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Giovanna, la strega di Salussola

Postato da Monica Mercoled 10 Novembre 2010 16:37

Ho ritrovato questo bellissimo articolo grazie alla Waybackmachine, scritto diverso tempo fa da un gruppo di una scuola della Valsesia.

Nel corso della storia non vi furono soltanto roghi celebri come Giovanna dArco e Giordano Bruno, ma innumerevoli aneddoti di sventurate creature bruciate con laccusa di presunta stregoneria. Noi, che viviamo nel 2002, giudichiamo spesso efferati i magistrati che torturavano e condannavano le streghe, ma alla soglia del 1400 tutti credevano nella magia: dalla povera gente ai dotti, dai sovrani ai papi. Abbiamo prove di un processo del 1470 nel Biellese, nel periodo del ducato di Amedeo IX, quando il Vescovo di Vercelli era Urbano Bonivardo e lInquisitore e Vicario per la Diocesi di Vercelli era Nicola de Costantinis di Biella. Laccusata era una certa Giovanna, moglie di Antoniotto Monduro di Miagliano, abitante a Salussola. Giovanna non era molto ben vista, n dai parenti n dai vicini di casa, a causa della sua loquacit ed forse per questo motivo che nacquero le prime accuse. Il 21 gennaio del 1470 a Salussola ebbe inizio listruttoria con la testimonianza di Antonia, moglie di Guglielmino Monduro, la quale affermava che Giovanna, lestate precedente, aveva profetizzato che entro un anno sarebbe morto il meglio della casa di Martino Monduro e, nel corso di un diverbio, laveva maledetta. In seguito a questa conversazione, soffocarono i suoi due figli e mor Agostino, figlio di Martino. I fratelli Martino e Guglielmino Monduro affermarono che la loro cognata malediceva con facilit ed Elena di Monduro rifer che, in seguito alla morte del suo bambino, Giovanna aveva sostenuto di sapere da tempo che egli non poteva vivere.

Maddalena, unaltra strega, mentre era in prigione confess di avere incontrato Giovanna in stregheria (stregheria altro non che il sabba. Secondo le leggende del Vercellese e del Biellese erano luoghi di incontri i boschi del Sesia presso Vercelli e soprattutto una misteriosa landa nel Brianco. I sabba comunque avvengono sempre in locis sylvestribus, occultis, [] et

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Giovanna, la strega di Salussola


Postato da Monica Mercoled 10 Novembre 2010 16:37

peregrinis, ruinosis atque desertis, et semper de noctis [1]), ma questa, quando si present davanti al Vicario, neg di esservi andata.

Interrogata successivamente dal tribunale dellInquisizione, Giovanna continu ad affermare che le accuse erano false, che non era una strega, non aveva mai praticato la magia e non si era unita al Diavolo, e, anche sotto tortura sostenne sempre di essere innocente. Il 18 febbraio ci fu unaltra accusa: tre figlie di Martino Monduro raccontarono al Vicario che una volta uno sciame di api era entrato nel loro podere e poi si era diviso in due: uno era stato raccolto in una cassetta, mentre laltro and a fare grappolo vicino alla terra di Giovanna. Questultima, non potendo catturare lo sciame, afferm che se non poteva averlo lei non lo avrebbero avuto nemmeno loro. Poi si era inginocchiata, aveva pregato e sia le api della cassetta che le api del grappolo erano volate via per sempre. Il 20 febbraio di nuovo sottoposta a tortura, Giovanna infine confess raccontando la sua iniziazione alla magia avvenuta di notte. La sua confessione in realt risult simile a molte altre ottenute dallInquisizione nei processi alle streghe. Giovanna infatti non invent nulla di nuovo, ma rievoc il folklore stregonesco ampiamente diffuso in Europa: disse di aver bevuto dal bariletto (il rito di bere nel bariletto era conosciuto da tempo e ne parla nelle sue Prediche S. Bernardino da Siena, riferendosi proprio alle genti del Piemonte: [] piglieranno un tempo dellanno un fanciullino, e tanto il gittano fra loro de mano in mano che elli si muore, poi che morto, ne fanno polvare e mettono la polvare in un barilotto, e danno poi bere di questo barilotto a ognuno; e questo fanno perch dicono che poi non possono manifestar niuna cosa che ellino faccino [2]), di essersi unita con un diavolo di nome Zen, di aver calpestato la croce e di aver rinnegato Dio. Ammise anche di aver ucciso il figlio di Elena e Martino e di aver soffocato, insieme alla strega Maddalena, i due figli di Antonio.

Afferm inoltre di aver agito mediante un bastonetto unto con il grasso di un bambino, che poi aveva distrutto bruciandolo. Sotto richiesta degli Inquisitori di denunciare le altre streghe, fece molti nomi che, successivamente, quando non fu pi sotto tortura, cerc di rinnegare, adducendo come motivazione il fatto che nel momento in cui li aveva pronunciati era intontita Ammise anche di aver ucciso il figlio di Elena e Martino e di aver soffocato, insieme alla strega Maddalena, i due figli di Antonio. Afferm inoltre di aver agito mediante un bastonetto unto con il grasso di un bambino, che poi aveva distrutto bruciandolo.

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Postato da Monica Mercoled 10 Novembre 2010 16:37

Sotto richiesta degli Inquisitori di denunciare le altre streghe, fece molti nomi che, successivamente, quando non fu pi sotto tortura, cerc di rinnegare, adducendo come motivazione il fatto che nel momento in cui li aveva pronunciati era intontita. Giovanna fu bruciata viva il 17 agosto presso il ruscello ai confini di Miagliano. Da: Briciole di storia vercellese di Rosaldo Ordano.

[1] da Tractatus de sortileggis eorumque poenis in Malleus maleficarum di P. Grillandus. ini. [2] da Le prediche volgari di P. Bargell

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