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PRIMITIVI CRISTIANI
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D A

TOMMASO MARIA
M AM A CH
Dell Ordine de
I

Predicatwi

TEOLOGO CASANATENSE. T O M O I.

RVMA MDCCLIIL
Preffb gli Ertdi di Gio: LORENZO BARBIELLINI Stamp atari , g Merc ant i di Libri a Taffjiiino .

CON
-5*

ALI/ALTEZZA RSALE EMINENTISSIMA

ERRICO BENEDETTO DUG A DI YORCK, E


della.

S.

R.

Cbiefa.

Prete CARDINALS

FR.

TOMMASO MARIA MAMACHI DE


Tcologo Cafarutenfc
.

SSENDO

Hato

fempre digran*
dijjimo pregio ,

a ornamento agli uomini^ che ( ifono applicati alia letteram^

ra,

(IV)

ra 9 ilporre in front e alleopere , che hanno ttdbilito dipubb lie are , ilnome di un qualche o perfonaggio i a cui
illuflre

la o per la virtu propria , per nobilta de natali , epelgrado fuUime , cheotcupa, eperle cMariffimegeJle de fuoi mag-

giorijembrajfe convenevol (a di con/agrarle* e avendo y o J


co<*s

qucmiunque difapere^ coloro , che cTingegnd a tutti


ip 9

Studio delle anfonoji dati allo ticMta dellaCMeja, infer iore , determinate d imitare il 7
*.

todevole loro efempio ; non bo


**s

JL

-^

lungamente penfato fotto quaU .aujpicj dovejje comparire


alia puWica luce ilmio pri*

(V)

mo

volume de Cofhimi de, Primitivi Criftiani, i


le

per
all"

materie^ che contiene

ALTEZZA VOSTRA REALE


piu che ad era certamente
,

EMINENTISSIMA

ogni altro , doTUto . Imperciocche trattandojl

effb della

fede

dellafperanza^ della carit a,


e della religione , le quali vir-

tufurono eccellenti in

moltiffi-

ml

di queifedeli

chefioriro-

no ne prinufecoli delCriMianefimoi e dimoMrando/iancos oJ y

ra , come nonfolamente leperfone di ba/Ta , e di mediocre J


*J*S

condizione graviffimi

pati-

menti foffrironoper mantenere illefa la lorof ana credenza,


* 3

ma.

ma eziandio akuni

de* piu ri,

nomati^ e nobiliuomini

che
,

degnifurono delPlmpero

fine di confervarc illibata la Religione^che aveano abbrac.

data , volleropiuttoHo abbandonare gli


altiffimi pqfti ,

che

cccupavano nella Repubblica ; a Voi fenza dubbio lo


$effo libro apparteneva
,

cui Progenitori in quefto genere principalmente in mo-

do maravigliofo Ji fegnalarano . per vero dire , chi

Jarhmai

cosi poco informato delle cofe awenute verfb la ,y jf

fine delpaffato i e fulprincipio di queHofecolo , / / quale

nonfappia

ejjer ella notijji-

(VII)

ma

cofa

da piu

celebri

Scrittori tramandata alia me-

moria de pqfterifhe il Vo/lro appena ingloriojiflimo nalzato al trono della Ingbil-

Aw

ejjendofi ffiudiato con tutta fopra , e diligenza di ri-

terra

fiabilire nejuoijlati il Cattolicifmo,e avendo tirato contro di

fe FodiO) e provata laperftdia de malcontenti i cFerano allevati nella erejia , Himo ejjer ella tiriazione gloriofa , e de-

gna dije,

e della Jua re ale

profapia ilfojfrire in pace di


efferecoffrettopiuttoHo a lafciare ilRegno , che commettere alcuna cofa
*.*

, *

che%j A/ prefofTe
JL

giudiziale al culto della vera *


4
re-

religione ?

(VIII)
il

voHro Real

Qenitore non haforfe con non minor e coraggio , efortezza di ammo fatto a Dio della coro na , che gli e giuftamente do-

vuta^per motiw dipieta

e di

religione un intierofagrifizio \ le virtu di quejlo Monar-

Ma

ca, cbe veggiamo inviolabil*

mente attaccato alia fanta


Cattolica Chiefa^ e fovente
proftrato avanti gli altari of*

jrire alSignore ifuoi voti con tal raccoglimento di fpirito , e con tanta devozione , cbe ne*
riguardanti cagiona compun^
zione , faranno
,

come quelle
gloriocelebrate ne\
"

della

Regina VoHra

Jifjimq

Madre

(IX)
fecoli awemre , ne vifara eta

mai , in cuiji cefji dipredicar


lefue lodi Quindi e , che Voi delkpaterne , e delle materne
,

virtu perfetto imitatore rifiutato co lie pompe , coglijpaffi , e co* trattenimenti , che vipa--

reano meno convenient alia


vojlra iftituzionejutto cw^cbe di grande , e di magnifico il
f Jecoloi)ipromette va^ abbrac*

ciafte lo rftato EcclejiaHico , e nioftraffie piu coi fatti , che

co lie parole
il

ejjcr egli Stato

Sfgnor Iddio la vqftrafidu* cia fino dalla *uoBra prima giovinezza , e talmente vi
e profeguite ad efercitarvi nelh opere di pieefercitqfte
,
ta

(X)
fa
,

e di religione
a*

cbe non
,

folamente

Romani

ma

Perlaqual cofa BENEDET XIV. Pontefice Maffimo, che per lo *va$o fuo fapere , e per la Jlngolare facolta , che ha fempre avuta di diftingue~

eziandio agli etferijtete di efempio^ e di ammirazione .

TO

re ilfenno

e il valore delle

perfone , le quali poffbno effere di particolare vantaggio


alia Chiefa^Je giungano afo-

Jlenere una dellepm ragguardei)oli dignita nel Cattoli-

avendo comprefo qual luHro , e ornamento avrefte


)

voi recato alpiuAugufloSenato delMondO) vi dicbiard Cardin A-

(XI)

dmale ,
.

e poi

Arciprete

della

rinomatijfima Bq/ilica di S. Pietro Ne quali po$i in una


eta cosi giovanile accoppiando Voi la gravita dl Principe ,

cuifcorreper

k veneilfangue

in lui trasfufe di tanti poten* colla mode$ia , e tijjlmi Re ,


colla vita ejemplare , che dee

rHueere nel Sacerdote \ date


e evidentementeadievedere y co

me fteno Hate benfondate

le

fperanze , cbe un tanto Ponte-Jice , e i R omani di Voi aveano concepute ; e cljefacendo Voi
afllduamente con tantapieta^e devozione lefacrefunzioni , e

moflrando tanto zeloper la cafa diDio , dobbiamo ^ comel\


am-

(XII)

ammirammo ne VoHriMaggiori^ co in Voi medefimo fempre piu vincitrice la religione ,


si

ancora ammirare

EfTendo adunque /for nit o JkS e Voi di quelle virtu^dellequali ho io trattato nelprimo libra, e e do vendojipercio quefto libro
J.

medefimo all ALTEZZA VoSTRAREALE EMINENTISSIMA ,


1

a Voi^ qualunque e Jia^ Fojfro^


lo dedico , e lo confacro
:

epre

gandovi digradire con quella benignita, cFeparimenteuno de* molti pregj , c he adornano ilvojlro animo , quejlo mio
reverentijjimo ojjequio , umil* inchino al bacio del9 mente

lafacra Porpora .

NOS F.ANTONINUS BREMOND


THEOLOGIZE PROFESSOR
Ac
Ord. F. F. Magljlcr Generalis
totius
Pr<td.

(XIII)

Humiih
*

>

&

Scrvus

Aritm
.

ferie, noftrique aii$6ritate of-

ficij

facultatem

quantum

in

no-

Mabis eft, impartimur tibi oiftro F. Thomac Mariae Mamachio TD Provinciae noflrae Romanae Theologo
A. R. P.
Cafanatenfi 3 ut poffis typis inandare__^ Tres Tom os open s 3 cui ciculus : De
ctftumi
fi

de
3

Primitii)i

Crijliani

te

compofiti
a

de

mandate

noftro

rcvi-

duobus Ordinis Noftri Theologis, Ad R. P. M. f. Thvnt dc Luc a 3 & ab Ad. R.P.MF.Angelo Mividelicet ab

na
dis

Sptiftnoccbi
.

fervatis de jure fervan^

In nomine Patris

& Filii & Spi,

ritus Sanfti

Datum Romae
ftiper

In quor. fid. &c. in Convenu noftro S.Mariae


die 16. Feb. an.

Amen.

Minervam

1755i

Fr. Antoninus

Bremond
y

Ordinis

Reg. ps g. 7 .
Fr.

Thomas Ignatius Maria Nttta Mag, & Socius*

(XIV) APPRO V A Z
commifHone
1

O N

mo PFR Generale

mfo Padre ReverendifiiAntonino Bremond ho letta con piacere opera del Padre Maeftro Fra_j Tommafo Maria Mamachi Teologo Cafanatenfe
del
F.

intitolata De* coftumi d?* Primitivi Criftiani Li-

Troppotardo io fare! , fe volefli adeffo pormi ad applaudire all opera e alia perfona ? poL ch in rapporto alia prima , e ftata quefta molti
.

bri tre

anni avanti prevenuta da altre vircuofe fue applaudite compofizioni date alia luce ; in quanto poi alia feconda , lafcio parlare i primi Uomini non folo d ltalia ma di Europa accreditatifllmijC
virtuofi
,

che non ceffano


fuo

di

meritamcnte encoJ
"

raro fapere . E de^na per tanto h prefente opera d efler data._> alle ftampc , mentre i coftumi de 5 veri antichi
il

miare

nome

pel

di lui

rappf efenta, onde a chi la legge puo ciferdigrandefpirituale profitto;e per eflere an* cora fcritra con chiarezza , e con ptilizia di ve* ro (Hie tofcano , puo il Leggicore giovane prevalerfene per ritrarre del giovamento . Sicche
Criitiani ci

non efcndovi niente n^controla fede, ne contro ibuoni coftumi , merita d eflfercolle ftampc al

Mondo
nel

pubblicata

Dato

Convento

della

Minerva quefto

di 20.

Febbrajo 1753.

F. Anglok Spannocchi Maejlro di Sacra ,ed Efamlnatore Apojlotico del Tcoiogia


Clcro

Romano

Ho

(XV)

HO

veduto per ordine del P.

Rmo
del

F.

Antonino

Bremond Maeftro Generale

noflro

Or

dine de Predicatori il libro intitolato : De Coflunri de Trimitivi Crifliani libri tre comfofti da F. Tommafo Maria Mamacbi dell Ord. de* Tred. Teologo Cafanatettfe , nel qual libro non__5 folamcnte non ho io trovato alcuna cofa contraria alia Santa fede cattolica , e a buoni coftumi ; ma ho ancora offervato unafoda erudizione , e una gran facilita di efprimere in lingua italiana i fentimenti degli Antichi Padri della Chiefa, che riguardano gli ufi , e coftumi de* noflri maggiori ; onde per le utilita, che puo apportare a tuttiqueJli , che avranno comodo di leggerlo 5 giudico, che fla degno della pubblica luce .

Minerva Roma queffodl 21. Febbrajo 1753.


F.

Tommafo De Luca di Tredicatori Macftro


facra Teohgia
,

Triore del Convento

Minerva

HO

veduta la prcfente Opera De Coflumi de Triwitivi Crifliaticotapofa molto eruditamente dal T. M. F. Tommafo Maria Mamacbi
,

e in efla
noftra S.

non ho trovato cofa , che reptigni alia Fede , e a buoni coilumi, ed in fedc

quefto di 20. Febb. 1753.

Giv

Bottari.

Avcn-

(XVI.)

AVendo

commiffione del Rmo P.MaePalazzo il primo to mo dell Sagro t Opera intitolata De* Coftmni de Primiti ui Cri del M. R. P. Maeftro Toittmafo Maria Maflia.nl machi Teologo Cafanatenfe , non folamentc_j non vi ho trovato cofa alcuna ripugnante a Doletto per
ftro del
>r

gmi, e verita di noilra fanta Religione ; ma anzi ho con piacere oflfervato una miniera abbondante di aiitorita , di ragioni , e di prove cavatc da puriflimi fonti della tfadizione Apo/lolica, ed Ecclefiaftica de primi iecoli della Chiefa, e molvi

to addattate a vieppiu Ihbilire


flmi della Cattolica Fede
^

dogmi

fantif-

ed a iftruire i Fedeli nelle maflime della vera , e foda picta CrilHana : Onde lo giudico degno della pubblica luce per

mezzo

delie fhimpc

Chiefa

Nuova

quefto di 21. Fcbraro

Carlo Majfini della Congreg. dell Oratorio di I(owa

IMP
Si

videbitur Reverendifllmo Patri Sacri Palati i


Apoftolici Magiftro
.

F.

M. de Rubeis Tatriar.

Canfttntinop. Vicefg.

Fr.Vincentius Elena

Rmi PatrisMag.S.P.A.Socius.

PRE-

(XVII)

IN D ICE
DE CAPITOLI, E DE PARAGRAFI

DEL LIBRO
DE*

I.

COSTUMI Dl PJUMITIVI CRISTIANI

PREFAZIONE
I.

CjVanto
gentili
ti
, ,

^^- flumi de* Primitivi Crifliani


Innocenza loro conofciuta dagli
e

fia

utile il defcrivere

i
.

co-

pag.

i.

II.

flefji

che gli aveano prima calunnia..

perfeguitati

iij.

III.

Le principals calunnie

fttrono inven*

tate da* Giudei.

IV.

jf

quail
.

acconfentirono

pareccbi

Gentili

V. / medeflmi Gentili conobbero finalmente la innocenza

varono come

Crifliani ; ma riprofuperfliziofa la noftra fand<?

ta religione . vii}. VI. Dalla diverftta di giudicare i fedell fi dimoftra , che i Gentili erano pcrfuafi XV. della loro innocenza .

VII.

mi

Da quefta perftf a/tone indotti woltifftGentili.altri ammirarono la virtu de* Crifliani , e altri non foLvnente / am-

mirarono , ma rabbrarciarono ancora. xxij. VIII. Aon fi /tega , cbe we primi fecoli del I a Chicfa vifrflero alcuni cattivi Cri
fliani
,

ma

comparazione

quefii de*

erano focbijjimi buovi . xxxviij.


inj>

Si

(XVIII)
Si apportano le ragioni,per le quail coWandar de* tempi crebbe nella Cbiefa
II

numero

de* cattivi

XLIJ,

LIB.
Dc
riguardavano
io
.

I.

coftumi de* primitivi Criftiani

CAP.
ftiani
.
"

I.

Della virtu della Fede de* Trimitivi Cri

5.

I.
.

Come la cognizione

delle divine cofe conIvi


.
.

duce a operar bene . Quale fia la virtu della fede

7.

yf^J
I.

$.

II.

Quanta foffc ne primi

Criftiani eccellente

la virtu della fede . II. *Per quali motivi abbracciafsero i noftri anticbi lafantafede , ed in efsafem.

10.

n. pre fi confermafsero maggiormente Confefsavano i Criftiani , cbe per la grazia di Dio erano chiamati alia fede . Ivi . III. 1)no de* motivi , fu euifi fondavano i
noftri

maggiori

era ripetuto dalle proda"

fezie

IV. Dell argumento prefo


L

miracoli

V.

//

principale

argumento prefo da mila

racoli.per confermare la verita della re.


ligione cri/liana e
Crifto
.

refurrezione

di 32
[.

Gli

(XIX)
VI. Gli

4p ofloli

non furotio ingannati in.

torno a qutftn punto VII. I difcepoli di Criflo non ingannarono niuno , mentre predicarono la re-

3 #.

furrezione di lul

47,

oprati da Gesil della refufcitae Criflo , fpecialmente zione di Lazzaro , e del tremuoto , e

Degli

altri prodigj

delle altre maraviglie fuccedute nella.*

morte di

Criflo

54.

VIII. Confertnazione del Criflianefimo pe wiracoli opcrati da difcepoli del Si-

gnore

6%.
i

IX. tddducevant ancora


i

noflri

maggiori
religions,

in confer mazions della


,

vera

prodigj vanji nelle cbiefe pe fedeli . 69. X. Veritei della religiwe comprovata col le teftimonianze de* Gentili . 87. XI. vtrgumento ricavato dalla prodigiofa

chc da Dio

fovente opera-

propagazione del Criflianefimo^per com* pro vare la veritd della noflra fanta re
ligion e
.

XII.

quefti motivi ncllafedc i primitivi Crifliani , voleano piuttofto foffrire ogni incomodo ,
,

Come confermati per

<L^

ferdere qualunque cofa in qualcbe parte , ancorcbe parejse mi*


violarl<L*

cbe

nima

114.

III.

I.

Quali fienofempre

flati

principali do-

gmi

propofli a credere dalla Chiefa tC di Gesii Criflo 145* 6 I.Del-

(XX)
I.

Delia credenza in Dio creatore delleJ


vifibili
,

e delle itwifibili cafe


,

Ivi
e delta

dell* unita delta natura


.

Tinita delle divine pcrfone

148.

nella IncarnazioII. Neceffita di credere ne del Verbo , e nella paffione , e_^

III.

morte del noflro Signor Gesu Criftj We ce (fit a di credere f una vera,

la comunione^ fanta Cattolica Chiefa , 9 de* Sami , la remi/fione de peccati , la morti y e la tterntu refurrezione
dc"

vita.

IV.
tencrfi fentpre

I.

Cowe

noflri
e

maggtorifer

comt dipinte rf avanti agli prcfentl , occhi le verita della Criftiana religione
,

delincavano
/

zamente varie
rie loro figure

cri

fef)l~ 177luoghi dedicati al divin culto .


f.

immaginl ejprimevaw

o fiolpivano roz~ ^ va,

per

ne*

V.

Come per

lagiitfla cognizione , che ayeano delle divine cofe, i primitivi Criftiani

regol-aflero le loro azhni , e procuraf* firo di non commettere ale una cofa , cbe 9 difdicefje alia pleta , e alia bonta de

coflumi
I.

Come i primitive
prcfinza di
oio

Criftiani
5

penfando alia

che giuftamente ere-

devano
peccare
II.

effer
,

, fi afteneflero dal e nella virtu fi tfercitaftero .

immenfo

201.

Come per ifibivare

cterno fopplizio

epcr

(XXI)
vera heatitudine , c per acquiftare the confiiie nel godere Dio , c w fiprtL*
ogni
c<>fa

amavano

p+ocuraffero

Cri-

fliani di vivere fecvndo il dettame retto delta ragione , e le majjiwe del fan-

gclo

211.
S. VI.

Tenendo per certo


il

i Crifltanl
il

principle

cbe Iddio I , delT uomo , r//i?fine

rivano

in lul tutte le loro operazioni.

227.

CAPO
ftiani in

II.

Delia ferma fperanza de primitivi Cri-

Dio

fegni

c^e davano

primitivi Crtftia*
in

ni delta loro

ferma fperanza
.

Dio.

230.

II.

I.

cbe ufavano i primitivi 240. fedeli per anlmarfi a Jpe rare in Dio.
,

De* fimboli

II.

DC nomi

di tperato
.

e di

Speranza

Ivi.

III.

Percbe
*ve

i Criftiani imponejjero a* luogbi, do* erano foliti di fepellirc i loro mor-

ti , il

nomc

di cemetcrj

242*

I.

IV.

(XXII)
*.

IV.
i

Del timore
1)1

cbe di Dio aveano

primiti-

Crifliani.
-

244,
.

V.

Quanta foffero lontani i noftri maggiori dal prefumcrc di loro medejimi . 245.

CAP

.III.
Crifliani

Delia Car it a de primitivi fo Dio .

ver

CAPO
Crifliani
.

IV.

Delia virtu delta rtligionc de* Trimitivi


2

66.

I.

Quanta

foffero contrarj
,

alia

idolatria i

primitivi Crifliani

adoquali mezzi

praffero per toglierla , e fradicarla affatto da* cuori degli u&mini , cb erano dediti alia fuperftizione . 26%.
I.

Quanta fofsero i primiti vi


trarj alia idolatria
.

Crifliani con
2 6%.
i

II.

Quali mezzi adoprafsaro


Crifliani per ifradicare rnondo la idolatria .
,

e togliere

primitivi dal
2 70.

III.

/ primiti vi Crifliani non folament^j> non adoravano le immagini degli Dei , ma mtnchc ardivanQ difarle per efercitar/t

pcxiii)
tarfi

neir arte della pittura


.

o 2 74.

fcitltura

IV. Scbbenc amrnettevano

cbe dovefsero

efsere veneratigli idngioli , e i Santi, con tutto do flavano attenti a non pre-

ftar loro
-V.

II

culto di latria
.

cbe

fi

dcvc-j

umcamente a Dio

276.

I(iguardavanfi eziandio i Crifliani di ntn nominare niunfalfo Dio ne loro diltu>

278. fcorfi , e colloquj. VI. ^ongiuravano pel gcnio 9 nt per 280. fortuna di Cefare . VII. Non voleano cbiamare Dio col nome di Glove . 280. VIII. Sebbene non fi rhiravano dal con ferfar co* gentili , con tutto do riguardavanfi da quelle loro cenverfazioni ,
nelle quali fi fcorgeva qnalcbe vtftigio di fuperflizione .

281

IX.

*l<[on

andavano a vedere ne anco per

282. curiofita i templl de* Gentili . X. T^e intervenivano a loro fagrlfizj . 284XI. Won ufavano le corone , perche erano morti da* gentili , impofle 287. XII. Won e pertanto maraviglia , cbe non confultafsero mai coloro ^ cbe faceano profeffion di magi a . 285?.
a"*

XIII.

Won
.

intervenivano

conviti de*

Gentili

XIV. Aon andavano


altri fpettacoli
.

al teatro

ne agli

XV. Non ufavano niuna dimoflrazione di onore agrimperatori , cbe nonfofse puramente Civile
.

290

II.

(XXIV)
.

II.
/

Delle fregbiere , de templi dellc Sacre adunanze


Criftiani
I.
.

dc lie feftc

de"

primitivi
^

II.

Delle pregbiere de primitivi Criftiani. Ivi. Sc ne* primi tempi i Criftiani tbbiano

III.

avuto le Chiefe Delia forma


9

29 6.
o ftruttura de

templi

, 308. IV. Delia difpofizionc dellc anticbe Chic3 opff9 V. DC tuefliboU templi anticbi de Crifliani . 310. VI. De// atrio dellc Chiefs . 312. VII. Del T^artecc . 315. VIII. Dtlla Njvc delleCbicfe. 317. IX. Del Coro , e del bema, ovc era / 4/dc"

de primitivi Criftiani

f^r<?

318.

adunanze , cbe file anfi fare nellc Ivi . la Domenica . Cbiefe XL Delia Tafyua . 324,

X.

f//e

D//e

<z/rre

Fefte

c/;^

celebravanfi

da* primitivi fedeli . XII. Delle adunanze de* Criftiani modeflia loro nelle Cbiefe .

326*
,

e della

327.

XIII. Delle ft azioni de primitivi Criftiani .330, 9 XIV. Delle fupplicazioni de primitivi
Criftiani.

332,
Ivi
.

XV.

Delle private pregbicre de primitivi


.

Criftiani

PREFAZIONE.
L L A
ff

e
*

cofa.

tt * mile

fo
il

preilo che tutte le focie.

ta

naziom comune di ame

initial

Cn

mirare la vir e narrantu con alte lodi 3 do 3 o fcrivendo celebrate e tramandare alia memoria de i pofteri
fenno 5 i\ valore 5 e le illuftri azioni de loro maggiorire comecche a moltiflime
il

bene 3 cio fenza dubbio alia noftra Chiefa 3 o focieta y o repubblica 3 chci^
flia

vogliam dire^ malfimamente conviene^ la quale con approvati documenti y e con1

fermati dagl

iftefli

Gentili puo a evidenza R

ij

RBPAZION
5

H.

2 a dimoftrare

quanto

noftri antichi

in ogni genere di virtu furono eccellenti 3 e come non folamente colla veracita
della dottrina
3

ma

eziandio colle fante

loro ottennero 3 che la unioperazioni ca vera Religione maravigliofamente fi. tiuto il mondo . ImperpropagaiTe per ciocche fe la fola opinione 5 che molti

anticamente ^veano della fortezza


3
t~>

della eiuflizia w

e delle altre virtu desli

che o non viffero mai 3 o fe pur vifleroj non furono certamente tali 3 quali erano riputati 5 tanta impreflione fade mortali 3 che non poceanegli fpiriti

Eroi

chi di

effi 3

a fine di alfomigliar loro


fi

efponevano ^ e foggraviffimi pericoli a infiniti travagli , e patimengiacevano


ti
s

quanto maggior forza avranno prefi

fo

fedeli di

Gesu Chrifto
5

gli

efempli

non dico

di alcune

ma

di

un numero in-

numerabile di perfone di ogni feffo 5 di ogni eta 3 e di ogni condizione 3 che-* ne primi fecoli della Chiefa 3 come tanti
gigli trale fpine malvagi idolatri
3
fi

cosi tra gli

empj

mantennero
virtii

illibatif-

fimi
si

da virtu in

avanzandofi

non folamcnte recarono

alto grado di perfezione falirono 3 a noftri follie-

a che
3

vo

>

P R E F

A Z
3

O N

ifj

vo

c giovamento

ma

fovente ancora

ne perfecutori 3 e nemici noftri cagionarono e cotifufione 3 e maraviglia 5 e im


vivo defiderio di efTere loro imitator! ? E nel vero onde nacque mai 3 che coftoro
3

dopo tante
il

e cosi atroci calim-

nie inventate contro de noftri

Maggiori
5

giugneflero finalmente a confeflare 3 che i git /w fedeli di Gesu Crifto oneftamente vivea-f ?
l

per ifcreditare

nome

Criftiano

c
-

no

e la ofpitalita y e le virtii morali tutte con incredibile dili3

e la pudicizia

p
tl

genza offervavano ^ e fi determinaflero ad abbracciare quella religione a che^ aveano prima in abbominio 5 e orrore avuta 3 le non dall aver effi conofcitito con ammirazione 3 dopo che liberati furono dalla invidia D la iiinocenza de no ftri 5 e chiaramente comprefo 3 che non
altro

maggiormente doveano

defiderare,

imitar quelli 3 la vita de quali tanto era efemplare 3 e perfetta ? Poiche


d*

che

non pu6 negarfi 3 che prima eglino 3 per un certo aftio ifpirato loro dal nemico
dell

uman genere

(il quale per laprodi-

giofa propagazione del Criftianefimo ve-

devairreparabililefueperdite) appellaffero Atti i fervi del vero Dio 5 ejlrego*

/ 5

iv

PREFAZIONE
e impoftori
5 ,

nl

c/o/f///
,

tfuferftizjofi
titi i

demon]
,

e fedtittori c differ at i ,
5

cfcimuniti

e p/e&r/

dirfo-

fero

, efacrilegbi li chiamafmille alcri obbrobriofi nomi ime

dell afino

loro 3 e a morte gli odiaffero * .ponefTero c ogni opra 3 e diligenza ufaifciu per die torrc loro con fuplizj mai fcnoprirli 3 ne veduti 5 ne uditi la vita Ma fu-

piu

bito

che fu loro coaceduto di confide-

rare 5 e di efaminare fenza pafllone i coftu-t mi de Criftiani medefimi 5 e di offervarc

con quale grandezza


e
il

di
3

animo

le dignita,

fafto

e tutto cio

che queflo mon-

do
0*)S.Giuft.

fallace o
D

fero

o promette 3 fpregiafe eon quanta e fortezza 3 e pazien3

da

2a
$4.

ti 3

fopportaffero i pm fieri tormenche inventar poteffe la crudelta de ti(")

ne lodarono la virtu
an. 1747.

pero approvarne la religioae


perftizione

fenza che fu
,

empiamente chiamavano
virtiij e la

infieme e la
Apofi uTn!

xu. p.

ioo.

Le pnnci^ii

^ono 3 a ll e mozioni della divina grazia 3 e I una 3 e 1 altra abbracciarono^e procurarono di


,
.

religione celebrae corrifpondendo a lumi 5 (^) c

calun-

coltivare

furono
vantcttG
>

Gittdet. ft^i

quanto alle calunnie appofte a noda neaiici del nome crifliano 3 nom
vi

ha

PRBFAZIONB.
vi

ha dubbio 3 che alcuni Padri della Cattolica Chiefa rimproverarono a Giudei d eflferne eglino ftati gli iaventori
delle principali
le
3

che T ateifmo ciulli 3 e le impudiche cene riguardano Mandafte 5 cosi parla Giuftino Martire (#) nei Dialogo contra Trifone Giudeo, PS da Geryfalemme degli uomini fcelti a
,

e fpecialmente di quella uccifione de fan* ,

pofta per tutto il mondo y e fignificaftcs ch era nata I ateiftica fetta de i Criftiani 3

c fpargefte^ che da noi queile


leratezze
fi

tali fcel-

commettevano

le quali

da-

* gl ignorant! fono facilmente credute Lo fteffo rapporta Origene nel fefto li-

compofe contra Celfo fofifta Epicureo Voile 3 dic edi , che r 33 coloro, i quah non ci conolcono , ap(^)
i

bro 5

ch

ei

^
i
}

j^.

*jy

TJ

i7

della

ediz.

33

pena letto
guerra
ledetto
5
1

il

fuo libro
fe

ci

moveffero

33

come
I

33
33

chiamaffimo noi maOnnipotent. Creatore del


5
i

mondo
ch

per la qual cofa fembra

33

33 33
33 33
33

Giudei 3 quali allorche comincio a effere infegnata la Criftiana Religione 5 fi fludiarono caIi 3

ei fia fimile a

calunniando di pcrfuadere a i morta. che da noftri nelle adunanze era uc-

ci& un bambino

le

carni di lui
di-

fi

a 3

vj 33

PR.EFAZIONE.
e fpenti lumi y qucllc 5 tenebre fi commettevano* opere delle che non c lecito di nominare *
i

divoravano

33
33

Le quali cahmnie febbene erano maquaitac-

nifeftamente vane 3 e afTurde 3 contuttocio piacquero a moltiflimi di coloro ,

ch efTendo contro di noi prevenuti 3 facilmente ne rimanevano perfuafi Onde fe i Giudei furono gli autori e del nomc
.

di

Atel

e della calunnia della mifcre-

denza dei Criftiani 3 i Gentili , che peraltro erano loro capitali nemicij con effi neir accufarci ingiuftamente fi unironoj
e a quefte accufe aggiunfero innumerabili altre 3 e i fervi dei fedcli a graviflimi

MS.Giuft
A,
loo.
IT
.

fupplizi fottopoferojf^) e loro coftrinfe-1 r ir r jjro a dire il fallo.a fine di muovere contro

xii. pagin.
eel .bii.

Principi altresi 3 e i* i diftruggere quella religione 5 che odiavai

noi

popoli

3
i

j-/-i

t*

jib.v. deiia
i
.

no com empia
blica
.

e perniciofa alia repub-

ii
ft.

faceano eglino conto dellc teftimonianze dei Prefidi delle Provin/ c * /* cie ( c nno da prmcipj del iecondo
.
i

Non

"e

fecolo della Chiefa avendo efaminata 1%

z!

condotta dei fedeli

quanto

foffe la fa-

Verona

JIia di quefti lacerata

nobbero

ancorche

ingiuftamente 3 co* tali teftimonianze

foifero da noilri citate

nelk loro Apolo*

PREFAZIONE.
gie
ri
3
5

vij

lion della coftanza de Santi Marti-

che giornalmente eran condotti al


3

fupplizio

non
e del
i

dclla femplicita, della

modeftia
in

candor de coftumi

che

tutti

Tutto

Criftiani fcorgevano . quafi a quei fcellerati pieni di mal ta>

lento parea finzione

ogni cofa prrnde

vano in mala parte 5 e quando altro loro non fovveniva 3 a Criftiani fi opponevano 3 e riprovandone il nome 3 quaficche i nomi obuoni fieno per fe medefimi 3 o malvagi ^ la fede loro riprovavano come nuova 3 e come vana 5 e perniciofa

mortale la deteftavano Onde avveniva 3 che alctini nel tempo


3

medefimo

e aveflero

perciocche vedevano

compaflione di noi 3 ch eravamo da,


3
3

pertutco perfeguitati fenza verun riguardo


ro di fcreditarcj

c martirizzati

e mifericordia
;

con atrociffimi tormenti

e procuralTeT

come
,

fuperftizione ab1^

bominevolej
ftra

oltremodo grande3
ed

no-

ii*

Annaii

alcri per adtilare 3 religione (^2) ne pubblici luoghi delle Ifcriponeffero

ca f

XLiv *

^
i.

zioni, nelle quali lodavano gl Impprato113 per avere queiii ufato ogni sforzo , a
fine

g^

T. deiie ic^ cri


3

"

di toglier di

mezzo
a.

il

Criftianefi- $.vn.

mo ().

Ma

vii;

PRB FAZIONB.
quefti
ftefll

Ma
t
>

uo i abbiamo

Gentili ( la qual cofa accennata di fopra ) rien-

la

trando talvolta in loro medefimi ^ dopo una feria riflcflione 5 arrivavano final*

ani-y

mentc a comprendere^
i

c a confeffare an-

ma come fu. cora, ch erano


-

noftri lontanl

da quelle

quali erano loro attribuite 5 e *.fe buona era , e lodevole la loro con*****
3 JG

v*

no.

ver faz j one

ma

cfoe

malejfc non

fe la

non aveano altro di religione 5 come fe cosi


nella fcioc3

fciocchi foffero

ftati 3 e oftinati

chczza

che per una fetta e barbara

fuperfliziofa^ e pregiudiziale alia repubblica voleflero perdere colle facolta 3 e

OOVedi coinodi loro la vita (a) Ed e certamen^rmnonei te a lie fl o q propofito memorabile il fat; - to di Plinlo Secondo 5 il quale avendo
.

zioni fopra Epit.cap. S.


pagina4i<>.

che ripiena era di Criftiani la 1-^.v jProvmcia 3 ch ei reggeva in quanta di


i

nt efo
.

>

deiia Ediz. deli anno


.

r eM. tofto dalla paura di non riprelo b ^ a ^ Imperatorc 3 perciocche permetten f vita cap. 3. va 5 che foflero i templi degli Dei abban
,

Proconfolo* moflb da falfo zelo

^ ellere

o piut-

lll

"

<\

r
Ed.deJI. an.

donati
niente

1707. Ter~ 27
*

numero de Fedeli eiornalr r crelceile 3 ordmo 3 che citati fol5

il

"V.f^

deJJ

^ero in siudizio

Criftiani

Apo-

iog,c sap.i,

veramente

tali
;,

,. 3

e se erano
f

rendelfero conto del*

U rdigione

e delle

adunanze loro

pale-

PREFAZIONE.
alefaflfero

gli
.

ufi

coftumi de Io*

>er

Aveiidone egli pertanto itrovato una incredibile moltitudine 3 impedire la defolazione della Proincia
5

o compagni

che farebbe feguita 5 fe incruleliva la perfecuzione 3 cosi fcriffe a Trajano 3 poiche quefti allora governar

a T r
.

Impero

35
t.

(a)
/
i

Sono

io folito

W
xcvn.
del

3
3 3 3

nfenrvi 3 i^ Xt delle qtiali dubito . Imperciocchc chi di voi puo rneglio e reggere la mia e iftruire la mia ignoranperpleflita 3 za ? Non intervenni io mai alle gin-

Signore,

di

r tutte le cole

3
3 3

diziali queftioni dei Criftiani 3 ondc non fo qual cofa in Ioro 3 e quanto fogliafi

3
y
3

punire30 cercare.Ho io pure non mediocremente dubitato 5 fe debbafi avere qualche riguardo alia eta 3 ov-

boli , fieno

vero abbianfi ugualmente a punire i deefli deboli quanto fi voglia


>

3
3
3

e quei di forte compleffione : fe vi fla luogo di ravvedimentO3O fe a cplui 3

c^

5
3
,3

e ftato Crift!ano 3 non giovi di aver lafciato di effcrlo : fe punifcafi il nome

ancorche innoccnte 3 o le fcelleratezze 3 che credonfi convenient! allo fteflb nome* Frattanto io mi fono appigliato a quefto

X
33

PREFAZIONE.
re coloro
ziati
.

che mi erano
5

ftati

33
33 33 33
33 33
33

Dimandai loro

fe

denimerano Cri-

ftiani. Avendo eglino corifcffato di si, 1 interrogai per la feconda, ed ezian%

dio per la terza volta , minacciando loro la morte, e ficcome perfeverarono nella opinione loro , comandai ,

33 33

che foffero condotti al fupplizio.Poiche non dubitava gia io 3 che, qualiuique cofa era cio3 ch eglino profeffavano3 doveffe tuctavolta effer punita la pertinacia 3 e la infleffibile loro

33
33

Citcadini Romani, giudicai doveffero eflere rimandati a


33

Roma

33 33
33

DifFondendofi pertanto il male 3 mol* te fpecie di malfattori fi ritrovarono

Fummi prefentato un memoriale contenea i nomi di mold 3 i quali


gavano
effere

ch<

ne
e

33
33 33 33

di effere

prefentemente

ftati

per lo paffato Criftiani

33

mentre feguendomi 3 invocavano gl Dei 3 e alia voftra immagincj che io or dinato avea , che foffe arrecata co fi
molacri de numi, fupplicavano col vi no 3 e coirincenfo 3 e inoltre a
Hialedicevano^le quali cofe^dic
33
Crift<

jy
33
3>

non

non poflbno eflfere


dicai io

coftretti a fare colo-

ro^che fono veramente Criftiani. Gin-

, 3 3
3

adunque
.

rilafciati

che doveano effcrc Altri dalla fpia nominati y


5

confeflarono di eflere

tali, e tofto

poi

negarono
Crifto
3

dicendo
da tre

ch erano
feguaci di
altri

ftati 5

3 3 3

ma che non erano piii


altri
3

Gesu
3

3 3
3 3

e altri da venti anni incirca.Tutti cofto ro venerarono le immagini degli Dei, e lavoftra ancora^e malediffero aCrida
piii
fto.

Affermavano

efll

la

3
3

no folia
fe la

colpa.,0 1 inganno di adunarfi in

quefta effere ftata lorc^cio^ ch era-

im certo

e de-

terminato giorno, prima che fpuntafluce del Sole , e recitare infieme a Crifto 3 come a Dio 5 degl Inni 5 c
obbligarfi con giuramento

3
3 3
3

non a qualbensi a non comche fcelleraginejma mettere furti 3 latrocinj , e adulterj 3 a non mancar di parola 3 a non nega3

re

eflendone richiefti

3
3 3
3

preflb di fe in
fe

depofito T

di tenere apaltrui roba 3

pure Taveano, e che cio finito partivano 3 e di nuovo convenivano a

3
p

prender cibo comune peraltro 5 e innocente la qual cofa aveano traladi fare fciato dopo i| mio editto 5 per
>

sit

P R E F A Z

33
33

cui avea io ? giufta

il

comando
.

proibicofimili
del
il
3

adunanze

Ma

voftro, io crc-

35
33

che neceffairio

foffe di

ricavarc

33

33 33
33
53 33 33

vero a forza di tormenti da due ancelle 3 che miniftre erano appellate 3 e null altro potei rinvenire , che una

ftizione

grande fupercofa ho differiper qual to la cognizione della loro caufa 3 c ho giudicato di ricorrere a voi 3 e
3 ,

cattiva

e oltre

modo

la

33

configliarmene . Poiche parvemi 5 che fofle cofa degna di confiderazione y

33
33 33

malfimamente pel numero de pericolanti 3 mentre parecchi uomini di ogni eta 3 di ogni condizione 3 e dell* uno 3 e dell altro feflb corrono 3 e

33 33 33
33

correranno pericolo perciocche folamente le Citta, ma ie piccole


:

non
ter-

re ancora, e le
il

campagne ha

infettate

33
33

contagio di quefta fuperftizione 3 la quale pare 3 che poffa effere repreffa


; .

Somiglianti a quefte furono le lettere di Tiberiano 5 Prefide del33 e corretta 53

la Paleftina

fcritte

come da molti
3

crede
*

^ ^ u^ a wot
Trajano
-

a Trajano

medefimo
3
.

e riferite

00 quantimquc
gli Scrittori

cora f o ien

parecchi an che le annove

rano tra

le

opere fpurie

Non

era diffe

rente

ente da quello di Plinio il fentimento di unurrierabili altri, de qualiragionando


antichifTimo Tertulliano
>

,3

Moltiflimi^
cap

>

chiufi occhi inciampano neldice(cz) 3 a 1 odio di quefta fetta 3 ficche facendo

5
,

qualcuno di noi aggiungonoilrimprovero delno-

buona teftimonianza
della

di

me
e
3

Religi<jne>che

proftjfiamo.Egli

dicono
5

Sejo

un uomo dabbene Cajo ha altro 5 ch egli e Oiftianon


5
.

ftiano

Altri parimente

>

>

raviglio 5 foggfagnc , zio uomo certamente favio

mi ma* che Lucio Ti5

io

fiafi all*

improvifo fatto Criftiano


flette
3

Niuno

ri-

fe

Cajo

>

3
3

Lucio 3 ovvcro fe abbiano abbracciato il Criflianefimo per effere uno di efli prudenLodano eglmo te, e 1 alcro dabbene cio 3 che fanno 3 e biafimano cio 3 che non fanno3 e cio che fanno (non effendo ben informati del tutto)corrompote
.

e prudenperciocche fono Criftianij


fia
3

buono

3
3

3
3
,3

nosfebbene egli e piu giufto dalle cofe manifefte formare giudizio delle occulte 3 che per le occulte condannar quelkjche manifeftamente fon buone. Alcuni poi vituperano quelli3 che avc-

,3

ano conofciuto per impudici^ e

vili 3 c

di

PREFAZIONE.
35 53
35
33

malvagio coftumejavanti, che foffe* ro Criftiani 3 e per la cecita dell* odio ,


di

che

portano 3 parlano 3 non volendo3 vantaggiofamente de noftri . Che


ci

donna

Cost eglino

vanno dicendo

33

quanto era ella diflbluta 5 quanto lafcivamente faceta ! Che giovane


!

33
33

Quanto era
innamorato

egli effeminato ! Quanto ! Si fono fatti Criftiani


!

55
55 55 33

In queftaguifa

il

nome

di Criftianc
puni<

viene imputato a colpa daeffere ta . Certi altri pofpongono a un

talc-

odio

le utilita loro
fi

contenti delhi

33
33

33 33 33

fanno da loro medefimi 3 purche non abbiano cio, che odiano 3 in cafa . II marico caccia
via la moglie conofciuta da lui pel onefla 3 e percio da lui 3 per lo paffa

ingiuria, che

33

to

non cuftodita con gelosia3 per ef


ella
1

33 fer
33 33 33

divenuta Criftiana

II

padre

per addietro paziente 3 difereda il fi gliuolo per altro a lui foggetto 3 e nr

33

53

53
33
33

pa drone una volta piacevole fi leva din torno quel fervo 3 che aveva efperi mentato fedele . Chiunque in fomm^
profeffa quefto
fi

e la cagione

il

Criftianefimo

Il

nome
il

offende
,

appre22a, tanto

bene

Noi che in no
.

fi

PREFAZION.
,

Xv

fi

fcorge
ci

ro
il

quantol odio 3 che coftoportano . Ma fe T odio riguarda


y D

nome

trovare

qual reato poffono eglino ne nomi ? Quale accufa__>

daranno a vocaboli 5 fe non fignificano qualche cofa o Barbara 3 o infaufta o ingiuriofa 3 o difonefta ? Ma il
>

Criftiano

fe

confideriamo T inter-

pretazione del nome ^ fi deduce dalla ui^ione Ma ficcome Taftio^e il livore di quella
il

ente nonaltro ordinariamente riguarava, che


a

folo

nome

dei Criftiani (per3

ocche riluceva
1

la luce de Noftri

gin(a)>

ammaeflramento del Redentore ; avanti agli uomini , e vedevanfi le loro (^ C perazioni buone 3 che a eloria del ^r \ adre 3 en e ne Cieh 3 erano factej iverfa era la maniera di giudicare i
i

s.Matr
-

ver

"

1l

ideli

da quella

che per

ordinario

nel giudicare i malfattori . La ual diverfita era un fegno evidente delfavafi


i

innocenza
.

e bonta de Criftiani di

tempi Poiche non baftava 3 che i qualche delitto negaflero di effer olpevoli s onde foggiacevano a toricnti 3 acciocche confeffafTero il vero; ia baftava, bensi , che qualcuno de
uei
^i

di

no-

PREFAZrONS*
ttoftri3 fimulatido, dicefle di

non

effei

Criftianoj che ta, era onorato 3 ed era tal volta promoflc


alle dignita eziandio piuragguardevoli Erano anche i rei coftretti a dire di ave:
i peccato 3 laddove fegiuci di Gesu Cri fto a forza di minacce 5 e di fuppliz

fabito eragli data la liber

erano tcntati a negare la religione

ch<

profeflavano . Or farebbeegliftato ba ftevole a noftri il negare di aver com


rneflb alcun fallo
fe
3

e di eflere Criftiani

veramente fofferoftau fofpetti a Gen tili di quelle reita, ch* erano loro appc fte ? Non erano effi pertanto giudicati dc noftrinemici tali, quali erano al popo lo rapprefentati dai malevoli . Per Ii
qualcofaS.GiuftinoMartire fcrittore i. luftre del fecondo fecolo della Chiefa 5 r prendendo i Gentili , che una tal font
di giudizio approvavano nella fua prima Apologia
35
,
-

cosi fcrif
.

(.7)

5,

Non

diftingue
rir

il

ben 5 e

il

male col prof


.

35

33

33
35
35
53

qualche nome , fe le azioni p nome fignificate non fon cattive Pe ciocche quanto al noftro nome 5 n
fiamo certamente ottimi
.

Non
fi

pr

tendiamo pero
pel

efler

egli giufto

3 cl

nome

folo ( fe aitronde

pruov che

PREFAZIONH.
55 53
53
,3
>3

xvii

che fiamo cattivi) dobbiamo eilere Ma fe ne pel nome 3 ne per ailbluti


.

ragione del noftro vivere noi peco Signori 3 ob~ 3 fiete Voi 3 bligati a procurare 3 che non fieno
la

chiamo

53
>3

puniti gl innocent! y perche non abbiate a rendere conto di avere manca-

>3

>3

>3

)3
,

Per verita tutti quelli 3 che vi fono denunziati non fono da voi , prima che fieno concaftigati In noi folamente bafta il novinti me 3 affinche fiamo condotti al fupplito alia giuftizia
>

>

zio

quantunqiiedovrefte piuttofto
al

.3

quanto
nare
i

nome medefimo
accufaton
.

condanqual cofa
5

>3

noftri

>3

mai

ci

oppongono egliuo
?

fe

non

>?

che noi fiamo Criftiani

)?

non fappiam noi


il

forfe
3

Oltr^ di che che T odiare

>j

bene e lo
?

>j

giuitizia

che offendere la Aggiugnefi a cio che fe


fteflb
>

;5

,3

qualcuno degli accufati per paura finge di non voler effere in a vvenire Criftiano
3
fi

pur andare liberavoi altro 3 per cui o ,3 potiate convincerlo di qualche col,3 pa 53 A quei di S. Giuftmo fuccedo;

lafcia

mente 3 non avendo


.

lamenti di Atcnagora Filofofo , e [crictore 5 il quale pochi anni dopo comi

10

pofe

xvii;

PREFAZIONB.
.

rfo

lea
":

veqi MofciiimDifs. de Aer.

Criftiani , ch* pofe la fua Apologia pe* e inticolata legazione (a) Perfeveravano nulladimeno moltiflimi Gentili nell

Apol.Athe.

tempo
Colo

odio 3 cheveriodi noi aveano concept. quando era loro conceduto dal H r j ineramente contra i redeli 3 pel 3

i-

nome

incrudelivano

Tertulliano

che in Cartagine allora tra gli altriCattolici maravigliofamente fioriva 3 non


lavendo potuto
fta ingiuftizia,

foffrire

una cosi manifecelebre


,

verfo la fine del fuddetil

to fetolo

compofe
contra
i

fiio

Apo-

logetico
.

Gentili

nel fecon-

do capo del qualc in quefta guila ragiona 53 Non e lecito 5 fecondo voi 3 di ri33 cercare il Criftiano 3 ma credete 3 che
^
33

vi

fi

permetta
fe
3

53
33

come
vefTc

al giudice, prefentarlo dal riccrcarlo altro feguir do-

di

33
35 35
35

che unasifatta preientazione . Condannate adunque 3 fe vien prefentato colui


3

che non dovea

eflfere ricer-

auale, a mio credere, non j * merito la pena, perche pecper quefto


cato
.

Il

j.

33-coegli
35
35

ma

dovea
e la

eflere

perche trovafte , chi non ricercato Ne operate gia


.

voi contro dc Criftiani giufta la regola 3

33

forma lolita ad ufarfineigiudizj 3 dovci malfattorifpnoda voi tormentati

PREFAZIONE.
33

3, 33 33
35

tad per confeffare Imperciocche fumo noi flraziati da voftn Prefidi per
.

negarc

quando fe noi foffimo

rei

neco~

gheremmoj

e voi co tormenti

ci

33 33

. E non poftrignerefte a confeffare tete gia voi dire;> che non iftimate a

33

i noftri mispropoiito di farci palefare fatti a forza di martorj 3 e di fupplizjs

33
33
33

che da noi comquaficche fiate certi, mettonfij fe noi confefliamo dieffere Criftiani, mentre quantunque voi fapche uno e omicida3 e in che confiftaT omicidio 5 nieiuedimeno co*
piate
3

33 33 33
33

tormenti ricavatee Iacolpa 3 e il modojche ha egli tenuto per ammazzare


.

33
33

Perverfamente adunque voi prefumete di

difcuoprire le colpe noftre per

33 33
33

la confeflione del

nome
5

e ci coftri*

gnete a non confeffare

acciocche nele

gando

il

nome 3 neghiamo ancora

33

33
33

icelleratezze, delle quali prefumete, che fiamo rei per lafteffaconfefiione

immagino frattanto, che non voche perifcano i Criftiani D i fono da voi credmi peffimi .Ma
3
-

33

gliate

33 qiiali X

33 fiete
33 33

voi forfe foliti di dire a un omi5

cida

nega,
il

e di

comandare
3

che

fia

ftraziato

facrilego

fe egli

feguita 33 a

xx
33
33

PREFAZIONE
?

a confeffare

Se non operate cosi con-

33

33
33
33

trodinoicolpevoli3 dunque fiamoda voi giudicati innocentiffuni s poichp come innocentiflimi 3 non volete 5 che
ftiamo forti a confeffare 3 la qual confefllone voi fapete 5 che debbafi con-

33

dannare per neceflita


ftizia
.

e
,

non per giufono Criftia-

Grida

il

fedele

35

33 33 33
33

po. Ei dice quel>ch egli e veramente 5 e tu vuoi udire quel 3 che non fu mai . Tuprefediper rinvenire il vero , e da

noi procuri di fentir la menzogna lo fono cio 3 cosi parla il Crifliano 3 che
,

til

cerchi
3

Perche mi tormenti
.

Con-

33 33

feffo

e tu
?

io negafli

mi ftrazzi Che farefti fe Certamente voi non prenegano 3 eppu. 5 le neghiamo

33

ftate agli altri fede fe

33
33

re fubito credece a noi

33 33
35
33 33

fofpetta codefta vodi giudicare 3 e ftra perverfa maniera ftate attend 3 che non fia qualche ocSiavi
3

o Gentili

cultaforza, che vi muova a giudicare contra la forma 3 e contra la natura del giufto 3 e retto giudizio 3 e contra
tutte le divine
5

33
33
33

umane

che
ftre

fe io

non erro 3

leggi . Poivoegli e dalle

33

rei

leggi medefimc ordinato 3 che i vqngano in potere delia giuftizia,

PREFAZrONE.
,5

non

reftino nafcofti

c che fe con*
>

33
33
35

feflano, fieno condannati , e nonaffoluti. Or tu ftimi il Criftiano reo di


tutte le piu gravi fcelleratezze 5 e per aflblverlo 5 ti ftudi di farlo nc gare .

35
55

Vuoi dunque
fattore
5

che neghi di
3

efTer

mal-

35

afiinche tu lo dichiari a fuo


e

33
33

difpetto innocente

anche non reo

per lo pafTato

Onde mai provienc

33
.,3

cotefto ftravolgimento 3 che non pen{iate doverfi credere piuttofto a colui

.33

che fpontancamente confeiTa


colui
il

chea_>

35
33 33

to a negare

gato

quale nega per forza 5 o aftret3 non ha finceramente need c percio affoluto 5 ficche do,

po
35
35
fi

la

fentenza favorevole da voi data

ride dcll odio voftro3divenuto tra volta Criftiano ?


1

un

al~

Difponendo per-

35
35

tanto diverfamente di noi da quello , che fiete foliti di difporre de malfattori

35
55

perciocche procurate foltanto 5 che fiamo efclufi da quefto nomejpote3

33

te

pure intendere

non

effere

alcuna

33 35
33
35 35

fcelleratezza la cagione delle tempeftefufcitate contro di noi 3 mail folo

nome 3 che
dal

viene 3 per una certa forza nemico infernale perfeguitato j la qual forza fa si^che gli uoniini non vo-

33

33
33

gliano fapere per certo quel 5 che tamente fanno di non fapere . Onde fi credono di noi quelle cofe, che ncnfi

33 33

pruovano

non

fi

vuole

che fieno
1

cercate^affinchenon vengano alia luce. Face no quefte ragioni de noftri

Apologifti grandiffima impreffione negli animi di molti Gcntili 5 e fe non tuttK


r~
f*

indotti

una g ran p arte di loro almeno coftrigneN vano ad ammirare , o inducevano ad ^ammirare infieme3 cd imitare la vita
3.

la virtu

coftumi
1

di

quelli

che
.

aveano

? dTniT&ro
il]hv/i

no infitme,
/

addietro r Parlando per perfeguitati JT c? urimo adunquc di efli Tertulliano nel A


i

1
t>

ciarono
33
,

Conofcevano
3
i

dice

(jx)

coftoro alcu-

^33 ni

quali avanti di effere Criftiani


fi

Cnp.iv. 33
33
33

erano impudici, e
viliflimo
ta
e

proftituivano

33
33 35

prezzoj e una 3 malvagia menavano s ma ora gli ammirano 5 perche a un tratto li


vita difTolu-

e pure vogliono ammirarli 3 che imitarli,,. piuttofto Qi^anto a fecondi 5 non puo negarfi D che poteflero parimente dividerfi in due claffi 3 una delle quali per timore 5 o per

vedono emendati,

vergogna non
profcflare
il

ofafTe di

pubblicamente
,

Criftianefimu

e Taltra

depo-

libera umaiio , depofto ogni rifpetto la noflra da ogni timore 5 abbracciaiTe e oflfervaiTc le facrofante leg3
e

religione
gi

fpetta certainente alia prima di quefte due claffi

contenute nell Evangelio


3

Claudio Erminiano
1
.

che anticamente

avea efercitato

ufiizio di Prefide nella


t

(^)Avendo coftui intelo) n^ a quefta Scapula ^3 che la fua moglie erapaffata ni ,, fetta fcosi talvolta chiama Tertul70* liano la nollra fanta Fede 3 adoprando la

Cappadocia

35

^
*

er

caj>.

frafe de Gentili ) 33 e percioavendo cruca35 delmente trattati i noftri 5 fu per


53

55

35
35

afTalito . Menftigo divino dalla pefte tre adunque era da vermi (che pareva, r che nel corpo di lui bollin cro)mangia-

to vivo

nol fappia niuno, diceva


la

aci

33

ciocch^per
nofciuto
e
il

iperanza, non godano

35
33

feguaci del Crocefiffo .Finalmente co-

35

fuo erroi^poiche avea coftretto alcuni ad apoftacare, fc ne pen113


.

mori divenuto quafi Criftiano 53 Eraella pero molto piu numeiofa la claffe dei fecondi imperciocche non folamen33
:

te nel
le

mondo Romano

ma cziandio nel3

regioni abitate dalle piu ficre

bar-

bare nazioni una prodigiofa moltitudine perfone di ogni rango 3 di ogni eta 3 e
i

4.

di

xxfv

PREFAZIONE.
il

di ogni profeffione 3 alia Chiefa fi fotto mifero 3 dichiarandofi pronti di fpargert(a) Lib.r.

p
i

di renunziare i fangue 5 piuttofto Crifto 3 la cui Divinita aveano conofciuta

che

DeIIa
<l

ual cofa chi ariflime fono

le-

4S.e4.9.deii

teftimoniaiize del Santo Martire Irencoy

de irSno

00
di

J7J4;
de
Str omi"

San Clenrente (^) Aleflandrino , Origene, (c) di Arnobio 3 (^/) e di


^^

504.

moltiffimi altri Padri, le parole de quabrevita fi tralafciano . Poiche" baJi per

^ er ^ folamente
comra
i

offervare

che defcridifcepolo Cri*

vendo San Clemente


"s-p1

Romano

c eif. dcgli Apoftoli ^. ftiana Religione nel primo fecolo della Chiefa 3 giacche egli verfo la fine del n.(j?.p*agi^ lib.n 219.6 medefimo fecolo fcriffe la fua celebratifeiib.iv.de
principjc.1
P-

progrefli fatti dalla

fi^a lettera a Corintj

111 -

(rf)Lib.rj. 33

cpntr.iGen. till pag. jo.


(ON.<.p.

^
35

Paolo Apoftolo il prcniio della r j jiiua pazienza 5 e dopo di aver egli portato fette vo i te ] e cateiie 3 e dopo di cf*
lere ftato
/
rt

(f)

35

Ottenne,

battuto con verghe 3 e lapida3

til

to e
33
35 33

^ venilto
i!

neH Oriente
Vette

predicatore^/ J/angek e nell Occidente 5 rice:

^
*

(/)N.4z.
r-

w-

guiderdone della fua fede e ^vendo infegnato a tutto il rnondo la giuftizia 3 * pervcnnc ne confini -dell Occidente Gli Apoftoli (/) (inoltre ) avuti gli ordini dal Redentore ,
-_
e

c per-

PR.BFAZIONE.
,

c perfuafi
fto

5
3
,

con certezza per la re furrezzione del noftro Signore Gesii Cri3

rola di

e conferrnati nella fede colla paDio 3 ripieni di Spirito Santo*

ufcirono annunziando che venir dovefle


il

>

regno de Cieli
le

Predicando
,

3
3
3

cglino pertanto per

Citta

e per Ic

regioni 3 e avendo provato lo fpirito de primi 3 che in efle convertirono alia.

3
3

vera credenza 5 li coftituirono Vefcovi* e Diaconi di coloro 3 che doveano in

avvenire profeffare il Criftianefimo 3, . \nziche S. Giuftino Martire attefta, ch


:rafi

gia nell eta fua

compito

cio,

ch era

tato predetto intorno alia maravigliofa


>ropagazione
3
3

del Criftianefimo

33

Non
un 5 o
conTrifone

vi e

cosi egli fcrive (#) nemmeno genere di uomini 5 o fieno Barbari


3

3
3

3
3

o con altro nome chiamati 5 abitanti ne carrij o privi di pafcenti le pecore^o contend cfr ricove*
Greci
5
czfe>o

rarfi nelle

tende

in cui

non

(i

offeri-

fcano preghiere
pel

e azioni di grazie

>

nome

di Ges^CrocefifTo al

Padre
quale

creatore di

time
a*
3

le

cofe

3,
,

A S-Giuil

Uno acconfente Tertulliano


improverando
oro
3

noftri

nemici

la cecita

dimoftra

che fcbbene eravamo

xxvi

E F

A Z
3

O N

E.

O) Apoiog.
l"lLT!ul

afTai 33
33

recenti (#)
i

contuttocio avea3

nio ripiene le Citta loro


Caftelli
li 3
3

le Ifole

:>

33

Municipj
3

Conciliabole
,

33
33

e
3

Campi
il

degli eferciti,
il

Tri-

bii

le
3

Decurie

Palazzo

il

Se

33

nato
to
i

Foro

e loro

avearno

lafcia-

33 33
33

templi degl Idoli . Domandc ai Giudei , in quale altrc egli inoltre aveflero creduto (F) tutte le genti
foli
:

33
8.
p.is>

^
33 33
33 33 33 33

fennonche in quel Cnfto , ch era venuto j p j c j1 ^ a l u i preftano fede


i

Parti

3 i

Medi

gli
3

Elamiti

quei
3

del-

laMefopotamia

gli

Armeni

gli

abi

tatori della Frigiaj e dell a Cappadocia 3 e del Ponto 5 e delFAfia, e

dellaPanfilia, e dell Egitto 3 e dell Africa 3 ch e di la dalla Cirenaica 3

33
33
-

33

33 33 33

Giudei ,e lealtre genti talmente che e la varieta de Goti , e i termin i molti confini de Mauri 5 e le diverfe nazion degli Spagnuoli , de Galli 3 e i luoghi dei Britanni 3 do

Romani,

<

ve a

Romani non era


3

ftato

ancora per

33
33 33
33 33

meffo di accoftarfi

e de

Sarmati
,

dei.Daci3
Sciti
3

e de^

Germani

e
,

degl;
e
terr<

e.di

moke

provincie

a noi incognite , le quali non pofTonc effere numerate ^ fono fudditi a Cri
.

3,

fto

I>

R E

ZIONE.
.

ch e gia veftuto nel mondo 5) agnavanfi percio fortementei Gentili


fto
3

,
(<0

andavano intorno efclamando 55 (d) vederfiper ogni dove aflediate ie Citta


.

3I1C
,.

p . 40 .

EflTervi

ne
i

Campi

3
4

ne Caftelli

nelle

Ifole

Criftiani

Farfi tutto

giorno nuove conquifte, veggendofi paflfare alia religion loro innumeraperfone di ogni feflb 5 di ogni eta 5 di o^ni dignita 3 e di ogni condizione. V O Ma non fi accorgevano i mefchini ,
bili

che o niuno

o pochiflimi a quella

profeflione ^ e difciplina farebbonfi accoftati 5 in cui non fofTe nafcofto

un qualche gran bene


ro difpofti
di

Non erano pe-

penfar meglio, e di efperimentare piu da vicino 5 quali Foflero mai i pregi del Criftianefimo .

Li rimaneva
fe fofle
.

la curiofita

loro

come

forprefa da im occulto torpoVolevano ignorare quello 3 che gli altri godevano di aver conofciuto 33 . E non puoniun uomo faggio^ prudente metcere in dubbio^ che dalla toltitudine di coloro y che fi davano alre
.

forza delle noftre ragioni per vinti


la
.

fi

innocenza>e )mprova(Te ancora i de che allora viveano Cnftiani,

la vir-

Onde
ne

xxviij

PREFAZIONE.
5
>

chc collo fcorrere del tempi non folamente i giudici 3 i quaii per gli efami rigorofi 3 ch erano foliti di fare 5
ne viene

potevano giugnere
vero
3

ma

prefo con qtial

alia cognizione del popoli altresi 3 avendo comcandore 3 e purita di

animo

viveffero iCriftiani, e ceffarono


3

di calunniarci

e all

Evangelo accon-

ficche pochiilimi indi rimafero nella loro oftinazione 5 i quali 5 poiche ncfpagi cioe ne caftelli o viveano 5

fentirono

>

o aveano

fecoli fuffeguenti
pellati
ti 3

la permiffione di facrificare, ne furonp da noftri ap5

Pagani

E quanto
non
ro
3

a Giudici

5 3

e
fe

Giureconfulaltri di

e maraviglia

lo

la avendo toccato quafi virtu de noftri m^ggiori 3 non volcano


efli 3 ed altri anpiu incrudelire contro di che fi convertiffero alia vera Fede . Trai Serenio quelli poflbno efsere annoverati Graniano Proconfolo dell Afia minore 3

con mano

efIrrperadore Adriano 3 i Criftiafer ella cofa ingiuftiflima 5 che

che
ni

fcrifle

all

3 3

Vedi
Mair.
Dol
.

pa
fa>

quali ncn erano rei di veruna colfenza effere fentiti 5 fofTero a iftanza
i

p.87*.

popoli trucidati (a) ) ed i Proconfoli 3 Prefidi de quali ragiona Tertulliano


nel

PREFAZfONB.
1

fuo cclcbre, c convincente libro di-

etto a Scapula 3(4) dove dice : confef70 * fate ^ che noi fiamo innoccnti 3 poi- pa ^*

che fubito ciopo la noftra confetiione, non ofate di condannarci.Ma fe vi sfou


zate a tirare a voi
vi ftudiate di
i

Criftiani

diinque

efpugnarc
y

la loro innoe piii coftanti

cenza
fe ?
,

Quanti Prefidi

di voi diflimularono fomiglianti can-

Come Cencio
i
.

il

rimedio e la

Severo 3 che trovo maniera , con cui do-

veflero

noftri rifpondere per efiere

Vefpronio Candido 5 quale rapprelentando a fuoi Cittadini ) che fe avefle dato loro foddisfazione 3 farebbe nato qualche tumulrilafciati
il

Come

to

libero

il

Criftiano
,

ch era da

efli
il

dimandato a morte

Come

Afpro,

quale dopo di aver leggermente tormentato uno de noftri 3 e tofto fattolo calare dal patibolo 3 non lo
effendofi proteftato avanti gli Avvocati 3 e gli AiTeflbri 3 che molto gli doleva dief3

coftrinfe

a facrificare

ferfi
,

incontrato in una tal caufa . Pudente eziandio lafcio andare libero ua


Criftiano
5 dopo di aver letta mazione de patimenti da lui

la infor-

>

fofferti

e ftrac-

Stxx

PRBFAZIONE.
1

33 33 33
33

e ftracciata la carta della informazio-

ne medefimaj nego di voler fentirloj fenza che gli fi prefentaffe d avanti i accufatore . 33 Ne folamcnte iPrefidi

delle Provincie3ma gl Imperatori conobbero 3 quanto andaflero errati

loro

che tanti misfatti

ci

attribuivano
5

Adriano in un fuo editto


che vogliatn dire
3

o Icttera

inviata a
3

Mmuci
cosi fcri

Fimdano
ve
.

fucceffor di Serenio

?3
i

HO
^a

ricevnto una lectera diretta

m
1.4.33
della litor.
c.

p.

33

Serenio Graniano (j) uomc chiariflimoj al quale voi avete fuc VT j ceduto Non mi pare adunque 3 clu
t
t

33 33

la cofa debbafi

abbandonare fenza
3

di
i

ligente ricerca

acciocche

non

33

conturbino
tori

33
33 33

gli uomini 3 e agli fparla dia materia di operar male Se dunque gli abitatori di coteft

non

fi

33
33
33

Proviapia faranno vieppiu oftinati ne volere , che fieno tratti al fupplizio Criftiani 3 comparifcano gli accufa tori avanti il tribunale del giudice
e

33
33

propongano

le

accufe loro

e alL

33
33

difcolpe rifpondano 3 (I credano 3 che col chiedere folamen


te
3

altrimenti no

che fieno

gli accufa ti puniti


3

forza di tumulci

e di clamori poffa

no

PREFAZIONE.
no ottcnere
to piii cio che defiderano
3
.

Mol~

ancora convicne
3

che voi fen-

tiate gli accufatori


gli

e giudichiate de-

Se qualcuno adunque ricorre contra i Cnftiani, e dimoltra> ch eglino adoperano alcuna cofa riaccufati
.

pugnante

alle noflre

leggi

voi

li

cafligherete 3 fecondo che la graviti fe del delitto richiede . qualche altro per calanniare fi ferve di un tal

Ma

feriamentje fopra pretefto y penfatc cosi crudelc maniera di operaquefta


re
5

prendetene giufta vendetta

3)
.

>osi

Adriano nella lettera a Minucio


e

4on
ro
,

da quefto editto diverfo quell alche alcuni attribuifcono a Marco


3

con ragione molto piu Dndata ad Antonino Pio 3 e ch e rifeico da San Giuftino Martire , nel fi.e della fua prima Apologia (a) 3 e da
Uirelio
altr:

(a)

iufebio nella Iftoria Ecclefiaftica (^) . la per paffare fotto filenzio tanti altri
inperatori y che a Criftiani o recare veruna (r) moleftia
:he

non
5

vollenolho fe condo Tom d e] e A mi


j

fapevano
3

quali foffero
i

i
.
<

perciocloro fenn

"

:imenti
iii 3

quanto lodevoli

loro coltu-

baftera foltanto

:io ^

che io rapporti 3 che di Settimio Severo Padre di

chiiaCi-iiiw

F a51

Anto-

r R
0*)Cap.4.

EF A

O N E.
Tcrtullia*
(.t) 35

F 7K
"

Antonino Caracalla racconta no nel fuo libro a Scapula


55
55 35

Fu

egli,

dice

memore de

Criftiani
,

33
33

Procolo Criftiano Poiche ch era per foprannome chiamato To pardon 3 e che 1 avea guarito coll olio benedetto 3 c voile 3 che cor
ricerco
effo
lui
5

finche

viffe

nel

Palazzc

33
33
33

Imperiale rimaneffe 3 il qual Proco lo fu anche conofciuto dal Caracalla

33
33

33
33

53

Nutrice fu parimente Criftia Anziche quantunque Severo fa peffe 3 che parecchi nobili uomini e molte matrone pjrofeffavano que fta religione 3 tuttavolta non fola mente non apporto loro verun no
la cui

na

33
53

cumentO) ma ne

fece degli

elogj,<

popolo 3 ch*er; apertamente Tra^iu 53 infuriato contro di noi 3 e Giureconfulti 3 che cono dici 3
refifte al
>

poi

fciuta la pieta 3 e virtu, e illibatez Neiie 2 a dei coftumi de* noftri maggiori
drFc /ip/e
appreflb
il

abbandonarono
.

il

Rinnan ne-

gH

ani fmEdiz.
.

foggettaronft al .^ .^ Criito 3 mentano

culto degl Idoli 3 foave giogo di Gesi


di
i-

eflere

Jr

mentova
-

ccrip,4^. ti
della

561!
, ,

di

Verona

no

giudice 5 di cui parla Rufi i f x^ J ocua narrazione del Martirio a


.

Santo Apollonio

compagni (b} * Minu-

TIIEFAZIONE.

xxxiij

Minucio Felice celebre Caufidico 3 e Scrittore del Terzo fecolo della Chiefa 3

impugnando i Gentili , di fe menel Dialogo 3 ch egli intitolo Ottavio cosi parla 35 Quanto ingiufto 53 (4) fia il giudicare, come voi face
il

qtiale

defimo

>

53

o Gentili
,

delle cofe incognite


, ,
.

35
35
?3

tendetelo una volta da noi giapentitici del noftro fallo Imperciocche noi

in- ^;
.

.;

tlell an. 167*

33

pure eravamo tali 3 quali voi fiete 3 e nodrivamo ancora ciechi i voftri me-f
defimi fentimenti
3

33
33 35
33
3

ftimando che
3

Criftiani adoraflero de moftri


raflfero
i

divo-

53
^3
.,,

bambini 3 e celebraflero inceftuofi conviti ne mai ci fovveniva3chc da coloro erano quefte favole raccontate 3 i quali ne le ricercavano 3 ne Ic
:

provavano

e che

non

fi

ritrovava niu-

53

no, il quale fcoperte cosi gravi fcelleratezze o per meritare il perdono 5 o per acquiftare la grazia de giudici 3 le palelaffe , e che in fomma non pa-f

55

35

male quello, di cui vergognavano i Criftiani , c ^ per cui nulla temevano 3 folamentc
53

rea3 che
fi

fofle

non

^
,,

difpiacendo loro

di

non

eiTere ftati

53

per lo pafsato feguaci del Crocefiffo Di piii eravamo noi cosi invele-

niti

xxxlv
33

PREPAZIONK.
contro di
effi y

niti

che febbene

di-j

33
33

33
33

fendevamo alcuni Gentilij i quali eral no veramente facrileghi , e inceftuofi| e parricidi 3 contuttocio credevamo 4
che
i

Criftiani
.

33
33

re afcoltati

neppure dovefTero effe| Talvolta ancora ci muoe pro-! foffero

33
33 33 33

veamo a compaffione di loro 3 curavamo , che atrocemente


tormentati
3

acciocche coftretti fof-

(ero a negarecio, che confeflavano> e cosinon periflero 3 efercitando noi

33
33

una ftravolta maniera di giudicare , che non ricavaffe la verita 5 ma forzafle

33
33
33

gP innocenci a proferir la menzogna E fe qualcuno eflendo debole 3 cedeva ai tormenti 3 e negava di eflere
.

s,
s, 33

Criftianoj era egli da noi favorito,.

come
il

fe

rinnegato
.

il

nome
reita

3 3

avefle

mefchino purgate

le

delle

33
33

Conofcete ora_quali era fofpetto voi 3 o Gentili 3 che noi abbiamo


operato in quella guifa_> appunto 3 che voi prefentemente e fentite di noi , e contro di noi mefentito
3

33
33 33
33

defimi operate. 3, Cos! egli efortai ciechi adoratori degl idoli di feguitare il fuo efempio 3 e di formare^j

va

miglior concetto de noftri^

la vita

dc

quali

P R E F A Z

O NE.

uali era totaltnente diverfa da quel-

Gentili penfavano . e per altro veriflimo 3 che nel ,gli ^rzo fecolo della Chiefa 5 pochiflimi
1

che

gli ftelfi

rano coloro 5 i quali credeffero alle ne npofture , che da* malevoli furono
a rincipj del Criftianefimo inventate 3 ine di fcreditarci 5 e fare si 3 che qual-

:uno
loftra,

fi

fraftornaffe dall abbracciare la


.

Poiche Origene nel fefto che ibro (a) contra Celfo , attefta j queile calunnie 3 quantunque aflurde valfero prima appreflb molti anzi tuttavia certuni, che coingannavano si deteftavano il Criftianefimo , che 3
fede
,

>

3
3

co noftri nemnieno volevano ragionare 33 .Da molti dunque 5 ch egli-

ne tempi diOri;ene fi riduffero a pochi i calunniato3 e quelli 3 che le calunie facilmen10


,
i

erano una volta

(a)

Vedi

credevano

finche nel quarto feco3

quando Coftantino il dciia ;rande s impadroni dell impero 3 e inuimerabili (^) uomini 5 e donne ven- feq.e_Hb.r.
lero alia cognizione dell L tutti 3 eziandio a
j

o della Chiefa

Evangelio 3 fu J^g quelli 5 che nclla pag.a?. dolatria rimafero, da efli chiaramcnte ^ Pat
a aivedere
ji

uto

qiunto lone grande


c 2

r /r

la an

igno-

xxxvj

r R E F A-Z
e la malizia

O N E.

ignorant

dc loro antcnati,

che per impedire i progrefli del Criflianefimo , inventarono 3 e pubblicarono ,


tante
levare
of- {
3 i

e si

enormi bugie
.

a fine di

foU

popoli 3 c indurli a procurare_J I noftri danni .

to

Che poi Hello fteffo fecolo quarto i| qu^ri secoio Gentili cominciaflero a e-flfere ehiamati
^"

Pagani
p
r

(a)

ella
>

cofa con fortiffime:

ragioni provata 5 e ftabilita da molti il-j uoS- lufai Scrittori y febbene quefti ^ra loro heod; Je intorno alia derivazione di quel nome,

contraftano
Pa.
/*

volendo
,

altri
(>)

che
i

glij

infedeli cosi foffero appellati 3 perche) / \ i 1 erano ntirati ne pagi , (c) altri perc) Vedi Bohemer. c he non erano afcritti alia facra Criftia-

...

Diliert.

de
,

.,.

jure

facro

&
ca

Prof.ciri

nfidel

pag.p.

na milizia 5 poicne coloro 3 che non miJitavano erano daeli Antichi detti papa,n -r 11/J\ ^^ 3 come coita da Tertulliano s altn (d)
i
l
-

-INI
f

Bohem.
<4)

ibiJ.pag. 9. \

perche preffo gl Idolatri erano in ufo fo,

lamente ncpagi,

e nelle

ti

campagne i Sacn

paganali 3 eflendo ftati tolti quafi affatto dalle Citta i fuperftiziofi loro facrifizj . f

i? Adriantifbi

Ma
r
,

delta

per tornare al noftro propofito


i
i

n non lolamente argomentando dimoltravano i noftri maggiori la innocenza 5 e

v ^ rtl1 de loro compagni s ma diftintamente ancora 3 e fenza punto efitare,


^a

li

P R B F A Z

O N

E.
e

xaxvij
ftefli

ipfoponevano a gentili 5 agli o Filofofi per efempio 5 la qual cofa non L r jr ivrebbero mai oiato di tare 5 le non jrano ben fondati fulla continuata cfpe*
i_

lo-

/*
*-*

dc

"

ro
,

c0w/>dgi

ma.

ezhnconcha
tesiimo-

re

ienza, che ne aveano. Altrimenti avreb>ero

ita
:

eglino temuto di non eflere di fal- vano o e di manirefta impoftura convinti 5

di porre in qualche pericolo la maggioe propagazione^e i vantaggi della Santa


.

per tralafciare le moltiflimc :eftimonianze 3 che ne potremmo addur3hiefa

e fo rtaz .

ai

kl
.

>ero

.qiiau per la loro copia recherebforfe noja , e faftidio a leggitori 3


j

if

Greci num, XXXV. p. S :

^j Legal?.
xr.
^c

pa.

aremo contenti di alcune poehe


.intichi,
c illuftri fcrittori
3

de piu

^ nz ,^i
n. 5 3-

che nel

fe- Greci

condo 5 enelterzo Tecolo difefero bra- [^LibJir. vamcnte co libri loro la verita della no- ^ Autoi. n.
Ira fede

Atteftano adunque Giuftino (^if.

i.^e

Atenagora (^) 5 (c) Clem. Aleff. (^) 5 Tertulliano (^/) (/) 3 Minucio Felice (^) e Ongene (/?) 5 chenonnelle parole ma ne fatti confifte
(vt)
^

Mart,

Taziano

r.

n.xx. p.

Teofilo

E j^ d
f rc*-

Qx

il

pregio del Criftianefimo^ e apprefib di ... ritrovano degh tiomini ignorann, e


.

^eiia quali co lavori delle mani loro fi procacciano ilvitto, ^ L c delle donne vecchie ancora 3 che le non

di viliffima

nt
si
1

>

Apoiog. c? XLI. p
(?) OculV.

*,$.

<c.

9f

condizione

D i

foilouo coile parole renoe-r

rr

-it ragione
la

672>

co con
n

tra

del-

C e jf

xxxvlij

PREFAZIONE.

la utilita 3 die provviene dalla dottrina 5 che profefliamo 5 la dimoftrano cert tamente colle buonc operazioni s men* tre non declamano 3 come erano foliti

di fare

Filofofi de Gentili

ma

per loro
.

difefa le rette azioni efibifcono

Anzi
ciian-

volendo Tertulliano vieppiii confondere


i

noftri avverfarj

moftrar loro

to difference fofle la noftra dalla loro

ma*

niera di vivere
il

Criftiano

fi

da loro a divedere 3 chc conofce per la correzione


3

-00
Scap.
P.
9.

Lib. a
c.

d e ii a v i ta
^5

fa \
-

p
J

u<

II.

33
33

3 3 che noi operiamo* fecondo la difcipiina della divina pazienza 3 mentre una cosi grande mol-

te

A coitarvi

^ e gli

rnanifeftamen-

dice

33

titudine di uomini

che coftituifce

33
35

quafi la maggior parte di ogni Citta oflerva il filenzio 3 e la modeftia 5 ef-

33
33

fendo noi uno per uno piuttolto 3 che tutti infieme conofciuti , ne altronde facendoci ma^iormeiite conofcere,

w
1

dall

emcndazion de coftumi
i

?*"

fono p er ^ j o cos ^ trafportato pc* ro nella n A chiefa De woftri Aiitichi 3 che mi periuada 3 non a effervi tra loro ftati dccli ambiziofi 3 dei
*

queitt

era-

nopochijjimi

maligm 3 e degr impudici 3 e di torbido emalvagio ingegno 5 che grande inco-v ^ modo wlvoka alia Chiefa recaflero
.

fta

PREFAZIONB.
:a

xxxlx

di S. leggere T Epiftole di S. Paolo 5 Hemente Romano 5 di S. Ignazio Vefcoo di Antiochia 5 e le opere degli altri Pa tri, che ne fecoli ftiffeguenti fiorircno,

ben comprendere 3 chc la Cattolica cui "hiefa e ftata fempre come un aja 5 in :olla paglia mefcolato era il frumcnto ? e :ome un campo 3 in cui il grano lafciavafi
>er

:refcere infino alia mefle colle zizanie

^nziche fono
:n cutti
i

io di fe-ntimento

che non

noftri ceti collo fteflb fervore ati

Criftiani a procurare laloro sterna falute 5 e che in altri era maggio-

cendevano

:e 5

in altri

minore
5

il

numero de

cattivi

Ritrovo inoltre

che in certi tempi in


quelle Congregazioni
vircii
3

una

ifteffa citta
5

dei fedeli

che nella

aveano

fatti

maravigliofi progreffi

e alle altre

come

efemplari
rito di

o dal fenfo

5 proponevano 3 3 o da un nonfo quale fpifazione incitate., davano poi fcan5

fi

dalla invidia

dalo alle altre Chiefe

quindi ritornavai

no

in loro

3
3

e ftudiavanfi di rifarcire colla

penitenza e colle opere buone

danni 5 che
e dati co Errarono
5

aveano

e fofferti al

cglino

ftefli 3
.

mali efempli

proflimo

peraltro malamente quei Protelianti quali per comparir forie o d ingegno

fu-

blime

xl

PREFAZIONH.
3

o libero da pregiudizj 3 quaficchc I ingegnoj e la liberta noftra irnpiegare fi debba nell avanzar cofe falfe, perche Ionblimc
tane dal
fi

comun fentimento

degli uomini,

5 che o uguale folfe nc priancora a buoni 5 o maggiore di quello degli ftcfli buoni il numero dci malvagi . Ne giova loro il dire D che gli antichi noftri difputando contro iGentili ftudiofamente le mancanze dei fedeli ta-

avvifarono
fecoli

mi

cevano 3 e mentovavano quelle azioni fo** lamente 5 che ridondavano in loro commendazione Imperciocche odiavano effi 3 come altrove dimoftreremo 3 la_^. menzogna D e fe non 1 aveffero anche avuta in abbominio 5 non erano fi poco av* veduti^ che negando 5 o tacendo la ve.

rita

rifioni dei loro

efporre voleflero la Chiefa alle denemici 3 e fe medefiini a


la fanta religione noftra , GesiiCrifto^ e degli Apo.

evidence pericolo di non efTere creduti


allora
c

quando

le gefte di

predicavano E fapevano effi certa-. mente 3 che quahmque uomo difcuoprefr


ftoli

nientitore una volta, corre manifeftif-

fimo rifchio

che non

denza^ quando

gli fia preftata ereanche attefti la verita .

Nonmeno

e infuffifteiue^e nialigna

PREFAZIONE.
>

xH

lla

che fanno alcuni intorno diverfita dell efpreflioni de Padri


,

nentre a Gentili

mentre a Criftiani o

arlavano
s

o fcrivevano . Imperciocche a noftrigli predicando, o fcrivendo


,

ntichi Padri, zelavano , e rimproverava10 loro gli abufi introdotti da mold 5 che

erano appellati Criftianij ion ne fegue 5 che la moltitudine de cativi fofle a qtiella de buoni o fuperiore , o
er la fola fede

tguale . Erano per lo piii i cattivi feparai dalla comunion de fedeli, perche pro-

effavano qualche eretica fetta


.on appartenevano alia Chiefa
[ual
.

ondc Per la

cofa

fe

corrotti coftumi di alcuni

Driftiani a

Cattolici erano da
i

Gentili

improverati 3 replicavano mag, che de Criftiani doveafi giudicare ^iori ome de filofofi, i quali febbenc erano

noftri

olmedefimo nome chiiinati

tuttavol-

a foftenevano opinioni tra loro contraie e dipoi crcdibile , che effen(^) .

Non

lo
i

Criftiani diverfihla quelli , ch erano predicati 9 e ftimaci 5 induceffero tanta


i

Teftt

noltitudine di Genuli a convertirfi

e a
ft

Y.

)erfeverare nella noftra Chiefa, che a-

/rebbero ritrovata piena di vizj , qnando ^ra loro prima r^pprcfentato^ che diniua
dif-

xlii

PREFAZIONE
poteva ella
accufata (a). abbiamo noi meftiere di tante ofefTere

O)S.Ghift. difetto

VA

1 1

Ma non

fervazioni5

quando Tertulliano 5 della cur


i

fentenza

Proteftanti^contra

quali

fcri*|

viamo
no
V. p
*T}*

abufano 5 con parole decifivci afferma 5 che riguardo a buoni pochi era-, fi
*

+.

i viziofi;>e

cattivi Criftiani

.
>

Non ne~.

,, JJ

55
35
%, jJ

gheremo 3 dice egli, che tra noi vi fieO no alcuni avari libidinofi j e cattivi J
t>

Bafta quefto per confermare laverita della Criftiana religione fe non fieno w^
:

55 55
55

tutti

>

e fe
3

non

fieno molti

Egliene-/

55
55 55
Si

53
-

apportaptr le
Collo

quanto tu vuoi 3 intiero 5 e puro 5 comparifca talora qualche neo.La porzione maggio-^ re del bene fi ferve alle volte del picciol male per pruova della fua bonta ^ Ma fappiamo , dicono gli Avverfaceffario
3

che in un corpo

no ler*$fQ~ TJ j

mo *.

che fino da principj

del Criftiane-

moke
.

dilTenfioiii

furono
gli

nella

del

Chiefa
p ure r
J

Chi
jj

lo

nega
3

Sappiamo noi
autori
re

ereb-

c jie

be

nella
il

-^ fe\\ Q

vo l te

cbiefa

di tali

turbolenze
Eretici
5

e diffenfioni furo-

a quali
5

il

nome

di Criftiano

pretendevano

di effere

non conveniva non perche fcguaci di Gesu


fe

Crifto, la cui Fede per altro aveano empiamente corrotta Che fe talvolw
.

Cat-

PREPAZIONE.
Cattolici
>veri

xliii

le

ancora mancavano a loro non facevano tanta impreflio5 azioni loro negli fpiriti de loro
tirar nc poteffero
il

)mpagni^ che
ior
i

mag*

numero
5

al

loro partito

ConfefTo

pertanto

che fino da* tempi degli


nella

.poftoli
lica
i

non mancarono

Repub-

Criftiana degli fcellerati Ma quech erano o impuri 3 o ambiziofi , o


3
.

editi ad altra forta f di vizj


ii

pochifliDella_>

erano riguardo ual cofa due furono


.

a*
5

buoni
a

mio credere

principali cagioni tutte quafi le produzioni della atura , quanto piii fono loiitane dalr

E primieramentt

3me
t

loro origine y tanto


3

>rza

e di vigore

meno hanno di cosi le umane fodi

ieta
i

vanno mancando
.

vivacita
fi

fpirito

quanto maggiormente

fco-

:ano da loro principj La qual fimiliudine 3 quantunque non abbia total-

nente luogo
lefimo
5

trattandofi del Criftiail

poiche le grazie fue ledentore Dio infieme 3 ed


nortali

noftro
a*
>

Uomo

abbondantemente
3 5

comparte

3er6 dalle facre lettere


ie

dalla tradizio-

e dagli effetti ezianiio argomentumop che fia a propofito

della Chiefa

in

in qualche

modo, mentre veggiamo,

che non a tutti 3 ne in tutte le circoftanze , ne in tutti i tempi le diftribiiifee ugualmente . II che non da lui cer*

tamente 3 ma dal canto noftro provviene ch eflendo fievoli 5 e volubili 5 e non avehdo cosi prefenti alia memoria 3 come i primi noftfi Padri 5 gli efem>

pli

di Gesii Grifto, e de fuoi Santi Difce-

corrifpondiamo 5 abufandoci poli 5 liberta noftra 5 alle divine chiadella


ipate

non

per la qual cofa rendendoci diflimili abuoni, de quali fempre ha abbon^ 3

dato la Chiefa
e

in varj mancaiuenti y
in peccati
e
3

anche talvolta
.

graviflimi

precipitiamo

Quindi

che appena nel

primo fecolo certuni 3 e nellafine dello ftefTo fecolo 3 e nelP incominciamento


fecondo pochi piu 5 e nel terzo alquanto mold furono i cattivi Criftiani 3 ne quali fecoli peraltro in numer0
del

buoni nei ceti noftri fiorivano 3 che coll andare de tempi andarono fempre fcemando . E ;dobbiamo noi confeffare 5 che come ncile
affai

maggiore

grandi Citta, le quali abbondano di ottimi cittadini pochi 3 in una mag^


giore
3

non tanto

pochi

in

una_i

gran-

E F A Z

O N E.
i

xlv
catti-.

jratidiffima
i 3

molti fono ancora

primo fecolo in una gran uiantita di pii , e fanti Criftiani 3 pocosi nel

furono quelli 5 cbe dalla retta agion traviavano 3 nel fecondo fecolo :refcendo la moltitudine de buoni fehiifimi
leli
3
3

crebbero ancor
e ne feguenti
il

cattivi,

nel
inL-j
3

erzo
no;!o

propagandofi
il

maravigliofo naggiormente anche aumentofli

Criftianefimo

name.
alle__>

Dava inoltre malvagi o piutcoflo occafione di /olte motivo 5 ilafTatezza a noftri maggiori la lunga
o
de
.

che in certi intervalli di tempo ;odevano . Imperciocche veggendofi glino liberi da ogni timore 3 eda tra>ace

agli

e dagli
le

incomodi

che feco por-

avano
uni
all

perfecuzioni 3 fi davano ta* ozio , certi altri converfavano


5

erano foliti di riprovare y mitavano 3 e con impegni entravano lelle corti 3 ove regnavano la diflblu:ezza, T ambizione 3 gl inganni 5 e le :alimnie D e ftando infieme co viziofi 3
far male. erano occulti ancora^quantunque idolatri 3 nientedirrieno per godere dei

o gentili o paflato

e le azioni loro

che per

glmo pure

fi

avvezzavano a

Alcuni

como-

xlvi

PREFAZIO

comodi;, che loro prometteva la pieta de fedeli 5 fingevano di eflere Griftanij e fe udivano 3 che la perfecuzione era vicina 3 tornavano al vomito , e rinneGesu Crifto . Trovavanfi final-

gavano mente di quelli 5 i quali moffi dall ambizione 3 o dalla concupifcenza y o dal1 avarizia^ quando era loro prefentata;
per la pace 5 occafione 3 fi non folamente
e la liberta ottenuta
5

la

procuravano
civili
3

le dignits

ma

facre ancora.

o davanfl in preda al deteftabile vizic della luffaria, o T illecito guadagnc


alia falvezza loro

anteponevano^ e per dendo fe fteffi 3 agli altri anche reca vano notabile pregiudizio Poiche pro vocavano eglino contro di se lo sdegn<
.

Onnipotente Iddio 3 e per cagio loro muoveanfi atrociflime perfecuzioni al furor delle molti di loro ce quali

dell

devano 3 e quali zizanie erano to frumenco feparati 3 col


.)

dall elet

Ten. perfecuzio,ne

come
i

vaglio dell dice Tertuliano (a

perfec. c .i.
p-

ne ^ a Chiefa

y*-

quali buoni combat tendo con incredibil fortezza 5 dopo gra viffimi patimenti 3 al poffcdimento del
3

la

gloria de Cieli felicemente

giugn<

vano

E F

A Z

O N

xlvii

Per la qual cofa fapicntemente ii oiTervato cial Santo Martire Cipna* 10, (i) che avendo la lunga pace *
5
5

(*)
Upfis

Ne

corrotta la diiciplina data a Criftia-

da Dio 3 la giacente fedc 3 forprefa da profondo letargo


ni

2 3e quail ^ 3 furif- anno

i<r8

5
j

vegliata, ftigo della perfecuzione


fi 3

e follevata dal celefte ga.

Studiavan-

5
3

5 j

aggiunge il Santo 3 di accrefcerc loro patrimonioj e nonricordandofi di cio 3 che i fedeli o aveano fatto ne tempi de Santi Apoftoli 5 o dovrebbero iempre fare 3 mofli dall* ardore di una infaziabile cupidigia^
il

erano attenti ad accumulare ricchezze Non era la Reli^ione divota ne* ^


.

Sacerdoti
3

la fede

non nci Miniftri intiera_ non fi fcorgeva la miferi-

,3

cordia nelle opere 3 ne la difciplina ne coftumi . Era la barba guaftata.^

,3

,3

,3
)3

con nere tinte negli uomini irtibeilettata la faccia nelle donne 3 adulterati 5 dopo che formati furono daL
>

le

mani
3

dell

altiifimo J3io

>3

chi

capelli tinti

3 gli ocdi finto colore 3

>3

53

D3

frodi per ingannare i cuori de Fedeli 3 e aflute vogl ie 3 per le quali poflano effere circonvenuti i noftri

* R E
.

A ZI O

E.

3,

fratclli

mend
le

Ue quei
ria

Corrifpondono a fcnti del Santo Vefcovo di Cartagi di Eufcbio di Cefarea , il qua


di defcrivere la

prima

lugubre Ifto della Perfecuzione di Diocleziano

in quefta guifa
<<0i&.vm.
<j

storia
xicclet.c. I.

33

imprende a ragionare la troppa libcrta 55 Poichc per Q-iftiani diventati erano negligent!
v*^
7

p.57*.deiia

Ed.di Can*K-i{i.i

^ e T uno
33

invidiava le fortune dell viccndcvolmcntc fi maltrai

11*

D5 33

tavano, onde faceano tante comeinteftine guerre 5 ferendofi 5 quafi cc tante afte , e fpade , colle parole

33
33
35

33

Vefcovi contra i Vefcovi contra i popoli follevandofi i popoli cccitavano de rumori 3 e de tumu

quando

33

ti 3

e le frodi

fi

avanzavano

la

fimulazione era oltre


33
33
35

modo

crefcii

ta
(

la divina vendetta,

effendo allora lo ftato

come fuo della Chi


I
1

fa in

pace
3

fedeli in liberta
3

33

celebrare

quando loro piaceva


>

33

facre adunanze ) adagio

e come.

33
33
33

per gradi comincio a punircij pri cipiandofi la perfecuzione da quc li 3 che militavano Siccomc pert
.

33
33

come

fe fofferp ftati privi di

fenfc
il
<

neppure penfavano

di placare

vin

PRKFAZIONB.
)5
35

vin

nume

allora finalmente

il

Si-

gnore ofcuro nella fua ira la figliuola di Sionne Molte altre cofe
.
>

e dimoftra aggiugne Eufebio poi il ravvedimento 5 chc ne fegui 5 e la mu* tazione 3 che fi vide ne coftumi. dei feieli
le

Egli e dunque certiffimo

che

perfecuzioni confermavano i buohi tiellapieca^ e inducevano parte de cattivi a pentirfi de lor peccati 3 e parte in si fatta atterrivano^ che per guifa iappocaggine negavano di eiTere Cri[Hani
fata
ro
.

Mold
,

pero
5

di

coftoro

cef-

la

perfecuzione
e

tornavano inlo-

medefimi

:adute loro facevano


pel

lunga penitenza delle 3 c in avvenire o


piii

timore di non incorrere

nellc

Ecclefiaftichc pene (il qual timore era, loro di giovamento 5 perche a poco
a
fi

>

poco difponevano a ravvederfi feriamente ) o per 1 orrore degli eterni fupplizj 5 o per lo amore a che verfo

Dio 3 contriti 3 aveano conceputo^ fi aflenevan dal male 3 e tra buoni , dopo di
aver dato manifefti fegni di vero pentimento 3 erano numerati, ficche que-

che una voka non mediocre incomodo allg Chiefa aveano recato ,
gli ftefli
3

lc

pRE*A2

ZONE..

le

davano poi foliievo 3 e allegresza Ma e omai tempo 3 che veniamo a.

dc fcrivcrc i co ftumi de primitivi Cri flianij e fenza mentovare i diffetti de dellc vlrtii di colorc pochi 5 ragionare che in gran numero y come abbiam detto, ne quattro primi fecoli della

Chiefa fiorirono . E affinche io pofla dividero qu procedere ordinatamente


>

fta

mia opera in

tre libri
?

nel

prirr

de* quali parlero

de coftumi de noft

Maggiori inquanto riguardavano Die nel fecondo de coftumi 5 inquanto r ^uardavano loro ftefli 3 nel terzo fina
niente de coftumi
il
s

inquanto

al proffin

riferivano

*
*

LIBRC

LIBRO PRIMO D E COSTUMI


DF PRIMITIVI CRISTIANi;
In quanta riguardwano Dio.
Poiche
le

Virtu Teologali

che
c_>

hanno Dio per loro oggetto, cioe la Fede , la Speranza ,


la

Carita

erano da
,

rjoftri

Mag-

giori poffedute in
fa

mo principio
dalla

al

grado fublime, che da quefte dianoflro libjk , e incominciando

d uopo
il

fondamento delle altre , ragioniamo quanto ella e una certa perfuafione delle Div/ne cofe ; quindi def dogmi e in principal! , ch ella propone a credere , ultimo luogo de pregi , e degli effetti di lei , c Fede, ch
e
di efTa in

fpecialmente della religione , e coflanza in e(Ta de noftri Maggiori , i quali erano pronti di foffrire qualfivoglia tormento piuttofto, che di
renunziare aCriflo
,

e alle malfime

che da hu

aveano imparate

CAP.

C
Delia

P.
della

Virtu

Fede
.

de primitivi Criftiani
.

I-

J.
-

Come
la

la

cognizjvne delle
.

Divine
II.
<<j)uale

conduce a operar bene

jia

virtu della Fede


Sscndo aclunque
la

Come

la I.
T"^

vera Religione rego,

cagnl^lone

latrice delle noftre azioni

e conflfkr;,

ddls Divi*

do
la eiuftizia
.

ella ne!

culto

nella pieta
,
r>,-

e nelj
/

verfo

il

fomtr.o bene

ducaaope-

le

quaiche cola fi attribuiice a Dio medelimo che fia o contraria , o non convene vole alla_ e natura di lui j forza & , che la reli ilirtita * ftefia patifca non piccolo detrimento , gione per confeguenza le azioni non fieno ben regc late pel della vera , e ftabile, e confeguimeijlo a cyi dobbiamo tutti afpirare cterna falute , polche per efTa (lamo ftati creati , e meffi n Mondo . Or flccome fenza la giufta cognizior di Dio , T uomo fuole cadcre in errori gravi e ragionare in modo 6 rinrgnante , o men pn prio della perfezione , e della natura del vei nume ; egli e necefsario di confefsare, che fen;
,
.
.

