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Calcio a 5

Esercizi per il portiere

1° esercizio 

Sviluppo: gambe; reattività; 

Da ripetere Max 6 

Illustrazione

Descrizione: Il portiere effettua una piccola rincorsa, una capriola e un salto verso il pallone in 
presa alta.

2° esercizio

Sviluppo: gambe; reattività; velocità 

Da ripetere Max 6 colpi per ogni esercizio

Illustrazione

Descrizione: Il portiere effettua una piccola rincorsa, una capriola ed un salto prima verso destra poi 
verso sinistra in presa bassa, media e alta.

3° esercizio

Sviluppo: gambe; velocità;

Da ripetere Max 6 colpi per ogni esercizio;

Max 4 colpi ma più veloci;

Illustrazione

Descrizione: Il portiere effettua una piccola rincorsa, un salto dell'ostacolo a piedi uniti e un tuffo 
laterale prima verso destra poi verso sinistra in presa o con respinta medio­bassa e alta. 

4° esercizio

Sviluppo: gambe; reattività; velocità; riflessi;

Da ripetere ­
Illustrazione

Descrizione: Il preparatore di portieri tira i due palloni, prima il destro e poi il sinistro, costringendo 
il portiere prima a parare e poi a corre in uscita bassa verso il terzo pallone posto al limite dell'area 
di porta. Gli effetti si possono riscontrare nell'uscita bassa su Lopez in Lazio 1 ­ 1 Milan (vedi 
filmato).

5° esercizio

Sviluppo: gambe; reattività;

Da ripetere Max 3­4 colpi per lato, sia rasoterra che a mezza altezza o alti. 

Illustrazione

Descrizione: Il portiere effettua il salto della corda fra due paletti prima verso destra (1) poi verso 
sinistra (2); quindi effettua un terzo salto con tuffo laterale verso il pallone lanciato.

6° esercizio

Sviluppo: velocità; riflessi;

Da ripetere Max 3­4 colpi

Illustrazione

Descrizione: Il preparatore dei portieri lancia il pallone prima a campanile verso l'incrocio dei pali 
alla destra del portiere che recupera in presa alta e si lancia in tuffo per parare il tiro alla sua sinistra.

7° esercizio

Sviluppo: gambe; reattività;

Da ripetere Max 8

Illustrazione

Descrizione: Il preparatore aspetta al limite dell'area di porta il portiere, che arriva, tocca il pallone 
e con rapidità ritorna verso la porta per deviare il pallone oltre la traversa.
Il CALCIO A 5 

TATTICA è il corretto sostantivo usato per definire i metodi utilizzati al fine di vincere una contesa
limitata nel tempo e nello spazio. Questo termine è adottato in particolare in ambito militare, ma
anche economico, commerciale, sport e in una grande varietà di campi come la negoziazione. La
disciplina del calcetto non è certo esente dall'utilizzo della TATTICA. L’aspetto tattico del Calcio a
5 è molto affascinante e non va trascurato, neanche da squadre che si cimentano in tornei amatoriali.
La tattica fa la differenza tra due squadre di pari livello tecnico, e, spesso, anche squadre più deboli,
ma meglio organizzate, possono avere facilmente ragione delle più forti. Fatta questa dovuta
premessa, vi invitiamo a prendere atto dei 3 capitoli principali ai quali faremo riferimento in modo
da delucidarvi con chiarezza il concetto di Calcetto. Tratteremo dunque i principali Schemi di Gioco
(1-2-1 ; 2-2 ; 2-1-1). Dato il numero limitato di uomini e la mancanza di fuorigioco, non
abbiamo un numero elevato di moduli di gioco, né propriamente una distinzione tra gioco a
zona ed a uomo. In realtà questi due sistemi di gioco spesso coincidono, anche se, in base allo
schema ed alle caratteristiche dei giocatori, vi può essere una prevalenza dell’uno o dell’altro.
Poi vi faremo scuola sulle Caratteristiche di Gioco. Il Calcio a 5 è una disciplina che si compone da
4 principali caratteristiche fondamentali. Il giocatore di Calcio a 5 deve essere avere queste 4
caratteristiche per essere completo. Ovvio che ognuno di noi ha delle caratteristiche in cui è
maggiormente portato, e altre in cui è più carente: è necessario perciò concentrare le proprie
energie e nel migliorare le caratteristiche in cui si è carenti, ma continuare ad allenarsi per
migliorare e non perdere quelle qualità in cui si è maggiormente portati. Infine vi sveleremo il
segreto fondamentale per riuscire sempre e comunque a prevalere sull’avversario… sviluppare la
difesa. Gli attaccanti faranno anche i gol, ma sono sicuramente i difensori a vincere la partita.
Negli ultimi anni, le diverse “filosofie” del calcio hanno condotto indubbiamente alla
produzione di un maggior numero di gol: il che si è tradotto in maggior spettacolo per il
pubblico. Eppure per gli addetti ai lavori, la partita “perfetta” è quella che finisce 0 – 0.
Perché? La risposta è semplice: le reti inviolate significano la pressoché totale assenza di
errori nella fase difensiva.

