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Svetlana Aleksievic

Come la scatola di una bambola

E' la notte del 26 aprile 1986: all'una, 23 minuti e 58 secondi, a Cernobyl', in Ucraina, le ripetute esplosioni di un reattore elettronucleare riversano nell'atmosfera tonnellate di particelle radioattive. Il reattore per la produzione di energia sprigionata da reazioni nucleari a catena continua a bruciare per giorni e la contaminazione si estende su un'area abitata da nove milioni di persone, sopratturro la Bielorussia. In questa pagina la giornalista ucraina Svetlana Aleksievic d voce alla testimonianza d un uomo: Nikolaj Fornir Kalugin, residente a Pripjat', ha visto morire la moglie e la figlia a seguito di una delle pi grandi catastrofi della contemporaneit. Gli aspetti testuali e linguistici
Contesto comunicativo-editoriale Il brano tratto da un volume saggistico a carattere divulgativo. Caratteristiche testuali Le indicazioni di tempo e di luogo conferiscono valore oggettivo alla testimonianza ( successo allora, dieci anni fa, e ogni giorno lo rivivo. t sempre con me. Vivevamo nella citt di Pripjat'). Le frasi brevi, spesso interrotte dai puntini di sospension e , evocano il tremendo dolore del ricordo: questo padre di famiglia solo raccontando con distacco e parlando della propria bambina come di una estranea pu rielaborare la sofferenza e tentare di superarla (Quando racconto di questo ho come la sensazione, il cuore a suggerirmelo, di commettere un tradimento. Perch devo descriverla come un'estranea... Destinatari L'autrice si rivolge a un pubblico che conosce l'argomento e desidera approfondirne gli aspetti umanitari.

La struttura
Introduzione Nella introduzione questo cittadino di Pripjat' ricostruisce dopo dieci anni lo stato d'animo di chi ha vissuto in prima persona la tragedia. Anzitutto confronta la situazione della Bielorussia prima e dopo l'esplosione nucleare ed evidenzia come il cernobyliano sia condannato per sempre alla diversit (di punto in bianco, un giorno ti trasformi in un uomo di CernobyI'. In un fenomeno da baraccone! In qualcosa che incuriosisce tutti, righe 8-10). Poi spiega che i giornali, pur avendo parlato di CernobyI' come fabbrica degli orrori, hanno in realt trasformato l'incidente in una occasione spettacolare (ne hanno gi parlato anche i giornali. Hanno voluto fare di Cernobyl' una fabbrica degli orrori, anche se poi quello che venuto fuori un cartone animato). Di qui deriva l'esigenza di testimoniare la tragedia reale delle persone coinvolte (lo racconter solo quel che, ho vissuto di persona... 1

Introduzione successo allora, dieci anni fa, e ogni giorno lo rivivo. sempre con me. Vivevamo nella citt di Pripjat'. Proprio in quella. Non sono uno scrittore. Non sarei in grado di descriverlo. La mia ragione non arriva a comprenderlo. E neanche gli studi superiori aiutano. Stai vivendo... Da uomo qualsiasi. Piccolo. 5 Come tutti gli altri, vai al lavoro e ritorni dal lavoro. Ricevi una retribuzione media. Una volta l'anno vai in ferie. Un uomo normale! E di punto in bianco, un giorno ti trasformi in un uomo di Cernobyl' In un fenomeno da baraccone! In qualcosa che incuriosisce tutti e che nessuno sa cosa sia. Tu vorresti es- 10 sere come tutti, ma non puoi. Non ti pi possibile. Ti guardano con occhi diversi. Ti fanno delle domande: hai avuto paura laggi? Hai visto bruciare la centrale? Com'era? Cos'hai visto? E, in generale, puoi avere dei figli? Tua moglie non t'ha lasciato? All'inizio siamo diventati dei fenomeni ambulanti... Tutto15 ra la parola cernobyliano come n segnale acustico... Si voltano tutti a guardarti... Viene da laggi! I primi giorni, era questa la sensazione... Di aver perduto non soltanto la citt, ma tutta la nostra vita... Abbiamo lasciato la nostra casa il terzo giorno... Il reattore' 20 stava bruciando... Mi sono rimaste impresse le parole di un nostro conoscente: C' odore di reattore. Un odore indescrivibile. Ma ne hanno gi parlato anche i giornali. Hanno voluto fare di Cernobyl' una fabbrica degli orrori, anche se poi quello che 25 venuto fuori un cartone animato. Io racconter solo quel che, ho vissuto di persona... La mia verit...
uu

I. reattore: impianto per la produzione di enormi quantit di

energia sprigionata da reazioni nucleari a catena.

