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Nazireato <<5 Per tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passer sul suo ca po;

finch non siano compiuti i giorni per i quali si consacrato al Signore, sar sa nto; si lascer crescere la capigliatura.>> ____________ I primi fedeli di Cristo erano chiamati Nazirei (Nazorei precisamente), sia perc h facevano voti di Nazireato, ma anche perch erano appunto servi del Signore Ges Na zareno (di Nazaret) e Nazireo (cio faceva voto e quindi non tagliava i capelli). Premesso che questo non un campo che mi compete, ma compete ad altri fratelli, i l termine "Nazir" significa "Santo, consacrato, separato" e si riferisce a perso na che si consacrata mediante voto; l'espressione "Nazoreno" usata nei Vangeli p er riferirsi a Ges indica (contemporaneamente) sia la provenienza geografica di G es di Nazaret (Nazareno) sia la santit di chi si consacra al voto, cio Ges stesso (N azireo), essendo "Nazir" una radice comune sia alla parola Nazireo che a Nazaren o. Possiamo quindi dire che i due termini e i due concetti (quello geografico e quello votivo) sono uniti dalla stessa PERSONA a tal punto che riferendosi ad un termine si implica per forza l'altro, cio Cristo nostro Signore sia Nazireo che Nazareno (e non una casualit ovviamente) e quindi i Suoi fedeli sono Nazirei e Na zareni (cio Nazorei). Non essendo io a dover studiare queste cose, l'unica cosa c he posso dire che esiste un legame tra i termini Nazaret(Nazareno), Nazoreo (com pare 8 volte in Luca) e Nazir; tale legame si compie in Cristo Haie Selassie I. A questi tre termini si aggiunge anche "neser" che in ebraico significa virgulto , in riferimento al passo messianico di Isaia dove il Cristo viene definito nese r appunto (Is 11,1 e Matteo 1,22-23) cio virgulto. Quindi appare chiaro come il M essia doveva essere Nazareno/di Nazaret (e quindi non proprio di Betlemme ma del la "provincia"); Nazireo (consacrato) e Neser (cio virgulto). Tutto ci si applic un icamente a Ges nostro Signore che a motivo fu riconosciuto come Cristo. Tali term ini, legati fra loro, furono espressi in unit con il termine Nazoreo e Nazoreni p er indicare appunto rispettivamente il Messia (Nazareno Nazireo e Virgulto) e i Cristiani. A mio avviso poprio questo il mistero, espresso quindi anche dalla li ngua ebraica della Creazione, cio la non conflittualit/opposizione tra i vari sign ificati delle parole, e la loro unione nel compimento mistico della Rivelazione. Nell'Incarnazione si compiono termini profetici che non si escludono a vicenda. Il vero Nazoreo l'Unico Nazireo Nazareno, Virgulto (di Jesse), cio Iyasus Kresto s (mentre Sansone ad esempio solo Nazireo ed appunto una prefigurazione -QUINDI PARZIALE- del Messia); i veri Nazoreni sono per definizione coloro che credono i n Iyasus Krestos Qedamawi Haile Selassie, i Cristiani e i RasTa. Questi significati, che abbiamo visto non si escludono a vicenda, sono invece pa rzialmente (ri)conosciuti dai cattolici poich, come dice il fratello Nex, nelle n ote alla Bibbia cattolica l'unico senso che viene colto quello della provenienza geografica, poich la tradizione romana difficilmente crederebbe che Cristo fosse un Nazireo. A quel punto dovrebbero chiedersi (gli studiosi cattolici) come mai Iyasus Krestos avesse i capelli lunghi, dato che al tempo, giustamente, gli uom ini portavano i capelli corti, a meno che non facessero voti. Averli lunghi e pe ttinati sarebbe sinonimo di ambiguit sessuale, specie per chi segue vita spiritua le e biblica. Non a caso in etiopico vi un solo termine, Nazrawi, sia per i Nazirei dell'Antic o Testamento che per il Cristo. In effetti nel passo di Matteo 2, 23, si collega il titolo Nazoraios a Nazareth. Anche l'interscambiabilit tra Nazarenos e Nazoraios lascia pensare che vi per ce rto un legame tra il titolo e la citt. Ma che il titolo non si confini in questo legame lo fanno intuire tanti elementi.

