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DIO , MONDO , CHIESA E UOMO

Il dato immediato e riconoscibile di questo papato è certamente l’offensiva pervicace e tracotante


per ottenere l’egemonia culturale , dell’istruzione e dei costumi. Erano ormai cinquant’anni che non
si assisteva a qualcosa di simile… Per di più la Chiesa di allora , il Vaticano , aveva l’attenuante di
doversi presumibilmente difendere dall’offensiva bolscevica. Per di più , con il Concilio Vaticano II
, si era posto il serio tentativo di affrontare la realtà , la modernità e la postmodernità con tutti i
problemi che comportavano e comportano ancor oggi. Checchè se ne dica , in un’ampia panoramica
e prospettiva , Giovanni XXIII è stato il Papa più decente ed aperto che la Santa Romana Chiesa
Cattolica ed Apostolica ha offerto negli ultimi cento anni. Non è un caso che l’eredità lasciata dal
“Papa buono” è poco sopportata dalle odierne gerarchie ecclesiastiche. Si agisce unicamente nel
nome di una tradizione che rifiuta qualsiasi piccolo passo avanti abbia comportato l’espansione di
sacrosanti diritti. Legge 194 , procreazione assistita , coppie di fatto , omosessualità , ricerca
scientifica , ecc… La pretesa richiesta di dialogo dei porporati su diritti legalmente sanciti –
richiesta che , ricordiamolo , è avanzata da chi si è messo la Verità in tasca e , quindi , non è
disposto a negoziare con chicchessia e su alcuno di questi temi – è solo il mero pretesto di
scardinare la laicità dello Stato , né più… né meno… Grande promotore della moratorio sull’aborto
(a proposito avete forse visto il Papa tedesco e i porporati sbracciarsi per la moratoria sulla pena di
morte ?) è sicuramente l’incorreggibile Giuliano Ferrara , ex comunista , socialista craxiano ,
berlusconiano , neoconservatore agente della CIA ed ateo teocratico. Penso che vi sia una
spiegazione logica all’obesità di quest’individuo : nella sua vita ha ingurgitato talmente tante idee –
spesso in contraddizione le une con le altre - o , meglio ha assimilato tanto “vuoto di idee” da
gonfiarsi letteralmente… ma di pura aria – pura (?) , mah ! Chissà ! -. Ricordiamo che Ferrara è
stato il grande sostenitore dell’abbraccio fra Berlusconi e D’Alema – dietro l’auspicio vaticano ,
mmm… - per un governo “istituzionale” e delle “larghe intese”. I recenti approcci fra Berlusconi e
Veltroni sono andati in quella direzione… Ricordiamo ancora che Ferrara ha lanciato la grande
ondata “teocratica” oltrechè neoconservatrice : teocon nel centrodestra e teodem nel centrosinistra
sono due parole che indicano sostanzialmente la stessa fazione , trasversale ai partiti , asservita ai
giochi del Vaticano e pronta a mettere in discussione la laicità dello Stato.
Quel che è più triste è lo spettacolo del gregge belante pronto ad accogliere qualsiasi cosa dica la
voce del Santo Soglio. Semplicemente , senza discussione… E la paranoia dello “scontro di civiltà”
, di pretesa e (falsa) guerra al terrorismo con tutto il carico di irrazionali paure nei confronti dello
straniero , specie se musulmano , ha contribuito ad influenzare il clima attuale… Agitare gli spettri è
sempre molto redditizio. Ma se devo abbracciare una Fede lo devo fare con convinzione o per pura
convenienza , ritenendo la Chiesa il baluardo all’avanzare dell’orda musulmana ? Quanti atei
invocano oggi la Chiesa !

Ma mettiamo da parte i toni pamphlettisici e polemici per sviluppare una sana critica della religione
istituzionalizzata partendo , come premessa , da ciò che si ritiene ammantare il sentimento religioso
e la spiritualità ovvero il rapporto Dio – mondo – uomo. Alziamo anche solo per un istante gli occhi
al cielo e sulle nostre teste si svelerà lo spettacolo di uno spazio infinito in cui noi ci immergiamo
come fossimo gocce d’oceano. Quanto è vasto questo mare ? Quante saranno in tutto le stelle
dell’universo ? Sono domande a cui , con ogni probabilità , l’uomo non potrà mai rispondere.
