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DICEMBRE 2006 Chiuso in redazione:

N.10 + La Settimana di Beppe Grillo 20/12/2006


Jonathan Livingston

he bello è Natale! Cioè, nel momento in cui scrivo non è esattamente Natale
ma già si sente la calorosa e colorata atmosfera. Va bè, ormai cercano di farcela
sentire circa tre mesi prima…
Mi rendo conto che parlare del Natale in maniera non retorica è molto difficile.
Potrei scagliarmi contro il consumismo, ma non mi va, e forse non c’è niente di più reto-
rico. Allora? Non so, prendo tempo. Penso che probabilmente questo numero verrà letto
da tutti coloro che ritornano da “fuori”: Milano, Torino, Bologna, Mantova, Roma, Pisa,
Pavia, ecc… Mi domando cosa vorrebbero sentirsi dire, se qualcosa di tradizionale, tipo
“focara”, cenoni, babbi e balocchi, perché di rovinarsi le vacanze con brutti pensieri
proprio non gli va, oppure qualcosa di scomodo, magari una frecciatina lampeggiante
all’amministrazione. Ormai che ci sono, colgo l’occasione per farle gli auguri e ringra-
ziare per tutto l’impegno profuso affinché la nostra associazione potesse riavere una se-
de. Peccato che non ci sia riuscita e ci tocchi pagare un fitto…. A proposito, siete tutti
invitati alle nostre riunioni, di solito il venerdì sera, nella porticina vicino alla cartolibre-
ria “La Fenice”. In questo numero allegheremo la Settimana di Bebbe Grillo, perché è
uno che parla senza contorsionismi e dice tutto quello che gli altri non dicono...
Il Natale… caspita, non mi viene in mente nulla! Sforzati!! Dai! Ah! ecco, una cosa
semplice che mi sta a cuore: non vedo l’ora di riabbracciare tutti gli amici che studiano
o lavorano lontano, e ciondolare per il paese chiacchierando… “ne vidumu sse vie vie!” Un’immagine di Nightmare Before Christmas
come ha già detto qualcuno da queste pagine.
Molto bello, e poi? Il Natale? I regali? il suo significato profondo? Giusto, un attimo è ci
arrivo, devo trovare le parole giuste. Quindi prendo tempo. Vediamo… Oggi nel primo
sevizio del TG c’era un uomo sprofondato in un letto, il viso pallido e sciupato, un son-
dino lo teneva collegato ad una macchina: Piergiorgio Welby.
agenda
Che cosa sarà il Natale per Piergiorgio e tutta la gente come lui a cui la vita a riservato E’ disponibile il primo dvd del
un destino tanto infelice? Il Natale per l’appunto dovrebbe essere un momento per cele- festival del cinema,-edizione
brare l’ Anima e distaccarsi dal materialismo che oggi fa da padrone. E se il corpo è 2006– organizzato dall’associa-
materia ed è padrone, tiranno spietato, cos’è il loro spirito se non uno schiavo? zione culturale Albatros, con le
Forse, più che parlarne, il Natale dovrebbe essere vissuto. La sofferenza è ovunque. C’è immagini e i video più emozio-
una frase emblematica che viene ricondotta a quella vecchia volpe di Epicureo, «se Dio nanti della rassegna, per averlo
contattare Adele Talarico.
vuole sopprimere il male e non può farlo, è impotente; se può e non vuole, è malvagio;
se non vuole né può, è insieme malvagio e impotente; e se vuole e può, come spiegare la Proseguono le festività natalizia
presenza del male nel mondo?» Sono passati più di duemila anni è siamo al punto di organizzate dall’Albatros con la
partenza. Ognuno tragga le sue conclusioni. Una cosa penso però che sia certa, da qual- proiezione di Nightmare before
siasi punto la si guardi, da credenti e non: c’è una sofferenza che è connaturata alla no- Christmas e la consegna dei re-
stra esistenza e una sofferenza che forse potrebbe essere evitata se soltanto ci fermassi- gali di Babbo Natale , presso
mo un momento a guardare quello che non ci fa comodo. Nemmeno Gesù si illudeva l’istituto comprensivo G. Da
sugli uomini «Generazione incredula e perversa, fino a quando dovrò restare con voi? Fiore di Carlopoli, il 24/12/2006
Fino a quando dovrò sopportarvi?» (Matteo 17, 17) Ma era sempre pronto a essere d’e- dalle ore 16.00
sempio, “Disse loro Gesù: «seguitemi e vi farò diventare pescatori di uomini» Pronta-
Si avvisa cittadinanza che l’Al-
mente essi, lasciate le reti, lo seguirono” (Vangelo; Marco 1,17) Guardiamoci intorno,
batros è alla ricerca di strumenti
dunque. Dietro l’angolo. C’è chi è attanagliato dai demoni del vizio e si trascina ramin- di lavoro, abiti, foto o qualsiasi
go nelle notti, aprite le finestre e invitatelo ad entrare, c’è chi soffre in un letto e chi non testimonianza della memoria
ha un amico per confidarsi, c’è chi è detto pazzo ma forse ha soltanto visto oltre, c’è chi storica di Carlopoli; il materiale
ha smesso di guardarsi allo specchio e chi ci si guarda troppo, dimenticando che c’è tut- sarà presentato durante la mani-
to un mondo che gli ruota intorno, c’è chi ha barattato la propria vita con una maschera festazione “cuntame..cuntame..”
rattoppata tristemente e chi ha perso il senso e il gusto… Contattate: 339/1841199 o 339-
Tendiamo un orecchio e anche un braccio… lì, proprio lì, al nostro fianco. Forse non gli /1461752
cambieremo la vita, ma gli faremo passare un Natale migliore. Se poi la mano dovesse
rivolgersi verso di noi, non sentiamoci feriti nell’orgoglio, potremmo averne bisogno, Si prega tutti coloro che volesse-
ro inviare articoli all’indirizzo
anche se cerchiamo di nasconderlo persino a noi stessi. Non pretendo d’insegnare nulla,
andreacaligiuri87@yahoo.it di
è soltanto il mio umile pensiero, nero su bianco.Buone feste. indicare il nome del pezzo e il
Tommaso Caligiuri nome dell’autore.

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Dicembre 2006

/UN’INTERA FRAZIONE
SCARICAVA NEL TORRENTE
iquami fognari inquinanti diato l'avvio di indagini serrate ed acque pubbliche, sotto tutela am-
che avevano ricoperto una approfondite, con numerosi so- bientale da parte della Regione
vasta area verde della zona pralluoghi ed accertamenti in si- Calabria. Acque che spesso ven-
presilana, nei pressi di nergia con i militari del Nucleo gono utilizzate per l'irrigazione
Carlopoli: un vero e proprio de- operativo ecologico di Catanzaro dei campi da parte degli agricolto-
grado ambientale che stava detur- e personale tecnico dell'Arpacal ri, che molto più probabilmente
pando e mettendo a rischio un''a- per capire quanto stesse avvenen- non hanno usato per niente quell'
rea verde, scoperto dai carabinieri do e determinare l''effettivo danno acqua maleodorante e torbida.
della Compagnia di Soveria Man- ambientale ed il pericolo di inqui- Risalire all'origine del problema
nelli, al comando del capitano namento. Le analisi sulle acque, non è stato semplice. I carabinieri
Enrico Pigozzo. Dopo mesi, in gli esiti chimici e batteriologici hanno a lungo perlustrato la zona,
assenza di provvedimenti cautela- dei prelievi effettuati, hanno chia- hanno "sfoltito" a colpi di macete
ri da parte delle amministrazioni ramente dimostrato che si trattava la vegetazione per arrivare, infine,
locali, i militari hanno apposto i di sostanze inquinanti, con valori ad una condotta in cemento dalla
sigilli e proceduto al sequestro che non rientravano affatto nei quale usciva la maleodorante
d'urgenza di tutto il sito, avviando limiti dei valori di parametro pre- "fanghiglia". Una condotta, ai
ulteriori indagini con il coordina- visti. I carabinieri, inoltre, hanno margini del paese di Castagna,
mento della Procura della Repub- appurato che un'intera area urbana che sembra convogliare nel verde
blica di Lamezia. Nei mesi scorsi, del Comune di Carlopoli scarica- tutte le acque reflue urbane che,
in un servizio di pattugliamento va liquami inquinanti nel verde prive di depurazione, costituisco-
nelle aree verdi del territorio, i della zona presilana, immettendo no un chiaro danno per l'ambien-
carabinieri della stazione di Car- sostanze dannose nel greto del te.
lopoli hanno rilevato, con sorpre- torrente Pignataro, che s'immette,
sa e indignazione, la discarica fo- qualche centinaio di metri più sot- (Articolo ripreso dal Quotidia-
gnaria, ritrovandosi a camminare to, nel fiume Corace, un corso no della Calabria)
tra liquami maleodoranti. Imme- d''acqua iscritto nell'elenco delle

ATTUALITA’
JONATHAN LIVINGSTON
Legge sulle coppie di fatto/Serafino Bilotta Mensile di cultura
Dicembre 2006/N°10
Entro il 31 Dicembre la gerarchie ecclesiastiche del la Chiesa, siamo arrivati a un EDITORE
maggioranza dovrà scrive- Vaticano. Sono gli unici che certo livello di evoluzione, e Associazione Culturale Albatros
REDAZIONE
re una legge sulle unioni di si battono per non concedere questo è un altro grande pas- Andrea Caligiuri
fatto, e per fine gennaio diritti, perchè a loro dire è so che va fatto. E' un diritto Tommaso Caligiuri
sapremo se verrà approva- fuori natura, ma a me sembra che si dà a qualcuno che co- Ivan Colosimo
ta o meno… più innaturale l'astinenza ses- munque non si sarebbe spo- Serafino Bilotta
Il disegno di legge che il go- suale volontaria, o l'esclusio- sato, e per ritornare al natura- Angelina Pettinato
verno si è impegnato a predi- ne delle donne da alcune le il matrimonio non lo è, chi Carmine Cardamone
sporre dovrà "riconoscere mansioni. Siamo di fronte ci crede lo può fare come lo Salvatore Gentile
diritti, anche in materia fisca- all'ennesima manifestazione faceva prima, non è una leg- COLLABORATORI
le, prerogative e facoltà alle razzista di una Chiesa ses- ge che toglie qualcosa a uno Salvatore Gigliotti
Antonio Guzzi
persone che fanno parte di suofobica, che pensa solo per darlo all'altro.
Gino Carmine Chiellino
unioni di fatto e non conside- agli interessi economici, e Concludo citando una frase Amelio Barbaro
rare dirimente, al fine di defi- non sta mai al suo posto... Se di Napoleone: Io sono cir- PROGETTO GRAFICO
nire natura e qualità dell' u- poi si vuole continuare a par- condato da preti che ripetono Andrea Caligiuri
nione di fatto, nè il genere lare di naturale, si può ag- incessantemente che il loro E-MAIL
dei conviventi nè il loro o- giungere che in natura è la regno non è in questo mondo, andreacaligiuri87@yahoo.it
rientamento sessuale". L'uni- legge del più forte che vigge, eppure allungano le mani su STAMPA IN PROPRIO
co ostacolo a questa legge allora cosa dovremmo fare? tutto quello che possono
sono i Cattolici, o meglio, le Fortunatamente, nonostante prendere. www.albatrosweb.it

