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Notizie dal Consiglio - 2

- articolo del 1/10/2010 -

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PIANO DI DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO NEL COMUNE DI PERUGIA/ QUESTA MATTINA LA CONFERENZA STAMPA DEI CONSIGLIERI COMUNALI MONNI - ROMIZI (PDL)

Questa mattina, presso la Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, i Consiglieri Comunali del PdL Massimo Monni ed Andrea Romizi hanno tenuto una conferenza stampa in merito alla vicenda riguardante

l’attuazione del piano di dimensionamento scolastico territoriale approvato dal comune di Perugia. Erano presenti Rocco Valentino, Capogruppo PdL al Comune di Perugia, i Consiglieri Comunali Carlo Castori, Coordinatore Comunale PdL di Perugia, Michelangelo Felicioni e Giuseppe Cenci. Monni ha duramente criticato “non il dimensionamento scolastico, previsto dalla riforma Gelmini, ma le modalità ed il percorso di attuazione dello etesso da parte dell’Amministrazione comunale di Perugia che, innanzitutto, non ha rispettato i due “paletti” più importanti, quelli della continuità didattica e quello della territorialità. Inoltre è lampante e grave la totale mancanza di partecipazione con i presidi, il corpo docente ed i genitori coinvolti. Infatti il Piano di dimensionamento scolastico comunale è stato preparato a giugno in un incontro tra pochi intimi”:

l’Assessore Ferranti ed alcuni tecnici del Comune. Il Piano è stato illustrato ai presidi un lunedì e il giovedì stesso è stato varato dalla Giunta; non è stato fatto visionare nemmeno dalla Provincia”. Monni ha quindi ricordato che “si sono così venute a creare molte situazioni

di disagio, la più nota, anche per essere apparsa sulla stampa locale

insieme alla petizione firmata da 450 genitori, è quella della scuola

Giovanni Pascoli di Madonna Alta, che è stata spaccata in due con la creazione di una succursale e che rischia di creare una scuola di

serie A ed una di serie B. Infatti tutti i genitori vogliono iscrivere i figli alla centrale per non vederne distrutto il percorso didattico con

la presenza di nuovi insegnanti”. Per il Consigliere del PdL la vicenda

della Pascoli mette a rischio anche l’integrazione che si era venuta a creare con la presenza nelle stesse classi di perugini, figli di extracomunitari, ragazzi con problemi familiari, in un quartiere a grande densità popolare: così la succursale potrebbe diventare un ghetto e questo è inaccettabile”. Le soluzioni per Monni possono essere solo due: 1) “che l’Amministrazione comunale usi l’intelligenza e rifaccia il Piano mettendolo a regime entro il 2012, in quanto non c’è tutta questa fretta”; 2) “in alternativa speriamo che sia la Provincia a bloccare tutto”. Il Consigliere Andrea Romizi ha posto l’accento sulla “gravità della mancanza di partecipazione del percorso, che ha agito sulla pelle degli alunni senza consultare

docenti e genitori, con grande arroganza politica”. Romizi ha inoltre sottolineato che “il problema principale conseguente alle scelte dell’Amministrazione è quello dell’interruzione della continuità didattica, con l’inserimento di nuovi insegnanti che dovranno ricominciare daccapo il percorso con i ragazzi, ma c’è stato anche, da parte dell’Assessore Ferranti e dei tecnici comunali, l’uso di un metodo quasi ragionieristico, dividendo gli alunni in modo puramente matematico in gruppi sparsi sul territorio senza tenere conto delle diverse esigenze e delle caratteristiche del territorio stesso. Non a caso infatti si sono tenute infuocate assemblee dei genitori anche a Casaglia ed a Ponte della Pietra, a dimostrazione del grande malcontento suscitato dal piano”. Il Consigliere Carlo Castori ha ricordato che “finora i due plessi scolastici di Madonna Alta hanno funzionato bene, integrando anche realtà diverse tra loro; l’offerta formativa della scuola Pascoli è stata per anni il fiore all’occhiello del panorama perugino, con una grande tradizione. Adesso tutto questo valore rischia di andare perso, e per di più con scelte calate dall’alto alle quali è ora di dire basta”. Ha chiuso la conferenza stampa il Capogruppo del Pdl Rocco Valentino, che ha rivendicato il ruolo importante del Consiglio Comunale anche in questo ambito “come già accaduto nel ’98, con la riforma Berlinguer. L’Assessore Ferranti non può fare quello che vuole ed il Consiglio Comunale si deve assumere le proprie responsabilità. Per questo pretendiamo che l’Assessore porti la riforma scolastica comunale in Consiglio”.