Ammettiamolo : l’uomo è infinitamente piccolo , così piccino davanti all’immensità del creato da
smarrirsi e , appunto , lo smarrimento dovrebbe essere il sentimento che , se si scava nel proprio
cuore , dovrebbe accompagnarci di fronte allo spettacolo che si impone ai nostri occhi ed alla nostra
anima… Personalmente non mi sono mai sentito veramente ateo , ma , piuttosto agnostico : la
prospettiva atea mi pare ristretta perché , semplicemente , chiude il problema rispondendo che non
esiste alcuna Entità o Essere superiore che regoli o presieda la creazione dell’universo – mondo. Ma
è possibile chiudere la questione in tal modo ? Quel che si para agli occhi , all’anima o la cuore fa
pensare – almeno a me personalmente – che tutto sia scaturito da qualcosa… che vi sia
un’intelligenza superiore da cui promana un’ineffabile armonia dell’universo… che di fronte a
questo Essere noi siamo infinitamente piccoli , più piccoli di quanto può essere una formica sul
nostro pianeta. Insomma io credo – non razionalmente ma intuitivamente – all’Essere , scaturigine
di tutte le cose dell’universo , ma non concepisco Dio , il Dio inteso come Bene fatto ad immagine ,
somiglianza e desiderio degli uomini. In ciò consiste l’agnosticismo : l’uomo , nella sua piccolezza ,
non può cogliere appieno la natura di Dio perché la sua vista arriva solo alle stelle più prossime.
Quest’Essere rimane l’incarnazione di un Mistero. La pretesa di disegnare i tratti di Dio ,
prevalentemente come un Dio “benevolo” o di interpretarne la Volontà , da parte di esseri infimi al
suo cospetto costituisce , per me , un atto di onnipotenza e presunzione. Sono d’accordo con quanto
affermava il grande filosofo Wittgenstein “Di ciò che non si sa si deve tacere. “ Dal mio punto di
vista è esattamente l’atteggiamento che bisognerebbe tenere… Agnosticismo e scetticismo…
Qualsiasi forma di scienza o conoscenza umana , da quelle religiose a quelle filosofiche a quelle
scientifiche , non può dirimere la questione proprio per la piccolezza e finitudine umana.
Si prendano , ad esempio , le scienze fisiche o le scienze naturali : non si può negare che abbiano
raggiunto risultati impensabili solo pochi decenni fa , tuttavia , nell’essenza , le scienze descrivono
il “come” di un processo naturale ma non hanno gli strumenti per addivenire al “perché” ,
all’essenza che muove quei processi. C’è come un soffio di vita che percorre tutte le cose , ma
neanche la chimica può coglierlo… E pensiamo ancora alla nascita , al miracolo di una vita che
nasce : com’è possibile che da un processo così apparentemente “minuscolo” come la fecondazione
, possa nascere e , ancora , crescere una creatura molto più grande. Conosciamo le fasi del processo
, ma non quel principio che permette tale “miracolo”. Così il positivismo si è arenato nella sua
pretesa di imporsi come la Conoscenza in grado di spiegare tutti i fenomeni. Per quanto riguarda la
religione istituzionalizzata vorrei riprendere la trattazione più avanti per presentare , invece , degli
argomenti a sostegno dell’ineffabilità dell’Essere e , quindi , della sua sostanziale inconoscibilità.