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Jonathan Livingston

CERCANDO UNA DEFINIZIONE


DI SOLIDARIETA’/ Angelina Pettinato

n un celebre documentario moso San Giovanni era così tanto serci); le stesse cellule del cervello
sulla Calabria, De Seta, regi- sentito che il compare ogni qual hanno adottato da sempre la filoso-
sta calabrese di alto profilo volta passava dalla casa del fia dei moschettieri: uno per tutti e
umano oltre che certamente “comparello”, anche se la casa era tutti per uno. Sia che si crei un
professionale, dice a proposito del- chiusa, si toglieva il cappello in pensiero che si crei un movimento
la comunità calabrese di un tempo segno di rispetto. In quel sistema che si creino entrambi, migliaia di
che in essa “l’aiuto reciproco por- ognuno dava ciò che poteva e tutti neuroni si mettono insieme e lavo-
tava alla solidarietà, all’amici- insieme collaboravano per stare rano insieme . Se allarghiamo gli
zia”.Spesso i valori che cerchiamo meglio. Dai ricordi di mia madre orizzonti e dal punto di vista fisio-
altrove, nei libri di storia, nei gran- emergono tanti momenti di questo: logico passiamo a quello antropo-
di personaggi, nei film si trovano dal prendersi cura dei fratellini più logico – sociale, vediamo e ci ac-
negli abissi inesplorati delle storie piccoli ad andare ad aiutare un corgiamo come l’essere umano da
popolari, gelosamente conservati compare per la mietitura. Ancora sempre ricerchi l’altro, si aggreghi
nei vecchi, drammaticamente pre- De Seta a proposito racconta di e sulla scorta della filosofia delle
senti nella dignità di alcune fami- come un paese, un villaggio fosse- formiche lavori insieme all’altro
glie povere, le cosiddette famiglie ro una comunità compatta. Que- dando quel che può per raggiunge-
a basso reddito; abissi che pur esi- st’ultima era formata non solo da re gli obiettivi. Se ci rendessimo
stendo si perdono, diventano gra- parenti ma anche dai compari. La conto di questo allora la solidarietà
dualmente fantasmi e nel diventare compattezza non era data dai lega- tornerebbe ad essere qualcosa che
tali creano vuoti, perdita di identità mi familiari ma da questi e da ci appartiene, che definisce la no-
e talvolta estrema difficoltà a cre- quelli che si acquisivano con i già stra stessa natura, che non è stabili-
arsela e, quindi, conseguentemente citati famosi San Giovanni. Un ta dall’alto ma semmai sostenuta
sofferenza. Forte allora, forse, del- esempio che si addice a questo pe- da quest’ultimo. Rendersi conto di
la mia età e delle narrazioni fami- riodo: l’ammazzare il maiale. avere bisogno dell’altro significa
liari, vorrei poter dire che i grandi Oltre che una festa era un lavoro collaborare. E questa collaborazio-
valori possono essere meglio com- sinergico non solo dei familiari ma ne dovrebbe essere tra persona e
presi se ci si ferma a ragionare e si di chi ne sapeva di più e di chi in persona, tra persona ed enti, tra
riconosce la propria storia persona- quel momento poteva esserci. La enti ed associazioni, e via dicendo.
le, familiare e sociale. Nella già responsabilità di sopravvivenza Arriviamo così ad un ultimo con-
citata frase di De Seta, io credo, ci della famiglia non era concentrata cetto, quello famoso sulle carte ma
sia l’essenza del concetto di solida- tutta su quest’ultima ma anche sul- non sempre presente nelle menti,
rietà. Solidarietà è aiuto recipro- le persone che ruotavano intorno di rete sociale:“noi siamo attraver-
co, è un valore che si trasmette di ad essa! Arriviamo così ad un altro so gli altri” insieme agli altri. Con-
padre in figlio e allargando, di per- concetto che definisce la solidarie- cludendo allora, che cos’è la soli-
sona in persona. Una volta non si tà: l’esserci. Continuando con le darietà?è aiuto reciproco; è un va-
conoscevano granché le leggi e citazioni Battiato dice: “Io ho biso- lore; è esserci; è risposta ad un bi-
l’aiutarsi non passava da un obbli- gno della tua presenza”; in una fra- sogno; è rete sociale; è essere at-
go istituzionale ma da un imperati- se tutti e due i concetti. Da un lato traverso gli altri, insieme agli altri;
vo morale che partiva dalla più l’insofferenza e dall’altro la pre- è qualcosa che definisce la natura
autorevole e forte istituzione di senza come la possibilità di risol- dell’essere umano nella sua più
allora: la famiglia. Famiglia sup- vere questa stessa insofferenza. alta eccezione, vale a dire, quella
portata dalla famosa “ruga”, dalle Nella natura stessa dell’essere u- di essere una Creatura di Dio, al di
famose “vinelle”: lì si creava l’a- mano è insito il concetto di solida- là di come questo stesso Dio possa
gorà dei Greci, lì i valori fatti pro- rietà da qualsiasi parte vogliamo essere chiamato e urlato nel mondo
pri in famiglia venivano rafforzati. guardarla: una cellula ha bisogno attraverso le razze e le loro religioni.
Vi era una rete sociale senza che dell’altra per dare forma all’uomo
fosse esplicitamente cercata. Il fa- (aiuto reciproco e necessità d’es-

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AMBIENTE/

U Leggenda e commedia in terra d’esperia / Di Antonio Guzzi


L’ASPIS
ra le tante teorie, nate pratica- disegni dorsali, di solito presentano mento al leggendario colore egiziano. Il
mente dal nulla, che hanno con- macchie a barre molto scure ed interrot- paragone con un simile mostro, non
dizionato negativamente intere te in modo alternato. L’occhio, sempre trova nessun riscontro, poiché trattasi di
generazioni, il primato spetta di a pupilla verticale, con sguardo freddo, uno dei serpenti più terrificanti del pia-
diritto al misterioso ed al quanto in- che in procinto d’attacco, non fa inten- neta.
quietante mondo dei serpenti. Tale con- dere l’imminente reazione offensiva. Dotato di ghiandole velenifere di enor-
dizione non accenna minimamente a Purtroppo a causa della caccia spietata me sviluppo, capaci di contenere dosi
migliorare, poiché a quanto pare il fa- a cui deve tener testa, la consistenza cosi elevate da uccidere contemporane-
scino tetro di suddetta classe, innesca numerica si è molto ridotta inducendo amente anche 20 persone. La nostra
meccanismi che con cognitiva persua- così alcuni esemplari all’ibridazioni. minuscola vipera, a confronto fa ridere,
sione, indicono a rifiutare sistematica- Questo evento è comunque molto raro, ma in quanto a velocità e perfezione del
mente qualsiasi parere o definizione anche perché come detto in precedenza, morso non conosce rivali. La bocca,
scientifica. L’attingere insistentemente in Calabria non esistono dati certi sulla vero punto di forza dell’aspis, è caratte-
da fonti, che sono risultate serbatoi di rizzata da una serie di piccoli denti in
buffi pregiudizi e stravaganti supersti- contrasto con le due grosse zanne, poste
zioni, non ha giovato molto al successo sulla parte più esterna della mascella. Si
della specie, destinandola, aimè, a fare presentano lunghe e sottili, avvolte da
l’equilibrista sull’orlo dell’estinzione. una guaina protettrice ed adagiato al-
Come risaputo, in Italia sono presenti l’indietro in una plica del palato. Il pun-
soltanto quattro specie di vipere, “ofidi to di fissaggio è assicurato ad una com-
velenosi” che sono distribuite regolar- plessa articolazione che ne permette
mente su tutto il territorio, Sardegna l’erezione al momento dell’uso, posi-
esclusa. zionando il foro dentale all’orifizio del
La più impotente è la vipera dal corno condotto velenifero. In questo imper-
“ammodytes”, localizzata maggiormen- cettibile lasso di tempo, avviene l’emis-
te nelle prealpi, nota, soprattutto per le sione del liquido tossico, tramite com-
sue abitudini. Infatti è l’unica propensa pressione avvenuta sulla ghiandola, per
a svolgere attività anche notturne. Il opera dei muscoli ad essa annessi. Le
secondo rappresentante è il marasso principali tossine che compongono la
palustre, riconosciuta come vipera be- micidiale soluzione sono: la neurotossi-
rus. Si tratta dell’ofide più irritabile e na, il cui compito consiste nel provoca-
dalle preferenze piuttosto montanare e re l’arresto dei muscoli cardio-
nordiche. Sono stati avvistati soggetti presenza di altre vipere. Nonostante respiratori; la citolisina , con l’immane
anche a 3000 m di altitudine. In simili tutto, abbiamo avuto conferma di alcuni incarico di distruggere i parenchimi
condizioni, il colore assume gradazioni avvistamenti di vipera dal corno. renali ed epatici; l’emolisina, progettata
molto scure, sfociando addirittura al A tale proposito, esiste una valida spie- per annientare i globuli rossi; l’emorra-
nero. La meno nota è la vipera, pre- gazione, infatti non di rado quest’ofide gina, atta ad aggredire le cellule dei
sente solo in alcune aree molto limitate diviene ospite gradito di innumerevoli vasi sanguigni, scatenando copiose ed
del centro, esempio: versante orientale terrari, illegali e mal custoditi, che ga- abbondanti emorragie ed infine la coa-
del Gran sasso. L’ultimo componente rantiscono occasionalmente una como- gulina, che funge da infallibile coagu-
della lista, meglio adattato e numerica- da via di fuga. Il prodotto generato dal- lante , rallentando o addirittura arre-
mente più diffuso, è la vipera comune o l’unione “combinata” delle due specie, stando la circolazione, con conseguente
“aspis”. Si tratta dell’unico serpente generalmente è molto vigoroso e vitale, embolia o necrosi della parte lesa.
potenzialmente pericoloso, con cui toc- ma non fecondo, presentando in alcuni L’unico rimedio efficace, in caso d’in-
ca vivere. Si presenta piuttosto corto, casi evidenti malformazioni. La più cidente, consiste nel raggiungere un
con tronco tozzo: non supera i 70 cm. nota è senz’altro la vipera a due teste. centro antiveleni, evitando di sommini-
Di lunghezza. La coda, breve e sottile, Per dare delle indicazioni chiare e cre- strare il siero antiofidico , se non si è a
si stacca dal tronco con una strozzatura dibili, nono resta che citare l’ultimo conoscenza della probabile reazione
molto pronunciata all’altezza della clo- avvistamento, che risale al 3 Settembre che può scatenare , esempio: shock ana-
aca. La colorazione è molto varia, i del 2004, avvenuto sul versante Nord- filattico.
margini superiori possono assumere est della Ciociara. Oggi si sta cercando di porre rimedio a
tonalità più o meno rosse, ( varietà ru- L’appellativo “aspis”, in Calabria, vie- questo inconveniente , dovuto general-
fuscens), grigie (varietà cinerea) o addi- ne inteso in vari modi, esempio: mente all’intolleranza alle proteine di
rittura nerastre (varietà nigra) mentre i “aspitu” equivalente a biscia d’acqua. cavallo, sostituendole con quelle dei
margini inferiori ventrali, sono perso- “Serpa”, estremamente velenoso o cera- “lapanidi” che, a quanto pare, risultano
nalmente grigi o più o meno gialli. I ste e aspide , che naturalmente fa riferi- molto efficaci.

