Sei sulla pagina 1di 4

• Home


• Disclaimer
• I saggi di H.S.(new: “di quelle nubi”)
• Profilo personale

Set 24 2007

I saggi di H.S.(new: “di quelle nubi”)


espresso da Cloroalclero Edit This

oggi: “DI QUELLE NUBI”

E’ dura… E’ veramente molto dura alzarsi al mattino sapendo che non si potrà ammirare la luce del
sole… E , sovrapposte in cielo , s’addensano le nubi. A volte si diradano un pochino , ma forse è
solo un’illusione… Quelle nubi ci guardano e ci mettono paura ; una paura che gela il sangue e le
ossa ; una paura quasi ancestrale che noi potremmo imputare a chiunque , a qualunque cosa… Così
siamo costretti a camminare in questa gabbia a cielo aperto , respirando , accanto all’anidride e al
cemento , i miasmi di quella medesima paura , di quel puro terrore. Potremmo distogliere lo
sguardo , chinare il viso per misurare i nostri passi senza meta. Potremmo eludere il tutto affogando
nel mare delle futilità o entrando nei consueti tunnel dei divertimenti così brevi da percorrere in un
soffio. Potremmo evitare la pascaliana scommessa con il nostro dio personale , un dio che è altro
dal semplice surrogato offerto dalle religioni istituzionalizzate come il reale segno di quella
mancanza. In ogni caso non possiamo evitare di respirare… Soffochiamo e prima o poi saremo
costretti a fissare quelle nubi sempre più fitte e così nere da annunciare la più perfetta delle
tempeste.
E’ la vita… La vita che ci fotte dalla nascita , perché già il parto è un atto estraneo alla nostra libertà
e il flusso della vita quasi ci prende e precipita in un gorgo indefinibile. Siamo come sospesi fra
lotta e compromesso perché viviamo effettivamente , ma come piccoli salmoni che debolmente
tentano di risalire quel turbine come richiamati da una fioca scintilla di speranza : che le nubi si
diradino per sempre , non per noi ma per chi verrà.
Fin da piccolo ho scorto nubi ; quelle che avvolgono il nostro paese ma anche quelle , non meno
cariche , che vestono il mondo intero. Però c’è stato un momento in cui quel cielo mi è sembrato
ancor più nero ; un momento in cui l’aria si era fatta quasi irrespirabile : come scordare il G8 di
Genova ; il 20 e il 21 luglio del 2001 ; le violenze di piazza , Giuliani , Bolzaneto , la Diaz ?
Non lo nego : l’Italia ha probabilmente attraversato periodi più vergognosi nella storia della sua
“democrazia” fragile , malata e monca e , a mente fredda , forse non si sarebbe gridato “Questo è il
Cile !”. Tuttavia lo spettacolo è stato allestito come un enorme ed allucinato reality , il risultato di
inquietanti copioni… Poliziotti e altre forze dell’ordine addestrati a fare (contro)guerriglia e ragazzi
– Black Bloc o similari che fossero – intenti a comportarsi come era auspicato. Fra loro i soliti
parassiti e provocatori camuffati… Si sottovaluta la portata dei voti contrari alla Commissione
d’Inchiesta sui fatti di Genova : i voti contrari del centrodestra o delle destre erano scontati , troppo
coinvolti nella gestione dell’evento e ben si conosce la “cultura politica” che li ammanta , ma Di
Pietro e Mastella si sono assunti una grave responsabilità. Non è la solita questione di coprire
qualche agente violento o di pretendere l’impunità – anche se , in vero , i tempi della giustizia si
allungano e per i reati dei poliziotti si rischia la prescrizione mentre i manifestanti “fotografati in
flagranza di reato” rischiano di pagare pesantemente per tutti. Il punto è che la Commissione
avrebbe – ed usiamo il condizionale – forse potuto appurare le responsabilità “in alto” fra Ministri ,
politici e vertici delle forze dell’ordine evitando di scaricare sui meri esecutori di ordini la
responsabilità di questo gigantesco teatro del grand guignol , di questo film dell’orrore ( splatter
visto il riferimento autorevole alla “macelleria messicana”). E sì che le avvisaglie si erano
manifestate qualche mese prima a Napoli quando era ancora in carica il governo di centrosinistra
retto da Amato e non quello di centrodestra berlusconiano. Della verità o si ha paura o non è