Partiamo dalla premessa della dottrina cristiana e cattolica , ma non solo , circa Dio come Bene e
anche dalla natura del Male. Non possiamo ignorare la realtà del Male… Possiamo vederlo ,
toccarlo , percepirlo… Pensiamo alla guerre , alla fame nel mondo , ai cataclismi , all’oppressione ,
alle prevaricazioni nei contesti familiari , ecc… Possiamo anche ammettere che fra Bene e Male vi
sia asimmetria , che il primo costituisca una forza superiore alla seconda , però il Male è una realtà
che ci inquieta e ci tormenta… Donde viene il Male ? Se Dio è Bene , perché ha permesso
l’irruzione di questa forza che gli dovrebbe essere estranea ? Perché lascia che i suoi “figli”
muoiano , soffrano , si consumino nelle malattie , ecc… ? Queste sono le domande che dovrebbe
porsi un autentico credente che riflette sul senso della sua fede. La dottrina cristiana , per
salvaguardare la sua concezione di Dio come massima espressione del Bene ricorre sostanzialmente
a due “teorie” : il libero arbitrio concesso all’uomo e la nozione del Male come diminuzione di
Bene. La prima giustifica il Male sostenendo che esso è necessario all’uomo per redimersi : Dio
concede all’uomo la libertà di scegliere fra Bene e Male perché solo in tal modo può conquistare la
salvezza. L’uomo , quindi , può anche scegliere la via del Male… Il problema si pone in quanto , se
Dio è Bene e ama l’uomo fatto “a sua immagine e somiglianza” , pur concedendo il libero arbitrio ,
dovrebbe dotarlo di quella potenzialità che , poi , in ogni caso , gli consente di intraprendere la
“giusta scelta”. Il tentativo è quello di introdurre il Male lasciandolo fuori da Dio che è creatore di
tutte le cose. E’ chiaro che gli argomenti non sono convincenti : nella mia scelta di operare per il
Male , Dio può essere così lasciato fuori ? Se lui è il Creatore e non mi ha dotato della facoltà di
operare la giusta scelta , non ha una “qualche responsabilità” ?
La concezione del Male come diminuzione del Bene deriva dal mito della ribellione di Lucifero e
della sua caduta… Un angelo , creatura celeste , diventa il diavolo… Ma come è possibile che
dall’Essere perfetto e perfettibile , Dio come bene , scaturisca il Male ? Allora Dio non è veramente
tale… Ne consegue che questa idea dell’Essere si è semplicemente imposta perché è desiderabile
all’uomo… Un Dio che è benevolo con gli uomini e che , magari , punisce i malvagi…
Dobbiamo ammettere che l’Essere è talmente grande da non avere questa grande preoccupazione
per le sorti dell’uomo , che la Perfezione e l’Armonia che lo circondano – se sono veramente tali –
sono a noi , poveri piccoli mortali inaccessibili e in ciò è racchiuso il senso di questa ineffabilità e
di questo mistero… Oltre l’intuizione del creato e della sua scaturigine , della sua fonte non
possiamo andare… L’Essere come ente morale non è assolutamente dimostrabile , per quanto possa
essere desiderabile. Ci vuole una fede assoluta ! Dio , in genere , è la proiezione del nostro pensiero
, ma la verità è che Bene e Male fanno parte della sfera strettamente umana , che è la porzione della
porzione della porzione , ecc… di quanto c’è nell’universo. Detto questo penso che nella storia vi
siano stati uomini che hanno brillato scintille di luce divina… Il che non vuol dire che hanno
abbracciato la totalità divina che , anche per loro , è rimasta sostanzialmente un mistero. Penso a
uomini come Gesù o come Budda. Costoro avevano in comune il fatto di essere dei mistici , cioè
vivevano intensamente la spiritualità come comunione fra Dio . mondo e l’uomo. Essi agivano da
maestri ; cercavano cioè , di trasmettere le loro esperienze spirituali e mistiche a dei discepoli
attraverso l’esempio… E’curioso come i grandi maestri e mistici della storia , affidandosi
all’esempio e all’”azione pratica” , abbiano evitato di scrivere le pagine di una loro dottrina. Non
dissimilmente da Socrate , la cui filosofia ci è nota grazie agli scritti del discepolo Platone.
