3 ano conofciuto per impudici^ e vili 3 c
di
PREFAZIONE.
di malvagio coftumejavanti, che foffe*
35 ro Criftiani 3 e per la cecita dell* odio ,
53 che portano 3 parlano 3 non volen-
ci

35 do3 vantaggiofamente de noftri . Che


33 donna ! Cost eglino vanno dicendo \

quanto era ella diflbluta 5 quanto la-


33 fcivamente faceta ! Che giovane !
j

33 Quanto era egli effeminato ! Quanto


33 innamorato ! Si fono fatti Criftiani !

55 In queftaguifa il nome di Criftianc


55 viene imputato a colpa daeffere puni<

55 ta . Certi altri pofpongono a un talc-

33 odio le utilita loro y contenti delhi


33 ingiuria, che fanno da loro mede-
fi

33 fimi 3 purche non abbiano cio, che


33 odiano 3 in cafa . II marico caccia
33 via la moglie conofciuta da lui pel
33 onefla 3 e percio da lui 3 per lo paffa
33 to non cuftodita con gelosia3 per ef
33 fer ella divenuta Criftiana . II
padre
33 per addietro paziente 3 difereda il fi
1

33 gliuolo per altro a lui foggetto 3 e nr


33 e la cagione il Criftianefimo
pa . Il

33 drone una volta piacevole fi leva din


53 torno quel fervo 3 che aveva efperi
53 mentato fedele . Chiunque in fomm^
33 profeffa quefto nome 3 offende Noi
. i

33 fi
appre22a, tanto il bene , che in no i

fi
PREFAZION. Xv

,
fi
fcorge quantol odio 3 che cofto-
y

,
ro ci portano . Ma fe T odio riguarda
,
il nome D qual reato poffono eglino
,
trovare ne nomi ? Quale accufa__>
,
daranno a vocaboli 5 fe non fignifica-
,
no qualche cofa o Barbara 3 o infau-
,
fta o ingiuriofa 3 o difonefta ? Ma il
>

, Criftiano 3 fe confideriamo T inter-


,

pretazione del nome ^ fi deduce dalla


,
ui^ione
Ma ficcome Taftio^e il livore di quella
ente nonaltro ordinariamente riguar-
ava, che il folo nome dei Criftiani (per- /

ocche riluceva la luce de Noftri 3 gin-


a ammaeflramento del Redentore
1 ; (a)>

avanti agli uomini , e vedevanfi le loro (^ s.Matr


ver
perazioni buone 3 che a eloria del
C - "

i
^- , ,

adre 3 en e ne Cieh 3 erano factejr \ N f


. 1l

iverfa era la maniera di giudicare i


ideli da quella 3 che per 1 ordinario
favafi nel giudicare i malfattori . La
ual diverfita era un fegno evidente del-
i innocenza 3 e bonta de Criftiani di
uei tempi Poiche non baftava 3 che i
.

^i
qualche delitto negaflero di effer
di

olpevoli s onde foggiacevano a tor-


icnti 3 acciocche confeffafTero il vero;
ia baftava, bensi , che qualcuno de
no-
PREFAZrONS*
ttoftri3 fimulatido, dicefle di non effei

Criftianoj che fabito eragli data la liber


ta, era onorato 3 ed era tal volta promoflc
alle dignita eziandio piuragguardevoli
Erano anche i rei coftretti a dire di ave:
peccato 3 laddove fegiuci di Gesu Cri
i

fto a forza di minacce 5 e di fuppliz


erano tcntati a negare la religione 3 ch<

profeflavano . Or farebbeegliftato ba
ftevole a noftri il negare di aver com
rneflb alcun fallo 3 e di eflere Criftiani
fe veramente fofferoftau fofpetti a Gen
tili di quelle reita, ch* erano loro appc

fte ? Non erano effi pertanto giudicati dc i

noftrinemici tali, quali erano al popo


lo rapprefentati dai malevoli . Per Ii

qualcofaS.GiuftinoMartire fcrittore i.
-

luftre del fecondo fecolo della Chiefa 5 r L

prendendo i Gentili , che una tal font i

di giudizio approvavano , cosi fcrif


nella fua prima Apologia (.7)
.
5, Non
35 diftingue il ben 5 e il male col prof
35 rir
qualche nome , fe le azioni p
33 nome fignificate non fon cattive Pe .

33 ciocche quanto al noftro nome 5 n


35 fiamo certamente ottimi . Non pr
35 tendiamo pero 5 efler
egli giufto 3 cl

53 pel nome folo ( fe aitronde fi


pruov
che
PREFAZIONH. xvii

55 che fiamo cattivi) dobbiamo eilere


53 ailbluti Ma fe ne pel nome 3 ne per
.

53 la ragione del noftro vivere noi pec-


,3 chiamo 3 fiete Voi 3 o Signori 3 ob~
>3
bligati a procurare 3 che non fieno
53 puniti gl innocent! y perche non ab-
>3
biate a rendere conto di avere manca-
>3
to alia giuftizia Per verita tutti quel-
>3
li 3 che vi fono denunziati non fono >

>3

caftigati
da voi , prima che fieno con-
)3 vinti In noi folamente bafta il no-
, me 3 affinche fiamo condotti al fuppli-
>
zio ^ quantunqiiedovrefte piuttofto 3

.3
quanto al nome medefimo 5 condan-
>3 nare i noftri accufaton . E qual cofa
>3
mai ci
oppongono egliuo 5 fe non
>? che noi fiamo Criftiani ? Oltr^ di che
)? non fappiam noi forfe 5 che T odiare
>j il bene e lo fteflb che offendere la
3

>j

giuitizia
?
Aggiugnefi a cio che fe >

;5
qualcuno degli accufati per paura fin-
,3
ge di non voler effere in a vvenire Cri-
; 3
pur andare libera-
ftiano 3 fi lafcia
o mente 3 non avendo
voi altro 3 per cui
,3
potiate convincerlo di qualche col-
,3 pa 53 A quei di S. Giuftmo fuccedo-
.

10 lamenti di Atcnagora Filofofo , e


i

[crictore 5 il quale pochi anni


dopo com-
b pofe
xvii; PREFAZIONB. I
Criftiani , ch*
pofe la fua Apologia pe*
(a) Perfeverava-
.
rfo e inticolata legazione
lea 7
? no nulladimeno moltiflimi Gentili nell
veqi Mo-
":

r i-
fciiimDifs. odio 3 cheveriodi noi aveano concept.
de Aer. era loro conceduto dal
quando
H
Apol.Athe. r j i-
tempo 3 neramente contra i redeli 3 pel
Colo nome 3 incrudelivano . Tertulliano
che in Cartagine allora tra gli altriCat-
tolici maravigliofamente fioriva 3 non
lavendo potuto foffrire una cosi manife-
fta ingiuftizia, verfo la fine del fuddet-
to fetolo compofe il fiio celebre Apo-
logetico contra i Gentili , nel fecon-
do capo del qualc in quefta guila ragio-
na 53 Non e lecito 5 fecondo voi 3 di ri-
.

33 cercare il Criftiano 3 ma credete 3 che

^ vi fi di al
33 permetta prefentarlo giudice,
53 come fe dal riccrcarlo altro feguir do-
33 vefTc che unasifatta preientazione .
3

33 Condannate adunque 3 fe vien prefen-


35 tato colui 3 che non dovea eflfere ricer-

35 cato auale,j a mio credere,* non


. Il
j.

35 per quefto merito la pena, perche pec-


33-coegli 3 ma perche trovafte , chi non
35 dovea eflere ricercato Ne operate gia
.

voi contro dc Criftiani


35
giufta la regola 3
33 e laforma lolita ad ufarfineigiudizj 3
^ dovci malfattorifpnoda voi tormen-
tati
PREFAZIONE.
33 tad per confeffare Imperciocche fu-
.

3, mo noi flraziati da voftn Prefidi per


ne-
33 negarc 3
quando fe noi foffimo rei ,

33 gheremmoj e voi co tormenti ci co~


. E non po-
35 ftrignerefte a confeffare
33 tete gia voi dire;> che non iftimate a
i noftri mis-
33 propoiito di farci palefare
33 fatti a forza di martorj 3 e di fupplizjs
che da noi com-
33 quaficche fiate certi,
33 mettonfij fe noi confefliamo dieffere
33 Criftiani, mentre quantunque voi fap-

33 piate che uno e omicida3 e in che


3

33 confiftaT omicidio 5 nieiuedimeno co*


33 tormenti ricavatee Iacolpa 3 e il mo-
33 dojche ha egli tenuto per ammazzare .

33 Perverfamente adunque voi prefume-


33 te di
difcuoprire le colpe noftre per
33 la confeflione del nome 5 e ci coftri*

33 gnete a non confeffare 5 acciocche ne-


33 gando il nome 3 neghiamo ancora le

33 icelleratezze, delle quali prefumete,


33 che fiamo rei per lafteffaconfefiione
33 M immagino frattanto, che non vo-
33 gliate che perifcano i Criftiani D i
3

33 qiiali
X
fono da voi credmi peffimi .Ma -

33 fiete voi forfe foliti di dire a un omi-


33 cida 5 nega, e di comandare 5 che fia

33 ftraziato il
facrilego 3 fe egli feguita
b 33 a
xx PREFAZIONE
33 a confeffare ? Se non operate cosi con-
33 trodinoicolpevoli3 dunque fiamoda
33 voi giudicati innocentiffuni s poichp
33 come innocentiflimi 3 non volete 5 che
33 ftiamo forti a confeffare 3 la qual con-
33 fefllone voi fapete 5 che debbafi con-

33 dannare per neceflita D e non per giu-


ftizia . Grida il fedele , fono Criftia-
35 po. Ei dice quel>ch egli e veramente 5 e
33 tu vuoi udire quel 3 che non fu mai .
33 Tuprefediper rinvenire il vero , e da
33 noi procuri di fentir la menzogna lo ,

33
fono cio 3 cosi parla il Crifliano 3 che
til cerchi . Perche mi tormenti ? Con-
33 feffo 3 e tu mi ftrazzi Che farefti fe
.

33 io negafli ? Certamente voi non pre-


33 ftate agli altri fede fe negano 3 eppu-
33 re fubito credece a noi 5 le neghiamo
.

33 Siavi 3 fofpetta codefta vo-


o Gentili 5

di giudicare 3 e
33 ftra
perverfa maniera
33 ftate attend 3 che non fia qualche oc-
35 cultaforza, che vi muova a giudica-
33 re contra la forma 3 e contra la natura
33 del giufto 3 e retto giudizio 3 e contra
33 tutte le divine 5 e umane leggi . Poi-
33 che 3 fe io non erro 3 egli e dalle
vo-
33 ftre
leggi medefimc ordinato 3 che i
33 rei vqngano in potere delia giuftizia,
PREFAZrONE.
,5 c non reftino nafcofti >
c che fe con*
33 feflano, fieno condannati , e nonaf-
33 foluti. Or tu ftimi il Criftiano reo di
tutte le
35 piu gravi fcelleratezze 5 e per
35 aflblverlo 5 ti ftudi di farlo nc gare .
55 Vuoi dunque 5 che neghi di efTer mal-
35 fattore 5 afiinche tu lo dichiari a fuo
33 difpetto innocente 3 e anche non reo
33 per lo pafTato ? Onde mai provienc
33 cotefto ftravolgimento 3 che non pen-
{iate doverfi credere
.,3 piuttofto a colui
.33
che fpontancamente confeiTa 3 chea_>

35
colui il
quale nega per forza 5 o aftret-
33
to a negare 3 non ha finceramente ne-

33 gato 3 ed c percio affoluto 5 ficche do-


po la fentenza favorevole da voi data ,

35 firide dcll odio voftro3divenuto un al~


35 tra volta Criftiano ?
Difponendo per-
35 tanto diverfamente di noi da quello ,
1

35 che fiete foliti di difporre de malfat-


35 tori perciocche procurate foltanto 5
3

55 che fiamo efclufi da quefto nomejpote-


33 te
pure intendere 3 non effere alcuna
33 fcelleratezza la cagione delle tempe-
35 ftefufcitate contro di noi 3 mail folo
33 nome 3 che viene 3 per una certa forza
35 dalnemico infernale perfeguitato j la
35 qual forza fa si^che gli uoniini non vo-
b 3 . \
33 gliano fapere per certo quel 5 che
33 tamente fanno di non fapere . Onde fi
33 credono di noi quelle cofe, che ncnfi
33 pruovano 3 e non fi vuole 3 che fieno
33 cercate^affinchenon vengano alia luce.
1

Face no quefte ragioni de noftri


Apologifti grandiffima impreffione negli
animi di molti Gcntili 5 e fe non tuttK
r~ f*

indotti
una g ran p arte di loro almeno coftrigne-
N vano ad ammirare , o inducevano ad
^ammirare infieme3 cd imitare la vita 3.

la virtu e i coftumi di quelli 3 che aveano


o t
?
dTniT&ro * per
JT
addietro rperfeguitati
1
c?
Parlando .

no infitme, adunquc di efli Tertulliano nel Aurimo


/ il]hv/i i 1 .

ciarono t>

33 Conofcevano , dice (jx) 5 coftoro alcu-


,
^33 ni 3 i
quali avanti di effere Criftiani
Cnp.iv. 33 erano impudici, e fi a
proftituivano
33 viliflimoprezzoj e una vita difTolu-
33 ta 3 malvagia menavano s ma ora
e

33 gli ammirano 5 perche a un tratto li


33 vedono emendati,e
pure vogliono
35 piuttofto ammirarli 3 che imitarli,,.
Qi^anto a fecondi 5 non puo negarfi D che
poteflero parimente dividerfi in due claf-
fi 3 una delle
quali per timore 5 o per
vergogna non ofafTe di pubblicamente
profcflare il Criftianefimu , e Taltra ,

depo-
umaiio , libera e
depofto ogni rifpetto
da ogni timore 5 abbracciaiTe la noflra
e oflfervaiTc le facrofante leg-
religione3

gi
contenute nell Evangelio fpetta . E
certainente alia prima di quefte due claf-
fi Claudio Erminiano 3 che anticamente
avea efercitato 1 ufiizio di Prefide nella

Cappadocia (^)Avendo coftui intelo)


. 35 n^
a quefta Scapula
t ^ er
^
^3 che la fua moglie erapaffata caj>.

ni
fcosi talvolta chiama Tertul-
*

,, fetta
]

70*
liano la nollra fanta Fede 3 adoprando la
frafe de Gentili ) 33 e percioavendo cru-

35 delmente trattati i noftri 5 fu per


ca-
afTalito . Men-
53 ftigo divino dalla pefte
55 tre adunque era da vermi (che pareva,
r
35 che nel corpo di lui bollin cro)mangia-
35 to vivo 5 nol fappia niuno, diceva 5 ac-
33 ciocch^per la iperanza, non godano i

35 feguaci del Crocefiffo .Finalmente co-


33 nofciuto fuo erroi^poiche avea co-
il

35 ftretto alcuni ad apoftacare, fc ne pen-

33 mori divenuto quafi Criftiano 53


113 e .

Eraella pero molto piu numeiofa la claffe


dei fecondi imperciocche non folamen-
:

te nel mondo Romano 3 ma cziandio nel-


le
regioni abitate dalle piu ficre 3 e bar-
bare nazioni una prodigiofa moltitudine
perfone di ogni rango 3 di ogni eta 3 e
i

b 4. di
xxfv PREFAZIONE.
di ogni profeffione 3 alia Chiefa fi fotto
mifero 3 dichiarandofi pronti di fpargert-
piuttofto fangue 5 di renunziare i
il che
(a) Lib.r. Crifto 3 la cui Divinita aveano conofciu-
p *
f i
ta DeIIa ual cofa chi ariflime fono le-
p <l

4S.e4.9.deii teftimoniaiize del Santo Martire Irencoy

de irSno 00 San Clenrente (^) Aleflandrino ,


^^

J7J4; di Origene, (c) di Arnobio 3 (^/) e di


de moltiffimi altri Padri, le parole de
Str omi" qua-
504. Ji
per brevita fi tralafciano . Poiche" ba-

^ er ^ folamente 1 offervare 3 che defcri-


vendo San Clemente Romano difcepolo
comra c eif. dcgli Apoftoli i
progrefli fatti dalla Cri*
^. ftiana Religione nel primo fecolo della
"s-p-
1

Chiefa 3 giacche egli verfo la fine del


n.(j?.p*agi^
lib.n
219.6 medefimo fecolo fcriffe la fua celebratif-
fi^a lettera a Corintj Ottenne,
eiib.iv.de
principjc.1
P- 111 -
(rf)Lib.rj. 33
^
r
Paolo Apoftolo il prcniio della
j j- i-
iua pazienza 5 e dopo di aver egli porta-
.
(f) 35

cpntr.iGen.
till
pag. jo.
(ON.<.p.
^
35
to fette vo i te ] e cateiie 3 e dopo di cf*
/
lere ftato
rt

battuto con verghe 3 e lapida-


til
to e ^ venilto predicatore^/ J/angek
33 neH Oriente 3 e nell Occidente 5 rice-
Vette
35
guiderdone della fua fede e
i! :

33 ^vendo infegnato a tutto il rnondo la


*
^ giuftizia 3 *pervcnnc ne confini -dell
-_ e

(/)N.4z. ^ Occidente Gli Apoftoli (/) (inol-


.

r- w- tre ) avuti
gli ordini dal Redentore ,
c per-
PR.BFAZIONE.
, c perfuaficon certezza per la re fur-
5 rezzione del noftro Signore Gesii Cri-
3 fto 3 e conferrnati nella fede colla pa-

, rola di Dio 3 ripieni di Spirito Santo*


3 ufcirono annunziando che venir do-
>
vefle il
regno de Cieli . Predicando
le Citta e per Ic
3 cglino pertanto per ,

3 regioni 3 e avendo provato lo fpirito


3 de primi 3 che in efle convertirono alia.
3 vera credenza 5 li coftituirono Vefcovi*
3 e Diaconi di coloro 3 che doveano in
3 avvenire profeffare il Criftianefimo 3, .
\nziche S. Giuftino Martire attefta, ch
:rafi
gia nell eta fua compito cio, ch era
tato predetto intorno alia maravigliofa

>ropagazione
del Criftianefimo .
33 Non
3 vi e cosi egli fcrive (#) nemmeno
3 un
conTrifone
3
genere di uomini 5 o fieno Barbari 5 o

3 Greci o con altro nome chiamati 5


5

3 abitanti ne carrij o privi di pa- czfe>o

3 fcenti le pecore^o contend cfr ricove*


3 rarfi nelle tende 3 in cui non (i offeri-
3 fcano preghiere 5 e azioni di grazie
>

pel nome di Ges^CrocefifTo al Padre


5 creatore di time le cofe .
3, A S-Giu-
Uno acconfente Tertulliano , il
quale
improverando a* noftri nemici la cecita
oro 3 dimoftra 3 che fcbbene eravamo
xxvi r R E F A Z I O N E.

O) Apoiog. afTai 33 recenti (#) 3 contuttocio avea-


l"lLT!ul 33 nio ripiene le Citta loro 3 le Ifole 3 :>

33 Caftelli 3 i
Municipj , i Conciliabo-
33 li 3 e i
Campi degli eferciti, le Tri-

33 bii 3 le Decurie 3 il Palazzo , il Se


33 nato 3 il Foro 5 e loro avearno lafcia-

33 to i
templi degl Idoli . Domandc
foli
ai Giudei , in
33 egli inoltre quale altrc
33 aveflero creduto (F) tutte le genti :

33 fennonche in quel Cnfto , ch era ve-


8. p.is>
^ nuto j p j c j1 ^ a l u i preftano fede i

33 Parti 3 i Medi 3 gli Elamiti 3 quei del-

33 laMefopotamia 3 gli Armeni 3 gli


abi

33 tatori della Frigiaj e dell a Cappa-


33 docia 3 e del Ponto 5 e delFAfia, e
33 dellaPanfilia, e dell Egitto 3 e dell
33 Africa 3 ch e di la dalla Cirenaica 3
33 Romani, Giudei ,e lealtre genti
e i

33 talmente che e la varieta de Goti , <

i molti confini de Mauri 5 e i termin


-

33

e le diverfe nazion
33 degli Spagnuoli ,
33 de Galli 3 e i luoghi dei Britanni 3 do -

33 ve a Romani non era ftato ancora per


33 meffo di accoftarfi 3 e de Sarmati ,
\

33 dei.Daci3 e de^ Germani , e degl;


33 Sciti 3 e.di moke provincie , e terr<

33 a noi incognite , le quali non pofTonc

33 effere numerate ^ fono fudditi a Cri .

3, fto 3
I>
R E F A ZIONE.
fto ch e gia veftuto nel mondo 5)
3 .

agnavanfi percio fortementei Gentili ,

andavano intorno efclamando 55 (d) (<0

3I1C C

vederfiper ogni dove aflediate ie Cit- ,. p . 40 .


ta . EflTervi ne Campi 3 ne Caftelli 3

nelle Ifole i Criftiani 4 Farfi tutto

giorno nuove conquifte, veggendofi


paflfare alia religion loro innumera-
bili
perfone di ogni feflb 5 di ogni eta 5
di o^ni 3 e di ogni condizione.
V dignita
O
Ma non fi accorgevano i mefchini ,
che o niuno , o pochiflimi a quella
profeflione ^ e difciplina farebbonfi
accoftati 5 in cui non fofTe nafcofto
un qualche gran bene . Non erano pe-
ro difpofti penfar meglio, e di
di

efperimentare piu da vicino 5 quali


Foflero mai i pregi del Criftianefimo .
Li rimaneva la curiofita loro 3 come
forprefa da im occulto torpo-
fe fofle

re Volevano ignorare quello 3 che


.

gli altri godevano di aver conofciu-


to 33 . E non puoniun uomo faggio^
prudente metcere in dubbio^ che dalla
toltitudine di coloro y che fi davano al-
. forza delle noftre ragioni per vinti 5 fi

)mprova(Te ancora innocenza>e la la vir-


i de
Cnftiani, che allora viveano . Onde
ne
xxviij PREFAZIONE.
ne viene chc collo fcorrere del tempi
5 >

non folamente i giudici 3 i quaii per gli


efami rigorofi 3 ch erano foliti di fare 5
alia cognizione del
potevano giugnere
vero 3 ma i
popoli altresi 3 avendo com-
prefo con qtial candore 3 e purita di
animo viveffero iCriftiani, e ceffarono
di calunniarci 3 e all Evangelo accon-
fentirono ficche pochiilimi indi rima-
,

fero nella loro oftinazione 5 i quali 5 poi-


che ncfpagi cioe ne caftelli o viveano 5
>

o aveano la permiffione di facrificare, ne


5

fecoli fuffeguenti furonp da noftri ap-


pellati Pagani .

E quanto a Giudici 5 e Giureconful-


ti 3 non e maraviglia 3 fe altri di lo
ro avendo toccato quafi
3
la con mano
virtu de noftri m^ggiori 3 non volcano
efli 3 ed altri an-
piu incrudelire contro di
che fi convertiffero alia vera Fede . Trai
quelli poflbno efsere annoverati
Serenio
Graniano Proconfolo dell Afia minore 3
che Irrperadore Adriano 3
fcrifle all ef-

fer ella cofa ingiuftiflima 5 che i Criftia-


ni 3 i
quali ncn erano rei di veruna col-
Vedi pa 3 fenza effere fentiti 5 fofTero a iftanza
Mair.
Dol i n
popoli trucidati (a) ) ed i Proconfoli 3
fa>

.
p.87*.
e Prefidi de quali ragiona Tertulliano
nel
PREFAZfONB.
1 fuo cclcbre, c convincente libro di-
etto a Scapula 3(4) dove dice : confef-
70 *
,
fate ^ che noi fiamo innoccnti 3 poi- pa ^*
che fubito ciopo la noftra confetiione,
non ofate di condannarci.Ma fe vi sfou
zate a tirare a voi i Criftiani 3 diinque
vi ftudiate di efpugnarc la loro inno-
cenza .
Quanti Prefidi y e piii coftanti
di voi diflimularono fomiglianti can-
fe ? Come Cencio Severo 3 che trovo
,
il rimedio e la maniera , con cui do-
veflero i noftri rifpondere per efiere
rilafciati . Come
Vefpronio Candido 5
il
quale rapprelentando a fuoi Citta-
dini ) che fe avefle dato loro foddisfa-
zione 3 farebbe nato qualche tumul-
to 3 libero il Criftiano 5 ch era da
efli dimandato a morte , Come Afpro,
il
quale dopo di aver leggermente
tormentato uno de noftri 3 e tofto
fattolo calare dal patibolo 3 non lo
coftrinfe a facrificare
effendofi pro- 3

teftato avanti gli Avvocati 3 e


gli
AiTeflbri 3 che molto gli doleva dief-
ferfiincontrato in una tal caufa . Pu-
, dente eziandio lafcio andare libero ua
, Criftiano5 dopo di aver letta la infor-
>
mazione de patimenti da lui fofferti ,

e ftrac-
Stxx PRBFAZIONE.
33 e ftracciata la carta della informazio-

33 ne medefimaj nego di voler fentirloj


1

33 fenza che gli fi prefentaffe d avanti i


33 accufatore . 33 Ne folamcnte iPrefidi
delle Provincie3ma gl Imperatori
conobbero 3 quanto andaflero errati
loro 3 che tanti misfatti ci attribuivano
Adriano in un fuo editto 5 o Icttera :

che vogliatn dire 3 inviata a Mmuci


Fimdano fucceffor di Serenio 3 cosi fcri
ve . ?3 HO ricevnto una lectera diretta
m i Serenio Graniano (j) uomc
^a
1.4.33 chiariflimoj al quale voi avete fuc
della litor. VT
t j t

c. p. 33 ceduto Non mi pare adunque 3 clu


33 la cofa debbafi abbandonare fenza di

33 ligente ricerca 3 acciocche non i

33 conturbinogli uomini 3 e agli fparla


33 tori non
dia materia di operar male
fi

33 Se dunque gli abitatori di coteft


33 Proviapia faranno vieppiu oftinati ne
33 volere , che fieno tratti al fupplizio
33 Criftiani 3 comparifcano gli accufa

33 tori avanti il tribunale del


giudice
33 e propongano le accufe loro 5 e alL

33 difcolpe rifpondano 3 altrimenti no


33 (I credano 3 che col chiedere folamen

33 te 3 che fieno gli accufa ti puniti 5 o


^ forza di tumulci 3 e di clamori poffa
no
PREFAZIONE.
no ottcnere cio che defiderano . Mol~
to piii ancora convicne 3 che voi fen-
tiate gli accufatori 3 e giudichiate de-

gli
Se qualcuno adunque
accufati .

ricorre contra i Cnftiani, e dimoltra>


ch eglino adoperano alcuna cofa ri-
alle noflre leggi voi li
pugnante ,

cafligherete 3 fecondo che la graviti


del delitto richiede . fe
qualche Ma
, altro per calanniare fi ferve di un tal
feriamentje fopra
,
pretefto y penfatc
cosi crudelc maniera di opera-
,
quefta
,
re 5 e prendetene giufta vendetta .
3)

>osi Adriano nella lettera a Minucio .

4on eda quefto editto diverfo quell al-


ro , che alcuni attribuifcono a Marco
Uirelio con ragione molto piu
3 altr:

Dndata ad Antonino Pio 3 e ch e rife-


ico da San Giuftino Martire , nel fi-
.e della fua prima Apologia (a) 3 e da (a)

iufebio nella Iftoria Ecclefiaftica (^) .


la per paffare fotto filenzio tanti altri

inperatori y che a Criftiani non volle-


o recare veruna (r) moleftia 5 percioc-
:he loro fen- nolho fe "

fapevano 3 quali foffero i


condo Tom
i . < n
:imenti 3 e quanto lodevoli i loro coltu- d e] e A mi
j

iii 3 baftera foltanto che io rapporti chiiaCi-iiiw


3
e L
F a51
:io ^ che di Settimio Severo Padre di
Anto-
r R EF A Z I O N E.
0*)Cap.4. Antonino Caracalla racconta Tcrtullia*
F 7K
"

Fu
no nel fuo libro a Scapula (.t) 35

55 egli, dice 3 memore de Criftiani

55 Poiche Procolo Criftiano


ricerco ,

35 ch era per foprannome chiamato To


pardon 3 e che 1 avea guarito coll
33 olio benedetto 3 c voile 3 che cor
33 effo lui 5 finche viffe 5 nel Palazzc
33 Imperiale rimaneffe 3 il qual Proco
33 lo fu anche conofciuto dal Caracalla
33 la cui Nutrice fu parimente Criftia
33 na .Anziche quantunque Severo fa
33 peffe 3 che parecchi nobili uomini
33 e molte matrone pjrofeffavano que
33 fta religione 3 tuttavolta non fola

53 mente non apporto loro verun no


33 cumentO) ma ne fece degli elogj,<

53 apertamente popolo 3 ch*er;


refifte al

53 infuriato contro di noi 3 Tra^iu >

dici 3 e Giureconfulti 3 che cono


poi
fciuta la pieta 3 e virtu, e illibatez
Neiie 2 a dei coftumi de* noftri maggiori

drFc /ip/e abbandonarono il culto degl Idoli 3


il
appreflb foggettaronft al foave giogo di Gesi
Rinnan ne- .^ .^ .
i- Jr
gH ani fm- Criito 3 mentano di eflere mentova
ccrip,4^. ti
della Ediz.
561! giudice 5 di cui parla Rufi
, , i f x^ J . -

di Verona .
no ocua narrazione del Martirio a
Santo Apollonio ^ c compagni (b} *
\

Minu-
TIIEFAZIONE. xxxiij

Minucio Felice celebre Caufidico 3 e


Scrittore del Terzo fecolo della Chiefa 3
il
impugnando i Gentili , di fe me-
qtiale
defimo nel Dialogo 3 ch egli intitolo
Ottavio cosi parla 35 Quanto ingiufto .

53 (4) fia il giudicare, come voi face >

53 o Gentili 3 delle cofe incognite , in- ^;


, , , , . T .; . tlell an. 167*
35 tendetelo una volta da noi giapenti-
tici del noftro fallo
35 Imperciocche noi
?3
pure eravamo tali 3 quali voi fiete 3
33 e nodrivamo ancora ciechi i voftri me-f

33 defimi fentimenti 3 ftimando che i

33 Criftiani adoraflero de moftri 3 divo-


35 raflfero bambini 3 e celebraflero ince-
i

33 ftuofi conviti ne mai ci fovveniva3chc


:

3
da coloro erano quefte favole raccon-
53 tate 3 i quali ne le ricercavano 3 ne Ic

^3 provavano 3 e che non fi ritrovava niu-


.,, no, il quale fcoperte cosi gravi fcelle-
53
ratezze o per meritare il perdono 5 o
55 per acquiftare la grazia de giudici 3
35
le
palelaffe , e che in fomma non pa-f
53 rea3 che male quello, di cui
fofle
nonvergognavano i Criftiani , c
fi

^ per cui nulla temevano 3 folamentc


^ difpiacendo loro di non eiTere ftati
,, per lo pafsato feguaci del Crocefif-
53 fo Di piii eravamo noi cosi invele-
c niti
xxxlv PREPAZIONK.
33 niti contro di effi y che febbene
di-j
33 fendevamo alcuni Gentilij i quali eral
33 no veramente facrileghi , e inceftuofi|
33 e parricidi 3 contuttocio credevamo 4

33 che i Criftiani neppure dovefTero effe|


33 re afcoltati . Talvolta ancora ci muo-
33 veamo a compaffione di loro 3 e pro-!

33 curavamo , che atrocemente foffero

33 tormentati 3 acciocche coftretti fof-


33 (ero a negarecio, che confeflavano>
33 e cosinon periflero 3 efercitando noi
33 una ftravolta maniera di giudicare ,
33 che non ricavaffe la verita 5 ma forzafle
33 gP innocenci a proferir la menzogna .

33 E fe qualcuno eflendo debole 3 ce-


33 deva ai tormenti 3 e negava di eflere
s, Criftianoj era egli da noi favorito,.
s, come fe 3 rinnegato il nome 3 avefle
33 il mefchino purgate le reita 3 delle
33 quali era fofpetto Conofcete ora_- .

33 voi 3 o Gentili 3 che noi abbiamo


33 fentito 3 e
operato in quella guifa_>
33 appunto 3 che voi prefentemente
33 e fentite di noi , e contro di noi me-

33 defimi operate. 3, Cos! egli eforta-


va i ciechi adoratori degl idoli di fe-

guitare il fuo efempio 3 e di formare^j


:

miglior concetto de noftri^ la vita dc


quali
P R E F A Z I O NE.
uali era totaltnente diverfa da quel-
1 3 che
Gentili penfavano .
gli ftelfi
,gli
e per altro veriflimo 3 che nel
^rzo fecolo della Chiefa 5 pochiflimi
rano coloro 5 i quali credeffero alle
ne
npofture , che da* malevoli furono
rincipj del Criftianefimo inventate 3
a
ine di fcreditarci 5 e fare si 3 che qual-
:uno fi fraftornaffe dall abbracciare la
loftra, Poiche Origene nel fefto
fede .

ibro (a) contra Celfo , attefta che


j queile calunnie 3 quantunque aflurde
,
valfero prima appreflb molti anzi . . .

ingannavano
>
tuttavia certuni, che co-
3 si deteftavano il Criftianefimo , che

3 co noftri nemnieno volevano ragio-


3 nare 33 .Da molti dunque 5 ch egli-
10 erano una volta
ne tempi diOri- ,

;ene fi riduffero a pochi i calunniato-


3 e quelli 3 che le calunie facilmen-
i
(a) Vedi
e credevano , finche nel quarto feco-
o della Chiefa
quando Coftantino il dciia
3

;rande s impadroni dell impero 3 e in-


uimerabili (^) uomini 5 e donne ven- feq.e_Hb.r.
lero alia cognizione dell
Evangelio 3 fu J^g
quelli 5 che nclla pag.a?.
L tutti 3 eziandio a
dolatria rimafero, da efli chiaramcnte ^
j j- i
Pat
r /r J t
uto a aivedere ^ qiunto lone grande la an .

c 2 igno-
xxxvj r R E F A-Z I O N E.
e la malizia dc loro antcnati,
ignorant
che per impedire i progrefli del Criflia-
nefimo , inventarono 3 e pubblicarono ,
tante 3 e si enormi bugie 5 a fine di foU
levare popoli 3 c indurli a procurare_J
i

of- { noftri danni . I .

qu^r-
Che poi Hello fteffo fecolo quarto i|
to secoio i
Gentili cominciaflero a e-flfere ehiamati
^"

Pagani (a) >


ella e cofa con fortiffime:
-
ragioni provata 5 e ftabilita da molti il-j
r
p
uoS- lufai Scrittori y febbene quefti ^ra loro
heod; Je intorno alia derivazione di
quel nome,
contraftano 5 volendo altri 3 che
(>)
glij
Pa-
infedeli cosi foffero appellati 3
.

i 1 erano
/* / \
perche)
ntirati ne pagi , (c) altri per-
... , i

c) Vedi
Bohemer. c he non erano afcritti alia facra Criftia-
Diliert.
facro
de .,. .

na milizia 5 poicne coloro 3 che non mi-


-INI i

jure ,

& Prof.cir- Jitavano erano daeli Antichi detti papa,-


ca i nfidel n
-
-r 11- /J\ i -

^^ 3 come coita da Tertulliano s altn (d)


l

pag.p.
f
Bohem.
<4)
perche preffo gl Idolatri erano in ufo fo-
ibiJ.pag. 9. \ , ti n
lamente ncpagi, e nelle
campagne i Sacn
paganali 3 eflendo ftati tolti quafi affatto
dalle Citta i fuperftiziofi loro facrifizj . f
i? Adrian- Ma per tornare al noftro propofito 3
tifbi delta r , n i i
non lolamente argomentando dimoltra-
vano i noftri maggiori la innocenza 5 e
^av ^ rtl1 de loro
compagni s ma diftinta-
mente ancora 3 e fenza punto efitare,
li
P R B F A Z I O N E. xaxvij

e lo-
ipfoponevano a gentili 5 agli
ftefli /*
dc
"

*-* ro
o Filofofi per efempio 5 la qual cofa non
l

,
L r j- r c0w/>dgi

ivrebbero mai oiato di tare 5 le non


i_
ma. ezhn-
jrano ben fondati fulla continuata cfpe-
*
^ concha
re tesiimo-
ienza, che ne aveano. Altrimenti avreb-
>ero eglino
o temuto di non eflere di fal- vano
ita 3 e di manirefta impoftura convinti 5
: di porre in qualche pericolo la maggio-
e propagazione^e i vantaggi della Santa
e
3hiefa . E
per tralafciare le moltiflimc e fo rtaz . ai

:eftimonianze 3 che ne potremmo addur- Greci num,

kl
>ero
if
.qiiau per la loro copia rechereb-
forfe noja , e faftidio a leggitori 3
. 1 XXXV. p. S :
^j Legal?.
xr. pa.
aremo contenti di alcune poehe j de piu ^c ^ ^ nz ,^i
.intichi, c illuftri fcrittori 3 che nel fe- Greci n. 5 3-

condo 5 enelterzo Tecolo difefero bra- [^LibJir.


vamcnte co libri loro la verita della no- ^ Autoi. n.
Ira fede . Atteftano adunque Giuftino i.^e
(^if.
Mart, Taziano i r. n.xx. p.
Atenagora (^) 5
(vt) ^ (c) 3

Teofilo (^/)
Clem. Aleff. (^) 5
5 Tertulliano E j^ d Qx
(/) 3 Minucio Felice (^) e Ongene (/?) 5
f rc*-

nt
>

chenonnelle parole ma ne fatti confifte


Apoiog. c?
il pregio del Criftianefimo^ e apprefib di XLI. p
... . . (?) OculV.
ritrovano degh tiomini ignorann, e <c.
9f
*,$.
1

quali co lavori
condizione
di viliffima ^eiia
D i

delle mani loro fi procacciano ilvitto, ^ 672>

c delle donne vecchie ancora 3 che le non


rr si 1
L
-it con
co
W tra
-

C e jf
foilouo coile parole renoe-r ragione del- n

la
xxxvlij PREFAZIONE.
la utilita 3 die provviene dalla dottrina 5
che profefliamo 5 la dimoftrano cert
tamente colle buonc operazioni s men*
tre non declamano 3 come erano foliti
di fare i Filofofi de Gentili 3 ma per loro
difefa le rette azioni efibifcono . Anzi
volendo Tertulliano vieppiii confondere
i noftri avverfarj 3 c moftrar loro 5 ciian-
to difference fofle la noftra dalla loro ma*
niera di vivere 3da loro a divedere 3 chc
il Criftiano fi conofce per la correzione
Lib. a fa \
-00 d e ii a v i ta p ^ e gli
u< rnanifeftamen-
c. II.
Scap. A -
J L
P. 9. ^5 te coitarvi
3 3 che noi operiamo*
dice
33 fecondo la difcipiina della divina pa-
33 zienza 3 mentre una cosi grande mol-
33 titudine di uomini 3 che coftituifce
33 quafi la maggior parte di ogni Citta
35 oflerva il filenzio 3 e la modeftia 5 ef-
33 fendo noi uno per uno piuttolto 3 che
33 tutti infieme conofciuti , ne altronde

w
facendoci ma^iormeiite conofcere,
dall emcndazion de coftumi .

fono p er ^ j o cos ^ trafportato pc*


ro nella n A i 1 *

chiefa De woftri Aiitichi 3 che mi periuada 3 non


a effervi tra
?*"
loro ftati dccli ambiziofi 3 dei
queitt era- . .

nopochijjimi maligm 3 e degr impudici 3 e di torbido


emalvagio ingegno 5 che ^grande inco-v
modo wlvoka alia Chiefa recaflero .

fta
PREFAZIONB. xxxlx

leggere T Epiftole di S. Paolo 5


:a di S.

Hemente Romano 5 di S. Ignazio Vefco-


o di Antiochia 5 e le opere degli altri Pa -
tri, che ne fecoli ftiffeguenti fiorircno,
ben comprendere 3 chc la Cattolica
>er

fempre come un aja 5 in


"hiefa e ftata cui
:olla paglia mefcolato era il frumcnto ? e
:ome un campo 3 in cui il grano lafciavafi
:refcere infino alia mefle colle zizanie .

^nziche fono io di fe-ntimento , che non


:n cutti i noftri ceti collo fteflb fervore at-
cendevano Criftiani a procurare laloro
i

sterna falute 5 e che in altri era maggio-


:e 5 in altri minore il numero de cattivi .

Ritrovo inoltre 5 che in certi tempi in


una ifteffa citta quelle Congregazioni
dei fedeli 5 che nella vircii aveano fatti

maravigliofi progreffi 3 e alle altre come


efemplari fi
proponevano 3 5 dalla invidia
o dal fenfo 3 o da un nonfo quale fpi-

rito di fazione incitate., davano poi fcan-


dalo alle altre Chiefe 5 quindi ritornava-
no in loro 3 e ftudiavanfi di rifarcire colla

penitenza e colle opere buone


3 i danni 5 che
aveano e fofferti cglino ftefli 3 e dati co
mali efempli al
proflimo . Errarono
peraltro malamente quei Protelianti 5 i

quali per comparir forie o d ingegno fu-


blime
i

xl PREFAZIONH.
blimc o libero da pregiudizj 3 quaficchc
3

I
ingegnoj e la liberta noftra irnpiegare fi
debba nell avanzar cofe falfe, perche Ion-
tane dal comun fentimento degli uomini,
fi 5 che o uguale folfe nc pri-
avvifarono
mi ancora a buoni 5 o maggiore di
fecoli

quello degli ftcfli buoni il numero dci


malvagi . Ne giova loro il dire D che gli
antichi noftri difputando contro iGentili
ftudiofamente le mancanze dei fedeli ta-
cevano 3 e mentovavano quelle azioni fo**
lamente 5 che ridondavano in loro com-
mendazione Imperciocche odiavano
.

effi 3 come altrove dimoftreremo 3 la_^.

menzogna D e fe non 1 aveffero anche avu-


ta in abbominio 5 non erano fi poco av*
veduti^ che negando 5 o tacendo la ve-
rita 3 efporre voleflero la Chiefa alle de-
rifioni dei loro nemici 3 e fe medefiini a
evidence pericolo di non efTere creduti
allora quando la fanta religione noftra ,
c le gefte di GesiiCrifto^ e degli Apo-
predicavano E fapevano effi certa-.
ftoli .

mente 3 che quahmque uomo difcuoprefr


nientitore una volta, corre manifeftif-
fimo rifchio che non
3
gli fia preftata ere-
denza^ quando anche attefti la verita .
Nonmeno e infuffifteiue^e nialigna
PREFAZIONE. xH

che fanno alcuni intorno


>

lla diverfita dell efpreflioni de Padri


nentre a Gentili , e mentre a Criftiani o
arlavano o fcrivevano . Imperciocche
,

predicando, o fcrivendo
s a noftrigli
ntichi Padri, zelavano , e rimproverava-
10 loro gli abufi introdotti da mold 5 che

erano appellati Criftianij


er la fola fede
ion ne fegue 5 che la moltitudine de cat-
ivi fofle a qtiella de buoni o fuperiore , o

tguale . Erano per lo piii i cattivi fepara-


i dalla comunion de fedeli,
perche pro-
effavano qualche eretica fetta , ondc
.on appartenevano alia Chiefa . Per la
[ual cofa fe i corrotti coftumi di alcuni
Driftiani a Cattolici erano da Gentili
improverati 3 replicavano mag- i noftri

^iori , che de Criftiani doveafi giudicare


ome de filofofi, i quali febbenc erano
olmedefimo nome chiiinati , tuttavol-
a foftenevano opinioni tra loro contra-
ie
(^) . Non
e dipoi crcdibile , che effen-
lo Criftiani diverfihla quelli , ch erano
i

Teftt
i
predicati 9 e ftimaci 5 induceffero tanta
noltitudine di Genuli a convertirfi 3 e a Y.
5
ft
)erfeverare nella noftra Chiefa, che a-
/rebbero ritrovata piena di vizj , qnando
^ra loro
prima r^pprcfentato^ che diniua
dif-
xlii PREFAZIONE
O)S.Ghift. difetto poteva ella accufata (a). efTere

VA 1 1 * I Ma non abbiamo noi meftiere di tante of-


fervazioni5 quando Tertulliano 5 della cur
fentenza i Proteftanti^contra i
quali fcri*|
viamo abufano 5 con parole decifivci
, fi

afferma 5 che riguardo a buoni pochi era-- * +.

no i viziofi;>e cattivi Criftiani . > 5 Non ne~.


V. p ,,
J J gheremo 3 dice egli,
O che tra noi vi fie-
*T}* t>

55
no alcuni avari libidinofi j e cattivi J
35
Bafta quefto per confermare laverita
%J, della Criftiana religione fe non fieno :
j w^

55
tutti >
e fe non fieno molti .
Egliene-/
55 ceffario quanto tu
3 che in un corpo 3

55 vuoi 3 intiero 5 e puro 5 comparifca ta-


55 lora qualche neo.La porzione maggio-^
55 re del bene fi ferve alle volte del pic-
ciol male per
55 pruova della fua bonta ^
Si
53
-
Ma fappiamo , dicono gli Avverfa-
apporta- \ r
no ler*$fQ~ TJ j che fino da principj del Criftiane-
m ptr le ( mo moke dilTenfioiii furono nella
Collo *.
del Chiefa . Chi lo nega ? Sappiamo noi
ereb-
be nella r ure
p J c jie jj
r -^ fe\\ Q vo l te gli autori
re
cbiefa il di tali turbolenze 3 e diffenfioni furo-
Eretici 5 a quali non conveniva
il nome di Criftiano 5 non perche
fe

pretendevano di effere
fcguaci di Gesu
Crifto, la cui Fede per altro aveano
empiamente corrotta Che fe talvolw .

i Cat-
PREPAZIONE. xliii

Cattolici ancora mancavano a loro


>veri 5 non facevano tanta impreflio-
2 le azioni loro negli fpiriti de loro

)mpagni^ che tirar nc poteffero il


mag*
ior numero al loro partito . ConfefTo
i
pertanto 5 che fino da* tempi degli
.poftoli non mancarono nella Repub-
lica Criftiana degli fcellerati Ma que-
i ch erano o impuri 3 o ambiziofi , o
editi ad altra forta f di vizj 3 pochifli-
iierano riguardo a* buoni . Della_>

ual cofa due furono 5 a mio credere 5

r
principali cagioni
. E primieramentt
3me tutte quafi le produzioni della
atura , quanto piii fono loiitane dal-
t loro origine y tanto meno hanno di
>rza 3 e di vigore 3 cosi le umane fo-
ieta vanno mancando di vivacita 3 c
i
fpirito quanto maggiormente fi fco-
:ano da loro principj La qual fimili- .

udine 3 quantunque non abbia total-


nente luogo 5 trattandofi del Criftia-
lefimo poiche le grazie fue
5 il noftro
ledentore Dio infieme 3 ed Uomo a*

nortali abbondantemente comparte >

3er6 dalle facre lettere 3 dalla tradizio-


ie della Chiefa
e dagli effetti ezian-
5

iio argomentumop che fia a


propofito
in
in qualche modo, mentre veggiamo,
che non a tutti 3 ne in tutte le circo-
ftanze , ne in tutti i tempi le diftribiii-
fee ugualmente . II che non da lui cer*
tamente 3 ma dal canto noftro prov-
viene ch eflendo fievoli 5 e volubili 5
>

e non avehdo cosi prefenti alia memo-


ria 3 come i primi noftfi Padri 5 gli efem-
di Gesii Grifto, e de fuoi Santi Difce-
pli
poli 5
non
corrifpondiamo 5 abufandoci
della liberta noftra 5 alle divine chia-
ipate per la qual cofa rendendoci difli-
^

mili abuoni, de quali fempre ha abbon-


dato la Chiefa 3 in varj mancaiuenti y
e anche talvolta in peccati graviflimi
precipitiamo .
Quindi e 3 che appena nel
primo fecolo certuni 3 e nellafine dello
ftefTo fecolo 3 e nelP incominciamento
del fecondo pochi piu 5 e nel terzo
alquanto mold furono i cattivi Criftia-
ni 3 ne quali fecoli peraltro in numer0
affai maggiore buoni nei ceti noftri
i

fiorivano 3 che coll andare de


tempi
andarono fempre fcemando . E ;dob-
biamo noi confeffare 5 che come ncile
grandi Citta, le quali abbondano di
ottimi cittadini pochi 3 in una mag^
giore 3 non tanto pochi 3 e in una_i
gran-
P R E F A Z I O N E. xlv

jratidiffima molti fono ancora i catti-.

i 3
primo fecolo in una gran
cosi nel
uiantita di pii , e fanti Criftiani 3 po-
hiifimifurono quelli 5 cbe dalla retta
agion traviavano 3 nel fecondo fecolo
:refcendo la moltitudine de buoni fe-
leli 3 crebbero ancor i cattivi, e nel
erzo 3 e ne feguenti propagandofi inL-j

no;!o maravigliofo il Criftianefimo 3

naggiormente anche aumentofli il name.


o de
malvagi Dava inoltre . alle__>

/olte motivo 5 o piutcoflo occafione di


ilafTatezza a noftri maggiori la lunga
che in certi intervalli di tempo
>ace 3

;odevano . Imperciocche veggendofi


glino liberi da ogni timore 3 eda tra-
agli 3 e dagli incomodi 3 che feco por-
avano le perfecuzioni 3 fi davano ta*
uni all ozio , certi altri converfavano
o gentili 5 e le azioni loro 3 che per
o paflato erano foliti di riprovare y
mitavano 3 e con impegni entravano
lelle corti 3 ove regnavano la diflblu-

:ezza, T ambizione 3 gl inganni 5 e le


:alimnie D e ftando infieme co viziofi 3

glmo pure far male.


fi avvezzavano a
Alcuni erano occulti
ancora^quantunque
idolatri 3 nientedirrieno
per godere dei
como-
xlvi PREFAZIO
comodi;, che loro prometteva la pieta
de fedeli 5 fingevano di eflere Griftanij
e fe udivano 3 che la perfecuzione era
vicina 3 tornavano al vomito , e rinne-

gavano Gesu Crifto . Trovavanfi final-


mente di quelli 5 i quali moffi dall am-
bizione 3 o dalla concupifcenza y o dal-
1 avarizia^ quando era loro prefentata;

e la liberta ottenuta
per la pace 5 5 la

occafione 3 fi procuravano le dignits

non folamente civili 3 ma facre ancora.


