Sei sulla pagina 1di 4

COMUNE DI CASALBORDINO

PROVINCIA DI CHIETI

Proposta n. 234 del 19.09.2011


Oggetto: REGOLAMENTO SULLA DISCIPLINA AUDIO/VIDEOREGISTRAZIONI E TRASMISSIONE DELLE PUBBLICHE DEL CONSIGLIO COMUNALE.
Il Consiglio Comunale
Premesso: - che gli articoli 10 e 38 del "Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti Locali" (D.lgs. n. 267/2000) garantiscono espressamente la pubblicit degli atti e delle sedute del Consiglio Comunale; - che in una societ democratica indispensabile favorire e promuovere la partecipazione dei cittadini alle questioni di pubblico interesse e in generale alla gestione della "cosa pubblica", sfruttando pienamente le tecnologie a disposizione; - che il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale nulla dispone in merito alle audio/videoregistrazioni delle sedute del Consiglio Comunale; - che necessario e opportuno che la videoregistrazione delle sedute del consiglio comunale sia disciplinata da uno specifico regolamento del consiglio stesso che garantisca, innanzitutto, il decoro dell'organo consiliare e, in secondo luogo, il rispetto delle garanzie previste dall'articolo 7 del Codice della privacy, ovvero la certezza sull'individuazione del titolare e del responsabile del trattamento dei dati personali, previa idonea informativa ai sensi dell'articolo 13 dello stesso Codice; - che la recente sentenza del 16 marzo 2010, n. 826, del TAR Veneto (Sezione Prima) nel ripercorrere il "sistema" delle norme che ruotano sulla fattispecie delle videoregistrazioni dei consigli comunali ha chiarito che la ripresa televisiva della seduta del Consiglio Comunale indubitabilmente si configura, ai sensi dell'ari. 4, comma 1, teff, a) e b), quale "trattamento di dati personali", ossia quale "operazione ... concernente la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, la consultazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo" di "informazioni relative a persone fisiche, persone giuridiche, enti od associazioni, identificati o identificabili". Da quanto sin qui esposto, risulta pertanto evidente - a detta del Collegio - che tutti gli adempimenti necessari "per corrispondere alla richiesta del richiedente non possono per certo conseguire da estemporanei assensi alla videoregistrazione emanati dal Sindaco-Presidente del Consiglio Comunale nel corso delle sedute del Consiglio medesimo, ma necessitano di essere disciplinati da un'apposita fonte regolamentare di competenza consiliare". N va sottaciuto - continua sempre il Collegio - che, ai sensi dell'ari. 19, comma 1, del D.L.vo 196 del 2003 "il trattamento da parte di un soggetto pubblico" - ossia, nella specie, l'Amministrazione Comunale - "riguardante dati diversi da quelli sensibili e giudiziari consentito, fermo restando quanto previsto dall'articolo 18, comma 2" - e, cio, soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali del soggetto pubblico medesimo - "anche in mancanza di una norma di legge o di regolamento che lo preveda espressamente"; tuttavia, ai sensi del susseguente comma 3 dello stesso art. 19, "la comunicazione da parte di un soggetto pubblico a

DELLE SEDUTE

privati o a enti pubblici economici e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di regolamento": - continua sempre il Collegio - e, se vero che per "diffusione" si intende, a' sensi dell'ari 4, comma 1, lett. m) del medesimo D.L.vo 196 del 2003 "il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione - e, cio, quanto si proporrebbe di fare non solo il Gruppo consiliare "II Sole", ma anche la stessa Amministrazione Comunale ove attivasse il servizio di messa a disposizione del materiale deve inevitabilmente concludersi che la necessit di un regolamento consiliare al riguardo del tutto ineludibile, stante anche la sanzione penale di cui all'art. 167 del D.L.vo 163 del 2006 (cfr. ivi: "Salvo che il fatto costituisca pi grave reato, chiunque, al fine di trame per s o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19 ... punito ... se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi". - visto l'allegato regolamento che si compone di n. 4 articoli; - visto lo statuto dell'Ente - in relazione alla discussione che ne seguita come da allegato; - visto il parere favorevole di regolarit tecnica espresso in data 19.09.2011 dal responsabile del I Settore, sig.ra Pisciceli! Giovannateresa, ai sensi dell'alt 49 del D.L.vo 18.08.2000, n.267; - visto il D.L.vo 18.08.2000, n.267; - con voti favorevoli n. , contrari n. ed astenuti n. , espressi palesemente dai n. Consiglieri presenti in aula e votanti, accertati e proclamati dal Presidente, sui n. 13 Consiglieri assegnati al Comune;

DELIBERA

- di approvare l'allegato Regolamento per la disciplina delle audio/videoregistrazioni e trasmissione delle sedute pubbliche del Consiglio Comunale, composto di n. quattro articoli.

Successivamente, II Consiglio Comunale

- con voti favorevoli n. , contrari n. ed astenuti n. , espressi palesemente dai n. Consiglieri presenti in aula e votanti, accertati e proclamati dal Presidente, sui n. 13 Consiglieri assegnati al Comune; DELIBERA

- di rendere il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell'alt 134 - comma 4 - del D.L.vo n.267/2000.

