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SCIENZA E COSCIENZA INTEGRAZIONI ALLANALISI BIOENERGETICA

Dott.ssa Odette Furiani

2 INDICE

1. INTRODUZIONE

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2. LA RELAZIONE MADRE-BAMBINO

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2.1. Il nanismo psicosociale

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3. SISTEMI DI REGOLAZIONE

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3.1. I neuroni specchio

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3.2. La formazione reticolare e il sistema reticolare facilitatore: larousal p. 3.3. Il sistema nervoso enterico 3.3.1. Molecole di emozioni p. p.

4. RESPIRAZIONE E POSTURA

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5. LA PSICOTERAPIA DEL CORPO: BOADELLA E LISS

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6. CONCLUSIONI

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BIBLIOGRAFIA

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Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta. Thomas Stearns Eliot

1. INTRODUZIONE

Lesigenza di fornire delle solide fondamenta alle scienze sociali e comportamentali ha portato filosofi e scienziati alla ricerca di un luogo fondamentale di spiegazione e di osservazione. Questi hanno inoltre tentato di formulare una teoria dei sistemi che possa sottolineare, con linevitabile riferimento allosservatore, lirriducibile molteplicit dei punti di vista e che riesca a spostare laccento dal problema del controllo a quello della interconnessione reciproca tra sistemi. Il rischio di questa operazione quello di pretendere di identificare alcuni strumenti e procedure di carattere intellettuale con il dominio stesso della realt, delle cose e dei comportamenti umani, trasformando cos dei concetti in strutture ontologiche dure e persistenti. E possibile affermare che la realt psicocorporea limitata dallo strumento con cui la si osserva. Un nuovo metodo potrebbe permettere un ulteriore punto di vista in grado di sintetizzare i dati che provengono dai diversi strumenti di indagine. La difficolt dellanalisi dei risultati e la difficolt di combinarli tra loro potrebbe essere una delle cause dellattuale confusione sui rapporti tra corpo e mente. Allo stesso tempo sono proprio questi risultati ad indicare la strada per una definizione che sintetizzi e completi linterdipendenza tra postura, respirazione e atteggiamenti psicologici, quali agenti modulatori di un substrato genetico comune che ha dotato lessere umano di un sistema nervoso complesso cos come del sistema endocrino e immunitario. Maria Ballardini riporta il contributo del biologo cileno Varela, il quale sostiene che la mente non nella testa. Egli infatti, considera la consapevolezza come il frutto di un intelletto fondato su una mente divenuta ormai corpo: Le capacit cognitive

4 dellorganismo arrivano a generare un significato attraverso la loro attivit neurologica di base. Questo ci che chiamo comprensione incorporata. 1 Lo scienziato propone unanalogia tra sistema immunitario e sistema nervoso, sottolineando come entrambi possiedano meccanismi di autoregolazione e determinino le risposte dellorganismo allambiente circostante. Il sistema immunitario proprio come il cervello, capace di ricordare, di imparare, e quindi di adattarsi. Il tutto non in termini cognitivi ma fisiologici. Linterazione fra mente, sistema nervoso e sistema immunitario crea la base fisiologica per uneventuale influenza delle emozioni sullo stato di salute. 2 Il cervello quindi intrinsecamente legato allapparato muscolare, scheletrico e ormonale oltre che al sistema immunitario. La mente prende forma dalla tonalit affettiva che radicata nel corpo. In una frazione di secondo, il tono emotivo si diffonde dalla periferia (superficie senso motoria) fino al sistema limbico e nella corteccia superiore, cambiando linguaggio secondo la struttura che attraversa. 3 Shore afferma che attualmente possibile percepire allorizzonte una comprensione sempre pi profonda e circostanziata dei processi fondamentali che guidano lo sviluppo, delle ragioni per cui le esperienze precoci influenzano lorganizzazione delle strutture psichiche e del modo in cui queste strutture giungono a mediare il funzionamento psicologico emergente e lorigine stessa della mente umana. 4 E ormai condiviso che la prima dialettica del bambino con il mondo sociale sia mediata da intese affettive fondate su dinamiche non-verbali ed indubbio che laccelerazione della crescita delle strutture cerebrali durante i periodi critici dellinfanzia (in particolare i primi due anni) sia dipendente dallesperienza e influenzata da forze sociali, sebbene la neurobiologia non sia ancora riuscita a chiarire del tutto il ruolo e il meccanismo di azione di queste forze sociali. Il periodo di formazione delle prime relazioni oggettuali coincide in maniera esatta con il periodo di massima crescita cerebrale. Piscitelli, dal punto di vista psicosomatico, descrive la vita come un sistema di informazioni, in cui i codici biologici e le funzioni mentali sono due sistemi di traduzione dellinformazione in rapporto di interdipendenza fra loro e indica che le terapie dirette a modificare e risolvere i disturbi psicosomatici devono avere la
1 Ballardini, M. (2009). I disturbi del S. Lanalisi bioenergetica dialoga con lInfant Research e le neuroscienze. Grounding, n. 2, pp. 65-66. 2 Varela, F. (1998). Lidentit del corpo. In Goleman, D. (1998) (a cura di). Conversazioni con il Dalai Lama. Le emozioni che fanno guarire. Milano: Oscar Mondadori, pp. 52-67. 3 Ballardini, M. (2009), pp. 65-66.
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Shore, A. N. (2008). La regolazione degli affetti e la riparazione del s. Roma: Astrolabio, p. 33.

5 prerogativa di poter influenzare questi sistemi di traduzione, in maniera da ristabilire uno stato armonico di funzionamento 5 . Le terapie a mediazione corporea, e in particolare la bioenergetica, trovano riscontro delle loro intuizioni nelle nuove posizioni scientifiche e, dal loro privilegiato punto di osservazione, riescono a dialogare con le neuroscienze, la psiconeuroendoimmunologia, e cio la nuova branca della biologia che studia la correlazione tra sistema nervoso e sistema immunitario, e la fisiologia.

Piscitelli, U. (1985). Introduzione alla psicosomatica. Roma: Astrolabio, 217.

6 2. LA RELAZIONE MADRE-BAMBINO

Gli approfondimenti pi innovativi e recenti sui legami dattaccamento provengono dalle neuroscienze e dalla fisiologia. In particolare con Shore possibile individuare come base della relazione madre-bambino dei meccanismi innati di regolazione mediati dal canale visivo, che confermano le prime intuizioni degli studiosi dellattaccamento e dellanalisi bioenergetica. Stern, in un passaggio famoso del suo volume Le prime relazioni sociali: il bambino e la madre (1977), affermava che madre e bambino [sono] due virtuosi che creano cicli periodici di attivit sincronica, pi simili alla relazione tra i partner di una danza che tra antagonisti di una partita di tennis. In questa reciproca interazione di regolazione, ci sono inizialmente lanci troppo lunghi o troppo corti da parte di entrambi i partecipanti, che devono accendersi o spengersi per produrre gli stati sincronici desiderati. 6 In Taylor si specifica inoltre come la tolleranza del bambino piccolo alla stimolazione sia molto pi bassa durante le prime settimane di vita che non dopo e che il bambino ha livelli ottimali di stimolazione al di sotto dei quali la sollecitazione ricercata e al di sopra dei quali evitata.7 Il bambino nasce quindi con una capacit di autoregolazione comportamentale e la relazione con la madre rappresenta un sistema interattivo che organizza e regola il comportamento e la fisiologia del bambino fin dalla nascita. Questo sistema ha allinizio un livello di organizzazione biologico-neurofisiologico-comportamentale che

gradualmente si sposta a un livello maggiormente psicologico, via via che la mente del bambino sviluppa la capacit di formare simboli. Gli stati comportamentali e fisiologici del bambino sono caratterizzati da periodicit o ritmicit, ma i loro modelli cambiano con la progressiva maturazione del cervello e con la sollecitazione da parte della madre dei diversi ritmi biologici. John Bowlby e Mary Ainsworth hanno combinato le scoperte delletologia con le osservazioni degli effetti della deprivazione materna e hanno sviluppato una teoria dellattaccamento secondo cui il bambino nasce con una predisposizione biologica a cercare la vicinanza e il contatto con la madre.
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Citato in Taylor, G. J. (2007). Medicina psicosomatica e psicoanalisi contemporanea. Milano: Fabbri

Editori, p. 116.
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Ibidem.

7 Per Bowlby e la Ainsworth il senso della vista fondamentale per la formazione del primo legame di attaccamento nei confronti della madre e lattaccamento un fenomeno intrapsichico costruito nel sistema nervoso, nel corso delle transazioni che il bambino vive con la madre e come esito di queste stesse transazioni.8 In Lowen il contatto oculare tra madre e figlio fondamentale poich attraverso lo sguardo la madre trasmette al bambino il senso di protezione di cui il piccolo ha bisogno e allo stesso tempo funge da contenitore degli stati emotivi del figlio. La qualit del contatto oculare inoltre ha un effetto decisivo sullo sviluppo della personalit del bambino e sul funzionamento dei suoi occhi. Se il contatto tra madre e figlio piacevole e soddisfacente la madre guarder il suo bimbo con occhi caldi, dolci e che esprimono la gioia che prova per lui. Il bimbo risponde al loro sguardo con piacere Se un infante incontra invece uno sguardo di rabbia, ira o persino odio negli occhi della madre, il suo corpo sperimenter un vero shock, soprattutto negli occhi, che si spalancheranno per la paura.9 Se la situazione stressante persiste, il bambino di conseguenza costretto ad adattarsi con la formazione del super-io, entrando in una fase di resistenza che non gli permette di avvertire pi langoscia. Il bambino usa la propria volont per irrigidirsi ed affrontare lo stress in un costante funzionamento di allarme che sollecita le riserve di energia del corpo. Lo stress sussiste a questo punto nelle tensioni muscolari croniche che deformano il corpo e che servono a eliminare gli impulsi proibiti e pericolosi della coscienza e dellespressione. Emde (1988) afferma che il bambino predisposto dal punto di vista neurobiologico ad avviare una stimolazione visiva per ottenere lattivazione necessaria alla sua maturazione cerebrale. 10 Il modo in cui la madre risponde e la quantit di interazione con il bambino determinano se si stabilir il legame. Nel primo anno di vita le conoscenze visive hanno un ruolo basilare nello sviluppo sociale ed emotivo e il contatto degli sguardi diventa perci uno dei principali strumenti della trasmissione affettiva. La reciprocit negli sguardi aumenta nel corso del secondo e del terzo quarto del primo anno di vita sebbene non sia facilmente osservabile. Questo scambio stato esaminato con la microanalisi di filmati, come quella effettuata da

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Citato in Shore, A. N. (2008), p. 44. Lowen, A. (2009a). Autoespressione: nuovi sviluppi della bioenergetica. In Lowen, A. (2009), p. 117. 10 Emde, R. N. (1988). Development terminable e interminable. Innate and motivational factors from infancy. International Journal of Psycho-Analisis, n. 69, pp. 23-42. Op. Cit. in Shore, A. N. (2008).

