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Comune

CASALPUSTERLENGO

Provincia

LODI

Committente

GIANBI S.r.l.

Oggetto

Progetto di edifci a destinazione residenziale e commerciale in Casalpusterlengo, viale Mantova: indagine di caratterizzazione geologica e geotecnica sui terreni di fondazione

Data

28 gennaio 2009

dott. Marco Daguati


GEOLOGO

via A. Diaz, 22 26845 Codogno (Lo) tel e fax 0377.433021 portatile 335.6785021 e-mail: marco.daguati@geolambda.it

GIANBI S.r.l. Comune di Casalpusterlengo (LO), viale Mantova

PREMESSA In seno al Piano Integrato dIntervento che prevede la realizzazione di edifici a destinazione residenziale e commerciale in Comune di Casalpusterlengo, GIANBI S.r.l. ha affidato allo scrivente lincarico di definire le caratteristiche geologiche e geotecniche dei terreni per un corretto dimensionamento delle strutture di fondazione ai sensi del D.M. 14.09.2005. Lindagine geognostica si avvalsa di 4 prove penetrometriche del tipo statico a punta meccanica (CPT); le prove sono state programmate secondo quanto disposto dalla vigente normativa relativa alle indagini sui terreni (D.M. 11.03.1988), ubicate come da allegata planimetria. Dato lo scopo del presente lavoro, che prevede una ricostruzione geologico-tecnica della porzione pi superficiale di sottosuolo, non sono state compiute analisi di tipo stratigrafico, le quali assumono importanza secondaria per le finalit tecnico-progettuali dello studio. Larea presa in esame, infatti, geologicamente semplice, in quanto interamente inserita in un territorio in cui affiorano depositi continentali quaternari (alluvioni fluvioglaciali tardopleistoceniche) che, in questa zona, raggiungono spessori rilevanti e sono caratterizzati da condizioni di giacitura decisamente uniformi. Luniformit del ripiano morfologico e la continuit dei depositi si interrompe in direzione E dallarea oggetto dintervento, in corrispondenza dellincisione olocenica del Colatore Brembiolo. La distanza dal lineamento morfologico, tuttavia, tale da escludere qualsiasi interferenza diretta con le strutture in progetto. Allinterno dellarea la natura litologica e granulometrica dei terreni di fondazione stata oggetto di osservazione allinterno di un pozzetto esplorativo appositamente eseguito; il profilo stratigrafico osservato il seguente:

T1: profondit (m. da p.c.) Da 0.00 Da 0.20 Da 0.90 Da 1.50 falda: - 2 m a a a a 0.20 0.90 1.50 2.10

Classificazione USCS ML SW SW

Natura dei terreni Terreno vegetale bruno Limo sabbioso nocciola Sabbia grossolana grigio-nocciola Sabbia fine grigia

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E tuttavia doveroso segnalare come la successiva indagine penetrometrica abbia evidenziato una significativa disomogeneit lito-stratigrafica allinterno dellarea, soprattutto per quanto concerne i terreni pi superficiali, come meglio descritto nel modello geologicotecnico che verr illustrato nei capitoli seguenti.

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CARATTERISTICHE LITOLOGICHE E GEOTECNICHE DEI TERRENI DI FONDAZIONE

Come accennato in premessa, la campagna geognostica si avvalsa dei risultati di 4 prove eseguite con penetrometro statico a punta meccanica (CPT), spinte ad una profondit massima di 10 m dal piano campagna. Lindagine mediante penetrometro statico consiste nel misurare la resistenza alla penetrazione di una punta conica di dimensioni e caratteristiche standard, infissa a velocit costante nel terreno. Lattrezzatura costituita da un dispositivo idraulico di spinta che agisce in modo alternato sulla punta e su un manicotto collegato: la prova quindi discontinua e le misure di resistenza sono eseguite ed annotate ogni 20 cm di penetrazione. Sulle aste stato installato un dispositivo (anello allargatore) per ridurre leffetto dellattrito del terreno, facilitando lapprofondimento a parit di spinta disponibile. Vengono cos rilevati ad intervalli costanti (20 cm): - la Rp o resistenza allavanzamento della sola punta; - la Rl
tot

, ovvero la resistenza complessiva allavanzamento della punta e del manicotto di

dimensioni note. La documentazione allegata comprende sia copia delle letture eseguite direttamente dallo strumento penetrometrico, sia i grafici secondo le seguenti coppie di valori: - Rp (o qc) / profondit; - Rl / profondit. Dallanalisi dei risultati ed attraverso il rapporto Rp/Rl stato possibile risalire con una certa approssimazione alla natura litologica dei terreni attraversati, utilizzando come discriminante il metodo suggerito da Schmertmann (1978); questultimo considera come indicativo della litologia il rapporto fra la resistenza alla punta ed il rapporto Fr (figura seguente).

