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6 GIUGNO

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Delitti perfetti, o quasi.


Sara, Yara, Melania, Garlasco, Cogne, Perugia, tanto per citarne alcuni. Tra i fenomeni di crescente allarme sociale, quello degli omicidi in ambiente domestico riveste certamente un ruolo primario. Dobbiamo allora cercare di capire perch la famiglia, cellula base della societ, sempre pi spesso diviene ambito in cui maturano fatti di violenza che degenerano poi in tragedia. La prima fonte di errore popolare, quello che fa credere al senso comune di poter conoscere le persone che vediamo o incontriamo in base ad una breve prima impressione, la valutazione di normalit dallapparenza; essa in realt rappresenta solo una fotografia stati-

ca della persona in oggetto, che non consente di ottenere informazioni circa il suo comportamento abituale ed il suo funzionamento psichico. Ormai i media ci propongono i delitti in tutte le loro sfumature ogni giorno, allora dei pasti e non, con tutti i particolari pi scabrosi e le interviste del caso, senza giungere a conclusioni positive, con interventi e pareri, a volte discordanti, di illustri espertii di delitti. La verit che si tende a sopravvalutare limpianto scientifico come soluzione

principe a tutti i delitti. Non esistono delitti perfetti, ma solo investigatori distratti sentenziava Sherlock Holmes e, anche se i RIS
possono dare manforte alle indagini, senza confessione, movente, arma del delitto, molto difficile stabilire chi sia il colpevole. Mi viene in mente Antonietta Longo, nata a Mascalucia, in provincia di Catania, il 25 luglio 1925. Lautore, il movente della morte di Antonietta e soprattutto la sua testa, mai ritrovata, rimasero avvolti nel mistero e la Longo pass alla cronaca come la decapitata del lago.

In Copertina

Mara Parmegiani

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ARTE LA MONETA DELLITALIA UNITA DALLA LIRA ALLEURO LAVVOCATO CRISTIAN COPPOTELLI PRESENTAZIONE DEL LIBRO PASSIONE PATRIOTTICA RICETTA - OROSCOPO I LIBRI DEL MESE

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E SE GRASSO FOSSE BELLO? CINEMA IL CLINT DEL CUORE GLI SPLENDORI DELLA REGGIA DI VERSAILLES LE LATRINE NELLIMPERO ROMANO A SHORT HISTORY OF SANITATION: FROM ANCIENT TIMES TO THE PRESENT PROFESSIONE MONACA VILLA SPEDALOTTO A BAGHERIA

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ROMA BY NIGHT SCIENZA IL TORIO? SI MA CON CALMA

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Lossessione dei vuoti e dei pieni attraversa la storia delluomo, anzi della donna.

Forme pletoriche e forme penuriche costituiscono largomento di sempre, diete, palestre, vacanze in costume da bagno, corpi scolpiti, massaggi, chirurgia estetica. Unossessione, appunto. Perch alla donna si chiede di essere abbondante e materna e sensuale e poi le si chiede di essere sottile come un figurino ma anche di avere un bel seno ma niente pancia, per carit, niente cellulite, per favore. Ma insomma, possibile che la faccenda della forma debba essere un incubo per queste donne che vogliono piacere, essere accettate e si colpevolizzano, si sottopongo allo stress di una ginnastica punitiva e a quantaltro venga in mente alle multinazionali della bellezza che trovano nella debolezza femminile un terreno pi che fertile. C poi luomo. Un tempo, luomo con la pancetta o proprio con la pancia e le maniglie dellamore passava indenne perch la corpulenza faceva status, era indice di benessere e il maschio non aveva complessi di sorta. Nel suo egocentrismo pensava che comunque lui doveva piacere cos comera. Poi, il nostro uomo si indebolito, sopraffatto da vari fem-

minismi e da pi o meno affermate quote rosa, frustrato dai belloni televisivi, dai vari George Clooney o Brad Pitt, Raoul Bova ed altre star che circolano anche sul nostro pianerottolo di casa. Cos, di nuovo, le multinazionali hanno capito che la loro clientela poteva allagarsi. Ed ecco, il maschio che vuole il ventre a tartaruga, che va in palestra per scolpirsi il fisico. Contento lui Tornando al femminile, qualche ribellione inizia a serpeggiare. La lotta contro le modelle anoressiche si fatta feroce, i marchi di taglie forti hanno alzato la testa e nelle passerelle della moda sfilano anche donne dalle forme abbondanti. Daltronde, larte di tutti i tempi ha prevalentemente dipinto una donna dalle curve generose. Daltronde, la retorica del femminile passa ancora e passer sempre per unabbondanza che rassicurante per tutti. Ma s, grasso pu essere anche bello. Eccessi, tuttavia, no. Anche per una questione di salute.

Valentina Cardile

La crescente attenzione per il superficiale, dove la materia appare sempre di pi, si vedono ragazze e donne in genere pi preoccupate per le dimensioni dei loro corpi, e del loro fisico. Sono ragazze giovani che chiedono a gran voce nuove

dimensioni di vita. Per questo ci occuperemo di loro segnalando linee, tendenze, modelli, adatti alle loro esigenze, celebrando le donne di tutte le dimensioni, tutte le et, tutti gli stili di vita, e tutti i gruppi etnici.

le donne taglia XL si fanno largo nel mondo della moda e delle riviste patinate

Corpi burrosi posano con jeans, Body aderenti, sdoganando pance, rotolini, Lati b imponenti e braccia ben tornite

Se volete aggiungere qualche accessorio ideale per il vostro look, occhiali bracciali e collane oversize sono sicuramente qualcosa da considerare.

Mara Parmegiani

Ottantunanni, fulgido esempio di come si possa essere giovani ed energetici nonostante let avanzata, Clint Eastwood uno degli attori pi amati in tutto il mondo, gi dallepoca degli Spaghetti western e di Per un pugno di dollari.

Poi maestro di regia, luomo del vero che sa affrontare la realt. Niente parole. Il suo un mondo senza eroi, spietato, dove non esiste gloria e domina la solitudine. Ma il suo personaggio rinuncia a tutto pur di avere una sola opportunit e trovare la vera famiglia: che riesce a farti sentire meno solo e finalmente, completamente amato. I suoi sono personaggi struggenti, intensi che cercano nonostante tutto, una possibilit di riscatto. Modernissimo e attento ai fenomeni di costume, oggi il suo interesse professionale e artistico si spostato sulla grinta di Beyonc, lidolo canoro per un pubblico di ogni et e il suo volto sensuale e la sua voce hot saranno protagonisti nel film che Eastwood si appresta a girare: il remake di nata

ma, ambientazione e dialoghi, silenzi e musica. Clint attore interpreta un personaggio pacato e gentile, elegante e finalmente sorride, ma schivo e tenerissimo con una Meryll Streep adorabile. Un film che induce ad unautentica commozione, comprensibile solo da chi ha amato disperatamente.