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Jonathan Livingston

Ivan Colosimo

o so, questa pagina ha poco di autoctono, ma co, politico e militare, e fomentata dall’esterno in un
vuole essere innanzitutto un motivo per non di- gioco delle parti al massacro). Il delicato equilibrio fra
menticare, e poi ha anche un fine istruttivo. Capi- la popolazione cristiano-maronita e quella arabo-
ta infatti non di rado che si ripropongano stra- musulmana, già compromesso nel 1948 con il primo e-
zianti immagini in televisione, i cui telegiornali ci ten- sodo dei palestinesi dalla loro terra in seguito alla pro-
gono aggiornatissimi solo sul numero di vittime, sul nu- clamazione dello Stato di Israele si deteriora ancora di
mero di soldati presenti, ecc. e ben poco informati sul più nel 1967. Entrarono allora nel paese oltre 100000
perché di queste vittime. Perdonate il gioco di parole. profughi palestinesi arabi che andarono ad affollare i
La storia del Libano moderno nei suoi attuali confini campi profughi del Libano del Sud. Nel 1975 , poi, in
inizia nel 1920 quando, in seguito alla vittoria degli Al- seguito alle vicende del settembre nero i profughi pale-
leati, l’impero Ottomano si sfalda e il Libano diventa stinesi diventarono oltre 300000.
una colonia Francese. La Francia aveva deciso di creare La loro presenza contribuisce ad aumentare in modo
all’interno del mondo arabo uno stato a prevalenza Cri- consistente la popolazione araba del paese e a rendere
stiano-maronita; decisione che avrebbe portato ad uno sempre più limitata la percentuale di cristiani, i quali
stato di guerra civile quasi permanente. però hanno il controllo politico ed economico del paese,
L’indipendenza del Libano proclamata nel 1943 fu rag- generando così uno squilibrio di distribuzione del potere
giunta solo nel 1946 quando i soldati francesi si ritiraro- e delle risorse.
no definitivamente. Nonostante gli esuli palestinesi fossero relegati in campi
Inizia da allora una situazione di continua guerriglia che profughi cresceva la loro presenza politica e anche mili-
sfocia in guerra civile e che vede fronteggiarsi la destra tare. Organizzatisi ben presto in gruppi di resistenza ar-
cristiana filo-occidentale con i gruppi arabi musulmani, mata, essi si muovevano dal Libano del Sud con azioni
le truppe dell’esercito del Libano del sud filoisraeliane di guerriglia contro Israele, il quale rispondeva con vio-
(Falangisti) a maggioranza cristiana con le milizie arabe lente rappresaglie fin dentro i confini del Libano
armate degli Hezbollah (il “Partito di Dio”) che sono Nel 1975, quando iniziarono i combattimenti tra cristia-
contrari a qualsiasi accordo israelo-palestinese. no-maroniti della Falange e i musulmani Libanesi, l’Olp
Il potere politico è saldamente nelle mani dell’elitè cri- (organizzazione per la liberazione della Palestina) scese
stiano-maronite. Esse aprono ai mercati occidentali e in campo e si schierò con i musulmani: fu guerra civile
perseguono una politica di sviluppo e prosperità econo- violentissima. Beirut(capitale del Libano), che era stato
mica. Del miglioramento non riesce però ad avvantag- teatro delle azioni di guerra, vene divisa dalla cosiddetta
giarsi la maggioranza della popolazione che è sciita. linea verde, che l’attraversava da est a ovest, in una
Praticamente esclusa dal progresso economico in atto zona Nord e una sud a prevalenza araba.
nel paese, le condizioni della maggioranza del paese Nessuno dei tentativi di riappacificazione funzionò: ne
peggiorano. la pace imposta dalla Lega Araba che inviò in Libano
Nel 1975 la protesta popolare sfocia nella guerra civile una forza di pace guidata dalla Siria, né il piano di pace
(già peraltro prevedibile per ragioni di ordine ideologi- Americano.
Il 1982 fu un anno cruciale, segnato da violenze inaudi-
te. Approfittando dello stato di guerriglia permanente,
l’esercito israeliano invase nuovamente il Libano (lo
aveva già fatto nel 1958 ma era stato costretto al ritiro
per l’intervento delle truppe ONU) dando inizio così alla
quinta guerra arabo-israeliana. I guerriglieri dell’ Olp
furono costretti ad abbandonare una Beirut assediata e
stremata. Il Presidente Libanese, leader della falange
cristiana, Beshir Gemayal, fu assassinato e sostituito al
potere con il fratello Amin.

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Rubrica sulle guerre nel mondo


anche i civili –
tragicamente famoso è
quello sul campo pro-
fughi di Cana nel 199-
6, che provocò la mor-
te di 100 civili- veni-
vano condannati dalla
comunità internaziona-
le.
Nel maggio del 2000
l’esercito israeliano si
ritirò: l’esercito del
Libano perdette così
l’appoggio necessario
a contrastare le milizie
degli Hezbollah, parte
dei militari si rifugia-
rono in Israele in parte
si consegnarono alle
autorità libanesi.
Alla drammatica situa-
er ritorsione nel campo profughi ONU di Sa- zione militare si affianca una non semplice situazione
bra e Chatila più di 1000 civili palestinesi fu- politica.
rono massacrati dalle forze falangiste in una Nel 1989 venne approvata una Costituzione che con-
sola notte e con il tacito consenso dell’eserci- cedeva maggior potere ai musulmani. Artefici delle
to israeliano, allora comandato da Ariel Sharon. L’e- trattative furono Elias Hrawi, Rafiq al-Hariri e Nabbih
normità della tragedia provocò una dura reazione in- Berri. Ad essi venne affidato nel 1996 il governo del
ternazionale: furono inviate truppe di pace occidentali paese, in una sorta di triumvirato. Le elezioni del 1998
che, però, non riuscirono a controllare la situazione e vinte da Imil Jamil Lahud, ex comandante dell’eserci-
nel 1984 USA, Francia, Gran Bretagna e Italia ritira- to, posero fine al triumvirato. Al posto di Rafiq al-
rono i soldati. Il vuoto di potere che si lasciarono die- Hariri venne chiamato a capo del governo un tecno-
tro fu subito occupato dalle fazioni in lotta tra loro. crate, Salim Ahmad al-Huss fuori dei sottili giochi
Nel 1985 anche Israele si ritirò creando però una politici della tradizione libanese. Il nuovo governo è
“fascia di sicurezza” affidata al controllo delle truppe filosiriano e questo è un problema per la popolazione
cristiane dell’esercito del Libano del Sud. Intanto gli che spinge per liberare il paese dall’ingombrante pre-
Hezbollah- “il partito di Dio”- si organizzavano con senza siriana. Le elezioni del 2000 vedono vincitore
una loro milizia sciita sostenuta militarmente dall’I- con una maggioranza nette Rafiq al Hariri.
ran. Poiché gli scontri non cessavano, Israele conti- Nato a Sidone nel 1944, proveniva da una famiglia
nuava con i suoi raid contro le postazioni palestinesi modesta sannita, senza alcun legame con i potenti clan
che si protrassero fino al 1987, quando la Siria occupò politici del paese.
la parte musulmana di Beirut e impose la pace. Durante gli anni del suo governo era riuscito a mettere
Dal 1975 al 1990 ci furono in Libano oltre 150000 in piedi il Libano, attirando gli investimenti stranieri e
vittime e furono assassinati due Presidenti; nel 1993 puntando sul turismo di alto livello. Rivale di Lahud,
oltre 200000 persone furono costrette ad abbandonare aveva cercato di sottrarre gradatamente il paese all’ab-
il paese perché le truppe armate degli Hezbollah -che braccio soffocante di Damasco. Hariri è morto in un
si contrapponevano all’esercito libanese del sud filoi- attentato che ha ucciso 14 persone e ne ha ferite 135,
sraeliano- furono attaccati senza successo dai raid ae- il 14 febbraio del 2005. La sua morte, i cui mandanti
rei israeliani. La credibilità militare e politica delle sono rimasti oscuri, ha fatto ripiombare il Libano nel
forze Hezbollah continuava a crescere, mentre gli at- caos provocando una crisi internazionale sfociata nel-
tacchi israeliani, che colpivano indiscriminatamente l’ultima guerra appena conclusa.

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Jonathan Livingston

Albatros / Quali sono gli scopi principali dell’arma?

Carabinieri / Lo scopo principale dell’arma è la tutela della


che muore a Nassirya ma
mai una figura nel mezzo? Intervista
collettività per infondere sicurezza e far comprendere al cit- Non penso che non venga mai evidenziata la figura “nel
tadino che in ogni momento si può rivolgere al personale mezzo” ovvero quella dei tanti carabinieri che svolgono quo-
ubicato nei vari Comandi stante la capillarità della loro pre- tidianamente il loro lavoro. Magari spesso, sui giornali o in
senza. tv , è più facile usare immagine “immediate” ma poi, nella
realtà di tutti i giorni , la figura del Carabiniere al servizio
Quali sono gli strumenti che utilizzate per realizzarli? della gente è l’immagine che ciascun cittadino porta con sé.
Chi come me comanda una Stazione di un paese come Car-
Lo strumento che viene utilizzato maggiormente è la preven- lopoli rappresenta proprio questa figura “nel mezzo” che,
zione, cioè la presenza costante e quotidiana sul territorio al oltre a preoccuparsi di preservare il territorio, ascolta i vari
servizio del cittadino. Una attività impegnativa, caratterizza- problemi dei cittadini, dalle liti di famiglia all’anziano che
ta da una forte proiezione operativa sul territorio che ha con- non riesce ad andare a fare la spesa perché ammalato, dal
sentito di fronteggiare le giuste aspettative di sicurezza della giovane che non riesce ad inserirsi nel mondo del lavoro al
collettività cittadina, con un deciso aumento di pattuglie e padre di famiglia.
perlustrazioni, e di incidere significativamente su taluni fe-
nomeni delinquenziali maggiormente avvertiti dalla popola- Il 21.03.2006 presso l’Istituto Comprensivo “G. Da Fio-
zione. In definitiva, un impegno costante per rendere più re” si è parlato di legalità, di Carabiniere come strumen-
efficaci ed il più possibile aderenti ai bisogni dei cittadini i to sociale, di appartenenza al territorio, di principi del
servizi della cosiddetta polizia di prossimità. bene e del male al di sopra della logica partitica, di agorà
mentale. Può approfondire meglio questi concetti?
Come e se viene conciliato lo strumento repressivo con
quello preventivo? La legalità è diventata sempre di più un’aspettativa dei citta-
dini, un obiettivo che si deve e si può
Lo strumento repressivo e preventivo raggiungere anche e soprattutto attra-
sono necessariamente collegati, come “Dovete farvi sentire perché la verso un dialogo costante tra le istitu-
due facce della stessa medaglia ovvero forza delle idee giuste fa spes- zioni ed i cittadini, attraverso delle
due aspetti della stesso obiettivo che è so breccia anche nelle menti di vere forme di partecipazione attiva
garantire la sicurezza dei cittadini in chi è poco abituato o poco pro- alla crescita del proprio territorio. Gli
tutto il territorio. Così se da un lato si incontri con i giovani sono per noi un
prevedono molti servizi che prevengo- penso a cambiare” “abitudini momento di dialogo importantissimo
no i reati, dall’altro c’è un’attenzione per creare un rapporto di sinergia, per
costante a che gli autori dei reati vengano assicurati alla giu- far capire che sul territorio siamo uno “strumento” di legalità
stizia. Certo per entrambi questi aspetti è comunque impor- che va conosciuto e d utilizzato.
tante la collaborazione dei cittadini ed il fatto che gli stessi
sappiano di potersi rivolgere tranquillamente e sempre ai La volontà di cambiare le cose può essere sufficiente, o
Carabinieri per qualunque problema. meglio sufficientemente forte per vincere quello della
necessità, del bisogno? Quando non lo è, quali responsa-
In che termini può essere utile la prevenzione? Cosa fate bilità ha la società e quali il singolo?
per renderla operativa?
La volontà è sempre l’artefice principale di cambiamenti.
Per rendere utile la prevenzione , viene effettuato un notevo- Solo con questa forza si può riuscire a migliorare ed affron-
le sforzo da parte dei militari dell’ Arma, ovvero vengono tare i veri problemi che un territorio può presentare. E’
svolti una serie di servizi chiamati esterni e cioè sulla strada, importante però che si crei una coscienza collettiva sui pro-
al fine che eventuali tentativi di commettere reati siano di- blemi di un territorio, così che ciascuno senta come proprio
sattesi stante la presenza costante sul territorio. il problema di un suo concittadino. Se solo un pezzo del puz-
zle non si trova il disegno non sarà mai completo. Così allo
Cosa spinge una persona a voler entrare nell’ Arma? stesso modo, soprattutto in realtà piccole come la nostra, è
indispensabile che la legalità diventi un obiettivo comune.
Lo spirito che spinge una persona ad entrare a far parte della
grande famiglia dell’ Arma è quello di mettere a disposizio- Merton afferma che la società induce i suoi giovani a so-
ne se stesso per la collettività, per la tutela dei diritti delle gnare ma non li mette in condizione di realizzare le loro
persone e a garanzia della libertà. Questo comporta spesso stesse speranze: cosa ne pensa?
molti sacrifici che però vengono ripagati dalle soddisfazioni
di ogni giorno e dalla riconoscenza della gente per il lavoro Ciascuno di noi costituisce la società. E la volontà del singo-
che prestiamo. lo, in una società libera e democratica come la nostra, può
contribuire, con intelligenza e senso di responsabilità, a ren-
Perché secondo lei, il Carabiniere, nell’immaginario col- dere migliore la realtà in cui vive.
letivo, o è colui che facilita il lavoro ai comici, o è colui

8
Dicembre 2006

del mese/Carabinieri di Carlopoli Cosa fa e non fa attualmente?

