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LE SOCIETA : DISPOSIZIONI GENERALI.

Le societ sono organizzazioni di persone e di mezzi creati dallautonomia privata per lesercizio in comune di unattivit produttiva. Sono le strutture organizzative tipiche,anche se non esclusive,previste dallordinamento per lesercizio in forma associata dellattivit dimpresa. Le societ formano un sistema composto da una pluralit di tipi. Il legislatore pone a disposizione dellautonomia privata otto tipi di societ,fra i quali le parti possono scegliere liberamente (sia pure con alcune limitazioni). I tipi di societ previsti sono: La societ semplice; La societ in nome collettivo; La societ in accomandita semplice; La societ per azioni; La societ in accomandita per azioni; La societ a responsabilit limitata; La societ cooperativa; Le mutue assicuratrici. A queste vanno aggiunte due tipi,regolate dal diritto comunitario: la societ europea e la societ cooperativa europea. I singoli tipi di societ sono diversi,ma presentano anche uno o pi elementi in comune che consentono di raggrupparli in categorie. Cosi ad esempio la societ semplice,la societ in nome collettivo e la societ in accomandita semplice sono definite come societ di persone. La societ per azioni,la societ in accomandita per azioni e la societ a responsabilit limitata,sono invece definite societ di capitali. Se diversi sono i tipi di societ,unica la nozione legislativa,che contenuta nellart.2247 codice civile: con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per lesercizio in comune di unattivit economica allo scopo di dividerne gli utili. Equesta la nozione di contratto di societ; anzi era fino a qualche tempo fa la nozione stessa di societ,dato che il codice non consentiva la costiuzione di societ da parte di una sola persona e quindi con atto non contrattuale; oggi invece questa possibilit stata eccezionalmente prevista,dapprima per la societ a responsabilit limitata,e poi anche per la societ per azioni,che dunque possono essere costituite anche con atto unilaterale. Sotto il profilo contrattuale,le societ possono essere inquadrate nella pi ampia categoria dei contratti associativi,contratti che si differenziano rispetto ai contratti di scambio (es compravendita) perch in essi lavvenimento che soddisfa linteresse di tutti i contraenti unico (es esercizio in comune dellattivit economica),mentre nei contratti di scambio lavvenimento che soddisfa linteresse duna delle parti diverso dallavvenimento che soddisfa linteresse dellaltra. Diversamente che nei contratti di scambio poi,nei contratti associativi le prestazioni di ciascuna parte possono essere di diversa natura e di diverso ammontare poich non sono destinate a scambiarsi fra loro secondo un rapporto di corrispettivit. Inoltre il contratto associativo un contratto potenzialmente plurilaterale ed aperto,poich pu essere stipulato da pi parti e da un numero illimitato di parti. Inoltre un contratto di organizzazione di una futura attivit,poich non esaurisce la sua funzione con lesecuzione delle prestazioni (conferimenti),ma fissa le basi organizzative della futura attivit comune. Dunque,eccezioni a parte,le societ sono enti associativi a base contrattuale che si caratterizzano per la contemporanea presenza di tre elementi: 1)I conferimenti dei soci. 2)Lesercizio in comune di unattivit economica (cd scopo mezzo). 3)Lo scopo di divisione degli utili (cd scopo fine). La contemporanea presenza di tali elementi,consente quindi di distinguere le societ dagli altri fenomeni associativi. I conferimenti sono le prestazioni cui le parti del contratto di societ si obbligano. Sono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della societ. La loro funzione quella di dotare la societ del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dellattivit di impresa. Difatti col conferimento,ciascun socio destina stabilmente (per la durata della societ) parte della propria ricchezza personale allattivit comune e si espone al rischio di impresa. Diversi possono essere da socio a socio sia loggetto sia lammontare del conferimento. Quanto alloggetto dei conferimenti,lart.2247 stabilisce che esse possono essere costituiti da beni e da servizi (denaro,beni mobili o immobili traferiti in propriet o concessi in godimento alla societ,prestazioni di attivit lavorativa manuale o intellettuale,etc.). Quindi pu costituire oggetto di conferimento ogni entit suscettibile di valutazione economica che le parti ritengono utile o necessaria per lo svolgimento dellattivit dimpresa. Eopportuno fissare due concetti di carattere generale collegati ai conferimenti: il concetto di patrimonio sociale e quello di capitale sociale nominale. a)Il patrimonio sociale il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla societ. Esso inizialmente costituito dai conferimenti eseguiti o promessi dai soci; successivamente subisce variazioni in relazione alle vicende economiche della societ. La consistenza del patrimonio sociale accertata periodicamente attraverso la redazione annuale del bilancio di esercizio; e si definisce patrimonio netto la differenza positiva fra attivit e passivit. Il patrimonio sociale costituisce inoltre la garanzia principale (se per le obbligazioni sociali rispondono anche i soci con il proprio patrimonio) o esclusiva (se si tratta di un tipo di societ nel quale per le obbligazioni sociali risponde solo la societ con il proprio patrimonio) dei creditori della societ. b)Diversa dalla nozione di patrimonio sociale la nozione di capitale sociale nominale; che consiste nalla cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dallatto costituitivo della societ. Dunque tale capitale sociale nominale rimane immutato nel corso della vita della societ,fino a che non se ne decide laumento o la riduzione,con modifica dellatto costitutivo. Inoltre esso assolve due importanti funzioni: 1)una funzione vincolistica,poich indica la frazione di patrimonio netto non distribuibile fra i soci perch assoggettata ad un vincolo di stabile destinazione allattivit sociale (cd capitale reale); infatti,proprio per evidenziare tale funzione vincolistica,la cifra del capitale sociale iscritta in bilancio fra le passivit,insieme ai debiti della societ. Inoltre la funzione vincolistica del capitale sociale si risolve per i creditori in un margine di garanzia patrimoniale supplementare. 2)una funzione organizzativa,poich termine di riferimento per accertare periodicamente,tramite il bilancio di esercizio,se la societ ha conseguito utili o ha subito perdite.

Vi infatti un utile se dal bilancio risulta che le attivit superano le passivit aumentate del capitale sociale. Vi invece perdita se le attivit sono inferiori alle passivit pi il capitale sociale. Inoltre nelle societ di capitali,il capitale sociale,funge anche da base di misurazione di alcune fondamentali situazioni soggettive dei soci,sia di carattere amministrativo (diritto di voto),sia di carattere patrimoniale (diritto agli utili ed alla quota di liquidazione). Tali diritti infatti spettano a ciascun socio in misura proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritto. Lesercizio in comune di attivit economica: il secondo degli elementi caratterizzanti fissati dalla nozione di societ. Equesto il cd scopo mezzo del contratto di societ; ed oggetto sociale si definisce la specifica attivit economica che i soci si propongono di svolgere. Tale attivit deve essere predeterminata nellatto costitutivo della societ,ed modificabile. In tutte le societ loggetto sociale deve consistere nello svolgimento di una attivit economica; o meglio,di unattivit produttiva,cio condotta con metodo economico e finalizzata necessariamente alla produzione o allo scambio di beni o servizi (vietate sono le societ di mero godimento). In sintesi unattivit che presenta i caratteri propri dellattivit dimpresa. Se alle societ applicabile la disciplina dellattivit di impresa (in particolare sono esposte al fallimento se lattivit commerciale),ci si chiede se le societ possano essere utilizzate anche per lesercizio di attivit produttiva a carattere non imprenditoriale. A tal proposito lart.2247 richiede che lattivit delle societ abbia carattere produttivo,ma non fa cenno al requisito della professionalit che invece richiesto dallart.2082 per lacquisto della qualit di imprenditore. Alla luce di ci legittimo ritenere che lesercizio in comune di unattivit economica non professionale (occasionale) sufficiente per dar vita ad una societ,ma nel contempo non d vita ad unimpresa per difetto,appunto,del requisito della professionalit. Dunque alle societ occasionali applicabile la disciplina del tipo di societ prescelto,ma non la disciplina dellimpresa,ed in particolare se lattivit commerciale,la societ occasionale deve ritenersi sottratta al fallimento. Comunque lammissibilit di societ senza impresa circoscritta ad ipotesi in cui si sia in presenza di esercizio in comune di attivit oggettivamente non duratura,cio unattivit che si esaurisca nel compimento di pochi atti coordinati,che non richiedano la predisposizione di alcun apparato produttivo apprezzabile. Si molto discusso,poi,circa la possibilit di considerare ammissibili le societ fra professionisti,dal momento che lattivit dei professionisti intellettuali attivit economica,ma non legislativamente considerata attivit dimpresa. La nozione di societ non offre indicazioni preclusive,tuttavia in giurisprudenza pare prevalere la soluzione negativa,anche se levoluzione delle professioni intellettuali ed in particolare di quelle che richiedono ingenti investimenti di capitali,spinge verso lutilizzazione di strutture organizzative di tipo imprenditoriale per il loro esercizio in forma associata; inoltre le soluzioni accolte in altri paesi dellUE sollecitano anche da noi un intervento legislativo. Il problema si pone comunque solo le cd professioni protette (avvocati,notai,medici,etc.),cio professioni il cui esercizio subordinato in apposti albi professionali; le professioni non protette (es agenti di pubblicit),invece,non sono tenuti ad operare inderogabilmente secondo le regole fissate per il contratto dopera intellettuale e quindi non sarebbe essenziale il rispetto del principio della personalit della prestazione,ragion per cui si ammette che per le professioni non protette la forma societaria possa essere utilizzata senza limitazioni. Sinora per alcun regolamento stato emanato quindi la costituzione di societ fra professionisti deve ritenersi non consentita; ci soprattutto perch sono ritenute in contrasto con la disciplina del codice sulle professioni intellettuali che sottolinea linderogabile carattere personale delle prestazioni professionali (art.2232),il che preclude lesercizio in comune di tali attivit,poich ci porterebbe inevitabilmente ad un spersolnalizzazione delle prestazioni professionali che altererebbe anche il regime della responsabilit personale,in quanto la persona fisica che esegue materialmente la prestazione intellettuale potrebbe sottrarsi ad ogni responsabilit civile personale e diretta nei confronti dei terzi,dato che il contratto dopera intellettuale viene stipulato con la societ e non con i soci professionisti. Unica eccezione costituita dalla societ di avvocati,introdotta dal d.lgs 96/2001 con cui stata data attuazione alla direttiva CE 5/98. La societ fra avvocati regolata dalle norme della societ in nome collettivo ove non diversamente disposto dalla relativa disciplina speciale. Tutti i soci devono essere in possesso del titolo di avvocato e non consentita la partecipazione ad altra societ di avvocati. La societ fra avvocati iscritta in una sezione speciale del registro delle imprese (con funzione di pubblicit notizia) ed in una sezione speciale dellalbo degli avvocati. Non soggetta a fallimento perch non svolge attivit dimpresa. Esoggetta ad una peculiare disciplina volta a conciliare lesercizio in forma societaria della professione forense con il rispetto del principio della personalit della prestazione e di quello della diretta responsabilit del professionista nei confronti del cliente. Ultimo elemento caratterizzante la societ costituito dallo scopo perseguito dalle parti (cd scopo-fine del contratto di societ). Sotto il profilo dello scopo perseguibile,le societ possono essere distinte in tre categorie: Societ lucrative (art.2247) Societ mutualistiche (art.2511) Societ consortili (art.2615) 1)Una societ pu essere costituita per svolgere attivit di impresa con terzi allo scopo di conseguire utili (lucro oggettivo),destinati poi ad essere divisi fra i soci (lucro soggettivo). Equesto lo scopo di lucro o di profitto,quello tipico,che il legislatore assegna automaticamente ad alcuni tipi di societ,quelle di persone e di capitali,che perci vengono definite anche societ lucrative. 2)Vi sono per poi le societ cooperative che invece perseguono uno scopo mutualistico,cio fornire direttamente ai soci beni,servizi o occasioni di lavoro a condizioni pi vantaggiose di quelle che i soci stessi otterrebbero sul mercato 3)Infine va detto che tutti i tipi di societ (tranne quella semplice) possono essere utilizzati anche per la realizzazione di uno scopo consortile; cio un vantaggio patrimoniale degli imprenditori consorziati. Un dato rimane comunque costante: le societ sono un fenomeno egoistico,poich operano per la realizzazione di un risultato economico a favore esclusivo dei soci. Ci consente di distinguere le societ dalle associazioni che invece sono enti con scopo ideale ed altruistico. Va fatta poi una distinzione tra societ e comunione. La comunione costituita o mantenuta al solo scopo di godimento di una o pi cose. La societ un contratto che ha per oggetto lesercizio in comune di unattivit economica; la comunione invece una situazione giuridica che sorge quanto la propriet o altro diritto reale spetta in comune a pi persone.

I TIPI DI SOCIETA. Come gi detto,il legislatore ha previsto otto tipi di societ,che per possono essere aggregate in categorie omogenee sulla base di alcuni fondamentali criteri di classificazione. 1)Prima distinzione basata sullo scopo istituzionale perseguibile; sotto tale profilo,le societ cooperative e le mutue assicuratrici (societ mutualistiche),si contrappongono agli altri tipi di societ,definite lucrative. 2)Seconda distinzione,tra le societ lucrative,riguarda la natura dellattivit esercitabile; la societ semplice utilizzabile solo per lesercizio di attivit non commerciale,mentre tutte le altre societ lucrative possono esercitare attivit commerciale e non. 3)Altra distinzione quella fra societ dotate di personalit giuridica (societ di capitali) e societ che ne sono prive (societ di persone). Nelle societ di capitali,in quanto societ con personalit giuridica: a)Eprevista ed inderogabile (salvo che per la s.r.l.)unorganizzazione di tipo corporativo,ossia basata sulla necessaria presenza di una pluralit di organi (assemblea,amministratori e collegio sindacale),ciascuno investito per legge di proprie specifiche funzioni e competenze. b)Il funzionamento degli organi sociali dominato dal principio maggioritario. c)Il singolo socio non ha alcun potere diretto di amministrazione e controllo; ha solo il diritto di concorrere con il suo voto in assemblea,alla designazione dei membri dellorgano amministrativo e di controllo. E il peso di ciascun socio in assemblea proporzionato allammontare del capitale sociale sottoscritto. Nelle societ di persone,prive di personalit giuridica,invece: a)Non prevista unorganizzazione basata sulla presenza di una pluralit di organi. b)Lattivit della societ si fonda su un modello organizzativo che riconosce ad ogni socio a responsabilit illimitata il potere di amministrare la societ e per altro verso richiede il consenso di tutti i soci per le modificazioni dellatto costitutivo. c)Il singolo socio a responsabilit illimitata in quanto tale investito del potere di amministrazione e rappresentanza della societ indipendentemente dallammontare del capitale conferito e dalla consistenza del suo patrimonio personale. 4)Ultimo criterio di distinzione quello basato sul regime di responsabilit per le obbligazioni sociali; sotto tale profilo vi sono: a)Societ nelle quali per le obbligazioni sociali rispondono sia il patrimonio sociale che i singoli soci personalmente ed illimitatamente,in modo inderogabile (societ in nome collettivo) o con possibilit di deroga pattizia per i soli soci non amministratori (societ semplice). b)Societ,come laccomandita semplice e per azioni,nelle quali coestistono soci a responsabilit illimitata e soci a responsabilit limitata. c)Societ nelle quali per le obbligazioni sociali di regola risponde solo la societ con il proprio patrimonio (societ per azioni,a responsabilit limitata,cooperative). Il legislatore del 1942 ha operato una netta distinzione: le societ di capitali e le societ cooperative sono persone giuridiche. La personalit giuridica invece negata alle societ di persone; queste ultime societ godono per di autonomia patrimoniale. Personalit giuridica ed autonomia patrimoniale costituiscono due diverse tecniche legislative per realizzare un medemimo disegno di politica economica,volto a creare le condizioni di diritto privato pi propizie per la diffusione e lo sviluppo delle imprese societarie. Condizioni che risiedono: a)Nella previsione di unadeguata tutela dei creditori delle imprese societarie,realizzata facendo del patrimonio delle societ un patrimonio in via di principio aggredibile solo dai creditori sociali e non anche dai creditori personali dei soci. b)Nel consentire a quanti costituiscono una societ di fare in modo di sottrarre il patrimonio personale dei soci allaggressione diretta dei creditori sociali. Nelle societ di capitali e nelle societ cooperative questo duplice obiettivo conseguito in modo diretto e lineare con il riconoscimento della personalit giuridica. In quanto persone giuridiche,queste societ sono per legge trattate come soggetti di diritto formalmente distinti dalle persone dei soci; la societ gode perci di piena e perfetta autonomia patrimoniale. Invece alle societ di persone,il legislatore ha negato la personalit giuridica; ha per nel contempo provveduto a soddisfare le esigenze di tutela dei creditori sociali e di incentivazione dei soci con specifiche disposizioni che rendono il patrimonio della societ autonomo rispetto a quello dei soci. Infatti nelle societ di persone: a)I creditori personali dei soci non possono aggredire il patrimonio della societ per soddisfarsi; b)I creditori della societ non possono aggredire direttamente il patrimonio dei soci illimitatamente responsabili; necessario che prima tentino di soddisfarsi sul patrimonio della societ e solo dopo aver infruttuosamente escusso il patrimonio sociale potranno agire nei confronti dei soci. Pur essendo prive di personalit giuridica,le societ di persone sono dotate di soggettivit; lart.2266 stabilisce che la societ acquista diritti e assume obbligazioni per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi; quindi la societ che diventa titolare dei diritti e delle obbligazioni relative. Quanti costituiscono una societ possono liberamente scegliere fra tutti i tipi di societ previsti dalla legislazione nazionale se lattivit da esercitare non commerciale; fra tutti tranne la societ semplice se invece lattivit commerciale. Ulteriori limitazioni nella scelta del tipo di societ sono poi stabilite da leggi speciali per particolari categorie di imprese commerciali. Se i soci non fanno una scelta diversa,secondo lart.2249,si applica la disciplina della societ semplice (se lattivit non commerciale). Anche quando lattivit commerciale una esplicita scelta del tipo non necessaria; il silenzio delle parti viene interpretato come implicita opzione per il regimente della societ in nome collettivo. Scelto un determinato tipo di societ le parti possono,con apposite clausole contrattuali,disegnare un assetto organizzativo della loro societ parzialmente diverso; infatti i modelli non sono del tutto rigidi. Eper inammissibile la creazione di un tipo di societ del tutto inconsueto (societ atipiche).

LA SOCIETA SEMPLICE. LA SOCIETA IN NOME COLLETTIVO. La societ semplice,la societ in nome collettivo e la societ in accomandita semplice formano la categoria delle societ di persone. La societ semplice (art.2251-2290) pu esercitare solo attivit non commerciale e la disciplina dettata per essa trova applicazione ove non risulti che le parti hanno voluto costituire la societ secondo uno degli altri tipi. La societ in nome collettivo (art.2291-2312) un tipo di societ che pu essere utilizzato sia per lesercizio di attivit commerciale,sia per lesercizio di attivit non commerciale; in tale societ tutti i soci rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e non ammesso patto contrario. Essa in ogni caso soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicit legale La societ in accomandita semplice (art.2313-2324) si caratterizza per la presenza di due categorie di soci: a)I soci accomandatari che rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali; b)I soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita. La societ semplice non ha avuto una significativa diffusione nella pratica; ci perch la sua utilizzabilit circoscritta al settore dellattivit non commerciali e pertanto essa pu essere legittimamente impiegata solo per le imprese agricole. Peraltro anche nel campo dellattivit agricolo le parti quasi mai adottano la societ semplice,preferendo altre soluzioni. Detto ci,la societ semplice il prototipo normativo delle societ di persone,ma di scarsa diffusione,quindi si consiglia di esporre in modo unitario la disciplina della societ semplice e della collettiva,che forma cosi una sorta di statuto generale delle societ di persone. LA COSTITUZIONE DELLA SOCIETA: Il contratto di societ semplice non soggetto a forme speciali,salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti (art.2251). Inoltre non sono dettate disposizioni specifiche per quanto riguarda il contenuto dellatto costitutivo. Tuttavia anche per le societ semplici oggi prevista liscrizione nel registro delle imprese che ha,a differenza del passato,anche efficacia di pubblicit legale. La costituzione della societ semplice resta per improntata alla massima semplicit formale e sostanziale. Il contratto pu essere concluso anche verbalmente o risultare da comportamenti concludenti (societ di fatto). Regole simili valgono anche per la costituzione della societ in nome collettivo,la cui iscrizione nel registro delle imprese per condizione di regolarit della societ,ma non elevata a condizione di esistenza della stessa come avviene invece per le societ di capitali; infatti lomessa registrazione comporta solo che i rapporti fra societ e terzi siano regolati sotto alcuni aspetti dalla (per i soci meno favorevole) disciplina della societ semplice. Da qui la distinzione tra societ in nome collettivo regolare ed irregolare: Eregolare la societ in nome collettivo iscritta nel registro delle imprese; essa disciplinata integralmente dalle norme della societ in nome collettivo. Eirregolare la societ in nome collettivo non iscritta nel registro delle imprese,perch le parti non hanno redatto latto costitutivo (societ di fatto),o perch pur avendolo redatto,non hanno provveduto alla registrazione dello stesso (societ irregolare in senso proprio). In entrambi i casi la disciplina applicabile quella della collettiva irregolare. Pertanto solo ai fini della registrazione e della regolarit della societ,latto costitutivo della societ in nome collettivo deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. E deve contenere le seguenti indicazioni: 1)Le generalit dei soci; i soci possono essere anche soci di altre societ. 2)La ragione sociale; che deve essere costituita dal nome di uno o pi soci con lindicazione del rapporto sociale (es. Paolo Castaldo & C. s.n.c.). 3)I soci che hanno lamministrazione e la rappresentanza della societ; 4)La sede della societ ed eventuali sedi secondarie; 5)Loggetto sociale: 6)I conferimenti di ciascun socio,il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione; 7)Le prestazioni a cui sono obbligati i soci dopera; 8)I criteri di ripartizione degli utili e la quota di ciascun socio negli utili e nelle perdite; 9)La durata della societ. La libert di forma per la costituzione della societ di persone incontra un limite quando forme speciali sono richieste dalla natura dei beni conferiti (art.2251); ad es. sar necessaria la forma scritta a pena di nullit per il conferimento in propriet di beni immobili; la forma scritta tuttavia richiesta solo per la validit del conferimento immobiliare,non per la validit del contratto di societ. Per la costituzione di una societ di persone non necessario latto scritto. Il contratto di societ si pu perfezionare anche per fatti concludenti e si parla in tal caso di societ di fatto. La societ di fatto regolata dalle norme della societ semplice se lattivit esercitata non commerciale; dalle norme della collettiva irregolare se lattivit commerciale. Anche la societ di fatto che esercita attivit commerciale esposta al fallimento al pari di ogni imprenditore commerciale; ed il fallimento della societ determina il fallimento dei soci,sia di quelli noti al momento della dichiarazione di fallimento della societ (soci palesi),sia di quelli la cui esistenza venga successivamente scoperta,anche sulla base di presunzioni rivelatrici degli elementi essenziali del contratto di societ nei soli rapporti interni purch gli indizi siano univoci e concordanti (soci occulti). Si parla invece di societ occulta,in caso di societ costituita con lespressa e concorde volont dei soci di non rivelarne lesistenza allesterno; la societ esiste fra i soci ma non viene esteriorizzata. Dunque nei rapporti esterni limpresa si presenta come individuale di uno dei soci o di un terzo,che spendono il proprio nome; ci al fine di limitare la responsabilit nei confronti di terzi al patrimonio del solo gestore ed evitare che la societ e gli altri soci rispondano delle obbligazioni di impresa e siano soggetti al fallimento. Eopinione diffusa che la mancata esteriorizzazione della societ non impedisce ai terzi di invocare la responsabilit anche della societ occulta e degli altri soci,ove lesistenza della stessa venga successivamente scoperta.

La partecipazione ad una societ di persone richiede la capacit di agire. Ai sensi dellart.2294: a)Il minore,linterdetto e linabilitato non possono partecipare ex novo ad una societ in nome collettivo. Con lautorizzazione del tribunale possono solo conservare la partecipazione che ad essi pervenga per donazione o successione,a meno che gli altri soci non deliberino lesclusione del socio. b)Il minore emancipato pu anche partecipare alla costituzione di una collettiva o aderirvi successivamente,sempre con autorizzazione del tribunale. Dato che la legge dispone che tale disciplina trovi applicazione in ogni caso,deve ritenersi applicabile anche quando la collettiva non esercita attivit commerciale. E da escludere invece che possa applicarsi per analogia alla partecipazione di incapaci alla societ semplice. Il codice non detta alcuna disposizione specifica per quanto riguarda linvalidit del contratto costitutivo della societ di persone. Pertanto valgono in materia le cause di nullit (art.1418) e le cause di annullabilit (art.1425 ss) previste dalla disciplina generale dei contratti. Si avr perci nullit quando: a)Il contratto contrario a norme imperative; b)Loggetto impossibile o illecito; c)Eillecito il motivo comune determinante. Si avr annullabilit in caso di: a)incapacit delle parti; b)consenso viziato per errore,dolo o violenza. Se per la causa di invalidit colpisce una singola partecipazione (es partecipazione di un minore non autorizzato),ci comporter linvalidit dellintero contratto di societ solo quando la partecipazione viziata essenziale per il conseguimento delloggetto sociale; in caso contrario il contratto resta valido e produttivo di effetti per gli altri soci. Se la dichiarazione di nullit o lannullamento dellintero contratto interviene quando la societ non ancora iniziata,non vi sono particolari problemi,in quanto la sentenza che accerta la nullit produrr effetto ex tunc e le parti sono liberate dallobbligo di eseguire i conferimenti promessi ed hanno diritto alla restituzione di quelli eventualmente eseguiti. Se invece lattivit sociale in fatto iniziata,nelle societ di capitali,la dichiarazione di nullit non pregiudica lefficacia degli atti compiuti dopo liscrizione nel registro delle imprese,ed opera in sostanza come una causa di scioglimento ex lege della societ. Si ritiene che,seppur con opportuni adattamenti (necessari soprattutto per il fatto che non prevista liscrizione nel registro delle imprese),la regola per cui la dichiarazione di nullit pregiudica solo il futuro della societ,sia applicabile anche alle societ di persone. I CONFERIMENTI: Con la costituzione della societ il socio assume lobbligo di effettuare i conferimenti determinati nel contratto sociale. La determinazione convenzionale del conferimento dovuto da ciascun socio (specie ed ammontare) non per condizione essenziale per la valida costituzione della societ di persone. Infatti alleventuale silenzio in merito dellatto costitutivo supplisce la legge stabilendo che se i conferimenti non sono determinati si presume che i soci siano obbligati a conferire,in parti uguali tra loro,quanto necessario per il conseguimento delloggetto sociale (art.2253 comma 2). Diversamente da quanto accade nelle societ di capitali,nessuna limitazione posta per le entit conferibili. Nelle societ di persone cio pu essere conferita ogni entit (bene o servizio) suscettibile di valutazione economica ed utile per il conseguimento delloggetto sociale. Il codice detta una disciplina specifica per alcuni tipi di conferimenti diversi dal danaro. Ad es per il conferimento di beni in propriet disposto che la garanzia dovuta dal socio e il passaggio dei rischi sono regolati dalle norme sulla vendita. Per le cose conferite in godimento,il rischio resta a carico del socio che le ha conferite; questi potr quindi essere escluso dalla societ qualora la cosa perisca o il godimento diventi impossibile per causa non imputabile agli amministratori. E poi disposto che il socio dopera,cio colui che come conferimento presta la propria attivit lavorativa a favore della societ,non un lavoratore subordinato e quindi non ha diritto al trattamento salariale e previdenziale proprio dei lavoratori subordinati; il compenso per il suo lavoro rappresentato dalla partecipazione ai guadagni della societ. LA PARTECIPAZIONE DEI SOCI AGLI UTILI E ALLE PERDITE. Tutti i soci hanno diritto a partecipare agli utili e partecipano alle perdite della gestione sociale. Essi godono tuttavia di libert nella determinazione della parte a ciascuno spettante e non necessario che la ripartizione sia proporzionale ai conferimenti. Il solo limite posto allautonomia privata,e valido per tutte le societ lucrative, rappresentanto dal divieto di patto leonino: nullo il patto con il quale uno o pi soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite (art.2265). E nulli devono considerarsi anche i criteri di ripartizione congegnati in modo tale da determinare la sostanziale esclusione di uno o pi soci dalla partecipazione agli utili o alle perdite. In caso di patto leonino (nullo),troveranno applicazione i criteri legali di ripartizione degli utili e delle perdite previsti per lipotesi in cui latto costitutivo nulla disponga al riguardo. Vale a dire: a)Se il contratto nulla dispone,le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti. b)Se neppure il valore dei conferimenti stato determinato,le parti si presumono uguali. c)Se determinata solo la parte di ciascuno nei guadagni,si presume che nella stessa misura debba determinarsi la partecipazione alle perdite. Ed da ritenersi che valga anche la regola inversa. Infine la parte spettante al socio dopera se non determinata dal contratto, fissata secondo equit. Nella societ semplice il diritto del socio di percepire la sua parte di utili nasce con lapprovazione del rendiconto. Nella societ in nome collettivo il documento destinato allaccertamento degli utili e delle perdite invece un vero e proprio bilancio di esercizio,redatto con losservanza dei criteri stabiliti per il bilancio della societ per azioni. Diversamente da quanto avviene nelle societ di capitali,lapprovazione del rendiconto o del bilancio condizione sufficiente perch ciascun socio possa pretendere lassegnazione della sua parte di utili.

Di ripartizione periodica non si pu invece parlare per le perdite risultanti dal bilancio; le perdite incidono direttamente sul valore della singola partecipazione sociale riducendolo proporzionalmente,con la conseguenza che in sede di liquidazione della societ,il socio si vedr rimborsare una somma inferiore al valore originario del capitale conferito. LA RESPONSABILITA DEI SOCI PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI: Nella societ semplice e nella societ in nome collettivo delle obbligazioni sociali risponde innanzitutto la societ con il proprio patrimonio che dunque costituisce la garanzia primaria di quanti concedono credito alla societ. Garanzia primaria ma non esclusiva,dato che per le obbligazioni sociali rispondono personalmente ed illimitatamente anche i singoli soci. La disciplina per diversa nella societ semplice ed in quella in nome collettivo. Nella societ semplice,la responsabilit personale di tutti i soci non principio inderogabile. Infatti pu essere esclusa o limitata da un apposito patto sociale,la responsabilit dei soci non investiti del potere di rappresentanza della societ; patto che opponibile ai terzi solo se portato a loro conoscenza con mezzi idonei. Nella societ in nome collettivo,invece,la responsabilit illimitata e solidale di tutti i soci inderogabile. In entrambi i tipi di societ la responsabilit per le obbligazioni sociale precedentemente contratte estesa anche ai nuovi soci. Inoltre lo scioglimento del rapporto sociale per morte,recesso o esclusione,non fa venir meno la responsabilit personale del socio per le obbligazioni sociali anteriori al verificarsi di tali eventi che devono tutti essere portati a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. Altrimenti lo scioglimento non opponibile ai terzi che lo hanno senza colpa ignorato. Nella societ semplice e nella societ in nome collettivo i creditori sociali hanno di fronte a s pi patrimoni su cui soddisfarsi: il patrimonio della societ ed il patrimonio dei singoli soci illimitatamente responsabili. I soci sono responsabili in solido fra loro,ma sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla societ in quanto godono dei beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale. I creditori sociali sono cio tenuti a tentare di soddisfarsi sul patrimonio della societ prima di poter aggredire il patrimonio personale dei soci. Il beneficio di preventiva escussione opera per diversamente nella societ semplice e nella collettiva irregolare,rispetto alla societ in nome commettivo regolare. a)Nella societ semplice e in quella in nome collettivo irregolare,il creditore sociale pu rivolgersi direttamente al singolo socio illimitatamente responsabile e sar questi a dover invocare la preventiva escussione del patrimonio sociale indicando i beni sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi. Il beneficio di escussione opera quindi in via di eccezione ed il socio sar tenuto a pagare ove non provi che nel patrimonio sociale esistono beni non solo sufficienti,ma prontamente ed agevolmente aggredibili dal creditore istante. b)Nella societ in nome collettivo regolare,invece il beneficio di escussione opera automaticamente; i creditori sociali non possono pretendere il pagamento dai singoli soci,se non dopo lescussione del patrimonio sociale. Il patrimonio della societ insensibile alle obbligazioni personali dei soci. Il creditore personale del socio non pu in alcun caso aggredire direttamente il patrimonio sociale per soddisfarsi. Inoltre non pu compensare il suo credito verso il socio con il debito che eventualmente abbia verso la societ (art.2271). Il creditore personale del socio non per del tutto sprovvisto di tutela. Sia nella societ semplice che in quella collettiva egli infatti pu: a)Far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al socio suo debitore; b)Compiere atti conservativi sulla quota allo stesso spettante nella liquidazione della societ. (art.2270). Nella societ semplice ed in quella in nome collettivo irregolare,il creditore particolare del socio pu inoltre chiedere anche la liquidazione della quota del suo debitore; deve per provare che gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti. Diversa disciplina invece dettata per la societ in nome collettivo regolare. In questa, il creditore particolare del socio,finch dura la societ,non pu chedere la liquidazione della quota del socio debitore,neppure se prova che gli altri beni dello stesso siano insufficienti a soddisfarlo. Tale regola vale per fino alla scadenza della societ fissata nellatto costitutivo.

LAMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETA: Lamministrazione della societ lattivit di gestione dellimpresa sociale. Per legge ogni socio illimitatamente responsabile (quindi nella societ in nome collettivo ogni socio), amministratore della societ. Latto costitutivo pu tuttavia prevedere che lamministrazione sia riservata solo ad alcuni soci dando cosi luogo ad una contrapposizione tra soci amministratori e soci non amministratori. Quando lamministrazione della societ spetta a pi soci,ed il contratto sociale non dispone nulla in merito alle modalit di amministrazione,trova applicazione il modello legale dellamministrazione disgiuntiva (art.2257),per cui ciascun socio amministratore pu intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nelloggetto sociale,senza esser tenuto ad informare o a chiedere il parere degli altri soci amministratori. Tuttavia questo ampio potere di iniziativa individuale temperato dal diritto di opposizione riconosciuto a ciascuno degli altri soci amministratori. Lopposizione deve essere esercitata prima che loperazione sia stata compiuta e paralizza il potere decisiorio del singolo amministratore in ordine alloperazione contestata. Sulla fondatezza dellopposizione decide infatti la maggioranza dei soci (amministratori e non),determinata secondo la parte attibuita a ciascun socio negli utili (si tratta quindi di una maggioranza per quote di interesse e non per teste); latto costitutivo pu tuttavia prevedere che la risoluzione dei contrasti in ordine alle decisioni da adottare nella gestione della societ,venga deferita ad uno o pi terzi (cd clausola darbitraggio). Altro metodo di amministrazione,che privilegia unesigenza di maggiore ponderazione nelle decisioni, quello dellamministrazione congiuntiva (art.2258). Lamministrazione congiuntiva deve essere espressamente convenuta nellatto costitutivo (altrimenti nel silenzio delle parti opera lamministrazione disgiunta); con tale tipo di amministrazione, necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali. Latto costitutivo pu tuttavia prevedere che per lamministrazione o per determinati atti sia necessario il consenso della maggioranza dei soci amministratori calcolata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili. Eper attribuito ai singoli amministratori il potere di agire individualmente allorch vi sia urgenza di evitare un danno alla societ.

Infine va detto che amministrazione congiuntiva e disgiuntiva possono essere fra loro combinate. Fra le funzioni di cui gli amministratori sono per legge investiti,vi quella di rappresentanza della societ (cd potere di firma),ovvero il potere di agire nei confronti dei terzi in nome della societ. Il potere di rappresentanza si distingue dal potere di gestione (che il potere di decidere il compimento degli atti sociali e che riguarda lattivit amministrativa interna),mentre il potere di rappresentanza riguarda lattivit amministrativa esterna,ossia la fase di attuazione con i terzi delle operazioni sociali. In mancanza si diversa disposizione dellatto costitutivo,la rappresentanza della societ spetta a ciascun socio amministratore,disgiuntamente o congiuntamente a seconda che in un modo o nellaltro sia stata conformata lamministrazione. Sempre secondo il modello legale,sia il potere di gestione che quello di rappresentanza,si estendono a tutti gli atti che rientrano nelloggetto sociale,senza distinzione fra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione. La rappresentanza inoltre non solo sostanziale ma anche processuale (art.2266). Latto costitutivo pu per prevedere una diversa regolamentazione del potere di gestione e del potere di rappresentanza,ad es: a)Pu riservare la rappresentanza legale della societ solo ad alcuni soci amministratori; b)Pu anche stabilire per la rappresentanza modalit di esercizio diverse da quelle valevoli per il potere di gestione; c)Limitare lestensione del potere di rappresentanza del singolo amministratore. La previsione di limitazioni convenzionali al potere di rappresentanza,pone il problema della loro opponibilit ai terzi che entrano in contatto con gli stessi: -Nella societ in nome collettivo,le limitazioni sia originarie che successive,non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel registro delle imprese o se non si provi che i terzi ne hanno avuta effettiva conoscenza (art.2298). -Nella societ in nome collettivo irregolare,i patti modificativi del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi,a meno che non si provi che questi ne erano a conoscenza. (art.2297). -Nella societ semplice,le limitazioni originarie sono sempre opponibili ai terzi; le limitazioni successive o lestinzione del potere di rappresentanza devono invece essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. Come detto,la regola secondo cui ogni socio illimitatamente responsabile amministratore della societ ha carattere dispositivo; latto costitutivo pu riservare lamministrazione solo ad alcuni soci,dando cosi luogo alla distinzione fra soci amministratori e soci non amministratori. In tal caso i soci investiti dellamministrazione possono essere nominati direttamente nellatto costitutivo o con atto separato; il legislatore non ha specificato per se per la nomina con atto separato serva il consenso dellunanimit dei soci o sia sufficiente la maggioranza. La distinzione fra nomina nellatto costitutivo e amministratori nominati con atto separato,acquista rilievo ai fini della revoca della facolt di amministrare. -Infatti la revoca dellamministratore nominato nel contratto sociale comporta una modifica di questultimo; deve essere perci decisa dagli altri soci allunanimit,se non convenuto diversamente. Inoltre la revoca non ha effetto se non ricorre una giusta causa. -Lamministratore nominato per atto separato,invece, revocabile secondo le norme del mandato; quindi certamente revocabile anche se non ricorre una giusta causa,salvo il diritto al risarcimento dei danni. Per la revoca pare sia sufficiente il parere della maggioranza. In ogni causa la revoca per giusta causa pu essere disposta dal tribunale su ricorso anche di un solo socio. Per quanto riguarda diritti ed obblighi degli amministratori,lart.2260 stabilisce che essi sono regolati secondo le norme sul mandato. Cos lamministratore investito per legge del potere di compiere tutti gli atti che rientrano nelloggetto sociale; per esso non oper perci il limite degli atti di ordinaria amministrazione. Dai poteri degli amministratori restano esclusi solo gli atti che comportano modificazione del contratto sociale. Numerosi sono poi i doveri che incombono sugli amministratori; in particolare nella societ in nome collettivo essi devono: a)Tenere le scritture contabili e redigere il bilancio di esercizio; b)Provvedere agli adempimenti pubblicitari connessi alliscrizione nel registro delle imprese. E specifiche sanzioni penali sono previste per gli stessi anche in caso di fallimento della societ. Gli amministratori sono poi solidalmente responsabili verso la societ,con conseguente obbligo di risarcire i danni alla stessa arrecati. Tuttavia la responsabilit non si estende a quegli amministratori che dimostrino di essere esenti da colpa. Quando lamministrazione della societ riservata soltanto ad alcuni soci,ai soci esclusi dallamministrazione sono riconosciuti ampi e penetranti poteri di informazione e di controllo (art.2261). Ogni socio non amministratore ha infatti: a)Il diritto di aver dagli amministratori notizie nello svolgimento degli affari sociali; b)Il diritto di consultare i documenti relativi allamministrazione e quindi tutte le scritture contabili della societ; c)Il diritto di ottenere il rendiconto al termine di ogni anno. Eda ritenersi ammissibile solo nella societ in nome collettivo (a differenza della societ in accomandita semplice) che i soci affidino lamministrazione della societ ad un non socio. Non vi pericolo che la nomina di un amministratore estraneo possa costituire espediente per eludere il principio della responsabilit personale ed illimitata dei soci per le obbligazioni sociali,poich nella societ in nome collettivo (a differenza della societ semplice),tutti i soci sono sempre e comunque responsabili personalmente nei confronti dei creditori sociali. Lamministratore terzo gestisce limpresa sociale nellinteresse esclusivo dei soci; pertanto revocabile ad nutum anche se designato nellatto costitutivo ed tenuto a rispettare le direttive che provengono dai soci che appunto conservano il potere di direzione dellimpresa comune. Nella societ in nome collettivo (ma non in quella semplice),incombe su tutti i soci (amministratori e non)uno specifico obbligo (divieto di concorrenza): quello di non esercitare per contro proprio o altrui unattivit concorrente con quella della societ,ed inoltre di non partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra societ concorrente (art.2301). Il divieto non pero assoluto,pu infatti essere rimosso dagli altri soci. LE MODIFICAZIONI DELLATTO COSTITUTIVO: Nella societ semplice e nella societ in nome collettivo il contratto sociale pu essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci,se non convenuto diversamente (art.2252). Fra le modificazioni del contratto sociale rientrano anche i mutamenti nella composizione della compagine sociale. Latto costitutivo pu per stabilire la libera trasferibilit tra vivi della quota e/o la continuazione della societ con gli eredi del socio defunto.

Nella societ in nome collettivo,ed ora anche in quella semplice,le modificazioni dellatto costitutivo sono soggette a pubblicit legale e finch non sono state iscritte nel registro delle imprese non sono opponibili ai terzi,a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza. Nella collettiva irregolare,le modificazioni dellatto costitutivo devono invece essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO SOCIALE: Il singolo socio pu cessare di far parte della societ per morte,recesso o esclusione. Il venire meno di uno o pi soci non dermina lo scioglimento della societ,ma comporta solo la necessit di definire i rapporti patrimoniali fra soci superstiti ed il socio uscente o gli eredi del socio defunto attraverso la liquidazione della quota sociale. Einvece rimesso ai soci supersiti di decidere se porre fine alla societ o continuarla. Il principio di conservazione della societ opera anche quanto resta un solo socio; infatti il venir meno della pluralit dei soci opera come causa di scioglimento della societ solo se la pluralit non ricostituita nel termine di sei mesi; il socio superstite ha quindi sei mesi di tempo per decidere se associare a s altre persone o porre fine alla societ. Cause di cessazione del rapporto sociale sono: 1)Morte del socio (art.2284): se muore un socio,i soci superstiti sono per legge obbligati a liquidare la quota del socio defunto ai suoi eredi nel termine di sei mesi (art.2284); i soci superstiti non sono quindi tenuti a subire il subingresso in societ degli eredi del defunto. In alternativa possono decidere: a)Lo scioglimento anticipato della societ; b)La continuazione della societ con gli eredi del socio defunto; in tal caso necessario sia il consenso di tutti i soci superstiti,sia quello degli eredi. Il consenso non tuttavia necessario quando latto costitutivo gi prevede una clausola di continuazione della societ con gli eredi del socio defunto. Lart.2284 prevede una ampia libert di predeterminare le conseguenze della morte di uno dei soci con delle clausole,tra le quali le pi diffuse sono: -la clausola di consolidazione,con la quale si stabilisce che la quota del socio defunto rester acquisita dagli altri soci,mentre agli eredi sar liquidato solo il valore della stessa; -la clausola di continuazione con gli eredi,con la quale i soci manifestano in via preventiva il consenso al trasferimento della quota mortis causa,precludendosi le altre due alternative. 2)Il recesso (art.2285),cio scioglimento del rapporto sociale per volont del socio. Se la societ a tempo indeterminato o contratta per tutta la vita di uno dei soci,ogni socio pu recedere liberamente,con un preavviso di almeno tre mesi. Se la societ a tempo determinato,il recesso ammesso per legge solo se sussiste una giusta causa; in tal caso il recesso ha effetto immediato. Il contratto sociale pu prevedere altre ipotesi di recesso oltre quelle stabilite per legge,ma non pu privare il socio della facolt di recedere nelle ipotesi legislativamente previste. 3)Lesclusione del socio dalla societ (art.2286); essa in alcuni casi ha luogo di diritto,ed in altri facoltativa ovvero rimessa alla decisione degli altri soci. Eescluso di diritto: a)Il socio dichiarato fallito; b)Il socio il cui creditore particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota nei casi consentiti per legge; Esclusione facoltativa: I fatti che legittimano la societ a deliberare lesclusione di un socio possono essere raggruppati in tre categorie. a)Gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto sociale; b)Interdizione,inabilitazione del socio,o sua condanna ad una pena che comporti linterdizione anche temporanea dai pubblici uffici. c)Casi di sopravvenuta impossibilit di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio. Lesclusione deliberata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste,non computandosi nel numero il socio da escludere. La deliberazione deve essere comunicata al socio escluso ed ha effetto decorsi trenta giorni dalla data di comunicazione. Entro tale termine il socio pu fare opposizione davanti al tribunale. Questo procedimento non possibile quando la societ composta da due soli soci. In tal caso lesecuzione di uno di esse pronunciata direttamente dal tribunale su domanda dellaltro. In tutti i casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente ad un socio,questi o i suoi eredi hanno diritto alla liquidazione della quota sociale; cio hanno diritto soltanto ad una somma di danaro che rappresenti il valore della quota (art.2289). Il che significa che il socio non pu pretendere la restituzione dei beni conferiti in propriet n pu pretendere la restituzione dei beni conferiti in godimento finquando dura la societ,salvo che non sia stato diversamente pattuito. Il socio uscente o gli eredi del socio defunto continuano a rispondere personalmente nei confronti di terzi per le obbligazioni sociali sorte fino al giorno in cui si verifica lo scioglimento. SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA: Le cause di scioglimento della societ semplice,valide anche per la collettiva,sono fissate dallart.2272,e sono: 1)Il decorso del termine fissato nellatto costitutivo. Etuttavia possibile la proroga della durata della societ,sia espressa,sia tacita. 2)Il conseguimento delloggetto sociale o la sopravvenuta impossibilit di conseguirlo (es.insanabile discordia fra i soci che determina paralisi assoluta dellattivit sociale). 3)La volont di tutti i soci,salvo che latto costitutivo non preveda che lo scioglimento anticipato della societ pu essere deliberato a maggioranza. 4)Il venire meno della pluralit di soci,se nel termine di sei mesi questa non ricostituita. La riduzione ad uno dei soci non quindi di per s causa di scioglimento della societ,ma necessario che tale situazione si protragga per sei mesi. 5)Le altre cause previste dal contratto sociale. Sono poi cause specifiche di scioglimento della societ in nome collettivo: a)Il fallimento della stessa; b)Ed il provvedimento dellautorit governativa con cui si dispone la liquidazione coatta amministrativa della societ. Verificatasi una causa di scioglimento,la societ entra automaticamente in stato di liquidazione.

Il procedimento di liquidazione inizia con la nomina di uno o pi liquidatori,che richiede il consenso di tutti i soci se nellatto costitutivo non diversamente previsto. In caso di disaccordo tra i soci,i liquidatori sono nominati dal presidente del tribunale. I liquidatori possono essere revocati per volont di tutti i soci ed in ogni caso dal tribunale per giusta causa,su domanda di uno o pi soci. Con laccettazione della nomina,i liquidatori,che possono anche essere non soci,prendono il posto degli amministratori. Questi devono consegnare ai liquidatori i beni e i documenti sociali; insieme ai liquidatori devono poi redigere linventario dal quale risulta lo stato attivo e passivo del patrimonio sociale. Il compito dei liquidatori quello di definire i rapporti che si ricollegano allattivit sociale. I liquidatori possono perci compiere tutti gli atti necessari per la liquidazione ; inoltre ad essi compete la rappresentanza legale della societ,anche in giudizio. Per procedere al pagamento dei creditori sociali,i liquidatori possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti,ma solo se i fondi disponibili risultano insufficienti. E se occorre,possono richiedere ai soci stessi le somme ulteriormente necessarie nei limiti della rispettiva responsabilit ed in proporzione della parte di ciascuno delle perdite. Sui liquidatori incombe un duplice divieto: a)Non possono intraprendere nuove operazioni,altrimenti rispondono personalmente e solidalmente per affari intrapresi nei confronti di terzi. b)Non possono ripartire fra i soci,neppure parzialmente,i beni sociali finch i creditori sociali non siano stati pagati o non siano state accantonate le somme necessarie per pagarli. Il saldo attivo di liquidazione destinato innanzitutto al riborso del valore nominale dei conferimenti. Leventuale eccedenza poi ripartita fra tutti i soci in proporzione della partecipazione di ciascuno nei guadagni. Quanto alla chiusura del procedimento di liquidazione,nessuna regola specifica prevista per la societ semplice. Nella societ in nome collettivo,invece,i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione ed il piano di riparto; il primo il rendiconto della gestione dei liquidatori,il secondo invece una proposta di divisione fra i soci dellattivo residuo. Con lapprovazione del bilancio,i liquidatori sono liberati di fronte ai soci e il procedimento di liquidazione ha termine. a)Nella societ semplice e nella collettiva irregolare,la chiusura del procedimento di liquidazione determina lestinzione della societ,sempreche la relativa disciplina sia stata rispettata e siano stati perci soddisfatti tutti i creditori sociali. In mancanza la societ dovr considerarsi ancora esistente. b)Principi diversi valgono per la societ in nome collettivo registrata; approvato il bilancio finale di liquidazione,i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese. Con la cancellazione dal registro delle imprese la societ si estingue,quandanche non tutti i creditori sociali siano stati soddisfatti. I creditori insoddisfatti non sono per senza tutela; essi infatti possono agire nei confronti dei soci,che restano personalmente ed illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali insoddisfatte. Possono inoltre agire anche nei confronti dei liquidatori,se il mancato pagamento imputabile a colpa o dolo di questi ultimi. Connesso con la tematica dellestensione della societ il problema del fallimento della societ cancellata dal registro delle imprese,che ha dato vita a lunghi contrasti a cui la riforma del diritto fallimentare del 2006 (D.lgs n.5/2006) ha cercato di porre rimedio. La versione originaria dellart.10 l.fall. disponeva che limprenditore poteva essere dichiarato fallito entro un anno dalla cessazione dellimpresa; il termine annuale decorreva dalleffettiva cessazione dellattivit di impresa. Un orientamento giurisprudenziale affermava invece che le societ dovevano ritenersi ancora in vita ed esposte al fallimento fino a che non fosse stato pagato lultimo debito sociale. Dunque per le societ si riteneva non applicabile in fatto lart.10 e a ritenere le stesse esposte senza limiti di tempo al fallimento dopo la cessazione dellattivit di impresa. La Corte costituzionale ha poi dichiarato incostituzionale lart.10 l.fall. nella parte in cui non prevedeva che il termine di un anno per la dichiarazione di fallimento della societ decorresse dalla cancellazione della societ stessa dal registro delle imprese; dunque non sufficiente la cessazione di fatto dellattivit di impresa,ma esigenze di certezza impongono che il termine per la dichiarazione di fallimento decorra quando tale evento reso opponibile ai terzi mediante pubblicit nel registro. Il d.lgs n.5/2006 ha adeguato il diritto fallimentare alle indicazioni della Corte: il nuovo art.10 dispone ora che gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese,se linsolvenza si manifestata anteriormente alla medesima lo entro lanno successivo. Il fallimento della societ non produce per anche il fallimento del socio decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale o dalla cessazione della responsabilit illimitata,se sono state osservate le formalit per rendere noti ai terzi i fatti indicati. Le societ irregolari,ed i loro soci illimitatamente responsabili possono essere dichiarate fallite senza limiti di tempo dopo la cessazione dellattivit di impresa.

LA SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE. La societ in accomandita semplice (art.2313-2324) una societ di persone che si differenzia dalla societ in nome collettivo per la presenza di due categorie di soci: a)I soci accomandatari che,al pari dei soci della collettiva,rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali; b)I soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita. Lamministrazione della societ compete esclusivamente ai soci accomandatari; i soci accomandanti sono invece esclusi dalla direzione dellimpresa. La disciplina della societ in accomandita semplice modellata su quella della societ in nome collettivo (art.2325). Per la costituzione della societ in accomandita semplice valgono le regole esposte per la societ in nome collettivo. Latto costitutivo dovr ovviamente indicare quali sono i soci accomandatari e quali gli accomandanti. Latto costitutivo soggetto ad iscrizione nel registro delle imprese,ma lomessa registrazione comporta solo lirregolarit della societ. Una deviazione dalla disciplina della collettiva si ha tuttavia per quanto riguarda la formazione della ragione sociale; nella societ in accomandita semplice essa deve essere formata con il nome di almeno uno dei soci accomandatari e con lindicazione del tipo sociale. Non pu invece essere inserito nella ragione sociale il nome dei soci accomandanti; e ci al fine di evitare che chi entra in contatto di affari con la societ possa,sia pure erroneamente,fare affidamento anche sulla responsabilit personale di tali soci.

La sanzione per laccomandante che violi tale divieto pesate e dissuasiva: egli risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente con i soci accomandatari per le obbligazioni sociali,non diventando per accomandatario e quindi non acquistando il diritto di partecipare allamministrazione della societ. Deviazioni dalla disciplina della societ in accomandita semplice,rispetto a quella in accomandita collettiva,si hanno anche rispetto lamministrazione della societ. Lamministrazione della societ pu essere conferita soltanto ai soci accomandatari mentre i soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione,n trattare o concludere affari in nome della societ,se non in forza di procura speciale per singoli affari (divieto di immistione). Pi esattamente per lamministrazione interna laccomandante privo di ogni potere decisionale autonomo in merito alla condotta degli affari sociali; meno rigido invece il divieto di immistione per lattivit esterna,infatti laccomandante pu legittimamente trattare e concludere affari in nome della societ in forza di una procura speciale per singoli affari. Laccomandante che viola il divieto di immistrione,risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali,ed inoltre esposto allulteriore sanzione dellesclusione dalla societ,con decisione a maggioranza degli altri soci. Agli accomandanti sono tuttavia riconosciuti per legge o per contratto,alcuni diritti e poteri di carattere amministrativo; essi hanno il diritto di concorrere con gli accomandatari alla nomina e alla revoca degli amministratori quando latto costitutivo prevede la designazione degli stessi con atto separato. Poi possono prestare la loro opera,manuale o intellettuale,allinterno della societ (sotto la direzione degli amministratori); possono,se latto costitutivo lo consente,dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni,nonch compiere atti di ispezione e di controllo,sia pure nei limiti imposti dal generale divieto di ingerenza nellamministrazione. Essi hanno poi il diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e di controllarne lesattezza, consultando i libri e gli altri documenti della societ. La diversa posizione degli accomandatari e degli accomandanti,si riflette sulla disciplina del trasferimento della partecipazione sociale. a)Resta ferma per i soci accomandatari la disciplina prevista per la societ in nome collettivo. Se latto costitutivo non dispone diversamente,il trasferimento per atto fra vivi della quota degli accomandatari pu avvenire solo con il consenso di tutti gli altri soci; e per la trasmissione a causa di morte sar necessario anche il consenso degli eredi. b)Diversa invece la disciplina dettata per il trasferimento della quota degli accomandanti. La loro quota liberamente trasferibile per causa di morte,senza che sia perci necessario il consenso dei soci superstiti. Per il trasferimento per atto fra vivi invece necessario il consenso dei soci,salvo che latto costitutivo non disponga diversamente. Scioglimento della societ: la societ si scioglie oltre che per le cause previste per la societ in nome collettivo,quando rimangono solo soci accomandatari o soci accomandanti,sempre che nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che venuto meno. Per il procedimento di liquidazione e lestinzione della societ valgono le regole dettate per la societ in nome collettivo. Tuttavia cancellata la societ dal registro delle imprese,i creditori rimasti insoddisfatti potranno far valere i loro crediti nei confronti dei soci accomandanti solo nei limiti di quanto dagli stessi ricevuto a titolo di quota di liquidazione,dato che essi non erano soci a responsabilit limitata. Infine,si dice societ in accomandita semplice irregolare,la societ il cui atto costitutivo non stato iscritto nel registro delle imprese. Come per la societ in nome collettivo,lomessa registrazione non impedisce la nascita della societ. Anche nella societ in accomandita irregolare,i soci accomandanti rispondono limitatamente alla loro quota,salvo che abbiano parteciato alle operazioni sociali. Per il resto vale la stessa disciplina prevista per la collettiva irregolare.

LA SOCIETA PER AZIONI. La societ per azioni forma con la societ in accomandita per azioni e con la societ a responsabilit limitata,la categoria delle societ di capitali. Nelle s.p.a.: a)Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ con il suo patrimonio (art.2325); b)La partecipazione sociale rappresentata da azioni (art.2346). Il primo dato differenzia la societ per azioni dalla societ in accomandita per azioni,nella quale vie una categoria di soci responsabili solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali. Il secondo differenzia la societ per azioni dalla societ a responsabilit limitata,poich in questultima le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni,n costituire oggetto di sollecitazione allinvestimento. Eil tipo di societ pi importante nella realt economica,per la sua ampia diffusione e perch la forma prescelta dalle imprese di media e grande dimensione a capitale sia privato sia pubblico. Einfine un tipo societ che ha subito incisivi interventi legislativi dal 1942 ad oggi. I caratteri essenziali della societ per azioni,sono:

a)La personalit giuridica: per cui la societ per legge trattata come soggetto di diritto distinto dalle persone dei soci e gode perci di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. b)Responsabilit limitata dei soci: nelle societ per azioni i soci,e tutti i soci,non assumono alcuna responsabilit personale,neppure sussidiaria,per le obbligazioni sociali; di queste risponde solo la societ con il suo patrimonio,ed i soci sono solo obbligati ad eseguire i conferimenti promessi e quindi possono predeterminare quanta parte della propria ricchezza personale intendono esporre al rischio dellattivit sociale. c)Organizzazione corporativa: le societ per azioni hanno un organizzazione di tipo corporativo, cio basata sulla necessaria presenza di tre distinti organi,e cio lassemblea,amministratori e collegio sindacale. Il funzionamento dellassemblea poi dominato dal principio maggioritario ed il peso di ogni socio in assemblea proporzionato alla quota di capitale sottoscritto ed al numero di azioni possedute (maggioranza di capitale). Allassemblea spettano le decisioni di maggior rilievo,ma la gestione dellimpresa sociale spetta agli amministratori. d)Le azioni: le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da partecipazioni-tipo,omogenee e standardizzate. Le azioni sono infatti partecipazioni sociali di uguale valore e che conferiscono ai possessori uguali diritti,il che non solo rende le azioni liberamente trasferibili,ma consente anche la loro circolazione attraverso documenti assoggettati alla disciplina dei titoli di credito. Equindi cosi favorito il pronto smobilizzo del capitale investito ed il ricambio delle persone dei soci. Dunque,limitazione del rischio individuale dei soci e possibilit di pronta mobilitazione dellinvestimento,favoriscono la raccolta degli ingenti capitali di rischio di cui ha bisogno la grande impresa. Soprattutto perch consentono di orientare verso linvestimento in azioni la massa dei piccoli risparmiatori,privi di specifico interesse e di specifica propensione per lattivit di impresa. Si rende cosi possibile la compartecipazione di un ristretto numero di soci animati da spirito imprenditoriale (cd azionisti imprenditori),con una gran massa di piccoli azionisti animati dal solo intento di investire fruttuosamente il proprio risparmio (cd azionisti risparmiatori) e rassicurati dalla possibilit di pronto disinvestimento,specie se le azioni sono quotate in borsa. La disciplina della societ per azioni ha subito dal 1942 ad oggi una serie numerosa di interventi legislativi,sotto la spinta di una duplice esigenza: a)Risolvere i problemi derivanti dalla disciplina del codice del 1942; b)Dare attuazione alle numerose direttive emanate dallUnione Europea in materia. Il movimento di riforma della disciplina iniziato nel 1974; poi proseguito con numerose altre leggi fino a sfociare nel 1998 in un organica disciplina delle societ quotate e nel 2003 nella riforma della disciplina delle societ di capitali non quotate. Tra le principali linee di tendenza che sono emerse: a)Estato posto un freno al proliferare di minisociet per azioni con capitale irrisorio; infatti se il codice del 1942 fissava in un milione di lire il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione,oggi tale cifra stata elevata a centoventimila euro; b)Si preso atto che la disciplina dettata dal codice del 1942 era inidonea ad assicurare il corretto funzionamento della s.p.a. che fanno appello sistematico al pubblico risparmio e presentano perci una larga base azionaria; si perci dettata una specifica disciplina per le societ per azioni quotate in borsa,ispirata alla diversa realt di tali societ (assenteismo della massa degli azionisti risparmiatori,inadeguatezza degli strumenti di tutela dei soci,esigenza di una pi energica tutela degli investitori,etc.). c)Lesigenza di modernizzare la disciplina delle societ per azioni non quotate e delle altre societ di capitali ha portato da ultimo una riforma organica della disciplina generale delle societ di capitali,entrata in vigore nel 2004,che ha sostituito le originarie disposizioni in materia del codice civile. Obiettivo della riforma quello di semplificare la disciplina delle societ di capitali e di ampliare lo spazio riconosciuto allautonomia statutaria al fine di favorire la crescita e la competitivit delle imprese italiane anche sui mercati internazionali dei capitali. Tra le novit introdotte: 1)Introduzione della societ per azioni unipersonale a responsabilit limitata; 2)Semplificazione del procedimento di costituzione e della disciplina delle modifiche statutarie; 3)Previsione di nuove categorie speciali di azioni; previsione di nuovi modelli di amministrazione e controllo della societ; etc. Infine la riforma del 2003 (introdotta con d.lgs 6/2003)si caratterizza anche per il fatto di prevedere una disciplina differenziata e dotata di un maggior grado di imperativit non solo per le societ quotate (come previsto dalle riforme del 1974 e del 1998),ma anche per tutte le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (tali sono le societ che superano limiti dimensionali e hanno azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante secondo criteri determinati dalla Consob con regolamento). Dunque la disciplina della societ per azioni oggi si compone di: -Regole valide per tutte le societ per azioni; -Disposizioni riferite alle sole societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (cd societ chiuse); -Norme applicabili alle sole societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio; -Norme che si applicano alle sole societ quotate. LA COSTITUZIONE DELLA S.P.A.: La costituzione della societ per azioni si articola attualmente in due fasi essenziali: a)Stipulazione dellatto costitutivo; b)Iscrizione dellatto costitutivo nel registro delle imprese. Solo con liscrizione,la societ per azioni acquista la personalit giuridica (art.2331) e viene ad esistenza. La stipulazione dellatto costitutivo pu a sua volta avvenire secondo due diversi procedimenti: a)Stipulazione (o costituzione) simultanea; Nella costituzione simultanea latto costitutivo stipulato immediatamente da coloro che assumono liniziativa per la costituzione della societ (soci fondatori). E tali soggetti provvedono contestualmente allintegrale sottoscrizione del capitale sociale iniziale. b)Stipulazione (o costituzione) per pubblica sottoscrizione. Nella costituzione di pubblica sottoscrizione,invece,si addiviene alla stipulazione dellatto costitutivo al termine di un complesso procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale sulla base di un programma predisposto da coloro che assumono liniziativa (promotori). Il programma deve indicare loggetto,il capitale e le principali disposizioni dellatto costitutivo e deve essere depositato da un notaio prima di essere reso pubblico. Si apre cos la fase delle adesioni al programma con la sottoscrizione delle azioni,che deve risultare da atto pubblico o scrittura privata autenticata. La societ per azioni pu essere costituita per contratto o per atto unilaterale (art.2328),nel caso in cui si abbia un solo socio fondatore. In ogni caso latto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullit della societ.

Latto costitutivo deve indicare (art.2328): 1)Le generalit dei soci e degli eventuali promotori,nonch il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi; 2)La denominazione e il comune in cui sono poste le sede della societ e le eventuali sedi secondarie; 3)Loggetto sociale,cio il tipo di attivit economica che la societ si propone di svolgere; 4)Lammontare del capitale sottoscritto e versato; 5)Il numero e leventuale valore nominale delle azioni,le loro caratteristiche e le modalit di emissione e di circolazione; 6)Il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura; 7)Le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti; 8)I benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori; 9)Il sistema di amministrazione adottato,il numero degli amministratori e i loro poteri,indicando quali tra essi hanno la rappresentanza della societ; 10)Il numero dei componenti il collegio sindacale; 11)La nomina dei primi amministratori e sindaci e,quando previsto,del soggetto che dovr esercitare il controllo contabile; 12)Limporto globale,almeno approssimativo,delle spese per la costituzione poste a carico della societ; 13)La durata della societ. Lomissione di una o pi di tali indicazioni legittima il rifiuto del notaio di stipulare latto costitutivo. Non tutti i requisiti fissati dallart.2328 sono per richiesti a pena di nullit. Lo statuto si considera parte integrante dellatto costitutivo; ne consegue che anche lo statuto deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullit. Le indicazioni richieste dallart.2328 possono essere contenute indifferentemente nellatto costitutivo o nello statuto,le cui clausole prevalgono su quelle dellatto costitutivo in caso di contrasto. La societ per azioni deve costituirsi con un capitale non inferiore a centoventimila euro (art.2327),salvo i casi in cui leggi speciali impongono un capitale minimo pi elevato (ad es. societ bancarie e finanziarie). Per procedere poi alla costituzione della societ per azioni necessario che ricorrano le seguenti condizioni stabilite dallart.2329: 1)Che sia sottoscritto per intero il capitale sociale; 2)Che siano rispettate le disposizioni relative ai conferimenti; 3)Che sussistano le autorizzazioni e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costituzione della societ in relazione al suo particolare oggetto. Il notaio che ha ricevuto latto costitutivo deve depositarlo,entro venti giorni,presso lufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione stabilita la sede della societ,allegando i documenti che comprovano losservanza delle condizioni richieste per la costituzione. Se il notaio non provvede,lobbligo incombe sugli amministratori nominati nellatto costitutivo. Nellinerzia di entrambi,ogni socio pu provvedervi a spese della societ. Il notaio dovr svolgere un controllo di legalit (formale e sostanziale),volto ad accertare la conformit alla legge della costituenda societ; se tale controllo ha esito positivo,il notaio richiede liscrizione nel registro delle imprese. Lufficio del registro delle imprese,a sua volta,prima di procedere alliscrizione,deve verificare la regolarit formale della documentazione ricevuta. Con liscrizione nel registro delle imprese,la societ acquista la personalit giuridica e viene ad esistenza. Diversamente da quanto visto per le societ di persone,non perci configurabile una s.p.a. irregolare. Pu verificarsi che fra la stipulazione dellatto costitutivo e liscrizione della societ,vengano compiute operazioni in nome della costituenda societ; per tali operazioni sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito. Einvece da escludersi ogni responsabilit della societ non ancora venuta ad esistenza. Prima delliscrizione nel registro delle imprese, vietata lemissione delle azioni ed esse non possono formare oggetto di sollecitazione allinvestimento,eccezion fatta per il caso in cui la costituzione della societ avvenga per pubblica costituzione. Il procedimento di costituzione della societ per azioni,ed in particolare latto costitutivo,possono presentare anomalie e vizi. La reazione dellordinamento diversa prima e dopo liscrizione della societ nel registro delle imprese: a)Prima della registrazione vi solo un contratto di societ,destinato a produrre effetti solo fra le parti contraenti. Pertanto tale contratto pu essere dichiarato nullo o annullato. b)Invece,intervenuto liscrizione nel registro delle imprese,la societ per azioni pu essere dichiarata nulla solo in tre casi,tassativamente elencati: 1)Mancata stipulazione dellatto costitutivo nella forma dellatto pubblico; 2)Illiceit delloggetto sociale; 3)Mancanza nellatto costitutivo (o nello statuto) di ogni indicazione riguardante la denominazione della societ,o i conferimenti,o lammontare del capitale sociale o loggetto sociale. La dichiarazione di nullit non tocca per lattivit gi svolta; opera solo per il futuro ed opera come semplice causa di scioglimento della societ. Infine,mentre la nullit di un contratto insanabile,la nullit della societ iscritta non pu essere dichiarata quando la causa di essa stata eliminata e di tale eliminazione stata data pubblicit con iscrizione nel registro delle imprese,prima che sia intervenuta la sentenza dichiarativa di nullit (dunque pu essere sanata). Della comune disciplina della nullit dei contratti rimane allora solo la regola che lazione di nullit imprescrittibile (art.1422),e la regola secondo cui la nullit pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e pu essere rilevata di ufficio dal giudice. In caso di invalidit della singola partecipazione, (che pu essere dichiarata nulla ad es per violenza fisica,o annullata ad es per incapacit o vizi della volont),anche se questa essenziale,non determina la nullit della societ; ma semmai,lo scioglimento per impossibilit di conseguimento delloggetto sociale (art.2484).

