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Un amplificatore pu essere considerato qualsiasi dispositivo che usa una piccola quantit di energia per comandarne una quantit

pi grande, bench il termine attualmente si riferisca quasi esclusivamente ad un amplificatore elettronico. La relazione tra ingresso e uscita dell'amplificatore, usualmente espressa come funzione della frequenza del segnale di ingresso, detta funzione di trasferimento dell'amplificatore e l'ampiezza della funzione di trasferimento detta guadagno. Amplificatori elettronici Le tipologie sono le pi varie, una delle pi comuni l'amplificatore elettronico comunemente utilizzato in trasmettitori e ricevitori per radio e televisione, equipaggiamenti stereo ad alta fedelt, personal computer ed altro equipaggiamento elettronico digitale. I suoi componenti attivi sono il transistor, il circuito integrato e la valvola termoionica. Amplificatori a valvole Nei primi anni dell'elettronica la valvola termoionica era l'unico dispositivo attivo disponibile; attualmente il loro uso riservato all'amplificazione di potenza delle Radiofrequenze, delle microonde e all'amplificazione del segnale in sistemi audio, da parte di piccoli produttori operanti nel mercato Hi-End. Nel campo delle radiofrequenze di alta potenza le valvole rimangono l'unico dispositivo capace di amplificare il segnale. Sono noti esempi di triodi capaci di erogare oltre 300KW Necessita l'uso di trasformatori, un componente elettrico relativamente voluminoso e pesante, necessario per poter adattare l'elevata impedenza del tubo termoionico, alla bassa impedenza del carico pilotato, l'altoparlante; ottenere una buona linearit nella risposta in frequenza del trasformatore, comporta una costruzione accurata e precisa, con conseguenti costi molto elevati. I tipi di valvole impiegate sono molteplici; 300B, EL34, KT88 etc. Il suono ottenuto ha una discreta dinamica e risulta caldo e poco stancante l'orecchio umano. molto usato dai gruppi musicali per l'amplificazione degli strumenti, per la capacit di sopportare senza conseguenze sovraccarichi momentanei e presentare meno fastidio all'orecchio in caso di distorsione del suono. Le potenze con tale tecnologia usata per riproduzione musicale, possono variare da pochi watt, 0.5, 1, fino ad oltre i 100. Molto interessante la produzione attuale cinese, sovente utilizzata, previo cambio immagine da marchi esoterici occidentali, gli amplificatori per strumenti musicali possono avere potenze oltre i 100 watt. Gli amplificatori valvolari hanno generalmente le seguenti propriet : Impedenza d'ingresso elevatissima (grid input). Impedenza d'uscita generalmente alta. Adatti ad amplificare tensioni elevate. Bisogno di un'alimentazione supplementare per i filamenti (valore tipico 6.3Vac). Alta tensione di alimentazione anodica, per questo infatti possono essere molto pericolosi, (valore tipico > 100Vcc). Sostituzione periodica delle valvole, (si esauriscono dopo un tempo pi o meno prolungato di funzionamento). Necessit di sistemi di dissipazione del calore generato, solo per potenze molto elevate (oltre 200W)

D'altra parte potenze elevate in campo audio sono raggiungibili solo con la tecnologia a transistor a causa del costo e dell'ingombro enormemente maggiore che avrebbe un amplificatore a tubi di uguali prestazioni. Grassetto Amplificatori a stato solido