Come tutti i giorni mi occupo della si-


Può questa illusione sociale essere alla base di comporta- curezza dei cittadini cercando il più possibile di essere vici-
menti devianti? no alla comunità e cercando di istaurare un dialogo costrutti-
vo. Ma un dialogo si fa in due ed è quindi importante che le
I comportamenti devianti sono frutto di diverse situazioni: persone capiscano che possono rivolgersi a noi con fiducia e
dalle difficoltà economiche a situazioni molto più senza timore.
Complesse . Vanno chiaramente compresi i “perché” di certi
fenomeni per poi riuscire a risolverli alla base. Cosa pensa dell’associazionismo in generale? In questo
contesto; ed in questo contesto dell’Albatros?
Qual è il reato maggiormente commesso in questo terri-
torio? Quali sono secondo lei le motivazioni che inducono Le associazioni sono un ottimo momento di dialogo e scam-
a commettere il reato e che tipo di coscienza c’è dello bio di idee, la premessa di cambiamenti. Quando poi, come
stesso in colui che lo commette? nel vostro caso, sono i giovani a promuovere cambiamenti
sulla base di idee e principi sani come quello della legalità,
Per fortuna il nostro è un territorio abbastanza tranquillo. allora penso che si potranno realizzare quelle idee per cui vi
Questo non fa venire meno l’attenzione da parte nostra affin- state impegnando.
ché non si insedino forme di criminalità più invasive. Forse
il fenomeno più diffuso è quello dei furti, il reato che mag- Quali sono secondo lei gli strumenti che l’associazione
giormente viene commesso anche per la presenza di molte dovrebbe utilizzare?
zone isolate. ma lo contrastiamo efficacemente con molti
servizi di controllo del territorio. Lo strumento è quello del dialogo costante. Dovete farvi
sentire perché la forza delle idee giuste fa spesso breccia
Potrebbe tracciare un identikit di colui che commette un anche nelle menti di chi è poco abituato o proco propenso a
reato in questo territorio: età, sesso, estrazione sociale, cambiare abitudini o modi di pensare. Siete voi stessi uno
livello culturale; strumento per far capire ai vostri concittadini che la sicurez-
za e la salvaguardia di questo nostro territorio non è un com-
Un vero identikit non esiste, anche per- pito solo di chi porta l’uniforme ma di
ché sono molte e diverse le motivazio- ...Una comunità funziona ciascun buon cittadino.
ni che spingono gli individui a com-
mettere reati. Possono perciò essere quando vi è un forte senso di In che termini potrebbe essere utile
persone di basso profilo che commetto- appartenenza col territorio per la collettività?
no furti o professionisti che commetto- ed un forte senso di respon-
no reati finanziari. Certo è che spesso Quale sprono per una comunità che,
sono persone che appaiono normali o
sabilità che significa impe- nonostante abbia un’età media molto
“per bene” riuscendo così a mimetiz- gnarsi tutti– e tutti insieme – elevata, ritengo possa trovare in voi
zarsi nella collettività. Con impegno ed per far rispettare le “regole” giovani un momento di sprono e sti-
esperienza molte volte però li indivi- molo a cambiare ed affermare con for-
duiamo. za i principi di legalità.

Potrebbe stilare una “classifica” dei reati più commessi? Quali sono limiti o le sue risorse?

Le classifiche sono sempre difficoltose da stilare, certamente Sono certo che la risorsa maggiore è la vostra forza di volon-
l’uso personale di sostanze stupefacenti (sia leggere che pe- tà e la determinazione a far valere i principi di legalità in cui
santi) è tra i primi posti, e questo è preoccupante quando credere.
riguarda i giovani.
Che consiglio ci darebbe?
Cosa potrebbe fare una comunità come questa per preve-
nire comportamenti devianti? Il consiglio che posso darvi è di continuare nelle nostre ini-
ziative di dialogo che sono di altro profilo e di sicuro inte-
Una comunità funziona quando vi è un forte senso di appar- resse, coinvolgendo Istituzioni e cittadini nelle vostre mani-
tenenza col territorio ed un forte senso di responsabilità che festazioni
significa impegnarsi tutti– e tutti insieme – per far rispettare
le “regole” L’impegno deve essere quello di non abbandona-
re o isolare le persone in difficoltà, aiutare e sostenere chi si
oppone all’illegalità, istaurare un dialogo costruttivo con le
Istituzioni, come l’ Arma dei Carabinieri, che possono aiuta-
re a risolvere problemi prima che diventino troppo grandi.

9
Jonathan Livingston

Rubrica dei non addetti ai lavori

Se non giungerà nessuna “critica” in redazione la rubrica rimarrà volutamente bianca.


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Dicembre 2006

CARLOPOLANDO/Banali riflessioni sul nuovo campo


sportivo – di Tommaso Caligiuri
ul fatto che il campo andasse rin- sce subito (un operaio me lo ha anche fumato, ci siamo andati a cercare un
novato non ci sono dubbi. Ma io, detto) che avremo gradinate, gradinate, po’ di fresco, ci abbiamo letto, studiato,
purtroppo, dei dubbi ce li ho. Per gradinate. Erano davvero indispensabi- parlato, riflettuto, fatto all’amore. Non
favore, non tiratemi fuori la retorica li? Nelle stagioni d’oro del Carlopoli solo dunque, uno spazio particolarmen-
frase non si fa e perché non si fa, si fa e quelle già esistenti sono state riempite te bello, ma un luogo speciale. Tirando
perché si fa. Quando si tratta di opere soltanto un paio di volte. Poi, l’impres- le somme: l’ennesima opera non in sin-
tanto importanti e costose è rilevante sione generale è quella dell’uso massic- tonia con il territorio, che dimostra co-
soprattutto il come. Bè, quello che ti cio del cemento, ma questa è solo un’ me, mi spiace dirlo, chi ci amministra
chiedi guardando i lavori è: ma serviva impressione... Uno spettacolo atroce è non abbia nemmeno un filo di sensibili-
davvero uno stadio o era più intelligen- stato invece vedere le nostre “Quattro tà per l’ambiente.(Lo scempio è davanti
te ripristinare la struttura già presente? Madonne”: molti ragazzi ne sono rima- gli occhi di tutti, e ci vorranno anni af-
Domanda banale, vero? Dicono che si sti assai dispiaciuti. Tutti gli alberi han- finché si possa risanare!) Aggiunto al
rifarà la squadra, ma mi chiedo chi gio- no fatto la loro fine: si è proceduto a fatto che il nostro è un paese montano e
cherà data la difficoltà dei ragazzi a colpi feroci e scriteriati di motosega, paesaggistico e per ogni mattone biso-
raggiungere il numero necessario per poiché il progetto dell’impianto eccede gnerebbe pensare al modo migliore per
una partitina in palestra. Inoltre, c’è lo spazio disponibile. A quanto pare integrarlo con la natura.
ancora della gente disponibile a portare anche gli altissimi e vigorosi pini ver-
avanti un’associazione calcistica che ranno abbattuti e li vi sorgerà un muro Ps. E dire che le squadre avversarie
richiede tanti sacrifici? Mi hanno detto di cemento armato «come dio coman- dicevano sempre che a Carlopoli aveva-
che ci saranno delle squadre che ci ver- da»: è stata questa l’espressione dell’o- mo davvero un bel campo! Chissa…
ranno in ritiro, ma anche ammettendo peraio con cui ho chiacchierato. Le forse in futuro si complimenteranno
che sia verosimile, mi chiedo quali sia- “Quattro Madonne” sono state uno de- ancor di più. Chi vivrà… anzi, chi gio-
no le strutture d’alloggio in grado di gli spazi verdi più belli del nostro pae- cherà… vedrà...
accoglierle. Guardando i lavori si capi- se: ci abbiamo fatto pic-nic , bevuto,

Cacciatori di
Al primo che indovinerà da quale libro è tratta la seguente
frase regaleremo…Il libro da cui è tratta la frase!

Martedì. Di nuovo le nuvole hanno posticipato il


picnic su quell’ irraggiungibile lago. Sarà il Fato
che ci mette lo zampino? Ieri mi sono provato un
costume da bagno nuovo davanti allo specchio.”
( Nel numero precedente abbiamo detto che si tratta di un classico del ‘900. Diamo un altro piccolo
aiuto: è un romanzo controverso che dalla sua pubblicazione 1955- ha suscitato clamore facendo
parlare molto di sé. Confidiamo nel vostro fiuto, nelle vostre estese letture e abilità mnemoniche!)
Invia un messaggio con la tua risposta al 339 1461752 o una mail a pasticciaccio83@yahoo.it

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Jonathan Livingston

PERCORSI DELLA
MEMORIA/ Salvatore Gigliotti

Il Natale a Carlopoli tra fede e tradizione

Ricordi de Natale addormisciuti “scarfare” Gesù bambino col falò. l’Epifania si popolavano a sera di
ve bisbigliati ogn’annu, o affezio- Chissà perché, ma quei Natali vis- allegre brigate. Attrezzati di orga-
nati! suti con semplicità, non ancor tra- netto, acciarino e “zuchi”, i
Vue siti sempre li buoni venuti… volti dal vortice del consumismo, “furracchiuni “ cantavano la Strina
racchiudevano tanta poesia! La sera davanti ai portone di famiglia ami-
on questi amorevoli versi della vigilia dopo il cenone fatto che:
che sprigionano melodie con pietanze nostrane: vruoccoui,
simili al canto delle corna- linguine ccu baccauà a schipienciu, “Simu arrivati a stu’palazzu d’oru..
muse, Michele Pane, auto- nuci e crucette, andava in piazza a Nu mme cumbene de jire cchiù avanti..
revole cantore del Reventino , cul- sentire, tra il crepito del fuoco, la e petre preziose su llè mura,
lava nell’anima le vibranti emozioni D’oru e d’argentu su llè porte
e ll’antu…
legate alla festa di Natale.
Questa ricorrenza che celebra il
Dopo l’esecuzione la comitiva ve-
momento centrale della dottrina cri-
niva accolta dal padrone di casa che
stiana, cioè l’incarnazione,tanto ca-
offriva loro ogni ben di Dio: gri-
ra a tutti i credenti, trovava profon-
spelle , pignouata, torroni e nulli di
da risonanza nel cuore della gente
Bagnara, turduni e turdilli.
di Calabria, sensibile com’è agli
E si brindava col vino rosso di Ni-
effetti familiari e alla poesia dell’in-
castro. Il rituale che concludeva il
fanzia. La scelta della data del 25
ciclo delle usanze natalizie calabre-
Dicembre risale al calendario roma-
si, aveva luogo la sera del 5 Gen-
no (III sec.), da cui prende anche la
naio, vigilia dell’epifania.
denominazione. In quel giorno, in-
Questa tradizione, oramai in disuso,
fatti, si celebrava il “Natale del sole
brilla nel sacrario dei ricordi più
invitto” (Dies Natalis solis invicti) ,
belli della mia infanzia.
festività pagana legata al solstizio
Mentre noi bambini viviamo l’ansia
d’inverno. Da quel giorno il sole zampogna di Luciella. Il momento
dell’attesa dei doni che avrebbe
ricomincia a splendere sempre più a più atteso da tutti era la Messa di
portato la befana, la mamma appa-
lungo. Ciò spiega perché nel mondo mezzanotte, che si celebrava nella
recchiava un angolo del tavolo con
cristiano fu adottata questa data: per chiesa barocca del “pizzu suttanu”
un vassoio.
dare un significato forte e simbolico di Carlopoli. Don Elia con camice e
In esso veniva posto un bicchier
alla venuta di Cristo, luce del mon- piviale dorato, preceduto da una
d’acqua, una fetta di pane, un col-
do. Anche nei nostri piccoli centri, schiera di chirichetti , si recavano in
tello ed un pizzico di sale. Serviva-
incastonati nell’aspro suol silano, processione davanti al presepe per
no per il battesimo del Bambino
sopravvivono tuttora usanze anti- benedire la statuina di Gesù bambi-
che sarebbe avvenuto misteriosa-
chissime e credenza che affondano no, capolavoro delle argenterie na-
mente quella notte, presso quel ta-
le radici nel mondo pagano e s’in- poletane dell’900, adagiata sul can-
volo.
nestano, dopo essere state assimila- dido tulle.
Il mattino seguente ogni compo-
te, in quello cristiano. Da quel mon-
nente della famiglia, per devozione,
do popolato da oracoli, idoli e fate, “Ntinnava lla campana:
bevevo un sorso d’acqua e mangia-
è giunto sino a noi intatto il rito del- è natu, è natu!
va di quel pane. Il sale, invece, ve-
la Focara, cioè l’adorazione del fuo- Llu rre d’ù Cielu ‘
niva conservato quale rimedio con-
co. Fino a non molti anni fa era una nterra edi calatu…
tro i malanni
consuetudine, da parte dei ragazzi, (Articolo ripreso da Calabria Lette-
bussare alle porte dei compaesani e Ed i fedeli, in coro, intonavano raria, n.10-11-12)
chiedere le “ascarelle”, piccoli pez- l’inno “Pastori alzatevi”.
zi di legno che servivano per Le “rughe” del paese tra Natale e