B.SOCIETA PER AZIONI UNIPERSONALE. PATRIMONI DESTINATI. Il codice civile del 1942 vietava la costituzione di una societ per azioni da parte di una singola persona e stabiliva la responsabilit illimitata del socio nelle cui mani si concentravano tutte le azioni nel corso della vita della societ,in caso di insolvenza di questa. La riforma del 2003 ha ridefinito questa disciplina ( intervenuta anche sulla disciplina della s.r.l. unipersonale). Infatti in base allattuale disciplina: a)Econsentita la costituzione della s.p.a. con atto unilaterale di un unico socio fondatore (2328); b)Anche nella s.p.a. unipersonale per le obbligazioni sociali di regola risponde solo la societ con il proprio patrimonio,salvo alcuni casi eccezionali. Nel contempo sono state introdotte cautele volte a prevenire i maggiori pericoli cui sono esposti i terzi che entrano in contatto con unimpresa formalmente societaria ma sostanzialmente individuale: 1)Innanzitutto lunico socio fondatore risponde in solido con coloro che hanno agito,per le operazioni compiute in nome della societ prima delliscrizione nel registro delle imprese; la limitazione di responsabilit dellunico socio fondatore opera perci solo per le obbligazioni sorte dopo lacquisto della personalit giuridica da parte della societ. 2)Una disciplina pi rigorosa poi introdotta in tema di conferimenti; sia in sede di costituzione della societ,sia in sede di aumento del capitale sociale,lunico socio tenuto infatti a versare integralmente,al momento della sottoscrizione,i conferimenti in danaro (e non solo in 25% come previsto per la societ pluripersonale). La violazione di tale disciplina impedisce che operi la regola della responsabilit limitata dellunico socio. 3)Per consentire ai terzi di conoscere se la societ unipersonale,negli atti e nella corrispondenza, della societ deve essere indicato se questa ha un unico socio. Inoltre i dati anagrafici dello stesso,devono essere iscritti nel registro delle imprese a cura degli amministratori. Anche lomissione di tale pubblicit impedisce che operi per lunico socio il beneficio della responsabilit limitata. Una particolare disciplina poi introdotta per assicurare maggiore trasparenza ai rapporti che intercorrono fra societ ed unico socio,dato che nella societ unipersonale pi accentuato il pericolo di operazioni in conflitto di interessi. Si stabilisce infatti,che i contratti fra societ ed unico socio sono opponibili ai creditori della societ solo se risultano dal libro delle adunanze e delle deliberazioni del c.d.a. o da atto scritto. Quanto,infine,al regime di responsabilit per le obbligazioni sociali,lunico socio non incorre in responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali. Sono per previste due eccezioni (art.2325) che comportano,in caso di insolvenza della societ,la responsabilit illimitata ellunico socio per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui tutte le azioni sono allo stesso appartenute: a)Quando non sia osservata la disciplina dellintegrale liberazione dei conferimenti sopra esposta; b)Inoltre gli risponde fino a quando non sia stata attuata la specifica pubblicit dettata dallart.2362 per la s.p.a. unipersonale. In entrambi i casi,per,la responsabilit illimitata viene meno per le obbligazioni sociali sorte dopo che i conferimenti sono stati eseguiti o dopo che la pubblicit stata effettuata. La creazione di s.p.a. unipersonali consente di limitare il rischio di impresa attraverso la moltiplicazione formale dei soggetti cui i relativi diritti e le relative obbligazioni sono imputabili. La riforma del 2003 offre per la prima volta alle s.p.a. anche una nuova tecnica per limitare il rischio di impresa: quella dei patrimoni destinati ad uno specifico affare. E questa una tecnica che consente di evitare la moltiplicazione formale delle societ ed i relativi costi e permette di raggiungere risultati sostanzialmente identici operando direttamente sul patrimonio dellimpresa societaria. Al riguardo lattuale disciplina offre due modelli di patrimoni destinati:

a)La societ per azioni pu costituire uno o pi patrimoni ciascuno dei quali destinato in via esclusiva ad uno specifico affare,sia pure entro i limiti del 10% del proprio patrimonio netto e purch non si tratti di affari attinenti ad attivit riservate in base a leggi speciali; b)La societ pu inoltre stipulare con terzi un contratto di finanziamento di uno specifico affare,pattuendo che al rimborso totale o parziale del finanziamento siano destinati i proventi dellaffare stesso o parte di essi. La costituzione di un patrimonio destinato avviene con apposita deliberazione adottata dallorgano amministrativo della societ a maggioranza assoluta dei suoi componenti (art.2447-ter). La delibera costitutiva deve contenere le seguenti indicazioni: 1)Laffare al quale destinato il patrimonio. 2)I beni e i rapporti giuridici compresi nel patrimonio separato; il patrimonio separato pu essere incrementato da terzi. 3)Le regole di rendicontazione dello specifico affare.

C.I CONFERIMENTI I conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della societ; la loro funzione essenziale quella di dotare la societ del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dellattivit di impresa. Eprevista per le s.p.a. una disciplina dei conferimenti,assente invece nelle societ di persone, ispirata ad una duplice finalit: a)Quella di garantire che in conferimenti promessi dai soci vengano effettivamente acquisiti dalla societ; b)Quella ulteriore di garantire che il valore assegnato dai soci ai conferimenti,sia veritiero; e ci per evitare che il valore complessivo dei conferimenti sia inferiore allammontare globale del capitale sociale,con evidente inganno per i creditori in merito alleffettiva formazione del capitale sociale. Nella societ per azioni i conferimenti devono essere effettuati in danaro se nellatto costitutivo non stabilito diversamente (art.2342). Per garantire fin dalla costituzione della societ leffettivit almeno parziale del capitale, disposto lobbligo di versamento immediato presso una banca di almeno il 25% dei conferimenti in danaro o dellintero ammontare se si tratta di societ unipersonale. Lesigenza di garantire leffettivit del capitale domina poi la peculiare disciplina dettata per lacquisizione dellimporto residuo. Costituita la societ,gli amministratori sono liberi di chiedere in ogni momento ai soci i versamenti ancora dovuti. Dal titolo azionario devono risultare i versamenti ancora dovuti,e in caso di trasferimento delle azioni lobbligo di versamento dei conferimenti residui grava sia sul socio attuale,sia sullalienante. La responsabilit dellalienante per limitata nel tempo ed ha carattere sussidiario. Permane infatti solo per il periodo di tre anni dalliscrizione del trasferimento nel libro dei soci. Inoltre,la societ tenuta a richiedere preventivamente il pagamento al possessore attuale delle azioni e potr rivolgersi agli alienanti solo se tale richiesta sia rimasta infruttuosa. Sempre per agevolare lacquisizione di conferimenti (in danaro), poi dettata una speciale disciplina qualora il socio non esegua il pagamento delle quote dovute (art.2344). Innanzitutto il socio in mora nei versamenti non pu esercitare il diritto di voto; inoltre la societ pu avvalersi in una pi celere procedura di vendita coattiva delle azioni del socio moroso. Se la vendita coattiva non ha esito,gli amministratori possono (in alternativa alla normale azione giudiziaria),escludere il socio dalla societ,trattenendo i conferimenti gi versati e salvo il risarcimento dei maggiori danni. Le azioni del socio escluso entrano a far parte del patrimonio della societ e questa pu ancora tentare di rimetterle in circolazione entro lesercizio. Svanita anche questultima possibilit per lacquisizione dei conferimenti,la societ deve annullare le azioni rimaste invendute riducendo per ammontare corrispondente il capitale sociale. Diversamente da quanto accade per le societ di persone,non ogni entit economica diversa dal danaro pu essere conferita in societ per azioni.

Al riguardo,limitazioni sono state introdotte in attuazione della normativa comunitaria di armonizzazione,e sono state mantenute dallattuale disciplina (art.2342). a)Estabilito che non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o di servizi. Limitazioni sono state poi introdotte anche per quanto riguarda i conferimenti dei beni in natura e dei crediti. b)Il terzo comma dellattuale art.2324 dispone che le azioni corrispondenti a tali conferimenti devono essere integralmente liberate al momento della sottoscrizione; vale a dire che il socio deve porre in essere tutti gli atti necessari affinch la societ acquisti la titolarit e la piena disponibilit del bene conferito. Questa ulteriore limitazione,certamente preclude lapporto a titolo di conferimento di cose generiche,future o altrui,nonch di prestazioni periodiche di beni. c)Einvece da ritenersi ammissibile,il conferimento di diritti di godimento,dato che la societ acquista col consenso del conferente leffettiva disponibilit del bene ed in grado di trarne tutte le utilit. In generale pu affermarsi che oggi resta conferibile ogni prestazione di dare suscettibile di valutazione economica oggettiva e di immediata messa a disposizione della societ (es.diritti di brevetto per marchi o per invenzioni industriali). I conferimenti diversi dal danaro (conferimenti in natura e conferimento di crediti),devono formare oggetto di uno specifico procedimento di valutazione regolato dallart.2343,tanto se effettuati in sede di costituzione della societ quanto se effettuati in sede di aumento del capitale sociale. Si vuole cosi assicurare una valutazione oggettiva e veritiera di tali conferimenti e soprattutto evitare che agli stessi venga complessivamente assegnato un valore nominale superiore a quello reale.

LE AZIONI. GENERALI: Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella societ per azioni. Sono quote di partecipazione omogenee e standardizzate,liberamente trasferibili e di regola rappresentate da documenti (i titoli azionari) che circolano secondo la disciplina dei titoli di credito. Nella societ per azioni il capitale sociale sottoscritto diviso in un numero predeterminato di parti di identico ammontare,ciascuna delle quali costituisce unazione ed attribuisce identici diritti nella societ e verso la societ. La singola azione rappresenta quindi nel contempo,lunit minima di partecipazione al capitale sociale e lunit di misura dei diritti sociali; pertanto indivisibile. Ci vuol dire che se pi soggetti diventano titolari di un unica azione,devono nominare un rappresentante comune per lesercizio dei diritti verso la societ. In relazione allammontare del capitale sottoscritto,ciascun socio diventa titolare di una o pi azioni,di una o pi partecipazioni sociali,che restano tendenzialmente distinte ed autonome anche quando fanno capo alla stessa persona. Dunque i caratteri tipizzanti delle azioni sono: a)Uguaglianza di valore e di diritti; b)Indivisibilit; c)Autonomia e circolazione in forma cartolare. AZIONI CON E SENZA VALORE NOMINALE: Le azioni devono essere tutte di uguale valore (art.2348),devono cio tutte rappresentare unidentica frazione del capitale sociale nominale. E si definisce valore nominale delle azioni la parte del capitale sociale da ciascuna rappresentata espressa in cifra monetaria.

La disciplina attuale,a differenza di quella previgente,consente che vengano emesse anche azioni senza indicazione del valore nominale; non per consentito emettere contemporaneamente azioni con e senza valore nominale. -Nelle azioni con valore nominale lo statuto deve specificare non solo il capitale sottoscritto,ma anche il valore nominale di ciascuna azione ed il loro numero complessivo. Il valore nominare delle azioni,al pari del capitale sociale nominale, insensibile alle vicende patrimoniali della societ; rimane invariato nel tempo e pu essere modificato solo attraverso modifica dellatto costitutivo. Infatti la societ,con delibera di modifica dellatto costitutivo pu procedere ad un loro frazionamento che ne riduce loriginario valore nominale (es pu sostituire ogni azione da dieci euro con dieci azioni da un euro); oppure procedere alloperazione inversa il raggrupamento delle azioni,attraverso laumento del loro originario valore nominale (es sostituzione di dieci azioni da un euro con unazione da dieci euro). Tale operazione di raggruppamento per pu pregiudicare la posizione del singolo azionista quando congegnato in modo tale da non consentire ad ogni socio la piena conversione delle azioni possedute (formazione di resti) o peggio non consente ad alcuni soci di ottenere in cambio almeno una nuova azione,pregiudicando cos la conservazione della qualit di socio. Lopinione prevalente ritiene che il raggruppamento con resti da considerarsi legittimo quando conseguenza di unaltra operazione necessaria (es riduzione del capitale sociale per perdite), invece invalida solo se loperazione risulta predisposta solo al fine di pregiudicare la posizione di singoli azionisti. -Nelle azioni senza valore nominale,invece,lo statuto deve indicare solo il capitale sottoscritto ed il numero delle azioni emesse,fermo restando che anche le azioni senza valore nominale sono frazioni uguali del capitale sociale. In tal caso la partecipazione al capitale del singolo azionista sar espressa non in cifra monetaria ma in una percentuale del numero complessivo delle azioni emesse. VALORE DI EMISSIONE; VALORE DI MERCATO: Per tutte le azioni (con o senza valore nominale) vale la regola che in nessun caso il valore complessivo dei conferimenti pu essere inferiore allammontare globale del capitale sociale (art.2346). Il che comporta che le azioni non possono essere complessivamente emesse per somma inferiore al loro valore nominale; si vuole cosi evitare che il capitale realmente conferito ai soci sia inferiore a quello dichiarato,altrimenti si avrebbe per la differenza la formazione di capitale sociale solo apparente. Le azioni possono invece essere emesse per somma superiore al valore nominale (emissione con sovraprezzo). Lemissione con sovraprezzo anzi obbligatoria quando venga escluso o limitato il diritto di opzione degli azionisti sulle azioni di nuova emissione ed il valore reale delle azioni sia superiore a quello nominale. Il valore di emissione delle azioni va infatti tenuto distinto dal valore reale delle stesse,che si ottiene dividendo il patrimonio netto della societ per il numero di azioni. Tale valore varia nel tempo in funzione delle vicende economiche della societ e pu essere accertato contabilmente attraverso il bilancio di esercizio (valore di bilancio). Diverso ancora,il valore di mercato delle azioni,che risulta giornalmente dai listini ufficiali quando le azioni sono ammesse alla quotazione di un mercato regolamentato (borsa valori). Esso indica il prezzo di scambio delle azioni in quel determinato giorno. Epoi fuori dubbio che un pacchetto azionario,specie se consente il controllo della societ,ha un proprio specifico valore,maggiore e spesso notevolmente maggiore della somma dei valori delle singole azioni. Estata a tal proposito anche prevista una specifica disciplina (opa obbligatoria) che regola la vendita e lacquisto di pacchetti azionari di controllo delle societ quotate. DIRITTI DERIVANTI DALLE AZIONI: Ogni azione costituisce una partecipazione sociale ed attribuisce al suo titolare un complesso unitario di diritti e poteri di: a)Natura amministrativa (es. diritto di intervento e di voto nelle assemblee,diritto di impugnare le delibere assembleari invalide,diritto di esaminare libri sociale,etc); b)Natura patrimoniale (es. diritto agli utili,diritto alla quota di liquidazione); c)Ed a contenuto complesso amministrativo e patrimoniale (diritto di opzione,diritto allassegnazione di azioni gratuite,diritto di recesso). Eopportuno soffermarsi su un peculiare carattere delle azioni: luguaglianza dei diritti. Le azioni infatti conferiscono ai loro possessori uguali diritti (art.2348); si tratta di uguaglianza relativa e non assoluta ed inoltre di unuguaglianza oggettiva e non soggettiva. Relativa,perch possibile creare categorie di azioni fornite di diritti diversi (art.2348); poi oggettiva e non soggettiva,perch uguali sono i diritti che ogni azione attribuisce,non i diritti di cui ciascun azionista globalmente dispone,dovendosi al riguardo tener conto anche del numero delle azioni di cui ciascuno titolare. Infatti,se vero che alcuni diritti dellazionista sono indipendenti dal numero di azioni possedute,non meno vero che i diritti piu significativi spettano in proporzione del numero di azioni possedute. Si tratta quindi di una diseguaglianza sogggettiva legittima e giusta: in essa si esprime lessenza del principio cardine delle societ di capitali,per cui chi ha conferito e pi rischia ha pi potere e pu imporre,nel rispetto della legalit,la propria volont alla minoranza. In particolare vi sono: a)Diritti indipendenti dal numero di azioni possedute (es in diritto di intervento in assemblea); b)Diritti che competono solo se si possiede una determinata percentuale del capitale sociale (es convocazione dellassemblea); c)Diritti che spettano ad ogni azionista in proporzione del numero delle azioni possedute (es il diritto di voto). Un caso particolare si ha quando entrano in gioco interessi pubblici di particolare rilievo: vengono in tal caso introdotte deroghe al principio capitalistico,con il riconoscimento allo Stato ed a enti pubblici di poteri societari svincolati dallammontare della partecipazione azionaria o addirittura dalla qualit stessa di azionista. Equesto ad esempio,il caso del potere di veto alladozione di una serie di delibere di particolare rilievo (scioglimento della societ,trasferimento dellazienda,fusione,scissione,etc.),introdotto per legge negli statuti di societ operanti in settori strategici (difesa,trasporti,telecomunicazioni,fonti di energia)in passato controllate dallo Stato. E ci al fine di evitare la recente privatizzazione di tali societ possa dar luogo a decisioni in contrasto con gli obiettivi nazionali di politica economica e finanziaria. CATEGORIE SPECIALI DI AZIONI: Sono categorie speciali di azioni quelle fornite di diritti diversi da quelli tipici previsti dalla disciplina legale. Le azioni speciali si contrappongono perci alle azioni ordinarie. Esse possono essere create con lo statuto o con successiva modificazione dello stesso.

La presenza di categorie speciali di azioni comporta una modifica nellorganizzazione interna della societ. Einfatti stabilito che,se esistono diverse categorie di azioni,le deliberazioni dellassemblea (generale) che pregiudicano i diritti di una di esse devono essere approvate anche dallassemblea speciale della categoria interessata. Se le azioni speciali non sono quotate,alle assemblee speciali si applica la disciplina delle assemblee straordinarie. Se invece le azioni speciali sono quotate,si applica la disciplina dellorganizzazione degli azionisti di risparmio,che prevede quorum assembleari meno elevati e la nomina di un rappresentante degli azionisti speciali. La societ gode di ampia autonomia nel modellare il contenuto della partecipazione azionaria,sia pure con losservanza dei limiti espressamente posti dalla legge o desumibili dal sistema. Fra i limiti espressi permane dopo la riforma del 2003 il divieto di emettere azioni a voto plurimo; cio azioni che attribuiscono a ciascuna pi di un voto. Per il resto,lattuale disciplina pi permissiva di quella previgente; infatti con la riforma del 2003 tutte le societ possono emettere: a)Azioni senza diritto di voto; b)Azioni a voto limitato,cio azioni (anche non privilegiate) con diritto di voto limitato a particolari argomenti,non necessariamente di esclusiva competenza dellassemblea straordinaria; c)Azioni a voto condizionato ovvero azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Azioni senza voto,a voto limitato e a voto condizionato non possono tuttavia superare complessivamente la met del capitale sociale. Nel contempo con lattuale disciplina caduto per le societ non quotate il principio che il voto pu essere escluso o limitato solo se le relative azioni sono assistite da privilegi patrimoniali. Resta invece fermo il principio che possono essere emesse azioni privilegiate anche senza limitazione dei diritti amministrativi (2350). Le azioni privilegiate sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e/o rimborso del capitale al momento dello scioglimento della societ. Con il solo limite del divieto di patto leonino,la societ perci libera di articolare come preferisce il contenuto patrimoniale di tali azioni. Ealtres consentita lemissione di azioni fornite di diritti patrimoniali correlate ai risultati dellattivit sociale di un determinato settore. LE AZIONI DI RISPARMIO: Fra le categorie speciali di azioni espressamente regolate,meritano una specifica considerazione le azioni di risparmio. Esse costituiscono,insieme alle azioni privilegiate a voto limitato previste dalla disciplina previgente,la risposta ad una esigenza unitaria: quella di incentivare linvestimento in azioni offrendo ai risparmiatori titoli meglio rispondenti ai loro specifici interessi. Titoli cio che tengano conto del disinteresse degli stessi per lesercizio dei diritti amministrativi e del preminente rilievo attribuito invece al contenuto patrimoniale ed alla redditivit dei titoli azionari. Le azioni di risparmio possono essere emesse solo da societ le cui azioni ordinarie sono quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dellunione europea. Non possono superare,in concorso con le azioni a voto limitato,la met del capitale sociale. Le azioni di risparmio sono del tutto prive del diritto di voto; tuttavia esse si differenziano dalle azioni senza voto emesse dalle societ non quotate,per il fatto che devono essere necessariamente dotate di privilegi di natura patrimoniale. Inoltre,a differenza delle altre azioni,possono essere emesse al portatore; assicurano quindi lanonimato e ci un forte incentivo alla loro sottoscrizione. Quindi: a)Le azioni di risparmio sono prive del diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie. b)Le azioni di risparmio sono azioni privilegiate sotto il profilo patrimoniale,e latto costitutivo determina il contenuto del privilegio,le condizioni,i limiti,le modalit ed i termini per il suo esercizio,cosi consentendo che i contenuti patrimoniali delle azioni di risparmio siano liberamente modellati in relazione alle esigenze del mercato. La disciplina delle azioni di risparmio poi completata dalla previsione di unorganizzazione di gruppo per la tutela degli interessi comuni. Lorganizzazione si articola nellassemblea speciale e nel rappresentante comune. Lassemblea delibera sugli oggetti di interesse comune; il rappresentante comune,nominato dallassemblea di categoria,provvede allesecuzione delle deliberazioni dellassemblea a tutela degli interessi comuni degli azionisti di risparmio nei confronti della societ. ASSEGNAZIONE DI UTILI AI DIPENDENTI: Lart.2349 consente lassegnazione straordinaria di utili ai dipendenti delle societ e di societ controllate,da attuarsi mediante un articolare procedimento: gli utili sono sono imputati a capitale e,per limporto corrispondente,la societ emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente ai prestatori di lavoro. Per tali azioni,la societ pu stabilite norme particolari riguardo alla forma,al modo di trasferimento ed ai diritti spettanti agli azionisti. La societ pu inoltre assegnare ai propri dipendenti o ai dipendenti di societ controllate,strumenti finanziari partecipativi diversi dalle azioni. STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI: Dalle azioni,vanno distinti gli strumenti finanziari partecipativi. La loro emissione stata prevista dalla riforma del 2003,anche al fine di consentire lacquisizione da parte di soci o di terzi di apporti patrimoniali che non possono formare oggetto di conferimento e che perci non sono imputabili al capitale sociale,quali le prestazioni di opera o di servizi. Gli apporti con cui essi sono liberati non sono assoggettati alla disciplina propria dei conferimenti in quanto non sono imputati al capitale sociale,pur contribuendo ad incrementare il patrimonio sociale. Gli strumenti finanziari partecipativi non attribuiscono perci la qualit di azionista. Si prevede che essi possono essere forniti solo di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi,con lesclusione per del diritto di voto nellassemble generale degli azionisti. CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI: -I titoli azionari sono i documenti che rappresentano le quote di partecipazione nella societ per azioni non quotate n diffuse fa il pubblico in maniera rilevante,e ne consentono il trasferimento secondo le regole proprie dei titoli di credito.

La loro emissione normale ma non essenziale nelle societ con azioni non quotate in borsa; lo statuto pu infatti escludere lemissione dei titoli azionari (art.2346). In tal caso,la qualit di socio provata dalliscrizione nel libro dei soci,ed il trasferimento delle azioni resta assoggettato alla disciplina della cessione del contratto. Qualora emessi,i certificati azionari devono indicare (art.2354): 1)La denominazione e la sede della societ; 2)La data dellatto costitutivo e della sua iscrizione; 3)Il loro valore nominale,o se si tratta di azioni senza valore nominale il numero complessivo delle azioni emesse; 4)Lammontare dei versamenti parziali sulle azioni non interamente liberate; 5)I diritti e gli obblighi particolari ad esse inerenti. -Nelle societ quotate in mercati regolamentati invece,le azioni non possono pi essere rappresentate da titoli a decorrere dal 1998. La circolazione basata sul trasferimento materiale del documento stata sostituita da un sistema di circolazione fondato su semplici registrazioni contabili con soppressione materiale dei titoli. Questo sistema, obbligatorio anche per le societ con azioni ed obbligazioni (non negoziate in mercati regolamentati ma)diffuse fra il pubblico in misura rilevante,secondi i criteri stabiliti dalla Consob; invece facoltativo per le altre societ. Estabilito che le azioni rientrano nella categoria dei titoli di credito causali; sono cio titoli di credito che possono essere emessi solo in base ad un determinato rapporto causale. Ci vuol dire che i titoli azionari costituiscono veicolo necessario per il trasferimento della partecipazione sociale e che pertanto ai titoli azionari applicabile il principio dellautonomia in sede di circolazione dei titoli di credito,vale a dire che chi acquista in buona fede il possesso del titolo azionario,non soggetto a rivendicazione e diventa quindi proprietario del titolo. Lattuale disciplina ripete poi quanto stabilito dal codice civile del 42,cio che le azioni possono essere nominative o al portatore,a scelta dellazionista (art.2354); ma in realt vige il principio della obbligatoria nominativit dei titoli azionari,con due uniche eccezioni relative alle azioni di risparmio e alle societ di investimento a capitale variabile (che possono essere nominative o al portatore,a scelta). -Per le azioni nominative dettata una specifica disciplina,che in larga parte sviluppa la disciplina generale dei titoli di credito nominativi dettata dal codice (art.2021-2027). Le azioni nominative devono essere intestate al nome di una persona fisica o giuridica e lintestazione deve risultare anche da un apposito registro tenuto dalla societ emittente (il libro dei soci). Per il trasferimento dei titoli azionari perci necessario il mutamento della doppia intestazione sul titolo e sul libro dei soci. -Le azioni al portatore,il cui pregio in primis quello di concedere il beneficio dellanonimato,si trasferiscono con la consegna del titolo allacquirente(art.2355),per cui tali azioni non sono intestate ad alcuna persona (cd titoli a legittimazione reale). LE AZIONI DEMATERIALIZZATE: Come visto la circolazione delle azioni si fonda sul trasferimento materiale dei titoli e comporta,per le azioni nominative,il compimento di complesse formalit; inoltre comporta il pericolo di smarrimento o furto dei titoli e da luogo a inconvenienti pratici per le azioni nominative quotate in borsa che formano oggetto di continue ed intense negoziazioni. Da qui lesigenza di semplificare i meccanismi di circolazione,svincolandoli dal trasferimento materiale del documento e prevedere semplici registrazioni contabili. A tale finalit risponde il siwstema di gestione accentrata di strumenti finanziari,le cui caratteristiche possono essere cosi sintetizzate: a)Il sistema gestito da apposite societ per azioni a statuto speciale che operano sotto la vigilanza della Consob e della banca dItalia. b)Le categorie di soggetti (societ emittenti,banche,agenti di cambio,etc) e gli strumenti finanziari (azioni,obbligazioni,etc) ammessi alla gestione accentrata sono determinati dalla Consob con proprio regolamento. c)Le modalit di funzionamento del sistema di gestione accentrata sono diverse a seconda che gli strumenti finanziari immessi possano o meno essere rappresentati da titoli,in base alla disciplina della dematerializzazione introdotta dal d.lgs 213/98. Infatti,come detto,a decorrere dal 1998 non possono pi essere rappresentati da titoli,e sono immessi nel sistema in regime di dematerializzazione,due generi di strumenti finanziari: 1)Quelli negoziati o destinati alla negoziazione nei mercati regolamentati italiani; 2)Quelli (non negoziati in mercati regolamentati ma) diffusi fra il pubblico in misura rilevante, secondo i criteri individuati dalla Consob. Einvece facolt degli emittenti assoggettare al regime di dematerializzazione gli strumenti finanziari che non presentano tali caratteristiche; e la scelta di assoggettare le azioni al regime di dematerializzazione deve risultare dallo statuto (2354). Per le azioni che continuano ad essere rappresentate da titoli sopravvive il sistema di gestione accentrata regolato dagli artt.85-89 Tuf. Coesistono dunque due sistemi di gestione accentrata (dematerializzata e non dematerializzata). 1)Il sistema di gestione accentrata non dematerializzata si fonda sul deposito accentrato dei titoli azionari presso la societ di gestione; ladesione al sistema facoltativa e la scelta rimessa al singolo azionista. Questi pu depositare i propri titoli presso un intermediario autorizzato a subdepositarli presso la societ di gestione accentrata. Il deposito in gestione accentrata consente di sostituire la circolazione documentale dei titoli depositati con una circolazione fondata su semplici scritture contabili poste in essere dalla societ di gestione che producono gli effetti propri del trasferimento secondo la disciplina legislativa dei titoli di credito. Laccredito contabile cio equiparato ex lege al trasferimento materiale del titolo. In definitiva tale sistema di gestione consente di sostituire la tradizionale circolazione documentale delle azioni con una circolazione fondata su registrazioni contabili (dematerializzazione della circolazione),ma non comporta la soppressione materiale dei titoli (dematerializzazione totale). 2)Il sistema di gestione accentrata dematerializzata invece porta ad una dematerializzazione obbligatoria (dei tipi di azioni visti su). Einvece facolt degli emittenti dematerializzare le azioni non quotate n diffuse fra il pubblico in modo rilevante. Qui lemissione ed il trasferimento delle azioni dematerializzate,per legge o per volonta dellemittente,avviene esclusivamente attraverso il sistema di gestione accentrata,con registrazioni contabili; la gestione accentrata dematerializzata per totale. Il trasferimento delle azioni dematerializzate pu essere effettuato dai titolari solo tramite gli intermediari autorizzati; su loro richiesta la societ di gestione provvede a registrare i trasferimenti delle azioni nei conti agli stessi accesi. La registrazione produce ex lege effetti equivalenti a quelli determinati dal trasferimento secondo la disciplina dei titoli di credito. TRASFERIBILITA DELLE AZIONI: Le azioni sono in via di principio liberamente trasferibili. La libera trasferibilit tuttavia esclusa o limitata per legge (limiti legali) in determinate ipotesi:

a)Le azioni liberate con conferimenti diversi dal danaro non possono essere alienate prima del controllo della valutazione (art.2343). b)Le azioni con prestazioni accessorie non sono trasferibili senza il consenso del c.d.a. (2345). Vi sono poi dei limiti convenzionali ovvero determinati da accordi intercorsi fra i soci. Questi vanno distinti a seconda: a)Che risultino dallo stesso atto costitutivo della societ (limiti statutari); b)Che risultino da accordi non consacrati nellatto costitutivo (patti parasociali). I limiti alla circolazione della azioni risultanti da patti parasociali vengono definiti sindacati di blocco,ed hanno lo scopo di evitate lingresso in societ di terzi non graditi; vincolano solo le parti contraenti. Quanto ai limiti statutari,lart.2355-bis,ribadisce che lo statuto pu sottoporre a particolari condizioni il trasferimento,anche a causa di morte,delle azioni nominative. Nel contempo consente che lo statuto vieti del tutto la circolazione delle azioni sia pure per un periodo non superiore a cinque anni dalla costituzione della societ o dal momento in cui il divieto viene introdotto. Epoi stabilito che nel corso della vita della societ possono essere introdotte o rimosse,con delibera dellassemblea straordinaria,clausole statutarie finalizzate a limitare la circolazione delle azioni. In tal caso,se lo statuto non disponde diversamente, riconosciuto il diritto di recesso ai soci che non hanno concorso allapprovazione della delibera. Tali clausole possono assumere le formulazioni piu varie; le pi diffuse sono : a)Clausole di prelazione: che impongono al socio,che intende vendere le azioni,di offrirle preventivamente agli altri soci e di preferirli ai terzi a parit di condizioni; la loro violazione comporta linefficacia del trasferimento. b)Clausole di gradimento: che possono essere distinte a loro volta in clausole che richiedono il possesso di determinati requisiti da parte dellacquirente,e clausole che subordinano il trasferimento delle azioni al consenso di un organo sociale (quasi sempre il c.d.a.). c)Clausole di riscatto: che prevedono un potere di riscatto delle azioni da parte della societ o dei soci al verificarsi di determinati eventi. VINCOLI SULLE AZIONI: Quanto ai vincoli sulle azioni,le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e possono inoltre formare oggetto di misure cautelari ed esecutive (sequestro giudiziario o conservativo, pignoramento). Secondo lart.2352,salvo convenzione contraria,il diritto di voto compete al creditore pignoratizio o allusufruttuario; essi per dovranno esercitarlo in modo da non ledere gli interessi del socio,esponendosi altrimenti al risarcimento dei danni nei suoi confronti. In caso di sequestro delle azioni invece,il voto esercitato dal custode. Gli altri diritti amministrativi spettano invece disgiuntamente sia al socio,sia al creditore pignoratizio o allusufruttuario,se dal titolo costitutivo del vincolo non risulta diversamente. In caso di sequestro sono esercitati invece dal custode. Il diritto di opzione spetta invece al socio,e solo ad esso sono attribuite nuove azioni sottoscritte. In caso di aumento gratuito del capitale,il pegno,lusufrutto o il sequestro,si estendono alle azioni di nuova emissione. Espressamente regolato infine il versamento delle somme dovute sulle azioni non liberate: in caso di pegno, il socio che deve provvedere al versamento,ed in mancanza,il creditore pignoratizio pu far vendere le azioni tramite una banca o altro intermediario autorizzato,con trasferimento del pegno sul ricavato. In caso di usufrutto, invece lusufruttuario che deve provvedere al versamento,salvo il suo diritto alla restituzione di tale somma,al termine dellusufrutto. OPERAZIONI DELLA SOCIETA SULLE PROPRIE AZIONI: Le operazioni della societ per azioni sulle proprie azioni ed in particolare la loro sottoscrizione e compravendita sono particolarmente pericolose: a)Per lintegrit del capitale sociale (poich possono dar luogo allelusione dellobbligo di conferimento o del divieto di restituzione anticipata dei conferimenti eseguiti); b)Per il corretto funzionamento dellorganizzazione societaria (per la massa dei diritti di voto di cui gli amministratori ed il gruppo di comando verrebbero cosi a disporre a spese del patrimonio sociale); c)Per il mercato dei titoli (potendo dar luogo a manovre speculative volte ad alterare le quotazioni delle azioni). Per tutti questi motivi le operazioni della societ sulle proprie azioni sono considerate con estremo sfavore dal legislatore e sono in linea di principio vietate,sia pure con alcuni temperamenti. Sono tre le situazioni attualmente regolate: sottoscrizione,acquisto delle proprie azioni ed altre operazioni sulle stesse. a)Sottoscrizione: in nessun caso la societ pu sottoscrivere proprie azioni; il divieto ha carattere assoluto e soffre una sola parziale deroga,introdotta con la riforma del 2003,per lesercizio del diritto di opzione sulle azioni proprie detenute dalla societ. Salvo tale eccezione,il divieto opera sia in sede di costituzione della societ,sia in sede di aumento del capitale sociale. Colpisce inoltre tanto la sottoscrizione diretta,compiut cio in nome della societ,quanto la sottoscrizione indiretta,compiuta cio da terzi in nome proprio ma per conto della societ. La sanzione per la violazione del divieto di autosottoscrizione (diretta o indiretta) per singolare; non si ha nullit della sottoscrizione,ma le azioni si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai soggetti che hanno violato il divieto. b)Acquisto di azioni proprie: meno rigido latteggiamento del legislatore per quanto riguarda lacquisto da parte della societ di azioni proprie; operazione che pu dar luogo ad una riduzione del capitale reale senza losservanza della relativa disciplina e per di pi attuata senza riduzione del capitale sociale nominale. Conseguenze non si verificano invece quando nellacquisto vengono impiegate somme corrispondenti agli utili o ad altre eccedenza di bilancio disponibili. Queste somme infatti possono essere liberamente distribuite ai soci e perci possono essere impiegate dalla societ anche nellacquisto di azioni proprie. Loperazione quindi consentita,ma la societ deve rispettare quattro condizioni (art.2357): 1)Le somme impiegate nellacquisto non possono eccedere lammontare degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato; 2)Le azioni da acquistare devono essere interamente liberate;