LESSON 1 : GLI SCHEMI PRINCIPALI |

Dato il numero limitato di uomini e la mancanza di fuorigioco, non abbiamo un numero elevato di
moduli di gioco, né propriamente una distinzione tra gioco a zona ed a uomo. In realtà questi due
sistemi di gioco spesso coincidono, anche se, in base allo schema ed alle caratteristiche dei
giocatori, vi può essere una prevalenza dell’uno o dell’altro. Verranno esaminati di seguito i moduli
di gioco più comuni.

SCHEMA 1-2-1 Lo schema 1-2-1, detto “a rombo”, è senz’altro uno dei più conosciuti ed utilizzati.
Il portiere si limita a partecipare solo all’azione di difesa (come sostegno al centrale arretrato,
limitatissima è la sua partecipazione all’azione di costruzione), i laterali possono rafforzare la difesa
o l’attacco secondo le necessità, l’attaccante si sacrifica nel pressing (invitando i laterali al
raddoppio) ed opera da centro boa per le sovrapposizioni dei laterali. Le possibilità di far girare la
palla sono molteplici (si hanno sempre almeno 2 alternative di passaggio). L’asse centrale è molto
coperto, occorrono però due buoni laterali, versatili e veloci. Lo schema offre molte varianti, perché
permette una difesa a 3 (sufficiente per coprire l’area di tiro), che può tradursi anche in un attacco a
3 molto ampio. Molto frequente è la possibilità di utilizzare un’ala per attaccare, sovrapponendosi
alla sponda del centravanti, mentre l’altra ala copre: si passa così facilmente ad un classico 2+2. I
vantaggi di questo modulo sono legati alla capacità della squadra di mantenerlo: è il modulo che
meglio si presta al gioco “a zona” nel Calcio a 5. Pressing, sovrapposizioni, raddoppi di marcatura,
velocità, ripartenze. Gli svantaggi sono legati alla mancanza di affiatamento della squadra, alle
limitate doti atletiche (più che tecniche), alla mancanza di organizzazione di gioco. Questo modulo
ben si presta a squadre prevalentemente fisiche, poiché permette di appianare eventuali gap tecnico-
tattici, che emergerebbero invece con marcature a uomo tradizionali e nell’uno contro uno.
L’organizzazione di gioco ed il rispetto della zona permettono di coprire bene eventuali superiorità
numeriche in ogni parte del campo.

SCHEMA 2-2 Questo schema è comunissimo e si può fare con marcatura fissa a uomo o a zona. È
versatile perché gli uomini sono distribuiti in modo equilibrato in campo. In ogni reparto abbiamo
opportunità di movimento palla, copertura, diagonali. Il pressing è più facile senz’altro dello
schema 1-2-1, ma è più prevedibile la manovra offensiva e di ripartenza. I vantaggi sono dati in fase
di costruzione, agendo per linee orizzontali e facendo girare la palla a quadrato, ma molto è lasciato
allo spunto ed alla fantasia dei 2 avanzati. Allo stesso modo la difesa è coperta di base, ma necessita
sempre di uno o due giocatori in appoggio per coprire la zona di tiro. Se si gioca a zona ciò è
fondamentale. Se si gioca a uomo prevalentemente, uno o entrambi gli avanzati devono seguire
l’uomo in fase di costruzione, per poi ripartire se si conquista palla. Questo modulo è piuttosto
intuitivo e semplice da rispettare, anche se viene richiesta ai singoli più capacità tecnica una buona
tattica, soprattutto nei movimenti senza palla e nelle costruzioni di gioco. Sarebbe molto utile avere
in squadra un portiere che sappia giocare bene palla al piede. Lo schema permette buoni movimenti
per linee orizzontali, con possibilità di inserimento e tiro o passaggio arretrato e tiro. La difesa è
coperta stabilmente da due uomini che possono far girare bene palla a quadrato. La zona centrale va
però coperta a turno con molta sapienza (è la zona più debole della squadra). E’ necessario l’aiuto
del portiere nelle fasi di gioco (sia offensiva che difensiva). È’ un modulo, questo, che va arricchito
con schemi offensivi come incroci, sovrapposizioni, passaggi arretrati e tiri dalla seconda linea,
movimenti di aggiramento, uno-due, dai e vai. I due avanzati devono saper costruire e realizzare
allo stesso modo. Il modulo è consigliabile per le squadre esperte e tecniche con dei buoni avanzati,
veloci e con fantasia.

