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Ringrazio per l'attenzione gli studenti della Consulta.

Le domande poste sono sul piano giornalistico molto argomentate, e svelano altres -secondo meun'attenzione e un progetto culturale nei confronti dell'Accademia. Gli studenti hanno una "idea dell'Accademia" e le domande poste sono espresse s con piglio giornalistico ma al tempo stesso sono - come dire - "retoriche", "travestite ad arte", nel senso che con la domanda si indica gi (in parte) una possibile (e argomentata) direzione della risposta. Premetto anche che sar sintetitico per ovvi motivi. Mi sono giunte le domande poche ore fa e subito - mi dicono - devono essere pubblicate......Comunque mi riprometto di ritornare su questi argomenti, magari con un incontri aperto agli studenti. E sulle stesso domande, un po' come dirette Edmond Jabs con il suo Le Livre des Questions.

D: Quali sono altri progressi che si potrebbero raggiungere anche in merito alla tanto agognata equipollenza di cui si parla ormai dal 1999?"
Altri progressi? Agognata equipollenza? Ecco: al posto della parola "progressi" io direi "legittime rivendicazioni" degli studenti, docenti e personale ATA. nel mio programma elettorale ho scritto in modo chiaro su questo argomento.

D: "Siamo daccordo sul fatto che non siamo una comune universit, anche se aspiriamo ad essere trattati e riconosciuti come tali. Quale pensa sia il punto dincontro tra il sistema rigido dato dallimpostazione universitaria e la didattica migliore necessaria al nostro tipo di studio? Mi riferisco a differenze fondamentali che distinguono accademia e universit come ricerca, didattica, sviluppo della creativit (anche se ci sono studi universitari che ne avrebbero di metodi da insegnarci), valutazione del lavoro svolto (magari in corsi che hanno produzioni gi avviate e non in quelli in cui si apprendono le basi tecniche o i fondamenti del nostro linguaggio), la gestione tra il diverso rapporto tra professore e studente, dovuto soprattutto quando il ruolo di professore ricoperto da unartista".

Largomento sul ruolo docenti/studenti e sulla ricerca (a cui fa riferimento un'altra domanda a cui rispondo qui) molto ampio. Seneca osserva che "c' un duplice vantaggio nell'insegnare perch mentre si insegna si impara" e Roland Barthes aggiunge: " Vi un'et in cui si insegna ci che si sa, ma poi viene un'altra in cui si insegna ci che non si sa, questo si chiama cercare". Come si pu dedurre da queste illuminate e illuminanti riflessioni sulla didattica e sulla filosofia della didattica aperta a diverse interpretazione. Punto comune la RICERCA.

chiaro che non stiamo cercando una rivoluzione delle basi che abbiamo creato tanto duramente, ma crede possibile rimanere allinterno di un sistema che ci quantifica e ci cataloga, ed esserne indipendenti allo stesso momento, tenendo

comunque conto che necessario non alienarsene anche per lo stesso processo creativo? Ecco, come premesso questa una domanda "retorica". Condivido la tesi. Al giorno doggi mobilit, cultura e informazione internazionale sono indispensabili per chiunque del nostro campo, voglia far parte di un sistema al quale non facile accedere e non semplice affermarsi se non si pronti ad andare oltre i confini nazionali anche per la semplice formazione. Ci siamo muniti per questo del diploma supplement, ovvero del supplemento al diploma che la certificazione integrativa del titolo conseguito al termine di un corso di studi in una universit o in un istituto di istruzione superiore. E un certificato che fornisce la descrizione, secondo un modello condiviso, della natura, del livello, del contesto, del contenuto e dello status degli studi effettuati e completati da ciascuno studente. Inoltre stiamo formando una sempre pi efficacie struttura per Erasmus e i progetti di pratica quali placement e Leonardo. Questi elementi di per s sembrerebbero essere sufficienti, ma volendo andare oltre con limmaginazione, per la continua ricerca di migliorarsi, quali altre nuove strutture si potrebbero creare, secondo lei, a supportare quelle gi esistenti, o anche per migliorare la qualit di quelle gi enunciate finora? Sullo stesso argomento, parlando di internazionalizzazione, come pensa di poter organizzare un staff adeguatamente qualificato per la realizzazione di un ufficio relazioni internazionali mantenendo dei costi sopportabili per la nostra struttura? Oggi purtroppo, la domanda che gli studenti fanno per lerasmus inferiore allofferta proposta dallaccademia. Come spiega questo fenomeno? Molti studenti rispondono che non vogliono fare lerasmus per non perdere tempo. Come pensa di cambiare questa tendenza? Per rispondere a queste quattro domande mi occorre molto spazio e una serie di riflessioni, anche tecniche e non solo d'indirizzo. Ribadisco l'importanza culturale dei progetti avviati con Erasmus e il progetto Leonardo. L'importanza del diploma Placement e dell'esperienza internazionale. E come pensa di rimediare allassenteismo che oggi un evidente problema della nostra accademia? Quali sono secondo lei le cause di questo fenomeno? Quali le cause tra professori e studenti? Quali dovute alla stessa struttura accademia? Questione etica e questione politica si intrecciano. La valutazione delle questioni poste molto seria. Per rispondere a ci e non fare osservazioni sommarie occorrono prima degli strumenti valutativi sulla presenza. Come posso dire io - come docente - se quel mio collega fa il suo monte ore? Attualmente ci sono i registri che fanno fede alla presenza, ci sono le firme degli studenti.... Quali sono i valori che oggi laccademia deve curare di trasmettere, non solo ai propri studenti, e che molto spesso, purtroppo vengono dimenticati? O bistrattati? E quali soprattutto dovrebbero essere fomentati negli studenti? Se per "fomentati" si intende "spronati e stimolati" il termine appropriato. Io intendo il soggetto/studente in piena autonomia: libero di scegliere e di fare .... Le proposte dell'Accademia sono appunto....proposte!