Anzitutto nel medesimo passo Matteo chiama a testimonianza del titolo di Cristo una Scrittura profetica, si riferisce cio al titolo come gi predetto dai profeti. Ma nella Bibbia ebraica non abbiamo profezie relative a Nazareth, ed anzi vari l uoghi evangelici attestano una sfiducia generalizzata nella possibilit che profez ie fossero collegate a questo luogo, come in Giovanni 1, 46, ove uno scettico ch iede: Che cosa pu uscire di buono da Nazareth?. E' chiaro dunque che se Matteo rich iama una Scrittura stia richiamando le frasi relative alla nascita del nazireo S ansone, che si trovano nel capitolo 13 del libro dei Giudici. Attenzione a notar e una cosa: sebbene le Bibbie cattoliche, come voi avete notato, cercano di tace re questi particolari, in realt la cosa di per s talmente evidente che in testi pi approfonditi e meno divulgativi gli esegeti cattolici stessi la accettano tranqu illamente, e la difendono. E' ad esempio il caso del monumentale studio di R. Br own, La nascita del Messia secondo Matteo e Luca, il cui autore uno dei teologi ed esegeti di punta del cattolicesimo romano negli Usa. Trascendendo per un attimo la mera questione del titolo, e facendo un accenno ge nerale al nazireato del Cristo, che questione molto pi complessa che qui non si p u affrontare, dico solo che il fatto che nel racconto dell'infanzia di Luca si pa rli di Iyasus/Ges come hagios, santo, un chiaro riferimento al nazireato, giacch h agios nella traduzione greca della Bibbia LXX, risalente al III o II secolo a. C . e realizzata tra i Giudei d'Egitto, uno dei termini correnti per rendere l'ebr aico nazir. In questa opera rivolta al pubblico greco i traduttori insomma a vol te traducevano nazir semplicemente con degli adattamenti in greco della parola, tipo naziraios, ed altre volte, quando volevano parafrasare il significato di na zir, traducevano hagios. Poich le storie dei Nazirei hanno spesso una contestuali zzazione relativa alla nascita dei consacrati (vedi Sansone, Samuele) il termine hagios in un racconto d'infanzia deve anche nel caso di Iyasus ritenersi relati vo al nazireato. La cosa confermata da un racconto relativo al fratellastro di I yasus, Giacomo, che descritto come nazireo per tutta la vita, chiaramente indica ndosi che non bevve vino, non mangi carne e non tagli i capelli, ma il titolo appl icatogli, essendo la fonte in greco, solo hagios (la storia narrata da Egesippo, storico cristiano del II secolo, e citata in Eusebio, Historia Ecclesiastica). Inoltre il titolo con cui Iyasus era noto "il Santo di Dio", in greco agios tou theou (Mc 1, 24; Lc 4, 34; Gv 6, 69) potrebbe essere una traduzione dell'ebraico Nezir Elohim, il titolo usuale del nazireo Sansone. E' dunque evidente che gi due significati siano implicati nel titolo Nazoraios, e che esso non indichi solo una citt. Sempre rimanendo al discorso della LXX, la traduzione greca della Bibbia, abbiam o detto che spesso il termine nazir figurante nell'Antico Testamento veniva reso con un calco in greco, come naziraios. Ma nei manoscritti pervenuti vi , tra le varianti, anche proprio la parola Nazoraios (!) insieme alle altre Nazeraios e N azaraios. L'unica riserva chq euste varianti potrebbero derivare dall'uso cristi ano perch i manoscritti venivano copiati da scribi cristiani. Quando dunque, come si detto, l'etiopico usa un solo termine sia per i nazirei c he per il Nazoreo, non fa altro che applicare la sintesi interpretativa che gi Ra s Negus ha espresso in precedenza. Infatti, se leggiamo il passo di Matteo, il r iferimento a Nazareth resta, ma il termine applicato esattamente quello designan te i Nazirei. La stessa cosa avviente tra l'altro in latino, ove l'unico termine Nazareus impi egato da Gerolamo nella sua traduzione/revisione Vulgata. In tal caso credo che ci dipenda da circostanze storiche ben precise. Gerolamo aveva infatti incontrato

