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FILOSOFIA DEL DIRITTO: la filosofia l'amore per la conoscenza, nel caso dei diritto si pone quest'ultimo come pensiero

o critico; Troviamo il NORMOCENTRISMO: dice che la filosofia vede come oggetto principale del diritto la legge. Il GIUSPOSITIVISMO: ritiene che il diritto sia legge scritta. Separa diritto e morale; GIUSNATURALISMO: ci son delle leggi che non son scritte, ma che comunque regolano la vita di un certo ordinamento, esistono delle regole naturali che sono insite nell'uomo. La legge la legge giusta se e solo se corrisponde ad una legge di natura razionale. Dare preminenza del fenomeno prescrittivo all'interno del fenomeno giuridico. N.b. ==> IMPERATIVISMO la legge di un sovrano, o il comando di qualche autorit. Quello che questa dice diritto; GIUSREALISMO dice che il diritto un fatto che va studiato come fatto sociale. la previsione del comportamento di una corte. Non si possono chiedere al diritto istanza assiologiche(che hanno a che fare con i valori). Il diritto postulatorio della legge immodificabile. La filosofia anche processo, non solo il luogo dove si applica la legge. Il CONTRADITTORIO un principio, introdotto non meno di dieci anni fa, che prevede che una cosa contraddica un'altra. Platone ha trovato la connessione fra il processo e la connessione filosofica. Egli adopera anche il mito per risvegliare aspetti che non controlliamo, attraverso il mito ottiene risultati(comunicano maggiormente che non con il LOGOS). La razionalit ha dei limiti, si nutre di assiomi. Il DIAOLOGO prevede due ragionamenti/discorsi in movimento, non statici. La DIALETTICA indica colui che si scontra, si oppone. I dialoghi platonici rappresentano una rappresentazione teatrale. Le cause ci permettono di individuare di chi stiamo parlando. La PROSOPOPEA di Socrate utilizzata da Platone per descrivere al meglio la negazione. La CONFUTAZIONE il modo nel quale si forma il nostro pensiero. L'apologia quell'opera nella quale Platone specifica la natura della negazione in modo indiretto. Ci fa vedere queste caratteristiche nel momento esatto nel quale avviene la negazione. Si tratta di un rapporto processuale, quello fra Socrate(difesa) e Meleto(accusa). La TEUTOLOGIA serve per spiegare un concetto col concetto stesso. Si deduce quindi che l'apologia non un'opera giovanile ma matura, ed la chiave per capire le opere di Platone. In questo caso vi un'accusa remota, nella quale Socrate non inteso come soggetto, ma come figura. La confutazione ci permette di dire quella cosa indirettamente. Socrate diffonde quindi la capacit di poter parlare di qualcosa che non un oggetto. La conoscenza del filosofo non consiste nel conoscere, ma nel saper confutare. Platone uno dei pochi che nelle sue opere in grado di costruire un discorso filosofico con un processo. Nel trattato sono tracciati degli assiomi sulla filosofia, la quale viene associata al diritto. Nell'apologia di Socrate, Platone faceva parte degli allievi di Socrate e aveva seguito il processo(in una certa data e luogo) e ne narra i fatti. Sviluppa un ragionamento attraverso il linguaggio; quest'opera giovanile, un'opera documentaria del 309 a.C., nella quale Platone non ha tratteggiato alcun elemento filosofico, non un dialogo, non c' un contenuto filosofico degno del livello di Socrate. Le caratteristiche di Platone derivano da vari autori, ma nessuno ci garantisce che lo abbiano conosciuto o che abbiano sviluppato un tema comune col suo nome. Si suppone che Platone adoperi delle maschere, e i suoi personaggi le interpreterebbero(PROSOPOPEE==> figura retorica che sta appunto per maschera). Tutto ci vale per tutti, meno che per l'apologia. Platone non si riferisce mai a null'altro che se stesso, e lo fa attraverso un processo; ha presentatola questione processuale. Contiene prevalentemente la parte socratica( lui a parlare), la controparte Meleto, il modo nel quale viene presentato una raccolta descrittiva di eventi, raccontati da chi era presente. Dal I secolo nascono le accuse a Socrate(non pervenute). Dopo lo scritto di Platone, l'apologia diviene un vero e proprio genere. L'apologia ha due tipi di strutture: 1) confutatoria 2) postulatoria Per Platone, l'idea dei valori/principi il punto d'arrivo. Interpretazione del problema socratico: il demone socratico l'elemento che Socrate tira in ballo

nel momento in cui son state smontate le accuse(Meleto si contraddice) e comincia a parlare della morte in temi prettamente metaforici. La negazione si comporta nei discorsi, cos come la morte con gli esseri viventi. La questione della morte pu ricordare cosa fa la negazione: utile per il modo di ragionare POSTULATORIO o CONFUTATORIO. L'ufficio socratico sembra quasi che, nei confronti delle categorie intellettuali, passa a considerare la questione diversamente: li esorta ad esercitare la cura del s. Ognuno deve prendersi cura di s, nessuno ci dice come deve essere fatto. Socrate stesso che spinge per avere cura di s, a rendere conto di s. Il tribunale assiste alla discussione tra Socrate e Meleto. Se Meleto non accusasse Socrate, non potrebbe venire fuori il daemon: questo demone impedisce di smettere ai cittadini la cura del s. Ci viene presentato come una coscienza. L'altra metafora della confutazione la guerra, per temere la morte un elemento che Socrate relativizza: un atto di orgoglio. L'idea di guerra viene rappresentata come la difesa di una citt; il demone di Socrate impone qualcosa. Si ha cos quindi un'ultima spiegazione del perch la gente lo segue. Con la questione dei giudici, Platone ci racconta l'aspetto emotivo dei suoi allievi. Nell'apologia, Socrate dice alla platea di non fare come tutti che cercano la piet della corte; la questione trattata indipendente. Platone mostra lo scontro tra emotivit e ragione. Socrate stato condannato in prima votazione:280 contrari, 220 a favore. Le sue argomentazioni son state efficaci, quasi la met gli han dato ragione. L'accusa remota viene ripetuta 3 volte, ed l'unico elemento legato ad una concezione di filosofia riservata a certi soggetti e non a tutti. Anito fa una strana previsione a Socrate, qualora lui diffondesse certe conoscenze, avrebbe incontrato una serie di disgrazie. Da questo si ricaverebbe che il menone verrebbe scritto prima dell'apologia. Platone ci presenta questa conventicola gi formata, Socrate e i suoi allievi. Il modo per accostarsi a Socrate quello di appostarsi durante le sue discussioni.. in realt se noi cominciamo a sviluppare l'opera socratica, cominciamo a capire che il significato nascosto dell'opera stessa, permette di prendere delle posizioni su Socrate e ci fa aumentare il livello di consapevolezza: attraverso la che vanno dalla confutazione dell'oracolo ad un confronto linguistico, fino ad elevarci ad una dimensione ulteriore-rendere conto di s-. Rendere conto di s l'effetto benefico che procura Socrate, stare con Socrate. Avere quindi familiarit con la confutazione, essere noi i primi a confutarla. Ci ci permette di parlare di ci che non un oggetto, di elementi senza peso specifico. Possiamo anche dire a noi stessi chi o che cosa siamo. Socrate dice che la pena giusta nei suoi confronti fosse quella di concepire che lui l'elemento della sua citt, quindi la razionalit. La confutazione invece di essere l'elemento da espellere, dovrebbe essere semmai l'elemento da mettere nel punto pi alto della citt: nel PRITANEO. Renderlo cos un eroe. Socrate vuole farsi mantenere dallo stato, e anzi vuole farsi elevare ancora pi in alto degli eroi perch costoro fan finta di dar felicit, mentre lui la da realmente. La confutazione fa rendere conto di s. Dice che se dovesse esser messo a morte, allora rischierebbero di renderlo un sapiente: coloro che sapranno di quest'azione, sapranno ci. Il discorso nel confronto degli accusatori: contestano Socrate, quindi operano in termini socratici. Confutandolo i giudici scoprono l'attivit confutatoria. Ma il problema che bisogna rendere conto della propria vita. Qui si capisce che il lettore del libro, altri non che i giudici d'Atene. Sta al lettore seguire i giudici che accusano o quelli che assolvono. L'apologia quel racconto che serve per passare da uno stato di incoscienza ad uno stato di coscienza della capacit e delle possibilit che ha la confutazione. Rendere conto uno stato decisamente razionale, si tenta di negare ci che simbolo della confutazione, della negazione. L'elemento della negazione quindi uno degli elementi principi della razionalit. Prima o poi una parte della mia ragione avr un aspetto confutante. Platone ci mostra come possibile che questo scritto ci spinga a fare certe cose appena cominciamo a leggerlo. Tutto ci funziona per coloro che lo hanno contestato, bisogna vedere quindi se pu essere applicato anche a chi lo ha assolto. Ebbene costoro non hanno capito. Hanno postulato la confutazione. Non si pu accettare la confutazione per fede o a priori: sarebbe un tipo di pensiero postulatorio, e quindi non ho alcuna garanzia che la confutazione faccia parte della ragione umana. La negazione funziona sempre tranne quando in

tribunale, forse la condanna una cosa buona. Questo lo sta dicendo a coloro che lo hanno assolto. Ci che accade, accade per volont del Dio. Palamede lo stereotipo del giusto che viene ingiustamente accusato da Ulisse(per ripicca). Palamede colui che ha inventato i gioco dei dadi. Durante la guerra di Troia, nessuno pensa pi alla battaglia se non a giocare. Quindi Ulisse lo accusa di aver tradito i guerrieri greci per danaro. Palamede viene posizionato da Platone, in quanto fondamentale per capire i sofisti come Borgia. La questione dell'irresponsabilit quell'elemento che ci permette di capire la seconda linea di accusa. Si corrompe i giudici inconsciamente. Ma ce un punto ancora pi importante: dice ai giudici che l'hanno assolto che con lui non si son comportati come lui s' comportato con i suoi figli, chiede che vengano confutati come han fatto i cittadini di Atene con lui. Principio di negazione: tutto ci che non ha le caratteristiche di un oggetto, principio ci che non costituisce un oggetto. Il principio di negazione ci che non un oggetto e che esprime una negazione. La relazione tra Socrate e Meleto un'accusa. All'interno del simposio si allude ad una relazione fisica di due personaggi, e uno dei due Socrate. Meleto fa parte di quei giovani che se assisteva alle dispute di Socrate, qualche relazione con quest'ultimo una metafora per dire molto altro. La relazione che si pu istituire, una relazione di vicinanza(pu alludere alla dimensione erotica). Non ce astio quando Socrate si rivolge a Meleto, il quale pur essendo un poeta, ha fatto qualcosa che non da poeta ma si comporta come se conoscesse qualcosa dell'accusa a Socrate. Il vero accusatore non Meleto, il quale agisce per conto di altri. Ogni volta che ce un dialogo, abbiamo una relazione tra qualcuno che postula, attorno a qualche cosa che sembra non essere un oggetto(amore/amicizia/etc.), e Socrate che non sostiene nulla ma rovescia il discorso. Socrate esiste(come personaggio) nel momento nel quale si relaziona con un altro personaggio): si parte sempre dalla relazione o dal personaggio, mai che si cominci da Socrate, tranne che nell'apologia. Platone scrive l'apologia per spiegarci che il non la relazione che ce con quel qualcosa che lo segue. La proposta platonica quella di spezzare il non. La storia della distruzione necessaria del non ci fa scoprire la sua fondazione razionale: un limite alla nostra razionalit. un principio indipendente dalla volont di chiunque. Solo se noi svolgiamo la negazione di non, stiamo facendo quello che abbiamo letto all'interno dell'apologia(ma in modo razionale). Svolgere la negazione ci permette di avvertire che ci di cui essa simbolo innegabile, ci permette l'emersione del principio di negazione. Per Parmenide negare vuol dire pensare al nulla, per Platone invece dire la negazione di qualche cosa dire tutte le sue alternative, tutti i suoi opposti. Negazione significa tenere assieme le alternative di ci che sto negando, e il tutto specificato dal non. L'opposizione serve per gettare luce razionale su ci che stato opposto. Nella relazione di non e la cosa negata son presenti le alternative alla cosa negata. La relazione tra il non e la cosa innegabile: bisogna innanzitutto negarla(il non e la cosa) il non innegabile(in quanto non ha nulla che gli si oppone), alla cosa il non della cosa resta. La relazione tra il non e la cosa non si rompe mai, anch'essa una relazione innegabile. Il non vive sempre in relazione a qualcosa, non ha consistenza ontologica. Negando i due termini si nega la relazione di disgiungibilit. Il dialogo stesso negabile? Primo livello di negazione il principio di negazione, il secondo livello di negazione il principio di non contraddizione, il terzo livello di negazione ilprincipio del dialogo. Il critone raggruppa i 3 livelli di negazione. Si scopre che esiste un principio di non contraddizione: secondo Aristotele impossibile che un predicato inerisca e non inerisca ad un certo soggetto nello stesso tempo e sotto lo stesso riguardo, cio impossibile che la cosa sia la non cosa. Per negare la relazione tra la cosa e la non cosa, bisogna riconoscere che il dialogo una cosa innegabile: un modo per postulare il dialogo, elemento imprescindibile della cultura. Non una scelta che uno fa, ma un discorso necessitato. Queste realt le chiamo principi perch sono innegabili. La questione del principio qualche cosa che mi comporta a considerare tutto ci che un oggetto. Socrate parler delle leggi di Atene che tratta del principio di non contraddizione. I 3 principi hanno significato perch sono innegabili, e bisogna fare la prova di innegabilit. La confutazione serve quindi anche per superare il piano della fisicit: ha la capacit di operare sul piano linguistico/logico/ontologico(piano dell'essere). Platone tenta di spiegarci nei suoi dialoghi i principi: che sono realt che superano il piano fisico, il piano degli oggetti. Si opera attraverso la