12
Dicembre 2006

 TEODORO NDJOCK NGANA


A proposito dell’appartenenza dialogica di Teodoro Ndjock Ngana
alla poesia interculturale in lingua italiana.
n ogni movimento letterario, che opera
senza un programma dichiarato, c’è Di Gino Chiellino
sempre chi, dotato di capacità analiti-
che, si assume il compito di tracciare il aveva evitato con cura quando, (rientrato cadere è costruito un modello di cono-
percorso da fare insieme. Per quanto ri- in Italia da Alessandria d’Egitto dov’era scenza della realtà quotidiana, che va dalla
guarda autori e poeti interculturali presenti nato, per difendere la patria durante la sua esistenza esterna a chi l’osserva, "le
in Italia, è toccato a Teodoro Ndjock Nga- prima guerra mondiale,) aveva descritto lo foglie cadono", alla percezione di una re-
na assumersi una tale responsabilità. Per stato d’animo dei soldati italiani al fronte altà distaccata ed estranea, "le vedo cade-
esempio, nella sua poesia dal titolo Ma- italo-austriaco. Nella sua poesia Giuseppe re", che si trasforma subito in partecipa-
ghidà, egli chiarisce una volta per sempre, Ungaretti aveva taciuto voluramente il zione emotiva della percezione e dell’indi-
e con cinismo illuminante, quello che verbo cadere, perché secondo lui non c’è viduo, "le vedo cadere/ nel mio cuore",
manca all’Italia per potersi considerare niente di più cinico dell’ipocrisia contenu- per diventare parte integrante della sua
una civiltà compiuta: il rispetto da parte ta nel verbo cadere quando esso viene vita interiore, "nel mio cuore/ che cade in
degli stranieri che vivono sul suo territo- usato per indicare un soldato morto in rovina/ con una cadenza assurda/ che mi
rio, ai quali finora non è dato sentirsi rico- guerra: rimbomba/ nell’anima". Il poeta descrive
nosciuti uguali per legge. A Maghidà, che il processo d’ interiorizzazione di un fatto
nella poesia si appresta a recarsi in Italia, Soldati quotidiano ma sconosciuto ad un io che,
l’autore indirizza diverse proposte, tra le per riassicurarsi, si guarda attorno. In altre
quali la seguente, che costituisce il culmi- Si sta come parole, Teodoro Ndjock Ngana rappre-
ne argomentativo della poesia: d’autunno senta l’inizio dell’immigrazione come
sugli alberi l’incontro con una realtà che esiste nella
“Salutali con rispetto soltanto se vedrai le foglie quotidianità di chi vi giunge, con cui egli
che sono arrivati ad un grado di civiltà Bosco di Courton luglio 1918 prende contatto attraverso gli occhi, e che
tale che la loro legge, con il passare del tempo(l’autunno è la
oltre ad essere uguale per tutti, A Giuseppe Ungaretti, suo interlocutore terza delle stagioni della vita) si interioriz-
garantisce anche il fatto “africano”, Teodoro Ndjock Ngana ricor- za sempre più fino a diventare parte deci-
che tutti siano uguali per la legge.” da quanto sia difficile capire l’autunno siva del mondo emotivo (cuore+anima)
quando si proviene da una cultura che non dell’immigrato. Spiegato in termini d’in-
In tempi di giustizia berlusconiana una si nutre della metafora occidentale della tertestualità (come rapporto tra le due poe-
tale avvertenza rischia di essere fraintesa. vita come un succedersi di quattro stagio- sie) e d’interculturalità (come rapporto tra
Per salvarne la specificità bisogna chieder- ni. Infatti nella poesia Immagini Ndjock la cultura africana e quella italiana), il
si di che cosa è fatto il rispetto che poeti Ngana definendo la sua funzione di poeta processo di conoscenza esposto da Teodo-
come Teodoro Ndjock Ngana portano alla afferma che: ro Ndjock Ngana va a toccare con mano
civiltà italiana, al di là del fatto che hanno come si interiorizza una lingua che esiste
deciso di affidare la loro esistenza e la "Il poeta non canta l’inverno, l’estate o la all’esterno del poeta, e viene percepita
loro creatività alla lingua italiana? E' un primavera. attraverso un’operazione di intertestualità
rispetto fatto di dialogo creativo tra la cul- Non canta nemmeno l’autunno, - il dialogo con la poesia di Ungaretti - che
tura/lingua di provenienza e la lingua e né la stagione secca, né la stagione delle ne garantisce la validità espressiva. L’in-
letteratura italiane. Ndjock Ngana parteci- piogge.
tertestualità apre così la via all’interioriz-
pa in modo esemplare alla nascita di que- Gli serve l’autunno per capire la vita;
zazione, che culmina nella disponibilità
sto rispetto con la poesia: gli servono la pioggia e il sole per osservar-
del poeta ad affidare alla nuova lingua
la nascere,
il fuoco per sentirla morire” tutta la sua emotività. La poesia di Teodo-
Quando le foglie cadono (malinconia)
ro Ndjock Ngana descrive i passaggi del
Per capire la vita al poeta africano serve dialogo tra le culture e le lingue a disposi-
E' autunno
l’autunno, la stagione in cui, come dice il zione del poeta, per giungere ad una pro-
una stagione ignota!
Le foglie cadono; suo maestro in Soldati, la vita è esposta a posta d’appartenenza a quella cultura che
le vedo cadere maggior pericolo. Così come Ungaretti gli garantisce un futuro interculturale. Di
nel mio cuore aveva connotato in modo negativo la sta- assolutamente certo rimane che, svilup-
che cade in rovina gione della raccolta, del trionfo della natu- pando i rapporti dialogici tra le culture e le
con una cadenza assurda ra, quella che conduce al riposo dell’inver- lingue a sua disposizione, Teodoro Ndjock
che mi rimbomba no, Ndjock Ngana costruisce la sua poesia Ngana riesce a costruire per sé quella
nell’anima. Quando cadono le foglie sul quel verbo chiara identità di poeta interculturale che
cadere, che Ungaretti aveva enfatizzato il saggio nonno della poesia dal titolo Il
Il lettore ha a che fare con una poesia tacendolo. Intorno a cadere Teodoro fiume, gli aveva indicato con la seguente
che è introdotta da una sorprendente affer- Ndjock Ngana invece edifica tutta la sua metafora:
mazione interculturale come "E` autunno lirica in perfetto stile ungarettiano: che "Nipote mio:
una stagione ignota!", per svilupparsi poi vive di pochissimi elementi per focalizza- sii quel fiume
intorno al verbo cadere. Si tratta dello re al massimo la sensibilità del lettore. In che fa scorrere l’acqua
stesso verbo che un altro poeta “africano” Quando le foglie cadono, intorno al verbo nei due sensi".

13
Jonathan Livingston

viaggia in treno

per ritornare dalla sua gente


Tanti anni fa prese una valigia
la riempì dei suoi sogni
dei suoi poveri vestiti, dei suoi libri, e partì
Voleva scappare fuggire
per non essere come la sua gente
Lola viaggiava con un treno per andare in città
era attratta dalle luci dalle persone e dalla vita
E il tempo si è consumato come candele di cera
Ora che Lola ha conosciuto il mondo ha un solo desiderio
fare ritorno dalla sua gente
Lola viaggia in treno ed è triste
Perché da allora è cambiato il suo cuore

E al paese non troverà più la sua

Daniele Ragano

Neutro Riempiono lo spazio. Il tempo del giorno


Spinti a volare piano Finito.
Silenziose parole
Consumiamo il tempo a A pensare se…
Hanno i tuoi occhi
Piccole dosi, Trafitti da rabbia…
Neri diamanti
E io continuo a rubare La luce
Brillanti presenze
Alla notte
Che
Salvatore Gentile
14
Dicembre 2006

Marcovaldo camuffato da Babbo Natale percorreva la città, sulla sella del motofurgoncino carico di pacchi involati di carta
variopinta, legati con bei nastri e adorni di rametti di vischio e d’agrifoglio. La barba d’ovatta bianca gli faceva un po’ di pizzi-
corino ma serviva a proteggergli la gola dall’aria.
La prima corsa la fece a casa sua, perché non resisteva alla tentazione di fare una sorpresa ai suoi
Bambini . “Dapprincipio -pensava- non mi riconosceranno. Chissà come rideranno, dopo!”
I bambini stavano giocando per la scala. Si voltarono appena. –Ciao papà. Marcovaldo ci rimase male. –Mah… non vedete
come sono vestito?
-E come vuoi essere vestito? -disse Pietruccio.-Da Babbo Natale, no?
-E m’avete riconosciuto subito?
-Ci vuole tanto! Abbiamo riconosciuto anche il signor Sigismondo che era truccato meglio di te!
-E il cognato della portinaia!
-E il padre dei gemelli che stanno di fronte!
- E lo zio di Ernestina quella con le trecce!
-Tutti vestiti da Babbo natale?- Chiese Marcovaldo, e la delusione nella sua voce non era soltanto per la mancata sorpresa fa-
miliare, ma perché sentiva in qualche modo colpito il prestigio aziendale.
-Certo, tal quale come te, uffa, -risposero i bambini, -da Babbo Natale, al solito, con la barba finta, - e voltandogli le spalle, si
rimisero a badare ai loro giochi.
Era capitato che agli Uffici Relazioni Pubbliche di molte ditte era venuta contemporaneamente la stessa idea; e avevano recluta-
to una gran quantità di persone, per lo più disoccupati, pensionati, ambulanti, per vestirli col pastrano rosso e la barba di bam-
bagia. I bambini dopo essersi divertiti le prime volte a riconoscere sotto quella mascheratura conoscenti e persone del quartie-
re , dopo un po’ ci avevano fatto l’abitudine e non ci badavano più.