Nel 2003 narra la storia di Sean, Dave e Jimmy che da piccoli erano inseparabili, ma che un tragico evento ne cambier la vita per sempre: il rapimento di Dave da parte di due pedofili. A riunirli, dopo venticinque anni, unaltra tragedia: lomicidio della figlia di Jimmy. Questi un detective, ma non si fida della

una stella che nel 1954 fu interpretato da una splendida Judy Garland. In attesa del prossimo capolavoro, vogliamo ricordare i film che abbiamo pi amato: I ponti di Madison County del 1995, poetico e perfetto per tra-

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Legge e inizia a indagare per conto suo Eastwood dirige con classica pacatezza che non ha eguali, parco nelle parole, quasi ostile a qualunque virtuosismo.

troppo simili ai giovani uccisi in Corea durante lennesima inutile guerra. Ha bisogno di uscire da un labirinto di sensi di colpa e vi riesce, aiutato da una diagnosi: cos salva un nuovo amico, il bimbo, il vicino di casa: per salvare se stesso. Film modernissimo, eppure di un raffinato respiro classico. Il cuore sempre il protagonista nella cinematografia di Clint. Ne attendiamo ancora il battito nel prossimo film.

Gran Torino del 2009 racconta di un reduce di guerra con


una famiglia che guarda solo ai propri interessi. Convinto di non aver bisogno di nessuno, chiede solo di essere lasciato in pace. Evita anche i vicini, tuttavia qualcosa nella sua vita cambia perch proprio questi suoi vicini sono

V. C.

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Il Padiglione di Versailles, fatto costruire nel 1624 da Luigi XIII accanito cacciatore sar il ritiro preferito del piccolo Luigi XIV durante ladolescenza. Passer in questa piccola casa cavalcando libero e lontano dalletichetta, le pi serene giornate della sua giovinezza.
Alla morte di suo padre, nel 1643, Luigi XIV, appena tredicenne vi ritorner pi volte e quando nel 1661, cercher un luogo appartato per gli incontri con La Vallliere penser proprio a quel padiglione lontano da occhi indiscreti. Il desiderio di avere un palazzo costruito secondo i suoi gusti, il disgusto per Parigi, citt sporca e soggetta a frequenti epidemie causate dallaria malsana, spingono il Re, nel 1662, a dare inizio ai lavori di ampliamento e ristrutturazione del castello che dureranno oltre quarantanni. Circondato da vasti giardini, fu opera di tre generazioni di architetti che diressero pi di trentaseimila uomini. Una dimensione grandiosa se pensiamo che per trasportare i materiali da costruzione furono impiegati seimila cavalli. Larchitettura della reggia ghetti artificiali. Fu realizzata unimponente opera idraulica per innaffiare le piante, creare giochi dacqua, di fontane e zampilli, edificando i pi belli esempi di giardino alla francese. Dallimmensa vasca di Apollo emerge il gruppo scultoreo di Tuby, raffigurante il dio del Sole che sorge dallacqua sul carro per iniziare la sua corsa attraverso il firmamento. Oltre il bacino di Apollo il Grande canale si riempiva, durante le feste di corte, di gondole donate al Re Sole dalla Repubblica di Venezia. Per i giardini furono spianati terreni collinosi e creati angoli verdi e boschetti in base ad un rigoroso progetto geometrico. Il Re li volle magnifici prediligendo una variet di piante profumate tra cui aranci e limoni piantati in casse dargento. Per proteggerli fece costruire una immensa Oran-

fu affidata Le Vau e Mansart mentre Le Notre si occup dei giardini, grande passione del re. Lintero territorio fu modificato. Il grande giardiniere ne far una creazione originale inserendo sulle vaste superfici di terreno grandi masse dacqua deviate e incanalate per formare la-

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gerie. Nel 1682, Luigi XIV, il Re Sole, entra regalmente nella la Reggia di Versailles, seguito da tutta la Corte. Se lItalia vanta monumenti dellantichit romana e la Spagna ha oro e argento, la Francia con Versailles deve superare tutti. A partire dalla facciata del palazzo che si estender per 670 metri. Allinterno mobili in argento massiccio, stoffe e arazzi di grandi valore artistico. Per i broccati della camera da letto dei Grandi appartamenti del Re i tessitori hanno impiegato decine di chili di oro zecchino. In questa camera posta al centro geometrico delle direttrici del palazzo e dei viali, nel punto dove per primi battono i raggi del sole, una balaustra dargento massiccio

ver e da quel momento fino al suo petit coucher il re trascorre la sua giornata dentro e fuori Versailles. Il massimo lusso della reggia stato riservato alla galleria degli specchi che la tappezzano lungo i 73 metri. Uno spazio mirabilmente scandito da pilastri di marmo rosso con capitelli in bronzo dorato, alternati da statue antiche con trofei cesellati. Leggiadre figure femminili reggono cornucopie con candelieri di cristalli di rocca, le cui candele venivano cambiate ogni giorno anche se non accese; le pitture allegoriche della volta sono state mirabilmente realizzate da Charles Le Brun, primo pittore del re che decor anche la camera da letto della regina. Questultima era lambiente principale

LA CAMERA DA LETTO DEL RE LUIGI XIV

LA GALLERIA DEGLI SPECCHI

protegge il letto reale. Sopra lalcova laltorilievo di Nicolas Coustou, raffigurante la Francia, veglia sul sonno di Luigi XIV. Ed proprio qui che ha inizio la giornata ufficiale del Re. Il petit lever riservato a pochissimi privilegiati: Regina, figli, medico e primo chirurgo. Il Re si lava pochissimo; deterge il viso con un panno umido, si sciacqua le mani con alcool profumato e si profuma con estratti di gelsomino o tuberosa dalla fragranza aggressiva e persistente. Si fa radere ogni due giorni. Appena uscito dal letto il Re riceve il farmacista, il sarto che prende ordini per i vestiti della giornata, il cravattaio per le sciarpe annodate. Intanto sceglie le parrucche, almeno due, che cambia ogni giorno. Dopo la vestizione inizia il grand le-

nel Grande appartamento dove venivano alla luce i figli dei Re di Francia. La decorazione originaria fu successivamente rifatta da Boucher che decor il soffitto con medaglioni dorati, le pareti con preziose boiseries di Verbeckt in puro stile Rocaille e con splendidi pannelli di broccato dai caldi colori. Del Grande appartamento fanno parte il salone dei nobili con pitture allegoriche al soffitto di Michel Corneille, le tappezzerie di damasco verde mela, il camino in marmo blu, le angoliere ed i cassettoni di Riesener con bronzi dorati di Gouthire. La Sala delle guardie, rivestita di preziosi marmi e disegni geometrici, ornata di pitture mitologiche, fu eseguita da Noel Coypel. Per procurarsi i marmi policromi per i rivestimenti di una

