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Elettrologia

In natura tutte le forze sono riconducibili a 4 (3) fondamentali:



1) Forza di gravit
2) Forza elettro-magnetica
3) Forza nucleare debole
4) Forza nucleare forte

La forza elettromagnetica e la forza nucleare debole oggi sono unificate
nella forza elettrodebole.

La forza elettrostatica nota fin dallantichit. Talete (VI-VII secolo a.C)
pare abbia descritto le propriet dellambra, strofinata con un panno,
nellattrarre pagliuzze. Allo stesso periodo appartengono osservazioni sulle
propriet della magnetite di attrarre pezzetti do ferro.

Solo nel 1700 i fenomeni elettrici furono oggetto di studi sistematici. Alla
fine di quel secolo si giunse alla conclusione che esistevano due fluidi
elettrici, uno positivo (cariche +) e laltro negativo (cariche -) e che queste
interagivano tra loro. Una lunga serie di esperimenti con misure accurate,
compiute principalmente da Charles August de Coulomb, portarono nel
1785 alla formulazione della legge di Coulomb.

Principali propriet
Le cariche che si trovano su dei corpi fanno si che chi le ospita subisca da
parte di altri corpi carichi una forza, che mette in evidenza forza
elettrostatica la.
a) Questa forza pu essere sia attrattiva che repulsiva a differenza della
forza gravitazionale che solo attrattiva.
b) La carica elettrica obbedisce allalgebra dei numeri relativi: se si
uniscono corpi con cariche diverse si conserva la loro somma.
Questa affermazione costituisce la legge di conservazione della
carica.
c) Le cariche elettriche possono muoversi, o meno, nei materiali
(solidi,liquidi, gassosi). Sono chiamati conduttori quei corpi nei
quali la carica libera di muoversi. Conduttori sono, ad esempio, i
metalli e le loro leghe, le soluzioni ioniche (P. es. una soluzione di
Na Cl in acqua), i gas ionizzati. Lacqua pura un pessimo
conduttore. Viceversa i corpi nei quali le cariche non sono libere di
muoversi come moltissime resine sintetiche, il vetro, il legno secco, il
materiale organico che costituisce le unghie e i capelli (cheratina) e
lambra sono chiamati isolanti.

In particolare possiamo affermare che se due corpi carichi subiscono da
parte di un altro corpo carico la stessa forza allora la loro carica
elettrica uguale. Perci se mettiamo a contatto due conduttori uguali, di
cui uno carico otterremo che ciascuno possieder una carica pari alla 1/2 di
quella iniziale

Q Q/2 Q/2

Ripetendo questa procedura sar possibile ottenere corpi caricati con
qualsivoglia carica.
Facendo uso di queste propriet fu appunto possibile condurre esperimenti
quantitativi sulle interazioni tra cariche e si giunse alla .


Legge di Coulomb

2
2 1
r
q q
k F
e
=

dove q
1
e q
2
sono le cariche (puntiformi) che interagiscono r la loro
distanza e k una costante che, se le altre grandezze sono espresse nelle unit
S.I. , vale

9
k = ____1___ 9 10
4 o Lunit di misura della carica nel S.I. il
[q] = coulomb = C. o la costante dielettrica del vuoto che nel S.I. vale
-12
8.85 10 .

Questa legge vale se le cariche sono poste nel vuoto. Se
e
F
attrattiva il suo
segno -, se repulsiva il segno + .


Costituzione elettrica della materia
Quantizzazione della carica

La materia, come la conosciamo, generalmente priva di carica. Questo
deriva dal fatto che e` costituita da atomi anche loro con carica totale nulla
in quanto sono costituiti un nucleo molto piccolo ( ~1 fm) positivo attorno
al quale stanno gli elettroni con carica totale uguale e contraria. Ciascun
-19
elettrone ha carica qe = -1.6 10 C e nel nucleo stanno altrettanti protoni
ciascuno con carica qe . La carica perci quantizzata, cio sempre
costituita da un numero intero di cariche elementari (negative o positive).

