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LE VIPERE E I MORSI DI VIPERA

RICONOSCIMENTO DELLE VIPERE I serpenti, in particolare le vipere, hanno sempre creato impressione di paura e di pericolo nella gente. Una migliore conoscenza del rettile e l'adozione di opportuni metodi di difesa possono far prevenire il pericolo e soprattutto razionalizzare la paura. In Italia le specie di serpenti sono 23, ma soltanto 4 di queste appartengono alla famiglia dei Viperidi, sono cio velenose e pericolose per la specie umana: I - Vipera comune o Aspide (o vipera aspis) la pi diffusa e provoca il maggior numero di casi di avvelenamenti. presente in tutte le regioni esclusa la Sardegna (che non possiede serpenti velenosi) e vive sia in pianura che in montagna fino ad una altitudine superiore ai 2500m. 2 - Vipera del Corno (o vipera Ammodytes) presente in Friuli (Carnia) in alcune localit alpine e prealpine del Trentino e del Veneto. Si riconosce per il cornetto sulla punta del muso. diffusa nelle zone aride e pietrose, con scarsa vegetazione, in genere a bassa altitudine, ma pi raramente si pu trovare anche sui monti fino ad un'altitudine di 2000 m. Potenzialmente la pi pericolosa delle vipere italiane perch a differenza delle altre che diventano inattive durante la digestione, essa conserva i riflessi. 3 - Marasso Palustre (o vipera berus) presente in tutte le regioni alpine e prealpine fino ai 3000 m. e anche nelle zone pianeggianti umide e paludose.

4 -Vipera dell'Orsini (o vipera Ursinii) la pi piccola ed innocua delle vipere italiane ed diffusa nell'Appennino Abruzzese e Umbro-Marchigiano dai 1400 ai 2000 m.

SEGNI DISTINTIVI Tutte le specie di vipere hanno caratteristiche peculiari ben precise che le distinguono dai serpenti innocui (colubridi). Tra queste il colore certamente la meno affidabile in quanto la tendenza delle vipere a mimetizzarsi con il terreno, permette loro di assumere colori diversi. Pi affidabili, sempre che si riesca ad osservarle, sono la forma della testa, gli

occhi, e la Coda.
L'unica caratteristica certa e di facile identificazione comunque il morso
Le vipere sono riconoscibili dagli altri serpenti per il corpo tozzo (largo rispetto alla lunghezza, in particolare la coda molto corta e rastremata), per la colorazione poco appariscente (niente verde, giallo o rosso) bruno rossastro - scuro, macchiato di nero, per landamento lento, per la testa vagamente triangolare e a punta (negli altri serpenti ha forma di ovulo), per le pupille degli occhi che sono schiacciate e verticali anzich rotonde (simili a quelle dei gatti), per la presenza in bocca di due vistosi denti veleniferi molto appuntiti; inoltre la vipera del corno, come dice lo stesso nome, possiede in corrispondenza del naso una visibile protuberanza.

SERPE COMUNE

VIPERA

TESTA

La lunghezza di norma intorno ai 60/80 cm. Le vipere si nutrono di piccoli animali vivi che immobilizzano e uccidono con il potente veleno di cui sono dotate. Il veleno viene iniettato tramite due acuminati denti scanalati; infatti, quando la vipera morde, si ha la fuoriuscita del veleno che, percorrendo le scanalature dei denti, penetra nei tessuti della vittima.

I Viperidi si possono inoltre distinguere dagli altri serpenti per: la modalit di predazione (le vipere uccidono la preda con il morso velenoso, gli altri serpenti la soffocano. La modalit di riproduzione (le vipere sono vivipare, gli altri serpenti sono ovipari). La lunghezza (le vipere raramente raggiungono i 100 cm., lunghezza agevolmente superata dagli altri serpenti). Il movimento e le tendenze aggressive (le vipere, al contrario dei serpenti innocui, non sono ne veloci ne scattanti e aggrediscono solo per difesa).
Il veleno della vipera pericoloso anche per luomo ed in casi molto rari anche mortale. Molto dipende dalla quantit che viene iniettata (ad es. se la vipera ha morso poco prima un topo, la sua ghiandola velenifera sar quasi vuota, oppure se molto piccola, la quantit di veleno contenuta nella ghiandola sar ridotta), dalla zona del morso (molto pericolosi i morsi nella zona del collo e della testa), dalle condizioni fisiche dellinteressato e SOPRATTUTTO DALLA TEMPESTIVIT DELLINTERVENTO SANITARIO.