8 Beebe e Lachmann che hanno apprezzato rapidi movimenti sincroni e variazioni nelle espressioni affettive nellambito della diade.11 Subito dopo un dialogo tra sguardi caratterizzato da unelevata valenza affettiva, il bambino stacca il contatto, per ridurre le conseguenze potenzialmente disorganizzanti di emozioni cos forti. Per assicurare la stabilit delle emozioni positive, la madre in armonia con il figlio coglie il messaggio che le viene inviato e distoglie lo sguardo, moderando lo stimolo e aspettando dal bambino il segno per riprendere una nuova interazione. Sono essenziali quindi non solo i ritmi del coinvolgimento, ma anche della sua sospensione e della sua riapertura. Il caregiver non pu essere sempre assolutamente sintonizzato con il bambino. Nel prosieguo della crescita infatti, la madre si trasforma nel veicolo primario di socializzazione, continuando comunque ad utilizzare il canale visivo per la comunicazione emotiva. Il contatto di sguardo anche attraverso la sua assenza pu comunicare efficacemente emozioni negative come, ad esempio, la vergogna. La sottrazione del contatto oculare in questi casi rappresenta un fallimento di quel bisogno del bambino che Winnicott definiva come la necessit di sperimentare una continuit dellessere. Gli stati negativi di questo genere protratti nel tempo hanno un effetto nocivo. Come afferma Shore, per quanto i bambini acquisiscano precocemente una certa capacit di modulare stati affettivi negativi a bassa intensit la durata degli intervalli di tempo in cui il bambino viene abbandonato a se stesso nella gestione di stati di intensa affettivit negativa rappresenta un fattore importante che concorre alla predisposizione per la psicopatologia.12 La presenza dinamica della madre nella modulazione degli stati affettivi necessaria per mostrare al bambino la possibilit di passare da stati affettivi negativi di tensione legata a uniperattivazione emotiva o di spegnimento da ipoattivazione, al ristabilimento di uno stato di affettivit positiva La chiave per il successo di questo processo la capacit del genitore di monitorare i propri stati affettivi, soprattutto di quelli a valenza negativa.13 Le regioni del cervello in via di sviluppo maggiormente influenzate da questi eventi sono state individuate da Shore nellemisfero destro. Lemisfero destro del bambino prevale
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nellelaborazione

dellinformazione

emotiva,

visiva

prosodica

Beebe, B. e Lachmann, F. M. (1988). Mother-infant mutual influence and precursors of psychic structure in A. Goldberg (a cura di), Progress in self psychology, vol. 3, Analytic Press, Hillsdale, NJ, pp. 3-25. Op. Cit. in Shore, A. (2008). 12 Shore, A. N. (2008), p. 42. 13 Ibidem, p. 43.

9 nellidentificazione delle espressioni affettive materne. Esso sintonizzato con loutput che deriva dallemisfero destro della madre, a sua volta interessato nella produzione e ricezione delle informazioni emotive e nella comunicazione non-verbale involontaria. Lo sviluppo della corteccia destra innanzitutto pi precoce di quello della corteccia sinistra, promosso specificamente dalle prime interazioni sociali e da stati di forte attivazione e concorre nello sviluppo delle mutue regolazioni nel sistema madrebambino: Il bambino utilizza linformazione in uscita dalla corteccia destra della madre come modello per limprinting, la strutturazione dei circuiti che si costruiscono nella sua corteccia destra e che diventeranno i mediatori delle sue sempre maggiori competenze affettive. E come se la madre, nel corso di queste transazioni scaricasse programmi dal proprio cervello a quello del bambino. 14 La regione della corteccia orbito frontale, coinvolta esclusivamente nei comportamenti sociali ed emotivi e nella regolazione omeostatica, particolarmente estesa nella corteccia destra, dominante per la risposta alle espressioni facciali. Il primitivo emisfero corticale destro quindi risulta dominante per lelaborazione, lespressione e la regolazione delle espressioni emotive. Questo emisfero determinante nellequilibrio tra piacere e dolore e in quelle emozioni fortemente connotate biologicamente, funzionali a livello motivazionale e sociale. La regione prefrontale sembrerebbe essere deputata al controllo esecutivo sullintera corteccia destra. Shore esprime chiaramente che le prime esperienze di relazione oggettuale non vengono solo registrate nellinconscio profondo, ma influenzano anche lo sviluppo dei sistemi psichici predisposti allelaborazione dellinformazione inconscia per tutto il resto della vita. In questo modo la prima relazione del bambino, quella con la madre, agisce come uno stampo per la strutturazione dei circuiti dellemisfero destro deputato allelaborazione delle emozioni, modellando in maniera permanente le capacit adattive o maladattive di un individuo di accedere a tutte le relazioni significative dal punto di vista emotivo.15 Ecco perch lattaccamento infantile il prototipo dellattaccamento futuro e gli obiettivi infantili possono continuare a dirigere il comportamento al di fuori della consapevolezza16. Lattivit dellemisfero destro di fondamentale importanza per la capacit di conoscenza empatica e per la percezione degli stati emotivi degli altri esseri umani.
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Ibidem, p. 46. Ibidem, p. 53. 16 Meyer, B. e Pilkonis, P.A. (2006). Modello di attaccamento dei disturbi di personalit. In Lenzenweger, M.F. e Clarkin, J.F. (a cura di) (2006). I disturbi di personalit. Le principali teorie. Milano: Cortina, pp. 237-289, p. 248.

10 Il sistema orbitofrontale opera inoltre come un sistema di riparazione che monitora e autoregola la durata, la frequenza e lintensit non solo degli affetti positivi ma anche di quelli negativi. Ci permette la comparsa di una capacit di autoconforto attraverso la quale possono essere modulate le esperienze stressanti da punto di vista psicobiologico e pu essere ristabilito uno stato a valenza positiva.17 Il principio terapeutico di base della bioenergetica ovvero il riesporre il paziente, in circostanze pi benevole, a situazioni emotive che egli non pot affrontare nel passato, poggia quindi su strutture cerebrali specifiche. Il paziente, per essere aiutato, deve passare attraverso una esperienza emozionale correttiva 18 adatta a riparare l'influenza traumatica di esperienze precedenti. Si potrebbe dedurre che le esperienze emozionali correttive e la formulazione di nuovi imprinting vengano elaborati e ristrutturati nelle aree individuate da Shore, che portano il paziente a sperimentare nuove consapevolezze, sia durante il trattamento nella relazione transferale, sia nella vita quotidiana. Queste ricerche potrebbero avvalorare la lateralizzazione del corpo usata nella pratica analitica in bioenergetica nei due aspetti di materno-femminile, associato al lato sinistro del corpo, e paterno-maschile, corrispondente al lato destro, cos come la definizione di occhio destro come materno e sinistro come paterno, a causa della decussazione che effettuano i nervi ottici. Mi sembra interessante riportare a questo punto alcuni risultati delle ricerche di Hofer che riguardano processi regolatori nascosti, che, sebbene scoperti nellambito delle interessantissime e numerosissime ricerche sulla separazione dalle madri, effettuate soprattutto sugli animali, potrebbero rivelare connessioni mente-corpo ancora poco esplorate. Secondo Hofer esistono dei processi nascosti per cui la madre svolge la funzione di regolatore biologico e comportamentale per il bambino
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. Per Hofer gli effetti

immediati della separazione e le risposte dei bambini pi grandi alla separazione si spiegano meglio mediante la teoria dellattaccamento, mentre le risposte che si sviluppano pi lentamente e le reazioni dei bambini pi piccoli possono essere attribuite alla perdita dei processi di regolazione. I disturbi di regolazione possono spiegare anche alcune risposte immediate di disagio alla separazione. Dato che i processi regolatori
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Shore, A. (2008), p. 55. Alexander, F. (1946). La esperienza emozionale correttiva. Psicoterapia e Scienze Umane (1993) XXVII, 2, pp. 85-101.
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Hofer, M. A. (1978). Hidden regulatory process in early social relationship. Perspectives in Ethology, vol. 3,

New York: Plenum, p. 136. Op. Cit. in Taylor, G. J. (2007). Medicina psicosomatica e psicoanalisi contemporanea. Milano: Fabbri Editori, p. 117.

11 nella relazione madre-bambino facilitano lattaccamento e dato che lattaccamento stesso pu essere considerato un processo regolatore, Hofer ha proposto una teoria unificata nella quale il comportamento di attaccamento nel piccolo si sviluppa in coincidenza con i processi regolatori biologici nascosti nelle interazioni madrebambino. Riporto qui di seguito, in forma schematica, i processi di regolazione nascosti individuati da Hofer: * Regolazione del ritmo cardiaco: - Nei ratti, la madre generalmente regola la frequenza cardiaca e respiratoria dei cuccioli attraverso la quantit di latte che fornisce loro, non tramite la circolazione ma attraverso il sistema nervoso autonomo e centrale. Nei ratti separati precocemente dalla madre c una diminuzione del 30% nella frequenza cardiaca e respiratoria, a causa di una ridotta stimolazione beta adrenergica simpatica. La frequenza cardiaca nei ratti segue un percorso evolutivo e il livello caratteristico dellet determinato da cambiamenti nella relazione nutritiva; - Non sappiamo se negli uomini accada la stessa cosa, ma il bambino regola sicuramente lemissione del latte materno tramite la sua suzione che stimola la liberazione di ossitocina dallipofisi della madre. * Regolazione degli stati di sonno-veglia: - In una serie di esperimenti sui cuccioli di animali separati dalle madri si visto come modelli regolari del ritmo sonno-veglia fossero mantenuti da somministrazioni intermittenti di latte tali da riprodurre la ritmicit della normale relazione di allattamento con la madre. * Regolazione della crescita: - La regolare stimolazione tattile nei ratti influenza i livelli di ormone della crescita e dellenzima cerebrale ODC che sembra sia elevato nei tessuti che hanno uno sviluppo e una differenziazione rapidi. - Hofer ha suggerito che questi studi sugli animali possono offrire un modello per comprendere la sindrome del nanismo psicosociale, in cui i bambini con questa sindrome presentano risposte anormali allormone della crescita e provengono tipicamente da ambienti familiari disorganizzati con relazioni genitori-figli molto povere. - E anche dimostrato che i bambini prematuri acquistano pi rapidamente peso se ricevono una regolare stimolazione tattile.