Italo Calvino da Marcovaldo; I figli di Babbo Natale

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Jonathan Livingston

Andrea Caligiuri

h, il Natale. Di recente mi trovavo a raccontare Brioche, barattoli di Nutella in un solo giorno.


ad una persona che dopo alcuni mesi o anni, mi Mi sa che sono arrivato a tutt’altro, comunque.
viene da pensare a qualsiasi periodo della mia Il Natale è sempre stato meraviglioso per me. Il cenone
esistenza attraverso colori, suoni, aria o profumi. con i parenti..è sempre stato un momento che ho sempre
Per farvi capire meglio: vi è mai capitato a Maggio di amato e amo tutt’ora. Stupendo. Anche se a volte tutti i
camminare sul corso di Grillo e sentire che nell’aria c’è parenti riuscivano sempre e comunque a mettermi in im-
già profumo d’estate? Non parlo dei fiori..o tutte quelle barazzo.
cosa là, parlo proprio d’aria. Ecco, quello di cui sto par- “La ragazzina..l’hai trovata?” oppure “La fidanzatina l’-
lando io, è una cosa del genere. hai trovata?”. MA CHE ME NE IMPORTA DELLA FIN-
Vediamo, vediamo se riesco a trovare qualcosa..si, ecco. DANZATINA…DATEMI I MIEI GIOCATTOLI!!!!!
Tornavo a casa dopo aver sfidato i vari Vincenzo; Avrei voluto gridare. Purtroppo finiva sempre che diven-
(ops..andiamoci piano con i nomi) a palle di neve, tutto tavo più rosso del vino a tavola. Come del resto, era un
bagnato dalla testa ai piedi. Drin (non riesco a ricordare il gran divoratore di Coca-cola o Aranciate. Dopo un paio
suono del citofono). “Figlio mio.. come sei conciato, to- di tentativi, nei giorni ordinari mamma si accorse del fat-
gliti le scarpe prima di salire le scale, le ho lavate oggi” to, e non né comprò più. Ma al cenone era necessario. E
continuando poi a sparare frasi cercando di ricordare la quindi..un bicchiere di Coca-Cola tirava l’altro..finchè
solita storiella che noi maschi non si fa mai nulla di buo- non mi scolavo l’intera bottiglia.
no. Credo sia cosi per tutti, come quando a tavola la Anche i regali erano stupendi. E non riuscivo spiegarmi
mamma chiede a tutta la famiglia cosa dovrà preparare come mai questo Babbo Natale era sempre riuscito a capi-
per dopodomani. “Caspiterina, mamma..non lo so cosa re i miei gusti. Ricordo ancora il primo regalo..cioè il pri-
potresti preparare per dopodomani….tortellini?” “Va be- mo regalo che riesco a ricordare. Ero piccolissimo, e Bab-
ne, ma se vuoi i tortellini devi andare a comprarli al su- bo Natale mi aveva consegnato tutti i personaggi
permercato, l’ultima confezione è finita…oppure posso di..di..come si chiamavano..aspè..I guerrieri Z..no. I Ca-
fare le lasagne, dato che mi è rimasta della pasta”. Vada valieri dello Zodiaco, ecco.
per le lasagne. Evvai. Vabbù. A Natale i regali erano belli, sempre e comunque.
Dicevo, tornavo a casa con le sembianze di una spugna, Per i regali, ci sono stati nella mia vita (in quella di tutti
arrivavo nel soggiorno e la mia super-mamma si affretta- credo) tre momenti distinti: 1)Periodo Giocattoli o roba
va a togliermi il capotto per metterlo sul termosifone nel simile 2) Periodo camicie 3) Periodo Contante
bagno. Finchè non mi giro verso il salotto dove mio fra- Il periodo giocattoli è il più bello, da i 4 ai10 anni. Quello
tello se ne stava a mangiare turdilli al buio. Ricordo an- più brutto è invece il periodo Camicie. “Ah..una cami-
che cosa passavano per la televisione, cosa stava guardan- cia..bella…grazie..ma vfffnc..” dai 10 ai 15 anni. Il perio-
do. Passavano un’anteprima di Night Before Christmas do Contante che credo vada dai 15 ai 30 anni si trova a
( allora mi sa che mi trovavo nel lontano ’94). metà. Perché si..hai soldi e puoi comprarti tutto quello
Era tutto stupendo e, oserei dire, magico. che caspita vuoi..ma la cosa perde il suo fascino. Vero?
Dopo, tuffarmi nella vasca da bagno..mi faceva diventar Crescendo, un sacco di queste cose si perdono per strada.
matto..con tutta quell’acqua calda. O mio dio. Mi asciu- I rapporti con le cose e le persone cambiano, anche con il
gavo i capelli e poi viaa…in pigiama. Natale. Se adesso lo viviamo tutti meglio o peggio rispet-
Ah. Se potessi avere di nuovo 7 o 8 anni. Ma pure 11…tò. to a dieci anni fa, ancora non posso dirlo. Fatto sta, che
Poi...chiamatemi pure materialista, consumista, egoista. rimane per me una festa di calore: gli amici partiti un
(qualsiasi cosa con la –sta, tanto suona bene ) ma i regali giorno per studiare o lavorare al nord, ritornano. E forse
mi facevano scoppiare, letteralmente. Anzi, negli ultimi davvero, nell’aria si sente che siamo tutti più buoni. (mi
anni..tipo 5° elementare o roba simile, mi svegliavo diret- sa che ho sparato una cazzata, nessuno è più buono mai)
tamente il 25 mattina, mi scartavo i regali trovati sotto Ad ogni modo, prima di addormentarmi nel mio letto, ci
l’albero e buonanotte ai suonatori. Ma a 5 o 6 anni, era rifletto un po’ su’: a tutto ciò che in qualche modo, sono
roba da matti. Non riuscivo a prender sonno, mi svegliavo stato e sono tutt’ora. Alla gente che mi è stata intorno fin
continuamente nella notte fra il 24 e il 25 controllando se da quando sono sbucato fuori. E mi rendo conto di quanto
Babbo Natale avesse consegnato i miei regali. Se la con- sia stato fortunato. Caspita, è vero. Quando te lo dice la
segna era stata eseguita , naturalmente. Tipo se per un mamma che non tutti i bambini avevano i giocattoli che
anno intero annegavo nei barattoli di Nutella, poi…5 o 6 avevo io, che non tutti i bambini potevano permettersi di
giorni prima del 25..facevo il buono..non ne mangiavo. ricevere regali sotto l’albero, e che non tutti avevano un
Dopo il 25, tutto tornava come prima. Gigi tempo fa mi albero sotto cui sperare…. non capivo. O forse non vole-
ha detto che io e lui siamo due tipi cannaruti. Mi sa che è vo capire, minacciando papà e mamma di chiamare il te-
vero, forse nessuno più di me ha sbranato interi pacchi di lefono azzurro.

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Dicembre 2006

a cuore aperto e mente fredda


,g
KEEP ON’ROCKIN
IN THE FREE WORLD
Tommaso Caligiuri
iorni indimenticabili passati caffè chioschi e il
a Milano a Settembre da una Duomo mi balena negli occhi come jurassica blues band che ci ha fatto
vita l’aspettavo partito volato sterminata visione sul cielo limpido sognare Pietro e Vincenzo ed io s’è
ho ancora il biglietto sul mu- oramai «Minkia!» la piazza silenziosa parlato riso bevuto mangiato Kebab
ro attaccato dice Lamezia Terme- cinesi e passeri soltanto la gente lavo- bella questa Milano di notte uguale al
Linate volo 8269 e non ditemi l’aereo ra a quest’ora e proseguiamo semafori giorno caotica esagitata trasudante
è poco rock & roll avrei voluto vedere tram traffico edicole graffiti e final- sesso luccicante creste alte un metro e
voi in quell’atterraggio critico turbo- mente Porta Ticinese (piove ma c’è il arriva la seconda notte dopo il Rolling
lento fra nuvoloni scossoni temporale sole) stiamo per arrivare a casa si a Stones e la sosta alle Colonne ritrovo
infuriava ed io sul sedile fremente di casa sono morto e se fossi venuto in studentesco Punk Dark Metallari Per-
toccare nuova terra «Mai più! Mai treno? non sono fatto per viaggiare benisti Arabi Marocchini Senegalesi
più!» tremante a farsela sotto e il pilo- penso e Vincenzo dice Ci siamo Hal- «Fumo? Fumo?» il cielo minaccia
ta ha proprio tirato il freno a mano leluja apre un portoncino entriamo pioggia continuamente torniamo a ca-
sgommato sulla pista d’atterraggio… accogliente portico saliamo su su gra- sa trasognati bevuti e due piccioni se
ho ingoiato «vaf*an*ulo» è andata! l’ zioso palazzo antico giallo scalette di ne stanno appollaiati vicini vicini co-
hostess mi augura buona giornata pietra balconcini lunghi labirintici e me innamorati e il mio amico Pietro
scendo la scaletta all’ aeroporto ancora eccocci qui «nella mia piccola dimo- mi spiega che ci sono da sempre ogni
acquazzone borsone fradicio devo notte si ritrovano là su quella fine-
assolutamente cagare impossibile stra sono loro coppietta affiatata
resistere un minuto di più ma il ma che carini… ascoltiamo musi-
telefonino squilla è Vincenzo dice ca ancora guardiamo la tv e io
«i mezzi fanno sciopero ma conto mio dio faccio le tre le quattro le
di arrivare» Okay okay un corno quattro&mezza Pietro dorme Vin-
tutto storto ma-desso-cazzo- cenzo dorme sbuffa fa il rumore di
faccio? Disorientato-bagnato- una caffettiere maledizione mi
confuso-dov’è un cesso? Vago a sento peggio di un cadavere non
vuoto gente che va gente che vie- mi frega mando giù un sonnifero
ne folla multirazziale poltrone sennò come ci arrivo al concerto?
valige schermi orari giornali co- e dormo dormo dormo…
municazioni di servizio accenti Ed ora qua nel bel mezzo del fo-
che non sono miei ma non ho pau- rum d’ Assago ci siamo quasi è
ra cerco solo un cesso ognuno ha partito il contdown da poco arri-
una direzione una meta e Vincen- vati pulman metropolitana tutti
zo mi appare improvviso ghignante ra» dice Vincenzo e vado a sbracarmi diretti al mitico evento dopo sei anni
dobbiamo andare dice andare non c’è inbagno######################poi tornano i Pearl Jam e con noi c’è an-
tempo stringi i denti c’è solo questa sfilo dal borsone pane da un kilo e che l’altro Vincenzo capellone rokket-
corsa che ci porta a casa e saltiamo soppressata eccoli qui visto cos’ho taro doc (d’origine caotica) prima di
sull’autobus attraversiamo l’ immensa portato? cerco subito un letto per but- partire abbiamo preparato micidiale
plumbea città chiacchierando tarmi riposare intanto Vincenzo scap- intruglio coca-cola-whisky che dava
«atterraggio pelle d’oca» dico e Vin- pa all’ Università ma niente da fare alla testa dopo due sorsi ma appena
cenzo ride e dice ci vorrà ancora mez- non dormo mi siedo gambe incrociate arrivati all’entrata ci controllano «no
z’ora e sull’autobus ho modo di vede- come Buddha inizio a leggere un ro- questa non può entrare» ma è una bot-
re i primi individui folli di cui la Mila- manzo arrivo a pag 24…. tiglia di plastica! «no non può entrare
no brulica e scendiamo ad un fermata La prima notte idem non chiudo oc- solo bicchieri di carta» e così poggiati
si prosegue a piedi fortuna il cielo s’è chio cazzo sempre così quando cam- su delle transenne scoliamo per quanto
aperto avviati di gran lena per il mar- bio aria no non sono fatto per viaggia- possiamo la bottiglia per fortuna il
ciapiede sorreggiamo insieme il borso- re anche se tornati a casa stremati rin- miscuglio va giù di brutto il resto lo
ne costretti a manovre difficili e cam- coglioniti da tanto notturno scorrazza- versiamo in (segue)
miniamo camminiamo vetrine vetrine re Porta Ticinese Navigli pub Nidiaba