nel deserto di Siria la comunit dei Nazorei, gli Ebrei Cristiani/Messianici che nel IV secolo erano i discendenti spirituali e in certo modo "carnali" della pri missima comunit dei discepoli di Gerusalemme. Costoro appunto si chiamavano Nazor ei, al pari di come nel gi citato passo di Atti 24, 5 erano chiamati i primi disc epoli di Cristo. Ora, Gerolamo che incontra di persona costoro, non solo li indi ca con lo stesso nome con cui indica il titolo di Iyasus, ma si riferisce nei su oi scritti a costoro con il medesimo termine con cui nella sua traduzione latina della Bibbia rende i termini ebraici riferiti ai Nazirei; non forse indicativo di qualcosa relativo al loro comportamento? E' certo opportuno pensarlo, sopratt utto quando si pensa che il primo vescovo della loro comunit era proprio quel Gia como che abbiamo visto nazireo a vita, e che con ogni probabilit il racconto in c ui ci si afferma, citato da Egesippo, proveniva proprio da circoli dei Nazorei. In ogni caso, mlti studiosi sostengono anche nella scienza ufficiale la derivazi one di Nazoraios (titolo di Cristo) da nazir (del nazireato): tra i pi importanti Schweizer. L'errore degli studiosi per quello di credere che vi sia un unico ter mine da cui Nazoraios derivi, senza cogliere la complementariet dei vari signific ati. Infatti per certo anche netzer, virgulto, come evidenziato da Ras Negus, eb be una sua importanza. Tra l'altro i Nazorei stessi erano anche noti, secondo un 'altra fonte (Epifanio) come Iessei, il che rimanda proprio al passo "Un virgult o / netzer spunter da Iesse". E' chiaro dunque che essi, a differenza dei moderni , sapevano bene che vari significati profetici erano contemporaneamente implcati nella complessa simbologia del nome che portavano e che li onorava. Come si esattamente detto, il fondamento biblico da cui nella Tradizione Rastafa ri derivano i dreadlocks, ed altri comportamenti annessi, il Nazireato. In ebraico la radice N-Z-R ha un significato letterale di separare, non per in se nso generico, ma sempre in senso religioso ed ulteriore, indicando cio un tipo di separazione dall'ordinario, distinzione dal comune, specificazione rispetto ad un gruppo, e dunque in sostanza una sacralizzazione, un tenere da parte per un u so sacro, un mantenere inviolato, conservare e custodire per una missione o un p roposito speciale nell'ambito del rapporto con JAH. Il significato originario de lla radice fondamentale per la comprensione dell'istituzione (il nazireato) che con la medesima radice designata; per comprenderne le sfumature vediamo dunque a lcuni esempi di uso generico della radice NZR nella Bibbia. In Gen 49 si dice del patriarca Yosef che egli il nezir echayw, ossia il distint o, separato dai suoi fratelli, specificato rispetto ad un gruppo cui pure appart iene; la versione Amarica del RE traduce con la parola aleqa, che indica premine nza. In Levitico 25, 5 la vite che non viene potata per l'anno sabbatico, e dunque pe r un proposito religioso, detta nazir: con questo termine si indica qui dunque u n oggetto chiaramente consacrato, inviolato per onore a Dio. A parte il suo uso per indicare la capigliatura del nazireo, il termine nezer in dica: a) la corona del Re; b) la corona del Messia; c) il copricapo del Kohen ha ggadol (sommo sacerdote). In tutti i casi si indica un oggetto tenuto da parte p er una carica assolutamente speciale sul piano della sacralit; inoltre tutte e tr e le cariche si riferiscono ad un individuo cui viene assegnato un compito sacro all'interno di un gruppo gi esso sacralizzato: il Re perch a capo degli Israeliti , popolo santo per Dio; il Messia perch riceve un'unzione ancora pi speciale tra t utti i Re, e dunque il Messia tra i messia; il sommo sacerdote perch il consacrat