Sono amplificatori che non fanno uso di tubi termoionici, bens della tecnologia successiva, iniziata con l'invenzione del transistor a giunzione bipolare (BJT), e i successivi JFET e MOSFET, dispositivi specializzati ognuno per amplificare il segnale in tensione o in corrente. In questa categoria rientrano anche i dispositivi a circuito integrato, disponibili ormai per tutte le applicazioni. Il guadagno dell'amplificatore dipende sia dal tipo di transistor che dal circuito esterno, ed fissato dal costruttore in fase di progetto. Un amplificatore a componenti "discreti" costituito da uno stadio di ingresso nel quale sono presenti uno o pi transitor che preamplificano il segnale per portarlo ad un livello tale da poter essere utilizzato da altri transistor, denominati finali, i quali alzano ulteriormente il livello di tale segnale che viene poi trasferito ad un diffusore acustico con caratteristiche adeguate alla potenza che l'amplificatore in grado di erogare; nel caso lo stesso circuito sia realizzato con IC, viene definito col medesimo termine. Gli stadi di ingresso e finale utilizzano configurazioni diverse a seconda della tipologia di amplificazione che si vuole ottenere, le tipologie degli stadi finali sono denominate classi (A,AB,C ecc..). I transistor e gli IC di potenza dei circuiti finali, lavorando, generano calore ed per questo motivo che occorre montarli su un dissipatore (generalmente in alluminio) con superficie irradiante proporzionata alla potenza in watt da dissipare, il quale, per convezione, trasferisce all'ambiente il calore prodotto dalle giunzioni dei finali. Amplificatori operazionali (op-amp) Gli amplificatori operazionali sono circuiti amplificatori ad altissimo guadagno, oggi realizzati sotto forma di circuito integrato, i quali utilizzano una retroazione esterna per il controllo della funzione di trasferimento. Nel caso ideale, la funzione di trasferimento esclusivamente determinata dalla rete esterna. Sullo stesso die di silicio possono essere realizzati anche 4 operazionali identici, racchiusi nello stesso package (Es. TL084). Nel caso siano realizzati su microchip la potenza dissipabile molto modesta, circa 500mW per il uA741, ma non mancano dispositivi per potenze anche molto superiori (LM3886). In merito all'impiego degli operazionali nell'amplificazione audio, prima dell'avvento dell'HiEnd, le migliori prestazioni si ottenevano impiegando componenti discreti (transistor). Oggi i migliori apparecchi in commercio, adottano soluzioni di ingegnerizzazione del circuito amplificatore, volte a impedire la conoscenza della componentistica adottata, il circuito racchiuso in un monoblocco di resina dal quale fuoriescono solo i terminali di collegamento, non possibile conoscerne la componentistica n valutare il circuito; l'unico dato che il costruttore fornisce la sigla o il codice relativo al custom, necessari in caso di sostituzione, pertanto non possibile sapere se i migliori amplificatori in commercio adottino operazionali. Si potrebbe presumere che in qualche caso se ne faccia uso, data la presenza sul mercato di amplificatori che impiegano circuiti integrati; il caso del costruttore statunitense Jeff Rowland, il quale ha in listino un apparecchio i cui stadi finali impiegano operazionali di potenza collegati a ponte, lo stadio preamplificatore per customizzato, pertanto inaccessibile ad un'analisi.

Schema di collegamento di un operazionale come amplificatore Amplificatori integrati Al fine di agevolare i progettisti di apparecchiature elettroniche, i produttori di circuiti integrati, pongono in commercio dispositivi amplificatori da loro stessi progettati, sono disponibili per tutte le frequenze, dal campo audio alle microonde. Il loro impiego ha molti vantaggi, avendo dimensioni molto pi compatte di un analogo circuito a componenti discreti, permette al progettista di ridurre le dimensioni dell'intera apparecchiatura, inoltre essendo realizzati su un unico chip, l'affidabilit nel tempo risulta molto elevata, inoltre agevola il progettista in termini di spese e di tempo nel portare a termine il proprio progetto. Il package pu essere metallico, ceramico o plastico, pu avere dimensioni standard, o essere un custom. Audiofrequenza Qualsiasi suono pu essere convertito in correnti elettriche mediante appositi dispositivi di volta in volta pi indicati. Le correnti elettriche variabili cos ottenute, rappresentano pi o meno fedelmente la forma d'onda del suono convertito. Queste correnti sono dette ad audiofrequenza o anche a bassa frequenza e solitamente sono di valore talmente basso che necessario amplificarle. La banda audio in genere formata dalle frequenze che vanno dai 20Hz ai 20.000Hz. Nel trattamento del suono con tecniche digitali, per il teorema del campionamento, affinch esso mantenga caratteristiche di alta fedelt il segnale deve essere campionato ad una frequenza superiore a 40.000 Hz (di qui le frequenze standard di 44.100 e 48.000). Potenza Uno dei fattori primari di un amplificatore la potenza, ed espressa in watt, come metodo di misura, viene usato da decenni il valore rms. I transistor finali aumentano notevolmente il livello del segnale sonoro che costituito da una corrente di un dato valore. Tale corrente quando viene fatta circolare all'interno di un altoparlante fa vibrare la membrana dello stesso, traducendo in suono le variazioni di corrente. Maggiore il valore di tale corrente maggiore sar l'emissione sonora. Per ascoltare della musica in una stanza di medie dimensioni, a seconda della qualit del suono che si desidera ottenere, la potenza da disporre pu andare da 15-20 watt, fino a 150-200 e anche pi; un'amplificazione di uno spazio aperto come una piazza o uno stadio dove si tiene un concerto, ad esempio, sar necessario disporre di migliaia o decine di migliaia di watt. Transistor bipolare (BJT) In un transistor BJT (transistor a giunzione bipolare) una corrente elettrica inviata nella base (B) e modula (controlla) la corrente che scorre tra gli altri due terminali noti come emettitore (E) e collettore (C). Per fare questo, il transistor sfrutta la vicinanza di due giunzioni P-N opposte: quando la giunzione base-emettitore viene polarizzata direttamente, i portatori di carica (elettroni e lacune) che transitano attraverso di essa diffondono verso la vicina giunzione collettore-base, dove vengono in gran parte catturati dal campo elettrico interno alla giunzione stessa, che in questo modo viene percorsa da corrente anche se polarizzata inversamente. Tanto maggiore la frazione di corrente catturata dalla giunzione di collettore, tanto migliore il transistor: in un transistor ideale, perfetto, tutta la corrente che entra dall'emettitore dovrebbe essere deviata verso il collettore senza raggiungere mai il contatto di base. In pratica, in un normale transistor per usi generici la corrente uscente dal collettore il 98-99% di quella che entra nell'emettitore, e dalla base esce solo l'1-2% di essa. Il rapporto fra corrente di collettore e corrente di base detto dispositivo. del transistor, ed uno dei parametri fondamentali di questo