_*.

ch e Dio

la giufta cognizione delle Divine cofe non fi d vera reHgione , ne fi operi da mortali in m niera , che per le azioni loro acquiftinq la eel fie beatitudine . Imperciocche fe uorno att buifce a Dio cio , che ripugna al fuo eflTere 5 nega.competergli qualcuno diquegli attribu che
1

bfe
che
gli

c o
:

(j

convengono

fa egli

certamente ingiu-

divina Maefta , colla qual ingiufia chi aecordare la giuftizia , e la pieti verfo volefle Dio, parrebbe di voler aecordare cofe fra loro
ria alia

oppofte, e affatto cohtradittorie


i

. Quindi e, che rettamente , riMaggiori per operar chiedevano in primo luogo la cognizione . S. Giuflino Martire nclla fua celebre letter a a__ anche da piu dotti critici ri* Diogneto ,

noftri

(<*)

conofciuta per flncera , e genuiha , cosi fcrive. ,4 Non si da vita fenza la cognizione . Vi p
5-,

cognjzione ^ e per vita P anche fl riceve , il cui legno fark si , che ne ricaviate ,, portandofi da voi , Non meno chiafamen* fempre del ffutto. te difcorre nella Efortaziohe , che indirizzo //^N^ i v e d[ egli ai Greci (^) , ove difende , che ,, la falfa p opinione della moltitudine , o pluralita de- TV.ZU.OK.Z.
fia

per cuore

la

tico parlare^

,-,

,j

gli

Dei

me umane
bro
,

qual grave malattia abbatte le ani- cont.iGrcci . Tertulliano ancora nel fuo li- ftume!0 2 *^
^i

che porta il titolo della Tenitenza , in_? conofciuto ch e Iddio , quefta guifa ragiona lo fpirito umano riguardato dal fuo Creatcre , fi folleva alia cognizione della verita , e ammeflfo alia oflervanza de Divini comandamenti , fubito , e per effi iih uito , do3, verfl creder peccato eio , ch 6 vietato , Perche effendo Iddio un grandifTimo 5) Dio bene , ndn gli puo difpiacere altro , che il male ; non eflendo tra le cofe contraries niuna forta di amicizia . (c) E nel libro
?
da_>

(c) c. p. Jin.
C^>

^
4-

c
*

intitolato
5,

della

Tazicnza
Iddio,
i

,,

Sa

dice
.

P I4

chi conofce
iteQb

fuoi doveri. (*)

At?- rl
-*

Lo

(labilifce

W* llbro

de fuoi . tovare le teftuiofJanze di Minucio Felice , di A Eufc-

Clemente Aleffandrino nel Stromi (^e) Tralaicio di men-

deir

tedio a chi legge . Ma non poflb fare a meno , che defcrivere un chiariffimo paflb di Lattanzio (*) lib. III. Firmiano , il quale nelle fue Iftituzioni (4). c.M.p.z?!. ?? Quefte due cofe , dice , fon quelle , che inIlZt la_j fieme fanno cio , che fi ricerca da noi anno dell r da a conolcere dove , e in qual mo35 fcienza 1748. dobbiamo giugnere ; la virtu fa si , che 5 , do
c
,

PRIMITIVI CRISTIANI. S, 5 di Gregorio Nazianzeno , di Teodoreto , -a di moltiflimi altri Padri, per non allungarmi troppo , e non apportar

Dfe*

Eufebio Cefarienfe

33

vi

giugniamo. Una
,

di quelte fenza
la fcienza
il

altra

non valnulla. Poiche


dalla virtti

provviene
no(lro

e dalla virtu nafce


.

g ran J3 ene i Maggiori


fallibile verita

(Jj}

J5 pertanto i no* beniffimo comprefa quefta in-

Avendo

erano di fentimento

che

in

fl la primo luogo ricercar dovefTe , qual fia vera delle divine cofe . E poiche (apevano 3 dottrina ? ch ella ne libri facri , e nelle tradizioni della

Cattolica Chiefa fl conteneva , ufavano gran* diffima diligenza di leggere quelli , e invelligar quefte , acciocche e(Tendone eglino ben infor-

mati , poteffero anche illruire i loro profiimi Perciocche eranfi eglino per la efperienza chiariti , che qualunque uomo del fuo ingegnofemplicemente {1 foffe fidato , ne aveffe ricercato da Dio la verita,in mille errori farebbe miferamente precipitato
.

Per

la

(0 kg
P

"

la

33

fua legazione (c) parlando de Poeti

qual cofa Atenagora nele de ,


:

Filofofi
35
3>

35
35 33

de Gentili, non ebbero , dice, tank acutezza , e forza d ingegno , che ricercando abbiano conofeiuto il vero ; poiche trattandc di Dio , flimavano di non doverlo imparar da Dio medefimo , ma da loro (tefll , onde unc di loro diverfamente dalPaltro ragionava delle divine cofe^e della material delle forme,<
del

DE*
del
:

COSTTJMI
.

7
Profeti per

mondo

Ma

noi

abbiamo

teftimonj di quelle cofe , che crediamo , i quali Profeti per iflinto dello Spirito Santo,
di
.

. divine parlarono ef cognizione , e credenza delle y*}>?? r*)Ma quella foftabiiifco* V i, / T iivme cofe , che per mezzo delle lacre Lette- no {l altr e , e della Tradizione delle Chiefe , ajutati a r e fyciallo Spirito Santo , che le ha rivelate , acqui- dalmenteS. lano i Criftiani , e chiamata da noi Fede , la e manifefta , co]iiale febbene non e chiura , ne fono le fcienze naturali , e pero molto 3iii certa di quelle , e si altamentee imprefsa idle menti noftre, e con tanto vigore dee eflee foflenuta , che piuttofto dobbiamo foffrirc
,,

Dio

e delle cofe
,

>

a"

j>

i3

nfiniti
io(lri

travagli

,
,

patimenti

come
,
.

fecero,

Maggiori
,

e perder la vita

che negarne
la virt-u

verita
II.

e la infallibil certezza

Or volendo San
Fede

Paolo definire

iella
iiflTe

e defcrivcrne efattamente i pregi, , nella fua Epiilola diretta agli Ebrei (^) ,
bafe delle cofe
,

la virtu

^
.

che dobbiamo fperare , e una flcura pruova delle non apparenti Imperciocche cffendo la prfma veritk , ch e lo (leifo Dio , in quanto ella non e vediiinileme colle altre cofe , che noi credia ta mo , ( per cagion di efla , poiche fono da lei
sffer ella la
. ,

WG

deL fede.
-

xr *

rivelate
della

lei

fl

riferifcono )

oggetto

medefima Fede ; egli e neceflario 3 che quefla Fede fia una certiflima pniova delle cofe

non apparenti ; le guali efsendo promeffe a* veri feguaci di Gesu Criflo , fanno si , che la fuddetta virtu dellt Fede fi appelli, e fia il fon-

damento di cio , che fperiamo di confeguire doE per verita qual pruova piu cer po morte ta, e piu ficura puo dariTmai della Divina rivclazione ? Perciocche non potendo Iddio eflc*
.

re

DB PRIM1TIVI CRISTIANI
re ingannato , ne ingannarfi per efler egli infinitamente e fapiente , e verace , e buono ; qualunque volta manifefta quel , che devono
-,

credere

mortali
->

forza e

che convinca

lo fpirito

umano

e lo pieghi a preftargli ogni


.
>

che maggior credenza E non vi ha dubbio T Altifllino Dio non folamente abbia rivelato che conducono alia alia Chiefa quelle verita
>

falute noftra

ma
>

molte ragioni aheora abbia

fcmminiftrato ai mortali , onde pofifano facilnente intendere effer elleno da lui medefiGli oracoli de Profeti verificaJ!mo rivelate miracoli da lui mentre ti in Gesu Criilo ; i
.

dimorava

tra noi, e

flone in Cielo per

dopo la fua gloriofa Afeenmezzo de fuoi D/ifeepoli e


>

feguaci operati in ogni tempo , affine di confermare le malfime del Vangelo ; la Propagazione prodigiofa della noftra Santa Religione ,

e molti altri motivi , che per non dilungarmi troppo y fono coflretto a tralafciare , fono evident! fegni della verita della dottrina pro*
pofta

come

rivelata dalla Chiefa


,

ficche fenza

una fomma temerita


ella eflere

imprudenza non puo

da niun mortale rivocata in contro-

^/erfia

Dio
che

In fatti effendo propria del folo vero la previfione delle cofe avvenire , e la po.

tefta di fare miracoli


alia

non eonvenendo ad
di lui,

altri

fiamo dalla ragione Onnipotenza indotti a confeffare , che non altronde , fennonche da lui trae la origine fua il Criftianeilmo , per cui confermare tante cofe furono predette
,

e avverate, e operati tanii prodigj . Quanto alia propagazione , non vi ha tiomo ne cosl per*

verfo
eflfer

ne cosl oflinato

la

fede noftra e
5

dottrina

che conflderando , per la fublimitii della_, fuperiore ad ogni umano intendi3

mento a

D
mento
>

B*

C O

U M

e per la maffime morali, contraril alle inclinazioni della natura corrotta , e aver ella a onta del diavolo , e de Filofofi , e de*

Principi gentili altresi fuperate le calunnie,che contra i tioftri erano fparfe , e le perfeeuzioni , che alia Chiefa e fpeflb , e con incredibil

furore erano moffe , e fatto , in si breve tem po , tanti , e cosl maravigliofi progreffi , ch-e

occupo non folamente


eziandio
2i oni
, i

il

mondo Romano
,

ma
na->

paefl delle piu fiere


refli

barbare

perfuafo , ch ella fu per opera Divina , e non per iftudio , e arte di alcun.mortale introdotta 5 e divulgata . Che fe molti(Time /ette favorevoli al fenfo , e che parea-

non

no conform! alle mafTime, che allora valevano , 5 protette da piti gran Monarch! della terra , e
a forza di arm!.,

di altri
,

ajuti

umani

intro-

dotte

e diflfeminate

che furono tolte di Criflianefimo fatto menti , e come per tanti fecoli tra tante rivoluzioni , avrebbe durato , ie non foffe ilato fo-

appena cominciarono , mezzo , come avrebbe il quei si prodigiofi avanza-

ftenutodalla Onnipotenza del veroDio? Aggiu? gnefi a cio la coftanza d innumerabili Martiri , i
quali

certamente ne per un capriccio , ne per una religion e , di cui non aveffero conofciuta la verita, non il farebbero efpolli a tanti pericoli , a tante pene , a tanti travagli 5 e finalmente a la vit*, fe non aveffero avuto una ben perder

fondata , e ilcura fperanza di acquiftarne ^ e patendo, c morendo una molto piu e durevole , e 3 felice ne Cieli . Ma veniamo a primitivi Crie veggirxmocome , e , per quali motivi [liani
folfe in

loro cosi viva la virtu della fanta

Fede

lo

i>*

IIUMIT*YI CRISTIANI
$.

II.

6>u&ntofojje
let

virtu

ne* primi Crifiiani eccellente della fede y e per qualimoejja

tivi in

Jl confermajfi ro

fife ne pri-

mi

:nttia~

"avift&del

Ufede

Ofledevano adunque i noftri Maggiori , 5 J_ c he ne primi fecoli della Chiefa fiorirono ^ j n g ra do cosi fublime la virtu della fede, C 1C non ^^ amente procuravano con atti frequcnti di mantenerla , e maggiormente Imprimerla, e aumentarla ne loro animi,ma fi fludiavano eziandio con incredibile zelo,come altrove faremo vedere , di propagarla negli altri 5 e
I.
T"J
^

di fpargere per efla il fangue loro, perdere infieme col fangue la vita . Era*no per tanto le adunanze e fpefle , e fervorofe ,che celebravano, tante proteftazioni della loro crederiza ; poiche co piu vivi fenti. menti dell animo recitavano quegP inni , e 5 que paffi della Scrittura , ne quali fi contengono i decreti , e le maffime della fede noflra e di

bramavano

()SG!iift

MaruAp.i. ^ n. fjXv ICQ

terminavano rendendo
erazie
,

al

dator di ogni
della

infinite
,

pel

benefizio

che godevano , e , P. SC. feqq. ajuti , che loro fomminiftrava per foper gli f^S G*n ft ental ^ n v ^ ta 5 e P er aver loro conceduto il alle cofe rivelatc , per cui fUvin.xm. dono della fede credevano . Ma non fi puo idesr 1 uomo p. $i. quanto fofle a noilri antichi a cuore il vieppii confermarfi in queila Teologale virtu , fe nor
creaz^ione
e per la falute
"fi

(Z>)

gli

fi rapprefenta la infuperabil fortezza Lore nel fonrire qualflvoglia traverfia , e tormento

purche poteOero e mantenerla intiera

e pro

pa-

D
i

C O

UM

It

conceduto , per tutto ?agarla La qual cofa dovendofi da noi tratinondo are di propofito in altro luogo , puo eflere
fe

era loro

3er ora tralafciata


II.

erano le ragioni , ier le quali eranfi indotti a credere , che la lottrina propofta loro dalla Chiefa fofle rive- ; no ftri Anata da Dio . Imperciocche febbene egli e cer- ticbiUS*** * A ?*** iffimo , che fenza efler chiamato dal Padre \
Frattanto
fortiflime

lumi , niiino viene a Crifto , come noi leg9 ^iamo ne facrofanti Vangeli (4) tuttavolta vaabbiamo , i quali , fecondo la pru- confermaf} motivi e la ragione ancora ci debbono muo- fero . denza , vere a confeflTare , che la Tola Griftiana ReliTione fia la vera . Per la qual cofa Eufebio Vefcovo di Cefarea , che vilfe ne tempi di
1e

Coftantino Imperatore
che ei

nel

eccellente libro

compofe della EVangelica Treparazione D ; erano facile , dice , 1* invefHgare , e cono- chtamatial. (i) egli fcere , effendo quali innumerabili , ed eviden- J* fede*.
tifTime le ragioni
ri
,

che molti

de noflri fcritto.

(^s.Gior
ne i
c.

hanno addotte per confermar la veracita della dottrina del facrofanto Vangelo .Apporta egli pertanto gli argumenti , che i noltri Maggiori deducevano da fegni,i quali ad ogni uomo prudente rendono credibile la noflra fanta Reli^ione de quali feeni noi brevemen.

VI .
<J

del Vangcl. v. 44 e ^ *

C*)
c
]

L<

te

ragioneremo
tali

Pnma

j-

pero

di

entrare in

f efii-

ecllz

di

p ar 5 i
i

quefle

ricerche , fa d uopo di oflervare , dcll a.i^iJ che gli Antichi noftri fi proteftavano di eflere r 11 T CO N. XL11 itati alia fede chiamati per ifpirazione , e gra- ^
1

zia del

>5

Signore fmcera Epiflola Gli Apoftoli


35

9t

San Clemente Romano nclla ch ei fc rifle a Corintj (r) , dice , iftruiti da Gesu CriRo , , annunziarono agli altri il Santo Vangelo .... Fu adunque mandato Crifto da Dio , egli
.
i

Apo-

2i
.,

X>E*

PRIM1TIVICIUSTIAM

uni , e gli altri per Apoftoli da Crifto 9 e gli volonta di Dio predicaf ono a mortali il Re9 gno de Cieli

,v
,,

vuti

gli

Gli Apoftoli pertanto rice. ordini dal loro Maeftro , e perfuafi

99

della verita della

fede per
la

la
,

refurrezione
e eonferma-

del noftro Signor


,

Gesu Crifto

parola di Dio colla pie? hezza dello Spirito Santo , e con ficurezza nel mondo predicando &c. Avea ,j ufcirono cio egli apprefo dal fuo Maeftro San Pietro
ti

in effa fede

per

Apoftolo
ghi
,

il

quale cosl

fcrilfe a

fedeli ramin,

e difperli per la

Cappadocia

pel Ponto

per la Galazia,per PAfla, e per la Bitinia . Voi (lete la fchiatta eletta 9 il real facerdozio ,
il , popolo della eonquifta , annunziare agli altri le virtu di eolui , ,, per vi ha chiamati al maravi5i che dalle tenebre fuo lume(X),San Giuftino Martire,che ,, gliofo fiori j come altrove abbiamo notato 9 verfo la meta del fecondo feeolo della Chiefa 9 nelb fua prima Apologia (6) fa offer vare: ,, che non

la

fanta gente

^)
c.

Ep.

il. v. 9-

(^)
P-

N.

x.

4^

era in noftro potere di nafcere; ma di feguitar cio , che a Dio piace , e che fervendoci
delle
facolta
( cioe

della

liberta

(c)

potenze noftre ) che abbiamo da lui . I cgli ci perfuade, e ci conduce alia fede Credettero , di N.Xfc nelP Apologia feconda (c) ct , a Gesu Crifto non fblamente i Filofofi e gli altri uomini di Iettere ma quelli anco .,, ra , che co lavori delle mani loro acquiila
,>
5>

avut<

ria
5,

gP ignorant! , i qi:ali la glc e la morte fprezzarono paura Perciocche non operarono cio principal mente in cffi gP iftromenti dell umana rj
il
,
,

vano

vitto

e la

?,

gione

ma

la incr:arrabile

virtu del Padre

Per

la qt:a!

cofo.

Taziano

difcepolo di

S*Gh
(lino

D
ino
nclla
Dnfefla di fc

Greci GONxxtx. 8 che dopo di aver egli P** *, faminato tutte le fette del filofofi , fenza aver lai potuto reftar contento , ritrovo finalmente
fua Orazione
i

COST UMI O) contra

medefimo

dello fti, i quali per la fempiicita molto gli piacquero ; e che iftruita la fua icnte da Dio conobbe , che per quefti iareb5 efi potuto liberare da nemici dell uman geere , e avrebbe acquiftato quei doni , che igevuti una volta dall uomo , per colpa deluomo ftetfb furono perduti . Dalle quali co2 , che f^no ancora da piu recent! Padri Haijite , fi puo chiaramente dedurre , che fe la razia di Dio non ammollifce gli oitinati cuori i motiegl increduli , polfono loro proporfi
Libri fagri
,

-i

della

la fenza frutto

credibilita della Religione Criftiana , e vantaggio loro , non cu,

tolti

andofi eglino di comparire imprudcnti , ^ , pure he diano sfbgo alle malnate lorp
afT;oni
III.
.

* fu :he deduqefi dalle profezie . Eranfi di qiiefto , mo crviti dopo Gesu,gli Apoftoli, da quali appreA/5f*

Tra que motivipero,


n

il

primo era quello,

^(

ero
agli

radn
,

TJAYIQ

ttO"

la

oracoli de
il

di ragionare intornq ^ r ; Profeti verificati nel Redentor^/or/

maniera

mA
,

era

quale era il Meflla per tanti fecoli rife tuto da tutte le genti defiderato . Perche niuno , a bbia 1 ardimendice Gin/lino Martire (6) xxx to di opporci , che Gesu CriflofoflTe un fern- num
noftro
>

plice
gia

uomo

dagli

uomini generato

non

figliuolo di Dio , dimoftrero la verita delja noftra fede , non colle parole de te-

fhmonj
3,

che

fatti

veduti raccontano

ma

degli oracoli di coloro, che previdero le co-r Te molto tempo avanti , ch ellcno foflero

5?

avvenute

la

qual dimoftrazione a voi pu-

DE

HIMITIVI CRISf I ANI

re o Gentili fembrera , come noi penfiamo . E veriffima per vero dire queflo tale ar

O)

Soprii

^Lt.iil
>!ic7S*.Jella

gumento ha per/e medefimo grandiflima for za , mentre , come bene avverti S. Girolam< i Magi,confeflfano gl Indovini ^ a ^ ^ confeflano c tutta a ^c enza dell a umana letteratura
^ ^
"

33

die non e propria degli uomini


la

ma
fl

di

Di

dl

pa?j

del p.

c he

,,

onde ; pruova prefcienza i Profeti parlarono per iftinto dello Spi rito Santo , perocche prediffero le cofe av Ma profegue S. Giuflino il fu . venire
dei futuri

ragionamento (6)
3>

Viflero pertanto tra Giu dei alcuni Profeti , pe* quali lo Spirito Sar to fignifico le cofe avanti , che fuccedefle

33

ro
in

Gli oracoli di quefli furono con dil: genza confervati da Principi , che di temp
.

33

tempo regnarono

nella

Giudea

Or

33

libri

de Profeti noi ritroviamo , che il Me: fia dovrebbe , come fl e verificato in Ges Criflo , nafcere da una Vergine , che avret
be

33
>3

morti

a curare gl infermi , e refufcitare farebbe flato odiato , non cono , che


,

d<

33
33
.,,

fciuto

e crocefiflb

morto

e rifufcitato
5

che avrebbe falito in Cielo , ch egli faret be flato chiamato 5 eflfendo tale in realta che avrebbe mandato figliuolo di Dio
,,

3,
3, *
-*

fuoi difcepoli per tutto


la

il

mondo

a predicar

.,,

5 quali avrebbero fatto mas X O frutto appreflb i Gentili , che apprefl gior
*

fua venuta

.,,

Ebrea nazione

Ma

di quefti Profeti

alt.

.,,

3,
,,,

due mila , e alt , mille annj avanti , che Gesu Criflo avefi cominciato a promulgare la nuova legge
fiorirono tre mila
altri

Sicche neppure congetturando potevano ai rivare a predire con chiarezza , e diitinzior cofe tanto lontane da loro tempi , Scende quii
di

PRIMITIVI CRIST1ANI. I 5 il Santo Martire a riferire , e fpiegare 1 ora)lo di Giacobbe che riguarda la durazio- (*) Gen. 3 e della tribu , e repubblica de Giudei iino XLV. 10. ila venuta del Meffia afpettato dalle genti ; dimoftra , che dopo Gesu Critfo , e fu tolta !la nazione Giudeaogni forma di repubblica , i di lei furono foggiogati da i Romani . paefi apporta di poi le Profezie d Ifaja , che prei
(<0

DB*

iife
?
.

la nafcita del

liberatore dell

umano gene.

da una Vergine (&),e Tapparizione della ftel, indizio di colui , che dovea traer la fua orime da Gefse Padre di Davidde(c),e la venuta nn fanciullo Signore , il cui impero farebbe
i

"\

VT

ato fulle fue fpalle colle quali parole fi acv- ^ il trionfo di Gesu Crifto pel fupplizio della
(</),

>

IX.

>nna

roce

il

-accia verfo
ittore
,

qual Signore avrebbe tenuto ftefe le il fuo popolo increduio, e contratraviato (t)
.

Mentova

inoltre

le
(<r)

c .Lvni. a.

redizionidi Michea Profeta,circa Bettelemme, v. i cui dovea nafcere il Duce delle Tribu d Ifraello (/)
p
;

del

Salmifta

v. piedi , iona , e fa fapere , che le velti di lui farebsro date toccate a forte a manieoldi C ) 5 e * \+ O J

e delle

che delle piaghe , mani del futuro Meffia ra-

(/)
z.

t.

V.

**3

umera molte
^utori
,

altre

teftimonianze

de

facri

XXL

e tutte dimoflra , che in Gesu Crifto alvator noflro furono avverate. Finalmentc ,

Quantunegli conchiude il fuo difcorfo . que noi abbiamo molte altre autorita de Profeti da rapportare , vogliamo contuttocio tralafciarle , eflendoquefte ,che abbiamo riferite fufficienti a perfuadere della verita chiunque ha orecchio per fentire , e intelligenza per conofcere , che non flamo noi del numero di quei favolatori , ij quali avanzanole cofefenza poterlc provare . E per ve
rita

1
$,

S
3

I>

B*

d O

U M

rita
fiffo

come

crederemo noi a un

uomocroce

3,
3,

ch egli iia P Unigenito Figliuolo d Dio, e che dcbba eflere giudice di tntto umano genere , fe non aveilimo le teflimc nianzeriguardanti lui fteffo avanti,che avel 3 fe prcfa la natura dell uomo , le quali dop
>

11.53.
7<*

j>ag.

ix
iitf. feg. p.

(c) n. jo.

lui medeflmo adempiute furono ,, (^ Molto piu copiofamente parla il S.Martire del! Profczie nel celebratiffimo Dialogo , ch compofe contra Trifone (i) , e nella fua cfo; a tazione a Greci in quefta guifa invita i Genti Altro non vi rimant *\ Criftianefimo CO o Idolatri , che voi rigettiate P errore d 5
i"

voftri m-aggiori

acconfentiate agli oracc

de Santi Scrittori , e apprendiate da qtie le malTime , che vi poflbnodar la falute ,, Ricorrono pure a Profeti Atenagora 5 di c

n^
].

p.foz.
n.

abbiamo fatto di fopra menzione C^) ? e Teo lo Antiocheno nel primo CO 3 e nel feconc
libro ad Autolico (/)

f)

14* nel
s>1

/^ n

*<

qua diciotteiimocapitolodelfuo Apologeticox () -Affinche piu pienamente , e P ar ^1


,
,

e Tertulliano

il

c<

maggiore impreflione poteflimo conofce Dio , e le difpofuioni , e la volonta fua , a Venct. del- 3J giunfe egli ileflb PiuVomento delle flicre Lc Tan. i74 3 tere , per chi vuole ricercarlo , e cercan 3 , e trovandolo credere in lui , 3, trovarlo , 3, credendo fervirlo . Mando egli fin da prin ,, pio degli uomini giudi , e innocenti , e defi 05 di conofcere , e dimoilrare chi egli fia 39 innondati dallo Spirito Santo , acciocche pi dicafsero , ch e un folo Dio creatore di ti te le cofe , che ha formatoP uomo dalla tt 5? 35 ra , che ha difpofb il mondo , e ftabilite :
>

3")

5,

che ha dato fovente , deHa Maeflu fua giiidicatrice per le ^ni


33

varieta dei tempi

qiK

PRIMIT1VI CRISTIANI . IJ e pe fuochi , che ha prefcritto la offer* que, vanza della difciplina , che voi , o Gentili, fono da__ ignorate , o difpregiate , febbene

premj per chi le olferva .... ridevamo una volta di quefti fentimenti . Fummo noi pure de voftri , poiche non nafcono , ma fl fanno volendo Crifliani . I Predicatori , de quali abbiamoparlato , fl chiamano Profeti per P offizio ,
lui

determinati
ci

Noi ancora

loro dato di predire le cofe future . voci loro 5 e i prodigj , che per confermare 5 la vcrita , operavano 3 rirn.angonone tefori delle facre lettere, le quali non fon a Genfu
till

nafcoile

fe le

voglion vedere

.,.

(^t)

Or

f
-

I(5

la

fomma

antichita delle

medefime
.

fcritture

concilia loro tin autorita fingolare

lo fa-

pete ancor voi , che religlofamente giudicate delle cofe fuccedute ne fecoli piu remoti , (^) Ma perche abbiamo detto , che quefla^j

(^) Cap.

noftra religione e foflenuta dagl illromenti lx Giudaici, la quale per altro fappiamo e(Ter
fara forfe

p7i

nata ne tempi dell Imperatore Tiberio chi dubiteii dello ftato di ,


quali fotto
I

vi

lei ,

ombra

di

una inflgnifiima

reli

qual e certamente la noftra , nafconda qualcofa della propriaprefunzione, non oflfervando niuna cofa ordinata dalla Mofaica 5 o cir
gione
,

ca le aftinenze da certi cibi


lennita

o circa

le* foh

di certi giorni .... il che parrebbe doverfl fare da noi , fe foffimo addetti a

quel Dio , che i Giudei adorano . II volgo Gentile ancora fl crede , che Gesu Criflo fia
ftato

un

Uomo

tale
.

quale fu

ftimato da*

Giudei medeilmi

Ma noi
,

non
fa

mo

di Criflo ... del quale

brevemente ragioniamo

vergogniad uopo , chc_^ in quanto eglie

ci

Dio.

Dio...
di
33
5

D Ii C O S T U M I Giudei adunque efuli e vagabou

gio

per tutto il mondo fono avuti in difpree d fonore . Non hanno unuomo 5 du

33

prefti loro foccorfo , non hanno Re , ne i concede loro di rivedere come ofpiti la Ion

53

3,

35 3,

j, 33
35 3, 3?

Profeti minacciavano Ion avvenimenti , aggiugneva no , che negli ultimi tempi da ogni gente e popolo 5 e luogo dovefle Dio fcieglier degli adoratori molto piu fedeli -, ne qua trasferifle una piu plena grazia , per la cap?
patria
.

Mentre

quefti cosi funefti

cita dell

bitro intanto

autore della nuova difciplin^ . L ai ij maeftro di una tal difc , e

plina , e grazia, 1 illuminatore , e il coi dottiero delP uman genere annunciavafl d

33
33
33

Profeti
to
,

il

figliuolo
fi

di

Dio

,,

non

che
,

vergogni

dell appellazion
.

cosi gener di

come gli Dei de i Gentili 5 , Iteflb argomento tratta egli , ma molto piu ar pfamente nel librocontro i Giudei. Similii no i fcntimenti di San Clemente Aleflfandri
gliuolo
<

11V,1J1L/1

\J

J|

\A \~

f^JL I

*-

vt Vxll J

JLJ-^>r

AV V V-/ *AVi Vx U
,

(W?Jl4
(O
n. j. p.
J.

cor ^

^^
t

Q lia ^ conformandofi Origene

fu difcepolo di Clemente , in quefto modoi S ion ^ nel quarto libro de Principj (c). I Pi
33

112. T.

delle opere della Ediz.

)?

Yen.

dell*

^
5,
a,
.,.,

ave ano gia predetta la venuta di maravigliofa propagazione della religic Ci-iftiana . Aveano eglino preveduto, che r avrebbero ceflfato i Principi dalla RepubbI di Giuda, ne i Duci dallo flefTo Giuda pro
feti
la
1

Crift<

njenti , finche non foffe venuto colui , a e ripoflo , o preparato il i , e finche


fqflTe

33
33

regno adempiuta P efpettazion delle gen

Or egli e dalla Iftoria manifeflo , e da c che tutto di noi veggiamo , che da 3 temp Gesu Crifto non vifurono piu appreflb i C
de

DB* PRIMITIVI CRISTIANI


dei de

Ip
delle

Regi

Anche quellc appareflze

quali cotantofi gloria vano i Giudei medeiimi , e per le quali efultavano , riguardanti la bellezza del Tempio,o gli ornamenti del-

Paltare
ftrutte.

le tiare
,

del loro Pontefice

de* Sacerdoti , o le veili tutte infieme furon di-

Ofea
1

chc

Allora fu adempiuta la Profezia di diffe ; per molti giorni federanno


Oflia
,

figliuoli ef Ifdraello
:

cipe

nonfard

fenza [(e , fenza Prinne dltare , ne Sacerdo-

. Di quefti oracoli noi contra coloro , che van no ci ferviamo dicendo , trovarfi ne tempi noftri ancora il

zio

ne rifpofla Profetica,

tal

Principe dellatribu di Giuda , ed efler quel principe della gente loro chiamato da e/Ti Patriarca , ne poterfl dare il cafo , che non fi diano i fucceffori di lui provenientidalla_j>
ftirpe di
.

Giuda fino alia venuta diquel Meche Ci vanno ideando Ma fe quefti non , errano , come fara vero cio , che prediflfe il Profeta , per molti giorni federanno i figlifia

uoli d* Ifdraello fenza Re , fenza Principe : non vifarapiu oflia 5 nc altar e , ne facer dozio ?^E per verita dacche fu rovinato il Tem5 pio , ne fi offerirono piu olHe , ne fi trova I altare , ne cofta il facerdozio ; onde non puo

negarfi
to

che non iieno anche

tolti

Principi
fcrit*

dallarepubblica Giudaica,
:

come e flato
.

uon Per le colui y a il regno ripoflo e gia vequali cofe fa d uopo confeffare , ch nuto quello , a cui era ripoito il regno, e in cuierano collocate le fperanze di tutte le na~
we

Duce da Giuda proveniente ,


cut e

fincbb

vend

zioni
la
ti

. II che ii vede avverato in Crifto per moltkudine di quelli , che di tutte le genhannocreduto inDio 33 . Molte altre teili-

mo-

2o

DE

COSTUMI

mofiianzede* Santi Profeti apporta quivi , c libri contra Celfo Origene , che per nondilunfiamo obbligati a tralagarci piu del dovere , ftefla cagione lafciamo a parte k fciare .E per la Profezie addotte da Lattanzio Firmiano illuftre
Scrittore ne principj del quarto fecolo dell jus Chiefa, a fine di provare , ch e ftata molti feco<

a) deile
(

T Txr li avanti r predetta la nafcita di Gesu Crifto da_j L.IV. ^_ N | la vita , la morte , e la reuna Vergme , Div. niz.c.iz. furrezione di lui , e di confermare la umani* *9y* th , e la divinita del medefimo (i) , e di far co>

(<0

c * r ^*

nofcere a mortali

I4
307"."

dol ordine

, ch egli e il Sacerdote fecondi Melchifedecco (c) , e che ha_>

c. i j.

operatodelle maraviglie (d), e hapatitoin_j quella gnifa appunto , che i Santi ifpirati da Die
fignificarono (e} . Che fe molto maggiore fu q ue (j o genere lo ftudio di Eufebio Cefarienfe
il

P-

(0

c .tS.

quale vifse parimente nel quarto fecolo


,

e ol

tre molte utiliffime opere

che lafcio a

porter.

( febbene egli]
fc rifle la

era partigiano degli .Ariani

Dimoftrazione Evangelica 9 per la qua diede chiaramente a divedere , che le profe le zie fi iieno avverate in Gesu Crifto , e nella fu Chiefa , e percio fa.^amente , e giuilamente_ tante nazjoni abbiano feguitata lanuovalegge

(/) L.

r.
3

(/) contuttocio dovendo noi trattare di gravii ilme , e utilifljme materie, e avendo gia fuffi cientemente parlato degli oracoli de Profeti iiamo aftretti a tralafqiarne la relazione , e paffare all argumento dei miracoli , ch ebber tanta forza appreflb tuttc ? non dico le barba re , ma eziandio le piu culte^ e fenfate nazic ni , che alia verita del Santo Eyangelo le cor vertirono.
non poflb gia io trafandare la celebratfj CmaProfeziadi Danidlo apportata 9 fpiegata e con

Ma

5 i

KlMir!VI CRlSTlANl

con varie offervazioni fondate


luilrata

da

noftri

Maggiori
,

fullaStoria , (a) a ^ ne di coni

^
van
*

Terml.

fegua- libr. contra idelGiudaifmo ; laqual Profezia tanto chia- J ud c.viu. Evfc a , ed evidente apparve a parecchi fcrittori ^ MI /, moniu. ti er laerudizione , e dottnna loro illuitn , e vin
i
, i .

incere gli increduli

e fpecialmente

Py
fe ,,|

inomati

che dovettero confefTare


,

5
,

eflere

ate in tal guifa la paffione

la

morte

r .

il

re-

edit.

no perpetuo del Redentore , e le difgrazie , ella Repubblica degli Ebrei in effa predette , iefe non foffe certo , anche pel confenfo unaX/N 11 c r v iffie de Giudei (&) ch ella hi icntta centinaja anni avanti, che foffero lecofe medefime avenute ,farebbe a qualcuno forfe paruto , che fcrittore dilei medefima avefTe viffuto dot
9^->-

ann.

? j

ll

ius

A
"

lc *

^.
r p^^xld^*

>

D la

diftruzione

il

defolamento di Gerufacosi egli nel

rfii r ^

ii.

capo nono Mentre io ancora redicendo racconta (r) parlava , cornparvemi Gabriello , che aveva jo veduto dapprima, e preftamente volando,

mine. Imperciocche

vsn.c.vm."

n. v.
*
>

v<

2i<

feoc? .

toccommi
e

nel
,

parlommi , lo , fono io ora venuto per iltruirti , acciocDal cominciamento ch^ tu polfa intendere
: .

tempo

del facrifizio del

la

fera

iftrui

e difle

Daniel-

delle

preghiere e ufcito il difcoffo , ed io fono venuto per indicartelo , poiche tu


ttie fei

uomo
,

al

difcorfo

dei defiderj . Bada tu adunque e intendi la vifione . Sono ab-

breviate lefettanta fettimane fopra il tuo popolo , e fopra la tua fanta Citta 5 affinch6 li confumi la prevaricazione , e abbia fine
il

peccato

ii

chifi la

>

fempiterna giullizia , e f] adempia k ? vifione,e la profezia,e fl ungailSanto de Santi.Sappi tu dunque,e offer varda quel tempo, in cui fara pubblicato il difcorfo , che fl

cancelli la iniquita

e arre-

ri-

22
rifabbrichi

BB GOSTUMX
Gerufalemme
fino.

aCrifto Du-

35

ce , fcorreranno fette , e feffanta due Jfettimane , e la piazza , ele mura faranno di nuovo neir anguftia de tempi edificate ; e do fettimane fara uccifo Cripo le feflantadue 5 fto , e non fara il popolo di lui , che 1 neghera. Eil popolo .col Duce venture ditfiperl e la Citta , e il Santuario , e fara il fine de

35

H
3,
3,

Santuario
fine della

fteffo

il

divaftamento

e dopol;
.

3, 3,
33
33
3,

M; guerra la ftabilita defolazione una fettimana confermera a molti il patto e alia meta della fettimana manchera P ofti ? e 1 facrifizio , efara nel Tempio 1 abbomi nazione del defolamento , e il defolament durera fino alia confumazione , ed alia ft

ne

3,

noftri antichi

avendo ben

confi

derato quelto cosl celebre 3 e illuflre oracolo dimoftrarono in primo luogo , chedaquand

voce , chefi dovea rifabbricare il Ten ela Citta di Gerufalemme , fino alia pa pio 3 Hone , e morte di Gesu Crifto , corfero fe tanta iettimane di anni , cio anni cento novai incirca . E per verita o fettimane di giorn o di mefi , o di anni doveano efTere quellc mentovate da Daniello , mentre di tal forta fettimane fi fa folamente nelle facrc lettere menzione. Ma ficcome ne dopo 490. gior ( poiche tale ne farebbe itato il numero , fe fettimane di giorni aveflfe Daniello parlato ) dopo 490. mefi (mentre tanti ne farebbe! fcorfi 3 fe di fettimane di mefi aveffe ragiona il Profeta) dacche fit fparfa la voce,che il Ter
ufcl la

pio , e le mura della Citta di Gerufalemme d veanil rifabbricare , fu mai verunoda Giud

negato,e uccifo da^li flranieri,onde poi fegu fero le rovine della Repubblica de Giudei ,
ilgua-

RE* PHIMltlVI CRISTIAMI


guafto,e
la diftruzione, e
il
,

2j

defolamento del
egli e necefifario,

empio
1

e della Citta ItelTa


s

intenda delle Settinianedi anic . Imperciocche verfo la meta della fettantcma fettimana fu negato dal fuo popolo , e uc~ fo ilRedentore , e quindi la diftruzione di
oracolo

erufalemme

e le rovine della Repubblica

difperfione di quella difgraziata gente feiirono. Non iftaremo noi acomputare efatmente gli anni , che fcorfero da* tempi di
iro , o di Dario fftafpide , o dell altro , che )urio era appellate ; dalP anno fettimo ,o dal

^ntefimo di Artaferfe

Longimano (ne
1

quali
,

mpi o

fi

difcorfe

o pubblicoffi

editto

che

rifabbricafle

Gerullilemme

) finoalla paffio-

jdiCriito, e
iteflTa
,

alia diftruzione di quella Cite di quella miferabil Repubblica . Aliavanti dinoi (^)hanno con incredib l fored erudizione trattato un cosl grave ,
e_->

VI
C<<)

fficile

arsumento 5*
"

, .

Radoneremo
-*

che ii iono vedutj , e tuttavia li ?ggono fecondo r oracolo appunto , che aDa mo pocanzi defcritto . E cio faremo non__5 rvendoci delle noftre , ma delle parole de adri , i quali di un tal punto efattamente trat* xono.,, Avea, dice Eufebio di Cefarea, la
:gli effetti
,
_
f

^"

nertanto J . .am r Lzmi


I
i

Tf 11

*L

"

Ap

rtiiJltUIJ

G0r j.

bli{

/*/*/*
"\

divina pazienza per molti


,

molti fecoli
la

fofferti

peccati de Giudei

avanti

venu-

ta di Criflo

commefli
;

oracolide Profeti
,

, come dimoftrano gli maflccomefu detto ad

>

queiGentili , che anticamente_j> abitavano nella terra promeffa , che non ancora erano compiti i peccati degli Amorrei , e finche non furon compiti , non furono difcacciati dallaloro patria ; e allora quando furono compite Ic iniquita loro y fubitotutdi

Abramo

B 4

,,ti

JJ?

perironojle quali difgrazie avvennero lore ne tempi di quelGesu,o Giofue,che fuccedette a Mose Profeta: cosi il popolo Ebreo , fin* che non compi la fua maliz/a , fu dalla beniti

gnita

da Profeti
Ebrei
dri
,

e pazienza di Dio fofferto , e invitato a far penitenza ; ma dopo che gli

empierono

la

mifura

de

loro

Pa-

ra
3)
35

come difle loro il Salvator noftro , allocome fe fotfero ftate tutteraccolte in un_j
le

luogo

loro fcelleratezze
5

per tutte

in

un

tratto foffrirono

eftreiiia

pena

confu-

35
33

marono
ne
,

33
33 3)

eglino certamente la prevaricaziot alfolo peccato impofero fine 5 o legaronlo piuttofb 5 e lo fegnarono , come

traduce Aquila

quando ardirono
al

di mette-

33
33

Figliuolodi Dio. Ma ficcome egli venne e per caitigare , o rovivinar molti , e per refufcitare aneora molti.
re lemani addoffo

33 33
33

come
lo
:

fu predetto da Simeone il vecchio meritamente fu dalPAngiolo detto a Daniel3

3)

ga

la ingiuftizia ,e

accioccbeficancelli ilpetcato , efitols* introduca la g iuftizleu

33

33 33

33

fempiterna . Onde dall opradi lui fu dimoftratala divina giuflizia , perciocche ha refodegno tutto ilgenere umano di unaeguale vocazione . . . E ft adempia la vifione , ^
la Profezia
.

33
33

Concorda
difle
:

cio colle

parole di
io

Criilo

il
.,

quale
,

non fono

venuto

33 33
33
33

per ifciogliere
a

ma per adempiere

e i Profeti.. .La legge

la legge e iProfeti durarono fino

tempi di Giovanni Battifla , e dopo mancarono coloro , che avanti moffi dallo Spirito
Santo di Dio predicevano
le cofe

avvenire, e
fe

di Criflo profetizzavano. Sicche

come

per

loro la (Jivina ifpirazione fofle Itata chiufa^j i e ftarei per dire ligiiku 3 meritamente
>

3)

DB* PRIMITIVI CRISTIANI


,,
,
,
,

2 5

avvenne , che da quel tempo cioe dacche comparve Giovanni , non piu fi trovaiTe * chi
appreflb loro efercitaflfe 1 offizio di Profeta... y Segue di poi : Che ft unga it Santo de Santi....

ApprefTo
li

Giudei
>

,
,
,

, che il Giudei ii appelli il Santo certamente fono di fentimen, to , che quefte denominazioni al Verbo folamente , che e il figliuolo di Dio lieno ap-

io

ungeflero mai trovato nelle

Pontefici

non puo negarfi , che . Ma non avendo


.
.

facre lettere

Pontefice de* Santi

de

perciocche egli e degnifTimo di . E per vero dire , coloro 3 che fono nati dagli uomini ^ e fono giunti a quel
propriate
5

un talnome

grado di perfezione , dove puo arrivare la natura mortale ajutata dalla divina grazia , devono credere di aver ottenuto molto ,
qualora li ammettano a una certa partecipazione , e comunicazione della Santita di colui 5 che diUe ; Sarete Santi perciocM io
fono Santo.E chi

uomini nofuorche 1 unico di3 letto Figliuolo di colui 5 ch e fantifllmo per natura , il quale , come Re de Regi , e Si9 j gnore de Signori 5 cosi e ancora Santo de Santi chiamato ? Adunque aluifolamente , poiche in modo piii eccellente fu untodi quel crifma , onde unti furono quelli, pe quali fu il materiale , e terreno olio di Mose adoprato , difTe lo Spirito Santo ^mafli la giu-

puo
3

effere tra gli


,

minato Santo de Santi

flizia

e avefli in odio la iniquita

,per la qual

cofa fofli unto

da Dio Dio tuo

coll* olio della,

>

tfultazione fopra ognuno di quelli , che fono fartecipi de tuoi beni . Ed egli ftefib appreffp
Tfaia

di se

medelimo dice

Lo

Spirito

Signer* fifr* di

me, pet

ejfer ivftato

un*

26
33
33

DE COSTUMI

to dal Sigwore.Perche dunquedicefi untofo tutti foltanto il Sal vator noftro con un_

pra

33

31
33

33

, efpirituale unguento con ragione e chiamato Santo de Santi ,co me fe fi dicefle Pontefice de Pontefici , o an Ma qucfte ta cora fantificato de fantificati li cofe , compite le fcttanta fettimane, ebbe ro il loro termine , cioe in quel tempo , in., cui il noftro Salvatore fi fece vedere tra g]
.

eccellente, e divino

33
33
33

uomini

te parlato pra fatto

Di quefte cofe avendo brevemen 1 Angiolo , di cui abbiamo di fo menzione , torna dinuovo a di
,

33
33
3>

re delle fettanta fcttimane

diligentemen

te ripetendo , e piu chiaramente fpiegan do tutte ie parti della Profezia , e infegnan

33

do

33

onde fia d uopo dare cominciamen to a numerare i tempi, e quali cofe in_ quei tempi medefimi debbano avvenire
,

Riportata quindi la interpretazione di Giuli Africano, illuftre Scrittore , che fiorl nel terzt Secolo della Chiefa , il qualenel quinto libr dimoftra , che 1 della ragione de tempi (*) Apud Eufeb. loco fettimane principiarono dall anno ventefimo c citato pag Artaferfe Longimano , e terminarono veri na jSS.fcq. } anno fedkelimo di Tiberio , nel qual anno fe con do i piu efatti cronologi (^) fu , a iftanza d( (b} Montl.Diir.de Giudeijcrocefiffo il Redentore ; pa (fa Eufebio ann. Chrift. darne tin altra , la quale non e molto different da quella , che altri prima di lui ufarono (c) _, Quindi dopo varie offervazioni 5 molte delle qu; ibid li fono ingegnofe , e ben fondate , cosi difcoi 400* re (^(fy ^ Veggiarno ora come fi fieno avverai del Profeta : E confermi 3) lefeguenti parole ra il fatto a molti una fettimana , eneli .,,
(<0

3, ?y

mttci della fettimanafard tolto

ilfagrifizio
de,
,

ela libazione

efara

abbominazione

le

DE* PRIMITIVI CRISTIANI.


,

1J

,
,

,
, ,

e fino alia confajcfilazioni net Tempio , durera la defolazione . mazione del tempo Raccontafi, chc il tempo della predicazione, e dei miracoli del Salvatore duro tre anni e le

,
,

mezzo (4), il qual tempo e la meta di una ettifettimana. Nella meta dunque del no voji mana efTendo ftato da lui confermato il Teft<u Moniglia

1.

mento
e

fu tolto
1

il

fagrifizio

e la libazione

citau

,
,

,
,

abbominazione del defolamento. Che fe per qualche tempo ancora durarono che in quel i fagrifizj , e le cerimonie , 11 celebravano , non furono piu alTempio
comincio
lora grate a Dio ; perciocche non fi celebravano fecondo cio che richiedeva la Legge Fu adunque tolto il Vecchio Teftamento ;

,
,

, ,
,

della qual cofa fu evidente fegno lo fquarciamento del velo del fuddetto Tempio ,

cbe avvenne ailora

quando Gesit Criftofpi-

,
, ,

ro:ma della abbominazione e del defolamento fa d uopo ancora fentire do , cbe racconta Giufeppe.T^elgiorno della Pentecofle entratl come foleano di notte tempo i Sacerdoti nel Tempio , per efercitare il loro mlniflcro ,
dijfero di avereprimieramente udito flrepito, e di poiuna voce , cbefovente ripeteva , an-

,,

,,

k,

Quindi tiute le forte di disgrazic fopravvennero alia nazione , e alia Citta ftefla fino alPultima guerra moffa loro dai
via.

diamo

Romanl
3,

e a quel terribile aflfedio , onde provennero crudeli uccifioni , infoffribil fa,

peflilenze , che Peccidio cadi tutti coloro , che contra il nogionarono


,

me

orribili

3,

3,

Uro Salvatore cofpirarono. Nel qual tempo ancora videfi nel Tempio 1 abbominazione del defolamento , che tuttavia dura , e ogni
giorno vamaggiormenteaumentandofi. Ed * cer-

a,

28
3,
5,

E*

C O

U U

convenevol cola , die il defolamento duri fino alia confumazione della vita , giulla il termine prefiffo , e accennatc
e certamente
dal divino Profeta
:

55

fino alia

confumazio-

j,
,5

ne del tempo la confumazione fi dara allafolitudine : il qual oracolo dalle parole del Si-

5,
5,

5, a,

gnore fu confermato,allorche diffe : Quandc voi vedrete efiftente nel luogo Santo I abboml nazione della defolazlone , cbe fu, predep,
ta

dal Profeta Daniello

allora fappiate cb
j..

55
3,
35
55
55

egiunta la defolazione del mtdefimo luogo Che fe i Giudei rifpondono di non credere quefto r agio n am en to , fono eglino degni d riprenfione, non folamente perche ripugna-no alle cofe chiare , e manifefle , ma eziandio perche
.

5,
5,

a,
3,

gettano 1 unzione , ed il Santuario loro, e gli abitatori della Citta di Gerufalemme perirono ; vedefi ancora 5 cio che fupera Tammiraziom ditutti , ne di noflri nel luogo Santo Tab\

loro proprj oracoli come falfi riImperciocch& fu gia loro levat;


i

bominazione
,5
35 3,

del

defolamento

Le_
.

quali cofe eflTendo agli occhi noflri foggette emanifeilamente fcorgendofi, inducono ch

feriamente vi

riflette

a rnaravigliarll de

5,

3,
5>

35

35
35
3>

.,,

,,,

3,

fiflfare alia con templazione di argomenti si chiari la mente ma chiudono gli occhi , contenti di flare ne le tenebre , e non vedere la verita evidente febbene ella e fondata fulle Profezie , la di vinita delle quali non ardifcono di negarc Onde in loro fi avvera Poracolo d Ifaia Vdirete ,e non intenderetewi volgerete a con templar e., e non vedrete, percioccht egli di venuto duroil cuore di queflo popolo , e coll

Giudei,

quali

non vogliono

Qreccbie lorogravemente udirouo

cbiuft TO

DB* PRIMITIVI CRISTIANI.


rogli occbi^pernon vedere, e le oreccbie per non udire , e il cwore per wow intendere , e non convertirfi , e ottenere da me lafa.

Ma e omai

ibbiamo prometfb , con quefti ancora provare


:

tempo di paflare , come dalle Profezie a miracoli ,


la

verita

della_>

Criftiana

Religione. IV. Erano adunque cosi manifefti i prodigj perati da Gesu Crifto , ch egli talvolta foleva ire,che non ricevevaleteflimonianze degli uo- prefo da I nini , mentre le fue opere erano evident! fe- miracoli . ni della verita della dottrina , che predic^va ) . Parlando eziandio gli Evangelifti del Di(*)Evan. :epoli , che mandati furono a propagare IjL mta fede , atteflano ,che predicarono per tute il Signore confermo co miracoli la loro , 6) dottrina . Quindi e che S. Giuftino Martico c XVI : nel fuo celebre Dialogo con Trifone(c) V 1O Dttamente ofiferva , che fe Iddio fignifico , che dovea iflituirfi il nuovo Teftainen(c)n.2rt.
>

to, e diffonderfi per tutto il Mondo , e noi veggiamo , che pel nome di Gesu Crifto Crocefiffo gli uomini abbandonano il culto
degli Idoli , e ogni forta di empietk , e di vizio aborrifcono , e fi accoftano alia verit^i
del

Vangelo fad uopo arrenderfi, econfefche Criflo medefimo , efpettazion, delle genti , e la legge fua fia il nuovo Te~ il itamento che vieppiu fi conferma colic dei fedeli , e coi prodigj, che foa opere . Anziche rimaneva egli maravifeguiti
,

fare

fiatocome poteffe avvenire , che moltireftaf-ro oftinati nel loro errore , efTendo cosl panti le

hiefa

maraviglie , che H operavano nella^ ne altra cagione poteva di quefla tal


ritroyarc
3

ertinacia

che

la

paura di non incor-

DE

COSTUMI

corfere nella disgrazia dei Principi , che furiofamente incrudelivano contra i feguaci di Gesu. Forfe dice O) , voi dubitate , che . Crifto ^ , Ivi. num.xxxix. quefto fla il Liberators delle genti , quane quelle cofe , che fonc ., tunque le profezie , prodigj 3, pofte davanti agli occhi di tutti,e fl fanno invocando il nome di lui, 3, che proviil Meflia promeffo a voftri mag 3, no, ch egli e
i

3,

giori

3,
3,

perciocche temete di non dover efTe re perfeguitati da Principi , i quali per ifti,

gazione del demonio non


re e di

ceffano di vefTa

E per verr . ammazzar i Criftiani 3, , dire ii comandare ai demonj, e cacciargli a for zadai corpi degli offefli,non era egli un miracc
Ip
,

e manifefto fegno della divinita della dot


,

trina

luno

che infegnava ii Redentore ? Chefeta opporre , come ardirono antica mente aicuni , che Crifto era uno ftrcgone , cacciava ii diavoio, fecondo il patto fatto coi de
ardifie di

dei quali il erano impoflefTati , fappi che gli flregoni , e gl incantatori no egli hanno mai avuto una si gran potenza , ne la poi fono avere fenza diftruggere il regno del dia voio , in cui non altro domina , che i orrore c h confufione . Onde Giuftino Martire nell fua feconda Apologia (i),, Da quelle cofe,dice che vedete cogli occhi voftri , potete argc mentare , che il Verbo Divino prefe la nc
,
,
3>

monj , umani

a fine di acquiftarfi credito, dai corf

yy

ftranatura, e nacque da unaVergine


falvare
i

pe-

3, 3,

credenti, e per diilruggere

il

Regn

3,
3>

dei demonj . Imperciocche molti invafa dal diavolo nella voflra Gitta furono dai Cr

ftianijinvocandoil
tre gl incantatori

nome
e gli

3,

fotto Ponzio Pilato in


9

croce

Gesu confkcat liberati 5 mer , ftregom non furor


di

va-

DE PRIMITIVI CRISTIANI.

31
.

valevoli a cio fare colle loro fattucchierie

,,

.ggiugne forza maggiore airargomento Terilliano ragionando in quefta guifa nel fuo celeSi conduca qualcuno a re Apologetico (d) voitri tribunal! , o Gentili il quale manife-

ftamente

fia

invafato

e agitato dal diffrdo

un Criftiano , che pale- aell anno fichi egli fia. Cosl veracemente confeffera 1748. lo fpirito allora di eflere un demonio , come falfamente altrove fi fpaccia per Dio . Si produca parimente uno , quaiunque voi voallo fpirito

Comandi

gliate
fte

di quelli

che flimanfi
.

ifpirati

da_>

qualche voftro

Dio

Cotefta voflra cele-

flo

che promette le piogge , cotedimoflratore della medicina. .. Efculapio Se non confefleranno di efTere demon} , non
Vergine
,

ofando eglino di mentire a feguaci diGesu Crilto 5 fcannate pure in quel medefimo luogo

queH

oltinato Criitiano

nifefta ? qual

Qnal cofa piu mamai piu fedele potete pruova


.

voi trovare ? Ella e palefe la femplicita , c fchiettezza della verita , e la propria virtu
di lei

medefima

le afTifte

Non

vi e lecito di

fofpettar nulla di male . Voi direte , che avviene o per arte magica , o per qualche

ieppure gli occhi vel permetteranno . Ma che fi puo egli mai opporre contro cio y che con patente , e per cosl dire ignuda fincerita fi dimoftra ? Se fono eglina veri Dei , perche fingono di elTer demonj ? forfe per ofTequio a noi dovuto ? E adunque foggetta a Criftiani la voftra divinita , ne deve riguardarfi per divinita quella, ch e ai mortal i foggetta , e a quei mortali fpecial,

altra falkcia di fimil forta


,

voftri

e le voflre orecchie

>

mente ( cio che

e di

gran difonore per

lei

che

D B
35

C O

U M

I
f<

35

35
35

che le fono contrarj . Dall altra parte , fono demon} , ovvero Angioli defertori , malvagi, perche altrove rifpondono di eflere Dei ? Poiche ficcome quelli , che fi ten gno P er tant1 Dei 5 non avrebbero mai vo
<fl

luto chiamarli
.,,

demonj

fe

veramente

foffen

per non perdere la Maefta loro , cosv pure cotefti numi , che voi dopo la con Sono j, feffion loro conofcete , che fono demonj fimilile ra- 3, non ardirebbero di fpacciarii altrove pei )e fe v i foflero que tali Dei, de quali egli gioni,chc^ ^ 5 inrorno allo ^ nQ p rencj ono { nO mi, perciocchc temerebber di abufarfi della Maefta di coloro , chefenzfano S. ire- 55 dubbio conofcono fuperiori a se , e merita no di efTere temuti . Tantoe vero , che no neo lib. ir. c. 31. edlf] da mai cotefta voftra Divinita , che tene 3) ann * te , perche fe li daffe , ne fi affetterebbe d^ demonj , ne dagli Dei fi negherebbe OriIt]. Era cosi convincente queftaragione dedotta. gene nel IIbro contro dalla potefta, die hanno i noftri di fcongiurarc Celfo pag. e di cacciare i demonj da luoghi , che occups e ^are * oro con ^efl are 9 c ^e non fono al no Ea Mon .d*i S. trimenti Dei ; che i medefimi Gentili sfidati d: Mauro. Lat- noftri Maggiori a fame la efperienza , trovar

Dei

!mnp

"

"

<iell

a~"

malamente imbarazzati , nonfapevano in_. rifpondere , fe non che cio faceva arte magica da Crifliani . Ma rifkttendo per *T che ^e q ue g^ fririti erano tali , quali altrov pals a?gufpacciavano , cioe Dei , al comando di un le mento prefo 4a Miraco- ro nemico non fi abbaflerebbero tanto , fino li per con- chiamarii demonj , che vale a dire fpiriti cai fermare la t j v j ^ e r ib e lli al vero Dio ; rimanevane cor
tanzioa c al- dofi
*".

a ltra guifa

CMo

ancora fi convertivano alia fam x^ TI ^ de Cnftiani . Crifliana, c Rehgione V. Ma tra i Miracoli che i Padri folevano ap IA RefurreMone di portare,per confermare la verita della Crifliar
j\ci ii

tone

r%

e ^P e ^
i

i>

DE PRIMITIVICRISTIANI
,

eligione principale era quello della refur zione del noftro Redentore Gesu Crifto . Erail
>eglino

giuftamente perfuafi

che qualunque
le
,

)mo feriamente

rifletteva su queflo prodigio,

ne confiderava con attenzione

circofhnze,

>bia

che avendo morti fondatore 5 e propagatore di una religione pugnante alle paffioni della natura corrotta , voluto dimoftrarc, effer la Religione me^firna folamente la vera , ienza la quale i mor^ ii non poflano confeguire una Habile , e mai interrotta Beatitudine. Per la qual cofa_ rigene Scrittore antichiffimo della Chiefa dioltrando contro Celfo Epicureo, quanto fofTe ave 1 errore de Gentili , e degli Ebrei , che
)vefie neceiTariamenteconfeflfare

Onnipotenza

divina

refufcitato da

>n

;n
>si

avendo

altra rifpofta

per abbattere queflo

grave , e convincente argumento , che il re foltanto , effere la refurrezione una fo,

nniffima impoftura

in quella guifa nel fe-

ndo Libro (a)


giona
:

fcritto contra lo ftefib Celfo


gli

Avendo
,

dottrina

che non fenza

Apofloli feguitata la fommo pericolo di

perder

la vita
,

era loro in quei tempi lecito di


vi

profeflare

non
ai

ha dubbio

(bmminiftrato
to di Crifto

mortali un chiaro

che abbiano ed effi,

cace argumento della verita del riforgimen. Imperciocche fe aveflero finto per ingannare il proffimo ? che Gesu era da* morti refufcitato , non avrebbero predi-

cato con tanta

maravigliofa coflanza ne avrebbero, non fola queftotal ritrovato, mente indotto gli altri a difprezzare y in
,

si

confirmazione di un

tal fatto

la

morte
5

ma

eziandio efpofto s6 fleffi a perdere avere fbfferti atrociflimi tormenti,

dopo

la vita.

EgU

D
(&) Nella Or. ale, iv.

C O

U M
,

tutti Eglieancora certo appreffo

aggiugne

degii

Aul
n.
^

San Giangrifoftomo (4), che colui, il quah ama una perfona, fe ella muore , appen; ricorda di lei , e fe non 1 ama vivente

Apoftol.

mo it Q pift facilmente
fima re.
, *

y,1 1
J.

aci

3*

quando abbia *
-

ella

fidimentica della tnede terminate di vive


.. ,

iroovaEdiz.
di rarigi p,
s>3-

3,

Onde

niun

uomo

U quale abbia

at

v 9*

3,

bandonatp , mentre vivea 1* Amico 5 e Maeitro , molto fuol apprezzarlo 5 dopo cl ha finito il corfo della fua vita 3 e. egli maffimamente quando vede , che fe
dim<

33

ftraffe di eflere

3,
3,
33

gli

fpetto 5 timenti

qualche fi efporrebbe a mille pericoli 3 e p . Or cio che non e accaduto in all


,

e di profefla di venerazione , e di r forta

alui grato

33 33 33
35

mai

fi

yerifica in
i

Gesu Criflo

e nei fu

33

33

33 33

33
35 33

33

3, 3,

Difcepoli , quali avendolo rinnegato , e a bandonato da vivo , ed avendo tutti , lafci tolofolo, allorche egli cadde nelle mani c fuoi nemici , prefo la fuga ; dopo gP inful che gli furono fatti , dopo la croce , e la ignominiofa morte 5 ch ei dovette foffrin fu da ioro in tal pregio avuto , che p la Fede , e per la ConfefTione della Religi ne da lui medeflmo introdotta , vollero pe dere col Ioro fangue la vita. Che fe Gesu Crifto , e nontorno poi a vivere , me mai gli Apoiloli , avendolo abbando to da vivo , per ifchivare 1 imminente { ricolo 3 avrebbero pofcia avuto coraggio amarlo, e venerarlo da morto , e pereflb
m<
>

3,

efporre se
zi ?

flefli a

mille incomodj

e ftrap.

33
3,

gli altri
3

abbandonato

Apoftoli certamente avend fuggirono ; ma Pietro an


i

^
5,

fpergiurando rinnegollo tre volte. Qu pero , che avea commelfo 3 atterrito da

DE* PRIMITIVI CRISTIANI


vile ancella
,

J 5

,
,

Crifto
Ja

morl

un ccceffo si grave ; dopo die avendo voluto far fede e col1

parole, e colle opere, che il Signoremedelimo era rifufcitato , e ch egli avea veduto ; in tal guifa all 5 improvifo mutoffi ,

che nulla temendo intiero Popolo , comparve con incredibil coraggio in pubblico , 1 e difle chiaramente a Giudei , che quel Gesu , che era ftato Crocefiflb, e fepolto , rifu1

morti il terzo giorno , e fall gloriofamente in Cielo . Ma on-de mai avven. ne, che Pietro avefle un tal coraggio I Non altronde per verita , che dalP aver egli faputodi certo, che il Rcdentore era tomato a vivere . Imperciocche avendolo egli veduto , e avendo con eflb lui parlato , e trat.
fcito da.

tato delle future cofe 3

per

lui

medefimo come

gia vivente efponeva se (lefib,rinvigorito da Dio, a piu gravi pericoli , ficche arrive fino a morire per lui a eOfendo ftato col capo all ingiu crocefifTo . Se dunque gli Apoftoli maggior amore verfo il Maeftro loro , e maggior

confidenza, e fortezza dopo la morce di lui moftrarono , non vi ha dubbio , che non termino egli colla morte di operare 3 ma che_* rcfufcito 3 e che dura 5 e durera fempre_>,
a

vivere
la

Uomo
.

Dio immutabile
il

immortale

Ella

epoi manifefla cofa,

dopo

Refurrezione, quafi tutto


,

mondo
e molti

corfe ad abbracciare la Dottrina di Crifto, ne

folamente Pietro
di pin

ma

mille

altri
i

ancora dopo Pictro , avean veduto , diedero per lui

le

quali loro

non lo anime ,

patirono gravifTtmi travagli 3 e furono finalniente decapitati , aifinche confervando ila

e imiera

la

confeffion della Fede

paf-

ftf-

DB COSTUMI
amiglior vita . In qual modo adunque colui,ch era morto,e fepellito, e non ritornc (come dicono i Giudei, e gli altri nemici de!
iaffero

3,

3,
99

3,
3,

nomeCrilHano)avivere,potedimoftrare tan ta virtu,e tantaforza in quelli 5 che feguitaro no la dottrina e gli efempli de Santi Apo e vollen floli , the lui folo adorarono ,
,

3, 3,
3,

piuttofto foffrire

qualunque disgrazia

ch<

j,
3,
33

fede loro,che aveano in lui fonda ta ? Vedi tu certa in tutto la dimoftrazionc che compruova la refurrezione di Crifto , s

perdere

la

3,

3,
39
33

pe fegni , che allora furono dati , e che fcorgono eziandio prefentemente ; come an cora per la gratitudine , e benevolenza de Difcepoli, e de Fedeli3 che in qucl temp viveanof e ibggiaceano a infiniti pericoli
i

e travagli

a fine di

mantenere

illibata la

Re

fa , Hgione , ranno fempre iparfl per tutto il Mondo 5, Erano a quefte fomigliantiffinie le ragioni che gli altri Padri della Chiefa arrecavano pe convincere i Gentili , e i Giudei 3 che impu

35

e de

feguaci di lui

che ibno e

gnavano la verita dclCriftianefimo, e per cor fermare nella fleffa Religione coloro , che 1-; veano abbracciata . Ma come ne la brevita de
1

opera

ne

il

tempo

ne

le

altre cofe

cl

dobbiamo

trattare

permettomo

di riferirle tuti

con quella diligenza, e forza , che da etfi prop( lie furono , fiamo coflretti a folamente accei narle, e nominar quegli antichi., che impugna: do i noftri nemici , o iftruendo i fedeli , oppoj

tunamente le adoprarono . S. Giuilino Martij L. nella fua prima Apologia(^)oltre T aver app( P ag. 75; .Ed. tato le Profezie , le quali riguardano la r Venet.Ann. furre zione di Criilo che
,

oflervo ancora
a

Apoitoli

quando

fu egli crocefiflb

lo abba.

do-

DE*
lonarono
"ufcitato ,
,

PRIMITIVI

CRI&TIAN1
e

57
fpirito

ma

avendolo veduto da morti re,

credettero

prefo

nuovo

nfufo loro da

lenzaloro
^ziandio

fi

non folarnente nella cre, confermarono , ma procurarono

Dio

d iniegnare agli altri mortali la verita lei Vangelo . ErafI gia prima di S. Giuftino fer* /ito della ftetfa dimoftrazione S. Ignazio Martie degno Difcepolo di S. Giovanni Apoftolo , :he gloriofamente combatte , e vinfe , e conegu) la Corona del Martirio nel principio del econdo Secolo della Chiefa , nella.fua celebraPatl , dice ifTima Lettera agli Smirnefi 00 ^) NIT. II. egli , veramente Gesii Crifto , e veramente pag.jp.Ed. risuicito se medefimo , e non pati apparente- Lonoin-an
(
i
?>

, ,
,

mente

come
.

pretendono

alcuni infedeli empiamente_^ E so io certamente , ch egli

,
,

avea dopo la refurrezione la fua carne , e credo che in carne tuttora viva. E quando difle a fuoi Difcepoli , che lo toccaflero , e lo palpalfero , e vedelfero , ch ei non era uno fpirito fenza corpo , eglino lo toccarono , e
credettero convinti,ch egli avendo lo fpirito,

avea riprefa ancor la fua carne . Per la qual fi ritrovaro, cofa diiprezzando efTi la morte , no alia morte fuperiori . E dopo la refurre, ifone , mangio egli , e bevette con loro , a , fine di far loro conofcere , che, era veramen, te rifufcitato . Nel terzo Secolo del CriHanefimo S. Pionio Martire delle Smirne , diputando contro i Gentili, cosl , come leggianegli(^)Atti del fuo Martirio 3 ragionava . Rivocate alia memoria cio , che avete udito. Impercioccheho iointefo , che i Giudici con fcelerata bocca ,, proferifcono nefande , vantandofi , e fpargendo edempie parole , pertutto, che Gesu Crifto Signer noiiro fu
"no

,,

.,

.,

,,for-

,,

3,

forzatamente come puro , e femplice uom coftretto a morire . Dite di grazia. Qu: uomo condannato forzatamente a morte h 3 che per tar potuto mai aver de difcepoli , ti anni cacciaffero i demon} da corpi , ch aveano occupati ? Per qual Maeftro mort a forza tanti difcepoli , e tanti feguaci di h
volentieri

38

E*

e o

u M

33

hanno fopportato
?
,>

[I.

3,

rendi fupplizj
3

Non

cosi gravi e 01 fono Jiverfe le ragic

che ne adducono il S. Martire Cipriano nEdit. Parif. fuo x rattato delta vanitd degV Idoli, e nel L bro a Demetriano ; Eufebio Vefcovo Cefarea nel quinto Libro deW Evangelica O)Cap.xtx. num. 317* parazione to) , Lattanzio Firmiano nel Lib f - pr /i. s r * r i IV. delle Iftituziom () , e molti altn , che
*8

ni

<

Tr<

-.

p>

non recar noja e


^,.

faftidio

a Leggitori

fian

Gli

quanto piu, r fiotintnfu- Maggion rono ingan* ilettendo alle circoftanze della Refurrezione nan intor- Gesu Crifto , comprendevano , eke non fol no a, quefto mente non erano capaci gli Apoftoli d ingann funto . re,fpeciahnente intorno a quefto punto,verui ma nemmeno di eflfere o per poca cognizioj
fi
,

Apo*

obbligati a tralafciare VI. E tanto r piu nella fentenza loro


x _
,
.

nod

confermavano

.,

o per trafcuratezza
eglino nei

efli
,

ingannati

Leggevai
che
Apoft( i Difc
l<

monument!

che

gli ftefTi
,

aveano tramandati

alia pofterita

poll , qualora dal divin Maeftro iiparlava della Refurrezione , o non capivano , o non

faceanorifleffione. Aggiugnevaf! a cio , che fcandalo della Croce fece quafi fvanire ne|

animi degli Apoftoli

la

fperanza

chene ave
il
,

no conceputa
(c)

Matth. fece j oro

ilcche parea , che eziandio dimenticati della predizione


,

foiTe

p.

x^

i}

Redentore

che quando parti dalU G


.

jjj

ea p erven j re

(c)aGerufalemme

Per

Dii
le fante

PKIMITIVI CRISTIANI

Sepolcro , che d imbalfamare il Corpo di Gesu Crifto , che ere\-t)di nuovo ievano ancora fepolto , e quando noltrovaro10, s immaginarono , che fofle ftato rubatq ; Dnde la Maddalena ne diede parte ai Difcepoli ,
non aveano altro penfiero
,

Donne che vennero

al

Ct

XVI . Vtl \

, per afficu- XXIV i. Tanto furono lontani dal Sepolcro arfene, 5 iiiettere , ch egli foffc rifufcitato , che rifteffi ivaneelifti atteftano , non aver celino ^n allo_ M n M s C^) jonan. il millero della (O ra faputo le Scntture , e cap xx v

(6)

Pietro e Giovanni corfero


al
.

*\

Refurrezione. Lo

fleffo

pofllam dire della

Mad-

!.fe(1 .

dalena, la quale anfiofa di fapere dove mai fofe collocato il fanto Corpo , avendo veduto due

dimandata perche )iangea , rifpofe loro (c/) , che erale ftato tolto xx lal fepolcro il fuo Signore , e che non fapeva love mai Paveano trafportato . Concludevano ^ertanto i Padri , che coloro i quali erano cosi jrevenuti , non poteano lafciarfi facilmente edurre , e darfi ad intendere una cofa immagilaria e infufliftente . Era loro inoltre faciliflimo
Vngeli
,

ed

efifendo

ftata

v^

* 1

capire dalla condotta degli altri Apoftoli

e di

ilcuni Difcepoli di Gesu Crifto, che non Dero mai acconfentito a cio , che della

(<?)Jo.ibkL raccontava, fe co fatti . Imperciocche rigitardavaflO v XI * (e) ^uefti tutto cio , che dalle femine era lor rife-

ezione

fi

avrebRefurnoa ne rimaneano con-

/inti

immaginazioni (/) e chimere, e (/) v zo * }ualcuno di efTi parea , che foffe tentato di ri:ornare all antica fua profeiTione . Onde Cleofa ? uno de due Difcepoli , che furono dal refufci:ato Signore accompagnati fino ad Enimaus, Caftello della Paleflina, dimandato dallo ileffo Re:

ito,

come

folli

ItiJ.

dentor noftro di quali cofe parlava


era cosl

malinconico

C 4

rifpofe (g)

Tu

perche (g) Luc.c. folo fei Xxjt v V - J r


-

in

D
in
fe by
3)

COSTUMI
>

35

55

a) 3J
3>

e non fai le coche fono quivi avvenute in quefti giorn , a Gesu Nazzareno, che fu uomo Profeta pof fente nel dire , e nelP oprare appreffo Dio , tutto il Popolo ; e come fu egli da fommi Sacerdoti j e da noftri Principi tradito , e condannato a morir nella Croce ? Frattanto no fperavamo , ch ei doveffe redimere Ifdraello ma con tutto cio , fono oggi tre giorni * quefte tali cofe fon fatte . Egli e vero ,

Gerufalemme pellegrino

ch<

ch<

certe donne delle noilre ct le quali avanti giorno ti ,

5>

fepolcro
lui,

hanno fpaventa^ hanno vifitato e nonavendo trovato il corpo d


i
i

3,

j?

fono venute a darcene avvifo 5 aggiugnen do , che hanno veduto degli Angioli , i qtial atteftanoch egliila vivo;e certuni de noitr fono andati al monumento , e hanno ritrova^ to effef e vero cio , che hanno detto le don ne , ma non hanno veduto Gesu Crifto

fo dal Redentore, e

Fu pertanto Clcofa, eil compagno di luiripreamendue furpno da lui me

deflmo chiamati ftolti , e ritrofi a credere agl Oracoli de Profeti. Ma non fu queflo bade vole per indurre tutti a credere, ch eglivi vefle. Dopo ch ei comparve alia Maddalena. che il lagnava di averlo perduto : dopo che 1; 0) tiic. chiamo colnomedi lei, e le comando che cap. xxiv. avvifalfe (^z) gli Apofloli dopo , che i due Di v i. feq, fcepoli tornati da Emmaus, diedero parte a* lo. compagni di cio , ch era loro accaduto dope che fi paleso egli a Pietro , e a molti altri ,
n<

<

mangio con etfi ,dandc loro a divedere di non e(Tere una fantaflma , v fu chituttavfa ne dubito , e protefto altamente, che fe non aveflegli toccato le mani.
,
jfi

voile elfere toccato

c poflogli

il

dito nel lato, ch era ifoeo trapaffatc


dallj

DI PRIMITIVI CRISTIANI
jalla lancia
>ra

4!
5
(>

ch egli ei non avrebbe mai (i) creduto . Or deflTo , >ffendo qiiefti fatti evidentitfimi argument! per cap. iimoftrare , che gli Apoftoli , e gli altri Difce- *?
,

non

aveffe conofciuto

],.

^.

v,

)oli

del Signore,febbenefemplici ,e ignorant! fcienze ; erano nientedimeno lelle natural!


si

M evenuti

fattamente

che niuno avrebbe_-

)0tuto prenderfi giuoco di Idro , e con infinti acconti indurgli artificiofamente a prefhr fede
.

cio

che loro fembrava


i

follia

;ione

noftri

Maggiori e di credere

aveano ben ra* e d in,

egnare
i,anzi
lella

die non furono ingannati gli Apofto, ehe convinti, per cosi dire,a difpetto loro verita dellarefurrezione con replicati , ed

ncontraftabili efperimenti

, cedettero , e prefo nimo, ufcironoapredicare quel,che aveano non Dlamente veduto , ma eziandio toccato con ma.

Per vieppiu confermare quelta per

altro

forte per se medeiima,e convincente ragione , 1 d uopo oflfervare la maniera,con cui i Difce-

che malinconici da Gerufalemme partitr, , incaminarono verfo Emmaus,in quel loro viagio mutarono fentimento . Erano coftoro afflitti er la perdita del Maellro , e quafi difperando averlo a rivedere , per la via della disgrazia i) loroavvenuta andavano difcorrendo quano comparve loro il Redentore e mutando ca p. , ^mbiante , affinche" nol conofcelfero , fi accom- v l agno con efli , e dimando loro di quali cofe
oli
1

ndaffero difcorrendo
>ro

e intefoil foggetto de*

iuindi
}

ragionamenti afpramente fgridolli , e imprefe a fpiegar loro gli Oracoli de*


,

rofeti
,

cominciandoda Mose, e venendo

uelli
3
2

che appreflb iiorfrono , talchefece locomprendere , che Gesti Crifto dovea patiguifa che patl
,

in quella ftefla

e cosi entrare
nella

42

&

E*

U M

nella fua gloria. Giunti poi al Caftello, fi pofe cenare con e(fi,e appena benediffe e taglio il p;

ne,che dagli occhj loroprodfgfofamente difpai ve . Attoniti i due Difcepoli per la maraviglia tornarono a Gerufalemme,e manifeftarono a* k

come nella frazione del fane conol , bero il Signore . Da quefto fatto rapportato c San Luca nel fuo Vangelo , ognuno puo agevo inente comprendere , quanto farebbero lonta: dal vero coloro , i quali voleflfero dire , cl furono i due Difcepoli ingannati da qualche in
colleghi
poftore. Imperciocche

uomo
laffero

tale
, ,

come potea figurarfi i che coftoro di Gesu Crifto pa


,

e traveftito

fenza

da loro
fo
i
,

prenderfi

la

briga di

gli paffi tutti delle Scritture , che pofito , riferirli accuratamente

avendo pronti

eflfere conofciu entrare in difco Oracoli de Profeti ,

faceano a
5

p.r

adattarli

Gesu Crifto , e finalmente portarfi fino ad En maus, e appena tagliato il pane , torfi impr vifamente loro dagli occhj ? E non potea eflfe
fi

uno di quei Difcepoli del Redentore, cl trovavano in Geruialemme , poiche 1 avre bero ravvifuto , particolarmente in un cc
coftui

lungo ragionamento , hientre co loro coll ghi continuamente aveano converiato , e n( effendo eglino mokifTimi , tra loro almeno vifta fi conofcevano ; ne poteva effere un ii
pollore
,

contrario

alia

Religione Criftian
i

imperciocche qual vantaggio avrebbe egli, gannando i due Dilcepoli , riportato? Map 5 niamo il cafo , ch egli foffe llato uno de guaci di Crifto 3 avrebbe potuto eglifpari
i

all improvifo , in quel momento appunt( che ftava fpezzando il pane; fenza chepiu fo da loro veduto ? me certamente, e a tui

que

BB PRIMITIVI CRISTIANI.
uelli bile,
i

45

che feriarnente riflettono , pare impof, che P impoftura abbia potuto aver luogo
tale

un

avvenimento
i

effer egli
e

ancoracomparfo
le

alle

donne
,

opo che
oli
fi

due Angioli
,

afficurarono
,
,

che_*

ra rifufcitato

che voleva

che

fuoi difcell

farebbe vedcre in quel Monte , innato;e Paver loro finalmente palefato fe ftefe Pavergli , poiche gli vedea ancor dubbiofi, confolati , e con replicate apparizioni anifefhndofi non a uno,ne a due folamente;ma
trasferilfero alia Galilea
.tto
>

ove

che avea loro ac-

>eflo

Ivolta
(la
1

apiu di cinquecento perfone

come

at-

Apoitolo S.Paolo nella fuaprima Epiftola Corinti,(d) egli e un argumento cosl evidenche fembru , in queilo genere nulla di piii -,
liaro poterfi
ai

(^)
*

cap.

defiderare

v v ^ Imperciocche come ^
*

tanti , e si va, in orain certi , e deflipofti,or alPimprovifo iti luoghi avute da tante perfone, che dubitavano , e che ricercavano convincenti , e pal.bili motivi per credere , non fi farebbe di^pertala falfita , e non ne farebbe ftato alme5 da piu curiofi , e duri a prefhr fede , pale:o Pautore , e fcreditato non folamente ap-

in tante

apparizioni
,

>

eflb

contemporanei

ma

eziandio appreffo
offervazioni le
.

joileri ?

Aggiugono pefo
>fe

a quefte

avvenute

a S.

Tommafo Apoftolo
co
fuoi

Non

fi

ovd

compagni allora, lando comparve loro il Redentore . Avendo Ttanto intefo dagli altri Apoftoli , ch eino aveano veduto rifufcitato da 9 morti ii ntoMaeftro , non folamente non acconfentl
ro^,

quefti infieme

ma

fi

vedutQ

protello aneora , che 5 fe non_ nelle mani i fegni lafciati da chio-

44
cgli non fcitato .

Dl

COSTUMI
,

chiodi , c non gli aveffe col fuo dito toccati c non aveffe me (To la mano nel coftato di lui

avrebbe mai creduto


a
di

che

fofTe rifu

Or un uomo cosl impegnato a non pre


compagni, che concordemente affer aver veduto il loro Maeflro, fi fareb fedurre per impoftura, e avrebbe in
>

Ihr fede

mavano

be lafciato

a fine di predi traprefo difaftrofifiimi viaggi care il riforgimento di Gesu Crifto per tutto Mondo ? E pure otto giorni dopo 5 trovando
i Difcepoli congregati , e all im facendofi vedere in mezzo loro Gesii provifo e dicendo a Tommafo , che toccafTe pure i fcgr

tutti infieme

delle piaghe , e non foflfe in avvenire increduk ma fedele , rimafe quefti avendolo toccato, co;

convinto, che fenza piu cercar altro , rifpoft mio Signore 3 e mio Dio. E fara poi,chi dopo tar te, e cosi efatte efperienze, e riprove avute d* Santi Apoftoli , fi perfuada , ch eglino s imm^ ginarono di avere veduto cio , che non vider mai 3 o preflarono credenza a qualche impoftc re 5 che fiprendeva giuoco di loro ? A me_ certamente pare , che un uomo di fenno , qualeabbia attentamente confiderato e le fuc dette apparizioni , e le circoflanze , che le ac compagnarono, non pofla indurfi a credere , cl la impoftura , o la forza della immaginazione.
avefTe fedotto,o fat,to travvedere coloro 5 che nc folamente dubitavano , ma oltinatamente ar cora fi proteftavano , che fenza i piu certi cor trafegni, non avrebbero mai acconfentito a cic che da compagni fi raccontava . Per la qu cofa fu da noflri Maggiori riprcfo , e confuti to Celfo Epicureo , il quale non trovando a tra maniera di togliere Pimpreffione, che un t;
le

argumento fuol cagionare negli animi d mor-

DE* PRIM1TIVI CRISTIANI


aortali
,

45

difle

che

le

donne

e gli Apoiloli

on videro , rna fognarono , oppure s immagiarono di avere veduto quel , che bramavano livedere. Onde Origene cosl fcrive contro Vuole Celfo, che lui nel fecondo Libro (*)
i
,

fognino vegliando , e delufl per una vana opinione , ii rapprefentino nel qualche s JJj la fantafia le cofe da loro defiderate . Ma -p. I0 quantunque fia vero , che uomo fognando s immagini di vedere cio, che realmente non vede ; non e pero verifimile che fi pofla trovare , chi provi fomigliami effetti vee privo di lenno o imgiiando , fe non . Ma fe gli briaco , o dall atra bile agitato tanto eranoprevenuti , che le relazio.poftoli delle donne rigettavano come inezie , e folalcuni
fi
I

?
r

n%

e qualcuno di loro oilinato

negare

ri-

ifava di acconfentire a

compagni , che rafTiiravano di aver veduto un giorno il Signore , .entre infieme erano adunati , fe non aveffe il
Crifto
.,

)flato di

percio non erano


li
,

e ifegni delle piaghe toccati, allora ne ftolti 5 n^ imbria;

ne agitati dall atra bile


ail

come

in

un mo-

improvvifo mutaronfi, e dalla maaconia forprell , e divenuti forfennati , creento


srono di vedere quello , che in realta non ;devano ? E non e forfe egli piu verifimile , le coloro , i quali cosi degli Apofloli , e del:

donne penfarono

non fapendo

in qual altra

jifa

potefTero togliere ogni autorita a detti de ifcepoli di Gesii Crifto 3 vegliando fognarodi

aver trovato cio


fe gli

che non trovarono


?
?

ie

non potean ritrovare

Che
)

Apofloli

e le

donne credettcfoldati cera cuilodire


il

vedere cio che bramavano , i mente 3 che erano ftati deftinati


di

il

e die erano lontani dal defider; , che da morti fofle rifufcitato il Redentor , di vedei vegliando non fi farebbero fognati che mai non videro. Or mentre que quel e rim il terremoto , vegliavano e fentirono fero fpaventati ; febbene fubornati da Giud nemici di Crifto, mentre-jie furono dimandnt rifpofero , die effendofi addormentati , ve nero i Difcepoli di lui , e rubarono il San

fepolcro

re

Corpo.

Ma

fe

dormivano

come poteva

eglino rendere teftimonianza del furto ? In qual guifa poi avrebbero potuto i Criftiar fenza fvegliare le fentinelle 3 non folamer accoflarvifi , ma rivolgere anche lo (lermin?
faflfo
a

c.h

medefimo
dibile
,

era poflo nell ingreflb del fepol< e pprtar via il corpo Ed e ci ,


>

i quali avendo vedi gli Apoftoli, e legato da Giudei il loro Maeftro, prefo , territi fcapparono , aveflero avuto poi tai coraggio , che non temendo la forza de Sole

che

ti

ofafifero di accoflarvifi ,
,

e tacitamente

fi

tante

me con

gran cofe 5 che appena molti inf avrebbero potuto fare ? E r e credibile , che uomini cosi timorofi , dull amore verfo il Maeflro , ardiflero di nire al Calvario 3 e di rivolgere il fafifo , e
e
si

iftrepito

m<

portare via il corpo , e aveflero animo fermarvifi , e di fciogliere a comodo lore fafcie , e di levare il lenzuolo 5 o il fudar

che vogliam dire y mentre potevan temei che i Soldati , i quali dagli avverfarj fupp gonfi addormentati , fi rifvegliaffero , e
fcuopriflero , e gli accufaflero al Prefide recaffero loro qualche gran danno . Onde e

ragione di cantare Sedulio anticoPoeta ( Hiano :

PRIMITIVI CRISTIANI,
*Anne Beati

47

Corforls ablator, velodus effeputavit Solvere contentum , quam deveftarc liga-

tum

Cum
:

morafitfurtis contraria

into
<]e

Sthnb egliforje colui , il quale rubv il Corfo , che con maggior preflezza fi poportar via fciolto , cbe legato ? Che fe come dunque fi fermo qui per ifcioglierlo , ?ntre la dimora e contraria aifurti ? Or fe ne Jfcepoli di Crifto , ne i cuftodi del Sepolcro rono ingannati , fa d uopo confeffare , che o Tero la verita 5 o maliziofamente vollero in>;

edito

nnare per acquifhrfl apprelfo gli altri del . Per la qnal cofa fe noi dimoftreremo % e non mentirono , ne ingannarono veruno
la
,

edicando
era dire

refurrezzione

di Criflo

bifo-

che abbiano predicate il vero . VII. Ma oltre le ragioni, che abbiamo poc zi dalle opere de noftri maggiori copiate ,
x )
i

Cr nott tneannaro* le quail ragioni provano efficacemente 3 n n e gli ^pofloli non vollero ingannare , n^ in- Centre p r e~
.

^
-

,.

rf

mm

.nnarono giammai veruno fpecialraente quan- dicarono parlavano della prodigiofa refurrezione ifto ; fortifTime ancora fono quelle , che leg<

la,

amo appreffo Eufebio

di Cefarea nel terzo Lio della fua . Evangtlfoa Dimoftrazione flette che niuno mai puo adegli pertanto ,
(Z>)
f

Vt dl

J*

.rre

oftri,

un qualche giufto motivo, per cui fi che gli Apolbli per acquiftarcredito 3

per altro fine abbiano voluto ingannare proflimi . Imperciocche fe noi conilderere^ le

i^
,

maffime

che infegno

precetti

e loro

impofe concedere , effer eglino


il

Redentore

faremo

aftretti

ftati lontaniffimi

dail
.

DE GOSTUMI
dall ambiziooe
,

e da ogni forta di fallacia

d inganno
di vita
,

Mentre egli prefcriife quel gener che dovean condurre , ordino loro
.
.

che non poiTedefTero ne oro , ne argento , m che fl rimetteffero alia provvidenza Che no amazzaflero, non rubaOfero , non fornicafiero anzi pjFOCiirafsei o di domare la carne , e di vin
cere
,

e di fvellere
i

fin dalle piii


,

ci loro

cattivi defiderj

profonde radi e le paflioni die per

nemici loro le ingiurie , che dice: fero fchiettamente la verita,e talmente viveff< ro , che ognuno fi fidaffe della flncerita loro
donaflfero a

fenza che mai coilretti foifero a giurare . C con qual fondamento mai i feguaci e propagate ri di quefta dottrina poffono efTere foipetti
(

adducono contrario evidentiffimi argument! , onde fl d moftrt non aver eglino praticato i loro prc
fallacia
,

d inganno

fe

non

il

prj infegnamenti ?

Che fe

nemici del

Crilti;

nefimo non hanno mai apportato alcun contr fegno della fuppofta mala fede degli Apoibl come hanno avuto 1 ardimento di numerarg tra gl impoftori? So ben io, che taluni per ifci fare la empieta , che profeffano , dalPeflfere it to poflibile, che gli Apofloli ingannafsero mortali, concludono 3 che in realta gPinganni rono Ma queftoe un modo di argomentare piu imprudente , e il piu perniciofo , che
.

ir.

fi

pofsa penfare. Imperciocche/e

valefse, efsei

do tutti gli uomini capaci d ingannare , nc troveremmo niuno , la cui fede non ci fofse fpetta ; e poiche fiamo nella focieta , meneren
f<

mo
ta
.

Non
,

trattando cogli altri , unainfeliciffimav bafta pert^nto , che uno pofsa inga
fe

nare

vuole

bifogna avcre delle riprove

per toglierli ilcredito; n ch , ondecoili,


<

PKIMITITI CRISTIANI
;lioparli, a qual cofa
arj del

ovvcrooperi con mala fede. Pcf mancando di tali prove gli avver-

Criftianefimo , ibno coilr. tti a confeOTache non pof;ono ragionevolmente accuiare , anzi impoftura i Difcepoli di Gesu Criilo he dalla condotta di quefti , e dal modo ioro vivere , poiTmrno noi argumentare , ch effr Tedicarono al gcnere urnano (Inceramente cio, he avcuno vcduto.E non puc negarfi,che dodierano gli elctti Difccpoji del Signorc , quae
i

furono chianiiti Apoltoii, efcttanta gli altri i autorita , e di rango inferiore 5 per trala:iare il rcftante di quelli, che vivente ancora iRedentorc medefimo , abbracciarono la no:ra fanta rcligione . Or eegli credibile , che utti coiloro infieme , dopodi avere abbando*
:

;atole Ioro fufbnze, le mogli ^ e utto cio, che aveano di piu caro in
,

tigliuoli

dopo che

fl

diedero a

qucito mon* una manicra di VN

erecosi auikra,cofpiraisero a dire il faifo,e inaprendefserodifiih oiiilimi viaggi,e ficrifllme cr^-cuzioni /bffrifsero 5 c incarccrati, tormeniti ,
1

ilraziati perdeisero finalnwnte , a fine fparg-rlo per tutte le nazioni , la vita_j ? ]himai puo cfsere cosi ftolto 3 che contro la

ropria dottrina, contra la legge, ch ei predica, ^ntro la inclinazionedella natura contro ogni
>

>flfra

per una va.na idea , o per una cofa d^ uilefso riconoiciuta per falfa , nan iblamentc infinici graviifimi travagli , ma il contenitto
,

cziandio di ibggiacere a
:?

una penoflfuma morfe

Ma

fe

egli c difficile,

che

moraloience impoiTibiic , fieme 11 unifcano a rendere una


lara
vili

ne trovi qualciu che mold


falfa

teiU-

iQnian2a, parcicolaniiente (e caitoro


,

tiiiiidi ,

da pri.na e rozzi furono, che

doilloroMaetfro, non ebbero coraggio di ri manere con lui , allorche fu prefo , e legal da Giudei, ma tutti fuggendo 1 abbandonaro ro e qualcuno ancora , che (i era arrifchiat di feguitario da lontano,dimandato da una mife ra Donna, fe 1 avca mai conofciuto , per pans
,

di efserne anch egli partecipe de*martorj,nego lo , e giuro anche di non aver cognizione di lu

c ft vedutolo poi refu citato, preiero ammo rmlla piu paventando,n* efpofero a maggiori
ricoli
,

p<

del Giudaifrno

che potcfsero incontrar mai , e ad on! che avea k , e della Gentilita ,

ro

intimato afpriilima guerra ( quantunqi nvanti non fofsero ufciti dalla Palcftina) fcorfc

roPImptro,e penetrarono ne
fcarbare nazioni
a"

perdivulgare
,

paeil dclie pi e far credei

mortali

la

vita

la

paffione
i

lamorte,
,

rilbrgimcnto
i l-r

di colui, la ci
,

egli flato crocefifso

religione per e cagionava fcandalo;

Giudei ed ai Geruili fenibrava una folenne ftol te;^i.Nc credo gii io,che vi fia alcuno cosi poc verJato nei libri del nuovo Teltamento, qhe no fappia efser tucto cio agli Apoftoli accaduto , rjon fia perfuafo , chefii tiuti, { enza eccettuai ne veruno , furono tanto colhnti nel confefsan
e predicare la refurrezione di Gesu Criilo, rmino di loro mai a cofto di qiialunque cofli
ri
cl:

at

o per impcgn< o per ambizione , o per altro motive* umano e non per (bio aniore della verita,fi foflero unit; ibitenerla.Che fe venerazione,che profeffav;
.1

vo

dire,o a far

foi"pettare,che

e 1 ambizione avefl , avi:to tanta forza appreffoloro , che induceflfe a ingannar gli altri, 1 avrebbe avuta vivcnte
al

no

proprio Maeftro

Maeitro mecl-fimo, e finchc avelfero potui operarc per ^-.ladagnarfl la fliaw, c le ricchezz.

DH* PRIMITIY1 CIUSTIANI

5I

;he aveffero deflderato,e non gia dopo la morte ii lui, e quando vedeanfi condotti per la confefbne del Vangclo alfupplmo. Ma agli Apoftoli ivenne tutto il contrario; poiche mentre vi* .TO Criilo prefo e legato da Giudei , come ibbiamo ofTervato , con moftrarfegli ingrati , /ilmente 1 abbandonarono ; e dopo la morte di ui prefo animo lo celebrarono con alte lodi , e
I

[tudiaronfi di
ae

propagarc da per tutto

da

medefimo infegnata. Le
,

;ero egiino
ioro flelTi
010
,

con tal difinterefle , e con tantozelo, e fincerita di aniche riconofcevano di non valer nientc

religiocofe frquali e difiitima di

la

per se medefimi , ma di eflfere per grazia del Sig. Tddio, quello che erano,e vollero piuttofb
laiciare la

patria

Ioro quicte , i Ioro parenti , h Ioro e morire , che neg^re qualcuna di

quelle verita , che aveano predicate . Sembra noltre affatto inverifimile , che ie tbflero ftati

impoftori , e architetti, per cosi dire , di falia;ie , e di frodi , abbiano voluto pcrder la vita
per colui,che aveflero conofciuto non men impoibre di loro,, . (/t) E fi pud ben trovare, chi ibid , p ragionevolmente, e per amore della virtu, in.

^E

>?

,,

e di

,,

adempiere qualche fuo dovere , perda onellamente , e gloriofamente la vita . Ma un uomo di perverii coftumi , dedito tutto ai piacere,e a dare sfogo alle propriepaffioni;e che bada foltanto a cio,chc querto mon-

dooda,o promette, non antepone


vita la

raai alia

morte

ne

foffre

il

fupplizio,
fia ftato

non dipe fuoi

co

gloria di qualcuno , misfatti condannato, ma


a

che

neppure dei piu ca-

35
5,
>

ri

gli

parenti. (i) Perche dunque con tanta intrepidezza ufcirono Apoftoli predicare legcfle y e la morte , e il r
amici
,

y>

C O
*

U M

99

3,
5
,

mcnto di Gesu Crifto ? Forfe s immaginavano di non dover foggiacere a tante difgrazie ? Ma eifi aveano gi;i determinato d introdurre la nuova loro religione non Colamente nella Italia, ma eziandio ne paefi dci e de Barbari , e di rovefciare la_. Greci
,

idolatria
,,
35 ,,

le quali

cili

a ottenerfi
,

perfecuzio.ni

terminare
giorni
.

in

cofefapevano elTere difS, provare graviiTimc e probabilidimamente fcnz; un qualche patibolo i lore
fenza

In fatti nella loro Iftoria noi leggia-

5,

che dopo la morte del loro Maeftro furoao primieramente da nemici del Cn
,

mo

ftianeiimo prefl
rilafciati
,

e meffi in

carcere

e dipo;

9,
8 5

y)

con efprelfo ordine , che noi ro a niiino in avvenire di Crifto p.irlaill Qiiindi effendo ftati (brprefi , mentre a uni jrraa moltitudiae di eente raeionavano de *J vJ Redentore , furono di nnovo per la dottnV.V

9
?
,

na

55

95
35

35
55

che infegnavano fgridati , e battuti . die Pietro diiTe a Giudei do, verfl piuttofto a Dio , che agli uomini obPoco dopo fu lapidato , e private bedire di vita S. Stefano , perciocche con fomm: intrepidezza avea parlato di Crifto al Popo>
,

allora fu

lo

95
3>

tro

onde nacquc la gran perfecuzione con. L ^ nuovi fedeli . Non pafso gran tempo ch Erode Re dei Giudei fece tagliare la tc;
I

{*

35

(la a S.