3)Lacquisto deve essere autorizzato dallassemblea ordinaria; 4)Il valore nominare delle azioni acquistate non pu eccedere la decima parte del capitale sociale, tenuto conto anche delle azioni possedute da societ controllate. Le azioni acquistate violando queste condizioni devono essere vendute entro un anno dal loro acquisto; in mancanza si dovr procedere al loro annullamento ed alla corrispondente riduzione del capitale sociale. La disciplina si applica anche quando la societ procede allacquisto di azioni proprie per tramite di societ fiduciaria o per interposta persona. Si vuole cosi evitare che la societ si avvalga di terzi per eludere i limiti posti allacquisto di proprie azioni (acquisti indiretti). Inoltre sono previsti alcuni casi speciali di acquisto,sottratti in tutto o in parte alle limitazioni dettate in via generale; in particolare,nessuna limitazione applicabile quando lacquisto avviene in esecuzione di una delibera assembleare di riduzione del capitale sociale,da attuarsi mediante riscatto ed annullamento di azioni. Einfine disciplinato il regime delle azioni proprie in possesso della societ,con soluzioni tese ad evitare indebite posizioni di vantaggio degli amministratori e del gruppo di comando: i diritti sociali relativi alle azioni proprie sono infatti sterilizzati,ci significa che il diritto di voto e gli altri diritti amministrativi sono sospesi; inoltre gli amministratori non possono disporre delle azioni senza la preventiva autorizzazione dellassemblea. c)Altre operazioni: vietato alla societ di concedere prestiti o fornire garanzia di qualsiasi tipo a favore di soci o di terzi per la sottoscrizione o lacquisto di azioni proprie. La societ non pu inoltre accettare azioni proprie in garanzia. PARTECIPAZIONI RECIPROCHE FRA SOCIETADI CAPITALI: Anche le partecipazioni reciproche fra societ di capitali (la societ A partecipa al capitale della societ B e viceversa),danno luogo a pericoli di carattere patrimoniale ed amministrativo,che diventano particolarmente accentuati se fra le due societ intercorre un rapporto di controllo. Tali pericoli sono evidenti nel caso di sottoscrizione reciproca del capitale: se due societ si costituiscono o aumentano il capitale sociale sottoscrivendo una il capitale dellaltra,si avr infatti una moltiplicazione illusoria di ricchezza (e nel contempo ciascuna delle due societ dispone di un pacchetto di voti da gestire nellaltra). Alla repressione di tale fenomeno era in passato rivolto solo lart.2360 c.c. che vieta alle societ di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni,anche per tramite di societ fiduciarie o di interposta persona. A tale disposizione,rimasta immutata con la riforma del 2003,si poi affiancato lart.2359-quinquies (introdotto del d.lgs 315/94),che detta per la sottoscrizione di azioni o quote della societ controllante una disciplina del tutto identica a quella prevista per la sottoscrizione di azioni proprie. In nessun caso perci la societ controllata pu sottoscrivere un aumento di capitale deliberato dalla controllante,sia direttamente,sia avvalendosi di terzi. I pericoli amministrativi e patrimoniali delle partecipazioni incrociate,si determinano non solo in caso di sottoscrizione reciproca,ma anche quando lincrocio attuato mediante acquisto di azioni gi in circolazione (acquisto reciproco di azioni); in attuazione della Direttiva Cee n.101/92 stata dettata una specifica disciplina sullacquisto reciproco di azioni: a)Lacquisto reciproco di azioni possibile senza alcun limite quando fra le due societ non intercorre un rapporto di controllo e nessuna delle due quotata in borsa; b)Se lincrocio realizzato fra societ controllante e sue controllate,lacquisto da parte della societ controllata,anche tramite societ fiduciaria o interposta persona, considerato come effettuato dalla controllante stessa. Pertanto assoggettato alle limitazioni previste anche per lacquisto di azioni proprie. Le azioni o quote acquistate in violazione di tali condizioni,devono essere alienate entro un anno dal loro acquisto; in mancanza la societ controllante deve procedere al loro annullamento ed alla corrispondente riduzione del capitale sociale. c)Diversa invece la disciplina degli incroci azionari che trova applicazione quando una o entrambe le societ protagoniste dellincrocio abbiano azioni quotate in borsa,ma fra le stesse non intercorre un rapporto di controllo. In tal caso sono previsti solo limiti quantitativi (percentuale massima di azioni acquistabili) agli incroci azionari; limiti che coincidono con le percentuali che fanno scattare lobbligo di comuniucazione delle partecipazioni rilevanti alla societ partecipata ed alla Consob.

PARTECIPAZIONI RILEVANTI A partire dal 1974,sono state emanate una serie di disposizioni,che tendono a far chiarezza sui possessi azionari rilevanti in societ quotate ed in societ (anche non quotate) che operano in settori di particolare rilievo economico e sociale (bancario,assicurativo,etc). Per le societ con azioni quotate,la relativa disciplina,introdotta dalla legge 216/1974 ed in seguito pi volte integrata e modificata, oggi dettata dallart.120 del Tuf,che si caratterizza rispetto alla disciplina precedente,per gli ampi poteri regolamentari riconosciuti alla Consob al fine di assicurare la pi ampia trasparenza degli assetti proprietari. Lattuale disciplina prevede un obbligo di comunicazione alla societ partecipata ed alla Consob per: a)Tutti coloro (persone fisiche,societ o enti),che partecipano,direttamente o indirettamente,in una societ con azioni quotate in misura superiore al 2% del capitale di questa; b)Le sole societ con azioni quotate che partecipano,direttamente o indirettamente,in societ con azioni non quotate o in societ a responsabilit limitata,in misura superiore al 10% del capitale di queste. Sono invece determinate dalla Consob,con proprio regolamento,le variazioni delle partecipazioni rilevanti che comportano lobbligo di successive comunicazioni. Le comunicazioni servono per reprimere anche il fenomeno delle partecipazioni incrociate,ma la loro funzione principale quella di rendere note le reali posizioni di potere dei maggiori azionisti. La Consob inoltre determina contenuto,modalit e termini per linoltro delle comunicazioni,nonch per linformazione del pubblico,con regole diverse per le partecipazioni in societ quotate e non.. Diverse sono poi le sanzioni attualmente previste per la violazione degli obblighi di comunicazione: sono comminate sanzioni pecuniarie e,per le sole partecipazioni in societ quotate, prevista lulteriore sanzione della sospensione del voto inerente alle azioni o agli strumenti finanziari diversi dalle azioni per i quali sia stata omessa la comunicazione. Qualora la societ ammetta ugualmente il socio a votare,la relativa deliberazione assembleare impugnabile,qualora il voto del socio sia stato determinante per la formazione della maggioranza,e limpugnativa pu essere proposta,oltre che dai soggetti pervisti dallart.2377,anche dalla Consob nel termine di 180 giorni. Norme integrative della disciplina sono state poi introdotte per garantire la trasparenza delle partecipazioni rilevanti in societ per azioni non quotate,ma che operano in settori di particolare interesse generale e la cui attivit perci sottoposta a controllo pubblico: a)Societ bancarie; b)Societ di intermediazione mobiliare,societ di gestione del risparmio e societ di investimento a capitale variabile; c)Societ di assicurazione. Oltre che alla societ partecipata,le partecipazioni rilevanti in considerazione vanno comunicate rispettivamente alla Banca dItalia,alla Consob e allIsvap. A ciascuno di tali organi di controllo riconosciuta la legittimazione ad impugnare le deliberazioni adottate col voto determinante di chi ha omesso di effettuare una comunicazione dovuta. Lacquisto di partecipazioni rilevanti in societ quotate: Chiunque intenda acquistare una partecipazione di controllo in una societ con azioni quotate deve osservare delle specifiche regole di comportamento introdotte con la legge n.49/1992 ed oggi riformulate dagli art.102-112 Tuf. Lidea di fondo di tale legge,ribadita dalla riforma del 1998 e dallulteriore riforma attuata con d.lgs n.37/2004, che il passaggio di propriet di pacchetti di controllo di societ quotate deve avvenire con la massima trasparenza e con modalit che consentano a tutti gli azionisti di partecipare al premio di maggioranza che loperazione pu comportare. Per realizzare tali obiettivi sono introdotti due principi cardine: a)Il lancio di unofferta pubblica di acquisto obbligatorio quando trasferito il pacchetto di controllo di una societ quotata; b)Lopa,sia essa obbligatoria o volontaria,deve svolgersi nel rispetto di determinate regole di comportamento volte a tutelare i destinatari dellofferta ed il regolare funzionamento del mercato. Sono due i casi in cui il lancio di unopa obbligatorio; lopa successiva totalitaria (art.106 Tuf) e lopa residuale (art.108). Lopa successiva totalitaria consente agli azionisti di minoranza di societ con azioni ordinarie quotate,di uscire dalla societ a seguito del mutamento dellazionista di controllo. Infatti obbligato a promuovere unofferta pubblica dacquisto chiunque,in seguito ad acquisti a titolo oneroso,venga a detenere,direttamente o indirettamente,una partecjpazione superiore al 30% delle azioni (ordinarie o speciali) che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza. E lofferta deve avere ad oggetto lacquisto della totalit delle azioni quotate ancora in circolazione (ordinarie o speciali),che attribuiscono diritto di voto nelle medesime materie. Tuttavia,chi intende acquisire il controllo di una societ quotata pu sottrarsi allobbligo di promuovere lonerosa opa successiva totalitaria,lanciando un opa preventiva che lo porti a detenere una partecipazione superiore al 30%. Lopa preventiva pu essere a sua volta totale o parziale: Etotale,lopa preventiva diretta a conseguire tutte le azioni quotate (ordinarie o speciali) che attribuiscano diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina,revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza; essa non soggetta a condizioni e,in particolare,lofferente pu liberamente fissare il prezzo di acquisto. Eparziale,lopa preventiva che deve avere per oggetto almeno il 60% delle stesse azioni; in particolare,lesonero dellopa successiva totalitaria deve essere autorizzato dalla Consob ed subordinato allapprovazione dellofferta da parte degli azionisti di minoranza della societ bersaglio. La Consob disciplina anche altri casi in cui il superamento del 30% non comporta lobbligo di offerta successiva totalitaria: ad es operazioni dirette al salvataggio di imprese in crisi,o trasferimenti fra societ dello stesso gruppo. Pu inoltre stabilire che,ai fini del calcolo della partecipazione che fa sorgere lobbligo di opa successiva totalitaria,si tenga conto anche degli acquisti di azioni speciali con diritto di voto su materie diverse da quelle precedentemente indicate,nonch di strumenti finanziari diversi dalle azioni. Laltro caso di opa obbligatoria lopa residuale: la sua funzione quella di consentire agli azionisti di minoranza di uscire dalla societ ad un prezzo equo quando la stessa ormai saldamente in pugno di un predeterminato gruppo di controllo,sicch il regolare andamento delle negoziazioni pregiudicato dalla mancanza di un adeguato flottante (azioni diffuse fra il pubblico). Eperci previsto che chiunque venga a detenere pi del 90% delle azioni ordinarie, tenuto a lanciare unopa sulla totalit delle azioni con diritto di voto ancora in circolazione,al prezzo fissato dalla Consob,se non ripristina entro centoventi giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni. Lobbligo di acquisto sussiste anche per chiunque venga a detenere pi del 90% di una categoria speciale di azioni che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza,ma in tal caso lofferta rivolta solo ai possessori di azioni della medesima categoria. Nel contempo,chi viene a detenere in seguito al lancio di unopa totalitaria pi del 98% delle azioni con diritto di voto ha diritto di acquistare coattivamente le azioni residue ad un prezzo fissato da un esperto nominato dal presidente del tribunale. Ecosi tutelato chi ha conseguito il controllo quasi totalitario e teme comportamento ostruzionistici o ricattatori da parte della minoranza che non ha aderito allopa. La violazione dellobbligo di promuovere unopa colpita con pesanti sanzioni (art.110):

a)Il diritto di voto inerente allintera partecipazione detenuta non pu essere esercitato; b)Le azioni eccedenti le percentuali del 30% e del 90% devono essere alienate entro dodici mesi. Sono inoltre previste anche sanzioni pecuniarie. Specificamente disciplinato anche lo svolgimento delle offerte pubbliche di acquisto e di scambio (volontarie o obbligatorie),al fine di garantire la massima trasparenza delloperazione e la parit di trattamento dei destinatari dellofferta. Sono stati definiti i comportamenti consentiti e quelli vietati alle parti contendenti: offerente e societ bersaglio. I tratti salienti di tale disciplina (art.102-104 Tuf),applicabile ad ogni offerta finalizzata allacquisto o allo scambio di prodotti finanziari,sono: Lofferta pubblica di acquisto (corrispettivo in danaro) o di scambio (corrispettivo costituito da altri strumenti finanziari), una proposta irrevocabile rivolta a parit di condizioni a tutti i titolari di prodotti finanziari che ne formano oggetto. Ogni clausola contraria nulla. Lofferta pu essere aumentata o modificata durante la pendenza delloperazione e laumento si estende anche a coloro che hanno gi aderito allofferta. Lofferta si svolge sotto il costante controllo della Consob. I soggetti che intendono lanciare unofferta pubblica,volontaria o obbligatoria,devono darne preventiva comunicazione alla Consob allegando il documento di offerta destinato alla pubblicazione,che tempestivamente trasmesso alla societ bersaglio. Si apre cosi la fase delle adesioni allofferta; adesioni che possono essere raccolte dallofferente o dagli intermediari indicati nel documento di offerta. Con lattuale disciplina mutato latteggiamento del legislatore nei confronti delle tecniche di difesa che il gruppo di comando della societ bersaglio,aggredito da unopa ostile,pu porre in essere per ostacolare il successo delliniziativa dellofferente. Se prima lutilizzo di queste tecniche di difesa era precluso,oggi il divieto non ha pi carattere assoluto: infatti stabilito che gli amministratori della societ bersaglio devono astenersi dal compiere atti o operazioni che possano contrastare gli obiettivi dellofferta. Il divieto pu essere per rimosso con delibera dellassemblea,appositamente convocata,sia pure con una maggioranza particolarmente elevata: il 30% del capitale sociale in ogni convocazione. La societ bersaglio pu quindi avvalersi in pendenza di unopa di una serie di tecniche di difesa,fra le quali rientra anche il lancio di unopa concorrente da parte di eventuali alleati della societ bersaglio. Alla scadenza del termine,lofferta diventa irrevocabile se stato raggiunto il quantitativo minimo specificato nel documento di offerta. Se invece le adesioni superano il quantitativo richiesto,il documento di offerta dovr specificare se si proceder ad una riduzione proporzionale o se lofferente si riserva la facolt di acquistare ugualmente tutti i titoli. Limiti allassunzione di partecipazioni rilevanti: Lassunzione di partecipazioni rilevanti in una societ per azioni o da parte di una societ per azioni in via di principio libera; ma non mancano alcune limitazioni. Alcune limitazioni riguardano lassunzione di partecipazioni rilevanti o di controllo in societ che operano in particolari settori da chiunque detenute. Altre limitazioni riguardano lassunzione di partecipazioni da parte di una societ di capitali. 1)Fra i limiti del primo tipo ricordiamo quelli previsti ex lege per la partecipazione al capitale di societ bancarie ed societ assicurative. -Per quanto riguarda le societ bancarie,lacquisizione a qualsiasi titolo di azioni o quote di banche da chiunque effettuato deve essere preventivamente autorizzato dalla Banca dItalia nonch dallAutorit garante della concorrenza e del mercato,quando comporta una partecipazione,anche indiretta,superiore al 5% del capitale con diritto di voto o,comunque,il controllo della banca. Ein ogni caso fatto divieto ai soggetti che svolgono in misura rilevante attivit di impresa in settori diversi da quello bancario e finanziario,di possedere partecipazioni superiori al 15% del capitale della banca o che,comunque,comportano il controllo della stessa. La violazione di tali disposizioni espone a sanzioni penali e comporta la sospensione del diritto di voto inerente alle azioni o quote per le quali lautorizzazione non stata concessa ovverso sia stata sospesa o revocata. -Disciplina analoga prevista anche per le societ di assicurazione: lacquisizione a qualsiasi titolo,da chiunque effettuato,deve essere preventivamente autorizzato dallIsvap quando comporta una partecipazione superiore al 5% del capitale con diritto di voto,o comunque,il controllo di una societ di assicurazione. -Infine,tra i limiti allassunzione di partecipazioni rilevanti rientrano le clausole statutarie (che in alcuni casi possono anche essere imposte per legge),che fissano limiti massimi ai possessi azionari dei singoli soci. E poi previsto che le societ controllate dallo Stato,operanti nei settori dei servizi di pubblica utilit,bancario ed assicurativo,destinate ad essere privatizzate mediante diffusione del pacchetto azionario fra il pubblico degli investitori,possono introdurre a maggioranza clausole statutarie che fissano un tetto massimo al possesso azionario dei soci. Un limite di carattere generale allassunzione di partecipazioni da parte delle societ per azioni e,pi in generale,da parte delle societ di capitali posto dallart.2361 che stabilisce che lassunzione di partecipazioni in altre imprese,anche se prevista genericamente nello statuto,non consentita,se per la misura e per loggetto della partecipazione ne risulta sostanzialmente modificato loggetto sociale determinato nellatto costitutivo. Il divieto riguarda lassunzione di partecipazioni di qualsiasi tipo e risponde alla finalit di impedire che loggetto sociale fissato nellatto costitutivo sia in fatto modificato dagli amministratori della societ. Tale divieto per non opera quando lattivit principale o esclusiva della societ consiste proprio nellassunzione di partecipazioni in altre imprese; tali societ sono inquadrate nella categoria degli intermediari finanziari: si parla di holding pura quando io ci si esaurisce lattivit di impresa della societa,e di holding mista se statutariamente previsto anche lo svolgimenti di attivit operativa in determinati settori produttivi. In entrambi i casi non ricorrono i presupposti per il divieto. Per le altre societ (cd societ operative) lassunzione di partecipazioni non vietata in assoluto; sono infatti consentite quelle che,per misura e oggetto,non comportano una modifica sostanziale del tipo di attivit stabilito nellatto costitutivo.

B. I GRUPPI DI SOCIETA. Le societ per azioni sono libere di sottoscrivere o acquistare azioni o quote di altre societ di capitali. E lassunzione di partecipazioni lo strumento principale attraverso il quale si realizza il fenomeno dei gruppi di societ. Il gruppo di societ un aggregazione di imprese societarie formalmente autonome ed indipendenti luna dallaltra,ma assoggettate tutte ad una direzione unitaria. Tutte infatti sono sotto linfluenza dominante di ununica societ (societ capogruppo o societ madre),che direttamente o indirettamente le controlla e dirige la loro attivit di impresa,per il perseguimento di uno scopo unitario e comune a tutte le societ del gruppo (cd interesse di gruppo). Il gruppo di societ un fenomeno diffuso nella pratica; ed il tipico assetto organizzativo assunto dalle imprese di grande dimensione,a carattere sia nazionale che multinazionale. Il gruppo di societ pu assumere svariate configurazioni; si distinguono ad es i gruppi a catena e i gruppi stellari o a raggiera. Nei gruppi a catena,la societ A (capogruppo) controlla e dirige la societ B,che a sua volta controlla e dirige la societ C e cosi via. Nei gruppi a raggiera,invece,la capogruppo A controlla e diritte contemporaneamente tutte le altre societ. Epoi frequente che le due articolazioni si combinino tra loro. La costituzione di gruppi di societ fenomeno che lordinamento tendenzialmente favorisce,ma un fenomeno non senza pericoli per il funzionamento delleconomia di mercato. Da qui lesigenza di definire una specifica disciplina,diretta a soddisfare un triplice ordine di esigenze: a)Assicurare unadeguata informazione sui collegamenti di gruppi,sui rapporti finanziari e commerciali fra societ del gruppo,nonch sulla situazione patrimoniale e sui risultati economici del gruppo unitariamente considerato. b)Evitare che eventuali intrecci di partecipazioni alterino lintegrit patrimoniale delle societ coinvolte ed il corretto funzionamento degli organi decisionali della capogruppo. c)Evitare che le scelte operative delle singole societ del gruppo pregiudichino le aspettative di quanti fanno affidamento esclusivamente sulla consistenza patrimoniale e sui risultati economici di quella deteminata societ. Gli aspetti pi significativi della relativa disciplina emergono dalle norme che disciplinano il controllo societario ed i rapporti fra societ controllante e sue controllate; nonch da quelle,introdotte con la riforma del 2003,relative all attivit di direzione e di coordinamento di societ (artt.2497 ss c.c.). Esociet controllata la societ che si trova,direttamente o indirettamente,sotto linfluenza dominante di altra societ (controllante),che perci in grado di indirizzarne lattivit nel senso da essa voluto. Il controllo societario pu assumere diverse forme: 1)Econtrollata la societ in cui unaltra societ dispone della maggioranza dei voti esercitabili nellassemblea ordinaria; cio dispone di pi della met delle azioni con diritto di voto nelle assemblee ordinarie. 2)Esociet controllata inoltre la societ in cui unaltra societ dispone dei voti sufficienti per esercitare uninfluenza dominante nellassemblea ordinaria. 3)Si considerano infine controllate,le societ che sono sotto linfluenza dominante di unaltra societ in virt di particolari vincoli contrattuali con essa. Ai fini del solo controllo azionario,si computano poi anche i voti spettanti a societ controllate,a societ fiduciarie e a persona interposta con esclusione per dei voti spettanti per conto di terzi,quali i voti per delega. Come tipicamente si verfica nei gruppi,il controllo azionario (ma non quello contrattuale) pu quindi essere non solo diretto ma anche indiretto: ad es se A controlla B che a sua volta controlla C,questultima societ si considera controllata indirettamente da A. Dalle societ controllate vanno tenute distinte le societ collegate. Si considerano collegate le societ sulle quali unaltra societ esercita uninfluenza notevole,ma non dominante. Altre disposizioni sui gruppi stabiliscono che,in base allattuale disciplina, istituita unapposita sezione del registro delle imprese nella quale sono iscritti i soggetti che esercitano attivit di direzione e coordinamento e le societ alla stessa sottoposte. Queste ultime sono inoltre tenute ad indicare negli atti e nella corrispondenza la soggezione dellaltrui attivit di direzione e coordinamento. Ancora,in presenza di una situazione di controllo,scattano limitazioni e divieti a carico delle societ controllate,che ridimensionano i pericoli di alterazione dellintegrit patrimoniale della capogruppo e di inquinamento del funzionamento degli organi della stessa. Scattano poi in sede di redazione del bilancio di esercizio,specifici obblighi di informazione contabile,sia a carico della societ controllante,sia a carico delle societ controllate. Inoltre,la disciplina dellinformazione contabile di gruppo stata completata con lintroduzione del bilancio consolidato di gruppo,cio un bilancio che consente di conoscere la situazione patrimoniale,finanziaria ed economica del gruppo considerato unitariamente,attraverso leliminazione delle operazioni intercorse fra le societ del gruppo. Passi in avanti sono stati compiuti con la riforma del 2003 anche per quanto riguarda la tutela degli azionisti esterni e dei creditori delle societ controllate contro possibili abusi della controllante. Resta fermo in particolare,il principio cardine della distinta soggettivit e della formale indipendenza giuridica delle societ del gruppo. Tra le regole pi importanti: Eprevisto che le decisioni delle societ controllate ispirate da un interesse di gruppo devono essere adeguatamente motivate,onde consentire una valutazione degli eventali danni che le stesse arrecano alla societ sottoposta allaltrui direzione. Una specifica disciplina poi dettata per i finanziamenti concessi alle societ controllate dalla capogruppo o da altri soggetti alla stessa sottoposti,al fine di evitare che un eccessivo indebitamento danneggi gli altri creditori sociali. Infine e soprattutto,la societ capogruppo tenuta ad indennizzare direttamente azionisti e creditori delle societ controllate per i danni dagli stessi subiti per il fatto che la propria societ si supinamente attenuta alle direttive di gruppo lesive del proprio patrimonio. Ulteriore novit della riforma del 2003 il riconoscimento del diritto di recesso ai soci di una societ soggetta ad attivit di direzione e coordinamento in presenza di eventi riguardanti la societ capogruppo,ma che di riflesso determinano un mutamento delle originarie condizioni di rischio dellinvestimento nelle controllate. Ulteriori passi in avanti sono stati compiuti anche sul piano dellinformazione contabile del gruppo,anche grazie alla recente legge sulla tutela del risparmio (legge 262/2005) don la quale si iniziato ad incidere sul problema dei gruppi multinazionali con ramificazioni in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria. Einfatti fenomeno diffuso la costituzione di gruppi nella cui complessa architettura si inseriscono societ aventi sede legale in ordinamenti giuridici che prevedono scarsi controllo e pochi adempimenti contabili (cd societ off-shore),e ci per beneficiare del favorevole trattamento fiscale che tali Stati solitamente riservano alle imprese (cd paradisi fiscali). Tale nuova disciplina attribuisce al Ministro della giustizia il potere di individuare per decreto gli Stati che non garantiscono la trasparenza societaria,ed impone alle societ italiane non quotate o emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevanti,particolari obblighi informativi qualora siano controllanti, controllate,o collegate a societ aventi sede in tali Stati.

Manca oggi invece una disciplina del gruppo insolvente e nessuna disposizione specifica dettata in caso di fallimento di una societ facente parte di un gruppo. Pu tuttavia trovare applicazione generale la regola enunciata con riferimento allamministrazione strordinaria delle grandi imprese insolventi,la quale dispone che in caso di direzione unitaria del gruppo, gli amministratori delle societ che hanno abusato di tale direzione rispondono in solido con gli amministratori della societ dichiarata insolvente dei danni da questi cagionati alla societ stessa. Estabilito poi che se viene dichiarata insolvente e sottoposta ad amministrazione straordinaria unimpresa facente parte di un gruppo (cd procedura madre),alla stessa procedura sono sottoposte tutte le imprese facenti parte dello stesso gruppo che si trovano in stato di insolvenza. Lomogeneit delle procedure non incide per sulla reciproca autonomia patrimoniale delle societ del gruppo.

LASSEMBLEA. La societ per azioni si caratterizza per la necessaria presenza di tre distinti organi: a)Lassemblea dei soci,organo con funzioni esclusivamente deliberative le cui competenze sono per legge (art.2364-2365) circoscritte alle decisioni di maggior rilievo della vita sociale; b)Lorgano amministrativo,cui devoluta la gestione dellimpresa sociale; gli amministratori hanno inoltre la rappresentanza legale della societ e ad essi spetta il compito di dare attuazione,sotto la propria responsabilit,alle deliberazioni dellassemblea. c)Lorgano di controllo interno,con funzioni di controllo sullamministrazione della societ. Per quando riguarda lamministrazione ed il controllo,il codice civile del 1942 prevedeva un unico sistema basato sulla presenza di due organi entrambi di nomina assembleare: 1)Lorgano amministrativo (amministratore unico o c.d.a.); 2)Il collegio sindacale,che inizialmente svolgeva anche funzioni di controllo contabile; con la riforma del 1998 per le sole societ quotate e la riforma del 2003 anche per le altre s.p.a.,il controllo contabile stato per affidato ad un organo di controllo esterno alla societ (revisore contabile o societ di revisione). Tale sistema (cd sistema tradizionale) trova tuttora applicazione in mancanza di diversa previsione statutaria. La riforma del 2003 ha tuttavia affiancato al sistema tradizionale di amministrazione e controllo,altri due sistemi alternativi fra i quali la societ pu scegliere,ovvero: a)Il sistema dualistico,con il quale lamministrazione e il controllo sono esercitata da un consiglio di sorveglianza,di nomina assembleare e da un consiglio di gestione,nominato direttamente dal consiglio di sorveglianza. Inoltre il consiglio di sorveglianza investito anche di ulteriori competenze che nel sistema tradizionale sono proprie dellassemblea. b)Il sistema monistico,nel quale lamministrazione ed il controllo sono esercitati rispettivamente dal c.d.a. nominato dallassemblea,e da un comitato per il controllo sulla gestione,costituito al suo interno. Anche per le societ che adottano il sistema dualistico o monistico poi previsto un controllo contabile esterno. Lassemblea lorgano composto dalle persone dei soci; la sua funzione quella di formare la volont della societ nelle materie riservate alla sua competenza dalla legge o dallatto costitutivo. Eorgano collegiale che decide secondo il principio maggioritario; la volont espressa dai soci riuniti in assemblea,vale come volont della societ e vincola tutti i soci,anche se assenti o dissenzienti. A seconda delloggetto delle deliberazioni,lassemblea si distingue in ordinaria e straordinaria.