positive a negative e viceversa).

L'ordine delle giunzioni non importante: si possono usare sia una coppia di giunzioni P-N e N-P (ottenendo un transistor P-N-P) oppure due giunzioni N-P e P-N (ottenendo un transistor N-P-N, complementare al primo): un transistor e il suo complementare funzionano in modo quasi identico, ma le tensioni ai loro capi devono essere invertite di polarit (da

Transistor FET In un transistor FET (Field Effect Transistor transistor ad effetto di campo) i tre terminali sono chiamati gate G (porta), source S (sorgente) e drain D (pozzo) rispettivamente, e l'effetto transistor si ottiene tramite il campo elettrico indotto dalla tensione applicata al terminale gate che respinge i portatori di carica del silicio del canale fra source e gate, variandone la resistenza elettrica: pi la tensione fra gate e source grande, pi ampia diventa la regione svuotata non conduttrice, priva di portatori, e pi cresce la resistenza elettrica fra source e drain. Rispetto ai transistor bipolari i FET presentano il vantaggio di avere il terminale di controllo (gate) isolato, in cui non passa alcuna corrente; lo svantaggio invece che un transistor FET non in grado di offrire molta corrente in uscita, in genere i circuiti con transistor FET hanno una alta impedenza di uscita, cio erogano correnti molto deboli. Anche i FET come i transistor bipolari possono essere realizzati in due versioni complementari, a canale P fiancheggiato da regioni N o a canale N fiancheggiato da regioni P (come quello nella figura a lato); come nei bipolari il funzionamento identico, ma a polarit invertite. talvolta chiamato J-FET (FET a giunzione) per distinguerlo dal MOS-FET

Transistor MOSFET I transistori MOSFET (Metal Oxide Semiconductor Field Effect Transistor) sono dei FET in cui la tensione applicata sul Gate non solo crea una zona svuotata priva di portatori, ma se cresce oltre una tensione detta "di soglia", provoca una inversione di popolazione nel silicio a ridosso dello strato di ossido: nella figura a lato, le due regioni dei terminali di source e drain sono ricavate da silicio P, e sono in comunicazione elettrica tramite il "canale P" creato per inversione nello strato N che le separa, grazie alla tensione applicata al gate sulla barriera superficiale di ossido. Anche qui, possibile invertire le regioni: in figura riportato un MOSFET a canale P (P-MOS), il suo complementare (N-MOS) si ricava con un substrato P su cui sono inserite le regioni N di source e drain. Come nel caso dei bipolari, anche il funzionamento dei PMOS e degli N-MOS (quasi) identico, ma a polarit invertite.

Mentre i transisor BJT sono principalmente usati, per il loro alto guadagno, come amplificatori nell'elettronica analogica, i MOSFET sono largamente utilizzati nell'elettronica digitale, soprattutto per la loro struttura molto semplice che li rende facili da costruire e di economico impiego nei circuiti integrati: un ulteriore vantaggio il basso consumo di energia che si traduce in meno problemi di dissipazione termica, mentre lo svantaggio principale che sono pi lenti nel cambiare stato rispetto ai transistor bipolari. I moderni circuiti integrati a MOSFET (microprocessori, DSP, microcontrollori, etc...) usano tutti la tecnologia CMOS (Complementary MOS), in cui si usano transistor P-MOS e N-MOS accoppiati, oppure la sua evoluzione BiCMOS.