o tra i consacrati sacerdoti. Se dunque l'oggetto che designa queste tre cariche detto nezer, la radice NZR indica chiaramente un tenere da parte, separare che coincide con il concetto di sacralizzazione, ossia introduzione al Sacro e conno tazione in senso sacrale. Il padre della Chiesa del IV secolo Eusebio di Cesarea, commentando il termine n ezer in riferimento al copricapo del sommo sacerdote, testimonia l'esistenza di 3 traduzioni in greco fatte da Ebrei: 1) aghion, dunque oggetto santo; 2) athikton, inviolabile, intatto, non toccato; 3) aphorisma, separazione. Queste tre traduzioni, che erano un modo in cui Ebrei, fini conoscitori dell'ebr aico, cercavano di tradurre il concetto in un'altra lingua, non sono alternative ma complementari: la radice N-Z-R indica un qualcosa che viene separato e tenut o da parte per un uso santo o sacro e dunque diviene inviolabile, circondato cio di aura e sostanza sacrale. Si deve premettere al riguardo che in generale nella concezione biblica ogni ide a di santificazione strettamente collegata a quella della separazione, e cos si c omprende meglio in quali termini una radice come NZR, che letteralmente indica a ppunto un atto del separare, possa avere un senso cos definitamente ulteriore. Ad esempio anche la radice Q-D-SH, che indica appunto il Sacro, il Santo, e dunque la natura stessa di Dio, manifesta un senso legato al concetto dell'assoluta di stinzione: Dio intrinsecamente QADOSH poich l'Unico ad essere assolutamente disti nto da ogni altra cosa che , infatti Egli solo necessariamente esistente e Fonte stessa dell'esistenza, mentre tutte le altre cose esistono per derivazione da Lu i, e cos allo stesso modo possono essere sacralizzate solo mediante il contatto c on Lui. Anche la radice P-R-SH, che indica la santificazione nella lingua teolog ica dei Rabbini, significa letteralmente separazione: come NZR essa vuole indica re che la santificazione si ottiene separandosi DAL male PER Dio. In effetti, nelle forme verbali la radice NZR pu essere associata alle preposizio ni indicanti sia il separarsi per, ed in tal caso indica una consacrazione (sepa rarsi per Dio, a Dio, cio consacrarsi a Lui), e sia il separarsi da, ed in tal ca so indica una purificazione o un'astinenza. Anche in tal caso i due sensi sono c omplementari perch la purificazione e l'astinenza sono attuate per mezzo dei prec etti con cui il nazir si consacra a Dio. In termini pratici, incorporando queste sfumature semantiche nella propria esper ienzalit esistenziale il nazir qualcuno che per via del suo comportamento -l'ades ione cio a un organico insieme di precetti- si determina come religiosamente sepa rato, tenuto da parte, specificato con il proposito di instaurare una personale relazione con Dio, nel tentativo di entrare in contatto con le Sue energie e di riceverNe il sostegno alla propria missione terrena. Abbiamo detto che nzr indica la specificazione all'interno di un gruppo gi consac rato. Cos, anche il nazir anzitutto un membro del popolo di Israele, popolo gi ess o qadosh, tenuto da parte per Dio per mezzo dei precetti della Torah; dunque il nazir aderisce come tutti ai precetti della Torah, ma per specificarsi ulteriorm ente deve anche aderire a precetti ulteriori, che sono dunque delle astinenze, o ssia delle privazioni da comportamenti che non sono vietati a tutti gli altri. I tre precetti che compongono il nazireato sono: 1) astinenza da vino e qualsiasi bevanda inebriante;

2) rinuncia all'uso del rasoio sul capo, inteso sia come tagliare o anche solo a ccorciare la capigliatura, che deve crescere inviolata, intatta (si veda sopra u no dei significati del termine nezer attestati da Eusebio); 3) astienza dal contatto con nefesh met, ossia anima morta; questo precetto indi ca anzitutto il non avvicinarsi ai cadaveri umani, che nell'Antica Alleanza levi tica trasmettevano una impurit di tipo rituale (non morale) che rendeva inadatti al contatto con Dio, e dunque nel caso del nazireo precludeva la comunicazione s acra; anche in ragione del decadimento del sacerdozio levitico, nel Cristianesim o delle origini, e forse gi in qualche gruppo