12 * Termoregolazione: - La velocit di maturazione dei tessuti corporei e cerebrali dipende dalla temperatura e i piccoli mammiferi hanno bisogno della madre per mantenere il calore. Il piccolo ratto, se viene separato dalla madre, abbassa la sua temperatura corporea generando effetti sul comportamento: apatia, riduzione dellattivit, riduzione dei comportamenti di pulizia, rallentamento della maturazione cerebrale e dei tessuti. Si riducono inoltre le proteine cerebrali, gli acidi nucleici e le catecolammine. * Regolazione della stimolazione vestibolare: - Il dondolamento, comportamento anormale presente sia nei bambini che nelle scimmie con deprivazione materna, non sembra essere conseguenza di un disagio emotivo, come era stato spiegato inizialmente, ma pu essere invece attribuito alla mancanza della stimolazione vestibolare fornita dalla madre. Hofer suggerisce che la stimolazione vestibolare fornita dai movimenti corporei abituali nella relazione madre-bambino regola lo sviluppo di un normale comportamento motorio e pu anche contribuire a una regolazione emotiva adattiva. 20 Risulta pertanto palese quanto la stimolazione materna, visiva, tattile, olfattiva, volontaria o involontaria, oltre alla funzione nutritiva, sia di fondamentale importanza per la crescita psico-fisico-emotiva del bambino e quanto i tre ambiti di studio della psicofisiologia, cognitivo, somatico ed emozionale, siano parte di un identico processo evolutivo dinamico e sincronico. Ad ulteriore prova di questo, la gravissima sindrome del nanismo da deprivazione o nanismo psicosociale dimostra quanto la sola nutrizione sia del tutto insufficiente allo sviluppo cognitivo ed emotivo infantile.

2.1. Il nanismo psicosociale

Questa sindrome si presenta in bambini con gravi privazioni affettive e con estrema povert di stimoli ed stata definita tale per mettere in evidenza che la mancanza di crescita imputabile a fattori psicologici e sociali, mediati attraverso il controllo che il sistema nervoso centrale esercita sulle funzioni endocrine. I bambini affetti da questa sindrome iniziano a crescere rapidamente quando le condizioni stressanti vengono rimosse e quando sono loro riservate cure attente e calorose.

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Taylor, G. J. (2007).

13 Gli effetti sulla crescita sembrano essere mediati dai cambiamenti di rilascio dei vari ormoni, fra i quali lormone della crescita (GH), il cortisolo e altri ormoni chiamati somatomedine (rilasciate dal fegato in risposta al GH). Il GH e le somatomedine normalmente stimolano la crescita cellulare, mentre gli alti livelli di cortisolo la inibiscono. Alcuni bambini con nanismo psicosociale non mostrano alcun rilascio di GH, il che potrebbe essere causato dalla macanza di rilascio di somatocrinina da parte dellipotalamo. Questa mancanza pu essere causata anche da disturbi del sonno. Normalmente il GH rilasciato durante il sonno e i bambini sotto stress hanno effettivamente il sonno disturbato. Altri bambini con la stessa sindrome mostrano normali livelli di GH, ma bassi livelli di somatomedine, mentre altri ancora mostrano livelli elevati di steroidi a causa dello stress, che bloccano la crescita. Alcuni bambini non mostrano nessun disturbo ormonale, quindi lecito supporre che esistano altre vie attraverso le quali i fattori ormonali influenzano la crescita. 21 Studi sugli animali hanno mostrato che i livelli dellenzima cerebrale ornitina decarbossilasi (ODC) e i livelli di ormone della crescita nel sangue di piccoli ratti sono regolati da un aspetto della loro interazione attiva con la madre (probabilmente la stimolazione tattile). I livelli di ODC cerebrale cadono rapidamente quando i ratti sono separati dalla madre, ma salgono nuovamente dopo la riunificazione. Lormone della crescita normalmente aumenta i livelli di ODC, ma dopo due ore di separazione dalla madre i bassi livelli cerebrali di ODC smettono di reagire allimmissione di ormone della crescita. Queste alterazioni non sono dovute a deprivazione alimentare, dato che possono essere impedite dalla presenza di una madre sostitutiva non allattante, purch essa interagisca con i piccoli, o dalla stimolazione della pelle con una spazzola, il che sottolinea limportanza del contatto corporeo. 22

21 22

Rosenzweig, M. R. et al. (2001). Psicologia Biologica. Milano: Casa Editrice Ambrosiana. Taylor, G. J. (2007).

14 3. SISTEMI DI REGOLAZIONE

La strutturazione del legame di attaccamento si basa quindi sulla quantit e qualit di stimolazione offerta dal caregiver. Il bambino apprende tramite linterazione con la madre le modalit di auto ed etero-regolazione, le quali si inscrivono in maniera permanente nel corpo attraverso la formazione di specifiche reti neurali. Il cervello predisposto biologicamente a questo e utilizza i recettori sensoriali e i sistemi di controllo per garantire la sopravvivenza attraverso il mantenimento dellomeostasi e lo sviluppo delle social skills. Il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario sono i principali sistemi di regolazione, ai quali si affiancano diversi altri sistemi pi specifici. Sono state portate recentemente allattenzione degli studiosi in diversi ambiti tre strutture di fondamentale importanza che svolgono funzioni altamente specializzate: i neuroni specchio e la formazione reticolare, che hanno sede nellencefalo, e il sistema nervoso enterico, con sede nelladdome.

3.1. I neuroni specchio Maria Ballardini spiega limportanza delle ricerche e delle scoperte condotte dal neurologo Giacomo Rizzolatti e dai ricercatori dellUniversit di Parma: Con la scoperta dei neuroni specchio si sta indagando proprio sulla base neurale delle relazioni sociali. Come dice Rizzolatti risultano due sistemi di conoscenza: la prima per inferenza: ipotizzo, immagino, penso, faccio Con la seconda capisco perch laltro fa un atto che penetra in me (esperisco in prima persona). Ci basta percepire un sentimento su un volto o accorgerci che la mano di qualcuno sfiorata per simulare una sensazione corrispondente allinterno del nostro cervello. Sono i neuroni a specchio che si attivano, nelle stesse aree cerebrali di chi fa lesperienza in prima persona.23 I neuroni specchio sono una categoria di neuroni che si attivano selettivamente sia quando si compie un'azione (con la mano o con la bocca) sia quando la si osserva mentre compiuta da altri (in particolare da conspecifici). I neuroni dell'osservatore "rispecchiano" quindi ci che accade nella mente del soggetto osservato, come se fosse
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Ballardini, M. (2009).

15 l'osservatore stesso a compiere l'azione. Questi neuroni sono stati identificati nei primati, in alcuni uccelli e nell'uomo. Nell'uomo, oltre ad essere localizzati in aree motorie e premotorie, si trovano anche nell'area di Broca e nella corteccia parietale inferiore. Alcuni scienziati considerano la scoperta dei neuroni specchio una delle pi importanti delle neuroscienze degli ultimi dieci anni. Nella scimmia i neuroni specchio sono stati individuati nella circonvoluzione frontale inferiore e nel lobulo parietale inferiore. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), la stimolazione magnetica transcranica (TMS) e l'elettroencefalografia (EEG), i ricercatori hanno dimostrato che nel cervello umano esiste un sistema simile, esiste ovvero una sincronia fra azione e osservazione. La funzione del sistema specchio oggetto di numerose ipotesi teoriche. Questi neuroni sembrerebbero rivestire un ruolo fondamentale nella comprensione delle azioni di altre persone e quindi nell'apprendimento vicario. Alcuni ricercatori sostengono che il sistema specchio possa simulare le azioni osservate e perci contribuire a una teoria della conoscenza, altrimenti detta teoria della mente. Altri pongono i neuroni specchio in relazione con le propriet del linguaggio. stato anche suggerito un legame tra il sistema specchio con le patologie della conoscenza e della comunicazione, in particolare con l'autismo. L'osservazione diretta dei neuroni specchio pi difficile nell'uomo che non nelle scimmie. Mentre in queste ultime si possono considerare i singoli neuroni, nell'uomo si possono esaminare le attivazioni solo attraverso le variazioni nel flusso sanguigno. Grazie alle nuove tecniche di indagine (fMRI) e di brain imaging stata realizzata una delimitazione precisa dei neuroni specchio umani nellencefalo. La differenza sostanziale tra il sistema specchio delle scimmie e quello umano che il sistema umano dei neuroni specchio codifica atti motori transitivi e intransitivi, cio capace di codificare sia il tipo di azione che la successione dei movimenti di cui essa composta. Nell'uomo non necessaria una effettiva interazione con gli oggetti: i suoi neuroni-specchio si attivano anche quando l'azione solamente mimata. Anche se il loro ruolo primario rimane quello di comprendere le azioni altrui, il contesto umano indubbiamente pi articolato. Da quando i neuroni specchio sono stati identificati, un grande e giustificato clamore s' fatto sulla loro importanza. In particolare vi sono state molte ricerche sulla loro evoluzione e sui loro rapporti con l'evoluzione del linguaggio, proprio perch nell'uomo i neuroni specchio sono stati localizzati vicino all'area di Broca. Ormai certo che tale

16 sistema ha tutto il potenziale necessario per fornire un meccanismo di comprensione delle azioni e per l'apprendimento attraverso l'imitazione e la simulazione del comportamento altrui. In questo senso opportuno ribadire che il riconoscimento non avviene soltanto a livello motorio ma con il riconoscimento vero e proprio dell'azione, intesa come evento biofisico. Le ricerche collegano i neuroni specchio anche alla comprensione dei comportamenti che esprimono un'intenzione non ancora manifestata ma tesa a risultati futuri (previsione di un comportamento immediatamente a venire). Durante gli esperimenti, le scimmie guardarono uno sperimentatore sia afferrare una mela e portarla alla bocca, sia prendere un oggetto e introdurlo in una tazza; 15 neuroni specchio si attivarono vigorosamente nell'osservare l'azione "afferrare per mangiare", mentre non si registr nessuna attivit neuronale nell'osservare l'azione "prendi e introduci". Per quattro altri neuroni specchio l'inverso si dimostr "vero": si attivarono in risposta all'azione dello sperimentatore che introduceva la mela nella tazza senza mangiarla. In questo caso l'attivit dei neuroni specchio era stabilita solo dal tipo d'azione e non dall'aspetto motorio del maneggiare oggetti in un modello comportamentale. Significativamente, i neuroni si "scaricarono" prima che la scimmia osservasse il modello umano mentre iniziava la seconda parte dell'atto motorio: portare l'oggetto alla bocca o inserirlo nella tazza. Perci i neuroni definiscono lo stesso atto (afferrare) in maniera diversa in base allo scopo finale dell'azione nella quale l'atto contestuale. Ovvero, essi muniscono la specie di una base neurale per predire, in un altro individuo, le azioni susseguenti ad un comportamento dato e l'intenzione che ne sta all'origine. L'osservazione sulla scimmia e sull'uomo comporta anche evidenti studi sulla possibile evoluzione dei rispettivi sistemi specchio. Nell'uomo, ad esempio, presente un complesso sistema di espressione delle emozioni che in tutte le altre specie assente, per cui la ricerca si allarga anche al campo della conoscenza dei meccanismi sociali. Il funzionamento di come azioni compiute da altri vengano intese ha contribuito ad ampliare enormemente il campo di indagine. Gli stessi scopritori dei neuroni specchio hanno dichiarato che proprio la comprensione delle loro caratteristiche di attivazione diretta e pre-riflessiva stabilisce intorno agli individui la presenza di uno spazio d'azione condiviso da altri individui, dal quale prendono vita forme di interazione sempre pi sofisticate. La possibilit di parti del cervello umano di attivarsi alla percezione delle emozioni altrui, espresse con moti del volto, gesti e suoni e la capacit di codificare