Assemblea ordinaria (art.2364): In seguito alla riforma del 2003,le competenze dellassemblea ordinaria variano a seconda del sistema di amministrazione e controllo adottato. Nelle societ prive di consiglio di sorveglianza (sistema tradizionale e sistema monistico), lassemblea in sede ordinaria: 1)Approva il bilancio; 2)Nomina e revoca gli amministratori,i sindaci e il presidente del collegio sindacale e,quando previsto,il soggetto al quale demandato il controllo contabile; 3)Determina il compenso degli amministratori e dei sindaci,se non stabilito nellatto costitutivo; 4)Delibera sulla responsabilit degli amministratori e dei sindaci; 5)Delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dellassemblea; 6)Approva leventuale regolamento dei lavori assembleari. Pi ristrette sono le competenze dellassemblea ordinaria nelle societ che optano per il sistema dualistico. Rientrano infine nella competenza dellassemblea ordinaria,tutte le deliberazioni che non sono di competenza dellassemblea straordinaria. Assemblea straordinaria (art.2365); delibera: 1)Sulle modifiche dello statuto; 2)Sulla nomina,sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori; 3)Su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza. Lattuale disciplina amplia tuttavia la possibilit che lo statuto attribuisca alla competenza dellorgano amministrativo specifiche materie riservate per legge alla competenza dellassemblea straordinaria. Diversi sono i quorum costitutivi e deliberativi richiesti per lassemblea ordinaria e straordinaria. Per evitare che lassenteismo degli azionisti impedisca di deliberare, poi prevista una seconda convocazione con quorum inferiori,per lassemblea sia ordinaria che straordinaria. Inoltre,in tutte le societ lo statuto pu prevedere convocazioni successive qualora la seconda convocazione vada deserta. Lassemblea unica e generale se la societ ha emesso solo azioni ordinarie. Quando invece sono state emesse diverse categorie di azioni,o strumenti finanziari che conferiscono diritti amministrativi,allassemblea generale si affiancano le assemblee speciali di categoria. Alle assemblee speciali,in mancanza di diversa disciplina,si applicano le norme dettate per lassemblea straordinaria,se le azioni speciali non sono quotate. Si applica invece la disciplina dellassemblea degli azionisti di risparmio,se le azioni speciali sono quotate. CONVOCAZIONE DELLASSEMBLEA: La convocazione dellassemblea di regola decisa dallorgano amministrativo (o consiglio di gestione),ogni volta che lo ritengano opportuno. La convocazione per obbligatoria in alcuni casi; infatti gli amministratori devono: a)Convocare lassemblea ordinaria almeno una volta lanno; b)Convocarla quando ne sia fatta richiesta da soci che rappresentino almeno il 10% del capitale sociale o la minor percentuale prevista dallo statuto. La convocazione deve poi essere disposta dal collegio sindacale,ogniqualvolta sia obbligatoria e gli amministratori non vi abbiano provveduto. Ed in base alla attuale disciplina,il collegio sindacale pu inoltre convocare lassemblea,previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione,qualora nellespletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia necessit di provvedere. Pur in assenza di convocazione,lassemblea regolarmente costituita quando rappresentato lintero capitale sociale (con diritto di intervento) e partecipa allassemblea la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo (assemblea totalitaria); Agli assenti deve tuttavia essere data tempestiva comunicazione delle deliberazioni assunte. Tale assemblea totalitaria,pu deliberare su qualsiasi argomento,ma la sua competenza instabile,poich ciascuno degli intervenienti pu opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato,impedendo cosi che si arrivi a deliberare su quel punto. Una volta costituita,lassemblea presieduta dalla persona indicata nello statuto,o in mancanza,da quella eletta con il voto della maggioranza dei presenti. Il presidente assistito da un segretario designato nello stesso modo. Il presidente verifica la regolarit della costituzione dellassemblea,accerta lidentit e la legittimazione dei presenti,regola il suo svolgimento ed accerta i risultati delle votazioni. Ai soci intervenuti,che raggiungono il terzo del capitale sociale rappresentato in assemblea, poi riconosciuto il diritto di chiedere il rinvio delladunanza,dichiarando di non essere sufficientemente informati sugli argomenti posti in discussione; il diritto di rinvio pu essere per esercitato una sola volta per lo stesso oggetto. Le delibere assembleare devono constare da verbale,sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio; se si tratta di (assemblea straordinaria,il verbale deve essere redatto da un notaio). QUORUM: Si definisce quorum costitutivo la parte del capitale sociale che deve essere rappresentata in assemblea perch questa sia regolarmente costituita e possa iniziare i lavori. Si definisce quorum deliberativo la parte del capitale sociale che si deve esprimere a favore di una determinata deliberazione,perch questa sia approvata. Nel computo del quorum non si tiene conto delle azioni istituzionalmente senza diritto di voto,mentre si tiene contro delle azioni per le quali il voto sia occasionalmente sospeso (es.azioni proprie del socio moroso). La disciplina del quorum costitutivo e deliverativo, diversa per lassemblea ordinaria e straordinaria nelle diverse convocazioni,ed stata pi volte modificata rispetto a quella originaria. Lassemblea ordinaria in prima convocazione, regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale con diritto di voto; e delibera cn voto favorevole della maggioranza assoluta delle azioni. Nessun quorum costitutivo richiesto per lassemblea ordinaria di seconda convocazione; e le delibere sono approvate se riportano il voto favorevole della maggiornanza delle azioni che hanno preso parte alla votazione. La disciplina dellassemblea straordinaria invece diversa a seconda che la societ faccia o meno ricorso al mercato del capitale di rischio:

a)Per le assemblee straordinarie delle societ che NON fanno ricorso al mercato del capitale di rischio,quanto alla prima convocazione,non previsto un quorum costitutivo,anche se lo stesso risulta indirettamente dal fatto che il quorum deliberativo rappresentato da aliquote dellintero capitale sociale con diritto di voto e non del solo capitale intervenuto in assemblea,come invece stabilito per lassemblea ordinaria. Infatti,in prima convocazione lassemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di tanti soci che rappresentano pi della met del capitale sociale. Lassemblea straordinaria di seconda convocazione regolarmente costituita con la partecipazione di oltre un terzo del capitale sociale e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea. Per alcune delibere di particolare importanza, tuttavia richiesta anche in seconda convocazione la maggioranza di pi di un terzo del capitale sociale. b)Per le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio,la disciplina delle assemblee straordinarie stata invece pi volte modificata e prevede una differenziazione fra quorum costitutivo e quorum deliberativo,volta a contemperare la facilit deliberativa del gruppo di comando con la tutela delle minoranza. Il quorum costitutivo minimo almeno la met del capitale sociale in prima convocazione e pi di un terzo in seconda convocazione. Per i quorum deliberativi invece stabilito che lassemblea straordinaria delibera sia in prima che in seconda convocazione,con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea. Lo statuto pu modificare solo in aumento le maggioranze previste per lassemblea ordinaria di prima convocazione e per lassemblea straordinaria; inoltre pu prevedere maggioranze pi elevate anche per lassemblea ordinaria di seconda convocazione,tranne che per lapprovazione del bilancio e per la nomina e la revoca delle cariche sociali. DIRITTO DI INTERVENTO: Possono intervenire in assemblea,insieme ad amministratori,sindaci,rappresentante comune degli azionisti di risparmio e degli obbligazionisti,gli azionisti con diritto di voto (art.2370),nonch i soggetti che pur non essendo soci hanno diritto di voto,come lusufruttuario o il creditore pignoratizio (art.2352). Il diritto di intervento non compete invece gli azionisti senza diritto di voto. Gli azionisti possono partecipare allassemblea sia personalmente sia a mezzo di rappresentante. La partecipazione a mezzo di rappresentante oggi regolata da due diverse discipline: luna applicabile a tutte le societ per azioni (art.2372) e laltra introdotta nel 1998 applicabile in alternativa alla prima,solo alle societ con azioni quotate (art.136-144 Tuf). La delega deve essere conferita per iscritto e deve contenere il nome del rappresentante,che pu farsi sostituire solo da altra persona indicata nella delega stessa. Le societ o gli enti possono delegare solo un proprio dipendente o collaboratore. E la delega sempre revocabile. Con la riforma del 2003 stata circoscritta alle sole societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio la regola secondo cui la rappresentanza pu essere conferita solo per singole assemblee, sia pure con effetto anche per le convocazioni successive. Con la riforma del 1998 stato soppresso il divieto di rappresentanza per le banche. Con la riforma del 1974 sono state introdotte limitazioni,riguardo il numero di soci che la stessa persona pu rappresentare in assemblea: non pi di venti soci,o se si tratta di societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio,non pi di cinquanta,cento o duecento soci,a seconda che il capitale della societ non superi i cinque milioni di euro,non superi i venticinque milioni di euro,o infine,superi questa cifra. Il solo risultato stato quello di rendere pi complesso il rastrellamento delle procure e di scoraggiare ulteriormente la partecipazione indiretta alle assemblee dei piccoli azionisti. La riforma del 1998,ha introdotto per le sole societ con azioni quotate,in alternativa alla disciplina del codice,gli istituti della sollecitazione e della raccolta delle deleghe; alla Consob sono attribuiti ampi poteri regolamentari e di controllo al fine di assicurare la trasparenza e la correttezza nella raccolta delle deleghe. La sollecitazione la richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta a tutti gli azionisti da parte di uno o pi soggetti (committente) che richiedono ladesione a specifiche proposte di voto. Il committente deve gi possedere almeno 1% delle azioni con diritto di voto da almeno sei mesi; e per effettuare la sollecitazione deve necessariamente rivolgersi ad un intermediario professionista (banche o imprese di investimento) che effettuer la sollecitazione per suo conto. La raccolta delle deleghe,risponde allo scopo di agevolare lesercizio indiretto del voto da parte di piccoli azionisti gi organizzati in associazione per la difesa dei comuni interessi. Essa la richiesta di conferimento di deleghe effettuata da associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati. La delega liberamente revocabile fino al giorno precedente lassemblea.

IL VOTO: Lesercizio del diritto di voto in via di principio rimesso allapprezzamento discrezionale del socio,il quale deve per esercitarlo in modo da non arrecare un danno al patrimonio della societ. Infatti,le deliberazioni assembleari regolarmente adottate sono annullabili solo se la maggioranza si sia ispirata esclusivamente ad interessi extrasociali,con danno per la societ. Questo limite si desume con chiarezza dalla disciplina del conflitto di interessi dettata dallart.2373 e modificata dalla riforma del 2003. Versa il conflitto di interessi lazionista che in una determinata delibera ha,per conto proprio o altrui,un interesse personale contrastante con linteresse della societ. In presenza di tale situazione al socio non pi fatto divieto di votare,come prevedeva la precedente disciplina; ma se vota la delibera approvata con il suo voto determinante impugnabile a norma dellart.2377 qualora possa recare danno alla societ. Due ipotesi tipiche di conflitto di interessi sono poi previste dallart.2373 comma 2: a)Evietato ai soci amministratori di votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilit; b)Evieteto,nel sistema dualistico,ai soci componenti del consiglio di gestione di votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina,la revoca o la responsabilit dei consiglieri di sorveglianza. Si pu tuttavia verificare che una deliberazione sia adottata dalla maggioranza per danneggiare non la societ,bens i soci di minoranza; in tali casi lart.2373 non invocabile,dato che la societ non subisce alcun danno patrimoniale n attuale n potenziale.

Dottrina e giurisprudenza non sono per insensibili allesigenza di reprimere gli abusi della maggioranza a danno esclusivo della minoranza; si perviene cos ad affermare lannullabilit della delibera quando la stessa,sia ispirata dal solo scopo di danneggiare singoli soci,anche se nella pratica,risulta molto difficile per il socio di minoranza provare che la delibera stata presa intenzionalmente al solo fine di ledere la sua posizione nella societ. I sindacati di voto sono accordi (patti parasociali) con i quali alcuni soci si impegnano a concordare preventivamente il modo in cui votare in assemblea. I sindacati di voto possono avere carattere occasionale o permanente; nel secondo caso possono essere a tempo determinato o indeterminato,nonch riguardare tutte le delibere assembleari o soltanto quelle di un determinato tipo. Il sindacato di voto come patto parasociale produttivo di effetti solo fra le parti e non nei confronti della societ. Pertanto il voto dato in assemblea resta valido anche se espresso in violazione degli accordi di sindacato,ma il socio che ha votato in modo difforme da quanto preventivamente convenuto sar tenuto a risarcire i danni da lui arrecati agli altri aderenti al patto. Inoltre tali patti sono soggetti ad un particolare regime di pubblicit,che per diverso per le societ quotate e per quelle non quotate che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. In queste ultime societ in patti parasociali devono essere comunicati alla societ e dichiarati in apertura di assemblea. Nelle societ quotate i sindacati di voto e gli altri patti parasociali previsti dal Tuf devono essere comunicati alla Consob,pubblicato sulla stampa quotidiana e depositati presso il registro delle imprese. Nessuna forma di pubblicit invece prevista per i patti parasociali riguardanti societ non quotate che non fanno appello al mercato del capitale di rischio. INVALIDITA DELLE DELIBERE ASSEMBLEARI: Linvalidit delle delibere assembleari pu essere determinata da: a)Violazione delle norme che regolano il procedimento assembleare; b)Vizi che riguardano il contenuto della delibera. Anche per le deliberazioni assembleari opera la tradizionale distinzione tra nullit ed annullabilit propria della disciplina dei contratti. Sono annullabili (artt.2377-2378) tutte le deliberazioni che non sono prese in conformit della legge o dello statuto. Danno vita solo ad annullabilit: a)La partecipazione allassemblea di persone non legittimate,ma solo se tale partecipazione sia stata determinante per la regolare costituzione dellassemblea; b)Linvalidit dei singoli voti o il loro errato conteggio,ma solo se determinanti per il raggiungimento della maggioranza; c)Lincompletezza o linesattezza del verbale,ma solo quando impediscono laccertamento del contenuto,degli effetti e della validit della delibera. Limpugnativa pu essere proposta solo dai soggetti espressamente previsti dalla legge. Ad es non compete ai soci che abbiano votato a favore della delibera,n a terzi qualificati come i creditori sociali. In alcuni casi tassativamente previsti,limpugnativa pu essere invece proposta anche dalla Consob,dalla Banca dItalia o dallIsvap. In base allattuale disciplina,il diritto di impugnativa non riconosciuto ad ogni socio con diritto di voto come in passato,ma legittimati allimpugnativa sono solo gli azionisti con diritto di voto che rappresentano,anche congiuntamente,luno per mille del capitale sociale nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio ed il 5% nelle altre. Lo statuto pu tuttavia ridurre o escludere questo requisito. Come correttivo della limitazione del diritto di impugnativa, riconosciuto ai soci non legittimati a proporla il diritto di chiedere il risarcimento dei danni loro cagionati,dalla non conformit della delibera alla legge o allatto costitutivo. Limpugnativa o lazione di risarcimento danni devono essere proposte entro il termine di novanta giorni dalla data della deliberazione o,se questa soggetta ad iscrizione o deposito nel registro delle imprese,tre mesi dalliscrizione o dal deposito. Il termine allungato a centottanta giorni per la Consob,la Banca dItalia e per lIsvap. Lannullamento ha effetto per tutti i soci ed obbliga gli amministratori a prendere i provvedimenti conseguenti sotto la propria responsabilit; restano per in ogni caso salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della delibera. Lannullamento infine non pu aver luogo se la delibera sostituta con altra presa in conformit della legge o dellatto costitutivo o stata revocata dallassemblea. Restano salvi i diritti acquistati dai terzi sulla base della deliberazione sostituita. La delibera nulla solo nei tre casi tassativamente previstidallart.2379: a)Oggetto impossibile o illecito; e nullit si ha anche quando la delibera ha oggetto lecito ma contenuto illecito. b)Mancata convocazione dellassemblea; c)Mancanza del verbale. La nullit delle delibere assembleari pu essere fatta valere da chiunque abbia interesse e pu essere rilevata di ufficio dal giudice. Posso essere impugnate senza limiti di tempo solo le delibere che modificano loggetto sociale prevedendo attivit impossibili o illecite. In tutti gli altri casi introdotto un termine di decadenza di tre anni,che decorre dalliscrizione o deposito nel registro delle imprese,se la deliberazione vi soggetta,o in caso contrario dalla trascrizione nel libro delle adunanze dellassemblea. Inoltre (come previsto anche per le delibere annullabili): a)Anche la dichiarazione di nullit non pregiudica i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della delibera; b)La nullit non pu inoltre essere dichiarata se la delibera sostituita con altra presa in conformit della legge. Una specifica disciplina poi prevista per alcune delibere di particolare rilievo (es aumento o riduzione del capitale sociale; emissione delle obbligazioni; etc). Per tali delibere lazione di nullit soggetta al termine di decadenza pi breve di centoottanta giorni,anche in caso di nullit per illeceit delloggetto. Ed in caso di mancanza di convocazione,il termine di novanta giorni dallapprovazione del bilancio nel corso del quale la delibera stata anche parzialmente eseguita. Se si tratta poi di societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio,anche se tali termini non sono trascorsi,la nullit della delibera di aumento del capitale sociale non pu essere pi pronunciata dopo che stata iscritta nel registro delle imprese lattestazione che laumento stato anche parzialmente eseguito. E lesecuzione anche parziale preclude la pronuncia di nullit delle deliberazioni di riduzione reale del capitale sociale e di emissione delle obbligazioni.

Specificamente disciplinata poi linvalidit della delibera di approvazione del bilancio,non pi impugnabile dopo lapprovazione del bilancio successivo e della delibera di trasformazione.

AMMINISTRAZIONE. CONTROLLI. GLI AMMINISTRATORI. Nel sistema tradizionale,la societ per azioni pu avere sia un amministratore unico,sia una pluralit di amministratori,che formano in tal caso il c.d.a. Il c.d.a. pu essere articolato al suo interno con la creazione di uno o pi organi delegati,che danno luogo alle figure del comitato esecutivo e degli amministratori delegati (art.2381). Gli amministratori sono lorgano cui affidata in via esclusiva la gestione dellimpresa sociale,ed ad essi spetta compiere tutte le operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale. a)Potere gestorio: gli amministratori deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione della societ che non siano riservati dalla legge allassemblea; b)Potere di rappresentanza: gli amministratori,hanno la rappresentanza generale della societ. c)Altre funzioni: -Gli amministratori danno impulso allattivit dellassemblea: la convocano e ne fissano lordine del giorno,e danno attuazione alle delibere della stessa ed hanno il potere-dovere di impugnare quelle che violino la legge o latto costitutivo. -Gli amministratori devono curare la tenuta dei libri e delle scritture contabili della societ ed in particolare devono redigere annualmente in progetto di bilancio da sottoporre allapprovazione dellassemblea. -Devono inoltre provvedere agli adempimenti pubblicitari prescritti dalla legge. -Infine,devono prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la societ o quanto meno eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose. Di queste funzioni,gli amministratori sono investiti per legge; e sono personalmente responsabili civilmente e penalmente delladempimento dei loro doveri. I primi amministratori sono nominati nellatto costitutivo; successivamente la loro nomina compete allassemblea ordinaria. La legge o latto costitutivo possono tuttavia riservare la nomina di uno o pi amministratori allo Stato o ad enti pubblici,anche in mancanza di partecipazione azionaria di questi ultimi. Il numero degli amministratori fissato nello statuto. Gli amministratori possono essere soci o non soci. Non possono esserlo: linterdetto; linabilitato; il fallito o chi stato condannato ad una pena che comporta linterdizione anche temporanea dai pubblici uffici o lincapacit ad esercitare uffici direttivi. Sono poi previste numerose cause di incompatibilit da leggi speciali (es. avvocati o membri del Parlamento); linteressato tenuto ad optare fra luno e laltro ufficio. La nomina degli amministratori non pu essere fatta per un periodo superiore ai tre esercizi; essi per sono rieleggibili se latto costitutivo non dispone diversamente. Sono cause di cassazione dallufficio prima della scadenza del termine: a)La revoca da parte dellassemblea,che pu essere deliberata liberamente in ogni tempo,salvo il diritto degli amministratori al risarcimento dei danni se non sussiste una giusta causa; b)La rinuncia (dimissioni); c)La decadenza dallufficio,ove sopravvenga una delle cause di ineleggibilit;

d)La morte. Nel caso in cui vengano a mancare tutti gli amministratori o lamministratore unico,il collegio sindacale deve convocare con urgenza lassemblea per la ricostituzione dellorgano amministrativo; nel frattempo,per evitare un totale vuoto di poteri,il collegio sindacale pu compiere gli atti di ordinaria amministrazione. Inoltre possono essere previste clausole statutarie che prevedono la cessazione di tutti gli amministratori a seguito della cessazione di alcuni (clausole simul stabunt simul cadent). La nomina e la cessazione della carica degli amministratori soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese. La centralit della posizione degli amministratori nella direzione della societ,li rende partecipi a tutti i segreti aziendali e pertanto ispira alcuni specifici obblighi e divieti a loro carico: Gli amministratori di societ per azioni non possono assumere la qualit di soci a responsabilit illimitata in societ concorrenti n esercitare unattivit concorrente per conto proprio o altrui,n essere amministratori o direttori generali in societ concorrenti,salva lautorizzazione dellassemblea. Linosservanza del divieto espone alla revoca dallufficio per giusta causa ed al risarcimento degli eventuali danni arrecati alla societ. IL CDA: Quando invece lamministrazione affidata a pi persone,queste costituiscono il consiglio di amministrazione,retto da un presidente scelto dallo stesso consiglio fra i suoi membri,qualora non sia gi stato nominato dallassemblea (art.2380). In tal caso,lattivit esercitata collegialmente; le relative decisioni devono essere perci adottate in apposite riunioni alle quali devono assistere i sindaci (art.2405). Se lo statuto non prevede diversamente,il c.d.a. convocato dal presidente,il quale ne fissa anche lordine del giorno,ne coordina i lavori e provvede affinch tutti gli amministratori siano adeguatamente informati sulle materie iscritte allordine del giorno. Per la validit delle deliberazioni del c.d.a. necessaria la presenza della maggioranza degli amministratori in carica,salvo che lo statuto non richieda un quorum costitutivo pi elevato. Le deliberazioni sono approvate se riportano il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti. Latto costitutivo pu tuttavia stabilire una diversa maggioranza. Non ammesso il voto per rappresentanza. Lart.2388 prevede che possono essere impugnate tutte le delibere del c.d.a. che non sono prese in conformit della legge o dello statuto. Limpugnativa pu essere proposta dagli amministratori assenti o dissenzienti e dal collegio sindacale (ma non dai soci) entro novanta giorni dalla data della deliberazione. Quando la delibera consiliare leda direttamente un diritto soggettivo del socio questi avr diritto di agire giudizialmente per far annullare la delibera. Lannullamento non pregiudica i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione delle stesse. Particolare disciplina stata poi introdotta per il conflitto di interessi degli amministratori (art.2391). Lamministratore che in una determinata operazione ha,per contro proprio o di terzi,un interesse non necessariamente in conflitto con quello della societ: a)(trasparenza) Deve darne notizia agli altri amministratori ed al collegio sindacale; b)(astensione) Se si tratta di amministratore delegato,deve inoltre astenersi dal compiere loperazione investendo della stessa lorgano collegiale competente (cda o comitato esecutivo); c)(motivazione) In entrambi i casi il cda deve adeguatamente motivare le ragioni e la convenienza delloperazione per la societ. La delibera del c.d.a. o del comitato esecutivo,qualora possa recare danno alla societ (danno potenziale) impugnabile non solo quando lamministratore interessato ha votato ed il suo voto stato determinante,ma anche quando sono stati violati gli obblighi di trasparenza,astensione e motivazione. Limpugnazione pu essere proposta entro 90 giorni dalla data della delibera,dal collegio sindacale,dagli amministratori assenti e dissenzienti,nonch dagli stessi amministratori che hanno votato a favore se lamministratore interessato non abbia adempiuto gli obblighi di informazione. La societ pu agire contro lamministratore per il risarcimento dei danni derivanti dalla sua azione o omissione. Nella societ per azioni di maggiori dimensioni frequente unarticolazione interna del c.d.a. per rendere pi efficiente la gestione dellimpresa sociale; se latto costitutivo o lassemblea lo consentono,il c.d.a. pu infatti delegare le proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo ovvero ad uno o pi amministratori delegati (art.2381). Il comitato esecutivo un organo esecutivo; gli amministratori delegati sono invece organi unipersonali,ed a loro di regola affidata la rappresentanza della societ (se sono pi di uno,essi agiscono congiuntamente o disgiuntamente a seconda di quanto stabilito nello statuto o nellatto di nomina). Epossibile anche la coesistenza di un comitato esecutivo e di uno o pi amministratori delegati con competenze ripartite. Gli organi delegati: a)Curano che lassetto organizzativo,amministrativo e contabile della societ sia adeguato alla natura e dimensioni dellimpresa; b)Riferiscono periodicamente al c.d.a. ed al collegio sindacale sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione,nonch su operazioni di maggior rilievo effettuate anche dalle societ controllate. Comitato esecutivo e amministratori delegati non possono per essere delegati per: a)La redazione del bilancio di esercizio; b)La facolt di aumentare il capitale sociale ed emettere obbligazioni convertibili per delega; c)Gli adempimenti posti a carico degli amministratori in caso di riduzione obbligatoria del capitale sociale per perdite; d)La redazione del progetto di fusione o scissione. FUNZIONE DI RAPPRESENTANZA: Fra le funzioni di cui gli amministratori sono investiti per legge,vi quella di rappresentanza della societ. In presenza di un c.d.a.,gli amministratori investiti del potere di rappresentanza devono essere indicati nello statuto. Se pi sono gli amministratori con rappresentanza,deve essere specificato se essi hanno il potere di agire disgiuntamente (firma disgiunta) o congiuntamente (firma congiunta). Di regola la rappresentanza della societ attribuita al presidente del c.d.a. e/o a uno o pi amministratori delegati. Tale rappresentanza generale; inoltre processuale,attiva e passiva. La rappresentanza organica degli amministratori di s.p.a. assoggettata ad una disciplina particolare,che privilegia lesigenza di tutela dellaffidamento dei terzi; due sono i principi cardine:

a)Einopponibile ai terzi di buona fede la mancanza di potere rappresentativo dovuta ad invalit dellatto di nomina; b)La societ inoltre resta vincolata verso i terzi anche se gli amministratori hanno violato eventuali limiti posti dallo statuto ai loro poteri di rappresentanza. Lart.2384 stabilisce poi che: le limitazioni al potere di rappresentanza che risultano dallo statuto o da una decisione degli organ competenti,non sono opponibili ai terzi,anche se pubblicate,salvo che si provi che questi abbiano agito intenzionalmente a danno della societ. Restano invece opponibili ai terzi i limiti legali del potere di rappresentanza degli amministratori. Il contratto sar annullabile su richiesta della societ,se il conflitto di interessi era conosciuto o riconoscibile dal terzo. Gli amministratori sono responsabili civilmente del loro operato in tre direzioni: a)Verso la societ (artt.2392-2393); b)Verso i creditori sociali (art.2394) c)Verso i singoli soci o terzi (art.2395). Sono responsabili verso la societ quando non adempiono i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dellincarico e dalle loro specifiche competenze,e sono tenuti al risercimento dei danni. Non sono invece responsabili per i risultati negativi della gestione che non siano imputabili a difetto di normale diligenza nella condatta degli affari sociali o nelladempimento di specifici obblighi posti a loro carico. Se gli amministratori sono pi di uno,sono responsabili solidalmente. La disciplina non pone a carico degli amministratori un dovere di vigilanza sul generale andamento della gestione,per stabilisce che in ogni caso gli amministratori,fermo quanto disposto dal comma terzo dellart.2381,sono solidalmente responsabili se essendo a conoscenza di atti pregiudizievoli,non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminarne o attenutarne le conseguenze dannose. Lesercizio di azione di responsabilit contro gli amministratori deve essere deliberato dallassemblea ordinaria,anche se la societ in liquidazione; ovvero ai sensi della legge 262/2005,dal collegio sindacale a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. Lazione pu essere esercitata entro cinque anni dalla cessazione dellamministratore dalla carica. La deliberazione dellazione di responsabilit comporta la revoca automatica dallufficio degli amministratori contro cui proposta solo se la delibera approvata con voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale. Se non si raggiunge tale percentuale del capitale sociale,sar invece necessaria una distinta ed espressa delibera di revoca. La societ pu anche rinunciare allesercizio dellazione di responsabilit o pervenire ad una transazione con gli amministratori; luna e laltra devono per essere espressamente deliberate dallassemblea; inoltre necessario che non vi sia il voto contrario di una minoranza qualificata (cio il quinto del capitale sociale,ridotto ad un ventesimo nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio). In base allart.2393-bis (modificato dalla legge 262/2005),lazione sociale di responsabilit contro gli amministratori (nonch contro i sindaci ed i direttori generali) pu essere promossa anche dagli azionisti di minoranza. I soci che assumono liniziativa devono rappresentare almeno il 20% del capitale sociale. Nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio sufficiente che lazione sia promossa dai soci che rappresentano un quarantesimo del capitale sociale o la percentuale pi bassa prevista dallo statuto.

Gli amministratori sono responsabili verso i creditori sociali: a)Solo per inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione e allintegrit del del patrimonio sociale; b)Lazione pu essere proposta dai creditori solo quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. Un danno per i creditori infatti non sussiste fin quando il patrimonio sociale capiente. Comunque il danno subito dai creditori non che un effetto riflesso del danno che gli amministratori hanno arrecato al patrimonio sociale rendendolo insufficiente a soddisfare i primi. Ne consegue che se lazione risarcitoria gi stata esperita dalla societ ed il relativo patrimonio stato reintegrato,i creditori non potranno pi esercitare lazione di loro spettanza dato che gli amministratori sono ovviamente tenuti a risarcire una sola volta il danno. Invece,la rinuncia allazione da parte della societ non impedisce lesercizio dellazione da parte dei creditori sociali. Quanto alla responsabilit verso i singoli soci o terzi,le azioni di responsabilit della societ e dei creditori sociali non pregiudicano il diritto al risarcimento del danno spettante al singolo o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o composi degli amministratori (art.2395). Perch il terzo o il singolo socio possano ottenere il risarcimento,devono ricorrere due presuppostI: a)Il compimento da parte degli amministratori di un atto illecito nellesercizio del loro ufficio; b)La produzione di un danno diretto al patrimonio del singolo socio o del singolo terzo (ossia un danno che non sia semplice riflesso del danno eventualmente subito dal patrimonio sociale). I direttori generali sono dirigenti che svolgono attivit di alta gestione dellimpresa sociale; essi sono perci investiti di ampi poteri decisionale nella gestione dellimpresa. Sono nominati dallassemblea o dal consiglio di amministrazione per disposizione dello statuto. Sono parificati agli amministatori sotto il profilo delle responsabilit penali; e quindi sono responsabili verso la societ,i creditori sociali e verso i singoli soci o terzi per i danni arrecati nellesercizio dei compiti loro affidati. Essi devono quindi rifiutarsi di dare attuazione alle direttive degli stessi amministratori se illegali o pregiudizievoli per la societ. Si definisce amministratore di fatto il soggetto,privo della veste formale di amministratore per la mancanza di nomina assembleare,che in fatto si inserisce sistematicamente nella direzione dellimpresa sociale. Tali soggetti possono essere lazionista o gli azionisti di comando. Gli amministratori di fatto sono equiparati agli amministratori legalmente nominati per quanto riguarda lapplicazione delle norme in tema di responsabilit penale. Ma si ritiene che a questi possa estendersi anche la disciplina della responsabilit civile,poich chi ha in fatto esercitato poteri direttivi pu essere chiamato,in solido con gli amministratori formalmente investiti dellincarico,a risarcire i danni arrecati alla societ ed ai creditori sociali; ci per solo in presenza di comportamenti dolosi. Quindi nelle s.p.a. la posizione degli amministratori di fatto viene equiparata a quella dei direttori generali.

IL COLLEGIO SINDACALE Il collegio sindacale lorgano di controllo interno della societ per azioni,con funzioni di vigilanza sullamministrazione della societ. La disciplina del collegio sindacale ha subito profonde modifiche dal 1942 ad oggi; in particolare la riforma del 1998 ha affrancato tale organo dalle funzioni di controllo contabile,che pertanto ora sono affidate in via esclusiva alla societ di revisione. La legge sulla tutela del risparmio,la n.262/2005 ha poi parzialmente riformato la composizione del collegio sindacale e i requisiti dei sindaci delle societ quotate nonch rafforzato i poteri dellorgano. Il collegio sindacale delle societ con azioni non quotate si compone di tre o cinque membri effettivi,soci o non soci,secondo quanto stabilito nello statuto. Devono inoltre essere nominati due membri supplenti. Nelle societ quotate,fermo restando il numero minimo di tre sindaci,latto costitutivo pu determinare liberamente il numero dei sindaci; si pu adeguare quindi il numero dei sindaci alla complessit dellimpresa sociale. I primi sindaci sono nominati nellatto costitutivo; e successivamente sono nominati dallassemblea ordinaria. La legge o lo statuto,tuttavia,possono riservare la nomina di uno o pi sindaci allo Stato o ad enti pubblici. Quindi,i sindaci sono di regola nominati dallo stesso organo che nomina gli amministratori,ed questo un motivo di scarsa funzionalit del collegio sindacale,dato che controllanti e controllati sono in definitiva espressione dello stesso gruppo di comando. Ma la riforma del 98 ha previsto che nelle societ quotate almeno un membro effettivo sia eletto dalla minoranza. Inoltre,se il collegio sindacale formato da pi di tre membri,il numero dei sindaci riservati alla minoranza non pu essere inferiore a due. I requisiti professionali richiesti per la nomina a sindaco sono fissati con regolamento del Ministro della Giustizia . Per assicurare lindipendenza dei sindaci sono previste cause di ineleggibilit ulteriore rispetto a quelle dettate per gli amministratori; lart.2399 stabilisce che non possono essere nominati sindaci: a)Il coniuge,i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori,nonch gli amministratori di societ facenti parte dello stesso gruppo; b)Coloro che sono legati alla societ o a societ facenti parte dello stesso gruppo da rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano lindipendenza. Lo statuto pu prevedere anche altre cause di ineleggibilit o incompatibilit. I sindaci restano in carica per tre esercizi e sono rieleggibili; i sindaci scaduti restano in carica fino alla nomina dei nuovi. Lassemblea pu revocarli sono se sussiste una giusta causa,e la delibera di revoca deve essere approvata dal tribunale. I sindaci nominati dallo Stato o da enti pubblici possono essere revocati solo dallente che li ha nominati. Costituisce causa di decadenza dallufficio il sopraggiungere di una delle cause di ineleggibilit,nonch la sospensione o cancellazione dal registro dei revisori; decade inoltre,il sindaco che,senza giustificato motivo,non assiste alle assemblee o diserta,durante un esercizio sociale,due riunioni del c.d.a.,del comitato esecutivo e del collegio sindacale. In caso di morte,rinuncia o decadenza di un sindaco,subentrano i supplenti in ordine di et; i nuovi sindaci restano in carica fino alla successiva assemblea che provvede alla nomina dei sindaci effettivi e supplenti necessari per integrare il collegio. La nomina e la cessazione dallufficio dei sindaci devono essere iscritte,a cura degli amministratori,nel registro delle imprese. La funzione primaria del collegio sindacale quella di controllo,per cui vigila sulladeguatezza dellassetto organizzativo,amministrativo e contabile adottato dalla societ e sul suo corretto funzionamento (art.2403). I sindaci hanno il potere-dovere di procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e di controllo,nonch di chiedere agli amministratori notizie,anche con riferimento a societ controllate,sullandamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Il collegio pu inoltre,previa comunicazione al presidente del c.d.a.,convocare lassemblea qualora nellespletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente necessit di provvedere Pu inoltre promuovere il controllo giudiziario sulla gestione,se ha fondato sospetto che gli amministratori abbiano compiuto gravi irregolarit nella gestione. Nel contempo,nelle societ quotate,la Consob pu attivare tale procedura se ha fondato sospetto di gravi irregolarit nelladempimento dei doveri dei sindaci. Per consentire al collegio sindacale lefficace svolgimento della propria attivit,la legge pone a carico degli amministratori numerosi obblighi di comunicazione nei confronti del primo; ci specie nelle societ quotate,dove gli amministratori devono ad es riferire tempestivamente al collegio sulle operazioni compiute di maggior rilievo economico. A collegio sindacale sono infine devolute per legge altre funzioni di consulenza,propositiva e di amministrazione attiva che integrano e completano la principale funzione di controllo. Bench come detto il collegio sindacale non svolga pi il controllo contabile sulla societ,nelle societ non quotate ancora necessario il suo consenso per liscrizione allattivo di alcune voci di bilancio. Inoltre esso conserva il potere di fare proposte allassemblea in ordine al bilancio ed alla sua approvazione. Nelle sole societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio e che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato,lo statuto pu prevedere che anche il controllo contabile sia esercitato dal collegio sindacale (ma in tal caso lintero collegio deve essere costituito da revisori contabili iscritti nel registro). Nelle societ non quotate il presidente del collegio sindacale nominato dallassemblea (art.2398); nelle societ quotate latto costitutivo a fissare i criteri di nomina (art.140 Tuf). Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni 90 giorni; regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei sindaci e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Ogni socio pu denunciare al collegio sindacale fatti che ritiene censurabili; il collegio sindacale obbligato solo a tenerne conto. Quanto al denuncia proviene da tanti soci che rappresentano il 5% del capitale sociale (2% per le societ quotate),o la minore percentuale prevista dallo statuto,il collegio sindacale deve indagare senza ritardo sui fatti denunziati e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte allassemblea,convocando immediatamente lassemblea se ravvisa fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia urgente necessit di provvedere. I sindaci sono responsabili anche penalmente,della verit delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio. Lobbligo di risarcimento dei danni grava esclusivamente sui sindaci,qualora il danno sia imputabile solo al mancato o negligente adempimento dei loro doveri. I sindaci sono invece responsabili in solido con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi,qualora il fanno non si sarebbe prodotto se i sindaci avessero vigilato in conformit degli obblighi della loro carica.