confutazione, ci si serve dello strumento dialettico(confutazione/negazione). La confutazione ci serve dal punto di vista linguistico per dire qualcosa(staccare una cosa da tutto il resto). La confutazione permette di dare significato a qualcosa, ma per far ci bisogna chiaramente negarla. Per confronto, il non ci permette di dare significato. La confutazione sul piano logico prendiamo coscienza del principio di negazione: la cosa di cui manifestazione non e negabile, in quanto non possibile vedere le sue alternative(rompo il non, l'apologia infatti una rottura). Si prende il non, cerco le sue alternative negandolo. Il problema che non esistono alternative, perch ci che sta dietro quel simbolo non negabile. Ci che ci permette di negare ha natura di principio. La relazione tra il non e la cosa e a sua volta innegabile, perch senn sarebbe un postulato. Anche la relazione innegabile, perch negando entrambi i termini della negazione non ottengo nulla. Si ha una relazione tra un simbolo e la sua confutazione, e attraverso questa prova confutatoria, si pu dire che la cosa e la non cosa, non possono mai stare assieme in un solo pensiero. Vi un terzo livello di negazione, la negazione fra due pensieri, ossia il principio del dialogo. la pi importante conquista dell'umanit in quanto porta nuovi principi. Socrate colui che difende dalla citt, non vi esce mai, sta a guardia della citt-sta a difesa della ragione(la confutazione), pur non venendo considerata bene dalla citt(Atene rappresenta la razionalit dell'uomo)-. grazie alla confutazione che si crea qualcosa che prima non c'era, la negazione in qualche modo distoglie i giovani dalla costruzione e li porta alla distruzione(i giovani sono i pensieri). I giovani che si affacciano al nostro pensiero, prima o poi si avvicinano alla confutazione, vengono in un certo senso corrotti(non costruendo pi). Il demone socratico frena nell'attivit costruttiva. Dalla confutazione si genera qualcosa, ha degli sviluppi: la maieutica(confutazione) permette la generazione di discorsi, si possono ritagliare le forme, che son le immagini. Il pensiero postulatorio quel pensiero che cerca di allontanare Socrate dalla citt ed elimina tutte le altre possibilit: fa tacere la confutazione(fino ad un certo punto). una preposizione che viene fissata e non discussa(prima di essere fissata per stata discussa). Il reato un modo per negare la legge. Un tipo di citt che non preveda qualche cosa in relazione alla negazione dei suoi postulati(qualche forma di dialogo), si contraddice come societ/ordine. Non sempre non hanno molti problemi a contraddirsi: dal punto di vista logico, la questione processuale non una questione poco importante, ma fondamentale: quando formulo i postulati, devo pensare alle forme di dialogo di questi postulati. Il processo un momento decisamente innegabile, si determinata la necessariet della loro confutazione, di un luogo/posto/relazione di dialogo. La confutazione ha un suo ruolo nella cittadella del diritto(Atene). La legge moderna deriva da degli assiomi, postulati, che vengono accettati senza alcuna discussione, cos si porta Socrate fuori dalla citt. Si valuta la questione dell'eliminazione della confutazione. Nell'Eutifone vi la relazione fra un amico di Socrate, e Socrate stesso(nel luogo dove si svolgono i processi): Socrate consce l'accusa che gli stata data, una volta incontrato il suo amico(colui che amministra i riti religiosi). Socrate appena venuto a conoscenza della sua accusa, mentre Eutifrone andato al tribunale per denunciare il padre, in quanto vuole intentare un processo per empiet(come quello che Socrate ha subito) perch il padre avrebbe turbato, con un omicidio, gli Dei. avvenuto che un colono(lavoratore a cottimo) ubriaco, il quale uccide uno schiavo del padre. Quest'ultimo prende il colono, lo pone sotto sorveglianza e manda a chiamare i giureconsulti per sapere cosa fare del colono. Quest'ultimo in cella muore. Si commesso un atto di empiet nei confronti degli Dei, tale da essere portato in tribunale. Ci significa che il gesto del padre di Eutifrone andato contro la pace degli Dei, in quanto lui sa cosa gli Dei vogliono o meno. Per riuscire a vincere la causa, Socrate impara da Eutifone cosa caro agli Dei e cosa non lo : santo/sacro l'opposto di empio: Socrate pu cos creare la sua difesa all'accusa di empiet. sacro/santo chiamare il proprio padre in tribunale in un caso come quello del padre. La risposta socratica a che cos' il sacro chiedere ci per cui un'azione sacra, la forma per la quale pu essere considerata tale. Si genera in qualche misura la necessit di una nuova definizione da parte di Eutifrone: sacro ci che caro agli Dei. Questa definizione non tiene conto del problema che gli Dei son tanti e non sempre d'accordo fra di loro. Per alcuni Dei certe azioni saranno sacre, mentre per altri non sar lo stesso. Le azioni sacre si definiscono cos perch ci che tutti gli Dei amano. Abbiamo individuato cos' il sacro in relazione alle figure degli

Dei, questa la puntura socratica, ma indipendentemente dalla relazione con gli Dei, cosa amano gli Dei? Socrate vuole superare la questione legata alla relazione fra sacro e Dei. Eutifrone dice ad un certo punto a Socrate che entrambi hanno come progenitore comune Dedalo(inventore del labirinto), i loro discorsi prendono una piega labirintica, in relazione alla confutazione di Socrate, e la metafora che viene fuori da Dedalo quella con cui si iniziata la metafora: dedalo anche un costruttore di bambole - Egli ci ha insegnato a costruire le bamboline(pensieri) ed Eutifrone dice che grazie all'arte di creare statuine riesce ad arrivare fino ad un certo punto, e incontrare Socrate genera una cosa particolare: le fa ballare. Tuttavia Socrate ha superato Dedalo, perch la confutazione muove le bambole. la relazione che sussiste fra Eutifrone e Socrate che genera questo strano balletto. Socrate colui che produce la musica che permette il movimento del pensiero delle statuine. E ci permette di far muovere quello che noi intendiamo con i concetti. Socrate riconosce che la sua capacit sta nello smuovere le statuine degli altri, ci metafora della capacit di smuovere le definizioni, di sottrarre la loro inconfutabilit. Ci tale fino a che non decidiamo di confutarla, ogni tipo di definizione pu entrare a contatto con la confutazione e a cominciare a ballare. proprio l'attivit di definizione che indica l'allontanamento della confutazione, perch si presenta come non negabile/confutabile: un elemento aggiunto. frutto di una forza, ha natura di postulato perch ad essa non si oppone la negazione. L'attivit socratica l'attivit che ripropone la confutazione ad una serie di definizione. Socrate darebbe tutto per raggiungere stabilit nella sapienza, una serie di bamboline che non si muovano. La quarta definizione ha la capacit di collegare quella necessit che si individuata con ci che caro a tutti gli Dei. La sensazione di Eutifrone di vertigine, non sa pi come esprime il sacro scissa dalla dimensione di legame con gli Dei. Ogni definizione una parola che deriva dal latina, un tracciare i confini di un certo concetto e se faccio ci, quel che ne all'esterno non fa parte della definizione. ovviamente attraverso la confutazione che si capisce qual' il confine della definizione. Per capire il sacro si ha bisogno di qualcosa che ne tracci i confini, qualcosa che di confini non ne ha: ci si serve di queste costruzioni che sono artificiali e che sono rappresentate dal diavolo socratico, ci si serve di piccole statuine antropomorfe e delle quali esamino il comportamento. Si da consistenza fisica ai discorsi. Vi si pone un problema, in quanto si tratter il concetto di sacro come se avesse consistenza umana, caratteristiche dell'uomo. La potenza del pensiero di Platone ci suggerisce questo, un auto-inganno quello che ci facciamo, tracciare i confini a cose non materiali ci aiuta da un lato e ci perde dall'altro: senza bamboline non si potrebbe comunicare/parlare/ragionare si parlerebbe solo di materia, dall'altra parte una sorta di modalit che si rivela ingannatoria, perch si pu avere l'impressione di parlare di sacro in presenza di soggetti in carne ed ossa. necessaria la postulazione, l'attivit di creazione con una struttura simile a quella di una persona umana. Platone aggiunge che mentre tutte le definizioni possono essere rappresentate da un certo tipo di statuina, la negazione ha e non ha questa caratteristica: essa particolare, e non si pu definire la negazione perch se la sua forza di entrare in contatto con le definizioni e farle ballare, questa capacit a sua volta non individuabile. Allora tutto il percorso dell'apologia il percorso che serve a Platone per spiegarci il motivo per il quale il pensiero confutatorio ha degnit di cittadinanza all'interno della ragione. Socrate a questo punto aiuta Eutifrone, fa istituire una relazione fra sacro e giusto: chiede una stipulazione. Il sacro sia una parte del giusto, e quindi il giusto sia un genere e il sacro sia una specie del giusto. La stessa che ce fra vergogna(genere) e paura(specie). Giusto e paura e pi ampio di sacro e vergogna, perch non di tutte le cose che si temono si ha anche vergogna. Dunque le cose che si temono sono di pi di quelle di cui ci vergogniamo. Non tutte le cose giuste sono anche sacre(o viceversa). Socrate dice che essere giusto nei confronti degli uomini fa parte della giustizia, essere giusti nei confronti degli Dei fa parte del sacro. Il giusto nei confronti degli uomini avere cura degli uomini: allora la quarta definizione che il sacro sar avere cura degli Dei. Sacro : avere cura degli Dei. Gli Dei non hanno bisogno di nulla e se l'uomo deve aver cura degli Dei, allora il tipo di cura del quale hanno bisogno di rendergli un servizio. L'elemento finale che rappresenta la quinta definizione di sacro. la definizione propria del sacrificio. Il commercio fra uomini e Dei riduce il

concetto di sacro ad un rapporto con un oggetto: il sacro ridotto ad uno scambio di servizi, il quale va bene fra uomini, ma fra Dei? Si va ad aggiornare la seconda definizione, quella di Dedalo: Socrate richiamandolo dice che Eutifrone meglio sia di lui che di Dedalo in quanto fa muovere in circolo le statuine. Si viene riportati al concetto di attributo, per la quarta definizione parla della distinzione fra giusto e sacro dove si comincia a smuovere l'elemento d'azione, nella quinta si ha che il sacro un'azione: da un lato si capisce che il sacro esiste, perch se ne pu parlare e trovare una serie di enunciazioni; per tutto questo permette anche di dire che il sacro non un oggetto, perch grazie alla confutazione si smuovono le precedenti definizioni, non bisogna contrariarsi che non ce una definizione migliore rispetto alle altre, in quanto per sua natura definizione degli oggetti, ma il sacro non essendo un oggetto si ha bisogno del movimento di queste azioni perch ci di cui stiamo parlano non un oggetto fisico: se fosse il contrario avrei negato il sacro. Possiamo distinguere due elementi che fanno parte dell'Eutifrone. Si visto che sacro un elemento che non si pu dire che non esista, ma neppure dire che cos': semplicemente perch non una cosa. Dalle singole confutazioni, si ha che l'esperienza di ci di cui stiamo parlando non un oggetto, ma che il sacro uno dei modi per dire un principio. Sono realt che non hanno esistenza materiale. L'oggetto non solo materia, la definizione coincide con lo stesso. Oggetto la realt che attestiamo come esterna e passiva, rispetto ad un attivit soggettiva in grado di plasmarla e modificarla, in questo caso anche l'uomo oggetto, perch frutto di un'attivit soggettiva. Per il concetto di persona ci sono delle teorie che dicono che esiste qualche cosa prima della convenzione adottata e altre che dicono che non esiste nulla prima della convenzione. Si pu dire che ci che non oggetto principio. principio ci che in ogni cosa, ma non si esaurisce in una di esse o nella loro somma. Esistono principi particolare: la coerenza sta a significare che un discorso sta in piedi, non vi sono dei salti nel ragionamento. Un discorso coerente se la testa sta assieme con i piedi, non vi sono punti negabili o confutabili con successo. Se ci vero, la coerenza un principio che sta su tutti i discorsi(che non si contraddicono). La coerenza non si esaurisce in un solo discorso, ma nemmeno nella somma di tutti i discorsi e ragionamenti. La nozione di principio una nozione pi ampia. Il piano dei principi non molto facile da affrontare, ma gli stessi dialoghi platonici son legati a queste realt che non sono oggetti, ma principi. Il sacro pu essere considerato come un principio. Platone mostra all'opera la confutazione delle definizioni di sacro. Ci ci fa arrivare a dire che il sacro non pu avere una definizione(cosa propria degli oggetti), il sacro non si esaurisce in un'azione sacra, ma nemmeno in tutte messe assieme. Il sacro anche quello che ha una relazione con gli Dei, ma sussiste lo stesso. Se qualcosa resiste ad una negazione, allora un principio. Nel dialogo repubblica parler della giustizia intesa come principio. Si trattata la questione dell'oggetto e dei principi. L'oggetto quella realt esterna e passiva, rispetto all'attivit soggettiva, in grado di attestarla, manipolarla e trasformarla. Questa nozione pu ricomprendere gli oggetti fisici, vale pure per gli oggetti non fisici. Va aggiunto che esistono oggetti non empirici e logici, ed i non fisici appartengono solo alla sfera del ragionamento. Mentre per gli oggetti fisici la definizione , negli oggetti la definizione fa nascere l'oggetto logico, l'oggetto la sua definizione, se si cambia definizione allora l'oggetto non esiste pi. una nozione di oggetto utile perch ci permette di capire di che cosa si sta parlando(attraverso un'attivit soggettiva ci permette di manipolarla, noi lo accettiamo per fede). Ma ci non l'unica alternativa possibile, ci possono essere molte altre stipulazione. Ci sono anche i principi: i quali sono suddivisi in negazione, non contraddizione(a cui legata la coerenza), dialogo e sacro. Attraverso la possessione demoniaca, la coerenza si manifesta le operazioni della matematica. Si fa una nozione di principio, dove si dice che il sacro non un oggetto, in quanto va oltre gli oggetti. Ma tutto ci che non oggetto, una sorta di divinit, il principio di sacro/coerenza etc.etc. I principi non sono oggetti e sono innegabili. Se si cerca di dare una definizione, si tradisce la natura di principio. Vi sono una serie di situazioni/azioni che contengono una sfaccettatura del principio, quindi esaminando le situazioni/azioni nell'insieme si riesce ad ottenere un'idea complessiva del principio. Gli elementi come principi, son considerati