17
Jonathan Livingston

(Continua da pag.17 ) un grosso bic- aria subito nebbie densissime


chiere entriamo ma ancora controlli e tutti urlano e ballano Vincenzo
do del fascista al tipo che ci fa aprire urla a dorso nudo si capisce al-
ancora una volta gli zaini mi guarda l’istante che i cinque ragazzi (bè
storto Vincenzo il capellone al mio ragazzotti!) di Seattle sono in formissi- persona zainetto in spalle buon demone
fianco se la ride e finalmente siamo ma non pazzi come un tempo quando lacrimante in ginocchio a mezz’aria sul
dentro giriamo intorno niente schermi correvano da un parte all’altra e Eddie palmo divino in faccia all’abbacinante
giganti il palco sobrio solo gli strumenti si arrampicava in ogni dove dopo la onnisciente nirvanico segreto della vi-
bella storia e continuiamo a tracannare morte dei nove ragazzi nel 2000 a Co- ta…
il miscuglio dal bicchierone di coca- penaghen Vedder e i suoi sono cambiati Tutti
cola il forum comincia a ruotare… a lasciano fare tutto all’ energia della Battono le mani!
ruotare… sto una meraviglia proprio musica che si è duplicata un muro di A tempo!
come nei giorni che seguiranno davve- suono e per quasi un’ ora non ripren- Cssh!
ro bene torneremo a casa a qualsiasi dono fiato nemmeno un minuto concer- Tutto il forum!
orario ed io dopo sei ore di sonno mi to tostissimo rock a tratti punkenggian- Grande pubblico di Milano!!!
Si LeeeeVa un Coooooooooooo-
alzerò fresco come una prin-
oooooooooooro!
cipessa si in effetti sono fatto Cazzo sono qui
per viaggiare animale da Briviiiiiiiiidi lungo la schiena
strada mi dirò e gireremo Sudato
tutto il tempo nel marasma Vivo
Milanese centri commerciali uh!
a go go e un grande castello La coda di Black si dilata
che non ricordo più come We belong
accidenti si chiama era fanta- We belong togheter
stico e un pomeriggio legge- Togheter
togheter!!!!!!!
remo scritto su un muro Tre
il suono delle chitarre sta scio-
metri sopra al cielo e ne ride- gliendosi
remo con Pietro e i Vincenzi ma le mani continuano a battere
ci divertiremo alle Colonne il coro a ripetersi
Vincenzo capellone conosce- la musica
rà un tipa piuttosto fatta e la musica
attaccherà bottone e le rac- lentamente
conterà che si chiama Fidel ma il resto te come non mai adrenalina a fiotti sfuma
della vita tutto uguale tra parentesi non finché arriva BLACK dolce fragile le mani
ho mai visto un Fidel calabrese e la sera dannata amore infranto immagini si un mare di mani
battono
a cena parleremo del nostro lontano macchiano d'inchiostro la voce di Ed-
ancora
paesello dei suoi problemi e come fare die sfiora ogni sfumatura santo dio Ed- le chitarre si acquietano
e come non fare ed io penserò anche die da dove ti esce fuori? riverbera in il coro cresce
alla mia piccola Cosenza che tenta di 10mila voci in coro lirica che ti attra- le mani
fare la grande con le sue vetrine scicco- versa incendia l’anima arrivano quei sempre in alto
se di Corso Mazzini e mi vedo già lì ad versi fuoco immortale I know someday le mani
ascoltare la skunkiudende radio Ciroma yuo’ll have a beatiful life, i know you’ll all’unisono le voci
e penso a tante cose a come sarebbe be a star, in somebody else’s sembra non ci debba essere più una fine…
vivere in quel gigantesco e genetica- sky,..but..why, why?...why it can’t it be è come essere travolti
mente modificato calamaro urbano che mine, how can’t it be mine?..(Lo so che da un cavallone di sei metri
è come rinascere
è Milano e che forse è troppo grande la un giorno avrai una vita bellissima, lo
in ogni cellula
città per due che come noi ancora si so che sarai una stella… nel cielo di Vedder sussurra al microfono
stan cercando e penserò a cose come qualcun altro ma perché… perché… poi si gira
decidere se togliere o lasciare Punti e perché non può essere il mio!?) di schiena
Virgole all’ esistenza……………. McCredy e Gossard si rincorrono fuga ne sono sicuro
Un boato si leva in aria ci siamo quasi elettrica sulle sei corde lungo sentieri una lacrima
sono loro imbracciano le chitarre inten- inesplorati infinite irripetibili volute è scappata anche a lui…..
sa trepidazione cominceranno con un sogno sinusoidale Vedder aggrappato
lento o con un pezzo forte? GO! GO! all’asta naufrago su grigia spiaggia de-
Pearl Jam/17-09-2006
GO! Sono le note di Go pezzo tostissi- serta onde come boccoli nero oceano
A Pietro e Vincenzo
mo locomotiva lanciata a tutta birra nel spumante… lascia che il sole bruci la
retto del mondo sento prima la voce di mia maschera……
zio Eddie poi lo vedo avvinghiarsi all’- All’improvviso è come se l’impalpabile
asta jeans e maglietta capelli lunghi uno affettuosa fascinosa e perfetta mano di
come noi è tutto un pogare e saltare in Dio sollevasse da terra la mia piccola

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Dicembre 2006

QUANDO GIOCO SONO MATURO/


a cuore aperto e mente fredda
di Carmine Cardamone
ago. Vago. Vago e vago, abban- compagno di viaggio. I nostri passi ti tello azzurrognolo con una scritta rossa
donato, per queste lande desolate; porteranno in un luogo giammai im- che dice - Ristorante “Al Paradiso”- .
fuori dal tempo. Vago ormai da maginato – spiega il vecchio tenden- L’ho già sentito io ‘sto nome; ‘sta capan-
giorni. Temo di aver smarrito i do l’indice verso la pianura che si netta l’ho vista da qualche parte.
miei ricordi lungo i sentieri percorsi, tra estende al di là delle rupi che ci si Proprio di una capanna si tratta. O me-
le acque dei fiumi che ho attraversato con pongono innanzi. glio: dei paletti in legno sorreggono un
coraggio, sotto gli alberi che mi hanno Capisco le buoni intenzioni dell’uomo e, ammasso di pagliericcio secco che da vita
fatto da riparo nelle notti piovose. Di un intravedendo un’oasi nel deserto, con ad una piacevole zona d’ombra nella par-
sorriso amico, umano, nemmeno l’ombra. forza, mi tiro a fatica dietro ai due. Il de- te sottostante. Qui, è disposto in lungo
Ho deciso. Voglio adagiarmi qui, ricon- siderio di una migliore condizione ravvi- rispetto alle pareti di bambù una tavola
giungermi a ciò che prima ero, lentamen- va anche il più esanime degli esseri. ben imbandita. A godere delle sontuose
te, soavemente, esausto di varcare confi- Discendiamo giù per gli impervi viottoli vettovaglie, degli strani signori. Non ce
ni, e confini. Mi lascio cadere a terra. Il che disegnano contorte ragnatele sulle n’è uno che portandosi il coscio d’agnello
mio tonfo impaurisce una lucertola poco facciate di rocce immense, secolari. o il calice di vino alla bocca non emetta
distante; lesta, si da alla fuga. L’aria si fa 6 Faccio dell’immanenza la mia spada. parola. Tutti vestono in modo differente;
più fredda, quasi gelida. Non rispondo Come credere responsabile delle cose sembrano provenire da epoche diverse tra
più del mio corpo. Chiudo gli occhi… un’essenza, un’anima trascendente di loro. I miei compagni pellegrini si av-
1-E’ un uomo – sento proferire, poco alle cose stesse? Come spaccare que- vicinano ai convitati, questi li accolgono
dopo, da non molto lontano; incerto se sta realtà, come definirla immagine cordialmente e con profonda devozione.
stia sognando o meno. partecipante di una realtà perfetta? – 9 Platone, Aristotele, sedetevi, prendete
Dopo qualche secondo, una voce; sta- ostenta quello, contorcendosi nella posto – esclama subito dal suo posto
volta vicinissima: - Si, lo è. Un giovane tunica ramata, verso l’altro con fare un uomo ancor più vecchio, calvo in
uomo -. irrequieto. testa ma con le gote e il mento disse-
Di colpo mi ridesto, e con lo sguardo 7 Ciò che tu vedi dipinto sulla tela dal minati di una fittissima peluria.
verso l’alto, riesco a smicciare confusa- pittore, come la sedia costruita dili- 10 Non posso crederci…non posso…
mente delle figure. Due uomini. Mi gentemente dall’artigiano, non è altro non è vero…non posso – blatero tre-
analizzano dalla testa ai piedi. che imitazione. L’arte è imitazione… mendamente smarrito- Platone!!!
Sono stremato, è difficile che riesca ad della natura. La natura è imitazione… Aristotele!!!! Tremo!-.
alzarmi. Tuttavia, acceso e rincuorato della vera natura, incorruttibile, impe- Quell’uomo, colui che, ormai, so essere
dalla vista dei due, mi sforzo di stare drit- ritura. Ne segue che il pittore e l’arti- Platone – ci pensate, Platone – mi invita a
to sulle gambe. Adesso posso scorgerli giano sono di tre gradi distanti dall’I- trovare un angolino di tavolo in cui siste-
meglio in viso e in corpo. Uno, che sem- dea ingenerata – risponde placida- marmi per rosicchiare qualcosa. Ma io
bra il più anziano, porta una lunghissima, mente il vecchio dalle rughe antiche. non ho fame, io non ho più fame perché,
folta, barba bianca, come la neve appena 8 Apprezzo il sillogismo, ma non riesco qualche metro più in là, siede comoda-
scesa dal cielo, ed è canuto anche in testa, ad intravedere nulla di produttivo in mente adagiato sul fianco destro, con un
con dei fili di lana cadenti lungo le spalle. una speculazione che vuole la dicoto- calice di vino scarlatto nella mano sini-
Abita goffamente una tunica violacea, mia dell’esistenza – dice il giovane stra, un tizio dai baffi come onde tempe-
sulle cui spalle campeggia una stoffa pur- scuotendo la testa. stose che ripete di continuo annuendo
purea accesa che lo riveste fino alle gi- Continuano così per tutto il tempo del verso gli altri – E’ solo volontà di poten-
nocchia. L’altro, come il primo, ha dei nostro peregrinare, arrestandosi di tanto za, nient’altro. Essa ci anima e ci domina.
calzari sbrindellati ai piedi. La sua tunica in tanto per la chiarificazione dei concetti E’ volontà di potenza la linfa che scorre
è di un verde ramato; la stoffa turchese e apparentemente più oscuri. Io seguito ad nella vita -. Un ometto completamente
molto ampia, quasi a fungere da mantel- ascoltarli; quelle parole, quelle teorie, calvo, che gli sta di fronte, grida – Habe-
lo. Questo viandante è più duro in volto; fanno breccia nella mia debolezza e per re, non haberi. Possedere, non essere pos-
anch’egli con la barba, ma riccia e bruna, un attimo mi pare di vivere un deja vu. seduti. E’ questo il senso, Friederich -. E
e i capelli scuri uguale, ma non molto Nel bel mezzo della tumultuosa disputa, Friederich, che sembra non voler sentire
lunghi. scorgo a meno di un miglio di lontananza ragione alcuna se non la sua, - Non frain-
1 Da quale regione provieni, straniero? una strana costruzione. Sembra una pala- tendermi Gabriele, non fraintendermi.
Da una colonia forse? – fa bonaria- fitta, ma qui non c’è acqua. Una palizzata Non sto parlando di muovere guerra ai
mente il canuto. sormontata da un tetto. Non riesco a scer- popoli, di possedere i mondi o di annien-
2 Non so…io non… - nere. tare le culture, sto solo parlando di un
3 Qual è il tuo nome? – chiede l’altro Finalmente i ragionanti decidono di ac- uomo che sia al di là degli altri, che sia
con aria pretenziosa. cantonare i loro sermoni. Mi hanno igno- oltre, che sia un poeta -, e Gabriele – Ma
4 Cammino da giorni…si, da giorni…- rato per tutto il tempo; adesso, però, si un poeta non può che essere un esteta –
5 Osservandoti, posso comprendere che voltano, e con un atteggiamento premuro- alzandosi sulla sedia, petto gonfio, rimi-
serbi una buona dose di spossatezza. so del viso mi invitano ad accelerare il rando con lo sguardo acuto e deciso le
Hai bisogno di un pasto caldo. Spero passo, che la meta è vicina. future glorie dell’Italia bellica.
tu abbia ancora vigoria nelle membra. L’oasi a cui anelavo mi si presenta da- ( segue)
Avanti, ridestati. Segui me e il mio vanti. Alla mia destra fa capolino un car-