Lazione di responsabilit contro i sindaci disciplinata dalle stesse norme dettate per lazione di responsabilit contro gli amministratori. IL CONTROLLO CONTABILE Con la riforma del 2003 si completato il processo di separazione del controllo sull amministrazione dal controllo contabile,originariamente affidati entrambi al collegio sindacale. Oggi coesistono tre discipline parzialmente diverse: a)Nelle societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio,il controllo contabile esercitato da un revisore contabile persona fisica o da una societ di revisione iscritti in un apposito registro istituito presso il Ministero della Giustizia; tuttavia nelle societ che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato lo statuto pu affidare il controllo contabile allo stesso collegio sindacale. b)Nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio diverse dalle societ quotate,il controllo contabile invece pu essere esercitato solo da una societ di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili,la quale assoggettata a parte della disciplina della revisione contabile prevista per le societ quotate ed alla vigilanza della Consob. c)Infine,nelle societ con azioni quotate lattivit di revisione contabile riservata alla societ di revisione iscritte in un apposito albo speciale tenuto a cura della Consob ed integralmente assoggettata alla disciplina dettata dal Tuf. Liscrizione nellalbo speciale delle societ di revisione che rispondono ai requisiti fissati dalla legge, effettuata dalla Consob previo accertamento del requisito di idoneit tecnica. Inoltre la Consob vigila sullattivit delle societ di revisione iscritte nellalbo e ne verifica periodicamente lindipendenza e lidoneit tecnica. La legge 262/2005,ha riformato la disciplina del Tuf per meglio tutelare lindipendenza e loggettivit del controllo contabile; le nuove nomre inoltre rafforzano i poteri di vigilanza della Consob. Funzione principale del revisore quella di controllare la regolare tenuta della contabilit e di esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato. In caso di giudizio negativo o di dichiarazione di impossibilit di esprimere un giudizio informa immediatamente la Consob. Il revisore contabile documenta lattivit svolta in un apposito libro; responsabile della verit delle sue attestazioni e deve conservare il segreto su fatti e documenti di cui ha conoscenza per ragioni del suo ufficio. Trova inoltre applicazione la disciplina dellazione di responsabilit dettata per i sindaci. Lazione si prescrive in cinque anni dalla cessazione dellincarico. I SISTEMI ALTERNATIVI. La riforma del 2003 ha introdotto due sistemi alternativi,che trovano applicazione solo se espressamente adottati in sede di costituzione della societ con modifica dello statuto (art.2380). Sistema dualistico: prevede la presenza di un consiglio di gestione e di un consiglio di sorveglianza; il controllo contabile poi affidato,senza eccezioni,ad un revisore contabile o ad una societ di revisione. Il consiglio di gestione svolge le funzioni proprie del c.d.a. nel sistema tradizionale. Al consiglio di sorveglianza sono invece attribuite le funzioni di controllo proprie del collegio sindacale,sia funzioni di indirizzo della gestione che nel sistema tradizionale sono proprie dellassemblea dei soci. La presenza del consiglio di sorveglianza riduce le competenze dellassemblea ordinaria; dunque il sistema dualistico determina un pi accentuato distacco tra azionisti ed organo gestorio della societ,poich scelte e valutazioni tipicamente imprenditoriali (come la designazione degli amministratori e lapprovazione del bilancio),sono sottratte ai soci ed affidate ad un organo professionale quale il consiglio di sorveglianza,che nel contempo esercita il controllo sullamministrazione. Sistema monistico: si caratterizza per la soppressione del collegio sindacale. Lamministrazione ed il controllo sono infatti esercitati dal c.d.a. e da un comitato per il controllo sulla gestione,costituito al suo interno,che svolge le funzioni proprie del collegio sindacale. Anche nel sistema monistico il controllo contabile poi affidato,ad un revisore contabile o ad una societ di revisione. I CONTROLLI ESTERNI Accanto ad un controllo interno del collegio sindacale ed al controllo contabile affidato ad un revisore esterno,lordinamento prevede un sistema di controlli esterni sulle societ per azioni,che espressione dellinteresse generale al corretto funzionamento di tali societ. Il sistema dei controlli esterni non per uguale per tutte le societ per azioni. Comune a tutte le s.p.a. solo in controllo esterno sulla gestione esercitato dallautorit giudiziaria in presenza di situazioni patologiche che ne alterano il corretto funzionamento. A partire dalla riforma del 1974 le societ con azioni quotate in borsa e quelle che istituzionalmente operano sul mercato mobiliare sono assoggettate al controllo della Consob (commissione nazionale per le societ e la borsa). Il controllo giudiziario sulla gestione delle societ per azioni una forma di intervento dellautorit giudiziaria nella vita delle societ volta a ripristinare la legalit dellamministrazione delle stesse. Il procedimento pu essere attuato se vi fondato sospetto che gli amministratori in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarit nella gestione che possano arrecare danno alla societ o a una o pi societ controllate. Le gravi irregolarit possono essere denunciate: a)Dai soci,che rappresentino almeno il decimo del capitale sociale (5% del capitale se si tratta di societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio). b)In tutte le societ,liniziativa pu essere assunta anche dal collegio sindacale o dal corrispondente organo di controllo nei sistemi alternativi. c)Infine,nelle sole societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio liniziativa pu essere assunta anche dal pubblico ministero,nonch dalla Consob quando sospetti gravi irregolarit nelladempimento dei doveri dei sindaci. Il tribunale non pu invece procedere dufficio. La Consob un organo di pubblica vigilanza sul mercato dei capitali; una persona giuridica di diritto pubblico che gode di piena autonomia nei limiti stabiliti dalla legge. Nata come organo di controllo della borsa progressivamente divenuta organo di controllo dellintero mercato mobiliare,dei soggetti che sullo stesso operano e di ogni operazione di sollecitazione del pubblico risparmio attraverso lemissione ed il collocamento di strumenti finanziari. In particolare,in base allattuale disciplina (artt.114-118 Tuf),sono assoggettati ad obblighi informativi nel confronti del pubblico: a)Tutti gli emittenti strumenti finanziari quotati (anche diversi dalle azioni) e i soggetti che li controllano;

b)Gli emittenti strumenti finanziari non quotati in mercati italiani,ma diffusi fra il pubblico in misura rilevante,individuati secondo i criteri fissati dalla Consob. La disciplina della trasparenza ed il relativo controllo della Consob sono perci estesi a tutte le societ,quotate e noncon azioni diffuse fra il pubblico,anche se gli obblighi di informazione sono diversamente graduati dalla normativa regolamentare. Due sono i principi cardine dellattuale disciplina sullinformazione societaria: 1)Informazione continua: i soggetti sopraindicati devono comunicare al pubblico le informazioni privilegiate che li riguardino o che riguardano controllate; devono cio comunicare qualsiasi informazione precisa e non ancora resa pubblica la cui conoscenza pu influenzare sensibilmente il prezzo degli strumenti finanziari. 2)Informazione su richiesta: la Consob pu richiedere che siano resi pubblici notizie e documenti necessari per linformazione del pubblico; potere che,dopo la legge 262/2005 pu essere esercitato non solo nei confronti degli emittenti quotati,dei soggetti che li controllano,e delle societ con strumenti finanziari diffusi fra il pubblico,ma anche nei confronti dei relativi componenti degli organi di amministrazione e controllo,dei dirigenti,dei soggetti titolari di partecipazioni rilevanti e dei partecipanti a patti parasociali. La Consob ha inoltre previsto specifici obblighi di informazione preventiva nei confronti del pubblico,per una serie di operazioni straordinarie (es acquisizione e cessione di pacchetti azionari; acquisto e vendita di azioni proprie; fusioni e scissioni,etc.); si parla di informazione straordinaria. La Consob investita di ampi poteri di indagine e di intervento al fine di vigilare sulla correttezza dellinformazione fornita al pubblico.

IL BILANCIO. La s.p.a. obbligata a tenere libri e scritture contabili previsti anche per limprenditore; in pi deve tenere anche i libri sociali indicati nellart.2421 destinati a documentare i profili essenziali dellorganizzazione e della vita della societ. I soci e il rappresentante comune degli azionisti di risparmio hanno diritto ad esaminare solo il libro dei soci e quello delle adunanze e delle adunanze dellassemblea. Al pari di ogni imprenditore assoggettato allobbligo di tenuta delle scritture contabili,la s.p.a. deve redigere annualmente il bilancio di esercizio. La relativa disciplina (art.2423-2435 bis cod.civ.),era gi stata modificata nel 1991 per dare attuazione alla quarta e alla settima direttiva Cee; poi ulteriori modifiche sono state apportate dalla riforma del 2003 per risolvere alcuni problemi rimasti insoluti. In base allattuale disciplina,il bilancio di esercizio il documento contabile che rappresenta,in modo chiaro veritiero e corretto,la situazione patrimoniale e finanziaria della societ alla fine di ciascun esercizio,nonch il risultato economico dellesercizio stesso (cio gli utili conseguiti o le perdite subite nellesercizio). Esso costituito dallo stato patrimoniale,dal conto economico e dalla nota integrativa. Deve inoltre essere corredato dalla relazione sulla gestione degli amministratori,nonch da relazioni del collegio sindacale e del revisore contabili. Funzione essenziale del bilancio quindi quella di accertare periodicamente la situazione del patrimonio (aspetto statico) e la redditivit (aspetto dinamico) della societ. Il bilancio costituisce per i soci il solo strumento legale di informazione contabile sullandamento degli affari sociali; e costituisce per i creditori sociali il mezzo per conoscere la consistenza del patrimonio della societ. Il bilancio di esercizio si articola in tre parti,destinate ad integrarsi reciprocamente: a)Lo stato patrimoniale; b)Il conto economico; c)La nota integrativa. In applicazione del principio di chiarezza,sono dettagliatamente indicate le voci che devono figurare nello stato patrimoniale (art.2424) e nel conto economico (art.2425). Inoltre sono dettate alcune regole generali che devono essere rispettate nella redazione di tali documenti.

Data la complessit del bilancio,alle societ che non superano determinate dimensioni,in base a parametri riferiti allattivo patrimoniale,al fatturato ed al numero di dipendenti, consentita la redazione di un bilancio in forma abbreviata. -Lo stato patrimoniale rappresenta la composizione quantitativa e qualitativa del patrimonio della societ (attivit e passivit) e la sua situazione finanziaria nel giorno della chiusura dellesercizio. Esso deve essere redatto nella forma a colonne,e vanno iscritte prima le attivit e poi il patrimonio netto e le passivit,secondo lo schema fissato dallart.2424. Le voci dellattivo sono aggregate in quattro grandi categorie: A)Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti. B)Immobilizzazioni,che comprendono gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente dalla societ; le immobilizzazioni sono a loro volta distinte in tre sottocategorie: a)Immobilizzazioni immateriali,quali i costi di impianto e di ampliamento,i diritti di brevetto industriale e lavviamento; b)Immobilizzazioni materiali,quali i terreni e i fabbricati,le attrezzature industriali e commerciali; c)Immobilizzazioni finanziarie,che comprendono partecipazioni azionarie,altri titoli e le azioni proprie,quando siano destinati a permanere stabilmente nel patrimonio delle societ. C)Attivo circolante,a sua volta distinto in: a)Rimanenze: quali le rimanenze di materie prime,sussidiarie e di consumo,di prodotti in corso di lavorazione o di merci; b)Crediti; c)Attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni; d)Disponibilit liquide,quali depositi bancari ed il danaro in cassa. D)Ratei e risconti (attivi): i ratei attivi sono proventi di competenza dellesercizio esigibili in esercizi successivi; i risconti attivi sono costi sostenuti nellesercizio,ma di competenza di esercizi successivi. Le voci del passivo sono invece aggregate in cinque categorie: A)Patrimonio netto: che risulta composto dal capitale sociale nominale e dai diversi tipi di riserve. Limporto del capitale e delle riserve aumentato degli utili portati a nuovo e degli utili di esercizio risultanti dal conto economico; invece diminuito delle eventuali perdite portate a nuovo e delle perdite di esercizio. Si ottiene cos il patrimonio netto della societ. B)Fondi per rischi ed oneri: si tratta di accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti certi o probabili. C)Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato: limporto del relativo fondo va calcolato in base agli anni di servizio maturati. D)Debiti. E)Ratei e risconti (passivi): i ratei passivi sono costi di competenza dellesercizio che saranno effettivamente sopportati negli esercizi succssivi; i risconti passivi sono invece proventi percepiti nellesercizio,ma di competenza di esercizi successivi. In calce allo stato patrimoniale devono infine essere iscritti i cd conti dordine; la loro funzione quella di informare sullesistenza di rischi ed impegni futuri,che non incidono attualmente sulla consistenza del patrimonio sociale. -Il conto economico espone il risultato economico dellesercizio (utile o perdita),attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri sostenuti,nonch dei ricavi e degli altri proventi conseguiti nellesercizio. Il conto economico articolato in cinque sezioni scalari: Nella prima,denominata valore della produzione vanno indicati e sommati i ricavi di competenza dellesercizio dellattivit produttiva tipica e le variazioni,positive o negative delle rimanenze di magazzino. Dal totale cos ottenuto si sottraggono i costi della produzione,fra i quali sono compresi gli ammortamenti,le svalutazioni e gli accantonamenti. Si ottiene cos,per differenza,il risultato lordo della gestione ordinaria della societ. Nella terza sezione,vanno iscritti e sommati i proventi ed oneri finanziari,quali i proventi derivanti da partecipazioni in altre societ,gli interessi attivi e passivi,gli utili e le perdite sui cambi. Nella quarta sezione,vanno iscritte algebricamente le rettifiche di valore di attivit finanziarie,dovute a rivalutazioni e a svalutazioni delle stesse. Nella quinta ed ultima sezione,vanno infine iscritti e sommati algebricamente i proventi ed oneri straordinari. La somma algebrica dei diversi totali parziali cos ottenuti costituisce il risultato globale di esercizio; si ottiene cos lutile o la perdita di esercizio che va riportato nello stato patrimoniale. -La nota integrativa,costituisce parte integrante del bilancio ed ,insieme alla relazione sulla gestione,il documento che gli amministratori devono redigere oltre allo stato patrimoniale ed al conto economico,per illustrare il contenuto del bilancio. La nota integrativa illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico; quindi fornisce una serie di informazioni integrative sulla situazione patrimoniale e finanziaria sul risultato economico di esercizio,sui compensi di amministratori e sindaci,etc. La relazione sulla gestione invece un allegato esterno al bilancio che assolve una funzione di resoconto sulla gestione della societ e sulle prospettive. Lart.2364 regola il procedimento di formazione del bilancio. Alla redazione del bilancio cooperano,nel sistema tradizionale di amministrazione e controllo (ed in quello monistico),tutti e tre gli organi sociali: amministratori,collegio sindacale ed assemblea,nonch il soggetto incaricato del controllo contabile. Nelle societ che adottano il sistema dualistico il bilancio invece predisposto dal consiglio di gestione ed approvato dal consiglio di sorveglianza. Lassemblea ordinaria (competente per lapprovazione del bilancio),deve essere convocata almeno una volta lanno,entro il termine stabilito dallo statuto (comunque non superiore a 120 giorni dalla chiusura dellesercizio sociale). Lo statuto pu tuttavia stabilire un termine maggiore,non superiore a 180 giorni,nel caso di societ tenute alla redazione del bilancio consolidato o quando lo richiedono particolari esigenze relative alla struttura e alloggetto della societ. Almeno 30 giorni prima,il progetto di bilancio con la relazione degli amministratori deve essere comunicato al collegio sindacale. Analoga relazione predisposta dal soggetto incaricato del controllo contabile il quale esprime anche il proprio giudizio sul bilancio. Il progetto ed i relativi allegati,deve restare depositato in copia nella sede della societ durante i 15 giorni che precedono lassemblea e finch sia approvato; i soci possono prenderne visione. Lassemblea pu approvare o respingere il progetto; si ritiene possa anche modificarlo direttamente. Entro 30 giorni dallapprovazione,copia del bilancio,corredato dalle relazioni e dal verbale di approvazione,deve essere depositata a cura degli amministratori presso lufficio del registro delle imprese Le azioni di annullabilit e/o nullit previste dagli artt.2377 e 2379 non possono essere pi esercitate dopo che stato approvato il bilancio dellesercizio successivo. Lassemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione degli utili ai soci (nel sistema dualistico a tal fine provvede lassemblea convocata dal consiglio di sorveglianza). Non tutti gli utili sono per distribuibili fra i soci,a causa della presenza di alcuni vincoli di destinazione imposti dalla legge,oppure imposti da quanto fissato nello statuto o nellatto costitutivo.

Innanzitutto se negli esercizio precedenti si verificata una perdita del capitale sociale,non si possono ripartire gli utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente. Dagli utili netti annuali,non assorbiti da perdite precedenti,deve essere poi dedotta una somma corrispondente almeno al 5% degli stessi per costituire una riserva (riserva legale); e ci fin quando la stessa non abbia raggiunto il 20% del capitale sociale. La riserva legale costituisce un accantonamento contabile di utili imposto per legge a salvaguardia dellintegrit del capitale sociale. Funzione non diversa dalla riserva legale,presenta la riserva statutaria. La differenza consiste nel fatto che la sua costituzione imposta dallo statuto (in aggiunta alla riserva legale),che stabilisce anche la quota parte di utili di esercizio da destinare alla stessa. Gli utili di cui lassemblea che approva il bilancio pu disporre a favore dei soci sono perci costituiti: a)Dagli utili distribuibili di esercizio; b)Dagli utili accertati e non distribuibili negli esercizi precedenti (riserve disponibili ed utili riportati a nuovo). Diversamente che nelle societ di persone,nella societ per azioni lapprovazione del bilancio di esercizio non determina di per s linsorgere di un diritto individuale degli azionisti allimmediata assegnazione della propria parte di utili. A tal fine necessaria unulteriore e distinta deliberazione dellassemblea di distribuzione degli utili. Quindi privilegiato linteresse del gruppo di comando al reinvestimento degli utili nellattivit sociale piuttosto che linteresse del singolo socio alla distribuzione annuale degli utili. La societ non pu pagare dividendi sulle azioni,se non per utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio regolarmente approvato; linosservanza di tali disposizioni d luogo alla distribuzione di utili fittizi. La relativa delibera assembleare nulla per illeceit delloggetto e gli amministratori e sindaci sono esposti a responsabilit anche penale (art.2626). Gli azionisti sono tuttavia obbligati a restituire i dividendi riscossi per gli utili non realmente esistenti: a)Quando erano in buona fede al momento della riscossione, b)Se i dividendi sono stati distribuiti in base ad un bilancio realmente approvato; c)Dal bilancio risultano utili netti corrispondenti. Il Regolamento CE n.1606/2002 e il d.lgs 38/2005 hanno disposto che alcune societ siano obbligate (societ con azioni o strumenti finanziari quotati in Italia o altro Stato dellUnione o diffusi fra il pubblico in misura rilevante; societ di assicurazione; banche; etc.),ed altre abbiano la facolt di redigere i propri bilanci in base ai principi contabili internazionali; in tal modo lUnione Europea ha inteso rendere agevolmente confrontabili i bilanci di imprese operanti in diversi Stati. IL BILANCIO CONSOLIDATO DI GRUPPO: Il bilancio consolidato un bilancio redatto dalla capogruppo in aggiunta al proprio bilancio di esercizio. In esso rappresentata la situazione patrimoniale,finanziaria ed economica del gruppo considerato nella sua unit. Le imprese da considerare ai fini del consolidamento sono solo quelle controllate tramite il possesso di partecipazioni. Sono invece escluse le imprese controllate in base a particolari vincoli contrattuali. Sono esonerati dallobbligo di redigere il bilancio consolidato i gruppi di minore dimensione. La legge 262/2005 ha introdotto nuovi e pi penetranti obblighi contabili a carico delle societ italiane quotate o emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante,le quali controllino o siano controllate,o siano collegate a societ aventi sede in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria. Particolarmente severi sono i controlli nel caso in cui la societ italiana controlli la societ estera off-shore,dopo che alcuni gravi scandali finanziari (Parmalat in particolare) hanno mostrato che tali rapporti possono essere agevolmente impiegati per occultare perdite. La nuova disciplina prevede che la societ italiana controllante deve allegare al proprio bilancio di esercizio o consolidato il bilancio della controllata,redatto secondo i principi contabili internazionali o secondo la disciplina italiana. Il bilancio della societ estera deve essere sottoscritto dagli amministratori,dal direttore generale e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili della societ controllante italiana che cosi ne attestano la veridicit e correttezza sotto la propria responsabilit,anche penale. Gli amministratori della controllante italiana devono poi allegare una specifica relazione sui rapporti intercorrenti con la controllata off-shore,ed in particolare sulle operazioni compiute con essa e sulle reciproche situazioni debitorie e creditorie. Il tutto va trasmesso alla Consob. Se invece la societ italiana ad essere sottoposta al controllo di una societ estera off-shore richiesto solo che la controllata italiana alleghi al proprio bilancio la relazione degli amministratori.

LE MODIFICAZIONI DELLO STATUTO. Costituisce modificazione dello statuto di una societ per azioni ogni mutamento del contenuto oggettivo del contratto sociale (atto costitutivo e statuto); mutamento che pu consistere sia nellinserimento di nuove clausole,sia nella modificazione o soppressione di clausole preesistenti. Le modificazioni dello statuto rientrano,per regola generale,nella competenza dellassemblea dei soci in sede straordinaria (art.2365). La delibera perci adottata con le maggioranze previste in via generale per lassemblea straordinaria o,nelle societ non quotate,con quelle pi elevate stabilite per talune modifiche di particolare rilievo (es cambiamento delloggetto sociale; trasformazione; scioglimento anticipato; proroga della societ; etc). Le delibere modificative dello statuto,erano originariamente soggette ad omologazione da parte del tribunale. La soppressione del controllo giudiziario sullo statuto ed il conseguente affidamento al notaio dei relativi compiti di controllo non hanno per fatto venire del tutto meno il controllo giudiziario sulle delibere modificative dello statuto,ma lo hanno reso eventuale e facoltativo; infatti,secondo lattuale disciplina, il notaio che ha

verbalizzato la delibera dellassemblea che verifica ladempimento delle condizioni stabilite dalla legge,ed entro trenta giorni,ne richiede liscrizione nel registro delle imprese constestualmente al deposito,allegando le eventuali autorizzazioni richieste. Tuttavia,se il notaio ritiene non adempiute le condizioni stabilite dalla legge n da comunicazione tempestiva agli amministratori; nei trenta giorni successivi questi possono convocare lassemblea per gli opportuni provvedimenti,oppure ricorrere al tribunale affinch lo stesso ordini,con proprio decreto soggetto a reclamo,liscrizione. E lattuale disciplina puntualizza che in caso di inerzia degli amministratori la delibera definitivamente inefficace. Lapplicazione del principio maggioritario anche per le modificazioni dello statuto,fa si che nella s.p.a. la minoranza non pu impedire modifiche,anche radicali,dellassetto societario. Tuttavia,in presenza di delibere modificative di particolare gravit,la minoranza indirettamente tutelata dalla previsione di maggioranze pi elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso dalla societ (art.2437 ss. cod.civ.). La disciplina del diritto di recesso stata profondamente modificata dalla riforma del 2003,in modo da assicurare una pi efficace tutela dei soci di minoranza,fino al limite di condurre allo scioglimento della societ. Sono stati infatti vistosamente ampliati i casi in cui il diritto di recesso concesso,e radicalmente modificati i criteri di determinazione del valore delle azioni del socio che recede ed il procedimento di liquidazione del relativo importo in modo da contemperare linteresse dei soci di minoranza con quello dei creditori sociali. Mentre la disciplina precedente prevedeva solo tre cause di recesso (cambiamento delloggetto sociale; trasformazione; trasferimento della sede sociale allestero),lattuale disciplina amplia notevolmente le stesse (art.2437),che possono oggi essere distinte in: cause di recesso inderogabili; derogabili dallo statuto; cause statutarie. A queste vanno poi aggiunte le specifiche cause di recesso previste per le societ che fanno parte di un gruppo. 1)Le cause inderogabili di recesso: Il diritto di recesso pu essere esercitato,anche per la parte delle azioni,dai soci che non hanno concorso (in quanto dissenzienti,assenti o astenuti),alle delibere riguardanti: a)La modifica delloggetto sociale,purch questa consista in un cambiamento significativo dellattivit della societ; b)La trasformazione della societ; c)Il trasferimento della sede sociale allestero; d)La revoca dello stato di liquidazione; e)Leliminazione di una o pi cause di recesso derogabili o previste dallo statuto; f)La modificazione dei criteri di valutazione delle azioni in caso di recesso; g)Le modificazioni dello statuto concernenti il diritto di voto o di partecipazione. In tali casi il diritto di recesso non pu essere soppresso dallo statuto,ed nullo ogni patto volto ad escluderlo o a renderne pi gravoso lesercizio. Vi sono poi altre due cause inderogabili di recesso: a favore dei soci assenti o dissenzienti rispetto alla delibera che introduce,modifica o sopprime una clausola compromissoria nello statuto,nonch a favore dei soci assenti,dissenzienti o astenuti,quando si adotta nelle societ quotate una delibera che comporta lesclusione della quotazione. 2)Le cause derogabili di recesso sono contemplate nellart.2437 comma 2 cod.civ. Infatti,il diritto di recesso spetta ancora,salvo che lo statuto non disponga diversamente,ai soci che non hanno concorso allapprovazione delle delibere riguardanti: a)La proroga del termine di durata della societ; b)Lintroduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni (es introduzione o soppressione di una clausola di prelazione). In tali casi,il recesso non pu essere esercitato solo per parte delle azioni. Inoltre,nelle societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio,lo statuto pu prevedere ulteriori cause di recesso (art.2437). Le ipotesi di recesso esaminate fin qui (efficace senza preavviso),costituiscono lestrema reazione del socio di fronte ad una modificazione non desiderata di elementi essenziali del contratto sociale oppure ad un abuso di direzione unitaria. Ma dopo la riforma del 2003,il recesso da societ di capitali non svolge pi solo la funzione di rimedio a tutela della minoranza,ma nelle societ a tempo indeterminato non quotate costituisce altres un temperamento alla durata potenzialmente illimitata del vincolo sociale,per evitare che i soci restino prigionieri della societ. Infatti la riforma ha fissato il principio per cui nei contratti a tempo indeterminato,deve essere consentito ai contraenti di recedere con preavviso; pertanto tutti i soci possono recedere liberamente da una societ a tempo indeterminato non quotata con un preavviso di 180 giorni,allungabile dallo statuto fino ad un anno (art.2437). Il diritto di recesso deve essere esercitato mediante comunicazione con lettera raccomandata alla societ,entro il termine di 15 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima; termine portato a 30 giorni dalla conoscenza da parte del socio,se il fatto che legittima il recesso non una delibera. Le azioni per le quali esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede della societ. Questultima inoltre pu sottrarsi al rimborso delle azioni se entro 90 giorni revoca la delibera che lo legittima,o delibera lo scioglimento della societ. Nelle societ non quotate,il valore delle azioni da rimborsare determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione contabile. Nelle societ con azioni quotate il valore di liquidazione delle stesse invece determinato facendo esclusivo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la convocazione dellassemblea. Lattuale disciplina,infine detta unarticolata disciplina del procedimento di liquidazione,delle azioni del socio recedente. Anzitutto,le azioni del socio che recede devono essere innanzitutto offerte in opzione agli altri soci (ed ai possessori di obbligazioni convertibili) in proporzione al numero di azioni possedute. Per la parte non acquistata dai soci possono essere collocate sul mercato. In caso di mancato collocamento presso i soci o presso i terzi,le azioni vengono rimborsate mediante acquisto da parte della societ,rispettando il limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili. Infine,solo in assenza di utili e risere disponibili deve essere convocata lassemblea straordinaria per deliberare la riduzione del capitale sociale o lo scioglimento della societ. I creditori possono opporsi alla delibera di riduzione del capitale. Se lopposizione accolta,la societ si scioglie. Modificazioni del capitale sociale: Specifica disciplina dettata per le modificazioni dello statuto relative al capitale sociale: aumento e diminuzione (artt.2438-2447). Laumento del capitale sociale pu essere reale (o a pagamento),oppure semplicemente nominale (o gratuito). Nel primo caso si ha un aumento del capitale sociale nominale e del patrimonio della societ per effetto di nuovi conferimenti. Nel secondo caso si incrementa solo il capitale nominale,mentre il patrimonio della societ resta inveriato. Con laumento reale del capitale sociale (art.2438) la societ intende procurare nuovi mezzi finanziari a titolo di capitale di rischio; nuovi conferimenti. Laumento reale perci da luogo allemissione di nuove azioni a pagamento che vengono sottoscritte dai soci attuali,cui per legge riconosciuto il diritto di opzione,ovvero da terzi che cos diventano soci.