SCHEMA 2-1-1 Questo schema è molto bilanciato poiché prevede una difesa coperta con due
uomini, ma favorisce anche un gioco prevalentemente a uomo, quindi più libero da schemi e
moduli. Le zone più deboli sono ovviamente le fasce laterali, che vanno coperte seguendo l’uomo;
la zona centrale è molto affollata permettendo una buona copertura della zona di tiro ed una tattica
attendista. Infatti le ripartenze sono facilitate dalla presenza dell’uomo a centrocampo che fa da
tramite. Il modulo di gioco permette delle azioni semplici in attacco ed una buona copertura a 3
della difesa. Sono facilitati i lanci sulla punta e ripartente. La punta deve cercare di tenere lunga la
squadra avversaria impegnando almeno un difensore ed il portiere. Il centrocampista può
raddoppiare il pressing e lanciare la ripartenza, agendo come difensore aggiunto in difesa. I due
dietro possono anche essere lanciati come laterali, sovrapponendosi sulle sponde del
centrocampista. In questo caso può risultare utilissimo l’apporto di un buon portiere che ci sa fare
coi piedi. In definitiva lo schema permette un gioco vivace e fantasioso se si hanno due avanzati
dotati tecnicamente, oppure un buon interdittore al centro, con una buona torre fisica avanti. Risulta
utile anche per una squadra fisica, di corridori e difensori, che possono rimanere coperti agendo in
contropiede o lanciando un centravanti alto e forte di testa. Quindi questo modulo può essere
consigliato a tutti.

LESSON 2 : CARATTERISTICHE DI GIOCO |

Il Calcio a 5 è una disciplina che si compone da 4 principali caratteristiche fondamentali. Il


giocatore di Calcio a 5 deve essere avere queste 4 caratteristiche per essere completo. Ovvio
che ognuno di noi ha delle caratteristiche in cui è maggiormente portato, e altre in cui è più carente:
è necessario perciò concentrare le proprie energie e nel migliorare le caratteristiche in cui si è
carenti, ma continuare ad allenarsi per migliorare e non perdere quelle qualità in cui si è
maggiormente portati.

La tecnica: si riferisce a quelle qualità individuali in cui ognuno di noi è portato. C’è chi è portato
ad avere una buona tecnica individuale in fase offensiva e chi è portato ad avere la tecnica in fase
difensiva. Per tecnica si intende la capacità di uscire da situazioni di pressing o spazi ristretti in
maniera individuale, un “numero”, una giocata, un passaggio fatto bene sui piedi del compagno, un
pallonetto, e così via. Ci sono numerosissimi modi per uscire in modo corretto da una situazione
che apparentemente sembra critica. E’ importante curare questo aspetto, per farlo bisogna lavorare
su esercizi specifici individuali palleggi, conduzione di palla, uno contro uno, passaggio al
compagno (di piatto, di collo, al volo di controbalzo), tiri in porta, calciare in un punto ben preciso
(che può essere cinesini, il palo). In fase difensiva invece la tecnica individuale è di fondamentale
importanza, così come la tattica e la prestanza fisica e l’intelligenza, perché può trasformare una
situazione in cui ci si trova a subire in un’ azione in cui ci si trova ad attaccare; interrompere
l’azione avversaria significa ribaltare l’azione e creare una situazione d’attacco, infatti in quel
preciso momento, l’ultimo uomo in difesa si trova ad essere il primo uomo che crea (imposta)
l’azione d’attacco. Ecco perché risulta importante la tecnica individuale, un anticipo fatto al
momento giusto e la palla rimane in mezzo ai piedi, uno stop ben fatto e un buon controllo di palla,
sono caratteristiche basilari per ripartire in contropiede ed essere incisivi con la squadra avversaria
sbilanciata.