“politicamente” spendibile o tutte e due le cose… E quella verità potrebbe anche essere fin troppo
chiara e risiedere , forse , nel tentativo di sperimentare nuove “soluzioni” per l’ordine pubblico , ma
il sangue sulle pareti della Diaz era ancora fresco quando Ground Zero , con tutto il suo carico di
morte e menzogna , ha addensato nuove nubi. L’occasione era troppo ghiotta perché non si lanciasse
il PNAC (Project for a New American Century) , lo “Scontro di Civiltà” , la “Guerra Preventiva”…
L’occasione era troppo ghiotta per non lanciare la restrizione di diritti politici , civili e sociali.
All’indomani dell’11 settembre , in Italia la RCS ha rispolverato Oriana Fallaci toccata dalla
tragedia al punto da esternare truculenti pensieri nei confronti di arabi e musulmani eletti
immediatamente a nemici della civiltà occidentale e “americanista” , così senza discussione su
quanto era realmente accaduto. Per la Fallaci , volto truce del verbo manifestato da Huntington ,
spalleggiata sapientemente dal direttore del Corriere De Bortoli e da altri editorialisti dello stesso
giornale noti campioni di “moderazione” , i musulmani non erano altro che “figli di Allah” ; nel
senso di “figli di puttana” ; nemici da abbattere come i nazifascisti nella Seconda guerra Mondiale.
Immediatamente , grazie al suo prestigio internazionale , la Fallaci divenne il guru della nuova
straordinaria “corrente di pensiero” così ben rappresentata dal noto lettore di Evola , il leghista
Borghezio e dai “padani” cultori della “piccola patria” – peraltro la Fallaci , nella sua incontenibile
foga da crociata , aveva qualcosa da dire anche sui leghisti -. Lo “Scontro di Civiltà” ha però adepti
più colti e raffinati ; più “democratici” : gli “esportatori di democrazia” , il parto più o meno
“moderato” dei neoconservatori , coloro che scorgono ovunque , nel mondo , minacce naziste ,
comuniste , islamiste , ecc… E’ il parto bizzarro della generazione sessantottina : coloro che , dalla
Nuova Sinistra , approdarono alla Nuova Destra… I Ferrara , i Sofri e , in Francia gli Henry Levy e
i Glucksmann… Coloro che , o sostengono i bombardamenti targati USA o NATO senza condizione
oppure , pur non condividendo , ci spiegano che è un dovere stare dalla parte della “democrazia”
(una sola , la solita !). Nonostante le differenze , fra i due gruppi di “difensori della civiltà
occidentale” si riscontrano notevoli analogie : i “fallaciani” , più rozzi , insistono sulla necessità
inderogabile della difesa delle patrie più o meno grandi ; mentre gli “esportatori di democrazia”
sostengono il dovere di portare la guerra sul territorio dei tiranni e dei barbari , riedizione del
colonialismo di infausta memoria dietro a slogan carichi di falsità , di un’altra “fallacia”. La
democrazia come prodotto import export : quanto siamo grottescamente tutti americani ! I due
gruppi si completano : loro , i civili ; gli altri barbari !
In un tale contesto idilliaco non si poteva non attendersi la recrudescenza del razzismo e della
xenofobia di gruppi , gruppetti e gruppuscoli della destra radicale con il corollario dell’aumento ,
anno dopo anno di aggressioni , intimidazioni , pestaggi ed attentati dimostrativi che colpiscono le
fasce più deboli della società , gli emarginati e le minoranze. I bersagli preferiti sono gli immigrati
extracomunitari , gli omosessuali e i ragazzi dei centri sociali. Vi è da aggiungere che è stata
sottovalutata la sempre maggiore presenza di ultrà dalle coloriture “politiche” , in special modo
negli stadi di Roma e nel Veneto… Eppure striscioni e slogan che inneggiano al Duce , i cori
razzisti e le croci celtiche hanno fatto il giro del mondo… Eppure queste frange di tifoserie si sono
spesso “gemellate” – come si dice in gergo “sportivo” - per attaccare anche le forze dell’ordine.
Sicuramente gli stadi hanno rappresentato delle palestre in cui gruppi come Forza Nuova si sono
addestrate alla guerriglia urbana o alla violenza di piazza infischiandosene bellamente del calcio.