. o davanfl in preda al deteftabile vizic
della luffaria, o T illecito guadagnc
alia falvezza loro anteponevano^ e per
dendo fe fteffi 3 agli altri anche reca
vano notabile pregiudizio Poiche pro .

vocavano eglino contro di se lo sdegn<


dell Onnipotente Iddio 3 e per cagio
loro muoveanfi atrociflime
perfecuzioni
al furor delle molti di loro ce
quali
devano 3 e quali zizanie erano dall elet
to frumenco
feparati 3 col vaglio dell
.) Ten. perfecuzio,ne 5 come dice Tertuliano (a

ne ^ a Chiefa
perfec. c .i. 3
quali buoni combat
i

p- y*- tendo con incredibil fortezza 5


dopo gra
viffimi patimenti 3 al
poffcdimento del
la gloria de Cieli felicemente giugn<

vano
I R E F A Z I O N E . xlvii

Per la qual cofa fapicntemente


ii oiTervato cial Santo Martire Cipna*
Ne
10, (i) che avendo la lunga pace * (*) *

5
corrotta la diiciplina data a Criftia- Upfis
2 3-
ni da Dio 3 la giacente fedc 3 e quail
5
^
3 forprefa da profondo letargo 3 furif- anno i<r8 a .

5 vegliata, e follevata dal celefte ga-

j ftigo della perfecuzione


. Studiavan-
5
fi 3
aggiunge il Santo 3 di accrefcerc
3
il loro patrimonioj e nonricordan-

?
dofi di cio 3 che i fedeli o aveano
fatto ne tempi de Santi Apoftoli 5 o
dovrebbero iempre fare 3 mofli dall*
5
ardore di una infaziabile cupidigia^
j
erano attenti ad accumulare ricchez-
3
ze Non era la Reli^ione
.
^ divota ne*
Sacerdoti 3non nci Miniftri intiera_
3 la fede 3 non fi fcorgeva la miferi-
3 cordia nelle opere 3 ne la difciplina
,3 ne coftumi . Era la barba guaftata.^
,3 con nere tinte negli uomini irtibei- >

,3 lettata la faccia nelle donne 3 adul-


,3 terati 5 dopo che formati furono daL
)3 le mani dell altiifimo J3io 3 gli oc-

>3
chi 3 i
capelli tinti di finto colore 3
>3
frodi per ingannare i cuori de Fe-
deli 3 e aflute
53
vogl ie 3 per le quali
D3 poflano effere circonvenuti i noftri
* R E F A ZI O N E.

.
3, fratclli Corrifpondono a fcnti
mend del Santo Vefcovo di Cartagi

Ue quei di Eufcbio di Cefarea , il qua


le di defcrivere la
lugubre Ifto
prima
ria della Perfecuzione di Diocleziano
in quefta guifa imprende a ragionare
la troppa libcrta
<<0i&.vm. <j
55 Poichc per
storia
xicclet.c. I. 33 Q-iftiani diventati erano negligent!
i i r j 11*
p.57*.deiia ^ e T uno invidiava le fortune dell
Ed.di Can-
*K-i{i.i 33 v*^ 7
viccndcvolmcntc fi maltrai
D5 tavano, onde faceano tante come-
33 inteftine guerre 5 ferendofi 5 quafi cc

33 tante afte , e fpade , colle parole


Vefcovi contra i Vefcovi
i
33 quando
i contra i popoli follevandofi
35 popoli
33 cccitavano de rumori 3 e de tumu
33 ti 3 e le frodi fi avanzavano 5 e la

fimulazione era oltre modo crefcii

33 ta 3 la divina vendetta, come fuo


effendo allora lo ftato della Chi
33 (
35 fa in pace 3 e i fedeli in liberta I

33 celebrare 3 quando loro piaceva 3 1

33 facre adunanze ) adagio >


e come.
33
per gradi comincio a punircij pri
33
cipiandofi la perfecuzione da quc
33 li 3 che militavano Siccomc pert .

33 come fe fofferp ftati


privi di fenfc
33
neppure penfavano di placare il <

vin
PRKFAZIONB.
)5
vin nume , allora finalmente il Si-
35 gnore ofcuro nella fua ira la figli-
uola di Sionne Molte altre cofe .

aggiugne Eufebio e dimoftra


poi il
>

ravvedimento 5 chc ne fegui 5 e la mu*


tazione 3 che fi vide ne coftumi. dei fe-
ieli Egli e dunque certiffimo 3 che *

le
perfecuzioni confermavano i buohi
tiellapieca^ e inducevano parte de cat-
tivi a pentirfi de lor peccati 3 e
parte
in si fatta
guifa atterrivano^ che per
iappocaggine negavano di eiTere Cri-
[Hani . Mold pero di coftoro 3 cef-
fata la perfecuzione 5 tornavano inlo-
ro medefimi , e lunga penitenza delle
:adute loro facevano 3 c in avvenire o

pel timore di non incorrere piii


nellc
Ecclefiaftichc pene (il qual timore era,
loro di giovamento 5
perche a poco >

a
poco difponevano a ravvederfi fe-
fi

riamente ) o per 1 orrore


degli eterni
fupplizj 5 o per lo amore a che verfo
Dio 3 contriti 3 aveano
conceputo^ fi afle-
nevan dal male 3 e tra buoni ,
dopo di
aver dato manifefti
fegni di vero pen-
timento 3 erano numerati, ficche
que-
che una voka non mediocre
gli ftefli 3

incomodo allg Chiefa aveano recato ,


A lc
1 pRE*A2 ZONE..
le davano poi foliievo 3 e allegresza
Ma e omai tempo 3 che veniamo a.
dc fcrivcrc i co ftumi de primitivi Cri
flianij e fenza mentovare i diffetti de
dellc vlrtii di colorc
pochi 5 ragionare
che in gran numero y come abbiam
detto, ne quattro primi fecoli della
Chiefa fiorirono . E affinche io pofla
dividero qu
procedere ordinatamente >

fta mia opera in tre libri 3 nel prirr


?

de* quali parlero de coftumi de noft


Maggiori inquanto riguardavano Die
nel fecondo de coftumi 5 inquanto r
^uardavano loro ftefli 3 nel terzo fina
niente de coftumi s inquanto al proffin \

il riferivano *

* *

* * *

* *

LIBRC
LIBRO PRIMO
D E COSTUMI
DF PRIMITIVI CRISTIANi;
In quanta riguardwano Dio.

Poiche le Virtu Teologali , che


hanno Dio per loro oggetto,
cioe la Fede , la Speranza , c_>

la Carita ,
erano da rjoftri Mag-
giori poffedute in grado fublime,
fa d uopo che da quefte dia-
,

mo principio al noflro libjk , e incominciando


dalla Fede, ch fondamento delle altre , ra-
e il

gioniamo quanto ella e una certa per-


di efTa in
fuafione delle Div/ne cofe ; quindi def dogmi

principal! , ch ella propone a credere ,


e in
ultimo luogo de pregi , e degli effetti di lei , c
fpecialmente della religione , e coflanza in e(Ta
de noftri Maggiori , i quali erano pronti di fof-
frire
qualfivoglia tormento piuttofto, che di
renunziare aCriflo , e alle malfime ,
che da hu
aveano imparate .

CAP.
C A P.

Delia Virtu della Fede


de primitivi Criftiani .

. I-

J. Come la cognizjvne delle Divine


conduce a operar bene
-
]
. II. <<j)uale jia
la virtu della Fede .

Come la I. Sscndo aclunque la vera Religione rego-


T"^
^ e conflfkr;-
cagnl^lone latrice delle noftre azioni ,
ddls Divi* do ella ne! culto nella pieta e nel-
, ,

la eiuftizia verfo il fomtr.o bene , ch e Dio


ducaaope- .
_*. r>,- j /
le quaiche cola fi attribuiice a Dio medelimo
che fia o contraria , o non convene vole alla_
ilirtita e natura di lui j forza & ,* che la reli
, .
.

gione ftefia patifca non piccolo detrimento ,


per confeguenza le azioni non fieno ben regc
late pel della vera , e ftabile, e
confeguimeijlo
cterna falute , a cyi dobbiamo tutti afpirare
polche per efTa (lamo ftati creati , e meffi n
Mondo . Or flccome fenza la giufta cognizior
di Dio , T uomo fuole cadcre in errori gravi
e ragionare in modo 6 rinrgnante , o men pn
prio della perfezione , e della natura del vei
nume ; egli e necefsario di confefsare, che fen;
la giufta cognizione delle Divine cofe non fi d

vera reHgione , ne fi operi da mortali in m


niera , che per le azioni loro acquiftinq la eel
fie beatitudine . Imperciocche fe uorno att 1

buifce a Dio cio , che ripugna al fuo eflTere 5

nega.competergli qualcuno diquegli attribu


che
bfe c o s T (j M i
5
che gli convengono : fa egli certamente ingiu-
ria aliadivina Maefta , colla qual ingiufia chi
volefle aecordare la giuftizia , e la pieti verfo

Dio, parrebbe di voler aecordare cofe fra loro


. Quindi e, che
oppofte, e affatto cohtradittorie
i noftri
Maggiori per operar rettamente , ri-
chiedevano in primo luogo la cognizione . S.
Giuflino Martire nclla fua celebre letter a a__
Diogneto , anche da piu dotti critici ri*
(<*)

conofciuta per flncera , e genuiha , cosi fcri-


ve. ,4 Non si da vita fenza la cognizione . Vi p
*

5-,
fia cognjzione ^ e per vita P an-
per cuore la
che fl riceve , il cui legno
tico parlare^
,, portandofi da voi ,
fark si , che ne ricaviate

fempre del ffutto. Non meno chiafamen*


te difcorre nella Efortaziohe , che indirizzo
//^N^
egli ai Greci (^) , ove difende , che ,, la falfa p i v e d[ . .

,-,opinione della moltitudine , o pluralita de- TV.ZU.OK.Z.


,j gli Dei , qual grave malattia abbatte le ani- cont.iGrcci
me umane . Tertulliano ancora nel fuo li- ftume!0
-
2 *-
^ ^i

bro che porta il titolo della Tenitenza , in_?


,

quefta guifa ragiona conofciuto ch e Iddio ,


lo fpirito umano riguardato dal fuo Creatc-
re , fi folleva alia cognizione della verita ,
e ammeflfo alia oflervanza de Divini coman-
3, damenti , fubito , e per effi iih uito , do-
,
?
verfl creder peccato eio , ch 6 vietato da_>

5) Dio Perche effendo Iddio un grandifTimo


.

bene , ndn gli puo difpiacere altro , che (c) c. ^


il male ; non eflendo tra le cofe contraries p. Jin.
niuna forta di amicizia . (c) E nel libro C^>
c -
4-
intitolato della Tazicnza .
,, Sa ,
dice ,
P I4 *

5, chi conofce Iddio, i fuoi doveri. (*) . At?- rl


Lo iteQb (labilifce Clemente Aleffandrino nel -*

W* llbrode fuoi . Stromi (^e) Tralaicio di men- deir


tovare le teftuiofJanze di Minucio Felice , di
A Eufc-
6PRIMITIVI CRISTIANI.
Dfe*

Eufebio Cefarienfe 5 di
S,
Gregorio Nazianze-
no , di Teodoreto , -a di moltiflimi altri Padri,
per non allungarmi troppo , e non apportar
tedio a chi legge . Ma non poflb fare a meno ,
che defcrivere un chiariffimo paflb di Lattanzio
(*) lib. III. Firmiano , il quale nelle fue Iftituzioni (4).
c.M.p.z?!. ?? Quefte due cofe , dice , fon quelle , che in-
IlZt
c
anno
fieme fanno cio , che fi ricerca da noi
,
la_j :
dell r . ,

35 fcienza da a conolcere dove , e in qual mo-


1748.
5 , do
dobbiamo giugnere ; la virtu fa si , che
33 vi giugniamo. Una di quelte fenza 1 altra
non valnulla. Poiche la fcienza provviene
dalla virtti , e dalla virtu nafce il no(lro

g ran J3 ene (Jj} J5 . Avendo


pertanto i no*
i
Maggiori beniffimo comprefa quefta in-
fallibile verita , erano di fentimento , che in

primo luogo ricercar dovefTe , qual fia vera


fl la

dottrina delle divine cofe . E poiche (apevano 3


?
ch ella ne libri facri , e nelle tradizioni della
Cattolica Chiefa fl conteneva , ufavano gran*
diffima diligenza di leggere quelli , e invelligar
quefte , acciocche e(Tendone eglino ben infor-
mati , poteffero anche illruire i loro profiimi ,

Perciocche eranfi eglino per la efperienza chia-


riti , che qualunque uomo del fuo ingegnofem-

plicemente {1 foffe fidato , ne aveffe ricercato da


Dio la verita,in mille errori farebbe miferamen-
te precipitato . Per la qual cofa Atenagora nel-
(0 kg "

la fua legazione (c) parlando de Poeti , e de


:

P 33 Filofofi de Gentili, non ebbero , dice, tank


35 acutezza , e forza d ingegno , che ricercando
3>
abbiano conofeiuto il vero ; poiche trattandc
35 di Dio , flimavano di non doverlo imparar

35 da Dio medefimo , ma da loro (tefll , onde unc


33 di loro diverfamente dalPaltro ragionava del-
le divine cofe^e della material delle forme,<
del
DE* COSTTJMI 7
del mondo . Ma noi abbiamo i Profeti per
:
, teftimonj di quelle cofe , che crediamo , i
quali Profeti per iflinto dello Spirito Santo,
,, di Dio divine parlarono
,
e delle cofe
.

ef-
r*)Ma quella cognizione ,
e credenza delle y*}>??
V .
i, / T foftabiiifco*
, ,

iivme cofe , che per mezzo delle lacre Lette- no {l altr


>

e , e della Tradizione delle Chiefe , ajutati a r e fyc- j>


a" i3

iallo Spirito Santo , che le ha rivelate , acqui- dalmenteS.


lano i Criftiani , e chiamata da noi Fede , la
]iiale febbene non e chiura ,
e manifefta , co-
ne fono le fcienze naturali , e pero molto
3iii certa di
quelle , e si altamentee imprefsa
idle menti noftre, e con tanto vigore dee efle-
e foflenuta , che piuttofto dobbiamo foffrirc
nfiniti travagli , e patimenti come fecero, i

io(lri Maggiori ,
e perder la vita , che negarne
a verita ,
e la infallibil certezza .

II. Or volendo San Paolo definire la virt-u

iella Fede ,
e defcrivcrne efattamente i pregi, la virtu deL
nella fua Epiilola diretta agli Ebrei (^) , ^ fede.
iiflTe

sffer ella la che dobbiamo fpe-


bafe delle cofe ,
.
WG - xr *

rare , e una flcura pruova delle non appa-


renti Imperciocche cffendo la prfma veritk ,
.

ch e lo (leifo Dio , in quanto ella non e vedii-


ta inileme colle altre cofe , che noi credia
,

mo , ( per cagion di efla , poiche fono da lei


rivelate ,
e a lei fl riferifcono ) 1
oggetto
dellamedefima Fede ; egli e neceflario 3 che
quefla Fede fia una certiflima pniova delle cofe
non apparenti ; le guali efsendo promeffe a*
veri feguaci di Gesu Criflo , fanno si , che la
fuddetta virtu dellt Fede fi appelli, e fia il fon-
damento di cio , che fperiamo di confeguire do-
po morte E per verita qual pruova piu cer
.

ta, e piu ficura puo dariTmai della Divina ri-


vclazione ? Perciocche non potendo Iddio eflc*
A 4 re
DB PRIM1TIVI CRISTIANI
re ingannato , ne ingannarfi per efler egli in- -,

finitamente e fapiente , e verace , e buono ;


qualunque volta manifefta quel , che devono
credere , a mortali ; forza e , che convinca
lo fpirito umano ->
e lo pieghi a preftargli ogni

maggior credenza E non vi ha dubbio che . >

T Altifllino Dio non folamente abbia rivelato


alia Chiefa quelle verita che conducono alia >

falute noftra , ma molte ragioni aheora abbia


fcmminiftrato ai mortali , onde pofifano facil-
nente intendere effer elleno da lui medefi-
>

J!mo rivelate Gli oracoli de Profeti verifica-


.

ti in Gesu Criilo ; i miracoli da lui mentre


dimorava tra noi, e dopo la fua gloriofa Afeen-
flone in Cielo per mezzo de fuoi D/ifeepoli e >

feguaci operati in ogni tempo , affine di con-


fermare le malfime del Vangelo ; la Propaga-
zione prodigiofa della noftra Santa Religione ,
e molti altri motivi , che per non dilungarmi
troppo y fono coflretto a tralafciare , fono
evident! fegni della verita della dottrina pro*
pofta come rivelata dalla Chiefa , ficche fenza
una fomma temerita , e imprudenza non puo
ella eflere da niun mortale rivocata in contro-
^/erfia . In fatti effendo propria del folo vero
Dio la previfione delle cofe avvenire , e la po-
tefta di fare miracoli non eonvenendo ad altri ,

che alia
Onnipotenza fiamo dalla ragione di lui,
indotti a confeffare , che non altronde , fennon-
che da lui trae la origine fua il Criftianeilmo ,
per cui confermare tante cofe furono predette ,

e avverate, e operati tanii prodigj . Quanto alia

propagazione , non vi ha tiomo ne cosl per*


verfo , ne cosl oflinato , che conflderando 3

eflfer la fede noftra e per la fublimitii della_,


dottrina 5 fuperiore ad ogni umano intendi-
mento a
D B* C O 9 T U M 1
p
mento e per la maffime morali, contraril
>

alle inclinazioni della natura corrotta , e aver


ella a onta del diavolo , e de Filofofi , e de*

Principi gentili altresi fuperate le calunnie,che


contra i tioftri erano fparfe , e le perfeeuzio-
ni , che alia Chiefa e fpeflb , e con incredibil
furore erano moffe , e fatto , in si breve tem
po , tanti , e cosl maravigliofi progreffi , ch-e
occupo non folamente il mondo Romano ,
ma
eziandio i
paefl delle piu fiere , e barbare na->

2i oni , non
perfuafo , ch ella fu per opera
refli
Divina , e non per iftudio , e arte di alcun.-
mortale introdotta 5 e divulgata . Che fe mol-
ti(Time /ette favorevoli al fenfo , e che parea-
no conform! alle mafTime, che allora valevano ,
5

protette da piti gran Monarch! della terra , e


a forza di arm!., c di altri ajuti umani intro-
dotte ,
e diflfeminate , appena cominciarono ,
che furono tolte di mezzo , come avrebbe il
Criflianefimo fatto quei si prodigiofi avanza-
menti , e come per tanti fecoli tra tante rivo-
luzioni , avrebbe durato , ie non foffe ilato fo-
ftenutodalla Onnipotenza del veroDio? Aggiu-
?

gnefi a cio la coftanza d innumerabili Martiri , i


quali certamente ne per un capriccio , ne per
una religion e , di cui non aveffero conofciuta la
verita, non il farebbero efpolli a tanti pericoli ,
a tante pene , a tanti
travagli 5 e finalmente a
perder la vit*, fe non aveffero avuto una ben
fondata , e ilcura fperanza di acquiftarne ^ e pa-
tendo, c morendo una molto piu e durevole , e
felice ne Cieli . Ma veniamo a
3

primitivi Cri-
e veggirxmocome , e
[liani ,
per quali motivi
folfe in loro cosi viva la virtu della fanta Fede ,
lo i>* IIUMIT*YI CRISTIANI .

$. II.

6>u&ntofojje
ne* primi Crifiiani eccellente
let virtu della fede y e per qualimo-
tivi in ejja Jl confermajfi ro .

I. Ofledevano adunque i noftri Maggiori ,


T"J
5
fife ne pri- J_ c he ne primi fecoli della Chiefa fiori-
mi :nttia~
rono ^ j n g ra do cosi fublime la virtu della fede,
C 1C non ^^ amente procuravano con atti fre-
^
"avift&del

Ufede . qucnti di mantenerla , e maggiormente Impri-


merla, e aumentarla ne loro animi,ma fi fludia-
vano eziandio con incredibile zelo,come altrove
faremo vedere , di propagarla negli altri 5 e
bramavano di fpargere per efla il fangue loro,
e di perdere infieme col fangue la vita . Era*-
no per tanto le adunanze e fpefle , e fervo-
rofe ,che celebravano, tante proteftazioni del-
la loro crederiza ; poiche co piu vivi fenti.

menti dell animo recitavano quegP inni , e


5
que paffi della Scrittura , ne quali fi conten-
gono i decreti , e le maffime della fede noflra
()SG!iift
MaruAp.i. ^
^ ^ e terminavano rendendo
infinite erazie , e pel
al dator di ogni
benefizio della
n. fjXv ICQ
creaz^ione che godevano , e
e per la falute
P. SC. feqq. ,
,

per gli ajuti , che loro fomminiftrava per fo-


ft ental ^ n v ^ ta 5 e P er aver loro conceduto il
f^S G*n "fi

fUvin.xm. dono della fede , per cui alle cofe rivelatc


(Z>)

p. $i. credevano . Ma non fi puo idesr 1 uomo


quanto fofle a noilri antichi a cuore il vieppii
confermarfi in queila Teologale virtu , fe nor
fi rapprefenta la infuperabil fortezza Lore
gli
nel fonrire qualflvoglia traverfia , e tormento
purche poteOero e mantenerla intiera ? e pro
pa-
D
*

C O S T UM I It
?agarla i conceduto , per tutto
fe era loro
1 inondo La qual cofa dovendofi da noi trat-
.

are di propofito in altro luogo , puo eflere


3er ora tralafciata .

II. Frattanto erano le ragioni ,


fortiflime
ier le quali eranfi indotti a credere , che la
lottrina propofta loro dalla Chiefa fofle rive- ; no ftri An-
ata da Dio . Imperciocche febbene egli e cer- ticbiUS***
A ?*** *
iffimo , che fenza efler chiamato dal Padre \
1e lumi , niiino viene a Crifto , come noi leg-
9
^iamo ne facrofanti Vangeli (4) tuttavolta va-
} motivi abbiamo , i quali , fecondo la pru- confermaf-
denza , e la ragione ancora ci debbono muo- fero .
vere a confeflTare , che la Tola Griftiana Reli-
Tione fia la vera . Per la qual cofa Eufebio
Vefcovo di Cefarea , che vilfe ne tempi di
Coftantino Imperatore , nel eccellente libro ,

che ei compofe della EVangelica Treparazione D ; erano


(i) egli facile , dice , 1* invefHgare , e cono- chtamatial.
fcere , effendo quali innumerabili , ed eviden- J* fede*.
tifTime le ragioni che molti de noflri fcritto-
,
(^s.Gior
ri hanno addotte per confermar la veracita ne i c. VI .
della dottrina del facrofanto Vangelo .Appor- . del Vangcl.
ta egli pertanto gli argumenti , che i noltri v. 44 e ^ - <J

Maggiori deducevano da fegni,i quali ad ogni


*
uomo prudente rendono credibile la noflra C*) L<

c ]

fanta Reli^ione de quali feeni noi brevemen-


.

f efii- ecllz
\ j-
te ragioneremo . Pnma pero di entrare in di p ar 5 i i

quefle ricerche , fa d uopo di oflervare , dcll a.i^iJ


tali

che gli Antichi noftri fi proteftavano di eflere


11 r T 1 CO N. XL11
itati alia fede chiamati
per ifpirazione , e gra- ^
zia del Signore San Clemente Romano nclla
.
^
fmcera Epiflola , ch ei fc rifle a Corintj (r) i

Gli Apoftoli
>5
, dice , iftruiti da Gesu CriRo ,
35 annunziarono agli altri il Santo Vangelo ....
9t Fu adunque mandato Crifto da Dio , egli
Apo-
2i X>E* PRIM1TIVICIUSTIAM .

uni , e gli altri per


., Apoftoli da Crifto 9 e gli
volonta di Dio predicaf ono a mortali il Re-
9
Gli Apoftoli pertanto rice-
,v gno de Cieli .

,, vuti gli ordini dal loro Maeftro , e perfuafi


99 della verita della fede per la refurrezione
del noftro Signor Gesu Crifto , e eonferma-

?,
ti parola di Dio colla pie-
in effa fede per la

hezza dello Spirito Santo , e con ficurezza


,j ufcirono
nel mondo predicando &c. Avea
cio egli apprefo dal fuo Maeftro San Pietro
Apoftolo , il
quale cosl fcrilfe a fedeli ramin-

ghi ,
e difperli per la Cappadocia , pel Ponto ,

per la Galazia,per PAfla, e per la Bitinia . Voi


(lete la fchiatta eletta 9 il real facerdozio ,
la fanta gente
, il
popolo della eonquifta ,
,, per annunziare agli altri le virtu di eolui ,
5i che dalle tenebre vi ha chiamati al maravi-

^) Ep. n ,, gliofo fuo lume(X),San Giuftino Martire,che


c. il. v. 9- fiori j come altrove abbiamo notato 9 verfo la
meta del fecondo feeolo della Chiefa 9 nelb
(^) N. x. fua prima Apologia (6) fa offer vare: ,, che non
P- 4^ era in noftro potere di nafcere; ma di fegui-
tar cio , che a Dio piace , e che ferven-
doci delle facolta ( cioe della liberta ,
c

potenze noftre ) che abbiamo da lui avut<

cgli ci perfuade, e ci conduce alia fede . I

(c) N.Xfc nelP Apologia feconda (c) Credettero , di ,>

ct , a Gesu Crifto non fblamente i Filofofi


.,, e gli altri uomini di Iettere ma quelli anco 5>

ra , che co lavori delle mani loro acquiila


vano il vitto e
gP ignorant! , i qi:ali la glc
,

ria paura
, e lae la morte fprezzarono ,

5, Perciocche non operarono cio principal


9
mente in cffi gP iftromenti dell umana rj
?, gione , ma la incr:arrabile virtu del Padre
Per la qt:a! cofo. Taziano difcepolo di S*Gh
(lino
D v
COST UMI I

ino nclla fua OrazioneGreci GONxxtx.


O) contra i

8 *-
Dnfefla di fc , che medefimo
dopo di aver egli P**
faminato tutte le fette del filofofi , fenza aver
lai potuto reftar contento , ritrovo finalmente

Libri fagri , i quali per la fempiicita


dello fti-
molto gli piacquero ; e che iftruita la fua
icnte da Dio conobbe , che per quefti iareb-
,

liberare da nemici dell uman ge-


5
efi potuto

ere , e avrebbe acquiftato quei doni , che


igevuti una volta dall uomo , per colpa del-
uomo ftetfb furono perduti . Dalle quali co-
2 , che f^no ancora da piu recent! Padri Ha-
ijite , fi puo chiaramente dedurre , che fe la
razia di Dio non ammollifce gli oitinati cuori
i moti-
egl increduli , polfono loro proporfi
-i della credibilita della Religione Criftiana ,
la fenza frutto , e vantaggio loro , non cu-
andofi eglino di comparire imprudcnti , ^
tolti
, pure he diano sfbgo alle malnate lorp
afT;oni .

III. Tra que motivipero, il


primo era quello,
:he deduqefi dalle profezie . Eranfi di qiiefto , mo * fu
^(
crviti dopo Gesu,gli Apoftoli, da quali appre- A/5f*
n i i TJAYIQ I ttO"

ero i radn la maniera di ragionare intornq ^ r ; mA


agli oracoli de Profeti verificati nel Redentor^/or/ , era
noftro quale era il Meflla per tanti fecoli rife tuto
, il

da tutte le genti defiderato . Perche niuno ,


dice Gin/lino Martire (6) a bbia 1 ardimen- >

to di opporci , che Gesu CriflofoflTe un fern- num xxx -

plice uomo dagli uomini generato ; e non


gia figliuolo di Dio , dimoftrero la verita
delja noftra fede , non colle parole de te-
fhmonj , che i fatti veduti raccontano ,
ma
degli oracoli di coloro, che previdero le co-r
Te molto
3,
tempo avanti , ch ellcno foflero
5? avvenute , la qual dimoftrazione a voi pu-
I 4 DE t HIMITIVI CRISf I ANI
re o Gentili fembrera , come noi penfiamo
veriffima . E
per vero dire queflo tale ar
gumento ha per/e medefimo grandiflima for
za , mentre , come bene avverti S. Girolam<
O) Soprii
^ a ^ ^ confeflano
i
Magi,confeflfano gl Indovini
c tutta a ^c enza dell a umana letteratura
^ ^
^Lt.iil "

>!ic7S*.Jella 33 die non e propria degli uomini , ma di Di


dl pa- la prefcienza ; onde dei futuri
pruova fl

del p. c he i Profeti
?j parlarono per iftinto dello Spi
rito Santo , perocche prediffero le cofe av

,, venire . Ma profegue S. Giuflino il fu


ragionamento (6) Viflero pertanto tra Giu
3>
dei alcuni Profeti , pe* quali lo Spirito Sar
to fignifico le cofe avanti , che fuccedefle
33 ro Gli oracoli di quefli furono con dil:
.

genza confervati da Principi , che di temp


33 in tempo regnarono nella Giudea . . Or n

33 libri de Profeti noi ritroviamo , che il Me:


fia dovrebbe , come fl e verificato in Ges

Criflo , nafcere da una Vergine , che avret


33 be a curare gl infermi , e refufcitare d<

>3
morti , che
farebbe flato odiato , non cono
33 fciuto ,
e crocefiflb , morto , e rifufcitato
5
33 che avrebbe falito in Cielo , ch egli faret
.,,
be flato chiamato 5 eflfendo tale in realta
figliuolo di Dio che avrebbe mandato ,,

3, fuoi difcepoli per tutto il mondo a predicar


3,*
-*
la fua venuta
5 quali
X avrebbero fatto masO
*
i

.,, gior frutto appreflb i Gentili


, che apprefl
.,,
1 Ebrea nazione . Ma di quefti Profeti alt.

.,, fiorirono tre mila , due mila , e alt altri

3, mille annj avanti , che Gesu Criflo avefi


,,, cominciato a promulgare la nuova legge
Sicche neppure congetturando potevano ai
rivare a predire con chiarezza , e diitinzior
cofe tanto lontane da loro tempi , Scende quii
di
DB*
PRIMITIVI CRIST1ANI. I 5
il Santo Martire a riferire , e
i
fpiegare 1 ora-
)lo di Giacobbe che riguarda la durazio- (*) Gen.
(<0
3
e della tribu , e repubblica de Giudei iino XLV. 10.
ila venuta del Meffia
afpettato dalle genti ;
dimoftra , che dopo Gesu Critfo , e fu tolta
!la nazione
Giudeaogni forma di repubblica ,
i
paefi di lei furono foggiogati da i Romani .
apporta di poi le Profezie d Ifaja , che pre-
iife la nafcita del liberatore dell umano gene-
? da una Vergine (&),e Tapparizione della ftel- .

, indizio di colui , che dovea traer la fua ori-


.

f "\ VT
me da Gefse Padre di Davidde(c),e la venuta
inn fanciullo Signore , il cui impero farebbe
ato fulle fue fpalle colle quali parole fi ac-
(</),

v- ^
W c > IX.
il trionfo di Gesu Crifto
>nna
pel fupplizio della
. roce ; il
qual Signore avrebbe tenuto ftefe le
-accia verfo il fuo
popolo increduio, e contra-
ittore , e traviato (t) . Mentova inoltre le
(<r)
c .Lvni.
redizionidi Michea Profeta,circa Bettelemme, v. a.
i cui dovea nafcere il Duce delle Tribu d If-
raello (/) ; del Salmifta , che delle piaghe (/) t. V.
p piedi , e delle mani del futuro Meffia ra-
v. z.

iona , e fa fapere , che le velti di lui fareb-


sro date toccate a forte a manieoldi C \+ O )
J 5* e **3

umera molte altre teftimonianze de facri XXL


^utori e tutte dimoflra , che in Gesu Crifto
,

alvator noflro furono avverate. Finalmentc ,


egli conchiude il fuo difcorfo . Quantun-
que noi abbiamo molte altre autorita de Pro-
feti da rapportare , vogliamo contuttocio
tralafciarle , eflendoquefte ,che abbiamo ri-
ferite fufficienti a perfuadere della verita

chiunque ha orecchio per fentire , e intelli-


genza per conofcere , che non flamo noi del
numero di quei favolatori , ij quali avanza-
nole cofefenza poterlc provare . E
per ve
rita
1 S I> B* d O S Y U M I

$, rita come crederemo noi a un uomocroce


fiffo ch egli iia P Unigenito Figliuolo d
3

? , Dio, e che dcbba eflere giudice di tntto


3, umano genere , fe non aveilimo le teflimc
3, nianzeriguardanti lui fteffo avanti,che avel
3
fe prcfa la natura dell uomo , le quali dop
furono lui medeflmo adempiute
i"
,, (^
>

11.53.
j>ag.
7<* Molto piu copiofamente parla il S.Martire del!
Profczie nel celebratiffimo Dialogo , ch
ix compofe contra
a
Trifone (i) , e nella fua cfo;
iitf.
feg. p. tazione a Greci in quefta guifa invita i Genti
*\ Criftianefimo CO Altro non vi rimant :

(c) n. jo.
5
o Idolatri , che voi rigettiate P errore d
,

voftri m-aggiori , acconfentiate agli oracc


de Santi Scrittori , e apprendiate da qtie
le malTime , che vi poflbnodar la falute ,,
Ricorrono pure a Profeti Atenagora 5 di c
abbiamo fatto di fopra menzione C^) ? e Teo
n^ lo Antiocheno nel primo CO 3 e nel feconc
(

.
p.foz.
]. libro ad Autolico (/) qua , e Tertulliano , il

f)
n. 14* nel
diciotteiimocapitolodelfuo Apologeticox
/^ n *<
s>1

P ar ^1 () -Affinche piu pienamente , e


* c<

maggiore impreflione poteflimo conofce


Dio , e le difpofuioni , e la volonta fua , a
Venct. del- 3J giunfe egli ileflb PiuVomento delle flicre Lc
Tan. i74 3 tere , per chi vuole ricercarlo , e cercan >

3 ,

3, trovarlo ,
e trovandolo credere in lui , :

3, credendo fervirlo . Mando egli fin da prin j

,, pio degli uomini giudi , e innocenti , e defi

05 di conofcere , e dimoilrare chi egli fia ,

39 innondati dallo Spirito Santo , acciocche pi ?

dicafsero , ch e un folo Dio creatore di ti


3")

5? te le cofe , che ha formatoP uomo dalla tt

35 ra , che ha difpofb il mondo , e ftabilite :

5, varieta dei tempi


, che ha dato fovente
deHa Maeflu fua giiidicatrice per le ^
^ni
33 qiK
PRIMIT1VI CRISTIANI . IJ
que, e pe fuochi ,
che ha prefcritto la offer*

vanza della difciplina , che voi , o Gentili,


ignorate , o difpregiate , febbene
fono da__
lui determinati premj per chi le olferva ....
i

Noi ancora ridevamo una volta di quefti


ci
fentimenti . Fummo noi pure de voftri , poi-
che non nafcono , ma fl fanno volendo Cri- i

fliani . I Predicatori , de quali abbiamopar-


lato , fl chiamano Profeti per P offizio ,
fu loro dato di predire le cofe future .
voci loro 5 e i prodigj , che per confermare
5
la vcrita , operavano 3 rirn.angonone tefori

delle facre lettere, le quali non fon a Gen-


f
till nafcoile , fe le voglion vedere .,. (^t) Or I(5
-

la fomma antichita delle medefime fcritture


concilia loro tin autorita fingolare . E lo fa-

pete ancor voi , che religlofamente giudica-


te delle cofe fuccedute ne fecoli piu remoti ,

(^) Ma perche abbiamo detto , che quefla^j (^) Cap.


noftra religione e foflenuta dagl illromenti lx p7i
Giudaici, la quale per altro fappiamo e(Ter
nata ne tempi dell Imperatore Tiberio , vi
fara forfe, chi dubiteii dello ftato di lei ,

quali fotto I ombra di una inflgnifiima reli

gione qual e certamente la noftra , nafconda


,

qualcofa della propriaprefunzione, non oflfer-


vando niuna cofa ordinata dalla Mofaica 5 o cir
ca le aftinenze da certi cibi 3 o circa le* foh
lennitadi certi giorni .... il che parreb-
be doverfl fare da noi , fe foffimo addetti a
quel Dio , che i Giudei adorano . II volgo
Gentile ancora fl crede , che Gesu Criflo fia
ftato un Uomo tale , quale fu ftimato da*
Giudei medeilmi . Ma noi non ci
vergognia-
mo di Criflo ... del
quale fad uopo , chc_^
brevemente ragioniamo , in quanto eglie
B Dio.
D Ii C O S T U M I
Dio... I Giudei adunque efuli e vagabou
di 5 per tutto il mondo fono avuti in difpre-
33 gio 5 e d fonore . Non hanno unuomo 5 du
33 prefti loro foccorfo , non hanno Re , ne i
concede loro di rivedere come ofpiti la Ion
53 patria . Mentre
Profeti minacciavano Ion i

quefti cosi funefti avvenimenti , aggiugneva


3, no , che negli ultimi tempi da ogni gente
35 e popolo 5 e luogo dovefle Dio fcieglier
3, degli adoratori molto piu fedeli -, ne qua
j, trasferifle una piu plena grazia , per la cap?
33 cita dell autore della nuova difciplin^ . L ai
35 bitro intanto , e ij maeftro di una tal difc

3, plina , e grazia, 1 illuminatore , e il coi


3? dottiero delP uman genere annunciavafl d
33 Profeti il
figliuolo di Dio ,,
non cosi gener
1
33 to , che fi
vergogni dell appellazion di :

33 gliuolocome gli Dei de i Gentili 5 ,


, .

Iteflb argomento tratta egli , ma molto piu ar

pfamente nel librocontro i Giudei. Similii


no i fcntimenti di San Clemente Aleflfandri
<
11V,1J1L/1 \J J| \A \~ f^JL I *- vt Vxll J V >r
JLJ-^- * AV V V-/ *AVi Vx U

(W?Jl4 cor ^ ^^ 5 a Q lia ^ conformandofi Origene , c


fu difcepolo di Clemente , in quefto modoi

(O n. j. p. S ion ^ nel quarto libro de Principj (c). I Pi


t

112. T. J. 33 feti ave ano gia predetta la venuta di Crift<

delle opere la maravigliofa propagazione della religic


della Ediz. Ci-iftiana . Aveano eglino preveduto, che r
)?
Yen. dell*
^ avrebbero ceflfato i Principi dalla RepubbI
5, di Giuda, ne i Duci dallo flefTo Giuda pro 1

a, njenti , finche non foffe venuto colui , a


e ripoflo , o preparato il , e finche
i
.,.,
regno
33 fqflTe adempiuta P efpettazion delle gen
33 Or egli e dalla Iftoria manifeflo , e da c f

che tutto di noi veggiamo , che da 3 temp


Gesu Crifto non vifurono piu appreflb i C
de
DB* PRIMITIVI CRISTIANI ,
Ip
dei de Regi . Anche quellc appareflze delle

quali cotantofi gloria vano i Giudei medeii-


mi , e per le quali efultavano , riguardanti
la bellezza del Tempio,o gli ornamenti del-

Paltare , o le tiare de* Sacerdoti , o le veili


del loro Pontefice , tutte infieme furon di-
ftrutte. Allora fu adempiuta la Profezia di
Ofea , chc diffe ; per molti giorni federanno
1
figliuoli ef Ifdraello fenza [(e , fenza Prin-
cipe
:
nonfard Oflia ,
ne dltare , ne Sacerdo-
zio ,
. Di quefti oracoli
ne rifpofla Profetica,
ci ferviamo noi contra coloro , che van no
dicendo , trovarfi ne tempi noftri ancora il
Principe dellatribu di Giuda , ed efler quel
tal principe della gente loro chiamato da e/Ti
Patriarca , ne poterfl dare il cafo , che non
fi diano i fucceffori di lui provenientidalla_j>

ftirpe di Giuda fino alia venuta diquel Me-


fia , che Ci vanno ideando Ma fe quefti non .

errano , come fara vero cio , che prediflfe


il Profeta ,
per molti giorni federanno i figli-
uoli d* Ifdraello fenza Re , fenza Principe :
non vifarapiu oflia 5 nc altar e , ne facer do-
zio ?^E per verita dacche fu rovinato il Tem-
5
pio , ne fi offerirono piu olHe , ne fi trova I
altare , ne cofta il facerdozio ; onde non puo

negarfi , che non iieno anche tolti i


Principi
dallarepubblica Giudaica, come e flato fcrit*
to : we uon
Duce da Giuda proveniente , fincbb
vend colui y a ripoflo
il regno Per le
cut e .

quali cofe fa d uopo confeffare , ch e gia ve-


nuto quello , a cui era ripoito il regno, e in
cuierano collocate le fperanze di tutte le na~
zioni . II che ii vede avverato in Crifto per

la moltkudine di quelli , che di tutte le gen-


ti hannocreduto inDio 33 . Molte altre teili-
B z mo-
2o DE COSTUMI
mofiianzede* Santi Profeti apporta quivi , c
libri contra Celfo Origene , che per nondilun-

garci piu del dovere ,


fiamo obbligati a trala-
fciare .E per la ftefla cagione lafciamo a parte k
Profezie addotte da Lattanzio Firmiano illuftre
Scrittore ne principj del quarto fecolo dell jus
Chiefa, a fine di provare , ch e ftata molti feco-
< T Txr li avanti r
L.IV.
> predetta la nafcita di Gesu Crifto da_j
a)( ^_ N .
| !
.
i

una la vita , la morte , e la re-


deile Div. Vergme , (<0

niz.c.iz. furrezione di lui , e di confermare la umani*


*9y* th , e la divinita del medefimo (i) , e di far co-
c * r ^*
nofcere a mortali , ch egli e il Sacerdote fecon-

dol ordine di Melchifedecco (c) , e che ha_>


I4
307"." operatodelle maraviglie (d), e hapatitoin_j
c. i j. quella gnifa appunto , che i Santi ifpirati da Die
P- 3
r .
fignificarono (e} . Che fe molto maggiore fu h
(0 c .tS.
q ue (j o genere lo ftudio di Eufebio Cefarienfe
il quale vifse parimente nel quarto fecolo , e ol
tre molte utiliffime opere , che lafcio a porter.
( febbene egli] era partigiano degli .Ariani
Dimoftrazione Evangelica 9 per la qua
fc rifle la
le diede chiaramente a divedere , che le profe
zie fi iieno avverate in Gesu Crifto , e nella fu
Chiefa , e percio fa.^amente , e giuilamente_
tante nazjoni abbiano feguitata lanuovalegge
(/) L. r.
(/) contuttocio dovendo noi trattare di gravii
3 ilme , e utilifljme materie, e avendo gia fuffi
cientemente parlato degli oracoli de Profeti
iiamo aftretti a tralafqiarne la relazione , e
paffare all argumento dei miracoli , ch ebber
tanta forza appreflb tuttc ? non dico le barba
re , ma eziandio le piu culte^ e fenfate nazic
ni , che alia verita del Santo Eyangelo le cor
vertirono.
Ma
non poflb gia io trafandare la celebratfj
CmaProfeziadi Danidlo apportata 9 fpiegata
e con
i
5
KlMir!VI CRlSTlANl . 2 I

con varie offervazioni fondate fullaStoria ,


luilrata
incere gli increduli
da
5
noftri Maggiori ,

e fpecialmente
(a) a ^ ne di con- ^ Terml.
fegua- libr. contra , i

idelGiudaifmo ; laqual Profezia tanto chia- J ud c.viu.


Evfc
a , ed evidente apparve a parecchi fcrittori
i
MI /,
^
moniu. ti , i .
Py
er laerudizione , e dottnna loro illuitn , e
vin van * i

inomati , che dovettero confefTare 5 eflere , r . fe ,,|


p
ate in tal guifa la paffione , la morte , e il re- edit.
no perpetuo del Redentore , e le difgrazie , ann.
ll ius A
ella Repubblica
degli Ebrei in effa predette , ? j
lc * "

iefe non foffe certo , anche pel confenfo una-


X/N 11 c r v t 9^->- i i

iffie de Giudei (&) ch ella hi icntta centinaja

anni avanti, che foffero lecofe medefime av-


enute ,farebbe a qualcuno forfe paruto , che ^.
fcrittore dilei medefima avefTe viffuto do-
>

p^^xld^*
r
D la diftruzione , e il defolamento di Gerufa- m rfii r ^ ii.

mine. Imperciocche capo nono cosi egli nel vsn.c.vm."

redicendo racconta (r) Mentre io ancora n. v.

parlava , cornparvemi Gabriello , che aveva * >

v< 2i<

jo veduto dapprima, e preftamente volando, feoc? .


toccommi nel tempo del facrifizio del la fera ;

e m iftrui
parlommi , , e e difle : Daniel-
lo , fono io ora venuto per iltruirti , accioc-
ch^ tu polfa intendere Dal cominciamento .

t delle preghiere e ufcito il difcoffo ,


ttie
, ed io fono venuto per indicartelo , poiche tu
fei P uomo dei defiderj . Bada tu adunque
,
al difcorfo , e intendi la vifione . Sono ab-
, breviate lefettanta fettimane fopra il tuo
,
popolo , e fopra la tua fanta Citta 5 affinch6
,
li confumi la prevaricazione , e abbia fine
il
peccato , e ii cancelli la iniquita ,
e arre-
, chifi lafempiterna giullizia , e f] adempia k
?
>

vifione,e la profezia,e fl ungailSanto de San-


ti.Sappi tu dunque,e offer varda quel tempo,
in cui fara pubblicato il difcorfo , che fl
B 3 ri-
22 BB GOSTUMX
rifabbrichi Gerufalemme fino. aCrifto Du-
ce , fcorreranno fette , e feffanta due Jfetti-
mane , e la piazza , ele mura faranno di nuo-
vo neir anguftia de tempi edificate ; e do
fettimane fara uccifo Cri-
35 po le feflantadue 5
fto , e non fara il popolo di lui , che 1 neghe-

35 ra. Eil popolo .col Duce venture ditfiperl


e la Citta , e il Santuario , e fara il fine de
Santuario fteffo divaftamento e dopol;
H il ,

M;
fine dellaguerra la ftabilita defolazione
.
3,

3, confermera a molti il patto una fettimana


3, e alia meta della fettimana manchera P ofti
?
3, e 1 facrifizio , efara nel Tempio 1 abbomi
33 nazione del defolamento , e il defolament
33 durera fino alia confumazione , ed alia ft
3, ne 3, . I noftri antichi avendo ben confi
derato quelto cosl celebre 3 e illuflre oracolo
dimoftrarono in primo luogo , chedaquand
ufcl la voce , chefi dovea rifabbricare il Ten
pio 3 ela Citta di Gerufalemme , fino alia pa
Hone , e morte di Gesu Crifto , corfero fe
tanta iettimane di anni , cio anni cento novai
U incirca . E per verita o fettimane di giorn
o di mefi , o di anni doveano efTere quellc
mentovate da Daniello , mentre di tal forta
fettimane fi fa folamente nelle facrc lettere
menzione. Ma ficcome ne dopo 490. gior
( poiche tale ne farebbe itato il numero , fe
fettimane di giorni aveflfe Daniello parlato )
dopo 490. mefi (mentre tanti ne farebbe!
fcorfi 3 fe di fettimane di mefi aveffe ragiona
il Profeta) dacche fit
fparfa la voce,che il Ter
pio , e le mura della Citta di Gerufalemme d
veanil rifabbricare , fu mai verunoda Giud
negato,e uccifo da^li flranieri,onde poi fegu
fero le rovine della Repubblica de Giudei ,
ilgua-
RE* PHIMltlVI CRISTIAMI *
2j
guafto,e la diftruzione, e il defolamento del
empio ,
e della Citta ItelTa , egli e necefifario,
ic 1intenda delle Settinianedi an-
oracolo s

. Imperciocche verfo la meta della fettantc-

ma fettimana fu negato dal fuo popolo , e uc~


fo ilRedentore , e quindi la diftruzione di
erufalemme , e le rovine della Repubblica , e

difperfione di quella difgraziata gente fe-


iirono. Non iftaremo noi acomputare efat-
mente gli anni , che fcorfero da* tempi di
iro , o di Dario fftafpide , o dell altro , che
)urio era appellate ; dalP anno fettimo ,o dal
^ntefimo di Artaferfe Longimano (ne quali
mpi o fi difcorfe , o pubblicoffi 1 editto , che
rifabbricafle Gerullilemme ) finoalla paffio-
jdiCriito, e alia diftruzione di quella Cit-
e di quella miferabil Repubblica . Al-
iteflTa ,

iavanti dinoi (^)hanno con incredib l for-


ed erudizione trattato un cosl grave , e_-> C<<)
VI
Tf
11
*L
"

fficile arsumento .
, Radoneremo
-*
nertanto J
.am
r. Lzmi
"

^"
5*
t / / i
I i
Ap
:gli effetti che ii iono vedutj , e tuttavia li
, _ U rtiiJltUIJ
f

?ggono fecondo r oracolo appunto , che aD- G0r j.


a mo pocanzi defcritto . E cio faremo non__5
5
rvendoci delle noftre , ma delle parole de
/*/*/*
bli{
adri , i quali di un tal punto efattamente trat* "\

xono.,, Avea, dice Eufebio di Cefarea, la


divina pazienza per molti , e molti fecoli
, fofferti i
peccati de Giudei avanti la venu-
ta di Criflo commefli , come dimoftrano gli

oracolide Profeti ; maflccomefu detto ad


,
Abramo queiGentili , che anticamente_j>
di
, abitavano nella terra promeffa , che non an-
, cora erano compiti i peccati degli Amorrei ,
,
e finche non furon compiti , non furono di-
, fcacciati dallaloro patria ; e allora quando
>
furono compite Ic iniquita loro y fubitotut-
B 4 ,,ti
tiperironojle quali difgrazie avvennero lore
ne tempi di quelGesu,o Giofue,che fuccedet-
te a Mose Profeta: cosi il popolo Ebreo , fin*
JJ? che non compi la fua maliz/a , fu dalla beni-
gnita ,
e pazienza di Dio fofferto , e invitato
da Profeti a far penitenza ; ma dopo che gli
Ebrei empierono la mifura de loro Pa-
dri come difle loro il Salvator noftro , allo-
,

ra come fe fotfero ftate tutteraccolte in un_j


3) luogo le loro fcelleratezze , per tutte in un
5

35 tratto foffrirono I eftreiiia pena . E confu-


35 marono eglino certamente la prevaricazio-
33 ne t alfolo peccato impofero fine 5 o le-
,

33 garonlo piuttofb 5 e lo fegnarono , come


33 traduce Aquila , quando ardirono di mette-

3) re lemani addoffo Figliuolodi Dio. Ma al

33 ficcome egli venne e per caitigare , o rovi-


33 vinar molti , e per refufcitare aneora molti.
33 come fu predetto da Simeone il vecchio 3

33 meritamente fu dalPAngiolo detto a Daniel-


33 lo : E accioccbeficancelli ilpetcato , efitol-
la ingiuftizia ,e s* introduca la
3) ga g iuftizleu
33 fempiterna . Onde dall opradi lui fu dimo-
33 ftratala divina giuflizia , perciocche ha re-
33 fodegno tutto ilgenere umano di unaegua-
33 le vocazione . . . E ft adempia la vifione , ^

33 la Profezia . Concorda cio colle parole di


33 Criilo .,
il
quale difle : non fono io venuto
33 per ifciogliere , ma per adempiere la legge

33 e i Profeti.. .La legge e iProfeti durarono fino


33 atempi di Giovanni Battifla , e dopo manca-
33 rono coloro , che avanti moffi dallo Spirito
Santo di Dio predicevano le cofe avvenire, e
di Criflo profetizzavano. Sicche come fe per
loro la (Jivina ifpirazione fofle Itata chiufa^j i
e ftarei per dire ligiiku 3 meritamente >

3)
DB* PRIMITIVI CRISTIANI . 2 5
,, avvenne , che da quel tempo cioe dacche ,

, comparve Giovanni , non piu fi trovaiTe * chi


, appreflb loro efercitaflfe 1 offizio di Profeta...
y
, Segue di poi : Che ft unga it Santo de Santi....
, ApprefTo i Giudei >
non puo negarfi , che
, li ungeflero i Pontefici .
. Ma non avendo
.

