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LA TEORIA DEL ROMANZO

La composizione del romanzo un paradossale amalgama di elementi eterogenei e discreti in un organismo di continuo messo in discussione LUKACS

Nella Teoria del Romanzo la Grecia antica appare come lideale di un compimento artistico che nel mondo moderno si rivela irraggiungibile. Lepica greca era caratterizzata dallidentit di essenza ed esistenza, di universale e particolare. Il senso era tangibile e il sapere nientaltro che un levar veli che fanno ombra. Si tratta di un mondo chiuso nel quale anche se si avvertono potenze minacciose e incomprensibili, queste non riescono a sopprimere la presenza del senso, n a sconcertare lessere. La Grecia antica appare come lesempio perfetto di una totalit immediata, successivamente scomparsa. Oggi la forma il frutto di uno sforzo disperato per far rivivere quella totalit, nella consapevolezza per che tale totalit non potr pi essere organica, ossia data nel mondo e nella vita, ma solo creata dallopera e nellopera: <La realt visionaria del mondo a noi congruente, larte, perci divenuta autonoma: essa ha cessato di essere copia, dal momento che tutti i prototipi sono tramontati; ed essa una totalit creata>. Quei primi tempi ignoravano ogni viaggio senza ritorno: in questo consiste la differenza tra lerrare di Ulisse e quello di Don Chisciotte. La Teoria del Romanzo un saggio in cui troviamo da una parte Omero e Dante, come espressione delle civilt chiuse dellAntichit e del Medioevo, dallaltra Cervantes, Goethe, e Flaubert, per le civiltproblematiche dellepoca moderna, e infine Dostoevskij per il mondo a venire. Lukcs sostiene che <larte sempre, in rapporto alla vita, un nonostante (trotzdem); la creazione della forma la pi profonda ratifica della presenza della dissonanza che sia dato pensare>. La perdita dellimmanenza del senso della vita, ovvero della totalit organica, la condizione dellautonomia dellarte e dunque di una totalit creata: <La dissoluzione e linsufficienza del mondo sono le premesse dellesistenza e del divenire coscienza dellarte stessa>. Lukcs vede nel romanzo una nuova forma di epopea: <Il romanzo lepopea di unepoca per la quale limmanenza del senso della vita si fatta problematica, e che tuttavia ha laspirazione alla totalit>. Quello che avvicina il romanzo allepica il fatto che entrambi hanno come oggetto la vita. Solo che, mentre per lepica la vita gi dotata di senso, per il romanzo la vita ne priva; di qui la necessit di ritrovare questo senso perduto attraverso quella forma che il romanzo stesso. Questo significa che, se il senso che si d nel romanzo deve rimandare al non-senso del mondo, necessario che la stessa forma-romanzo rifletta le crepe e gli abissi del mondo. Per questo gli eroi del romanzo sono dei cercatori, e il semplice fatto del cercare rivela che n obbiettivi n vie agli obiettivi possono essere dati immediatamente. Il compito del romanziere paradossale: non ha che frammenti e punti di vista parziali, e tuttavia attraverso questi frammenti che deve far apparire la totalit. Il romanzo, in quanto letteratura epica legata allo stato effettivo del mondo, deve rivelare il non-senso del mondo abbandonato da dio attraverso quel senso che la forma in quanto composizione. Il romanzo forma solo in quanto rimanda dal suo interno a un non-senso che rende quella forma sempre incompiuta. Di conseguenza in esso la totalit data e insieme tolta: perseguita proprio in quanto irraggiungibile. Soltanto il romanzo pu realizzare una ricerca illimitata ed per questo che la sua incompiutezza costituisce il suo elemento vitale.

Limportanza della riflessione nel romanzo porta con s il pericolo che lelemento soggettivo possa indebolire o addirittura distruggere <laspirazione, imposta dalla grande epica, a unobbiettivit via via crescente>. Tale pericolo non pu essere aggirato, ma solo superato dallinterno: la soggettivit infatti non eliminabile, ma deve solo riconoscere se stessa e superarsi attraverso lironia. Lelemento ironico si presenta nella forma di una riflessione filosofica, che trova espressione proprio nella scrittura romanzesca, e che costituisce la condizione di accesso allaverit in letteratura. Con lironia, il demonismo lespressione di una soggettivit che ricerca il senso in un mondo abbandonato dal senso. Senza unideale, per quanto illusorio, non c alcuna ricerca, alcuna vita autentica, alcun legame paradossale con la totalit, e non resta che il lirismo della disillusione. Lironia duplice e contraddittoria, insieme distruttrice e creatrice di speranze: da una parte porta a considerare il non-senso del mondo come superabile; dallaltra porta a riconoscere linanit di ogni sforzo e conferma linsuperabilit del mondo. Secondo Lukcs, alla base della problematica del romanzo, c labbandono del mondo da parte di Dio; questo genera inadeguatezza tra anima e mondo, tra interiorit e avventura.