Giacomo
Pietro
.

il

Maggiore
altri

33

nare
di

S.

Gli

e imprigio, Difcepoli, avendc


fi

cio veduto-,

non fojamente non

aftennerc

9J

profe0are il Criftianefimo , ma eziandic con maggiorefpirito di prima,perfeveraron( a predicare a tutti le mafllmc delVangelo , le maraviglie operate da Gesii loro iititutore s e Maeftro, Dopo quefti avveniment
<

It PRIMITIVI CRISTIANI . 5 J Giacomo fnitello del Signorc il quale pef


,

die Gertiialemhie era chiumato il Giufto, interrogate da Pontefki , e da Maeflri della nazione Giudaica , qual foffe laiua fcntenza intorno a Crila

ecdellenza della fua virtu, da coloro

>

aftticartente

abitavano

in

>

(to,

avendo
,

Dio

rifpoflo , ch cglie il figliuolo di fu da loro kpidafo , e uccifo . Fu ani


C-*

cora Pietro col capo alPingiu crocefiflb in


,

Roma

Paolo decapitate
nell

confinato

Ifola

quefti avendo tali fero niuno de loro confratelli dall intraprefo illkuto di propagare , quanto potevano, il

e Giovanni Patmos . Tutti cofe T^ffcrte i non rimof>

di

Criiliancflmo . Anzichc ognuno di loro ardentemcnte bramava per motive di pieti t e pel culto divino , di avcte la medcfimi. forte. Per la qual cofa vieppiu H animavano a teftificare coftantemente , e con incredibile zelo a popoli Gesu Crifto , c le maravigliofe azioni di lui , Che fe furouo d accordo a fingere , dovremmo maravigliarci, come mai un si gran numcro di perfone lino alia morte mantennero 1 impegno di predicare cio

che iapevano eflfer falib di pianta, , ienza che niuno temendo,che non gli fuccedeflc quel , ch era fucceduto ai compagni ?
i

tale

quali prima pcrirono , fl feparafle da focieta , e contradiceffe apli altri *


N.

una
~ ,

impoliura , che aveano tutti infieme ordita . Ami colui , ch ebbe 1 ardimento di tradire il loro Maeftro , conofcen-

manifdhffe

la

diedc a se Fin qui ,, ulebio , il varie altre ragioni apporta, quale be per non effere rnolto divcrfe da qucila y
di
,

do

fteflb

aver ptccato ? e difperato difgraziatamente la mortc

fia-

54

BE

COSTUMI
,

iiamo co/lrctti a tralafciare ; a yen do noi dc terminato di paffar oltre e breve menteefpo i ill motivi , ch ebbero i noftri Meggioric maggiormente confermarfi nellafede , defer vere i lorocodumi . alVII. Oltre il srande , e convincerite miraco prodigi lo dellaRefurrezionc 3 moltiflimi fonoregiitr * f ** n ftcrofanti Vange!i,pe quali ancorai San fc"v? Padri dimoftrano la verita della Criftiana R( rptcialnte*Nel capo fccondodel Vangelo defer! te dtll* re* ligione //c/Muo- to da S. Giovanni noi leggjiamo , cli eflfend nf d * LA ^ tlto cJlIamato inGaiu Gaihllo dellaGahle Gesu Grillo a un nuziale convitto ; e avend r ,../ r ** * lentico dalla fua fantimma Madre, ch er mancato il vino a chi 1* avea invicato, ordino xte che fi riempidero fei vafl di acq-aa , e fece si
*
* _i
"

<Ti

mortt c ie prodigiofamente 1 vertiffe in ottirno vino


{

acqua medefima fl cot talch^ colui , che al

tavola prefedeva, rimaie attonito per la manr viglia , e difcepoli , che non erano fondati ne
i

la

veratiottrina

in lui

credettero

e fermj

mente determinarono
~
r

1 1*

v.

i!

fe.^j.

(^) pre n q 115^^ ta cafo la impodura ? Golui , che prt fcdeva alia tavola , non era foguace di Crifto c pure ne reftj maravigliato . Gli Apofto
.
^
^

Or come

feguitarlo per fern potea mai avere luos

di

maggiormente

fi

confermarono
il

denza, e S. GiovannidefcriiTe

en mer prodigio,
nella loro

tre.ancorao viveano alcuni di quelli , che pre fenti ii ritrovarono , o da loro maggiori ave; no intefo fe era vero , o falfo . Qujndi e ch

Tertullianonumera queflo prodigio tra ? piui. ludri operati dul Redentbre Fu , dice eg net libra cbe bafcritto dell animx (^, F Op.
.

pag*

,,

fedele la villa

e
il

udito degli Apoiioli n

55

moiite

fedele

jrnfto di

quel vino C ber

chA

Dl* P.1UMITIV1 C1USTIANI.

55

che fofle flat? prima acqua ) nelle nozze della Galilea ; e fcdele il ta(lo di Tom in afo , che dopo divrenne crcdente . Recita la
teftimonianza di Giovanni
:

Cib
,

cbe not vcegli pardel Fcrb*


tefti-

dernmo
la
,

do cbe
le
.

do cbe
<vlta,

udimmo cosi no fire mani toccarono


tlata falfa

delta

Sarebbe

quefta

per natrra i fend , delle orecchie , e delle muni . degliocchi , Pare inoltre incredibile , che i difcepoli i Crilto , potendo effere convinti di menzona, fe aveffero ardito di narrare il falfo; poilie vi rimanevano ancora moltifTimi di coloro, le a truppe erano foliti di feguitare il Signo?; con tuttocionon folamente contarono , ma
fe mentiflero

monianza

ziandio
a

tramandarono pcf

ifcrittoalla
>

memo-

dei polleri parecchi miracoli da lui come ancamente , e fenza panto efitare , e turburfi, Terivano 5 alia prefenza delle turbe in pubico
iHla

operati

fonotali

certamente

prodigj
(a)
vi. v. i.
,

moltiplicazione de pani nel deferto (*O ^ fulla riva del mare della Galilea (4) , quelli
.

_ guari^ione del paralitico calato qifi pel x N Matth. 7 00 , r da fuoi parenti e amici, perciocche non xv ra pofTibile di farlo entrare in cafa per la porC c ) ^- nc mentre era loro d impedimento la gran , v 2 17 dca del popolo, che attorniava il Redentore, Jv r r x S, M.?rc. il.v. 11n c), e delia illununazione del cieco nato , il a .f eqq . ual prodigio i Farifd rnofTi da invidia procuC d ) J oJ? irono di ofcurare (cf) e della refufcitazione

ella
:tto

v>

ullii

ix

1 -

figliuola

ella

delPArchidnagogo , preceduta guarigione di una donna,per aver ella fofa Id

fe ll-*,

(e)

Ma

im.cn te toccato la
f!

a della

vefle di lui

(0

V. v.u.

"va

.^ ^ llct riforgimeDtd del Hgiiuolo unico della Vedi Nuimo (f) , e mclti altri i quali fe non vi?. v. 4. veri , i:erj avrebbero indotto una si

gran

ai

eetTUMi

Gentili gran moltitu dine (5 non folamente di ma eziandio di quc Giuclei , che nc tempi d Crillo fieri vano, ed erano contrary alle maifi me , e a* fentimenti di lui ) ad abbarutonare I
il Cri paternc loro tradizioni , e abbracciare ftianefimo. Imperciocchc erano fhti moltifTiiT di loro prefenti , quando egli opero qualcuna d quefte maraviglie , e potevano efaminarle loro agio r econofcere fe erano impofture , fe veramente erano tali, quati da dffcepoli c lui erano predicate . Anziche pare incredibilc

ch eilendoi Farifei cosi contrarj al Redentore che procuravanodiofcurare tutto cio , ch eg f^iceva, aveffero a lafciar correre la impo ilura , e non celandola , permettere , clie |
gran genre ta errore
1

si
.

pervertilfe

e feguita(Te inganna

E non puo

praronoogni diligenza , fe mai egli avea a forza


tirato
a

negarfi , ch eglino ado e arte per difcuoprirc


di fallacie

e d ingani , credenza. Laonc qualcuno pre(l?.rg!i allorche videro illuminato il cieco nato,efTenci rimaii attoniti per la tnaraviglia , nc avendo f* ptito trovare la maniera di fventare un si p; tente miracolo , nonfeppero faraltro, che d mandarei genitori di eifo cieco, fe egli era lor figliuolo , e come avea fatto a guarire ; avcndo udito , che egli eradeflfo , e che avc eta dapoter dire, chi gli avcflfe dato la villa

interrogare

il

mededmo

cieco

illuminato
si

d<

, fegnala grazia;e uditane la rifpofta,maltrattare e Puoir lanato e 1 aiitor del miracolo . Erano inoltrt

modo

con cui avea otcenuto una

prodigj del Signore fovente cosi pat-nti , i Fariiei,e gli Scribi vedendo , che non 11 pot( vano rivocare in dubbio , procuravano di fpa

gerc

ch eruno prdtigie

ftrcgoneric

e
op<

ra-

PRIMITIVI eniSTiANi

57

.zionidel diavola;matoftareftavano confufi taJ-

ente, che non potendo rifpondere , alle cafe rofe ne tornavano pieni di rabbia , e di mal-

lentocontro del Redentore

E per vcro dire


.-gare
;
,

come potevano efli mai o o attrib-.iire al demonio la rifufcicazio,

di

tanti

morti

e ipecialmente di Lazzaro ?
i

oiche egli e certilfimo appreflbtutti


ic

mortali,

febbcne in apparenza il diavolo poflTa fare cune cofe , che fembrino maravigliofe , con itto cio egli impoflibile , che richiumi qualmo da morte a vita . Per la qual nemici del Criltianefimo , entili 5 ^endo potuto negarc la c videnza deiLi credilid di isna religione , ch era cOiifcrmata_j ? quedi fegni , e argument! , ebbero armento di allerire , che non fu mai refu morto da Gesii Criito , c che itato verun i narrarono fomiglianti favole per Apoiloli gannare colle frodi i popoli poco avvcduti . uindi e che Origene nel iecondo libro contra CO Nn r elso (4) cosi ragiona : ,, Perthe Cello non po- 4 ? -i S a teva negare i miracoii , che diconfi operati da Gesu Criito , calunniando foventc rifpoic , che quei non furono miracoii 3 ma pro>n

>:l

>

ftigie

del Redentore

medefimo
il

Avendocl
mai
abbi.i,

dipoi interrogati,per qual cagion

mo

crcduto

ch egli e

figliirolo di

Dio

da

per se medefjmo a nodro


cbi rifano* zopfi

nome

replico: per-

, cciechi, c perche , aggiu* gne egli , come voi dite rifufcM ancora de* morti. Or che ciechi, e zoppi fieno ftati rifanati da Gesu Criilo , che noi credia-

moil

figluiol di

comprendere

Dio , puoiTi principalrnente dalTeflere flato cio predetto


fi

Profcti. ufller*

aprirannQ gli occbi


***

58
<zV

I>

E
,

C O

U M

ciccbi

c ndlr anno

le oreccbie

de* fordi

:.

v.

<.

,, 55
5>

Ma che
fto
,

morti

fie no ftati

rifufcitati

da

Cri-

e che cio

non

fia ftato

finto dagli Evan,


,

gelifti,

egli e tanto chiaro

che nulla piu

55

39

Poiche fe fofle quefta una finzione degli Apoiloli , ne avrebbero eglino piuttofto numerati molti di piu , e avrebbero detto , che pit lungo tempo eglino rimafero , prima di efle re richiamati a vita , ne fepolcri . Ma pe
locontrario, eflendo eglino
ftati fincerift] mi

^ pochi nenumerarono,
5*

cioe

la

figliuola del!

Archifinaeoeo , e 1 unico fia^liuolo della veO O O dova , della quale ebbe egli compaffione , Lazzaro il quale da qiuttro giorni avant
era ftato fepolto. Per la qual cofa avvifo.k e ipecial i piii fchietti elHinatori delle cofe ,

5>

3,

33
,>

mente

il

finto

Giudeo
,

di

Celfo

che
i

ficcoin
,

ne* tempi di Elifeo

molti crano

leprofi

3,

33
,3

,3
3,

folamente Nainano Siro fu guarito da quc Profeta ; cosi molti, mentre Crifto era tr noi , rnorirono,e folo quelli furono da lui ri fufcitati , che il Verbo giudico efpedientc c rifufcitare , acciocche que miracoli non.. foffero folamente fegni di certe cofe , m
ezianclio
alia

per

se

medefimi

allettaflero

mol
1

maravigliofa dottrina dell Evangelio. io dico, che i Difcepoli di Gesu , fecondo


3,
3,

promeifadi
di quelli di

lui,

Gesu medefimo

operarono maggiori prodii che fotto fen ,


i
:

,,

cadevano.

Imperciocchequotidianamente

aprono gli occhi di quelli, ch erano ciechi c mente ; e le orecchie di coloro ; che alle vc
ci di lui
la
,

colle qtuli gli tfortava a feguitar

virtu

le

erano fbrde , avidamente afcoltan , cofe , che diconfi di-Dio, e deila vita Bea

D
ta

PRIMITIVI

<2RISTIANI ,

che dobbiamo godere appreffo di lui ; , molti ch erano zoppi , quanto all uomo interiore , come dice la divina Scrittura , ora

non falgorro femplice5 falgono come il cervio aniimle contrario a ferpenti , e a cui non poffcno i veleni dclle vipere apportare verun nocumcnto. Fin quiOrigene . ,, Matorniamo al rodigio dellarefufcitazione di Lazzaro , c vegfanati colla dottrina

mente

ma

amodi qual pefo


i

e fia

come da
la

Santi

Pa-

fu apportato per

comprovare

vcrica della

cligione Criftiana . Non vi e cola piu circofhnziata


L

ne

piii

ilncc-

ruccomo di San Giovanni deicritto nel XL, il quale non folamcntc dimoftra , che .p. lora quando morl Lazzaro frutello di Marta , di Maria Gcsd Criilo era aflente ma ezianche lontano era daBetania y e da Gerufadel
,

Poiche menGiordano, Maria , e Marca fr. j-Tm. * v >^ngli fecero fapere , che il loro fratello era diHe c v: fcrmo ; il che avendo egli intefo ella tal malatcia. farebbe iJata glorioia a Dio , VcJi :he avrebbe glorificato il fi^liuolo di Dio m a fimo . Or chi non vede (b ) efpreflj in queft^ : Man ire r -V /i role del Redentore un manifefto prevedienco di cio , che dovea fuccedere ? Imper3cche voile il Signore , dopo aver avuto h lova della infermita di Lazzaro, rimancre due

mmc, quando
:
")

cgli

cade mala to

egli era di li dal

l *

(f>)

filr>

orni

ancora in queli iileflb luogo, e quindi termino di ritornarc alia Giudea , e avcndodetto fuoi Difcepoli, che pochi giorni
i

*:

;f^

"

TJ O
,

^-j.

L xr

^nti
e

Giudei aveano teatato di lapklario ^ c in Joh. psg. non era efpcdiente ch ei nuovamente (I ^j.T.vm. ^^
i .
^_ j
*>

Joneffeal pericolo
,

vita, rifpoie , r 19] Parif.Mon. o, che Lazzaro smic.o iuo dormiva , e ch.egli ;^ lur j 9
.
.
$>

diperdere

la

avca

fc

C O

IT

avea

ffobilito di

andarc

a rifvegliarlo.Alle qual
>

chc s egl parole aveiido replicato i Difcepoli chc fofle guarito dormiva, poteafi giudicare cgli apertamcnte dilTe loro , che Lazzaro er
>

morto , e ch cgli volea rifufcitarlo , affin che eglino maggiormentefi confermaflfero nel la vera fede. And6 cgli perunto in Betania ac
gia

compagnato da fuoi Difcepoli


crano gia
fcorfl

e trovo, ch

quattro giorni , che Lazzan era morto , e fepellito . Era Betania un Ca Hello poco diflante da Geruialemrne , c molt Giudei cranfi dalla Gitta fanta cola trasferiti
fine di confolarc

Maria

Marta

che per!
1
1

tnortc del fratello erano addolorate . Per ch qual cofa egli c neceflario argomcntare
>

foiTe

pubblica
,

in

Gerufalemme

zaro
rion

e che fe Gesii aveffe

la mortc di La2 voluto impornc

avrebbe fcelto un luogo cosi

vicino

all

Citta principale della Giudea , dove concor rendo gran gente , fl farebbe fcoperta con fa ciiita la impoliura. Onde avendo egli prefcelt queltal luogo, c quclla tal famiglia 5 ch er t?nto cognita a* Gerofolimitani , per operar

un prodigio si ftrepitofo , non vi puoeiTer luo go dafofpettare , ch ei abbia voluto ingannarc


che per virtu divina abbia rifufcitato ami di confcrmare e gli .Apofloli, eg] altri ancora nella vera crcdenza * Ma prole guiamo il racconto del Santo EvangeJifta. Aver do intefo Marta , che Gesu era giunto.in Bet;
1

ma

eo,afine

nia, andogli incontro , e Signore , gji dilfe fe tu eri prcfentc,mio fratello non farebbe mor to ; ma fo io perahro , che otterrai.fcnza fall

qualunque cofadim.indi da Dio . II Redentc reallora confolandola , non dubitare, rifpofc che il tuo fratello fara ricliiamato a vita . No
du-

DB
iblto,

PRIMITIVI
clla,

CRISTIANI
ei

reph co

ch

gcneral refurrczionc , udizio.Riprefe allora il Rcdentore, ch egli era rcfurrezionCjC la vita , c chc qualunque per-

debba rifufcitare nelche avverri nel dl del-

credevain lui , ancorche ella foflfe (hta_* avrebbe vivuto. Appena Marta confefso credere vivamente tutco cio ch erale ihto tto da Iui,c ^e corie a trovarc la fua forellaMa*
)rta,
1

,eledirrc,ch\ragiunto in Betania iIMaeftro,c avcadimandnto di Ici.EiTendofi levutaMaria, robbedire al Maeilro,iGiudei,ch*erano rima;on elTa in cafa
,

per confolarla che per isfogare il dolcwe ,

, s

immaginaro-.
corfa

fofle ella

fepolcro del fratello a fparger dell altre lagri-

Era pertanto cosi nota la vera morte di zzaro, e cosi patente il cordoglio di Maria non vi era ragionc di fofpettarc di qualchc che la Donna pervenne_.. ;anno. Subito dove il era fermato il Rcdentore , gettof.
;

piedi di lui

e diflegli

che

cgli

fi

foffe

vato prefente , non farebbe morco il fuo tello . Gesu che vide addolorata , e piangenVlaria , e che offervo , che coloro eziandio,
aali

Paveano accompagnata

gemcvano

fi

iturbo egli , e dimando , dove Pavean feto? I circoftanti per compiacerlo , gli difle-

crano pronti a fargli vedere il fepolcro . nfdforono eglino adunque , che Lazzaro crat
:h

amente morto Frattanto alcuni di loro ndo veduco , che Gesu lagrimava ed ef^^ loU ricordati de che altre volte prodigj, avea con illuporc , e maraviglia di tutti
.
.

/*

ea coflui
,

difcorrendo tra loro diccano 3 e non che ha conceduto la villa al cieco , ) fare si, che Lazzaro non moriflfe ? Venne Imente al luogo ddSepolcro il Redentore ,
,

rati

il

62

!>

E*

C O

U M

qual Sepolcro era forrnato a modo di cavcrna Qur fopra cui era pofta una gran pietra

giunto, ordino , che fl levaffe la pietra , c. quantunque Martagli avcffe detto , che il c davere , poiche erafepolto da quaftro giorn puzzava , con tutto cio ei fece rimuovere e alia prefenza di mold , che Pattorni faffo Lazzaro Icvati , vano, ad aita voce grido vienifuora. Riforfe egli immantinente, ecoi
>

parve fuor del Sepolcro avendo le mani , piedt legati , e coperta la faccia col fudari mentrc cosi erano foliti git Ebrci di fotterrar
>

morti . Allpra il Signore , fenza altro , ordir che ei foffe fciolto , c lafciato andare dovunq Un cosi illuftre , ecosi itupe avcflc voluto do miracolo operate avanti una si gran mo! tudinc di perfone , come potrk mai effere vocato in dubbio ; fe i medefimi Farifei , a; curati da quelli , che furono prcfcnti , r oiarono di ofcurarlo maadunati fecero coi
.
>

glio, e mofii dalla invidia , e dal livore tcrminarono di far uccidere Gesii Crifto . C
>

fe avcffero eglino ardito di negare un fatto tanto pubblico , ed evidence , farebbero

il

certamenteconvinti dapiuteflimonj , che tver veduto Lazzaro morto , e fepolto , e fufcitato , credettero alle parole , e feguita

no

la
,,

bite

che
,

dottrina del Redeiitorc. Nc fern bra ere fl poflfa trorare un uomo c^si imp
c temerario

il , quale per ifcredicari d impoltura gli Evangeli Criftianefimo,tacci c ibilenga , che tali cofe furono da loro a
f<

dente

rapprefentatc,a ro de ? fcguaci del Crocefiifo . Impercioc qual vantaggio mai potevano quindi ritrarre
plici
i

fine di

accrefcere

il

nui

mcdeiimi

fecflfendo vivcnti, co
prc

BS PRIMITIVI CKISTIANI
>no

6%

obabile, ancora alcuni di quclli , chef! trovain Gerufalemme , e in Betania , allorche

esu Crifto

venne

trovare

le fbrelle di

Laz-

.ro , poteano convinccrli di menzogna, e atrrare quella religione , che i noftri prccura-

propagare ? E farcbbcro cglino fhti mcnte, fe per le cofe , ch cfl] reano inventatc per ingannare i femplici , reflero voluto imprendere difaftroflfTimi viag-

mo

di

ivi iffatto di

graviflimi travaglj , c patimenti, finalmcnte fenza verun frutto la vita pcrdere


,

foffrire

non sa , che per quefte , c altrc cofe da loro defcritte ne facrofanti miglianti ^ngelj , furono eglino e perfeguitati , cd cfi>ro.

Or

chi

ancora di vita? furono meno flrepitofi prcdiej,opec i r Conferm** ti dai Signore per mezzo dei Santi Apoftoh^er maggiore propagazione del Criflianefimo . La larigione iihntaneadi colui,che,nato ftroppio, ,va continuanunte a chiedere la limofina avan- co ^ la porta dettzfpcchfa del Tempio , ed tra_j rcio conofciuto dai Gerofolimitani,Ia(^)qual 7 arigionc ottenuta da Santi Pietro , e Gionni per la invocazione del nomc Sacrofanto
ti,

c
,

privati
-

III.
,

Non

*.

dai nemici ,_ nodra Religione la prodigiofa^ iverfione di San Paolo, da fiero perfecutore , improvifo (b~) divenuto Dottore e Prcdicaedel CrilHaneflmo ; il fubitoriftabilimento
ila

Gesu Crifto, non pote ncgarfi


nafcente
;

c .vi.v.

^b)

diLidda,refo pubbli- c ix- y. i. per tutta la Citta 5 che induffe molti ad abKciare la vera fede ; il riforgimento da mora vita di Tabita Vedova fucceduto in , le >pe,per preghicre di ^an Pietro , che mofie y^ 33 ecchie pcrlbnc a feguitare i dettami di Gesu lv oceiiiro ; acciccamento repcntino di Eli
.
(<f)

falute del Paralitico (c)

r^^

mas

che ripugnava a Paolo , avvcnuto al Paolo in Pafl prefenza del Proconfolo Sergio

mas
Aft
-jj.

nella Ifola di

Cipro

O)

il

pubblico miraco

**^

del raflbdamento delle gambe , e delle plan de piedi dello zoppo di Liftra,che fin da bamb no non pote mai camrninare (&) ; Ic grazie o

tenute da coloro,che afpettavano, che(f)Pon b ra &i Pi etro paflafle fopra quslcuno dcgli ar 3ny. vmalati , che efpofti erano a bella polta , e cc ricuperafle la folute ; e da quelli quali (cf) fe r c) Aft. bavano i fudarj , e altrc cafe ufate da Sar . y. v.ij. Apoftoli , furono certara cntc , e fono,c faranr

fempre fcgni evident!


(<1)

delta
.

credibilita del

Imperciocche n A6t. Religione , che profeffiamo e verifimilc, che poteflero i primitivi Criftiai i.
c fpecialmcnte San Luca , defcriverefomiglja ti cofe , c poi pubblicarle, in un tempo, in
cui fiorendo ancora moltiflimi di coloro , coetanei furono di Pietro, e di Paolo , in qui Ic Citta , ove diconfi operate -tali maravigli o ne avrebbero fenza fallo avuto cognizion
ch<

operate , o fe inventate fofife potevano convincerli d ingiinn d impoftura . E come mai puo darfi e che un uomo prudente , o fcaltro , che pr curi di propagare una fetta , o una Religi ne , vada inventando dei motivi infuififtent onde pofla effere non folamcnte riprefo, convinto di falfita , ma cziandio coftretto a dere quelli , che colle frodi avea tirati al 1 partito ? Pare inoltre impoffibil cofa , che fc za una virtu ftraordinaria , e fenza opere f(
fe foffero ilate
,

a capriccio

p<

prendenti, e prodigiofe tante perfone 5 qu* te not leggiamo convertite ne primitivi ten
al

Criftianefimo, poteflero
i

eflfere

indotte da
,

uomini

e ignobili

e rozzi

a rinunzi;
allji

PRIMITIVI CJllSTlANi
a paterjia

loro Religione,e abbracdare quella, e propane a credere dogmi fuperiori all uma^ intendimento , e prefer! ve regole di morale
ntrarie alle patfioni
,

e alle inclinazioni del la-

corrotu? Molco meno poi avrebbero eibto &de a coloro , chc per confcrmarc la o credenza , apportavano fatti non mai av, nuti , e comunemente , o negati , o meffi in
tura
gli

die effendo contemporanei Apoftoli , poteano eflerne informati ^endoadunque gli uomini in s; gran numero
,

bbio da quelli

:rito ai Difcepoli di

Gesu Criilo

e riprovate

me

calunniofe

le

nemici Tariamente concedere , racoli. aver do cio confeffato colPacconfentire r V angclo, i Popol .che abitavano nelle Citta,
rittori
>

oppofizioni fatte del Crifliunefimo

da pochi devr cfine che veri furono quei

He quali Pietro,e Paolo,e arono la noftra fede , e


jlie

narrate dai noftri

loro campagni pre-^ opcrarono le. nuramaggiori , e defcritte


i

S.

ic

Luca negli Attidei Santi Apoftoli. Ma febnemici, de* quali abbiamo parlato, procule

opere del Signore a con tut. negare la maggior parte loro rna folamente era le preftigie e prodigj i fgonerie li numeravano, perciocche non avea. altro modo di fcreditarci >onde a loro medefi,e non ai Criitiani pregiudicavano , chc conovano quanto foflfero vane fomiglianti rifpo-? Imperciocche come mai un uomp di fen5 avrebbe acconfentito a Farifei , a Celfo icureo. , a Giuliano , ealtrifimili, che pieli mai talenta, i iniracoli di Crifto , e degli
cio

/ano di ofcurare

non ofavano.

di

oftoli
i

numerarono
i

tra le

magiche impofture,
ilcu.lto

miracoli furono

fatti

per diftruggere

demonj ,

? quali fono gli autori della magia

(6

"

e s T

u M

SAvrebbe egli il demonio operato contro fe ftefl avrebbe diftrutto il fuo Regno farebbefi ritir come fu piu volte da noftri coftretto d to luoghi ,cheoccupava , e avrebbe confeflfato e ribello effere egli uno fpirito malvagio
>
>
>

veroDiot

fe

c i feguaci di a fare qutlle tante opere prodigiofe , e forprt denti ? Saggiamente pertanto GuriHno Marti antichiffimo 9 ed cruditilfimo Scrittore nella i

egli ftefto aveffe indotto Grill lui a predicare il Criftianelimo

jj8.eH.vene
e.a>.i74S

prima Apologia (^)difende : Poterii facilme cfieril verificato teperfuadere a Gentili Gesu Criflo, e nei fuoi Apoftoli 1 Oracolo il Jfaia quale nel fecondo capo al terzo v*
fo del fuo libro predjcendo
ti ,
i

futuri

avvenime

diiTe

cbe da Sionnc farebbe ufelt A la I^egg

Dio da Gerufelcmnie . Impercic da quella Citta della Paleftina , chepartiti rarono tutto il mondo dodici uomini ignoran c-.non avvezzi a parlare pulhamente, ma d^ divina virtu confortati ? quali fignificarono
e laparola di
t
;

umano
TuM.V

genere, effere e{fi mandati da Gesu C flo per infegnarc a tutti la parola del vero Di

E Orlgene

A u tore di
i

^ran fama appreffo


T
"k

no;

{b)

/^/.^

/a, che fe
.

mortali attentamente
1

confi<

Mauri.

raffero

y*n.etis f

viaggj intraprefi da Santi Apofloli fine di propagare il Sacrofanto Vangeio t co


i

fcerebbero a evidenza , che coloro , i quali bero un tal coraggio furono da una virtu fu riore moffi a operare f e cio che fecero non tronde che da Dio provenne . Poiche fare (eglino accolti dagli uomini , e febbene ale fioflri nemici procuraronodi togliere lorola tat furono tuttavoltai nemici medeflmi da
i

fo^rannaturale

jreprelfii la

qual cofa din


ftra.

PRIMITIVI CRISTIANI

6j

a, non aver cio fattogli Apoftoli , per una rta potenza,e virtu umana , ma ogni cofa efre

fecondo

riore
,

Divina providenza per fflinto fuavvcnuta,rendendo i miracoli alle parola

inza

e alia dottrina loro evidentifTima teftimo. Circa Jefrodi , e le illufloni per arte

igica dagli

empf

o immediatamente dai de.


.

onj cagionate portato di fopra

vedaficio, che noi abbiamo da San Giuftino (.t) Martire ,


.

Y/

e legganfi eziandio Ta-r 50 . mo (c) e Lattanzio ((f) i quali di queilo argo,^ ?nto diligentementc trattarono . me b^illa

da Tertulliano

(^)

fopra

di rapportare in queflo luogo cio , 31. eotferva Origene Adamanzio di cui ahbiamo ( c ) Onr. to altrove menzione , Egli adunque nel fuo contMGrae;ondo Libro cosi parla contra il Giudeo 05 n.xvm.
(<r)

amente

p^in.

rodotto a ragionare intornoai Criiliani


rlfo

da

P"

in *

empio

Sofifta

Epicureo

Siccom^
)"

potefta degl Incantatori d Egitto non era Edit. eguale alia maravigliofa virtu , e grazia , che an. 1747.
la
Ci

Mose Legislator d^gli Ebrci , dimoftro chiaramente leopcre j)^. i di coloro erano preiligie ,e cio che fece il c xvi. Profetadalla Divina virtu procedeva ; cosi 177. To.
ravvifava in
eflto
e
1
>che .

appuntole apparent! maraviglie operate dag|i

opp-

Eri i

Bdu forza folamente per fedurre que miferabili, che perifcono ; c i prodiffi fatti da Gesu Cri- * ?t * j r ri r 1?4? ), e da fuoi , apportano ieco non
feguaci
?ia

quali nel far miracoli fi fpacciano cguali ai Difcepoli di Gesu Crifto , fono I?4d appellate bugiardi miracoli 3 che hanno re)
Anticrifti,
i

? dn{

*n *

n,

inganno , ma la falvezza delle anime. ^chi c mai cosi prevenuto , e privo di ien10 , il quale pretenda , che per inganno avvenga , che fi corregga la vita , c la malizia vada icemando ? Vedea Celfo
1*

>

D*
J,
>5

c O

U M

?,

;,
?,

non so che nclle faere Lettere , che parcagli, il fuo errochccpndurpotefle a confermare aver Crifto avvifato i fuoi re ; laonde difle , 5 che un certo fatana avrebbe fatto de miracoli . Ma precipitofamente egli conchiude che cio fia con fe flare , che prodigj non pro.
i

,, ,,
3,
9
9

d vengono da virtu Divina , ma fono opere uoniini fceilerati . Impereiocche cosi egi conchiude,come fc foflerp le medefime, quel le cofe , che fono di un genere totalmcnt diverfo . E per verita , ficcome il lupo^,
il

^
,,

cane

il

piccione

,,
?
,

dello fteflb genere , ce abbiano qualche cofa di flmile

lapalomba non fonfebbbene il corpo e la vo


,

cosi anco

,,
?,

rale cofe, che opera la Divina provvidenz; fono certamente tali , che non pofibno eflfer
Potis . paragonate colle frodi degli Stregoni le arguzie di Celfo mo ancora dire contra

,,
?>

3 ,

,,
3,

,,
.,,

man po(Tono forfe i Demon j fare dellc cofe e infolitc , e non potra la Divin vigliofe , natura fare de prodigj ? Certamente fe a cune preftigie fono fatte dagli Stregoni , duopo ancora , che le cofe miracolofe
i

opcrino
feffarc

da Dio,..

fe

facendofi
.
. .

alcur

5,

preftigie per arte

diabolica

,,
3,

che Iddio per la virtu , , zafua faccia de veri prodigj , e


fia

bifogna cor e onnipoter

che perci
n<

?)
?>

necelfario

il

diiiinguere le opere Divir


;

dalle diaboliche

conflderare
a>

la

perche non dovremo vita , e i coftumi di colorc

3,
9
,

che promcttono dellc opere prodigiofc , e. vedere fe apportino del danno a mortali

4,
,,

,,

ovvero fc conducano a correggere coftum E non fegue egli chiaramente da* Miracoli< Mose, e di Gesu Crirto, ch effi gli open rono per virtu Divina ? Poicheno;i e cred
i

bi-

PRIMXTIVI CRISTIAKI
indurlc
,

bile
le

che colle frodi abbiano voluto


j

ft

ire

,
,

gcnti
falfi

deteftare

fimolacri
le

de

Numi
i

e ad

abbandonare tuttc
>

cofe create

mente
te

onde viver poteano comodada cui tutacquiftare il vero Dio

le cofc
i
i

Qitre
ziandio

riconofcono la loro origine . miracoli degli Apoftoli apportavaho


, -.*

maR^iori le maraviglie, chcfo- no ******** cj f ro/:tl S cnte operavanfl dai Griftiani ne tempi loro , c c e oventc ,. j /i r lavano a divedere a noltn avverian quanto la Religione t che ia cvidentcmente credibile Oflervavano cfli primieramente 3 >rofefllamo. non fl farebbero convertiti al Criflianeilmo he anti Popoli i fe non aveflero veduto ne noilri
noflri
* *

"

>

>

ualche eofa di prodigiofo , e forprenaente . econdari amente,avcndone eglino llefli fiitta la fperienza ,invitavano gli avverfarj loro a fame
a

prova, e fe aveOero quefti fcoperta qualchc e mpoftura , riprovafiero la noflra credenza . In terzo ^1 impoitori afpraiflente puniffero uogo dimoftravano , che nel cero Cattolico foamente , e non altrove poteanfi vedere fimili nafaviglie ; onde fvelando le frodi 9 c gl ingan^i

de/ Gnoftici
alia

confermavano

noflri

e gli

vera fede traevano . E quanto al )rimo , San Giuftino Martire nei fuo celebre^ iaioo con Trirbne Giudeo (4) cosi parla \i j- /^ n , Veggiamo noi j che pel nome di Gesu Cnilo , Croeefiffo, gli uomini deteilata la fuperflizione de fimolacri , e ogni forta di empieta , e ,
rteri
;

W
XI

di

malizia
fi

fi

convertono

al

vero Dio

non
ro
di

la

difcoiiano da lui$ancorchefiminacci lomorte . E per verita 9 Ci per le opere ,


?

come ancora pe miracoli


conofcere

e Jeeito ad

che quefla noflra Ha , Legge predetta da Santi Prouti ,

Li

ognuno nuora il nuovo


te-

E*
7<9

C O
la

U M
la

teflamento, e
33

datutte
(labile

(a)

Ntim*

glianti le
s

che vera , e Sono a quefte fomibeatitudine . che egli adopra alquanto doparole
efpettazione di quelli
le

genti attendono da Dio


>

-\

cj
,

ove

ri

m provera
,

Giudei

la

loro
.

MS durezza
3,

dipoi foggiugne Forfe voi temete di confefTare , che Gesu (come dicono le Scritture , e comprovano

e oftinazione

,
i

3,
3,

,j
3,

rniracoli)che invocato il nome di lui fi operano avanti gli occhj di tutti ? fla Crifto; perciocche vedete , che i Principi di quefto fecolo
,

dagli fpiriti malvagi perfeguitano i fedi lui , e procurano di toglier loro la_* guaci Lo fteflfo conferma Tertulliano ne! . vita
iftigati

5,

JLibro contra Scapula , ove cosi fcrive ,, quelie , e altre fomiglianti cofe poflfono fuggerirli
3,

3,

3,
3,
-j,

da Dio acoloro , che hanno proVato i benefizj de Criiliani . Poiche fu da loro liberate che era invafato dal Diail Notajo di uno volo , e il figliuolo , c i parenti di alcuni altri , che parimente erano dallo fteOTo agita,,

5,

)r
5,

uomini ( perciocche not vogliamo noi p aria re di quei del volgo ) furono o da demonj , o anche dalle infermit;
ti
.

E quanti

onefti

,5

liberati.

Severe medeflmo padre

di

Anto

(L\ n

t*.

sdft.
***

Par if.

Monnch. S. Mauri.

memore de 33 nino Caracalla Imperarore fu Criiliani , il quale ricerco diligentement^ 3, avca curato coll che ,, Procolo Crilliano ,. i a/r r n oiio , c lo tenne nno ch ei vide nel fuo ra lazzo ,, . Origene ancora nel fuo Libro con tro Cdfo (Z)cosl raeiona che ,- la forza e
<

<*

>

X.

-^

\^J

,,
33

5)

potefta di operare miracoli rifiede appreflb vcdendofene ancora le vefiig< Criiliani, nella Chicfa in quelli, i quali vivono cri

35

ftianamcnte
pi odigj
,

(f)Chefe

taluiio defidera de
,

4<y

"

* "til

fervafi di quelli

che operarono San-

DB*

PRIMIT1VI

CRISTIAN1

7*

Santi Apoltoli. Perchc non avrebbero cgli* no potuto indtirre coioro $ a qu.ili fpiegava-

no una nuova dottrina


ni

imponevano nuovi

precctti,a lafciare la Religione,e gli ufi pater-

lodiperdefe

loro,e ad abbracciare,con evidente perico* la vital lofo infegtMementi . Ani

ziche fcorgonfl ancora appreflb Criftiani alcuni veftigj di quello Spil ito Santo , che

forma di colomba , cioc i in mentre cacciano cglino demon; , guarifcono le malattie , c prevcggonole cofe avvenire (a): E non fl tfova piu appfeffo Giudei alcun Profeta , ne fi opera verun miracolo ; ma fi trovano bensi del

comparve
miracoli

a^

^ib.

ft.

ft 4

viii*p/jfi

i ^ quali fanno de* prodigj , e magtalvolta di quelli , che furono fatgiori e noi ti appreffo loro ; che 1 abbiamo

noflri

>

veduti
za.
,,
.

ne poffiamo rcndcre teftimonian-

fono di minor pefo * n meno chiarc le A^ g , arole di S.Cipriano,e (6^) di Lattanzio(f). ELIp. 187. Edit* :bio ancora nel terzo libro della ilia Storia EC- Biem. (c)LiO*M lefiallica al capo trentefimo fettimo (rf) tratDi .tndo dclla primitiva Chiefa , e de primi fuceffori de Santi Apofloli , racconta , che in quel 5JP* t

Non

7"

Quadrato infigne fcn ttore 3 e difen- Ca ore del Cnftianqiimo , il quale ebbe , come le gliuoie di Filippo Dlacono, il dono di profetae ; eche oltre queili , molti altri illuflrarono i

empo

ik>ri

.-

.Oilri
1

ceti

quali

occupando

principal! pofti

fuccedbri de difcepoli di Gesu Criilo , lolte Chiefe fondarcno ^ fernpre piu promo*
ra

predicazione del Santo Evangelic , e pargendo i falutari lemi del Regno Celefte pel nondo. Peixiocche molti di quei primitivi CYiiliani avendo adeirpiuto ii precetto del Salvator
la

endo

no*

1B COS
ffoftro

TUMI
Ie

Gesu

Crifto
,

diftribuirono a poveri

foftanze loro
paefi ftranieri

e abbindonata la patria , ne fl trasferirono , e predican:

do alle barbare nazioni la payola di Dio L fondarono moke Chiefe poiehe in quei la divina , potenza molti pfodigj pi ancora
ten>

per mezzo

loro

operava
*

>

talche udita
i

la

prima

loro

predicrzionc

prontamente

po-

poli alia noftra fede fl convertirono * E per rero dire non foiarnente nel. primo , e fecondo ,

e terzo fecolo della Chiefa, ma eziandio nel ? quarto , e ne feguenti avvcrinero delle maraIe quali molto conferirono per propa, ^are maggiormente il Griftianefimo . Narra_j Eufebio nei primo libro 5 ch ei compofe delh Cap. Vita di Coftantino il grande (#) c^lc mentw

viglie

(?)

stxvn. leg.

quefto Imperatore fi preparava per muoven guerra a Maffenzio Tiranno , vide il fegno deli; Croce nel Cielo, e alcune lettere altresi, che fi gnificavano , doverf? per quel fcgno ottener 1
all Imperatore, il quale non ancor intender e il miracolo mcntreripo potevaben fava ,comparve Gesu Crifto in vifione ^ qual portando una tal Croce , qual era quella 5 ch e

vittoria.Che

avea veduta il giorno antecedente , ecomando gii che faceffe un foiiiigliante fegno militare , ie ne ferviffe come di prefidio nelhi battaglia
fu la mattina Coftantino , fpiegato agli ami prodigio procure che fubito foflero ehiamaf g!i arteci, e comando 5 che faceffero un labar d oro,che la figura della Croce rapprefentafle, I adorBaflero di gioje , Che con qudlo tal fegn
ci
il

Che

paiTo egli IeAlpi,e MaiTenzio, e vinto

Roma. Che un
Colhntino
3

in Italia,ecombatteco tiranno, entfo trionfante i tal racconto intefe Eufebio ftetf


il

venne

il

quale lo confermo ancora co

E>I

PRIMITIVI CRISTlANl

juramento , afSnche gli fi prertafie ogni magior credenza. Sono alcuni peefentementc , e urono ancora akri ne tempi fcorf! i quali immaginarono , che queilo prodigi^ fa fie avenuto nelle vieinanze di Roma . Ma fc noi fcoltiamo Eufebio , ch efattamente ne de,
:rii"fe

la ftoria

gli

altri
,

uella eta fteffa fiorirono

autori , die in confefTcremo cer-

amcnte 13 che

che fuccedettc in Francia , prL Imperatore eolPefercito fi foffe_^ loffo contra Maflenzio Priniieramente naravcndo veduto Co- (a )C.xxvif a Eufebfo ( a ) , che :antino 1* infelice fine , che fecero i fuoi nteceflfori , fu favorevole alia Criiliana rcli* 2. Che prima (^) d rnuoverfi , implo- ., tone
,
I
. .

fegno della Groe ncl Cielo . 5. Che non intendendo (c) la vi;one , comparvegli Criflo in fogno , e ordinoli che faceffe ii labaro . 4. Che fece a fe venie gli artcfici , e comando loro di formare il fe6
1

ajuto divino,

e vide

(b)C *xvm

il

uomilitare, come eragli (lato prefcritto dal 5. c che fi moiTe di poi coli eferito contro del Tiranno . Dunque prima di dare ordine della marcliia, avea egli veduto la_*

ORedentore.

)roce

Avendo
,

egli

larchiato dalle Gallic verfo


confeffare
a
1

pertanto colle truppe^ 5 Italia, fa d uo*


1

che

nelle

Gallic

fiagli

ftata

Dio moftrata la Croce in Cielo. II ehc conferma con cio ch Eufebio fubito dopo ccenna , effere data fcoria tutta T Italia daU
,

Imperatore
ile

:iacol labaro.

ch egli giugnefTe a Rdprima Acconfente Nazario fcrittor gen>

nel Panegirico

Colle

d<?

ch
in

ei

dopo

Ja fconfitta di

pancgirku
\*i

laflcnzio

compofe

lode di Coftantino (e) Antichi

oiche efpreflamente dice, ch era ,, celcbre ap- 2tfi.Jkdit.aa* Cielo furono veduti ^7^* preflb i Galli , come

de.

I>

1
i

COSYUMI
la

gli eferciti

ftati
4
,

fti

, quali dimoftravano di effert mandati da Dio , e febbene le cofe celenon cadono fotto i fenfi , nafcondendofl *

s,

alia craffa

e ottufa noftra vifta

femplice

e inconcreta foftanza della natura fottile de-

M
y,
3)

gli

fpiriti

con tutto cio quegli eferciti,


per
il ^

avendo voluto appafire, come venuti


ajutai*

Coflantino

tofto

che tcftificafono

merito di un tale Imperatore,fvanirono dagli occhi degli fpcttatori;e che coraparvefo fcudi 3V ripieni di chiarore , e arfe una luce terribile Ma in qual ne* cieli ,, . Cosl egli j, di armi data celebre nelle Francie una tal guifa farebbe vifione 5 indicata quivi con taftta ambiguita di parole da Nazario fcrittor gentile , come im pe
.

ri to

delle cofe criitiane

s ella

fuccedette_j
,

in

Roma? Non
avvenuta

avrebbc egli forfe detto


a"

ch*
,

era cofa cognita


fe

Romani

e celebre in Italia

foffe nelle vicinanze di

Roma

Sa*

pientemente pertanto AurelioPrudenzio Autor Criftiano parlando del fegno della fanta Crocc tiel fuo fecondo libro contra Simmaco , cantd:
,

),

Hoc

figno invidlus tranfmiflls alpibus


folvit

ul-

5,

Servitium 5i nus .

miferabile

Conftanti-

queflofegtio avendo faffate le alfl I invitti Imfcrator Coftantino.fiiclfe la miferabile fcrvitii de* tfomani . Frattanto era cosl certo queilo miracolo ap preflb tutti , che Coftantino non folamente giuro , ma permife ancora che ne fofl e fcolpiti la relazione ne marmi , e pubbliche iicfizion fe ne faceflero , e fi efponeflero alia vcduu d tutte le nazioni 3 che concorrevano nclla prin*
i.
.

Con

cipa*

Bl* PXIMITIVI CRISTIANI.

75

ipale Citta dell Imperio. Euiebio nel primo bro della vita di Cofhntino al capo quaruntc-

!mo
e

Con quefto ,^ r e argu- ^^ Edit* icnto della vera vinii , bo io falvato libera.* Cantab. al giogo della tlrrania la cittd voflra , e ho
(<0

nc

riferifce la fcguentc
,

<gno

falutare

cioe colIaCroce

ch"

:flitulto e

ntico
[e
r

confer mate , lafriflina dlgnita , e / fplendore al fenato , e at popolo Komano.


gist alia

ripugna

defcrizione di Eufcbio

e di

T Autore del libro , ititolato, delie morti deTerfecutori . Egli nel Liarantefimo quarto cnpitolo rion fa menzione ?1I apparizione della Cfoce inCielo ma fbl* rtto di tin avvifo avuto in fogno da Coftantiazario

e di Prudenzio

?j

di far fcolpire
,

Idati

il fegno celelie negli fcudi dei e con quefta infegna dare la battagiia

^>

nemico (6) . Or fe non ragiona egli della viflone della rocescomc fi potra nuii dalla fua relazione rica. ire, eflfcrc ella lljta nna tal vifione mcntovata
avuta dalPImpefatore nclle vieinanzc di alcuni Scrittori di io , che icfto feGolo hanno pretcfo , che Coftantino, efndo non molto diitante da quefla capitale dell iperio , ih ftato e iliuminato , e inddtto per
>me

^
L:
*

XLIV.

pag*
H,!it.
^<

2^9.
PP*

A.

T*

oma? So ben

u tal appariz ione


)dra
ilca
,

a informarrt

credenza, e
verareli^ione
,

ad
,

raeglio della, iibbracciare , come la

il

Crirtianeiimo
A

ic

hanno letto negh Atti

i.

iio del Santo

oerciocnt Martire

^ c^
.,
J *
.

rifcriti dal Surio nel Tomo quinto , vitede Santi a di venti Ottobre (c),e apeffo molti altri ancora , che di quefto camone di Crifto parlarono, che riprendendo egli iuliano Apoftata, difie ; che fu prefo dall di feguitare operator Coilantino il partito che aveal* iaviuto alia noftra ft 3

rtemio
lie

BaJuzio nottf ncllc a i c . X LIV.


del lib.de!-

^m

rtl

ft

Edit. Fa-

"ilio

le,

!>

C O

U M
,

de

quando era perentrarc


.

in battaglia

con

Maflenzio tnio , che


della
del fole
,
,

Poiche allora fu

gli

apparve

ful

foggiugne Artemezzo giorno 11 fegno


fteffi

Groce piu rifplendente degii

raggj

vittoria

con lettere d oro pronofticandogli la ed io fteflb trovandomi in quella_>


,

guerra, vidi quel fegno


le

e leifi quclle lettere

quali furono anche dall efercito ofTervate, come molti de tuoi foldati , o Giuliano , no

(a)
.

Orfi
Eccl.
*

lib.x.

iv.

poflbno eflerc tcflimonj . Da quefto pa (To 3 e da quello dell Autore delle rnorti de Per fecu tori altresi 5 dice un illuftre moderno Scrittore (4) fottiffimi Amvri concbiudono effere apparita a.

S?t

net Cielo la Croce, effondo nelle vicir/inc* Coflantino di I\oma , e era gia immmente nanze

quando

U
di
.

ultima
(1))

pcricolofa battaglia
.

colFcfercito
il

Maffcnzio(b}
Vedi_
cccxiiann. ccit.

Non

effendo pero a propofito

come abbiamo poc


-,

anzi
i

provato

>

paffo

dello
.

v. e

Scrittore del libra delle morti dc perftcutori r ,. i * r gli eruditi de noltn tempi 5 che gl
1

$ fonoo iuppofli * o da maii( recente alterati ^ crediamo per certc alquanto to nelprimo jj non ofTendere il Baluzio e il Pagi , e gli al Vol. delle .j dottiffimi Autori n che difcoftaronfi dal Ba , ronio (0; fe noi acconfentiamo a Eufebio ,

no

Atti di

Artemio

Chrift.pi

302.
:

feq<.

Nazario 9 e a Prudenzio ^ le operc de* quali no fin cere ^ e da critici concordemente


5
.

fo

ap

/ s c

sd

.in.

% won provate. iimo ^11. certii

n-xi. fcqq.

fia del luogo , egli che il prodigio lia vero , e che ab bia errato Giovanni Alberto Fabrizio Scritto
>

Ma comunque

(d)

il quale (rf) non avendo riflettut , bene alle parole degli Storici Antichi, ebbeTar Tnm. Bibl. dimento di aOerire , ehe tale apparizione noi
i

Lurerano

ntiracolo!k,ma naturale
la

vedendf
nel Cielo

cap.

m.pag. RO
"

t ,|

vo

ta

naturalmente de Pare!;

quali rapprefentano

Crofigura dclla Santa cc

PE* PRIM1TIVI C1USTIANI


:, Tmperciocchefe naturalmente

JJ
vcdono
t

fi

che rapprefcn110 la Croce 3 naturalmentc per certo non fvicn mai,nepuo avvenire , che o intorno , o
poflbno etfere veduti
i

pirelj

quel fcgno falutare fi vcggano delle letteche alludano al fegno , ai tempo, e alia ? nminente battaglia , o guerra , da muoverli Ma Coflantino* e eefto dal Principe . videro le letterc ToTfft XiK\ che rcito
tto
1

gnificano con

alludono
la
)ltro
,

al

le quali queflo vinci paroiegno della Croce, che indi>

vittoria
al

di in

Gcsu
cui
fi

Criilo

Redentor
a

tempo

avca

nuovcrc
quali
fc__>

icrra ul tiranno,e alle circoftanze nelle

ritrovava PImperatore , che tcmeva , efTe combattutocon MafTenzio ,di non aver a
irdcre la battaglia . Quindi c che ron folamenfu creduto una tai vifione miracolofa da Co-

ntino, da Eufebio, e da
tti
i

Prudenzio
,
i

ma

da_j

noftri

maggiori ancora

quali fecero

e infino nel, Delle quali cofe puo eflcre informa- x. appieno chi legee gli Annali del gran Baro- ?1 !. 5 (tf) e gli altri Autori, che hanno il]u- x*v ato gli antichi moni menti Criitiani Abimo noi ancora veduto una antica lucerna di (b) Vedi :ta nel mufeo delPeruditifTimo Autori Monfignor g flferi degniffimo Vicario Generale del Vefcodi Pefaro , dove fi vede rtpprcfentato il lalucer.ie
.
:

e ella fofl e efprefla nelle lapidi

^Z>)

"

ro

e fotto

il ,

monogram ma
fi

che fl^niffci
fi

il

me
1

di Criilo

Icggono
,

le

parole

EN TOT
vedt-re

N1KA

in
,

qneflo vinci

come

puo

lla
?

che abbiamo facto inciderc in ra ( c) e imprimcre nel Terzo Tomo delle Anpag 70 hita Criftiane (c) . Dalle cofe avvcnute T V
tavola
3>

1 *

Coitantijio
>

raoffi

parecchi

citudini

Ro-

""*

ma

ajuane.

mam

feguitarono

dogl Idoli , e Religione . Laondc prevalendofi di queilo tal argumento Anrelio Prudcnzio Poeta illuftre Criftiano , che_j
,

abbandonarono
la

il

culto

Crifliana

iiorl nella

fine del

quarto c
,

quinto fecoio dclla Chiefa

cos!

ful principle de! fcriffe centre

Simmaco uomo confokre dedito alle gentilefcht fuperftizioni, il quale Simmaco avea impiegatc
apprelfo Tlmperatore Valentiniano
1

il

Giuniorc

quanto aveacticredito , e di eloquenza per imultimo efterminio dclla idolatria 5 cc pedirc fatto prefentare a nomc del Senato Ro aveagli

mano un decreto

in

forma

di

lamento per

le

in-

giurie fofferte dall antica rcligione di Roms fotto il governo di Graziano , e di fupplica per(a)

Pru- cheella foOfe riftabilita


k
k"

(4)
invitto

Con

queilo

fe-

1 *

19

^~

55

gno fuperate
vitu
,

le

alpi

vendicatorCo

,,

llantino fciolfc,o
allorch<^

Roma, la tua miferabile fcr Maflenzio ti premeva colla fu

velenofa, e infaziabile corte . Piangevi tu come ben fai , cento de tuoi Senatori ? con
,,

dannati a lunga prigionia. Lo fpoibtra le dm catene immerib nelle tenebre , gemeva, pc clfergli data tolta dal crudele fatellite qolei ch eragli ilata promefla ; o fe la maritata er
lo

3,

collretta a falire fopra ii letto del Tiranno, .. fdegno del marito era colla morte punito.

E poflbno effere tedimonj coloro , ghe trc varonfi al ponte Milvio ( quando veniva i
Tadoratore di Criilo Coftantino , videro precipitato nel Tevere il Tiranno con qual maella oflfcrvarono maneggiarfl 1 armc da vincitori , e qual fegno portav nella deura il vendicatore, e con quale ftem ma tramandavano de raggi le afte.il nome Criito tcifutQ in oro,e adornatadi gioje/egn^ va
1

Roma

35
33

RE PRIMITIVZ eiUSTIANl

va il purpureo lab^ro . Col nome di \Jriflo erano contrafegnati giifcudi. Ardeva la Cro. cc nelle fommita degli el mi de Soldati.Ricordafene il chiuriffimo ordine de Senator! , il
c cirico di quale ando al vincitore incontro , catene ... abbracciogli i piedi, e gettoffi piangendo avanti gl inclici ve(Tili . Ailora quel

Senato adoro
lizia
,

il

titolo della vendicatrice


al

mi-

e refe

culto

terribilc

nome

di Gesii

Criito, che rifplendeva nelle armi.Per la qual cofa guardati , o egregia Citta Capitals del

Mondo

di fingere

in

avvenire con idoiido


;

:ulto vani prodig}, c larve mentata la virtii di Dio, ...


le

avendo efperi-

deponi una volta

facrarjdi

riti , indegni un Rcgno. .. Iftruitacon fomiglianfchivo gli antichi errori , :i editti la Citti , r co(Tc le nuvole . . deterrnino di tentare 1 e:ernevie, e di corrifpondere col fuo majnanimo duce alle chiamate di Crifto , e.-? in queito la faafperanza . Ailora fu a prima volta , che Roma per I aatichiti Iia refa piu docile ad apprendere divini .mmaeftramenti , vergognolfi de* fuoi fecoli;
,
i
>orre

puerili fefte

redicolofi

I arrofsl

del

tempo

paOfato, pofe in obblio gli

inni fcorfl imbrattati


:

con ifporche religion i , 5 che le caverne fatte ne cir, :onvicini campi erano Hate roffeggianti per .0 innocence fatigue de giufti,invidi6 la forte mentre vide per ogni intorno tante mioro, 5 ;liajade lor fepo!cri,e penti.ffi de fuo crude, giudizj,e della ira contro di loro conceputa,
ricordandofl
i
>er

avereglino difpregiato
,

vergognofi
;

riti

.ella
.

idolatrica fupertlizione

e defidero di

ompenfare coU ofTequio


s

gravi ingiurie fatte a

Dio

c cblla penitenza vc . . . Avrefti

80
i5
5,
1

JH

COSYUMI
.

duto efultare allora i fenatori .. portando candide toghe i Catoni


I

rallcgrani

prendere

abito della pieta , e deporre le fpoglje del! idolatrico pontificate ,,. Approvarfi 1 infeProbi,

gnamenti de SantiApoftoli dagli Ann}, da 5

dagli Anicj, dagli Olibrj,da Caffi,da Paolini,da Gracchi,e fottommettere eglino il colloal foavc

giogodi GesuCrifto.Raccontano final mente Ra^ no ( a ^ Derate Sozomeno (O , e TeodoHH* rcto (*0 ^ prodigiofa maniera,con cui degnofii (b)Lib. i, altifTimo Dio di convertire alia verafede nc: Bift.cap.xx. vag.45Edit IV.Secolo della Chiefa ePIberi, che abitava* ? aunn no vicino al Ponto Euffino. Fra gli altri , cnt c Ll H furono verfi quei tempi prefifchiavi da quel
l
C^)>

c>>

/,

giuVd.Ea k.

a barbara nazione 5 vi fii una donna di flngolaLib.i/re pieta , la q^uale oltre P eflere diligentilTirn; (d) oflervatrice della caflita , facea rigorofi digiuni p. xxiv.

e lungamentefitratteneva nella orazione

Av

vcnne frattanto , che il figliuolo ancora bambi no del Re fi ammalaife gravemente,6 come por
tava
I

alle altre

ulb del paefe , daila Regina fofle mandat< donne, acciocche foile daqualcuna d

efleguarito.

Ma non

elfendofenc trovata ve

runa , che abile foffe a rendergli la falutc, f finalmentc portato dalla nutrice alia fchiava, d
cui

abbumo parlato, la quale non fapendo, qu^ imedio corporale ritrovar fi poteile per libe j rarlo dal male 5 prefe il bambino , e lo pofe ic 9 pra il fuo flrato , ch era teffuto di crine ,
avendo proferite quelte parole A
*

Cn /?o, J

cbe Jfani

molti^fanera ancora queflo fanciullo , dopo un breve orazione lo reflitui fano alia madre

Avendo
donna
,

la

fece

Regina efperimentata la virtu dell si , ch ella fofTe avuta da tutti


i

rnaggiore ilima . Dopo qualche tempo aflali ancor la Regina aicdcfima da grave infermiti
fi

:cefi

portaix *iU

caiii

deiU ichia va

ed eifmdo

ata perfettamente rifanatu , ringrazio la fua enefattrice;la quaienonavendo volutoperdere

occafioned illuminar quclle barb^re genti,fenpiu afpettare , rifpoft , che non fe le dovea

tcribuire quella opera , la quale tutta era di jcsu Crifto figliuolo del vero Dio creatore di ueflo mondo . Eforto ella dipoi la Regina invocare in avvenire il nome del Redentore ,
,

di

confeifare
il

ch

egli e

anto

Re

attonito per un

veramcnte Dio. Fratsi maravigliofo av.

cnimento , mando un regalo alia ichia va Ella ero, che contcntiflima era del iuo liato , gli jce intetidere , che balbvale la pieta , c non
vca
b.

fogro di ricchezze.

Che

le

egli avelfe
eila_j>

iconofciuto GCSLI

Crido pel vero Dio, vrebbc cio avuto per lo regalo maggiore , che otefle giammiti ottenere . Keihrono imprcflfc eila mente del Re le parole dell a donna veralente criftiuna, quantunque non le avelTe dato
uella rifpoiia
:

ch

eila

fperava

ii

di

feguen,

elfendo egli andato ptr It montagjie

per

turbo improviiamente ii ;mpo, e la culigine talmentc fu folta , che on trovando la maniera di ritirard in qualchc
valli a

caccia

fi

logo
a

ove
i

profitto

potcffe eflcre ficuro, invoc6 5 ma feniuoi numi; per la qual cola eflen,

ofi
.

ricordato di cio
,

ch eragli ilato detto dala Criito


,

fchiava

fi

raccomando

e toito

fti

caliginofa nuvola diffipata, ed ei trovo ii .odo di torn.are feliqemente a cafa Qujvi iunto , efpofe toito alia Regina cio , ch eragli e fatta venire a, fe la pia fchiava , /veniuo
. ,

olle

da iorava

lei
,

fapere

e iflruito

aftra religiopc ,

chi foile quei Dio , ch ella de principal! dogmi della_ divento Predica,tore del San
,
1

r>

c o
i

u M
.

to Vangelo appreffo

fuoi fudditi
,

vocato

il

popolo Ibero
fuo figliuolo
ftati
,

Poiche conracconto fedelmente


,

come

il

e la fua mogl ie

ed

cgli

medcflmo erano
vati in

prodigiofamente prefervita dal vero Dio , che la donna adora.


,

va, ed efortollo ad abbracciare il Criftianefimo Sciolta T adunanza , non defiilette il Re dalla_j

imprcfa, onde continuamente agli uomini pro-curo d inculcare la dottriru di Gesu Griilo , e 3 ordino alia Regina, che ne iftruifTe , com ella dovea, le donne . Ncllo fleffo tempo avendo ftabilito egli di propagare il culto del vero Dio,

dimando

alia

fchiava fe aveano

Criiliani dc

templi , e qual era la loro forma , e ftruttura, c fubito che n& fu informato , comando , che

una Chiefa , in quella guifa appia donna avea detto . Eranc gia alzate le muraglie , e mentre, fccondo il difcgno avuto ,doveano ergcrfl le colonne , avvenne per difpofizione particolare della provvidenza divina , che una di effe rimafe immo e macbile , ficche non era poffibile colle funi chine d innalzarla ; poiche e le funi , e le macfabbricata
f<jfTe

punto

che

la

chine fi rompeano; laonde gii artefici diffidando di poter riufcire ncll* impegno determinarono di partirfcne . La fchisva ripiena di fcdc
,

tempo 5 fcnza che niuno avef potuto faper nulla , a quel luogo deftinato a divin culto, c molte ore impiego orando , talch^ fu finalmente efaudita , e la colonna comin<
accoftoffi di nocte

ie

cio per virtu invifibiie a innalzarfi; e follevatail , fteite fopra la bafe fofpefa , fenza appogmedegiarfi , o toccare alcuna parte della bafe

fima.
i

II Re curiofo di fapere la cagione , pcj colonna non poteva effe re mo (fa , iiccoavea qualehe cognizione di archittctura , b

la

mat-

DEpRlMlTlVI CRIST I AN I
mattina
fi

avendo offervato
to quo!

porto a vedere il nuovo edifuio , e la colonna pendente fulla ba-

fe,rimafe attonitopcrla

popolo , contemplando il medefima fcefe , e fi poso fulla bale . Grebbe modo 1 ammirazione ne circoftanti , c :utti d incredibile gioja ripieni efclamarono , elk vera la credenza del Re , e doveril idorare quel Dio , che la fchiava avea predica:>ltre
>(Tcr

maravigHa.Mcntre tutadunato , ftava la colonna da per fe prodigio,


ch
erafi qnivi

o alia nazione Ibera


10 le

Allegri adunque rizzaro-

breve tempo fu termitempio. Furono quindi mandati Lcgati .11* Imperatore , iquali efpofero, che volcano fTere in a wen ire ami ci , c confederati de Ro-. lani , e ftipplicarono , die foffe inviato un
altre colonne, e in
lato
il
r

IruifTe

efcovo co iuoi Cliierici nella Iberia, afSachc que popoli , e li confermaffe in quella :de , che aveano abbracciata . Vedefi pertanmanifeftamente,che pe miracoli molti fi conertivano al Criftianefimo , e che di queito ta)

argumento
guitare
il

fervianfi

noftri

maggiori per inla idolatria


^

arre gli altri ad

abbandonare
.

e a
^

..

Vangelo (a)

Orig. Hb.i*.

Qu,anto
i

al

fecondo, cioe

che

noftri sfidaffe- comraCelfo

coli
,e
:

nemici della noftra religione a vedere i mi- n.xLvip-^i I P fedeli fioperavano nella Chie, che da ^
"

cosi finiflero di lacerare la


;

fama, e

il

credito

Criiliani

abbiamo di
o
paflTo

non ve ne ha dubbio veruno, e noi fopra dimoftrato con un chiarifli-

azio ancora nel


)ni

dell antichilTimo Tertulliano (6). Latfecondo libro delle fue lilicu-

(c) dimoftra

che

giu(li

fono temuti

demon} , perciocche fcongiurati quefti fuggono dai corpi . . . . e non folamente confelTano di e(Tere ma ancora fpiriti malvagi,

dai

Fa

04
f,
i

33

che fono loro attribuiti , , paleiano fono quei medefimi , che a numi de Gent: appropriati fi adorano ne templi loro : il cl
fanno eziandio alia prefenza deMorodevot non cercamente in obbrobrio della religion ma defl onor loro , poiche ne a Dio,-pel non del quale fono fcongiurati , ne a giufii , p le voci de quali fono tormemati , ardifcoi

nomi

33 33
3,

Wcora

o-ia inoltrarmi di vantages 12 con recar noja a leggitori . dinondernH $ 1* Amore ftcra leggere cio , che nelprimovovolumede libro mie Antichita Criltiane , intorno alle vifioni del 9 iellc motti a prodigj , che ne quattro primi fecoli de n?^ Chiefa furono operati da no(lri,e riferiti da t

)\T

A*
1,

Ma non
.

vocrlio

il

e iv. c.xxvu.

dri, e dagli Storici della Chiefa, io


Lib, 2

ho

fcritto

copiofainente ho difputato (^)


di

fe

taluno dt
.

.vir.

.J ^ er ^

averne piu efatta cognizione


al

Ven
te:

.p. 365.

pertanto

terzo

e latciando a parte le

monianze degli

che certamente no e moke , e alfai chiare , mi prevarro fc mente di quella del Santo Vefcovo 5 e Mart Ireneo , ii quale nel fuo fecondo libro con
altri

Padri

(c) C.XXXl. p.i64 Edit.

"

Erefie (c) cosl park: Sopra cio farai rr V r rI P re coloro , che feguono Ssmone , e C
,>

"

Venet.
734?

an.

>

pocrate
dice
,

3,
3,
3,
3,

e quegli altri ancora , de qua , phe operano delle maraviglie Imp


.
c

ciocche fanno eglino delle forprendenti non per virtu divina, ne per la verita ,

3)
,,

per apportare qualche giovamento mini ; ma per dare loro la njorte , e

agli far s)

3,
?)
,,

errino ^ forza di magiche illufioni , c frodi . . . E non fono eglino certamente v voli a dare la facolca di vedere a ciechi ,
fentire a fordi
nj
,
,

fe

non che

ne polTono cacciare i del int quelli , cp quali fe la


dc

DE*

Ml MITI
fc

VI

CRlSTIANI

85

pjr anche poflbno cio fire ; Tanto fono lontani dal ref fcitare un morto(copoi me furorio refufcitati alcuni dal Signore,e da* nel ccto gli Apoftoli per la orazione , c come

dono,

dcYiortri fratelli fovente in qualche neceffita, per le preghiere della Chiefa, ch e fparfa

per ogni luogo, pe digiuni , e per moke Cuppliche 5 ritorno al corp o fuo lo fpirito del morto 5 e fu F uomo donate alle orazioni de Santi } che neppure il danno a credere * che poifa ritofnare a viverc , chi e paflato di
qneilavita. Per la qual cofa regnando ap pro ffo loro 1 errorc, e lafeduzione^ e la fantalta magica * . . c appreifo la Chiefa 1* fermezza , e la verfta per ajuto dei mortanon folamente fcnza merccde di forta alli ,
.

cuna

ma

cziandio dillribuendo noi


fp.lute di quelli
,

fe

noftrc

facoltii

per

quali

hanna

bifogno di quelle cofe , che cond-jcono al loro riihbilimento ; meritamente fono cglino redarguiti , come eilranei dalla benignita di Dio , e dalla fpirituale viftu .. . Che fe ofe-

ranno
fatto
i

di dife

che Gesu Crilh) ancora

abbisi
s

miracoli peTantafmi ; riducendoli a Profeti , dimoftreremo loro,che tutte le cofe furono di lui in tal guifa predette , come fu-

rono efeguite e ch egli d il figliuolo di Dio. Per la qual cofa invocundo il nome di lui coloro , che fono veramente fuoi difcepoli , e
,

ricevenclo da lui
ficano gli altri

medefimo
^

la

grazia,
.

benedi effi

uomini
il

come ognuno
Sjgnore
,

ha ottenuto
altri

dono

dal

Poiche
i

cacciano e veramente
( ralche fpciTe
,

fermamente
llati

diavx>li

volte abbracciano

ii

Criftianefimo quelli
va^J fpiriti lityerati )

che fono
altri

da mal/-i ^ dl
r

hanno
v

la

Fi

pr eicien?

D
35

C O

U M

55

za delle future cofe, e le vifioni, e le manicre del parlare de Profeti , altri per ia im-

,3
3 ,

po/izione
agli

dclie

3,
.,,

to

ammalati . furono alcuni

mani reftituifcono la falute Anziche come abbiamo detrifufcitati

da morti

e con

5,

noi ftefTi per molti anni perfeverarono. Che ? Non e facile il dcfcrivere il nutnerc
piii

3, 3,

delle grazie , che laChiefa fparfa pel mondc tutto giornalmente riceve da Dio in ajutc delle nazioni , fenza ch* ella abbia mai fe-

3,

3,

33
33
3,
3,

o abbia ricevuto denaro da rifanati. Imperciocche ficcome gratuitamente ha ricevuto i doni da Dio , gratuitamentc
dotto alcuno
,

3,

ancora diftribuifce le grazie . Ne fa ella verunacofa a fbrza di demoniache invocazioni , e d* incarttefimi , e di vane curioflta , mi con mondezza, e purita , e manifellamentc
indirizzando le fue preghiere a Dio , ch fece tutte le cofe , e invocando il nome de noftro Signer Gesu Crifto,opera de miracol

^
3,

non per
3,

fedi/i re

alcuno

ma

per eflere

util<

3,

^
55

a profTimi. Sedunque fine ne* tempi nodr e non quello d il nome del noftro Signore , Simone , o di Menandro , o diCarpocrate

35
3,

3,

dtro apporta a mortali del berie e da la falute con fermezza , e con verita che in lui credono; egli e manife tutti fto , che fatto uomo , con verso colle fuc_
di alcun
,

3, 35 35

creature , e tutte le cofe fcce per virtu di vina , fecondo il beneplacito del Padre_
in quella

guifa

che

Profeti

prediffe

ro

,,
i

Or puo

egli eifer

credibile che

Padri qnali parlavano con tauta franchezz de prodigj, die avvenivano nelfa Chiefa , e g
cretici

riprendevano
^

volefforo

ingannare
ro

mortal]

e tirarli alia loro credenza ? farebh?

PRIMITIVI CRIST1ANI

87

o eglino fenza dubbio rimafi confufl , fe dicenio il falfo , aveffero ofaco di provocare a miraoli;

poiche gli eretici , e fgefttili , avrebbcro oluto vedcrne le pruove , e difcopertane la


,

ilfita

avrebbero fpacciati per impoftori * argument! , ondc noilri la evident dell* creel i* laggiori provavano
gli

la pafliamo agli altri


ilha della Criftiafla

Refigione.

eglino dunque non fola- delta lente agli Oracoli de* Frofeti , e a prodigj g*oe f perati da Gesu Crifto Redcntor nottro , eda^
X.

Ricorrevano

Apoftoli,c da Criiliani, che ne fesuenti nianz.e J .. n LTD pi norirono ; maezundio aile teinmonian- /?.,.:/: WWW*l j T Manti
.

le

,,

df

auton gentili , quail, non volcftdo , oftrctti nulladimeno dalla forza della verita , ovettero approvafe , e fcrivendo tramandare
e o.egli
i

It

!Ia

alcunc di quclle ?* che furono dagli EvangeliiH narrate. E , verita oltre S. Matteo Apoftolo nel fuo vangelio gli antichi Padri, come S. Ignaj^acl H! 10 Martire, S. Giurtino, Tertulliano , ed altri phtC.n.xtx, b ) ; Cakidio ancora Scrittor gentile, che vifife a Ju* p g ftin Dialog. el IV. fecolo , tnentovo la miracolofa (lella , cum Trl r h he il Redendella

memoria

poitcrita

Jt

<rr

(<z),e

i<J.

allora, quando nacque 3 e parlo eziandio della veniua de r j rr r eruraiemme . Ne devono euere afcoltati
re
,
AT>

comparve

Mad

num

que-

11

quali contro la comue opjnione dc* piu accrcditati Autori , fenza lib.Deido
Scrittori

modern!

Icraragione , fenon perchc Calcidio fd menione di tin tale awenimento * pretendono ,


li

Jolatr.c

cgli fia ihto Criftiano . (c) Perciocche non u6 ragionevolmente per quefta fola cofa efle5

rtra Criftiani annoverato colui

che Cntra
IF.

dogma

della vera religione non folamen- Tom. la trafmigrazione delle anime , e la Delia
siateria
;

ma
F

foiliene

anccra

88
<US.

I*

S
,

T
il

U M

Tppo- altre oninioni di Platone


Edit.

cui Titneo iraprc-

fe ailluftrare, moltc delle quali opinioni ripuaarobuig. ^nano totalmente alia noftra credenza e di.. an,i?lo.io- ^ ^ con ftruggono , fe fono approvate , il Cnitianefl. ftiene e conflderiamo altri che fa mo . Ma torniamo a Calcidio
,
>

iiro

compel parli della prodigiofi apparizione della MtilPadre e i} a ? c j e u a venuta de Magi a Gerufalemme ^ ICC *& 1 ^ VV P* r i mente una P^ Dome^Ic* uomo cm- ? fonta , e venerabile Iftoria , chcporta , per lonafcimento di una certa (lella , effere ilatc dirfffimofe* guendoipiu ^ denunziate non le malattie , ne le morti , ma dili s enti ^ la dilccfa del Venerabile Iddio alia grazi:u> imcl della confervazione umana , e delle mortdi . nej a , conftella appena videro , mentrc troloftefloi co ^e
Oiftiano
. f|^
>

"

Q^e

Fabric io
Dilfert.

di notte viagoiavano gli uornini dottifilmi de

He ^ Caldei molto efercitati neila conliderazionc de moti dcgli aftri,che come fi dice,ricerca rono recente nafcimento di Dio , e trovaft>

J ^

ta quclla puerile maeila


5

la

venerarono,

fecero de voti convenienti a un tantoDio, die a te ( ofio ) fono molto piu noti , die
agli altri
.

A
lio
,

Calcidio poflianio noi aggiugnere Macroche fiorl verfo il fine del quarto , e ii

principio del quinto fecolo, e foilenne la di^niti confolare, c grandiffimo credito acquidoper
la

fua erudizione
s

quali

immaginano
,

ftato Criftiano

fa

ficcome fono alcuni i che coftui ancora fIa-3 d uopo , che prim a di vcder,
,

Ma
5

1 ucci/ione dei fanciulh ,de qnali parla S. Matteo nel fuo Vangelo ,

che

cofii

ha egli detto circa

brevemente moflriamo

,fe egfi

approvava
per

le_>

gentiiefche fuperiiizioni, e fe era

confe-

^uenza lontanodal Cridianeflmo . Egli adunquc fenon fofle ftatodedito alia fu per ilizione della
Idolatria
,

fcrivendo

r.on

avrebbe

fc^lto per
in-

DE PRIMt TIVI CRISTI ANI


dt"

Satiirna Simitcrlocutori nclla iua opera iaco Coiifolo , uortio nemiciffimo do* Criiliai

e tantoaddetto alle vaniti degi idoli

che

er riilorarc l*ara dclla vktoria, cbbe dc conraili

con S. Ambrogio Vclcovo di Milano , bbcnc non ottennc cio , clie defiderava ; FlaPrefetto del

iano
10

Prctorio

uomo

ribelle al
;

Principe, e feguace di Eugenio Tiranno ervio Scoliafle di Virgilio ; e Aviero Poeta


oichc avrebbe egli trovato
otti
,

altri

e Crifliani
(tati

e fedeli a I

che efiendo ^ fovrano loro, faal!e

:bbcro

di luftro

maggiore

fue opere

noi prcftar fede a Kiccolo Antonomo per altro ef uditifTimo , il quale io immagino 5 che Avicno abbracc 6 la Criftiana

edobbiamo

00

mcntrc non avea egli niun motivo et y^/j -ligione cioaffermare , *vendo piuttodo tutti i fegnl Monealiani per foilenerc la oppofta opinione * Ag- ibid. png nngafi a tuttoqucflo , che Mscrcbio non da 47lie ftie opere verun indizio, ondc ricavare fi Dfla , effer egli ftato Criftiano. Qucl che noi
,
>ntrar}

bhoth.HnpJ

w/J" ;

?ggiamo He Satumali , e ncl Sogno di Scipio* e ripieno di fuperflizio, tuttoe gcntilcicb , . frcondolibro d^* Satiir* Or Macrobio rtc]
:

ili

(V) rapportando alcuni detti graziofi


:

di (k)
*"

Cap

iy.

uguik) cosl fcriflc


t? fanciulli . 9 -J. r
,

avendo

egli
,
L

ttdito
,

rAcL*^
lr

?T!l"

quali ptr Grains di Erode Re l X \ ,. u /; , nelia Stria dalFcjd at due annt Giudeifurono 5/ ammazzatifu AKCOTA uccifo II flgliuolo di
,

A.
t?

itisnai.j.ag.

-ode

rode
J

, rf/jj/i meglio ejftreporco di cbe figliuolo , alludccdo cosi all ufo , .l!a iegge dei Giudei , che proibifce di manarc le carni porcine. Egli e adunque veriifi-

mcdefimo
9

) ,

che

gli Scrittori gcntili

ro mcnzione di alcuni
vigliofi

fatti

non i^lamente fe* c di aJcuni ma5


</a

avvenimcnti

mentovati

Santi

Evan-

r>

c o
,

u M

r
,

Evangelilli libri loro come certi

magli approvarono ancora


li
.

e ne*

fofpettare
Evangelifti

, ,

che Macrobio

regiiirarono abbia copiato


,

deeu
gli

mentre

di cio

ch egli racconta

di

Auguik) , nemmeno ombra fi ravvifa nel tecondo Capitolo del Vangelo di S. Matteo , ove foltanto
fi

rammemora

apparizione della
,

ftella,

e la ucciiione de* fanciuHi

cagionata dalla crudelta di Erode . Per la qual cofa dobbiamo noi ragionevolmente concludere , ch*egli abbia cio
^

CO

^pTid

rig. Iib 4 i.

( b)

LX

Vide

Dominicnm
Coloniam
Sodet.Jef.
fraft.

De

liB ligioii. Chrer. .Antorisee


Jes
pai-

Tajens

pa.
5.

19^.
Edit.

an. 1718.

dettonelle memoriedcgliScrittori gentili , ne* * ^ or ^ e ^ ua ^ era vei fato , e Pabbia mentovato come un detto graziofo , ne* Saturnali Onde con giudizia pofliamo noi riprcndere Celfo eGiuliano ApoEpicureo(4), Porfirio ua ^ 5 ^ atcl riprovarono dubitando o ^ non vollero ammettere la (loria dell apparizione della (lei la , poichc non la trovavano mentoT r r rr t\ vata a oro t^onci; come le fofle irato necei&r\o che le opere di tutti gl Iftorici Latin , e Greci veniflero alle mani loro, acciocche av-efferonotizia di quel tanto,che era avvenuto ne temoi ^^ ntutto 1 Impero . * t r TX/T i_j ^ i tPrima di Macrobio , e di Calcidio due altr inflgni Scrittori gentili de prodigj avvenuti allorche mori Gesu Crifto , trattando di alt re cofe ? e non penfando , che cio ridondar poteife
.

&
t ,
>

(Z>)

,i

in vantaggio della noftra fanta religione , parlarono , uno de quali fu Flegonte Liberto di Adriano Tmperatore , e Paltro Tallo . Di FieColon, gonte librico del fecondo fecolo cosl fcrivc_> & S P arziano nellavitadi Adriano Auguito . F
ibid*

48.

^fi**

cos i dejiderofo
,

delta,

celebrita
,

delU

fuafama cbe diede a fnoi liberti / quail ft craw acqui lati del credit! per Lt loro Isttsra*
tura
,

flibrl

cb*Ggli

&vca com^ofli delta fc&


vita
.

BE PRIMITIVI CRISTIANI.
Imferciocchc dicefi , cbe i libri di efisno flail cowpilati da que IF Imp oratory . )gnuno pcrtanto puo quindi racdrre , di uanto pefo , e di quale autorita (lend iibri di legonte . Poiche fe farono con tanta cfiittezza
i

ompofli 5 che comuftemente erano creduti di idriano , fa d uopo confeffare , che eftratti fuono da* pubblici document! , Tautorita de*
uali deed riputare , fecondo gli avverfarj , laggiore di ogni eccezzione . Ma tra le operc

Flcgonte fcritte in Greco la pifr iniigne eOlimpiadi . Or in quefta Ifloria un bellifTimo patTo , che riguarda la ceIcgge :-bre ofcufazioflC del Sole , che avvenne 1 ani

ftoria delle

30. nel qual anno fu crocefifib ologi


,.

entore (4)
1

fecondo i piuefatti croSantifUmo nollro Re- (a)Vcdi Cosi quel Gentile non peniando
,

il

il

render
fcriflfe

teftimonianza della

ven ta

del

Van-

elo, appreflb Eufcbio : (i) Vanno quaro , altri fcrivono / anno fecondo 3 della dngen(ima. feconda Olimpiade avvenne una clcttra(b ) r tone , o rnancanza del Sole tra le altre tutte , E u fe )e avanti fono flate offcryate , e grande , ed Chron. -cellente . Ilglorno Fora fetid ft convert I in co- an
7
i

11

t>

tcncbrofa notte
,
/;>

ilterremoto
citta

diftruffe

chcfividero le flelle in Ciemolte fabbricbe di


.

della Bitinia

Laonde

Origcnc_>

^nfutando Celfo Epicureo nel libra jecondo :) in quefta guifa ragiona . Ardifce Celfo d in- () n.xxxfu

qual cofa injtgne a.bbia operate Gecni dcbba ejfcre riconofduto per , per rfo . Ma noi potiarpo rifpondere a chi propoe ilmili queflioni , che gli EvangelifH raccon.no eflere ilata fcofla la terra pe* tremuoti , le pietre , allorchc mori Gesu Crifto ,
.Trogarci
b
:

Cbriflo

>ezzate

fepolcri

fpaccato daJla f)mmira infino


al

22
.al

&
il

te

Cost
mezzo

MI
,

fondo

velo del tern piodi Gerufalemine


di la fuperficie della ter

ttenebrata nel
ra
fe

e ofcurato miracolofamente il Sole. Che , Celfo acconfente alle facre lettere , quando immagina , che dieno occafione di accufare i
,

loro ogni autorita , fe_j che Gesu Criilo e Dio , noi potremo sforzarlo a negar tutto , o a tralafciare di citare le fcritture contro de noftri.Se credeni a tutto quello , che contengono ammiri il Divin Verbo , che voile incarnarfi per giovare al genere umcino , e fare si , che invocato il fuo fanto nome fienofanati quei , che Iddio vuol , che acquiilino , o ricuperino la falute * che avvznnefotto Delia ofcurazione del Sole
Crirtiani

e toglie
,

ftabiiifcono

Tiberio Cefare
Criflo

fotto

II

CHI
^

fti confitto in

Croce

e de*

impero cofla motl pe


,

cbe
cjua-

(a)

ft*

allora fcojja la terra, far la Flegonte nel trcdicefimo , o nel qit att o r diceJim o libra de fuol LXt Cronici . Cos! cgli . Alqnanto dopo ancora_

Ufa

Ma

mentovando lo ftelfo fcrittore foggiugne (^). Crede ancor Celfi , cbe (in un rctccontv {into per inganno il tremHoto , c rofcuramento del Sole.
,

noi

abbiamo

riff oft o

flegonte, dove albiarno detto


difcorre di tali

difipra co IF autorita di cbe quell* Ijlorico ,


in
,

awenimenti
.

quei luzgbi

01) e
il

de tempi di Tiberio Cefare


(!?) Vfecli

ne^ quail mori

^ignore

ragiona

Che

fe

Flegonte nan accen-

ig

Com- no

efTer ella flat a quefta

ofcuruxione del Sole_?

era la lu^fe- iiraordinaria,poiche avvenuta quando in^ na em piena , con tutto cio non lo nego (6) egli i! c quando anche avefie detto 5 che un ordiy* E- fl aria ecHfle , avrebbe en*;ito in queflo , in.Opp*. dir Parif. non in cio , che riguarch le tenebre ^ che folMonach^ S. tifnrje fnrono , e il tremuoto , che in quell Ma mi. O ra raedeflma fcoiTe eziandio le Gitta. lontr^e
i

rnent.

i"u

ma_>

da

a
el

ITlVl CHISTIAN1 Tallo puce Autor Geruia lemme


.

Geotiic
la

fuo terzo librodelle Itbrie

mentova

me-

(a)

VeK

efima mancanza , o piuttoilo ofcurazione del Eufeb. nei Cronico ai olc (4) Viffe Tallo ncl primo Secolo della e fcriflc le ftorie deiSfri. Or di lui Aiefa,
os)

parla

Giuho Afrncano celeoratimnio Cro- mo

i-

/v

"

^->

uOttmi

s
!

ografo Criftiano, che vifle nel terzo flcolo tro Dam ei ncl luogo poco fa citato del Vezio De. ppreflb Eufcbio monftr. Eco tenebrcfono appellate dt Tal>oni

^^f

H*/

///>ro

/-fr^o

delle

Iflorie

^ we fcmbra , affitrdamenft . on puo mai eilendo la lima piena , EclifTe . Quindi e che Tcrtulliauo pag.47.fe 2 avvcnire
o?/?dr
,-

ec//^ , ma Perciocche CoIontaGe* * naturalmen- fu ta oc c


i

van

i.

el

fuo eccellentc
iiteflb

libro

intitolato
,

o(^),, nell
(

momcnto

Apologetidice in cui Crifi

(b)

Can.

Ito

Redentor

noiiro fpiro,

fccc notte
v_*

,
.

il folc fcenava il mezzo ^iorno vJ tiler qio avColoro i qua!i non fapevano venuto per la morte di Criito rnedefiino, ftimarono , che foffe una Ecliffe , e ncgaroro, forfe che queito tale ofcurainento folie per pure avete voi , o prodigio accaduto. 5 Gentui , ne vollri Archivi rif^rito un si no-

febbcne

xxi.p?g.7v. Append. H1

"E

(c) In nor,
ncl
.

ilb *

tabile cafo del


,

Mondo

Colle quali parole relfumT.t*


lo

imollra egli
1

come offer vano Avercampio (d} , quanto


,

Spencero (c)

>

opp. EditI
parif.

abbiano errato

Mo-

legonte

e Tallo

quali

fondati fulle

memori
prodell*

nachor,

S.

lorie pubbliche, mentovarono utta la fupcrficie delia terra ,


Irifto

Mauri letencbre, che


allorche
C<i)

occuparono

come

<e

fbffero elleno

L*

enute da un ecliflamento naturale del fole


\

per verita che nei


foflfero

monument! pubblici

mpcro

regiilrati qucfti forprcnenti, e maravigliofi avvenimenti , non iolaicnte da Tertulliano , ma da Luciano Martirc

Ikti

ncorafu

Gentilt

moitrato.

Ne

avrebbero
egli-

5?

4
;

DE

COSTTJMJ
,

eglino ofato di cio fare


afllcurati

non ne poiche fapevano , che


fe

foffero
fe
i

flat

nemic

della noftra fanta religione avetTero potuto pro.

var loro
eolla

il

accufatidi

faifita

contrario , farebbero flati i noflr e d impoftura , e avrebb?rc ,


de-

imprudenzaloro arrecato non piccolo

trimento al CrilHaneflmo. Avendo pertanto CrifHani fenza punto efitare oppoilo agli avver5 far} della noftra fede gli Annali de Gentili forza e , che ne fieno lUti prima beniflimo informati Luciano adunque , come fi legge apP re fi~ Rufino (#) ,, . Confultate , diffe , i vo (a)JLib.ix. che ne tempi di ftri annali , e troverete Cap.vi.Hifloi. Pilatomentre pativa Criilo, di rnezzo diof.
. ,
3>

curoifi il Sole , e s interruppe il giorno . Confeffa inoltre Flegonte Liberto di Adriano , di cui abbiarno parlato di fbpra , che Gesu fu Profeta , e moke cofe predifle, le quali colic fcorrere dei tempi fl avverarono. Laonde Ori(b) n.xiv.

gene
5,

nel fecondo libro contra Celfo (&) ,, Fiegonte 3 dice , nel crcdicefimo , o nel quat.

tordicefimo libro de
Crifto
la

Cronici

attribuifce

<

39

3>

prefcienza delle cofe avvenire febbene egli erra nel nome , chiamando Tietro ii noilro Redentore , c attefta, efferc avvenuto cio , ch egli avea predctto ; ondt prova non volendo quello,che tram and aronc
.

^c

c*

e: gli an tori della noltr a dottrina , ch dotato di virtu divina. ,, E per vero dire trovjamo noi nelle facre lettere , (c) che Gesu Crifto trovandofi vicino a Gerufalemme
,,,

anoi

,, fofle

Citta,e pianfe fopra di efla, e diiTe; fc guardo conofcefTi tu pure anchc in quefl giorao,in cui ne la pace , che verranno de giorni ,
la
>

godi

quali farai circondata da tuoi nemici , e dapertutto rillretta , e ridotta in fomma anguftia ,
e at-

PRI Mf TIVI CRISTIANI


atterrata
,

575
te

ficchc

jnon

vi fara

in

ternDpra pietra , pcrche non hai conofciuto il tiu vifita . Or queifo predizione fatta o della al Redentore fn adempita in ul maniera , che
li

Scrittori gontili ancora , non fapendo forfe uelchc fcrivevano , nelle Iftoric loro la con>rmarono
,

uale cgli
).

dimonVandone 1 efito talc appunto, avea molto tempo avanti flgnifica(/>)

,^

T.,

Bafta Icggcre Tacito (a)

iufeppe (c) , e gli altri , di Gerufalciinne parlarono per rimanerne : eniflimamente perfaafi . Effli e ancora notabile quel che fcriffe Tacito loJwUeico, ii n rr T -u j n r T/I

e Hiitor. Flegonte che d-^lla diilruzio- (b)

rvri
{

:\\o
i

qumto Libro della lua litoria , comunc perfuaflone, che in que tempi 5 / contene quali fiori Gesu Criilo circa
fteuo
9

era

Va

nelle antlcbc

lettere de* Sacerdotl

c/;e_>

irebbe acquiftato ftrza / Orients , e farebbealcuni , i quail fi ferebbeufciti dalla Giudea di tutto il mando . In fatti non e impadroniti
li

cirono dalla

morte del Redentore gli Apoiloli , e avendo netrato anche nelle piu remote regioni , tutcerto
,

che dopo

la

Giudea

il

mondo

alia loro religione riduifero ?

Ne

do io inqtial altro
etato
periliziofo

modo
,

poflfa

eflere

inter-

queiroracolo mentovato quivi da quel


lilorico

nemico capitale del

iftianelimo.Madovendo alfin paflare a defcrire i coftumi de primitivi Crifliani , fono ob gato a tralaiciare rnolte altre tertimonianzc
le quali per altro molto , adilluilrare un cosi grave,e inopportune Vdi efTantc argumento . Per la qual cofa lafciate " :arte quelle, che il prodigio della
i

Gentili Scrittori

10

il

pioggia enuta da Marco Aurelio Imperatore e (?) Antic miracolofa victoria ottenuta da Teodoflo il ^.504.

J^

Crift.

Gran-

C O S T U M I $6 DeTer- Grande e mentovata da Claudiano (a) , tioConfuiar jf cono ^ defcrivero brevemente cio
IU

BE

(<0

rife.

che

no

conta
del

Ammiano
.

Tcmpio

Marcellino della riftauraziont di Gerufitlemme tentata da Giulia

no ApolUta Defiderando Giuliano

^
VaJcf
r*a

Pr

^
,

P a S are
^ll

, dice Marcellino , (& con gt andiofe fabbriche la memon ^va di rirtabilire cor ?irn P ero
>

P<-*

eccedenti fpcfe

ii

magnifico
,

ialemme
fiiino

il

qiiale

Tcmpio di Gerumoke, e fangiiinofi dopo


finalmcnte lotto Vefpa aflediato Pavea , che

fconfitte del

Giudei

e di poi fotto Tito

no itrettamcntc , iebbene con difficulta , clovet te con tutto cio effere efpngnato . Ke diedc. la commiliionc ad Aiipio. Men Cgli pertanto tre coihii , ajutato dal Rettore della Frovincia

con diligenza procurava di adeoipierc gli ordi ni dell Imperatore , gli fpaventod globi c fiamme , che ibvente da luoghi a* fbndameni
bruciati alcune volte gli ope che niuno piu oi afle di accoilar , , vifi a lavorare . Per la qual cofa farono tutt coftrctti a tralafciare T imprefa . Cos! Ammia no Or fe un Ai;tor gentile , a cui non impor tava nulla, che folTe , o non foile fabbricato Tcmpio , arrivo a confeOTare la verita di un t; miracolo , che conferma le predizioni de* Prc
vicini ufcivano
,

rai

fecero

si

feci

e del

nottro

Redentore

il

quale

avc

preveduto , che iarebbe Hata defolata la citta e tempio ditfrutto; convien dire che tal prod Altrimenti qu; gio fia veramente accaduto avrebbe egli avuto,(fe (I fatto non foi: premura
?

ihito

patcnte
lira

nelia

liloria

e incontraitabile ) d inferir. , compofta con tanta liberta

che nuila piu, e con tanta efattezza, che qua niente riporta di cio , di cui non lia egli Ihi
tc-

PRIMITIVI CRIST1AN1. ilimonio , e in cui non ubbia avuto .irte? E per vero dire non avrebbe Giuliano ..hfciata una tal imprefa incominciata con__ nt-j impegno , a fine di confondere i Criitiafe non fofife (lato da evident! prodigj atterto, e collretto (per la mancanza degli operaj, le non (I arrifchiavano di accodarfi alia fabca per non elfere incendfati ) o ad abbando;
;

ovvero a intermetterla per qualche^? mpo mentre egli promette inunafuaEpiJa (a) a Giudci, di far rifarcire loro la ita citta di Gerudikmme quando fofle ritor.rla
,
:

(n^

Vedj
la

ito
a

vittoriofodalla guerra , che avea intimaPeriiani Ma eflendo ttftimonio dell abban.


.
,

~.

namento
:

dell

opera AmmunoMarcellinoScrit,

T onit f.

Gentile ,come abbiamo di fopra ofiervato, mi pofifo io perfuadere che trovar fi pofiauomini cosi imprudenti, e oitinati, che ardino di porre in dubbio la fede de Santi Padri, legli Storici delh Chiefa , che o in quello
e

lib

tempo

fiorirono

o inteiero cio da per(1>)

ie,che effendo iljte cont-emporanee di Giulia-

Vedi ^meritavanoog ii maggior credenza (^). E fa ZOir c. uopo conflJerare attentamente le parole del ^ 111 * 1 ^*. ito Vcfcovo Greq;orio Nazianzeno , che meC.XX^.Crian. r r 15 if / 1) o forfe d ogni altro iapeva 1 indole , i coQrsf.Oi.u
l
>;

di Giuliano. ,,Mo(Te,dice egli, adv. Jud] contro di noi la nazione Ebrea, gia Homil. rv. Apoflata da se (teda , per I odio inveterato , che ci in Matth. & Hom.XLuin portava pronta fempre a farci del male Acla. citatt jn -,T ele permiie di tornare alia patria , e nltau- ^ al B aron rare il tempio , e rinnovare le pacerne ufan- Ad an. $53. ze , a-ferendo che fccondo i libri facri, fa- n.Y. rebbe ftato un tale riilauramento fatale a

mi,e
1

empieta

>

Crilliani a

. Dopo , qhe perfuafe la impo/tura Gindei, poiche facilmeute credefi quel, G 3) che

DY
3,

Ii

^^ f^ C O

&
>

*B^

T U

n^
"!