Una cosa è certa : l’acqua sporca e “vecchia” non macina più. Questo “fascismo postmoderno” non
ha grandi parentele dirette con il Ventennio quando , almeno i giovani potevano partire come
volontari per combattere in Spagna convinti di difendere la Patria e di arrestare il bolscevismo
dilagante. Oggi i modelli sono i drughi dell’”Arancia meccanica” di Kubrick ; le bande giovanili
americane tipo “Guerrieri della notte” e il teppismo da stadio degli ultrà. Non siamo di fronte a
grandi lettori di Evola , escludendo , forse , i meno giovani ! Già ai tempi dei fattacci del Circeo ,
Pasolini ammoniva che quei ragazzi della Roma bene , stupratori , assassini e vagamente
“neofascisti” , erano in realtà i figli della società dei consumi. Spogliato della dottrina il “fascismo
postmoderno” assume essenzialmente tratti viscerali e prepolitici : permane unicamente la paura e il
disprezzo per l’altro – e chi lo difende – che è , nel migliore dei casi , da punire duramente e nel
peggiore da eliminare definitivamente. Così questi gruppi cavalcano l’insofferenza del cittadino
medio e non trovando sempre maggiore comprensione. L’unico aspetto veramente “dottrinale”
potrebbe essere mutuato dalle parole d’ordine dell’integralismo cattolico – ad esempio la posizione
antiabortista -. E’ il consueto atteggiamento strumentale e , d’altronde , mischiare politica e fede è
sempre sospetto…
Il pretesto principale per la violenza viene dai problemi riconducibili all’immigrazione affrontati
generalmente in maniera rozza , semplicistica e schematica. Tralasciando i problemi non si può non
riconoscere che l’immigrazione è soprattutto una risorsa sociale , economica e culturale. Invece si
ripete la solita litania : “Portano la delinquenza , forse il terrorismo.” E’ la solita logica (?) leghista
che non è mica così lontana dalla destra più razzista. Ha ragione Dacia Valent : Questi – gli
immigrati – dovrebbero venire in Italia solo per lavorare svolgendo quei lavori che nessun italiano
oggi oserebbe più fare e non importa a quali condizioni… E se fossero di semischiavitù ? E i loro
diritti ? Gli studi sociologici sottolineano come gli immigrati siano , spesso , “non persone” prive di
un qualsivoglia diritto… E’ il quadro di un apartheid non formale ma reale. Bisogna togliere la
benda dagli occhi e avere il coraggio di guardare le nubi che ci circondano. I mass media ci mettono
del loro , rovistando nell’immondizia della cronaca nera e gonfiando i singoli casi che così
assurgono al rango di “problemi nazionali”.
Nella rincorsa ad assecondare l’isteria collettiva e le onde di sensazionalismo di giornali e
televisioni , si ripropone quotidianamente la consueta ricetta poliziesca – neoliberista e
neoconservatrice – della “zero tolerance” e della “law and order”. Si spendono , quindi , caterve di
risorse ed energie per i presunti problemi della microcriminalità , della piccola delinquenza urbana e
del teppismo di strada e giovanile , ecc… Si ripete alla nausea che il cittadino italiano ha diritto alla
sicurezza ; di uscire senza che gli accada nulla… Sempre più spesso delitti i violenze vengono
consumati fra le mura domestiche. Perché , allora , non dovremmo dotare ogni famiglia di una
pattuglia ? Nel merito , il cosiddetto pacchetto scurezza del centrosinistra non manca di qualche
pregio come la sostanziale cancellazione delle leggi ad personam volute da Berlusconi
(cancellazione del falso in bilancio e legge Cirami) – poi si vedrà al momento del voto in
Parlamento - , ma già sono stati ravvisati problemi di costituzionalità e l’approccio alla “sicurezza
urbana” è il consueto… Con qualche concessione ai sindaci sceriffi come Cofferati ,evidentemente
colto da sindrome securitaria e leghista.
L’ondata securitaria attraversa i poli e fa veramente piangere perché preceduta da anni di
“garantismo” peloso ed ipocrita , mera reazione a “Mani Pulite” ; “garantismo” a senso unico o
riservato ai potenti. Dalla parte del centrodestra , il “garantismo” berlusconiano , dettato ovviamente