, io mai trovato nelle , che il facre lettere


5
, Pontefice de
Giudei ii appelli il Santo
, de* Santi , certamente fono di fentimen-
, to , che quefte denominazioni al Verbo fola-
, mente , che e il figliuolo di Dio lieno ap-
,
propriate perciocche egli e degnifTimo di
5

un talnome . E
, per vero dire , coloro 3 che
,
fono nati dagli uomini ^ e fono giunti a quel
,
grado di perfezione , dove puo arrivare la
,
natura mortale ajutata dalla divina grazia ,
,
devono credere di aver ottenuto molto ,
,

qualora li ammettano a una certa partecipa-


, zione , e comunicazione della Santita di
colui 5 che diUe ; Sarete Santi perciocM io
fono Santo.E chi puo uomini no-effere tra gli
3
minato Santo de Santi fuorche 1 unico di- ,
3
letto Figliuolo di colui 5 ch e fantifllmo per
natura , il quale , come Re de Regi , e Si-
9 j
,
gnore de Signori 5 cosi e ancora Santo de
, Santi chiamato ? Adunque aluifolamente ,
,
poiche in modo piii eccellente fu untodi quel
, crifma , onde unti furono quelli, pe quali
, fu il materiale , e terreno olio di Mose ado-
,
prato , difTe lo Spirito Santo ^mafli la giu- :

e avefli in odio la
flizia ,per la qual
.

, iniquita
,

cofa fofli unto da Dio Dio tuo coll* olio della,


>

tfultazione fopra ognuno di quelli , che fono


fartecipi de tuoi beni . Ed egli ftefib appref-
.

fp
Tfaia di se medelimo dice : Lo Spirito
Signer* fifr* di me, pet ejfer ivftato
un*
26 DE COSTUMI
to dal Sigwore.Perche dunquedicefi untofo
tutti foltanto il Sal vator noftro con un_
33 pra
33 eccellente, e divino , efpirituale unguento

con ragione e chiamato Santo de Santi ,co


33 me fe fi dicefle Pontefice de Pontefici , o an
cora fantificato de fantificati Ma qucfte ta .

li cofe , compite le fcttanta fettimane, ebbe


31

33 ro il loro termine , cioe in quel tempo , in.,


33 cui il noftro Salvatore fi fece vedere tra g]
33 uomini . Di quefte cofe avendo brevemen
33 te parlato 1
Angiolo , di cui abbiamo di fo
33 pra fatto menzione , torna dinuovo a di
33 re delle fettanta fcttimane , diligentemen
33 te ripetendo , e piu chiaramente fpiegan
3>
do tutte ie parti della Profezia , e infegnan
33 do onde fia d uopo dare cominciamen
,

33 to a numerare i tempi, e quali cofe in_


quei tempi medefimi debbano avvenire
Riportata quindi la interpretazione di Giuli
Africano, illuftre Scrittore , che fiorl nel terzt
Secolo della Chiefa , il qualenel quinto libr
della ragione de tempi dimoftra , che 1
(*) Apud (<0

Eufeb. loco fettimane principiarono dall anno ventefimo c


citato pag Artaferfe Longimano , e terminarono veri
na jSS.fcq. }
anno fedkelimo di Tiberio , nel qual anno fe
con do i piu efatti cronologi (^) fu , a iftanza d(
(b} Mo-
ntl.Diir.de Giudeijcrocefiffo il Redentore ; pa (fa Eufebio
ann. Chrift. darne tin altra , la quale non e molto different
_, . da quella , che altri prima di lui ufarono (c)
ibid Quindi dopo varie offervazioni 5 molte delle qu;
li fono
ingegnofe , e ben fondate , cosi difcoi
400* re (^(fy ^ Veggiarno ora come fi fieno avverai

3) lefeguenti parole
del Profeta : E confermi
.,,
ra il fatto a molti una fettimana , eneli
3, mttci della fettimanafard tolto ilfagrifizio
?y ela libazione 3 efara I abbominazione de,

, le
DE* PRIMITIVI CRISTIANI. 1J
e fino alia confa-
, le jcfilazioni net Tempio ,
, mazione del tempo durera la defolazione .

, Raccontafi, chc il
tempo della predicazione,
, e dei miracoli del Salvatore duro tre anni e
, mezzo (4), il qual tempo e la meta di una
, fettimana. Nella meta dunque del etti-
no voji j

, mana efTendo ftato da lui confermato il Teft<u Moniglia 1.

, mento ,
fu tolto il
fagrifizio ,
e la libazione ,
citau

, e comincio abbominazione del defolamento.


1

, Che fe per qualche tempo ancora durarono


, i
fagrifizj , e le cerimonie ,
che in quel
11 celebravano , non furono piu al-
, Tempio
, lora grate a Dio ; perciocche non fi celebra-
, vano fecondo cio che richiedeva la Legge
, Fu adunque tolto il Vecchio Teftamento ;
, della qual cofa fu evidente fegno lo fquar-
, ciamento del velo del fuddetto Tempio ,
, cbe avvenne ailora , quando Gesit Criftofpi-
, ro:ma della abbominazione e del defolamento
, fa d uopo ancora fentire do , cbe racconta
, Giufeppe.T^elgiorno della Pentecofle entratl
, come foleano di notte tempo i Sacerdoti nel
,, Tempio , per efercitare il loro mlniflcro ,
dijfero di avereprimieramente udito flrepito,
,,
e di poiuna voce , cbefovente ripeteva , an-
diamo Quindi tiute le forte di disgrazic
via.

k, fopravvennero alia nazione , e alia Citta


ftefla fino alPultima
guerra moffa loro dai
Romanl e a quel terribile aflfedio , onde
,

provennero crudeli uccifioni , infoffribil fa-


3, me , peflilenze , che Peccidio ca-
orribili

gionarono di tutti coloro , che contra il no-


Uro Salvatore cofpirarono. Nel qual tempo
3, ancora videfi nel Tempio 1 abbominazione
3, del defolamento , che tuttavia dura , e ogni
a, giorno vamaggiormenteaumentandofi. Ed
* cer-
28 D E* C O S T U U I

e certamente convenevol cola , die il defo-


3, lamento duri fino alia confumazione della vi-
5, ta , giulla il termine prefiffo , e accennatc
55 dal divino Profeta :
fino alia confumazio-
j, ne del tempo la confumazione fi dara allafo-
,5 litudine : il qual oracolo dalle parole del Si-
5, gnore fu confermato,allorche diffe : Quandc
5, voi vedrete efiftente nel luogo Santo I abboml
5, nazione della defolazlone , cbe fu, predep,
a, ta dal Profeta Daniello ,
allora fappiate cb
55 egiunta la defolazione del mtdefimo luogo
3, Che fe i Giudei rifpondono di non credere j..

35 quefto r agio n am en to , fono eglino degni d


55 riprenfione, non folamente perche ripugna--
55 no alle cofe chiare , e manifefle , ma ezian-
5, dio perche iloro proprj oracoli come falfi ri-
5, gettano .
Imperciocch& fu gia loro levat; \

1 unzione , ed il Santuario
a, loro, e gli abitato-
3, ri della Citta di Gerufalemme perirono ; \

vedefi ancora 5 cio che fupera Tammiraziom


ditutti , ne di noflri nel luogo Santo Tab-
bominazione del defolamento Le_
,5 quali cofe eflTendo agli occhi noflri foggette .

35 emanifeilamente fcorgendofi, inducono ch


3, feriamente vi riflette , a rnaravigliarll de

5, Giudei, i
quali non vogliono
fiflfare alia con

3, templazione di argomenti si chiari la mente


5>
ma chiudono gli occhi , contenti di flare ne
35 le tenebre , e non vedere la verita evidente

35 febbene ella e fondata fulle Profezie , la di


35 vinita delle quali non ardifcono di negarc
3>
Onde in loro fi avvera Poracolo d Ifaia f

.,,
Vdirete ,e non intenderetewi volgerete a con
,,, templar e., e non vedrete, percioccht egli di
3, venuto duroil cuore di queflo popolo , e coll
Qreccbie lorogravemente udirouo , e cbiuft
TO
DB* PRIMITIVI CRISTIANI.

rogli occbi^pernon vedere, e le oreccbie per


non udire , e il cwore per wow intendere , e
non convertirfi , e ottenere da me lafa-
. Ma e omai tempo di paflare , come
ibbiamo prometfb , dalle Profezie a miracoli ,
: con quefti ancora provare la verita della_>

Criftiana Religione.
IV. Erano adunque cosi manifefti i prodigj
perati da Gesu Crifto , ch egli talvolta foleva
ire,che non ricevevaleteflimonianze degli uo- prefo da I
nini , mentre le fue opere erano evident! fe- miracoli .
ni della verita della dottrina , che predic^va

) . Parlando eziandio gli Evangelifti del Di- (*)Evan.


:epoli , che mandati furono a propagare IjL
mta fede , atteflano ,che predicarono per tut-
,
e il Signore confermo co miracoli la loro
>

6) dottrina . Quindi e che S. Giuftino Marti-


co c XVI
: nel fuo celebre Dialogo con Trifone(c)
V 1O
Dttamente ofiferva , che fe Iddio fignifi-
co , che dovea iflituirfi il nuovo Teftainen- (c)n.2rt.
to, e diffonderfi per tutto il Mondo , e noi
veggiamo , che pel nome di Gesu Crifto
Crocefiffo gli uomini abbandonano il culto
degli Idoli , e ogni forta di empietk , e di
vizio aborrifcono , e fi accoftano alia verit^i
del Vangelo fad uopo arrenderfi, econfef-
,

fare , che Criflo medefimo efpettazion, 1

delle genti , e la legge fua fia il nuovo Te~


,
itamento il che vieppiu fi conferma colic
:

,
opere dei fedeli , e coi prodigj, che foa
feguiti . Anziche rimaneva egli maravi-
fiatocome poteffe avvenire , che moltireftaf-
-ro oftinati nel loro errore
, efTendo cosl pa-
nti le
maraviglie , che H operavano nella^
hiefa ; ne altra cagione poteva di quefla tal
ertinacia
ritroyarc 3 che la paura di non in-
cor-
5 DE COSTUMI
corfere nella disgrazia dei Principi , che furio-
famente incrudelivano contra i feguaci di Gesu.
Crifto . Forfe dice O) , voi dubitate , che
^ , Ivi.
num.xxxix. quefto fla il Liberators delle genti , quan-
., tunque le profezie ,
e quelle cofe , che fonc

3, pofte davanti agli occhi di tutti,e


i
prodigj
fl fanno invocando il nome di lui,
3, che provi-
il Meflia
3, no, ch egli e promeffo a voftri mag
3, giori perciocche temete di non dover efTe
,

3, re perfeguitati da Principi , i quali per ifti-


3, gazione del demonio non ceffano di vefTa
3, , ammazzar i Criftiani
re e di . E per verr
dire ii comandare ai demonj, e cacciargli a for
zadai corpi degli offefli,non era egli un miracc
Ip , e manifefto fegno della divinita della dot
trina che infegnava ii Redentore ? Chefeta
,

luno opporre , come ardirono antica


ardifie di
mente aicuni , che Crifto era uno ftrcgone ,
cacciava ii diavoio, fecondo il patto fatto coi de
monj , a fine di acquiftarfi credito, dai corf
umani dei quali il erano impoflefTati , fappi
,

egli che gli flregoni , e gl incantatori


, no
hanno mai avuto una si gran potenza , ne la poi
fono avere fenza diftruggere il regno del dia
voio , in cui non altro domina , che i orrore
c h confufione . Onde Giuftino Martire nell
fua feconda Apologia (i),, Da quelle cofe,dice

p
che vedete cogli occhi voftri , potete argc
mentare , che il Verbo Divino prefe la nc
3>

yy ftranatura, e nacque da unaVergine pe-


3, falvare i
credenti, e per diilruggere il
Regn
3, dei demonj . Imperciocche molti invafa
3, dal diavolo nella voflra Gitta furono dai Cr
3> ftianijinvocandoil nome di Gesu confkcat
3, fotto Ponzio Pilato in croce ,
liberati 5 mer
tre gl incantatori 9 e gli ftregom non furor
va-
DE PRIMITIVI CRISTIANI. 31
valevoli a cio fare colle loro fattucchierie . ,,

.ggiugne forza maggiore airargomento Ter-


illiano ragionando in quefta guifa nel fuo cele-
re Apologetico (d) Si conduca qualcuno a
voitri tribunal! , o Gentili il quale manife-
ftamente fia invafato , e agitato dal diffrdo
Comandi un Criftiano , che pale- aell anno
allo fpirito
fichi egli fia. Cosl veracemente confeffera 1748.
lo fpirito allora di eflere un demonio , come
falfamente altrove fi fpaccia per Dio . Si
produca parimente uno , quaiunque voi vo-
gliate , di quelli , che flimanfi ifpirati da_>

qualche voftro Dio . . . Cotefta voflra cele-


fte Vergine che promette le piogge , cote-
,

floEfculapio dimoflratore della medicina. ..


Se non confefleranno di efTere demon} , non
ofando eglino di mentire a feguaci diGesu
Crilto 5 fcannate pure in quel medefimo luogo
queH oltinato Criitiano Qnal cofa piu ma-
.

nifefta ? qual pruova mai piu fedele potete


voi trovare ? Ella e palefe la femplicita , c
fchiettezza della verita , e la propria virtu
di lei medefima le afTifte . Non vi e lecito di
fofpettar nulla di male . Voi direte , che
avviene o per arte magica , o per qualche
altra falkcia di fimil forta ieppure gli occhi ,

voftri , e le voflre orecchie


vel permette-
ranno . Ma che fi puo egli mai opporre con-
tro cio y che con patente , e per cosl dire

ignuda fincerita fi dimoftra ? Se fono eglina


veri Dei , perche fingono di elTer demonj ?
forfe per ofTequio a noi dovuto ? E adunque

foggetta a Criftiani la voftra divinita , ne


deve riguardarfi per divinita quella, ch e ai
mortal i foggetta , e a quei mortali fpecial-
>

mente ( cio che e di gran difonore per lei )


che
D B C O S T U M I

che le fono contrarj . Dall altra parte , f<

35 fono demon} , ovvero Angioli defertori , <fl

35 malvagi, perche altrove rifpondono di efle-


35 re Dei ? Poiche ficcome quelli , che fi ten
35 gno P er tant1 Dei 5 non avrebbero mai vo
luto chiamarli demonj , fe veramente foffen j

per non perdere la Maefta loro , cosv


.,, Dei ,

pure cotefti numi , che voi dopo la con


Sono j, feffion loro conofcete , che fono demonj
fimilile ra- 3, non ardirebbero di fpacciarii altrove pei
gioni,chc^ ^ )e
5
fe v i foflero que tali Dei, de quali egli
j

inrorno allo
^ nQ p rencj ono { nO mi, perciocchc temerebber
di abufarfi della Maefta di coloro , chefenz-
!mnp
fano S. ire- 55 dubbio conofcono fuperiori a se , e merita
neo lib. ir. no di efTere temuti . Tantoe vero , che no
c. 31. edl- f] da mai cotefta voftra Divinita , che tene
3)
ann *
te , perche fe li daffe , ne fi affetterebbe d^

It]. Ori-
Era
demonj , ne dagli Dei fi negherebbe
"

cosi convincente queftaragione dedotta.


^
gene nel II-
bro contro dalla potefta, die hanno i noftri di fcongiurarc
Celfo pag. e di cacciare i demonj da
luoghi , che occups "

no e ^are * oro con ^efl are 9 c ^e non fono al


<iell

Ea l a~"

Mon .d*i S. trimenti Dei ; che i medefimi Gentili sfidati d:


Mauro. Lat- noftri Maggiori a fame la efperienza , trovar
tanzioa c al- dofi malamente imbarazzati , nonfapevano in_.
*".
rifpondere , fe non che cio faceva
a ltra guifa I

per arte
.
magica
. da Crifliani . Ma rifkttendo
*T che ^e q ue g^ fririti erano tali , quali altrov
pals a?gu-
mento prefo fpacciavano , cioe Dei , al comando di un le
4a Miraco- ro nemico non fi abbaflerebbero tanto , fino
li per con- chiamarii
demonj , che vale a dire fpiriti cai
fermare la t j v j ^ e r ib e lli al vero Dio ; rimanevane cor
* a
ancora fi convertivano alia fam e ^P e ^
j\ci ii tone ^ x^ TI r% i> i
de Cnftiani .
Crifliana, c Rehgione
IA Refurre- V. Ma tra i Miracoli che i Padri folevano ap
Mone di
portare,per confermare la verita della Crifliar
CMo .
DE PRIMITIVICRISTIANI .

eligione principale era quello della refur


, il

zione del noftro Redentore Gesu Crifto . Era-


>eglino giuftamente perfuafi , che qualunque
)mo feriamente rifletteva su queflo prodigio,
ne confiderava con attenzione le circofhnze,
)vefie neceiTariamenteconfeflfare che avendo ,

Onnipotenza divina morti refufcitato da


fondatore 5 e propagatore di una religione
pugnante alle paffioni della natura corrotta ,
voluto dimoftrarc, effer la Religione me-
>bia

^firna folamente la vera , ienza la quale i mor^


ii non
poflano confeguire una Habile , e mai
interrotta Beatitudine. Per la qual cofa_
>n

rigene Scrittore antichiffimo della Chiefa di-


oltrando contro Celfo Epicureo, quanto fofTe
ave 1 errore de Gentili , e degli Ebrei , che
;n avendo altra rifpofta per abbattere queflo
grave , e convincente argumento , che il
>si

re foltanto , effere la refurrezione una fo-


nniffima impoftura , in quella guifa nel fe-
ndo Libro (a) fcritto contra lo ftefib Celfo

giona : Avendo gli Apofloli feguitata la


dottrina , che non fenza fommo pericolo di
perder la vita era loro in quei tempi lecito di
profeflare , non vi ha dubbio 5 che abbiano
(bmminiftrato ai mortali un chiaro , ed effi-
cace argumento della verita del riforgimen-
to di Crifto.
Imperciocche fe aveflero fin-
to per ingannare il proffimo ? che Gesu era
da* morti refufcitato , non avrebbero predi-
cato con tanta e
maravigliofa coflanza
, si

queftotal ritrovato, ne avrebbero, non fola


mente indotto gli altri a difprezzare y in
confirmazione di un tal fatto , la morte ,
ma eziandio efpofto s6 fleffi a perdere 5 dopo
avere fbfferti atrociflimi tormenti, la vita.

C EgU
D E C O S T U M X

tutti
Eglieancora certo appreffo , aggiugne
(&) Nella
San Giangrifoftomo (4), che colui, il quah
Or. ale, iv. ama una perfona, fe ella muore , appen;
degii
Aul ricorda di lei , e fe non 1 ama vivente
n.
Apoftol. ^ mo it Q pift facilmente fidimentica della tnede
y, fima ,* quando abbia ellaterminate di vive
11
J. . aci J 3 3* * -
. .. t i ? i

iroovaEdiz. 3, re. Onde niun uomo , U quale abbia at

di rarigi p, bandonatp , mentre vivea 1* Amico 5 e


s>3-
v 9* Maeitro , molto fuol apprezzarlo 5 dopo cl
egli
ha finito il corfo della fua vita 3 e.
3,
maffimamente quando vede , che fe dim<

ftraffe di eflere e di profefla


alui grato ,
33

3, gli qualche forta di venerazione , e di r

3, fpetto 5 fi
efporrebbe a mille pericoli 3 e p
33
timenti . Or cio che non e accaduto in all
33
mai ,
fi yerifica in Gesu Criflo , e nei fu

33 Difcepoli , quali avendolo rinnegato , e a


i

33 bandonato da vivo , ed avendo tutti , lafci


35 tolofolo, allorche egli cadde nelle mani c
33 fuoi nemici , prefo la fuga ; dopo gP inful
33 che gli furono fatti , dopo la croce , e la
ignominiofa morte 5 ch ei dovette foffrin
33 fu da ioro in tal pregio avuto , che p

33
la Fede , e per la ConfefTione della Religi

33 ne da lui medeflmo introdotta , vollero pe


35 dere col Ioro fangue la vita. Che fe m<

33 Gesu Crifto , e nontorno poi a vivere , >

33 me mai gli Apoiloli , avendolo abbando


to da vivo , per ifchivare 1 imminente {
3, ricolo 3 avrebbero pofcia avuto coraggio
3, amarlo, e venerarlo da morto , e pereflb
3, efporre se flefli a mille incomodj , e ftrap.
33 zi ? E gli altri Apoftoli certamente avend
3, abbandonato 3 fuggirono ; ma Pietro an
^ fpergiurando rinnegollo tre volte. Qu
5, pero , che avea commelfo 3 atterrito da i
DE* PRIMITIVI CRISTIANI J 5
vile ancella , un ccceffo si grave ; dopo die
,
Crifto morl , avendo voluto far fede e col-
Japarole, e colle opere, che il Signoreme-
,
delimo era rifufcitato , e ch egli avea ve- 1

duto ; in tal guifa all 5 improvifo mutoffi ,


che nulla temendo intiero Popolo , com-
1

parve con incredibil coraggio in pubblico ,


1
e difle chiaramente a Giudei , che quel Ge-
su , che era ftato Crocefiflb, e fepolto , rifu-
fcito da. morti il terzo giorno , e fall glo-
riofamente in Cielo . Ma on-de mai avven.
ne, che Pietro avefle un tal coraggio I Non
altronde per verita , che dalP aver egli fa-
putodi certo, che il Rcdentore era tomato
a vivere . Imperciocche avendolo egli ve-
duto , e avendo con eflb lui parlato , e trat.
tato delle future cofe 3 per lui medefimo come
gia vivente efponeva se (lefib,rinvigorito da
Dio, a piu gravi pericoli , ficche arrive fino
a morire per lui a eOfendo ftato col capo all

ingiu crocefifTo . Se dunque gli Apoftoli mag-


gior amore verfo il Maeftro loro , e maggior
confidenza, e fortezza dopo la morce di lui
moftrarono , non vi ha dubbio , che non ter-
mino egli colla morte di operare 3 ma che_*
rcfufcito 3 e che dura 5 e durera fempre_>,
a vivere Uomo ,
e Dio immutabile ,

immortale . Ella epoi manifefla cofa,


dopo la Refurrezione, quafi tutto il mondo
corfe ad abbracciare la Dottrina di Crifto, ne
folamente Pietro , ma mille altri , e molti
di pin ancora dopo Pictro , i
quali non lo
avean veduto , diedero per lui le loro anime ,
patirono gravifTtmi travagli 3 e furono final-
niente decapitati , aifinche confervando il-
a e imiera la confeffion della Fede , paf-
C a ftf-
DB COSTUMI
amiglior vita . In qual modo adunque
iaffero

colui,ch era morto,e fepellito, e non ritornc


3, (come dicono i Giudei, e gli altri nemici de!
3, nomeCrilHano)avivere,potedimoftrare tan
99 ta virtu,e tantaforza in quelli 5 che feguitaro

3, no la dottrina e gli efempli de Santi Apo


,

3, floli , the lui folo adorarono , e vollen

3, piuttofto foffrire qualunque disgrazia ,


ch<

3, perdere fede loro,che aveano in lui fonda


la

3, ta ? Vedi tu certa in tutto la dimoftrazionc


j, che compruova la refurrezione di Crifto , s
3
3, pe fegni , che allora furono dati , e che i

33 fcorgono eziandio prefentemente ; come an


3, cora per la gratitudine , e benevolenza de
3, Difcepoli, e de Fedeli3 che in qucl temp
39 viveanof e ibggiaceano a infiniti pericoli
33 e travagli , a fine di mantenere illibata la Re
35 Hgione , e de , feguaci di lui
fa che ibno e
5, ranno fempre iparfl per tutto il Mondo
Erano a quefte fomigliantiffinie le ragioni
che gli altri Padri della Chiefa arrecavano pe
convincere i Gentili , e i Giudei 3 che impu
gnavano la verita dclCriftianefimo, e per cor
fermare nella fleffa Religione coloro , che 1-;
veano abbracciata . Ma come ne la brevita de
1 opera , ne il tempo , ne le altre cofe , cl
dobbiamo trattare permettomo di riferirle tuti
con quella diligenza, e forza , che da etfi prop(
lie furono , fiamo coflretti a folamente accei

narle, e nominar quegli antichi., che impugna:


do i noftri nemici , o iftruendo i fedeli , oppoj
tunamente le adoprarono . S. Giuilino Martij
L. nella fua prima Apologia(^)oltre T aver app(
P ag. 75; .Ed. tato le Profezie , le quali riguardano la r
Venet.Ann. furre zione di Criilo che
, oflervo ancora ,

Apoitoli , quando fu egli crocefiflb a lo abba.


do-
DE* PRIMITIVI CRI&TIAN1 *
57
lonarono , ma avendolo veduto da morti re-
"ufcitato , credettero , e prefo nuovo fpirito
nfufo loro da Dio , non folarnente nella cre-
lenzaloro fi confermarono , ma procurarono
^ziandio d iniegnare agli altri mortali la verita
lei Vangelo . ErafI gia prima di S. Giuftino fer*

/ito della ftetfa dimoftrazione S. Ignazio Marti-


e degno Difcepolo di S. Giovanni Apoftolo ,
(

:he gloriofamente combatte , e vinfe , e con-


i

egu) la Corona del Martirio nel principio del


econdo Secolo della Chiefa , nella.fua celebra-
ifTima Lettera agli Smirnefi 00 Patl , dice
^) NIT. II.
?>

egli , veramente Gesii Crifto , e veramente pag.jp.Ed.


,

risuicito se medefimo , e non pati apparente- Lonoin-an


,

,
mente , come alcuni infedeli empiamente_^
, pretendono . E so io certamente , ch egli
,
avea dopo la refurrezione la fua carne , e
,
credo che in carne tuttora viva. E quando
,
difle a fuoi Difcepoli , che lo toccaflero , e

,
lo palpalfero , e vedelfero , ch ei non era uno

, fpirito fenza corpo , eglino lo toccarono , e


,
credettero convinti,ch egli avendo lo fpirito,
, avea riprefa ancor la fua carne . Per la qual
, cofa diiprezzando efTi la morte , fi ritrovaro-

, no alia morte fuperiori . E dopo la refurre-


, ifone , mangio egli , e bevette con loro , a
, fine di far loro conofcere , che, era veramen-
te rifufcitato . Nel terzo Secolo del Cri-
Hanefimo S. Pionio Martire delle Smirne , di-
putando contro i Gentili, cosl , come leggia-
negli(^)Atti del fuo Martirio 3 ragionava .
"no

Rivocate alia memoria cio , che avete udi-


,,

to. Impercioccheho iointefo , che i Giudi-


.,

ci con fcelerata bocca


,,
proferifcono nefande ,
edempie parole , vantandofi ,
e fpargendo
pertutto,
., che Gesu Crifto Signer noiiro fu
C 3 ,,for-
38 D E* e o s T u M 1

,
forzatamente come puro , e femplice uom
,,
coftretto a morire . Dite di grazia. Qu:
uomo condannato forzatamente a morte h
3
che per tar
3, potuto mai aver de difcepoli ,
ti anni cacciaffero i demon} da corpi , ch

aveano occupati ? Per qual Maeftro mort


a forza tanti difcepoli , e tanti feguaci di h

33
volentieri hanno fopportato cosi gravi e 01
[I.
3,
rendi fupplizj ,>
? Non fono Jiverfe le ragic
*8 che ne adducono il S. Martire Cipriano n-
ni 3
Edit. Parif.
fuo x rattato delta vanitd degV Idoli, e nel L
bro a Demetriano ; Eufebio Vefcovo <

O)Cap.xtx. Cefarea nel quinto Libro deW Evangelica Tr<

num. 317* parazione to) , Lattanzio Firmiano nel Lib


- pr fl
/i. . s r *
* -. r i . 1

IV. delle Iftituziom () , e molti altn , che p>

non recar noja e faftidio a Leggitori 3


fian

obbligati a tralafciare
^,. VI. E tanto rpiu nella fentenza loro i nod
Gli Apo* x _ , . - - .,
quanto piu, r confermavano
fiotintnfu- Maggion
fi ,

rono ingan* ilettendo alle circoftanze della Refurrezione


nan intor- Gesu Crifto , comprendevano , eke non fol
no a, quefto mente non erano
capaci gli Apoftoli d ingann
funto .
re,fpeciahnente intorno a quefto punto,verui
ma nemmeno di eflfere o per poca cognizioj
o per trafcuratezza efli ingannati .
Leggevai
eglino nei monument! , che gli ftefTi Apoft(
aveano tramandati alia pofterita , che i Difc

poll , qualora dal divin Maeftro iiparlava l<

della Refurrezione , o non capivano , o non


faceanorifleffione. Aggiugnevaf! a cio , che
fcandalo della Croce fece
quafi fvanire ne|
animi degli Apoftoli la fperanza , chene ave
no conceputa ilcche parea , che , il foiTe
eziandio dimenticati della predizione che ,
Matth. fece j oro
(c)
v
i} Redentore , quando parti dalU G
p. x^ ea p erven j re Per
jjj
(c)aGerufalemme .
Dii PKIMITIVI CRISTIANI .

le fante Donne che vennero


Sepolcro , al

non aveano altro penfiero che d imbalfamare ,

\-t)di nuovo
il
Corpo di Gesu Crifto , che ere-
ievano ancora fepolto , e quando noltrovaro- Ct XVI . Vtl \
10, s immaginarono , che fofle ftato rubatq ;
Dnde la Maddalena ne diede parte ai Difcepoli ,
;
(6) Pietro e Giovanni corfero , per afficu- XXIV i.

arfene, al
Sepolcro Tanto furono .lontani dal
5
iiiettere , ch egli foffc rifufcitato , che rifteffi
ivaneelifti atteftano , non aver celino ^n allo-
_ , M . n M s C^) jonan. i *\

ra faputo le Scntture , e il millero della (O


cap xx v . . .

Refurrezione. Lo fleffo pofllam dire della Mad- !.fe(1 .


dalena, la quale anfiofa di fapere dove mai fof-
e collocato il fanto Corpo , avendo veduto due

Vngeli ,
ed dimandata perche
efifendo ftata .
*

)iangea , rifpofe loro (c/) , che erale ftato tolto xx


lal fepolcro il fuo Signore , e che non fapeva
. v^ 1

love mai Paveano trafportato . Concludevano


^ertanto i Padri , che coloro i quali erano cosi
jrevenuti , non poteano lafciarfi facilmente
edurre , e darfi ad intendere una cofa immagi-
laria e infufliftente . Era loro inoltre faciliflimo
i
capire dalla condotta degli altri Apoftoli 5 e di
ilcuni Difcepoli di Gesu Crifto, che non avreb-
Dero mai acconfentito a cio , che della Refur-
ezione raccontava, fe
fi noa ne rimaneano con-
(<?)Jo.ibkL

/inti co fatti v XI * *
(e) .
Imperciocche rigitardavaflO
^uefti tutto cio , che dalle femine era lor rife-
:
ito, come immaginazioni (/) e chimere, e (/)
folli ItiJ.
v zo *
}ualcuno di efTi parea , che foffe tentato di ri-
:ornare all antica fua profeiTione . Onde Cleofa
?
uno de due Difcepoli , che furono dal refufci-
:ato
Signore accompagnati fino ad Enimaus, Ca-
ftello della
Paleflina, dimandato dallo ileffo Re-
dentor noftro di quali cofe parlava 3 e perche (g) Luc.c.
era cosl malinconico , rifpofe (g) : Tu folo fei Xxjt v V - J r -

C 4 in
D E COSTUMI
in Gerufalemme pellegrino e non fai le co-
>

by
fe , che fono quivi avvenute in quefti giorn

3)
a Gesu Nazzareno, che fu uomo Profeta pof

35
fente nel dire , e nelP oprare appreffo Dio , (

tutto il Popolo ; e come fu egli da fommi Sa-


cerdoti j e da noftri Principi tradito , e con-
dannato a morir nella Croce ? Frattanto no
55 fperavamo , ch ei doveffe redimere Ifdraello
ma con tutto cio , fono oggi tre giorni * ch<

a) quefte tali cofe fon fatte . Egli e vero , ch<

3J
certe donne delle noilre ct hanno fpaventa^
3>
ti , le quali avanti giorno hanno vifitato i

fepolcro ,
e nonavendo trovato il corpo d
5>

lui, fono venute a darcene avvifo 5 aggiugnen


3,
do , che hanno veduto degli Angioli , i qtial i

atteftanoch egliila vivo;e certuni de noitr


j? fono andati al monumento , e hanno ritrova^
^ to effef e vero cio , che hanno detto le don
ne , ma non hanno veduto Gesu Crifto
Fu pertanto Clcofa, eil compagno di luiripre-
fo dal Redentore, eamendue furpno da lui me
deflmo chiamati ftolti , e ritrofi a credere agl
Oracoli de Profeti. Ma non fu queflo bade
vole per indurre tutti a credere, ch eglivi
vefle. Dopo ch ei comparve alia Maddalena.
che il lagnava di averlo perduto : dopo che 1;
0) tiic. chiamo colnomedi lei, e le comando che n<

cap. xxiv. avvifalfe (^z) gli Apofloli dopo , che i due Di


:

v i. feq, fcepoli tornati da Emmaus, diedero


parte a* lo.
compagni di cio , ch era loro accaduto dope :

che fi paleso egli a Pietro , e a molti altri , <

voile elfere toccato e


mangio con etfi ,dandc
,

loro a divedere di non e(Tere una fantaflma , v


fu chituttavfa ne dubito , e
protefto alta- jfi

mente, che fe non aveflegli toccato le mani.


c poflogli il dito nel lato, ch era ifoeo
trapaffatc
dallj
DI PRIMITIVI CRISTIANI .
4!
jalla lancia , non ch egli
aveffe conofciuto 5

deflTo ,
>ra
ei non avrebbe mai (i) creduto . Or (> j ],.

>ffendo
qiiefti fatti evidentitfimi argument! per cap. ^. v,
iimoftrare , che gli Apoftoli , e gli altri Difce- *?
)oli del Signore,febbenefemplici ,e ignorant!
lelle natural! fcienze ; erano nientedimeno
M evenuti si fattamente , che niuno avrebbe_-
)0tuto prenderfi giuoco di Idro , e con infinti
acconti indurgli artificiofamente a prefhr fede
.
cio , che loro fembrava follia ; aveano ben ra*
;ione i noftri Maggiori e di credere , e d in-
egnare ,
die non furono ingannati gli Apofto-
i,anzi ehe convinti, per cosi dire,a difpetto loro
lella verita dellarefurrezione con replicati , ed
, cedettero , e prefo
ncontraftabili efperimenti
nimo, ufcironoapredicare quel,che aveano non
Dlamente veduto , ma eziandio toccato con ma-
. Per vieppiu confermare quelta per altro ,

forte per se medeiima,e convincente


ragione ,
1 d
uopo oflfervare la maniera,con cui i Difce-
oli, che malinconici da Gerufalemme partitr,
incaminarono verfo Emmaus,in quel loro viag-
io mutarono fentimento . Erano coftoro afflitti

er la perdita del Maellro , e


quafi difperando
averlo a rivedere , per la via della disgrazia
1

i) loroavvenuta andavano difcorrendo quan- :

o comparve loro il Redentore e mutando ca p.


,
^mbiante , affinche" nol conofcelfero , fi accom- v l *

agno con efli , e dimando loro di quali cofe


ndaffero difcorrendo ; e intefoil foggetto de*
ragionamenti afpramente fgridolli , e
>ro
,

iuindi
imprefe a fpiegar loro gli Oracoli de*
}
rofeti 5 cominciandoda Mose, e venendo a
uelli che appreflb iiorfrono , talchefece lo-
,

3
comprendere , che Gesti Crifto dovea pati-
2 in quella ftefla
guifa che patl , e cosi entrare
nella
42 & E* C O S T U M I

nella fua gloria. Giunti poi al Caftello, fi pofe


cenare con e(fi,e appena benediffe e taglio il p;
ne,che dagli occhj loroprodfgfofamente difpai
ve . Attoniti i due Difcepoli per la maraviglia
tornarono a Gerufalemme,e manifeftarono a* k
colleghi ,
come nella frazione del fane conol
bero il Signore . Da quefto fatto rapportato c
San Luca nel fuo Vangelo , ognuno puo agevo
inente comprendere , quanto farebbero lonta:
dal vero coloro , i quali voleflfero dire , cl
furono i due Difcepoli ingannati da qualche in
poftore. Imperciocche come potea figurarfi i
uomo tale , che coftoro di Gesu Crifto pa
laffero , e traveftito , fenza eflfere conofciu

da loro , prenderfi la briga di entrare in difco


fo ,
e avendo pronti
gli Oracoli de Profeti ,
i
paffi tutti delle Scritture , che faceano a p.r

pofito , riferirli accuratamente 5 e adattarli


Gesu Crifto , e finalmente portarfi fino ad En
maus, e appena tagliato il pane , torfi impr
vifamente loro dagli occhj ? E non potea eflfe
coftuiuno di quei Difcepoli del Redentore, cl
fitrovavano in Geruialemme , poiche 1 avre
bero ravvifuto , particolarmente in un cc
lungo ragionamento , hientre co loro coll
ghi continuamente aveano converiato , e n(
effendo eglino mokifTimi , tra loro almeno
vifta fi conofcevano ; ne poteva effere un ii

pollore , contrario alia Religione Criftian


imperciocche qual vantaggio avrebbe egli, i

gannando i due Dilcepoli


5
, riportato? Map
niamo il cafo , ch egli foffe llato uno de i

guaci di Crifto 3 avrebbe potuto eglifpari


all improvifo , in quel momento appunt(
che ftava fpezzando il pane; fenza chepiu fo
da loro veduto ? A
me certamente, e a tui
que
BB PRIMITIVI CRISTIANI. 45
uelli ,
che feriarnente riflettono , pare impof-
bile, che P impoftura abbia potuto aver luogo
i un tale avvenimento .

L effer egli ancoracomparfo alle donne ,

opo che i due Angioli le afficurarono , che_*


ra rifufcitato ,
e che voleva , che i fuoi difce-
oli fi farebbe
trasferilfero alia Galilea ,
ove ll

.ttovedcre in quel Monte , che avea loro ac-


innato;e Paver loro finalmente palefato fe ftef-
gli vedea ancor dubbiofi,
, poiche
>
e Pavergli
con replicate apparizioni
>eflo confolati ,
e
anifefhndofi non a uno,ne a due folamente;ma
Ivolta apiu di cinquecento perfone ,
come at-

Apoitolo S.Paolo nella fuaprima Epiftola


(la 1

Corinti,(d) egli e un argumento cosl eviden-


-,
che fembru , in queilo genere nulla di piii (^) cap.
v v ^
defiderare Imperciocche come ^
* *
liaro poterfi .

ai in tante
, in tanti , e si va-
apparizioni
pofti,or alPimprovifo orain certi , e defli- ,

iti
luoghi avute da tante perfone, che dubita-
vano , e che ricercavano convincenti , e pal-
.bili motivi per credere , non fi farebbe di-

^pertala falfita , e non ne farebbe ftato alme-


5
da piu curiofi , e duri a prefhr fede , pale-
>

:o Pautore , e fcreditato non folamente


ap-
eflb i
contemporanei ^ ma eziandio appreffo
joileri ?

Aggiugono pefo a quefte offervazioni le


>fe avvenute a S. Tommafo Apoftolo . Non fi

ovd quefti infieme


compagni allora, co fuoi
lando comparve loro il Redentore . Avendo
Ttanto intefo dagli altri
Apoftoli , ch e-
ino aveano veduto rifufcitato da 9 morti ii
ntoMaeftro , non folamente non acconfentl
ro^,
ma fi
protello aneora , che 5 fe non_
vedutQ nelle mani i fegni lafciati da
chio-
44 Dl COSTUMI
chiodi , c non gli aveffe col fuo dito toccati
c non aveffe me (To la mano nel coftato di lui
cgli non avrebbe mai creduto , che fofTe rifu

fcitato . Or un uomo cosl impegnato a non pre


Ihr fede a compagni, che concordemente affer
mavano di aver veduto il loro Maeflro, fi fareb
be lafciato fedurre per impoftura, e avrebbe in
a fine di predi
traprefo difaftrofifiimi viaggi >

care il riforgimento di Gesu Crifto per tutto


Mondo ? E pure otto giorni dopo 5 trovando
tutti infiemei
Difcepoli congregati , e all im
provifo facendofi vedere in mezzo loro Gesii
e dicendo a Tommafo , che toccafTe pure i fcgr
delle piaghe , e non foflfe in avvenire increduk
ma fedele , rimafe quefti avendolo toccato, co;
convinto, che fenza piu cercar altro , rifpoft
mio Signore 3 e mio Dio. E fara poi,chi dopo tar
te, e cosi efatte efperienze, e riprove avute d*
Santi Apoftoli , fi perfuada , ch eglino s imm^
ginarono di avere veduto cio , che non vider
mai 3 o preflarono credenza a qualche impoftc
re 5 che fiprendeva giuoco di loro ? A me_
certamente pare , che un uomo di fenno ,
qualeabbia attentamente confiderato e le fuc
dette apparizioni , e le circoflanze , che le ac
compagnarono, non pofla indurfi a credere , cl
la impoftura , o la forza della
immaginazione.
avefTe fedotto,o fat,to travvedere coloro 5 che nc
folamente dubitavano , ma oltinatamente ar
cora fi proteftavano , che fenza i piu certi cor
trafegni, non avrebbero mai acconfentito a cic
che da compagni fi raccontava . Per la qu
cofa fu da noflri Maggiori riprcfo , e confuti
to Celfo Epicureo , il
quale non trovando a
tra maniera di togliere
Pimpreffione, che un t;
le argumento fuol cagionare negli animi d
mor-
DE* PRIM1TIVI CRISTIANI .
45
aortali ,
difle ,
che le donne 3 e gli Apoiloli
on videro , rna fognarono , oppure s immagi-
arono di avere veduto quel , che bramavano
livedere. Onde Origene cosl fcrive contro
lui nel fecondo Libro (*)
i Vuole Celfo, che
, fognino vegliando , e delufl per una
alcuni fi
n%
,
qualche vana opinione , ii rapprefentino nel s JJj r
?
la fantafia le cofe da loro defiderate . Ma -p. I0

quantunque fia vero , che uomo fognando I

,
s immagini di vedere cio, che realmente non

vede ; non e pero verifimile che fi pofla ,

trovare , chi provi fomigliami effetti ve-


giiando , fe non
e privo di lenno o im- ,

briaco , o dall atra bile agitato . Ma fe gli


.poftoli
tanto eranoprevenuti , che le relazio-
idelle donne rigettavano come inezie , e fol-
e ; e qualcuno di loro oilinato a negare , ri-

ifava di acconfentire a compagni , che rafTi-


iravano di aver veduto un giorno il Signore ,
.entre infieme erano adunati , fe non aveffe il
)flato di Crifto .,
e ifegni delle piaghe toccati,

percio non erano allora ne ftolti 5 n^ imbria-


li
,
ne agitati dall atra bile ; come in un mo-
ento improvvifo mutaronfi, e dalla ma-
ail

aconia forprell , e divenuti forfennati , cre-


srono di vedere quello , che in realta non
;devano ? E non e forfe egli piu verifimile ,
le coloro , i quali cosi degli Apofloli , e del-
:
donne penfarono y non fapendo in qual altra
jifa potefTero togliere ogni autorita a detti de
ifcepoli di Gesii Crifto 3 vegliando fognaro-
) di aver trovato cio , che non trovarono 3 e
ie non potean ritrovare ?

Che fe gli Apofloli ? e le donne credettc-


) vedere cio che bramavano , i
di foldati cer-
mente 3 che erano ftati deftinati a cuilodire
il
il fepolcro
, e die erano lontani dal defider;
re , che da morti fofle rifufcitato il Redentor
non fi farebbero fognati di vedei
vegliando
quel che
mai non videro. Or mentre que
il terremoto , e rim
vegliavano e fentirono
fero fpaventati ; febbene fubornati da Giud
nemici di Crifto, mentre-jie furono dimandnt
rifpofero , die effendofi addormentati , ve
nero i Difcepoli di lui , e rubarono il San
Corpo. Ma fe dormivano , come poteva
eglino rendere teftimonianza del furto ? In
qual guifa poi avrebbero potuto i Criftiar
fenza fvegliare le fentinelle 3 non folamer
accoflarvifi , ma rivolgere anche lo (lermin?
faflfo a c.h era poflo nell ingreflb del fepol< i

medefimo , e pprtar via il corpo Ed e ci


>

dibile che
gli Apoftoli,
, i
quali avendo vedi i

prefo , e legato da Giudei il loro Maeftro,

territi fcapparono , aveflero avuto poi tai j

coraggio , che non temendo la forza de Sole i

ti 5 ofafifero di accoflarvifi , e tacitamente fi s

tante , gran cofe 5 che appena molti inf


e si i

me con avrebbero potuto fare ? E r


iftrepito i

e credibile , che uomini cosi timorofi , m< i

dull amore verfo il Maeflro , ardiflero di


nire al Calvario 3 e di rivolgere il fafifo , e i

portare via il corpo , e aveflero animo


fermarvifi , e di fciogliere a comodo lore }

fafcie , e di levare il lenzuolo 5 o il fudar j

che vogliam dire y mentre potevan temei \

che i Soldati , i quali dagli avverfarj fupp


gonfi addormentati , fi rifvegliaffero , e i

fcuopriflero , e gli accufaflero al Prefide i

recaffero loro qualche gran danno . Onde e :

ragione di cantare Sedulio anticoPoeta (


Hiano :
PRIMITIVI CRISTIANI, 47
*Anne Beati
Corforls ablator, velodus effeputavit
Solvere contentum , quam deveftarc liga-
tum ,

Cum morafitfurtis contraria ?