Esercizio: confronto tra forza gravitazionale ed elettrostatica tra che
agiscono tra elettrone e protone, nellatomo di idrogeno.
Forza gravitazionale: 2
2 1
d
m m
G F
g
=
,
forza elettrostatica :
2
2 1
0
4
1
d
q q
F
e

+ =


2 1
2 1
0
4
1
m m
q q
G F
F
g
e

=
,
11 9
0
10 67 . 6 , 10 9
4
1

= = G
G

19
2 1
10 6 . 1

= = q q
,
kg m m
p
27
1
10 67 . 1

= =
,
kg m m
e
31
2
10 11 . 9

= =
, e quindi
39
31 27
2 19
11
9
10 27 . 2
10 11 . 9 10 67 . 1
) 10 6 . 1 (
10 67 . 6
10 9
=

g
e
F
F



Linduzione elettrostatica

Se, come in figura, avviciniamo un conduttore scarico ( Q=0 ) ad una carica

avviene che le cariche del conduttore, la cui somma zero, si separano in
quanto, essendo libere di muoversi, quelle dello stesso segno della carica si
allontanano da essa e rimangono, nella zona da dove si sono spostate, solo
cariche di segno opposto. La somma delle cariche sul conduttore rimane,
per sempre Q = -q+q = 0 , per la conservazione della carica.



Il campo elettrico E

In una certa zona dello spazio sono presenti delle cariche elettriche q1 , q2 ..
e una piccola carica q viene posta nel punto P nelle loro vicinanze. Essa


subisce, per effetto delle cariche qi una forza F . Perci


se raddoppiamo il valore di q raddoppia anche F. Se vogliamo, dunque,
rappresentare gli effetti delle cariche qi nello spazio che le circonda
dobbiamo svincolarci dal valore della carica sonda q. Per fare questo si
introduce il vettore il cui valore dipende solo dal valore e
dalla disposizione delle cariche qi e non da q . Questo vettore prende il
nome di Intensit del Campo Elettrico o anche, semplicemente, Campo
Elettrico o campo E La sua unit di misura nel S.I. il newton/coulomb =
1
C N
. Nel caso che il campo sia generato da una sola carica Q esso vale,
in modulo, alla distanza r da Q

Nel caso illustrato in figura si vede come, raddoppiando la distanza dalla
carica che genera il campo, il valore di E si riduca a


Il valore della carica di prova q, con la quale si sonda il campo, deve
essere il pi piccolo possibile per non turbare il campo che si vuole misurare
(per es. in presenza di conduttori, nei quali la carica di prova pu indurre
altre cariche che cambiano la distribuzione delle cariche che generano il
campo).


Il potenziale elettrico

Supponiamo di essere in presenza di un campo elettrico E dovuto a una
distribuzione statica di cariche.

Poich le cariche qi generano ciascuna un campo

che conservativo, anche il campo

=
i
E E

conservativo (nel senso
che la forza
E q F

=
conservativa). Perci esiste una funzione U(x,y,z)
della posizione P(x,y,z) che lenergia potenziale. Perci le forze del
campo E per trasportare la carica da A a B compiono il lavoro
) ( ) ( B U A U W
B A
=


Dal momento che la forza
E q F

=
proporzionale a q anche
B A
W

e ) ( P U
lo sono. Perci, al pari di E

, che non dipende da q, anche


q
W
B A
e
q
P U ) (

non dipendono da q ma solo dal campo E

. La funzione
q
P U
P V
) (
) ( = il
POTENZIALE ELETTRICO del punto P.
Quindi

Perci il lavoro
AB
W
fatto dalle forze del campo E

per portare la carica q


da A a B vale

Dove
B A
V V
la differenza di potenziale (d.d.p.) tra i punti A e B .


Esempio
La batteria di unautomobile fa passare attraverso laccendisigari una carica
di 250 C. Se la d.d.p. V ai capi della batteria di 12 V quanta energia
andata dissipata nellaccendisigari?