dal buon numero di procedimenti a carico suo o degli uomini delle sue società , è stato sconfessato
proprio in quel di Genova nel luglio 2001. “Dagli ai no global , dagli ai terroristi !” si era soliti
ripetere. Ma si può essere insieme securitari e “garantisti” ? Un caso a parte è costituito dai
“legalitari” alla Di Pietro , coloro che vogliono una giustizia inflessibile per tutti e invocano il pieno
rispetto delle regole ; sacrosanto in un paese che , invece , delle regole se ne fotte , a patto di non
fare di queste un feticcio immutabile nel tempo. Ma la prospettiva “legalitaria” , per quanto onesta ,
rimane ristretta e non aiuta a rasserenare il clima , a diradare le nubi di cui sopra. I toni si
somigliano e si confondono. E poi – torno a domandare – perché rifiutare una Commissione
d’inchiesta sui fatti di Genova ? O le regole valgono per tutti o non valgono più per nessuno. Le
responsabilità ai vertici non possono essere ulteriormente taciute proprio per la gravità delle
violazioni degli elementari diritti riconosciuti in democrazia. E’ sufficiente invocare il prestigio
delle istituzioni , della polizia , così impegnata su fronti come la lotta alla criminalità organizzata ,
per giustificare il voto contrario ? Lascio al lettore la risposta…
Continua così il persistente tam tam politico mediatico sulla sicurezza e mentre esponenti del Partito
Democratico spendono fiumi di parole sulla questione , altri sono pronti a raccogliere i frutti perché
“culturalmente” e “linguisticamente” più attrezzati. Siano albanesi , arabi e musulmani , cinesi e ,
oggi , rumeni , il centrodestra cerca di ricavare tutti i benefici mostrando il volto più truce – si pensi
alle dichiarazioni di Fini -. Già nel post sulla manifestazione romana di AN per la diminuzione delle
tasse e per la sicurezza avevo segnalato la possibilità di saldatura , a dir poco preoccupante , fra le
“destre istituzionali” e le destre radicali… Tutto ciò mentre con sempre maggiore insistenza si
avanzano ipotesi e proposte di creare il “partito unico” del centrodestra. E’ disarmante pensare che ,
dietro il sorriso “rassicurante” (ma velenoso) di Berlusconi e il “sarkozismo” di Fini si agiti il
magma delle destre più estremiste… E’ disarmante l’immagine di un grande partito che
raccoglierebbe il neoliberismo e il neoconservatorismo all’americana , la rozzezza populista e
leghista e il razzismo delle destre più o meno “neofasciste”. Recentemente troppo impegnato nella
costruzione del “partito hollywoodiano” , Veltroni ha gravemente trascurato i problemi che pulsano
nelle periferie romane sempre più degradate e ivi l’insofferenza diventa terreno fertile per
conquistare i giovani borgatari alle destre “postmoderne”.
Dovremo rassegnarci alla vista di grandi città popolate al centro da classi dirigenti e ceti abbienti
sempre più egoisti ed in periferia da poveri , meno poveri , indigenti ed emarginati in perenne
conflitto fra loro ? Ma quante sono queste nubi ?
Prima di concludere vorrei esprimere la mia solidarietà a Barbara per le recenti minacce ed
intimidazioni. Chi mette in atto simili gesti , siano essi “uno scherzo” oppure qualcosa di più serio ,
è magari convinto di fare “politica” , ma dimostra di essere desolatamente incapace di affrontare
argomenti e ragionamenti. Forse non si è nemmeno reso conto di attuare “terrorismo” e
“squadrismo” virtuale ; non siamo più nel campo dell’espressione di opinioni.
A qualunque decisione tu voglia giungere per il blog ; coraggio Barbara ! Il sostegno non ti
mancherà !
Si conclude , quindi , questa storia di nubi e ceneri… Nubi sempre più nere , sempre più fitte… Noi
, purtroppo , non siamo il vento che può liberare il cielo e al giorno oscuro preferiamo la notte
popolata di sogni. Eppure se guardiamo in alto , può pure filtrare un filo di luce , sia pure lieve…
sia pure tiepido. Ma , , al termine o al principio non fa differenza , di questo lungo e tortuoso
viaggio , potremmo mai , in tutta coscienza , continuare a camminare con lo sguardo rivolto
all’asfalto ?