Sthnb egliforje colui , il quale rubv il


:

into
Corfo , che con maggior preflezza fi po-
portar via fciolto , cbe legato ? Che fe
<]e

come dunque fi fermo qui per ifcioglierlo ,


>;

?ntre la dimora e contraria aifurti ? Or fe ne

Jfcepoli di Crifto , ne i cuftodi del Sepolcro


rono ingannati , fa d uopo confeffare , che o
Tero la verita 5 o maliziofamente vollero in-
nnare per acquifhrfl apprelfo gli altri del
. Per la
edito qnal cofa fe noi dimoftreremo %
e non mentirono , ne ingannarono veruno
edicando la refurrezzione di Criflo 3
bifo-
che abbiano predicate il vero .
era dire ,

VII. Ma oltre le ragioni, che abbiamo poc


zi dalle opere de noftri maggiori copiate ,
Cr nott
.
^
x i ,.
. . tneannaro-
* rf
) le quail ragioni provano efficacemente 3
n n mm
-

e gli ^pofloli non vollero


ingannare , n^ in- Centre p r e~
.nnarono giammai veruno fpecialraente quan- dicarono la,

parlavano della prodigiofa refurrezione


<

$
ifto ; fortifTime ancora fono
quelle , che leg-
amo appreffo Eufebio di Cefarea nel terzo Li-
o della fua
Evangtlfoa Dimoftrazione .
(Z>)

Vt dl
flette
egli pertanto , che niuno mai puo ad-
J*
f
.rre un qualche giufto motivo, per cui fi
oftri, che gli Apolbli per acquiftarcredito 3
per altro fine abbiano voluto ingannare i^
proflimi . Imperciocche fe noi conilderere-
^ le maffime che infegno e i
, , precetti ,
e loro Redentore faremo aftretti
impofe il
,

concedere , effer eglino ftati lontaniffimi e


dail
.
DE GOSTUMI
dall ambiziooe , e da ogni forta di fallacia ,

d inganno . Mentre egli prefcriife quel gener


di vita , che dovean condurre , ordino loro
che non poiTedefTero ne oro , ne argento , m
che fl rimetteffero alia provvidenza Che no .

amazzaflero, non rubaOfero , non fornicafiero


anzi pjFOCiirafsei o di domare la carne , e di vin
cere ,
e di fvellere fin dalle piii profonde radi
ci loro i cattivi defiderj , e le paflioni die per
donaflfero anemici loro le ingiurie , che dice:
fero fchiettamente la verita,e talmente viveff<
ro , che ognuno fi fidaffe della flncerita loro
fenza che mai coilretti foifero a giurare . C
con qual fondamento mai i feguaci e propagate
ri di
quefta dottrina poffono efTere foipetti (

fallacia ,
e d inganno
adducono , fe non il i

contrario evidentiffimi argument! , onde fl d


moftrt non aver eglino praticato i loro prc
prj infegnamenti ? Che fe i nemici del Crilti;
nefimo non hanno mai apportato alcun contr
fegno della fuppofta mala fede degli Apoibl
come hanno avuto 1 ardimento di numerarg
tra gl impoftori? So ben io, che taluni per ifci
fare la empieta , che profeffano , dalPeflfere it
to poflibile, che gli Apofloli ingannafsero
mortali, concludono 3 che in realta gPinganni
rono Ma queftoe un modo di argomentare
.

piu imprudente , e il piu perniciofo , che ir.

fi pofsa penfare. Imperciocche/e valefse, efsei


do tutti gli uomini capaci d ingannare , nc
troveremmo niuno , la cui fede non ci fofse f<

fpetta ; e poiche fiamo nella focieta , meneren


mo 5
trattando cogli altri , unainfeliciffimav
ta . Non bafta pert^nto , che uno
pofsa inga
nare , fe vuole , per toglierli ilcredito; n
bifogna avcre delle riprove , ondecoili,
ch <
PKIMITITI CRISTIANI .

;lioparli, ovvcrooperi con mala fede. Pcf


a qual cofa mancando di tali prove gli avver-
arj delCriftianefimo , ibno coilr. tti a confeOTa-
, che
e non pof;ono ragionevolmente accuiare
i
impoftura i Difcepoli di Gesu Criilo anzi :

he dalla condotta di quefti , e dal modo ioro


vivere , poiTmrno noi argumentare , ch effr
i

Tedicarono al gcnere urnano (Inceramente cio,


he avcuno vcduto.E non puc negarfi,che dodi-
erano gli elctti Difccpoji del Signorc ,
i
qua- i

:furono chianiiti Apoltoii, efcttanta gli altri


i autorita , e di rango inferiore 5 per trala-
:iare il rcftante di quelli, che vivente ancora
iRedentorc medefimo , abbracciarono la no-
:ra fanta
rcligione . Or eegli credibile , che
utti coiloro infieme , dopodi avere abbando*
;atole Ioro fufbnze, le mogli ^ e i
tigliuoli ,
e
utto cio, che aveano di piu caro in
qucito mon*
, c dopo che fl diedero a una manicra di VN
erecosi auikra,cofpiraisero a dire il faifo,e in-
aprendefserodifiih oiiilimi viaggi,e ficrifllme
cr^-cuzioni /bffrifsero 5 c incarccrati, tormen-
ilraziati perdeisero finalnwnte , a fine
iti ,

fparg-rlo per tutte le nazioni , la vita_j ?


1

]himai puo cfsere cosi ftolto 3 che contro la


ropria dottrina, contra la legge, ch ei predica,
^ntro la inclinazionedella natura contro ogni >

u per una va.na idea , o per una cofa d^


itto ,

uilefso riconoiciuta per falfa , nan iblamentc


infinici graviifimi travagli , ma il conten-
>flfra

cziandio di ibggiacere a una penoflfuma mor-


:? Ma fe
egli c difficile, che fe ne trovi qualciu
3 moraloience impoiTibiic ,
lara che mold
fieme 11 unifcano a rendere una falfa teiU-
iQnian2a, parcicolaniiente (e caitoro da pri.na
vili , tiiiiidi , e rozzi furono, che
doilloroMaetfro, non ebbero coraggio di ri
manere con lui , allorche fu prefo , e legal
da Giudei, ma tutti fuggendo 1 abbandonaro
ro e qualcuno ancora , che (i era arrifchiat
,

di feguitario da lontano,dimandato da una mife


ra Donna, fe 1 avca mai conofciuto , per pans
di efserne anch egli partecipe de*martorj,nego
lo , e giuro anche di non aver cognizione di lu
c ft vedutolo poi refu citato, preiero ammo ,

rmlla piu paventando,n* efpofero a maggiori p<

ricoli , che potcfsero incontrar mai , e ad on!


del Giudaifrno , e della Gentilita , che avea k
ro intimato afpriilima guerra ( quantunqi
nvanti non fofsero ufciti dalla Palcftina) fcorfc
roPImptro,e penetrarono ne paeil dclie pi
fcarbare nazioni , perdivulgare ,
e far credei
a" mortali la vita ,
la paffione , lamorte, e

rilbrgimcnto di colui, la ci i
religione per e
,

i l-r
egli flato crocefifso , cagionava fcandalo;
Giudei ed ai Geruili fenibrava una folenne ftol
te;^i.Nc credo gii io,che vi fia alcuno cosi poc
verJato nei libri del nuovo Teltamento, qhe no
fappia efser tucto cio agli Apoftoli accaduto ,
rjon fia perfuafo , chefii tiuti, { enza eccettuai
ne veruno , furono tanto colhnti nel confefsan
e predicare la refurrezione di Gesu Criilo, cl:

rmino di loro mai a cofto di qiialunque cofli at

ri vo .1
dire,o a far o per impcgn<
foi"pettare,che
o per ambizione , o per altro motive* umano
e non per (bio aniore della verita,fi foflero unit;
ibitenerla.Che fe k
venerazione,che profeffav;
no al proprio Maeftro
, e 1 ambizione avefl
avi:to tanta forza
appreffoloro , che induceflfe
a ingannar gli altri, 1 avrebbe avuta vivcnte
Maeitro mecl-fimo, e finchc avelfero
potui
operarc per ^-.ladagnarfl la fliaw, c le ricchezz.
DH* PRIMITIY1 CIUSTIANI .
5I
;he aveffero deflderato,e non gia dopo la morte
ii lui, e quando vedeanfi condotti per la confef-

bne del Vangclo alfupplmo. Ma agli Apoftoli


ivenne tutto il contrario; poiche mentre vi*
I.TO Criilo prefo e legato da Giudei , come
ibbiamo ofTervato , con moftrarfegli ingrati ,
/ilmente 1 abbandonarono ; e dopo la morte di
ui prefo animo lo celebrarono con alte lodi , e
[tudiaronfi di propagarc da per tutto la
religio-
ae da 1 i medefimo infegnata. Le quali cofe fr-
;ero egiino con tal difinterefle , e difiitima di
ioro flelTi e con tantozelo, e fincerita di ani-
,

010 , che riconofcevano di non valer nientc


per se medefimi , ma di eflfere per grazia del
Sig. Tddio, quello che erano,e vollero piuttofb
laiciare la Ioro quicte , i Ioro parenti , h Ioro
patria , e morire , che neg^re qualcuna di
quelle verita , che aveano predicate . Sembra
noltre affatto inverifimile , che ie tbflero ftati
impoftori , e architetti, per cosi dire , di falia-
;ie , e di frodi , abbiano voluto pcrder la vita

per colui,che aveflero conofciuto non men im- ^E


poibre di loro,, . (/t) E fi pud ben trovare, chi ibid , p
ragionevolmente, e per amore della virtu, in.
>?

,, e di adempiere qualche fuo dovere , perda


onellamente , e gloriofamente la vita . Ma
un uomo di perverii coftumi , dedito tutto
ai piacere,e a dare
,, sfogo alle propriepaffio-
ni;e che bada foltanto a cio,chc querto mon-
dooda,o promette, non antepone raai alia
vita la morte , ne foffre il
fupplizio, non di-
co gloria di qualcuno ,
a che fia ftato pe fuoi
misfatti condannato, ma neppure dei piu ca-
35 ri amici parenti. (i) Perche dunque
, e w
5, gli Apoftoli con tanta intrepidezza ufcirono
>
3 a predicare legcfle y e la morte , e il r
D Z y>
C O S T U M I

* mcnto di Gesu Crifto ? Forfe s immaginava-


99 no di non dover foggiacere a tante difgra-
zie ? Ma eifi aveano gi;i determinato d in-

3, trodurre la nuova loro religione non Cola-


5 , mente nella Italia, ma eziandio ne paefi dci
Greci e de Barbari , e di rovefciare la_.
,

idolatria ,
le quali
cofefapevano elTere difS-
,, cili a ottenerfi ,
fenza
provare graviiTimc
35 perfecuzio.ni ,
e probabilidimamente fcnz;

,, terminare in un qualche patibolo i lore


giorni . In fatti nella loro Iftoria noi leggia-

5 ,
mo che dopo la morte del loro Maeftro
,

5, furoao primieramente da nemici del Cn


ftianeiimo prefl 3 e meffi in carcere ,
e dipo;
rilafciati con efprelfo ordine , che noi
,

9, p.irlaill
ro a niiino in avvenire di Crifto

8 5 Qiiindi effendo ftati (brprefi , mentre a uni


y)
jrraa moltitudiae di eente raeionavano
vJ *J
de V.V

Redentore , furono di nnovo per la dottn-


9
-
na che infegnavano fgridati , e battuti .
,

? ,
E allora fu
, die Pietro diiTe a Giudei do- :

55
verfl piuttofto a Dio , che agli uomini ob-

95 bedire Poco dopo fu lapidato , e private


.

35
di vita S. Stefano , perciocche con fomm:

35 intrepidezza avea parlato di Crifto al Popo>


55
lo onde nacquc la gran perfecuzione con.
;
L ^ I T {* \

95
tro nuovi fedeli . Non pafso gran tempo
i

3>
ch Erode Re dei Giudei fece tagliare la tc-
35
(la a S. Giacomo il
Maggiore , e imprigio-
33
nare S. Pietro . Gli altri Difcepoli, avendc
cio veduto-, non fojamente non fi aftennerc
di profe0are il Criftianefimo , ma eziandic
9J
con maggiorefpirito di prima,perfeveraron(
a predicare a tutti le mafllmc
delVangelo , <

le maraviglie
operate da Gesii loro iitituto-
re s e Maeftro, Dopo quefti avveniment
It PRIMITIVI CRISTIANI . 5 J
,
Giacomo fnitello del Signorc il
quale pef ,

la ecdellenza della fua virtu, da colorodie >

aftticartente abitavano
Gertiialemhie
in >

era chiumato il Giufto, interrogate da Pon-


tefki , e da Maeflri della nazione Giudai-
,
ca , qual foffe laiua fcntenza intorno a Cri-
,
(to, avendo rifpoflo , ch cglie il figliuolo di
Dio ,
fu da loro kpidafo , e uccifo . Fu an-
cora Pietro col capo alPingiu crocefiflb in
i C-*

,
Roma , e Paolo decapitate e Giovanni
>

, confinato nell Ifola diPatmos . Tutti


quefti avendo tali cofe T^ffcrte i non rimof-
fero niuno de loro confratelli dall intraprefo
illkuto di propagare , quanto potevano, il
Criiliancflmo . Anzichc ognuno di loro ar-
dentemcnte bramava per motive di pieti t
e pel culto divino , di avcte la medcfimi.
forte. Per la qual cofa vieppiu H animava-
no a teftificare coftantemente , e con incre-
dibile zelo a popoli Gesu Crifto , c le ma-

ravigliofe azioni di lui , Che fe furouo d ac-


cordo a fingere , dovremmo maravigliarci,
come mai un si gran numcro di perfone lino
alia morte mantennero 1 impegno di predi-
care cio , che iapevano eflfer falib di pianta,
ienza che niuno temendo,che non gli fucce-
deflc quel , ch era fucceduto ai compagni ?
i
quali prima pcrirono , fl feparafle da una
tale focieta ,* e contradiceffe apli altri N. * ,
~
c
manifdhffe impoliura , che aveano tutti
la
infieme ordita . Ami colui , ch ebbe 1 ardi-
mento di tradire il loro Maeftro , conofcen-
do di aver ptccato ? e difperato
diedc a se ,

fteflb
difgraziatamente la mortc
,, Fin qui .

ulebio , il varie altre ragioni apporta,


quale
be per non effere rnolto divcrfe da qucila
y
D 3
fia-
54 BE COSTUMI
iiamo co/lrctti a tralafciare ; a yen do noi dc
terminato di paffar oltre e breve menteefpo ,

ill i motivi , ch ebbero i noftri Meggioric


maggiormente confermarfi nellafede , defer
vere i lorocodumi .
al- VII. Oltre il srande , e convincerite miraco
* *
_i

prodigi lo dellaRefurrezionc 3 moltiflimi fonoregiitr


f *
** n ftcrofanti Vange!i,pe quali ancorai San
"

1
fc"v?

Padri dimoftrano la verita della Criftiana R(


rptcialnte*-
te dtll* re* ligione Nel capo fccondodel Vangelo defer!
.

//c/Muo- to da S. Giovanni noi leggjiamo , cli eflfend ,

nf d * LA ^ tlto cJlIamato inGaiu Gaihllo dellaGahle


<Ti

Gesu Grillo a un nuziale convitto ; e avend


r ,../ r ** *
lentico dalla fua fantimma Madre, ch er
t

mancato il vino a chi 1* avea invicato, ordino


xte che fi riempidero fei vafl di acq-aa , e fece si
* mortt c ie
prodigiofamente 1
{
acqua medefima fl cot
vertiffe in ottirno vino , talch^ colui , che al
tavola prefedeva, rimaie attonito per la manr
viglia , e difcepoli , che non erano fondati ne
i

la veratiottrina ,
in lui credettero ,
e fermj
mente determinarono di feguitarlo per fern
r
~
pre (^)
. Or come potea mai avere luos
^n q 115^^ ta cafo la impodura ? Golui , che prt
^
1 1* v. i!
fe.^j.
fcdeva alia tavola , non era foguace di Crifto
c pure ne reftj maravigliato . Gli Apofto

maggiormente fi confermarono nella loro en


denza, e S. GiovannidefcriiTe il
prodigio, mer
tre.ancorao viveano alcuni di quelli , che pre
fenti ii ritrovarono , o da loro
maggiori ave;
no intefo fe era vero , o falfo . Qujndi e ch
Tertullianonumera queflo prodigio tra ? piui.
ludri operati dul Redentbre Fu , dice eg .

Op. net libra cbe bafcritto


, dell animx (^, F ,

pag* ,, fedele la villa ,


e 1 udito degli Apoiioli n
55 moiite ; fedele il jrnfto di quel vino C ber
chA
Dl* P.1UMITIV1 C1USTIANI. 55
che fofle flat? prima acqua ) nelle nozze
della Galilea ; e fcdele il ta(lo di Tom in a-
fo , che dopo divrenne crcdente . Recita la
teftimonianza di Giovanni : Cib cbe not vc-
dernmo ; do cbe udimmo cosi , egli par-
la , do cbe le no fire mani toccarono del Fcrb*
delta <vlta, . Sarebbe tlata falfa quefta tefti-
monianza
, per natrra i fend
fe mentiflero

degliocchi , delle orecchie ,


e delle muni .
Pare inoltre incredibile , che i difcepoli
i Crilto
, potendo effere convinti di menzo-
na, fe aveffero ardito di narrare il falfo; poi-
lie vi rimanevano ancora moltifTimi di coloro,

le a truppe erano foliti di feguitare il Signo-

?; con tuttocionon folamente contarono , ma

ziandio tramandarono pcf ifcrittoalla memo-


dei polleri parecchi miracoli da lui
a come >

ancamente , e fenza panto efitare , e turburfi,


Terivano 5 alia prefenza delle turbe in pub-
ico operati . E fonotali certamente i
prodigj
iHla moltiplicazione de pani nel deferto (*O ^ (a)
fulla riva del mare della Galilea (4) , quelli vi. v. i.

ella guari^ione del paralitico calato qifi pel x N Matth._ ,

, r
.
7 00 . .

:ttoda fuoi parenti e amici, perciocche non xv , v>

ra pofTibile di farlo entrare in cafa per la por-


i
, mentre era loro d impedimento la gran C c ) ^- nc
v 2 17 *
dca del popolo, che attorniava il Redentore, Jv
x S,
r
n 11- . .
r
M.?rc. il.v.
c), e delia illununazione del cieco nato , il a .f
eqq .
ual prodigio i Farifd rnofTi da invidia procu-
irono di ofcurare (cf) e della refufcitazione C d ) J oJ? -
;
ix v - 1 - fe ll-
ullii
figliuola delPArchidnagogo , preceduta
ella
guarigione di una donna,per aver ella fo- (e) Ma -*,

im.cn te toccato la fa Id a della vefle di lui (0 ; e V. v.u.


f!
riforgimeDtd del Hgiiuolo unico della Ve- .^ ^ llct
di Nuimo
(f) , e mclti altri i quali fe non vi?. v. 4.
"va

veri , i:erj avrebbero indotto una si


D 4 gran
5 6 ai eetTUMi
gran moltitu dine (5 non folamente di
Gentili
ma eziandio di quc Giuclei , che nc tempi d
Crillo fieri vano, ed erano contrary alle maifi
me , e a* fentimenti di lui ) ad abbarutonare I
il Cri
paternc loro tradizioni , e abbracciare
ftianefimo. Imperciocchc erano fhti moltifTiiT
di loro prefenti , quando egli opero qualcuna d

quefte maraviglie , e potevano efaminarle


loro agio r econofcere fe erano impofture ,
fe veramente erano tali, quati da dffcepoli c
lui erano predicate . Anziche pare incredibilc
ch eilendoi Farifei cosi contrarj al Redentore
che procuravanodiofcurare tutto cio , ch eg
f^iceva, aveffero a lafciar correre la impo
ilura , e non celandola , permettere , clie |

gran genre si pervertilfe ,


e feguita(Te inganna
ta errore
1 . E non puo negarfi , ch eglino ado
praronoogni diligenza , e arte per difcuoprirc
fe mai egli avea a forza e d ingani
di fallacie
,

tirato qualcuno a
pre(l?.rg!i credenza. Laonc
allorche videro illuminato il cieco nato,efTenci
rimaii attoniti per la tnaraviglia , nc avendo f*
ptito trovare la maniera di fventare un si p;
tente miracolo , nonfeppero faraltro, che d
mandarei genitori di eifo cieco, fe egli era
lor figliuolo , e come avea fatto a guarire ;
avcndo udito , che egli eradeflfo , e che avc
eta dapoter dire, chi gli avcflfe dato la villa
interrogare il mededmo cieco illuminato d<

modo ,
con cui avea otcenuto unafegnala si

grazia;e uditane la rifpofta,maltrattare e Puoir


lanato e 1 aiitor del miracolo . Erano inoltrt
prodigj del Signore fovente cosi pat-nti , d
i Fariiei,e
gli Scribi vedendo , che non 11 pot(
vano rivocare in dubbio , procuravano di fpa
gerc , ch eruno prdtigie 9 ftrcgoneric y e op<

ra-
PRIMITIVI eniSTiANi 57
.zionidel diavola;matoftareftavano confufi taJ-
ente, che non potendo rifpondere , alle cafe
rofe ne tornavano pieni di rabbia , e di mal-
lentocontro del Redentore .

E per vcro dire ,come potevano efli mai o


.-gare ,
o attrib-.iire al demonio la rifufcicazio-
; di tanti morti , e ipecialmente di Lazzaro ?
oiche egli e certilfimo appreflbtutti i mortali,
ic febbcne in apparenza il diavolo poflTa fare
cune cofe , che fembrino maravigliofe , con
itto cio egli impoflibile , che richiumi qual-
mo da morte a vita . Per la qual
entili 5 nemici del Criltianefimo ,
^endo potuto negarc la c videnza deiLi credi-
lid di isna religione , ch era cOiifcrmata_j
?

quedi fegni , e argument! , ebbero ar-


>n l

mento di allerire , che non fu mai refu


itato verun morto da Gesii Criito , c che
i
Apoiloli narrarono fomiglianti favole per
gannare colle frodi i
popoli poco avvcduti .
uindi e che Origene nel iecondo libro contra CO Nn r
elso (4) cosi ragiona : ,, Perthe Cello non po- 4 ? -i S a >:l
>

teva negare i miracoii , che diconfi operati


da Gesu Criito , calunniando foventc rifpo-
ic , che quei non furono miracoii 3 ma pro-

ftigie del Redentore medefimo . Avendocl


dipoi interrogati,per qual cagion mai abbi.i-
mo crcduto , ch egli e il
figliirolo di Dio ,
da
per se medefjmo a nodro nome replico: per-
cbi rifano* cciechi, c perche , aggiu*
zopfi
,

gne egli , come voi dite rifufcM ancora de*


morti. Or che ciechi, e zoppi fieno ftati
rifanati da Gesu Criilo , che noi credia-
moil figluiol di Dio , puoiTi principalrnente
comprendere dalTeflere flato cio predetto
Profcti. ufller* fi aprirannQ gli occbi
***
58 I> E C O S T U M I

<zV ciccbi ,
c ndlr anno le oreccbie de* fordi .

:. v. <.
,, Ma che i morti fie no ftati rifufcitati da Cri-

55 fto , e che cio non fia ftato finto dagli Evan,

5> gelifti, egli e tanto chiaro , che nulla piu


Poiche fe fofle quefta una finzione degli Apo-
55
iloli , ne avrebbero eglino piuttofto numera-

ti molti di piu , e avrebbero detto , che pit


39

lungo tempo eglino rimafero , prima di efle


re richiamati a vita , ne fepolcri . Ma pe
locontrario, eflendo eglino ftati fincerift] mi

^ pochi nenumerarono, cioe la figliuola del!


5* O O , e 1 unico fia^liuolo
Archifinaeoeo O della ve-
dova , della quale ebbe egli compaffione , (

, Lazzaro il quale da qiuttro giorni avant


5> era ftato fepolto. Per la qual cofa avvifo.k
3, i
piii fchietti elHinatori delle cofe ,
e ipecial
33 mente il finto Giudeo di Celfo , che ficcoin

,>
ne* tempi di Elifeo , molti crano i
leprofi ,

3, folamente Nainano Siro fu guarito da quc


33 Profeta ; cosi molti, mentre Crifto era tr
,3 noi , rnorirono,e folo quelli furono da lui ri
,3 fufcitati , che il Verbo giudico efpedientc c
3, rifufcitare , acciocche que miracoli non..
foffero folamente fegni di certe cofe , m
ezianclio per se medefimi allettaflero mol
alia maravigliofa dottrina dell Evangelio.
io dico, che i Difcepoli di Gesu , fecondo 1

3, promeifadi lui, operarono maggiori prodii


3, di quelli di Gesu medefimo ,
che fotto fen i

,, cadevano. Imperciocchequotidianamente
:

aprono gli occhi di quelli, ch erano ciechi c


mente ; e le orecchie di coloro ; che alle vc
ci di lui , colle qtuli gli tfortava a feguitar
la virtu ,
erano fbrde , avidamente afcoltan
le cofe , che diconfi di-Dio, e deila vita Bea
?
D PRIMITIVI <2RISTIANI ,

ta , che dobbiamo godere appreffo di lui ;


molti ch erano zoppi , quanto all uomo inte-
riore , come dice la divina Scrittura , ora
non falgorro femplice-
fanati colla dottrina
5

mente , ma
falgono come il cervio aniimle
contrario a ferpenti , e a cui non poffcno i
veleni dclle vipere apportare verun nocu-
mcnto. Fin quiOrigene . ,, Matorniamo al
rodigio dellarefufcitazione di Lazzaro , c veg-
amodi qual pefo e fia ,
e come da Santi Pa-
i fu apportato per comprovare la vcrica della
cligione Criftiana .
Non vi e cola piu circofhnziata , ne piii ilncc-
L ruccomo di San Giovanni deicritto nel
del

.p. XL, il
quale non folamcntc dimoftra , che
lora quando morl Lazzaro frutello di Marta ,
di Maria Gcsd Criilo era aflente ma ezian-
, ,

che lontano era daBetania y e da Gerufa-


mmc, quando Poiche men- cgli cade mala to .

: Giordano, Maria , e Marca fr. j-Tm.


egli era di li dal
* v >^n-
gli fecero fapere , che il loro fratello era
l *
")

fcrmo ; il che avendo egli intefo diHe c v: ,


:

ella tal malatcia. farebbe iJata glorioia a Dio , VcJi (f>)

:he avrebbe glorificato il fi^liuolo di Dio m - *

a
fimo . Or chi non vede (b ) efpreflj in queft^ :
r i i -V /i j Man ire i

role del Redentore un manifefto prevedi- filr> j

enco di cio , che dovea fuccedere ? Imper-


3cche voile il Signore , dopo aver avuto h
lova della infermita di Lazzaro, rimancre due
orni ancora in queli iileflb luogo, e quindi *:
termino di ritornarc alia Giudea , e avcndo- Q r ;f^ " TJ O
1 detto fuoi Difcepoli, che pochi giorni
i
^-j. L xr , u
^nti Giudei aveano teatato di lapklario ^ c in Joh. psg.
i

e non era efpcdiente ch ei nuovamente (I ^j.T.vm. .


^^ ^-
_ j
*>

Joneffeal pericolo vita, rifpoie diperdere la


, ,
r 19] Parif.Mon.
o, che Lazzaro smic.o iuo dormiva , e ch.egli
. .

;^ lur j 9 $>

avca
fc B C O 5 T IT M X

avea ffobilito di andarc a rifvegliarlo.Alle qual

parole aveiido replicato i Difcepoli chc s egl >

dormiva, poteafi giudicare chc fofle guarito>

cgli apertamcnte dilTe loro , che Lazzaro er


gia morto , e ch cgli volea rifufcitarlo , affin
che eglino maggiormentefi confermaflfero nel
la vera fede. And6 cgli perunto in Betania ac

compagnato da fuoi Difcepoli , e trovo, ch


crano gia quattro giorni , che Lazzan
fcorfl
era morto , e fepellito . Era Betania un Ca
Hello poco diflante da Geruialemrne , c molt
Giudei cranfi dalla Gitta fanta cola trasferiti
fine di confolarc Maria ,
e Marta ,
che per!
tnortc del fratello erano addolorate . Per 1

qual cofa egli c neceflario argomcntare ch 1

>

foiTe pubblica in Gerufalemme la mortc di La2

zaro ,
e che fe Gesii aveffe voluto impornc
rion avrebbe fcelto un luogo cosi vicino all

Citta principale della Giudea , dove concor


rendo gran gente , fl farebbe fcoperta con fa
ciiita la impoliura. Onde avendo egli prefcelt

queltal luogo, c quclla tal famiglia 5 ch er


t?nto cognita a* Gerofolimitani , per operar
un prodigio si ftrepitofo , non vi puoeiTer luo
go dafofpettare , ch ei abbia voluto ingannarc
ma che per virtu divina abbia rifufcitato ami 1

eo,afine di confcrmare e gli .Apofloli, eg]


altri ancora nella vera crcdenza * Ma prole

guiamo il racconto del Santo EvangeJifta. Aver


do intefo Marta , che Gesu era giunto.in Bet;
nia, andogli incontro , e Signore , gji dilfe
fe tu eri prcfentc,mio fratello non farebbe mor
to ; ma fo io perahro , che otterrai.fcnza fall
qualunque cofadim.indi da Dio . II Redentc
reallora confolandola , non dubitare, rifpofc
che il tuo fratello fara ricliiamato a vita . No
du-
DB PRIMITIVI CRISTIANI .

iblto, reph co clla, ch ei debba rifufcitare nel-


gcneral refurrczionc , che avverri nel dl del-
udizio.Riprefe allora il Rcdentore, ch egli era
rcfurrezionCjC la vita , c chc qualunque per-
u credevain lui , ancorche ella foflfe (hta_*
)rta, avrebbe vivuto. Appena Marta confefso
credere vivamente tutco cio ch erale ihto
1

tto da Iui,c ^e corie a trovarc la fua forellaMa*

,eledirrc,ch\ragiunto in Betania iIMaeftro,c


2avcadimandnto di Ici.EiTendofi levutaMaria,
robbedire al Maeilro,iGiudei,ch*erano rima-
;on elTa in cafa per confolarla , s immaginaro-.
,
che per isfogare il dolcwe , fofle ella corfa
fepolcro del fratello a fparger dell altre lagri-
Era pertanto cosi nota la vera morte di
.

zzaro, e cosi patente il cordoglio di Maria


; non vi era ragionc di fofpettarc di qualchc
;anno. Subito che la Donna pervenne_..
dove il era fermato il Rcdentore , gettof-
*

piedi di lui ,
e diflegli ,
che s
cgli fi foffe
vato prefente , non farebbe morco il fuo
tello . Gesu che vide addolorata , e
piangen-
Vlaria , e che offervo , che coloro eziandio,
aali Paveano accompagnata , gemcvano , fi

iturbo egli , e dimando , dove Pavean fe-


to? I circoftanti per compiacerlo , gli difle-
:hcrano pronti a fargli vedere il fepolcro .
nfdforono eglino adunque , che Lazzaro crat
amente morto Frattanto alcuni di loro
.

ndo veduco , che Gesu lagrimava ed ef- .

i /* ^^
loU ricordati de che altre volte
prodigj,
i
avea con illuporc , e di tutti
maraviglia
rati difcorrendo tra loro diccano 3 e non
,

ea coflui , che ha conceduto la villa al cieco


) fare si, che Lazzaro non moriflfe ? Venne
,

Imente al luogo ddSepolcro il Redentore ,


il
62 !> E* C O S T U M I

qual Sepolcro era forrnato a modo di cavcrna


fopra cui era pofta una gran pietra Qur
giunto, ordino , che fl levaffe la pietra , c.
quantunque Martagli avcffe detto , che il c
davere , poiche erafepolto da quaftro giorn
puzzava , con tutto cio ei fece rimuovere
faffo e alia prefenza di mold , che Pattorni
>

vano, ad aita voce grido Lazzaro Icvati , :

vienifuora. Riforfe egli immantinente, ecoi


parve fuor del Sepolcro avendo le mani , >

piedt legati , e coperta la faccia col fudari


mentrc cosi erano foliti git Ebrci di fotterrar
morti . Allpra il Signore , fenza altro , ordir
che ei foffe fciolto , c lafciato andare dovunq
avcflc voluto Un cosi illuftre , ecosi itupe
.

do miracolo operate avanti una si gran mo!


tudinc di perfone , come potrk mai effere
vocato in dubbio ; fe i medefimi Farifei , a;
curati da quelli , che furono prcfcnti , r
oiarono di ofcurarlo maadunati fecero coi >

glio, e mofii dalla invidia , e dal livore >

tcrminarono di far uccidere Gesii Crifto . C


fe avcffero eglino ardito di negare un fatto
tanto pubblico , ed evidence , farebbero il

certamenteconvinti dapiuteflimonj , che ]

tver veduto Lazzaro morto , e fepolto , e


fufcitato , credettero alle parole , e feguita
no la dottrina del Redeiitorc. Nc fern bra ere
bite ,,
che fl poflfa trorare un uomo c^si imp

dente , ,c temerario
il
quale per ifcredicari
Criftianefimo,tacci d impoltura gli Evangeli
c ibilenga , che tali cofe furono da loro a f<

plicirapprefentatc,a fine di accrefcere il nui


ro de ? fcguaci del Crocefiifo . Impercioc
qual vantaggio mai potevano quindi ritrarre
i mcdeiimi , fecflfendo vivcnti, co
prc
BS PRIMITIVI CKISTIANI .
6%
obabile, ancora alcuni di quclli , chef! trova-
in Gerufalemme , e in Betania , allorche
>no

esu Crifto venne a trovare le fbrelle di Laz-


.ro , poteano convinccrli di menzogna, e at-

rrare quella religione , che i noftri prccura-


mo propagare ? E farcbbcro cglino fhti
di
ivi iffatto di
mcnte, fe per le cofe , ch cfl]
reano inventatc per ingannare i femplici ,
reflero voluto imprendere difaftroflfTimi viag-

, graviflimi travaglj , c patimenti,


foffrire

pcrdere finalmcnte fenza verun frutto la vita


>ro. Or
non sa , che per quefte , c altrc
chi

miglianti cofe da loro defcritte ne facrofanti


^ngelj ,
furono eglino e perfeguitati , cd cfi-
ti, c ancora di vita?
privati
III. furono meno flrepitofi prcdiej,ope-
Non i

c ,
,
-
i r Conferm** *.

ti dai Signore per mezzo dei Santi


Apoftoh^er
maggiore propagazione del Criflianefimo . La
larigione iihntaneadi colui,che,nato ftroppio,
,va continuanunte a chiedere la limofina avan- co ^

la porta dettzfpcchfa del Tempio , ed tra_j

rcio conofciuto dai Gerofolimitani,Ia(^)qual


1
7

arigionc ottenuta da Santi Pietro , e Gio-


nni per la invocazione del nomc Sacrofanto
Gesu Crifto, non pote ncgarfi dai nemici ,_
ila nodra Religione la prodigiofa^
nafcente ; c .vi.v.
iverfione di San Paolo, da fiero perfecutore ,
1

improvifo (b~) divenuto Dottore e Prcdica-


edel CrilHaneflmo ; il fubitoriftabilimento
^b)
falute del Paralitico (c)
diLidda,refo pubbli- c ix- y. i. .

per tutta la Citta 5 che induffe molti ad ab-


Kciare la vera fede ; il riforgimento da mor-
a vita di Tabita Vedova fucceduto in
, (<f)

>pe,per
le
preghicre di ^an Pietro , che mofie y^ 33
ecchie pcrlbnc a feguitare i dettami di Gesu
lv r^^ t

oceiiiro ; acciccamento repcntino di Eli


i

mas 5
mas che ripugnava a Paolo , avvcnuto al
,

prefenza del Proconfolo Sergio


Paolo in Pafl

Aft
nella Ifola di Cipro O) ; il pubblico miraco
**^
-jj.
del raflbdamento delle gambe , e delle plan
de piedi dello zoppo di Liftra,che fin da bamb
no non pote mai camrninare (&) ; Ic grazie o
tenute da coloro,che afpettavano, che(f)Pon
3ny. v-
-
b ra &i Pi etro paflafle fopra quslcuno dcgli ar
malati , che efpofti erano a bella polta , e cc
ricuperafle la folute ; e da quelli quali (cf) fe i

r c) Aft. bavano i fudarj , e altrc cafe ufate da Sar


.
y. v.ij. Apoftoli , furono certara cntc , e fono,c faranr
fempre fcgni evident! delta credibilita del

(<1)
A6t. Religione , che profeffiamo Imperciocche n .

. i. e verifimilc, che poteflero i primitivi Criftiai


c fpecialmcnte San Luca , defcriverefomiglja
ti cofe , c poi pubblicarle, in un tempo, in

cui fiorendo ancora moltiflimi di coloro , ch<

coetanei furono di Pietro, e di Paolo , in qui


Ic Citta , ove diconfi operate -tali maravigli
o ne avrebbero fenza fallo avuto cognizion
operate , o fe inventate fofife
fe foffero ilate
a capriccio potevano convincerli d ingiinn
,

e d impoftura . E come mai puo darfi


che un uomo prudente , o fcaltro , che pr
curi di propagare una fetta , o una Religi
ne , vada inventando dei motivi infuififtent
onde pofla effere non folamcnte riprefo,
convinto di falfita , ma cziandio coftretto a p<

dere quelli , che colle frodi avea tirati al 1


partito ? Pare inoltre impoffibil cofa , che fc
za una virtu ftraordinaria , e fenza opere f(
prendenti, e prodigiofe tante perfone 5 qu*
te not leggiamo convertite ne primitivi ten
al Criftianefimo, poteflero eflfere indotte da f

i uomini , e ignobili , e rozzi ,


a rinunzi;
allji
PRIMITIVI CJllSTlANi *

loro Religione,e abbracdare


a paterjia
quella,
e propane a credere
dogmi fuperiori all uma^
intendimento , e prefer! ve regole di morale
ntrarie alle patfioni , e alle inclinazioni del la-
tura corrotu? Molco meno poi avrebbero
eibto &de a coloro , chc
per confcrmarc la
o credenza , apportavano fatti non mai av-
,

nuti , e comunemente , o
negati , o meffi in
bbio da quelli die effendo contemporanei
,

gliApoftoli , poteano eflerne informati


^endoadunque gli uomini in s; gran numero
:rito ai Difcepoli di Gesu Criilo a e riprovate ,
me calunniofe le oppofizioni fatte da pochi
rittori nemici del Crifliunefimo devr cfine
>

Tariamente concedere , che veri furono quei


racoli. aver do cio confeffato colPacconfentire
r
V angclo, i Popol .che abitavano nelle Citta,
He quali Pietro,e Paolo,e loro campagni pre-^
i

arono la noftra fede , e opcrarono le. nura-


jlie narrate dai noftri maggiori , e defcritte
S. Luca negli Attidei Santi Apoftoli. Ma feb-
ic i
nemici, de* quali abbiamo parlato, procu-
/ano di ofcurare opere del Signore a con tut.
le
cio non ofavano. di
negare la maggior parte
loro
prodigj i rna folamente era le preftigie e .

fgonerie li numeravano, perciocche non avea.


altro modo di fcreditarci >onde a loro medefi-
,e non ai Criitiani pregiudicavano , chc cono-
vano quanto foflfero vane fomiglianti rifpo-?
.
Imperciocche come mai un uomp di fen-
5
avrebbe acconfentito a Farifei , a Celfo
icureo. , a Giuliano
, ealtrifimili, che pie-
li mai
talenta, i iniracoli di Crifto , e degli
oftoli numerarono tra le magiche impofture,
i
miracoli furono fatti per diftruggere ilcu.lto
?
demonj , i
quali fono gli autori della magia
E
u M
"

(6 e s T i

SAvrebbe egli il demonio operato contro fe ftefl


avrebbe diftrutto il fuo Regno farebbefi ritir >

to come fu piu volte da noftri coftretto d >

luoghi ,cheoccupava , e avrebbe confeflfato


effere egli uno fpirito malvagio e ribello >

veroDiot fe egli ftefto aveffe indotto Grill


c i feguaci di lui a predicare il Criftianelimo

a fare qutlle tante opere prodigiofe , e forprt


denti ? Saggiamente pertanto GuriHno Marti
antichiffimo 9 ed cruditilfimo Scrittore nella i
prima Apologia (^)difende : Poterii facilme
teperfuadere a Gentili cfieril verificato
jj8.eH.vene Gesu Criflo, e nei fuoi Apoftoli 1 Oracolo
e.a>.i74S Jfaia il
quale nel fecondo capo al terzo v*
fo del fuo libro predjcendo i futuri avvenime
ti , diiTe , cbe da Sionnc farebbe ufelt A la I^egg
e laparola di Dio da Gerufelcmnie . Impercic
chepartiti da quella Citta della Paleftina ,
rarono tutto il mondo dodici uomini ignoran
c-.non avvezzi a parlare pulhamente, ma d^
divina virtu confortati ? quali fignificarono t ;

umano genere, effere e{fi mandati da Gesu C


flo per infegnarc a tutti la parola del vero Di
E Orlgene A u tore di ^ran fama appreffo i no;
{b) TuM.V T "k A 9 D *
/^/.^

/a, che fe i mortali attentamente confi<

1
.
Mauri. raffero viaggj intraprefi da Santi Apofloli
i

y*n.etis f fine di propagare il Sacrofanto Vangeio t co


fcerebbero a evidenza , che coloro , i quali
bero un tal coraggio furono da una virtu fu |

riore moffi a operare f e cio che fecero non


tronde che da Dio provenne . Poiche fare
(eglino accolti dagli uomini , e febbene ale
fioflri nemici procuraronodi togliere lorola
tat furono tuttavoltai nemici medeflmi da i

a
fo^rannaturale jreprelfii la qual cofa din
ftra.
PRIMITIVI CRISTIANI .
6j
a, non aver cio fattogli Apoftoli , per una
rta potenza,e virtu umana , ma
ogni cofa ef-
re fecondo Divina providenza per fflinto fu-
la
riore avvcnuta,rendendo i miracoli alle paro-
,
e alia dottrina loro evidentifTima teftimo-
inza . Circa Jefrodi , e le illufloni per arte
igica dagli empf ,
o immediatamente dai de.
onj cagionate vedaficio, che noi abbiamo .

portato di fopra da San Giuftino (.t) Martire , f Y/


da Tertulliano e legganfi eziandio Ta-r
(^) .
50 .
mo (c) e Lattanzio ((f) i quali di queilo argo-
,^
?nto diligentementc trattarono . me b^illa A fopra p^in.
amente di rapportare in
queflo luogo cio , 31.
eotferva Origene Adamanzio di cui ahbiamo
( c ) Onr.
to altrove menzione ,
Egli adunque nel fuo contMGrae-
;ondo Libro cosi parla contra il Giudeo 05 n.xvm.
(<r)

in *
rodotto a ragionare intornoai Criiliani , da P"
:
4
rlfo
empio Sofifta Epicureo : Siccom^ )"

lapotefta degl Incantatori d Egitto non era Edit.


eguale alia maravigliofa virtu , e grazia , che an. 1747.
Ci Mose Legislator d^gli Ebrci ,
ravvifava in
e 1 eflto
dimoftro chiaramente leopcre j)^. i >che

di coloro erano
preiligie ,e cio che fece il c xvi. .

Profetadalla Divina virtu procedeva ; cosi 177. To.


Eri i
appuntole apparent! maraviglie operate da- opp-
? dn{ *n *
g|i quali nel far miracoli fi fpac-
Anticrifti, i

ciano cguali ai Difcepoli di Gesu Crifto , fono I?4d


appellate bugiardi miracoli 3 che hanno re) n,

forza folamente per fedurre


que miferabili,
Bdu
che perifcono ; c i prodiffi fatti da Gesu Cri- * ?t *
j r r- i r 1?4?
), e da fuoi , apportano ieco non
feguaci
?ia
inganno , ma la falvezza delle anime.
1*

^chi c mai cosi prevenuto , e privo di ien-


10 , il
quale pretenda , che per inganno av-
venga , che fi corregga la vita , c la malizia
vada icemando ? Vedea Celfo
E z a >
D* c O t V U M I

J, non so che nclle faere Lettere , che parcagli,


il fuo erro-
chccpndurpotefle a confermare
re ; laonde difle , aver Crifto avvifato i fuoi
>5
5

che un certo fatana avrebbe fatto de mira-


?,

;, coli . Ma precipitofamente egli conchiude

?, che cio fia con fe flare , che prodigj non pro. i

vengono da virtu Divina , ma fono opere


d

,, uoniini fceilerati . Impereiocche cosi egi

,, conchiude,come fc foflerp le medefime, quel


3,
le cofe , che fono di un genere totalmcnt

9
9 diverfo . E per verita , ficcome il lupo^,
^ il cane ; il
piccione , lapalomba non fon-
e

,, dello fteflb genere , febbbene il corpo e la vo


ce abbiano qualche cofa di flmile ; cosi anco
,,

? , rale cofe, che opera la Divina provvidenz;


,, fono certamente tali , che non pofibno eflfer
Potis
paragonate colle frodi degli Stregoni
.
?,

,, mo ancora dire contra le arguzie di Celfo

po(Tono forfe i Demon j fare dellc cofe


man
?>

e infolitc e non la Divin


3 , vigliofe , , potra
,, natura fare de prodigj ? Certamente fe a
3, cune preftigie fono fatte dagli Stregoni , i

,, duopo ancora , che le cofe miracolofe


.,, opcrino da Dio,.. E fe facendofi alcur

5, preftigie per arte diabolica . . .


bifogna cor
,, feffarc
, che Iddio per la virtu , e onnipoter

3,
zafua faccia de veri prodigj , e che perci
?)
fia necelfario il
diiiinguere le opere Divir
?>
dalle diaboliche perche non dovremo
;
n<

a>
conflderare la vita , e i coftumi di colorc
che promcttono dellc opere prodigiofc , e.
3, vedere fe apportino del danno a mortali
9 , ovvero fc conducano a correggere coftum i

4,
E non fegue egli chiaramente da* Miracoli<
,, Mose, e di Gesu Crirto, ch effi gli open
,, rono per virtu Divina ? Poicheno;i e cred
bi-
*
PRIMXTIVI CRISTIAKI .

,
bile , che colle frodi abbiano voluto i ft ire
le j e indurlc a deteftare i fimolacri
, gcnti
,
de falfi Numi , e ad abbandonare tuttc le

,
cofe create ionde viver poteano comoda-
mente e acquiftare il vero Dio da cui tut- >

, j

,
te le cofc riconofcono la loro origine .
Qitre i miracoli degli Apoftoli apportavaho
ziandio maR^iori
cj
i le maraviglie, chcfo- no ********
noflri -.* * * *
,

cnte operavanfl dai Griftiani ne tempi loro , c f ro/:tl S


,
,. j /i r c e oventc "

lavano a divedere a noltn avverian


>

quanto >

ia cvidentcmente credibile la Religione t che

>rofefllamo. Oflervavano cfli primieramente 3


he non fl farebbero convertiti al Criflianeilmo
anti Popoli i fe non aveflero veduto ne noilri
ualche eofa di prodigiofo , e forprenaente .
econdari amente,avcndone eglino llefli fiitta la
fperienza ,invitavano gli avverfarj loro a fame
a prova, e fe aveOero quefti fcoperta qualchc
mpoftura , riprovafiero la noflra credenza e
^1 impoitori afpraiflente puniffero . In terzo
uogo dimoftravano , che nel cero Cattolico fo-
amente , e non altrove poteanfi vedere fimili
nafaviglie ; onde fvelando le frodi 9 c gl ingan-
^i
de/ Gnoftici , e confermavano i noflri a
e gli
rteri vera fede traevano . E quanto al
alia
)rimo , San Giuftino Martire nei fuo celebre^
;

iaioo con Trirbne Giudeo (4) cosi parla


\i j- /- ^ n *
:

XI
W P f
J

Veggiamo noi j che pel nome di Gesu Cnilo


1

, Croeefiffo, gli uomini deteilata la fuperflizio-


?
,
ne de fimolacri , e ogni forta di empieta , e
, di malizia ,
fi convertono al vero Dio , e
,
non fi difcoiiano da lui$ancorchefiminacci lo-
,
ro la morte . E per verita 9 Ci per le opere ,
?
, come ancora pe miracoli e Jeeito ad ognuno
, di che quefla noflra Ha
conofcere
,
Li nuora
il nuovo
, Legge predetta da Santi Prouti ,
E 3 te-
7<9
E* C O S T U M I

teflamento, e la che
efpettazione di quelli
33 datutte le genti attendono da Dio
vera , e la

(labile beatitudine . Sono a quefte fomi-


glianti le parole che egli adopra alquanto do-
>

(a) Ntim* s -\
ove ri m provera a Giudei loro
a cj la
* MS durezza
,
e oftinazione
dipoi foggiugne , c .

3, Forfe voi temete di confefTare , che Gesu ,

(come dicono le Scritture , e comprovano i

3, rniracoli)che invocato il nome di lui fi opera-


3, no avanti gli occhj di tutti ? fla Crifto; percioc-
,j che vedete , che i Principi di quefto fecolo ,

3, iftigatidagli fpiriti malvagi perfeguitano i fe-


di lui , e procurano di toglier loro la_*
guaci
vita . Lo fteflfo conferma Tertulliano ne!
JLibro contra Scapula , ove cosi fcrive ,, que-
5, lie , e altre fomiglianti cofe poflfono fuggerirli

3, da Dio acoloro , che hanno proVato i bene-


3, fizj de Criiliani . Poiche fu da loro liberate

3, il Notajo di uno che era invafato dal Dia- ,,

3, volo , e il figliuolo , c i parenti di alcuni


-j, altri , che parimente erano dallo fteOTo agita-

5, ti . E quanti
uomini ( perciocche not
onefti
)r vogliamo noi p aria re di quei del volgo ) fu-
5, rono o da demonj , o anche dalle infermit;
,5 liberati. Severe medeflmo padre di Anto
33 nino Caracalla Imperarore fu memore de
3, Criiliani ,
il
quale ricerco diligentement^
,, Procolo Crilliano che avca curato coll <
1

(L\ n t*. ,. i a/r i r n <*


.
.

oiio , c lo tenne nno ch ei vide nel fuo ra

Par if. lazzo ,, . Origene ancora nel fuo Libro con


sdft.
>

Monnch. S.
***
tro Cdfo (Z)cosl raeiona che ,- la forza e
X. -^ \^J
: 1

Mauri. ,, potefta di operare miracoli rifiede appreflb


33 Criiliani, vcdendofene ancora le vefiig<
5) nella Chicfa in quelli, i quali vivono cri
35 ftianamcnte .
(f)Chefe taluiio defidera de
"
pi odigj , fervafi di quelli , che operarono
4<y
^ * "til
San-
DB* PRIMIT1VI CRISTIAN1 .
7*
Santi Apoltoli. Perchc non avrebbero cgli*
,
no potuto indtirre coioro $ a qu.ili fpiegava-
. no una nuova dottrina ,
e imponevano nuovi
, precctti,a lafciare la Religione,e gli ufi pater-
,
ni loro,e ad abbracciare,con evidente perico*
, lodiperdefe la vital lofo infegtMementi . An-

,
ziche fcorgonfl ancora appreflb Criftiani al- i

,
cuni veftigj di quello Spil ito Santo , che
, comparve in forma di colomba , cioc i
,
miracoli mentre cacciano cglino demon; ,
; i

, guarifcono le malattie , c prevcggonole co-


fe avvenire (a): E non fl tfova piu appfeffo /
,
a^ ^ib. ft.