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE AUDIO/VIDEOREGISTRAZIONI E TRASMISSIONE DELLE SEDUTE PUBBLICHE DEL CONSIGLIO COMUNALE Art. 1 VIDEOREGISTRAZIONI - FINALIT'

1. L'attivit di ripresa audio e audiovisiva e la diffusione delle sedute pubbliche di Consiglio Comunale disciplinata dal presente regolamento, in applicazione dei principi di trasparenza e pubblicit propri del Comune di Casalbordino. 2. Le riprese audio/audiovisive saranno effettuate direttamente da personale comunale oppure da personale appositamente incaricato dall'Ente, potranno essere diffuse sul web oppure su rete televisiva, ad opera del Comune, al fine di dare la pi ampia comunicazione e pubblicit ai cittadini dell'attivit del Consiglio Comunale. Pertanto il Comune si adoperer per la trasmissione delle sedute pubbliche del Consiglio Comunale, usando le tecnologie a sua disposizione che riterr pi utili allo scopo, nel rispetto della normativa vigente in materia di riservatezza e tutela dell'immagine. Le trasmissioni delle sedute comunali possono essere svolte in diretta o in differita. Il consigliere comunale non ha facolt di pubblicizzare sul proprio sito internet il materiale documentale ricevuto nell'esercizio del diritto riconosciutogli dall'art. 43, comma 2, del T.U. approvato con D. L.vo 267 del 2000. 3. Le norme del presente regolamento integrano le altre disposizioni di legge aventi attinenza con la tutela del diritto alla riservatezza e con il diritto di accesso alla documentazione amministrativa, con lo Statuto e con i regolamenti comunali vigenti.
Art. 2 INFORMAZIONE
1. All'accesso in Sala consiliare e nella stessa sala verranno affissi avvisi chiari e sintetici, circa l'esistenza di videocamere e della successiva trasmissione delle immagini, al fine di informare i partecipanti, ivi compresi i dipendenti con funzioni di assistenza ed eventuali relatori.

Art. 3 AUTORIZZAZIONE ALLE RIPRESE DA PARTE DI SOGGETTI TERZI

1. Oltre alle riprese e alle diffusioni delle riprese effettuate dal Comune, potranno essere appositamente autorizzati, solo in casi straordinari, (non rientranti nell'ordinaria attivit amministrativa del Comune) dal Presidente del Consiglio, nella fattispecie i giornalisti nei cui confronti trova applicazione il codice deontologico, che intendano eseguire attivit di videoripresa e trasmissione delle sedute. 2. I soggetti di cui al primo comma dovranno presentare apposita richiesta, sul modulo appositamente predisposto dal Comune, almeno 48 ore prima la seduta di Consiglio, nella quale dovranno appositamente dichiarare: a) le generalit di colui che effettua le riprese

b) le modalit di ripresa e) le finalit perseguite d) le modalit di diffusione e) l'impegno a rispettare il D.Lgs. 196/2003 e succ. modif. ed integr. 3. Comunque l'autorizzazione di cui al comma i) da parte del Presidente obbliga il soggetto autorizzato a rispettare le norme contenute nel presente regolamento e nel D.Lgs. 196/2003 e succ. modif. ed integr., restando a carico dello stesso ogni responsabilit in caso di violazione delle norme richiamate. 4. Ai soggetti autorizzati non consentito, durante le riprese, interferire in alcun modo con i lavori del Consiglio Comunale n esprimere opinioni o commenti durante i dibattiti. 5. Gli Amministratori ed i Consiglieri comunali potranno concedere interviste esclusivamente all'esterno della sala consiliare, al fine di evitare ogni intralcio ai lavori del Consiglio ed allo svolgimento delle sedute.
Art. 4 RISPETTO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI

1. Al fine di garantire la diffusione delle immagini e delle informazioni pertinenti e non eccedenti le finalit perseguite, le riprese avranno ad oggetto unicamente gli interventi dei relatori e dei consiglieri sugli argomenti iscritti all'ordine del giorno della seduta di Consiglio Comunale. 2. Le telecamere saranno orientate in modo da riprendere solo lo spazio riservato ai Consiglieri Comunali, senza primi piani e con inquadratura fissa, il pubblico non sar mai inquadrato e ripreso. 3. Ciascun Consigliere, in occasione del proprio intervento, ha diritto di manifestare il proprio dissenso alla ripresa e divulgazione della propria immagine durante le sedute consiliari, nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 e succ. modif. ed integr.. 4. Le registrazioni delle sedute, diffuse tramite web o altro strumento, restano disponibili per almeno cinque anni. Successivamente saranno archiviate e conservate dall'Ufficio Segreteria su idonei supporti. 5. Per prevenire un'indebita diffusione dei dati sensibili e giudiziari, per tutelare la riservatezza dei presenti e l'oggetto del dibattito, il Presidente vieter le riprese audiovisive quando le discussioni consiliari hanno ad oggetto dati sensibili e/o giudiziari, in applicazione delle norme contenute nel Decreto Legislativo 196 del 30 giugno 2003 e comunque in tutti i casi sanciti dal presente regolamento.