come gli Dei, una nozione che ci indica questo aspetto di non identificabilit. Ci sono principi particolari(coerenza/sacro/negazione) in relazione ad un certo campo/ambito(valgono al loro interno). Ci sono delle leggi naturali che non possono essere superate. La giustizia qualcosa che supera tutto, e ogni definizione. La giustizia l'utile del pi forte. Si ha bisogno di darci una definizione. Si pu dare sempre una definizione, ma bisogna stare attenti che la definizione sempre momentanea, non duratura nel tempo. La questione dei principi una questione fondamentale ora per il diritto. I diritti si trovano in una serie di enunciazioni importanti, ma non esaustivi. Non si ancora riuscito a trovare il principio dei principi. Una certa idea che si pu avere di questo principio, la seguente: ci che in ogni cosa e non si esaurisce in una di esse o nella loro somma. Se un oggetto e non negabile, non va bene come principio dei principi. I principi hanno come caratteristiche quelle di non essere negabili e non obiettivabili(non riconducibili ad un oggetto). quell'elemento costante che non si trova da nessuna parte, ma comunque un principio. La prova che Platone fa, affinch questa nozione venga considerata come principio dei principi(non negabile), esso ci che tiene in unit tutti i principi, non si esaurisce mai. Il dialettico dice di accettare che esso sia un oggetto, si viene cos a dimostrare che il principio un oggetto, ma l'oggetto ci dice che ce una attivit soggettiva, e se il principio fa parte di questa attivit, allora si tenta(pur non potendolo fare) di negare il principio. Quindi il principio un oggetto. Il principio dei principi non fa parte dell'attivit soggettiva. Il principio innegabile. Si cerca di negare nell'attivit soggettiva il soggetto, ci ci dice che il principio non pu essere un oggetto. Le caratteristiche del principio sono innegabilit(non un soggetto) e inobiettivabilit(non un oggetto), quindi anche il principio non un oggetto. Si ragiona con dei concetti che non sono oggetti. Non ci sono due o pi principi dei principi perch i principi sono tanti, ma non innumerabili. Si sta cercando di valutare l'unicit del Principio, si prova attraverso la dialettica: si prova a pensare che siano due, dove ce il secondo principio il primo viene negato, e viceversa. Si avr bisogno di una terza nozione che comprenda entrambi i principi, hanno bisogno di una realt superiore che li tenga uniti(su questo problema si discusso molto, molto a lungo). Il principio non il nulla perch nonostante tutto muoia, il principio rimane. Se invertiamo soggetto e oggetto, ovvero se il nulla sia un principio notiamo che esso un oggetto. Vediamo cos che negazione e nulla sono concetti vicini. una linea di natura pratica, perch si attesta che le cose si distruggono, si pu quindi pensare che il principio sia la distruzione per si osservato che tuttavia vengono tratte fuori, si possono attestarle. Esiste anche il nascere, l'essere attestati. Dal punto di vista pratico, sostenere che il principio la nozione del nulla, quindi nulla il principio, non tiene conto del venire fuori delle cose, della nascita. La confutazione di tipo pratico. Si attesta che le cose nascono, oltre che morire. Nel momento in cui nascono, esso verrebbe negato. Dire che il principio il nulla, significa anche dire che le cose non vengono fuori allora in questo modo si dice una cosa sbagliata, in quanto nego il principio di distruzione(quando parte il momento della nascita). Dire che il principio di tutte le cose sbagliato perch se fosse il nulla dimenticherei che le cose nascono e non solo si distruggono. Siccome le cose nascono, si sarebbe costretti a dire che nel momento in cui nascono il principio negato. La tesi insostenibile in quanto contraddittoria. In un certo senso qualcosa non , ma anche . Se il principio fosse la distruzione, tutto sarebbe negabile. Ce almeno una nozione che non negabile: il principio stesso. Sia per una motivazione pratica(gli esseri viventi/oggetti muoiono e si distruggono) che per una motivazione empirica(nel momento in cui qualcosa nasce, il nulla negato). La non contraddizione innegabile. I presocratici vengono conosciuti quasi come degli scienziati, in quanto parlano della natura son anche detti proto-scienziati. Ci una cosa errata, perch i filosofi naturalisti, nella categoria dei presocratici/preplatonici studiano qualche cosa che la tradizione ci porta ad essere la natura, ovvero quella aristotelica. Il cambiamento che i filosofi hanno fatto dal parlare del cielo al parlare della natura, in termini poetici, espressi attraverso versi: non sia un corpus filosofico pensante. Talete afferma che il principio delle cose l'acqua. La questione che si pu notare che(Talete non ha lasciato alcuno scritto) ci son due parole: il principio(arch) il modo con il quale chiamano questa realt, il secondo principio l'acqua. Essi essendo poeti, si esprimono attraverso metafore. Si pu dire che per Talete, l'arch come acqua. Se si dice che il principio come l'acqua, si trova che

con un'espressione sintetica, un concetto pi che astratto: il principio come l'acqua. Con questo concetto si capisce che l'acqua pu assumere molte forme, cio avere una forma ma non esaurirsi in quella ma nemmeno in tutte le forme che l'acqua pu assumere. Guardando l'acqua posso vedere le caratteristiche del principio. importante notare che il primo autore dei presocratici, Talete, aveva gi in mente questo problema: il principio in ogni cosa, quindi l'espressione di Talete potrebbe essere interpretata in senso figurato, il principio si comporta con le cose cos come fa l'acqua con le forme che assume. Questa metafora va bene fino ad un certo punto. Un altro modo di dire l'arch l'intero, la somma di tutte le cose. L'intero anche qualcos'altro, non solo la somma di tutte le cose. L'idea di recipiente che contiene l'acqua, allude a qualcos'altro che sta fuori dall'acqua, allude a due principi: i principi(arch) e le forme. Si va cos a dire che i due principi sono separati, si dice che ci sono due principi, ma non possono esserci due principi. Questa teoria di Talete vale per molte cose, ma per molte altre non valida. Se il problema il contenitore, lo si pu eliminare: bisogna trovare qualcosa che si aggreghi in forme senza usare contenitori: Anassimene tira fuori il concetto di aria. L'aria ha la capacit di costituire forme senza il bisogno di pensare ad un contenitore, essendo intangibile. Il principio non ha forma, quindi l'arch come aria. Anassimandro chiama l'arch apeiron ossia senza forme, ovvero ci che senza forme. Bisogna pensare ad un oggetto che non sia anche un oggetto. Anassimandro consegna il senza differenze/forme. Non vi sono differenze all'interno del principio, perch sono proprie degli oggetti. Un oggetto tale perch differisce dagli altri, dal punto di vista del peso/forza attrazione terrestro. L'apeiron il principio indifferenziato, sono caratterizzati dalle differenze. Si ha questa metafora che dice che il principio indifferenziato, e gli oggetti sono nel regno delle differenze: quando emerge il concetto di principio, subito si ha il rischio di perderlo rendendolo ad oggetto. Anassimandro ci manda verso un rischio, le cose si caratterizzano per aver delle differenze fra di loro. Si costruisce cos una dicotomia. Quest'idea di indifferenziato permette di dire che questo in tutte le cose, non esiste in quanto cos sembrerebbe che il principio si opponga alle differenze. Anassimandro denuncia la possibilit che il principio come l'indifferenziato significhi produrre una dicotomia. Pensare il principio opposto alle differenze. Questo per comporta che si riproponga il problema del nulla,fato che le differenze vanno a distruggersi. Le forme in quanto tali vanno verso il nulla. Si ripropone il tema del nulla vicino al principio: ripropone arch e nulla, al quale risponder Parmenide. Abbiamo un frammento di Anassimandro da Teofrasto, e ce lo porta insieme a Talete, e disse in quel frammento: e donde viene agli esseri la nascita, la avviene anche la loro dissoluzione, secondo necessit. Poich Essi pagano l'un l'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo. In questo frammento si cerca di interpretare una tradizione, sembrerebbe che ci da cui gli esseri provengono(arch) anche ci verso cui gli esseri vanno, la loro dissoluzione secondo necessit. La spiegazione in termini giuridici, si pagano l'un l'altro qualche cosa, si pagano la pena e l'espiazione. Ma qui vien fuori l'ingiustizia. L'arch in questo caso la necessit. Il punto cercare in che modo si relazione queste entit, l'uscir fuori dalla realt e il loro dissolversi. Si pagano l'un l'altro la pena e l'ingiustizia. Il punto chiave che per rappresentare questa immagine una metafora giudiziale l'uno all'altro pagano la pena e l'espiazione. L'arch non ha limiti, e ha un'interpretazione mistica(tutto ci che diviene, svanisce), da una parte si ha l'arch e e dall'altra le differenze. Un'interpretazione, dello Ziegler, che prevede, ovvero l'interpretazione etico giuridica ed molto importante, tira in ballo la questione della giustizia degli uomini. Secondo Ziegler il mondo destinato a perire a causa dell'ingiustizia degli uomini, ed effettivamente si ha l'idea della misura(ciascuna paga l'altra) l'idea della compensazione, della proporzionalit(vita e morte si compensano), danno all'altro la giusta misura. Ritrovano l'aspetto quantitativo dei fenomeni, altri autori vedono in questo senso di compensazione una relazione legata ai fenomeni fisici quantitativi. Avevano un pregiudizio perch chiamati naturalisti, e chiamati cos perch parlano in termini quantitativi della questione della giustizia. Questo pagamento alluderebbe ad una quantit, si avrebbe un'attivit di compensazione. Gerarchia letteralmente significa sacro principio, bisogna pensare a questo concetto per necessit. Tutto questo presuppone che l'arch sia distinta. L'ordine generale gerarchico. Dante crea l'idea di paradiso e inferno, secondo un ordine gerarchico. Negli anni '30/'40, l'idea sempre la stessa, se si pensa al principio come opposto alle cose, si costretti a

pensare ad un altro elemento chiamato gerarchia. Ciascuno deve trovare il proprio ordine. Uno dei primi momenti nei quali il concetto di gerarchia, fu sopratutto in un periodo pi tardo delle scuole platoniche. Dionigi torna ad essere un personaggio in auge, perch uno dei pi grandi traduttori di costui, fu Carlo magno. Se si va a valutare che cos' la gerarchia, si fa fatica. Si capisce il concetto di gerarchia, grazie al rapporto delle cose, un concetto ponte che tenga insieme queste due realt. Se ce gerarchia, ce una relazione tra un principio e gli oggetti. Parmenide molto importante perch si ha una valutazione da fare sull'arch: per Parmenide il principio l'essere. Fissa la possibilit di pensare al principio, aiutando a superare la questione secondo la quale vi sia un altro principio, quello del nulla. Per evitare ci, Parmenide elenca le caratteristiche dell'essere: -non generato -non perituro - immobile - indivisibile(se si dividesse, non sarebbe pi essere) - immutabile rendono il concetto di principio(distaccato dall'idea di oggetto) staccato dagli oggetti, si utilizza il concetto del non per spiegare gli oggetti. Questa formula arriva fino al medioevo. L'idea che Parmenide ha, quella della metafora della vita organica, l'essere vita. Si torna alla definizione che in tutte le cose, come se fosse un elemento vitale. La capacit di essere differente, pur restando uguale, lo stesso soggetto. Si vede che le cose mutano perch vediamo il piano dell'apparenza, ma nel piano dell'essere rimangono tutte uguali(primo fra tutte l'uomo, che dal punto di vista dell'essere non cresce). Il principio senza differenze anche per Parmenide. Egli ci dice che come se ci fosse un aumento di forma, un esplosione vitale. da questa esplosione che si mantiene ferma, non si muove. L'idea di un'esplosione che ricorre al concetto di vita e forme che non tradiscono l'immutabilit. Se si pensa ad un'esplosione ferma, si pensa alla sfera. vero che Parmenide dice che l'essere simile alla sfera, una metafora per dirci le caratteristiche del principio: l'essere principio ed uguale alla vita, la quale esplode producendo forme sempre diverse ma contemporaneamente uguali, allo stesso tempo non modifica la forma(no forme diverse). La sfera la rappresentazione plastica di un punto esplode nello spazio. Produzione costante di forme, ma che non muta. Una volta attraversata la conoscenza, si giunge alla porta dell'essere. la concezione di Parmenide stata ripresa da Emanuele Severini, il quale ha scritto "l'essenza del nichilismo", dove propone come ricette per uscire dal nichilismo contemporaneo attraverso il ritorno a Parmenide. Secondo Severini l'occidente si baserebbe su un fraintendimento della posizione Parmenide. Di Parmenide si parlato della questione del suo poema; Parmenide poeta oltre che filosofo(protagonista del dialogo di Platone, come maestro venerando e terribile). Viene presentato assieme Zenone, suo allievo/figlio/amante. Parmenide a sua volta sembra allievo di Anassagora, sembra che fosse stato maestro anche di Platone(nominato nell'apologia e altri dialoghi). Secondo Parmenide la metafora che esprime le caratteristiche del principio, la vita. Il principio produce sempre nuove forme e non si modifica mai: immobile, immortale, ingenerabile, essere uno ed identico a se stesso. Si cominciato a presentare la figura della dea della giustizia, delle fanciulle(rappresentanti le persuasioni), queste spingono il giovane ad aprire la porta dell'essere e, grazie all'intervento delle dee, convince la dea della giustizia ad aprire la porta dell'essere. Al di qua della porta ce la porta dell'apparenza, gli opposti(spiega perch a guardia della porta dell'essere. Al di la vi la dea della giustizia(personificazione di questa strana relazione fra gli opposti, una relazione di opposizione ossia uno dei due opposti contraddittorio rispetto all'altro). Sono contrari perch hanno un genere comune, sono entrambi opposti. Gli opposti vedono la necessaria compresenza(in opposizione, ovviamente). Dietro la porta appare un buio profondo, ce una situazione descritta come un baratro senza fondo, dal quale sente la voce di una Dea che appare e rivela al giovane che le cose fossero tutte in ogni senso, essendo in ogni senso. Questo messaggio per stato dato da una figura non umana, Parmenide cerca di dare un limite alla realt. La Dea(di cui ignoriamo tutto) chiede al giovane fiducia, dicendo a lui che ce solo l'essere. Il dire che esiste solo l'essere, e dire che fuori dal mondo dell'essere sembra contraddittorio. Tutti questi