^r

che piace ; fi accinfero eglino alia imprefa e allcgramente comirvciarono a fabbricare Ruccontanop \loro , che ammirano il giudr

33
3)

che le matrone Ebree.fi fpogiiaron deMoro ornamenti 5 e ii venderono ? e


ifrno,

35
i,
a,

prezzo numerarorio a fopraftanti dell


zio

edifi

33

perdonando ne alie preziofe ve , iH , che portavano , nealla tenera loro con pleftione , fi prefentarono a trafportare
e non

3,
9,

terra; repurando qualunque altra cofa a. quefta loro fatica infcriore di frima , e

prezzo
a, a,

Ma

bine

e per

fubito , che per un fiero tin uno fpaventoib tremuoto irr

33
,,
.,,

paurite corferocogli opera] a rifugiarfiin i T.empn vicino, . . . febbene le porte erai en to , come alcu fpalancate , in un

mom

hanno
villclli

riferito
in
,

Ii
,

ferrarono
affinche
i

faccia
.e

loro co chi buoni rimane


.

3, 3,
5
,

fero fani

gli

empj.fi atterriflfero

Tut

a,

3,
3,
3,
3,

pero unanimemente affermano , prccurato kturba di entrare in quella caf; o Tt-mpio , che abbiamo di fopra mento\ to, dalle fiamme , che quindi improvifanu
te

che avem

ufcirono

ne

fu impedita
,

effa fu

incenerita

parte

Ii

c parte , vide priva de.

3, 3,

vi principal! parti delcorpo , ficche parve colonna dello fdegno divino.... E che oppc

3,

3,
3
3 ,

33
33

ranno mai contro di cio i fapienti di quel fecolo , i quali con parole gonfie, e grandi e portano la bar! fe efaltano le cole loro ed all e bello il pallio ? f Quefti , lunga , che allora avvennero , riemj , prodigj rono di tal maraviglia gli fpettatori c u quaii tutti , come con un fegno , o con voce chiamati, ricorfero al Oio de Crifti
,
.

3.

ni,e itudivironfi di placarlo colic lodi

e cc

DE PR1MITIVI ClUSTJANI

^
3,

!e

marvifl

preglikre. Molti ancora ienza punto ferin quel momento medeflmo , ,


,

cni fucccrfiero tali cofe


ti-ovjre
i

fj

affrettarono

a_>

e fuppHcarono , ammefli alia Chiefa , e furono col fan to Batteflmo illuminati ,e purificati (i),,. ,, Da quefto paiTo di San Gregorio ognuno puo
noftri Sacerdoti
di effere

a^evolmente comprendere , quanto fofie pub3lico , e da tutti , anche da nemici della CriReligione , approvato quefcj prodiavvenimento mentre fe non foflfe flato ^iofo :ale , ne 1 avrebbe egli raccontato con tanta
:

liana

ranchezza ( poiche farebt;^ itato dcrifo , e ridagli avverfarj ) ne avrebbe indotto tm gran numero di perfone , chc deftinate erano
>rcfo

;}

,1

iiTo

lavoro , e odiavano il nome di Gesu Croceab abbracciare il Criitianefimo . ,

XL Ma
cl

dalle

pafiiamo

alia
,

Autori A ^ftimonianze degli miracolofa propagazione r i CAV


e

M
._
f od>-

nome

Criftiano

veggiamo

come

e ilata daUap-

ilevata.

da noftri Maggiori, e come abbiano efll uindi dedotto un de piu forti argumenti per omprovare la veriti della no (Ira fanta Reliione . Or avendo efH voluto dimoftrare , chc on ifpecial difpoflzione della divina provviden- V erha
i

fa introdotto

nel
il

icnte propagate
i

e maravigliofaCriitianefimo, oflfervarono
,

mondo

priaio luogo , che mentre era imminente , condo lo ihbilimento di Dio , la nafcita del ledentore , molti Regni , ch erano foggetti var/ Principi , i quali tra loro erano difcordi, ennero fotto ii comando di un folo Imperato, clie aperte le (trade , e tolti tutti gli oda^ oli , i quali iaipedivano il poter liberamente ,
s.

oli

fenza pericolo -viaggiare , refe facile a* difcedi (jesu Criftp il poter entrare in tuttc

re-

COSTUMI
e difcordia
,

regioni , e fpargere quelh dottrina, che aveano apprela dal loro Maeftro . Imperciocche noi fcmbra cofa naturale , che laddove prima tutto
era diviHone
,

in

quel tempo apil

punto

dovefife

il

mondo

acquiftar una trana noftri

quillilfima

pace, e dare
la loro

comodo

di

predicare
K>

Religione, e di diffonderla,ap

pena nata , per tutto il mondo. Laondefcrivc On Ed. Origene nel Libro fecondo contra Gelfo (a\, X t^ Avendo Iddio voluto , che le genti il preparari.Mona*
J f \**t
\

J*

*T ^*

clj.S.Maun.

^
3>

raifero a ricevere la dottrina di GesuCrifto, diijiofe, che obbediffero al folo Imperatore

de Roman!

Regi
35

affinche tolta la moltiplicita de , e la diiTenlione delle nazioni , facil-

3?

merite gli Apoftoli efeguiffero cio , che fu loro comandato : andate ad ammaeftrare tutte le

genti

cofta certamente
di

che Gesi

35

35 35
35

3?

nacque PImpero Augufto , il qualc in un Regno avea adunato la maggior moltitudine degli uomini , che fono difperfi pe mondo. Poiche avrebbe oftato la moltitudiflfi de Regni, che fi diffeminafTe per tutto dottrina del Redentore . La qual cola li pm dimoftrare non folamente da cio , che abbia1;

lotto

35

mo

di

fopra oiTervato,

ma

eziandio

dalle

neceflita di gucrreggiare per la difefa delfc patria , come avvenne poco avanti che (
35

33

53
35

nelP Tmpero Augufto, e prima .... E avrebbe potuto allora prender pofleflfo delle menti de mortal! quell; paeifica dottrina , che non permette il ven
ftabilifTe

in qual guifa

35
35
,

dicarll delle ingiurie

fe la

venuta

di Gesu
dif-

non avefle
3

placati gli animi, e levate le


.

G.rv. p. ,, fenfioni? io.Kdit.an. ie ragioni , i6zS.

Sono a quefte fomigliantilTimc , che adduce Eufebio nel prime Li.

bro della iua Evangelica Preparazione

,,

Fu

tut-

CfclSTIAKI
na
la

of

tutto quefto , dice egli , operato dalla divie arcana potenza, che fubito propofta ,

dottrina del

Verbo

umano genere

fi li-

berafTe dal principato di molti; effendo fhti molti /Timi Regi per lo pafiato ; e avendo acquiflato il dominio fopra le citta , e aleune

provincie varjregolf, dalle tirrannie de quali nafcevano moke guerre. Ma tofio, che
Crifto

comparve
i

detto

Profeti

,
,

nata la giuftizia

mondo , di cui aveano che ne giorni di lui farebbe e 1 abbondanza della pace i
<nel

la verita degli oracbli . Poiche fubito fu tolta la moltiplieita de princi* pati de Romani , avendo ottenuto 1 impero . S. Ambrogio anil folo Cefare Augufto ra nel fuo Commentario fopra il Salmo quaTutto cio j dice, ntefimo quinto (4) .

eflto

dfmoftro

(a).r,M;
T.I.

fece

acciocche facilmente poteiTero eflfere mandati gli Apolloli a propagarc ii vero , che Vangelo per tutto il mondo .
,

Iddio

Op.Ed.

non

poter penetrare ne Regni racchiuii tra barbaric! monti , co me nelP India a Tommafo 5 e a Matteo nella Perfia . Ma perche poteflero fcorrere molti
fpazj della terra , nel principio della Chiefa diffufe egli quafi per tutto la potefla del

fu loro difficilifllmo

il

Romano Impero
le iiti

dando

la

pace compofe

, gli ar.imi, e tolfe le difunioni ; e cosi gli uomini viventi fotto un impero impararono a confeffare fedelmente il fu.

fedo

premo dominio
te

di

un
i

folo

Dio onnipoteii,

(i) 55 Offervavano inoltre


(

(b) S.
,

che Lib. f / a cosi celere non (I potea dare de propagazione ** LV1 iza unofpeciale a;uto di quel Dio, che creo ,
noflri Ma?9[iori
*

governa

il

tutto collafua
3

ammirabi-

J>

COSTUMI
.

gia cominciato i noftri provvidenza 5 fino da tempi de Santi Apofloli a fervirfi di ar tale argumento , per confermare nella verita
le

A veano

della fana
(a) Cap. x.

crcdenza
]

loro compagni. Quindi

e,

(b) V. 20,

fua Epiftola a Romani (a] adatto agli Apolloli il verfo del Salmifla , chi in tutta la terra ufcl ilfitono loro,e ne* confinl gi [, della terra le loro parole : e S. Marcc
c ]ie $ an

p ao

11P ll a

de>

nell ultimo

che

capo del fuo Vangelo (0 attefh difcepoli 5 dopo PAfcenfione del Redento;

noftro in Cizloypredicarono dapertutto , cooperando il Signore , c confer Mandate parole Ion


efp rodigj. Sono a queile fomigliantiifime da S. Clemente Romano Di prefTioni adoprate e Paolo nell; de SS. Apolloli Pietro ? (c) Nwm.j. fcepolo & 4-.feq. fua celebrarifTima lettera a Corintj (c). S. Giu Hino Martire volendo perfuadere ai gentili che le profezie fl ileno verificate in Gesit Criflo , e nella Chiefa 3 e che pero la noilra Religione fia la vera , fa loro offervare , che dodi ci ignoranti uomini , ma illuminati dallo Spi rito Santo , girarono il mondo tutto , e un nu mero grande di perfone induifero ad abbando

co*

..

N
i*-VJ..

nare

la

Uni/

Giudeo C^):Cio ch
>

fupertlizione . E nel dialogo con Trifon< era ilato ordinatonelTantic;

3,

J5 33
,,,

legge, dice ^//,che alia vefle talare del fom mo Sacerdote dodici campanelli fl appendef
fero,fignificava i dodici Apofloli dipendent dalla virtu dcll eterno Sacerdote Crido ; 1;

5,

3, 3,
.,,

voce de qu all Apofloli riempi della gloria e della graziadi Dio , e di Crilfo medeflmc tutta la terra . Per la qual cofa dice Davidde in tutta la terra ufcl il loro faono^e ne? confini
deirrmiverfo le loro parole . E Ifaia come rapprefenrando le perfone degli Apoiloli alia pre che differo a Criilo , darii fede
:

35

35

n<?n

dicazione loro

l CRISTIANI . ma alia forza di lui

l
,

che

gli

avca mandati

cosl parla

allanoflraprcdicazione , mat fa rfoelato ? *. Quel , che %nore a cbi la Scrittura in perfbna di molti: poi aggiugne annunciammo nella prefenza di lui corner bambino , fignifica cio , che avvenne ; che gli uomini malvagi fottomeffi a lui , c fitti docili, e obbcdienti , offervarono i cOman-

cbi credl Signore, e il braccio del Si:

damenti di lui fteflb, e tutti quail un. fanciullo divennero . . Quelli adunqne , che 6)N. rip nome di lui offerifcono i fagrifizj , che p^* 12 pel prefcritti furono da Gesu Crifto , ciod* quelli che devotamente la Eucariflia del pane , e
.
(4")
-

del

calice

offerifcono per tutto

il

Mondo

afl^rma Iddio , che furongli fempre grati;.. E per verita le pre^hierc,ed i ringfrazlamenti , che gli (I flinno da* degni debbono ef,,

veri iagnfizj nccetti al . E quefte fole cofe hanno imparato Signore a fare i Cridiani anche nella rimembranza
fere riconofciuti
pe"

alimento lorofecco, eliquido, cioe dell& Eucariflia , il quale cibo prenderdo cglino, il ricordano delta pafllone , che Gesu Criilo foffri per la loro falvezza .,. E non vi e cerdcll

tamente veruna nazione o Grc-ca , o Barbara , o diqualunque altro nrme , o degli ? AmaObbJ% che abitavano ne carri , ode Nomadi , che non hanno cafe o Sceniti,
1

de"

che pafcendo le pecore , fi ricoverano fotto le tende , non vi e, difTi, niuna di quedena^
zioni
,

in cui

non

fi

e azioni

di grazie

al

off^rifcano preghiere , ? Padre Creatore dell

univerfo pel nome Hi Gesu Criflo . Dopo Giuilino , il quale altrove ancora colla ftefiTa ed eloquepza della propagazione della

G 4

re-

104
ft.

I)E>

COSTUMl
>

il Santo Di religionc Criftlana diTcoree (a) fce po| di S. Policarpo Vefcovo delle Smirne

voglio

io dire

Ireneo

illuftre

Vefcovo

di Lfone

che

jfiorl

nel fecondo fecolo del Criftianeiirno


la
Ir

provando
II
If I
^>

verita della nouru fede ne fuoi


*

li

k r] contra ? Erefie lL/11 ^V \sjr


"

gg.Bdition.

Venet. an.

^) , } : La Chiefa, dice , cli y diflfeminata per tutto il Mondo , apprefe loro quell dagli .Apoftoli , e da difcepoli
*r
\^
>>

*734 T*

i.

3,
33
,,,

fecfe

onnipotente
il

che propone a credere in un Dio Padn che creo il cielo , la terra , mnre , e cio che in quefti fi vede ; e ii
,
,

3,

35
3,

Crifto figliuolo di Dio incarnato per 1; noflra falute ... Quefta tal fede, e predicazione , come abbiamo di fopra oflervato

Gesu

J3
5)

d,

dalla Chiefa, fcbbene diffufa per tutto i globo della terra , con tutto cio quail chell; rifcdefletutta in una cafa , e confervata..

^
d,

Poiche quantunque fleno diflTomiglianti tr; loro le lingue , che parlanfi in varj pacfl da
Criiliani
,

3,
33
35

tutta

volta ella
,

euna,

e fola

1;

forza della tradizione

ficche

non credonc

j,

altrimenti quelle Chiefe, che fono in Germania da cio ^ che credono quelle delle Spa-

33
.,,

gne

delle
,

Egitto

dell Africa

Gallic, o delPOriente , o dell o delle mediterra,


.

Verfo la fine, de nee regioni del Mondo fecondo , c nel terzo fecolo altresi fiori Ter.,,

(c)C. xx!.

il , quale nel fuo celebre Apologej a p j fa fopra citato con lode , in querta 5 : Noi guifa contro de Gentili ragiona (c) ne ci vergogniamo di CriHo. 3, certamente

tuliiano

t j co

5, 35 9,
a?

perciocche molto ci giova di eflere accufati e condannati per lui , ne prefumiamo altrimenti di Dio . Egli e neceffario pertanto di aggiugnere alcune cofe appartenenti aCri.

*,

ilo

come Dio. Era adunque

cosi grandei)

t)E*

PRIMITIVE CK1STIANI

favore dell onnipotente Iddio verfo i Giudel , per la gitiftizia , e la fcde de loro maggiori
,

onde

e la nobilta

il

rcgno ancora

acquiftaronOje tanta la felicita,loroche colic vocf di Dio medefimo erano avvifati a non
offenderlo
flarfelo
.

ma
fe

Ma

bensi aprocurare di acquieglino nol confefTaffero ,

nulladimeno quanto abbiano confidando nella piefa degli antenati eglino, loro , mancato , e come dicadendo dalla difciplina moflrata loro , precipitarono nella

proverebbe

profana fuperftizione. Difperati , raminghi, ed efuli dal cielo , c dalla terra loro , vanno pel mondo vagabond] , fenza uomo , fenza Dio Re , e fenza che fi conceda loro , al-

meno
tare da

come

foreftieri,
la

rivedere

e falu-

lontano

erano loro

loro patria. Mentre_* minacciatc qucfte cante , e si

gravi difgrazie , e difavventure, erano ancora avvifati , che negli ultimi tempi da ogni gente , e popolo , e luogo avrebbe fcelto PAltifTimo Dio molto piu fedeli adoratori 3 ne quali per la capacita dell atore deiU

avrebbe trasferita una grazi* , molto piu copiofa , e piena ,, . E alquanto 30 avendo dimolbato, quanto era grandc tempi fuoi il numero di coloro , che apDvati gl infegnamenti degli Apoftoli , abbraorono la nuova legge , diede a divedere 1 am*:zza del Criftiane^mo , e la moltitudine di ^i piu fedeli adoratori preveduti da Santi rfeti . Siamo recenti. Co) diceva e?li, e ab*

nuova legge

amo npieno
ifole
,
i

.,

il

voilro

caftelli,

impero imuncipj,
5

,
i

le citta

le

(0

-*
,

C3p . xxxvllj

conciliaboli,
,

icampi degli eferciti


il

le tribu
?
il

le
*.

decurie,

palaz^o

ftcatQ

foro ,

abbiamp

15

C O
altri

U M
i

folamente tempi! degl ,, Ca) C.vt. ,, Idoli.,, Propofe egli con forza maggiorel ardo 5.i8. gumento nel libro contro de* Giudei Ne deefi di ve in quefla guifa ragiona
lafciato a voi
fe<j.

(<O

33
33 33

piu ricercare circa Crifto , avendo iatto rnenzione di lui molto tempo avanti , ch ei nafcefle, tutti i Profeti ; ed Jfaia cost parla
:

33
33
31

Signore Iddio a Criflo mio Signore , accioche lo aftoldi cut bo tenuto la deflra tinole nazioni. J(omperQ le fortezze de /(?-

Dice

il

33
,,

&

,, y*
5,
9 j

e le &tt & prejenza di lui le forte II che noi vegnon glifaranno chiitfi o[iamo adempito . A chi mai ha tenuto la *j dertra il Padre di lui , fe non che a Criflo fuo
3

<y?wo

>

citta

3,
.,,

quale e ilato dalle nazioni efaudito,ayendogli clleno creduto, e cui predicafigliuolo,il


i

53

yi
3,

dire g!i Apoftoli , fono tori, voglio Salmi , ne quali leggiamo, rnentovati ne che in tuttala terra fit fentito il fuono loro ,
io

a H 116 ^ Cfifio, ch e gia venuto C^). Origene ancofa nel fuo primo libro contra Cello Epicudi ponato Ma quanto a Crifliani , dice, dal pag. reo (c) fopra xxvi. nella Senato Romano , e in tempi diverfi dagl Im^ rret; persdori da Soldati , da popoli, dagt ifleffi
refto

..

..

nc conjini deWuniverfo le loro parole ,? Ed a chi hanno creduto tutte le nazioni, fe non
e

rap-

"

parenti

loro

furono perfeguitati
<^J

talche

la

(c)N-5.T.
X*^V
-

".

jVlonnch. S
33 33

reliffione loro affediata i per o^ni verib dalle \^J infidie di tanti nemici , farebbe fenza d ^boio
^ -

n,

rimafaopprefla
dalla

abbattuta

it

r fe

r n ioirentat;

33
33

virtu divina, non folamente non fbfTc unifbta liberata, ma ancora diffufa per
J

verfo, die contro di


noflra Icgge
,

lei

avea congiurato
ch cgli
,

..

Ma(cf)CeIfo parlando delPjftitutore


racconta
,

dclla

in

pochi anilimato,

ni introduce la fua dottrina

e fu

da

P &IMITTVl CRISTIANI

1(

da Criftiani figliuolo diDio. A ciopero, ch ei dice di Gesu, il quale nacque non molti anni avanti , cosl rifpondo : volendo egli

propagare la fua dottrina , avrebbe forfe in uno fpazio cosl breve di anni potuto operar tanto, che in molte parti di quefto noftro, Mondo parecchi Greci , e Barbari , parecchi fapienti , e ignoranti uomini allettaffe ad abbracciare i fuoi dogmi , e si fattamente ne* loro anitni gl im prime fie , che fino alia morte , il che di niuna altra religione fi e mai udito , combatteffero per fouenere il Criftianefimo ? . . (d) Conferifcono molto allo
fplendore
miglia , pie facolta de genitori, la fplcndida
luflre patria ; vo ila di queili
falire a

c alia gloria la nobilia della fala dignit-i , e la eccellenza , le am,

il-

ma

quale priqualcuno , ornament! puo dalla miferia


,

fe

il

ungrado fublime

brita fingolare appreflb


gli

acquiftarfi celetutti , e mtiovere

animi de mortali , ed empiere colla fama fuonome 1 univerfo , chi non amrnirera laindole generofa , e ampiezza dell animo di lui atta ad intraprendere , e a perfezionarecofc grand! ? Ma fe qualcuno vuole folledel
1

alquanto piu alto , e ricercare in qnal ch e flato poveramente edu, cato , . . . abbia avuto il coraggio d infegnar nuovi dogmi , eintrodurre nel Mondo una dottrina, che diftrugge , fenza toglicre i Profeti , Is giudaiche confuetudini , e le gentilefche fuperftizioni , . . . non rimarra per avventura forprtfo , Veggendo , che non folamente gl ignoranti , ma non pochi ancora de letterati e traffe alia fua religione , favar/i

maniera colui

cendo loro ternere e

il

giudizio

e le pene
5?

del?

D X
j>,

C O

3
,

T
fe

U M
. . .
.

deil inferno, e fpenire

vorranno oprar

j,
3,
,,,

bene

premj del paradifo

Or

il

noftro

3,
3,

Gesu, a cui viene da Celfo rimproverato , effer egli nato in un piccolo caftello della Galilea, da una povera madre . . . pote muovere tutto il Mondo non folamente piudi
Temiftocle uomo Ateniefe , ma eziandio piu Platone , e di Pitagora * e di qualunquc altro Filofofo ^ o Re , o Imperatore (^). Chi dtmque , conflderando la natura dellc cofe , non ammirera , ch egli colle opere 5 che poteano apportare fecondo la opinions de mortali j infamia , e difonore ^ fiafi acquiflato un si gran nome, che ha fuperato e rinomati perfonaggj ? . .. i piu celebri , E tra gli uomini certamente altri per la fale pienza , altri per lo valore 5 altri per virtu loro fl refefo famofi pel mordo . Ma Gesu oltreTefler nato povero . . . fu ancora
di
.
>

r-\ VVi
J

IST *

i\

yy>t

A Arffc

J J

,,,

5J

5,

35
5>

5,

3,
-,,

3,

5, 3,
5,

, talche fe aveffe ingannato quakuno 3 fartbbe (lato riprefo , e lacerato come un folennifilmo impoftore . Sembra inoltre

crocefiiTo

s,
>

y)

maravigliofiflima cofa, che i difcepoli di Gesu Crifto , fe non aveflero riveduto refuil loro Maeliro, e non foffero fiati perche egli aveffe qual cofa di forprendenfuafi, te , e divino 3 abbiano potuto avere tantc coraggio , che fenza temere di aver a_ foffrire atroc ifTime pene , abbandonando h

9y
,

fcitato

a,

3,
3,

33

fl offeriffero a foggiacere a qua fupplizio per confermare col fan03 lunque gue loro la verita di quella feligione

patria loro,

<b)

Lib. $.

che aveano apprefa da quel medefimo che perde in un patibolo cotanto infamt la vita,,. Ma in altri luoghi ancora Origene
;

8.

provando

verita del Criftianefimo dice


*
>j>

MITIVI CRISTI ANI


,

I Criiiiani

per aver offer vato qrella 001 N e maijfueta legge, ch era loro pregna, fcritta, hanno ottenuto, che Iddio corobat,

,
,

tefle
ri

per

effi

e raffrenafie

loro perfecuto-

di
i

Ed affinche fi confer maflero nella fede, tempo in tempo voile Dio , che vcdeflero
,
i , quali efponevano se fkffi a pifr e difpietati fiipplizj per non eflere co-

Martin

atroci

Itretti ad abbandonare la religione , a cui fi erano confacrati. Ma non permife gia egli^chc fi eftingueffe mai la gente loro ; anzi voile 3 che fi confervaflc , e riempiiTe la terra di

quella celefle

,
i

falutevole dottrina

Di

deboli refpiraflero alquanpiii to , di/Iipo egli tutte le infidie , che loro erano flate tefe da nemici, e fece si, che ne i Regi , ne i principi di varj luoghi 3 n^ i

acciocche

popoli contro di loro

fi

armaffero

Sono

nigliantifTime a quefle le parole di Cle-^ ^nte Aleffandrino , dal quale pote apprende-

molte cognizioni Origene. Egli ne fuoi StrooflTerva , che la Religione Criftiana era ben radicata negli animi de fedeli , che noa lamente co fofiii ni de ? Filofofi , ma neppure lie macchine de piu potenti Monarchi pote ere efpugnata . Or fe ella non foiTe ilata fonuta con ifpeciale provvidenza da Dio , coi avrebbe potuto reggere alle follevazioni popoli , che mille calunnie aveano inveni

:e

>ni

contro di noi per ifcreditarci, e alle oppo/i? de filolb , e alle jEere tempefte moffele
dagl Imperatori, e da Regi delle barr
i

ntro

adoprato tutte le forze loro per raggiri aiantarla fin dalle piu profonde radici , e to? erla affatto da loro flati ? Avcndo elia pcri,

^nazioni , le frodi

quali aveano
i

le

tan-

410
-t-anto

*>

i*

C05TUM1

allorch

unzi eflendofl vieppiu propagata, , perfecutori maggiormente contro de noflri incrudelivano , forza e , ch ella lla data e introdotta nel mondo , e foilenuta , e dilatata

retto
i

(a) p.

per virtu divina , con cui non poiTono gli uomini contra (lare Laonde S.Giuftino Martire nel498. la Epifbla a Diogneto (<i)afferma: che crefce an. numero de Criftiani, mcntre fono egljno (Ira.
ii

ziati

,,

uccifi

profeflfanq.

per amore della religion, che E Santo Ireneo nel libro quarto con-

tro rErefie (&) olferva , che la Santa Chiefair Paris. Mon. ogni luogo per la dilezione , e pieta verfo Dio 5 . Mauri invia in ogni tempo molti Martiri all eternc
..

Padre

e con purczza

e fantita foltiene

ob

brobrio di quelli , che foffrono la perfecuzione , e fopportano ogni pen a per la gitiftizia , 5 per la carita , che gl infiamma ,e li trafport; verfo il fommo bene . Che fe yedefi fpeflfo debiiitata per la mone de fnoi , vede anche fo
<

vente crefcere
intera
ta
.

le

fue

membra,
fi

e diventandc
,

maggiormente
la

(labilifce

fl

aumen

Per

J^

^ mo ca P
a Gentili

^
la

qual cofa Tertulliano nel cinquantc et i co ( c ) rimprovcr ^uo

^P!g

Haverc*

crudelta loro, e dimoftra ella non ferve ad altro , fe non ad aliettare


:

, i

po

poli al CrifHanefimo . Quindi foggiugne ere ice il noilro numero , qualora fiamo da voi de cimati : Egli e una ffscic di fimenza il fangi*.
de* Crifliani
.

E Ongene

nel quarto libro

d(

E (Ten do ftati ap cosl ragiona : (d)C.i.T.I. Princlfj (^) i e i Barbari di molti legisla Op.Ed.Mo- ,, preflb Greci, nach. Sanfti ^ tori , e innumerabili maeilri , e Filofofi,

Maun

ni.^
3,

3,

3,

q ua li proraetccvano di moilrare la verita loro feguaci ; non troviamo pero mai, ch alcuno di efH abbia potuto muovere le n*zioni llranicre ad abbracciare le fue leggi, e
.

di-

MITIVI CKISTIANI
difenderle con
bio, chc
i

II

ha dubimpegno abbiano dcfiJerato , legislator!


.

E non

vi

che gli ftabilimenti loro , fe era poiTibile , da tutti ii appro vaflero, e che Filofofi ab biano procurato , die foOe ricondfciuta^j
i

eziaridio dagli efkri la dotfrina loro


ra
.

per ve-

Ma

aveano
al

-eglino comprcfo , che non tanta virtu , per cui potefkro tirare

avendo

k genti firanicre crcdettcmegiio il non accingcrfl a una imprcfa , che potca loro riufc r male . Ma in tutto T Univcrfo , cioe in ti.tta la Grecia, e in tiitte le eitere nazioni ibno innumcrabili
partito loro
,
,

ro

che

fofic

eoloro

quali lafciate le patrie Leggi

quelli,che avcano creduti per Dei, feguitano Crillo , e fcbbenc con pericolo della vita,
tutta

rano
varfi

vo ta come loro Signore e Dio T adoEd e ccrtamcnte cofa degra da oder,

e colic morti de* fuoi popoli


ta
ti
.

breve tempo co martor;*, fiafi aumenta, la Cridiana Ne fono gia molRepubblica i Octtori, che vanno predicando la nollra
,

come

in si

fanta Religione: e
in tutto
il

mondo
,

talche
e
gl

pure vien eila predicata e Bari Greci


,
i

ban
1

fapienti

ignoranti

volentieri

abbracciano. Dalla qua! cofa concluded eyidentemente, che cio avviene per forza,e virtu alia timana fuperiore ; come per virtu
divina Gesii Criilo tali cofe previde molti unni avanti , che fuccedeflero ; avendo egli detto , che fuoi difcepoli farebbcro ftati condotti avanti i R e ed i Prefidi per ren , der loro , e alle genti teitirnonianza; e che
i

il

nazioni
di

Vangelo farebbe fhto predicato a tuttc le e che molti detto nel gli avrebbero del giudizio , forSignore, non abbiamo
;

fe

I
9, fe
A>

!2

Da*

COSTUM/

noi mangiato, e bevuto e cacciato de diavoli invocando il voftro nome ; e ch egli

ra) P

avrebbe loro rifpofto , partite da me fcelleran , non vi riconofco per miei Difcepoli . 3, Arnobio ancora nel fecondo Libro contro de Gentili (d) dimoftra , che i prodigj , i quali fono patenti , e le cofe mai piu udite , le quali o da Criilo pubblicamente faceanfi , o cclebravanfi 5 da banditori del Criftianeflmo per tutto uni verfo, accefero vive fiamme ne cuori de morta. li, e fecerosi, che tutti concorreffero a una fola eredcnza i popoli , e le nazioni di varj , e tra loro different! coilumi. Che poflbno nu meral agevolmente i fatti avvenuti in Italia,
a,
1

apprcffo
bia
3

Sir}

Perfiani
,
,
i

M^di,

neli

Ara

neli
i

apprefib
}a
,

Egitto Galati

nell

Afla
,
i

Parti
,

nella Siria, e_j Frigj ; e neli Aca,

nella

Macedonia

nell

Epiro,

in

tutte

le

Ifole, e Provincie , che fono dali oriente , e occidente fole illuminate , e finalmente nella ftefla dominatrice del Mondo Roma , nella quale
,

febbene fono

ftati

cittadini per le arti d

occupati nelle antiche fuperftizioni , cor tutto cio non differirono di abbandonare le pa-

Numa
ta del

terne confuetudini
.

c di aqconfentire alia veri-

n^r u C;C,. ll.P.


t

quefte differenti 1 racioni apportate da Lucio Cecilio Scritton m j* 1M It -11 r del celebratimmo libro dclle morti de Terje
!

Vangelo Ne sono da
I
t

cutori (^) 3 da Lattanzio Firmiano (c) , e d; 1 molti altri, le autorita de quali abb amo ri (c)L.vr,Div, ortate ^ o accennate nel noflro p primo Volume
I

dellc /k (d)pag.34i.
nor.
>.

c xl * 1

^u

.,

J101

Antichita Criiliane (tZ) . Ma non potiam-cr ^r r r tralafciare cio , che Eulebio Veicovo d
.
.

(e) Cap.nf.
j

Cefarea
i

nel

I.

libro della
i

ag.7.dit. razione

CO?

contro
,

noflri
,

Evangelica Prepa nemici , rapporta


il

e fuperfluo

dice

ricercare

le

ro-

role

DB PRIMITIVI CRISTIANI. i fono per loro mcdeflme , dove


cofe daila celefte
il
,

chiala

re
,

le

e divina virtu del

noflro Salvatore (

quale ci dimoftra

via

per giugnere

al

pofledimento della

vera bea-

cora

titudine ) apertamcnte ne tempi noflri an* . , ed evidentemente manifeftate Imper-

ciocch ha egli non folamente predetto , che la dottrina da lui rivelata dovea eflere predicata per tutto , ma ancora per la divina previfione,ch egli hadelle future cofe,fignificatOjche la fua Chief* non farebbe raai ftata abbattuta per qualunque forza che aveffero
con.tro di
nali
,

lei

ancorche

ufata le potefta terrene, e inferi fuoi feguaci foflero ftati c

perfeg ntati, e maltrattati , e uccifi; anzi che farebbe ftata ferma per fempre , e fhbile co
, quefle tali previfioni oracoli furono avverati , mentre i qtiefti fatti le provano a evidenza , e manineila-

me un immobile, e Or chi non vede che


e

b.n radicato fcoglio

mente dimoftrano
re alia

non doverfi cio attribui,

umana natura
,

ma

alia virtu del divi-

che quefti avvenimenti in quella guifa appunto previde , come fono collo fcorrere de fecoli accadut: . Poiche per tutto ii globodella terra illuflrato da raggi del folc e gia arrivata la fa ma del Vangelo ; ha ella
la
i popoli,e le intere nazioni,e predicazione del fanto nome di Gesu Crifto giornalmentc fi avanza.Vedefi inoltrc fondata

no

Nnme

gia vifitato tutti

fu ta

profonde radici la Chiefa da lui prevedue innalzata per le preghiere , e pe meriti ,


alle sfere celefti,e

de fuoi Santi fino


ta

accrefciuogni giorno , e illuftrata in guifa tale , che tramandando per ogni dove lucentiflimi
raggi
,

non folamente non cede

a fuoi

ncmici

j 1 a,
?>

DB
i
i

COSTUMI
dalle porte dell* inferno
.

ci

ma neppure

morte pud effere fuperata Com XII. EflTendo adunque tanti , e si gravi , onetermati per n u r che P er DfCVlU iU& e mo ^ n ** trl motl7l quett] mor/ / **//j mo coftretti atralafciare ; non e maraviglia 5 ft .v i / prl-\ noftri maggiori avcndo fempre penfato a iw/V/w cv//- medefimi e avcndo procurato , che fofiferc ,
del la
**>*
.
*
"u

>

tiani
tottg

-vole--

ancora j nte fi

e approvati dagli altri


,

vieppiii

r^"nclla
];>yri-

per-*

... lumi

fede
,

fi

confermavano
n
-

e alia

corrifpondendo j n jn virtu della divina grazia , nelis


e

- ftefla

credenza maravigliofl progreffi faccano.

pare/? mi(a) n. ji.

Gentili pe loro fcntimenci la veile qual cofa leggiamo noi negli antich: monument! cle criiliani , che fino da* primi Lib.vu. tempi dalla chiefa i noftri crano ripieni di fede
be
loibfi de*

Per

la

cpp.

T._i. Edit.

^)
-

jj
,,

en e fj z :
,.
.

e ottencvano per effa da Dio fingolariffimi /^ certamente c

Ritraevano
.,
,.

Ivlonach. 5i

Mauri
t

^"

lntorilu ^
la
i
.

cio
\

grandiuimo frutto
repubblica
,
,

gliApo,

e vanallorch! r

D}

/iCt

tacrgio per .

criftiana

vi. v.
*>.

j.

& gU ando
ftra

per

le citta
5

-fcqq.c.xi

tavano quelli
religione

e per Ic che eon vert iti


di
le

province , eioi avcano alia no

v. 24-

(c) Aft. j. za punto temere 9 , cap. in v. veccd impedirne

perfiilere nella fede (cf) fentribolazioni , le quali in-

i5.&c.v,v,

il viaggio alia patria de beace lo rcndono piu agevole. Impercioccht ^ cgli e certiifimo , che tutti i noftri facevano cio J)Achxiy, c h era loro ordinato, talmenteche era la fcdc

t|

(O
*

C.i. v,

ioro cclebrata per tutto il c |, e fcrivendo San Paolo a

mondo Qujndi e Romani oflervo.


.

die
f

la ft de

(0 C.x.v c

lorofi
i

nelJ ajEpi||

annMngiavt in ogni luogo (e) fecO nda diretta a Corintj , fec^


che fempre piu farebbefl au

loro intendere

mentata

la

loro fede (/).

Lodo

egli parim-entc

DE *RIMITIVI CRISTIAKI
i

I I

ringrazio il Signore , poiche che quefta virtu teologale era in Ti eccellente . Cost ancora fcrtfife a fedeli le abitavano in Filippi citta delia Macedonia 0, ed a Coloffensi (0, ed a quei diTeffa. Erano fomiglianti a quefte di Paonica efpretfioni , che ufarono gli altri Apo^li , allorchc fcrivevano a coloro , che o dal udaifmo , o dalla gcntilita fi crano convert!al criilianefiiiK) . S. Giacomo il Minors , die
Efesj
,

e nc
,

/ea udito

a)
<

(<O

W C V?
^
*
-.
.
.

(<0

ft

dirizzd la
lie
:,

fua letrera cattolica a

crirtiani 8.

&

Epift.
i.

dodici tribii, ch erano nella difperfloanimo tutti a ftare allegri nel Signore,

ne.

v2

:antunque folfero afpramcnte perfeguitati ; rciocche fapeva , che le tribolazioni erano mdate , affinche foffe provata la loro fedc
), dalla qual fede nafceva

-,
"

pazienxa . Non :rimenti San Pietro , efortando alia conza i giudei convertiti , i quali abitavano

v*

Ponto, nell Afia , c nella Bitinia , dilfe loche ibffrififero pure , mentre la riprova lla loro fede molto piu preziofa deli ofo, rebbe loro recato onore 3 e gloria nel giordella rivelazione , cioe della feconda di Gesu Crifto 5 che quantunquc non era tuttavolta amato da efll , e fermamen, creduto vero figliuolo di Dio , e iibsratorc
1
,

IP uman genere dalla fchiavitu del demonio . ide mantenendofi forci , attendeflfero la falu-

lla

anime , la qual falute era il termine medeiima loro fede(f). Qu.indie, che Clemente Romano , il quaic fu difcepolo de- ,.
delle

la
>

Apoftoli coilanza
*"^

dopo

di

avere lodato
,

(a

fede

aj

Corinth.
v. feqq.
*

de"

Santi Pietro e Paolo


altri

mento.

n.
i J

una gran moltitudine di

uoraini
,

che

p^g- i^

rono loro perfetti imitatori (^)

Scriile egli

an-

ii 6
ancora, che

DE COSTTJMI
fin

quel

tempo tutticoloro,

quail aveano avuto la forte di fermarfi in Co. rinto , ammirarono la fermiflima fede, pi.en; s d ogni virtu 5 che fcorgevafi ne criiliani d
*

pag-

Chiefa 00 Non era punto fcemata lj fermezza di quefta virtu ne fedeli , che_ nel fecondo fecolo di Criflo fiorirono . Pl-mif Giuniore Scrittor Gentile , la teftimonianzj del quale noi abbiamo defcritta nella Prefazion di queflo volume , fcrivendo a Trajano , regfio nell Impero Romano dall anno novan o totto infino all anno centodic alfette di Criflo afferma, che i crifliani de tempi fuoi , i qua] fiorivano nella Bitinia , erano foliti di adunar: in certi giorni , e cantando dimoftrare quell fede , che profefTavano , non temendo nulla minacce dei gentili , e i pericoli , che loro per una tale confeflione fopraftavano . Non_
<Jtiella
ch<

dobbiamo pertanto maravigliarci

S. Ign^ , zio Martire ( il quale fu prefo verfo Tanno cer to fette di Criflo , ovvero poco dopo , e legat

fu condotto a Roma per efTere dalle fiere sbra nato , c divorato ) nclle fue lettere fine
i

fermezza la virtu , e di aver fapi zelo di que criiliani , dicendo to , ch eglino erano perfetti nella fede , ct non puo effere Icofla , come anche erano qua oonfitti nella croce del noflro Signore Gesu ,
agli
,

Smirned

lodi la

ftabiliti,

.J.

ftro (c) Salvatore

Cd) Epift. ad

Ephef
(e;-

n. r.

fangue di Criflo n( Celebra parimente la. religione degli Efesj , (d) e de Magnefiani Ce e de Filadelfienfi (/) ch fw egli efortando di
nel
.

nella carita

Ad. Ma- gire gli Scifmi , e le dottrine degli eretici , cli gncs n. i. feguitare il proprio loro paflore 5 appella. (0 Ad Phi- figliuoli della luce , tra quali non poflbno av-

luogo

corruttori della vera fede

Non

alti

men-

rienti

DE PXIMITIVI CRISTIANI . 117 mentre ful prinfcrive egli a Romani


,
,

ipfo della lettera

falutandoli

cosl

dice.

4lla Cbiefa diletta , e illmninata nella VQlontei i colui 5 cbe vuole tutto quello , elf c fecondo
a

qual degna di gni convenicnza , degna di beathudine , degna li lode , degnamcnte cafla , e prcfidente ntlla ^aritd , avente la legge di Crifto , // name del
,

dilezhne di Gesu

Criflo noflro

Dio

l.i

Ijiefa preficde nel luogo de

Rgmani

Padre
l

la quale iofalute in
9

a offervare qualfivolia contandamento di Dio , pieni della grazia i lui . Dopo ancora 5 die S. Tgnazio ottennc a corona del martirio , S. Policarpo vefcovo
elle

o figliuolo del Tadre ; a arne 5 e lo fpirtto pronti

name di Gesit Cri~ Romani , fecondo


l<?->

Smirne

ammo,
ndirizzo
ella

e clie fu 5 come altrovc ofler, difcepolo di S.Giovanni Evangelifta ,

9W
?tto

unafua lettera a criftiani di Filippi Macedonia , per cui molto congratnlojfi loro , percioccbc avea amntirato V af-

Mi

cbe aveano eglino dtmoflrato agli uomini cbe fi trovavano incatenati per Criflo , y avea conofciuto 9 cbe era /labile , e ferma la ede loro , e producevafrutti in Gesu Criflo O).
,

Iqualefoffri pc* noftri peccati fino alia morte Tom.if. c S* ra<uiffimi patimenti . Qu^indi e , che defcri- PP. endo Eufebio Cefarienfe nella Storia Ecclefla- P- gq Hca le piu celebri cofe , che circa quefli tempi an vvennero, racconta, che fu tanta la efficacia iella divina grazia , che fubito , che i popoli da predicatori del fan to Vangelo I a diyano erita 3 1 abbracciavano prontamente , e con^rmavanfi maravigliofamente in eflTa pe miraoli , che vedevano farfi da crifliani . Kon._a Otevano pcrtanto i Gentili di qnei tempi ner

"

;arc

la

fermezza dc ^oftri

e la coflanza lora
in

* I

!>

I*

COSTUMI
Gesu
Criflo
, ,

e il fondamento dellc al , che onde non avcndo da opporre altro , and; vano empiamente fpargendo , che noi eravam

in quefta virtu
trc
;

ftati

ingannati da
di vivere
,

avcndoci eg

pcrfuafo

in focieta

come

fe foffim
I

deMortr*
Tere
ini

e di fpregiare idolatria , e tii preftare culto a colui , ch era. ,*cian. ft ato con fi tto j n crocc fa) . Ritrovavanfi czian

tanti fratelli

di abbandotiare

dio parecchi de
a

,.

-.

nodn ncmici

...
,

,.

quail avend
ap

f 3J7-T.II1

male

che

le divinita

loro foffero da noi

opp. Edit, pell ate falfe, c avute talmente a vile, e in. a*. 1743* abbominio , che piuttofto volevamo patire.

loro

qualnnque travaglio , e fupplizio , che prefta la minima venerazione; ardivano di chfa


marci Atei , e fupcrftiziotf, e mille calunni inventavano contro il nomc CriHiano , a fin di follevare i popoli , e fare si , che lo tc

VI
^"

ancora non potendo fof ixvn fr^ rc c ^ c ^ noftra fede gettafTe fl profonde T aoy. Ed.an. i6 o<r.&Ta- radici negli animi de mortali , e la legge ar Jib. tica da loro con mille cltum fuper/Hzioni corrotta an
l

i.

1^ ? Iiefrero ^ ent1 ^ pacl


>

affatto dal
*
i

mondo (6)

Ne

folamcnti

ma Giudei

xv. Annal. j a ^e

gjornalmente dicadendo

fpedirono

a_
gi
c

pofta delle perfonc da loro fcelte , le quali rando.il mondo fpargeffero , che noi invece

proctiravamo propagare quantunque tutti aveffer n n icofpirato a noltri danni , nullaaimeno la ver -jy rem piaTry credenza vieppiu andava crefcendo ne cuoi tog.
o lc Juit.IVlqr.

r^

ru *

una re ^ S onc Ateifmo (c).

di

>

Ma

l>h.

n^

xvi i. dei fedeli

e
,

impoffeffava eziandio degli ani

che prima crano -ftati nollri capi ra cc tali neniici E per verita ne* tempi di Adriano , Celf. num. .. A e dl Antohmo Fio , e di Marco Aureho Impe . ratori , che dopo Trajano regnarono , trovia mo noi, che non meno erano noftri coftanti
Ong.lib
j

&:

(ji

alcuni
.

]rli>

C forti in quefh teologale virtu

di quel , ch fof-

PRIM1TIVI CRISTIANI
Tero
ftati

I I

Ho

flefifo

che fiorirono fcl principio , fecondo fecolo della Chief* . Impercoloro

3cchc non folamente erano pronti a fopportaper mantencrla ne loro animi intera , c inrrotta , qualunque fupplizio , come apprcflb .rlando della pazienza loro dimoiireremo (<0, (a)JLib.
a
it.

aveano ancora

il

coraggio

di

comparire_j
i

)US
.

F e~

anti a

Monarchi
far

e prefentar loro delle

Apo-

gie
?,

compofte
a fine di

in difefa

della Criftiana religio-

loro conofcere

ano lontani di vcrgognarfi , o di na credenza, che anzi pubblicamente

che tanto , tcmere della


la

io-

mevano

Quindi e che Qu^adrato ne prefcnto la all Imperatore Adriano (b} , in cui apertaente confeifava di eTfere Criftiano , e di efier.

0>)

f ^^
^
. .

",

p ao I15 fib quel Principe a fcriverela ce- laur. abbia ^li bre lettera a Minucio Fundano Proconfolo in
;

con ragione

talchc fembra verifimile

ch

mo

ael
;->n

cui gli ordinava , che , per 5 contro de crilliani , fe non eraprocedefle convinti di aver eglino trafgredite le leggi

tempo

dell Afia

ivili della

mpo Antonino
!a

Repubblica (c). Dopo qualchc_^ Pio nella fua epiflola diretta


Tilv>

comunitii delPAfia, riprefe que popoii,

erciocche ofavano di perfeguitare i criftiani , Ecel. rimprovero loro , che i noftri aveano mag- ijz. Taunn, ior confidenza di loro inDio, onde ii riguaraifero in avvenire di accufarci , e di maltratfe non era provato aver noi operato al, una cofa contro T impero (^) . Che fe Marco
irci

(d)ruft.

mrelio nella fua vita riprende iCriftiani,poiche amc odjnati nella loro fentenza,non temevano i conto veruno la niorte (e), dimoilra .egli ertamcnte, non volendo, la coftanza loro nella ede . In fatti S. Giuftino Martire nclla fua prila Apologia s ch ei compofe verfo Tannoccn-

n.

lbicj -

c*

xn
L^-^-^

Cc

to

ft

C O

U M

**

to cinquanta di Crifto , parlando generalment della fermezza de Criftiani nella religion^. dimoftra primieramente (V) , ch eglino eran

pronti a palefare le fentenze loro a tutti , ?,fHn che non avefiero a rendere conto al Signor per aver taciuto il vero , e lafciate le gem
nelle tenebre della ignoranza . Quindi viene confeiTare , che fe per atei erano intefi quelli

che ricufavano di venerar gli Tdoli , egli no avea difficulta di chiamare in quefto fenfb Ate che per non rendere ctilto alle fta i criftiani, tue de falfi numi , avrebbero fofferto qualfivo fe atei erano chi.unat glia tribolazione ; ma coloro, che non riconofcono veruna divinita cgli negava doverfi attribuire a noftri un nom cotanto obbrobriofo , mentre tutti e con ra gione , e veracemente credcvano in quel Dio ch e il creatore del Cielo 5 c della terra, che a tutte le cofe prowede , e ch e il padr
della giuftizia, e di tutt 3 e nel figliuolo di lui Gesu Cri (to , il quale venne a infcgnarci cio , che dee: credere, e operar da mortali per acquiftare
della

temperanza
;

le altre virtu

N.
N.

vi.

eterna falute ; e nello Spirito Santo , che parlt pe Profeti , e prediffe le cofe , le quali fcorrere dei tempi firebbero avvenute (&) all
coll<

vii. chiefa.

9 che fe taluno d erano appellati Criftiani , chia quali quelli , mato in giudizio , fu convinto di qualche feel leratezza, doveano fapere igentili, ch ei noi era realmente criiliano , poichc ficcome tn gentili vane erano le fentenze de fapienti , febbene tutti erano chiamati filofoff , cosi ancora tra quelli , che fi vantano di effere cri ftiani , alcuni fi trovano , quali foftengono

Aggiugne dipoi (c)


i

opinioni contrarie alia dottrina di Crifto

z_j

fo-

DE PRIMITIVI eniSTIANI

121

10 indegni di eflfere appellati con quefto no?. Onde una tal forta di uomini non eflfere
criftiani . Dalle quali concluderc , che cosi erano copotiamo nti i noftri nella fana credenza,che colle opere *o la dimoftravano , ficch tra loro non vi era, 9 i colle parole , e co fatti non palefaflfe di ?dere , e di avere fempre nella mente_^ efenti le maflime proposed nel Vangelo , quali e la religione , che dobbiamo tcre , e la morale , che dobbiamo feguitae , riguardano . E che ? Non potiamo (4)

noi

riconofciuti per

role

( a)

^.

fe

dice egll

negare

di effere

Criftiani

ando iiamo interrogati da Gentili ? Potiamo troppo , ma non vogliamo mentire ; im-

rciocche defiderofi della eterna puriflima vi, afpirando alia patria de beati , dove fano perpetuamente uniti con Dio , corriamo onrcflarc , credendo noi fermamente , che cfti gran beni fono preparati a coloro , che
le

?re
:r
?

epere moftreranno di aver creduto , e di bramato quellafelicita , in cui non pud


il

vizio . Ne veneriamo colle vitticoronc di fiori i falfi numi , effen, quefti fenza anima , e fenza vita , fatti dagli

luogo

e colle

dtori

e dagli artefici iftigati

formarli dal

che impofTeffatofi de luoghi, ne 9 qua, bnoadorati 3 inganna i mortali, e fecoli trac


volo
precipizio . Molte altre cofe appcrtaegli, de fi puo agevolmente comprendere , quanfofle

grande

la

fermezza de
fi
,

noftri nella fede,

quali per brevita to mentovare cio


r?o

. Baflera foL che fcrive nel paragrafo

tralafciano

della fuddetta Apologia y ove cosi parla: :diamo noi , e adoriamo , il creatore del ndo y e con preghiere s e atti replicati di gra-

Til

DB*

C0STXJMI
1,

gratitudine lo ringraziamo di cuore , e pel benefizio della creazioiie , per la fanita , die go diamo , per le varieta delle fhgioni , e per

fede , per cui crediamo in lui , orando che c dia la incorruzione , Non fono different! d
qnefte
I

efpreflioiii
,

ch egH ufa

nell altra fu
gentili

Apologia

nellaefortazione fcritta a

Diogneto . E certamente nell feconda Apologia , che ei compoic non molt


e nella lettera a

tempo

avanti

il

fuo martirio

da chiarament

(a)
il. n.

adivedere, che colPandare degli anni la fed uon meno di prima regnava negli animi de cri dice , che noi , fenza punt ftiani Sappiate temere , confeffiamo di cflfcre veri feguaci Crocefiffo , perche crediamo , ch ella fia u Apol. empieta il negare il vero OO.La noftra dottrin 4. e molto piu fublime di qualunque umana fcier za . Noi ci pregiamo feguitare il Verbo , che
.

d<

voile incarnare perla noftra falvezza.Sotto Ma:

co Aurclio Imperatore fiorirono Melitone Sai diano, e S. Ireneo, le opere de* quali fono cclc brate da Fsufebio,e dagli altri Scrittori della lie ria della chiefa. AvendoMelitone avuto compa Hone de fedeli, che nell Afla, c nelle akre prc vincie dell impero per la fana credcnza , eran fieramcnte da nemici del criftianefimo perfc
guitati, e fpogliati delle loro fuftanze
,

fcrilfe

fuacelebre Apologia , ecommendo la dottrir roftra,e la coiianza de credenti nel mantcner

(b)

intrepidamente chiefe rial degnaflfc di mcttere qua! che riparo a mali che i fuperftiziofi agl innocer ti ficevano , ed impedire , che non fi comme Enfeb. teflero contro noi tante crudelta, quante quot
In

religione

Imperatore

che

Jfl

Lib.

iv.

c.

dianamente,per

gli editti dall


fi

Imperatore

med<

pag.

g mo

l62

pubblicati,
?

commettevano (^). E

chi nc

"

am-

PRIMITIVI
imirera la virtu
e in
,

CRIST1AN1

e lafermezza de

criitiani

quc

tempi colle gefte loro illuftrarono

fe leggera il libro quinto dclla , Eufebio Cefarienfe (d) ? Impercioo eatteftaegli, che innumerabili furono que*^

fanta chiefa

oria di

^
le Ti-

mpioni di i.Crifto i quali fotto Impero di r op T irco Aurelio Imperarore tcntati con carcz- Ed. con prornefle, con minacce , e co pih oci fupplizj ad abbandohare la fede , che eano abbracciata con tal fortezza combattcno per foftenerla , c promoverla altresi che perarono i loro perfecutori , e trionfarono ll inferno. Ma che ficcome non era poflibile il erire gli atti de* combattimcnti , e delle vit, 1
..

"VJ

Taurin,

rieditutti, egli e ihto aftretto a riportarnc amente quei de Martiri di Lione , e di Viennelle Gallic , che tra gli aim maravigliofa:nte
fl

fegnalarono

Or

queiH campioni di
lettera
alle

jsu
iele

Crifto

nella loro celcbre

dell Afia
,

perfecuzioni
azie
,

e della Frigia , defcrivendo , che allora foflfrivano , e le di-

che giornalmente loro avvenivano , che erano coflanti neila vera religione , egli lalagevole, dicono , il riferire le difavvene , che fopportiamo ^ e il comprendere lo 5 gno , c la rabbia de gentili contro de fervi

Gesu Criflo
xurato
ando
>rno

II

itiitte le fue forze

nemico del rum an genere o e con tutto Timpeto ha ,


il

di abbattere

noftro ceto
,

fuoiminiftri contro di noi

e addeva tutto

:ntarci

fomminiftrando loro nuovi modi di tor. Siamo flati cacciati dalle cafe , da dal foro , e da ogni luogo . Ma la gra3;ni , di Dio ha combattuto , e combatte per noi , vendo falvato gl infermi 3 ha oppofto a ne:

ci

forti

Quefli

come

^aate fe.rrae, e ftabili co-

124
frire ogni

DE

COSTUMI
1

colonne, hanno foftenuto

impeto loro con


,
,
de"

fofch<

obbrobrio

e ogni difgrazia

puo apparir grave

agli

occhi
,

mortal!

di-

moftrandocoli efempio

che non p^Tino

eflferc

paragonate le paffioni di quefto mondo colla fu ture gloria , che il Signore Iddio fi deg era d
rivelare in noi
.

ghe Hanze
,

ftrafcinamenti
,

Soffrirono eglino percoffe , piafaffate , privazion! di fu ,


e

career!

qualunque

infalto, che

em

pieta fuggeriva a miniftri d?l diavolo. Condotti nel forodj.l tribuno de foldati , e inter-

mente

rogati da* Magiftrati, confeflarono cofhntifllnoa di effere feguaci del Cmcefiflb . Ma de

fupplizj che quefti fort! foldati di Gesu Cri fto foffrirono , parlero io opportunamcnte ne

fecondo libro di quefta opera , dove della pa ? zienza de primitivi criftiani dovro ragionarc Per la qua! cofa , lafciando a parte un tal rac martir conto , vengo a S. Irenco, che di quellc citta fopravvifle , ed efattamente de fcriflfe in qual modo i criltiani in vece di per
1
a"

per tante , e cosi frequent!, gravi perfecuzioni , vieppiu fi confermafler nella fede , e a fopportare maggiori anguftie e travagli fi preparafiero . Irenco adunquechia mato per la fua fede da confeflTori di Lione , e di Vienna emuUtore del teftamento di Crifto
derfi di anirno

non folamente celebro la religione,e la carita c quell! , che fiorirono non molto tempo avanti
ch egli avefle controgli Eretici fcritto fuoiec cellenti libri ( tra quali annovera S. Giulto Martire , che accefo dall amore delia religione diffCjCflcr ella ferma la fua credenza (4) ) ; m
i

(a)

Trn

lib

iv.c.

vi.n"

2. pag. 254.

eziandio i criftiani dell eta fua fparfi per tutt Mona- il mondo , affermando , cli ella era cuilodit S. Macon diligenza da loro quella fede, che avean
ap-

I>E

PRIMITIVI CKISTIANI
ianti Apoftoli
,

12

srefa

da"

e profeffata con tan*

unione , che fembrava 3 che tutti aveflero folo cuore , e una bocca . Priina , che_^ Ireneo confumafle il fuo gloriofo martirio ,
ftioi ftroClement e AlefTandrino compofe da quali ognuno puo agevolmente conclu. , che non erano meno forti de trapafliiti re
i ,

lla

religione , e del fecondo chiefa


.

fedeli

che vilfero vtrib

la

e ful principle del

terzo feco-

Imperciocche oltre 1 aver egli che tanto era negli animi loro ranoflrato, :ata la fede , che neppurc colle maggiori forde Principi piu potenti pote ella cflere cfCriftiani , i gnata ; ofiervo ancora , che ali aveano ottenuto da Dio la libera potefta di gliere ,cio , cheavrebbero voluto , aveano
della
i

:onfentito

immobilmente

alia fanta

religio-

dimoftrando pronto lo fpirito a credere , alunque dogma foflfe liato loro propoflo dal rbo,ch e la verita ftefla (^),la quale non puo Sl om P a fannare , ne puo eflere ineannata . Circa / n s~^1 ei tempi medeiimi 5 ne quali S. Cleinente npofe fuoi Strom , Tertulliano An tore inne , di cui abbiamo altrove parlato, pubbliil fuo Apologetico (4) , e ragionando de Non j\um Icli , che allora viveano , cosi fcrifTe Criiliani della loro canfa.Sanno eglino Woshemius nono e eflere pellegrini fopra la terra , e di avere in S
i

**"

lo la
jnita,

gente , la fede,la fperanza , la grazia,la loro (c). Si trovano parecchi uomini,


.

odiano a morte . Ma da quefti ancora de criiliani . Poiche arrivano una vola conofcere la veritu , che ignoravano per lo Tato , e incominciano a odiare cio, che fu 10 , e a profeflare quella religione , che priaveano in abbominio e orrore avuta , e fono
uali gli

(cono

*?

.,

D
MO
efll
.

C O
i

U M
fi

tanti

eflcre

prefentemente , quanti dicono d Gridano noilri nemici , efler gia da


le citta
,
i

noftri affediate

ritrovarfl ne
Criftiani
,

campi
efler ab

ne cdlelli

nclle ifole

ed

bracciata la fede loro dalle perfone di ogni feOTo e di ogni eta , e di ogni condizione ; ma non ii

yergognano
Gesti Crifto
alle

della loro credenza

feguaci

ii y ne pentono di aver acconfentit< maflime del Vangelo . Altro loro non di fpiace , che non effere ftati una volta Criftiani Per la qual cofa glorianii eglino , fe fono notat da loro emuli , ,fe accufati , non fi difendo fe interrogati no confefsano , fe con dan
,

nati

ringraziano.
le

Avendo
Gentili
,

egli

dipoi

ripro
dili

vate

dcita de
i

numerati
,

gentemente
Cap.
4.

^e
i

foggi ug ne : avviene Criftiani a facriflcare a falfi


oftinati

principal!

dogmi

della nvoftrafe

chc provocat
,

numi

ricufano

e nulla curandofi
(b)

di efsere ripreil

da Genti!
infe
il

Cap.

come

trionfano

del

demonio (^)
cie

xxvu.

Lafcianfi amazzare per la dottrina , che gnano(c), e flendendo le mani verfo


lo
5

invocando quel Dio , che folamente ado (c)Cap.xxx. rano , per efser egli Poimipotente , il ibm mo bene , il principle , e il fine delPuoino, no. fl turbano punto , fe fono colle ungule lace
e
rati
,

fofpefi nelle croci

arroftiti

col fuoco

fcannati co pugnali, dalle fiere sbranati, e dive


rati
,

purche piacciano
,

al

Signore

Sono

tut

difciplina

ha

la

medefima fperanza
dalla Chiefa
,

Dio. Adunanfi ne
nati in

giorni

defti

un luogo dedicato al divin culto che unitamente , quafi formando uno


>

accioc
c

(luolo

valorofi campioni facciano, per cosi dire, za per ottenere le celefti benedizioni ; la

for

for

PHIMITIVI CRISTIANI
-za

127
Naa
(b)Cap.
f.

no

e grata al celelle Imperadore . a quefte firniliflime refpreifioni , che ufa (a) lib.

molto

eflo
>ni

medefimo autorene fuoi


,

libri alle

Cap.i.pag.

(<0

e in quello ancora

che
la

fcrifse

ipula(^), che allorafoiteneva efidente nell Africa , onde per


|a

dignita di

non recare
.

le tralafciamo . a* legsitori volentieri \ eneu an ,, 1! era minore larortezza neiia rede ne en,

.ni,che alquanto dopo fiorirono.Origene,che travvifse a Tertulliano , ne fuoi libri contra


Ifo evidentemente dimoftra con qual fervore xurafsero eg lino di coltivare una,virtu , che e il fondamen*fc confidence come la bafe ,

ditutte le altre
1

de* fedeli dell

Imperciocchc ragionando eta ilia , attefta , che al crea.

(c) Lib. v. n-

folamente rendevano il divin culto (c) , (d) Lib. r. ^ piuttofto farebbero morti , che attrtbuire )io 1 uppellazione di Giove (d) , e che prima r are , o dire qualunquc cofa , che potefse () Ub.ru he leggermente pregiudicare alia loro ere- *
e
n<a
:

iza

(i).
2 10

di
3

avrebbero fofferto qualflvoglia fuppliQual fofse eziandio la fermezza nella (0 Lib. v i. c XXllK&: quei criiliani , che ne tempi di Martie di Decio ancora furono prefentati a
*

iunali

comprendeil facilmente dalla


,

Iftoria

Eufebio

Cefarienie (/) e dall Epiilole di

Hipriano fcritte a quelli


.

che nelle carceri

(g)

10 perlaCrillianareligione rinchiuil

3(^)6

*aEpift.
Lv

Dionifio Alefsandrino

Quefli fcrivendoa

V
.

io io

Vefcovo
,

e dandogli parte , ch era avvenuto nella fua Chiefa Alefdi


,

Antiochia

Iriria

contro de noftri prima che fofse ro pub. \ ilb BO"* V J j rx r rfx gli editti da Decio , prefero , dice (b\ i VI .Hift.Ecitili in primo luogo il vecchio Metra , e C I. c. XLI. avendo egli voluto dire certe profane 3 ed E Jit. Taulln p )ie parole., che gli aveanocomandato di pro,
fe>

DB-COSTUMI
ferire
,

lo percofsero co

bafloni
,

e con acut
,
1<

canne

gli

pungolarono laficcia
,

e gli oC:hi

itrafcinatolo fuori della citta

crudelmente lapidarono.Afsalirono dipoi una donna criftian per nome Quinta,econdottala al tempio degl doli,le ordinarono , che adorafse quelle falfe d vinita. Ma non avendo ella voluto cio fare , le
I

garonle firettamente i piedi , e flrafcinandol per le felciate , la batterono co flagelli , e nalmente le tolfero con lapid aria la vita . Ter
fi

minata quefta lugubre tragedia , corfero tutt unitamente a faccheggiare le cafe de fedeli e ognuno che fapea di averne de vicini , fubit correva a fpogliarli , e togliendo per fe qu^ lunque cofa di prezzo , che aveffe trovata bruciava le altre , e faceva si , che la citta
,

ritrovato prefente , paref chiunque e prefa aforza da nemici. I poveri cr aflalita,


fi

foflfe

fliani

del

per non efpcrfi temerariamente agl inful popolaccio , fuggirono , e foffrirono pt


Crifto
5

amorediGesu

Redentor noftro

corr
v<

quelli appunto de quali parla 1 Apodolo , lentieri , e con allegrezza i faccheggiament e le difgrazie . Non vi fa , fe non che unc fbrfc di loro , che moftroffi debole , e cade m Fra feramente nel errore del gentilefimo
.

tanto avendo
fanti

acquiilato la
,

palma

del martiric

ed Apollonia , che forteme te combatterono per la confelfione della noil religione,e infiniti acerbiffimi tormenti foffrir
Serapione

no,non fu lecito per lungo tempo a feguaci d vero Dio di caminare di giorno , o di not per le pubbliche vie , mentre gl idolatri and vano per tutto gridando , che fe qualcuno n avefTe voluto proferire quelle empie parol
farebbc ftato fubito prefo
,

e dato alle fiammt

Or

DE*
>rfe

PRIMITIV! OltSTIANI

non foflero ftati ben fondati nella credenza , come avrebbero mai , non fomente fofferto con pazienza , maeziandio con icgrezza tanti travagli , per mantenerla intene loro animi ? Ed e certamente mar*viiofiulma cofa , che in un numero quafi innuerabile di peribne , che in Alexandria allora, ofeflavano il Crifti anefimo , uno folamente fi rovafle che vinto dal timore , e forie ancora Il atrocita de fupplizj , miferamente ncll erre precipitaffe , e gli altri tutti rimaneflero ftanti nel loro propbnimento, ancorche fi
i

fcdeli

?ra

:deflero aflfediati
iti

, opprefli , abbattuti , ftradagl Idolatri, che a morte gli odiavano.Ma viva fede non fiUfcia vincere,ne temepunto disgrazie , e ie piu gravi calamity, anzi mannfi ella, mentre fi vede perfeguitata , c ne*

ivagli

fi perfeziona maggiormente , e fi au^ mta ne cuori dei mortali Che fe , come ao


5 .

la S.

Cipriano , nelPAfrica , c in altre pardel mondo ancora parecchi deboli fi ritrovaao , quali ccdettero al furore della perfecu-r
i
>ne

e vinti dal timore, agli idoli cmpiamen-r , facrificarono , con tutto cio molto maggiore
il

numero
o
,

di coloro

che per

la

fede le car-

ri ,

efilio

^plizj
)lti

con

, perdita della roba , o i incredibil coraggio foftcnnero ; e

la

ancora de caduti fi ritrovarono , che ntitifi del loro fallo , o a giudici fi prefentaao confeflando di eflfere Criftiani , e rifarci10 il danno , che a loro itefii aveano fatto
r lo
ri fi
, 6 a gravifTime penitenze volenfottomifero,a fine di riacquiftare cio, che debolezza , e colpa loro aveano perduto

paflfato

ilungo farebbe
inucio Felice
,

il

rapportare tutti i pafli di di San Cipriano 3 e di altri ,


I

onde

JO
fi

D &

C O

U M

bnde

puodirnoftrare, quanto 5 viffero nel tcrzo fecolo la fcde ne Criftiani, che moltiffidella Chiefa.Frattanto egli e certo,che

fofle ecccllente

quell eta, per fi fegnalarono. virtu, in modo particolare quefta che nella citta , c ne* Furono parecchi coloro ,

mi de

noftri in

mantenere

illefa

fcaftelli

da nemici del Criflianelimo^cannati^ E non e potfibile a noi il acquiftarono la corona.

rinvenire il numero di quegli altri , i quali na? e fcofi ne monti, e nclle folitudini dalla fame , e dalle infermitk opdalla fete , o dal freddo , o dalle ficrc aflaliti , moo da ladri
Prcffi
,
,

Alex. Eufeb.

meno illuftn gli elem? ap4 rirono () . Non furono lib. e di forct-zza dati da noftri maggiopij di fede , vi.eap.xLU~ ri ne tcmpi di Valeriano , e de fegaenti Imps>

^f If
Tanrin.
,

Circa T anno dugencinquatotto di fi Crifto , Valeriano fcriife dalla Perfia , dove lettere al Senate , per J ritrovava, graviflime che i Vefcovi , i Freti , e Duq-uali ordino Sena coni foffero(i) crudelmente uccifi; che uomini egre gj 5 e i Cavalieri Romani. torij egji
ratori
.
, i

che4>roFeflavaiioilCriftianeftmofotrero fpogii e delle fuftanze loro , e fe per


ti

delle dignita

feveravano nella religione , fofle loro recifo le facolta , ch capo; che le matrone perdcflcro mandate in efilip; che foi pofcdcvano, e foflero a fero ancora confifcati beni de Cefariani,i la fede , li aveano confeffato , o confeffavano di Ctriare legati fi mandaffero alle pofleffioni 5 Province! Comando ancora a Prcfidi delle noftri incrudeliflfcro , e fi guardaflfen contro bene , di non permettere 5 che negli ftati , il dil^tas quali crano alia loro cura commefli,o Criftiana religione fi confervaffe la o fe Grandiffimo fu il co-aggio , ch ebbero allo ra i veri fedeli . Subito che ne furono
i

q"

<

vi-

DE* PKIMITIVI CRISTIANI.


*ati
,

in vccx- di

pen fare

a* fupplizj

che loro

^reparavano , volfero il penfjero alia immoriu promefla loro da! Re de cicii , e della ra , e dimoftrarono di godere piuttoflo , die

doveano ncl nome di GesuCriilo. Moltiffimi ora , oltre S. Cipriano , e S. Sifto Papa ao iltarono la corona del martirio Sono celcbri
tenu-re
i

martorj

che

foffrir

ufeflfare

il

furono gettati neilafofL lella calcc viva,e pel aumero grande diedero loinc di Mafla Candida al Inogo, dovt furono rtirizzati (^) Innumerabili altri neU AfriAfricanijcke inlltica
.

nclla

Spagna
,

nellc Gallic, nella

Italia

dcnr.

Hy

la

Palcilina

e nell Egitto ainfiniti pericoh.

3atimenti

fi elJDofero , per non mettere in icolo la loro fede . Tralafcio gli atti de Sannartiri di quefta eta^rapportati dal Ruinartje

Bollapdiftijper non dilungarmi.c per non rcnoja a leg^itori. Baftera iblo, per compren-

quanto foflc grande ne* Crifti-ini ^ii qucl ipo la fedc t rifcrirc i fentimenti di S-Dionifio (covo di Alexandria, i quali fono da Eufebio
i

diligenza

defcritti

nel fettimo libro della

riaEccleildflica?;^) Venni,dice cgli,accom;nato da Maflimo Prete, da Fauilo , da Euio , e da Chcremone diaconi a trovare Emi-

0,e con noi ancora entro an Cnltuno di Ko. Non mi difse fubito fcopertamence il giu? , che io non celcbrafli le adunanze 3 pers>

-a.:

j-

E^

-,

Taur

:che quefla era

uitima cofa , ch egli avca erminato di comandarmi , qualunque voita avert! fecondato le intenzioni del Principe.
I

>poiemi

emonie
t

egli pertanto di deteilare le noilre e di abbandonare totalmente il


,

iftianeilmo
lafciata
la

dandofi a credere

che

ie avefli

vra

religione I 2

gli

altri

ancora

avreb-

32

fc

U M

avrebbcro facilmente imitato il mio efempio Non mi fu di meilieri ricercare da lontano


che
io

1<

dovea dargli . DilTi adunque rifpofte 5 ch era necefsario obbedire a Dio piuttoilo , clu agli uomini, c apertatnente mi protsftai , non avrei mai adorato altro, fuorche queilo Quale e 1 unico vero Dio , ne avrei procurato che alcuno de* noftri fi difcoftaffe dalla fin credenza. Per la qual cofa ordino egli , ch
ch<

foffimo tutti condotti a un luogo vicino


litudini
,

alle fo
.

qual luogo e appellato Cefro M cccovi le parole , che furono allora dal giudi ce , e da me adopratc in quella guifa appunto con cui fono riferite negli atti . Introdot Dionifio Faiido , Maffimo , Marcello , c
il

Cheremone
folamente

Emiliano Prefetto difse


,

no

5,

in ifcritto

ma
,

eziandio a vocc

vi avvifai della
3,
j,
3,
5>

clemenza

che

noftri Prii

cipi ufano verfo di voi. Eglino vihannocoi

ceduto
ftodi

di vivere

la iiatura

richiede
loro

purchc flicendo cio , voi adoriate gli Dei


,

cl

del

impero

vi fcordiate

5, 3,

quellecofc, le quali alia natura ripugnan Che rifpondete ? Spero , chenon furete gratiallaumanita , e clemenza, che vi c
i.

moftnmo
5,

j,
,,

iludiandofi eglino di trarvi a i , guitare migliori cofe . Rifpofc Dionifio 5 n tutti gli Dei fono adorati da tutte le nazion

3)

35
35

ma quelli folamente ognuno ferve , c onoi che crede efsere degni disi P gran nome la qual cofa noi rendiamo culto a un fob D il quale e creatore del tutto , e ha dato pero agli Augufti Valeriano , e Gallien Quefto Dio noi preghiamo per lo (labllime
.
1

ii

to, e la

confervazione della loro potcnza. Emiliano e chi mai vi proibifce , fpofe


:

voi

BE*

PR1MITIV1 CRISTIANI

IJg

voi non adoriate e quefto , ie pitr anch egli e Dio , e gli altri , che fono veraccmente

chiamati Dei ? Imperciocche vi ii comanda , che rendiate culto a qucgli Dei , che da ttitti fono riconolciuti per tali . Rcplico Dionoi non adoriamo altri , che quefto . Oraconofco , ripiglid fubito Emiliano ^ che e fcimuniti , onde voi fiete ingrati infieme non apprezzate la clemenza de noflri Imperatori.Laonde non rimarrete in quefta citta,
nifio
:

ma

farete mandati in quel luo^o delta Libia, che Cefroc apprlfato . Qucflo luogo ho 10 fcelto per ordine de Sovrani . Non vi fafa pertanto lecito in avvenire di fare le voftre Che adunanze , ne di vifitare i cemeterj fe taluno avra 1 ardimento di coritrovenire a
.

quefto mio comandamento , fara egli giuftamente punito ,, . Ma Dioniflo febbene era
ito trafportato a Cefro fo(Tc flaco prefentc ,
,

tutta

volta
la

come
Chiefa

governava

.lefsandrina.

Fr at tan to molti cittadini di quelvolentieri con eflb lui in qucl luomttropoli ^ fi ritirarono , e parecchi altri de circonvini paefi
,

molu

dalla dottrlna

e dalia pieti,
.

dalla
^

fama del fanto,cola (i portavano atrupt per vifitarlo , e dimorare con efso Ini
,

entili incitati dalla invidia

e dall odio

che

Drtavano a Criffiani

compagni
:

, appcna giunti Dioniflo, cominciarono a perfeguitarli , c

furia di faisate tal volta

procurarono
il

di togli e-

Signore la via at nto Vefcovo di propagare per mezzo delta redicazionc la fede . Imperciocch^ molti gen
.

loro

la vita

Ma

apri

difpregiati i fimolacri loro , a Dio fi converrono , mentre prima di quel tempo a niuno ui era riufcito di annunziarea quella mifera
ii

I 3

gen-

e a
gente
il

T
fu

IT

creduto , die Vangclo ; Heche del Signore fofsero lingolare provvidenzi


confinati in quel luogo
.

per (hti

miniftri

della vera re-

Ma perchc potefsero dire maggiori ligione della coftanza loro nella fede , permife fcgni raltiffimo Dio , che per ordine del Prefettc
Emiliano mandati fofsero in un paefc afsai e foflero giore , cioe nella Mareotica ,
gnate lore
cgli
peg,
afse-

varie terre , dove in tal guif; fofsero diftribuiti, che qualunquc volta avefst voluto 3 potefse averli nelle mani . Erai

Cefro allegramente , ^quan portato Dionifio a avcffe prima avuto notizia d tunque appena
quel luogo; ma fubito,che intefe,effere mandato da Emiliano , die trafportato
Collutione,
fi

ftato co
foffe

dolfe alquanto
,

h regione
ripiena.

era di ladri

Qnando

, perciocche qud e di uomini fcelleral pero fenti egli da Criitiani

die non era molto diftante

il

luogo dulla

citta

rimafe un p^ confolato , poidie avrebbe pott to trattare conperfone dabbene, c avrebbe ag volmente con cfle celebrato Ic facre adunanz
1

Ma
ne

la moltitud egli e incredible il defcrivere della gente , che allora nell Egitto , e nell
,

regioni circonvicine dimoftro


.

quanto

le fof
,

acuore il Vangelo , e quanto foflfe ferma nella vera credenza Bafta


folamente
3,
3,
_,,

coftante

mcntoya:
,

dice Dionifio

, ,

che uomini
donzelle
,

donne

giovani
,

e vecchi

e a

35
.,,

tempate foldati, e villani , in una parol; qualunquc forta di perfone di ogni eta, altre c ogni genere , di ogni condizione
>

flagellj

altre col

ferro

altre
la

col fuocc

3,

vinto

il

nemico

acquiftarono

corona,

Cos! egli . Trovaronfi ancora in quei mede mi tempi nella Paleflina de Criitiani , i qu.
aven-

DE PRIMITIVI CRISTIANI
vcndo
udito
,

135

gentili contrp fieramentc incrudelivano , e pcirecchi e noftri


citti
i

che nella

omini , e donne per la vera fede combatendo vincevano 5 sccufarono loro medefldi codardla , onde prefo fpirito , e coragii io , dalle ville , nelle quali abitavano , fceero in Cefarea , e prefentatiii al giudice conda lui effarono di effere Criftiani , e
furono^ ondannati a eflere sbranati , e divorati dalle Tanta era la fede , e tanta la fortez:ere

(^

dc Criftiani del terzo fccolo in foftenerla . )nde non e maraviglia , che talvolta il Signore
;a

della virtu Ioro,gl ifpirafle a efporfi a bmiglianti pericoli , affinche prello giugneflero
n

premio

. Poiche tens a uno goderlo nel regno de Cieli lui , non farebbe (tato lecito , peciale iftinto di

)Hmadi

eflere prefi da gentili, fidarfi temeraiamente dclle proprie forze , e prefentarfl

pontaneamente al nemico , e metterfl in peri:olo di abbandonare quella religione , per la fan[uale fimoftravano pronti di perdere col la vita Non fu minore la virtu de noftri jue
.

la

naggiori , cheallora, quando prefo Valeriano Perfiani , e Gallieno foloregnava , fioriro10


.

Dionifio

AlefTandrino

di

cui

abbiamo
( a )LJb.
c.

)ocanzi fatto

menzione
la
;

b Eufebio (6)
?er cosl dire
fa

defcrivendo apprefpefte,che in quei tempi avea,


, 1

defolato

Egitto

in

quefta gui-

xxn.

nelle fuc

u.

lettere indirizzate a fedeli ragioSoffrimmo noi molte difavventure , prici fopravvenifle quefla
si

ma che
,

grave, e

fu-v

nelta disgrazia. Tutta voltacelebrammo allora i noftri giorni feftivi , talche ogni

luogo

in cui ci
la

po , o la carcerc

ritrovavamo , ofofle il cam* fblitudine , o la nave , o la Italia ,


3

ci

ferviva per tempio

EgH

14

e dif-

t 3
difficile

&
i

**
il

CO9TUMI
comprendere brevementc

ancora
fedeli

ne feguenti anni fino a Dio, cleziano Augufto operarono e contro la fuper(lizione de Gentili , e contro gli Eretici altresl, per confervare illefa la fanta fede . Eufebio Cefarienfe diligentiflimo fcrittore degliavve(a) Lib.vil. nimenti , che alia Chiefa ne primi tre Secoii cap.xx.Ym.fucce dettero 00 , chiaramente dimoftni, quan*c^ to fotto Aureliano , e ne fufieguenti tempi fino a Diocleziano in quefto genere (1 fegnalaronoi
cio

chc

noftri antichi . Che fe per la lunga pace , die godette la Chiefa alcuni li raffi eddarono , c non procurarono di vivcre in quella guifa , che Gesu Criflo prefcriffe negli. Evangelj a fuoi feguaci , Iddio fommo reggitore del mondo , di tempo in tempo permetteva , che fi movefilero le perfecuzioni , o pure le minacciava , co me avvenne quando imperava Aureliano, appena fottofcritti gli editti contro di noi b quale finl di vivere ; affinche i noftri firifcuoteflero ibid. c.XXX. _ _ _, emendaflero (fr) , e fi ftudiaflero di mantene31^. re fempre viva la fede ne loro animi . E giao che abbiamo fatto menzione delie perlecuzion mofle per emendazione de Criiliani , fa d uop( rivocare a memoria , cio che abbiamo di fopr; Trefar. (c) riportato , defcrivendo un paiTo di Euf^bi
.
..

.,,

. .

"

lib.

niedeflmo, il qual paffo riguarda la carnificin; de noftri cagionata dalla fierezza , e crudelta d Diocleziano,di Maffimiano Erculeo,edi Galeri* MafTimiano. In fatti erano ftate moke le differ iionitra Vefcovi,eil primiero fervorede nofti era molto diminuito , quando ofcuro il Signor nella fua ira la figliuola di Sionne , e tolfe al BofcK fatto la gloria d lsdraello , ne fi ricordo dell viii. fgabello de fuoi piedi (d ) . Sommerfe Iddi nazione , e di ftruA

OUSTIAN?
ruflele
tiitte le

IJ7
( a ) Cap. ft.

fiepi

Si

uefH
rutti

tali
i

oracoli (d) nella


i

adempirono allora Chiefa Furono di.

facri

cempli da ncmici, bruciati


divini
i

libri, pag. 381.


,

he contenevano
?guitati
i

ammaeftramenti

per-

e ftraziati

paflori del Criflianeflmo.

disgiunfero i malvagj da buoni , poiche ccendo alia crudelta de Tiranni rinnegarono la mta fede , e i veri Criftiani come il grano pel aglio dalla inutile paglia , cosi da falfi fratelli el furore della perfecuzione fl fepararono .
r

edeanfi per ogni

dove foggiacere allegrameni

e a

gravitflmi tormenti

)iaconi efpofli

agl infulti

Preti , c i Vefcovi de Satelliti, eflere


:

ondotti
il

come

pubblici malfattori

al

fupplizio

reilo de* fedeli condotti


,

er elfere sbranati da leoni

o negli anfiteatri , o ne luoghi dove

rano afpettati

per efferc bruciati ,o trucidati, crocefifTi , o con altro genere di tormenti priati di vita da manigoldi . Tutto cio volentic,

>ifto

fopportavano que forti campioni di Gesu , per confervare ne loro animi illibata religione . In tutti i luoghi della Grecia , (&)
Egitto
,

Fenicia , della Paleftina , ;elF Arabia , deH Afia , della Frigia, deila Capadocia, del Ponto, della Italia,delle Spagne, di
lell

della

K?

utto

il

Romano Impero
, i
i

Pallia

ove comandava Coilanzo Padre


palazzi le cafe
,

( cccettuatane forfe la di Cole

bntino )
e piazze
,

Chiefe

le

vie

fiumi

il

mare medefimo vedeafi


.

fangue criftiano Ella c malagevol :ofa, dice Eufebio (c),numerare la gran molti- () udine di uomini , e di donne , che la fermez- P a 6 ;a loro nella vera credenza e colle parole , e_* :olle opere in quella eta dimoftrarono . Altri ;rano colle fpade uccifi , ad altri erano fpezza:c le ofla dcllc gambe a e delle ginocchia , ad

into

di

I>

C O

T
fi

U M

altri fofpefi col capo air.mgiu poneva fotto il fuoco , acciocche col fumo foffero ; ad altri erano tagliate le orecchie , il nafo , e Era un orrendo fpettacolo il volgere le mani
:

foffo<.\:t

verfo , e rimirare molti (ulgli occhi per ogni Ic gratkole arroftin , molti an\:otatf , moid
valli , ne pozzi, nv!l,j fo -aci precipitati nolle ripienc di viva calce. Vedevanfiparecchi p,r-

fone diogni eta,di ogni condizione,e dviruno,e


dell altro fefTb quail igni di, c sdrajat? in terra, per eflfere o col piombofquag!iato, e arc r bol-

Icntefcottati

che loro
ciati
.

trapaflafifero
t

o tormcntati con acute canne le Ibmm Va dalle dita , c


*

per tutto
I

il

corpo con

inefplic.ibiii

manierc

cru-

giudici , febbenedefld^rofl di vieppii incrudelire control fervi del Crocefiiio , tutti

volta o per eflere llracchi , o per non trovar< nuove forte di martor; , mutavano conflglio ecolle carezze ,procuravano di fedurre quelli che non aveano potuto vincere co fuppiizj
ne le frodi , n? le granpromefle , ne veru na cofa, o trida o piacevole , ch ella folfe pote mai dimovere i Criitiani dal loro fant proponimento . A Eufebio aceonfenton3 gl altri Scrittori , che viflero in quel tempo
,

Ma

le difgrazie allora fofferte dai fedeli,defcri(Ter Ca) . Dopo ancora , che furono tolti dal mor

perfecutori , e fu la pace a Criftianirc da Coftantino , il quale ifpirato da D morr. Per- abbraccio , e ftudioffi di propagare la fantafi 5 fecutor. c. ^ e furono coilanti moltifTitni de noflri n ^ Xl eiq P ro ^el^are ^ dovuto culto al Creatore de! r
Caecilhis
, i

do

Tract.

Dz~>

ftituita

^ ? il.opp.-,acr.
t

q *T

Edit. Tans,
.

A univerfo , e al Verbo , che per la infinita cli. ^ menza lua verlo i mprtali incarnatoti , anni all umano genere la verace , e ftabile beatiti dine E chiariflimi certamente furono gli efer
.
arre<

PKIMITIVI CRISTIANI
i

ne diedcro i fcdeli , i quali in quei, che eti ab tavano nella Perfla (a) , e in quella /jA$ ozottie ; irtedel Romano Tmpcro , che era da Licinio m s iib. n. govern ata . Videfi eziandio allora maravi- Hi iofamente dilatato per tatto il mondo il Cri- p.
,
")

anefi-Tio, talch?
?rfo
1

i German!, i Cdti , che Oceano abitavano , i Goti , ipopoli al


,

(b)

anubio vicini
.rbare
>fero

gli
all

Ebrei

Perfuni

e altre Hb*it.c.vnu

Evangeliche Icggi fi fottoe imprefero a offervarle con efattezza ). Fabbricavanfi delle Chiefe nelle citta , e
,

nazioni

P n S-

43 J*

all Impero ; eranoper devote leadunanze; e in ^ tto frequenti , fi cantavano le lodi del ncftro Re;ni luogo Arianifmo grandif.-ntore GesuCriflo.Che fe

:lle

campagne foggette
e

^
>J*\

ozotrlt

AS[

no danno apporto

alia

Chiefa.e le Iid 5 e
i

le difi

Jtufeb. rrz11 T T s^. rr andalo negii amrru degli Ortodofli , con tutto -p ^ * * si n l o la maggior parte di quefti tanto erano perge io lib. r. afi della verita della loro credenza , che qua- cap. iv. v
i

nfloni tra* Vefcovi ca^ionavano


i

fovente dello

W
f
pq

\ i J*
J
.
,

nque calamita,e disgrazia avrebbero piuttoilo che diffimulando , e negando pregiucarle in qualche parte (^) . Non puo negarfl
fferta,

g
l

no r /acj

che fe moki di quelli lulare Coitanzo Imperatore ,


jcora
,

quali o per nac h os opernon per- zom.Hb.


i
,

^re le di^nita
:

e le fuftanze loro

o per

efle-

fe( l1 *U
J

Socrat,
-T

fhti ingannati dagli Eretici, prevaricarono,o diedero a una vita diffoluta, e mondana,pero
al

tto
:

ro"a

Pfrnpero di Giuliano , il quaie moOe guer- Ce) CrilHaneflmo , fi ravvedeflero , e tornai- Soc .,iir. vivere piaraente , e talvoka fopportaf- fe
,
>

Vkle_>

at

cap- iv.

^ OZCM
.

ro

confeflando

la

fede

con pazienza

,
,

e con e di-

m en

lib.

v.

credibile fortezza,di
ietati

fupplizj

dicendo
j
-I

, che o fcrivendo efprimere quanto , 11 j loro videro cordogiio, allorche


i
T
,

animo i piu gravi (e). E non vi e uomo


.

icli.cnp. il

ria-

D*
perftiziofi riti,

COSfUMI
i templi , rinnovarfii fu* beftemmiarfi per le citta il nome

mpririida* Gentili

del maeftro , e liberatore dell uman genere , e toglierfi a Sacerdoti di Gesu Crifto i privile-t

&

t-

YT;A Xii.ii
l>ag.

. Ma quanto srandc era v i t tore Coftantino (a) il loro dolore mentre tali cofe vedevano , alin. trettanto era fingolare la gioja , che interna-

? D
c

fit

gj

che loro erano

ftati

conceduti dairimpera-

mente provavano, quando erano


fupplizio , fanta fede
gliarfi in
. ,

condotti

al

e crudelmente tormentati

per

la_*

Godevano di patire e di aflbmiqualche modo a Redentore quells


I

(b)Tlieodo. Yergirii , que Sacerdoti di Afcalone, (^)i ict. ibid. c. e quali feppero , cloverfi fegare loro il ventre , vn. p. 115. r ipi e ni di orzo , effere gettati per cibo a majali. Gioiva Cirillo Diacono di Eliopoli , allorcW

ben intefe , che in breve farebbe uccifo da coloro , i templi de


(c) lbid

ilato

prefoe
ave;
;

quali

diftrutto

(c)

e
(
il

volentieri

come in fatti Marco Vefcovo di


,

avvenne

Aretufia-.

jf

i\

quale per lo paffato avea feguitato PAriama per efiere ftato da S. Gregorio Na , ^^ r zianzeno eda Teodoreto (e) e da altri an, ^* cor celebrato con alte lodi , fa duopo credere

nifmo

<+*j

(<Q

K F

"

ultimoravveduto)volentieri dill Marco efpofe agl infulti de nemicidel Cri ftianeflmo, quando leppe , che per cagion fual fue pecorc erano da loroperfeguitate.Ma quan do fi vide fpogliato delle fue vefti 3 e afpramen
(1

che

foffc all
fi

te battuto , e flagellato , e dipoi gettato nel! cloaca, e quindi levato , e dato a giovanetti acciocche cogli ftilt loro lo trafiggeffero, e final mente invoke in una rete , e unto di mele,

fofpefo in alto efpofto alia sfe rza del caldo e dalle vcfpe iinche foffe punto dalle api
>

ai
,

lora

okre modo

allesro.

non folaaiente no
di-

DE PRIMITIVI CRISTIANI
la

imoftrava niun fegno di dolorc , e di lamento, dv-ridtva eziandio i fuoi carnefici . Vide
uel
fortiffimi Vefcovi per la religionc e moltifiimi nobili privati delle cache onorevoli , che fbftcnevano , nelle cit~

tempo e
(a)
,

filiati

J* tus |j*
.

eferciti (c) , e foldati fpogliati ca JX Jn-" p. t[ cingolo niilitare (^) , e condotti al Tripoli- Han. Epift. o coloro , che aveano fotto i trapaflati Prin

:(&)

e negii

piottenutole piu illudrl di^nita nell Impero -n *^\ r 1 utta era in quel tempo la Chiela in conr TkT 3 V i- C ifione Non era lecito a rrelati o di rernurnelle loro diocefl , o di procurare, ^/) mire i popoli.edf celebrare con libertaleloro iunanze Affiggevanfi (^) in ogni citta editti ma ezian>ntrarj non iblamente alia religione 5 io alle facolta d infegnare , che per lo paflfato \reano ottenuta.Era loro proibito di fpicgare la lofofia C/0 5 e d informare la gioventu delle leg-

S?

n nus
.

zianz.Orat.

v IIITIQeiI
,

d"i-

ft.T.A.Orfi L. vi. pag.

UJ
l

l"

fcc
T)

ii* *

(b) Qrcgor.

Nazianz. Orat f11

e della eloquenza.
i

Furono

allora efclufi dalle (c)Theodoc.

giovanetti, feguaci dell Evangelio, e rer. ibid. & cap. :acciati dallamiliziacoloro che profeifavano il xvt. & J da loro Kvllu riitianefimo . Ma tutto fi fopportava
uole

on lolo con pazienza

ma

con

*\

ilarita

ancora

IV- C.

2.

Ddimento. Egliecelebre tra gli altri il fatto iTeodoro Confeffore Antiocheno. Avea colandato Giuliano , che i principal! tra Criiani , i quali aveano trafportato le reliquie de* nti Martin ( cantando il verfetto del falmo , ^
rnfondanfi gli adoratori dcgF/doli , e qudli , lifigloriano ne* loro fimolacri ) nella citta di

(d) Id.
1I1

Jib.

c.xvu.
LJI,.

c.

^xvm. IU

pure lolatra , prcgo tuttavolta 1 Imperatore di mtar con fig! io , non perche egli foffe favorevoa Crifriani , ma perche non voleva , ch eglio fi gloriaffero di avere per opera de Gentili
:

.ntiochia, foffero prefi , e cailigati . refetto del Pretorio , fcbbene egli

Salluftio (g)THeodo. * era rct lblti c *


*

(h)

ac-

142
-accrefciuto
5

DE*
il
,

COSTUMI
loro Martiri
.

numero de

Ma
fde-

ilcccme e vide

clie Gitiliano

ripieno di
>

nella fua opinione grio perfifteva fuOfc fubito prefo da Satdliti un

ordino

che

giovane per
,

norne Teodoro

che accefo
pel foro
.

di

zelo
,

libera-

che gli riufci di averlo nelle mani , comando , che dal la mattina fino alia fera gli fl dalle i! tormento dell eculeo , e Bflc battuto , e flagellato, o colle ungule fcarnificaco ne lombi . Efeguirono rnanigoldi lafentenza delPempio prefet to, ma ficcome non riulci loro di p^rvertirlo , fera lo caricarono di catenc , e lo rinferrarom nella prigione . Giuliano vinto dalla coilanza d: Teodoro, comando che nonfoflero tormentati , Criiliani , e diede ordine , che fofle ancora giovane liberate . Dimandato queili, fe ave 5 provato ne maggiori patiment: alcun dolore rifpoie , che ful principle foffri qualche pena ma che alquantodopo gli cornparve un uomo
i 1; i

mente caminava

Subito

ilqualccon morbido fciugatojo levavagli il fu dore dal voito ,e confolandolo 1 animava a lop
portare
i

travagli
il

conpazienza. Che perci


rallcgro nulla^quando
,
i

non (blamente non


nefici cefsarono di

cai

form en Carlo

ma provo

an

cora grandiflimo difpiacere , mentre quel t; pcrfonaggio , ch eragli comparito, immant: ncnte difparve , Tolto dal mondo per fingolare provvidcr za di Dio PApoflata Giuliano , refpirarono a quanto i CrifHani , e fu all impero efaltato viano , il quale fotto 1 Apoflata per la fanta f( de avea depollo il cingolo miiitare . Do[ alcuni mefi morto Gioviano 5 regno Valent niano , che avea per amore della religione
Gi<
v<

lentieri Ibffcrto

Peillio

e tanto fu forte ne!


fe-

DE* PHI
.ie ,

MITI VI CRISTIANI

145

che prucuro , ch tlla fi mantenefle , e fi tutto il mondo. Ma nell Orien:>pagafle per r empio Valeijte avcndo abbracciato 1 Anifmo fieramcnte perfeguito i Cattolici , Mali diedero cvidentiffimi fegni della loro mczza nella fecie Potremmo noi addurre )ltilTiaii efempli per confcrmare quefta (a)
,

(<z)

propr)flzione ; ma perche la mole del TheoJoret. Hift. ro ne impedifce , ci contcntercmo di un folo CtXlv> Pa 3portato nella ftoria Eccleflaftica daTeodoreriflima
">^.

0flTervando,che non parrebbe forfe coiii tanto gjj^ .raviglioia , che i minitfri del Vangelo ve- nn. Socrandofi altriefiliati (6) , altri coftretti a entra- tcm Jib. JV .

-^

nente

una barca per eflerc con efla inceneriti (f), ca P ^i.fcq. Sozom> Jib ptTche iapevano , che moltiffime Chiefc 1 c v ttoliche erano prive de Ioro padori , indot- fe )er carita a deporre la (d) Eccle/iaftica ve/lc , prendere divcrfo abito . per vifitarle libe- /, x T Cb)Theodoc 11 j 11 r j e
in
-

ri

r i

conkrmarlc

nella verita della rede, ret.ibid.cap.

ieflero ne -travagli,mentre attendendo conti- xin. amente al fervizio del Signore , maggior vire

acquiitavano per fottoporfi a .qualunquc


,

( c)

Socrat.

ulto

patimento.