17 immediatamente questa percezione in termini "viscero-motori", offre ad ogni individuo la capacit di agire, sulla base di un meccanismo neurale, quella che gli scopritori chiamano "partecipazione empatica": un comportamento bio-sociale, quindi, precursore della comunicazione linguistica, che contraddistingue e dirige le relazioni interindividuali, che la base dell'intero comportamento sociale. Sembra essere questo l'indirizzo preminente della scuola italiana degli scopritori, mentre la ricerca anglosassone si muove verso prospettive maggiormente tecniche. La cinematerapia ha analizzato come sia possibile che di fronte ad alcune scene molto coinvolgenti i neuroni specchio si attivino come se fossimo noi stessi a vivere quelle scene e gli ultimi esperimenti hanno confermato che di fronte al comportamento dei soggetti i neuroni specchio hanno manifestato la loro presenza in aree del cervello pi ampie di quelle intraviste all'inizio. A seconda dei fenomeni emotivi che provocavano la reazione neurale, essi si strutturano in organizzazioni cellulari diverse, semplici o sofisticate. La scoperta dei neuroni specchio e lo studio della loro natura profonda consentono un balzo in avanti nella conoscenza del cervello e in particolare permettono di costruire nuove fondamenta da cui indagare i processi neurali responsabili delle relazioni interpersonali. 24

3.2. La formazione reticolare e il sistema reticolare facilitatore: larousal La teoria dell'arousal presuppone che il livello di attivazione vari lungo un continuum che va dal sonno all'eccitazione diffusa. Il livello di attivazione psicofisiologica considerato un fattore importante nella determinazione dell'efficienza di un soggetto in prestazioni o compiti. La relazione tra livello di attivazione ed efficienza del soggetto, espressa in ordinata sotto forma di qualit della prestazione, rappresentata da una curva ad U invertita. A bassi livelli di attivazione l'individuo si distrae facilmente, mentre a livelli troppo elevati l'eccessiva ansiet ha un effetto ugualmente dannoso sull'efficienza (Teoria di Yerkes e Dodson). Si pu spiegare il deterioramento delle prestazioni (distraibilit) con l'aumento del livello di attivazione: quest'ultimo ridurrebbe il raggio dell'attenzione ma causerebbe, contemporaneamente, un aumento dell'esplorazione con conseguente disorganizzazione del comportamento.
24

Brass, M. e Ruschemeyer, S. (2010). Mirrors in science: How mirror neurons changed cognitive neuroscience. Cortex, n. 46, pp. 139-143.

18 La teoria dei livelli di attivazione, inizialmente ipotizzata dagli psicologi, stata in seguito studiata dai neurofisiologi, che hanno indagato le modalit di funzionamento del sistema reticolare facilitatore e la sua influenza sull'attivit della corteccia cerebrale. Il livello di attivazione sembrerebbe essere il risultato di molteplici fattori e tutti controllati dal sistema nervoso reticolare, una struttura fondamentale e molto antica operante nei vari collegamenti e nella regolazione del potenziale energetico di scambio. La formazione reticolare, infatti, realizza, tramite la sua trama nervosa aspecifica, lintegrazione di pi sistemi specifici di conduzione, quali la motilit, la sensibilit generale, le sensazioni speciali, la cenestesi, la bilancia neurovegetativa tra simpatico e parasimpatico e le sinapsi asso-dendritiche, modulando importanti funzioni vitali, come la veglia e il sonno, laggressivit e la paura. La stimolazione della formazione reticolare pi arcaica a livello del bulbo, del ponte, del mesencefalo e del diencefalo, specialmente della regione ventro-mediale del talamo e dellipotalamo, seguita da un effetto attivatore sulle funzioni nervose superiori. Come spiega Piscitelli, recenti ricerche autorizzano a ritenere che il sistema nervoso reticolare costituisca una diffusa presenza in tutto lorganismo, molto pi estesa di quanto sia stato presupposto dalla neurofisiologia classica, e con tutta la funzione essenziale di presiedere ai fenomeni di trofismo, dellattenzione, dellattacco-fuga e inibizione. Ma dal S.N.R. fruiscono anche tutte le impressioni mnemoniche intra ed inter cellulari Negli organismi pluricellulari la diffusione dellinformazione e la facilitazione secondo determinate intese funzionali dunque compito del sistema S.N.R. intercellulare, e successivamente nellevoluzione, del sistema nervoso reticologangliare. In tal modo le impressioni funzionali delle singole condizioni psicosomatiche cellulari riescono a organizzarsi in attivit sempre pi complesse. 25 Per poter comprendere lorganizzazione generale delle funzioni nervose nella gestione di attivit come la vigilanza, la nutrizione e la difesa, quindi necessario indagare sia il controllo dei singoli distretti sia la loro integrazione, poich gli investimenti psicosomatici non potrebbero verificarsi in assenza di una struttura nervosa e di un sistema di elaborazioni biochimiche e di affinit reattive. La formazione reticolare influisce sulla funzione respiratoria e circolatoria e ha strette connessioni con ipotalamo e sistema limbico. Il S.N.R. caratterizzato da unattivit tonica, responsabile del livello di vigilanza, del ritmo sonno-veglia e dei meccanismi dellattenzione, e da una attivit fasica, pi breve, che attiva aree specifiche della
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Piscitelli, U. (1985). Introduzione alla psicosomatica. Roma: Astrolabio, p. 64.

19 corteccia inibendo attivit sensoriali estranee a quelle cui si rivolge lattenzione e contribuisce cos a circoscrivere il campo della coscienza. Il S.N.R. facilitatore discendente, inoltre, formato da fibre dirette ai motoneuroni che sostengono il tono muscolare posturale, nei riflessi di raddrizzamento e della reazione di sostegno', nelle reazioni oculari e somatiche alla stimolazione dei recettori vestibolari e nelle risposte respiratorie alla distensione polmonare. Le scoperte della neuroscienze hanno rivelato quanto un certo livello di attivazione sia necessario affinch si possa riscontrare una ristrutturazione neurale del cervello limbico, rilevando quindi, anche nella situazione terapeutica, la necessit di unadeguata attivazione, allinterno di una certa finestra di tolleranza individuale, per sperimentare unesperienza emozionale correttiva. Siegel chiarisce cos il concetto di finestra di tolleranza: In alcuni individui tale finestra pu essere molto ristretta, e i processi emozionali possono diventare consci solo quando il loro stato di intensit molto vicino ai livelli oltre i quali si producono questi effetti disorganizzanti. In altri il sistema della mente pu invece tollerare stati emotivi anche molto intensi, che sono facilmente accessibili alla coscienza, indipendentemente dalla loro natura piacevole o spiacevole. 26 E possibile spiegare questi processi interpellando le funzioni del sistema nervoso autonomo. Se si oltrepassano i limiti massimi della finestra di tolleranza, il sistema simpatico iperattivato e produce alterazioni nella frequenza cardiaca e respiratoria, promuovendo processi ad alto dispendio energetico e tensioni generalizzate. Allopposto, uneccessiva attivit del sistema parasimpatico stimola processi di risparmio energetico, diminuisce i ritmi cardiaci e respiratori, inducendo un senso di ottundimento e di ridotta reattivit a livello mentale. Fra le varie combinazioni possibili, spiega Siegel, a volte si ha una simultanea attivazione dei due sistemi, che genera una sensazione interna di perdita di controllo, come se cercassimo di guidare unautomobile schiacciando contemporaneamente freno e acceleratore; alcuni descrivono questa sensazione come uno stato di rabbia esplosiva. In simili situazioni, le funzioni cognitive superiori, come il pensiero astratto e i processi di consapevolezza, risultano danneggiate, i circuiti che collegano questi processi corticali ai centri iperattivi del sistema limbico sono funzionalmente bloccati, e il pensiero razionale diventa impossibile. In tali stati della mente le capacit di flessibilit di risposta mediate dalla corteccia prefrontale sono ridotte al minimo, e prevalgono reazioni di natura
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Siegel, D. J. (2001). La mente relazionale. Neurobiologia dellesperienza interpersonale. Milano: Raffaello Cortina Editore, p. 249.

20 automatica e riflessa; le funzioni integrative delle emozioni, in cui processi di autoregolazione permettono interazioni elastiche e adattive con lambiente sono temporaneamente sospese. 27 Il terapeuta deve quindi muoversi con cautela allinterno della finestra di tolleranza per non procurare uno squilibrio vagale-simpatico, ma, allo stesso tempo, deve cercare di produrre unattivazione della formazione reticolare tale da risvegliare linteresse del paziente. Il terapeuta bioenergetico, grazie allattenzione posta nei confronti della respirazione, della postura e dellespressione emotiva, tutti processi coinvolti direttamente con la formazione reticolare, ha gli strumenti necessari per promuovere efficacemente e rispettosamente unesperienza emozionale correttiva nei pazienti.

3.3. Il sistema nervoso enterico

Il sistema nervoso enterico rappresenta la terza sezione del sistema nervoso autonomo e svolge un ruolo di controllo specifico correlato alle funzioni dellapparato gastrointestinale. Le recenti scoperte di Gershon hanno evidenziato come il sistema nervoso enterico sia un minicervello del tratto gastro-intestinale in grado di governare del tutto autonomamente unampia gamma di funzioni vegetative. 28 Il sistema nervoso enterico costituito da plessi di neuroni che, in base alle caratteristiche morfologiche, elettrofisiologiche e neurochimiche, possono essere distinti in neuroni motori, interneuroni e neuroni sensoriali intrinseci, i quali, connessi tra di loro in circuiti riflessi, esercitano azioni eccitatorie o inibitorie sulla contrattilit muscolare e sulla funzione di secrezione/assorbimento. La peristalsi uno dei riflessi enterici meglio descritto dal punto di vista anatomico e funzionale. Una caratteristica distintiva di questo sistema lelevato numero di neurotrasmettitori in ogni singolo neurone: le ricerche in tale campo hanno portato al riconoscimento di almeno venticinque neurotrasmettitori espressi dai neuroni intestinali secondo codici estremamente articolati e variabili sia in condizioni fisiologiche normali che nei vari stati patologici.

27 28

Ibidem, pp. 249-250. Gershon, M. D. e Ratcliffe, E. M. (2004). Developmental biology of the enteric nervous system: Pathogenesis of Hirschsprungs disease and other congenital dysmotilities. Seminars in Pediatric Surgery, n. 13, pp. 224-235.