protagonisti, meno il giovane, sono elementi femminili: la personificazioni delle entit pi importanti sono personaggi femminili, e la preponderanza evidente. Ce una relazione fra il mondo femminile di qua e quello di la. Hanno come riferimento una struttura giuridica, le questioni pi importanti della ragione umana hanno a che fare con il principio. Ci che di la, determina una relazione con il giovane, non si sa se sia un collegamento fra opposti(o talmente opposti da non sapere se lo sono). Esiste solo la via dell'essere, non ce null'altro. Parmenide alla fine delude perch chiede una fede, la sospensione della razionalit(supportata da un'immagine poetica positiva). Il principio altro rispetto alle differenze, tuttavia non si oppone ad esse. Zenone prende sul serio la questione dell'opinione e appartiene all'opinione la l'esistenza delle differenze. Secondo Zenone basta eliminare le differenze, esse non sussistono semplicemente un'illusione(molto spinta), si ha una cattiva illusione che ci fa vedere le differenze quando non sussistono. Per dire che ce il principio ma non le differenze, secondo Zenone non ce differenza fra l'intero e la parte. Narra per spiegare questo concetto i paradossi: il movimento uno dei casi pi eclatanti del differire(passaggio da un punto ad un altro). L'esempio pi famoso quello di Achille e la tartaruga. Il paradosso della freccia che scoccata non arriva mai al bersaglio. Questo paradosso indica l'assurdit del pensiero che ritiene che esista il movimento. Uno dei modi pi evidenti per dire la differenza. Zenone ci porta a dire che le differenze non sussistono, ossia significa negare le differenze. Le differenze sono un elemento da eliminare. Sussistono solamente perch noi seguiamo le opinioni comuni, secondo Zenone pensando eliminiamo le differenze perch la parte quantitativamente inferiore rispetto all'intero, mentre qualitativamente il tutto si trova nel tutto. Zenone allude all'unica differenza che la quantit: la quale fa differire le parti dall'intero. Trasforma il principio in uno spazio: il quale scomponibile e rappresenta l'intero(il principio). Facendo questo rende il principio un oggetto. Lo spazio che si pu pensare un concetto molto esteso, eppure un oggetto. Il fatto che non sussistano le differenze dipende dalla postulazione, fintanto che interessa operare come se le differenze non ci fossero, allora si tengono buoni gli assiomi. Il pensiero che vicino a tutti e a tutto, trascende le differenze quello scientifico. Il vero padre del pensiero scientifico fu Anassagora, maestro di Platone. I due migliori presocratici furono Eraclito ed Anassagora. Egli ha avuto una vita analoga a quella di Socrate, solo che sopravvisse al processo di empiet. Egli disse che il Sole e la Luna sono elementi naturali e non Dei. Il principio mente, intelletto. il principio come un'intelligenza, ha una natura analoga alla mente di ciascuno. Anassagora si pone il problema delle differenze, ed molto sottile: le differenze sussistono, ma si modificano. Cio le forme si aggregano e si disgregano. Questa grande mente decide quando e come le forme si devono aggregare e disgregare. Dunque le forme non sono statiche, sono destinate a mutare. Tra il principio l'intelletto che ognuno ha, ha come relazione quantitativamente meno significativa rispetto a quello totale. L'aderire agli assiomi di Anassagora significa pensare che l'intero la somma delle parti. Si pu dire ci perch il pensiero complessivo differente per quantit di pensiero singolo. Ciascuno ha sufficiente pensiero e niente pi di quello necessario. Ci che avviene questa azione di aggregamento/disgregamento delle formi. Le forme mutano, aggregano e disgregano. La nascita e la morte ne sono un esempio. Nascere significa aggregarsi, morire disgregarsi. La questine del nous come principio delle forme: si ha l'idea di una conoscenza finita. possibile la conoscenza completa del principio, lo si pu conoscere tutto. Il numero di permutazioni per differenze, una volta che si conoscono le permutazioni si ha il dominio della realt che si sta valutando. sempre una conoscenza funzionale alla trasformazione. Sono relativi, in grado di durare il solo spazio e il solo tempo di questo respiro perch un'attivit pneumatica(respiro del mondo). Anassagora parla per quel pensiero, le cose si aggregano e si disgregano. Se non accettano ci, allora non esistono. Per esistere devono accettare sempre di aggregarsi se disgregate e disgregarsi se aggregate. un relativismo imposto, non ci si pu emancipare e mantenere lo stesso pensiero. Tutto cambia con il respiro. Il principio del nous un principio immutabile e le differenze sono il mutamento e vi una relazione di opposizione. Anassagora il principio pi evidente per la relazione fra cose. L'elemento che caraterizza il logos e il principio che quello del logos trasforma, raccoglie e custodisce. Il principio( identit, senza forma e si oppone alle forme) uno e si oppone ai molti,

secondo Anassagora. Se si pensa al principio come oggetto, e ci impedisce di pensare il principio opposto alle differenze(le quali non sono ne altro ne opposte al principio), esso custodisce le differenze. In questo modo non ce differenza fra principio e forme. Si era valutata pure la possibilit del logos come linguaggio, e se si va avanti con questa questione(linguaggio e ragionamento) e logos non la mente di Anassagora, se si pensa al linguaggio si pu dire che il raccogliere sta per dire, il trasformare sta per negare e il custodire sta per dire e negare. Il luogo dialogo, procede come tale e nega/pone qualcosa. L'apologia scritta da Platone richiama alcuni elementi della dottrina eraclidea(dice e nega questi due elementi, pone e conserva, custodisce). Tutto ci che compare destinato ad ordinarsi, ci che sorge destinato al nascondersi. In questa parte legata ad Eraclito, la negazione non costituisce solamente un elemento negativo, ma tutto ci che si pensa e che viene posto destinato a trasformarsi e sono destinati ad essere annullati, perch ambedue si tengono assieme. Si ha un'opposizione fra il fuoco e il Dio, la potenza che crea e quella che distrugge. Questa potenza che tiene assieme il giorno e la notte, vuole ma anche non vuole ma per dare un significato pi forte all'aspetto di questa potenza(oltre gli opposti) si deve parlarne in maniera contraddittoria. Ci che li tiene assieme esiste, ma non ha nessuna caratteristica che la facciano nominare. Il logos albergher nell'opposizione. Ci ha a che fare con la giustizia, perch questa qualcosa che con gli opposti ha molto a che fare, il luogo dove ci si scontra. Se la polemica il padre di tutte le cose, e il principio analogo al logos, si parla della guerra del linguaggio e della confutazione, sta alludendo allo scontro tra logoi. La dialettica lo scontro tra logoi, ed essa si muove per dire, negare e tenere in scena. Il modello della dialettica viene consegnato dall'et antica ai giuristi, perch questo il modello del processo: il processo il modo in cui la cultura occidentale ha inteso una linea che tenesse insieme questi due aspetti, ci che viene detto l'attore, colui che contraddice il convenuto. Il processo penale viene detto dalla pubblica accusa, il pubblico ministero e la difesa deve negare. Il modello civilistico pi complesso rispetto al dire, negare, custodire. Il momento nel quale i logo di ciascuna parte del processo si confrontano il contraddittorio, dove ciascuna parte dice contro all'altra. Il processo in realt che il giudice dice la legge. L'art.111 della costituzione ha introdotto il giusto processo, in maniera da far emergere il concetto cardine che il contraddittorio. Ci sono una serie di leggi e il giudice la bocca della legge. Esiste questo fondamentale schema gerarchico legato ai giudici: legge==>fatto==>sentenza. Questo modello di ragionamento elimina le parti dell'attore e del convenuto. Solamente la legge p protagonista della realt giuridica, il giudice deve solo concretizzare la legge. Ci sono due modi per concepire il fenomeno giuridico: -il modello eracliteo -il modello, che hanno seguito le scienze, di Anassagora. Questi modelli, parlando del principio, ci permettono di prendere posizione e di capire meglio il modo nel quale una certa area geografica, si impossessa della realt. Ci sono degli elementi extralegislativi. In questo modello fondamentale quello che pensano le parti e quello che dice il giudice, egli ha il vincolo di tener conto di quello che hanno detto le parti, del contraddittorio. L'Italia appartiene ad una tradizione secondo la quale il diritto tradizione scritta. Il vero problema di questo modo di ragionare che non viene negato, lo stesso parlamento diventa custode di ci che rimasto dopo lo scontro, lo si reso il metodo con il quale si sfornano gli strumenti normativi. In questo modello si mostra che si fanno delle cose, in realt se ne fanno delle altre ed il giudice a stabilirlo in base a quel che raccoglie. Un ragionamento preferibile rispetto agli altri, ed proprio quello del giudice in quanto sopra le parti, riesce a capire quando una parte mente, il fatto viene dato per non contestato e il motivo per il quale si fanno i processi dimostrare se il colpevole tale o meno. La pena data da un elemento, da una proposizione che ha una forza e non va contestata. Il problema sapere come capire l'effettiva accusa o meno, si da come non problematico/controverso l'elemento fattuale. A tutto questo ci si arriva perch si ha una certa idea della verit. Il logos opposto alla realt, da una parte il logos e dall'altra le cose: ci quando corrisponde alle cose, ce bisogno di un terzo elemento il principio dei principi. Ci si pone dal punto di vista di qualcuno che terzo. Ci si pone fuori sia dal logos che dalla realt, si prentende di fare principio di essere divino nel decidere quando un logos corrisponde o meno. Cos si capisce che il vero discorso ci che

corrisponde, ossia un logos che corrisponde ad una realt, in questo modello il vero un logos che non si contraddice(che non contraddicibile). I testimoni nel logos danno anche loro un'interpretazione, un fatto non pu mai essere rappresentato(non ce un luogo identico, ma solo simile). Ci ci porta ad individuare che l'identico p divino e il simile umano. Anassagora proprone un logos che il nous delle cose, non formula una relazione tra il nous e le cose ma una relazione data dall'opposizione. Il tutto si organizza attraverso uno schema gerarchico. un logos postulatorio perch Anassagora coglie l'aspetto postulatorio. Egli allonta dalla cittadella la confutazione, costruisce delle relazioni gerarchiche(un modo per risolvere in anticipo le discussioni che incontrer un certo discorso). L'elemento gerarchico servir per risolvere le possibili controversie. Pi specifica la gerarchia, pi riesce a prevedere possibilit di confutazione, pi un modello comodo che elimina il momento di confronto di posizione e negazione. In questo modo si elimina una presenza scomoda dalla citt di Atene. una prospettiva che tiene assieme l'elemento postulatorio quanto l'elemento negatorio/confutatorio. Per sua stessa natura elimina la socraticit del logos, che venga prospettata una possibile alternativa ad un certo discorso. un'alternativa sospesa alternativamente, sospende l'istanza/pensiero confutatorio ed uno dei modi per dire il concetto di regola o legge(regola qualcosa non discutibile per definizione). La struttura tanto cartesiana, quanto baconiana del pensiero non ha la struttura trittica, ma gerarchica. Il critone: Critone un amico di Socrate, molto benestante. Socrate stato condannato a morte a causa della rottura dell'effige che rappresenta un personaggio e che possiede il principio di negazione. Socrate appena svegliato vede Critone, fatto entrare da una sorta di conoscenza del carceriere. Critone si abbandona ad una sorta di richiesta(una serie), intanto nel suo assopimento Socrate aveva sognato qualcosa, ma una cosa fondamentale: collegamento fra Dedalo e Critone, la condanna non possibile svolgerla immediatamente perch non ce la nave considerata la nave Delia, mandata ogni anno per ricordare le navi che venivano mandate per placare il Minotauro. Questo sembra l'elemento che fa uscire dal labirinto, ma la questione che interessa che Critone sia molto preoccupato. Egli l'emblema di che cosa succede nel caso non si dovesse mettere a morte Socrate: la confutazione l'elemento che garantisce di non cadere in un elemento non postulatorio. Critone vuole costruire un sistema di pensiero postulatorio, perch l'affetto che lega i due pu essere metafora che ci si pu invaghire di scorate emotivamente. Il primo argomento che utilizza Critone per convinvere la negazione a non sottostare a quella procedura, che costituisce materia dell'apologia. Anche la negazione deve essere confutata e che dopo aver fatto ci, rimane la sua impossibilit ad avere alternative. Il fatto di non confutare Socrate, cio il simbolo della negazione, viene sentito come la possibilit di una morte(ed di questo che si tratta), ce un'allusione al fatto che Critone al pensiero postulatorio vorrebbe non sottoporre Socrate alla prova che rompe quell'effige, mantenere quella bambolina che il parente comune di Socrate ed Eutiforne era bravo a costruire, vorrebbe mantenere Socrate al suo posto come padre. Attraverso il personaggio di Critone, Platone vuole dire che la negazione potrebbe generare qualche cosa. La gente non potrebbe mai pensare che Socrate sarebbe fuggito se lui avesse chiesto di farlo. Ritiene non credibile che, potendo fuggire, Socrate non l'avrebbe fatto. L'elemento da sottolineare che Critone sa/intuisce, che la maggior parte degli spettatori, non siano favorevoli alla scomparsa di Socrate, ma anzi favorevoli alla sua salvezza. L'opinione comune non pronta a negare al confutazione. Ritorna la questione dell'oggetto: non pu essere confutata la negazione di un oggetto, perch non si parla in realt di oggetti. Ci che rende tragico la fuga di Socrate, se non scappa non pi una tragedia ma una commedia: accetta di essere messo a morte, diventa una sceneggiatura da buffoni la condanna. Se si accetta la morte, tutto ha un significato di burla e se invece se ne va, tutto(modo nel quale la vicenda viene presentata) diventa importante. Un altro elemento che viene utilizzato, quello della forza: il rischio che si pensa essere un elemento presente, il timore muove a sentire/avvertire e per affetto, Socrate deve fuggire. Ce almeno qualcosa che all'interno della razionalit di chiunque, ce almeno un elemento che non convenzionale, questo elemento la negazione. Per arrivare a questo elemento, bisogna arrivare alla confutazione del personaggio che rappresenta. Platone ne ha scelto uno particolarmente bello, efficace, di chiamarlo in una certa maniera e di farlo interagire con altri personaggi. Ma il NON ha una serie di caratteristiche: non deve sottoporsi ad una serie confutatoria,