Ma

fembrera certamen,

ibid. c. xvi.

ad

e le

ognuno cofa ilngolare e forprendente , donne ancora andaflTero incontro a piu


rendere col
ret

pietati fupplizj,affinche poteffero

VanRac- (e) IbiJ. nta adunque Teodoreto(e) 3 cheavendo Va-xvi. xvn. ite cacciato dalla Chiefadi Edeflli il Vefcovo e avendo udito rfe che fedeli non voleigue loro teilimonianza della verita del io,a cui, fenza punto efitare 3 credevano.
, ,
i

c.

ao comunicare coll eretico,che avea loro af^nato per capo , e paitore, venne in peribna
quella citta , per atcerrire colla fua prefenza eboli,e fare si,che almeno queiti abbracciaffeI

Arianifmo

Ma non

avendo

egli ottenuto

cio

44

**

C o

u M

cio , die fperava , ordino a Modefto prefett< del Pretorio, che chiamati afe tutti i latelliti e i foldati, che potea trovarc , fcompigliaOe 1 5 ^dunanze de noilri , e colle verghe , e co ba itoni facefle battere coloro , i quaii non avefler< prontamente obbedito . II dl feguente di buo mattino il Prcfetto efeguendo gli ordini del Imperatore 5 accompagnato da Soldati , mer
5

trepafifava per
in

portava aver frctta di giugnere a qualche luogo ; po che avea oltrapafsata la fquadra , fenza punt temere le impertinenze , e gl infulti di quel gente male avvezzata nella milizia. Immagin; tofl Modeflo della cagione per cui elia tant correva, afe lafece condurre, e interrogol dove andava , e qual cofa meditava di fare co di buon ora di quel bambino . La donna fen; rnoftrare alcun turbamento, rifpofe, ch el avea faputo quali infidie erano tefe da nemi del Cattolicifmo a fervidel vero Dio 3 om fi affrettava verfo il luogo dell adunanza , p

la piazza, vid-e una donna, ch braccio un bambino , e moilrava c

non perdere

la occafione di patire per Crilto. di acquifhre la corona del martirio infieme c

fuo figliuolino Avendo ciointefo , il prefctt c avendo quindi argumentato con quale all grezza , e godimento gli altri avrebbero ibffe to piuttoilo qualunque fupplizio , che lafcia di adorare come vero Dio il Verbo divino , tc
.

no

al

palazzo

ne informo

lmperatore

gli fece

capire, ch era meglio perdonare moltitudine, che cafligandola effere vinti


riportare

invece di gloria , vergogna, e fpiacimento . Tanto erano cridiani quali primi fecoli dclla Chiefa fiorirono, fermi , e ihnti nelLi fede 5 che aveano abbracciata .
,
.,

S. Ill

I)fi

i>JUMITlVl

CRISTUNI
Ill,

45

Quail fleno fcmpre ftati

principal?

degwi

dalla Cbiefa (C propofli a credere feguaci di Gesu Criflo .

MA
i

avendo noi finora trattato della fermezza nelfa fede,che veramente fu fin
.

pella

ere*

oiare ne* primitivi CriiHani,

raeione
,

e Pordine
.

che

ci
,

vuole certamcnte un dtU * r* fiamo prefiffi a At


j-

^guitare

che de pnncipali dogmidi efia fede on brevity , e diitinzione ragioniamo , affinche otiamo farci flrada a dimoflrare 5 quanto la eligioneconduceffe a ben opcrare coforo , che erano vivamente perfuafi e con tanto fervo? , e fortezza di animo la foftenevano . Egli 3 adunque uno de principal! punti della Criitiaa credenza il riconofcere, e il confeflar ferraatf

rr

IT

VI ft hilt

vii
/

icnte

la

efiftenza di tin
,

(<i)folo
,

picntifTtmo
^r
i

infinito

fommo

Dio , ottimo, immenfo ,


,
,

fQj ame

ne j| e

1C1

ft ragione , e per necefTita. di natura ornato lettere e contengono perni perfezione . creatore delle viiibili
li
*
J

S* che coila lua ammirabiJe prov- ^ 5 nn efprei-* * i-r r idenza regge,e dilpone tutto cio, che, veggia^. o avvenire nel mondo . Per la quaicofa deb- ancora a m , DOO effere fchivati , edeteihti g-Ii error! de piamentc_,
viiibili
i

cofe

ll

?ntili

, quali la pluraiita degli dei amnaetto- fono difeft 3,de Manichei, che beilemmiando dicevano daS.Gmf-. Dverfi concedere due principj eterni , Q nti

"fifariamente

efifl-enti
>

uno de

igione del
i,
i

bene

,,
y

altro

illquali e del male


;

ila

n^*"* leitulhano idi al- da Minucio


i

la

J?

quali alia materia attribuirono necefTaria efiilenza, o credettero,

una eterna,
che
il

Felice,da_-

mon-

Origene,
da Arnobfo,
c

3 vifibile jfia Ilato

agi

creatp

dagli fpiritiribelli , e male percio maivage fieno ancora le

co-

D E

C O

U M

cofe , die in effo contengonfi . Furono ezian dio ragionevolmente , e fono da Cattolici r

provati -coloro , i quali s immaginarono , ch Iddio (la come 1 anima del mondo , e che le an

me
fie,

noftre iieno
,

come
i

tante
,

ffiedefimo

e che

corpi

particelle di e tutto cio , ch ef

fupremo eflfei onde non edamaravigliarfi , fe if: V] , e dotti Crilliani , avendo letto in qualcur di que libri , che da pochi anni in qua for ilati dati alia luce che atto libero di Dio ,
fia

non

dalla natura di qtiel

diftinto

la ragiqn formale del efldenza delle creature e la prima ragion fo male dell eilikre delle creature e la efiiten loro : e che la eflftenza delle creature non il d

quale e

Djo medefimo,^

ronp

itingue dalla efTenza delle medefime , 11 arm di fanto zelo , e deplorando la jgnoran? e la infjlice maniera delj autore

diefprimerii
,

eHblibro, impugnarono ne liari un errore si moflruofo be agevolmente concludere


la eflettza di delle creature
fa
,
t

difcorfl loro

fair

da cui

fl

potre

la betlemmia, c Dio non fia diftinta dalla effen Ede certamente deplorabil c

che
,

in

uomini
di

dalla mente la cognizione o talmente lo defcrivono, che rappi Dio, fentandoio come eftcfo , e compolto , diilri gono la giufla nozione di lui , ch e dal lu

togliere cancellarii
i

un tempo , in cui parecchi malv; per dare sfogo alle paffioni loro rimorfl della cofcienza , o procura
.

di

della ragione dettata


bil
coili
,

ella e
tal

difll

deplo
trov.

che

in

un

tempo

fl

delle perfone , le quali per dimoilrare flngc rita di fpirito , e ditalento, fenza badar

parlino

quel che dicono, e alia proprieta de voc^bc c tali p , e fcrivano allo fpropofito ,

po

lofizioni

Dl PHI MIT I VI CRISTiANI . ammettano , che prefe fecondo

jj

Io_

giuilo fignificato^fono premefle


ic

di orrendiffi-

:oro eflere
1

confeguenze . No vogliono gia taluni di cocorretn , o riprefi dagli altri ; ancome fe a loro gravifUma ingiuria fi faceffe ,
ftati

imcntanfi di effere
iere

calunniati

e mfile

ma-

ritrovano per ifpiegare ci6 , che avrebero voluto fcrivere, e nongia quello che
_,

;ri(Tero

quando

il

naturale fignificato delle

arole
ar

ch* eglino

da princfpio

adoprarono,

che conduca , airerrore , e alia bellemMa fe hanno eglino voluto fignificare lia ofe affatto diverfe da quelle , che fcriifero , erche prima di metterfi al lavoro, non pefajno le parole , come doveano fare trattando nuterie cosi gelofe ? perch vanno lagnan.
i

ofi

diligenza itenzione
^
i ,

fono riprefi della loro poca attenzione, ? Non nominoio veruno Scufo la , ma riprovo , e detedo 1 erroed efbrto i Lettori qualora s 5 imbattono
fe
.

fomiglianti

libri, di

..

Oltre
la

la

unitd

leggerli con cautee bonta infinita di Dio ,

ropone

dogma
:ttere:

religione Crilliana a fuoi di credere contenuto efpreflamente nelle facre


lo fteffo

che

Iddioonnipotente,

infijiito,

ttimo, e fapientifftmo e il creatore quello che ifpiro i fanti Profeti a


cofe avvenire
,

delTuomo , prevederc
i
.

Diumi del vecchio

e gli autori facri a- krivere e del nuovo Teftamento ,

:guaci

er la qual cofa fono itati fempre condannati i di Simon Mago , di Marcione, e di


3
i

lanete
pio
il

quali

empiamente

un cattivo prin-

vecchio Teftamento artribuirono , e rL ettarono le idorie , che contiene , e le profeie le quali , non folamente le altre cofe 5 ma ziandio la venuta del Mefsia riguardano Ondc K 2
.

r>E*COSTUMl
de parecchi libri contro quefti eretici furono a compofti , e pubblic-ati da noftri rnaggiori quali mojto premeva di mantenere nella vera che nonfof credenzai popoli , e d impedire fero fedotti da coloro, ch efternamente venivano colJe veftidipecora, ed erano internamente rapaciffimi lupi . Deefi pure fermamentc credere da Criftiani,che la Naturadivina fuffi,
.,

ftc in tre

perfune di eguale fapienza


,

potenza
i

e perfezione

la

prima
il

delle quali
,

Padre

la

feconda
,

Figliuolo

appella la terza lo Spi

fi

Tmperciocche dovendo noi aflfolu tamente credere tutto cio , che ci viene pododaDio ne facri libri , e leggendo ne bri particolarmente delnuovo Teftamento 5 ch un Dio folo , e che il Padre e Dio , il Figliuo }o e Dio , e lo Spirito Santo e Dip , forza e , ch onninamente debba confeflare ogni Criftiano che fia un folo Dio , il quale fuffifta in tre per fone. Altrimenti fe (come empiamente g Ariani , e gli Eunomiani beftemmiando afler vano ) il Figliuolo e lo Spirito Santo fi clii? mafle ijnpropriamente Dio, quail che fofle ere; tara , non farebbe si il Figliuolo , come Spirito Santo nelle ficre lettere appellate ver
rito Santo
Ii
s
I

pro>

Dio

ne loro
,
.

(I

attribuirebbero quelie perfc


f

zioni

gono

che alPQrmipotente folamente convei E che ii Verbo , cioe il Figliuolo


Apoftoli
,

vero Dio, efprefTamente Tatteftano, pertrah


fciare le altre teftjmonianze degii

Dottor delle genti S. Paolo nella Epiftola (a)Cap.ix. v. $, Romani (^) dove dice Ifrogcnitorl de Giud
:

da? quail froviene Crlflo fecondo la carne , n qualc efiftefopra tutte le cofe Dio benedetto
fecoli . E S. Giovanni nelle fue Epiitolc_j Ie quali fono ftate fcritte contro coloro , cl

ne-

EE PRIMITIVI CRISTI ANI


igavano
ahfesi
re
la la

diviniti del Signore

e nel

Vange-

,churamente dimoftra qual debbaefcrcdenza del veroCriftiano intorno a

jcfto
*a II

Vcr\)Q

fublime miftero. A/el principio, dice egli c II Per bo era apprejjo Dio , e ,

dio era il

Verbo

Dio
ce
,

00
fe

do E altrove
,

era nel principle appref.

cbi e il mentitore
,

non colui
C/;i
//

cbe fofliene

che Gesii non


e

c.
fe(

i.
i-

v.

Criflo ?
?tfre

ro^i

bcflemmia
,

Pawticrijlo,

Figliuolo . Cbiunha il Tadre (b) \t nega il Figliuolo ^ne nieno l cap. cbe Gesu e il figlinolo dl bittnque confefierd ,

?Zf^

P^aVe

it

(Z>)...

fo

te

iiinque
ito\
,

Chiunei ej/i / Z?/o , , Gesti Criflo e nato da Dio , crede , cbe ama il Genltore , am A ancora ilgcne/rf<//a

ablta in lui

cj>

percioccbe trefono
il

Cielo,

Tadre

//

quejii
il

Dio ba
i

tre fono uno . in fe la teflimonianza di

, quelli , c/;e teftificano JSerbo, e to Spirit o Santo, * . Cbi crede nel Figliuolo

Dio

Cbi

, Flglintlo , iuclo di Dio, non ba la vita

ba

la vita

cbi non
.

ba

il

Fi-

Cfe/0fle("0
.

rimane nella dottrina di Criflo non ba Dio bi rimane nella dottrina, di Criftojja ilTadrc, il Figliuolo cbinnque viene da voi, e non apquefla dottrina , non fta da voi ricevutz
.
>rta
..

cafa , enonfia nerneno falutato. Or vedail an to foffe dagli Apoiloli raccomandata a fela

*li

snuta ncl Vangelo


anni

credenza nella divinita del Figliuolo foc nelle Epiftale da S. Gio,

. Erano eglino di fepticuenfo , corned anifedo da queflo ultimo pafTo , che abbiamo ^fcritto , effer ella cofa neceffariilima, per ac-

Jiitare la

eterna falvezza
a

men tre

tanto

la

rac-

>maudavano

ordinavano-, che impugnatori di lei non folamente foffero cacati dalle facre adunanze ma eziandio dete,
fedeli
,

15
fhti
,

3)

E*

*>

U M

(a)
eap.

i>

da noi, loroc imbattefTimo per la via. E per vero dire fe una e la virtu del Padre , del Figliuolo , e dello Spirito Santo , egli e ne e concefTario , che una fia ancor la natura feffando noi che il battcfimo e necefTario per MattK falvarfi , fara anche neceflario il credere la forxxvin, ma prefcritta da Gesu Crido (#), Ma la forma, come tutti fappiamo , confide nclle parole colle quali il minidrodice dibattezzare nel noe riputati indegni di eflere falutati
a cafo in

quando

me

del
,

Santo

Padre , del Figliuolo fd nome fl efprime


, ,

e dcllo

Spirit:
trc

la

virtu delle

perfone
fere ella

la

qual virtu eflendo

una

per
,

ef
di1;

in

numero

flngolare

indicata

moftra, che una parimente fia di tuttc tre natura . Qn^indi c , che ne fimboli della fede 5 ( che crano le formolc propofte a Criftia
ni
,

ufSnche fapeflfero quali foflero


della

principa
la

articoli

loro credenza

,
,

fciaflero fedurre

dagPimpoflori

non fi che allora

co

minciavano a fpargerc dottrine cpntrarie a_ quella, ch era data dal divin Maedro a difcepoli infegnata, anche per confeffione nemici del Cattolicifmo) fi contencva efpreffo midero della Trinita , dicendo PEpifcopio tico Arminiano che nell antichifTimo fimbo ufato ne tempi de fanti Apodoli qiiede fo parole erano ufurpate :^ Credo in Dio Tadre , (_b)Lib.iv cr Fjgi; tlo i ^ c spirito Santo^.Mz non eflendo dibilc , che quefto folo midero da primiti ftft. Theoe. fc deli fi efprimefle nel flmbolo , quando tra Jog. 1.1 v. xxxiv. p. altri , che da noi debbono eflfere confeflati IK
fu<
d<

er<

34

fofle il principale come dunque quedoerei co, che cosi par/a, haavuto ardimento di ferire , che nella primitiva Chiefa non eraii mato neceflTario per acquiihre la cterna falu
: 1

il

DE PKIMITIVI CRISTIANI

151

credere efpreflamente nel miftero , di cui ra* ioniamo ? Forfe il dire credo in Dio Padre ,

non efprime la efifteni%liuoh,e Sflrito Santo Dio in tre peribne , e che quantunque Tdi un
il Tadre, Dio.il Figliuolo,e Dio lo Sflrito con tuttocio non fono tre Dei,rna un Dio antOj av? E\i e dunque certiffimo , fccondo che la confcfliore efpreffa di un )io erfiirio, tre perfone e ftata creduta neceflaria al Criiano , perche fi falvi . Ma erra fcnza dubbio eretico , allorche , fenza niun fondamento , retende 3 che nelfimbolo folito di ufarfi ne

Dio

>lo

vJ3

^mpi de Santi Apoiloli , non altro fi conteefle , che 1 articolo riguardante qitefto si fulime miflero . Poiche efprimevano i fedeli in Ob fino da primi tempi altri articoli de .quali
alquanto dopo faremo diftinta mcnzione . ^eniamo ora a Padri che apprefero dagli Apooi
:oli la
i

religione , e la difciplina qual fentimento fieno eglino


necefTita della crcdenza in

veggiamo
riguardo
foio fuf-

flati

lla

un Dio

itente in tre perfone tra loro per potenza , irtu , fapienza , e perfezione uguali . Non vi

dubbio , che i SS. Clemente Romano, e gnazio furono difcepoli degli ApoHoii.!! primo J ella fua Epiltola a Corin>i (^) dimoftra , che
ia

ifpramente

gl:

ua, e averordinato a fedeli di evitarli, come e foffero tante befh e; poiche quail cani rabbio-

occultamente procuravano di avvelenare_^ perverfe loro dottrine i veri feguaci di 3esu Criflo(i) fcggiugne: uno e il medico carnale , efpirituale, cioc dotato di carne , e di
i

:olle

vllt

pirico

gtnlto

e ingenito,

come

K 4

a dire, creato, c in-

& E
c increato,
<fo

U M
che

Maria,

da Dio.

Ma
fia

fe

it

Verbo
dre
,

e increato inquanto precede da


,

Dio Pa
vero

egli e neceffario confeffare

tib
a
l>

N
.

p J.

Dio , e non altrimenti una creatura , come empiamente beftemmiavano gli Ariani , e quegli ancora che dopo erefla lore abbracciarono, Mentova pure Ignazio lo Spirito Santo , mentre a ^ lianto dopo ragionando de novatori dc Ho dictfaputo , cbe fono pei fuoi tempi (a)
1
:

coftd paljati alcuni , che feguitano la perverfi dottrina, cC quail non avete giuflamentepermejfo , che feminaffero trawoi le lorofacrileghi

,turando a? detti loro le voflre orecchie non aftoltarli , e dimoftrandovi come tanU per fcrmiffime pietre , da fervire pel tempio de
iriaffime

Tadre tfollevatiper Gesu


Spirito Santo
la
.

Criflo

e tirati dall

Imperciocchc
.

la

yoftra guida
defcritt
fubit<

ftata la voftrafede

Avendo adunque

quefto paflb S. Ignazio , e foggiunto, che una tal fede era la guida de veri feguaci di Gesu Criito , fa d uopo ammet terc , che uno de9 principali articoli della cri
Trinita in
iliana crcdenza era eziandio in quel tempo mifterodi cui ragioniamo; laonde quelli che
1

negavano doveano eflere come rabbiofe fchivati. Che fe qucdo articolo non era

fier

tale

quale noi peniiamo 3 con qua! ardimento S.Ign; 210 avrebbe ordinato, che come beiiie fofli

ro riguardati coloro , che andavano fpargenc dottrine contrarie a un tal miliero ? Verio meta dello ftefib fecolo fecondo , in cut fio
S.

Ignazio

Giuftino martire
,

fcritTe

la

fua

pr;

ma
OON.xiu.
pag^
la

Apologia fede , che


il

flicendo la profeffione de la Chiefa cattolica proponeva,

dove

5.

quefta guifadifcorre

. E qual uomo coraggio di appellarci Atei 9 fe noi


(Z>)

difenn
adc

ria-

amo
*!i
r\i

Creatore di queilo iamo rendimenti di grazie


il

DE PRIMITIVI CRISTIANI . mondo ,


, ,

55

e a lui of-

creati

confervati fani

e lodi per averci e per aver ,

igioni
enti

difpofte colla fua ineffabile provvidenza le e le varieta de tempi ? Quefti fenti,

abbiamo noi apprefl dal noftro maeflro (d) figliuolo, e Verbo di Dio , Dio (a) N. **. ito da Dio (&) , e primogenito (c) e virtu di pa, 57. io , propriamente , e folo genito dal Padre , per volonta di lui fatto uomo,afine di render (b) N. to.
esu Crifto
noi

Teterna falvezza

Or

qiieiio

Verbo

e la pag.

con ragione adoriamo . (c) N. 2^ da quefti fentimenti diSan pag-J3 )gnuno pertanto liuflino ( il quale certamentc confefifava , che N. 15, lorafida noi il Padre , il Figliuolo , e lo Spi1 a to Santo , e fapeva , che non ad altri fl deve P S S * idorazione divina , che al vero Dio ) puo ^evolmente comprendere , che il Padre , il igliuolo 5 e lo Spirito Santo fono tre perfone
(<0

conda perfona , {) , che parimente

e la terza e lo Spin to Santo

divina natura. AJtrimcnti Giuftina /rebbe ammeflb tre Dei , la qual cofa egli in iu /uoghi nega manifeftamentc , mentre amictte un Dio folo , e fuor di quefto difende , 3ii poterfi dar altri, qualicompeta un s! ran nome . E non vi ha dubbio, che la Chiefa
rila flefla
a"

la

quale non

muta mai credenza,perche


,

eflen-

o fondata fulla ferma pietra

fempre
e

ftabile_*

mantiene) ha
rticolo
rdeli
.

in

ogni tempo propofto un tale


,

come

principale

neceflario

a*

Malungofarebbeteflere un efatto catalogo de Santi Padri , i quali endono di quefta verita certiilima teftimoniana.
1

in queflo Juo-

Or dovendo
,

noi defcrivere colla niaggior

fattezza

che potiamo , i coftumi de primitiCriftiani, ed eflendo pcrcio coftretti afpedir-

154

c o

u M

p!ji!i.Ediu

dircida q^iefto paragrafo con brevita , bafleri accennare folamente i fentimenti di alcuni de noftri antichi , da quali fara lecito argunnentare , quale iia ftata intorno a quefto punto la dottrina degli altri . Adunque Tertulliano nel li. bro ch ei fcrifle contra Praflea Erefiarc:
(<0
>4

a.

17*45.

cacciato daila Chicfa, perche non diftinzione delle tre perfone nella

vinanatura,
gione
alia

cos! fagfona : giudaica fomigliante

ammetteva medefimaDi Tu hai una reli


,

I;

percioche cos
.

die non vuoi numeran col Padre il Figliuolo ^ e lo Spirito Santo M noi creclendo al Santo Vangelo , crediamo ne Padre , nel Figliuolo 3 e nello Spirito Santo i quali eflendo tre , rapprefentano un Diofolc c lot: Ton o tre perfone in unanatura. Cosi nc conofciamo un Dio folone fuoi nomi ,e ncll
folo
,

credi in un

Dio

fiie

no

perfone . Non altrimenti S.JDionifio Rom, nel terzo fecolo della Chiefa parlo della iu cefUta di credere in queflo si fublime miftero

(b)

All
%
1

union. T.r.

chiamando egli il dogma riguardante la Sai Apud ti/Tima Trinita Ti) ausfiiftitfima , e religioflffirr ^^ as.u p r edicazione della Chiefa di Dio , e taccianc ie di bcftemmiatori coloro , che ofano di neearl
_

p.27f. fc^.

None, dice, una volgare ma ului graviH ma beflemmia il pretendere che il noltro S
}
,

femplice creatu.ra 5 impe ciocche fe e femplice creatura , non fareb flato fempre . Or egli e flato fempre Sono i de Padri , c queflo fomigliantiffimi pafTi dopo fiorirono , quali pafli effendo ftati di gentemente raccolti da moltiflimi altri , da n
fia
. i

gnor Gesu Crifb

per brevita

fi

tralafciano
,

Una
,

fola cofa di p

potremo
itati

noi ofTervare

ed e

che fempre

fo

feparati dalla unionede* fedeli , e dich rati eretici , e beflemmiatori coloro ^ che o

Tri-

DE PRIMITIVI CRISTIANI
rinita delle

perfonein unanatura,o la Unitk ? (a) Terr. Qujndi e che i PraiTeani Montanifti , che feguitavano Efchine(/O , cd conmPrax. furono nel fecondo , e nel ter- c. n. pag. Jabelliani fecolo condannati , pcrciocche foftenendo la

Dio negarono
(c")

(<0

nita di

Dio

tolfero

la

Trinita delle perfone

, 213. Pp ^fcinto per uno de fuoi dos;mi la credenzanel an iftero della Unita della natnra delle tre Per-

quegli altri , i quali diiTero , che il Vcrbo efA ^ c ,? r p ndo Dio era tuttavolta create furono pa. ad T encijc. 11 j n /-L- r mente privati della comnnion della Chieia , p je fcn-pt. La qual cofa non fa- ca p. L i.pag. giuftamente maleJetti ^- r fe la Chiefa non avefle rico:bbe accaduta
*
i .

,"

ne in Dio.Per
mtilc
,

la

qual cofa
1 i

antichilfimo autor
libro intitolato
^c )

rapprefentando i i, Il.^he. T. / j 5 /L che infegnavanii da noitri 00tCf VI0 mcipali miiterj , iche nella primitiva Chiefa a coloro , che do- p ^ 2 fe q. eano abbracciare la noftra vera religione , Edit. Paris. an nge la perfona di (d) uno , che dicendo di vor efsere battezzato interrogM Triefonte Criano in quefla guifa Quali cofe dovro io giuirti ? Alia quale interrogazionerifponde Trie- OppT? Tn Giuradi credere in un Dio immortale , mte
,

quale .lopatride contra


n.

il

fcrifse

empio

eravl

Criftiani r
i

* l

-ande

celefle e regnante nell alto

Padre

Fi-

juolo del Padre , e Spirito Santo procedente uno tre , e da tre uno . Or chi il Padre da
DO

vede , che Tarticolo riguardante la Unita, Trinita di Dio,febbene derifo dagli empj gen ii , era con tuttocio nella primitiva Chiefa ,

3me uno de* principaliflimi propofto a credere chiunque avefse voluto profefsare il Criftiaefimo
III.
i

Aggiugnefi
3

dogmi
,

di

necefTita di credere la incarnazione


5

fopra defer itti del Ver- credere

*tl*
>~

e la vita

la

paffione

morte

la

re- l *

fur-

ncar L na ~ l ne ***

I>

B*

C O

U M
i

furrezione , Pafcenfione al Cielo di Gesu Cri, ^ o jg nor no ft ro f{ niiale ha un reeno,che non s pamon* r j c 11 j /i j n j mal ne e * e e alla de ra del Padre, one mortevrc. avra nell ultimo giorno i noflro de verra per giudicare Signor Gefu giufli , e i dannati . E che fempre la Chiefa
>

"

"

"

>

<*rf

abbia propoilo a credere


il

, Figliuolo perfetto che il Padre , perciocche ha la fteffa nattira , abbia afiunto la umana carne , e flaf

di

che il Verbo , ciot , Dio ugualmente immenfo c

fatto

uomo

c fia
,
,

e tanto certo

natoda Maria Vergine , eg! che non il puo mettere anchi

da

piii

perverfi
.

veriia

e depravati ingegni in contrO Imperciocche oltre 1 eflTere ftato infe

rito negli antichiffimi fimboli della fede un dog ma cotanto fublime, e inculcate a catecumeni

cioe a quelli
S.

che preparavanfi a ricevere

e agli altri , che feguitavano legge, e le maflime del Vangelo:per efib ancor

Battefimo

1,

fi

proteitavano

loro,e fenza di effo

Martiri di fpargere il fangu i Dottori del Cri(lianeflm(

aflfermavano, che niuno poteva acquiflarel ? eterna beatitudine . JE quanto a fimboli , chi rnai cosi poco verfato nell e antichita Crifliane

quale non fappia eflere flato compoilo nel fecolo quello , che noi chiamiamo Apoilolico e fappiamo , ch e (lato fempre adoprato dal
il

Romana Chiefa capo , e Maeftra di tutte Taltn Poiche errarono certamcnte coloro , qu? s immaginarono 3 che alcuni articoli in ef contenganfi , che non potevano efTere dag .Apoftoli , o dagli uamini Apoftolici nello fief iimbolo inferite;mentre da cio,che abbiamo de to di fopra , e che appreftb diremo , evide: temente ognuno potru comprendere , che IK vi e in eflb articolo , che non fla ftato e
i

preflamente dagli Apoiioli nelle facre

lette:

in-

BE

PRIMITIVI

CRISTIANI

I
<J

7
an-

fegnato(d). E per verita , che il dogma di i ora ragioniamo fi contenga negli EvangelJ , (a) CI5
gli

e nelle Epiftole di che i ftato Paolo, di S. Pietro, di S.Gucomo, c di pwvato daL TJ


,
I 3

attide SS. Apoftoli

Giovanni
rr

potrebbe ancora negare che il lole Annotaziouce di mezzo giorno Abbiamo inS. Matteo nf a l TmS. Marco , e in S. Luca tante volte , che tato di Ge:sh e vero Figliuolo di Dio , abbiamo nel orgbBolio * ngelo di S. Giovanni ful bcl principio 3 che ^erboeDio, ch e il Figliuolo di Dio, ch e q^oj e incarnato . Abbia- n us flt to fempre , e che fi
negaffe
,
.
;

egliesi manifeflo uu

clie
i

chmnque
-i

Orabe nelif

nelle Epiftole di S. Paolo, come fi e di fooffervato , che Crilto eDio benedettone


.

ms Deus
Edlt
^
J

Fg<3rcq.

:oli

Abbiamo
della

negli

Atti

Apoitolici

che
dar-

anj1

ora quando Filippo Diacouo riduile alia fede

unuco
il

Regina Candace

prima

di

bartefimOj gli diffe , che 1 avrebbe confoo , fe di tutto ciiore credeva , ed egli rifpo(/>)

credo

cbc Gesu Criflo e

c quindi fu riconofciuto

Fi?liuolo di (b)Ai-r.viu. degno di ottene- v. 37.


il

lagrazia di eOere battezzato. Onde dicea 1 Paolo , ch ei , come gli aim Apoiloli
^dicava
?zia
i

Gesu (c) Crocefiffo , la qual cofa era fcandalo a Giiuiei , e a Gentili fembrava
,

/-x

Co ^
"c.

rinth.

r.

ma

con tutto cio anntmziava e a Gin-

v. 23

5
.

e a

Gentili

Gesu virtu

e iapienza di

Ne folamente

nelle facre lettere del

nuo-

Teftamento 3 ma ne Padri ancora , i quali ma deiranno 325. ^ in cui fu celebrate il ncilio Niceno , e dopo che in eflb Concilio ono condannati gli Ariani , fiorirono , un
e

articolo e propofto

come uno de

principa.

e fondamentali della noftra fanta reli?ione o


si

poi leggiamo nella Epiilola a Corintj di Clemente, nelle Epiftole di S. Ignazio, nel
le

158
le

C O Apolcgie fcritte da
!>

XT

difenfori della noftr

credenza nel fecondo , e terzo fecolo dell Chiefa . Ma ficcome il rifcrire tutti pafll lor
i

riufcirebbe cofa
S.

aflai

lunga
,

>

e nojofa, cosl nc
ci

rapporteremo due
Ireneo
e

foil

che

fomminiftran

Cap. x.
45.

Turtulliano , poiche quefti ri , guardano piuda vicino il fimbolo . S.Irene dunque nel fuo primo libro contro TErefie (a

la Chiefa, dice, diffufa pertntto il Mond ha ricevuto dagli Apoftoli , e da loro Diicepo quella fede , ch e in un Dio Padre Onnipoten te , che fece il cielo , e la terra, e il mare e in un Ges tutte le cole , che in efll fono
,

Criflo figjiuolodi Dio incarnato per la nolh falnte , e nello Spirito Santo , che predico

p>

Profeti le difpofizioni di Dio , e la venuta , quella nafcita , o generazione , ch e dalla Ve gine , e la pailione , e il riforgimento da mort
e
e
1

afcenfione in Cielo di CriftoSignor nollrc

feconda venuta di lui nella gloria del Padi dal Cielo per rinnovare , o ricapitolare tut le cofe , e per rilV.fcitare i morti , e condann
la

re alPetcrno fuoco
c la

maivagj

e dare la

vit,

kmpiterna

gloria a giuiti

che

oflervar

noi comandamenti,e nella dilezione di luipe feverarono da principio , o da quel tcmp( che delle loro trafgreffioni fecero penitc za. Le itefle cofe ripete egli piu ampl

mentein qualche luogo, e inqualche altrop brevemente come nel terzo libro della m che la tradiz defima opera (If) dove dice
, ,
:

(lr)Cr?p.iii f
|:.ig.
i;(>.

ne ricevutada Santi Apoftoli, epredicatap tutte ] e Chiefe confide principalmente nel ci dere in un Dio onnipotente, facitore, cioc tore del cielo, e della terra, formatore dell mo , che cagiono il diluvio , che chiamo Ab
cr<

mo.

PRIMITIVI CRISTIANI

3, che libero dalla fchiavitu degli Egiz/ la zione Ebrea , che parlo a Mose , che difpole legge , che mando i Profeti , che prcparo diavolo, e agli angioli cattivi il fuoco ; e nel nere fermamente, e profeflfare, che quefti e il
.dre del

noftro Signer

Gesu Crillo

Non

al-

menti Tertulliano nel fuo celcbratiflimo liodelle Prefcrizioni contra gli Erctici(^)Ac/-^^ )ccheprofefriamo,dics, quel che difendiamo , regola della fede confifte nel credere , che un folo Dio , e che quefli non fia diverfo Creatore del mondo , che ha prodotto il
1

:todal nulla pel fuoVerbo.Che queftoVerbo e igliuolo di lui, concepito per virtfc dello Spi-

o Santo,e Incarnato nel ventrc di Maria Ver-

nato da lei, e appellate Ges^Crifto, miracoli mentre prcdi/a la nuova legge , che fu dipoi crocefiflfo , 2 riforfe da morti il terzo giorno dopo la_^
le
.

Che Gesu opero

fall in Cielo , che fede alia che mando lo Spirito Santo , 2 verra per la feconda volta gloriofo per giu;are i vivi 5 e i morti , e rifufcitati tutti , ^e a quelli per le opere buone , che hanno te, la eterna gloria , e a quefti per le fcelle-

)cefiffione,
lira

che
,

del Padre

ezze da loro comrnefle


.

la

eterna dannazione,

none Q^efta regola, aggiugne Tertulliano , tuita, come noi proveremo, da GesuCrifto, n ammette tra noi veruna queilione , o diita
2
,

che vogliamo dire

fennonche quelle,
e che ibgiigno
3

gli eretici
1

muovono
.

fare

;tico

uomo

Dimoftrata
colle

la

verita

dell

articolo

riguar-

nte la Incarnazioiie del

Verbo non folamen-

ntichifTimi

teftimonianze de Santi Apoitoli, ma fimboli della Cattolica Chiefa,

160
fa
,

DE
co

COSTUMI
,

feirono

de Santi Padri , i quali paiTi iilruiti da medefimi difcepoli di Ge


,

Crifto

o nel fecondo
le

terzo fecolo della

dottrine de lor maggior Chiefa , feguendo varj volumi contro gli empj corruttori de

Evangelici
lita

con incomparable forza,e u de fedeli compofero; refta , c grandifilma brevemente trattiamo deH argumento,che fpi ta alia confeffione de Santi Martiri , eal difcs ciamentodegli eretici dalla Chiefa , il qual girmento evidentemente compruova la ver del cattoiico dogma , e la neceffita 5 ch e fc
libri,
;

pre data per acquiftare !a etcrna falute crederlo come uno de principalifTimi artic
,

della Crifliana religione. E quanto a* Martii baitera leggere gli Atti flnceri della loro pafl
:

ne apprefib il Ruinart , e i Gcfuiti raccoglit< delle vite de Santi, i quali da Giovanni B


lando della Compagnia di Gesu UOJTJO erudii fimo 5 che diede principio a quella valla ope fono appellati Bollandiiti , per eflerne perfi fo . Avendo confeflato efpreflamente un t
articolo
S.
,

rufalemme
(a>Rigiinart.

Giacomo primo Vefcovo di ( come racconta Egefippo fu prc


,

pitato dalla fommita del tempio ^a) : foffri eredibili tormenti Simone Vefcovo della ft
:

pg^.feq^. Citta (6)


edit-

V&

fu dalle fiere sbranato

e divor
fotto T
i
I

Ignazio Vefcovo Antiocheno (r)


:

JF-<

peratore Trajano furono S.Siraforofa , e figliuoli di lei con varie forte di fupplizj
ti

fc

pri
c
i

di vita

mentre regnava Adriano(^),

ciata S. Felicita co fette fuoi iigliuoli ne te) di Antonino (e) , bruciato S. Policarpo Ve)

vo
.

delle

Smirne, (/) Tolomeo


fotto

e Lucio
e d(
>

GiulHno

Marco Aurelio

uccifi(^),

graviilimi tormenti o sbranati dalle

fiere
col

PRIMITIVI CIUSTIANI
>1

l6l
(.1)

ferro ammazzati
altri

finiti

Martiri di Lione (^), e fortiffimi iiomini lacerati fotto


i

Rmn:wt

fcguenti Imperatori con ntroci martorj


.

pplizj Ella
,

mai piu ne veduti


e
il

illuftre

la

ne immagina, confeffione di San Epi.

quale pati fotto Marco Aurclio, abbiamo difopra fattomenzione Mene battuto ne-le guance il Santo avea denti itti infanguinati confon, per maggiormente TC i ncmici del Criftianelimo e dimoftrairo , che per niuna cofa mai avrebbero poturimovere vcri fedeli dal loro proponimcn^)dio

cui

proruppc
,

in qtieire
,

parole (&)

lo credo, (b)

Ib.

ic

Crifto col Padre

io
le

ed e cofa giufta , e dia per lui la vita

e collo Spirito Santo fu che io fparga il mio fan,

>n

ndo egli mio Creatore mi far-i tolta la vita ,


igliore
.

rato

il

anima mia , cTRedentore Cos! ma cotnmutata in una Non m importa niente il vedere lamio corpo , purche Panima fciolta , fi*
e
1

(c)

afportata in Cielo per unirfi col fuo autore

che negarono la divinita , o che Gesu Criito come un uomo & notation lcl mplice rapprefentarono , e percio furono dit -iiiT-1 Mon.icnor. acciati da noun ceti , e pnvati della EccleMauri. .iftica comunione non e necelfario , che io , effendo certiffimo, che (d) >piofamente ragioni lbl(i :r elTere ibti infetti di un tal errore gli Ebioiti , (c) i CerintianJ Teodoziani , (^) e , (^) cuni altri , furono talmente avuti in abbomi- Anftor.apio da noftri Antichi che ne pure erano da pend. ad ,
degli Eretici
,

Ma

.Ifigliuolo

*"

-,jn.

s>

Ti

ialutati,
in

quando loro
1

fi

prefentavano

di

**&?
C*

queiia guifa parla S. Ireneo nel p.| z rimoLibro contro Erefie . Solliene Cerin- Trt.
"crinto
)

L]
Edit!

che Gesu non

f*a

nato da una Vergine

an 1748.

per-

6z

D E

COSTUMI

c che fi perciocche fembragli cio impofTibile , di Maria, c di Giufeppe , come g figliuolo alcri iioorni nafcono da loro genitori , e ch non fia ftato fup.eriore agli altri , fe non che pe
la lagiuftizia, per

za,virtu,chein e che dopq il battefimo difcefe


principality
in figura
,

lui

prudenza , e per la fapien certamente erano excellent


in lui

da quell

nato, e

Grid , colomba , e in tal maniera ilium fortificato annunzio a mortali il P;


che fopra tutte
le cofe

di

dre, e operq delle maraviglie rncnte Crifto (I feparo da Gesu


Cielo
(?)Tren.ib.
105.
,

che

fina
i

e rivolo

pati e CrJfto rimafe impaflfibile eflfendo egli


,

Gesu

e f i rifuicitato da morti

un

pi

ro

fpirito (^)

Or Cerinto

autore di

tan

fa j(j ta fu non folamente cacciato dalle aduna: ze de Cattolici , ma eziandio riputato indegr
di ilare infieme co noilri fotto
il

medefimo
circa
il

te
c<

(b) Cap. in* to

S. Ireneo nel terzo Libro (6) infieme

P^

??

alcuni altri, ch

egli rapporca
di

com

gno deVeri feguaci

GesuCriib nelconve

fare, o trattare coi corruttori della fana dotti ho cr na, ne racconta un bell efempio ,che io

duto

di

dover

riferire in quefto
i

luogo

Vivo
<

di ancora, dice egli, alcuni , quali fentirono da Policarpo , che San Giovanni difcepolo

and.Uo a lavarfi , e avendo \ Signore efifendo il duto dentro bagno Cerinto , ufci preihmi te dicendo di tcmere , che non cadeffe
fi Iav3 bagno medefiaio , perciocche quivi Cerinto nemico della verita del Vangelo Non fu minore la fermezza de nollri Magg che Gesu in quanto e uom ri nel credere
.
,

nacque da una Vergine


vezza
al
,

mori

patl per la npftra confitto in Croce , rifufcito ,


,

Cielo, fede

alia

deitra del

Padre, ond
5

ul-

DE PRIMITIVI CRISTIANI . a giudicare ultimo di del mondo fcend.-r-i

<*)

Qiielti dogmi eflendo efmalvagi amcnte contennti ne Sacrofanti Vangeli furono anche negli antichiffimi fimboli in- (a) * verf rid, e da Paclri fempre e co libri, e colla viva Luc- caPoce predicati . Qumdi e che qltre quelli de
iior-i
,

cd

*>

uali abbiarno parlato di fopra, S.Ciriilo Gero)limitano fpiegando ilflmbolq a nuovi Criitia(b) ( : Credete, dice (4), che 1 umVenito Fi^iuolo IV P.? ** 2O *^ Dio pe noilri peccati fcefe in terra , aven- E,ht. farif! D afl"unta P umanita fimilc alia nodra , e na a n . 1640.
i

"

uomo per virtu dello Spirito Santo Maria Vergine E non pafso gia egli per la edefima Vergine , come per un canale , ma -efe da eflTa vera carne , onde c margio egli poi veracemente , e veracemente bevette , quella guifa che noi e mangiamo, e beviaParla di poi della paiHone , morte , c 10 . :furrezione afcenllone, e della feconda ve na del noilro Redentore. Gl iltcfTiflimi ntimenti troviamo noi didintamente , e_j m vigore contro gli eretici folknuti da Ignazio Martire (c) difcepolo di S.Giovanni vangelifta , quala lodando la fede degli fqrive loro: di render egli grazie al nirncfi, gnore per averintefo, ch erano perfect! neJimmobile fede , quafi inchiodati nella Crocc Gesu Crirto , e confcrmati nella carita ,
]ue vero
i
.
i

il.

c_>

ficurati nel

)ndo

la

noltro Signore Gesu , qarne , veramente traffe


,

quale fela fua oriil

ne da

Davidde

nacque veramente dalla

ergine, e fu battezzato da Giovanni, vcraente crocefiflb per noi fotto Ponzio Pilato,
1

Erode Tetrarca
endo adunata
,

iflione arrecata la
;

avendoci egli per la fua refurrezione , e la vita , e e ridotta in un corpo da Giu,

JL

dei

!>

C O

U M
,

dei

e da* Gentili la fua Chiefa


_

fuoi fedeli, e fa-nti. e vcramente ancora

pati

egli

compofta d veramentc
fe
ftefTo

refufcito

d
d

morti

, ,

non come alcuni infedeli vanno

ch egli ha patito in apparenza . efbrto pertanto di mantenere fenna la ven credenza , c di riguardarvi dagli eretici , c

cendo

empiamente riprovano
fcde
,

la
si

verita della Divii

e di fchivarli in

parliate con efli loro , g? incontriate per levie.

fatta gujfa , che nc ne fe e pofiibile


S.

Cleroente

mano , che come altrove dicemmo, fu difcep 10 de Santi Apofloli Pietro , e Paolo , e prin
di
S.

Ignazio confegul

la

palma del martirk

nella fua Epillola a Corintj (4), per togliere diflenfioni , ch erano nate in quella Chief* ,

animar quei fedeli alia unione , e infiamma amore verfb Dio , e il proflimo , fece lo: che noftro Signer Gesu Grille pflervarc fecondo la volonta di Dio fparfe il fuo fangu
di
,
-il

emodfulla crocepernoi. Ma troppo mid


defcrivere tutte le tef Padri , i quali e meritov rono efprefTamente gli accennati articoli , 11 comprovarono con prodigiofa gravita , e fc ? za contro de Giudci , e degli Eretici de tem
fondcrei
,

fe voleffi io

nionianze de ? Santi

loro.

Imperciocch^

tutti

noftri dottori in os
la

fecolo

avendo conofciuto

necefTita

<

lo lieflbobbligo , che corre ad ogni Criftiano credere ferrnamente quefte incontrailabili v r rita , prcdicando, e fcrivendo le ri\ ocava^fovente alia mcmoria de fedeli , affinche niu
le ignoi pretendcflc di dover effere fcufato,fe va . Qmndi e , che le apologie di (iuadrato , Ariil de,di Milziade, di Rodone , di Melito
;

Sardenfe

,.e

le

operc

d.i

Apolli^are Vefcovo

DE PRI MITI vi CRISTI AMI


crapoli , cnlo della Chiefa fiorirono
.rita
iplie
,

di nmlti altri

,
,

che nel fecondo

ri<niardav<ino
+^y

, j

quefte medffime come da Eufebio fl rac-

quale ce ne diede nella fna Iftoria :clefa(lica qualclie fjggio 5 e fiend ofi elk-no ? )11 andurc de tempi perdu te . Ma che dico io libri , cbc pin non fi trovano ? Ballera fcorTC arcor leggcrmenrc le apologie , e i voil

mi

chefono
,

alia ctb

nollra pervcnuti di San


,

iuiiino

di Atenagorn, di TeoClementc Aleffandrino , Tertulliano di Minucio Felice, di Origedi S. Cipriano di Arnobio , di Lattandi S.

Ireneo
di

Antiocheno,
,

3
?r

di tutti gli altri Scrittori Ecclefiaftici


.

rimanerne convinto
moleftia
di
,

Frattanto per non


leggitori
S.
,
,

care

noja

faro io
,

>ntento

un folo paflb di

Giuftino

onde

;nuno potra comprendere


1

necelTiirio a

li

dogmi
1

e , quanto il credere que* Egli adunque dopo di avere profoffe

ogni Criftiano

)llo
>

articolo circa la SS. Trinita

aveti-

>

voluto dimoftrare a gentili , i quali ci canniavano , chiamandoci Atei , che non erada riprovarfi gli altri capi della nollra edenza , che la nativha , la vita , la paffio,

la dfurrezionc , 1 afceniione feconda venutadi Gesii Criila guardano: crediamo dice, ch ei nacque da u Vergine (d), che rifano alcuni de parali* Apol.t. ci , degli itroppiati , de ciechi (Z?) che rifultd da morti(0 , che fall al Cielo, eche flede alia deftra del Padre , e che verra a__* (b)M.xxiii ndicare i vivi, e i morti . Prova cgli dipoi .icfti dogtTii cogli oracoli de Profeti, e ap- ( c ) N.XLV, )rtando varj efempli ricavati dalle favole de sntili y fa loro conofcere 5 che niuno meno
.

la

morte
,

cielo

la

n<XJtl1

di

166
tli

J>B

CO$TUMI
,

loro poteva rimproverarci , che vana fia Is noflra credenza , mentre eili aveano ammeffe delle affurd inline opinioni intorno alia divinita.

onde doveano vergognarfene piutrofto

clu

CO

N.xxli.

. Oltre deridere i feguaci di Gesu Criito e Padri della Chiefa, Martiri ani Dottori ,
(<0

perdere per la che nacqne da Maria Vergine , che foffri una penofiiTuna irsorte per ren der c a IP uman genere la vera falute , che rifufcito i! terzo giorno , che fall in Cielo , fede alia deftra del Padre , e che tornera glo riofo a giudicare buoni , e i malvai^j . S. Giu
fi

cora fede

proteibvano
,

di

la vita

in

Gesu Criito

ch<

ilino
zio,

mededmo

coftretto a comparire in giudi-

perciocche profelfava il Criilianenmo , e_ interrogate dal Prefetto della fua religione II retto Art. rifpofe (&) dogma , che noi altri Cri Mart. Rui* ftiani con.pieta , e devozione olferviamo , fi e nart.p. 49, ij credere in un Dio facitore . e creatore dell*
.

0>)

EJir

xrfrnti

/*! mvmbili cofe , e in Gesu CnHo gnore figliuolo di Dio predetto da Profeti
*

viiibiii

Si
,
i

6f

quale fara giudice dell uman genere, e fu ban ditore della falute, e Maeflro di quelli , che fe guono la verace dottrina. S.Epipodio ancora che mori Martire circa 1 anno 178. di Criito mentre dal crudelifiimo giudice era ef.)rtatoci riprovare la fanta fede , coir incredibile cothn za , e fortezza di animo , difl^e (c) che non credelfero mai i Gentili di averlo arimovere colla finta pieta , e clemenza , o co torment dal a flina credenza. Che fe per eflcre ftato Crc
:
!

ccfifTo

Gesu

penfavano eglino
lui difiioftrata a
,

che

falfa fofl
,

la religione

da

Criflfani

dc

ch egli eifendo Dio , ed uom rifufcito da morti, e infegno a*fuoi fervi via della immortalita 9 e la manicra di giugnc

veano fapere

re

PRIMITIVI CRISTIANI.
al

I
.

pofiTedimento del regno de

Cieli

S.

Rc-

icio

die gloriofamente combatte , e trion, del tiranno acquillando la palma del Martiverfo T anno 2 50. di Crlfto , al giudice , e lo ammoniva di avere compaflione di fe
>

noi non :Jefimo cora^giofamente rifpofe ffiamo avere di noi flcffi piu giutta miferirdia , che quando confefTiamo il nome del
:
>

)ilro

?rra
;)
>

Signer Gcsu Crifto vero giudice, che adifcutere le azioni di tutti gli uomini . San MafTimiliano, che pati verfo Pan-

.,

>lo

che prociirava ditraralia fua fentenza difle Non ricevo il di quefto fallace mondo . lo fono Criftia195:. al
,
:

Proconfbld

Ig

avendo ricevtito il fegno falutare del Signer Gesu Crifto figliuolo di Dio vivo , quale ha patito per la noilra eterna falvezza, )n pofifo ricevcre il fegno del fecolo (b} . Fu/i r -f /v / A rrg J )noaqiielte lomigliantimme le rifpolre date
>

io

zf

>^

Crudeli giudici da S. Tcodoto Martire (c). da ^. Vincenzio Levita (rf) da SS. Saturnine , Da- (!) vo j e Compagni (e) , da S. Teodora (/) , P a Sj SS. Taraco , Probo , e Andronico CO 5 e i s a infiniti altri , che per brevin fono coflretto fe tralafciare. Oltrc i Dogmi della Criftiana
eligione riguardanti , come D, la vita , la pafTione , la

]b jj B

550.
ibiJ.
5
1<f

abbiamo dimoftramorte , la refur-

Cg) r. 3?7-

ezione

la gloricfa afcenfione in Cielo , e :^conda venuta di Ge?u Crifto , alctini di piu


,

la

ra

ropofli
III.

principal} fono (!3ti fempre dalla Chiefa_ a fedeli, acciocche foffero da loro e
,

onfeffati

e foftenuti efpre.Tamente

chi

puo negare

,
i

che
fanta

fla (la

to

fempre
.

reduto necefTario, che immettano una vera , e


T L 4

Crifriani
,

Catto^lici

&
"
<

creder *
e

Cattolica

Clue-

-,

u a lantx

I>

E
.

C O
la

U M
r
<

I
,

Chiefu
ta
1

de tanti, ^ lianto a a unita , vcnta , iantita , e uni la remiffio- verfalita della Chiefa fparfa per tutto il mond< tie dt fee- dopo la predicazione de Santi Apoiioli , egli
"

Cotnunione

remifllonc de pcccati rc fu fc jtazione de morti , e la eterna vita?


di Crifto
i,
-

catt

tare- certifTimo
1

jurre&one
dc mortice eterna la

i noilri , che Maggiori n on ib lament annunziarono per tutte le parti della terra; in;

a confeflarono ancora foffrendo i per fo(lenerla_ ,. r innniti travagii, e patimenti troviamo noi nc
.
.

Vangelo di S. Matteo (d) , che Gesu Grille fondo una Chiefa fola fopra la feriiia pietra le ggiamonegli Atti de Santi Apoftoli , che Vefcovi fono ftati iilituiti per reggerc la Chie
;

.,

xx

v. 28

ch egli acquifto eoi fuo fangue (i) , e nc ^ c Epiilole di S. Paolo veggiamo , che

^^-OlO

Chiefc coftituite

in varj luoghi,oncle

fi

forma

CO

Cor.

cor P

cap. xiv.

de
fa
iia

della univerfale Chiefa, appellanfi Chief Santi (c) , e che Criflo e il capo della Chie
.

35.

medefima((f)
univerfale
,

Orchequefh

iileila

Chief

e fparfa per tutto il mondo Ad Eph. ft^to predetto dal Redentore , il quale a quell (d) c. v. v. 25. fine ordino a* fuoi Difcepoli , che ufcifTero

dopo

la

fua afcenfione

al

cielo

dalla Paleili

na , e tutti i regni , e le terre, dclle piu rozz ancora , e barbare nazioni fcorreficro , e pre
dicaflero

(e)Matth.
cap.

xxv r. A r tc jirata fuihcienteinente predicata per tutto v.i*. cap. nc ^ a Hpiilola a Romanieosi ragiona (/) ; com xxvm.v.ip. Marci cap. potranno gii iiomini invocare quel Did , in d
xvi. v. 10.

il Vangelo (e) Quindi eche S. Paol vo lendo di.noflrare che la relieioneCriftian


.
.

non crederoiioPE come crederanno-in colui, ch


I -

non U(J rono ? E come udiranno , fenza che Cf) Cap x ^ a ? chi loro predichi ? E come predicherann v. 13^ feqcj*. quelli , che non fono a queflo fine mnndati

come troviamo
di di quelli
,

fcritto : quanta fono belli cbe annvnzjanolapace y e

fit

ano It buone cofe

DEPRIMITIVI CRISTIANI Ma non tutti obbedifcono


. .

Vangclo
5

Poiche Ifaia dice : Signore , cbi , creduto al noflro udito . Dunquelafede fl dall udito , e 1 udito , dalla parola di Dio .

dko

forfe

tta la

terra e ufcito

non hanno udito ? Anzi per il fuono loro ( cioe degli

poftoli ) e fiiio a confini dell univerfo le loro .role . Egli e pertanto ^iuftamente inferito
:gli

antichiffimi fimtrolide
I

Criftiani

articolo

guardante una , ver a , fanta , e univerfiile, cattolica Chiefa. Onde negli Atti de fanti lartiri , anche de pin antichi troviamo noi entovato efpreifamente quello tal dogma* cr la qual cola il Clero delle Smirne nella cebre lettera indirizzata a varj ceti de Criftiani
rll

ic

Afia, parlando di S. Policarpo Vefeovo , poco tempo avanti avea dato per Crifto col
la

vita, racconta che avcndo quel gran terminata la fua preghiera, in cui avea tto menzione di tutti coloro , co quali avea jalche volta trattato , o fotfero egliho ftati iccioli , o grandi , o chiari pe loro natali , o vile condizione , e della cattolica , eioe di fu prefo da Soldati, utta la unherfale Chiefa condotto in citta per eflere martirizzato Co) .

ngue

iartire

"V.

A^

omiglianti cofe leggiamo negli Atti del Santo Iartire Pionio, che fparfe per Criflo il fungue el terzo fecolo del Critfianeilmo . Fu cgli dali

empj

fatelliti
,

ara degl idoli

eondotto a viva forza avanti e interrogate con feveva , e

utorevole voceda giudici , perehe non facricava , rifpofe , ch egli era Crilliano, e per16 non avrebbe mai commefTo un empietk,
[ual

lato di

era quella di facrificare a demon}. Dimanpoi qual Dio eg!i adorava , replico, h e\preftava culto folamente al creatorc dc!
.

cie-

76
,

5>E*

COSTUMI
,

cielo

che orno qnello di fteile , e quefta di al. beri , e di fieri , che difpofe i fiumi , e affegnc i limiti al mare . Quindi avendolo di nut5vo richiefio
il

giudice

cgli paflava di

Gesu

ctu

Ponzio Piiato in croce ; fogch egli era Criii ano . Arrivato dope giunfe , alcuni giorni il Pfoconfolo dell Afia alle Smirne , fece condurre a fe 1 invitto Martire , e_
fu confitto fotto

avendo ricercato da lui qual era il fiio nome avendo udito chV fi chiatiuva Pionio Te Ma avendo quefti ricufat( eforto a facrificare
,

di obbedirlo

interrogollo di qual fctta e fofle ed egli rifpofe , ch era pfete della Cattolic; . Non altrimenti S. Giuftino Marti Chiefa
^
(<z)

re nel fuo

che tra
fanta

gli
,

Dialogo contra Trifone dimodra articoli , che doveanil credere da

Criftiani
,

uno

de* principal? era


.

il

confefifarc

e univerfal Chiefa

di avergli
li

Imperoiocche dope prudentemente provato cogli oraco


,

de Profeti

doverfi adorare Tddio


fi

e Grille

foggiunfe , potef da medefimi oracoli facil mente comprendere , che coloro, i quali harm creduto a Gesu , effendo tra loro concordi fot
fflajio 7ina
(l>)

congregazsone

o chiefa

che
I.

vc

Dialog, giiamdire, laquale e appellata come r r yp h nelle facre lettefe (4).Agg ugne nella

figliuol

Apol(
1

quando lo Spirico Santo predicendo gia future cofe^ parla pe Santi Profeti , cosi dice

(0

c]n.xxxix ufcirk da

sionnela legge
,

da Gerufalemme

e la parola di Di e giudichera tra le genti,


,

redarguira molto popolo , e muteranno fpade loro in aratri , e in filci le loro lancie , non alzera una nazione contro altra la fcim
1

-.

non impareranno piu a , checosi avvenuto fia , come **E


tarra
e
egli e facile di perfuadervelo
.

fir guerra (d
Ifiia

pivvide
ufei-

Impercioccl

DE PRIMITIVI CRISTIANI. 171 nronoda Gertifalemme dodici uomini,


i

del bel parlare i,e nulla efercitati nell arte sndo fcorfe le region! del mondo,per virtu
la

dL

no erano

arrivarono a faf conofcere alle genti, ch eftati inviati da Gesu Criflo,a fine d iuire,e far loro conofcere la vera dottrina;fice laddove prima eravamo dediti alia crudel-

n
.

ora,avendo feguitato loro am mae dram end, 5 folamente non combattiamo co nemici , cziandio non -manchiamo, re ingarniamo
i

c interroga, e volentieri, confeflando Crifto,


.

>riamo

Ognuno vede

dcfcnVerfi in que-

luogo ancora dal Santo Martire la univcrfalidella Chiefa , e la propagazione di lei per
tto
. Corriipondono a quefle efIreneo difcepolo , come abbiamo tto ) di S. Policarpo , e Vefcovo di Lione . li nel primo fuo libro contro Pcrefie (^) afnr s^\ r r is ma effer la Chiefa lemmata per tutto rum-

il

Mondo

^flioni di S.

.^

ft

rfo flno a confini dclla terra


,

e foftenerfi da

con

fommo

abitaffe in

una

fludio,c diligenza quafi che tutcafa , e aveife un cuore , e un


i

ima,e predicarfi medeilmi dogmi,e con pro;,iofo confenfo infegnarjfi , e tramandarfi alia fterita quefti- fentimenti . Perocche febbene
^erfe fono le lingue , clla e con tutto cio una forza della tradizione . In fomma quella__>

ch e diffufa per tutto , mantiene la 5 credenza . Quanto all articolo della remi/Iione de^pecti da ottenerfi pel batteflmo , o fe dopo il ttefimo fono ftati commeffi , per la penitenza, endo percio fparfo il fuo fantiffimo fangue
liefa
(Hi
r

noflro Salvator

Gesu

Crifio

egli e ccrtilfi*
tal
^

o, che non folamente quelto


ntiene nelle profeflioni di fede

articolo

il

che faceano ino-

IJ2
i

D
e

E*
,

r.ollri
,

antichi

C O S T come coda
la
,

U M

dal fimbolo

Apa
fa ere

flolico

da S.Ireneo,

cui autorita abbia-

mo

di fopra riferita

ma

eziandfo nelle

lettere. S. Pietro nel

fece a Giudei
to
zifi
,
,

dopo
:

la

fuo prime difcorfo , che venuta dello Spirito San.


e

difle loro

fate
,

pur penitenza,
in

battez

ognuno
la

di voi
la

norae di Gesu Criib

Aft
v.
"*8.

perottenere
plico

ii.

ftefla

cofa la

remiffionede peccati(d). Re prima volta , che do.


1

^f queflo, cos vette predicarCrjfto a Gentili a i Trofeti rendoparlo egli , queflo Gesil tutti noteflimonianza , cbe tutti coloro, iqualicrt dono in lui , purche fi pentano de* loro frlli
.

(b)
Y<

Aft. x.

ric6$ctafino(b~) nel
:

nome

di

effb

la remifflone de

4>

Paolo ancora appreflb S. Lnca ncgl peccati Atti Apoftolici , fiwinoto , dice , o fratelii annunzia la remi/fione di fee cbcfcr Gesu
S.
<vifi

cati

di tutte le cofe,fer le qualinonpotefl


,

ejjere

nella Mofaica legge giuftificati

fold)

cbinnque crede in Crijlofi giuftifica . Ne dee fembrarci ilrano, che gli Apollo. abbiano predicate a Giudei , ed a gcntiii u
tale articolo
(c)
,

ie
,

il

Redentore medeflmo ave


Ja

Aftc

fu

difcepoli

dopo

fua gloriol^i refurre

x^iv.v.47/ zione,ordinato (Y) di

predicare nel di lui apprejjo tutte le nazioni la penitenza , la remifflone de^ peccati . Che fe con tanta prc
it

dwer

nom

mura fu la predicazione di quefto tal dogma culcata dal Redentore, e con tanta dili2 en5 fu ne principj del CrilHanefimo efeguita la.
volonta di luida Santi Apoiloli , ogni ragic 5 richiedeva , che i fucceflbri loro ne fu%guei ti fecoli che fi fapeffe da fede procuraflTero 1 articolo che riguarda la remilfione de peccs ti. Qu^indi e che San Clements Romano neL
,

fua celebratifllma letcera a Corintj

(<Q

c Sar to

MITT vi CRISTIANI
>

173

Ignazio Martire difcepolo di S. Giovanni c gli altri Padri ancora , fenza vangelifta :cettuarne veruno, di queita verita piu volte
(<O

Philaci.

n.u

tra quali cero menzione nelle loro opere Novaziano erefiarca , Cipriano riprendendo
,

che fe fcguaci di lui, cost fcrive ( b ) (b)Ep.r,xix 5 aalcuno avra I ardimento di opporci , C!K_* Edit.Oxon. o^aziano tiene la ftcfla legge , che tiene la
i
:

^fimo

Chlefa , e battezza adoprando il mefimbolo nel hattemo, che noi adoiamo ; fappia egli , che non abbiamo una gge cogli fcifmaticj , ne un fimbolo , ne la
attolica.

:ifa

maniera d interrogare coloro, che debi :

mo

accoihrfi a ricevere il fan to batteflmo . Novaziani Credl tit Mche quando d cono la vita, eterna pet remiffione de peccati , Santu, Chi efa , ofano certamente di mcntirc ,

>n

avendo egiino Chicfa Cosi cgli. Non fu unque quefto articolo aggiunto al fimbolo lla tede dopo , che Novato comincio a fpar.

, ignorando la akrimcnti quelPere, immaginarono , irca non I avrebbe mai adotcato . Per la qual

re

fuoi errori
s

come

alcuni

>ria

fa
i

b?fognen i

confeflfare
tal

fimboii queflo

che negli antichiifi, articolo era efprelfo , e

percio fu ammeflb ancora da Novaziani. per vero dire in quella fbrmola di fede , che Ireneo , come abbiamo pocanzi veduto , pro? me nel fuo primo lib.ro contro P erefie , ofe

rviarno faril di queflo

dogma

efprefliffima-_>

enzione

Lo
,

flcffo dobbiamo dire della refurrczione morti. Ella fu prcdicata da ? Santi Apoilocome coda dal diciafifettedmo capitolo de-

Atti , (0 ove leggiamo , che trovandod Paolo neli Arcopago 5 predico a Senatori de-

>

174

J)

c o

TP

u M

. Anziche il medegli Ateniefi la refurrezione defimo Dottor deile genti,avendo voluto di mo-

ftrare nella fua Epiilola diretta a* Teflalonicenfi


,

quanto
,

fia

neceffario
,

il

credere
:

il

dogma

della refurrezione

cosl

fcriflTe

Non

mo

che voi ignoriate , o fratelli , 4ovra avvenire a quelli , cheripofano, cioe a morti ; perche non vi rattrifliate come gli altri , che non haimo fperanza . Poic.he fe erediamo , che Gesij mori , e rifufcito, crediamo ancora, che Iddio condurra con Lui tutti coloro, che per Gesu llefib dorm.irono. Or la neceffita di fe gli Apoftoli dimoftrarono e da la refurrezione , no credere, per falvarfi,
maravigliarfl
ti
,

vogliacio , che

che tanto fleno


fecoli
i

ftati

diligen-

nelP efporre ne fimboli della fede, e neMibri, che comin

tutti

Criftiani

ponevano quefto dogma


che
fta

foffe

(Inceramente da mortal
la Epiilola di S.
,

nel procurare, crediito . Bai

leggere re di S. Tgnazio

Clemente

le lettc,

Atenagora
tulliano
Je
,

di

Apologie di S. Giuftino di di Teofilo Antiocheno , di TeriMinucio Felice , e di Arnobio


le
<

opere di S. Ireneo , di S. Clemente drino , di San Cipriano , di Lattanzio , e de SS. Atanafio , GregorioNazianzeno , Gregorii
Alelfan

Nilfeno , Bafilio , Cirillo Gerofolimitano , 1 Santi Martiri , e I Iftoria dell gli Atti de
fi Chicf^, per conofcere , che inogni tempo articoloda noftri e foftenuto, e fjredi quefto

cato

come uno de
.

principal! della CriiUan


il termine del noilr ultimo luogo propofta nc come uno de principa

credenza

La

vita eterna
,

effendo

pellegrinaggio iimbolo Apoliolico articoli della fede .

e in
,

E per

verita

infiniti
i

fon

luo-

PRIMITIVE CRISTIANI

175

,ii tilae-nicntovauoghi dcliu Scrrtura.i diltintamente . Negli Evangel} di S.Matteo, di S. L ica , di S. Giovanni , neS. Marco
,

Atti de SS.
,

Apoftdi,
-l

jieilc Epiitoie di

San

.olo

c nolle cart

), e
,

Giuda

Jie letters dc SS. Pieiovcnte la vtggiamo noinina-

)
)

o con varj fimboli , e parabole defcritta Nc folamcnte gli Scrittori facn,ma ezian, Padri di quell) dogma , come di uno de
2p.

ragionarono nclle loro opcre . Non aroqui copiarele autorita de SS. Clemen,Ir[!,azio, edeslialtri, che horiferite, o ,. ^ rrr :ate di fopra , mentre non e neceilano difronrfi in una cola si chjara , e manifcda . Ba:ra foltanto ripetere cio , chv S. Ireneo nel primo libro contro T Erefle dimoilra ; Rapefentando e?li a fuoi leao;itori la formula credere di tutte le Chieie fparfe per Tunir 1-1 t^ j r^ /! :rio , cosi conchiude Credono Cninani e profeflano il cattolicifmo , che gli Angioli isgreflbri , che fi ribellarono all onnipotenIddio Creatore del cielo , e della terra, e uomini , i quali empiamente viffcro , o comincipali

&

XKV.

C X.

V 20 x v

A
!

T
c

A^

om>

v 7
.

r .

p e tr.

v . 12. V.v.io.Ju-

m.

daev

21 *

ifero

peccati gravi laranno condannati al fuoeterno; e per lo contrario i giu(li,e gli oflferdella

.tori

pieta verfo Dio.j, e de


,

comanda-

enti di lui
:

che avranno perfeverato nel bein

non

eiTendo caduri
il

verun graven
,
,

litto
,

dopo ricevuto
fatto
.

batteflmo,

avendone

la

penitenza
,

o fe caduotterranno

vita

1 medefnm ientimenti fono conte. nc fimboli, che appreflb 1 autore delle oitituzioni Apoitoliche , e appreflb S. CirilGerofolimitano nelle Catechefi fi trovano . he fe nelle Profeffioni di fede . che gli Ereti-

oria (6)

e la incorruttibilita /7/x r

e la fempiterna

Jti

ci

Dfc

GOSTUMI

ci del quarto , e de feguenti fecoli alcuni cr rori contro i dogoii della Trinita , e della In

carnazione leggevanfi, con tutto cio quel dc gma ehe riguarda la vita eterna , non fu m da loro non folamente negato , o me (To in cor trover/la , ma ne anche taciuto . E quetto fj

che ferapre fon detto de principali dogmi a credere dallaChiefa a f^del propofti Sappiamo ben noi , die molrifiime altre veri:
>

ilati

circa la Divinita

Gesu

Crifto, e la Chiefa,

Sacramenti, e le tradizioni &c. fono late da Dio , le quali non pofTono eiTere da nil no riprovate , o rivocate in dubbio , fenza ii correre nella erefia ; ma ficcome di quelle
f(

ftate rive

Jamente abbiamo
jiegli

ftabilito di

ragionare

che

antichiffimi fimboli efpretfamente fi co tenevano , cosl procurando di eflfere brev

flamo

ftati

coHretti a tralafciarle

IV

DE PRIMITIVI CRISTIANI
.

577

IV.

ome
(enti

I
,

noflrl

wagglori per tenerfi fempre prccome dipinte d avanti agll occhi le


,

veritd della Criftiana religione

delineA-

vano

fcolpivano rozzamente varie immagini , e per varie loro figure rep* frimevano ne fepolcri e ne luogbi dedicjti al divin
,

culto

>

/TA
e

affinche
fi

imprimeffero nella memoria

no-

tenefTero prefenti nella mente le veWJL 2 :a , che o udivano da loro maeftri in divinin r r fcritture ; procu, o leggevanq nelle facre
1

^taj ero

r otto

maggiori e di fcriverle , e di figureje pprefentarfele con varie figure , o firaboli , ritadell l ne , e vogliam dire , che fcolpivano, ovvero tig tenerJ* 1 lineavano ne fepolcri , e neMuoshi con fa? Pr el enti j T T r r iti al divin culto . Ulavano ancora 01 far inmtmort a lere ne loro anelli fomiglianti immagini , le
i

^ano

noilri

coratemplando 5 e fi confermavano nella e infiammavanfi maggiormente all 5 iOr-e delle divine cofc E che di tali figure fi
ali

igione

viifero eglino
lira

per fignificare
fi
il
,

mifterj

della__>

fede

agevolmente
il

puo raccogliere
quaie nel fuo.ter,

Clemente AlefTandrino
libro intitolato
:

Pedagogo (A)

cosl fcri- (a) Cap.xr.

Se nell anello e fcolpita la irnmagine del pe- p.24?.Edit an tore , deefl ricordare il Criftiano di quelli , 2 fono 1 . Ma come abper acqua regenerati
.010
ni
i

accennato

o efpreflamente nelle

ifcri-

dograi della unita, e della trinita di Dio, li Criftojche fede alia deftra del Padre,e della :e e unione colla Cliiefa in.j e della

requie

Dio,

378
io,e della

DE

COSTUMI

cterna vita 3 o con varie figure,c flm-

boli

tiflinie

appreilb ro , il Boldetti

o arsche con lettere efprimevano . Moldi quetfe tali ifcrizioni Icggiamo noi il il Muratori , Marangoni , il Grute,

il

Fabretti

il

Bofio

Arinil

go

Ella e

CODeCem.
J.

BoldettiO")

belliflima quella, che riferifcc e che fu rrovata nelle catacombe


elia
la

di

n.

c.

x.

Roma. Riguarda
C onfiile in queite
vifje

nnita di Dio
:

e.j

pag. 45^.

poche parole

e cinquantotto anrJ , died, e credette in un folo Die. In un altra,

^f r^itdio cbt undid , e giown mefi

T.

che dopo mold raccoglitori di antichita , ha riferito il Signor Marchefe Maffei nel fuo Mue 17?. feo Veronefe (0, e riguarda la grandezza,
Jaeternitadi Dio, leggiamo
*Al
:

Dk
.

grande

ed cterno

Stazh Dh-

doro

Tsr

effere flato

efaudito

&c.

Parecchie altre fomiglianti a quefte ifcriziovi abbiamo nni defcritte nel terzo Tomo clelk Antichita Criftiane , che volentieri tralafciamc
P. ip.

(d)

1?.

*r s

per non apportar tedl) a leggitori (c^l moeziandio rapportate nello Ik Ho luogo alcu e ne, che la divinita di Gesu Crilto , Santo riguardano , come quella ^ Spirito Dh Santo , e uno Crlflo {d) , e T altra T^M Marcianeta &c. QiJanto alia pac Spirito: A ufod colla Chiefa , egli e certifTimo che quell non altrin pace , poire fempre nelle Lipidi: fennonche colui, ch era trapaffa iignificava, fantaChic to, avendo goduto la pace della morte la pac fa , fi fperava, che godeffe-dopo Ma circa P articolo , pe nel Regno 4e cieli cui noi confefllamo, che Gesu ialito in ciel; la ifcri fiede alia deftra del Padre , c celebre
.
s

Abbis

dell<

zio-

DE* PJUMITIVI CIUSTIANI.


lone grcca riferita dal Muratori otta in pian volgare flgnifica;
(<z)

che tra- CO T. IV.


5****: ; Infcription.

Iddh
^f//tf

cbe Ji di
<te/

</6>/?rd

2Wre,
y

* *

"

Scrivi net luogo de Santi

Tuoi r anima di inalmente , che i Crifliani


viflero
,

A ettario
,
i

quali

e perfeverarono nel
,

piamcnbene , dopo
la vita

lorte acquiflino la verufelicita a , la gloria , e la immortalita 5


ofta dalle facre letterc
i

etcr-

non folumentc abbiamo di fbcome

ra oflcrvato

ma

e ilato eziandio efpreffo nel-

lapidi lepolcrali da nollri maggiori , menin alcurse di e(Te leggiamo: vive in Dio ,

Santi , fla in luogo di face , nel refrivive in eterno Tralle altre che riferi:onfl dal Muratori nel quarto Tomo del Tefofi ritrova una ifcrizione Greca di una don, a per nome Maritima , che tradotta in Italiao ha queflo fignifzcato (/).
i*ye

n?
,

trio

-)

(b) T, 411.

Maritima venerabilc bai dolce lume .

eflinto

il

tno

^vtvi
talita

teco tutti

fegni della

immor

&c.
:

un altra latina , che trafportata alia noilra Io credo , cbe il ngua ha il fenfo fegueme
i/o

Redentor

fui-ve

e
,

ptfcitera dal la terra

nelT ultimo giorno mi e nella mi a carnc yedro

mio Slgnore &c. Ma paffiamo a fimboli , o gure , che ufavano i uoftri antichi per tener refente alia memoria cio, che credevano . Abiamo ofleryato di fopra effere flati defcritti :
er ifpirazione divina
i

libri dell antico

e del

uovo tellamento 3 e che in quello , oltre i ogmi e i fatti chi^ramente defcritti , per arie figure erano Hate predette le cofe , che do2
,

c o s T u M i doveano avvenire nel nuovo.Or quefte medefime figure ne marmi fepolcrali,e nelle pareti de*
i

So

i*

facri edifizj

noftri

maggiori

in baffi rilievi

in pitture

gendole , confermandofi nella vera credenza , fi animaflero ancora a ben operare , E primiei-amente acciocche firammentaffero della loro origine , c penfaffero , die noftri corpi efiendo di terra
i

riippr-efentavano , affinche veggenfi ricordaflero del loro fignificato , e

compo(H,dovranno converrirfl
(a)

e rifolverfi di

ViJc- nuovo in terra, incidevano nelle gemtne (4), e ^ipig n ^ vano ne ^ e muraglie la creazione del ^Ck^ ft* primo parente dell uman genere , e la formawe 27 zione di Eva dalla colh di Adamo . Un altra fi.

(to

n i^ caz one a g
^
"

di

quefta figura apporta Tertulliadell

pap.

w.

no nel libro intitolato

anima.(/OSe Adamo,

dice egli,erafiguradi Cri(to,il fonno di Adamo rapprefentava la morte di Crifto medefimo ,


il quale dovea per la morte dorm ire , acciocche ancora pel lato di lui fi figurafle la Chiefa ve

ra

madre

{ki
,

viventi

Veggendo

inoltre una

(c) Clem, tal figura (c)

Kom.Epifc. dio creato


ad Corinth.
11

fovveniva loro, che avendp Iduomo , dee quefti procurare di ten-

*v

j ere co jj e buone opere a Dio , le cui open fono perfette . Rifvegliava ancora urn tal immagine nelle menti de fedeli la memoria non fob dejla creazione , ma eziandio della
tutte

forgente delle difavventure deiruman genere che fu il peccato del nodro primo parente Ada e della redenzione , e della falute appor, mo 5 ch * a PP ellato da ? Paol( tata da Ges{l Cria Corinthiot! c.xv. v.^j! Apoftolo il fecondo Adamo (cQ.Rapprefentava no eziandio i noilri Antichi nelle (culture ,
e di Eva , pitture loro Je figure di Adamo, dell albero della vita,e del ferpente,che ingann(
. .
.
<

P"C

fuddetti noitri primi parent!

(0 e

a mpiie
tra-

i*

fi*

<

CRISTlANt.
rafgredire
;iare
i

8I

il

precetto del Signor Iddio^e


;

il

pomo
i

affinc-he poteffrro

avere d avan-

principj della difgrazia , e della chiavitii delPuomo , e rieordarfi poi della cleagli occhi

neiiza

>oflft

.. iOU neopn. !/ *** ?* i % afciarono gia efll di fcolpirene maimi , e di- Anoch. )ignere nellc pareti de cerneterj , e d e lubghi lib. n. AJ n. iedicati al divin culto Ic imm.igini di Adamo , AutoJ.
1

e virtu di Crifto , per cui abbiamo , vuto la liberta , ela fperanza di giugnere al dimento del regno de Cieli (a). Ne tra-,^*

di

iti

(fcacciati dal paradifo terfcftre, e pendel loro falio ), e delPalbero altresi , affinfl

Eva

f J"^^

he veggendole, fovente
>er

rammentalfero, che cum fryph. alberodellaCroee,incui Gesu Crifto vol- n.i.xxxvnr. morire per fal var uomo , i pcccatofi con- p i9tf &
l

-ertendofl
>e,

* e facendo penltenza delle loro col- CXX1V , t2.19 re r^ poflono ncuperare la grazu di Dio , e erfeverando nel bene giugnere a quella beati\

y}

udine, per cui fono ftati creati (o\ . Oltre le r r -i itture , e fciuture eipnmenti la ftoria di
i
i

idamo

^ nt

oc h

ib.

troviamo noi moltiflime negli antichi p.jpjj vide che rapprefentano Abe- T. 111. An2 uccifo dal proprio fratello Caino (c) ; Noc a ell Arca, e la colomba , che apporta il ramo P
,

emeterj de Criftiani

"1

icrificarc
J

ulivo in fcgno della pace ; Abramo in atto di il fuo figliuolo Ifacco ; Giufeppe il
J

vO T

f.

atriarca venduto da* proprj fratelli ; Mose r ,. ,, Tofeta in atto o di cavar Pacqua dalla pietra , f di ricevere da Dio la legge ; Faradne fom.

nerfo nelle

acque del mare ; PArca del Vecil Candelabro Sanfone , ; jiobbe , Davidde , Eiia , Tobia , i tre gio-ani Sidrac , Miftc e Addenago nella fornace llefi , Daniello 5 e Giona 5 ed Ezechiello Im)erciocche per la prima figura erano cglino -mmoniti a fuggire la invidia , che fu cagionc
hio

teftamento

del

282
del

&

E*
,

fratricidio

e a

C O S T U M I imkare la pazienza

I;

Clem, fortezza di animo , e la innocenzi di Abele (4), (a) Rom.Epifc. il quale effendo ilato fi^ura di Gesu Criflo Siad Corinth.
!

riguardanti a perifare, per qual fagrifizio, e pei fii I. u ^ ft n g ue aboiano gh uommi ricuperata I; 1. $ Antioch. e la falvezza , e quali efempli debbaliberta ii. n.xxtxno imitare per conferva re lafede, e la inno p. 3P4*"?
J.

&

g nor no ftro
t

e della Chiefa
f
<

potea muovere
*
.

lieor)^

/-

cenza propria di chi vive rid grembo del Cat. e dell Ar6 (b)rniJent* tolicifmo (b^ Laitnmaginedi No , In Praef. A- ca, e della colomba , che porto il ramo di uli marthigen* VO)Cj avanC a noilri maggiori motivo di confide rare * c le ^ ^izh figurata nelPArca , febbe %rralllait ne ^^^ at a dalle perfecuzioni ^ e da* travagli Adv. jiid erano figure le acque del diluvio, ar c.v.p. 187. de quali rivera finalmente a godere la celefte pace ch nori avr ^ ma ^ ne (0 QiL anto a ^ fagrifizio d (c) T. Hi. Abramo , non vi ha dubbio , che fu figura dc Anriqmt. Chrift.p.$i, fagrifizio , che di fe medefimo offer! il Signon fefiafullacroce all eterno(^) fuo Padre . Dipigne
. ) ^ , ^

(d) S. Pan-

vano adunque

noftri antichi
il

Abramo

in

att<

Jinns Epift. di ad Sever. co

fff

proprio fuo figliuolo Ifac che per noi , e per la noftr, per fignificare , ^lvezzailF.igliuolodi Dioofferl fe fteffo full;
voler facrificare
in fagrifizio
.
.

"

(l

r* .veron.

. Ne folamente Ifacco , m; .. c ancora figliuolo di Ciiacobbe ru ngur Giuieppe di Gesu Crifto . Poiche flccome Giufeppe pe aflio , e invidia de fuoi frateili fu venduto c foffri molte difgrazie , e finalmente fu innal zato a un grado fub!ime di dignita , e di gloria ficche gfovo a quei medefimi , ch erano itati 1 cagione delle fue difavventure ^ cosi per laiai

Croce

magine
re
,

di lai erario eccitati

fedeli a confidera
di

che Gesu Criilo fu venduto da un fuo


a

fcepolo Giudeij e per cagion no/Ira fof fri infiaiti travagli, e patimenti, e dipoi averu
tri-

DE*

PRIMITIVI CRISTIANI
e della

morte , reilitul ionfatodel pcccato , la gloria a quci medefimi , che offalute , e fo aveano co loro peccati Rapprefen ,*
1
(<0

.vano ancora. nclle picture , e nellc fci<lture , in molti cemeterj , e in molte urne fe Chrirt. pag. olcrali veggiamo , Mose vicino al ro veto, 34>me

A.

er

dinotare

che

ii
,

refer i affai

prima

Verbo divino com par ve a che affumefle la umana na,

ira(6)

e ficcome quel gran legislature

ef-

(^

j u a; n .
r.

ndo

ftato

chiamato da Dio

fl

fciolfe

calzari, Apolog.

erciocche era ftato avvifato , che il luogo in n. ixm. * uiftava , era fanto , cosi in un tale atteggia- ?5
eatb
Dii
1
-

p.

lento talvolta fu egli da noftri maggiori deliaffinchc s intendeffe da riguardanti , ,

Antiquir. /in fanva dall alto,per fignincare , che come dopo chrift. pag. )tte le prime tavole della legge date dal SIlore a Mose , furono fatte altre due : cosl dai

qual rifpetto , e venerazione doveffero fla ne luoghi dedicati al divin culto (r) . Efprievano pure il fanto Profeta in atto di riceven T (V) le tavole della Leeee da una mano, che com- \
1
i

T.

III.

la

nuova legge, dovefle


,

ceflare

antica

e
(J )

io
i

effendo inviflbile

e naturalmente dale

uomini conofciuto per

opere create

dalla

T;

onnipotente virtu indicata per la mano , ie o dipignere , o fcolpire in alto da fpleaii rlmitivi Crifliani (rf) * Per la verga , con cui
ia

e fece fcaturir acqna , ,^ T ift dinotavano o la virtu di Crifto, Dlalee.cuni sr cui le genti , ch erano nell aridita , e nelle Tryph. n. nebre della ignoranza, acquidarono la cogni- LXXXVI. p. m:m one del vero Dio (e) , o la Croce . S. Giuftic *** pn 3 Martire nel fuo celebre Dialogo contra Tri
I
.
i

lose percofle la pietra

abbondanza

>ne

Giudeo
e della

.,

iore ,

, parlando dell albero della viverga data al Profeta Mcse dal Sidice, (/): che fu egli wandato il

??7

CO
L ^ xx

Nm.
^^
p-

fan-

84

I>

C O

t
il

U M
con

1
il

fanto legislatore 9 d Ifdraello,e per eflfadivife

a liberare

efla

popol

efece fc; , turir Pacqua dalla dura pietra, acciocche s intendeffe la feconda venuta di Gesu Grift Redentor noflro. Oflfervanfi ancora ne Sarcofi gi degl! Antichi Criftiani alcune figure , &i rapprefentano Faraone colla fua annata Tom

mare

<quin(

merfa prodigiofameme ncl mar roffo , colie. quali figure i noflri maggiori erano ammonit di non temere le perfecuzioni , e le calunnie e le infidie , ch erano loro tefe dal nemico di fperare , che fuperati gli sforzi delle pote
,

ila

infernali/arebbero giunti alia patria dc bea ti,per eflfere perpettiamente felici (^). Trafafci varie altre fignificazioni di quefta figura , pe

i"

non diffondermi di vantaggio , le quali per ^ono ^ ate ^ a me rife rite nei terzo Volume dell mie Antichita Criiriane (6) . Vedefl puredi pintal Arca del Vecchio teflamento nclle cap
de cemeterj , poiche ella rapprefenta vala dottrina di Crilto fkurata nella manna ^j
in efla
fl

altr<

P.

38, pelle

che
6t

confervava

dalla

qual dottrin

A/ex
ftrom
.

non ilpuo niuno difcoftare^ fenza commetter un enorme delitto (c) . Trovafi eziandio nell
T>

lucerne , ne fepolcri , c nelle gemme incifo o icolpito , o delineato il candelabro, percioc che dinptavano per eflb i Criftiani il Redentc re , che collo fplendorc della fua celefte dottr: foli CJem. na illumina fedeli(rf) . Erano parimente Alex. ibid, i primitiyi Crifliani di rapprefentare ne fepo. P a S- J^3cri , e nelle Lucerne , e nelle picture Sanfone
pag!
5-78. Scpag.
i
i

atto di levar di pefo le porte


Filiitei
,

di
,

Gaza Citu
che ruppe

d<

per ilgnificare Cri do


i

col
:

clauflridell inferno C^) , e apri (e) T. 111. Anr.Chrift. mortal! la Itrada del paradifo ; Giobbe nell t a S 4i flerquilinio per animarfi a foffrire i travaglicc

fua morte

1)1*

.zienza

e fortezza di

PHIMItlVl CRlStlANl . animo (a)

185
.

Elia nel

M TertuH

per dinotare la gloria , che :everemo in Cielo dopo le difavventure , e


cchio di fuoco

^
~

de
"

pa

14Y.

incomodi
gnazione
"mano
,

in

quefta vita foffcrti (&) con raf-

e pazienza ; Davidde col la fionda e libein atto di ferire Goliat Filifteo


>

popolo d lfraello,per flgnifkar Criilo Salvator noftro, che


re

dalla

imminente fervitu
,

il

"

nfe
)
;

inferno

e rendette la liberta a

mortali

Tobiaj perciocche
la villa
,

in virtu del pefce ricu-

TO

e vide libera la

moglie del fuo

e fu inquefla guifa fi^liuolo dal demonio , Gesu Crifto , il quale illumina ogni uoiradi o, che viene in quefto mondo , e ha raffreto
1

antico ferpente
1
i

cioe

il

demonio, che

iucea
ce
,

univerlb (d) 5 I tre giovani nella for quali ne ufcirono illefi , per dinotare ,

c fenza

verun danno avrebbero

Criftiani

perate tutte le calamita , che loro avvenivae farebbero ftati innalzati al regno celefte Ce ) ,
3ni

); Daniello nel lago fenza eflfere aflTalito da , per muovere coU efetnpio di lui i noftri

qualunque avverfita ; poiche Iddio _, -ebbed ricordato di loro , e gli avrebbe preiati [f] ; Giona nel ventre del pefce , il qual JJI^Q j :fce era rapprefentato per un dragone , accioc- ] i. c
foffrire
.

fedeli penfaflero a!

Redentore

che dopo

pag.jtf.

morte , ftette fotterrato tre giorni , e_-? nfe il draeone cioe il demonio , e diede la n rr ^ !1U s \ r :ra liberta alruomo () e lo Iteuo Giona fotiua
.
i.

>??

dell ellera 5 o della zucca , per dinof \ TL che dopo itravagli , faremmo pervenuti re, luogo della pace, edel ripofo (/;); Ezechiello, ;r aver quel Profeta chiaramente parlato della 0) Juftfn. furrezione de* morti , ch eiTer dicemmo uno Marr.ApoI.
1
t
*/-f
t

ombra

principal! articoli della noitra

credenza

J
(/>

n<

LII

Che

DE
Che
fe
i

COSTUMI

maggiori nelle picture , e fcnltr re loro efprimevano le figure ritratte dal Vec chio teftamento,molto pift doveano ferviYfi de leirnmagmi, che ranprefentafTero g!i avveni
noflri

menti

dogmi

defcritti nel

nuovo, Qmru
,

& che in varie maniere dipignevano

in ma-

mi

fcolpite rapprefentavano le Immagini del dentore . Or lo efprimevano eglino,

R
o

me
(a)

fe

ftufle
i

fopra un monte

fcaturiiTero
T.
11J.

quattro
i

fin

mi

dal quul men del paradifo , p


,

p-?g.

comefe
la

qualifono figurati qtiattro Evangelj, (a), 01 teneffe unbaflone in mano, per dinot;
potenza di
lui

nelPoperare

miracoli

01

mano Una Croce, trofeo falvezza dell uman genere, la qual Croce cuni rnonumenti e rapprefentata come

come

fe aveffe in

de!
in
a

tcmp<

flata di gioje , per dimoftrarne il prezzo , e valore di lei,e talvoltae iemplice;ora l^)tco la gura del buon paftorejavendoegli detto di efiei tale ; ora fotto la immagine di un agnello pc dinotare la manfuetudine, e la innocenzadi In ch era fenza veruna macchia . Aveano par mente in grancliffima venerazione il fuo fan nome.Laonde con due lettere greche ( cioi? c X. ecol P-(6) che corrifpondono alle due pi
,

C
i

6.

me

della

VOCC Crift Vale


,

a dirC al

C
il

C al

R<

Pefprimevano
ficche
il

le quali lettere unite iniieme

X. colle fue afte decuffafle

foi

matte una figura fimile alia Croce, indicavat anche la vittoria da lui riportata con quel fall tiferofeg no fopra I implacabil nemicodelPumz

genere . Veggiamo noi pertanto nelle lapidi e nel e urnefepolcrali , ne vetri, nelle gemm nelle lucerne, nelle pitture degli antichi Cr
fliani quello tal geroglifico monogramma raato or in mezzo a una corona y or attornia da
fo

I)B*

PRIMITIVI

CRISTIAN1
,

187
( a)

una fpecie di diadema


iza
? il

or femplicemente
T. llh
Antiquit. ft -h Pa
*
|.

le

ornamento veruno (d) , Ne deefi credere, primo , che fi ferviflfe del Monogramma, iiientre il Bofio, Coftantino (mperadore
:

vringo, e gli altri,che illuflrarono le Antichi-

CrifHane,atteftano,
)idi

eflfere ftato

fcolpito nelle
I,

fepolcrali di S. Mario foldato , che morl irtire lotto Adriano//?) di S. AlelTandro,che (b) Tom. f ^^ A )riofamente combatte per la religions , e ot- ^nt*

Iii
a

"^

corona

del tnartirio

fotto

Antonmo

Chilli. P3(J

di S. Primizio martire , e di S. Ermete rimente martire , quali certamente prima (c) Coftantino trionfarono de nemici del Cri- pag-433mefimo Perlaqual cofa Peruditifiimo Sior Senator Buonarroti nella Prefazione del
) ,
i

M.

celebratiffimo libro de^etri Cemeteriali^d*) (d) P, xiiu


,

erva

effer

molto probabile
il

che

Criftian^
fino nella

minciaflero aufare
imitiva Chiefa, e
:ita

monogramma
,
1

quando
Oriente

forfe ella ancora

non era

dall

mentre eflendo

averlo fempre^^ mpoflo di parole greche , Dperatocosi anco la Chiefa latina, una tal gine molto antica , e prima , che fi veniife

adiwfione, o diftinzione della Chiefa Gree Latina dimoftra E non farebbe gran fat. , aggiugne egli , che avefle avuto la fuaori,

ie

circa

il

tempo

fteflb

quando

i ,

fedeli

fi

co-

nciarono a
a cifra
,

chiamare Criftiani

come per

per adoprarlo nelle letters Ecclefia-

:he particolarmente efi rapprefenci in


i

una delle quali pare , ; quel volume fvoltato , in e fcrittos dominus pacem dat : col mononel

imma, che

mofaico antichiffimo di S. Cotempi di Colhntino , il Saltore confegna ad un Apoftolo, e fembra , e 1 artefice abbia voluto imitare la forma del
nza creduto de
le

i88
i

i)

c o

s
.

tr

M i

Alle volte ancc le lettere dette pacifiche nodri maggiori di unire qualche fig ufhvano ra rapprefentante un Profeta infiemecolrr

nogramma

volendo forfe indicare

che Cri

fall Meflla,e Legislatore,e apportatore fu da Santi del Vecchio teflamento predett OfTervafi appreflb il Liceto,lo Scacchio , il (

della

falio,e altri

una lucerna di metallo, in cni vi rapprefentato Giona giacente fotto ombra una pianta di zucca , la qual pianta facendo fuoi frutti, come una corona, comprende il IT
1

(a)tom.lll.
Antiquit.

nogramma(d). Egli pure antichlfllmo Pi monument! le due lettere A. di porre ne


una dclle quali e il primo e 1 altra Pultii elemento deli Alfabeto Greco, avendo de Gesu Criilo apprefib S. Giovanni nell Aj io fonoP Alfa, e caliOTe (6) Omega ,il pr e 1 fine . Per la qual cofa Prudenzi cipio ,
>

Chriftp.7i

(b) v. 8.

OP.

i.

E
Hymn.
!

appellato

dice
1

Alfa

e
.,

Omega
il
,

il

Signo
far;

perciocche che fono cofe


,

egli e

origine

fine di tuttt

(c)

che furono
le

che
e

Cathem.

p.

^C

E non loumente
parola noftro Salvatore
la

lettere

ft.

XR,

eziandio unicamente la
Crifto,

ufavano
.

prima de per flgnificare lo fit S^rvianfi anche talvolta d


,

ch e

la

voce greca IXrS , le cui lettere , fe fc prefe unitamente , fignificano il pefce , c qual fimbolo noi parleremo alquanto dopo le iniziali delle pan divifivamente formano
,
,
-

f^

j~^

greche
Crifto

Itxroi/f

X^/CTTO^
Dio>

&toi>

Tor 2&T

Salvatore . La qual c , Figliuolo di foleano eglino adoprare , forfe per accenn

let quei vcrfi detti Sibillini , le prime red quali meffe infleme formano la paro!

avendo

intefo

chi

compofe

v<

me-

DIPRIMITIVI CRISTI ANI


iefimidi
figniticare
.

il Oi figliuoio d Tanto erano perfuafi delle o) torn. I ita Jell-a religione , che profcflfavano , e Am.Chrift] :o erano grati alia memoria dA Maeitro , e P* 54 fator loro , che non lafciavano niuna cofa , uale conferifle a mantener viva la rimem;
f\e-<

tornoftro (d)

nza di

Gesu Crilto ne

loro animi

e a in*

imare ognuno alTamore , e defiderio di lui. ? fe talora rapprefentavano Crifto (otto la ra di Orfeo ne marmi , nelle gemme ,
elle

tavole, e nelle muraglie , ciononpro, perche credeffero eglino alle fa vole, lefjperftizioni de cieehi Gentili ; ma per-*
iva

ficcome di Orfeo falfamentefi raccontava a col foave fuono della fua lira avea fatto ditare rnanfuete le fiere; cosi
ri
i

noflri

mag-

volendo fignificare
,

che Gesu colla fua

trina
i

e colla foavita del giogo della fua di-

legge avea veramente tolta la fierezza alle barbare , e crudeli nazioni ,e aveale indot-

abbracciare col Crillianefimo la unione , .pace, fervironfl di quefto flmbolo , come folamente nel Terzo Volume delle noftre
.d

tichita Criftiane

(Z>),iTia

ancora nella lettera


fi

afi

uale della dedicatoria di queflo libro


iere, la qual lettera

puo

rapprefenta una gemma (liana , che fi conferva nel Mufeo del Signor nmendatore Francefco Vettori uomo non 10 per la fua modeftia , che per la vaila fua dizione illufire.Quindi e , ch Eufebio Cefa- / c Ct ^ nfe nel fuo primo libro della Evangelica Pre- p a g. tu azione (c) egli e, dice , un evidence fegno
:

lapotefta di Crifto Salvator noftro Peffetto


la predicazione della dottrina da lui medeo infegnata . Imperciocche appena comincid

.a eflfere

divulgata

che

popoli piu feroci, c bar-

D
e barbari
fi

E*

C O

U M

manfueti. No; ardirono piu i Perfiani di cejebrare, come avan ti erano foliti di fare colle madri , o colle fo 3 relle loro le nozze ; non fi fi clbarono piu del! came umana gli Sciti ; non vidtro piu nell a-ltre nazioni quelle brutture , che la modefti vietadi nominare , delle quali per lo paffato gloriavano ; ne immolarono piu i Maflageti Joro vecchi agli Dei . I Tibariti , e gl Ircani e i Cafpf deteftando le paffate loro crudelta
jfi 3

avvezzarono

a eflere

non efpofero piu a cani i loro parenti , i qua! o foffero moribondi , o foffero rnorti di frefco ne fbtterrarono vivi coloro , che erano lor per amicizia , o per parentela congiunti che per la eta decrepita non poteano lun gamente campare . Ma per un altra ragionear
,

coragli Antichi noilri fervianii della figura

. Erano /late pubblicate fotto quefto celebre poeta, che fecondo a cuni Scri tori non fu mai nel mondo , alcune opere, ne] le quali jf] facea efprefla menzione di un vet Enfeb, Dio,e del iuo Verbo.Qu,efte effendo tfate citat (a) da alcunide noflri Co) Scrittori, moflfero pi jib. xiii. pracp.Evang a vventura i Cridiani a fervirfi di quefto tal fii 9 c. xn. pag, b cofrie fl fervirono de limboli tratti d ^

Orfeo

il

nome

4%

e(i *

Vecchio teftamento venuta del figliuolo

perciocche in

e(To

del

di

Dio
,

Profeti parlaronc
an

Mala maggior
mettono quelle

parte de critici Autori non


tali

nome

di

opere Orfeo, nel numcro delle fincere


di Crifto
9

che vanno

fotto

e a
?

provate . Oltre le immagini

veggonfl ne; v lapidi 5 e nelle pitture de cemeterj , ne tri , e nelle lucerne degli Antichi Cridiani
,

figure de Santi Apoftoli Pietro , e Paolo } c ? a Roinani 5 e ad altri popoli annunziarono la far
fe-

DE* PRIMITIVI CRISTI ANI


e

9I
Loren- (O
J

00
di S

di

Criib, diS.
,

Dama,

di S.

torn. III.
(

Agnefe, di S. Simone, di S. Floro, o \TT^San Cipnano, di S. Vincenzio Xicono , SS. Mile, S. Srbuilipno, di S. Sifto , de done , e Sent , e dimolti altri Martiri , che
^e iDuftrafangne loro confefTiirono Crifto la Chiefa , e acquiftarono la corona ne
,
1

An

F- 83. ieqq.

li..