21 Questa rete neuronica complessa il pi antico cervello legato alla sopravvivenza dell'animale e dell'uomo; si specializzato nel corso dei millenni indipendentemente da quello cranico, seguendo una evoluzione parallela, ma separata e mantenendo comunque una posizione di aiuto o di contrasto (a livello inconscio) per il cervello encefalico. I due cervelli, il cranico e l'enterico (plesso mienterico e submucosale), connessi tra di loro dal nervo vago, colloquiano incessantemente. Il ruolo del sistema nervoso enterico risulta dominante, in base alle ricerche di Gershon, almeno in alcuni campi, considerando che la quantit di messaggi che il cervello addominale invia a quello centrale pari al 90% dello scambio totale. Per la maggior parte si tratta di messaggi inconsci, che vengono percepiti solo quando diventano segnali di allarme e scatenano reazioni di malessere. I messaggi di cui parla Gershon sono veicolati da neurotrasmettitori ed in particolare dalla serotonina: il 95% di tutta la serotonina presente nel nostro corpo, infatti, viene prodotta proprio nel tratto gastrointestinale da una popolazione di cellule chiamate enterocromaffini, che rilasciano questa sostanza in seguito a stimoli diversi e tipicamente dopo l'assunzione di cibo. Durante il passaggio nel tubo digerente, il bolo intestinale entra in contatto con la mucosa intestinale e i neuroni situati nella sede interessata si stirano, stimolando le cellule enterocromaffini a liberare la serotonina. Questultima, a sua volta, agisce su altri neuroni situati sotto la mucosa stessa, che comandano alle cellule muscolari, all'interno della mucosa, di dilatarsi e contrarsi creando un flusso di contrazione a monte e dilatazione a valle (come i movimenti di un bruco o dellameba) per far avanzare il chimo verso l'ano. Un eccesso di serotonina provoca uno stato di eccitazione tale da velocizzare la peristalsi e produrre diarrea. Al contrario, nel caso di una scarsa produzione di serotonina, la peristalsi rallenta, causando stitichezza. Quando l'organismo in salute e in uno stato emotivo normalmente accettabile, il meccanismo di regolazione agisce automaticamente, ma quando presente una patologia a livello organico o si presenta unemozione molto intensa, le fasi di controllo e regolazione della serotonina variano immediatamente, alterando in maniera pi o meno significativa e durevole lequilibrio tra le funzioni di trattenimento ed eliminazione. Lintestino quindi in grado di metabolizzare le emozioni come la gioia, la paura, il dolore e langoscia; lansia e lo stress ne modificano il funzionamento, cos come i disordini intestinali possono provocare variazioni dellumore. stato provato infatti che

22 unalimentazione che comprenda cereali, pesce e verdure possa fornire un aiuto nella cura degli stati depressivi dellumore: la presenza di acidi grassi polinsaturi nel pesce in grado di aumentare il livello di serotonina misurato nel liquido cerebrospinale, mentre le vitamine C ed E sembrerebbero contribuire al mantenimento delle abilit cognitive in et avanzata. Lo stato di salute dellintestino quindi pu influenzare considerevolmente la vita emozionale e comportamentale dellindividuo. Ogni situazione che comporta una certa variazione di energia emotiva (aumento della frequenza cardiaca e della respirazione) interessa una parte importante del tubo digerente e nella pancia c' un cervello che assimila e digerisce non solo il cibo, ma anche informazioni ed emozioni che arrivano dall'esterno. Queste scoperte danno molte speranze alla comprensione dei collegamenti fra il sistema nervoso centrale e lintestino e quindi alla cura di quelle patologie che interessano entrambe le strutture, come la sindrome del colon irritabile e il binge eating disorder. 29 Le ricerche di Gershon inoltre corroborano le teorie dei Boyesen sui loro metodi di massaggio, rilassamento dinamico e di psicoperistalsi. I Boyesen, iniziando ad usare lo stetoscopio per ascoltare i suoni peristaltici, provenienti dalle contrazioni della muscolatura liscia del tratto
30

gastrointestinale,

scoprirono

che questi suoni

diminuiscono durante la rimozione di unemozione per poi riemergere una volta che lemozione viene sbloccata. Movimenti peristaltici bloccati possono essere associati a tensione muscolare, difficolt nellalimentazione e nella digestione, nausea, vomito, crampi addominali, stitichezza e diarrea e formazione di ulcere gastriche e peptiche. Una diminuita attivit nella peristalsi, compromettendo il normale assorbimento del cibo da parte del tratto gastrointestinale, potrebbe cos turbare i processi metabolici necessari alla produzione energetica di base dellorganismo.

3.3.1. Molecole di emozioni

Le ricerche di Candace Pert relative al recettore degli oppiacei, il sito di legame cellulare per le endorfine nel cervello, da lei scoperto, hanno portato a considerazioni fondamentali sulle modalit di comunicazione tra i sistemi regolatori e lencefalo, a

29

Petruccioli, M. G. Lindipendenza dellintestino come risultato di alta e specializzata sede neuronale. Visionato il 11/10/2010 in http://www.gfmer.ch/TMCAM/Ansia_depressione/Intestino.htm. 30 Boadella, D. e Liss, J. (1986). La psicoterapia del corpo. Le nuove frontiere tra corpo e mente. Roma: Astrolabio, p. 119.

23 spiegare lunit mente-corpo nella biochimica delle emozioni e a chiarire quanto e come le molecole di emozioni siano implicate nella regolazione omeostatica. I neuropeptidi sono sostanze chimiche con funzioni di comunicazione con linterno del corpo; sono stati individuati circa sessanta neuropeptidi. Si sviluppano direttamente dal DNA delle cellule celebrali (ad esempio la beta endorfina). La cellula nervosa infatti produce sia copie del DNA che determinano la produzione del neuropeptide che viene poi immagazzinato, sia i suoi recettori, della stessa potenza ma di dimensioni maggiori. I neuropeptidi possono agire a grandissima distanza dalla cellula madre. Linsulina, ad esempio, un neuropeptide che viene prodotto sia dal pancreas che dal cervello. Nel sistema limbico esiste una quantit di recettori di oppiacei quaranta volte superiore ad altre regioni del cervello, soprattutto in punti particolari che mediano processi quali il comportamento sessuale, lappetito e lequilibrio idrico. Il sistema limbico si estende anche ad altre zone, punti nodali come il corno posteriore del midollo spinale, dove arriva linformazione sensitiva-tattile. La considerazione pi importante che la Pert illustra che i recettori di neuropeptidi non hanno sede solo nel cervello ma anche nel resto del corpo e interagiscono continuamente con le cellule del sistema immunitario. Le cellule di cui questultimo si compone sono mobili e sono identiche alle cellule cerebrali stabili. I monociti ad esempio, che ingeriscono gli organismi estranei e si occupano di curare le ferite, hanno origine nel midollo spinale e viaggiano attraverso il sangue e se incontrano segnali chimici opportuni arrivano ad avvicinarsi ad un neuropeptide. Tutti i recettori di neuropeptidi si trovano anche sui monociti umani: i neuropeptidi quindi guidano il viaggio dei monociti attraverso il sangue, mentre essi interagiscono anche con le cellule B e T. Le cellule del sistema immunitario non solo possiedono i recettori ma sembra siano in grado di produrre neuropeptidi. Il sistema immunitario quindi modula dallinterno lo stato emotivo, omeostatico, appetitivo e sessuale. Il modo in cui i peptidi circolano nel corpo trovando i recettori che sono il loro bersaglio in regioni ben pi distanti di quanto si ritenesse possibile fa s che il sistema di comunicazione del cervello assomigli al sistema endocrino, i cui ormoni possono viaggiare attraverso il corpo. Accanto al modello convenzionale di circuiti neuronali sinaptici, esiste un sistema secondario in cui le sostanze chimiche incaricate di trasmettere informazioni viaggiano nei fluidi extracellulari che circolano nel corpo per raggiungere i recettori specifici che costituiscono il loro obiettivo.

24 Un esempio molto specifico ma interessante del collegamento tra neuropeptidi ed emozioni dato dalle nuove scoperte sul nucleo di Barrington, situato nel romboencefalo, che in passato si riteneva controllasse unicamente la minzione, ma che in realt invia assoni contenenti il neuropeptide CRF attraverso il nervo vago fino alla parte pi distante dellintestino crasso, presso lano. La sensazione di distensione del colon (la sensazione di dover defecare), nonch quella di eccitazione dei genitali, vengono ritrasmesse al nucleo di Barrington, da cui si distacca un breve percorso neuronale che si collega al locus coeruleus, vale a dire il punto di partenza del percorso del piacere, ricco di norepinefrina, che abbonda anche di recettori degli oppiacei. Il percorso del piacere sinnesta nellarea di controllo di queste funzioni relative agli sfinteri, situata nel lobo frontale del cervello. La conoscenza di questo meccanismo dona nuovi spunti di riflessione sulleducazione ai comportamenti igienici dei bambini e costituisce una prova di quanto i concetti di ritenzione ed espulsione siano connotati emotivamente. In accordo con la Pert, possibile quindi affermare che il corpo si identifica con linconscio! I traumi repressi causati da una sovrabbondanza di emozioni possono restare immagazzinati in una parte del corpo, influenzando in seguito la nostra capacit di percepire quella parte o di muoverla. Le nuove ricerche in corso suggeriscono lesistenza di un numero quasi illimitato di vie attraverso le quali la mente cosciente pu accedere allinconscio e al corpo e modificarlo.31

31

Pert, C. B. (2007). Molecole di emozioni. Milano: TEA, p. 167.

25 4. RESPIRAZIONE E POSTURA

Ruggieri in Semeiotica di processi psicofisiologici e psicosomatici afferma che la colonna vertebrale, che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della postura, entra in modo determinante (attraverso linserzione dei suoi muscoli) anche nello svolgimento dellattivit ciclica propria della respirazione. Inoltre lattivit muscolare della gabbia toracica tonicamente integrata con quella del distretto pelvico, del capo, collo, spalle e braccia e infine con i muscoli delle estremit inferiori. Una corretta postura e una corretta respirazione finiscono secondo noi per coincidere. 32 Secondo questo stesso principio quindi una respirazione bloccata corrisponde invariabilmente ad una postura scorretta. Se la postura corretta unica, le posture scorrette possono essere di diversi tipi. La respirazione si estrinseca nel corpo, modellandone la forma dalla nascita fino alla morte. Lowen sintetizza cos il coinvolgimento tra respirazione, postura ed emozioni: Limportanza di una respirazione corretta per la salute fisica ed emotiva spesso trascurata dalla maggior parte dei medici e terapeuti. mi sono reso conto che la costrizione del respiro era direttamente responsabile dellincapacit di concentrarsi e dellagitazione che affligge molti studenti. La respirazione fa emergere le emozioni e le persone hanno paura di sentire. Per converso la soppressione di una qualsiasi emozione porta a una inibizione del respiro.
33

La soppressione di unemozione se

protratta nel tempo conduce ad una tensione muscolare cronica di cui importante conoscere, per il terapeuta bioenergetico, la storia, il significato attuale e leffetto sul funzionamento corporeo: Ogni gruppo di muscoli soggetto a tensione cronica rappresenta un conflitto emotivo irrisolto e probabilmente represso. La tensione deriva da un impulso che cerca una via di espressione e incontra una limitazione dovuta alla paura. Una tensione a livello della mascella pu rappresentare un conflitto tra limpulso a mordere e la paura che un tale gesto possa comportare misure punitive da parte dei genitori. Ogni muscolo cronicamente contratto corrisponde a un atteggiamento negativo. Ogni inibizione viene percepita come una costrizione che porta a un sentimento di ostilit per la perdita di libert. Pertanto, prima di poter liberare limpulso

32

Ruggieri, V. (1997). Semeiotica di processi psicofisiologici e psicosomatici. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, p. 212. 33 Lowen, A. (2009c). Respiro, movimento e sentire: le basi dellanalisi bioenergetica. In Lowen, A. (2009), p. 86.