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sulla sua tavola vuole cibi rari e costosi. ghiottissimo di piselli e carciofi che fa coltivare nelle sue serre. Da un elenco della principessa Palatina, sua nuora, il re ha mangiato a pranzo: quattro scodelle di varie minestre, un

intero fagiano, un gran piatto di insalata, due grasse fette di prosciutto, del castrato allaglio, un piatto di dolci, frutta e quattro uova sode. Nel Salone dellAbbondanza, accessibile
solo a pochi amanti dellarte, Luigi XIV, custodiva le sue collezioni di medaglie, i gioielli della corona, oggetti in cristalLA SALA DEL TRONO

lo e pietre preziose, la Gioconda di Leonardo e il Concerto campestre di Giorgione, oggi esposti al Louvre. Questi appar-

parte della Reggia, re Luigi fece riattivare le cave dei Pirenei rimaste chiuse dallepoca dellImpero Romano. Nel castello tutto un susseguirsi di soffitti affrescati, incorniciati da fastosi stucchi dorati, tipici della tecnica decorativa del Seicento.

tamenti rinnovati nel 1738, offrono oggi uno dei pi perfetti esempi di stile Rococ. Nel 1668 il re decise di ampliare la reggia e acquist il vicino villaggio di Trianon incaricando il suo architetto Le Vau di

PENDOLA ASTRONOMICA DI PASSEMANT

LA SALA DA PRANZO DEL RE

La Sala della pendola prende il nome dallorologio astronomico che vi fu collocato nel 1754. Protetto da una magnifica cassa di bronzo cesellato, segna lora, il giorno, i mesi, la fase lunare e la posizione dei pianeti nel sistema solare. Verso luna si svolgeva la cerimonia del pranzo reale servito nella camera del Re -petit couvert- o nel grande salone dalle pareti ornate di boiseries -grand couvert-. Tutto un rituale accompagnava la procedura del pranzo: quattordici guardie si ponevano davanti alla tavola del Re, mentre altre scortavano le vivande dalla cucina fino alla mensa reale. Chi incontrava le carni del re doveva fare linchino. Re Luigi vorace,

costruire un padiglione lontano dal fasto di Versailles. Sorse cos il Trianon di porcellana, dalle facciate rivestite di maiolica bianca e blu. Ledificio a un solo piano composto da due ali laterali rivestite di marmi bianchi e rosa, ritmate da pilastri tra ampie finestre arcuate. Il re affid ancora una volta allo stimato Le Notre la realizzazione dei giardini. Il piccolo Trianon, dopo essere stato abitato dalla favorita madame Du Barry, fu successivamente donato da Luigi XVI a Maria Antonietta che vi fece allestire un piccolo teatro dove recitava per pochi intimi. La Grande sala da pranzo decorata con quadri raffiguranti la mietitura, la vendemmia, la caccia e la pesca.

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La Regina, per giocare alla piccola pastorella, fece costruire un piccolo villaggio rustico dove trovavano posto una stalla con le mucche infiocchettate, lovile con pecore e agnelli profumati, la colombaia, il pollaio, la latteria-caseificio e un mulino con la ruota ad acqua, dipinto ad imitazione dei mattoni, con tetti coperti di paglia e finestrelle a riquadri. Gli appartamenti del palazzo spogliati del loro arredo durante la Rivoluzione francese, furono successivamente arredati da Napoleone. Lo stile impero appare dallo splendido tavolo rettangolare con piano in marmo sostenuto da cariatidi. Nella camera dellImperatore le forme squadrate del letto e delle sedie, caratteristiche dello stile, danno alla stanza una fredda compostezza.

M. P.

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La prima vera testimonianza storica di un gabinetto con pulitura ad acqua risale al tempo del re Minosse nellisola di Creta,intorno al 1700 avanti Cristo.
Gli scritti del periodo riportano: Il Re di Creta era conosciue di acquedotti. Una rete di canali sotterranei (la Cloaca Maxima) contribuiva allo scarico dei liquami delle case. Non si conosce il numero esatto degli abitanti, i dati oscillano tra i 260.000 e i 4 milioni. Vi erano circa 1700 case private dotate di tutte le comodit consentite allepoca: bagno, gabinetto e acqua corrente. Ma solamente per 50 mila persone, gli altri vivevano in casupole (insulae), prive di bagno e gabinetto e non c da stupirsi se gli abitanti gettassero i rifiuti dalle finestre assieme al contenuto dei vasi da notte. Nelle strade si incontravano spesso dei bidoni in cui veniva vuotata lurina, poi raccolta dai

to anche per le sue stravaganti stanze da bagno, con sistemi di acqua corrente calda e fredda, e fontane costruite con gioielli favolosi e ornamenti in oro e argento. In seguito, solo
con i Romani, si sviluppa un grande sistema di trattamento delle acque, giungendo a livelli eccezionalmente sofisticati di eliminazione dei rifiuti. Persino ai confini dellimpero, nel nord dellInghilterra, nelle fortificazioni intorno al Muro di Adriano, possiamo trovare tracce di enormi latrine con acqua corrente che permetteva di portar via i rifiuti. Per quanto riguarda le abitazioni possiamo leggere nei resoconti del periodo: Un gabinetto adatto ad

lavatori ad urina che la utilizzavano per lavare la lana grezza e per fissarne i colori. Grande parte dei rifiuti venivano scaricati nella cloaca maxima e sovente capitava di colpire qualche malcapitato con i rifiuti organici gettati dalle finestre. Al poeta Giovenale capit proprio un

una casa di lusso deve essere fornito di un piccolo foro ovale, anche senza sedile, con un canale di scolo verticale che termina in un pozzo nero. Roma, allinizio dellepoca cristiana era una citt splendida piena di templi imponenti, edifici pubblici e grandi ville. Gli ingegneri avevano perfezionato la tecnica degli Assiri e dei Babilonesi mettendo a punto un efficiente sistema di condotte idriche

inconveniente del genere. In citt


manc sempre un sistema di raccolta pubblica dei rifiuti che era affidato perlopi ai privati e ai proprietari delle case che dovevano pensare a pulire anche il cir-

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condario, per non incorrere nelle sanzioni degli edili - funzionari preposti alla cura della citt -. Giulio Cesare, nelleditto di Eraclea, bandisce una gara dappalto pubblico per la pulizia delle strade, con ripartizione delle spese a met tra amministrazione pubblica e padroni di casa. Nella raccolta di leggi che resse tutto il mondo romano (il Digesto) era scritto anche che: ... nulla

WC la ritirata, oppure comoda, o necessarium, oppure garderobe termine riconosciuto per definire la ritirata medievale. Il sostituto del garderobe divenne nel 1600, la seggetta, come quella che accompagnava nei suoi viaggi Enrico VIII che detergeva le terga con batuffoli di lana profumata.

dovesse tenersi esposto dinanzi alle officine e finalmente che non si permettesse che fossero gettate nelle strade sterco, cadaveri o pelli di animali. Divieto, che
la dice lunga sulla qualit della pulizia delle strade dellepoca. Svetonio ci narra un curioso episodio in cui il giovane Vespasiano, notoriamente benemerito per le sue attenzioni per i servizi igienici, venne fatto imbrattare dallImperatore Caligola con il fango raccolto nelle vie da lui non adeguatamente curate. In ogni caso i Romani furono i primi creatori dei
OSTIA ANTICA - LATRINA ROMANA

servizi pubblici di raccolta e smaltimento dei rifiuti, il loro modello fu esportato in tutto limpero e funzion fintanto che dur limpero romano. Il termine italiano pi appropriato del