La tattica: essere disposti bene in campo vuol dire chiudere gli spazi, avere padronanza del campo
e in sintesi rendere la vita difficile all’avversario. In fase difensiva si è messi bene tatticamente in
campo quando l'avversario non trova spazi per affondare, quando si intercetta il pallone, ci si
frappone fra due uomini che stanno effettuando il contropiede ovvero ci si mette sulla diagonale fra
palla e uomo; viceversa in fase offensiva si è disposti bene tatticamente in campo quando ci si trova
smarcati o in una posizione consona da agevolare il passaggio, si va nello spazio vuoto che si è
creato, si va sul secondo palo.

La prestanza fisica: questa caratteristica è importante in tutti quegli sport che come il Calcio a 5 si
basano sulla rapidità e forza contemporaneamente, infatti le caratteristiche fisiche del giocatore di
Calcio a 5 si sviluppano fra la rapidità di movimento e di esecuzione, essendo le dimensioni del
campo ristrette, e la potenza nei contrasti nel tiro e nei continui cambi di direzione. Inoltre quando
si gioca una partita è molto importante la lucidità mentale, che invece, proprio per la velocità di
questo sport, è portata a calare, perciò una buona prestazione fisica permette di rimanere lucidi e
quindi precisi (sotto porta, nei passaggi, nell' interpretazione della partita). Questa caratteristica si
raggiunge con esercizi fisici dedicati alla resistenza (fondo per intenderci) e velocità ( rapidità nelle
brevi distanze).

Intelligenza: s' intende intelligenza tattica la capacità di un giocatore di interpretare la partita....


Ogni partita, ogni azione, ogni episodio fanno storia a sé bisogna essere intelligenti e capire che
cosa succederà. Disporsi in campo a seconda di chi si incontra, se fa un gioco basso o se viceversa
gioca a pressing; se ci sono dei giocatori che hanno punti deboli, se è una squadra tattica o al
contrario basa il proprio modo di giocare sul piano fisico. Interrompere l'azione di contropiede,
mandare l'avversario in una posizione del campo a lui sfavorevole, temporeggiare o pressare, questi
sono tutti aspetti che fanno parte dell'intelligenza di un giocatore, più esso è in grado di applicare
questa caratteristica più riesce a semplificare le cose e rendere uno sport che all'apparenza può
sembrare difficile, bello e spettacolare anche per lo spettatore.

LESSON 3 : I DIFENSORI VINCONO LA PARTITA |

Gli attaccanti faranno anche i gol, ma sono sicuramente i difensori a vincere la partita. Negli
ultimi anni, le diverse filosofie del calcio hanno condotto indubbiamente alla produzione di un
maggior numero di gol: il che si è tradotto in maggior spettacolo per il pubblico. Eppure per gli
addetti ai lavori, la partita perfetta è quella che finisce 0 – 0. Perché? La risposta è semplice: le
reti inviolate significano la pressoché totale assenza di errori nella fase difensiva.

Del resto, una forte organizzazione difensiva sta alla squadra come delle solide fondamenta stanno
alla casa. La nostra tradizione ci insegna che spesso il motto primo non prenderne” paga: non a
caso, negli ultimi anni le squadre detentrici dello scudetto sono state quelle con la miglior difesa (e
non necessariamente con il miglior attacco); per questo dedichiamo un approfondimento tecnico
tattico dedicato a questo reparto, così determinante sull’esito finale di una gara.

Nei settori giovanili, generalmente, chi decide di giocare in difesa, o chi viene collocato in questo
ruolo, è colui che ha minori doti tecniche, o minor fantasia. Una designazione spesso errata, sia
perché avere buoni palleggiatori nel reparto difensivo risulta utile per il possesso palla dell’intera
squadra, si a perché è bene che imparino a difendere anche i giocatori più estrosi. Il calciatore in
fase difensiva non deve essere irruento né troppo istintivo, perché potrebbe essere messo in crisi
dall’avversario: deve, al contrario, essere dotato di un grande equilibrio emotivo, qualsiasi modulo
tattico si chiamato a rispondere.