26 bloccato nel muscolo contratto, lemozione negativa deve essere espressa come atteggiamento generale. In generale le emozioni che vengono inibite sono quelle negative, ostili o sessuali. 34 Boadella e Liss presentano tre tipi in particolare di patologie funzionali dellatto respiratorio e ne interpretano le deformazioni della personalit conseguenti. Il primo caso quello della respirazione muscolare, caratterizzata da una rigidit della parte superiore del dorso e del collo, con una tendenza verso liperestensione del torace. Gli autori associano questo tipo di respirazione allatteggiamento di una persona che cerca continuamente di trattenersi nel lasciar uscire. Il ritmo rigido e costante del respiro inoltre dissociato dai sentimenti, come se la persona evitasse di emozionarsi. Tutti questi segni, affermano gli autori, corrispondono al rifiuto rigido di lasciarsi sopraffare dai sentimenti, cio la determinazione a non perdere il controllo. 35 Il secondo genere di respirazione preso in esame quello della respirazione intestinale che si ha quando la parete intestinale, invece di rilassarsi ed espandersi durante linspirazione, si contrae. Lespirazione scioglie solo in parte questa contrazione, facendo s che essa permanga. Tale respirazione caratteristica dellindividuo masochista che tenta in questo modo di eliminare sensazioni intestinali dolorose. Comprimendo laddome, egli invece, paradossalmente, riproduce il dolore ristabilendo la tensione muscolare. La respirazione uterina caratterizza chi fa movimenti respiratori impercettibili, come se temesse di sentire i suoi stessi suoni e movimenti. Questa qualit respiratoria si adatta alla struttura caratteriale schizoide, che si basa sul convincimento di non aver diritto di esistere. Linibizione dei movimenti respiratori verso il mondo e questi stessi movimenti inducono a una inibizione globale che ricorda la staticit del feto. Il blocco continuo dei movimenti respiratori indice del timore di far entrare dentro di s laltro (il mondo) attraverso la respirazione e un desiderio di ritornare al tranquillo mondo dellutero. 36 Lo studio della correlazione tra emozione, respirazione e stili caratteriali ancora agli albori, ma le ricerche di Ruggieri hanno confermato una corrispondenza degli atteggiamenti statici e dinamici del torace con lo stile individuale di gestione delle emozioni aggressive. Da queste ricerche, si evince che un aumento di protusione toracica sembrerebbe indicare latteggiamento preparatorio di un comportamento di
34 35

Ibidem, p. 106. Boadella, D. e Liss, J. (1986), p. 34. 36 Ibidem.

27 attacco e che tale dilatazione toracica abbia anche un ruolo inibitorio globale che facilita limmobilizzazione. Inoltre lostilit interna (quella cio rivolta dal soggetto verso se stesso) innalza lampiezza inspiratoria a livello addominale, mentre una tendenza paranoidale riduce lampiezza espiratoria. 37 Sono stati esaminati gli effetti dello stress sulla respirazione ed stato rilevato che le risposte respiratorie a stimoli stressanti sono necessarie anticipazioni per lattivit fisica che si contrappone allazione stressante stessa. Si visto che soggetti che immaginavano di mettere in atto comportamenti motori a componente emotiva mostravano maggiori cambiamenti periferici rispetto alla semplice rappresentazione mentale di tali comportamenti senza coinvolgimento affettivo. Il respiro presenta importanti modificazioni in questo contesto. Considerando le variazioni del respiro come componenti di pattern integrati di comportamento si comprende anche il significato dei risultati dei test neurofisiologici, principalmente condotti su animali da laboratorio, che hanno messo in luce lesistenza, in diverse aree encefaliche stimolate, di differenti pattern respiratori. Se infatti i centri del tronco encefalico sono sede dellattivit riflessa di base del respiro e quelli mesencefalici dellattivit riflessa immediata che interessa le risposte comportamentali pi rapide (reazione di difesa, riflesso di orientamento), i centri encefalici superiori dellipotalamo e del sistema limbico modulano lattivit respiratoria in rapporto a diversi schemi comportamentali di risposta messi in atto dopo unanalisi relativamente pi articolata dello stimolo e dei suoi parametri.38 Lo stile respiratorio e la postura rappresentano quindi l'adattamento personalizzato di ogni individuo all'ambiente fisico, psichico ed emozionale. La postura in continua evoluzione per tutto larco della vita. La posizione intrauterina del feto caratterizzata da una curvatura di tutta la colonna vertebrale che viene mantenuta per qualche tempo anche dopo la nascita. A partire dalla sesta settimana dalla nascita il bambino comincia, in posizione prona, ad estendere il collo attivandone la muscolatura posteriore che inizia cos a contrastare la forza di gravit. La posizione seduta e "a gattoni" consente al bambino di imparare a controllare il peso della testa usando le fasce muscolari poste sopra al cingolo scapolare. Successivamente, quando il bimbo inizia a fare i primi tentativi per rimanere in posizione eretta e quindi a camminare, si forma la lordosi lombare.

37 38

Ruggieri, V. (1997), p. 203. Ruggieri, V. (1997).

28 A circa dodici mesi di vita il bambino raggiunge progressivamente il bipodalismo ma la postura eretta nell'uomo diviene stabile verso i sei anni, con la fisiologica formazione e strutturazione delle curve vertebrali (lordosi lombare e cervicale e cifosi dorsale). Ci avviene grazie alla maturazione estero-propriocettiva del piede che quindi il responsabile delle modificazioni delle curve vertebrali in posizione eretta. Contemporaneamente giungono a maturazione deglutizione e masticazione. Il

completamento dello sviluppo della funzione posturale (sistema tonico posturale) avviene invece abitualmente verso gli undici-dodici anni, in contemporanea alla stabilizzazione della funzione visiva-sensoriale e motoria, e resta poi stabile sino a circa sessantacinque anni. Si definisce un atteggiamento posturale come ideale quando il baricentro generale del corpo risulta allineato col baricentro della parte superiore del corpo ed anteriore alla terza vertebra lombare. Grazie all'ideale allineamento dei baricentri corporei, tutte le curve della colonna vertebrale risultano fisiologiche e il muscolo ileopsoas, che determina la posizione del tronco, prende punto fisso sui piccoli trocanteri. 39 Il sistema di controllo dell'equilibrio e quello della postura coincidono e corrispondono al controllo del tono muscolare, formando cos il sistema tonico posturale. Compito del sistema tonico posturale consentire all'uomo la stabilit posturale, sia in posizione statica che in movimento, adattandosi ai continui cambiamenti ambientali. Lavorano per il mantenimento dellequilibrio: i recettori sensoriali (esterocettivi cutanei e

propriocettivi, visivi, vestibolari e uditivi) che posizionano le varie parti del corpo in relazione all'insieme e all'ambiente; i centri superiori (nuclei vestibolari,

cervelletto, formazione o sostanza reticolare, corteccia cerebrale) che integrano e rielaborano i dati derivanti dallesperienza, combinando i processi cognitivi e strategici (engrammi); e gli effettori (i nuclei cranici oculomotori, da cui partono i comandi ai muscoli oculomotori per la stabilizzazione visiva, e il midollo spinale, da cui partono i segnali diretti alle placche motrici dei muscoli scheletrici per la stabilit antigravitazionale). La grande maggioranza dei movimenti corporei viene attuata in maniera involontaria. Il sistema nervoso in grado sia di eseguire movimenti gi noti, sia di conoscerne nuovi per adattarli all'esecuzione di gesti complessi. La neurobiologia pi recente ha infatti dimostrato che le mappe corticali dell'adulto sono in costante modificazione per mezzo dell'attivit delle vie sensitive periferiche e al conseguente continuo apprendimento.
39

Chetta, G. Posturologia: studio della postura secondo i concetti pi attuali. Visionato il 27/10/2010 in http://www.giovannichetta.it/posturologia.html.

29 In generale, il sistema motorio, al pari di un sistema cibernetico, contiene rappresentazioni cerebrali, engrammi, che consentono un meccanismo decisionale anticipatorio (feed-forward), in cui sono coinvolti i neuroni specchio, rispetto al comportamento motorio che sta per essere messo in atto. Tale meccanismo trasforma gli engrammi in codice nervoso che, tramite la via tronco-encefalica e poi midollare, arriva ai motori muscolari periferici; l'energia mentale viene cos trasformata in energia meccanica, ovvero in movimento. Anche il pi piccolo dei movimenti coinvolge sempre pi gruppi muscolari che agiscono in maniera coordinata come se fossero un unico muscolo. La scelta del movimento determinata in maniera rapida e armonica dal sistema a feed-forward, grazie agli engrammi, mentre il controllo viene effettuato dal sistema retroattivo, o a feed-back, costantemente vigile durante l'azione. Azioni e movimenti hanno un ruolo centrale nei processi di rappresentazione mentale, a partire dalla fase embrionale. L'embrione, infatti, innanzitutto un organismo motorio: nella fase embrionale, in quella fetale e in quella della prima infanzia, l'azione precede la sensazione, vengono compiuti dei movimenti riflessi e poi se ne ha la percezione. Le funzioni motorie e il corpo sono all'origine dei comportamenti astratti, compreso il linguaggio che d forma al pensiero. Perdere il controllo del corpo significa, di conseguenza, perdere il controllo sui pensieri e sulle emozioni. La propriocezione, la coscienza di s, deriva dalle informazioni dei recettori sensoriali situati nella fascia nelle articolazioni, nella cute e connettivale, nei tendini, ed nei muscoli, enterocettori),

nei visceri (propriocettori

nella cute (esterocettori cutanei), nell'apparato vestibolare e negli occhi (esterocettori retinici). Da loro dipende la conoscenza su quale la nostra "conformazione" e posizione spaziale; in qualche misura, per rispondere alla domanda "chi sono io?", occorre anche rispondere alla domanda "dove sono io?". Nei momenti critici di stress intenso, il sistema muscolare costituisce un sistema ad alta priorit: quando attivato, gli altri sistemi, come quelli responsabili della percezione delle sensazioni, dell'attenzione, delle attivit cognitive, e cos via, sono in stato di relativo blocco, in quanto tale stato legato nell'inconscio all'esecuzione di azioni importanti per la sopravvivenza, come la fuga, l'attacco, la ricerca del cibo, di un partner sessuale, del nido. Un gruppo di muscoli in tensione esercita un'influenza su altri muscoli, sia per un fatto muscolare che nervoso (i neuroni eccitati eccitano quelli vicini). 40 Le classi di esercizi di bioenergetica rappresentano, in questo senso, uno
40

Ibidem.