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Tuttavia, si rammenta che, sebbene lindagine penetrometrica tipo CPT fornisca dati geotecnici attendibili, le informazioni sulla natura litologica e granulometrica dei terreni derivano sostanzialmente da correlazioni del tipo empirico. Nellinterpretazione dei risultati, le prove penetrometriche vengono assimilate a prove rapide in condizioni di drenaggio impedito e, nella definizione del comportamento geotecnico, stata adottata una distinzione fondamentale fra terreni incoerenti (resistenza al taglio caratterizzata dal solo angolo di attrito) e terreni fini (resistenza al taglio caratterizzata soprattutto dallesistenza di legami coesivi).

Per quanto concerne la definizione dei parametri geotecnici, utilizzando le pi note e diffuse correlazioni basate sui dati CPT si proceduto al calcolo di:

coesione non drenata (Cu) e modulo edometrico (Ed) per i terreni coesivi; angolo di attrito interno (), densit relativa (Dr) e modulo di deformazione (E) per i terreni incoerenti.

I metodi utilizzati per il calcolo dei parametri geotecnici (i cui risultati sono stati successivamente rivisti in modo critico) sono i seguenti :

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ANGOLO DI RESISTENZA AL TAGLIO . Per stimare questo fondamentale parametro sono stati utilizzati differenti metodi in cui langolo di attrito calcolato in funzione della resistenza alla punta e della tensione verticale efficace, successivamente confrontati fra loro; in particolare:

Metodo di CAQUOT:

Metodo di KOPPEJAN:

Metodo di DE BEER:

DENSIT RELATIVA DR. Definisce il grado di addensamento dei terreni attraversati; sono stati utilizzati i seguenti metodi:

HARMAN: questa correlazione valida per tutti i tipi di sabbia e prevede di valutare la densit relativa in funzione della resistenza alla punta e della tensione verticale efficace.

In cui: 'v : tensione verticale efficace qc : resistenza alla punta

SCHMERTMANN: questa correlazione valida per tutti i tipi di suolo e prevede di valutare la densit relativa in funzione della resistenza alla punta e della tensione verticale efficace.

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MODULO DI DEFORMAZIONE E. Definisce il valore del modulo di Young utilizzando la seguente correlazione empirica (Schmertmann) : E (Kg/cm2) = 2,5 * Rp

COESIONE NON DRENATA CU. E stato utilizzato il metodo empirico proposto da Lunne e Eide (valido, ovviamente solo per i terreni coesivi) : Cu (Kg/cm2) = (Rp - ) / con K = costante compresa fra 12 e 19 (in funzione della plasticit)

MODULO EDOMETRICO E. E stato calcolato attraverso la correlazione empirica Rp-Cu definita dalla seguente relazione, valida come stima di primo riferimento per i terreni coesivi in genere (dai limi plastici alle argille): Ed (kg * cm 2 ) = e 3.12+1.08Cu PESO DI VOLUME NATURALE n. Sempre per i terreni coesivi, stata utilizzata la seguente formula di confronto : n (t/m3) = 2 + 0,515 * Log (Cu) Per i terreni incoerenti, invece, stato assunto un valore medio di n variabile tra 1,8 e 1,9 t/m3.