habitat Le vipere, come tutti i rettili, amano il calore diretto dei raggi solari e le superfici che lo trattengono e lo rilasciano gradualmente, nonch i luoghi dove facile nascondersi. Posti quindi particolarmente adatti alla presenza delle vipere sono: le pietraie esposte a solatio i muri a secco le fascine di legna i tronchi dalbero tagliati e accatastati le vecchie case abbandonate i pagliai le rive dei corsi dacqua e degli stagni

Frequentano normalmente gli ambienti boscosi non folti, le praterie, i campi, gli orti abbandonati e tutti gli ambienti tranquilli e ricchi di cibo, dal livello del mare fino a oltre i 1.500 metri, quasi sempre sulla terra e solo occasionalmente su alberi o cespugli molto folti. abitudini Le vipere sono animali pigri e si spostano solo per mangiare (quindi raramente), preferibilmente nelle ore diurne ma anche in quelle notturne se la temperatura lo consente, normalmente stanno quasi ferme anche insieme ad altri soggetti; il loro cibo composto essenzialmente da piccoli anfibi (rane, rospi ecc.), topi e piccoli uccelli che paralizzano e uccidono tramite il veleno di cui sono dotate. La loro attivit si svolge nei mesi di aprile-maggio fino a ottobre-novembre, con una punta nei mesi pi caldi. Sono animali rustici e sostano preferibilmente in luoghi tranquilli e caldi; rifuggono la presenza delluomo anche se, negli ultimi anni, si sono avute segnalazioni di vipere anche in luoghi frequentati dalluomo come orti coltivati o prati adiacenti abitazioni; si presume che questo anomalo comportamento sia dovuto alla massiccia presenza di cinghiali allinterno del bosco. Le vipere mordono luomo solo per difesa (quando si sentono minacciate dalla vicinanza delluomo). Quando possibile preferiscono scappare. Non vero che partoriscono sugli alberi per non essere morse dai loro stessi viperotti (anche se occasionalmente le si trova su bassi cespugli molto folti). Non vero che inseguono luomo anche per lunghi tratti, anzi la vipera un serpente lento.

PREVENZIONE Evitare il morso di vipera abbastanza semplice se si seguono delle regole fondamentali, che elencheremo sinteticamente: 1) preferire i sentieri e i luoghi frequentati in quanto la vipera,timidissima, li evita spaventata dalla presenza dell'uomo. 2) Indossare calzature adatte, possibilmente alte, calzoni di stoffa robusta non aderenti e calzettoni spessi che attutiscono il morso,ricordando che il veleno pu essere iniettato soltanto alla profondit massima di 3-4 mm. (vedi oltre). 3) Farsi sentire dalle vipere che sono quasi sorde ma percepiscono le vibrazioni del terreno. Battere quindi il suolo con un bastone man mano che si procede o camminare

pesantemente battendo i piedi. 4) Fare attenzione ai posti freschi quando fa caldo e ai posti tiepidi quando fa fresco (ad es. una vegetazione fitta con il solleone; dei massi o una pietraia quando il cielo coperto). sbagliato pensare alle vipere acciambellate su un sasso sotto il sole rovente: data la loro struttura si ustionerebbero immediatamente. 5) Attenzione a dove ci si siede o ci si distende: si corre il rischio di venir morsi in punti delicati. Un morso al collo pu_ provocare la morte per soffocamento a causa del gonfiore che si viene a formare. 6) Nel periodo estivo fare attenzione nei boschi anche ai rami degli alberi;le vipere femmine, a volte, partoriscono appese ai rami bassi ed anche in questo caso si rischia di subire un morto al capo o al collo. 7) Se si posano indumenti per terra, scuoterli con energia prima di indossarli. 8) Distruggere gli avanzi dei cibi consumati ed in particolare le confezioni di latte usate: le vipere sono ghiotte di questo alimento. 9) Non lasciare spalancate le porte delle automobili quando ci si ferma a lungo in aperta campagna o in montagna. 10) Attenzione alle rocce, ai muri di pietra, ai casolari abbandonati e ai cespugli molto ramificati (ginepri, rododendri, rovi, ecc.). Non mettere mai le mani sotto la roccia, in una fessura o nell'erba alta. 11) Evitare di schiacciare le vipere con i piedi o di colpire con pietre e bastoni: se non si colpiscono mortalmente si rivoltano cercando di mordere. 12) Se ci si trova di fronte ad una vipera meglio restare immobili o indietreggiare lentamente: la vipera cercher di fuggire.
abbigliamento Labbigliamento dovrebbe essere tale da coprire la maggior parte del corpo allo scopo di ridurre la possibilit di penetrazione dei denti della vipera; quindi maniche lunghe, pantaloni lunghi e spessi, scarponi, calzettoni lunghi e, nei luoghi pi folti, anche berretto e fazzoletto al collo. Se poi si intendono svolgere attivit come la ricerca di funghi o altri prodotti del sottobosco, il taglio di erba o di cespugli ecc., sono indispensabili guanti da lavoro. Durante le passeggiate o le escursioni bene portare un bastone che ci consenta di spostare erba cespugli ecc., per aumentare la possibilit di vedere per tempo la vipera. campeggio Prima di piantare la tenda occorre bonificare per quanto possibile il terreno; si taglieranno quindi le erbe alte, i cespugli e si far la massima pulizia del campo. La tenda andr poi piantata lontano dai luoghi particolarmente a rischio e tenuta il pi possibile chiusa, per evitare che la vipera (o altri piccoli animali e insetti) possa trovarvi rifugio. Non devono essere lasciati allaperto cibo, bevande ecc.; i rifiuti, chiusi in sacchetti, dovranno essere

