Sei sulla pagina 1di 3

Il Riformista 12 Novembre 2007 BANCHIERI & IMPRENDITORI.

IL CONSIGLIERE DELEGATO E CEO DI INTESA-SAN PAOLO E IL PRESIDENTE DEI GIOVANI INDUSTRIALI La povert secondo Passera e Colaninno: come provare a combatterla CONVERSAZIONE CON CORRADO PASSERA

La carit uno dei motori della societ


L'impegno per sconfiggerla indispensabile se si vuole tenere insieme una societ e non rischiare derive pericolose, che minerebbero la tenuta delle istituzioni e quindi la stessa democrazia. Una societ che non combatte e risolve il problema della povert una societ dove la fiducia cala, una societ che cresce meno, una societ che diventa pi violenta. A parlare Corrado Passera, consigliere delegato e Ceo di Intesa-San Paolo, uno dei pi grandi gruppi bancari europei. L'impegno per combattere la povert - continua - giusto in s. Ma anche indispensabile se si vuole tenere insieme la societ e non rischiare derive pericolose: non certo il nostro caso, ma la storia dimostra che quando una parte della societ entra in uno stato di stress insopportabile, ne soffre la democrazia, e la tenuta delle istituzioni diventa a rischio. Inevitabile chiedergli che ne pensi dell'ipotesi di garantire un "salario minimo" a tutti. Una soluzione, per molti. Secondo altri, bisognerebbe invece percorrere la strada del micro-credito di grandi banche per individui e famiglie, oppure ipotizzare un allargamento del credito laddove il welfare non arriva o non pu arrivare. Viviamo comunque - dice Passera - in un continente e in un paese che assicura un livello di welfare che il resto del mondo si sogna. Quando qualcuno disdegna il welfare come conquista della nostra societ occorre ricordarlo e non dimenticarsi che il resto del mondo guarda all'Europa, e per certi aspetti all'Italia, con grande invidia. Detto questo, l'attuale welfare, nella sua sostenibilit soprattutto nel campo della sanit, dell'assistenza, della previdenza, sia per l'effetto dell'invecchiamento (che un'alta conquista dell'umanit) e della natalit, sia per l'effetto dell'immigrazione, purtroppo a rischio e deve ristrutturarsi per sopravvivere e per continuare a garantire il suo ruolo. Occorrono quindi altre soluzioni. E' chiaro che il "pubblico" - prosegue Passera - non sar in grado di assicurare da solo il livello di servizi di cui una societ in grande trasformazione come la nostra avr bisogno nei prossimi anni. Questo lascia spazio al ruolo che il non-profit, l'impresa sociale, il volontariato potranno svolgere nel nostro paese. Con le nostre

banche e le fondazioni nostre azioniste, nel rispetto di un'antica tradizione, abbiamo creato una banca dedicata al terzo settore e all'impresa sociale: ne aiuter la nascita e lo sviluppo. w Non amo fare auto-pubblicit, ma un'iniziativa importante. Si chiama Banca Prossima e parte con un patrimonio di tutto rispetto: 120 milioni di euro, 100 specialisti, 6mila filiali a disposizione per servire ancora meglio le 50.000 organizzazioni che gi si affidano al nostro Gruppo e attivarne di nuove. Gli utili verranno reinvestiti nella banca stessa e nel sociale. Resta aperto il problema di-una politica credito. Dobbiamo ulteriormente facilitare l'accesso al credito a tutti quei settori, come l'impresa sociale, che lo meritano ma che hanno avuto difficolt in passato a trovare ascolto. Il caso del Progetto PAN (Progetto Asili Nido) che ha portato in poco pi di due anni all'apertura di 260 asili nido ne un esempio emblematico. Cito questo progetto anche perch la CdO vi svolge un ruolo importante. Lei accennava per esempio al micro-credito. Nel Sud del mondo - siamo impegnati in Malawi - il micro-credito consiste in prestiti di pochi dollari, da noi il micro-credito prende forme diverse. Micro-credito , per esempio, 0 "prestito d'onore" agli studenti, micro-credito finanziare i cassintegrati fino a quando l'Inps interviene con il sussidio, oppure finanziare le famiglie meno abbienti per assumere una badante. Tra un intervento come questo e il "minimo salariale", la posizione di Passera molto elastica. C' spazio per tutto - dice -, sia per un terzo settore pi forte, sia per ammortizzatori sociali di cui l'Italia oggi manca. Oggi soffriamo di rigidit antistoriche e di una tutela inadeguata contro la disoccupazione, quando dovremmo invece puntare su maggiore flessibilit e adeguati ammortizzatori sociali. Dobbiamo evitare per gli errori fatti in altri paesi, dove un "eccesso" di ammortizzatore sociale disincentiva l'uscita dalla disoccupazione stessa. Affrontando un tema caldo come quello della povert, non si pu non parlare, come sempre accade nel nostro Paese, di contraddizioni geografiche, crescita, redistribuzione della ricchezza. Su molti interventi c' grande consenso, il fatto che poi non facciamo ci che diciamo. Un caso emblematico - prosegue Passera - quello delle infrastrutture e dei decenni necessari a realizzarle. I nostri meccanismi decisionali in tutti i settori delle istituzioni e della Pubblica amministrazione si stanno bloccando e il costo per il paese enorme. Quanto alla redistribuzione della ricchezza, un tema squisitamente politico. Invece dobbiamo sentirci tutti responsabili di accelerare la crescita economica sostenibile. Se non c' crescita economica non ci sono risorse da ridistribuire. Da troppi anni non cresciamo abbastanza. Una insufficiente crescita economica per un periodo prolungato porta a far scoppiare i conti pubblici o a una riduzione intollerabile del welfare. La prima cosa da fare per accelerare la crescita? Premiare di pi le imprese che investono e crescono. Di fronte a questa complessit, c' la semplicit del Banco Alimentare,

che cerca di far fronte al problema della povert. Quella del Banco Alimentare una formula straordinaria per efficacia. Aiuta concretamente milioni di persone, contribuendo a risolvere la necessit primaria del cibo. Lo fa in maniera continuativa e non estemporanea con una macchina organizzativa molto efficiente e poco costosa. In pi coinvolge nel dono milioni di persone, che un fatto fondamentale. Lo stesso risultato economico raggiunto con un unico assegno avrebbe immensamente meno forza di quello che scatena il Banco Alimentare, grazie alla larghissima partecipazione che sa sviluppare. Don Luigi Giussani parlava di semplice atto di carit cristiana. La carit - conclude Passera - ha un particolare significato per un cristiano e magari per un laico ne ha un altro. Ma il dono e il donarsi uno dei grandi motori della societ. Oggi si tende da parte di troppi a ridurre la societ alla sua componente economica, considerando i cittadini solo dei consumatori e in generale le persone solo come portatrici di interessi particolari. In realt la societ si tiene insieme e si evolve grazie a valori che trascendono ci che conveniente e ci che contingente, grazie proprio a questo darsi senza misura, comunque senza calcolo.