deve distruggersi come simbolo e solo cos si pu averne conseguenza come simbolo, una sorta di oracolo che agito da questa forza chiamata CONFUTAZIONE(ma non l'unica forza, ce l'elemento postulatorio). Critone aggiunge una sesta una violenza, obbedisce perch deve obbedire, Socrate arriva per affetto di essere violento nei confronti di Critone, il quale pensa invece sia il bene. anche l'argomento di pensare ai suoi figli. Socrate viene fuori come l'agente trasformatore, se lo si evita o che venga superato per far venire fuori il principio di cui lui portatore. Il vero problema che Critone per affetto fa vedere cosa succeder per crisi della societ arcaica fino ai giorni attuali. Questo il dramma dell'epoca moderna, tutto per eccesso di affetto nei confronti di una certa idea di principio. Viene proposto un argomento in relazione alla moltitudine che non pu essere seguito. Viene fatta la metafora:come l'atleta cerca il plauso del suo allenatore, la tua funzione deve essere funzionale a ricevere il plauso di Socrate. In pi quando ci sono dei guasti nel corpo, non seguiamo le opinioni dei pi ma quelli di pochi che conoscono tale branca. La questione del lato ingiusto: se si riceve un atto ingiusto allora non possibile reagire con un atto ingiusto. Critone comincia a vacillare, non reagire mai in termini negativi di chi ha fatto un torto, se si va senza consenso da Atene si commetterebbe un atto ingiusto e si andrebbe ad offendere le leggi di Atene(modo di intendere il principio). Socrate non parla mai, parlano solo le leggi. Sono i tre modi che devono sussistere per poter parlare in termini di principio, per non ridurre il principio ad un oggetto(se si utilizza questa struttura triadica, una qualit intrinseca del discorso), l'altra struttura anassagorea ce un solo logos, che si postula e lo si pone come non negabile(l'assiomatizzazione come azione allontana la negazione) si parla di discorso necessario perch voglio che sia tale, non una caratteristica innegabile, il logos necessario perch lo si vuole, non una qualit intrinseca di quel discorso. Un discorso monologico per rendere possibile l'assenza di negazione costruisce delle relazioni con tutti i suoi corollari(elementi che non stanno mai da soli, hanno sempre una relazione), la struttura dalla quale riusciamo a trarli dall'assioma e sono dedotti dalla premessa. Tutto ci lo si ha attraverso una dimostrazione. Il teorema una forma di ragionamento che mette al primo posto l'assioma/premessa(messa prima) assiomatica poi ci sono gli sviluppi(garantiti da un criterio di sviluppo) se e solo se non discuto i primi due punti, ottengo una conclusione, i vari passaggi successivi sono sempre garantiti. Questi gruppi si chiamano sillogismi: -sillogismo dialettico(struttura triadica) -sillogismo analitico/deduttivo Secondo Cesare Beccaria il modello di ragionamento deve seguire come ordine la legge, il fatto e la conclusione della sentenza. L'idea di legge l'idea di assioma. Ci costituisce il modello di ragionamento dei giuristi, che segue il modello di ragionamento degli scienziati. Una scelta non ha alternative, esiste l'assioma come unico caposaldo. Ci sono due modalit di approccio, e ciascuna modalit contiene aspetti negativi e positivi. La modalit anassagorea pi semplice, ce un sistema ordinato di leggi. Socrate viene blandito con l'idea e la possibilit di sottrarsi alla morte, grazie a Critone. Socrate dice che sarebbe un atto ingiusto, le motivazioni che da hanno tutte l'idea di principio. Tenta di spiegare a Critone che scappare sarebbe ingiusto, perch lo farebbe senza il permesso della citt di Atene. Questo argomento dovrebbe contrastare gli argomenti di Critone, secondo cui l'elemento che lo spinge l'affetto in quanto non vorrebbe che Socrate venisse messo a morte. Equivale a non provare a confutare l'effige della negazione, se si prova, si pu pensare di fissare la negazione come assioma. Critone pretenderebbe che nella citt di Atene si otterrebbe una frantumazione, la prova confutatoria necessaria in linea con ci che vogliono sia le leggi che il demone. Se Socrate se ne va e non accetta la confutazione(uccisione simbolica) tutti gli ateniesi muoiono. La forza che simboleggiata da Socrate viene aumentata, nel momento che la si esercita la si sente. L'assioma resta qualcosa di esterno, per sua natura non innegabile ma sempre negabile. innegabile il fatto che preso il simbolo della negazione si ottiene di avere esperienza di quello che il simbolo rappresenta, se non si fa cos. Le leggi di Atene dicono che il non diventa un principio e non pi un oggetto. principio nel momento in cui fa scontare l'assioma con la sua negazione, in questo modo si ottiene che il principio di non contraddizione non pi un assioma. L'assioma per sua

natura sottratto dalla negazione per un atto volontario, ce una forza che fa tacere la negazione(violenza). Socrate non interloquisce mai con le leggi perch il dialogo fra le leggi di Atene e Socrate, veda Socrate muto e parlare solo le leggi. Principio di non contraddizione dice che ogni indicazione che si dar o un assioma o qualcosa che trasformer il principio in assioma, la cosa pi importante la sua prova. Aristotele dice che il principio dei principi in quanto si pu parlare di qualcosa, soltanto se si oppone alle sue alternative. Il principio di contraddizione non un assioma anche se fa generare assiomi, in quanto una realt che sussiste indipendentemente. Nel Critone ce gi il motivo per il quale si pu parlare del principio come un principio e non come un assioma. Ci garantito da un postulato e il suo opposto per contraddizione. Fra Socrate e le leggi ce un accordo: le leggi di Atene, generano Socrate. L'esistenza del principio di non contraddizione si ricavata dalla confutazione del NON. Ce anche il principio di non contraddizione che fa opporre gli opposti. Si in grado di capire che grazie al principio di negazione non sussiste la negazione, esso viene prima della negazione. Le leggi di Atene si divisono cos: -l'origine -la crescita -la germinazione. Si visto che le stesse leggi di Atene che dicono a Socrate che quel destino di superamento lo hanno stabilito loro. Critone propone una serie di argomenti alla luce dei quali riuscire a far in modo che Socrate se ne vada. Il valore simbolico pu essere dato necessario se si pone la confutazione come postulato del nostro ragionare. Ci si trova a comportare come Anassagora(opposto a quello di Eraclito). La tipologia di pensiero che ci propone Anassagora procede per assiomi, quella di Eraclito pi saldo perch indipendente da atto di volont. Esiste qualcosa che fa in modo che esista l'organizzazione della citt di Atene, Atena la Dea rappresenta le regole costitutive della razionalit umana: rappresentate anche dal principio di contraddizione(modo di chiamare le leggi di Atene). Si detto che Socrate non parla direttamente con le leggi di Atene(Platone ci vuole spiegare che impossibile negare le regole), ma esse parlano e rispondo. Ci che dicono le leggi pu essere preso come indizio che le leggi di Atene corrispondano al principio di contraddizione. Il principio di non contraddizione genera in qualche modo la confutazione(movimento da contraddizione a confutazione). In qualche misura, attraverso la confutazione, si cerca di far esperienza di un principio di non contraddizione(principio di contraddizione), in un solo ragionamento i due termini non stanno mai assieme, in due ragionamenti si. Il principio di non contraddizione dice che loro non possono mai stare assieme. Dopo l'origine si ha la crescita(qualcosa di utile). Il terzo passaggio che la confutazione un modo di esprimersi del principio di non contraddizione. Se non ci fosse il principio di contraddizione, non si riuscirebbe nemmeno a confutare. Il modo con cui si mostrato il principio, non lo stesso modo in cui funziona la negazione. impossibile che un predicato sia e non collegato ad uno stesso soggetto nello stesso tempo, questa formula non rappresenta il principio di contraddizione(in quanto un principio non pu essere definito). Bisogna tenere distinti gli opposti perch senn non si direbbe nulla. Se non ci fosse il principio di contraddizione la negazione non funzionerebbe, non avrebbe nulla da dire. Il destino del pensiero occidentale che dentro a tutti ce la dimenticanza del fatto che ci si sia lasciati persuadere dalla postulazione. Le stesse leggi dicono che Socrate non abbia diritto di fare quanto intende fare, chiedono a Socrate di trasformarsi e morire. Socrate non mai uscito dalla citt di Atene, tranne che un paio di volte(una volta con Fedro, facente parte di un dialogo). Ci sono due elementi, ma se non ci fosse il principio di contraddizione l'immagine socratica non avrebbe la forza di dire quello che vuole negare. impossibile che un predicato inerisca e non inerisca ad uno stesso soggetto, nello stesso tempo e sotto medesimo riguardo questo tempo. Questo il pi importante di tutti gli assiomi, pur non essendo un'assioma. Aristotele dice che bisogna difendere l'enunciato contro coloro che negano il principio di contraddizione, possibile dire questo:fate parlare i negatori del principio di non contraddizione, coloro che stanno zitti vivono come le piante oppure se dicono qualcosa, qualunque essa sia hanno gi usato quello che nell'enunciato. Le due modalit con cui viene consegnato dalla tradizione filosofica questa cosa che impedisce di dire e non dire il suo opposto.

Questa cosa viene consegnata in due maniere: -critone -metafisica aristotelica. Aristotele non dice che bisogna sempre fare la prova del principio di non contraddizione. Dove non ci sono regole bisogna travisarsi. Le leggi di Atene stanno per il principio di non contraddizione. A Megara dopo l'esilio dei discepoli di Socrate, pure Platone vi fugge e anche Euclide e Teodoro. Nella geometria matematica ci sono degli assiomi, in questi ambiti Socrate non viene considerato, in quanto nemico degli assiomi. Nascer cos il modello del sillogismo pratico: -premessa minore la legge -premessa maggiore il fatto -conclusione la condanna. L'idea che ce dietro quella di vaticinare due epoche, quella moderna(Tebe e Megara) e quella postmoderna. Nell'epoca moderna Socrate e la confutazione vengono considerati come nemici. Dai principi alle cose, o dalle cose ai principi in un senso o nell'altro. Questa epoca che si apre alle scuole dal punto di vista del pensiero si apre prima, nel momento in cui viene vista la confutazione di un certo modo di pensare. Nell'epoca postmoderna gli assiomi non esisteranno pi, se non quelli scientifici. L'epoca postmoderna rappresenta la Tessaglia, impostata secondo uno schema anassagoreo. La prospettiva da cui si muove Platone di tipo eracliteo, il movimento di principio quello di raccogliere, trasformare e custodire. Manca il terzo punto. Ci sono altre leggi non visibili, probabilmente senza una dimensione comprensibile ma la cosa importante che vendono dal mondo nascosto. Queste leggi tengono unite, raccolgono. Se anche non si vuole la negazione, questa agisce lo stesso. Il momento della raccolta anche quello della posizione. Queste idee emergono, e nel mentre che emerge tutto il resto si inabissa. Le leggi della ragione: il problema della ragione diverr il problema dei problemi. In questo modo anche Critone non capisce, ma lo stesso Socrate dice di discutere e andare dove Dio dice di andare. Distinguendo si vede che ce una negazione, ci utile quando si vedranno gli assiomi. La struttura della confutazione importantissima, Mileto postula nei confronti di Socrate, quest'ultimo mostra la contraddizione di Meleto stipulando qualche cosa, rispetto all'affermazione iniziale ci siano delle altre affermazioni di modo che l'ultima non stia assieme(si contraddicano) con quella iniziali. Nel processo gli elementi sono tre, questo movimento condiziona il modo di ragionare. Il ragionamento raccoglie, trasforma e tiene assieme. Platone chiama ciascun elemento con nomi diversi. L'elemento su cui si costituiscono le citt di Tebe e Megara la gerarchia, la quale tiene fuori l'elemento confutatorio. Se non si prova a superare la negazione, non si opera con quell'azione confutatoria nei confronti della negazione, non si ottiene l'esperienza del principio di non contraddizione. Attraverso una prova di confutazione e non riuscendo a dire nulla, scontrandosi con questa impossibilit si fa esperienza diretta del fatto che si trova il principio di non contraddizione. Questa esperienza ci permette di dire che si trova il principio di non contraddizione attraverso la confutazione della negazione. Si dovuto fare un percorso logico che accetta solamente quello che non pu esser negato. Attraverso la prova confutatoria della negazione, si arriva a mostrare la presenza del principio. Si ha la necessit di pensare al terzo livello, quella potenza che tiene assieme le precedenti: quella che trasforma e quella che raccoglie. Questa potenza si chiama principio del dialogo, va sempre tenuto conto che questo movimento ternario che nel Critone e anche nell'esperienza della negazione di A e non A, si sempre scontrati contro una negazione. Il modo con cui il principio si manifesta, un modo ternario. Il principio raccoglie, trasforma e custodisce. Platone ha seguito un sentiero molto tortuoso per dire la presenza del principio, il principio raccoglie attraverso la postulazione(esercizio che rappresenta il principio di non contraddizione). Si vede all'opera quell'aspetto del principio chiamato appunto principio di non contraddizione. Nel punto della custodia si pu chiamare principio del dialogo(tiene assieme l'assioma). Nel pensiero anassagoreo si ha il nous e il mondo, cio le differenze. La forma del ragionamento il sillogismo analitico, o sillogismo pratico. Con questo sillogismo(pratico/giuridico) si pu individuare una forma di questo tipo: -leggi