Qual , secondo lei, il ruolo che laccademia deve svolgere in relazione con il territorio e con le istituzioni territoriali al fine di poterci affermare come struttura e di avere un ruolo attivo nello sviluppo del territorio? Come dobbiamo imporci? Crede che dovremmo focalizzare lattenzione sul territorio inteso come comune e provincia e regione, o anche allargare ulteriormente questi confini? Anche in relazione allinternazionalizzazione di cui abbiamo parlato prima.

Ho trattato questo argomento nel programma elettorale e ribadisco la necessit di creare "sinergie" fra Enti e Istituzioni e Fondazioni culturali anche sul piano Internazionale (che pu essere un campo molto dinamico e interessante oggi). Ma per fa ci occorre a mio avviso stabilire meglio le identit culturali e i ruoli (e funzioni) delle Istituzioni stesse. L'accademia potenzialmente un' eccellenza per il suo specifico nel territorio. Chi la rappresenta (docenti e studenti) pu far valere - come valore aggiunto- quanto l'Istituzione gi porta con s come tradizione culturale. Tornando sulla questione 508/99, qual la sua posizione in merito alla differente situazione tra accademie e conservatori? I conservatori sono strutturati in maniera completamente diversa, e anche a giusta ragione vista la larga scala di et che possibile incontrare tra i loro studenti. Non crede sia controproducente per le accademie, rimanere attaccati ad un sistema con necessit tanto diverse dalle nostre? Non crede che quindi parlare di politecnico delle arti sia un controsenso ai nostri fini? In un passato e prendendo i dovuti accorgimenti, avremmo potuto sperimentare questa idea (bellissima, stimolante, e gi presente anche in strutture estere e perfettamente funzionante), ma noi, si sa, siamo indietro i tempi stringono e non lasciano pi spazio alla sperimentazione. Crede che sia ancora lecito cercare questa nuova via vista la situazione odierna?

Argomenti molto importanti questi per il nostro...futuro. Ma oggi viviamo un certo disagio, che in molti manifestano. Rimando il problema ai punti indicati nel programma elettorale. Ma dobbiamo ritornare su questi argomenti. Mai abbassare l'attenzione su questi temi. Sono "nevralgici".

Ora cerco di rispondere alle domande relative alla Consulta (per i tempi stretti di cui ho accennato in premessa):

Riguardo listituzione dei consigli di corso, crede che gli studenti possano avere un ruolo allinterno, per dare anche un fondo di riscontro ai professori per valutare i punti eventualmente da migliorare?

Debbono averlo! Cos come lo hanno negli Organi Statutari: Consiglio Accademico e Consiglio d'Amministrazione.

Nel caso venga eletto, quale sar il rapporto che vorr instaurare con la consulta?

L'elezione a direttore non cambia il mio pensiero: gli studenti che mi hanno frequentato sanno il rispetto che porto verso di loro.

NOTA: questa mattina il 7 settembre. Le votazioni sono aperte. Le domande mi sono giunte ieri sera. Rispondo alle prime. Ma vorrei che venissero pubblicate anche le successive che gli studenti mi hanno posto. Sono molto interessanti. Grazie. Massimo Puliani

Ecco le altre domande: Nel suo programma risuona spesso il termine sinergia, sinergia dei corsi in particolar modo. Cosa intende esattamente con questo concetto? Come pensa di poter attuare una piattaforma che permetta questo scambio, la divulgazione continua e accessibile a tutti i fruitori dellaccademia? possibile creare quello che potremmo definire un social network dellaccademia? Quali considera diritti e doveri fondamentali sui i quali i professori rispettivamente non devono rinunciare e non possono venir meno? Parlando di qualit didattica e offerta formativa, ha nuovi progetti in merito o crede che debbano essere prima perfezionati quelli gi esistenti, che senza dubbio hanno portato laccademia ad un ruolo di rilievo nazionale? Lei rimarca la necessit di trovare uno spazio per tutti i docenti. Nel caso questo non sia immediatamente possibile a livello strutturale, come pensa di poter appianare questa necessit? Per quanto riguarda gli spazi per gli studenti, di chi sar la responsabilit della gestione di tale spazio? Ci potrebbe spiegare in maniera pi dettagliata il concetto e lidea che vi dietro del consiglio didattico per le arti? Su cosa si baser la sinergia che dovr tenere con la consulta nel caso venga eletto? Lei ribadisce la definizione di accademia come laboratorio di idee. Come pensa di fomentare questo concetto che dovrebbe essere un credo per chi frequenta

laccademia? E non sarebbe meglio che laccademia sia laboratorio di domande prima che di idee? Qual il suo ideale di metodo dinsegnamento. Come crede si debba insegnare oggi in strutture che non possono rimanere dogmatiche come altre? Ci si potrebbe allacciare alla visione della Bauhaus, oppure ad un nuova struttura dellistituzione accademica, al cambio di passo dovuto alladeguamento al processo di Bologna, se non addirittura alla creazione di un organico ben coordinato che generi anche una nuova maniera dinsegnare e di apprendere sulla base di modelli teorizzati ormai da secoli ma messe in atto soltanto da pochi illuminati riguardo la pedagogia ma non sempre inseriti e/o compresi nel settore pedagogico, per esempio da Tolstoj (con lesperimento di Jasnaja Poljana basata sulla pedagogia antiautoritaria), Gandhi o Daniel de Montmollin che disse: Il primo obiettivo delleducatore quello di formare degli autodidatti . Lei cosa intende precisamente con questa affermazione? Quale la funzione dellarte secondo voi?