30 strumento privilegiato di valutazione del proprio stato fisico, cognitivo e affettivo, utile a tutti i livelli nella prevenzione degli stati di stress gravi, e un potente fattore riequilibratore dell'attivit dei due emisferi cerebrali.

31 5. LA PSICOTERAPIA DEL CORPO: BOADELLA E LISS

Nel libro La psicoterapia del corpo, Boadella e Liss raccolgono una serie di ricerche recenti che hanno in comune lesplorazione del complesso rapporto tra corpo, mente ed emozioni. Due teorie in particolare, quella di Ernst Gellhorn e quella di Henri Laborit, mi sembra possano essere di specifico interesse per il terapeuta bioenergetico. La prima indaga la relazione tra sistema nervoso autonomo, emozioni e stress. Dalle ricerche di Gellhorn emerge innanzitutto che il sistema nervoso autonomo opera in maniera adeguata se i due sottosistemi di cui composto, il simpatico attivante e il parasimpatico rilassante, agiscono vicendevolmente, scaricandosi luno dopo laltro. Viceversa, quando il sistema simpatico attivante e quello parasimpatico rilassante si sovrappongono sia nel lavoro di carica che di scarica, il sistema nervoso autonomo entra in tilt, manifestando la sua disfunzionalit nella sintomatologia di un disturbo emotivo. Boadella e Liss sottolineano che i cicli simpatico-parasimpatico (attivit-riposo) durano quattro o cinque ore. Una conseguenza importante che se fosse permesso a tutti noi di vivere secondo questa curva naturale di dispendio di energia e di recupero di energia, allora le nostre ore di scuola e di lavoro ci permetterebbero di essere molto attivi e poi di riposare profondamente entro cicli di circa quattro ore, in altre parole cicli che corrispondono al nostro bioritmo. Se ci potesse accadere, riusciremmo a vivere in pi stretta armonia con noi stessi. 41 Gellhorn sottopose degli animali da laboratorio in situazioni di stress tali da disorganizzarne i comportamenti di ricerca ed ottenimento del cibo, osservando poi la comparsa di una nevrosi sperimentale negli animali stessi, ovvero un inadattamento cronico i cui segni comprendevano, vomito, defecazione e condotte caratterizzate da agitazione. Gellhorn inoltre pot esaminare come in questo stato di nevrosi, il sistema di scarica del simpatico (misurato dallaumento del ritmo cardiaco e della tensione arteriosa e sudorazione) e quello di scarica del parasimpatico (misurato con la salivazione e lattivit gastrointestinale) agissero contemporaneamente. Gli animali inoltre mostravano un atteggiamento respiratorio irregolare, evidenziando cos che la scarica mista del simpatico e del parasimpatico ostacola la respirazione ciclica normale, caratterizzata da regolarit, velocit e superficialit, qualit idonee per lo svolgimento di unattivit efficace, nella fase di scarica del simpatico, e da regolarit, lentezza e
41

Boadella, D. e Liss, J. (1986), p. 80.

32 profondit nella fase di scarica del parasimpatico, proprie del riposo e del recupero di energie. La nevrosi degli animali indotta dallo sperimentatore era quindi legata alla mancanza della cosiddetta azione di rimbalzo tra sistema simpatico e parasimpatico. La vita emotiva delluomo contraddistinta dallo stesso principio del predominio di simpatico e parasimpatico. Le emozioni dominate dal simpatico sono caratterizzate dal suo sistema di dispendio energetico: sul versante del piacere si ritrovano la gioia espressa nei gesti e nei movimenti, cos come rabbia, ira, frustrazione intervengono sul lato opposto. Le emozioni dominate dal parasimpatico sono invece definite dalla qualit di ricettivit del corpo. Si avranno quindi emozioni piacevoli legate alla fusionalit dellamore ed emozioni spiacevoli come la paura, il sentimento di ferita, la tristezza, la vergogna e la colpa. Come spiegano Boadella e Liss, le emozioni malsane sono tensioni emotive che persistono invece di sparire e di trasformarsi in calore e benessere attraverso il processo di scarica emotiva. In termini di sistema nervoso autonomo, le emozioni malsane nascono quando la reciprocit tra simpatico e parasimpatico gravemente ridotta e non c azione di rimbalzo tra i due sistemi. Il sintomo principale di questo stato anomalo la tensione che potrebbe essere sentita anche come contrazione, oppressione o semplicemente chiusura. Non c scarica del sentimento, ma la persona cronicamente infelice. 42 Le emozioni malsane sono quindi emozioni bloccate che vengono percepite sotto forma di tensione. La tensione emotiva pu causare malattie psicosomatiche e sintomi

psicosomatici di ansia e di depressione, ma anche meccanismi psicotici di difesa che permettono di evitare esperienze emotive profonde e intense, come la catatonia (per evitare la rabbia), la paranoia (per evitare il terrore) e le allucinazioni (per evitare il senso di solitudine). In una recente ricerca, citata dagli autori, emerge che la depressione caratterizzata da una riduzione di catecolammine nei recettori del cervello e i farmaci antidepressivi correggono questa condizione andando ad aumentare le concentrazioni di

catecolammine nei punti dei loro recettori. Questo risultato si accorda con una diminuita capacit di scarica dellattivit del simpatico, sebbene non esaurisca la complessit del quadro patologico. La minore capacit di ottenere scariche del simpatico e del parasimpatico, infatti, implica molti processi fisiologici nello stesso tempo. Nella depressione c anche tensione muscolare e fatica, riduzione della respirazione,
42

Ibidem, p. 86.

33 disfunzione dellapparato digerente e insufficiente contatto visivo (ridotta stimolazione fisica e interpersonale). Nella terapia bioenergetica la persona vista come ununit fisica piuttosto che come un complesso di processi fisici. Cos, esemplificano gli autori, una crisi emozionale crea unagitazione nella prima fase. La produzione di catecolammine centrali del cervello e di noradrenalina proveniente dalle terminazioni dei nervi simpatici si accresce, cos come quella dei corticosteroidi provenienti dalla corteccia surrenale, ormoni che rappresentano il sistema di tensione del corpo e preparano la persona allazione. Ma la mancanza della possibilit di agire efficacemente per produrre un mutamento positivo nella situazione che genera nella persona uno stato di crisi emotiva cronica. La reciprocit tra simpatico e parasimpatico risulta compromessa, inficiando di conseguenza la capacit di ottenere un recupero dellenergia. Alcuni pazienti depressi inoltre hanno una secrezione di corticosteroidi anormale durante il loro periodo di sonno che interferisce con i processi di riposo profondo, facendo supporre che un riposo insoddisfacente interferisca con la nuova sintesi di ormoni e altri enzimi vitali. La mancanza di catecolammine, bilanciata dai farmaci antidepressivi, spiegano Boadella e Liss, dovuta probabilmente alla combinazione di uneccessiva utilizzazione di catecolammine come effetto diretto di unagitazione emotiva e di una sotto produzione come risultato di un riposo inadeguato. Il nodo simpatico-parasimpatico che sottolinea questa situazione patologica di dispendio e di recupero di energia inadeguato, concludono gli autori, trattato in terapia bioenergetica mediante cicli di attivit intensa seguiti da un riposo profondo.43 La teoria del grande scienziato Henry Laborit procede dalla sua scoperta della via neuronale che unisce il sistema limbico allipotalamo, chiamata sistema di inibizione allazione. Laborit sostiene che questo sistema entri in funzione, impedendo unazione, quando, in una data situazione, sia il comportamento di fuga che quello di attacco risultassero inadeguati, ovvero quando questi dovessero portare lindividuo a una punizione o a una tensione maggiore invece di diminuirla. Il funzionamento prolungato del sistema dinibizione allazione condurrebbe ad una serie di modificazioni organiche e quindi alla malattia psicosomatica e ai disturbi dellemotivit.
44

Gli sviluppi terapeutici impliciti nella teoria stessa coinvolgono le possibilit di disinibizione delle azioni cronicamente impedite: le terapie corporee in generale, quindi, e quelle che interessano in maniera importante il corpo e il movimento, possono
43 44

Ibidem, p. 89. Ibidem.

34 contribuire in maniera determinante alla soluzione dei problemi di inibizione cronica, avendo la capacit di ristabilire a livello fisiologico un equilibrio tra azione, emozione e reazione, attraverso lespressione dellazione bloccata in maniera adeguata allambiente. Le osservazioni fatte dai terapeuti che usano terapie orientate sul corpo hanno portato a una precisazione doverosa alla teoria di Laborit, sperimentata sugli animali. I terapeuti hanno infatti riscontrato che le manifestazioni somatiche del sistema di inibizione allazione esercitano un effetto di feedback positivo che lo rinforza e che langoscia provocata dallinibizione dellazione generalmente accompagnata da pensieri negativi di auto denigrazione o di rimprovero verso gli altri. Il pensiero negativo quindi non solo conseguenza dellinibizione ma ne rappresenta contemporaneamente anche la causa. Un individuo in stato di tensione e angoscia infatti pu talvolta riuscire ad uscire da questa condizione semplicemente attraverso la ripetizione, prolungata e ad alta voce, anche se esclusivamente meccanica, di frasi positive e di sostegno allautoaffermazione. 45 Conferme applicative della teoria di Laborit provengono sicuramente dalle osservazioni e dagli studi di Reich sulla corazza caratteriale. Reich not le manifestazioni somatiche delle tensioni muscolari procurate dal sistema di inibizione allazione e constat che, massaggiando queste zone e poi sostenendo movimenti di espressione emotiva, si ammorbidiva la contrazione muscolare e si scioglievano i relativi impulsi di paura, rabbia, tristezza, sessualit e cos via. I movimenti in grado di sciogliere gli impulsi bloccati sono noti: seguire una luce che si muove per sciogliere la tensione extraoculare; piangere e urlare per aprire la gola; percuotere con forza un cuscino per slegare la tensione della parte superiore della schiena e delle spalle; respirare a fondo con il diaframma per ammorbidire la tensione nella zona del plesso solare; mobilitare il bacino o le anche in modo ritmico per sbloccare le spinte sessuali; dare calci al materasso per liberare la tensione delle gambe legata ad aggressivit trattenuta. Reich osserv inoltre che la stimolazione di una zona tesa, attraverso movimenti espressivi o massaggi, pu far affiorare ricordi legati a traumi emotivi che ne sono allorigine, fenomeno che conferma ulteriormente la teoria di Laborit. Unaltra osservazione importante proposta da Boadella e Liss che non tutte le azioni riescono a far scaricare lansia accumulata dallinibizione allazione, ad esempio gli esercizi di ginnastica non arrivano a raggiungere questo scopo se non in parte. Durante questi esercizi infatti la persona slegata dal proprio stato emotivo e i movimenti che
45

Ibidem.