-fatti -conclusioni(deduttive) Si ha cos la simulazione di un calcolo. Se si pensa al principio opposto alle differenze, si equivale il principio ad un oggetto. Le conseguenze gi inscritte, erano ben presenti a Platone, il quale individua come conseguenze di Socrate di sottrarsi al destino per avere accesso alla dimensione eraclitea del principio, per avere l'esperienza che il principio si muove secondo una dinamica ternaria, imbastisce il processo a Socrate. La capacit quella di prevedere che se non si fa presente la attivit trasformativa, e non la si fa diventare parte del modello eracliteo, si rischia di avere una struttura che si muove sempre e solo per assiomi. Ci comporterebbe la fuga di Socrate, e il racconto di Tebe e Megara un racconto di tipo anassagoreo, due citt vengono toccate da questo pensiero assiomatizzante, che si muove esclusivamente per postulati. Si allontana l'attivit pi meritoria, l'unica attivit di cui si pu nutrire il pensiero. In questo modo se si pensa al principio opposto alle differenze, le conseguenze sono una serie(impostazione legata al sillogismo pratico): principio da una parte, differenze dall'altro. Il mondo delle differenze verr chiamato il mondo delle cose, la realt. Il principio opposto alla realt, totalmente trascendente. La realt non influenzata dal principio. Il principio la legge della realt. La realt viene fuori da una relazione causale o creativa. La creazione prodotta dal demiurgo, colui che una via di mezzo tra Dio e l'uomo. La relazione di uscita appunto la creazione, il principio crea la realt. Per tornare al principio creatore bisogna obbedire al nous del principio. Il principio uno, le differenze sono molte. Per andare da queste ultime all'uno, bisogna andare dal sacro principio della gerarchia. I molti per organizzarsi in unit, lo fanno attraverso l'ordine(ossessione del medioevo, ordine salvifico). L'ordine salvezza, si ha la questione dell'ordine attraverso il quale si ottiene la gerarchia. La gerarchia permette di salvaguardare le differenze, se si segue questo principio si salvi. Si ritorna al movimento di rientro. Lo schema anassagorea lo schema che dall'alto medioevo arriva fino ai tempi recenti. Le relazioni non cambiano mai, questa tipologia di relazioni non muta mai(ordine gerarchico). Quando si pensa al principio opposto, si riduce il principio(chiamato fondamento, non pi arch). Questa dimensione prevede che, tutte le strutture, ci sia un fondamento(GRUND) e una organizzazione necessaria delle differenze, che si dispongono dalle pi importanti alle meno importanti. Ce un movimento di discesa. Per comunicare con il principio, bisogna utilizzare la politica sociale/giuridica del medioevo. una struttura che si specializza. Il sacro romano impero di Carlo Magno, crolla e non si parla pi di impero. Viene considerata come idea salvifica l'idea di ordine, quella che viene coltivata con maggiore forza. In questo modo si organizza la struttura del ragionamento, la premessa maggiore sta sempre per prima. Prima viene il nous, e poi si va verso il reale e il fatto, alla fine si traggono le considerazione. I sermoni sono individuati con questa gerarchia. Il tipo di sapere che si adatta di pi alla struttura anassagorea, e un tipo di pensiero che fa costruire le gerarchie e fa calcolare le quantit. Si ha una progressiva matematizzazione del pensiero. Si pu dire che questo movimento, viene chiamato fondamento. L'idea di gerarchia da una relazione tra soggetti politici, diventa una rappresentazione della societ in termini spaziali. Se le differenze sono ordinate, non si scontrano pi e non ci deve essere pi possibilit di ricorrere al dialogo, alla dialettica pensata per allontanare la negazione, una relazione dialettica. Si capisce qual' la natura del principio tanto pi le differenze si scontrano. La gerarchia un modo per prevenire lo scontro fra le differenze. Non essendoci confronto, allora tutte le differenze sono salve. L'idea di gerarchia appare con le sembianze con un certo Dionigi Aeropagita. Comincia a circolare il concetto di gerarchia con l'opera di Dionigi, le gerarchie celesti e parla della necessariet delle gerarchie angeliche, bisogna pensare al ponte costituito dalla gerarchia, la quale permette di arrivare al divino. Si assiste alla grande strutturazione dei concetti. Plotino scrive il trionfo dell'uno, incomincia a svilupparsi l'idea di fondamento. Si deve arrivare attraverso il misticismo. Son due le strade che l'Europa e il mondo classico prendono: il declino dell'impero romano, lo sviluppo del cristianesimo i quali oscillano ancora in una prospettiva neoplatonica, basata su alcune opere platoniche(demiurgo creatore). Se si fa un salto di diversi secoli(anno 1000), durante quel periodo

queste idee sono quelle che struttureranno quella grande raccolta di teologia razionale che la summa teologia, la raccolta di tutti i discorsi teologici. Tommaso individua nel divino il principio di Anassagora(deus est ratio, nous). Si torna indietro attraverso la natura salvifica dell'ordine, ci che viene creato, devono sottostare all'ordine gerarchico della societ(della natura). La scoperta che dietro la prospettiva tomista, si mascheri la presenza del nulla. Severino individua quest'aspetto, le cose escono dal principio e se vogliono possono salvarsi. Se non si salvano vanno al nulla, ce il principio e ce il nulla. Ce anche il fondamento. Il dio creatore un oggetto che serve per contrastare il nulla. L'esistenza di Dio si pu dimostrare, un modello di ragionamento che si relaziona con il ragionamento matematico. In un ragionamento si ha qualche cosa( se questo, allora quello). Un teorema si specifica per il fatto che tiene fermi certi elementi e sviluppa quelle premesse con delle conclusioni. una struttura che predilige come modello il sillogismo. Si ritrova il pensiero di Anassagora nel libro di Tommaso. La dimostrazione il collegamento fra ci che ce prima e quello che ce dopo. Bench sia a posteriori, ci da cui parte a priori. Se si conosce la causa si hanno gli effetti, se si hanno gli effetti si ha la causa. Il concetto di causa nel nostro ordinamento dice che chiunque cagiona( causa) la morte di un uomo, deve subire determinata pena. Oggi il concetto di causa, dotati della capacit di durare, in crisi(in vari settori). Non esiste solo una causa, possono essere infinite e quindi di volta in volta diverso. appena cominciata la summa teologia, l'esistenza di Dio si dimostra a partire o dalla causa o dall'effetto. Precisamente attraverso 5 vie: -movimento -causa efficiente -possibile e necessario -i gradi -governo delle cose Propone una serie di possibilit per il concetto di causa, la problematicit viene semplificata prendendo fra i vari tipi di causa solo quella efficiente, data l'esistenza della causa(che interviene nella filiera argomentativa che portano ad una determinata situazione) tutti gli eventi sono determinati da un evento, a sua volta determinato da cause. Si pu creare qualcosa, chi trae queste cose sta nell'essere( nell'essere che si trova il creatore). In questo modo si ha una prova che Dio esiste. Se esiste il bene e il concetto di gerarchia, il massimo del bene sta a colui che in cima alla gerarchia. Tutte le cose naturali hanno un fine, dunque deve esistere un fine unico per tutte le piante e gli animali(articolo 3 della summa teologia di San Tommaso). All'inizio dell'opera pone degli assiomi, i quali non possono essere confutati perch bisogna organizzare la nascente modernit(la quale nasce proprio su questi elementi). Ci sono dei gradi di essere, dei gradi in maniera scoperta. Il concetto di causa e gerarchia caratterizzano quella grande teoria dell'epoca moderna. Il concetto di sistema va trovati all'interno dell'apologia tomista, il quale uno dei modi per valutare la cultura moderna che organizza un sistema delle conoscenze. I giuristi sono considerati poco razionali perch non usano queste strutture, ma hanno a che fare con sistemi confutatori senza averne coscienza. Dio sotto la causa, in quanto questo concetto serve a spiegare il concetto di Dio, per se si pensa al concetto di causa e grazie ad esso mostro l'esistenza di qualcos'altro, questo concetto schiavo del concetto d causa, quindi Dio schiavo della causa(la quale viene prima di Dio). Il fondamento pu essere spiegato grazie alla causa, e quindi si qualifica in termini razionali Dio. Il concetto di causa un oggetto, si sa che quella cosa li. Il vero divino probabilmente la causa. Attraverso una strada che sale e una che scende, si pu sempre salire e scendere il modello di rappresentazione della realt gerarchica. Molti autori parlano di teocentrismo medioevale perch i concetti organizzano tutto l'esistente all'epoca, alla luce di un solo concetto. Si costruisce cos il sistema della conoscenza medioevale. Ha per punto di arrivo il concetto di Dio, non Dio stesso. Tommaso mostra come il mondo occidentale agli albori pensa il divino(senza credergli). La matematica parte dagli assiomi e arriva al ragionamento. Secondo Tommaso, occorre ragionare come se stessimo calcolando. Il problema concettuale con il quale si trova davanti Tommaso che si arriva da soli al concetto di Dio. Se ci si arriva autonomamente si rischierebbe di non avere pi il bisogno delle chiese, dei sacerdoti etc. Tutte le cose si organizzano secondo un rapporto terministico

della gerarchia, determinato dalla causa. L'universit nasce come studio del corpus iuris di Giustiniano. Dal punto di vista dell'esistente in cui Tommaso si trova immerso a scrivere la summa, viene presentato un documento in cui Tommaso fa un'azione prescrittiva di come le cose dovrebbero andare secondo lui. In questa azione si ha un privilegio per il sillogismo, secondo cui prima viene l'astratto e poi il concreto. Ci che antecedente pi importante di ci che viene messo dopo. Tommaso organizza tutta la conoscenza a disposizione in quel periodo, e la organizza in maniera gerarchizzale. L'ordine salvezza, se non si istituisce un ordine gerarchico non si salvi perch non si ha la pretesa di comprendere il disegno divino(organizzazione per gradi e nel punto pi alto vi il fondamento. La legge secondo Tommaso res, se lo la legge andr organizzata in modo gerarchico. Si ha la lex aeternae che si ritiene essere il sistema preferibile. Un gradino sotto ce da una parte la lex divina e la lex naturale. Il garante del sistema del diritto l'idea di Dio. Attraverso l'elemento che il vero signore del sistema(elemento attraverso il quale tutti i tasselli si ordinano), la ragione umana deus est ratio, per questo Tommaso viene considerato razionalista(sottomette la razionalit alla ragione umana, la quale viene anche prima della ragione umana). Se non si ha la ragione non si pu capire nulla, non si ha l'elemento che collega i fenomeni della natura. Un legislatore umano non pu fare una legge contraria alla razionalit umana, in quanto sarebbe irrazionale. La ragione quand mette ordine come un legislatore, allora se anche Dio ragione, anche Dio un legislatore. Dio crea il mondo, impone delle leggi/regole al mondo. Le cose si collegano perch esistono tra loro delle ragioni di collegamento(lex). Per interpretare la lex divina bisogna leggere i testi sacri e bisogna trarne il materiale funzionale a capire la lex umana. Non si pu trarre attraverso degli elementi utili a costruire delle leggi, Tommaso trova i limiti al potere, chi comanda a fare le leggi. Un legislatore che promulga una legge contraria alle sacre scritture, ha come esito che comunque deve obbedire alla gerarchia. Cartesio propone un edificio concettuale analogo a quello tomista, che si detto essere analogo a quello anassagoreo. Cartesio prende sul serio la summa, si pone come fondamento la ragione umana e una volta posta come punto fondativo, si costruisce l'edificio concettuale come una piramide, vengono tenuti fermi 4 assiomi. Il metodo la via oltre, si parla di un percorso per raggiungere qualche cosa, attraverso il metodo che la via attraverso cui si pu ottenere alla ragione. Si sostituito il Dio di Tommaso con la ragione, Egli modifica l'organizzazione ontologica di Tommaso, quest'ultimo credeva che il mondo fosse in mondo gerarchico, Cartesio dice che la conoscenza umana pu essere organizzata in termini gerarchici. Cartesio costruisce il sistema della conoscenza e non mette in discussione l'ordine perch garantisce la certezza. Se si accetta il fondamento di questo sistema di conoscenza, che la ragione, gerarchico e si accettano gli assiomi, Cartesio da in cambio la certezza che il ragionamento rappresenti il mondo e quindi vero. Bisogna seguire il suo metodo. Cartesio introduce 4 assiomi: -auto-evidenza(in realt una metafora, si pu accettare solo ci che evidente con l'occhio della ragione, ci si costringe ad accettare quello che di fronte e pulsa di luce propria) -analisi(analizzare, sezionare una cosa finch non arriva ad elementi semplici, cio auto-evidenti) -ordine gerarchico( una relazione di tipo gerarchico) -numerabilit(bisogna essere certi di non omettere nulla). Seguendo questi assiomi si ottengono dei ragionamenti veri, ma ci che ci garantisce il fatto che gli oggetti analizzati siano organizzati in una struttura gerarchica lo scienziato e se ci si attiene rigorosamente, si ottiene di ricollegarsi al principio inteso come nous. Da una parte sta il logos, dall'altra sta la realt. Cartesio chiede fiducia che se si tengono salvi i 4 principi, il ragionamento che sortisce conferma che il mondo sia razionale. Se razionale allora vuol dire che vero. I 4 principi dicono la verit sul mondo. Il primo elemento inespresso l'amicizia(e concetti simili) in quanto non sono evidenti, sono elementi gli oggetti intangibili(ad es. un triangolo). Con razionalit si intende il seguire questi assiomi cartesiani, per Cartesio si ragiona in una certa maniera, ossia da ci che pi importante a quello che meno importante, dall'astratto al concreto. Cartesio ha un modo di parlare che cerca di esprimere quello che lui pensa, fino ad un certo punto, sembra che il suo discorso sia simbolico. La verit l'esito dell'operazione di confronto fra il logos

