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Istituto nazionale per il Commercio Estero

LETTONIA

1. QUADRO MACROECONOMICO

a) Andamento congiunturale e rischio Paese


Il PIL lettone ha fatto registrare, a prezzi costanti, un tasso di crescita dell’11,02% nel mese di
settembre 2007 (ultimo dato disponibile) rispetto all’anno precedente. L’espansione economica
è stata guidata da una forte domanda interna, che potrebbe crescere meno rapidamente nel 2008.
La carenza di manodopera sta diventando particolarmente evidente in diversi settori produttivi,
soprattutto nell’edilizia. Gli investimenti continuano a crescere, anche se ad un tasso inferiore
rispetto agli anni scorsi ed è pertanto poco probabile che raggiungano i valori registrati nel
2005-2006; potrebbe, di conseguenza, verificarsi anche un calo nelle importazioni, che
consistono principalmente in beni strumentali per gli investimenti. Nel 2008 si prevede un lieve
rallentamento del PIL, con un tasso di crescita annuo pari al 7%.
L’inflazione continua a mantenersi ad un livello elevato, il più alto fra i Paesi baltici,
determinato tra l’altro dall’aumento del costo del petrolio e dalla forte domanda interna. Nel
2007, secondo le previsioni del Ministero dell’Economia, l’inflazione dovrebbe attestarsi ad un
tasso medio intorno al 10%.
La produzione ha fatto registrare una discreta performance, grazie a un ritorno della domanda in
alcuni mercati europei. Questo settore ha tratto benefici anche dal fatto che il Paese ha trovato
nuovi mercati per le sue esportazioni in Estonia e Lituania, ed ha anche riguadagnato una quota
di mercato in Russia ed in Polonia.
Il potere d’acquisto della popolazione residente si mantiene ancora piuttosto basso. Il Governo
aspira a portarlo al 52% del livello medio dei Paesi UE, possibilmente nell’arco dei prossimi
anni, riducendo la disoccupazione attraverso una significativa riduzione degli oneri fiscali per il
mondo imprenditoriale. Attualmente il reddito lettone raggiunge il 43% della media UE. Il
salario mensile lordo è stato pari a 577,14 € a settembre 2007 (+32,89% rispetto allo stesso
periodo dell’anno scorso).
Nonostante il notevole ritmo di crescita economica, il divario di reddito si sta colmando ad un
tasso relativamente basso (2% annuo), mentre gli altri neo-membri dell’UE stanno progredendo
più rapidamente. Gli analisti economici affermano che il processo è stato frenato
dall’ancoraggio del Lat all’Euro e dall’alto tasso di inflazione registrato nel corso degli ultimi
due anni.
La bilancia dei pagamenti presenta un consistente deficit dovuto, principalmente, ad un sensibile
squilibrio della bilancia commerciale, che a settembre 2007 ha fatto registrare un saldo negativo
di Euro 3.559,71 milioni. Gli investimenti diretti esteri (IDE) e l’afflusso di altri capitali a lungo
termine continuano a compensare parzialmente tale deficit.

Rapporti Paese congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero 2^ sem. 2007


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Il debito pubblico totale, che nel 2006 era di Euro 1.702 milioni, nei primi nove mesi del 2007
ha raggiunto l’ammontare di Euro 1.685 milioni (+2,44% rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente).
Per quanto riguarda la disoccupazione, le cifre fornite dall’Istituto Lettone di Statistica indicano
un tasso del 5,9% (dato riferito a settembre 2007), in diminuzione rispetto agli anni precedenti.
La disoccupazione ha principalmente natura strutturale. Molte persone, tra quelle più adulte,
hanno una formazione professionale acquisita durante il periodo sovietico, che non è
compatibile con le richieste di un’economia moderna di mercato. La maggior parte dei
disoccupati in Lettonia si trova in tale condizione da più di un anno e la disoccupazione è
distribuita in maniera non omogenea sul territorio. La situazione di massima occupazione si
riscontra nella capitale, dove si presenta anche carenza di manodopera (spesso compensata dai
paesi vicini come Ucraina e Bielorussia), soprattutto per quanto concerne le mansioni meno
qualificate. Le regioni orientali, invece, raggiungono tassi anche oltre il 20% (nella regione di
Ludza, Rezekne e Balvi). A parte Riga (con una disoccupazione pari al 3,5%), la
disoccupazione nelle città tende ad essere più alta che nelle aree rurali, dove la maggior parte
delle persone si dedica all’agricoltura in piccole proprietà. Il tasso di disoccupazione in Lettonia
si è peraltro lievemente ridotto nel corso del 2007, principalmente a causa della forte crescita
economica e della fuoriuscita di manodopera verso altri Paesi.
Gli esperti prevedono che per i prossimi anni le carenze di manodopera saranno ancora più
critiche e verranno avvertite soprattutto in alcuni settori in rapida espansione, come quello edile.
La motivazione della situazione viene ricondotta, dagli analisti, alla lentezza con cui i lavoratori
procedono alle riqualificazioni professionali.
A partire dall’1.1.2005, data in cui la Lettonia ha aderito al meccanismo di cambio ERM2, in
vista del previsto passaggio all’Euro l’1.1.2008 (poi rinviato a causa dell’elevato tasso
d’inflazione), il cambio ufficiale è stato fissato in Lats 0,702804 per 1 Euro. La Banca Centrale
ha annunciato che manterrà il Lat all’interno di una banda di oscillazione di + o – 1% anche se
ERM2 ufficialmente consente un’oscillazione di + o – 15%. La Banca Centrale non dovrebbe
avere difficoltà a mantenere la stabilità dei tassi di cambio, in quanto gode di una forte
credibilità e le sue riserve di valuta straniera coprono completamente la base monetaria,
rendendo difficili gli attacchi speculativi contro il Lat.
L’alta inflazione ha reso inattuabile l’adozione della moneta unica entro la scadenza prevista del
2008, data che è stata procrastinata almeno fino al periodo 2012-2013.
Negli ultimi anni il settore bancario lettone si è considerevolmente rafforzato ed ha contribuito
positivamente alla stabilità macroeconomica. In Lettonia operano attualmente 23 banche
commerciali, tra cui il gruppo italiano Unicredit che ha recentemente rilevato la HVB
Vereinsbank.
Tre grandi gruppi bancari (Parex Banka, SEB-Unibanka e Hansabanka) dominano il settore.
Parex Banka ha sottoscritto a fine giugno 2007 un prestito sul mercato finanziario internazionale
del valore di 500 milioni di €. Si tratta dell’ammontare più alto mai concesso ad una banca
operante in Lettonia. All’operazione hanno preso parte, a vario titolo, 36 istituzioni finanziarie
di 16 Paesi diversi, tra cui i gruppi italiani Intesa SanPaolo e UniCredito Italiano.
L’ammontare sarà utilizzato in parte per rifinanziare un precedente prestito e in parte per
espandere le posizioni di Parex sul mercato finanziario dell’Europa occidentale, nonché per
finanziare le attività di PMI operanti nei Paesi baltici.