Va sottolineato che un tempo la pulizia non veniva associata alla salute, come la sporcizia non era associata alla contaminazione, pertanto se in epoca pi remota la ritirata avveniva lungo i fiumi, il jerry vaso da notte - rappresent una comodit, ma con qualche problema. Cos ne parla Sir Symonds dEwes nella sua corrispondenza durante il soggiorno in Spagna nel 1623: di notte tornavo alla nostra lo-

canda, l dove per la strada tanto numerose cose si svuotavano sulla via che quasi ci avevano avvelenati. normale costume che alle undici di notte, ognuno versi queste cose in strada, e il giorno seguente tutto cos si asciuga come se tali cose non ci fossero mai state. Abbiamo desiderato sapere come sia possibile sopportare questa abitudine bestiale; ci hanno detto che ci viene consigliato dai medici, poich laria qui cos penetrante e sottile, che tal modo di guastarla con cattivi odori la mantiene in equilibrio.
Il jerry sub modificazioni nel materiale, prima di terra cotta, poi di stagno, di peltro, di rame, dargento e doro. Come

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al solito i ricchi si distinguevano anche dal vaso per la pip. Fu anche realizzato in ceramica decorata, addobbato con nastri e cordoni. Una novit dellultimo Ottocento il jerry con carillon: non appena si sollevava il coperchio della tazza, larnese offriva un concertino di musica da camera. Per chi viaggiava in carrozza erano a disposizione i cantarelli da viaggio, ovvero vasi collocati sotto i sedili del veicolo; spesso il sedile era bucato e bastava sollevare il cuscino. Viaggiatori o no, tutti, almeno una volta abbiamo febbrilmente cercato un bagno in un bar, dentro ad un negozio, su un treno, per la strada. La migliore evoluzione tecnologica del bagno che un viaggiatore possa ammirare, si trova presso gli Autogrill in autostrada. La candida tazza di ceramica occupa di regola lintera area dello stanzino, e ammesso che sia possibile accomodarvisi sopra, se non si alti pi di un metro e mezzo, ci si arma di intelligente ed asettico copri water. Poi ci si aggrappa al rotolone di carta igienica, cos grosso che a fatica si riesce a srotolarlo, prima che lo sciacquone intelligente venga magicamente azionato nel momento pi inopportuno, facendo schiantare il malcapitato contro la porta che dista normalmente 2 centimetri dal naso.

rington, nobiluomo di corte della Regina Elisabetta I. Nel 1596, Sir John, disegn un water closet azionato da una speciale valvola, chiamato Ajax. Harington consigliava caldamente nelle istruzioni allegate al marchingegno di azionare il meccanismo fluidificante, o pi volgarmente, di

tirare la catena, almeno due


volte al giorno per evitare sgradevoli ristagni. Fu tuttavia solo tre secoli pi tardi, e cio nel corso dellOttocento, che questa invenzione, insieme allacqua corrente, cominci a diffondersi in Inghilterra: un meraviglioso modello de luxe di seggetta e sciacquone fu esibito con successo al Crystal Palace di Londra durante lEsposizione universale di Londra del 1851. Finalmente, agli inizi del Novecento, compare il water closet, lo stanzino dellacqua, con tutti i meccanismi di scarico a noi noti. Le tazze avevano decorazioni e intarsi e se ne producevano in vari stili e fogge. Nel 1827 vi furono in America i precursori: un albergo di Boston era provvisto di WC e stanze da bagno nelle cantine. Nel 1853, nel New Jersey, il Mount Vernon Hotel aveva dotato

ogni camera con acqua corrente calda e fredda. La dispendiosa iniziativa prese piede con tanta lentezza che solo nel 1906 il Ritz di Parigi ne segu lesempio. incredibile scoprire come unesigenza fisiologica cos rilevante, abbia in realt ricevuto la giusta attenzione in epoca cos tarda. Chi aveva una pur pallida idea di cosa significasse viaggiare, inorridiva invaso dallangoscia, anche perch vi era una prassi assai diffusa prima di intraprendere un lungo viaggio. bisogna

WATER CLOSET FINALMENTE


Uno dei primi water closet portatili fu fabbricato nel 1547, per luso di Sua Maest Enrico VIII: ricoperto di velluto nero

e guarnito di nastri, frange e di duemila bulloni dorati, il sedile e i braccioli erano rivestiti di fushan bianco imbottito di piuma. Costruita come una cassa col coperchio, questa seggetta era provvista di due custodie di cuoio foderate in cotone nero e assicurate con cinghie, una per la seggetta vera e propria e laltra per il recipiente. Lo sciacquone uno dei fiori
allocchiello del genio britannico, inventato da Sir John Ha-

purgarsi, poich lo sforzo del corpo non purgato, quindi impuro, mette in subbuglio i suoi umori. Era infatti una
terapia consigliata dai medici, ritenendo tale accorgimento indispensabile per affrontare il disagio della trasferta, una sorta di purificazione del corpo per affrontare al meglio le fatiche del viaggio.

M. P.

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The first historical evidence of a toilet water cleansed dates back to the time of King Minos on the island of Crete, around 1700 BC.
A passage from a chronicle of the time narrates that: The no precise statistics about the exact citys population at the time, the figures range from 260,000 to 4 million. There were about 1700 private households equipped with all the possible facilities available at the time: bathroom, toilet and running water. But they were available only for around 50 thousand people, the greater part of the population, instead, used to live in very basic hovels (called insulae), with no bathroom and toilet and it wasnt an unusual scene to see organic waste been thrown off the windows, along with the contents of the chamber pots. Often in the streets there were some sort of bins, in which urine could be emptied and then collected by the urine

king of Crete was also known for its extravagant bathrooms with running hot water and cold water systems, and fountains decorated with fabulous gold and silver jewels and ornaments. After that only the Romans managed to develop
a complete system of water treatment, reaching extraordinary and sophisticated standards of waste disposal. Even within the borders of the empire in the north of England, in the fortifications around the Hadrians Wall, evidence have been found of huge latrines with running water used to clear out the organic waste. As for private houses accounts from the time report that: A toilet suita-

washers, who, because of its


high alkaline content, used it to treat and wash raw wool and to fix the dye. Most part of the waste was drained into the Cloaca Maxima, but it was quite a recurrent occurrence that unlucky passer bys got hit by organic waste thrown from the windows. An inconvenient of this kind once happened to the poet Juvenal, as reported in one of his account. The city always lacked of a proper system of municipal waste collection, that was mainly run by small private companies or landlords, who were also supposed to keep the neighboring of their hou-

ble for a luxury home should be equipped with a small oval hole, though without the seat, with a vertical drain ending in a cesspit. In the early Christian era
Rome was a beautiful city, full of impressive temples, public buildings and large mansions. The town planners and engineers improved and applied techniques already used by the Assyrians and the Babylonians, developing an efficient system of water pipes and aqueducts. A network of underground sewer pipes (such as the Cloaca Maxima) contributed to drain the sewage off the houses. Even though there are