appesi agli alberi (per poi essere portati ai posti di raccolta) o ad altri sostegni, o meglio depositati se possibile e al pi presto in cassonetti, bidoni chiusi ecc. Gli zaini, le giacche a vento e labbigliamento in genere non devono essere lasciati per terra ma allinterno della tenda o appesi in luoghi alti per evitare che le vipere vi trovino rifugio. Non lasciare le porte delle auto aperte. Controllare sempre, con cautela, linterno di zaini e giacche a vento prima di indossarli, soprattutto dopo una sosta durante una escursione.

alcune regole di comportamento


Non abbiate paura di sembrare esagerati nel prendere delle precauzioni perch prevenire meglio che curare (e anche molto pi sicuro). Essere sempre attenti a dove mettere mani e piedi controllando il terreno davanti a voi. Non sostare a riposare nei luoghi a rischio (es. non riposare appoggiati con la schiena su muri a secco, cataste di tronchi dalbero, case diroccate, ecc.) In caso di arrampicate, se non possibile vedere dove mettiamo le mani, battere con un bastone la zona (o meglio indossare dei guanti). Dovendo entrare, camminare o sostare in zone a rischio fare del rumore battendo il terreno con i piedi o con un bastone: la vipera fugge sempre quando percepisce rumori e vibrazioni per lei insoliti. Non infilate mai le mani in fessure o sotto le rocce per spostarle. Non andate da soli nei luoghi a rischio. Se vi imbattete in una vipera, non cercate nella maniera pi assoluta di schiacciarla con i piedi: vi morderebbe sicuramente. Non avvicinatevi mai e, se proprio non avete altra scelta e siete costretti ad intervenire per forza, tentate di metterla in fuga usando un lungo bastone o lanciando dei sassi. AVERE SEMPRE PRESENTE (anche durante una gita) LUBICAZIONE DEL PI VICINO POSTO DI PRONTO SOCCORSO, LA STRADA PER ARRIVARCI ED IL TEMPO OCCORRENTE. dotazione di primo soccorso - 1 benda alta cm. 7 e lunga mt. 6 (per il bendaggio delle braccia), 1 benda alta cm. 10 e lunga mt.10 (per il bendaggio delle gambe), 1 cerotto elastico adesivo alto cm. 10 e lungo cm. 50 (tipo Tensoplast), 1 stecca rigida - un tampone disinfettante - un piccolo bisturi in confezione sterile (da usare con molta cautela) - una siringa aspira veleno Il tutto conservato in una piccola scatola ben chiusa.

IL MORSO E LA PERICOLOSITA DEL VELENO Come abbiamo gi accennato la vipera molto lenta nei movimenti, per cui pericolosa solo se non la si vede. Inoltre bisogna tener presente che morde solo perch ha paura oppure perch provocata da un movimento da lei ritenuto pericoloso. Nell'apparato boccale la vipera ha due denti della lunghezza di 5-7 mm.che si ripiegano sul palato a bocca chiusa. Tali denti sono percorsi, fino a 1-2 mm. dall'apice, da un canalicolo che sbocca nella ghiandola del veleno,come da figura.