Nei confronti del diretto avversario, gli aspetti da insegnare e a cui dedicare maggior tempo in
allenamento sono: il piazzamento, la marcatura, l’anticipo, il contrasto, il temporeggiamento. E qui
di seguito andremo ad analizzarli :

Piazzamento : consiste nell’ assumere un atteggiamento tale da tenere conto della propria porta, del
diretto avversario e della zona di campo in cui si trova il pallone, per ostacolare o ritardare l’ azione
avversaria. Marcatura : significa avere la massima attenzione sui movimenti dell’avversario,
mantenendo nei suoi confronti una distanza e una posizione opportune per impedirne e limitarne
l’azione offensiva tramite un contrasto o un anticipo. Anticipo : quando il difensore interrompe un’
azione offensiva dell’avversario intervenendo sul pallone in diverse forme (calcio liberatore per
liberare l’area dai pericoli, deviazione di testa o di piede, break con passaggio per la ripartenza in
fase offensiva). Contrasto : consiste nel togliere il pallone all’avversario che ne è in possesso. Vi
sono vari tipi di contrasto: contrasto frontale, laterale, scivolato, di spalla, da effettuare con
tempismo, decisione, ma sempre cercando di mantenere il controllo dell’equilibrio per non incorrere
in azione fallosa. Temporeggiamento : serve a rallentare l’azione offensiva, in particolare quando
ci si trova in inferiorità numerica, per permettere una riorganizzazione difensiva della squadra.

LESSON 4 : IL CALCIO A CINQUE NON E' IL CALCIO |

Calcetto o calcio a 5? Fratello povero del calcio per tanti anni, oggi risulta essere uno degli sport più
praticati nel tempo libero e comincia ad avere una dignità tutta sua: quella di sport vero… Il calcio
a 5 non è il calcio… Il calcio a 5 è senza dubbio uno sport molto tecnico, in cui emergono appieno
le doti (o i limiti) del calciatore. Le limitate dimensioni del campo, insieme alla velocità del gioco,
lo rendono più differente di quanto si creda dal calcio tradizionale e molto più simile a sport come
pallamano, pallanuoto, basket. Gli elementi costitutivi di questa disciplina, che la rendono così
dissimile dal calcio, ma egualmente affascinante, sono: coinvolgimento contemporaneo di tutti i
giocatori nell’azione, limitate dimensioni del campo di gioco, velocità di gioco, possibilità di tiro
pressoché da ogni parte del campo.

1) Tutti devono partecipare contemporaneamente all’azione di gioco. Non vi è giocatore fermo


o non interessato al gioco, poiché perdere palla può significare immediatamente subire un tiro ed un
gol. Nel calcio invece capita spesso che diversi giocatori, lontani dalla palla, sono completamente
disinteressati al gioco, poiché le dimensioni del campo, ed il fuorigioco, permettono loro questo:
neppure il portiere teme il gol oltre il proprio centrocampo. Nel calcio a 5 il portiere può e deve
partecipare attivamente al gioco sia in fase di attacco (si crea superiorità numerica in fase di
costruzione), che di difesa (come difensore aggiunto negli anticipi o nei raddoppi, se i compagni
coprono i tiratori avversari). E poi deve anche parare… I giocatori inattivi indeboliscono
notevolmente una squadra: basta che solo uno perda il ritmo che gli avversari vanno in superiorità
numerica e possono tirare.

2) L’area di gioco limitata comporta una rigida copertura degli spazi (specchio di tiro in difesa,
movimento smarcante, senza palla, in fase offensiva). Ciò deve avvenire grazie all’affiatamento
della squadra, allo schema di gioco adottato e alla capacità dei singoli a sapersi adattare ad ogni
situazione di gioco. Ogni giocatore deve saper attaccare e difendere, non esistono specializzazioni
pure, ma solo preferenze di ruolo. Controllo di palla, copertura dello spazio, tiro improvviso da
qualsiasi posizione, sono caratteristiche basilari di ogni calciatore. Non pensate di arrivare palla al
piede da porta a porta: se incontrate una difesa decente vi coprirà con facilità. Al tiro ci si va solo
con schemi di gioco e movimenti continui senza palla. Il controllo di palla è fondamentale. Per
mantenere costantemente in movimento la palla, effettuare finte ed avere subito a disposizione il
tiro, è preferibile controllare la sfera con la suola. Il limitato contatto fisico e le dimensioni del
campo impongono di mantenere la palla ben aderente al piede e il più vicino possibile al corpo. Gli
allunghi a palla distante sono sconsigliati.