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Il settore finanziario non bancario ed il mercato azionario sono in espansione, anche se ancora
poco sviluppati.
Di seguito il quadro degli indicatori macroeconomici.
Indicatori macroeconomici (valori in Euro)

Variaz. %
2006 Dic. 2006 Dic. 2007
2006/07

PIL (in m.ni di €):


PIL a prezzi correnti * 16,092.43 * 11,391.86 * 14,332.86 25.82
PIL a prezzi costanti * 11,259.00 8,321.57 9,238.43 11.02
PIL pro-capite a prezzi costanti (migliaia) * 7.01 --- --- ---
Finanza (in m.ni):
Entrate * 5,950.71 4,114.43 5,441.14 32.25
Uscite * 5,994.86 3,809.14 5,020.00 31.79
Saldo Entrate-Uscite * -44.14 305.29 421.14 37.95
Cambio medio Lat. - €. (fisso) 1.42 1.42 1.42 0.00
Cambio medio Lat. - $. (media) 0.800 0.780 0.693 -11.17
Debito Pubblico Totale * 1,702.43 1,645.57 1,685.71 2.44
Saldo Bilancia Pagamenti * -3,585.57 -2,312.14 -3,559.71 53.96
Saldo Bilancia Servizi * 532.00 446.86 516.00 15.47
Popolazione:
Abitanti (migliaia) 2,294.60 2,294.60 2,272.60 -0.96
Nascite (unità) 22,264 22,264 23,070 3.62
Decessi (unità) 33,098 33,098 32,940 -0.48
Immigrazione 2,801 2,801 3,252 16.10
Emigrazione 5,252 5,252 5,085 -3.18
Impiego *
1.07
Occupazione totale (migliaia): 1,088.00 1,119.00
1,131.00
Percentuale di disoccupazione sulla popolazione 6.80 6.20 5.90 -4.84
Salari :
Salario medio minimo garantito (sussistenza) 167.03 173.21 201.71 16.45
Salario lordo medio mensile * 431.43 434.29 577.14 32.89
Pensione media annuale 137.07 137.07 158.27 15.47
Variaz. %
Commercio Estero ** 2006
Nov. 2006 Nov. 2007 2006/07
Esportazioni totali (m.ni) 4,904.50 4,289.43 5,259.29 22.61
Esportazioni verso EU (27) 3,556.05 3,227.78 4,001.14 23.96
Esportazioni altri Paesi 1,348.44 1,061.64 1,258.14 18.51
Importazioni totali (m.ni) 9,191.46 8,208.57 10,134.00 23.46
Importazioni da EU (27) 7,034.87 6,295.29 7,872.43 25.05
Importazioni altri Paesi 2,156.58 1,913.29 2,261.57 18.20
Saldo commerciale totale (m.ni) -4,286.96 -3,919.14 -4,874.71 24.38
Interscambio totale 14,095.96 12,498.00 15,393.29 23.17
Fonte: Monthly Bulletin of Latvia Statistic - Gennaio 2008 Cambio fisso dal 1° gennaio 2005: 1€ = 0,702804 Lat
* Settembre - ** Novembre

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b) Grado di apertura del Paese al commercio internazionale ed agli investimenti esteri


Nel 2006 l’interscambio complessivo della Lettonia è stato di 14,09 miliardi di Euro e nei primi
undici mesi del 2007 l’interscambio ha raggiunto l’ammontare di 15,39 miliardi di Euro ovvero
+23,17% rispetto all’interscambio fatto registrare nello stesso periodo dell’anno scorso.
In tale periodo, la Lituania risulta essere il principale partner della Lettonia con un interscambio
totale, registrato a novembre 2007, pari a Euro 2.196,5 milioni (14,45% rispetto
all’interscambio totale e +29,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), mentre
l’ammontare raggiunto dall’interscambio con la Germania è di 2.008 milioni di Euro (13,22%
dell’interscambio e +16,9% rispetto a giugno 2006). Seguono Estonia (10,3% e +35,3%) Russia
(8,9% e +32,8), e Polonia (5,9% e +28,5%).
Di seguito la tabella relativa all’interscambio lettone
Interscambio totale in 000 di Euro

% sul Var. % % sul


Pos. 2006 totale Nov. 2006 Nov-07 Nov. totale
2006 06/07 Nov. 07

Totale Interscambio 14,095,965 100.00 12,497,984 15,195,804 21.59 100.00

Gruppo di Paesi
Unione Europea (27) 10,590,934 75.13 9,523,013 11,873,590 24.68 78.14
Altri paesi 3,505,029 24.87 2,974,971 3,322,214 11.67 21.86

Paesi
1 Lituania 1,882,518 13.36 1,690,344 2,196,511 29.94 14.45
2 Germania 1,899,537 13.48 1,717,251 2,008,135 16.94 13.22
3 Estonia 1,311,526 9.30 1,163,405 1,575,060 35.38 10.37
4 Russia 1,294,448 9.18 1,017,617 1,351,562 32.82 8.89
5 Polonia 774,199 5.49 701,678 901,670 28.50 5.93
6 Svezia 766,835 5.44 693,728 891,306 28.48 5.87
7 Finlandia 659,501 3.88 596,749 688,275 15.34 4.53
8 Regno Unito 547,398 3.44 491,953 538,502 9.46 3.54
9 Danimarca 485,517 3.86 440,098 483,966 9.97 3.18
10 Bielorussia 544,275 2.90 489,452 462,643 -5.48 3.04
11 Italia 408,565 2.90 367,035 459,580 25.21 3.02
12 Olanda 407,138 2.89 369,892 425,968 15.16 2.80
13 Norvegia 298,107 2.11 270,097 239,354 -11.38 1.58
14 U.S.A. 174,821 1.24 153,213 194,111 26.69 1.28
Fonte: Monthly Bulletin of Latvian Statistics - Foreign Trade of Latvia - Gennaio 2008

Le esportazioni lettoni, nei primi undici mesi del 2007, sono aumentate del 18,01% rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente, mentre le importazioni sono cresciute del 23,46%.
Tra i principali mercati di esportazione al 1° posto figura la Lituania (15,9% sul totale
esportato), seguita da Estonia (14,7%), la Russia (10%), Germania (9,32%).