Ricordiamo che anche i Vangeli così come tutto il Nuovo Testamento sono stati scritti da discepoli o
seguaci della dottrina cristiana e non da Gesù stesso… Forse che quei maestri volevano rammentare
come il gesto è molto più efficace della parola ? Probabilmente anche la primitiva esperienza
mistica di comunione fra i primi cristiani e Gesù è stata qualcosa di irripetibile e che , comunque
non poteva essere ripetuta. Un’altra caratteristica comune , ad esempio , a Gesù e Budda consiste
nel fatto che entrambi si sono “ribellati” alla religione ufficiale , all’ebraismo e all’induismo dei
tempi… Si sono sostanzialmente ribellati ai chierici , alla religione ufficiale , al legalitarismo e
all’attaccamento a dogmi e regole spesso assurde e inutili. I grandi mistici , coloro che hanno
tentato di riformare la religione “ufficiale” ed “istituzionalizzata” – è bene tenerlo a mente – non
sono mai stati chierici , anzi hanno dovuto subire i loro attacchi. Così si sono create correnti
mistiche nelle religioni ufficiali , oppure sono nate nuove religioni che , sopravvivendo ai secoli , si
sono istituzionalizzate smarrendo il messaggio originario.
A mio parere , in quanto interamente concentrate sul rapporto spirituale Dio – uomo – mondo, le
comunità mistiche , come il cristianesimo delle origini , sono autenticamente e genuinamente
religiose e così non si può dire delle religioni istituzionalizzate.
La religione istituzionalizzata , come la Santa Romana Chiesa Cattolica e Apostolica , si fonda su
una dottrina che si sedimenta nella storia , magari parzialmente modificandosi in certi frangenti
storici , e penso ad esempio al periodo della Riforma protestante e luterana. La dottrina , che
richiede un obbedienza quasi totale e , comunque , comporta una tolleranza molto tenue nei
confronti delle voci di critica o di dissenso in seno alla Chiesa stessa , non rappresenta più niente
all’infuori di sé stessa , all’infuori della religione istituzionalizzata stessa. Chi ha qualche
dimestichezza con i Vangeli e il Nuovo Testamento in generale sa perfettamente che quanto la
Chiesa ufficiale ha “aggiunto” in termini dottrinali , spesso ha poco a che vedere con quanto predicò
il Cristo. In verità è stata scritta una miriade di Vangeli al di fuori di quelli ufficiali ed accettati
dall’autorità ecclesiastica che è difficile interpretare quanto , in alcuni frangenti , disse veramente
Gesù. In effetti , anche per la mancanza di un testo riconducibile direttamente a lui stesso , la realtà
originaria del cristianesimo era molto più variegata di quel che non si pensi e i vari Vangeli ,
canonici e non , riflettono varie correnti interpretative. Insomma , vista la delicatezza della materia ,
siamo nel campo dell’opinabilità… La Chiesa , così come la conosciamo , è nata con il Concilio di
Nicea (325 d. C.) sotto l’imperatore Costantino , così come è nata la dottrina ufficiale della Chiesa e
sono stati accettati i quattro Vangeli che conosciamo (quelli di Marco , Luca , Matteo , Giovanni).
Innanzitutto non si po’ non notare come fosse trascorso molto tempo dagli eventi che coinvolsero il
Cristo , che , quindi , l’originario cristianesimo , nato – ricordiamolo – per riformare l’ebraismo o ,
meglio l’ortodossia ebraica , sia stato rigettato… Invece attecchì nel mondo pagano , nell’impero
romano forse anche a causa del clima di forte corruzione e decadenza. E’ in quel contesto che si
sviluppò la religione cristiana “istituzionalizzata” che non potè fare a meno di risentire di qualche
influenza pagana. Si pensi al Natale , la cui data coincide con il nuovo anno romano… Si pensi
ancora alle festività dei santi che avrebbero sostituito quelle pagane… Quindi la nascita di una
Chiesa che monopolizzava la dottrina cristiana non ha molto da spartire con l’originaria parola di
Cristo e le vicende dei primi cristiani ed il Concilio di Nicea costituiva il tentativo di mettere ordine
in una realtà complessa e contraddittoria… Naturalmente la necessità di mantenere ordine in un
impero in cui , ormai , il cristianesimo aveva soppiantato il paganesimo , era la questione precipua.