,
i Giudei alcun Profeta , ne fi opera ve- ft 4
viii*p/jfi
,
run miracolo ; ma fi trovano bensi del
,
noflri^
i
quali fanno de* prodigj , e mag-
,
giori talvolta di quelli , che furono fat-
,
ti appreffo loro ; e noi che 1 abbiamo >

,
veduti , ne poffiamo rcndcre teftimonian-
za. ,,
.

fono di minor pefo * n meno chiarc le


Non A^ g ,
arole di S.Cipriano,e (6^) di Lattanzio(f). ELI-
p. 187. Edit*
:bio ancora nel terzo libro della ilia Storia EC- Biem.
lefiallica al capo trentefimo fettimo (rf) trat- (c)LiO*M
.tndo dclla primitiva Chiefa , e de primi fuc-
Di
effori de Santi Apofloli , racconta , che in quel 7"

5JP* t
empo Quadrato infigne fcn ttore 3 e difen- Ca
ik>ri

ore del Cnftianqiimo , il quale ebbe , come le


.-

gliuoie di Filippo Dlacono, il dono di profeta-


e ; eche oltre
queili , molti altri illuflrarono i
.Oilri ceti ,
i
quali occupando i
principal! pofti
1
ra fuccedbri de difcepoli di Gesu Criilo ,
lolte Chiefe fondarcno ^ fernpre piu promo*
endo
predicazione del Santo Evangelic , e
la

pargendo i falutari lemi del Regno Celefte pel


nondo. Peixiocche molti di quei primitivi CYi-
iliani avendo
adeirpiuto ii precetto del Salvator
no*
1B COS TUMI
ffoftro Gesu Crifto , diftribuirono a poveri Ie

foftanze loro ,
e abbindonata la patria , ne

paefi ftranieri
fl trasferirono , e predican-
do alle barbare nazioni la payola di Dio L
fondarono moke Chiefe poiehe in quei: ten>

la divina , potenza molti


pi ancora pfodigj
per mezzo loro operava >
talche udita la

prima loro predicrzionc * prontamente i


po-
poli alia noftra fede fl convertirono * E per re-
ro dire non foiarnente nel. primo , e fecondo ,
e terzo fecolo della Chiefa, ma eziandio nel
?

quarto , e ne feguenti avvcrinero delle mara-


viglie
,
Ie quali molto conferirono per propa-

^are maggiormente il Griftianefimo . Narra_j


Eufebio nei primo libro 5 ch ei compofe delh
(?) Cap. Vita di Coftantino il grande (#) c^lc mentw
quefto Imperatore fi preparava per muoven
stxvn. leg.

guerra a Maffenzio Tiranno , vide il fegno deli;


Croce nel Cielo, e alcune lettere altresi, che fi
gnificavano , doverf? per quel fcgno ottener 1
vittoria.Cheall Imperatore, il
quale non ancor
intender e il miracolo
potevaben mcntreripo
fava ,comparve Gesu Crifto in vifione ^ qual
portando una tal Croce , qual era quella 5 ch e
avea veduta il giorno antecedente , ecomando
gii che faceffe un foiiiigliante fegno militare ,
ie ne ferviffe come di prefidio nelhi battaglia
Che fu la mattina Coftantino ,
fpiegato agli ami
ci prodigio procure che fubito foflero ehiamaf
il

g!i arteci, e comando 5 che faceffero un labar


d oro,che la figura della Croce rapprefentafle,
I adorBaflero di
gioje , Che con qudlo tal fegn
paiTo egli IeAlpi,e venne in Italia,ecombatteco

MaiTenzio, e vinto tiranno, entfo trionfante i


il

Roma. Che un tal racconto intefe Eufebio ftetf


Colhntino 3 il
quale lo confermo ancora co
E>I PRIMITIVI CRISTlANl .

juramento , afSnche gli fi prertafie ogni mag-


ior credenza. Sono alcuni peefentementc , e
urono ancora akri ne tempi fcorf! i quali ,

immaginarono , che queilo prodigi^ fa fie av-


enuto nelle vieinanze di Roma . Ma fc noi
fcoltiamo Eufebio , ch efattamente ne de-
:rii"fe la ftoria ,
c gli altri autori , die in
uella eta fteffa fiorirono , confefTcremo cer-
amcnte che fuccedettc in Francia , prL
,

13 che Imperatore eolPefercito fi foffe_^


I

loffo contra Maflenzio Priniieramente nar- .

a Eufebfo ( a ) , che avcndo veduto Co- (a )C.xxvif


:antino 1* infelice fine , che fecero i fuoi
nteceflfori , fu favorevole alia Criiliana rcli*
tone 2. Che prima (^) d rnuoverfi , implo- .,
.

(b)C *xvm
6 1 ajuto divino, fegno della Gro- e vide il

e ncl Cielo . 5. Che non intendendo (c) la vi-


;one , comparvegli Criflo in fogno , e ordino-
li che faceffe ii labaro .
4. Che fece a fe veni-
e gli artcfici , e comando loro di formare il fe-

uomilitare, come eragli (lato prefcritto dal


ORedentore. 5. c che fi moiTe di poi coli efer-
ito contro del Tiranno . Dunque prima di dare
ordine della marcliia, avea egli veduto la_*
)roce . Avendo egli pertanto colle truppe^
5
larchiato dalle Gallic verfo Italia, fa d uo*
1

confeffare , che nelle Gallic fiagli ftata


a Dio moftrata la Croce in Cielo. II ehc
1 conferma con cio ch Eufebio fubito dopo ,

ccenna , effere data fcoria tutta T Italia daU


Imperatore , prima ch egli giugnefTe a Rd-
>

:iacol labaro. Acconfente Nazario fcrittor gen-


Colle d<?

ile nel Panegirico ,


ch ei dopo Ja fconfitta di
pancgirku
laflcnzio compofe in lode di Coftantino (e) Antichi \*i
oiche efpreflamente dice, ch era ,, celcbre ap- 2tfi.Jkdit.aa*
preflb i Galli , come Cielo furono veduti ^7^* m
de.
I> 1 COSYUMI
d .
gli eferciti
, quali dimoftravano di effert
i

ftati mandati da Dio , e febbene le cofe cele-


4 , fti non cadono fotto i fenfi , nafcondendofl
s, alia craffa *
e ottufa noftra vifta la femplice ,

e inconcreta foftanza della natura fottile de-


M gli fpiriti ,
con tutto cio quegli eferciti,
avendo voluto appafire, come venuti per
y, ajutai* Coflantino ^ tofto che tcftificafono il

3) merito di un tale Imperatore,fvanirono dagli


occhi degli fpcttatori;e che coraparvefo fcudi
3V ripieni di chiarore , e arfe una luce terribile
j, di armi
ne* cieli ,, . Cosl egli Ma in qual .

guifa farebbe data celebre nelle Francie una tal


vifione 5 indicata quivi con taftta ambiguita di
parole da Nazario fcrittor gentile , come im pe
ri to delle cofe criitiane , s ella fuccedette_j
in Roma? Non avrebbc egli forfe detto , ch*
era cofa cognita a" Romani , e celebre in Italia ,

fe avvenuta foffe nelle vicinanze di Roma ? Sa*

pientemente pertanto AurelioPrudenzio Autor


Criftiano parlando del fegno della fanta Crocc
,

tiel fuo fecondo libro contra Simmaco , cantd:

), Hoc figno invidlus tranfmiflls alpibus ul-

5, Servitium folvit miferabile Conftanti-


5i nus .

Con queflofegtio avendo faffate le alfl I invitti


Imfcrator Coftantino.fiiclfe la miferabile fcrvi-
tii de* tfomani .

Frattanto era cosl certo queilo miracolo ap


preflb tutti , che Coftantino non folamente i.

giuro , ma permife ancora che ne fofl e fcolpiti


la relazione ne marmi , e
pubbliche iicfizion
fe ne faceflero , e fi efponeflero alia vcduu d
tutte le nazioni 3 che concorrevano nclla prin* .

cipa*
Bl* PXIMITIVI CRISTIANI. 75
ipale Citta dell Imperio. Euiebio nel primo
bro della vita di Cofhntino al capo quaruntc-
!mo nc Con quefto
riferifce la fcguentc :

e
(<0
,^ r
<gno falutare ,
e cioe colIaCroce
argu- ^^ Edit* , ch"

icnto della vera vinii , bo io falvato libera.* Cantab.


al giogo della tlrrania la cittd voflra , e ho

:flitulto e confer mate , lafriflina dlgnita , e /


ntico fplendore al fenato , e at popolo Komano.
[e ripugna gist alia defcrizione di Eufcbio , e di
r

azario
, T Autore del libro
e di Prudenzio
ititolato, delie morti deTerfecutori . Egli nel
Liarantefimo quarto cnpitolo rion fa menzione
5
?1I
apparizione della Cfoce inCielo ma fbl* ;

rtto di tin avvifo avuto in


fogno da Coftanti-
?j di far fcolpire il
fegno celelie negli fcudi dei
Idati e con quefta infegna dare la battagiia
, ^> ^ t

nemico (6) . XLIV. pag*


Or fe non ragiona egli della viflone della 2^9. H,!it.
L:
rocescomc fi potra nuii dalla fua relazione rica. PP*
A.
*
^<

T*
ire, eflfcrc ella lljta nna tal vifione mcntovata
avuta dalPImpefatore nclle vieinanzc di
>me

oma? So ben io , che alcuni Scrittori di


icfto feGolo hanno pretcfo , che Coftantino, ef-
ndo non molto diitante da quefla capitale dell
iperio , ih ftato e iliuminato , e inddtto per
u tal appariz ione ,
a informarrt raeglio della,
)dra credenza, e ad iibbracciare , come la
^ c^ e
ilca verareli^ione , il Crirtianeiimo ; oercioc- ., .

ic
,
,
,

hanno letto negh Atti


i. A iio
del Santo
nt
Martire
J * BaJuzio
ncllc nottf
rtemio , rifcriti dal Surio nel Tomo quinto a i c . X LIV.

vitede Santi a di venti Ottobre (c),e ap-


lie del lib.de!-
effo molti altri ancora , che di
quefto cam-
^m rtl

one di Crifto parlarono, che riprendendo egli


5
iuliano Apoftata, difie ; che fu prefo dall

operator Coilantino il partito


di feguitare ft Edit. Fa-
"ilio
3 che aveal* iaviuto alia noftra ft - 1

le,
!> E C O S T U M I

de , quando era perentrarc in battaglia con


Maflenzio . Poiche allora fu foggiugne Arte-
,

tnio , che gli apparve ful mezzo giorno 11 fegno


della Groce piu rifplendente degii fteffi raggj
del fole , con lettere d oro pronofticandogli la
vittoria ,
ed io fteflb trovandomi in quella_>
guerra, vidi quel fegno ,
e leifi quclle lettere ,

lequali furono anche dall efercito ofTervate,


come molti de tuoi foldati , o Giuliano , no
poflbno eflerc tcflimonj . Da quefto pa (To 3 e da
(a)
Orfi quello dell Autore delle rnorti de Per fecu tori
. Eccl. altresi 5 dice un illuftre moderno Scrittore (4)
* iv.
fottiffimi Amvri concbiudono effere apparita a.
lib.x.

net Cielo la Croce, effondo nelle vici-


S?t r/inc* Coflantino
nanze di I\oma , e era gia immmente quando U
ultima ,
e pcricolofa battaglia colFcfercito di

Maffcnzio(b} . Non effendo pero a propofito .

(1)) Vedi_ come abbiamo poc anzi provato >


il
paffo dello
Scrittore del libra delle morti dc perftcutori
ann. cc-
.

cccxii- r -, ,. i * r i 1

it. v. e gli eruditi de noltn tempi 5 che gl


no $ fonoo
-
iuppofli * o da maii(
Atti di Artemio
alquanto recente alterati ^ crediamo per certc
to nelprimo jj non ofTendere il Baluzio e il Pagi , e gli al
Vol. delle .j dottiffimi Autori
n , che difcoftaronfi dal Ba
ronio (0; fe noi acconfentiamo a Eufebio ,
Chrift.pi
302. feq<.
Nazario 9 e a Prudenzio ^ le operc de* quali fo
5
no fin cere ^ e da critici concordemente ap
:
/ s
c % won provate. .
fia del Ma comunque
luogo , egli
sd .in. ^11. certii
iimo che il prodigio lia vero , e che ab
>

n-xi. fcqq. bia errato Giovanni Alberto Fabrizio Scritto


,
il Lurerano
quale (rf) non avendo riflettut
(d) Tnm. bene alle parole degli Storici Antichi, ebbeTar
Bibl. dimento di aOerire , ehe tale
apparizione noi
i
ntiracolo!k,ma naturale vedendf
cap. m.pag. RO J t ,| vo ] ta naturalmente de Pare!; nel Cielo
Cro-
figura dclla Santa
"

la
i
quali rapprefentano
cc
PE* PRIM1TIVI C1USTIANI .
JJ
:, Tmperciocchefe naturalmente fi vcdono t

poflbno etfere veduti che rapprefcn- i


pirelj
110 la Croce 3 naturalmentc per certo non
fvicn mai,nepuo avvenire , che o intorno , o
tto quel fcgno falutare fi vcggano delle lette-
?
che alludano al fegno , ai tempo, e alia
nminente battaglia , o guerra , da muoverli
efto dal Principe . Ma Coflantino* e e- 1

rcito videro le letterc ToTfft XiK\ che


gnificano con queflo vinci le quali
paro- >

alludono al iegno della Croce, che indi-


la vittoria di Gcsu Criilo Redentor
)ltro , al tempo in cui fi avca a nuovcrc
icrra ul tiranno,e alle circoftanze nelle quali
ritrovava PImperatore , che tcmeva , fc__>

efTe combattutocon MafTenzio ,di non aver a


irdcre la battaglia . Quindi c che ron folamen-
fu creduto una tai vifione miracolofa da Co-

ntino, da Eufebio, e da Prudenzio , ma da_j


tti i noftri maggiori ancora , i
quali fecero
e ella fofl e efprefla nelle lapidi
, e infino nel-
lucer.ie Delle quali cofe puo eflcre informa- x.
.

appieno chi legee gli Annali del gran Baro- ?1 !.


5 (tf) e gli altri Autori, che hanno il]u- x*v
ato gli antichi moni menti Criitiani Ab- :

^Z>)
.

imo noi ancora veduto una antica lucerna di (b) Vedi "

:ta nel mufeo delPeruditifTimo Autori 1


Monfignor g
flferi
degniffimo Vicario Generale del Vefco-
di Pefaro , dove fi vede
rtpprcfentato il la-
ro ,
e fotto il
monogram ma , che fl^niffci il

me di Criilo , fi
Icggono le parole EN TOT
1 N1KA in
qneflo vinci , come fi puo vedt-re
lla che abbiamo facto inciderc in ra
tavola ,
( c)
? e imprimcre nel Terzo Tomo delle An-
pag 70
hita Criftiane (c) . Dalle cofe avvcnute T
3>

- 1 *
V
Coitantijio >
raoffi parecchi citudini Ro- ""*

ajuane.
ma
mam , abbandonarono dogl Idoli , e il culto
feguitarono Religione . Laondc
la Crifliana
prevalendofi di queilo tal argumento Anre-
lio Prudcnzio Poeta illuftre Criftiano , che_j
iiorl nella fine del quarto c ful principle de!

quinto fecoio dclla Chiefa ,


cos! fcriffe centre

Simmaco uomo confokre dedito alle gentilefcht


fuperftizioni, il quale Simmaco avea impiegatc
apprelfo Tlmperatore Valentiniano il Giuniorc
quanto aveacticredito , e di eloquenza per im-
pedirc ultimo efterminio dclla idolatria 5 cc
1

aveagli fatto prefentare a nomc del Senato Ro


mano un decreto in forma di lamento per le in-

giurie fofferte dall antica rcligione di Roms


fotto il governo di Graziano , e di fupplica per-
(a) Pru- cheella foOfe riftabilita .
(4) Con queilo fe-

k k" 1 *
le invitto vendicatorCo
55 gno fuperate alpi 1

19 ^~
,, llantino fciolfc,o Roma, la tua miferabile fcr
vitu ,
allorch<^ Maflenzio ti premeva colla fu
velenofa, e infaziabile corte . Piangevi tu
come ben fai , cento de tuoi Senatori ? con
,, dannati a lunga prigionia. Lo fpoibtra le dm
catene immerib nelle tenebre , gemeva, pc
clfergli data tolta dal crudele fatellite qolei
ch eragli ilata promefla ; o fe la maritata er
collretta a falire fopra ii letto del Tiranno, ..
3, lo fdegno del marito era colla morte punito.
E poflbno effere tedimonj coloro , ghe trc
varonfi al ponte Milvio ( quando veniva i
Roma Tadoratore di Criilo Coftantino ,
videro precipitato nel Tevere il Tiranno
35 con qual maella oflfcrvarono maneggiarfl 1

33 armc da vincitori , e qual fegno portav


nella deura il vendicatore, e con quale ftem
ma tramandavano de raggi le afte.il nome
Criito tcifutQ in oro,e adornatadi gioje/egn^
va
RE PRIMITIVZ eiUSTIANl .

va il purpureo lab^ro . Col nome di \Jriflo


erano contrafegnati giifcudi. Ardeva la Cro.
cc nelle fommita degli el mi de Soldati.Ricor-
dafene il chiuriffimo ordine de Senator! , il
c cirico di
quale ando al vincitore incontro ,
catene ... abbracciogli i piedi, e gettoffi pian-
gendo avanti gl inclici ve(Tili . Ailora quel
Senato adoro il titolo della vendicatrice mi-
lizia ,
e refe culto al terribilc nome di Gesii

Criito, che rifplendeva nelle armi.Per la qual


cofa guardati , o egregia Citta Capitals del
Mondo , di fingere in avvenire con idoiido
:ulto vani prodig}, c larve ; e avendo efperi-
mentata la virtii di Dio, ... deponi una volta
le puerili fefte , e redicolofi
riti , indegni
i

facrarjdi un Rcgno. .. Iftruitacon fomiglian-


:i editti la Citti , fchivo gli antichi errori ,
r
co(Tc le nuvole . . deterrnino di tentare 1 e-

:ernevie, e di corrifpondere col fuo ma-


jnanimo duce alle chiamate di Crifto , e.-?
in queito la faafperanza . Ailora fu
>orre

a prima volta , che Roma per I aatichiti


Iia refa piu docile ad apprendere divini i

.mmaeftramenti , vergognolfi de* fuoi fecoli;


I arrofsl del tempo paOfato, pofe in obblio gli
inni fcorfl imbrattati con ifporche religion i ,
5
: ricordandofl, che le caverne fatte ne cir-
:onvicini campi erano Hate roffeggianti per
.0 innocence
fatigue de giufti,invidi6 la forte
oro, mentre vide per ogni intorno tante mi-
5
;liajade lor fepo!cri,e penti.ffi de fuo crude,
i
giudizj,e della ira contro di loro conceputa,
>er
avereglino difpregiato i
vergognofi riti
.ella idolatrica fupertlizione ; e defidero di
.

ompenfare coU ofTequio , c cblla penitenza


i
s
gravi ingiurie fatte a Dio . . . Avrefti vc
80 JH COSYUMI
duto efultare allora i fenatori .. .
rallcgrani
i5 portando candide toghe i Catoni , prendere ,
1
5,
I abito della pieta , e deporre le fpoglje del!
idolatrico pontificate ,,. Approvarfi 1 infe-
gnamenti de SantiApoftoli dagli Ann}, da Probi,
5

dagli Anicj, dagli Olibrj,da Caffi,da Paolini,da


Gracchi,e fottommettere eglino il colloal foavc
giogodi GesuCrifto.Raccontano final mente Ra-
l

HH*
^ no ( a ^ Derate Sozomeno (O , e Teodo- C^)>

(b)Lib. i,
rcto (*0 ^ prodigiofa maniera,con cui degnofii
Bift.cap.xx.
altifTimo Dio1di convertire alia verafede nc:
vag.45Edit
* .
IV.Secolo della Chiefa ePIberi, che abitava- c>>

? aunn -
no vicino al Ponto Euffino. Fra gli altri , cnt
c Ll H *

^ ^ 1
furono verfi quei tempi prefifchiavi da quel
/,
giuVd.Ea k.
a barbara nazione 5 vi fii una donna di flngola-

(d) Lib.i/re pieta , la q^uale oltre P eflere diligentilTirn;


p. xxiv. oflervatrice della caflita , facea rigorofi digiuni
e lungamentefitratteneva nella orazione . Av
vcnne frattanto , che il figliuolo ancora bambi
no del Re fi ammalaife gravemente,6 come por
tava I ulb del paefe , daila Regina fofle mandat<
alle altre donne, acciocche foile daqualcuna d
efleguarito. Ma non elfendofenc trovata ve
runa , che abile foffe a rendergli la falutc, f
finalmentc portato dalla nutrice alia fchiava, d
cui abbumo parlato, la quale non fapendo, qu^
j imedio corporale ritrovar fi poteile per libe
rarlo dal male 5 prefe il bambino , e lo pofe ic
9

pra il fuo flrato , ch era teffuto di crine ,


t
avendo proferite quelte
A parole *
: Cn /?o,J cbe Jfani
molti^fanera ancora queflo fanciullo , dopo un
breve orazione lo reflitui fano alia madre
Avendo la Regina efperimentata la virtu dell
donna , fece si , ch ella fofTe avuta da tutti i

rnaggiore ilima . Dopo qualche tempo aflali


ancor la Regina aicdcfima da grave infermiti
fi
:cefi portaix *iU caiii deiU ichia va , ed eifmdo
ata perfettamente rifanatu , ringrazio la fua
enefattrice;la quaienonavendo volutoperdere
occafioned illuminar quclle barb^re genti,fen-
ipiu afpettare , rifpoft , che non fe le dovea
tcribuire quella opera , la quale tutta era di
jcsu Crifto figliuolo del vero Dio creatore di
ueflo mondo . Eforto ella dipoi la Regina
,invocare in avvenire il nome del Redentore ,
di confeifare , ch egli e veramcnte Dio. Frat-
anto il Re attonito per un si
maravigliofo av-
cnimento , mando un regalo alia ichia va Ella .

ero, che contcntiflima era del iuo liato , gli


jce intetidere , che balbvale la pieta , c non
vca b. fogro di ricchezze. Che le
egli avelfe
iconofciuto GCSLI Crido pel vero Dio, eila_j>

vrebbc cio avuto per lo regalo maggiore , che


otefle giammiti ottenere . Keihrono imprcflfc
eila mente del Re le parole dell a donna vera-
lente criftiuna, quantunque non le avelTe dato
uella rifpoiia , ch eila fperava . ii di feguen-
:
,
elfendo egli andato ptr It montagjie , e per
: valli a turbo improviiamente ii
caccia , fi

;mpo, e la culigine talmentc fu folta , che


on trovando la maniera di ritirard in qualchc
logo ,
ove potcffe eflcre ficuro, invoc6 5 ma fen-
a
profitto i iuoi numi; per la qual cola eflen-
ofi ricordato di cio , ch eragli ilato detto dal-
.
fchiava , fi raccomando a Criito , e toito fti

caliginofa nuvola diffipata, ed ei trovo ii


.odo di torn.are feliqemente a cafa Qujvi .

iunto , efpofe toito alia Regina cio , ch eragli


/veniuo e fatta venire a, fe la pia fchiava ,
,

olleda lei fapere , chi foile quei Dio , ch ella


1
iorava ,
e iflruito de principal! dogmi della_
aftra religiopc , divento Predica,tore del San
r> E c o s T u M i

to Vangelo appreffo i fuoi fudditi Poiche con-


.

vocato il
popolo Ibero , racconto fedelmente
come e il fuo figliuolo ,
e la fua mogl ie , ed cgli
medcflmo erano ftati
prodigiofamente prefer-
vati in vita dal vero Dio , che la donna adora.
va, ed efortollo ad abbracciare il Criftianefimo ,

Sciolta T adunanza , non defiilette il Re dalla_j


imprcfa, onde continuamente agli uomini pro-
-curo d inculcare la dottriru di Gesu Griilo , e
3
ordino alia Regina, che ne iftruifTe , com ella
dovea, le donne . Ncllo fleffo tempo avendo
ftabilito egli di propagare il culto del vero Dio,
dimando alia fchiava fe aveano i Criiliani dc
templi , e qual era la loro forma , e ftruttura,
c fubito che n& fu informato , comando , che
fabbricata una Chiefa , in quella guifa ap-
f<jfTe

punto , pia donna avea detto . Eranc


che la

gia alzate le muraglie , e mentre, fccondo il


difcgno avuto ,doveano ergcrfl le colonne , av-
venne per difpofizione particolare della prov-
videnza divina , che una di effe rimafe immo
bile , ficche non era poffibile colle funi e mac- ,

chine d innalzarla ; poiche e le funi , e le mac-


chine fi rompeano; laonde gii artefici diffidan-
do di poter riufcire ncll* impegno determina- ,

rono di partirfcne . La fchisva ripiena di fcdc


tempo 5 fcnza che niuno avef
accoftoffi di nocte
iepotuto faper nulla , a quel luogo deftinato a
divin culto, c molte ore impiego orando , tal-
ch^ fu finalmente efaudita , e la colonna comin<
cio per virtu invifibiie a innalzarfi; e folleva-
tail , fteite fopra la bafe fofpefa , fenza appog-

giarfi , o toccare alcuna parte della bafe


mede-
fima. II Re curiofo di
fapere la cagione , pcj
i lacolonna non poteva effe re mo (fa , iicco-
avea qualehe cognizione di archittctura , b
mat-
DEpRlMlTlVI CRIST I AN I .

mattina fi
porto a vedere il nuovo edifuio , e
avendo offervato la colonna pendente fulla ba-

fe,rimafe attonitopcrla maravigHa.Mcntre tut-


to quo! popolo , ch adunato , ftava
erafi qnivi

contemplando il la colonna da per fe


prodigio,
medefima fcefe , e fi poso fulla bale . Grebbe
modo 1 ammirazione ne circoftanti , c
:>ltre

:utti d incredibile
gioja ripieni efclamarono ,
elk vera la credenza del Re , e doveril
>(Tcr

idorare quel Dio , che la fchiava avea predica-


o alia nazione Ibera .
Allegri adunque rizzaro-
10 le breve tempo fu termi-
altre colonne, e in
lato tempio. Furono quindi mandati Lcgati
il

.11*
Imperatore , iquali efpofero, che volcano
fTere in a wen ire ami ci , c confederati de Ro-.
lani , e ftipplicarono , die foffe inviato un
r
efcovo co iuoi Cliierici nella Iberia, afSachc
IruifTeque popoli , e li confermaffe in quella
:de , che aveano abbracciata . Vedefi pertan-
)
manifeftamente,che pe miracoli molti fi con-
ertivano al Criftianefimo , e che di queito ta-
argumento fervianfi i noftri maggiori per in-
arre gli altri ad abbandonare la idolatria e a ^
,
^ v ..

il
guitare Vangelo (a) .
^ Orig. Hb.i*.
Qu,anto al fecondo, cioe , che i noftri sfidaffe- comraCelfo
i nemici della noftra religione a vedere i mi- n.xLvip-^i
I
coli , che da fedeli fioperavano nella Chie- P "

^
,e cosi finiflero di lacerare la fama, e il credito
:
Criiliani ; non ve ne ha dubbio veruno, e noi
abbiamo di fopra dimoftrato con un chiarifli-
o paflTo dell antichilTimo Tertulliano (6). Lat-
azio ancora nel fecondo libro delle fue lilicu-
)ni (c) dimoftra che i
giu(li fono temuti
dai demon} , perciocche fcongiurati quefti
fuggono dai corpi . . . . e non folamente con-
felTano di e(Tere
fpiriti malvagi,
ma ancora
Fa 3
04 c
y
f, paleiano , i nomi
che fono loro attribuiti ,
fono quei medefimi , che a numi de Gent:
33 appropriati fi adorano ne templi loro : il cl
fanno eziandio alia prefenza deMorodevot
non cercamente in obbrobrio della religion
33 ma defl onor loro , poiche ne a Dio,-pel non
33 del quale fono fcongiurati , ne a giufii , p
3, le voci de quali fono tormemati , ardifcoi

A*
)\T Ma non
o-ia inoltrarmi di vantages
vocrlio
Wcora il 1, .
12 i

iv. c.xxvu.
e dinondernH con recar noja a leggitori .
$ 1* Amore ftcra leggere cio , che nelprimovovolumede
del libro mie Antichita Criltiane , intorno alle vifioni
iellc motti a 9
prodigj , che ne quattro primi fecoli de
n?^
Chiefa furono operati da no(lri,e riferiti da t
dri, e dagli Storici della Chiefa, io ho fcritto

Lib, 2 copiofainente ho difputato (^) , fe taluno dt


.vir. .J ^ er ^ di averne piu efatta cognizione . Ven
.p. 365. pertanto al terzo , e latciando a parte le te:

monianze degli che certamente altri Padri ,

no e moke , e alfai chiare , mi prevarro fc


mente di quella del Santo Vefcovo 5 e Mart
Ireneo , ii quale nel fuo fecondo libro con
^
(c) C.XXXl.
1 Erefie (c) cosl park:
r- r I
Sopra cio farai
V r
,>

coloro , che feguono Ssmone , e C


i
rI P re "

p.i64 Edit. "

Venet. an. 5 >


pocrate , e quegli altri ancora , de qua
734? 3, dice , phe operano delle maraviglie Imp .

3, ciocche fanno eglino delle forprendenti c

3, non per virtu divina, ne per la verita ,


3, per apportare qualche giovamento agli
3) mini ; ma per dare loro la njorte , e far s)

,, errino ^ forza di magiche illufioni , c


3, frodi . . . E non fono eglino certamente v
voli a dare la facolca di vedere a ciechi ,
?)
,, fentire a fordi , ne polTono cacciare i del

^ nj ,
fe non che quelli , cp quali fe la
int

dc
DE* Ml MITI VI CRlSTIANI .
85
dono, pjr anche poflbno cio fire ; Tanto
fc

poi fono lontani dal ref fcitare un morto(co-


me furorio refufcitati alcuni dal Signore,e da*
gli Apoftoli per la orazione , c come
nel ccto
dcYiortri fratelli fovente in qualche neceffita,

per le preghiere della Chiefa, ch e fparfa


per ogni luogo, pe digiuni , e per moke
Cuppliche 5 ritorno al corp o fuo lo fpirito
del morto 5 e fu F uomo donate alle orazioni
de Santi } che neppure il danno a credere *
che poifa ritofnare a viverc , chi e paflato di
qneilavita. Per la qual cofa regnando ap
pro ffo loro 1 errorc, e lafeduzione^ e la
fantalta magica * . . c appreifo la Chiefa 1*
.

fermezza , e la verfta per ajuto dei morta-


li , non folamente fcnza merccde di forta al-
cuna j ma cziandio dillribuendo noi fe noftrc
facoltii per fp.lute di quelli ,
i
quali hanna
bifogno di quelle cofe , che cond-jcono al lo-
ro riihbilimento ; meritamente fono cglino
redarguiti , come eilranei dalla benignita di
Dio , e dalla fpirituale viftu .. . Che fe ofe-
ranno di dife , che Gesu Crilh) ancora abbisi
s
fatto miracoli peTantafmi ; riducendoli a
i

Profeti , dimoftreremo loro,che tutte le cofe


furono di lui in tal guifa predette , come fu-
rono efeguite e ch egli d il figliuolo di Dio.
,

Per la qual cofa invocundo il nome di lui co-


loro , che fono veramente fuoi difcepoli , e
ricevenclo da lui medefimo la
grazia, bene-
ficano gli altri uomini ^ come ognuno di effi
ha ottenuto il dono dal Sjgnore . Poiche
altri cacciano e veramente ,
e fermamente i

diavx>li
( ralche fpciTe volte abbracciano ii

Criftianefimo quelli , che fono llati da mal-


va^J fpiriti lityerati ) altri hanno la pr eicien-
Fi v ?
r
^/-idl
D E C O $ T U M I

35 za delle future cofe, e le vifioni, e le ma-


55 nicre del parlare de Profeti , altri per ia im-
,3 po/izione dclie mani reftituifcono la falute
3 , agli ammalati . Anziche come abbiamo det-
3,
to , furono alcuni rifufcitati da morti , e con

.,,
noi ftefTi per molti anni perfeverarono. Che
? Non e facile il dcfcrivere il nutnerc
5, piii
3, delle grazie , che laChiefa fparfa pel mondc
3, tutto giornalmente riceve da Dio in ajutc
delle nazioni , fenza ch* ella abbia mai fe-
5

3, dotto alcuno o abbia ricevuto denaro da


,

3, rifanati. Imperciocche ficcome gratuitamen-

33 te ha ricevuto i doni da Dio , gratuitamentc

33 ancora diftribuifce le grazie . Ne fa ella ve-


3, runacofa a fbrza di demoniache invocazio-
3, ni , e d* incarttefimi , e di vane curioflta , mi

3, con mondezza, e purita , e manifellamentc


^ indirizzando le fue preghiere a Dio , ch
fece tutte le cofe , e invocando il nome de
3, noftro Signer Gesu Crifto,opera de miracol
non per fedi/i re alcuno , ma per eflere util<

3, a profTimi. Sedunque fine ne* tempi nodr

3, il nome del noftro Signore , e non quello d


^ Simone , o di Menandro , o diCarpocrate
?

55 o di alcundtro apporta a mortali del berie


35 e da la falute con fermezza , e con verita
3, tutti che in lui credono; egli e manife
,

3, fto , che fatto uomo , con verso colle fuc_


creature , e tutte le cofe fcce per virtu di
3, vina , fecondo il beneplacito del Padre_
35 in quella guifa , che i Profeti prediffe
35 ro ,,
. Or puo egli eifer credibile che
Padri qnali parlavano con tauta franchezz
i

de prodigj, die avvenivano nelfa Chiefa , e g


cretici riprendevano , volefforo ingannare
mortal] ^
e tirarli alia loro credenza ? farebh?
ro
PRIMITIVI CRIST1ANI .
87
o eglino fenza dubbio rimafi confufl , fe dicen-
io il falfo , aveffero ofaco di provocare a mira-

oli;poiche gli eretici , e fgefttili , avrebbcro


oluto vedcrne le pruove , e difcopertane la
ilfita avrebbero fpacciati per impoftori *
, gli
argument! , ondc noilri
la pafliamo agli altri i

laggiori provavano la evident dell* creel i*


ilha della Criftiafla Refigione.
X. eglino dunque non fola- delta
Ricorrevano
lente agli Oracoli de* Frofeti , e a prodigj g*oe
perati da Gesu Crifto Redcntor nottro , eda^
f ^
anti da Criiliani, che ne fesuenti
le *
Apoftoli,c
J nianz.e
.

df
. .. n ,, . .

LTD pi norirono ; maezundio aile teinmonian- /?.,.:/:


j T M- WWW*l ? It
e o.egli auton gentili , quail, non volcftdo , i

oftrctti nulladimeno dalla forza della verita ,


ovettero approvafe , e fcrivendo tramandare
!Ia memoria alcunc di quclle
della ?* poitcrita
^ 1

1
Jt , che furono dagli EvangeliiH narrate. E
verita oltre S. Matteo Apoftolo nel fuo
<rr

vangelio gli antichi Padri, come S. Igna-


(<z),e
j^acl H! /
10 Martire, S. Giurtino, Tertulliano , ed altri
phtC.n.xtx,
b ) ; Cakidio ancora Scrittor gentile, che vifife a Ju*
p g i<J.

el IV. fecolo , tnentovo la miracolofa (lella ftin Dialog.


,

he il Reden-
cum Trl r h
comparve
allora, quando nacque
num
re e parlo eziandio della veniua de
,
3
Mad a
*

r j rr r
eruraiemme . Ne devono euere afcoltati
AT> 1

que-
11 Scrittori quali contro la comu-
modern! ^ i

piu accrcditati Autori , fenza lib.Deido


e opjnione dc*
Jolatr.c
Icraragione , fenon perchc Calcidio fd men-
ione di tin tale awenimento * pretendono ,

cgli fia ihto Criftiano . (c) Perciocche non


li

u6 ragionevolmente per
5
quefta fola cofa efle-
rtra Criftiani annoverato colui 5 che Cntra
dogma della vera religione non folamen- Tom. IF.
la
trafmigrazione delle anime , e la Delia
siateria ; ma foiliene anccra
F
88 D I* C S T U M 1

<US.
Tppo- altre oninioni di Platone ,
il cui Titneo iraprc-
iiro Edit.
fe ailluftrare, moltc delle quali opinioni ripu-
aarobuig. ^nano totalmente alia noftra credenza e di- ,

an,i?lo.io- ^ ^ ..

ftiene con ftruggono , fe fono approvate , il Cnitianefl.


altri che fa mo . Ma torniamo a Calcidio e conflderiamo >

Oiftiano compel parli della prodigiofi apparizione della


.

MtilPadre e i} a
? c j e u a venuta de Magi a Gerufalem-
f|-

me ^ VV ^ ICC *& 1 P* r i mente una


P^
^
Dome^Ic* >

uomo cm- ? fonta , e venerabile Iftoria , chcporta , per


dirfffimofe* lonafcimento di una certa (lella , effere ilatc
guendoipiu ^ denunziate non le malattie , ne le morti , ma
dili s enti
imcl
^ la dilccfa del Venerabile Iddio alia grazi:u>
della confervazione umana , e delle mortdi
"

nej a , con-- . .

troloftefloi co ^e Q^e
ftella appena videro , mentrc

Fabric io di notte viagoiavano gli uornini dottifilmi de


Dilfert. He ^ Caldei molto efercitati neila conliderazionc
de moti dcgli aftri,che come fi dice,ricerca
ft>

rono recente nafcimento di Dio , e trova-


J ^

ta quclla puerile maeila ,


la venerarono, e
5
fecero de voti convenienti a un tantoDio,
die a te ( ofio ) fono molto piu noti , die
agli altri .

A Calcidio poflianio noi aggiugnere Macro-


lio , che fiorl verfo il fine del quarto , e ii
principio del quinto fecolo, e foilenne la di^niti
confolare, c grandiffimo credito acquidoper
la fua erudizione . Ma ficcome fono alcuni i ,

quali s
immaginano che coftui ancora fIa-3
5

ftato Criftiano , fa d uopo , che prim a di vcder,


che cofii ha egli detto circa
1 ucci/ione dei fan-

ciulh ,de qnali parla S. Matteo nel fuo Vangelo ,


brevemente moflriamo ,fe egfi approvava le_>

gentiiefche fuperiiizioni, e fe era per confe-


^uenza lontanodal Cridianeflmo . Egli adunquc
fenon fofle ftatodedito alia fu per ilizione della
Idolatria , fcrivendo 3 r.on avrebbe fc^lto per
in-
DE PRIMt TIVI CRISTI ANI .

itcrlocutori nclla iua opera Satiirna Sim- dt" i

iaco Coiifolo , uortio nemiciffimo do* Criilia-


i ,
e tantoaddetto alle vaniti degi idoli ,
che
er riilorarc l*ara dclla vktoria, cbbe dc con-
raili con S. Ambrogio Vclcovo di Milano ,
bbcnc non ottennc cio , clie defiderava ; Fla-
iano Prefetto del Prctorio uomo ribelle al
10 Principe, e feguace di Eugenio Tiranno ;

ervio Scoliafle di Virgilio ; e Aviero Poeta


oichc avrebbe egli trovato altri ^ che efiendo
otti ,
e Crifliani ,
e fedeli a I fovrano loro, fa-
:bbcro (tati di luftro maggiore al!e fue opere *

edobbiamo
noi prcftar fede a Kiccolo Anto-
io nomo per altro ef uditifTimo , il quale
00
immagino 5 che Avicno abbracc 6 la Criftiana , w/J" ;
! T bhoth.HnpJ
-ligione mcntrc non avea egli niun motivo et y^/j
,

cioaffermare , *vendo piuttodo tutti i fegnl Monealiani


per foilenerc la oppofta opinione * Ag- ibid. png
>ntrar}

nngafi a tuttoqucflo , che Mscrcbio non da 47-


lie ftie opere verun indizio, ondc ricavare fi

Dfla , effer egli ftato Criftiano. Qucl che noi


9
?ggiamo He Satumali , e ncl Sogno di Scipio*
:
, tuttoe gcntilcicb ,
e ripieno di fuperflizio-
. Or Macrobio rtc] frcondolibro d^* Satiir*
ili
(V) rapportando alcuni detti graziofi di (k) Cap iy.

uguik) cosl fcriflc : avendo egli ttdito ?T!l"


9
rAcL*^ *"

t? fanciulli quali ptr Grains di Erode Re


/
9 -J.
.
r ,
l
u Stria
,
/; , \ ,. X A. ,
L
, itisnai.j.ag.
Giudeifurono nelia dalFcjd at due annt lr ^
5/ ammazzatifu AKCOTA uccifo II flgliuolo di
-ode mcdefimo
, rf/jj/i meglio ejftreporco di : t?

rode cbe figliuolo , alludccdo cosi all ufo ,


9

iegge dei Giudei , che proibifce di man-


J
.l!a

arc le carni porcine. Egli e adunque veriifi-


) , che gli Scrittori gcntili non i^lamente fe*
ro mcnzione di alcuni fatti 5 c di aJcuni ma-
vigliofi avvenimcnti mentovati </a Santi
Evan-
r> c o T u M r

.
Evangelilli , magli approvarono ancora , e ne*
libri loro come certi li
regiiirarono . N deeu
fofpettare , che Macrobio abbia copiato gli
Evangelifti , mentre di cio , ch egli racconta di

Auguik) , nemmeno ombra fi ravvifa nel tecon-


do Capitolo del Vangelo di S. Matteo , ove fol-
tanto fi rammemora e 1
apparizione della ftella,
e la ucciiione de* fanciuHi cagionata dalla cru- ,

delta di Erode . Per la qual cofa dobbiamo noi

ragionevolmente concludere , ch*egli abbia cio


dettonelle memoriedcgliScrittori gentili , ne*
*

CO ^ or ^ e ^ ua ^ era vei fato , e Pabbia mentovato


^
^pTid
rig. Iib 4 i. come un detto graziofo , ne* Saturnali Onde .

con giudizia pofliamo noi riprcndere Celfo


Epicureo(4), Porfirio eGiuliano Apo-
&
(Z>) ,

^ atcl ^ ua ^ 5 riprovarono dubitando o


* ,

non vollero ammettere la (loria dell apparizio-


, LX ne della (lei la , poichc non la trovavano mento-
( b) Vide t T , ,
r r rr t\ ,i

Dominicnm vata a oro t^onci; come le fofle irato necei-


Coloniam &r\o che le opere di tutti gl Iftorici Latin , e
>
i

Sodet.Jef. Greci veniflero alle mani loro, acciocche av-ef-


fraft. De feronotizia di quel tanto,che era avvenuto ne
f

liB ligioii.
temoi ^^ ntutto 1 Impero . * t j
Chrer. .An- j ^ i t-
l

r TX/T-
i_- 1

torisee Prima di Macrobio , e di Calcidio due altr


pai-
Jes Tajens inflgni Scrittori gentili de prodigj avvenuti al-
pa. 19^. lorche mori Gesu Crifto , trattando di alt re co-
5. Edit. fe ? e non penfando , che cio ridondar poteife
an. 1718.
in vantaggio della noftra fanta
religione , par-
larono , uno de quali fu Flegonte Liberto di
Adriano Tmperatore , e Paltro Tallo . Di Fie-
Colon,
gonte librico del fecondo fecolo cosl fcrivc_>
& S P arziano nellavitadi Adriano Auguito . F
ibid*
48.
^fi** cos i dejiderofo delta, celebrita delU
fuafama cbe diede a fnoi liberti / quail ft
, ,

craw acqui lati del credit! per Lt loro Isttsra*


tura ,
flibrl y cb*Ggli &vca com^ofli delta fc&
vita .
BE PRIMITIVI CRISTIANI.
Imferciocchc dicefi , cbe i libri di
efisno flail cowpilati da que IF Imp oratory .
)gnuno pcrtanto puo quindi racdrre , di
uanto pefo , e di quale autorita (lend iibri di i

legonte . Poiche fe farono con tanta cfiittezza


ompofli 5 che comuftemente erano creduti di
idriano , fa d uopo confeffare , che eftratti fu-
ono da* pubblici document! , Tautorita de*
uali deed riputare , fecondo gli avverfarj ,

laggiore di ogni eccezzione . Ma tra le operc


i
Flcgonte fcritte in Greco la pifr iniigne e-
i
Olimpiadi . Or in quefta Ifloria
ftoria delle

Icgge un bellifTimo patTo , che riguarda la ce-


:-bre ofcufazioflC del Sole , che avvenne 1 an-

30. nel qual anno fecondo i piuefatti cro-


,

ologi fu crocefifib ,.
SantifUmo nollro Re- (a)Vcdi
il il

entore (4) . Cosi quel Gentile non peniando


1 render teftimonianza della ven ta del Van-
elo, appreflb Eufcbio : (i) Vanno quar-
fcriflfe

o , altri fcrivono / anno fecondo 3 della dngen-


(ima. feconda Olimpiade avvenne una clcttra-
r 7 (b )
tone , o rnancanza del Sole tra le altre tutte , E u fe
i 11 t>

)e avanti fono flate offcryate , e


grande , ed Chron.
-cellente . Ilglorno Fora fetid ft convert I in co- an

tcncbrofa notte , chcfividero le flelle in Cie-


,
e ilterremoto molte fabbricbe di
diftruffe
/;>
citta della Bitinia . Laonde Origcnc_>
^nfutando Celfo Epicureo nel libra jecondo
:) in quefta guifa ragiona . Ardifce Celfo d in- () n.xxxfu

.Trogarci qual cofa injtgne a.bbia operate Ge-


:

b Cbriflo
, per
cni dcbba ejfcre riconofduto per
rfo . Ma noi
potiarpo rifpondere a chi propo-
e ilmili
queflioni , che gli EvangelifH raccon-
.no eflere ilata fcofla la terra pe* tremuoti ,
,

le pietre , allorchc mori Gesu Crifto ,


>ezzate

i i
fepolcri , fpaccato daJla f)mmira infino
al
22 & te Cost U MI
.al fondo il velo del tern piodi Gerufalemine ,
ttenebrata nel mezzo di la fuperficie della ter
ra , e ofcurato miracolofamente il Sole. Che
fe Celfo acconfente alle facre lettere , quando
I immagina , che dieno occafione di accufare i
Crirtiani ,
loro ogni autorita , fe_j
e toglie
ftabiiifcono che Gesu Criilo e Dio , noi po-
,

tremo sforzarlo a negar tutto , o a tralafciare


di citare le fcritture contro de noftri.Se credeni
a tutto quello , che contengono ammiri il Di-
vin Verbo , che voile incarnarfi per giovare
al genere umcino , e fare si , che invocato il

fuo fanto nome fienofanati quei , che Iddio


vuol , che acquiilino , o ricuperino la falute *
Delia ofcurazione del Sole che avvznnefotto ,

Tiberio Cefare , fotto II CHI impero cofla ,


cbe

Criflo fti confitto in Croce ^


e de* motl pe ,
cjua-
Ufa allora fcojja la terra, far la Flegonte nel
trcdicefimo , o nel qit att o r diceJim o libra de fuol
LXt Cronici . Cos!
cgli . Alqnanto dopo ancora_
(a) ft*

mentovando lo ftelfo fcrittore foggiugne (^). ,

Crede ancor Celfi , cbe (in un rctccontv {into per


inganno il tremHoto , c rofcuramento del Sole.
Ma noi abbiamo riff oft o difipra co IF autorita di
flegonte, dove albiarno detto ,
cbe quell* Ijlorico
difcorre di tali awenimenti in quei luzgbi , 01) e

de tempi di Tiberio Cefare ,


ne^ quail mori il

(!?) Vfecli ^ignore , ragiona . Che fe Flegonte nan accen-


ig
Com- no efTer ella flat a
quefta ofcuruxione del Sole_?
rnent.
^fe- iiraordinaria,poiche avvenuta quando
era la lu-
em in^ na
i! i
*
piena , con tutto cio non lo nego (6) egli ,

y*
c quando anche avefie detto 5 che un ordi- i"u

E- fl aria ecHfle
, avrebbe en*;ito in queflo , ma_>
in.Opp*.
dir Parif. non in cio , che riguarch le tenebre ^ che fol-
1
Monach^ S. tifnrje fnrono , e il tremuoto , che in quell
Ma mi. O ra raedeflma fcoiTe eziandio le Gitta. lontr^e
da
ITlVl CHISTIAN1 .

a Geruia lemme Tallo puce Autor . Geotiic


el fuo terzo librodelle Itbrie mentova la me- (a) VeK
efima mancanza , o piuttoilo ofcurazione del Eufeb. nei
Cronico ai
olc (4) Viffe Tallo ncl primo Secolo della
Aiefa, e fcriflc le ftorie deiSfri. Or di lui
* i- A /v i i ^ ^->
e " uOttmi
os) parla Giuho Afrncano celeoratimnio Cro- mo r
-

s ,

ografo Criftiano, che vifle nel terzo flcolo tro Dam ei !

ncl luogo poco fa citato del Vezio De.


ppreflb Eufcbio
monftr. E-
co
>oni :
^^f
tenebrcfono appellate dt Tal-
van
,
H*/ ///>ro /-fr^o delle Iflorie 3 ec//^ , ma
^ we fcmbra , affitrdamenft .
o?/?dr Perciocche CoIontaGe*
*
on puo mai eilendo la lima piena , naturalmen- fu ta oc c ,- i .