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MODELLO GEOLOGICO-TECNICO DI RIFERIMENTO

Nella ricostruzione della stratigrafia e del contesto geologico e geotecnico dellarea sono emersi i seguenti aspetti, da tenere in considerazione durante la progettazione delle strutture di fondazione: 1) il substrato dellarea costituito da unit geologico-tecniche che presentano natura litologica e comportamento differenti; 2) il limite di separazione verticale delle unit si presenta irregolare e a profondit variabile anche alla scala dellarea indagata; 3) larticolazione stratigrafica, geologica e geotecnica si manifesta con variazioni sia in senso verticale che orizzontale, tipiche dellambiente deposizionale che ha dato origine ai depositi di substrato; 4) per quanto concerne la falda (di cui non si conoscono le possibili oscillazioni piezometriche), allinterno dei fori penetrometrici stata rilevata acqua sotterranea ad una profondit di 2 m. Sulla base delle prove eseguite, quindi, stato ricostruito il seguente profilo geologicotecnico verticale, rappresentativo dellarea in esame e punto di partenza per le elaborazioni successive. Unit A Sotto un orizzonte superficiale (materiale di riporto o terreno vegetale) si sviluppa un deposito di spessore e caratteristiche variabili. Il Criterio di Schmertmann descrive un terreno limo-sabbioso/argilloso allinterno del quale si sviluppano lenti argillose di scarsa consistenza (probabilmente associate a una componente organica). Lo spessore del deposito varia da un minimo di 0.8-1.0 m (verticale n. 4) a un massimo di circa 3.0 m (verticale n. 2); rielaborando i valori di Rp sono stati calcolati un angolo di attrito =24-26 con modulo di deformazione E=40-60 kg/cm2 (orizzonti a comportamento prevalentemente incoerente) e una coesione Cu=0.2-0.4 kg/cm2 con modulo di deformazione E=15-30 kg/cm2 (depositi coesivi di scarsa consistenza). Unit B Ad una profondit massima di circa 3.0 m, si registra un sensibile incremento delle resistenze penetrometriche, caratteristiche di un deposito incoerente (sabbia e sabbia limosa poco addensata) di mediocri propriet geotecniche.

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sub-unitB1 Nella fascia centrale dellarea (prove n. 2 e n. 4) il deposito presenta il minor stato di addensamento e le peggiori caratteristiche geotecniche (=25-26 ; E=60-80 kg/cm2). sub-unitB2 Nelle zone pi marginali (prove n. 1 e n. 3) i valori penetrometrici descrivono propriet geotecniche migliori (=26-28 ; E=80-150 kg/cm2). Unit C Solamente a partire da una profondit compresa fra 4 e 5 m le resistenze penetrometriche descrivono un deposito incoerente (sabbia prevalente) da mediamente addensato a ben addensato con caratteristiche geotecniche da discrete (=28-30; E=100-250 kg/cm2) a buone (=30-32; E=300-400 kg/cm2) oltre i 7-8 m di profondit. Allinterno dellunit C, tuttavia, a profondit di circa 5.0-7.0 m (ad eccezione della verticale n. 3), si sviluppa un orizzonte metrico di scarsa consistenza e caratteristiche analoghe allunit A.

Il profilo medio relativo alle prove n. 2 e n. 4 (le peggiori fra quelle eseguite) rappresentato nella colonna stratigrafica seguente.

