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HO SOGNATO…

Ho sognato…
Ho sognato perché spesso mi capita di sognare…
Ho sognato ma non sono Martin Luther King…

Correva l’Anno del Signore 2066 sul vecchio e logoro stivale del mondo , l’amata e detestata
penisola ed i napoletani aspettavano lo scoccare della mezzanotte che avrebbe segnato la nascita
dell’anno nuovo…
Come è noto , Napoli non ha una grande consuetudine per la tragedia… Lasciamola ai siciliani ,
quella ! Non si può dire , però , che le cose stessero andando bene…
L’emergenza rifiuti era , di fatto , terminata circa trent’anni prima per il semplice fatto che la
spazzatura aveva invaso , sommerso e quasi coperto la città… Con il tempo ci si era adattati perfino
alle malattie ed ai tumori e qualche organismo si era perfino modificato in modo tale da respirare
ogni tossicità , forse anche la radioattività.
L’ultima soluzione tentata era consistita nel gettare cumuli di rifiuti altamente tossici nel Vesuvio.
Ovviamente i risultati non furono quelli sperati… Si erano succedute le amministrazioni delle più
disparate tendenze e colori , ma i risultati conseguiti peggiorarono di anno in anno… I traffici ed il
business dei rifiuti erano costantemente nelle mani di organizzazioni camorriste e mafiose sempre
più potenti ed aggressive , ormai così forti da non lasciare spazio a qualunque reazione e sussulto di
dignità… La politica nazionale , dietro il paravento della formula della devolution , aveva
sostanzialmente concesso l’indipendenza alla Regione Campania ed all’interno della Regione ai
diversi Comuni, come d’altronde , era capitato con altre Regioni e la conseguenza fu che la Capitale
se ne lavò le mani.
La politica della Regione era dominata da conventicole politico affaristiche che conducevano le loro
sporche guerre di bande , assecondate da politici sempre più corrotti ed ingordi… I politici onesti ,
invece , si erano rimpallati le responsabilità più nel tentativo di scovare i colpevoli che venire a
capo della situazione… Così il problema si smarrì , semplicemente , e tutti erano impegnati nel
discutibile sport di accusare gli altri… A maggior ragione lo era la cittadinanza : prima i napoletani
si organizzarono in bande , spesso assecondate da questa o quella fazione camorrista , per attaccar
briga l’una con l’altra , poi fu… il caos. A ciò si aggiunse il fatto che l’aria di Napoli era autentico
veleno ed una coltre spessissima copriva la visione di un sole un tempo radioso , per non parlare del
notturno stellato… Così i ricchi , i benestanti – già più avveduti e scaltri - , gli amministratori locali
con i grandi camorristi e i latitanti lasciarono Napoli ed i napoletani al loro destino e si trasferirono
sull’isola di Ponza. L’ultimo provvedimento utile fu quello di far cintare la città con del filo spinato
– si sa , con l’adozione delle tecnologie repressive ed emergenziali non saremo mai al passo – e di
farla presidiare e controllare dall’esercito e dalla polizia regionale… Per il resto la vita continuava
come ogni giorno : la piccola camorra continuava i suoi piccoli affarucci mentre i nuovi indiani
metropolitani , scontenti delle riserve in cui erano stati rinchiusi , ingaggiavano continui scontri con
le forze dell’ordine…
Perché la notte che precedette il nuovo anno , il 2067 , fu così diverso e anomalo per la metropoli
partenopea ? Perché per la prima volta , da che era stata costruita la città del sole , nessuno
festeggiò… E non furono né botti , né fuochi d’artificio… Tutto si rivestì di un terrificante silenzio
come per sancire una morte della città , già da tempo agonizzante , e dei napoletani…