2 avvcnire EclifTe . Quindi e che Tcrtulliauo pag.47.fe


1
i.

el fuo eccellentc libro intitolato Apologeti-


o(^),, nell iiteflb momcnto , dice in cui Cri- (b) Can.
(
Ito Redentor noiiro fpiro, fi fccc notte , xxi.p?g.7v.
febbcne il folc fcenava
vJ
il mezzo ^iorno v_*
. Append. H-
1 T 7

,
Coloro i qua!i non fapevano tiler qio av- ,

,
venuto per la morte di Criito rnedefiino, fti-
,
marono , che foffe una Ecliffe , e ncgaroro,
,
forfe che queito tale ofcurainento folie per
,
prodigio accaduto. pure avete voi , o "E (c) In nor,
5
ncl ilb * n *
,
Gentui , ne vollri Archivi rif^rito un si no- .

,
tabile cafo del Mondo . Colle quali parole relfumT.t*
imollra egli come offer vano
, lo Spencero (c) >

opp. EditI
1
Avercampio (d} , quanto abbiano errato parif. Mo-
legonte ,
e Tallo , i
quali fondati fulle me- nachor, S.

lorie pubbliche, mentovarono


Mauri
letencbre, che
utta la fupcrficie delia terra , allorche mori
Irifto come fbffero elleno L*
occuparono , <e
pro- C<i)

enute da un ecliflamento naturale del fole


\
per verita che nei monument! pubblici dell*

mpcro foflfero Ikti


regiilrati qucfti forprcn-
enti, e maravigliofi avvenimenti , non iola-
icnte da Tertulliano , ma da Luciano Martirc
ncorafu a Gentilt moitrato. Ne avrebbero
egli-
5? 4 DE COSTTJMJ
eglino ofato di cio fare , non ne
fe foffero flat

afllcurati ; poiche fapevano , che fe i nemic


della noftra fanta religione avetTero potuto pro.
var loro il contrario , farebbero flati i noflr
accufatidi faifita
, e d impoftura , e avrebb?rc
eolla imprudenzaloro arrecato non piccolo de-
trimento al CrilHaneflmo. Avendo pertanto
CrifHani fenza punto efitare oppoilo agli avver-
5

far} della noftra fede gli Annali de Gentili


forza e , che ne fieno lUti prima beniflimo in-
formati Luciano adunque , come fi legge ap-
.

P re fi~ Rufino (#) ,, . Confultate , diffe , i vo


(a)JLib.ix.
Cap.vi.Hi- ftri annali , e troverete che ne tempi di ,

floi. Pilatomentre pativa Criilo, di rnezzo diof.


3>

curoifi il Sole , e s interruppe il giorno .


Confeffa inoltre Flegonte Liberto di Adria-
no , di cui abbiarno parlato di fbpra , che Gesu
fu Profeta , e moke cofe predifle, le quali colic
fcorrere dei tempi fl avverarono. Laonde Ori-
(b) n.xiv. gene nel fecondo libro contra Celfo (&) ,, Fie-
5, gonte 3 dice , nel crcdicefimo , o nel quat.
tordicefimo libro de Cronici attribuifce <

Crifto prefcienza delle cofe avvenire


la .

febbene egli erra nel nome , chiamando Tie-


39 tro ii noilro Redentore , c attefta, efferc
avvenuto cio , ch egli avea predctto ; ondt
3> prova non volendo quello,che tram and aronc
,,,
anoi
gli an tori della noltr a dottrina , ch
e:

,, fofledotato di virtu divina. ,, E per vero


^c * c*
dire trovjamo noi nelle facre lettere , (c) che
Gesu Crifto trovandofi vicino a Gerufalemme ,

guardo Citta,e pianfe fopra di efla, e diiTe; fc


la

conofcefTi tu pure anchc in quefl giorao,in cui >

la pace , che verranno de ne


godi giorni ,
quali farai circondata da tuoi nemici , e daper-
tutto rillretta , e ridotta in fomma anguftia ,
e at-
PRI Mf TIVI CRISTIANI .
575
atterrata , ficchc jnon vi fara in te

Dpra pietra , pcrche non hai conofciuto il


tern-
o della tiu vifita . Or queifo predizione fatta
al Redentore fn adempita in ul maniera , che
liScrittori gontili ancora , non fapendo forfe
uelchc fcrivevano , nelle Iftoric loro la con-
>rmarono , dimonVandone 1 efito talc appunto,
uale cgli 1 avea molto tempo avanti flgnifica- ,^ T.,
). Bafta Icggcre Tacito (a) Flegonte e Hiitor.
(/>)

iufeppe (c) , e gli altri , che d-^lla diilruzio- (b)


: di Gerufalciinne parlarono per rimanerne
eniflimamente perfaafi .
rvri
{

Effli e ancora notabile quel che fcriffe Tacito


ii n rr T -u j n
-
r T/I loJwUeico,
:\\o qumto Libro della lua litoria ,
fteuo
9
i era comunc perfuaflone, che in que tempi
circa ne quali fiori Gesu Criilo
,
5 / conte- ,

Va nelle antlcbc lettere de* Sacerdotl , c/;e_>

irebbe acquiftato ftrza / Orients , e farebbe-


ufciti dalla Giudea
alcuni , i quail fi ferebbe-
di tutto il mando . In fatti non e
impadroniti
li certo ,
morte del Redentore
che dopo la

cirono dalla Giudea


gli Apoiloli , e avendo
netrato anche nelle piu remote regioni , tut-
il mondo alia loro religione riduifero ? Ne
do io inqtial altro modo poflfa eflere inter-
etato queiroracolo mentovato quivi da quel
periliziofo lilorico , e nemico capitale del
iftianelimo.Madovendo alfin paflare a defcri-
re i coftumi de primitivi Crifliani , fono ob -

gato a tralaiciare rnolte altre tertimonianzc


i

, le quali per altro molto


Gentili Scrittori
10
opportune adilluilrare un cosi grave,e in-
W
!

i
efTantc argumento . Per la qual cofa lafciate Vdi il

"
:arte quelle, che il prodigio della
i
pioggia
enuta da Marco Aurelio Imperatore e (?) Antic
J^
Crift.
I
miracolofa victoria ottenuta da Teodoflo il ^.504.
Gran-
$6 BE
C O S T U M I
(a) DeTer- Grande , e mentovata da Claudiano (<0
rife.
tioConfuia-
r jfcono ^ defcrivero brevemente cio ,
che no
IU
conta Ammiano Marcellino della riftauraziont
del Tcmpio di Gerufitlemme tentata da Giulia
no ApolUta .

Defiderando Giuliano , dice Marcellino , (&

^ Pr P a S are con gt andiofe fabbriche la memo-

VaJcf
r*a ^ ^ll ?irn P ero n ^va di rirtabilire cor
>

P<-*

eccedenti fpcfe ii
magnifico Tcmpio di Geru-
ialemme ,
il
qiiale dopo moke, e fangiiinofi
fconfitte del Giudei , finalmcnte lotto Vefpa
, che
fiiino , e di poi fotto Tito aflediato Pavea
no itrettamcntc , iebbene con difficulta , clovet
te con tutto cio effere efpngnato . Ke diedc.
la commiliionc ad Aiipio. Men
Cgli pertanto
tre coihii , ajutato dal Rettore della Frovincia
con diligenza procurava di adeoipierc gli ordi
ni dell Imperatore , gli fpaventod globi c
fiamme , che ibvente da luoghi a* fbndameni
vicini ufcivano bruciati alcune volte gli ope
,

rai , , niuno piu oi afle di accoilar


fecero
che si

vifi a lavorare . Per la qual cofa farono tutt

coftrctti a tralafciare T imprefa . Cos! Ammia


no Or fe un Ai;tor gentile , a cui non impor
.

tava nulla, che folTe , o non foile fabbricato


Tcmpio , arrivo a confeOTare la verita di un t;
miracolo , che conferma le predizioni de* Prc
feci , e del nottro Redentore ,
il
quale avc

preveduto , che iarebbe Hata defolata la citta


?
e tempio ditfrutto; convien dire che tal prod
l

gio fia veramente accaduto Altrimenti qu; .

premura avrebbe egli avuto,(fe (I fatto non foi:


ihito patcnte , e incontraitabile ) d inferir.
nelia lira liloria , compofta con tanta liberta
che nuila piu, e con tanta efattezza, che qua
niente riporta di cio , di cui non lia egli Ihi
tc-
PRIMITIVI CRIST1AN1.
ilimonio , e in cui non ubbia avuto
.irte? E per vero dire non avrebbe Giuliano
..hfciata una tal imprefa incominciata con__
nt-j impegno , a fine di confondere i Criitia-

fe non fofife (lato da evident! prodigj atter-


;

to, e collretto (per la mancanza degli operaj,


le non (I arrifchiavano di accodarfi alia fab-

ca per non elfere incendfati ) o ad abbando-


;

.rla ovvero a intermetterla per qualche^?


,

mpo mentre egli promette inunafuaEpi-


:

Ja (a) a Giudci, di far rifarcire loro la (n^ Vedj


ita citta di Gerudikmme quando fofle ritor- ,
la
ito vittoriofodalla guerra , che avea intima-
a Periiani Ma eflendo ttftimonio dell abban-
.
. , ~. .

namento dell opera AmmunoMarcellinoScrit- T onit f.


: Gentile ,come abbiamo di fopra ofiervato,
e
mi pofifo io perfuadere che trovar fi pofia-
n ,

uomini cosi imprudenti, e oitinati, che ardi-


no di porre in dubbio la fede de Santi Padri,
legli Storici delh Chiefa , che o in quello
lib tempo fiorirono , o inteiero cio da per-
ie,che effendo iljte cont-emporanee di Giulia-
^meritavanoog ii maggior credenza (^). E fa Vedi (1>)

ZOir c.
uopo conflJerare attentamente le parole del ^
l

>;

111 * v 1 1
ito Vcfcovo Greq;orio Nazianzeno , che me- 1 ^*.
r r 15 if / 1) C.XX^.Crian. i

o forfe d ogni altro iapeva 1 indole , i co-


Qrsf.Oi.u
mi,e di Giuliano. ,,Mo(Te,dice egli, adv.
1
empieta Jud]
1
Apoflata contro di noi la nazione Ebrea, gia Homil. rv.
da se (teda , per I odio inveterato , che ci in Matth. &
Hom.XLuin
portava pronta fempre a farci del male
. .

i j- n > -,T Acla. citatt


ele permiie di tornare alia patria , e nltau- ^ al B aron ;

rare il tempio , e rinnovare le pacerne ufan- Ad an.


$53.
ze , a-ferendo che fccondo i libri facri, fa- n.Y.
rebbe ftato un tale riilauramento fatale a
Crilliani .
Dopo , qhe perfuafe la impo/tura
a
Gindei, poiche facilmeute credefi quel,
G 3) che
DY Ii
^^
C O
f^ &
> T U
*B^ n^
"!
^r
1

che piace ; fi accinfero eglino alia imprefa


e allcgramente comirvciarono a fabbricare
3, Ruccontanop \loro , che ammirano il giudr
33 ifrno,che le matrone Ebree.fi fpogiiaron
3) deMoro ornamenti 5 e ii venderono ? e
35 prezzo numerarorio a fopraftanti dell edifi

i, zio , perdonando ne alie preziofe ve


e non
a, iH , che portavano , nealla tenera loro con
33 pleftione , fi prefentarono a trafportare
3, terra; repurando qualunque altra cofa a.
9, quefta loro fatica infcriore di frima , e
prezzo . Ma fubito , che per un fiero tin
a, bine ,
e per uno fpaventoib tremuoto irr
a, paurite corferocogli opera] a rifugiarfiin i
33 T.empn vicino, . . . febbene le porte erai
,, fpalancate , in un en to , come alcu mom
.,, hanno riferito , Ii ferrarono loro co chi
villclli in faccia , affinche i buoni rimane
3, fero fani , .e
gli empj.fi atterriflfero . Tut
3, pero unanimemente affermano , che avem
5 , prccurato kturba di entrare in quella caf;
a, o Tt-mpio , che abbiamo di fopra mento\
3, to, dalle fiamme , che quindi improvifanu
3, te ufcirono , ne fu impedita , c parte

3, effa fu incenerita , parte Ii vide priva de.


vi
3, principal! parti delcorpo , ficche parve
3, colonna dello fdegno divino.... E che oppc
3, ranno mai contro di cio i fapienti di quel
3, fecolo , i quali con parole gonfie, e grandi
fe efaltano le cole loro e portano la bar! ,

3, lunga , e bello il pallio ? f Quefti ,


ed all .

3 prodigj , che allora avvennero ,


riemj
3 ,
rono di tal maraviglia gli fpettatori c ,

quaii tutti , come con un fegno , o con


u
33

33 voce chiamati, ricorfero al Oio de Crifti


e cc
3. ni,e itudivironfi di placarlo colic lodi ,
1
DE PR1MITIVI ClUSTJANI
^ !e preglikre. Molti ancora ienza punto fer-
marvifl ,
in quel momento medeflmo , m
3,
cni fucccrfiero tali cofe , fj affrettarono a_>

ti-ovjre i , e fuppHcarono
noftri Sacerdoti
ammefli alia Chiefa , e furono col
di effere

,,
fan to Batteflmo illuminati ,e purificati (i),,.
Da quefto paiTo di San Gregorio ognuno puo
a^evolmente comprendere , quanto fofie pub-
3lico , e da tutti , anche da nemici della Cri-
liana Religione , approvato quefcj prodi-
^iofo avvenimento mentre fe non foflfe flato
:

:ale , ne 1 avrebbe egli raccontato con tanta

ranchezza ( poiche farebt;^ itato dcrifo , e ri-


dagli avverfarj ) ne avrebbe indotto tm
>rcfo

;}
gran numero di perfone , chc deftinate erano
,1 lavoro , e odiavano il nome di Gesu Croce-
iiTo , ab abbracciare il Criitianefimo .
XL Ma
pafiiamo
dalle
alia
^ftimonianze degli
Autori A
miracolofa propagazione r i CAV ._
M
cl nome Criftiano ,
e veggiamo , come e ilata daUap- f od>-

ilevata.da noftri Maggiori, e come abbiano efll


uindi dedotto un de piu forti argumenti per
omprovare la veriti della no (Ira fanta Reli-
ione . Or avendo efH voluto dimoftrare , chc
on ifpecial difpoflzione della divina provviden- V erha
i fa introdotto nel mondo e maravigliofa-
,

icnte propagate il Criitianefimo, oflfervarono


i
priaio luogo , che mentre era imminente ,
condo lo ihbilimento di Dio , la nafcita del
ledentore , molti Regni , ch erano foggetti
var/ Principi , i quali tra loro erano difcordi,
ennero fotto ii comando di un folo Imperato-
s.
, clie aperte le (trade , e tolti tutti gli oda^
oli , i
quali iaipedivano il poter liberamente ,
fenza pericolo -viaggiare , refe facile a* difce-
oli di (jesu Criftp il poter entrare in tuttc
G 2 re-
E COSTUMI
regioni , e fpargere quelh dottrina, che avea-
no apprela dal loro Maeftro . Imperciocche noi
fcmbra cofa naturale , che laddove prima tutto
era diviHone , e difcordia , in quel tempo ap-
punto dovefife il mondo acquiftar una tran-
quillilfima pace, e dare a noftri il comodo di

predicare la loro Religione, e di diffonderla,ap


pena nata , per tutto il mondo. Laondefcrivc
K>

* On Ed. Origene
t^
J f \**t \
nel Libro fecondo contra Gelfo (a\,
J* *T ^* X *

rari.Mona- Avendo Iddio voluto , che le genti il prepa-


clj.S.Maun. ^ raifero a ricevere la dottrina di GesuCrifto,

diijiofe, che obbediffero al folo Imperatore


3>
de Roman! , affinche tolta la moltiplicita de

Regi , e la diiTenlione delle nazioni , facil-

35 merite gli Apoftoli efeguiffero cio , che fu


3? loro comandato : andate ad ammaeftrare tut-
te le genti . E cofta certamente , che Gesi
nacque lotto
PImpero Augufto , il qualcdi
in un Regno avea adunato la maggior molti-

35 tudine degli uomini , che fono difperfi pe


35 mondo. Poiche avrebbe oftato la moltitudiflfi
35 de Regni, che fi diffeminafTe per tutto 1;

35 dottrina del Redentore . La qual cola li pm


3? dimoftrare non folamente da cio , che abbia-
35 mo di fopra oiTervato, ma eziandio dalle

neceflita di gucrreggiare per la difefa delfc


patria , come avvenne poco avanti che (
35 nelP Tmpero Augufto, e prima ....
ftabilifTe

33 E in qual guifa avrebbe potuto allora pren-


53 der pofleflfo delle menti de mortal! quell;
35 paeifica dottrina , che non permette il ven
35 dicarll delle ingiurie y fe la venuta di Gesu

35
non avefle placati gli animi, e levate le dif-

G.rv. p. ,, fenfioni?
, ,
3
Sono a quefte fomigliantilTimc
.

io.Kdit.an. ie che adduce Eufebio nel prime Li-


ragioni ,
i6zS. Fu
bro della iua Evangelica Preparazione . ,,

tut-
CfclSTIAKI I I of
tutto quefto , dice egli , operato dalla divi-
na ,
e arcana potenza, che fubito propofta
la dottrina del Verbo , 1 umano genere fi li-

berafTe dal principato di molti; effendo fhti


molti /Timi Regi per lo pafiato ; e avendo
acquiflato il dominio fopra le citta , e aleune
provincie varjregolf, dalle tirrannie de qua-
li nafcevano moke guerre. Ma tofio, che
Crifto comparve mondo , di cui aveano
<nel

detto i Profeti , che ne giorni di lui farebbe


nata la giuftizia ,
e 1 abbondanza della pace i
r eflto la verita degli oracbli . Poi-
dfmoftro
che fubito fu tolta la moltiplieita de princi*
pati de Romani , avendo ottenuto 1 impero
il folo Cefare
Augufto . S. Ambrogio an-
ra nel fuo Commentario fopra il Salmo qua-
ntefimo quinto (4) . Tutto cio j dice,
(a).r,M;
fece Iddio
acciocche facilmente poteiTero
, T.I. Op.Ed.
eflfere mandati gli Apolloli a propagarc ii

Vangelo per tutto il mondo . vero , che P


non fu loro difficilifllmo
poter penetrare il

ne Regni racchiuii tra barbaric! monti , co


me nelP India a Tommafo 5 e a Matteo nella
Perfia . Ma perche poteflero fcorrere molti
fpazj della terra , nel principio della Chie-
fa diffufe
egli quafi per tutto la potefla del
Romano Impero , e dando la pace compofe
le iiti
, fedo
gli ar.imi, e tolfe le difunioni ;
e cosi gli uomini viventi fotto un impero
impararono a confeffare fedelmente il fu.
premo dominio di un folo Dio onnipoteii-
te
(i) 55 , (b) S.
Offervavano inoltre che Lib.
i noflri Ma?9[iori *
,
f /
a cosi celere non (I dare de
propagazione potea
(

iza unofpeciale a;uto di ** LV1


quel Dio, che creo ,
governa il tutto collafua ammirabi-
^ 3
J> COSTUMI
le provvidenza . A veano
gia cominciato i noftri
5
fino da tempi de Santi Apofloli a fervirfi di ar
tale argumento , per confermare nella verita
della fana crcdenza i loro compagni. Quindi e,
(a) Cap. x. c ]ie $ an p aofua Epiftola a Romani (a]
] 11P ll a

adatto agli Apolloli il verfo del Salmifla , chi


in tutta la terra ufcl ilfitono loro,e ne* confinl de>

(b) V. 20,
gi [, della terra le loro parole : e S. Marcc
nell ultimo capo del fuo Vangelo (0 attefh
che i
difcepoli 5 dopo PAfcenfione del Redento;
noftro in Cizloypredicarono dapertutto , coope-
rando il Signore , c confer Mandate parole Ion
p rodigj. Sono a queile fomigliantiifime
co* ef- 1

prefTioni adoprate da S. Clemente Romano Di


de SS. Apolloli Pietro e Paolo nell;
(c) Nwm.j. fcepolo ?
& 4-.feq. fua celebrarifTima lettera a Corintj (c). S. Giu
Hino Martire volendo perfuadere ai gentili
che le profezie fl ileno verificate in Gesit Cri-
flo , e nella Chiefa 3 e che pero la noilra Reli-

gione fia la vera , fa loro offervare , che dodi


ci ignoranti uomini , ma illuminati dallo Spi
rito Santo , girarono il mondo tutto , e un nu
mero grande di perfone induifero ad abbando
..
N s nare la fupertlizione . E nel dialogo con Trifon<
Uni/ i*-VJ..
Giudeo C^):Cio ch
>
era ilato ordinatonelTantic;
3, legge, dice ^//,che alia vefle talare del fom
J5 mo Sacerdote dodici campanelli fl appendef
33 fero,fignificava i dodici Apofloli dipendent
,,,
dalla virtu dcll eterno Sacerdote Crido ; 1;

5, voce de qu all Apofloli riempi della gloria


3, e della graziadi Dio , e di Crilfo medeflmc

3, tutta la terra . Per la qual cofa dice Davidde


.,, in tutta la terra ufcl il loro faono^e ne? confini

35 deirrmiverfo le loro parole . E Ifaia come


35 rapprefenrando le perfone degli Apoiloli :

che differo a Criilo , darii fede alia pre n<?n


l CRISTIANI . l

dicazione loro , ma alia forza di lui , che gli


cosl parla cbi credl
avca mandati ,
:
Signore,
e il braccio del Si-
allanoflraprcdicazione ,
%nore a cbi
mat fa rfoelato ? *. Quel , che
la Scrittura in
poi aggiugne perfbna di molti:
annunciammo nella prefenza di lui corner
bambino , fignifica cio , che avvenne ; che
gli uomini malvagi fottomeffi a lui , c fitti
docili, e obbcdienti , offervarono i cOman-
damenti di lui fteflb, e tutti quail un. fanciul-
lo divennero . . Quelli adunqne , che 6)N. rip
.
(4")

nome 12 1
offerifcono fagrifizj , che p^*
-

pel di lui i
-

prefcritti furono da Gesu Crifto , ciod* quelli


che devotamente la Eucariflia del pane , e
del calice offerifcono per tutto il Mondo ,

afl^rma Iddio , che furongli fempre grati;..


E per verita le pre^hierc,ed i ringfrazlamen-
ti , che gli (I flinno da* degni debbono ef- ,-

, fere riconofciuti veri iagnfizj nccetti al


pe"

,
Signore . E quefte fole cofe hanno imparato
a fare i Cridiani anche nella rimembranza
dcll alimento lorofecco, eliquido, cioe dell&
Eucariflia , il quale cibo prenderdo cglino,
,
il ricordano delta
pafllone , che Gesu Criilo
,
foffri per la loro falvezza .,. E non vi e cer-

,
tamente veruna nazione o Grc-ca , o Bar-
,
bara , o diqualunque altro nrme , o degli
?
AmaObbJ% che abitavano ne carri , ode
1

Nomadi , che non hanno cafe o Sceniti, , de"

che pafcendo le pecore , fi ricoverano fotto


le tende , non vi e, difTi, niuna di
quedena^
zioni , in cui non fi off^rifcano preghiere ,
?
e azioni di grazie alPadre Creatore dell
univerfo pel nome Hi Gesu Criflo .
Dopo
. Giuilino , il quale altrove ancora colla ftefiTa
ed eloquepza della propagazione della
G 4 re-
104 I)E> COSTUMl
il Santo Di
religionc Criftlana diTcoree (a)
ft.
>

fce po| di S. Policarpo Vefcovo delle Smirne


voglio io dire Ireneo illuftre Vefcovo di Lfone
che jfiorl nel fecondo fecolo del Criftianeiirno

provando la verita della nouru fede ne fuoi li

^>
k
lL/11 contra ? Ere\sjr
r] ^V IIfieIf I ^)y , } : La Chiefa, dice , cli
Ir *
\^
*r
>>

gg.Bdition. "
diflfeminata per tutto il Mondo , apprefe
Venet. an. dagli .Apoftoli , e da difcepoli
loro quell
*734 T* i.
3, fecfe che propone a credere in un Dio Padn
,

33 onnipotente , che creo il cielo , la terra


,,,
il mnre , e cio che in quefti fi vede ; e ii
,

3, Gesu Crifto figliuolo di Dio incarnato per 1;


35 noflra falute ... Quefta tal fede, e predica-
3, zione , come abbiamo di fopra oflervato
J3 dalla Chiefa, fcbbene diffufa per tutto i
5) globo della terra , con tutto cio quail chell;
d, rifcdefletutta in una cafa , e confervata..
^ Poiche quantunque fleno diflTomiglianti tr;
d, loro le lingue , che parlanfi in varj pacfl da
3, Criiliani ,
tutta volta ella euna, e fola 1;

33 forza della tradizione , ficche non credonc


35 altrimenti quelle Chiefe, che fono in Ger-
j, mania da cio ^ che credono quelle delle Spa-
33 gne 5 delle Gallic, o delPOriente , o dell
.,, Egitto ,
o dell Africa , o delle mediterra-
nee regioni del Mondo
.,,
Verfo la fine, de .

fecondo , c nel terzo fecolo altresi fiori Ter-


tuliiano
,
il
quale nel fuo celebre Apologe-
(c)C. xx!. j a p j fa fopra citato con lode , in querta
t j co
5

guifa contro de Gentili ragiona (c)


: Noi
3, certamente
ne ci vergogniamo di CriHo.
5, perciocche molto ci giova di eflere accufati .

35 e condannati per lui , ne prefumiamo altri-

9,
menti di Dio . Egli e neceffario pertanto di
a? aggiugnere alcune cofe appartenenti aCri-
*, ilo come Dio. Era adunque cosi grandei)
t)E* PRIMITIVE CK1STIANI .

favore dell onnipotente Iddio verfo i Giu-


del , per la gitiftizia , e la fcde de loro mag-

giori , onde e la nobilta ,


e il
rcgno ancora
acquiftaronOje tanta la felicita,loroche colic
vocf di Dio medefimo erano avvifati a non
offenderlo , ma bensi aprocurare di acqui-
flarfelo . Ma fe eglino nol confefTaffero ,
proverebbe nulladimeno quanto abbiano
eglino, confidando nella piefa degli antenati
loro , mancato , e come dicadendo dalla di-
fciplina moflrata loro , precipitarono nella
profana fuperftizione. Difperati , raminghi,
ed efuli dal cielo , c dalla terra loro , van-
no pel mondo vagabond] , fenza uomo , fen-
za Dio Re , e fenza che fi conceda loro , al-
meno come foreftieri, rivedere , e falu-
tare da lontano laloro patria. Mentre_*
erano loro minacciatc qucfte cante , e si
gravi difgrazie , e difavventure, erano anco-
ra avvifati , che negli ultimi tempi da ogni

gente , e popolo , e luogo avrebbe fcelto


PAltifTimo Dio molto piu fedeli adorato-
ri 3 ne quali
per la capacita dell atore deiU
nuova legge , avrebbe trasferita una grazi*
molto piu copiofa , e piena ,, . E alquanto
30 avendo dimolbato, quanto era grandc

tempi fuoi il numero di coloro , che ap-


Dvati gl infegnamenti degli Apoftoli , abbrao-
rono la nuova legge , diede a divedere 1 am*-
:zza del Criftiane^mo , e la moltitudine di
^i
piu fedeli adoratori preveduti da Santi
rfeti . Siamo recenti.

amo npieno .,
il
* e ab-
Co) diceva e?li,
n
voilro
impero
-

,
i
le citta
i

, le
x
(0
.
-*
C3p . xxxvllj
,

ifole , i
caftelli, imuncipj, i
conciliaboli,
icampi degli eferciti 5
le tribu , le decurie,
il
palaz^o , U ftcatQ ?
il foro , *. abbiamp
15 E C O T U M I

,, folamente tempi! degl


lafciato a voi altri i

Ca) C.vt. ,, Idoli.,, Propofe egli con forza maggiorel ar-


5.i8. gumento nel libro contro de* Giudei
fe<j.
do (<O

ve in quefla guifa ragiona Ne deefi di .

33 piu ricercare circa Crifto , avendo iatto


33 rnenzione di lui molto tempo avanti , ch ei
33 nafcefle, tutti i Profeti ; ed Jfaia cost parla :

33 Dice Signore Iddio a Criflo mio Signore ,


il

33 di cut bo tenuto la deflra accioche lo aftol- ,

31 tinole nazioni. J(omperQ le fortezze de /(?-


33 & 3
&tt & prejenza di lui le forte
<y?wo
e le >

cittanon glifaranno chiitfi II che noi veg- .


,,

,,*
y o[iamo
*j adempito . A chi mai ha tenuto la
5, dertra il Padre di lui , fe non che a Criflo fuo
9 j quale e ilato dalle nazioni efaudi-
figliuolo,il
3, to,ayendogli clleno creduto, e cui predica- i

.,, tori, voglio dire g!i Apoftoli , fono io

53 rnentovati ne Salmi ,
ne quali leggiamo,
yi che in tuttala terra fit fentito il fuono loro ,
3

3, e nc conjini deWuniverfo le loro parole ,? Ed


.. a chi hanno creduto tutte le nazioni, fe non
v ..

a H 116 ^ Cfifio, ch e gia venuto C^). Origene


refto rap- "

di ancofa nel fuo primo libro contra Cello Epicu-


ponato
fopra pag. reo (c) Ma quanto a Crifliani , dice, dal :

xxvi. nella Senato Romano e in tempi diverfi dagl Im-


^ ,
rret; s

persdori da Soldati , da popoli, dagt ifleffi ,

parenti loro furono perfeguitati ; talche la

(c)N-5.T.
X*^V -
1 ".
*
reliffione
\^J
loro affediata iper o^ni verib dalle <^J
^

infidie di tanti nemici , farebbe fenza d ^boio


jVlonnch. S -
c n- it r r n
33 rimafaopprefla , e abbattuta ,
fe ioirentat;

33 dalla virtu divina, non folamente non fbfTc


33 fbta liberata, ma ancora diffufa per uni- J

avea congiurato ..
33 verfo, die contro di lei

Ma(cf)CeIfo parlando delPjftitutore dclla


noflra Icgge , racconta , ch cgli in pochi an-
ni introduce la fua dottrina , e fu ilimato,
da
P &IMITTVl CRISTIANI . 1(
da Criftiani figliuolo diDio. A ciopero,
ch ei dice di Gesu, il quale nacque non mol-
ti anni avanti , cosl rifpondo : volendo egli

propagare la fua dottrina , avrebbe forfe in


uno fpazio cosl breve di anni potuto operar
tanto, che in molte parti di quefto noftro,
Mondo parecchi Greci , e Barbari , parec-
chi fapienti , e ignoranti uomini allettaffe ad
abbracciare i fuoi dogmi , e si fattamente ne*
loro anitni gl im prime fie , che fino alia mor-
te , il che di niuna altra religione fi e mai
udito , combatteffero per fouenere il Cri-
ftianefimo ? . . (d) Conferifcono molto allo .
f
fplendore ,
c alia gloria la nobilia della fa-

miglia , la dignit-i , e la eccellenza , le am-

pie facolta de genitori, la fplcndida , e il-

luflre patria ; ma fe
qualcuno , il
quale pri-
vo ila di queili ornament! puo dalla miferia
,

falire a ungrado fublime ,


e
acquiftarfi cele-
brita fingolare appreflb tutti , e mtiovere

gli animi de mortali , ed empiere colla fama


del fuonome 1 univerfo , chi non amrnirera
laindole generofa , e ampiezza dell animo
1

di lui atta ad intraprendere , e a perfeziona-


recofc grand! ? Ma fe qualcuno vuole folle-
var/i alquanto piu alto , e ricercare in qnal
maniera colui , ch e flato poveramente edu-
cato , . . . abbia avuto il coraggio d infegnar
nuovi dogmi , eintrodurre nel Mondo una
dottrina, che diftrugge , fenza toglicre i
Profeti , Is giudaiche confuetudini , e le gen-
tilefche fuperftizioni , . . . non rimarra per
avventura forprtfo , Veggendo , che non fo-
lamente gl ignoranti , ma non pochi ancora
5
de letterati e traffe alia fua
religione , fa-
cendo loro ternere e il giudizio , e le pene
5? del?
D X C O 3 T U M I

j>,
deil inferno, e fpenire , fe vorranno oprar
j, bene , i
premj del paradifo . . . . Or il noftro
3, Gesu, a cui viene da Celfo rimproverato ,
,,,
effer egli nato in un piccolo caftello della Ga-

3, lilea, da una povera madre . . . pote muo-


3, vere tutto il Mondo non folamente piudi
r-\
VVi J
IST *
i\ A Arffc
yy>t J J
Temiftocle uomo Ateniefe , ma eziandio piu
di Platone , e di Pitagora * e di qualunquc
altro Filofofo ^ o Re , o Imperatore (^).
,,,
Chi dtmque , conflderando la natura dellc
cofe , non ammirera , ch egli colle opere 5
5J che poteano apportare fecondo la opinions
5, de mortali j infamia , e difonore ^ fiafi ac-
35 quiflato un si gran nome, che ha fuperato
5>
i piu celebri , e rinomati perfonaggj ? . .. .

5, E tra gli uomini certamente altri per la fa- >

pienza , altri per lo valore 5 altri per


le
3,
-,,
virtu loro fl refefo famofi pel mordo . Ma .

3, Gesu oltreTefler nato povero . . . fu ancora


5, crocefiiTo, talche fe aveffe ingannato quaku-

3, no 3 fartbbe (lato riprefo , e lacerato come


5, un folennifilmo impoftore . Sembra inoltre
s, maravigliofiflima cofa, che i difcepoli di
y)
>
Gesu Crifto , fe non aveflero riveduto refu-
fcitato il loro Maeliro, e non foffero fiati per-
9y
, a, fuafi, che egli aveffe qual cofa di forprenden-
3, te , e divino 3 abbiano potuto avere tantc

3, coraggio , che fenza temere di aver a_


33 foffrire atroc ifTime pene , abbandonando h
fl offeriffero a
foggiacere a qua
patria loro,
03 lunque fupplizio per confermare col fan-

gue loro la verita di quella feligione :

che aveano apprefa da quel medefimo ;

che perde in un patibolo cotanto infamt


<b)
Lib. $. la vita,,. Ma in altri luoghi ancora Origene
. 8.
provando h verita del Criftianefimo dice
>j>
*
MITIVI CRISTI ANI . J

,
I Criiiiani per aver offer vato qrella 001 N
,

, gna, e maijfueta legge, ch era loro pre-


, fcritta, hanno ottenuto, che Iddio corobat-
,
tefle per effi ,
e raffrenafie i loro perfecuto-
, ri Ed affinche fi confer maflero nella fede,
,
di tempo in tempo voile Dio , che vcdeflero
,
i Martin ,
i
quali efponevano se fkffi a pifr
atroci ,
e difpietati fiipplizj per non eflere co-
Itretti ad abbandonare la religione , a cui fi
erano confacrati. Ma non permife gia egli^chc
fi
eftingueffe mai la gente loro ; anzi voile 3
che fi confervaflc , e riempiiTe la terra di
quella celefle ,
e falutevole dottrina . Di
piii acciocche
deboli refpiraflero alquan-
i

to , di/Iipo egli tutte le infidie , che loro


erano flate tefe da nemici, e fece si, che
ne i Regi , ne i principi di varj luoghi 3 n^ i
popoli contro di loro fi armaffero . Sono
nigliantifTime a quefle le parole di Cle-^
^nte Aleffandrino , dal
quale pote apprende-
molte cognizioni Origene. Egli ne fuoi Stro-
i oflTerva , che la Religione Criftiana era
ben radicata negli animi de fedeli , che noa
lamente co fofiii ni de ? Filofofi , ma neppure
lie macchine de
piu potenti Monarchi pote
ere efpugnata . Or fe ella non foiTe ilata fo-
nuta con ifpeciale provvidenza da Dio , co-
i avrebbe potuto reggere alle follevazioni
popoli , che mille calunnie aveano inven-
:e contro di noi per ifcreditarci, e alle oppo/i-
?
>ni de filolb , e alle jEere tempefte moffele
ntro
dagl Imperatori, e da Regi delle barr
^nazioni ,
i
quali aveano
adoprato tutte le
i, le frodi forze loro per
i le
raggiri , 3
aiantarla fin dalle piu profonde radici , e to-
?
erla affatto da loro flati ? Avcndo elia
pcr-
tan-
410 *> i* C05TUM1
-t-anto , unzi eflendofl vieppiu propagata,
retto
allorch perfecutori maggiormente contro de
i

noflri incrudelivano , forza e , ch ella lla data


e introdotta nel mondo , e foilenuta , e dilatata
per virtu divina , con cui non poiTono gli uomi-
ni contra (lare Laonde S.Giuftino Martire nel-
.

(a) p. 498. la Epifbla a Diogneto (<i)afferma: che crefce ii

an. numero de Criftiani, mcntre fono


egljno (Ira-
ziati ,,
e uccifi per amore della religion, che
profeflfanq. E Santo Ireneo nel libro quarto con-
tro rErefie (&) olferva , che la Santa Chiefair
Paris. Mon. ogni luogo per la dilezione , e pieta verfo Dio
5
. Mauri invia in ogni tempo molti Martiri all eternc
..

5
Padre ,
e con purczza ,
e fantita foltiene I ob
brobrio di quelli , che foffrono la perfecuzio-
ne , e fopportano ogni pen a per la gitiftizia , <

per la carita , che gl infiamma ,e li trafport;


verfo il fommo bene . Che fe yedefi fpeflfo de-
biiitata per la mone de fnoi , vede anche fo
vente crefcere le fue membra, e diventandc
intera , maggiormente fi (labilifce ,
e fl aumen
ta . Per la qual cofa Tertulliano nel cinquantc
r J^
^ mo ca P ^ ^uo ^P!g
et i co ( c ) rimprovcr

Haverc* a Gentili crudelta loro, e dimoftra


la ,
c

ella non ferve ad altro , fe non ad aliettare i


po
poli al CrifHanefimo . Quindi foggiugne ere :

ice il noilro numero , qualora fiamo da voi de


cimati : Egli e una ffscic di fimenza il fangi*.
de* Crifliani . E Ongene nel quarto libro d(

(d)C.i.T.I. Princlfj (^)


cosl ragiona : E (Ten do ftati ap
Op.Ed.Mo- ,, preflb Greci,
i e i Barbari di molti legisla
nach. Sanfti e innumerabili maeilri e Filofofi,
^ tori , ,
Maun
ni.^ q ua li proraetccvano di moilrare la verita
.

3,
loro feguaci ; non troviamo pero mai, ch
3, alcuno di efH abbia potuto muovere le n*-
3, zioni llranicre ad abbracciare le fue leggi, e
di-
MITIVI CKISTIANI I II
difenderle con impegno ha dub-
. E non vi

bio, chc i
legislator! abbiano dcfiJerato ,

che gli ftabilimenti loro , fe era poiTibile ,


da tutti ii appro vaflero, e che Filofofi ab i

biano procurato , die foOe ricondfciuta^j


eziaridio dagli efkri la dotfrina loro per ve-
ra . Ma avendo -eglino comprcfo , che non
aveano tanta virtu , per cui potefkro tirare
al partito lorok genti firanicre crcdettc- ,

ro , che megiio il non accingcrfl a una


fofic

imprcfa , che potca loro riufc r male . Ma


in tutto T Univcrfo , cioe in ti.tta la Grecia,
e in tiitte le eitere nazioni ibno innumcrabili
eoloro 5 i
quali lafciate le patrie Leggi , e
quelli,che avcano creduti per Dei, feguitano
Crillo , e fcbbenc con pericolo della vita,
tutta vo ta come loro Signore e Dio T ado- ,

rano .Ed e ccrtamcnte cofa degra da oder-


varfi , come
breve tempo co martor;*,
in si
e colic morti de* fuoi fiafi aumenta-
popoli ,
ta la Cridiana
Repubblica Ne fono gia mol- .

ti i
Octtori, che vanno predicando la nollra
fanta Religione: e
pure vien eila predicata
in tutto il mondo , talchei Greci e Bar- ,
i

ban , i
fapienti e volentieri
, gl ignoranti
1 abbracciano. Dalla qua! cofa concluded
eyidentemente, che cio avviene per forza,e
virtu alia timana
fuperiore ; come per virtu
divina Gesii Criilo tali cofe
previde molti
unni avanti , che fuccedeflero ; avendo
egli
detto , che fuoi difcepoli farebbcro ftati
i

condotti avanti i R e ed i Prefidi per ren


,
der loro , e alle
genti teitirnonianza; e che
il
Vangelo farebbe fhto predicato a tuttc le
nazioni e che molti detto nel
gli avrebbero
;

di del giudizio , for-


Signore, non abbiamo
fe
I !2 Da* COSTUM/
9, fe noi mangiato, e bevuto e cacciato de
A>
diavoli invocando il voftro nome ; e ch egli
a, avrebbe loro rifpofto , partite da me fcelle-
3, ran , non vi riconofco per miei Difcepoli .

Arnobio ancora nel fecondo Libro contro de


ra) P Gentili (d) dimoftra , che i prodigj , i quali fono
f
patenti , e le cofe mai piu udite , le quali o da
Criilo pubblicamente faceanfi , o cclebravanfi
5
da banditori del Criftianeflmo per tutto uni 1

verfo, accefero vive fiamme ne cuori de morta.


li, e fecerosi, che tutti concorreffero a una
fola eredcnza i popoli , e le nazioni di varj , e
tra loro different! coilumi. Che poflbno nu
meral agevolmente i fatti avvenuti in Italia,
apprcffo i
Sir} ,
i Perfiani , e i M^di, neli Ara
bia 3 neli Egitto ,
nell Afla , nella Siria, e_j
apprefib i Galati ,
i Parti ,
i
Frigj ; e neli Aca-
}a , nella Macedonia , nell Epiro, in tutte le

Ifole, e Provincie , che fono dali oriente , e


occidente fole illuminate , e finalmente nella
ftefla dominatrice del Mondo Roma , nella qua-
le , febbene fono ftati i cittadini per le arti d
Numa occupati nelle antiche fuperftizioni , cor
tutto cio non differirono di abbandonare le pa-
terne confuetudini , c di aqconfentire alia veri-
ta del Vangelo Ne sono da
quefte differenti 1
.

n^r u
C;C,. ll.P.
racioni apportate da Lucio Cecilio Scritton
!

m j* 1M
I It -11 r t

t
del celebratimmo libro dclle morti de Terje
cutori (^) 3 da Lattanzio Firmiano (c) , e d;
I
1
molti altri, le autorita de quali abb amo ri
(c)L.vr,Div, ortate ^ o accennate nel noflro
p
c xl * 1
primo Volume
/k dellc Antichita Criiliane (tZ) . Ma non potiam-
(d)pag.34i. ., .
^r r .
-cr r v

^u
i i

nor. >.
J101 tralafciare cio , che Eulebio Veicovo d
(e) Cap.nf. Cefarea y nel I. libro della Evangelica Prepa
j ag.7.dit. razione CO? contro i noflri nemici , rapporta
i e fuperfluo , dice , il ricercare le

ro-
DB PRIMITIVI CRISTIANI. i
role , dove fono per loro mcdeflme chia-
re le cofe daila celefte , e divina virtu del
,
noflro Salvatore ( il
quale ci dimoftra la via
,
per giugnere al pofledimento della vera bea-
, titudine ) apertamcnte ne tempi noflri an*
cora , ed evidentemente manifeftate Imper-
,
.

, ciocch ha egli non folamente predetto ,


che la dottrina da lui rivelata dovea eflere
predicata per tutto , ma ancora per la divina
previfione,ch egli hadelle future cofe,figni-
ficatOjche la fua Chief* non farebbe raai ftata
abbattuta per qualunque forza che aveffero
con.tro di lei ufata le potefta terrene, e infer-
nali , ancorche i fuoi feguaci foflero ftati c

perfeg ntati, e maltrattati , e uccifi; anzi che


farebbe ftata ferma per fempre , e fhbile co
me un immobile, e b.n radicato fcoglio
Or chi non vede che, quefle tali previfioni
e qtiefti oracoli furono avverati , mentre i
fatti le provano a evidenza , e manineila-
mente dimoftrano , non doverfi cio attribui-
re alia umana natura ,
ma alia virtu del divi-
no Nnme che quefti avvenimenti in quella
,

guifa appunto previde , come fono collo fcor-


rere de fecoli accadut: . Poiche per tutto ii
globodella terra illuflrato da raggi del folc
e gia arrivata la fa ma del Vangelo ; ha ella

gia vifitato tutti


i
popoli,e le intere nazioni,e
lapredicazione del fanto nome di Gesu Crifto
giornalmentc fi avanza.Vedefi inoltrc fondata
fu profonde radici la Chiefa da lui prevedu-
ta , e innalzata per le preghiere , e pe meriti
de fuoi Santi fino alle sfere celefti,e
accrefciu-
ta ogni giorno , e illuftrata in guifa tale ,
che tramandando per ogni dove lucentiflimi
raggi , non folamente non cede a fuoi ncmi-
H ci
j 1
4 DB COSTUMI
a, ci ,
ma neppure dalle porte dell* inferno 5 c

morte pud effere fuperata


?>
del la .

Com **>*
XII. EflTendo adunque tanti , e si gravi , one-
termati per n u .
r i
*

e mo ^ n ** trl motl7l
i
che P er DfCVlU iU-
"u

& 1
quett] mo-
>

r/ / **//j mo coftretti atralafciare ; non e maraviglia 5 ft


/ .v i
prl-\ noftri maggiori avcndo fempre penfato a
iw/V/w cv//- medefimi
,
e avcndo procurato , che fofiferc
tiani -vole--
e approvati dagli altri
ancora j nte fi y , vieppiii
fede confermavano corrifpondendo e
tottg
r^"nclla
];>yri- ...
lumi
fi

e alia
n j n j-- n
virtu della divina grazia , nelis
,

,
per-*
- ftefla credenza maravigliofl progreffi faccano.

be Gentili pe loro fcntimenci la veile


loibfi de* ,

pare/? mi- qual cofa leggiamo noi negli antich:


Per la

monument! cle criiliani , che fino da* primi


(a) Lib.vu. tempi dalla chiefa i noftri crano ripieni di fede
n. ji.
T._i. ^) ^ e ottencvano per effa da Dio fingolariffimi
cpp. Edit. -

^
jj en e fj z : /-
c certamenteRitraevano gliApo-
Ivlonach. 5i ,, ,. . ., ,. ^ r
e van-
Mauri ^" lntorilu ^ cio grandiuimo frutto ,

tacrgio
- per la criftiana repubblica , allorch!
t
D} /iCt C . .
i \ r
vi. v. j. & gU ando per le citta e per Ic
, province , eioi
*>.
-fcqq.c.xi
tavano quelli 5 che eon vert iti avcano alia no
v. 24- ftra religione ,
di perfiilere nella fede (cf) fen-
(c) Aft. j. za punto temere le tribolazioni , le quali in-
9
cap. in v. veccd impedirne viaggio alia patria de bea-
,
il

i5.&c.v,v, ce lo rcndono t|
^ piu agevole. Impercioccht
cgli e certiifimo , che tutti i noftri facevano cio
J)Achxiy, c h era loro ordinato, talmenteche era la fcdc
ioro cclebrata per tutto il mondo Qujndi e
.

(O C.i. v,
c |, e fcrivendo San Paolo a Romani oflervo. ,
*
die la ft de lorofi annMngiavt in ogni luogo (e)
(0 C.x.v c f
nelJ ajEpi|| i a fecO nda diretta a Corintj , fec^
loro intendere ,
che fempre piu farebbefl au
mentata la loro fede (/). Lodo egli parim-entc
DE *RIMITIVI CRISTIAKI . I I

i Efesj , e nc
ringrazio il Signore , poiche
/ea udito che quefta virtu teologale era in
,
a) * v
Ti eccellente . Cost ancora fcrtfife a fedeli
(<O
<

le abitavano in Filippi citta delia Macedonia

0, ed a Coloffensi (0, ed a quei diTeffa- W C V?


nica . Erano fomiglianti a quefte di Pao-
(<0

efpretfioni , che ufarono gli altri Apo-


I

^li , allorchc fcrivevano a coloro , che o dal


^ *
-. . .

ft
udaifmo , o dalla gcntilita fi crano convert!-
al criilianefiiiK) . S. Giacomo il Minors , die

dirizzd la fua letrera cattolica a crirtiani 8. & Epift.


lie dodici tribii, ch erano nella difperflo- ne. i. v2
:, animo tutti a ftare allegri nel Signore,
:antunque folfero afpramcnte perfeguitati ;
rciocche fapeva , che le tribolazioni erano
mdate , affinche foffe provata la loro fedc -,
v*
), dalla qual fede nafceva pazienxa . Non U ^
"

:rimenti San Pietro , efortando alia co-


nza i giudei convertiti , i quali abitavano
5
1 Ponto, nell Afia , c nella Bitinia , dilfe lo-
che ibffrififero pure , mentre la riprova
,

lla loro fede molto piu


preziofa deli ofo,
rebbe loro recato onore 3 e gloria nel gior-
della rivelazione , cioe della feconda
di Gesu Crifto 5 che quantunquc non

,
era tuttavolta amato da efll , e fermamen-
creduto vero figliuolo di Dio , e iibsratorc
IP uman genere dalla fchiavitu del demonio .
ide mantenendofi forci , attendeflfero la falu-
anime , la qual falute era il termine
delle
lla medeiima loro fede(f). Qu.indie, che
Clemente Romano , il quaic fu difcepolo de- ,.
Apoftoli , dopo di avere lodato (a fede , aj Corinth.
la coilanza de" Santi Pietro e Paolo , mento- n. v. feqq.
>

una gran moltitudine di


*"^
altri uoraini . che p^g- i^
i
*

rono loro perfetti imitatori (^) , Scriile egli


H 2 an-
ii 6 DE COSTTJMI
ancora, che fin a quel tempo tutticoloro,
quail aveano avuto la forte di fermarfi in Co.
rinto , ammirarono la fermiflima fede, pi.en;
s
d ogni virtu 5 che fcorgevafi ne criiliani d
*

a
Chiefa 00 Non era punto fcemata lj
<Jtiella

fermezza di quefta virtu ne fedeli , che_


nel fecondo fecolo di Criflo fiorirono . Pl-mif
Giuniore Scrittor Gentile , la teftimonianzj
pag- u del quale noi abbiamo defcritta nella Prefazion
di queflo volume , fcrivendo a Trajano , ch<

regfio
o nell Impero Romano dall anno novan
*

totto infino all anno centodic alfette di Criflo


afferma, che i crifliani de tempi fuoi , i qua]
fiorivano nella Bitinia , erano foliti di adunar:
in certi giorni , e cantando dimoftrare quell
fede , che profefTavano , non temendo nulla I

minacce dei gentili , e i pericoli , che loro


per una tale confeflione fopraftavano . Non_
dobbiamo pertanto maravigliarci , S. Ign^ k
zio Martire ( il quale fu prefo verfo Tanno cer
to fette di Criflo , ovvero poco dopo , e legat
fu condotto a Roma per efTere dalle fiere sbra
nato , c divorato ) nclle fue lettere fine i

agli Smirned fermezza la virtu , e


, lodi la
zelo di que criiliani , dicendo di aver fapi :

to , ch eglino erano perfetti nella fede , ct


non puo effere Icofla , come anche erano qua
oonfitti nella croce del noflro Signore Gesu ,
ftabiliti, nella carita
fangue di Criflo n(
nel
.J. ftro (c) Salvatore Celebra parimente la.
.