Calcolo del potenziale prodotto da una
carica puntiforme q

La forza F che agisce sulla carica qo nel generico punto che dista r da q vale

Se la carica qo si sposta da A a B il lavoro fatto da F vale

che unespressione molto simile a quella del lavoro fatto dalla forza
gravitazionale . Perci possiamo affermare che la funzione

lenergia potenziale del campo di forze dovuto a F e che la funzione

il potenziale elettrico presente in ogni punto P distante r da una carica
puntiforme q.


Conduttori in equilibrio

a) equilibrio = cariche ferme (non in moto),
b) le cariche libere stanno sulla superficie. In ogni volume interno al
conduttore la carica totale nulla,


c) il campo elettrico E, allinterno del conduttore in equilibrio, nullo;
se cos non fosse le cariche elettriche, pur presenti allinterno sebbene
la loro somma sia zero, subirebbero una forza non nulla e si
muoverebbero,
d) il campo elettrico E, sulla superficie del conduttore (sia interna che
esterna) perpendicolare alla superficie stessa;

infatti, se la componente di E parallela alla superficie non fosse nulla,
le cariche che si trovano su di essa si metterebbero in moto lungo la
stessa superficie e il conduttore non sarebbe pi in equilibrio.
Correnti elettriche

Consideriamo una superficie finita di area S che sia attraversata da delle
cariche in moto con velocit v .

La carica totale Q, che in un tempo At = tB - tB attraversa S, quella
contenuta nel cilindro che ha le due basi di area S e lunghezza v At

e che la stessa che nel tempo At ha attraversato S. Il rapporto

tra la carica totale Q che attraversa S nel tempo At e il tempo stesso
chiamata intensit di corrente che attraversa S (o anche, semplicemente,
corrente). Se siamo in presenza di una corrente che transita in un
conduttore, una volta che si sia stabilito su di esso un verso di percorrenza
positivo

La corrente positiva se il conduttore percorso nel verso positivo da
cariche positive o se percorso nel verso negativo da cariche negative
altrimenti la corrente positiva.

Se il rapporto Q , rimane costante al variare di At siamo in presenza
At
di una corrente continua altrimenti di una corrente variabile. Lunit S.I.


Corrente ed energia
Un dispositivo elettrico munito di due morsetti in grado di mantenere tra
questi una d.d.p. costante chiamato un generatore di tensione. Se un
generatore G mantiene ai capi di un dispositivo L una d.d.p. AV e una
corrente I fluisce attraverso L

nel tempo t viene compiuto su L il lavoro

dove P=W/t la potenza dissipata su L.
Questa potenza pu essere:
P > 0 se I e AV hanno lo stesso segno,
P < 0 se I e AV hanno segno opposto.
P > 0 sta a significare che il lavoro fatto su L dal generatore positivo, cio
che lenergia prodotta da G stata assorbita da L; pu trattarsi, ad
esempio, di un motore elettrico.
Se P < 0 , invece, il lavoro fatto dal generatore negativo e perci L che
produce energia (G potrebbe essere di un accumulatore e L una
dinamo che lo sta caricando,


Esempio
La batteria dellautomobile mantiene ai capi di una lampada la d.d.p.
di 12 V, consentendo il passaggio della corrente I=2.5 A

La potenza
dissipata su L.


Legge di Ohm

Se siamo in presenza di un filo conduttore metallico, percorso da una
corrente I, si nota ai suoi capi una d.d.p. V.

Si noti che per mantenere in circolazione questa corrente necessario un
generatore di tensione G.
Se, agendo su G, aumentiamo V accade che anche I aumenta e che il
rapporto,

a parit di altre condizioni, rimane pressoch costante. La quantit R la
resistenza del conduttore e la relazione , con R
quantit costante, nota come legge di Ohm. Le dimensioni di R sono


V
I conduttori per i quali R = ----- costante sono chiamati conduttori
I
ohmici.
Un dispositivo con 2 morsetti, ai capi del quale la resistenza costante
chiamato resistore (o anche pi semplicemente e pi spesso resistenza) ed
indicato negli schemi elettrici con il simbolo al quale spesso accostato il

valore di R.