Quindi la problematica teologica e tutte le sue implicazioni – e nell’ambito del cristianesimo – non
sono poche , sono , in qualche modo , sussidiarie all’autorità… Così venne fondata la dottrina che
stava alla base di un’autorità che non poteva essere messa in discussione… Porsi fuori dai confini
significava condannarsi all’eresia. Nel Medioevo persecuzioni e stermini si susseguirono in nome
dell’ortodossia nei confronti dei cristiani bollati come eretici (si pensi ai catari , agli albigesi , fra
Dolcino , ecc…). Se si guarda alla storia delle religioni una costante è stata la persecuzioni dei veri ,
autentici mistici , dei veri religiosi , coloro che ricercavano la comunione con la divinità , da parte
dei chierici , dell’autorità ecclesiastica. Sostanzialmente Gesù venne condannato dagli scribi e dai
sacerdoti del sinedrio , ma se fosse vissuto , ad esempio , in un periodo di dominio della Chiesa
cattolica romana , non avrebbe forse avuto miglior sorte… Anche nel mondo musulmano è
avvenuto qualcosa di simile nei confronti dei sufi , una corrente mistica sciita che , in Iran mi pare ,
continua ad avere vita difficile.
Dunque la religione istituzionalizzata invoca Dio , si presenta come portatrice ed interprete della
Volontà divina , ma , sostanzialmente , lascia fuori Dio e rappresenta unicamente sé stessa.
Le questioni dottrinarie vengono dettate dal Papa , oppure sono oggetto della contrattazione
dell’alto clero. Pure l’elezione del Papa che , in quanto rappresentante di Dio in terra dovrebbe
essere il più santo fra i santi , è semplicemente un porporato che viene scelto da altri porporati ,
“primis inter pares” , dopo contrattazioni , negoziazioni , discussioni , ecc… Né più , né meno quel
che accade in ambito politico. Qualsiasi argomento a sostegno dell’infallibilità papale è , quindi ,
assolutamente irrazionale ed assurda. I chierici sono uomini come gli altri e i mistici , coloro che
fondano o rinnovano le religioni in senso spirituali , sono una spanna sopra di loro e fanno
veramente la storia delle religioni. Tuttavia l’alto clero , i cardinali e , a maggior ragione , colui che
è il massimo rappresentante della Chiesa , il Papa si presentano come i veri rappresentanti della
parola divina e si ritengono i monopolizzatori della Verità. Chi è fuori dalla Verità , è
semplicemente un infedele , un peccatore per natura , un essere destinato ad errare… Non stupisce
che , tralasciando i roghi e i fatti più gravi , la storia della Chiesa sia disseminata da condanne ,
censure ed “anatemi”… Quel che manca realmente , malgrado le invocazioni ipocrite , è il
perdono… lo sforzo di perdono che Gesù raccomandava ai suoi discepoli (“perdona settanta volte
sette”). I casi sono due : o le autorità religiose , e il Papa in primis , sono in malafede sapendo che ,
comunque , ci sarà sempre un gregge che li seguirà e belerà ripetendo quanto viene loro detto ;
oppure siamo immersi nella sfera della follia e del fanatismo ( le voci di Dio risuonano nelle teste di
costoro ?). In ogni caso tutto ciò è estremamente pericoloso : non è diverso dal dominio degli stati
totalitari - lasciamo perdere l’ideologia fondante – in cui politici o militari elidono Dio per
sostituirlo… Nel caso del Vaticano il Papa ritiene di parlare per bocca di Dio… In comune tutti
hanno di essere semplicemente uomini che ritengono di annullare la distanza fra sé e le stelle ,
erigendo un trono sulle teste dei poveri mortali , un dominio che viene calato su quelle povere teste
come una mannaia… Ma per quanto possano essere “grandi” costoro non riusciranno mai a colmare
la distanza dalle stelle che saranno tanto lontane da loro quanto l’ultimo degli ultimi di questa terra.