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Il legno e gli articoli da esso derivati restano i principali prodotti di esportazione lettone
(26,13% del totale esportato fino a novembre 2007). In Lettonia vengono svolte numerose fasi
di lavorazione per conto di aziende del settore legno di altri Paesi.
Seguono: prodotti e articoli in metallo (11%); apparecchiature meccaniche ed elettriche
(7,38%), vetture, trattori e motocicli (7 %).
Le esportazioni lettoni verso i Paesi UE hanno rappresentato, negli undici mesi 2007, il 79,05%
del totale esportato, con un incremento rispetto al periodo precedente del 23,96%.
Per le importazioni, il principale partner resta la Germania, con il 15,16% delle importazioni
lettoni; seguono Lituania (13,69%), Russia (8,34%) ed Estonia (8,19%).
La Lettonia ha importato, nel periodo in esame, principalmente vetture automobili, trattori e
motocicli (13,81% del totale importato). A seguire reattori, caldaie, apparecchi e congegni
meccanici (12,73% del totale), combustibili, oli minerali e loro distillazione (10,89%) e
macchine, apparecchiature meccaniche ed elettriche (7,89%)
Le importazioni della Lettonia dall’UE, a novembre 2007, hanno rappresentato il 77,68% del
totale, con un aumento del 25% rispetto allo stesso periodo del 2006. Un nuovo paese si sta
affacciando con decisione sul mercato della Lettonia, la Cina, che nel periodo in esame ha
aumentato le sue esportazioni verso la Lettonia del 76,2%.
Sostanzialmente i flussi del commercio estero lettone si compongono di materiali grezzi e
materie prime importate dai Paesi CSI e di beni di consumo e di investimento con maggior
valore aggiunto, provenienti da Paesi industrializzati.

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Di seguito le tabelle relative ai principali Paesi esportatori ed importatori.(000/Euro)

% totale Var. % % totale


2006 Nov. 2006 Nov. 2007
2006 Nov. 06/07 Nov. 07

Totale Esportazioni 4,904,500 100.00 4,289,421 5,061,850 18.01 100.00

Gruppo di Paesi
Unione Europea (27) 3,556,055 72.51 3,227,730 4,001,146 23.96 79.05
Altri paesi 1,348,443 27.49 1,061,691 1,060,704 -0.09 20.95

Paesi
1 Lituania 693,755 14.15 626,283 809,291 29.22 15.99
2 Estonia 601,931 12.27 535,574 745,257 39.15 14.72
3 Russia 561,072 11.44 379,823 506,469 33.34 10.01
4 Germania 479,857 9.78 439,177 471,806 7.43 9.32
5 Svezia 305,818 6.24 277,474 398,173 43.50 7.87
6 Regno Unito 369,459 7.53 332,296 373,739 12.47 7.38
7 Danimarca 236,708 4.83 215,371 212,629 -1.27 4.20
8 Polonia 114,434 2.33 106,209 192,616 81.36 3.81
9 Finlandia 138,112 2.82 127,893 172,141 34.60 3.40
10 Norvegia 113,483 2.31 101,734 137,050 34.71 2.71
11 Bielorussia 112,701 2.30 93,886 118,790 26.53 2.35
12 Olanda 111,120 2.27 103,996 117,924 13.39 2.33
13 Francia 82,250 1.68 76,690 86,731 13.09 1.71
14 Italia 97,180 1.98 89,076 83,490 -6.27 1.65
15 Ucraina 86,622 1.77 71,407 77,896 9.09 1.54
16 U.S.A. 89,871 1.83 78,849 72,997 -7.42 1.44

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% totale Var. % % totale


2006 2006
Nov. 2006 Nov. 2007 Nov. Nov. 07
06/07

Totale Importazioni 9,191,465 100.00 8,208,563 10,133,954 23.46 100.00


Gruppo Paesi
Unione Europea (27) 7,034,879 76.54 6,295,283 7,872,444 25.05 77.68
Altri Paesi 2,156,586 23.46 1,913,280 2,261,510 18.20 22.32

Paesi
1 Germania 1,419,680 15.45 1,278,074 1,536,329 20.21 15.16
2 Lituania 1,188,763 12.93 1,064,061 1,387,220 30.37 13.69
3 Russia 733,376 7.98 637,794 845,093 32.50 8.34
4 Estonia 709,585 7.72 627,831 829,803 32.17 8.19
5 Polonia 659,755 7.18 595,469 709,064 19.08 7.00
6 Finlandia 521,389 5.67 468,856 516,134 10.08 5.09
7 Svezia 461,017 5.02 416,254 493,133 18.47 4.87
8 Italia 311,385 3.39 277,969 376,090 35.30 3.71
9 Bielorussia 431,574 4.70 395,566 343,853 -13.07 3.39
10 Olanda 296,018 3.22 265,896 308,044 15.85 3.04
11 Danimarca 248,909 2.71 224,727 271,237 20.70 2.68
12 Cina 153,425 1.67 135,377 238,536 76.20 2.35
13 Regno Unito 178,939 1.95 159,657 164,763 3.20 1.63
14 USA 84,950 0.92 74,364 121,114 62.87 1.20
15 Ucraina 96,852 1.05 84,584 103,250 22.07 1.02
16 Norvegia 184,624 2.01 168,363 102,304 -39.24 1.01
Fonte: Eurostat data, Comext data base, extraction 01/02/2008

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Principali esportazioni ed importazioni per prodotto in 000 Euro

% totale Var.% % totale


Prodotto 2006 Nov. 2006 Nov. 2007
2006 06/07 Nov. 07
Totale esportazioni 4,904,500 100.00 4,289,421 5,061,850 18.01 100.00

Legno, carbone ed articoli in legno 1,072,531 21.87 975,790 1,322,829 35.56 26.13
Metalli ed articoli in metallo 441,563 9.00 413,371 557,115 34.77 11.01
Macchine, apparecchiature
295,869 6.03 216,294 373,478 72.67 7.38
meccaniche ed elettriche
Vetture automobili, trattori, motocicli 238,764 4.87 217,728 358,816 64.80 7.09
Combustibili minerali, oli minerali e
250,610 5.11 228,434 280,146 22.64 5.53
loro distillazione
Prodotti farmaceutici 153,957 3.14 140,676 248,999 77.00 4.92
Bevande, liquidi alcolici ed aceti 124,559 2.54 108,174 232,841 115.25 4.60
Mobili e mobili medico-chirurgici 185,725 3.79 169,770 215,060 26.68 4.25
Lavori di ghisa, ferro ed acciaio 136,867 2.79 125,574 210,880 67.93 4.17
Plastica e prodotti plastica 111,614 2.28 101,862 151,582 48.81 2.99
Latte e derivati del latte 106,456 2.17 95,033 142,819 50.28 2.82
Pesce, crostacei e molluschi 102,624 2.09 92,057 126,472 37.38 2.50

% totale Var.% % totale


Prodotto 2006 Nov. 2006 Nov. 2007
2006 06/07 Nov. 07
Totale importazioni 9,191,465 100.00 8,208,563 10,133,954 23.46 100.00