Potenza (termica) dissipata


a)
Abbiamo gi visto che se ai capi di un dispositivo presente una d.d.p.
V e se in esso circola la corrente I, nel caso in cui si tratti di un resistore,
la relazione P = V I , sostituendovi V = R I , diventa P = R I . In
questo caso viene dissipata sul resistore una potenza termica che pu
facilmente essere messa in evidenza dallaumento della temperatura del
resistore. il generatore, che mantiene la corrente I, a produrre lenergia
dissipata in R.

b)
La stessa situazione pu essere vista dal seguente punto di vista, quello
dove un generatore G mantiene ai capi di R una d.d.p. V. Da P = V I
sostituendo I dalla legge di Ohm si ha:
2
V V
I = ------- e P = ---------
R R

Esempio
Una lampada dellautomobile ha una potenza di 40 W
1) Da quanta corrente attraversata, se la tensione della batteria di 12
Volt?
2) Qual la sua resistenza?

1) P = V I 40 = 12 I I = 40/12 = 3.33 A
2
2 2 40 V 144
2) a) P = R I R = P/ I = ---------------- = 3.6 D = --------- = ------
3.33 333 P 40
2
b) P = V / P = 144/40 = 3.6 D

Resistenze in serie e in parallelo

Due resistori connessi tra loro nel seguente modo si dicono in serie.


Essi sono percorsi dalla stessa corrente I. Fra i due estremi della
connessione la d.d.p. la somma delle due d.d.p. V1 e V2 ai capi delle
resistenze R1 e R2 e vale

V = V1+ V2 ma V1 = R1 I , V2 = R2 I da cui V = R1 I + R2 I = I (R1+ R2)

V
Per cui Req = ----- = R1 + R2 .
I
Due resistori in serie si comportano come un unico resistore con
resistenza pari alla somma delle resistenze di entrambi.

Due resistori connessi tra loro nel seguente modo si dicono in parallelo.
anche qui avremo:
V V 1 1
I = I1+ I2 = -------- + -------- = V ( ----- + ----- ) ma
R1 R2 R1 R2

1 I 1 1
R = V/I ------ = ------ = --------- +-------- quindi due resistori in
R V R1 R2
parallelo si comportano come un unico resistore, linverso della
resistenza del quale la somma degli inversi delle resistenze di ciascuno.
In generale, per pi resistori in serie avremo


e, se in parallelo,


Prendiamo ora in considerazione un conduttore di lunghezza L e sezione
costante S. Esso pu essere considerato come costituito da n conduttori
L
ciascuno di lunghezza l con n = ---- e resistenza R. La resistenza dellintero
l

L
conduttore vale Rn = n R = ----- R cio la resistenza dellintero conduttore
l
proporzionale alla sua lunghezza.
Supponiamo ora di porre in parallelo n conduttori di uguale sezione s e
uguale lunghezza l

Essi equivalgono a un unico conduttore di sezione S = n s la cui resistenza
1 1 1 1 n S
Rn tale per cui ----- = ------ + ----- + . + ----- = ----- = --------
Rn R R R R s R
per cui la resistenza dellintero conduttore inversamente proporzionale
alla sua sezione.
Possiamo perci concludere che
la resistenza di un conduttore a sezione costante S e di lunghezza L vale

L
R = p ------
S
dove p una costante caratteristica del materiale di cui costituito il
conduttore chiamata resistivit. La precedente relazione anche nota come
seconda legge di Ohm.