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ses spotless, to avoid the fines applied by the magistrates responsible for the care of the city. Julius Caesar, in the edict of Eraclea, announces a public

cessarium or garderobe, term used in the


medieval age to indicate a retreat. The gar-

derobe was replaced


during the 16th century, by the seggetta, the toilet seat, like the one that the king Henry VIII used to take with him; he also used scented balls of wool as toilet paper. It should also be emphasized that in those times the hygiene was not associated with health, as well as the filth was not linked with contamination, therefore since in ancient times the retreat used to take place along rivers, the jer-

tender to award a contract for the cleaning and maintenance of the streets, sharing out the costs in equal parts between public budget and private landlords. In the body of laws that ruled the entire Roman world (the Digest) among the other things was also stated that ... no waste whatso-

ever should be kept outside the workshops and also that was strictly prohibited to tip into the streets animal droppings and hides or corpses. This last prohibition, speaks
volumes about the standard of the streets cleanliness at the time. Suetonius narrate of a curious episode in which the young Vespasian, who is usually credited for his painstaking attention for the public hygiene, by order of the Emperor Caligula, once had to undergo the humiliation to have his body covered with dirty mud, collected in the streets, for not keeping it adequately clean. Strictly speaking the Romans

ry - bedpan came very handy but not without problems


attached to it. Here is an account by Sir Symonds dEwes from one of his trip to Spain in 1623: While going back to our inn at night,

the streets were so badly smelling because of the pots emptied, that we were almost poisoned. It is customary there that around eleven oclock at night, everybody would empty these things in the street, and the next day, since everything is desiccated it is as if they had never been there. We were wandering how can everybody tolerate such an appalling habit and have been told that this is recommended by doctors, because the air there is so pervasive and fine, that spoiling it with stinking odors just keeps all in the balance. The Jerry underwent several changes
in the materials he was made of: first was terracotta, then tin, pewter, copper, silver and even gold. As usual, better off people used to distinguish themselves even in the pot they used. It was also made of decorated pottery, adorned with ribbons and cords. An innovation from the late nineteenth

were the first to introduce a public service for the collection and disposal of municipal waste: their model was exported all across the Empire and worked for as long as it lasted. In Italian there are many words to denote a toilet, but perhaps the more appropriate is the one that can be translated with

retreat, along with others such as convenient, or ne-

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century is the jerry with built in carillon: as soon as the lid was lifted, the device started off a concert of chamber music of. For those traveling by coach some sort of pots called canterelli were made available; they were placed under the vehicle seats, which were often provided with a hole so that when needed it was just required to lift the seat cushion. Whether travelling or not, every one of us has found him/hersellf at least once in desperate need for a bathroom in a bar, a shop, on a train, in the street. The best technological evolution in the bathroom that a traveler might have ever experienced can be found in the highway service stations. Here the white ceramic toilet bowl takes up the entire area of the closet, and provided that it is possible for you to sit down, unless youre taller than five feet, first you need to arm yourself with an intelligent and aseptic cover water, then you can cling on to toilet paper roll, so thick that you can barely manage to unroll it before the clever toilet flushing system is magically activated in the most inappropriate time, resulting for the unfortunate visitor to smash his face against the toilet door, which is usually 2 inches away from the nose.

ned a water closet operated by a special valve, called Ajax. Harington strongly advised, in the instructions annexed to the device, to activate the draining mechanism, or more commonly, to pull

the chain, at least twice a day to avoid


any unpleasant stagnant smell. However, it was only three centuries later, in the nineteenth century, that this invention, along with running water, began to spread in England: a superb deluxe model of toilet seat and flush, put on show at the Crystal Palace in London, during the Universal Exhibition in 1851, was very well regarded. Eventually, at the beginning of the twentieth century, the loo, the water closet strictly speaking, is invented, a dedicated small room with all the above mentioned devices included. The toilet bowls were produced with decorations and inlays and came in various styles and shapes. In 1827 the United Stated pioneered the initiative with a hotel in Boston that included toilets and bathrooms in the basement. In 1853, in the Mount Vernon Hotel, in New Jersey, each room was provided with hot and cold running water. The initiative proved to be too costly and took off very slowly and in fact only in 1906, the Ritz hotel in Paris followed the trend. Its amazing to find out how such an important physiological human need, was given adequate attention only in late ages. Even those having only a rough idea of what to travel meant, were horrified by anguish, especially because there was a widespread practice before undertaking a long journey: One must take a purge, since the effort made by

WATER CLOSET AT LAST


One of the first portable water closet was produced in 1547, for the use of His Majesty King Henry VIII, covered with black

velvet and decorated with ribbons, fringes and two thousand golden bolts, the seat and arms were upholstered with white Fushan fabric, down-padded. Built like a box with lid, this toilet seat was equipped with two leather case lined in black cotton and secured with straps, one for the toilet seat itself and the other for the container. The flush toilet is a flagship
of British genius, invented by Sir John Harington, a nobleman attached to Queen Elizabeth I court. In 1596, Sir John desig-

a not purged, then impure body, will throw all his moods into turmoil, so was indeed recommended by the doctors,
considering this trick a necessary requirement to face the discomforts of a trip, a sort of purification of the body to better cope with the hardships of the journey.

(English Translation by Rita Di Benedetto)

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Bambole vestite da monaca furono i primi balocchi che le diedero in mano; poi santini che rappresentavano monache : questi furono i primi giocattoli con cui Gertrude, futura monaca di Monza, con il lavaggio del cervello gi pianificato, fu costretta a giocare.
C da ricordare che prima, durante, e dopo il Seicento, migliaia di piccole donne venivano sacrificate per trasmettere la propriet familiare, piccola o grande, al primogenito. Il Seicento fu un secolo particolarmente avverso alle donne, specie in Italia, dove gli spagnoli avevano introdotto storPer le femmine lalternativa al monastero era il matrimonio e poteva esserci soltanto quando il genitore riteneva utile procurarsi un genero in grado di portare qualche vantaggio alla casa. Quando questo veniva a mancare il capofamiglia decideva di non alienare il patrimonio. Le ragazze si potevano dire fortunate quando si permetteva loro di rifiutare uno sposo troppo sgradito: scegliere non era possibile. Gertrude, il personaggio pi patetico e umano dei promessi

te idee, ereditate dagli arabi, sullonore donnesco, tante da segregar le donne dal consorzio maschile e da condannarle alle sole cure della casa o alla vita claustrale.

sposi non ebbe il coraggio di opporsi alla decisione


paterna, perdendo tutte le occasioni di manifestare la propria volont e una volta cresciuta: dopo dodici

mesi di noviziato pieni di pentimenti e ripensamenti, si ritrov, al momento della professione a dire s, ripetuto tante volte, e fu monaca per sempre.
Inizier per lei il calvario che la porter alla passione colpevole e al delitto. Altre infelici condannate alla vita religiosa si mantennero fedeli al voto di castit e si vietarono di pensare alla vita mondana, infliggendosi terribili castighi e martoriandosi le carni e lo spirito con orrende penitenze: questi fenomeni morbosi venivano a volte scambiati per manifestazioni di santit. In parecchi casi listerismo collettivo delle povere recluse cost la vita a qualcuno come avvenne a Luodum dove le religiose finirono per mandare al patibolo il loro confessore.