Jfavano finalmente i nollri maggiori di fcolo dipignere varie figure di animali , edi , e cofe, per dinotare gli affctti loro verfo

), p

un qualche midero
(^>)

della fanta
la

fede

(b) tom.IIi.

ciTvio

fignificavanO

tioiiditajche

do- Ant.

ino fchivare

sVrano pre/i da nemici del , ilianeflmo, o la celerita nel fuggire i pcricoper non cadere temerariamente nelle mani
,

perfecutori (c)

il

defiderio

la

fete

,
,

aveano nirfi eternamente con Dio


"odclfalmo:

di pervenire alia patria dc* beati


,

de

alludendo
i

al

Coron, Miht. c. i,

fonti cerviodefidera !e cosi I animaraia defidera voi, o acque , Pel cavallo indicavano la velocita , cui correr doveano ad abbracciare la verita Vangclo (O Pe leoni dinotavano o la foril
)

come

(<0.

^a)

TC. 41.

con cui doveano fopportare qualunque p , ag 90 imcnto per Crifto , o lavigilanza, che fa opo u fare per non (/) cadere nel peccato , o loftro Redentore chiamato nelle facre lette
za
.

Leone della trlbu di


lificavano forfe
I

Giuda g)
,

.
?

Per
quali

lo

pericoli

ne

lepre conti-

(g) Apocal. c v*

ritrovavano per amore di Gesu . che TertullianoneJ libro intitolato ScorpiaV;) pernoialtri , dice, come pe leprot- (h) Cap. e deftinata la caccia, e fiamo da lontarso af- pag.4S8. iati, e nentlci^ fecondo il coftume loro, condi noi mcdefiaii incrudelifcono . Per le vol.
imente
fi
:
i

r,

Pi

C O

U M

ad intendere,che non dobbiam pi volcano dare Lib. 111. noi effere fomiglianti per la fuperbia e (a) Ant.Chrift. I ^ftuzia a quefto animale (4) . Per le coloml indicavano la femplicita predicataci da Ge
p<

(b)

Crifto allorche ditfe , fiate femplici come ea Tom.I. lombe (6) ; per lo pavone , e per h fenice ft. re furrez one (c) ; pel gallo la vigilanza (d] per I pefc e o Gesu Crifto figliuolo d? Dio,pei
j

ciocche
(e)

le lettere della
5

prefe divifaraente indicano Kom- bpiit. % r Sa vatore niedefi.mo ; e preie unitamente ad Corinth. rinati nell acqua del fan u;ij. P.Z.I, fcdeli , i quali fono Cou- batteflmo , dicendo Tertulliano nel libro, c! Edit.

Clem,

voce greca iX0T5

^nifica pefce TO.

tant.

&

nos CO mpofe

Pr ^
.

GQ
ti ,

per difendere qucftofacramento al c n0 pefcetti fecondo il pefce noil Cri to nafciamo nell acqua , ne altr ime.

mo

che rimanendo nell acqua, potiamo falvar Sebbene non folamente Crifliani foven
i

Terviano diun
92-

tal

fimbolo

ma

talvolta

ai

(^

Tom.

I.

Gentili nelle loro lapidi fepolcrali , fo fe per accennare , qual era 1 arte di colui , c ( ue ^ 11 l luogo era fepolto . Confervafi nel

cora

"

Ant.Chrift.
.

Smirne apprcflb riliuftrilTuno Signore Car de Peyfonell Confole della corona di Franc

uomo eruditiflimo , e mio particular padroi una lapida circa un piede alta , in cui fi vc un pefcatore , che tiene colla deftra una caun
dalla eflremita della quale pende legato a un lo lungo 1 amo ; e tira un pefce , ed ha la fir flra mano in un vafo , colla ifcrizionedi fopr;

AdAXU CTNTPO^il MNHM!


ad *Afiaco fuo
collet ane o f

wemoria,come vedefi nella tavola , che noi 2 biamo fatta incidere in rame , e porre in que luogo 5 per non effere flata mai pubblicat; Oraiiefla ifcrizione non avendo niun fegnq
Cri-

A TA e H POC ACIAX

LO

M HC

XAP N
I

MNH

DE PRIMITIVI CRISTIANI
riftianefimo
t

da

me

tenuta per gentiidea

credere, fe non che . Per lo ferpente acnnavano i rroftri maggiori la prudenza, aven)ci efortati il Redentore ad effere prudenti coe le ferpi O); per leformfche la provvidenza, n r 10 3icne a queiro amniale fi nmanda da Salomo: il pigro , acciocche impari la maniera di vi1

altro fignifica , a mio fiaco (ia itato pefcatore

r ,

re C^)
17

Veggonli ancora degli alben efpre tfi nolle T


itture
eri
,

IL

\r
,

11

W
r T
.

v~j ^ Ic

^^->

^j.

Ant-

e fctilture cemeteriali (c)

quali al-

conofcono gli , die opere loro , come le fi conofcono piante loro frutti ((/) Ma fono gli alberi medeflfi
.

dinotano

uomini

che

(J)
9-

Matth.
-

i,che ofTervanfi nelle

>me

catacombe, rodifferenti , laqualdifferenza non altronde, io m immagino , provenne , che dalP

di fpecie tra

YU

v ^3

"a

volutoinoftri maggiori iignificare per con varj fimboii varie cofe appartenenti a* ifterj della religione , e alia condizione dell
)ino
,

-er

e alle circodanze, nelle quali


lo cipreflb
alia

fi

ritrova-

W
3

T.

II.

mo. Per
orte
,

adunque indicavano la* quale dobbiamo foggiacere (^) , lo ftcflTo fignificato avea eziandio il pino ; per palma la vittoria , che oflervando la legge di io , e foffrendo con pazienza , e fortezza di i , riporteremo (/) ; perl ulivo r travagli
J

..
!

[^
..

fe

>.imo

frutto
jlle
i

delle
s

buone opere
la

virtu

pace

il

lo fplendore , o candor de coftu-

ovvero la miiericordia (^) ; per la vite che come ben offer va il P. Mabillon (^7) era
,

JL
Ignot. pag

10

de flmboli ufati da primitivi Crifliani ) la 619, u one de fedeli con Crifto a cui eglino fono, , )me i tralci alia vite Antiq. congiunti , o il miftero [i]
Jla Eucariftia

(Q

Chrift.T.Iii.
,

Per

1* cafe

die frceano dipingere

o fcol- P a -^.
pire

(Yj

Pfalm.
v.

XLVJH.

? [b] C or caD

, efprimevano o i fono appellati cne ne falmi p o il corpo noflro , che da S. Paolo e chiamai abitazione (6) , o cafe delta noftraterreftre ad da Gesu Crifto cafa del f, ja Alette detta v v * eterno Padre (r) . Ma cne veramente per la c
]

C O ^ E pjrene loro monument!


lj?4
cr j
^

u M

1
f<

caf<

(<O

fa

il corpo dell u da una lapida fepc mo , fl puo conghietturare crale , che dopo il Bofio Aringo , e Mo Bottari , ho io riferito nel mio terzo V flpnor

intendeflero

noftri antichi

lame delle Antichita Criftiane ((f). Vedefi r mezzo di effa lapida efprefla una cafa la quj
,

che p , aver ingojato Giona il Profeta , denota talvo la morte irrminente all uomo ; alia deftra candelabro , che indica doverfi avere da ogn no le lucerne ardenti nelle mani, e vegliar di fopra la bilancia , che rapprefenta la giui zia deireterno giudice Gesu Criflo , e da u che parte finalmente il fcpolcrodi Lazzaro ,
fignijica
il

crrpo;

alia finiftra

il

pefce

gnificala reftirrezione
(citato dal

giorni fepolto

Redentore , Per la
.

poiche quefti fu rii dopo che rimafe quatt nave , la quale fover

ritroviamo elprefla nelle lapidi , nelle pare nelle lucerne , e nelle gemme degli antiCritHani , moftravano la Chiefa , fuori fommerfo nel r quale chiunque rimane , fara
ci<

Ant!chrift! re borrafcofo di quefto

mondo
.

e perira

fe:

dubbio eternamente (e) Vedefi nella galle de gran Duchi di Tofcana una lucerna di met
lo

poppa fede S. Pietro , e colla finiftra mano il timone , e colla deftra e nella pr fo fe un baftone , o un volume ftaS. Paolo Dottore dellc genti in atto di P dicare , e chiamare la gente , che nuota la acque, onde fa d uopo credere , che
,

nella

cui

ti<

n>

DE PRIMITIVI CRISTIANI
la Chiefr 3 Rcdcntore e
fi:i

1
il

il

cui noccbiVro

capo dopo

Yato coftituito
*enti

.Apoftolo Pictro ; e in cui predicatore, e dottor delle__*

lavicclla

a da dottifllmi fcrittori ? S Aringo , Foggini , e da parecchi altri , e che apprefenta S. Pietro , che camina fulle acquc ,

San Paolo (d) . Lo fteffo fignifica la_j che vedcfi incifa in una gemma ,
rapportata

miilare

che per aver temuto

e dubitato

comincia

dal Redentore , fommergerfi , che ofTervafi nelPavorio riferito dal quella ,


,

ma efolknuto

Bonarroti

e dal Foggini,

in

cui

Ci

vedono

che crcdonfi gli ^\po(loli in de , ne con Crifto ^ che tirano una r-^te picna di lefci , avendodetto il Rcdentore , che a quecieli 5 e ave-ndo la e fomipliante il reeno de * ^ ^j con queile parole voluto iignificare !a_* gli 3hiefa. Quefte due figure poflbno eflfereda legdella Prefazfone di ;itori vedute nel fregio [uefto volume , avendole noi fatte incidere in ame , per foddjsfarc alia pieta, alia lodevole :urio{ita , e devozione loro. Veniamoall ancora.Vedefi quefta rapprefenata in tutte le raemorie degli antichi Crifliani
ilcune perfone
iclle

muraglie
,

jemme
e
lella

, ne iepolcri , negli anclli , nelle e nelle lucerne ; poichenon folamen-

ch ella flgnificaffe la fperanza , , virtu noi parleremo nel fuffeguente qual "apitolo, ma eziardio la intrepidezza, la colhn-voleano.
:a
,

(b)
102.
j>ag.

e la fortezza

^)

Oltre I ancora , trovanfi eziandia nelle piture de nollri muggiori le figure dclle botti , ;he ftcondoalcuni, fignificavanola concordia, ^er formarfielleno con varj pezzi di legno comnefli infieme in tal maniera , che uno accohndofi all altro vicendevolmente ibilengoni

CO

Ms

Ve-

I>

*
in
,

e O

U M

Vedefi pure
antichi dipinta

qualche monumento

degli

(V)

Ibid.

o fcolpita la lira , perdinotare , die nbn favolofamente come dicefl , aver Orfeo con un tale illromento tolta la fiema con verita Gesii Crifto rezza alle beftie Redentor roflro refe manfuete tutte le barbarc nazioni , e fece si , che il collo al foave giogc e f ttomette fl~ero (*) ^ e a ^ua e
,
^

105.

Veggonfi finalmente le quattro ftagioni dell* ? anno rapprefentate nelle memorie dc primitiv
ilqualfimbolo quantunque fu anche ? adoprato da Gentili , con tutto cio non avea apprelTo loro quella fignificazlone , ch erag!
Criftiani
,

ida

noftri

attribuita.
alle

crcdendo

favole de

fuperftizione ripieni , rapprefentavano il faturnio regno

Imperciocche i .Gentil poeti , ed effendo di con fomiglianti figure


,

e
;

il

ritorno
i

o rinnovamento de
fti

fecoli trapafTati

ma

Cri-

prefente per Minpc. vita, per la primaveca il riftabilimerito , e la re? FellxOaav . fufcitazione (i) de corpi , per la eftate 1 amore Edit. p. 130. ver f Dio , e per lo autunno il martirio . II
an. 1672..

ini

lo

inverno fignificavano

la

&

c {5"f| a

brevemente detto de ? fimboli


le

tifati

da

jT

per fignificare Arniq! npftri maggiori


verfo

gli affetti

Ion

CKrift. pag! H-4.

Dio ,

virtu

e varj capi della vera ere

dcnza

V,

DK PRI MITI vi en IST i AN i


*.

V.

Liglnfla cvgnizione, cbe aveano


ivine
le

cofc

primitivi Crifliani rcgolaffero


,

loro azioni

procttraffero
,

dinon com.

nn tterc alcuna
pieta
~1
,

cofa

cbe difdiceffe alia

e alia

bonta de* coftttmi


la

Sfendo adunque
divine cole
r
,

giufta cosnizionc
rr
. .

delle
1

$?***?
Conduce]!* J
-

_j

uucame abbiamo
i

oflervato nej

imo paragrafo,regolatrie delle uinane operp- 9 dA )ni e avendo pracurato noilri maggiori con tinuamcdi
.
rt<

fi

** cognixjo

:rcdibilediligenza e di acqniftarla, e di mannerla illibata nelle loro menti , non eda mavigliarfi, fe moffi
,

tawne del
ftr^w^/
* eif

e ajutati dalla divina grag -^ i fi , riguardaflcro di non commettere alcun ff ; an ; ^ _, incamento , per cui fi offendeffe quel Dio , ra/ere *e
e

conofcevano
virtu

, ,

adoravano

e ficfercitaf- ne

*o nella

condueefTero

fihalmcnte

E per vero dire chi rfuafo della religione va continuamcnte me:ando : efier egli onnipotente quel Dio , che
a innoeentiflima vita.

oriamo, e Taper egli tutto cio, che nel mondo vicne , e provvedere ad ogni cofa , e aver eparato la eterna gloria a clii vtve dn buon iftiano, e la pena , che non ha mai termine ,
:hi

ie(le

opera malamente; chiunque, d-iffi,medita verita , ed e fbftemito dal divino ajutn

redire

nfi lafcia trafportare dalla paflione a trai divini coraandamenti , anzi corriagl interni

ondendo
idiafi di

movimenti

della grazia v

fchivare qiiakinque male , e di offerre prontaraente i pfecetti del Signore , e,- faado da una virtu all altra, di renderfi

degno
na-

11

feci-lita

promefla da chi non puo

in-gati^-

D
eiufti
.

1*

COSTUMI
(^
.
,

(*) Lib. II. manol. i.


p.
I.
*?
i<si.

e che I antichiffimo auto nare,a fcritto , come re del libro intitolato Paftore io mi perfuado,ncl primo fecolo della Chiefs

Qmndi

Tom.
B

feguerdo gl itifegnamfenti de SS. Apofloli propone in primo luogo la credenza in un Die onnipotente,e immenfb, che ne fi puo compren* dere,ne fi puo concepire dalle menti dei morta. crco dal nulla Puriiverfo,e lo perfezioli, e che no ancora, onde merita di cffere temuto, Efort; il timodipoi fuoi lettori di temerlo , effendo di quella fede , o cre re come una eonfeguenza denza, che vogliamo dire, e di offer vare
i

comandamenti
(b)

Nnm.

i.

lui , la qnal cofa facendo Criiliaro acquiflera la etern; conchiude , on altrimenti S. Clemente Romano nely j ta B

di

che

il

la

fua

celcbratiflima
la fobrieta, la

lettera a

Corintj (t
ofpitaliu
efli
, ii

lodando

pieta
le

la

una parola

le

virtu,per

quali aveano

ac

Chiefa , primachi quiftato gran creditonella tuttc tra loro nafceffero le divifioni , fopra celebra la fede loro , perciocche da efla eram

E alquantx regolate le fante loro operazioni vieppiu confermando quefta infallibile ve dopo rita , cosi icrive : Eravate voi content! dell
.

dottrina di
alle

Dio

, ,

parole di lui
,

e attendevate diligentement ed ettivate nelle fae vifcen

dilatati

avendo d avanti agli occhi la paffioi e beat del medefimo , godevate una fublime eravate trafportati da un vivo deflderr pace ,
,

di

di

giovare agli altri, e ripieni di fpirito fanto buona volonta , prontamente , e con pia cor
,

fidenza

alzavate

le

mani

Dio onnipotente
av<

mai fapplicandolo, che vl foflfe propizio, fe fie contro voglia peccato. Di giorno , e di nott eravate folleciti pertutti voftri fratelli,accio( che compito il numero degli eletti di Di
i

ac-

CRISTIANI
.

falvczza Converfavatc ]ui{h(Te T cterna e fenza far male a veruno , fincerita iimenticandovi con facilita dellc ingiurie,
i

borrivate
evate
n
vi
,

le

divifioni
,
i

e gli

fcifmi,

come proprj
.

mancamehti

altriii

piae ,

voflro proffimo
alle

pencivate mai di aver fatto del bene Pronti , e allegri correvaopere buone i) tutto operavate col
,

ior di

Dio
,

,
i

:onfigli

avendo fcolpiti ne comandamenti di


i

voftri cuori
lui

(4)

Ma

^ n.

j{,u. n

pag; a-

come
n

allora

Corintj erano divifi

eranfi difcodati alquanto

die fono a fine di riil flmto Pontefice , , e fare si , chc tornaflero alia vera egliarli , ada dclla vita , rammento loro le mafllme_j
oprare
,

in fazioni^ dalle regole del prefcritte nelle facre

%q.

tere

cosl

Ha fede
le
f]

, per le quali fe regolati fi foflero , rebbero mutaco coHumi . Eglie, dice, fe-

nelle fue
il

noilro
,

entire

promede, e giufbne fuoi giuDio , die ie a hoi comandadi non molto meno mentira egli , elfcndo
5

ipofTibile , ch egli o inganhi ^ o iia ingannaSi rifvegli adunque in voi la fede di lui , .

3enfate
fe
,

cli

efifendo egli imriienfo

tutte le

che fono , die furono , e che faranno, fono prefenti: Pel verbo della fua magni:enza ha egli coftituito il tutto , e per eflb puo anche ridurre a nulla . Quando egli
i

)lle,
le

come

voile

creo

univerfo

t tit

cofe fono d avanti a lui , e niuna e naoih al fuo configlio . Vedendo egli perfanto, comprendendo tutto cio , che avviene , bifoia che da noi fia temuto e obbedito , fe vo,

iamo e(Tere
la

liberati nel dl del giudizio


,

mifericordia dalle pene

per la che meritiamo .


i

uperciocche come potremo noi fchivare

colpi

CO

U M

pi della fuapotente , e vehdicatrice mano , fe non procuriamo di far penitenza delle noftre colpe ^ e di vivere fecondo i dettami di lui ?

Accoftiamoci adunque a lui con purita di animo , ed clevando le muni a lui medelitno amiamo il noih o mifericordiofifiimo Padre , il ei ha fatto partecipi della fua elezio.

niedeflmi fentimenti potiamo noi ragionevolmente concludere dagli atti di S.IgnaApud zio Vefcovo Antiocheno (^) ; di S. Sinforo n.i. fa c h e mor \ fotto Adriano Imperatore ( c) mg .14c r ca P anno 120. di Crifto ; di S. Felicita , c che tto Antonino fette liuoli di Iei f circa P anno 1 50. di Crifto patirfr Imperatore
p*
In

(
t>a

Ibid*

no(rf)
ftino
, ,

il

ii.

di

liano

e dalle Apologie di S. GiuTaziano, di Atenagora , di Tertuldi S Clemente Aleflandrino , di Orige-

martirio

nc

di

S. Dionifio

Minucio Felice ) di Arnobio


i

3
,

di S. Cipriano ; d di Lattanzio ; mi
,
ch<

flccome flamo allora faceano

aftretti a parlare delia vita

Criftiani

non

di cio

ch<

dovean fare

volentieri pafTiamo fotto le loro teftimonianze .


,

filenzic

o
1.

Pi PRIMITIVI CRIST I AN I

2OI

Come

prtmitivi Crlfliani penfando alia, ereprefenza di Dio , cbe giiiftamentc


i

devano

effer

immenfo
,

ft

afteneffero

dal peccare
fi

e nclla
.

virtu

ejercitaffero

S
i

Cendiamo adunque al noftro propofito , e veggiamo,come per la confiderazione delprefenza di un Dio immenfo,e giufto, flaftemale i primitivi Criftiani , e con~> ftudioprocuraflTero di attenerfl al bene. e certiflimo , che i Dottori , e Vefcovi

eflero dal

mimo
gli

ella

Cattolica Chiefa , iOjuendo i popoli , ifcgnavano loro , die 1 ir ^enfo Dio eflendo er tutto , vede cio , che per tutto avviene, che pcrcio gli uomini debbono effere attentifmi a operar iecondo le lante leggi di lui . SoD

elleno

oere loro
i

queili infegnamenti le che fono pervenute a noftri tem, e perche lungo farebbe il citar tutti , fara,

ripiene di

iflevole
?

il

riferire
il

Romano,
cosi

folo paflb di S. Clemenquale nella prima Epillola a


il
:

Bpift

lorintj

ragiona (a^) Riguardatevi o iletti miei fratelli , che non cedano in voflro anno mold benefizj , ch ci comparte . Imi
e"

erciocche avvifaci egli relle facre lettere , he il fuo Spirito c lucerna , che fa apparire i -greti del cuore . Confideriamo pcrtanto , i egli c vicino , e che vede non folamente
i
i
i

noftre operazioni
.
.

ma

eziandio

noftri

pen-

eri
>
>

Vedendo
i

lafciamo

egli adunque , e udcndo tutcattivi defiderj delle malvagie

perazioni (i)

Per

la qu*il

eofaperfuaH

Cri-

ilia-

2e2
fliani della

J>

C O

S
,

T
ed

U M

verita di quefti

altri flmili

am-

maeftramenti , abborrivano il vizio , e ft idiavanfi di vivere fecondo le maffime del Vangelo . Laonde S. Giuftiro Martire , che come abfcrifle verfo anno , prima Apologia all Tmperatore , avendo fentito , che noftri erano accufati di
1

biamo
150.

offer vato di fopra

la

fua

gravi fcelleratezze, che poffano effere commeffe dagli uomini,e avendo ftabilitodi moftrare lainnocenzaloro,noto pri-

empieta

e delle

piii

mieramente
Iy .

na

colpa(<z),e

che che

noflri

non erano
fi

rei di niu-

fe

qualcuno

ritrovava, che

46.
(b)

fbffe

N.VIK fattore
di
*

appellate Criftiano , e fi difcuopriffe mal, quefti non era del certo noftro , ma_j
B

qualche combriccoladegli eretici , quali vin e ingiuftamcnte ujVpavaoo un tal nome (&) w a Vif P g 48151 , ^ erano de bi/giardi (c) , ne che tra noi non
i
,
t
^
.

alcuni di quelli, ctiepoteffero effere convinti d


delitto

(d)N.xif.
pag. 50.

procurandotutti di efeguire i comandi Crifto . Quindi efponendo egl la cagione , che moveaci a operare con tanta~ Ha gi 11 ^^ 2 ^ 5 ecl efattezza , cosi difcorre ((f):
,

damenti

tr,b

noi ,olmperatori
la

il

voftro ajuto ,affinch

pace , mentre infegniamo , che no) godiate puo eflef in conto alcuno un malefico , o un_ avaro , o un infidiatore , o per lo contrari un amante della virtu ^ che non fia manifeft a Dio , e che ognuno avra fecondo le fue buonc , o perverfe azioni eterna vita , o interminabil fupplizio . Se quefti dogmi fofler noti a tutti gli uomini , niuno per si breve.
1

tempo pofporrebbe la virtu al vizio, fapendo che farebbe condannato all eterno fuoco , rr H conterrebbe , e fi ornerebbe di virtu , e.
per conquiftare
5

il

regno
:

celefte

le

pene

dell inferno

Laddove

e per ifchivai tra voi cole

PRIMITIVI CRISTIANI
D
,

2OJ
il
noii__>

che peccano

credono

che

bafti

da voftri miniftri , e cosi le pene , che avete ftabilite pe maliiggire Ma fe coftoro aveflfero imparato , e_* ittori ben perfuafi , non poter mai avvenire, le non folamente le opere , ma i penfieri anfsere difcopcrti
.
>ffero
:>ra

fieno

nafcofti

Dio

almeno per

gl

im-

linenti
iofi.
?te

e virfupplizj farebbero onefti , La qual cofa voi agevolmente concede-

fe avrete la bonta di conllderarla con__5 , ttenzione . Cosi (^) noi dopo di avere ere- (a)N.xiv. J* uto al Verbo , ci fiamo difcoftati dal culto de- P a P Idoli , e feguitiamo T ingenito Dio pel fuo

jgliuolo, e
elle

quando prima eravamo

involti

fozzure del peccato, e ci dilettavamo del; arti magiche , ed eravamo avari , e crudeli, dalP odio trafportati ; ora oderviamo la caita , iiamo confagrati al vero Dio , abbiamo
i

com une
i
,

icora
iere

ficche ne godono , conviviamo colle genti ftrapoveri preghiamo pe noftri nemici , ed eforle noftre fuftanze
,

amo
riilo
:

tutti a
,

vivere fecondo grinfcgnamenti di


dell
5

e ad avere bona fperanza di confegui-

il

dominatore
a qnefte
S.

univerfo per loro pre-

fomigliantifllme T efprefiioni Marrire Delia fua feconda Apoloa Imperciocche avendo egli dimoftrato a omani , per qual motivonon erano attenti a 3rar bene i gentili , cosi de Criftiani ragiona la dirammi qualcuno: uccidetevi da voi mede-ni e andate a ritrovar Dio , e non ci ftate a
fate dal
. :
:

Sono

ifaftidire

Diro qual fia la cagione, per cui non ogliamo cio fare , e per cui interrogati , con trepidezza confefliamo di effer Criftiani . Non ftato creato in vano dal Signore il mondo
.

>

xna

204
ma
che
per

c o

-M

. piacciono aDiocoloro, gli uomini lhidian.fi d imitarlo, e gli difpiacciono

Or

quegli altri , i quali o co fatti , o colle parole ardifcono di appigliarf! al male. Se noi incrudeliamo in noi medefimi, chi potra infegnare
agli
altri
la

maniera

di fervire al
di
effer

vero Dio?

Non neghiamo

(a)

N.

IT.

fe , pertanto ne flamo interrogati , si perche non vogliamo mentire , si ancora perche non ci rimorde la_j cofcienza di aver commeffo alcun male , e si fi^ nalmente perche crediarno , che fia un empieta il non dire il vero in tutte le cofe , fapendo noi che la noftra condotta e gratiffima al Si>

Criftiani

Acconfente

a S.

GiufHno Atenagora
,

filofofc

che i noa morte ftri erano da gentili perfcguitati nulla temendo pericoli, purche poteffe e(Te ? fratelli di giovamento, prefento a re a fuoi Marco Aurelio Imperatore una grHviffimaApologia , per cui con ragioni fortiffime rek a tutto il mondo palefe la loro innocenza . Que
i

Criiliano, ilquale avendo faputo

fTi

fra le alt re cofe efpoile nell

Apologia me-

che da molti e appellata legaziojie. , comprefe ancor la feguente . ,, Sapendo r,oi die Dio e prefente a cio , che noi e parlia3, e penflamo , cd efsendo perfuafi , ch 3, mo e tutto lume i e ehe vede quanto abbia 3, egli mo nafcofto ne nodri cuori , e ch egli do aliorch 33 vra accoglierci nella celeite patria , C liberati da quefta vita voleremo al paradii

defima

per condurre un altra affai piu eccellente ar e che fe abbandonata la virtu , avremo dimento di feguitare il vizio , e ci punir; fa col fuoeo , ehe non fl eflinguera mai
1

pendo

diffi,

noi queile

tali

cofe

come

pu<

efie-

RE PKIMITIVI CRISTIANI
eflfere

mo
ne

(<0

le

che volentieri pecchia, . Non ci muovono a operar be- (a) ? fole umane leggi , mentre gli uomini , n?xxxi.pa
verifimile
. .

non poffono faper tutto che operiamo. La Legge di Dio , , quello che tutto vede , e la mifura delle noli:re_j
ehe govcrnano
,

\*

operazioni . fleffo afferma Tertulliano parlando de riftiani , che vcrfo la fine del fecondo , e il incipio del fecolo terzo fiorivano . Impercioc-

Lo

,e

dimoilrando
i

ligione

pregi del Criftianefimo


5

ncmici della noftra ianta e lodando ,

condotta de ncilri , ia maggior parte de lali confefTa egli , clrerano d iilibatiflimi co, atfegna ufavanoper piacere a diligenza , ch io colle fante operazioni. Noi che fiamo dal ve^ Dio fpeculatore delle azioni di tutti gli uo,

imi
lla

qucfra

ragione

tra le

altre

cffi

!ni

perpetuamente oflervati

temiamo Pe,

fupplizio , :nte abbracciamo la

rno

chV

minaccia fola innocenza


ci

meritae per
la/

?nezza

della cognizione , e per la difnculta nafcondigli , e per Patrocita de torment] ,


,

n di lunga durata

ma

fempiterni

abbianio

temuto dal terreno udice,cioe non temiamo il Proconfolo,ma Dio ), SopraviflTe a Tertulliano Minucio Felice , e avendo priquale eflendo Giurifconfulto ii /^i a mcrudehto co tormenti contro de Crilhaura di colui,che dee efler
,
i /-!

c2
tf

X V J; ;. .cd
je

perfarloro negare la religione , che profef/ano , credendofidi falvarli , ailorche apporva.

poenit. c.HJo

loro la

morte

poi conofciuta la
e

verita

tefto egli pure il nfore di quella


1

gentijefimo, fede , che erafi ftudiato di battere con tanto impegno . Qu_e(li ancora
fuo Dialogo intitolato Ottavio, avendo volu-

divenne di-

2O
luto

Dfc
la

COSTUMI
cagione
,

accennare
i

onde avveniva
,

che

noftri erano lontanifTimi dall operar male


di

tra le altre afiegna la perfuaflone loro Iddio fcmpre a tutte le cofe prefente ,

ave

e di do
1

Edition, an.
162.5.

ver render conto a chi vede non folamente azioni , maeziandio grintimi penfieri delle rs E non puo negarfi , cli gionevoli creature (a) fecolo altresi quefto foUe uno nel quarto
.
d<

motivi
.

pe quali

la
5

virtu

foflfe

abbracciata

dal.

maggior parte de Criftiani , e abborrito il v Laonde Prudenzio , (6) che fiori verfo (b) Hymn, zio Matut. pag. principle del quinto fecolo , avendo ftabilito<
5i.Edit.an.

com p orre
mere
il

del giorno

certe 01 degPinni da rccitarfi in in quello del mattutino voile efpr , dogma , che riguarda la prefenza di D
i

e per tutto,e cosi renderecauti Criftiani dell fna a non fare alcuna cola, che difdicevole fol

alia loro profeflione.Airifte 3 difle egli,di fopra

fpeculatore

che

ci

guarda

tutti
,

giorni

fempre

olferva le noftre azioni


5

Queili e

il t

ftimonio
fa

quefti e 1 arbitro , e il giudicc e fi pe quefti guarda tutto cio , che fi opera,


,

queili

non puo

eflfere
i

Avendo adunque

noftri

ingannato . maggiori

riflettu

c fpedb , e con particolar diligenza alia prefe za di Dio in tutti i luoghi , e in tutti i temp

non e maraviglia , che tali folTero , quaH furono dagli antichi Padri rapprefentati. Qui di e , cheS.Giuftino Martire attefta , che n di male faceano (c) , e che non nelle Apolog, la le i. loc.cit, role, ma nelle buone opere confifteva la
\
<c)

(J)
tut.

CoW-

in profefTione (rf) , E A ten agora fcrivendo fefa loro ali Imperatore Marco Aurelio , e HI
la

adGrx- ramente foftenendo


facenc}
j

cos n.xxxv.
.

Criitiani alcun

buona caufa , male , anzi


5

di(Te

giuftam-

32. Edit.
-

come

apprcfib vedrete

deiritnpero vofl

ecii

Dl PRIMITIVI CRISTIANI.
di

207

Dio penfando
(a)
e
.

Ibno con tutto cio da voftri


1 ingiuftlzia , perfegui- (a) tegat. tra noi delle perfone roz- cap.i.p.a^. f? f d* le le
i

enza che voi impediate


ati

Troveme
,

vili

delle vecchiarelle

quali

on poflbno fpiegare , e foiknere colle parole idottrina , che profeflfano , e Putiliti , che [uindi ritraggono , tuttavolta la dimoitrano olle opere. Nel terzo Secolo della Chicfa_> )rigene difcepolo di San Cletnente Alefsan, ftguitando le veftigie del Maeftro , il ne fuoi ftromi avea fcritto della bonta [iiale 7 cofttimi de Criftiani , che ne fuoi tempi ie

rino

;)rivano() , Orig-^ne, difli , nel primo libro ^\ fe noi Contra Celfo in quefta guifa ragiona Snom.n.xx:

icerchiamo dalla moltitudine di coloro , pag. 373. *] redono, e fi fono liberati dalle fozzure de pec- $19- i-dir. eflTere Oatoaati, nelle quali fi rivoltolavano prima di
ch<?

>iftiani,s

sto fede a

e ftato loro v^antaggiofo Gesu Crifto , e cosl


i

Tavere pre credendo e


;

>remio

vendo corretto da Dio


vere fchivato
gli

coftumi

loro

attendere

il

e, che tra
io,
)io
,

buone operazioni , fapremocertamenarguiuenti pe quali emunifedelle


c_>

il

fupplizio

che
e la

la

dottrina Criftiana e provenuta da

mutazione de coftumi
perfone piefi crede
,

he

fe dalle

. Imperciocche un medi-

oper fingolar difpoflzione della provvidenza ia ftato mandate , qualora egli giunto in qualhe citta trova degli ammalati , e rende loro o medicamenti la falute , quanto piu bifogneche convert! le ani, bene , e che infegno a mortali li rimetterfi alia volonta di Dio e di lafciarli ^iudicare da lui , e di abborrire qualunque o atto , o detto , o pcnfiere , che lo poffa offen- c c )Lib.i. n. lere (c). Iddio , che mando Gesu, avendox.pag.jp5.
a

cio confeffare di colui


di molti
al

~:ie

dif.

20$

I)

E*

U M

difllpate le infidie dc demonj , fece si , che dappertutto avelfe virtu flngolare il Vangelo di convertire , e di correggere gli uomini i e vi
i Regni , le quali ii con altre leggi diverfe da quelle , regolaffero che regolano le citta , e le adunanze degl fono coftoro ingentili . Poiche ingiuili e dediti ad ogni forta di vizio , temperanti Ma le Chiefe di Dio ammaeflrate da Gesu Criflo, fe Ib no par agon ate a popoli idolatri, co
,

foftero delle Chiefe in tutti

quali abitano

rifplendono

come

tantilumi,

Imperciocche non puo negarfi , che quei Criftiani , i quali in comparazione de migliori potrebbero effere chiamati cattivi , fono migliori di molti di quei , che vivono nel gentilefimo,

Che

vogliamo fervirci di efempli , non vi h; dubbio , che la Chiefa di Atene e illuibe perl: fua manfuetudine e per la fuacoftanza, e
fe
,

per
lo

lo iludio
al

ch

ella ufa di effere


.

cetta

fommo Dio

grata, e ac Per lo contrario il Popo

n. xxx. pag.

Ateniefe dedito al culto , e alia fuperllizion< dclla idolatria , e torbido , e indegno di eflfen colla Chiefa paragonato . Lo fteffo potiamo no dire della Ghiefa di Corinto , e di quella d f a )L.131. Aleffandria. Cosi Origene (tf) . A cuiaccon fente Minucio Felice nel fuo celebration
1

Z5

^
^

Dialogo Ottavio

intitolato
.

come

pocanzi dicemm

...

(^>)

Ne

diverfamente parlode Cr

ilianide fuoi tempi Lattanzio , che iiori veri ^ pnncipiodel quarto fecolo della Chiefa, a lorche Diocleziano 3 e Maffimiano contro
c

no fieramente tncrudelivano
^

QueiH
,

nel quii

to libro delle fue lilituzioni (c)


Tads,
.

dimoftrandc
di fare qu;

anne che tutti

CrifHani

fl

riguardavano

I.

Junque cofa , che pote(Te offendere il Signore che tuttp vedc oflerva, che non folament
.

li

PRJMITIVJ CRIST I AN I * 2 e forti ma eziancno uomini c fapienti


,

le

ei bambini altresi per tutto , dove fi itrovavano profeflbri del fanto Vangelo, piut-

onne

)ik>

volevano perdere a forza di torment! la , che operare contro la ragionc , e 5 iuftizia . E fu certamente anche ne tempi di iiuliano Apoftata , che dopo la meta del fecolo uartoregnava , il numero maggiore de Crivita
e

ianicoftante nella oflervanza deJladivina legla qual cola parte dalle lettere dello ,
fi
, parte da Sozomeno illullre puo agevolmente raccogliere Poi.

:eflblmperatore
(lorico

( a ) Lib.
cap.
*Srf.

V,

he,

come

queili racconta (4)


di riftabilire

avendo deter,

xvi.pt
Edij.
*

linatoGiuliano
ella idolatria
3 fie
,

la fuperflizione

mal volentieri

foffriva

ch

ella

T laur

molto inferiore per ogni verfo al Criftia. . Sebbene erano aperti i templi de ;cntili , e le fefte loro con tutta la pompa fi elebravano , e fi offerivano i fagrifizj , e le ntiche ceremonie della cieca gentilita in ogni aefe erano rinnovate,gli difpiacea pero il prc-edere , che in breve tempo farebbero ftatc
efimo
olte di
,erle
.

nuovo

fe avcfTe
il

egliccflato di fofte-

dolore di lui oltre modo , Jlorche penfava, che le mogli , e i figliuoli li molti Flamini , o Sacerdoti , che vogliam

Crefceva

lire, della fuperflizione fofteneffero la


lei
.

verita

Avendo pertanto confiderato Vangelo Ico medefimo qual manieradovcffe tenereper iufcire nelPimpegno , e avendo comprefo ,
he
le*
il

Criftianefimo per la fantita della vita , e coilumi andava giornalmente crcfcendo ,


di poter
,

:rede

ripa,rare
5

danni fofFerti dalla

dolatria

i gentili imitafe il contegno , e il grave , e cpftugli ufi, natiflimo vivere de Criifiani . ScriiTe cgli

con ordinare

che

ero

adun-

210

D E

adunque ad Arfacio Sacerdote gentile della Ga lazia in quefti termini. ,, La religions de Grec io defidero , per colpa d 35 non fi avanza,come
33

queili
rati
,

33
3>

I riti , e gli appa, che la profotTano che riferifconfi al cultodegli Dei , fom
.

pure grandiofl
io

e maggiori di
.

quello

,
.

ch(

3,
3,

immaginava Ma cio non bafta che noi veggiamo,per qual cofa d uopo
,
.

fiai

3,

3, 33 3,

tanto propagato ii Crliliancfiaio Criituni caritatevoli verfo i pellegrini nel feoellire morti , e fef e ,
i

eifer*

pii diligent! fere in appatvnza


!

fcjj

buona

vita

ha molt

95

55
5j

. Procuriam. giovato al accrefcimerito loro . N: crediate gia ^ ch pertanto d imiriirii fiabaitevole , che voi fob fiate loro imitate

re

35

richiedendofi , che fieno ancora tali tut Fin qul Giulia . tii Flamini deila Galazia
,
i

avea contro fci quale per 1 aftio , che vero Dio, non avendo potuto negare videl flero eglino ripieni di pietk , e di coitu che contemnche tutto il m.itezza , icriflfe

no

il

loro^

foffe apparenz-i,
;

quaficche non c fponde(fe aU interna difpofizione Ma oltre che Iddio fob e quello loro animo che vede cuori degli uomini , e difcuopre loro interni fentimenti , gli effetti ezkndio me fjda la pieta dc Criftiani ftrarono,quanto folfe mcnti fotto
,
>rr

e finzione

eftefU
d<

che

quell Imperatorefiorivano,

mcltiffirai fparfero , per non abbandonarc loro , verita, e la giuftizia, il fangue ^moltiffifl e parecchi akn le lorofuftanze ,

perdettero

nalmjnte piuttoftp vollero dcporre il cingo militare , e foggiacere a qualunque travagfl che laiciarfi fedurre anche ed eilere eiiliati tenea le redini dell impero . Conferm. chi numero tutto cio 5 con quel che diremo al guen,
\

juente,

DE PRIMITIVI CRISTIANI . 211 dove dimoftrcrtmo che per ifchivarc


,

eterno fuppljzio
gloria )io
,

e godere , che fopra ogni cofa amavano , procuraano i fedeli di condurre una vita efatta , e etta 3 e conforme alie maflime del Vangelo^.
I I,

c per acquiftarc la celelte per fempre ii vero bene , cioe


,

Corns

per ifcbhare V eterno fitpplizto, eper acqiifiare la vera beatitudine , che conpfte ncl godcre Dio cbe foamavano , procufra ogni cofa
,

rajfcro

Criftiani
il
,

condo

di vivere fedettame rettz delta


e le maffime del

ragione

i primitivi Criftiani aveano di effere fciolti daMegami del corpo , [IL fchivando le pene , che fbno ftate preparatc diavolp , e a trafgreflbri delk divine leg^i , dquiftare la gloria del paradifo , che confide el godimcnto del vcro bene ch e Dio , che ,
1

che [jTL defiderio,

amavano , moveagli a fuggire jalunque male , e a vivere fecondo i dettami ?lla ragione , e della fede Imperciocche veano eglino apprefo da Santi .Apoitoli gl in)pra ogni cofa
. 1

gnamenti del Redentore circa le perpetue malvagj , e circa la beatitudine , cla era 3 e interminabile felicita di quelli, che ?l bene aveffero onde quanto piu perfeveratb;
?ne de

/eano

in

orrore

le

prime

tanto piu
.

fi

fludia-

ano di fare acquilto della feconda

Leggiamo

^rtanto negli Attt del Santo Martire Ignazio , fu iilruito dal diletto difcepolodel Signo-

O2

re,

212
re

X>

E*
gli

COSTUMI
avvenero
,

che dcrava ,
3

le

cofe

di partirfene da!

come egli dcfi mondo e di arrivar


, ,
.
(<*)

(a)

A&.n.

quel

fommo b^ne

yi.pag. ic. contafi eziandio di Edit. KuK f l? anno del Signore 120, fotto ^
liarr

die avea amato Rac S. Sinforofa , che morl vei


ella
,

^ eron

.Adriano
dice
to
il
,

come volendo
i

quali erano

motivi

P Imperador dimoftmre al giu che avevano indoi


,

flio

marito

e indticevano fe ancora

(b)

fnoi figliuoli a patire perCrido , cosi impre; Acl. a parlare(^)? II mio marito Getuliocql fu
"

:yn:pLor. frate j] o

P3g. il.

Amanzio,efsendo tribuni, foffrirono p noire del Sisnore diverfi fupplizj per non. f ,. P, r e r facrmcare agi idoli , ecome buoni foldati vu
:
.

furo, rnorendo 3 i

demon}

Poiche vollero

effei

decollati
ji*ia ,

per acquifhre tra gli Angiolila gh che non ha fine. Per la qual co fa (lane
3

eglino tra quegli Spiriti beati , e portando delk loro paflione 5 godono la vita ete pa in cielo col Re delk vera beatitudine .
trofei

fbrfe

immagi^i

che

animo mio

poflfa effe

tiioi tqrmenti ; ma dtvl fapere 5 cl defiderava di ripofare col mio marito , cl jo tu ainmazzafli 5 perche credeva nel nome c fuo , e mio Signor Gesu Criilo Non altrime ti Santa Felicita , che mori verfo 1 anno ij

atterritoda

di Cri fto efortando

figliuoli a

combattere p
,

acquillare

la

falute dell ?
il

anima
,

yoltate
.

cca

gli

occhi verfo

cielo

e vedete

(<?)

vi flete yoi afpettatj . Combuttete per le vof] anime , e moitratevi fedeii nejl amore di C IHd. flo (t) . Silyano ancora uno de 5 figliuoli x quella gran martire 5 interrogato dal giud |:

avefllrno noi paura della mortc che paffu/aremmo fen^a dubbio condannati eterno fupplizio,ma perche fappiamo^quali t no i prem; preparati a giuili , e quale fia
rifpoie
:

ie

pen;

DB*

PRIMITI VI CRIST I AN I

, percio con ficurez?a diiprezziamo gli umani editti per offer vare i Poich coloro , che riDivini comandamenti )rovano gl idoli , c fervono il vero Dio ,

icna fhbiiita a peccatori

ro veranno la vita eterna

e qiielli

che ado-

demon;, furanno con quefti condannati ale all incendio, che non fara mai i morte , pento . Nella maniera medefima la Chiefa di Imirne facendo menzione de fuoi martiri nelano
i

.Itri

celebre fua lettera, per eui diede parte agli ceti de Crifliani della morte di S. Policosl fcriffe
:

:arpo.,

patimenti apportano
i

i!

Celefte regno , quali dopo di avere difprezzate le ricchezze , rifiutati gli onor i, bbandonati parent! , acquittano la corona . qual oifequio piu degno fl puo mai rena Martiri
i
I

lere a!
:h

pio
foffrl

egli

noflro Signore , fe e manifelto , fnolto piu crudeli tormenti pe

fcrvi , di quelli , che abbiano i offerti I nedefimi fuoi fervi perlui? Ma fa d uopo ^ he noi defcriviamo gFincomodi , ch eglina
joi

Dpportarono per amore della verita


iuftizia
.

e della;

Erano adunque

loro care

le

battiturc
?

icntrcda manigoldi erano Ilraziati co flagellf; gioivano vedendofi arroditi fulle graticole,diefl fopra gli eculei^gettati nel!e fiamm e,e con:

annati a effere decapitati

Godevano

fe colle

bade erano loro aperti i lati , e il fangue fcorea per ogni verfo , ed erano loro cavati gPineftini , talclie muovehdofi a compaffione circodanti , effi intrepid! , non folamente on dimoftravano alcun fegno di dolore , c di*
3iacimento,raa eziandio fi rallegravano.Imperiocche il Signore, per ctii pativano , avea ifpiato loro

un prudentifTimo amore verfo di lui , un vivo deflderio di acquiftare la vita ye avea

fern-

214
la

fc*

C O

U M

I
I<

violenza del dolore , affinchc temperato non cedeffe alia crudelta del tiranno fpirito Farlava loro quel Sovrano , che gli attendev; in Cielo , e provava per allora la coftanza, e h
,

virtu de Ioro animi,e


alia

fe foflero ftati fedeli

fine
,

morte, prometteva loro Hmpero celefte la pazienza Quindi nafceva il loro coraggio c i! difpregio de torment! , e de giudici alfervi del vero Dio fieratresi , che cor.tro
, i

ihente incrudelivano
lorofi

Foiche bramavano

va:

campion! di Gesu Criflo di fcioglerfi da legami del corpo per paffare a quei chiari , ed eterni tabernacoli , che fono flat! promefli
nelle (iicre lettere
alle falfe le
(a;
a*

vincitori
,

anteponendo
alle terrene,

cofe vere
/-

le celeili
.
"

Act. S.

.o

c
,.

le
,

fempiterne a quelle
i

che

in

breve tempc
i-

I olyc.n. ii
p. 27. ibid!

dicadono,preparavanu al godimento di unaitabile , e verabeatitudine (rf) . Era tantomanifefta la cagione , che li muovea a cosi operare. che non poteva eflere negata ne anche da Gen a morte gli odiavano . Per la qua till , che cofa Luciano antichiflimo antorc , e nemico capitaledel Criftianefimo nel fuo empio Dialogc i nt i to a to il Tellcgrino ; (i) parlando dellafor eretezza de noftri, ch egli ftimavaingannati
i :

(b)

T.

ill.

dono

dice

que

mifcrabili di

dovcr

eflen
?

immortal! , e di vivere felici per fempre , laonde ridonfi della morte , e talvolta ancora d a. 9 vanti a giudici d! loro fpontanea volonta comparifcono,e confeflando
la

religione di Crilto,f
II
9

lafcianocrudelmente uccidere.

credere adune
particolarda_j
fofal-

que

il

pen fare a novifllmi

mente Dio in
cun

gloria , ch era loro preparata cielo , induce va i noftr! maggior! a


alia

frire piuttolto la
fallo
y

morte

che

commettere

onde veniflero e pri vati

di quella fe
lici-

icita,

c condarmati

DR* PJUMITIVI CRISTIANI. 21 all eterno fupplizio Per


<

la

]ualcofa S.

?rima
:osi

Giuftino martire,che coinpofe la fua .Apologia verfo 1 anno 170. di Crifto ,


.

iino

mcdefima all Imperatore AntoPofliamo noi ncgare , quardo fLimo nterrogati , ma non vogliamo mentire . ImijriOe nella

Pio

>erciocche

ita

ci

deflderofi della pura, e perpetua affrettiamo a trovare Dio , c rimane.

E flamo cternamente in ciclo fcrmamente crediamo di dover ioi pcrfuafi onfeguire quefti gran beni , fc co* fatti dimotreremo di avere fcguitato gli ammacdramenti
e

con

eflfo lui
,

.el

Signore
,

ita
<0

dalla

e di avere defiderato quella feliquale e bandita cgni forta di vizio .


, 5

Sappiate inoltre
quali

effere elleno le virtu


,

eilc

dobbiamo
,

efercitarci
,

a
li

la giuftizia

la

bonta

altri, e

tutte in
a

fomma

tcmperan- (a)N.VJll, n e umanita verfo gli F S-43. che poflbno renderc


la

voi fentendo dire, he noi fperiamo di conquiftare un regno ? ir-

uomo grato

Dio.

Ma

agionevolmente v immaginate, cbe quefto fia ?rreno. Perciocche fe ci promettefTimo un reno in terra, non confelTereiDmo , mentre fianno
a

voi interrogati ^ di efTere Criiliani , fapeno noi per certo , che confeflanao , fi.imocon-

annati

al fupplizio . Negheremmo pertanto, er evitare il gaftigo , e ci nafconderemmo finic non veniffe il tempo di comparire , e di
.

jntare la noftra fortuna

Ma non avendo noi cuna fperanza nelle cofe labili di quefto inono non temiamo ^ noltri carnefici , ed eifenficuri di aver a morire una volta , procuamo di morire in tal maniera , che piacendo arriviamo finalmcnte a poffedere Signore uell infinito bene , che folo puo dare aii anima che vera beadtudine . E non e pofTibile
,
1

giun-

Bt
giunga
fica
,
1

TJ

al

poffedimento di queftafelicita il male5 avaro, Pinfldiatore de beni , o dclla vi


,

ta altrui

ancora fofife cognita niuno di voi ne a ncc , qucfla per breve tempo fi darebbe al vizio , credendo di dovere eflere condannato alle perpetue penedeli inferno, ma fi conterrebbe , e II fludiefebbe di ornare 1 anima fja colle virtu ofe Operazioni,per renderfi meritevole de due be* ni , che a giufti foiamente fon preparati . Che
fe a

onde

voftri

infallibile verita

fe voi , o Prineipi , come gli altri gentili , avrete Tardimetito di anteporre la confuetudine al ia verita 3 non ci potrete rimuovere da* noftri

fentimenti
Criftiani.

Fate pure cio


,

che vi aggrada.
,

Perfeguitate
i

maltrattate
ilate

flraziate

uccidcte

predette da Gesu Criilo quefte avverfit^ alia Chiefa . Laotjde ci confertniamo in tutte quelle cofe , ch egli ha infegnate , e lo ringraziamo pe benefizj , che da lui c ricevemmo per lo pafTato , e giornalmente riceviamo , e ofTerviamo la caflita , e fuggiamo Pavarizia , e ci ftudiamo non foiamente di

Sono

giovare
fej.

agli altri
1

c ^ e c ^ oc ^ ano

C^ ^ a Become gli efempli fanper


apportarne
riferifce nella

ma

di

far

bene a coloro

>

no

della impreflione nelle menti degli uomini, qualora fi tratta de^ eoftumi , fembrami oppor*
il

tuno
(b)

luogo

uno

che

S. Giuftino

medefimo

fua fecon-

N.

II.

da Apologia (6), giacche de fentimenti di quel martire abbiamo finora parlato . Vivea, di ce egli , ne* tempi di Marco Aurelio Impera* tore in Roma Una malvagia donna, la qualc prefa per moglie da un uomo non meno fcelle-*
ratodi lei,feguito a peccare in
si

fatta

guifa>che

non

fi

potea giudicare
lei,o clla

fe

folTe

peggiore

il

marito di

piu impudica 3 e

pervef mari-

fa del

PKIMITIVI CRISTlANI

,
.s

217

narito.Avvenne finalmente, ch ella imbattefe a cafb in un Criftiano per nome chiamaro folommeo QuefH avendola modeifomente ri)refa per la vita, ch clla menava , conobbe che avea, alquanto commoffa , e fe 1 avefTe ben avrebbe ridotta non folamente a proftruita ?
.
1

cflare

il

Criftianefimo
.

ma
in
Si
.

eziandio a vivere
lei

antamente
>perato

Tanto avea
i

efficacemente
il

la

divina grazia

prefe adunque

arico
tra
>o

d infegnarle

dogmi

principali della no-

fanta religione , e avendole in breve fpiegato ci6 , che dovea e credere , e


,

temope-

are

fe

are la

eterne pene 3 e acquidel paradifo, si gran frutto ne rigloria


volea fchivare
1

)orto egli

la donna determine di mutare , che otalmente codumi , e di chiedere il fanto batefimo . Convertitafi ellapertanto 3 e fatta par?cipe de facramenti , credette , che rldoveda lei richiedefle , ch ella s ingegnaffe di tiire alia fede , e di ridurre a una vita conti?nte , e virtuofa il fuo conforte . Per la qual chiamatolo in difparte , comineio a rap,
^
>fa

refentargli lo flato infelice,in cui ava, e ad efortarlo , che flccome


aflato
i

egH fl ritro1 avea per lo

avuta nel male, cos! procurafle di averla avvenire compagna nel ben oprare . Che fe i, aggiunfe ella 5 vorrai perfiilere oftinatacnte nella empieta , e vivere impudicamencome hai fatto fin ora , fappi, che una Cri, ana , qual io ibno per grazia di quel Dio , ic mi ha chiamatoal maravigliofo fuo lume , in durera a flare con un facrflego idolatra ri-

eno
6
,

medeilma abitazione . Penfa Sovvengati , che a peccatori e eparato neirinferno un fuoco ineilinguibile ache fieno eternamente eruciati. Ma
di vizf nella
fai.

che tu

I)

E*

C O

M- I

mrterai coftumi
Criito,
c clopo
la

c feguiterai Ja dottrina di , fbrai meco in pace , finche avrai vita,


cieli

mortc gdderai perpetuamente ne


,

perfetta beatitudine . Non fccero impreiTione nell animo del marito le purole del-

vera

pia donna, anzi che moftroia egli fdegnato , dalla rabbla ricorfe cil gindice, e accu folia, co Tie s elU aveTe violata la religione,
la

commofTo

divenendo Criftiana Ella memore delle ta, che aveale infe^nate Tolommeo circa
.

veri!e

pe-

nede

dannati

la

gloria de* veri fcrvi di Dio,

e infiammatadi amore verfo il creatore , e liberatore delPdman genere , nulla temendole difavventure , che le fovraftavano , chiefe tem

po dalPImperatore di difporre delle Aie cofe prima ch ella fo(Te coilretta a comparire ingiudizio Fu ella forte d poi rel con fe flare e ne fi lafc 6 come ci foflenere la religione
.
,

giova di credere , fuperare dal terrore , e dall atrocitkde lupplizj , e delle carnifkine, che i gentili faceano degPinnocenti , e fedeli ,
codanti fervi di

o
i

Gesu

Crifto

Penfavano

anco-

ra alia fijtura gloria

che era loro preparata, , martin dalle Gallic, che verfo 1 anno 177. morirono , e infummati dal divino amore 5 con un
penfiero vieppiu a foffrire i tormenti fi ajni. EHa e ten eri (lima la dcfcrizione , che
le

tal

mavano
la

ne fanno

Chiefe

di

Vienna

di

Lione

net-

P?f>.

Cap. r. 177.E- ca (d). Coloro, dicono , che liberamente condit.Taunn. feffavano di efferc Cridiani fenza verun altn ,
(a)

celebre lettera , che a Criftiani della Frigia indirizzarono , e ch e riR-r -ta da Eufcbio di Cefarea nel quintolibro della fforia Eccleiiadi-

cagione , erano meffi ne ceppi, e come fe foferano fero ftati piu fcellerati degli. omicidi
,

condannati

a piu gravi, e difpietati fupplizj.Ma

gio-

DB*
loivano
i

PRIMITIVI

CRISTIANI

2I

valorofi campion! del Signore nclle vedendofi pro film i al martirio, e ani. vverfiti, nati dalla fperanza delia vicina beatitudine , e
alia

CuHti di cui ardevano,moltiandavano

allc

am me
c -a

e alle fiere incoftc*o,d(moftranclo alle, rezza nel volto , talcbe ognuno facilmente poi

diitinguerli da debol! , chevinti, erano uTeramente precipitati nella idolatria Furo.

eglino pertanto
ffinche

diftribuiti

in

varie clalU

tormentata con partico* .ri penc . e Santo, e Plaiidina , e Mature, ttalo furono infieme condannati a eflerc
ogni
claflfe foffe
>ranati

e divorati dalle fiere nell aniitcatro e

(aturo

Santo,come fe prima non foffero ftaacerbamente cruciati , moltiflimi torment! ffrirono in quel giorno , che fervirono di 5 ettacolo a furibondi gcntili , poiche furono flagellati , ed efpofli a! le fiere , e (Iraziati in ntc guife , quante il popolo ordinava Fe,
.

ro finalniente portare in mezzo all anfiteatro la fedia di ferro , e avendola fatta arroventa,

comandarono

a* fanti

confelTori

che vi

fl

>no

ettefferoa feder fopra . ^\ppena quefli fede5 che le membra loro bruciate , riempiedi fetore
il
\jy
.7

>no

luo^o , talche a* loro medeiiMa quell ingrato odore recava moleflia m ce/Iaroxso con tutto cio nemici d ircrude* e contro de fervi di Dio . Vedendo efii , e in niun modo poteano vincere la codanza
1 .
i
1 -

i , quali coraggiofamente tra le petormenti confeflavano di effcreCriitia, dopo di aver fatto di effi crudeliflimoflra3, gridarono , che foffero alia fine fcannaFrattanto Blandina legata a un palo , in tal aniera , che fembrava, ch ellafofle crocefifia, andilfimo conforto recava a land 5 che allora

martiri
e
i

com-

22O

Dl
di lei

COSTUMI
la

combattevano per

fede

perfona che per la falute noflra era ftato confltto in cro ce,a fine di trarr e alia vera religione inortali,c perfuader loro , che clliunque patifle per lui cieli acquiftcrebbe un eterno regno ne noi riegli atti de SS Somiglianticofe leggiamo Martiri Epipodio , e Aleflandro , che verfc
i

parealoro

di

impereiocche nella vedere il Signore

Panho 178. morirono , in quei di S. Sinforiano che pat! verfo 1 anno 180. , c de SS. Martir Scillitani , che circa 1 anno 200. furono decollati.

Ma

per tornare

alle
,

dri

-egli e

certiflimo

verfo la quale della Chiefa il fuo Apologetico , ragionandc dc coftumi de Gridiani dell eta fua , dimoftra,
lcri(Te

teflimonianze de Pail che Tertulliano fine del fecondo fecolc


,

che riguardavanfi da ogni peccafo , e dedit erano alia pieta , ed in ogni genere di virtu cor
incredibile attenzione,e diligenza
(i

efercitavale

no, poiche temevano


che
a

il

giudizio

penc
:

preparate da Dio e bramavano di giugnere una volta alia patril ft) C.XLV foil innocenti. tie beati . Noi, dice (4) fiamo Apolog.pag*. E qual maravii^Ha , s eragionevole , che cosi i$9.*nApp.

malvagj

erano

(late

Edit,

anno

j)j

Imperciocche eiTendo noi iftruiti ^ perfettamente conofciamo la innocenza come apprefa da un perfetto maeflro , e fedel mente la cuftodiamo, come ordinata da un giudice , che tutto vede , e che non Jee efTen

avvenga

d<

difpregiato

voi

altri

gentili e

ftata infe-

gnata dagli uominila innocenza, e comandati da una potefta parimente umana , onde non in avcte una giufla cognizione , e non la ofifervat! con efattezza. Poiche facil mente fi trafgredi fee umana legge , quando non eredendo H
1

Dio

fi

ftima di poterla fohivare col nafconder

DE PRIMITIVI CRISTI4NI
,

?2I

una pena e breve , e logger a. la noi , che crediamo in un Dio , che vede uoftre azioni,e che temiamo di avere ad el fep
coj foffrire
r

da lui punitj coll eteno fupplizio,meritanienabbracciamo lafola innocenza. Non altrjicnti parla egli de noftri nel libro , ch ei fcrifcontro di Scapula Prefidentc allora dell Afri-

i ,

mentre
,

attefta

che

Criftiani

ano
i

ne

ft

fpaventavanodelle carniiicine
.

non teme, che


u4bbiamo,

loro faceano gl ignoranti gentili


egli
,

ice

abbracciata
il

}n patto di fpargere

criftiana religione fangue , e di perder la

per rrremo

ita

lei
il

perfuafi

che cosl facendo,noi ota_>>

premio promefToci dal Signore, e ;liiveremo la pena , che vien minacciata liunque avra Tardimentodi oprar male. Per qual cofa combattiamo continuamente colla }flra fierezza, e maggiormente godiamo quan)flamo^ruciati , che quando flamo aflbluti
i

voi (a) v
-

paffi

di

(0 lun^o farebbe il riportare tutti ^n celebre autore , che il noquedo


.

Ma

<-*..

i: .1

ropunto riguardano
iflar

Laonde dovendo noi


,

oltre

e dimoilrare
i

che npn erano di5

fentimenti de Criftiani , che .Tfldaquefti tempi fiorirono , fiamo coftretti ^fufieguenti tralafciare cio , ch ei fcrive ne libri alle Namartiri , 3ni , e in quelli , che o indirizzo a

compofe contro la idolatria Venendo pernto agli Autprj, che fcriflfero gli attidelle R ^ a ; r Dp nte Perpetua,e Felicita, e compagni, che veranno 202. (^) e di Leonida Padre di Orige- Veron. ? de martin che fotto Severe ycrfo 1 anno 3 e (c 10. (c) patirono,o(Iervo, che aflerirono le me. 1

fime cofe circa


itivi
la

la

virtu

Criftiani per

e la coftanza de prie per ifchivare le ,


,

quiftare

gloria

pene Origene ancora , ilqualc

222
viflfe

1)

C O

U M
,

e potevi ben fapere, qualierano i fentimenti, e i coftumi de Criiliani , che fbito Sevcro , fotto Ca

nel

terzo fecolo della Chiefa

racalla

fotto

Macrino

fotto

Elagabalo

<

O)
B>

L. vni. ftiqi libri


1

4?

fotto AlefiTandro viveano , Origene difli , ne contro Celfo cosl difcorre (4) : pre tende Epicureo , die i Sacerdoti de* gentil

ragioninodelle pene , e de fupplizj de danna ti, come ragionano i CrilHani , e cerca fe ap


prePib di loro
ilia,

la

verita
la
,

ovvero appreffo
(la

d
d,

noi

Ma
,
i

io

qnelli

credo , che quali fannosi

verita
c ie
i

follenuta

loro afcoltatori
,
.

temendo
vano
ih
i

fupplizj , e fperando il premio fecondo la pieta , e la vera giuftizia


i

vi

vedendofi quefti tali eif^tti ne Criitiani , dioiO Celfo , fe p:u- gli da animo , che H veg gano eziandio n coloro , che fono iflrniti da
1

Sacerdoti del gentilefimo


(b) L.
1Xi
i. n,

in

un

altro luog(

(^);Dimandiaino, dice, alia moltitudme di quei ch c credono inGesu Crifto,e che fi fono liberal dalle fozzure, nelle quali prim a di credere fi rivolgevano,se e ftato loropiu utile Paver credufupplizio e preparato a peccatori,e gloria a giufti, e di avere , pcrfuali di queft verita , corretti i loro codumi, o fe difpreggiato,
il

che

I:

ta la femplicitk , e la fede , non aver penlat( di ravvederfi prima di avere inveftigati , e_

vera_ quafl toccati con mano i principj della Ella e certamente manifeda cofi dottrina ? ch eccettuati pochifTimi,tutti gli altri non avreb

bero confeguito quel , che confeguirono fern fede agl infe plici con preflare prontamente del Redentore , e farebbero rimai gnamenti nella corruzione , nella quale p^r lo pa] fato fi ritrovavano , Non differifcono punto d:
i

fentimenti di Origene

le

teitimonianze degl

J>E*

PIUMITIVI CRISTIANI

22
Ve,

lUtoridegli acti Jc SS. Marciri Saturnino covo di Toiofa , die morl P anno 2 50. (a)
ionio

di

(a)

Rmnarr. che nello ft e fib anno confumd il fuo , lartirio nelle Smirne (&) di Ac-icio (c) , di an Maflimo (d) , de SS. Pietro , Andrea aolo , e Dionifio Trifone , c Refpi, C/) ^ Luciano , e Marciano (^) ma la bre* 127. n ,xx. ita di-11 (0 IbiJ. opera ci coflrigne a tralaiciarle Non
, ,
(<r)

a oiTiamo per altro paffere fotto filenziocio, che P &- 12 ^-

^.

:rive S.

Cipriano

nel fuocelebre libro a


,
,

De-

ictnano , perciocche quindi ognuno puo age- a n . p gi olmente comprendere , quale foffe ne tem- n. j,. di Decio , e anche de ieguenti Imperatori (e) 5 a coilumatezza de fl-guaci di Gesu Crifto P in Onde proviene , dice il Santo, che voi ***
i
i

,.

(J

ibid.
2

^.

Ihfd.
r
j>.

"

x
!
:

...

sun
ito

geiltili

jmpugnando
facciate
forfe

opprimenao ingiiiria al vero Dio


che la voftra vita
di vizj
,

perleq-uitiate gl innocenti , Dao * & r Ji lervi di Cn- i v. e 5


c.j>
V>

,,

Qt;
*

bid.

,,

ft
-

9
Ibid,
1
4>

fe^.

Scmbravi
macchiata
,

(g)

poco

fli

n vl *P*

con tanta varieta


e

e fcclleratezze

percio vi muovete ancora contro quei , che fono confagrati al culto divino , e li travagliate con ingiufle perfecuzioni ? . . . Pri vate pertanto delle- cafe loro , fpogliate de loro patrimonj , caricate di catene , impri-

gionate , punite col ferro , colle beitie , col fuoco gl innocenti , i giulti , i cari del Si-

gnor Iddio pene fjno


ribili
,

di

non fiete content! fe le noflre breve durata . Adoprate orper isbranare


i

lunghi tormenti

corpi de Criftiadi , moltiplicate i fLipplizj per dilacerare le loro vifcere , ne la imimanita , e fierezza voftra puo eflere contenta del-

le pene , che fono in ufo contro i mdfattori , ma eziandio con ingegnofa crudelta andate giornalmente inventandone delle

nuove

224
pag.ija. Edit. Opp.
?5
m ^

**
B

E*

COSTUMI
di
.

Amlt. ann.
t
3,

Ma niuno ve ^4) o c |^ ^ p re f da voftri


giulra violenza
i

ne

noi ripugna alloi fi vendica della ir


rr

piofo
ti

il

quantunque , enendo cc noftro popolo , non fembri talvolt


:

difficile
5,

il poterfene vendicare .Ci fa paziet laficurezza delle cofe future . Cedono malvagi gl inocenti , e i non colpevroli del
,

3,
1

pene

e de fupplizj fono content!


,

pieni

34, 55
3 ,

confidenza

3,

che non rimarra la crudelta in . Offriamo per altro a voi il fal punita(^) tevol configlio , poiche flamo efortati a
n<

vendicarci
f

di pentirvi je vollri falli

s,

foddisfare a
iteflTo

nello

perpetua vedere , che febbene 1 amore verfo Dio era fc principal cagione , che movea i Crirtiani a tanti travagli , e a dare la vita per la re frire gione,con tuttocioil timore del fupplizio anc
ra
,

Dio (c) . Park egli ancora libro delle pene eterne , e della pe beatitudine , e da chiaramente ac

deiiderio della felicita de Santi indup vagliad aflenerfi dal male e appigliarfi al bin Ma ficcome noi della carita de primitivi fed abbiamo liabilitq di ragionare nel terzo capil
e
il

Ip di

quedo libro , pofito veggiamo


3

cosi infiftendo al nojlro


,

pi

fe

fentimenti de

fliani

del

quarto

fecolo fomiglianti

foffer<

perch6 f( quelli, che nel terzo fiorirono. fe troppo ci diffonderemmo , fe voleffimo ri


rire diitintamente tuttocio, che ^la Eufebio n le celebratilfime opere della Dimoflrazione
della Preparazione Evangeljca altresi , e da Prudenzio contra
,

Ma

e della
,

flc

parecchi
pofleri

altri fu fcrittp

e alia

Simmaco e memoria de
i

tramandato , mi conterro foltanto quello , che oflerva Lattanzio nelle fue Dili fflitttziiwi. Egliadunque 3 che fiori fotto

Im

22 J mperatori Diocleziano , e Maffimiano , e fe;uito a fcrivere fino a* tempi di Coftantino , osi dice . Crefcendo , il nodro numero , c
venendo continuamente alla.fedemoltiflinii
di
,

Dl PRIMITIVI C1U5TIANI

coloro , che profeffavano il gentilefimo , ne diminuendofi maila moltitudinede fede.


li,ancorche infierifcano leperfecuzioni ... cosl privo di ragione , e cosl cieco
,

*
,

chi

chc non veda

apprefib chi

fi

trovi

la

vera

fapienza ? Ma i noftri nemici fono dal furore, e dalla malizia acciecati , e ftimano , che fia-

mo
,
>

ftolti

poiche potendo noi fchivare


eflfere

il

vogliamo piuttofto ienza qhe fl accorgano e, morire ; imefchini, non effer ella floltezza quella,
fuppliziOj

tormen-

mentati

alia
1

quale tante miglia;a diperfone per tutta univerfb acconfentono . Imperciocche fe


fl

non

maravigliano delle donne

per efler

elleno deboli ( mentre da gentili e chiamato il Criilianefimo fuperftizione delle vecchiarelle


,

e delle donnicciuole)facciano
gli
i

almeno
.

impreHIone nelle loro menti


ifanciulli, e fe

uomini

Se

giovanetti Ibno da loro fpre^ come fe per la eta non fieno capaci di giati , diftinguerela verita dallecofefalfe, confef-. iino almeno , che i vecchi , e magli uomini turi debbano effere coniiderati . Se una Citta

e pcnfa , e fa male , le altre tutte , che fono innumerabili,non po0bno eflere riputate floltc; fe iina provincia, e una nazione e pri-

va ve

di

prudenza
Efifendo

fappiano difcernere
.

le altre tutte bifogna , che le cofe rette dalle cattiftata propagata


all

dunque

laDi*
,

vina le^ge dall

oriente

occidente

fervendo
ogni gente

al
,

Signore ogni feflb , ogni eta y ogni regione con un animo , ^

22^
7>

T>

Er

C O

U M

3,

3,

3,
3,
3,

3,
a, 3,

3,
3,

3,
>,

3,
3,

3, 3,
33 3, 3,
3,

una medefima volonta , ed effendo per tutto appreffo de noftri la medefima volonta , e la medefima pazienza, e lo Iteflb difprezzo della morte , debbono intendere gentili , che in una cosi uniforme, e cosi coftante maniera di vivcrenon puo non aver luogo laragione, perciocche non fenza ragione fi combatte fino alia morte dall uomo , e bifogna certamente 5 che vi fia un gran fondamento di creder vero il Criftiantfimo , non ifciogliendofi una tal religione colla perfecuzione , e colle ingiurie , ma accrefcendofi fempre , e rimanendo piu ferma . E in quefto ancora fi convince la malizia de gentili, quali ftimano d avere abbattuto il culto di Gesu Crifto , fe riefce loro d imbrattare con vurj fagrifizj qualcuno de noftri ; mentrc
i i

e lecito di far penitenza , e di foddisfare a Dio , e non fi trova un Criftiano cosi mal-

vagio j il quale avendo la facolta Dio medefimo, non ritorni a lui ,

di

placare e non glifi

39
35

unilca con maggior devozione . Imperciocche la cofcienza del peccato , e 1 timer del-

35
35

penafa di venire e piu ferma la fede


la

uomo
ch
e

piu religiofo

ed

ravvivata dalla pe-

. nitenza (4) Leggafi cio,che Lattanzio agc.xiu, pag. ne fudeguenti capitoli {b^ , e fi vedra giugne 3yg. T. I. c hiaramente foffero i cotfumi de fede, quali

(a)Lib.

V.

V,

(b^Cxix
fe(J .

lj

del

tempo
.

di quell

qual motive
prefentati

foflcro tali

illuftreScnttore, e per fono da lui rap3 quali

S.VI.

DE PRIMITIVI C1USTIANI
$
fvcndo fapute
cifio
,

327

VI.
che Iddio e
,

Criftiani

e il fine

delT nemo
le loro

il prinriferivano

a lui tuttc

operazhni ,
i

1 Ssendo
Ji

ancor perfuafi
il
,

Criftiani, che Idil

dio
,

fu

principio r
/-

e
,-r

termine deli uo/i


\.

e che
,

nmno mai
fi

fi

difcoitera daila retta_, noa i

proponga Iddio per regola, re If of ere , normadelftio vivcre , quindiavveniva , che e ftnfitri b ro * mafTimaparte di loro tutte ie azioni , e tutti enfieri indirizzava aDip medeflmo,talche niucofa ardivano di commettere , che rembrafo cattiva , o difdicevole , o difonefta , poic fapevano , efiere tali cofeda lui deteitate, c
gione

quando

Aveano eglino apprefo maffime da S. Paolo coflituito Dot: delle genti da Gesu Criflo Redentor noo , avendo quel Santo Apoftolo efortato ^orintj a fare il tut to a gloria di Dio , o be- f flfero o mangiaifero (4) . Qujndi t, j j^ v a eglino, ;-j e mangiando primitivi Criftiani , c bevenringraziavano il Signore , e non mangiando
etate per le fue leggi
efte tali
.

cora lo ringraziavano Atenagora Filob Criftiano ( di cui abbiamo altrove parlato.


(/>0,e

n lode

dicemmo
Chiefa
,

che

fiorl nel

fecondo

:olo della
lio

e fcrifle fotto

Marco Au-

Imperatorc ) nella fua celebre legazicne 9 ^ionando de fedeli della eta fua , cosl parlo !i Augufti. 35 EfTendo voi dotati difingolarc intelligenza , dovete pure conofcere , che tutti coloro , i quali indirizzano a Dio ,

come

norma

te

operazioni loro,affinche He-

no appreflp

lui irreprenfibili

Pa

non ammettcran-

228
7,

COSTUMI
i

ranno mai negli animi loro ne anco un ombr?


di penfiere di

cofaalcuwa,che apporti feco ,, peccato(d),, .Origene ancora,che fiori ne 2 pag 5 terzo fecolo , impugnando CelfoEpicureo, ne -^ dit. a ni737 IM r vi Noi promettiamo U u bea terzo hbrofcnve titudine francamente , e apertamente a_ 3, vivono fecondo leleggi di Dio 33 quelli , che

xxx*

"

3,

e che tutto a lui riferifcono

fempre
(fc)

come

fe

e che operam , abbiano prefente , e fpet

Lib. 111.

contra Cejf.

tatore
.

e teftimonio
_,

ilSignoreDio (6),,
i i

S.LVII* i.i.

^ u f^ lo

fi

na l me nte nella fua Evangelica prepa


e la principal parte d cofe e la pieta , dice , e non gii
II

Qpp.

razione(c):
J5

capo

(O Lib. j. rap. i. p. 2.
itiit.

anno

^
?
i

quefte un_ quella pieta che falfameme ufurpando ma d ta j nome e ripiena d infiniti error! ,
chia quella ,che veracemente e con tal voce mata . Queftae quella, che follevando all

3,
8,

uno

efolo vero Dio


la

noftri
lui

animi

mode
opera

3, ?,
3,
3,

ra fecondo
zioni
,

volonta di

le noftre

noftri penfieri. quefto genen di vita nafce Pamicizia di Dio colP uomo , 1;
i

Da

quale fa si , che P uomo regga fe ileflfo fecondo quelP eterno efernplare ,, . Molte_ 3, cofe potremmo noi aggiugnerc , che prove
la

nendo
luftri
i

dalla cognizione della Fede , refero il ora primitivi Criftiani ; come P alTidua

zione , come la venerazione , e la riverenza. verfo Dio 5 come P attenzione di frequentan le Chiefe , e di non far cofa veruna , che pc teflc pregiudicare alia loro credenza . Ma fie
a quella virtu appartengo e appellata religione , qual virtu allora e coltivata a dovere , quand e dall , il Criftiano e dalla fede, dalla

come

tutte quefte

no, che fpecialmente

carita

fperanza animato , adorando noi Dio con Virtu , come ben olferva S.
i

no,

P1UMITIVI CRISTIANI
o
cosi noi

*22?

dovendo procedere ordinatamcntratteremo di efla , dopo che avremo diquantofoffe ferma la fperanza de noraaggiori
,

ri

e quanto a-rdente lacariti loro

erfo

Dio

7 JO

&

E*

COSTUME
II.
9

CAPO
ALla
e

Delia ferma fperanza de frimitivi Criflitini in Dio.

Fedc fuccede la Speranza , la quale una ferma afpettazione della celefte. beatitudine , che confifle nella vifione c godimento fempiterno di Dio fommo bene
la qual afpettazione e fondata fulle promefli da Dio medefimo fatte a coloro , i quali perfe^

verano fino

alia

fine

della vita

nel

beru

fegni

cbe ifrimitivi Criftiani davano

della loro

ferma Jptranza

in

Dio

OR

le

egli e difficile 1 efprimere o colle paro o collo feritto , quanto fofle unatal ,

virtu eccellente ne primittivi Criftiani. Im-

pcrciocche eflendo eglino certamente perfua fi , che colle forze della natura non era

lor<

pervenire al poffedimento di quel la feliciti , e di quel la interminubile beati tudine , che fola puo faziare la vaiHta de defiderj dell anime noflre , riponeano tutt la confidenza loro nella fomma bonta , e_ clemenza di quel Signore , die aveagli af
poflibile
di

ficcurati della eterrta vita

fervirlo fino alia

(a)N*xr.

s.

, purche durafifero morte . Per la qual cofa. ClementeMartire nella fua Epiitola (^) a

Corintj fcritta verfo della Chiefa: Ha egli

la fine
,

del
,

primo

fecol<

dice

manifeltato Id

PB PRIMITIVI CRISTIANI
i

231

io , che non abbandona coloro , quali fperao in lui , e che caftiga con etcrno fupplizio una ilrada contrauegli altri , che prendono ia. E per vero dire , dagli Atti de Santi jartiri facilmente potiamo comprendere quan-

alia gloria e fperaffero eglino di giugnere , uanto godeffero veggendofi tratti al patibolo , erciocche conofcevano efier vicino 1 adempiicnto delle divine promeffe (d) . Prendevano io in mala parte i nemici del Criftianefimo per n r ^T^ Emeu. Lib. v ,. odio , che contro di noi aveano conceputo , Hift.
i

come

fe

foffimo fomiglianti u

invafati gladiatori , -re colle fiere , difperati


olarj
ci

que temerarj che ardivano di combat,

pag. Edir
tab

io>.

Cani

,
.

e befliarj

chiamavano (t)

e para, JLaonde Lattanzio

^u
^"

nart "

MM

urmiano nel quinto libro delle fue Divine Till- ^**Z" ^] uzioni al capo nono attefta , che fitibondi i (b)Tertull. entili del fangue de i Crilliani , fe vedono -Apologc.t.
Ter eglino cofhnti nel confelfare la verita del- ^inuc. FI. av fede , con tutte le forze loro gli ftraziano , ^L9^
_..-

appellano , perciocche non perDnano a loro corpi , quaficche non fia piu da ifperato il tormentare colui , che tu fai c fife re inocente E non pote certamente diflimulare uella cosl ferma fperanza de noftri maggiori uciano fcrittor profano,e capital nemico della
Differ ati gii
.

,.1-

ii

-it

^"

S.Euit.anno
*

16 verc

^Haf

A-

polog.Terc.

nu

oflra fanta religione

Egli
,
:

che

vilTe

nel fe-

Dndo fecolo della Chiefa


tolato
il

Pellegrino (c)
,

nel fuo Dialogo inSono perfuafi , dice ,

uei miferabili
1

dover eflerc immortali , e dover vivere eternamente ; per la qual cofa ifpregiano la morte , e fi prefentano , per efdi
.

(0

T.I1I.

;re privati di vita, a giudici oflri avverfarj di negare ,


inti

Ne era lecito a fenza effere con-

di patente calunnia

loria

che la fperanza della immortals rinvigoriffe i nbftri, per vive,

re

BE*

COSTUMI

re fantamentc , e per foffrire qualunque fup plizio , confeffando di effere Criftiani , mentr non folamentc dalle Apologie de Padri , e d;
coftituti

de martiri poteano conofcere il vero era loro eziandio facile di vcderlo fcolpit nc marmi . Ella e celebre la Ifcrizione di Ale

ma

(a)
i

fandro Martire trovata nelle catacombe , e. pubblicata dal Boilo, dall Aringo , da! Bolde Inner, ti , e dal Mabillone . In queita noi leg^i; * JO p.n. mo i^p n e morto sfleffandro , ma vivefopra
(<O

anno

/, yfc//,

e {\ C0rp

cro

Fml

// r ipfa in quefto fifo. la fua vita mortals fotto ^fntunir,


di

Imferadore 5 il quale avendo preveduto , d farebbe ftatoprevenuto da gran benefizio , rej r odio per lo ringrazlamento Imperciocch +dlej]andro piegate le glnoccbia per facrificai tern al vero Dlo y fu condotto al fupplizh. n? quail tra voti , c le cofi facre fi infelici non ci e lecitQ di falvarci ne anco nelle cavei
.

nc
ta

<j)ual

Ma

cofa piu mlfcrabile di quefla tal qual cofa piu mlfcrabile della mortt
v>

non potendo i noflri effere fepolti dagli e parenti loro ? Finalmente rifplcnde ncl ciclo &c. So ben io , che quefta Ifcrizione e data r
e da alcuni de nodri provata certi eretici quali per dimoftrarfi uomini di fpirito , no hanno difficulta di negare i monumenti piucet ti , e piu ben provati dagli Antiquarj , e dag Scrittori , che in quefto gencre per la efattez za, per la dottrina , e per la virtu loro gran
, ,

amid

di(IJ

mo

flo

ha

ella

mente
fa

credito acquiftarono . Ma non per que perduto quell autorita , che giufta Pe Ihta finora attribuita . La qual co

per effere data efficacemente da noi nel terz (6) delle no (Ire Antichita Criftiane , pn vata , non ha meftiere di eflfere trattata nuova

Tomo

nientc

DE* PRIMITIVI CRISTIANI.

tr

icnte in queflo luogo. Sotto lo fleflb Imperaore Antonino fcriffe la fua prima Apologia ,

ome
tino
:iani

piii volte abbiamo offervato , San GiuMartire . In quefta egli parlando de Cri-

dell
,

eta fua: Dtfidcroji

dice

deltas

-terna

on

epura vita , ci affrettiamo ad abitare Dio Tadre , e Cr eat ore dell* univerfo co,

ne ci eflato promejjo da lui no pert ant o a confeffare ,


hafi
,

crediamo
i

medefimo . Corriapercioccbe fiamo percbe quefli beni da coloro fi


tcftificato

cquiflino , oro a Dio

qualibanno
di

feguito , imato quella beata abitazione (a*) . Verfo la etiam Diacum_* ine del fecondo fecolo fcrifle S. Clcmente ^g s nileflandrino nel fuo IV. libro de Stromi (6) . Tr 7P h 44 ? Se tu vuoi efler martire , e vuoi rendere tet]

wcrlo

colle cpere di averc^

>

ftimonianza per la rimunerazione de beni, udirai, che c oil a fperanza ci fiamo falvati. Ma lafpcranza, cbefivede non e fperanza.

,
,

Impercioccbe come pud unofperare cil,cbe vede ? Cbe fe fperiamo cil , cbe non vediamo , not rafpettiamo con pazienza (c) . Ma fe
patiarao
ti
9

dice Pietro (^)

per lagiuftizia.
,
ne<vi

patiamo o beanon abbiate pauradc*


,
,

^ AdRom. v
Vl11 *

conturbiate , mafantificaSigner noflro ne* voftri cuori , pre* paratifempre a dare foddisfazione a ognuno , ricerca da la ragione di quella fpe~ ctfe in con modeflia , pert , a vendo buona cofcienza , accioccbe
te Gesil
<uoi

loro terrori

"

lu *

<voi

<LJ

vottridetrattori

calunniatori delta voftra,

buona converfazhne in Crifto, rimangano conPoiche egli e meglio foffrire fe Dio fufi vuole, operandobcne , che operando male. fe qualcunodice , come puo avvenire , che
. ,

la

debole carne

refifta alle

poteila

e agii fpiriti

2J4
5,

DE>

COSTUMI
?

riti

delle dominazioi^i

fappia tgli

che con-

(a)Ifaiac.

33
,,

LVIIU

fidando nelPonnipotente Signore , noi refi ftiamo alle potefta delle tenebre , e alia Tior te . Mentre tu parli , dice il Profeta (a)
dira, io
ti

,5
/L\<

fono prefente
ti
.

Vedi Pinvitto few


.
.

(b;
Ct ,,

i.

n retr

55

35
33

vi fembr venitore, che . e importuna , dice rietro (6 la n ntiova , prova , che fi fa di voi pel fuoco a fine d
)

difende? Non _

35
35 33 33

ma etfendo partecipi dt ; Crifto , godete , affipche g dia patirnenti dj teancora nella rivelazione della gloria di lu
efperimentarvi
efultando, fe nel nome di lui medefimo difpregiati , beati perche in voi ripofa lo
ritodi
fiet<

fpi

33
s*

^J *
.,,

e della gloria , come e icritto te ftamo tutto glorno mortificati , e ripu per

Dio

tati

comepecoreda

effcre

ammazzate

(f).M;

33 in tutte queile cofe


33

non periamo per

colui,ch<

ci

amo.Cosi Clemente,il qualedice molteal-

tre cofe, che febbene fpettano al noftro propofito , con tutto cio fono da noi tralafciate pe

vantaggio, e per non riufcin noiofi a leggitori , invece di recar loro dell utile . S. Cipriano ancora , che fiorl verfo

non diffonderci

di

1;

meta

del terzo fecolo della Chiefa,

avendo

fa

puto, che alcuni criitiani fi erano avviliti pe timor della pefle , che nata nell Arabia , fi dif fufe per PEgitto , e quindiPanno 252. PAfrica Proconfolare , e fece finalmente gran
diflime flragi
fine

occup<

per tutto PImpero

Romano^

d incoraggirli ,e fiire si, che fi rimettefler nella volonta del Sfgnore , fcrifle il fuo cele
_^
^~*

LxiwAAL/A.

V/

&\J Ls

v **

L/r

l<

i4>

VI \J V

V-

V*^"

**Q

Amltel.ann*
1700.
3

naOQ: febbene v /,.


fratelh
,

rooltiffimi di voi altri , mic ,. r fono di foda mente , e di ferma cr


.

5,

denza
fi

e ripieni di lafciano o vincere


,

devozione , ficche no dal ti 3 o commovere


3,

mo-

DE* PRIMITIVI CRISTIANI

more
ti,

dclla mortalita

ma come pietre

e for

piuttofto, e iiiperano, invece di cffere fuperati da torbidi flutti di

e flabili

rompono

quefto mondo;tutta volta perchcdelle volte vedo alcuni , che o per debolczza di animo o per aver poca fede , o per la dolcczza del-

mondana vita 5 o per la mollezza del feffo, o per qualche errore , non iflanno forti , e non dimoftrano un petto infiammato dall* amor divino , non debbo io diffimulare , ne
la

tacere
ri

Erano adunque moltifTimi de no,

allora
ii

forti

e coftanti nella fede


le

talchc

Dn

atterrivano per
,

favventure
DHO
iodi
,

maggiori calamita , e che alle volte nel mondo fuccetutti


gl

ma

intrepid! foffrivano

inco-

e rimettendoii alia volonta del Signore, , preparavano a maggiori travagli, e fi ren-

?vano fempre piu degni di quel fclice , e femterno ripofo , che fperavano di ottenere do) i patimenti . E che quefto fofle uno de mo\r\ , che gli animava a foffrire , lo accenna Ho fleffo libro S. Cipriano dicendo (^r) . Tema di morire colui , che non & rinato dall acqua , e dallo fpirito, ed e percio deilinato alle fiamme dell inferno ; tema di morire chi non milita fottolo ftendardo della paffione , e della croce . . . Quefta mortalita e pefte pe Giudei , epe Gentili, e pe nemicidi Crifto
,

ma
.

pe fervi di Dio e un falutarepaf.

faggio

Sono chiamati

giurti al refrige-

gerio
eifo
>me

Somiglianticofenoi leggiamo ap-

il

fanto
in

medefimo
quello
,

si

nello fteffo libro

anche

ch

ei fcrifle a

Demetria-

del qual libro noi abbiamo pocanzi fat to in quelPaltro , che mdirizzo a , e Drtunato per la efortasione al raartirio , e ncl)
,

enzione

le

le fue Epiftole

brevi
f
p. }fPlef l*

, per effen furono ttieno coftan ti nello fperare nella mifericordia di Dio Crl ft fan i , che nel quarto fecolo della Chiefa fiori
,

le

quali volentieri
.

tralafciama

Non
-1

quinto (a ) libro dell anno 1748* divine Iftituzioni di Lattanzio Firmiano,e il pri
Edit. Paiii"n

-n

naitera leggere

>

*\

1-t.

il

T.i.

mo

della Preparazione Evangelica di

Eufebii

Vefcovodi Cefarea, per eomprendere, quanti fofle ne fedeli di quella eta quefh teologal E per verita dopo di ave virtu eccellente
.

la Criftiana religione quelli dimoftrato, che era propagata per tutto il mondo 5 e che le pii Here , e barbare nazioni aveano abbandonat< il vizio ^ e fl erano appigliate alia virtu , e un

vita e fern pi are

dicare unadelle cagioni

, volendo in che aveano apporta , 1 ta una si prodigiofa mutazione di coflumi lina di effe cagioni , dice, la perfuafione dell immortalita delle anime , e la promefla di quel la vita , che dovranno godere gli amici del Si gnore con lui in Cielo , dopo che faranno di fciolti da legami di quefti corpi mortali . De $
:

e fanta

menavano

fiderofl

adunque
, 5

di

gli adulti

ma ancora
,
,

quefla vita non folament le fanciulle , e itener


$

bambini ro , che
nella

e gli uornini barbari altresi

e colo

vili

virtu

flimano , confidand e nell ajuto del Salvator noftr


e abietti
ii
.

GesuCriflo j fe non colic parole ancora, ai meno co fatti la comprovarono . . Tut cc gli uomini dovunqueil trovino ricevono la del vero Dio fecondo la difciplina gnizione Crifto , e intendendo quelle verita , che iiitor noaldivin gindizio fono predicate per tutto ii rendono cauti , e fchivano il vizio , e proct rano di ben regolare i coitumi 3 e le azioi
(

loro

Egli

DS PRIMITIVI CRISTIANJ
in queflo tempo anconfidenza,che aveano i iani diaver a confeguire per la divina )rdia inCielo il premio delle loro mortificazio.

Egli e

pure manifeflo,che
fbffe la

>ra

piena

de loro patimenti,onde i Gentili medefimi, litando efempio di Luciano , e di altri ne,e


1

ici

del Criftianefimo,

non ardivanio

di

met-

rla in

fcbbene acciecati empiamente , riprovavano Delle quali cose Lattanzio


.

dubbio

Irmiano nel fettimo libro delle fue divine I fruzioui rende chiariflima teftimonianza (4) . () C. V.

nperciocche cosl egli parla contro


Egli e neccflario , ftoltoi uorao di ftnno putare
nniatori
.

noilri

ca-

feeondo codoro, de, perciocchc

ierando

appar dalle
:chi,e

die non fi veggono , fi lafcia mani quclli , che cadono fotto gli mentre procura di sfuggire ii male Ioni

beni

no, cade nel preiente fupplizioril che dicono, e avvenga a noi altriCriftiani,che non ricufiao ne i patimenti,!^- lamorte per amor della

che profefnamo . Ma poiche abbiamo 3 tomenzione de Gentili , i quali della fpenza de primitivi Criftiani , come Luciano, .rlarono , fembra opportuna cofa , che deriviamo in qudio luogo i loro fentimenti .
!:gione,

rigene

aduaque

nel terzo

libro

(^) difcor- (b^n.Lxx^.


p^g2

Celfo Epictireo , che nel feeondo fe5 procure di fcrcditare co iuoi volumi il . riftianefimo , in queila guifa ragiona Qu,endo
di
<lo

&

^.

E-

Venet.

fta

noftra dottrina circa


,

le

pene

tanto e uti,

le

quanto

c con forme alia verita

in-

fegna con gran vantaggio


II

degli uomini

....

che avendo veduto Celfo ebbe Pardimen-.

to di riprovare i noflri dogmi riguardanti la beata vita , e la noftra futura converfazione

con Dio^c

difle,

che

Crilliani fipafcolano di
99

238

i>

COSTUMI

. una vana fberanza Impugna quindi Origine rempieta di Celfo coll autorita de Filofofi, e molto piu colle divine fcritture , e colla ifteffa cofa, ch e ragionevole per fe medefima mentre ogni ragion vuolc , che avendo 1 uomc amato di tutto cuore , e fervito il vero Dio,

quefti gli dia


/ %

il

premio

che ha promeffo
,

(n)

ri Ochv.

p. 70. Eclir.

ma Cecilio ancon giufti Ne folamente Celfo L.* -T^TX ^ Mmucio Felice GO, nmproverand apDrefio
.
l

an. 1^72.

noftri la ioro fperanza

, ,

ella e

dice

prodi

giofa lavoftraftoltezza

e incredilrile

faucla-

da
li ,

Difpregiate
,

mete grinccrti , cfuturi


e ciechi

fopplizj frcfenti , mentre tc. Cosl quefti miferabi

e fuperfliziofi idolatri deridcva

nolaverita, che colpevolmente ignoravano Onde negli atti de SS. Martiri Montano compagni, chel anno 259. morirono , leggiamo 3 che i difcepoli di Flaviano , quali
,

<

eran<

tenebre del eentilefimo , avean* * a male 3 ch egli per la fede moriffe 5 e procu ravano di perfuadergli , che potea facrificare num ^ e P^ credere cio, che volea , dicer ^a (M A P vd e offc Riunarr. p. do(/>) , che depone (Te la prefunzione ,
involti nelle
*.*
f t

240.
an.

Edit,

rifife il

fagrifizio

dopo

tenefle
,
,

la

i<*S$.

c he piu

gli fofle piaciuta


,

non

religionc temefife pi
di par

della prefente

la

feconda

e incerta morte

Detefhvano
larc
la
,

Criftiani quefta
,

maniera
e

che
,

gentili ufavano

deplorandon

cecita
,

ta
(c) L.i. ad

veri palefar Ioro la e trarli dalle tenebre , e dall errore . Veg

lludiavanfl di

Apologiili, che con tanta forza Nat^c. roraronO la noilraeaufa apprcffo gl Imperator ft il Senato Romano , e le Nazioni dedite alia (J)L.deRea zione .
a | tr | noftr
.

xix.

g an g Tertulliano (c)
-

Atenagora

(<f)

e g
p<

rri

Mort. pcriti

Moffi adunqtie da queila viva fperanza

"

ftri ,

I>E*

PRIMITIVI

CKISTIANI

maggiori
fi

inche
i

<

, non pregare Iddio , degnafle di dar loro quella gloria,che tanto defiderio afpettavano . Ne fi contcn-

ceflfavano di

ano di pregare da per fe fteffi , ma fi racco.ndavano ancora alle orazioni de loro fratelper efTere refi meritevoli di roorire nella ;e del Signore . Onde negli Atti de SS. Mar-

Lione appreffo Eufebio Vefcovo di Cec ^ ea(d) fi legge che colle lagrime agli occhi Hift. p.m. loro compagni , che faceffero per Edit. Cant. "gavano o continue fuppliche a Dio, acciocche meiffero di acquifhre un perfetto fine. Era pui

di

L<v

quefto un de
ri fi
:

motivi, pe quali i noftri magefercitavano nelle vigilie , enelle fati-

<

i iplizj
c
i

e tante prigionie, tanti incomodi , tanti e la morte ileflfa , come altrove ve, mo , volentieri foffrivano . Ed era si alta,

nte impreffane
juefta

loro aniaii
,

t
t

Teologale virtu

e si ben radica, che voleano , ch elS.

ofle palefe a tutto il :hcno, che vifTe fotto

mondo.

Teofilo

An-

Commodo

Imperatorc

r
,

i.

fuo primo libro ad Autolico (^) Confef-^-jN. 11. p. b , dice , volentieri di efler criftiano, e 5. Edit. an. 1 jodo di efler chiamato con quefto nome , 74
e grato , e accetto a Dio , fperando di iover anche io piacere a Dio medefimo . . . (c) tu intendi, o uomo, quefta verita , e /ivi caltamente , piamente, e giuftamente, vedere il Signore Iddio ,, . E San Giu:h
>e

n . xll .

p. 33.

,.