Condensatori

Il condensatore un dispositivo atto ad accumulare la carica. costituito da
due conduttori affacciati, isolati tra loro e separati dal vuoto, o da un
materiale isolante (chiamato dielettrico)

La distanza tra i due conduttori deve essere piccola, rispetto alle altre
dimensioni in gioco in cosicch tutte le linee di forza del campo E esistente
tra i due conduttori (la linea di forza una linea che in ogni suo punto
tangente al vettore del campo E) che escono dal conduttore carico
positivamente entrino nellaltro (negativo), e viceversa quelle che entrano
nel conduttore negativo anche escono dal positivo

In queste condizioni le cariche (di segno opposto) si trovano sulle due
superfici affacciate e determinano un campo elettrico E e una d.d.p. V tra i
due conduttori (chiamati armature). Una carica +Q si trova sullarmatura a
potenziale maggiore mentre una opposta Q su quella a potenziale minore.
In queste condizioni il rapporto
Q
C = -----
V
costante, prende il nome di capacit del condensatore e dipende soltanto
dalle caratteristiche geometriche del condensatore. Quindi Q e V sono tra
loro proporzionali.

Condensatore piano
Se le armature del condensatore sono due lastre conduttrici parallele di
uguale stessa area S e distanti tra loro d abbiamo a che fare con un
condensatore piano.



Allinterno del condensatore il campo E costante. Portando una carica q da
una armatura allaltra il campo E compie il lavoro L = q V; ma spostando la
carica di una distanza d lo stesso lavoro vale anche L = F d = E q d , da cui
V
q V = E q d e quindi E = ------- il valore del campo elettrico
d
allinterno del condensatore piano.
Come gi detto la capacit C di un condensatore dipende soltanto dalle sue
caratteristiche geometriche e per il condensatore piano vale
e0 S -12
C = ------- con e0 = 8.85 10 che
d
la costante dielettrica del vuoto.
Lunit di misura nel S.I. il farad = F che per gli usi pratici troppo
grande. Di esso si usano spesso i sottomultipli
-12 -6
1 pF = 10 F e il F = 10 F.
Se tra le armature c un isolante (dielettrico) C aumenta secondo la
e0 S
C = er ------- dove er >1 la
d
cosiddetta costante dielettrica relativa del dielettrico interposto.


Magnetismo

Fenomeni magnetici : le calamite (o magneti permanenti)

Le calamite (ad es. gli aghi magnetici delle bussole) mostrano due poli,
quello nord diretto pressapoco verso il nord geografico e quello sud diretto
verso il sud geografico. Chiunque pu vedere che poli omologhi si
respingono mentre poli diversi si attraggono.


Per, contrariamente a quanto succede con le cariche elettriche, i poli
opposti presenti in un magnete permanente non si possono separare, come
mostra il fenomeno della calamita spezzata.

A meno che non esistano le cariche (o monopoli magnetici) !

Magnetismo indotto da correnti elettriche

Una corrente elettrica produce effetti analoghi a quelli dovuti a una calamita.
Infatti se un ago magnetico avvicinato a un conduttore che attraversato
da una corrente, esso subisce una forza In particolare esso ruota per porsi in
una direzione perpendicolare al conduttore (supposto rettilineo e lungo a
sufficienza).


Ci ha portato a introdurre un campo vettoriale, il campo B (campo
magnetico o induzione magnetica), che svolge una funzione analoga a
quella che nellelettrostatica svolge il campo E.





Il campo B

Lesistenza di un campo magnetico (campo B) che nel trattare i fenomeni
magnetici faccia le stesse funzioni che svolge il campo E nei fenomeni
elettrici manifestata anche nellinterazione tra questo campo, prodotto dai
magneti, e le correnti elettriche. Il campo B viene definito appunto dalla
seguente relazione che esprime la forza F subita da un conduttore rettilineo
di lunghezza l e percorso dalla corrente i, in presenza di un campo
magnetico B.
F = B l i sin (0)

Essendo B un vettore, 0 langolo che tale campo fa con la direzione
(orientata) della corrente i .