35 compie non rispecchiano il contenuto emozionale rimasto bloccato. Lesperienza corporea in questo caso non diventa una esperienza emotiva correttiva proprio perch lespressione emotiva necessita di unintima relazione tra emozione provata ed espressa. Ne consegue che i sistemi dellazione muscolare e delle sensazioni viscerali sono separati e talvolta collegati. Quando i due sistemi sono collegati, linibizione dellazione pu produrre angoscia, mentre la disinibizione dellazione pu ridurre langoscia gi accumulata.46 Contraddistinguono lespressione emotiva della persona alcuni segni clinici, citati dagli autori, della comunicazione muscolare-viscerale che dimostrano il legame tra lemozione originaria e lazione espressiva stessa: Tremito (della mani e delle braccia per lira, delle gambe per la paura o delle mascelle per paura, rabbia, vulnerabilit); Movimenti clonali (del petto e delladdome superiore nel pianto convulso, che sempre accompagnato da un profondo sollievo emotivo); Pianto; La voce che trema, soffocata o si spezza sotto un impatto emotivo (viscerale); Masticazione o succhiamento ritmico; Movimenti automatici dellanca o del bacino; E talvolta, anche movimenti vibratori di tutto il corpo.47

Si pu concludere quindi che entrambe le teorie invitino pi o meno implicitamente allespressione emotiva e alla disinibizione delle azioni nellindividuo. Sta al paziente, attraverso il percorso terapeutico, lindividuazione di nuove modalit espressive e la scoperta di condotte adattive tali da permettergli un corretto andamento dei sistemi simpatico-parasimpatico e di inibizione allazione, al fine di prevenire comportamenti autoaggressivi gravi, sia consci che inconsci.

46 47

Ibidem, p. 101. Ibidem, pp. 102-103.

36 6. CONCLUSIONI

Lunit funzionale mente-corpo, resa evidente dai risultati delle ultime ricerche scientifiche, fatta di scambi inter- e intra-sistemici. Lintegrit della comunicazione e dei sistemi garantisce questa funzionalit. Blocchi muscolari e respiratori, tensioni emotive e cognitive turbano la trasmissione delle informazioni, provocando cambiamenti nella direzione dei comportamenti di scarica e compromettendo quelli di carica. Dal microcosmo del livello molecolare al macrocosmo degli organi muscolo-viscerali dellindividuo, gli ormoni dello stress che invadono i loro recettori possono crescere fino a diventare pi numerosi e pi potenti delle endorfine e dei loro recettori, inficiando la capacit individuale di percepire il piacere. La possibilit di provare piacere, spiega Lowen, condiziona la persona e la propria capacit di sentire amore, capacit che scaturisce direttamente dalle esperienze appaganti di sintonizzazione affettiva vissute con i genitori e, in particolare, con la madre. 48 La base sia della costruzione organica sia delle scelte relazionali e individuali della persona costituita dalla qualit del legame di attaccamento. Per questo fondamentale lo studio di questultimo. I caratteri di Lowen possono essere considerati come stili di attaccamento in grado di condizionare levoluzione dellindividuo. Il riequilibrio dei percorsi di carica e scarica, del sistema simpatico-parasimpatico e di quello di inibizione allazione conduce nella direzione di ristabilire un bilanciamento tra la capacit di sentire lo stress e quella di provare piacere. Uno degli obiettivi cardine della terapia bioenergetica quello di individuare i sentimenti e le emozioni rimasti incapsulati nelle tensioni muscolari, in maniera tale da poterli recuperare e liberare. Per raggiungere questo scopo, il terapeuta indaga necessariamente le sensazioni e i pensieri del paziente, aiutandolo a scaricare la tensione emotiva e sostenendolo con calore. Per usare altre parole, possiamo dire che il terapeuta, lavorando direttamente sul corpo e coinvolgendo la razionalit e il senso di responsabilit del paziente, riduce il nodo simpatico-parasimpatico e ristabilisce lalternanza originaria tra i due sistemi. In particolare, alcune posizioni di stress sviluppate da Lowen attivano il sistema simpatico, mentre altre tecniche di contatto o di rilassamento stimolano il sistema parasimpatico. Come spiegano Boadella e Liss, questi metodi, con le loro
48

Lowen, A. (2009b). Il ritmo della vita. La relazione tra il piacere e le attivit ritmiche del corpo. In Lowen, A. (2009), pp. 49-84.

37 caratteristiche di qualit, durata e frequenza, fanno parte della complicatissima arte della terapia bioenergetica e un loro uso efficace richiede una lunga esperienza unita a una continua evoluzione personale. Il risultato finale il ritorno della scarica alternata simpatico-parasimpatico con lazione di rimbalzo da un sistema allaltro.49 La terapia bioenergetica usa lespressione emotiva come fattore necessario perch la tensione emotiva cronica si trasformi in una reale emozione dinamica. In tutti i disturbi dellemotivit, lemozione soffocata dalla coscienza e lespressione emotiva inibita. Lipotesi di Laborit, che linibizione allazione sia causa di disfunzioni emotive e fisiche, confermata dalle osservazioni dei terapeuti orientati sulle terapie corporee: se, ad esempio, un membro di un gruppo biasimato e non attiva una reazione emotiva adeguata, pu raccontare di sentirsi preoccupato, addolorato, scosso, teso o distrutto. Quando invece lindividuo contrasta energicamente e dinamicamente le critiche, subito dopo riferisce di sentirsi radicato, a posto, solido o pronto a sfidare chiunque. I sentimenti di angoscia e di conflitto, i diavoli del paziente, sono utilizzati nella terapia per le loro risorse rivitalizzanti: langoscia diventa energia positiva per mezzo della concentrazione, dellespressione e del contatto e il conflitto rivela lesistenza di forze bloccate da opposte contraddizioni, la cui osservazione aumenta il campo della coscienza. Lowen conferma che linibizione di comportamenti quali piangere o gridare sia un fattore predisponente a complicazioni della vie respiratorie e quindi che linibizione dellespressione emotiva sia una causa di comportamenti di scarica a livello somatico. Egli osserva anche come alcune persone abbiano possibilit pi ampie di fronteggiare circostanze che in altri individui conducono ad uno stato dangoscia ed per tale motivo che la discussione dei conflitti emotivi pu risultare stressante a queste persone. Piscitelli osserva che quando lespressione di sentimenti e azioni individuali spontanea il rischio emotivo aumenta e la sensazione di minaccia tende a provocare unimprovvisa chiusura e, a meno che il sistema di attivazione dellazione non venga riattivato immediatamente, un periodo successivo di angoscia. Una razionalizzazione del comportamento, cos come avviene nelluomo, si collega ad una minore attivazione dellasse ipotalamo-ipofisi-cortico-surrenale, mentre la compartecipazione emotiva agli eventi richiede pi alti livelli di reazioni neurovegetative e ormonali e quindi un maggiore dispendio energetico che pu essere pi o meno sostenuto dalla carica energetica a disposizione di ogni individuo.
49

Boadella, D. e Liss, J. (1986), p. 87.

38 Il dolore uno dei fattori che pi compromette il movimento intenzionale e il controllo volontario sulla motilit, sebbene sia esso stesso causa di tensioni muscolari croniche e invalidanti. Ci accade anche nel contesto terapeutico quando i pensieri del paziente si accostano alle ampie reazioni psicosomatiche, provocando feedback tensivi fra motivazioni e risposte motorie. Le ricerche hanno dimostrato inoltre limportanza del tandem endorfine, encefaline, serotonina, nel controllo del sistema antidolorifico nei diversi distretti del sistema nervoso e hanno messo in evidenza che la carenza di tali inibitori, specie nelle sedi limbiche, si accompagna ad abreazioni rivelatrici di varia natura, quali lo sbadiglio, lirritabilit, la depressione, la lacrimazione, la nausea, il vomito, la difficolt di deglutizione, il dolore alla colonna vertebrale, gli acufeni e cos via, manifestazioni queste sotto il controllo dopaminergico, serotoninico e

noradrenalinico. Nelluomo la deprivazione affettiva, la morte di una persona significativa, la perdita dellautostima, le carenze socioeconomiche sono condizioni di forte impatto emotivo che alterano le funzioni del sistema immunitario. Ogni incremento emozionale, veicolando imprescindibilmente una cascata di risposte ormonali, interferisce in vario grado sui sistemi di omeostasi e sui bioritmi. Le modalit di tali risposte sono insite nelle disposizioni genetiche ma la loro scelta deliberata si basa sugli apprendimenti che lindividuo consegue durante la vita. Lesito deriva dal significato che ogni determinata esperienza assume a livello personale e dalla sua capacit di essere risolta attraverso limpiego del comportamento guidato dal pensiero. I rapporti passivi proteggono lindividuo dai rischi dellimpatto emotivo mentre lo espongono al rischio psicosomatico, e il controllo cosciente e la razionalizzazione, pur inficiando la possibilit di manifestare spontaneamente emozioni e sentimenti, riducono lintervento delle regolazioni autogene. Le difese psicologiche, infatti, proteggendo lindividuo dal dolore, ne tutelano anche il sistema immunitario. Il terapeuta bioenergetico, quindi, per poter avere effetti benefici sulla modulazione delle emozioni e delle azioni espressive e per non deprimere il sistema immunitario, costretto a svolgere un surplus di lavoro a causa del coinvolgimento massiccio dellasse ipotalamo-ipofisi-cortico-surrenale, deve intervenire allinterno della finestra di tolleranza del paziente ed allearsi con le sue stesse difese. Per una comprensione scientifica dei comportamenti individuali non sono sufficienti gli esperimenti meramente fisiologici, cos come sono insufficienti gli esperimenti sulla fenomenologia del pensiero. E necessaria unintegrazione tra i modelli per poter

39 restituire luomo a se stesso, per come o per come sembra che sia in quel momento storico-scientifico. La scienza deve arrivare alle coscienze per poter accrescere la consapevolezza dei meccanismi che regolano dallinterno il rapporto dellindividuo con lambiente e gli altri esseri umani. Riporto qui, in conclusione, le parole del film del 1980 di Alain Resnais, Mon oncle dAmerique, basato sulla teoria dellinibizione allazione di Henry Laborit, che cos si chiude: Per andare sulla luna si devono conoscere le leggi della gravitazione. Quando si arriva a conoscere queste leggi non vuol dire che ci si libera della gravitazione, significa che si utilizzano per fare qualcosaltro. Sino a quando non si sar diffuso molto estesamente negli uomini di questo pianeta il sistema di funzionamento del loro cervello e il modo nel quale gli uomini lo utilizzano e finch non si sar detto che, fino ad oggi, questo sempre avvenuto per dominare gli uni sugli altri, ci sono poche possibilit che qualche cosa possa cambiare.