e il mondo, se si aggancia il logos ai 4 assiomi e si dice un logos che rappresenti il mondo(razionale), questo vuol dire che il tutto sta dentro la testa dell'uomo. Il secondo elemento nascosto che il mondo debba essere razionale e che ci sia razionale, la testa deve essere rappresentante del mondo, e si utilizzerebbe la metafora della mente come specchio. Se solo se uno specchio, il logos il mondo. Viene colpita dagli input esterni. Il mondo razionale coerente e non si contraddice. La ragione uguale in tutti. Il metodo dice di tenere fermi i 4 assiomi. Il discorso coerente non ammette confutazioni. Si pu ragionare attraverso delle leggi, avviene tutto all'interno del logos delle leggi. Bacone dice che non sopporta che i francesi comprendano da una sola esperienza il nous delle cose. Da una esperienza sola non si pu dire la regolarit e da questa dedurre una serie di conseguenze. Il logos vero se il logos stesso corrisponde alle cose, Bacone ci spiega che si parte dal mondo e si sale verso il logos, si va dal concreto all'astratto. Razionalit sinonimo di scientificit. Non si pu partire dall'astratto, ma dal mondo quindi la struttura empirica. La relazione fra logos e mondo garantita dai 4 precetti, ci avviene quando si ha un discorso coerente, che dice il mondo in quanto un ragionamento ordinato razionalmente. Per trovare un logos che corrisponda al mondo bisogna tenere a mente 4 idola da evitare: i falsi Dei derivano dal fatto che una volta realizzata un'esperienza, va sempre cercato di evitarli. Ce una disposizione naturale dell'uomo ad avere dei pregiudizi. Le immagini falsi della spelonca(interiorit) che derivano dalla piazza/tribunale. Bacone ci dice che se si vuole rappresentare il mondo, bisogna stare attenti agli idoli e bisogna raccogliere delle tavole: -presenze -fenomeno assente -tavola dei gradi(ogni fenomeno deve essere graduato). Da questo punto si verifica se il fenomeno come si tentato di dargli una forma. Cartesio costruisce l'idea del soggetto, relegata dentro la testa dell'uomo ed l'esperienza che fa smuovere i ragionamenti. L'elemento che collega il nous che ce dentro di noi a quello che lega tutti il nous, e il corpo strumento alla ragione. Se non si attiva il corpo, non si pu attivare l'intelletto, Cartesio dice che si pu stare benissimo anche senza il corpo: pura mente. Il dualismo cartesiano fa parte dell'epoca moderna, la quale vede l'antropos suddiviso in una parte mentale e una corporea. anche depositario del dubbio: mostra l'esistenza della soggettivit(corrisponde alla nostra mente) e riesce ad essere dimostrato attraverso la confutazione. Ci vuole qualcuno che svolga la confutazione, un io che dubita. Dubitare vuol dire pensare, quell'io che dubita quell'io che pensa, ed essendo un io colui che esiste. Se un io, allora esiste. Questa spiegazione tutta interna al logos, e lo si capisce grazie al pensiero(tengo tutto dentro questa dimensione). Se dubito di tutto non ce qualcosa di cui non si pu dubitare, se tutta una questione che rimane dentro il logos allora l'ultimo passaggio io sono indebito(atto di fede). un'evoluzione della struttura di base dell'antropologia Cartesio. Confutare pensiero assertorio, se si pensa allora si , il dunque non mai certo e che sembra una conseguenza ma non lo . La dicotomia gi presente, i due io son gi presenti, viene cos imposta l'antropologia moderna. L'opera di Bacone precedente a quella di Cartesio(17 anni), entrambi hanno visitato l'Olanda. Bacone il cantore del modello di ragionamento induttivo, mentre Cartesio di quello deduttivo. Ugo Grozio(giurista) si pone la domanda se ci sono degli elementi regolativi che vengono prima delle leggi umane? Egli ha come interesse primo il commercio, e cerca dei criteri antecedenti al diritto positivo, vigenti prima del 1625. Grozio cerca delle costanti nella natura, le leggi naturali(tradizione atomista). Egli ci propone un modo per reperire le leggi naturali, e sono 2: -a partire da delle evidenze della ragione(Cartesio), il metodo l'evidenza della ragione -trovare mettendo a confronto tutto il diritto che vige negli altri paesi e vedere se ci sono delle costanti(Bacone), studio di diversi modi di concepire il diritto dal quale si derivano delle costanti. Carneade sosteneva che l'uomo portato per natura al proprio utile(come gli animali), un

ascendente di coloro che hanno espresso questa tesi. Grozio scrive un'opera confutando Carneade, e si dice che ha 3 elementi, oltre i 2 precedenti anche l'elemento confutatorio. L'edificio ha come fondamenta la confutazione e l'importante seguire gli assiomi. L'uomo ha il linguaggio/ragionamento(a differenza degli animali). Cartesio e Bacone non hanno bisogno dell'elemento sociale. Ambedue hanno ragionamenti che cercano di allontanare un confronto, sono di struttura monologhe. Una prospettiva come quella platonica, invece, dialogica. L'uomo un animale particolare perch ha il linguaggio(definizione aristotelica), questo lo porta ad essere un animale sociale e dunque la posizione di Carneade di pu dire superata. L'uomo pu muoversi secondo principi generali. Dal punto di vista socio-politico, Grozio si trova a vivere in un tipo di stato monarchico, e ad un certo punto si sente necessitato di giustificare l'esistenza del diritto in quanto uno dei padri del giusnaturalismo moderno. Il diritto viene trattato di sfuggita tra la filosofia e l'economia, Grozio sente questo bisogno di dire che il diritto , e perch cos. La legge pi importante del processo, non si sa nulla di questi e invece si pu individuare attraverso i modello deduttivo/induttivo le leggi, questo fenomeno assertivo nel diritto. Grozio ovviamente seguir la tradizione anassagorea e dice che il diritto una questione legata alla legge e solo alla legge. Il modo di ordinare le differenze, Grozio, lo chiama contratto che il modo con cui si ordinano le differenze. La struttura del contratto(sociale) costituir l'elemento cardine per la giustificazione dell'esistenza del diritto di sovranit. Se tutti fanno un contratto, ecco che nuovamente le differenze si ordineranno in termini gerarchici e tutti saranno soddisfatti. Caduta e nascita delle differenze: si mostra come si arrivati all'esistente, si da una giustificazione all'esistente e ci si figurano dei motivi []. si usano termini religiosi. La cosa preliminare che si sente la necessit di spiegare certi fenomeni esistenti in quell'epoca(monarchia), si individuava la fonte del diritto, Grozio spiega il motivo per cui esisteva il diritto(secondo lui legge, quella reperibile attraverso lo studio) ed utilizzi entrambi i modelli di ragionamento: induttivo(riesce a trovare le ricorrenze, struttura pi profonda) e deduttivo, esiste uno stato primitivo(stato di natura) poi ci sono dei motivi(non si spiegano quali siano i motivi che fanno cadere l'uomo in uno stato di natura corrotta) e la risalita(attraverso lo strumento che elimina le differenze. Per organizzare le differenze in modo che producano ordine bisogna usare lo strumento del patto(o accordo), si stipula la possibilit di confutare. Il contratto sociale quel contratto con il quale si viene a creare la societ, un altro aspetto interessante il fatto che la sua determinazione lo porta a definire un elemento. Questi elementi razionali valgono anche se dio non ci fosse, ecco perch Grozio viene considerato il padre. La comunione dei beni primitiva collega gli uomini da un forte affiatamento spirituale e i beni sono in comune, il venir meno di questo affiatamento spirituale porta a dei conflitti forse dovuti all'introduzione delle propriet privata(non si capisce che cosa venga prima). Ci ha il limite di non poter superare le leggi di natura, e a questo che deve la sua esistenza e non pu andare contro le leggi naturali. La parte politico giuridica abbastanza abbozzata, un altro autore Thomas Hobbes. Si specifica la differenza tra leggi naturali e leggi positive. Egli parte da come vanno le cose oggi(per lui era l'ieri), e scarta tutti gli elementi caratterizzanti di met '600, procede attraverso il togliere. Ci si trova davanti ad uno stato di natura di distruzione del mondo. Bisogna fare un'ipotesi logica immaginandosi come potrebbero andare se non andassero come in realt vanno. Rimane solo uno stato particolare, non ce pi nessun elemento di coesione. L'elemento non ha alcun limite, e quindi dovrebbe godere di potere su tutto. Se tutte le cose pretendono di aver la precedenza sulle altre, scatta allora un meccanismo per cui si va ad una situazione di conflitto ossia fino a quando uno dei contendenti non viene eliminato. Ogni oggetto genera una situazione di conflitto inconciliabile, uno dei due deve resistere, ma se uno dei due desiste lo scontro sempre mortale. Se vale tutto i conflitti sono all'ultimo sangue. A questo punto ci si rende conto che questa situazione NON piace, scatta qualcosa: l'istinto di sopravvivenza. Nascono cos i teoremi della ragione, hobbes sospende l'azione e calcola. Sospende l'agire, e se il calcolo corretto allora la mente scopre che bisogna rinunciare allo iusin e devo fare un patto, bisogna unirsi con gli altri(pactum unionis). La sottomissione da il via alla lex humana, il sovrano determina la legge umana e il suo volere diviene legge per gli altri stipulanti. Il fatto che bisogna rispettare quel patto iniziale un elemento naturale(la stessa razionalit lo ). hobbes molto

preciso nello spiegare come funziona la macchina del mondo. Macchina intesa come strumento per... Hobbes ritiene che sia cos perch vi sono delle connessioni stabili fra eventi, legati da leggi naturali. Ci sono due teorie: -teoria bobbiana(il sovrano si assoluto, ma non si impegna a far nulla e si impegna quanto meno a far rispesttare la vita di coloro che hanno rispettato) -teoria di opocher(si tratta di un contratto a favore di terzi, i soggetti stipulano tra loro e un terzo godr della cosa.) Se si stipula un patto d'unione e ci si sottomette ad un sovrano, in cambio della salvezza della vita oppure il sovrano riceve tutto il potere. La via d'uscita potrebbe essere che tutto nasce dall'ipotesi logica che qualcuno pone per ipotesi la sopravvivenza fisica, per questa bisogna sottomettersi ad un sovrano. Se quest'ultimo non rispetta l'accordo allora non si ha nulla. Se il sovrano assoluto(non partecipa all'accordo), si pu dire che in uno stato di natura dove non vigono i patti e il sovrano pu fare quello che vuole. Ci che lui fa ha valore di legge. Non conviene fare attivit che non siano conformi al sovrano(stato moderno) non pi il monarca che governa per ragioni di sangue, ma perch la gente si accorta che meglio avere qualcuno che governi piuttosto che uno che non governi(ci per la sopravvivenza). Le leggi razionali(naturali) sono tutto ci che funzionale a mantenere e a tenere in vita l'uomo un elemento razionale, le leggi razionali sono teoremi della ragione innescate dalla sospensione della volont. L'uomo tende alla propria autoconservazione(ci razionale, in caso contrario irrazionale). La scelta abbastanza auto-impositiva, meglio scrivere le leggi di ragione un certo Filmer scrive il patriarca e si dice che il diritto di propriet garantito in linea di sangue con Adamo. John Loke vede il proprietario come soggetto. Si ha quindi la libert(oggetto razionale) ha l'oggetto vita e l'oggetto propriet, si ha l'oggetto che si pu ottenere. Questi sono i diritti primari. Antropoligicamente, loke vede l'uomo come un proprietario. Fillmer vede l'uomo come un discendente di Adamo, e per una serie di successioni(privatistiche), il e sovrano rappresenta uno di coloro che pu dimostrare la discendenza da Adamo. Si tratta di una propriet legata alle discendenze, si passa poi alla propriet intesa come una relazione legata al bene. Nella lotta del parlamento inglese, si riesce ad individuare il cambiamento introdotto da Loke, l'essere legato a qualcosa. Tra singoli proprietari meglio unirsi che non esser divisi. I diritti secondari sono: -punire -far giustizia da se Per garantire i diritti primari ci si pu accordare per farli avverare, in cambio si cedono i due diritti secondari(ceduti ad uno tra i proprietari). Nasce quindi lo stato dei diritti garanti primari. Carl Marx fonda una struttura di tipo liberale. La clausola di salvezza liberale il cosiddetto contratto sociale(visto come uno scambio), succede che con l'introduzione della moneta sorge la necessit di introdurre un contratto sociale, con una clausola chiamata appello al cielo(clausola di risoluzione del contratto, in certi casi ci si pu rivolgere ad un'autorit superiore a quello dello stato) o anche diritto di rivoluzione(contro il sovrano che non fa pi il suo dovere). Questa questione si giustifica materialmente limitando il proprio intervento al ricorso di un'autorit sovraordinata(diritto di rivoluzione, intesa come ci che cambia di direzione e ritorna). Si pu notare che comincia a farsi strada un concetto particolare, si fa avanti una questione deontologica, se ci che vuole il sovrano ha valore di legge(non sempre positiva), contravvenire ad una sua legge implica che si contravviene anche ad una legge naturale e quindi ci ci fa capire che necessaria l'esistenza di un sovrano. La razionalit quindi il significato delle parole, sono garantiti dall'esistenza del sovrano(il quale decide che cosa razionale e che cosa no, e anche che cosa vero e che cosa no). Anche la questione dell'interpretazione dato a chi ha il potere di dare un significato ai termini. La sovranit limitata da se stessa, si autolimita il sovrano in quanto uno tra uguali. Nel fulgore del giusnaturalismo si fonda la base per lo sviluppo di una serie di dottrine. Il sovrano una delle prime macchine che costruiamo, un meccanismo. La persona artificiale creata dalle persone naturali attraverso un patto. Probabilmente razionale pu significare utile, ci perch si sospende il desiderio su tutto quindi ci che utile ci che ci permette di sopravvivere.