precursore come i Battisti, questo precetto giunse piuttosto ad essere interpretato nel senso di non cibarsi di car ne di animali, a loro volta anime morte. Infatti lo storico del II secolo Egesip po attesta che ad esempio il nazireo a vita Giacomo il Giusto, il fratellastro d i Cristo, non si era mai cibato di "empsych", ossia cose in cui psiche, anima mor tale, cio gli animali. In realt per sappiamo dalle fonti etiopiche (vedi dopo) che questa interpretazione risale gi alle origini del nazireato, almeno per alcuni in dividui, sebbene con la caduta del sacerdozio levitico la sua applicazione diven ne pi automatica. Il nazireato spesso definito un voto. Tale designazione esatta, ma parziale: vot o in ebraico si dice NEDER, dalla radice N-D-R, che collegata a N-Z-R, e indica infatti a sua volta un divenire QADOSH (sacro) per via della separazione rituale . Tuttavia la missione di alcuni nazirei non viene mai espressa in termini di un voto: ad esempio Sansone non compie mai il voto di essere nazir, perch decretato tale dall'Angelo che appare a sua madre prima della sua nascita. Gi nell'antichi t i rabbini avevano distinto infatti il neder nazir (voto di nazireato) dal tipo di nazireato di Sansone (nezir shimshon). A parte questa sottigliezza la designa zione di voto comunque corretta in termini generali. Nelle Scritture ci sono comunque altre tre definizioni utilizzate dai testi, che aiutano a far chiarezza sul senso ultimo del nazireato e sulla sua natura. Noti amo infatti che tutte queste tre definizioni sono ad un tempo estremamente prati che eppure arricchite si una sfumatura teologica. Questa sintesi semantica rivel a magnificamente e misteriosamente la visione biblica dell'esperienza religiosa e della realt stessa, in cui lo spirituale ed il materiale non sono in opposizion e ed antitesi ma naturalmente cooperanti, e dunque l'impegno religioso non pu sus sistere senza implicazioni corporali e fattuali, ci non diminuendo, ma anzi ratif icando e fortificando la radicazione ultraterrena dell'impegno stesso. 1) torah: l'insieme delle norme che compongono il nazireato definito torat ha na zir, ossia torah del nazireo. Ora, torah vuol dire insegnamento o istruzione, in senso sia legale che sapienziale; per la Torah anche l'insieme dei cinque libri rivelati a Mos, dunque il nazireato una torah in quanto sottounit della Torah divi na; 2) mishpat, ossia giudizio, canone, decreto, dunque un qualcosa che deve essere attuato per esser valido; eppure in alcuni passi mishpat il termine che indica g li archetipi divini in base ai quali Mos costruisce alcuni arredi sacri del Taber nacolo, e dunque nel caso del nazireato l'uso del termine indica l'origine dell' ordinamento nelle sfere celesti. 3) maaseh, definizione estremamente pratica, dal verbo asah, fare, dunque una pr assi, ci che viene fatto, qualcosa che deve attuarsi; eppure maaseh anche un term

ine che indica, come il precedente, forme della realt divina, come ad esempio nel la visione di Ezechiele 1 del Carro divino; tra l'altro nella successiva mistica ebraica maaseh il termine che indica i curricula della scienza sacra (maaseh me rkavah, opera del carro, e maaseh bereshit, opera dell'in-principio o della crea zione). I nazirei pi celebri della storia biblica, o i riferimenti diretti al nazireato n elle Scritture sono: 1) la storia di Sansone, che nezir Elohim (nazireo di Elohim, uno dei Nomi ebrai ci di Dio) sin dalla nascita, in quanto un Angelo decreta a sua madre la futura missione del figlio. Questi ha il ruolo di shofet, capo carismatico e giudice de l popolo, nella trib di Dan, e in questa missione assistito da Dio in un rapporto con Questi intrattenuto per via del nazireato. Infatti il suo prodigioso vigore risiede nelle sette trecce del suo capo, e quando queste vengono recise con un inganno da una donna pagana cui egli aveva ceduto, Sansone perde la forza, che r ecupera solo dopo che le sue trecce iniziano a ricrescere. Nel Kebra Neghest si chiarisce bene che il peccato di Sansone non il matrimonio, ma il matrimonio con una donna non israelita, in quanto dedita a culti pagani ( non si tratta dunque di xenofobia, ovviamente, tanti santi dell'Antico Testament o sposano donne straniere, quando per queste hanno accettato di abbandonare l'ido latria). Inoltre dal Kebra Neghest sappiamo che -sebbene non sia affermato nella Bibbia- anche Sansone si asteneva dal carne animale, cosa confermata nell'altra fonte etiopica del Senkassarios. 