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Tra le donne relegate nei conventi, con un destino simile a quello della Monaca di Monza, c Marianna, la famosa monaca portoghese, figlia di Virginia Marino. Nata nel 1640 prese i voti e a 25 anni, conobbe Nol Bouton, conte si Saint-Hger e se ne innamor. Un amore pi vissuto con la fantasia e quando il conte part per la Francia, lei gli scrisse cinque stupende lettere damore. Il gentiluomo , avendo intuito che potevano rendergli, le vendette ad una Parigi affamata di scandali. Ieri come oggi! Tuttavia non tutte le donne messe in convento accettarono passivamente la condanna. Arcangela Tarabotti, nata otto anni dopo Cartesio - ma difficile accertare se fosse a conoscenza del grande filosofo francese, che lodava lo spirito filosofico delle donne - ebbe il coraggio di scrivere a vari letterati e far pubblicare una denuncia di sopruso consumato ai danni suoi e di tante altre. Ma i pregiudizi da abbattere erano ancora tanti in unepoca decisamente misogina, anche se la massa delle donne andava lentamente prendendo coscienza. Seguirono due secoli di interminabile dispute tra pensatori, dotti e sapientoni, in grande difficolt ad abbandonare il pensiero che Dio aveva creato la donna solo perch facesse langelo del focolare. Come dar loro torto? Non molto tempo prima, al Concilio di Macon si era discusso sul tema: la donna ha unanima?

M. P.

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Nel 700 la moda della villeggiatura si diffuse rapidamente tra le grandi famiglie aristocratiche e il numero delle ville bagheresi si triplic rispetto alle venti dimore esistenti allinizio del secolo.

Con il sorgere delle ville nella zona bassa della piana di Bagheria la villa dei Branciforte, che rispondeva in parte alla cultura della Germania tardo-settecentesca, divenne punto di incontro di importanti personaggi. Larchitetto neoclassico Lon Dufourny, attivo a Palermo

Aragona lunica dimora di Bagheria degna di essere immortalata dalla sua penna. I documenti attestano che nel 1783 la villa fu commissionata da don Barbaro Arezzo allarchitetto Emanuele Cardona, membro di una famiglia di intagliatori lignei e allievo di Giu-

tra il 1789 e il 93, osservava laccuratezza e le gradevolezza dellarchitettura delle case che si affacciavano sul corso. Il tedesco Jacques Ignaz Hittorff, tra i protagonisti del rinnovamento urbanistico della Parigi dellottocento, ritenne villa

seppe Venanzio Marvuglia, massimo rappresentante del neoclassico siciliano. Secondo le fonti la villa, non ancora terminata, fu acquistata dai baroni Patern divenuti pi tardi marchesi di Spedalotto.

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Questultimo titolo fu acquisito in seguito al matrimonio avvenuto, nel 1784, tra Onofrio Emanuele Patern, figlio cadetto del barone Raddusa, e Maria Antonia Trigona baronessa di Cugno e Spedalotto con la quale si estingueva la famiglia. In accordo con le usanze proprie dellarchitettura siciliana extra urbana, villa Spedalotto venne circondata da un baglio

ta su un agrumeto esteso fino al mare il cui profumo aleggia nelle stanze. La sala da pranzo e gli appartamenti privati presentano una decorazione pi aerea e vivace, con grottesche, giochi di putti e piccoli animali e un bellissimo arazzo alla parete. Segnalata dal marchese di Villabianca tra le principali ven-

costituito da corpi bassi di servizio. Il neoclassico prospetto principale della villa, a un solo livello, caratterizzato da un pronao aggettante ritenuto da Gioacchino Lanza Tomasi unaggiunta di fine secolo. Le pareti ed il soffitto del salone principale sono affrescati con scene mitologiche, circondate da cornici a motivi classici e affiancate da personaggi allegorici raffiguranti le Quattro stagioni e i Quattro continenti. Secondo i canoni del pieno Settecento gli ambienti di rappresentanza, disposti in fuga luno dopo laltro ospitano una piccola cappella e si affacciano su una bellissima terrazza, aper-

tidue dimore bagheresi, villa Spedalotto ospit personaggi illustri come il primo soggiorno dei Borboni in Sicilia, tra il 1798 e il 1802, ricordato da una lapide posta sopra lingresso. Nel 1810 vi nacque Ferdinando delle Due Sicilie - re Bomba -, figlio di Francesco I duca di Calabria e Vicario del Regno di Sicilia dal 1812; vi soggiornarono infine Luigi Filippo dOrleans e, alla fine dellOttocento, il grande matematico e astronomo gesuita padre Angelo Secchi, ritratto in un busto di marmo posto nellingresso della villa.

V. C.

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Valerio Merola a Roma by nigh

a cura di Giancarlo Sirolesi

Il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti alla festa per il ventennale dei Due Ponti

Il premio al Galoppo al Ministro dellAgricoltura, Sergio Romano

Al teatro Lo Spazio Giada de Blanck il regista Francesco De Summa e Giada Capuano

Finale con festeggiamenti alla scuola Coefia con i 40 modelli proposti dagli allievi

La splendida Silvana Augero allIppodromo delle Capannellle, in versione Papaveri e Papere, con premio per il miglior cappello. La bellissima Samantha de Grenet

Monica Setta in velluto leopardato

Laddio al nubilato di Denny Mendez

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Presentazione del libro di Mara Parmegiani, allAccademia di Moda e Costume, con i relatori Andrea Viotti e Mariano Sabatini

Buffet a base di spumante Italiano Asti per la presentazione del libro di Mara Parmegiani, Passione Patriottica

Il Premio Radio JES consegnato al Sindaco Alemanno

Ricky Tognazzi con Giuppy e Simona Izzo in attesa della cena preparata da Filippo La Mantia con il suo gruppo

Fiorella Mannoia in concerto

La stupenda Sandra Milo al Premio Gran Galoppo delle Capannelle

Le partecipanti alla selezione di Miss Mondo

25 25

Il nucleare non risolve da solo il problema energetico, che non ineluttabile. In ogni caso la decisione spetta al cittadino.
il parere di Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica espresso, a fine marzo, nel corso di una breve, ma intensa conferenza stampa che ha preceduto linaugurazione dellanno accademico dellUniversit Lumsa a Roma, al quale era stato invitato come ospite donore. Per Rubbia, lideale sarebbe un mix di fonti in cui il nucleare potrebbe confrontarsi con lenergia geotermica, di cui lItalia ricca, per non parlare del solare, del fotovoltaico e delleolico. Bisogna
CARLO RUBBIA (Gorizia, 31 Marzo 1934) Fisico italiano. Nobel per la fisica nel 1984.