"(Otrai

(1

: o nella fua prima Apologia (d) ficcome, [d] n .x. lice , Tddio ci creo dal nuila , cosi crediamo,

che , conviveanno con Dio I martiri Scillitani anco. AP :he patirono verfo anno 200. di Crifto (e), R (*1 marr p * mutare non potra parlarono al giudice : ^
:he coloro
.

quali

avranno

fcelto cio
,

lui

piace

faranno immortali
1

u<i

ia

Dt
la

COSTUMT

ni

noftraprofeffione lo fpazjo di trenta gior . Recita pur la fentenza . , Oggi farem<

martiri ne cieli,,.
.

II.

&? fimboli E
de*

che ufavano if rimitivi fedeli . per animarfi afpcrare in


,
>io

nomi

di Sperato
[i

e di

Speranza

T\/T
jLVJL
I

animafTero a vieppiu cor

fidare nella mifericordia del Signore

am
Tc
m IF
J_-* f

e palefaffero a tutti la loro Dio , varj fimboli , o figure

ferma fperanza che vogliam di ,

f
,

]e ^ q ua lj o dipinte nelle pared , ne marmi fi vedono nelle catacombs Tra quefte la principale era 1 ancora, avend detto TApoilolo S. Paolo nella fua Epiftola ag abbiatno una fortiffima confol Ebrei 3 , zione , ricorrendo noi a ottenere la fperai

re ^ u favano
fcolpite

<0

3,

tal

la quale abbiamo come i , ancora ferma , e ficura dell anima ,, . Di fimbolo parla Clemente Alcflandrino n

za propoftaci

terzo libro della fua opera intitolata ilTedag go (6) dove dice: fieno i noflri fegni impre (b)c.xr.p. fe^. negli anelli la colomba 3 o il pefce , o la nave

ch e trafportata con celere corfo da venti, o mufica lira, di cui fi fervl Policrate 5 o 1 cora della nave , che adoprava Seleuco, e
fi

a.

rapprefenta un qualche pefcatore , ramme il Crifliano dell ApoitoIo,, e de fanciull rato a fan- che dall acqua fi eftraggono . ciullt 9 e allt II. Ne altra fu , a mio credere la cagiom
tifi
.

per cui a

fanciulli talvolta
il

noflri
3

maggic
le

imponevano

nome

di Sperato

e alle fanciu

DE PRIMITI vi CRISTI AMI 241 ie non fe per dinocare laconfiSperanza nza che aveano corceputa , e ripofta nella.
.

di

nta,
>

e
.

clemenza del noiiro

inifericordiofifli-

Troviamo pcrtanto noi nelle ifcriziofepolcrali il nome di Speranza , come in quelDio


,

che riferifce

il

Cemeterj
:

<A

Boldetti nel libro primo (d) Speranza fua for ell a dot-

(a)
p-

54

lima Tiftefece quefla lapida . Quanto al no5 di Spe rato vegganfi gli Atti de SS. Martin

appreflb il Ruinart (i) . Ma non e nc- (b) p/ n che mi diffonda troppo fopra un argu- iv.Edir.Ve ;nto cosi ovvio , e manifefto . Rifletto per- ron:ro , che intanto forfe i primitivi crittiani minciarono a tifare fomiglianti nomi , per3cche non poteano foffrire , che noflri ufafro quei , che impofti erano a gentili , e che eano fuperfliziofa la origine. Quindi e, ch Euillitani
,
7?<

flario

3io
ii

Cefarienfe nel fuo libro dc Martin Pale-

(O

Gesu
pofii
lie

parlando di cinque valorofl campioni (c) C. xr. Crifto , attefta che fi mutarono nomi p. 4*--.E*jit loro da genitori 5 poiche provenivano Canta t
i

vaneappeJlazionidegl Idoli. Erano foliti cora i noitri antichi di efprimere co carattenelle lapidi la loro coftante , e t-erma f peran^ in Dio.Ne rapporta due nel fuo fecondo libro
.

ora
lali

cemeterj il Boidetti comincia cosi :


i
r>

la

prima (^) dellc


.

^C

Vir

fpcranza rittfratern* Orfofratdlo .

Paltra (e )

^ Severo

Speranza
di

in

Dio

P^4lS.
,

e di doles
bld<cif

a.

s.

in.

e o
.

IIL
9

TercbZ i Crifliani imponeflero a luogbi dove crano foliti difepellire i loro morti , II rwme di cemeterj .
*

Per aual "VT^ v * ^ ^^


motion i i dove kpoll re
-

L\
i

ove
i

P* chl non ^PP * .... ,.


1

...

primitive loro raorti ,


i

cnitiani
(I

che erano
>

foliti

luoghi, _ d
*
.

^ er

tempi ^ qua C0i


^

noftri
1

anc^ra
n
^

appdlaflero , come_j appellano , cemeterj ^e ^S aino appreflfo Eufebic


fi

Crfarienfe nel fettitno libro delU Scoria Ecclcfiall-ca , dove parla di S. Dionifio Veicovo d
Cap.
f

:^,

cbe nel terzo fecolo ancora chiamaticon un tal nome que luoghi cio , che cemeterio fi appella da Greci , e
Alexandria
,
i

eran<

(<0

Oi

dett(

"

dormltorio dag! Italian! . Ne folamente luogh deile fep )lture,ma eziandio il feretro era talor; chiainato dormitorio da noitri antichi . Laond

(b) Pag.
n. 5.

troviamo negli Atti di S. Maffimiliano Martin apprefibil Ruinart C^),che Pompejana Matron
nc

porto via il corpo di lui , e queilo ripofe fuo Dormltorio , e lo fortb a Cartagiae . M della voce czmeterio avendo diffufamente trat tato l Arin S C c ) i Spondano (if) , ed altri Eel Par* n ^n e neceflario , che io ampiamente ragioni 4. 4. in pia CJ,Dec^m. Riportero folamente tradotca dal greco a che legged apreflb P S-.*77 volgare la Ifcrizione ,
1 i

Aringo nel

I.

libro della fua

Roma

fotterra

Cemeten (e)Cap.i. nea(O, ch e la fcguente . Qxeflo Lcwdics a Ottavillia foa Moglie . S P 3 S^ fcce icnv priano ancora nella ottantefima Epillola d; a SucceflTo (/*), che S. Si,b Papa era ftato (f )P.3J ? . Edit. ann. fe qua gp infedeli uccifo nel cemeterio . Che
*7
*

cuno dimanderi

della cagione

per cui

furoncosi

DE* PRIMITIVI CRISTlANI.


:osl appellati
:riftiani
r

243
,

queMuoghi;
di

fappia egli

che

fperando

dovcr acquiftarc per mi-

ericordia del Signore la gloria del paradifo , c Ji aver a vedere rcfufcitati nella fine del monlo
,

c ricongiunti alle animc


i

e trafportati in

:iclo

bro

corpi per effere eglino con quetli


>

incora

norte

perpetuamente felici , riputavano la come un addormentamento. Onde__> fertulliano nel fuolibro dtlPjCnima Quando , dice , fl rifveglia il corpo , e ritorna__j ,
:

alle

fue funzione
(4")

ti

conferraa

la

refurr. zionc
:

de morti Che_* , ,, . E Prudenzio dice :ofa mai fignificano i fafll incavati, e i vaghi nonumenti , fe non che Tuoino non ila morto , Tia addormentato ? Cosl con provida pieta :redono i criftiani , che in un momento refuciteranno con tuctc le membra loro , )ra fono opprefle da un freddo fopore (&) . e che talvoka noi leggiamo nelle aniche ifcrizioni criftiane , che 11 trovano nelle :atacombe , che P uomo , il cui cadavere fu juivi fepolto , o dorme , o non e morto . Cosi n quella di Aleflandro martire , chc abbiamo che incomincia iferita di fopra ^flefj andro ton e morto ; cosi in quelle ancora,che riferifce 5 J Boldetti nel libro fecondo de Cemeterj ovc
che_>
, :

^^

un<

pag -

7 .Edit.an.

162,1-

legge (c)

I/ittoria

dorme

c Saturnia

dor,

??

e Se, ed Em I liana , cbe dorme in pace &c. e Pompeja dorms in pace , che viffe anni quattro, ;osi jfinalmente in nioltiflime altre , che fi pof-

ne in pace

ed Emiliano
,

jerina loro figliuoU

bno vedere appreflo

i raccoglitori de monunenti delle Antichita Cridiane (t/) , e che noj ^er brcvita fiamo T. obbligati a tralafciarc .

vide_>

ill.

Ant.

CrilH.tn. p
,

l^.

feq.

IV*

44

C O

i.

IV.

Del timor

cbe dl Dlo aveauo


Criftiani
.

frimitivi

fofferotimo.

IV 1

*\/f

^ febbene corrifpondendo agli ajuti dell* grazia , e operando fantamente , aveala loro

M Dio

no collocata

fperanza nella

Comma bon-

ta,e nella infinita mifericordia del Signorc : conofcendo tutta volta i primitivi CriiHani la de-

bolezza dclla

umana natura

temeano

di loro

medefimi , e percio riguardavanfi dalle occa* che potcano apportar loro del pregiudifloni e da zio , e fi raccomandavano di cuorea Dio ogni cofa , che foflfe men lecita volenticri (I
, ,

aftenevano
diilinguono
(a)
1

efercitandofl in quelle virtu


5

che
la_*

il

crifliano dali infeclele

Per

Mart.
^Eiifeb"

qualcofa piu col

ceano

accioccbe quel Signore , cbzj Lib-v.Hift. colU infufione delta indulgenza celefte ba colic of ere netf p. 1]. pig. minate le noflre wenti, rimanga roi. Edit, anima cbe fi dilett a in Im , affincbe laficurcz* , gantab. e il nemico a ^elU ar 0r , ^a
ud

c f}ff

^
,

cuore , che colla bocca dit j more debbe effere il cuftodc


?"//-

dell* innocenza

mn p jfi negligenza E ii timore non torni a impadronirfi di not fecondo cio , che fcrive San Tommafo nella_j
.

(b)

,i. q.

fomma Teologtca(^)

di tre forte

cioe

wo-

w.

art. a,

&ano , fertile ^ e filial? . II mondano e quello. che per paura di qualche male rimuove 1 uomo dalla pieta , e dalla offer vanza de comanda*
fervile per P apprenfione ( c la paura della fola pena fa si , che T uomo e fi aftenga dal male penta di aver peccato , e la1 orrorc del ,

damenti di Dio

II

Jl jfjliale

apporU

peccato

reve-?

PRIMITIVI CRISTIANI. 245 a cui uomo fi unifce reverenza vcrfo Dfo timore , c coll amore* Or col la volonta noltri maggiori aveano conceputo non* che rie fervile ma filiate La qual era mondano
DE*
,
I

il

chiaramente provata nel fuffeguente c^pitolo , dove parleremo della carita de primitivi criftiani verfo il fommo bene ch ^ Dio .
cofu fara
>

V.

QtiAnto foflero lontant i noftri mag* giori dal prefumcre dl loro

wedefimi

vizio EGli della prefunzione


ui
-a
,

e contrario alia virt^i della Speranzi il . Imper-.iocche col*

che, operando male, temerariamente fpeluol efTere chiamato prefuntuolo


r
rr
i

ntam
.

T-I

Per

preJU
i oro

la

qual cofa dice Tertulliano (4): dobbiamo camilare cosi funtamente^che ficuri della noftra co-

^w/.
(a) Lib.
II.

defideriamo di perfeverare , ma non , >rcfumiamo . Poiche colui , cheprefume di fe nedeflmo , meno ancora teme , e clii meno
"cienza

De

cultu
c.

mmar.

erne
ia,

meno
.

e riguardato
II

pericola

timore

il
J

e chi men fl rigu ar fondam.erito della fa-

ute; la prefunzione e 1 impedirnento del tinore . Egli e pertanto piu utile fe temiamo di
;on

che fe prefumiamo di iion poter , Sperando noi temeremo , temendo :i riguarderemo dal peccato , e riguardandoci aremo falvi Chi fi crede ficuro , jrion e folle:ito,e non polHede una tuta, c ferma ficurezza. via chi e follecito e veramenre iicuro * , quefti Diffidando adunque i noilri and chi diloro menancare
.
.

mancare

dtfimi

f>

COSTUMI

idefimi , ricorrevanno colle preghiere a Dio ] e il fanto ajuto di lui imploravano , affinche fi degnaife di confermarli nella ofTervanza delle fue leggi , e di fare si, che perfeveraffero nella virtu , c nelle buone opere , nelle quali con diligenza it efercitavano . Laonde S. Giuftino Marrire nel Dialogo , ch ei com-

poffe contra Tfifone Giudeo (#) : cgli e manit i. r j\ l ( ua * lcc ^e a tuttl c e I101 crediamo l
i
.
"
"

"

>

an/1737.

in

Dio

chiediamo da
,

Jui

che

ci cuftodifca

dagli nio per

fpiriti fallaci

Gesu

preghiamo Iddio medcfiCrifto , che avendoci fatto la


e

grazia di convertirci a se , ci mantenga incontaminati . Onde lo chiamiamo fovvenitore , e

Redentore

E nella prima Apologia


9

(i)
,

Pree per

ghiamo

dice

per noi

medefimi

quello , ch e battezzato , e per gli altri , acciocche avendo acquiflato la vera cognizione , iiamo refi degni ancora di quefb grazia , che-? facendo unu vita retta per le buone opere , of-

Dio , e confeguia* era pertanto appro5 vata da noftri maggiori la condotta di alcuni, i quali prefumendo , nella ernpieta miferaferviamo
i

comandamenti
.

di

mo

eterna falute

Non

mente

precipitarono , tenere umili i crifliani raccomandaffero a Dio


lui f

ondc
,

ftudiavanf!
si

di
ii

e fare e

, chg confidando in_j

folamente predicavano le mafTime , ma ^e rervavano eziandio con diligenza , ^u ^Rintuttocio , che di bene faceano , attribuivano art.pag.78. Edit.Veron. al Signore , e non colle proprie forze , ma
fi

AmS.Pb*

di loro

medefimi

diffidaffero (c)

e_>

colP ajuto
nella vitu
,

di

lui

fperavano di perfeverare_j

mento

e di giugnere finalmente al poffedidel regno celefte . Laonde negli atti di

DI PRIMITIVI CRISTIANI
>.

247
.

Giuftino Martire

(<*)

^ato cgli al

giudice

, 5

no fervo di Ccfare
iberato da Crifto
]i

die prefen( a ) Tb leggiamo difle E J vero, che iofo* pag.^. n ma fono arcora Criflfano ,
,
:

lui

e per benefizio , e grazia , fono partecipe della fperanza raedeilma,

:he hanno quefti teftimonj della verita , chc_-? per la confeffione , il trovano qul in giudizio . E in quei di S. Epipodio , che interrogate il
Vlartire
:csl

dal tiranno rifpofe


1

(i)

Non mi ha_

debolmente armato religione , che mi vcglia


fli

affetto della cattolica


io lafciare
.

dalla finta tua mifericordia

muovere_^ Somiglianti a queJViartiri


(rf)

furono
(c)

i ,

fentimenti de Santi
di Santa
,

ScilSan_>

"

itani

Potamicna

di

. pa g.

MalTimo (f)
ie

di Santa Dionifia Vergir.e

(/)

(d) ibid

de Santi psg. , 9 Luciano , e Marciano (/?) 3 di San Fruttuofo de Santi Vittorc , -/), di San Bonifazio , AleflTandro , e Compagni (/) , de Santi Teopag loto , e Compagni(^), e degli altri Martiri (g) incora, che per amore di Gesu Criilo volero perdere , fpargendo il fangue loro , !a viSanti Trifone

e Refpicio (^)

(O

:e

Sapevano eglino quanto fono deboli le foruomo , per Ja qual cofa temendo di loo medefimi , e riguardandofi da pericoli ,
.

dell

jxj
pag, ipil (k)

"

e dall arroganza , tut- a ^ ;. , (!) fperanza riponevano nel Signore , e a lui a j raccomandavano . Quindi che Sperato uno P e, ie Martiri Scillicani rifpofe al Giudicc , ch
a la
-

ontani dalla remerita

il mondano Imperatore, e Dio ferviva colla fede , colla fperanza , coll amore E Tertulliano parlando de . Qi) crifliani dell eta fua , e delle adunanze,che cekbravano 5 attcflo, ch erano foliti di unirc di afcokare le lezioni deJle divines fi 9

:gli

non temeva

:he a
;

fl

fcrit-

fcritturc

fede
la

e di pafcere colle fante voci , e di ergerc la fperanza , e di fiffarc , la confidenza in Dio , e di confermarfi eel-

offcrvauza de divini comandamenti

CAPO

DE*

PRIMITIVI

CRISTIAN1

CAPO
verfo Dio
.

III.

Leila Carita de Primitivi

fe erano fermi nella fede

e coflanti
,

n ella fperanza
;rfo ?tto

primitivi crifHani
di carita
.

nor.*

9** *** Imperciocche avendo i*/** noftro Signer Gesu Crifto ne facrofanti r verfo Jji* angeli , che non ha niuno maggior carita di }lin , che fi lafcia ucciderc pe fuoi amici , 7\i e neceffario di confeffare che grandifllma , 5 a la carita de noftri maggiori , i quali vo-

meno ardevano il fommo bene


,

e di

amore_>

tr * gton ffi
1
*

il
,

. .

>

ntieri

foggiacevano , per piacere al Signore , infinititravagli 5 epatimenti , epernonrin^gare la fanta fede, ro fuilanze la vita .

perdevano infleme

colle

rfetta carita
lla

E chi non fa , eflcr ella la come San Clemente Romano


i ,

fua Epiflola a Corinti (4), feguendo ntimenti del Dottor delle genti S. Paolo (&)
la
ic
.

XL/X.
?

virtu, che congiugne 1 uomo a Dio , e tutto foffre volentieri , e non ammette niu.

^om.
:

I.

>ra

opere delPuomo ac- o Coutanr. tte al Signore ? Lapcrfetta carita , dice , an(b)i.aJCor. Tertull ano , cacciavia iltimore , ciotil c.xii i.vr.fq,
cofa cattiva
_.
,

rende

lft
r

01

:^

le

ondano , e fertile , percbe il tlmore apporta.* na , e cbi teme non e perfetto nelU dilezionc .

non fe qucllo , cbe fa ne, fede , e qual dilezione fi nama perfttta,fc non fe quella , cbe toglie tlmore , e aniwa la confeffione della religie? . . cbe fe infegna, di morir pe fratelli ,
qit/tl

tlmore

fe

.re la

vcrita

( c) Scorp;

uanto piu detterd ella di mcrire pel Signo* cap.n.psg. altrove : LA dile&one , dice, e il

I)

E*

C O

V M

teforo delV uomo crijliano, raccomandatocl coi tutta, la forza dallo Sflrito Santo , neirsfpofio>
x

L jb.j e
c.

Patient.
xii. p.

per la ptzienza e comnellaperfccuzione (4) . Or qucfta Cariti 147. di cui parlano , non difcoftandofi pinto dagl infegnamenti dclPApoflolo ttitti i noftri Dot tori , chi puo negare , che arderstiitima foffc. 9 tie cuori de primitivi Cridianf ? Dimoftravauf cglino ccrtamente , fc fim^ivano ( per norL. efporfi temerariamente agl infulti de nemici),* nelle folitudini , e nelle caverne , dove (1 riti ravano ; nelle prigioni , dov erano ftrafcinati
I*

EH* fi

riconofce

<

*tt c

trallc
altri

catene

, ,

e era

incomodi

e patimenti

ccppi, e tra moltifTim ne luoghi final ,

ove trovavano per lor* , medeflmi preparate o le mannaje , o le ruote o il fuoco, o le fiere , o altre forte di tormcn ti , e di martorj che la crudelta inventava_ ,
del fupplizio

mentc

contro

dell*

innocenza

dimollravano

difli

qual virtu gli animava , e faceali flare content! 9 e allegri tra tante pene . L amore , che in

fiammava
raggio
,

loro animi da^a loro incredibil

cc

e conflderandofi vicini a unirii a quel infinito bene , che fopra ogni cofa bramavano

riputavano
(b)
.

leggeriflime
,

le

avverfiti

tra

N.
54.

t.

ch erano coftrctti a fop che San Clemente Roma , no nella fudetta Epiilola (6) afferma , che pe
vagli , e gli ftrazj P r tare . Quindi e
carita
la

confumarono

il
,

loro martirio

fon

Gesij Crifto (c) N.v. canipioni di


.iz.

che avanti
.i

di iui pi

tirono. Edefcrivendo altrove modi : Pietro , dice , foftcnne


c finalmente
le

(0 loro inco moke fatiche

fatto
.

luogo del la gloria


portate
le
,

catene , verghc e lapidato

martire pafso al dovut Paolo avendo fette volt ed efiendo ftato battuto co
,

e avendo predicate
reJi-

DE PRIMITITI CRISTIANI. 25*


rligione dall oriente , all occidcnte , fjffrl il tartirio , e fatto efemplare cli pazienza , ando

patriade Santi Aqueftidue, che menavita divina, fi aggiunfe una gran_-? loltitudine di eletti , i quali averdo fopporito con pazienza molte contumelie , e molti >rmenti , ci furono di un belliffimo efempio . ra gli altri Danaide ,*e Dirce, quantunque dcla
:

mo una

forze, dopo fofferti gravi , c difpietati jpplizj , conftimarono il corfo loro , e rice.Tono il nobil premio , ch era loro preparato
>li

di

ciclo
ta

Percio non vi ha dubbio

che

la

ca-

e aggiugneffe fpirito a com, attere per la fede a que valorofi , cd invitti impioni di Gesu Criflo , poichc parlando di
,

confortaffe

e degli
,

omani

dificati

altri San Paolo nella EpiHola a (a) in queila guifa ragiona: Giu- (a)Ca P .r. dalla fede abbi^mo la in Dio verf, 5. pace

Crifto Signer noftro , per cui abbiamo avuto colla fede 1 acceffo in quefta grazia nel la quale fliamo , e ci gloriamo nella
della gloria di
ci

Gesu

per

Dio. N6 cio folamente

fperanza
,

ma

gloriamo ancora nelle tribulazioni , fapendo , che la tribulazione opera la pazienza , e la pazienza lo efperimento , e lo efperimento la fperanza , e la fperanza non confonde , perciocche la carita e diffufa ne noflri cuori, per lo Spirito Santo , che ci etfato dato . chi ci feparera dalla carita di poco dopo () ^riffo ? la tribolazione o la v , o Pangufh a , perfecuzione , o la fame, o la nudita , oil pericolo , o la fpada ? come c fcritto per te fiamo tutto giorno mortifkati e riputati , quali pecoredella ucciflone. Ma in tutte queite awcrilta nbi fuperiamo per colui , cbe ci ama . Imperciocche fono io perfuafo che
:

(t>)

C.vrr T .

fec

,,
a,
,5
,5

che n la morte , ne la vita , ne gli A ne i principati , ne le potefta , ne le immi nenti , ne le future cofe , ne altczza , n la profondita , nc alcun altracreatura potr,
1

3,

fepararci dalla carita Criiio Signor noflro


,

di
.

Dio

ch e

in

Gcs
dell
i

E faccndo
:
(<0

la defcri

(3}vj.

gq.

zione

della carita nel capo tredicefimo

Epiilola
35
3, 35

prima
,

a
,

Corinti
colle

Quando

parlaffi

alia

lingue dcgli uomir manieradegli Angeli , e non avefli


dice
!

carita

3, 3,
3,

divenutocome un rame , ch fuona , e come un cembalo rifuonante quando ioavefli il dono della profezia, e p(
5

farei

3,

netraffi tutti i mifterj y e aveffi una perfet! fcienza di tutte le cofe ; e quando io ave/

33
*"

tutta
le

35

fedepoflibile 5 talchc trafportafli montagne dal loro a tin altro fito , e nc


la
1
C->

3, a,

avefli la carita

io

non

farei nulla.
i

ioavcffi diftribuito tutti

miei beni

33 ,5

3, 3, 3,

i poveri , e offrifTi bruciato, e fofli privo della carita tutto cio non mi fervirebbe a nulla. La car

drire

E quand perm ilmio corpo p

effer

ta e

paziente, e benigna
e

non e

invidioi

puntotemeraria 5 e precipitofa , nc 3 , fi gonfia , non opera impropriamente , nc cerca i proprj intereffi , e non s irrita , nc 3, penfa il male , non gode della ingiuliizia 33 gode della verita . Tutto ella tollera , a tut crede , opera tutto, e tutto fopporta E lodando la carita de Filippenfi , e de Cofe C. r. f fi die e d e Teflalonicenfi (^) en . Frceo A an. ijp.ad ^g a car | t a voftra fempre piu abbondi J3 3, Voglio , che voi fappiate , quanto io cor 5, batta per voi , e per quelli , che fono
5 ,. ,
~nt."l

non

(<

CO

<-oj

f.

Laodicea, e per

tutti glialtri ancora^cherjf


,

mi hanno mai veduto

acciocchc ilenocor
fo-

PRIMITlVI CRISTIANI
folatiiloro cuori
uniti nella carita

2
.

. . (a) OOTKefsaf c ** v 6 Eflerdo venuto di frefco a noi Timoteo , ci ha fatto ftpere la fede , e la carita voitra .

(6)
voi

Doviamo fempre
,

o miei fmtelli
la

cosl

ringraziare Iddio per come e giufto , ,


,

poiche iiaccrefce
la

voftra fede

abbonda

vicendevolmente, ognuno e doviamo gloriarci ancora di voi nelle Chiefe di Dio per la voitra pazienza , e per la vo
c.iritadi
ftra

di voi

fede in tutte
,

le

perfecuzioni
,

e tribola-

zioni

che fopportate

laqualcofae un in-

dizio certo del giufto giudizio di Dio , e dell eflfer voi ftimati degni del regno di Dio me-

defimo

per cui voi pacite

NeTolamente
V

primi tempi, mane fuccedenti ancora fa golare 5 e ardentiflima la carita de Criltiani


>i

Imperciocche troviamo maggior fegno nel principle del :ondo fecolo della Chiefa da S. Ignazio Ve)vo Antiocheno , e Martire , amore de fe:rfo
il
.

fommo bene

celebrato a

li

dice fcrivenGlorifico Signore a Smirnefl,^/or/^co Gesii Criflo Dio,cbe vi ha

verlb

il

tti

fapienti
,

rfetti
c<f

; poicbe bo io intefo , efler voi immobili nella fede , come conficca-

carita

chiodi nella croce del J\edentore fermi nelnel fatigue di Gesu Criflo CO E J,
gli Efesj
:

, *

-.y.Edit

ndo
?nte
flro

idccetto

dice

nel Signore

il

Lond. anno
1-74^.
to.
11

lettiffimo voflro

nome

cbe poffedefle giufta-

>

Criflo fecondo la fede , Salvatore , percbe eflendo voi imitatori Dio , e riaccoflandovi nclfangus di GesiiCriavete compitamente perfezionata la ope5
.
(<0

e la carita in

GSSH

W\
(J) n
f

E
Dio

a Magnefiani
iftituzione
,

Conofcendo

io la otti~
,

voftra

nella

carita

C/;

<L_?

cfultando bo prefcelto di parlare

(e )

.
.

VQi nella fede di Gesu Criflo

(O

Non

altri-

n9

Fondo

men-

254
(a) n. Lpsg.
J

DE
1

COS TUMI
j

37*

difcorre egli de Filadefienfi (a) , e de Romani (&). Loda eziandio la carita de Fiinvitto

menu

Martire

S.

<-b)ji.r.pag.lippenfi

come Ignazio, fu difcepolo di S. Evangelifta , mentre fcrive (c) ,


gratulo
3, ftro
3,

Policarpo , che Giovanni Mi con*

con voi magnificamente nel noSignor Gesu Crifto , accettando le imitadilezione, che dimourafte
fanti
a

bili

parole di

che fono ftati prima , 3, . E perche la fermezza della 3, voitra fede da principio infino ad ora rimane , e fruttifica nel nolfro Signor Gesu Cri3, ilo , che ha patitope noftrj peccati fino alia . Verfo la meta del fecondo fecolo 3, morte S. Giuftino Martire nella fua prirna Apologia fcrittaagl Imperatori a fivor de Criftiani , dinioftra , ch eglino amavano ardentemente il

quegli uomini inviati a Dio . .

ibmmo bene

e per ottenerlo

fi

altenevano da

qualunque male , e atrocilTimi tor men ti foffrin vi 2 ^ vano (rf) . E nel Dialogo contro di Trifone Giumo ^ ranc^ a ciiveriita che pafla tra* ^ eo Apoloe! !! Criftiani , equelii chediceano in quelPeta di n.xm.p.ioi.
^

|>.

attenerfl alia mofaica legge (ff) : ,, Egregiamente ? dice , il nodro Signpre , e Salvator Gesi (e) n.xciii. Crifto infegno , che con quefti due comanioi. 3, damenti fi adempie ogni pieta , e giuitizia
:

3,

^fmerai

il

Signor e

Dio con tutto


c

il

tuo cuor(
te flcjfo

e con tutte le
3,
3,

tueforze,

come

tUQ proflimo. Perciocch^ chi con tutto cuore e con tutte, le forze ama Iddio , eflen

59

3>

do pieno.deila pia fentenza non adorera run altrp . . E chi ama il proffimo , com* fe fleflb , defiderera a lui , come afe mede
ve<

3, 3,

fimo
tutta
li

ogni bene ... Si diftribuira dunqu.

la giuftizia in
,

due
e
1

riguarda Iddio

parti , una delle quaaltra il prolfimo . On

PKIMXTIVI CRISTIANI
de abbiamo
dal-la

255
protfi-

Scrittura
egli e

ciic
,

qualunquc
e
11

veramente giufto . Ma voi altri Giudei non dimodralte mai il voitro amore ne verfo Dio , nc verfo Profeti , ne verfo voi medeflmi , ma fempre ,
i

uomo ama fddio di mo come fe itefTb ,

tutto cuore

come e manifefta cofa , vi flete palefati per adoratori de fimolacri , c ammazzafte i giu,
Dicendo adunque cosi de Giudei , fa identementeconofcere, chc i criftiani altri*nti viveano , e che amavano Dio, e il prof.

ch ei nello fteflb Dialo, Apologie dimoflra . Verfo que* npi mcdeiirai , ne quali S. GiuiHno compole fuddctta prima Apologia , fu chiamata in udizio S. Felicita co fuoi fette figliuoli , il fendo de quali fi chiamava Felice . Effendo
,

ao

in quella guifa

e nelle

efti

efortato dal giudice a iacrificare agridoli,


:

raggiofamente rilpofe Iddh , che not adoimo e un folo , e a luifolamente offriamo Ufaifizio di
y

pia devozione . T^on crcderegia, cbc alcuno dimici frdtclli voglia reccdere dall*

lore del noflro Signor

Gesu

Criflo

Ordinapu-

, cbefiamo battuti , e privati di vita. La lira fede ne far a Vinta , ne fara mat muta-

(a). S. Ireneo ancora

il

quale, come abi

(a)n
a

iif.
ucl

imo altrove accennato


n
ii

rolicarpo

P e ilaco difcepolo di ?* , A Kuinart.ATL r nel quarto libro contro 1 erefie al


1

pitolo trentadue

afferma che la Chiefa , ogni luogo, per quella dilezione, che ha verDioinvia in ogni tempo al Padre unamoltidine di martin ... La fola Chiefa foffre Fobobrio , e le pene di quelli , che foffrono la
(Z>)

Edit,

rfccuzione per la giuih zia , e fono mortificaper quell amore , che portano a Dio , e per confeffion del figliuolo di lui . La qua! Chie.
fa

D
fa

C O S T

IT

fpdfo debilitata , tofto ricupero le fue memmbra , e divenne intiera . N6 folamente S. freancora che verfo quei o poco prima , fiorirono , celebrarono Pardentitfima carita di que fortiflimiuommi , che per lafede patiro. no . La Chiefa delle Smirne nella celcbre lette,

neo

ma

gli altri autori

tempi

ne

quali egli fcrivea

ra

che indirizzo a fedeli delle


il

(O

qua! lettera riguarda Apud po , cos\ fcrive (4) . g^


33
33

altre citta , h martirio di S. PolicarFa di meftiere, che no


tuttc

iflruiti

meglio
,

narriamo con timore


di

le cofe

e di

egnuno
,

que

valorofi folda,

tidel Signorc inparticolare ragioniamo

ei

efponiamo

trofei

che riportarono

accioc

3,

che tutti veggano qual fofife la carita Ion Le parole greche tradotte . verfo Dio italiano portano quelFaltro fignificato (&)
ii

P- 5**

5J

Chi non ammirera


zienza
,

la

fortezza loro
il

e
?

la pa

5,
,,

e la carita verfo

Signore

Furon

maniera laceratico flagelli , che Pintime vene , e la flruttur 99 vedeano * Di Vezio delle loro arterie v Epagato Mai tire cos! fcrivono le Chiefe di Vienna, ec Lioae appreflb Eufcbio Vefco^o di Cefarea
efli in tal

fino

n<

libro (c)
in lui

della iloria Eccleflaftica

eluberante una quali immenfa c; C! verfo Dio , e verfo il proffimo mente Aleflandrino nel fecondo libro de ftn mi , trattando ancor della credenza , e dell
.
.

morde

quali nella fine d fecondo fecolo, e nel principio del terzo vive
fedeli verfo Dio,
:

no,fcrive
paflate

che crediamo che furono


>

le co
.

e che faranno ancor le future


altresl
la

miamo
pag. ,5
,,

furono

fede , perfuafi per cofe paflate , e afpettando cc fperanza le future (rf) . . , Cosi ancora
le

DE PHIMITIVI emsTiANi*

2^7 * r

timore e il principio della carita , poiche aumentandofl apporta hafede , e la dilezione . Ma non temo io il mio padre , che venero , E nel libro e amo, come temo una fiera
.

quarto (<O,Ia fomma di tutta la virtu, dicc,e il Signore , che infegna di fpregiare lamorte / per la carita verfo Dio . Beari coloro, che foffrono la perlecuzione per la giuftizia per ch^ faranno appellati figliuoli di Dio ,, . .vanti avea egli dimoftrato ,quanti erano queL che prima , e nelPeta fua foffrirono ta(i ,
,

;rfecuzioni per
fo

la carita, e
,

Sono continuamente
noi ridondanti
i

per la giuilizia,, . (6) cost e* fcriVe , appreffonti de Martiri , che


,

veggiamo cogli occhi noftri


ftiti
,

che fono arroferro


.

ilraziati

uccifi col

Puo

icoraognuno comprendere dall Apologetico Tertullijino,quanto foffe grande nel fine dello : fso fecolo amore de ? Grilliani verfb il fomo bene , e fpecialmente dal capo trentottefij 1

al

cinquantefimo

dove dimollra

chi

flfero

indirizzate le loro congregazioni

e co-

e foffero eglinoefat^ti nell operare,e come ne^ ii atti difbdc di fperanza , e di fiducia ver,

Dio
.(Tero

(i

efercitaffero

e in qual guifa

procu-

reridertl grati a Dio medefimo colle ortificazioni , e col foffrire pazientemente lc


di

:riecuzioni

travaglj

e la

morte . Non

al-

imenti ragiona Minucio Felice , che, come io edo , fopravviffe a Tertulliano , e fiorl nel colo terzo un po avanzato (r). Si puo inoltre

durre dal libro della unita della Chiefa comda S.CiprdanoVefcovo di Cartagine 9 .lla falutifera Incarnazione 251. quanto foflc ande la carita di que fanti campioni di
)fto
\
i

It.
2^O>

Criito^
ere

p.si.E-

ie

in quella eta

per

la

fede patirono (d), men-

dit. a

D *

COSTUMI

tre paria in tal maniera , che di noftra effere lontani gttfcifrnatici, ancorche fienouccifi dagl
Idolatri,da qnell amore,che era proprio di quei che patirono il martirio nel grembo della Santa
c la Chiefa.Che fe la coftanza, laintrepidezza con cuii martin c gli aitri fedeli foffortezza, frono i piu gravi incomodi , e i piu difpietati
,
,

e atroci martorj , indicano che arde ne loro aninw,

Pamore verfo Dio come in fatti per Ic


,

Padri di fopra addotte le inch cano , cgli e certiffimo , che nel quarto fecolo in cui Lattanzio pubblico le fue divi ancora ne Iflitu zioni , cd Eufebio fcriQe la fua (loria Eccledaflica , flngolare fjffe la carita de Crifliani . Imperci^cchc dimoflra Lattanzio nel libro quinto, che innumerabili erano le citta, nclle quaii fi c:)nfe(Tava con incredibilc coraggio la ftrde da vecchi,da* giovani, dalle donnc,c 9 da fanciulii ancora , talchc Pefempio , che daVano di virtu , e d intrepidezza , facea si , che
teftimonianze de
,

gentili in

numero grande

fi

convertiffero

alia

y eracrec^ enza 5 e fi accrefcefle continuaraentc il CrilHanefimo (4) . Oefcrive cgli ancora colla folita fua pulizia , ed eloquenza la crudelta de
tiranni , e nuovi, e crudeli fupplizj , che andavano coftoro inventando contro gli adorttori del vero Dio , e cosl fcriVendo fa riialtare
i

un numero innumerabiche per tutto il mondo fi lafciavano piutrolro fpogliare de loro beni , lacerare , uccidcre , che oflfl-ndere o dubitando o
\4 virth
,

e la carita di

h diCriftiani,

Cap,
.

negando la verkl della religione , il loro Signoh. re ^6). Eufebio pure neli ottavo libro della
fua [doria , c in quell altro libro , ch egii inMartin Paleftini ; faevidentementitolo de
te i fuoi lettori

p. 381.
N

comprenderc quanto

foffe gran-

de

DE PKIMITIVI CRISTIANI.
e
la

moltitudine de fedeli
volentieri la

)riflo

che pativa pcf perfecuzione , e la mort-e,


,

quanti fe?ni di pieta *

e di amore verfo obcne patendomoftraflcro


,
.

il

ibm-

^ , r ., vit i Cs 1 Lib.

P
e__>

3 3

a. Edit,

llora, dice esli, moltilTimi J


V
>.n

Vcfcovi foffrirono Taur.


(<0

animo allegro gravitfini fapplizj , che pel pofliamo noi mentovare ero culto del fupremo nume dimoftrarono una arav/gliofa gioja e contentezza,non folamenoltiflimi
,

quando fu rnofl!a la perfecuzione ma avanti icon allorchc godeafi daila Chiefa la pace
,

(b)Cap.iv.

iolti

:r

deponeano cingolo militare non dicadere dalla grazia del Signore (^)
il)ldati
il

pag

33>

rc^ ll^ij.

olti
:1

familiar^ dell

Imperatore furono

uccifi

palazzo di
,

Nicomedia
,

ini
>rza

edonne

(c) , moltiflimi uofurono o bruciati , o melfi a_*


1

nelle barche

?fici
,

o con , Piene erano

e gettati nel rnare da caraltri crudeliflimi manor) lacerale

carceri di fedeli

e per

ogni
,

:rfo
i

vedeanH
,

altri colle

fcure ammazzati
,

al-

fofpefi

altri arroititi fullc graticole


.

o af-

gati
;

farebbe troppo lungo , c il numerar tutci , che dicd.ero tali aiagevole rove della loro fortezza , elTendo eglino ihtinumerabili (ff) SJngoUri eziandio furono delib.
.

ne fiumJ

Ma

rfo

Dio

eli effetti

dcU atnore de

Crilliani del-

Man.
*

Pa*1_* 1
lt

j\

Perfia , e delle Provincie foggette al Ro^* ano Impero ne tempi di Coib;:tino , allor- pa S ** ico da gentili, o dagli eretici fieramente_-v
^rfeguitati
1

le

non fi atterrivano punto ne per , minacce, che loro faceanfi , ne pe fuppli,

ch erano loro preparati , ma intrepidaente confeOando la vcrita della noftra fanta re, e dimoilrando la lorograndiilima pieta Dio, volcano piuttolto morire 3 che ofndere colui , che ardentemente arnavano .

Ma

Ma parleremo
que
capitoli
,

noi di quefti nel fecondo libro ia in cui tratteremo della fortezza ,


,

e della pazienzaloro
inaravigiiofo
1

nelle quali virtu in raodo

fegnalarono. Ghe fe collo fcorre.re tempi moiti fi raffreddarono , o s intiepidir&no in tal guifa, die non attendevano,corne
fi
de"

prima, a fervir iiSignore , con tutccio moltilli. mi furono ancora ne? tempi di Gofhnzo , e di
i fervorofi Gridiani che per la. can, eke ard.eva loro nel petto , pofponevano 2 , Dio qualuaque cofa terrcna , e la vita iieiTa , e fi dichiaravano di voler perdere le fuflanze loro , i parenti , le mogli , figliuoli medefum , ed el&re gettati nelle fianime ? brac ati , einceneriti, che commettere un raancuraento, per cui rinaaneiTe offeib il foramo nurae , in cui aveano ripoftq le loro fperanze,

.Giuliano
ta

Rendono

di cio chiariflima teftiraonianza Sail-:

Gregorio Nazianzeno , Socrate , Sozomeno e Teodoreto fcrittori illuilridel quarto,e quinto fecqlo della Ghiefa
,

quali noi

per

e (Tec
}

tglino fla.ti vicini a quei tempi , e lontani dall 9 acconfentire a fayolatori , preflar dobbiamo ogni maggior credenza . E per vero dire , San
,Gregorio nella terza orazione , ch eicotTipofe contro Giuliano Apollata, da evidentemente divede.re , quali erano le rpaffirae de fedeli quale la cautela in. non fare aicuna cofa , ancor ,ehe minima , che potette difpiacer al Signore quale il coraggio nel patir atrocillimi to rmenti , e nel dimoilrare a nemici , che niuna cof amavano,o tyramavano fuorche Dio , e niun defideravano , che credeffero men convencvo
;

le, e men grata a Dio medeflmo . Riferiremc per altro noi le a LI tori ta di quefto S. Dottore

e de

mentQvad

litorici opportuijaiiiente in al
tri

CRISTIAN1
ri

luoghi , e fpecialmente in queMo , Ligioncretno della pazienza de primitivi Criiani


.

Frattanto perche

isclle
,

moral! cofe
anirfti
,

orre

ah rove noi oilervammo

gran forza han,

ogli efercpli per rnuovere ammarli di ainore per la virtu

gl"i

in-

re apportc*mp uno cftrattodsg 1 Atti fluceri del martirio


S. Tgnazio Veftovo Antiocheno , ii peromolti, e aninno mai de Santi

qu.ale_^
,

che

da:

uel

eta noilra patirono il martirio , i in quefto genere creduto inferiore Egli lunque averdo antcpoflo alia fua felicita il

tempo

all

.-

antaggio de fedeli , a qtiali era ihto conceduper iftruttore , c Prelate dallo Spirit o San*
>

ed erafl rignardato ne tempi di Domizia, ? o dalla fierezza , e crudelta de nemici del


Tiftianefimo
,

fopportava con incredibile


,-

egli avuto la forte ebbero fotto queHo ftefib Imperat ore fantr Itri Santi di rendere teflinnonianza della vcrit^

azienza

il

non aver anch

ella religicne

Dnfefllon della fede

e di fpargere il fangue per 1* e di volare in cielo fi,

almente per unirfi eterriamente col fuo Sinore , e pofare per fempre come nel fuo ceno in quel fommo bene , che avea ardenteente amato, e deflderato in tiuto il corfa ;!la fua vita; dopo che vide refh tuifa fotto erva , e poi fotto Trajano la pace alia Chieiay
?fe

al Signore ,e ftudiofTi non folamenconfermare con mag gior comodo, e liberi debolinella vera credenza ma eziandio di , :crefc<re il numero de ri(lo f di Gesa feguaci fruendo i gentil^i a ncora , e inducendo parec-

grazie

di

ii

tr ia

efempio ad abbandonare la idoed pgni forta di fupe.rftizione y e ad afaracciare il culto dal vero Dio . Ma qual6ra__>
di efTi coll
,
-

rivoU

& E

COs
5

T
egli

ijr

M 1
a fe

rivolgeva fimo , e coniiderava, ch

gliocchi della fua

mente

mede*
in

era rimafo

quefh
erano

valle di miferie
paflati
,

dopo

di

laddove moltiflimi aver dato grandiflime

riprove del valore , e della maraviglioia loro coftanza , al regno , e aveano ottenutto la coro
ina

nc cieli, corne che rfpieno era di umilta, attribuiva a fua codardia , e miferia il noruj

avcr ottenuto

la ftefla

graz a, e

il

confondeva

riputandofi privo di quell* abbondante carita , di cui debbono ardere i difcepoli del Signorc.

Ma

quantopiu
in

egli

fi

umiliava
,

iceva

quella virtu

e
,

bramava

tanto piu erechc gli fl ,


dal canto
?

daffe Toccafione di patire

e di efTere trasferito

( avcndo confermato
la

quantopotea

verita della fede) alia patria de Beati , e fuo, vedere qnelDio in cui credeva , in cui confida-

va,e chc fempre avea amato . Cosi egli faccndc fperavadi dover una volta effereconfolato.Av.

annonono dell Irnperodi Traj ano, che come avea egli preveduto, avendo iaputo perfecutori de Crifliani,dove il Santo fi ritrova
venne circa
1
;

va,gli tendefsero iniidie,e prefo,e condottolo a loro Sovrano, otteneffero, ch ei fofife condannato a morte, e trafportato a Roma^foiTe sbranatc
dalle ficre nell Anfiteatro,e fervifledi fpettacolc a gentili , che di fbmigliaoti crudelifTimi giuo
. Per la qual cofa confegnatoii cuitodia adieci foldati, e coflfetto a imbarcar ii , giunfe dopo alcuni giorni alle Smirne , do^

chi fidilettavano

ve trovo

S.

Policarpo Vefcovo difcepolo pun

del Santo Evangeliita Giovanni , ch egli preg( di eflfergli colle fue orazioni di ajuto, e di fa re si , che niuno mai impedifle ilfuo martirio

Imperciocche

temo fortemente

dicevaegli

the

PEPRIMITIVI CRISTIANI
ic

P amor dt
che

criftiini
.

verfb di

me

non mi

a di

pregicdizio
,

Non bramo

io altro

mag-

di fciogliermi da legnmi di uefto corpo , e di congiugnermi piu ftrettaente con Crifto . Scriffe egli dipoi una lunga

ormentc

ttera a

fedeli di
.

Roma ripiena
io

di quefti eroici

ntimenti

Avendo
5
I

ifericcrdia di

ottenutto per la Divina venire a vifitarvi , fupplicd


,

bonta

amore

chc mi

pomte

di nort

fere la cagione , che quefto mioviaggio, il .iale io nT immagino , che debba efferent

lutevole

mi apporti noj^
fe voi vi

e detrimento

opporrete , e proctircfia efpodo alle fiere nell Anreatro , fappiate , che il voftro impegno fara inutile alia Chiefa , e a me forfe di grave danD . E voi, che non avete mai danneggiato veavrete animo d impedire il mio viaggio mo, cielo? Che fe avete pieta di un infferabH jmo legato , e tormentato per Gesu Crifto , npiegate^non 1 autorita che avete di rhardare

nperciocchc te , che io non

mio corfo
;quiili

c forze
,

ma le preghiere , affinche io , maggiori , e fpirito per comnemico Allora fiir6^ CriHo , quando avro
,

ittere

vero difcepolo

e per .vincere il di Gesu

fortuna di effcre divorato dalle beftie

Non
;

mo
-re

il

fuoco

non pavento
le carnificine

le

croei

le

non mi attcrri, 5 ono , purehe io pofla veder,e il mio Dio, e. nirmi eternamente con lui So quel , che va sntando il demonio. Egli fe non puofubito npedire il bene dell uomo , prende tempo, , adopra tutte le maniere , fine non gli riefca di fe-durlo , etirarlo feco ne!
Io itrazio
.

ezipizio PTerifce

Kiguardatevi pertanto dj

non?

c o

s
$

u M

di ajuto eflergli in quefto

e di giovamento

Afcoltate piuttofto

me, che
i

iftantemente v

fupplico di lafeiar liberi

gentiliad efeguirls
<

fentenza

che il mio amore , trova in me alcun defiderio delle terrene cofe , che preftamente fva nifcono. L amore verfo di Dio m infiamma
.

Voi ben fapete


*

ftato crocefiflb

Non

fi

c mi attrae

mi
fio

eforta

Quefto tal amore quafi parlando che io vada al padre , e al dato


,

d ogni bene. Afpetto anfiofamentequel gior in cui dovro effere trafpomto in cielo , dove avfo la forte di eternamente amare. Per mettete vi prego , che io muoja. Otterrodo po morte una vita molto migliore di quefta Vi fcrivo mofifo dallo fpirito del S ignore Sap
.

piate finalmente , che qualunque cofa avvenga quefta fara a voi attribuiu . Laonde fe io far

sbranato,e divorato da leoni,e dalle tigri,que(t


fark
di

un indizio
,

della voflra

benevolenza verf
ftimer

fe poi faro coflretto a vivere , di eflere ftato liberato per 1 odio , ehe

me
.

mi

por

Sono io certamentc indegno di eflere nu merato tra* martin* , ma fpero di ottenerlo pe Avendo adunqu grazia fingolare del mio Dio
tate
.

mani

egli in quefta guifa preparati gli animi de Re affinche non fi opponeflTero alle fue bra ,
,

pervenne finalmente a Roma, dove aver , uditOj ehe alcuni diceano di volerproa rare, che uomo innocente , e giurto , qualef

me

do

fe

cgli,non efpofto alle fiere nell anfiteatro, li fece venire, e iftantemente li fupplico, ch non gli ritardafTero il fuo viaggio al cielo , pregafiero per lui , e per la Cliiefa , affinche
foflfe
fofife

refa
,

la

anfiteatro

pace . Fu egli dopo condotto al e sbranato ? e divorato dalle fiere


defiderato, e pafso a gode quel

come appunto avea

DS HllMmvX CRISTIANI
, per lo amore del qualc tanto avea, [ucl nentre e viffe, e con tanto fervore operate. E ;i6 (la detto della carita verfo Dio , di cui ar-

bcnc

ievano

noftri antichi

CA*

i66

P E

c o

u M
IV.

CAPO
i

Delia virtu delta J^Tigione de*


Criftiani.

a
delta

TT^\

pientiffimo, chc tutto fa, e tuttocio, che nafce,e avviene nel mondo,comprende,perfettifTitno , ottimo, purifTimofpirito , premiatore de buoni , e pimitor de malvagj ; dalls fperanza che abbiamo in lui di avere perl
,

*~*

Alia certa cognizione, che abbiamo per la fedc in un Dio fommo , infinite, fa-

a ottenere la grazi: di ben fervirloin quefto mondo , di perfevera re nellc buone opere iino alia mortc , e di gin

ineffabile fua mifcricordia

gnere finalmente al porto della vera beatitu dine , e di goderlo quivi eternamente fclici dalla carita , che c iAfiamma , c verfo lui c itiuove 3 e ci trafporta , nafce in noi nna fir go lar venerazione vtrfo lu^Tnedeflmo, ficchepro curiamo di onorarlo , e adorarlo in qnella ma niera appunto , ch egli comanda ; e di non at tribuire a verun altro il cult , che a lui folo
;

come

a noftro creatore

noflro provifore, e liberatore

noftro confervatore autor c , e come

ogni bene , in fomma come unico vtroDi perviene . Quetio tal culto , che principalmer te coirinternodeH animo gli rendiamo , era[

prefentiamo co fegni efleriori , affinche g altri ancora , i quali ron pcnetrano i penfie della mente , e gli atti dclla volonta nolira . y I(j e a vo Terr. 1. de facciano unione con noi , e cffrano a lui loro , e i fagrifiz; , in quella guifa ch egli Idolol. c.xt. Edit, anno ordinato alia fua Chiefa , e cantino le lodi niedefimo {#) 3 e gli dieno quegli onor che
. i
J-

feE* PftlMlTlVl

CRISTIANI

6j

gli fono dovuti , chiamiamo noi virtu, ella religione . Confiftendo pertanto princi>almente una tal virtu nelnon dare il culto,che

he

Dio

folo
fi

convienCj

verun sltracofa,

flaclla

[Uanto

nente

vtDglia perfetta , e nel darlo unicaa lui con quclla puritk difpirito, con

jucl rifpetto , a noi richiede

con quella pieta , ch egli flefTo , dimoftrercmo , per procederc

rdinatamente , in querfo capitolo , prim a uanto i noflri maggiori abbiano attentamene

fchivato ogni
,

mancamento

In quefto ge-

e di poi con qual diligenza abbiano prourato di eferciurfl nella virtu fleffa

ere

sligione

t>

e o

-M-

ft

$!.
u ant ofoffer o contrary at I a Idol atria
Crifliani
,

ifrimiim
,

equali mezzi adopraflero


,

per

toglierla

sradicarla affatto da?

ciiori degli altri

uomini
alia,

cbe erano dediti


fuperftizione
I.
,

T^ RA ne
]

primi fecoli del Crifliancfimo 3

ferotprtmiCrl
.

e piij grave la Ido, Impereiocehe efiendo i mortal] per lo cMtrarj *,., peccato ond e provcnuta la corruzione della natura , ripieni di pafTioni , le quali debbonli iria reprimere 3 e tenere a freno, e trovandofi eglino continuamente tra mille pericoli,e lacei tcfi loro dal demonio per ogni verfo , ficch fe non fonc ben riguardati , venga^o fuperati da effe e cadano miferamente nel precipizio ; quindi e che i noftri maggiori rittovandoli nel mezzo di quellenazioni , eh erano dedite alia idolatria, ufavzno ogni cautela,ogni sforzo,e ogni diligenza, per non rinianefne forprefi, eeommetterc alcima cofa , che aveffe omb ra di fuperflizione
latria
.
.
<

f^ ^ a e pj^ pericolofo

Per
erano

tutco

Ovunque eglino
vedere fiatue

ii

rivolgevano
?

corfretti a

di dei

tempi
fefte
,

dedicati agPidoIi , e fagrifizj , giuochi , conviti r che da gentili in oJiore di Giove

od

di Eacco , o di qualche altro loro nunn celebravano . Non era pertanto difficile , che o per ragion di amicizia , o per altro motive che al Criftiano poteafi prefentare ,fe non iffa va ben catto, riftiane/Te egliforprefo, eoffen defle il vero Dio , rendendo in qualehe manic

Marte,
ii

ra

cuho al

falib

per compkcere agl

idolafri

Bl PRJMXT1 VI CRIST I AN I
la

perfiJia degl idolatri medefiggiugnevafi i i , quali vedendo , die da nollri non erano

prezzati
>

ioro
,

riti

e le loro falfe delta era-

graviffme perfecuminacce, di privazioni de beni, di fupizj , efe per quefH loro non riufciva, colic eghiere , ecolle luilnghe procuravanq di fedileggiate
)ni,di

a forza di

rre

fervi di
?

facrificare a

Gesu Crifto , demonj Per


.

la

e di coftrignerli qual cofa ac-

)cche Pamicizia,
^re di effere

le lufinghe,le minacce , il tide proprj beni rpogliati,gli(trazf, a morte ? e in una parola quabnque paflionc tlvagia non rimaneffe vincitrice , ftudiavand
>ifliani

di
,

premunire
e fare
si
,
>

e fe medefuni, e

com-

gni loro
i

che
,

quando

fi

foffero

)vati nelle occafioni

potefTero valorofamen*
e

refillere alia
;

empieta

mancenere
.

illcfa

nc
.

o animi la vera religione riamo Dio Signor noltro


e

(^) Noi ado-

dice
,

Origcm

vill .

contra

non ferviamo

che a

lui folo

fcguendo

Cels.p.

in

cio Tefempio del noftro Salvator Gesu Criflo , che tentato dal diavolo di proftrarfi d avanti a lui, ediadorarlo rifpofe ; adorerai il tuo Signor Iddio (^) e non fsrvirai che a lui folo . Somiglianti teftimonianze j nelle opere de Padri Giuftinq, Taeggono
,

^ Mattc.
}

ino, Atenagora, Teofilo Clemente Alef;di:ino , Tertulliino , Origene , Minucio FeCipriano Gregorio Taumaturgo , Ac Lattanzio Eufebio Cefarienfe , Gre3Jo
i
1

:io

nze
<

Nazianzeno , per non


,

e altri

le

qualj teftimo-

eflfere

h-etti a tralafciare.

troppo diffufi , fiamo Sebbene dpbbiamo da eflfe


i

cogliere
iftiani
i

che

in tutti

tempi moftraronfi

e valorofi nell eflere contrarj cpftanti, idolatria , e nell impugnarla , e procurarc


di

270

I>

Y COST
dal

U M
.

di toglierla affotto

Quindie, che non (blamente fDffrirono volentieri la morte 9 per non acconfentire a Gentili , ch^ gli perfuadeano di facrificare ; ma eziandio ad alta voce gridavano nc tribunal} , (ove i noftri nemici faceano profeflione d incrudelire contro i difpregiatori degl idolatrici riti ) , che g!i adoratori delta ftatue de falfi numi erano acciecati , e avrebbcro pagato il fio della empieta loro nell inferno , e che i Criftiani foltanto erano feguaci del vero Dio ; e prefentavano delle

mondo

Apologie agrimperadori perfecutori del


ftianefimo
CrocefifTo
carnefici
,
,

cri-

,
i

confeflando di effere difcepoli del e atteftando di non temere loro loro tormenti , e le carnificine,
i

che de
^* (a)n. xxlv*
fecj.

Criftiani faceano. Laonde cosl fcrive Giuftino Martire nella prima fua Apologia(^) ,, . Noi foli iiamo avuti in odio da Gen3
,

tili

pel

nome

di

Gesu

Crifto

3j
3, f,

non facciamo
fiamo uccifi
,

nulla di

e quantunque , male, con tutto cio


gli alberi

come
,
i

fc

foflimo tanti malfat,

tori. Glialtri poi

che adorano
,

5,
3,

ifiumi, itopi,
rie forte di bruti

gatti
5

icocodrilli, e va. quantunque non conven-

,,,

ganp tra loro , e pretendano, che chiunque non feguita loro fentimenti circa la divinii

ta 3 fia

3,
3,

empio; tuttavolta godono, colla voilra permiflione , la pace Perche dunque ci accufate , poiche non veneriamogU fteffi Dei,
.

che

flete foliti voi di

adorare

mo

arrecare
ajle
?

le

oblazioni a morti
,

e non vogliae le co,


voftri

rone

immagini
i

e le vittime a

numi
II.
.1
ado<*

MaacciocW

noftri lontaniffimifofTero

&

queftodeteftabile peccato , varj mezzi adopravano . In primo luogo perfuadevano a loro me

DI PRIMIT1VI CRISTIANI .27!


fi
fl

defimi, e con fort (lime ragloni confer n:uvan-r ncJlacredenza , che eli fpiriti malvasj fieno
i
1

ftati

quelli , che ilti^arono i mortah npieni d/ re dai mo e d ignoranza a introdurrc nn culto s\ dolaidola* viz}, empio , e si ingiuriofo al vero , c folo, e uni- tria.

*/T

?f*C tO?llf* *

camente adorabile Dio e procuravano , che altri uomini ancora conofceflfero quefta ingli fallibile yerita , e abbandonaffero la fupcrfti:

zione, e a colui tornaffero, il quale cfifendo fbmno , infinite (d), e colmo d og-.ii perfezione , c

^*^
Co<

^( lu
i

ivendoli mifericordiofiflTimamente creati


. i

e Ji-

/~vJltiuino>

11

/-

)erati
;o
,

dalla

iclnavitu del

comune

niniftrato gli ajuti


10

avendo moflrato loro la c mezzi, pe quali poffaacquiftare il regno celede , c goderc una
e
,

loro nemi- xertulliano, ftracia , c fomOrigene *


a altn

e {labile , e perfetta b^atitudine , nerita iblo di eflere co divini onori adorato

^erpetua

,
.

3(Tervavano ancora, che non fono fcufabiii cooro , i quali fapendo dagli fcrittori de gentili, he primi Re (^) di alcune nazioni,e talvolta
i

(t)

.ncora quegli

uomini , che o per la enormita , na &mim moltitudine de vjzj , de quali erano ripieni,o er la robuftczza del corpo , o per la ecqcllenza tiqualchc arte furono afcritti da fuperftiziofi
>opoli

xxvli -

nel numero degli Dei , per la qual cofa loveano etfere riputati indcgni di qualunque ifpetto, tutta volta gli adoravano. Faceano fialmente conofcere a mortali 5 efler ella una randiflima floltezza il credere , che al fole ,

laluna,
lc
i

alle ftelle
,

(latue
,

fenfo

al cielo (c) , alia terra, , e ad altre cofe prive di animii , e * a alle beflie 5 fofle lecito di facrifica-

come
Ito
,

a tanti

numi

di rendere qualche
manifefiamente_>

il

qual culto efiendo


alia

pugnante
-nza
,

ragionc

dimpftrava
,

la infulTi-

e la vana luperilizione

T empieta
del-

273

*>*

COSfUMJ
tanto confermati

della idolatria

Avendo per

nella cognizione , e fermacredenza della veri, tk fe medeflmi 9 e gli altri ancora , che colla 5 ragione , e coll efempio traevano al cuko dclla

pena , e anco la morte chc facrificando a numi degP idolatri , o rcndendo loro venerazione ? fare a Dio una grave ingiuria . La qual cofa febbene e manife, ita a chiunque ha una bench minima cognizio ne della ftoria Ecclefhltica , x:on tutto cio far^ da noi in quefto luogo brevemente provata cor pochi pafli de Padri. Dice adunque San G.iu3 s:

fanta noftra religione di foflfrire qualunque

ftabilivano effi piuttoftc

flino
f\

f
e<^

ff

p. 4*

3,

Martire nella fua prima Apolagia (*) che nc eolle coronc , j fa ^ or onoravano quelli , che finti dagli uomini ? e collocati ne templi , fono flat appeilati Dei .Irnperciocche egli e manifeilo che gl idoli fono privi di anima , e di fen fo , e nonhanonulla didivino , ma rappre^ fentano le figure de cattivi fpiriti,che necef>

Criftiani ne colic vittime


-

talvolta apparvero a mortali


3,
3, 35
#>

E non
,

gii

fario

che noi ve
,

lo

fpieghiamo

fapendo vo

eflere gl idoli dagli fUtuarj ? e da fonditori obattendo il marmo collo fcalpello

beniflfimo

3,
.3,

5,

o fondendo il bronzo , formati .... La qua cofa non folamente e contraria alia ragione me ( non potendo eflere Dio ne il faflb , ne il ma e ancora contumeliofa al vero Dio tallo)
il

?,

quale eflendo di effenza

e di gloria inel

plicabile , iicche il fuo fanto


(fc)

non deve

efTere co^i difpregiato

nome venga

impofto

all

IMJ.

5)

corruttibili cofe .... (^)


in

Or

a. xvi.pag.

^ fendiamo

odio pel

quefti fentimenti . nome di GesuCrifto, e


di

perche noi dif ... fiamo avut


quan<

tunqne non facciamo nulla

male

tutta
vol-;

DE PRIMITIVI CKISTIANI 273 come fe foffimo tanti volta fiamo uccifi


,

35
35 35

malfatton. Ma noi non temendo la morte , che da voi ci viene minacciata , abbiamo difprezzato i voilri Dei , e ci fiamo confacrati all ingenito Dio , che non
fcellerati,e

puo eflfere foggetto a veruna forta di paflio. Molte altre cofe fomiglianti a quene fte avanza egli e in quefta , e nella feguente Apologia , che per brevitafi tralalciano Non e pertanto da maravigliarfl , fe Taziano , il quale fu difcepolo di quel gran martire , e fcriffe , eflendo ancora cattolico , la fua orazione contra i Greci , nel numero diciannovefimo della fteflfa orazione, atteftando , che il , della morte c proprio de criiliani , difprezzo cosi fcrive: Crcfcente Cinico si fortementc_j? temea la morte , che a Giuftino , e a me ardiva di minacciarla , come un gran male, per35
.
(<^)

(a)Pag.i7tf
Inr er
ft

Opp. Mnrt -

^f^
an f

Ed

1747,

che predicando Giuftino la verita , rimproverava a Fiiofofi de gentili le frodi loro , e la


ingordigia altresl,e la fcellerata maniera del lo ro vivere . Nello fteffo modo Atenagora, dopo ? di avere dimoftrato all Imperatore Marco Aurelioquanto foffe grave errore del volgo,e de* lofofi de gentili,e quantocolpevole la ignoran1

za loro intorno alle divine co(e (^)

Viveremfc

(b)

N.

iv.

ino,in queflaguifaragiona,noi forfe cosl puri, e innocenti , le non credelTimo , che vi fu un..j

lT P a gi5

, e preiidente dell* uman genejn ft n jaJM. certamente Ma perche fiamo per- Venet. a fuafi , che dobbiamo rendere ragione della no- 1747* (Ira vita al vero Dio , che creo ii mondo , poveramente , e modeftamente viviamo , credendo di non patire alcun male , ancorche qualuno s ingegni di farci morire . Non ibno puu^ to different! da queilo illuftrc fcrittore Teofilo S An-

E ^*

Dio provifbre
re
?

No

274
Amioctieno
ftndrino
, ,
j

DE
,

COSTUMI
,

Tertulliano

Cletnente Alef,

Cipriano

Origene , Arnobio,
, ,

Minucio Felice
e Lattanzio
eflfere
,

San__5

Ie

teftimodiffufi,

nianze de quali

per non
, ,

troppo

volentieriometthmo

Per

Epicureo ripieno di ailio tro de Criitiani , fcriffe


del decalogo
il

qual cofa Celfo e di mal talento conche per lo precetto


la

, per cui e loro prefcritto di adoSigner Iddio , c di fervire imicamente a lui , e per molti altri flmili comandamenti , non folamente abborrifcono templi , le are , cd i fimolacri , ma fono ancora pronti di mori-

rare

re, quando fe ne prefenti loro opportuna la occafione , per confervare illefa , e incontaminata ne loro animi la cognizione del fommo

Dio

iefto del

Cosi egli appreflb Origene nel numero libroquinto. HI- Ne folamente in generale fi prnponeano
,
,

tftai

no

folamete no

adoravano
Is

il modo di sfuggire il peccatodella Idolatria ma eziandio varj particolari mezzi trovavano

degli

affincW pO cefTero fchivare lo ftcffo pcricolo di .. tmagtni r(m ^nerne contaminati . Qujndi avyennc , che Set
.

togliere qualfivoglia cofa, la quale dar ardivao di potea motivo di fofpettare , che non foffero tofarle per cu talmente lontani dal fare una si grave contnno/ttaoper sigrjore *. n6 a doravano le flattie, nc t \erci.etrfi ardlv ^ n roniiarle, ancorche non aveHe.ro inarte

mane ache per

.p"

ntll

"i

delta piitu* teiizionc

nc

fi

fentiffero mofll a dare loro una

ra, o dell? qualche forta

di

venerazione

Imperciocche

eflendo fhto allora il mondo ripieno d idolatri; facendo e/H la figura di Giove, o di Marte,
JO

di

fervire
<alla

qualcun altro di quei falfl numi , o potea fe fjffe venuta in potere degli empj , , fuperflizione , e far ridondare nell artefice
colpa
gli

-ileflb la

che

o potea, pel cattivo efempio, empj.gentili continuamente davano,


;

indur-

DE PRIMITIYI CRISTI ANI. 275


indurre qualcunu dcgP ignorant! , e dtboli a prevaricare . Per la qual cofa egregiamente 5 oiTervo il Senator Buonarroti (*) , che eflere le figure de vctri cemeteriali cosi tnal fatte , e
I

trl

cemete -

quafi le peggiori di tutte le altre e una certa riprova della gran pieta degli antichi crilliani , eonciofiacche furono efTi cosi gelofi , e cauti di

non macchiare con qualfivoglia benche piccolo neo la purita della religione che ftettero fem,

pre lontani da quelle arti , colle quaii avefTero potuto correr pericolo di contaminarfi colla idolatria, e da cio avvenne , che pochi, o r.iuno di efil fi ditde alia pittura , e alia fcultura , le quali aveano per oggetto principale di rapprefentare le deita , e le favole de gentili ; ficche volendo i fedeli adornare con fimboli devoti i loro vafi , erano forzati per lo piu a valerfi di artefici incfperti , e che profeflavano altri meftieri i quali non pratici del buon
,

diffegno, conduceano quefte figure , come det-* tava loro il naturale talento , e un oflervazione

grodblana della natura . E la ragione 3 che gl induce va a non im parare quelle arti , che per altro di lor ragione fo* no innocent! , e ancora lodevoli , viene accennata da Tertultiano nel fuo celebre opufcolo intitolato

3,
39

33

3,

3,
33

della idolatria (&) , dove cosi parla: Se non avefle proibito la legge , chefifacpt8 ^ ciano gl fdoli da criftiani , ie la voce dello Spirito Santo non nninacciafTe non meno a fabbricatori degl idoli , che agli adoratori loro una grandifTima pena ; lo fteflb facramento noftro dimofirerebbe , effer elleno quelle profane arti , che occupanfl tutte intorno alia formazionc delle ilatue , e delict 3 figure dc numi , contrarie alia fanta fede ,
:
.

82

Im*

15

C O

U M
,

Imperciocche come abbiamo noi rinunziato ai diavolo e agli ol; di 1m fe abbiamo ,


*
*"^

an<n **^

_
.,,

,,
?,
?J>

ardire di fare le loro iaimagini ? Come abbiamo ripudiato coioro , pe quali riceviamo la mercede della noftn fatica , per averli noi
I

prmatif Qual difcordia moftreremo noi di #vere cogl idolatri a quali fiarno confede,

rati colla eiibizione delii noftra


3,

opera

Puoi

a,
y>

tu colla lingua negare que! , che ofi di confcfiar cotia inano ? e di diftru22;ere colla parola cio , che col fatto moltri di lavorare ?
.

Predichi un Dio
tanti ?.
.

e tutta volta
di
.

ne

formi
ar

a) 99
>,

Sono folito ma non gli adoro


.

fargli
,

dira talu-

Quad

che non

difca di adorarli per altra cagione diverfa da cui far non fi debbono . Poich^ e quella, per

,,
99

chi

forma

e chi adora le itatue


.

de

falfi
.,

nu-

mi, oflfcnde Iddio Anzi tu gli adori pcrchc ^ f^i , affinche E poffano cflfere adorati ! , N ^r nel capo ottavo (4) : Efortando noi , dice ,
?>

qualcuno di darfia queftearci , lo avvnfiarn? ancora di flare cauto di non fare ne idoli , ne cofe , che agli idoli appartengano , Che fe ?, talvolta (i commettono a lui de iavori comu,, ni agli uomini , e agli dei , dee riguardarlldi non permettere , ch elTendo fatti, pervenga? , no alle mani degP idolatri , e fleno adoprati u ^ P ro ^an ^ ^ e? ^cerdoti degl idoli . ^ er E^endo inokre manifefta cofa , che air non nega~ cuni eretici adoravano gli Angeli , come tanti vano 3 che dove/Jero dei , e loro oiferivano de fagrifizj , e mokial^
,,
.,,

"

^"

effer

vene- tr | r jt| ripieni di


~

fuperftizione adopravano

febbene onoravano gli fteffi maggiori fanti An g ioli erano P ero cauti P er loro mede: fiMi} e procuravano , che gli altri ancora riguardaflcro di non rendcre loro qucl cultQ, che
noilri
,

1)1*

PRIMITIVI CRISTIANI
e dalla

che
e
il
>

di

I atria
,

Chiefa Cattolica appellate,


l
i

efiendo una proteftazione della fer- \ f* Ixtria , the LI ii T n. vitu, delle obbligazioni , e del rifpetto noitro // ftlfMn ; fij t if verfoun c fibre necefiariamente efiftente , indc- C amente a pendente , principio , e fine di tutte le cofe , j}fo .

V lto
.

quale
i

11

*_

{.

c^

{,

non ad
creo
le
1

altri e

dovuto , ehe al folo Dio , che_ univerfo dal mil la , e colla fua ineffabi.

di

provvidenza lo regge , e lo governa QuiiH e, che San Giuftino Martire , p arlando degli Angioli , attefta , che febbene erano venerati da Criftiani, con tutto cio rendeafi loro quella forta di venefazione folatnente v eh epropria de minittri, e feguaci , e r rait a tori del Verbo , e non gia adorazione , che a Dio
1

folo
)9

compete

il Verbo,Angioli , i ,, e gli fi fono afibmigliati (4) ,, . Origene an- (^ Apoi.r. cora fcriffe nell ottavo Hbro contra Celfo y n. p-47che quantunque gli Angioli ci fon dati in cufto- (b)**ii*
*>-

ni

^ Onoriamo dice cgli quali hanno feguitato

biio-

(/>)

dia dal Signore, e fono da noi lodati, e celebrati come bcati 5 tutta volta nono fono adorati con

quel culto , ch ^ dovuto a Dio; imperciocehc lo vieta Dio , e gli Angioli (k fli nolvo-*
j

gliono

Anziche
loro
5

il

ofendono
.

ferifcono

cle

fagrifizj

qualora fi ofNoii altrimenti

ragiona egli nel Hbro della efortazione al Martirio , dove dice (c) . ^onfi debbono adora* re in conto alcuno , cio con divino culto ,
le^>

h . vil f.

creature, ejfcndv per tutto prcfente , e fufficiente alle fregbiere di tutti il Creators . Laonde

meritamente furono riprefi come calunniatori dalla Chiefa di Smirne nemici del CriiiianeiTnio , i quali andavano fpargendo , che fe foffe s ftato conceduto a fedeli il corpo di S. Policar- p Ctni irn po , queltr avrebbero riprovato Crifto , e ado- XrlT p. ?7 rato il martire come Dio . ?5 (^) Fu fuggerito , 3 p*A Ruincosi S ?
i
j
*.

378
^,

E*

C O
a

U M

cost

Ellafcrive , Niceta Padre di Erode di che non permetteffe, parlare al Proconfolo


>

5, 3, 5,
3,

che

fofTe

confegnato a

noftri

il

corpo, per ef-

fere fepellito , affinchc icriftiani non cominciaflero a rendere a Policarpo i divini onori ,
lafciato il Crocefiffo . E quefte cofe diceanfi periftigazione de Giudei , non fapendo eglino , che noi non potfiamo lafciare Criilo , il

a,

3,
s,

quale ha patito per


rar

la falute di tutti

ne ado.

3,

Imperciocchc adoriamo Crifto come figliuolo di Dio , e meritamenaltro


.

veruno

te
3,

amiamo

Martiri

come

imitatori

e di-

fcepoli del Signone , per la fingolare loro carita , e benevolenza verfo il loro Re , c

3,

Maeflro
lirle

Avendo adunque
,

noi ottenuto Ic
fepcl-

3, reliquie di Policarpo
3,

procurammodi

decentemente , quali giojc piu prezioftj . Ma della venerazione degli dell oro 5, c de Santi, la quale termina,<i_> -Angioli , ridonda in Dio autor d ogni bene , diffufamente parlano
i

de Santi Padri
crafiiflima
,

noftri Teologi feguendo le dottrine e impugnando gli eretici , i ,

o per ignoranza__* , fingendo di non intendere , o forfe non intendendo i fentimenti dagli antichi Dottori , fi abufano empiamente delle autorita loro , e accufano d idolatria la cattoiica Chiefa , la quale per altro ne ha mai mancato , ne puo mai , fecondo le promeflfe del Redentor noilro Gesu Crifto , mancar nella fanta fede. RiguardaV. Oltre 1 attenzione da loro ufata di non?
quali eretici o per maliza

lorod//corjt

rendere a Santi , e agli Angeli quel genere di cu ] to ch e a Dio folamente dovuto ; procunsire niun i* i* ravano eziandio di non nominare mai alcun.-* fair D ^io ne loro diicorfi , e familiari colloquj.
iCriftlanldl
nomi-*

non

e
sglh<iuj

Onde

fcriile

Tcrtulliano nel fuo celebre libro


intito-

DB
mo:
55

PRIMITIVI CRISTIANl.
al

intitolato della Idolatria


,,

capitolo ventunefi.

un vizio il dire per confuetudine Mebcrcule , e me Dins Fiditts Sono alcuni cosi ignoranti , che non fanno , eflere quefto un giurare per Ercole .... Or che__?
Egli e
il

giurare per quelli , a quali abfe non fe una prevarica* , 55 zione della fede per la Idolatria ? Poich chi non onora quelli, pe quali giura (4) ? VI. Che fe tanto erano cauti in quefto ^enere;egli era neceflfariflimo, che molto piu foffero ravano pd attend a non giurare pel genio , e per le fortu- genio , ne ne degl Imperatori . Legged nella fbpracitata per li for* Epiftola della Chiefa dclfe Smirne , laqual epi55

cofi fara

biamo rinunziato

<*<>

(tola rig uard a

il

martirio di S. Policarpo

che
:

^ a1

comandato C&)
re

di

giurare pel genio di Cefa

, nego di voler cio fare , foggiungendo ,, Sono ottantafei anni intieri , che io fervo a Gesu Crifto,ne mai horicevuto da lui alcun torto , onde come vuoi tu , o Proconfolo ,

J ) \,^\
,

."

xv /Hift]

Eccl.p.i^y. Edit.Canta.

che io parli contro


55
15

il

mioRe

e contro

auil

tore delia mia falute?

Ma

inilando ancora

Proconfolo, e dicendo

Cefare

rifpofe

, giura pel genio di giacchc con tanto impeI

55 )5
3,

gno

ti

ftudj di

corrompere
:

anima

nnia

con

giurare per quel , che tu chiami Cento di Cefare , fenti Io fono Criftiano . E^re*
:

giamcnte per tanto fu offervato da Tertullianoiiell Apologetico ,, cbe i Crifliani {Iccome non ? Cefari, cosl giura3 , giuravano pe genj dc vano per la loro falute , che e piu augiifta di 3, tutti i genj. Voi non fapete , o Geritili, Non 9 , che i demonj fono appellati genj (c)
.

(c-)G.xrxn,
P*
2?<

altrimenti Minucio Felice

nel

fuo eccellente

Dialogo intitolato ((f)O^^/o:vilmente ancora, dice, Q gentili a adulatc i Cefari, nientre giurate 00 p-W*
S 4

pc-

) 5

COS TUMI

(a) n.

pe loro genj,eflendo quefti genj veramente deixv. nionj.Finalmente Origere nelPottavo Hbro con,, tfa CeIfX<Oriprovando,e deteihrdo la empieta de Gentili , che per la fortuna de Cefari, la quale era da loro confiderata qual Dea , giuravano,
3j 5,

35 dell

per la fortuna ne per niun altro deVoflri Imperatore , dei,ancorche la fortuna,come ad alcuni piace,
fcriffe
:

Non giuriamo

fla

una femplicc parola


}

,
.

che non ha veruna


Imperciocche noi

3, 3,

cofa

che

le

corrifponda

3,
3,

non giuriamo per cio , che non efifte, come per Dio,e come per una cofa,che veramente efifte Che fe la fortuna fignifka il demonio
.

3,

di Cefare

gitifla

il

fentimento di alcuni,
.

3,

vogliamo noi piuttofto morire , che giurare Riper uno fpirito malvagio 5 eperduto,,

flettano a quefti paffi degli antichi Padri della Chiefa i criflianide tempi nollri , che come fe
allevati foffero nel gentilefimo
liari difcorfi, in

Dio Bacco
fiderinOjfe

ne loro famiogni momento , dicono: eper eper Diana, e per Glove ; e con,

deve effere approvato il loroparlarej non creder eglino , che quefli fimo giuraper menti Anche Crifliani de primi tempi non credevano quefte tali divinita , ma con tutto
.
i

cio ftimavano di far male

fe tali

parole adopra-

vero, che prefentemente ediEgli ilrutto nelle noftre regioni il gentilefimo , e che non fi trova piu , chi fi fcandalizzi di fomiglianti parole, efTendo tutti noi perfuafi 5 che fi dicono fcnza penfar di far male , ma non puo negarii ancora , che fia una cofa impropria , che ii volea* no chl*ma~ adoprino fomiglianti frafi da un criiliano . reiddlonel VII. Che fe da Gentili era quel Dio , che e Re nomediGit, Giove chiamavano , detto onnipotente, e * de numi, con tutto cjo eflendo un talIconic

vano

pro-

CRISTIANI.
moprofano , volcano noftri antichi piuttofto al vero Dio , veramer.te rire , che attribtiirlo onnipotente , e creatorc dell univerfo Quindi e che Origene impugnando le calunnie di Celfo
i
.

, Epicureo (4) . Con quefte ragioni , J^j fendfamo ancora crifliani , i quali combat3, tendo per la religione loro , vogliono piuttofto morire , che appellare col nome di Glove il vero Dio ,, . Sebbenc VIII. Aftenevanfi ancora i noftri maggiori dalle converfazioni de gentili,nelle quali vede* non fi r*V-

dice

di-

vano eflere qualche ombra d idolatria Onde \ rj-r^ avveniva , che nccome non aveano difnculta di ftare con efii nelle medefime citta , nel foro, ne macelli, ne bagni 5 ne mercati , nelle campagne , nella milizia , purche non foflero ftretti a imbrattare J animo loro colle gentilef.
i *

**>***.

converlar
<

co

tlllt

con
e ib

tutto

3 ueile
.

lor9

? cosi eranolontani da tern5 *jont>ntuc j jr -c j 11 r /i j ? da fagnfizj , dalle fefte , da teatn , e da fli , tutto cio , che feco apportava un qualche rito , geva D ceremonia di religione contraria alia criftian?. che 5 5 che i noftri non ricufaffero di ritrovarfi co d ( ^ I9ne * gentiii ne luoghi , ne tempi , e nelle conver* fazioni indifferenti, coda da Tertulliano ncll Apologetico . Poiche cosl egli fcrive contra que maledici idolatri , che come inutile , e di

che fuperftizioni
i*

G9 nv rJ a ~

liun frutto

riprovavano

il

Criflianeflmo

,,Sia*
.

noi chiamati infruttuofi nei negozj come ardite di chiamare voi, o Gentiii ,
,

mo

tal nome gli uomini , che ufanolo fteflb vitto , io (leflfb abivoi, to , la ikfla maniera di trattare , e di giovare alia repubblica , che voi ufate ? E non {iamo gia noi Bracmani , e Gfnnofofifti , ehc abitiamo nelle felve quad che efuli fofllmb dal convivere cogli altri . Sappiamo di effere

queflo

con che abitano con

noi
?>

282
noiobbligati
35 35

C O S T U M I Dio creatore , e di doverlo


.

perpetuamcnte ringraziare Non rigettiatno niun frutto delle opere di lui E vero , che flamo folki di prevalcrcene parcamente , per non eccedere , e per HOD fervircene mala35 Per la qual cofa 35 mente , e fuor di mifura ,, non ci fiamo ritirati dal foro , non dal ma5 , cello, nonda bagni, e non fenza botteghe, M italic , mercati , e commercj coabkiamo in
?
.

3,
5,

quefto mondo . Navighiamo con voi ancora, e militiamo , e villeggiamo , e compriamo da voi, e vi vendiamo le noftre merci , c fono a voftro ufo efpofli i noftri lavori . Co-

,,

me dunque
>

voi dite

che flamo infruttuo-

(a)
c.

XLII.

Apol. fi-(rf)

95

Avea

cio fcritto prima di Tertulliano

s ^ Giuftinomartire nella Epiftola aDiogneto. I Criftiani,cos\ egli dice, wow hanno reglonl diver*
ft
da, quell e de* Gcntili,ne banno unaparticolare maniera di par tare , nc leggi civili e moraii divcrfe da quelle , che banno gli altri uomini Che fe in quefle cofe non erano differenti no,
.

ilri

dagli altri

,
,

ziofi

concorfi

fuggivano pero loro fuperftie abborrivano qualunque cofa


i

aveflfe

qualche ombra

o veftigio

di

gentile-

flmo.
P crtav ino a vedere i tern pli dcgl Jdoli , poiuano i pri~ c he fapendo mitim Cr/eglino , che coll udito, ecollaviflianl a ue- fta , e colla confuetudine fi avvezzano gli uodere,nema mini a ufar quellccofe , che altre volte abomincopercu-* navano ? particolarmente , fe all ufo fi aggiun-

Non anda~ r ^

IX. Per la qual cofa ne anco r per curiofki ,.


,

,, T

2*

tjrnore

e
,

^
e di

forza

procuravano
,

di

itarfene

lontani

mortificarii
.

fe

mai

fentivanfi mofli di

vederli

Laonde quanto

piu fi aumentava il nuinero de Cn fliani , tan5 to fi diminuiva il concorfo ne terapli degl idola-

&H ?RIMITIVI CRISTI ANI . 283 atri Qujndi e che dimandando Tertulliano .lie donne ( ch egli efortava di veilire mode.

iamente
e

e non ornarfi tanto

quanto foleano

gentili ) per qual cagione mai avrebbero vuto la vanita di comparire cosi abbigliate in

ubblico C^),,. Voi


,

dice

non andate ne
gli fpettacoli
,

C*)

terapli degl

idoli

nc cercate

Cultu fcrm ar.

ne conofcete quali fieno le fefte degl idolatri. Per quefti concorfi , e per lo fcambievole vedere , ed efTer veduto fonoftate inventate
le

affinche la luffuria abbia il fuo pa, vana gloria divenga piu infolente . (b) ufpiacea cio oltre modo a noftri nemici(6). E P lft )nde avveniv^a , che queftiripieni di aftio , e odio contro de noitri, gli accufaflcro , peric erano da loro difpregiate le cafe degli Dei ) Ne folamente difpiaceva a gentili, che non frequentaflero i templi da noftri maggiori , n a ancora , che non fi daffero a facerdoti degl oli quelle contribuzioni , che prinia erano diuanac?* fpeflfe,e non poco confiderabili.Laonde cio che m fi facea di male a criiliani da ioro -contrar} ,

pompe
5

fcolo o

la

Vi<Ic

?r

?r
>

era folito di farfi , daTacerdoti.Quindi e chederidengraziofamcute Tertulliano nel fuo Apolotico la cupidigia de Flamini , fcrive ((/) 01) Non abbiamo forze 3 ne modo di foe- P correre tanti mendicant! , quanti fono gli
della fuperftizione
intereflfe
:

amor

uomini , e voftri Dei . Siamo ancora di fentimento , che la limofina fi faccia a chi la ohiede . Or gli Dei non avendo fenfo , nc intelligenza, nefacolta di parlare, non poflbno chiederedi e(Tere fovvcnuti. Non meno
quelli , chenel primo , nel fecondo , e nel rzo frcolo della Chiefa fiorirono, furono cauti
:riftuni
3

che

vilfero nel

quarto

di

non

ac-

284
ca
c

1>R

U M
9

accoftarfl ne Iuoghi eonfacrati a fe alcuni fi ritrovarono , i quail


,

falfl

numi.Che
in cari-

effendr>
1

accoifipagnare lmperatore, erano afiretti a portarfi feco lui alcune volte ne tern pi , guardavanfi cgliro di non fare alcun atto di riverenza agl idoli , ne d irrbrattarfi con vcrun rito , o ceremonia fnperftiziofa dc| gentilefimo . Valentiniano, quegli, che fu dopo Impcratore , effendo fotto Giuliano capitan de foldafi , dovette un giorno accompagnarc quel Principe, che aveaflabilito di vifltare il tempio
i

dovendo

del genio tutelare.Avviatofi adunque I Impera. tore al deflirato luogo , e giuntovi pafso dentro
col fuo corteggio,mentre
tutti
i

facerdoti ftavano

alle
,

porte afpergendo , colTacqua ludrale.Avvenne allora,ehe unagoccia di quell acqua cadette a cafo fulla elamide di Valentiniano ; della qual cofa avvedutofi
, fi adiro molto, e ripieno di zelo riprefe facerdote delPidolo , c calHgollo liberamente. (a)Lib.iir. lenza temere lacrudelta del fovrano j e qtiindi Hift.c. xv r. recife , gridando , ch era ftata lordata dall ac ** ua F ro ^ana Stella parte della elamide , e get^

eoloro

ch entravano

egli

il

Cawab

tolla via

lontano
.
i

come Teodoreto (a)

altri

atteftano

Neancoper
curio/itdin.

v Pcf X D
*
9

la

"

n e rra
"

>

LL ca g lon e tanto erano abborn-

da noHri maggiori i fagrifizi della gentilita. che ne anco per appagare la curiofita , fe mai fagrifat de Gen- foffe loro venuta,ofavano di trovarviflprefenti, * lil allorche craro offerti agl idoli . Illuftri fono intorno a cio le teftimor.ianze di S. Giuftino
tetventvati

noa

ncll<

Apologie, di Atenagora nella Legazione, d. Tert Lillian^ , e degli altri antiehi noflri fcrittori, le

farie per queffo

quali elfendo note a tutti, non fono necef lucgo , mentre niuno fi trova
fia

che non ne

pienamente perfuufo

onde

pel

bre-

DE PRIMIT1VI CRISTIANI .285


brevita fi tralafciano .Che fetalunoavea urdinento , come lo ebbero certuni nel principle* lei [V. fecolo delia Chiefa , di aceoftarvifl ,
1
I

bggiacevaegli
late

graviflime pene , ch erano ne concilj de Vefcovi e_* prdcrkte e non voieva fottexnetterfi a quelle pene , ra perpetuamente feparato dalla comunione
alle
:

[el
lal

noitro ceto.e recifo,

come putrido membro,

corpo del cattolicifmo . Onde nel Concilio iliberitano , che fu celebrato verfo il principle el fuddetto fecolo fu (kbilito ,, che fe qualcuno de criftiani aduki aveflfc , dopo ricevuto il fanto batteflmo, avuto 1 ardimcn(<*)
,
,

(a)

Can.

&

a.

to di accoftarfi
,

al

tempiodegPidoli
doveflfe ricevere

e avefle

facrificato

non

la

comu.

nionc anche fe fode nel punto di rn orte E che i Flamini , i quali , dopo ricevuto il facramento medefitno 7 hanno fatto il donativo , perche fi fono aflenuti di facrilicare , ricevano nell ellremo del loro vivere la cor

munione,,.E nel Canone iofita di qualcuno di quei


al

fcdeli,,

LIX. riprendeiido la , ordin.i:do r

verfi proibire a ciafcun criftiano di accoliarfl

campidoglio, come fanno i gentili, per far Che fe alcuno vedri , , o vedere . doverfi dare a coftui la ftefia pena , che fi fuol dare a chi facrifica . Talvolta pero r veniva , che acafo qualchc criftiano fi ritro-r
crificare
life

luoghi , ove gl idolatri offerivano oro fuperftiziofifegrifizj , onde allora per non oflrar di acconfentire , o di preilar culto , e
in
que"

jnerazione a quclle filfe divinita, fi premunicol fcgao clella fanta croce , e facea si ,
i

e il fagrifizio non avelfe quell ef^tto , che i echi adoratori de fimolacri fperavano . Poi.e attella Lattanzio nel quarto libro 5 come

del-

2$6
(a)p. ?4f.
mo(<0,,

I>

E*

C O

T
al

U M
capo

delle fue divine Iflituzioni


in quella

ventfettcfi

T.

i.

Edit.
j?

che Gcsi , mcntre converfava cogli uomini, cac Criflo,


guifa appunto

an.r748.

ciava

diavoli colla fua divina parola

e ren

deva
5,

no
i

fen no alle perfone , che da quelli era Hate invafate , e levate di mente , co;
il

55
55

lui nel ft-guaci di

nome

del loro maeftro

e col fegno della patfione cacciano viada coi

uomini quegli fpiriti ribelli , pi degli La qual cofa non contaminati dal male
.

difficile a
55

provare
,

gentili ftanno 5
falfi

immolando

Imperciocche mentre 5
le

vittime a
9

lor
,

numi
la

fe afTiite

qualcuno de

noftri

ch

55
5)

fi

grifizj
gli

fronte colla figura della croce, i f: fegni non hanno 1 cffetto , e il renditor de
oracoli interrogate,
.

non trova la via ( certamente e ftaca fc quefta rifpondere vente la cagione , per la quale i cattivi prir

cipi hanno perfcguitato la giuftizia . Poid certi fervi cri(liani,efTendoli alle volte trov; ti ne luoghi.ove i loro padroni facrificavanc
55 55

ed avendo fegnata la fronte , fugarono monj , affinche non dipigneffero nelle


riora dell animale le

d(

intt
cl

55
5)
5>

cofe future

Il

55
,,,

avendo conofciuto gli arufpici , che g degli ftefli demonj , fi lamentarono , uomini profani ofaffero d^intervenire a
i

a iftigazion

grifizj

e fecero

si

che

infuriatifi

princ;

pi
,,

diftruggeflero il tempio del Signore ch era in Nicomedia , e con vero facrilegi


,

rimaneffero contaminati

..

Eufebio ancoi
Chi<

parlando nella fua floria Ecclefiaftica di -AfHn crifliano , che fiorl nel terzo fecolo delli che trovandoii Affirio Cb)I. vrr. fa, racconta (&) , xvn. p. Cefarea di Filippo , la qual citta e da genti c j? ch 4z. Edit. , e avendo chiam-ata Paneade 5
i

Cantab.

faputo
9)

9^

PE PRIMITIVI CRISTIANI
gli acciecati idolatri in

287

3,

un lorogiorno feiiivo nel fonte,onde nafce il fiumeGiorg^ttavano dano una vittima, che per arte diabolica occultata , mai piu non compariva, la qual
,

cofa era da
fa
3,
,

5 que miferabili ftimata miracolo-

3,
3,
3,

3,

,, ,,

cbbe compaffione della cecita loro , portatofl alluogo , alzo gliocchi al cielo , c prego GJSU Criilo Signor noftro di reprimere il nemico delPuman genere , e di non^y permettere , che il popolo rimaneife nella ignoranza , c nelPinganno . Fatta quefta orazionc 5 fubito comparve la vittima , che nuotando foprale acque , fece fvanirc Papparente mir^colo , talche mai piufurono qui-

vi fatte fomiglianti fnperflizioni ,, Non nego pero , che a viva forza foflero alcuni ilrafci-

ne tempi?, affinche foffero coitretti a intervenire a facrifizj , ed eziandio a facrificare . Ma cio non era a no/lri nemici di giovamento.
lati

:he
,1

? voleano piuttoflo i noftri eflere uccifi, potendo non andare , Lfciarfi condurre tempio delPidolo , e non potendo fare a me10 che andare ( per eflere tratti a viva forza) VltJeT flfrire o incenfo o altra cofa a falfi numi (4). (f/ ^ /\ :n ancora certifllmo , che ficcome deteilaigli rill* w ? ano fagrifizj , cosi abborrivano le felie de 12,s. ;.-ntili , che con riti fuperfHziofi II celebravao . Per la qual cofa non ofavano mai d inter* enirvi , come dal luogo del fecondo libro de li ornamenti delle femine compoilo da Tertulano 3 e pocanzi da noi riferito, evidcntemente Non uf* va ,
.
t^

PL" Jl

V_/

<T

coro ~

pparifce In
alia

fomma

tanto erano
della

noftri
,

lontani eran0
i

fuperftizione

idolatria

che anche GentHi

alle cofe, le
3

quali poteano fembrare indifferen- potfe a mor.


di gentilcfl-

purche aveffero qualche ombra

mo,

288
,

DE*
il

COSTUMI
i

aftenevano . Erano foliti i gentili di coronare , fccondo che dettava lo ro la fuperftizione degl idoli , loro morti . I criftiani , che ben fapeano, onde fofife nata quella tal confuettidine, non fblamente non volcano imporre a morti , e a fepolcri , e alle immavolentieri
gini le

corone , ma eziandio le riprovavano totalmente , e non poteano eflere indotti a ufarle in altre occafioni
.

Rimproveravano pertan-

apudMmuc.
Felic.
clav.

inO

p.io.
1.

(b)

De

Coron.Mil.
C<IC

si grande contegno,quafi che percio fi commettefle da noi un grave delftto Rifpondeano r pero noftri, come da \ pafli T ^ di S. Giuftmo , che aobiamo poco prima citat; e da altri e manifefto , cli da Tertulliano , era indegno di un criftiano , cio , che avei qualche indizio , ovvero ombra d idolatria,, Felice fe no ,j Perdonatcci , dice a Minucio il Sentiamc non vogliamo coronarci capo. colle narici 1 odore di un buon fiore , e nor
i

to loro

gentili quefto

(<O

(/>)

5,
3,

roniamo

gia colla tefta , ovvero coi capelli e vero . i noftri morti ,


di voi

Nonco>

Ma

io

, gentili maraviglio te la fiaccola e a chi fente , e a chi ,

come

maidia
fent<

.,,

la

corona
il

mentre ne

il

non beato ha bifogno


tranquiliita

,,,

ne

miferabilegode de fiori.Noi adorniam(


colla ftefla
d

le noftre eifequie

fc) Ibid. p.

^-

animo , colla quale viviamo , ne ceffiamc una corona , che fl difecca , ma ne ricevia ^ mo una ^ c jie non ft g ua ij a mai, da Dio (c) Toltopcro, che fu il pericolo, e lo
3,
.

fcandal<

no

della idololatrica fuperftizione , cominciaro i Criftiani a fpargerc i fiori fopra i le

(d) Anr.polcri de loro morti , per dimoftrare Tamo Chnft ? T*1-re 3 che loro portavano , e il cordoglio

che

feguitavano

provare per

la lor

per

XII.

PRIMITIVI CJUSTIANI

e per tanto da rnaravigliarfi , fe_j crano ancora lontani i noflri ma^giori dal ricorUtlta r /i r u rerc agii flregoni, per lapere le cole, che o non trovavano per opera di chi eranoavvenute , o taftero

XII.