Vetture automobili, trattori, motocicli 1,183,549 12.88 1,063,254 1,399,281 31.60 13.81
Reattori, caldaie, apparecchi e
1,070,270 11.64 946,036 1,290,412 36.40 12.73
congegni meccanici
Combustibili, oli minerali e loro
1,170,062 12.73 1,066,928 1,103,845 3.46 10.89
distillazione
Macchine, apparecchi e materiale e
735,342 8.00 653,949 799,484 22.25 7.89
lettrico e loro parti
Ghisa, ferro ed acciaio 379,789 4.13 345,294 481,506 39.45 4.75
Legno, carbone e lavori di legno 245,265 2.67 220,970 375,597 69.98 3.71
Plastica e prodotti plastica 359,000 3.91 328,556 374,188 13.89 3.69
Prodotti farmaceutici 311,215 3.39 284,196 322,194 13.37 3.18
Lavori di ghisa, ferro ed acciaio 294,887 3.21 270,015 314,757 16.57 3.11
Mobili, apparecchi per illuminazione 183,824 2.00 163,641 228,645 39.72 2.26
Pasta di legno, carta e cartone 194,624 2.12 177,656 205,645 15.75 2.03
Bevande, liquidi alcolici ed aceti 165,057 1.80 146,163 197,742 35.29 1.95
Strumenti ottici, per fotografia,
154,152 1.68 135,944 140,010 2.99 1.38
cinematografia, di misura
Lavori di pietre, gesso, cemento,
105,669 1.15 96,187 118,622 23.32 1.17
amianto
Prodotti dell'industria chimica 729,272 7.93 68,045 105,156 54.54 1.04
Fonte: Eurostat data, Comext data base, extraction 06/09/2007

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Investimenti
Gli IDE continuano a svolgere un ruolo fondamentale nell’economia lettone, contribuendo, tra
l’altro, a compensare il pesante deficit della bilancia commerciale.
Il principale investitore straniero in Lettonia è stato, fino a settembre 2007 (ultimo dato
disponibile), l’Estonia, con una quota del 16,49% sul totale degli investimenti. Seguono Svezia
14,53%, Germania 11,85%, Danimarca 9,88%, Finlandia 7,25% e Russia 6,71%.
La maggior parte degli investimenti esteri in Lettonia ha interessato, nei primi 9 mesi del 2007,
il settore delle intermediazioni finanziarie, 31,16% del totale; seguono le attività immobiliari,
con il 21,32%, vendita all’ingrosso ed al dettaglio, 14,34, le industrie manifatturiere (alimentari,
tessili, legno, etc.) con il 10,63%; ed il settore dell’elettricità, gas, acqua, 8,88%.
Di seguito le tabelle relative al totale degli IDE verso la Lettonia, suddivise per Paese:
Investimenti esteri in Lettonia (M.ni Euro)

% su
% su
Settembre totale
Paese 2005 2006 totale
2007 Sett.
2006
2007
Totale 4,230.14 5,767.43 100.00 6,142.00 100.00
1 Estonia 527.14 681.00 11.81 1,012.71 16.49
2 Svezia 645.29 810.70 14.06 892.14 14.53
3 Germania 368.43 633.30 10.98 727.71 11.85
4 Danimarca 368.43 485.30 8.41 606.57 9.88
5 Finlandia 274.29 358.10 6.21 445.57 7.25
6 Russia 344.71 380.30 6.59 412.29 6.71
7 Olanda 310.29 316.40 5.49 383.29 6.24
8 USA 278.14 334.40 5.80 358.71 5.84
9 Cipro 52.43 232.00 4.02 344.14 5.60
10 Norvegia 139.00 269.30 4.67 262.00 4.27
11 Regno Unito 91.57 169.60 2.94 210.00 3.42
12 Lituania 103.29 144.00 2.50 194.00 3.16
13 Austria 54.86 81.60 1.41 169.43 2.76
14 Svizzera 97.14 107.40 1.86 95.14 1.55
15 Islanda 21.71 48.00 0.83 85.43 1.39
16 Lussemburgo 10.57 22.60 0.39 71.29 1.16
17 Malta 0.06 48.00 0.83 62.00 1.01
18 Guernsey 49.29 41.70 0.72 57.00 0.93
19 Belgio 19.71 30.30 0.53 37.86 0.62
20 Francia 18.86 17.57 0.30 29.86 0.49
21 Liberia 14.43 19.30 0.33 29.43 0.48
22 Virgin Island (GB) 21.00 27.90 0.48 27.86 0.45
23 Nuova Zelanda 38.57 21.30 0.37 26.57 0.43
24 Arabia Saudita 21.29 21.60 0.37 22.29 0.36
26 Italia 9.71 16.14 0.28 21.29 0.35
Fonte: Bank of Latvia, Quarterly Balance of Payments Q3/2007

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Di seguito le tabelle relative al totale degli IDE verso la Lettonia, suddivise per settore
d’investimento:
Investimenti diretti totali verso la Lettonia (M.ni Euro)

% totale Settembre % Sett.


Settore d'investimento 2005 2006
2006 2007 2007
Totale 4,230.1 5,767.4 100.00 6,142.0 100.00
Intermediazioni finanziarie 893.7 1,418.0 24.59 1,914.1 31.16
Attività immobiliari ed economiche 734.7 1,027.6 17.82 1,309.4 21.32
Vendita ingrosso/dettaglio 589.0 737.4 12.79 883.1 14.38
Industra Manifatturiera 541.7 567.0 9.83 652.9 10.63
Elettricità, gas, acqua 468.0 498.0 8.63 545.4 8.88
Trasporto, Magazzinaggio, Comunicazione 491.7 512.0 8.88 535.1 8.71
Costruzioni 69.1 94.6 1.64 132.3 2.15
Agricoltura e foresta 61.6 70.7 1.23 106.7 1.74
Attività sociale 57.1 71.7 1.24 83.6 1.36
Hotel e Ristoranti 40.1 54.7 0.95 62.1 1.01
Attività non classificate 251.7 681.1 11.81 865.3 14.09
Fonte: Bank of Latvia, Quarterly Balance of Payments Q3/2007

c) Andamento dell’interscambio commerciale con l’Italia e degli investimenti diretti


esteri bilaterali
L’interscambio commerciale bilaterale ha registrato (dati novembre 2007) un aumento rispetto
allo stesso periodo dell’anno scorso (+3,02%), facendo figurare l’Italia all’11° posto tra i partner
commerciali della Lettonia. Le esportazioni lettoni verso l’Italia sono diminuite nel periodo in
esame del 6,27% rispetto allo stesso periodo del 2006, ponendo il nostro paese al 14° posto
nella graduatoria dei mercati di esportazione della Lettonia, con una quota dell’1,65%.
Dalla Lettonia l’Italia ha importato principalmente legno e lavori in legno, articoli tessili, vetro e
lavori in vetro, lana e filati, per un totale di Euro 83,5 milioni.
Le importazioni lettoni dall’Italia sono considerevolmente aumentate, rispetto allo stesso
periodo dell’anno precedente (+ 35,30%). Con una quota del 3,71% sulle intere importazioni
lettoni, l’Italia si colloca all’ottavo posto nella graduatoria dei paesi esportatori verso la
Lettonia, subito dopo la Finlandia e la Svezia e prima fra tutti i Paesi non appartenenti all’area
baltica, scandinava o dell’est europeo.
I principali prodotti di importazione dall’Italia sono stati: reattori, caldaie, apparecchi e
congegni meccanici, mobili, macchine, apparecchiature meccaniche ed elettriche, automobili,
per un ammontare pari a Euro 376,1 milioni.