3) La velocità di gioco media è superiore al calcio, ci si muove continuamente e di più, sono


frequentissimi gli scatti e le azioni fulminee, non esistono allunghi o fasi di stasi. Nel calcio invece
molto spesso accade che i giocatori lontano dalla palla stiano fermi, se la palla è lontana dalla porta
la tensione si abbassa e non ci sono pericoli. Nel Calcio a 5 dimenticatevi di cross, lanci, sgroppate,
colpi di testa, gioco aereo, immobilità. Nella preparazione occorre privilegiare un fondo di media
durata, in cui inserire molte sedute di allenamento esplosivo, scatti, resistenza alla velocità Il tiro
deve essere fulmineo, improvviso, “nascosto”, basso e teso (la traversa è molto bassa). Bisogna
saper sfruttare la velocità della palla e la distanza ridotta del campo. Il caricamento laborioso del
tiro, viene subito “letto” dall’avversario. E’ meglio un tiro secco con la punta del piede: il risultato è
assicurato!

4) Il tiro è facilitato oltre che dal campo anche dalle dimensioni del pallone. Il calcio a 5 è sport
incerto, si tira da ogni parte e si può segnare in pochi secondi. Non sono infrequenti gol dei portieri
e gol con tiro porta a porta. Tutto ciò influenza molto il gioco, in quanto la ricerca o la copertura
dello spazio di tiro sono tra i primi obiettivi. Il portatore di palla può tirare in ogni momento, anche
a specchio di porta coperto, può sfruttare affollamenti in area e scarsa visibilità del portiere,
deviazioni, autogol, tap-in (favoriti dalla mancanza di fuorigioco), pali e traversa: tutte situazioni
molto frequenti. La marcatura e la copertura devono essere serrate in ogni momento, non ci si può
mai distrarre.
LESSON 5 : CONSIGLI ED ANEDDOTI DA APPLICARE SUL CAMPO |

Controlla la palla con la suola, risulti più coperto e puoi far muovere la palla più velocemente.

Zona o uomo? Nel calcio a 5 i due modelli coincidono, in quanto, oltre a coprire la propria parte di
campo, occorre poi coprire sempre l’area di tiro stando sull’uomo, in attacco invece bisogna
muoversi molto senza lasciare riferimenti alla difesa, per cui occorre saper svariare senza rimanere
incollati alla propria zona, ma senza neanche lasciare buchi.

Tira di punta: il caricamento è più veloce, il tiro è forte e preciso, puoi usare il piede come una
stecca da biliardo.

Sul tiro del tuo compagno, mettiti sul secondo palo: puoi sfruttare una respinta o allargare la
porta se il suo tiro è fuori.

Copri il portiere sul tiro di un tuo compagno, il fuorigioco non c’è: puoi deviare all’ultimo
momento la palla o semplicemente spostarti all’ultimo.

Il tap-in è statisticamente uno tra i gol più comuni: non sottovalutare mai un tiro, seguilo fino
all’ultimo: potresti salvare la tua porta o segnare un gol insperato.

Palla bassa e in movimento, non lanciare, crossare, giocare al volo, rinviare sono gesti che
rallentano il gioco e non hanno efficacia.

L’attaccante è come un centro boa: deve creare spazi e sponde per il tiro dei compagni, se è
marcato è meglio che stia spalle alla porta.

Copri col corpo la palla, giraci intorno: l’avversario non può attaccarti col corpo o entrare in
scivolata (è fallo). Ciò risulta utile per temporeggiare o effettuare una sponda per il tiro altrui.

Un buon portiere cerca di restare in piedi il più possibile poiché le respinte sono frequenti e si
potrebbe non avere il tempo di effettuare una seconda parata. La scivolata e l’uscita a valanga sono
pericolose e vengono fischiate dall’arbitro.

Tira vicino ai fianchi, alla testa o tra le gambe del portiere: il suo raggio di azione è efficace
vicino agli angoli della porta, meno vicino al corpo.

Rigori decisi: non pensarci troppo, la porta è piccola, non puoi certo spiazzare facilmente il
portiere; scegliti un punto, concentrati bene e tira più forte che puoi.

Attua qualche schema di gioco semplice preparandolo prima: basta spesso anche un solo
schema offensivo che pure una squadra amatoriale può vincere facilmente ancor prima che gli
avversari arrivino a leggere la tattica di gioco

Para spesso coi piedi, non tuffarti, non ne hai quasi mai il tempo. Per evitare ribattute, quando
pari coi piedi, prediligi una calciata chiusa (con l’angolo del piede inferiore a 90°), in modo tale da
respingere sempre incrociando, non diritto.
LA TATTICA DEL PORTIERE
dal libro CALCIOA CINQUE/Il manuale dell’allenatore.