Non

volcano fapere , fe doveano, ed in qual guifa doveano avvenirc MoitifTimi efempli OQtrcm mi* noi addurre per dimoilrare quefta inconma ficcome non vi ha , chi traihibilc verita fapendo , quanto erano i primitivi cn ftiani cfatti nell oprar bene , e nel riguardarfi da_ qualunque qofa , che potefle pregiudicare alia jfede , e alia pieta loro , non refti perfuafo , che non folamente lontani fofTero dal confultare gli ilregoni , e gli arioli , ma ancora gli odiafle.

coloro

ro

dimoilrando

e procuraflero di ch* eila ,


li

fcreditare la loro arte

cosi yolentieri

proveniva dal diavolo; Di queilo argutralafciamo


.

mento pero abbbiarno noi diffufamente ragionato nel terzo volume delle noftrc Antichiti
Criilfane(^).
XIII.
^

^ Non
\

?*
inter*

9 qualcuno dimandera , fe i no- ueniaano a cowK/r/ dt*. ftri maggiori intervenivano ne conviti de genGentlit tili, fappia egli pure, che tali conviti erano avuti in abbomjnio da fervi di Gesu Crifto, e

Che

fe

fuggiti (tiano .

come
5>

Noi

contrarj alia profeffione del criMinuclo Felice , faccia-i , dice a

de conviti non folamente cafti , naa ancora fobrj .Imperciocche non ci faziamo^nec" imbriachiamo , ma temperiamo colla gravita
1
(b>

mo

allegrezza (^), 5 . Somiglianti cofe fcrive Tertulliano nel capo trentanoveflmo del fuo P

Apologetico . Nel terzo fecolo de.lla Chiefa , ivendo avuto P ardimento Marziale Vefcovo
lella

Spagna
,

dto de gentili
.atria

:o(c).

a un non fo qual con- (c )S.Cypr. gravemente accufato d ido- Ep. LXVIJ-. depofto meritamente dal VefcovaT XIV.
di accoftarfi
,

fu

Dfi
Non
. .

.COSTUMX
gli
,

ofavano ancora
^

antichi cri-

co i;

ritrovarfi ncg!i fpettacoli . Fuzffivano _ . Teatro, e PAmfiteatro, si per le altre cagiom, che noi altrove defcriveremo,come anche per lo

lic.

io<?.

pericolo dclla idolatria. Q^andoera lororimproverato da nemici della noilra fanta religionc, che non andando al teatro , ff aftenevano dagli .. one ^ divertimenti (rf) , rifpondevano francac. Fel Qual cofa s intende principalmenibil p. niente : te per la renunzia , che fi fa nel battcfimo 3 , al diavolo , c alle pompe di lui , fe non che Se iara dimoitrato , ch^> ,, la idolatria ?
1

3,

tutto

dalli idolatria

Tert.
fpeft.
c.

j}

De

apparato degli fpettacoli provicne , feguira manif^damerite , che il criltiano, avendo rinunziato al diavolo, abbia ancora renunziato agli fpettacoli (&) .
1

VcTMimit
ibid. p. 345!
3,

aftenghiamo pertanto dagli fpettacoli , P e f ch6 ^PP iamo Ia loro ^ongine (c) . Ne principj erano due forte di fpettacoli, fieri , e funerali . I primi erano confagrati agli dei delle nazioni , i fecondi a morti . A not

(^|

3,
9
,

poco importa
ella

il

fapere fotto qual


fpiriti, a

nome
,

e_->

fotto qual titolo vi fia

T idolatria

quando

qualirinunziammo,benche ella fi ufia morti ^),,. Cosl Cd) Terr, ibid. cert^mente rifpondevano Tertulliano , e Mi,3

proviene da quegli

ufattni.

nucio Felice, e alcuni altri Padri , mentre-* dimoftravano , che i Criftiani n6 andavano , ni doveano andare a veder gli fpettacoli . XV. Finalmente febbene grandifTimo era il r ffpetto , che portavano agl Imperatori , con

climoflrazinne di onore,che non fo/Te puramente Imperattri, civil-. Per la qual cofa erano accufati da genti* cbe non fife puramtnte li 9 come rei di lefa Maefta , c nemici della reidopubblica . Imperciocche effcndo pcrfuafl gl
iatri,

di onore Agl

wtn
,.

.^

...attentiifimi
,

non
r

far loro niuna


~,

DR PR IMITIVI CRISTI ANI,


al Principe fi d jveffe un rcligiofo ( a quefto termine gli avea ridotti la ignoranza , e Padulazione ) non poteano ibffrire , che i noflri foffero loro contrarj , e ripro-

latri

che
,

rifpetto

vaffcro una

si

Itravolta, ed e

mpia maniera e

dioperare, penfare;onde ripieni di fdegno, andavano efclamando contro de criihani, e dif-

e di

famando
fa al

loro fanta religione,

come

pcrnicio(a)
"

pubblico b.-ne (d)


,

Ma

cr qual venerazione fi x Jiberamente rifpondevano a loro nemi- ^ peratori r n l pol02.& T-t Ci , e calunniaton che giulhmente da noieraJ^atiq.Ghrino i fovrani appellati principi , e flgnori , ftian. p.

peano
.

che ben fameriraOero gl mnoftri,


-

i<si.

avendo
tali
;

efTi

ottenuto

la

grazia da

Dio

di efTere..^

dono

ma che quantunque erano principi per e benefizio del fommo reeohtore dell O
numi.J^aondedoycano
5

univerfojcon tutto cio non doveano efferc rico.


nofciuti per tanti
riipettati

eflere

adorati

come fovrani gl Imoerntori, ma non com^ Dei (jo) Ne folamente cosl


.
.

.erano
ni ne
,

folici e di
..

rifpondere -..

,
.

di fare
,

criiKu,.

P"-

tempi

di

Claudio

~,v

di

XT

Nerone

di

Ve-

Apoloc.

fpafiano, e de feguenti Imperatori flno a Co^ itantino , ma nell eta ancora di Giuliano , nella

quale non puo neg irfi , che foffe alquanto di;aduta P antica virtu , e coilumatezza nel
:riltianefimo
*e
. La qual cofa febbene puo eflfeda molti efempli confermata , tuttavia per ion recar failidio a leggitori , faremo content!

li

uno

folo

Avendo per
,

lelle
>refo

fentenze

e de

la lunga efperienza_j y coflumi de criiliani com.

Giuliano Imperatore , efTer ellamalageimprefadi colui , che avefle voluto inlurre a facrificare agli Dei , non dico i piii norigerati de noftri , ma i foldati , che il piu s volte non attendono troppo alia perfezione T .2
/ole la

2p2

1>

E*

C O

U M

zione ; e avendo altronde faputo , che niuno di loro avf ebbe ricufato di onorare le fue imperiali imm-.gini con quel rifpetto civile, che deefi al fovrano , determinodi far idol.itrare i redeli ,
fenza che fe

re

Fecefl
fe foffe

me $

ne poteffero facilmente accorgeadunque dipignere in talguifa , co da Giove, o da qitalcun altro de folfi


e fece efporre in pubblico queaffinche veneodo i CriftLmi, ,

numi coronato,
fue immagini

o non facendone offervazione

( poiche flirebbe a molti paruto, chedalla vittorin,come foleanfi dipignere gl mperatori , e non gia da Giove , o

da Marte

fi

rapprefentaffe coronato

PAp oil^ta),

accorg^ndofene, foffero tuttavolra coftretti ad adorarle , altrimenti avea egli determinate di f^rli uccidere , credendofi , die non farcbb^ro ftati annoverati da noilri nel nu^nero de Santi Martiri poiche foffero ilati conJe riipettafierOjO
,

dai-nati alfupplizio, pel folo

aveano voluto onorare


peratore
iato
,
.

motive, che noiu_f immagine dell Im-

.dti

accoftandofi

adunque , come avea egli pene non facendo rifleflione a! ,

nuovo genere d inganno , ma fupponendo^, 9 die quello foflfe uno de foliti fcherzi de pittori,
fecero
il

alle

che fapeano
tirunno
,

immagini riverenza . , quanto foffe aftuto ,


,

Ma

coloro

e maliziofo

toil.)
,

che videro quella nuova for-

ta di figure

arrecate

fofpettarono , che foflfero a poila per circonvenirli , onde fi proteilafatti piuttofto


i

rono, che farebbonfi

ammazza*

re, che congiugnere col rifpetto dovuto Imperatore ii cujto non dovuto alle divinita
fe del
ftanti

ail

fal*

gjiuileflmo

coQu,efti per effere Ihti

,fu

la qual pena , loro certamente di gloria , e all einpio Cefare di clanno , e difonore . Per la quaj cofa~*

furonogravemente puniti

ve-

DE PRIMITIVI CRISTIANI

veggendofi egli vinto , per so quale altrn modo terer doveflfr , per rimaner lira volta fuperiore a crifliam. Era cnih me antico appreffo i Roliiari

ve

che i foldati dovendo rieevere il donati , immolaffero agli dei . Ma dopo , che Coi

tfantino, e

figlilioli di Jui

prefero

le

redini dell*

Impero, fu tolta affatto una s) cattiva confi:erudine , quantunque non foflfe da gentili abbandonata . Pen so egli adunque di nuovamente in-* trodurla ne fuoi efcrciti , fenza che i criftiari ne foffero confapevoli .Ordino pertanto,ebe fi pop* tafle del fuoco, e dclPincenfo in qner Itioghf, do ve fi facea la funzione Comardo poi , che a_ tutti coloro, che fi accoilavano, foiledetto, che gettaOero nn poco di quell incenfo ful fuoco, e quindi porgcfrcro la mano a ricevere il donalivo che avvcdutifi deir Tfovarotofi alcuni
.

irganno rictsfarono

di volcr

do
.

fare con tanto


efftr

dilcapito dtlle loro cofcienze

Non
il

quefta
a__>

ilmodo confueto
cipe
;

di

ricevere

dono dal Prin

ne poteifl niuno di loro coffrignere


5

facrificare

falfi
,

numi

Altri non ibfpettan-

pofero fopra ii fuoco 1* inecnil donativo . Quefti alquanto dopo trovandofi al convito , mentre volendo falutare gli amici, aveano invccato, fecondo il fclito eoftume de crifliani di quella eta , Gesu Crifio , furono toflo riprefl da ncn fo qual pietofo fedele , perche ardivano d invocare qucl Dio y che pocanzi empiamente aveano rinncgafo
,

do alcun male

e ricevettero

to PcrcofTi tutti come da un improvifo ful -ni ne da quefte voci , entrarono in loro medeflmi ed efaminando la loro cofcienza , febbenc fenza riflefTione aveano fatto al Redentor loro
. ,

una

si

grave ingiuria

vola- 5 e correiido in

levarono fubito di ta-. qua 3 c in la ncr le vie ,


il

gri-

ed atteflavano di cflere^ gridavano ad alta vcce, Siamo CrifHani , dicevano , e ftati ingannati. e ncl culto vcgliamo morirc nella offervanza,

Prima perdercrao Ic noftre , qualunque altracofa terrena . .Abbiamo facrificato colh mano si, ma non gia Non ci fiamo avveduti della frocoll animo de , neabbiamo mai fofpettato , che in quclla ceremonia foffe nafcofto un tanto male . Corfedi quefta religione
.

fufhrze

i Imperadore Giunti al efclamarono Ecco il tuo danara v Uccipalazzo di , uccidi pure i trafgreffori della divina legge , che hanno fatto al loro Signore una si atroce ingiuria i Non abbiamo creduto di errare , e vero ^ ma ancorch^ inavvedutamente abbiam

ro quindi a trovare

peccato

vogliamo dare foddisfa^ione a Criilo. coftanti nel noftro proponimento . Non muteremo fentenza . II peccato , che abbiamo commeflb colle mani , dee cfiere efpiato col iupplizio di tucto il corpo . Giuliano febbene^ pieno di collera , con tutto cio voile difllmula-,
,

Siamo

re

criftiani

apparenza , affinchc i gloriaflero di nuovi martiri.Frat* tanto privo que foldati dell onore militare,e fej

e perdonar loro

in

non

fi

<a)

Ivazianzen.

Greg- ce loro fe no
,

c jle

^v

^ llt \ 9 \{

ft

Orat.

111.

anta er*
1^

mitivi criftiani nel mantenere puro il culto di 73. 84. Soz.iib. v. Dio , e la fortezza nel follenerlo , quandoavefcap.xvn.p. fero anche inavvedutamentc mancato in qual-

&

p.

delicatezza

e iattenzionece

levaffero 0*)
j

pn-

f.If.

DE PRIMITIVI CRISTIANI
.

II.

belle frcglnerc , de temfli , delle fefle , e dellc 9 facre adunanze de frimitivi Criftiani.
I.

perfuafi ancora i noftri maggiori , j) e ii e lo fiamo noi pure,per eflere cos] ghtere iftruiti da fcrittori focri , e dalla Chiefa ) che

TTRano
(

fj
la

come

de

per

mo

uopreghiera c continua , c fervorofa vieppiu fi congiugne con Dio , mantienc la fede , e fi conferva puro , e retto, laddove__>
1

chi non fi applica vine cofe, e non

contemplazione dclle di colla orazione al Signore , fi trova in gran pcricolo , che vin. to dalle tentazioni , cada ncl peccato , e mifealia
fi

raccomanda

ramente perifca ; per la qual cofa procuravano di orare e fpeflb , e con fervore , talchedi notte , e di giorno nelle ore deflinate molto tem

po foleano confumare
tar falmi
,

nella

meditazione de mi,

llerj rivelatici nelle facre lettere

e nel reci-

faceano

e ne rendimenti di grazie . Che fe tutto quefto , quando non fi vedevano


,

ne pericoli

molco piu dovcano

farlo,

mentrc

fapeano , effer loro imminente la morte , e doverfi percio preparare a combattere col nemico , e riportare coll ajuto divino la vittoria . E la preghiera , diceano i noflri antichi una_j converfazione , e un colloquio con Dio , per la qual cofa , anccrche non diciamo nulla colla lingua, ecollelabbra , contuttocio difcorrendo coH animo, e colla mente ,fiamo intefida chi tutto conofce , e tutto vede . Ma alziamo
il

c dal

capo ad ogni modo , e ftendismo le braccia , Divino Verbo innalzati dalla terra,elevia-

ino la

mente

e ci congii gniamo colla volon-

14

ti

DE
(a) Clem, ta ai
-

COSTUMI
che_>

Qiiindi e , che parlando Satt Signore O) ib Giuflino Martire col Prefetto di Roma vin.cmom. _ avea * chiamato in giudizio , e interrogate , p^in. 7 Z2.

it-

dit.

an.

ove mai

foflero foliti di

adunarfl

criftiani \

3641.

e porgcre le loro preghiere a Dip ; rifpofe , che dovunque parea meglio ad ogni uno,e dove flimavano piu opportune , quivi erano foliti di congregarfi .Poiche Pinneffabile Dio de criftiaJiinon e circcfcritto , ne riftretto in tin luogo,

ma
(b) A&a_, e

effendo invifibile riempie

il

cielo

e la terra,

dapertuttoe adorato da fcdeli (&) . Ma quanS.Juft. apud sero afndui , e fervorofi nella orazione i tQ f f jKumarr. p. -\ n ., no rl niaggiori pnncipalmente da tempi dc 4p. Hdiu fond Apoftoli fino al quarto fecolo della Chiefa , allora potra intenderfi chiaramente , quan. do avremo noi dimoftrato quanto e foven.

....i

"

te
rj ,

e devotamente celebraflero negli oratoe nelle Ghiefe le facre adunanze , e quan-

to nelle private loro cafe alle pregbiere atten*

con qualche ordine , che noi prima trattiamo degli oratorj 3 e delle Chiefe de primitivi criftiani quindi delle feile , e delle adunanze , dipoi del
deilero
.

Ma per procedere
,

fa

d uopo

le flazioni

mente
i

e delle fupplicazioni loro , e iinaU , del loro perpetuoorare . Sebbene egli e difficile il provare , che
KZ?

abuuto
le

7"

g^ Apoftoli rt.-r Chiefe


,

primi tempi
15
1

aveflero
i

del*

come dopo

ebbero

ui

loro diice-

JT

Chiefe

(e) v. 43.

con tutto cio non puo negarfi , che aveffero certi oratorj , o luoghi deftinati apofla al culto divino , dove poteflfero adunarfl , e fare le facre funzioni . Kegli Atti defcritti daS.Luca al capoprimo ( c) leggiamo , che tornati jdnl monte Oliveto a Gerufalemme faliroro all* InVGrsftfw , cioe al luogo fuperiore , chedall
poll
,

terprete Volgato e chiamato cenacoio

.e
>

rima-

Dl PRIMITIVI CRISTIANI
rimafero Pictro
,

e Jacopo

Giovanni

Andrea , e Filippo, e Tommafo , e Bartolommeo , e Matteo , e Jacopo di Alfeo , e Simone


Giuda di Jacopo, i quali tutti in comMaria Santiflima , e di mold altri, che pagnia vi concorfero , concordemente perfeveravano
Zelote
,

di

nella orazione

quefto luogo fuperiore bifcgna , al divin culto, affinche ognuno liberamente 5 qualora gli fofle piaciuto , potefle quivi portarfi a orare . Altrimenti non
fofle

Or

che_->

deftinato

farebbe ftato chiamato da San Luca con un_* cosi generale 3 fenza accennarc di chi era Ja cafa , dove era quefto tal $vt*or . E inoltre ragionevol cofa 9 che fofle una cafa , o un

nome

luogo a queito fine medefimo apparecchiato . Altrimenti fe ora in una cafa , era in un altra fi

adunavano, non poteano tutti fapere dove fi celebrafle adunanza, a fine di potervi intervenire 5 e unitamente cogli altri fupplicare il
1

Signore , e renderfelo propizio , Confermali mio fentimento coll autoritu di San Luca me defimo , il quale dopo di averparlato nel ca po I. di quella ftanza iuperiore , e aver detto , che quivi erano gli Apoftoli adunati , e nel la orazione perfeveravano , ed elefsero S.Matil

tia per loro collega , foggiiinfe nel principio : del fecondo capo che mentrc fi compivano i giorni delta Tentecofte , erano tutti faritnente nello ftejjo luogo , e che allorafcefe fbpra di lo
(<z)

ro lo Spirito Santo
corfc

uditane

la

nuova

con-

a fentirli ufare varie lingue una gran_j mokitudine di Giudei venuti per la fefta a Ge-

rufalemme
ileflb

Se dunque erano adunati nello luogo , bifogna , che un tal lucgo foffe deftinato al culto divine^ e allc adunauzc delia na
.

E*

COSTUM1
fteflb

fcente Chiefa
v. 4$.

Narrafi nello

crpitolo fe,

condo

O) degli
i

Atti da S. Luca

medefimo

che

Santi Apoftoli ftavano a orarc nel tempio, e di poi andavano alia cafa , e quivi ta-

unitamentc
il

gliavano
ftfa
.

Or

pane,cioe confacravano quefla cafa qual era mai,

la fe

S.

Eucari-

non quclla

abitazione nota a tutti^e deftinata a quefto fine , dove eglino potearo liberamente , fenza dare fadidio a particolari , inter venire alia cele-

brazione del facrainento ? Che fe or in tina, or in un* altra cafa li adunavar.o , ron avrebbe mai ufato S Luca in numcro (Irgolare Ja p-rola f/xpy cafa, ma avrebbe dctto **T* fanvt f?r Ic cafe . Inoltre riprend endo S Pado nella fua prima Ep ftola a Corintj sbufb , che fi era in quella Chiefa introdotto , che ogntiro portaOe il fuo pane alle adunanze , e fenza fare coI

mune

la

cena, manciava quel


:

tato: cosi dice

lV(o

che avea por, avete voi forfe dtlle cafe


o

fer mangLire
di Dio
?
fl

e bsre

difprcgiatc la Cbitfa particolari cafe,

Non erano adunqiiele

celebravano le adunanze , ma una comune dove la Chiefa fi congregava , e quefla_f certamente era defiinata a quefto unico fine , altrimenti non 1 avrebbe diilinta dalle cafe particolari 1 Apoftolo . Anziche lo fteffo San Paolo fcrivendo a Fi.lemone dimoftra , chu

dove

nella cafa di

celebrare
(b)v. 2.

cava , Chiefa (^). Per

lui il adunavano i fedeli , per loro facre funzioni, onde Ci rich ella ferviva per ufo pubblico della
le

la qual ccfa quel luogo ancora, in cui fi aduravano i Criftiani , e di cui fa menzione Plinio nella celcbre Epiitola aTraja-

no Tmperatore da noi rift-rita di quedo volume bif jgna che


,

ntlla Prefazione
fla

fhto una cafa

nota a noflri

.,

e deitiaata per le loro congrega* zioni

Dl* PRIMITIVI CRISTIANI


zioni
.

Ne fembra

credibile

che

le

adunanze

delle quali parlano S. Ignazio Martire nelle fue finccre Epillole, e S. Giuitino parimente Martire nella fua

prima Apologia

fi

faceffero in_*

s* erano loro lucghi incogniti a Criftiani . foflero deftinati a quecogniti,era neceflario,che

Ma

pero , che ne tempi delle gran perfecuzioni non era poffibile a noftri di avere delle Chiefe fabbricate a pofta ,
flo fine
.

Egli e veriflimo

facile a nemici del criftianefimo difcuoprirle , e diftruggerle , come qualche volta avvenne(d) , onde allora ii congregava-

perciocche era

il

no or in un luogo 5 or in un altro , e principalmente neile caverne,e nelle arenarie^ove faceano certe come cappelle , nelle quali celebravano i divini uffizj , e recicavano quegl inni c falmi , che fuggeriva loro la pieta , e devo, cheaveano verfo Dio . La qual cofa e fendo dagli eretici conceduta , non ha di meflieri di eflTere diifufamente provata . Tmperciocche Georgio Valchio nelle fue Antichita Eccleflailiche (jh) attefla : che quando erano ricercati Criftiani da* loro nemici , non aveano pubblici templi ; onde celebravano tra le pri vate mura delle loro cafe le adunanze , e fe talvolta erano fcoperti , erano bruciati e ince, neriti infleme colla cafa medefima, in cui fi era-

jib.

xi.
]il>

& Am.
AV - P-

v. cap.

IJ1 *

zione

[b) Lib.r*
c. i.

p. 4.

ne

deile cavere de luoghi nafcoili , dove poteflero rifugiarfi , e pregare il Signore. Frequentavano pero piu d ogni altro luogo i
,

no congregati. Aveano pertanto


e delle fpelonche
,

ed ivi faceano le loro fla, zioni, e riceveano i facramenti , affinch^ ancoradalla condizione del luogo apprendeflero ^ con qual fede , e con qual coftanza dovetfero rendere teftimonianza a Dio , Ma che quando
la

fepolcri de martiri

00
la

I>

E
la

COSTTJTMI
pace
al
, i

chiefa

godevu

criftiani
,

aveflera
le

delle cafe delHnate

divin culto

martirj

e oratorj, e
,

chiefe

quali c e conventicoli

foifero appellate

a^" 3

?*nj

Taurin.

certo , che non li voler ripugnare manifepro negare , ftamente alia verita ccnofciuta . Eufcbio Cefarienfe parlando pel terzo libro della fua Titoria de fucceffori de Santi Apoftoli , e del frutto , ch eglino riportarono colla fanta loro predicazione 00 , cosl ragio a : Oltre Quadrato , fioni* ori0 arco ra moltiflimi altri in qnel tempo , i fenza
1

canto e

quali

come
le

fondarono

difcepoli di si eccellenti maeitri, chiefe ( i primi fcmi delle quali in


gli

varj luoghi avearo gia fparfi

Apoftoli ) e_j

aggiunfero degli edifiz} . Or quefH edifizj , che altro poteano efler mai , che gli oratorj , o le Chiefe , che vogliam dire ? E que trofei de* Santi .Apoiloli Pietro , e Paolo , che vedeanfi nel Vaticano , e nella via Oilienfe , come racconta Gajo Prete antichiflirno fcrittore criftiano
(b)Lib.ll. appreflb Eufebio medefimo(^) erano forfe Hat a ii fcoperto , fenza , che i Criftiani aveflero
j

iina cafa quivi fabbricata

ove adunandofi
sa
,

cele-

braffero

la

mcmoria de

Santi fondatori

deJa__>

Chiefa di

Roma?

Chi ron

che ne primi

tempi erano foliti i feguaci di Gesu Criflo di concorrere a fepolcri de Martin ? E rcn c forfe egli certo , che fedeli di Antiochia ne di Trajano 5 allorche fcrifiero alle altre tempi Chiefe circa il martiriodi S.Ignazio;e quei delle
i

Smirne quando diedero parte

a Criftiani fparfi

per TAfla del trionfo di S.Policarpo , invitarono tutti alle adunanze, che per memoria di quegl
invitti

campioni del Signore ne loro fepolcri fi celebravano ? Cosi parlano gli Antiochei)i,,i 53 Vi abbiamo manifeftato il tempo del martirio d Jgna-

DE* PRTMItlVI CRISTlANl


3>

J6I
Gesu

d Tgnazio affinche congregati nel giorno anniverfario del fuo trionfo , glorificliiate nella
fanta

33

memoria

di

lid

il

nottro Signor

5,
3,

Crifto(tf).,,Non altrimenti gli Smirnefi:,,Potemmo noi al oraraccoeliere le offa diPoli,

,.

preziole delle p 3 op.mim. le fepellimmo in luogo decente . v m.T.r. 3, gioje , e 35 Nel qual luogo radunati , come potre- PP. Apoft. Edit; Lond. 35 mo, ceiebreremo per mifericordia, e concef35 fion del Signore il giorno natalizio del fuo gloriof) martirio (^),,. Or fe ne luoghi,ove (b) Aft.S. erano fepolti fanti martiri , fi faceano le adu- r hc. num.

carpo

le

quali

ci

rurono

pm

.,

,,

Mart.S.Ien.
.

nanze de Criftiani fino da tempi di Trajano , e di Marco Aurelio Antonino 5 fbtto il primo de quali mori S. Ignazio , e fotto il fecondo
S.

^l^

Policarpo

chi

puo

effere co^i
,

poco verfato
cos! acciecato
,

nelle antichita del la Chiefa


dalla pafTione contro conFeffi , eflfcrvi llato
il

cattolicifmo

che non

qualche o qualche grotta cola vicino , ove congregati i fedeli con qualche ficurezza e fenza eflere fra
,

ediiizio a pofta,

itornati da gentili , potefTero celebrare la moria de Sand, e le facre loro funzioni ?

me
Di-

ranno forfe

che allo fcoperto , in mezzo auna piazza, o a una campagna fi faceffero qucfle tali dimoftrazioni da noilri
i

noftri avverfarj

antichi in

re

memoria degl invitti fervi del Signo che nelle bifogna dunque concedere
,

caverne aveffero

criftiani

ne

tempi delle
>,

perfecuzioni qualche ftanza incavata nel tufo , o nella pietra , e deftinataal divin culto, come ... i. tola. Jib.r. n n n molte di quelte Ihnze , o pmttoflo cappelle , ifer. O fopra che vpgliam dire 5 II vedono ne noftri ceme-i Cemet. di terj di Roma (c) , o che aveflero de Sacelli , Roma , &

ovvero

mi,

fepolcri mede/I- Aring. Roni s le quali, per le adunanze de fedeli , fi^*


-

delle cajfette vicino a

lib.

JOS

1>

K*

COSTUMI
,

appellatTero orator/ te ancora chiefe .

e conventicoli

foven*
lecito

Da

tutto ci6 fara

ancor di raccogliere , che que luoghi , ne quali , fecondo la teftimonianza diS. Giuftino Martire nella fua prima Apologia, fl congre-

gavano ogni Domenica ifedeli, e al divin fagrifizio , non altri foflTero


(a) n. 67.?.

afliftevano

opiuttofto ze ^ j ^ ^
5,
3,
3,

oratorj affegnati alia facre


^

che cafe , adunan-

jj gj orno dice 3 che da voi , o genchiamato del fole , tuctiquei cridiani, che abitano nella citti , o nelle ville, fi adunano nell itleffo luogo , ove (I leggono i 5 Che ie nc-. commentarj de fanti Apoiloli

tili, e

martirio di S. Giuilino leggiamo , gli che interrogate egli dal Prefetto , dove i crifliani fl adunavano , rifpofe , che adunavanii ,
atti del

dovunquea ognuno
che Iddio de
(b)Mart. f
n

criiiiani

di loro piaceva, perciocnon e riftretto in ua

qualche luogo , ma per tutto , effendo immenf] venera ; cio fenza dubbio non oita a quel, ^

-^* .^O
Edit.
ner.
J 747

(6). Imperciocche veritfimo, che Iddio e per tutto, che tutto puo efTere adorato , e che , quando Veanno ie perfecuzioni,e gli evidenti pericoii non perHP"

chV
eS
^
Pei"

fcnfTe nell Apologia

mettevano

che faceQero

le

facre adunanze,

ognuno poteva ritirarfi, portuno , e quivi adorare il fuo Signore; ond e, che S. Giuftino non ha detto il falfo , tacendo il luogo , in cui ordinariamente i fedeli , ch e^ rano nella citta , e nelle ville, nel giornofeftivo di domenica fi congregavano Sappiamo
.

dove piu gli parea op-

inoltre efler egli antichiflimo quel Dialogo intidi tohtoFilopatride , che trovafi tralle opere

Luciano Samofateno . In quefto tal Dialogo Ci parladegli Oratorj de criiiiani, comefefolTero itati fabbricati con qualche magniikertza , e
or-

DE* PJIIMIT1VI CRISTUNI.


ornati ancoraconricchczza
, e leggiadria . Poiche cosl parla in effo Crizfa , che fingefi uno : dcgi interlocutori paffammo le porce di ferro , e le foglie di bronzo , e per molte fcile , 3

girando intorno, falimmo a quale indorati erano i foflfitti


fa

la
,

cafa

della

inquellagui-

appunto , in cui era indorata la cafa di ,, Menelao , fecond j !a defcrizione di Omero * Vidi io alfora non Elena , ma certi uomini . che ftivano inginocchioni pallid! , Egli vero , che alcuni s ioimaginarono (d) pararfi quivi dal Dulosifta non de criltiani :ma degli aftrologi, ufando egli delle parole, :he fono proprie di quella vana profelfioline . Ma non videro tutto ii gii coftoro , che ii de criDialogo aggira intorno alle cofe liani , e che in quefto medefimo paflTo fi ra-

ll<

**"

Hi

*; in
f

^\

iona di cofe appartenenti al divin culto , le non convengono alia idolatria ? juali cofe

Tautore confute infleme gli aftrologi , e da maravigliarfl, effendo , non che i noftri erano da gentili , Jertiffimo hiamati come dimoe malefici ,
fe
i

]he

criitiani

Irammo
omprefa
oloro
er
rfi
,

flregoni nel primo


.

volume
della
il

delle noftre

Analtri

ichita ^6)

Avendo pertanto
falfita

alcuni

la

che riferirono

darla vinta a quivi menzione degli oratorj de criitiacredettero di poterlo affatto o togliere , , fnervare , dicendo 5 che Tautore del Dialogs aria ironicamente , e quandodice i foffitti orati di

non

palfo a noftri ,

interpretazione di matematici, che itimano

oro

intende

Veramente
ellegrina
,

i palchi fordidi , e mal fate quefla una interpretazione che non ad altri potea faltare in ca-

die

al

Boemero

a cui tanta venerazionc

prc-

304
*

E*

C e

U M

fa] Dlfiert. preilar fogliono i Luterani (a). Impcrciocch fe 1 autore del Diuhgo parla fempre ironicaA"!

Coetib

xvi.
Edit,

p. 57!

e P^^cio quefto V cmcnte ironicamenteintefoluogo ^ e &*


,

ancora bifogna
necelTario
,

egli e

anno che

pure detto ironicamente cio , che^ foggiugne degli uomini pallidi , e macilenfia
; quali faranno ftati fecondo lui e graffi, c roffi , e candidi 9 e non faranno ilati i^/noccbioni , ma ritti, e cosi andiamo difcorrejido. Che fe avea il Boemero della difficalti intorno

ti

foffitti

dorati

porte di ferro

e alle faglie di bronzo , e aile dclle quali fi fa n el Di a logo


1

menzionc, cffendo fomiglianti cofe troppo magnifiche , e pareodo , che non convengano all eta di Trajano ; dovea piuttofto dire , che il Dialogo era di eta pih recente , come diflero moltiffimi altri fcrittori , e non ricorrere
alia ridicolofa

interpretazione della

ironia
,

Sebbene

non

vedo perche ne

tempi

ne*

quali fotto

Nerva

fpazio godcrono i fero quelli , che tanto erano limofinieri


far

e fotto Trajano per qualche Criftianila pace, non potefs

anche un

edifizio

ornato di dentro a onor

epii, e ,

gloria del Signore, che adoravano.Che fe fotto Diocleziano Imperator Gentile in luogo eminente aveamo in Nicomedia una e bella , e magnifica Chiefa, come alquanto dopo noi vedremo, noncomprendo,perche un oratorio didentro folamente indorato , e ornato non fi poteiTe aver da Criftiani Ma poniamo il cafo , che iro. nicamente abbia parlato il Dialogifta , e che fie.

no

a propofito tutti

que

paflj di

Cicerone

che

per darci la origine , e la nozione di quefta figura rettorica, amafla quivi alia moda della fua
fetta
flra
il

Boemero
?

fentenza

Non

che prova egli contra la dimoftra ella la ironia ,


fe

fe lacafa,dove
fl.

PRIMITIVI CRISTIANI. 305 i Criftiani erano foliti di adunarnon era cos) ben ornata, con tutto cio era deDE*
fi

itinata a quefto fineacciocche quivi

congrein
,

gaffero

Avearo sdunque
i

Criftiani

tempi ancora

loro oratorj

ele Chiefe

que dove

Ne pro

congregati celtbravano le facre loro funzioni . cgli dire, che quefta fofife mi tngurio di

modo di parlare, che u fa ilDialogifta,comprendefi evidentemente,che qiiefti ragioni di una cafa deftinata alPufo comune dc fedeli , ove liberamentefi poteffero conqualche privato,poiche dal
gregare
,

e attendere alia orazione

Ma

quan-

to piu io confidero le teftimonianze degli Scrittori , che non gran tempo dopo Giuftino martire e
1

autore del Dialogo,di cui abbiamoparla^

to, fiorirono,

comune fentenza

maggiormente mi confermo 5
,

nella

che

fedeli

de

primitivi
le__>

:empi aveano a pofta le cafe deftinate per r unzioni facre , ove H adunafTero , quando non
loro impedito dalle grandi perfecuzioni : nentre non mi pare mai verifimile , che in si 3oco tempo potefle m ut arfi il coftume , talch6 ion ufandofi prima, in un tratto fleno ftate it:e le Chiefe in quella eta, in cui non meno era. 10 fiere le perfecuzioni, di quello che furono ful
?ra

orincinio del Criftianefimo.


e

Or

fe

tralafciate

teftimonianze degli Smirnefi , e degli Antio:heni arrecate di fopra, riflettiamo a detti deli intichiflimo Tertulliano,che fcriffe verfo la fine lei fecondo fecolo della Chiefa , noi certamente

:omprenderemo che in quei tempi i Criftia11 o nelle Catacombe , ovvero ne cemeterj lo,

legli
:os\
3,

che aree ancora erano appellati , aveano oratorj, dove H adunavaro. Dell arec

parlaTertulliano nel libro Contra Scapula . Sotto Jlariano Prcfide avendo il popolo gri-dato

I>

E
le

COSTUMI

^,

3,

are? delle noftrc fcpolture ^ datocontro non vi fieno piu le arce , fece si, che dicendo non foflero ne anco ftate le arce , o aje , che

(a)

P* 7

vngliamo dire , de gentili , perche Iddio perrnife , che non faceffero quelTanno le loC.lll, ro mefli (4) )? . Or qual preoiura avrebbero sj avuto popoli , che non vi foflfero piu Je tree de CrifHani , le ivi non fi faceano le adunin^? E chj credera , che le adunanze fi facetfero allo
i

fcoperto ? Se dunque fa , o cavenu vicina


quefta
tal cifa
al
,

fi

alle

faceano in qualche caaree , bifogna , che


piii

o caverna foifedeilinata fpecial,

mente
p.

divin culto

Ma quantoe

chiaro

8j,

che leggiarno nel ventefino quinto pafTo Capo del libro degli fpettacoli ? (&) Parlando egli del Teatro , e diiioftranio quanto farebil

bemale, chiardiiTe, ufcito


teatro
m^defi:n:>
;

dalla Ghiefa

andare

Qu_a! cofa e
alia

dalla Chiefa di

Dio andare

mai , dice , Chiefa del


fare ap-

diavolo

e fatigare battendo, per


iilrione

31

che avevi plaufo , , alzato alSignore, e con quella bocca, con


all

quelle mani

3)
a,

cui hai proferito

il

gladiatore

,, ?

E per
i

fanto amen , lodare il verita chi non vede ,

che qui fi ragiona da Tertulliano del luogo, do ve ficongregavano fedcli,e dove preganJoalzavanole mani al Cielo , e dicevano amen, c
fecoli de fecoli ? Or quefio luogo e da lui appellato chiefa,e fi oppone al luogo del teatro, il qual luogo del teatro e dallo flcffo qhiarnaro chiefa del diavolo . Era pertanto }a chieia men, tovataquivz da Tertulliano deflinata alle aduT[

(c)

C.

Ill*

nanze , come il teatro era deftinato aj concorfo del popolo,per vedere lo fpettacolo della commedia, e della tragedia . Nel libro ancora inti.
tolato della corona del foldato (c)

dopo

di

aver

men-

PRIMITI VI CRISTIANI

JO/

mentovato quclli , che per la imprudenzadi uno , che non avea voluto venir coronato , temevano , che non fi togliefle alia chiefa la
lunga pace, ch ella avea goduto, cosi difcorre:,, Per incominciar dal battefimo , nell atto di
entrare ncli acqua
a,
,

chiefa fotto

h mano del
al
.

alquanto prima iii__5 Prelato ci protettia-

modi
5,

rinunziare

e agli angeji di lui

diavolo, e alle pompe , Vorrei ora fapere , che

cofa intenda qul egliper la parola

Mefa
il

Non
f

accenna egliforfe manifeftamcnte

adunanza? Tralafcio
Tertulliano
,

le altre

luogo dell teftimonianze di

tcnza

che trovanfl ne libri delta Peni e delta orazione , i quali non fono mee a propofito , perciocche dovro 5 luogo . Bafta , che da due ci,

no e chiari,
tati
fia

riferirliin altro

evidente
illuftre

che

criitiani
,

quefto
nell eta

fcrittore

in

tempi di confeguenza_o

ne

chiefe
il

di Clemente Alelfandrino avelfero contro cio ,chcpretende il Boemero, quale al folito fuo torce ancora in altro fenfo
,

certi altri paiTi di Tertulliano,


(

ma

fenza profitto

non ha voluto far meczionc ) Non nega pero egli , che ncl terzo fecolodella chiefa gia avanzato criftlani cominciaffero ad avere delle cafe deftinate al divin culto , perciocche trova appreflfo Elio Lampridio fcrittor gentile , che ne tempi di noilri occupato un Aleflandro Severe aveauo fito in traftevere , e avendo fatto ricorfo con
poiche
di quefti
.

da noi

citati

tro diloro

i tavernaj,chc pretendevano e(Ter loro quel luogo, 1 Imperatore rtfcrifTe in favor de* criftiani, ch era meglio,che fladoralTe Iddio,chc fi dafle il luogo a venditori del vino.Confeflando adunque i noftri avverfarj , che dopo Aleffandro Severo i criftiani ebbero gli oratorj , c

ic

3V^
le

*>

costuMi
>

chieie, non enectffario, che noi apportiamo

diffufamente i pxfli di Eufebio , e di Lattanzio e di Arnobio , e di altri molti Scrittori del tero , e quarto fecolo, che delle ftefle Ch efe
:

efprcflamente parlarono

Baftcra

folo defcri-

vere brevemente cio , che della chiefa di Nicomedia accenno Lucio Cecilio icrittore contern poraneo di Collantino nel qelebre
y

lib -o

in-

c.

xii

titolato

Delle morti de Terficutori (d) ,, . Il fettimo giorno deile calendedi marzo , di-* ce egli , effendo confoli per la ottava volta
la

11

Diocleziano,e per

fettima Mafllmiano

Au-

35

,,
99
3,

prefetto co capitani , e co gufti , tribuni afifai di buon ora alia chiefa , e rotte le porte , cerco il flmulacro del Dio de criil

venne

fliani.

Brucianfi

le

fcrittqre

Si diftribuifce a
i

tutti la
3,

preda. Atterrifconfi fedeli . Gl im^ peratori (lando nelle fineltre (poich^ effendo la chiefa in luogo eminente , era dal palazzo

3,

39
5,
,.,

39
,,,

3,
9J
,.,

veduta ) contendevano tra loro , fe dovea effere incendiata , o diflrutta . Vinfe Diocleziano , temendo , che non fe ne ca* era* gionaffe un grande incendio , perciocche no molte caie e picciole , e grandi vicine alla chiefa, e ottenne , ch ella foflTe diftrutta Accofhronfi adunque ipretoriani, for-s poftifl in ordine colle fcure , e conaltre te di ferramenti in poche ore uguagliarono
ella
.
^>

99

al

fuolo quell altifllmo edifizio

,,

HI- Sebbene i primitivi criiiiani non aveano Delia for* ta,ofirut- ima certa determinata forma , e ftruttura delle de* Chiefe allora turA quando contro dieffi incrudeliva*
tew pit
^

dc*

no

e perfecuzioni

onde procuravano

di

for-t

marie come putevano , talche ne veggiamo alcune nelle catacombe incavate rozzamente nei e poi forfe da po fieri ornate alia megl JQ I con

ii
,e

e e
e

o
Ik i>

fa
>-

(0

>>

o
c
a
9

\l
i

IbiJ.

34.

Delia
le

le

parti dd anttcbe

J)E

PRIMITIVI CRIST! ANI

O?

con tutto cio quando poteano godere tin po di pace , in varie parti , fecondo i gradi delle e perfbnc , erano foliti di diftribuire i templi ad ognuno di efll quel nome , che itnporrc loro fcmbrava piu convenevole . E quanto alle cappellc , che veggonfi nelle catacombe , ho io voluto riferire la figura di una, efpreffa nella
,*

le

fegucnte tavola nel numero fecondo, laquacappella appartiene al cemetero di Calliilo , ed e rapprefentata dal Boldetti in fimile tavola
al

nel libroi.

Capitolo nono (d).In

effa

fi

vedo- (a)pag.

$?.

no

le

come

croci fcolpitenegli ftipiti del fuo ingrefifo, fi fcorge alia lettera P. e Paltare fe^nato

altresi colla croce

rtl nuniero primo


di

marmo

L altra figura , che fi vedc rappreitnta una cancellatu che fn trovata quafi intiera alcuni
.
,

anni fbno dal Boldetti nello


Callitto,,. Sta
3
,

iteffo

cemetero

di

citato
i

/>)

3,
3)
3,

qi .ale

pcro vie un largo Ipazio di cappe-la maggiore con una via , che a quefto luogo conduce, due volte piu ampia del iblito ,

quefta fituata, dice ratttorc_j avanti una cappelietta , innanzi la


*!
i

i-

... t CD) lbla

33
33 3*

cofi

della lunghezza di un gran fepolcro coperto una lapida intiera di marmo , fopra il quale rellaparete un altro fepolcro fi vede i

33

33

che da chi anticamente vi penetro , non folamente fu aperto , ma private ancora dclla lapida , che lo chindeva . * nelP arco fupc*
.

ricre dclla cancc Data fuddetta di


fcolpiti

marmo
di

fono

tre fegni del


^

nionogramma

Cri*

alia forma 3 e difpofizione delle parti de templi fabbricati dopa , che fu data la pace a Criftiani , e fu loro libero di for-

IV. Quanto poi

le
f

inarli a
piii

quel modo, e con quella fimmetria , che conveniya a loro ufi , egli e certo , che

n.on

DE
non
fu la

COSTUMI
in
tutti
.

medeflma

Imperciocchi

quantunque la maggtor parte erano piu lunghi, che larghi , efprimetiti quafi la forma di una.^ nave perche forfe appreffb gli antichi Criftiani unatal figura era mifteriofa (il che ahbiamo di fopra dimoftrato ) e teinpfi di una tale_j
, i

flruttura erano da greci chiamati fgtptKcl per efTere a modo de corf! , o de luoghi da paffeggiare formati;tutta volta non pu6 ncgarfl , che molti ancora fl ritrovaflero di ftruttura diverfa,
altri ottangolari, della croce , e al figura rapprefentanti ilctri di forme affatto different! da quefte .
altri
,

de quali erano rotondi


la

altri

Ma

figure dc templi,cosi erano ancora different! le loro grandezze , mentre alcuni erano fhti edificati da uomini ricchi, c fale

come vane erano

con tutte quelle difpoflzioni , e divifioni Pufo del tempo ; e altri , che richiedeva erano anguili , ond e, ch erano eziandio mancoltofi
di parti

canti di quelle particolari parti,che fembravano neceiTarie alle funzioni , che in quell eta fi fa-

cevano

qual cofa dovendofi dare una tal quale cognizione della flruttura delle antiche chiefe , fa d uopo prenderne non dalle afigufte ,
.

Per

la

ma
De
Vefttbo~

dalle piu ample, e piu magnifiche

il

model*
loro ve*

lo. y.

Aveano adunque
fomifflianti
r>

le piu

grand!

^^V.^ftiboli anttcbt da A

bene

no ^ re Baliliche

/*!

come

r
li

fpeflfo j

vede

a portici delle n r nelia ieguente

Hift. c.

tavola rappreientante il piano di una di quelle chiefe ( vedi le lett. Z. Z.) Or quefto portico, ovve. eh 6 appellato da Euftbio r^oVt/A^ iv. ro eYcrodV primo ingrefjo , e da Pro(<?.),

<*fu,rti

(V>

Lb

copio

tofo&vhctlor

veftibolo
il
,

c. vi.

"maggiori

chiuinato

(&) , ern da ncflri primo 9*$*% nartece ,


la ferula e lun-

cioela prim* ferula

perche Hccome

I)E

PRIMITIVX CRISTIANI
,

veftibolo era Jungo elunga, ianto era larga la chiefa , e aflai ftretto , in cj c flretta
cosl
il

quella forma
*

che
I

fl

vede

nella fopradefcritta

Anonimo, la opera del quale e fignra fhta prima pubblicata dal Lambeccio , e di poi dal P. Com be fi do i e finalmente dal P. Banduri dopo d aver afferito 5 che nel tentpio di Santa Sofia fl vedevano quattro nartcci affatto diverfi dalP Area , ovvero dal Chioftro del clie uno di tempio medefimo fcggiungne fi Erano efteriore Nartece quefti appellava
In
fatti
, ,
, 1

quattro Narteci da lui accennati quattro portici, due dalla parte occidentale , dove era la a facciata di quella chiefa , uno de quali era fuperiore , e I altro inferiore , come ne afUcura ilGillio, il terzo dalla parte fettentrionale ; c il quarto dalla meridionale , poich6 dalla orieni

tale

non ve n era alcuno , come lo fa chiaramente vedcre il Dticange Ma niuno di qucfti


.

Narteci era quelJo, che dalP Anonimo fu apflato pellato 1 efleriore , poiche fe per e fibre fuor della nave della chiefa dovea efiere chiamato con qiiedo nome ne farebbe feguito ,
>

farrebbero flati efleriori , mentre per ron efl cre Itati nella nave fuddetta 5 furoco da Giuftino Imperatore paragonati a quattro fiumi 5 che ufcivano daf paradifo terreftre . Non

che

tutti

cfTendo adunque niuno di quefti appellate* eft e* riore nartece , fa d uopo , che tal nartece^? efteriore fofie dagli accennatix quattro diverfo .

Or

io
,

non trovo
che
,

nome

della chiefa

competa quefto. , primo vei! bolo onde da Greci moderni fomiglianti


,

altro

a cui

efleriore

il

parted difuora, ifaifQn*** In queflo efteriore nartece fatto in forma di portico foitenuto da due , o da piu coloiine , fl fees* 4

veftiboli fono detti

^ cap iv

jfift.

O)

p4ip

>-

COSTXJM3
1

fecero

le

fepolturc pc fedeli dcfunti,


,

dopo die
;

rnorti fofiero fepell ti nelle cjtt} (4), come cofla dal Concilio Nannetenie. an* M r /v Atteiu ancora il fopracitato Anonimo , efferc r can,vi
i
.

fu permeflb

che

ihto ordmato da Giinhniano Imperatore


5

,
,

nell efteriore nartece ftcflcro tutti coloro

che che

pe loro misfatti erano


liaftica

ftati fepirati. dallu

Eccle-

comunionc

Forfe ar.che nel veilibolo


,
i

delle angufte chiefe


il

che non aveano T atrio

clauitrOjilavano penitent! di prima cla(fe t quali non era lecito di entrare nel nartec^j
,

interiore
ti

poiche altrimenci non farebbero

fta

fuori delle porte del tempio contro cio , che vien ordinato nel canone aggiunto alia lettcra

canonicadi
trattenere
rio
,

S. Gregorio Tauniaturgo doverfi lugenti fuori delict porta dcir Orato poiche gli audienti debbono fcare dcntro
:

la porta uel
2)el?atno
dellechieje
.

Nartece

VI. Dal veftibolo fi entravanell atrio, chiamato da Eufebio , e da Procopio tufym , e da altri rtt/A, per le, porte x v.x. Paolo Siienziario fcnvendo il tempio di S. Sofia dice , che dalla parte occidentale del medefimo fi vedea ua-f Erano paatrio circondato da quattro portici 5 rfmente quattro i portici dell atrio de SS. Ser
.

gio

Bacco
in

in Coftantinopolr
,

e dell a

Ma
.

donna
(i>)

Gerufalemme
fcrilfe

e di Paolino in Tiro

C. iv.

Eufebio nel decimo libro dellafua Ifloria (^). 3 , Entrato, che flate per la porta , non vuole Paolino , che paflTiate 3, il ve. 3, fubito nel fantuario,ma tra il tempio, e ftibolo , ha egli lafciato tm grande interval. 3, lo quadrato con quattro portici intorno non tutti gli atrj aveano vero pero, che Egli
,,,

Di quefto ultimo

quattro portici , mentre in alcuni quel por tico, che dovea eflere contiguo alia facciau
delta

DB PRIMITI vi CRISTIANI.

313

della chiela, ferviva forfe per nartece intcriore , e cosi fara fhto il ternpio del Santo Sepolcro in Gerufalemme defcrittoci da Eufebio nel

terzo libra della vita di Ceflantino - Nella noindicano P area , o ftra tavola le lettere i portici . Gli ilclauftro, e le lettere

RRRR
5

Q^Q^

ch erano tra I una colonna , e 1 altra de portici, crano chiufi co cancelli , quali ognuno potcva con facilita appoggiarii , perchc non erano troppo alti 5 e vaggheghiare le acque , che dalla fontana pofta nel mezzo del
fpazj
,

chioflro fgorgavano
dice,
il

Vefcovo Paolino co

crociati a

modo

Eufebio(d): chiufe, (a)Eu cancelli di legno in- Jib. x. c. di rete,i quali fono di giufta al- P
.

Onde

tezza,i portici .E S.Paolino Nolano(&):/Tg/ze /ecito ad ognuno difafjcggiarcnifortlci , e yuan- x d& fia flracco , di appoggiarfi ne cancelli , cbe pag. 647. fono fraffofli allc colonne , e vedere i giuocbi

E giacche della fontana abbia/atto menzione , fern bra opportuna cofa , che noi ricerchiamo come fofle ella fatta , ed a qtial ufo fervilTe . Era adunque P atrio, di cui abbiamo parlato , affatto fcopcrto , e illuflrato da raggi del fole , come dice Eufebio (Y), fe ) JIB. x* acciocche liberofofTe a tutti, che quivi fi fof- HHK Eccl. fero fermati , di alzare gliocchi al cielo, e di c. iv. p.4rp.

mo

delle acque

<&c.

contcmplarne la bellezza . Nel mezzo dell atrio erano i fegni delle facre e^iazioni , cioe 3a fontana , dove fi lavavano le mani , e la facciai cridiani , prima , che nel tempio entrafTero , le quali fontane in alcuni atrj erano cirsondate da cancelli di legno , o di metallo , e W] S.PaaL 1 1 s* di fopra ancora coperte Tutto Pedifizio , con
(<0

Ecilt

Ia:jr -

cui era cinto

e coperto il fonte , era da noftri , maggiori chiamato fiala . Intorno a ccrte urne.

314
ne delle

c o s T u M i medefime fonune era fcolpito


I>E

in lettc-

re greche quefto verfo

Lava

ipeccati

nonfolo la faccia

Tmperciocche i fedeli prims di entrare nel tempio fl lavavano le mani , e il vifb con quefte acque benedette dal facerdotc Benediceafi il fonte il della vigilia , e alle volte giorno ancora la fcfta medefima della Epifania, e negU Eucologj de Greci (i legge la formula di quefh tal benedizione . Ma coll andare de
.
1

ufo delle fontane; e fon fuctempi fu tolto cedute in lucgo loro le urnette dell acqua benedetta , che trovanfl communemente negl in1

grefli

....... fegnano
area
a (TT7
-J
,

de noftri templi. Nella noflra tavola i la fontana nel mezzo delP e le lettere TTT i cancelli , co quali era
?

attorniata
l_

Ne
o
il

portici

dell

atrio fb.va la priC<0

ma

clafTe

primo ordine de penitent!

erano rei di quelle graviifime colMa che capitali erano appellate , erano difcao pe , ciati anche da portici , e coftretti a flare alio (I>)S.Greg. fcoperto nell atrio (i). Qjirdi e , che Tertuljj ano ne j ]j bro de rpudidtia , attefta, che tutti XL* i erano caduti in si fatti delicti, coloro, quah erano non folamente impediti di entrare in-J chiefa, ma anche codretti a non iilare fotto qualunque tetto , che alia medefima chiefa appar(c)Cap.iv. ten efle (c). Il qual pa (To ho io voluto addurre, perche ancora (I vegga , fe per la parola chiefa abb a intefo fempre le adunanze Tertulliano , e non Tedifizio 9 come ha pretefo il JBoemero.i Poife quefti
i
i>

i~

DE PRIMITIVI CRISTI ANI. JI


Poiche non credo , che voglia coilui attribuire il tefto adotto alPadunanza .

ViL Dopo
.

1*

atrio

fi

pafsava

all

interiore_*

Era quefto Nartece, o ferula che *b(<irtece dire , nelle piu gran chiefe un porti voglfam co interiore divifo dalla nave del tempio "per un muro ( come H vede nella riferita Tavola_ alle lettere M.M ) , e non per un tavolato , co

immaginarono Imperciocche, fe nave della Chiefa 3 e folamente diflinto per un tavolato dal luogo , dove fi fermavano i battezzati , che della comunione
s
.

me

alcuni

foffe ftato nella flefla

delle cofe fante

godevano

come avrebbe detto

Teoriano

nella fua Icgazione

fuor della Chiefa ? tiamo a cio , che


la fua

Onde
fcriffe

che il l^artece e t attentamente rifletPaolo Silcnziario nel


fe

relazione della chiefa di S. Sofia , noi troveremo , che il nartece non era differente dal portico interiore di quel tempio . Dopo que3,
3,
fli

vefliboli del Clatiftro

dice cgll
la

uno

3,
,,

Chiefa , dofpazio lungo, quantoelarga ve per certe larghiflime porte entrano i concorrenti. Quello luogo e da Greci chiamato Nartece
.

Di qul

fentonfi

le lodi
.

del no-

dro benefattore Gesu Crifto


,, 3,
3,

Qin ndi per

dove fono

fctte porte poffono entrare dentro la ^chiefa, invitati i popoli . Una di quefte

3,
3,

3,

porte corrifponde alia front e dell angufto nartece verfo 1 auftro, 1 altra verfo fettentrione , e le cinque reftand fono occidentali nella ultima muraglia del tempio,, . Poi

che non altro Cgnificano quefte parole , fe non che dall atrio fl paffava per certe ample por
te (

come

fi

vede

nella tavola P.
il

O.P.

) a
il

uno

fpazio lungo, quanto era largo le fpazio fi chiamava nartece ,

quaondepoi fl entrava

tempio,

tf

ft

C O

STUM
iiella

I
chiefa

trava per fette porte

nave della

quali porte erano lateral! al nartec ( vedi la Tavola lettere N.N. ) e le altfe ne itturo occidentale della n?.ve della chiefa ( ved
le

due de

Era adunque il nar la tavola lett. L L K L L ) tece divifo dalla nave della chiefa per un mu ro , e non gia per un tavelato. E per vero dire.

dove maiEufebio
tri

antichi fcrittori

fimile
tori
,

dove Procopio , edove alhanno fatto menzione di ui tavolato ? Errarono pertantoquegli fcrit. per altro dottifTimi , quali non averdc
,
i

.\

fatto rifleffione

alle

teftimonianze de
,

noftri

maggiori

credettero
a

che

le

chiefe antichc
,

foflfero fomigliantj

certe

moderne de Greci
due

la corsia delle quali e divifa in

parti per un

-tavolato,ficche

la inferior parte alia porta vicina e piu flretta affai della fuperiore, ed e appellata nartece.Dopo che fu introdotta la diftinzio ? ne de penitenti , e de catecumeni in varieclaffi, furono aflegnati loro i proprj luoghi ne templi -Era il nartece deftinato pe catecumeni , per gli
.

energumeni, e per queLche faceano ptnitenza, i quali crano chiumati auditnti , perciocche era Joro permeffo di tfcoltar quivi gl inni , e falmi , che fi cantavano in chiefa , e le iilruzioni altresi , che davano a concorrenti miniftri autore della divina parola che Qt-indi e,
i

antico delle Apoftoliche Coftituzioni prcfcrive,

ordinato dopo la ordinazione parli al poche avra di ragionare,d!ca il diapolo, cono da un luogo eminentej cfcano gli audientij e gl infcdeli . Racconta eziandio autore dell
1

che

e finito,

ultimo csnone aggiunto alia Jetura caro.^ca di S. Gregorio Taumaturgo , che T ardizione-^ fi faccva dentro la porta del veilibolo nel nar tece, doye chi avea peccato. potea JLre fin-* che

PRIMIT1VI CRISTIANI
die non erano licenziati
la
i

catecumeni , e udire divina parola , e poi ufcire . Appartenevano gli audientl al fl-condo ordine di coloro , che
faceano penitenza
,

poiche quelli della terza_

clufli\(che/#/2rtf/7 erano appellati,perche avea* no finito tre anni ntl piantp , e tre altri nell
p.fcoltare
,

e fei anni ancora


j

dovcano afpettarc

per cflere amm; ffi alia comunione ) non nel narttce , ma dentro le porte della chiefa nella nave fl adunavano Permettevafi talvolta an cora a gentili , e agli ebrei , e agli eretici , e di entrare nel nartece , e di udiag!i fciimatici ;re la predica , o la iftruzione , che davafi da
,

rniniflri del fanto

Vai^g^Io
fl foflfc

affinche

fl

poteffero

convertire
iro
il

fe

Dio

degnato

di toccar lo-

cuore.

Dal Nartece entravafi nella nave, co chiamata perchecra piu lunga affai , cbe lar- delta Chiefa ga Erano in effa varie divifioni, perche gli uole quail nini ilaflero feparati dalle donnc ( a ) Clem, ilvidoni erano forfe fatte con tavolati, che im- Conftir. Aoft Ll1 c pedivano , che rion fl poteffero fcambievolmcn- P Lvl1 dalla parte finiitc vedere . Stavano gli uomini Ira , il che fl puo facilmente provare con una fcrizicne antica trovatanel ceineteroVaticano, n cui leggiamo 5 che la finiflra parte del! Dhiefa era deflinataper gli uomini ( b). Onde /Myit,. jj.
IX.
;1
.
(<z\

a__>

di fopra riferita la parte H. fl Rom.fubre r , ch era deftinata per gli uomini , la c.x.n.xxm. , 2 4 jual parte rimane finiftra riguardo a chi entra in P:hiefa , e la parte G. per le donne . NelPinreflfo della nave,come abbiamo detto, ftavano i enicenti SufiratiJ.l.afiinchk ufcendo ilVefcovo,
^ella

tavola

)uo dire

it

metteffero inginocchioni , e riceveffero la mpoflzione delle mani . Vicino al luogo de ufirati era. Yambone , o il pttlfito,^ Tav.
lett.

Del
jel

coro

c
,

bemx

ov era
tare.

V al.

C O S T U JK f onde fi leggevano le facre Scritturc ^ popolo , e onde fi predicava . X. Dopo la nave feguiva il coro, chiamato da Greci S/-e* , il quale era feparato dalla nave medefitna per una , o piii balauftrate . ( Vedi i fegni nella Tav. ) era quefti il luogo de minHIri del fucro altare . Dal coro era feparato il bema , ( Tav. Lett. C. C.) ovvero il Santuarh con un tavolato, nel qual tavolato erano tre porte ( Tav. Lett. F. B. F. ) La poiv ta di mezzo era maggiore ( Tav. Lett. B. ) delle altre due , ed era chiamata fanta . Dentro il Semacrz Paltare, ( Vedi la tavola di jlbpra riferita alia lettera A. ) dove (1 offeriva il divin

Jl8

letc.

Y. )

ed era quefto luogo , ( perciocche di entrarvi, fuorche a cbierici ) chiamatoinacceflfo,e facro.Erano inoltre templi ornati con alcune immagini rapprefentantegrifizio
,

non eralecito

ti le iftorie

del vecchio,e del nuovo tellamento, e varj fanti , che per la fede aveano patito il martirio. Ufavanfi eziandio in quel tempo i

e varj ornamenti delle chiefe , e de , miniftri de facri altari , delle quali cofe noi trattiamo diffufamente nelle noftre Antichita
cerei

(ti p

ne primi tempi la templi , come ce ne afficura Tertulliano nel capo terzo del libro 3 chV com Pfe contro i Valentiniani C^ 2*1.
Criftiane
.

Ma era fingolare
nollri

femplicita de

Delle

adu-

?-?"***/

. fc leanff fare orni nelle Chiefs g^

XI. Or fino dal primo fecolo della Chiefa grandiflimo fempre fu il concorfo de fedeli in quefti oratorj , o templi , o martirj , in quei ^. /. .,
.

la

particolarmente , ne quali fi celeDomeni~ brava la memoria della refurrezione del noftro


.

c^

della

Signer Gesu Crilio , voglio io dire , il giorno domenica , che ne libri del nuovo teilamento e chiamata prima del fabato, cioe pri

mo

PRIMITIVI CRISTIANI

mo

giorno dopo

il

fabato (4)

nica era que! giorno ftabilito , teih Plinio neila fia letters a Trajano la qua3e e flita da noi riferita nella Prefazione di queilo

Onde la domein cui (come at-

(*)
*

Cor.

XVI - V *

volume

fi

tavano degl inni

congregavano i Criftiani, e cana Gesu Crillo come Dio , e_*


.
,

prendevano 1 Eucariftico cibo Imperciocch^ il erro malamentcil Boemero quale pretefe ,


che quefto
tal

giorno

foffe

il

fabato

fbndatofl

fopra delle ragioni fievoli, e ibfuf&denti , la piu forte delle qualie,perche nell Afla fi trovavano de Criiliani convertiti dall Ebraifino, a quali

/t V p^

(>

permettevadi celebrare (&) ancora il fabito Ma dalla lettera di Plinio fi fcorge , che i Crifi
.

; J1 1ert

chrift
p.
<j.

die

ftiani

de quali egli parla, erano convertiti dal

fc q.

mentre fe foflero ftati giudei , , non farebbero ftati coflretti o a facrificare agl fdoli , o a morire Di piu dalle lettere di S.Ignaz\o Martire ( ch era flato difcepolo di S. Gio vanni, regolatore delle Chiefe dell Afia , e che
gentilefimo
.

fotto Trajano intorno a que tempi , ne quali Plinio governava la Bitinia ) evidente-

pati

mente

raccogliefi , che i crifliani di quella_> Provincia celcbravano la domenica . Poi35 che nella Epiftola a Magnefiani ,, : fe fono , 3? dice , venuti alia novita della fperanza i fe35
33
33

non piii folennizzino il fabato , ma vi, vendo fecondo la domenica , nella quale c nata la nofira vita per Crilio , e per la morte
deli

3,
.,,

di lui
fciuti

fcftengano
.

come
,,

llro (c)

fieno riconoquel divino Mae* S. Giuftino ancora, che viiTe non \ ^c


,

affinche
di

difcepoli

fj>

JX

gran tempo dopo S. Ignazio, nella fuaprimaApologia attefta, che i criftiani fi adunavano il

^
.

giorno
cato
al

di

fole ((/)

domenica , che da gentili era dedi/a) n . Anziche S. Giovanni Evange- p


li-

L xv!i.

J2O
lifla

DE
Ma

CO STUM

nella fua ApocalifTe parlando del dl , in cui fu rapito in eftafi , lo chiama giorno di dome(a) Apocal. e.i. v.ionica veggiamo, quali erano g!i efercizj
(<0

to giorno

quefto fanfpetta all eta de finti Apoftoli , San Luca ce ne da in poche parole tin efatto, e diftinto ragguadi pieta
,

ne quali

impiegavano
.

in

primitivi criftiani

E quanto

glio . Perfeveravano , dice, tutti nella dottrina, e nelia comunicazione , e frazione del pane, e
43.ie<jq.

nellaorazione (&)
ntli oratorio
il

. .

erompendoin

, pane , prendevano con femplicita Palimento , lodando , e rendendo grazie &c. Non altrimenti parla delle adu5 nanze de fuoi tempi S. Paolo nella prim a lettera a Corintj , dove febbene accenna , che i criftiani, i quali inter venivano alle ficre funzioni, foleano comunicarfi , con tutto cio dimoflra, con qual puritk di cofcienzadoveano accodarfi alia facra men fa , affinche non fi tiraflfero contro lo fdegno del Signore ,, . Ho io ricevuche vi ho in39 to dal Signore , dice egli , cio

cafa, cioe allegri , c

35

3)
,,
3,
3, 3
,

che fegnato quella notte ,


:

il

nodro Sigrior Gesu Crifto


cui fu tradito,prefe
il

in
,

in

pane

59
.,,

avendo rendute grazie , lo ruppe , e difle, prendete , e mangiate , queflo e il mio corpo , che fi fpezzuper voi , ci6 voi fate a mia commemorazione. Prefedmilmente il calice , e avendo ringraziato difle , quafto calie

ce e
fate

il

nuovo teflamento
qualunque

nel

mio fangue
3

cio

*,
,
,,

volta voi berrete

in

mia

commemorazione

33
3>

. Imperciocche ogni qual volta voi mangerete queilo pane , e berrete queilocalice, annunzierete la morte del Si-

3,
,

gnore, finche egli non ila venuto . Adunque mangera qucflo pane, o berra queflo calice indegnamente 9 fara reo del corpo , e. del
chi

nt*

pRiMmvi

CRISTIANI

*
1

mo
,,,

del fangue del Signore. Pruovi adunque uofe fbffo , e cosi mangi di quel pane , e beva di quel vino . Poiche chi 1 mangia , c
,

chi ibeve indegnamente


il
.

fi

mangia,

fi

beve giudizio , Percio fono tra voi molci mente punito ,, . molti deboli, e dormono molti ,, infermi,e
fara afpra-

che vuol dire

Veggano pertanto coloro,che abituati nel male, c dediti a divertimenti di queflo mondo,ardifcono di accofturfi fpeflb al facramento, e di ricevere il corpo, e il fangue del Signore, fe hanno quclle difpofizioni , che da loro richiede_^ PApoffolo . A me certamente pare , che cosl facendo , invece di unirfi maggiormente con Dio , fi mangino , e fi bevano la loro rovina . Perc 6 deploriamo noi non piu molti , ma moltifllmi , che fono infermi , e deboli , c addormentati . E chi sa , fe udirannomai le parole: forgi tu , che dormi, e t illuminera Crifto ? Matorniamo al noftro propofito , e cfferviamo quali fo0ero , e quanto fervorofe nel fecondo, e terzo , e quarto fecolo della Chiefa le con* gregazioni de* fedeli ne facri templi. S. GiuIHno Martire nel luogo pocanzi accennato che nel dl del fole tutti quelli , racconta : 3) che abitavanonella citta ,onelle ville, con3, venivano in un luogo , e primieramente i 3 commentarj de fanti Apoftoli , o i libri de* .53 J3 Profetileggevano. Qu^inli avendo terminato il lettore la fua funzione , chi prefedeva , con efficaci parole efortava il popolo d imita33 5 re le chiariflime di 33 gefte de Santi , e i e i configli , che in quei precetti , j, efeguire facri volumi fi contenevano . Finito quefto
,,.
5>

3,
?>

ragionamento , alzavanfi tutti infieme , c fecondo 1 ufo pregavano c per loro medefi-

9i

mi

>

322
,,
3>

DE
,

COSTUMI
,

mi

e per chi era ftato allor battezzato


tutti gli altri
,

e
(I

per

ritrovaflfero
3,
3>

dovunque mai coft.jro affinche avendo acqutftato


,

la

cognizione della verita

ottenelfero eziandio

3,

3, 3,

la grazia di fare una vita retta per le buone comandamenti del opere , e di oTervare Signore , e giugnere finalrnente all.i gloria, che non ha fine. Salutavanii di poi col bacio , ch era il fegno della fratcrna dilezione . Ofi

35
9y
35

ferivafl di poi a chi del vino coll acqua

prefedevadoi pane, c

35
35
3,
35

35
35

le quali cofe avendo , dava gloria, e lode al Padres cgliprefe, pel Figliuolo, e per lo Spirito Santo , e per qnefli doni da lui ricevuti lungamente fi tratterevanel rendirnento di grazie. Terminate le preci, il popolo , cheailiiteva , era foiito di rifpondere ^fmen , la qaal parola tbraica vale lofteHb , che ilvocabolo Italia-

33
93
35

35
3>

39
39
3>

no,fifaccia . Dopo le preghiere , e le acclamazioni de fedcli , che afliftevano , prendevano idiaconi il pane , e il vino , e 1 acle qua,fbpra le quali cofe erano ftate rendute a pregrazie al Signore , e le diftribuivano icnti , riferbandone parte a coloro , che non aveano potuto intervenire alia funzione .

Or

era eziandio in quefto divino alimcnto


di cui

5>

33
35

quei tempi chiamato eucariftia , altri certamente poteano eflere partecipi


i

non
,

fe

5,
a,

venon fe quelli , q^uali , della noitra religione , ed i riflimi dogmi maniera , ch era erano battezzati, e in

credevano

effer

,5
3,
5,

quella fhta dal Redentore prefcritta, viveano

Im-

lo iia, perciocche erano tutti perfuafi , come mo pur noi, che quel cibo non il debba prenvino dere, come fi man^iail pane,e fl beve il
/*

r*

*>

comunemente
--

, *

ma come

cibo facrolanto
/T*

DE* PRIMITIVI CRISTIANI


^~

323

efiendoci fhto rivdato

elfere quel talc a!f-

33

3J
3)

mento la carne , e il fans;ue di Gesu Cr;ilo . Poiche gli Apoltoli ne loro commentarj , chc fono chiamati Evangelj, hanno fcritto, chc cosi fu loro comandato da! Redentore ,
allorche prefo
di grazie
il

pane

33
3J

3,

, fate zione, queflo oil mio corpo ; e prefo il calice, e rcfe le grazie , foggiunfe : 3 il queflo
.

differ

do

in

dopo il rendimento mi a commtmorcL-

il giorno di un tal giorno fu il perche 33 primo della creazione del mondo , si perche ? 3, in effo refifcito da morti il figliuolo di Dio , ,, e noflro Salvator Gesu Crifto Ca} ,, . Con- S ^ ferma le medefime veriti il fanto Martire nel .fuo celebratiffimo Diajogo avuto conTrifoneg Giudeo . La oblazione , dice , della femola

3,

3,

mio fitngue domenica ,

Adunavanfi poi

si

X
j

A P^

,,
3,

nata da
lizia

3,
.3,
3,
3,

era figura della Eucariftia , la quale fu ordiGesu Criflo in mLMiioria della fua paffione per quelli , che fl purgano da ogni ma,

affinche gli

rend
I

per aver
ci
ci

eg!i creato

amo ancora grazie si univerfo , e si perche


i

3,
3,

e ha repreffi nemi, deH uman genere Per laqual cofa parlarono eziandio Profeti di queflo facrifizio

ha liberati dal male


.

del pane 3 e del vino, che fl off rifce per 3, tutto il mondo (&),,.Difc -rre quindi il Santo del giorno feftivo della domenica , e ripete al3,

n>

jj.

3{LV

trove

le preghiere , che nelle adunanze fuddette erano devotamente a Dio indirizzate da*

crifliani

diverfi

(c) . Non fono da quefti di Giuflino c fentimenti di Tertulliano . Quefti nel ^ \


j

n<

xxx *

33 33 33

trentanovefimo capo del fuo Apologetico , Siamo un corpo dice , che profeffa la fie (fa
religione , cheha ladifciplina da Dio, ed e confederate) per la fperanza . Conveniamo

3,

nel-

324
33
35 33

*>

COS TUMI

nelle adunanze , , e ci congreghiatno , che come formato un efercito , arriviamo

quafi ad aflaltare Iddio colle preghiere . El forza a Dio medela e grata quefta tal

35 35

iimo

Preghiamo
?

ancora
,

rador.i

pe
,

loro minifterj

per per

gl Impele potefta

3)
3>

del fecolo

aduniamo
35

e per la quiete delle cole . Ci per afcoltare la lezione delle

5,

divine fcritture . Pafcoliarno la fede colle fante voci , folleviamo la fperanza in Dio , . e in lui fifliamo la noftra confidenza Mol-

te altre cofe

aggiugne quivi

e altrove Tertul-

preci , che i fedeli indirizzavano in quefteloro congregazioni al Signore , e la modeftia, oolla quale aflifte-

liano

le

quali riguardano e le

vano alle facre funzioni, e fpecialmente allorAcconfentono che fi offer! v a il divin fligrifizio a quefto illuftre Scrittore i Padri , che nel come Minucio le eta feguenti fiorirono , Delia Pa- Pelice S. Cipriano , Arnobio , Lat, Origene , tanzio , ed Eufcbio Cefarienfe , i palTi de qua il, non contenendo nulla di piu conflderabile ,
.

(a) Tert.de

p er b revl*{;^
>

jf]

tralafciano
.

p. 232. .Ue
jejun.c.xiv.

domenica folennizzava.
.
.

no ancora

noftri

.,

maggion

il

giorno anniverla-

y. $$2.

Oii.

Tig.L.vi

rio della refurrezione del Signore,che,comenoi, appellavano Pafqua . La qual cofa non folamen-

ContraCeJ- te coila da pafTi degli antichi Icrittori (^) ecclefumn x 1 fiaftici , ma eziandio dalla celebre controverfia, i,
j

tempi de Santi Aniceto Papa , e delie Smirne (^) nacque tra Venet. crifliani delFAiia , e quelli delle altre chieVl E~ fe tiitto il mondo . Imper^ ch erano fparfe per ciocche pretendendo gli Afiatici , che la pafqua p C. XXH *iecondo la tradizione , che vantavano , di feq.p. 205). Edir.Taur. S. Giovanni Evangeliita 5 doveffe celebrarii da

Op P .*E4*it!

c ^le

fi

no d a

Policarpo Vefcovo
i

<ie

fe-

DK* PRI
fedeli

MITIVI CRISTI ANI


co

tutti furono loro


l*

giudei ; gli altri crilliani. contrarj ; quantunque non termino totalmente la lite, finche non fu decifa
infieine
i
i
/"

f
J

^
-

Nicea . gran Concilio di Poiclie tutti acconfentironoalla tradizione della Chiefa di Roma , e feguendo le determinazioni de f.iccefTori di S. Pietro Apoftolo , flabilirono, clie la Pafqua doveffe da nodri celebrarfl la dodal
(<0

ianno 325.

-r

-N

XT

(.3; fc
.

MMI vita C
c. v.

p.

&<{

menica
di
il

clie

Viene

quindiccfimo della luna di quindicefimo della luna di


>

domenica
allora la

e quel di
fi

immediatamente dopo il Che fe marzo marzo cadeffe in foffe a* Giudei pafquale ,


*

pafqua da

criftiani

fi

trasferiflfe

co

me

da noi ancora

pratica

alia

domenica fuf.

a quella folenniti col digiuno detto della quadrageflma , del quaie noi parle-

feguente . Preparavanfl
nel

remo

fecondo libro

in cui

dovremo

trat-

^//^
.

tare della virtu dell aflinenza,

e della mortifi- fyua

cazione de primitivi crilliani . La fettimana avanti la pafqua era da loro tutta confumata nel mortificare con aufterita particolare la carne ,

., .

Conftit

c nella orazione (b} . Onde fe negli altri giorni \ {\. \. v . ?r) della quarefima verfo la fera folamente pren- c.xvi./eq. deano cibo , in quefta ultima fettimana prolun-

digiuno fino allo fpuntare delPalba(c). nella crenteflma Omilia foprail Genefi per qual cagion mai la fettimana fanta il chiamaile grande , c con tanta aufterita , e devozione il pafiTatfe da c T /! /j IT redeii criltiani , rilponde che avea ella un tal

gavano

il

( c ) Fatetwr

Onde

S.

Gian Grifoftomo cercando

idetiamCa-

veusdeMo.
Jli>

* (:

i KdJ*
t

nome

per eflfere itati conceduti in que giorni grandinimi bencfizj ugli uomini . Impercioccha fu allora terminata la guerra, che avea durato per tanti fecoli,efttnta la morte,tolta la maledi2ione 3 abbattuta la tirannia del diavolo^ e il ren,

3,

de 3

^
tie,

D t
la noflra
il

COSTUMI
riconciliazione con
all

dopo
,

Dio

pe-

netrabile

cielo

uomo. Percio digiunano


tempo lefacre
vigilie.

mold

e fanno di notte
gl

.Anche

Imperadori dirnoftrano colle opere,

quanto fieno venerabili quefti giorni , mentre comandano , che s intermcttano i giudizj , e ceflino per allora le liti , affinche con quiete ,
ia

e tranquillitst di animopoffa ognunopenfare al pa/Hone del Redentore , e confiderare i beni,

O)

p.i94. c he

quindi provennero (d)


]

Celebravafi dipoi

Mon.S.Ma* r

T.IV. Opp, con folenniu particolare , e con illraordinaria am. it. 0m p a a vigilfe della pafqua , vodio io dire il p
fiibato fan to
.

m-i.

2 r Accendevalila Jera una quanti-

ta prodigiofa di torce tanto nelle chiefs 5 nelle cafe private , che fembrava , che quanto
la ofcura notte (6) , on^ ^ e fci iv-endo Eufebio una tal confuetudine A 2 2 T 2 Cy ne ^uo ^^ ro q ua ^to della vita di Coftantino , atrar. XLH si 6-76. Hdk. tella(c) j che le faci accefe ilhiftravano in an. fatta guifa tutti luoghi , che quella midica vi

convertiffero in giorno
^

;tjregor. ^ e
1

11

"

i5i>o.

xx r i

gilia era piu chiara di qualunque bella giorna. ta . Imperciocche ferviva quefla /blennita

comedi prcludio
(d) Ibid. p.

al

gran chiarore

parve finalmente il gran giorno di Pafqua celebra., to con iflraordinaria gioja , e tra gli altri fegni dipieta, che foleanfi dare in quel tempo, erano le abbondanti limofine , che da Principi , e dalle perfone facultofe , fecondo la pofTibilita
.

nel

d!

fuffeguente nel

mondo

che comEra (rf)

fidi/lribuivano largamente a poveri . , Celebravanf! ancora con folennita le fefle van? da* ddh Pentecofte , della Epi fania , ch era da* Greci appellata la giornata de facri lumi , e frimitim della Nativiti del Signore . Della Pentecofte fedeli* parlano Tertulliano , e Origene ne luoghi di
*o
"

fopra citati

Delia Nativita troviamo

efprefl a

men-

DE PRIMITIVI CRISTIANI
menzione

327

pubblicato dal P. Bucherio della Compagnia cii Gesft . Delia Epifania difcorre arnpiamente S.Gregorio Nazianzeno nella fua trentefima orazione . So* lennizzavanfi eziaudio i giorni natalizj de Santi

nell antichiffimo calendario

Martin

come non folamente cofh


,

dalle lette*

re delle Chiefe di Antiochia

delle

Smirne

che abbiamo rifcrite di fopra , ma ancora OngeneOO, da Eufebio (6) , e da molti altri illuftri Scrittori della Chiefa , le teftimonianze

da_>

pa g.
11.

per brevita fi tralafciano . In tutte queite folennita fi celebravano con particolar devozione le adunanze da fedeli , e tra cantide
qtiali
ci
,

^e

-,

conft. l.ivj

c falmi

e inni paflavanoallcgri nelSigno- c .


576".

re intiera la giornata . XIT. Or in quefte congregazioni non folamente cantavano inni, efalmi, ecelebrava- nan ^ e & no il divin ftgrifizio , e tutti effendo bendifpo- cnfliani,
ili,
riflia
ti

riceveano perle mani de miniflri la Eucama ancora rinnovavano i propofiti fat, altre volte di non commettere alcuna cofa ,
fi

le

per cui

offendefTe

il

Signore

come

attefta

Plinio nella fopracitata letcera a Trajano, fi leggevano le lettere dc Sommi Pontefici (c) ( co-

(c)

me

coda dalla epiftola di S. Dioniilo Vefcovo di Eufeb. l.iv. Corinto indirizzata a S. Sotero Papa ne tempi c xxm. p. * di Marco Aurelio Tmperatore) e gli atti de I5y S. Martin . Stimavano impropria , e fconve-

vole cofa
rre
,

e nelle
fi

giorno

che qualcuno fi trattenefTe nelle oftetaverne 00, e fe nel medefltno (^ S. Job. facea la commemorazione di due fanti, Chry.Hom.
, ,

con pompa una Chiefa


210

devozione fingolare
fi

turme da
,

all

altra

trasferivano

fedeli

per

M
;

rinnovare le adunanze , come riferifce Prudennell inno dodicefimo delle corone , ove
parla del martirio-dc
SS. Pietro, e

Paolo.

X 4

Che

328
Che
fe

RE*
pertimore

U M
fi

delle perfecuzioni
,

teano liberamente adunarfi

non pocongregavano

avanti giorno , e impiegavano il tempo notturno ne medefimi efercizj di religione . Quefte notturne adunanze erano chiamate da* noftn (a) Vide E- maggiori,e da Gentili medefimi antelucane (a\

Tertulliano nel fecondo libro indirizzato die fe cosi era di bifo, Jlb. f r rr no congregavano avanti 5 che fpuntafle la ron. Mil. c . luce del giorno (&) ^ e nel libro intitolato : dellil.Orig. j.u contra Gel- lafugo, nella Tcrfecuzione , fcrive : fc di gior* fumn.i.&2. non fuoi fare le adunanze , bai la notte lu* winofaper la tuce di Crifto . Per la qual cofa C^)c. rv. cravamo da gentili chiamati uomini di deflora*
l>ift,

Plinii, cr ij -

Onde

y de Co-

alia

fua moglie dice

ta
ci

e illecita

differ at a fazzione

poiche

confederavamo colle congregazioni notturne , e co* folenni digiuni , e cogl iniimani cibi , ed

eravamo

odiati

come gentc contrarla alU luce;

e iMAnte dinafcondigli,muta in fubblico (c), (c) Mintic. Felix in O- e loqttace negli angoli Rimproveravanei anco-

ftav.T.
ji.

ill* ra i noftri nemici che non ar.divamo di parla, PP. p. re dicio^ cbe (cnti-vamo , e di conapertamente

C.

HI.

102.

gregarci liberamente . Ma e omai tempo 5 che noi veggiamo con qual modeftia 5 e con quale comooflezza foleano Hare i noftri maggiori nelle C^O A adunanze . Tertulliano nel libro delta corona. foldato (J) attefta , che il giorno di do-menica , e dal di folenne della Pafqua ifno alia

inginocchiaVano mai in Chie fs , 5 porgevanole loro prea Dio . II motivo ? per cui erano modi a ghiere cosi operare^e accennato dall Autore deile queitioni agli OrtodofTi attribuite a S. Giurtino,,.

Pentecofle non

ma

ritti

e modefti

3,
3,

Dobbiamo, diccegli,fempre
le noftre

ricordarci e del-

3,

cadute ne peccati , e della mifericordia del Signore, per cui abbi^mo avuto
la

M
3,
3,

PRIMITIVI CRISTIANI

la grazia di riforgere da medefimi . Per la qual cofa flettiamo ne fei giorni della fettimana le ginocchia , dandocosl fegno di con* feflare di effere noi miferamente caduti ; e
il tempo pafquale non dinotare il noftro riforgL pieghiamo , per mento . Onde da tempi Apoftolici ha avuto

5,
35

la

domenica

e tutto

>

le

,,
5, 5,

principio quefta confuetudine , come dice S. Ireneo Martire , e Vefcovo di Lionc nel fuo libro circa la Pafqua , in cuifa menzione
della Pentecofte
I

3,

c inginocchiamo (4)

nella qual folennita non . Stando cosi in piedi

o tenevano giunte
cia

le

mam

de qualiufi fa , fuo Apologetico,dicendo (^),, cola su veggenC 3, do i Criftiani, mentre ilanno colle mani diftepas fe , perche innocenti , e col 3, capo fcoperto,

brae- EditVenermenzione Tertulliano nel


le

,o ftendeano

C.

..

perche non fi vergognano, pregano il loro creatore,,(O Ma piu amplamente parla Rom. p i ~ r n iV, egii di quelto argumento nel fuo cclebre libro ,. a(j intitolato della Orazione . Dove racconta, n. a. che febbene mold fi lavavano con grandilfima ,.
3)
55
! ,

&
r

-"

(<f)

con tutto ciola lindura , ecettezza doyea confillere nelPanimo di chi veniva nella cacura
,

fa del Signore, per porgergli le fue fuppliche . Imperciocche fono elleno , dice , le noftre ma ni affai ben lavate col battefimo , purche noi non fiamo caduti nuovamente nel peccato,fenza averne fatto lapenitenza. Noi non eleviamo folamente le mani , ma le ftendiamo ancora , c orando confeffiamoCrifto, Non approva pcro egii , che alcuni, incominciata ch era la orazione 3 ii metteflero a fed ere Poiche ilimava
.

un irriverenza

uno non itfava inginocchioni^orittoin chiefa * e con mode* colle mani moderatjunente elevate , e col
al

Signore

fe

3
(a) P. if i.

JO

J>

COSTUMI

Edit.

<b)

p.
. .
(

288.

&iom

ae
r

.t

prtmittvi
Criffiatni.

TiT

rcji-ib.iu. Snnii. v.p.

x^u T. I. Pr. Apoft.


Edit.

Lon-

dm

capo non troppo alzato . Aggiugne , che con voce foave , e non troppo forte cantavano. Somiglianti cofe fcrivono S. Cipriano nel fuo libro della Orazione (d) , e Minucio Felice nel fuo celebre Dialogo intitolato Ottavio (6). XIII. Oltre le adunanze,che per le folennita, e pe natalizjde Santi Martiri fi faceano da Crir \ "iam troviamo rammemorate da noltri mag, giori ancora le ftazioni . L antichiflimo Scrittore del Tbro intitolato Taflore ne fa efprefTijfTi, ^ r 11 A -i ma nienzione (c) , ma combnae colle lhzioni n digiuno , fcrivendo cofa e laftazione ? e rifponde, e il digiuno . Egli e vero pero , che il folo digiuno non fu , almeno da poileriori Padri , chiamato flazione ; poiche Tertulliano diftin,

C.xi. xni.&xiv.
(d)

gue
fe

la

flazione dal digiuno nel libro,che fcrif5

Era adnnque la flache fi fa . adunanceva nel dl del digiuno . Nella za i Crifliani fpendevano il tempo in pie_ meditazioni , come Itando in lutto , e piangendo i loro peccati. E che la flazione conflila nell adunanza , cofla evidentemente daiPauto5 rita de fanti Cornelio, e Cipriano. Imperciocche fcrivendo il primo al fuddetto Santo di Cartagine (e) , dopo aver de(e) Epift. Vefcovo interCypr.fcj.jttQ c o $ c h era avvenuto nell adunanza, L X 11 00 Abbiamo noi mandate que tf B^T* ^SS^ ? ^ e ^ ettere neJl ora mcdefioia , e nello 35 an. 1700. fleffo momentoper Niceforo Acolito , che fi il 5 , affrettava a partire , quale e (lato da noi
f p ra d e zione j Q
digiuni (rf)
.

^^^

che

adunanza>

"

3)

3) 55

fpedito dalla flazione , acciocche non ammettendo niunadilazione , poteile voiren-

35
35

dere grazie al Signore ,come fefode prefentea queflo clero , e a quefh adunanza del popolo . E S. Cipriano ragionando di quelli

PKIMITIVI CRISTIAN1
Ii
3,
,

.
:

che furono mandati da Ncvaziano

aven-

docgl!HO,^/Ytf,(lrepitato,e gridato ncllaftazio^ Epi# ne (a),, . E fpicgando in un altra lettcra qi a! XLIV. pag Oxon cofa egli intendefle pel nome diftazione (&), 130.
i

affcrma, che in un tal concorfo de roftri fratelfacerdoti di Dio, e pcfto 1 altare, ne XL y. Ii,fc dendo dcbbono eflere lette le loro iftanze, ne udite .

Erra pertsnto Maftino Cladenio Luterano , il quale nel fuo Trattato fopra le ftazioni (c) efcludendo le adunanze , definifce le ftazioni medefime ilgiorno , o una buona parte del gior:

4 Aj *T
3

come glifojje parulo opportune, liberamente in pregbiere , cpie medifpendeva tazioni delta morte, e pa/Jione del noflro Signor Ges&Orifto. Che le pie meditazioni , nelle
no, che ognuno^
il tempo, riguardaffero prin. cipalmente la paiHone, e la morte del Redentore,lo accenna Tertulliano (c/). Ricavafi eziandio dallo fteflfo autore , che si i! mercoledl , e il venerdl,come in certi altri giorni.ne* quali da Ve- , fcovi ii celebravano i Concilj , faceanfl le fta- x zioni in fegno di lutto, e di penitenza (e). Ne meditavano folamente i fedeli lapaffione di Cri- C, r T h ^16 fto , ma digiunavano ancora nella ftazione (/), e un Cap. come ne aflicura Tertulliano. Sebbene non X1U erano forfe cosl lunghi digiuni delle ftazioni , come erano quelli , che propriamente aveano

quali impiegavano

.,

.,

nome , onde Tertulliano gli appella i mezzi digiuni delle ftazioni (g) , e in altro luogo chiamay2tf/o/quelli del mercoledl , e del
quefto

(g) Ibid.
.
-

venerdi , e digiuno quello della Tarafceve , che io intendo del venerdi fanto (ff) Furono 5 chLimate quefte adunanze de fedeli col nome
.

im ^xi v?

di ftazioni
foidati
,
i

per una certa fomiglianza


ii

prefii

da

quali mentre
ivi

luogo, ed

qualche collocavano ilprefidio, fi dicea, che

fermavano

in

*
(a)
I.

32

i>

i*
la

c o

u M

Liv.

che facevano
,

ftazione (d).

Erano ancorale
$

xxxvi u. ftaziont
xxv*
( jj

come

oflferva

Suida nel Leflico

or-

c.

(b)

Livhb. fcr i ve Tertulliano nel celebratiflimo libro della ja ftazione ha prefo il nome dal militare efempio , poiche fiamo milizia 5,
i

n j j- foldati ^ c fle a vicenda ftaVano facendo la guardia innanzi il loro campo(&) . Onde_>

(c)c. xrv.

/J^T* 11 lenull.
(d;
ibid.

Signore(c),,. Scioglievafi la rtazione che fl eranocomunicati i fedcli , tofto , perche ,, .,, ^ JN allora il lutto fi convertiva in ailegrezza (a). XIV.Erano aocora in ufoanticamente le fupplicazioni, o proceflioni , che vogliam dire ,
5;

del

....

p f.
thiCrtttia~
ni
.

quantunque prima di Coftantino non fl potevano fare pubblicamentc per lo pericoio della
perfecuzione , fl facevano tutta volta ne ccmeterj (e) . Ma non eflfendo (late quelle tali
ProceiTioni
[\

(e) Vicle^ Bold, lib.il.


fo.

molto

differenti dalle

noftre

avendone diffufamente
ce ffar j o
{

trattato

il

OfTerv-^

pra

mit.
3S *

Gretfero (g) , e moltifTimi c ie ne } defc^iverle }


.

altri

Serario (/), non c ne,


di

ci

diffondiamo

vantaggio

Vengo ora
,
,

degli antichi fedeli

private preghiere le quali certamente erano


.

alle

(f)Depro- e fervent! ce^Colon.


xy<

e
.

quad continue

an.

Kjoy.

(g)Deprt>-

ccfs.

an, 1606.

J"S

ft3 chiariffima teftiRende dj tutto ~ ,2 ,., monianza Origene nel luo ottavo libro contra Celfo, dove parlando de^ buoni Criftiani , afferm a, che quefll folennizzavano tutti ^iorni
i
-

f*M
Ci)

poiche penfavano Dells pri- e attendevano alle preghiere , vate pfe- z O ne de facri dogmi (/;). Anziche riputa^ van no e er egli temefa* m ma 8^"
,
j

delr anno

i,,

..

r-

alle

divine cole , e alia medita-

^
.

^"

r to;, Lriwant

rl
.

colui

.,

che conofcendo

la

frasilita
i

pro-

na nulla di meno lafcia pauare la giorna(h)C.xxii. P ta ^ enza raccomandarfl a Dio colla orazioTerr
<3e

Oration!

ne

0")

^a

^ e ^ e particolari

orazioni de prili

cap.

mitivi

Criiliiini

ragioneremo nel fecond o


bro

DE PRIMITIVI CRISTIANI
bro
in
i

333
~

quel capitolo, dove fi moftrera , quali foiTcro loro quotidian i efercizj . Del fervore ,

con cui oravano


Tertulliano (#):
3,
,,
33

cosi fcrivenell

Apologetico
i

,,

Guardando
,

il

cielo

criftiani,

centi

33

, perche innoperche orano di cuore . Ottengono eglino cio , che ricerca^ no da Dio perche lo adorano , perche fi

pregano
,

colle braccia aperte

col capo fcoperto

33
3,
3,

fanno uccidere per la fanta legge di lui, per che gli offrono quell oftia , ch egli ha co-

mandate,
la

cioe la orazioneproveniente dal-

33
?,

carne pudica, dall anima innocente , dallo Spirito Santo . Stando eglino cosi colle brac,

cia aperte
crocefiffi
le
,

fieno

pure
,

3,
3)

bruciati

decollati

lacerati colle ungule, sbranati dal ,

fiere

33

que fupplizio
re
,,
.

che fono apparecchiati a qualuni crilHani polti in atto di oratutti


i

circoftanze

Che fe in come
,

tempi, e

in tutte le

era loro permellb


fl

ravano
gio
le

di pregare, allora

, procucertamente con mag-

r fervore oravano , quando mani de nemici , e vicini a


il

foffrire

vedevano neL pel Re-

dentore
licarpo
,

fupplizio

Subito

efler egli ricercato

che intefeS.Po, da gentili , il ri-

tiro in un luogo vicino alia citta, e quivi attendendo 1 ora della fua prigionia,fpefe quafl le tre

intere giornate in orazione . II terzo giorno ritrovato da miniltri del Proconfolo , che coru?
1 aveano ricercato , non folamente conturbo egli , ma moftro ancora un indicibil coraggio. Impercioccheavendo dato da cena a fatelliti , entrato nella fua flan z a , dor po aver confiderato i benefizj fatti dal Signo^ re all uman genere , prego fua divina maefta e per la fua chiefa, e per tutti coloro , che

diligenza

non

fl

ay.ea egliconofciuti

e per fe ancora, accioc-

che

334

DE

COST -

*>

E>

PRIM. CRIST.

che acquiuafle forza di vincere combutcendo il nemico , e di ottenere la corona ch erasli


,

preparata in cielo . Condotto q.nndi in citti , etratto a forza all Amfiteatro , m^ntre vide il

fuoco apparecchiatogli da carnefici


credibil fervore raccomandoffi di

con in-

dopo
,

la

orazione

a Dio, avendogli refe le dovute

nuovo

felicemente fpiro Panima , la quale trafportata alia patria de beati gode eterno
grazie
,

ripofo in quel

Dio

per cui tanto aveaegli pa-

tito. Da quefto continuo , e fervente orare nafcea ne primi noltri Padri una fomma venerazione , e un maravigliofo rifperto verfo il

non folamente nol nominavano ne anco fcnza una precifii necefTita ardivano di giurare , fapendo chi doveffero chiamare in teitimonio ne giuramen(a) Clem, ti (4) . Terminero colla teflimonianza di San emente Aleffandrino , il quale dice nei ieto Jibro degli Stromi EflTendo ogni di fefti^o per noi , perfuafi , che Iddio fia per vi n. 35 cont. Celf. 3 , tutto , lodando lo adoriamo , e celebran.Lxv.Tert. do il fanto nome di lui navigfiiamo , e ci 5J
Signore
;

talche
,

mai

in

vano

ma

"

tl<m

xx

*^

"*^,,

pol.*.uji.xvi 5J
,,

efercitiamo nelle arti noftre , e ne nolbi Jnnpieghi , riferendo 1 oneflo ufo di tutte le
cojfe nel
la

dator di ogni bene , e ringraziando bonta infinita di lui , efTendo certo ,


,

(b) Et pag,

cgli tutto sa

e tutto fente

ER-

E R R
Pa^.

OR
.

CORREZIONI
De

?. feq. Tit.

De

PrimitiVi Criftiani
1 1. Jin.
,

Coflumi de Pri.

de Coilumi
pag. e conofcere

mitivi Criiliani

ip. eifendo

e conofcere eflendo

il

vero

12,

Vovolume
83 Hn. 23. Macrolio

Volume
Macrobio
letto

po
detto
1
1

lin.

ii.

g lin.

20.

manineftamente 128 Hn. 26. nel errore

manifeftamcnte
nell errore
.

132
ela

Jin.

35.
e la

13. 14^ e la ragion formale

lin.

&c.

c la prima ragion for

male

dell efiftenza
,

delle creature

e la

ragion formale deli eflltere delle crea ture

147
153

lin.

27.

quello die
lin.

quegli
10.
e per

che

eper
lin.

12.

anoi

anoi
171 ip2
lin.

io.

manchiamo
lin.

mentiamo
32.
Collattaneo
,

Colletanev

cioe no
dri-

E R R
221 eteno

O R
^

CORREZIONI
drito coilo
te
.

iteiib lat-

lin.

eterno
lin.

232
273
ila

25.

certi eretici
lin.

da certi eretici
26.
,

Viveremmo
noi &c.

in

que,

guifa ragiona

In quefla guifa ragiona : viveremmo noi


forfe

&c.

311.

lin.

26.

Giuftiniano

mjr