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Principali esportazioni verso l'Italia (in migliaia di Euro)

% totale Variaz.
Prodotto 2006 Nov. 2006 Nov. 2007
2006 06/07
Totale esportazioni 97,180 100.00 89,076 83,490 -6.27
Legno, carbone di legna e lavori di legno 215,352 221.60 19,836 21,722 9.51
Tessili, cotone 93,771 96.49 8,583 9,240 7.65
Vetro e lavori in vetro 4,179 4.30 3,829 5,335 39.33
Abbigliamento, diversi da quelli a maglia 6,158 6.34 4,841 4,743 -2.02
Latte e derivati del latte 10,270 10.57 9,713 4,626 -52.37
Vetture, automobili, trattori, motocicli 4,244 4.37 4,040 4,005 -0.87
Reattori, caldaie apparecchi e congeni
4,570 4.70 2,197 3,755 70.91
meccanici
Lana, filati e tessuti di crine 1,660 1.71 1,502 2,633 75.30
Mobili, mobili medico-chirurgici 2,411 2.48 2,252 2,429 7.86

Principali importazioni dall'Italia (in migliaia di Euro)


% totale Variaz.
Prodotto 2006 Nov. 2006 Nov. 20007
2006 06/07
Totale importazioni 311,385 100.00 277,969 376,090 35.30
Reattori, caldaie, apparecchi e congegni
71,108 22.84 62,686 89,669 43.04
meccanici
Mobili, mobili medico-chirurgici 20,547 6.60 18,193 28,050 54.18
Macchine, apparecchi e materiale elettrico
20,877 6.70 18,673 20,266 8.53
e loro parti
Vetture, automobili, trattori, motocicli 12,713 4.08 11,331 20,044 76.90
Bevande, alcolici ed aceti 13,145 4.22 11,545 13,966 20.97
Indumenti ed accessori per abbigliamento
11,711 3.76 11,118 13,517 21.58
escluso maglia
Indumenti ed accessori per abbigliamento
12,790 4.11 11,973 12,792 6.84
compreso maglia
Calzature 8,444 2.71 8,099 11,881 46.70
Prodotti della ceramica 7,556 2.43 7,018 9,135 30.17
Strumenti ottica, fotografia,
7,814 2.51 6,942 9,110 31.23
cinematografia, di misura
Metalli preziosi, perle e pietre 6,775 2.18 5,594 7,825 39.88
Fonte: Eurostat data, Comext data base, extraction 06/09/2007

A settembre 2007 (ultimi dati disponibili) lo stock degli investimenti italiani in Lettonia ha fatto
segnare un significativo miglioramento. Nel periodo indicato gli investimenti italiani sono
ammontati a 21,29 milioni di Euro collocando l’Italia al 26° posto fra i paesi investitori in
Lettonia.
La maggioranza degli investimenti italiani in Lettonia ha interessato, nel periodo considerato, il
settore relativo al trasporto, magazzinaggio e comunicazione (46,98% di tutti gli investimenti
italiani); segue il settore riferito alle attività immobiliari (6,71%) e quello delle vendite
all’ingrosso ed al dettaglio (0,57%).

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Segue tabella relativa ai principali investimenti italiani in Lettonia.


Stock degli investimenti diretti italiani in Lettonia (M.ni Euro)

2005 2006 2006% Set. 2007 2007%

Totale 9.71 17.43 100.00 21.29 100.00

Trasporto, magazzinaggio e comunicazione 5.86 9.71 55.74 10.00 46.98


Attività non specificate 0.43 6.57 37.70 9.29 43.62
Attività immobiliare 2.43 0.71 4.10 1.43 6.71
Vendita all'ingrosso e dettaglio (esclusi
0.57 0.43 2.46 0.57 2.68
motoveicoli e motocicli)
Fonte: Bank of Latvia, Quarterly Balance of Payments Q3/2007

2. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE DI INTERVENTO


Un’area di potenziale interesse per le imprese italiane potrebbe essere quella dei servizi bancari.
Il sistema bancario lettone, che si compone di 23 banche, gestito quasi totalmente da gruppi
stranieri, offre una contenuta gamma di servizi, non particolarmente diversificata e flessibile. E’
soprattutto nel campo delle piccole e medie imprese e delle aziende agricole che il sistema
bancario lettone appare inadeguato a finanziare i progetti di ristrutturazione ed il potenziamento
delle infrastrutture, nonché a sostenere lo sforzo sul piano della competività che l’ingresso
nell’UE ha comportato. Nel settore agricolo, in particolare, le piccole aziende non sono in grado
di reperire presso il sistema bancario i necessari finanziamenti per adeguare le proprie strutture e
dimensioni alle esigenze di una moderna agricoltura. Le aziende bancarie italiane, che
certamente sono in grado di offrire una pluralità di servizi finanziari adeguati alla clientela delle
piccole e medie imprese e delle aziende agricole, potrebbero essere interessate ad approfondire
la questione, in vista di un possibile intervento sul mercato. A tale proposito, va menzionato che
il gruppo italiano Unicredit ha di recente rilevato la HVB Vereinsbank ed è presente sul mercato
lettone.

a) Valutazione della penetrazione commerciale dei prodotti italiani sul mercato locale
Come emerge da quanto sopra riferito, l’interscambio commerciale bilaterale presenta una
tendenza positiva (+25,21% nel primo semestre del 2007, rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente), soprattutto grazie alle esportazioni che sono aumentate in maniera significativa
(+35,30%) e le importazioni che sono diminuite rispetto all’anno precedente (-6,27%), facendo
balzare il surplus commerciale a +54,9% rispetto allo stesso periodo registrato l’anno scorso.

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Bilancia Commerciale Italia - Lettonia (in migliaia di Euro)

Var. %
Var. %
2005 2006 Nov. 2006 Nov. 2007 Nov.
05/06
06/07
Esportazioni Italiane 161,064 311,385 93.33 277,969 376,090 35.30
Importazioni italiane 47,137 97,180 106.17 89,076 83,490 -6.27
Saldo Commerciale 113,927 214,205 88.02 188,893 292,600 54.90
Interscambio totale 208,201 408,565 96.24 367,045 459,580 25.21
Fonte: Eurostat - Gennaio 2008

Le apparecchiature meccaniche ed elettriche, insieme all’abbigliamento, alle calzature, ai generi


alimentari ed ai mobili, rappresentano per la maggior parte il “Made in Italy”, vantando una
diffusa presenza nel commercio al dettaglio.
La lontananza geografica del mercato lettone e le sue ridotte dimensioni, sia in termini di
popolazione (circa 2,3 milioni di abitanti), che di potere d’acquisto (il salario medio mensile
lordo si attesta intorno ai 577 € - dati di settembre 2007), sia ancora le carenze infrastrutturali,
unitamente ai tuttora diffusi problemi di corruzione e alla frequente farraginosità dell’apparato
burocratico, non rappresentano degli incentivi per le piccole e medie imprese italiane.
Queste difficoltà sono in parte compensate dal vantaggio, forse non sufficientemente
“pubblicizzato”, rappresentato dalla strategica posizione geografica della Lettonia, quale ponte
per l’Europa occidentale verso un mercato più vasto, costituito dalle altre Repubbliche baltiche
e dalle regioni nord-occidentali della Russia.
Negli ultimi 10 anni la Lettonia ha compiuto notevoli progressi, migliorando costantemente il
clima degli investimenti.
L’adesione all’Unione Europea ha contribuito a rendere più certo il quadro normativo per gli
investimenti, creando situazioni potenzialmente favorevoli per l’ingresso di nuovi operatori
economici, anche italiani.
Per quanto riguarda i beni di consumo, va proseguita l’azione informativa mirante a rafforzare
su questo mercato l’immagine del “Made in Italy” originale.