riconoscimento del morso di vipera


Esiste la possibilit di essere morsi anche da rettili diversi dalle vipere, per questo importante saper riconoscere il morso di questultima da quello, innocuo (basta disinfettare bene), di altri serpenti. Il morso della vipera facilmente riconoscibile perch lascia sulla cute due buchi distanti fra loro circa 1 centimetro - un centimetro e mezzo, seguiti da una serie di forellini pi piccoli (il disegno volutamente schematico con lintento di evidenziare le differenze macroscopiche dei due tipi di morsi):

Il morso segnalato da 2 piccoli fori distanti circa 1 cm. l'uno dall'altro. Molte volte si pu notare solo un foro nel caso che la vipera abbia perduto in precedenza una zanna. Si possono altres notare le impronte degli altri denti mascellari che saranno assenti in caso di morsicatura attraverso pantaloni o calzettoni.

Il veleno della vipera (che ha la densit della glicerina e un colore che va dal giallo oro al verdastro) costituito dalla combinazione di varie tossine,le quali, entrando in circolo, apportano all'organismo diversi danni soprattutto a livello di sistema circolatorio (cardiotossine). Le pi importanti tossine infatti sono la Coagalina che coagula il sangue nei vasi circolatori, l'Emorragina che causa emorragie, I'Emolisina che distrugge i globuli rossi e altre che distruggono le cellule renali e del fegato. La pericolosit del veleno di vipera dipende:

1) Dalla vipera che lo inietta:


- la quantit di veleno che la vipera riesce ad iniettare sotto la cute dipende alla sua et, dal suo stato di salute, dalla pienezza delle ghiandole velenifere (ricordiamo che per causare la morte di un uomo adulto in buona salute e di costituzione normale sono necessari 14-16 mg. di veleno; in media la vipera del corno ne inocula 7 mg., la vipera comune 5 mg. ed il marasso palustre 3-4mg.; la dose media di veleno iniettato non quindi mortale, ma poich si tratta appunto di una dose media, non vi si pu fare affidamento); - la fulmineit dell'azione pu far si che non tutto il veleno venga iniettato o, una parte, vada disperso sui vestiti dell'infortunato; - le maggiori dimensioni della vipera fanno presupporre la possibilit di iniettare una maggiore quantit di veleno.

2) Dalla persona colpita:


- una persona adulta sopporta meglio la quantit di veleno iniettata;nell'anziano e nei bambini la stessa quantit determina un maggior pericolo; - la sede del morso condiziona l'evoluzione dei sintomi.

SINTOMI Il veleno assorbito pu causare: a) sintomi locali: dolore vivissimo nella sede del morso, arrossamento, cianosi, gonfiore dopo circa 10 minuti, crampi pi o meno acuti; b) sintomi generali: dopo circa 30 minuti-1 ora: cefalea, malessere, senso di vertigine, tachicardia, riduzione della pressione arteriosa fino allo stato di shock, vomito, diarrea (a volte sanguinolenta); nei casi gravi compaiono depressione respiratoria e shock mortale.

PRIMO SOCCORSO Con gradualit, in rapporto alle esigenze, si possono mettere in atto le seguenti metodiche: 1) Calma: non lasciarsi prendere dall'ansia e non drammatizzare. 2) Sdraiare e tranquillizzare l'infortunato: in una persona agitata il veleno entra in circolo pi rapidamente. Prima che il gonfiore lo impedisca sfilare anelli, bracciali, ecc.

3) Laccio: rallentare l'assorbimento del veleno applicando una fascia di stoffa (fazzoletto, foulard) di 5-6 cm. di larghezza tra la parte morsicata e la radice dell'arto, su una zona che disti 1015 cm. a monte del morso in modo da rallentare la circolazione senza sopprimerla.

Si deve solo rallentare la circolazione venosa e linfatica (laccio emolinfostatico), non si deve bloccare quella arteriosa. Quindi non fare legature troppo strette e pericolose. Il
laccio dovr essere allentato molto lentamente ogni 30 minuti circa. Dopo un minuto il laccio vari messo qualche cm. pi a monte. importante annotare l'ora di posa del laccio in maniera visibile, ad es. sulla fronte dell'infortunato, per aiutare i sanitari che lo prenderanno in cura. 4) Suzione del veleno: se la suzione tempestiva, possibile aspirare una notevole quantit di veleno. Se del veleno viene ingoiato dal soccorritore, non grave perch i succhi gastrici lo distruggeranno. Molto pericolosa pu diventare questa manovra se il