Competente a deliberare laumento del capitale ,in via di principio,lassemblea straordinaria dei soci. Lo statuto o una successiva modifica dello stesso possono per attribuire agli amministratori la facolt di aumentare in una o pi volte il capitale sociale. Inoltre lattuale disciplina consente che agli amministratori sia riconosciuta anche la facolt di deliberare in merito allesclusione o limitazione del diritto di opzione dei soci,ma lo statuto deve determinare i criteri cui gli amministratori devono attenersi. Il verbale dellla delibera del c.d.a. di aumento del capitale sociale deve essere redatto da un notaio. La relativa delibera consiliare soggetta ai controllo previsto per le delibere modificative dellatto costitutivo e ad iscrizione nel registro delle imprese. Specifica disciplina poi dettata per la sottoscrizione dellaumento del capitale sociale: la deliberazione (assembleare o consiliare) di aumento deve fissare il termine,non inferiore a 30 giorni dalla pubblicazione dellofferta,entro il quale le sottoscrizioni devono essere raccolte. Pu per verificarsi che laumento di capitale non sia integralmente sottoscritto. In tal caso il capitale aumentato di un importo pari alle sottoscrizioni raccolte soltanto per la deliberazione di aumento lo abbia espressamente previsto. In mancanza,laumento di capitale inscindibile e la sottoscrizione parziale perci non vincola n la societ n i sottoscrittori; questi ultimi sono liberati dallobbligo di conferimento assunto ed hanno diritto alla restituzione delle somme gi versate. Il diritto di opzione il diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dellaumento del capitale sociale a pagamento. Serve a mantenere inalterata la proporzione in cui ciascun socio partecipa,attraverso il voto,alla formazione della volont sociale; e a mantenere inalterato il valore reale della partecipazione azionaria in presenza di riserve accumulate,valore che invece si ridurrebbe qualora le azioni fossero sottoscritte da terzi ad un presso inferiore al valore effettivo delle azioni gi in circolazione. Ci comporta che il diritto di opzione ha un proprio valore economico,che lazionista pu monetizzare cedendolo a terzi qualora non voglia o non possa concorrere allaumento del capitale sociale. Attualmente il diritto di opzione ha per oggetto le azioni di nuova emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni convertibili in azioni emesse dalla societ. Il diritto di opzione attribuito a ciascun azionista in proporzione al numero di azioni gi possedute. Per lesercizio del diritto di opzione la societ deve concedere agli azionisti un termine non inferiore a 30 giorni (ridotto a 15 per le societ quotate),che decorre dalliscrizione dellofferta di opzione nel registro delle imprese. Tuttavia,il diritto di opzione degli azionisti in tutto o in parte sacrificabile in presenza di situazioni oggettive rispondenti ad un concreto interesse della societ. Laumento nominale (o gratuito) del capitale sociale (art.2442), operazione che non d luogo a nuovi conferimenti e non determina perci alcun incremento del patrimonio sociale. Laumento nominale infatti posto in essere dallassemblea straordinaria imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili. Non invece imputabile a capitale la riserva legale,almeno per la parte che non supera il 20% del capitale sociale. Laumento quindi realizzato utilizzando valori gi esistenti nel patrimonio della societ; loperazione non per senza conseguenze giuridiche visto che il passaggio a capitale di riserve e fondi disponibili comporta che la societ non pu pi disporre a favore dei soci dei corrispondenti valori del patrimonio netto; essi restano assoggettati al vincolo di stabile indisponibilit proprio del capitale sociale. Laumento nominale del capitale sociale pu essere attuato o aumentando il valore nominale delle azioni in circolazione o mediante lemissione di nuove azioni. Queste ultime devono avere le stesse caratteristiche di quelle gi in circolazione e devono essere assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione di quelle da essi gi possedute; in breve,laumento deve essere attuato in modo da non alterare le preesistenti posizioni reciproche degli azionisti. Anche la riduzione del capitale sociale (art.2445) pu essere reale o nominale,a seconda che la riduzione dia luogo o meno ad un corrispondente rimborso ai soci del valore dei conferimenti; sia o meno accompagnata da una contestuale riduzione del patrimonio sociale. Eriduzione reale la riduzione del capitale sociale disciplinata dallart.2445. Eriduzione nominale la riduzione del capitale sociale per perdite. Innovando rispetto alla disciplina previgente,quella attuale non richiede pi che la riduzione reale del capitale sociale trovi giustificazione nellesuberanza dello stesso per il conseguimento delloggetto sociale; nel fatto che,durante la vita della societ,il capitale di rischio raccolto risulti eccessivo rispetto alle esigenze poste dal conseguimento delloggetto sociale. Oggi la riduzione reale pu perci essere disposta dalla societ anche per cause diverse dallesuberanza. La riduzione reale del capitale resta per circondata da una serie di cautele sostanziali e procedimentali (art.2445),in quanto operazione potenzialmente pericolosa per i creditori sociali e per i soci di minoranza: riduce la consistenza del patrimonio sociale e pu pregiudicare lo svolgimento dellattivit di impresa ove la riduzione si riveli infondata. Il capitale sociale non pu essere ridotto al di sotto del minimo legale di centoventimila euro (o di quello pi elevato fissato da leggi speciali); inoltre,se la societ ha emesso obbligazioni,la riduzione reale del capitale sociale non pu avere luogo se non rispettato il limite legale allemissione di questultime. Sono poi previste particolari cautele procedimentali. Lavviso di convocazione dellassemblea deve indicare le ragioni e le modalit della riduzione. La delibera,adottata con le normali maggioranza previste per le modificazioni dello statuto,pu essere eseguita solo dopo novanta gionri dalliscrizione nel registro delle imprese. Entro questo termine,i creditori sociali anteriori alliscrizione possono fare opposizione alla delibera di riduzione. Lopposizione sospende lesecuzione della delibera fino allesito di giudizio sulla stessa. Il tribunale pu tuttavia disporre che lesecuzione abbia ugualmente luogo se ritiene infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori o se la societ presta idonea garanzia a favore del creditore opponente. La riduzione reale pu avere luogo mediante liberazione dei soci dallobbligo dei versamenti ancora dovuto,o mediante rimborso agli stessi del capitale. La societ pu anche procedere allacquisto ed al successivo annullamento di proprie azioni. Le modalit di riduzioni prescelte devono comunque assicurare la parit di trattamento degli azionisti. La riduzione del capitale sociale per perdite: il patrimonio netto della societ (o capitale reale) pu scendere,per effetto di perdite,al di sotto del capitale sociale nominale. La riduzione del capitale sociale per perdite consiste nelladeguare la cifra del capitale sociale nominale allattuale minor valore del capitale reale. Equindi una riduzione puramente nominale,dato che non comporta di per s alcuna riduzione del patrimonio sociale; questultima si infatti gi verificata per effetto delle perdite subite dalla societ. La societ non obbligata a ridurre il capitale sociale fino a quando la perdita dello stesso non sia superiore ad un terzo. Perch tale situazione ricorra necessario che le perdite abbiano completamente eroso tutte le riserve; non si ha infatti perdita del capitale fin quando limporto delle perdite non supera lammontare delle riserve. In tale caso,anche se non obbligata,la societ pu ugualmente ridurre il capitale per perdite per poter distribuire gli utili successivamente conseguiti (si parla di riduzione facoltativa); distribuzione altrimenti vietata fin quando le perdite non siano state colmate. La riduzione del capitale sociale diventa invece obbligatoria quando il capitale diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite. La relativa disciplina per parzialmente diversa a seconda che il capitale si sia o meno ridotto anche al di sotto del minimo legale.

Se il minimo legale non stato intaccato,gli amministratori (o il consiglio di gestione) o nel caso di loro inerzia il collegio sindacale (o il consiglio di sorveglianza),devono convocare senza indugio lassemblea straordinaria e sottoporle una situazione patrimoniale aggiornata della societ (un vero e proprio bilancio infrannuale). Lassemblea prende gli opportuni provvedimenti. Non quindi tenuta a decidere limmediata riduzione del capitale sociale e pu anche limitarsi ad un semplice rinvio a nuovo delle perdite. Tuttavia,se entro lesercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo,lassemblea ordinaria (o il consiglio di sorveglianza) che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. In mancanza,la riduzione del capitale disposta di ufficio dal tribunale,con proprio decreto,su richiesta degli amministratori o dei sindaci. La disciplina diventa pi rigorosa se,per la perdita di oltre un terzo,il capitale scende al di sotto del minimo legale (art.2447). In tal caso lassemblea,deve necessariamente deliberare o la riduzione del capitale sociale ed il contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore al minimo legale o la trasformazione della societ. Se lassemblea non adotta una di tali decisioni,la societ si scioglie ed entra in stato di liquidazione. LE OBBLIGAZIONI. Le societ per azioni (a differenza delle societ di persone),pu emettere obbligazioni; tipico strumento per la raccolta di capitale di prestito fra il pubblico. Le obbligazioni sono titoli di credito (nominativi o al portatore) che rappresentano frazioni di uguale valore nominale e con uguali diritti di ununitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo. I titoli obbligazionari documentano quindi un credito verso la societ. Pertanto netta la distinzione fra obbligazioni ed azioni: lazione attribuisce la qualit di socio e,quindi,di compartecipe ai risultati (positivi e negativi) dellattivit di impresa; lobbligazione attribuisce invece la qualit di creditore della societ. Lobbligazionista,diversamente dallazionista,ha perci diritto ad una remunerazione periodica fissa (interessi) svincolata dai risultati economici della societ finanziata; ha inoltre diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza pattuita. Tali caratteri distintivi restano fermi anche nei tipi speciali di obbligazioni che la pratica societaria continua a creare per incentivare la propensione dei risparmiatori verso tale forma di investimento. Fra i tipi speciali di obbligazioni: a)Le obbligazioni partecipanti,in cui la remunerazione periodica del capitale commisurata,in tutto o in parte,agli utili di bilancio della societ emittente; b)Le obbligazioni indicizzate,che mirano a neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria e ad adeguare il rendimento dei titoli allandamento del mercato finanziario; c)Le obbilgazioni convertibili in azioni,che attribuiscono allobbligazionista la facolt di trasformare il proprio credito in una partecipazione azionaria della societ emittente (procedimento diretto) o di altra societ alla prima collegata (procedimento indiretto); d)Le obbligazioni con warrant (o con diritto di opzione su azioni),che attribuiscono allobbligazionista il diritto di sottoscrivere o acquistare azioni della societ emittente o di altra societ,ferma restando la posizione di creditore per le obbligazioni possedute. e)Le obbligazioni subordinate,nelle quali il diritto degli obbligazionisti al pagamento degli interessi ed al rimborso del capitale ,in tutto o in parte,subordinato allintegrale soddisfacimento degli altri creditori (ma non degli azionisti),in caso di liquidazione volontaria o di assoggettamento a procedura concorsuale della societ emittente. Una specifica disciplina legislativa tuttavia dettata solo per le obbligazioni convertibili. Il codice civile del 1942 poneva un limite allemissione di obbligazioni da parte delle s.p.a.,stabilendo che le stesse non potevano essere emesse per somma eccedente il capitale versato ed esistente risultante dallultimo bilancio approvato. Il punto stato modificato dalla riforma del 2003 che ha stabilito che la s.p.a. pu emettere obbligazioni,nominative o al portatore,per somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale (sottoscritto),della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato. I sindaci attestano il rispetto di tale limite. La societ pu tuttavia emettere obbligazioni per ammontare superiore al limite fissato in via generale quando: 1)Le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate ad essere sottoscritte da investitori istituzionali soggetti a vigilanza prudenziale (banche,societ finanziarie,imprese di assicurazione),i quali a loro volta,se trasferiscono le obbligazioni sottoscritte,rispondono della solvenza della societ nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali. 2)Le obbligazioni sono garantite da ipoteca di prima grado su immobili di propriet della societ,sino a due terzi del valore (di bilancio) di questi. 3)Ricorrono particolari ragioni che interessano leconomia nazionale e la societ autorizzata con provvedimento dellautorit governativa a superare il limite. Restano salve le disposizioni di leggi speciali relative a particolari categorie di societ,quali le societ con azioni negoziate in mercati regolamentati e le societ bancarie. Per le altre societ,la legge si preoccupa poi di garantire che il rapporto fra capitale pi riserve ed obbligazioni,fissato dallart.2412,permanga per tutta la durata del prestito obbligazionario,sia pure con una disciplina parzialmente modificata rispetto a quella originaria. La societ che ha emesso obbligazioni non pu infatti ridurre volontariamente il capitale sociale o distribuire riserve se il limite del primo comma dellart.2412 non risulta pi rispettato per le obbligazioni che restano in circolazione. Eper consentita la riduzione (per perdite) obbligatoria (art.2446 e 2447). Ma in tal caso,o nel caso che le riserve diminuiscano in conseguenza di perdite,non possono distribuirsi utili finch non viene ripristinato il predetto rapporto fra capitale pi riserve ed obbligazioni. I limiti allemissione di obbligazioni potevano essere in passato elusi attraverso un espediente: si facevano emettere le obbligazioni da una societ controllata avente sede in Stati che non pongono limite allemissione e la controllante italiana,reale beneficiario del finanziamento,prestava garanzia per il loro rimborso. Il nuovo articolo 2412 introdotto dalla legge 242/2005 ha rimediato al problema stabilendo che: al computo del limite generale allemissione di obbligazioni previsto dallart.2412 (doppio del capitale,della riserva legale e delle riserve disponibili),concorrano gli importi relativi alle garanzie comunque prestate dalla societ per obbligazioni emesse da altre societ,anche estere. Procedimento di emissione: con lattuale disciplina lemissione di obbligazioni (con la sola eccezione delle obbligazioni convertibili in azioni) cessa di essere materia di competenza dellassemblea straordinaria. Infatti,se la legge o lo statuto non dispongono diversamente,lemissione di obbligazioni deliberata dagli amministratori (art.2410). La delibera di emissione deve tuttavia risultare da verbale redatto da un notaio, soggetta a controllo di legalit da parte dello stesso e ad iscrizione nel registro delle imprese. Lammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un apposito libro delle obbligazioni. Una specifica disciplina dettata dallart.2420 bis per le obbligazioni convertibili in azioni. Pi esattamente,tale norma regola le obbligazioni convertibili in azioni della stessa societ di futura emissione (procedimento diretto). Sono queste obbligazioni che attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni della stessa societ,in base ad un prefissato rapporto di cambio,utilizzando come conferimento le somme gi versate al momento dellacquisto delle obbligazioni. Chi esercita il diritto di conversione cessa perci di essere obbligazionista e diventa azionista della societ.

Le obbligazioni convertibili in azioni devono essere offerte in opzione agli azionisti ed ai possessori di obbligazioni convertibili precedentemente emesse. Inoltre gi in sede di emissione delle obbligazioni devono essere rispettate condizioni simili a quelle richieste per lemissione di nuove azioni. Infatti: a)La delibera di emissione delle obbligazioni convertibilli non pu essere adottata se il capitale sociale precedentemente sottoscritto non stato integralmente versato; b)Le obbligazioni convertibili non possono essere emesse per somma complessivamente inferiore al loro valore nominale. Anche le obbligazioni convertibili non possono essere inoltre emesse per ammontare superiore al limite generale fissato dallart.2412. Competente a deliberare lemissione di obbligazioni convertibili lassemblea straordinaria. La legge infine si preoccupa di conciliare,durante il periodo concesso per la conversione,la libert di decisione della societ con lesigenza di tutelare i possessori di tali obbligazioni di fronte ad operazioni societarie che possono alterare il valore del diritto di conversione e la loro eventuale futura posizione di azionisti. Al riguardo sono fissate tre regole: a)In caso di aumenti del capitale sociale a pagamento e di nuove emissioni di obbligazioni convertibili,il diritto di opzione sugli stessi spetta anche ai possessori di obbligazioni convertibili; b)In caso di aumento gratuito del capitale o di riduzione dello stesso per perdite,il rapporto di cambio automaticamente modificato in proporzione alla misura dellaumento o della riduzione del capitale. c)Infine,la societ non pu deliberare la riduzione volontaria del capitale sociale,la fusione con altra societ,la scissione o la modificazione delle disposizioni dello statuto concernenti la ripartizione degli utili,fin quando non siano scaduti i termini fissati per la conversione. Il divieto non ha per carattere assoluto,e pu essere superato dalla societ concedendo agli obbligazionisti la facolt di conversione anticipata. In caso di fusione (e scissione) ai possessori di obbligazioni convertibili,che non si avvalgono della conversione anticipata,devono essere assicurati diritti equivalenti a quelli loro spettanti prima della fusione o della scissione,salvo che la modifica dei loro diritti non sia stata approvata dallassemblea degli obbligazionisti. LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA PER AZIONI. E disciplinato dagli artt.2484 a 2496 del codice civile. La stessa disciplina,con alcune piccole differenze,vale anche per le altre societ di capitali. La societ per azioni,si scioglie ed entra in liquidazione con il verificarsi di una delle seguenti clausole (art.2448): a)Il decorso del termine di durata fissato nellatto costitutivo. Termine che pu essere tuttavia prorogato prima della scadenza con delibera dellassemblea straordinaria; in tal caso richiesta la maggioranza rafforzata di pi di un terzo del capitale sociale anche in seconda convocazione (per le societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio). In tutte le s.p.a. per riconosciuto il diritto di recesso degli azionisti che non hanno concorso allapprovazione della delibera,salvo che lo statuto non disponga diversamente. b)Il conseguimento delloggetto sociale o la sopravvenuta impossibilit di conseguirlo; tale causa non opera se lassemblea delibera le opportune modifiche statutarie. c)Limpossibilit di funzionamento o la continua inattivit dellassemblea; per necessario che la paralisi dellorgano assembleare precluda ladozione di delibere necessarie per il funzionamento della societ. d)La riduzione del capitale (per perdite) al di sotto del minimo legale,salvo che lassemblea deliberi la riduzione ed il contemporaneo aumento del capitale ad una cifra superiore al minimo legale,o la trasformazione della societ. e)La delibera dellassemblea straordinaria di scioglimento della societ in seguito al recesso di uno o pi soci,ovvero allimpossibilit di provvedere al rimborso delle relative azioni senza ridurre il capitale sociale o lopposizione dei creditori alla riduzione. f)La deliberazione dellassemblea (straordinaria) di scioglimento anticipato; g)Le altre cause previste dallatto costitutivo o dallo statuto (es scadenza di una concessione,morte di un determinato socio) h)La sentenza che dichiara la nullit della societ. La societ per azioni inoltre si scioglie per altre cause previste dalla legge,quali la dichiarazione di fallimento o il provvedimento dellautorit governativa che ne dispone la liquidazione coatta amministrativa. Verificatasi una causa di scioglimento,gli autori devono procedere al suo accertamento e alliscrizione nel registro delle imprese della relativa dichiarazione o della deliberazione assembleare che dispone lo scioglimento (art.2485). In caso di omissione da parte degli amministratori,il tribunale,su istanza dei singoli soci o amministratori ovvero dei sindaci,accerta il verficarsi della causa di scioglimento con decreto.soggetto ad iscrizione nel registro delle imprese. Quanto alla decorrenza degli effetti connessi al verificarsi di una causa di scioglimento,questi corrispondono non al momento in cui la causa si era verificata,quanto al momento delliscrizione nel registro delle imprese. In caso di ritardo o omissione nellaccertamento e nelliscrizione,gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti dalla societ,dai creditori sociali e dai terzi. Il verificarsi di una causa di scioglimento non determina limmediata estinzione della societ; si deve prima provvedere,attraverso il procedimento di liquidazione,al pagamento dei creditori sociali ed alla ripartizione fra i soci delleventuale residuo attivo. Gli amministratori restano in carica fino alla nomina dei liquidatori ma,devono convocare lassemblea per le deliberazioni relative alla liquidazione. Conservano il potere di gestire la societ ai soli fini della conservazione dellintegrit e del valore del patrimonio sociale (art.2486),in attesa di farne consegna ai liquidatori. Per gli atti o le omissioni posti in essere violando tale limitazione,gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecati alla societ,ai soci,ai creditori sociali ed ai terzi; con gli amministratori risponde nei confronti dei terzi anche la societ. Il collegio sindacale continua invece a svolgere la consueta attivit di controllo,anche nei confronti dei liquidatori che subentrano agli amministratori. La societ pu in ogni momento revocare lo stato di liquidazione e tornare ad una fase di normale esercizio con delibera dellassemblea straordinaria,ma nelle societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio richiesta la maggioranza rafforzata di un terzo del capitale sociale anche in seconda convocazione. Inoltre,ai soci che non hanno concorso alla deliberazione riconosciuto diritto di recesso. Infine anche i creditori sociali sono tutelati. La revoca ha infatti effetto solo dopo 60 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese,termine entro il quale i creditori sociali anteriori alliscrizione possono proporre opposizione. Il procedimento di liquidazione si apre con la nomina di uno o pi liquidatori,che salvo diversa disposizione dello statuto,sono nominati dallassemblea straordinaria con delibera che ne fissa anche il numero,i poteri e le regole di funzionamento. Nellinerzia dellassemblea,i liquidatori sono nominati dal tribunale su istanza dei singoli soci o amministratori ovvero dei sindaci. I liquidatori restano in carica per tutta la durata del procedimento di liquidazione,salvo che non sia espressamente fissato un termine. Valgono per essi le cause di ineleggibilit e di decadenza previste per gli amministratori. Possono essere revocati dallassemblea o,se sussiste giusta causa,anche dal tribunale su istanza dei soci,dei sindaci o del p.m. I provvedimenti di nomina e revoca dei liquidatori sono soggetti ad iscrizione nel registro delle imprese.

a)I liquidatori devono adempiere i loro doveri con la diligenza e la professionalit richieste dalla natura dellincarico e la loro responsabilit disciplinata da norme in tema di responsabilit degli amministratori. b)I liquidatori devono prendere in consegna dagli amministratori beni e documenti sociali,nonch redigere con gli stessi linventario del patrimonio sociale; c)I liquidatori possono compiere tutti gli atti utili per la liquidazione della societ,salvo diversa disposizione statutaria o adottata in sede di nomina. Lattivit dei liquidatori deve essere anzitutto diretta al pagamento dei creditori sociali; essi non possono perci ripartire fra i soci i beni della societ fin quando non siano pagati tutti i creditori. Se i fondi disponibili risultano insufficienti,i liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora dovuti sulle azioni non interamente liberate. I liquidatori devono redigere ogni anno il bilancio e sottoporlo allapprovazione dellassemblea. Completata la liquidazione del patrimonio sociale con la conversione dellattivo in denaro,i liquidatori devono redigere il bilanco finale di liquidazione (art.2492),indicando la parte spettate a ciascun socio nella divisione dellattivo (piano di riparto). Il bilancio finale di liquidazione deve essere approvato dai singoli soci e non dallassemblea. Approvato il bilancio finale di liquidazione,i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese. Intervenuta la cancellazione dal registro,ferma restando lestinzione della societ,i creditori sociali rimasti insoddisfatti possono far valere i loro diritti: a)Nei confronti dei soci,fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione; b)Nei confronti dei liquidatori,se il mancato pagamento dipeso da colpa di questi. La cancellazione dal registro delle imprese,segna quindi lestinzione della societ per azioni, quandanche vi siano creditori (noti o ignoti) non soddisfatti. I creditori possono tuttavia chiedere il fallimento della societ entro un anno dalla cancellazione della stessa dal registro delle imprese. LA SOCIETA IN ACCOMANDITA PER AZIONI. La societ in accomandita per azioni (art.2452-2461) un tipo di societ che,come laccomandita semplice,si caratterizza per la presenza di due categorie di soci: a)I soci accomandatari,che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e sono per legge amministratori della societ; b)I soci accomandanti,che sono obbligati verso la societ nei limiti della quota di capitale sottoscritto. La societ in accomandita per azioni,come la s.p.a.,si caratterizza per il fatto che le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da azioni. Ad essa si applicano le norme relative alla societ per azioni in quanto compatibili. Nella societ in accomandita per azioni vi un nesso indissolubile tra qualit di accomandatario, posizione di amministratore e responsabilit per le obbligazioni sociali; infatti nellaccomandita per azioni: a)I soci indicati nellatto costitutivo come accomandatari sono tutti di diritto amministratori della societ (art.2455) e senza limiti di tempo. b)Il socio accomandatario che cessa dallufficio di amministratore non risponde per le obbligazioni della societ sorte posteriormente alliscrizione nel registro delle imprese della cessazione dallufficio; da quel momento cio cessa di essere socio accomandatario e passa nella categoria degli accomandanti; c)Il nuovo amministratore assume la qualit di socio accomandatario dal momento dellaccettazione della nomina e ci implica che esso risponde solo per le obbligazioni sociali che sorgono a partire da tale momento,non di quelle anteriori. Latto costitutivo deve indicare quali sono i soci accomandatari. I soci accomandatari rispondono illimitatamente e solidalmente verso i terzi per le obbligazioni sociali. I creditori sociali possono per agire nei confronti degli accomandatari solo dopo aver infruttuosamente escusso il patrimonio sociale (art.2461). Norme particolari valgono per ladozione di talune delibere assembleari: a)Gli accomandatari,in quando soci amministratori,non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei sindaci ovvero dei componenti il consiglio di sorveglianza,nonch in quelle concernenti lesercizio dellazione di responsabilit nei loro confronti (art.2459). b)Le modificazioni dellatto costitutivo non solo devono essere deliberate dallassemblea straordinaria con le consuete maggioranze,ma devono inoltre essere approvate da tutti i soci accomandatari (art.2460). Le pi significative deviazioni dalla disciplina della societ per azioni si hanno comunque proprio per quanto riguarda lorgano amministrativo. I soci accomandatari,designati nellatto costitutivo,sono di diritto amministratori ed il loro ufficio ha carattere permanente,se latto costitutivo non dispone diversamente. Gli accomandatari amministratori non sono tuttavia inamovibili; essi infatti possono essere revocati anche se non ricorre giusta causa,salvo il diritto al risarcimento dei danni. La revoca deve essere per deliberata con le maggioranze previste per le deliberazioni dellassemblea straordinaria. Identica maggioranza necessaria per la nomina di nuovi amministratori,che inoltre deve essere approvata anche dagli amministratori rimasti in carica. Per la societ in accomandita per azioni prevista una causa di scioglimento tipica ed ulteriore rispetto a quelle dettate per la societ per azioni. La societ si scioglie in caso di cessazione dalla carica di tutti gli amministratori,se nel termine di 180 giorni non si provveduto alla loro sostituzione ed i sostituti non hanno accettato la carica. Per questo periodo il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio. LA SOCIETAA RESPONSABILITA LIMITATA. La societ a responsabilit limitata (art.2462-2483) una societ di capitali nella quale: a)Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ con il suo patrimonio. b)Le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire oggetto di sollecitazione allinvestimento (art.2468). Con la riforma del 2003 invece sostanzialmente caduto il divieto per le societ a responsabilit limitata di emettere obbligazioni e quindi di emettere titoli di credito di massa,anche per la raccolta di capitale di credito. Lattuale disciplina consente infatti alle s.r.l. di emettere titoli di debito,sostanzialmente assimilabili alle obbligazioni (ma come si vedr,vieta la collocazione diretta degli stessi presso il pubblico dei risparmiatori). Di converso,minore il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione della societ: diecimila euro,anzich centoventimila,come per le altre societ di capitali. La costituzione della societ a responsabilit limitata presenta limitate deviazioni dal regime della societ per azioni,la cui disciplina ampliamente richiamata (art.2463 comma 3). a)Il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione di diecimila euro. b)La denominazione sociale pu essere liberamente formata come nella societ per azioni,ma deve ovviamente contenere lindicazione di societ a responsabilit limitata. c)Anche la societ a responsabilit limitata pu essere costituita a tempo indeterminato. In tal caso ogni socio pu recedere dalla societ dando un preavviso di sei mesi,che lo statuto pu allungare fino ad un anno.

La s.r.l. il primo tipo di societ di capitali per il quale fu introdotta la possibilit di costituzione da parte di un singolo socio,con il mantenimento della responsabilit limitata per le obbligazioni sociali. Loriginaria disciplina stata tuttavia modificata significativamente alla riforma del 2003,ed allo stato coincide con quella della societ per azioni unipersonale. Con lattuale disciplina,come nelle societ di persone,anche nelle societ a responsabilit limitata possono essere conferiti tutti gli elementi dellattivo suscettibili di valutazione economica (art.2464). Inoltre,il versamento presso una banca del 25% dei conferimenti in danaro e dellintero sovrapprezzo (o dellintero ammontare se si tratta di societ unipersonale),pu essere sostituito dalla stipula di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria (art.2464 comma 4). Infine, espressamente consentito il conferimento di prestazioni dopera o servizi,vietato invece nella societ per azioni,purch lintero valore assegnato a tale conferimento sia garantito da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria. Semplificata anche la disciplina dei conferimenti in natura (art.2465). Specificamente disciplinata la posizione del socio moroso (art.2466); il socio moroso non pu partecipare alle decisioni dei soci. Resta altres ferma la facolt per la societ di vendere coattivamente le quote del socio moroso,in alternativa alla normale azione giudiziaria. Se mancano offerte di acquisto da parte dei soci per il valore risultante dallultimo bilancio approvato,si procede tuttavia alla vendita allincanto solo se lo statuto lo consente. Se la vendita non pu aver luogo per mancanza di compratori,gli amministratori escludono il socio moroso trattenendo le somme; in tal caso il capitale deve essere immediatamente ridotto in misura corrispondente,in quando la s.r.l. non pu in alcun caso farsi acquirente delle proprie quote. Se nelle societ per azioni il capitale sociale nominale diviso in parti omogenee e standardizzate che prescindono dalle persone dei soci e dal loro numero,nella s.r.l. invece,il capitale diviso secondo un criterio personale,dato che in tale societ le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni. Il capitale della societ a responsabilit limitata perci diviso in parti in base al numero dei soci: il numero iniziale delle quote corrisponde al numero dei soci che partecipano alla costituzione della societ e ciascun socio diventa titolare di ununica quota di partecipazione,corrispondente alla frazione di capitale sociale da lui sottoscritta. Da qui una serie di differenza delle quote di s.r.l. rispetto alle azioni. Mentre le azioni sono necessariamente di ugual valore,le quote possono essere di diverso ammontare e lo sono inizialmente se diverso lammontare del capitale sottoscritto da ciascun socio. Ne consegue che mentre le azioni attribuiscono uguali diritti,le quote possono essere anche sotto tale profilo le une diverse dalle altre. Infatti la regola base che i diritti sociali spettano ai soci in misura uguale proporzionale alla partecipazione da ciascuno posseduta e che,se latto costitutivo non dispone diversamente,le partecipazioni dei soci sono determinate in misura proporzionale al conferimento (art.2468). Si tratta tuttavia di regola che pu essere ampiamente derogata dallautonomia statutaria dato che latto costitutivo pu prevedere lattribuzione ai singoli soci di particolari diritti riguardanti lamministrazione della societ o la distribuzione di utili. Diritti che possono per essere modificati,salvo diversa previsione statutaria,solo con il consenso di tutti i soci. Ulteriore differenza delle quote rispetto alle azioni, che le prime non possono essere rappresentate da titoli di credito n possono costituire oggetto di sollecitazione allinvestimento. Infine,latto costitutivo pu non solo limitare ma anche escludere del tutto il trasferimento delle quote (art.2469),cosi accentuando il carattere personale della partecipazione sociale. Pu inoltre subordinare il trasferimento al gradimento di organi sociali,di soci o di terzi,senza prevedere condizioni o limiti (cd mero gradimento). In tali casi per il socio o i suoi eredi possono recedere dalla societ. Latto costitutivo non pu sopprimere questa causa di recesso. Anche la disciplina del recesso stata radicalmente riformata,con un ampliamento dei casi in cui il recesso consentito,muovendo dal presupposto che questo lo strumento pi efficace di tutela dei soci di minoranza in una societ,come la s.r.l.,in cui le partecipazioni non hanno di regola un mercato. Ericonosciuta ampia libert allautonomia statutaria,infatti latto costitutivo stabilisce quando il socio pu recedere e le relative modalit; inoltre il recesso inderogabilmente riconosciuto per legge in una serie di casi: a)Se la societ a tempo indeterminato ogni socio pu recedere con un preavviso di almeno 180 giorni,che latto costitutivo pu allungare fino ad un anno. b)Se la societ a tempo determinato possono recedere i soci che non hanno consentito (contrari,assenti o astenuti): 1)Al cambiamento delloggetto sociale o del tipo di societa; 2)Alla sua fusione o scissione; 3)Alla revoca dello stato di liquidazione; 4)Al trasferimento della sede sociale allestero; 5)Alleliminazione di una o pi cause di recesso previste dallo statuto; 6)Al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modifica delloggetto sociale o una rilevante modifica dei diritti particolari attribuiti al singolo socio. Infine il diritto di recesso riconosciuto al socio contrario allaumento del capitale sociale con esclusione del diritto di opzione. Analoghe alla s.p.a. sono le articolate soluzioni volte a contemperare linteresse del socio che recede con la tutela dellintegrit del capitale e dei creditori sociali (art.2473); si prevede infatti che la quota del socio recedente debba prima essere offerta in opzione agli altri soci,oppure ad un terzo concordemente individuato dai soci stessi. Se non vi sono acquirenti,si procede al rimborso attingendo alle riserve disponibili della societ o,in mancanza,tramite riduzione (reale) del capitale. Ma se anche la riduzione del capitale risulta impossibile,perch i creditori vi si oppongono,la societ si scioglie. Altra novit dellattuale disciplina che,come nelle societ di persone,latto costitutivo pu prevedere specifiche cause di esclusione del socio per giusta causa. IL TRASFERIMENTO DELLE QUOTE SOCIALI. Il trasferimento della quota valido ed efficace fra le parti per effetto del semplice consenso. Eper produttivo di effetti nei confronti della societ solo dal momento in cui iscritto nel libro dei soci (art.2470). Specifiche disposizioni sono dettate per assicurare la trasparenza nella cessione delle quote e la conoscenza delleffettiva composizione della compagine societaria: a tal fine,i trasferimenti per atto fra vivi devono risultare da scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio,il quale entro 30 giorni deve depositarla per liscrizione nel registro delle imprese. Infine,il trasferimento deve essere annotato nel libro dei soci,su richiesta dellalienante o dellacquirente. Se la quota alienata con successivi contatti a pi persone,prevale chi per primo effettua liscrizione nel registro delle imprese purch sia in buona fede (art.2470). Alla societ a responsabilit limitata vietato in modo assoluto lacquisto di proprie quote. Inoltre,in nessn caso la societ pu accettare in garanzia proprie quote,ovvero accordare prestiti o fornire garanziae per il loro acquisto o la loro sottoscrizione (art.2474). La quota pu formare oggetto di espropriazione da parte dei creditori personali del socio (art.2471),con conseguente vendita forzata o assegnazione della stessa al creditore procedente; ci avviene anche in caso di fallimento del socio.