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REGISTRAZIONI STRUMENTALI DELLE PROVE PENETROMETRICHE

CPT n. 1 CPT n. 2 CPT n. 3 CPT n. 4 Prof. Rp Rltot Prof. Rp Rltot Prof. Rp Rltot Prof. Rp Rltot m Kg/cmq Kg/cmq m Kg/cmq Kg/cmq m Kg/cmq Kg/cmq m Kg/cmq Kg/cmq ----------------0,2 0,2 0,2 0,2 0,4 5 7 0,4 79 96 0,4 20 27 0,4 6 13 0,6 11 18 0,6 20 62 0,6 31 36 0,6 11 23 0,8 12 19 0,8 4 6 0,8 43 58 0,8 30 39 1 4 7 1 4 10 1 17 29 1 33 43 1,2 18 28 1,2 15 20 1,2 17 23 1,2 25 36 1,4 22 34 1,4 20 28 1,4 20 31 1,4 22 30 1,6 12 16 1,6 17 24 1,6 30 38 1,6 22 28 1,8 11 17 1,8 12 19 1,8 31 43 1,8 15 25 2 21 25 2 8 11 2 40 57 2 23 29 2,2 39 48 2,2 4 7 2,2 50 61 2,2 18 27 2,4 29 33 2,4 6 9 2,4 50 62 2,4 22 25 2,6 30 36 2,6 9 11 2,6 36 48 2,6 22 28 2,8 49 53 2,8 15 19 2,8 67 76 2,8 29 37 3 36 54 3 14 18 3 74 87 3 30 42 3,2 41 48 3,2 25 37 3,2 78 96 3,2 30 44 3,4 30 42 3,4 35 39 3,4 56 76 3,4 20 36 3,6 36 41 3,6 27 35 3,6 76 104 3,6 22 30 3,8 34 50 3,8 19 30 3,8 64 88 3,8 28 39 4 37 47 4 19 30 4 46 72 4 45 58 4,2 33 40 4,2 15 23 4,2 32 70 4,2 78 108 4,4 28 45 4,4 55 91 4,4 64 82 4,4 111 125 4,6 92 111 4,6 110 114 4,6 64 91 4,6 112 140 4,8 129 156 4,8 88 132 4,8 40 64 4,8 105 137 5 128 157 5 23 50 5 74 103 5 108 136 5,2 112 150 5,2 16 36 5,2 119 166 5,2 115 156 5,4 103 116 5,4 12 25 5,4 139 183 5,4 101 144 5,6 88 101 5,6 7 16 5,6 150 171 5,6 25 59 5,8 20 32 5,8 6 12 5,8 98 145 5,8 13 38 6 16 36 6 22 36 6 72 100 6 11 25 6,2 17 34 6,2 86 106 6,2 68 100 6,2 6 16 6,4 14 27 6,4 167 187 6,4 75 116 6,4 5 12 6,6 6 14 6,6 155 209 6,6 93 126 6,6 17 51 6,8 9 18 6,8 180 164 6,8 101 134 6,8 32 59 7 28 52 7 377 411 7 71 108 7 66 84

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7,2 7,4 7,6 7,8 8 8,2 8,4 8,6 8,8 9 9,2 9,4 9,6 9,8 10

103 120 108 125 92 114 50 69 27 52 187 204 321 344 RIFIUTO

7,2 7,4 7,6 7,8 8 8,2 8,4 8,6 8,8 9 9,2 9,4 9,6 9,8 10

251 355 309 388 410 567 RIFIUTO

7,2 7,4 7,6 7,8 8 8,2 8,4 8,6 8,8 9 9,2 9,4 9,6 9,8 10

74 107 65 92 66 85 85 125 365 438 451 580 RIFIUTO

7,2 7,4 7,6 7,8 8 8,2 8,4 8,6 8,8 9 9,2 9,4 9,6 9,8 10

65 89 78 100 85 91 30 68 48 61 40 73 68 90 191 236 98 122 244 381 227 309 210 584 381 477 RIFIUTO

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2-4

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PRIME CONSIDERAZIONI AI FINI PROGETTUALI: STIMA DEI CARICHI AMMISSIBILI E DEI CEDIMENTI DEI TERRENI DI FONDAZIONE

Utilizzando i parametri geotecnici innanzi definiti si proceduto al calcolo del carico ammissibile ipotizzando fondazioni nastriformi (travi rovesce) di larghezza pari a 1.0 m, poste ad una profondit minima di 3.0 m in presenza di un piano interrato 2.0 m (ipotesi progettuale di primo riferimento). Nel calcolo sono state valutate le due situazioni tipo riscontrate nel corso dellindagine, ovvero in corrispondenza delle verticali n. 2 e n. 4 (peggiori risultati geotecnici) e della verticale n. 3 (migliori risultati). In questa fase, invece, non sono state analizzate fondazioni interferenti con lUnit A (ovvero nei primi 2-3 m di profondit): le scadenti caratteristiche dei terreni superficiali e la loro disomogeneit latero-verticale, infatti, rendono incompatibile lUnit A con eventuali strutture di fondazione, altrimenti soggette a risposte geotecniche scadenti sia in termini di portanza ammissibile che di cedimenti (assoluti e differenziali). Per questi casi, previo puntuali verifiche da eseguirsi in fase di progettazione esecutiva, si dovr ricorrere a interventi di bonifica geotecnica, finalizzati a migliorare le caratteristiche dei terreni e uniformare le reazioni degli stessi (minimizzando cos il rischio di cedimenti differenziali). Per il calcolo del carico limite si fatto ricorso alla nota ed ampiamente verificata formula di Terzaghi (1943), anche se considerata fra le pi cautelative tra quelle disponibili in letteratura, successivamente confrontata con metodi di maggior precisione (Meyerhof, Brinch-Hansen): qd = cNcsc + 1DNq +0.52BNs
dove 1,2 = peso di volume medio rispettivamente sopra e sotto il piano di posa c = coesione del terreno D = profondit di posa della fondazione B = larghezza della fondazione (dimensione del lato corto) Nc , Nq , N = coefficienti adimensionali legati rispettivamente al contributo del terreno coesivo, al terreno posto sopra al piano di posa della fondazione ed agli strati di coesione nulla sc , s = fattori adimensionali legati alla forma della fondazione