b) Valutazione degli investimenti diretti da e verso l’Italia


I nostri investimenti diretti hanno fatto registrare fino a settembre 2007 un discreto incremento,
situando l’Italia al 26° posto nella graduatoria degli investitori esteri nel Paese, con una quota
pari allo 0,35% ed un ammontare pari a 21,29 milioni di Euro.
Circa una sessantina gli operatori italiani in Lettonia, diversi dei quali non stabilmente presenti
nel Paese: salvo pochissime eccezioni, si tratta perlopiù di “microimprese” impegnate in attività
di intermediazione commerciale, immobiliare, turistica, di consulenza e di ristorazione.
La maggioranza degli investimenti italiani in Lettonia, che negli anni scorsi interessava perlopiù
il settore immobiliare, è oggi invece rappresentata principalmente dal settore del trasporto,
magazzinaggio e comunicazione.

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Istituto nazionale per il Commercio Estero

Azioni mirate alla promozione degli investimenti diretti italiani andrebbero realizzate nei settori
dei beni strumentali e dell’impiantistica, dell’industria alimentare e nella filiera del legno.
Non si è registrato invece finora interesse (o possibilità) ad investire in Italia da parte di imprese
lettoni.

c) Valutazione delle potenzialità di cooperazione commerciale ed industriale nei


settori ad alto contenuto tecnologico
Nei settori tecnologicamente avanzati, ove le ditte italiane hanno raggiunto buoni livelli di
specializzazione, sarebbero possibili sinergie ed interazioni con i più importanti comparti
dell’industria locale, soprattutto nei settori dei beni strumentali e dell’impiantistica.
Interventi andrebbero sviluppati non solo per fornire macchinari, impianti e componenti, ma
anche per incentivare investimenti e collaborazioni industriali.
La categoria dei beni strumentali rappresenta una voce molto importante nella bilancia dei
pagamenti lettone, necessitando il Paese di grandi quantità di macchinari ed equipaggiamenti
per la ristrutturazione dell’industria.
Nonostante vi siano evidenti potenzialità, l’interesse delle aziende italiane fino ad oggi è
mancato. Tale interesse potrebbe essere sollecitato prendendo in considerazione le possibilità
offerte dai programmi congiunti di sviluppo delle tre Repubbliche Baltiche, nel loro insieme,
con particolare attenzione ai fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.

Ambiente
La Lettonia non è molto estesa, con una superficie totale di 64.589 kmq, strategicamente situata
tra la Comunità di Stati Indipendenti (CSI), la Scandinavia e l’Europa occidentale. Il Paese è
dotato di porti sempre liberi dai ghiacci e le foreste, che coprono circa il 40% del territorio, sono
la principale risorsa naturale. Il territorio è per la maggior parte piatto, con alcune aree al di
sotto del livello del mare. Il clima è temperato e tende al continentale nelle zone più interne.
L’attivismo ambientale ha avuto un ruolo principale tra i movimenti sviluppatisi subito dopo
l’indipendenza, in conseguenza del danno ecologico inflitto dal regime sovietico. I piani
quinquennali trascuravano l’ambiente e il danno fu ingigantito dall’inquinamento causato dalle
installazioni militari. Tra le zone più inquinate vi sono i fiumi, nei quali quasi la metà delle
acque fognarie veniva gettata senza trattamento, e alcune zone dove sono effettuate lavorazioni
chimiche.
Per eliminare i danni causati all’ambiente, è stato approvato un ambizioso programma
congiunto per la protezione del Mar Baltico, finanziato dall’UE, al fine di tutelare in modo
efficace non solo le acque marine ma anche i fiumi che sfociano nel Baltico. Con fondi
comunitari (programma PHARE) e della Banca Mondiale, alcuni piccoli progetti sono stati
realizzati ed hanno contribuito a ridurre i danni e a riqualificare alcune aree danneggiate: molto
rimane però ancora da fare.

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Istituto nazionale per il Commercio Estero

Strade, ferrovie, trasporti aerei


Il commercio di transito è tuttora una delle risorse per le entrate della Lettonia.
L’UE ha contribuito, attraverso i fondi del programma PHARE, all’integrazione tra i network
transeuropei. Un progetto in fase di ultimazione è l’autostrada Tallinn-Riga-Vilnius con
prolungamento verso la Germania, attraverso la Polonia. Altre arterie di primaria importanza
saranno le superstrade che uniranno le tre capitali baltiche a Mosca.
Il numero di proprietari di automobili è raddoppiato dal 1990; oggi più del 30% della
popolazione possiede un’auto.
Il trasporto interno su strada di merci è, negli ultimi anni, diminuito, a seguito dello spostamento
di una parte dei trasporti su ferrovia, che ora assicura il 50% dei trasporti interni. Vi sono
programmi per collegare i paesi Baltici alla Russia e, attraverso la Polonia, agli altri Paesi
europei, ma vi sono problemi di incompatibilità dello scartamento ferroviario.
L’aeroporto di Riga ha le caratteristiche di un moderno scalo internazionale. Da un anno è stato
portato a termine l’ampliamento della struttura con l’aggiunta di un nuovo terminal. Il traffico
aereo è aumentato notevolmente nel 2006 e la crescita è proseguita nel 2007, anche a seguito
dell’ingresso sul mercato di compagnie a basso costo che volano verso destinazioni molto
richieste (Berlino, Stoccolma e Londra). L’aeroporto di Riga dovrebbe nel prossimo futuro
bandire una gara per il miglioramento e l’ammodernamento dello scalo: il fabbisogno
ammonterebbe a circa 285 milioni di euro.

Industria
Il settore industriale è caratterizzato dalla presenza di pochi soggetti in posizione dominante.
Negli ultimi anni il governo centrale ha cercato di facilitare la creazione di nuove imprese e il
migliore funzionamento di quelle già esistenti, soprattutto piccole e medie. Su circa 45.300
imprese lettoni le piccole e medie imprese rappresentano quasi la totalità.
La forza del settore industriale del Paese sta nell’intensità del lavoro e nei settori a basso valore
aggiunto (lavorazione di prodotti alimentari, del legname, prodotti tessili).
L’entrata nell’Unione Europea ha evidenziato il problema della necessità di ristrutturazione dei
macchinari e degli equipaggiamenti elettrici già esistenti.