Cd) Epift. ad religione degli Efesj , (d) e de Magnefiani Ce


Ephef n. r. e de Filadelfienfi (/) ch fw
egli efortando di
Ad. Ma- gire gli Scifmi , e le dottrine degli eretici ,
(e;-

gncs n. i. cli
feguitare il proprio loro paflore 5 appella.
(0 Ad Phi- figliuoli della luce , tra quali non poflbno av-
luogo i corruttori della vera fede . Non alti

men-
DE PXIMITIVI CRISTIANI . 117
rienti fcrive egli a Romani mentre ful prin-
,

ipfo della lettera , falutandoli ,


cosl dice.
4lla Cbiefa diletta , e illmninata nella VQlontei
i colui 5 cbe vuole tutto
quello , elf c fecondo
a dilezhne di Gesu Criflo noflro qual Dio , l.i

Ijiefa preficde nel luogo de degna di


Rgmani ,

gni convenicnza , degna di beathudine , degna


li lode ,
degnamcnte cafla , e prcfidente ntlla
^aritd , avente la legge di Crifto , // name del
Padre , la quale iofalute in name di Gesit Cri~
9
o figliuolo del Tadre ; a
l
Romani , fecondo l<?->

arne 5 e lo fpirtto prontia offervare qualfivo-


lia contandamento di Dio , pieni della grazia
i lui . Dopo ancora 5 die S. Tgnazio ottennc
a corona del martirio , S. Policarpo vefcovo

elle Smirne ,
e clie fu 5 come altrovc ofler-
ammo, difcepolo di S.Giovanni Evangelifta ,
ndirizzo unafua lettera a criftiani di Filippi
ella Macedonia , per cui molto congratnlojfi
9W loro , percioccbc avea amntirato V af-
?tto cbe aveano eglino dtmoflrato agli uomini
,

Mi y cbe fi trovavano incatenati per Criflo ,


avea conofciuto 9 cbe era /labile , e ferma la
ede loro , e producevafrutti in Gesu Criflo O).

Iqualefoffri pc* noftri peccati fino alia morte Tom.if. c S*


r

ra<uiffimi patimenti . Qu^indi e , che defcri- PP.


endo Eufebio Cefarienfe nella Storia Ecclefla- P- g-
Hca le piu celebri cofe , che circa quefli tempi
vvennero, racconta, che fu tanta la efficacia
q
an ^ "

iella divina
grazia , che fubito , che i popoli
diyano
da predicatori del fan to Vangelo I a
erita 3 1 abbracciavano
prontamente , e con-
^rmavanfi maravigliofamente in eflTa pe mira-
oli , che vedevano farfi da crifliani . Kon._a

Otevano pcrtanto i Gentili di qnei tempi ne-


;arc la fermezza dc ^oftri ,
e la coflanza lora
H in
* I 8 !> I* COSTUMI
in quefta virtu
, che
e il fondamento dellc al
trc onde non avcndo da opporre altro , and;
;

vano empiamente fpargendo , che noi eravam


ftati ingannati da Gesu Criflo , avcndoci eg
pcrfuafo di vivere in focieta , come fe foffim
tanti fratelli e di fpregiare , di abbandotiare I

idolatria , e tii preftare culto a colui , ch era.


,*cian.
ft ato con fi tto j n crocc fa) . Ritrovavanfi czian
deMortr* ,. . .
, . -. . ... ,.

Tere ini
dio parecchi de nodn ncmici , i
quail avend
f 3J7-T.II1 a male , che le divinita loro foffero da noi ap
opp. Edit, pell ate falfe, c avute talmente a vile, e in.
a*. 1743* abbominio , che piuttofto volevamo patire.
qualnnque travaglio , e fupplizio , che prefta
loro la minima venerazione; ardivano di chfa

marci Atei , e fupcrftiziotf, e mille calunni


inventavano contro il nomc CriHiano , a fin
s di follevare i popoli , e fare si , che lo tc
VI mondo (6) Ne
^"
1^ ? Iiefrero
^ ent1 ^
affatto dal
ma Giudei
. folamcnti
l ancora non potendo fof
* i
ixvn i. pacl
aoy. Ed.an.
fr^ rc c ^ c ^ noftra fede gettafTe fl profonde T
>

i6 o<r.&Ta- radici negli animi de mortali , e la legge ar


cltum Jib. tica da loro con mille
fuper/Hzioni corrotta an
xv. Annal. j a ^e
gjornalmente dicadendo , fpedirono a_

pofta delle perfonc da loro fcelte , le quali gi


rando.il mondo fpargeffero , che noi invece c

- una re ^ S onc
proctiravamo propagare di
ru * >

o
lc Juit.IVlqr. r^ Ateifmo (c).
quantunque tutti aveffer Ma
n n i- i i

-jy rem pia-


cofpirato a noltri danni , nullaaimeno la ver
tog. Try credenza vieppiu andava crefcendo ne cuoi
xvi i. dei fedeli e
l>h.
n^ , s
impoffeffava eziandio degli ani
&: Ong.lib m
che prima crano -ftati nollri capi
j (ji alcuni ,
cc ra
]rli>
tali neniici E per verita ne* tempi di Adriano .
Celf. num. A . .. , .

e dl Antohmo Fio , e di Marco Aureho Impe


.

ratori , che dopo Trajano regnarono , trovia


mo noi, che non meno erano noftri coftanti i

C forti in quefh teologale virtu , di quel , ch


fof-
PRIM1TIVI CRISTIANI . I I

Tero ftati coloro ,


che fiorirono fcl principio
Ho flefifo fecondo fecolo della Chief* . Imper-
3cchc non folamente erano pronti a fopporta-
per mantencrla ne loro animi intera , c in-
rrotta , qualunque fupplizio , come apprcflb
it.
.rlando della pazienza loro dimoiireremo (<0, (a)JLib.
a aveano ancora di )US F e~
il
coraggio comparire_j .

i
anti a Monarchi ,
e prefentar loro delle Apo-
gie compofte in difefa della Criftiana religio-
?, a fine di far loro conofcere , che tanto
ano lontani di vcrgognarfi , o di tcmere della
na credenza, che anzi pubblicamente la io-
mevano Quindi e che Qu^adrato ne prefcnto
.

la all Imperatore Adriano (b} , in cui aperta-


f ^^
0>)

ente confeifava di eTfere Criftiano , e di efier- ^ ",

^
con ragione talchc fembra verifimile ch ^
p ao I15
; , . . f

^li
abbia mo
fib quel Principe a fcriverela ce- laur.

bre lettera a Minucio Fundano Proconfolo in


ael tempo , per
cui gli ordinava , che
dell Afia
5
procedefle
;->n contro de crilliani ,
fe non era-
D convinti di aver eglino trafgredite le leggi
ivili della Repubblica (c). Dopo qualchc_^
mpo Antonino Pio nella fua epiflola diretta
!a comunitii delPAfia, riprefe que popoii, Tilv>

erciocche ofavano di perfeguitare i criftiani , Ecel.


rimprovero loro , che i noftri aveano mag- ijz.
ior confidenza di loro inDio, onde ii riguar-
Taunn,
aifero in avvenire di accufarci , e di maltrat-
irci,
fe non era provato aver noi operato al-
una cofa contro T impero (^) . Che fe Marco (d)ruft.
mrelio nella fua vita riprende iCriftiani,poiche n. i

amc odjnati nella loro fentenza,non temevano lbicj -

c* xn
i conto veruno la niorte (e), dimoilra .egli
Cc L^-^--
ertamcnte, non volendo, la coftanza loro nella ^
ede . In fatti S. Giuftino Martire nclla fua pri-
la Apologia s ch ei
compofe verfo Tannoccn-
H 4 to
1 2 O ft E C O S f U M I
to cinquanta di Crifto , parlando generalment
della fermezza de Criftiani nella religion^.
**
dimoftra primieramente (V) , ch eglino eran
pronti a palefare le fentenze loro a tutti , ?,fHn
che non avefiero a rendere conto al Signor
per aver taciuto il vero , e lafciate le gem
nelle tenebre della ignoranza . Quindi viene
confeiTare , che fe per atei erano intefi quelli
che ricufavano di venerar gli Tdoli , egli no
avea difficulta di chiamare in quefto fenfb Ate
i criftiani, che per non rendere ctilto alle fta
tue de falfi numi , avrebbero fofferto qualfivo
glia tribolazione ; ma
fe atei erano chi.unat

coloro, che non riconofcono veruna divinita


cgli negava doverfi attribuire a noftri un nom
cotanto obbrobriofo , mentre tutti e con ra
gione , e veracemente credcvano in quel Dio
ch e il creatore del Cielo 5 c della terra,
che a tutte le cofe prowede , e ch e il padr
della temperanza3 della giuftizia, e di tutt
le altre virtu e nel figliuolo di lui Gesu Cri
;

(to , il quale venne a infcgnarci cio , che dee:

credere, e operar da mortali per acquiftare


eterna falute ; e nello Spirito Santo , che parlt
pe Profeti , e prediffe le cofe , le quali coll<

N. vi. fcorrere dei tempi firebbero avvenute (&) all


N. vii. chiefa. Aggiugne dipoi (c) 9 che fe taluno d

quelli , i
quali erano appellati Criftiani , chia
mato in giudizio , fu convinto di qualche feel
leratezza, doveano fapere igentili, ch ei noi
era realmente criiliano , poichc ficcome tn
gentili vane erano le fentenze de fapienti ,
febbene tutti erano chiamati filofoff , cosi an-
cora tra quelli , che fi vantano di effere cri
ftiani , alcuni fi trovano , i
quali foftengono
opinioni contrarie alia dottrina di Crifto , z_j
fo-
DE PRIMITIVI eniSTIANI . 121
10 indegni di eflfere appellati con quefto no-
?. Onde una tal forta di uomini non eflfere
noi criftiani . Dalle quali
riconofciuti per
role potiamo concluderc , che cosi erano co-
nti i noftri nella fana credenza,che colle
opere
*o la dimoftravano , ficch tra loro non vi era,
9
i colle parole , e co fatti non palefaflfe di
?dere , e di avere fempre nella mente_^
efenti le maflime proposed nel Vangelo ,

quali e la religione , che dobbiamo tc-


re , e la morale , che dobbiamo feguita-
e , riguardano . E che ? Non potiamo (4) ^.
( a)
fe ,
dice egll , negare di effere Criftiani ,
ando iiamo interrogati da Gentili ? Potiamo
rtroppo , ma non vogliamo mentire ; im-
rciocche defiderofi della eterna puriflima vi-
, afpirando alia patria de beati , dove fa-
no perpetuamente uniti con Dio , corriamo
onrcflarc , credendo noi fermamente , che
cfti gran beni fono preparati a coloro
, che

le epere moftreranno di aver creduto , e di


?re bramato quellafelicita , in cui non pud
:r luogo vizio . Ne veneriamo colle vitti-
il

?
, coronc
e colle di fiori i falfi numi , effen-

quefti fenza anima ,


e fenza vita , fatti dagli
dtori ,
e dagli artefici iftigati a formarli dal
che impofTeffatofi de luoghi, ne 9 qua-
volo
,

bnoadorati 3 inganna i mortali, e fecoli trac


precipizio . Molte altre cofe appcrtaegli,
de fi puo agevolmente comprendere , quan-
fofle grande la fermezza de noftri nella fede,
quali per brevita fi tralafciano . Baflera foL
to mentovare cio , che fcrive nel paragrafo
r?odella fuddetta
Apologia y ove cosi parla:
:diamo noi , e adoriamo , il creatore del
ndo y e con preghiere s e atti replicati di
gra-
Til DB* C0STXJMI
gratitudine lo ringraziamo di cuore , e pel be-
nefizio della creazioiie , per la fanita , die go
diamo , per le varieta delle fhgioni , e per 1,

fede , per cui crediamo in lui , orando che c


dia la incorruzione , Non fono different! d
qnefte I
efpreflioiii , ch egH ufa nell altra fu

Apologia , nellaefortazione fcritta a gentili


Diogneto . E certamente nell
e nella lettera a
feconda Apologia , che ei compoic non molt
tempo avanti il fuo martirio , da chiarament
adivedere, che colPandare degli anni la fed
uon meno di prima regnava negli animi de cri
ftiani Sappiate
. dice , che noi , fenza punt
,

temere , confeffiamo di cflfcre veri feguaci d<

Crocefiffo , perche crediamo , ch ella fia u


(a) Apol. empieta il negare il vero OO.La noftra dottrin
il. n. 4. e molto piu fublime di qualunque umana fcier
za . Noi ci pregiamo feguitare il Verbo , che
voile incarnare perla noftra falvezza.Sotto Ma:
co Aurclio Imperatore fiorirono Melitone Sai
diano, e S. Ireneo, le opere de* quali fono cclc
brate da Fsufebio,e dagli altri Scrittori della lie
ria della chiefa. AvendoMelitone avuto compa
Hone de fedeli, che nell Afla, c nelle akre prc
vincie dell impero per la fana credcnza , eran
fieramcnte da nemici del criftianefimo perfc
guitati, e fpogliati delle loro fuftanze , fcrilfe

fuacelebre Apologia , ecommendo la dottrir


roftra,e la coiianza de credenti nel mantcner
In religione , e
intrepidamente chiefe rial
Imperatore , che
degnaflfc di mcttere qua! Jfl

che riparo a mali che i fuperftiziofi agl innocer


ti ficevano , ed
impedire , che non fi comme
(b) Enfeb. teflero contro noi tante crudelta, quante quot
Lib. iv. c.
dianamente,per gli editti dall Imperatore med<

pag. g mo pubblicati, fi commettevano (^). E chi nc


l62 "

? am-
PRIMITIVI CRIST1AN1 . J

imirera la virtu , e lafermezza de criitiani ,

e in quc tempi colle gefte loro illuftrarono


fanta chiefa , fe leggera il libro quinto dclla
oria diEufebio Cefarienfe (d) ? Impercioo
eatteftaegli, che innumerabili furono que*^
^
mpioni di i.Crifto i quali fotto Impero di r op
,
.
1
"VJ
le Ti-
T
..

irco Aurelio Imperarore tcntati con carcz- Ed. Taurin,


,
con prornefle, con minacce , e co pih
oci fupplizj ad abbandohare la fede , che
eano abbracciata con tal fortezza combattc-,

no per foftenerla , c promoverla altresi che ,

perarono i loro perfecutori , e trionfarono


ll inferno. Ma che ficcome non era poflibile il
erire gli atti de* combattimcnti , e delle vit-
rieditutti, egli e ihto aftretto a riportarnc
amente quei de Martiri di Lione , e di Vien-
nelle Gallic , che tra gli aim maravigliofa-
:nte fl
fegnalarono . Or queiH campioni di
jsu Crifto nella loro celcbre lettera alle
iele dell Afia , e della Frigia , defcrivendo
perfecuzioni , che allora foflfrivano , e le di-
azie che giornalmente loro avvenivano ,
,

che erano coflanti neila vera religione , egli


lalagevole, dicono , il riferire le difavven-
e , che fopportiamo ^ e il comprendere lo
5
gno , c la rabbia de gentili contro de fervi
Gesu Criflo . II nemico del rum an ogenere
itiitte le fue forze ,
e con tutto Timpeto ha
xurato di abbattere il noftro ceto ,
e adde-
ando i fuoiminiftri contro di noi ,
va tutto
fomminiftrando loro nuovi modi di tor-
>rno

:ntarci . Siamo flati cacciati dalle cafe , da


3;ni , dal foro , e da ogni luogo . Ma la gra-
di Dio ha combattuto , e combatte per noi ,
:

vendo falvato gl infermi 3 ha oppofto a ne-


ci i forti . Quefli come ^aate fe.rrae, e ftabili
co-
124 DE COSTUMI
colonne, hanno foftenuto 1
impeto loro con fof-

frire ogni obbrobrio ,


e ogni difgrazia , ch<

puo apparir grave agli occhi de" mortal! , di-

moftrandocoli efempio , che non p^Tino eflferc

paragonate le paffioni di quefto mondo colla fu


ture gloria , che il Signore Iddio fi deg era d
rivelare in noi . Soffrirono eglino percoffe , pia-
ghe , ftrafcinamenti , faffate , privazion! di fu
Hanze , career! ,
e qualunque infalto, che 1 em
pieta fuggeriva a miniftri d?l diavolo. Con-
dotti nel forodj.l tribuno de foldati , e inter-
rogati da* Magiftrati, confeflarono cofhntifllnoa
mente di effere feguaci del Cmcefiflb . Ma de

fupplizj che quefti fort! foldati di Gesu Cri


fto foffrirono , parlero io opportunamcnte ne
fecondo libro di quefta opera , dove della pa
?
zienza de primitivi criftiani dovro ragionarc
Per la qua! cofa , lafciando a parte un tal rac
1

conto , vengo a S. Irenco, che martir a"

di quellc citta fopravvifle , ed efattamente de


fcriflfe in qual modo i criltiani in vece di per

derfi di anirno per tante , e cosi frequent!,


gravi perfecuzioni , vieppiu fi confermafler
nella fede , e a fopportare maggiori anguftie
e travagli fi preparafiero . Irenco adunquechia
mato per la fua fede da confeflTori di Lione ,
e di Vienna emuUtore del teftamento di Crifto
non folamente celebro la religione,e la carita c
quell! , che fiorirono non molto tempo avanti
ch egli avefle controgli Eretici fcritto fuoiec i

cellenti libri ( tra quali annovera S. Giulto

Trn lib
Martire , che accefo dall amore delia religione
(a)
iv.c. vi.n" diffCjCflcr ella ferma la fua credenza (4) ) ; m
2. pag. 254. eziandio i criftiani dell eta fua fparfi per tutt
Mona- il mondo , affermando , cli ella era cuilodit
S. Ma-
con diligenza da loro quella fede, che avean
ap-
I>E PRIMITIVI CKISTIANI . 12 5
srefa da" ianti Apoftoli , e profeffata con tan*
unione , che fembrava 3 che tutti aveflero
folo cuore , e una bocca . Priina , che_^
Ireneo confumafle il fuo gloriofo martirio ,
Clement e AlefTandrino compofe ftioi ftro- i

, da quali ognuno puo agevolmente conclu.


re che non erano meno forti de trapafliiti
,

llareligione , i fedeli , che vilfero vtrib la


e del fecondo 3 e ful principle del terzo feco-
della Imperciocche oltre 1 aver egli
chiefa .

noflrato, che tanto era negli animi loro ra-


:ata la fede , che neppurc colle maggiori for-

de Principi piu potenti pote ella cflere cf-


gnata ; ofiervo ancora , che Criftiani , i i

ali aveano ottenuto da Dio la libera potefta di

gliere ,cio , cheavrebbero voluto , aveano


:onfentito immobilmente alia fanta religio-
, dimoftrando pronto lo fpirito a credere
alunque dogma foflfe liato loro propoflo dal
rbo,ch e la verita ftefla (^),la quale non puo
Sl om P a - -
fannare , ne puo eflere ineannata . Circa
/ n s~^1
i !

ei tempi medeiimi 5 ne quali S. Cleinente


npofe fuoi Strom , Tertulliano An tore in-
i i

ne , di cui abbiamo altrove parlato, pubbli-


il fuo Apologetico (4) , e ragionando de
Icli , che allora viveano , cosi fcrifTe Non j\um :

nono Criiliani della loro canfa.Sanno Woshemius


i
eglino
e
eflere pellegrini fopra la terra , e di avere in S
**"

lo la gente , la fede,la fperanza , la grazia,la


jnita, loro (c). Si trovano parecchi uomini,
odiano a morte . Ma da quefti ancora
uali gli . .

(cono de criiliani . Poiche arrivano una vol- *?


t
a conofcere la veritu , che ignoravano per lo
Tato , e incominciano a odiare cio, che fu
10 , e a profeflare quella religione , che pri-
.aveano in abbominio e orrore avuta , e fo- .,

no
D C O s f U M 1

MO efll tantiprefentemente , quanti dicono d fi

eflcre . Gridano noilri nemici , efler gia da


i

noftri affediate le citta , ritrovarfl ne campi


ne cdlelli ,
nclle ifole i Criftiani , ed efler ab
bracciata la fede loro dalle perfone di ogni feOTo
e di ogni eta , e di ogni condizione ; ma non ii
1

yergognano della loro credenza i


feguaci d

Gesti Crifto y ne pentono di aver acconfentit<


ii

alle maflime del Vangelo . Altro loro non di


fpiace , che non effere ftati una volta Criftiani
Per la qual cofa glorianii eglino , fe fono notat
da loro emuli , ,fe accufati , non fi difendo
no ,
fe interrogati confefsano , fe con dan
nati ringraziano. Avendo egli dipoi ripro
vate le dcita de Gentili ,
e numerati dili

gentemente i
principal! dogmi della nvoftrafe

Cap.
^e
i
W foggi ug ne : avviene
Criftiani a facriflcare a falfi
,

numi
chc provocat
, ricufano
4.
e nulla curandofi di efsere ripreil da Genti!
come oftinati , trionfano del demonio (^)
(b) Cap.
xxvu. Lafcianfi amazzare per la dottrina , che infe

gnano(c), e flendendo le mani verfo il cie


lo invocando quel Dio , che folamente ado
5
e
(c)Cap.xxx.
rano , per efser egli Poimipotente , il ibm
mo bene , il principle , e il fine delPuoino, no.
fl turbano punto , fe fono colle
ungule lace
rati , fofpefi nelle croci , arroftiti col fuoco
fcannati co pugnali, dalle fiere sbranati, e dive
rati , purche piacciano al Signore . Sono tut

e difciplina , e ha la medefima fperanza i

Dio. Adunanfi ne giorni dalla Chiefa defti

un luogo dedicato al divin culto


nati in , accioc
che unitamente , quafi formando uno (luolo c

valorofi campioni facciano, per cosi dire,


>
for

za per ottenere le celefti benedizioni ; la


for
PHIMITIVI CRISTIANI .
127
-za moltoe grata al celelle Imperadore .
no a quefte firniliflime refpreifioni , che ufa (a) lib.
eflo medefimo autorene fuoi libri alle Na- Cap.i.pag.
>ni
(<0 , e in quello ancora ,
che fcrifse a
ipula(^), che allorafoiteneva la
dignita di
efidente nell Africa , onde per non recare (b)Cap. f.

|a a* legsitori volentieri le tralafciamo .


,- 1!
, , \ eneu an . .

m era minore larortezza neiia rede ne en-


.ni,che alquanto dopo fiorirono.Origene,che
travvifse a Tertulliano , ne fuoi libri contra
Ifo evidentemente dimoftra con qual fervore

xurafsero eg lino di coltivare una,virtu , che


*fc confidence come la bafe , e il fondamen- (c) Lib. v.
ditutte le altre .
Imperciocchc ragionando
n- ^
1 de* fedeli dell eta ilia , attefta , che al crea-
e folamente rendevano il divin culto (c) , (d) Lib. r.
:

piuttofto farebbero morti , che attrtbuire


^ n<a

)io 1 uppellazione di Giove (d) , e che prima

are , o dire qualunquc cofa , che potefse () Ub.ru


r

he leggermente pregiudicare alia loro ere- * ^


iza ,
avrebbero fofferto qualflvoglia fuppli-
(i). Qual fofse eziandio la fermezza nella (0 Lib. v i.
c XXllK&: *
2 di quei criiliani , che ne tempi di Marti-
10 3
e di Decio ancora furono prefentati a
iunali , comprendeil facilmente dalla Iftoria
Eufebio Cefarienie (/) e dall Epiilole di
Hipriano fcritte a quelli , che nelle carceri (g)
10 perlaCrillianareligione rinchiuil *aEpift.
3(^)6 Lv
. Dionifio Alefsandrino .
Quefli fcrivendoa V
io Vefcovo di ,Antiochia
e dandogli parte
io ,
ch era avvenuto nella fua Chiefa Alef- .

Iriria contro de noftri prima che fofse ro pub.


V J j rx r rfx
\
BO"* ilb
,
,
^
gli editti da Decio , prefero , dice (b\ i VI .Hift.Ec-
itili in
primo luogo il vecchio Metra , e C I. c. XLI.
avendo egli voluto dire certe profane 3 ed E Jit. Tau-
lln p
)ie
parole., che gli aveanocomandato di pro-
fe>
DB-COSTUMI
ferire ,
lo percofsero co bafloni ,
e con acut
canne gli pungolarono laficcia , e gli oC:hi ,

itrafcinatolo fuori della citta crudelmente, 1<

lapidarono.Afsalirono dipoi una donna criftian


per nome Quinta,econdottala al tempio degl I

doli,le ordinarono , che adorafse quelle falfe d


vinita. Ma non avendo ella voluto cio fare , le

garonle firettamente i piedi , e flrafcinandol


per le felciate , la batterono co flagelli , e fi

nalmente le tolfero con lapid aria la vita . Ter


minata quefta lugubre tragedia , corfero tutt
unitamente a faccheggiare le cafe de fedeli
e ognuno che fapea di averne de vicini , fubit
correva a fpogliarli , e togliendo per fe qu^
lunque cofa di prezzo , che aveffe trovata
bruciava le altre , e faceva si , che la citta ,

chiunque fi ritrovato prefente , paref


foflfe

aflalita, e prefa aforza da nemici. I poveri cr


fliani per non efpcrfi temerariamente agl inful
del popolaccio , fuggirono , e foffrirono pt
amorediGesu Crifto Redentor noftro , corr
5

quelli appunto de quali parla 1 Apodolo ,


v<

lentieri , e con allegrezza i faccheggiament


e le difgrazie . Non vi fa , fe non che unc
fbrfc di loro , che moftroffi debole , e cade m
feramente nel errore del gentilefimo Fra .

tanto avendo acquiilato la palma del martiric


fanti Serapione ed Apollonia , che forteme
,

te combatterono per la confelfione della noil


religione,e infiniti acerbiffimi tormenti foffrir
no,non fu lecito per lungo tempo a feguaci d
vero Dio di caminare di giorno , o di not
per le pubbliche vie , mentre gl idolatri and
vano per tutto gridando , che fe qualcuno n
avefTe voluto proferire quelle empie parol
farebbc ftato fubito prefo , e dato alle fiammt
Or
DE* PRIMITIV! OltSTIANI
>rfe non foflero ftati ben fondati nella
i fcdeli
?ra credenza , come avrebbero mai , non fo-
mente fofferto con pazienza , maeziandio con
icgrezza tanti travagli , per mantenerla inte-
ne loro animi ? Ed e certamente mar*vi-
iofiulma cofa , che in un numero quafi innu-
erabile di peribne , che in Alexandria allora,
ofeflavano il Crifti anefimo , uno folamente fi
rovafle che vinto dal timore , e forie ancora
Il atrocita de
fupplizj , miferamente ncll er-
re precipitaffe , e gli altri tutti rimaneflero
ftanti nel loro propbnimento, ancorche fi
:deflero aflfediati , opprefli , abbattuti , ftra-
iti
dagl Idolatri, che a morte gli odiavano.Ma
viva fede non fiUfcia vincere,ne temepunto
disgrazie , e ie piu gravi calamity, anzi man-
nfi ella, mentre fi vede perfeguitata , c ne*

fi
ivagli perfeziona maggiormente , e fi au^
mta ne cuori dei mortali Che fe , come ao
5
.

la S. Cipriano , nelPAfrica , c in altre par-


del mondo ancora parecchi deboli fi ritrova-
ao , quali ccdettero al furore della perfecu-r
i

e vinti dal timore, agli idoli cmpiamen-r


>ne
,

facrificarono , con tutto cio molto maggiore


il numero di coloro ,
che per la fede le car-
ri , o 1 efilio , o perdita della roba , o i
la

^plizj , con incredibil coraggio foftcnnero ; e


)lti ancora de caduti fi ritrovarono , che
ntitifi del loro fallo , o a giudici fi prefenta-

ao confeflando di eflfere Criftiani , e rifarci-


10 il danno , che a loro itefii aveano fatto

, 6 a gravifTime penitenze volen-


r lo
paflfato
ri fi
fottomifero,a fine di riacquiftare cio, che
r debolezza , e colpa loro aveano perduto
ilungo farebbe il
rapportare tutti i pafli di
inucio Felice , di San Cipriano 3 e di altri ,
I onde
I D & C O S T U M I
JO
fofle ecccllente
bnde puodirnoftrare, quanto
fi
5
la fcde ne Criftiani, che
viffero nel tcrzo fecolo
moltiffi-
della Chiefa.Frattanto egli e certo,che
mantenere illefa
mi de quell eta, per
noftri in

virtu, in modo particolare fi fegnalarono.


quefta
Furono parecchi coloro , che nella citta , c ne*
da nemici del Criflianelimo^cannati^
fcaftelli

acquiftarono la corona.
E non e potfibile a noi il
rinvenire il numero di quegli altri , i quali na-
fcofi ne monti, e nclle folitudini dalla fame ,
? e

dalla fete , o dal freddo , e dalle infermitk op-

- Prcffi o da ladri,
o dalle ficrc aflaliti , mo-
,

Alex. ap4 rirono () . Non furono


meno illuftn gli elem?
Eufeb. lib.
pij di fede ,
e di forct-zza dati da noftri maggio-
vi.eap.xLU~ ri ne tcmpi di Valeriano , e de fegaenti Imps-
>

^f If ratori Circa T anno dugencinquatotto di


.

Crifto , Valeriano fcriife dalla Perfia , dove


fi
Tanrin.
al Senate , per
ritrovava, graviflime lettere J
,

q-uali ordino
che i Vefcovi , i Freti , e Du-
,

Sena
coni foffero(i) crudelmente uccifi; che
i

uomini e i Cavalieri Romani.


torij egji egre gj 5
che4>roFeflavaiioilCriftianeftmofotrero fpogii
ti delle dignita e delle fuftanze loro , e fe per
,

feveravano nella religione , fofle loro recifo


i

le facolta , ch
capo; che le matrone perdcflcro
mandate in efilip; che foi
pofcdcvano, e foflero a
fero ancora confifcati beni de Cefariani,i i q"

li aveano confeffato , o confeffavano


la fede ,
<

di Ctriare
legati fi mandaffero alle pofleffioni
5
Comando ancora a Prcfidi delle Province!
contro noftri incrudeliflfcro , e fi guardaflfen
i

bene , di non permettere 5 che negli ftati ,


il dil^tas
quali crano alia loro cura commefli,o
fe ,
o fi confervaffe la Criftiana religione
Grandiffimo fu il co-aggio , ch ebbero allo
ra i veri fedeli . Subito che ne furono
vi-
DE* PKIMITIVI CRISTIANI.
*ati ,
in vccx- di pen fare a* fupplizj , che loro
^reparavano , volfero il penfjero alia immor-
iu promefla loro da! Re de cicii , e della
ra , e dimoftrarono di godere piuttoflo , die
tenu-re i doveano ncl
martorj , che foffrir
ufeflfare nome di GesuCriilo. Moltiffimi
il

ora , oltre S. Cipriano , e S. Sifto Papa ao


iltarono la corona del martirio Sono celcbri .

furono gettati neilafofL


Africanijcke inlltica
lella calcc viva,e pel aumero grande diedero
loinc di Mafla Candida al Inogo, dovt furono
rtirizzati (^) Innumerabili altri neU Afri-
.

nclla nellc Gallic, nella Italia dcnr. Hy


, Spagna , ,

la Palcilina , e nell Egitto ainfiniti pericoh.


3atimenti fi
elJDofero , per non mettere in
icolo la loro fede . Tralafcio gli atti de San-
nartiri di quefta eta^rapportati dal Ruinartje

Bollapdiftijper non dilungarmi.c per non rc-


noja a leg^itori. Baftera iblo, per compren-
e
quanto foflc grande ne* Crifti-ini ^ii qucl
ipo la fedc t rifcrirc i fentimenti di S-Dionifio
(covo di Alexandria, i quali fono da Eufebio
i
diligenza defcritti nel fettimo libro della
riaEccleildflica?;^) Venni,dice cgli,accom-
;nato da Maflimo Prete, da Fauilo , da Eu-
io , e da Chcremone diaconi a trovare Emi- -,
-a.: j- o E^ Taur
0,e con noi ancora entro an Cnltuno di Ko-
s>

. Non mi difse fubito fcopertamence il giu-


? , che io non celcbrafli le adunanze 3
i

per-
; :che quefla era uitima cofa , ch egli avca
I

erminato di comandarmi , qualunque voita


avert! fecondato le intenzioni del Principe.

>poiemi egli pertanto di deteilare le noilre


emonie ,
e di abbandonare totalmente il
t
iftianeilmo , dandofi a credere , che ie avefli
i
lafciata la vra religione 9 gli altri ancora
I 2 avreb-
i
32
fc C * T U M I

avrebbcro facilmente imitato il mio efempio


Non mi fu di meilieri ricercare da lontano 1<

rifpofte 5 dovea dargli . DilTi adunque


che io
ch era necefsario obbedire a Dio piuttoilo , clu
agli uomini, c apertatnente mi protsftai , ch<

non avrei mai adorato altro, fuorche queilo , :

Quale e 1 unico vero Dio , ne avrei procurato


che alcuno de* noftri fi difcoftaffe dalla fin
credenza. Per la qual cofa ordino egli , ch
foffimo tutti condotti a un luogo vicino alle fo

litudini qual luogo e appellato Cefro M


, il .

cccovi le parole , che furono allora dal giudi


ce , e da me adopratc in quella guifa appunto
con cui fono riferite negli atti . Introdot
Dionifio Faiido , Maffimo , Marcello , c
? , Cheremone ,
Emiliano Prefetto difse : no
5, folamente in ifcritto , ma eziandio a vocc
vi avvifai della clemenza , che i noftri Prii
3, cipi ufano verfo di voi. Eglino vihannocoi
j, ceduto di vivere , purchc flicendo cio , cl

3, la iiatura richiede , voi adoriate gli Dei c

5>
ftodi del loro impero , e vi fcordiate
5, quellecofc, le quali alia natura ripugnan
3, Che rifpondete ? Spero , chenon furete i.

gratiallaumanita , e clemenza, che vi c


moftnmo , iludiandofi eglino di trarvi a i
5, guitare migliori cofe . Rifpofc Dionifio 5 n
j, tutti gli Dei fono adorati da tutte le nazion

,, ma quelli folamente ognuno ferve , c onoi


che crede efsere degni disi
gran nome
P .

3) la qual cofa noi rendiamo culto a un fob D


il
quale e creatore del tutto , e ha dato 1 ii

pero agli Augufti Valeriano , e Gallien


35 Quefto Dio noi preghiamo per lo (labllime
35 to, e laconfervazione della loro potcnza. 1

fpofe Emiliano e chi mai vi proibifce ,


: c

voi
BE* PR1MITIV1 CRISTIANI .
IJg
voi non adoriate e quefto , ie pitr anch egli
e Dio , e gli altri , che fono veraccmente
chiamati Dei ? Imperciocche vi ii comanda ,
che rendiate culto a qucgli Dei , che da
ttitti fono riconolciuti per tali . Rcplico Dio-

nifio noi non adoriamo altri , che quefto .


:

Oraconofco , ripiglid fubito Emiliano ^ che


voi fiete ingrati infieme e fcimuniti , onde
,

non apprezzate la clemenza de noflri Impe-


ratori.Laonde non rimarrete in quefta citta,
ma farete mandati in quel luo^o delta Libia,
che Cefroc apprlfato . Qucflo luogo ho 10
fcelto per ordine de Sovrani . Non vi fafa

pertanto lecito in avvenire di fare le voftre


adunanze , ne di vifitare i cemeterj Che .

fe taluno avra 1 ardimento di coritrovenire a

quefto mio comandamento , fara egli giufta-


mente punito ,, . Ma Dioniflo febbene era
ito trafportato a Cefro , tutta volta , come
fo(Tc flaco prefentc , governava la Chiefa
.lefsandrina. Fr at tan to molti cittadini di quel-
mttropoli volentieri con eflb lui in qucl luo-
^ fi ritirarono , e
parecchi altri de circonvi-
ni paefi , molu dalla dottrlna , e dalia pieti,
dalla fama del fanto,cola (i portavano atrup-
^
per vifitarlo , e dimorare con efso Ini t .

entili incitati dalla invidia , e dall odio , che


Drtavano a Criffiani , appcna giunti Dioniflo,

compagni , cominciarono a perfeguitarli , c


furia di faisate tal volta procurarono di togli e-
: loro la vita . Ma
Signore la via at
apri il

nto Vefcovo di propagare per mezzo delta


redicazionc la fede . Imperciocch^ molti gen
ii
difpregiati i fimolacri loro , a Dio fi conver-
rono , mentre prima di quel tempo a niuno
ui era riufcito di annunziarea quella mifera
I 3 gen-
e a T IT M i

gente Vangclo ; Heche


il creduto , die fu per
del Signore fofsero (hti
lingolare provvidenzi
confinati in quel luogo i miniftri della vera re-

ligione Ma perchc potefsero dire maggiori


.

fcgni della coftanza loro nella fede , permife


raltiffimo Dio ,
che per ordine del Prefettc
Emiliano mandati fofsero in un paefc afsai peg,
e foflero
giore , cioe nella Mareotica ,
afse-

gnate lore varie terre , dove in tal guif;


fofsero diftribuiti, che qualunquc volta avefst
cgli voluto 3 potefse averli nelle mani . Erai
portato Dionifio a
Cefro allegramente , ^quan
tunque appena avcffe prima avuto notizia d
quel luogo; ma fubito,che intefe,effere
ftato co

mandato da Emiliano , die trafportato foffe

Collutione, fi dolfe alquanto , perciocche qud

h regione era di ladri e di uomini fcelleral


,

ripiena. Qnando pero fenti egli da Criitiani


die non era molto diftante il
luogo dulla citta

rimafe un p^ confolato , poidie avrebbe pott


to trattare conperfone dabbene, c avrebbe ag
volmente con cfle celebrato Ic facre adunanz
1

Ma egli e incredible il defcrivere


la moltitud

ne della gente , che allora nell Egitto , e nell


le fof
regioni circonvicine dimoftro , quanto
acuore il Vangelo , e quanto foflfe coftante ,

ferma nella vera credenza Bafta .


mcntoya:
folamente , dice Dionifio , che uomini ,

donne e vecchi donzelle e a


3, , giovani , , ,

3, tempate foldati, e villani , in una parol;


,

_,, qualunquc forta di perfone di ogni eta,


35 ogni genere , di ogni condizione altre c >

.,, flagellj , altre col ferro ,


altre col fuocc
3, vinto il nemico , acquiftarono la corona,
Cos! egli . Trovaronfi ancora in quei mede
mi tempi nella Paleflina de Criitiani , i qu.
aven-
DE PRIMITIVI CRISTIANI *
135
vcndo udito , che nella
gentili contrp citti i

e noftri fieramentc incrudelivano ,


e pcirecchi
omini , e donne per la vera fede combat-
endo vincevano 5 sccufarono loro medefl-
ii di codardla , onde prefo fpirito , e corag-
io , dalle ville , nelle quali abitavano , fce-

ero in Cefarea , e prefentatiii al giudice con-


effarono di effere Criftiani , e da lui
furono^
ondannati a eflere sbranati , e divorati dalle
:ere Tanta era la fede , e tanta la fortez-
(^ .

;a dc Criftiani del terzo fccolo in foftenerla .


g
)nde non e maraviglia , che talvolta il Signore
n della virtu Ioro,gl ifpirafle a efporfi a
premio
bmiglianti pericoli , affinche prello giugneflero
.
goderlo nel regno de Cieli
. Poiche tens a uno
lui , non farebbe (tato lecito ,
peciale iftinto di
)Hmadi eflere prefi da gentili, fidarfi temera-
iamente dclle proprie forze , e prefentarfl
pontaneamente al nemico , e metterfl in peri-
:olo di abbandonare quella religione , per la

[uale fimoftravano pronti di perdere col


fan-
jue la vita Non fu minore
. la virtu de noftri

naggiori , cheallora, quando prefo Valeriano


la Perfiani , e Gallieno foloregnava , fioriro-
10 . Dionifio AlefTandrino , di cui abbiamo
)ocanzi fatto menzione defcrivendo appref-
,

b Eufebio (6) la pefte,che in quei tempi avea, ( a )LJb.


?er cosl dire ; defolato 1
Egitto ,
in quefta gui- c. xxn.
fa nelle fuc lettere indirizzate a fedeli ragio-
u. Soffrimmo noi molte difavventure , pri-
ma che ci fopravvenifle quefla si
grave, e fu-v

, nelta disgrazia. Tutta voltacelebrammo al-


lora i noftri giorni feftivi , talche ogni
luogo ,
in cui ci ritrovavamo , ofofle il cam*
po , o la fblitudine , o la nave , o la Italia ,
o la carcerc 3 ci ferviva per tempio .
EgH
14 e dif-
t 3 & ** CO9TUMI
difficile ancora il
comprendere brevementc
cio , chc ne feguenti anni fino a Dio-
i fedeli
cleziano Augufto operarono e contro la fuper-
(lizione de Gentili , e contro gli Eretici altresl,

per confervare illefa la fanta fede . Eufebio


Cefarienfe diligentiflimo fcrittore degliavve-
(a) Lib.vil. nimenti , che alia Chiefa ne primi tre Secoii
cap.xx.Ym.fucce dettero 00 , chiaramente dimoftni, quan-
*c^
to fotto Aureliano , e ne fufieguenti tempi fino
a Diocleziano in quefto genere (1 fegnalaronoi
noftri antichi . Che fe per la lunga pace , die

godette la Chiefa alcuni li raffi eddarono , c non


procurarono di vivcre in quella guifa , che
Gesu Criflo prefcriffe negli. Evangelj a fuoi fe-
guaci , Iddio fommo reggitore del mondo , di
tempo in tempo permetteva , che fi movefile-
ro le perfecuzioni , o pure le minacciava , co
me avvenne quando imperava Aureliano,
b quale
appena fottofcritti gli editti contro di noi
finl di vivere ; affinche i noftri firifcuoteflero
ibid. c.XXX. _ _, . _ .. .,, . .

emendaflero (fr) , e fi ftudiaflero di mantene-


"

31^.
re fempre viva la fede ne loro animi . E giao
che abbiamo fatto menzione delie perlecuzion
mofle per emendazione de Criiliani , fa d uop(
rivocare a memoria , cio che abbiamo di fopr;
Trefar.
(c) riportato , defcrivendo un paiTo di Euf^bi
niedeflmo, il qual paffo riguarda la carnificin;
de noftri cagionata dalla fierezza , e crudelta d
Diocleziano,di Maffimiano Erculeo,edi Galeri*
MafTimiano. In fatti erano ftate moke le differ
iionitra Vefcovi,eil primiero fervorede nofti
era molto diminuito , quando ofcuro il Signor
nella fua ira la figliuola di Sionne , e tolfe al
BofcK fatto la gloria d lsdraello , ne fi ricordo dell
lib. viii.
fgabello de fuoi piedi (d ) . Sommerfe Iddi
nazione , e di
ftruA
OUSTIAN? ,
IJ7
ruflele tiitte le fiepi . Si adempirono allora
uefH tali oracoli (d) nella Chiefa Furono di-
.
( a ) Cap. ft.
rutti i facri cempli da ncmici, bruciati i libri, pag. 381.
he contenevano i divini ammaeftramenti , per-
?guitati , e ftraziati i
paflori del Criflianeflmo.
i
disgiunfero i malvagj da buoni , poiche cc-
endo alia crudelta de Tiranni rinnegarono la
mta fede , e i veri Criftiani come il grano pel
aglio dalla inutile paglia , cosi da falfi fratelli
el furore della perfecuzione fl fepararono .
r
edeanfi per ogni dove foggiacere allegramen-
e a gravitflmi tormenti i Vefcovi Preti , c i
: i

)iaconi efpofli agl infulti de Satelliti, eflere


ondotti come pubblici malfattori al fupplizio :

il reilo de* fedeli condotti o negli anfiteatri ,


er elfere sbranati da leoni , o ne luoghi dove
rano afpettati per efferc bruciati ,o trucidati,
,

crocefifTi , o con altro genere di tormenti pri-


ati di vita da manigoldi . Tutto cio volentic-
i fopportavano que forti campioni di Gesu
per confervare ne loro animi illibata
>ifto
,

i religione . In tutti i luoghi della Grecia , (&)


B
lell Egitto Fenicia , della Paleftina ,
, della K?
;elF Arabia , deH Afia , della Frigia, deila Cap-
%
adocia, del Ponto, della Italia,delle Spagne, di
utto il Romano Impero ( cccettuatane forfe la
Pallia , ove comandava Coilanzo Padre di Co-
bntino ) i
palazzi le cafe ,
le Chiefe , le vie ,

e piazze ,
i fiumi ,
il mare medefimo vedeafi
into di
fangue criftiano Ella c malagevol .

:ofa, dice Eufebio (c),numerare la gran molti- ()


udine di uomini , e di donne , che la fermez- P a 6
;a loro nella vera credenza e colle parole , e_*
:olle
opere in quella eta dimoftrarono . Altri
;rano colle fpade uccifi , ad altri erano fpezza-
:c le ofla dcllc
gambe a e delle ginocchia , ad
I> E C O S T U M I

altri fofpefi col capo air.mgiu poneva fotto il fi

fuoco , acciocche col fumo foffero ; foffo<.\:t


:

ad altri erano tagliate le orecchie , il nafo , e


le mani Era un orrendo fpettacolo il volgere
.

gli occhi per ogni


verfo , e rimirare molti (ul-
Ic gratkole arroftin , molti an\:otatf , moid
valli , ne pozzi, nv!l,j fo -aci
precipitati nolle
ripienc di viva calce. Vedevanfiparecchi p,r-
fone diogni eta,di ogni condizione,e dviruno,e
dell altro fefTb quail igni di, c sdrajat? in terra,

per eflfere o col piombofquag!iato, e arc r bol-


Icntefcottati ,
o tormcntati con acute canne .

che loro trapaflafifero


t
le Ibmm Va dalle dita , c *

per tutto il
corpo con inefplic.ibiii manierc cru-

ciati giudici , febbenedefld^rofl di vieppii


. I

incrudelire control fervi del Crocefiiio , tutti


volta o per eflere llracchi , o per non trovar<
nuove forte di martor; , mutavano conflglio
ecolle carezze ,procuravano di fedurre quelli
che non aveano potuto vincere co fuppiizj
Ma ne le frodi , n? le granpromefle , ne veru
na cofa, o trida o piacevole , ch ella folfe
pote mai dimovere i Criitiani dal loro fant
proponimento . A Eufebio aceonfenton3 gl
altri Scrittori , che viflero in quel tempo ,

le difgrazie allora fofferte dai fedeli,defcri(Ter

i
Ca) . Dopo ancora , che furono tolti dal mor
Caecilhis
do
perfecutori , e fu la pace a Criftianirc
,
i

Tract. da Coftantino , il quale ifpirato da D


Dz~>
ftituita
morr. Per- abbraccio , e ftudioffi di propagare la fantafi
5
fecutor. c. ^ e furono coilanti moltifTitni de noflri n
^
Xl
P ro ^el^are ^ dovuto culto al Creatore de!
eiq
r
q *T
^ ?
t
A univerfo , e al Verbo , che per la infinita cl-
il.opp.-,acr. i. ^ .

Edit. Tans, menza lua verlo i mprtali incarnatoti , arre<

. anni all umano genere la verace , e ftabile beatiti


.
dine E chiariflimi certamente furono gli efer
.
PKIMITIVI CRISTIANI .