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Preliminarmente allanalisi dei risultati, si desidera rammentare come nel calcolo del carico ammissibile svolga un ruolo importante il fattore profondit, unitamente alla geometria della fondazione ed ai parametri geotecnici del terreno. La reazione del terreno di fondazione sottoposto allapplicazione di un carico, infatti, prevede tre zone a comportamento meccanico e reologico differente: una zona geometricamente assimilabile ad un cuneo, in cui il terreno mantiene un comportamento elastico e tende a penetrare negli strati sottostanti in modo solidale con la fondazione; una zona di scorrimento radiale, rappresentata da una serie di archi di spirale logaritmica o di cerchio, in cui avviene la trasmissione dello sforzo dalla zona del cuneo alla zona laterale; una zona laterale che si oppone alla penetrazione del cuneo nel terreno, la quale assume la forma di un triangolo. Sulla superficie di questa zona agisce, con effetto stabilizzante, il peso del terreno sopra il piano di posa della fondazione (D).

Schema di rottura del terreno sotto una fondazione (Casadio & Elmi, 1995)

E perci evidente come riducendo la profondit (D) delle strutture di fondazione diminuisca il peso del terreno (D) che svolge la funzione di contrasto alla penetrazione del cuneo di rottura: nel caso di fondazioni alla profondit di 3.0 m con un piano interrato 2.0 m, lincastro della fondazione (D) nel terreno verr limitato a solo 1.0 m, condizionando di conseguenza la portanza ammissibile.

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PIANO INTERRATO

Ipotesi geometrica di riferimento

In fase di verifica, dopo aver determinato la distribuzione delle tensioni (Metodo di Newmark) prodotte dallapplicazione di un sovraccarico pari alla portanza ammissibile attraverso la Teoria dellelasticit (o Metodo semplificato di Terzaghi, 1943) sono stati stimati anche i cedimenti assoluti dei terreni (programma di calcolo QSBWin). In tale operazione si tenuto conto che parte dei carichi applicati verr compensata dalla rimozione di un significativo volume di terreno derivante dallinterramento delle strutture (effetto noto in geotecnica come galleggiamento o flottazione).

Risolvendo opportunamente i calcoli si ottengono i seguenti risultati (la portanza ammissibile dedotta dal carico limite applicando un fattore di sicurezza Fs=3): Verticali nn. 2 e 4: portanza ammissibile 0.6 kg/cm2 cedimenti S= 8-10 mm Verticale n. 3: portanza ammissibile 0.8 kg/cm2 - cedimenti S= 5-8 mm

Il modesto risultato deriva sostanzialmente dalle mediocri caratteristiche geotecniche dei terreni di fondazione e dallo stato di saturazione degli stessi (acqua di falda) a una profondit di soli 2 m dal piano campagna. Le deformazioni dei terreni (cedimenti), invece, risultano alquanto contenute proprio per la parziale compensazione dei carichi (effetto flottazione). Non conoscendo la reale estensione dei depositi di caratteristiche pi scadenti (si rammenta il carattere puntiforme dellindagine penetrometrica e limpossibilit di eseguire un maggior

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numero di indagini causa la presenza dei fabbricati e delle strutture ad essi annesse), si consiglia in ogni caso di assumere il valore pi cautelativo fra quelli calcolati. Qualora il risultato non soddisfacesse le esigenze progettuali, un sensibile miglioramento delle prestazioni potrebbe derivare agendo sulle geometrie delle fondazioni, incrementando la profondit (D) rispetto al piano interrato o allargando il lato (B) della fondazione. I risultati, in termini di portanza ammissibile, sono riassunti nelle seguenti tabelle:
Qamm (kg/cm2) 0,38 0,47 0,57 0,66 0,75 0,84

B(m) 1 1 1 1 1 1

D(m) 0,6 0,8 1 1.2 1.4 1.6

Tab. 1: Valori di portanza ammissibile (Qamm) al variare della profondit (D) della fondazione rispetto al piano interrato B(m) 0,6 0,8 1 1.2 1.4 1.6 D(m) 1 1 1 1 1 1 Qamm (kg/cm2) 0,52 0,54 0,57 0,59 0,61 0,63

Tab. 2: Valori di portanza ammissibile (Qamm) al variare del lato (B) della fondazione

Diversamente, sar necessario ricorrere a pali di fondazione adeguatamente dimensionati.