Alcuni autori pensano che la vera natura sia di tipo volontaristico, si studiano le connessioni tra il volontarismo francescano e Thomas Hobbes, quest'ultimo rappresenterebbe la secolarizzazione del volontarismo francescano. Hobbes dice che il sovrano volont, si capisce che hobbes alla figura del Dio francescano sostituisce la figura del sovrano. Tutte le prerogative che i francescani avevano elaborato(una serie di leggi) non prevedevano la confutazione ma l'obbedienza. Si ha cos la netta comprensione della relazione del singolo suddito nei confronti del sovrano, stessa relazione tributata al divino. Si evoca un elemento che non si pu ulteriormente dividere in quanto si segue la tipologia di metodo cartesiana. Hobbes suddivide i problemi complessi in problemi semplici, l'elemento primario l'uomo quindi ciascun elemento primario. Il patto di unione una formalit, l'uomo desiderio/volont ma tuttavia ha un freno che la ragione pone, se si vuole tutto ci si scontra con la possibilit di rischiare tutto. Nello stato di natura ce solo confutazione. Per Jean Jack Rousseau si sta bene in uno stato di natura perch si da soli, il trionfo dell'individualismo. Lo stato edenico da autonomia, prima del patto sociale viene stipulato un patto iniquo: propriet privata si ha quanto uno afferma una sua propriet su di un oggetto, si genera la caduta dallo stato edenico. La differenza un male, in quanto porta conflitti. Bisogna stipulare il contratto sociale, che un elemento intimo. Ciascuno fa il contratto sociale dentro di se, si genera cos la propriet privata e l'uomo deve conoscere con se stesso un certo patto e decide quindi di diventare CIVES e non pi uomo naturale, cede TUTTI i propri diritti naturali come singolo, che genera la necessit di pensare ad una persona artificiale che costituisca la CIVITAS. Se tutti edono i propri diritti naturali, li potranno riacquistare come appartenenti alla CIVITAS(dove ciascuno sovrano). Si decide cos di uscire da uno stato naturale per potersi trovare in uno stato civile. necessario cedere TUTTO lo stato naturale, e pure il diritto alla vita va ceduto completamente perch la CIVITAS dice che in compenso puoi esistere come CIVES. La volont di tutti(finch si tratta di piccole posizioni) si possono sistemare, il meccanismo razionale si sospende ulteriormente ma la dimensione di razionalit fa un passo indietro rispetto alla questione quantitativa. Se si partecipa alla creazione della CIVITAS, questa ti riconosce come cittadino. Ma se non si partecipato alla creazione si ha una speranza, fede(tutti coloro che hanno fatto lo sforzo deontologico hanno la speranza di decidere di ridare alcune prerogative). L'emersione del patto iniquo fa emergere la decadenza dell'uomo, il quale non vive pi nello stato edenico di natura. La differenza male, l'identit bene. bisogna eliminare le differenze attraverso una struttura gerarchica, nel momento di principio subito ce la posizione di Eraclito ma anche quella di Anassagora, dove le differenze non sono antitetiche. Sorge la possibilit di risolvere il patto iniquo e avere il patto equo, si ha il contratto sociale e si esce dallo stato naturale per entrare nello stato civile, dove governa la volont di tutto. Ci sono una serie di elementi che portano ad un volontarismo di marca francescana( la volont di tutti che decide qual' il bene comune). Non si pu fare a meno di relazionarsi con l'altro, per evitare questa degenerazione bisogna stipulare un patto(diventare un uomo civile, nel senso di appartenente ad un soggetto pi grande CIVITAS). In questo caso si ha la dissoluzione dell'uomo civile, all'interno di tutti. La capacit di Jean Jack Rousseau stata quella di far ammettere l'uomo a questa comunit, ma non un soggetto diverso rispetto al singolo perch viene prima la dimensione comunitaria e poi quella del singolo, l'uomo smette di essere uomo per se e diventa l'uomo per la collettivit. Rousseau in questo meccanismo di trasformazione del singolo ce una serie di problemi che lui non vuole svolgere e che verranno fuori solo pi avanti. una stipulazione a natura deontologica, dovrebbe essere fatto. Per fare questo, viene a generarsi la comunit, che non diversa dal singolo. Egli partecipa alla determinazione del bene comune, la modalit con cui partecipa quella di trasformare criteri qualitativi in quantitativi. La volont di tutti diventa volont della maggioranza, la volont di tutti pu essere identificata con quella di colo i quali ottengono la maggioranza. In questo si pu vedere che si cerca di applicare le dottrine del protestantesimo all'interno della politica. Il successo materiale fa in qualche misura essere quell'impresa ben voluta. Se ci corretto, si viene a determinare il fatto di essere in linea con il bene comune. Con Rousseau si vede un punto chiave del passaggio tra l'idea di giusnaturalismo a quella di giuspositivismo. La collettivit riconosce delle prerogative attraverso le votazioni, le quali danno espressione della volont generale(legge positiva). Rousseau si rende

conto che l'idea dello stato non solo garante dei diritti, ma colui che li crea. Non solo il garante dei diritti, i singoli hanno degli oggetti che possono trattare come diritti. Lo stato colui che si erge a garante che ognuno ha la sua prerogativa. Gi in Rousseau si ha questo spostamento tra leggi naturali e leggi positive, si parla sempre meno di prerogative naturali(da superare, un intralcio all'evoluzione). L'idea di un progresso gi un'idea forte anche nel periodo in cui scrive Rousseau, l'elemento cardine che nasce un soggetto distinto dai singoli e in relazione al quale, i singoli ricevono una serie di prerogative. Lo stato quell'elemento che nel'700 diventa il soggetto protagonista, non pi sovrano come Dio mortale, ha le stesse prerogative che aveva l'idea di Dio in Tommaso. Lo stato razionale(Deus est ratio,si ha nel contempo una sorta di elevazione degli elementi politici ad elementi religiosi. Se si dice che uno stato riconosce certe prerogative si presuppone che queste esistano fintanto che lo stato le fa esistere, ed esse devono essere scritte(senn non costituiscono un elemento rilevante). Il nuovo sovrano un soggetto di gruppo, una collettivit complessiva(tutti sono un po' sovrani e un po' sudditi), questa idea il problema della prerogativa politica di Rousseau. Esiste solo ci che una comunit vuol far esistere, lo strumento della legiferazione fondamentale. Si arriva ad un punto molto particolare, secondo cuiesistono solo le prerogative riconosciute dall'entit sovrana, esiste solo ci che viene positivizzato(posto da qualcuno che ha l'autorit per porlo). L'illuminismo giuridico porta a considerare gli elementi razionali come quelli da preferire. Tutto ci che non pu essere oggetto di determinazione razionale viene contrastato. C' sempre un fondamento e un'organizzazione che fa funzionare la struttura, un ordine gerarchico. Ce un nous/intelletto e si ha una serie di piani di ordine che fanno ricostruire l'unit con questo fondamento. Se si dovesse rappresentare in termini concentrici, si potrebbero passare da una prerogativa vasta a prerogative sempre pi ristrette. Dal nous promanano le differenze. Si vuole rappresentare come l'uomo ha superato i pericoli, si passa cos da un teocentrismo medioevale ad un antropocentrismo moderno, fino ad arrivare ad un sovrano formato da un gruppo. Il meccanismo spiegato da Hobbes quello che ci sia una possibilit non umana di governo, il Dio mortale non un uomo, l'esclusivit diventa un meccanismo. Si parla di Dio, si parla di uomo e si parla di argomenti artificiali. Si costruito questo aspetto riducendo le aspettative. indubbio che il modo con cui viene concepito lo stato da Rousseau molto simile a quella di Tommaso con Dio, sembra quasi che bisogna fare una conversione e si riconosca di non avere idoli ma una religione civile. Certi elementi della realt politica ci impongono di vedere la nascita dello stato moderno, viene preteso di vederlo monopolista. Se non c' altra legge, significa che tutto deve essere filtrato dalla legge positiva. Il fondamento unico la funzionalizzazione della legge unica e il mantenimento dell'ordine napoleonico. L'idea di diritto(solo positivo) del modo di come il diritto diviene ordinamento e le leggi positive si organizzano secondo la legge superiore(causa delle cause). Kelsen spiega che mentre un evento naturale legato da un rapporto di causa-effetto, ed un dover essere. La relazione che ce fra il fatto e la norma una relazione di dovere(pu essere in un modo, ma anche diversa). Si imputa ad un certo fatto, certi valori nominali. Anche Kelsen partecipa alla struttura epistemologica, che divenuta cos da quella metafisica, e sar l'elemento che caratterizzer tutta l'epoca moderna. Si tratta di secolarizzazione(nominata per la prima volta nei patti di westfalia) formata dal testo -saeculum- che il tempo di una generazione. Venivano suddivisi quei beni che venivano lasciati alla chiesa e quelli che venivano sottratti alla dimensione ecclesiale. Si hanno due forme di secolarizzazione: -per separazione(cesura forte che sussiste fra elementi indicati dalla religione in senso lato -dedicato agli Dei- ) -per trasformazione( quel tipo di dinamica razionale, secondo la quale certi concetti religiosi vengono erosi al loro interno ed ottengono un significato completamente diverso). Carl Smith spiega che i concetti politici e giuridici delle nostre societ contemporanee sono concetti secolarizzati. Se si vuole capire come funziona la dinamica cittadino-stato, bisogna andare a vedere la dinamica Dio-fedele nella societ medioevale. In una parola da concetti trascendenti, son diventati concetti immanenti. Quindi si ha un processo di immanentizzazione, diventano parte della realt. Se si pensa che il modo con cui il medioevale pensa a Dio, il modo in cui si pensava allo stato. Possiede pi transitualit il concetto di divino medioevale, ai giorni attuali si perde qualcosa,

si viene a restringere il campo fino al momento nel quale si ha un oggi, il punto della contemporaneit. Si cominciato a parlare di postmodernit, si parla di assenza di fondamento. Si diventa inutile, se non dannoso, parlare di fondamento. Non si ha nessuna relazione con qualche tipo di concetto transitazionale. Forse la postmodernit non altro che il compimento dell'epoca moderna, ha costruito una serie di elementi concettuali che hanno portato alla postmodernit. Kelsen rapresenta uno degli ultimi teorizzatori dell'unione giuridica, gli altri filosofi rappresentano una disseminazione dell'idea del diritto e di tenerla di pari passo con l'idea positiva di legge. Kelsen l'ultimo baluardo dell'idea che la legge solo scritta e ordinata in un ordinamento. Se si pensa alla ragione in termini cartesiani si ha l'ordine della ragione che pensa agli oggetti, pensa prima agli oggetti in astratto e poi in concreto, oppure dal concreto per poi salire all'astratto. il modo con il quale si imparato ad avvicinarsi al fenomeno prima chiamato teologia, sar il concetto di causa che va ad incidere il modo di pensare al mondo. Si pu dire il mondo perch ci sono delle autoevidenze, le quali possono presentare il mondo. Per Bacone invece bisogna arrivare alla verit, evitando gli idola. Viene mostrata la prospettiva del mondo moderno che si costruisce tra una relazione fra il nous e le differenze. una dimensione di scontro che porta a pensare il mondo, secondo Heideger il moderno rappresenta un tentativo di racconto che possa dire il mondo, questo racconto viene fornito secondo i criteri di rappresentazione propri della modernit(relazione tra logos e mondo biologico). La ragione funziona come se fosse un pilota all'interno di un naviglio. Tutto ci che esterno al logos in contrapposizione. La questione del corpo, secondo Cartesio, si organizza attraverso le differenze. Si ha un dualismo cartesiano, il quale un elemento preso dallo studio della scolastica(coloro che scrivono nel periodo tomista). Per avere accesso alla questione della verit bisogna avere di un discorso coerente, che dica il mondo. Un teorema vero, ma in maniera diretta non dice il mondo(se non in maniera astratta), si inaugura cos tra la scienza astratta e quella empirica una terza scienza, la scienza sperimentale. Il logos in una prospettiva cartesiana e baconiana serve a rappresentare il mondo, cambia soltanto il metodo. Bisogna rappresentare la realt, l'avventura dell'epoca moderna fornisce la questione della scienza moderna. l'Io che il punto fondamentale, un concetto di trinit secolarizzato. Si elevata la dimensione politica a dimensione religiosa. Se si pensa che il Dio la ragione, la si eleva a conoscenza religiosa. Si hanno degli elementi che vengono innalzati, che vengono sacralizzati. C' uno spostamento di campo progressivo. Questo serve per far capire che se anche finita l'epoca moderna, alcuni suoi elementi persistono ancora. Ad esempio la dimensione scientifica una forma analoga a quella medioevale, attualmente siamo nello stesso momento in cui la questione politica aveva mostrato i frutti migliori(inizio '900). la imposizione violenta dell'antropocentrismo l'ultimo atto della secolarizzazione dell'uomo. Quest'ultimo comincia a perdere il controllo di queste strutture e si capisce il perch e si sente la necessit di porre gli uomini al di sopra delle istituzioni, si creato cos il culto dell'uomo. Con il crollo delle ideologie dittatoriali, la fase della religione civile viene a tramontare. Comincia a formarsi la volont delle traduzioni, una delle pi importanti quella commissionata da Carlo Magno, la dimensione della gerarchia angelica, la quale aiuta a comprendere e ad organizzare la realt. Il pensiero procede secondo vie differenti, fa immaginare che la differenza sia importante. Su questi elementi si costruisce il grande edificio della cultura moderna. La cibernetica la scienza che studia i sistemi, ossia crea dei modelli per vedere cosa succede nella realt. Il modello ha un'ambiguit, pu essere la realt da rappresentare ma anche l'esito della rappresentazione. In questo modo si valuta il fatto che l'avverbio modus rappresenta la secolarizzazione, il razionalismo ed individualismo. l'epoca dell'immagine del mondo. L'errore della modernit, secondo Heideger, che l'epoca dell'immagine del mondo sta nel pensare che il mondo sia quell'immagine. I moderni scambiano l'immagine del mondo con il mondo. Scambiano la rappresentazione del mondo con la realt da rappresentare. Ad esempio il concetto di persona: si cerca di dare un'immagine del mondo(essere umano), la quale ha determinate caratteristiche. Si rischia di imporre qualcosa alla realt. Hobbes se ne rese conto quando istitu la possibilit che il sovrano, che piaccia o meno, che ha il potere di dare significato alle parole. Alla fine il sovrano che cosa immagine di che cosa, e quindi di che cosa il mondo. Il fenomeno della moda non

toglie l'elemento unificante, ma lo accelera e lo modifica. Si hanno sempre delle relazioni(interazioni) tra la sensibilit individuale e quella di gruppo, si ha sempre un fondamento che si modifica. Non pi transitazionale, non durer e si entra in una prospettiva che conferma Anassagora, si nel relativismo. inteso nel senso che si possa cambiare idea senza alcun problema, in questo senso si relativisti. Si chiama pensiero debole per indicare che il fondamento non fonda pi come prima, idea una parola. Il significato che aveva la parola legge era una cosa che aveva forza, oggi il concetto di legge si indebolito. Nella fase postmoderna ci son tanti fondamenti, si sa che caratterizzata per essere l'epoca che pensa in termini(attraverso la secolarizzazione) di fondamento relativo. Ma se un fondamento relativo non pi un'episema, in quanto non se ne parla pi. In epoca moderna non c' un criterio normativo(la legge), la questione della crisi della legge molto vasta. astratta in quanto scevra dagli elementi caratteristici. La legge diventata da generale e astratta a particolare e concreta. Non si pensa alla dimensione temporale, questi concetti prodotti dal legislatore si pensa che siano destinati ad essere superati entro breve. Si pensa in termini relativi, situazionali e immanenti. L'immanentizzazione il fenomeno pi evidente dell'epoca postmoderna. Il fondamento dell'epoca moderna la sacralizzazione della situazione, si eleva ad elemento intangibile. Diventa eretico parlare di qualche criterio che vada oltre la situazione, bisogna rimanere nella beata crapula, secondo cui tutto dura nella situazione. Il logos non principio, nel principio c' il logos e da li discende tutto il resto. Nessuna alternativa si perde, l'unica alternativa sarebbe la violenza. L'arch non un oggetto, e non si possono trarre leggi dirette, c' bisogno di uno studio che faccia riscoprire che dentro di Noi non vi l'attivit assertiva, ma anche un'altra forma che la via attraverso alla quale si pu pensare ad un'altra epoca postmoderna.