Se esiste un Dio o è del tutto indifferente nei confronti di costoro o ride di gusto di loro…
Veramente i chierici sono fuori dall’autentica spiritualità…

Ritornando alla natura dell’essenza umana così piccina di fronte al cosmo e all’universo mondo ,
non possiamo fare a meno di rilevare come la prospettiva che ho più sopra esposto sia piuttosto , per
così dire “deprimente”. Innanzitutto come affermare la libertà di fronte a un oceano tanto grande da
sommergerci ? L’uomo così infimo e piccolo , di fronte all’immensità del creato e del suo Creatore ,
può rivendicare una dignità ? Infine come si può fondare una filosofia genuinamente umanista dal
punto esistenziale e in grado di , per così dire , conferire un degno movente all’azione dell’uomo
verso l’uomo , azione politica , sociale , ecc… ? Se l’Essere non può ridursi al Bene come noi lo
intendiamo , l’Essere o Dio non dà fondamento all’azione dell’uomo verso l’uomo… Superfluo
sarebbe aggiungere che la religione istituzionalizzata fornisce una tale “legittimità” , infatti si limita
a richiedere l’obbedienza del “fedele” verso l’istituzione stessa.
Per quanto riguarda il problema della libertà umana io sono convinto che l’uomo sia parte necessità
ma anche parte libertà… Certo gli spazi di libertà sono stretti , ma è proprio in quelle “strettoie”
che emerge la reale volontà di libertà… Nei confronti del cosmo , l’uomo è piccolo , ma
relativamente a questa piccola terra è grande e , nel bene e nel male , ha potenzialità spesso
inespresse. Rispetto al problema dell’azione dell’uomo verso l’uomo mi piace citare un filosofo , tra
i più importanti della contemporaneità. Ebreo e credente , Levinas postula la fondamentale
responsabilità dell’uomo verso l’uomo , perché l’individuo specchia sé stesso nell’altro
riconoscendosi in qualche modo. Questa affermazione dell’individualità è importante perché
comporta un ridimensionamento dei grandi “sistemi”… La dottrina religiosa , ma si può dire la
stessa cosa per quanto riguarda le ideologie , che si preoccupano esclusivamente di disegnare il
“grande sistema” escludendo l’individuo finiscono per causare danni. Nella storia , infatti , non si
può negare che siano state dedicate miriadi di rovine ai “grandi sistemi” ontologici o ideologici.
A mio parere un approccio come quello di Levinas corregge il dogmatismo , invita a guardare prima
l’altro della concezione sistemica generale , senza per questo , dover rinunciare alle convinzioni
politiche o religiose. In qualche modo si trova una soluzione al problema del rapporto fra Dio e
l’uomo : la distanza che separa ognuno di noi dall’altro uomo è molto più breve e , quindi ,
l’umanità viene prima di Dio o dell’Essere. In una prospettiva agnostica come la mia si può
tranquillamente mettere da parte Dio come Entità morale.
Per quanto mi riguarda l’uomo per me desiderabile è quello che reca in sé una sorta di “strabismo
di Venere” : un occhio è rivolto verso terra e verso l’altro uomo ; l’altro , invece , verso le stelle per
ammirarne la bellezza come i mistici , i poeti ed i sognatori. La mia impressione , però , è che
l’uomo postmoderno sia debole di vista : da un lato non è molto capace di rivolgere lo sguardo
verso l’altro e si rinchiude nell’egoismo ; dall’altro le grandi città , le metropoli impediscono la
vista verso il cielo con i loro elevati palazzi che si impongono come sbarre sulle nostre vite. L’uomo
non è mai stato tanto materialista come nell’età contemporanea e postmoderna e già questo fatto
invita a diffidare delle pretese egemoniche di una Chiesa che vuole imporsi come l’unica vera
portatrice di “valori spirituali”.

Sul futuro dell’uomo non resta che attendere…