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Jonathan Livingston
(Continua da pag. 20 ) Nietzsche e D’An- impalpabile si rivolge ai commensali qua- degli dei versato sul fondo di una
nunzio, chi mai l’avrebbe detto? Conten- si ossequiando, ma in modo deciso e di- corona regale capovolta. È Wilde, Oscar
denti della verità ad un banchetto in cui retto. I suoi occhi incrociano quelli di tutti Wilde, che non perde tempo per beffarsi
figuro anch’io. Non credo ai miei occhi. gli altri meno che quelli di Friederich. Mi anche di Johann,
Queste personalità qui, oggi, ed io accan- spiega infatti D’Annunzio, porgendomi raggomitolato come un gattino tremulo in
to a loro, io.Più in là, un uomo strambo e una sigaretta ora che s’è scollato dalla un angolo, intento a dolersi angosciato
bizzarro è intento a consumare veloce- sedia, che i due un tempo si amavano ma dalle disavventure amorose ed esistenzia-
mente le pietanze, quasi infiammato da che poi è sopraggiunto un terzo incomodo li, salvo poi inerpicarsi coraggiosamente a
una mania, dalla determinazione di porta- a rovinare il tutto, un certo Rilke. Nel sentimenti fiduciosi inneggiando alla vita.
re a compimento una qualche grande ope- frattempo, qualcuno deve avermi servito Già, Goethe è un altro tizio alquanto stra-
ra. Agita smaniosamente una mano verso senza che io me ne sia reso conto giacché no. Non mangio, non riesco a star fermo.
l’alto, a destra, a sinistra, su, giù, poi di mi ritrovo sotto al naso un piatto assortito Mi volto di scatto ad ogni frase che cade
nuovo su. Ragazzi, ormai sono entrato di ogni ricchezza. Messa da parte la siga- come un lampo a ciel sereno. Ho scordato
nell’ottica. Non ci metto molto a capire retta, inizio a trangugiare, infervorato di essere uno stanco viandante. Sono in-
che si tratta di Ludwig, già, il grande Lu- dalla situazione di grida, proclami, e teo- cendiato dalle parole, dai pensieri che
dwig Van Beethoven. Quello si canta la remi che gli astanti mettono in atto. La queste persone pongono uno dietro l’al-
sinfonia in testa e, spesso, anche a voce mia attenzione è distratta ancora una vol- tro. Sembra quasi che siano tutti in preda
altissima. Ma è sordo, cosicchè emette ta, poiché carpita da uno che, lasciata per- ad una divina mania, tutti ansiosi di ac-
degli stramazzi poco gradevoli , e quelli fettamente integra la razione nel piatto, si chiappare o quanto meno rasentare la Ve-
che siedono al suo fianco, come Rim- accinge a dipingere su tela quanto ha di rità. Li lascio così, incazzati, mai calmi,
baud, Verlaine e Baudelaire finiscono per fronte. Ebbene, la faccia, si, la faccia di irrequieti, sempre sul piede di guerra per
impazzire, poiché non ascoltati nei ripetu- Vincent Van Gogh è proprio quella del far valere la propria tesi, cogli animi ali-
ti inviti al silenzio rivolti al maestro. Si famoso autoritratto. Sembra che qualcuno mentati dai bollori del dio Bacco. Ricor-
rimpinzano le budella di vino, visto che è dopo averla ritagliata dal quadro, gliel’ab- dano i bambini che giocano alla guerra.
gratis, e declamano ad alta voce frasi in bia appiccicata sopra al collo. All’appa- E, in fondo, che cosa sono stati se non dei
versi in omaggio alle donne, alla vita e al renza è un burbero, chiuso in se stesso; ed grandi bambini. Si, dei grandi bambini.
dolore. Ah, a proposito di donne. L’unica Oscar, avvicinandosi, mi spiega che i tipi Eroi. I miei eroi. Ma il sogno è finito.
a presenziare durante il banchetto è la così non gli vanno a genio. Oscar è un Sono le 8 e tra un’ora ho lezione. Si torna
dolce Lou, Lou Salomè. Dall’aspetto te- adone, sorseggia elegantemente il vino nel mondo dei grandi. Che poi…tanto
nue e con voce che, nella sua coppa, assurge a nettare Grandi non sono!

S I M E N T I I J E N N A R U /
Di Amelio Barbara
I Celti consacravano ogni mese ad un albero, rendendo visibi- C’è un’energia creativa, che per esprimersi, per uscire e di-
le, attraverso un rituale collettivo quella comunione profonda ventare corporea ha bisogno di sentirsi aspettata, cercata, ac-
dell’uomo con la Natura ( anima cosmica, globale). Ispiran- colta. Albatros, come un grembo sociale non ha solo sostenu-
doci a questa antica tradizione celtica potremo dedicare Gen- to l’idea di Radano, ma insieme al regista, che è anche un
naio, al sacro albero dell’amicizia. apprezzato cantautore, hanno organizzato una serata musica-
La terra è sempre gravida di vita. Anche in inverno, mentre il le. L’ evento è per il 2 Gennaio, a Carlopoli, il ricavato della
contadino riposa, la terra maternamente contiene, nel silenzio serata sarà destinato a un bambino autistico. Le canzoni che
e nel buio i germi di nuove esistenze, che profumeranno il verranno presentate,ispirate al poeta Achille Curcio sono par-
mondo con le loro inflorescenze. te di un progetto, cui partecipano noti musicisti calabresi . Un
Sotto il grande albero dell’amicizia, Albatros ha incontrato modo per valorizzare la poesia dialettale e per trama-andare
Daniele Radano, un giovane regista di Taverna e insieme par- storie e amore per la nostra terra.
teciperanno a un progetto dell’ A.R.Di.S. (Agenzia regionale Siamo ancora in inverno, ma l’ amicizia nasce in ogni stagio-
diritto allo studio). Si tratta della realizzazione di una sce- ne. Così dal caos informe si articola una nuova iniziativa.
neggiatura, attraverso l’istituzione di un laboratorio sperimen- Umanizzare la Natura e umanizzare l’Arte sono forme di rea-
tale rivolto agli studenti dell’università di Catanzaro. Il lizzazione ed espressione dei potenziali umani, modi per ri-
film“Antonio P”, in omaggio al cinema neorealista di Vitto- uscire, utilizzando linguaggi antichi e moderni, come la musi-
rio de Sica, racconta la storia di una “morte bianca” e tratta il ca e il cinema.
tema del lavoro nelle sue problematiche: lavoro nero, lavoro Un grazie speciale ad Albatros e un appuntamento al 2 Gen-
precario e “morte bianca” naio con tutti voi.

a cuore aperto e mente fredda

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Dicembre 2006

21
Jonathan Livingston

n
iamo in Inverno. Final- animato di quel geniaccio di Tim una cosa.
mente abbiamo trovato Burton. Noto con dispiacere che più si
una sede. Il costo d’affit- Oltre all’arrivo di Babbo Natale e aumenta di numeri, più sono sem-
to non è male, e poi è alla proiezione del film per bam- pre le stesse persone a scriverci.
sempre meglio dell’aria gelida di bini (e non ) siamo (quasi) arriva- Ci piacerebbe tanto che qualcuno
Carlopoli. Infatti, grazie al calore ti a realizzare una manifestazione che non ha mai scritto nella no-
che emana il focolare della stan- sulla nostra memoria storica, dal stra testata ci mandasse un’artico-
za, riusciamo a concentrarci me- nome “Cuntame…cuntame”. Ab- lo, su qualsiasi cosa. Non impor-
glio su tutto. biamo messo in giro un po’ di ta che non siano giornalisti, qui
Pensavo da un po’ di tempo di avvisi su chi potesse ancora avere non lo è nessuno. Cerchiamo solo
scriverti, perché avere una testi- a casa un qualsiasi oggetto appar- di scambiare, far conoscere ed
monianza scritta di tutto quello tenente al passato di Carlopoli. esprimere tutto ciò che prima non
che succede nella nostra realtà Speriamo bene. abbiamo mai avuto il coraggio di
d’associazione è sempre impor- Il calendario delle manifestazioni, dire, o che non potevamo dire,
tante. Me ne frego delle persone continua. E’ forte l’idea di realiz- visto che J.L è nato da un annet-
che dicono: scriviamo come se zare un’altra manifestazione arti- to.
fossimo a due metri da terra e che stica, che dovrebbe svolgersi ne- Vero. Tra due mesi il nostro ami-
siamo buoni solo a piangerci ad- gli ultimi giorni di Dicembre, co volante compie un anno di vi-
dosso. presso la scuola media di Carlo- ta, e spero che si organizzi qual-
Diario, è vero quello che si dice poli. cosa di speciale.
in giro: la paura, ecco cosa acco- Questa “giornata” come piace Questa stagione, fra l’altro ci ha
muna la nostra generazione. chiamarla da queste parti, dovreb- visti in collaborazione con la
Quest’anno, comunque, durante be contenere letture di poesie e scuola per la rassegna cinemato-
le feste natalizie, abbiamo pensa- qualcos’altro. grafica su De Seta.
to ad un po’ di cose da mandare Insomma, anche questa volta ci Nonostante tutto, caro Diario,
avanti. Per cominciare abbiamo siamo dati da fare. La collabora- quello che più mi incoraggia per-
invitato personalmente Babbo zione con L’istituto comprensivo sonalmente è vedere che nono-
Natale a Carlopoli che, con tanto diventa sempre più robusta, e stante le numerosissime riunioni
di slitta, consegnerà tutti i regali questo non può che farci piacere. fatte in quasi due anni, il numero
ai bambini di Carlopoli. Me lo In quanto grafico o impaginatore delle persone non è calato come
ricordo ancora l’anno scorso, in del mensile, mi accorgo che ogni invece pensavo succedesse.
mezzo a tutte quella folla di per- numero ha una sua struttura di- Si, forse su 40 iscritti ci ritrovia-
sone a ridere sotto i folti baffi versa, non lo so, ma è come se mo alle riunioni solo in 12/13 ma,
bianchi. Ricordo anche un po’ di non fossi mai contento, ed ogni è già una cosa.
gente tremare di freddo, anche se volume mi serve per imparare Ahimé anche quest’ inverno pas-
eravamo a pochi metri dalla foca- qualcos’altro, ma penso con cer- serà, e come al solito dovremmo
ra. Cosi’ stavolta abbiamo cam- tezza che manterrò per sempre cominciare a inventarci già qual-
biato un po’: per cercare di anda- questa struttura. cos’altro.
re incontro anche alle famiglie L’Albatros va avanti e, grazie a Ma ora è Natale, e ho voglia di
con bambini la consegna dei re- qualche euro recuperato con Jo- starmene vicino al focolare,
gali avverrà all’istituto Compren- nathan Livingston, possiamo re- aspettando come da bambino la
sivo G. da Fiore di Carlopoli, su- spirare qualche boccata d’ossige- neve.
bito dopo la proiezione di Ni- no in più.
ghtmare before Christmas, film A proposito di J.L, volevo dirti 13/12/2006 Andrea

dicembre2006