Naturalmente è solo un sogno… il sogno di un inguaribile pessimista che , nel profondo , nel suo
secondo sonno , si augura di essere smentito e convertire queste immagini…
Certo , Napoli è un contesto particolare : l’emergenza rifiuti risale dal 1994 , con il suo progressivo
peggioramento e la situazione era drammatica anche prima. Le fragilità istituzionali , le inefficienze
e la corruzione politica , la camorra e il non eccelso senso civico hanno concorso a fare della
capitale partenopea quel che è sotto gli occhi del mondo. Siamo però sicuri che il resto d’Italia , ma
anche del civile mondo occidentale ed occidentalizzato sia intonso e immune dagli schizzi di rifiuto
e dalle macerie igieniche e morali ? Qualche tempo fa anche Milano dovette far fronte a
un’emergenza del genere , certo molto meno drammatica e altre Regioni vennero in soccorso…
Il fatto è che siamo imbevuti dei miti e dei dogmi dello sviluppo e del benessere da aver ignorato il
problema… E quando parlo di problema , intendo la sua radice.
Riciclaggo di rifiuti , raccolta differenziata , termovalorizzatori , ecc… Non posso certo negare
l’utilità di affrontare la questione anche con gli espedienti tecnologici e tecnici di cui non ho
dimestichezza… Però non posso far a meno di ravvisare come i discorsi sullo sviluppo sostenibile
siano tutti “addentro” quel mito del benessere. E’ una strategia , certo utile , di riduzione del danno ,
ma quanto può essere efficace ? I rifiuti e l’immondizia sono ai miei occhi l’emblema vivente di
una società postmoderna che ha abbracciato il mondo con i suoi sprechi sempre più lesivi e dannosi
alla salute… Altro che società del benessere ! E’ l’ideologia del Mercato , questo Sistema che pure è
retto da uomini , e che riduce gli uomini ad automi – consumatori pronti ad ingurgitare e fagocitare
qualunque cosa , così passivamente… E’inevitabile , poi , che l’accumulazione di merci e di oggetti
, sempre più dominati dall’imperativo dell’usa e getta per cui tanto minore è la durata della sua
funzione e della sua funzionalità , tanto meglio è perché si compra e si spende di più ed aumentano i
profitti… Così , con tutti i buoni propositi ambientalisti ed ecologisti , si creeranno , comunque , le
grandi discariche a cielo aperto e le immense pattumiere del mondo. Chi non ricorda Haiti , ad
esempio ? O anche la Somalia , oggi teatro di un conflitto dimenticato e di un disastro umanitario
che le grandi potenze occidentali hanno voluto ? Con ogni probabilità la Alpi e Hrovatin furono
assassinati perché avevano scoperto un sito di scorie altamente tossiche e radioattive , prodotte dai
paesi altamente civilizzati… Per tacere dei danni ambientali prodotti dalle armi più o meno
convenzionali.
La radice del problema è , dunque , nelle teste , perché , più o meno consapevolmente , abbiamo
accettato lo stato di cose , immergendoci nel benessere , spendendo per ogni sorta di merci e di
oggetti per riempire gli spazi vuoti delle nostre esistenze , come recitava una canzone dei Pink
Floyd… Ci siamo drogati di oggetti e deificati… Siamo così drogati per acquistare futilità che ,
ormai , in tempi di crisi economica , ci indebitiamo inutilmente. Ma ci chiediamo , poi , se tutto è
veramente necessario per vivere bene ? Siamo veramente capaci a rinunciare ? La questione , quindi
, non è solo quella dei rifiuti e dei danni alla salute ed ambientali che la loro esibizione comporta ,
ma anche , in fondo strettamente connessa , esistenziale… Il civile uomo occidentale ha accettato
un mondo che lo rende profondamente infelice ed infonde in lui continue paure. Un mondo reificato
che lo soggioga così in profondità da rendere l’uomo stesso una sua proiezione reificata. E’ un
mondo terribile e paradossale… Gli oggetti e , quindi , i rifiuti cominciano a vestirsi della nostra
sostanza… E noi diventiamo come una sorta di macchina – bestia , un automa che non ha altra
funzione che quella di ingurgitare ed evacuare… E allora ? Allora l’uomo non può essere solo un
consumatore , sia pure responsabile , ma recuperare la sua dimensione piena… Prima di ogni cosa
dovrebbe apprendere la vera autentica rinuncia…
Insomma occorre , innanzitutto , un cambio di paradigma , ma i tempi si restringono e gli orizzonti
non paiono più tanto visibili…
Ma chissà… Forse sarà un inatteso scatto di orgoglio ad aprire gli occhi al mondo , la piena
consapevolezza , non solo di soffrire nella salute , ma anche di essere stati deprivati e non solo nel
portafogli… Ed il solo guardarsi intorno , passo dopo passo , sarà il sogno più bello , una veglia
che si riconcilia col sonno…

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