2) Samuele, il profeta e shofet (giudice) che poi unse come messia e re Davide, il progenitore del Messia. La madre di Samuele, Anna, era sterile, e promette a Dio che qualora Egli le conceda un figlio, ella lo avrebbe dato al suo servizio per tutti i giorni della sua vita. Molti hanno voluto negare il nazireato di Samuele perch nella Bibbia che leggiamo , basata sul Testo Masoretico ebraico di epoca medievale, si dice solo che "egli sar dato a Dio e il rasoio non passer mai sul suo capo". Alcuni hanno visto in ci dunque un mero riferimento alla pratica sacerdotale di non tagliare gli angoli d ella barba. Ma a parte che nella visione Rastafari simile dubbio non pu sussister e perch la versione etiopica ben pi chiara (dice infatti che il rasoio non passer s ul suo capo, e che inoltre non berr vino o bevanda inebriante, dunque un inequivo cabile riferimento al nazireato), anche analizzando criticamente le fonti risult a oggi chiaro che Samuele fosse un nazireo perch: a) anche la versione greca, tra dotta da Ebrei nell II secolo a. C., chiarisce come quella etiopica l'astinenza dal vino; b) stato ritrovata presso Qumran una versione del testo in cui Samuele chiaramente definito nezir le olam (nazireo in eterno); c) stata ritrovata la v ersione ebraica del Siracide in cui si apostrofa ancora Samuele come nezir Adona y (nazir di Adonay, altro nome ebraico di Dio). La concordanza tra queste versio ni dimostra che il Masoretico ebraico ad avere una versione amputata dell'episod io. 3) In Amos 2, 11 si dice: "Ho suscitato profeti tra i vostri figli e nazirei tra i vostri adolescenti"." ____________ NAZIREO

[scelto; dedicato; separato]. Cerano due classi di nazirei: i nazirei per libera scelta e quelli per nomina div ina. Le norme che regolavano il nazireato volontario si trovano nel libro di Num eri, al capitolo 6. Sia uomini che donne potevano fare a Geova (Iah) lo speciale voto di vivere come nazirei per un periodo di tempo. Ma se un padre o un marito non approvava il voto rispettivamente della figlia o della moglie, lo poteva an nullare. Nu 30:1-8. Coloro che facevano voto di nazireato dovevano astenersi principalmente da tre c ose: (1) non potevano bere alcolici; anzi, non potevano consumare nessun prodott o della vite: n mangiare uva acerba, matura o secca, n berne il succo, fresco o fe rmentato, compreso laceto; (2) non potevano tagliarsi i capelli; (3) non potevano toccare cadaveri, neanche dei parenti pi stretti: padre, madre, fratello o sorel la. Nu 6:1-7. Voti speciali. Chi faceva questo voto speciale doveva vivere come nazireo [cio ded icato, separato] a Geova, e non cercare il plauso degli uomini facendo mostra di ascetismo fanatico. Tutti i giorni del suo nazireato egli [era] santo a Geova. Nu 6:2, 8; cfr. Ge 49:26, nt. I requisiti dei nazirei avevano quindi speciale importanza e significato nellador azione di Geova. Come il sommo sacerdote a motivo del suo santo incarico non dov eva toccare cadaveri, neanche dei suoi parenti pi stretti, cos doveva fare il nazi reo. Sia al sommo sacerdote che ai sottosacerdoti, a motivo della grave responsa bilit del loro incarico, era vietato bere vino o altre bevande alcoliche mentre s volgevano le loro sacre mansioni davanti a Geova. Le 10:8-11; 21:10, 11. Inoltre il nazireo doveva mostrarsi santo lasciandosi crescere i capelli, e questo era il principale segno da cui