za pari al piombo. Il granito, ad esempio, contiene fino ad 80 ppm(parti per milione) di torio, presente inoltre nella torite, luranotorite, nello zircone, nella gadolinite e nella monazite, un minerale che si trova nellarco subalpino italiano. Lossido di torio ha il vantaggio di essere insolubile e quindi non si disperde nellambiente, e se utilizzato come combustibile nucleare, la domanda di energia potrebbe essere soddisfatta

trovare la soluzione migliore a basso costo


considerando laumento della popolazione e dei consumi energetici. Sollecitato da una domanda di una giornalista il premio Nobel ha ricordato come si possa aggirare il pericolo legato allutilizzo delluranio ricorrendo al torio, un suo vecchio amore di dieci anni fa. Per produrre un GW di energia, ha detto, occorrono 3,5 milioni di tonnellate di carbone oppure 200 tonnellate di uranio e solo una tonnellata di torio. A questa tecnologia e alla realizzazione di un prototipo dimostrativo sono attualmente interessate la Cina e lIndia.
Il TORIO lelemento chimico di numero atomico 90. Il suo simbolo Th.

Il torio fu scoperto nel 1828 da un chimico svedese, Jacob Berzelius, in un campione di un minerale datogli per esaminarlo. un minerale diffusissimo in natura con unabbondan-

allinfinito proprio grazie al fatto che presente abbondantemente in natura. Altro vantaggio: un reattore al torio non va fuori controllo come gi successo con Three Mile Island,

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Chernbyl o Fukushima, infatti secondo gli esperti usando il torio non c pericolo di arrivare alla cosidetta reazione a

catena perch la fissione si estingue nel momento in cui si


spegne il raggio di fotoni.

Ma non sarebbero solo questi i vantaggi del torio se si pensa che, mentre la crosta terrestre contiene altri 80 anni di uranio, se consideriamo i consumi attuali, il torio essendo diffuso in natura, quanto il piombo, promette di essere inesauribile. LAmerica ne ha tonnellate, come sottoprodotto dellestrazione di terre rare. La Norvegia ne ha cos tanto che sta pensando ad unera post-petrolio, nella quale il torio potrebbe essere un potente veicolo di benessere e ricchezza. Anche la Gran Bretagna ha giacimenti in Galles e nelle colline di granito della Cornovaglia. LItalia paese, energeticamente contenuto, parlando di riserve, ha, invece, una notevole disponibilit di torio che si troverebbe nelle cosidette province alcaline come i siti vulcanici dellEtna, le isole Eolie ed altri siti vulcanici. Molto ricche di torio sarebbero anche le zone vulcaniche dellalto Lazio, e c un grande giacimento di monazite nel sito di Piona sul Lago di Como. Insomma il torio potrebbe rappresentare lasso nella manica per chi sogna, malgrado lincessante aumento della popolazione mondiale - abbiamo appena superato i 7miliardi - , uno stile di vita simile a quello odierno per tutte le popolazioni della Terra. Perch il sogno diventi realt quel 14% di energia elettrica prodotta dal nucleare, nei prossimi 20 anni dovrebbe raddoppiare. Buoni progetti, ma che furono messi da parte perch il torio non produce plutonio per le bombe. Oggi il torio ridiventato un obiettivo, anche se a lunga scadenza, per molti paesi, quindi non solo lIndia e la Cina, ma anche la Gran Bretagna dove si sta lavorando a un reattore subcritico al torio, un progetto allavanguardia in tutto il mondo. Lidea sarebbe quella di fare reattori da 600MW, ma per ora non ci sono i soldi a sufficienza. In Francia, malgrado limmersione quasi totale nel nucleare, a Grenoble c unequipe che sta lavorando sul torio. In Norvegia, lAker Solution ha comprato il brevetto di Carlo Ma che il torio prometta di pi: pi energia (allinfinito) e zero inquinamento, se ne erano gi accorti i fisici americani alla fine degli anni quaranta che avevano studiato la possibilit di fare del torio un buon combustibile nucleare dato che ha una resa maggiore di neutroni rispetto alluranio, sfruttabile solo per lo 0.7%. Un ciclo di combustione pi lungo e non richiede spese aggiuntive per la separazione degli isotopi. Rubbia, sperando di costruire un reattore subcritico nel Regno Unito, ma avrebbe rinunciato, per costruirlo in Cina che mette a disposizione maggiori risorse economiche ed umane.
La storia del THTR 300, il reattore al torio che avrebbe potuto fornire energia atomica senza rischi, negli anni ottanta a Hamm-Uentrop, nel Bundesland Nordreno-Vestfali.

Rita Lena Informatore scientifico

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Allo straordinario e solitario maestro del Rinascimento italiano Lorenzo Lotto, le Scuderie del Quirinale aprono le porte per ospitare, per la prima volta a Roma, una mostra che ripercorre tutto lalternarsi pittorico e esistenziale dellartista.

Visitabile fino al 3 Luglio presso il Palazzo delle Esposizioni la Mostra dedicata a -La Moneta dellItalia Unita, dalla lira alleuro- si inserisce nelle manifestazioni organizzate per festeggiare i 150 anni dellUnit dItalia. La mostra, promossa e organizzata dalla Banca dItalia in collaborazione con lAzienda Speciale Palaexpo, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Museo Nazionale Romano, ci permette di capire e conoscere attraverso il

italiana e i cui sviluppi portano nel 1893 alla nascita della Banca dItalia. Di pari passo a questo percorso si ha la storia del processo di unificazione europea, con gli inizi negli anni Cinquanta del Novecento per giungere alla nascita dellEuro. Attraverso postazioni multimediali, documenti di archivio, importanti collezioni di monete, banconote moderne e forme di monete appartenenti al passato, macchine industriali e oggetti di uso comune, possibile entrare in uno dei mondi pi desiderati dalluomo. Isole telematiche permettono

conio uno degli aspetti meno noti


dellunificazione del nostro Paese. La Lira fu una vera conquista perch fu il mezzo attraverso il quale si avvi una integrazione economica. Prima della comparsa di questa moneta erano centinaia i segni monetari in uso su tutto il territorio peninsulare. La situazione economica italiana prima del 1861 e il ruolo della moneta unitaria nella societ italiana dellOttocento, sono solo alcuni aspetti affrontati in questa esposizione. La mostra un affascinante viaggio tra passato e futuro attraverso documenti darchivio e installazioni multimediali. Si parte dal 1796, anno del primo conio della Lira, con i provvedimenti monetari adottati da Napoleone dopo la Campagna dItalia, si prosegue con il 1860-62, fase in cui prende corpo lunificazione monetaria

di approfondire aspetti generali e questioni particolari, come le diversissime forme che la moneta ha assunto nel corso dei secoli e le infrastrutture che ne permettono la circolazione. Il materiale esposto proviene in maggioranza dalle raccolte della Banca dItalia, ma hanno contribuito con i loro tesori il Museo Nazionale Romano che ha messo a disposizione le collezioni di Vittorio Emanuele III, gli Archivi di Stato, le Biblioteche e alcune collezioni private.