Fra le problematiche da affrontare, deve nuovamente essere rammentata la presenza di falda a 2 m dal piano campagna, fattore che render difficoltosa la realizzazione di qualsiasi opera interrata oltre tale profondit e richieder ladozione sia di opere provvisionali per la realizzazione degli scavi, sia di adeguati sistemi di impermeabilizzazione a protezione di tutte le strutture interrate. Dovr inoltre essere valutato attentamente il ricorso ad eventuali impianti de-watering (well-point, pozzi ecc.), al fine di evitare potenziali danni agli edifici limitrofi derivanti dallabbattimento forzato della superficie piezometrica.

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Una valida soluzione progettuale potrebbe essere offerta dal ricorso a fondazioni su platea, le quali contribuirebbero a risolvere parzialmente sia la problematica delle acque sotterranee (realizzazione di platea e muri perimetrali impermeabilizzati e privi di soluzione di continuit), sia quella dei terreni di mediocri propriet geotecniche. Per le strutture su platea, infatti, la portanza ammissibile assume un significato molto relativo, contrariamente ai cedimenti dei terreni di fondazione. Secondo Bowles (1998), infatti, nel caso di prove penetrometriche statiche e fondazioni a platea, il carico ammissibile quello a cui corrisponde un cedimento approssimativamente pari a 50 mm, ottenuto come
qa =
dove qa = carico per cedimenti ammissibili pari a 50 mm qc = Rp del terreno di fondazione Kd = 1+0.33 D/B con D=profondit del piano di posa e B=lato minore della fondazione

qc Kd 20

Considerati i valori registrati di Rp, la soluzione dellequazione in corrispondenza dellUnit B suggerisce un carico ammissibile con valori minimi dellordine di 1 kg/cm2. Anche in questo caso, si rammenta che una percentuale dei cedimenti teorici verr ridotta per effetto della parziale compensazione dei carichi derivante dallinterramento delle strutture (effetto flottazione). Leffettivo carico ammissibile e i relativi cedimenti, tuttavia, dovranno essere oggetto di specifiche valutazioni sulla base delle effettive esigenze progettuali. Sar inoltre necessario ricorrere ad adeguati accorgimenti strutturali affinch i carichi vengano omogeneamente distribuiti sui terreni per limitare i possibili cedimenti differenziali. In ogni caso sar indispensabile verificare puntualmente i terreni durante gli scavi di fondazione, assicurandosi che sul piano di posa non affiori materiale organico o terreno coesivo di scadenti caratteristiche; in tal caso, essi andranno rimossi prima dellapplicazione del carico e sostituiti con idoneo materiale inerte granulare (bonifica geotecnica), uniformando il pi possibile il terreno di fondazione (attraverso la stesura di materiale granulare sullintero piano di posa). Per lesecuzione di eventuali interventi di bonifica suggerito il ricorso a materiale appartenente ai gruppi A1, A2-4, A2-5, A3 (secondo le norme UNI 10006). Il riporto dovr avvenire immediatamente al termine dello scavo, dopo la messa in opera di geotessuto sul terreno naturale; il materiale dovr essere posato per strati

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successivi di 30-35 cm, raggiungendo un grado di costipamento pari ad almeno il 90% della densit AASHO Standard.

Codogno, 28.01.2009

dott. geologo Marco Daguati

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PLANIMETRIA DELLAREA
1

Ubicazione delle postazioni penetrometriche e relativa numerazione Sviluppo dellarea di peggiori caratteristiche geotecniche (la delimitazione areale dovr essere definita in base a un maggior numero di prove, reso impossibile dalla presenza di fabbricati e delle strutture annesse)

TABELLE INTERPRETATIVE DELLE PROVE PENETROMETRICHE

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