 
Il portiere non ha solo la funzione di distruggere il gioco avversario (difesa) ma 
partecipa attivamente alla costruzione di quello della propria squadra (attacco). 
Questo introduce l’importanza dell’atteggiamento tattico del 
portiere, che spesso è il primo attaccante della propria squadra. Per esprimere 
meglio le sue 
funzioni tattiche abbiamo diviso l’analisi in tre fasi temporali:
Prima della parata. Appena la propria squadra perde il possesso della 
palla, nella metà 
campo opposta, il portiere si porta fuori dall’area per anticipare con una uscita 
un eventuale 
contropiede degli avversari. (qui a fianco è rappresentata questa situazione). Se 
la compagine
 
avversaria imposta il proprio attacco in maniera elaborata, il portiere assume la 
posizione   
fondamentale, seguendo lo sviluppo del gioco attentamente (concentrazione) 
per essere 
pronto al momento dell’intervento. Il portiere si deve posizionare sempre in 
maniera da 
chiudere l’angolo di tiro, spostandosi lateralmente seguendo un semicerchio 
immaginario. 
Osservare (dal suo punto di osservazione privilegiato) e analizzare le situazioni 
di gioco nel 
loro sviluppo (come, dove e quando conclude) in maniera da prevenire le 
intenzioni dell’av­
versario. Comunicare continuamente con i propri compagni in maniera 
esplicita e implicita. 
Per “comunicazione esplicita” si intende guidare  la squadra nella difesa 
fornendo informazioni 
utili per neutralizzare l’attacco avversario. Per “comunicazione implicita” si 
intende porre in 
essere comportamenti tattici già stabiliti a priori con i compagni. 
 
Un esempio è rappresentato in figura: in questa situazione di 1:2, D una volta 
scavalcato dalla 
palla, trasmessa da A1 ad A2, scatta all’indietro a coprire il secondo palo 
mentre il portiere   
P protegge il primo. Come si può intuire in questo caso il portiere non ha il 
 
tempo di 
“comunicare esplicitamente” al proprio compagno la posizione da occupare, 
quindi ognuno 
effettua il suo compito automaticamente. Questa considerazione ci fa capire 
l’importanza 
dell’allenamento tattico situazionale per il portiere e i suoi compagni di 
squadra, al fine di 
organizzare e affinare questo tipo di cooperazioni.
Durante la parata. In base all’analisi effettuata in precedenza, dalla 
posizione fondamentale di “attenzione” si palla a quella di pre­parata che varia 
a seconda della direzione del tiro. Nel momento dell’impatto deve tenere gli 
occhi fissi sulla palla, con entrambi i piedi aderenti al suolo e con il peso del 
corpo leggermente spostato in avanti. Questo permette di assumere una 
posizione di partenza molto reattiva in quanto lo pone in condizioni di poter 
reagire indistintamente in tutte le direzioni. Infine l’esecuzione della parata 
deve essere in funzione della posizione del tiro. Se la palla viene deviata, il 
portiere deve direzionarla in una zona poco pericolosa (laterale o sopra la 
porta) mentre se viene bloccata proporsi subito per la fase successiva.
Dopo la parata. Dopo la parata, se la palla viene deviata continuare a 
difendere la porta finché la stessa non è bloccata o esce dal gioco. Invece se la 
palla viene bloccata, il portiere diventa il primo attaccante della squadra 
cercando, se possibile, di proporre immediatamente un’azione d’attacco in 
verticale (contropiede).
Esercitazione.
Qui a fianco è rappresentata una esercitazione a carattere situazionale, che 
stimola il portiere 

 
ad effettuare un contropiede subito dopo la parata.
Materiale: Un pallone, casacche.

Giocatori: D all’inizio è l’attaccante e calcia a rete da 10­12 m, per poi 
divenire il difensore 
nella situazione di 2:1. A1 e A2 sono gli attaccanti. P1 e P2 sono i portieri che 
difendono prima 
la porta e poi lanciano il contropiede.
Regole: D calcia a rete cercando il goal, P1 para e recupera la palla il più 
presto possibile per 
rilanciare il contropiede a favore di A1 e A2, i quali affrontano D in una 
situazione di 2.1 per 
attaccare la porta difesa da P2.

Obbiettivo: Sfida fra i portieri a chi subisce meno reti. 
 