Nicoletta Di Benedetto
Per informazioni: Palazzo delle Esposizioni, Roma Tel. 06 39967500 www.palazzoesposizioni.it

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La fattispecie di cui ci occupiamo questo mese riguarda le conseguenze legali che lavvento di internet ha portato sul mercato musicale ed il connesso fenomeno della cosiddettapirateria.

Fino a circa 15 anni fa i produttori fonografici, cio le cosiddette case discografiche, acquistavano direttamente dagli artisti o da produttori minori i diritti di riproduzione e comunicazione al pubblico delle registrazioni artistiche, mentre con lavvento del Web si assistito e si assiste ad una vera e propria rivoluzione nel modus di commercializzazione della music. Internet, quindi, diventato uno dei mezzi di diffusione della musica on line oltre ad essere il principale modo di passaggio della musica illegale, attesa la facilit di disporre dei file desiderati e lanonimato dietro il quale si nascondono i cosiddetti pirati del web. Azioni di tipo penale vi sono, ovviamente, le azioni civili che possono

essere promosse dai titolari dei diritti di copyright con la richiesta di risarcimenti nei confronti di chiunque partecipi, a vario titolo, nellattivit di commercializzazione illegale di prodotti musicali, come previsto dal D.Lgs. n. 140 dellanno 2006. Ad oltre 15 anni dalla nascita di Internet, si assistito e si assiste tuttoggi a numerosi interventi legislativi atti a colmare le lacune normative relative allo sfruttamento della musica, anche e soprattutto per evitare che il web si trasformi in uno strumento illegale di violazione del diritto dautore .

Avv. Cristian Coppotelli


avv.cristiancoppotelli@hotmail.it

Leccellenza della cultura con la relazione del Preside della facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit di Tor Vergata, prof. Lazzaro Caputo, lintervento del Presidente Spoleto Festival Art, prof. Luca Filipponi, la verve del moderatore dott. Roberto Mattioli, opinionista RAI, e lintervento dellautrice che ha raccontato, con il percorso dellUnit dItalia, storie di donne protagoniste del Risorgimento, arricchendolo di curiosit inedite ed intriganti, hanno coinvolto e interessato il pubblico presente.

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zuppetta

di

cannolicchi
2 zucchine cipolla rossa

zucchine
500 gr di pomodori ramati 1 rametto di timo

ingredienti per 4 persone 1 kg di cannolicchi di mare 1 scalogno 1 spicchio daglio

in un tegame stufare i cannolicchi con un filo dolio e coprire per creare una camera vapore, appena i gusci si aprono togliere dal fuoco e lasciare raffreddare. Sgusciare quindi i cannolicchi e tenerli da parte. Per la zuppa: far imbiondire a fuoco lento laglio, lo scalogno e la cipolla rossa, aggiungendo pochissima acqua. A cottura ultimata inserire i pomodori (lavati e senza semi), far bollire e frullare con un minipimer ad immersione. Successivamente aggiungere il fondo di cottura dei cannolicchi e correggere con sale, pepe e il rametto di timo Per le zucchine: tagliare le zucchine finemente e farle appassire in poco olio a fuoco lento, salare, pepare e lasciare raffreddare. Si pu procedere al servizio: in un piatto fondo versare la zuppa e con le zucchine formare un nido al centro, aggiungere i cannolicchi e guarnire con il timo. Il piatto servito.

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Il segno dei Gemelli nel calendario astrologico il terzo in successione, si colloca tra il 22 maggio e il 21 giugno. Mercurio il pianeta dominante e lelemento di appartenenza lAria. Questo segno tanto affascinante quanto inafferrabile, per questo ha fama di essere un segno superficiale. I nati in Gemelli amano vivere in luoghi rilassanti perch sono sempre afflitti da malesseri generalmente considerati di origine psicosomatica. Possiedono un ottima dialettica che sfruttano bene a proprio favore perch animati da una spiccata intuizione. Amano le sfide, quando desiderano una cosa, oggetto o persona che sia, sono disposti a tutto pur di ottenerla. Sentimentalmente sono poco emotivi ma hanno un gran fascino che sfoderano con disinvoltura, sono dei compagni piacevoli e pieni di risorse, ogni novit gli sta bene. Ai legami duraturi fanno fatica ad abituarsi preferendo storie poco impegnative. Non amano le costrizioni in tutti i sensi, infatti essere vincolati da orari di ufficio come da regole da seguire un handicap che mal sopportano. Per andare daccordo con i Gemelli bisogna sopportare i loro ritardi e a volte la poca sincerit. Per si fanno apprezzare per lamicizia perch si scoprono delle persone piacevoli e disponibili nei confronti degli altri. Tra i personaggi nati sotto questo segno ricordiamo: Dante Alighieri, Thomas Mann, Bob Dylan, Marilyn Monroe. Tra i colori preferiscono il Giallo, tra le pietre il Topazio oppure lAgata, tra i fiori il Garofano, tra i metalli il Mercurio. Il giorno favorevole il Mercoled, legato a Mercurio il pianeta del segno. Siderio

MARA PARMEGIANI PASSIONE PATRIOTTICA

La sua una curiosit colta, che ama esplo-

rare luniverso femminile nelle sue pi intime pieghe, nella profondit dei significati dellagire. In questo volume Mara Parmegiani incontra

...i libri del Mese!

LUCILLA QUAGLIA LUOMO CHE NON CERA


Gorizia, Anna, Sveva. Tre donne. Tre generazioni. Legatissime tra loro ma segnate da una profonda assenza: quella di un padre e di un marito negato dalla storia e dal destino. Gorizia, madre di Anna e nonna di Sveva, ha conosciuto lamore del misterioso James e lha vissuto per pochi momenti. Ha cresciuto Anna da sola, con grandi sacrifici. Anna, una donna dal cuore buono, ha mollato i suoi sogni per

le donne che contribuirono a sostenere gli alti ideali di unItalia che voleva e doveva essere unita. Sono madri e mogli dei soldati, sorelle dei combattenti, vedove degli eroi che, lottando realizzarono un sogno legittimo, il cui compimento fu inevitabile.

amore della famiglia e di sua figlia, Sveva. Questultima, ribelle e irrequieta, dopo la morte dellamata nonna ha condotto una spasmodica ricerca alle radici della sua famiglia. Attraverso sensitivi, indagini, viaggi Sveva scava nel passato di Gorizia e scopre tante verit, tante realt che, tuttavia, non cambiano nulla e non cancellano il dolore delle famiglie abbandonate.

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