soccorritore ha denti cariati, piaghe nella mucosa della bocca o labbra screpolate, in quanto il veleno passer nel suo sangue e ne verr intossicato a sua volta.
La famosa incisione a croce sui fori del morto presenta solo rischi e non di utilit alcuna: contribuisce ad aumentare la superficie di diffusione del veleno, moltiplica i rischi di necrosi ed espone al pericolo di infezioni. L'intervento migliore l'aspirazione del veleno con apposite coppette aspiratrici facilmente reperibili in commercio. 5) Disinfettare; opportuno lavare la ferita con acqua ossigenata, con pergamato di potassio e con acqua semplice perch il veleno di vipera idrosolubile. Sono da evitare disinfezioni con alcool o sostanze alcoliche, perch il veleno della vipera a contatto con

alcool forma composti tossici.


Avendone la possibilit sar utile applicare sulla ferita ghiaccio o neve:il freddo rallenta la messa in circolo del veleno. 6) Evitare la somministrazione di bevande alcoliche che sono dannosissime. Molto indicate, invece, bevande eccitanti come t o caff molto forti. 7) Trasportare la persona colpita facendola muovere il meno possibile. Se si lontani dai centri abitati costruire una barella di fortuna per il trasporto, perch sotto sforzo fisico il sangue e quindi il veleno circolano con maggiore velocit.

CONSIGLI PRATICI DI COMPORTAMENTO Morso agli arti inferiori (gambe):


Applicare una benda larga almeno 10 cm. e lunga circa 10 metri, tirando ed esercitando una discreta pressione. Tale bendaggio va esteso il pi alto possibile e comunque anche al di sotto del punto morsicato. Per effettuare, infine, una buona immobilizzazione dell'arto, va applicata e congruamente fissata, una stecca rigida. Se queste due operazioni sono state correttamente eseguite, la compressione cos esercitata non risulter fastidiosa per l'infortunato e soprattutto potr essere mantenuta in sede per diverse ore. In ogni caso NON DOVRA' ESSERE RIMOSSA fino a che il paziente non sia giunto al pi vicino posto di pronto soccorso ospedaliero.

Morso arti superiori (braccia) :


Premessa banale, ma importante: togliere eventuali orologi ed anelli. Effettuare un bendaggio compressivo ( benda alta 7 cm e lunga 6 metri), partendo dalla punta della dita della mano, arrivando fino al gomito (purch non impedisca la circolazione arteriosa: il polso deve essere percettibile); se si desidera comunque un margine di sicurezza superiore o se il morso in prossimit o addirittura al di sopra del gomito, allora necessario e consigliabile fasciare l'intero braccio fino alla spalla. Si proceder, quindi, come per l'arto inferiore, alla completa immobilizzazione con una stecca, bloccando il braccio al tronco.

Morso al tronco, al collo, alla testa :


Anche in questo caso (peraltro fortunatamente molto meno frequente) si cerca di ottenere un ritardo della diffusione del veleno. E' consigliabile applicare un tampone rigido sopra la zona morsicata, tenendolo compresso con un cerotto elastico adesivo. Le operazioni sopra descritte sono sufficienti a limitare la diffusione del veleno. Comunque, possibile, se sono presenti persone esperte, anche: utilizzare la siringa per far fuoriuscire il veleno dai due buchi causati dai denti veleniferi (con molta cautela per non rischiare di ledere arterie, tendini ecc., incidere con due tagli a X , con centro il buco del morso, la parte colpita per facilitare la fuoriuscita del veleno) NEL FRATTEMPO LA PERSONA COLPITA VA IMMOBILIZZATA, TRANQUILLIZZATA E TRASPORTATA, POSSIBILMENTE SENZA FARLA CAMMINARE E NEL PI BREVE TEMPO POSSIBILE AL PI VICINO POSTO DI PRONTO SOCCORSO. LIMPORTANTE E NON PERDERE TEMPO (ad esempio per costruire una barella di fortuna o attardandosi nella applicazione del bendaggio) E utile raccogliere i dati per unadeguata anamnesi: identificazione del serpente, o quantomeno lunghezza, grandezza, colorazione, disegno e comportamento;