Edilizia
Il settore edilizio ha avuto un declino nei primi anni ’90, ma si è ripreso insieme alle attività
collegate di scavo ed estrazione. L’edilizia è stato uno dei settori più dinamici dell’economia
negli ultimi anni, sebbene la crescita non sia omogenea, ma concentrata nella capitale e in
alcune delle principali città. Vi è stata una crescita significativa di progetti per il miglioramento
dei porti, riparazioni di strade e costruzioni di impianti di trattamento delle acque fognarie.
Nonostante il lento ritmo di restituzione delle proprietà e le difficoltà nell’ottenere finanziamenti
(almeno in passato), le ristrutturazioni di case e appartamenti stanno accelerando, e le maggiori
banche hanno iniziato a concedere sempre più frequentemente ipoteche e prestiti.

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Istituto nazionale per il Commercio Estero

Il settore edilizio ha avuto un boom a partire dal 1998, e tra il 2002 ed il 2004 ha fatto registrare
un tasso di crescita del 14%. La costruzione di edifici commerciali (da destinare a vendita al
dettaglio ed all’ingrosso) è stata più dinamica di quella degli edifici residenziali, grazie alla
costruzione di numerosi centri commerciali. A partire dal 2005 si sta invece assistendo ad una
crescita delle costruzioni residenziali che, secondo gli esperti, è destinata a durare per alcuni
anni. Negli ultimi mesi si è assistito ad un graduale assestamento dei prezzi del mercato
immobiliare.

Turismo
Numerose sono state le strutture alberghiere costruite e ristrutturate negli ultimi anni; nel
prossimo futuro, grazie al costante aumento delle presenze turistiche, le strutture alberghiere e i
servizi collegati al settore dovranno aumentare, in particolare fuori dalla capitale dove esistono
strutture ancora poco adeguate; finora solo un terzo di tutti i visitatori stranieri visita località
fuori Riga.
L’ufficio ICE ha identificato, fra i settori più promettenti per l’export italiano, quelli della
meccanica in senso lato, senza tralasciare comunque i tradizionali settori degli articoli di gomma
e plastica, prodotti chimici e farmaceutici, nonché tessuti, abbigliamento, calzature, autoveicoli
industriali e agricoli, prodotti alimentari.
Quanto alle opportunità di investimento, il settore immobiliare continua a presentare interesse,
ma le opportunità maggiori sono presenti nell’ambito dei beni strumentali e dell’impiantistica
oltre che nel settore tessile, del legno, alimentare e dell’ambiente.
I maggiori progetti infrastrutturali che la Lettonia intende realizzare, principalmente con i fondi
comunitari, riguardano:
• La ristrutturazione della Via Baltica (Finlandia-Polonia), già quasi interamente
realizzata nel settore baltico, ed il collegamento dei porti di Ventspils, Riga e Liepaja ai corridoi
di trasporto europeo.
• L’ammodernamento delle ferrovie, in particolare nella direzione est-ovest.
• Lo sviluppo dei servizi idrici di Riga, Jelgava, Ventspils e di altri 18 centri minori.
• La costruzione di una discarica per rifiuti pericolosi e la creazione di un sistema di
gestione degli stessi.
• La realizzazione di un nuovo ponte, in fase di ultimazione, per l’attraversamento del
fiume Daugava a Riga.
• Lo sviluppo delle infrastrutture delle zone economiche speciali annesse ai porti.

d) Suggerimenti per l’attivazione degli strumenti di sostegno finanziario e


assicurativo pubblico per SACE e SIMEST
La SACE e la SIMEST si sono affacciate per la prima volta in Lettonia solo qualche anno fa.
Mentre la SACE ha stipulato in passato impegni bilaterali, non risulta che la SIMEST abbia mai
attivato strumenti di sostegno finanziario nel Paese, né potrà farlo in futuro a seguito
dell’adesione della Lettonia all’UE.

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In base alla classificazione della SACE, la Lettonia si colloca nella 2a categoria di rischio
OCSE, nel gruppo di Paesi di classe B (Categoria Consensus 2), verso i quali la SACE non
adotta alcuna restrizione. Attualmente la SACE non è esposta nei confronti della Lettonia.

3. POLITICA COMMERCIALE E DI ACCESSO AL MERCATO

a) Ostacoli alla libera circolazione delle merci


In generale, la Lettonia ha provveduto pienamente all’abolizione degli ostacoli normativi alla
libera circolazione delle merci, nell’ambito del più generale recepimento dell’acquis
comunitario.

b) Ostacoli alla libera circolazione dei servizi, dei capitali e libertà di stabilimento
delle imprese
Le Autorità lettoni hanno recepito in gran parte l’acquis comunitario relativo alla libera
circolazione di servizi e capitali ed alla libertà di stabilimento delle imprese.

4. POLITICA PROMOZIONALE E PROPOSTE OPERATIVE DI INTERVENTO


CONGIUNTO
Per la realizzazione delle iniziative promozionali, questa Ambasciata opera in costante contatto
con l’Ufficio ICE di Riga.

a) Mappatura delle iniziative di sostegno all’internazionalizzazione del sistema


produttivo che la rappresentanza diplomatico-consolare e l’ICE intendono realizzare nel
corso del primo semestre del 2008
• Missione di operatori lettoni al workshop con i produttori di mobili lucani (luogo:
Matera; periodo di realizzazione:12-13 febbraio; settore: arredamento).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “MILANOVENDEMODA” (luogo: Milano;
periodo di realizzazione: 21-24 febbraio; settore: abbigliamento).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “MIA” (luogo: Rimini; periodo di realizzazione:
23-25 febbraio; settore: agroalimentare).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “OROAREZZO” (luogo: Arezzo; periodo di
realizzazione: 29 marzo-1 aprile; settore: tessile-abbigliamento).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “LIBRO PER RAGAZZI” (luogo: Bologna;
periodo di realizzazione: 31 marzo-3 aprile; settore: editoria).