, che
i ne diedcro i fcdeli , i quali in quei-
eti ab tavano nella Perfla (a) , e in quella
/jA$ ozottie ;
irtedel Romano Tmpcro , che era da Licinio m s iib. n. ,

govern ata . Videfi eziandio allora maravi- Hi


")

iofamente dilatato per tatto il mondo il Cri- p.


anefi-Tio, talch? i German!, i Cdti , che
?rfo 1 Oceano abitavano , i Goti , ipopoli al (b)
anubio vicini , gli Ebrei ,
i Perfuni ,
e altre Hb*it.c.vnu
.rbare nazioni P n S- 43 J*
Evangeliche Icggi fi fotto-
all

e imprefero a offervarle con efattezza


>fero
,

). Fabbricavanfi delle Chiefe nelle citta , e


ozotrlt
:lle

tto frequenti ,
all Impero ; eranoper
campagne foggette
devote leadunanze; e in ^
e
^ ^
AS[
^
fi cantavano le lodi del ncftro Re-
;ni luogo
.-ntore GesuCriflo.Che fe Arianifmo grandif- 1

no danno apporto alia Chiefa.e le Iid 5 e le difi


nfloni tra* Vefcovi ca^ionavano
11 T T s^. rr Jtufeb. rrz-
i i
fovente dello W
f >J*\

,
\ i J*
J
.

andalo negii amrru degli


^ Ortodofli , con tutto -p
si n * l i
*

o la maggior parte di quefti tanto erano per-


ge io lib. r.
afi della verita della loro credenza , che qua- cap. iv. v

nque calamita,e disgrazia avrebbero piuttoilo p-


q
g
fferta,che diffimulando , e negando pregiu- % l

carle in qualche parte (^) . Non puo negarfl


no r /acj
che fe moki di quelli
1

jcora , , quali o per nac h os


i

lulare Coitanzo Imperatore , opernon per- zom.Hb.


^re le di^nita , e le fuftanze loro , o per efle- fe( l- Socrat,
1 *U -T
J

: fhti ingannati dagli Eretici, prevaricarono,o


diedero a una vita diffoluta, e mondana,pero
tto Pfrnpero di Giuliano , il quaie moOe guer- Ce) Vkle_>

CrilHaneflmo , fi ravvedeflero , e tornai- Soc


at - *
: al
.,iir. ,
> cap- iv.
ro"a vivere piaraente , e talvoka fopportaf- fe ^ OZCM
ro , confeflando la fede , con pazienza , e con m en . lib. v.
credibile fortezza,di animo i piu gravi ,
e di-
ietati fupplizj (e). E non vi e uomo
, che

dicendo , o fcrivendo efprimere quanto


j -I i 11
T j ,
. icli.cnp. il
loro videro
cordogiio, allorche
ria-

\
D* COSfUMI
i templi , rinnovarfii fu*
mpririida* Gentili
perftiziofi riti, beftemmiarfi per le citta il nome
del maeftro , e liberatore dell uman genere ,
e toglierfi a Sacerdoti di Gesu Crifto i privile-

-t & t-
J
?D
J fit
gj . che loro erano ftati conceduti dairimpera-
YT;A
Xii.ii v i t tore Coftantino (a)
c
. Ma quanto srandc era - 1

in. il loro dolore mentre tali cofe vedevano , al-


l>ag.

trettanto era fingolare la gioja , che interna-


mente provavano, quando erano condotti al

fupplizio , e crudelmente tormentati per la_*


fanta fede Godevano di patire e di aflbmi-
. ,

gliarfi in qualche modo a Redentore quells I

9
(b)Tlieodo. Yergirii , que Sacerdoti di Afcalone, (^)i e
ict. ibid. c.
quali feppero , cloverfi fegare loro il ventre ,
e
vn. p. 115.
r ipi e ni di orzo , effere gettati per cibo a maja-
li. Gioiva Cirillo Diacono di Eliopoli , allorcW

ben intefe , che in breve farebbe ilato prefoe


uccifo da coloro , i templi de quali ave;
diftrutto (c) come in fatti avvenne
(c) lbid
;

e volentieri Marco Vefcovo di Aretufia-.

quale per lo paffato avea feguitato PAria-


( il

jf
i\ ^^ ,
ma per efiere ftato da S. Gregorio Na
nifmo i <+*j

r
^* zianzeno ,
eda Teodoreto (e) e da altri an-
(<Q

cor celebrato con alte lodi , fa duopo credere


5
che (1 foffc all
ultimoravveduto)volentieri dill
K F
m "

Marco efpofe agl infulti de nemicidel Cri


fi

ftianeflmo, quando leppe , che per cagion fual


fue pecorc erano da loroperfeguitate.Ma quan
do fi vide fpogliato delle fue vefti 3 e afpramen
te battuto , e flagellato , e dipoi gettato nel!
cloaca, e quindi levato , e dato a giovanetti
acciocche cogli ftilt loro lo trafiggeffero, e final
mente invoke in una rete , e unto di mele,
fofpefo in alto efpofto alia sfe rza del caldo ,
ai

iinche foffe punto dalle api e dalle vcfpe >


,
a

lora okre modo allesro. , non folaaiente no


f
di-
DE PRIMITIVI CRISTIANI
imoftrava niun fegno di dolorc , e di lamento,
la dv-ridtva eziandio i fuoi carnefici . Vide
uel fortiffimi Vefcovi per la religionc
tempo e
filiati e moltifiimi nobili privati delle ca-
(a) ,

che onorevoli , che fbftcnevano , nelle cit~ J* tus |j*


:(&) eferciti (c) , e foldati fpogliati ca JX Jn-"
e negii .
p.
t[
cingolo niilitare (^) , e condotti al Tripoli- Han. Epift.
o coloro , che aveano fotto i trapaflati Prin
n
nus
piottenutole piu illudrl di^nita nell Impero S?
\ -n i *^\ r zianz.Orat.
1 utta era in
.
quel tempo la Chiela in con- v
IIITIQeiI
. , .

r TkT 3 V i- C i

ifione Non era lecito a rrelati o di rernur-


.
ft.T.A.Orfi
^/) nelle loro diocefl , o di procurare, d"i- L. vi. pag.
mire i popoli.edf celebrare con libertaleloro j
l- fcc
ii*
UJ "

T)
*

iunanze Affiggevanfi (^) in ogni citta editti


.
l

>ntrarj non iblamente alia religione 5


ma ezian-
io alle facolta d infegnare , che per lo paflfato (b) Qrcgor.
\reano ottenuta.Era loro proibito di fpicgare la Nazianz.
Orat f11
lofofia C/0 5 e d informare la gioventu delle leg-
i
f
e della eloquenza. Furono allora efclufi dalle (c)Theodo-

giovanetti, feguaci dell Evangelio, e rer. ibid.


uole i c.

:acciati dallamiliziacoloro che profeifavano il xvt.


& cap.
Kvllu & J
riitianefimo . Ma tutto fi fopportava da loro
r *\ \ IV- C. 2.
\

on lolo con pazienza , ma con ilarita ancora ^ e


Ddimento. Egliecelebre tra gli altri il fatto (d) Id. Jib.

iTeodoro Confeffore Antiocheno. Avea co- 1I1 c.xvu.


landato Giuliano , che i principal! tra Cri-
iani , i quali aveano trafportato le reliquie de*
^xvm. IU
c.
LJI,.

nti Martin ( ^ cantando il verfetto


del falmo ,
rnfondanfi gli adoratori dcgF/doli , e qudli ,
lifigloriano ne* loro fimolacri ) nella citta di
.ntiochia, foffero prefi , e cailigati . Salluftio (g)THeodo.
era rct lblti c *
* *
refetto del Pretorio , fcbbene egli pure
lolatra , prcgo tuttavolta 1 Imperatore di
mtar con fig! io , non perche egli foffe favorevo- (h)
:a Crifriani , ma perche non voleva , ch egli-
o fi
gloriaffero di avere per opera de Gentili
ac-
142 DE* COSTUMI
-accrefciuto il numero de loro Martiri . Ma
5
ilcccme e vide ,
clie Gitiliano ripieno di fde-
nella fua opinione ordino che
grio perfifteva > ,

fuOfc fubito prefo da Satdliti un giovane per


norne Teodoro , che accefo di zelo ,
libera-
mente caminava pel foro . Subito
che gli riu- ,

fci di averlo nelle mani , comando , che dal


la mattina fino alia fera gli fl dalle i! tormen-
to dell eculeo , e Bflc battuto , e flagellato,
o colle ungule fcarnificaco ne lombi . Efegui-
rono rnanigoldi lafentenza delPempio prefet
i

to, ma ficcome non riulci loro di p^rvertirlo ,


1;

fera lo caricarono di catenc , e lo rinferrarom


nella prigione . Giuliano vinto dalla coilanza d:
Teodoro, comando che nonfoflero tormentati ,
Criiliani , e diede ordine , che fofle ancora i

giovane liberate . Dimandato queili, fe ave


5

provato ne maggiori patiment: alcun dolore


rifpoie , che ful principle foffri qualche pena

ma che alquantodopo gli cornparve un uomo


ilqualccon morbido fciugatojo levavagli il fu
dore dal voito ,e confolandolo 1 animava a lop
portare i
travagli conpazienza. Che perci
non (blamente non il
rallcgro nulla^quando i cai

nefici cefsarono di form en Carlo , ma provo an


cora grandiflimo difpiacere , mentre quel t;
pcrfonaggio , ch eragli comparito, immant:
ncnte difparve ,
Tolto dal mondo per fingolare provvidcr
za di Dio PApoflata Giuliano , refpirarono a
quanto i CrifHani , e fu all impero efaltato Gi<

viano , il quale fotto 1 Apoflata per la fanta f(


de avea depollo il cingolo miiitare . Do[
alcuni mefi morto Gioviano 5 regno Valent
niano , che avea per amore della religione v<

lentieri Ibffcrto Peillio , e tanto fu forte ne!


fe-
DE* PHI MITI VI CRISTIANI .
145
.ie , che prucuro , ch tlla fi mantenefle , e fi
:>pagafle per
tutto il mondo. Ma nell Orien-
r empio Valeijte avcndo abbracciato 1 A-
nifmo fieramcnte perfeguito i Cattolici ,
,

Mali diedero cvidentiffimi fegni della loro


mczza nella fecie Potremmo noi addurre
.

)ltilTiaii efempli
per confcrmare quefta (a)
(<z)

riflima propr)flzione ; ma perche la mole del TheoJoret.


ro ne impedifce , ci contcntercmo di un folo Hift. ">^.

CtXlv>
Pa
3portato nella ftoria Eccleflaftica daTeodore-
0flTervando,che non parrebbe forfe coiii tanto gjj^ -^
.raviglioia , che i minitfri del Vangelo ve- nn. Socra-
ndofi altriefiliati (6) , altri coftretti a entra- tcm Jib. JV .
una barca per eflerc con efla inceneriti (f), ca P ^i.fcq.
in
Sozom> Jib -
ri ptTche iapevano , che moltiffime Chiefc 1 c v 1 r i

ttoliche erano prive de Ioro padori , indot- fe


)er carita a deporre la (d) Eccle/iaftica ve/lc ,
.
prendere divcrfo abito . per vifitarle libe- /, x T ,
,

c 11 j 11 r j Cb)Theodo-
nente e , conkrmarlc nella verita della rede,
ret.ibid.cap.
ieflero ne -travagli,mentre attendendo conti- xin.
amente al fervizio del Signore , maggior vi-
re acquiitavano per fottoporfi a .qualunquc ( c) Socrat.
ulto ,
e patimento. Ma fembrera certamen- ibid. c. xvi.

ad ognuno cofa ilngolare e forprendente , ,

e le donne ancora andaflTero incontro a piu


pietati fupplizj,affinche poteffero rendere col ret

igue loro teilimonianza della verita del Van-


io,a cui, fenza punto efitare 3 credevano.Rac- (e) IbiJ. c.

nta adunque Teodoreto(e) 3 cheavendo Va-xvi. xvn.


ite cacciato dalla Chiefadi Edeflli il Vefcovo

rfe e avendo udito


, che fedeli non vole- , i

ao comunicare coll eretico,che avea loro af-


^nato per capo , e paitore, venne in peribna
quella citta , per atcerrire colla fua prefenza
eboli,e fare si,che almeno queiti abbracciaffe-
I Arianifmo . Ma non avendo egli ottenuto
cio
1 44 B ** C o s ? u M i

cio , die fperava , ordino a Modefto prefett<


del Pretorio, che chiamati afe tutti i latelliti
e i foldati, che potea trovarc , fcompigliaOe 1
5
^dunanze de noilri , e colle verghe , e co ba
itoni facefle battere coloro , i quaii non avefler<

prontamente obbedito . II dl feguente di buo


mattino il Prcfetto efeguendo gli ordini del
5

Imperatore 5 accompagnato da Soldati , mer


trepafifava per la piazza, vid-e una donna, ch

portava in braccio un bambino , e moilrava c


aver frctta di giugnere a qualche luogo ; po
che avea oltrapafsata la fquadra , fenza punt
temere le impertinenze , e gl infulti di quel
gente male avvezzata nella milizia. Immagin;
tofl Modeflo della cagione per cui elia tant

correva, afe lafece condurre, e interrogol


dove andava , e qual cofa meditava di fare co
di buon ora di quel bambino . La donna fen;
rnoftrare alcun turbamento, rifpofe, ch el
avea faputo quali infidie erano tefe da nemi
del Cattolicifmo a fervidel vero Dio 3 om
fi affrettava verfo il
luogo dell adunanza , p
non perdere la occafione di patire per Crilto.

di acquifhre la corona del martirio infieme c


fuo figliuolino Avendo ciointefo , il prefctt
.

c avendo quindi argumentato con quale all


grezza , e godimento gli altri avrebbero ibffe
to piuttoilo qualunque fupplizio , che lafcia
di adorare come vero Dio il Verbo divino , tc
no al palazzo , e ne informo i
lmperatore ,

gli fececapire, ch era meglio perdonare 2

moltitudine, che cafligandola effere vinti 3

riportare invece di gloria , vergogna, e


,

fpiacimento . Tanto erano cridiani quali .,


i

primi fecoli dclla Chiefa fiorirono, fermi , e


ihnti nelLi fede 5 che aveano abbracciata .
S. Ill
I)fi i>JUMITlVl CRISTUNI J 45
. Ill,

i
Quail fleno fcmpre ftati principal? degwi
propofli a credere
dalla Cbiefa (C
feguaci di Gesu Criflo .

MA avendo noi finora trattato della fer-


mezza nelfa fede,che veramente fu fin
oiare ne* primitivi CriiHani, vuole certamcnte un
pella ere*

r* dtU *
i raeione . e Pordine ,
che ci fiamo prefiffi a At
. . , , j- rr IT J VI ft hilt
^guitare che de pnncipali dogmidi efia fede
, vii
on brevity , e diitinzione ragioniamo , affinche /

otiamo farci flrada a dimoflrare 5 quanto la


eligioneconduceffe a ben opcrare coforo , che
erano vivamente perfuafi e con tanto fervo- tf

? , e fortezza di animo la foftenevano . Egli


3
adunque uno de principal! punti della Criitia-
a credenza il riconofcere, e il confeflar ferraa-

icnte la efiftenza di tin (<i)folo Dio , ottimo, fQj ame

picntifTtmo , infinito , fommo immenfo ,


, ne j| e 1C1
.

Q
^r ragione , e per necefTita. di natura ornato lettere ft

i
perni perfezione . creatore delle viiibili e contengono ,

*
li J

che coila lua ammirabiJe prov- ^


ll
viiibili 5cofe S* .
i i-r * nn efprei-*
r 1
idenza regge,e dilpone tutto cio, che, veggia-
^.

o avvenire nel mondo . Per la quaicofa deb- ancora a m ,


DOO effere fchivati , edeteihti g-Ii error! de piamentc_,
?ntili, quali la pluraiita degli dei amnaetto- fono difeft
i

3,de Manichei, che beilemmiando dicevano daS.Gmf-.


Dverfi concedere due principj eterni , Q nt-
j
uno de J?
"fifariamente

igione del
,
bene
efifl-enti

y e
,,
I
>

altro
illquali e
del male ;
ila
i-
la
n^*"*
leitulhano
i
di al- da Minucio
i, quali alia materia attribuirono
i una eterna, Felice,da_-
necefTaria efiilenza, o credettero, che il mon- Origene,
da Arnobfo,
dagli fpiritiribelli , e mal-
3 vifibile jfia Ilato
c
agi creatp , e percio maivage fieno ancora le
co-
D E C O S T U M I

cofe , die in effo contengonfi . Furono ezian


dio ragionevolmente , e fono da Cattolici r
provati -coloro , i quali s immaginarono , ch
Iddio (la come 1 anima del mondo , e che le an
me noftre iieno come tante particelle di D
ffiedefimo ,
e che i
corpi ,
e tutto cio , ch ef
fie, non fia dalla natura di qtiel
fupremo eflfei
diftinto onde non edamaravigliarfi , fe if:
;

V] , e dotti Crilliani , avendo letto in qualcur


di que libri , che da pochi anni in qua for
ilati dati alia luce che atto libero di Dio ,
: 1

quale e la ragiqn formale del


Djo medefimo,^
efldenza delle creature e la prima ragion fo :

male dell eilikre delle creature e la efiiten


loro : e che la eflftenza delle creature non il d
itingue dalla efTenza delle medefime , 11 arm
ronp di fanto zelo , e
deplorando la jgnoran?
e la infjlice maniera delj autore diefprimerii
eHblibro, impugnarono ne difcorfl loro fair

liari un errore si moflruofo da cui fl


, potre
be agevolmente concludere la betlemmia, c

la eflettza di Dio non fia diftinta dalla effen


delle creature t Ede certamente deplorabil c
fa , che in un tempo , in cui parecchi malv;
uomini , per dare sfogo alle paffioni loro
.

togliere i rimorfl della cofcienza , o procura


di cancellariidalla mente la cognizione di

Dio, o talmente lo defcrivono, che rappi


fentandoio come eftcfo , e compolto , diilri
gono la giufla nozione di lui , ch e dal lu
della ragione dettata ;
ella e , difll , deplo
bil coili , che in un tal tempo fl trov.
delle perfone , le quali per dimoilrare flngc
rita di fpirito , e ditalento, fenza badar

quel che dicono, e alia proprieta de voc^bc


parlino , e fcrivano allo fpropofito , c tali p
po
Dl PHI MIT I VI CRISTiANI .
lofizioni ammettano , che prefe fecondo jj Io_

giuilo fignificato^fono premefle di orrendiffi-


ic confeguenze . No vogliono gia taluni di co-
:oro eflere corretn , o riprefi dagli altri ; an-
1 come fe a loro gravifUma ingiuria fi faceffe ,
imcntanfi di effere ftati calunniati ,
e mfile ma-
iereritrovano per ifpiegare ci6 , che avreb-
ero voluto fcrivere, e nongia quello che _,

;ri(Tero , quando il naturale fignificato delle


arole , ch* eglino da princfpio adoprarono,
ar che conduca , airerrore , e alia bellem-
lia Ma fe hanno eglino voluto fignificare
.

ofe affatto diverfe da quelle , che fcriifero ,


erche prima di metterfi al lavoro, non pefa-
jno le parole , come doveano fare trattando
i nuterie cosi gelofe ? perch vanno lagnan-
ofi , fefono riprefi della loro poca attenzione,
diligenza ? Non nominoio veruno Scufo la .

itenzione , ma riprovo , e detedo 1 erro-


^
,
ed efbrto i Lettori qualora s 5 imbattono
libri, di leggerli con caute-
i
fomiglianti
.. Oltre la unitd , e bonta infinita di Dio ,
ropone la religione Crilliana a fuoi di credere
dogma contenuto efpreflamente nelle facre
:ttere: che lo fteffo Iddioonnipotente, infijiito,

ttimo, e fapientifftmo e il creatore delTuomo ,


quello che ifpiro i fanti Profeti a prevederc
cofe avvenire , e gli autori facri a- krivere i

Diumi del vecchio ,


e del nuovo Teftamento .

er la qual cofa fono itati fempre condannati i

:guaci di Simon Mago , di Marcione, e di


lanete 3
i
quali empiamente a un cattivo prin-
pio vecchio Teftamento artribuirono , e rL
il

ettarono le idorie , che contiene , e le profe-


ie le
quali , non folamente le altre cofe 5 ma
ziandio la venuta del Mefsia riguardano On- .

K 2 dc
r>E*COSTUMl
de parecchi libri contro quefti eretici furono
compofti , e pubblic-ati da noftri rnaggiori a ,

quali mojto premeva di mantenere nella vera


credenzai popoli , e d impedire che nonfof .,

fero fedotti da coloro, ch efternamente veniva-


no colJe veftidipecora, ed erano internamen-
te rapaciffimi lupi . Deefi pure fermamentc
credere da Criftiani,che la Naturadivina fuffi-
ftc in tre perfune di eguale fapienza , potenza
e perfezione , la prima delle quali fi
appella i

Padre , la feconda il
Figliuolo , la terza lo Spi
rito Santo Tmperciocche dovendo noi aflfolu
,

tamente credere tutto cio , che ci viene pro>

pododaDio ne facri libri , e leggendo ne Ii

s
bri particolarmente delnuovo Teftamento 5 ch
un Dio folo , e che il Padre e Dio , il Figliuo
}o e Dio , e lo Spirito Santo e Dip , forza e , ch
onninamente debba confeflare ogni Criftiano
che fia un folo Dio , il quale fuffifta in tre per
|

fone. Altrimenti fe (come empiamente g


Ariani , e gli Eunomiani beftemmiando afler
vano ) il Figliuolo e lo Spirito Santo fi clii?
mafle ijnpropriamente Dio, quail che fofle ere;
tara , non farebbe si il Figliuolo , come I

Spirito Santo nelle ficre lettere appellate ver


Dio , ne loro (I attribuirebbero quelie perfc
zioni , che alPQrmipotente folamente convei
gono . E che ii Verbo , cioe il Figliuolo f

vero Dio, efprefTamente Tatteftano, pertrah


fciare le altre teftjmonianze Apoftoli
degii ,

(a)Cap.ix.
Dottor delle genti S. Paolo nella Epiftola
v. $, Romani (^) dove dice Ifrogcnitorl de Giud :

da? quail froviene Crlflo fecondo la carne ,


n
qualc efiftefopra tutte le cofe Dio benedetto
fecoli . E S. Giovanni nelle fue Epiitolc_j
Ie quali fono ftate fcritte contro coloro , cl
ne-
EE PRIMITIVI CRISTI ANI .

la diviniti del Signore e nel Vange-


igavano ,

ahfesi ,churamente dimoftra qual debbaef-


re la crcdenza del veroCriftiano intorno a
jcfto fublime miftero. A/el principio, dice egli
*a II Vcr\)Q , c II Per bo era apprejjo Dio , e

dio era il Verbo do , era nel principle appref-


Dio 00 . E altrove . E cbi e il mentitore ,

ce , fe non colui , cbe fofliene ,


che Gesii non c. i. v.
fe(
C/;i ro^i bcflemmia e Pawticrijlo, i-
Criflo ? ,

?tfre ?Zf^ Figliuolo . Cbiun-


// P^aVe , e it

ha il Tadre
\t
nega il Figliuolo ^ne nieno (b) (Z>)...

l
cbe Gesu e il figlinolo dl cap. -

bittnque confefierd ,
fo ,
/rf<//a
,
ei ej/i / Z?/o
ablta in lui Chiun- . .

te crede , cbe Gesti Criflo e nato da Dio , cj>

iiinque ama il Genltore , am A ancora ilgcne-


ito\ percioccbe trefono , quelli , c/;e teftificano

Cielo, il Tadre , // JSerbo, e to Spirit o Santo,


tre fono uno . * . Cbi crede nel Figliuolo
quejii
Dio ba in fe la teflimonianza di Dio . . . Cbi
i il
Flglintlo , , ba la vita cbi non ba il Fi-
iuclo di Dio, non ba la vita .
Cfe/0fle("0
m rimane nella dottrina di Criflo non ba Dio .

bi rimane nella dottrina, di Criftojja ilTadrc,


il
Figliuolo cbinnque viene da voi, e non ap-
.

quefla dottrina , non fta da voi ricevutz


>rta

cafa , enonfia nerneno falutato. Or vedail


.. an to foffe dagli Apoiloli raccomandata a fe-
*li la credenza nella divinita del Figliuolo fo-
snuta ncl Vangelo ,
c nelle Epiftale da S. Gio-
anni . Erano eglino di fepticuenfo , corned
anifedo da queflo ultimo pafTo , che abbiamo
^fcritto , effer ella cofa neceffariilima,
per ac-
Jiitare la eterna falvezza , men tre tanto la rac-
>maudavano ordinavano-, che
a fedeli ,
e
impugnatori di lei non folamente foffero cac-
ati dalle facre adunanze
, ma eziandio dete-
3
15 3) E* *> S T U M I

fhti ,
da noi,
e riputati indegni di eflere falutati
quando loroc imbattefTimo per la via.
a cafo in
E per vero dire fe una e la virtu del Padre , del
Figliuolo , e dello Spirito Santo , egli e ne
cefTario , che una fia ancor la natura e con- :

feffando noi che il battcfimo e necefTario per

(a) MattK falvarfi , fara anche neceflario il credere la for-


eap. xxvin, ma prefcritta da Gesu Crido (#), Ma la forma,
v i> come tutti fappiamo , confide nclle parole
colle quali il minidrodice dibattezzare nel no-
me del Padre , del Figliuolo , e dcllo Spirit:
Santo ,
efd nome fl efprime
,
la virtu delle trc

perfone ,
la qual virtu eflendo una , per ef

fere ella in numero flngolare indicata ,


di-

moftra, che una parimente fia di tuttc tre 1;

natura . Qn^indi c , che ne fimboli della fede


5

( che crano le formolc propofte a Criftia


ni , ufSnche fapeflfero quali foflero i
principa
articoli della loro credenza ,
e non fi la

fciaflero fedurre dagPimpoflori ,


che allora co
minciavano a fpargerc dottrine cpntrarie a_
quella, ch era data dal divin Maedro a fu<

difcepoli infegnata, anche per confeffione d<

nemici del Cattolicifmo) fi contencva efpreffo


midero della Trinita , dicendo PEpifcopio er<

tico Arminiano che nell antichifTimo fimbo


,

ufato ne tempi de fanti Apodoli qiiede fo


parole erano ufurpate :^ Credo in Dio Tadre ,
(_b)Lib.iv
Fjgi; tlo i ^ c spirito Santo^.Mz non eflendo
cr
%

ftft. Theo-
dibilc , che quefto folo midero da primiti
e. fc deli fi efprimefle nel flmbolo , quando tra
Jog. 1.1 v. (

xxxiv. p. altri , che da noi debbono eflfere confeflati IK ,

34 fofle il principale come dunque quedoerei


:

co, che cosi par/a, haavuto ardimento di 1

ferire , che nella primitiva Chiefa non eraii


mato neceflTario per acquiihre la cterna falu
il
DE PKIMITIVI CRISTIANI .
151
credere efpreflamente nel miftero , di cui ra*
ioniamo ? Forfe il dire credo in Dio Padre ,
non efprime la efiften-
i%liuoh,e Sflrito Santo
Tdi un Dio in tre peribne , e che quantunque
a il Tadre, Dio.il Figliuolo,e Dio lo Sflrito
Dio
antOj con tuttocio non fono tre Dei,rna un Dio
? E\i e dunque certiffimo , fccondo
>lo
I
av- 1
vJ3 9

erfiirio, che la confcfliore efpreffa di un )io


itre perfone e ftata creduta neceflaria al Cri-
iano , perche fi falvi . Ma erra fcnza dubbio
eretico , allorche , fenza niun fondamento ,
retende 3 che nelfimbolo folito di ufarfi ne
^mpi de Santi Apoiloli , non altro fi conte-
efle , che 1 articolo riguardante qitefto si fu-

lime miflero . Poiche efprimevano i fedeli in


Ob fino da primi tempi altri articoli de .quali
oi alquanto dopo faremo diftinta mcnzione .
^eniamo ora a Padri che apprefero dagli Apo-
:oli la religione , e la difciplina ,
e veggiamo
i
qual fentimento fieno eglino flati riguardo
lla necefTita della crcdenza in un Dio foio fuf-
itente in tre perfone tra loro per potenza ,
p
irtu , fapienza , e perfezione uguali . Non vi
ia dubbio , che i SS. Clemente Romano, e
gnazio furono difcepoli degli ApoHoii.!! primo
J
ella fua Epiltola a Corin>i (^) dimoftra , che

ifpramente gl:

ua, e averordinato a fedeli di evitarli, come


e foffero tante befh e; poiche quail cani rabbio-

i occultamente procuravano di avvelenare_^


:olleperverfe loro dottrine i veri feguaci di , r
vllt
3esu Criflo(i) fcggiugne: uno e il medico car-
nale ,
efpirituale, cioc dotato di carne , e di
pirico , gtnlto , e ingenito, come a dire, creato,
K 4 c in-
& E C S T U M I

c increato, <fo
Maria, e da Dio. Ma fe it

Verbo e increato inquanto precede da Dio Pa


dre , egli e neceffario confeffare ,
che fia vero
Dio , e non altrimenti una creatura , come
empiamente beftemmiavano gli Ariani , e que-
gli ancora che dopo erefla lore abbracciarono, 1

Mentova pure Ignazio lo Spirito Santo , men-


tre a ^ lianto dopo ragionando de novatori dc
tib N i
a .
p J.
fuoi tempi (a) Ho dictfaputo , cbe fono pei
:
l>

coftd paljati alcuni , che feguitano la perverfi


dottrina, cC quail non avete giuflamenteper-
mejfo , che feminaffero trawoi le lorofacrileghi
,turando a? detti loro le voflre orecchie
iriaffime
non aftoltarli , e dimoftrandovi come
tanU
per
fcrmiffime pietre , da fervire pel tempio de
Tadre tfollevatiper Gesu Criflo ,
e tirati dall

Spirito Santo .
Imperciocchc la yoftra guida
ftata la voftrafede . Avendo adunque defcritt
la
quefto paflb S. Ignazio , e
Trinita in fubit<

foggiunto, che una tal fede era la guida de


veri feguaci di Gesu Criito , fa d uopo ammet
terc , che uno de9 principali articoli della cri
iliana crcdenza era eziandio in quel tempo
mifterodi cui ragioniamo; laonde quelli che 1

negavano doveano eflere come rabbiofe fier

fchivati. Che fe qucdo articolo non era tale

quale noi peniiamo 3 con qua! ardimento S.Ign;


210 avrebbe ordinato, che come beiiie fofli
ro riguardati coloro , che andavano fpargenc
dottrine contrarie a un tal miliero ? Verio
meta dello ftefib fecolo fecondo , in cut fio
S. Ignazio , Giuftino martire fcritTe la fua pr;
ma Apologia , flicendo la profeffione de
dove
OON.xiu. la fede , che la Chiefa cattolica
proponeva,
i

pag^ 5. quefta guifadifcorre . E


qual uomo (Z>)
difenn
il
coraggio di appellarci Atei 9 fe noi adc
ria-
DE PRIMITIVI CRISTIANI . I
55
amo Creatore di queilo
il mondo , e a lui of-
iamo rendimenti di grazie ,
e lodi per averci
*!i creati , e confervati fani , e per aver
r\i difpofte colla fua ineffabile provvidenza le
igioni , e le varieta de tempi ? Quefti fenti-
enti abbiamo noi apprefl dal noftro maeflro
esu Crifto (d) figliuolo, e Verbo di Dio , Dio (a) N. **.
ito da Dio (&) , e primogenito (c) e virtu di pa, 57.
io , propriamente , e folo genito dal Padre ,

per volonta di lui fatto uomo,afine di render (b) N. to.


noi Teterna falvezza . Or qiieiio Verbo e la pag. j

conda perfona , e la terza e lo Spin to Santo

{) , che parimente con ragione adoriamo . (c) N. 2^


)gnuno pertanto da quefti fentimenti diSan pag-J3
liuflino ( il quale certamentc confefifava , che
lorafida noi il Padre , il Figliuolo , e lo Spi- N. 15, (<0

a 1
to Santo , e fapeva , che non ad altri fl deve P S S *
idorazione divina , che al vero Dio ) puo
^evolmente comprendere , che il Padre , il
igliuolo 5 e lo Spirito Santo fono tre perfone
rila flefladivina natura. AJtrimcnti Giuftina
/rebbe ammeflb tre Dei , la qual cofa egli in
iu /uoghi nega manifeftamentc , mentre am-

ictte un Dio folo , e fuor di quefto difende ,


3ii poterfi dar altri,
qualicompeta un s!
a"

ran nome . E non vi ha dubbio, che la Chiefa


la quale non muta mai credenza,perche eflen-
o fondata fulla ferma pietra , fempre ftabile_*
mantiene) ha in ogni tempo propofto un tale
rticolo , come principale , e neceflario a*
rdeli
Malungofarebbeteflere
. in queflo Juo-
un efatto catalogo de Santi Padri , i quali
endono di quefta verita certiilima teftimonian-
a. Or dovendo noi defcrivere colla niaggior
fattezza che potiamo , i coftumi de primiti-
,

1
Criftiani, ed eflendo pcrcio coftretti afpe-
dir-
154 n c o s T u M i

dircida q^iefto paragrafo con brevita , bafleri


accennare folamente i fentimenti di alcuni de :

noftri antichi , da quali fara lecito argunnenta-


re , quale iia ftata intorno a quefto punto la dot-
trina degli altri . Adunque Tertulliano nel li.
bro ch ei fcrifle contra Praflea Erefiarc:
p!ji!i.Ediu
(<0
>4

a. cacciato daila Chicfa, perche non ammetteva I;


17*45.
diftinzione delle tre perfone nella medefimaDi
vinanatura, cos! fagfona : Tu hai una reli
gione alia giudaica fomigliante , percioche cos
credi in un Dio
die non vuoi numeran
folo ,

col Padre il Figliuolo ^ e lo Spirito Santo M .

noi creclendo al Santo Vangelo , crediamo ne


Padre , nel Figliuolo 3 e nello Spirito Santo
i
quali eflendo tre , rapprefentano un Diofolc
c lot: Ton o tre perfone in unanatura. Cosi nc
conofciamo un Dio folone fuoi nomi ,e ncll
fiieperfone . Non altrimenti S.JDionifio Rom,
no nel terzo fecolo della Chiefa parlo della iu
cefUta di credere in queflo si fublime miftero
chiamando egli il dogma riguardante la Sai
All
(b) Apud ti/Tima Trinita Ti) ausfiiftitfima , e religioflffirr
as.u
^^

p r edicazione della Chiefa di Dio , e taccianc


ie 1

%
union. T.r.
di bcftemmiatori coloro , che ofano di neearl
_ , . .

None, dice, una volgare ma ului graviH


} ,

3
p.27f. fc^.
ma beflemmia il pretendere che il noltro S ,

gnor Gesu Crifb femplice creatu.ra 5 impe fia

ciocche fe e femplice creatura , non fareb


flato fempre . Or egli e flato fempre Sono .

queflo fomigliantiffimi i
pafTi de Padri ,
c

dopo fiorirono , quali pafli effendo ftati


i di

gentemente raccolti da moltiflimi altri , da n


per brevita fi tralafciano . Una fola cofa di p

potremo noi ofTervare , ed e ,


che fempre fo

itati feparati dalla unionede* fedeli , e dich


rati eretici , e beflemmiatori coloro ^ che o
Tri-
DE PRIMITIVI CRISTIANI .

rinita delle perfonein unanatura,o la Unitk


Dio negarono Qujndi e che i PraiTeani
.
? (a) Terr. (<0

Montanifti , che feguitavano Efchine(/O , cd conmPrax.


Jabelliani furono nel fecondo , e nel ter- c. n. pag.
(c")

.
fecolo condannati , pcrciocche foftenendo la
nita di Dio tolfero la Trinita delle perfone ;

quegli altri , i quali diiTero , che il Vcrbo ef-


A ^ c ,? r p *
ndo Dio era tuttavolta create furono pa. ad
,"

11 j n /-L- r
i T encijc.
mente privati della comnnion della Chieia , p je fcn-pt.
giuftamente maleJetti La qual cofa non fa- ca p. L i.pag.
.

:bbe accaduta fe la Chiefa non avefle rico- ^- r -


, 213.
^fcinto per uno de fuoi dos;mi la credenzanel Pp
an -
iftero della Unita della natnra delle tre Per-
ne in Dio.Per la qual cofa 1 antichilfimo autor
libro intitolato ^c )
mtilc quale
,
il fcrifse 1
empio eravl
.lopatride contra rapprefentando i i,
i Criftiani
T. Il.^he. ,
n. / j 5 /L i r
mcipali miiterj , che infegnavanii da noitri 00tCf VI0 \

iche nella primitiva Chiefa a coloro , che do- p ^ 2 fe q. . .

eano abbracciare la noftra vera religione , Edit. Paris.


an
nge la perfona di (d) uno , che dicendo di vo-
r efsere battezzato interrogM Triefonte Cri-
ano in quefla guifa Quali cofe dovro io giu-
irti ? Alia quale interrogazionerifponde Trie- Opp- *
T? Tn I t

Giuradi credere in un Dio immortale ,


l

mte :

-ande , celefle e regnante nell alto Padre , Fi-


juolo del Padre , e Spirito Santo procedente
il Padre da uno tre , e da tre uno . Or chi
DO vede , che Tarticolo riguardante la Unita,
Trinita di Dio,febbene derifo dagli empj gen
ii , era con tuttocio nella primitiva Chiefa ,
3me uno de* principaliflimi propofto a credere
chiunque avefse voluto profefsare il Criftia-
efimo ?

III. Aggiugnefi a dogmi di fopra defer itti


i necefTita di credere la incarnazione del Ver- credere *tl*
ncar
o 5 e la vita 3 la paffione , h morte ,
la re- l * L ? >~

na ~ l ne ***
fur-
I> B* C O S T U M I
e
furrezione , Pafcenfione al Cielo di Gesu Cri-
,
^ o jg nor no ft ro f{ niiale ha un reeno,che non
s pamon* >

c x r j .
11 j /i j n j
mal ne e * e e alla de ra del Padre, on-
i

e mortevrc. avra
" " "
>

noflro de verra per giudicare


<*rf
nell ultimo giorno i
Signor Gefu giufli , e i dannati . E che fempre la Chiefa
abbia propoilo a credere , che il Verbo , ciot
il Figliuolo di ,
Dio ugualmente immenfo c
perfetto che il Padre , perciocche ha la fteffa
nattira , abbia afiunto la umana carne , e flaf
fatto uomo , c fia natoda Maria Vergine , eg!
e tanto certo , che non il puo mettere anchi
da piii perverfi e depravati ingegni in contrO
,

veriia .
Imperciocche oltre 1 eflTere ftato infe
rito negli antichiffimi fimboli della fede un dog
ma cotanto fublime, e inculcate a catecumeni
cioe a quelli , che preparavanfi a ricevere i

S. Battefimo e agli altri , che feguitavano


,
1,

legge, e le maflime del Vangelo:per efib ancor


fi
proteitavano i Martiri di fpargere il fangu
loro,e fenza di effo i Dottori del Cri(lianeflm(

aflfermavano, che niuno poteva acquiflarel


?
eterna beatitudine . JE quanto a fimboli , chi
rnai cosi poco verfato nell e antichita Crifliane
il
quale non fappia eflere flato compoilo nel :

fecolo quello , che noi chiamiamo Apoilolico


e fappiamo , ch e (lato fempre adoprato dal
Romana Chiefa capo , e Maeftra di tutte Taltn
Poiche errarono certamcnte coloro , qu? i

s immaginarono 3 che alcuni articoli in ef


contenganfi , che non potevano efTere dag
.Apoftoli , o dagli uamini Apoftolici nello fief
iimbolo inferite;mentre da cio,che abbiamo de
to di fopra , e che appreftb diremo , evide:
temente ognuno potru comprendere , che IK
vi e in eflb articolo , che non fla ftato e
preflamente dagli Apoiioli nelle facre lette:

in-
BE PRIMITIVI CRISTIANI . I
<J
7
fegnato(d). E per verita , che il dogma di
i ora
ragioniamo fi contenga negli EvangelJ , (a) CI5 an-
gli attide SS. Apoftoli
e nelle Epiftole di che i ftato
,

Paolo, di S. Pietro, di S.Gucomo, c di pwvato daL


TJ I 3

Giovanni , egliesi manifeflo , clie chmnque


rr uu i -i r i
Orabe nelif
potrebbe ancora negare che il lole Annotazio-
negaffe ,

uce di mezzo giorno Abbiamo inS. Matteo nf a l Tm-


.

S. Marco , e in S. Luca tante volte , che tato di Ge-


:sh e vero Figliuolo di Dio , abbiamo nel orgbBolio
*
ngelo di S. Giovanni ful bcl principio 3 che ;

^erboeDio, ch e il Figliuolo di Dio, ch e q^oj


to fempre , e che fi e incarnato . Abbia- n us flt
) nelle Epiftole di S. Paolo, come fi e di fo- ms Deus . ,

a offervato , che Crilto eDio benedettone Fg<3rcq.


Edlt anj1
:oli . Abbiamo negli Atti Apoitolici , che ^
J

ora quando Filippo Diacouo riduile alia fede


unuco della Regina Candace , prima di dar-
bartefimOj gli diffe , che 1 avrebbe confo-
il

o , fe di tutto ciiore credeva , ed egli rifpo-


(/>) , credo ,
cbc Gesu Criflo e Fi?liuolo di (b)Ai-r.viu.
il

, c quindi fu riconofciuto degno di ottene- v. 37.


lagrazia di eOere battezzato. Onde dicea
1 Paolo , ch ei , come gli aim Apoiloli
^dicava Gesu (c) Crocefiffo , la qual cofa era /-x
r Co ^
fcandalo a Giiuiei , e a Gentili fembrava rinth. "c. r.
?zia , ma con tutto cio anntmziava e a Gin- v. 23
i
5 e a Gentili Gesu virtu ,
e iapienza di
o . Ne folamente nelle facre lettere del nuo-
Teftamento 3 ma ne Padri ancora , i quali
ma deiranno 325. ^ in cui fu celebrate il
ncilio Niceno , e dopo che in eflb Concilio
ono condannati gli Ariani , fiorirono , un
e articolo e propofto come uno de principa-
e fondamentali della noftra fanta reli?ione
o .

poi leggiamo nella Epiilola a Corintj di


si

Clemente, nelle Epiftole di S. Ignazio, nel


le
158 C O
!> S T XT M I

le Apolcgie fcritte da difenfori della noftr


credenza nel fecondo , e terzo fecolo dell
Chiefa . Ma ficcome il rifcrire tutti pafll lor i

riufcirebbe cofa aflai lunga >


e nojofa, cosl nc

rapporteremo due foil , che ci fomminiftran


S. Ireneo
, Turtulliano , poiche quefti ri
e

Cap. x. guardano piuda vicino il fimbolo . S.Irene


45. dunque nel fuo primo libro contro TErefie (a
la Chiefa, dice, diffufa pertntto il Mond
ha ricevuto dagli Apoftoli , e da loro Diicepo
quella fede , ch e in un Dio Padre Onnipoten
te , che fece il cielo , e la terra, e il mare ,

tutte le cole , che in efll fono e in un Ges :

Criflo figjiuolodi Dio incarnato per la nolh


falnte , e nello Spirito Santo , che predico p>

Profeti le difpofizioni di Dio , e la venuta ,


quella nafcita , o generazione , ch e dalla Ve
gine , e la pailione , e il riforgimento da mort
e 1 afcenfione in Cielo di CriftoSignor nollrc
e feconda venuta di lui nella gloria del Padi
la

dal Cielo per rinnovare , o ricapitolare tut


le cofe , e per rilV.fcitare i morti , e condann
re alPetcrno fuoco i
maivagj , e dare la vit,

c la kmpiterna gloria a giuiti ,


che oflervar
noi comandamenti,e nella dilezione di luipe
feverarono da principio , o da quel tcmp(
che delle loro trafgreffioni fecero penitc
za. Le itefle cofe ripete egli piu ampl
mentein qualche luogo, e inqualche altrop
brevemente come nel terzo libro della m
,

defima opera (If) dove dice che la tradiz


,
:

(lr)Cr?p.iii f ne ricevutada Santi Apoftoli, epredicatap


|:.ig. i;(>.
tutte ] e Chiefe confide principalmente nel ci
dere in un Dio onnipotente, facitore, cioc cr<

tore del cielo, e della terra, formatore dell i

mo , che cagiono il diluvio , che chiamo Ab


mo.
PRIMITIVI CRISTIANI . J

3, che libero dalla fchiavitu degli Egiz/ la


zione Ebrea , che parlo a Mose , che difpole
legge , che mando i Profeti , che prcparo
diavolo, e agli angioli cattivi il fuoco ; e nel
nere fermamente, e profeflfare, che quefti e il
.dre del noftro Signer Gesu Crillo . Non al-

menti Tertulliano nel fuo celcbratiflimo li-


odelle Prefcrizioni contra gli Erctici(^)Ac-
/-^^ I

)ccheprofefriamo,dics, quel che difendiamo ,


regola della fede confifte nel credere , che
un folo Dio , e che quefli non fia diverfo
1 Creatore del mondo , che ha prodotto il
:todal nulla pel fuoVerbo.Che queftoVerbo e

igliuolo di lui, concepito per virtfc dello Spi-


o Santo,e Incarnato nel ventrc di Maria Ver-
le nato da lei, e appellate Ges^Crifto,
,

. Che Gesu operomiracoli mentre prcdi-


/a la nuova legge , che fu dipoi crocefiflfo ,
2 riforfe da morti il terzo
giorno dopo la_^
)cefiffione, fall in Cielo , che fede alia
che
lira che mando lo Spirito Santo ,
del Padre ,

2 verra
per la feconda volta gloriofo per giu-
;are i vivi 5 e i morti , e rifufcitati tutti ,
^e a quelli per le opere buone , che hanno

te, la eterna gloria , e a quefti per le fcelle-


ezze da loro comrnefle la eterna dannazione,
none Q^efta regola, aggiugne Tertulliano ,
.

tuita, come noi proveremo, da GesuCrifto,


n ammette tra noi veruna queilione , o di-
ita , che vogliamo dire ,
fennonche quelle,
2
gli eretici muovono , e che ibgiigno fare
;tico 1 uomo .

3
Dimoftrata la verita dell articolo riguar-
nte la Incarnazioiie del Verbo non folamen-
colle teftimonianze de Santi Apoitoli, ma
ntichifTimi fimboli della Cattolica Chie-
fa,
160 DE COSTUMI
fa , c co paiTi de Santi Padri , i quali
feirono iilruiti da medefimi difcepoli di Ge
Crifto ,
o nel fecondo , e terzo fecolo della
Chiefa , feguendo dottrine de lor maggior
le

varj volumi contro gli empj corruttori de


Evangelici con incomparable forza,e u
libri,
lita grandifilma de fedeli compofero; refta , c
brevemente trattiamo deH argumento,che fpi
ta alia confeffione de Santi Martiri , eal difcs

ciamentodegli eretici dalla Chiefa , il qual ;

girmento evidentemente compruova la ver


del cattoiico dogma , e la neceffita 5 ch e fc
pre data per acquiftare !a etcrna falute ,

crederlo come uno de principalifTimi artic


della Crifliana religione. E quanto a* Martii
:

baitera leggere gli Atti flnceri della loro pafl


ne apprefib il Ruinart , e i Gcfuiti raccoglit<
delle vite de Santi, i quali da Giovanni B
lando della Compagnia di Gesu UOJTJO erudii
fimo 5 che diede principio a quella valla ope
fono appellati Bollandiiti , per eflerne perfi
fo . Avendo confeflato efpreflamente un t
articolo S. Giacomo primo Vefcovo di (
rufalemme , come racconta Egefippo fu prc ,

pitato dalla fommita del tempio ^a) : foffri


(a>Rigiinart.
eredibili tormenti Simone Vefcovo della ft
pg^.feq^. Citta (6) : fu dalle fiere sbranato ,
e divor
edit- V& fotto T
t
Ignazio Vefcovo Antiocheno (r) I

peratore Trajano furono S.Siraforofa , e


: i fc

v
figliuoli di lei con varie forte di fupplizj
JF-<

pri
ti di vita , mentre regnava Adriano(^), c

ciata S. Felicita co fette fuoi iigliuoli ne te) i

di Antonino (e) , bruciato S. Policarpo Ve)


vo delle Smirne, (/) Tolomeo ,
e Lucio
. GiulHno fotto Marco Aurelio uccifi(^),
e d( >

graviilimi tormenti o sbranati dalle fiere


col
PRIMITIVI CIUSTIANI . l6l
>1
ferro ammazzati Martiri di Lione (^), e
i (.1) Rmn:wt
finiti altri fortiffimi iiomini lacerati fotto

fcguenti Imperatori con ntroci martorj ,


c

pplizj
mai piu ne veduti , ne immagina-
. Ella e illuftre la confeffione di San Epi-
)dio quale pati fotto Marco Aurclio,
, il

abbiamo difopra fattomenzione Men-


cui .

e battuto ne-le guance il Santo avea denti i

itti infanguinati
, per maggiormente confon-
TC i ncmici del Criftianelimo e dimoftrai- ,

ro , che per niuna cofa mai avrebbero potu-


rimovere vcri fedeli dal loro proponimcn^-
i

, proruppc in qtieire parole (&) : lo credo, (b) Ib.

ic Crifto col Padre ,


e collo Spirito Santo fu
io , ed e cofa giufta , che io fparga il mio fan-
le , e dia per lui la vita anima mia , cT- ,
e 1

ndo egli mio Creatore Redentore Cos! , e .

mi far-i tolta la vita ,


>n
ma cotnmutata in una
igliore .Non m importa niente il vedere la- (c)
rato il mio corpo , purche Panima fciolta , fi*
afportata in Cielo per unirfi col fuo autore .

Ma che negarono la divinita


degli Eretici
,

.Ifigliuolo o che Gesu Criito come un uomo & notation

t -,jn.
,

mplice rapprefentarono , e percio furono di-


-iiiT-1
acciati da noun ceti , e pnvati della Eccle-
lcl

Mon.icnor.
. .
*" -

^
Mauri. s>

.iftica comunione non e necelfario , che io


,

>piofamente ragioni effendo certiffimo, che (d),


lbl(i -
:r elTere ibti infetti di un tal errore
gli Ebio-
iti , (c) i CerintianJ
, (^) Teodoziani , (^) e
cuni altri , furono talmente avuti in abbomi- Anftor.ap-
i
^
io da noftri Antichi
, che ne pure erano da pend. ad
Ti
ialutati, quando loro fi
prefentavano . E di **&?
C*
queiia guifa parla S. Ireneo nel p.| z
"crinto in