Le materie rimesse alle decisioni dei soci di s.r.l. sono pi ampie rispetto alle competenze dellassemblea nella societ per azioni. Lart.2479 comma 2,stabilisce infatti che sono rimesse inderogabilmente alla decisione dei soci: 1)Lapprovazione del bilancio e la distribuzione degli utili; 2)La nomina degli amministratori,se prevista nellatto costitutivo; 3)La nomina dei sindaci,del presidente del collegio sindacale e del revisore; 4)Le modificazioni dellatto costitutivo; 5)La decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione delloggetto sociale o una rilevante modificazione dei diritti dei soci. E latto costitutivo pu riservare alla competenza dei soci ulteriori materie. Con regola opposta rispetto alla societ per azioni si prevede inoltre che i soci decidono su qualsiasi argomento sia sottoposto alla loro approvazione dagli amministratori o da tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale. Latto costitutivo pu tuttavia prevedere che le decisioni dei soci siano adottati con una procedura pi snella,mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. In tal caso le decisioni sono adottate con voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la met del capitale sociale. Pur in presenza di tale clausola statutaria,la decisione con metodo assembleare per necessaria per le modoficazioni dellatto costitutivo,per le decisioni che comportano una sostanziale modifica delloggetto sociale o una rilevante modifica dei diritti dei soci,nonch per la riduzione del capitale per perdite obbligatoria. Einoltre necessaria quando ne sia fatta richiesta da uno o pi aministratori o dai soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale (art.2479). Possono intervenire in assemblea tutti i soci che risultano iscritti nel libro dei soci. Il voto dei soci vale in misura proporzionale alla partecipazione (art.2479). Le maggioranze richieste per lapprovazione delle deliberazioni sono pi elevate che nella societ per azioni. Lassemblea ordinaria regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentino almeno la met del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta del capitale intervenuto. Per le modificazioni dellatto costitutivo e per le decisioni previste dallart.2479 n.5 per necessario il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale. Non prevista unassemblea di seconda convocazione con maggioranze ridotte,che per pu essere introdotta dallatto costitutivo. Lattuale disciplina prevede invece espressamente lassemblea totalitaria. Le decisioni che non sono prese in conformit della legge o dellatto costitutivo possono essere impugnate dai soci che non vi hanno consentito anche individualmente,nonch da ciascun amministratore e dal collegio sindacale entro 90 giorni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. Identica disciplina dettata per le decisioni adottate con voto determinante di soci in conflitto di interessi. Il tribunale pu assegnare un termine (non superiore a 180 giorni),per ladozione di una nuova decisione idonea ad eliminare la causa di invalidit. In tal caso,la sostituzione sana retroattivamente la decisione invalida e fa salvi i diritti acquistati medio tempore dai terzi. Possono invece essere impugnate da chiunque vi abbia interesse,ma nel termine di 3 anni,le decisioni aventi oggetto impossibile o illecito e quelle prese in assenza assoluta di informazione. Viene comunque espressamente richiamata la specifica disciplina della s.p.a. che riduce loperativit delle cause di nullit per alcune delibere di particolare rilievo: aumento del capitale sociale,riduzione reale del capitale,impugnazione del bilancio. Infine possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano loggetto sociale prevedendo attivit impossibili o illecite. In base allattuale disciplina la ripartizione di competenze fra assemblea ed amministratori in merito alla gestione dellimpresa sociale in larga parte rimessa allautonomia statutaria (2479). In mancanza di diversa previsione statutaria resta tuttavia ferma la regola che lammiistrazione affidata ad uno o pi soci,nominati con decisione dei soci,che restano in carica a tempo indeteminato. Quando lamministrazione affidata a pi persone queste costituiscono il c.d.a.,anche se ladozione del metodo collegiale non inderogabile; infatti latto costitutivo pu prevedere che le relative decisioni siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. Tuttavia latto costitutivo pu prevedere che gli amministratori operino non gi collegialmente,bensi disgiuntamente o congiuntamente come nelle societ di persone. Devono comunque essere decise con il metodo collegiale la redazione del progetto di bilancio e dei progetti di fusione e scissione,nonch la decisione dellaumento di capitale per delega. Coincide con quella prevista per la s.p.a.,la disciplina del potere di rappresentanza degli amministratori. Profili singolari rispetto alla s.p.a. presenta,infine,la disciplina dellazione di responsabilit (art.2476); infatti: a)Eaffermata la responsabilit degli amministratori verso la societ e verso i singoli soci o terzi direttamente danneggiati,ma non si fa menzione della responsabilit verso i creditori sociali; b)Responsabili solidalmente con gli amministratori sono anche i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la societ,i soci o i terzi (art.2476). c)Infine e soprattutto,lazione sociale di responsabilit contro gli amministratori pu essere promossa anche dal singolo socio,il quale pu altres chiedere,come provvedimento cautelare,la revoca degli amministratori in caso di gravi irregolarit nella gestione della societ. Latto costitutivo pu prevedere la nomina di un collegio sindacale o di un revisore determinandone cmpetenze e poteri. Nella societ a responsabilit limitata la nomina del collegio sindacale per obbligatoria solo se il capitale sociale non inferiore a quello minimo stabilito per la s.p.a. (centoventimila euro) o se non ricorrono le condizioni stabilite per la redazione del bilancio di esercizio in forma abbreviata (art.2477). Se latto costitutivo non dispone diversamente,il controllo contabile esercitato dallo stesso collegio sindacale. Nelle societ in cui manca il collegio sindacale alcuni dei poteri di controllo propri dei sindaci sono riconosciuti direttamente ai soci che non partecipano allamministrazione. La redazione del bilancio di esercizio e la distribuzione degli utili non presenta sostanziali differenze rispetto alla disciplina della societ per azioni. Sono invece autonomamente disciplinate le modifiche dellatto costitutivo con disposizioni che presentano qualche differenza rispetto alla societ per azioni. Lo scioglimento della societ oggi disciplinato unitariamente per tutte le societ di capitali e perci si rinvia allesposizione gi fatta in tema di societ per azioni. LE SOCIETA COOPERATIVE. In base allattuale disciplina,le societ cooperative sono societ a capitale variabile che si caratterizzano per lo specifico scopo perseguito nello svolgimento dellattivit di impresa: lo scopo mutualistico (art.2511). Il nostro ordinamento attribuisce particolare rilievo sociale alle societ che perseguono tale scopo e ne promuove e favorisce la diffusione e lo sviluppo. La disciplina generale delle societ cooperative dettata dal codice civile del 1942 (art.24511-2545), stata negli anni integrata e completata in pi punti; il moltiplicarsi di provvedimenti legislativi ha tuttavia condotto ad un sistema normativo della cooperazione particolarmente articolato,complesso e disordinato. Un sistema che da tempo attendeva una organica riforma della materia anche per porre freno al diffuso abuso dello strumento cooperativo; cio al proliferare di false cooperative,indotto dal complesso degli incentivi e delle agevolazioni.

In tale contesto si inserisce la riforma delle cooperative del 2003,che incide significativamente sulla disciplina generale; peraltro introduce la distinzione fra societ cooperative a mutualit prevalente ed altre societ cooperative,dando cos luogo ad una bipartizione delle societ cooperative. Le societ cooperative si distinguono dunque dagli altri tipi di societ per lo scopo economico perseguito. Identico lo scopo mezzo delle societ cooperative e delle societ lucrative,cio lesercizio in comune di una determinata attivit economica. Diverso invece lo scopo-fine: nelle societ lucrative,la produzione di utili da distribuire fra i soci; nelle societ cooperative,lo scopo mutualistico. Lo scopo mutualistico consiste prevalentemente nel fornire beni o servizi o occasioni di lavoro direttamente ai membri dellorganizzazione a condizioni pi vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato. Lattivit di impresa delle societ cooperative si caratterizza quindi per la cosidetta gestione di servizio a favore dei soci. Questi ultimi sono cio i destinatari elettivi dei beni o servizi prodotti dalla cooperativa,ovvero delle possibilit di lavoro e della domanda di materie prime dalla stessa create. Dunque anche i soci di una cooperativa mirano a realizzare un risultato economico ed un proprio vantaggio patrimoniale attraverso lo svolgimento di attivit di impresa; il risultato economico perseguito e per quello di soddisfare un comune preesistente bisogno economico (es il bisogno di lavoro; il bisogno del bene casa),e soddisfarlo conseguendo un risparmio di spesa per i beni o servizi acquistati dalla propria societ o una maggiore retribuzione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti. La legge consente tuttavia la presenza,accanto ai soci cooperatori,di soci non specificamente interessati alle prestazioni mutualistiche ed il cui ruolo esclusivamente quello di apportare il capitale di rischio necessario per lo svolgimento dellattivit della cooperativa. Sono questi i cd soci sovventori. Nel contempo,la legge si preoccupa di impedire che gli stessi prendano il sopravvento nella gestione della societ (ad es stabilito che possano essere nominati amministratori,ma la maggioranza degli amministratori deve esse comunque costituita da soci cooperatori). Le societ cooperative sono comunque caratterizzate prevalentemente da uno scopo mutualistico,ma non esclusivamente,e possono svolgere anche attivit con terzi; e lattivit con i terzi di regola finalizzata alla produzione di utili. Nelle cooperative,lo scopo mutualistico (gestione di servizio a favore dei soci),pu quindi coesistere con unattivit con terzi produttiva di utili. Incompatibile con lo scopo mutualistico e resta per lintegrale distribuzione ai soci degli utili prodotti dalla cooperativa. Lattuale disciplina generale delle societ cooperative,si basa sulla distinzione fra societ cooperative a mutualit prevalente e altre societ cooperative. Le prime godono di tutte le agevolazioni previste per le societ cooperative. Le seconde non godono invece delle agevolazioni di carattere tributario,pur continuando a godere di altre agevolazioni. Elementi caratterizzanti le cooperative a mutualit prevalente sono: a)La presenza nello statuto di clausole che limitano la distribuzione di utili e riserve ai soci cooperatori (art.2514). b)La circostanza che la loro attivit deve essere svolta prevalentemente a favore dei soci. Perdono la qualifica di cooperative a mutualit prevalente le societ che per due esercizi non rispettino tali condizioni. Le societ cooperative a mutualit prevalente sono tenute ad iscriversi in un apposito albo delle societ cooperative,tenuto a cura del Ministero delle attivit produttive. In una distinta sezione dello stesso albo si iscrivono le altre societ cooperative. Si stabilisce infine che latto costitutivo deve stabilire le regole per lo svolgimento dellattivit mutualistica con i soci e che nei relativi rapporti deve essere rispettato il principio di parit di trattamento. Latto costitutivo deve inoltre stabilire se la societ pu svolgere la propria attivit anche con terzi. La disciplina delle societ cooperative era in passato modellata su quella della s.p.a. Questa opzione permane nellattuale disciplina per le cooperative medie e grandi; nel contempo si consente che le piccole cooperative (quelle aventi meno di venti soci),possano optare per la pi snella disciplina della societ a responsabilit limitata. Ladozione del modello organizzativo della s.r.l. infine obbligatoria per le societ cooperative costituite con meno di nove soci. Non poche sono le novit introdotte per orientare lattivit sociale verso il perseguimento dello scopo mutualistico e per impedire che la stessa sia in fatto indirizzata verso finalit prevalentemente lucrative e speculative. a)Eprevisto un numero minimo di soci per la costituzione e la sopravvivenza della societ. Nel contempo si richiede che i soci cooperatori siano in possesso di specifici requisiti soggettivi. E ci per assucrare che la compagine sociale sia composta,almeno in prevalenza,da persone appartenenti a categorie sociali specificamente interessate. b)Sono fissati limiti massimi alla quota di partecipazione di ciascun socio ed alla percentuale di utili agli stessi distribuibile. Il che disincentiva la partecipazione alla societ a fini esclusivamente lucrativi. c)Le variazioni del numero e delle persone dei soci e le conseguenti variazioni del capitale sociale non comportano modificazione dellatto costitutivo; cos data alla societ una struttura aperta,che facilit lingresso di nuovi soci ed il recesso. d)Ogni socio cooperatore persona fisica ha in assemblea un solo voto,qualunque sia il valore della sua quota o il numero delle sue azioni. e)Le societ cooperative sono sottoposte a vigilanza dellautorit governativa al fine di assicurarne il regolare funzionamento amministrativo e contabile. Per la costituzione di una societ cooperativa necessario che i soci siano almeno nove (2522); sono sufficienti tre soci persone fisiche se la societ adotta le norme della s.r.l. Un minimo pi elevato poi previsto per alcune categorie di cooperative dalla legislazione speciale. La societ si scioglie e deve essere posta in liquidazione se il numero dei soci scende al di sotto del minimo e non reintegrato nel termine massimo di un anno. La partecipazione ad una societ cooperativa inoltre subordinata al possesso di requisiti soggettivi volta ad assicurare che i soci svolgano attivit coerente e non imcompatibile con loggetto sociale della cooperativa. Tali requisiti non sono per richiesti per i soci sovventori. Il procedimento di costituzione ricalca quello previsto per la s.p.a. Le indicazione dellatto costitutivo (art.2521),da redigere per atto pubblico,in buona parte coincidono con quelle stabilite per la s.p.a. Etuttavia necessario inserire: a)Lindicazione specifica delloggetto sociale,con riferimento ai requisiti ed agli interessi dei soci; b)I requisiti e le condizioni per lammissione di nuovi soci ed il modo e il tempo in cui devono essere eseguiti i conferimenti; c)Le condizioni per leventuale recesso e per lesclusione dei soci; d)Le regole per la ripartizione degli utili e i criteri per la ripartizione dei ristorni. Latto costitutivo deve essere iscritto nel registro delle imprese e con liscrizione la societ cooperativa acquista personalit giuridica. Con lattuale disciplina,nelle societ cooperative per le obbligazioni sociali risponde solo la societ con il suo patrimonio (art.2518). Nelle cooperative la partecipazione sociale pu essere rappresentata da quote o da azioni,secondo quanto stabilito dallatto costitutivo. Per stimolare lallargamento della compagine azionaria,nessun socio persona fisica pu avere una quota superiore a centomila euro. Nelle cooperative con pi di cinquecento soci,tuttavia,latto costitutivo pu elevare tale limite fino al 2% del capitale sociale. Il limite non opera nei casi previsti da quarto comma dellart.2525: conferimenti in natura o di crediti,soci diversi dalle persone fisiche,e cosi via.

Alle azioni di cooperativa si applica larga parte della disciplina dettata in tema di societ per azioni. Una specifica disciplina per prevista per il trasferimento della partecipazione sociale (art.2530): le quote e le azioni dei soci cooperatori non possono infatti essere cedute,con effetto verso la societ,senza autorizzazione degli amministratori. Latto costitutivo pu anche vietare del tutto la cessione sia delle quote sia delle azioni,salvo in questo caso il diritto del socio di recedere dalla societ con preavviso di novanta giorni purch siano decorsi due anni dal suo ingresso in societ. Gli organi delle societ cooperative sono gli stessi della societ per azioni ed identico il riparto di funzioni. Alcune significative deviazioni sono tuttavia introdotte nella disciplina dellassemblea (artt.2538-2540). Innanzitutto,il peso di ciascun socio cooperatore in assemblea del tutto svincolato dallammontare della partecipazione sociale; ad ogni socio persona fisica spetta il diritto ad un solo voto. Solo ai soci persone giuridiche possono essere attribuiti pi voti,ma non oltre cinque,in relazione allammontare della quota o delle azioni,oppure al numero dei loro membri. Ai soci sovventori possono invece essere attribuiti pi voti,ma essi non possono in ogni caso superare un terzo dei voti spettanti a tutti i soci. Per le societ cooperative esiste la possibilit di una formazione progressiva della volont assembleare attraverso il meccanismo delle assemblee separate (art.2540). Latto costitutivo pu cio prevedere che il procedimento assembleare sia articolato in due fasi (assemblee separate assemblea generale),per agevolare la partecipazione dei soci e la formazione delle maggioranza nelle cooperative con ampia compagine sociale e territorialmente articolate. Le assemblee separate sono poi obbligatorie quando la societ ha pi di tremila soci e svolge la propria attivit in pi province,oppure se ha pi di cinquecento soci e si realizzano pi gestioni mutualistiche. Le assemblee separate deliberano sulle stesse materie che formeranno oggetto dellassemblea generale ed eleggono dei soci-delegati,che parteciperanno a questultima. Lassemblea generale costituita dai delegati designati dalle assemblee separate e delibera definitivamente sulle materie allordine del giorno. Le deliberazioni delle assemblee separate non possono essere autonomamente impugnate. Quelle dellassemblea generale possono invece essere impugnate anche dai soci assenti o dissenzienti nelle assemblee separate quando,senza i voti espressi dai delegati delle assemblee separate irregolarmente tenute,verrebbe meno la necessaria maggioranza. Per quanto riguarda amministratori e sindaci,la disciplina sostanzialmente ricalca quella delle s.p.a. Eprassi consolidata la previsione negli statuti delle cooperative di un ulteriore organo sociale: il collegio dei probiviri. A tale organo affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci o fra soci e societ,riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica. Con la relativa previsione statutaria si vuole in sostanza evitare che le controversie sociale sfocino in liti di fronte allautorit giudiziaria. La societ cooperative sono sottoposte al controllo dellautorit governativa (art.2545). Eccezion fatta per alcune categorie di cooperative,la vigilanza spetta al Ministero del lavoro ed esercitata tramite ispezioni ordinarie (biennale) ed ispezioni straordinarie disposte ogni qualvolta se ne ravvisa lopportunit. In caso di irregolare funzionamento della societ,lautorit giovernativa pu revocare,sempre previa diffida,amministratori e sindaci ed affidare la gestione della cooperativa ad un commissario governativo. Inoltre lautorit governativa pu disporre lo scioglimento della cooperativa se,a suo giudizio,non in grado di raggiungere gli scopi per cui stata costituita,oppure se per due anni consecutivi non ha depositato il bilancio di esercizio o non ha compiuto atti di gestione. La formazione del bilancio di esercizio delle societ cooperative integralmente assoggettata alla disciplina dettata per la societ per azioni. Le cooperative di maggiore dimensione,ed in particolare quelle che detengono partecipazioni di controllo in societ per azioni e quelle che emettono obbligazioni,devono sottoporre il bilancio a revisione obbligatoria da parte di una societ di revisione. Per rafforzare la consistenza del patrimonio sociale,la percentuale degli utili netti annuali da destinare a riserva legale sei volte pi elevata rispetto alla societ per azioni: il 30%,anzich il 5%. La legge 59/1992 ha poi introdotto lobbligo di destinare il 3% degli utili netti annuali ad appositi fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. Le societ cooperative sono societ a capitale variabile; la variazione del numero e delle persone dei soci non comporta modificazione dellatto costitutivo (art.2524). Il che non esclude per che anche nelle cooperative lingresso di nuovi soci possa avvenire attraverso una modifica dellatto costitutivo (vale a dire con un aumento di capitale sociale a pagamento). Salvo tale caso,semplificato il procedimento per lammissione di nuovi soci (cooperatori),non dovendosi ogni volta procedere ad una modifica dellatto costitutivo. Lammissione infatti deliberata dagli amministratori su domanda dellinteressato. Se la domanda di ammissione non accolta dagli amministratori,linteressato pu chiedere che sullistanza si pronunci lassemblea. Lattuale disciplina consente inoltre che latto costitutivo preveda una categoria speciale di soci cooperatori che devono seguire un periodo di formazione prima di essere ammessi. Nelle societ cooperative costituiscono cause di riduzione del numero dei soci e del capitale,il recesso (art.2532),lesclusione (2533) e la morte (2534) del socio,istituti che la riforma del 2003 ha modificato in pi punti: -Il recesso ammesso per legge: a)Quando latto costitutivo vieta la cessione delle quote o delle azioni; b)Nei casi previsti per la societ per azioni (o per la s.r.l.). Ulteriori cause di recesso possono essere poi stabilite dallatto costitutivo. -Lesclusione ha luogo di diritto in casi di fallimento del socio. Pu invece essere disposta dalla societ in caso di: mancato pagamento delle quote o delle azioni; nei casi previsti per le societ di persone; per gravi inadempienza del socio; per mancanza o perdite di requisiti previsti per la partecipazione alla societ. Specifiche cause di esclusione possono poi essere introdotte nellatto costitutivo. -In caso di morte del socio,il rapporto sociale si scioglie,salvo che latto costitutivo disponga la continuazione della societ con gli eredi purch gli stessi siano provvisti dei requisiti per lammissione della societ. Valgono per le societ cooperative le cause di scioglimento previste per le societ di capitali,con la sola differenza che solo la perdita totale del capitale causa di scioglimento. Sono poi cause specifiche di scioglimento: a)La riduzione dei soci al di sotto del numero minimo di nove (o tre),se questo non reintegrato entro un anno; b)La liquidazione coatta amministrativa disposta dallautorit governativa. Per quanto riguarda la destinazione del residuo attivo di liquidazione nelle cooperative a mutualit prevalente lintero patrimonio sociale netto,dedotti solo capitale versato e rivalutato ed i dividendi eventualmente maturati,deve essere devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

Le mutue assicuratrici o societ di mutua assicurazione (artt.2546-2548) sono societ cooperative caratterizzate dalla stretta interdipendenza che per legge esiste fra la qualit di socio e la qualit di assicurato: non si pu acquistare la qualit di socio,se non assicurandosi presso la societ e,viceversa, si perde la qualit di socio con lestinguersi dellassicurazione (art.2546). Questo principio differenzia nettamente le mutue assicuratrici rispetto alle comuni cooperative di assicurazione. Nelle mutue assicuratrici per le obbligazioni sociali risponde la societ con il proprio patrimonio. I soci assicurati sono obbligati verso la societ al pagamento di contributi,che costituiscono nel contempo conferimento e premio di assicurazione. Il patrimonio sociale,formato con i contributi dei soci assicurati,pu essere per insufficiente per lesercizio dellattivit assicurativa. Per superare questo ostacolo latto costitutivo pu prevedere la costituzione di fondi di garanzia per il pagamento delle indennit,mediante speciali conferimenti da parte dei soci assicurati o di terzi,attribuendo anche a questi ultimi la qualit di socio (art.2548). Nelle mutue assicuratrici possono perci coesistere e di regola coesistono due categorie di soci: soci assicurati e soci sovventori. Soci questi ultimi che si limitano a conferire il capitale necessario per lattivit della societ senza essere assicurati. La legge si preoccupa per di evitare che i soci sovventori prendano il sopravvento nella gestione della societ. TRASFORMAZIONE. FUSIONE E SCISSIONE. A.TRASFORMAZIONE. La riforma del 2003 ha profondamente modificato la disciplina della trasformazione (artt.2498-2500 novies). Va sottolineata la distinzione fra trasformazione omogenea (fra societ) e trasformazione etereogenea (da societ di capitali in altri enti o viceversa). La trasformazione omogenea il cambiamento del tipo di societ. Eil passaggio da un tipo ad un altro di societ. Con la trasformazione cambia,lintero assetto organizzativo della societ. Non si ha per estinzione della societ preesistente e nascita di una nuova societ; la stessa societ che continua a vivere in una rinnovata veste giuridica e che conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dellente che ha effettuato la trasformazione (art.2498 comma 1). La funzione della trasformazione quella di adattare lassetto organizzativo della societ alle nuove esigenze sopravvenute durante la vita della stessa; consente infatti di realizzare tale obiettivo senza che i soci siano costretti a liquidare la precedente societ e a costituirne una nuova. Rientrano nella trasformazione omogenea la trasformazione di societ di persone in societ di capitali e viceversa. Espressamente vietata era e resta la trasformazione di una societ cooperativa a mutualit prevalente in societ lucrativa. Con la riforma del 2003 stata invece consentita,sia pure con losservanza di un procedimento speciale,la trasformazione delle altre societ cooperative in societ lucrative o in consorzi. Estata inoltre consentita la trasformazione di societ di capitali (ma non di persone) in societ cooperative,che configura uno dei casi di trasformazione eterogenea. La trasformazione omogenea deve essere deliberata secondo le modalit previste per le modificazioni dellatto costitutivo e con losservanza delle relative maggioranze. Al fine di favorire la trasformazione delle societ di persone in societ di capitali,lattuale disciplina non richiede pi il consenso di tutti i soci. Se latto costitutivo non dispone diversamente, sufficiente il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la partecipazione attribuita a ciascuno negli utili. Al socio che non ha concorso alla decisione per riconosciuto il diritto di recesso. Per le societ di capitali invece necessaria una delibera dellassemblea straordinaria da adottare nelle societ per azioni non quotate con le maggioranze rafforzate. Ecomunque richiesto il consenso dei soci che con la trasformazione assumono responsabilit illimitata. I soci che non hanno concorso alla deliberazione hanno diritto di recess. Per la trasformazione di societ cooperative,diversa sa quelle a mutualit prevalente invece richiesto il voto favorevole di almeno la met dei soci,elevato a due terzi quando i soci sono meno di cinquanta. Se invece la societ ha pi di diecimila soci,latto costitutivo pu prevedere che la trasformazione sia deliberata con il voto favorevole dei due terzi dei votanti,se allassemblea presente almeno il 20% dei soci. La delibera di trasformazione deve rispondere ai requisiti di forma e di contenuto previsti per latto costitutivo del tipo di societ prescelto. Alla delibera deve essere allegata una relazione giurata di stima del patrimonio sociale. La delibera di trasformazione in societ di capitali,al pari dellatto costitutivo, soggetta a controllo di legittimit da parte del notaio che ha redatto il verbale e ad iscrizione nel registro delle imprese. Con liscrizione il procedimento di trasformazione si completa e la trasformazione produce i suoi effetti. Lattuale disciplina regola infine anche linvalidit della trasformazione; completati gli adempimenti pubblicitari prescritti,linvalidit della trasformazione non pu pi essere pronunciata. Resta tuttavia salvo il diritto al risarcimento dei danni da parte dei soci o dei terzi danneggiati dalla trasformazione. La trasformazione pu comportare un mutamento del regime di responsabilit dei soci. Se in seguito alla trasformazione i soci assumono responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali,lattuale disciplina dispone che comunque richiesto il consenso dei soci che assumono responsabilit illimitata. Inoltre,tale responsabilit opera anche per le obbligazioni anteriori alla trasformazione. Regolata invece la situazione inversa: a seguito della trasformazione viene meno la responsabilit illimitata di tutti o di alcuni soci. I soci non sono liberati dalla responsabilit per le obbligazioni sociali anteriori alliscrizione della delibera di trasformazione nel registro delle imprese. La trasformazione opera solo per il futuro. Per favorire la trasformazione, per introdotta una disciplina che agevola la liberazione dei soci. Einfatti stabilito che: a)Il consenso dei creditori alla trasformazione vale come consenso alla liberazione di tutti i soci a responsabilit illimitato. b)Il consenso alla trasformazione si presume,se ai creditori singoli stata comunicata la delibera di trasformazione ed essi non hanno negato espressamente la loro adesione,nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione. Il silenzio vale quindi consenso. Lattuale disciplina regola anche la trasformazione eterogenea e pi esattamente la trasformazione eterogenea da parte di una societ di capitali o che d vita ad una societ di capitali. Non invece disciplinata la trasformazione eterogenea di societ di persone o in societ di persone. Una societ di capitali pu trasformarsi in consorzi,societ consortili,societ cooperative, comunioni di azienda,associazioni non riconosciute e fondazioni. Non invece in associazione riconosciuta. Si applica la disciplina della trasformazione omogenea di societ di capitali,ma sono richieste maggioranza pi elevata: il voto favoravole dei due terzi degli aventi diritto. Pi articolata la disciplina della trasformazione eterogenea in societ di capitali prevista per i consorzi,le societ consortili,le comunioni di azienda,le associazioni riconosciute e le fondazioni. Nei consorzi la trasformazione deve essere deliberata dalla maggioranza assoluta dei consorziati. Nelle comunioni di azienda da tutti i partecipanti alla comunione. Nelle societ consortili e nelle associazioni con le maggioranze richieste per lo scioglimento anticipato. La trasformazione delle fondazioni infine disposta dallautorit governativa su proposta dellorgano competente.

Le trasformazioni eterogenee hanno effetto solo dopo che siano decorsi 60 giorni dallultimo adempimento pubblicitario richiesto. Entro tale termine i creditori dellente che si trasforma possono proporre oppisizione alla trasformazione,con gli effetti previsti dalla disciplina della riduzione facoltativa del capitale. B.LA FUSIONE. La fusione lunificazione di due o pi societ in una sola. Pu essere realizzata in due diversi modi: a)Con la costituzione di una nuova societ,che prende il posto di tutte le societ che si fondono (fusione in senso stretto); b)Mediante assorbimento in una societ preesistente di una o pi altre societ (fusione per incorporazione). La fusione pu aver luogo fra societ dello stesso tipo (fusione omogenea),o fra societ di tipo diverso (fusione eterogenea). La fusione tra societ eterogenee comporta anche la trasformazione di una o pi delle societ che si fondono. Per le fusioni etereogenee valgono perci gli stessi limiti esposti per la trasformazione. La partecipazione alla fusione non consentita alle societ che si trovano in stato di liquidazione e che abbiano gi inizato la distribuzione dellattivo. La fusione determina la riduzione ad unit dei patrimoni delle singole societ e la confluenza dei rispettivi soci in un unica struttura organizzativa che continua lattivit di tutte le societ preesistenti,mentre queste ultime (salvo una nella fusione per incorporazione),si estiguono. Si estinguono per,ed questa una particolarit della fusione,senza che si dia luogo ad alcuna definizione dei rapproti con i terzi e fra i soci. Infatti,la societ incorporante o che risulta dalla fusione assumono i diritti e gli obblighi delle societ partecipanti alla fusione,proseguendo in tutti i loro rapporti,anche processuali,anteriori alla fusione (art.2504). I creditori delle societ estinte potranno perci far valere i loro diritti sullunitario patrimonio della societ risultante dalla fusione. A loro volta,i soci della societ che si estinguono diventano soci della societ incorporante o della nuova societ e ricevono in cambio della loro originaria partecipazione quote o azioni di questultima,in base ad un predeterminato rapporto di cambio. Il procedimento di fusione si articola in tre fasi essenziali: il progetto di fusione,la delibera di fusione e latto di fusione. a)Progetto di fusione: gli amministratori delle diverse societ partecipanti alla fusione devono redigere un progetto di fusione (art.2501) nel quale sono fissate,le condizioni e le modalit delloperazione da sottoporre allapprovazione dellassemblea. Il progetto di fusione deve essere iscritto nel registro delle imprese del luogo dove hanno sede le societ partecipanti alla fusione. Vanno poi redatti altri tre documenti (art.2501): la situazione patrimoniale; la relazione degli amministratori; la relazione degli esperti. La relazione patrimoniale un vero e proprio bilancio di esercizio infrannuale (bilancio di fusione),la cui funzione prevalente quella di fornire ai creditori sociali informazioni aggiornate per il consapevole esercizio del diritto di opposizione alla fusione. La relazione degli amministratori,giustifica e illustra il progetto di fusione ed in particolare il rapporto di cambio,in modo da mettere in condizione i soci di verificare i metodi di valutazione utilizzati dagli amministratori nella determinazione del rapporto di cambio. Einoltre prescritto che per ciascuna societ partecipante alla fusione uno o pi esperti,designati dal tribunale,devono redigere una relazione sulla congruit del rapporto di cambio ed esprimere un parere sulladeguatezza del metodo seguito dagli amministratori per la determinazione dello stesso. Per le societ quotate lesperto scelto fra le societ di revisione. Il progetto di fusione,le relazioni degli amministratori e degli esperti,le situazioni patrimoniali di tutte le societ partecipanti alla fusione ed i bilanci degli ultimi tre esercizi delle stesse,devono restare depositati in copia nelle sedi di ciascuna delle societ partecipanti alla fusione,durante i trenta giorni che precedono lassemblea e finch la fusione sia deliberata. b)La delibera di fusione: la fusione viene decisa da ciascuna delle societ che vi partecipano mediante lapprovazione del relativo progetto (art.2502). Lattuale disciplina consente tuttavia che la decisione di fusione possa apportare al progetto le modifiche che non incidono sui diritti dei soci o dei terzi. Per lapprovazione vanno rispettate le norme dettate per le modificazioni dellatto costitutivo. Nelle societ di persone, sufficiente la maggioranza dei soci calcolata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili. Al socio che non abbia consentito alla fusione riconosciuto il diritto di recesso dalla societ. Nelle societ di capitali la fusione deve essere invece deliberata dallassemblea straordinaria con le normali maggioranze. Tuttavia,se la societ risultante dalla fusione di tipo diverso (fusione eterogenea),nelle societ non quotate dovranno essere osservate anche le maggioranze rafforzate stabilite per la trasformazione. Inoltre in caso di fusione etereogenea,i soci che non hanno concorso alla deliberazione avranno diritto di recesso; diritto che invece riconosciuto in caso di fusione omogenea solo per la s.r.l. Le delibere di fusione delle singole societ devono essere iscritte nel registro delle imprese,previo controllo di legalit da parte del notaio,se la societ risultante dalla fusione una societ di capitali. La fusione pu pregiudicare la posizione dei creditori. Eperci stabilito che la fusione pu essere attuata solo dopo che siano trascorsi sessanta giorni dalliscrizione nel registro delle imprese. Entro tale termine ciascun creditore anteriore alla pubblicazione del progetto di fusione pu proporre opposizione alla fusione. Il tribubale pu tuttavia disporre che la fusione abbia ugualmente luogo,previa prestazione da parte della societ di idonea garanzia a favore dei soli creditori opponenti. La garanzia non per necessaria se la relazione degli esperti sia redatta da una societ di revisione la quale asseveri,sotto la propria responsabilit,che la situazione patrimoniale e finanziaria delle societ partecipanti alla fusione non la rende necessaria (art.2503). c)Latto di fusione: il procedimento di fusione si conclude con la stipulazione dellatto di fusione (art.2504). Latto di fusione deve essere sempre redatto per atto pubblico; deve essere iscritto nel registro delle imprese dei luoghi dove posta la sede di tutte le societ partecipanti e di quello,eventualmente diverso,della societ risultante dalla fusione. Dallultima iscrizione nel registro,decorrono gli effetti della fusione. Una volta eseguite le iscrizioni dellatto di fusione prescritte per legge,linvalidit dellatto di fusione non pu essere pi pronunciata. Resta salvo solo il diritto al risarcimento dei danni eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati dalla fusione. C.LA SCISSIONE