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• Missione di operatori lettoni al workshop con i produttori molisani (luogo:


Campobasso; periodo di realizzazione: 2-5 aprile; settore: agroalimentare).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “VINITALY” (luogo: Verona; periodo di
realizzazione: 2-7 aprile; settore: vini).
• Corso di cucina molisana per cuochi lettoni e missione giornalisti (luogo: Molise;
periodo di realizzazione: ultima settimana di aprile/prima settimana di maggio; settore:
agroalimentare).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “CIBUS” (luogo: Parma; periodo di
realizzazione: 5-8 maggio; settore: agroalimentare).
• Festival Italiano (luogo: Lettonia; periodo di realizzazione: 7 maggio- 10 giugno;
settore: plurisettoriale).
• Workshop operatori consorzio Invexport di Venezia in Lettonia (luogo: Riga; periodo
di realizzazione: 8-9 maggio: settore: plurisettoriale).
• Workshop operatori consorzio Conexport di Vicenza in Lettonia (luogo: Riga; periodo
di realizzazione: 14 maggio: settore: plurisettoriale).
• Azioni presso ipermercati e ristorazione per i prodotti enogastronomici della Regione
Molise (Riga; periodo di realizzazione: 14 maggio-10 giugno; settore: enogastronomico).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “CHARM” (luogo: Vicenza; periodo di
realizzazione: 17-21 maggio; settore: gioielleria).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “XYLEXPO” (luogo: Milano; periodo di
realizzazione: 27-31 maggio; settore: macchine lavorazione legno).
• Punto di informazione ICE alla fiera “Riga Food” (luogo: Riga; periodo di
realizzazione: 3-6 settembre; settore: agroalimentare).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “BOVINO DA LATTE” (luogo: Cremona;
periodo di realizzazione: 23-26 ottobre; settore: agroalimentare).
• Missione di operatori lettoni alla fiera “SIMAC” (luogo: Bologna; periodo di
realizzazione: 28-30 ottobre; settore: macchine e tecnologie per l’industria calzaturiera e della
pelle).

c) Progetti delle rappresentanze diplomatico-consolari e degli Uffici ICE per


iniziative promozionali nel corso del 2009
In linea generale, l’impegno promozionale dovrebbe essere incrementato ulteriormente rispetto
agli ultimi anni, che hanno comunque registrato un significativo aumento di fondi,
parallelamente al rafforzamento delle risorse umane.
Obiettivo prioritario dovrebbe essere quello di aumentare e consolidare la presenza dei prodotti
italiani nei beni di largo consumo, e quello di conquistare quote di mercato in settori in cui
l’Italia vanta prodotti di eccellenza, know-how e tecnologia all’avanguardia, nei quali ancora
stentiamo a posizionarci, ovvero nella meccanica strumentale, nei veicoli da trasporto, nelle
tecnologie per l’ambiente, nei materiali da costruzione, etc..

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Importante riteniamo anche un impegno maggiore per la nascita di collaborazioni industriali,


visto che il tessuto produttivo lettone risulta essere ancora sottodimensionato ed arretrato.
Si dovrebbe inoltre aumentare il dialogo con i media, che ad oggi si interessano già abbastanza
dell’Italia, ma prestano attenzione prettamente ai temi relativi alle tradizioni enogastronomiche
e alla moda. Occorre sensibilizzarli affinché si dedichino anche all’Italia come detentore di
tecnologia e innovazione.
I due settori che riteniamo prioritari, in termini di impegno promozionale, sono gli stessi indicati
per il 2008. non tanto basandoci sulla mera classifica di quanto al momento incidono sulle
importazioni lettoni dall’Italia, bensì sulle potenzialità di crescita:

1. Meccanica ed Elettronica
I prodotti del settore meccanica ed elettronica sono stati nel 2007 la prima voce dell’import
lettone, con una percentuale del 35% sul totale, contro il 33,2 % dell’anno precedente.
Anche per l’export italiano verso la Lettonia il settore rappresenta la prima voce in termini di
volume (155,6 mln di Euro nel 2007, ovvero una volta e mezzo rispetto al 2006) e di
percentuale (38,2% sul nostro export totale verso la Lettonia, contro il 33,6% del 2006),
registrando una crescita percentuale maggiore alla crescita che il settore ha avuto sull’import
totale lettone.
In virtu’ di tali risultati e visto il processo di ammodernamento del tessuto produttivo in corso,
riteniamo importante sostenere incisivamente tale settore al fine di conquistare nuove quote di
mercato. Attenzione dovrebbe essere prestata in particolar modo ai veicoli da trasporto, che
hanno conseguito il risultato piu’ significativo sia come crecita del mercato interno, che per
l’aumento dell’import dall’Italia.

2. Ambiente ed energia
Al momento l’Italia non gode di grandi volumi in questo settore, anche se le nostre aziende
hanno conoscenze e prodotti all’avanguardia. Dovremmo impegnarci affinché le aziende
italiane possano cogliere le opportunità derivanti dalla necessità della Lettonia di dotarsi di
nuove infrastrutture e di ammodernare quelle esistenti.
L’importanza strategica di questo settore deriva anche dalle inteconnessioni con il settore della
meccanica ed elettronica, che conseguentemente otterrebbe dei benefici importanti.
Rilevante è anche la gestione dei servizi ambientali, i cui fruitori sono specialmente le
municipalità, con le quali è necessario intensificare le relazioni. Bisogna tener presente che in
questi anni la Lettonia riceverà fondi europei destinati a tale settore.
Deve proseguire comunque un impegno importante anche nei seguenti settori:

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3. Agroalimentare
L’Italia occupa l’ 11° posto tra i principali esportatori del settore verso la Lettonia. Nel 2007 la
quota italiana e’ stata del 3.4%, con un volume totale di 37.6 mln di Euro. Nel 2006
l’incremento delle importazioni lettoni dall’Italia del settore “agroalimentare e vini” in rapporto
all’anno precedente e’ stato del 44%, nel/2007 e’ stato solo del 11% ripetto al 2006.
Nel 2007, come negli anni precedenti, la voce piu’ importante delle importazioni lettoni del
settore dall’Italia e’ stata quella dei vini di uve, che ha registrato una crescita del 20,8% rispetto
all’anno precedente (nel 2006 e’ stata del 225,8% rispetto al 2005). Tra gli esportatori di vini
d’uve l’Italia si posiziona al secondo posto, dopo la Francia, con una quota di mercato del
16.4%.
La promozione enogastronomica dovra’ essere ancora piu’ incisiva per aumentare la nostra
quota, ancora sottodimensionata, sfruttando il trend di crescita positivo delle importazioni
lettoni del settore.

4. Arredamento e materiali da costruzione


La voce costruzioni, che determina un incremento considerevole della domanda di prodotti di
arredamento e di materiali da costruzione (specialmente quelli di rifinitura), è rilevante nel PIL
Lettone, vista l’alta domanda di immobili di standard più elevato.
L’Italia occupa il 5° posto sul totale delle importazioni del settore, avendo raddoppiato nel
corso degli ultimi 2 anni il volume di vendite da 23,6 mln del 2005 a 47,1 mln del 2007.
In questo settore il consumo interno e’ancora in forte crescita, anche se nel 2007 il mercato
delle nuove costruzioni ha subito un forte rallentamento.
Dovremmo cogliere le opportunità, che si presenteranno principalmente nel breve periodo,
presentando il “Sistema Abitare” italiano nel suo complesso quale importante componente del
già menzionato stile di vita italiano.

5. Moda
Negli ultimi due anni l’Italia ha occupato la prima posizione tra gli esportatori del settore verso
la Lettonia, registrando nel 2007 un volume totale di 85.3 mln. di euro, con una quota del
13.0% sull’import lettone. Inoltre il settore rappresenta la seconda voce del nostro export verso
la Lettonia.
Bisogna continuare a difendere le nostre quote, specialmente nel tessile, ma senza trascurare
abbigliamento, calzature, oreficeria e gioielleria, occhialeria, accessori, etc..

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