Infine, se la palla è uscita direttamente e quindi si configura la situazione di rimessa dal fondo, il 
portiere a seconda dell’andamento della gara detta il ritmo di gioco della propria squadra (per 
esempio: recupero lento della palla per spezzare il ritmo della squadra avversaria, recupero 
veloce per tenere il ritmo alto). Altro aspetto fondamentale di questa situazione è quella di 
organizzare la squadra ad eseguire gli schemi di uscita dal pressing. In questo caso il portiere deve 
essere “rapido” a trovare la giusta soluzione.
 
Situazioni di palla inattiva.

Altre situazioni di gioco in cui il portiere è coinvolto in modo rilevante sono quelle di palla inattiva. 
A proposito presentiamo uno studio statistico; con l’istogramma di fig. 1 sono espressi, in 
percentuale, i goal subiti su azione o palla inattiva, mentre in fig. 2 vengono rappresentati, in 
percentuale, le reti realizzate sulle varie tipologie di palla inattiva. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le situazioni di palla inattiva si possono dividere in due branche: quelle in cui il portiere utilizza 
l’aiuto dei compagni per difendere la porta e quelle in cui deve far riferimento solo alle proprie 
capacità.
Con l’aiuto dei compagni. In questa situazione il portiere deve partecipare all’organizzazione della 
squadra comunicando ai compagni la posizione che devono assumere in campo.
La punizione. Come abbiamo visto è la situazione più pericolosa: in questo caso il portiere deve 
essere l’unico ad organizzare la barriera comunicando con fermezza e rapidità (i tempi sono 
ristretti) ai compagni, la posizione da assumere in campo. Lo scopo principale del portiere è coprire, 
con l’ausilio dei compagni, tutte le traiettorie possibili che la palla può compiere. In questo caso è 
importante anche conoscere le caratteristiche degli avversari (sapere chi e come conclude); questo 
per capire anticipatamente la soluzione scelta dall’avversario e conseguentemente coprire 
maggiormente più un lato di porta anziché un altro.
Il calcio d’angolo e il fallo laterale. In questa situazione il portiere si posiziona all’altezza del 
primo palo rispetto al punto di battuta. L’estremo Difensore, avendo un punto di osservazione 
ottimale, deve comunicare ai compagni l’evoluzione del gioco avversario cercando se possibile di 
capire e suggerire anticipatamente le loro azioni d’attacco.
Senza l’aiuto dei compagni. In questa situazione il portiere deve far ricorso esclusivamente alle 
proprie capacità tecnico­tattiche­atletiche. Psicologicamente deve affrontare queste situazioni con il 
pensiero che non ha nulla da perdere perché, a causa del regolamento queste sono estremamente 
punitive.
Il rigore. In primo luogo, se possibile, il portiere deve conoscere come calcia il rigore 
l’avversario (per esempio: cerca la potenza rimanere fermo ed intervenire all’ultimo momento; 
cerca la precisione coprire l’angolo della porta da lui preferito). Altro aspetto da tenere in 
considerazione è quello psicologico, infatti il portiere con un suo atteggiamento può rendere 
insicuro l’avversario, facciamo degli esempi: rannicchiarsi a terra, offrendo così più superficie di 
porta, al fine di indurre l’avversario ad essere meno preciso. Coprire più porta possibile, aprendo al 
massimo tutti i segmenti del corpo (braccia e gambe), portando l’avversario ad essere molto preciso 
inducendolo così all’errore. Eseguire una finta, nell’attimo precedente al tiro, “comunicando” così 
all’avversario una falsa intenzione portandolo a calciare nella parte voluta della porta. Collocarsi 
vicino ad un palo, lasciando sgombra una superficie vasta della porta, per spostarsi poi a proprio 
piacimento all’ultimo momento.
N.B. Tutti questi atteggiamenti tattici del portiere, devono essere correlati alle proprie capacità 
tecniche e hanno come scopo quello di disorientare, quindi di rendere meno sicuro l’avversario.
Tiro libero o 2° rigore. A differenza del calcio di rigore, questo può essere calciato da varie 
posizioni del campo e distanze. In funzione della posizione il portiere si deve collocare chiudendo 
sempre l’angolo di tiro: in funzione della distanza può muoversi andando incontro alla palla o stare 
fermo attendendo di capire la direzione per poi intervenire. Per gli atteggiamenti tattici rimandiamo 
il lettore a quelli già citati per il calcio di rigore.