tutti potevano riconoscere subito il suo santo n azireato. (Nu 6:5) Lo stesso termine ebraico, nazr, era usato a proposito delle v iti non potate durante i sacri anni sabatici e giubilari. (Le 25:5, 11) Interessan te pure il fatto che la lamina doro, su cui erano incise le parole La santit appart iene a Geova, che ornava la parte anteriore del turbante del sommo sacerdote, era chiamata santo segno di dedicazione [ebr. nzer, dalla stessa radice da cui deriva nazr]. (Eso 39:30, 31) Anche il diadema, o copricapo ufficiale, degli unti re dIsr aele era chiamato nzer. (2Sa 1:10; 2Re 11:12; vedi CORONA; DEDICAZIONE). Nella co ngregazione cristiana lapostolo dice che i capelli lunghi sono stati dati alla do nna in luogo di copricapo. Sono qualcosa che le ricorda che ha una posizione div ersa da quella delluomo; essa dovrebbe tenere presente la sua posizione di sottom issione nellambito della disposizione di Dio. Perci questi requisiti i capelli lun ghi (innaturali per luomo), la completa astinenza dal vino e la necessit di essere puri e incontaminati ricordavano al nazireo dedicato limportanza dellabnegazione e della completa sottomissione alla volont di Geova. 1Co 11:2-16; vedi CAPELLI, P ELI; COPRICAPO; NATURA. Se un nazireo si contaminava. Se toccava un corpo morto, il nazireo diveniva imp uro per sette giorni, anche se toccava inavvertitamente qualcuno che era morto a ccanto a lui per un incidente non dipeso da lui. Il settimo giorno doveva raders i il capo e purificarsi, e lindomani doveva portare al sacerdote due tortore (o d ue giovani piccioni), una come offerta per il peccato, laltra da offrire in oloca usto; doveva pure presentare un giovane montone come offerta per la colpa. Inolt re colui che aveva fatto voto di nazireato doveva ora ricominciare da capo a con tare i giorni del voto stabiliti allinizio. Nu 6:8-12. Alla conclusione del voto. Allo scadere del periodo del voto, il nazireo si pres entava ai sacerdoti davanti alla tenda di adunanza, portando i sacrifici prescri tti, che consistevano in un giovane montone come olocausto, in unagnella come off erta per il peccato e in un montone come sacrificio di comunione. Doveva portare anche un cesto di pani non fermentati (non lievitati) e schiacciate ben oliate, insieme alle opportune offerte di cereali e libagioni. Oltre a questi sacrifici indispensabili, il nazireo portava altre offerte per il santuario secondo le su e possibilit. (Nu 6:13-17, 21) Quindi si faceva tagliare i lunghi capelli e li me tteva sul fuoco sotto il sacrificio di comunione. Poi il sacerdote officiante gl i metteva sulle mani parte delle offerte e le agitava come offerta agitata davan ti a Geova. Nu 6:18-20. Sembra che col tempo sia invalsa fra gli ebrei la consuetudine che persone ricch

e provvedessero, come atto caritatevole, i sacrifici necessari per i non abbient i che desideravano fare voto di nazireato. Forse di questa consuetudine si valse lapostolo Paolo quando giunse a Gerusalemme alla fine del terzo viaggio missionario. Per mettere a tacere la voce che Paolo avesse insegnato a tutti i giudei fra le nazioni . . . di non camminare secondo le usanze solenni della nazione ebraica, i fratelli cristiani gli consigliarono q uanto segue: Abbiamo quattro uomini che hanno fatto un voto. Prendi questi uomini con te e purificati cerimonialmente con loro, e fatti carico delle loro spese, affinch si facciano radere la testa. At 21:20-26. Chi faceva voto di nazireato doveva deciderne la durata. La tradizione ebraica ( non la Bibbia) diceva che non poteva durare meno di 30 giorni, poich si pensava c he meno di tanto avrebbe sminuito la solennit del voto, rendendolo una cosa di or dinaria amministrazione. Nazirei a vita. Coloro che erano designati da Geova nazirei a vita, essendo scel ti da lui per questo servizio speciale, non facevano voti e non erano legati a u n periodo limitato (i cui giorni si dovevano ricominciare a contare