LA LINGUISTICA Sviluppo
La mia verit...

andata in questo modo... L'avevano annunciato per radio: proibito portare via i gatti! Subito la gatta nella valigia! Ma non ci voleva stare, si divincolava. Ha graffiato tutti! Proibito 30 portare con s le proprie cose. E io non mi sarei portato via niente comunque. Tranne una cosa, una cosa sola! Dovevo togliere la porta d'ingresso dell'appartamento e portarla via, non potevo in nessun caso lasciarla l... e avrei sbarrato l'ingresso con assi e chiodi... 35 La nostra porta... Il nostro talismano! La reliquia' della famiglia. Quand'era morto mio padre era stato messo disteso su questa porta. Non so in base a quale usanza, e se sia diffusa e dove, ma da noi, mi ha detto mia madre, si usava mettere il defunto sulla porta di casa. Avrebbe aspettato l l'arrivo della ba40 ra. Ho vegliato tutta la notte mio padre disteso su quel catafalco'... E la casa rimasta aperta... Tutta la rotte. Sulla porta ci sono delle tacche fin quasi al bordo superiore... Di quanto crescevo... E c' anche indicato: classe prima, seconda. Settima. Inizio del servizio militare e accanto, la crescita di mio figlio... 45 Di mia figlia... Su questa porta registrata tutta la nostra vita. Come potevo lasciarla? Ho chiesto a un vicino che aveva la macchina: Dammi una mano!. Mi ha fatto capire gesticolando che dovevo avere qualche rotella fuori posto. Ma l'ho recuperata lo stesso... Due 50 anni dopo... La porta... Di notte... Attraverso la foresta... Il nostro appartamento era ormai stato depredato. Ripulito. Avevo alle calcagna quelli della milizia': Fermo o spariamo!. Sicuramente mi avevano preso per un saccheggiatore. Non ci avrebbero mai creduto che stavo rubando la porta di casa 55 mia... Ho fatto ricoverare in ospedale mia moglie e mia figlia. Avevano delle macchie diffuse su tutto il corpo. Grandi come monete da cinque copechi s ... Indolori... Hanno fatto tutti gli esami. Ho chiesto: E i risultati? Non sono per lei. E per chi 60 sono, allora? A quel tempo tutti non facevano che ripetere: moriremo moriremo... E dicevano che per l'anno 2000 sarebbero scomparsi tutti i bielorussi. Mia figlia aveva sei anni. La metto a letto e lei mi sussurra all'orecchio. Pap. Voglio vivere, sono ali- 65 cori piccola. E io che pensavo che non potesse capire... Riesce a immaginarsele sette bambine piccole completamente calve, tutte in una volta? Nella stanza erano in sette... No, ne ho abbastanza! Ho finito! Quando racconto di questo ho come la sensazione, il cuore a suggerirmelo, di commette- 70 re un tradimento. Perch devo descriverla come un'estranea... Le sue sofferenze... Mia moglie rientra dall'ospedale... Non ce

Sviluppo Nello sviluppo espositivo le informazioni sono ordinate attraverso i seguenti criteri: . racconto di come

si sono svolti i fatti (l'ordine di abbandonare le case, il divieto di portare con s gli animali e gli oggetti, l'appartamento saccheggiato) e del proprio mondo di affetti e di ricordi (il valore simbolico connesso alla porta d'ingresso); . citazioni (A quel
tempo tutti non facevano che ripetere: moriremo moriremo... E dicevano che per l'anno 2000 sarebbero scomparsi tutti i bielorussi)

ed esempi (le macchie diffuse su tutto il corpo delle persone colpite dalle radiazioni; le bambine completamente calve); . rapporto causaeffetto (la figlia si rende conto che sta per morire e sussurra al padre che ancora piccola e ha voglia di vivere; la moglie non riesce pi ad assistere alle sofferenze della bimba e di conseguenza spera che la bimba muoia o di morire lei stessa).

i 2. talisma n o . . . reliquia: portafortuna e oggetto ritenuto sacro. 3. catafalco: la base di legno sulla quale si ap2 poggia la bara durante la cerimonia funebre. 5. milizia: gli addetti alla vigilanza degli appartamenti rimasti vuoti, per evitare atti di sciacallaggio, cio furti e saccheggi. S. copechi: monete bielorusse corrispondenti alla centesima parte del rublo.

JNIT A

i LA COMUNICAZIONE SCRITTA

la fa pi a resistere: sarebbe meglio se morisse, invece di soffrire a quel modo! O che muoia io piuttosto, per non doverla pi vedere!. No, basta! Ho finito! Non posso. No! 75 L'abbiamo posata sulla porta... Su quella porta dove a suo tempo era stato disteso mio padre. Finch non hanno portato la piccola bara... Era piccola, come la scatola di una bambola, di quelle grandi. Conclusione Voglio rendere testimonianza che mia figlia morta a causa di CernobyI' E si pretenderebbe da noi che dimenticassimo...
Nikolaj Fornir Kalugin, un padre (S. Aleksievic, Preghiera per Cernobyl, trad. di S. Rapetti, edizioni e/o, Roma 2007) 80
Conclusione

La conclusione ribadisce quanto detto in apertura: impossibile dimenticare.

Chernobyl, all'indomani della tragedia. Segnali di Divieto di accesso disposti attorno al sito di Chernobyl, per un cerchio di 30 Km (maggio 1986). (Foto I. Kostin/Sygma/Corbis)

1. Come si definisce il protagonista della vicenda? 2. Qual la sola cosa che, oltre al gatto, Nikolaj vuole assolutamente portare con s? Perch proprio quell'oggetto? 3. Perch Nikolaj fa ricoverare la moglie e la figlia? 4. In quale modo Nikolaj comunica al lettore che la figlia morta? 5. Quali caratteristiche ha il linguaggio usato da Nikolaj? 6.Qual lo stile usato da Nikolaj? 7. Modificare il linguaggio e la sintassi di un testo espositivo. Riscrivi in forma sintetica il testo su Cernobyl utilizzando un linguaggio e una sintassi neutri, senza cio il coinvolgimento emotivo che invece contraddistinguono il testo di Nikolaj. 3