Perci, nel caso in cui langolo 0 = 0 (B parallelo al conduttore) avremo
F = 0. Viceversa, se il conduttore ortogonale a B, sar F = i l B.
-1 -1
Lunit di misura di B [B] = tesla = T = N A m .

La regola che lega le direzioni di B, i e F quella della mano sinistra :

B esce dalla mano sul POLLICE, i sullINDICE, F sul MEDIO.


Nel caso di un magnete permanente le linee di forza escono da Nord, entrano
da Sud e sono linee chiuse (perch non ci sono, allinterno, cariche
magnetiche libere).


Campo B prodotto da una corrente

Nel caso una corrente i che percorra un conduttore rettilineo e infinitamente
(cio molto) lungo, il campo B risulta perpendicolare al conduttore e la
relazione che lega B alla distanza r e alla corrente i che genera il campo la
legge di Biot e Savart:

uo I -7
B = ------- con uo = 4 n 10 permeabilit magnetica del vuoto. Si noti
2 n r
che le linee di forza del campo B sono linee chiuse. Non sarebbero linee
chiuse se esistessero le cariche magnetiche.



Forza su cariche in moto

Se una carica q si muove con velocit v , perpendicolarmente a un campo B
uniforme (il cui valore lo stesso dappertutto)

nel tempo t percorre la distanza l = v t. Perci la corrente media durante t
q q q v
i = ---- = ----- v , e la forza media vale F = i l B = ----- l B = q v B ed
t l l
perpendicolare sia a v che a B. In seguito a questa perpendicolarit risulta

che F perpendicolare anche a s . Se calcoliamo il lavoro L fatto da F,

abbiamo L = F s cos(0) = 0 (in quanto 0 = n/2). Perci:

la forza magnetica che agisce su una carica in moto
non produce lavoro

1
Lenergia cinetica Ec = ---- m v perci non cambia e lunico effetto sul
2
di q quello di cambiare la direzione alla velocit e non il suo modulo |v |.

La carica q descrive quindi un moto circolare a velocit v costante

(moto circolare uniforme) nel quale laccelerazione (centripeta) vale

v
ac = ------ ,
r
ove r il raggio della
traiettoria circolare.
Induzione elettromagnetica

Abbiamo appena visto che cariche (correnti) in moto sono in grado di
generare un campo magnetico. Ora vedremo un fenomeno nel quale la
presenza di un campo magnetico in grado di generare una corrente.
Facciamo passare velocemente una calamita attraverdo una spira, collegata a
un galvanometro, strumento in grado di misurare la corrente che lo
attraversa.

Osserviamo che nel galvanometro, quindi nella spira, circola una corrente.
Questa non costante ma varia nel tempo con un andamento del genere:

Un effetto pressoch identico si ha muovendo la spira, rimanendo fermo il
magnete.

Si osserva sperimentalmente, inoltre, che la corrente i, in ogni istante, cresce
al crescere dellarea A della spira (a parit di tutte le altre condizioni).
Se il campo magnetico B viene cambiato nel tempo (producendolo, ad
esempio, facendo circolare una corrente I in un elettromagnete collegato a
un generatore) nella spira circola una corrente indotta i che cresce
bruscamente, partendo da zero, non appena la corrente I sale, per poi
decrescere, una volta raggiunto il massimo, anche se I rimane costante.


In tutti questi casi avvenuto che la quantit 4=B A cos(0)



dove 0 langolo tra B e la normale al piano che contiene la spira

cambiata nel tempo.

La quantit 4 il flusso del campo magnetico attraverso la spira.
Se 4 cambia nel tempo At di una quantit A4 ai capi della spira appare una

A4
d.d.p. e = - ---------- che la forza elettromotrice indotta (quella che
At

produce la corrente che circola nella spira).

Questa legge nota come la legge di Faraday-Neumann.