1) Veloce possibilit (15-30 minuti) di raggiungere 1'ospedale: non conviene fare niente oltre ad applicare la fasciatura linfostatica dopo aver sfilato anelli, bracciali, ecc. Portare la

persona in ospedale distesa,infondendo tranquillit e somministrando bevande calde. Lontano dall'ospedale, ma in compagnia di altre persone: a stendere la persona e tranquillizzarla, rallentare l'assorbimento del veleno con la fasciatura (o con il laccio), ed immobilizzare l'arto se si prevede che i tempi di arrivo all'ospedale saranno molto lunghi. 3) Lontani dalla struttura ospedaliera, da soli e lontani da possibili soccorritori: consigliabile eseguire tutte le misure di primo soccorso descritte (spremitura e aspirazione, lavaggio, fasciatura compressiva). Se la persona certa di non essere allergica al siero (vedi oltre) pu iniettarselo per via intramuscolare. Pu scegliere se rimanere immobile ed aspettare soccorsi possibili o tentare di raggiungere probabili soccorritori. Questa evenienza conferma quanto sia imprudente affrontare da soli gite a rischio.

IL SIERO ANTIOFIDICO L'intervento con siero specifico antivipera sta diventando sempre pi una pratica di esclusiva competenza ospedaliera. Il siero disponibile in Italia adatto a neutralizzare il veleno delle quattro specie di vipere nazionali. prodotto sottoponendo dei cavalli a dosi crescenti di veleno di vipera, cui gli animali reagiscono con la produzione di anticorpi specifici, i quali hanno la propriet di legarsi alle tossine del veleno neutralizzandone l'attivit. Viene venduto in confezioni contenenti mediamente una fiala da 10 cc di siero, una siringa con ago sterile, un laccio emostatico, un tampone disinfettante. Svantaggi del siero Deve essere conservato in frigorifero o a una temperatura di + 2, + 6 gradi centigradi e pu essere asportato per periodi molto brevi (poche ore). Se conservato in auto, in tenda o in roulotte senza frigorifero si deteriora e se iniettato pu creare gravissimi disturbi. Pu provocare manifestazioni allergiche che possono portare alla morte dell'infortunato (sembra che diversi decessi attribuiti al veleno delle vipere fossero dovuti a shock anafilattico). Se iniettato troppo velocemente o per via endovenosa anzich intramuscolare o

sottocutanea pu provocare collasso e quindi la morte. evidente che la scelta e l'attuazione della terapia con siero antiafidico devono essere atti di specifica competenza medica, salvo casi di assoluta necessit e cio se sono gi comparsi sintomi generali di avvelenamento o se l'ospedalizzazione avviene dopo oltre 2-3 ore dal morso.

Modalit d'uso 1) Porre il laccio a monte della ferita. 2) Disinfettare la ferita con il tampone. 3) Effettuare un provino per evidenziare l'eventuale allergia del soggetto verso il siero: iniettare 0,1 cc di siero sotto la pelle in zona facilmente visibile, ad esempio nel braccio. Attendere15 -20 minuti e verificare la presenza di segni allarmanti: rossore, gonfiore, dolore. 4) In assenza dei sopradetti segni iniettare met della fiala in 4 o 5 punti intorno alla ferita e la restante met alla radice dell'arto:nel gluteo se stata colpita la gamba, nella spalla se stato colpito il braccio. L'impiego e la posologia del siero antiofidico sono uguali qualunque sia il soggetto morsicato, adulto o bambino, cane o qualsiasi altro animale.

cose da non fare


- NON SUCCHIARE IL VELENO DALLA FERITA CON LA BOCCA ( infatti molto probabile avere nel cavo orale piccole ferite causate spesso dallo spazzolino da denti) - NON SOMMINISTRARE ALCOLICI (hanno effetto depressivo sul sistema nervoso centrale e vasodilatatore periferico, facilitando quindi lassorbimento del veleno) - NON AGITARSI O IMPAURIRSI, ma mantenere calma e freddezza nelle operazioni di soccorso. - Anche se lo avete, NON SOMMINISTRARE IL SIERO ANTIVIPERA (si corre il rischio di salvare il malcapitato dal pericolo del veleno della vipera per esporlo al rischio mortale di una sindrome allergica). Il siero DEVE essere somministrato SOLTANTO in ospedale o sotto il diretto controllo medico. - NON DISINFETTARE CON ALCOOL N PRATICARE IMPACCHI DI GHIACCIO - NON UTILIZZARE IL LACCIO EMOSTATICO (se troppo stretto ed tenuto a lungo, pu provocare lesioni da cattiva perfusione sanguigna)

NOTA: LE INFORMAZIONI SOPRA RIPORTATE SONO STATE RICAVATE DALLA DOCUMENTAZIONE DI VARI CENTRI ANTIVELENI, DAL MANUALE DI PRIMO SOCCORSO DEI VDS CRI DI UDINE E DA ALTRE FONTI