da capo se i l voto veniva infranto prima del termine). Per queste ragioni i comandamenti di Geova per loro erano un po diversi da ci che egli richiedeva dai nazirei volontari . Sansone fu un nazireo a vita designato da Dio, essendo stato nominato tale pri ma di essere concepito. Neanche per la madre fu una libera scelta. Dato che suo figlio doveva essere nazireo, langelo le diede il comando di osservare speciali n orme: durante la gravidanza non doveva bere vino o altre bevande alcoliche n mang iare alcuna cosa impura. Gdc 13:2-14; 16:17. La regola per Sansone era che nessun rasoio doveva passare sulla sua testa. (Gdc 1 3:5) Invece non gli fu imposto alcun divieto in quanto a toccare corpi morti. Pe rci il fatto che avesse ucciso un leone, o che avesse ammazzato 30 filistei e poi ne avesse spogliato i cadaveri, non profan il suo nazireato. Unaltra volta ancora , con lapprovazione di Dio, uccise mille nemici con la mascella di un asino, un mu cchio, due mucchi! Gdc 14:6, 19; 15:14-16. Nel caso di Samuele, fu sua madre Anna a fare un voto con cui appartava per il s ervizio di Geova Dio il figlio non ancora concepito, dicendo in preghiera: Se imm ancabilmente . . . darai alla tua schiava una progenie, un maschio, io certament e lo dar a Geova per tutti i giorni della sua vita [e non berr vino n bevanda forte, (1Re 1:11, LXX)], e il rasoio non verr sulla sua testa. (1Sa 1:9-11, 22, 28) Giova nni il Battezzatore non doveva bere n vino n bevanda forte. Ci sono pochi altri part icolari relativi al suo nazireato, tranne che anche lui fu scelto come nazireo d a Dio fin dal giorno della sua nascita. Lu 1:11-15; cfr. Mt 3:4; 11:18. Giovanni il Battezzatore fu uno dei nazirei suscitati da Geova stesso, il quale disse per bocca del profeta Amos: E suscitavo alcuni dei vostri figli come profet i e alcuni dei vostri giovani come nazirei. Tuttavia non sempre essi erano accett ati o rispettati, e lIsraele ribelle cerc persino di infrangere la loro lealt a Geo va. (Am 2:11, 12) Quando la misura dei peccati di Israele super i limiti e nel 60 7 a.E.V. Geova rimosse lIsraele tipico, non scamparono neanche i nazirei infedeli allinterno di Gerusalemme. Geremia descrive come i nazirei, un tempo sani e fort i, erano diventati neri, con la pelle raggrinzita sulle ossa a motivo della terr ibile carestia. La 4:7-9. ______ Nazirero significa separato, dunque un atto di unione con Dio e separazione defi nitiva con Babilon e in generale con ogni forma di compromesso con il peccato, d unque andrebbe vissuto con lo spirito di un voto molto forte che implica molte p rivazioni( Bob Marley diceva che con il voto ti ricordi sempre di essere consacr ato grazie alla chioma;il peso in testa ti riporta sempre alla continenza, alla moderazione e alla fine, dice Bob, te ne stai per i fatti tuoi se non puoi stare con gli altri; la vistosit della chioma diventa un problema che puo portare ad e vitare molte situazioni e quindi a distaccarsi da molte usanze sbagliate.. ancch e perch se crescono naturali i locks cominciano a scandalizzare molta gente....); il Nazireato nasce in tal modo, poi successivamente si diffonde tra i fratelli in Babilon(cio anche noi) la livity del natty dread, cio del dreadman che vive in Babilon e che partecipa attivamente alla vita in societ; ma anche in questo caso egli dovr ricorrere a tutte le privazioni precedenti e dovr vivere in modo molto c

ontinente(Infatti Bob era un natty, ma era molto ligio nel rispettare il voto) m anifestando il distacco in maniera diversa, cio vivendo la vita attiva e lavorati va ma con distacco e dignit e moderazione.appiamo anche che i capelli sono simbol o di forza fisica e spirituale( vedi anche Sansone), di saggezza, di pazienza, d i esperienza e di rifiuto di vanit.Ma in primis il voto di nazireato un voto al S ignore, come detto precedentemente e va capito solo con fede e leggendo la Bibbi a(Libro Numeri, cap. 6 sopra citato) _____