Legge di Lenz
e, cio la d.d.p. indotta sulla spira dal cambiamento di B, produce il
passaggio di una corrente i che percorre la spira. Questa i genera a sua volta
un campo magnetico B che produce degli effetti sul moto del magnete


cambiandone la velocit v. Nel caso in esame la spira si comporta come un
magnete con il polo che guarda la calamita, omologo a quello della
calamita affacciato alla spira. Quindi leffetto finale sar quello di fare
diminuire v, passando a v .

v


v < v
Quanto avviene conseguenza della

Legge di Lenz:
la corrente indotta in un circuito ha un verso tale che il campo magnetico
che essa stessa genera si oppone alla variazione del
campo magnetico che lha indotta.

Per es., il campo B induce e grazie al fatto che B sta diminuendo; allora e
produce una corrente che tende ad annullare leffetto della diminuzione
andando a sommare a B, che induce e, un ulteriore campo, riducendo cos
gli effetti della diminuzione del campo inducente.
Correnti alternate


Ai capi della bobina composta di n spire presente una f.e.m.
A4 d4
e = -n ----- = - n ----- poich 4 = B 4 cos(0)
At dt

e langolo 0 varia nel tempo con la legge 0 = o t avremo

d(B 4 cos(o t ))
e = -n --------------------- = + n A B o sin(o t ) dove
dt

A larea della bobina. Perci ai capi della bobina presente una d.d.p.
V = n A B o sin(ot) = Vo sin(ot)

Una tensione che ha questo andamento nel tempo si chiama tensione
alternata sinusoidale.
Se inseriamo una resistenza R

V Vo sin(ot)
poich I = ----- sar I = ---------------- = Io sin(ot) e questa una corrente
R R
alternata sinusoidale, di valore di picco Io =Vo/R.

Per motivi pratici la distribuzione dellenergia elettrica avviene attraverso
una rete in cui circola della corrente alternata sinusoidale. Perci ai capi di
una presa elettrica presente una d.d.p. variabile nel tempo con legge
t
V=Vo sin(ot) = Vo sin( 2 n f t ) = = Vo sin( 2 n -----)
T
dove: Vo il valore di picco della d.d.p, analoga alla corrente di picco.
T il periodo (in Italia T= 1/50 s )
f la frequenza (in Italia f= 50 Hz ).


V Vo
La corrente che circola su R vale I = ----- = ----- sin( 2 n f t ) =
R R
= Io sin( 2 n f t ) .
Si parla perci di:
tensioni (o d.d.p.) e correnti alternate sinusoidali.
Il grafico di una tensione alternata sinusoidale quello che segue


Tensioni e correnti efficaci

Abbiamo visto che su di un resistore, percorso dalla corrente I e ai cui capi

c una d.d.p. V , viene dissipata, in ogni istante, la potenza P = V I = R I =
V
------ . Se V sinusoidale, anche P varia nel tempo assumendo sempre
R
valori positivi,
Vo
P = Pm sin(( 2 n f t )) dove Pm = ----- il valore di picco della potenza.
R

__ Pm
e P = ------ il valore medio della potenza.
2
Landamento di P sinusoidale. Con facili passaggi trigonometrici, si trova
__
P = P ( 1 - cos( 2 n 2 f t ) ), che ha un andamento di tipo sinusoidale con
__ Pm R Io 1 Vo
frequenza 2 f , e il cui valor medio P ---- = -------- = -- ---- .
2 2 2 R
Se chiamiamo tensione efficace Veff e rispettivamente corrente efficace Ieff


Vo Io _ Veff
le quantit tali per cui Veff = ------ e Ieff = ----- avremo P = R Ieff = -----
\2 \2 R
che la potenza dissipata in una resistenza R quando attraversata da una
corrente continua Ieff (o ai cui capi applicata una d.d.p. continua Veff ).
Quando nelle nostre case si dice che la tensione di rete di 230 volt ci si
riferisce alla tensione efficace cos pure per la corrente efficace. Perci
_ _
P = Veff Ieff e, in particolare, il valore di picco sar Vo = 230*\2 = 325 V.